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N°4 Anno I Giugno 2009 Edizioni paracule

Grillo scende in campo

“il Pd è la polizza vita di questo governo”

Skinhe ad a Napoli

Il controllo delle masse nei sistemi democratici

Drab bles post


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SOMMARIO

Visita il nostro sito http://www.movimentoparaculo.org

Focus

Editoriale Il comico e il pagliaccio Di Igor Carta.

Pag. 5

Prima Pagina

Io no spik inglisc... Di Den7.

Pag. 22

Lo stato ateo Di Giovanni Pili.

Pag. 23

E' passato l'emendamento anti blogger Di “La Casa dei circoli�.

Pag. 7

Il controllo delle masse nei sistemi democratici Di Marco Canestrari. Pag. 24

Skinhead aggrediscono gay a Napoli. Di Francesco Amato.

Pag. 8

Rassegna pop

Seconda pagina

La stanza all'ombra Di Alfredo Sgarlato.

Pag. 34

Cene, viaggi e hotel a Dubai mentre Palermo brucia Di Andrea De Luca. Pag. 9

Drabbles post Di Elena Bertoli.

Pag. 36

Timing Di Renato Provvidera.

Pag. 11

SILCO PARODIC ART Di SILCO.

Pag. 39

Ma i Comunisti? Di Andrea De Luca.

Pag. 12

H.R. Giger Di SILCO.

Pag. 40

Chi lo avrebbe mai detto! Di Igor Carta.

Pag. 13

Minzolini, l'ennesimo servo di Berlusconi Di Andrea De Luca. Pag. 15 Prove tecniche di regime Di Renato Provvidera.

Pag. 16

Informare non propagandare Di Giovanni Pili.

Pag. 17

Giardinetti riservati agli immigrati Di Andrea De Luca.

Pag. 18

Diario di bordo Di Alfredo Sgarlato.

Pag. 20

Edizioni Paracule Il primo web Magazine dei blogger (diffidate dalle imitazioni) fondato il 07 Novembre 2008 da Giovanni Pili & Fabio Lanzi. Direttore editoriale - sytry82 Web Master - Andy Sin Amministratori delegati - gatto.Menelao, Den7 POTERE AL DUBBIO!


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Il comico e il pagliaccio di Igor Carta.

La notizia era una bomba: con spoletta a tempo o a impatto bisogna ancora accertarlo. La candidatura di Beppe Grillo alla segreteria del PD ha risvegliato dal torpore i leviatani che ne compongono la dirigenza, addormentati in fondo al mare, grassi come quaglie e sicuri di essere indisturbati. Appresa la notizia a caldo ho subito pensato che Grillo avesse deciso di fare il passo che tutti i suoi sostenitori gli chiedevano da tempo, la discesa in campo. Poi prima i silenzi dell'entourage dello psiconano, poi le facce sempre più plumbee di Fassino & Co, lanciatisi in cori deliranti di “non si può, non si può fare”, e l'unica nota di colore, l'entusiasmo di Di Pietro, hanno non reso l'evidenza, ma palesato col botto che covo di inciuciari sia il PD. Stamani sono faticosamente riusciti a mettersi d'accordo, ci mancherebbe: “Grillo no”. Buon per loro, hanno forse fatto la scelta migliore che potessero, la meno peggiore, finire di affondare con la loro stessa nave, e il motivo é semplice. Accettare Grillo avrebbe significato rimettersi a fare opposizione! Buon per Al Pappone, visto tutto quello che si può trovare per mettergli il pepe al culo, escort, conflitto d'interessi, Gheddafi, Dell'Utri, Mills, nucleare, Cip & Ciop...; Inoltre sarebbe dovuta (comunque) l'epurazione di tutti i candidati sporchi (e di riflesso di quasi l'intero partito), su cui vige nell'intero emiciclo l'omertà più totale. Di per sé il no a Grillo potrebbe costare, in voti, molto caro, ma comunque meno dell'eventualità che Grillo costituisca un partito vero e proprio, andando contro i suoi stessi dettami peraltro, ma non credo comunque che Grillo davvero desideri diventare segretario del PD, ed eventualmente candidato premier; per una semplice ragione. Avrebbe certamente il pieno appoggio dei suoi elettori, ma fino a che punto, dal partito? Il piccolo equivoco sta proprio qui, perché in Parlamento ci siedono i membri del partito, non gli elettori, ché ne dica lo psiconano, “i miei elettori mi votano e governo io”. Se fosse realmente così che bisogno c'era della legge porcata, in cui si vota la lista, e non il candidato? Non é così, signor Presidente del Consiglio? O lei é come si suol dire “una lenza”, oppure il suo mordente sui somari che già in passato ha fatto la sua fortuna, ora é davvero senza pari! A conti fatti, non sono affatto sorpreso di come si sta sviluppando la cosa, perché Grillo segretario PD avrebbe comportato l'inevitabile distruzione politica di uno dei due soggetti, e visto il precedente di Prodi, non ho dubbi sul quale. In questo rimbalzo di notizie appare


defilato proprio il PDL, sarà ancora occupato a smaltire la sbornia post G8? Eppure avrebbero di che preoccuparsi, perché già l'intesa PD-IdV sarebbe nociva, ma un candidato di grido come Grillo riporterebbe alle urne tutti quelli (molti) terrorizzati dal PDL, delusi dal PD, schifati dal PRC, che hanno fatto la fortuna del Cavaliere alle ultime consultazioni. Segno che il nano non é minimamente preoccupato di un'eventualità simile, galleggiante nelle mani sicure di chi voleva la Bicamerale prima o il dialogo sulle riforme poi. A dir poco memorabili poi le motivazioni che hanno (!!!) “spinto” il PD verso il no: “E' un comico” sarebbe in ottima compagnia, “ci ha sempre criticato” l'aveste ascoltato, fanculo a voi, o aveste ascoltato Moretti anni fa “non é questo il modo di fare opposizione” il vostro modello é vincente per uno strano caso? “Avremo un iscritto in più” spiritosoni, vedi che la politica del cucù funziona? Proprio come quella del tarallucci e vino che nel '92 ci ha quasi portato alla bancarotta. E adesso? Chissà, se non altro si é sentito parlare di qualcosa di diverso dopo l'abboffata pro-regime del G8; hanno parlato di tutto, abbiamo raggiunto ottime intese. Bene, tanto non cambierà un cazzo, come sempre, é stata solo una bella gita fuori porta, dopo tutto.


E' passato l'emendamento anti blogger di “La Casa dei circoli”.

L'attacco finale alla democrazia è iniziato! Berlusconi e i suoi sferrano il colpo definitivo alla libertà della rete internet per metterla sotto controllo. Ieri nel voto finale al Senato che ha approvato il cosiddetto pacchetto sicurezza (disegno di legge 733), tra gli altri provvedimenti scellerati come l'obbligo di denuncia per i medici dei pazienti che sono immigrati clandestini e la schedatura dei senta tetto, con un emendamento del senatore Gianpiero D'Alia (UDC), è stato introdotto l'articolo 50-bis, "Repressione di attività di apologia o istigazione a delinquere compiuta a mezzo internet". Il testo la prossima settimana approderà alla Camera. E nel testo approdato alla Camera l'articolo è diventato il nr. 60. Anche se il senatore Gianpiero D'Alia (UDC) non fa parte della maggioranza al Governo, questo la dice lunga sulla trasversalità del disegno liberticida della "Casta" che non vuole scollarsi dal potere. In pratica se un qualunque cittadino che magari scrive un blog dovesse invitare a disobbedire a una legge che ritiene ingiusta, i provider dovranno bloccarlo. Questo provvedimento può obbligare i provider a oscurare un sito ovunque si trovi, anche se all'estero. Il Ministro dell'interno, in seguito a comunicazione dell'autorità giudiziaria, può disporre con proprio decreto l'interruzione della attività del blogger, ordi! nando ai fornitori di connettività alla rete internet di utilizzare gli appositi strumenti di filtraggio necessari a tal fine. L'attività di filtraggio imposta dovrebbe avvenire entro il termine di 24 ore. La violazione di tale obbligo comporta una sanzione amministrativa pecuniaria da euro 50.000 a euro 250.000 per i provider e il carcere per i blogger da 1 a 5 anni per l'istigazione a delinquere e per l' apologia di reato, da 6 mesi a 5 anni per l'istigazione alla disobbedienza delle leggi di ordine pubblico o all'odio fra le classi sociali. Immaginate come potrebbero essere ripuliti i motori di ricerca da tutti i link scomodi per la Casta con questa legge? Si stanno dotando delle armi per bloccare in Italia Facebook, Youtube, il blog di Beppe Grillo e tutta l'informazione libera che viaggia in rete e che nel nostro Paese è ormai l'unica fonte informativa non censurata. Vi ricordo che il nostro è l'unico Paese al mondo, dove una media company, Mediaset, ha chiesto 500 milioni di risarcimento a YouTube. Vi rendete conto? Quindi il Governo interviene per l'ennesima volta, in una materia che vede un'impresa del presidente del Consiglio in conflitto giudiziario e d'interessi. Dopo la proposta di legge Cassinelli e l'istituzione di una commissione contro la pirateria digitale e multimediale che tra poco meno di 60 giorni dovrà presentare al Parlamento un testo di legge su questa materia, questo emendamento al "pacchetto sicurezza" di fatto rende esplicito il progetto del Governo di "normalizzare" il fenomeno che intorno ad internet sta facendo crescere un sistema di relazioni e informazioni sempre più capillari che non si riesce a dominare. Obama ha vinto le elezioni grazie ad internet? Chi non può farlo pensa bene di censurarlo e di far diventare l'Italia come la Cina e la Birmania. Oggi gli unici media che hanno fatto rimbalzare questa notizia sono stati Beppe Grillo dalle colonne del suo blog e la rivista specializzata Punto Informatico.


Skinhead aggrediscono gay a Napoli. A difenderli solo una ragazza. di Francesco Amato.

