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Settemiglia - anno I, n°8

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settemiglia da Gerusalemme ad Emmaus …e ritorno

Periodico Mensile Anno I - N°8 Giugno 2011 Mail ed Info: redazione@settemiglia.it www.settemiglia.it

Diocesi di Nola – Parrocchia San Francesco di Paola – Scafati – Sa

IL TEMPO DELLO SPIRITO Invia il tuo Spirito, Signore, e rinnoverai la faccia della terra!

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l vento impetuoso di quella prima Pentecoste, non si è ancora fermato, continua a travolgere la vita degli uomini, continua a rinnovare la Chiesa, continua a spazzare via le nubi della tristezza, della delusione, della paura, della solitudine, per aprire il cielo a una nuova Primavera, la Primavera dello Spirito, la Primavera della Chiesa. Siamo nel “tempo dello Spirito”, Gesù ce l’aveva detto: “Bisogna che io me ne vada, ma vi invierò un altro Consolatore”. Lui è andato, ma non ci ha lasciato soli. Lo Spirito, da quella prima Pentecoste è rimasto presente tra noi. La Pentecoste è dunque una nuova creazione. Gesù ci ha rigenerati sulla Croce e dopo 50 giorni soffia su di noi la vita nuova. Cosa significa essere una Creatura nuova? Facciamo questo esempio: “Certe grotte sotterranee sono frequentate da turisti, che ammirano la bellezza delle forme delle stalattiti e delle stalagmiti. Cento anni fa erano solo caverne buie e pericolose. L’introduzione della luce elettrica ha creato questi luoghi di meraviglia”. Una cosa simile succede con la vita, a volte piena di tristezza, se gli occhi del cuore non vengono illuminati dalla luce dello Spirito. Esaminando il racconto della venuta

“Chi si affida a Gesù sperimenta già in questa vita la pace e la gioia del cuore, che il mondo non può dare, e non può nemmeno togliere una volta che Dio ce le ha donate. Vale dunque la pena di lasciarsi toccare dal fuoco dello Spirito Santo!” (Benedetto XVI)

dello Spirito, Atti degli Apostoli, osserviamo come a volte ci sembra che la risposta di Dio arrivi in ritardo, che Dio si sia dimenticato di noi... ecco, il giorno di Pentecoste stava per finire, sappiamo che per gli Ebrei, il giorno inizia alla sera e termina al mattino, alle prime luci dell’alba; era trascorsa la notte, lunga, non era successo niente.... Quando ormai ci sembra che Dio non intervenga più, che il tempo sia trascorso, Egli viene con la sua potenza. Quali sono i segni della sua Presenza? “In At 2,2 troviamo il primo segno: “Si udì un rombo come di vento gagliardo”. E’ qualcosa di percepibile, non è un rumore qualsiasi, è un rumore di vento, gli Apostoli sapevano bene che il vento è segno dello Spirito Santo. Il rombo del vento doveva già far fremete, mettere gli animi in attesa come quando la sposa sente alla porta il rumore inconfondibile dello sposo che bussa. Un altro segno, questa volta per la vista: “Si videro come lingue di fuoco”. Anche qui non è un segno qualsiasi, ma è il fuoco. Il fuoco attraverso tutta Lo Spirito Santo Cappella delle Missionarie dell’Immacolata - Monza (MI)

