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08 mensile gratuito della Svizzera italiana per le nuove tendenze: musica sport moda hi-tech eventi cinema letteratura arte

www.resetmagazine.ch

trend.setters Segnali di strada in estinzione

hi.tech La guerra on the web

trend.setters L’unico vero Grande Fratello

free.style8° Rally International Supercross Indoor

10.2004

basic


Questo numero è tutto da leggere (o quasi), ci sono molti argomenti interessanti, dall'omaggio al regista culto Russ Mayer al terrorismo nel cyberspazio, dalle bizzarre notizie dal mondo catturate con il nostro nuovo "scanner" alle novità in campo Games, dal Primo Grande Fratello allo skate contest di Bodio. Questo è inoltre un mese di imperdibili uscite discografiche, di annunci di nuovi films, di appuntamenti con l'arte e con il teatro. Periodo intenso, dal quale trarre il meglio. Questo il nostro scopo: condividere con voi quanto di più interessante ci sia in giro. R.C.

editoriale

Mentre scrivevo queste righe era il 4 ottobre... e mi sono reso conto che esattemente due anni fa vedeva la luce il primo numero di re.set! Ebbene sì. caro lettore, hai trovato il ventunesimo re.set della serie. Complimenti, il numero 21 porta fortuna! Numerologicamente nella vita di un individuo i ventun'anni di età rappresentano una svolta verso la maturità, una tappa in cui si riceve la chiave simbolica per interpretare il mondo. Re.set per noi della redazione è una "creatura" sin dal principio, un "bambino" che attinge (succhia) energia dai suoi due temerari procreatori... e non a caso proprio nell'ultimo mese abbiamo elaborato il restyling del nuovo re.set. Tranquilli non sarà una redifinizione stravolgente, è solo un piccolo miglioramento: si tratta di una nuova tappa nello sviluppo della nostra "creatura" che è in un continuo work in progress, però per scoprirlo dovrete aspettare fino al 4 di febbraio, Intanto ci facciamo gli auguri per il traguardo... clap clap clap clap


index 08

impressum

trend.setters Report - Segnali di strada in estinzione 006 Report - La politica e i giovani + Scanner - curiosità dal mondo 008 Report - L’unico vero Grande Fratello 009

free.style Report - International Supercross Indoor2004 Report - Skate Contest

010 012

hi.tech Cybercorner - La guerra on the web Cyberflash Webcorner + mp3blogs Product Games - The Microsoft Convention

014 015 016 017 018

re.view re.play Dischi - Recensioni Dischi - Green Day + R.EM. Dischi - Made in Switzerland Dischi- Turn on Radio Clash! + Diritto d'autore Live - Living Room - Un Living tutto da vivere Live - Metrò Club + Live in Switzerland Mondo Punk Localcorner

022 026 027 028 029 030 032 035

re.vision Cinema - Vedo, prevedo, e stravedo Kult - X-files compie dieci anni Cinema- Collateral + The Village Cinema - Hero Rassegne - Cineroom + Venerdì nero Cinema - Russ Mayer + Nextscreen

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re.ad Libri - Recensioni

042

editore Mediatik Sagl CP 4632 CH - 6904 Lugano direzione, marketing e pubblicità per il Ticino Renato Cassis marketing@resetmagazine.ch tel +41/+91/970 24 45 fax +41/+91/970 24 46 responsabile redazione e art buying Gabriella Bernasconi redazione@resetmagazine.ch tel +41/+91/967 34 91 layout e grafica tnm sagl - targetneomedia via dei Pioppi 10 6616 Losone tel +41/+91/786 90 43 www.tnm.ch impaginazione e grafica Marco Cassino per Mediatik Sagl marco@resetmagazine.ch distribuzione Mediatik Sagl, Lugano stampa Salvioni arti grafiche, 6500 Bellinzona pubblicità per la Svizzera Mediabox Print, Zurigo Sandro Proietto proietto@mediabox.ch tel +41/+1/205 50 20

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report

trend.setters di apache

Segnali di strada in estinzione Il collezionismo ha due dinamiche: c’è il possesso dell’oggetto desiderato, come possono essere i francobolli, le figurine Panini, le bustine di zucchero, le automobili costose o d’epoca, gli animaletti in cristallo, oppure può essere la testimonianza visiva dell’oggetto della propria passione. Nel mondo c’è gente che dei semafori e dei segnali stradali ha fatto una fissazione, e visto che sradicarli dal loro ambiente comporta delle sanzioni penali non da poco, eccovi la mania di fotografarli. Chi viaggia molto lo sa, i segnali stradali non sono un linguaggio così universale come si vuol far credere. Ogni paese ha i suoi codici stradali e spesso un segnale può assumere un altro significato a dipendenza della regione in cui è inserito. Indiscutibilmente noi svizzeri vantiamo una chiarezza e linearità nella comunicazione stradale, ed è raro che i turisti che circolano sulle strade del nostro paese si sentano confusi. Ma in certi paesi, uno su tutti gli Stati Uniti, i segnali stradali portano messaggi incomprensibili ed astrusi pure agli stessi indigeni. Da considerare anche la continua evoluzione della pianifi-

cazione stradale, che, e non solo in Occidente, sempre di più adotta, in particolare agli incroci, la soluzione dell’eliminazione dei semafori a vantaggio delle rotatorie. E‘ considerata una soluzione vantaggiosa per il traffico, che riesce così a smaltire e dinamicizzare il flusso del traffico (anche se in certi punti caldi delle nostre città questo è ancora discutibile). Le rotatorie responsabilizzano l’automobilista, il quale deve inserirsi nel flusso adattandosi allo stesso, e non come prima, dove c’era un semaforo che “pensava” al posto del conducente: rosso uguale a “stop”, giallo uguale ad “attenzione”, verde uguale a “via libera”. Da un modello rigido si è passati ad un’autoregolazione fatta di responsabilità e concentrazione sulla propria traettoria, naturalmente senza “invadere” la traettoria altrui, e ciò verificando costantemente le conseguenze delle proprie decisioni sulla strada. Guidare l’automobile sta diventando sempre più un’invito a “pensare” sulla propria guida, senza dover essere regolamentati da luci o segnali prestabiliti.

Ma c’è un altro fattore che questo nuovo concetto di traffico stradale porta con sé: la lenta estinzione dei semafori e di alcuni cartelli stradali, ormai considerati obsoleti ed inutili. Ed è questa la spinta principale che coinvolge i collezionisti d’immagini “stradali”. Cogliere con un click angoli, semafori antichi, cartelli strani che probabilmente fra qualche anno non ci saranno più. Alcuni siti web hanno fatto del semaforo una preda ambita: per esempio su www.signalfan.com trovate centinaia di foto di semafori americani, canadesi, australiani, nonché segnali stradali “vintage” ma ancora in uso, come su www.14to42.net, un sito dedicato interamente a New York ed ai suoi cartelli stradali, tra cui quelli antichi che non sono ancora stati tolti e che, nonostante ruggine e deterioramento, fanno ancora il loro egregio dovere. C’è pure una pubblicazione che raccoglie il risultato di questa passione. Trattasi di 1000 Signes, edito dalla Edizioni Taschen (www.taschen.com), dove troviamo le immagini di segnali stradali di oltre novanta paesi del mondo, raccolte nell’arco di tre anni dalla redazione della rivista Colors Magazine. Questo volume colmo di fotografie divertenti e curiose, è il compendio ideale per capire le varie culture stradali nel mondo. Fotografare segnali stradali: una passione simpatica, e che un giorno indubbiamente assumerà una valenza storiografica. Per ora guardateli bene i semafori, un giorno non ci saranno più e allora, mentre guidate, dovrete pensare con la vostra testa.


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trend.setters di matteo gianini

La politica e i giovani

La politica non fa abbastanza per i giovani. Ed ai giovani non interessa la politica. Chi non ha mai sentito, in varie salse, affermazioni del genere? I partiti non riescono ad aggregare i giovani, e questi sempre più disertano le urne. Ma è sempre stato così?

Prima partecipazione, poi ribellione, infine indifferenza. Nel dopoguerra avvicinarsi ad un partito, per un giovane, era il modo di integrarsi nella società, di partecipare. Le sezioni dei partiti, i sindacati, anche le parrocchie, erano luoghi in cui si discuteva di politica, dove venivano “selezionati” i futuri dirigenti politici. Con il boom economico degli anni cinquanta e sessanta arrivò anche il ’68, con la voglia di costruire un mondo migliore, con le sue utopie, con le sue manifestazioni. La ribellione di un’intera generazione, che andò poi scemando, prima a causa del pesantissimo periodo del terrorismo, poi a causa del crescente individualismo degli anni ottanta. Si passò dal collettivismo agli yuppies, per i quali l’unica cosa importante era la carriera. Non bastasse, cadde poi l’utopia comunista, e ai giovani degli anni novanta toccò confrontarsi con il pensiero unico a stelle e strisce. Il risveglio è oggi La politica svizzera cominciò a preoccuparsi dell’astensionismo delle giovani generazioni, tanto che -ad esempio- in occasione del 700°

della Confederazione venne organizzato una sessione parlamentare composta da giovani, poi riproposta annualmente e replicata da Cantoni e Comuni. Ma ai giovani non interessano i partiti. Interessa cambiare il mondo, perché il sogno è rimasto sempre quello, ed i partiti sono più preoccupati dei risultati dell’ultimo sondaggio, che li vede avanzare o arretrare. Ed ecco allora spuntare il movimento , l’attivismo ambientale, oppure l’impegno di migliaia di giovani nel volontariato. Perché se la democrazia e l’universalismo delle leggi era il sogno di consegnare nelle mani di alcuni il destino di tutti nell’interesse di tutti, in un mondo che sembra stia diventando sempre più “barbaro”, i giovani che hanno a cuore il futuro destinano la loro goccia di volontà a lenire il mare di sofferenza che ci circonda. Come è il caso di Simona Pari e Simona Torretta, le due volontarie che, nella sofferenza di un paese lacerato da anni di dittatura e dalla guerra, hanno portato un po’ di pace facendo scuola ai bambini di Baghdad. … e allora non dite più che ai giovani non interessa la politica!

Basta penichelle sul divano

Avversari cugini

Pippo “palpeggiatore”

Il naso come mouse

Negli Usa, se dormite sul divano o accasciati sul tavolo da cucina siete dei fuorilegge e alla stregua di qualunque altro delinquente potreste persino finire in manette. Nel "moderno" stato della Virginia, infatti, sta per essere approvata una norma che, con l'obiettivo di porre fine al problema dell'eccessivo affollamento degli appartamenti, vieta a chiunque di addormentarsi (ma non solo) nei locali della casa al di fuori della camera da letto. L'ideatore del provvedimento, tale Leslie L.Byrne, ritiene che gli appartamenti troppo affollatati possono turbare il vicinato: "Fate quello che volete in camera da letto ma negli altri ambienti della casa, per favore, astenetevi". Quindi: niente divano per pomeridiane penichelle, o il tavolo in cucina per amplessi amorosi, In Virginia, il sonno ed il sesso son da fare solo in camera da letto!

Si danno battaglia in campagna elettorale ma in realtà George Bush e il rivale democratico John Kerry sarebbero cugini. A svelare l'insolito legame è stato il genealogista americano Gary Boyd Roberts, che ha scoperto che i due aspiranti alla Casa Bianca sono cugini di nono grado. La storia della loro parentela risale a quattro secoli fa, quando le due figlie di Edmund Reade lasciarono l'Inghilterra e sposarono, in America, due facoltosi signori. Tra gli antenati del presidente Bush ci sono anche alcuni dei Padri Pellegrini che nel 1620 si imbarcarono sulla Mayflower per raggiungere l'America. I parenti del senatore Kerry, da parte di padre, erano ebrei provenienti dell'impero austro-ungarico. Convertitisi al cattolicesimo, cambiarono il loro cognome da Kohn a Kerry, prima di emigrare negli Stati Uniti.

Passare un weekend al Disney World di Orlando, in Florida, potrebbe essere un'esperienza meno piacevole del previsto. L'uomo che si travestiva da Pippo, Michael Chartrand, si divertiva a palpeggiare i visitatori, ed è stato denunciato, con l'accusa di molestia, da due fotografi. L'uomo già in primavera era stato costretto ad abbandonare i panni di Tigro dopo essere stato denunciato, processato e assolto dall'accusa di molestie su una ragazzina di 13 anni. Visto il precedente verdetto positivo, Chartrand ha deciso di affidarsi ancora una volta allo stesso avvocato che dovrà cercare di dimostrare l'infondatezza dell'accusa di “palpeggiatore”. La difesa si baserà sul fatto che Goofy, Pippo in inglese, è un personaggio tontolone buono, generoso, pasticcione, goffo ed ingenuo. Secondo il legale, con il costume addosso Michael non aveva alcuna idea di dove metteva le mani.

Buone nuove per i visitatori assidui dei siti porno, soprattutto per quelli che preferiscono usare la mano destra per praticare altre attività invece di usarla per maneggiare il mouse. Uno studioso canadese dell’Istituto di Tecnologia Informatica di Ottawa ha ideato un dispositivo che permette di far scorrere il cursore del mause con il naso, e di farlo cliccare grazie a due battiti di ciglia di uno degli occhi. A parte gli scherzi, il “New Scientist” riporta che il nuovo dispositivo dovrebbe facilitare l’uso del Pc ai disabili, nonché ampliare le possibilità di movimento nei giochi a 3D. Grazie a due webcam incrociate, il naso verrebbe riconosciuto come cursore e le ciglia di un occhio come bottone dello stesso. Preparatevi, quindi: fra poco il “nouse” prenderà il posto dell’ormai obsoleto “mouse”.

Un diamante per l’eternità

sare sotto forma di anello o pendente. Il capo della società, Greg Hero, ha passato tre anni a mettere a punto il processo in cui le ceneri vengono purificate a 3.000 gradi centigradi prima di essere ulteriormente riscaldate e pressurizzate in un diamante. Il pro-

cesso richiede parecchio tempo, a detta degli esperti non meno di 16 settimane, ma alla fine si otterrà un gioiello di straordinaria bellezza a ricordo del caro estinto. Un diamante è per sempre…

La LifeGem Memorials, una società di cremazione con sede a Chicago, ha pensato di trasformare i defunti, o meglio le loro ceneri, in diamanti. La compagnia promette di trasformare il morto in un prezioso sintetico da indos-


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report

trend.setters di Tanica

L’unico vero Grande Fratello La banalità del reale in spettacolo. Se tra le righe del celebre 1984 di quel genio che è stato George Orwell, il Big Brother assumeva le sembianze di un regime totalitario fondato sulla legge del sospetto e della paura, oggi non è altro che show business, una versione caricaturale dell’intruso, dello spione, di chi guarda dal foro della serratura. Tutto fuorché reality. Noi ci divertiamo a guardare chi acconsente di farsi guardare e ne siamo complici facendo processi e commenti alle varie tresche amorose, alle limonate casuali o agli strusci programmati. Ma per un attimo proviamo a tornare al livello di Orwell. Proviamo a capire in che modo il Grande Fratello si rivela drammatico se si mette a raccontare la storia di gente che non fa provini, che non indossa microfoni, se documenta la vita per come è e non per come è stata progettata dal direttore del Truman Show di turno. Torniamo allora al 1961, nella Germania dell’Est, proprio nell’anno della realizzazione del Muro di Berlino. Non crediate che il “reality show” sia nato dal brillante copione di un film americano, o da giovani teste di brillanti autori tv! Infatti, l’idea di riprendere ogni momento della vita quotidiana e trasformare la banalità del reale in documento e spettacolo nacque proprio nella ex-DDR. Una società lontana anni luce dalla democrazia e dal dominio dello spettacolo, ma dove la gente, nonostante il regime impostole, aveva voglia di informazione e di immagini vere. E adesso quei documentari tv in bianco e nero, tornano di moda e d’attualità. Quindici anni dopo la riunificazione, la tv della Germania unita li ripropone con successo. Die kinder von Golzow (I figli di Golzow) si chiama la serie che l’infaticabile regista Junge cominciò a filmare nel 1961. E’ tuttora il più lungo documentario mai prodotto, e varie testate internazionali, di vari orientamenti politici, hanno concordato nell’elogiarla come un’insolita pietra miliare nella storia del cinema.

Il primo giorno La puntata d’avvio mostra il primo giorno di scuola nella vita di una classe di bimbi di prima elementare del villaggio di Golzow, una cittadina tra Berlino e la frontiera con la Polonia. Intento dichiarato: seguire passo dopo passo ogni momento della loro vita, dalle svolte della crescita, alle speranze, alle delusioni. Oggi il vecchio Junge torna a festeggiare con i suoi ex bambini, perché gli scolari di allora, in questa fine estate 2004, stanno diventando tutti cinquantenni. Quelle che Junge avrebbe filmato dovevano essere biografie-modello dello “Stato socialista in territorio tedesco”. Ma la realtà ebbe la meglio sugli imperativi della propaganda. Il pathos della retorica, vivo nelle prime scene con la festa dell’inizio della scuola, i ragazzi in uniforme da Pionieri (i boyscout comunisti) che festeggiano, con in braccio la Zuckertüte, l’enorme cono di cartone colmo di dolciumi e balocchi che ogni famiglia tedesca regala ai suoi primini, lascia presto il palcoscenico alla disillusione di un ideale che si sgretola. Scorriamo le puntate come alla moviola: c’è Brigitte, una vita difficile e colma di solitudine, che muore giovane per insufficienza cardiaca. O Jürgen, muratore e meccanico, che fonda precoce una famiglia con la giovane fidanzata. Nascono due bimbi, sembra una situazione modello della società socialista, invece la coppia entra in crisi e si separa, sancendo brutalmente la fine dell’immagine ufficiale di matrimonio felice garantito dal regime. Juergen fa i salti mortali per portare ancora i due figli in ferie, la moglie Jutta si risposa, lui invecchia restando solo, e la nuova famiglia della ex consorte ogni tanto lo riceve con compassione. C’è Bernd, bravo scolaro nel primo anno del Muro, poi bravo lavoratore in una raffineria nel 1978, ora disoccupato, che inganna il tempo con la pesca sportiva. Meglio di Jochen, mungitore disoccupato, che oggi rischia l’esproprio della casetta da parte degli ex proprietari terrieri dell’Ovest. “Filma, filma pure, Herr Junge, ma mi sento finito come Allende…”, dice Jochen in una delle riprese più recenti. “I film di Junge è come una storia infinita” scrive Gunnar Decker sul Tagesspiegel. “Il suo segreto è che lo spettatore, vedendolo, ha quasi l’impressione di osservare sé stesso crescere e invecchiare, amare e gioire, soffrire e affrontare i drammi della vita”. La vita reale dei bimbi del 1961, una volta cresciuti, mostra senza abbellimenti la mancanza di stimoli che fu propria del socialismo della Germania dell’est e la durezza della vita reale. La DDR è morta, ma il suo reality sembra non volerci abbandonare Spaccati di vita di un figlio di Golzow


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Lupi su due ruote Presso il Palexpo di Ginevra, il 3 e 4 dicembre, si terrà la 19. edizione dell'International Supercross Indoor, l'appuntamento motocross dell'anno per i giovani "lupi" del paese e dall'estero che vogliono misurarsi in appassionanti ed agguerrite gare, infiammando così lo show per il piacere del pubblico. L'area riservata a quest'evento copre 50'000 metri quadri di superfice, e le piste sono formate da 3'000 metri cubi di terra per 450 metri di pista cross e 250 metri di pista mini-moto… non per niente questa locazione è definita la più grande pista Indoor d’Europa. I più grandi campioni impegnati in uno spettacolo agonistico colmo di competizione e grinta, nonché il pubblico più “hot” (si attendono 50’000 spettatori), musica ed animazioni collaterali: divertimento assicurato!

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Finali del campionato svizzero FMS categorie 85,125 e Open

SX Tour 2004 categorie 125 e Open

Ad aprire l'importante moto-manifestazione ginevrina saranno le due ultime finali del Campionato Svizzero di motocross. Saranno deteminanti per le assegnazioni dei titoli di Campioni Svizzeri, in quanto le verranno assegnate un punteggio doppio. In queste finali combatterà il meglio del motocross svizzero. Oltre ai premi ed gli onori in palio, i cinque migliori piloti svizzeri saranno ammessi alla partenza dell'International Supercross, che quest'anno per da quest'anno conterà come tappa ufficiale dello SX Tour, davvero un prezioso trampolino per i giovani talenti svizzeri.

