Skip to main content

IoArch 100 Extra - Rewiring Architecture

Page 1

ioArch REWIRING ARCHITECTURE 2006 / 2022

› OCCH

SPECIAL ISSUE

Anno 16 | Luglio 2022 Supplemento al n. 100 di IoArch ISSN 2531-9779


EMBRACE RADICALITY AND EVOLUTION WILL FLOW. NATIVA esiste per accelerare la transizione verso un modello economico rigenerativo e sostenibile. Da sempre lavoriamo a fianco dei leader che scelgono di lasciare il segno, quelli che con le loro aziende vogliono creare un mondo migliore di come lo hanno trovato. Crediamo che l’evoluzione sia possibile solo andando alle radici e ripensando in profondità il modo di fare business.

Scopri come la tua azienda può accelerare il suo percorso di evoluzione sostenibile.

nativa.eco


SOMMARIO ioArch 100 Special Issue

5 Rewiring Architecture 6 Contributi

18 MATERIA PROFONDA

78 ARCHITETTURA AUMENTATA

20 Attualità senza Tempo

80 Nuova Kunstbau

112 IL MONDO INTORNO A NOI 114 Tecnologia Alternativa

LUIGI CACCIA DOMINIONI

NADER TEHRANI

MICHAEL PAWLYN

CINI BOERI

ARTHUR MAMOU-MANI

MARTIN RAUCH

DANIEL LIBESKIND AURELIO GALFETTI

34 Vedere l’Invisibile

88 Architetture Digitali

ANNA HERINGER

REFIK ANADOL

JULIA WATSON

PATRIK SCHUMACHER

PAOLO BÜRGI

ERIC DE BROCHE DES COMBES

ALBERTO CAMPO BAEZA EDOARDO TRESOLDI

56 Confini Fluidi

DIÉBÉDO FRANCIS KÉRÉ

MAXIM ZHESTKOV

PETER ZUMTHOR

RENATO RIZZI

GILLES PERRAUDIN

102 Spazi in Evoluzione ROBIN CHASE ENSAMBLE STUDIO ALDO CIBIC

140 Città del XXI Secolo MOSHE SAFDIE MARTA SCHWARTZ ALAN WEISMAN

152 Territorio Decentrato

WOLFGANG BUTTRESS

STEFANO FERA

STEFANO MANCUSO

ANTONIO DE ROSSI

STEPHAN HARDING

ARMANDO RUINELLI

CRISTINA MITTERMEIER MARIANNE KROGH


ioArch

› OCCH

SPECIAL ISSUE

Anno 16 | Luglio 2022 Supplemento al n. 100 di IoArch ISSN 2531-9779

REWIRING ARCHITECTURE 2006 / 2022 ph. ©Gabriella Gargioni

Carlo Ezechieli Dottore di ricerca in architettura e progettazione urbana, dal 2016 Carlo è direttore scientifico di IoArch. È titolare di CE-A studio, uno studio di architettura la cui attività si rivolge al rapporto tra luoghi, paesaggio e spazio edificato.

La Repubblica promuove il patrimonio. Emilio Isgrò, 2010

La nostra cover

Acrilico su tela montata su tavola 70 x 50 cm

Edoardo Tresoldi Looking for - Temporary Installation 2015 Roskilde Music and Arts Festival, Denmark

Tutte le interviste contenute in questo numero sono di Carlo Ezechieli, escluse quelle a Luigi Caccia Dominioni – di Sonia Politi – a Daniel Libeskind di Luca Ruggeri e a Cini Boeri.

Direttore editoriale Antonio Morlacchi

Contributi Jacopo Acciaro, Luisa Castiglioni Carlo Ezechieli, Roberto Malfatti Aldo Norsa, Luigi Prestinenza Puglisi Elena Riolo

Direttore responsabile Sonia Politi

Grafica e impaginazione Alice Ceccherini

Comitato di redazione Myriam De Cesco, Carlo Ezechieli Antonio Morlacchi, Sonia Politi

Marketing e Pubblicità Elena Riolo elenariolo@ioarch.it

Editore Font srl, via Siusi 20/a 20132 Milano T. 02 2847274 redazione@ioarch.it www.ioarch.it Fotolito e stampa Errestampa

Prezzo di copertina euro 9,00 arretrati euro 18,00 Abbonamenti (6 numeri) Italia euro 54,00 - Europa 98,00 Resto del mondo euro 164,00 abbonamenti@ioarch.it Pagamento online su www.ioarch.it o bonifico a Font Srl - Unicredit Banca IBAN IT 68H02 008 01642 00000 4685386

© Diritti di riproduzione riservati. La responsabilità degli articoli firmati è degli autori. Materiali inviati alla redazione salvo diversi accordi non verranno restituiti.

