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Il Paese

Notiziario di Tavernerio

Dal 1996 al 2016: vent’anni di storia per “Il Paese”

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ome da tradizione, gli anniversri si festeggiano per ricordare, per dare importanza alle persone, ai fatti, ai valori. E’ quindi con grande gioia che vi diamo notizia dei vent’anni del giornalino di Tavernerio “Il Paese” (1996-2016). Abbiamo voluto utilizzare l’espressione “vi diamo notizia” perchè proprio sulla notizia è basata la costruzione di un giornale. Sul primo numero uscito nel settembre 1996, l’allora direttore responsabile Vittorio Frigerio scriveva: “ Fino ad oggi le uniche informazioni che circolavano provenivano da voci di persone che riferivano per “sentito dire”. Sono invece fermamente convinto e credo che la nascita de “Il Paese” sia un grande passo avanti rispetto la garanzia di una corretta informazione nel nostro Comune... “ (Continua a pag. 3) Periodico distribuito gratuitamente - Anno V - n. 10 - Dicembre 2016


Cari Lettori ono onorata per il ruolo direttivo affidatomi dall’Amministrazione comunale ed al tempo stesso fortemente motivata ed entusiasta del lavoro che l’intera Redazione ed io abbiamo già svolto, stiamo svolgendo e svolgeremo. Un ringraziamento particolare va all’Ing. Manlio Cantaluppi, ex direttore della nostra rivista, ed al lavoro da lui svolto con impegno e competenza. Lo stesso dicasi per il Comitato di Redazione che ha operato in modo collaborativo e di reciproco aiuto, valorizzando in questo modo le peculiarità individuali e facendole confluire in modo sinergico in un vero gruppo di lavoro. Per la futura gestione della pubblicazione il mio intento è quello di mantenere fondamentalmente la linea finora seguita, apportando peraltro anche elementi di novità e freschezza giovanile. Il vero ringraziamento va comunque a Voi, Cittadini di Tavernerio, per il tempo che vorrete dedicare alla lettura dei nostri articoli e delle nostre indagini e ricerche. Non esitate a renderci partecipi delle Vostre osservazioni, critiche e suggerimenti al fine di consentirci di rendere “Il Paese” sempre più ricco ed adeguato alle Vostre aspettative. Basta una semplice mail a: redazione.ilpaese@comune.tavernerio.co.it Non mi resta che augurarVi una buona lettura: affinché tutti, adolescenti, giovani, adulti e anziani possano anche ritrovarsi nelle nostre trentadue pagine interamente dedicate a Tavernerio ed alle sue frazioni. Buon Natale a tutti Voi. Il Direttore Francesca Selvini

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SOMMARIO 3 Dal 1996 al 2016: vent’anni di storia per “Il Paese” 4 Intervista al sindaco AMMINISTRAZIONE 6 Gli assessori scrivono 10 I “vorrei” della Minoranza ASSOCIAZIONI 11 Basket Tavernerio Gli amici del lunedì Le sorgenti di Rovascio 12 Associazione “Raggi di luce” A teatro con “Raggi di luce” Sci Club Boletto 13 Magolibero Tavernerio Gruppo Ergodonna 14 Volontari Antincendio Rosa dei Venti a Villa Plinia 15 Ami-Ki: l’antica “Via Longa” 16 Circolo fotografico “I Diamanti: la transumanza” 2 Il Paese

REALTA’ DEL TERRITORIO 17 Indicazioni pastorali verso i vent’anni della chiesa dell’Eucaristia 18 Ponzate fa rima con estate 19 La scuola e le sue novità 20 Il lato oscuro dell’adolescenza 21 E’ nato il gruppo di lettura a Tavernerio RADICI 22 Ecco lo stemma del Comune Il mio paese 23 La straniera La Cesarina Elio Ponti: l’arte è la sua filosofia di vita CULTURA 25 La parola è libertà: c’è un nuovo Gringo in città 26 Adolescenti e bullismo: il ruolo degli insegnanti Non dimenticarti di fare sport 27 Auguri per il Natale ed il Capodanno


Dal 1996 al 2016: vent’anni di storia per “Il Paese”

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i succedono, alla guida del giornalino, diversi direttori: Vittorio Frigerio dal 1996 al 2003; Fausta Fumei dal 2004 al 2007; Agostino Levi dal 2007 al 2012; Mirko Paulon dal 2012 al 2013; Manlio Cantaluppi dal 2013 al 2016. Nel corso degli anni il giornalino racconta la vita del nostro “Paese”: illustra i progetti promossi dalle varie amministrazioni, dando voce sia alla maggioranza sia alla minoranza, riporta eventi, manifestazioni e iniziative di scuola, parrocchie, associazioni (grande ricchezza da sempre del nostro territorio) e sulle sue pagine prendono vita testimonianze e pensieri dei nostri concittadini accompagnati dal ricordo di personaggi che hanno contribuito a scrivere la storia locale. I primi numeri sono in bianco e nero con l’utilizzo del solo colore blu per evidenziare titoli importanti e/o dividere in sezioni la pagina. Dal numero di aprile 2000 appare la prima copertina a colori e a pagina 7, sempre a colori, ecco apparire in tutto il suo splendore il gonfalone del Comune (vedi articolo del nostro Direttore). E’ infatti il 16 marzo 2000 quando il prefetto di Como consegna nelle mani del Sindaco il decreto del Presidente della Repubblica col quale vengono concessi al Comune di Tavernerio lo stemma e il gonfalone. Dal numero successivo del giornalino del settembre 2000 tante novità: il gonfalone apparirà su ogni testata di copertina accanto al titolo e la copertina diventerà a colori. Anche all’interno del giornale man mano aumentano le foto e i disegni a colori. Nel 2012, l’allora direttore Mirko Paulon (ma è il nostro Sindaco!), mantiene la pubblicazione a colori ma cambia veste grafica al giornale anche per ovviare ad un problema di costi: non più la copertina, ma l’articolo di maggior rilievo in prima pagina, carattere più piccolo e compatto, minor numero complessivo di pagine. E oggi, verso la fine del 2016, il Comune ha un fantastico sito web dove il cittadino può trovare moltissime informazioni (delibere, statuti, orari uffici, avvenimenti, newsletter, etc.).Da una parte, stiamo pensando ad un giornalino formato on line, ma dall’altra crediamo ancora all’importanza di avere la famosa “notizia” sulla carta stampata. Certamente con una nuova grafica e Il Paese Notiziario di Tavernerio Anno V - Numero 10 Dicembre 2016 Direttore responsabile Francesca Selvini Segretaria di redazione: Sabrina Mantegazza

Comitato di Redazione: Giusi Giuliani Romano Meroni Giovanni Moiana Ermanno Trombetta Collaboratori esterni Sara Di Stefano Francesca Bianchi Stefania Riso Laura Tiburzi

La copertina del numero 1 de “Il Paese” (1996) una nuova impostazione, ma, allo stesso tempo, mantenendo intatto il fascino delle pagine che scorrono, comodamente seduti in poltrona a casa in inverno o sdraiati all’ombra di una pianta d’estate, senza preoccuparci se il cellulare “prende” o se abbiamo corrente o batteria carica per il computer, tanto tutto quello che vogliamo leggere è lì tra le nostre mani … Per concludere, un grazie di cuore al Dott. Giacomo Tettamanti per le informazioni fornitemi e al sig. Carlo Bianchi per avermi permesso di consultare il suo archivio storico. Sabrina Sede: Comune di Tavernerio Registrato al Tribunale di Como col n.6/2012 Stampa: GRAFFIETTI STAMPATI S.n.c. S.S. Umbro Casentinese Km 4,500 - S.S. 71 01027 MONTEFIASCONE (VITERBO) - Italy Distribuito gratuitamente in n. 3.000 copie. In caso di mancato recapito segnalare al seguente indirizzo di posta elettronica: redazione.il paese@comune.tavernerio.co.it. Sul sito internet del Comune è disponibile la versione del notiziario in formato digitale. www.comune.tavernerio.co.it. Chiuso in redazione il 17.11.2016 Il Paese 3


AMMINISTRAZIONE

Intervista a Mirko Paulon: il nuovo sindaco si racconta

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al 5 Giugno 2016 c’è una nuova amministrazione a Tavernerio e in questa intervista abbiamo voluto rivolgere alcune domanda al nuovo Sindaco per raccogliere impressioni e primi bilanci di questo periodo iniziale.

Signor Sindaco, buongiorno. Sono passati 5 mesi dalle elezioni. Quali sono le sue impressioni? Qual è il bilancio di questo primo periodo di amministrazione? Buongiorno a lei. Sono assolutamente soddisfatto di questi primi mesi di amministrazione. Consideri che per la maggior parte dei componenti dell’amministrazione è la prima esperienza sul campo e chiaramente qualche timore iniziale c’è stato, ma è normale quando ci si immerge in un’attività totalmente nuova. Da parte nostra avevamo tanto entusiasmo e voglia di fare ma sapevamo che avevamo dalla nostra parte anche le competenze giuste per coprire tutte le esigenze dei vari ambiti di intervento. Inoltre ci siamo trovati a dover gestire delle impegni presi dalla precedente amministrazione non ancora conclusi che avevano delle tempistiche da rispettare. Per fare alcuni esempi ci siamo dovuti mettere subito all’opera per completare il secondo lotto della fognatura di Urago, che è stato terminato nei tempi previsti, e abbiamo dovuto gestire alcuni lavori di completamento della struttura assistenziale della Casarga per poterla rendere utilizzabile. Devo ringraziare il personale comunale che ci ha dato un grosso apporto in questa fase iniziale.

tenendo comunque un forte attaccamento nei confronti del comitato civico e dei gruppi politici che ci hanno sostenuto. Lo sforzo organizzativo non è indifferente, tuttavia cerchiamo di utilizzare sempre un metodo di lavoro che, come abbiamo visto in questi mesi, da ottimi frutti.

