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TRENTINI

MONDO

nel

MENSILE DELL’ASSOCIAZIONE TRENTINI NEL MONDO onlus ADERENTE ALLA F.U.S.I.E

8/2016

Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n. 46) art. 1, comma 2, DCB Trento - Taxe Percue

anno 59°

La copertina di questo mese è dedicata a Francesca Dallapè, la tuffatrice trentina medaglia d’argento alle Olimpiadi 2016.


CIRCOLI, DELEGAZIONI E FEDERAZIONI/COORDINAMENTI DI CIRCOLI dell’Associazione Trentini nel Mondo - onlus

Coordinamenti Argentina, Australia, Benelux, Bosnia, Brasile, Canada, Cile, Germania, Messico, Paraguay e Uruguay Argentina - 57 circoli - 1 delegazione Alta Gracia, Avellaneda, Azul, Bahia Blanca, Bariloche, Buenos Aires, Catamarca, Chajarì, Chilecito, Colonia Tirolesa, Concepción del Uruguay, Concordia, Cordoba, Cordoba Sud, Corrientes, Corzuela, Cruz del Eje, Formosa, General Roca, General San Martín, La Carlotta, La Plata, La Toma, Lanteri, Las Breñas, Machagai Plaza, Makallè, Malabrigo, Malagueño, Mar del Plata, Mendoza, Olavarria, Pampa del Infierno, Presidente Roque Sáenz Peña, Puerto Tirol, Quitilipi, Reconquista, Resistencia, Río Cuarto, Romang, Rosario, Salta, San Jaime, Sampacho, San José (Depto. Colon), San Nicolas de los Arroyos, Santa Fé, Santa Rosa de la Pampa, Tandil, Tucuman, Venado Tuerto, Viedma, Villa Carlos Paz, Villa General Belgrano, Villa Ocampo, Villa Regina, Zárate - Comodoro Rivadavia Australia - 8 circoli - 2 delegazioni Adelaide, Canberra, Mackay, Melbourne, Myrtleford, Perth, Sydney, Wollongong - Tasmania, Townsville Belgio - 4 circoli - 1 delegazione Bruxelles, Charleroi, La Louviére, Liegi – Limburgo Bolivia La Paz

- 1 circolo

Bosnia - 4 circoli Banja Luka, Sarajevo, Stivor, Tuzla Brasile -

Canada - 5 circoli Alberta, Montreal, Toronto, Vancouver, Windsor & Detroit Cile - 3 circoli Copiapò, La Serena, Santiago Colombia Bogotá

- 1 circolo

Danimarca Copenaghen

- 1 circolo

Federazioni ITTONA (Canada e Stati Uniti) Messico - 13 circoli - 1 delegazione Aguas Calientes, Citlatepetl, Città del Messico, Colonia Manuel Gonzalez, Colonia Manuel Diez Gutierrez, Cordoba, Huatusco, Monterrey, Puebla, San Luis de Potosí, Tijuana, Veracruz, Xalapa - Cuernavaca Paraguay - 10 circoli Asunción, Atyrà, Caacupé, Caaguazù, Concepción, Fernando de la Mora, Lambaré, Luque, Paso Barreto, San Pedro Ycuamandiyù

Ex emigrati - 3 circoli Australia, Stivor (BIH), Svizzera

Peru Lima

Francia - 3 circoli Grenoble, Lorena, Parigi

Portogallo Portogallo

Germania - 7 circoli - 1 delegazione Colonia, Dortmund, Friedrichshafen, Monaco, Norimberga, Reno Neckar, Stoccarda – Berlino

Romania Romania

Gran Bretagna - 1 circolo - 1 delegazione Londra - Manchester Italia - 13 circoli Biella; Borgosesia; Brescia; Bresciani amici del Trentino; Como; Famiglia Trentina di Roma; Friuli; Milano; Pontino; Predazzani nel Mondo; Roma; Società Americana di Storo; Trieste Lussemburgo Lussemburgo

- 1 circolo

62 circoli

Ascurra, Belo Horizonte, Bento Gonçalves, Blumenau, Brusque, Caxias do Sul, Colatina, Coronel Pilar, Corupà, Curitiba, Divino di Laranjeiras, Encantado, Erexim, Florianopolis, Garibaldi, Gasparin, Gramado, Guaramirim, Indaial, Jahú, Jaraguà do Sul, Joinville, Jundiaì, Laurentino, Londrina, Luzerna, Nereu Ramos, Nova Brescia, Nova Trento, Ouro Fino, Passo Fundo, Pedrinhas Paulista, Piracicaba, Porto Alegre, Presidente Getulio, Rio de Janeiro, Rio do Oeste, Rio do Sul, Rio dos Cedros, Rodeio, Salete, Salvador, São Paulo, Sananduva, Santa María, Santa Olímpia, Santa Teresa, Santa Tereza do Rio Taquarì, São Bento do Sul, São João Batista, Sao Miguel do Oeste,São Sepe, São Valentim do Sul, Taiò, Tapejara, Trentin, Três de Maio, Tucunduva, Venda Nova do Emigrante, Veranòpolis, Vitoria, Xanxerè

L’elenco è consultabile (completo con indirizzi e nomi dei presidenti) sul nostro sito internet: www.trentininelmondo.it

- 1 circolo

Serbia Indija

- 1 circolo

- 1 circolo

- 1 circolo

Stati Uniti - 21 circoli Alliance, Chicago, Cleveland, Denver, Hazleton, Milwaukee, Minnesota, New England, New York, Norway, Ogden, Pittsburgh, Readsboro, San Francisco, Solvay, South Alabama, South East Pennsylvania, Southern California, Washington, Wyoming Sud Africa - 2 delegazioni Pretoria, Cape Town Svizzera - 8 circoli Amriswil, Basilea, Sciaffusa, Ticino, Winterthur, Zofingen, Zug, Zurigo Uruguay - 5 circoli Carmelo, Cerro Largo, Colonia del Sacramento, Montevideo, Rivera (S. Ana do Livramento - BR) Venezuela Caracas

- 1 circolo


EDITORIALE

Pagine 2-5 TRASFERTA IN MESSICO Pagina 6 AGENDA Pagine 7-9 «RAPPORTO ITALIANI NEL MONDO» Pagina 10-11 GENTE E FATTI Pagine 12-13 GIOVANI OLTRECONFINE: VERONICA BARBACOVI Pagine 14-15 TRENTINO “SUPER” Pagine 16-17 INTERVISTA A FRANCESCA DALLAPÈ Pagine 18-21 CIRCOLI (Rio dos Cedros, Luzerna, Ouro Fino, Porto Alegre, Xalapa, Zarate, Buenos Aires, Tucuman) Pagina 22 CULTURA Pagina 23 VISITE IN SEDE

ASSOCIAZIONE TRENTINI NEL MONDO O.n.l.u.s. Presidente Alberto Tafner

Direttore f.f Francesco Bocchetti

TRENTINI NEL MONDO Mensile dell’Associazione Trentini nel Mondo aderente alla F.U.S.I.E Direzione, amministrazione e redazione

Via Malfatti, 21 - 38122 TRENTO Tel. 0461/234379 - Fax 0461/230840 sito: www.trentininelmondo.it e-mail:info@trentininelmondo.it Direttore responsabile Maurizio Tomasi Comitato editoriale G. Bacca, C. Barbacovi, F. Casagrande, B. Cesconi, C. Ciola, M. Dallapè, P. Dalla Valle, A. Degaudenz, E. Formilan, B. Fronza, L. Imperadori, E. Lorenzini, A. Maistri, S.Margheri, G. Michelon, N. Paulus, L. Pontalti, F. Pisoni, S. Regazzola, V. Rodaro, P. Rossi, G. Sbetti, A. Tafner, D. Zatelli, G. Zorzi Hanno collaborato: R. Barchiesi - S. Corradini - G. Degasperi F. Bocchetti - I. Turco Autorizzazione del Tribunale di Trento n. 62 - 6 febbraio 1958 STAMPA: Grafiche Dalpiaz srl Ravina di Trento (TN) Quote di adesione: Italia: Euro 20,00; Europa; Euro 20,00 Sud America: Euro 20,00; Nord America e Australia: Euro 25,00 Socio - Euro 30,00 Conto corrente postale n. 12509386 N. 8 AGOSTO 2016 Stampato il 25 ottobre 2016

In copertina: un «effetto speciale» con la tuffatrice Francesca Dallapè.

PER FAR FRONTE AI FLUSSI MIGRATORI PROLIFERANO INIZIATIVE NEL SEGNO DEL RIFIUTO

Sia in Europa che in America cresce la spinta a rinchiudersi

S

ettembre andiamo è tempo di migrare. Così inizia la poesia «I Pastori», una delle più conosciute liriche di Gabriele D’Annunzio che racconta i sentimenti di chi è costretto ad abbandonare luoghi e paesaggi a lui noti e da lui amati. I versi sono dedicati ai pastori d’Abruzzo che a fine estate lasciano i pascoli di montagna per scendere verso il mare, ma queste parole vanno ben oltre il mondo circoscritto dei pastori, andando a toccare i sentimenti universali che accomunano chiunque si trovi nelle condizioni di dover abbandonare luoghi cari , abitudini ed amicizie , per andarsene altrove. È una poesia così intensa ed umana che può essere assunta a paradigma di tutte le emozioni e di tutti i sentimenti che attraversano l’animo di ogni persona che se ne va, chiudendosi definitivamente la porta dietro le spalle. «Han bevuto profondamente ai fonti alpestri, che sapor d’acqua natia rimanga nei cuori esuli a conforto, che lungo illuda la lor sete in via». È un verso, questo, che racconta un piccolo gesto che simboleggia tutta la nostalgia del distacco e la volontà di non dimenticare comune a chiunque intraprenda un cammino che lo porta lontano da casa. La poesia dei “Pastori” è affiorata dai ricordi scolastici spinta forse dai colori intensi di questo inizio d’autunno o forse, meno romanticamente, è stata portata a galla come una boa di salvataggio a cui attaccarsi per difendersi da tutte le sgradevoli vicende che accadono nel mondo. Perché in verità non passa giorno che non si venga investiti dalle tragedie e dalla sofferenza di un’umanità in fuga. Le migrazioni infatti, anziché ridursi come sarebbe da aspettarsi con il progredire della civiltà, continuano ad avanzare e a provocare dolore, rabbia e senso d’impotenza. Infatti non esiste una bacchetta magica capace di risolvere con un sol tocco questi problemi, così come non esistono facili soluzioni come qualcuno – magari per cinico opportunismo partitico - cerca di farci credere, per cui a volte viene a crearsi un

© UNHCR/Mark Henley

SOMMARIO

Il mondo sembra voler tornare all’epoca feudale, quando le cittadine erano circondate da mura e i signori vivevano nei castelli fortificati. Ma la storia insegna che tutti i muri ed i castelli eretti in passato non sono riusciti a tenere fuori «gli altri», diventando solo un cumulo di sassi sotto i quali si trovano seppelliti l’arroganza e l’egoismo degli uomini senso di inadeguatezza anche in un’Associazione come la nostra, rivolta alla solidarietà e all’assistenza verso i meno fortunati. Non per questo però dobbiamo far finta di nulla ed anzi abbiamo più che mai il dovere di tenere alta l’attenzione su questo tema perché, nonostante l’inutile chiacchiericcio e le passarelle dei “soliti noti” sugli schermi televisivi e nelle pagine dei quotidiani, il problema continua a crescere e a diffondersi senza che nessuno sia in grado di proporre una linea comune d’intervento. In questo modo ogni Paese cerca di affrontare il problema a modo suo - spesso a seconda delle esigenze politiche interne e si assiste così al proliferare di iniziative singole che in comune sembra abbiano una sola linea di pensiero: quella della chiusura e del rifiuto. Negli ultimi tempi infatti sembra che l’Europa sia invasa dai muratori. Non passa giorno che non vengano annunciati innalzamenti di muri e costruzioni di barriere per contrastare «l’invasione» degli stranieri:

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dall’Austria all’Ungheria , dalla Francia alle coste d’Inghilterra è tutto un fiorire di cantieri. Ma non c’è solo l’Europa impegnata in questa attività. Anche negli Stati Uniti c’è chi ha basato la propria campagna elettorale sulla costruzione di un muro divisorio tra USA e Messico. E se ancora non bastassero i mattoni ed il cemento c’è anche chi i muri li alza di carta, come ad esempio è successo in Svizzera dove recentemente è passato un referendum contro i lavoratori stranieri: pendolari italiani in prima fila. Il mondo dunque sembra voler tornare all’epoca feudale, quando le cittadine erano circondate da mura ed i signori vivevano nei castelli fortificati. Però, chissà perchè i “signorotti” di oggi non riescono a leggere la storia che insegna come tutti i muri ed i castelli eretti in passato non siano riusciti a tenere fuori “gli altri”, diventando solo un cumulo di sassi sotto i quali si trova seppellita l’arroganza e l’egoismo degli uomini . Alberto Tafner 8 - 2016


SPECIALE MESSICO

Positiva trasferta in Messico tra le varie comunità trentine I l 2 settembre di buon mattino, con Cesare Ciola e Armando Maistri, inizia il viaggio presso i Circoli trentini messicani. La prima tappa, dopo aver pernottato a Città del Messico, è San Luis Potosì, dove ad accoglierci nel piccolo aeroporto troviamo il Coordinatore dei Circoli della Trentini e Consultore della Provincia Autonoma di Trento per il Messico. Leobardo Cortes Manica, insiema a Catarina Loredo Osti con la figlia Zaira, Ricardo Chessani e Sisha Naif Chessani con il padre Pedro, che ci annunciano un programma della giornata fitto di incontri istituzionali. Si inizia alle 10 alla Facultad de Agronomía de la Universidad Autónoma de San Luis Potosí, con la Secretaría de Desarrollo

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La delegazione della Trentini nel mondo era composta dal vice presidente Cesare Ciola e dal consigliere Armando Maistri: con loro c’era anche Renzo Tommasi, studioso ell’emigrazione trentina in Messico

Agrícola de Gubierno del Estado, rappresentata dal ministro Alejandro Manuel Cambeses Ballina. Il direttore José Luis Lara Mireles con la professoressa Catarina Loredo Osti, ci hanno illustrato la realtà socio-economica dello Stato, che occupa il 50% della popolazione in agricoltura su un’area coltivabile di sei milioni di ettari (di cui solo 80 vignati), e le attività di sviluppo agrario e zootecnico di cui si occupa la facoltà, attiva da 43 anni con sei corsi di lau laurea e un master in scienze agricole.