Reg. Tribunale di Milano n. 822 del 23/12/2004. Periodico iscritto al ROC-Registro degli Operatori della Comunicazione. Spedizione in abbonamento postale 45% D.L. 353/2003 (convertito in legge 27.02.2004 n.46) art. 1, comma 1 - DCB Milano ISSN 2531-9779


› EDITORIALE

Rewiring Architecture L’evoluzione dell’architettura attraverso i contributi più significativi raccolti in 100 numeri di IoArch L’Architettura propone un modo differente di vedere le cose, ma non può svilupparsi se non in base alla comprensione profonda di un contesto in costante evoluzione. È a partire da questa breve considerazione che, nel corso di buona parte dei sedici anni di attività di IoArch, ho cercato di approfondire aspetti che caratterizzano la nostra epoca con l’aspirazione di comprenderne l’influenza sull’evoluzione del nostro modo di vivere, di fare le cose e, naturalmente, sull’architettura. Il tutto si è sviluppato attraverso la raccolta, densa e metodica, di un repertorio di dialoghi, tradotti in interviste, con autori straordinari, tra i quali molti artisti, scienziati e letterati di enorme statura: alcuni nomi celebri, altri da noi scoperti, spesso anticipandone l’imminente popolarità. Rewiring architecture, riconnettere l’architettura, è un programma, è il titolo di questo numero speciale di IoArch, ed è finalmente l’occasione per comporre

un’antologia di questi contributi, organizzandoli sistematicamente. Il numero si articola secondo tre capitoli, ognuno diviso in tre parti. Tre capitoli, tre aree tematiche, a loro volta vagamente riferite alle tre categorie di ambiente, società e tecnologia – la classica suddivisione secondo la quale, nei trattati di architettura, veniva affrontato il tema del rapporto con il contesto. Senza la pretesa di presentare sviluppi assoluti o incontrovertibili, lo scopo di questo numero speciale è quello di restituire orientamenti che caratterizzano il nostro tempo e che possano stimolare il dibattito. Ne risulta una raccolta del tutto inedita, ricca di spunti, di temi e suggestioni che rappresenta un repertorio interessante non solo per molti architetti, ma anche per coloro che cercano di comprendere il rapporto tra l’architettura e il nostro tempo: questo ventunesimo secolo nel quale ci troviamo ormai immersi, ma ancora così indecifrabile. CE

IOARCH_100 Special Issue

[5]


› AUTORI

Contributi Rewiring Architecture, riprogrammare l’architettura, non è una semplice antologia di idee e opinioni da fonti autorevoli, ma un repertorio di temi di importanza cruciale per la comprensione e la definizione di scenari futuri. Gli argomenti, tutti sotto forma di intervista, sono raggruppati secondo tre capitoli tematici fondamentali, ognuno articolato in tre parti. Alcuni contributi si riferiscono direttamente alla pratica progettuale, al lavoro di autori capaci di dare forma ad una sintesi, capace di influenzare diventando un riferimento; altri, di impronta più concettuale, indicano la necessità e l’urgenza di ridefinire i valori di base su cui si fonda il progetto di architettura.

[6]

IOARCH_100 Special Issue

ph. © Serge Hoeltschi

Refik Anadol

Cini Boeri

Refik Anadol (Istanbul, 1985) è un media artist e un pioniere nel campo dell’estetica dell’intelligenza artificiale. Il suo lavoro colloca la creatività in un punto intermedio tra esseri umani e macchine. Prendendo i sistemi digitali che ci circondano come materiale primario e la rete neurale dei computer come collaboratore, Anadol genera visualizzazioni delle nostre memorie virtuali, espandendo le possibilità dell’architettura, della narrativa e dei corpi in movimento. Le sue opere, basate su dati parametrici, sono performance audio-visuali site-specific e installazioni immersive che possono assumere molte forme differenti, e incoraggiano a ripensare sia il nostro ruolo nel mondo fisico, nella sua dimensione spaziale e temporale, sia il potenziale creativo legato all’uso dei computer.