Piazza Bellini, Napoli: un gruppo di nazistoidi attacca rissa con alcuni omosessuali e quando una ragazza li difende si trova a terra, pestata a sangue. La ragazza ora rischia di perdere un occhio. (NdR) Tralascio le ovvie considerazioni sugli animali aggressori che andrebbero semplicemente appesi per le palle, per far notare un altro punto. In questo caso il gruppo omosessuale era composto da elementi anagraficamente maschili, quantomento dall’articolo. Essere uomini omosessuali non significa essere donne. Significa, come mi ha fatto notare un commentatore di uno scorso post, essere dei maschi attratti sessualmente da altri maschi. Quindi avere una struttura fisica maschile. Ergo, perchè questo gruppo di uomini ha permesso che fosse una ragazza (quindi indiscutibilmente e strutturalmente più debole di loro e degli aggressori) a fare le spese della propria difesa? Nessuno è intervenuto a difenderli ma, se è per questo, nemmeno loro sono intervenuti in difesa di una donna che, da sola, ha dimostrato di avere più palle di tutti i presenti, etero o omosessuali che fossero. La realtà è che i nazistoidi in questione non ce l’avevano con il gruppo omosessuale ma stavano cercando qualcuno su cui sfogare la propria rabbia merdosa, prova ne sia il fatto che alla fine invece che gli omosessuali hanno menato la ragazza. Quando un branco di questo tipo si muove, sviluppa un’aggressività tale da paralizzare chiunque non sia molto grosso, molto armato o molto in compagnia e il cittadino medio non è in grado di salire un piano di scale senza avere il fiatone, ne è abituato allo shock che può derivare del ricevere un cazzotto in piena faccia. In una rissa da strada, il cittadino medio avrà sempre la peggio. L’unico modo che ha di vincere è quello di muoversi in gruppo. Se intorno al gruppo di skinhead si fosse raccolta all’istante una folla minacciosa che li avesse sommersi di sberle, allora le cose sarebbero andate diversamente. Ma il problema, quello vero, è che nessuno si è sentito di essere il primo, perchè tutti sapevano di non poter contare su altri che se’ stessi. La ragazza si è ribellata a questo. Forse pensando ingenuamente che almeno per difendere una donna qualcuno si sarebbe mosso; grande errore da parte sua. Errore quasi terminale. Tempo sbagliato, era sbagliata, paese sbagliato.


Cene, viaggi e hotel a Dubai mentre Palermo brucia di Andrea De Luca. Palermo è invasa dai rifiuti a causa dello sciopero degli operatori dell'Amia, ex azienda municipalizzata che si occupa della raccolta dei rifiuti nel capoluogo siciliano, in stato di agitazione per la crisi economica in cui versa l'azienda e le politiche di sicurezza sul lavoro. Palermo in pratica vive la stessa situzione di Napoli. Il video in alto ci fa capire com'è la situzione attuale per le strade della città. Come Napoli. Peggio di Napoli. Palermo sprofonda nella monnezza. "’A munnizza". E tutti, palermitani e turisti, sono avvelenati dai miasmi dei cassonetti che bruciano. Cinquanta roghi solo ieri, 350 da venerdì. Gente esasperata e "picciotti" di buona volontà danno fuoco ai contenitori che raccolgono il "tal quale" (la “munnizza” così com’è) e le "campane" per l’inesistente raccolta differenziata. Ieri è arrivato Guido Bertolaso, il sindaco della città, Diego Cammarata, ha prima ottenuto le dimissioni del direttore generale dell’Amia (azienda per la raccolta rifiuti), Orazio Colimberti, poi invocato l’uso dell’esercito. A tarda sera l’ultima speranza per evitare che la città diventi una enorme discarica a cielo aperto: una trattativa tra i sindacati e i vertici dell’Amia. Mentre il Pd chiede le dimissioni del primo cittadino. "Ma questa emergenza" - dice Mimmo Fontana, responsabile di Legambiente - "è tutta di natura economica". Per dirla in breve: l’emergenza sta tutta nei milioni di euro sperperati e nelle assunzioni clientelari per anni fatte all’Amia. Un buco di bilancio di 150 milioni di euro e un esercito di 2700 "spazzini". "Molti assunti alla vigilia di elezioni", denuncia uno che se ne intende, Raffaele Lombardo, il governatore della Sicilia. Negli ultimi anni l’Amia è stata il regno dei pupilli di Diego Cammarata, il compagno di tennis di Gianfranco Micciché, uno dei plenipotenziari berlusconiani dell’Isola. Vincenzo Galioto il padrone assoluto. Lo chiamano "lo sceicco" per la sua dichiarazione dei redditi: 285458 euro. Eletto senatore alle ultime elezioni si è classificato tra i più ricchi, anche più di Marcello dell’Utri. Galioto è un "triplolavorista", denunciarono nel 2002 le opposizioni alla regione. Presidente dell’Amia, coordinatore di Forza Italia, e direttore dell’unità operativa di Odontoiatria a Villa Sofia. "Lo sceicco", ovviamente andò per la sua strada. Che spesso lo portava, insieme a manager e tecnici dell’Amia, in lussuosi alberghi degli Emirati Arabi. Missioni dell’Amia, così si giustificavano cene da 500 euro, viaggi in business class, hotel sempre a cinque stelle. Il 6 gennaio del 2007, i palermitani hanno sborsato 1000 euro per due notti nell’Hotel Grand Hayatt passate dal presidente Galioto, più 3150 euro per l’aereo. In un dossier del Pd si elencano le spese da mille e una notte dell’allegra compagnia dell’Amia. Un dirigente, mandato in missione a Dubai dal 6 all’8 agosto del 2007 ha speso 800 euro per un pranzo al "Pepper club". Aragoste, sciampagnini, prelibatezze.


La "munnizza" per strada e l’Amia è sull’orlo del crack finanziario. L’ammissione è arrivata ieri da Marcello Caruso, il nuovo presidente, durante l’incontro con Bertolaso. Istanze di fallimento, pignoramenti dei fondi e una inchiesta della magistratura su 300mila euro di spese che nessuno riesce a giustificare. Su quella già aperta per falso in bilancio il senatore Galioto ha fatto scena muta avvalendosi della facoltà di non rispondere. Risultato finale di una gestione dissennata, l’esasperazione dei dipendenti in sciopero "bianco" da dieci giorni. "Gli stipendi di giugno sono a rischio" - dicono i sindacati - "perché alcuni creditori hanno avanzato istanze di pignoramento nei confronti dell’Amia per 10 milioni di euro a fronte dei 7,5 milioni che il comune girerà all’azienda". "Il 70% dei parco mezzi è fermo" - denuncia la Cisl - "non vengono riparati per mancanza di soldi". Nella discarica di Bellolampo uno dei due mezzi per il movimento dei rifiuti è guasto, l’altro funziona appena. Palermo brucia e il sindaco Cammarata getta benzina sul fuoco aizzando i lavoratori contro le opposizioni. "E’ un irresponsabile" - taglia corto Ninni Terminelli, capogruppo del Pd - "Cammarata dovrebbe ammettere il suo assoluto fallimento e le gravi responsabilità dei vertici dell’Amia". Ma il sindaco-tennista rassicura tutti: "Ho parlato con Berlusconi e vi dico con molta chiarezza che Palermo ha nel premier e in tutto il governo due alleati forti". La "munnizza" brucia, gli amici di Cammarata svernano a Dubai, ma i palermitani possono stare tranquilli: Silvio c’è.


Timing di Renato Provvidera

Parola inglese che puo' essere tradotta con "tempismo", anche se poi non rende l'idea in maniera cosĂŹ perfetta. E' spesso una questione di "timing"... essere al posto giusto al momento giusto oppure, in alcuni casi, creare le condizioni giuste al momento giusto. Oggi parliamo di "munnizza". In un altro forum, avevo preannunciato, circa un anno fa, quello che si e' puntualmente verificato la settimana scorsa a Palermo ... il collasso del sistema di recupero dei rifiuti. L'AMIA, ex azienda municipalizzata dedita al recupero ed allo smaltimento dei rifiuti del capoluogo siciliano, versa in uno stato comatoso ... oltre 100 milioni di passivo, dirigenti inquisiti per peculato, operatori ecologici che vanno a lavorare senza le dovute accortezze e misure minime di sicurezza ... niente guanti, mascherine o stivali. Ma, mi devo ripetere, questa situazione prospera da diversi anni, nonostante i cittadini di Palermo siano costretti a pagare una delle TARSU piu' care d'Italia. Eppure, il problema esplode con precisione svizzera, un paio di settimane prima del voto europeo ... giusto il tempo di inviare immediatamente i militari, Bertolaso e la Protezione Civile a Palermo per far piazza pulita dell'immondizia. Non nutro alcun dubbio sul fatto che entro Sabato la citta' sara' tirata a lucido. L'ennesima vittoria, l'ennesimo miracolo italiano del nostro Premier il quale, in questa maniera, distogliera' l'attenzione dal fatto che la giunta comunale si e' disgregata, gli assessori del Pdl si azzuffano tra loro, Lombardo, e il suo MPA, rompe l'alleanza col partito di Silvio e che decine di migliaia di palermitani hanno apposto la propria firma su un documento che richiede le dimissioni del sindaco Cammarata. Proprio una questione di "timing"...


Ma i Comunisti? di Andrea De Luca

Sia la Rai che Mediaset hanno totalmente oscurato la lista elettorale comunista e anticapitalista (Prc-Pdci-Socialismo 2000). Questo è successo non solo nei tg, ma anche nei programmi d'approfondimento come Porta a Porta (vabbè...), Anno Zero e Ballarò. Secondo i dati forniti dall’Agcom la presenza dei partiti della lista è sotto l'1%, nelle ultime due settimane monitorate, molto peggio anche rispetto ai radicali. L'oscuramento della lista comunista e anticapitalista è fatto scandaloso e vergognoso, perchè impedisce che i cittadini italiani vengano correttamente informati sulle proposte e le prese di posizione di una lista e di partiti che rappresentano centinaia di migliaia di cittadini. I dati ufficiali dell'Agcom indicano infatti che, per quanto riguarda la Rai, nelle ultime due settimane monitorate (9-16 maggio e 17-23 maggio) la lista comunista ha ottenuto lo 0,91% (2 minuti e 9 secondi) e lo 0,96% (2 minuti e 11 secondi). Nella prima delle due settimane è andata meglio persino ai Radicali, che hanno ottenuto l'1.34%! Mediaset, d'altro canto, tra il 9 e 16 maggio ha riservato ai partiti della lista comunista solo 17 secondi (0,11%) contro i 3 minuti e 49 secondi (1,52%) dei Radicali, mentre nella settimana tra il 17 e 23 maggio zero per cento e zero secondi a Rifondazione ed eccezionalmente 3 minuti e 15 secondi (1,13%) ai Comunisti italiani. Alla faccia della par condicio.


Chi lo avrebbe mai detto! di Igor Carta.