la Bibbia, è segno di purificazione, ma diversa da quella fatta con l’acqua. L’acqua infatti pulisce l’esterno: posso lavarmi il viso con l’acqua, ma non posso lavarmi il cuore. Quando occorre una purificazione che passi tra fibra e fibra, ad esempio come quella necessaria per l’oro, non è sufficiente l’acqua ma ci vuole il fuoco. Il fuoco è potenza purificatrice di Dio, che divide, che separa l’oro dagli scarti. Tutti furono pieni di Spirito Santo. Ecco l’evento, ecco il cambiamento: tutti furono pieni di Spirito Santo. Non i migliori, non i più bravi, non quelli che erano rimasti con Gesù sotto la Croce, non quelli che avevano compiuto tutta la legge, non quelli che pregano sempre... non solo. Tutti furono pieni di Spirito Santo. Lo Spirito Santo investe la vita di ciascuno e ne fa una creatura nuova. Quando furono riempiti di Spirito Santo, gli apostoli si ritrovarono un cuore nuovo. Infatti quando ricevettero la pienezza dello Spirito Santo, fecero un’esperienza travolgente dell’amore di Dio! La Pentecoste è una realtà profonda che cambia il cuore; ma è anche un’esperienza dell’amore di Dio, di cui tutti gli uomini hanno bisogno. A Gerusalemme c’erano giudei di tutte le nazioni del mondo, con linguaggi differenti. La Parola di Dio vuole insegnarci che lo Spirito è dato a tutto l’universo, a tutti i popoli e a tutte le persone. Non è dato a un gruppetto di privilegiati. Dio sceglie tutti i popoli. Tutti capivano la lingua dello Spirito, poiché essa ci parla di Gesù. Apprendiamo che Dio ha inviato lo Spirito Santo per tutti, non soltanto per pochi scelti. Apprendiamo che Dio agisce in tutti e apre le porte del Regno a tutti coloro che lo desiderano. Nella misura in cui ci apriamo allo Spirito di Gesù, Egli agirà sempre più in noi per il bene di tutto il Corpo di Cristo. Tutti sono scelti da Dio! Pasquale Velleca


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Riflessioni

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SPIRITO SANTO, OKEITA’ E DEMOCRAZIA La trinomia del buon vivere

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i può immaginare una società fatta di uomini e donne che sappiano convivere tra loro senza trasformare gli inevitabili contrasti in “duelli all’ultimo sangue”? Si può costruire un mondo in cui i popoli sappiano fare a meno della guerra e delle prevaricazioni? È possibile coniugare i bisogni privati con quelli pubblici? L’economia deve essere per forza basata sul profitto? La politica è solo contrapposizione tra partiti per la conquista ed il mantenimento del potere? Insomma, il nostro modello di società è proprio quello giusto o esistono alternative realmente praticabili? In altre parole, dobbiamo rassegnarci a vivere lottando, sperando che a soccombere non siamo noi ma il nostro avversario, o riteniamo che sia possibile scrivere pagine di storia nuove, fatte di solidarietà, di condivisione, di fiducia? Sono le domande che si pongono gli uomini fin da quando hanno cominciato a soffrire per la perdita di un loro caro o per aver subito un’ingiustizia, o perché stanchi del troppo sangue versato. Ora, se il dubbio accompagna ancora i nostri pensieri, se la nostra mente è protesa a cercare risposte, vuol dire che in noi è impiantato il seme della speranza! E se così non fosse, o saremmo diventati del tutto simili agli animali, o ci saremmo autodistrutti. Qualcuno dice che siamo sulla strada giusta per farlo; io non credo. Da dove viene, infatti, questa spinta a credere che “domani è un altro giorno”, come diceva Rossella O’Hara? La Chiesa c’insegna a credere in un Dio che è Amore infinito e gratuito, in un Dio Padre buono e misericordioso, in un Dio che non ha mai lasciato sola la sua creatura, un Dio che in sé è comunione trinitaria: Padre-Figlio-Spirito Santo. Conosciamo bene i primi due “volti” di Dio, un po’ meno il terzo. La festa liturgica della Pentecoste ci aiuta a colmare questo vuoto, ma dovremmo fare di più perché la conoscenza dello Spirito Santo ci aiuterebbe a scoprire la presenza vera ed efficace di Dio in mezzo agli uomini, una presenza garbata, silenziosa, discreta ma, nello stes-