Laureata al Politecnico di Milano nel 1951, dopo una lunga collaborazione con Marco Zanuso inizia la propria attività professionale nel 1963, occupandosi di architettura civile e disegno industriale. Ha progettato in Italia e all’estero case unifamiliari, appartamenti, allestimenti museali, uffici, negozi, dedicando grande attenzione allo studio della funzionalità dello spazio e ai rapporti psicologici tra uomo e ambiente. Nell’ambito del design industriale si è occupata in modo particolare del progetto di elementi per l’arredo e di componenti per l’edilizia. Ci ha lasciato nel 2020.

www.refikanadol.com

90

24


› AUTORI

Paolo Bürgi

Wolfgang Buttress

Luigi Caccia Dominioni

Paolo L. Bürgi svolge dal 1977 la propria attività di architetto paesaggista nel suo studio di Camorino, presso Bellinzona. Lavora prevalentemente con il progetto degli spazi aperti in relazione all’architettura, sia in ambito pubblico che privato, in Svizzera e all’estero. Ha preso parte a concorsi nazionali e internazionali vincendo numerosi premi, tra i quali più recentemente quello per l’area di ingresso al Cern di Ginevra e il museo all’aperto sul Carso Goriziano. Il suo lavoro è stato esposto in conferenze e pubblicato in molti Paesi europei e extraeuropei. Nel 2003 Paolo Bürgi ha ricevuto il primo premio all’European Landscape Award per il progetto Cardada, Reconsidering a mountain e il premio Die Besten 03-bronze per il progetto della Kreuzlingen Hafenplatz sul lago di Costanza.

Artista inglese pluripremiato, la sua opera trae ispirazione dalla natura e dalla scienza, Buttress intende stabilire con le sue opere una connessione con qualcosa di elementare ed eterno. Oltre al Kajima Gold Award per Space (2014), ha vinto lo Structural Steel Award (2013). Il Padiglione del Regno Unito a Expo 2015 è stato premiato dal Bureau International Des Expositions (BIE) come migliore padiglione per l’architettura e il paesaggio. www.wolfgangbuttress.com

Architetto, designer, urbanista, Luigi Caccia Dominioni (1913-2016) è stato una delle figure più rappresentative e interessanti dell’architettura lombarda contemporanea. Laureato a Milano nel 1936, ha sempre espresso attraverso i suoi lavori una personale eleganza e un gradevole equilibrio tra il rispetto della tradizione e la forte capacità di innovazione. Si definiva un ‘piantista’, nel senso che tutti i suoi progetti partono dal dentro, nascono con l’idea di realizzare i desideri e i bisogni delle persone, delle famiglie, delle collettività.

56

20

www.burgi.ch

38

IOARCH_100 Special Issue

[7]


› AUTORI

Contributi

Alberto Campo Baeza

Robin Chase

Aldo Cibic

Nato a Valladolid, dove suo nonno era architetto, dall’età di due anni Alberto Campo Baeza ha vissuto a Cadice, dove “ha visto la Luce”. Docente per più di quarant’anni presso la Scuola di Architettura di Madrid (Etsam), ha tenuto conferenze in tutto il mondo e le sue opere hanno ricevuto ampi riconoscimenti. Secondo la sua filosofia, materia essenziale dell’architettura sono la gravità, che costruisce lo spazio, e la luce, che costruisce il tempo. La sua visione dell’architettura è espressa negli scritti raccolti in Palimpsesto Arquitectonico (ediciones asimétricas, Madrid, 2018).

Nel 2000 Robin Chase ha fondato Zipcar: il primo, rivoluzionario e diffuso sistema di car-sharing su piattaforma internet, dal quale sono in seguito derivati i popolari car2go, Enjoy e molti altri. Pioniere e guru della sharing economy, Robin ha profondamente e ampiamente descritto il potenziale di un nuovo modello economico basato sulla condivisione di risorse nel libro Peers Inc.

Collaboratore fin dall’età di 22 anni di Ettore Sottsass, Aldo Cibic (Schio, 1955) è stato uno dei fondatori del Gruppo Memphis, uno dei capitoli fondamentali della storia del design a livello internazionale. Nel 1989 ha fondato lo studio Cibic&Partners. È professore onorario alla Tongji University di Shanghai ed è stato invitato alla Biennale di Venezia da Kurt W. Foster nel 2004 per la presentazione del progetto “Microrealities” e, nel 2010, da Kazuyo Sejima per il progetto “Rethinking Happiness”.

www.robinchase.org

www.cibicworkshop.com

www.campobaeza.com

46 [8]

102 IOARCH_100 Special Issue

108


› AUTORI

Eric de Broche des Combes

Antonio De Rossi

Ensamble Studio

Eric de Broche des Combes (Marsiglia, 1971), architetto e designer con base a Parigi, è fondatore di Luxigon, studio di visualizzazione architettonica. Collabora regolarmente con gruppi di progettazione, contribuisce a pubblicazioni e dà lezioni sulla teoria, la pratica e la storia dell’immagine. La tecnologia nell’ambito del computer gaming e le sue possibili applicazioni al mondo dell’arte, come del resto l’architettura e l’urbanistica, sono altre sue passioni. Insegna presso la Harvard Gsd.

