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NOTIZIARIO DI TAVERNERIO

Periodico distribuito gratuitamente Anno III - Numero 6 DICEMBRE 2014

PONZATE - CAPPELLETTA DELLA BEATA VERGINE ADDOLORATA Questo articolo compariva sulla stampa locale nel mese di agosto del 1985. E la chiesetta dell'Addolorata? Non si fa nulla per questo monumento - C'è ancora però chi vi va a depositare dei fiori. Alla testata della verde valle del Frassino, trenta metri a monte del cimitero di Ponzate, c'è una vecchia chiesetta dell'Addolorata: una facciata aperta ai quattro venti con una grata che lascia intravedere l'interno. Pochi metri quadri, con una Madonna Addolorata trafitta da sette spade.... Qualche lumino acceso all'interno, perchè nonostante lo squallore che circonda la piccola chiesetta, devoti ce ne sono ancora. Non bastano però i devoti a salvare questo tempietto, è di proprietà privata e da anni manca qualsiasi manutenzione .... Non era così un tempo: la chiesa era frequentata durante il mese di maggio dalle funzioni mariane della parrocchia, così pure in occasione delle litanie e per l'Ottava dei morti. Ma poi la decadenza dei muri, la pericolosità dei luoghi ha fatto sospendere qualsiasi forma di culto pubblico ed ora la chiesetta rimane semplicemente in vita per qualche devozione privata. Certo, nessuno sogna più di rifarne la sede di un crotto nella parte posteriore, come lo era una volta, o di farne un'abitazione dato che un tempo vi abitavano il becchino e la moglie (postina del paese)... Dalle vecchie carte di archivio un po’ di storia piccola… la nostra. La costruzione risale a tempi molto remoti, carte antiche riportano: “nel 1640 la chiesa di Santa Brigida cedeva una cappelletta quasi del tutto ruinata, et senza tetto, onde cessando qualche divozione del popolo si rende quasi inutile, anzi essendovi prima il crotto serviva ... per ridotto a' figlioli per giocare.” La cappelletta fu riedificata nel 1792 con il contributo della comunità, molto probabilmente a seguito della costruzione, avvenuta nel 1786, del vicino cimitero. Nel 1855 fu completamente restaurata grazie al lascito di un abitante del paese come è ricordato sul timpano. Nel 1884, con una delibera dell’allora Comune di Ponzate, l’edificio assunse la funzione di ‘lazzaretto’ del paese per eventuali epidemie. La chiesetta è ricordata più volte nelle relazioni delle visite pastorali dei Vescovi di Como alla comunità parrocchiale. E’ da sempre considerata

La Cappelletta, 1965 dalla popolazione un 'luogo dove portare le sofferenze'. Fino agli anni 1950 era uso accendere sull'altare o sui gradini di accesso alla chiesetta lumini o candele per implorare l’aiuto e la protezione della Beata Vergine (ricordano gli anziani del paese che durante il periodo dell'ultima guerra, la sera i gradini d'ingresso erano rischiarati dai lumini accesi). I terreni attigui furono nel tempo usati come spazio di servizio per le lavorazioni dei prodotti della valle. In vari documenti sono ricordati i cavallanti che caricavano sui carri i sacchi di castagne raccolte nella valle da portare a Milano e fino agli anni ‘50 del secolo scorso era frequente vedere cataste di legna pronte per il trasporto verso le destinazioni cittadine o della Brianza. Continua nella pagina seguente

Sommario Progetti in rilievo …………………………………. pag. 2 Associazioni, Enti, Scuola, Parrocchie……... pag. 3 Cittadini ……………………………………………….. pag. 17 Gruppi Consiliari…………………………………… pag. 18 Notizie dall’Amministrazione Comunale … pag. 20 Spazio al femminile ………………………………. pag. 25 Notizie dalla Redazione e Numeri utili …... pag. 27


Progetti in rilievo Situazione attuale Dopo vari tentativi di recupero della chiesetta e della contigua costruzione comprendente il sottostante crotto, quest’anno un gruppo di volontari, in accordo con l'Amministrazione Comunale e la proprietà (il terreno su cui sorge il complesso appartiene a privati), si è impegnato per il restauro. L'intervento, per le problematiche presenti, deve essere affrontato con il coinvolgimento dell’amministrazione comunale. Dopo un primo contatto/incontro presso l’ufficio tecnico del Comune di Tavernerio, la proprietà, la famiglia Cantaluppi di Camnago Volta, tramite il loro consulente Arch. Paolo Pedrana, ha dato formale disponibilità a trovare un accordo con l’amministrazione comunale. Il sindaco Dott.ssa Rossella Radice si è subito mostrata interessata e disponibile per individuare un percorso che consenta il recupero del complesso. Pertanto nel mese di settembre un gruppo di volontari, secondo lo spirito che caratterizza la comunità di Ponzate, ha ripulito lo stabile dalla vegetazione infestante e dalle macerie che nel tempo si erano accumulate, rendendo finalmente visibili le strutture e possibile il rilievo delle stesse così da ipotizzare un progetto di messa in sicurezza e di restauro conservativo di quanto rimane dell’originario impianto. L'elaborato progettuale predisposto dagli architetti Giuseppe Reynaud e Giovanni Rho prevede essenzialmente di conservare il complesso come si presenta, consolidando le strutture esistenti utilizzando il più possibile la tipologia costruttiva e i materiali di finitura consoni all’epoca di costruzione e alla destinazione d’uso dei diversi corpi di fabbrica, riedificando la sola copertura della chiesetta. Nel contempo si dovranno utilizzare opportuni accorgimenti tecnici per un efficace, ma non invasivo consolidamento statico e di legatura delle murature perimetrali, nonché di impermeabilizzazione della pavimentazione del locale attiguo alla chiesetta a protezione della volta sottostante (del crotto). La Giunta comunale si è espressa favorevolmente sulla delibera proposta dal sindaco Rossella Radice per un contratto di comodato d'uso gratuito a favore del Comune, così da poter disporre del bene e provvedere al suo recupero mediante procedure di sponsorizzazione.

ulteriormente avvalorata dalla sua ubicazione che lo vede posto all’imbocco della valle ed in prossimità del cimitero, rendendo facilmente ipotizzabile il suo riuso sia come luogo di culto in genere ed al servizio del cimitero stesso, sia come presidio e spazio didattico/illustrativo della sentieristica e delle specie florofaunistiche che caratterizzano la valle di Ponzate. Con quest’ultima finalità la parte sovrastante il crotto, un locale che conserva unicamente tracce della parete prospettante il cimitero, verrebbe recuperato semplicemente come terrazza panoramica debitamente allestita con della cartellonistica/segnaletica riguardante la valle e le percorrenze che si dipartono per le baite poste lungo la strada delle colme. A cura della redazione

La particolarità di questo complesso, che vede l’accostamento di un luogo di culto a un luogo di svago/ricreativo è

La Cappelletta, 2014

NOTIZIE IN BREVE DAL PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE BIBLIOTECA La Biblioteca, oltre a svolgere il proprio compito istituzionale, ha promosso e organizzato alcune eventi di cui si dà notizia. 20/12/2013 - Auditorium comunale, concerto di Natale aperto a tutti (Associazione Baule dei Suoni) 09/03/2014 - Centro Civico Rosario Livatino, sala San Pedar, spettacolo di burattini “il ronzio dell’ape” (Compagnia teatrale Fata Morgana) 16/03/2014 - Centro Civico Rosario Livatino, sala San Pedar, spettacolo “storie di bambini coraggiosi” (Compagnia teatrale Fata Morgana) 30/03/2014 – Auditorium comunale, commedia brillante “è difficile vivere con te” (Compagnia teatrale Ciciss & Mocholo) 06/04/2014 - Auditorium comunale, concerto allievi del “Laboratorio di Violoncello e Musica d’insieme” (a cura di Umberto Pedraglio)

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16/04/2014 - Centro Civico Rosario Livatino, “Gulash concerto” (violinista Janos Hasur) 27/04/2014 - Auditorium comunale, concerto “Una storia arancio” (Orchestra botanica Alchechengi) 11/05/2014 - Auditorium comunale, in collaborazione con l’associazione Raggi di Luce “alla moda del varietà”, spettacolo musicale con pezzi eseguiti dal vivo di Cochi e Renato, Enzo Jannacci, Giorgio Gaber, i Gufi e … divertentissime “gags“ (Compagnia arte e spettacolo “insieme si fa”) 21/06/2014 - Rovascio, in collaborazione con l’Associazione "le Sorgenti", performance per le strade conclusasi al Centro Civico Rosario Livatino (Orchestra Musica Spiccia) 30/07/2014 - Centro Civico Rosario Livatino, «Vízöntõ» in concerto («Vízöntõ», gruppo ungherese).

Progetti in rilievo

Bruno Poli- Presidente della Commissione Biblioteca


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Come procede “l’Orto Grande Come Il Mondo”? Se si chiede a chi ne ha la passione: “Come è andato l’orto quest’anno?”, la risposta è quasi scontata… troppa pioggia, troppo freddo… Al contrario, il “World Wide Kitchen Garden - WWKG - Un Orto Grande come il Mondo” che i bambini e ragazzi hanno approntato in primavera, molti frutti li ha dati e li sta portando. Il progetto, lo ricordiamo, entra nel suo secondo anno (accademico) e sviluppa, oltre ad attività più pratiche di laboratori agricoli, attività di ricerca e approfondimento sul territorio (ma anche di più ampio spettro geografico e culturale) e di comunicazione e incontro interculturale e inter-sociale. Numerose esperienze di possibile confronto, si stanno progressivamente rendendo visibili da altre scuole e territori come

Alla fine dell'anno scolastico, l'orto grande come il mondo è andato in piazza: a San Fereolo, alla Parada Par Tucc, alle feste di fine scuola

testimoniato nel convegno internazionale “FARE SCUOLA ALL’APERTO” - tenutosi nella prima metà di novembre presso Regione Lombardia con il coinvolgimento di ERSAF (Ente Regionale Servizi Agricoltura e Foreste), Ufficio Regionale Scolastico, Padiglione Italia EXPO, e in cui erano presenti fattorie didattiche (tra cui la Cucina delle Agridee di Tavernerio), rappresentanze scolastiche, uffici territoriali connessi allo sviluppo rurale, delegazioni estere che si occupano di “Educational Gardening”. Dal confronto emergono molti punti di coerenza con gli intenti, strumenti ed indirizzi del progetto scolastico che il nuovo dirigente scolastico dell’I.C. Tavernerio ha confermato e focalizzato ulteriormente sia per un risultato di breve termine (è candidato tra i “Progetti Scuola EXPO Milano 2015” - concorso promosso dall’Ufficio Scolastico Regionale) sia per risultati più strutturali e di medio lungo termine.

Un progetto per conoscere il territorio e guardare al mondo Nel corso dell’estate, il progetto è proseguito attraverso il campus estivo promosso da Ami-ki in cui tutor italiani e stranieri (da Scozia, Inghilterra, Catalogna, e Lituania) hanno ripercorso usi, costumi e stili alimentari dall’era preistorica a quella contemporanea. Numerose gite sul territorio sono state accompagnate da esperti e conoscitori (tra loro, la maestra impagliatrice Laura, il sig. Attilio esperto botanico, l’amico Ermanno, memoria storica dei nostri luoghi). Particolarmente significativo è stato anche l’incontro con i ragazzi di Capo Verde, reso possibile grazie a Baule dei Suoni.

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Associazioni, Enti, Scuola, Parrocchie Pur guardando al mondo, il progetto mira a scoprire e valorizzare anche ciò che ci circonda: anche per questo, le classi 5’ primarie hanno potuto visitare la Fabbrica del Ghiaccio all’interno della proprietà Barbavara di Montorfano: una “cattedrale” di 115 mt di lunghezza, 15 di larghezza e 15 di altezza in cui sino agli anni ’50 si immagazzinava il ghiaccio che veniva poi rivenduto, oltre che per la conservazione alimentare - tema su cui le classi stanno studiando - anche per fini sanitari: tra i clienti storici si annoverano Cà Granda di Milano e Ospedale di Mariano. La visita è stata promossa da Ami-ki e supportata dal gruppo L’Ontano. Particolarmente preziose, oltre alle memorie della Proprietà, anche le testimonianze dei signori Luigi (classe ’28) e Augusto (al secolo Gust dei Previsin - Augusto d ei P arra vic i ni classe ’33).

Un progetto che prova a sfruttare le risorse disponibili: è così che le 4’ sono salite sulla Mietitrebbia! Tra gli obiettivi e opportunità di progetto vi è l’impiego delle tecnologie digitali e di telecomunicazioni strumentali alla didattica. Con le referenti scolastiche per l’ambito ICT (con le quali si appronterà un sito web “catalogo” di tutte le ricerche svolte) si è potuta sperimentare una “gita virtuale”. Attraverso una “Videochiamata” un paio di inviati “Speciali” (di cui uno studente dell’Università di Agraria di Milano) hanno intervistato sul campo i fratelli Galanti, agricoltori da generazioni e proprietari del panificio Galanti di Orsenigo. Le classi 4’ che stanno studiando il “Granturco” e che già avevano sgranato pannocchie, mangiato popcorn e polenta presso un’azienda agricola a Montevecchia, hanno “intervistato a distanza” gli inviati speciali e, assieme a loro, sono saliti sulla mietitrebbia. La video chiamata, resa visibile nelle classi tramite le “lavagne digitali – LIM” è un primo test (in cui si sono potuti sperimentare limiti e vantaggi) per un uso intelligente (e praticamente a costo nullo) delle risorse già disponibili.

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Un progetto Aperto, che prova a coinvolgere…anche te. Oltre ai partner iniziali di progetto (I.C. Tavernerio, Comuni di Tavernerio e Albese con Cassano, Scuola della pediatria del Sant’Anna, Scuola Sabe Sebim di Mindelo, Scuola Star School International di IringaTanzania, Associazione Baule dei Suoni) si stanno interessando al progetto anche altre realtà del territorio (la Scuola di Montorfano supportata dall’associazione “L’Ontano” e dal Comune di Montorfano; un paio di Classi della Scuola primaria di Lipomo, l’associazione Raggi di Luce di Tavernerio). Durante la giornata della Castagnata al Ponte dei Bottini del 1° Novembre molti si sono imbattuti in un “Ponte pieno di bigliettini…” i bigliettini riportavano desideri che i bambini hanno disegnato nel corso della giornata, ma anche alcuni ricordi che i nonni, i papà e mamme hanno raccontato ai bambini. L’istallazione, curata dall’amica Architetto Laura Consonni con Ami-ki ha quindi ricreato un Ponte di Desideri e di Memorie… ed esprime proprio la volontà del progetto Un Orto Grande Come il Mondo di guardare al futuro conoscendo e dando valore al presente e al passato. Molte semplici iniziative e attività potrebbero aver bisogno di un aiuto o più semplicemente di un segno di attenzione e curiosità verso il progetto. Per qualunque informazione ci si può rivolgere a: Dario Montermini - Ami-ki A.P.S.- www.ami-ki.org - Cell. 3497665901; e-mail: ki@cucinadelleidee.it

CROCE ROSSA Parlare della Croce Rossa è sempre impegnativo, tanti sono gli scenari nei quali la vediamo impegnata con i suoi volontari. Le prime immagini che questo nome ci evoca, sono quelle di ambulanze che corrono a sirene spiegate, di urgenze e di persone che hanno bisogno di aiuto perché storicamente in Italia è questa la peculiarità della nostra organizzazione umanitaria. Nella realtà la Croce Rossa è tutto questo, ma anche tante altre cose. Stiamo parlando della più grande associazione umanitaria non solo d’Italia, ma anche del mondo, un’associazione basata sul volontariato disinteressato, sul dono del proprio tempo. A partire dal lontanissimo anno 1864, anno della fondazione, la Croce Rossa è stata al passo coi tempi, si è evoluta ed oggi offre un ventaglio di servizi per le persone che le permettono di essere interlocutore privilegiato anche nei confronti delle istituzioni. Parliamo per esempio dei trasporti di persone che hanno difficoltà motorie per visite, esami, terapie; parliamo di accompagnamento di dializzati, parliamo di attenzione alle persone in genere. Una cosa molto importante e unica tra tutte le associazioni che lavorano nell’ambito della salute, è quello della informazione e formazione ai cittadini. Le persone di Croce Rossa hanno formato e formano ancora migliaia di cittadini per molti aspetti legati sempre all’ambito sanitario: corsi di primo soccorso, corsi sull’educazione alla salute. Tra i primi in Italia siamo stati promotori della campagna contro l’ostruzione delle vie aeree dei bambini, formando migliaia e migliaia di persone su tutto il territorio nazionale. E che dire del sociale, in cui le persone più fragili vengono supportate con generi alimentari, luoghi di accoglienza, aiuti ambientali? Anche nel nostro territorio è presente il Comitato Locale di Lipomo che ben assolve a tutti i compiti istituzionali che abbiamo citato prima ed oltre, fornendo alla comunità dei servizi di grande rilevanza sociale dall’anno 1986. Il Comitato di Lipomo, che conta circa duecento volontari, è ben radicato nelle comunità e molto attivo verso la cittadinanza. Continua nella pagina seguente