“Okeità: stato della persona che ha fiducia in sé e negli altri... Posizione ottimale per entrare in una vera relazione con gli altri, che genera reciprocità ” so tempo, potente tanto da impedire al male di sopraffare il bene. Visto in quest’ottica, mi ha affascinato la scoperta dell’”okeità”, di una scuola di psicologia, cioè, che si fonda sull’idea che ogni individuo è OK rispetto a sé e all’altro e viceversa. Si chiama Analisi Transazionale e fu ideata dallo psichiatra e psicoanalista americano Eric Berne negli anni ’50. Secondo lui ognuno di noi può “adottare una posizione di vita” a partire dal modo in cui vediamo noi stessi e gli altri. Essere OK vuol dire riconoscersi persone sane, positive, capaci di stabilire relazioni costruttive con gli altri, in grado di accettare i pareri diversi dai nostri in un clima di reciprocità; di agire in collaborazione sapendo ascoltare e farsi ascoltare; saper chiedere aiuto e saperlo offrire senza sentirsi per questo: o umiliati nel chiederlo o potenti nel darlo. Sentirsi OK e percepire gli al-

tri OK “è lo stato della persona che ha fiducia in sé e negli altri, parte da presupposti di uguaglianza pur riconoscendo le differenze. È la posizione ottimale per entrare in una vera relazione con gli altri, che genera reciprocità”. Secondo me Dio ci ha creato perché si sentiva OK e sentiva ognuno di noi OK e, proprio per dimostrarcelo sempre, ci ha donato lo Spirito Santo. La Carta costituzionale è anch’essa un segno dell’okeità. I Padri fondatori della Repubblica Italiana dovettero partire da questo presupposto per scrivere un tale monumento alla libertà e alla saggezza umana. Ribadire la dignità della persona, il diritto alla cultura, alla famiglia, alla parità sociale sono il più alto concetto di uno stato democratico e libero, in cui io sono OK, tu sei OK! Vincenzo Fiorenza Matrice OK Corral di Franklin Ernst - 1971


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Eventi

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O-MAGGIO A SAN FRANCESCO XVIII Edizione - “La forza della vita”

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rande successo per “O…Maggio a San Francesco. Fede, Arte e Cultura”, la rassegna che dal 6 al 26 Maggio 2011 è stata ospitata presso la Chiesa San Francesco di Paola (Cavalcavia d’Amaro - Scafati - Salerno). Una serie di incontri organizzati dal Comitato della Parrocchia San Francesco di Paola, presieduto da don Peppino De Luca, con la direzione artistica di Francesca Viti, dedicati all’arte, al teatro e alla musica, che, seppur ricorrendo a linguaggi diversi, hanno offerto l’occasione per riflettere e confortarsi su “la forza della vita”, il tema della rassegna che quest’anno ha festeggiato la sua XVIII edizione. Ad inaugurare il ciclo di appuntamenti è stata la mostra fotografica “Stralci di vita. La rinascita dell’Oriente”, l’installazione di Massimo Napoli che, a pochi mesi dal terremoto che ha messo in ginocchio la terra del Sol Levante, ha

mostrato scorci di vita quotidiana di un Giappone nel pieno del suo boom economico. Una testimonianza iconografica di un Paese che ha trovato, e continua a trovare la forza per ricominciare e ricostruirsi. La rassegna ha dato poi spazio al “Il laboratorio della vita” a cura di Valeria Impagliazzo ed Imma Machinè. Il Parco adiacente alla Chiesa di San Francesco si è trasformato in un simposio per mettere a confronto nuove e vecchie generazioni. Un laboratorio che, attraverso l’analisi del linguaggio teatrale, ha messo in evidenza il valore della vita familiare. Uno dei momenti più significativi della rassegna ha avuto luogo nel Teatro San Francesco, che ha alzato il sipario ad un grande interprete della musica italiana, Niccolò Fabi. L’artista, interprete dell’unica tappa campana del “Solo Tour 2011”, ha calcato il palco per da

vita ad uno spettacolo emozionante ed intenso. A meno di due anni di distanza dal tour di Solo Un Uomo, album da lui stesso definito “un nuovo inizio, una nuova vita” e immediatamente dopo la realizzazione del progetto benefico Parole di Lulù, Niccolò Fabi è tornato a fare il musico con un spettacolo teatrale sold out in pochi giorni. “Se essere artista è anche e soprattutto inseguire nuove idee, non accontentarsi, porsi nuovi ostacoli e superarli, - ha dichiarato Fabi - allora un concerto in cui si è soli sul palcoscenico diventa una tappa fondamentale, quasi obbligata di ogni percorso di crescita artistica.” La rassegna ha chiuso i battenti con l’installazione “Ritorno al Bene” dell’artista napoletana Rosaria Iazzetta ospitata presso le sale della Chiesa di San Francesco di Paola. Francesca Viti