Dopo la relazione informativa di Cesare Ciola sulla nostra Associazione, e la sua nuova mission, e le caratteristiche e i dati snocciolati da Armando Maistri sull’attuale situazione economia del Trentino, gli ospitanti, che trattengono stretti legami con diverse realtà accademiche americane e con la «German cooperation», hanno auspicato il nascere di una collaborazione con i nostri istituti, dall’Istituto Agrario di S. Michele alla Fonda dazione Mach, soprattutto per lo sv sviluppo dell’area depressa della Co Colonia Diez Gutierrez (Ciudad

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del Mais), fondata nel 1882 da emigranti trentini e bellunesi. A mezzogiorno siamo attesi dal ministro alla cultura del governo dello Stato, dott. Armando Herrera, che ci informa sulle numerose attività culturali della città, in stile coloniale, dichiarata patrimonio dell’UNESCO, famosa per i suoi nove musei e per i tre festival annuali di Danza contemporanea, Musica barocca e del Cinema. Edotto circa i nostri Filmfestival della Montagna e Festival del Cinema Archeologico, ci illustra due fra i vari luoghi magici dello Stato, Real de Catorce e Xilitla (nella Huasteca potosina), e vuole capire come sviluppare l’industria turistica-culturale al pari del Trentino. Alle 13,30 ci attende all’Hotel Museo S. Agustin il ministro allo Sviluppo economico dello Stato, l’avv. Gustavo Puente Orozco. Premette che il governo appena


SPECIALE MESSICO

insediatosi rimarrà in carica per altri cinque anni e quindi è disponibile a qualsiasi interscambio che possa giovare ad aumentare il 4,2% di crescita annuale del suo Stato che è fra i «top 7» del Messico, nonché di portare a termine l’ambizioso progetto di raggiungere il milione di viaggiatori annuali all’aeroporto della città. DA SAN LUIS POTOSÍ A DIEZ GUTIERREZ

Alle 18 siamo attesi all’assemblea generale del Circolo trentino locale, molto partecipata, dove si registra il cambio di presidenza dal dott. David Calvillo Lazzeri al dott. Pedro Luis Naif Chessani.

Segretaria Zaira Loredo Osti e tesoriera Pany Martinez Chessani. Segue un momento conviviale allietato dalla musica del famoso interprete «Elias Naif Chessani y sus huapangueros de Rio Verde». Domenica mattina ci attende un viaggio di più di 200 chilometri sotto la pioggia battente per giungere alla Colonia Diez Gutiérrez. Nel giardino di casa di Virginia Chessani, moglie del compianto «Peyo», è stata allestita una tavolata per circa quaranta persone sotto un gazebo montato per l’occasione della commemorazione del decimo anniversario di fondazione del Circolo trentino locale. I soci del Circolo, oltre alla famiglia di Antonio Zeni residente nella Colonia, vengono da alcuni paesi limitrofi, ma pure da San Luis Potosì, da Tampico e da Monterrey. Al termine del banchetto a

base di carne di pecora avvolta in foglie di maguey e cotta sottoterra, Cesare Ciola ha ringraziato i presenti e la presidente Melany Altschuler Chessani, consegnando alla madre Raquel a nome della Trentini nel mondo un presente in ricordo dell’attivo René Altschuler Osti, purtroppo recentemente scomparso Rientriamo prima che faccia buio, per motivi di sicurezza, a San Luis Potosì. All’indomani ci attende una levataccia per

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essere presenti al simposio su Cassiano Conzatti nell’ambito del ventesimo congresso della Società botanica messicana che si tiene in pieno centro della caotica Città del Messico. Alle 10,30 assistiamo alla relazione di Alessio Betolli e alle 12 alla relazione di Giulia Tomasi, botanici della Fondazione Museo Civico di Rovereto, della quale Società Cassiano Conzatti fu socio cor CONTINUA DA PAG. 4

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SPECIALE MESSICO

 CONTINUA DA PAG. 3 rispondente dal 1903. Fra il pubblico Emily Conzatti e numerosi appartenenti al Circolo trentino locale invitati per l’occasione, fra cui il presidente Edoardo Zuech, con i quali pranziamo, assieme agli organizzatori del congresso, il dott. Abisai Garcia Mendosa e la dott.ssa Gabriela Zamudio. Alle 16, prima della proiezione del docu-fiction «Descubriendo a Cassiano Conzatti», presentato dal sottoscritto, Cesare Ciola porta ai numerosi presenti, nell’ampia sala dell’Hotel Royal, il saluto del Trentino, sottolineando l’importanza della celebrazione scientifica di Cassiano Conzatti, uno fra i vari trentino nel mondo di cui andare fieri. Alle 19 la cena sociale si svolge nella pizzeria di Laura Versini junior. Nella sala affollata di soci, fra cui Caleb Conzatti, bisnipote di Cassiano, fa gli onori di casa l’ex-consultore della Provincia

Autonoma di Trento per il Messico, Laura Versini, in una serata piacevole di scambi d’opinione, di soddisfazione e di progetti futuri. Il mattino del 6 siamo già in viaggio verso Cordoba, accompagnati da Oscar Zuech con la sua macchina. Tappa d’obbligo

a Chipilo (Puebla), un’isola linguistica veneta di circa 4.000 abitanti fondata da emigrati di Segusino. Ci accoglie in municipio il sindaco ausiliare Pedro Martini Mazzocco con il quale, lui nel suo dialetto e noi nel nostro, intratteniamo un’interessante

conversazione con scambio di labari finale (foto qui a fianco). Quindi dritti a Cordoba dove ci attende Jaime Crivelli, presidente del locale Circolo, e la cena sociale nei portales del Palazzo dove fu firmata la carta d’indipendenza del Messico dalla Spagna. Alla tavolata, esponenti della famiglia Frizzi, Angheben Canton Croda, Zuech e Crivelli. Mercoledì 7 trasferimento alla Colonia Manuel Gonzalez. Alle 11 incontro in municipio con il sindaco «Nacho» Castellan Marini, la presidente del Circolo Monica Fadanelli e Miriam Manica, poi tutti al rancho di Francesco Marini e visita al primo campo di bocce dello Stato di Veracruz a dimostrare le abilità della delegazione trentina, che non fa brutta figura. Di nuovo alla Colonia per visitare il Museo Zilli Manica e via a Huatusco per l’incontro con Jorge Durante, presidente del Circolo locale, e Marisol Sampieri, presidente del Circolo di Jalapa, che ci ha portato i saluti di padre Benigno Zilli Manica. Rientriamo a Cordoba, dove a tarda sera incontriamo Gerardo Lazzeri, presidente del Circolo trentino di Citlaltepetl. LA DELEGAZIONE SI DIVIDE

All’alba di giovedì la delegazione trentina si divide. Cesare e Armando sono accompagnati a Veracruz da Jaime Crivelli per incontrare Ruben Conzatti, presidente del Circolo locale, mentre il sottoscritto con Oscar Zuech torna a Città del Messico per assistere al conferimento della Medaglia al merito botanico, nel maestoso Palacio de la Minería, a Cassiano Conzatti. A ritirare il prestigioso riconoscimento post mortem, che non veniva assegnato dal 1963, Caleb e il fratello Asmar Conzatti, di 8 - 2016

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SPECIALE MESSICO

fronte a circa quattrocento botanici, fra professori e alunni. Dopo la cena a Cohuyacan per festeggiare con i fratelli Conzatti, Silvia Zuech, che al Congresso di botanica ha tenuto una relazione su Cassiano Conzatti, un uomo fra due passioni (di Javier Sanchez Pereyra) e il fratello Oscar ci hanno accompagnato, con i botanici Giulia e Alessio, a prendere la corriera per Oaxaca, dove arriviamo alle 7,30 del 9. Cesare e Armando, con i fratelli Jaime e Domingo Crivelli, ci raggiungono a Oaxaca nel pomeriggio, per partecipare alla cena sociale alla pizzeria Ciao Italia della famiglia di Emma Conzatti, con la presenza del Secretario de Turismo dott. Jaime Katz, ponendo le basi per un nuovo Circolo trentino nella preziosa città patrimonio dell’UNESCO. Il 10 settembre con Cesare e Armando facciamo visita a Victoria Conzatti, figlia di Cassiano, che il 14 novembre compirà 98 anni, per invitarla all’inaugurazione della mostra su suo padre, voluta dalla Società Museo Ci-

Enrica Rigotti, sindaca di Isera con delega della Comunità della Vallagarina. Alle 11 la mostra «Cassiano Conzatti. Pedagogo e Botanico» viene inaugurata alla presenza della visibilmente commossa Victoria Conzatti, alla quale rendono omaggio pubblico la Società Museo Civico (di cui è socia corrispondente ), la Comunità della Vallagarina (gemellata con Oaxaca), l’Associazione Trentini nel Mondo e le autorità politico-amministrative di Oaxaca. La cena con dette autorità, in scadenza legislativa, e con il nuovo che avanza rinsalda contatti e intercambi futuri e chiude di fatto la trasferta della delegazione trentina. Cesare e Armando, assieme a Mauro Festini e Enrica Rigotti, rientrano il giorno seguente, il sottoscritto e i botanici, che abbiamo ancora da fare per promuovere la mostra, prendere contatti con la comunità scientifica e fare alcune riprese per il prossimo film sul Conzatti, ci fermiamo fino al 16. Che dire: grazie a tutti! Renzo Tommasi

vico di Rovereto (curatori Nello Fava e Renzo Tommasi), alla Casa de la Ciudad. Domenica 11 settembre siamo invitati a colazione dal sindaco Javier Villacaña al Mayordomo, assieme alla delegazione della Fondazione Museo Civico composta dai botanici, dall’editore della mostra Mauro Festini e da

Qui a fianco Cesare Ciola e Armando Maistri con Melany Altschuler Chessani, la presidente del Circolo trentino di Colonia Diez Gutierrez, e sopra con Ruben Conzatti, presidente del Circolo trentino di Veracruz. A fianco, due immagini di Victoria Conzatti, figlia del botanico e pedagogo Cassiano Conzatti. Nella foto in alto (al centro) il musicista di origine trentine Elias Naif Chessani, mentre si esibisce con il suo gruppo («Huapangueros de Rio Verde») in omaggio alla delegazione della Trentini nel mondo.

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AGENDA RAPPRESENTA UN IMPORTANTE PUNTO DI RIFERIMENTO PER LO STUDIO DEI FENOMENI MIGRATORI

La Trentini nel mondo «apre» alla comunità la sua biblioteca formata da oltre 2.200 libri Sono oltre 2.200 i volumi che l’Associazione Trentini nel Mondo onlus custodisce nella sua biblioteca. In prevalenza sono libri sull’emigrazione ma numerosi sono anche i titoli relativi alla storia, la cultura, l’arte, il territorio, sia del Trentino che del resto del mondo. La ricca raccolta rappresenta un importante punto di riferimento per lo studio dei fenomeni migratori, con particolare attenzione alla storia dell’emigrazione italiana e trentina. A rendere unica la biblioteca della Trentini nel mondo rispetto ad altre sulla stessa tematica, è la presenza di libri pubblicati all’estero, in lingua spagnola, portoghese e inglese, riguardanti le comunità di origine trentina in Nord e Sud America. Dopo un recente intervento che ha aggiornato e migliorato la catalogazione, l’Associazione ha deciso di pubblicare sul proprio sito internet l’elenco completo dei libri (tramite un file PDF scaricabile), per favorire una maggiore fruizione di questo prezioso patrimonio librario da parte dell’intera comunità. Il link all’elenco (foto a destra) si trova sulla home page del sito (all’indirizzo www.trentininelmondo.it) Non è previsto il prestito ma chiunque fosse interessato a consultarli, può farlo gratuitamente presso la sede dell’Associazione, in via Malfatti 21, secondo il seguente orario: lunedì dalle 9.00

L’elenco completo è pubblicato sul sito dell’Associazione. Non è previsto il prestito ma la consultazione gratuita presso la sede

alle 12.00; da martedì a venerdì, dalle 9.00 alle 12:00 e dalle 14:30 alle 17.00. I volumi sono suddivisi in sette categorie: EMI – Emigrazione e Immigrazione (associazioni di emigrazione, emigrazione interna, italiana, trentina, emigrazione italiana/trentina in Europa, nelle Americhe, in Oceania, in Australia, in Asia, in Africa); ART - Arte, architettura, cucina, narrativa, poesia, teatro, musica, arti figurative; GEO – Geografia (generale, Trentino, Italia, Europa, Americhe, Oceania, Asia,

Africa); LIN - Lingua (lingua italiana, dialetto trentino, dialetti non trentini, toponomastica, altre lingue); SOC – Diritto internazionale e cittadinanza, economia e cooperazione; sociologia; associazionismo e volontariato; STO – Storia (italiana, trentina, biografie); TDL – Tesi di laurea. La messa on line del catalogo, che sarà costantemente aggiornato con le nuove acquisizioni e reso consultabile anche attraverso un motore di ricerca, costituisce un’anticipazione del fitto programma di iniziative che la

Trentini nel mondo organizzerà nel corso del 2017, anno nel quale ricorre il 60° anniversario di fondazione dell’Associazione.

