Il Paese
Notiziario di Tavernerio
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San Fereolo tra storia e leggenda
ltre la chiesa parrocchiale esistono in Tavernerio tre oratori, l’uno dedicato a S. Fereolo Martire, l’altro a S. Fermo e l’altro a S. Anna nella frazione di Urago. Il più interessante per arte, per storia, per la sagra frequentatissima è quello di San Fereolo. Sorge esso sopra il torrentello che divide i due comuni di Solzago e di Tavernerio; non si vede da nessuna parte perchè nascosto nella valletta. Dovette essere una costruzione assai antica perchè già negli atti di visita del vescovo Ninguarda del 1592 si afferma un sacello vetusto. A destra infatti, dietro l’altare si conserva ancora una cameretta con affreschi antichi del 1400 e relativamente conservati, data la costumanza dei fedeli di soffregare la parete umida e con tale umidità segnarsi ad allontanare ogni malanno. Quell’affresco rappresenta la crocifissione di Cristo coi personaggi soliti ai piedi della croce. In occasione della visita pastorale di Mons. Valfrè nel 1900 si ordinava di riparare tale affresco antico con qualche difesa onde impedire evidente distruzione per il continuo sfregamento dei fedeli. Disposizione utile, ma in pratica impossibile, specialmente nel giorno della festa per l’incredibile concorso di popolo dalla Brianza, dal Varesotto, dal Lago, dal Canton Ticino. Tutti vogliono toccare quella parete umida, e con quella umidità farsi il segno della croce: si crede essere quello il sudore del santo e quindi efficace divozione contro ogni sorta di male. Nel 1500 l’antichissimo sacello doveva essere in misere condizioni perchè verso la fine di quel secolo venne ristrutturato di nuovo, conservando però l’antica cappelletta. Tanto ricaviamo dagli atti di visita del 1592. Da “Tavernerio e oltre. Memorie storiche di Tavernerio raccolte dal parroco G. Baserga. A cura di Don Silvio Bernasconi Periodico distribuito gratuitamente - Anno VI - n. 11 - Giugno 2017
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ari Lettori, ben ritrovati all’appuntamento estivo. Permettetemi di darvi il benvenuto e di introdurvi alla lettura sottolineando il forte senso di libertas del nostro giornale. È il 18 giugno 1946 quando in Italia la libertà di stampa, dopo essere stata conculcata dal regime fascista, viene ufficializzata come diritto e garanzia all’interno degli organi d’informazione mediatici. I Diritti di libertà, fra cui rientrano il diritto all’informazione, i diritti umani, la libertà di pensiero, di stampa e di parola, assumono un ruolo cardine nella definizione dei contenuti e delle scelte giornalistiche. L’articolo 21 della Costituzione italiana (Parte I – Diritti e Doveri dei Cittadini) parla chiaro: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”). E quindi concedetemi di scomodare umilmente il noto giornalista siracusano Giuseppe Fava, ucciso a Catania nel gennaio 1984 da Cosa Nostra. Fondatore de “I Siciliani”, secondo giornale antimafia in Sicilia, fu uno strenuo sostenitore della verità. In un articolo del 1981, Lo spirito di un giornale, afferma: “Io ho un concetto etico del giornalismo. Ritengo infatti che in una società democratica e libera quale dovrebbe essere quella italiana, il giornalismo rappresenti la forza essenziale della società. Un giornalismo fatto di verità impedisce molte corruzioni, frena la violenza della criminalità, accelera le opere pubbliche indispensabili, pretende il funzionamento dei servizi sociali, tiene continuamente allerta le forze dell’ordine, sollecita la costante attenzione della giustizia, impone ai politici il buon governo”. Noi, nel nostro piccolo, crediamo nella creatività, nella sperimentazione e nell’abbracciare aree tematiche differenti. Crediamo nell’importanza di pubblicare fedelmente gli articoli pervenutici, seguire i consigli e rispondere alle richieste dei nostri cittadini. Crediamo nella molteplicità di forme di comunicazione esistenti, dal giornale cartaceo al web 2.0, dal mondo digital a quello offline; ma ancora di più crediamo nella forza che la libertà di scrittura accomuna l’uomo. Il Direttore, Francesca Selvini
SOMMARIO 1 San Fereolo tra storia e leggenda 3 La leggenda di Fereolo: da ladrone a Santo AMMINISTRAZIONE 5 I tempi della Pubblica Amministrazione 8 Gli assessori scrivono 13 Plis, plissè e dintorni, te lo dico dopo ASSOCIAZIONI 14 Associazione Raggi di luce 15 Antica via della Valle del Cosia 16 Rosa dei Venti: Villa Plinia ed il suo parco 17 Minicarnevale a Rovascio 18 Associazione Mago Libero REALTA’ DEL TERRITORIO 19 Il ritiro e la cresima di 40 ragazzi a Tavernerio 20 Viaggio a Cork: Inviati “virtuali” al St. Patrick’s Day! 21 Le impressioni dei ragazzi 23 Indicativo presente e futuro 24 Dall’Oratorio di Ponzate 25 Intervista ad Amorino Pontiggia 26 Il gioco serio del teatro 27 Intervista a Erika Renai 2 Il Paese
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La nuova Commissione biblioteca si è messa al lavoro Da Tavernerio al Parlamento Dalla meccanica all’ukulele Ritardi nello sviluppo
RADICI 32 In famiglia Dall’ideazione alla produzione: il mondo di Elio Ponti 34 Figure indimenticabili: Mario Bernasconi 35 La straniera 2 36 La Ferdy e le sue poesie CULTURA 38 Piazza Castello a Tavernerio: luogo di antica storia 40 L’età anziana: via del tramonto o tempo per nuove possibilità 42 L’angolo della riabilitazione prevenire e curare il mal di schiena 44 La consulta dei giovani 45 L’angolo della poesia 47 Crucinerio
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La leggenda di Fereolo: da ladrone a Santo
n un tempo lontano quand i pess volaven, i usej nodaven, i occh parlaven e gh’era mai lunedì, venne ad infestare i boschi di Tavernerio un feroce ladrone di nome Fereolo, la cui fama in tutta la Lombardia era tale de fà vegnì la pell de capon dumà a sentì nominà el so nomm. Giunto in questa contrada, egli andò a stabilirsi nella boscaglia che costeggia il torrente Tisone, proprio accanto al ponte che i viandanti dovevano passare per andare a Como. Qui egli esercitava la sua scellerata professione e la gent de Brianza la se dava pù pas e la diseva: “Ma se l’è vegnù de fa sto balabiott, sto malament? Oh pover mai nun, hemm finì de sta ben! El podeva minga sta a robàa al so paes?. E se lamentavan e no saveven cossa faa per mandall foera di pèe e lú el rubava, el mazzava, l’andava, el vegniva, el fava, el desfava e nissun podeva fàa nient. Intanto sotto il mantello i sacchetti d’oro e di denari attaccati alla cintura di cuoio diventavano sempre più pieni che a vederlo da lontano, questo ladrone, sembrava grasso come un elefante e pesante come una montagna e inscì conscià el faseva una pagurascia del diavoll. Dopo il tramonto tutti sprangavano gli usci delle case e mai alcuno per qualsivoglia motivo, si sarebbe messo in cammino anche solo per fare pochi passi, tanto era il pericolo che si correva. Nel pieno della notte la sua risataccia agghiacciante che faceva scuoter usci e imposte, tintinnare i vetri e tremare i lumi nelle lucerne, risuonava con una eco terrificante per tutta la valle del Cosia e ognuno si risvegliava di soprassalto, col cuore in gola. Tutto ciò che si poteva fare era solo pregare per l’anima del povero viandante al quale con tale risata, digrignando i denti, con gli occhi fiammeggianti e roteanti senza sosta, la lunga barba nera e i baffi spioventi a incorniciare la sua ghignascia de can egli improvvisamente si presentava con un tonfo giù da un ramo, proprio sulla strada nel silenzio della notte. La sua fama, da quando la sua sciampascia assassina l’aveva fa de tanti por gent brianzoeu, aveva varcato i confini del regno e schiere di ladroni affascinati dal tanto parlare che si facevano in lontani siti delle sue terribili avventure, erano venute fino a Tavernerio e pian piano un esercito di ladroni si formò nella brughiera del Tisone. Fereolo, come un potentissimo basilisco l’era cuntent comè. El gh’aveva i so soldarasc e l’era assèe ch’el disess “et” che lor correven e lù el podeva anca dì de Il Paese Notiziario di Tavernerio Anno VI - Numero 11 Giugno 2017 Direttore responsabile Francesca Selvini Segretaria di redazione: Sabrina Mantegazza
Comitato di Redazione: Giusi Giuliani Romano Meroni Giovanni Moiana Ermanno Trombetta Collaboratori esterni Sara Di Stefano Francesca Bianchi Stefania Riso Laura Tiburzi
Il Tisone che scorre sotto la chiesetta di San Fereolo andà a robbà la lunna che lor sarissen andà a robbala. Tutta una marmaja de gent, armada fina ai dent, de foeugh e de taj, l’andava in gir per strada e per sentèe pronta a cuppà un omm anca per robàa una saracca e insomma se podeva pù andà avanti inscì. Ma un giorno successe qualcosa di miracoloso. Fereolo, sommerso come un re da tanto oro rubato, cominciò a sentir nascere in fondo alla sua anima nera le prime briciole di quello che sarebbe diventato un peso enorme, un senso di colpa per tutti gli assassinii compiuti, per le ruberie, gli stupri, la violenza ai danni dei disgraziatissimi brianzoli che ormai preferivano chiudersi in casa anche in pieno giorno, piuttosto che incontrare per la via il ladro bestione o qualcuno della sua risma. Poi questo peso divenne per Fereolo sempre più insopportabile e un sincero pentimento invase la sua persona ed egli decise di cambiar vita. Prese la sua famosa spada, dispensatrice generosa di morte, e con un violento colpo la spezzò in due, scaraventandola sul fondo di un vicino dirupo e con lei sperò che potesse precipitarvi anche il suo triste passato. Vestito di un sacco e a piedi scalzi egli si ritirò in una capanna sulla riva del Tisone a pregare e a chiedere perdono a Dio per i suoi infiniti peccati. Lo stuolo di predoni, ladri, banditi, assassini che avevano fino a poco prima visto in lui l’esempio delSede: Comune di Tavernerio Registrato al Tribunale di Como col n.6/2012 Stampa: GRAFFIETTI STAMPATI S.n.c. S.S. Umbro Casentinese Km 4,500 - S.S. 71 01027 Momtefiascone (Viterbo) - Italy Distribuito gratuitamente in n. 3.200 copie. In caso di mancato recapito segnalare al seguente indirizzo di posta elettronica: redazione.il paese@comune.tavernerio.co.it.
Sul sito internet del Comune è disponibile la versione del notiziario in formato digitale. www.comune.tavernerio.co.it. Chiuso in redazione il 15/5/2017 Il Paese 3
la crudeltà, il capo delle loro atroci imprese, erano stupiti e pensavano che egli fosse impazzito. L’è matt! l’è da foera de matt! dicevano e cercavano di fargli mutare idea, mentre Fereolo non cessava di chiedere perdono a Dio e agli uomini e non sembrava nemmeno udire le loro imprecazioni e le bestemmie. Ma essi non riuscivano a capire e più si accorgevano che Fereolo era dedito solo ad atti di carità, di bontà, solo animato da calore umano che nasceva in lui come un fiore nuovo e sconosciuto, più sentivano nascere in loro rabbia spropositata che veniva dal sentirsi traditi. “On gran ladron come ti! El re di lader, che te fe minga in temp a dervì la bocca che un esercit de vioron te servissen come s’ciavi! On lader coraggios e cattiv ‘me ti, conscià come un pover pret!!!” Tentarono di tutto, cercarono con ogni mezzo di dissuaderlo, di fargli rimangiare quella decisione, ma invano. Egli sembrava appartenere ad un altro mondo. Accortisi di come non servissero a niente le parole e sentendosi beffeggiati dalla sua indifferenza, al loro incalzare, i ladri un tempo suoi affezionati seguaci si scagliarono su di lui e lo uccisero barbaramente. Buttarono il suo corpo nel Tisone e come in ogni leggenda che si rispetti, il suo sangue macchiò il torrente di rosso fuoco e colorò di vermiglio anche i sassi del fondale. I Taverneriesi che gli avevano perdonato gli atti di spavento e avevano visto la volontà di Dio in quella improvvisa conversione, fecero costruire sul punto dove Fereolo era stato “martirizzato” una chiesuola, a ponte del Tisone, così che i devoti si inginocchiassero a pregare proprio sopra le acque che un giorno si erano tinte del sangue del santo-ladro e che rumorosamente seguitavano a correre verso il Cosia. A Fereolo fu col tempo attribuita la protezione dei ladri e chissà se qualche predatore in tanti secoli, si sarà raccomandato alla sua protezione per aver 4 Il Paese
salva la vita o ancora se l’avrà pregato per aver aiuto durante qualche rapina particolarmente difficile. Qualche secolo dopo la sua morte, quando i pesci non volavano già più, gli uccelli non amavano più nuotare nei fondi marini, le oche al più starnazzavano e schiere di lunedì affollavano i calendari di tempi meno favolosi, il Santo di Tavernerio dovette restituire con la mano sinistra ciò che un gruppo di briganti, “suoi protetti”, avevano rubato con la destra. Un ricco mercante d’olio di Brugora, che si era attardato più del solito sui mercati di Como a vendere il prodotto del suo torchio e che era stato sorpreso nella notte sulla via del ritorno col “bolgiott” ben pieno di monete d’oro, fu assalito dai briganti proprio vicino ai luoghi che questi, dal tempo di Fereolo, non avevano più abbandonato. Il mercante dovette consegnar loro ogni cosa, calesse, cavallo, mantello, tuba, orologio, catena, scarpe, ogni cosa oltre naturalmente a tutti i denari che aveva con sè. Egli temeva ormai di finir cadavere ai bordi della strada, quando approfittando della confusione e dell’eccitazione che prese i ladri alla vista di tutti quei quattrini, molti di più di quel che immaginassero di trovare, potè fuggire subito inseguito dai malviventi e dai loro grossi e feroci mastini. Ma come per miracolo riuscì a far perdere le sue tracce e si trovò proprio davanti alla chiesina di San Fereolo che stranamente per quell’ora tarda, aveva il portale socchiuso. Sbadataggine di qualche sagrestano ubriaco o distratto, o avvedutezza del santo? Il luccichio tremolante dei ceri votivi che si intravvedeva lo rassicurò ed egli entrò senza punto esitare. Con il cuore in gola si nascose in un angolo buio, dove le fiammelle non potevano illuminare i suoi occhi sbarrati dalla paura. E lì attese, raccomandandosi con le più fervorose preghiere al santo di quella chiesa il cui nome gli era sconosciuto. San Fereolo dovette avere un attimo di confusione e di perplessità, che però vinse subito. Passi rumorosi di gente in corsa, grida eccitate, abbaiar insistente di cani, si udirono proprio davanti alla chiesa. Poi sfumarono nel silenzio. I ladri erano andati oltre e la vita del mercante era salva. In ginocchio davanti all’altare ringraziò Dio e quel santo ignoto al quale aveva chiesto d’aver salva la vita e poi riavutosi che fu dallo spavento, pensò anche ai soldi perduti e allora la visione dei suoi estesi campi di girasole, alti sulle balze di Brugora, quei girasoli che brillavano al sole come le monete che gli erano state rubate, sfumò nel nulla. Mentre dimenticando che il bene supremo, la vita, gli era stato risparmiato, egli piangeva la sua disgrazia, San Fereolo ebbe pietà di lui; il commerciante alzando gli occhi, vide, tra le nebbie che le copiose lacrime avevano gettato sulla sua vista, scritti con nero carbone in una nicchia, tre numeri in cifre romane. Le candele accese li illuminavano a giorno. La mattina dopo, a piedi, sulle strade tranquille come liberate dall’incubo di quell’incantesimo notturno e malefico, sotto un sole rassicurante egli tornò alla sua casa sano e salvo e poi giocò al lotto i tre numeri della nicchia di San Fereolo e vinse con sua immensa gioia il doppio di ciò che i briganti in quella notte di spavento gli avevano rubato. (Dal volume “Leggende di Brianza” - Meroni editrice) Giorgio Mauri
AMMINISTRAZIONE
I tempi della Pubblica Amministrazione
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ualche giorno fa ho tenuto una lezione ai ragazzi della terza media dell’istituto comprensivo scolastico di Tavernerio che voleva essere un momento di informazione sul tema della gestione amministrativa del ciclo dei rifiuti. Alla fine della sessione i ragazzi hanno formulato alcune domande di carattere generale, una delle quali è stata la seguente: “Perché c’è voluto un mese per cambiare la lampada della nostra LIM (la lavagna interattiva in uso nelle aule, ndr)?”. In questi mesi ho notato quanto le persone fatichino a comprendere i motivi per cui l’azione amministrativa può non essere tempestiva nel rispondere alle esigenze dei cittadini. Le persone hanno spesso la percezione di una “macchina” amministrativa lenta, ingolfata, a volte inefficiente e poco efficace. In un’epoca in cui il consumo è ormai a portata di click e si può ordinare della merce alla sera per poi riceverla il mattino successivo, diventa difficile spiegare perché ci vuole tanto tempo per ripristinare uno strumento didattico. In particolare è difficile spiegarlo ai ragazzi che sono ormai abituati ai ritmi ultraveloci di questo tempo. In ogni famiglia se si brucia una lampadina il genitore va al supermercato e ne acquista una nuova, perché il comune non può fare lo stesso? La mia risposta di getto è stata che il Sindaco e la Giunta Comunale, come del resto il dirigente scolastico che deve disporre l’acquisto della nuova lampada per la LIM, amministrano soldi pubblici e sono tenuti a farlo seguendo delle norme che a volte possono determinare tempi lunghi. In questo mio intervento intendo specificare meglio quali sono i meccanismi che vincola-
no chi amministra il bene pubblico e che in alcuni casi dilatano i tempi della pubblica amministrazione. Sarebbe certo comodo avere un grande portafoglio che contiene le somme a disposizione dell’ente comunale e poter utilizzare i fondi quando si ritiene sia motivata una spesa, ma per fortuna non è così. Dico “per fortuna” perché i vincoli imposti agli amministratori sono a garanzia dei cittadini. Le spese sono regolate da uno strumento che si chiama bilancio comunale che definisce annualmente come devono essere utilizzati i soldi che i cittadini versano con le tasse. Questo documento fra le sue funzioni ha quella politica in quanto viene proposto per l’approvazione dalla giunta al consiglio comunale ed espone i propositi dell’azione amministrativa che si intende realizzare e i mezzi per provvedervi. Per mezzi si intendono le entrate del comune. Queste sono, per citarne alcune, le tasse, i contributi dello stato e delle regioni e altri proventi da servizi a domanda individuale. I servizi a domanda individuale sono, a titolo di esempio, il trasporto scolastico, il servizio mensa, i servizi cimiteriali. I propositi dell’azione amministrativa vengono perseguiti con le spese fra cui le più significative sono quelle per le manutenzioni sul territorio, la spesa per i servizi sociali, i costi dei servizi a domanda individuale, i costi del personale comunale e gli investimenti per le opere pubbliche. Il Consiglio Alcuni degli elaborati realizzati dai ragazzi delle elementari al sabato con l’affiancamento di alcuni genitori al Centro Civico di Tavernerio.