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Associazioni, Enti, Scuola, Parrocchie Dotato di un parco automezzi forte di 38 veicoli, è in grado anche di garantire una notevole quantità di trasporti sanitari non di urgenza, accompagnamento a visite, esami, ha mezzi adeguati al trasporto di persone disabili. Nell’ambito dei servizi sportivi, da anni una convenzione assegna l’assistenza del Giro d’Italia ciclistico e delle manifestazioni collegate (Milano-Sanremo, Giro di Lombardia) al nostro comitato, che lo pone in una posizione di eccellenza a livello nazionale. Nell’anno 2013 sono stati complessivamente oltre 14.700 i servizi espletati alla comunità, un numero veramente notevole. Altro impegno dei volontari, come già detto, riguarda l’informazione e la formazione ai comuni cittadini e presso le scuole. Il comitato è molto attivo e incontra le varie realtà sociali. Le scuole: periodicamente gli alunni delle scuole medie di Tavernerio-Albese e Lora-Lipomo seguono corsi di primo soccorso; negli asili nido e scuole primarie vengono organizzati incontri e corsi di disostruzione pediatrica. Inoltre in alcune occasioni si organizzano giornate di prevenzione sanitaria per tutti i cittadini con misurazione di pressione, glicemia, colesterolo. Non dimentichiamo, in questi momenti economicamente molto difficili, l’aiuto che la Croce Rossa fornisce alle persone indigenti con l’assistenza presso il dormitorio dei senza fissa dimora a Como; per supportare le famiglie in difficoltà è attivo un servizio

di aiuto che fornisce generi alimentari di prima necessità preventivamente raccolti dai volontari stessi con appositi eventi di sensibilizzazione. Ora che abbiamo parlato di tutti gli ambiti nei quali agisce la Croce Rossa, ci rendiamo conto che il suo apporto alla comunità è veramente importante e insostituibile, e quando vediamo passare un automezzo o un’ambulanza con quella Croce Rossa, pensiamo che c’ è una persona, un volontario che sta donando il suo tempo a favore di tutti quanti e finché vedremo questo simbolo, potremo dire veramente che qualcuno sta pensando a noi, disinteressatamente e in tempi come questi credete … non è facile !

BABBO NATALE EXPRESS: FESTEGGIA IL NATALE CON CROCE ROSSA ITALIANA Nella notte della Santa Vigilia, Babbo Natale, accompagnato dai suoi fedeli elfi, verrà nelle case per distribuire i vostri doni ai bambini. Se siete interessati, per avere maggiori informazioni scrivete entro il 15 dicembre a babbonatale@crilipomo.it oppure chiamate i numeri: 340 96 09 802 / 346 38 89 756. Le offerte raccolte saranno interamente devolute a Croce Rossa Italiana – Comitato di Lipomo.

RICERCA SCIENTIFICA E CURE ALL’AVANGUARDIA VILLA SANTA MARIA PROTAGONISTA DELLA Comunità Comasca e il Centro di cultura scientifica Alessandro SCENA ITALIANA NELLA LOTTA ALLA Volta lo scorso 17 settembre a Villa del Grumello a Como ha infatti registrato oltre 100 partecipanti tra famigliari, medici e DISABILITÀ INFANTILE operatori. Nell’ultimo numero ci eravamo lasciati con i risultati dello studio condotto da Villa Santa Maria sui fattori di rischio gravidici e peri -postnatali dell’autismo, che aveva evidenziato come determinati aspetti demografici, clinici e ambientali siano presenti con particolare frequenza nelle madri di bambini affetti da disturbi dello spettro autistico. Ma l’attività scientifica dell’ente, che è accreditato e a contratto con il Servizio Sanitario Regionale e che ha in carico circa 190 bambini tra residenziali e diurni, non si è certo fermata qui. Subito dopo la pausa estiva, infatti, Villa Santa Maria - centro specializzato nella cura e riabilitazione di bambini e ragazzi affetti da autismo e cerebropatie congenite e acquisite, con compromissione motoria e ritardo mentale di differente grado - è stata impegnata in una serie di importanti appuntamenti di confronto e studio. Il primo è stato la ventiseiesima edizione del Congresso nazionale della Società Italiana di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dall’Adolescenza (SINPIA), principale appuntamento nazionale per la neuropsichiatria infantile. Villa Santa Maria ha partecipato al congresso, che si è svolto a settembre a Roma, portando in dote due abstract che hanno suscitato notevole interesse tra i medici e gli specialisti presenti. Se il primo approfondiva con analisi statistiche lo studio sui fattori di rischio gravidici e peri-postnatali, già oggetto di presentazioni a livello internazionale, il secondo ha affrontato un tema poco esplorato come lo stress e il disagio psichico dei famigliari delle persone affette da autismo. Un argomento, questo, particolarmente delicato, come ha dimostrato la grande partecipazione al convegno intitolato “L’altro lato della disabilità e dell’autismo: lo stress e il disagio psichico dei famigliari”. L’evento, organizzato da Villa Santa Maria in collaborazione con la Fondazione Provinciale della

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Di particolare rilievo, poi, sono stati i risultati della discussione alla quale hanno partecipato la dottoressa Gaetana Mariani, presidente e direttore generale di Villa Santa Maria, il professor Enzo Grossi, direttore scientifico dell’ente, la dottoressa Sara Melli, psicologa clinica di Villa Santa Maria, il dottor Virginio Marchesi, dello staff della dottoressa Maria Cristina Cantù, assessore alla Famiglia, Solidarietà sociale e Volontariato di Regione Lombardia, il professor Giovanni Pieretti, ordinario del dipartimento di Sociologia e Diritto dell’economia dell’Università di Bologna, e il professor Angelo Compare, docente di “Clinical Psychology and Rehabilitation Psychology” dell’Università di Bergamo. Come emerso dagli studi condotti recentemente presso Villa Santa Maria sullo stress dei genitori e dei fratelli di bambini autistici, grazie a un cofinanziamento della Fondazione Provinciale della Comunità Comasca, il problema è infatti molto più diffuso e radicato di quanto sia stato rilevato in passato. “Il 70% dei genitori intervistati vive uno stress di tipo elevato, spesso in una condizione cronica che incide su altre patologie”, ha spiegato il professor Compare. Inoltre, “l’autismo colpisce punti nevralgici della persona, come l’area relazionale, quella comunicativa e quella comportamentale, creando difficoltà e ripercussioni anche sulle relazioni tra fratelli”, ha sottolineato la dottoressa Melli. “Il risultato è che il 40% del campione soffre di uno stress severo e il 47% di uno stress moderato, correlato a difficoltà nel relazionarsi con il fratello e nel gestire i suoi comportamenti, indipendentemente dalla gravità sintomatologica”. Un quadro di fronte al quale “oggi la rete dei servizi per le famiglie, nata sui bisogni storici di trent’anni fa, deve riorientarsi per rispondere a esigenze che in passato non c’erano”, ha sottolineato il dottor Marchesi.

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Associazioni, Enti, Scuola, Parrocchie “Altrimenti, si rischia di lasciare le famiglie senza risposta rispetto a quelle che sono le necessità odierne”. D’altra parte, l’obiettivo di Villa Santa Maria è quello di garantire non solo ai bambini, ma anche alle loro famiglie il massimo sostegno e assistenza. Un approccio basato su un’accoglienza senza riserve dei piccoli e dei loro famigliari, i cui risultati si sono rilevati molto positivi. A confermarlo i risultati della customer satisfaction sottoposta recentemente agli utenti di Villa Santa Maria, dalla quale è emerso un livello di soddisfazione molto alto per quel che riguarda i servizi offerti dal centro e la qualità dell’assistenza. Questo anche grazie allo sforzo che Villa Santa Maria, già oggi tra i protagonisti della scena italiana nella lotta alla disabilità infantile, fa per offrire ai propri utenti cure e terapie sempre più innovative.

L’ultima in ordine di tempo è un nuovo approccio riabilitativo che arriva dall’Australia, Paese di riferimento per quanto riguarda la terapia manuale. Nelle scorse settimane alcuni fisioterapisti del centro hanno infatti frequentato e concluso con successo il corso di formazione in “Terapia Manuale Ortopedica” che si è svolto a Vilamoura, in Portogallo, e che è stato organizzato dalla “Curtin University of Technology” Western Australia in collaborazione con l’organizzazione Formaterapia, grazie al quale è stato possibile introdurre un nuovo approccio che amplia la visione complessiva del paziente, affina ulteriormente l’accuratezza della valutazione e affronta con uno spettro ancora più ampio di strumenti la cura e il trattamento dei disturbi neuro-muscoloscheletrici. Dr.ssa Emanuela Aiani Assistente Direzione Generale Responsabile Progetti Speciali

DAL NUOVO DIRIGENTE SCOLASTICO Il 30 giugno scorso ho preso servizio presso l’Istituto Comprensivo di Tavernerio, una realtà che vanta una lunga e consolidata tradizione e che comprende 50 classi distribuite tra Tavernerio ed Albese con Cassano, tra scuola dell’infanzia, scuola primaria e secondaria di primo grado. Il mio obiettivo professionale è quello di operare per il miglioramento dell’offerta formativa, creando un clima di proficua collaborazione tra tutte le componenti della comunità scolastica che, a diverso titolo e con ruoli differenti, sono chiamate a dare il loro contributo attivo per realizzare lo scopo principale dell’istituzione scolastica: l’educazione ed il benessere di bambini ed alunni. Ho trovato nel corpo docente disponibilità e professionalità. Sarà così possibile rispondere in modo positivo ed innovativo alle sfide educative e alle sempre nuove esigenze cui la scuola è chiamata a rispondere. A partire da quest'anno scolastico tutti gli istituti (statali e paritari) saranno coinvolti in un processo graduale che manderà a regime, entro l'anno scolastico 2016/2017, il Sistema Nazionale di Valutazione (SNV). Le scuole avranno un quadro nazionale di riferimento, corredato da dati comparativi sul sistema scolastico, e un preciso format per scrivere il loro Rapporto di autovalutazione che sarà in formato elettronico e dovrà essere reso pubblico entro luglio 2015 sia sul sito della scuola che sulla piattaforma del Miur “Scuola in Chiaro”. Il nostro Istituto sta avviando il percorso, a partire dall’aggiornamento del Piano dell’Offerta Formativa, dalla revisione dei Regolamenti e da quanto realizzato già negli anni precedenti. In questo processo intendo coinvolgere non solo i docenti, ma anche i genitori. Nell’ultima seduta, il Consiglio di Istituto ha approvato gli Indirizzi generali per le attività della scuola e le scelte generali di gestione e di amministrazione, propedeutici al POF (Piano dell’Offerta Formativa), e le Linee guida per la redazione dei Progetti. Il nuovo anno scolastico si è avviato con il completamento del potenziamento della dotazione delle LIM (Lavagne Interattive Multimediali). Da settembre, tutte le classi della scuola primaria e della scuola secondaria di primo grado di Tavernerio sono dotate di LIM; tutte le classi della secondaria e tre classi della primaria di Albese con

Cassano (oltre ad una mobile) hanno la LIM. Un doveroso ringraziamento all’amministrazione comunale di Tavernerio per il contributo che consente di avere a disposizione nuove opportunità didattiche grazie agli strumenti delle nuove tecnologie. I docenti, in particolare della scuola primaria, hanno già partecipato a due incontri di formazione sulle modalità di impiego della LIM. Un altro progetto formativo rilevante è il “Life Skills Training” Program, programma di prevenzione all’uso ed abuso di sostanze promosso e coordinato dall’ASL di Como. Le azioni prevedono un corso di formazione per docenti, con metodologie attive, di primo livello (per i nuovi) e di secondo livello (per i già formati), incontri di accompagnamento e realizzazione di unità formative nelle classi aderenti. Nello scorso anno scolastico sono state coinvolte le quattro classi prime della secondaria per un totale di 78 alunni e sono stati formati 17 docenti. Quest’anno sono coinvolti complessivamente 22 docenti e le quatto classi prime della media. Avviato nello scorso mese di marzo, proseguirà e andrà a compimento il Progetto “Un orto grande come il Mondo” - “A world wide kitchen garden”, già ampiamente illustrato sul numero di maggio del Notiziario di Tavernerio. Come è noto, il progetto ha superato la prima fase di selezione nell’ambito del concorso regionale dei Progetti scolastici afferenti all’EXPO 2015 (1-31 Maggio 2015 - Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita). Lo scopo del concorso non è solo quello di promuovere la progettualità sul diritto ad una alimentazione sana, sicura e sufficiente per tutto il pianeta, ma anche quello di creare l’occasione per mettere a sistema le buone pratiche, nonché dare accelerazione all’innovazione didattica, metodologica, comunicativa. L’obiettivo finale delle nostre classi è quello di realizzare un prodotto comunicativo di livello. Al di là dal concorso, è comunque importante che bambini e ragazzi, con i docenti e i referenti delle associazioni aderenti, abbiano la possibilità di riflettere e di realizzare attività concrete sui temi dell’alimentazione, della sostenibilità e dell’interculturalità. In conclusione, ritengo che ci siano tutte le premesse affinché l’Istituto Comprensivo possa realizzare efficacemente la propria “mission” educativa e formativa. Prof. Flavio Pavoni - Dirigente Scolastico I.C. Tavernerio

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LA NOSTRA ESTATE A CIRENCESTER “Non esiste modo migliore per imparare una lingua straniera se non vivendo per un periodo, breve o lungo, in un luogo in cui si è costretti ad interagire con persone del posto e con la lingua madre.” Quale migliore occasione quindi per migliorare l'inglese se non con una vacanza studio in La cattedrale Inghilterra? Questo è ciò che abbiamo fatto quest'anno dal 1° al 15 luglio con un gruppo di 11 ragazzi dell'Istituto Comprensivo di Tavernerio e Albese con Cassano. Destinazione: Cirencester, un piccolo gioiello nel cuore dei Cotswolds, una delle regioni più belle, verdi e ricche di tutta la Gran Bretagna. E' stata per tutti noi un'esperienza indimenticabile! Viaggio sicuro con volo di linea (British Airways), sistemazione in camere confortevoli presso la Royal Agricultural University,

corsi di studio con insegnanti madrelingua, con possibilità di certificazioni linguistiche (un nostro alunno ha ottenuto la certificazione nel Grade 5 del Trinity, livello B1 del Framework Europeo, col massimo dei voti!!!), attività ricreative in spazi verdi a perdita d'occhio. I miei ragazzi hanno mostrato grande interesse non solo per le attività all'interno del College, ma anche durante le escursioni che sono state finestre veloci su quell'Inghilterra che ci ospitava: Londra col British Museum, Oxford e Bath. Tutti i miei ragazzi sono stati in grado di gestirsi egregiamente ed in maniera autonoma mostrando maturità, grande educazione e senso del dovere. Per tutti loro è stata la prima esperienza all'estero, per me la prima come "group leader"! Mi auguro che tale esperienza possa ripetersi ancora al fine di permettere ad altri ragazzi di poter "aprire la mente" sviluppando un percorso di crescita culturale che stimoli ad arricchire le proprie conoscenze. La docente Prof.ssa Patrizia Infante