Già, chi lo avrebbe mai detto che mi sarei ritrovato otto anni più giovane grazie alla politica? Otto anni esatti orsono avrei scritto le stesse identiche parole che seguono. Allora chi diceva che la vittoria, il quasi plebiscito di Berlusconi alle elezioni del 2001, era l'anticamera della dittatura, veniva preso per visionario. Eppure io continuo a vedere analogie molto sottili tra oggi ed allora, salvo la situazione dell'informazione. Allora ci si poteva addirittura permettere di fare satira! Oggi si ride talmente tanto che pure il Bagaglino (comicità a portata di qualsiasi asino bipede) ha chiuso, e la satira la deve fare Travaglio. Peccato che sia un giornalista, e piuttosto affezionato al suo mestiere! Vedo ometti piccoli come Capezzone, che con magistrale italico salto della quaglia passa dall'implorare la libera ricerca che doveva salvare la vita al suo fu compagno Luca Coscioni, allo sperequare sentenze dal sapore cattopopulista sul caso Englaro, Il celeberrimo giornalista Belpietro infuriarsi con Franceschini che ha osato ricordare a tutti che è un dipendente del presidente del consiglio, il ministro Bondi, che sclera come Jorge da Burgos del “Nome della Rosa”, contro chiunque metta in discussione, il culto pagano per il premier. Dicevo che trovo, oggigiorno, notevoli, congruenze con la precedente legislatura del nano di Arcore, l'opposizione al padrone, innanzitutto, in mano non a chi spetterebbe, il centro sinistra; allora era Nanni Moretti a tenere in vita l'antiberlusconismo, oggi Beppe Grillo e Antonio Di Pietro. Antiberlusconismo, perchè di questo si tratta, il non accettare la politica delle pacche sulle spalle, del “tarallucci e vino”. Ognuno ha il leader che si merita, disse qualcuno. L'Italia non fa eccezzione. Il nano è un vero leader, bisogna ammetterlo, ha capito come è fatta la maggioranza degli italiani,e sfrutta la loro ignoranza in maniera magistrale, aiutato altrettanto magistralmente da opposizione inesistente e mezzi di comunicazione alla sua, non dico mercé, ma che disputano una gara di leccaculismo senza esclusione di colpi, con una caccia al comunista stile maccartismo. Dopo l'ultima tornata elettorale, qualcuno ha detto che é finita la luna di miele tra Silvio e l'elettorato. Sarà..., ricordo però, ironia della sorte, oggi come allora, un sisma che colpì dopo appena un anno di governo, ricordo un personaggio pubblico estraneo alla politica tenere in piedi da solo l'opposizione. Allora i primi sintomi di decadimento vennero avvertiti nel 2003. Discorso d'insediamento dell'Italia alla presidenza di turno del Parlamento Europeo. Il premier tenne un discorso d'apertura di sapore ciampiano, era reduce dalla doppia porcata ad personam (Lodi Lodi...Cirami, Maccanico, Schifani o quanti cazzo ne ha fatto). Il nostro eroe, incalzato dalle domande del Kapò rossocrucco Martin Schultz, si lasciò andare a ingiurie ed offese poco consone al suo ruolo di premier (indimenticabili le facce basite di Fini e


fece scappare un “Silvio, wat you fuck ave you done??” Che cazzo hai fatto o giù di lì. Da allora, lentamente cominciò il declino, dal “buffone fatti processare” pronunciatogli da tal Piero Ricca dopo le “dichiarazioni spontanee” (il dico quel che voglio senza interruzioni in cui Vespa é maestro) al processo “lodo Mondadori” (aridaje, chi si loda si sbroda!), al treppiede scagliato da un eversore perdonato dopo l' abiura. Nemmeno il beneamato condono edilizio, a seguito di quello fiscale, manna di intere categorie nel nostro paese (e lo scrivente non fa eccezione), autentico dessert populista servì a risollevarlo. Allora ci furono le corna, oggi un “Mister Obama” gridato o mò di mercatino rionale nell'ambiente plumbeo di Buckingham Palace, allora vi fu la famigerata bandana, e udite udite, in quella occasione Repubblica sostiene vi fossero i coniugi Blair, ospiti del premier, che evitarono accuratamente di farsi riprendere, come confermato dalla stessa Cherie Blair alla BBC, oggi il Casoria-Gate, di cui si parla in tutto il mondo. Ma tutto questo la gente non lo sa. Il nano ha indubbiamente cambiato l'Italia. Avendo terreno fertile ci ha offerto l'illusione del se ce l'ha fatta lui ce la posso fare anch'io, i soldi, il successo, figa, vacanze,... l'aggressività, l'insofferenza alle critiche, il facile vittimismo... Pochi giorni fa Beppe Grillo é stato ricevuto da una commissione parlamentare. Di ciò che ha detto mi ha colpito una parte in particolare: “La marea sta montando, gli italiani sono stanchi, persino il Gran Consiglio seppe liberarsi di Mussolini”. Poveri italiani, cioé poveri quegli italiani, quelli che non credono più ai giornali, quelli che ne hanno le tasche piene di veline, reality show, di un premier pagliaccio che ci rende lo zimbello del mondo. Ma cosa si aspetta Grillo? Una rivolta? Ha di che aspettare direi, se non era per i francesi e Cavour saremmo ancora con i Borboni a Napoli, gli Asburgo a Milano o con quel pazzo di Gioberti, il papa capo di stato!! Non ci resta che aspettare dunque, abbiamo sotto gli occhi l'ennesima riprova che i popoli ignoranti sono la fortuna di ogni dittatore, noi siamo la nazione senza popolo, quelli che dicevano “francesi o spagnoli basta che se magni”. Non è diverso, oggi come allora, Silvio o no basta che se magni, la rivolta, la farà qualcun'altro. I più pessimisti già si mettono il problema che Berlusconi un giorno morirà, ma del berlusconismo, la “feccia che risale il pozzo” di Montanelliana memoria, quando ce ne libereremo? Io vi posso dire che sono moderatamente ottimista, perché Berlusconi é la colla, e l'unica in grado di tenere unito il grande impero, senza di lui sarà una guerra per la discendenza più alla si salvi chi può come fu al suo tempo per la DC. Se ci pensate un attimo, nel 2006, alle politiche vinte dal centro-sinistra, Berlusconi era un relitto politico, che si dimenava per la sconfitta nonostante pesanti indizi su brogli, sì avete letto bene, siamo stati sull'orlo di un golpe, ma non se ne é accorto nessuno (fonti dal documentario “Uccidete la democrazia”), questo per dire a che punto é l'informazione in Italia, peccato che il cosiddetto centro-sinistra si spara sulle palle da solo per la seconda volta, invece di pensare agli italiani pensa ai clandestini, ai dico ai pacs!!! Pensano bene di far cadere Prodi, arriva Veltrona e che fa?? Invece di trattare con Fini e Casini, tratta con il nano pensando di avere a che fare con Churchill!! Unico merito é l'aver fatto fuori la cosiddetta sinistra radicale, che in quanto a inconcludenza e doppiezza veniva davvero da dar retta a Forza Italia. Cosa succederà ora? Penso che dureranno cinque anni, e a meno di nuovi Veltrona Berlusconi sarà finito, oltre che vecchio. L'unica speranza per i suoi scagnozzi é la discesa in campo dei degni pargoli che non avendo guai giudiziari non necessitano di fare politica, ma con manie di protagonismo tutte da valutare, visti gli elementi.


Minzolini, l'ennesimo servo di Berlusconi di Andrea De Luca.

Il 9 giugno Augusto Minzolini diviene il nuovo direttore del tg1. La prima promessa del nuovo arrivato fu quella di offrire un servizio pubblico obiettivo e imparziale ai telespettatori. Inoltre di informare i cittadini su tutti i fatti che avverranno in Italia. Le promesse (e premesse) sembravano buone. Ma mi ero illuso anche io. Non mi pare che Minzolini le abbia tanto mantenute. Il 16 giugno 1000 manifestanti organizzano una accesa protesta davanti Montecitorio, mentre la Camera dovrebbe approvare il decreto legge per l’Abruzzo. Le promesse per i terremotati Berlusconi le ha già dimenticate da un bel pezzo. Minzolini, a una settimana dal suo insediamento, fa di meglio. Dimentica le promesse fatte qualche giorno prima davanti a milioni di italiani. Perché? Semplice! Il 16 giugno il tg1 taglia, o meglio censura, la protesta dei cittadini davanti a Montecitorio, limitandosi a mandare in onda un servizio sulla casa dello studente crollata. Bravo Minzolini, ma non avevi detto che volevi informare in maniera obiettiva i tuoi nuovi telespettatori? Un’altra cosa. Il ministro della pubblica distruzione Maria Stella Gelmini, il giornalaio Mario Giordano e Fedele Confalonieri, tre servi del corruttore, sono stati duramente contestati in una libreria milanese durante la presentazione di un libro del giornalaio Giordano. Nessun tg (compreso quello di Minzolini) ha trattato questa notizia. Bravo Minzolini, ma non avevi detto che volevi informare in maniera obiettiva i tuoi nuovi telespettatori? Le polemiche non sono tardate ad arrivare. Minzolini ieri ha voluto difendersi dalle critiche al suo telegiornale sulle vicende personali di Berlusconi rispondendo che è semplice gossip. A mio parere non lo è. Leggete la mia opinione di qualche giorno fa. Questo è Minzolini, un altro servo del corruttore. Un altro calcio all’informazione.

Link: http://www.youtube.com/watch?v=iYECpEPP1Gg&feature=player_emb

http://www.youtube.com/watch?v=9Beh7DDp6CM&feature=player_emb


Prove tecniche di regime di Renato Provvidera.

Piccolo antefatto; Maria Falcone, sorella del compianto magistrato Giovanni, alla quale fanno capo una serie di associazioni cosituitesi dopo la strage di Capaci, incontra, alcuni giorni prima della commemorazione annuale, i referenti dei vari gruppi che sfileranno in corteo per Palermo fino a giungere al famoso albero... ...il messaggio e' chiaro...nessuna strumentalizzazione anche perche' ci saranno in citta' ministri ed esponenti illustri di governo, tra i quali il ministro dell'istruzione Gelmini. Il fatto: un gruppo di docenti, cosĂŹ come fanno dal lontano 1994, mostrano uno striscione durante il corteo, il quale recita... "La Mafia ringrazia lo Stato per aver distrutto la scuola"... Risultato: arrivano le Forze dell'Ordine e prelevano i manifestanti con l'accusa di vilipendio contro lo Stato e resistenza a pubblico ufficiale (sol perche', anche abbastanza naturalmente, i docenti chiedevano lumi e hanno avuto piu' di una reticenza nel seguirli)... ...c'e' una mia conoscente tra questo gruppo di docenti; adesso sono inquisiti e rischiano da 8 mesi a 8 anni di reclusione...un buon metodo per sfoltire le fila degli insegnanti italiani... ah...dimenticavo...tutto questo mentre in parlamento si tenta di approvare il DDL per abolire le intercettazioni telefoniche...decreto votato, tra gli altri, anche da quegli eminenti rappresentanti leghisti dello Stato che piu' volte hanno bruciato la bandiera italiana e vilipeso il nostro inno nazionale. Se non e' regime questo.... p.s.: la notizia ha fatto solo una timida comparsa tra le pagine del Manifesto e della verisone locale di Repubblica.


Informare non propagandare Lettera aperta ai compagni di Anarchopedia

di Giovanni Pili.