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comunale approvando il bilancio manifesta la fiducia al Sindaco e alla Giunta. Per capire l’importanza della funzione politica del bilancio comunale basti pensare che la mancata approvazione di questo atto determina lo scioglimento del consiglio comunale. Inoltre il bilancio ha una funzione contabile in quanto permette di conoscere la situazione dell’ente e una funzione giuridica in quanto diventa un atto giuridico senza il quale la Giunta non può gestire la spesa pubblica, né riscuotere le entrate. Infine il bilancio comunale ha una funzione di garanzia in quanto l’amministrazione comunale ha minore possibilità di arbitrio quando deve rispettare le voci e le cifre esposte in questo documento. Quindi le scelte amministrative e le spese vengono programmate tramite l’importante strumento del bilancio comunale che viene approvato dal consiglio comunale. Al bilancio viene abbinato il documento pluriennale delle opere pubbliche che indica le scelte dell’amministrazione in questo ambito. La programmazione avviene all’inizio dell’anno e sarebbe interesse degli amministratori redigere il bilancio quanto prima per avere lo strumento che consente di effettuare spese e investimenti. Purtroppo per redigere il bilancio è necessario avere una serie di informazioni che non sempre risultano disponibili ad inizio anno. Cito quale esempio l’ammontare dei trasferimenti che farà lo stato al comune, le logiche di determinazione dell’avanzo dell’anno precedente e le regole di utilizzo di alcune somme vincolate. Nel 2017 il bilancio del comune di Tavernerio è stato approvato il 31 marzo. Qualcuno penserà che è stato approvato giusto in tempo per avviare gli sfalci dell’erba e fare manutenzione sul territorio. In realtà l’ente comunale, dopo avere approvato lo strumento che permette la spesa, deve affidare alcuni servizi con una gara d’appalto. La gara d’appalto permette una gestio-
ne pubblica del territorio improntata sul rispetto della trasparenza, della concorrenza e della meritocrazia tra i vari operatori economici partecipanti. L’ulteriore ritardo nell’avvio dei lavori è ben motivato dal fine che si prefigge questa procedura. Qualcuno si chiederà, se capita un imprevisto oppure si devono trovare le somme per ripristinare un dissesto idrogeologico? In effetti risulta complicato programmare una spesa per una calamità o per pagare una somma per una causa legale persa. In questa caso è necessario convocare un nuovo consiglio comunale e approvare una variazione di bilancio con i tempi che ne conseguono. Per completezza di informazione esiste anche una procedura che viene applicata in casi di somma urgenza e di protezione civile. In questi casi alcuni passaggi vengono saltati e sono regolarizzati successivamente. Quanto descritto finora non è una scusante per alcuni ritardi che si possono verificare negli interventi di manutenzione sul territorio ma vuole essere un elemento in più per chi si chiede come mai gli amministratori non riescono ad essere sempre tempestivi nel rispondere alle esigenze dei cittadini. Sicuramente la semplificazione di alcune procedure nella redazione del bilancio aiuterebbe gli uffici comunali e gli amministratori ad accorciare i tempi di approvazione di questo atto che è fondamentale per la gestione del paese. Da parte nostra ci impegniamo affinché tutti gli atti necessari alla gestione del bene comune siano deliberati e approvati nel minor tempo possibile e che un efficace programmazione della spesa pubblica consenta di non dover ricorrere a variazioni di bilancio in corso d’opera. Colgo l’occasione per ringraziare la Giunta, i consiglieri di maggioranza e gli uffici comunali per l’impegno, la professionalità e la competenza con cui hanno contribuito alla redazione del bilancio per il 2017. Il sindaco Mirko Paulon
AMMINISTRAZIONE
Commissioni consiliari permanenti: strumento di democrazia
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seguito dell’insediamento di una nuova amministrazione comunale vengono elette le Commissioni Consiliari Permanenti, che sono composte da 3 consiglieri di maggioranza e 2 di minoranza ed hanno durata pari a quella del mandato elettorale. Le Commissioni, previste dall’art.13 dello Statuto del Comune di Tavernerio, sono 5 e sono disciplinate da apposito regolamento comunale: Prima commissione: Statuto e regolamenti, partecipazione popolare. Seconda commissione: Bilancio, programmazione, tributi, personale. 6 Il Paese
Terza commissione: Urbanistica, ambiente, viabilità, trasporti, lavori pubblici. Quarta commissione: Pubblica istruzione, cultura, tempo libero e sport. Quinta commissione: Sanità ed assistenza sociale. Gli argomenti da discutere in commissione possono essere proposti da Sindaco, Assessori oppure dai Consiglieri stessi. Il parere delle commissioni sugli argomenti trattati è solo consultivo, ciò non toglie che esse siano uno strumento di democrazia, in quanto dal loro lavoro nascono proposte, modifiche o aggiunte, originate da fruttuo-
se discussioni tra maggioranza e minoranza. Entrando nel dettaglio: La prima Commissione ha già esaminato, fornito pareri ed in alcuni casi modifiche sui seguenti regolamenti: nuovo regolamento del servizio di cittadinanza attiva, nuovo regolamento comunale istitutivo della consulta giovani, nuovo regolamento di servizio associato di polizia locale, modifica al regolamento per la gestione degli alloggi temporanei per l’emergenza abitativa, nuovo regolamento per la gestione agevolata dei crediti, modifica al regolamento del notiziario comunale, modifica al regolamento di polizia mortuaria La seconda Commissione si è invece riunita per esaminare ed esprimere un parere sul Bilancio di Previsione Finanziario 2017-2019, un bel malloppo di 221 pagine, tra bilancio, allegati e note integrative La terza Commissione si è riunita allo scopo di valutare i documenti correlati all’istituzione del Parco Locale di Interesse Sovracomunale (PLIS) della Valle del Cosia, ovvero: schema di convenzione tra i comuni di Como, Albese e Tavernerio, perimetrazione del PLIS, disciplina d’uso del suolo. Per quanto riguarda le altre due commissioni, al momento della stesura dell’articolo non si è avuta ancora occasione di convocarle, ma prima dell’uscita del Noti-
ziario avranno già provveduto anch’esse ad espletare la loro funzione. In particolare la quarta Commissione prenderà in esame il regolamento concernente i premi di studio e fornirà pareri e suggerimenti in supporto al lavoro del Consiglio Comunale dei Ragazzi. Si prevede inoltre di convocare la quinta Commissione per valutare convenzioni ed operatività di servizi correlati al Poliambulatorio ed al Centro Civico di Ponzate. Come detto già in precedenza, noi consideriamo le Commissioni uno strumento di democrazia. Alle sedute possono partecipare, oltre a Sindaco ed assessori, anche soggetti esterni, come esperti tecnici, rappresentanti di associazioni, forze sociali, politiche ed economiche. Inoltre, salvo casi eccezionali, le sedute sono di norma pubbliche. Va inoltre sottolineato che, a seguito di un sereno confronto durante le loro sedute, sono stati accolti suggerimenti sia da consiglieri di maggioranza, sia di minoranza. Quindi, un bilancio sicuramente positivo sul lavoro finora svolto, ed un rinnovato entusiasmo per quello ancora da svolgere. I consiglieri di maggioranza: Claudio Gatti, Elena Vercelli, Teo Casartelli, Alfonso Sorrentini
AMMINISTRAZIONE
Lavori di squadra
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vevo tre sedie nella mia casa; una per me, due per l'amicizia, e tre per la compagnia" ( H.D. Thoreau) Puntualmente dal Comitato di redazione arriva l'invito a trasmettere un breve intervento da pubblicare sulle nuove pagine del notiziario comunale: l'occasione diventa quindi utile, e anche piacevole, per fermarsi a valutare, verificare, osservare e riflettere su ciò che è stato realizzato in questi mesi e sulla "rotta" che si è intrapresa. L'assessorato alle politiche sociali è impegnativo e tuttavia stimolante, richiede attenzione e competenze diverse: il lavoro di squadra è indispensabile per riuscire a intercettare, analizzare e affrontare le varie problematiche sia nella gestione ordinaria sia nelle situazioni di emergenza. La mia prima riflessione nasce quindi proprio dalla constatazione che la "squadra" c'è ….e funziona!. Quando parlo di "squadra" mi riferisco al gruppo eterogeneo di persone e professionisti, composto dalla giunta, dai consiglieri, dai responsabili di servizio, dai tecnici e da tutti i dipendenti; ciascuno con le proprie peculiarità, con il proprio ruolo e con le proprie competenze che consente all' imponente apparato di muoversi
Uno scorcio delle “Case rosse” a Solzago, date in gestione all’ALER di Como tra le mille difficoltà e i mille ostacoli di ogni giorno e di raggiungere obiettivi che di volta in volta l'Amministrazione persegue. Insieme si incontrano le persone, si raccolgono informazioni, si misurano i bisogni e insieme si cerca di trovare le soluzioni più pertinenti: a volte il rapporto con il cittadino è complicato e la comunicazione non sempre è risolutiva ma sicuramente la volontà di appianare qualsiasi divergenza rappresenta per tutti noi l'obiettivo Il Paese 7
principale e il desiderio di trovare soluzioni efficaci permea seriamente il nostro impegno. Le riflessioni nascono anche dal fatto che in questi mesi le richieste arrivate presso gli uffici e presso gli assessorati sono numerose e diversificate, alcune di facile esecuzione, altre molto più complesse e radicate. Le più frequenti giunte alla mia personale attenzione riguardano il problema del LAVORO e della CASA: numerose sono le persone che si sono rivolte agli uffici forse sperando che la nuova amministrazione portasse con sé anche una serie di nuove ed immediate soluzioni in merito. Nonostante qualche labile fiammella di ripresa economica, il problema del lavoro ha ancora proporzioni che vanno ben oltre i nostri confini. La politica nazionale, regionale e anche provinciale mette a disposizione risorse che, pur essendo ingenti, non soddisfano minimamente i bisogni reali dei cittadini. Tuttavia grazie al pratico ed economico sistema del "passaparola" qualche richiesta è stata evasa e siamo riusciti ad incrociare domanda e offerta; abbiamo messo a disposizione un discreto numero di voucher utilizzati
per l'espletamento di servizi di pubblica utilità (piccole manutenzioni, imbiancature, servizi di assistenza temporanea), e realizzato diversi invii e prese in carico presso agenzie formative e orientative. Consapevoli di aver gettato una sola goccia nel mare riteniamo comunque importante condividere con tutta la popolazione queste azioni, nella convinzione che il principio di collaborazione e sussidiarietà non sia solo un concetto regolato ed espresso dalla logica costituzionale. Per quanto riguarda il problema CASA, ben consapevoli delle necessità presenti sul territorio abbiamo cercato di "inventariare" e classificare il patrimonio immobiliare comunale al fine di potenziarne la capacità recettiva. Il complesso denominato "Case rosse" sito in via Manzoni a Solzago, dato in gestione all'Azienda ALER con una delibera del 30 giugno 2015, comprende 27 unità immobiliari di varie metrature: alcuni di questi appartamenti risultavano liberi o sfitti da mesi (precisamente 4), altri erano assegnati in deroga ed altri ancora non erano più consoni né idonei alle specifiche assegnazioni precedentemente fatte. Il Vicesindaco Federica Trombetta
AMMINISTRAZIONE
Tavernerio e le sue Frazioni
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l primo significato di frazione che si incontra sul dizionario è questa: “ognuna delle parti in cui si suddivide qualcosa”. Questo “qualcosa” citato nella definizione è coinciso per tanto tempo con le nostre frazioni: Ponzate, Solzago e Tavernerio un tempo erano comuni separati; Urago e Rovascio, da sempre, per alcune persone, “al di là della statale”. Alla fine degli anni 20 del secolo scorso (1928) una legge, riguardante l’unificazione dei comuni minori, ha spostato il senso amministrativo di questo “qualcosa” sul nuovo Comune di Tavernerio, mentre le “parti” sono diventate i centri di una volta. Questa caratteristica è stata ed è ancora la forza delle nostre comunità, un’identità stringe le persone e le sprona a impegnarsi e a collaborare per il bene comune, della frazione. Viviamo oggi in tempi particolari, dove l’impegno amministrativo ha il compito di mantenere e valorizzare queste peculiarità proprie di ogni frazione, ma tenendo ben presente che esse fanno parte sempre di questo “qualcosa”, di un Comune. I lavori eseguiti sino ad ora nelle frazioni e quelli che verranno, sono il frutto del dialogo instaurato con i cittadini durante la campagna elettorale, l’ascolto dei bisogni della gente e la loro traduzione in opere per ga8 Il Paese
Cartello
rantire un livello di vivibilità molto più che solamente “accettabile”. Bisogna però introdurre un adeguamento al tempo in cui viviamo. Oggi le possibilità delle persone sono diverse, gli spostamenti sono più rapidi; queste parti si avvicinano sempre più e devono farlo anche in senso fisico. I progetti di mobilità pedonale nella frazione di Urago, gli attraversamenti protetti che verranno realizzati sulla Statale Briantea (Urago, Via Europa Unita, Rovascio), la programmazione delle sistemazioni dei marciapiedi tra Solzago e Tavernerio e all’interno del centro di Tavernerio, sono un sistema per “unire” le parti di cui ci parla il dizionario. Bisogna pensare ad un concetto di sussidiarietà tra le frazioni, un percorso di reciproca condivisione di queste peculiarità proprie di ciascun luogo: pensiamo al campetto da calcio di Rovascio, al parco della Casarga a Solzago, al campetto di Ponzate che verrà attrezzato per l’educazione stradale di tutti i bambini. I confini, la chiusura, i campanilismi non devono avere più spazio in un luogo ove le persone non sono più solo cittadini di una frazione, ma di un Comune. Paolo Lazzaroni Assessore Urbanistica e Lavori Pubblici
AMMINISTRAZIONE
Premio di studio 2016
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l 21 marzo alle ore 18,00 presso l’Auditorium Comunale di Tavernerio si è tenuta la cerimonia di assegnazione dei PREMI DI STUDIO agli studenti dell’Istituto Comprensivo che nel 2016 si sono distinti per l’alto livello scolastico. L’iniziativa, fortemente voluta dalle amministrazioni precedenti, è ormai consolidata e nella sua più recente formulazione si propone di riconoscere un merito agli studenti dell’Istituto Comprensivo “don Lorenzo Milani”, residenti nel comune di Tavernerio, i quali abbiano ottenuto risultati scolastici di eccellenza. Accedono al premio di studio gli studenti del quinto anno della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto Comprensivo di Tavernerio secondo i seguenti criteri: “migliori valutazioni d’istituto” scrutinio finale scuola primaria, 4 allievi “migliori valutazioni d’istituto” scrutinio finale classi prime e seconde scuola secondaria di I° grado, 6 allievi “migliore valutazione” esame di scuola secondaria di I° grado, 4 allievi. Ciascuno studente riceve un premio in buoni libro o buoni acquisto articoli sportivi. Negli anni ho avuto la fortuna di partecipare alla premiazione in varie vesti; innanzitutto come genitore, poi come rappresentante del Consiglio d’Istituto ed oggi come Amministratore. E’ proprio in quest’ultima veste che ho potuto apprezzare il valore di iniziative di questo genere. Mi sono emozionato guardando i ragazzi prendere posto in auditorium, prima della premiazione, e capire dai comportamenti la tensione che accompagnava questo momento; capire il loro desiderio di dare soddisfazione ai genitori e ai nonni presenti e naturalmente commossi. Ma soprattutto è stato bello vederli sorridere alla fine della cerimonia, ormai alleggeriti dalla tensione della liturgia amministrativa, soddisfatti, profondamente soddisfatti perché degli adulti sono stati capaci di
“ringraziarli” e “premiarli” per il loro impegno. Ritengo un valore fondamentale quello di mantenere un dialogo aperto tra “istituzioni” e giovani cittadini. La chiave per attivare e mantenere aperto questo scambio parte proprio dalla capacità da parte degli adulti di interessarsi, osservare, ascoltare i nostri ragazzi, in un atteggiamento non giudicante ma di fiducia nelle loro potenzialità e capacità. Quando un insegnante, un genitore, un amico o un datore di lavoro esprime la propria fiducia nelle tue capacità e nel tuo operato capisci di essere cresciuto e di aver fatto un nuovo passo in avanti. La nuova amministrazione, in coerenza con il principio di continuità amministrativa, manterrà anche per il 2017 i criteri definiti dalla precedente amministrazione per l’assegnazione del premio, ma dal prossimo anno scolastico abbiamo l’intenzione di apportare alcune modifiche al regolamento di istituzione del premio di studio. Sarà nostra intenzione passare dalla premiazione individuale alla premiazione di gruppi di alunni che abbiano collaborato all’interno di progetti. Riteniamo infatti importante valorizzare il lavoro di gruppo e la capacità di sviluppare progetti insieme. Nell’ottica di quanto detto vorremmo poter esprimere la fiducia dell’amministrazione anche a quei ragazzi che non raggiungono individualmente un livello di eccellenza, ma che sono capaci di sviluppare idee eccellenti in una dimensione di collaborazione all’interno di un gruppo; nello stesso tempo ci preme che tutti i ragazzi possano vivere esperienze significative per lo sviluppo e la crescita dei giovani cittadini, riconosciuti come componente attiva e integrante di una Comunità. Alessandro Bianchi Assessore al Bilancio e all’Istruzione
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AMMINISTRAZIONE
Insieme si fa la differenza
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n questi sei mesi di assessorato, mi sto sempre più rendendo conto che il nostro paese ha delle grandi ricchezze: le sue associazioni, i suoi volontari, tutte le persone che gratuitamente donano il loro tempo e le loro competenze per il “ben-essere” della comunità, locale e non. Mi riferisco, per esempio, alle lodevoli iniziative promosse dalle associazioni e sostenute dall’ Amministrazione a favore dei terremotati. Dalla sinergia tra i volontari, dallo scorso autunno sono stati organizzati più eventi per la raccolta di fondi da destinare ad un progetto ben preciso. Tra le varie iniziative, è stato allestito anche un punto di raccolta vestiario al centro civico “R. Livatino”. Grazie al sostegno dei cittadini di Tavernerio e di Albese con Cassano, si è potuto destinare il ricavato della raccolta fondi al comune di Cittareale per la costruzione di un prefabbricato in legno, ad uso cucina e refettorio, al servizio di circa 80 utenti della scuola e delle strutture pubbliche del paese collegato all’edifico scolastico esistente. Da queste pagine, cogliamo l’occasione per ringraziare gli abitanti, gli sponsor e le associazioni che con le loro iniziative hanno contribuito in modo significativo alla realizzazione di questo progetto che sarà ultimato pienamente entro la fine di giugno 2017. L’estate ormai è alle porte, le belle serate invitano ad uscire, ma, prima di farlo, vi consiglio di dare un’occhiata alla pagine degli eventi sul sito del Comune; troverete iniziative che potranno soddisfare sia grandi sia piccini: serate danzanti, concerti, tornei di basket e calcio. Inoltre non dimentichiamo che per i nostri eventi possiamo contare su delle strutture pubbliche denominate “centri civici”, in primis quello di via Risorgimento. Proprio al centro civico “R. Livatino” in questi mesi sono stati effettuati degli interventi di sistemazione della struttura: è stata sostituita la rete esterna, imbiancati il cancello, le ringhiere e le porte, sostituite le tende, cambiati i piani dei tavoli. Anche il Centro Civico di Solzago è stato oggetto di alcuni interventi di manutenzione, tra cui la sostituzione degli avvolgitori delle tapparelle nel salone e nell’ingresso, la sistemazione e l’imbiancatura dei bagni e dell’atrio, stuccate la chiusura delle crepe dei muri; inoltre è stato controllato lo stato del tetto nel corpo centrale, tagliati gli alberi della balza dietro l’edificio, ed è stato effettuato il primo lotto di contenimento del muro. La fontana e il parcheggio saranno oggetto di manutenzione periodica da parte di Service Idrico. 10 Il Paese