Royal Agricultural University

QUANDO SOGNARE FA RIMA CON … EDUCARE: LA STORIA DELL’ASILO NIDO “PRIMI PASSI” C’era una volta una bambina, che pur essendo tale pensava: “da grande farò la maestra”. Ascoltava con interesse ed ammirazione la sua mamma mentre le raccontava dei suoi anni di lavoro come educatrice all’asilo nido e nutriva una sorta di piacere, di soddisfazione nel prendersi cura di bimbi più piccoli di lei. Crescendo la bambina è diventata una giovane donna e il desiderio di diventare un’insegnante si è trasformato in una consapevolezza, in una vocazione. Da qui nasce quello che è il mio sogno da sempre, quello di costruire un asilo nido tutto mio, un luogo che non fosse considerato solo una sorta di “parcheggio” dove collocare il proprio bambino come fosse un pacco, ma una vera e importante opportunità di crescita. Nel gennaio 2012 nasce la mia creatura, l’asilo nido “Primi Passi”. L’ho ideato e fondato su alcuni principi, tra i quali la mia convinzione che ogni bambino sia diverso da tutti gli altri e abbia quindi il diritto di essere valorizzato nella propria unicità. Penso inoltre che già dalla prima infanzia il bambino sia dotato di straordinarie potenzialità, per questo uno degli obiettivi che cerchiamo di perseguire nel nostro lavoro quotidiano con i bambini è proprio quello di aiutarli a riconoscere i propri potenziali e a valorizzarli. “I bambini non vanno solo curati. Dei bambini bisogna prendersi cura”. Su questa frase si basa la nostra filosofia educativa. Come passare dal curare al prendersi cura? Cercando di creare e mantenere ogni giorno un ambiente che risulti a bimbi e genitori

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accogliente e sereno, per aiutare, giorno dopo giorno, il bambino a vivere serenamente il distacco dal genitore. Prendersi cura del bambino significa anche aiutarlo a sviluppare la dimensione dell’autonomia e quindi dell’autostima e accompagnarlo in un percorso di crescita che lo porti mediante il rapporto con i pari a sviluppare la dimensione della condivisione e della collaborazione. Lavorare al nido significa “prendersi cura” anche delle mamme e dei papà, della famiglia del bambino. Il primo obiettivo che ci poniamo con i genitori è sicuramente quello di conquistare la loro fiducia, essenziale per affidare con serenità il proprio bimbo alle cure di un’altra persona. Cerchiamo poi di collaborare con le famiglie per costruire insieme il percorso di crescita del bambino, in un’ottica di collaborazione che porta ad una crescita reciproca. Parlo al plurale perché, per riuscire a portare avanti un progetto così ambizioso, ho dovuto ricercare delle “alleate”: non mi sono accontentata di educatrici qualunque (vere o presunte tali), ho trovato persone che, come me, portano avanti il loro lavoro con amore, passione e dedizione, come fosse più una missione che un semplice impiego. Se sono arrivata dove sono oggi, con un servizio che è passato da 2 a 35 iscritti in poco più di due anni, devo dire GRAZIE ai miei “angeli custodi”, le mie colleghe LETIZIA PALEARDI e ROBERTA TROVATO, che mi aiutano giorno per giorno a concretizzare il mio grande sogno e sono entrate a farne parte.

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Associazioni, Enti, Scuola, Parrocchie Ma soprattutto devo ringraziare la mia famiglia, i miei genitori, che hanno sempre creduto in me e mi hanno sostenuta anche nei momenti più duri di questi anni. Un GRAZIE speciale va alla mia mamma, MARIELLA MALINVERNO, che mi affianca dal primo giorno di apertura dell’asilo nido nel lavoro quotidiano con i bambini ed è per tutte noi un grande esempio di passione, forza ed entusiasmo. La nostra convinzione dell’importanza della valorizzazione della prima infanzia, ci ha portato ad avviare una collaborazione con la psicologa-psicoterapeuta CHIARA SERENA, insieme alla quale stiamo portando avanti due iniziative rivolte ai genitori non solo dei bimbi iscritti, ma aperte a tutti coloro che fossero interessati: IL THE CON LE MAMME: un incontro al mese, il mercoledì

dalle 16:30 alle 18:00. È uno spazio di confronto e condivisione tra donne che hanno vissuto e vivono l’esperienza di essere madri. SERATE A TEMA: si tratta di tre incontri serali durante i quali si tratteranno tematiche relative alla prima infanzia. In particolare: 21 novembre: IL GIOCO TRA FANTASIA E REALTA’ 27 febbraio: DA COPPIA A GENITORI CONSAPEVOLI 29 maggio: NATIVI DIGITALI, BAMBINI E TECNOLOGIA Concludo con una semplice frase che racchiude la storia mia e del mio asilo nido: “Credi alla forza dei tuoi sogni, e loro diventeranno realtà”. Io ci ho creduto, e ringrazio di cuore tutti coloro che l’hanno fatto e continuano a farlo insieme a me. Dr.ssa Sara Casartelli - ASILO NIDO "PRIMI PASSI" Via Provinciale 28 - 22038 Tavernerio

NIDO E SCUOLA DELL’INFANZIA “ANGELO BORELLA” La scuola dell’infanzia Angelo Borella di Solzago è presente sul territorio dall’anno 1915 quando, per iniziativa del Comm. Giuseppe Borella, Sindaco di Solzago, della nobile Casa Crivelli Visconti, del Parroco don Mirocleto Spaini, venne fondato l’Asilo Infantile di Solzago. Successivamente, l’8 luglio 1917 fu eretto Ente Morale dedicato alla memoria di Angelo Borella, figlio del fondatore, morto in difesa della Patria nell’anno 1916 e da quella data, ininterrottamente, ha provveduto, dapprima con personale religioso, poi laico, all’educazione dei bambini di Tavernerio. Il 5 giugno 2001, con decreto del Ministero della Pubblica Istruzione, la Scuola dell’Infanzia è stata riconosciuta scuola paritaria. Nel 2003 l’Ente Morale si è trasformato nella Fondazione Asilo Angelo Borella che gestisce, presso la sede di via Cesare Battisti, i servizi di scuola dell’infanzia e nido. Attualmente alla scuola dell’infanzia funzionano due sezioni affidate ad insegnanti abilitate che con grande competenza sviluppano ogni giorno le attività previste nella programmazione annuale. Il calendario in vigore prevede l’apertura dal primo settembre al 30 giugno dal lunedì al venerdì dalle ore 7.30 alle ore 18.00 con servizio di pre-scuola e post-scuola. L’orario normale è dalle 8.30 alle 16.00. Durante il mese di luglio viene organizzato il centro estivo. Per venire incontro alle esigenze dei genitori, nel 1997 l’Ente ha istituito anche il servizio di Asilo Nido, mettendo a disposizione 16 posti affidati ad educatrici in possesso dei titoli richiesti e di vasta esperienza in questo settore dell’educazione. Il nido accoglie bambini con età compresa fra i nove e trentasei mesi, propone diverse opzioni per la frequenza e funziona dal primo settembre al 31 luglio, dal lunedì al venerdì, dalle ore 7.30 alle 18.00.

Per soddisfare al meglio le richiesta dei genitori dal 2011 all’asilo nido è stata introdotta la possibilità di frequentare soltanto di mattina o di pomeriggio. Per entrambi i servizi, la scuola, nel limite delle proprie disponibilità, già da qualche anno propone l’intervento di specialisti in grado di fornire a maestre e genitori aiuto, consigli, suggerimenti utili per la salute e la crescita dei propri figli. La scuola è dotata inoltre di una mensa interna con la produzione pasti affidata ad un cuoco esperto che quotidianamente sviluppa il menù previsto dall’ASL di Como. Bambini e insegnanti hanno a disposizione per lo svolgimento delle attività anche l’ampio parco a prato e alberato che circonda la sede della scuola. Qui, in ambiente tranquillo e lontano da fonti di inquinamento di qualsiasi tipo, i piccoli utenti hanno a disposizione giochi e spazi per passare alcuni momenti della giornata in modo divertente e spensierato. Tenuto conto che l’Asilo Infantile rag. Angelo Borella ha sottoscritto una convenzione con il Comune di Tavernerio, le tariffe applicate sono suddivise tra convenzionati e non, come qui sotto elencato:

Scuola Materna: Iscrizione € 30,00.= Buono mensa giornaliero € 2,50.= Convenzionati: fisso mensile € 60,00.= Non convenzionati: fisso mensile € 120,00.= Pre-scuola mensile € 30,00.= Post-scuola mensile € 60,00.= Asilo nido: Convenzionati: Tempo pieno (7:30 – 16:00) € 500,00.= Mattina (7:30 – 13:30) € 380,00.= Pomeriggio (13:00 – 18:00) € 260,00.= Post-scuola (16:00 – 18:00) € 60,00.= Non Convenzionati: Tempo pieno (7:30 – 16:00) € 650,00.= Mattina (7:30 – 13:30) € 430,00.= Pomeriggio (13:00 – 18:00) € 310,00.= Post-scuola (16:00 – 18:00) € 60,00.= Architetto Renato Olivieri - Presidente Fondazione Borella

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Baule dei Suoni Quest’estate si è realizzato un sogno. E un ponte musicale ha unito idealmente (e non solo) Tavernerio e l’arcipelago di Capo Verde, una decina di isole di origine vulcanica e alcuni isolotti nell’oceano Atlantico al largo delle coste africane del Senegal. Da lì sono arrivati in paese Brun, Rute, Jessica, Sara, Dori, Yannick e Dani grazie ad un progetto di scambio culturale e di solidarietà promosso da Baule dei Suoni e Comune di Tavernerio attraverso il Mantello di San Martino per il quale decine di volontari giovani e meno giovani si sono impegnati per mesi con decine di iniziative teatrali, culturali e musicali finalizzate alla raccolta fondi. I ragazzi fanno parte dell'orchestra giovanile Sabe Sebim, fondata nella città di Mindelo dopo diversi anni di missioni e formazione sostenute dal Baule dei Suoni sui bambini e ragazzi dei quartieri più poveri con il Progetto di formazione musicale "Bem Tocà". Questo progetto si è evoluto negli anni ed è diventato un metodo didattico internazionale che sarà pubblicato a breve e ha richiamato l'attenzione di esponenti della cultura e della società politica capoverdiana, dalla scomparsa Cesaria Evora, la voce più famosa di Capo Verde, al ministro della cultura capoverdiano Mario Lucio Sousa e al presidente della repubblica Jorge Carlos Fonseca. Superate le difficoltà burocratiche legate all’arrivo, che hanno causato qualche preoccupazione e lunghe attese, tutta l’emozione si è concentrata nel momento del primo incontro all’aeroporto di Malpensa dove una folta rappresentanza dell’orchestra Musica Spiccia ha fatto risuonare nell’affollata hall, tra gli sguardi incuriositi degli altri viaggiatori, le note allegre di “Primera vez” appena gli ospiti capoverdiani sono comparsi con bagagli e strumenti.

Occhiate di studio da entrambe le parti e poi la musica ha sciolto ogni imbarazzo seguita da abbracci e presentazioni frenetiche. Infine tutti via per il primo concerto insieme ad Inverigo nella serata di domenica 27 luglio con un programma quasi interamente dedicato alle melodie di Capo Verde: una vera esplosione di note anche grazie al flauto e la voce di Rute, al flauto di Yannick, l’armonica di Jessica, i violini di Sara e Dori, la chitarra di Dani e le vivaci percussioni di Brun. Il giorno successivo è iniziata una fitta serie di impegni per

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tutti: settantacinque bambini e adulti, già musicisti e principianti, hanno riempito di suoni e colori il centro civico Livatino nella “Settimana in musica” con lezioni di strumento, approfondimenti di teoria, canti, giochi e anche musica d’insieme e scambi linguistici in italiano e creolo. Mercoledì 30 luglio serata dedicata all’Ungheria con il concerto del gruppo «Vízöntõ» guidato dal grande violinista Janos Hasur, che prima di esibirsi ha cucinato gulasch per tutti.

In pochi giorni i ragazzi di Capo Verde, grazie anche alla ospitalità di famiglie del territorio che li hanno accolti, hanno superato le difficoltà dell’adattamento ad un clima poco estivo e alla nuova lingua e insieme ai loro coetanei delle orchestre del Baule dei Suoni hanno animato con il linguaggio universale del ritmo le vie del centro storico di Como nell’ambito di ComoLive e partecipato a diversi concerti, a stages di approfondimento di strumento con musiche popolari italiane e capoverdiane e offerto in cambio lezioni di “cavaquinho” (uno dei tipici strumenti a corde capoverdiani); non sono mancate escursioni a Como, Milano e alla scoperta delle nostre montagne.

Nella serata del 6 agosto Tavernerio e Capo Verde sono state davvero vicine: un grande concerto di tutti i ragazzi del Baule dei Suoni che hanno partecipato a questa esperienza insieme ai sette giovani ospiti è stato trasmesso in streaming in diretta nell’arcipelago africano. Al termine di due settimane vissute insieme con tante emozioni diverse, il momento dei saluti è arrivato troppo in fretta e ha lasciato in tutti una profonda saudade, la nostalgia che si prova nel ricordare qualcosa a cui si tiene, ma anche la certezza che il ponte costruito è ormai solido perché realizzato con i mattoni dell’accoglienza, dello scambio reciproco e della curiosità verso l’armonia possibile delle diversità. Associazione Culturale “Baule dei Suoni” Via Risorgimento 21 - 22038 Tavernerio (CO) www.bauledeisuoni.it

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"GRAZIE" PER UNA ESTATE BELLISSIMA… "L'estate sa finendo e un anno se ne va..." diceva anni fa un tormentone dell'estate, quando ancora l'estate c'era. Sì, l’estate è proprio finita, ma abbiamo la consapevolezza di essere creditori di tante cose belle e di dover dire "grazie" a tutti coloro che hanno permesso alla nostra Comunità parrocchiale di vivere intensamente e serenamente esperienze importanti che resteranno nel cuore. Grazie, prima di tutto, al parroco don Agostino, agli educatori ed animatori che si sono impegnati con coraggio nella preparazione e nella gestione del campo estivo che si è tenuto a Bellamonte (Trento) dal 12 al 19 luglio. Come sempre, ne è valsa la pena: da grande esperto delle Dolomiti quest'anno il nostro Don ci ha portato nella incantevole frazione alta del comune di Predazzo, in Valle di Fiemme, lungo la strada che sale al Passo Rolle, nello scenario vertiginoso delle Pale di San Martino e sul limitare del Parco Naturale di Paneveggio, la cui “foresta dei violini” abbiamo in parte attraversato per raggiungere una delle valli più belle delle Dolomiti, la val Venegia (polenta e tosela alla Malga Venegiota!). Ma dall’altra parte della valle, abbiamo anche risalito – aiutati da funivie e seggiovie – le pendici del Latemar, giungendo con i più grandicelli sino ai 2700 metri del Rifugio Torre di Pisa e percorrendo con i più piccoli l’impegnativo Sentiero Geologico del Doss Capèl. Bisogna riconoscere che, vista l’estate di quest’anno, la settimana è stata particolarmente fortunata grazie al sole che non ha esitato a farci compagnia. Come ormai d'abitudine del nostro Campo la casa in autogestione in cui si è trascorsa la settimana – l’Albergo Stella Alpina – ha "funzionato" particolarmente bene grazie all'ottima attrezzatura, ma soprattutto grazie alla collaborazione e al buonumore di tutti i presenti: 65 persone tra bambini, animatori adolescenti ed educatori adulti. Tornati poi a casa, l'entusiasmo ha dato la giusta spinta per la preparazione del Grest e, quindi, diciamo grazie a chi ha creduto e continua a credere che il Grest, anche se di pochi giorni, è un'esperienza educativa e di amicizia fondamentale. Anche in questo caso l'esperienza ci ha portato ad accogliere i bambini e i ragazzi (oltre 40) da lunedì 1 a venerdì 5 settembre. La settimana del Grest ha avuto la sua “inaugurazione”, portando in alto i nostri cuori, con la Santa Messa celebrata domenica 31 agosto alla Baita Bondella (un grazie ai gestori che ci hanno ospitato al calduccio in una giornata meteorologicamente un po’ incerta): è stato per noi il modo migliore per celebrare la Giornata del creato e, quest’anno, la solennità del patrono della diocesi, Sant’Abbondio. Ogni mattina, dalle ore 10.30 i ragazzi del Grest si trovavano in oratorio per svolgere i compiti delle vacanze. Dopo il pranzo insieme, preparato da mamme volenterose, via ai giochi organizzati dai nostri adolescenti (ma che bravi!) per tutto il pomeriggio, con la fortuna di poter utilizzare vari e diversi spazi

che generosamente il nostro territorio ci offre, infine una buona merenda in compagnia terminava la giornata alle 17,30. Anche in questo caso un grazie va ai volontari che hanno sacrificato parte

del proprio tempo per il riordino e la manutenzione del campo di gioco parrocchiale (che sta all’ingresso di Ponzate) permettendo lo svolgimento di bellissimi "gioconi". Tradizionalmente a metà percorso, il mercoledì, si va in gita, a cui sono invitati ed accolti anche parrocchiani non iscritti al Grest, bambini piccoli e nonni in

particolare. La posizione strategica del nostro paese non costringe a lunghe trasferte in pullman per raggiungere mete amene e suggestive: è bastata meno di un'ora per raggiungere Piano Rancio, punto di partenza per la salita al Rifugio Martina. Lungo la Valassina, però, in mattinata c’è stata una sosta artistica e spirituale insieme: abbiamo celebrato la Messa nella splendida chiesa di Sant'Alessandro a Lasnigo, un gioiello dell’arte romanica lombarda, che don Agostino è riuscito a far aprire apposto per noi, grazie alla gentilezza del parroco don Antonio e della simpatica signora Rosetta. Dopo qualche spiegazione artistica e la foto ricordo sulla scalinata, ci aspettava una breve ma ripida salita sino al rifugio Martina, dove, oltre ad uno splendido panorama mozzafiato sul lago di Como, era stato imbandito un pranzo a base di polenta, forse la miglior polenta uncia della zona! Poi giochi e ancora giochi; i giochi non mancano mai in un Grest e i bambini non sono mai stanchi, gli animatori forse un po' sì... Ma anche quest’anno siamo arrivati in fondo, con l’ingrediente più importante: la gioia di stare insieme. Luciana e Regina

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IMMAGINI Il circolo fotografico “Diamanti” è nato nel 1999 ed ha la propria sede a Tavernerio, nei locali messi a disposizione dall’amministrazione comunale al Centro Civico Livatino. La nostra attività, che si palesa all’esterno con mostre, proiezioni e corsi fotografici, ha una quotidianità fatta di fotografie che vengono osservate, criticate, meditate, post-processate durante i nostri incontri. In queste pagine potete vedere una selezione di immagini molto eterogenee, scelte proprio per mostrare come sia possibile per ciascuno esprimere le più svariate sensibilità.