DIALOGHI DI LUCE Terza Edizione - “Rirorno al Bene”

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enerdì 27 maggio alle ore 19.30, in preparazione alla Pentecoste e nell’ambito del progetto culturale Dialoghi di Luce, giunto alla sua terza edizione e curato da Raffaella Barbato, gli inusuali spazi della Chiesa Nuova di San Francesco di Paola, hanno aperto i battenti all’arte contemporanea divenendo la quinta scenica dell’istallazione “Ritorno al Bene” dell’artista napoletana Rosaria Iazzetta. Il lavoro, dal forte impatto sociologico, fonde attraverso medium diversi storicità e contemporaneità a supporto di una concettualità di riflesso attuale e pungente; l’artista da anni è impegnata con la sua ricerca e l’eterogeneità dei suoi strumentia provocare e suggestionare in modo puntuale e critico le coscienze su questioni etiche, sociali e politiche. Valore aggiunto all’intervento sarà l’impegnativa relazione fisica/intellettiva che l’artista creerà tra il vissuto delle sue opere le apprezzabili interferenze spaziali, provando a generare nuovi rapporti di presupposizione reciproca tra significato e significante, tra forme e contenuti.

La rassegna d’arte contemporanea Dialoghi di Luce è per il terzo anno consecutivo patrocinata dalla Diocesi di Nola e dalla CEI Progetto Culturale della Chiesa Cattolica Italiana. Si ringrazia, inoltre la Fototeca della Soprintendenza per il P.S.A.E. e per il Polo Museale della Città di Napoli, per l’utilizzo della foto dell’opera di Mattia Preti, Il ritorno del figliol prodigo, presente al museo di Capodimonte, Napoli. Rosaria Iazzetta è una delle poche artiste femminili a portare alto il nome di Napoli nel mondo: con importanti premi e prestigiosi riconoscimenti internazionali, è infatti arrivata fino al Sol Levante. Diplomata al Liceo artistico, la Iazzetta, classe 1977, mostra sin da subito un grande interesse per la cultura nipponica; si laurea con lode presso l’Accademia di Belle Arti a Napoli, proseguendo il suo excursus artistico fortemente influenzato dall’oriente. Nel 2002 consegue un Diploma di conoscenza della lingua giapponese sia scritta che parlata ed ottiene un dottorato di ricerca in scultura presso la Tokyo National

University of Art and Music dove consegue un master. È proprio nella capitale giapponese che l’artista muove i suoi primi passi. Le sue personali toccano importanti città straniere tra cui Milperra (Australia) e Tokyo, senza naturalmente dimenticare la sua città natale, dove invece organizza ed espone «Tracce Punto Tre», presso la Galleria Franco Riccardo Arti Visive, e si dedica ad importanti progetti quali «La Scuola in Ospedale», con gli ospedali pediatrici Policlinico e Pausilipon, «In Opera», workshop con gli studenti del Liceo Galilei e «Occhi ad Oriente» con la scuola media Enrico Pascoli. Raffaella Barbato


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Eventi

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FESTA SAN FRANCESCO DI PAOLA Nuovo look alla festa con la 1° fiera artigianale e raduno degli artisti di strada Domenica 29 Maggio con i fuochi pirotecnici si è conclusa la festa in onore di San Francesco di Paola iniziata venerdì 27 Giugno. Una festa ricca sotto tutti gli aspetti; molto colorata e vivibile che ha visto la partecipazione di tutta la comunità scafatese e di molti paesi limitrofi. Le processioni iniziate in sordina venerdì con la visita del Santo nel rione Borrelli si sono concluse con una folta partecipazione in quella solenne di domenica. Anche nelle celebrazioni delle Sante Messe numerosa è stata la presenza dei fedeli. Per tutti i due giorni della festa sul sagrato della chiesa e nelle strade adiacenti si è consumata la festa esterna che quest’anno ha visto il coinvolgimento di tutte le associazioni e comunità presenti in parrocchia. Coordinate dal parroco e da un gruppo di responsabili, la 1° fiera artigianale, le esibizioni degli artisti di strada e la X sagra sono state il fiore all’occhiello dei festeggiamenti civili. Moltissimi sono stati i degustatori delle “polpette di papagne”, delle “pizzelle