Quali sono i progetti su cui state lavorando? I cittadini ci hanno dato fiducia in base alla nostra proposta elettorale e siamo impegnati a seguire le linee programmatiche che abbiamo espresso: scuola, manutenzione e decoro del territorio, nuovo centro paese, valorizzazione del tessuto associativo e sicurezza. Per quanto riguarda il decoro abbiamo avviato delle manutenzioni straordinarie di alcune zone del territorio e dei Cimiteri; continueremo con il miglioramento funzionale del parco della Casarga. Per quanto concerne la messa in sicurezza della viabilità, appena l’amministrazione provinciale sbloccherà i lavori sulla Briantea, utilizzeremo i 130 mila euro messi a bilancio per adeguare gli attraversamenti pedonali. Intanto stiamo partendo con alcuni lavori di ripristino della segnaletica orizzontale sul territorio. Per il nuovo centro paese stiamo valutando varie ipotesi all’interno dell’accordo di programma con il privato proprietario dell’area ex-Bagliacca. Per la valorizzazione delle associazioni abbiamo già messo in campo varie iniziative per un coordinamento fra le varie realtà presenti sul territorio con ottimi ritorni. Per quanto riguarda la sicurezza dei nostri cittadini nelle loro proprietà abbiamo avviato una stretta collaborazione sia con il comando di polizia locale sia con l’arma In campagna elettorale ha richiamato spesso il dei carabinieri che consentirà di trovare soluzioni mirasenso di cooperazione e aiuto reciproco. Quali te ed efficaci per il controllo del territorio. sono i rapporti nel vostro gruppo? Siamo nati come un gruppo civico coeso, organizzato E la scuola? e competente e oggi ci riconfermiamo come tale. L’ele- Da poco abbiamo aperto un nuovo refettorio della mento caratterizzante è quello umano e inter-personale mensa, garantendo a tutti gli alunni che erano in attesa e questo, secondo il mio parere, valorizza ulteriormente l’accesso a questo servizio. Abbiamo anche attivato il le nostre proposte amministrative. Dalla nostra costitu- sevizio mensa per la scuola primaria nella giornata del zione ci sono stati momenti di difficoltà che sono sta- venerdì che si aggancia alle attività extrascolastiche del ti superati tenendo ben presenti i principi che hanno pomeriggio in modo da favorire la conciliazione scuolaispirato e guideranno le nostre scelte. Tuttavia, quando famiglia. Siamo partiti con una riorganizzazione degli abbiamo ricevuto il mandato dai cittadini e siamo spazi scolastici che continuerà fino a giugno dell’anno diventati operativi è naturale che qualcosa sia cambia- prossimo. Inoltre abbiamo vinto un bando che ci perto. Abbiamo definito dei ruoli specifici per i consiglieri metterà a breve di installare valvole termostatiche (per che, tramite le commissioni, ci permettono di portare il controllo della temperatura) in tutte le aule, sostituire avanti l’azione amministrativa in modo condiviso, man- le tapparelle e adeguare la palestra con un termostato. 4 Il Paese


cinque anni fa per una serie di avvenimenti abbastanza casuali. Scelsi di supportare il precedente Sindaco Rossella Radice nella sua campagna elettorale in quanTavernerio l’ha conosciuta per la sua sponta- to, vicini di casa, avevamo stretto un rapporto di cononeità e semplicità; ma ora che amministra il scenza. Successivamente ho presieduto la commissione nostro paese, quali sono secondo lei le cinque biblioteca e sono stato responsabile del notiziario del caratteristiche che un sindaco deve assoluta- paese. Sono state le mie prime esperienze di volontariato civico e devo dire che ho talmente apprezzato le mente avere? Questi mesi di esperienza mi portano a dire che un Sin- sensazioni che si provano ad impegnarsi per la comunidaco deve avere un forte senso civico: bisogna sem- tà che, quando ne ho avuto l’occasione, ho aderito con pre avere in mente che si sta amministrando un bene entusiasmo al gruppo di persone che successivamente pubblico. Ogni decisione presa deve essere come quella ha fondato il comitato civico “Progetto in Comune”. del buon padre di famiglia. Le scelte devono essere ponderate e mai avventate, bi- Che origini ha? Il suo non è un cognome della sogna avere una visione programmatica limitando zona. le azioni dettate dall’emergenza. La comunità e i suoi Io sono nato a Como, mio padre è nato in Veneto, in bisogni devono essere al centro dei progetti e delle pro- provincia di Rovigo, e mia madre in un paese dell’Aspromonte in provincia di Reggio Calabria. Da queste oriposte dell’amministrazione. La trasparenza verso i cittadini. L’umanità: è ne- gini, per la parte calabrese spero di aver assorbito le cessario trattare e rapportarsi con i cittadini senza ar- virtù dell’umanità e della tenacia mentre per la parte veneta quelle dell’impegno e della determinazione. roganza. Anche quando non si riesce a esaudire una richiesta bi- Sono sempre stato convinto che la miscela di origini, sogna motivare le scelte con quell’umanità che si deve il mettere insieme diversi punti di vista e il confrontarsi a persone in situazioni di difficoltà. La capacità orga- con più realtà, possano essere solo una risorsa. Non ho nizzativa, ossia quell’insieme di competenze che per- mai voluto fermarmi ai preconcetti o alle convinzioni mettano di gestire delle attività complesse e che vedano a priori. impegnate più persone e strutture. Infine la capacità di gestire il tempo: oltre ad essere sindaco ho un’attività Non mi resta che augurarle un grande in bocca professionale impegnativa e devo trovare il modo di de- al lupo. Come vede il futuro? Tavernerio è un paese pieno di potenzialità e ci sono le dicare i giusti spazi alla mia famiglia. condizioni per svilupparle. Abbiamo preso un impegno Dove e quando nasce la sua passione per la po- con i nostri concittadini e cercheremo di raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati. litica? Francesca Selvini Il mio avvicinamento alla politica nasce poco più di Questo permetterà agli studenti e al personale scolastico la fruizione di ambienti più confortevoli.

Una veduta di Tavernerio degli anni 1955-60: decisamente i problemi erano molto diversi da quelli di oggi (Foto Casartelli). Il Paese 5


AMMINISTRAZIONE

La nostra sfida sociale

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on il preciso obiettivo di mantener fede ai principi ispiratori espressi in campagna elettorale in questi mesi abbiamo lavorato per definire le priorità degli interventi e programmare le future attività. Abbiamo scelto di promuovere una metodologia che parte dall’osservazione, dall’analisi del territorio e dei suoi specifici bisogni avvalendoci delle competenze che caratterizzano il nostro gruppo così come delle precise professionalità dei dipendenti; questo processo probabilmente richiederà tempi più lunghi per l’avvio di progetti nuovi ed importanti, garantendo però nel contempo la loro validità e l’effettiva sostenibilità. Il primo ed importante intervento è stato il completamento del progetto “La nuova Casarga”: partendo dal lavoro che era già stato svolto dalla precedente amministrazione abbiamo proseguito con le richieste di certificazioni di idoneità degli impianti, con i relativi allacciamenti alle rete idrica, con l’installazione della caldaie e l’allacciamento al metano, rendendo gli appartamenti effettivamente e prontamente fruibili. Un contributo importante è stato dato anche da un gruppo di “volonterosi volontari” che, in modo anonimo e senza riflettori, hanno tagliato l’erba nel parco pubblico, rimontato le reti delle porte da calcio e rimesso in sicurezza le recinzione di confine con le proprietà confinanti, restituendo all’intero comparto Casarga la proprio identità e il proprio valore sociale e aggregativo di sempre. Un ringraziamento sincero a loro da parte

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dell’amministrazione e di tutti i cittadini che in queste settimane hanno ricominciato a vivere il parco con entusiasmo, credo sia doveroso. Nelle ultime settimane abbiamo incominciato anche a lavorare su diversi progetti di promozione sociale in favore delle fasce più deboli, in particolare per gli anziani. In collaborazione con realtà territoriali e provinciali stiamo definendo una serie di attività mirate al contrasto della solitudine e al supporto quotidiano: durante l’estate abbiamo garantito la continuità della consegna dei pasti a domicilio e potenziato la rete dei volontari che con impegno e generosità quotidianamente supportano il lavoro dell’assessorato alle politiche sociali. Per quanto riguarda le famiglie con bambini in età scolare che si trovano in difficoltà economica, abbiamo organizzato e promosso la distribuzione gratuita di quaderni, che tutt’ora è in essere presso l’ufficio dell’Assistente Sociale: alla fine di novembre sono stati consegnati più di 1000 pezzi tra quaderni, bloc-notes, raccoglitori e fogli. In questi mesi di mandato ho personalmente incontrato decine di persone con problematiche personali diverse, tutte ugualmente meritevoli di attenzione: per alcune di loro sono state trovate già risposte e soluzioni, per altri non abbiamo ancora risorse o strumenti adeguate per farvi fronte. L’intenzione di questa Amministrazione è di analizzare tutte le richieste, stabilire le priorità di intervento e di non lasciare nessuno senza risposta, compatibilmente con le possibilità reali e con le funzioni proprie degli Enti Locali. Gli stessi principi che animano le attività e l’impegno in campo sociale sono stati trasferiti anche nell’; stiamo definendo la collaborazione con altre realtà che, anche a livello provinciale e regionale, si occupano di formazione, di sensibilizzazione e di divulgazione di temi e contenuti, pur anche molto diversi tra loro. Le risorse umane, naturali e storiche del nostro territorio sono una ricchezza inestimabile a cui vogliamo continuare a dar voce, riscoprendo a poco a poco le tradizioni, le persone e i luoghi che ci hanno consentito di essere il paese che siamo ancora oggi. Nei mesi di ottobre e novembre la riscoperta dell’Antica Via Longa, in collaborazione con i Comuni limitrofi, l’evento in Commemorazione dei caduti e il Concerto per S. Martino sono stati i primi passi di un lungo ed articolato percorso che vorremmo sviluppare nei prossimi anni in modo sempre più preciso e puntuale. L’assessore alle Politiche Sociali e alla Cultura Federica Trombetta


AMMINISTRAZIONE

Economicità e professionalità alla base della manutenzione del territorio

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anutenzione. Basta scrivere questa parola in un motore di ricerca su internet (o più semplicemente aprire un buon dizionario di italiano) per capire la portata che un semplice sostantivo ha sulla vita quotidiana delle persone e sulla sua qualità. Per questo, la manutenzione deve rispondere, secondo il sottoscritto, a due requisiti fondamentali ed imprescindibili: economicità e professionalità. Andiamo a ritroso: professionalità perché non tutti i lavori manutentivi possono essere improvvisati. Pensiamo, banalmente, al taglio dell’erba nei parchi ove è oramai anacronistico pensare all’”omino” che taglia 5000 metri quadrati con la macchinetta del giardino; occorrono mezzi, appunto professionali, che fanno lo stesso lavoro meglio ed in meno tempo. Ecco che entra in gioco il secondo fattore, l’economici-

tà. Un Comune deve far fronte con le sue risorse umane laddove ve ne siano (e grazie al cielo, in Comune di Tavernerio ve ne sono) alle manutenzioni che esse sono in grado di svolgere con le loro professionalità. Ecco l’intreccio delle due qualità della manutenzione: economicità e professionalità degli operatori comunali per ciò che essi sono in grado di svolgere e professionalità ed economicità degli operatori privati scelti attraverso gli strumenti che la legge mette a disposizione (pensiamo alle piattaforme regionali e statali di e-commerce). Il risultato sarà forse poco visibile ai più, ma valorizza un patrimonio che altrimenti è destinato al deperimento e alla devalorizzazione. Assessore Urbanistica e Lavori Pubblici Paolo Lazzaroni

Una veduta di Tavernerio con la nuova linea del tra,m appena terminata (Foto Gatti).