La biblioteca ha già un libro in più «Con la presente desidero inviarvi questa mia pubblicazione, dedicata al tema dell’emigrazione delle genti di San Sebastiano di Folgaria»: inizia così la lettera che Roberto Marzari ha inviato alla Trentini nel mondo, dopo aver letto sul quotidiano «l’Adige» la notizia relativa alla biblioteca dell’Associazione. La pubblicazione citata nella lettera è il libro intitolato «Anche noi, poveri emigranti» (nella foto a fianco). «In questo testo - scrive ancora Marzari - racconto, con molto rispetto le vite di coloro che hanno dovuto lasciare le proprie case e l’amato Trentino per offrire una vita dignitosa alla propria famiglia. La vostra associazione - prosegue Marzari - è sempre stata un 8 - 2016

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punto di riferimento, di essa ho un ricordo personale e intimo: mio padre portava spesso il distintivo con la scritta “Trentini nel mondo” all’occhiello della giacca». In un suo messaggio, il presidente della Trentini nel mondo ringrazia Marzari sia per il prezioso e gradito dono alla biblioteca dell’Associazione, sia per aver condiviso il ricordo legato a suo padre, con parole che, scrive Tafner, «ci spronano a svolgere con sempre più passione e responsabilità uno dei compiti che la nostra associazione si è data»: custodire e tramandare la memoria e far conoscere la storia, in modo che non ci si dimentichi mai che in passato anche i trentini sono stati «poveri emigranti».


ATTUALITÀ L’EUROPA È L’AREA MAGGIORMENTE PRESA IN CONSIDERAZIONE DA COLORO CHE SCELGONO DI TRASFERIRSI OLTRE CONFINE

Quasi 5 milioni gli italiani all’estero circa 110mila partiti nell’ultimo anno saltare gli equilibri definiti dalla seconda guerra mondiale» e l’Italia in particolare deve far fronte da un lato al «peso» di una generazione in uscita che, dopo essersi formata qui, va ad «alimentare» Paesi terzi e dall’altro ad una generazione in entrata che giunge in Italia priva di scolarizzazione. Entrambe vogliono integrarsi, ma vorrebbero anche poter scegliere di tornare nel proprio Paese.

L’undicesima edizione del «Rapporto Italiani nel mondo», curata dalla Fondazione Migrantes è stata presentata a Roma il 6 ottobre

Foto: John Mwangi Njoroge

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al 2006 al 2016 la mobilità italiana è aumentata del 54,9%, passando da poco più di 3 milioni di iscritti all’Aire, l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero, ad oltre 4,8 milioni (precisamente 4.811.163). La maggior parte delle iscrizioni sono per espatrio (oltre 2,5 milioni) e per nascita (quasi 1,9 milioni) e si concentrano soprattutto in Europa, che con quasi 75mila italiani si conferma l’area continentale maggiormente presa in considerazione dagli italiani che scelgono di trasferirsi oltre confine, soprattutto in Germania (16.568 nel 2015) e Regno Unito (16.503) e poi in Svizzera (11.441) e Francia (10.728). Invertendo un primato che vedeva le regioni del Sud maggiormente interessate dal fenomeno migratorio, nel 2015 la prima regione in valore assoluto per partenze è la Lombardia (20.088), seguita dal Veneto (10.374), dalla Sicilia (9.823), dal Lazio (8.436), Piemonte (8.199) ed Emilia Romagna (7.644). Su 107.529 espatriati nel 2015, il 56,1% (oltre 60mila) sono maschi e la fascia di età più rappresentattiva (36,7%) è quella dei giovani tra i 18 e i 34 anni.

è transitorio, ma epocale», ha esordito Di Tora, che, delineando un parallelismo tra immigrazione ed emigrazione nel nostro Paese, ha aggiunto: «la mobilità è legata a noi stessi, alla nostra storia, alla nostra umanità». Il Rapporto vuole svelarne le nuove dinamiche, per poi suscitare riflessioni e dibattiti che portino a sviluppare «soluzioni operative», che possano a loro volta «trasformare un problema in una opportunità»,

gli ha fatto eco Pierferdinando Casini, intervenuto oggi in qualità di presidente della Commissione Esteri del Senato. Casini ha parlato del Rapporto come di uno strumento di «straordinario interesse», nella misura in cui «straordinario è l’andamento anagrafico della società», quella italiana, quella Europea e quella globale. Si tratta di questioni con cui è necessario fare i conti perchè «il flusso migratorio sta facendo

L’ATTUALE FENOMENO MIGRATORIO È EPOCALE

Sono questi solo alcuni dei dati contenuti nell’XI Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes, presentato il 6 ottobre a Roma. Dati che tracciano un disegno della nuova mobilità italiana, una mobilità fatta di uomini e donne, giovani e pensionati, ma anche intere famiglie: sono loro i «protagonisti» del Rapporto, come li ha definiti monsignor Guerino Di Tora, presidente Migrantes, dando il benvenuto agli ospiti numerosi della presentazione. Tra loro anche i rappresentanti del Ministero degli Affari Esteri che, pure, ha dato il proprio contributo alla stesura del Rapporto 2016 con una riflessione sullo studio della lingua italiana nel mondo ed il suo legame con la mobilità di ieri e di oggi. «Il fenomeno migratorio non

LA MOBILITÀ È DANNOSA SE È A SENSO UNICO

Ecco il punto. La mobilità è una risorsa, ma diventa dannosa se è a senso unico, quando cioè è una emorragia di talento e competenza e non è corrisposta da una forza di attrazione che spinge al rientro. La circolazione è dunque l’espressione migliore della mobilità. A questa conclusione giunge il Rapporto Migrantes, Rapporto che «non è solo un libro», un insieme di numeri e dati, bensì «un progetto comune» iniziato undici anni fa e destinato a proseguire. Parola di Delfina Licata, curatrice del Rapporto Italiani nel Mondo ed entusiasta del lavoro svolto in un intero anno da un team di 60 redattori, 30 dei quali all’estero. «I dati parlano davvero se si legano nel tempo», ha detto Licata; ecco il perché del monitoraggio annuale di un fenomeno in evoluzione qual è quello della «Italia mobile», in tutte le sue «sfaccettature» e «ricchezze». Ed ancora, ha proseguito Licata, illustrando la metodologia della ricerca, «i dati parlano davvero se» mettono in relazione spazi, discipline, fonti e professionalità diverse, ma anche e soprattutto se mettono «al centro» la persona, ovvero se «il migrante è il protagonista». Per l’edizione 2016 il Rapporto è stato strutturato in sezioni. Due quelle che pongono l’attenzione alla mobilità di oggi e alle sue caratteristiche e peculiarità: quella delle «Indagini» e quella delle «Esperienze contemporanee», dove vengono presi in considerazione luoghi – Londra, Lussemburgo, Lussemburgo,  CONTINUA A PAG. 9

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Foto: John Mwangi Njoroge

Foto: John Mwangi Njoroge

ATTUALITÀ

 CONTINUA DA PAG. 7 Colonia e Buenos Aires – e temi – le partenze dei pensionati (cui il prossimo anno la Migrantes dedicherà uno rapporto ad hoc), le nuove rotte migratorie dei giovani e la difficile decisione di partire o non partire della generazione dei

Popolazione residente Iscritti all’AIRE Incidenza % Provincia Bolzano Trento Trentino A. A.

Totale 39.285 49.783 89.068

1.059.114 89.068 8,4

Millennials italiani -; per la prima volta poi il volume si occupa di un tema destinato a diventare sempre più popolare, cioè quello dei «nuovi italiani», cittadini italiani di origine straniera che scelgono anch’essi la via dell’emigrazione. La cittadinanza, la condizione linguistica, l’italicità, il made in

Italy, il ruolo delle Missioni Cattoliche e la figura del «missionario d’emigrazione» sono invece i temi presenti nelle «Riflessioni». Infine l’ultima sezione, lo Speciale, è dedicata al complesso tema della presenza degli italiani negli spazi urbani fuori dei conrfini nazionali. Il Rapporto prende in

TRENTINO ALTO ADIGE (dato al 01/01/2016) (dato al 01/01/2016)

classi età %

% donne su totale

00 - 17

18 - 34

35 - 49

50 - 64

65 oltre

% iscritti per nascita

48,3 49,2 48,8

19,3 15,0 16,9

24,5 25,1 24,8

24,3 23,2 23,7

15,9 19,0 17,6

16,0 17,7 17,0

31,5 30,6 31,0

analisi 32 città che coprono tutte le aree continentali: ne è nata una sezione ricca e variegata, un «caleidoscopio» di luoghi e territori fatti di identità, storie e culture, di tracce lasciate dagli uomini che li hanno attraversati. Chiudono il Rapporto gli «Allegati socio-statistici» e la «Bibliografia ragionata delle più recenti pubblicazioni dedicate al’emigrazione italiana», per un totale di oltre 502 pagine, che possono racchiudersi, per Delfina Licata, i tre parole chiave: «circolarità», ovvero mobilità come arricchimento e scambio e non non come fuga, «dialogo» e «meticciato», inteso come «nuova civilizzazione». Quella auspicata in Italia da Sabrina Prati, dirigente

I dati «Aire» del Trentino Alto Adige Graduatoria primi 25 paesi di emigrazione Paese v. a. Germania 18.463 Brasile 15.541 Svizzera 14.148 Austria 10.704 Argentina 7.325 Regno Unito 2.671 Francia 2.586 Stati Uniti d’America 2.071 Belgio 2.067 Cile 1.587 Spagna 1.555 Uruguay 1.326 Canada 1.146 Australia 913 Paesi Bassi 681 Sudafrica 416 Bosnia-Erzegovina 381 Venezuela 288 Messico 269 Lussemburgo 237 Colombia 215 Svezia 194 Perù 181 Irlanda 175 Repubblica di Serbia 171 Altri paesi 3.757 Totale 89.068

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Graduatoria primi 25 comuni per iscritti Comune AIRE Pop. residente Trento 8.646 117.317 Bolzano 6.631 106.441 Merano 3.343 39.462 Levico Terme 2.183 7.915 Rovereto 1.843 39.289 Bressanone 1.793 21.535 Pergine Valsugana 1.760 21.280 Brunico 1.544 16.109 Arco 1.219 17.526 Riva Del Garda 1.200 16.926 Roncegno Terme 1.140 2.879 1.137 6.945 Borgo Valsugana Appiano sulla strada del vino 1.105 14.775 Malles Venosta 1.026 5.162 Lana 789 11.929 Canal San Bovo 754 1.528 Novaledo 699 1.076 Vipiteno 687 6.849 Ala 655 8.913 Laives 646 17.700 Prato Allo Stelvio 625 3.474 Ledro 596 5.395 Valle Aurina 593 5.968 Silandro 587 6.016 Caldonazzo 565 3.631 Altri comuni 47.302 553.074 Totale 89.068 1.059.114

% 20,7 17,4 15,9 12,0 8,2 3,0 2,9 2,3 2,3 1,8 1,7 1,5 1,3 1,0 0,8 0,5 0,4 0,3 0,3 0,3 0,2 0,2 0,2 0,2 0,2 4,2 100,0

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Incidenza % 7,4 6,2 8,5 27,6 4,7 8,3 8,3 9,6 7,0 7,1 39,6 16,4 7,5 19,9 6,6 49,3 65,0 10,0 7,3 3,6 18,0 11,0 9,9 9,8 15,6 8,6 8,4


ATTUALITÀ NEL CAPITOLO DEL «RAPPORTO» DEDICATO A BASILEA VIENE CITATO FRA «I VOLTI DI ORIGINE ITALIANA CHE ARRICCHISCONO LA CITTÀ»

Franco Aste, un uomo che vuole lasciare una traccia «Tra le tante storie di vita e i tanti volti di origine italiana che arricchiscono la città, ne presentiamo due aprendo con loro una finestra sull’impegno politico-sociale e artistico:» così Felicina Proserpio e Luisa Deponti, autrici del capitolo intitolato «La presenza italiana a Basilea: dall’associazionismo a nuove forme di cittadinanza attiva», introducono la parte nella quale citano il trentino Franco Aste e Cristina Alleman-Ghionda, nata a Roma. Ecco cosa hanno scritto su Franco Aste. Nato nel 1930 a Isera (TN), Franco Aste ha frequentato il Seminario Serafico a Trento e, dopo l’apprendistato da elettricista, nel 1948 è emigrato in Svizzera. A Basilea si è affermato in ambito lavorativo partecipando a grandi opere, come la realizzazione dell’ospedale universitario e della fiera campionaria. Nel 1965 ha fondato il Circolo Trentino di Basilea e nel 1975 è stato co-ideatore della Consulta dell’Emigrazione Trentina. Organizzatore di esposizioni di Istat capo del Servizio Registro della popolazione, statistiche demografiche e condizioni di vita. In un Paese come il nostro, ha detto Prati, in cui nell’arco di un secolo la dinamica naturale tra natalità e mortalità si è invertita a favore di quest’ultima, «la mobilità internazionale è il motore della dinamica demografica». In sostanza la maggiore «fertilità» tra gli stranieri compensa la diminuzione delle nascite tra i cittadini italiani. D’altro canto però è curioso che tanto fra i giovani studenti di scuola secondaria italiani (42,6%) quanto fra i loro colleghi stranieri (45,6%) si registra un atteggiamento di apertura verso la mobilità: entrambi cioè vorrebbero in futuro vivere all’estero. 80.000 ITALIANI A BARCELLONA