di mammà”, dei primi piatti e dei deliziosi dolci della nonna con tante altre prelibatezze. Due serate intense con grande visibilità di parrocchia. Le splendide luminarie formate da un tappeto tricolore per ricordare l’unità d’Italia. Il coro Alba Plena ha deliziato con i suoi canti corali le tantissime persone accorse.

La musica de I Tammorrari del Vesuvio e della banda della chiesa “Madonna dei Flagelli” di Boscoreale hanno allietato le serate di sabato e domenica. Un bilancio più che positivo, un ottimo viatico per il prossimo anno, se il nostro amato parroco non avrà nuove idee e intuizioni. Ciro e Nunzia


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...Dalla Diocesi

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STATIO EUCARISTICA Torre Annunziata A Torre Annunziata il vescovo di Nola indica l’Eucarestia come possibilità di cambiamento sociale. «I credenti non fuggono, restano nelle realtà, - ha sottolineato mons. Depalma nell’omelia - anche in quelle nelle quali c’è la potenza del male». «Realizzare una “cordata di bene”, animata dall’amore per il nostro popolo e per la nostra terra, cui contribuiscano credenti e non credenti, politica, cultura, scuola e università, giustizia, forze dell’ordine, volontariato, associazionismo, società civile». Questo il sogno di mons. Beniamino Depalma per la Chiesa di Nola, la Chiesa che come Pastore guida dal 1999. Un sogno scritto nella Lettera ai presbiteri della mia Chiesa, consegnata ai presenti alla Statio eucaristica presieduta il 23 Giugno a Torre Annunziata, città scelta «perché da anni vive momenti difficili e deve affrontare delle grandi sfide. La nostra presenza come Chiesa - ha detto il vescovo durante l’omelia - è importante per condividere le ansie e le preoccupazioni, la sofferenza e la speranza», per testimoniare che «i

credenti non fuggono, restano nelle realtà» anche in quelle nelle quali «c’è la potenza del male ». Un sogno da realizzare. «La cronaca delle ultime settimane - ha dichiarato mons. Depalma - ha raccontato diversi episodi inquietanti. In particolare, azioni violente sono state condotte a danno delle vetture di due sindaci, Carmine Esposito (Sant’Anastasia) e Salvatore Mazzocca (Lauro). Si tratta di gesti intimidatori che si assommano ad altri simili, avvenuti negli scorsi anni a danno di altri primi cittadini, a prescindere dalla loro appartenenza politica. La Chiesa di Nola - ha continuato il vescovo di Nola - sente il dovere di con-

dannare fermamente tali gesti, chi li commette e, soprattutto, chi ne chiede l’esecuzione. Non è possibile far retrocedere il nostro territorio agli anni bui del terrore materiale e psicologico a danno di chi occupa cariche pubbliche». Dichiarazioni che continuano l’impegno della Chiesa di Nola contro ogni mafia, contro ogni logica e stile di vita che abbia come unico fine generare sofferenza nell’essere umano. «Recentemente ha concluso mons. Depalma - ho chiesto a chi vive nella malavita organizzata di fare un passo indietro e convertirsi. Allo stesso modo, in situazioni del genere, chiedo il fermo intervento delle forze di polizia e delle autorità giudiziarie al fine di bloccare sul nascere scenari da far west urbano. Nell’esprimere solidarietà ai sindaci oggetto di violenze, rinnovo il mio appello alla classe dirigente perché rispondano alle minacce con una condotta all’insegna della legalità, della trasparenza e dell’onestà». Comunicato stampa Diocesi di Nola