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AMMINISTRAZIONE

Ripartire dai ragazzi, ripartire dalla scuola. Ecco le parole dell’Assessore al Bilancio e all’Istruzione

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n coerenza con quanto da noi affermato durante la campagna elettorale dello scorso giugno, abbiamo voluto subito indirizzare la nostra attività amministrativa alla manutenzione e alla valorizzazione del comparto scolastico. Il problema della scarsa manutenzione della scuola è sempre stato un tema molto sentito da questa amministrazione. Scuola e asilo sono infatti un punto fisso e prioritario perché è il luogo dove i nostri ragazzi passano la maggior parte del tempo, quindi è nostro dovere renderlo più accogliente possibile. In particolare, dopo aver effettuato diversi sopralluoghi presso l’Istituto Comprensivo Don Milani e condiviso alcune criticità con i rappresentanti dei genitori del Consiglio di Istituto ed il Dirigente Dottor Pavoni, abbiamo individuato alcune linee operative. Tra queste la più urgente è stata quella di garantire, all’inizio del nuovo anno scolastico il decoro e l’efficienza dei servizi igienici e delle strutture destinate alla didattica. Durante l’estate l’Amministrazione comunale ha avviato una serie di lavori per colmare alcune lacune di lunga data e apportare le migliorie necessarie: imbiancatura delle aule della scuola secondaria e di altri spazi comuni, sistemazione servizi igienici, razionalizzazione degli spazi interni ed esterni. L’area esterna è stata messa in sicurezza delimitando gli spazi dedicati all’attività all’aperto. La manutenzione ha riguardato sia la scuola primaria e secondaria sia la scuola dell’infanzia. Per questi lavori l’amministrazione si è avvalsa della pre-

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ziosa collaborazione di volontari e associazioni. Sono state inoltre ripristinate tre porte antipanico e sono state riparate alcune infiltrazioni di acqua nella struttura scolastica e nei bagni della palestra. Per migliorare la viabilità e la disponibilità di posti auto in prossimità della scuola l’amministrazione ha individuato 12 posti auto nel garage sotterraneo del plesso da assegnare al personale scolastico. E’ stato possibile reperire i fondi necessari (circa 2000 euro) per l’acquisto di distributori per il sapone e per la carta igienica, studiati appositamente per l’uso scolastico, particolarmente robusti ed adatti alla riduzione degli sprechi. L’istallazione dei dispenser è stata possibile grazie allo sforzo di un gruppo di genitori volontari, e dell’Associazione Basket Tavernerio, che anche in passato hanno contribuito alla riqualificazione delle strutture scolastiche, dell’asilo e della palestra. Stiamo mettendo in atto alcune importanti novità e siamo partiti da un “piccolo” intervento, ma alla luce delle attuali condizioni dell’Istituto, direi che è un primo passo importante verso quanto promesso ai nostri ragazzi. Rispetto ai servizi scolastici è stato confermato il servizio di trasporto scolastico con le caratteristiche dell’anno trascorso mentre per quanto riguarda il servizio mensa c’è stata una richiesta superiore alla capienza massima e ci sono degli alunni in lista d’attesa. L’amministrazione per venire incontro alle esigenze delle famiglie ha individuato un locale idoneo per la somministrazione dei pasti e quindi accogliere tutte le richieste. In questo nuovo spazio trovano collocazione i bimbi più piccoli che necessitano di un ambiente più tranquillo e di tempi più lenti durante il consumo dei pasti. Molti sono i progetti di quest’anno, proposti dalla scuola e dai docenti, come sempre motivati e animati da passione educativa, accanto all’attività didattica curricolare. L’amministrazione sostiene questi progetti con il piano di diritto allo studio per cui sono previsti 22.000 euro a fronte dei 15.000 stanziati per lo scorso anno. Inoltre da ottobre per la sola scuola primaria il servizio mensa e dopo mensa è stato attivato anche nella giornata di venerdì nell’ottica di favorire la conciliazione famiglia-lavoro. Possiamo dire con soddisfazione che questa amministrazione sta muovendo i primi passi nell’ottica del miglioramento della qualità di vita dei piccoli cittadini e di tutta la comunità, grazie al coinvolgimento delle associazioni e delle persone che hanno a cuore il futuro del nostro bel paese. Assessore al Bilancio e all’Istruzione Alessandro Bianchi


AMMINISTRAZIONE

Associazioni e volontariato: Tavernerio dice sì

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a solidarietà è l’unico investimento che non fallisce mai. Questa citazione di Henry David Thoreau è il riassunto di quello in cui credo. Negli anni ho avuto modo di collaborare in prima linea con molte realtà associative e di fatto il lavoro di puro volontariato ha sempre generato nuova linfa vitale e una sinergia tra le persone che difficilmente si dimentica. Grande prova è stato l’evento di domenica 23 ottobre con la prima edizione di “Associazioni Insieme”, in cui

le varie realtà di volontariato, promozione sociale, culturale e sportive del territorio hanno incontrato i cittadini in un momento di festa e di conoscenza reciproca. Il mio personale e sentito ringraziamento a tutte le persone che quotidianamente si impegnano nel sociale, donando un po’ del proprio tempo agli altri. Grazie quindi alle numerose associazioni che operano nel territorio, ma anche ai singoli cittadini, come i volontari dell’attraversamento pedonale che tutte le mattine presidiano la via di collegamento con la scuola; gli autisti, i componenti della commissione mensa, quelli del gruppo sicurezza, i genitori che hanno contribuito a rendere più accoglienti i locali scuola dei bambini, i volontari del progetto della “via Longa” e coloro che collaborano per rendere più belli i parchi. Cittadinanza attiva aperta a tutti. Assessore Associazioni, Ambiente e Sport Oriana Molinaro

Impegno, motivazione e responsabilità

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doveroso iniziare questo articolo con un ringraziamento. Grazie ai 1492 abitanti di Tavernerio che hanno creduto nel nostro progetto. La fiducia accordataci è sicuramente una grande spinta per portare avanti tutte le attività di nostra competenza. Come capogruppo del gruppo consiliare Progetto Comune per Tavernerio mi sto impegnando al meglio per fungere da raccordo tra Sindaco, Giunta, gruppi consiliari, realtà del territorio e cittadini di Tavernerio. Come consigliere comunale, mi sento in dovere di sottolineare come questo incarico non si riduca solo ad uno sterile esercizio di voto in Consiglio Comunale (voto che deve essere sempre consapevole e motivato),

ma sia un incarico a tutto tondo con diversi impegni. Infatti, con coloro con cui sto condividendo questa esperienza, Elena Vercelli, Teo Casartelli ed Alfonso Sorrentini; stiamo collaborando attivamente nelle riunioni di maggioranza, meglio incontri di pre-consiglio e nelle commissioni consiliari permanenti. Il Sindaco stesso ha inteso conferire a tutti noi deleghe verso realtà importanti del territorio comunale e sovra comunale. Confido che non ci manchi mai l’appoggio di tutti coloro che ci hanno sostenuto finora e che non venga mai meno l’entusiasmo che sta accompagnando i nostri primi passi nell’Amministrazione Comunale. Il Capo gruppo di maggioranza Claudio Gatti Il Paese 9


I “Vorrei” della Minoranza

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nche noi dal 16 giugno sediamo attorno a quel tavolo che si chiama Consiglio Comunale. A quel tavolo decisionale che delibera le sorti del nostro territorio. Quindi, grazie innanzitutto ai 931 di voi che lo hanno consentito. Quattro consiglieri di minoranza che possono avallare, astenersi o dissentire i passi della nuova Amministrazione. Perché opposizione significa questo: controllo sull’operato della maggioranza ed eventualmente opposizione politica ove lo si ritiene opportuno. Potremmo in questo spazio reiterare in termini politici quello che é stato il nostro programma elettorale, ma la nostra scelta ricade su un modo più emozionale di esprimerne la progettualità.

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In termini di “Vorrei”. Vorrei é quel tempo condizionale della lingua italiana che ci consente di progettare oltre che di sperare. In questo verbo tutto l’auspicio di una Tavernerio migliore. Vorrei un paese di abitanti da 0 a 90 anni dove a ciascuna fascia venga riservato lo stesso interesse, garantito lo stesso grado di progettualità, lo stesso peso, lo stesso livello nella qualità dei servizi. Vorrei un paese in cui sentirsi tutelato in termini di sicurezza non solo a parole. Vorrei un paese in cui il servizio sanitario funzioni davvero. Vorrei un paese in cui le frazioni siano parte di un progetto unitario e condiviso e non abbandonate nelle loro criticità. Vorrei un paese dove comune significhi casa comune e in cui ciascuno possa dare il proprio contributo. Vorrei un paese che accolga le esigenze di anziani e single come fossero parte di una stessa comunità. Vorrei un paese che metta i bisogni di tutti al centro del suo fare qualsiasi sia l’età o l’estrazione sociale. Vorrei un paese a misura di chi lo vive da anni, secondo un grado di priorità delle emergenze che tuteli chi in paese risiede. Vorrei un paese attento, funzionale e funzionante. Vorrei un paese un po’ come una Svizzera dove ordine, pulizia e manutenzione sono un habitat mentale ed educativo. Vorrei un paese in cui la scuola sia una scuola aperta, che va al di là dell’orario di servizio e diventa punto di riferimento per l’intero paese: una scuola che sia inclusione, relazione, confronto e alleanza fra dirigenti, docenti, genitori e comunità tutta. Vorrei una scuola in cui ogni genitore si senta partecipe della formazione del proprio figlio e possa sentirsi a casa. Vorrei un paese in cui il risanamento viene dall’interno e i problemi vengono affrontati strutturalmente e strutturatamente. Vorrei una classe politica che pensi di mettere il nostro paese al centro di un programma che rilanci economia e lavoro ed il Paese tutto, creando un centro che non c’è. Questi i nostri “Vorrei”. Disposti a condividerli e a progettarli. Io, Tavernerio