Una delle mete più gettonate era e resta Barcellona, dove da due anni a seguire come cappellano la comunità italiana si trova don Luigi Usubelli. Un ruolo non semplice, il suo, se si considera che nella sola capitale catalana sono residenti 80.000 italiani dalla composita natura: vecchia generazione, famiglie e tanti giovani legati al progetto Erasmus. La maggior parte di loro, ha spiegato Usubelli, «non si sente emigrato», vuoi per la prossimità culturale che lega Italia e Spagna, vuoi per la facilità negli spostamenti che c’è oggi rispetto al passato. Vi sono però anche casi di disagio e di mancata inclusione

pittura e di scultura così come di concerti e recital, dal 1983 compone anche poesie. Franco Aste ha pubblicato finora otto libri e diversi racconti. Sue opere compaiono in antologie in Svizzera, Usa e Italia. «Sempre più leggendo i libri del poeta trentino – scriveva padre Graziano Tassello presentando il penultimo libro di Aste - si comprende come il fattore emigrazione abbia inciso profondamente nell’animo dell’autore, portandolo ad abbracciare un’ottica interpretativa assai originale della sua esistenza e del mondo che lo circonda. […] Il volume “con l’alfabeto del Verbo. Miscellanea” ci presenta le intuizioni poetiche e sapienziali di un emigrante che ha trasformato una condizione iniziale in una scelta di vita. Un uomo che vuole lasciare una traccia, un uomo cosciente di avere tanto da ricevere (una poesia si intitola “predisposti all’ascolto”), ma che, nel suo peregrinare, ha anche acquisito una miniera di saggezza da donare». diverse e che non sempre diventa «comunità». Ha portato il suo contributo anche la Farnesina, tramite il direttore generale per la Promozione della cultura e della lingua italiana, Massimo Riccardo. Con lui in sala anche Lucia Pasqualini, che, oltre ad aver collaborato al Rapporto della Migrantes, ha curato il «Portale della lingua italiana nel mondo» (presentato il 17 ottobre in occasione degli Stati Generali della Lingua Italiana»). «La promozione della lingua ha un valore in sé oltre che di promozione del Sistema Paese», ha esordito Riccardo, evidenziando il ruolo di «moltiplicatore» che le nostre comunità all’estero hanno sempre rivestito. Occorre «cogliere» questa «opportunità» e dar loro gli strumenti di cui necessitano, ovvero i corsi di lingua che vengono oggi erogati tramite vari canali: gli Istituti Italiani di Cultura, gli enti gestori, i lettorati, i corsi della Dante Alighieri o di altre associazioni e quelli

sociale, dovuta anche alla necessità per chi voglia lavorare di conoscere, oltre allo castigliano, anche il catalano. A Barcellona ci sono anche giovani detenuti e senza tetto, che don Usubelli cerca di seguire il più possibile, nonché una grossa comunità gay -per un terzo formata da italiani – e di anarchici. Una realtà assai variegata con esigenze spesso

Ha una «firma» trentina il capitolo sulle città di Berlino e Wolfsburg Edith Pichler, di origini trentine e referente della Trentini nel mondo a Berlino, docente di Sociologia delle migrazioni presso la facoltà di Scienze sociali ed economiche dell’Università di Ptsdam (Germania), è l’autrice del capitolo intitolato «Presenza italiana a Wolfsburg e a Berlino: scambi, confluenze e “ibridità”».

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istituiti all’interno del programma curriculare nelle scuole e nelle università straniere. Alla presentazione avrebbe dovuto partecipare anche il segretario generale del Cgie, Michele Schiavone, che, bloccato in Svizzera, non ha mancato di inviare un proprio messaggio al consesso, in apertura del quale il direttore di Tv2000 Paolo Ruffini ha presentato il video riassuntivo del Rapporto Italiani nel Mondo 2016. A chiudere l’incontro è stato infine monsignor Giancarlo Perego, direttore generale della Fondazione Migrantes, il quale ha posto l’accento sui giovani in emigrazione, che meritano più «attenzione», ha detto. «Dietro i numeri» del Rapporto «ci sono persone», spesso giovani, «che dobbiamo intercettare» perché, siano essi emigranti italiani o immigranti in Italia, «reclamano entrambi il diritto di rimanere nella propria patria», «cercano nuove opportunità» e «chiedono più rappresentanza». È un dato di fatto: «la geografia urbana sta cambiando». A noi, ha concluso Perego, il compito di «ridisegnare l’accompagnamento dei mondi (r.aronica\aise) migranti». 8 - 2016


GENTE E FATTI NATO A SAGRON MIS 75 ANNI FA, È UNO DEGLI OPERAI TRENTINI SOPRAVVISSUTI ALLA TRAGEDIA DEL 1965 IN SVIZZERA

Norimberga, omaggio di Ettore Daldon per la mostra fotografica su Mattmark Per iniziativa dall’Unione dei Sindacati tedeschi del settore dei servizi (Ver.di), il 21 settembre è stata inaugurata a Norimberga la mostra fotografica realizzata dall’amministrazione del Cantone svizzero Vallese, sulla tragedia di Mattmark, accaduta nel 1965, quando sotto una coltre di ghiaccio spessa più di 50 metri che si era staccata da un ghiacciaio, rimasero travolti e sepolti 88 operai di cinque diverse nazionalità: 56 erano italiani e cinque di loro trentini. Erano lavoratori impegnati nella costruzione di una diga ma le baracche che li ospitavano erano state collocate dove non dovevano stare, ai piedi di un ghiacciaio dal quale già in passato si erano staccate masse nevose. L’anno scorso, in occasione del 50° anniversario di quel tragico evento, la mostra era stata allestita, per iniziativa della Trentini nel mondo, a Palazzo Trentini. Accanto alle fotografie, esposte su due piani dell’edificio che ospita la sede del sindacato, sono in mostra anche anche due sculture in legno, opera di Ettore Daldon, 75 anni di Sagron Mis, uno degli operai trentini sopravvissuti alla tragedia nella quale persero la vita suo fratello Ottorino, che aveva 22 anni, e il suo compaesano Costante Renon. Ettore, su invito della Trentini nel mondo, ha realizzato gli alberi come omaggio per la mostra fotografica. Ogni albero è affiancato da un foglietto plastificato che riporta una foto di Ettore Daldon

e il seguente testo (in tedesco e in italiano): «I piccoli alberi in legno sono stati fatti da Ettore Daldon (75 anni), che abita a Sagron Mis, in Trentino (Italia). Ettore è un testimone della tragedia di Mattmark, nella quale ha perso la vita suo fratello Ottorino, che aveva 22 anni. Ettore ha realizzato gli alberi come regalo per questa mostra fotografica». L’inaugurazione della mostra è stata preceduta da un incontro intitolato «Mattmark. La dignità umana contro il profitto. Abbiamo imparato qualcosa?», al quale ha partecipato anche Toni Ricciardi, dell’Università di Ginevra,

autore del libro «Morire a Mattmark. L’ultima tragedia dell’emigrazione italiana». Durante l’incontro, moderato dalla giornalista Nicoletta De Rossi, hanno preso la parola Jürgen Göppner (dirigente del sindacato Ver.di), Charlotte Johnson (referente del Comitato migrazioni del sindacato), Günther Kreuzer (console onorario d’Italia a Norimberga) e Angela Ciliberto (prsidente del Comites di Norimberga). Maurizio Tomasi ha portato il saluto della Trentini nel mondo e della Bellunesi nel mondo, ha ricordato le iniziative promosse nel 2015 dall’Associazione in

occasione del 50° anniversario di Mattmark e ha espresso apprezzamento per l’iniziativa perché, ha affermato, «c’è sempre bisogno di riflettere sul tema del lavoro dei migranti e tragedie come quelle di Mattmark non vanno dimenticate». L’evento è stato organizzato con la collaborazione del Comites, del Consolato onorario d’Italia a Norimberga e dell’Associazione Bellunesi nel mondo.

Mauro Fezzi è il nuovo presidente della Cooperazione trentina Con 432 voti su 566, pari al 77,56% delle preferenze (123 astenuti, 2 schede nulle) Mauro Fezzi è stato eletto presidente della Federazione Trentina della Cooperazione. Originario di Termenago, in Val di Sole, 63 anni, una laurea con lode in scienze agrarie e una ampia esperienza in campo amministrativo e istituzionale, è stato dirigente generale del settore agricoltura della Provincia e direttore generale della Fondazione Mach. Da un anno è alla guida della Federazione Allevatori. «Ci aspettano tante sfide, tutte impegnative – ha detto – e ora possiamo concentrarci sugli elementi positivi sui quali costruire. Lavorando insieme, con sobrietà, determinazione, mutualità 8 - 2016

e capacità di traguardare i percorsi che troveremo verso le nuove generazioni senza fermarci a valutare solo il risultato di oggi. La Cooperazione ha contribuito allo sviluppo di questa terra, non solo alla sua conservazione, e ha lavorato per trovare nuovi modelli». Nel suo primo discorso da presidente Fezzi si è soffermato sulla necessità di coinvolgere i giovani in un grande progetto di rinnovamento («senza paternalismi, dobbiamo mettere i giovani in condizione di affrontare le responsabilità»), ha affermato la centralità dei soci che devono tornare ad essere protagonisti nelle cooperative («senza i soci la cooperativa muore») e si è impegnato per fare crescere la cultura cooperativa.

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GENTE E FATTI ALL’INCONTRO CHE SI È TENUTO IN VATICANO HANNO PARTECIPATO OLTRE SETTEMILA PERSONE PROVENIENTI DA TUTTA ITALIA

Anche i nonni trentini da Papa Francesco Erano oltre settemila le nonne e i nonni in Vaticano, che hanno ringraziato il Pontefice per l’attenzione costante del suo magistero verso il mondo della terza età. L’incontro è stato organizzato da Fondazione Senior Italia insieme ad Anla, Associazione nazionale lavoratori anziani, e con la collaborazione di molte associazioni del settore. Gli anziani arrivati da ogni parte d’Italia e non solo, per incontrare Francesco hanno testimoniato la volontà di contribuire attivamente alla costruzione di una società fondata sulla solidarietà e sulla cultura dell’incontro, in cui le generazioni, dai nonni ai nipoti, lavorino unite, ciascuna attraverso il proprio impegno». La longevità di massa è una delle conquiste più importanti della nostra epoca ma impone alla politica di ripensare le proprie strategie e finanziarle adeguatamente. Ciò nel rispetto della dignità e dei

diritti della persona anziana, che non può essere emarginata ma che deve essere valorizzata per il contributo che offre e che può ancora offrire. Papa Francesco ha più volte ricordato, nel corso dell’udienza, l’importanza dei nonni e degli anziani, auspicando lo scompa-

rire della “cultura dello scarto” di cui troppo spesso gli anziani sono vittime, a favore invece di una cultura inclusiva che li veda come risorsa insostituibile per la società, le famiglie ed i più giovani. “La Chiesa guarda alle persone anziane con affetto, riconoscenza

e grande stima. – ha affermato il Pontefice - Esse sono parte essenziale della comunità cristiana e della società. Rappresentano le radici e la memoria di un popolo. Alla Festa dei nonni era presente anche una folta delegazione di circa cinquanta persone provenienti dal Trentino (ella foto).

L’ESPOSIZIONE È ALLESTITA PRESSO IL MUSEO TESINO DELLE STAMPE E DELL’AMBULANTATO «PER VIA» DI PIEVE TESINO

Prorogata fino a gennaio la mostra di stampe sugli editori Tesini in Belgio nel 19° secolo Dopo il successo estivo, la mostra di stampe «Imprenditori dell’immagine. Le vicende dei Tesini in Belgio», inaugurata il 1° luglio 2016 e inizialmente prevista solo fino al 30 settembre, resterà visitabile fino al 31 gennaio 2017. Una proroga che conferma il crescente interesse che questa particolare esperienza locale sta suscitando, non solo in bassa Valsugana. L’esposizione è frutto dalla collaborazione tra la Fondazione Trentina Alcide De Gasperi e l’Institut Royal du Patrimoine Artistique del Belgio e raccoglie i frutti del simposio internazionale «The Tesini, surprising catalysts in the development of the image in Belgium in the 19th century» organizzato lo scorso 17 marzo a Bruxelles. La mostra, curata dalla prof.ssa Elda Fietta, raccoglie oltre 40 pezzi originali, in gran parte provenienti da collezioni private belghe. Il percorso espositivo realizza un viaggio nelle Fiandre, rappresentate dagli editori tesini che in Belgio trovarono un ambiente culturale particolarmente favorevole per installare le proprie imprese, grazie anche alla presenza di una legislazione più favorevole che in altri paesi in materia di libertà d’espressione. Altrove, infatti, misure e controlli più restrittivi erano un limite importante per chi, vendendo immagini, veicolava di fatto anche le idee che esse rappresentano in materia

religiosa, politica e morale. Gli studi promossi dal simposio di Bruxelles hanno portato a identificare ben 15 editori tesini operanti in 8 diverse città belghe, attivi nella prima metà dell’800. La commissione scientifica del Museo ha

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deciso di prorogare la mostra anche in considerazione dell’esperienza che in questo stesso periodo un altro museo europeo ha deciso di proporre, aprendo le sue sale alla storia del commercio tesino. Si tratta del museo Singer di Laren, in Olanda, nelle cui sale fino all’8 gennaio 2017 sarà visitabile la mostra «Schoonheid te koop. Kunsthandel Frans Buffa & Zonen 1790 – 1951» (Bellezza in vendita. I mercanti d’arte Frans Buffa & figli 1790-1951). Un’intera esposizione dedicata a Frans Buffa, un altro testimone di spicco della grande schiera di venditori tesini che fecero fortuna in tutta Europa tra Settecento e Ottocento. Insomma: dopo le fortunate mostre degli scorsi anni sull’esperienza dei tesini nella Russia degli zar, i recenti studi condotti sul Belgio e l’Olanda stanno contribuendo a definire i profili di una storia collettiva, che sembra avere ancora molto da raccontare. E, soprattutto, di una storia che mette a confronto studiosi di diversi paesi europei, accomunati dall’esperienza di questi particolari «imprenditori dell’immagine» che furono i tesini. La mostra di Pieve Tesino sarà visitabile fino al 29 gennaio 2017, negli orari di apertura del Museo: il sabato e la domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14.30 alle 18.00. Maggiori informazioni su www.museopervia.it 8 - 2016