Il centro civico di Solzago, che una volta era la scuola elementare. L’obiettivo dell’Amministrazione è quello di rivalorizzare il centro civico “Borella” come luogo di aggregazione, promuovendo eventi e agevolando il lavoro delle associazioni Se leggendo questo articolo nel frattempo è salita la vostra “voglia di volontariato”, oltre alle associazioni del nostro territorio che accolgono sempre nuovi iscritti, vi segnalo due iniziative dell’amministrazione comunale: “consulta giovani” e “cittadinanza attiva”. La “consulta giovani” rappresenta uno strumento di partecipazione per i ragazzi/e di Tavernerio che hanno la possibilità di proporre temi di interesse giovanile relativi alla programmazione delle attività economiche, politiche, sociali e culturali del Paese (dai 16 ai 29 anni). Per aderire e/o richiedere informazioni scrivete all’indirizzo mail : consultagiovani@comune.tavernerio.co.it La “cittadinanza attiva” crea delle forme di collaborazione fra i cittadini e l’amministrazione comunale per la cura, il recupero e lo sviluppo dei beni comuni urbani e lo svolgimento di attività di servizio per la comunità. E’ rivolta a cittadini maggiorenni con idoneità psicofisica. Per aderire e/o richiedere informazioni scrivete all’indirizzo mail: cittadinanzaattiva@comune.tavernerio.co.it Assessore Ambiente e Sport, Oriana Molinaro
AMMINISTRAZIONE
Il PLIS “Valle del Torrente Cosia” l 24 febbraio, in un’assemblea pubblica presso l’Auditorium di Tavernerio, le amministrazioni comunali di Como, Albese con Cassano e Tavernerio hanno presentato l’iter per la costituzione del PLIS “Valle del Torrente Cosia”. L’amministrazione comunale di Como era rappresentata dall’ Assessore all’Urbanistca Lorenzo Spallino mentre erano presenti il Sindaco di Albese con Cassano Alberto Gaffuri e il Sindaco di Tavernerio Mirko Paulon. Sono intervenuti anche l’Assessore Paolo Lazzaroni e l’architetto Giovanni Rho, tecnico del Comune di Como, che hanno coordinato il gruppo di lavoro per la definizione della documentazione necessaria per la costituzione del Parco e, per l’associazione Città Possibile, l’architetto Giuseppe Reynaud. Di seguito alcuni cenni su quanto discusso dell’incontro pubblico a cui hanno partecipato più di duecento persone. Il Parco Locale di Interesse Sovracomunale (PLIS) del-
la Valle del Torrente Cosia vede in questa prima fase l’adesione ed il coinvolgimento dei territori dei Comuni di Como, Tavernerio, Albese con Cassano e Albavilla. È un ambito ricco di valenze paesaggistiche, naturalistiche, geologiche, storiche e culturali. Per la sua collocazione e conformazione l’ambito del Parco risulta caratterizzato da una articolazione del sistema del verde che risponde pienamente ai requisiti ricercati e promossi dalla pianificazione urbanistica sovraordinata, con particolare riferimento al Piano Territoriale di Coordinamento Provinciale (PTCP) di Como; l’ambito infatti si pone quale elemento strategico di connessione e integrazione tra il sistema del verde urbano e le aree protette di interesse regionale (Parco Spina Verde di Como). Quale ambito di cerniera tra le “aree di rilevanza ambientale” del Triangolo Lariano (rif. L.R. 86/1983 art. 24) e quelle delle fascia Pedemontana Briantea è pertanto un esemplare elemento naturalistico costitutivo e fondamentale della “rete eco-
Il progetto del PLIS “Valle del Cosia” così come è stato posto in discussione in questi mesi tra i tre consigli comunali interessati Il Paese 11
logica provinciale”. Il Parco ha come finalità, oltre la conservazione e la gestione del patrimonio naturale e dei beni storici e architettonici, attraverso la salvaguardia del paesaggio e delle tradizioni culturali dei territori afferenti il bacino del Torrente Cosia, anche l’obiettivo di promuovere forme di socializzazione, iniziative educative e/o promozionali nonché di fruizione delle specifiche valenze ambientali che contraddistinguono questo ambito. In particolare le aree destinate alla funzione ricreativa sono i luoghi di incontro e spazi di relazione, localizzati/da localizzare lungo la rete della viabilità minore, considerando prioritariamente i punti rilevanti per la fruizione delle valenze paesaggistiche e ambientali che contraddistinguono il territorio, anche con riferimento alla panoramicità. Questi spazi potranno assolvere ad una funzione didattica in relazione agli aspetti naturalistici, paesaggistico-ambientali e storicoculturali, configurandosi come “aule all’aperto” e potenziali laboratori per esercitazioni volte al recupero e valorizzazione degli elementi “identitari” dei siti. Gli obbiettivi di salvaguardia e di valorizzazione riguardano in generale il sistema delle acque e degli ambienti ripariali, le aree di natura, la rete dei sentieri, i monumenti della storia e cultura locale e le attività agricole residuali. Rientrano in particolare tra le finalità del parco: mantenere una zona filtro nei confronti delle aree urbanizzate allo scopo di formare cinture verdi periurbane; contribuire alla preservazione e/o al ripristino di ambiti paesaggistici di significativo valore; favorire il mantenimento e la crescita di una rete ecolo-
gica tra aree naturali protette; proteggere gli ecosistemi, conservare le biodiversità, promuovere la difesa idrogeologica, la fruizione sostenibile del territorio e l’eventuale produzione di beni e servizi ecocompatibili, il recupero di aree degradate o abbandonate; mantenere la rete di sentieri e di strade interpoderali esistenti, prevedere e valorizzare una rete di sentieri ciclo-pedonali per il collegamento tra i centri abitati ed i principali luoghi attrattori presenti all’interno del parco; garantire la fruizione sociale del territorio per la contemplazione, il tempo libero, la ricreazione, secondo livelli di turismo agro-ambientale e annesse attività sportive in armonia con l’ambiente protetto, la creazione di itinerari a tema e di punti informativi, l’integrazione fruitiva e funzionale tra area protetta e insediamenti nonché con le altre aree protette; effettuare le necessarie manutenzioni, in accordo con le autorità competenti, relative alla salvaguardia idrogeologica dell’alveo del Torrente Cosia. Nel corso dell’incontro i cittadini intervenuti hanno manifestato preoccupazione per eventuali modifiche ai regolamenti di taglio dei boschi e per l’attività venatoria. Gli amministrazioni presenti hanno precisato che per l’attività venatoria si applicano le normative vigenti e non ci saranno modifiche con la costituzione del PLIS. Anche per il taglio piante si applicheranno le disposizioni già previste per le aree interessate dal parco. La redazione
I numeri del PLIS “Valle del Torrente Cosia” Superficie ha 715,26 (mq 7.152.625), così ripartita: Comune di Como ha 209,14 Comune di Tavernerio ha 63,66 Comune di Albese con Cassano ha 442,45 Torrente Cosia tratto in Comune di Como km. 3,532 tratto in Comune di Tavernerio km. 2,707 tratto in Comune di Albese con Cassano km. 1,989 Percorsi km 46,1 così articolati: viabilità principale km 9,1 percorsi a fruibilità pedonale – esistenti km 34,3 percorsi a fruibilità pedonale – da ripristinare km 2,7 12 Il Paese
LA MINORANZA
Plis, plissè e dintorni, te lo dico dopo
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ancano pochi mesi al primo giro di boa all’interno dell’amministrazione comunale come gruppo di minoranza. Un mestiere difficile quello dell’amministratore e certamente troveremo concordi anche tutti i membri dell’attuale giunta. È evidente da tempo l’impegno dovuto e impiegato per affrontare questioni del territorio comunale annose e di difficile gestione. Quel che però ci sembra mancare in questo operare è un’attenzione particolare alla comunicazione che riteniamo di fondamentale importanza per poter effettuare delle scelte condivise e “gradite” dai cittadini. Viceversa, ci rendiamo conto che veniamo a conoscenza, noi gruppo di minoranza, come voi cittadini semplici, di scelte fatte solo a delibere effettuate. Due esempi semplicissimi: recentissima è stata l’approvazione del “parco locale d’interesse sovracomunale” la cui notizia è folgorata in paese senza alcun preavviso. Analogamente il progetto di inserimento della scuola
materna nel complesso scolastico “Don Milani” all’interno del progetto di adeguamento dell’edificio alla normativa antincendio. Due progettualità forti per il Paese. Di cui il Paese può prendere solo atto. Non ci sembra questa la sede opportuna per sollevare le perplessità che dell’uno o dell’altro progetto non ci convincono. È forse questa però la sede migliore per chiedere al nostro Sindaco e ai suoi consiglieri di rendere noi e voi più partecipi nella comunicazione. Se si effettuano delle scelte o si promuovono degli obiettivi è cosa buona e giusta condividerli, comunicarli. A voce alta. Eventualmente testare se anche la cittadinanza è d’accordo. Preventivamente. Non smettiamo infine di ribadire che noi ci siamo e siamo disposti a collaborare anche nel confronto di progettualità così forti. Io, Tavernerio
Mappa toponomastica di Tavernerio, tratta dal volume Tavernerio, toponomastica storica, di Rita Pellegrini
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ASSOCIAZIONI
ASSOCIAZIONE RAGGI DI LUCE
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’Associazione Raggi di Luce con le sue molteplici attività ludiche e culturali, ha “riscaldato” i suoi numerosi soci con proposte allettanti, durante un inverno breve ma molto freddo. Ha arricchito la cultura ed appagato gli occhi dei suoi iscritti con bellissime ed interessanti mostre e visite: l’Accademia Carrara a Bergamo, Rubens e Manet a Milano, i magnifici colori del campo di tulipani a Cornaredo coi soi magnifici colori..Ha pensato e programmato un nuovo corso "Bambine in movimento” dedicato alle giovanissime; una ginnastica artistica fatta in modo giocoso, per le bambine dai 3 ai 10 anniUn primo assaggio di mare è stato il week end pasquale ad Alassio, in attesa della vera vacanza che avverrà a settembre, quando il meraviglioso e incantevole mare di Orosei accoglierà i soci iscritti. A breve, gli appassionati di teatro potranno prenotarsi per la stagione teatrale 2017/2018 al Piccolo Teatro di Milano per la quale è necessario ottenere l’abbonamento. La bella stagione è iniziata ed il Campo di bocce aspetta chi desidera avvicinarsi al "Pallino". Verranno organizzate anche piccole gare. Vivaci e intriganti continuano i corsi di ginnastica, di ballo, di pilates/ piloxing e i corsi di inglese e spagnolo, con insegnanti di madrelingua. I tornei amatoriali di burraco ormai sono diventati una tradizione del divertimento statico nelle sale del Centro Civico “R. Livatino”, e i pomeriggi danzanti con orchestra dal vivo rendono più vitali queste sale. 14 Il Paese
Le visite alla Villa Melzi di Bellagio e alla Villa Monastero di Varenna, ci offrono l'occasione di godere della libera e fresca aria del lago, del suo splendore e dei suoi gioielli. Non ci sono parole per descrivere la magniloquenza dei fuochi d'artificio visti dal battello in occasione della Sagra di San Giovanni all'Isola Comacina. Insieme alla partecipazione a queste iniziative, non va dimenticato che gli iscritti all'associazione hanno diritto a uno sconto del 10% sull'uso
della piscina della Cooperativa Colisseum per corsi collettivi. Le iniziative vengono programmate con frequenza e tutte le informazioni si possono avere presso la segreteria dell’associazione e con le locandine che vengono esposte presso gli esercizi, in diversi punti del paese e delle frazioni. La segreteria è aperta nei giorni di: lunedi, mercoledì e giovedì dalle ore 10 alle ore 11,30. Buona estate a tutti. Il Direttivo
SCI CLUB BOLETTO
ANTICA VIA DELLA VALLE DEL COSIA
Consuntivo della stagione invernale 2016/17
(In continuitá col progetto “Antica Via Longa)
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iamo al termine di questa stagione invernale 2016/2017 che si è dimostrata la fotocopia della stagione precedente per quanto riguarda le precipitazioni nevose e non molto dissimile in generale dagli ultimi anni. Con questa premessa, facciamo un bilancio su quanto vissuto. A causa del ritardo delle nevicate, il nostro programma ha subito una forte contrazione in quanto siamo stati costretti a cancellare alcuni appuntamenti, per l’indisponibilità delle stazioni alla preparazione dei tracciati gara, e anche per la pericolosità degli stessi; pertanto sono stati eliminati il trofeo “Damiano Oreggia A.M.”, gara sociale, ed il trofeo “Fausta Fumei”, gara intersociale aperta. Buona partecipazione hanno invece riscontrato le seguenti iniziative: l’uscita di più giorni ad Andalo a gennaio, il 9 aprile l’appuntamento a Cervinia, il 18 giugno la gita estiva escursionistica in Liguria. Il nostro impegno come ogni anno si è rivolto anche al sociale, in collaborazione con altre associazioni: ottobre 2016 vendita mele a favore dell’Associazione Sclerosi Multipla, il 23 ottobre “Associazioni Insieme”, a dicembre allestimento albero natalizio in piazza, l’8 dicembre lancio palloncini ed il 18 dicembre la fiaccolata. La sera del 6 maggio 2017 cena sociale, a conclusione della stagione. Il giorno 11 giugno 2017, Sagra di S. Fereolo, saremo presenti con le altre Associazioni con uno stand. Il Direttivo
bbiamo raccontato nello scorso numero de “Il Paese” del progetto “Antica Via Longa” che, su iniziativa di un gruppo di associazioni briantee, intende “ri-scoprire” e valorizzare il possibile percorso storico che collegava Como con Bergamo per arrivare fino ad Aquileia. Diverse associazioni e l’Amministrazione di Tavernerio hanno aderito al progetto nelle singole tappe attuative sostenendo il potenziale valore di promozione storico-culturale e di tutela e valorizzazione del territorio. Il 9 di ottobre 2016 Tavernerio era già stata attraversata nel corso di un’escursione che da Alzate Brianza, passando per Orsenigo, Verzago, Montorfano è arrivata ad Urago - riscoprendone la “Calchera”, il “Bozz”, la Villa Somigli-Sessa e le antiche pertinenze oggi agricole recuperate e volte a fini didattici per le scuole e ragazzi - per poi terminare sulla cima del Montagnino di Montorfano. Il 26 febbraio scorso Tavernerio è stata nuovamente protagonista centrale dell’escursione guidata lungo “L’antica Via della Valle del Cosia”. I circa 7 chilometri di camminata sono stati baciati da una soleggiata mattinata di fine inverno. Partendo da San Fereolo, dopo una breve introduzione da parte di Luigi Perego (ideatore e promotore del Progetto “Antica Via Longa”) e la descrizione dell’Oratorio attraverso le immagini predisposte e raccontate da Laura Consonni, risalendo
sino “a Stelash” e poi percorrendo la via Roma si è giunti al ponte sul Cosia. Le immagini storiche dell’alluvione e l’intervento di Paolo Dal Negro hanno illustrato i tragici eventi che nel ’51 hanno segnato la storia del paese. Risalendo dalla scalinata “Guido Frangi” si è giunti alla Chiesa di S. Martino. Accolti dalle note suonate dall’organista Ismaele Gatti, abbiamo ascoltato un bellissimo inquadramento storico di Tavernerio - articolato da Rita Pellegrini - gli elementi di connessione tra il Castrum, Baradello e fortificazioni sul Monte-Orfano, la rilevanza di Tavernerio lungo le possibili vie storiche da e verso Como. Dopo aver ammirato la vista panoramica a 180° da piazza Castello (in cui era anche installata una riproduzione di una foto panoramica risalente al 1880 circa!) e incuriosito i partecipanti anche con le “Tavole a Mulino”, ci si è diretti verso la Fonte Plinia ove siamo stati felicissimi ospiti della Comunità “Rosa dei Venti” e dove la rilevanza - presente e passata - della fonte e del parco sono stato illustrati da Alessandro Bianchi. Continuando fino alla Casarga e passando in prossimità della “Case Rosse” ci si è diretti in prossimità dell’imbocco della Via del Tram e più sotto, superando l’area della Cascina San Bartolomeo si è imboccata la via che porta a Ravanera –“L’antica Via che scende nella val-
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ASSOCIAZIONI le del Cosia”. Un breve sguardo alla chiesa di San Francesco (di Camnago) è stata l’occasione per una pausa ristoratrice con lo sguardo alla potature delle viti nel vicino terreno agricolo e con le curiosità raccontate da Beppe Reynaud relative alla “vite Maritata e al “Lazzaretto” posto nelle prossimità della chiesetta. Superando la Villa Volta siamo quindi scesi fino al mulino Beretta. Illustrato dal proprietario sig. Giuseppe Muscionico, il mulino, ultimo dei 9 originariamente presenti nella Valle, è un vero tesoro. Autentico in tutti i sui elementi costitutivi (ingranaggi in legno, mole in pietra bocciardata a mano, buratto e setacci, cinghie in cuoio e cucchiai di carico in peltro…). Il mulino è prossimo alla via Panillani, da cui si giunge a S.Martino (della cui chiesa e “Ospitale” lungo la via che portava in città rimane ora solo il toponimo dell’area). Dall’antica Via della Valle del Cosia ci si è quindi riportati verso la Linea del Tram lungo la quale Giacomo Tettamanti ha illustrato, prima di un saluto finale, gli interessanti aspetti naturalistici della Valle. La buonissima riuscita dell’evento - oltre 200 i partecipanti (149 preiscritti online e molti altri presentati senza preiscrizione) con almeno un 50-60% di persone provenienti da altri comuni (fin da Rogeno, Seregno, Cremnago di Inverigo..) – è sicuramente il risultato della cooperazione di molte persone e associazioni a cui è doveroso rivolgere un
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rigraziamento: all’amica Rita Pellegrini, profonda conoscitrice della storia di Tavernerio per il tempo e la professionalità con cui ha seguito, contribuito e indirizzato lo sviluppo dei contenuti. Alle Parrocchie di Tavernerio e Camnago, al Sig. Muscionico (mulino Beretta) e alla Fondazione Rosa dei Venti proprietari e/o gestori dei luoghi visitati per aver aperto le porte (letteralmente) a questa iniziativa. Alle tante persone che - come “Cittadinanza Attiva” - hanno contribuito alla pulizia e consolidamento di alcuni tratti del percorso -giovani e meno giovani; da vicino (la Città Possibile, Consulta Giovani, l’Ontano, il Gruppo Antincendio, Fondazione Somaschi, Comitato Civico Progetto in Comune,..) e da più lontano (qualcuno arrivava da S. Fermo della Battaglia). All’amministrazione di Tavernerio e alle molte altre che stanno sostenendo e patrocinando l’iniziativa. Riferimenti per chi vuole saperne di più: Progetto “Via Longa”: http:// brianzacentrale.blogspot.it/; Associazione Calnach: profilo facebook: “Associazione Calnach”; Gruppo Culturale “MARTESANA” rif.Antonello Marieni: mari.lello@virgilio.it; Progetto In Comune: http:// www.progettocomunetavernerio. it/ Ami-KiA.P.S. WWW.AMI-KI. ORG. Dario Montermini Ami-Ki A.P.S.- Tavernerio
Villa Plinia e il suo parco
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a Struttura Residenziale Plinia, immersa in un meraviglioso parco, accoglie adolescenti con difficoltà e ha il compito primario di curare contenere e crescere attraverso molteplici interventi, molti dei quali riguardano la gestione della vita quotidiana. I ragazzi, insieme agli operatori, si occupano di cucinare e di igienizzare gli spazi che abitano; svolgono commissioni esterne alla comunità e attività educative e ricreative. Queste ultime permettono ai nostri giovani ospiti di fare esperienze di relazioni positive, incentivando la socializzazione e l’integrazione sociale. La comunità è un luogo che contiene e protegge, ma che non isola e non esclude.