Link:

Almeno una volta al mese mi tocca fare un pò di pubblicità all'MBM. Ogni mese cerchiamo di realizzare una raccolta mensile di tutti i post pubblicati nel nostro sito. Fin'ora, con sprezzo della grafica e dei congiuntivi -specialmente il sottoscritto- ci siamo riusciti. Sono tutti liberi di partecipare inviandoci i loro articoli, o autorizzandoci a pescarli settimanalmente nel loro blog, nella colonna destra del sito trovate tutte le informazioni al riguardo. In questi giorni su Anarchopedia, sito al quale sono iscritto, -essendo io anarchico ... o anarcofilo- è nata una polemica nella mia pagina discussioni riguardo al fatto che il Magazine MBM è aperto a tutti gli autori che ne rispettano la linea, a prescindere dalle idee politiche ... mi si critica addirittura il fatto che ci scriva un fascista (mio fratello). La mia risposta riferita a tutti i lettori e autori dell'MBM è la seguente: "Il Monkey Business Movement non è di mia proprietà, ma di tutti i suoi redattori e collaboratori. La nostra linea è anti governativa ed in special modo contro questo governo. Rispettiamo le leggi italiane vigenti non permettendo la pubblicazione di articoli apologeti del fascismo o del nazismo, né possono essere pubblicati per decisione unanime degli editori (il sottoscritto Giovanni Pili, Daniele Boschi, Andrea Bigi e Toni Iezzi) articoli che propagandano il creazionismo o il negazionismo della shoà. Nessun autore può tuttavia essere discriminato sulla base delle idee personali, non ci importa in che modo uno si alza la mattina, ne chiediamo di vedere tessere di partito o fedina penale ... l'importante è che l'autore rispetti la linea. Esempio: Nell'MBM oltre a quei fascistoni di Crenabog, e mio fratello Andrea Pili, ha già collaborato il creazionista Giona, benchè poi ci abbia abbandonato non accettando la nostra linea. In sostanza, ciò che conta per noi è il rispetto della nostra linea editoriale. Non credo che a "l'Unità" accettino articoli contro Marx, o che ne "il Giornale" ne accettino contro il capitalismo. Non di meno possiamo trovare, nei giornali meno dipendenti dai partiti, autori di sinistra in testate di destra e viceversa, come nel caso

http://ita.anarchoped

di "la Repubblica", "il Corriere della Sera", ecc. Ciò che conta per noi, nei limiti delle

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nostre competenze, è che gli articoli siano originali -non copia incollati- e che rispecchino la realtà dei fatti, ogni tipo di opinione personale ivi contenuta è ben accetta se rientra nei limiti della linea editoriale. Durante la discussione con i compagni anarchici spesso sono saltate fuori frasi del tipo 'non dobbiamo dare spazio a chi ha quel tipo di idee' ... Credo invece che le persone non vadano giudicate per le loro idee politiche, ma per le loro storie individuali, credo inoltre che se io come persona valgo, e se valgono le mie idee, non avrò alcuna premura di confrontarle con chicchessia. Io rispetto chi non è d'accordo e tiene lontane certe persone ... cosi, spero che vengano rispettate anche le nostre scelte. Mi è stato detto 'è un concetto sbagliato di libertà' ... sbagliato? In base a cosa? Chi stabilisce cosa è giusto o sbagliato quando si parla di libertà? Dove posso trovare l'ateneo che rilascia le patenti di libertà?"


Giardinetti riservati agli immigrati di Andrea De Luca.

Ecco l’ultima sparata della Lega. Il leghista Davide Boni ha dichiarato: "E' inammissibile che anche in alcune zone di Milano ci siano veri e propri assembramenti di cittadini stranieri che sostano nei giardini pubblici, a ogni ora del giorno e della notte, come avviene per esempio ormai da qualche giorno in piazza Oberdan. Chi non è in regola e non ha mezzi di sostentamento deve essere allontanato dal nostro Paese e non spostato in un altro quartiere della città. Le scene di degrado non possono piÚ essere minimamente tollerate". Dopo la 'legge anti kebab' e dopo i posti riservati per i milanesi sul metrò siamo arrivati adesso ai giardinetti riservati agli stranieri. Mi chiedo: con quale mezzo verranno limitati questi assembramenti? Interverranno le ronde nere? Dite la vostra opinione.


http://psicheblog-sytry82.blogspot.com/


Diario di bordo Data stellare 07.15.21.09

di Alfredo Sgarlato. 31/05/2009 Il Papa e il papi. Karol Wojtyla ha avuto nel corso della sua vita un amicizia fraterna con Wanda Poltawska, psichiatra di valore internazionale ed ex partigiana. Pare che l'aver avuto un'amica possa rallentare il processo di beatificazione. Invece al papi le amicizie, femminili e maschili, hanno portato molta fortuna. Locandina dell'anno. La stampa: uccide con la stampella il gabbiano che l'aveva aggredito. 02/06/2009 Non ci posso credere! Su studio aperto un servizio con un inviata non bona! ed era anche un servizio sull'aperitivo, uno dei temi più sentiti dal pubblico di italia1 (insieme agli atroci delitti compiuti da rumeni) che stia finendo in mano alla sinistra? Parla Lui! Lui: la carta dei valori della sinistra è novella 2000. Smidollati, invece di leggere il mein kampf! Famose na cultura. http://www.corriere.it/cronache/09_giugno_02/velina_elisa_b2bd02da-4f42-11de-9f09-00144f02aabc.shtml 03/06/2009 C'è ancora religione. Licenziato un prof che ha chiesto agli studenti se volevano studiare religione o un' altra materia. Non c'è più religione. Profanate a Napoli le tombe di Totò e Caruso. 04/06/2009 Non tutto il mondo è paese In Groenlandia l'estrema sinistra vince le elezioni. 05/06/2009 Elezioni Per 364 giorni all'anno penso tutto il male possibile della sinistra italiana. Poi viene il giorno delle elezioni e penso che però la destra è peggio. 06/06/2009 Vergogne totali A Bologna imbrattate la lapidi delle vittime della strage e il monumento ai partigiani.


16/06/2009 Complotti Berlusconi, Obama, Gheddafi e tutti gli altri capi di stato in realtà non esistono. Sono interpretati da attori. In particolare, Berlusconi da Boldi e Gheddafi da Sasha Baron Cohen (Borat). Il mondo è governato da un supercomputer. Che però è rotto. 18/06/2009 Chi fa divertire i grandi ed i piccin Entra anche tu nel club di topolanek! vacanze in costa smeralda con volo di stato (no alitalia!) psiconani e pseudoballerine! aree per nudisti! e paga tutto PAPI!!! 19/06/2009 Bontà Berlusconi: nessuno rimarrà solo. Evvaaaiiiii!!! troie per tutti!!! paga Papi!!! 24/06/2009 Dialoghi politici Amico: chissà se vedremo mai gli italiani in piazza contro il tiranno! Io: ma se cacciano il tiranno con chi lo sostituiscono? Briatore? Gigi d'Alessio? Amico: certo che Anna Tatangelo come first lady non sarebbe male!


Io no spik inglisc ... di Den7. Nel mio precedente post sui videotutorial, nella note finale, ho evidenziato il fatto che molti video (e pure guide testuali) sono in lingua inglese, che magari non tutti parlano o capiscono. Una soluzione ve l'ho data inserendo appunto un link a youtube dove apparivano diversi video di un simpatico personaggio che si fa chiamare " Misterduncan", che in modo molto simpatico e divertente aiuta nell'apprendimento dell'inglese. Esistono però in internet molte altre soluzioni che, gratis, ti permettono di apprendere la lingua di sua maestà britannica. Rimanendo in ambito youtube c'è ad esempio il canale di Shenker Easy ( http://www.youtube.com/shenkerEasy) che ti aiuta nell'apprendimento tramite una sit-com a puntate impostate su situazioni di vita quotidiana. Lasciando da parte youtube. visto che non mi da neanche un euro per la pubblicità che gli sto faciendo, un'altro sito interessante è www.yappr.com: centinaia di video (dai discorsi di Obama a spezzoni di film, videoclip ecc...) sottotitolati, con la possibilità di mettere il video in pausa e sentir ripetere la sequenza letta da uno speaker professionale. Infine come non citare nientepopodimenoche la BCC: la famosa emittente di stato britannica nel suo sito web offre corsi di livello base o intermedio a ben 36 idiomi, ovviamente la lingua nazionale è la più approfondita. Fino a adesso ho parlato solo dell'inglese, ma se uno volesse imparare anche altre lingue? Oltre alla sopracitata BCC ve ne sono molti altri, ma ce n'è uno in particolare che mi ha colpito: www.livemocha.com Visto che ormai i social network hanno spopolato nel web (facendo passare in secondo piano pure i blog) perché non creare un "social language network". Lo scopo di www.Livemocha.com è proprio questo: mettere in contatto milioni di persone in tutto il mondo affinché si aiutino a vicenda nell'imparare la lingua desiderata. Al momento dell' iscrizione si inserisce la lingua che si parla e quella (o quelle) che si vuole imparare e il suo livello di conoscenza della stessa (principiante, intermedio o esperto). Tramite la bacheca del proprio profilo si può quindi accedere agli esercizi di apprendimento della lingua scelta; io ho provato solo il primo esercizio della prima lezione principiante e devo dire che, dopo un po' di perplessità iniziale l'ho trovato molto efficace. Una volta finito arriva la parte clou del sito: i vostri esercizi infatti saranno messi a disposizione degli altri utenti (madrelingua o expert) che potranno correggervi gli errori fatti sia negli esercizi testuali sia in quelli vocali, aiutandovi nella pronuncia; di conseguenza anche voi stessi potete aiutare delle persone straniere nell'imparare la lingua italiana. Se con degli utenti vi trovate più a vostro agio

potete anche aggiungerli alla vostra lista amici, in puro stile social network. Tutti gli esperti dicono che il modo per imparare una lingua è andare all'estero, dove la parlano. Con Livemocha.com le distanze si annullano e si possono ottenere gli stessi risultati, e magari si trova pure l'anima gemella, alla faccia di meetic (a pagamento).

Link: www.mangolanguage.co www.busuu.com http://it.babbel.com www.soziety.com www.forvo.com


Lo stato ateo di Giovanni Pili.