M

i chiamo Veronica Barbacovi e sono nata a Trento il 3 febbraio del 1982, dove ho vissuto fino all’età di 19 anni. Nella mia città natale ho frequentato, dopo le scuole primarie, il liceo classico G. Prati e a questo periodo risalgono anche i miei ricordi più cari ad essa legati. Dopo la maturità mi sono trasferita a Bologna per studiare lettere classiche laureandomi in archeologia e culture del mondo antico. A seguito di questa esperienza quinquennale, desiderando affinare la conoscenza della lingua tedesca e vivere un’esperienza post-laurea all’estero, ho deciso di iscrivermi al corso di dottorato in archeologia classica presso l‘Institut für Archäologien della Leopold Franzens Universität di Innsbruck. Ho quindi iniziato, nel 2007, la mia avventura in Austria. La scelta di Innsbruck è stata dettata da un lato dal desiderio di approfondire il contesto storicoarcheologico dell’area centroalpina, dall’altro dalla vocazione storica del capoluogo tirolese, che fu a lungo un inevitabile interlocutore politico-culturale per noi trentini. A INNSBRUCK È UN PO’ COME TROVARSI A CASA

Dunque il mio trasferimento all’estero non è da intendersi come un esilio più o meno voluto, né mi sento a mio agio nella oggi tanto abusata definizione di “cervello in fuga”; la mia scelta è stata piuttosto quella di diventare “cittadina dell’Euroregione”, muovendomi in un nuovo territorio sovraregionale e cercando di abbracciare quanto più possibile, nel mio studio e nel mio impegno lavorativo, gli interessi comuni di Trentino, Alto-Adige e Tirolo con ovvia predilezione per la mia patria di origine. Non è facile trasmettere l’idea di volere essere cittadini europei o “euroregionali” perché non è facile abbattere certe barriere che ancora ci dividono, sia materiali in quanto le Alpi uniscono, come insegna la nostra storia millenaria, ma inevitabilmente chiudono e opprimono, sia immateriali, prima fra tutte la lingua, seguita da certe impostazioni di pensiero. Vivere ad Innsbruck, in fondo, è un po’come trovarsi ancora a casa. La città è poco più grande di Trento, ordinata, pulita, ben orga8 - 2016

«Ho un lavoro che assec e soprattutto mi perme

nizzata. La vita è un poco più cara che da noi, penso in particolare ai trasporti pubblici e ai prezzi di determinati alimenti come la verdura e la frutta, i latticini e, ahimè, soprattutto il caffè. Un punto per me difficile, quasi insuperabile, è il clima. Pur dopo tanti anni di vita in Tirolo, ancora non riesco ad abituarmi ai lunghissimi inverni, alle primavere uggiose e ritardatarie, che fanno pensare ad un inverno imbronciato che non vuole decidere di lasciare posto al sole. Per il resto, la gente è cordiale, semplice, ma ancora sottoposta a un certo ordine mentale che le rende difficile certa spontaneità, talvolta anche tra i giovani. Spesso sono stata portata a rinunciare al mio proposito proprio per la difficoltà che incontravo nel fare amicizia con i miei coetanei, che

non andavano molto al di là di una formale cortesia. È chiaro comunque che essere arrivata in Austria a 25 anni, avulsa da qualsiasi contesto locale, non mi concedeva molti punti sul lato sociale. Credo che sia non dissimile da quanto vivrebbe una qualsiasi altra ragazza che giungesse a Trento da sola e senza conoscere bene la lingua. Comunque il tempo e la tenacia hanno aiutato e sono giunte anche le prime amicizie, grazie al lavoro, al coinvolgimento in ambienti stimolanti, al contatto con persone che hanno contribuito a forgiare la persona che sono oggi. Mi impegno per non essere sola, perché la solitudine che si vive all’estero è l’esperienza più brutta e forse la meno considerata da chi si trova a partire. Una positiva opportunità è stata quella di entrare a far parte di un’associazione culturale italiana (CULTuraITALIAna) della quale fanno parte un gruppo di persone provenienti da diverse regioni italiane e accomunate dal fatto di vivere stabilmente ad Innsbruck e di essere di madrelingua italiana. Con le mie colleghe dell’associazione ho stretto un profondo legame di amicizia e solidarietà, ci incontriamo regolarmente per proporre corsi di lingua italiana e per organizzare, per i nostri corsisti e simpatizzanti, viaggi culturali nelle città d’arte italiane. UN’ASPIRAZIONE CHE SI È REALIZZATA

Dal momento che ho avuto la fortuna di assecondare nello stu-

«Dopo alcuni anni di lavoro sul campo, ho visto riconoscere il mio impegno attraverso un contratto a tempo determinato nel settore della gestione delle collezioni museali. Lo ritengo un grande privilegio, soprattutto in considerazione del fatto che in Italia (e purtroppo anche qui in Austria) quasi tutti i laureati in questo settore hanno dei contratti occasionali… o non ne hanno proprio» 12

Laureata in archeologia e a Bologna, Veronica Barbacov vive ad Innsbruck, in Austria, dov Landesmuseum Ferdinandeum. - afferma - non è da intendersi c né mi sento a mio agio nella o di “cervello in fuga”; la mia di diventare “cittadina dell’ in un nuovo territorio sovraregio quanto più possibile, nel mi lavorativo, gli interessi comuni d


conda il mio carattere socievole ette di “fare rete” tra i territori»

©Tiroler Landesmuseen

©Tourismus Innsbruck - Christof Lackner

e culture del mondo antico vi, 34 anni, di Trento, dal 2007 ve adesso lavora presso il Tiroler «Il mio trasferimento all’estero ome un esilio più o meno voluto, oggi tanto abusata definizione scelta è stata piuttosto quella ’Euroregione”, muovendomi onale e cercando di abbracciare io studio e nel mio impegno di Trentino, Alto-Adige e Tirolo»

dio le mie passioni laureandomi in archeologia, ho incominciato fin dal mio arrivo ad Innsbruck a collaborare con il Tiroler Landesmuseum Ferdinandeum in qualità di archeologa. I primi anni, oltre a studiare, ho lavorato sullo scavo di una necropoli dell’età del Bronzo finale a Vomp, presso Schwaz nella valle dell’Inn. Lo scavo rappresenta la più vasta necropoli della valle dell’Inn ed è tra le più ampie dell’intera Austria. Dopo alcuni anni di lavoro sul campo, ho visto riconoscere il mio impegno attraverso un contratto a tempo determinato nel settore della gestione delle collezioni museali. Lo ritengo un grande privilegio, soprattutto in considerazione del fatto che in Italia (e purtroppo anche qui in Austria) quasi tutti i laureati in questo settore hanno dei contratti occasionali… o non ne hanno proprio. Potere collaborare con un’istituzione prestigiosa come il Tiroler Landesmuseum Ferdinandeum ha sempre rappresentato la mia aspirazione. Questo Museo, infatti, vanta una ricchissima collezione di reperti archeologici provenienti anche dal Trentino, che fino al Trattato di Saint Germain era territorio dell’Impero Asburgico e formava, con il Nord- ed il Sudtirolo, la regione del Tirolo storico. UN LAVORO VARIO E INTERESSANTE

La vocazione territoriale di questa Istituzione, base fondamentale degli statuti museali fin dalla sua nascita, non esula tuttavia da un’apertura europea che vanta contatti internazionali soprattutto in occasione delle numerose mostre che ospita annualmente. E qui si innesta lo stretto legame con il territorio trentino, che proprio per via delle importanti collezioni qui conservate e della storia condivisa con il capoluogo tirolese, rappresenta tutt’oggi un interlocutore privilegiato del Museo in particolare attraverso istituzioni quali la Soprintendenza per i beni culturali di Trento e altre realtà museali regionali.

nuovo centro è un’operazione che richiede moltissima organizzazione, manodopera qualificata, tempistiche serrate. Anche questo è il lavoro che aspetta tutti noi nei prossimi mesi e sarà una grande sfida che porterà ad un nuovo capitolo della storia del museo Ferdinandeum e degli altri musei della rete regionale. Un lavoro, dunque, abbastanza vario e decisamente interessante il mio, che asseconda il mio carattere socievole, ma soprattutto il mio desiderio di “fare rete” tra i territori cercando di sfruttare le potenzialità peculiari di ciascun ambito regionale. ©Tourismus Innsbruck - Christof Lackner

Per questo motivo, tra le mansioni che svolgo con maggior piacere nell’ambito del mio lavoro, c’è proprio quella di curare i contatti con gli enti museali italiani – e per via di quanto sopra esposto, soprattutto trentini – in occasioni di mostre e collaborazioni internazionali. A questo si affiancano, naturalmente, anche altri compiti come la digitalizzazione dei vecchi inventari cartacei, le traduzioni di testi di settore e la collaborazione, con una equipe di colleghi provenienti da diversi ambiti formativi, all’ideazione e realizzazione di piccoli progetti espositivi e di comunicazione culturale. Inoltre il Land Tirol ha ultimamente puntato forte sul settore culturale investendo un notevole budget per la realizzazione di un grande, moderno centro di ricerca, restauro e raccolta delle collezioni appartenenti ai Tiroler Landesmuseen, le quali si compongono di raccolte archeologiche, ma anche storico-artistiche, storiche, etnografiche, musicali e, chiaramente, naturalistiche. Il nuovo centro, denominato SFZ (Sammlungs- und Forschungszentrum), sorge nei pressi della cittadina di Hall, a pochi chilometri da Innsbruck, ed entrerà in funzione a partire dal 2017. Traslocare centinaia di migliaia di oggetti dai depositi finora utilizzati e sparsi sul territorio cittadino per convogliarli nel

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C’È ANCORA MOLTO DA COSTRUIRE INSIEME

Già negli anni ’80 e ’90 certe personalità trentine e tirolesi più illuminate avevano intuito l’importanza di un costante dialogo tra le realtà museali di Innsbruck e di Trento dando origine a interessanti esperienze di dibattito e confronto, purtroppo estemporanee in quanto legate solamente alla volontà di singoli individui. Oggi si è compiuto un passo in avanti nella semplificazione dei rapporti internazionali grazie alla moneta unica non meno che ad internet, ma si è perduto molto in iniziativa, in volontà di creare e mantenere rapporti continuativi e culturalmente fecondi tra gli enti. Da Innsbruck Trento dovrebbe imparare un po’ ad “osare”, ad aprirsi e scendere in campo investendo nelle risorse umane, nella cultura, con entusiasmo giovane e dinamico. Non possiamo rischiare di perdere il treno delle possibilità che ancora si trovano a disposizione in questa macroregione da pensare, prima ancora che da costruire. C’è quindi ancora molto da costruire assieme, ma ripensando a tutti gli anni trascorsi fino ad oggi, ai progetti intrapresi e portati a compimento, ho fiducia che, poco a poco, si riesca a compiere quel passo necessario alla costruzione di un nuovo spazio comune di intesa e di lavoro. Veronica Barbacovi 8 - 2016


di Mario Anelli «TECNOLOGIE AVANZATE PER IL MIGLIORAMENTO AMBIENTALE»: QUESTO IL SIGNIFICATO DELL’ACRONIMO

«TAMA», sede e cuore a Mollaro, clienti e prodotti in tutto il mondo

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l gruppo TAMA ha clienti in tutto il mondo, produce gruppi filtranti, componenti e sistemi per impianti di depurazione dell’aria, «ma il cuore rimane qui a Mollaro» sottolinea Giovanni Coletti, il fondatore e presidente. Nel piccolo paese del Trentino tra i meleti della valle di Non, TAMA, la casa madre, tutela il know how e gestisce le sue aziende produttive e le società commerciali locali ed all’estero. L’ultima nata è ad Essen in Germania, le altre si trovano a Caxias do Sul in Brasile, a Terrassa (Barcelona) in Spagna, a Saint Quentin Fallavier in Francia. Tra le commerciali ci sono anche quelle aperte nel 2015 in Polonia, Bulgaria e negli Usa (Rogersville, Alabama). Rappresentanze sono operative in 60 Paesi con agenti e distributori ed entro l’anno verranno aperti uffici commerciali anche in Cina e Russia. Da poche settimane, grazie ad una fusione tra TAMA di Mollaro e Aernova di Torino, è nata TAMA Aernova che continua a produrre e fornire prodotti per la filtrazione dell’aria. «Per essere vicini ai clienti spiega Coletti - le multinazionali hanno sott’occhio tutto il mondo, ci apprezzano perché i nostri prodotti rispettano gli standard ecologici europei, più rigorosi di quelli americani. Ecco perché andiamo bene all’estero». Il dato dell’export sostiene l’affermazione dell’imprenditore, produce il 90 per cento del fatturato, era il cinque per cento nel 1989 quando Coletti iniziò a seguire con attenzione il mercato estero. Dagli 11,9 milioni di Euro nel 2015, salirà verso i 16 a fine anno, questa è la previsione, mentre il gruppo dai 17,8 sfiorerà i 25 grazie all’assorbimento di nuove aziende. TAMA, acronimo di Tecnologie Avanzate per il Miglioramento Ambientale, è leader a livello internazionale. L’innovazione è incessante e normalità aziendale per produrre filtri di vario tipo, cicloni, silos, banchi, coclee, sottostazioni, box, cabine e tubazioni, tutti ben visibili nello stabilimento di Mollaro. Si usano nella lavorazione di lamiere, 8 - 2016

L’innovazione è incessante e normalità aziendale per produrre filtri di vario tipo, cicloni, silos, banchi, coclee, sottostazioni, box, cabine e tubazioni, che si usano nella lavorazione di lamiere, saldature, chimica, alimentare, tabacco, legno, cemento, gesso e calce, verniciatura, sabbiatura, satinatura, farmaceutica, plastica

saldature, chimica, alimentare, tabacco, legno, cemento, gesso e calce, verniciatura, sabbiatura, satinatura, farmaceutica, metalmeccanica, plastica, carta, ambiente, riciclaggio, rifiuti e biomassa. L’obiettivo è quello di ridurre l’impatto ambientale, favorire una migliore economia di produzione e proteggere le persone da polveri nocive, fumi e gas. Per migliorare i prodotti, la ricerca è incrementata dalle analisi strutturali e fluidodinamiche

condotte con l’università di Trento. -Vivere in un ambiente sano e respirare aria pulita sono bisogni irrinunciabili dell’uomo. Lavorare nel rispetto dell’ambiente è un dovere -: è la mission del gruppo ovvero una dichiarazione di difesa dell’ambiente. A Mollaro si parlano otto lingue del mondo tra i 68 addetti operativi su 17.000 mq (10.000 coperti). Provengono per lo più dalle scuole professionali di valle: dallo stage in azienda all’assunzione.