LETTERA DEL VESCOVO AI PRESBITERI DELLA CHIESA DI NOLA

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osì scrive il vescovo di Nola, mons. Beniamino Depalma, nella Lettera indirizzata ai presbiteri della Chiesa di Nola in occasione della Statio eucaristica di Torre Annunziata per invitarli a camminare in un anno di preparazione al sinodo diocesano: Carissimi confratelli, l’anno pastorale che inizierà a settembre è, nei miei desideri, un anno di preparazione al Sinodo della nostra amata Chiesa di Nola. Dopo la visita pastorale, ho infatti maturato nel mio cuore un sogno: coinvolgere tutti nell’edificazione di una comunità credente fondata su una vita spirituale intensa, sull’autentica centralità dell’Eucarestia, davvero splendente della luce di Cristo e unita nell’annuncio del Risorto; mettere in dialogo sacerdoti, religiosi, diaconi e laici impegnati per una pastorale inclusiva, che parli davvero a tutti gli uomini e a tutto l’uomo; realizzare una “cordata di bene”, animata dall’amore per il nostro popolo e

per la nostra terra, cui contribuiscano credenti e non credenti, politica, cultura, scuola e università, giustizia, forze dell’ordine, volontariato, associazionismo, società civile. La bellezza di ciò che ho visto nelle nostre comunità mi ha convinto: è un sogno che possiamo realizzare. Ritengo però necessario che una stagione così impegnativa richieda un anno di preparazione. Un anno di straordinaria intimità con il Signore. Di silenzio e di preghiera. Un anno di verità. Un anno interamente dedicato a noi presbiteri della Chiesa di Nola. Me ne sono convinto osservando il clima culturale che si respira fuori dalle nostre parrocchie. Non possiamo negarcelo: gli errori commessi da diversi confratelli, specie verso i piccoli e gli indifesi, ha reso più difficile il nostro ministero. Potremmo reagire con una “strategia” difensiva e conservativa, ma non la ri-

tengo una strada conciliabile con la strada che conduce alla santità. Vorrei invece che insieme, in quest’anno, ci impegnassimo con il cuore e con la mente, in assoluta comunione, a pregare e confrontarci su quei nodi e su quelle fatiche che minano il nostro rapporto di fiducia con il Signore e con il suo popolo. E a superarli nella coscienza personale e in quella comunitaria, con l’aiuto del Signore. Carissimi, auspico di cuore che l’anno di preparazione dei nostri cuori sia una grande opportunità per ciascuno, e che abbia un effetto a catena sulla vita delle nostre comunità. Il clero di Nola ha dato tante volte prova di saper cogliere i segni dei tempi, di saper accettare le sfide, di saper ancora incontrare l’uomo di oggi. Ho dentro di me la sensazione che una stagione meravigliosa sta per nascere. Facciamo verità. Siamo fraternità. E semi di bene germoglieranno nelle nostre città. Padre Beniamino, Vescovo di Nola


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Rubriche

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TRE UOMINI IN BARCA

“Fa’ che la barca della tua vita sia leggera, carica soltanto di ciò che è indispensabile”

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na gita in barca lungo le rive del Tamigi, tre amici, un cane. Tutto qui. Ad un grande scrittore basta poco per creare l’atmosfera giusta e per strappare al lettore una lacrima o un sorriso. Tre uomini, esasperati dai ritmi ossessivi di Londra si preparano per trascorrere un weekend in barca remando sul lungo Tamigi e dormendo in tenda sotto le stelle. Già i preparativi, più simili a quelli di una grandiosa spedizione piuttosto che a quelli di una gita in barca, lasciano trasparire la vena di umorismo e satira che “colorerà” le rocambolesche avventure del trio, intrappolato dalle disavventure tipiche di ogni apprendista navigante. Nel corso del viaggio infatti si susseguono numerosi i colpi di scena comici e divertenti, non certo per i protagonisti della vicenda quanto per i lettori. Un acquazzone o la mancanza dell’apriscatole, la stanchezza e la voglia di reggere il timone piuttosto che imbracciare i remi diventano tutti spunti per situazioni ardue e fastidiose per i tre amici. Le migliori opportunità per una risata sono i molteplici ricordi da parte di tutti e tre i passeggeri durante la gita in barca. Si tratta di una storia divertente e piacevolissima da leggere al mare sotto l’ombrellone, in veranda sulla sdraio, oppure proprio in barca, quando non ci sono tante comodità a disposizione e potrebbe capitare di rivivere una delle avventure dei protagonisti e di riderci sopra. Le situazioni descritte nel libro, in apparenza paradossali, sono in realtà comunissime. I vizi e i difetti dei perso-