Secondo wikipedia; Il laicismo (considerato da alcuni sinonimo di laicità) è la dottrina socio-politica che teorizza e propugna la totale separazione tra stato e chiesa, ovvero l’assenza di interferenze religiose,vere o presunte, dirette o indirette, nell’ambito legislativo, esecutivo e giudiziario di uno stato. (Clicca sul titolo per leggere il seguito.) Il corrispondene aggettivo è "laicista". L’aggettivo laico inizialmente indicava i fedeli cristiani non appartenenti al clero. Il successivo significato di carattere politico ("non religioso"), invece, è stato assunto con l’Illuminismo e la Rivoluzione Francese. Attualmente il termine "laico" viene usato in entrambi i significati. Fu proprio un Papa; Gregorio Magno a dividere il mondo cristiano tra laici e cattolici, il problema sorge nel doppio significato della parola laico; il laico secondo il vero significato della parola è una persona che riconosce l’autorità del Papa e che da quest’ultimo ottiene una certa autonomia, nel rispetto del principio di “libero arbitrio” rispetto a quella che è la gerarchia religiosa. (il clero) Il significato politico della parola laico è ancora ben lontano in Italia (e non solo) dall’essere perfettamente chiaro, anche a causa della forte presenza, specialmente dopo le ultime elezioni politiche, di elementi exdemocristiani in parlamento … si gioca un po’ tra le due sponde, tra il significato religioso e politico della parola. Questo è dovuto al fatto che si ha paura di usare la parola più corretta, che sarebbe “ateo”. Questa parola non si usa perché richiama alle dittature sovietica e cinese; diceva Mao che “la religione è l’oppio dei popoli”. Secondo me è proprio qui che nasce la confusione, ateo, non è sinonimo di anti-clericalismo! Io posso essere un protestante ed essere anticlericale rispetto alla chiesa di Roma, come lo fu Lutero … ma non posso certo definirmi ateo. Lo stato ateo, in una democrazia, è lo stato che riconosce la supremazia della costituzione su tutto, anche sulla religione, ma in quanto democratico, garantisce comunque la libertà religiosa, si può essere atei e democratici, cosi come si può essere atei e dittatoriali. Un giudice può anche essere credente e praticante, ma di certo non può basarsi sulla bibbia in tribunale! Noi abbiamo sempre avuto paura di usare la parola “stato ateo” perché la parola ambigua “laico” ci ha sempre permesso di “pararci il culo” è più comoda, ma a mio parere è usata di sproposito.


Il controllo delle masse nei sistemi democratici

di Marco Canestrari.

@ Modelli impulsivi e superficiali @ La televisione non impone @ Dividere @ Il regime non si vede


@ Modelli impulsivi e superficiali

http://eccocosavedo.blogspot.com/2009/05/come-controllare-le-masse-1in Come si possono controllare le masse nei sistemi moderni chiamati “democratici”, dove i cittadini possono esprimersi liberamente con il voto? Molti sanno che la televisione influenza le persone, ma quanti sanno in che modo lo fa? Spesso sento dire “La televisione in Italia è spazzatura”, oppure “gli italiani sono dei superficiali”, ma cosa c’è dietro? Conosciamo il reale significato di ciò che ci viene proposto? Data la grande risposta che ha avuto il mio primo post sul tema, ho deciso di svolgere un lavoro più ampio di dividerlo in post più brevi e leggibili divisi in temi. Le fonti sono prevalentemente testi universitari più meno comuni di Sociologia, Psicologia, Marketing e Statistica. Esaminerò un sistema di tecniche volte ottenere il controllo sulle masse e la instaurazione di un regime democratico. Laddove ci sia un regime più meno totalitario in un sistema democratico si applicano le tecniche che mostrerò.

e o a o

Vorrei precisare che queste tecniche non hanno nessuna connotazione ideologica, i principi di base sono infatti stati utilizzati da ogni tipo di regime dalle epoche più lontane ai giorni d’oggi, dal totalitarismo sovietico a quello della Germania nazionalsocialista, fino a trovare dinamiche simili in molte aziende attuali, o anche in gruppi settari religiosi. “In un sistema totalitario, a differenza di quanto si può comunemente pensare, il potere non viene detenuto esclusivamente con la violenza, ma è frutto di una reciproca contrattazione tra il capo e le masse dominate.” - Gustav Le Bon. Nessun controllo delle masse è mai stato possibile senza un canale di comunicazione diffuso dal leader al gruppo, e nessun canale si presta meglio per manipolare i grandi gruppi come lo è quello televisivo, specialmente per periodi di tempo prolungati. Radio, giornali o la rete, sono impatto secondario sulla psiche delle masse. Infatti, come scriveva lo psicologo francese Gustav Le Bon sul suo classico “Psicologia delle Folle”, il comportamento della massa è guidato dall'istinto e dall'emotività piuttosto che dalla logica e dalla ragione. La folla agisce sulla base dei sentimenti più primitivi, quelli che dal punto di vista dell'evoluzione costituiscono le prime tappe dello sviluppo dell'umanità, come la paura, la rabbia, l’esaltazione, l’appartenenza ad un gruppo, istinti molto semplici da controllare e manipolare, mentre in questi raggruppamenti ciò che va smarrita è la più grande conquista degli uomini moderni, ovvero la razionalità e l'uso delle superiori capacità intellettive. A) PROPORRE MODELLI DI PENSIERO IMPULSIVI E SUPERFICIALI Per favorire quindi le dinamiche primitive delle masse e poterle controllare, è indispensabile proporre e stimolare il più possibile, modelli di pensiero elementari e impulsivi, come quelli che vediamo nelle risse in TV, discussioni superficiali con ospiti illustri e coinvolti, spesso con grida e crisi isteriche, schiaffeggiamenti minacce e pianti, dove tutti sono contro tutti nell’esprimere la parte più bassa dell’emotività umana, come la rabbia, l’aggressività, l’invidia, con i metodi del branco, della piazza o del linciaggio in diretta. Si cerca do proporre i più svariati programmi adattandoli secondo questi modelli dove è ben visibile la reazione emotiva immediata. Con il passare degli anni questi modelli vengono appresi come bagaglio di esperienza collettiva e diventano delle vere e proprie forme mentali accettate come “normali”. LIMITARE INTELLIGENZA E ISTRUZIONE Al contrario, la ragione e la riflessione, non deve essere presentata come “da accettare”, non va lasciato spazio all’intelletto in tv e non deve passare come associato a figure “buone” o “da seguire”. L’intelletto individuale infatti è impossibile da manipolare, è per questo che in tutti i sistemi totalitari lo sviluppo dell’istruzione pubblica è trascurato o controllato abbassando il livello intellettivo e culturale del paese.


B) IL PUNTO CENTRALE: IL CONTROLLO DELLE TELEVISIONI Negate a una persona l'informazione necessaria per dare un giudizio obiettivo e sarà incapace di farlo. Il cervello umano è in grado di scegliere solo fra ciò che conosce, quindi il controllo su larga scala all’accesso delle informazioni critiche di cui si ha bisogno per valutare una situazione significa il controllo dei processi mentali delle masse. Per ottenere il consenso della massa si deve avere un controllo diretto o indiretto su una parte dei canali di comunicazione, soprattutto televisivi. La televisione, se fatta ad arte, provoca piacere e interesse, cattura l’attenzione e ci distrae dalla routine della nostra vita, specialmente quando le nostre vite reali sono monotone, vuote, prive di significato, alienanti o stressanti. Ci propone sempre degli argomenti pieni di attrattiva, dal pettegolezzo alla rissa in tv alla partita di calcio, alla tragedia in diretta con sofferenze e pianti in prime-time. Facilmente questo piacere può produrre dipendenza e voglia di tornare ad accenderla, si incentivano, infatti, le serie, le telenovelas i reality, i telefilm o qualsiasi programma a puntate, in maniera da assicurare che lo spettatore abbia voglia di tornare a vederla il giorno successivo.


@ La televisione non impone

http://eccocosavedo.blogspot.com/2009/05/controllare-le-masse-2-la-telev

Ricordiamoci che il cervello sceglie fra ciò che conosce, e la massa conosce prevalentemente tramite la televisione, con i suoi modi e tempi. La TV non forzerà mai nessuno direttamente a pensarla in una precisa maniera. L’immenso potere della televisione, alla lunga, è quello di determinare dei “modi di pensare” di base, lasciando l’illusione della scelta del singolo su “cosa pensare”. Come dicevamo prima può ad esempio lasciare sviluppare dei comportamenti istintivi e bloccare quelli intelligenti, Oppure fare sviluppare uno schema di vita piuttosto che un altro, agisce sempre alla base e mai nel particolare e la sua azione è tanto più efficace tanto più è prolungata negli anni. La tecnica alla base è sempre quella: fra tutto l’arcobaleno delle cose vere, può decidere quali informazioni presentare. Questo significa che circoscrive ciò che la massa conosce, decide il cesto in cui ognuno sceglierà ciò che più gli piace. E lo presenta associato a immagini attraenti, piacevoli, desiderabili, elencandone minuziosamente tutti i lati positivi possibili. La realtà della massa si svilupperà poi autonomamente fra ciò che gli viene presentato. I sogni, le aspettative, i desideri, i modelli da imitare e in cui identificarsi, per cui vivere e soffrire, vengono scelti fra ciò che continuamente e senza sforzi conosciamo sempre meglio. Tutta la restante parte di realtà, viene allontanata come “sfigata, comunista, pessimista, disfattista”. Semplicemente non è costantemente nel campo di attenzione della massa, non ci sono pensieri e desideri costanti su di essa, e quindi alla lunga, smette di esistere nella psiche di massa. La TV può imporre quale è l’argomento, l’idea, il modello, lo schema più conosciuto e quale meno, a quali questioni dare più visibilità e discussioni e quale ignorare completamente, cosi determina quale è lo stile di vita più conosciuto dalla popolazione e quindi quello su cui si focalizza più desideri. Nei sistemi totalitari che funzionano si devono promuovere tutti gli aspetti positivi dell’immagine individualista e forte, furba e determinata e magari anche un po’ aggressiva (come ad esempio possono essere le forze dell’ordine, un manager rampante o un ricco playboy), tralasciando in percentuali minori tutti gli altri aspetti positivi della vita. E’ Proprio in questo “costante declassamento in seconda pagina” di tutto ciò che di positivo esiste e che non è nel modo di vivere del regime, il nucleo della forza dei media. Nell’arco degli anni, la massa si sente libera di decidere e pensare, senza sapere che tutto ciò che sceglie è all’interno del “campo” suggerito dalla TV, l’individuo si fa domande e prende decisioni, ma lo fa nei modi e nei tempi della TV, e lo fa su argomenti proposti dalla tv. Inizia così la manipolazione alla base… Non ti può imporre a comprare uno specifico prodotto, agisce prima alla base della formazione delle scelte, per anni e anni può presentare a milioni di persone un modello di vita come ad esempio “guarda che bello essere ricchi, famosi e playboy”, stimolare fantasie e desideri personali, dove ognuno ha la sua preferenza, ognuno sceglie quale aspetto della ricchezza gli piace di più e quale meno, quale aspetto della forza e dell’individualità ecc..