Foto 1

Abbiamo due immagini di Tavernerio (1, 2), a c c o m u n a t e dall’attenzione alla composizione, ma molto diverse nell’impressione che v o g l i o n o comunicare; l’immagine a colori punta all’aspetto d ocumentaristico , mentre quella in bianco e nero è decisamente una rappresentazione di effetto di architettura industriale. L’immagine 3 con il suo contrasto fra il rosso vivo del primo piano e lo sfondo quasi nebuloso è stata realizzata durante un viaggio in Cina. Nell’immagine 4 vediamo bambini e ragazzi che giocano a calcio, in un luogo che potrebbe essere qualsiasi luogo.

Foto 2

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Foto 3

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FONDAZIONE ROSA DEI VENTI ONLUS E FONDAZIONE CARIPLO UNITE PER AIUTARE I GIOVANI. Fondazione Rosa dei Venti Onlus è un ente senza fini di lucro che opera nel s e t t o r e dell’assistenza mino rile e giovanile fin dal 1997. In particolare si propone di creare e gestire strutture residenziali rivolte a giovani affetti da psicosi o disturbi della personalità con particolare attenzione alle problematiche di tipo psichico e relazionale. Obiettivo primario della fondazione è attivare nei ragazzi ospitati presso la comunità un processo di cura attraverso l’aiuto degli operatori e con la fattiva collaborazione di servizi sociali e delle famiglie. Attraverso la socializzazione e la vita comunitaria si cerca di portare i ragazzi verso la strada dell’autonomia e della reintegrazione sociale. Fondazione Cariplo è un soggetto filantropico che concede contributi a fondo perduto alle organizzazioni del Terzo Settore per la realizzazione di progetti di utilità sociale, operando in quattro aree: ambiente, arte e cultura, ricerca scientifica, servizi alla persona. Assegna i contributi attraverso vari strumenti erogativi: bandi, erogazioni emblematiche, territoriali, istituzionali e patrocini. La Fondazione Rosa Dei Venti, con sede a Tavernerio, ha ricevuto quest’anno da Fondazione Cariplo un importante contributo per la realizzazione del progetto Villa Plinia – Centro Crisi Adolescenti Complessi, come ci spiega il suo Presidente, dott. Luca Mingarelli. “Rispondendo ad un’esigenza sempre più urgente e mettendo a disposizione la comprovata esperienza della struttura già esistente maturata in oltre quindici anni di servizio a favore dei ragazzi bisognosi, la Fondazione ha aperto una nuova struttura, Villa Plinia appunto, destinata ad adolescenti affetti da problematiche complesse. La Struttura Residenziale Plinia si pone come un prototipo innovativo per dare una risposta efficace al problema del disagio adolescenziale del territorio provinciale, regionale e nazionale e ha come compito primario quello di accogliere, contenere e curare gli adolescenti con patologie complesse. La presa in carico avviene anche attraverso le attività della vita quotidiana, in particolar modo utilizzando le risorse artistico-espressive e agricolo-ambientali. Il progetto naturalmente prevede anche un intervento neuropsichiatrico, psichiatrico, psicologico, farmacologico ed educativo. Grazie al contributo ricevuto da Fondazione Cariplo sarà possibile acquistare l’immobile, ora in affitto, e ampliare la struttura attraverso una parziale ristrutturazione. In questo modo sarà possibile accrescere il nostro servizio, garantendo residenzialità e migliorando il percorso riabilitativo dei nostri utenti. Grazie all’intervento di ristrutturazione il Centro potrà disporre di un totale di 10 posti letto e garantire una permanenza media dai 3 ai 6 mesi per un totale di circa 28 pazienti all’anno. Garantirà inoltre un servizio diurno per 4 pazienti, attività territoriali e domiciliari, arte-terapia e musico-terapia, possibilità di psico-terapia con incontri di supporto individuale, di coppia e

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per la famiglia in collaborazione con il Centro Adolescenti DSM Como dell'Azienda Ospedaliera "Sant’Anna”. Nelle scorse settimane sono iniziati i lavori di ristrutturazione, con grande soddisfazione non solo degli operatori dell’associazione, ma anche delle istituzioni locali e del sindaco D.ssa Rossella Radice. L’importanza di questo servizio è confermata dai dati rilevati dalle ultime ricerche che dimostrano un costante incremento delle patologie complesse in adolescenza: sempre più ragazzi necessitano di un trattamento rapido e specifico ed è quindi in significativa crescita la domanda di presa in carico poiché le istituzioni non sempre riescono a far fronte alla peculiarità del problema e delle richieste connesse. Il Centro per Adolescenti Complessi "Villa Plinia", sito a Tavernerio in frazione Solzago, rientra nel nostro approccio metodologico volto a valorizzare e recuperare le tradizioni del territorio comasco: in particolare il un meraviglioso parco secolare di quasi trentamila mq e la sorgente di acqua minerale naturale (che i meno giovani ricorderanno esser stata in vendita fino agli anni '80 e che ancora è una risorsa disponibili ed utilizzabile). Villa Plinia garantisce un percorso riabilitativo e preventivo dei disturbi psichici che porta notevoli benefici, tra cui una risposta in tempi brevi ai bisogni dei servizi sociali, dei reparti ospedalieri, del Ministero di Giustizia e del Tribunale dei Minori; una riduzione dei costi del Servizio Sanitario Nazionale; un minor sovraffollamento dei reparti di psichiatria e neuropsichiatria, oltre naturalmente al miglioramento della qualità della vita degli adolescenti e delle loro famiglie. “Un ringraziamento particolare alla Fondazione Cariplo è doveroso” conclude il dott. Mingarelli “Non saremmo riusciti a realizzare questo ambizioso progetto senza il loro contributo. In qualità di Onlus riceviamo donazioni e i contribuenti possono devolvere alla nostra associazione anche il proprio 5 per mille, ma questa volta l’impegno da sostenere è davvero importante. Per questo chiediamo a tutti i cittadini di continuare a sostenerci per poter portare a termine questo importante progetto, utile ai ragazzi adolescenti che sono il futuro della società ed al nostro territorio”. Mingarelli L. “ADOLESCENZE DIFFICILI. Autobiografia di una comunità terapeutica per adolescenti” - Ananke - Collana di Psicologia e Scienze Sociali, 2009. Il volume può essere di stimolo a tutti coloro che vogliono comprendere come funziona un’organizzazione che opera nella psichiatria dell’adolescenza, dai dirigenti amministratori ai genitori, dai tecnici del settore agli studenti universitari, a chi ha interessi nel mondo dell’educazione e della terapia.

dell’arte,

Luca Mingarelli, milanese, psicologo psicoterapeuta (ECP, WCP), specializzato in riabilitazione psichiatrica, direttore di Comunità terapeutica per adolescenti con difficoltà di tipo psichico, presidente dell’Associazione “Rosa dei venti”, consulente e formatore di organizzazioni profit e no profit, docente di psicosomatica in università nazionali ed internazionali e ricercatore attorno alla relazione corpo-emozioni -mente.

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RAGGI DI LUCE L'Associazione "RAGGI DI LUCE TAVERNERIO" svolge da tempo compiti di promozione culturale e funzione sociale tramite diverse iniziative quali visite a città d'arte e monumenti importanti, organizzazione di attività ricreative, proposte di spettacoli teatrali e ludici. L'elenco delle attività in essere è disponibile presso la Segreteria. Domenica 21 settembre 2014 si sono svolte le elezioni per il rinnovo del direttivo che hanno dato riscontri significativi, a riprova della vitalità di un'Associazione che annovera oltre 600 iscritti. Riunitosi per l'attribuzione delle cariche sociali il Consiglio direttivo ha nominato alla presidenza Carlo Molteni, che aveva già precedenza ricoperto provvisoriamente questa funzione. Romano Meroni è stato eletto alla vice presidenza, mentre Marinella Gatti è stata confermata alla tesoreria. Completano il direttivo Maria Grazia Sergeant, Nicoletta Rubin e Gianfranca Gaffuri in qualità di addette alla segreteria, Paolo Mantegazza, confermato alla promozione delle attività culturali, Luigi Caravello e Giorgio Tosetti che seguiranno lo svolgimento delle altre attività. Tra le novità spicca una serie di rappresentazioni dialettali tenute dalla Compagnia Teatrale Città di Como, che dal 1970 propone spettacoli e rassegne sia in vernacolo che in lingua sotto la direzione artistica del fondatore, Alfredo Caprani. Le rappresentazioni si terranno la domenica pomeriggio alle ore 15:00 presso l'Auditorium Comunale: la prima "Un tecc per quatar vecc" il 7 dicembre p.v., i successivi appuntamenti verranno tempestivamente comunicati. Tra le altre iniziative comunicate: Sabato 15 novembre, visita guidata alla Certosa ed ai monumenti della città di Pavia. Domenica pomeriggio, 30 novembre, visita alla “Sistina” di Milano, la Chiesa di San Maurizio Maggiore al Monastero con il ciclo di affreschi di scuola leonardesca dipinti da Bernardino Luini e figli. Si visiterà anche l’attiguo Civico Museo Archeologico, dove si trovano significative sezioni di epoca greca, etrusca, romana, barbarica e del Gandhara. Domenica 14 dicembre alle ore 15:00 presso l'Auditorium Comunale si svolgerà la tradizionale tombolata natalizia. Sabato 17 gennaio 2015 visita a Palazzo Reale di Milano dov'è stata organizzata la mostra del pittore Giovanni Segantini: per la prima volta a Milano oltre 120 opere da importanti musei e collezioni europee e statunitensi.

Certosa di Pavia sotto la neve

Giovanni Segantini Nel mese di febbraio 2015, in data da definire, visita a Palazzo Reale di Milano, la mostra delle opere “L’uomo, la terra, il lavoro” di Van Gogh. Gli interessati a queste iniziative, possono contattare la segreteria dell’Associazione. Il presidente Carlo Molteni, nel presentarsi, confida che il programma di lavoro del nuovo direttivo sia pienamente condivisibile e apprezzato come indice significativo di un'evoluzione nella direzione più consona alle finalità dell'associazione; la stessa si propone che un dialogo reciproco aperto e sincero con le varie realtà associative presenti a Tavernerio stimoli sviluppi positivi. Ricordiamo i contatti: ASSOCIAZIONE RAGGI DI LUCE TAVERNERIO Telefono: 031 36 04 93 - cell. 329 398 35 03 orari segreteria: lunedì/giovedì 10,00-11,30 - 14,30-15,30 mercoledì 09,00-11,30 A cura della redazione

IN MEMORIA Il 12 ottobre, all’età di 86 anni, è mancato don Luigi Artali. Fu nominato parroco della Comunità di San Martino in Tavernerio dal Vescovo Mons. Felice Bonomini nel 1972. Ordinato sacerdote nel 1954, assunse la guida della Comunità dei SS. Pietro e Paolo nella frazione Croce di Menaggio. Dopo l’esperienza a Tavernerio, nel 1985, fu inviato dal Vescovo Mons. Teresio Ferraroni a Torno, dove rimase fino al 2004. Nel cimitero della località lacustre ha voluto essere sepolto ed ora riposa in pace. Tanti parrocchiani di Tavernerio, con affetto, ricordano l’esempio di fede e la disponibilità umana mostrati negli anni vissuti insieme.

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NASCITA - di Walter De Agostini L’amore è la vita nella sua essenza e non c’è vita senza amore. Una esistenza nuova è apparsa sull’orizzonte del mondo: è piccola, fragile, tenera. La si può proteggere, alimentare, coccolare, sostenere. Espressioni semplici per un desiderio e un augurio: quello di rischiare di vivere intensamente sempre e comunque. Perché il rischio più grande della vita è il non rischiare d’amare.