ASSOCIAZIONI

“LE SORGENTI” DI ROVASCIO

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BASKET TAVERNERIO

GLI AMICI DEL LUNEDI

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ata negli anni ’80, l’Associazione Dilettantistica Basket Tavernerio oggi conta circa 80 atleti di ogni provenienza e settore: dagli Under 13 fino agli Under 18, gli Older, e poi ancora il MiniBasket, rappresentato dalla squadra degli “Aquilotti” e degli “Scoiattoli”, fino ad arrivare alla prima squadra. Il Basket a Tavernerio, da sempre visto come sport aggregatore per molti giovani, favorisce la lateralizzazione, migliora la coordinazione motoria (in particolare nella fase dell’età dello sviluppo) e potenzia i muscoli delle gambe, tra cui i quadricipiti e polpacci; in altre parole rende atletico tutto il corpo. Al tempo stesso apporta grandi benefici anche a livello neuromotorio, sviluppando l’attenzione, la concentrazione, la memoria fotografica e l’equilibrio. L’obbiettivo principale dell’Associazione è quello di affiancarsi alle famiglie prendendosi cura dei ragazzi e della loro crescita sportiva, morale ed umana. Tutto questo grazie all’aiuto di allenatori competenti e preparati e ad uno staff dirigenziale sempre presente e disponibile per ogni esigenza. Da una parte entusiasmo e determinazione sono le due grandi formule vincenti necessarie per svolgere al meglio allenamenti e partite; dall’altra i grandi valori di amicizia, umiltà e altruismo che mantengono gli atleti uniti e affiatati. Il Direttivo

l nostro coro ha festeggiato il 26° anno di fondazione e possiamo dire, con orgoglio, che ha raggiunto gli obiettivi che si era prefissato. Ci esibiamo nelle case di riposo per far sentire la nostra voce e coinvolgiamo allegramente gli ospiti, con le canzoni che conoscono, alleviando la sofferenza degli acciacchi dell’età e la nostalgia di casa. Collaboriamo con altre associazioni del territorio favorendo le loro iniziative sociali e culturali con l’apporto della musica e delle canzoni che ci vengono insegnate con pazienza e bravura dal nostro maestro Angelo Saldarini. In questi anni abbiamo consolidato l’amicizia tra di noi, ritrovandoci per le prove ogni lunedì ed è per questo motivo che ci chiamiamo “Gli amici del Lunedì” . Il nostro è un gruppo aperto a tutti, per cui invitiamo chiunque abbia la passione del canto ad unirsi a noi, sicuri di trovare accoglienza ed entusiasmo. Il Gruppo Vocale, Gli Amici del Lunedì

iamo riusciti a portare la scuola sul territorio!” I ragazzi della classe terza A della scuola secondaria dell’istituto Don L. Milani di Tavernerio, hanno contribuito con il loro lavoro a rendere più bella e colorata la nostra frazione. Il progetto, iniziato lo scorso anno scolastico con il prof. di arte Domenico Di Gregorio, si è concluso sabato 8 ottobre 2016. Durante il laboratorio di ceramica nelle lezioni di arte, i ragazzi hanno realizzato delle formelle coloratissime di ceramica, creando dei fiori e degli animaletti fantastici, che sono state utilizzate per decorare il muretto nella piazzetta G. Terragni di Rovascio. Sabato 24 settembre i ragazzi, considerato che sono in vacanza scolastica, hanno affrescato con colori acrilici il muretto, completando il lavoro sabato 8 ottobre con l’applicazione delle formelle in ceramica. Rispettando gli orari scolastici, alle ore 11.00 è scattato l’intervallo ed all’aperto in piazzetta, i piccoli artisti hanno potuto assaggiare le torte fatte dalle nostre gentilissime mamme. Il lavoro sarà completato con la realizzazione di una piccola piastrella che ricorderà i giovani artisti. L’obbiettivo di “portare” la scuola sul territorio è riuscito. Il materiale è stato fornito dalla nostra associazione: colori, pennelli, fissativo e l’adesivo per fissare le formelle. Si ringraziano tutti gli alunni della classe 3^A ed genitori che hanno accompagnato i ragazzi a Rovascio, il neo assessore alle associazioni sig. ra Oriana Molinaro che con la vicesindaco Federica Trombetta hanno voluto presenziare ai lavori. Il Presidente Michele Manfreda

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ASSOCIAZIONI

A teatro SCI CLUB con “Raggi di luce” BOLETTO

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ASSOCIAZIONE RAGGI DI LUCE

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ono passati alcuni lustri da quando l’Associazione Raggi di Luce nacque con lo scopo di coinvolgere e aggregare sia culturalmente sia “giocosamente” la popolazione più anziana. Negli anni rinnovando continuamente le sue proposte ha ampliato la platea dei suoi iscritti anche ai meno anziani, rendendo così l’Associazione accessibile a tutte le età. Nei mesi scorsi sono state numerose le attività proposte sia motorie, sia ludiche sia culturali. E’ stato ultimato un campo di bocce presso il Centro Civico Livatino aperto a tutta la popolazione, un corso di utilizzo del defibrillatore (finanziato dall’Associazione stessa) e anche una tombolata natalizia. Le iniziative in corso e programmate dal direttivo sono numerose e di notevole interesse. Visiteremo la mostra di Rubens presso il Palazzo Reale di Milano nel mese di febbraio 2017. Continuano le gare di Burraco, Scala 40 e i pomeriggi danzanti. Presso la segreteria dell’Associazione troverete tutte le informazioni sulle attività proposte nei seguenti orari: Lunedì – Mercoledì – Giovedì 10.00-11.30; Lunedì e Giovedì 14.30-15.30. Vi aspettiamo numerosi e Buone Feste! Il nostro sito Web: www.raggidilucetavernerio.it La nostra mail: raggidilucetavernerio@gmail.com Facebook: Raggi di Luce. Il Direttivo 12 Il Paese

abato alle 17.15 raduno davanti al Centro Civico degli iscritti all’Associazione “Raggi di Luce”. Dal nome potrebbe sembrare di orientamento buddista, in realtà è gestita con attenta strategia imprenditoriale: tanto è vero che ad oggi i partecipanti all’iniziativa sono ben 120! Andiamo a teatro, al prestigioso Teatro Studio, ora Teatro Mariangela Melato. Le signore sono in nettissima maggioranza rispetto agli uomini, e siamo tutte in gran spolvero, ciascuna secondo il proprio stile, classico, casual e giovanilistico. In cartellone c’è “Le Donne Gelose” di C. Goldoni, giusto adatto a questo nostro gruppo. Trasferimento a Milano senza intoppi, allietato dal progressivo apparire all’orizzonte di un limpido azzurro dietro i cumuli di nuvole. Il Teatro Studio è il geniale progetto di un geniale architetto, anzi artista, Gae Aulenti. Il giudizio immediato è però incerto: è una struttura cilindrica di mattoni a vista che ricorda il cortile di una casa di brughiera, per i quattro ordini di strette balconate che la percorrono. Può essere un’idea geniale, come lo è l’assenza di palcoscenico sopraelevato: lo spettacolo si gioca nel “cortile”, a stretto contatto con il pubblico. Ma non è proprio geniale la soluzione pratica all’interno delle “balconate”: mini seggiolini/trespoli, scomodi e con minimo spazio di movimento, fanno soffrire le povere ossa delle non giovanissime e malcapitate spettatrici. Se la genialità si sposasse con il buon senso sarebbe un’ottima unione! Vabbè, come nella vita, un po’ di bello e un po’ di brutto! Bravissimi comunque gli attori, godibile lo spettacolo. Un grazie agli organizzatori. Giovanna Curi

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’inverno in compagnia dello Sci Club Boletto Ora che arriva la neve e il Natale abbiamo pensato ad un po’ di proposte per Voi, cittadini di Tavernerio. Se vi piace la vita di montagna, le piste da sci delle nostre Alpi e l’atmosfera invernale delle baite e dei rifugi avete trovato quello che può fare per voi. Ecco qui le nostre proposte per i prossimi mesi: Andalo(Trentino), l’11-12-13-14-15 gennaio 2017: cinque giornate promozionali sulle nevi trentine all’insegna del tutto compreso. Durante il soggiorno a Andalo sarà possibile anche partecipare ad un corso di sci previa anticipata iscrizione. S. Primo, Il 19 febbraio 2017: la ciaspolata con ristoro al rientro. Pila (Valle D’Aosta), il 5 marzo 2017: discesa 70 Km, con 12 impianti e fondo Km.3. E’ una frequentata stazione sciistica situata nel cuore della Val D’Aosta sopra la città di Aosta alla quale è collegata con una funivia. Cervinia, il 26 aprile 2017: discesa 200 Km. Giornata promozionale. Uno dei più famosi centri di montagna, ai piedi di sua maestà il Cervino e les Grandes Murailles. Impianti fino a 3900 m con una grande varietà di piste sia sul versante italiano sia su quello svizzero. Non dimenticatevi la gara sociale Sci Club Boletto – Trofeo Damiano Oreggia alla memoria. il 5 marzo 2017 in Valgerola; e il trofeo Cadore in ricordo di Fausta Fumei il 5 marzo 2017 sempre in Valgerola. Vi aspettiamo, siate numerosi! Telefono: 3346118393 Email: sciclubboletto@libero.it Il Direttivo


MAGOLIBERO TAVERNERIO

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tare insieme, condividere momenti giocosi, conoscere nuove famiglie e fare esperienze stimolanti: questo è Magolibero Far vivere ai bambini l’avventura della, ormai attesa, notte sotto le stelle durante la bellissima tendata d’agosto, con giochi e racconti intorno al fuoco; concludere la fine dell’anno scolastico con una grande festa e una pazza discoteca scatenata. Organizzare modi nuovi per festeggiare mamme e papà: ad esempio facendo preparare un inedito Aperikids direttamente ai bambini come grandi chef. Collaborare con le realtà del territorio, per preparare la bellissima caccia al tesoro a Villa Plinia con La Rosa dei Venti e Pro Loco, e partecipare con un aiuto e sostegno alle iniziative promosse dall’amministrazione comunale oppure dalla scuola come la giornata ecologica, il corso di scacchi o preparare il Natale tutti insieme. Immaginare nuovi incontri come quelli proposti con la Dott.ssa Pagnoni, psicologa infantile e psicoterapeuta, che ci ha gentilmente accompagnato lungo uno stimolante percorso attraverso il mondo e la relazione genitore/bambino, bambino/genitore: Crescere che fatica. Regole: quando troppe, quando troppo poche. Aiuto ho paura, che si è concluso poi con un laboratorio esperienziale per mamme e papà. Portare Halloween al cinema a Tavernerio con un film “di paura”, per una serata in maschera, terrore e divertimento.