Da sempre la più grande tourneé europea, sedici manches in tutto, dove i migliori piloti europei gareggeranno contro le star del campionato US. A patrocinare lo SX Tour è la Federazione Francese del Motociclismo (FFM) la federazione più importante d'Europa. Negli ultimi anni hanno sempre vinto gli americani, Damon Bradshaw nel 2001, David Vuillemin nel 2002 e Jeremy McGrath nel 2003, che ha confermato la sua presenza anche quest'anno. Oltre a lui saranno presenti nomi del calibro di Larry Ward, Philippe Dupasquier, Mar Ristori e Julien Bill. Indissociabile dallo SX Tour è poi il FMX Jump Contest, lo spettacolare show di salti in freestyle motocros, quest'anno sono annunciati le star Edgar Toronteras e Mat Rebeaud.

www.swissmoto.org

www.ffmoto.org


Motors Festival

Visto il grosso successo delle edizioni precedenti quest'anno l'Expo-Moto diventa Motors Festival e partirà già da giovedi 2 per concludersi domenica 5 dicembre. Oltre ad un centinaio di espositori del mondo a due ruote ci saranno molte animazioni come l'esibizione di bi-cross, un pista Kart e mini-moto. Un evento interessante anche per il grande pubblico, che oltre agli spettacoli potrà tastare con mano le più grandi novità del mercato motocross.

International Supercross Indoor 2004 3 - 4 dicembre Palexpo - Ginevra Biglietti presso www.ticketcorner.ch oppure 0 900 800 800 Per maggiori informazioni: www.supercross.ch


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Riuscitissimo lo skate contest di Bodio svoltosi il 17, 18 e 19 settembre, buona affluenza di pubblico e bel tempo ... cosa volere di più? Tutti contenti, dagli organizzatori alle autorità comunali e agli skaters accorsi. Lo skate park in stile street è stato allestito sulla piazza del municipio, ed accanto ad esso la sala concerti dove la sera si sono esibiti gruppi della scena punk rock ticinese. Organizzare uno skate contest a Bodio era una scommessa a causa della sua lontananza dai centri urbani, questo fatto non ha però impedito alla comunità degli skaters di rispondere alla chiamata e ad esprimersi sulle rampe, attraverso graffiti e durante i concerti serali. Come sottofondo sonoro a questa pagina vi consigliamo l’ascolto di The Pussywarmers feat. Rolly su: web.ticino.com/lasagneticinesi.

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hi.tech di the professor

Il mondo dell’etere sta cambiando le coordinate del mondo, trasportando su un altro piano le dinamiche del potere. Quindi chi è in grado di capire la tecnologia, chi possiede conoscenza in questo campo e sa come sfruttarla, detiene il controllo: avere accesso alle informazioni significa avere accesso al potere. I recenti avvenimenti mondiali lo stanno ben dimostrando: il terrorismo internazionale sfrutta la piattaforma informatica come megafono per eccellenza, riuscendo così ad amplificare pressoché in tempo reale le proprie rivendicazioni ed i propri proclami.

L'essenza dell'hacker è la sfida con il progresso e con sé stesso: riuscire a circumnavigare i propri limiti, in un susseguirsi di sfide intellettuali alla propria abilità. In poche parole è una specie di cyber-enigmista dotato di alta capacità d’analisi e concentrazione. Innanzitutto gli hacker sono spinti dal desiderio di imparare, ed è perciò che spesso irrompono in un sistema informatico tramite un bug nelle protezioni, dato che è l’unico sistema per acquisire o migliorare la propria conoscenza sul sistema stesso. La comunità degli hacker presenta la sua opposizione alla cultura dominante in forme dichiaratamente politiche e ideologiche e fa propria la lotta per liberare gli ambienti virtuali che l’autore Hakim Bey ha definito T.A.Z., cioè "zone autonome temporanee" nel libro omonimo, ossia quelle zone franche apertesi negli oceani delle reti telematiche e che sono entrate in esistenza attraverso il web. Tutto questo vale per gli hackers di tipo “soft”, ma oggi è nata una nuova frangia, gli hackers “hard-core”. Il governo americano, seguito da molti altri, da anni ha ingaggiato una vera e propria guerra informatica contro gli hacker: nei confronti di questi "rebel with a modem" la polizia ha dovuto adeguare i propri strumenti di controllo, istituendo numerosi “tiger team”, cioè gruppi di esperti informatici che penetrano nei sistemi col fine di testarne sicurezza e affidabilità, lanciandosi in frenetici inseguimenti virtuali, conducendo appostamenti nascosti da programmi speciali e gettando esche elettroniche. Dei veri e propri cyberagentisegreti del sistema informatico. Questi cyberpoliziotti sono oggi impegnati in una nuova, delicata missione: pescare gli hackers che hanno come scopo l’affondare i siti web islamici estremisti. L’ultima azione di hackeraggio che ha fatto scalpore è stata effettuata su un sito internet collegato alla rete di Al Qaeda, sulla cui home page è stato perpetrato un gesto di sfida virtuale costituito da un pinguino che prende in mano la situazione ed allontana le armi. Il sito, legato agli ultimi eventi firmati dal capo-terrorista Abu Musab al-Zarqawi, è ospitato su di uno spazio gratuito. Negli ultimi tempi il sito è stato uno degli spazi dove sono stati resi pubblici i crudi filmati delle decapitazioni di alcuni ostaggi americani, e sullo stesso spazio è stata ospitata la struggente supplica dell'ostaggio inglese Kenneth Bigley che chiede di aver salva la vita.

Gli hacker responsabili del gesto, il gruppo TeAmZ USA, hanno lasciato sul sito un messaggio dai toni decisamente duri, rivolti al server che offre lo spazio gratuito: “Host them and your next!” che tradotto significa “Ospitate (questi siti) e voi sarete i prossimi!” . Il gruppo di hackers TeAmZ USA non è nuovo ad azioni di questo genere ed i suoi attacchi ai siti islamici si ripetono ormai da tempo. Nell'ultima sua scorribanda nei server “nemici” la home page era stata sostituita con un'immagine della bandiera americana ed un'icona sfregiata di Bin Laden. Nel momento in cui Internet è salito alla ribalta in modo così preponderante come mezzo mediatico ed arma psicologica, anche queste schermaglie on the web contribuiscono alla guerra in corso. Difficile però prevedere le possibili conseguenze di tali azioni private, che potrebbero assumere proporzioni tali da mettere in pericolo, e questa volta per davvero, la sicurezza internazionale. Non a caso negli Stati Uniti John Buffo, colui che aveva manomesso nel 2003 il sito di Al Jazeera, sta scontando una lunga pena per i propri atti sabotatori. All'atto della condanna il giudice lo aveva ripreso con fermezza ricordando che “questo non è uno scherzetto da bambini”. Già, questa è la guerra, con battaglie nell’etere di cui noi comuni mortali siamo all’oscuro.


cybercorner Linspire 4.5

La battaglia di Michael Robertson e del suo Lindows continua, il suo sistema operativo su base Linux si chiama ora Linspire

Linspire è uno dei compromessi per sostituire Linux a Windows, si può dire che è molto simile (il nome Lindows diceva tutto) quindi non rappresenta assolutamente uno stravolgimento al feeling che avete conquistato con tempo, fatica e, spesso, imprecando verso la Microsoft. Neanche i principianti del Pc avranno problemi nell'affrontare i dieci minuti per la sua installazione. Questo sistema operativo è spudoratamente ispirato a Windows e Mac OSX, allora perché passare ad un sistema operativo costruito su base Linux? Perché è un OS stabile, leggero, semplice e quindi più veloce? Perché ha una filosofia di sviluppo intelligente? Perché costa meno? Perché i programmi Linux sono gratuiti, intuitivi e sono in grado di aprire e creare qualsiasi formato di files? Sono rimasto impressionato provando per esempio Gimp, il software sostitutivo dei programmi di grafica Adobe, c'è tutto quello che serve per lavorare con qualità professionale ed è intuitivamente geniale! Programmi Word ed Exel compatibili? Ci sono anche quelli! Vi assicuro che non vi mancherà niente per editare e consumare musica, video, testi, fotografie, web, giochi, instant messenger...tutto! Il concetto di Linux lo dovremmo conoscere tutti ormai, vengono prese tutte le idee buone presenti nel mercato e sulla rete, messe insieme

cyberflash

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si ottimizzano, si confrontano... magia, nascono programmi ai quali hanno contribuito migliaia di informatici e, dolce rivincita, anche i grandi marchi ormai impotenti a tutto ciò. In pratica Linspire 4.5 vi offre una nuova base per usare il vostro Pc, però senza fronzoli inutili, sarete voi di volta in volta a scaricare quello che vi serve dal sito della Linspire. Rivoluzione? No. La vera rivoluzione la fanno altre case 100% Linux. La furbata di Linspire come detto è un compromesso che va decisamente contro la Microsoft ed altri sviluppatori, il concetto è semplice, se Bill Gates ha costruito Microsoft rubando le idee degli altri, allora lo faccio anch'io, con l'aiuto di Linux. Sembra tutto molto bello... il problema è che Robertson va anche contro la filosofia di Linux! Linspire infatti non ha una flessibilità nelle impostazioni e nella gestione del sistema come Pinguino comanda e per questo motivo è considerato una delle peggiori distribuzioni Linux, inoltre per scaricare dal sito gli aggiornamenti c'è da pagare 5$ al mese... insomma un mix di Linux e Microsoft non soltanto nella sostanza del prodotto, ma anche nella gestione del business. Siete abbastanza zen per sopportarlo? Un'altra chicca di spudorato plagio ve la lascio scoprire da voi, ammirate il layout del sito www.linspire.com

di alessio cassis

Exploit per jpeg Sono anni che si teorizza su una vulnerabilità di questo genere. Sogno proibito di ogni virus-writer e incubo ricorrente degli staff informatici, la vulnerabilità scoperta nello standard jpeg fornisce il terreno ideale per la più grande epidemia virale nella storia di Internet. Il formato per immagini jpeg, il più usato nelle pagine web, contiene un difetto che se sfruttato a dovere, permette l’esecuzione di codice o addirittura il pieno controllo del sistema. La falla riguarda solo i sistemi Microsoft, ma ciò che preoccupa maggiormente è che sia Internet Explorer che la suite Office sono vulnerabili a quest’attacco; come dire che sono a rischio più del 90% dei pc della terra. Se a tutto questo si aggiunge la possibilità di diffondere il virus inserendo semplicemente un’immagine all’interno di una pagina web, si prospetta uno degli inverni più caldi del cyber-spazio.

Astinenza da Rete Dopo l’annuncio dell’esercito svedese secondo cui il numero sempre crescente di giovani esonerati dalla leva poiché, passando le giornate chini sulla tastiera, cresciuti obesi e con muscolatura sottosviluppata, arrivano nuovi segnali dell’uso smodato che alcuni fanno della tecnologia. Lo studio denominato Internet Deprivation Study condotto da Yahoo! e OMD su un campione di mille persone, ha privato appunto l’uso di Internet per due settimane, raccogliendo in seguito le sensazioni dei partecipanti. La gran parte di loro ha ammesso di provare un senso di vuoto e di frustrazione simile ad un astinenza. Ma se molti dei partecipanti non sospettavano di essere legati alla Rete in maniera così profonda, sembra che le due società abbiano avuto qualche problema nel reclutare i volontari, poiché nonostante la discreta somma offerta, molti si sono rifiutati di partecipare sapendo già che non avrebbero resistito a cotanta sofferenza.

SpaceShipOne solo verso la vittoria La corsa di SpaceShipOne verso la conquista dell’Ansari X Prize vede il suo maggiore antagonista, il team Da Vinci, bloccato da problemi tecnici e finanziari, vedendosi costretto ad annullare il primo volo di prova. L’Ansari X Prize premierà con 10 milioni di dollari l’organizzazione non governativa che riuscirà ad eseguire due lanci suborbitali a 100 chilometri dalla Terra, nel giro di due settimane. Il team di SpaceShipOne, finanziato dal numero 2 di Microsoft Paul Allen, è stato l’unico finora a dimostrare di poter vincere la competizione, effettuando con successo il primo lancio spaziale finanziato privatamente della storia. Ufficialmente sono oltre una decina i gruppi in corsa per il premio, ma, anche grazie alle risorse finanziarie messe a disposizione dal multimiliardario Paul Allen, SpaceShipOne è il grande favorito.

Cauto avvio per SP2 Tra polemiche, ritardi e qualche imprevisto, il passaggio verso il Service Pack 2 di Windows XP è ormai in pieno svolgimento. Sebbene l’obiettivo di 100 milioni di aggiornamenti nel giro di due mesi che Microsoft si era prefissata non sia stato raggiunto, la frequenza dei download sembra aumentare progressivamente. A causa di qualche problema di compatibilità e del polverone, a volte ingiustificato, sollevato dai media, il nuovo pacchetto di aggiornamenti è stato accolto nella più totale diffidenza. I problemi più grossi sembra li abbiano avuti i software per linee private (VPN), ma per cui ora è disponibile una patch. Qualche grattacapo l’ha creato anche il nuovo Windows Firewall, che in alcuni casi permetteva l’accesso alle risorse condivise anche attraverso Internet.

Fa danni per milioni di dollari e trova lavoro Sembrava che l’epoca in cui pirati informatici venivano assunti dopo aver messo a segno un colpo eclatante, ed esser stati beccati, fosse finita. Nei primi anni di grande espansione di Internet ci fu più di un caso del genere: grandi società che assumevano lo smanettone che aveva violato i loro sistemi poco tempo prima. E’ capitato così anche al giovane ragazzo tedesco autore del virus Sasser, che dopo aver causato danni in tutto il globo ed essere stato arrestato con diversi capi d’imputazione, si è visto offrire un impiego dalla società Securepoint. Società che in un impeto di generosità, o più verosimilmente, in cerca di pubblicità facile, si è detta pronta alla riabilitazione del giovane pirata. Come dire una banca che assume un rapinatore….

Strani giorni per e-bay Gli oggetti in vendita sul portale di e-bay fanno spesso notizia per la loro stravaganza, tanto da far sospettare alcuni che dietro ai casi più eclatanti, vi sia in realtà lo staff della stessa e-bay. Dalla giovane lesbica che mette all’asta la propria verginità per pagarsi gli studi, passando alla gomma da masticare (usata!) di tale Britney Spears, il sito di vendita on-line propone veramente di tutto: dal seme di zucca al vascello spaziale. L’ultima stranezza in ordine di tempo è di un ragazzo che vende una penna ricevuta dalla sua ex. Il giovane motiva il gesto dicendo che guardando la penna in questione gli torna alla memoria colei che gli ha spezzato il cuore. Non mi sembra un buon motivo per farne oggetto di discussione su ebay, e poi, esistono cestini e psicologi per questo genere di cose.


016

webcorner

hi.tech di alessio cassis

http://a9.com

www.sinulator.com

L’avvento del nuovo motore di ricerca firmato Amazon è avvenuto in punta di piedi, ma non è sicuramente sfuggito ai big del settore. Il mercato dei motori di ricerca fa gola a molte società e sono parecchie a darsi battaglia di questi tempi. I giganti di Internet stanno investendo molto per accaparrarsi una fetta di mercato, ma per il momento si devono accontentare delle briciole lasciate dal leader incontrastato del settore: Google. Tuttavia a9.com vuole essere anche un nuovo strumento per il sito di ecommerce di Amazon, motivo per cui offre ai propri utenti la possibilità di creare un profilo personale che memorizza preferenze e ricerche. Tutti dati che Amazon utilizzerà per conoscere meglio le abitudini e gli interessi dei clienti. Per il momento il servizio di ricerca è fornito da Google, ma si tratta di un accordo temporaneo in attesa che Amazon ne sviluppi uno proprio.

Per coloro che desiderano esplorare a fondo le ultime frontiere tecnologiche, sinulator.com offre sicuramente un’esperienza del tutto nuova. Su questo sito sono in vendita vari stimulatori sessuali, per lui e per lei, che collegati al computer e grazie ad uno speciale software, permettono di fare sesso semireale con il proprio partner distante mille chilometri, o se preferite, entrare in contatto con altri utenti che praticano questo passatempo. Sinulator propone decine di stimulatori, di ogni forma e colore, ognuno dei quali è predisposto per il collegamento a un pc e quindi pilotabile elettronicamente. Con questi aggeggi è possibile fare qualunque cosa, quasi come nel sesso reale, quindi se siete una giovane donna e volete evitare che uno sconosciuto abusi della funzione “jackhammer” (martello pneumatico), è possibile limitare l’esecuzione dei comandi inviati da remoto.

mp3blogs Il mondo dei blog ha assunto proporzioni inimmaginabili, tanto che alcuni di essi, quelli più letti e frequentati dai naviganti di tutto il globo, hanno chiuso i battenti a causa delle ossessive ed insostenibili richieste da parte degli utenti più affezionati. Ma c'è un nuovo ramo che sta sbocciando e che sta raccogliendo consensi da ogni dove: i mp3 blogs. Sul web imperversano i blog-diari, che oltre ad essere terribilmente auto-referenziali, sono colmi di banalità tali quali la descrizione della cena appena consumata o la serata appena trascorsa con gli amici. Ma in questa infinita marea di inutili diari on-line spiccano come perle preziose i mp3 blogs, cioè quei blog dove gli autori mettono a disposizione brani musicali in genere di formato mp3 e che si possono scaricare sul pc. Le canzoni proposte spesso sono autorizzate delle etichette discografiche stesse (in genere sono link ai loro siti web), altre invece vengono proposte agli utenti solo per qualche giorno e poi tolte, in quanto i mp3bloggers non intendono "rubare" i brani, ma semplicemente promuoverli secondo la propria passione musicale. Regole principali per non avere problemi legali: caricare sul blog un solo brano per disco, ed evitare i prodotti delle major. I bloggers più famosi (il più noto è Matthew Perpetua di New York, attivo da

http://learn.arc.nasa.gov/ worldwind/features.html

La National Aeronautics and Space Administration (NASA) propone gratuitamente un altro straordinario software per gli appassionati di astronomia e imprese spaziali. Si tratta di World Wind, un programma che presenta la Terra in tre dimensioni e in cui l’utente può facilmente interagire, cambiando visuale e zoommando a piacimento. World Wind integra inoltre tutta una serie di eventi climatici e misurazioni atmosferiche che vengono perfettamente eseguite sul modello 3d del nostro pianeta. Le immagini ottenute con questo programma sono di grande effetto, ma animazioni elaborate richiedono anche un hardware di una certa potenza, per cui informatevi bene prima di scaricare i 270 mega di World Wind. Da evitare anche il download con modem analogico.

www.mercora.com

I fiumi di parole versate a proposito di p2p e pirateria hanno creato una sorta di associazione automatica tra le due cose. Ragion per cui, sentendo parlare di un programma di diffusione di contenuti multimediali basato sugli utilizzatori, suona strano l’abbinamento con l’aggettivo “legale”. La legalità di Mercora è garantita da una poco conosciuta legge americana che garantisce il diritto di riprodurre del materiale protetto da copyright, se ciò avviene entro certi limiti, come il numero di ripetizioni di un brano o la durata della trasmissione. Il tutto non è però gratuito. La società che sviluppa Mercora, tra i cui ideatori v’è anche il fondatore di McAffee, si occuperà di versare i diritti agli artisti. Di conseguenza il servizio, che ora è gratuito, diverrà ben presto a pagamento.

due anni con www.newflux.blogspot.com, 2'500 visitatori alla settimana) fino ad ora non hanno subito alcuna sanzione legale, anzi, molte etichette discografiche s'annunciano per essere comprese tra le loro proposte mp3. Per chi vuole essere up-todate con le realtà musicali più nascoste, i mp3blogs sono la via più diretta, uno strumento utile al quale è facile affezionarsi. Siete appassionti alla musica electro e cercate le novità più novità? Eccovi http://music.for-robots.com e http://radiobabylon.blogspot.com. La musica indie è di casa su www.mysteryandmisery.com, e quella black o jazz su www.hipstereo.blogspot.com. Come ogni blogger sa, da questi indirizzi se ne possono trovare molti altri linkati, comunque l'indice più completo si trova su www.mp3blogs.org, un aggregator molto utile che spazia tra i mp3blog di tutti i generi musicali. Buon ascolto!