Le sue aziende produttive e le società commerciali all’estero si trovano, a Caxias do Sul in Brasile, in Spagna, Francia, Germania, Polonia, Bulgaria e negli Stati Uniti. Rappresentanze sono operative in 60 Paesi con agenti e distributori ed entro l’anno verranno aperti uffici commerciali anche in Cina e Russia

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Nel 1990 la prima svolta con l’apertura della sede a Mollaro sui primi 4.500 mq, quindi le acquisizioni aziendali e l’internazionalizzazione. Nel 2000 lo snodo vincente, quando l’imprenditore trasforma l’azienda da installatrice di gruppi filtranti in produttrice ovvero i fornitori diventano clienti. Nel 2015 diventa TAMA Group. Una lunga galoppata ancora in corso. Oggi negli spazi riservati alla produzione sono all’opera macchinari avanzati e potenti anche per il taglio laser, macchine per la piegatura di lamiere, verniciatura a polvere, ecc. A Mollaro ha sede anche la galassia delle aziende trentine controllate e collegate alle attività di TAMA ovvero Ecoservice, Ecotrasporti Europa, Filtersystem, Ecotrentino e Tecnomontaggi. Tra i numerosi clienti si trovano nomi noti al pubblico internazionale quali sono Rolex, Ferrari auto, Nestlè, Barilla, Mercedes, Audi, Michelin, ecc., per dire solo di alcuni. È un’impresa di successo TAMA, raggiunto dopo una serie di trasformazioni che l’hanno adeguata al mercato fino a conquistarlo. Non solo TAMA riveste un ruolo importante a livello economico locale, ma è anche un’azienda che sostiene diverse iniziative riguardanti il sociale, in particolar modo il mondo dell’handicap ed è molto attenta anche al mondo giovanile e sportivo. In autunno sarà operativa a Coredo “Casa Sebastiano” che ospiterà persone autistiche in gravi difficoltà familiari e dedicata a progetti diurni per offrire sollievo alle famiglie e un’opportunità di crescita ai ragazzi autistici. In un volume dal titolo curioso «Sfigatamente fortunato», l’imprenditore ha voluto raccontarsi, dalla prima macchina costruita a Tuenetto (incasso 300.000 lire nella valuta del tempo) al gruppo odierno, le vicende familiari e della sua valle, il welfare territoriale che promuove e sostiene, il futuro. «Ho voluto dire ai giovani che tutto è possibile, se ce l’ho fatta io potete farcela anche voi».


L’impegno nell’innovazione premiato in Italia e all’estero Tra i numerosi riconoscimenti ottenuti da TAMA per le sue continue innovazioni spicca il «Premio dei Premi» ricevuto in occasione della «Giornata nazionale dell’innovazione 2009» a Roma dall’ex presidente Giorgio Napolitano. Nello stesso anno l’azienda è stata invitata a Madrid nel palazzo reale di El Pardo per il «V Symposium Cotec Europa».

Nel 2010 TAMA ha ricevuto a Torino l’attestato nell’«Awards for Excellence Andrea Pininfarina» ed il «Premio imprese per l’innovazione» di Confindustria, bissando il traguardo già raggiunto nel 2008. Nella foto, il titolare di TAMA, Giovanni Coletti, riceve i complimenti da Giorgio Napolitano e dal Re di Spagna, Juan Carlos.

IL FONDATORE E TITOLARE DEL «GRUPPO TAMA» È MOLTO ATTIVO ANCHE NEL SOCIALE

Giovanni Coletti, un sognatore con le idee chiare sul da farsi L’hanno etichettato in mille modi, ma Giovanni Coletti di sé dice «sono un sognatore ad occhi aperti, sempre con idee chiare sul da farsi». Porta tre esempi di sogni realizzati: la riconversione del ciclo produttivo di TAMA da installatrice a produttrice di gruppi filtranti (2000), la costituzione di Agsat, Associazione Genitori Soggetti Autistici del Trentino (1995) e della Fondazione Trentina per l’Autismo Onlus (2010). Intreccia con passione la sua esperienza imprenditoriale con iniziative di solidarietà. Il sostegno ad associazioni d’ogni tipo in valle di Non, l’apertura di Casa “Sebastiano” a Coredo primo ed unico centro specializzato per l’accoglienza e la cura dei bimbi autistici, operativo ad inizio 2017. L’apertura delle sedi del gruppo all’estero, la costituzione di altre società in Trentino, una galassia che si espande, fatturato ed occupazione in crescita. L’impressione netta è che usi

Intreccia con passione la sua esperienza imprenditoriale con iniziative di solidarietà e afferma: «Fare squadra in tutto, in azienda e nel sociale, è vincente, sono gli amici e i supporter ad aiutarmi a realizzare i miei sogni» la sua capacità imprenditoriale anche nel sociale realizzando welfare territoriale. «Si, è così, ma con il cuore». L’11 giugno scorso era a colazione con Papa Bergoglio per il Giubileo dei disabili e due settimane dopo aveva riunito attorno ad un tavolo specialisti, università, associazionismo, esponenti dell’Istituto superiore di sanità, medici ed altri interessati per stendere un protocollo d’intervento terapeutico ed occupazionale per persone autistiche. Da inizio luglio è operativa a Mollaro la Cooperativa Social N.O.S. - Nuove Opportunità Solidali, che coniuga business e solidarietà: un modo diverso di

fare impresa e sostenere il sociale attraverso l’inserimento lavorativo di persone con disabilità o il reinserimento per soggetti in difficoltà. Dove trova le energie necessarie? «Me le ha passate mio padre, morto quando avevo tre mesi». Quando parla usa il -noi-. «Fare squadra in tutto, in azienda e nel sociale, è vincente, sono gli amici ed i supporter ad aiutarmi a realizzare i miei sogni». Perché nel codice etico del suo Gruppo ha inserito anche l’impegno ad agire per sviluppare e mantenere la coesione sociale del territorio? «Se l’impresa comporta una vi-

sione di solo business, allora è necessario diffondere comunicazione e formazione in modo diverso. Dobbiamo guardare fuori dalla nostra casa, è necessario aiutare. Da giugno abbiamo avviato una rete economica territoriale per la Valle di Non e la valle dell’Adige allo scopo di portare gli imprenditori là dove il mondo corre più veloce che da noi». Quali altri sogni sta facendo ora? «Come imprenditore moltissimi. Per restare in valle di Non, l’assorbimento di un birrificio artigianale di Cles con prodotti del territorio, filiera corta e sostegno occupazionale assieme alla Social N.O.S.».

www.tamaaernova.com ma aae ae

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L’INTERVISTA LA CAMPIONESSA TRENTINA È STATA OSPITE NELLA SEDE DELLA TRENTINI NEL MONDO PER UN’INTERVISTA

Francesca Dallapè, argento olimpico, tuffatrice con i piedi ben saldi a terra «Andavo in prima elementare, classico corso per imparare a nuotare. Io, però, di stare troppo in acqua non ne volevo sapere. Su dalla scaletta, tuffo in acqua; anche per dieci o venti volte di fila. La mia istruttrice, Giuliana Aor, scrisse un biglietto ai miei genitori: “Non fa altro che tuffarsi: perché non allenarla a farlo?”. Da lì sono diven- tata una tuffatri fatrice, Giulian la mia liana alle allenatrice. Il pprimo tuffo ll’ho fatto sen senza saper nuotare perché la lezione non ll’avevo proprio seguita: bevendo si impara impara»: così scrive Francesca Dallapè sul suo sito (www.francescadallape.it) e proprio da questo aneddoto parte anche la nostra chiacchierata con lei, nella sede della Trentini nel mondo dove è arrivata insieme alla mamma Marina, poche settimane dopo il suo più recente successo, la medaglia d’argento alla ultime Olimpiadi in Brasile nella specialità del tuffo sincro dal trampolino di tre metri iin coppia c con Tania C Cagnotto. Quando so sono arriva le private me soddisfazio zioni? N tuffi le Nei prime soddisfazioni arrivano molto tardi. È uno sport di paura, molto selettivo, devi affrontare tante difficoltà, ci vogliono costanza, determinazione. A 13-14 anni ho avuto qualche soddisfazione che hanno alimentato la voglia di andare avanti. Con la squadra giovanile ho partecipato a un campionato europeo ma avevo 18 anni, poi sarei passata nella categoria senior. La svolta c’è stata quando ho finito la scuola e 8 - 2016

Nata a Trento trent’anni fa, ha cominciato la sua «carriera» a sei anni. Finite le scuole superiori si è dedicata totalmente allo sport raggiungendo i vertici mondiali in coppia con Tania Cagnotto

Le foto (eccetto quella nella sede dell’associazione con Sabina Corradini, prima a sinistra, e Ilaria Turco) sono tratte dal sito e dai «social» di Francesca Dallapè.

mi sono dedicata totalmente allo sport: due allenamenti al giorno, cinque-sei ore al giorno, per cinque giorni alla settimana, sia in

piscina che in palestra. Cosa intendi dire quanto affermi che è uno sport di paura? Perché c’è la probabilità che

ci si possa far male: quando ti lanci nel vuoto può succedere che l’entrata in acqua sia una dolorosa «schienata», può succedere di toccare il trampolino. Il rischio c’è. Per trovare lo stimolo a continuare, sono state più utili le vittorie o le sconfitte? Per come sono fatta io di carattere, sono state più stimolanti le delusioni, mi davano più motivazioni perché non accettavo la sconfitta, non rispetto agli altri ma nei miei confronti, per non avercela fatta. La gara è il momento, come l’esame per l’universitario, per verificare se ti sei preparato bene. Se così non è la voglia di riscatto ti porta ad impegnarti ancora di più. Quali doti e qualità deve avere un tuffatore per «emergere»? Determinazione, costanza, umiltà perché ogni volta bisogna ricominciare qualunque sia il traguardo raggiunto, voglia di lavorare, di fare sacrifici. Ma sono tutte qualità che una persona deve avere in qualsiasi ambito della vita: chi ha ambizioni queste cose le ha o deve cercare di trovarle, perché i sogni non si realizzano se non si fa fatica. Come nasce l’accoppiata vincente con Tania Cagnotto? Prima facevo il sincro con una ragazza di Trieste: ci eravamo qualificate alle Olimpiadi di Pe-

Le altre medaglie nel sincro da 3 metri Mondiali Roma 2009: argento Barcellona 2013: argento Europei di nuoto/tuffi Torino 2009: oro Budapest 2010: oro Torino 2011: oro Eindhoven 2012: oro Rostock 2013: oro Berlino 2014: oro Rostock 2015: oro Londra 2016: oro 16


L’INTERVISTA

chino del 2008 e arrivammo seste, un piazzamento di tutto rispetto. Ho però poi sentito l’esigenza di avere una partner più vicina, per rendere più proficui gli allenamenti. Ho così deciso di provare con Tania, dandoci un po’ di tempo per capire come poteva andare. Alla nostra prima gara, una world series, siamo arrivate terze. È stato un segnale. Poi c’è stato l’oro agli europei di Torino e l’argento ai mondiali di Roma. Ogni anno abbiamo avuto la conferma che la scelta era stata giusta. Dopo questi e i successivi successi, come ci si sente quando si sta per tuffarsi? Le gambe tremano. Sempre. Ogni volta. Non ci si abitua mai. Ogni gara è una gara a sé, vuoi raggiungre il top: chi ha fame ha sempre fame. In quanti paesi sei stata a gareggiare e quale ti è piaciuto

«Consiglio ai genitori di far fare uno sport ai loro figli, perché lo sport fa bene: insegna a giocare, a interagire con gli altri, a rispettare le regole e gli altri, a risollevarsi dopo le delusioni, a giore dei risultati senza esaltarsi» di più? Non li ho contati. Di certo sono stata in tutti i continenti e non saprei dire quale mi sia piaciuto di più. Ogni paese ti regala qualcosa di bello e di nuovo da ricordare e su cui riflettere. Ci sono tante culture diverse e quindi alla fine ho apprezzato tutto ma soprattutto ho apprezzato il ritorno a casa. Ti aspetta un futuro da allenatrice? Non penso di diventare allenatrice, non ne sento l’esigenza, ho voglia di staccare per un po’. Staccare anche per rifarsi di tutti i sacrifici fatti finora?