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LAVORI DI VOLONTARIATO NELLA VALLE DI PONZATE Frequentando la valle nei mesi estivi capita di trovare persone che dedicano tempo libero e proprie risorse alla conservazione di questo bellissimo ambiente naturale. Abbiamo intervistato questi “benefattori” che scelgono volutamente l'anonimato sperando comunque di catturare l'attenzione degli amministratori pubblici e di essere da esempio e stimolo per tutta la comunità. Cos’è il volontariato in paese? Nella nostra piccola comunità è presente da sempre uno spirito di collaborazione indirizzato al mantenimento della propria identità culturale mediante la salvaguardia delle tradizioni e dei luoghi caratteristici del paese. Oltre al volontariato rivolto alla parrocchia di Ponzate e ai suoi progetti, nascono spontaneamente delle iniziative fra amici che condividono i medesimi ideali e obiettivi. Quali iniziative sono in corso? Sono da ricordare nel tempo il recupero della fontana della piazza e della fontanella sulla strada di Chiassino, la sistemazione del marciapiede del cimitero, la pulizia dell’area del lavatoio, la costruzione e la manutenzione del campetto sportivo dell’oratorio. Negli ultimi cinque anni un notevole impegno è stato dedicato alla manutenzione degli oltre venti chilometri di sentieri (6 km) e di strade carrarecce (14 km) della valle. Sono stati riadattati e mantenuti circa la metà degli itinerari fino alle sorgenti in località Frassino. Il lavoro comporta la pulizia del percorso dagli alberi e dai rami, lo spurgo degli scarichi e l’interramento della strada. Altro lavoro riguarda la manutenzione delle sorgenti dell’ex acquedotto di Brunate che alimenta le fontanelle presenti nella vallata: quest’anno sono stati sostituiti dei tratti di tubazione fra le sorgenti e la condotta principale. Anche la riattivazione della sorgente che alimenta la fontana

Lavori alle sorgenti del Frassino - Strada Ponzate della piazza è un progetto che assorbe risorse e tempo; la tubazione è molto vecchia e vi sono numerose perdite lungo il percorso. Altri interventi riguardano la manutenzione del campetto sportivo dell’oratorio e lo sfalcio di alcuni prati della valle per mantenere degli spazi aperti senza alberi. Il progetto principale di quest’anno riguarda il recupero e la conservazione della antichissima cappelletta della Beata Vergine Addolorata. Si tratta di una struttura da anni in stato di completo abbandono. L'intervento, per le problematiche presenti, deve essere affrontato con il coinvolgimento dell’amministrazione comunale. Tutto questo lavoro è fatto dedicando tempo e risorse personali da parte di gruppetti di volonterosi, attivi sui vari progetti, che si autoconvocano con il passa parola. A cura della redazione

SCI CLUB BOLETTO DI TAVERNERIO: È TEMPO DI PROGRAMMI Nel mese di gennaio 2015 la meta tradizionale è Andalo in Trentino, Altopiano della Paganella, nei giorni 14 – 15 – 16 – 17 – 18; si potrà partecipare a 1, 2, 3, 4, 5 giornate a scelta con trattamento di mezza pensione in hotel e skipass a prezzi agevolati per tutti i giorni di partecipazione. Nel periodo febbraio - aprile 2015 sono in programma alcune gite sciistiche. In particolare sabato 4 febbraio, nel corso del pomeriggi sarà organizzata, come da tradizione, la Ciaspolata al Monte San Primo e per chi lo desidera c’è la possibilità, al rientro, di concludere la giornata con una cena in un locale tipico. Il giorno 1 marzo 2015 a Chiesa Valmalenco verrà disputata la gara sociale SCI CLUB BOLETTO ed il Trofeo dell’Amicizia in collaborazione con altri Sci Club: un invito a passare una giornata in compagnia con altri amici che condividono con passione l'attività sciistica e l'amore per la montagna. Il 21 giugno 2015, si concluderà la stagione con una gita in località di mare: i bagni di neve verranno sostituiti da altre ugualmente interessanti attività a scelta: escursionismo, bagni, sole e, come nelle intenzioni degli organizzatori, abbuffate varie. CORSO SCUOLA SCI A VALGEROLA – PREAGONISTICA JUNIOR UNDER 15 MESI DI GENNAIO E FEBBRAIO 2015 Attività relativamente nuova per il locale Sci Club, che ha lo scopo di avviare i bambini all’agonismo con l’imperativo dell’allegria e del gioco, nei mesi di gennaio e febbraio 2015 verrà organizzato un CORSO SCUOLA SCI A VALGEROLA – PREAGONISTICA JUNIOR UNDER 15. Dal punto di vista tecnico il livello di abilità richiesto va dallo spazzaneve alternato a qualche sci unito. Le lezioni saranno impartite da maestri federali ex agonisti; in caso di cattivo tempo o problemi familiari le lezioni perse potranno essere recuperate anche indipendentemente dal gruppo. Interessante è anche il CORSO PRINCIPIANTI, con un minimo di cinque partecipanti per maestro, basato su 5 uscite domenicali con 3 ore di lezione per ogni giornata. Sabato 20 dicembre alle ore 20 si terrà la fiaccolata natalizia lungo le strade del paese, con arrivo al Centro Civico Livatino. Col coordinamento del Comune di Tavernerio, in collaborazione con le Associazioni: Sci Club Boletto, Genitori di Ponzate, Ami-Ki, Proloco di Tavernerio, Baule dei Suoni, Raggi di Luce, Le Sorgenti, Gli Amici del Lunedì, il Bar del Centro, il Gruppo Alpini di Albese con Cassano e la Croce Rossa Italiana Comitato di Lipomo.

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Associazioni, Enti, Scuola, Parrocchie


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DA SOLZAGO “ALLA FINE DEL MONDO” PER QUARANT’ANNI Il ritratto di un uomo che ha dedicato la sua vita a seguire i Beata Madre Teresa di Calcutta, un momento che non si può poveri e gli ultimi, soprattutto ragazzi, rifiutati dalla società, che dimenticare. a lui debbono un’istruzione ed un mestiere per affrontare la vita, tanto dura già di per sé, e, immaginiamo, nel Cile degli anni scorsi. Gli avevamo chiesto di dirci qualcosa sul Cile di ieri e quello di oggi e ne è scaturito una specie di diario di viaggio intorno alla carità sparsa a piene mani in quell’angolo di terra che le parole di Papa Francesco hanno immortalato la sera della sua proclamazione al soglio di Pietro, e tenendo ben presente che «E’ Dio che fa» come diceva sempre il Santo Don Guanella. Questo è quanto e scaturito dalla sua penna, ma soprattutto dal suo cuore di autentico guanelliano. Antonio Ostinelli, nato a Caslascio di Solzago, comune di Tavernerio, il 21 dicembre 1932 e battezzato da don Mirocleto Spaini. Ordinato sacerdote il 17 dicembre 1960 da Beato Paolo VI, allora arcivescovo di Milano, nel Duomo di Milano. “Sono religioso guanelliano e quindi sempre pronto ad obbedire, o meglio a seguire la volontà di Dio, anche se qualche volta sembra dura, ma non è così. L’Opera Don Guanella si trova in molte regioni del mondo: Italia, Svizzera, Germania, Spagna, Polonia, Romania, Israele (a Nazareth), Congo, Nigeria, Ghana, India, Vietnam, Filippine, Stati Uniti, Canada, Messico, Paraguay e Cile. In quest’ultimo paese sono stato inviato nel settembre 1961, nel rispetto di quanto diceva San Luigi Guanella: “Tutto il mondo è patria vostra”. Molti altri Vescovi cercano la nostra presenza, ma siamo troppo pochi; ci sono vocazioni in India e Africa, ma “i chiamati” sono ancora troppo giovani per essere inviati in questo mondo, tanto bisognoso di Dio, di cui spesso si crede di poter fare a meno, credendo di essere “autosufficienti”. Improvvisamente, si può dire, mi sono trovato “ai confini della terra”, sulla sponda dell’Oceano Pacifico, che di pacifico ne ha poco, in una città di minatori, tra un gruppo di poco più di un centinaio di ragazzi, orfani di minatori, poveri, o abbandonati alla periferia come dice Papa Francisco: Rancagua, con la miniera sotterranea, scoperta, si dice, da un italiano: El Teniente. Non solamente un istituto per ragazzi, ma anche una parrocchia di 60.000 abitanti con quattro sacerdoti: ma “famm, fumm, frecc e fastidi” non ci hanno fermati, neanche il disastro, chiamato “terremoto bianco”, avvenuto il 21 giugno 1972, data in cui c’è stata una grandissima nevicata che ha distrutto il piano superiore, perché mai a Rancagua si era vista la neve. Neppure siamo stati fermati da un centinato di estremisti, il 22 maggio 1972, quando ci hanno invasi mentre ci trovavamo nel Seminario Pontificio, che il vescovo ci ha offerto per continuare la scuola dei bambini: tre giorni di occupazione da gente armata, che poi grazie al nostro intervento, sono stati salvati da un attacco per “scacciarli” e tutto il resto lasciamolo nella penna. 1973: a Santiago, anche qui in periferia zone povere e difficili, ma la Provvidenza non manca mai. Non sto a raccontare quanto è trascorso in quel periodo. A me avevano assegnato una zona chiamata “di nessuno”, perché nessun parroco voleva farsene carico. 1978: a Batuco. Hogar (che vuol dire camino, focolaio) con 150 ragazzi “Buoni figli” come amava chiamarli don Guanella, tanta gente dedita all’agricoltura e molta povertà. La Provvidenza là c’è. A Batuco abbiamo avuto la grazia della presenza della

1985: Patagonia indescrivibile: zona isolata, valli, montagne, ghiacciai, fiumi. Una bellezza naturale straordinaria, ma tanto vento e freddo. La vita scorre veloce, a beneficio dei bambini, che sono felici nell’istituto e sono sempre tra i primi delle scuole della città. Sono più di sessanta i ragazzi che imparano anche un mestiere: falegname o agricoltore, nelle serre fatte di canna di bambù, che si trovano nelle foreste, oltre a naylon. Anche per me è stata una bella esperienza, oltre ad andare nelle valli per l’apostolato tra tante persone molto ospitali. Ma la cosa più bella per me è la “Casa Solzago”, così conosciuta, perché, per il mio XXV di sacerdozio, ho vissuto un momento di fede e di generosità da parte dei solzaghesi: in poche parole mi hanno regalato una casetta per dieci ragazzi per iniziare un’esperienza con piccoli gruppi. Nelle serre circa 700 metri quadrati - ho sperimentato tutte le verdure, anche il mais e i pomodori con ottimo risultato mentre all’aperto solo carote, piselli, patate e aglio. E così sono passati otto anni, come il vento di Taytaique. Ora la “Casa Solzago” è occupata da sette anziani, ben protetti e curati da dottori e infermieri volontari. 1993: Limache, presso Valparaiso, terra e mare bellissimi. Non si possono riassumere 39 anni in poche righe, è la mia voglia di scrivere. Ma come don Guanella diceva sempre. “E’ Dio che fa” anche se si serve del nostro cuore, della nostra mente, delle nostre e vostre braccia: mente e cuore. E “Dio continua a fare” con altri. Da ricordare che il 24 ottobre è iniziato il centenario della morte di San Luigi Guanella. Tutti siamo invitati a trascorrere un Anno Guanelliano”. romano@nuoveparole.it

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LA NOSTRA PIAZZA Tavernerio capoluogo non ha e non ha mai avuto una piazza principale identificata dalla toponomastica ufficiale. Nonostante lo stradario comunale riporti alcune indicazioni di luoghi denominati come piazza, in realtà, nessuno di questi riveste quel ruolo che, nella maggioranza dei borghi italiani, qualifica un luogo, centrale rispetto all’abitato, dove gruppi di cittadini sono soliti ritrovarsi e sostare. Spesso, su queste piazze, di norma ben circoscritte, si affacciano edifici più o meno importanti, sono presenti attività di vario genere, e talora punti di interesse, che fungono da attrazione per la popolazione e per gente di passaggio. Da sempre, noi cittadini di Tavernerio parliamo comunque di ‘piazza’. E con questa espressione identifichiamo largamente l’ampio e mal distribuito spazio compreso fra l’attuale rotatoria posta tra le vie Provinciale, Primo Maggio e Vittorio Veneto (per i ‘Vecchi’, l’incrocio della Pesa), il parcheggio di via Provinciale in direzione Albese e i marciapiedi a lato del tratto della medesima via, compresi fra i due estremi indicati. Nel corso degli anni, la ‘nostra piazza’ ha vissuto significative trasformazioni. Fino agli inizi degli anni ’60 del secolo scorso, ancora ampi spazi di prati e di campi coltivati affiancavano i pochi edifici presenti: abitazioni private, pubblici esercizi, fra i quali la ‘mitica’ Trattoria della Pesa, rimasta in auge fino all’inizio del nuovo secolo, e l’ufficio postale. Cominciarono a sorgere in quel periodo i due condomini più vecchi: quello all’angolo di via Vittorio Veneto e l’altro all’inizio di via Risorgimento. Nuovi spazi, nuove attività: le banche, la farmacia, la Coop, l’edicola, la cartoleria, i parrucchieri, il fotografo, la calzoleria, la macelleria, il fruttivendolo, la merceria, il lavasecco. La gente cominciò a

vivere in modo diverso il centro del paese, che dopo la tragica disgrazia dell’alluvione del ’51, aveva cominciato a spostarsi verso la zona pianeggiante. In quel periodo, noi giovani e ragazzi ‘vivevamo la piazza’: era il nostro centro di ritrovo. In assenza dei moderni sistemi di comunicazione, si usciva di casa e, soprattutto nella bella stagione, in piazza si trovava sempre qualcuno seduto sui davanzali delle vetrine dei negozi con cui condividere momenti in compagnia e decidere cosa fare nel pomeriggio o in serata. Ci si lasciava spesso con un ‘ci vediamo in piazza’. Nei decenni a seguire, furono costruiti altri edifici e realizzati parcheggi, che hanno coperto prati e campi. Nacquero nuove attività: negozi di abbigliamento e di articoli sportivi, casalinghi ed elettrodomestici, un nuovo bar, un’autoscuola. Alcune già esistenti, si ingrandirono e occuparono nuovi locali. I muretti di contorno al parcheggio cominciarono ad accogliere la gente che, ancora oggi, trascorre tempo a chiacchierare con amici, conoscenti e passanti. In paese sono sorti nuovi punti di riferimento per la popolazione, ma ‘la piazza’ continua orgogliosamente ad essere il luogo dove vari gruppi di cittadini si danno appuntamento per ritrovarsi in occasione di uscite di vario genere. E le associazioni sfruttano opportunamente angoli diversi per organizzare iniziative e creare momenti di aggregazione. Più recentemente, lo sparire di vecchie attività e l’apparire di nuove hanno mutato la fisionomia della ‘nostra piazza’. I contorni sono sempre gli stessi. Ma, a noi che lì siamo cresciuti, osservarla oggi lascia la sensazione di essere in un posto diverso, ‘una nuova piazza’. Elio Maltagliati

PROVIAMO A GESTIRE ALMENO I PROBLEMI QUOTIDIANI Nonostante questa amministrazione continui a vantarsi di voler fare grandi cose per il paese, in attesa che si abbia qualche argomento concreto su cui confrontarci per giudicarli (dato che non abbiamo ancora visto giungere a termine alcunché di significativo), dedichiamo lo spazio che ci viene riservato in questo numero del notiziario del paese (anch’esso pubblicato sempre più raramente, anche se proclami all’inizio del mandato amministrativo avevano garantito addirittura almeno quattro numeri l’anno) al commento di una notizia letta nei giorni scorsi sul quotidiano “La Provincia”. Quell’articolo riportava la storia di una nostra concittadina disabile trovatasi in difficoltà nel dovere raggiungere la biblioteca poiché la porta posizionata al termine della rampa di accesso per i disabili era stata chiusa a chiave. Il giornale segnalava il disagio di questa persona e la meraviglia per un comportamento senza senso. Ci si trovava infatti nell’orario di apertura del centro civico e quella rampa era stata costruita apposta affinché anche una persona con disabilità potesse accedere a tutti i servizi della struttura, biblioteca compresa, appunto. Vogliamo ricordare questo episodio perché a nostro parere è significativo proprio di come

COME VOLEVASI DIMOSTRARE … Circa un anno fa l’Amministrazione di Tavernerio ha approvato di tutta corsa la svendita delle quote della società Service 24 S.p.A. perdendo sostanzialmente ogni forma di controllo su questa società strategica e “regalando” ai soci almeno 80.000,00 euro. Si diceva che l’operazione era necessaria per far entrare, con consistente vantaggi, il Comune di Erba nella gestione

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un’amministrazione non deve lavorare, nel rispetto dalla cittadinanza che l’ha eletta. Come è possibile che, progettata una struttura fruibile anche a portatori di handicap, spesi fior di quattrini per costruire una rampa in cemento, costruito un ascensore che permetta l’accesso al piano inferiore e al piano superiore dell’edificio (con costi significativi per la manutenzione), si debba rinunciare ad usufruirne? Non vogliamo controbattere le motivazioni addotte, perché senza senso. Ci soffermiamo invece sulla decisione del vicesindaco, chiamato in causa, che ha preferito non commentare l’accaduto. Per forza, cosa avrebbe potuto dire, visto che l’unica frase che è stato in grado di dire in questi anni è stata: non ci sono soldi. E ora che i soldi non c’entrano? Ora che si tratta solo di usare il buon senso civico? Auguriamoci a questo punto che in questo ultimo anno di mandato l’amministrazione smetta di promettere cose che sta dimostrando di non essere in grado di realizzare, ma che si impegni di più nel gestire almeno il “quotidiano” aiutandoci a migliorare la nostra qualità di vita. Cosimo Prete - Capogruppo “Nuova Tavernerio” rifiuti e per cedere l’acquedotto alla nuova società provinciale che dovrebbe riunire tutti gli acquedotti della provincia. Bene a distanza di quasi un anno non si ha più notizia dell’ingresso di Erba nella gestione dei rifiuti. E la nuova società per la gestione dell’acquedotto è ancora in alto mare! Continua nella pagina seguente

Gruppi Consiliari


Gruppi Consiliari L’unica cosa certa è che ormai non controlliamo più la società e i risultati già cominciano a vedersi, con le campane per la raccolta del vetro che diventano piccoli punti di appoggio rifiuti e la mirabolante iniziativa del sacco rosso che diventerà un ulteriore aggravio di costi per il cittadino. Di questo passo tra poco rivedremo i cassonetti dei rifiuti per le vie del paese! Certo l’Amministrazione dice che già si vede un risparmio di costi nella tassa rifiuti, ma questo è falso! Sapete da dove viene principalmente il “risparmio”?: dalla cessione delle quote della