Queste ed altre esperienze sono quello che abbiamo realizzato e sono la traccia del percorso che desideriamo fare insieme alle vostre e nostre famiglie. Prossimi appuntamenti: L’irrinunciabile corso di inglese, cominciato a metà ottobre e per la durata di tutto l’anno scolastico, è attuato presso le scuole elementari di Tavernerio ed Albese, tenuto da docenti qualificati del British Institutes e rivolto ai bambini e ragazzi dai 6 ai 14 anni d’età. In primavera organizzeremo degli incontri di educazione alimentare, il cui tema molto attuale.Sono in corso altri programmi, idee e progetti. Ragazzi delle scuole secondarie, genitori che conoscete questo mondo misterioso, fatevi avanti con proposte interessanti da valutare insieme: se possibile le realizzeremo. Partecipate e sostenete l’associazione con il tesseramento annuale. A cosa serve tesserarsi? Come potete vedere la maggior parte delle nostre iniziative sono gratuite, oppure hanno un prezzo estremamente ridotto, ma comportano diverse spese, ad esempio l’assicurazione annuale per tutti i membri che partecipano a laboratori, uscite ed attività; i compensi per gli artisti che realizzano spettacoli oppure costi delle pratiche burocratiche necessarie a realizzare tali spettacoli ad esempio il compenso per la compagnia dei burattini, oppure per il mago Salamino e le pratiche per la SIAE per lo stesso spettacolo o per i film proposti, la pratica per poter proiettare un film; i materiali d’uso per i laboratori… Spese invisibili, ma esistenti! Seguite tutti gli appuntamenti e le novità sul nostro sito www.magolibero.it o sulla nostra pagina Facebook www.facebook.com/magoliberotavernerio, contattateci al nostro indirizzo mail info@magolibero.it, soprattutto vi invitiamo alle nostre riunioni del giovedì sera, alle 21, presso la Biblioteca comunale, c’è sempre bisogno della freschezza portata dalle persone nuove! Vi aspettiamo! Vice presidente Ass. Genitori Magolibero Cristina Caravello

GRUPPO ERGODONNA

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ì, la domanda ricorre nelle loro teste. Non a caso, si sono sempre chieste come mai di rado si affrontino questioni e realtà al femminile e non si propongano iniziative rivolte alle donne, anche a quelle straniere in questa terra. Determinate e determinanti al punto di inventarsi, nella primavera di quest’anno, ErgoDonna. Donna con la D maiuscola ad attribuirle un carattere e un tono di fermezza. Ergo a definirne il Dunque, il Quindi ad emulare il cartesiano “cogito ergo Sum”. Piace loro definire ErgoDonna un “agglomerato umano” di uomini e donne sensibile al mondo femminile e rispettoso dei diritti umani, uguali per tutti. Qualcosa sulle iniziative. -19 marzo: conferenza di prevenzione tumore al seno con la Dott. Doris Mascheroni di Villa Aprica. -2 aprile è stata la volta di “Arte che nutre”, con l’esperta personal chef Clara Bettarini: come aiutare la donna che lavora e che vorrebbe godere della compagnia di amici o festeggiare una ricorrenza a casa. -3 aprile la giornata è stata dedicata alla scoperta delle artiste di Tavernerio: Susanna Casartelli, Federica Di Muro, Amarilli Belluschi e Marianna Franza, oltre ad una pittrice che ha voluto l’anonimato. -30 Aprile si è tenuto un incontro aperto a tutti sulla prevenzione del tumore all’intestino presieduto dalla Dott.ssa Gemma Gola.C’è molto da proporre, idee che nascono e si sviluppano e idee che devono ancora nascere. A tale proposito, il gruppo è aperto e se tra i lettori ci fosse qualcuno interessato a dare una mano, a mettere a disposizione un po’ delle proprie idee, delle energie, può scrivere a eventi@ergodonna.it. C’è sempre bisogno di linfa in più! Il Direttivo Il Paese 13


ASSOCIAZIONI

VOLONTARI ANTINCENDIO

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rganizzazione di volontariato nata a Tavernerio vent’anni fa, attiva nell’Antincendio boschivo, specializzazione di Protezione Civile. Le attività operative vengono svolte insieme a tutte le altre squadre antincendio della Comunità Montana del Triangolo Lariano, di cui alcuni componenti del gruppo di Tavernerio ne gestiscono il coordinamento. Periodicamente vengono svolte esercitazioni per mantenere addestrati tutti i volontari. A metà ottobre si è svolta sul territorio di Tavernerio, alle pendici del monte Boletto, una esercitazione per collaudare un nuovo ponte radio mobile digitale per consentire la comunicazione radio tra le squadre anche in presenza di ostacoli come catene montuose. Le esercitazioni sono anche un momento per aumentare l’affiatamento tra i volontari in modo da poter poi operare in sicurezza anche in occasione di interventi operativi complessi. Il Gruppo Volontari Antincendio di Tavernerio cerca sempre nuovi volontari, che verranno prima formati mediante i corsi base provinciali di protezione civile, per poi conseguire la specializzazione in antincendio boschivo nell’ambito delle squadre della comunità montana del Triangolo Lariano. Dopo alcuni anni di pratica i volontari potranno conseguire una ulteriore specializzazione nel pronto intervento elitrasportato prestando servizio nel Centro Polifunzionale Emergenze interprovinciale di Erba dove il Gruppo Volontari Antincendio di Tavernerio ha la sua sede operativa. Per informazioni scrivete al presidente del gruppo stefano@casartelli.it Stefano Casartelli 14 Il Paese

ROSA DEI VENTI A VILLA PLINIA

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ondazione Rosa dei Venti Onlus ha aperto 18 anni fa la prima struttura terapeutica per minori con disturbi psicologici del privato sociale a livello nazionale accreditata dalla Regione Lombardia. Da questa esperienza è nata da 4 anni la Struttura Residenziale Villa Plinia luogo che si pone come risposta efficace per il territorio Provinciale, Regionale e Nazionale. La struttura, inaugurata nell’autunno 2012, è sita in un contesto ambientale protetto e tutelante, il prestigioso parco di Villa Plinia a Tavernerio (Co), il quale ha 28.000 mq di parco secolare e bosco di castagni con al suo interno la Fonte di acqua minerale Plinia del Tisone, conosciuta per le sue qualità fin da tempi antichi. Il Parco di Villa Plinia è una grande risorsa per l’intera cittadinanza, come lo fu anche in passato, dunque Fondazione Rosa dei Venti ha pensato di valorizzarlo ed aprirlo alla cittadinanza in occasione dei laboratori di Umanità e Salute.

Quest’ultimo è un progetto a cui siamo molto affezionati in quanto crediamo nell’importanza dell’integrazione sia con il territorio che ci ospita che con i cittadini che lo vivono, condividendo in primis spazi e iniziative. Questa proposta prevede che si possano prendere dalla biblioteca in prestito e leggere all’aria aperta dei libri. E’ stata allestita all’interno della Struttura Riabilitativa con l’aiuto di collaboratori, amici e volontari della Fondazione occasione quindi di leggere, scambiare e donare libri. Altro tema caro alla Fondazione è la cura di se e del corpo e dunque ad esso si connette lo sport: nel parco si snodano 15 postazioni di un percorso vita con annesse spiegazioni; per tenere il corpo e la mente in salute secondo il detto “mens sana in corpore sano”. Queste proposte permettono di creare le condizioni per una lettura condivisa come terreno di crescita individuale e sociale. Leggere assieme può permettere di lavorare sulla capacità di ogni individuo di potersi confrontare con l’altro attraverso un terzo, il libro, con il quale entrare in rapporto. Si tratta di poter fare un esercizio di democrazia, di collaborazione e di ascolto (Monique Pistolato, 2015). Inoltre offre alle persone del territorio la possibilità di usufruire del Parco come risorsa per fare movimento in un contesto naturalisticamente “bello” in modo da contribuire ad una cultura della salute e del benessere personale e sociale. Si può accedere al parco, per il laboratorio di umanità e salute, nei seguenti giorni


e orari: Lunedì: dalle 11 alle 13 Martedì: dalle 10.30 alle 12.30 Venerdì: dalle 15.30 alle 19.30 Sabato: dalle 10.30 alle 13 La Fondazione Rosa dei Venti insieme alla Pro Loco di Tavernerio organizza presso Villa Plinia la “Trattoria Temporanea Sociale” progetto che vede coinvolti ragazzi e operatori della comunità insieme ai volontari della Pro Loco per la preparazione di pranzi sociali con cadenza bimensile, il sabato o la domenica in orario 11.30-14.30, su prenotazione. Verranno offerti piatti tipici e popolari con ingredienti genuini e a km zero. L’intento è avere un’attenzione all’alimentazione, intesa come cura del corpo, e la valorizzazione delle risorse dei ragazzi nonché la collaborazione con gli enti del territorio, fino ad arrivare ad una cura estetica del piatto e del servizio in sala. Per maggiori informazioni o per prendere visione del menù, che cambia ogni volta in base alla stagione e a ciò che offre il nostro territorio consigliamo di consultare il nostro sito www.rosadeiventi.org. In collaborazione con la Pro Loco di Tavernerio abbiamo occasione di organizzare talvolta eventi come ad esempio “La Castagnata”, occasione per condividere i frutti del nostro territorio e collaborare con il territorio e i suoi abitanti. Chiunque fosse interessato ad avere maggiori informazioni della struttura, a donare libri o a collaborare può scriverci all‘indirizzo e-mail rosa.deiventi@libero.it. Il Direttivo

L’ANTICA “VIA LONGA”

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umerose amministrazioni ed associazioni della Brianza e del Comasco sono impegnate in un progetto di riscoperta della ‘Via Longa’, l’antica strada maestra che probabilmente collegava Como con Bergamo per poi proseguire ad Aquileia, passando per Tavernerio, Montorfano, Alzate Brianza, Lurago, Inverigo ed il passaggio sul Lambro presso Gaggio a Nibionno. La via storica è emersa da documenti medievali e tratti lapidei trovati da alcuni studiosi locali. Il percorso, che si inoltra fra paesaggi incantevoli e ancora agresti della Brianza, incontra castelli, chiese, boschi e aree naturalistiche con corsi d’acqua poco noti e ancor meno frequentati. In alcuni tratti sono fortunatamente ancora visibili brani del percorso verosimilmente altomedievale. Dopo aver percorso il tratto fra Inverigo e Alzate Brianza nel mese di marzo, il 9 ottobre scorso, si è svolta l’escursione che ha ripercorso il tratto compreso fra Orsenigo, Verzago, Urago di Tavernerio e Montorfano. Durante quest’ultima tappa abbiamo potuto visitare la Villa del Soldo ad Orsenigo (dove nel 1878 furono ritrovate tombe galliche, segno di una frequentazione umana molto antica) ed il borgo medievale. Attraversando la campagna di Verzago siamo arrivati a Montorfano nei pressi della cascina Parravicina dove abbiamo scoperto la Chiesetta di San Bartolomeo. Arrivando ad Urago lungo quella che era strada principale “UragoBergamo”(come riporta un Cippo miliare in prossimità del Center Zoo Lariano) abbiamo visitato la Calchera (nella foto a fianco), L’“eva de Sott” e L’”eva de Sora”, gli orti didattici nell’area che era del “Manso di Urago” connesso alla Villa Raimondi / Somigli-Sessa-oggi Casa dei Padri Saveriani); passando al Bozz siamo saliti al MonteOrfano (visitando i resti dell’esteso castello dove probabilmente si rifugiò l’im-

peratore Barbarossa dopo la battaglia di Tassera nel XII secolo). A possibile chiusura della bella camminata sono anche state preparate alcune ricette del “Maestro Martino da Como” presso la Cucina delle Agridee. In una piovigginosa e fresca domenica sono state circa 160 (oltre agli organizzatori) le persone che hanno percorso i circa 11 km di storia, aneddoti e natura: tra esse anche molti giovani, e famiglie con bambini a testimoniare un interesse sociale diffuso e intergenerazionale di riscoperta del territorio, della storia dei luoghi, di percorsi e spazi accessibili e di prossimità urbana. Questa iniziativa mira ad interconnettersi con le altre progettualità dei territori attraversati (tra esse la ‘strada dei Visconti’, che collegava Milano con Erba, il Parco Valle del Cosia e la Via del Tram, il Parco della Brughiera,..) in uno scenario di rete di percorsi e servizi. Il progetto è aperto al contributo di chi per lavoro o per passione è interessato alla storia del territorio ed alla cultura locale, ma anche a chi, lungo tale percorso volesse portare servizi (produttori locali, KM0, ristorazione, servizi di accoglienza,..) di supporto ai “viandanti” del “L’Antica Via Longa” . Per i primi mesi del 2017 è prevista la tappa che da Tavernerio arriverà a Como e che sarà poi seguita da altre passeggiate lungo i restanti tratti dell’antica via per creare un unico cammino campestre che unisca il centro storico di Como con il ponte di Brivio sull’Adda. Tra le diverse associazioni coinvolte nel progetto c’è anche la nostra piccola Associazione Ami-Ki. Ci siamo inseriti su invito dell’associa-