017

product

Compatto senza compromessi

IBM Desktop ThinkCentre S50

hi.tech

Adesso 8.5 GB su un solo DVD con la double layer techonology

Lacie d2 Il nuovo desktop pc firmato IBM si potrebbe quasi definire un notebook se avesse incorporato un monitor lcd. La nuova serie ThinkCentre S50 occupa il 35% di spazio in meno rispetto al suo predecessore e con l’invidiabile linea di 28 cm di larghezza, 26 cm di altezza e 8.5 cm di profondità, IBM lo pubblicizza giustamente come il client desktop più piccolo al mondo. Ideale sia in ambienti aziendali che per uso domestico, il ThinkCentre S50 offre un volume ridotto senza rinunciare alle prestazioni. Disponibile con processori Celeron e Pentium dino a 3.4 GHz, ThinkCentre S50 ha la possibilità di montare i classici dischi ATA100, o i più performanti SATA. Alcune configurazioni includono Gigabit ethernet, mentre la garanzia on-site di tre anni è prevista per l’intera gamma S50. Non c’è che dire, forse i prodotti IBM non godono di un design molto ricercato, ma se desiderate un pc veloce e robusto, con i loro computer non potete sbagliare. Del resto, oltre vent’anni trascorsi alla testa del settore, non son davvero pochi. www.ibm.com

L'ultimo gioiello dei masterizzatori in ambito Mac è sicurente questo Lacie, segni particolari: usa la tecnogia del Double Layer (DL) introdotta l'anno scorso da Philips e Mitsubishi. In pratica ci sono due livelli di scrittura sovrapposti che permettono uno storaggio dei dati quasi doppio, da 4.7 a 8.5 GB. Anche la velocità dei masterizzatori DVD sta aumentando, questo modello arriva a 16x in scrittura (anche se per una maggiore sicurezza è ancora consigliato usare l'8x), 4x in re-write e 12x in lettura. Su CD invece lavora a 32x in scrittura, 24x in re-write e 40x in lettura. Va ricordato anche che (Mac oblige) è un masterizzatore munito di connessione Firewire. D'ora in avanti sulle confezioni di Dvd vergini troverete quindi una nuova dicitura : "double layer o DL compatibile". Il software incluso nel pacchetto è l’immancabile Toast 6 Titanium. Con questo mezzo fare il back up dei nostri dati importanti sarà molto più comodo e pratico. Attenzione però, questa tecnologia funziona solo su MacOS X. www.lacie.com

Palm fa il suo ingresso nella telefonia mobile

Microsoft entra definitivamente nella mela

Palm Treo 600

Virtual PC for Mac version 7

Nel business dei prodotti tecnologici, le società devono adeguarsi continuamente alle evoluzioni del mercato, altrimenti anche la più grande potrebbe venir tagliata fuori dal mercato. Ed è quello che Palm tenta di evitare con il lancio di Treo 600, il primo prodotto GSM lanciato sul mercato. Un tempo leader incontrastata del mercato palmare, l’americana Palm ha visto le sue vendite calare progressivamente con l’avvento di soluzioni integranti palmare e gsm, come il Nokia Communicator. Treo 600, oltre ad offrire un palm di nuova generazione, con tutta l’esperienza e la semplicità dei prodotti Palm, integra quindi un gsm Quadband. Novità questa che mette finalmente a portata di mano telefonia, e-mail e fax in un solo apparecchio. Treo 600 è dotato di 32MB di Ram espandibili, di schermo lcd 160x160 pixel, infrarossi, gira sotto PalmOS 5.2 e naturalmente non mancano fotocamera e player mp3. Il nuovo nato in casa Palm è certamente il prodotto che molti clienti attendevano da tempo. http://web.palmone.com

Bill Gates aveva già messo la sua mano nella Apple e ora, come in passato, i due amici-nemici Steve e Bill si ritrovano insieme a svilupare software, motivo? la Microsoft il febbraio scorso ha acquisito la Connectix, casa proprietaria di Virtual PC ed ha quindi sviluppato la nuova versione del software emulatore per Mac. Sembra che le cose siano state fatte in grande stile, la compatibilità con i G5 ora è totale e ne vengono sfruttate bene le potenzialità. Il nuovo software è stato presentato durante il recente Apple Expo di Parigi impressionando molto chi ha assistito alla dimostrazione con risultati di molto superiori all'ultima versione. Per ora è disponibile la versione Windows XP Professional (249$) e sono in pre-ordinazione le versioni XP Home Edition (219$) e 2000 Professional (249$). Per chi fosse in possesso di una copia legale di Windows, Virtual PC 7 costerà 129$ e per chi fosse già in possesso di una versione precedente di Virtual PC dalla versione 5.0 alla 6.1 ci sarà anche un Virtual PC 7 Upgrade al costo di 99$. www.microsoft.com/mac


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hi.tech di michael bartolotti

The Microsoft Convention 24 settembre - Zurigo

Giunti a Zurigo in una uggiosa giornata di settembre noi di re.set abbiamo avuto il privilegio di poter assistere in anteprima alle novità che la casa Microsoft sta preparando per la sua Xbox e che dovrebbero arrivare sugli scaffali nei prossimi mesi. Come entrata in grande stile ci siamo subito fatti riconoscere arrivando in ritardo e non trovando l’entrata principale, ci siamo intrufolati con grande nonchalance dalle cucine dello splendido locale Indochine, sulla Limmatstrasse, che ha creato non poco scompiglio tra gli organizzatori dell’evento. Ahhh, questi ticinesi così burloni… ehmm… Ma adesso basta chiacchiere e cominciamo. Evento principale di richiamo è stata la presentazione ufficiale del nuovo videogioco FIFA Fottball 2005 della Electronic Arts, che rispetto alle versioni precedenti si presenta, oltre ad una veste grafica ed un sonoro sempre più impressionanti, con alcune novità che potrebbero spodestare dal podio l’imminente uscita del suo acerrimo nemico: Pro Evolution Soccer della Konami. Prima fra tutte è l’introduzione del “tocco di prima” a livello di giocabilità e dell’accuratezza nel modello fisico del pallone e del controllo palla dei giocatori, che finalmente non soffrirà più del famigerato effetto calamita che era una costante maledizione dei precedenti prodotti FIFA. Altre interessanti novità sono l’ampliamento delle licenze sia dei giocatori, che dei campionati, compresi anche quelli di categoria minore, oltre che al supporto per il gioco on-line attraverso il servizio EA Sports, dove ci si potrà sfidare a tornei multipiattaforma tra playstation 2, Xbox e PC. Chi avesse provato la versione Carriera già presente in passato ne apprezzerà le novità, cui spicca l’accuratezza apportata nel poter diventare il top manager della propria squadra e seguirla minuziosamente per tutto il campionato: dalla scelta dei giocatori a quella dei medici di squadra, adesso ci saranno molti più parametri da tenere in considerazione. Non sarà un simulatore manageriale ma sicuramente aggiunge un tocco di profondità che ne aumenterà la longevità nel lungo periodo. Va infine citata la possibilità di crearsi i propri campionati e i propri giocatori con il sistema Football Fusion che consente oltre alla personalizzazione massima del gioco, il trasferimento dei propri giocatori anche da Fifa 2005 a Total Club Manager 2005, videogioco gestionale di calcio. Altro gioco che ha focalizzato la nostra attenzione è stato sicuramente Fable della Big Blue Box. Questo gioco, in esclusiva per Xbox, era già stato citato in passato in questa rubrica e finalmente abbiamo potuto provare la versione definitiva di uno dei più attesi e rivoluzionari giochi di ruolo per la console Microsoft. Nato dalla vulcanica mente di uno dei più grandi artisti del mondo dell’intrattenimento elettronico: Peter Molineux, autore di capolavori del passato del calibro di Populus e del più recente Black & With, questo ambizioso gioco ha mantenuto molte delle promesse fatte in sede di programmazione e posso già fin d’ora dire senza remore che, sebbene

non possa essere considerato il miglior prodotto della categoria, sicuramente segnerà una svolta in ambito creativo perché qui ogni azione presa avrà veramente una conseguenza sul mondo che circonda l’eroe protagonista di questo videogioco fantasy dalla trama principale tanto lineare quanto efficace. L’idea di fondo è quella di mischiare il classico gioco di ruolo di cappa e spada con elementi prettamente gestionali alla “Sims”. Moltissime saranno le libertà che ci si potrà prendere durante il gioco: dal corteggiamento e il matrimonio di una o più (!) mogli, con tutte le conseguenze del caso, alla possibilità di comprare degli stabili e metterli in affitto ai futuri locatari. Inoltre ogni azione compiuta si rifletterà distintamente nei connotati del protagonista che cambierà a dipendenza del fatto che seguirà il buon cuore oppure agirà in maniera malvagia, userà la forza bruta oppure astuzia ed intelligenza. Se Fable non brilla per una grafica accattivante quanto quella della concorrenza (anche se personalmente ho trovato sia l’ambientazione che i colori soffusi un tocco di immedesimazione ulteriore alla storia e alla parola stessa “favola”) eccelle comunque in un senso di libertà che dona ai giocatori, nonostante l’avventura principale sia forse un po’ troppo breve rispetto ai consueti standard (con una quindicina di ore dovreste finirlo la prima volta). E’ vero anche che se si aggiungono alle ore di storia principali quelle in cui l’eroe si crea una sua reputazione per il mondo di Albino, allora quadruplicate la cifra precedente. Se poi pensate che il vostro personaggio non sarà mai uguale a quello giocato precedentemente, le possibilità aumentano vertiginosamente. Insomma il colpo di fulmine della manifestazione. Tra le altre sorprese della giornata, impedibile è stata sicuramente l’anteprima di Halo 2 della Bungie, cosa che farà sbavare molti di voi lettori, è stata per noi la possibilità di poter provare in anteprima la modalità multiplayer, vista all’E3 di quest’anno a Los Angeles. Che dire se non… wow! Il concetto resta quello del primo Halo, gioco che ancora oggi resta il campione di incassi della console Microsoft, ma le nuove aggiunte non sono sicuramente dei semplici abbellimenti estetici. Adesso i veicoli sono distruttibili, si possono portare due armi contemporaneamente, le aree di gioco sono dinamiche e funzionali alla partita: alcune armi saranno nascoste da piattaforme raggiungibili solo attraverso rampe mobili complesse, nuove armi e molto altro ancora. L’unico problema che ci ha fatto storcere il naso era che la modalità presentata fosse solo dimostrativa e le partite effettuate si siano risolte in deliranti carnai di giocatori che sparavano a qualsiasi cosa fosse in movimento. Quindi non abbiamo potuto provare nessuna modalità multiplayer compresa la semplice “Capture the Flag” a squadre. Nonostante questo l’impressione generale è positiva e attendiamo con ansia l’avvento del 10 novembre per l’uscita europea di questo capolavoro annunciato. Per ora la modalità single player resta


games

019

ancora un grosso punto interrogativo. Riuscirà ad essere all’altezza del suo predecessore? La modalità cooperativa sarà giocabile anche tramite Xbox-live? Tra non molto avremo le risposte a questi ed altri quesiti. Oltre a questi tre giochi principali, altri prodotti hanno fatto da contorno alla manifestazione. Da citare sicuramente il bel Jade Empire della Bioware, un misto tra un classico gioco di ruolo alla Star Wars: Knights of the old republic e un gioco d’azione in stile picchiaduro alla Prince of Persia. Le premesse sembrano buone. Attendiamo la versione definitiva per un giudizio più preciso. Oltre a Jade Empire anche Forza Motor Sport della Microsoft Studios ha fatto la sua apparizione giocabile, anche se in fase ancora embrionale per un qualsiasi giudizio. Un potenziale concorrente al re del genere: Gran Turismo 4 di prossima uscita per Playstation 2. Buone le idee e la possibilità di ammaccare auto con le licenze ufficiali delle grandi marche attira, anche se nutriamo dei dubbi sulla realizzazione tecnica. Ultima sorpresa della giornata e forse l’evento più deludente è stata la presentazione del nuovo Dead or Alive: Ultimate della Tecmo che è in pratica il primo ed il secondo Dead or Alive con la grafica favolosa del terzo episodio. Unico vero punto di merito del prodotto è la possibilità di sfidare gli avversari on-line tramite il servizio Xbox-live. Di fatto l’abbiamo trovato più che un nuovo gioco una furba manovra di mercato… bah! E così siamo giunti alla fine del nostro primo reportage da Zurigo come gruppo redattori Games di re.set. Noi ci siamo divertiti e i segnali che il mercato sia in piena espansione sono chiari e indiscutibili. Le sorprese comunque non sono finite qui. Il mese prossimo vi presenteremo le novità della concorrente Sony per il caldo periodo autunnale che si appresta ad essere uno dei più interessanti degli ultimi anni.


021

re.play Turn on Radio Clash!

re.vision X-files compie dieci anni

re.vision Hero

re.art Mostre

green day giovani uomini crescono


022

re.play

Interpol

Tom Waits

Ian Brown

Franco Battiato

Antics Matador

The real gone Epitaph

Solarized Polydor Limited

Dieci stratagemmi Columbia

by humax

by owen

by chriszodiac

by owen

Stanco di leggere opinioni discordanti sul nuovo lavoro degli Interpol, decido di acquistarlo senza preoccuparmi di che cosa mi aspetta, chi se ne frega, l'ho fatto altre migliaia di volte e quindi perchè no; ma questa volta ho la sensazione che non rimarrò deluso, mi hanno sempre affascinato i lavori controversi, quelli di cui senti parlare bene e male allo stesso tempo, quelli che potrebbero essere dei capolavori incompresi da chi (il sottoscritto compreso) con atteggiamento incontentabile pretende sempre di avere tra le mani l'opera del secolo e rimane fattualmente sempre con l'amaro in bocca. Antics (buffonate) si apre con Next Exit brano dal mood lento e triste ma con una melodia più da episodio di chiusura che da inaugurazione; Banks e Co. cercano in effetti di avvertire il pagano ascoltatore che forse uno spiraglio di luce c'è, ma va cercato e non è semplice. La seguente Evil inaugura la successione di brani che rappresentano il fulcro dell'intero lavoro; nervosa, inquietante e forse uno dei pezzi migliori. Si continua con Narc già ampiamente presentata nei loro live shows, per poi scivolare verso Take You On A Cruise e Slow Hands, perle assolute che trasmettono forti sensazioni, quasi un monito per chi credeva che gli Interpol si fossero già bruciati con il loro primo lavoro; vi sbagliavate di grosso! “Questo disco è tutto quello che Turn On The Bright Lights sarebbe stato se avessimo avuto l'esperienza che abbiamo oggi", parole sante quelle di Banks. Molto meglio suonato e prodotto del primo, forse meno immediato ma di una spanna superiore. Per me varrebbe un bel 5, ma mi sono ripromesso di non dare più il massimo dei voti, non ha senso osannare oltremodo un disco che ti è piaciuto cosi tanto, lo riduce a priori. "... Are you ready to be heartbroken?"

Scritto e prodotto da Waits e Kathleen Brennan, Real Gone contiene quindici tracce che vanno dal blues più primitivo al “cubist funk” (termine coniato dal cantuatore stesso) il tutto miscelato con grooves rock-steady, ritmi latini e percussioni “vocali”. Real Gone è stato registrato da Mark Howard, il quale ha già lavorato con Bob Dylan e Lucinda Williams. Fra i musicisti che hanno collaborato troviamo Larry Taylor dei Canned Heat, il grande chitarrista Marc Ribot, ed il grande bassista Les Claypool dei Primus. Tom Waits dice di questo suo nuovo album: “Ho ascoltato per anni l'hip hop di mio figlio Sullivan, e in questo disco ci sono il suo rap e i suoi giradischi mescolati con i miei vecchi lp folk di Alan Lomax". Un ritorno alle origini per papà Waits, che, grazie ad una scrittura musicale scarna ed essenziale, per la prima volta si presenta senza il suo amato pianoforte. Tutto nella sua voce quindi: sing and clap the hand. Lui sbraita e geme e alita come al suo solito, e usa la voce anche come batteria, come nel delirio sentimentale di Baby Gonna Leave Me, nel macabro sound di Dead And Lovely, nel blues da luna piena di Shake It, e anche in una ballata come Day After Tomorrow dove, per la prima volta, l'autore scende dal suo mondo irreale ed onirico e canta una canzone di protesta contro la guerra. Quanto al resto dei testi, “è la solita sporca faccenda, canzoni su donne, alcool, treni, topi, politica, la morte e il peccato”. Malgrado le influenze, questo disco rimane molto blues, di quello dei primordi. Non a caso per l’occasione sono stati riesumati a confronto i leggendari nomi di Leadbelly e Fred McDowell. Un lavoro ottimo, anche se non eccelso, dove incontriamo un Waits “arcaico”, ma con un orecchio ben aperto sulle novità musicali che lo circondano.

E' il 1996, gli Stone Roses una delle band più importanti (e meno produttive) di questa generazione, si sciolgono. I componenti della band intraprendono strade diverse, con fortune alterne, ma uno su tutti brilla di splendore: Mr.Ian ”Monkey” Brown. E' il 2004 ed il 13 di settembre è uscito il suo quarto album in sei anni: Solarized. Solarized è un disco solido, ben congeniato, maturo al punto giusto (da applausi la coproduzione di Dave McCracken e Tim Wills, già al timone in Music of the Spheres): lo si percepisce già dopo la traccia d’apertura, Longsight M13, titolo omaggio al graffito (Free Ian Brown) tuttora esistente in quel di Manchester. Time Is My Everything sa di mescal (forse dovuto all’uso dell’ottone messicano mariachi), Upside Down è fresca, realistica, colma di spessore, con evidenti riferimenti al mondo-caos attuale, il riff vocale dopo 2’e 29’’ vale già il prezzo del cd. Solarized è acuta speranza (“The light that she lives for, in the dark she’ll always find..."), The Sweet Fantastic trasuda purezza (“Your love is hypnotising, your love is mesmerizing me”), in Home Is Where The Heart Is, Ian balla su comete acide a difesa di Gaia-pianeta-nostro (“Home is where the Earth is, thoughts are free like birds wake up and sing"), One Way Ticket To Paradise trasporta in palazzi arabeggianti sonico-apocalittici (grande Aziz Ibrahim nell’uso delle chitarre Moorish), Kiss Ya Lips è sostenuto da una base drum&bass neuronalmente percuotente ed innesca la polemica delle I.D cards che il governo britannico vorrebbe imporre ai cittadini (“So Mr Politician, I got born named like blood runs red....") Ecco, è tutto? Quasi: Keep What Ya Got, il singolo scelto come pezzo trainante, non mi convince, tolte le liriche epiche ed un fronting robusto, la melodia Gallagheriana è troppo scontata e strasentita. Inoltre 36 minuti per un album sembrano un po’ pochini... accontentiamoci e lunga vita al King of Monkeys.

"Sono contro il realismo, non racconto i tempi, ma il mio tempo" dice Franco Battiato, presentando il suo nuovo album Dieci stratagemmi. Un disco che lo stesso Battiato non ha esitato a definire come “… uno dei tre più importanti della mia carriera, assieme a La Voce del Padrone e Gommalacca.”. Dieci stratagemmi è un album che segna il ritorno del musicista ad atmosfere leggermente più pop rispetto alle ultime sue prove. Ma oltretutto è un disco dove c’è una forte presa di posizione nei confronti del governo americano, con parole rivolte contro i potenti e le loro azioni più bieche. Un disco agguerrito, non a caso il suo titolo è ispirato da 36 stratagemmi, un trattato cinese di strategia militare. Il tutto alla consueta maniera di Battiato, coadiuvato come sempre dal filosofo Mario Sgalambro, e in questa occasione con ospiti illustri come i Krisma , storico gruppo degli anni ’70-80 e attualmente attivo in ambito electro, o come Cristina Scabbia dei goths Lacuna Coil (voce in I’m That) e la cantante giapponese Kumi C. Watanabe. Un disco sagace, intenso, e potente nelle sonorità, che si immerge nelle sue storie, sia esse relative alla situazione politica e sociale attuale, sia riguardanti la sfera dei sentimenti intimi. Magnifici i brani Tra Sesso E Castità , Le Aquile Non Volano A Stormi , Ermeneutica, Fortezza Bastiani (quella del Il Deserto dei tartari di Buzzati), Odore Di Polvere Da Sparo, Conforto Della Vita e La Porta Dello Spavento. Battiato ha anche annunciato che all'inizio del 2005 prenderanno il via le riprese del suo secondo film, Musikanten, dedicato agli ultimi anni di vita di Ludwing van Beethoven, che sara' interpretato da Alejandro Jodorowski. Battiato è un supremo artista dal carisma travolgente, e non si smentisce mai.


023

dischi Joss Stone

Wovenhand

The Hacker

The Faint

Mind body & soul Emi

Consider The Birds Glitterhouse

Reves Mechaniques Different/PIAS

Wet from birth Saddle Creek

by owen

by gabi

by taunus

by iggi

La bella diciottenne Joss Stone, considerata l’autentica rivelazione del soul attuale, è tornata con un nuovo album, Mind Body and Soul, anticipato dal singolo You Had Me. Joss è stata la rivelazione dello scorso anno, con l’exploit del suo album di debutto, The Soul Sessions, che ha conquistato il disco d’oro negli USA e ha venduto oltre due milioni di copie in tutto il mondo. Il primo album era composto da cover di brani soul; ora invece Joss è passata al songwriting “E’ molto aumentata, rispetto a un anno fa, la mia fiducia in me stessa come compositrice…”, confessa la ragazza. La produzione del nuovo album, che Joss considera come il suo “vero” esordio, è stata affidata allo stesso cast del precedente lavoro. Quindi: dodici canzoni su quattordici sono scritte da lei, in collaborazione con alcuni mostri sacri come la diva anni ’70 Betty Wright, la leggenda della Motown Lamont Dozier, il songwriter inglese Eg White. Mind, Body and Soul è un album radicato nella vecchia scuola del soul ma al tempo stesso fresco e dalle molteplici sfaccettature. Parla di emozioni profonde con ballate come Right To Be Wrong e Jet Lag. Fa danzare con i ritmi di Don’t Cha Wanna Ride e fa salire la pressione con il frenetico You Had Me. Joss collabora anche con un coro gospel in Security e si lancia in una jam-free in Less is More. Tra i collaboratori dell'album spuntano i nomi della cantante dei Portishead Betty Gibbons, che tra l’altro è sua vicina di casa, del pioniere dell’hip hop Salaam Remi, di ?uestlove, di Angie Stone e del grande chitarrista Nile Rodgers. Nel futuro di Joss la pubblicazione il prossimo novembre di un Dvd, registrato un mese fa. Un album questo che mette in risalto le straordinarie qualità vocali di Joss e la sua spiccata personalità. Speriamo solo che duri.