“Sapete, siamo sulla strada sbagliata. Non dobbiamo pensare alle cose che ci sarebbero utili, bensì soltanto a quelle di cui non possiamo fare a meno” “Dapprima non capirono il senso delle Sue Parole...” naggi non sembrano più tanto riprovevoli sotto lo sguardo bonario e divertito dell’autore. La sua verve comica non risparmia nessuno, nemmeno se stesso. Nel primo capitolo, infatti, Jerome parla di sé tracciando un esilarante ritratto del tipico malato immaginario: “È davvero straordinario, ma non riesco mai a leggere la pubblicità di una specialità farmaceutica senza essere spinto a concludere che quella malattia lì elencata mi ha colpito nella sua forma più virulenta.” Di sicuro Jerome avrà dovuto imparare molto presto l’arte di sdrammatizzare anche le vicende più tristi della vita. Povero, famiglia numerosa, orfano a soli quindici anni. Ha iniziato a lavorare giovanissimo svolgendo svariati mestieri per sopravvivere. Dopo aver inseguito la sua passione per il teatro, ha iniziato a scrivere articoli e racconti umoristici. Il successo è arrivato per caso con un romanzo che nelle intenzioni avrebbe dovuto essere una guida turistica del Tamigi e che poi si è trasformato nella

TRE UOMINI IN BARCA Di Jerome K. Jerome Editore: Feltrinelli Pagine: XII-196 Data uscita: 14/03/1997 Tre amici e un cane, tutti assieme fanno un viaggio in barca lungo le rive del Tamigi. Ne nasce una storia esilarante, costellata di piccole sventure e comiche avventure, con curiosi aneddoti di costume e ricordi di esperienze buffe, in una serie di gag sulle gioie e i dolori della vita sul fiume.

sua fortuna. Tre uomini in barca è ormai considerato un classico dell’umorismo anche se Jerome non sempre ha avuto dalla critica i riconoscimenti che meritava. Eppure, tra un sorriso e l’altro, sa rivelare la profondità di un animo sensibile, pieno di poesia... “Fa’ che la barca della tua vita sia leggera, carica soltanto di ciò che è indispensabile (...) una casetta ospitale, semplici gioie, due o tre amici degni di questo nome, qualcuno da amare e da cui essere riamato, un gatto, un cane, due o tre pipe, quel tanto che basta per sfamarti e vestirti (...) Allora la barca ti sembrerà più leggera e meno incline a rovesciarsi; e se anche si rovesciasse non sarà poi un gran guaio: le merci buone resistono all’acqua. Ti resterà tempo per pensare oltre che per lavorare, tempo per abbeverarti al sole della vita, tempo per ascoltare le musiche eoliche che il vento di Dio trae dalle corde che avvolgono i nostri cuori...” E allora che aspettiamo? Imbarchiamoci nella barca della vita con un sorriso e prendiamoci il tempo di ascoltare il nostro cuore... Vincenzo Donnarumma

settemiglia da Gerusalemme ad Emmaus ...e ritorno

Supplemento a IN DIALOGO Mensile della Chiesa di Nola Aut.ne Trib. di Napoli n. 3393 del 7/03/1985 Direttore Responsabile: Marco Iasevoli Coordinatore Redazione: Don Giuseppe De Luca Redazione: Vincenzo Fiorenza Enzo Vitiello Alfonso Quartucci Elena Fiorenza Vincenzo Donnarumma E-Mail ed Info: redazione@settemiglia.it Per leggere e scaricare le pubblicazioni precedenti: www.settemiglia.it