Negli ultimi anni abbiamo avuto modo di essere accolti durante eventi organizzati dal comune di Tavernerio e dalle associazioni che ne fanno parte; in altre occasioni siamo stati noi ad accogliere i cittadini di Tavernerio e di altri paesi per eventi in comunità. Sono state esperienze di enorme valore sociale. Molti taverneriesi hanno raccontato ricordi d’infanzia e avvenimenti accaduti proprio nel parco di Villa Plinia: le corse tra gli alberi con gli amici, i primi baci sotto i castagni, le passeggiate con i nipotini… Il parco è aperto a tutte le persone che desiderano partecipare alle nostre iniziative. Tra queste, il laboratorio Umanità e Salute, che offre la possibilità di prendersi cura della mente e del corpo. Tre giorni alla settimana (lunedì 11:00-13:00; martedì 10:30-12:30; venerdì 15:3017:30) è possibile rilassarsi, passeggiare e/o leggere un libro all'ombra degli alberi secolari presenti nel parco di Villa Plinia, forse incontrare caprioli, scoiattoli, volpi... e bere un fresco bicchiere d'acqua della nostra Fonte Plinia del Tisone. Gli ospiti della comunità, gli operatori e i cittadini possono usufruire di un articolato e divertente percorso vita costituito da ventidue stazioni fornite di attrezzi utili per fare ginnastica e tenersi in forma all'aria aperta. Da oltre un anno, grazie alla generosità di molte persone abbiamo raccolto e stiamo raccogliendo,
molti libri di ogni genere: romanzi, storie per bambini e ragazzi, volumi didattici, di cucina, d'arte, di cura del verde e testi specifici per approfondimenti culturali. E' possibile leggere i volumi nel parco o portarli a casa. Un altro interessante progetto è quello della Trattoria Sociale, che prevede l’organizzazione di un pranzo, il cui menù viene strutturato, realizzato e servito dai ragazzi ospiti di Villa Plinia, con il preziosissimo aiuto della pro loco di Tavernerio. Il pranzo rappresenta un’occasione di apertura e di incontro nei confronti di piccoli gruppi di amici, vicini e/o concittadini che hanno il piacere di venirci a trovare. Durante questi momenti è possibile trascorrere del tempo in modo conviviale, parlare, fare una partita a calcetto o una passeggiata nel parco. L’esperienza di incontro con l’altro è unica e arricchente, è pertanto importante valorizzarla e coglierne i significati. L’educazione all’accoglienza alla condivisione e al rispetto dell’altro sono obiettivi da coltivare e a cui tutti dovrebbero ambire. Il territorio in cui si abita rappresenta il contesto sociale in cui ognuno vive, nel quale si creano le condizioni per strutturare, organizzare le relazioni e dove è possibile affrontare gioie e dolori della vita; è quindi importante, conoscere gli elementi che lo compongono e chi ci abita. Isabella Scordo e Behar T.
MINICARNEVALE A ROVASCIO
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ome dal programma annuale delle nostre manifestazioni, domenica 26 febbraio si è svolta l’edizione del Minicarnevale dedicato alle bambine, ai bambini e ai ragazzi di Rovascio presso il locale Centro civico. Buona la partecipazione dei bambini/e, circa 25, accompagnati dai loro genitori. Un pomeriggio di divertimento e come sempre un momento di incontro con gli abitanti della nostra frazione. I componenti dell’Associazione, nelle due settimane precedenti, hanno lavorato di sera sino a notte inoltrata per realizzare la maschera di Re Carnevale che ha fatto da coreografia a tutta la manifestazione; sono stati distribuiti tantissimi coriandoli e i presenti, grandi e piccini hanno gustato le “chiacchiere” che le donne della nostra associazione hanno preparato. Una giornata all’insegna del divertimento con tanti colori, tanta musica e tanta allegria, soprattutto per i piccoli bimbi e bimbe. Il sindaco di Tavernerio dott. Mirko Paulon ed il presidente dell’Associazione sig. Michele Manfreda hanno premiato, con una targa ricordo la bambina Rosita Frontera che è risultata dalla votazione del pubblico presente, la mascherina più originale. L’appuntamento al prossimo anno. Il PresidenteMichele Manfreda
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ASSOCIAZIONI
ASSOCIAZIONE MAGO LIBERO Continua con successo l’esperienza della nostra associazione. Grande partecipazione per il nostro laboratorio natalizio in cui abbiamo creato delle simpatiche palle. Anche per l’evento in piazza “Accendiamo il Natale”, siamo stati presenti con molti laboratori e un banchetto di baratto dei giochi usati. Per la prima volta quest’anno abbiamo collaborato alla festa della Giubiana con la Pro Loco e sempre insieme a loro abbiamo festeggiato il carnevale al Centro Civico con giochi, animazione e premi alle maschere più belle. Il 9 febbraio si è svolta l’assemblea annuale dei soci in cui è stato eletto il nuovo direttivo e sono state dettate le linee guida delle prossime attività. La nuova candidatura è la
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presente: Presidente: Emanuela Oreggia Vicepresidente: Alessandra Busti Tesoriere e segretario: Danilo Gallo Consiglieri: Cristina Caravello, Arianna Frigerio, Elisabetta Mauri, Marina Ostinelli, Daria Selva Il verbale completo è disponibile sul nostro sito. Continua fino alla fine dell’anno scolastico l’irrinunciabile corso di inglese che si svolge presso le scuole elementari di Tavernerio ed Albese tenuto da docenti qualificati del British Institutes di Como rivolto ai bambini e ragazzi dai 6 ai 14 anni d’età. Ben 50 sono state le adesioni. Tra gli eventi realizzati e da realizzare 9 aprile - compleanno di “Magolibero” appuntamento al Centro Civico Livatino con l’associazione “Il Tarlo” divertimento per grandi e piccini. 13 maggio - Laboratorio per la festa della mamma: i bambini hanno creato un fantastico bijoux con le loro mani da regalare alle proprie mamme. Maggio - Due serate di educazione alimentare rivolte ai genitori. 9 Giugno - Immancabile cena e festa di fine scuola insieme al Mago Salamino, ormai un appuntamento fisso che non smette mai di farci divertire. 11 Giugno -Saremo presenti alla fiera di San Fereolo con un piccolo laboratorio per bambini. Da definire ancora la data per la ormai mitica tendata, che comunque
riproporremo anche quest’anno. Questo è il percorso che stiamo seguendo, fra momenti puramente didattici e tanti momenti creati per stare insieme, percorso che desideriamo condividere con i bambini e le loro famiglie. Partecipate e sostenete l’associazione con il tesseramento o rinnovo annuale. A cosa serve tesserarsi? Come potete vedere la maggior parte delle nostre iniziative sono gratuite, oppure hanno un prezzo molto ridotto, come del resto anche la nostra tessera di 5 euro per famiglia. Ma tutto ciò che facciamo comporta diverse spese, ad esempio l’assicurazione annuale per tutti i membri che partecipano ai nostri eventi; i compensi per gli artisti, gli insegnanti o gli animatori, le pratiche burocratiche, il contributo alla SIAE per gli spettacoli o per i film proposti, i materiali d’uso per i laboratori… spese invisibili, ma presenti.Seguite tutti gli appuntamenti e le novità sul nostro sito www.magolibero.it o sulla nostra pagina Facebook www.facebook.com/magoliberotavernerio, contattateci al nostro indirizzo mail info@magolibero.it. Come sempre cerchiamo nuove forze, nuove idee e nuovi volontari, per questo vi invitiamo a partecipare attivamente alle nostre riunioni del giovedì sera, alle 21, presso la Biblioteca comunale. Più siamo più cose si possono fare!! Vi aspettiamo numerosi! Alessandra Busti Vicepresidente Magolibero
REALTA’ DEL TERRITORIO IL RITIRO E LA CRESIMA DI 40 RAGAZZI A TAVERNERIO
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o scorso 18 febbraio, i nostri ragazzi di seconda media, una quarantina in tutto, hanno ricevuto il sacramento della Confermazione dopo un cammino iniziato in seconda elementare e durato sei anni e che li ha visti ricevere nell’ordine prima la confessione in terza elementare, la comunione in quarta elementare e poi appunto la cresima. Lo scorso 5 febbraio con le loro catechiste, alcuni genitori, guidati da don Lorenzo, presso la casa dei Padri Saveriani hanno vissuto una bella giornata di ritiro. Dal mattino fino al tardo pomeriggio hanno pregato, fatto silenzio, ascoltato la predicazione di don Lorenzo, fatto le attività con le catechiste e concluso con la messa a cui hanno partecipato anche tutte le loro famiglie. È stato un momento bello e ricco e i ragazzi sono proprio stati bravi e si sono impegnati. Il giorno della loro cresima è venuto il Vescovo Diego Coletti, da poco in pensione, ma ancora attivo e pieno di spirito e di simpatia. Li ha prima incontrati e poi ha celebrato l’Eucarestia impartendo loro il dono dello Spirito Santo. In quell’occasione i genitori avevano preparato una lettera, frutto di un incontro di una “domenica insieme” (così si chiamano le domeniche in oratorio legate alle classi di
catechismo dove i genitori si incontrano per vivere una catechesi e i ragazzi, dopo aver pranzato insieme e condiviso la messa delle 10,30 con la comunità, giocano insieme). Qui di seguito riportiamo la bellissima lettera letta durante la santa cresima: “Caro figlio, cara figlia, scriviamo questa lettera per raccontarti la bellezza di seguire Cristo. Anche noi ripensando alle nostre esperienze da adolescenti, quando frequentavamo l’oratorio e il catechismo, come te eravamo parte di un gruppo di ragazzi uniti nelle nostre diversità, stimolati a condividere esperienze che ci aiutavano a crescere. Non possiamo dare forma e sostanza alla tua fede, possiamo solo dirti che l’incontro con Dio ha avuto per noi un grande valore. Le esigenze dell’uomo sono sempre le stesse, ci rendiamo conto che la vita di oggi propone tante distrazioni e pochi momenti di silenzio, di riflessione e di relazione con gli altri. Noi ci impegneremo sempre perché tu possa guardare oltre. La vita ti metterà tante volte alla prova, ma potrai trovare aiuto nella fede e nella preghiera. Rispetta chi ti sta accanto, tenenedo sempre presente il comandamento di amare il prossimo come te stesso. Accorgersi dei bisogni degli altri, donando il meglio di te. Le nostre esperienze ci hanno fatto capire che la famiglia è un dono importantissimo, quindi fidati dei tuoi genitori e delle persone che quotidianamente ti accompagnano lungo il cammino. La nostra crescita comunitaria ci ha fatto incontrare persone che con piccoli e semplici gesti ci hanno fatto assaporare la presenza di Dio. Ti auguriamo di saper cogliere queste situazioni che anche tu incontrerai: basta guardare attentamente aprendo il tuo cuore. Ognuno di noi custodisce un tesoro.” Don Alessandro De Pascale
La chiesa dell’Eucaristia a Tavernerio, dove è stata amministrata la Cresima ad un numeroso gruppo di ragazzi del paese. Il Paese 19
REALTA’ DEL TERRITORIO
Viaggio a Cork: Inviati “virtuali” al St.Patrick’s Day!
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ello scorso mese di marzo, un breve viaggio di famiglia in UK e Irlanda è diventato pretesto e occasione di una divertente ma anche utile attività proposta ai ragazzi della nostra scuola. Il viaggio era originariamente pensato come visita nella settimana del St.Patrick’s Day ad alcuni amici, associati Ami-Ki, residenti oltremanica, che hanno in passato partecipato ad iniziative dell’Associazione in Italia (Progetto WWKGOrto Grande come il Mondo, Campus Estivi, ecc.). Preparandoci al viaggio, lo scorso gennaio, abbiamo contattato associazioni culturali, scuole e enti in Irlanda e Regno Unito potenzialmente interessati a sviluppare iniziative di interazione con i nostri giovani e ragazzi. A risponderci con grande interesse è stato l’Art Office (potremmo definirlo “Assessorato all’Arte e Cultura”) del Consiglio della Città di Cork- organizzatore della Parata di San Patrizio per la Città che si affaccia sulla costa sud dell’Irlanda. Con le insegnanti e il dirigente scolastico dell’I. C. di Tavernerio abbiamo vagliato le possibili attività coerenti con i percorsi didattici correnti e con le fattibilità logistiche. Ne è nata l’idea di un incontro “via WEB” tra Tavernerio e Cork in cui gli studenti delle classi prime A e B secondarie inferiori hanno potuto incontrare i referenti irlandesi intervistandoli sulla loro cultura ed usi: il tutto, ovviamente in inglese. La preparazione dell’incontro è stata sviluppata dalle insegnanti come laboratorio multidisciplinare nelle
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settimane precedenti al viaggio attraverso approfondimenti di “musica” (con la presentazione in aula di alcuni strumenti tipici Irlandesi), di “italiano” (con dei focus sul “Limerick ”-componimenti poetici la cui denominazione viene anche riferita all’omonima Città Irlandese), di “storia locale” (con la presentazione da parte di Don Agostino Clerici della Chiesa di Ponzate - dedicata a Santa Brigida di Irlanda, patrona dell’isola assieme a San Patrizio)... anche un’inaspettata serata di musica irlandese del gruppo Filidh di Erba (serata organizzata dalla ProLoco Tavernerio con sig.Corbetta di Albavilla presso l’Auditorium di Tavernerio) è stata occasione di partecipazione e approfondimento di alcune insegnanti e studenti. Nella settimana del 17 marzo (giorno di San Patrizio), dopo un rapido incontro a Londra con Margot e Samantha, siamo arrivati a Cork dove ad accoglierci c’era la famiglia Shorthall (anch’essi amici già passati a Tavernerio), un po’ di nuvole, qualche raggio di sole, tanto verde e tanta tranquillità. In una fresca mattinata, ci siamo recati presso il “City Council” di Cork. Gli uffici dell’Art Office stanno nella costruzione più moderna - con una grande parete di ingresso a vetri e open spaces - del plesso municipale in centro città. A riceverci alla reception è arrivata Priscilla - nostra connazionale che svolgeva in quel momento un’intership - lavoro temporaneo - a Cork) che ci ha accompagnato nella sala predisposta per il collegamento con
Tavernerio. Assieme a Paola e me, c’erano ovviamente Allegra (in “rappresentanza ufficiosa” delle classi secondarie coinvolte) e Leone (“osservatore” divertito e allegramente rumoroso…). Dopo aver conosciuto Robert, Peter e Jean abbiamo chiamato l’Italia: su una linea (visibili attraverso Skype via computer e LIM) avevamo le classi prime di Tavernerio; su una seconda linea (Skype via smartphone) avevamo Simona Ballatore - giornalista per “Il Giorno”- da Milano (una interconnessione che sarebbe stata probabilmente apprezzata anche da Guglielmo Marconi che proprio da Mizen Head - nell’estremo sud ovest dell’Irlanda - sperimentò i primi collegamenti telegrafonici all’inizio del 1900…). Gli studenti a Tavernerio erano preparatissimi, vestiti a tema e soprattutto curiosi di far domande e mettersi alla prova con l’inglese con il supporto e il grande coinvolgimento della professoressa Infante (prof di Inglese) e
dei molti docenti coinvolti nell’iniziativa. Gli intervistati irlandesi si sono dimostrati molto attenti a rispondere alle molte curiosità dei ragazzi con toni pacati e sempre pronti ad un sorriso o una battuta: propensione diffusa tra gli Irlandesi incontrati. Le classi hanno poi inviato la registrazione video di un piccolo saluto collettivo ritrovandosi quindi “pubblicati” sui siti istituzionali di Cork e della Parata Cittadina e mandando un contributo di allegria per il giorno di San Patrizio. Una lettera di ringraziamento al Comune di Cork da parte di Ami-Ki, I.C.Tavernerio e Amministrazione del Comune di Tavernerio, oltre ad alcune copie della raccolta delle foto storiche di Tavernerio donate dall’associazione Raggi di Luce sono state particolarmente gradite presso l’Art Office. L’intera esperienza sembra essere stata molto apprezzata dai ragazzi ma anche dai docenti (a cui è doveroso un ringraziamento per aver costruito attorno ad una semplice intervista un vero e proprio percorso coordinato e multidisciplinare per gli studenti); molto positivi sono stati anche i ritorni dall’Art Office di Cork (che sarebbe lieto di ritrovarci in futuro) e dall’Amministrazione di Tavernerio che ha patrocinato l’iniziativa. Poter conoscere altre culture, incontrare altri paesi pur avendo/prendendo coscienza della propria storia e valorizzando le proprie identità culturali: questi sono i perchè di questa iniziativa che abbiamo inteso proporre come Associazione Ami-Ki e che sicuramente proveremo a sviluppare in futuro. Di rientro da Cork, ci siamo fermati a Cambridge (UK), dove con Laia Portet (lì ricercatrice Universitaria di Storia) stiamo avviando un progetto di collaborazione che dovrebbe muovere i primi passi nel corso del prossimo Campus Estivo 2017 Ami-Ki in cui, com’è ormai tradizione, incontreremo anche quest’anno nuovi ragazzi/e dal mondo.
Le impressioni dei ragazzi delle Prima A e B CLASSE 1B Finalmente l’Irlanda! Erano tre mesi che ci preparavamo per l’intervista: prima abbiamo studiato le bandiere, la storia di S. Patrizio, i simboli dell’Irlanda e un approfondimento su S. Brigida scoprendo che a Ponzate c’è una chiesa dedicata a lei. Il giorno dell’intervista noi tutti ci siamo truccati di bianco, verde e arancione facendoci poi dei trifogli sul viso. Questa esperienza ci è piaciuta molto. Speriamo di rifarla!! Il nostro viaggio ‘virtuale’ in Irlanda Alla scuola Don Milani di Tavernerio, martedì 14 marzo, si è svolto un progetto a lungo atteso: una chiamata via skype che ha collegato gli alunni delle classi prime medie con l’ Irlanda. L’ iniziativa è partita da Dario Montermini, il padre di un’ alunna della prima B, il quale con la famiglia ha fatto un viaggio in Irlanda. A questo progetto ha
aderito soprattutto la prof. d’inglese Infante, la quale ha fatto fare delle domande ai ragazzi, rivolte a Priscilla e Robert, i quali si trovavano in Irlanda, a Cork con Dario e la sua famiglia. E’ stata un’ esperienza unica che ha coinvolto con molto entusiasmo le due classi prime medie, che si sono divertite e nel frattempo hanno conosciuto l’Irlanda. Questo progetto è stato molto bello e interessante, per tanti motivi: abbiamo parlato in inglese, stampando dei “copioni”, per poi leggerli; abbiamo creato anche un cartellone molto bello, particolare e colorato; abbiamo imparato diverse leggende e ci siamo vestiti tutti di verde e arancione. Ma la cosa migliore è che ci siamo divertiti tutti, anche se all’inizio eravamo tutti molto agitati e avevamo paura di sbagliare. Durante il collegamento skype non abbiamo capito molto di quello che hanno Il Paese 21
detto e ci dispiace perché ci sarebbe piaciuto riuscire a seguire di più il discorso. Robert e Priscilla ci sembravano molto felici di essere intervistati da due classi di un paese diverso. Speriamo un giorno anche noi di riuscire ad andare in Irlanda!
d’Irlanda: Cork. Per questa indimenticabile esperienza bisogna ringraziare tutti i docenti e, soprattutto, l’associazione Ami-ki che ha permesso di creare un ponte tra noi e l’Irlanda, e fare lezione in modo diverso.