Service, che ci viene “venduta” come una riduzione dei costi e da un discutibile artificio contabile. Con l’arrivo del “sacco rosso”, di cui si stanno delineando i costi, sulla raccolta dei rifiuti sta arrivando una “stangata” certa, anche se non ancora percepita, grazie alla cortina fumogena che ha accompagnato l’operazione. Questa Amministrazione su questi importanti argomenti ha ormai perso ogni forma di credibilità. Francesco Agostinelli - Capogruppo “Tavernerio Città”

COMUNICAZIONI DAL CAPOGRUPPO DI MAGGIORANZA Mauro Montini, capogruppo di maggioranza ci comunica lo stato di avanzamento dei progetti di cui è responsabile in qualità di assessore alla sicurezza, protezione civile e ambiente, precisando che buona parte degli stessi sono conclusi o in avanzata fase di esecuzione. L’impianto di videosorveglianza comunale è stato quasi totalmente ripristinato ed è funzionante, grazie all'impegno della ditta appaltatrice, nei punti che avevano evidenziato qualche criticità (centro civico ed esterno scuola), l'impianto è stato oggetto di interventi di sostituzione e ripristino funzionale che hanno consentito alle telecamere di registrare dati ininterrottamente nell'arco della giornata. Responsabile di procedimento per la visione delle immagini è stato nominato l’agente di polizia locale Mirco Donini; gli ultimi interventi da eseguire riguardano il ripristino della telecamera di Rovascio, la messa in funzione della telecamera per il controllo targhe del bivio di Ponzate e la sostituzione del server per la registrazione delle immagini, con uno più potente in grado di modo da ottimizzare il funzionamento dell’impianto. Un'iniziativa interessante nel settore sicurezza è la realizzazione del progetto “un negozio per amico – sicuri a Tavernerio”, attivato su segnalazione di alcuni cittadini, che coinvolge i commercianti di tutto il territorio comunale. In pratica ragazzi e anziani, ma in genere tutti i cittadini che dovessero trovarsi in situazioni di improvvise ed imprevedibili difficoltà, potranno rivolgersi ai negozi che espongono sulle vetrine l’adesivo con il logo dell’iniziativa, trovandovi disponibilità e sostegno; i negozianti hanno ricevuto un vademecum sul comportamento, in caso di necessità, predisposto con la collaborazione del legale del comune. Per sensibilizzare gli operatori sull’iniziativa sono stati programmati incontri sia con

le scuole sia con i commercianti, anche per raccogliere suggerimenti e consigli. Da ottobre è attivo il sistema ALERT SYSTEM che consente comunicazioni dirette dall'amministrazione ai cittadini. Il sistema, che utilizza i numeri di rete fissa a disposizione della società che gestisce il servizio, permette di comunicare sia le emergenze (allerta di protezione civile, chiusura scuole a causa di nevicate, problemi di chiusura delle strade per lavori di manutenzione) sia le iniziative di interesse generale proposte dal comune. Il sistema è stato pensato per tenere sempre informati i cittadini di tutte le situazioni di potenziale pericolo che possano verificarsi al fine di evitare per quanto possibile situazioni di disagio. Chi volesse potrà essere contattato anche su numeri di telefono cellulari o altri numeri di rete fissa, semplicemente dando i propri recapiti in municipio o direttamente con un clic sul link ALERT SYSTEM presente sul sito del comune. Il bacino Cosia, uno dei punti più critici del territorio comunale, viene costantemente tenuto sotto osservazione. Con il prezioso contributo professionale del geologo Paolo Dal Negro è stato approntato un piano complessivo per la sicurezza del torrente, dalla sua origine fino al limite del territorio di competenza. Il progetto è stato inoltrato alla regione Lombardia, competente in materia, per i relativi provvedimenti. Intanto, con la collaborazione dell’Istituto San Vincenzo di Albese con Cassano, con cui è in corso una convenzione, e di un gruppo di volontari coordinato dal consigliere comunale Amorino Pontiggia; si è provveduto a ripulire la zona sotto il ponte di via Vittorio Veneto dalla vegetazione selvatica cresciuta, liberando un tratto di potenziale pericolo in caso di piena (vedi immagni in calce). L'assessore Montini ci conferma infine che altri progetti sono in fase di studio o realizzazione da parte dell'Amministrazione al fine di garantire la massima sicurezza possibile ai cittadini. A cura della redazione

Intervento nell’alveo del Cosia e risultato dei lavori svolti

Gruppi Consiliari

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Notizie dall’Amministrazione Comunale

IL SINDACO CI RACCONTA … Incontriamo il Sindaco per aprire, con un suo articolo, la prima pagina del Notiziario. Riceviamo un cortese, ma deciso rifiuto. La prima pagina, così ci “suggerisce” la D.ssa Radice, deve essere dedicata all’iniziativa che sta svolgendo il gruppo di volontari di Ponzate per il recupero ed il restauro dalla Cappelletta della Beata Vergine Addolorata. Poi, a seguire, i contributi di associazioni, enti, scuole e parrocchie, la voce dei cittadini e, infine le notizie dell’amministrazione. Assicurando il rispetto del desiderio del nostro Sindaco, chiediamo un breve resoconto delle attività svolte dall’amministrazione dall’uscita dell’ultimo numero ad oggi. Ci accorgiamo, dopo pochi minuti di conversazione, che un resoconto, pur sintetico, occuperebbe pagine e pagine del Notiziario. Dobbiamo effettuare una scelta. Il Sindaco ci aiuta e chiede di focalizzare l’attenzione sui temi che le stanno maggiormente a cuore che riguardano la sicurezza dei cittadini e del territorio, la scuola, i servizi sociali con particolare attenzione alle fasce disagiate ed alle molteplici iniziative che vedono coinvolti, sia come promotori sia come esecutori, numerosi gruppi di cittadini. Spontanea è la prima domanda: non le sembra, signor Sindaco, un approccio poco “politico”? Sindaco: No, se recuperiamo il vero significato di fare “politica” che vuol dire provvedere al bene della comunità dei cittadini, con la partecipazione dei cittadini stessi. Con attenzione alle necessità immediate, ma con grande cura nel guardare al domani, salvaguardando anche il bene delle generazioni future. Redazione: Lei parla di partecipazione dei cittadini nelle scelte amministrative. Non crede che si corra il rischio di attuare scelte che avvantaggiano alcuni gruppi a discapito di altri? Sindaco: La funzione dell’amministratore è proprio questa. Mettersi in gioco, indirizzare, armonizzare e coordinare le varie istanze verso l’ottenimento del “bene collettivo” e non di pochi. Redazione: Lei crede che ciò sia possibile? Sindaco: La risposta viene da Tavernerio ed è un deciso sì. Noi stiamo lavorando per i cittadini, con il coinvolgimento di un sempre maggior numero di cittadini che hanno già espresso energie e volontà di “fare” e di fare disinteressatamente per il bene della collettività. Abbiamo già parlato, e questo è solo un esempio, dell’iniziativa dei volontari di Ponzate per il recupero della Cappelletta, che hanno affrontato e superato, con il necessario coinvolgimento dell’amministrazione comunale, numerosi ostacoli, apparentemente insormontabili. Redazione: Lei prima ha accennato ad un progetto di tutela del Cosia. Può essere anche questo un esempio di amministrazione condivisa? Sindaco: Sicuramente sì. Prevedere e prevenire, significa tutelare la collettività di oggi e di domani contro possibile catastrofi che già Tavernerio ricorda nella sua storia. Coinvolgere le competenze professionali necessarie è tutelare predittivamente e con la dovuta competenza il bene collettivo e, ancora una volta, attivare la partecipazione dei cittadini che, pieni di buona volontà, hanno già attuato un primo intervento di pulizia dell’alveo del

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torrente, con la partecipazione dei ragazzi dell’Istituto agrario di San Vincenzo di Albese con Cassano. E il progetto in fase di studio prevede una ulteriore partecipazione della cittadinanza. Dispiace solo dover ricordare che l’interrogazione presentata dall’On. Nicola Molteni sulla salvaguardia del Cosia non abbia avuto risposta. Redazione: Lei ha parlato di fasce disagiate. Cosa ci può dire a tal proposito? Sindaco: Il 7 novembre scorso è stato presentato il progetto di “housing sociale per persone fragili” per un nuovo utilizzo dell’edificio compreso nel parco della Casarga, che sarà restaurato dal Comune che ha vinto il Bando della Fondazione Cariplo. Non mi dilungo sul progetto perché è stato predisposto un esauriente articolo che sarà pubblicato su questo numero del Notiziario. Sempre in quest’ottica ricordo il Progetto “Rete lavoro” e “La farmacia a domicilio” già in fase di attuazione. Redazione: Un’ultima domanda. Abbiamo visto un’ammiccante “faccina” sotto una rassicurante scritta “Un negozio per amico”. Di cosa si tratta? Sindaco: Da una proposta scaturita dal Tavolo di lavoro “Io so di non sapere”, che vede la partecipazione di genitori in continuazione e integrazione del programma di prevenzione “dipendenze” che ha visto uniti, nel progetto “LifeSkills Training”, Comune, ASL di Como, Scuola e Associazioni, l’amministrazione ha coinvolto un primo gruppo di negozi, riconoscibili dalla “faccina”, disposti ad offrire una protezione immediata a minori e ad anziani che dovessero trovarsi in difficoltà lungo le strade, per difendersi da incontri non graditi o per difficoltà causate da un malessere. In questi negozi troveranno persone disponibili a fornire una prima assistenza ed a telefonare alla famiglia o ad un conoscente. Sempre nell’ambito del tavolo di lavoro, sono state organizzate, con i comuni di Albese con Cassano e di Lipomo, due incontri con la D.ssa Valerie Elizabeth Moretti che hanno trattato “Bullismo” e “L’abuso sessuale infantile”. Redazione: Il piacere di condividere l’entusiasmo trascinante della D.ssa Rossella Radice ci porterebbe a proseguire nelle domande, ma il dovere di rispettare i limiti redazionali ci costringe a ringraziare il Sindaco ed a salutarlo. A cura della Redazione

Neve a Venezia. Acrilico su tavola. 2014 - Walter De Agostini

Notizie dall’Amministrazione Comunale


Notizie dall’Amministrazione Comunale

HOUSING SOCIALE TEMPORANEO NEL PARCO DELLA CASARGA Dalla p ro ssima p r imavera partiranno i lavori di ristrutturazione dell'edificio all'interno del parco della Casarga grazie al finanziamento di 90.000€ che l'amministrazione comunale ha richiesto ed ottenuto partecipando al Bando della Fondazione Cariplo in materia di "Housing sociale per persone fragili" aggiudicato l'8 luglio 2014. Venerdì 7 novembre il Progetto è stato presentato alla popolazione in assemblea pubblica presso il Centro Civico Borella alla presenza del sindaco dott.ssa Rossella Radice, dell'Assistente Sociale Caterina Monorchio e dell'Architetto Antonio Luongo. La Casarga è stata dal 1999 al 2012 un centro di accoglienza temporanea per profughi immigrati, intitolata a don Renzo Beretta: alcuni locali nel corso degli anni scorsi sono stati inoltre destinati all'accoglienza temporanea di nuclei famigliari in situazione di seria precarietà e di disagio sociale, in un arco temporale trasversale anche alla precedente amministrazione. Da diversi mesi ormai lo stabile è stato abbandonato ed inevitabilmente la struttura si è danneggiata e deteriorata, creando un generale malcontento nella popolazione e in chi aveva creduto nel suo valore e nelle sue potenzialità: collegando quindi la presenza di un bene comune di indubbia valenza storica ed affettiva come la Casarga con il crescente bisogno di soluzioni abitative, si è ritenuto molto importante trovare i finanziamenti necessari per il recupero dell'intero stabile e la realizzazione di un progetto sociale importante. Un'accurata indagine realizzata attraverso l'analisi dei dati ISTAT, dei dati dell'ufficio anagrafe e delle segnalazioni giunte all'attenzione dell'ufficio Servizi Sociali, ha permesso la definizione di un identikit dettagliato degli utenti che potranno accedere all'usufrutto temporaneo. Nello specifico questo progetto intende destinare gli alloggi a: - nuclei famigliari in comprovata difficoltà economica - nuclei monoparentali con figli a carico - donne maltrattate in allontanamento da situazione di violenza domestica. La finalità principale è offrire TEMPORANEAMENTE una soluzione abitativa senza canone di affitto con un tempo massimo di locazione di 12 mesi; ogni accesso si realizzerà previa valutazione dei requisiti necessari ed imprescindibili da parte dell'ufficio comunale competente. E' prevista una sinergia di azioni ed interventi volti a garantire il raggiungimento della totale autonomia di ciascun nucleo entro il tempo massimo di 12 mesi, nonché un puntuale monitoraggio del'andamento di ogni singolo progetto attraverso: - percorsi di inserimento o re-inserimento nel mondo del lavoro, (attraverso il progetto Rete Lavoro, assegnazione di borse lavoro, servizio SOL) - verifica degli accessi ai servizi territoriali competenti in caso di problematiche di dipendenze e/o di patologie (Noa, Sert, Uonpi) - interventi di assistenza diretta, di sostegno al reddito e ai servizi educativi e ricreativi - monitoraggio delle soluzioni abitative future compatibili e realizzabili. La capacità ricettiva della struttura è stata pensata per 4 nuclei in 4 alloggi, mono e bilocali, suddivisi su due livelli (piano terra e primo piano).

Il costo complessivo dell'intervento è stimato attorno ai 151.00,00€ e comprende, oltre alle opere di riqualificazione edilizia e di messa a norma di tutti gli impianti, anche l'arredamento completo, comprensivo di complementi e di accessori in gratuita dotazione. I tempi previsti per il completamento della ristrutturazione è di circa 180 giorni. E' auspicabile che entro la fine dell'anno sia già possibile offrire un concreto aiuto e una risposta efficace al forte disagio sociale che coinvolge numerose famiglie del nostro territorio. Nel frattempo verranno valutati anche tutti i suggerimenti raccolti durante l'incontro del 7 novembre in merito alla riqualificazione degli spazi verdi adiacenti per la realizzazione di due diverse aree gioco destinate ai bambini da zero a tre anni e per bambini dai quattro agli otto anni, cercando di coinvolgere in modo attivo e partecipato tutti i cittadini o le imprese sensibili al tema dell'integrazione e che condividono l'ottica della cooperazione in rete. A cura della redazione

Sportello IMU - TASI A seguito dei continui cambiamenti della normativa fiscale che ha portato all’introduzione di nuovi tributi (si è passati in tre anni dall’ICI, all’IMU e ora alla TASI), e vedendo la difficoltà riscontrata da tutti noi cittadini nell’adeguarsi a questa situazione, ho voluto creare lo sportello IMU. Istituito presso l’Ufficio Tributi del Comune di Tavernerio nel 2012, in concomitanza con l’introduzione nel sistema tributario degli Enti locali dell’Imposta Municipale Unica (IMU), è diventato subito un punto di riferimento per tutta la cittadinanza. Sta lavorando in modo collaborativo; molti cittadini, senza alcun costo, trovano modo di assolvere a questo dovere perché vengono aiutati nel calcolo, nella compilazione dei moduli, senza che siano costretti a rivolgersi a soggetti esterni onerosamente. Nel 2012, la maggioranza dei cittadini era interessata al pagamento dell’Imposta, che era dovuta anche per le abitazioni principali mentre nel 2013 l’IMU è stata pagata solo dai proprietari di fabbricati diversi dall’abitazione principale e dai proprietari di aree edificabili. Quest’anno è stata istituita anche la TASI (tassa sui servizi indivisibili), che il Comune di Tavernerio ha applicato solo per le abitazioni principali e per i fabbricati industriali (categoria D). Lo sportello IMU è così diventato sportello IMU – TASI, e l’utenza interessata al servizio si è di nuovo ampliata. Attualmente sono circa 1.500 le persone che usufruiscono del servizio di predisposizione del modello di pagamento delle imposte comunali. Credo, quindi, di aver raggiunto l’obiettivo che mi ero prefissato, stare il più possibile vicino ai nostri cittadini in un settore non semplice, molto complicato e purtroppo in continua evoluzione. Il 16 Dicembre scade il termine per il versamento del saldo IMU e TASI per l’anno 2014. Come di consueto, l’ufficio tributi è a disposizione per la predisposizione dei modelli di versamento, mediante lo Sportello aperto il martedì ed il venerdì dalle ore 9,00 alle ore 12,30. Chi desidera ricevere il modello per posta elettronica, dovrà farne richiesta all’indirizzo tributi@comune.tavernerio.co.it . Colgo infine l’occasione, per ringraziare la sig.ra Giuseppina Sala per l’ottimo lavoro svolto. L’Assessore al Bilancio - Simone Riccardi