sulla base dei propri desideri poi si dispiegheranno le aspettative e i sogno per il futuro e tutti i nostri coinvolgimenti emotivi. Ogni coinvolgimento emotivo della massa (che nasce dai nostri piaceri e modelli di base, dai nostri desideri, dalle nostre sicurezze) si struttura intorno ai modelli proposti dal regime e ci si lega indissolubilmente, li difende e si batte per essi, sentendosi aggredita se qualcuno esce fuori dal coro. Si determina così uno scontro fra il coinvolgimento emotivo della massa, difeso con impulsività e il ragionamento dell’intelletto del singolo, lasciato senza fonti di informazione, nè conferme autorevoli, deriso e rifiutato, controllato e represso; e senza la possibilità di aggregarsi a chi la pensa come lui. Questo scontro è impari, perchè come sappiamo, il coinvolgimento emotivo è impermeabile alla ragione. Dopo alcuni anni, quando un certo grado di persuasione di massa è stato raggiunto, e il modello è una parte del sentire comune, il gioco termina, perchè politicamente ci si riorganizza in maniera che all’interno di quel sentire comune non venga presentata al cittadino una scelta varia, anzi, magari un solo partito, oppure dei partiti diversi ma collegati fra di loro. Inoltre, si stimolano invidie e sensazioni di inadeguatezza a chi non si adegua al modello (estetico, politico, stile di vita, economico) accattivante, e si ignorano dal bombardamento mediatico tutti gli altri aspetti della vita non favorevoli economicamente o politicamente al regime che possono essere l’altruismo, la delicatezza, la sensibilità, la riflessione, l’intelligenza, l’arte, la profondità, l’oggettività, l’onestà, gli affetti, la cultura, ecc… I bambini sono i primi a pagare le conseguenze della manipolazione, perchè emotivamente più deboli e vulnerabili. Al giorno d’oggi non è raro vedere ragazze molto giovani che hanno crisi psicologiche se non si rifanno seno o labbra per essere all’altezza del gruppo o bambine andare in giro seminude. Bambini che sentono pressioni degli amici se non si comprano l’ultimo modello di cellulare, con le uniche aspirazioni di vita di entrare in TV e diventare famosi come il cantante di Amici o del Grande Fratello. Le generazioni a venire andranno perdendo sensibilità e purezza.


@ Dividere http://eccocosavedo.blogspot.com/2009/05/controllare-le-masse-3-dividere.html

Isolare e tenere divisi. Si cerca di limitare tutti gli altri modi di espressione collettiva privi di controllo, come ad esempio le manifestazioni pubbliche, gli scioperi, le attività sindacali e qualsiasi diffusione di massa che possa divenire un riferimento diverso da quello del regime. In maniera che qualsiasi idea diversa da quella del leader non possa essere diffusa e condivisa, e ogni idea rimanga solamente una questione di gusto personale: le idee del leader arrivano a tutti, mentre quelle di tutti gli altri individui rimangono isolate. Se vogliamo avere vita facile nel gruppo, la libertà che abbiamo, è solo quella di comportarci a piacimento all’interno dello schema preconfezionato. Ma ma non quella di diffondere le proprie idee a livello di massa.

Le fonti non sono certe. In ogni processo decisionale, quando ci andiamo formando un’idea, le informazioni di cui abbiamo bisogno derivano in gran parte da fonti indirette (giornalisti, tv, statistiche, scienziati, esperti, politici). Cosa succede quando le fonti autorevoli sono controllate? Quando il singolo si vuole domandare qualcosa che va fuori dal campo proposto dal regime, nel suo ragionamento e nel suo processo per arrivare ad una conclusione, viene a mancare qualsiasi fonte di conferma o di prova a sostegno della sua tesi, così ogni idea che vorrebbe nascere diversa da quella del modello imposto dal leader, cresce piena di dubbi e senza nessun riferimento accertato, nessuna riprova sociale, nessuna conferma autorevolmente accettata. L’individuo rimane completamente isolato nel suo processo decisionale, senza fonti né conferme, e non potendo andarsi a cercare le fonti da solo porta a porta, spesso rinuncia ad arrivare ad una conclusione. In questo limbo di confusione e smarrimento, senza appigli reali, è molto più facile distrarsi e occuparsi di cose meno stressanti con discussioni futili. Ci si rifugia superficialmente nelle idee accettate da tutto il gruppo, ma senza dargli troppo peso, alle idee espresse a gran voce da chi è più esperto e convinto, e soprattutto da chi ha più Autorità per farlo. Visto che le autorità possono esistere solo all’interno del regime, si promuove al massimo l’importanza e il valore dell’ “autorità” senza limiti, enfatizzando la sua utilità, e le nefaste conseguenze di un mondo senza autorità. Il Modello di vita accettato deve essere quello dove è normale seguire e affidarsi alle autorità a scapito dell’intelligenza individuale,e dove è repressa fortemente la disubbidienza alle regole. Questa è la base per acquisire le percentuali di consenso delle masse: L’intelletto individuale viene messo in letargo e la vita diventa tutta un sentito dire comune. Le informazioni e le prove sfavorevoli a quelle del leader (o delle autorità del regime) vengono a mancare alla massa, per ottenerle ogni singolo dovrebbe impegnarsi in ricerche personali e approfondimenti in rete o nei canali rimasti semi-liberi, questo dovrebbe farlo per ogni singola notizia, discernendo con intelligenza e abilità gli slogan di regime dalle notizie e fonti libere, sempre nel pericolo di essere ridicolizzato e accusato di essere “paranoico, comunista, guerrigliero, pessimista” ecc… Ricordiamoci che stiamo parlando sempre di dinamiche della massa, perché è la massa che poi determina le percentuali di consensi e di voto, quindi la “massa” non può mai arrivare a trovare notizie libere, perché tali fonti non sono immediate e non possono essere accettate in maniera passiva da tutti indistintamente come per quelle propinate in TV, invece il lavoro di indagine alla ricerca della verità richiede tempo, energia, impegno, conoscenze e intelligenze non proprie della “massa”, non è un processo insomma che può essere fatto da tutti, né da una maggioranza.


La maggioranza torna a casa stanca dal lavoro e si mette a guardare la TV per avere un momento di relax, non ha tempo ne voglia da passare alla faticosa ricerca delle fonti pulite di informazione, per ogni singola notizia fra le tante che riceviamo al giorno. I Giovani che hanno voglia di guardare programmi piacevoli e di intrattenimento e discutere di altri argomenti più interessanti non vengono guidati da riferimenti educativi diversi da quelli della propaganda. E anche avendone la voglia e il tempo, la gran parte non ne avrebbe la conoscenza, l’intelligenza e l’istruzione per farlo. Nessun paese è composto al 100% da geni, colti, e con molta energia a disposizione e tempo libero, anzi, come abbiamo visto all’inizio il regime vuole favorire la mancanza di cultura, istruzione e intelligenza, crea le condizioni per cui il tempo libero sia limitato così la folla possa ricevere passivamente le informazioni. Insomma la ricerca di informazioni libere richiede sempre più sforzo, tempo e capacità, viene sempre più frenata, mentre le informazioni impacchettate dalla tv non richiedono sforzi, vengono anzi piacevolmente diffuse. La massa e la folla, non agisce verso ciò che è faticoso, sgradevole e “non bene accettato da tutti”. Il consenso della massa quindi sarà sempre verso i media. Promuovere la confusione: esiste solo il gusto personale. Le idee libere dei cittadini non hanno possibilità di essere conosciute, trovate, né di aggregarsi e di diffondersi, non possono cioè ottenere consensi e quindi produrre dei cambiamenti. Di fronte alla mancanza di libertà Si verificano reazioni di alienazione, frustrazione e stress, fino alla rassegnazione e la passività. In questa situazione di stasi e si prende atto della propria impotenza e ognuno arriva spesso a sfogarsi incolpando “gli altri” di essere pecoroni e superficiali, non vedendo la causa della mancanza di libertà nel sistema di indottrinamento delle masse. Nel caos della frammentazione individuale, dove ogni cittadino è separato dall’altro, nessuna rivoluzione è possibile e nella realtà si crea la situazione che vediamo in TV del “tutti contro tutti”. Siamo in democrazia, sei tu l'anomalia. Ogni singolo individuo anche se sente l’ingiustizia e la mancanza di libertà, accetta tutto ciò senza troppe reazioni perché “la maggioranza dei cittadini è a favore del leader”, come la propaganda vuole fare credere dalle interviste che vediamo nei notiziari o dalla mancanza di reazioni di rivolta del popolo, e quindi, in una certa maniera ci sentiamo rassicurati dal fatto che il sistema è democratico e non tirannico. Se noi sentiamo “L’Ingiustizia”, il nostro sentire viene riletto e diffuso alla massa come nostra “sensazione personale”, magari associato alla parola “comunista, paranoico o pessimista”. Chi riesce a capire l’ingiustizia e la mancanza di libertà del regime è fatto sentire “strano” e tutti gli altri sono “normali”. In questa maniera, anche quando c’è una maggioranza di persone che vede l’ingiustizia, tende a ribellarsi poco, e non in pubblico. Se vediamo La mancanza di libertà, questa viene fatta passare come “gusto e preferenza soggettiva”, ogni nostro pensiero viene declassato a livello di chiacchiera da salotto, magari finendo sul battibecco personale. Nessun idea o pensiero del singolo ha l’autorità, l’influenza, l’impatto e la possibilità di diffusione di quelle del leader sulle masse. Ma tutto ciò non ci spaventa perché alla fine, pensiamo, c’è la democrazia. Pensiamo “E’ ingiusto, ma se è quello che tutti vogliono il pericolo di essere in un regime non c’è”. Di fatto non vige la democrazia dell’individuo ma la democrazia delle Masse, che ha reazioni, intelligenze e sensibilità ben diverse. E a differenza di quella individuale, può essere facilmente manipolata. I bambini e le nuove generazioni, spinti dal divertimento e pronti ad assorbire come spugne, che vanno formando la loro personalità si trovano così, con mille dubbi e nessuna certezza, di fronte ad un’assenza di riferimenti educativi, ma soltanto modelli imposti dalla volontà del leader, spesso spinto dal massimo guadagno economico e politico. Nel corso del tempo si va formando il “senso comune” che il regime aveva seminato.