David Eugene Edwards, ovvero il carismatico frontman degli 16Horsepower, durante l’attuale pausa sabbatica della sua band esce con il suo secondo album solista, un lavoro così oscuro, intenso ed eccitante com'è da tempo che non se ne sentiva in circolazione. Nipote di un predicatore protestante ha errato per anni nel Colorado seguendo il nonno, imparando ben presto i sermoni biblici ed assimilando la rigida atmosfera da controriforma del duro regime familiare. Nel 1992 forma con Jean Yves Tola e Kevin Soll gli 16Horsepower, la band che, grazie ad una passione per gli strumenti dell’epoca rurale Americana virata in chiave dark, passa subito alla ribalta per originalità e per lo stile ad uopo battezzato goth-folk. Con il suo nuovo Consider the birds il biondo artista del Colorado sotto il moniker Wovenhand ci porge spiccati accenti post folk-goth come già sua consuetudine negli 16Horsepower, quindi melodie e atmosfere cupe ricavate da banjo, violini e chitarre acustiche, elaborate in uno spiccato gusto epico, teatrale, qui accompagnato da una sotteranea sezione ritmica che avvolge quest’album in una sorta di vortice dal quale riesce difficile uscire. Consider the birds è permeato da uno spirito desertico e sciamanico a tratti inframmezzato da elettroniche distorsioni, come lampi in un cielo troppo terso per essere guardato. Una gran voce quella di Edwards, impegnativa, chiara, timbrica, una delle voci più ispirate e tenebrose del rock americano di stampo roots. Gospels incendiari e mordenti toni folk, il tutto infuso in un’atmosfera a momenti mistica e densa, perfetta per i deliri di un cantautore dal potere comunicativo più unico che raro, e che merita tutta l’attenzione di chi dalla musica cerca passione e profondità spirituale. Consigliato.

The Hacker alias Michel Amato, è uno dei nomi in voga dell'electroclash, questo rinomato e prolifico Dj francese all'attivo ha sopratutto una quantità di singoli per Dj e incalcolabili collaborazioni. L'ultimo album dove appare è del 2001 ed era targato Miss Kittin & The Hacker, questo è il primo vero album tutto suo, anche se troviamo ospititi l'immancabile Miss Kittin e Perspects. C'era curiosità su quest’album: The Hacker è solo un buon fabbricante di vinile da danceflor e remixator o è anche un artista maturo da album? Dopo aver ascoltato Reves Mechaniques penso che rimanga un buon fabbricante di vinile. Reves Mechanique è un misto di techno, EBM e musica elettronica anni '80, ci sono anche riferimenti kraftwerkiani, drum machines e synth, tutto molto simpaticamente retrò... ma di nuovo? Niente all'orizzonte. The Hacker resta confinato nel euro-retro nightclub, ci sono certamente ottimi brani come i bei technoni Village Of The Damned e The Brutalist, oppure Masterplan con la bravissima Miss Kittin, ma da uno come lui ci si aspettava decisamente qualcosa in più, poiché non porta assolutamente niente a quello che è già stato ripreso e ripreso ultimamente. The Hacker quindi resta sul vascello dei revivalisti puri e duri, va bene anche così, magari qualche giovane inesperto con questo disco sarà stimolato a scoprire i veri grandi di quel favoloso passato electro-dark. The Hacker per me resta un porta bandiera del genere, un Dj che difficilmente resterà senza lavoro perché la tecnoEBM anni '80 ha ancora moltissimi estimatori, il revival funziona e non a caso quest'anno gruppi come Kraftwerk e Douglas McCarthy dei Nitzer Ebb sono tornati sui palcoscenici. Si può comprare, funziona, come valore assoluto però è povero.

Un violino che introduce all’ascolto, e dopo dieci secondi parte il beat di una strumentazione dance, che rockeggia e pompa, pompa, pompa... The Faint è la nuova sensation che arriva da Omaha, Nebraska, nuova forse a queste latitudini, ma che nell’underground è stata storicamente tra le prime realtà indie ad accorgersi delle potenzialità relative del recupero del techno pop anni ’80. Già a partire dal loro secondo album Blank Wave Arcade (1998) hanno miscelato nella loro proposta, che allora era indie-pop, alcuni passaggi con tastiere analogiche proprie del new romantic alla Duran Duran. Il nuovo Wet From Birth, quarto lavoro della loro carriera, segue l'ottimo Danse Macabre di tre anni fa ribadendo gli stilemi electrorock della band, seppur filtrati in una scrittura musicale appena più gotica e meno happypeople. Pompa, pompa, pompa il battito scomposto di Paranoiattack, pompa la scansione opprimente di Symptom Finger ed ancora pompa l’ombra elettrica di How Could I Forget. Violini come fantami, beats di ventennale riembranza, voce terribilmente indie: una miscela altamente velenosa, questa. Un irresistibile inno al ballo, come nell’omaggio ai Depeche Mode di Erection, un brano ispirato a Personal Jesus; ma anche I Disappear o la cadenzata Phone Call si caratterizzano per un elevato tasso di ballabilità. Molti i suoni synth, che potranno apparire prevedibili: i The Faint non inventano nulla, ma riescono a scansare la glacialità dei suoni sintetici mantendo una carnalità calda e molto umana, anche se con una circolazione sanguigna impazzita. Malgrado la poca presenza di chitarroni (che però quando ci sono si fanno sentire), questo disco rockeggia che è un piacere. Non è da tutti combinare dance e rock in maniera così eclettica. Promosso a pieni voti: disco dance del mese.


024

re.play

Fatboy Slim

Helmet

Marianne Faithfull

The Thrills

Palookaville Sony

Size Matters Interscope

Before the poison Naïve

Let’s bottle bohemia Emi

by the professor

by stoner

by gabi

by stoner

Sono passati ben quattro anni dall'ultimo album di Fatboy Slim, il besteseller Halfway between the gutter and the stars, un’album che ha sfondato le chart in tutto il mondo e che ha impegnato l'artista per un tour durato più di dodici mesi. Durante gli ultimi due anni ha pubblicato due compilation, Big Beach Boutique II e Game, oltre ad apparire con la sua vita privata su tabloid di mezzo mondo. Per il suo nuovo album Palookaville Norman Cook (questo il suo vero nome) nel suo ritono allo studio di registrazione ha deciso di collaborare con musicisti veri, tralasciando in parte la sua arte del “taglia ed incolla”. La fonte d'ispirazione di questo cambiamento di rotta è dovuta alla sua collaborazione con i Blur, in fase di registrazione del loro album Think Tank uscito l'anno scorso. Quindi, con il suo nuovo lavoro Cook inaugura la sua versione artistica e strumentale, mettendo un po’ in ombra la sua dimensione da Dj. Per questo cambio stilistico il Dj di Brighton ha voluto collaborare anche con musicisti come i Johnny Quality, l'onnipresente Damon Albarn, il bassista funk Bootsy Collins con il quale ha realizzato la cover di The Joker della Steve Miller Band, e Lateef dei Blackalicious. Nell’album è contenuta anche un’altra cover, Jingo, la canzone portata al successo da Carlos Santana. L'album suona come un unica traccia e ci si ritrova continuamente ma piacevolmente sbalestrati tra un suono e l'altro. Un buon album, trascinante e positivo, pieno di colori e suoni, piccante e sexy. Gran affabulatore, gran rimestatore di stili e tecniche sonore, il Dj più famoso del mondo ha messo a segno un altro colpo. La dance è morta? Che Dio salvi la dance e Norman Cook.

Un graditissimo ritorno per gli amanti del grungy-hard core e per chi come me una decina di anni fa consumava avidamente i dischi degli Helmet. Dopo la pubblicazione del loro best of Unsung la band sembrava essersi sciolta per sempre e quando è stato annunciato il ritorno erano in pochi a credere che la "Macchina" potesse essere riassemblata con successo, sopratutto dopo l'annuncio del cambio di formazione... Aggiorniamoci dunque, oggi la line up degli Helmet conta due nuovi elementi: il bassista Frank Bello (Anthrax) ed il batterista John Tempesta (Rob Zombie), restano dunque Chris Traynor ed il frontman Page Hamilton, qui nelle vesti anche di produttore, che gli ultimi anni aveva intrapreso con successo il "side project" Gandhi (curiosità, tra le tracce di Size Matters troviamo due nuove versioni di quel progetto, Ememies e Everybody Loves You). Ma passiamo all'ascolto, l'album inizia con potenza con l'opening track Smart e con Crashing Foreign Cars, subito sentiamo reminescenze del loro album capolavoro Meantime (come, non ce l'avete?!). Le cose si mettono subito bene, incredibile, sono sempre loro! E più ispirati che mai! Seguono le rimanenti nove tracce dell'album, Size Matters oltre a riprendere felicemente il glorioso passato degli Helmet offre anche un valore aggiunto: la maestria della maturità. Page Hamilton sale in cattedra e ci offre un repertorio allargato con vocalizzi melodici dal sapore grunge, nonché la sua voce "pulita" e la cattiveria di sempre negli scream. Il suono spacca il culo, il groove spacca il culo, un album perfetto, il miglior album degli Helmet dal seminale Meantime. In questi ultimi anni di "grandi" ritorni, questo è quello che più mi fa piacere, gli Helmet non meritavano di scomparire dopo appena tre album, inchiniamoci!

Sono pochi gli artisti capaci di coinvolgere in maniera intima gli ascoltatori, e se ve n’è una tra questi, di sicuro Marianne Faithfull detiene lo scettro di “regina”. Le sue interpretazioni sono talmente intense, che paiono quasi autobiografiche, come se facessero parte delle sue esperienze più personali. Sulla vita della Faithfull è stato scritto molto, e per gli ignari basti sapere che lei fu una delle muse più ricercate negli anni ’70. Non tutti sanno che alcune canzoni dei Rolling Stones, come As Tears Go By, Sister Morphine e Broken English sono state ispirate dal carisma sensuale di questa donna. Before the Poison, il suo nuovo lavoro, esce dopo due anni dalla pubblicazione di Kissin Time. Ma è valsa la pena, questa lunga attesa ha portato uno splendido album, perché si sente fin dall’inizio che porta in sè un’importante caratura musicale, che scaturisce dalla preziosa collaborazione di “eminenze” tali Nick Cave, PJ Harvey, Damon Albarn, ed il compositore di colonne sonore Jon Brion. Ma passiamo in dettaglio a Before the poison: già dall’inizio si sente la mano di PJ Harvey, che dei primi due brani, The Mistery Of love e My Friends Have (“My friends have many things that I’m needing, to keep me singing…”), ha composto testi e musica. Sempre di PJ sentiamo No Child Of Mine, un lungo pezzo molto intenso ed ispirato. La mano di Nick Cave invece s’imprime nei brani Crazy Love e Desperanto. E’ la voce di questa donna di sessanta anni a rendere tutto così fascinoso e speciale, una voce fatta di ombre e segreti, una voce terribilmente avvolgente, nonostante sia roca ed “invecchiata”. Che dire? Una collaborazione simile si presenta poche volte nella scena musicale, e ciò rende Before The Poison un segreto molto speciale da custodire gelosamente. Consigliato.

Non sembra cambiato molto per la band di Dublino, da quando uscì il tanto fortunato debutto dal titolo So Much For The City. Il vocalist Conor Deasy prosegue a proporre la sua voce quasi sussurrata mista ai falsetti, a sostenere melodie orecchiabili ma senza particolare spessore. In Let’s bottle bohemia di certo non mancano brani carini come Faded Beauty Queens o Our Wasted Lives e nemmeno la ballata strappacamice alla Radiohead prima maniera dal titolo Not For All The Love In The World. Malgardo le belle melodie, qui non si decolla mai, purtroppo la noia è all’agguato dietro ogni brano.

These Arms Are Snakes

Oxeneers Jade Tree by iggi I These Arms Are Snakes: ecco un gruppo hard-core decisamente buono, con le carte in regola per diventare ottimo, e che comprende exmembri di Kill Sadie e Nineironspitfire. L’album Oxeneers uscito dopo l’Ep di debutto è una miscela coinvolgente che s’esprime al meglio nella prima parte del disco, quella più poliedrica e dinamica, ma tutto sommato tutto l’album è intenso e viscerale con le chitarre ed il basso in evidenza, ed un suono molto compatto che non deluderà i fans di bands come At The Drive In e Converge. Una band che in futuro spero si consolidi su queste valenti coordinate.


025

dischi Diplo

The Dead Brothers

The Music

Kasabian

Florida Big Dada

Flammed Herz - Soundtrack Voodoo Rhythm records

Welcome to The Nord Emi

selftitled Bmg

by taunus

by stoner

by stoner

by stoner

Grande debutto per Diplo, produttore e Dj americano cresciuto in Florida, un debutto inglese, perché la label, di quelle da tenere sempre d'occhio, è la Big Dada. Ci dirigiamo quindi verso una produzione altamente eclettica, polimorfa, dove le convergenze dell'hip hop incontrano l'elettronica e dove non esistono confini di genere definiti. Prog rock, drum'n'bass, strumenti acustici, electro-synth. L'album è di predominanza strumentale, la musica è ispirata, malinconica, atmosferica, cinematica, esotica ed urbana allo stesso tempo. Grande spessore e grande capicità di sintesi musicale. Imperdibile.

Il nuovo Dead Brothers, uscito per la leggendaria Voodoo Rhythm, è la colonna sonora dell'omonimo filmdocumentario sul leggendario tatuatore tedesco Herber Hofmann e i suoi amici ultranovantenni tatuati dalla testa ai piedi. Con questa sound track i Dead Brothers hanno vinto il primo premio alla Biennale del cinema di Berlino! Un album strumentale con elementi easy listening, country jazz degli anni '30, blues e musica funeraria siciliana, si, questa si può definire grande funeral music, e non sfigurerebbe affatto in un film di Kusturica. www.voodoorhythm.com

Gli inglesi The Music per questo secondo album si sono affidati al produttore Brendan O'Brien (Pearl Jam, Soundgarden) che li ha portati a registrare ad Atlanta. Questa scelta ha portato in questo album elementi di US rock riconoscibili da subito stile Jane's Addiction e Led Zeppelin. Questo fatto, rispetto al primo album, fornisce a Welcome To The Nord un piacevole senso di diversità, anche nei messaggi che contiene. Il cantante Robert Harvey è cresciuto parecchio e nei brani "lenti" riesce a porsi al centro della scena. Sono maturati in fretta questi ragazzi. Confermatissimi.

Eccoci al consueto appuntamento con il "the next big thing" britannico. Dopo l'apparizione dei Franz Ferdinand arrivano i Kasabian a monopolizzare l'attenzione. Un grande debutto che suona la riscossa ed il ritorno di quella fantastica ondata Indie dei primi anni novanta. Coordinate: dai Primal Scream agli Happy Mondays passando per Stone Roses, Oasis ed EMF (ho detto poco?). Pregno di british rock e dirty elettronica, questo album merita tutta la vostra attenzione, era da tempo che non usciva un album Indie così... fico!

Soulwax

Haïku

Brian Wilson

Any minute now Pias

Synthese Parametric

Smile Nonesuch

by taunus

by chriszodiac

by gabi

Poderoso e tagliente dance electrorock! I Soulwax non li conosciamo solo ora, i due fratellini belgi ne hanno fatto di strada, come dj, collaborando con Einsturzende Neubauten in Ende Neu, pubblicando le serie 2 Many Dj's, pubblicando due album con Chris Goss e Dave Sardy, e ora sbarcano, inesorabilmente, con il terzo album prodotto da Flood (Charlatans, PJ Havey, U2) e in compagnia di vari musisti. Un album variatissimo, con bombe elettrock, alternative rock, anatemi electroclash, Grandiosi! Scatenatevi!

Haïku, artista francese, ci regala con la sua prima uscita, un electro raffinata, planante, colma di ambienti, ritmi tribali e forme d’onda semplici alla Aphex Twin. Quello che stupisce di questo artista è la straordinaria facilità con la quale sembra comporre ed assemblare la sua materia sonora, materia genuina e personale, qui niente copia/incolla o campioncini , ma solo un gran lavoro di sintesi. Attendendo il secondo album previsto per l’inizio del 2005, mi godo questo Synthèse che ogni cultore dell’electro di qualità dovrebbe possedere.

Una vita tormentata quella di Brian Wilson dei Beach Boys, caratterizzata da tentativi musicali lasciati in sospeso. Tra questi c'è Smile, un album che Wilson progettò dopo l'uscita del seminale Pet Sound, ma varie vicende personali lo spinsero ad abbandonare il compimento del disco. Un sogno rimasto nel cassetto per decenni, che ora vede la luce. Una leggenda che aspetta solo il vostro ascolto, una perla preziosa che esce dall'ostrica, e che riflette luci frastagliate di un periodo d'oro e determinante della musica anni '60.

penoso

sufficiente

discreto

buono

ottimo

capolavoro


026

re.play

Giovani uomini crescono Le vendite globali di American idiot, il cd che segna il ritorno sulle scene dei Green Day, hanno ampiamente girato la boa del milione di copie in una settimana. Difatti in Australia nella prima settimana di permanenza nei negozi, American idiot è giunto a quota 1’255’000 copie vendute. di ricca Numeri grossi per una band che, fino ad ora, era considerata di nicchia, una teen-punk band. Su questo disco c’erano grandi aspettative, dunque, e soddisfatte in pieno (almeno per il sottoscritto), già fin dalla copertina, dove campeggia una mano bianca che impugna una granata a forma di cuore che gronda sangue. Già sono state fatte un sacco di illazioni sul titolo dell’album. L’idiota americano si riferisce a George W. Bush? O idioti sono quelli che seguono la politica dell’attuale governo a stelle e strisce? Dice Billie Joe Armstrong: “Non ho mai dato grande importanza al patriottismo, ma in questo momento vorrei sentirmi parte di una nazione migliore. Abbiamo un presidente che ha vinto le elezioni barando, un idiota che sta alla Casa Bianca con il solo fine di riempire le sue tasche e quelle della sua lobby…”. Ecco poche parole, chiare e semplici. Ma passiamo alla musica. I Green Day in questi anni hanno maturato un’esperienza non indifferente. Dapprima sui palchi di tutto il mondo a seguito di ben sei dischi, poi nella corte di papà Iggy Pop che li ha voluti per un paio di brani del suo ultimo lavoro, Skull Ring. In parte smessi gli abiti di teen-punks, i Green Day offrono con il nuovo lavoro brani di oltre nove minuti come Jesus Of Suburbia e Homecoming che, come nella migliore tradizione delle opere rock, conglobano ognuno con maestria cinque tracce legate tra di loro per narrare l'alienazione e la disillusione del cittadino americano. Troviamo anche sperimentazioni eccentriche in Boulevard Of Broken Dreams e in Warning (da notare le allusioni nei titoli delle canzoni), ma anche il classico pop-punk-rock in pieno stile Green Day in St.Jimmy e Letterbomb.

Un simpatico ammiccamento alle “girls” con She’s A Rebel e Extraordinary Girl completa il programma. Seguendo le orme degli Who - in parte anche per alcuni stilemi musicali - i Green Day riescono a mettere in piedi un’originale disco “musical punkrock” colmo di una pletora di stili che dal punk s’evolvono in rock’n’roll, e rock-pop anni ‘70. Ne resterà delusa la massa di fan della prima ora (Armstrong: “…chi-se-ne-fotte-del-pubblico-di-massa!”), ma di certo quest’album sarà considerato, anzi lo è già, il lavoro migliore della band. Giovani uomini crescono, proclama il titolo di quest’articolo. Ebbene sì, i Green Day sono cresciuti, in barba al mito americano del rimanere sempre giovani ed idioti.

Green Day American Idiot Reprise

discocrash

Inutile parlare della grandezza di una band che da più di vent’anni dispensa perle musicali alle quali sono affezionati milioni di ascoltatori di tutto il globo, tra cui anch'io. Ma lo dico subito, senza mezzi termini: il nuovo lavoro dei R.E.M delude senza scampo. "Ma come?", diranno i fan più accaniti, "Qui si parla del nuovo disco dei R.E.M!". Appunto, il nuovo didi gabi sco dei "Ariem", Around The Sun... Da mesi oltre maniera pubblicizzato nel nome di un culto universale, la tredicesima fatica della band di Athens, Georgia, sfiora in molti pezzi l'anonimato, campando di rendita su una gloria che purtroppo sta rischiando d'appannare. Sono tredici brani, dei quali ne salverei cinque, al limite sei: il singolo Leaving New York che apre l'album, che è la canzone che forse più d'altre suscita ancora rispetto sulla vera arte dei R.E.M, l'inno pacifista Final Straw (e siamo già al brano numero cinque) una ballata pressoché folk molto ispirata ("I don’t believe and I never did, that two wrongs make a right..."), e Boy In The Well che è una classica rem-song che si espande per poi richiudersi sull'assolo di una commovente fisarmonica. Poi ci sono Aftermath, un pezzo arioso e ritmato (ritmato per modo di dire), High Speed Train che spicca per l'originalità di suoni e di lievi dissonanze, ed infine la title track, che conclude il disco crescendo all'inizio in un climax coinvolgente ma che disgraziatamente scivola in un finale sgonfiato.