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IL COSIA: “SORVEGLIATO SPECIALE” A TAVERNERIO Tanto in Grecia quanto in Italia le divinità fluviali occuparono il primo posto tra le personificazioni delle forze della natura e tra gli dèi locali. Pur se divinità minore ebbe di certo il suo posto il Cosia che, sino all’arrivo di Roma, dominò con i colleghi minori Valleggio, Valduce e Fiume Aperto il bacino che vede attualmente Como, rendendolo acquitrinoso ed inospitale. Roma domò il Cosia costringendolo in una nuova via di deflusso. Non del tutto addomesticato, il Cosia fece sentire la sua voce più volte nelle epoche successive, tant’è che in epoca medieva le si intervenne ancora sul corso del suo letto per renderlo più sicuro. Imbrigliato in Como, manifestò la sua possanza nel 1951 a Tavernerio, quando, in pochi minuti, cancellò diverse case causando sedici morti. Ai giorni nostri l’irruenza dei torrenti non si controlla con la costruzione di un altare votivo e con riti propiziatori, come in epoca antica, ma con opere precise di controllo e prevenzione. Opere e atti amministrativi che l’Amministrazione di Tavernerio ha già compiuto e sta compiendo. Dall’interrogazione al Ministero dell’ambiente presentata dall’On. Nicola Molteni il 12 febbraio di quest’anno che, purtroppo, non ha avuto risposta, all’indagine delle condizioni di pericolosità idrogeologica del torrente conclusa dal geologo Dr Paolo Dal Negro nell’agosto sempre del corrente anno, ad un primo intervento di pulizia dell’alveo effettuato nel mese di ottobre mediante una convenzione con l’Istituto agrario di San Vincenzo di Albese con Cassano e con la partecipazione di numerosi volontari e, infine, con la presentazione in Giunta di un progetto organico di manutenzione della rete idrografica comunale con asportazione del materiale vegetale in alveo e dalle sponde predisposto sempre dal geologo Paolo Dal Negro che la redazione ha intervistato condividendo con lui le preoccupazioni esposte: il torrente Cosia è un “sorvegliato speciale” che chiede costante attenzione e opere preventive. Redazione: Dr Dal Negro, sappiamo che lei si occupa nel nostro Cosia da lungo tempo e quindi, da buon conoscitore, ha presentato il progetto citato alla Giunta. Ci può illustrare, in sintesi, i contenuti di questo progetto?

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Dal Negro: Il progetto parte da una considerazione ovvia: la presenza di materiale vegetale in alveo crea seri problemi alla capacità di deflusso dei torrenti. Durante gli eventi di piena, l’apporto di materiale vegetale al trasporto solido può risultare significativo, incrementando il volume dell’onda di piena, causando l’innesco di erosioni spondali e creando ostruzione al deflusso in corrispondenza degli attraversamenti. Redazione: E’ evidente, da quello che lei dice, che l’intervento preventivo è fondamentale per scongiurare eventi che potrebbero essere drammatici, come nel 1951. Ma è possibile intervenire sistematicamente con le scarse risorse di cui i Comuni dispongono? Dal Negro: Il progetto pensato per il Comune di Tavernerio, tiene ben presente questa situazione. Proprio per questo non si limita a prevedere manutenzione e creazione di punti di accesso alla rete idrografica, indispensabili per ridurre la probabilità di dissesti idrogeologici, ma si propone come modello riproducibile che punta ad una sostenibilità economica mediante l’immissione sul mercato del legname ricavato dalla manutenzione degli alvei, il coinvolgimento dei privati che hanno l’obbligo della manutenzione del rive, il contributo di volontari e, infine, l’individuazione dei soggetti attuatori più convenienti. Redazione: Lei ritiene che l’esecuzione del progetto debba gravare sui tecnici del Comune? Dal Negro: Sicuramente no. Il progetto richiede un approccio multidisciplinare sia per giungere ad una definizione della fattibilità tecnica economica dello stesso sia per la successiva esecuzione. Redazione: Un’ultima domanda. Considerato che la Regione Lombardia rappresenta l’autorità idraulica competente per la gestione del Torrente Cosia il cui corso vede coinvolti diversi altri comuni, non crede che al progetto dovrebbero associarsi anche questi Comuni oltre che la Regione? Dal Negro: Sarebbe sicuramente un’ottima cosa. Ma c’è qualcuno che crede sia possibile? Redazione: Ringraziamo il Dr Geol. Paolo Del Negro per la cordiale disponibilità e lasciamo senza risposta la sua domanda.

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IL SERVIZIO DI MENSA SCOLASTICA Dallo scorso anno scolastico la mensa scolastica è affidata in gestione alla Dussmann Service S.r.l., a seguito di gara pubblica effettuata dal Comune di Tavernerio, alla quale hanno partecipato 13 aziende. La procedura di selezione prevedeva l’assegnazione del 60% del punteggio in base alle caratteristiche del servizio ed il 40 % in base al costo del pasto. Col bando di gara sono stati introdotti molti elementi di novità, con l’idea di perseguire un miglioramento di qualità e sicurezza alimentare per i piccoli che siedono a tavola nella nostra scuola ed in generale dell’articolazione del servizio offerto. L’offerta tecnica della società di ristorazione che oggi lavora nella cucina del nostro comune propone, nel rispetto delle tabelle dietetiche ASL, contempla l’utilizzo di prodotti biologici ogni volta che il menù prevede frutta e verdura fresche, riso, latticini, legumi secchi, carne, pesce, conserva di pomodoro e olio d’oliva. Inoltre viene privilegiata la scelta di prodotti provenienti dal territorio della Regione Lombardia, nonché di prodotti DOP, IGP o Tradizionali. Queste caratteristiche rispettano, ed hanno anticipato, quanto atteso dalla più recente normativa in materia (D.L. 12/09/2013, n. 104, convertito con L. 128/2013), la quale fornisce indicazioni affinché nei bandi delle gare d'appalto per l'affidamento dei servizi di refezione scolastica, venga previsto “che sia garantita un'adeguata quota di prodotti agricoli e agroalimentari provenienti da sistemi di filiera corta e biologica”. La ditta effettua un piano di analisi microbiologiche e chimicofisiche su materie prime e prodotti cucinati, su superfici ed attrezzature utilizzate e sull’igiene degli operatori. Tale piano prevede un numero complessivo di 120 campionature all’anno, per un totale di 468 parametri ricercati. Tra le novità, l’azienda si è fatta carico della fornitura gratuita di n. 5 pasti giornalieri destinati ad utenti con difficoltà economiche individuati dai servizi sociali del comune, mentre migliorie tecniche in cucina e nei refettori, criteri di selezione dei fornitori, di tracciabilità delle forniture e della gestione delle emergenze vanno a completare il progetto. Il servizio ha anche attivato un apprezzato percorso di educazione alimentare per i bambini della scuola dell’infanzia e della scuola primaria, condiviso con gli insegnanti dell’istituto comprensivo ed un sistema di valutazione della qualità percepita del servizio (“customer satisfaction”), i cui risultati relativi allo scorso anno scolastico sono consultabili sul sito del comune, nella sezione servizi scolastici. Dall’indagine effettuata risulta che il servizio sia mediamente valutato positivamente nelle sue varie componenti, anche se una quota di ragazzi ha indicato le porzioni come poco abbondanti. Mi permetto qui di ricordare che le grammature degli ingredienti con cui si preparano i pasti sono definite per dall’ASL e che i parametri dettati vengono rispettati dalla cucina, come risulta dai sopralluoghi effettuati dall’ufficio preposto e dalla Commissione Mensa. A tal proposito citiamo un passaggio della nota ricevuta dalla commissione in data 7 novembre 2014, a commento dei risultati dell’indagine e di quanto apparso in merito sui quotidiani locali. “I membri della Commissione Mensa hanno sempre riscontrato […] una quantità più che sufficiente di cibo, adatta a soddisfare pienamente l’appetito di un bambini, di un ragazzo, ma anche quello di un adulto. Se i ragazzi si alzano ancora affamati è perché mangiano poco, non per la scarsità del cibo servito, ma perché spesso il menù proposto loro, elaborato dagli esperti

dell’ASL e atto a mantenere un corretto equilibrio alimentare offrendo zuppe di verdura, pesce, carne, legumi, ecc., anche se ben presentato non viene neppure preso in considerazione dai ragazzi, che a volte si nutrono solo di un panino. Si è potuto assistere a “bis”, se non addirittura “tris”, in presenza di pasta pasticciata, di contro sono stati resi vassoi “interi”, con le posate ancora pulite, quando è stata proposta la zuppa del contadino. La società Dussmann ci è sempre apparsa sollecita ed attenta alla somministrazione di cibo qualitativamente e quantitativamente adeguato alle esigenze dei suoi utenti e disponibile ad individuare soluzioni alternative […] .” Ricordo che la Commissione Mensa, che colgo l’occasione per ringraziare della preziosa collaborazione, è composta da insegnanti e genitori che operano indipendentemente dagli uffici comunali, garantendo un controllo imparziale del servizio offerto, attraverso ispezioni “a sorpresa” durante la somministrazione dei pasti. L’Amministrazione, l’azienda e i genitori della commissione stanno cercando, ognuno per la parte di propria competenza, di perseguire l’obiettivo di offrire un servizio migliore ai nostri bambini, anche se il corretto approccio al cibo e all’alimentazione in genere, necessariamente non può dipendere solo dalla mensa scolastica, ma necessita di importanti sforzi anche da parte delle famiglie. Il Sindaco - Rossella Radice

Il corpo umano e’ un tempio e come tale va curato e rispettato, sempre. (Ippocrate)

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CONSEGNA FARMACI A DOMICILIO A CHI E’ RIVOLTO?

Alle persone prive di idonea rete familiare e che si trovino nell’impossibilità, anche temporanea, di provvedere autonomamente al ritiro dei farmaci.

CHI SVOLGE IL SERVIZIO?

Il servizio di consegna a domicilio verrà eseguito gratuitamente da volontari coordinati dal comune di Tavernerio, mentre il costo dei farmaci, degli articoli sanitari e dei parafarmaci è a carico del richiedente. Il volontario non si occupa di somministrare i medicinali, evita di esprimere valutazioni o suggerimenti circa l’uso dei farmaci ed è obbligato alla riservatezza dei dati sensibili acquisiti.

È partito il progetto pilota “Farmaci a domicilio”, per creare una rete di sostegno concreto alle persone malate, sole o in difficoltà e che non sono in grado di provvedere in autonomia al ritiro dei medicinali in farmacia. Il progetto è in fase sperimentale fino alla fine dell’anno 2014, in seguito verrà rivalutato ed eventualmente modificato per andare a regime nel 2015. L’iniziativa è rivolta alle persone prive di idonea rete familiare e che si trovino nell’impossibilità, anche temporanea, di provvedere al ritiro dei farmaci. L’Amministrazione comunale, attraverso i servizi sociali, si è confrontata con le diverse realtà del paese, con i medici di base e la farmacia, per meglio definire le principali criticità e stabilire come procedere in questa iniziativa. Si è quindi deciso di rivolgersi a coloro che presentano una effettiva necessità di aiuto e sostegno per offrire loro un aiuto duraturo o temporaneo, ma concreto per vicinanza ed utilità. Un esempio sono gli anziani, che potrebbero essere soli e senza dei parenti vicini che possano recarsi in farmacia per loro conto, ma il progetto prevede anche altre categorie, come disabili, adulti con malattie gravi, croniche od oncologiche, che non abbiano il supporto della famiglia. L’effettiva necessità di aiuto e sostegno verrà valutata dai servizi sociali, previa indagine conoscitiva sulla situazione del malato. L’iniziativa ha visto l’adesione, ognuno per la propria competenza, di varie realtà. Un contributo importante è stato offerto e sarà dato dai medici di base del poliambulatorio comunale e dallo studio medico del dott. Luciano Redenti. Un aiuto competente per la risoluzione di alcuni aspetti tecnici è arrivato dalla farmacia di Tavernerio del dott. Fabrizio Cristini. Molte persone ed associazioni si sono rese inoltre disponibili a collaborare attivamente come volontari per la realizzazione del servizio. Il Sig. Marco Clerici, titolare della concessionara Clerici Auto, condividendo lo scopo del progetto, ha inoltre concesso al comune un’auto in comodato d’uso gratuito, che verrà utilizzata per lo svolgimento del servizio. Un ringraziamento pertanto a tutti coloro che hanno offerto il proprio aiuto al progetto, creando un’importante sinergia per il nostro paese. Il Sindaco - Rossella Radice

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COME USUFRUIRE DEL SERVIZIO? E’ necessario presentare una richiesta all’ufficio Servizi Sociali del Comune di Tavernerio attraverso domanda scritta utilizzando la modulistica predisposta reperibile presso i servizi sociali, gli studi dei medici coinvolti (Poliambulatorio comunale, Farmacia Cristini e Studio Medico Redenti) e sul sito del comune di Tavernerio. L’Assistente sociale provvederà ad avviare una indagine conoscitiva sulle condizioni socio–ambientali del richiedente attraverso possibili visite domiciliari e in collaborazione con i medici di base, per verificare l’effettivo bisogno di aiuto. L’iniziativa è un progetto pilota che durerà fino a dicembre 2014, per poi essere sottoposto ad una valutazione, che potrà determinare delle modifiche del servizio a partire da gennaio 2015.

CONTATTI

Per informazioni contattate l’Ufficio Servizi Sociali del Comune di Tavernerio al numero di telefono 031.421223 int. 5 o scrivete una e-mail al seguente indirizzo sociale@comune.tavernerio.co.it.