Quelli che ho fatto, a cominciare dagli allenamenti quotidiani con viaggio di andata e ritorno fra Trento e Bolzano, sono stati sacrifici per modo di dire. Dico questo perché mi considero una privilegiata, perché ho fatto della mia passione il mio lavoro. Ovviamente non ho avuto una vita «normale» dall’adolescenza fino ad oggi, ma le rinunce sono state ampiamente ricompensate. Ai giovani che volessero seguire le tue orme, che consiglio daresti? Più che ai giovani il consiglio lo rivolgerei ai genitori, perché fac-

ciano fare uno sport ai loro figli, qualsiasi sport, precisando che i bambini devono iniziare a praticarlo per divertirsi. Lo consiglio perché lo sport fa bene: insegna a giocare, a interagire con gli altri, a rispettare le regole e gli altri, a risollevarsi dopo le delusioni, a gioire dei risultati senza esaltarsi. E la famiglia, che ruolo ha giocato nella tua carriera sportiva? Un ruolo molto importante. Mamma e papà mi hanno seguito con affetto ed entusiasmo, hanno assecondato le mie ambizioni, non hanno mai fatto pressioni per farmi smettere o continuare, abbiamo gioito e sofferto insieme. «È sempre stata una ragazza con i piedi per terra», commenta mamma Marina che ha assistito all’intervista. Un giudizio meritato e totalmente condivisibile. Maurizio Tomasi

INCONTRO IN PROVINCIA CON IL PRESIDENTE DELLA GIUNTA, UGO ROSSI, E L’ASSESSORE ALLO SPORT, TIZIANO MELLARINI

Il grazie del Trentino ai campioni olimpici «Un gesto semplice, ma significativo, a nome non tanto delle istituzioni, ma di tutta la comunità trentina, per dirvi grazie per l’impegno con cui avete gareggiato e per le grandi emozioni che ci avete regalato». Così il presidente della Provincia Ugo Rossi e l’assessore Tiziano Mellarini hanno salutato il 6 settembre gli atleti trentini o che in Trentino praticano la loro attività. che hanno partecipato alle recenti Olimpiadi di Rio. Con le medaglie d’argento al collo c’erano la tuffatrice Francesca Dallapè e i quattro pallavolisti della Trentino Volley, Oleg Antonov, Massimo Colaci, Simone Giannelli e Filippo Lanza. Insieme a loro Silvano

Chesani protagonista della gara di salto in alto e Ruggero Tita in gara nella vela classe 49er. Per impegni sportivi non hanno potuto partecipare Giordano Be-

nedetti e Yuri Floriani. Presente anche il presidente della Trentino Volley, Diego Mosna. «Siamo orgogliosi di quanto avete fatto e vi facciamo i com-

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plimenti – ha detto Rossi – perché avete portato in alto la bandiera dell’Italia e anche quella del Trentino e soprattutto perché grazie a voi molti giovani possono avvicinarsi alla pratica sportiva che rappresenta uno degli strumenti più efficaci per la loro crescita psicologica ed emotiva oltre che fisica». «La comunità trentina ha nello sport una delle sue identità più forti – ha detto Mellarini – e questo grazie anche ad atleti come voi, a dirigenti seri e preparati e a società come la Trentino Volley. Le istituzioni sono al vostro fianco – ha aggiunto Mellarini – e non faranno mai mancare il proprio sostegno a tutto il movimento sportivo». (fm -Uff. Stampa PAT) 8 - 2016


CIRCOLI L’EVENTO, CON UN FITTO PROGRAMMA, SI È SVOLTO DAL 6 ALL’11 SETTEMBRE

Oltre 30.000 visitatori alla «Festa trentina» di Rio dos Cedros Anno dopo anno, la «Festa Trentina» di Rio dos Cedros si conferma come uno degli eventi culturali più importanti della provincia di Santa Catarina, e una delle più importanti manifestazioni della cultura trentina in Brasile. La 26ª edizione della Festa ha avuto un’ampia programmazione. Il tema è stato: «La Festa della famiglia». Con tutte le conseguenze della modernità, è sembrato pertinente che la Festa fosse un omaggio a uno dei fondamenti che hanno costruito la città: l’unione familiare. Quest’anno c’è stata una novità molto speciale: il lancio della Festa Trentina si è tenuto il 27 agosto (una settimana prima dell’apertura ufficiale) con lo show di «Marcos e Belutti», uno dei gruppi country più famosi del Brasile. Lo spettacolo ha riempito il complesso della Festa Trentina. Il 6 settembre c’è stata l’apertura ufficiale. Nelle loro dichiarazioni, sia il Presidente del Circolo trentino, Doralice Panini, come il sindaco di Rio dos Cedros, Fernando Tomaselli, hanno sottolineato l’importanza della Festa per la città e del tema scelto per l’edizione di quest’anno. Durante la cerimonia di apertura si sono esibiti il Gruppo Colibrì, di Rio

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Doralice Panini (presidente del Circolo di Rio dos Cedros) e Alessandro Ventimiglia (di Fiera di Primiero) nella sfilata della Festa. Nella foto sotto, l’inaugurazione del consiglio dell’«Unione Brasiliana di Scrittori - sezione Santa Catarina».

dos Cedros, il Coro dei bambini e l’«Academia Vid’Ativa», anche questa della città di Rio dos Cedros. Durante tutta la Festa, i visitatori hanno potuto contare su un fitto programma di iniziative e appuntamenti, fra i quali spettacoli di danza dei gruppi tipici della regione. Nella «Piazza della Polenta», c´era il «piatto tipico italiano» (polenta, pollo, fortaia, taiadelle), tortéi, e il «Piatto Nostrano». Inoltre, durante tutti i giorni si è tenuta la «Fiera dell’Industria e del Commercio». L’8 settembre si è verificato un altro evento importante: l’inaugurazione ufficiale del

consiglio della «União Brasileira de Escritores – seccional Santa Catarina» (l’Unione brasiliana degli scrittori, sezione Santa Catarina). Il presidente e organizzatore del consiglio è stato Fabio Ramos, scrittore e poeta. Tra i vari accademici che fanno parte del consiglio, due sono di Rio dos Cedros: Andrey José Taffner Fraga (avvocato e vice presidente del Circolo Trentino di Rio dos Cedros) e Antonio Albércio Steilein (insegnante). L’evento ha ribadito la fama di «Fonte Culturale della Valle», che Rio dos Cedros porta con orgoglio da decenni, a causa del gran numero di professori, scrittori e intellettuali nati nella città e che oggi si distinguono in Brasile. Domenica 11 settembre, si è svolta la tradizionale sfilata nella

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via principale della città, con il tema «La Festa della Famiglia». Hanno sfilato vari gruppi, che hanno evidenziato la cultura dei fondatori della città. Dopo sei giornate di intenso programma e oltre trentamila visitatori, domenica c’è stato lo spettacolo pirotecnico di chiusura della Festa, con grande partecipazione della popolazione e di visitatori. Ancora una volta la «Festa Trentina» ha tenuto fede alla funzione per cui è stata creata nel 1989: mantenere viva e diffondere la cultura dei fondatori della città.


CIRCOLI

Undici candeline per il Circolo di Luzerna La celebrazione dell’undicesimo compleanno del Circolo trentino di Luzerna (Santa Catarina - Brasile) si è tenuta il 25 settembre scorso, nella città di Roca Grande, che fu la destinazione finale di molte famiglie emigrate dal Trentino. Il Circolo è stato costituito per contribuire, insieme alle famiglie, alla conservazione e alla tramissione delle usanze e delle tradizioni di coloro che emigrarono. Il direttivo del Circolo, anche con l’intento di rinsaldare i rap-

porti fra i soci e di offrire un appuntamento per stare insieme, in occasione della ricorrenza dell’undicesimo anniversario di fondazione ha organizzato un pranzo, al quale è seguito un pomeriggio di animazione e di giochi. È stata una giornata di festa, vissuta con gioia e coinvolgimento da parte di tutti. Al successo ha contribuito anche l’amministrazione comunale, che ha messo a disposizione alcuni dei premi messi in palio per i giochi del pomeriggio.

Da Porto Alegre gradita visita della presidente del Circolo

Circolo di Ouro Fino, presidenza «rosa» C’è stato un passaggio di consegne alla presidenza del Circolo trentino di Ouro Fino (Minas Gerais, Brasile). L’assemblea del 29 settembre ha eletto presidente Mariana Chistè Fleming da Silva e vice presidente Mario Lucio Silva. Il precedente presidente, Paulo Henrique Chistè Silva, ricopre ora l’incarico di direttore sociale.

La presidente del Circolo trentino di Porto Alegre (Rio Grande de Sul, Brasile), Carina Fronza Posenato, durante il mese di agosto ha fatto visita alla sede della Trentini nel mondo per portare i saluti della comunità Trentina e raccontarci i programmi e progetti futuri del Circolo (nella foto, scattata nella «Sala Rino Zandonai», è insieme al vice direttore dell’Associazione, Francesco Bocchetti). Le sue origini trentine sono a Civezzano, dove era nato il suo avo Giovanni Fronza. Carina era venuta in Italia per una bellissima occasione: il matrimonio della sua partner nel progetto di «Interscam- di Trento, con cui ha mantenuto un forte bio Giovanile» promosso dall’Ufficio rapporto di amicizia che la distanza non emigrazione della Provincia Autonoma ha scalfito e dura già da diversi anni.

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CIRCOLI

Francisco Moreno, brillante ingegnere e orgoglio del Circolo di Xalapa Francisco Moreno Cade è un giovane socio del Circolo trentino di Xalapa, in Messico. Recentemente si è laureato in ingegneria civile presso l’Università Veracruzana, con il massimo dei voti. Per il suo costante impegno negli studi e per

gli eccellenti risultati raggiunti, Francisco Moreno ha ricevuto dall’Università un attestato con menzione d’onore, attestato che non veniva assegnato da venticinque anni. La grande soddisfazione del neo ingegnere di origine trentina per questo

importante riconoscimento, è condivisa dai suoi famigliari e da tutto il Circolo trentino, orgoglioso di avere fra i propri componenti un giovane che grazie alle sua capacità e al suo impegno si è meritato la menzione d’onore.

Sempre molto attivo il Circolo di Zarate Il 29 luglio scorso il Circolo trentino di Zarate (Argentina) ha compiuto dodici anni, un traguardo del quale è molto fiero il presidente, fin dalla fondazione, Nestor Guillermo Chiarani. Il Circolo ha recentemente tenuto un’assemblea, che ha portato a un parziale rinnovamento del direttivo, del quale, oltre a Chiarani, confermato presidente, fanno partre la vice presidente Lilia Noemí Morelli, la segretaria María del Carmen Pacher Ravina, José Colò (cultura), Atilio Edgardo Viera (finanze) i consiglieri titolari Héctor Alberto Vettori, Susanna Gatti e Lucía Gabriela Molina Pacher. I consiglieri supplenti sono: Mirta C. Cassino, Elsa Giorgetti e Romina Viera. Completano il nuovo direttivo i

revisori dei conti titolari (Horacio De Grandis e María de los Ángeles Prego Adrados Trentin) e i revisori supplenti (Silvia Liliana Puig Montani e Julián Prego

Adrados Trentin). Il 29 luglio una delegazione del Circolo composta dal presidente e da Horacio De Grandis e da Lilia Noemí Morelli ha partecipato alla

cerimonia per il 78° anniversario della «Gendarmeria Nacional» presso l’«Escuadrón de Seguridad Zárate Brazo Largo». Nella foto qui sopra il presidente del Circolo, Nestor Guillermo Chiarani, è insieme a Ernesto Daniel Garció, Comandante Principal dello squadrone «Zárate Brazo Largo».

Commosso addio a Pacifico Zamboni Ha suscitato profondo cordoglio nel Circolo trentino di Buenos Aires (Argentina) la recente scomparsa all’età di 95 anni di Pacifico Zamboni, ex presidente del Circolo e sempre convinto sostenitore dell’attività del Circolo e fedele partecipante alle sue varie iniziative. Ecco come lo ricorda la sorella Leonia. «Pacifico Zamboni era nato a Tione di Trento nel 1921 Trasferito poi con la famiglia a Bolzano dove ha vissuto e lavorato fino al 1951, data della sua partenza per l’Argentina. Date le difficoltà della vita nel dopoguerra, in seguito all’invito di uno zio che a Buenos Aires aveva una fabbrica di avvolgibili in legno, è partito appena sposato con Luisa Tiefenthaler sperando 8 - 2016

in un avvenire migliore da dare ai suoi figli futuri, Liliana e Roberto. Dopo alcuni anni di lavoro subalterno ha deciso di mettersi in proprio lavorando con grande impegno e fatica, impiegando vari operai nell’impresa. Ha potuto costruire una villetta per la sua famiglia a Ramos Mejia dove è vissuto fino alla sua morte. Asseme alla moglie Luisa ha dato accoglienza a molti trentini di passaggio. È ritornato spesso a trovare la sua famiglia di origine e a rivedere il suo amato Trentino. Per noi familiari è stato un esempio da seguire poiché era il primogenito e si è sempre adoperato, fino alla sua partenza, per aiutarci e volerci bene». Leonia Zamboni

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CIRCOLI

Notizie dal Circolo di Tucuman (Argentina) Presente alle manifestazioni per i 200 anni d’indipendenza I duecento anni di indipendenza dell’Argentina sono stati celebrati anche a Tucuman, dove il 9 luglio 1816 fu firmato l’atto di fondazione della nuova nazione. In rappresentanza dell’Italia, per l’occasione sono arrrivati in visita nella provincia a nord del paese il vice ministro alla cooperazione internazionale, Mario Giro, e l’ambasciatrice Teresa Castaldo. All’incontro ufficiale con le autorità italiane per il Circolo trentino di Tucuman era presente il tesoriere, Lino Fattor (secondo da sinistra nella foto, con la maglia rosa: suo nonno era originario di Romeno, in Val di Non). Il Circolo trentino ha partecipato ai diversi momenti di commemorazione, fra i quali anche la sfilata nei costumi tipici per le vie della

città. Per l’importante occasione Emma Eccli, socia del Circolo, il cui nonno era originario di Grumes ha confezionato una nuova bandiera della provincia di Trento.