@ La dittatura non si vede

http://eccocosavedo.blogspot.com/2009/05/controllare-le-masse-4-il-regim

Per ottenere il potere in un sistema partitico non è necessario un consenso del 100% della popolazione, al contrario anche un’opera di convinzione decennale verso la massa di proporzioni del 10% o 20% può determinare l’ascesa al potere di una fazione politica o l’altra. Più è accentuata la frammentazione e l’isolamento descritto in precedenza e più potere acquisisce il leader che controlla i media. Per capirci, se ad esempio siamo 100 cittadini, 60 hanno voglia di partecipare alla decisione. Di questi 60, 13 danno il consenso ai media. Quei 13 andranno al potere se tutte le altre persone sono divise in gruppi di 3 o 4. Più sono divisi i gruppi, secondo particolari, cavilli e preferenze personali e meno ci sarà una rivolta al regime. I cittadini in quanto individui, come abbiamo detto, non avendo canali di comunicazione e diffusione di massa per diffondere le proprie idee, non possono sviluppare un “senso comune” di opposizione al regime. PROMOZIONE DELLE FORZE DELL’ORDINE Più lo stato è accentrato, e meno significato politico viene dato alle minoranze e hai contraddittori. Si propone ad esempio che votino solo i Capigruppo, oppure si spinge verso sistemi elettorali fortemente maggioritari, e dove le minoranze abbiano degli sbarramenti e la loro crescita diventi impossibile. In ogni regime totalitario la progressione dell’accentramento e della forza vanno di pari passo con il consolidamento del sistema delle forze dell’ordine. Da un lato si stimola la rabbia e l’istintività che viene guidata facilmente (dalla paura e dal circoscrivere i desideri e le aspirazioni della massa), dall’altro si aumenta il controllo e la repressione per evitare sul nascere qualsiasi ceppo di rivolta o di voce fuori dal coro. Più le forze dell’ordine sono presenti (sia sul territorio che nei media) e più la massa evita di promuovere modelli che vanno fuori dalle regole e dalle leggi del regime. PRETESTI MOTIVANTI Ogni azione del leader, in un regime democratico, è sempre accompagnata da una motivazione accettata dalla massa e espressa chiaramente insieme all’azione. Ogni leader ha ben chiaro il ventaglio di procedure vantaggiose per acquisire potere politico ed economico, quelle di base variano poco, altre mutano a secondo delle circostanze, delle alleanze e dei propri interessi economici.


Il capo del regime attende di volta in volta l’occasione adatta per poter motivare una delle sue molteplici azioni vantaggiose secondo la richiesta attuale delle masse. Se il controllo dei media è forte, si può creare su misura una richiesta della massa, con un bombardamento mediatico preparato in precedenza. Per riassumere, in democrazia, le azioni del leader (che portano sempre vantaggio al suo partito o alla sua azienda), sono sempre scelte fra le infinite necessità VERE dei cittadini. Da sempre, le reazioni nelle dinamiche di massa più forti e semplici da manipolare, sono state quelle spinte dalla paura: Una minaccia per la sicurezza, come ad esempio il terrorismo, la povertà, la criminalità, gli stupri, la guerra, o spesso anche minacce a delle sicurezze ideologiche dove il gruppo si identifica, che siano politiche o religiose, minacce come il “comunismo” o “l’islamismo”. Viene stimolata la paura e quindi la richiesta urgente di uno stato più forte e governabile che possa proteggere e risolvere in maniera sicura e rapida le necessità del gruppo. NON DARE L’IMPRESSIONE DI ESSERE IN UN REGIME

Va precisato, che la persuasione più efficiente è quella indiretta, dove lo spettatore non sente di ricevere imposizioni né restrizioni alla libertà. Se ad esempio abbiamo il controllo tutte le televisioni e vogliamo ottenere più consenso possibile verso un determinato modello di pensiero, la strategia migliore NON è quella di bombardare sempre e comunque quel modello senza opposizioni né alternative. Se lo spettatore nota la mancanza delle altre voci acquisisce sospetto e resistenza verso qualcosa che può sentire come mancanza di libertà e imposizione, e viene danneggiato il consenso. E’ più vantaggioso proporre magari un 80% di opinioni (tesi, canali, interviste, discussioni, ospiti) a favore e un 20% contrario, cosi, alla lunga la massa viene coinvolta nel modello di pensiero proposto senza acquisire resistenza. E spesso è molto utile lasciare completamente libere dal controllo del regime quelle pochissime voci diametralmente contrarie al modello che vogliamo inculcare, quelle cosi estreme che esprimono da sole e in libertà, motivazioni superficiali, contraddittorie, esagitate, irrazionali o evidentemente di parte, con ospiti poco preparati o superficiali. Così lo spettatore può farsi da solo gli anticorpi per fronteggiare alla base le tesi nemiche. Poi ci sono dei tempi da rispettare, il messaggio risolutivo di forza del leader non viene mai se prima non c’è stato un adeguato periodo si tempo in cui si è stimolata la paura presentando notizie di pericolo ripetute e costanti. Pericoli che spesso, come abbiamo visto sono ideologici, ad esempio anche “uno stato inefficiente e pieno di burocrazia, democratico dove ogni idea viene discussa e poche azioni prese” può essere propinato come un possibile pericolo, oppure “il pericolo di essere stuprati dai rumeni”, oppure “il pericolo di diventare poveri” ecc.. Quando la paura è diffusa e la massa desidera un’azione protettiva del leader e richiede uno stato forte, allora il leader si fa avanti con determinatezza e ordina l’azione. UNICO SCOPO: IL POTERE La realizzazione di alcuni dei punti elencati permettono il controllo sui grandi gruppi democratici e l’instaurazione di un regime. Più ogni singolo fattore viene rafforzato, più di acquisisce consenso, e più si rafforzano esponenzialmente tutti gli altri punti. Si può cosi ottenere il consenso che in democrazia determina il potere politico/economico che permetterà, a sua volta di rafforzare sempre di più tutti i fattori ancora deboli, fino a poter accentrare continuamente i poteri, cambiare in maniera sempre più autonoma le leggi stesse, per favorire così i propri interessi diretti e indiretti e acquisire ancora potere, arrivare a controllare la magistratura ed esserne immune, fino a rivedere la costituzione tagliando fuori dal gioco decisionale la ragione e l’intelletto dei cittadini.


"Le masse non si avvedono di essere terrorizzate spiritualmente e private della libertà e ammirano solo la forza, la brutalità e i suoi scopi, disposti a sottomettersi. Capiscono a fatica e lentamente, mentre dimenticano con facilità. Pertanto la propaganda efficace deve limitarsi a poche parole d'ordine martellate ininterrottamente finché entrino in quelle teste e vi si fissano saldamente. Si è parlato bene quando anche il meno recettivo ha capito e ha imparato..” Hitler - Mein Kampf.


La stanza all'ombra di Alfredo Sgarlato.

1. Jim e Sara si trasferirono nella nuova casa. Era un bella villetta, elegante, in periferia. Ogni particolare li aveva conquistati, anche il fatto che una stanza rimanesse sempre in ombra, coperta da un vecchio edificio. "é più fresca delle altre stanze" -commentò Jim- "ne faremo una tavernetta". Terminato il trasloco Jim riprese il lavoro e Sara si dedicò a mettere ordine. Ma, mentre era nella stanza in ombra, sentì un fruscìo. Uscì terrorizzata: "cazzo! Ci sono i topi!" esclamò. Quando Jim tornò a casa Sara gli disse: "c’è un lavoro che tocca te. Nella taverna ci sono i topi". Jim diede un occhiata, non vide nulla, ma andò a comprare le trappole. Nei giorni seguenti Jim, oltre ad aiutare Sara nei molti lavori ancora da fare si dedicò alla caccia al topo, sapeva quanto la sua compagna ne era disgustata e non voleva deluderla. Ma le trappole non venivano mai toccate, e il fruscìo continuava. A volte gli sembrava anche di vedere una luce, forse si era stancato troppo. Un giorno sentì il tramestìo vicinissimo, si girò ad inseguire l’animale, e gli sembrò di vedere una forma strana, colorata. Se

ne andò a riposare, temendo che la stanchezza gli stesse facendo brutti scherzi. La sera dopo vide di nuovo qualcosa muoversi e gli gettò sopra una coperta e poi lo bloccò con un secchio. Guardò cosa aveva preso e cominciò a tremare. Tornò da Sara sconvolto "Sara scusami" -disse piangendo"Ho paura di essere esaurito, forse ho le allucinazioni, ma quello che ho preso non è un topo. Ti prego, vai tu a vedere cos’è" Sara entrò nella stanza. "Jim" -disse con voce commossa- "vieni... non puoi averne paura....è..... stupenda!" 2. Jim e Sara erano incantati di fronte a quell' apparizione. Era una bambina, bellissima, alta pochi centimetri, circondata da un' aura luminosa. Non riuscirono a parlare per un po', finche Sara disse: "chi sei?" "Mi chiamo Miranda." "Sei una fata?" chiese Jim. "Il vostro popolo ci chiama così. Siamo rimaste in poche e dobbiamo vivere nascoste. ormai sono pochissimi gli umani che ci tollerano." Sara la prese in mano e le disse "vieni, ti portiamo con noi in cucina." "no!" rispose Miranda- "noi non siamo abituate al caldo, e nelle vostre case ce n'è troppo. Possiamo sopravvivere solo al freddo." "Va bene" -dissero i due coniugi all' unisono- "vorrà dire che questa d'ora in poi sarà la tua stanza." 3. Dopo alcuni giorni passati in un incantamento totale Sara si abituò all'idea di avere una fatina in casa. Per lei era poco più che avere un gatto. Le preparava da mangiare, le puliva i vestitini, al massimo facevano 2 chiacchere di cortesia. Jim invece era molto più interessato. Discusse a lungo con la compagna se una tale meraviglia dovesse essere divulgata, o se era meglio tenersela per loro.


"Non ci crederebbe nessuno, oppure saremmo travolti dai media. Non abbiamo scelto la campagna per stare più tranquilli?" disse lei. "Già, è vero. E poi se il destino ha scelto noi e Miranda ci ha dato fiducia non possiamo contraddirli. Avremo uno splendido segreto tutto nostro! .... ma come faremo faremo quando avremo dei bambini?" "Boh. qualcosa ci inventeremo. poi penso che una creatura così delicata non viva tanto a lungo..." "Hai ragione" disse Jim, rabbuiandosi un po'. 4. Una sera Sara era preoccupata. Jim non dava sue notizie. Non l'aveva mai fatto, lui così scrupoloso, di tardare e non avvertire.Poi le venne un sospetto. Trovò Jim nella stanza all'ombra, che chiaccherava beatamente con Miranda. "Torni e non mi dici nulla?" "Dormivi, non volevo svegliarti, ho fatto 2 chiacchere con la nostra amichetta ..." 5.La loro vita procedeva tranquilla. la sera, stanchi dal lavoro si addormentavano guardando la tv. Spesso Sara si svegliava di colpo e non trovava il compagno accanto a lei.Andava a cercarlo e puntualmente lo trovava con Miranda. "Passi più tempo con lei che con me!" gli disse una volta Sara stizzita. "Ma dai, scemotta, non sarai mica gelosa di una bambina alta nemmeno 10 centimetri!" rispose Jim. Una sera, finito il telegiornale, Jim le disse: "vado nel mio studio, ho una relazione da finire". A mezzanotte non si era ancora coricato. Sara non aveva dubbi su dove fosse, e infatti Jim stava fotografando la fatina, in posa accanto a fiori e altri oggetti che dessero conto delle sue dimensioni. Quando Jim se ne andò a dormire trovo Sara nuda che piangeva. "Cos'ha lei che io non ho?" -ripeteva- "Le ha queste?" -diceva toccandosi i seni- "ce l' ha questa?" diceva allargando le gambe ... "Oh amore mio, perdonami, non dovevo trascurarti così ..." disse Jim abbracciandola. La baciò e poi fecero l'amore. Jim tornò ad essere un marito modello e per parecchio tempo fu particolarmente premuroso con Sara. Una notte però lei si svegliò per colpa di un temporale. Jim non era accanto a lei. 6.Una mattina un bel tepore li svegliò più presto del solito. "Che bel caldo che c'è oggi." disse Sara. "E' arrivata la primavera" rispose Jim. Sara segui il compagno con lo sguardo finchè la macchina non sparì dalla visuale. Poi entrò nella stanza all'ombra e accese il termosifone.