L’auto destinata al servizio di consegna farmaci

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Spazio al femminile Prosegue anche in questa pubblicazione lo spazio dedicato allo scambio e al confronto “al femminile”. Accogliamo con piacere l’intervento di una mamma che vuole condividere alcune riflessioni sul valore dell’educazione e sul ruolo della scuola alla luce della sua esperienza personale. Qualche settimana fa al suono della prima campanella una marea di studenti si è riversata nelle aule e tra i banchi delle scuole. Dai loro volti traspariva forte l’emozione di chi era dispiaciuto per le vacanze ormai terminate e di chi era ansioso ed entusiasta di poter riprendere il cammino scolastico. L’immagine comune sul viso di tutti, dai piccoli della scuola dell’infanzia ai ragazzi della scuola secondaria era quella gioiosa, e al tempo stesso velata da un pizzico di malinconia, della vita che scorre e del ritrovarsi cambiati. Da mamma mi sono soffermata ad osservarli attentamente e ho colto espressioni e atteggiamenti molto diversi tra loro: alcuni carichi di aspettative ed entusiasmo, altri preoccupati e già annoiati all’idea di dover ricominciare a rispettare orari e consegne per i prossimi 10 mesi. Mi sono chiesta perché la scuola non riesce a ritornare ad essere per tutti un ambiente stimolante e coinvolgente, un luogo sano di aggregazione e perché i ragazzi facciano così fatica ad apprezzarla. Mi sono chiesta perché la scuola spesso per gli studenti si limita ad essere identificata come il luogo del giudizio e della valutazione e non il luogo degli apprendimenti. I giornali si occupano di scuola soprattutto in occasione di fatti di cronaca. La gente registra certe informazioni senza cercare, senza ascoltare, senza capire: insegnanti fannulloni, strutture fatiscenti, alunni perditempo o bullismo, questi sono gli argomenti che attirano la nostra attenzione e occasionalmente ci inducono a fermarci un poco a riflettere. Perché non si parla di scuola con entusiasmo considerandola lo specchio non solo del mondo moderno, ma soprattutto il riflesso di quello futuro? Lo scorso anno abbiamo assistito ad una significativa mobilitazione mediatica in seguito ad episodi spiacevoli: abbiamo scoperto, con uno sconcertante candore, che anche tra i banchi delle scuole a noi più vicine circolavano immagine al limite della decenza, che i nostri ragazzi erano a rischio cyber-bullismo e che alcol e sostanze stupefacenti non erano un problema solo dell’hinterland milanese. A livello territoriale e comunale ci si è attivati subito con una serie di iniziative mirate alla prevenzione a alla formazione rivolta ai genitori, agli insegnanti e agli educatori in generale: l’adesione e le presenze sono state inferiori alla dimensione del problema, in realtà mi sarei aspettata una partecipazione molto più gremita e compatta. Paragonando le facce disilluse dei nostri ragazzi nei primi giorni di scuola a quelle preoccupate dei genitori mi sono interrogata sul senso vero e profondo che vogliamo dare al nostro ruolo di madri e di padri: se non siamo noi adulti, con l’esempio quotidiano, a promuovere nei nostri figli la partecipazione e la condivisione, il rispetto e la pazienza, la tolleranza delle diversità e lo cooperazione come possiamo sperare che imparino ad amare gli ambienti dove vivono? La scuola è il contesto educativo che, dopo la famiglia, li coinvolge maggiormente ed è indispensabile che per loro possa essere un’esperienza positiva e ricca di stimoli; credo sia importantissimo che questo inizio di anno (scolastico e non) anche per noi adulti possa rappresentare un primo passo verso la consapevolezza che i titoli di studio e i diplomi sono fondamentali per acquisire la capacità di reinventarsi e di credere in un futuro più vicino alle loro emozioni. “La scuola prima di insegnare dovrebbe emozionare. Che ne sarebbe di Dante, Shakespeare, Leopardi, senza emozioni? Ma che ne sarebbe anche delle conoscenze matematiche, fisiche, chimiche se perdessimo di vista l’entusiasmo di Galileo quando parla del mondo come di un libro da imparare a leggere, perché? Nulla, non ne sarebbe nulla” (Maria Mancusi) Lettera firmata “Una mamma” Di seguito pubblichiamo il testo integrale del discorso del presidente Barak Obama tenuto il giorno 8 settembre 2009 agli studenti della Wakefield High School di Arlington, certi che le Sue parole possano essere il corollario ideale in risposta alla lettera ricevuta So che per molti di voi questo è il primo giorno di scuola. E per chi è all’asilo o all’inizio delle medie o delle superiori è l’inizio di una nuova scuola, così un minimo di nervosismo è comprensibile. Immagino che tra voi ci siano dei veterani a cui manca solo un anno per concludere gli studi e quindi contenti. E, non importa a quale classe siate iscritti, qualcuno tra voi probabilmente sta pensando con nostalgia all’estate e rimpiange di non aver potuto dormire un po’ di più stamattina. So cosa vuol dire. Quando ero giovane la mia famiglia visse in Indonesia per qualche anno e mia madre non aveva abbastanza denaro per mandarmi alla scuola che frequentavano tutti i ragazzini americani. Così decise di darmi lei stessa delle lezioni extra, dal lunedì al venerdì alle 4,30 di mattina. Ora, io non ero proprio felice di alzarmi così presto. Il più delle volte mi addormentavo al tavolo della cucina. Ma ogni volta quando mi lamentavo mia madre mi dava un’occhiata delle sue e mi diceva: “Anche per me non è un pic-nic, ragazzo”. Ora, io ho fatto un sacco di discorsi sull’istruzione. E ho molto parlato di responsabilità. Della responsabilità degli insegnanti che devono motivarvi all’apprendimento e ispirarvi. Della responsabilità dei genitori che devono tenervi sulla giusta via e farvi fare i compiti e non lasciarvi passare la giornata davanti alla tv. Ho parlato della responsabilità del governo che deve fissare standard adeguati, dare sostegno agli insegnanti e togliere di mezzo le scuole che non funzionano, dove i ragazzi non hanno le opportunità Continua nella pagina seguente

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Spazio al femminile che meritano. Ma alla fine noi possiamo avere gli insegnanti più appassionati, i genitori più attenti e le scuole migliori del mondo: nulla basta se voi non tenete fede alle vostre responsabilità. Andando in queste scuole ogni giorno, prestando attenzione a questi maestri, dando ascolto ai genitori, ai nonni e agli altri adulti, lavorando sodo, condizione necessaria per riuscire. Questo è quello che voglio sottolineare oggi: la responsabilità di ciascuno di voi nella vostra educazione. Parto da quella che avete nei confronti di voi stessi. Ognuno di voi sa far bene qualcosa, ha qualcosa da offrire. Avete la responsabilità di scoprirlo. Questa è l’opportunità offerta dall’istruzione. Magari sapete scrivere bene, abbastanza bene per diventare autori di un libro o giornalisti, ma per saperlo dovete scrivere qualcosa per la vostra classe d’inglese. Oppure avete la vocazione dell’innovatore o dell’inventore, magari tanto da saper mettere a punto il prossimo i Phone o una nuova medicina o un vaccino, ma non potete saperlo fino a quando non farete un progetto per la vostra classe di scienze. Oppure potreste diventare un sindaco o un senatore o un giudice della Corte suprema ma lo scoprirete solo se parteciperete a un dibattito studentesco. Non è solo importante per voi e per il vostro futuro. Che cosa farete della vostra possibilità di ricevere un’istruzione deciderà il futuro di questo Paese, nulla di meno. Ciò che oggi imparate a scuola domani sarà decisivo per decidere se noi come nazione sapremo raccogliere le sfide che ci riserva il futuro. Avrete bisogno della conoscenza e della capacità di risolvere i problemi che imparate con le scienze e la matematica per curare malattie come il cancro e l’Aids e per sviluppare nuove tecnologie ed energie e proteggere l’ambiente. Avrete bisogno delle capacità di analisi e di critica che si ottengono con lo studio della storia e delle scienze sociali per combattere la povertà e il disagio, il crimine e la discriminazione e rendere la nostra nazione più corretta e più libera. Vi occorreranno la creatività e l’ingegno che vengono coltivati in tutti i corsi di studio per fondare nuove imprese che creeranno posti di lavoro e faranno fiorire l’economia. So che non è sempre facile far bene a scuola. So che molti di voi devono affrontare sfide tali da rendere difficile concentrarsi sui compiti e sull’apprendimento. Mi è successo, so com’è. Mio padre lasciò la famiglia quando avevo due anni e sono stato allevato da una madre single che lottava ogni girono per pagare i conti e non sempre riusciva a darci quello che avevano gli altri ragazzi. Spesso sentivo la mancanza di mio padre. A volte mi sentivo solo e pensavo che non ce l’avrei fatta. Non ero sempre così concentrato come avrei dovuto. Ho fatto cose di cui non vado fiero e sono finito nei guai. E la mia vita avrebbe potuto facilmente prendere una brutta piega. Ma sono stato fortunato. Ho avuto un sacco di seconde possibilità e l’opportunità di andare al college e alla scuola di legge e seguire i miei sogni. Qualcuno di voi potrebbe non godere di questi vantaggi. Può essere che nella vostra vita non ci siano adulti che vi appoggiano quanto avete bisogno. Magari nelle vostre famiglie qualcuno ha perso il lavoro e il denaro manca. O vivete in un quartiere poco sicuro, o avete amici che cercano di convincervi a fare cose sbagliate. Ma, alla fine dei conti, le circostanze della vostra vita - il vostro aspetto, le vostre origini, la vostra condizione economica e familiare - non sono una scusa per trascurare i compiti o avere un atteggiamento negativo. Non ci sono scuse per rispondere male al proprio insegnante, o saltare le lezioni, o smettere di andare a scuola. Non c’è scusa per chi non ci prova. Il vostro obiettivo può essere molto semplice: fare tutti i compiti, fare attenzione a lezione o leggere ogni giorno qualche pagina di un libro. Potreste decidere di intraprendere qualche attività extracurricolare o fare del volontariato. Potreste decidere di difendere i ragazzi che vengono presi in giro o che sono vittime di atti di bullismo per via del loro aspetto o delle loro origini perché, come me, credete che tutti i bambini abbiano diritto a un ambiente sicuro per studiare e imparare. Potreste decidere di avere più cura di voi stessi per rendere di più e imparare meglio. E in tutto questo, spero vi laviate molto le mani e ve ne stiate a casa se non state bene in modo da evitare il più possibile il contagio dell’influenza quest’inverno. Qualunque cosa facciate voglio che vi ci dedichiate. So che a volte la tv vi dà l’impressione di poter diventare ricchi e famosi senza dover davvero lavorare, diventando una star del basket o un rapper, o protagonista di un reality. Ma è poco probabile, la verità è che il successo è duro da conquistare. Non vi piacerà tutto quello che studiate. Non farete amicizia con tutti i professori. Non tutti i compiti vi sembreranno così fondamentali. E non avrete necessariamente successo al primo tentativo. È giusto così. Alcune tra le persone di maggior successo nel mondo hanno collezionato i più enormi fallimenti. Il primo Harry Potter di JK Rowling è stato rifiutato dodici volte prima di essere finalmente pubblicato. Michael Jordan fu espulso dalla squadra di basket alle superiori e perse centinaia di incontri e mancò migliaia di canestri durante la sua carriera. Ma una volta disse: «Ho fallito più e più volte nella mia vita. Ecco perché ce l’ho fatta». Nessuno è nato capace di fare le cose, si impara sgobbando. Non sei mai un grande atleta la prima volta che tenti un nuovo sport. Non azzecchi mai ogni nota la prima volta che canti una canzone. Occorre fare esercizio. Con la scuola è lo stesso. Può capitare di dover fare e rifare un esercizio di matematica prima di risolverlo o di dover leggere e rileggere qualcosa prima di capirlo, o dover scrivere e riscrivere qualcosa prima che vada bene. La storia dell’America non è stata fatta da gente che ha lasciato perdere quando il gioco si faceva duro ma da chi è andato avanti, ci ha provato di nuovo e con più impegno e ha amato troppo il proprio Paese per fare qualcosa di meno che il proprio meglio. È la storia degli studenti che sedevano ai vostri posti 250 anni fa e fecero una rivoluzione per fondare questa nazione. Di quelli che sedevano al vostro posto 75 anni fa e superarono la Depressione e vinsero una guerra mondiale. Che combatterono per i diritti civili e mandarono un uomo sulla Luna. Di quelli che sedevano al vostro posto 20 anni fa e hanno creato Google, Twitter e Facebook cambiando il modo di comunicare Così, vi chiedo, quale sarà il vostro contributo? Quali problemi risolverete? Quali scoperte farete? Il presidente che verrà di qui a 20, 50 o 100 anni cosa dirà che avrete fatto per questo Paese? Le vostre famiglie, i vostri insegnanti e io stiamo facendo di tutto per fare sì che voi abbiate l’istruzione necessaria per saper rispondere a queste domande. Mi sto dando da fare per garantirvi classi e libri e accessori e computer, tutto il necessario al vostro apprendimento. Ma anche voi dovete fare la vostra parte. Quindi da voi quest’anno mi aspetto serietà. Mi aspetto il massimo dell’impegno in qualsiasi cosa facciate. Mi aspetto grandi cose, da ognuno di voi. Quindi non deludeteci, non deludete le vostre famiglie, il vostro Paese e voi stessi. Rendeteci orgogliosi di voi. So che potete farlo.

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Notizie dalla Redazione

Gentile lettore, Il comitato di redazione del notiziario “il Paese” ha predisposto il seguente questionario di soddisfazione, trattando le informazioni con la massima riservatezza. Le saremo grati se ci vorrà esprimere anche i suoi eventuali commenti. Le chiediamo pochi minuti del suo tempo per la compilazione del seguente questionario. Grazie per la collaborazione

Questionario di soddisfazione del notiziario “il Paese” ANNO 2014 Si prega di consegnare il questionario presso l’ufficio protocollo del Comune di Tavernerio , oppure via mail a redazione.ilpaese@comune.tavernerio.co.it. E’ possibile compilare il questionario online, attraverso il seguente link: http://goo.gl/forms/rndhG2aSia Contatti Comitato di redazione: email: redazione.ilpaese@comune.tavernerio.co.it Istruzioni di compilazione: 1 (per nulla soddisfatto) – 2 (poco soddisfatto) – 3 (abbastanza soddisfatto) – 4 (molto soddisfatto)

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Sarebbe utile avere un indice in prima pagina?

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C’è un argomento di Suo particolare interesse che vorrebbe approfondire? __________________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________________ __________________________________________________________________________________ Osservazioni e suggerimenti (inerenti a: argomenti-struttura) ___________________________________________________________________________________________________

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Notizie dalla Redazione

NUMERI UTILI

Cari lettori, Sono arrivati, dall'ultimo numero, molti contributi di idee, innescando effetti positivi a cascata. Ne siamo soddisfatti perché è quanto avevamo richiesto a cittadini, associazioni ed enti, per dare a questo notiziario una veste più adeguata, uscendo dalla semplice concezione di bollettino. Si è creata per contro una certa difficoltà organizzativa, cui abbiamo cercato di far fronte con questo numero più vasto che, con una certa pomposità, abbiamo voluto definire numero doppio. Il dilemma è questo: periodo fisso rigorosamente fissato per la raccolta degli articoli, pubblicati nel testo originario ed uscita del notiziario a scadenze programmate, oppure possibilità di un confronto ragionato in piena intesa con gli autori, imposto anche da problemi di disponibilità di spazio e distribuzione con limiti temporali meno severi, pur mantenendo le uscite annue prefissate. Anche se di gestione più impegnativa la redazione preferirebbe continuare a seguire questa seconda strada. Favorendo la diffusione delle idee, delle opportunità, delle occasioni, il modesto notiziario può essere un importante indicatore dell'andamento del polso e del respiro del nostro paese. La redazione, insieme ai vari collaboratori, augura a tutti, in questo fine anno, che i doni della vita, sempre presenti, anche se talvolta poco riconoscibili, siano generosi. Manlio Cantaluppi

il Paese Notiziario Comunale di Tavernerio Anno III - Numero 6 Dicembre 2014 Sede: Comune di Tavernerio Direttore Responsabile: Manlio Cantaluppi

Comitato di Redazione: Emanuela Aiani Ugo Angelo Magri Dario Montermini Viviana Pilato Ermanno Trombetta

Registrato presso il Tribunale di Como con il n ° 6/2012 del 28/05/2012 Stampato da: Impronta Grafica srl Cantù Distribuito in 3.000 copie

REALIZZATO CON IL CONTRIBUTO DI

UFFICI COMUNALI

Ufficio Anagrafe

031.42.12.23 int.1

Area Affari Generali 031.42.12.23 int. 3 Area Finanziaria Tributaria

031.42.12.23 int. 4

Area Sociale

031.42.12.23 int. 5

Area Tecnica Manutentiva Lavori Pubblici

031.42.12.23 int. 2

Area Tecnica Urbanistica Edilizia Privata

031.42.12.23 int. 2

Biblioteca

031.42.81.68

Polizia Locale

031.42.07.41 338.70.16.154

Protezione Civile

031.42.12.23 int. 2

Segretario Comunale

031.42.12.23 int. 3

PUBBLICA UTILITA’ SERVICE 24 S.p.A. GESTIONE ACQUEDOTTO E RIFIUTI tel. 031.42.80.02 Emergenze tel. 333.600.80.81 ENEL - ELETTRICITA' tel. 800.900.800 METANO NORD tel. 031.62.84.51 ACSM AGAM PRONTO INTERVENTO GAS METANO tel. 800.388.088

In caso di mancato recapito segnalare al seguente indirizzo di posta elettronica: redazione.ilpaese@comune.tavernerio. co.it Sul sito internet del Comune è disponibile la versione del notiziario in formato digitale www.comune.tavernerio.co.it Chiuso in redazione: Novembre 2014

POLIAMBULATORIO "ALDO ROSSINI" tel. 031.42.00.42 PRONTO INTERVENTO SANITARIO - NUMERO EUROPEO EMERGENZA tel. 112 CROCE ROSSA ITALIANA Como tel. 031.26.22.62 Lipomo tel. 031.28.26.53 Montorfano tel. 031.20.08.25 GUARDIA MEDICA tel. 840.000.661


Il Paese - notiziario di Tavernerio - sesto numero - Dicembre 2014