Completamente stonato nell'insieme il rap dell'ospite Q-Tip in di The Outsiders, e noiose e senza alcuna presa, anzi quasi fastidiose Wanderlust, Make It All Ok e The Ascent Of A Man. A dare un tocco moderno (moderno?) c'è un guizzo d'elettronica in Electron Blue, però è un brano senza carattere, senza sapore. Ecco, questo è quanto. Poche storie, non è abbastanza per un album intero, e soprattutto non è sufficiente per gridare all'evento. Dove sono finiti quella leggera gravità d'impronta rock, quella cupezza frammista ad un sentimento di speranza solare, quelle qualità congenite ed uniche a cui i R.E.M. ci avevano sempre abituato? Less words, more action! R.E.M. / Around the sun / Warner Music


dischi Made in Switzerland

di The Professor

Tre recenti uscite discografiche selezionate per voi: ecco quanto di buono accade in Svizzera! Samael Reign Of Light Galactical / Regain records Attivo da ben diciasette anni, Samael è un gruppo black metal considerato tra i maggiori innovatori ed esploratori del genere. Il loro stile negli anni ha continuato ad evolversi, dallo speed black metal degli esordi al doom/dark metal. Dieci anni fa iniziano le prime sperimentazioni con i campionamenti, i synth e gli electro beats, sperimentazioni che portano Samael oltre le frontiere del genere, ed ad affermarsi mondialmente con Passage (1996), Eternal (1999) e decollando con grosse tournée in America ed Europa. A cinque anni dall'ultima uscita è il momento dell'attesissimo Reign of Light, registrato in Svizzera e mixato in Svezia; questo album è un ulteriore prova della capacità evolutiva della band che è sempre meno legata ai canoni di genere, mantenendo però quella cattiveria e quell'alone di oscuro mistero che li caratterizza da sempre. Undici tracce omogenee, arrangiamenti complessi e curatissimi i quali abbinati ad alcune tipiche sonorità di fine anni '80 situano questo disco tra progressive rock e doom metal. www.samael.info Zamarro Lust In Translation Supermodern music Questo power trio nato a Basilea solo due anni fa ha decisamente bruciato le tappe: fine 2002 producono il loro primo sei tracce 1st race con la etichetta indie tedesca Middle Class Pig Records, vengono distribuiti in mezza Europa e trovano un promotion manager ad Amsterdam che organizza un tour europeo. Nel 2003 contattano il produttore culto Jack Endino (Nirvana, Soundgarden, Mudhoney, Zeke, Therapy), che dopo aver sentito una demo del nuovo progetto decide di registrare e produrre il loro primo album a Seattle, quindi dopo un tour di riscaldamento sulla Westcoast (Los Angeles, Santa Cruz, Sacramento, San Francisco, Portland) entrano in studio e registrano questo Lust In Traslation. Bingo! La loro musica è stoner-rock con accenti punk e grunge, ruvido come Dio comanda, immediato, orecchiabile e pregno di attitudine on the road. Meglio di molti nomoni du genre che ci arrivano dagli States! Astuzia: potete sentire l'album intero in mp3 leggendo i testi delle canzoni su: www.zamarro.com

Snax From The Rocking to the Chair Mental Groove records In questo disco di svizzero c'è un’etichetta e la sua lungimiranza, la Mental Groove di Ginevra. Attiva dal 1992 nella musica elettronica era già riuscita in passato a produrre dischi di buon livello, ma questa volta ha decisamente fatto il primo colpaccio. Dj Snax viene da Washinghton DC, musicista da sempre, trasferitosi a New York fonda con l'artista rapper Tara DeLong la Bedroom production (downtown's original lo-fi electronic hip hop act). Si esibisce in America ed in Europa come Dj e come tastierista dei Foetus. A Berlino trova la sua seconda casa, lavora in vari progetti con singoli per rinomate etichette come Playhouse e Gigolo. Nel 2002 arriva la maturità per i lavori solisti, nasce Snax, dopo due EP pubblicati in Germania sbarca alla Mental Groove per il suo primo album. Il suo stile lo autodefinisce "Slazy beat music". Perfettamente in linea con le tendenze revivalesche dell'electro berlinese, troviamo godosi richiami disco funk anni '80, puntatine elektroclash e debordante attitudine sexy: Prince & Outcast docet! www.snaxonline.org


028

dischi

re.play

Turn on Radio Clash! London Calling dei leggendari Clash, era più un manifesto che un semplice Lp. Questo è uno degli album più amati e influenti dell’intera storia del rock che espresse, grazie ad una straordinaria apertura stilistica che coinvolge punk, reggae, soul, rockabilly, jazz e pop, una svolta determinante alla musica rock.

Uscito nel dicembre del 1979, ovvero venticinque anni fa, London Calling è un capolavoro fin dalla copertina, citazione di quella del primo album di Elvis Presley con il bassista Paul Simonon impegnato a sfracellare a terra il suo strumento. Alla fine di settembre la Columbia ha ripubblicato lo straordinario album in una ricca versione composta da ben tre fra cd e dvd. In scaletta, accanto al disco originale, i Vanilla Tapes, cioè una ventina di demo di canzoni come Working And Waiting, Heart And Mind e Canalside Walk, registrate nei Vanilla Studios dalla band durante le sessioni di London Calling e poi non incluse nell'album originale. Inoltre troviamo un documentario dal titolo The Last Testament di 45 minuti prodotto dal amico film maker Don Letts e contenente immagini dei Clash impegnati in studio con il produttore Guy Stevens e, ciliegina sulla torta, alcuni filmati ripresi durante i concerti del gruppo e interviste ai quattro membri della band nonché al portavoce della band Kosmo Vinyl, che per la prima volta racconta l’epopea della band dal suo punto di vista. Il tutto coronato da un fantasioso e ricco libretto con foto di Pennie Smith e note di Tom Vague. E’ bello ritrovare brani e sensazioni indimenticabili, come la militanza manifestata da un inno come Spanish Bombs, il reggae stradaiolo di Train In Vain e quello antagonista di The Guns of

Brixton, l’apparente lievità di Lost In The Supermarket che anticipa la stagione no global... Triste sapere che Joe Strummer non è più qui a festeggiare con gli amici della band ed i fans! In occasione dell’anniversario, a lui sarà dedicato anche Visions of a homeland, libro scritto ed edito da Anthony “Ant” Davie, responsabile del sito ufficiale www.strummersite.com: oltre trecento pagine per ricordare i pochi dischi e gli oltre trecento concerti dell'ex Clash con la sua ultima band, i Mescaleros. Mauro Zaccuri, curatore di www.radioclash.it e già autore di una monografia italiana sui Magnificent Four, annuncia per novembre Il futuro non è scritto (Selene edizioni) che approfondirà la dimensione politica dell'avventura clashiana.

The Clash London calling – 25th anniversary edition Columbia

Diritto d'autore assoluto o limitato?

David Byrne, Gilberto Gil, Zap Mama, Beastie Boys, Cornelius, Matmos, Paul Westerberg, My Morning Jacket, Spoon, DjSpooky… sono questi gli artisti protagonisti di un nuovo cd dal titolo The Wired Cd - Rip. Sample. Mash. Share, una compilation libera di essere copiata, condivisa e remixata. di kovacs Se vi interessa, però, non andate a cercarlo nel vostro negozio preferito, perchè il cd è stato realizzato per essere scaricato gratuitamente dalla rete. L'iniziativa rappresenta una sorta di provocazione nei confronti delle major e della loro battaglia contro il download "illegale". Gli artisti che hanno preso parte a questo progetto, infatti, intendono così dare una voce a tutti coloro che si battono per una diffusione libera e aperta della cultura su scala planetaria attraverso internet. Tra un mese il disco sarà messo in circolazione sul web dalla rivista Wired (www.wired.com) e inoltre ne distribuirà gratuitamente 750 mila copie insieme all’edizione del magazine di novembre. Ciò che proprio non va giù agli artisti è che si possa perseguire legalmente qualcuno per aver realizzato una copia non autorizzata di un Cd. E' chiaro che in questo discorso non rientrano le organizzazioni criminali, votate alla produzione e al commercio parallelo di Cd, quanto tutti coloro che duplicano la musica a livello indi-

viduale. Quest'operazione si inserisce nel dibattito sul concetto di diritto d'autore. Un dibattito diffuso ormai su scala mondiale. Fra le proposte in gioco c'è anche quella di passare dalla tutela assoluta a quella relativa, che prevede la concessione per il singolo di copiare la musica su un cd e parallelamente il divieto di rivendere la copia. Allo stesso tempo gli artisti si battono per l'ampliamento del sampling sulla rete, limitando ulteriormente il diritto d'autore anche sotto questo profilo. Inoltre, l'operazione nasce dalla convinzione che una liberalizzazione sotto questo aspetto potrebbe tradursi in un’arma contro la criminalità organizzata. Forse gli artisti si sono resi conto prima delle ottuse major, che i cd masterizzati in sè e per sè non rappresentano un danno, chiaramente se vissuti a livello individuale e non commerciale, perchè consentono un ampliamento delle conoscenze musicali e di conseguenza aumentano il desiderio e il "bisogno" di acquistare musica su supporti originali. Quest'ultimi sono prodotti ben differenti per lo più per la presenza delle le copertine e del libretto, difficili e fastidiosi da riprodurre mantenendo la stessa qualità di stampa. Su questa logica si stanno muovendo anche Brian Eno e Peter Gabriel con il manifesto M.U.D.D.A. che punta alla definizione di nuovi spazi di indipendenza creativa dalle major utilizzando la rete. Insomma le danze sono aperte, le major sono avvisate.


live

029

re.play

Un Living tutto da vivere

Dopo la parentesi estiva trascorsa presso la Piscina comunale di Carona nella suggestiva cornice della Cava, ha ripreso venerdì 1 ottobre la programmazione musicale al Living Room di Lugano che per la nuova stagione effettuerà un vero e proprio restyling.

In quest’ottica di ridefinizione del programma delle attività del Living Room è cambiata la programmazione del sabato sera: inserendo il concetto di serata fissa intitolata Soundscape si dipanerà un filo che collega il rock all’elettronica tra passato presente e futuro, con Sillyboyblue come Dj residente. Sempre di sabato, la serata Main Stage è dedicata per gli artisti di fama internazionale, che saranno ospitati a scadenza regolare.

Nella nuova programmazione non mancheranno le serate Hot Spot che presenteranno band e guest Dj dalla Svizzera e dall’estero. Venerdì 8 ottobre sarà quindi la volta degli ZAPPA FOR DUMMIES, un gruppo composto da noti musicisti ticinesi che preferiscono mantenere l’anonimato e svelarsi al pubblico solo sul palco, e che propone con maestria alcune composizioni classicissime di Zappa, eseguite in sestetto.

Living Room

I primi ospiti di questa serata saranno gli SPHERICAL, una valente live-band di Amburgo che sta riscuotendo un enorme successo in patria ed in Europa dove ha suonato in innumerevoli club, e che si esibirà sabato 23 ottobre in anteprima in Ticino in occasione dell’uscita del suo nuovo album. Drum’n’bass-triphop-bigbeat suonati con batteria, basso e chitarra, sinth, tastiere e voce femminile: questo il cocktail della band, melodico e di sicuro impatto, dal groove fresco, coinvolgente e sensuale. Un concerto da non perdere! (www.spherical.de)

Sotto il moniker Djing saranno caratterizzate le serate animate dai Dj di spicco nella scena locale. Prosegue il Cineroom del mercoledì con proiezioni scelte (vedi pag. 41) in collaborazione con la nuova rivista Rififi curata da Cinemino che apparirà in ottobre. Nuovissima impostazione invece per le serate del giovedì: The Lounge, dopo cena, dopo cinema, dopo oppure prima: videoproiezioni, musica di sottofondo e giochi di società a go-gò. Sfida a carambola e rivincita a calcetto? - scala quaranta contro uno - oppure “se mi batti a scacchi gioco a backgammon”… a voi la scelta! Una serata che rimane, questa del giovedì, aperta anche alle proposte più diverse: presentazioni (cortometraggi, film, uscita di un nuovo Cd, compleanni ed anniversari…) e il jazz in collaborazione con Jazzy-Jams (www.jazzy-jams.com) Cambiata anche la politica dei prezzi d’ingresso. Con consumazione nelle serate Djing, senza nelle serate Hot Spot e Main Stage ma vantaggiosi prima delle h 23.00 o delle h 24.00 e per chi possiede la Hi-Fi Card. Al giovedì e al mercoledì dopo la proiezione del film bar a prezzi ridotti. Mercoledì e giovedì ingresso libero. Gli orari sono: mercoledì e giovedì dalle 20.30 alle 03.00; venerdì, sabato e prefestivi dalle 22.00 alle 05.00; domenica, lunedì, martedì chiuso. Maggiori informazioni le potete trovare sul sito del living room www.livingroomclub.ch dove ci si puo’ iscrivere alla mailing list per ricevere tutti gli aggiornamenti sulla programmazione. Check it out!


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live

re.play

Metrò Club Riapre la stagione musicale presso la sala Metrò in via Brentani a Lugano. Per i prossimi mesi molte le proposte in programma dedicate alla musica di vari generi. Per ottobre il cartellone annuncia per il 9 ottobre una festa etnica dai mille colori e suoni organizzata dalla Rafiki Promotion ("rafiki" in swaheli significa “amico”), mentre è di scena il punk-rock dei Vanilla Sky e Forty Winks, due formazioni italiane che stanno riscuotendo un buon successo in patria, soprattutto i Vanilla Sky che

hanno avuto un anno sfolgorante… per rendersene conto vale la pena fare un salto sul loro sito www.vanillaskyrock.com. Concerto questo da non perdere! Per il 30 ottobre al Metrò ci sarà inoltre un gran festone hip hop di cui ancora non si hanno dati precisi, ma si sa già che ci saranno dei live ed un free.style Mc contest. Per informazioni più dettagliate: Dicastero Tempo Libero, Lugano - 091.8008230

Live in Switzerland Mano alla carta di credito! In Svizzera nelle prossimi mesi si susseguiranno molteplici concerti di sicuro interesse per tutti, quindi occhio, fate le vostre scelte e prenotate subito i biglietti su www.ticketcorner.com. 1.

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Variate ed interessanti le sonorità in programma, come la coinvolgente tribe-house dei Groove Armada (1.), di stanza al Maag EventHall di Zurigo l'11 ottobre, oppure come il pop-rock-electro dei Maroon 5, che suoneranno il 24 ottobre all'X-Tra sempre di Zurigo. Consigliatissimo il live dei Pleymo, band emo-rock trasalpina che sta facendo furore su tutti i palchi di Francia: saranno in visita il 3 novembre alla Salle des Fetes di Le Lignon (Ginevra). Gli Ash saranno di passaggio per presentare il loro nuovo disco all'Abart di Zurigo il 5 novembre, mentre la stessa sera ci saranno i Melvins (2.) al Fri-Son di Friborgo, concerto questo perfetto per prepararsi alla seratona che avrà luogo il giorno dopo alla Salles de Fetes di Le Lignon con iMasters Of Reality ed i Therapy?. Un week-end di tuoni e fiamme nella Svizzera romanda! Una settimana di respiro, e poi si riparte il 12 novembre con il techno-groove dei The Prodigy (feat. Dj Smash Fx & Rene S.), al EventHall di Zurigo. Tre giorni dopo, il 15 novembre, è la volta del seventies-rock dei Kings Of Leon al Rohstofflager di Zurigo, e il 17, sempre nella città sulla Limmat, all'Abart, il concerto degli Dillinger Escape Plan con i Poison The Well, un puro concentrato di energia post-core. Sonorità più tranquille e cool con gli Hooverphonic all'X-tra di Zurigo il 19 novembre, tutto il contrario quelle degli svedesi motherfuckers Gluecifer (3.), in scena al Konzerthaus di Schüür il 21 novembre. Elettronica contaminata di raffinato spessore con i Mouse On Mars al Rohstofflager di Zurigo al 25 novembre, e di ritorno per il piacere di tutti i fan The Corrs, all'Arena di Ginevra il 26. Serate per le quali conviene prenotare subito il ticket è quella con il grande “Re Inkiostro” Nick Cave (4.) e i suoi The Bad Seeds, prevista per 27 novembre al Métropole di Losanna, e quella con i Beastie Boys (5.) che con il loro Massive Tour arriveranno al St. Jakobshalle di Basilea il 17 dicembre. Ecco quello che si dice un cartellone denso e goloso! Approfittatene!


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re.play da los angels fatAndy

Recensioni live

Finch

Dalla calda Los Angeles eccovi un gruppo che, anche se non proprio punk come tanti vorrebbero vedere recensito su questo inserto, devo dire mi ha impressionato tantissimo. La potenza sonora e vocale di questo quintetto fa davvero paura, a tal punto che potrebbe-

ro fare da esempio ad un mucchio di gruppi punk e non, soprattutto per quanto riguarda la loro presenza scenica. La serata è iniziata nel migliore dei modi con il susseguirsi di gruppi supporto non da meno, i Counterfit, Fall Project e Recover che, con il loro emo punk rock new hardcore socoipath psycho killer metal, han saputo metter in piedi una buona mezz’oretta di musica, ciascuno come si deve. Ma all’arrivo di questi personaggi chiamati Finch l’atmosfera ha cambiato definitavamente tono all’arredamento interno di questo bel teatro che una volta era un cinema. La gente ha cominciato letteralmente a “dar fuori di melone”, mancando di rispetto anche a qualche fan forse ignaro di quanto stava per accadere. La serata si è comunque svolta all’insegna della più totale allegria, ovviamente grazie alla

/ 14 settembre / El Rey Theater - Los Angeles

splendida performance di questo strepitoso gruppo. I momenti piú salienti della serata sono comunque stati quando i Finch, intonando la loro canzone What It Is To Burn, sono stati assaltati da una gran fetta di pubblico che li ha incitati a fare ancora più casino; che persone, e che pubblico! Per quanto riguarda le canzoni, le più belle sono state i pezzi che finiranno sul nuovo disco Lord of the rings 4, e la jammata di venti minuti del chitarrista alla fine del concerto, e certamente non da meno i pezzi che li han fatti emergere dall’underground: Worms Of The Earth , Post Script, Perfection Through Silence e Project Mayhem. Se non conoscete ancora questo gruppo o se siete stati diffidenti per il solo fatto che non sono i Vad Vuc o i Vomitiors… give em a shot, guys!

Disco del mese Me First and the Gimme Gimmes Ruin Jonny’s bar Mitzvah Fat Wreck --------------------------------------------Come non parlare della nuova uscita discografica di questo meraviglioso gruppo che ha dato così tanto ai giovani di tutto il mondo. Il solo vedere la copertina del disco con i nostri cinque in fase di dopo sbronza, dovrebbe rendere ancor più gioioso il vostro buon giorno. Alzatevi al mattino svegliandovi magari con O Sole Mio o con Strawberry Fields dei Beatles. Bisogna dire che a parte questi due titoli e Starway To Heaven dei Led Zeppelin, questa volta i nostri Sgaffy rispetto a Blowin’ In The Wind o Are A Drag, spaziano in più periodi musicali, ricercando pezzi forse non troppo conosciuti dai giovani, dando comunque vita a quel tocco ineccepibile nel interpretazione dei brani e dei testi come solo loro sanno fare. Molto chiari i riferimenti alla musica country con Delta Down o agli anni

‘80 con un pezzo di Blondie Heart of Glass, o a Billie Joel con The Longest Time. Insomma un disco che farà piacere sia alle donne che ai maschi di ogni età. Ho sempre ammirato il fatto che un gruppo con delle potenzialità così alte e con nomi così riveriti abbia anche ricercato qualche cosa in più al di fuori dalle proprie band. Joey Cape dei Lagwagon che nei Gimme Gimmes fa il buon corista e suona la chitarra, ha dato sfogo alla sua creatività in maniera a dir poco virtuosa nei Bad Astrounaut (ex membri Lagwagon, Sugarcult, eccetera…). O anche Chris Shifflet che abbandonato la sua avventura anni fa con i No Use For A Name si è aggregato ai Foo Fighters ed ha pure dato vita ad un altro bel progetto solista, I Jackson United. Chi dà un tocco davvero originale è di sicuro Mr. Casanova Spike gia membro Swingin’Utters, che con il suo bel timbro vocale da davvero qualche cosa in più al gruppo. Da notare il fatto che in questa band Fat Mike partecipa solo a qualche coro e suona il basso, evitando di assumere la supremazia su di essa, come invece è abiutato a fare… ma sì, dài… infondo dico balle, il gruppo è suo, fa parte della sua casa discografica, e pure suo è tutto il buissness che fa girare la musica punk qui in Usa.