Professore ordinario di Progettazione architettonica e urbana e direttore dell’Istituto di Architettura montana presso il Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino. Direttore della rivista internazionale ArchAlp. Vicedirettore, tra il 2005 e il 2014, dell’Urban Center Metropolitano di Torino. Curatore del libro Riabitare l’Italia (Donzelli 2018), e vincitore, con i due volumi La costruzione delle Alpi (Donzelli, 2014 e 2016) dei premi Mario Rigoni Stern e Acqui Storia.

www.luxigon.com

www.antonioderossi.eu

Ensamble Studio è stato fondato nel 2000 da Antón García-Abril e Débora Mesa, entrambi laureati al Politecnico di Madrid. In ogni progetto dello studio – dalla costruzione del paesaggio, come le opere per il Tipper Rise Art Center in Montana, alla prefabbricazione, come la Cyclopean House (2015) e la Hemeroscopium House (2008) – trova spazio la sperimentazione, con l’obiettivo di innovare tipologie, metodologie e tecnologie costruttive. Nel 2020 hanno lanciato la startup WoHo Lab che si propone di migliorare la qualità dell’architettura rendendola meno costosa mediante l’integrazione delle tecnologie offsite sviluppate nella Ensamble Fabrica, disegnata e realizzata a Madrid. Entrambi insegnano al Mit, dove nel 2012 avevano fondato il PopLab; Débora Mesa è anche titolare della Ventulett Chair in Architectural Design alla Georgia Tech. www.ensamble.info

98

156

104 IOARCH_100 Special Issue

[9]


› AUTORI

Contributi

Stefano Fera

Aurelio Galfetti

Stephan Harding

Stefano Fera, architetto, ha collaborato da studente e a inizio carriera con Ignazio Gardella e Aldo Rossi, quindi col padre Cesare Fera. Attivo soprattutto nel campo del restauro architettonico e urbano, è specializzato nello studio dell’architettura pre-moderna e degli ordini architettonici. Sull’argomento ha curato la riedizione digitale della Regola del Vignola. Ha insegnato in varie università italiane e straniere. Ha collaborato con riviste e quotidiani su temi d’architettura e urbanistica. È stato recentemente invitato da Sergio Maifredi e Corrado d’Elia a contribuire alla rassegna online Racconti in Tempo di Peste col video Il virus, grande urbanista! Ha in corso di pubblicazione il saggio Gusto architettonico per i tipi della Genoa University Press.

Aurelio Galfetti (Lugano, 1936 - Bellinzona, 2021) si laureò al Politecnico di Zurigo. Professore invitato al Politecnico di Losanna e all’UP8 di Parigi, nel 1996 fondò, con Mario Botta, l’Accademia di Architettura di Mendrisio (pggo Facoltà di Architettura dell’Università della Svizzera Italiana). Allo studio di Lugano si affiancava quello di Padova, con l’Ingegner Luciano Schiavon. Più di 80 i progetti realizzati, dalla casa Rotalinti di Bellinzona del 1960 al Net Center a Padova, tra cui numerosi interventi di restauro monumentale. Con l’École Nationale de Musique di Chambery nel 2003 ha vinto il premio Grand Publique de l’Architecture del Ministero Francese della Cultura.

Stephan Harding (Caracas, 1953) è cofondatore e Resident Ecologist presso lo Schumacher College in Illinois. Ha conseguito un PhD in ecologia presso l’Università di Oxford e nel 2007 è stato nominato titolare, con James Lovelock, noto per aver formulato la teoria Gaia, della Arne Naess Chair in Global Justice and the Environment presso l’Università di Oslo. È autore di Animate Earth: Science, Intuition and Gaia, il suo primo libro, pubblicato in Italia da Aboca, un’azienda italiana attiva nel campo dell’innovazione terapeutica.

30

64

www.stefanofera.it

152 [ 10 ]

IOARCH_100 Special Issue


› AUTORI

Anna Heringer

Diébédo Francis Kéré

Marianne Krogh

Anna Heringer (Laufen, 1977, laurea alla Kunst Universität di Linz nel 2004) è architetto e dal 2010 professore onorario della cattedra Unesco per l’Architettura Sostenibile in Germania. La sua reputazione internazionale nasce con la scuola Meti a Rudrapur in Bangladesh, progettata per la tesi di laurea e realizzata nel 2006 con Eike Roswag. Da allora ha sviluppato il suo metodo basato sull’uso di risorse locali in diversi progetti specialmente in Asia e ne ha fatto materia di insegnamento. Tra i numerosi riconoscimenti ricevuti l’Obel Award, l’Aga Khan Award e il Global Award for Sustainable Architecture. Nel 2016 partecipò alla Biennale di Architettura di Venezia con Lehm Ton Erde Baukunst (la società di Martin Rauch) e l’Architekturmuseum della TU di Monaco.Oltre a guidare il suo studio a Laufen, conduce insieme a Martin Rauch un laboratorio di progettazione all’ETH di Zurigo.