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ASSOCIAZIONI zione L’Ontano di Montorfano. Sia come persone fisiche che come associazione ci stiamo occupando della pulizia dell’area a Nord del Montagnino; assieme a molte altre persone abbiamo in particolare contribuito alla pulizia del tratto Via UragoVia Lazio che interconnette Urago con Montorfano (area Center Zoo Lariano): un tratto in cui si può ammirare l’antica “Calchera” raggiungendo la pista ciclabile di Albese e che è percorso da decine di persone quotidianamente. Assieme all’attesa messa in sicurezza della Statale Briantea potrà configurare un percorso -protetto- di interconnessione ciclo pedonale tra Valle del Cosia, Brughiera Briantea e Via Longa. Dario Montermini Le informazioni, oltre che attraverso i canali di comunicazione di Ami-Ki, saranno sicuramente diffuse anche dal sito istituzionale del Comune di Tavernerio che patrocina il progetto assieme a molte altre Amministrazioni. Riferimenti per chi vuole saperne di più:  Progetto “Via Longa”: http://brianzacentrale.blogspot.it/  Associazione Calnach:

profilo facebook: “Associazione Calnach”  Gruppo Culturale “MARTESANA”

rif.Antonello Marieni: mari.lello@virgilio.it  L’Ontano:

www.gruppoontano.org  Progetto

In Comune: www.progettocomunetavernerio.it

 Ami-Ki

A.P.S.- Tavernerio www.cucinadelleidee.it; tel.349-7665901 16 Il Paese

CIRCOLO FOTOGRAFICO “I DIAMANTI: TRANSUMANZA IN VALTELLINA

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lla fine della stagione estiva, la transumanza. Siamo in Valtellina, i pastori accompagnano la discesa delle vacche dai pascoli in alta quota alle stalle nel fondovalle. Migrazione che sancisce la fine del periodo di produzione del Bitto, pregiato formaggio la cui lavorazione inizia direttamente negli alpeggi, con il latte, profumato di fiori, appena munto. La discesa avviene in poche ore, coprendo dislivelli di anche 2000 metri, spesso sfruttando strade carrozzabili, e passando in mezzo ai paesi, come Buglio in Monte, nelle nostre immagini. Gli abitanti del paese aspettano sulla porta di casa o in piazza l’arrivo degli animali, per ricongiungersi, al loro passaggio, alle profonde radici contadine di queste valli.


REALTA’ DEL TERRITORIO INDICAZIONI PASTORALI VERSO I VENTI ANNI DELLA CHIESA DELL’EUCARISTIA

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arissimi fratelli e sorelle pace e bene! Ci ritroviamo insieme all’inizio di un nuovo anno pastorale, dopo le ferie e la pausa estiva, pronti a ricominciare un cammino uniti attorno al Signore Gesù: autore e perfezionatore della nostra fede, come ci ricorda l’Apostolo Paolo nella lettera agli Ebrei. Il 20 novembre prossimo concluderemo l’anno giubilare straordinario della misericordia, un anno ricco di

Nelle foto tre delle chiese di Tavernerio: San Martino, San Fereolo e Chiesa dellEucaristia

grazia per la nostra chiesa diocesana e per la vita personale di ciascuno di noi. Sono certo che i frutti nella vita personale e comunitaria non tarderanno ad arrivare. Il primo atteggiamento che ci deve conquistare è un profondo senso di ringraziamento al Signore per quanto opera in mezzo a noi pur attraverso le tante fatiche pastorali e comunitarie che contraddistinguono la vita di ogni comunità cristiana e quindi anche delle nostre. Ecco allora che lungo il dipanarsi di quest’anno vorremmo riflettere sul Vangelo di Matteo (che ha una forte connotazione ecclesiale) e sulla Evangelii Gaudium di Papa Francesco che è una esortazione apostolica sull’annuncio del Vangelo nel mondo attuale. Questo significa che don Alessandro, don Lorenzo e don Carlo, nei vari gruppi che seguiranno proporranno questo tipo di cammino, ovviamente con il taglio e l’originalità che è propria di ciascuno.

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REALTA’ DEL TERRITORIO PONZATE FA RIMA CON ESTATE... MA IL PICCOLO PRINCIPE CI FA COMPAGNIA ANCHE A NATALE!

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a poco l’estate ci ha lasciato e ne sentiamo già la mancanza. Qui a Ponzate l’autunno riporta quelle nebbie che alcune volte avvolgono il paese, altre volte stanno sotto come un manto bianco che ricopre tutto, dando a noi la sensazione di essere in paradiso. L’estate se ne è andata lasciandoci magnifici ricordi delle esperienze con i bambini, i ragazzi e le famiglie della comunità parrocchiale. Il Campo Estivo a Bellamonte (Trento) dal 10 al 17 luglio è stato davvero un grande momento di crescita comunitaria, vissuto da 75 persone in mezzo a una natura dalla bellezza incontaminata. In oratorio abbiamo appena rivisto le fotografie e i filmati messi insieme dagli animatori con la regia sapiente di Giancarlo. Siamo stati sotto le cime delle Pale di San Martino, alla Baita Segantini, e lungo un tratto del Sentiero della Pace – che percorre quanto rimane delle postazioni belliche della Prima Guerra Mondiale – dalla Tognazza alla Cavallazza e giù in picchiata a quei due occhi incastonati nel verde delle abetaie che sono i laghetti del Colbricon. Come dimenticare la lunga passeggiata nel Parco di Paneveggio per raggiungere la val Venegia, vero e proprio palcoscenico sulle Dolomiti torreggianti sullo sfondo. Ma il Campo non sono solo passeggiate. Si va in montagna per imparare a vivere insieme, per riflettere, per pregare e per giocare in allegria, con i momenti indimenticabili dei pranzi e delle cene preparati dal nostro chef Giampaolo. Quest’anno siamo stati in compagnia di un personaggio famoso della letteratura del secolo appena concluso, il Piccolo Principe, uscito dalla fantasia dello scrittore e aviatore francese Antoine de Saint-Exupéry. Ogni giornata le

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pagine di questo libro – uno dei più tradotti e stampati nel mondo – ci hanno insegnato un atteggiamento, che grandi e piccini abbiamo cercato di vivere al Campo, e poi naturalmente anche a casa. Il personaggio del Piccolo Principe ci ha fatto compagnia anche nei dieci giorni del Grest all’inizio di settembre. Gli animatori si sono inventati un secondo viaggio terrestre dell’ometto, in compagnia della sua pecora, e questo viaggio ci ha permesso di approfondire anche i temi proposti dalle diocesi lombarde per questa attività estiva. Il tempo ci ha aiutato molto, perché abbiamo potuto stare sempre fuori e giocare anche lungo i sentieri della nostra valle. Non possiamo dimenticare l’escursione a Nisiate, dove Paola e Michele ci hanno imbandito un pic-nic fatto sul barbecue, da leccarsi i baffi. E poi la giornata “In alto i nostri cuori” con la Messa celebrata sulle colme e il pranzo insieme alla Baita Bondella. E ancora, la lunga gita a piedi da Valbrona sino al Ghisallo con la sosta all’agriturismo Camanin di Crezzo e la sorpresa finale sul piazzale del Santuario mariano dedicato ai ciclisti: ci aspettava il nostro artista ponzatese Elio Ponti, che ci ha spiegato, davanti al suo capolavoro, come ha realizzato il famoso monumento al ciclista che campeggia nel prato a fianco della chiesetta, dentro la quale sono conservate maglie, biciclette e cimeli di tanti campioni del pedale. Ora le attività del nuovo anno pastorale sono tutte ripartite con la festa della Madonna del Rosario. È ripartito il catechismo con una nuova proposta di adesione fatta alle famiglie. Abbiamo lanciato la rassegna dei presepi: quest’anno il tema proposto è quello dell’acqua, perché in paese abbiamo una fontana e un lavatoio e la valle è ricca di sorgenti. Ma anche perché al centro del nostro Natale ci sarà un pozzo, il pozzo di Nazaret, accanto al quale dialogano due bambini, entrambi di sei anni, Gesù e… il Piccolo Principe. Quest’anno non ci vuole proprio lasciare, e il nostro parroco don Agostino ha scritto un racconto che farà da segnavia per la Serata di Novena, il momento di teatro, poesia, canti, riflessione e preghiera che nella nostra piccola comunità precede il Natale. Quest’anno sarà giovedì 22 dicembre alle ore 20.30 nella chiesa di Ponzate. Che dire? La vedrete illuminata anche da lontano. È una luce che vorremmo portare anche dentro il cuore, colmi di gratitudine per i tanti doni che continuamente riceviamo.