LIMERIK 1 L’Irlanda abbiamo conosciuto Ed il suo paese ci è piaciuto, questa esperienza è stata educativa ma soprattutto istruttiva. Viva l’Irlanda che abbiamo conosciuto!!!!!
CLASSE 1° A:
La nostra visita in Irlanda La prima A e la prima B hanno fatto un’esperienza nuova: un collegamento via skype in aula con l’Irlanda e Cork. Alcuni di noi erano anche addetti alle riprese del collegamento con i device della scuola per poter riascoltare in classe e commentare a posteriori con i nostri prof. tutto quanto. Questa attività è stata interdisciplinare e ha coinvolto i docenti di musica, italiano, storia, geografia e ovviamente inglese: abbiamo studiato l’Irlanda da tutti i punti di vista e abbiamo fatto lezione in un modo diverso. Ci è piaciuta, in particolare, la musica celtica. Altre attività che ci aspettano: la continuazione del progetto ECO-SCHOOL e l’ormai tradizionale Salvataggio degli Anfibi, al lago del Segrino….di cui vi diremo.
Collegamento per il giorno di st. Patrizio Potrebbe sembrare una cosa strana: Tutti gli alunni delle classi prime dell’istituto comprensivo di Tavernerio, vestiti di verde con trifogli e bandierine dell’Irlanda, uniti per partecipare ad un evento speciale: st. Patrick’s day. Quest’esperienza è iniziata con Allegra, inviata speciale a Cork in viaggio con la sua famiglia. Cork e l’Irlanda hanno coinvolto molto gli alunni che, per l’evento, hanno preparato domande e curiosità da chiedere a Priscilla e Robert, amici dell’inviata. Il collegamento, avvenuto il 14 marzo via skype tramite la Lim di classe (lavagna interattiva multimediale), è servito ai ragazzi per imparare a parlare meglio l’inglese e a conoscere le tradizioni di un piccolo angolo
Da Tavernerio all’Irlanda “in valigia”: Tavernerio in Irlanda. Tutto iniziò quando Dario Montermini, fondatore società Amiki, organizzò un viaggio con la famiglia a Cork… il tutto si è trasformato in un’attività per noi, “in valigia” con loro. Abbiamo iniziato studiando in modo interdisciplinare la storia dell’Irlanda, di Cork, e il St.Patrick day e abbiamo scoperto che a Ponzate, frazione di Tavernerio, la parrocchia è dedicata a Santa Brigida d’Irlanda, seconda patrona. Ringraziando per la disponibilità, abbiamo incontrato Don Agostino, parroco di Ponzate, che ci ha accolto nella parrocchiale spiegandoci con precisione la storia del culto di Santa Brigida proprio a Ponzate. Prima e durante il collegamento eravamo tutti molto ansiosi ed emozionati, oltre che curiosi per un’esperien-
LIMERIK 2 In tre mesi ci preparammo e in Irlanda ci trovammo. Di cibo, scuola e attività parlammo in gran quantità. Quel fantastico collegamento con l’ Irlanda.
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za per noi importante dal punto di vista linguistico e culturale. Irlanda: un esperimento del tutt nuovo: L’attività Irlanda si è svolta il giorno 14 marzo 2017 per le classi prime medie della scuola secondaria di Tavernerio. Il collegamento con Cork si è svolto grazie ad un’applicazione chiamata Skype, scaricata sulla LIM della nostra classe, che ci ha permesso di parlare ed interagire con audio e video con persone lontane. Per essere in Irlanda, ci siamo truccati il viso e colorati i capelli con i classici simboli irlandesi, usati oggi nella parata di San Patrick, evento molto sentito e partecipato in Irlanda. Molti di noi pensano che sia stata un’esperienza nuova in cui abbiamo provato a cimentarci con la lingua inglese, oltre che fare un vero percorso interdisciplinare. ECO-SCHOOL: progetto per diventare una scuola verde. L’Istituto Comprensivo di Tavernerio partecipa al progetto eco-school. La sede di Tavernerio dei rifiuti, la sede di Albese dell’acqua. Ognuna delle nostre classi di Tavernerio si occupa di un tema. La nostra classe, la prima A, ha deciso di realizzare un robot con materiali riciclati: siamo all’inizio, ma le idee sono tante e anche l’entusiasmo. Ora stiamo studiando i rifiuti e il riciclo con gli esperti della Service 24: proprio, oggi, martedì 28 marzo siamo andati in uscita alla piattaforma ecologica per capire la differenziazione dei rifiuti. Tutti noi ci stiamo impegnando perché questo tema non riguarda solo i grandi, ma chiunque, anche noi, perché l’ambiente è un bene prezioso che tutti devono rispettare
ECO-SCHOOL: una scuola sempre più verde Il progetto ECO-SCHOOL a cui aderisce il nostro istituto ci sta insegnando con semplici azioni quotidiane a migliorare e rispettare l’ambiente che ci circonda, partendo dalla nostra scuola. In questo periodo ci siamo concentrati sulla progettazione di un prototipo di un robot ecologico realizzato con materiali riciclati. Con gli esperti della Service 24 abbiamo visitato la piattaforma ecologica e stiamo studiando il significato del riciclaggio: un avventura, solo iniziale. MOSTRA FOTOGRAFICA “Quando le mani dicono più delle parole” 2 aprile 2017: giornata della consapevolezza sull’Autismo, una delle disabilità ancor oggi più studiate. Per gli alunni e i docenti dell’Istituto Comprensivo è stato importante esserci, in un modo particolare, con la mostra fotografica “Quando le mani dicono più delle parole”. Protagonisti in un ponte ideale gli alunni del nostro istituto frequentanti il plesso di Villa Santa Maria e gli alunni delle nostre classi di Albese e Tavernerio con i loro compagni: le loro mani si sono strette come nella quotidianità di ogni giorno di scuola e nella sfida educativa – didattica che rende unico il lavoro del docente e preziosa la quotidianità dell’essere alunni.
Indicativo presente e futuro La realtà scolastica è sempre stata complessa perché ogni bambino è sempre più prezioso e diverso, poco abituato all’ascolto e alla scuola stessa. Ma lo è soprattutto ora, da quando include bambini che provengono da altre culture e parlano altre lingue, a cui non solo ci impegniamo ad insegnare le basi della corretta comunicazione, ma anche e soprattutto apriamo la relazione con l’altro, il simile e il diverso. È un impegno quotidiano degli insegnanti, dei dirigenti, degli insegnanti di sostegno, che quest’anno ci sono “generosamente” elargiti, ma anche di persone che alla scuola non appartengono, ma a scuola si sentono a del suo tempo in orario scolastico, per aiutare i bambini casa…sembra un indovinello… ma non lo è. con particolari difficoltà di apprendimento e/o relazioNoi, nella nostra scuola, abbiamo anche una vecchia si- nali. Scuola, dunque, casa comune. gnora, ora nonna e prima insegnante, che regala un po' Noi maestre, mamme e nonne. Il Paese 23
REALTA’ DEL TERRITORIO DALL’ORATORIO DI PONZATE Ci eravamo lasciati con queste note da Ponzate sull'orlo dell'inverno, ci ritroviamo che ormai l'estate s'annuncia con tutte le sue promesse. Che lo vogliamo o no, l'anno nelle nostre famiglie è scandito dai ritmi della scuola, che apre e chiude gli spazi del nostro tempo libero. Quindi, davanti a noi sta ormai il tempo delle vacanze, un grande contenitore di proposte (per la nostra parrocchia il Campo Estivo che si terrà a Bellamonte in Val di Fiemme dal 9 al 16 luglio e l'esperienza del Grest all'inizio di settembre), in cui è importante che il divertimento e il riposo incrocino anche la possibilità di fare nuove scoperte interiori e di vivere momenti di crescita personale e comunitaria. Da Natale a Pasqua quest'anno è stato un periodo lungo. La nostra serata di novena (22 dicembre 2016) è stata come sempre un grande momento di gioia per i bambini, che si è trasmessa su tutta la comunità. La scena era semplice come tutti gli anni: la natività ritrae sempre un papà, una mamma e il loro bambino. Il tema, però, invitava alla riflessione. Si è partiti dal grande big bang dell'amore che è la creazione, per giungere al dono della Luce fatto da Gesù, un dono che domanda impegno e responsabilità, altrimenti il mondo torna al buio e nel caos. Questo messaggio è rimasto dentro di noi e ci ha ac-
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Nelle foto, la chiesetta dell’Addolorata ed una veduta dell’interno. compagnato nelle settimane in cui la luce del giorno si fa avanti, mangiando gradatamente gli spazi della notte. La sensazione che le giornate si allunghino e il sole splenda ancora quando è sera, da noi, affacciati sul balcone di Ponzate, s'accompagna spesso allo splendore delle albe e all'emozione dei tramonti. La luce non va via di colpo, ma si consuma a metà strada tra la nostalgia e il desiderio. Ecco, il tempo quotidiano perde la sua monotonia, ogni giorno contiene il suo tesoro - naturalmente nascosto sotto una coltre di fatica - e soprattutto domanda la responsabilità di ciascuno. La certezza che ci siamo portati via da quella serata prenatalizia in mezzo ai canti gioiosi dei nostri bambini è che ognuno deve metterci il suo impegno, altrimenti con la sua assenza e il suo menefreghismo costruisce spazi di ombra laddove potrebbe generare sprazzi di luce. Non è solo una questione di stagione che cambia e di gemme e fiori sulle piante: per chi crede è il rinnovamento della storia. Lo abbiamo voluto esprimere quest'anno, vivendo il gesto della Via Crucis serale (7 aprile 2017) partendo dalla restaurata chiesetta dell'Addolorata, poco oltre il cimitero. «Va' e ripara la mia casa», si sentì dire Francesco dal Crocifisso di San Damiano. Qualcuno ha generosamente lavorato per riparare un pezzo della nostra storia sul limitare della valle, ma la casa che attende sempre di essere riparata è quella in cui viviamo, una casa fatta di persone, che Qualcuno ha già acquistato con il suo sangue, affidandola però a noi perché sia luogo di amore e di pace. Il gruppo dell’oratorio
REALTA’ DEL TERRITORIO INTERVISTA AD AMORINO PONTIGGIA
Abbiamo intervistato Amorino Pontiggia, uomo di circa 65 anni che vive nella frazione di Ponzate. E' una persona molto altruista: è sempre stata una figura generosa nei confronti dei cittadini di Tavernerio; infatti è stato un attivo collaboratore in molte azioni di volontariato del nostro territorio, come ad esempio ha partecipato alla costruzione del campo di bocce al centro civico, alla ripulitura del bosco e dell’alveo del Cosia e ad altre attività. Oltre ad essere un buon volontario per il nostro territorio è anche un volontario della Protezione Civile, infatti si reca con frequenza ad Amatrice e dintorni per aiutare le persone colpite dal violentissimo terremoto che ha reso migliaia di persone senza più una dimora.
Infatti subito dopo il sisma, si è messo all'opera per raccogliere i fondi e i viveri di prima necessità da portare in loco. Abbiamo deciso di intervistarlo. Giovanni: Da che cosa nasce questa tua voglia di aiutare il prossimo? Amorino: Mi fa sentire bene stare insieme alle persone e far nuove conoscenze. Per me le cose più belle nascono dai piccoli gesti soprattutto quelli spontanei, che ti regalano una sensazione bellissima. Giovanni: Perché hai scelto di entrare nella Protezione Civile? Amorino: Faccio parte della Protezione Civile a livello regionale. Ho cominciato dopo aver conosciuto delle persone che già ne facevano parte, che mi avevano invitato a degli incontri, dandomi l’opportunità di conoscere meglio il mondo del volontariato e sentirmi sempre più riconosciuto in questo ruolo. Dopodiché ho fatto il corso per diventare membro partecipe della Protezione Civile. Giovanni: Com'è stato il primo impatto quando sei arrivato sul luogo del terremoto? Amorino: Appena sono arrivato sul posto sono stato travolto dalla tristezza a tal punto che mi sono commosso. Ho visto le persone confuse e disperate, gente che in meno di un minuto si è ritrovata nuda, senza più niente, persone che hanno visto vanificare i sacrifici di una vita in un attimo. Giovanni: Come ti rendi utile alla comunità di Amatrice? Amorino: Ci sono stato ben sei volte. Partivo dalla Lombardia con il furgone carico di beni e viveri di prima necessità, giravo per Amatrice e nei dintorni per distribuirli alle famiglie colpite dal sisma, cercando di non donar loro solo beni materiali, ma anche un po' di felicità e di gioia. Giovanni Moiana
Nelle foto che accompagnano il testo, Giovanni Amorino alla preparazione di uno dei suoi numerosi viaggi ad Amatrice. Il Paese 25
REALTA’ DEL TERRITORIO IL GIOCO SERIO DEL TEATRO
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hi è là?” è la battuta iniziale di “Amleto”, famosa opera di W. Shakespeare, ma è anche il nome della scuola di teatro del Comune di Tavernerio: chi vuol mettersi in gioco, chi vuole diventare mille personaggi e tirare fuori aspetti di sé conosciuti e non? Chi vuole farsi spettatore ed entrare in una dimensione nuova, sospesa tra realtà e fantasia? Che tu sia sul palco o di fronte ad esso, non puoi rimanere indifferente alla magia che si sta compiendo, vieni inevitabilmente coinvolto da emozioni e sensazioni. La scuola nasce qualche anno fa da un’idea dell’allora sindaco Rossella Radice e di Erika Renai attrice, che tuttora ne è direttrice e insegnante. Non dimentichiamo la valenza educativa dei corsi di teatro per bambini e ragazzi: il conoscersi, l’affiatamento del gruppo, aiuta a far emergere le risorse personali di ogni singolo, che ne prende consapevolezza e le condivide poi con gli altri. Sicuramente questo è uno dei motivi per cui anche l’attuale amministrazione comunale ha deciso di continuare ad appoggiare con entusiasmo questo progetto. I laboratori sono divisi per fasce d’età: scuola primaria, scuola secondaria di primo grado e scuole superiori. Ci si ritrova una volta la settimana presso l’auditorium, la durata dell’incontro è di un’ora e trenta minuti: si prova, si sperimenta, si discute, si ride, si scherza, si piange, si fa finta e si fa sul serio, insomma si fa del teatro sotto la guida attenta e sensibile di Erika. Il costo a carico dei cittadini è quantificato in € 30 mensili (€ 25 per chi ha uno o più fratelli iscritti ai corsi); è prevista la frequenza gratuita per i soli residenti con reddito ISEE inferiori a € 7.750,00; per richieste ed informazioni sulle agevolazioni, ci si può rivolgere alla dott.ssa Marina Marino presso i servizi sociali del Comune (e-mail assistentesociale@comune.tavernerio. co.it). E’ previsto un saggio finale che i bambini/ragazzi ed Erika preparano sempre con grande entusiasmo. 26 Il Paese
Per i corsi di quest’anno gli spettacoli sono stati “La carica dei 101” per la scuola primaria (domenica 28 maggio) , “Il giornalino di Gianburrasca” per la scuola secondaria di primo grado (domenica 21 maggio), “Sisters Act 2” per le scuole superiori (sabato 20 maggio) Sabrina Mantegazza
INTERVISTA A ERIKA RENAI
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on posso negare che il mondo del teatro ha sempre esercitato su di me un fascino particolare: un poco l’ho recitato da pura dilettante, tanto l’ho vissuto e lo vivo da spettatrice. E’ chiaro che anche le persone che “fanno” teatro (attori, registi, scenografi, musicisti) mi incuriosiscono, mi attraggono. Quando mi è capitata l’occasione di intervistare Erika Renai, ho colto subito la palla al balzo. Biografia Erika Renai è un’attrice diplomata presso la Scuola del Piccolo Teatro di Milano fondata da Giorgio Strehler e diretta da Luca Ronconi. Ha lavorato con registi come Ronconi, Stein e De Bosio, con il maestro e pianista Giorgio Gaslini e ha calcato decine di palcoscenici con la compagnia teatrale I Guitti. Ha svolto varie mansioni dietro la telecamera (assistente alla regia e actor’s coach) occupandosi spesso anche della scrittura dei testi e dell’organizzazione. È speaker radiofonica e televisiva. Da qualche tempo, alterna la sua professione d’attrice a quella di insegnante, tenendo corsi di teatro per bambini/ragazzi e laboratori per adulti. Erika è anche volontaria dell’Opera San Francesco (www.operasanfrancesco.it) e sta organizzando corsi di teatro per senzatetto, clochard, indigenti . E’ un progetto a cui tiene molto e al quale dedica un notevole impegno ed entusiasmo. Alla fine del 2016 Erika scrive: “Quest’anno, visto che siamo a fare bilanci, facciamoli, è il mio anno del “grazie”. Ho riscoperto il valore di questa meravigliosa parola, il suo potere taumaturgico. Ricercando ogni giorno qualcosa per cui ringraziare, ho scoperto la moltitudine di cose meravigliose che ho, che mi accadono ogni giorno. E allora mi viene voglia di cantarlo, questo grazie. Un grazie che io, volontaria felice, devo a Opera San Francesco. E a ognuno dei suoi utenti. Anche a quelli che mi mandano a quel paese-“ (www.erikarenai.me) Sabrina: Erika, quando hai cominciato a recitare ? Come hai capito che quella era la tua strada ? Erika: Mi ricordo che a otto anni dicevo di voler fare l’attrice e partecipavo attivamente a tutte le recite scolastiche, ma già a un anno e mezzo avevo ricoperto il ruolo di Gesù Bambino su un palco. Mia mamma, preoccupata che io potessi rimanere intimorita dagli spettatori, rimase dietro alle quinte pronta ad intervenire. Invece io, che ero nella culla in mezzo ai due bimbi che facevano Maria e Giuseppe, quando il sipario si aprì, mi alzai in piedi e mi misi a salutare il pubblico con grande naturalezza. I miei non appartenevano al mondo dello spettacolo, mio papà era geometra, mia mamma architetto con però il sogno nel cassetto di realizzare scenografie teatrali. Sicuramente mi hanno sempre stimolato ad apprezzare il teatro e ogni forma d’arte. Direi che nel corso degli anni la mia voglia di recitare si è tramutata da divertimento in necessità, quasi fisiologica. Sabrina: Hai dei modelli ai quali ti ispiri per il tuo lavoro? Erika: Preferisco il teatro di narrazione, di solito scelgo lavori
da portare avanti in solitaria (anche per un’ottimizzazione dei costi ) . Si riescono a fare uno o più personaggi definendone le caratteristiche con l’aiuto della gestualità. Mi ispiro al teatro di Settimo Torinese, miei punti di riferimento sono attrici come Laura Curino e Lella Costa. Mi piace il teatro di comunicazione, che faccia riflettere il pubblico che lo viene a vedere, che porti alla luce tematiche sociali che magari, diversamente, verrebbero dimenticate. Sabrina: Tu sei attrice di teatro, di cinema, insegnante, sceneggiatrice… quali sono gli aspetti di questi ruoli che ti piacciono di più ? Mi sembra tu sia un’artista a 360 gradi … Erika: Quando esci dalla scuola di teatro ti dicono “ora farai solo l’attrice” ma poi la vita ti porta a fare altre esperienze e di conseguenza mi sono “buttata” in attività diverse dalla recitazione, tutte però sempre legate al mondo dello spettacolo. E’ vero, sono anche sceneggiatrice, ho scritto dei monologhi per me e delle favole didattico/musicali per bambini. Qualche anno fa ero stata scritturata in Rai come voce narrante femminile, per la trasmissione “Cult Book”, un programma sui libri, poi mi sono ritrovata anche a creare dei book trailer sempre per la stessa trasmissione, un’esperienza molto particolare e divertente. Per quanto riguarda la recitazione, prediligo quella teatrale a quella cinematografica: il contatto diretto con il pubblico è emozione allo stato puro, gli applausi sono il coronamento delle tue fatiche, li definirei “il pane dell’attore”. Fare l’insegnante di teatro era un aspetto del mio lavoro che all’inizio non avevo molto preso in considerazione, invece mi piace moltissimo. Ho la ferma convinzione che il teatro sia un grande strumento per comunicare e imparare le proprie emozioni e quelle degli altri. Sabrina: La recitazione ti porta ad essere tante persone diverse, ma la vera Erika com’è ? Erika: Io credo che nessuno di noi sia una sola persona, ogni carattere ha mille sfaccettature; certo chi recita attinge dal suo bagaglio di emozioni per poi “usarle” quando costruisce i suoi personaggi. La vera Erika com’è? Mah… è una persona davvero molto sensibile, è certamente “uno, nessuno, centomila” (per dirla alla Pirandello) ed è consapevole di esserlo a differenza di tanti che non lo sanno, è una persona autentica che recita solo sul palco ma non nella vita. Sabrina: Il tuo lavoro non è certo un lavoro comune… come riesci a conciliare la famiglia con il lavoro ? Che rapporto hai con tua figlia? Erika: Concilio malissimo la famiglia con il lavoro!!! Ovviamente sto scherzando, ma non è certo facile, il mio lavoro è parte integrante di me, non ne potrei assolutamente fare a meno e a volte mi rendo conto che mi coinvolge talmente tanto che chi mi sta intorno si sente un po’ messo da parte. Mia figlia ha due anni e mezzo ed è già una piccola attrice benché io non ne voglia fare un’attrice anzi, spero che deciderà di fare tutt’altro; il mestiere d’attore è veramente faticoso. Certo è che io e lei non leggiamo le fiabe insieme ma le recitiamo insieme”. Sabrina Mantegazza Il Paese 27
REALTA’ DEL TERRITORIO LA NUOVA COMMISSIONE BIBLIOTECA SI E’ MESSA AL LAVORO