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Cronaca della Parrocchia

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Apre il periodo pasquale il Reading teatrale “Io C’Ero” scritto, interpretato e diretto da Michele Casella. Voce di Voci sotto la Croce …una serata per capire, ascoltare… Numerosi i fedeli intervenuti all’evento che, mettendosi a confronto con la croce, ha permesso di dire ad ognuno “io c’ero…” Dopo la consueta benedizione dei rami d’ulivo nella Domenica delle Palme è iniziata la settimana scandita dalle varie Celebrazioni Pasquali: mercoledì è stato realizzato l’altare della reposizione, giovedì è stata celebrata la messa in coena domini durante la quale vi è stata la lavanda dei piedi, seguita dalla veglia notturna, venerdì celebrazione della passione e morte di nostro signore Gesù animata dall’orchestra Alba Plena e dal coro del Maestro F. Scarico, sabato - come da antica tradizione - le donne hanno effettuato la vestizione dell’altare, alle 23 dello stesso giorno la grande Veglia Pasquale e S. Messa dopo la quale don Peppino ha aperto un grande uovo di cioccolata offrendolo ai fedeli in segno di augurio. Domenica di Pasqua dedicata alla gioia della resurrezione. Il Martedì in Albis S. Messa nella chiesa piccola dove è ripresa l’adorazione perpetua interrotta il mercoledì della settimana precedente. Il primo Maggio (domenica) alle ore 11,30 don Salvatore Bianco ha presieduto alla celebrazione amministrando il sacramento della confermazione ad un folto numero di fedeli, alle 15 nella cappella dell’adorazione perpetua è stata recitata la Coroncina della Misericordia, alle ore 21 nella chiesa grande è iniziata la recita del Santo Rosario tenutosi poi tutte le sere nel mese dedicato a Maria. Con Maggio prende inizio la XXVIII edizione di “O…MAGGIO A SAN FRANCESCO” ad inaugurare la serie di eventi legati al progetto è stata la mostra Fotografica “Stralci di vita. La rinascita dell’Oriente” di venerdì 6 Maggio. Istallazione di Massimo Napoli, mostra dedicata al Giappone e ai suoi scorci di vita quotidiana. Domenica 22 Maggio è protagonista “Il laboratorio della vita” presso il Parco della Parrocchia: giornata per nonni, genitori e nipoti con gli elementi caratteristici del linguaggio teatrale, per ricoprire il valore della vita familiare. Venerdì 27 maggio alle ore 19.30, in preparazione alla Pentecoste e nell’ambito del progetto culturale Dialoghi di Luce, giunto alla sua terza edizione, viene presentata l’istallazione “Ritorno al Bene” dell’artista napoletana Rosaria Iazzetta. Spazio alla buona musica giovedì 26 Maggio con Niccolò Fabi in SOLO TOUR 2011. Dal 27 Maggio al 29 Maggio festeggiamenti in onore del nostro Santo Patrono San Francesco di Paola durante i quali oltre alla processione della sacra icona per le vie cittadine, numerose sono state le iniziative promosse: mercatino prodotti tipici a cura della Coldiretti, Sfilata per le strade cittadine del gruppo Folcloristico “Zompa Cardillo” e della scuola di Tarantella di Monte Marano, X Sagra Antichi Sapori, I° Raduno Artisti di Strada, spettacolo di Simone Carotenuto con i Tammorrari del Vesuvio, Concerto del coro “Alba plena” diretto dal maestro Francesco Scarico, concerto della “Banda musicale Santuario Madonna Liberatrice dai flagelli” diretto dal maestro Fabrizio Capoturucci. A partire da domenica 22 Maggio i ragazzi partecipano per la prima volta all’Eucarestia. Sabato 11 alle ore 23 nella cappella dell’adorazione perpetua si è tenuta la Veglia di Pentecoste durante la quale i fedeli hanno pregato e meditato sui doni dello Spirito Santo. Lunedì 13 Giugno ha preso inizio l’Oratorio estivo giunto alla terza edizione. Giovedì 16 giugno tutti i ragazzi che quest’anno si sono avvicinati per la prima volta all’Eucarestia insieme alle proprie famiglie ed agli educatori che negli ultimi anni li hanno accompagnati nel loro cammino di fede si sono recati in pellegrinaggio a piedi al Santuario della Madonna di Pompei.


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