REALTA’ DEL TERRITORIO LA SCUOLA E LE SUE NOVITA’

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on senza difficoltà, anche l’anno scolastico 2016-17 si è avviato. E’ il terzo del mio mandato triennale. Anche questo anno si caratterizza per alcune novità. In primo luogo, di natura logistica. La nuova Amministrazione ha avviato e realizzato, anche grazie alla fattiva collaborazione di genitori volontari, lavori urgenti di imbiancatura, ottimizzazione impianti igienici e ristrutturazioni. E’ un work in progress che proseguirà nella comune intenzione di migliorare gli ambienti scolastici. Grazie al finanziamento ottenuto dal Bando PON dedicato alla realizzazione, all’ampliamento o all’adeguamento delle infrastrutture di rete LAN/WLAN nell’ambito dei Fondi Strutturali Europei, è stato completato il cablaggio di tutti gli ambienti ed ora possibile “navigare” sul web connettendosi con facilità. E’ attesa la consegna delle dotazioni informatiche richieste nell’ambito di un secondo Bando PON relativo agli ambienti digitali, che permetterà un ulteriore salto di qualità nelle infrastrutture (Lavagne interattive multimediali e altro). L’attività progettuale, com’è tradizione della scuola, è elevata e qualificata. Ai tradizionali progetti dedicati all’area del benessere degli alunni (su cui mi sono soffermato in dettaglio nel numero precedente), si affiancherà quest’anno l’Eco-Schools per l’educazione, la gestione e la certificazione ambientale degli istituti scolastici. Il progetto è stato promosso dall’Ufficio Scolastico Territoriale di Como (ex Provveditorato), è sottoscritto dalla FEE (Foundation for Environmental Education) e soste-

nuto dall’ UNESCO. Le finalità del progetto - educazione alla sostenibilità e gestione dell’ambiente scuola - si inseriscono nelle mission dell’Istituto e contribuiscono allo sviluppo delle competenze chiave europee. Lo sviluppo del progetto si articola in sette momenti caratterizzati da sette azioni: - Formazione di un eco-comitato: organo politico e decisionale che comprenda diverse realtà (Ds, docenti, genitori, alunni, ATA, Comune, associazioni del territorio) - Indagine ambientale: il comitato trova gli strumenti per fare un’indagine sui temi della sostenibilità (check list, questionari investigativi, grafici, misurazioni). - Piano d’azione (obiettivi, azioni, soggetti coinvolti, destinatari, partner, risorse, tempi, indicatori) Monitoraggio e valutazione: valutazione della performance qualitativamente e quantitativamente - Informazione e coinvolgimento: famiglie, amministrazione, enti, giornali e media, la scuola - Integrazione curricolare: interdisciplinare, che coinvolga tutti gli ordini di scuola, se necessario una piccola rete, le associazioni e gli enti, così da avere come risultato un comportamento virtuoso e strutturale. - Eco-codice (il comportamento virtuoso è codificato da un regolamento). La scuola ha inserito il progetto nel suo Piano Triennale dell’Offerta Formativa e ha deciso di costituire due Eco-Comitati, uno per Tavernerio ed uno per Albese. Al termine dell’intero progetto, la scuola risulterà certificata e riceverà la “bandiera verde”. Nel mese di ottobre sono state avviate le attività in orario extracurricolare: quattro corsi di Inglese promossi dall’Associazione Mago Libero (Adventurer secondo livello con due edizioni; Challenger terzo livello; Voyager quarto livello) e il corso di scacchi in collaborazione con il Circolo Scacchi Città di Como. Il Dirigente Scolastico Dott. Flavio Pavoni

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REALTA’ DEL TERRITORIO IL LATO OSCURO DELL’ADOLESCENZA: da un’indagine condotta da Villa Santa Maria

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l lato oscuro degli adolescenti: dall’indagine condotta da Villa Santa Maria emerge che un giovane su tre vive in una condizione di disagio Lo avevamo presentato sul numero dello scorso dicembre. Adesso per il progetto pilota Kidscreen, studio epidemiologico volto a indagare lo stato di benessere e disagio dei preadolescenti e adolescenti del territorio, è tempo di bilanci. L’indagine, la prima del genere condotta nel Comasco, si è infatti conclusa con la raccolta dei questionari compilati da ragazzi e genitori. E, in fase di analisi, ha riservato parecchie sorprese. Promosso da Villa Santa Maria e dalla Facoltà di Scienze umane e sociali dell’Università degli Studi di Bergamo, e resa possibile dal cofinanziamento dalla Fondazione Provinciale della Comunità Comasca e dalla splendida collaborazione da parte del dirigente scolastico e degli insegnanti dell’Istituto comprensivo di Tavernerio, dei ragazzi coinvolti, dei loro genitori e dell’Ufficio scolastico provinciale, lo screening ha infatti messo in evidenza che circa il 30% dei nostri ragazzi vive in una condizione di disagio. Questo, almeno, è quanto emerso dai questionari compilati - in forma rigorosamente anonima - da 209 giovani delle classi prime, seconde e terze della scuola secondaria di primo grado dell’Istituto comprensivo di Tavernerio, che conta un totale di 12 classi tra i comuni di Tavernerio e Albese con Cassano. Pur avendo raggiunto un punteggio medio di 77, in una

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scala da 1 a 110 nella quale maggiore è il punteggio e maggiore è lo stato di benessere, e nel quale al di sotto dei 70 punti si rileva un situazione di stress psicologico, circa un giovane su tre ha evidenziato delle difficoltà. Più nel dettaglio, se i maschi hanno raggiunto un punteggio medio di 78,9, per le femmine abbiamo registrato un punteggio medio inferiore (74,6). Tra gli aspetti considerati, attività fisica e salute, stato d’animo e sentimenti relativi a sé stessi, famiglia e tempo libero, amici, scuola e apprendimento, la scuola è emersa essere il contesto che maggiormente viene percepito dal preadolescente come quello che genera in qualche modo una condizione di malessere psicologico. La collaborazione delle famiglie ha consentito di esplorare anche la percezione che i genitori hanno delle condizioni dei propri figli. In diversi casi è emerso che i genitori avevano una percezione lontanissima dalla realtà di quello che era lo stato di disagio o di benessere psicologico dei figli. In un caso, addirittura, a fronte di un forte distress segnalato dal ragazzo, che registrava un punteggio di 46, i genitori hanno fatto segnare un punteggio di 86, come se loro e il ragazzo vivessero in due contesti completamente differenti. Sempre garantendo il totale anonimato dei ragazzi abbiamo anche verificato il legame tra condizione di disagio dei ragazzi e loro andamento scolastico: guardando ai voti degli alunni non è emersa una correlazione diretta. Anzi, spesso i ragazzi con maggiore situazione di disagio avevano comunque voti alti. Tutte queste informazioni si sono rivelate molto utili per inquadrare la delicata fase dell’adolescenza nel Comasco in un’epoca in cui la trasformazione della tradizionale struttura famigliare, il cambiamento delle relazioni sociali e la diffusione di social media e Internet espongono i ragazzi a difficoltà senza precedenti. Una fotografia della situazione a livello territoriale che è essenziale per prevenire e intervenire tempestivamente sulle forme di disagio più grave. Assistente Direzione Generale Responsabile Progetti Speciali Dott.ssa Emanuela Aiani


notare qualche segnale di controtendenza. Non è stato infatti difficile, a chi ha avuto l’iniziativa, trovare persone interessate e disponibili a lasciarsi coinvolgere e a partecipare in modo vivace e propositivo. Gli incontri si svolgono in un clima familiare e sereno A GENNAIO E’ NATO ed ognuno si sente libero di esprimere il proprio parere, IL GRUPPO DI LETTURA come se si trovasse con vecchi amici: tutti i contributi, anche i più semplici, schiudono nuove prospettive A TAVERNERIO e permettono di andare più in profondità nella lettura personale di un testo che non ne esaurisce mai la ricorse pochi sanno che da gennaio 2015 a Tavernerio chezza. esiste un Gruppo di Lettura, che si riunisce mensil- Attraverso il confronto le idee prendono forma, si fanmente in biblioteca, per discutere intorno ad un libro, no proposte e democraticamente si assumono decisioni comuni, come il tema o il genere da affrontare o il titolo letto individualmente. Desideriamo farne partecipi i concittadini perché cre- dei libri da leggere. La scelta del luogo di ritrovo ci è sembrata significativa: diamo che sia una buona notizia da condividere. Avete mai pensato che la lettura, attività tradizional- la biblioteca è uno spazio comune, aperto a tutti, che ci mente solitaria e quasi intima, possa essere un’occasio- accoglie e ci procura i libri in prestito e noi la facciamo ne per aggregare persone, anche molto diverse tra loro, vivere con le nostre chiacchierate fuori orario, così che diventi sempre più luogo di incontro, di riflessione, di accomunate da un’unica passione? Ebbene sì, con un Gruppo di lettura è possibile e si trat- dialogo sui libri e sui temi che ci stanno a cuore. ta di incontri molto piacevoli che ci spingono ad uscire Ringraziamo Monica (responsabile della biblioteca) di casa, anche nelle fredde sere invernali, perché, dopo che da sempre ci segue e ci sostiene e l’Amministrazioaver letto un libro concordato insieme, siamo curiosi di ne comunale che ci concede l’uso del locale nelle serate ascoltare le opinioni di chi partecipa a questa avventu- degli incontri. Chi desidera ulteriori informazioni può rivolgersi in bira. In questo periodo di crisi, anche associativa, si sente blioteca ed eventualmente lasciare nominativo ed indispesso ripetere che tendiamo a chiuderci nel privato e rizzo mail. Il Gruppo di Lettura di Tavernerio negli interessi individualistici, invece è bello riuscire a

REALTA’ DEL TERRITORIO

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IL MIO PAESE

RADICI

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AUDACE, LABORIOSO ED INCORRUTTIBILE: ECCO LO STEMMA DI TAVERNERIO

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al latino oriri, ossia alzarsi, nascere, provenire, cominciare; il termine origine porta un sè il senso di appartenenza ad un popolo, l’idea di comunione e condivisione tra concittadini. Vi siete mai chiesti cosa effettivamente fraternizza i cittadini del nostro paese? Qual’é, a livello strettamente fisico, l’elemento che fa da collante e nodo comunicatore da generazioni? In altri termini, qual’é la nostra bandiera? E’ il nostro stemma che, oramai da anni, rappresenta i quasi 6000 abitati che vi abitano. Il 25 Ottobre 1999 Carlo Azeglio Ciampi e Massimo D’Alema firmano il decreto per la concessione del gonfalone. Dopo qualche mese, il 16 marzo 2000, il Prefetto di Como consegna al Sindaco il decreto del Presidente della Repubblica, grazie al quale vengono elargiti al Comune di Tavernerio lo stemma e il gonfalone. E’ uno stemma graficamente chiaro, semplice e puro. Lo scudo, che rappresenta il fondo su cui vengono rappresentate le figure araldiche (in cui per araldica si intende lo studio del blasone,

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ossia degli stemmi), è suddiviso in tre spazi. La tripartizione dell’area grafica è a sua volta affidata alla rappresentazione dell’orso, delle tre stelle e della cornucopia. L’orso rampante rappresenta il guerriere forte, fiero e vigoroso, inteso come simbolo della fierezza e della laboriosità della nostra gente; un chiaro riferimento ai tempi della nostra preistoria, quando nelle nostre zone viveva l’orso. Le tre stelle d’oro a 8 punte simboleggiano i tre comuni, quello di Tavernerio, Solzago e Ponzate, la cui fusione, avvenuta nel 1928, diede l’origine all’attuale Comune di Tavernerio. Infine la cornucopia: un canestro di frutta, a simboleggiare l’abbondanza, l’agricoltura, la concordia, la felicità e la provvidenza. E’, in senso stresso, un segno di buon augurio, ricorda la tradizione contadina della nostra gente. Anche i colori sono particolarmente interessanti: il verde, che rappresenta l’onore, l’amicizia, la vittoria; il rosso, ossia l’audacia, la nobiltà ed il valore; l’azzurro, e quindi la gloria e la fermezza incorruttibile. Ripartiamo dunque dalle origini, e ripartiamo da coloro che ci hanno preceduto, e ai quali dobbiamo dire grazie. Francesca Selvini

l mio paese una volta aveva negozi con vetrine che era bello guardare: c’era una parrucchiera che esponeva flaconcini colorati e nastri vari, poi sostituita da un abbigliamento con grandi firme e piccoli prezzi. Poi c’era un negozio di scarpe, anzi due, uno per chi voleva risparmiare, uno per chi poteva spendere. Un altro vendeva oggetti casalinghi e di arredamento, e per Natale e per Pasqua le sue vetrine erano un vero spettacolo, che era già bello fermarsi a guardare anche senza comprare. Poco più lontano c’era di il fruttivendolo, tanto piccolo che non c’era bisogno di vetrina, perché si vedeva tutto l’interno con un’occchiata. Non mancava nemmeno l’agenzia di viaggi che esponeva paradisi lontano e villaggi da sogno. Poi è arrivata la crisi e uno per uno i negozi hanno chiuso. Una tristezza, per fortuna sono rimasti quelli storici: Ivana, Livio, Leo, come li chiamano tutti, perché oramai sono “di casa”. Però nel mio paese c’erano, e sono rimaste, due banche. Due banche in una piazza così minuscola fanno un po’ specie. Ma il colmo è che adesso abbiamo anche due, e dico due, Onoranze Funebri (ovviamente senza vetrina, vorrei vedere…) come a dire che se hai tanto da investire muori prima… Mah, stranezze della vita. Ora la crisi deve essere passata, perché hanno aperto un calzolaio, retaggio di tempi andati, una lavanderia, gioia di casalinghe e single, un tattoo, espressione della più alternativa modernità, e, vero fiore all’occhiello, il fiorista, che ha reso il marciapiede un microgiardino incantevole. Mi piace, è inutile dirlo, il mio paese. Giovanna Curi