Francis Kéré è nato in Burkina Faso nel 1965. Nel 1990, grazie a una borsa di studio, si trasferisce a Berlino e nel 1995 si iscrive alla Facoltà di Architettura della Technische Universität, dove si laurea nel 2004. Nel 1998 costituisce l’associazione Schulbausteine für Gando con lo scopo di raccogliere fondi per costruire una scuola primaria nel suo villaggio natale. Per la sua qualità, la scuola elementare di Gando desta attenzione e riconoscimenti internazionali, tra cui l’Aga Kahn Award for Architecture nel 2004, il Zumtobel Award for sustainable architecture nel 2007 e il Global Award nel 2009. Tra i progetti in corso, l’Opera village Remdoogo a Laongo in Burkina Faso, il Training Center di Dapoang nel Togo e l’allestimento permanente del Museo della Croce Rossa e della Mezzaluna Rossa a Ginevra con Peter Zumthor. Nel 2022 riceve il Premio Pritzker.

Laureata in storia dell’arte, Marianne Krogh è Ph.D. in Architettura. Curatrice del Padiglione della Danimarca alla Biennale di Architettura di Venezia del 2021 ha curato anche numerose pubblicazioni tra cui Connectedness: An Incomplete Antology of the Anthropocene (2020): un’antologia dei contributi di oltre cento autori appartenenti a diversi campi disciplinari: ricercatori, filosofi, artisti, architetti, tra gli altri Bruno Latour, Donna Haraway, Greta Thunberg, Bill McKibben e la cantautrice islandese Björk.

www.kere-architecture.com www.anna-heringer.com

132

126

74 IOARCH_100 Special Issue

[ 11 ]


› AUTORI

Contributi

Daniel Libeskind

Arthur Mamou-Mani

Stefano Mancuso

Daniel Libeskind (Lód’z, 1946, naturalizzato americano) dopo gli studi di musica presso la American-Israel Cultural Foundation Scholarship si laurea in architettura nel 1970 alla Cooper Union di New York e consegue un Ph.D nel 1972 alla Essex University nel Regno Unito. Nel 1989 vince il concorso per la progettazione del Museo Ebraico di Berlino, dove si trasferisce e fonda il suo studio con la moglie Nina Libeskind. A quell’incarico museale ne faranno seguito numerosi altri tra cui il Denver Art Museum e il museo di storia militare di Dresda. Nel 2003 lo studio si trasferisce a New York e vince il concorso per la ricostruzione del World Trade Center con un progetto che comprende la Liberty Tower alta 1.776 piedi, il memoriale, un museo sotterraneo e quattro torri per uffici.

Laureato all’Architectural Association, l’architetto francese Arthur MamouMani (Arb, Riba e Frsa) guida uno studio specializzato in un nuovo genere di architettura progettata e realizzata digitalmente. Docente all’Università di Westminster, possiede il laboratorio di fabbricazione digitale Fab.Pub che consente a ricercatori e aziende di sperimentare con grandi stampanti 3D e macchine a taglio laser. Dal 2016 è membro della Royal Society for the Encouragement of Arts, Manufactures and Commerce. Con il progetto Wooden Waves installato presso la sede di BuroHappold ha vinto il Gold Prize all’American Architecture Prize e il Rising Stars Award del Riba Journal nel 2017. Arthur ha tenuto numerose conferenze, compresi talk TED-X negli Stati Uniti. Ha fondato il proprio studio nel 2011.

Stefano Mancuso è un botanico, accademico e saggista italiano riconosciuto a livello internazionale come uno massimi studiosi e pionieri degli studi relativi alla biologia e al comportamento delle piante. E’ professore ordinario presso la Facoltà di Agraria dell’Università di Firenze dove è direttore del Laboratorio internazionale di neurobiologia vegetale. È autore di numerosi saggi divulgativi, tradotti in più di venti lingue, fra cui Plant Revolution, vincitore del premio Galileo. www.linv.org

www.libeskind.com www.mamou-mani.com

26 [ 12 ]

84 IOARCH_100 Special Issue

60


› AUTORI

Cristina Mittermeier

Michael Pawlyn

Gilles Perraudin

Cristina Goettsch Mittermeier, laureata in biologia marina, è oggi uno dei protagonisti a livello mondiale nel campo della fotografia rivolta alla tutela ambientale. Il suo lavoro è stato pubblicato su centinaia di riviste, in particolare su National Geographic Magazine, McLean’s e Time. Insignita nel 2010 dello Smithsonian Conservation Photographer of the Year Award, e nel 2018 tra gli Adventurers of the Year da National Geographic.