Il «Mese dell’italianità»

L’omaggio al General Belgrano Invitato dalla Società Italiana di Tucuman, il Circolo trentino ha partecipato alle cerimonie che si sono svolte per ricordare il generale Manuel Belgrano, ideatore della bandiera argentina

In giugno a Tucuman si è celebrato il «Mese dell’italianità»: il Circolo trentino ha collaborato con la Società Italiana all’organizzazione di una serie di iniziati-

ve, insieme ad altre associazioni. La foto si riferisce al pranzo a base di pasta che si è svolto il 26 giugno presso la sede della Società Italiana.

sede in via Malfatti, 21 - 38122 TRENTO - tel. 0461 234379 - fax 0461 230840

e-mail: info@trentininelmondo.it / sito internet: www.trentininelmondo.it 21

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CULTURA L’OPERA, REALIZZATA NEL 1952 PER LA CHIESA DI MARIA BAMBINA A TRENTO, È ESPOSTA AL MUSEO DIOCESANO TRIDENTINO

In mostra la Via Crucis di Othmar Winkler Fino al 14 novembre il Museo Diocesano Tridentino ospita nelle sale del piano terra la mostra «Ascolto la vita. Scolpisco ciò che sento» che espone una delle opere più importanti e originali dell’arte sacra trentina del Novecento: la Via Crucis che Othmar Winkler scolpì nel 1952 per la chiesa di Maria Bambina di Trento. Questo imponente ciclo di sculture, che si compone di sedici stazioni (due in più - il Prologo e l’Epilogo - rispetto alle consuete quattordici), provocò a suo tempo l’indignazione del clero e l’ostilità del pubblico, incapace di comprendere un’interpretazione forse

troppo «moderna» del tema sacro. L’opera, profondamente segnata dalle contraddizioni e dalle angosce dell’uomo contemporaneo, introduceva infatti aperti riferimenti ad un universo tematico e figurativo molto distante dalla Chiesa. Nella Via Crucis, inoltre, l’artista trasponeva la propria sofferta storia spirituale, segnata da una intima, travagliata conversione morale oltre che politica. Ma ciò che catalizzò le critiche dell’ambiente ecclesiastico fu soprattutto un linguaggio artistico di rottura, molto distante dalla «bellezza» ripetitiva ma rassicurante della

produzione sacra del tempo. La Via Crucis di Winkler è stata recentemente rimossa dalla sua sede originaria e depositata presso il Museo Diocesano Tridentino, in attesa che si decida la futura collocazione. La rimozione del bene è avvenuta in seguito all’acquisizione, da parte della Provincia Autonoma di Trento, del vasto complesso di Via Borsieri a Trento, che da 120 anni ospitava le «Suore di Carità delle Sante Bartolomea Capitanio e Vincenza Gerosa», dette di Maria Bambina. Il Museo Diocesano Tridentino ha quindi deciso di trasformare questo deposito

temporaneo in una mostra dalle molte valenze, che permetterà di far conoscere la Via Crucis di Othmar Winkler ad un più vasto pubblico, promuovendo al contempo una riflessione relativa alla produzione sacra contemporanea. L’esposizione, infine, rappresenta l’occasione per riflettere sul valore del patrimonio culturale per la società e sull’importanza dello sviluppo di un senso di responsabilità condivisa relativa alla sua protezione. In occasione della mostra sono state attivate diverse iniziative di valorizzazione: incontri, approfondimenti e visite guidate.

Un artista che ha scolpito il legno e plasmato il bronzo Nato a Brunico nel 1907, in seguito all’abbandono della famiglia da parte del padre si trasferisce a Bressanone, dove viene affidato alle suore. Dopo un periodo trascorso a Velturno per frequentare le scuole elementari, si iscrive al Ginnasio presso i Padri Agostiniani di Novacella. Nel 1926 consegue il diploma della Scuola Professionale per Apprendisti scultori a Ortisei. Quattro anni dopo si trasferisce a Roma dove frequenta i corsi dell’Accademia di Belle Arti. Entra a far parte degli ambienti artistici e culturali romani, senza tuttavia interrompere i rapporti con il mondo tedesco. Nel 1932 Benito Mussolini gli commissiona il proprio busto, a conferma di un percorso artistico ormai ben avviato e 8 - 2016

spesso tangente al fascismo. Nel 1933 è a Berlino, dove frequenta l’Accademia di Belle Arti. Qui esegue il ritratto di Goebbels e di Van der Lubbe, presunto autore dell’incendio del Reichstag. Dopo alcuni spostamenti in Austria, Norvegia e Germani per completare la propria formazione

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e prendere parte a diverse iniziative espositive, nel 1939 rientra in Italia. Al termine del primo conflitto mondiale si trasferisce a Sarnonico, dove realizza gran parte delle sue opere scultoree sacre. Una profonda crisi mistica lo porterà a dedicarsi, tra il 1946 e il 1951, quasi esclusivamente alla produzione sacra. Trasferitosi definitivamente a Trento nel 1953, abbandona l’uso del legno per dedicarsi al bronzo. Da allora sono parecchie le mostre personali e le partecipazioni a mostre collettive. Riceve numerose commesse pubbliche, tra le quali il ciclo di sei bassorilievi bronzei, «Storia della gente trentina», realizzato per il Consiglio della Provincia Autonoma di Trento. La sua ultima mostra personale, «Il mondo contadino», si tenne a Lana. L’artista muore a Trento il 22 agosto 1999.


VISITE IN SEDE DIEGO CHISTÈ E IL FIGLIO CLAUDIO HANNO APPROFITTATO DI UNA VACANZA IN TRENTINO PER PASSARE IN ASSOCIAZIONE

«Beati voi su nel Trentino, godetevelo» Diego Chistè, trentino che vive in Sud Africa (primo a destra), e suo figlio Claudio (primo a sinistra), che vive a lavora a Londra, il 28 giugno hanno fatto visita alla Trentini nel mondo, dove sono stati accolti dal presidente dell’Associazione, Alberto Tafner. Come di consueto, al suo ritorno in Sud Africa, Diego Chistè ha inviato una lettera con alcuni aggiornamenti e riflessioni sull’attualità del paese nel quale vive. Ecco le sue parole. «Grazie per la sempre piacevole accoglienza. Un fuggevole incontro il nostro, con tanti temi appena accennati, ma è il piacevole dialogare che rimane uno sprone per qualche altro futuro incontro. È sempre rinfrescante e piacevole una vacanza nel nostro Trentino, peccato sempre troppo corta. Ottimo rientro e siamo già in carreggiata. Come sempre cerco di essere al corrente delle cose in corso nel Paese, che per la verità rispecchia ancora un terzo mondo come mentalità del nostro esecutivo, sia culturale che tradizionale. Le neccessità aumentano, come dapertutto, e non parlo solo di ospedali o scuole che

soppravivono pietosamente. O delle popolazioni che vivono fra le lamiere, ormai un dato di fatto. Parlo di un sistema educativo pericolante, specie quello di tante Università che dovrebbero promuovere il nostro futuro. Quindici su ventuno sopravvivono a stento. Ovunque studenti in subbuglio con disordinate richieste e proteste, mobilitati da leader senza reali soluzioni e spesso in un caotico vandalismo. Vogliono pagare meno, addirittura, certe fazioni, pretendono di pagare nulla, come diritto ad una educazione superiore. I fondi derivano

dal contributo studentesco e da stanziamenti governativi. Un privilegio o un diritto? Un altra gatta da pelare sono i leader tradizionali. Spingono per una legge che riconosca i Chief dei cosiddetti Bantustan e riavere ampi poteri. Così facendo, la popolazione in genere, specie nelle zone rurali, ritornerebbe ad essere succube del potere dei capi tribù. Questo, chiaramente non si allinea, a dir poco, con le leggi municipali e la Costituzione in vigore. Il Governo del presidente Zuma sembra non faccia niente per scoraggiare tali insane proposte. Enormi interessi

minerari e terrieri e tante, troppe marionette da circo equestre. Sarebbe un disastro per 17 milioni di Sudafricani senza più diritti. Una barzelletta di cattivo gusto che spero rimanga tale. Anacronismo inconcepibile in questo millenio. Tante cose in questi tempi stanno succedendo non certo sul filo della normalità. Il progresso spesso comporta una buona parte di regresso, spero che Astolfo ci porti una buona dose di quel senno lunare per questa incerta umanità. Beati voi sù nel Trentino, godetevelo! Cari saluti». Diego Chistè

Delegazione di Roque Saenz Peña in Associazione e poi in Comune Una delegazione del Comune di Presidencia Roque Saenz Peña (provincia del Chaco – Argentina), il 21 settembre ha visitato la città di Trento. Il gruppo era composto dal deputato della Provincia del Chaco Walter Silva e dagli assessori comunali di Presidencia Roque Saenz Peña, Alan Polentarutti e Rafael Acuña Agnelli. La delegazione, che stava facendo un viaggio in Italia, ha voluto incontrare un rappresentante del Comune di Trento, per far conoscere la propria città e per sottolineare l’amicizia che la lega a Trento e all’Italia. La città di Roque Saenz Peña conta circa centomila abitanti, molti dei quali hanno origine italiana e in particolare friulana e trentina. Due membri della delegazione avevano origine italiana, Alan Polentarutti, originario di Sauris e Rafael Acuña Agnelli, il cui nonno, Ernesto

Alessandro Braus partì da Castello Tesino alla volta dell’Argentina. Dopo una visita alla sede dell’Associazione, il piccolo gruppo, accompagnato dai membri della Giunta dell’Associazione Aldo Degaudenz e Paolo Rossi, si è spostato a Palazzo Geremia, dove si è tenuto un cordiale incontro con la delegata del sindaco, Maria Chiara Franzoia, assessora comunale alle politiche sociali, familiari, abitative e per i giovani.

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CALENDARIO I 6-11 settembre C.T. Rio dos Cedros (BR): 26° Festa Trentina 18 settembre Circolo Ex emigrati Trentini in Svizzera gita al Santuario di Monte Berico (VI) A Colonia Tirolesa (AR): Incontro mondiale della famiglia Conci 21 settembre C.T. Montevideo (UY): incontro di cori con la partecipazione del coro Stella Alpina, Novidis, Luces e il coro del sindacato medico dell’Uruguay 21 settembre - 21 ottobre C.T. Indija (SRB): ciclo di cinema italiano 23 settembre C.T. Brusque (BR): 15° notte del Brodo 24 settembre C.T. Carmelo (UY): partecipazione del Coro del circolo all’incontro di cori a Carmelo 25 settembre C.T. Montevideo (UY): Festa della Polenta C.T. La Plata (AR): pranzo sociale C.T. Villa Regina (AR): 5 conferenza nel ciclo “Italia e le sue regioni: Lombardia, Abruzzo e Sicilia C.T. Buenos Aires (AR): Te dei giovedì, conferenza sul tema “Le Emozioni” a cura della Dott.ssa Karina Gremes 30 settembre C.T. Toronto (CA): Cena tipica “Tortei di patate”

16 ottobre C.T. Bento Gonçalves (BR): V Merica Merica MagnaBento “Sagra Trentina” A Veracruz (MX): 135° anniversario dell’emigrazione Trentina 21 ottobre C.T. Carmelo (UY): visita il CT di Colonia di Sacramento 21- 22 ottobre C.T. Villa Regina (AR): 5° Trento Fest, Festa della Birra 22 ottobre C.T Toronto (CA):cena d’autunno A Presidente Getulio (BR): inaugurazione del monumento al immigrante italiano 23 ottobre C.T. Charleroi (BE): Polentada d’Autum C.T. Zofingen (CH): Castagnata Società Americana di Storo (IT): pranzo sociale C.T. Montevideo (UY): partecipazione con uno stand alla “Settimana della lingua italiana nel Mondo”, con la partecipazione del Coro del circolo “Stella Alpina” C.T. Cordoba (AR): 12° Oktoberfest 29 ottobre C.T. Rodeio (BR): “pastelada” Trasferta del Coro “La Tor” in Uruguay e Argentina, con i seguenti concerti: 29 ottobre C.T. Montevideo; 1 novembre Comune di Salto; 2 novembre CT Colonia di Sacramento; 3 novembre CT La Plata per i festeggiamenti del 80 anniversario del circolo.

C.T. Jaragua do Sul (BR): Cena italiana

30 ottobre C.T. La Plata (AR): pranzo sociale

3 -12 ottobre C.T. Bento Gonçalves (BR): Festival de Cinema “ Vale dos Vinhedos”

1 novembre A Salto (UY): firma del patto di amicizia tra il Comune di Caldonazzo e il Comune di Salto

8 ottobre A Jaragua do Sul (BR): Riunione di coordinazione con i rappresentanti dei Circoli Trentini di Santa Caterina e Parana

4 novembre C.T Toronto (CA): commemorazione per i defunti

A Santa Olimpia Piracicaba (BR): Caminhada “La Magnalonga” di Santa Olimpia (percorso gastronomico)

12 novembre C.T. Liegi (BE): Castagnata

9 ottobre C.T. Denver – Colorado (USA): incontro sociale

13 novembre C.T. Carmelo (UY): partecipa alla Fiesta de las colectividades

C.T. Buenos Aires (AR): pranzo sociale “Asado criollo”

26 novembre C.T. Londra (GB): cena danzante

A Jaragua do Sul (BR): incontro presidenti dei circoli trentini di Santa Catarina e Parana 10 -12 ottobre C.T. Bento Gonçalves (BR): Festival de Cinema “Vale dos Vinhedos” 13-14 ottobre C.T. Carmelo (UY): partecipazione con uno stand al Carmelo Garde Club per esporre le tradizioni e la cultura trentina 14-16 ottobre A Comano Terme Convegno EZA - UNAIE “Etica, Politica e Migrazioni” C.T. Londra (GB): gita to Chatswort&The Peak District

C.T. Toronto (CA): cena dei cacciatori C.T. Carmelo (UY): festa di fine anno C.T. Charleroi (BE): 20° anniversario della sede del Circolo 26 - 27 novembre A La Plata (AR): Incontro di lavoro con i coordinatori dei circoli trentini dell’Argentina 27 novembre C.T. Belo Horizonte (BR): Festa italiana 20° anniversario di fondazione 11 dicembre C.T. Denver – Colorado (USA): holiday Brunch


Foto Cesare Ciola

Il faro del porto di Veracruz, punto di arrivo dei trentini emigrati in Messico a partire dal 1881 (articolo alle pagine 2-5)

Agosto 2016  

Mensile dell'Associazione trentini nel mondo del mese di agosto 2016

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