Concerti da non perdere 12 novembre Schuur - Lucerna Rx Bandits (replicano il giorno dopo al Dynamo di Zurigo)

5 novembre Vernier sure Rock - Ginevra Eastpack The Resistance Tour Sick Of It All + 7 Seconds + Slapshot + Wall Of Jericho + Bones + Unearth + Ramallah

13 novembre Dynamo - Zurigo Suicide Mashines


la prima guida della scena musicale ticinese ...

... si rinnova !

iscrivetevi gratuitamente entro il 20 ottobre

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localcorner

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re.play

Selezioni Palco ai Giovani 2005 A meno di quattro mesi dalla fine dell'edizione 2004, si riapre il concorso musicale Palco ai Giovani con la pubblicazione del bando ufficiale. Bando di concorso

Durante i tre giorni della manifestazione Palco ai Giovani (prevista dal 9 all’11 giugno 2005) potranno alternarsi sul palco quattordici gruppi. Si rende quindi necessario organizzare delle selezioni per decidere chi e quando dovrà suonare. Grandi novità quest'anno in tema di selezioni, che non si svolgeranno sull'arco di cinque mesi in altrettanti appuntamenti presso la sala Metrò, ma raggruppate in una tre giorni di grande musica, con l'esibizione di trenta gruppi musicali al Centro Esposizioni di Lugano. Grazie allo spostamento in questa struttura decisamente più ampia, sarà possibile offrire al pubblico un evento di maggior portata. Quindi è il momento d’iscriversi: le band interessate a partecipare possono richiedere telefonicamente allo 091 / 800 82 30 oppure via e-mail all'indirizzo giovani@lugano.ch l’indispensabile formulario d'iscrizione. Fatevi sotto subito!

* Sono ammessi solisti o gruppi di età compresa tra i 15 e i 30 anni, di ogni genere musicale, residenti in Ticino e che presentino brani propri. * Tutti gli iscritti a Palco ai Giovani dovranno esibirsi alla grande tre giorni di selezione, in programma dal 18 al 20 febbraio 2005 presso il Centro Esposizioni di Lugano. Vi preghiamo quindi di riservare tali date. * Allo scopo di garantire una valutazione più equa e approfondita, le band appartenenti allo stesso genere musicale verranno raggruppate in categorie, permettendo un confronto migliore di tutte le caratteristiche dello stile musicale. * Anche la giuria sarà composta da esperti del genere in questione, in modo da assicurare un giudizio ancora più specifico e competente. * Entro il mese di aprile 2005 verranno comunicati i nomi dei gruppi che potranno suonare alla dodicesima edizione di Palco ai Giovani. * L'iscrizione è valida solo se corredata di: formulario d'iscrizione completo in tutti i suoi campi e firmato, una demo (su cassetta o compact disc), una presentazione scritta (biografia/discografia, circa 1 pagina) e due foto originali del gruppo al completo. * Termine d'iscrizione: venerdì 29 ottobre 2004. Il materiale consegnato oltre la data indicata non verrà preso in considerazione. Alle selezioni verranno accettati i primi trenta gruppi iscritti (data timbro postale).

Extra Music al Garage Ritorna il concorso per band emergenti Extra Music al Garage, il concorso musicale per le band giovani promosso dal Garage Music di Castione in collaborazione con il settimanale “eXtra” del Corriere del Ticino. Riservato a band emergenti svizzere e dell'area insubrica (province di Varese e Como) i cui componenti non abbiano superato l'età media di 28 anni e che non abbiano contratti discografici ed editoriali in esclusiva, il concorso Extra Music al Garage quest’anno si suddivide in due categorie: cover band (gruppi che interpretano prevalentemente composizioni altrui) e original band (gruppi che propongono materiale proprio). Il concorso si svolgerà al Garage Music di Castione (Ticino) a partire dalla fine del mese di ottobre 2004 e si concluderà il mese di marzo 2005 con serate di selezione il venerdì sera e finali il sabato sera, secondo un calendario che verrà comunicato dagli organizzatori ai partecipanti a chiusura delle iscrizioni. Per questa edizione c’è in palio, per i vincitori di ciascuna categoria, un assegno di quattromila franchi, ed altri premi sono previsti per tutti i finalisti. Le selezioni saranno organizzate con due o tre gruppi partecipanti per serata a cui sarà corrisposto un voto per ogni criterio, espresso in ragione del 50 % da una Giuria Artistica (composta da professionisti del mondo della musica scelti insindacabilmente dall’organizzazione) e per il restante 50 % dal pubblico presente in sala. Che le band interessate s’affrettino ad iscriversi! Buona fortuna!

Per accedere al concorso i gruppi dovranno inviare entro e non oltre il 15 ottobre al seguente indirizzo Concorso “eXtra Music al Garage”, c/o Corriere del Ticino – eXtra, via Industria, 6933 Muzzano (Ticino) quanto segue: * Una fotografia a colori del gruppo in formato min.10x15 cm. * Musicassetta o Cd Demo contenente almeno cinque motivi eseguiti dal gruppo. * Breve nota biografica specificante: dati anagrafici, luogo di residenza, telefono, eventuale titolo di studio musicale di ogni componente del gruppo e categoria del concorso nella quale la band intende essere inclusa. * Fotocopia di un valido documento d'identità di ogni componente del gruppo. * Ricevuta del versamento della quota d’iscrizione di trecento franchi da effettuarsi sul cc postale 69-1927-7 intestato a “Concorso eXtra Music”. Informazioni e regolamento completo sul sito www.garagemusic.ch

Stay bandZ! Il 6 ottobre è ripartita la stagione di bandZonair, il programma di ReteTre interamente dedicato alla musica giovane della Svizzera italiana, più carico ed energico che mai. La crew di bandZonair da appuntamento ogni mercoledì dalle 21 alle 22 per tenervi informati sul fermento musicale della nostra regione e per dare uno sguardo alle nuove tendenze giovanili nel mondo delle sette note, il tutto condito da tanta allegria, simpatia e qualche “banfeggio” estemporaneo. Lo scopo principale di bandZonair è quello di aiutare

le band locali di promuovere le proprie attività musicali. La casella postale della redazione freme già dalla voglia di ricevere i vostri dischi e le vostre news! Non esitate a contattare la crew di bandZonair tramite l’email: bzol@rtsi.ch. Informazioni, calendario concerti, interviste e novità su www.rtsi.ch/trasm/bzol

o Sul prossim iale c e numero Sp r! e Localcorn


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cinema

re.vision di squalo

Vedo, prevedo, e stravedo Ve l’avevo promesso - “minacciato” è il termine più con-

Al solito sto parlando della solita parata di mirabolanti titoli che sfavilleranno sui nostri schermi per la stagione già iniziata. Naturalmente non li ho ancora visti ma cercherò di parlarne comunque, e come sempre “a sproposito”. Così, a occhio, la stagione non sembra essere tra le più ricche e succulente. Forse, dopo l’abbuffata di saghe degli ultimi anni, non sembrano esserci grossi titoloni all’orizzonte: Il Signore degli Anelli è (purtroppo) giunto alla sua naturale conclusione e (per il momento) nessuno sembra interessato a produrre Lo Hobbit (date tempo al tempo) mentre per i fan di Peter Jackson non è una novità che il regista sta ancora filmando la nuova versione di King Kong, proprio quella che gli era stata negata prima di aver a che fare con le Terre di Mezzo. I fratellini Wachowski sembrano aver finito di spremere Matrix, e, visti i risultati, speriamo sia davvero così. Una delle poche saghe in attivo è quella del maghetto di Hogwarts, ma Il Calice di Fuoco lo stanno girando adesso, mentre The Order of the Phoenix e The Half-Blood Prince sono rispettivamente previsti per il 2007 e 2008. L’altra saga, anzi “La Saga”, l’uscita americana di Star Wars: Episode III - Revenge of the Sith. è prevista per il 20 maggio prossimo e, se l’ultima tendenza regge, il vecchio continente dovrebbe riceverla più o meno in contemporanea. E visto che siamo arrivati ai kolossal dovremo aspettarci l’Alexander di Oliver Stone con Colin Farrell, Anthony Hopkins e Angelina Jolie e Kingdom of Heaven di Ridley Scott con Orlando Bloom e Liam Neeson…speriamo solo non siano degni figli di Troy… Alla voce “kolossal” su qualche dizionario troverete la definizione “Steven Spielberg” che, riuscito a decollare (dal Terminal e da qualche anno di filmetti mosci) potrebbe nuovamente sorprenderci con War of the Worlds (attualmente in pre-production, ma datato comunque 2005), Vengeance (in production per il 2006) e soprattutto con l’atteso Indiana Jones 4 (sempre 2006 e sempre in produzione). Se come regista Spielberg sembra darsi da fare, come produttore continua a sostenere i progetti abbandonati: ecco che Jurassic Park IV e Memoirs of a Geisha dovrebbero veder la luce quest’anno per mano di registi diversi. Se legioni di trepidanti lettrici attendono con ansia le tribolazioni di Sayuri, altre (o forse le stesse) potranno vedere la continuazione delle peripezie di Briget Jones: The Edge of Reason dal 14 gennaio, mentre gli altrettanti fan di uno dei musical più celebrati di tutti i tempi finalmente potranno gustarsi The Phantom of the Opera tratto dal capolavoro musicato da Andrew Lloyd Webber che, dopo più di dieci anni di tribolazioni (la sceneggiatura più pagata in tutta Hollywood), finalmente ha visto pellicola per mano di Joel Schumacher. I grandi supereroi, dal canto loro, o stanno ancora arrampicandosi sui muri oppure si faranno aspettare: i Fantastici Quattro lo stanno filmando, Iron Man è in pre-production, Batman Begins è in post-production. Di Superman Returns, dopo essere passato di mano da Kevin Smith a Tim Burton arrivando a Bryan”X-Men”Singer, non se ne dovrebbe parlare fino al 2006, mentre il nuovo Spidy (il terzo) è annunciato per il 2007. Certo: ci sono quelli di carta meno patinata come Blade (Trinity), Elektra, Hellboy e Son of the Mask (senza Jim Carrey) ma dopo l’esordio “in solo” di Catwoman, non mi strappo i pochi capelli dalla testa nella trepidazione della loro uscita. Sempre sul fronte supereroistico la Pixar propone una satira in animazione elettronica The Incredibles che potrebbe piacevolmente sorprenderci mentre tra Shrek2 e A Shark Tales (dubito fortemente sia un omaggio alla mia persona) i pixel non dovrebbero mancare sul grande schermo. Sul fronte qualità (?) dovremo aspettarci gli ultimi Martin Scorsese (The Aviator) e Francis Ford Coppola (Megalopolis) ma se volete andare sul sicuro non perdetevi lo straordinario Hero di Zhang Yimou che dovrebbe (finalmente!) aver trovato un distributore dopo due anni di ingiusto purgatorio. Avviso ai lettori più attenti: se leggendo queste righe vi sembrerà di avere un déjà-vu non è colpa di strane forze sovrannaturali: semplicemente ho usato l’articolo dell’anno scorso cambiando unicamente i titoli!

Plausi insulti & pernacchie: squalo@rtsi.ch

sono - e adesso ve la beccate!


kult

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re.vision di alessio cassis

X-files compie dieci anni Agli appassionati della serie fin dalle prime puntate sembrerà incredibile, ma sono ben dieci gli anni passati dal quel fatidico primo incontro tra la coppia di agenti dell’FBI più amati della TV: Fox Mulder e Dana Scully. Lo stesso produttore della serie, Chris Carter, non poteva immaginare l’enorme seguito che sarebbe scaturito da X-Files. Un successo planetario, che nel tempo ha saputo unire milioni di appassionati di ogni età sotto il credo di “I want to believe” e “Trust no one”. Tra alti e bassi stilistici, il fenomeno X-Files ha prodotto nove serie, per un totale di 180 episodi, ed un lungometraggio cinematografico. I siti web dedicati, carichi di ogni dettaglio su puntate e personaggi, hanno visto i fan calarsi nel ruolo di autori scrivendo loro stessi nuovi episodi, in gergo detti “fanfic”. Ma quali sono gli elementi che hanno saputo catalizzare un così gran numero di appassionati di età e interessi diversi? Qualche curiosità sul cast prima. David Duchovny (Fox Mulder) si può definire un attore per caso. Fu infatti durante il suo master in lettere che, spinto da un amico attore, partecipò ad un provino per uno spot pubblicitario, in seguito al quale decise d’intraprendere la carriera di attore. Gillian Anderson (Dana Scully) studia invece recitazione, ma per il provino di X-Files è costretta a barare sulla sua vera età, 24 anni all’epoca, perché lo staff cercava una protagonista sulla trentina. Ragion per cui, il suo manager la presentò come una “navigata” ventisettenne. Tornando ad aspetti più seri, sono numerosi gli ingredienti che hanno elevato X-Files a serie di culto, unica nel suo genere. Chris Carter è riuscito a prendere il meglio di trent’anni di serie tv, tenendo alcuni clichè e stravolgendone completamente altri. X-Files ha saputo miscelare una miriade di generi differenti, adatti ad un vasto target televisivo, pur sapendo mantenere la propria identità. Si parte dagli incontri ravvicinati, alla scienza, passando dall’occulto al genere poliziesco. La saga spazia da un genere all’altro, prendendone ispirazione ma sempre seguendo il filo degli intrighi e le cospirazioni tanto care alla serie. Non poteva mancare naturalmente un certo alone “rosa”, per cui si è scelta una coppia uomo-donna e su cui, per molto tempo, si è giocato su quella che gli esperti definiscono UST (Unresolved Sexual Tension), letteralmente tensione sessuale irrisolta.

Lo stereotipo dell’uomo razionale e la donna impulsiva viene invece invertito. E’ Mulder a seguire l’istinto più della ragione, a credere in qualsiasi teoria per quanto stramba e negare anche i fatti più evidenti. Mentre a Scully è riservato il ruolo della fredda mente scientifica, sempre alla ricerca di prove incontestabili e a cui sovente spetta il compito di riportare il collega alla realtà. X-Files evita di propinare i classici eroi senza macchia e senza paura, stile T.J. Hooker per intenderci. Al contrario. Carter dà vita a due individui ampiamente imperfetti, particolarità che rende la coppia più umana e l’avvicina maggiormente al pubblico. Mulder e Scully, con tutte le loro ossessioni e manie, rasentano i perfetti anti-eroi, sfociando addirittura in quelle che si potrebbero definire delle patologie psichiche. Lui, insonne e anti-sociale, acquisisce il suo interesse per gli Ufo da un shock avuto in tenera età e in cui crede che la sorella sia stata rapita dagli alieni. L’evento lo porta a sviluppare un senso di colpa per non essere riuscito a salvare la sorella, mentre per le sue strambe teorie è soprannominato “lo spettrale Mulder”. Scully invece è condizionata dal cattivo rapporto col padre militarista, che troppo duro verso di lei, la spinge a dimostrare a tutti di essere all’altezza e il cui mancato affetto, la porta ad avere relazioni con uomini più vecchi. Per farla breve, i personaggi di Mulder e Scully sono tanto adatti ad X-Files, quanto ad un trattato di psicologia. Aggiungete un po’ di medicina legale stile CSI, qualche vecchio classico come vampiri e lupi mannari ed ecco servito il più geniale guazzabuglio televisivo di tutti i tempi. X-Files mania: www.creative-escape.org/xfiles www.geocities.com/Hollywood/3142 http://huah.net/scixf www.xemily.it www.xfiles.stylicious.com http://xfphotos.fredfarm.com


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re.vision di ado bader

Collateral

The Village

Sembra una notte come tante a Los Angeles. La frenesia del giorno è ormai lontana e la città degli Angeli è assopita. Ma c’è chi non dorme nella grande metropoli californiana. Un taxi giallo sfreccia lungo un’interminabile ed illuminata striscia d’asfalto. Al suo interno Max (Jamie Foxx), pacato guidatore di taxi il cui sogno nel cassetto è quello di aprire un agenzia di limousine per conto suo. Nonostante siano già dieci anni che fa il taxista, Max continua a considerare il suo attuale lavoro come un’attività “temporanea” e a preferire la calma dei turni di notte. Ma quando un certo Vincent (Tom Cruise), un misterioso uomo dai capelli grigi, gli offre seicento dollari per accompagnarlo lungo un itinerario da lui stabilito, Max ha un attimo d’esitazione. In effetti il taxista non si rende ancora conto che Vincent è in realtà un sicario professionista, con una lunga lista di omicidi da portare a termine. In un crescendo di sgomento e con l’FBI alle calcagna, Max sarà costretto ad aiutare l’assassino a completare il suo folle piano di morte.

Non entrate nel bosco. E’ li, nell’ombra, che si annidano. Nascondete il colore rosso. Li attira. Se sentite rintoccare le campane, fuggite… Sono questi i terribili moniti che si sentono ripetere gli abitanti di un piccolo villaggio della Pennsylvania, dove il tempo sembra essersi fermato alla fine del XIX secolo. La comunità vive nel perenne terrore, ed è minacciata da raccapriccianti creature mitiche che popolano le foreste circostanti. Nessun abitante ha mai osato avventurarsi nella macchia e chi ci ha provato è finito sbranato dai mostri. Ciononostante, un giovane e curioso ragazzo di nome Lucius Hunt (Joaquin Phoenix) è deciso a scoprire cosa si nasconda al di là del bosco. La comunità, tormentata da recenti avvistamenti, è sul chi vive; solo Ivy Walker, una giovane ragazza cieca dalla nascita (interpretata dalla giovane Bryce Dallas Howard) comprende il desiderio irrefrenabile di Lucius.

Tom Cruise, killer solitario a Los Angeles

Il misterioso villaggio di Shyamalan

In occasione dell’uscita di Collateral nelle sale del Cantone la United International Pictures mette in palio dei cappellini con il logo del film ai primi dieci lettori che risponderanno correttamente alla seguente domanda:

In occasione dell’uscita di The Village nelle sale del Cantone la Buena Vista International mette in palio biglietti omaggio e bellissimi gadget, ai primi dieci lettori che risponderanno esattamente alla seguente domanda:

Quale film, tra questi, non è stato diretto dal regista Michael Mann? 1. Heat - La sfida 2. L’ultimo dei Mohicani 3. Il silenzio degli innocenti Inviate le vostre risposte, complete di nome e cognome ed indirizzo, a: redazione@resetmagazine.ch con l’intestazione “Collateral”.

concorso

Chi se ne intende di cinema sa che Michael Mann non è un regista qualunque. I suoi film sfondano letteralmente lo schermo e lo sguardo delle sue storie sembra dotato di una potenza straordinaria. Che siano le interminabili scene d’azione urbane di Heat - violento e notturno thriller con quei due “mostri sacri” che sono Al Pacino e Robert De Niro - o il respiro affannoso di Daniel Day Lewis lanciato per le foreste ne L’ultimo dei Mohicani, ogni sua pellicola rispecchia in maniera fedele una filmografia incentrata sulla forza dei suoi personaggi. Collateral ne è l’esempio: Cruise e Foxx sono due bravissime pedine al servizio della storia. Notturno e spettacolare - Mann ha girato sia utilizzando camere Panavision regolari, che telecamere digitali - e dotato di una colonna sonora da brivido, Collateral è una pellicola che non si dimentica. Insomma, finalmente un film che vale la pena vedere su grande schermo. Se siete pronti per un giro in taxi per le strade di Los Angeles, l’appuntamento è al cinema il prossimo 15 ottobre.

Dopo il super-eroe di Unbreakable e gli alieni di Signs, l’autore The Sixth Sense e mago dei finali a sorpresa torna con un nuovo ed inquietante incubo. Questa volta il teatro dell’azione si sposta nei dintorni di Philadelphia dove, su un terreno di sedici ettari e in due mesi e mezzo di lavoro, sono stati costruiti, granai, abitazioni, un cimitero e delle piccole botteghe. Fonte d’ispirazione sono stati i lavori del celebre pittore americano d’inizio secolo, Andrew Wyeth (per farvi un’idea date un’occhiata al sito www.americanfineartgallery.com). Il risultato è affascinante ed inquietante al tempo stesso: le rese cromatiche tendenti al grigio scelte dal direttore della fotografia Roger Deakins restituiscono agli occhi dello spettatore un paesaggio brullo e sinistramente illuminato. Ancora una volta Shyamalan fa ricorso ad un grande cast: accanto a Sigourney Weaver e a William Hurt, infatti, c’è posto anche per il premio oscar de Il Pianista Adrien Brody. Se siete pronti a superare la prova “suspense a non finire” del maestro del mistero Shyamalan, l’appuntamento al cinema il prossimo 29 ottobre.

Di che cosa si accorge il protagonista di The Sixth Sense alla fine del film? Inviate le vostre risposte, complete di nome e cognome, con l’intestazione “The Village” al seguente e-mail redazione@resetmagazine.ch


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cinema Hero

Da metà ottobre, presso il Cinema Lux di Massagno, arriva il colossal epico Ying Xiong, da noi intitolato Hero. Un imperdibile ed annunciato capolavoro del cinema cinese che nei panni di produttore/promotore vede Quentin Tarantino, ultimamente il trendsetter capace più di tutti a smuovere le folle in America come in Europa.