Architetto, ha fondato Exploration Architecture nel 2007 per sviluppare e approfondire soluzioni innovative per l’architettura ecologicamente orientata e ispirata alla natura. Dal 1997 al 2007 aveva lavorato presso Grimshaw Architects ricoprendo un ruolo decisivo nel progetto di un’opera architettonica rivoluzionaria come Eden Project. Tiene numerose conferenze sull’architettura sostenibile sia nel Regno Unito che all’estero. Nel maggio 2005 ha tenuto una conferenza presso la Royal Society of Arts con Ray Anderson, Ceo di Interface. Nel 2007 è stato relatore alla conferenza annuale “Zeitgeist” organizzata da Google e nel 2011 é stato uno dei primi architetti relatori nel ciclo di conferenze TED. É attualmente impegnato in molteplici progetti di architettura ispirati alla biomimicry.

Dal 1980, anno in cui vince il primo premio in un concorso internazionale sulle energie solari passive, Gilles Perraudin si è imposto sulla scena internazionale per la sua ricerca nel campo delle tematiche ambientali in architettura, occupandosi da lungo tempo della riduzione delle emissioni di CO2 sulla totalità del processo di costruzione. Un’esperienza che dopo otto anni di studio ha portato alla realizzazione dell’Accademia del Mont-Cenis a Herne in Germania completato nel 1999. Gilles Perraudin è stato vincitore di numerosi premi e riconoscimenti, come la medaglia d’oro del Premio Tessenow nel 2004 ed il premio internazionale architettura di pietra nel 2001. Con grandi blocchi di pietra tagliati alla maniera antica, a sud di NÎmes Perraudin ha costruito le cantine del suo Domaine Perraudin.

www.exploration-architecture.com

www.perraudinarchitectes.com

114

122

www.cristinamittermeier.com

68

IOARCH_100 Special Issue

[ 13 ]


› AUTORI

Contributi

Martin Rauch

Renato Rizzi

Armando Ruinelli

Nato a Schlins, nel Vorarlberg (Austria) nel 1958, nel 1978 ha frequentato l’accademia di arti applicate di Vienna - Master in ceramica (tra i docenti Maria Bilger-Perz e Matheo Thun). Nel 1983 riceve un riconoscimento del Ministero federale della scienza con la ricerca Lehm Ton Erde (fango-argilla-terra) che è anche il nome della sua impresa di costruzioni in terra cruda. Nel 1984 vince il primo premio nei concorsi Low cost housing for Africa (Pan-Africa Development Corp) e Barriere anti-rumore promosso dal Dipartimento per la tecnologie costruttive in Austria. Con Anna Heringer conduce un laboratorio di progettazione e di costruzione in terra cruda all’Eth di Zurigo.

Laureato in architettura a Venezia nel 1977, dal 1984 al 1992 Rizzi avvia una collaborazione a New York con Peter Eisenman, al termine della quale torna in Italia per dedicarsi all’insegnamento, alla progettazione e alla teoria. Nel 1986 fonda a Trento la sezione trentina di In/Arch. Partecipa a numerosi concorsi internazionali in Nuova Zelanda, Varsavia, Berlino, Barcellona, Copenhagen, Cracovia. Nel 2003 riceve la menzione d’onore della Medaglia d’Oro dell’Architettura Italiana, vinta nel 2009 con il progetto per la Casa d’Arte Futurista Fortunato Depero a Rovereto che nel 2011 riceve anche una menzione al Premio Compasso d’Oro Adi. Nel 2009 ottiene una menzione al Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa. Professore associato di composizione architettonica all’Università Iuav di Venezia, dal 2009 è direttore della collana Estetica e Architettura di Mimesis.

Iscritto nel Registro Federale degli Architetti (Reg.A) dal 1996, membro del Schweizerisches Werkbundes (Swb) e della Società Svizzera degli Ingegneri e Architetti (Sia), Armando Ruinelli (Soglio, 1954) è un architetto autodidatta. Dopo sei anni di apprendistato, dal 1970 al 1976, come disegnatore edile a Zurigo e anni di studi condotti in proprio, apre il primo studio a Soglio nel 1982. Sempre qui nel 2000 fonda, con Fernando Giovanoli, lo Studio Ruinelli Associati Sia.

42

160

www.lehmtonerde.at

118 [ 14 ]

IOARCH_100 Special Issue

www.ruinelli-associati.ch


› AUTORI

Moshe Safdie

Patrik Schumacher

Martha Schwartz

Nato ad Haifa nel 1938, si trasferisce in Canada e si laurea in architettura alla McGill nel 1961. Dopo un periodo trascorso nello studio di Kahn a Filadelfia ritorna a Montreal per occuparsi del masterplan di Expo ’67, dove realizza il progetto Habitat. Nel 1970 apre uno studio a Gerusalemme e si occupa del piano urbano della città. Nel 1978 diventa professore a Yale e in seguito alla McGill, alla Ben Gurion e ad Harvard, e trasferisce lo studio a Boston. Tra i suoi lavori più recenti il Telfair Museum of Art a Savannah (Georgia), lo Yad Vashem Museum (il museo dell’Olocausto) a Gerusalemme, gli aeroporti internazionali di Tel Aviv e di Toronto.