Drabbles post di Elena Bertoli. @ Il sole e la notte @ Il mio Io e quel che ne rimane @ Dreaming @ Tratti e linee su lettere sparse @ Girotondo @ Il cervello @ Gabbie @ Il volo

@ Il sole e la notte La notte per un istante incontrò il sole. Lo guardò ammaliata e sorrise. "E così, è questo il calore che gli umani sentono". Il sole allungò le punte dei suoi raggi, dondolandosi leggermente. "Non solo, mia dolce e bellissima notte. Sono anche il respiro della loro anima". L'oscura essenza rimase perplessa. "Ne sei certo?". La domanda lasciò il sole confuso. "Non dovrei?" chiese, con la voce incrinata dal dubbio. "Non so. Io sono solo…la notte". Si guardarono ancora una volta, senza dire altro. In fondo, sapevano entrambi la verità. "Ci incontreremo ancora?". Il sole sembrò vibrare di speranza. Luce e ombra s’abbracciarono. "Se tu vorrai e io vorrò, tutto potrà accadere". Parve quasi che mani invisibili si sfiorassero.

@ Il mio Io e quel che ne rimane Sono solo pensieri sorti in un momento in cui il mio “io e quello che ne rimane” s’incontrano nella via che conduce alla luce soffusa della saletta in ombra, a destra di quell’angolo stondato che vorrebbe esser spigolo. E il mio “io e quello che ne rimane” si dimena tra le ramificazioni della rosa ormai appassita che vorrebbe tornar viva. Che ricordi, “io e quello che ne rimane” e la rosa profumavamo di verdeggianti desideri di sogni che, bramosi e vogliosi d’accaparrarsi il primo posto nella fila, spingevano le nubi lontano in modo che l’acquazzone non riuscisse a render melma ciò che era selciato.


Ed ora le elucubrazioni mentali dell’“io e quello che ne rimane” mi portano a pensare d’esser come Omero e cantar le lodi di un antico guerriero che non è altri che il mio “io confuso da quello che ne rimane”.

@ Dreaming Mi svegliai tremante e quasi spaventata. Fissai la luce della luna che si rispecchiava contro il quadro appeso di fronte. I girasoli apparivano maschere demoniache. Non avevo mai notato quanto lugubre potesse essere il gioco d’ombre che si creava tra le pennellate di giallo intenso. Soprattutto, in quegli istanti in cui il sogno continuava ad aleggiare nella mia testa come una scheggia impazzita. Quei volti martellavano nel mio cuore e nella mia anima. Chiusi gli occhi per convincermi che fosse tutto vero. Nel serrare le palpebre, sorrisi.

@ Tratti e linee su lettere sparse Mi chiamo… non so, non importa. Mi chiamo aria, acqua, fuoco e terra. Chiamatemi come volete. Assonanze di termini, anagrammi divertenti, fate voi. Io sono e non sono, vivo e non vivo. O forse, vivo in questo scritto che si riversa in anfratti e in tratti di lettere opache o brillanti… no! Baluginanti, lo ritengo un termine che più si associa a chi, come me, sta camminando all’interno delle linee di questo racconto senza capo né coda. Eppure, c’è un inizio e una fine che, voluta o cercata, la potete trovare tra le parentesi tonde, quadre o graffe che non vedete. Vi siete mai chiesti perché non riuscite a vederle? Ve lo dirò a bassa voce: non lo fate perché non cercate con attenzione. Un po’ come il mio nome che è un insieme di sole, notte, ombre e luce, o non era così? Se non ricordate, allora percorrete di nuovo le strane frasi che vi han condotto a questo dubbio e pensate. Chi sono? Una scrittrice, probabilmente. Oppure, sono solo una voce che usa termini a caso per comporre parole senza senso o che conducono a un senso. Ma cos’è il senso se non l’arcano abbandono di qualcosa che neppure si è? Mi chiamo… e sono… non so, e voi?

@ Girotondo Sono un oggetto impazzito che vaga nell’universo, alla ricerca di un punto stabile in cui sostenere che la realtà e il sogno sono la medesima cosa, quando ciò che ci s’immagina sta nel reale. Siamo un insieme di dubbi . Risolti taluni se ne creano altri, in un infinito mistero in cui si svolge l’esistenza di un essenza che non ci concede tregua nell’imporsi e proporci nuove alternative, per non arrivare mai dove il fato ha scritto che non dobbiamo giungere. Pensiero confuso? Un segreto: è voluto! Girotondo infinito in cui sogno e realtà si mischiano in un insieme che porta a lacrime oppure gioie. Sorrido o piango? Forse entrambi. Sorrido al reale e piango al sogno. Sorrido per il concreto e mi dispero per l’ebbrezza dell’in-concreto. Girotondo infinito. E come qualcuno diceva: sogno o son desto?

@ Il cervello Toc, toc? C’è nessuno? Non risponde… il cervello non vuol rispondere! E ora!? Credo che dovrei essere preoccupata, oppure sollevata. Sì! Sono sollevata dal sollievo di non avere più quel peso che mi opprime la calotta cranica. Ho cercato in ogni modo di liberarmi, ma lui era sempre lì e cresceva, si sviluppava e mi metteva in testa strane idee! Che bello, guardar cose e non capire che sono, sentir parole e non sapere che significano. Quant’è pensate e pesante pensare di dover sopportare il pensiero del cervello. Il corpo è un burattino che si muove tra l’intricata rete d’idilliaci illusioni o tristi realizzazioni. No, il rovescio.


@ Gabbie Passo dopo passo, la marionetta liberata dai fili si trova a vagare serenamente, convinta che la libertà valga più di ogni cosa. E noi siamo liberi? O siamo vittime del nostro stesso pensare? Sicuri di aver distrutto le barriere che ci costringevano, pensiamo di volar sulle “ali del vento”. Ma il vento ci possiede. Ora, crediamo di essere al di sopra del mondo, ma non abbiamo fatto altro che sostituire la gabbia con un’altra di cui non vediamo i confini. Ma torneranno! Confine, sogno, realtà, illusione. Prigioni che ci stringono nella morsa del nostro dover vivere. Vivo, non vivo. Datemi cibo per l’intelletto e crederò ancora di poter volteggiare. Siamo liberi? Non credo lo saremo mai. Assaporiamo il gusto d’esser tutto contro tutto? Cos’è il tutto e cos’è il contro? Il pensiero è indotto da ciò che ci circonda. Siamo… null’altro che questo. Ricordiamoci di lucidare le nostre sbarre, ogni tanto. Potremmo pensare che siano stelle che brillano per noi.

@ Il volo Sto volando! Sì, ora sto volando. Mi sollevo veloce e la stella che brilla nel fondo del Mio cielo indica la via da compiere per trovare o immaginare di esser giunta dove ho sempre voluto arrivare. Ma se arrivo e tutto si placa, che ne sarà del mio cercare ormai insito nel mio sognare? Cerca, cerca e forse trovi la risposta. Cerca e, quando giungi, devi cercare ancora perché cercando puoi trovare ciò che poi diventa un nuovo sogno da scoprire e sradicare. Raggiungi la stella e un’altra è lì, pronta a condurti verso il nuovo volteggiare che s’innalza e si rialza per poi abbassarsi e sfiorare il mondo e di nuovo il cielo. Vortici, mischiati tra reale e irreale, conducono nel delirio mai sopito di una felicità unita all’in-felicità dell’istante in cui sai che il desiderio nuovo penetra nel tuo pensare e diventa un paradiso da cercare. Confusioni, sensazioni, disumane disattenzioni. Ma io volo nel Mio cielo e tutto m’è concesso. Cerca, cerca e la vita splende come lo splendore di uno splendido sogno.


SILCO PARODIC ART Opere di SILCO.

http://www.movimentoparaculo.org/2009/06/silco-parodic-art-2.html

http://www.movimentoparaculo.org/2009

http://www.movimentoparaculo.org/2009/06/silco-parodic-art-4.html

http://www.movimentoparacul


H.R.GIGER di SILCO.

Uno dei pochi artisti contemporanei che mi hanno affascinato fin da subito è senza dubbio Hans Ruedi Giger, l'artista svizzero reso famoso in tutto il mondo grazie alle agghiaccianti creature cinematografiche di cui ha curato il design visuale come Alien (AlienI; II; III) e Sil (protagonista di Specie Mortale). Difficile da definire artisticamente (pittore,scultore,designer,scenografo ...) ed anche altrettanto sarebbe decifrare dal punto di vista filosofico, dato il suo modo sfuggente, spiazzante e anarchicamente devastante nelle sue idee. Forse in lui c'è proprio l'anima di quell'altro folle genio di nome Hieronymus Bosch, mostrandoci la formazione e la decomposizione della nostra realtà con una forza visionaria che ha pochi eguali.

Fu nel 1970 quando Giger inizia a lavorare su una serie di tenebrosi dipinti che faranno parte del famoso libro detto Giger's Necronomicon pubblicato solo sette anni dopo. Il titolo deriva dal famoso libro di magia nera derivante dai racconti di H. P. Lovecraft. Grazie a quel libro che conobbe Dan O'Bannon che gli offri di entrare nel progetto Alien per visualizzare la creatura extraterrestre. Qui in a fianco ci sono due immagini dedicate a Giger. La prima mostra il suo libro contenente le immagini di Alien la sua creatura più rappresentativa e una delle sue sconcertanti creature metà carne, e metà macchina;oppure ossa e macchina come una sua celebre copertina del disco "Brain Salad Surgery" degli Emerson Lake & Palmer. La terza immagine è mia e solo un modo per far partecipi delle influenze che questi artisti hanno contribuito


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