Le aspettative sono alte, difatti dopo La Tigre e il Dragone, Hero è annunciato come "il secondo colpo grosso del cinema cinese". L'attesa del pubblico è stata magnetizzata strategicamente, addirittura con un anno e mezzo in anticipo all'uscita, e quindi tutti gli appassionati di cinema lo aspettano trepidamente. Ecco perché. Sono molti i punti di forza della pellicola Ying Xiong e partendo dal regista si può dire che i suoi due successi Raise the Red Lantern e Ju Dou hanno impressionato tanto da dargli questa chance con un inve-

stimento da parte dei Miramax Studios di oltre trenta milioni di dollari e con la possibilità di lavorare con il dream team del cinema orientale, vedi la guru dei costumisti Emi Wada (Accademy Award per Ran di Kurosawa), l'action director Tony Ching Siu Tung (Shaolin Soccer), il compositore Tan Dun alle colonne sonore (Oscar per La Tigre e il Dragone). Il direttore della fotografia è poi il maestro australiano Chris Doyle, da quindici anni legato al cinema asiatico come regista, sceneggiatore, ma sopratutto nella fotografia, che in questo film sembra essere maniacalmente curata, magica e con un particolare uso simbolico dei colori. Come attore protagonista troviamo l'astro nascente Jet Li affiancato da Tony Leung Chiu Wai, Maggie Cheng, Zhang Ziyi, Donnie Yen e Chen Daoming. Il film è una straordinaria storia divisa tra momenti di passione e rivincita, romanticismo e tenerezza, illuminazione e perdono, e sul tema dei nuovi valori morali dei giovani. E' ambientata nei più suggestivi panorami della Cina ed trae ispirazione dalla letteratura epica cinese: circa nel 2200 A.C. la Cina era divisa in sette regni, ma l'Imperatore Qin ha l'intenzione di conquistare e sottomettere tutti gli altri regnanti. Dopo vari tentativi andati a vuoto tre infallibili assassini vengono inviati per ucciderlo e scongiurare così la guerra. A conoscenza del pericolo l’Imperatore Qin promette onori a corte e denari a chiunque sarebbe riuscito a fermarli. Un guerriero senza nome (Jet Li) ci riuscirà, ma quando si recherà a corte per raccontare l'incredibile vittoria... Non vi svelo la continuazione della storia, meglio che ve la gustiate nell’avvolgente e coinvolgente atmosfera del cinema. Film consigliatissimo, parola di Tarantino! di owen

Sei socio Junior del TCS?…Si?! Allora sei invitato all’anteprima di “

” ì 20 ottobre, 20h15, Cinema Ideal, Giubiasco, oppure Cinema Plaza, Mendrisio junior a socio r o c n a sei a he tu, Se non ù vicin rci anc e s s e i e vuo all’ 3; passa lestra Via Ba , o e 8A, n n a a) (Lug Stazio ia fontan V a on 3 e Ser i ni) n a n Bellinz v a e 5 r a2 o, Via T .- (fino 0 S! 1 C r. T Locarn f i lo con i serviz a s t n o r e e iv ed ei num 23 ofitta d 935 91 e appr ni 091 io z a m or Per inf

Continua anche quest’anno l’offerta di quattro "prime" nei appuntamento è il film “Io, Robot”. è diretto da Alex Proyas ("Garage Days", "Il corvo"). La trama: corre l'anno 2035, e i robot sono diventati ormai un normale articolo domestico. L'unico a vederci qualcosa di strano è il detective Spooner (Will Smith) che seguendo delle ricerche scopre nei robot una minaccia per la razza umana. L’anteprima è offerta in collaborazione con la Rete Tre della L’ à in palio 60 biglietti e gadget del film durante le sue emissioni giornaliere


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rassegne

re.vision

Cineroom Cineroom riapre i battenti per la nuova stagione 2004-2005, come di consueto presso il Living Room di Lugano. Come per le stagioni precedenti, l’offerta sarà variata e comprenderà rassegne tematiche che si avvicenderanno nel corso dell’anno. Anche nella nuova stagione proseguirà la collaborazione con il collet-

tivo Cinemino che presenterà le rassegne cinematografiche attraverso la sua nuova rivista Rififi, la cui pubblicazione è prevista per il mese corrente.

ai clienti che desiderano assistere alla proiezione del film. La consumazione è obbligatoria. Dopo la proiezione del film il bar è a prezzi ridotti fino alla chiusura.

L’ingresso alla visione delle rassegne sarà libero e, come sempre, si potranno seguire le proiezioni comodamente adagiati su poltrone e divani, proprio come a casa propria. Ricordiamo che fino alle ore 23.00 l’ingresso e il servizio bar è riservato

Apertura ore 20.30, proiezioni ore 21.00 Per informazioni: Living Room - Lugano +41(0)91 970 15 17 www.livingroomclub.ch

6 ottobre Summer of Sam (Id., USA, 1999)

13 ottobre Hidden Agenda (L’agenda nascosta, UK, 1990)

regia di Spike Lee con John Leguizamo, Mira Sorvino, Adrien Brody v.o. con sottotitoli in italiano

regia di Ken Loach con Frances McDormand, Brian Cox, Brad Dourif v.o. con sottotitoli in italiano

20 ottobre Cinemino presenta, per la rassegna 4Tati Jour de fête (Francia, 1949)

27 ottobre Cinemino presenta, per la rassegna Being Peter Sellers - Il volto dietro le maschere The Party (USA, 1968)

regia di Jacques Tati con Jacques Tati, Guy Decomble, Santa Relli v.o. con sottotitoli in italiano

Venerdì nero

regia di Blake Edwards con Peter Sellers, Claudine Longet, Natalia Borisova, v.o. con sottotitoli in francese

Itinerario nel cinema noir americano degli anni’40 e ’50

Da qualche tempo assistiamo al boom di letteratura e cinema noir. Persino la cronaca di tutti i giorni sembra assumere tinte sempre più fosche e torbide. Ma quali sono le ragioni di questa improvvisa fascinazione? Per capirlo il Cineclub del Mendrisiotto in collaborazione con l’Associazione Cultura Popolare, organizza una rassegna notturna che torna all'epoca d'oro del noir presso la Sala APC di Balerna dal 15 ottobre al 17 dicembre. Nell’epoca delle multisale, dei megaschermi, che senso ha organizzare una rassegna in Dvd in una piccola sala di periferia? Se è ormai sempre più difficile proporre cultura alternativa, se non altro rimane la possibilità di proporre cultura in maniera diversa, fuori dagli schemi. In questo senso va vista la scelta di proporre dei capolavori del cinema che non passano più né in televisione, né al cinema; di utilizzare il Dvd come strumento agile, poco costoso e con una resa discreta (rispetto a pellicole completamente rovinate dall’usura); di affiancare al cinema, la letteratura e la musica jazz; di porre l’accento sulla situazione e l’ambientazione della proiezione. Particolare cura è stata data difatti all'ambientazione con musica jazz, interventi di critici e scrittori, e design bar.

Programma (presso Sala ACP - Balerna)

La selezioni di film proposti raccoglie alcune “chicche” dell’epoca d’oro del noir (classici come L’infernale Quinlan, ma anche cult come Kiss me, deadly e Out of the Past) e vede protagonisti registi geniali come Welles, Koubrick, Tourneur, Ray, Daves; splendidi attori come Bogart (a cui è dedicata la serata di apertura), Lancaster, Heston, Douglas, Mitchum - quelli che i nostri padri erano soliti chiamare i “checchi” - e bellissime attrici: come Janet Leigh, Jane Greer, Lauren Bacall; direttori della fotografia come Musuraca, Alston, Laszlo e compositori come Bernstein, Mancini, Waxman. Una particolare attenzione è stata data anche al lato letterario del noir, con pellicole tratte da romanzi di autori come Jim Thompson ( a cui è dedicata la seconda serata che vede la partecipazione di Fabio Zucchella, caporedattore della rivista letteraria Pulp), David Goodis e Mickey Spillane. Un altro link necessario è quello con la musica dell’epoca - il jazz - che verrà proposto attraverso l’abbinamento di musiche legate ai vari film (pensiamo al Count Basie ascoltato dai protagonisti de La Fuga) e di un concerto del Roman Nowka’s Trio, interessante formazione della giovane scena svizzera che ripropone in chiave personale e audace la musica di Monk. La rassegna si concluderà con una cena ad iscrizione all’osteria Chez Luis di Seseglio.

15 ottobre The Bogie Night 20.30 La Fuga (Dark passage, di Delmer Daves, 1947) 22.30 Il Diritto Di Uccidere (In a lonely place, di Nicholas Ray, 1950)

12 novembre Detectives e Dark Ladies 20.30 Le catene della colpa (Out of the past, di Jacques Tourneur, 1947) 22.30 Un bacio e una pistola (Kiss me deadly, di Robert Aldrich, 1955) Incontro con Sandro Toni , direttore della biblioteca di cinema della Cineteca di Bologna, docente di cinema al Dams e scrittore di libri comici e noir.

29 ottobre Noir & letteratura 20.30 Noir, Cinema e Letteratura - Il caso Jim Thompson Incontro con Fabio Zucchella, critico musicale, traduttore e caporedattore della rivista Pulp 21.30 Rapina a mano armata (The Killing, di Stanley Kubrick, 1955)

3 dicembre Noir & Jazz 20.30 Pitecantropi eretti presenta Roman Nowka’s Hot 3 - Do Da Monk Concerto jazz live 22.30 Piombo rovente (Sweet smell of success, di Alexander Mackendrick, 1957)

17 dicembre Natale in Noir 18.00 aperitivo presso sala ACP 19.00 L’infernale Quinlan (Touch of Evil, di Orson Welles, 1958) 21.00 Cena di Natale c/o Ristorante Caffé Luis, Seseglio Entrata a serata 8 franchi/ 5 franchi per i membri Acp e Cineclub del Mendrisiotto (alla cassa, è possibile acquistare la tessera di socio Acp a 40.- e CdM a 30.-) Entrata concerto + film 20 franchi / 15 franchi (soci Acp, Cineclub del Mendrisiotto e ridotti)

Per informazioni: tel. 091.683.50.30.


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cinema Russ Mayer

re.vision

(1922-2004)

Il 18 settembre scorso, a 82 anni di età, la leggenda del soft-porno a stelle e strisce ci ha lasciati, Russ Mayer, il regista culto della "sexploitation" per eccellenza.

Ossessionato dalle donne prosperose, e naturalmente di cinema, i suoi film hanno incarnato con fantasia surreale e cartoonistica il sogno erotico collettivo del suo tempo. Durante la rivoluzione sessantottina è inoltre il primo ad aver dato alle donne un ruolo di predatrici e dominatrici. In film come Motorpsycho e Faster Pussycat Kill! Kill! Kill!, nonostante stupri e maltrattamenti, è l'uomo ad uscire perdente nel confronto sia morale che fisico con le sue antagoniste, coprendosi di ridicolo e di connotazioni negative: il sesso forte è femmina! Questo dato ha reso Mayer estremamente popolare e amato nei circoli femministi dell'epoca. C'era però anche chi lo considerava un regista misogino e fascista per l'uso esplicito della violenza, per la sua impudica amoralità e per le incredibili performance sessuali che comunque nei suoi film erano sempre simulate: Russ Mayer ha sempre rifiutato il genere hard-core, sostenendo che la libido dei protagonsti era così più stimolata e le prestazioni più coinvolgenti per il pubblico. Le critiche moralistiche lo hanno comunque solo convinto a fare di più: mitica su tutte la scena in Mega Vixen dove troviamo Hitler alle prese con una attrezzatissima stanza sadomaso... dissacrazione pura! La sua carriera iniziò come cameraman durante la seconda guerra mondiale, in quel frangente filmò storiche sequenze di repertorio come l'avvanzata del generale Patton verso la Germania. Finita la grande guerra si diede alla fotografia delle pin-ups ed a girare cortometraggi del genere che negli anni '50

era soprannominato "nudie". In seguito passò alla fotografia erotica diventando uno dei fotografi più richiesti e famosi di Playboy. Il suo primo lungometraggio arriva nel 1959 con The Immoral Mr.Teas, che guadagna complessivamente un milione e mezzo di dollari. Questo successo gli permise di dedicarsi a tempo pieno alla regia arrivando nel 1964 a girare Lorna, il film capostipite della sua filmografia, dove per la prima volta inserì scene di violenza, stupro e omicidio da allora sempre presenti nelle sue pellicole. Nel 1966-67 gira i suoi film capolavoro Motorpsycho e Faster Pussycat Kill! Kill! Kill! che venne addirittura osannato da Wim Wenders per il curato uso della fotografia in bianco e nero e per alcune tecniche che egli stesso utilizzò nel suo Paris, Texas. In seguito partì la celeberrima serie Vixen (Super Vixen, Mega Vixen, Ultra Vixen, Benath the valley of the Ultra Vixen) e altri film più o meno riusciti della sua filmografia che conta in tutto un trentina di opere. Dato curioso, quasi tutti i titoli dei suoi film sono diventati nomi di rock band, tra cui le più famose sono Motorpsycho, Mudhoney e Faster Pussycat. Un autore e regista libero delle restrizioni morali e dalle ipocrisie del suo tempo, che con ironia e stile ha saputo liberare ad arte la sue intime fantasie seguendo la sua linea: "Faccio i film che vorrei vedere per farmelo venire duro…". Che se ne possa dire, un grande esteta e ammiratore del mondo femminile.

nextscreen

Winona Ryder è stata ingaggiata per il film Mary Warner, una commedia diretta dal regista Michael Lehmann che l’aveva già diretta in Schegge di Follia. La sceneggiatura del film è stata scritta dall’attore Dylan Haggerty e l’inizio delle riprese è previsto per il prossimo 15 gennaio a Los Angeles. Winona Ryder interpreterà un'attrice che finisce in un mare di guai a causa dello spuntino a base di biscotti alla marijuana offertole dalla compagna di stanza. Ricordiamo che la Ryder sarà presto sugli schermi anche con il film di Asia Argento, Ingannevole è il cuore più di ogni cosa , appena passato al festival di Toronto, mentre sono in chiusura le riprese del film Scanner Darkly, il cui co-protagonista è Keanu Reeves, una pellicola ambientata in un futuro dove l’America ha perso la sua battaglia contro la droga.

Will Smith è il nuovo ambasciatore della lotta all'AIDS. Mentre era in Sud Africa per promuovere il suo ultimo film (I Robot), Will Smith ha incontrato Nelson Mandela e ha accettato di diventare parte attiva nella campagna per la sensibilizzazione dei giovani verso l'AIDS. Mandela, ex prigioniero politico dell'apartheid, ex presidente del Sud Africa democratico, nobel per la Pace e attivissimo nella campagna di lotta all'AIDS, ha incontrato Will Smith quattro anni fa: è allora che per la prima volta gli ha parlato della possibilità di diventare ambasciatore. "Gli dicevo - ha affermato Smith durante la conferenza stampa di presentazione del film in SudAfrica - che sono un attore, un cantante rap e che non ho altro da offrire... e lui mi disse che dovevo capire quanto grande fosse il mio potere e quanta speranza potesse dare il mio contributo. Oggi rispondo a quella chiamata con umiltà e gratitudine".

Secondo le ultime indiscrezioni, Sheldon Turner sta scrivendo un lungometraggio di quelli che faranno rumore. Turner è uno dei sceneggiatori più lanciati del momento: ha scritto il remake di Amityville horror e di Quella sporca ultima meta, nonché il prequel di Non aprite quella porta, tutti film attualmente in corso di produzione. La sua nuova sceneggiatura si intitolerà Blowback e sarà prodotta dalla Benderspink, che ha opzionato i diritti di un’articolo comparso sul Los Angeles Times col titolo Dispatches from Dehran, articolo che racconta la vicenda di alcuni lavoratori della Aramco e delle loro famiglie, che durante la loro permanenza in Arabia Saudita vennero attaccati dai terroristi. L'adattamento per il grande schermo sarà ambientato in Iraq, e dovrebbe sposare un punto di vista poco retorico e filo-governativo.


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re.ad di stefano kirk

Ragazze che dovresti conoscere The sex anthology Einaudi/ Stile Libero -----------------------------------------------

Ragazze che dovresti conoscere è un'antologia formata dai racconti erotici di quattordici giovani scrittrici italiane, alcune note, altre esordienti o sotto pseudonimo. In questa antologia tutta al femminile troviamo le autrici Simona Vinci, Deborah Gambetta, Letizia Muratori, Valentina Maran, Ljuba Gribojedowa, Evelina Santangelo, Caterina Bonvicini, Alessandra C, Carla D'Alessio, Vanessa Ambrosecchio, Giulia Blasi, Rosella Postorino, Teresa Ciabatti e Elena Stancanelli. Le storie, in cui i protagonisti sono il sesso e il corpo, si delineano su vari livelli: alcune sono scritte in prima persona, altre sono allusive, altre ancora più esplicite, a specchio delle mille sfaccettature della sessualità femminile, esprimendone così le sfumature, i sentimenti, il dolore o la felicità. Il mistero dell'attrazione, della passione, dell'amplesso, dei tradimenti, delle violenze: queste le coordinate su cui i racconti si muovono, linee pervase da un tono lieve, a volte scanzonato, e altre volte più intenso e profondo. La sessualità come chiave di lettura nel cuore umano e per definire il mistero del desiderio, presentato qui, per esempio, in versione leggera ma altamente erotica dal racconto Daria di Valentina Maran, una sorta d'iniziazione al sesso, ed in maniera quasi "mistica" ne La più piccola cosa di Simona Vinci ("... Come leggo la paura, leggo il desiderio. Si somigliano molto, a volte, anzi, sono la stessa cosa, anche se questo lo sanno in pochi..."). La sessualità viene vista anche come perversione sconvolgente e brutale, vedi il testo Oggi è il mio compleanno di Elena Stancanelli, un racconto su di un atto pedofilo, o fantascientifica, come nel racconto sull'amore pixelato e multiplayer di Alessandra C., Skip Intro. Rossella Postorino descrive l' erotismo più puro, consumato nella castità, ne In una capsula, mentre Giulia Blasi, in Sottotitoli per non vedenti, offre una lucida e spassosa visione delle paranoie delle donne sul proprio corpo. Ogni autrice pone il suo punto di vista personale, originale e disincantato, guidandoci nella scoperta di un terreno misconosciuto e mistificato. Ragazze che dovresti conoscere ha diviso in due l'opinione dei critici di letteratura italiana, il caso di Melissa P. insegna: c'è chi lo definisce letteratura spazzatura, chi un'opera di grande profondità. Non mi pongo su questi due estremi, comunque è un'antologia interessante ed in alcune parti illuminante, che affronta senza tabù il tema del sesso sotto un punto di vista spudorato e libero da schemi e preconcetti, formando così una folta costellazione di racconti sul mal di vivere e sull'orrore della società contemporanea.