Principal di Zaha Hadid Architects, dove entrò nel 1988, Patrik Schumacher ha studiato filosofia, matematica e architettura a Bonn, Stoccarda e Londra e ha completato il suo PhD nel 1999 all’Istituto per la Scienze Culturali dell’Università di Klagenfurt. Nel 1996 ha fondato il Design Research Laboratory all’Architectural Association di Londra, dove insegna tuttora. Nel 2010 ha vinto il Riba Stirling Prize con Zaha Hadid. Nel 2008 ha coniato il termine Parametricismo come nuovo stile per l’architettura del 21° secolo. Nel 2010/2012 ha pubblicato la sua opera teorica nei due volumi The Autopoiesis of Architecture.

Architetto del paesaggio e artista. Il suo interesse principale si rivolge a progetti urbani e all’esplorazione di nuove espressioni di progettazione nel paesaggio. Titolare di Martha Schwartz Partners, ha ottenuto numerosi premi e riconoscimenti internazionali. È professore di Architettura del Paesaggio presso la Graduate School of Design della Harvard University. Progetti recenti comprendono il Mesa Arts Center a Mesa, Arizona; la residenza privata di Sheikh Saud Al-Thani a Doha, in Qatar, in collaborazione con Arata Isozaki, Philip Johnson, Santiago Calatrava e Jean Nouvel, e molti altri progetti in tutto il mondo.

www.safdiearchitects.com

www.zaha-hadid.com

www.msp.world

140

94

144 IOARCH_100 Special Issue

[ 15 ]


› AUTORI

Contributi

foto Leo Sorel, Cooper Union

Nader Tehrani

Edoardo Tresoldi

Julia Watson

Nader Tehrani è preside della scuola di architettura dell’Università Cooper Union di New York. In precedenza professore e capo del dipartimento di Architettura del Massachusetts Institute of Technology di Cambridge, è il fondatore e direttore di Nadaaa, studio di architettura il cui lavoro è orientato verso l’innovazione nel progetto, la collaborazione interdisciplinare e il dialogo con l’industria delle costruzioni.

Era già da tempo nel radar degli architetti, ma dopo che il suo intervento del 2016 per la Basilica paleocristiana di Siponto, commissionatogli dal Mibact, ha vinto una Medaglia d’Oro all’Architettura Italiana alla Triennale di Milano la sua affermazione nel mondo dell’architettura si è ulteriormente consolidata. Nel 2018 realizza ‘Etherea’ per il Coachella Music and Arts Festival negli Usa. Nel 2019 presenta ‘Simbiosi’ nel contesto di Arte Sella e fonda Studio Studio Studio, laboratorio interdisciplinare a sostegno di artisti, progetti di arte pubblica e produzioni di arte contemporanea. Nel 2020 inaugura l’installazione permanente ‘Opera’ a Reggio Calabria. Iniziato all’arte da giovanissimo, Tresoldi lavora sfidando la materia, e in fondo cercando l’anima nelle cose. Spesso nelle architetture.

Designer, attivista e accademica, Julia Watson è esperta in tecnologie indigene. Il suo Lo-Tek, Design by Radical Indigenism è un’esplorazione dell’ingegno millenario con il quale gli uomini hanno sviluppato modi per vivere in simbiosi con la natura. Basandosi sulla filosofia indigena e sulle infrastrutture vernacolari, il Lo-Tek promuove l’adozione di tecnologie sostenibili, resilienti e in armonia con la natura. Con uno studio di urbanistica e paesaggio che si concentra sulla rinaturalizzazione Julia, nata in Australia, insegna ad Harvard e alla Columbia University.

www.nadaaa.com

www.juliawatson.com

www.edoardotresoldi.com

80 [ 16 ]

50 IOARCH_100 Special Issue

136


› AUTORI

Alan Weisman

Maxim Zhestkov

Peter Zumthor

Nato nel 1947 a Minneapolis, giornalista e scrittore, Weisman è l’autore di Countdown - Conto alla rovescia e Il mondo senza di noi (entrambi da Einaudi). Insegna giornalismo internazionale presso l’Università dell’Arizona.