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l rinnovo del Consiglio Comunale della primavera scorsa è seguita la nomina della nuova Commissione Biblioteca. Fin dal primo incontro, nel corso del quale fu nominata Presidente la sig.ra Regina Confalonieri e sua Vice la sig.ra Francesca Turdo, è stato un fiorire di idee. Primo impegno: organizzazione e cura della serata del 12 novembre, festa del Santo Patrono. Il concerto del Complesso d'archi dell'Accademia Europea di Musica di Erba, tenutosi presso la vecchia Chiesa Parrocchiale di Tavernerio, dedicata a San Martino, è stata l’occasione per partecipare alla ricorrenza patronale. A dicembre, è stato offerto sostegno alle manifestazioni natalizie organizzate dalle varie associazioni del territorio. A fine gennaio e all’inizio di febbraio, si è celebrata la Giornata della Memoria, con la partecipazione del gruppo musicale Il Baule dei Suoni, e la Giornata del Ricordo, con gli interventi di Adria Bartolich e Luigi Perini. Gli eventi sono stati frutto della fattiva collaborazione tra le Commissioni Biblioteca e le Amministrazioni Comunali di Tavernerio e di Albese con Cassano; non solo ottimizzazione dell’uso delle risorse, ma anche sviluppo di comuni intenti volti a valorizzare presenze ed interventi sempre più coinvolgenti. Contiamo di proseguire su questa strada e di promuovere altre iniziative e contatti con le biblioteche dei comuni vicini. L’undici marzo scorso, la nostra compaesana sig.ra Ilaria Bodero Maccabeo ha raccontato ‘i suoi cammini’ nel corso di un appuntamento dedicato alla Festa della Donna. A partire da aprile, in collaborazione con l’editore comasco Alessandro Dominioni,
nostro concittadino, è iniziato un ciclo di Incontri con l’Autore, che verranno pubblicizzati con comunicazioni ufficiali ad ogni occasione. Abbiamo condiviso la scelta di autori i cui lavori hanno un legame con il territorio e la storia locale, e di altri che propongono curiosità e letture un po’ fuori dagli schemi comuni. Un incontro al mese, con pausa estiva, per offrire a tutti l’occasione di trascorrere una serata piacevole e al tempo stesso avvicinarsi alla lettura di testi, magari sconosciuti o da riscoprire con l’autore che li ha proposti. Completa il ciclo una serata di presentazione di un testo e relativo autore, in collaborazione con il Gruppo Lettura, che da tempo condivide l’interesse per i libri. Abbiamo iniziato con entusiasmo e desideriamo proseguire con una presenza attiva e continuativa per non far mancare al nostro paese proposte di interesse culturale. Siamo aperti a valutare idee e suggerimenti da parte di chiunque voglia condividere la nostra esperienza. Riportiamo la nostra mail a cui indirizzare i vostri contributi: bibliotav@tin.it. Vi aspettiamo alle serate e… non dimenticate che, come ci ha ricordato Stefano Mauri, ‘leggere può creare indipendenza’. Elio Maltagliati
Nelle foto i due bellissimi concerti organizzati dalla Commissione biblioteca e dalla Amministrazione comunale nelle chiese di San Martino a Tavernerio ed in quella di San Giovanni Battista a Solzago 28 Il Paese
REALTA’ DEL TERRITORIO DA TAVERNERIO AL PARLAMENTO Il 21 marzo scorso in occasione dell’Inner Peace day, la Giornata mondiale della pace interiore, l’aula dei gruppi parlamentari ha avuto una testimone d’eccezione: la Prof.ssa Barbara Stancanelli, storica docente di Italiano Storia e Geografia alla scuola secondaria di primo grado. Le abbiamo chiesto di raccontare la sua esperienza. “E’ il 21 marzo, la Giornata Mondiale della Pace Interiore. Siamo a Roma nell’Aula dei gruppi parlamentari: è piena. Ci sono rappresentanti del mondo della politica, ci sono amministratori e giornalisti, ci sono tanti bambini. E’ soprattutto con loro che dialoghiamo: raccontiamo esperienze che mostrano il potere dell’innocenza, il loro potere. Abbiamo un progetto: renderli consapevoli che il nostro futuro è nelle loro mani, farli diventare “ambasciatori di pace”. Abbiamo un metodo: è la meditazione yoga, secondo il metodo sahaja. Abbiamo una consapevolezza: è impossibile ottenere la pace nel mondo, se prima non la troviamo dentro noi stessi. Questo è il messaggio che apprendiamo da personaggi illuminati come Gandhi, Martin Luther King, Nelson Mandela. Ma non abbiamo bisogno di pensare a questi grandi costruttori di pace, per renderci conto che, quando noi siamo soddisfatti e in pace con noi stessi, contagiamo le persone che ci circondano e diffondiamo pace. I presenti ascoltano con attenzione e cuore aperto. Meditiamo insieme e proviamo una sensazione di pace profonda, che ci pervade fino a lasciarci senza pensieri. Sono con noi due donne che vengono da Gerusalemme: Amira palestinese, Tamar israeliana. Ci raccontano che due anni fa, dopo un ennesimo raid
aereo, in due luoghi diversi si sono alzate e hanno detto: “Basta!” Erano isolate, ora sono ventimila. Oggi sono qui per condividere con l’Associazione Inner Peace un progetto di pace e fratellanza tra i popoli. Il progetto di costruire un mondo migliore è nel cuore degli associati da parecchi anni, ma ha assunto la forma di Inner Peace nel 2014. In poco tempo sono state raggiunte 51 nazioni e coinvolti più di 3 milioni di studenti. Oltre 3000 volontari sparsi nel mondo operano quotidianamente per offrire un Inner Peace Day a tutti coloro che lo richiedono. L’Associazione Inner Peace opera nelle scuole, dalla materna all’università, nelle carceri, negli ospedali e nelle aziende. Linguaggio e materiali diversi per età e luoghi, ma alla fine tutti portano a casa la stessa esperienza: un profondo stato di rilassamento, una intima adesione alla propria energia interiore, una gioiosa connessione con ciò che ci circonda. E’ una occasione per guardare dentro se stessi e percepire con facilità e immediatezza tutto il bello che c’è dentro e fuori di noi. Gratuitamente gli operatori Inner Peace offrono due possibilità: - Inner Peace Day: incontro della durata di 2 ore circa, durante il quale vivere l’esperienza della meditazione e far conoscere il progetto; - Inner Peace Class: 4 incontri della durata di 60 minuti durante i quali vivere l’esperienza della meditazione, approfondire la conoscenza del metodo e condividere il progetto. La giornata di Roma al Parlamento è stata speciale per diversi motivi: la quantità di bambini e ragazzi che hanno potuto sentire la pace dentro di sé, l’emozione condivisa con le Madri di Israele e Palestina del movimento Women Wage Peace, venute appositamente da Gerusalemme per condividere l’evento con noi, la trasformazione dell’aula degli estenuanti e divisivi dibattiti politici in luogo di unione e di gioia. Bambini, ragazzi, insegnanti, politici, amministratori e organizzatori uniti in un concreto e sereno progetto di pace e… io una goccia di questo festoso oceano”. Flavio Pavoni
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REALTA’ DEL TERRITORIO DALLA MECCANICA... ALL’UKULELE
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vete figli adolescenti e non siete d’accordo con le loro scelte scolastiche/lavorative? Vi racconto la mia esperienza. Mi chiamo Roberto Reani, ho 33 anni, ho un laboratorio di liuteria a Tavernerio, frazione Solzago, in via Michelangelo. Come ci sono arrivato? Sono cresciuto in una famiglia in cui di meccanica si parlava a pranzo e a cena, visto che mio padre aveva, ed ha tutt’ora, una piccola industria meccanica. Giusto per differenziarmi, io a nove anni ho cominciato a suonare la chitarra, prima a lezione, poi da solo, poi in compagnia di amici. Intanto, arrivato il momento di scegliere una scuola superiore, è sembrato naturale a tutti che mi iscrivessi alla Magistri, sezione meccanica. E più tardi, che continuassi con la laurea in industrial design. A lato, però, nel chiuso dello scantinato di casa,
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Roberto con Ben Harper, il musicista conosciuto in tutto il mondo. continuavo a nutrire la passione per la musica, per i primi concerti amatoriali, per la curiosità di studiare e modificare gli strumenti. Poi il gruppo amatoriale ha preso il volo (siamo i The Weavers con repertorio anni ’60, Surf Music), e il lavoro vero e proprio sugli strumenti è passato dalla cantina di casa a piccoli locali a Moltrasio poi a Piazza Santo Stefano e ora a Tavernerio, con un vero e proprio laboratorio. Rimpianti? Certo che no, anzi! Il lavoro artigianale è duro, non sostenuto, poco remunerativo, ma la passione… il legno è magico, lucido, flessibile, vivo, sensibile a ogni vibrazione. E profuma di paesi lontani, Hawai, Centro America, Brasile, Africa, perché da lì proviene quello della cassa, mentre per la tavola armonica si usa lo straordinario abete della Val di Fiemme. Costruisco chitarre di ogni tipo, acustica, hawaiana, elettrica, ma anche ukulele e cawaquinho. Nel laboratorio l’umidità deve essere controllata e costante, perché il secco rende fragile il legno e l’umido lo gonfia. I tempi morti della costruzione sono quindi tanti, ma si sfruttano per le riparazioni che per fortuna aiutano ad aumentare l’utile… indispensabile, soprattutto adesso che sono diventato papà! Ma… al momento opportuno, con il mio Mattia, mi ricorderò della mia esperienza? Ai posteri… Roberto Reani
REALTA’ DEL TERRITORIO RITARDI DELLO SVILUPPO Villa Santa Maria e l’Istituto Comprensivo di Tavernerio lanciano un nuovo progetto di screening per gli alunni della scuola dell’infanzia
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ispondere alle domande dei genitori, che sempre più spesso chiedono a insegnanti e medici se i propri figli stanno avendo uno sviluppo normale. E individuare in fase precoce eventuali disturbi su cui intervenire, in un’epoca nella quasi il 10% dei bambini è interessato da problemi che possono andare dal semplice ritardo di lettura fino alle sindromi dello spettro autistico. Sono questi gli obiettivi del progetto di prevenzione primaria. La salute psicomotoria, che ha preso il via nell’Istituto comprensivo di Tavernerio. L’iniziativa, frutto della collaborazione tra Villa Santa Maria, centro di Tavernerio specializzato nella cura e riabilitazione di bambini e ragazzi affetti da autismo e patologie neuropsichiatriche, e l’istituto scolastico di via Risorgimento, prevede l’individuazione di eventuali ritardi nello sviluppo dei bambini attraverso l’osservazione di una settantina di piccoli di 3 e 4 anni mentre sono in un ambiente ludico. Il programma prevede l’utilizzo di una serie di strumenti di misurazione dello sviluppo psicomotorio elaborati
ad hoc dalle terapiste e psicologhe di Villa Santa Maria per essere utilizzati contestualmente a test standardizzati già comunemente in uso. In questo modo sarà possibile osservare e valutare in termini oggettivi i bambini, e individuare eventuali campanelli di allarme rispetto a ritardi dello sviluppo, oltre che cogliere capacità particolarmente avanzate. “Questa iniziativa, che consente di fare uno screening sistematico in ambiente scolastico cogliendo piccoli segnali di allarme nella condotta globale, nella gestualità, nei caratteri della motricità, nella comunicazione nel gioco e nell’efficacia delle risposte a determinati stimoli, rafforza ulteriormente la proficua collaborazione che abbiamo attivato con l’’Istituto comprensivo di Tavernerio”, spiega la dottoressa Gaetana Mariani,presidente e direttore generale di Villa Santa Maria. La collaborazione ha infatti già consentito di realizzare il progetto pilota Kidscreen, studio epidemiologico promosso da Villa Santa Maria e dalla Facoltà di Scienze umane e sociali dell’Università degli Studi di Bergamo, che ha indagato lo stato di benessere e disagio dei preadolescenti e adolescenti, e l’iniziativa “Accorciamo le distanze”, volta a favorire l’incontro, la conoscenza reciproca e l’inclusione tra gli alunni della scuola di via Risorgimento e quella attiva presso Villa Santa Maria. “Siamo lieti di questa nuova collaborazione con Villa Santa Maria”, commenta il professor Flavio Pavoni, dirigente scolastico dell’Istituto comprensivo di Tavernerio. “L’innovativo progetto, che prevede anche momenti di aggiornamento e di restituzione ai docenti della scuola dell’infanzia, è inserito nel nostro Piano annuale di formazione ed è un ulteriore elemento della strategia dell’istituto rispetto ai temi del benessere degli alunni e dell’inclusione”. Emanuela Aiani
Volontariato attivo
Un grazie al nostro volontario Walter Noseda che da anni si impegna quotidianamente nel servizio dei pasti ai cittadini di Tavernerio. Con l’ausilio del Comune, Walter porta i pranzi ad alcuni cittadini del nostro paese. Grazie! Il Paese 31
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IN FAMIGLIA
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ella sua instabilità e vulnerabilità, all’essere umano capita di cadere in un profondo senso nostalgico, dettato dalla mancanza di un insieme di elementi intangibili e valoriali. Il soddisfacimento di bisogni materiali, la gratificazione lavorativa, il raggiungimento di obiettivi prefissati nel tempo rappresentano solo una piccola parte dell’appagamento totale dell’uomo. Capita che alcuni si fermano all’appagamento superficiale, capita che altri ricercano nelle pieghe del proprio io l’appagamento più profondo e intrinsecamente nascosto. E allora si cercano dei punti fissi, definiti nel tempo e nello spazio, a cui ci si può felicemente ancorare. Sono elementi puri, che non hanno bisogno di una definizione pragmatica e scientifica; ma che sono semplicemente immersi nell’emotività dell’uomo. Io, solitamente, faccio coincidere questi insieme di punti fissi con la mia famiglia. Per semplice associazionismo, se il mio punto fisso è la mia famiglia, allora la mia famiglia sarà la mia felicità. In questo senso casa è
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Dall’ideazione alla produzione: il mondo di Elio Ponti
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distanza di mesi, vengo riaccolta nel laboratorio del nostro artigiano Elio. Questa volta è un fresco sabato mattino di inizio primavera, il sole inizia a riscaldare la confronto, condivisione, comuniterra e i raggi di luce filtrano tra le cazione. È confidarsi, dire i propri persiane, illuminando le opere nel segreti, progettare. laboratorio. Elio, che ha avuto la Nella vostra famiglia vi sono le fortuna e il privilegio di far coincivostre origini e, nonostante ci possa dere la sua passione per l’arte con essere il tentativo di rinnegare la propria professione, ha iniziato la l’insieme delle vostre origini, le sua attività di artigiano nel piccolo caratteristiche che oggi vi rendono pollaio di fianco a casa sua; “Era il unici derivano direttamente dalle mio piccolo laboratorio del sabato vostre radici, da chi vi ha cresciue della domenica”, afferma. Figura to ed educato. È bello sapere che di rilievo nel corso della sua gioovunque vada, dall’altra parte del vane formazione accademica è il mondo o a 15 km da casa, ci sarà maestro Tavani di Como che, con sempre qualcuno che mi aspetterà passione e dedizione, accompagna a casa. È altrettanto bello essere Elio nella lunga e impegnativa consapevoli di aver acquisito il vacrescita professionale di scultore e lore della fiducia e dell’educazione, cesellatore. Ricorda con nostalgia elementi fondamentali per manteanche le “chiacchierate” con il nere rapporti solidi con le proprie Prof. Pietro Clerici di Tavernerio radici e per crearne di nuovi. A vol- scultore molto noto; suo il monute basterebbe solo fermarsi qualche mento ai “Caduti” posizionato a secondo, in una vita così volatile, Como San Martino e quello nel ed esprimere la propria gratitudine cimitero di Tavernerio che ricorda i per avere delle radici immortali. “Caduti dell’alluvione 1951‘. ConFrancesca Selvini versazioni che avvenivano in tram, durante il viaggio di ritorno a casa, dopo una giornata di duro lavoro. All’origne della professione di Elio vi sono due pilastri concettuali imprescindibili: la passione e la determinazione. La prima che consente di ideare, provare e sperimentare, di “sporcarsi continuamente le mani”; la seconda che favorisce il raggiungimento di obiettivi e il perseguimento degli stessi. Già a partire dall’età più giovanile le opere di Elio sono complesse, architettoniche e ricche di significato. La sua attività di artigiano inizia con la realizzazione dei primi trofei sportivi e di opere d’arte orafa; in primis alcune opere di uso liturgico realizzate per la basilica del Crocifisso di Como. In particolare la porticina del tabernacolo in argen-
to sbalzato impreziosito con pietre dure e brillantini incastonati ricuperati da oggetti donati dai fedeli. A quei tempi il nostro compaesano divenne presidente della categoria “orafi” degli Artigiani di Como. (tuttora è componente del consiglio Anap-Ancos di Confartigianato). Con il passare degli anni Elio continua a sperimentare e realizzare nuove opere; i monumenti rappresentano l’espressione più alta ed emotivamente carica dell’autore. Se la cesellatura e la progettazione delle opere viene realizzata al primo piano del laboratorio di Elio, la preparazione delle forme in gesso per la successiva fusione in metallo avviene in un’ampia cantina al piano inferiore. Progettata e costruita da Elio, la cantina accoglie differenti attrezzature necessarie per fondere le sezioni, trasportarle e assemblarle. Il ragazzo con il lupo è uno dei primi monumenti che l’autore realizza, intorno agli anni ’70. E’ un tributo ad un giovane ragazzo di Valmorea morto in un
incidente. “Vedi, dopo la morte del diciottenne, mi sono messo d’accordo con il padre e ho rappresentato il ragazzo… longilineo e soprattutto affezionato al suo cane. Così lo volevano ricordare i genitori”. E così tra una chiacchiera e l’altra ritorniamo al piano superiore. È qui che mi racconta della sua opera più importante, non solo in termini di notorietà ma soprattutto perché affettivamente ancorata nel suo cuore. “Il Monumento al ciclista” (Vittoria e sconfitta Trionfo e delusione) rappresenta due ciclisti: uno vittorioso e l’altro perdente. Racconta: ”Un gruppo di appassionati ciclisti e organizzatori di manifestazioni dilettantistiche di quel tempo, spronati da don Ermelindo Viganò (rettore del Santuario), decide di realizzare un monumento da posizionare accanto al tempietto del Ghisallo”. Elio, che faceva parte del gruppo, inizia a ideare un’opera che potesse rappresentare al meglio la figura del ciclista e, in senso più generale,
l’etica dello sport, della vittoria e della sconfitta. Dopo pochi mesi di lavoro, presenta il bozzetto in scala 1:10 agli amici del ‘Gruppo Sportivo Ghisallo’ che entusiasticamente lo approvano. L’idea si concretizza. La monumentale opera, caricata su un autocarro e accompagnata da una schiera di ciclisti, sempre più numerosi durante il percorso, giunse a Roma e fu benedetta da S.S. Papa Paolo VI”. Dal 1973 il “Monumento al ciclista” rappresenta un punto di riferimento per chiunque voglia raggiungere il Ghisallo: un‘imponente opera firmata Elio Ponti. Rispolveriamo le vecchie foto di inaugurazione del monumento, un po' di nostalgia per i tempi passati, ma anche qualche sorriso ripensando alla soddisfazione e alla felicità per quello che lui, insieme al suo gruppo, era riuscito a realizzare. Così, dopo avermi aperto le porte di casa sua, saluto il Maestro, ringraziandolo per l’ospitalità e ci promettiamo di rivederci presto. Francesca Selvini
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Figure indimenticabili: Mario Bernasconi
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l bello di vivere in un paese come il nostro è che, più o meno, ci si conosce tutti. Quando poi si è vissuti 93 anni è inevitabile restare nella memoria dei più longevi. E’ questo il caso dello zio Mario Bernasconi di Solzago. Chi lo ricorda e commemora oggi sono la moglie e i numerosi nipoti e pronipoti che gli hanno voluto bene. Occhi cerulei, inesorabilmente velati dalla miopia, capelli chiari ormai canuti, gambe lunghe e scattanti, indebolite dalla malattia che ha sempre cercato di allontanare con caparbietà e ostinazione ma
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che se lo è portato via nel 2012. Quasi un secolo di vita dedicato al lavoro nell’antica tintoria/stamperia Pessina di Como e alle sue numerose passioni che esercitava con trasporto ed entusiasmo invidiabili. Prima fra tutte, in ordine di priorità, (come confermato dalla moglie Rita con la quale ha condiviso ben 63 anni di matrimonio) è stata la caccia (beh, nemmeno lui era perfetto!). Quando, però, ha dovuto appendere, suo malgrado, “lo schioppo al chiodo” si è riabilitato sottoscrivendo il referendum abrogativo del 1990. Il Bernasconi non ha mai preso la patente; si faceva scarrozzare dalla moglie e aveva un certo timore dei motori. I suoi mezzi di trasporto usuali erano il tram per recarsi a Como, la bicicletta per raggiungere l’allora fidanzata a Laglio (nel cestino aveva sempre qualche omaggio per la famiglia: funghi, fichi, ortaggi...) e i suoi “piedi”. Eh sì, la seconda passione che lo contraddistingueva era il podismo, non su pista bensì su strada il più delle volte sterrata. Gareggiava e vinceva: mitica la Monza-Resegone, ancora in auge e giunta alla 56°edizione. Durante gli inverni, più nevosi di quelli recenti, calzava gli sci da fondo e ...via! Membro dello storico Sci Club Boletto partecipava a gare e maratone, riportando vittorie e