Margaret Mazzantini Zorro - Un eremita sul marciapiede Mondadori -----------------------------------------------

"I barboni sono randagi scappati dalle nostre case, odorano dei nostri armadi, puzzano di ciò che non hanno, ma anche di tutto ciò che ci manca. Perché forse ci manca quell'andare silenzioso totalmente libero, quel deambulare perplesso, magari losco, eppure così naturale, così necessario, quel fottersene del tempo meteorologico e di quello irreversibile dell'orologio. Chi di noi non ha sentito il desiderio di accasciarsi per strada, come marionetta, gambe larghe sull'asfalto, testa reclinata sul guanciale di un muro? E lasciare al fiume il suo grande, impegnativo corso. Venirne fuori, venirne in pace. Tacito brandello di carne umana sul selciato dell'umanità." Nato come testo teatrale pensato per il marito, l’attore Sergio Castellito, Margaret Mazzantini ha pubblicato ad inizio estate questo libretto che si legge come un breve racconto. E' il monologo di un barbone che vive sulla strada per il quale la Mazzantini si è ispirata ad un vagabondo che vive sulla via della sua abitazione, uno che "... viaggia a vino e cipolle accanto a un canetto sfibrato tenuto da uno spago. Ci vuole cautela, ce l’ha con le donne…". Su questa figura si è delineato Zorro, un personaggio incazzato con il mondo e la vita, una vita che era felice e regolare e che gli ha tirato un brutto scherzo. Zorro non è nato barbone: un tempo era un bambino come tanti, aveva un famiglia e una casa. Ora ricorda quei tempi, rivivendoli nel suo racconto, tra sprazzi di lucidità e visioni della memoria. Ha avuto un destino che tutto gli ha dato e tutto gli ha tolto, ed ora si ritrova, pressoché involontariamente, sulla strada ad affrontarne i pericoli con il suo cane. Un uomo senza più punti di riferimento se non il pasto presso la mensa dei poveri, un derelitto il cui sguardo ancora lucido e disilluso ed il linguaggio diretto e colorito esprimono la paura del rifiuto da parte del mondo “regolare”, nell’isolamento tra i diversi. Zorro è un uomo spezzato ma non sconfitto, Zorro va in fondo alle cose, Zorro è quella parte di noi che non vorremmo mai conoscere, quella che potrebbe diventare affamata, isolata, disprezzata, scostata dagli altri. La Mazzantini ci ha abituato a romanzi di più ampio respiro, quindi qualcuno si sentirà deluso da questa sua uscita di piccolo formato, ma dicono che questo testo assuma una dimensione ancor più originale e coinvolgente quando è interpretato dal marito in teatro. Da leggere e, se avete l'occasione, da vedere.


libri

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Truman Capote Il Duca nel suo dominio - Intervista a Marlon Brando Mondadori -----------------------------------------------

Nel 1956 Truman Capote si recò in Giappone per seguire la lavorazione del film Sayonara, diretto da Joshua Logan e interpretato da Marlon Brando. Lo scopo del viaggio era quello di intervistare Brando, e Capote, nel suo inconfondibile stile che sapeva far parlare anche i sassi, riuscì a cavarne un’intervista originale e indagatoria. Il trucco di Capote, in quella stanza d’albergo dove Brando si rifugiava ad ogni pausa di lavorazione del film, era di far credere al divo di essere lui ad intervistare l’intervistatore. Un trucco riuscitissimo: in seguito alla pubblicazione del pezzo sul The New Yorker nel 1957, Brando s’infuriò perché l’intervista risultò troppo intima e personale. Brando ebbe a dire che "… Quel piccolo bastardo ha passato metà della serata a raccontarmi tutti i suoi problemi; ho immaginato che il meno che potessi fare fosse raccontargliene un po’ dei miei!". Truman conobbe Brando già in passato e poté quindi, in quell’albergo di Kyoto, constatarne l’involuzione personale ed il decadimento fisico. Ne Il Duca nel suo dominio Capote rielabora quello che vede, lo descrive in controluce con il paesaggio giapponese, lo inframmezza con il racconto di episodi passati, con pennellate della vita dell’attore, con commenti da parte di chi lo ha conosciuto, con notazioni personali. Il ritratto che ne esce è un Brando “umano” con i suoi (innumerevoli) difetti ed i suoi (pochi ma potenti) pregi. Non il ribelle, il cavallo pazzo, il genio, e neanche l’uomo sfatto ed ingrassato… ma semplicemente un uomo che ha vissuto molto e molto ha fatto vivere. Il ritratto di Brando fatto da Capote è forse quello più onesto e vicino al personaggio, un ritratto in cui tutte le prerogative del divo convergono in una personalità profonda anche se scomoda. Un Brando sicuro di sè, che dice sugli amici che lo seguono: “Molti di loro, vedi, sono persone che non si sono mai inserite da nessuna parte: non sono accettate, sono state ferite, menomate in un modo o nell’altro. Ma io intendo aiutarle, e loro possono puntare su di me: io sono il duca. Una sorta di duca nel mio dominio.”. Un Brando ancora capace di grandi malinconie e di dolore per la perdita della madre alcolizzata e infelice. Un Brando a dieta ma che non sa trattenersi di fronte ad una cena a base di “…una minestra, bistecca con patate fritte, tre contorni di verdure, uno sfizio di spaghetti, panini e burro, una bottiglia di sakè, formaggio e cracker…”. Un Brando scurrile, ma allo stesso tempo sagace e profondo. Un Brando vanitoso che s’accompagna solo con donne comuni e con gli occhi storti. Un Brando dispettoso, ironico ed arrogante. Un Brando tenero, che ama i bambini ed i loro giochi. Capote ha saputo cogliere, in questo momento esclusivo con l’attore, il punto di svolta tra il Brando giovane e fragile degli inizi ed il Brando dincantato e sicuro di sé del futuro, in una spirale di sentimenti e pensieri che forse più di altre interviste ci avvicina alla realtà più intima di questa figura tremendamente umana.

Niccolò Ammaniti, Daniele Brolli e Davide Fabbri Fa un po' male - Einaudi -----------------------------------------------

Dopo l'enorme successo ottenuto con il romanzo Io non ho paura, e la sua trasposizione cinematografica diretta da Gabriele Salvatores, Niccolò Ammaniti si cimenta in un altro genere narrativo, quello del fumetto, e si fa accompagnare da due esperti del settore, lo sceneggiatore Daniele Brolli e il disegnatore Davide Fabbri. Per l’operazione Ammaniti ha messo a disposizione tre dei suoi racconti già pubblicati in alcune antologie: Bucatini e pallottole, Fa un po’ male e L’ultimo Capodanno dell’umanità. Sono racconti che parlano di una Roma underground, una “metropolis” dove (cito dalla quarta di copertina del volume) “… una voragine può aprirsi sotto i piedi all'improvviso, e dalla normalità più rassicurante precipitate nella demenza più feroce…”. In scena una galleria di personaggi recuperati da un mondo marginale, in uno sfondo di stampo pasoliniano, oppure visti attraverso un microscopio che ne evidenzia le abitudini più assurde ad imitazione dei modelli di comportamento borghesi e benpensanti. Nei tre racconti gli eventi, casuali e irrefrenabili, portano ad un climax dove violenza e surrealismo conclamano in finali sorprendenti e tragici. Mi ha molto colpito il racconto-fumetto finale, L’ultimo Capodanno dell’umanità, che già lessi in versione scritta, ma che qui, grazie all’ausilio dei co-autori in questa versione a strisce, assume una dinamica molto coinvolgente e “dark”, ambientata in una Roma paradossale e crudele, nella quale una serata di fine anno si trasforma in un’inevitabile strage. Non è facile capire immediatamente il romanaccio stretto e spesso sgrammaticato con cui si esprimono i protagonisti dei racconti, ma non lasciatevi scoraggiare da quest’ostacolo che in definitiva si rivela inconsistente: con un po’ di tenacia sarà facile capirne le sfumature dipinte a tinte grottesche e feroci. Sarcastica e implacabile la scrittura di Ammaniti, brillante e ritmica la sceneggiatura di Brolli, felice e precisa la matita in bianco e nero di Fabbri: un tris di talenti che fanno di questo volume un momento di lettura evocativo ed appassionante.


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re.ar t di tanica

................................................................. dal 16 ottobre fino al 21 novembre

................................................................. fino al 23 dicembre

Biennale dell’immagine - Il mondo in camera Dieci mostre disseminate in un percorso tra Chiasso e alcuni comuni limitrofi. (info:www.chiasso.ch) ................................................................. fino al 17 ottobre

Galleria Gottardo - Lugano Oltre Bering Oggetti delle Colonie Russe del Nord Pacifico

Civico Museo Parisi - Valle (Varese) Franco Rognoni dipinti, incisioni ed illustrazioni ................................................................. fino al 17 ottobre Casa Cavalier Pellanda - Biasca Leonardo Pecoraro pittura, grafica, mosaico. ................................................................. fino al 24 ottobre Milly Pozzi Arte Contemporanea - Como video-opere di Moataz Nasr ................................................................. fino al 30 ottobre

................................................................. dal 6 ottobre al 30 dicembre Museo d'arte moderna - Ascona Omaggio a Joseph Beuys Fotografie e video di Buby Durini ................................................................. fino a gennaio 2005 Spazio all'Arte Pharmaton - Bioggio Lorenzo Cambin opere mobili e disegni su tela (accessibile al pubblico su appuntamento. Per informazioni: 091 - 610 31 11)

................................................................. fino a febbraio 2005 Museo in erba - Bellinzona Toulouse-Lautrec e il Moulin Rouge .................................................................

Museo del Gottardo - Bellinzona Via Gotthard fotografie di Giosanna Crivelli e Olivia Heussler ................................................................. fino al 30 ottobre

fino al 12 dicembre Pinacoteca Casa Rusca - Locarno antologica di Pierre Casè

Galleria Palladio - Lugano Distanza Fotografie e video di Minelli & Repetto ................................................................. fino al 31 ottobre

La Pinacoteca Casa Rusca fino al 12 dicembre ospita un’antologica di Pierre Casè, noto artista locarnese nonché direttore artistico della Pinacoteca stessa dal 1990 al 2000. Attualmente il suo lavoro è tutto dedicato alla produzione artistica.

Museo d’Arte - Mendrisio Johann Rudolf Rahn - Geografia e monumenti ................................................................. fino al 31 ottobre Museo Epper - Ascona dipinti di Johannes R. Schürch ................................................................. fino al 14 novembre Museo Vela - Ligornetto Winckelmann e l’Egitto La riscoperta dell’arte egizia nel 18° secolo ................................................................. fino al 19 novembre Museo Villa dei Cedri – Bellinzona Omaggio a Giovanni Genucchi - sculture ................................................................. fino al 19 novembre Museo Villa dei Cedri – Bellinzona Massimo Cavalli - Carte 1960 - 2003 disegni, acquarelli, pastelli e tecniche miste ................................................................. fino al 28 novembre Pinacoteca Cantonale G. Züst - Rancate I David: due pittori tra Sei e Settecento dipinti di Lodovico A. David e Antonio David a confronto con le opere di Francesco Cairo, Ercole Procaccini il giovane, Paolo Pagani, Pietro Liberi, Pietro Vecchia, Giovanni Battista Gaulli detto il Baciccio, Giovanni Maria Morandi e Giovanni Odazzi.

................................................................. fino al 28 novembre Castelgrande - Bellinzona Collettiva X-Boy Architetures

L’opera di Pierre Casè è stata tenuta volontariamente in ombra per oltre un decennio dall’artista stesso durante il suo mandato di direttore artistico alla Casa Rusca. La rassegna tende a mettere a fuoco l’evoluzione dell’arte di Casè lungo quasi venticinque anni di ricerca, prendendo le mosse dalle opere del ciclo Antiche presenze dei primi anni Ottanta per giungere fino a lavori completati nel corso della prima metà del 2004. Nella selezione delle opere si è cercato di documentare i vari cicli tematici che hanno caratterizzato, periodo per periodo, il suo lavoro, seguendo quel fil rouge di memoria e tempo che sono la base costitutiva di tutta la sua poetica. Le “reliquie dei muri” che prendono consistenza in opere di grandi e di piccole dimensioni già racchiudono molte delle convinzioni e delle intuizioni, sia compositive che plastiche, che andranno maturando nel tempo per poi esplodere nei grandi dipinti della seconda metà degli anni Novanta. Il rapporto di Casè con le sue opere è quanto mai stretto e si nutre del rapporto che egli attiva e coltiva con i vari aspetti dell’esistenza, a partire dai manufatti edilizi che, più di molte altre cose, costituiscono un registro sensibile del trascorrere del tempo e del passare degli uomini. La mostra comprende 115 opere (da opere di piccolo formato come le Reliquie e le Teste arcaiche alle grandi Atmosfere arcaiche) e si articola secondo un percorso cronologico nelle dodici sale del piano terra, primo e secondo piano della Casa Rusca. In appendice, negli spazi della Sinopia verrà inoltre presentata la mostra Marco d’Anna - Il ritorno della memoria, cioè un viaggio fotografico ad opera del fotografo luganese Marco d’Anna nel mondo dell’artista Pierre Casè, che è già stato proposto nello Spazio Culturale Svizzero a Venezia. La rassegna, curata da Luigi Cavadini, è accompagnata da un catalogo edito dalla Pinacoteca Casa Rusca, che riproduce tutte le opere esposte ed è introdotto da testi di Luigi Cavadini, che affronta la poetica dell'opera di Casè, e di Martina Corgnati che propone un excursus storico-critico attraverso tutta la sua produzione. Per informazioni: tel. 091- 7910091

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mostre Fino al 26 ottobre La Fabbrica - Losone Comanem

Fino al 30 ottobre Galleria DoppiaV – Lugano Valerio Berruti - Pose

Sculture di Gianmario Togni + foto ed elaborazioni digitali di Carles Monegal Il termine “comanem” ha lo stesso significato in lingua catalana come in dialetto lombardo, significa "come andiamo", omettendo il punto interrogativo. L'esposizione Comanem nasce dall'incontro tra un fotografo e uno scultore che scoprono di lavorare attualmente sul tema di un dramma umano molto comune. Gianmario Togni - noto scultore della terracotta operante in Val Verzasca - ha invitato dalla Catalogna il fotografo Carles Monegal con cui vive un rapporto di reale amicizia e sinergia artistica. Questa mostra a quattro mani, dunque, non è costrutta: testimonia un rapporto effettivo e significativo per l'evoluzione del lavoro tra i due artisti. L'esposizione si svolge nelle varie sale espositive e nella corte interna de La Fabbrica di Losone fino al 26 ottobre, ed è accompagnata da un agile catalogo edito per l'occasione. Per informazioni: www.lafabbrica.ch

< Gianmario Togni

Presso la Galleria Doppia V è possible visitare la mostra dedicata a valerio Berruti, un artista che vive a lavora a Verduno, in provincia di Cuneo, in una chiesa sconsacrata del 1’600, acquistata e rastaurata dall’artista. La mostra Pose, studiata appositamente per la Galleria Doppia V, propone circa diciotto opere che si presentano allo spettatore come le pagine degli album di famiglia tanto gelosamente conservati nei cassetti di casa e orgogliosamente sfogliati durante le feste di compleanno. Immagini delicate, che raccontano momenti sospesi armoniosamente tra affetto ed unione. L’artista utilizza la tecnica dell’affresco su tela, lino e iuta, con fondi monocromi e ampie campiture che diventano scenari e quinte prospettiche per il teatro della semplice vita quotidiana, in cui gli unici valori che contano sono quelli veri e sinceri della famiglia e dell’amicizia. Una visuale semplice e discreta, ma allo stesso tempo profonda ed emozionante, istanti irrepetibili e fotografati dall’artista con dolce sensibilità. Il catalogo edito dalla Galleria Doppia V, con riproduzioni a colori e testo critico di Manuela Brevi, accompagnerà la visione della mostra. Per informazioni: www.galleriadoppiav.com

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Figura (terracotta) Carles Monegal

Yaïr 1/4/5 (impressioni digitali su tela)

Fino al 7 novembre Metamorph 9. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia La 9. Mostra Internazionale di Architettura della Biennale di Venezia, presenterà i lavori di più di 170 studi di architettura, più di 200 progetti, più di 150 fotografie, numerosi video, grandi immagini di metamorfosi naturali create dal fotografo Armin Linke, 8 istallazioni speciali di architetti come Ben van Berkel, Peter Eisenman, Kengo Kuma, Juan Navarro Baldeweg, Massimo Scolari, Ron Arad, Wilkinson - Eyre, Sauerbruch + Hutton e altri. L'allestimento della mostra, l'immagine grafica, come anche i tre libri/cataloghi, sono curati da un team newyorkese tra i più all'avanguardia nel settore, lo studio Asymptote (Hani Rashid e Lise Anne Couture) e Omnivore. L'obiettivo del progetto espositivo coordinato da Kurt W. Forster è quello di dar vita a una serie di palcoscenici per le varie manifestazioni che faranno di Metamorph un evento da non perdere per tutti quelli che credono nell'importanza della bellezza degli ambienti in cui viviamo. Il percorso espositivo di ipotizza infatti la figura del visitatore come testimone di questi cambiamenti che giustificano in modo sempre più evidente un aperto e innovativo confronto con l'evolu-

zione degli organismi viventi e le loro capacità di trasformazione. Il nuovo ruolo dell'architettura è quello di catalizzare grandi esperienze sociali e culturali a scala internazionale, che si manifestano soprattutto in relazione alle modificazioni delle strutture urbane e del paesaggio, aprendosi ad una concezione dinamica del tempo ed assumendo caratteri più centrati sull'evoluzione dell'ambiente. Grazie alla ricerca di materiali che possiedono qualità variabili e reattive, molte architetture stanno cambiando natura. Esse assumono forme curvilinee e avvicinano le funzioni dei loro involucri a quelle di membrane viventi. Questa nuova morfologia degli spazi del vivere sta definitivamente superando "l'era della architettura vitruviana" aprendo, quindi, nuovi scenari alla ricerca e alla costruzione degli spazi della contemporaneità. Per tutto questo, esperti e profani troveranno molti motivi di spunto ed interesse lungo il percosrso espositivo che si articola in due ambienti: le Corderie dell'Arsenale dove saranno presentate le opere che hanno letteralmente trasformato il panorama disciplinare dell'architettura a partire dagli anni Settanta, e nel Padiglione Italia ai Giardini della Biennale, dove installazioni commissionate a diversi progettisti offriranno specifici esempi di come i vari cambiamenti epocali abbiano portato alle recenti trasformazioni in campo architettonico.

www.labiennale.org/it/architettura

Wilkinson Eyre Architects - Bridge of Aspiration (The Royal Ballet School, London, 2002 - 2003)

Plot - Concert House Stavanger (Norway, Competion 2003 Courtesy PLOT/Julien De Smedt, Bjarke Ingels)


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teatro

re.ar t

Nuovostudiofoce

AGENDA dal 21 al 23 ottobre Teatro Sociale - Bellinzona Don Giovanni di Molière regia di Giuseppe Emiliani con la compagnia I Fratellini di Firenze La commedia più intrigante di Molière in un superbo allestimento ideato dall’irresistibile compagnia I Fratellini di Firenze. (www.teatrosociale.ch)

................................................................................... teatro studiofoce © djamila agustoni

Si è riaccesa da settembre la vita culturale e teatrale del Nuovostudiofoce di Lugano con un calendario ricco di appuntamenti di vario genere che accompagneranno gli spettatori fino all’inizio della prossima estate. Le compagnie teatrali locali ed internazionali che animeranno il palcoscenico del Foce sono protagoniste di spettacoli e première, festival e rassegne. Quest’anno dunque gli appuntamenti a teatro crescono e si fanno sempre più particolari ed interessanti, aprendosi ad un pubblico fatto di giovani, adulti e bambini. Per richiedere informazioni e ricevere il programma completo della stagione: Settore Eventi e Iniziative - Città di Lugano 091/800 82 30

Programma del mese .................................................................................... 13 ottobre Il viaggio di Mirnah - Una ragazzina sradicata première in collaborazione con TraSguardi regia di Michel Poletti e Gil Pidoux con il Teatro Antonin Artaud di Lugano: Mariarosa Gambina, Renzo Flamigni e Daniela Apolloni. (si replica il 22 e 23 ottobre) .................................................................................... 16 - 17 ottobre Il fantasma di Canterville da Oscar Wilde regia di Durshan Savino Delizia con il TeatrObliquo di Milano: Paola Chiarello, Antonio Delbono, Gabriella Foletto, Giulia Giussani, Daniela Monico e Marco Parisi .................................................................................... dal 18 al 22 ottobre TraSguardi Manifestazione interculturale con teatro, esposizione fotografica, dibattiti, tavole rotonde, gastronomia e filmati sul tema del viaggio quale momento di incontro, promosso dal Dicastero integrazione e informazione sociale della Città di Lugano e dalla Fosit (Federazione ONG della Svizzera Italiana) ....................................................................................

23 ottobre Teatro Cinema - Chiasso Flussi di quotidianità danzata Im Bade Wannen coreografia ed interpretazione di Susanne Linke musica di Erik Satie Susanne Linke è considerata, con Pina Bausch, una delle vette del teatro-danza europeo. È stata direttrice del Folkwang-Tanzstudio dal 1975 al 1985; insieme a Reinhild Hoffmann e alla stessa Bausch, ha formato il nucleo storico del Tanztheater contemporaneo. Ha fondato e diretto la Company of Susanne Linke dal 1990. E’ stata direttrice del Tanztheater a Brema e direttrice artistica del Centro Coreografico di Essen. Recentemente è stata nominata membro dell’Akademie der Kunste di Berlino.

+ HerzKammern coreografia e interpretazione di Urs Dietrich (collage musicale) Nell'assolo HerzKammern, ideato nel 1995, Urs Dietrich, coreografo e danzatore svizzero da molti anni partner artistico di Susanne Linke, esprime l’inquietudine e la difficoltà dell’uomo di ritrovarsi, in una intensa riflessione a passo di danza sulla condizione esistenziale nel terzo millennio. (www.chiasso.ch)

................................................................................... 28 ottobre Teatro Cinema - Chiasso Sabina Guzzanti Reperto Raiot di Carlo Gabardini, Sabina Guzzanti e Curzio Maltese regia Giorgio Gallione musiche e canzoni di Riccardo Giagni Il nuovo folgorante spettacolo di Sabina Guzzanti presenta una lunga galleria di personaggi, tratteggiati dal suo sguardo impietoso: Bruno Vespa, Barbara Palombelli, Rocco Buttiglione, Massimo D’Alema e vari altri, fino all’immancabile Silvio Berlusconi, ritratto in una veste sorprendente, che dispensa agli italiani improbabili consigli per vivere bene e interpretare al meglio le leggi emanate dal suo governo. (www.chiasso.ch)

................................................................................... 30 ottobre L'origine del male Storia di una controversa teoria sull'origine dell'AIDS. Documentario teatrale scritto, diretto e interpretato da Christian Biasco di Chiasso. Consigliato dai 14 anni. ....................................................................................


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The Faint

Helmet

American Idiot

Antics

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