Maxim Zhestkov (1985) è un media artist il cui lavoro si concentra sull’influenza dei media digitali sulle arti visive. Cresciuto a Ul’janovsk, la città sul Volga che diede i natali a Lenin, e affascinato fin da bambino dall’arte, dalla fisica e dai computer, Maxim ha condotto studi in campo architettonico e artistico. Nel 2015 fonda, con alcuni colleghi, Zhestkov Studio col quale esplora nuovi orizzonti nell’ambito di progetti artistici e spettacoli dal vivo. Molti i commercial prodotti per brand internazionali come Adobe, Google, Microsoft, Samsung, LG, PlayStation, Nike, Under Armour, Jimmy Choo.

L’Atelier Zumthor è un piccolo studio di architettura con circa dodici professionisti dedito alla produzione esclusivamente artigianale di architetture originali con l’obiettivo di creare un incontro tra le funzioni d’uso, la natura del luogo, l’accuratezza dei dettagli e l’eccellenza dell’esecuzione. La progettazione di ogni fase e dettaglio è realizzata o curata personalmente da Peter Zumthor (Basilea 1943, premio Pritzker nel 2009), che con i suoi collaboratori produce un numero limitato di edifici caratterizzati da integrità fisica e distintive qualità atmosferiche.

www.worldwithoutus.com

https://zhestkov.studio

148

88

34 IOARCH_100 Special Issue

[ 17 ]


› MATERIA PROFONDA

MATERIA PROFONDA Il territorio culturale dell’architettura

Nonostante la componente tecnica, soprattutto se riferita al tema della sostenibilità, abbia assunto in architettura un ruolo preponderante, il principio ideativo non è solo la base fondativa di qualsiasi progetto ma anche ciò che caratterizza il lavoro di molti autori. Radunati da presupposti comuni, i contributi di questo capitolo si articolano in tre parti: Attualità senza Tempo, di maestri che hanno fatto la storia dell’architettura; Vedere l’Invisibile, ovvero la capacità di vedere in profondità ciò che al primo sguardo è invisibile traducendolo in materia e forma costruita; Confini Fluidi, cioè le ricadute sul progetto di architettura del nuovo modo, sempre più fluido, di intendere il nostro rapporto con la parte di mondo non modificata artificialmente e che ancora chiamiamo natura.

[ 18 ]

IOARCH_100 Special Issue


› MATERIA PROFONDA

IOARCH_100 Special Issue

[ 19 ]


› ARCHITETTURA AUMENTATA

ARCHITETTURA AUMENTATA Il progetto di architettura nella Seconda Età delle macchine

L’era che Erik Brynjolfsson e Andrew McAfee definiscono come la Seconda Età delle Macchine coincide con sviluppi inediti per l’architettura. Si articola in tre parti: partendo dal contesto tecnologico odierno, il capitolo della Nuova Kunstbau esplora il sogno di una nuova arte del costruire, che decifra la natura, ne emula i processi, ne ricombina i codici generativi. La seconda parte, Architettura Digitale, si addentra nel tema di una nuova architettura ambientata nella dimensione comunemente chiamata metaverso. L’ultima parte, Spazi in Evoluzione, si sviluppa infine intorno al tema dell’evoluzione nel nostro modo di concepire e progettare spazi abitabili, riconducibile alle logiche di condivisione peer-to-peer di beni e servizi rese possibili da internet.

[ 78 ]

IOARCH_100 Special Issue


› ARCHITETTURA AUMENTATA

Tippet Rise Art Center, Inverted Portal, 2015. Ensamble Studio (Antón García-Abril e Débora Mesa). Image courtesy of Tippet Rise/Iwan Baan. Photo by Iwan Baan.

IOARCH_100 Special Issue

[ 79 ]


› IL MONDO INTORNO A NOI

IL MONDO INTORNO A NOI Le tematiche ambientali e il progetto di architettura

Superando ogni precedente studio indirizzato alla città e territorio, le tematiche ambientali occupano oggi una parte preponderante nel dibattito in architettura. Questo capitolo le osserva secondo tre fondamentali punti di vista. Il primo, Tecnologia Alternativa, riguarda forme di insediamento fondate su una conoscenza profonda dell’ambiente e su una tecnologia alla base di opere di durata millenaria e di incredibile ingegno e bellezza. Il secondo, Città del XXI Secolo, esplora le sfide e le opportunità per le città nel difficile equilibrio tra sovrappopolazione e gestione delle risorse. Il terzo, Territorio Decentrato, analizza il potenziale, tanto incredibile quanto sottovalutato, di un territorio decentrato, complementare anziché marginale, rispetto alle grandi concentrazioni urbane.

[ 112 ]

IOARCH_100 Special Issue


› IL MONDO INTORNO A NOI

IOARCH_100 Special Issue

[ 113 ]


Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
IoArch 100 Extra - Rewiring Architecture by Redazione IoArch - Issuu