onorificenze. Più volte gli è capitato di trainare slitte con disabili a bordo, raggiungendo il traguardo con loro e per loro. Un’altra sua passione era andare per funghi: come tutti i fungiatt riconosceva perfettamente le diverse specie e soprattutto non svelava mai dove li trovava. Di un’altra cosa era particolarmente fiero e geloso: il suo orto e giardinetto. In eterna competizione con il nipote Battista, dichiarava che le sue verdure e i suoi fiori fossero i migliori. Chi penserebbe mai che un uomo così temprato e atletico, un uomo che, durante la seconda guerra mondiale, ha partecipato alla campagna di Russia con conseguente congelamento ai piedi, potesse aver paura di qualcosa? Ebbene sì: il Bernasconi aveva il terrore dei temporali! Quando nuvoloni neri e minacciosi si avvicinavano, si rifugiava nello scantinato e lì trascorreva la notte. Di carattere socievole, ottimista e generoso, esprimeva il suo lato sensibile e sentimentale scrivendo poesie semplici ma corrette e significative. Lo zio Mario è stato proprio una brava persona e sono davvero felice di potergli dedicare questo modesto tributo, certa che da lassù sorriderà e veglierà sul paese e sulle persone che ha tanto amato. Clara Pesenti (nipote)
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La straniera 2 Pensavo di fare uno scoop… sentite com’è andata. ST: Sentite, ho raccolto i ricordi di Tavernerio di un tempo da parte di un conoscente, medico al Valduce… M: Medico? Sarà il Luca… ST: Come, lo conoscete? A: Ma sì, abitava sotto mia cugina… G: E io conosco il fratello del suo papà… ST: Ah, bene… Ma non sapete quello che mi ha raccontato… quando
era piccola, sua zia… M: Sì, la Teresa, era una gran donna… adesso è al ricovero… ST: Ma conoscete anche lei? A: Beh, noi siamo di Tavernerio, ci conosciamo tutti. Mica siamo svizzeri… ST: Giusto, ma certo non sapete con che soprannomi si chiamavano gli abitanti di Ponzate e quelli di Solzago… M: Sììì… aspetta che mi ricordo “Scigulit” cipollini… ST: Vabbè, ma gli altri? Ve lo dico io “Scenderàt” (da scendra, cenere), perché M: Il perché lo so io, quando veniva il mese di maggio, “i fiö andavan a messa per vedè i tusan“ (era un bel po' diverso di adesso) e quando queste tornavano a casa i ragazzi si facevano dispetti lanciandosi cipolline e cenere
G: “Ma regordi ben anca mi, facevano scherzi anche a noi ragazze, sia i “scigulit che i scenderat” si nascondevano sotto la scala della chiesa e quando noi scendevamo saltavano fuori per farci spaventare, ci divertivamo anche senza Mediaset. ST: Vedo che ne sapete più di me… ma sapete anche che quelli di Albavilla… A: I “Matèi da Vila” non so perché matti, ma li chiamavano così M: E loro chiamavano “Pulentuni” quelli di Albese. ST: Infatti… vedo che siete bene informate… mi sa che devo arrendermi… M, A: Non si butti giù… magari non sappiamo proprio tutto. ST: Che quelli di Tavernerio erano chiamati “Goss”? A, M, G: Oh bella… e perché? G.C.
In questa bella foto si vede il complesso abbaziale di Moggio in Valtellina, i cui abitanti vengono soprannominati “Strangula apostuj” perchè quando hanno costruito la loro chiesa parocchiale hanno issato sulle colonne della facciata le statue dei Santi Pietro e Paolo agganciandoli alla gola per poterli issare fino in alto (Tratto dal fascicolo “Comuni e Frazioni del Comasco, appellativi dialettali dei loro abitanti” . Il Paese 35
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La Ferdy Lo so, non si dovrebbe mettere l’articolo davanti ai nomi propri di persona, ma in questo caso è quasi d’obbligo, è come un rafforzativo, perché la Ferdy era la Ferdy: unica, inimitabile. La Ferdy ci ha lasciato nel 1995 a causa di un male incurabile, ma fino alla fine ha conservato quella luce speciale negli occhi scuri che mi aveva colpito quando l’avevo conosciuta. Allora io ero una bambina, lei era la sorella della mia amica Lella ed era di qualche anno più grande di noi. Era diversa dagli altri bambini, lei era su una carrozzina ed aveva bisogno dell’aiuto di qualcuno per camminare, vestirsi, mangiare, farsi capire, ma questo non le ha impedito di vivere con intensità e coraggio: è andata a scuola, in vacanza, alle feste, a visitare posti nuovi, sempre circondata dall’affetto dei suoi cari e di tanti amici. Infatti per lei la famiglia, i legami tra le persone,
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l’amore erano valori importantissimi e ne parlava con vigore nelle poesie che scriveva. Si era anche costruita un’attività tutta sua; con l’aiuto di una macchina da scrivere elettronica e di una griglia in legno che teneva ben separati i tasti, creava biglietti di auguri per ogni tipo di ricorrenza: compleanni, onoma-
stici, battesimi, cresime, comunioni, matrimoni (vedete qualche esempio dei suoi disegni in queste pagine). Parliamoci chiaro, anche la Ferdy aveva i suoi momenti “no”, trovava persino la forza di alzarsi in piedi dalla carrozzina per manifestare il suo disappunto e la sua rabbia. Poi tornava il sereno, il sorriso riappari-
va ed il bagliore negli occhi si faceva più intenso, era di nuovo pronta ad affrontare un'altra sfida. La Ferdy mi ha dato una grande lezione di vita: mi ha insegnato a godere delle piccole cose. La quotidianità può apparire banale o scontata, ma se la osserviamo meglio racchiude in sé tanti piccoli piaceri che possono aiutarci ad affrontare più serenamente la giornata, sta a noi dargli il giusto valore e la Ferdy lo faceva, sempre. Quando ho chiesto alla mia amica Lella di ricordarmi la Ferdy mi ha detto: “Credo che Ferdy, in piena semplicità, abbia assaporato e gustato la vita nonostante tutto e vi assicuro lo ha fatto fino agli ultimi giorni … Ho imparato molto da lei, ho condiviso con lei emozioni grandi, indelebili e ringrazio Dio, ogni santo giorno, per avermela messa accanto …” E poi la Ferdy aveva capito che l’amicizia vera, quella senza barriere e senza confini, è l’essenza del mondo. E proprio in ricordo di Ferdy è in progetto nei prossimi anni la realizzazione di un montacarichi o ascensore presso la nostra parrocchia di Tavernerio a servizio della comunità: “Sono le difficoltà che fanno nascere i miracoli. “ (W.F. Sharpe) Un particolare ringraziamento a Lella e Mariangela. Sabrina Mantegazza
Le poesie della Ferdy
DUE AMICI Due amici che fanno lavori diversi Due amici che abitano in paesi diversi Due amici che hanno problemi diversi Due amici che hanno impegni diversi Ma non si dimenticano mai. Perché anche se non si vedono Sono sempre amici.
TU SAI … Tu sai scrivere, io no. Tu sai guidare, io no. Tu sai parlare, io no. Tu sai lavorare, io no. Tu sai amare e anch’io. Per questo noi due siamo amici. UNA SERA Una sera io sono sulla mia terrazza. vedo le macchine passare e sento parlare la gente. Una sera io sulla mia carrozzina sono venuta a trovarti. Quando ti ho visto ho sentito una gioia perché tu sei un amico.
LA CAMMINATA DELL’AMICIZIA Eccoci a Bosisio Parini. E come tutti gli anni C’è questa camminata. Io rivedo tanti miei amici Che erano a scuola Con me. Tante persone mi salutano Sembriamo tutti amici! Camminando ho visto Tanti bambini Con le tute colorate: azzurre, rosse, verdi sembra un arcobaleno. Camminando per i prati si sente L’arrivo della primavera: svolazzano le farfalle, le piante mettono i primi fiori, i prati cominciano a diventare verdi, nell’aria si sente il cinguettio degli uccelli. Il Paese 37
CULTURA
Piazza Castello a Tavernerio: luogo di antica storia
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’altura su cui sorge la chiesa di S. Martino costituisce un’area storica importante. È questo il centro antico di Tavernerio e lo fu fino agli anni ’70, quando nell’attuale via Roma erano ancora presenti botteghe commerciali e artigiane. L’antichità insediativa della zona è testimoniata dal reperimento in situ di un’iscrizione romana di età imperiale, nonché di un masso avello di epoca bizantina. Il sagrato della chiesa di S Martino corrisponde a piazza Castello,
toponimo riferito al fatto che su quest’area era edificato nel Medio Evo un “castrum”, ossia una fortificazione, posta proprio di fronte a quella che sorgeva sul Monte Orfano. Le prime notizie che lo riguardano risalgono al 1193 e concernono una convenzione per
Nella foto in alto, la Villa S. Maria negli anni ’50 e in quella qui sopra Piazza Castello con la chiesa di S. Martino a fine ’800 38 Il Paese
innalzare una torre e costruire un muro attorno al castrum, che era dunque preesistente a quella data. L’epoca è significativa trattandosi del periodo successivo alla guerra decennale (1118-1127), al cui termine Como era stata umiliata dagli avversari milanesi, che ne avevano distrutte le fortificazioni. Gli screzi tra le due città di fatto non si interruppero e ad essi si aggiunsero anzi quelli civili. Con Barbarossa imperatore (1155), Como iniziò a risollevarsi, alleandosi con lui contro Milano e intervenendo al suo fianco nei conflitti che videro protagoniste le città lombarde. Con la pace di Costanza (1183) l’imperatore fece larghe concessioni amministrative ai comuni e assegnò i confini alla giurisdizione milanese. Le rivalità però non cessarono e Como cercò ancora i favori imperiali, in particolare con un trattato di alleanza del 1192 che la obbligò a fortificare le sue difese, qual era il nostro castrum. Abbiamo detto che l’ingerenza imperiale nel governo cittadino si era ridotta, ma ciò inasprì le lotte tra famiglie per il potere. A Como i Rusca si opponevano ai Vittani e ciascuna fazione trovò appoggio in Milano, rispettivamente nei
Visconti e nei Torriani. Vi furono fasi di alterna supremazia legate alle sorti degli alleati milanesi, fra i quali si affermarono progressivamente i Visconti. Gli scontri coinvolsero anche Tavernerio, che poté fungere da roccaforte comasca in quanto dominava la via della valle del Cosia, diretta alla città. Nel 1196 si giunse ad un nuovo trattato di spartizione territoriale e Milano guadagnò Montorfano. Il castrum divenne così avamposto contro il castello che le stava di fronte. Nel 1335 Franchino Rusca, già nominatosi signore di Como, cedette la città ai Visconti e quindi ai signori di Milano. Estintasi però nel 1447 la dinastia viscontea, iniziò a imporsi Francesco Sforza, i cui uomini, nel 1449, guidati da Antonio de Centelles, fecero scorrerie nel nostro castrum. L’anno successivo lo Sforza entrò vittorioso a Milano e fu omaggiato anche dai Comaschi. Con la resa, i sapienti di provvisione di Como ordinarono di demolire il castello di Tavernerio, eccezion fatta per le case che avevano subito le ingiurie dell’attacco:
case di paesani, ma anche di cittadini di Como. Qui ebbero infatti residenza illustri comaschi, come i San Benedetto e i Cortesella. A inizio Seicento comparvero come proprietari i Lambertenghi di Como, con il giureconsulto G. Stefano, residente nella “casa al Castello”. Si tratta di quella ora nota come Villa S. Maria, al cui interno si trova raffigurato lo stemma della famiglia. Peraltro la linea maschile della stirpe si estinse proprio a Tavernerio, con la morte nel 1864 di Abondio Lambertenghi, le cui spoglie furono inumate nel cimitero locale. Sua nipote Chiara ereditò la villa e la lasciò a sua volta a Gerolamo Bernasconi. Dopo vari passaggi di proprietà, l’edificio divenne casa di cura per disabili. Molti fra noi ricordano le care suore Adele, Donata, Eugenia e Giustina, che si presero cura di tanti ragazzi fino agli anni ’90. La piazza Castello è dominata dalla chiesa di S. Martino, testimoniata almeno dal 1281. Nel ’500 era un piccolo edificio rivolto a sud e aveva pareti affrescate con pitture mol-
to antiche. Oltre a quello maggiore, conteneva altri due altari. Nel 1518 uno di essi risultava dedicato ai santi Sebastiano e Antonio: a quei tempi infatti la comunità celebrava per voto la festa di S. Sebastiano. A inizio ’600 S. Antonio venne poi riprodotto nell’attuale pala d’altare, che lo raffigura con S. Martino ai lati del Salvatore. Nel 1598 la chiesa fu ricostruita in seguito ad un accordo stilato con i mastri Annibale Barca e G. Antonio Fontana. Nel 1631 era già presente la cappella sinistra, dotata di una statua di Maria col Bambino. A metà Settecento era stata aggiunta anche la cappella destra, intitolata all’epoca al Crocefisso e a S. Vincenzo Ferrer. Sopra l’ingresso era posta una cantoria non ancora provvista di organo. A sinistra si accedeva a un oratorio dei confratelli che, dopo l’aggiunta alla chiesa di una campata a metà Ottocento, fu unito al corpo dell’edificio. L’attuale organo è un Mascioni del 1905, ma uno strumento era già presente in precedenza: ne fa menzione una nota del 1816. Rita Pellegrini
Vista sul centro antico di Tavernerio da Solzago (fine ’800). Il Paese 39
SALUTE
L’ETÀ ANZIANA: via del tramonto o tempo per nuove possibilità Oggi sentiamo sempre più spesso parlare di “invecchiamento attivo”; ma, al di là delle numerose accezioni popolari, che cosa realmente s’intende con questa espressione? Cerchiamo di capirlo partendo da una definizione riconosciuta dai più importanti organismi nazionali ed internazionali che si occupano di salute. L’invecchiamento attivo rappre-
senta il processo di: “ottimizzazione delle opportunità finalizzate al raggiungimento di una buona salute, in modo che gli anziani possano svolgere un ruolo attivo nella società e godere di una qualità di vita alta ed indipendente”. (Istituto di Salute Pubblica Svedese, 2006: healthy ageing – una sfida per l’Europa). E’ ormai sotto i nostri occhi che la società sta sempre più invecchiando ed è in crescente aumento l’aspettativa di vita: nel suo rapporto, l’ONU conta infatti che l’età media della popolazione europea crescerà vertiginosamente, passando dai 37 anni del decennio ’90 ai 47 del 2050; inoltre, una persona su quat40 Il Paese
tro avrà più di 65 anni. Stiamo assistendo ad un “cambio strutturale della composizione sociale”, in cui la maggior parte delle persone sarà anziana. I rischi di questo scenario potranno essere molto gravi per la sostenibilità sociale ed economica delle politiche sanitarie nel nostro Paese. Per questa ragione l’OMS si è posta come obiettivo la promozione di
una visione attiva dell’età anziana; le diffuse possibilità economiche, sociali, tecnologiche e le condizioni di relativa salute, ci impongono infatti di cambiare prospettiva, vedendo nella ”terza età non più una finestra di vita destinata al declino e alla perdita, ma una fase ancora proattiva del ciclo di vita”. Ciò si traduce nel far conoscere e promuovere tra la popolazione anziana percorsi di salute, sicurezza e partecipazione che li aiutino a mantenere uno stato di salute fisico, psichico e sociale. Attenzione però a pensare che questa idea sia “troppo futuristica”; tutt’altro, sebbene la strada sia ancora lunga, la ricerca ha già ampiamente documentato l’importanza della prevenzione a tutti i livelli. Avere cura di sé protegge da possibili patologie e disabilità come problematiche cardiocircolatorie, diabete, deterioramento osseo-muscolare, deterioramento cognitivo e anche dalla demenza di Alzheimer
(Fratiglioni, Paillard-Borg e Winblad, 2004). È fondamentale, al giorno d’oggi, capire come sia davvero possibile promuovere una visione attiva dell’invecchiamento in cui trovano spazio la “promozione della salute” (definita dall’OMS “il raggiungi-
mento di uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale, e non la semplice assenza di malattia”) e “il sostegno a situazioni di rischio.” FONTI Fratiglioni, L., Paillard-Borg, S.,
e Winblad, B., (2004). An active and socially integrated lifestyle in late life might protect against dementia. The Lancet Neurology, 3 (6), pp. 343-353.(http://www. thelancet.com/journals/laneur/article/PIIS1474-4422(04)00767-7/ abstract?cc Sara Nargis Liguori
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SALUTE
L’angolo della riabilitazione: prevenire e curare il mal di schiena Cos’è la lombalgia? Come è possibile prevenirla? Quali trattamenti sono realmente efficaci? Lo racconta il Prof Massimiliano Noseda docente universitario, medico specialista in medicina fisica e riabilitazione, specialista in igiene e medicina preventiva, e consulente di centri medici, strutture riabilitative, palestre e centri sportivi. Il mal di schiena è una delle più frequenti cause di ricorso a servizi sanitari e di assenza dal lavoro che interessa uomini e donne di ogni età. Vediamo con l’esperto come è possibile prevenirla e curarla. Cos’è la lombalgia? La parola lombalgia significa semplicemente dolore in sede lombare. La causa di tale sintomo può risiedere sia in una patologia osteoarticolare, come l’artrosi o una discopatia, sia internistica, come la calcolosi renale, che è sempre bene indagare e trattare opportunamente. Come si manifesta? La lombalgia di natura muscoloscheletrica può avere un esordio
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acuto o cronico. Nel primo caso si manifesta tipicamente in modo anche improvviso dopo uno sforzo o un movimento insolito e la sua intensità può essere così importante da compromettere anche improvvisamente e per diversi giorni il movimento e la postura abituale. Si parla infatti solitamente in questi casi di colpo della strega. Nel secondo caso, invece, la storia clinica è caratterizzata da continue riacutizzazioni e remissioni. L’intensità del dolore è spesso più modesta e il sintomo è riferito dal paziente più come un senso di peso o di tensione. Quali sono i principali fattori di rischio? Sollevare carichi pesanti per attività lavorative, come il magazziniere, o sportive, come il body building, ma anche semplicemente l’essere in sovrappeso, possono promuovere o aggravare un quadro di lombalgia per sovraccarico continuo sulle strutture nervose ed articolari. Anche il mantenere posture fisse prolungate, soprattutto se scorrette,
come nei lavori alla scrivania così come l’assumere posture innaturali in ambito lavorativo, come nel caso dell’idraulico, possono rendere sintomatico un quadro clinico già di per sè precario. Quali sono le attività sportive più a rischio di lombalgia? Oltre al citato body-building, possono rendere sintomatico o aggravare un quadro di lombalgia attività sportive che hanno alla base una flessione brusca o continua del rachide lombare o una sua rotazione. A scopo puramente esemplificativo ricordiamo il canottaggio, il nuoto a rana o il windsurf nel primo caso e il golf nel secondo. E’ bene comunque ricordare che ogni attività sportiva, agonistica o amatoriale, dovrebbe sempre essere associata a un lavoro di preparazione atletica volto a ottimizzare i benefici della particolare disciplina sportiva e a prevenire le possibili conseguenze da sollecitazione inopportuna di strutture rachidee decondizionate muscolarmente. Quali sono le principali patologie ortopediche che possono associarsi a lombalgia? Praticamente si è soliti suddividerle in congenite, se già presenti alla nascita, o acquisite, se sopraggiunte in seguito. Tra le prime annoveriamo malattie malformative dell’osso come la sinostosi, l’emispondilio o le vertebre soprannumerarie, che compromettono il normale sviluppo dello scheletrico assile e delle
curve fisiologiche, mentre tra le seconde abitudini posturali scorrette ludiche o lavorative, traumi o nuove patologie. In merito a quest’ultime le principali cause di algie del rachide variano negli anni e vedono come cause più frequenti la scoliosi nel giovane in fase di crescita, la discopatia nell’adulto e l’artrosi nell’anziano. Tuttavia, moltissime sono le patologie ossee, reumatologiche, internistiche o neurologiche che possono colpire il rachide e manifestarsi clinicamente con una lombalgia. Per tale motivo una visita specialistica fisiatrica ed eventuali approfondimenti diagnostici sono sempre necessari in caso di persistenza della sintomatologia. Quali esami devono essere richiesti in caso di lombalgia? Nella maggior parte dei casi una radiografia standard in due proiezioni è sufficiente per confermare la diagnosi ed escludere patologie importanti. Tuttavia, non è infrequente che l’esame evidenzi un semplice appiattimento della lordosi lombare in assenza di altri segni patologici, deponendo semplicemente per una problematica posturale cronica successiva all’assunzione continua di posture scorrette che hanno alterato i rapporti ottimali tra le strutture rachidee generando tensione sulle strutture muscolari e nervose. Solo in casi particolari, come la presenza di una sintomatologia neurologica agli arti inferiori esitante in zoppia o dolore persistente irradiato resistente alle terapie convenzionali, è opportuno effettuare su indicazione dello specialista esami aggiuntivi come una risonanza magnetica (RMN) o un’elettromiografia (EMG) I farmaci e le terapie fisiche sono utili? I farmaci e le terapie fisiche (tens, ultrasuoni, tecar, etc) possono essere utili per alleviare il sintomo dolore, tuttavia è opportuno indagare la causa della lombalgia per intraprendere un trattamento più radicale che sia non solo sintomatico e temporaneo. Quale contributo può dare il medico specialista fisiatra al soggetto con lombalgia?
Un programma riabilitativo personalizzato con esercizi di rieducazione posturale e di tonificazione saranno il cardine di un trattamento vincente volto non solo a risolvere in quadro clinico contingente ma anche per mantenere nel tempo i benefici acquisiti e prevenire le recidive. In tale ottica, fondamentale sarà la costanza del paziente nel proseguire quanto appreso in autonomia, al domicilio o in palestra fitness, sapendo attuare anche opportune rinunce in ambito alimentare nei casi di sovrappeso. Quali consigli igienico-comportamentali è possibile dare ad un soggetto con lombalgia nel sollevamento di un peso in ambito lavorativo o quotidiano? Quando possibile è bene piegare le ginocchia anziché il rachide lombare nell’afferrare un carico da terra, allargare la base d’appoggio per aumentare la propria stabilità, ripartire il peso tra i due arti (ad esempio dividere il carico nel portare i sacchetti della spesa), evitare i mobilizzare carichi in rotazione del tronco o al di sopra del capo (utilizzando invece apposite scalette), spingere anziché tirare carichi ingombranti, usare carrellini o
sollevatori nella movimentazione di carichi pesanti o per lunghi tragitti, verificare che il percorso sia libero da ostacoli prima mobilizzare il carico, usare opportuni indumenti come scarpe antiscivolo su superfici lisce o irregolari. Quali sono i veri segreti di un trattamento realmente efficace? Il successo del trattamento riabilitativo ha come presupposti fondamentali una vista medica specialistica fisiatrica in grado di indagare ed inquadrare la vera causa della lombalgia, l’interazione tra più specialisti anche al fine di gestire importanti fattori di rischio e recidiva come il sovrappeso, la personalizzazione del percorso riabilitativo che tenga conto anche delle abitudini lavorative e quotidiane del paziente, l’analisi e la modifica delle abitudini comportamentali, ma soprattutto la costanza del paziente nell’effettuare il trattamento chinesiterapico proposto in autonomia e con regolarità quotidiana e la consapevolezza che l’evoluzione del quadro clinico dipenderà dal nostro impegno ed agire quotidiano e non solo da un particolare farmaco o da una singola terapia fisica. Massimiliano Noseda Il Paese 43
CULTURA
La Consulta dei giovani Ben ritrovati amici lettori nella rubrica del Gringo. Nello scorso articolo, per chi non se lo ricordasse, abbiamo parlato della volontà dei giovani di Tavernerio di partecipare attivamente alla vita del paese mediante la Consulta Giovani. Sono passati tre mesi dall’istituzione di questo nuovo organo comunale e, per questo motivo, vogliamo condividere con voi quelle che sono le nostre prime impressioni su questa esperienza. Innanzitutto ci stiamo meravigliando del grande numero di ragazzi che, in un così breve lasso di tempo, ha manifestato la sua curiosità e il suo interesse per questa nuova realtà. Ciò che colpisce maggiormente però è come ognuno di questi giovani creda vivamente nelle iniziative che la Consulta e il Comune stanno organizzando. Dietro ognuno di questi eventi e ognuna di queste
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proposte c’è la volontà di mettere in gioco le proprie capacità e le proprie idee. Il desiderio è quello di poter sfruttare al meglio l’opportunità che ci è stata data lasciando il nostro impulso. Certo questo processo è notevolmente semplificato da una buona componente di amicizia e divertimento, ma non dovete pensare che si limiti tutto a questo. Per molti di noi la Consulta rappresenta un primo approccio al “mondo degli adulti”. Lavorare con l’amministrazione comunale ci ha fatto scoprire responsabilità ed evenienze che prima ci erano del tutto nascoste o che comunque non ci avevano
mai sfiorato in prima persona. Questo tipo di contatto è senza dubbio impattante e anche un pò destabilizzante, ma rappresenta, secondo noi, un bel processo di crescita. Pensate che per organizzare l’evento “ConsultAperiGiovani” ben 758 lettere sono state imbustate a mano e consegnate a tutti i giovani di Tavernerio. Speriamo di non esserci dilungati troppo con questo articolo, ma ci teniamo a rendervi partecipi di ciò che rappresenta la Consulta per noi che per primi viviamo questa realtà. Nella speranza di poter avere una partecipazione e un contributo sempre maggiore. La Consulta dei giovani
CULTURA
Rincontrami Così immutato il ricordo di te nel mio cuore, si dilatano le pieghe del mio lontano ardore.
L’angolo della poesia Nel mezzo di un dedalo Nel mezzo di un fosco, tetro ed oscuro dedalo, proprio nel momento più inatteso, una via di scampo si manifestò.
E nell’attesa di rincontrarti in un sogno, stringo la semina del mio dolore in un pugno. Attese Chissà perché è così difficile aspettare, Minuti Ore Giorni Settimane.
Per la prima volta iniziò ad avanzare velocemente, Destra, sinistra, poi ancora destra e destra, e sinistra… Ansimante, raggiunse il varco che da lontano sembrava Forse è l’attesa che ci rende vulnerabili, Minuti un discosto orizzonte immaginario. Ore Simulò un sorriso Giorni E consapevole di avercela fatta, Settimane. proseguì sulla sua strada senza voltare più lo sguardo. Forse quello di cui abbiamo bisogno è proprio il “non sapere” che l’attesa nasconde, Minuti Ore Giorni Settimane. Sorriderò
Se solo… Oh se solo si potesse attraversare la foce di fiume senza bagnarsi, anche i più timorosi potrebbero allietarsi.
Finché la pelle del cielo resterà azzurra, finché le stelle non si dissiperanno in una corvina notte d’inverno, finché il sole sarà il protagonista del celeste dipinto sopra i miei occhi, Sorriderò. Francesca Selvini
Oh se solo si potesse cancellare l’oltraggio tra gli uomini, anche i più suscettibili si sentirebbero padroni di loro stessi. Oh se solo potesse esistere il giorno senza la notte, anche i più malinconici non si servirebbero della pece notturna per oscurare i loro pensieri. Oh se solo i viaggi potessero portare l’uomo tra le nuvole, anche i più sognatori troverebbero pace. Oh se solo la felicità fosse un biglietto del treno di sola andata, anche i più infelici godrebbero della sua illusoria esistenza. Il Paese 45
PRESA TRA I DUE BLU Ricordi la conchiglia levigata da anni di mare che trovammo su quella spiaggetta sassosa? La porto ancora con me. Intramontabile. Le ho messo un nastro. Fragile e forte legame. Ricordo quel giorno Accoccolate sul telo leggendoci quel romanzo. Rivedo quelle righe Annullando la lunga distanza e i difficili silenzi. Strano, sublime, vuoto e rinascita: Di fronte al Vento e Alle Onde che sferzano l’ostinata scogliera a picco sui due blu degli elementi. Potevamo affidare Loro Confusi Liberi I nostri pensieri. Mentre leggevamo piano, a turno, vicine, il ritratto di un uomo che cresceva tradendosI Non so se mai ci ritroveremo ma, se capiterà, credo che potrei ritrovare la strada per quel luogo; credo che ti regalerò una copia di quel romanzo… in attesa di sorprenderti portandotene un altro di cui tante volte abbiamo fantasticato: il nostro. NOSTALGIA D'ORIENTE Oggi il mio cuore si fa blando poiché la notte è tiepida e la luna offuscata dal bianco profumo dei mandorli. Le maniche ormai pregne di questo dolce e dell'amaro del mio pianto. Solo la luce che gocciola dalle fronde può rigare il mio viso. LauraTiburzi
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Crucinerio
Orizzontali. 1.Salutare radice, bianca o rossa 5.Leggendario 9.Il numero perfetto 12.Il ghiaccio inglese 15.Li procura il benessere 16.Illustre comasco 18.Il fuori dei tedeschi 21.Notiziario Comunale 23.Libro della Bibbia 25.Con l'orso e le stelle nel Gonfalone di Tavernerio 27.Dario, vincitore del Nobel 28.Non Pervenuto 29.Capoluogo di Provincia 30.Simbolo del rame 31.Due, in mezzo alla faccia 33.Diva dello spettacolo 35.Nasce sul Monte Falterona 37.Ordine architettonico romano 41.Cittadina umbra 42. Preposizione e avverbio 43.Secco rifiuto 45.Cose … dialettali 46.Identifica un bonifico bancario 47. Profumato 48.Istituto scolastico del paese 50.Segno addizionale 51.Pronome personale 52.American Airlines 54. La nota che si dà….. 55.Stato di incoscienza 57.Nome proprio dell'autore 58.Punto orografico più alto del Comune di Tavernerio 63.Sigla del Vietnam 64.L'Aquila 65.Con il filo, per cucire 66.Segue il Mi… 67.Simbolo del radio 68.Abitudini bizzarre 70.Nei boschi, al confine con Albese, è la Madonna della …… 74. Nota casa discografica 76.Così son detti i video di breve durata 78.Iniziali della Canalis 79.Divario, scar-
to 80.Lato Sinistro 82.Tra Gilasca e Nisiate 85.Unità di misura in farmacologia 86.Esegue perizie (sigla) 88.Ritrovo parrocchiale 90.Via a Ponzate 92.Cà …… ai confini con Lipomo 97.Pronome confidenziale 98.Catania 99.Opposto ad OFF 100.L'attuale via Diaz 104.La fonte più nota di Tavernerio 107.Iniziali di un artista ponzatese 109.Sovrano 110.Nel sottotetto 111.Turbata, impressionata 112. Parco comunale 113.Cambiano la setta in sosta Verticali. 1.Vi si trova la tomba di Dante (sigla) 2.Sapore del limone 3.Emblema della leggerezza 4. Copricapo accademico 5.Sigla ferroviaria 6.Personaggio mitologico noto per un vaso 7.Metallo prezioso per eccellenza 8.Pronome multiuso 10.Prefisso iterativo 11.Negli anni scorsi, nel periodo natalizio, ad Albese, il Villaggio degli …. 12.Isabel Allende 13.Spazio pubblico multifunzione 14.La TV locale comasca 17.Nome del cantante Reed 19.Ascoli Piceno 20.A Tavernerio, è San Martino 22.Fiume italiano 24.Bella località del lago di Como 26.Grande campione del ciclismo 29.La nostra valle 32.Aosta 33.Sua Altezza Reale 34.Malvagio 36.La mamma della mamma 38.Colle solitario
ai margini della Brianza 39.E' pubblica o privata 40.L'andar poetico 41.Diffuso cognome locale 44.Dal Lago Vittoria al Mar Mediterraneo 47. Liquore greco 49.Caldo tessuto 53.Lavelli 55.Parte dell'automobile 56.Pronome personale 59.In Medio Oriente, Rosso o Morto 60.In nessun caso 61.Telegiornale 62.Si detrae dal peso lordo per ottenere il peso netto 64.Imboscata 68.Né tuo, né suo 69.La rete del tennis e della pallavolo 71.Iniziali di Panatta 72.Informazioni da elaborare 73.Preposizione articolata 75.Può essere idrofilo 76.Club Alpino Italiano 77.Interprete de 'La grande bellezza' (iniz.) 81.Breve interruzione, pausa 83.Linea 89.La provincia di Amatrice (sigla) 91.La lascia la nave 92.Capitano dell'Italia Campione del Model …. , sede di una bella passeggiata 84.Ottuso di mente 86.Dieci etti 87.Ucraina sulle targhendo 2006 (iniz.) 93.Divinità egizia 94.Agenzia di informazione 95.Storico campione azzurro di sci 96.Cura strade e autostrade 101.L'arte dei latini 102.La Pericoli, tennista 103.Esercito Italiano 104.Protezione Civile 105. … è …inglese 106.Abbreviazione di nostro 108.Personal Computer E. Maltagliati
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NUMERI UTILI
Come un naufrago Come un naufrago su un’isola deserta, solo la luce di una lontana speranza resta. Cosi inerme e impotente, Non sono più maestra del tempo. E come la sabbia di una clessidra, resto intrappolata in un mondo qualunquista. A cura della Redazione
La Direzione e la Redazione del notiziario del Comune di Tavernerio augurano a tutti felici e riposanti vacanze
CERES
ABBIGLIAMENTO ED ACCESSORI TAVERNERIO - ALBESE CON CASSANO - LIPOMO 48 Il Paese
Uffici comunali
Ufficio Anagrafe 031.42.12.23 int. 1 Area Affari Generali 031.42.12.23 int. 3 Area Finanziaria Tributaria 031.42.12.23 int. 4 Area Sociale 031.42.12.23 int. 5 Area Tecnica Manutentiva Lavori pubblici 031.42.12.23 int. 2 Area Tecnica Urbanistica Edilizia Privata Biblioteca 031.42.81.68 Polizia Locale 031.33.54.340 / 338.70.16.154 Protezione Civile 031.42.12.23 int. 2 Segretario Comunale 031.42.12.23 int. 3 Le Sante Messe Tavernerio Sabato 17.30, Domenica 8.30/10.30/17.30 Solzago Sabato 18.00, Domenica 10.30 Ponzate Domenica 10.00 sabato e giorni feriali 18.00 Padri Saveriani Domenica 7.30/9.00 Polo Sanitario Punto Prilievi Lunedì, mercoledì e venerdì 7.30-9.00 (ritiro ref 9.30-10.00) Segreteria ambultatori Lunedì 8.30-11.30, martedì 8.30-9.45, mercoledì 17.0018.30, giovedì 8.30-9.45 e 16.00-18-00, venerdì 8.30-9.45 Dott. Gatti Lunedì 8.30-12.30, martedì 14.30-18.45, mercoledì 8.3012.00, giovedì 14.30-18.45, venerdì 8.30-12.00. (su app.) Dott. Micieli Lunedì pomeriggio fino alle 19.00, martedì dalle 08.00, mercoledì pomeriggio fino alle 19.00, giovedì mattino dalle 08.00, venerdì mattino dalle 08.00. (su app.). Dott. Benzi Lunedì e mercoledì 14.00-17.00 martedì, giovedì e venerdì 10.00-13.00. Dott. Spagnoli Martedì 17,00-19,00 Venerdì 10,00-13,00