RADICI LA STRANIERA: “Che bello se tutte le frontiere fossero così”

LA CESARINA

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o a Tavernerio sono “straniera”. Infatti abito ad Albese, appena “oltre confine”, cioè appena oltre la recinzione delle Seterie Argenti, che divide i due paesi. E sono “straniera” anche perchè ho sempre abitato a Como e solo da pochi anni mi sono trasferita in questa zona di cui conosco ben poco. Ogni mattina, quindi, “espatrio” per adempiere, a Tavernerio, alle abituali faccende di una quasi ottuagenaria: la spesa alla Coop (dov’è la cassiera?), un salto sempre più saltuario in banca, uno in posta (mamma che coda!), le nipoti a scuola, la brioche da Leo (buona!). In paese mi trovo bene, quattro chiacchiere, un saluto veloce; ma nel punto in cui la mia via “Donizetti”, diventa via “Risorgimento”, lì mi sembra proprio di attraversare una frontiera. C’è di buono che da entrambi i paesi mi sento accudita: l’erba delle aiuole e degli spartitraffico è ben tagliata, i cestiti per i rifiuti sono strategici, e in zona Albese posso liberarmi dell’ennesima inutile pubblicità, mentre in zona Tavernerio, aspettando il bus, faccio repulisti degli scontrini vecchi. Hanno anche inaugurato insieme un viale delle bocce e condividono un gruppo musicale che ha sede là ma suona anche qua. Mi piacciono questi paesi “non belligeranti”. Sono piccole cose? Certo, ma conoscete la storia della goccia e del mare...? Concludo. A Tavernerio sono così gentili (democratici) che hanno dato la possibilità, a me straniera, di dire la mia sul giornale del paese. Allora la mia la dico: “Che bello se tutte le frontiere fossero come questa”.

a signora Cesarina, dopo avermi aperto la porta, mi fa sedere sul divano, mi chiede se voglio dell’acqua e mi dice “Benvenuta”. Ha 100 anni, vive a Tavernerio da una vita; le sue radici sono solide nel nostro paese: nata a Solzago, si sposta poi con mamma Bianca in centro Paese, oggi risiede nella piccola piazzetta di Tavernerio. Dopo aver lavorato una vita intera, con una particolare attenzione per la pulizia e l’ordine, intorno a sè ha una famiglia numerosa, che la aiuta e la sostiene quotidianamente. La sua casa vive di ricordi: fotografie in bianco e nero, una collezione di bambole (alle quali lei tiene tantissimo), i mobili che hanno quel profumo che io solitamente chiamo “il profumo dei nonni”, e poi c’è Lei: quel sorriso così spontaneo e spensierato, proprio come quello di un’adolescente; le sue mani, così vissute ma allo stesso tempo genuine e sincere. Mi dice che, nonostante l’età, cerca di essere il più indipendente possibile, non vuole essere un peso per la sua famiglia. Mi dice che preferisce il silenzio al caos; che non vuole essere invadente nè disturbare le persone, preferisce guardare la TV prima di addormentarsi e dire “Grazie Dio per avermi regalato un altro giorno”. “Tavernerio è casa mia”, mi dice, e poi aggiunge “Tavernerio per me è abitudine”. Tra un sospiro e l’altro e tra un “Che bello vederla qui”, continua a ripetermi che lei è nata nel 1916 e che deve ringraziare soprattutto se stessa per essere arrivata fin qui. I minuti passano e, tra una chiacchierata e l’altra, l’ora si fa tarda. Alle 18 è tempo di cenare per Cesarina. Quindi mi alzo, la ringrazio per l’ospitalità e, nella più totale spontaneità mi dà un bacio sulla fronte e mi dice teneramente “A presto cara”. Francesca Selvini

“Per imparare bisogna sporcarsi le mani”. ELIO PONTI: la storia di un uomo che ha fatto dell’arte la sua filosofia di vita.

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ato nel 1932, cresciuto e vissuto a Ponzate, Elio Ponti è il nostro ‘maestro artigiano’. Appassionato fin da giovane all’arte, intraprende una vita dedicata interamente alla scultura e al cesello, facendone, oltre che attività di lavoro, fonte di ispirazione, soddisfazione e creatività. Il punto di inizio della sua attività artistica nasce in corrispondenza dell’inizio delle scuole superiori. Con il sostegno della famiglia (è soprattutto desiderio del padre di studiare il disegno: “apena ta podat ta devat andà a scöla de disegn”, gli ripeteva), Elio decide di iscriversi alla scuola Castellini di Como ed è proprio qui che incontra il Signor Pietro Tavani, professore di disegno, scultura e cesello. Quello che sarà il suo mentore, insegnante d’arte ma soprattutto maestro di vita, si rivelerà essere fondamentale per la sua crescita professionale e personale. Inizia dunque a frequentare la scuola di disegno la sera e il laboratorio del professor Tavani di giorno, in Via Carcano. Qui Elio è un pò il “jolly” della bottega: qualche disegno di bozze, qualche progettazione di modelli e qualche scultura. In bottega impara le tecniche da applicare nella scultura e nel cesello che saranno una costante imprescindibile nel corso della sua intera attività artistica. Fondamentale è la figura di Tavani che lo ricorda come “un padre”. Grazie a lui apprende le tecniche della impostazione di auto - pose, del ritratto e lo studio della rappresentazione dei personaggi delle opere da realizzare. Allo stesso tempo gli trasmette il forte senso del rispetto e della fiducia, che conferiscono intimità e confidenza nel formale rapporto tra allievo Il Paese 23


prima della morte del maestro, Elio decide di dare vita al suo laboratorio e realizzare quella che sarà la sua aspirazione. “Quello che c’è da fare, lo faccio nella mia casa”, così dice Elio. Inizia dunque a lavorare nella proprio bottega sotto casa. Tante sono le richieste che riceve. La prima opera è datata 1958, commissionata dal prevosto di Tavernerio Mons. Rev.mo don Angelo Benzoni (a Tavernerio dal 1958 al 1969), è la porticina del Tabernacolo della chiesa vecchia di San Martino che rappresenta la cena di Emmaus. Opera non sfuggita alla sensibilità dell’attuale prevosto don Alessandro che ha recuperato l’immagine come simbolo pasquale distribuito alle famiglie in occasio-

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ne della benedizione delle case. Da qui la vita di Elio sarà un susseguirsi di lavori che lo porteranno ad essere apprezzato in tutto il territorio. Troviamo sue opere in vari cimiteri e chiese dove allora l’arte sacra era ancora personalizza dai sacerdoti, con tante esigenze anche di carattere liturgico sia nella scultura sia negli arredi cesellati nei vari stili (ostensori, calici, pissidi, tabernacoli). Fra le sue opere in bronzo più importanti sono da ricordare “il monumento al Ciclista” del Ghisallo, l’altare della chiesa di Ponzate, e il monumento “all’Alpino di Albese”. Dopo 70 anni di impegno e dedizione, Elio decide di sorprendere se stesso con la realizzazione dell’ “Ultima Cena” leonardesca a cesello. L’opera rappresenta la linea stilistica dell’artista: la particolare attenzione al dettaglio, l’interpretazione dei personaggi, data da un accurato studio dell’anatomia e del corpo umano, e la riproduzione realistica del contesto e in trasparenza. Elio definisce l’Ultima Cena, oltre che rappresentazione dell’opera rinascimentale originale, come sfida personale. “Ho voluto mettere alla prova me stesso per vedere se fossi riuscito a portare a termine il lavoro”, sostiene Elio, osservando l’opera realizzata su lastra di rame a sbalzo. L’artista, rappresentante di un’arte pura, realistica e patriottica, ama il suo laboratorio di lavoro. E lo ama così tanto che decide di condividerlo con una giovane allieva che ha appena iniziato a frequentare il liceo artistico,

trasmettendo le sue tecniche di lavoro sia di modellazione di forme in gesso sia di fusione a cera persa e finitura a cesello. Elio rappresenta un esempio di impegno, dedizione e perseveranza nel nostro Paese. Il laboratorio di Elio è un piccolo paradiso di storia e di arte. Volete saperne di più? Nel prossimo numero… Francesca Selvini Nelle foto, a sinistra l’opera prima, il tabernacolo di San Martino a Tavernerio, sotto l’Ultima Cena ed il suo tavolo di lavoro con gli attrezzi del mestiere, cioè dell’arte.


CULTURA ADOLESCENTI E BULLISMO: IL RUOLO DEGLI INSEGNANTI

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l ruolo che l’insegnante di studenti adolescenti è chiamato a svolgere è tutt’altro che semplice, a causa sia della complessità del periodo che i ragazzi si trovano ad affrontare, sia dall’organizzazione della scuola stessa, che non sempre viene progettata a partire dai bisogni di chi quotidianamente in essa agisce. Gli insegnanti devono proporsi come validi interlocutori in grado di rispondere ai bisogni e agli interrogativi continui dei loro ragazzi, che non riguardano solo ed esclusivamente le materie scolastiche. Un esempio tragico e purtroppo sempre più frequente nelle scuole italiane e non solo, a partire dagli ultimi anni, è quello del bullismo. Si tratta di un fenomeno che nasce all’interno del contesto scolastico e può essere individuato come una forma particolare di aggressività. Un primo elemento specifico che si riscontra è l’intenzionalità che guida il bullo il quale, dopo aver

individuato la vittima, tende a prevaricarla volontariamente e in modo continuato. Un secondo elemento distintivo consiste nel fatto che la vittima, da parte sua, non mette in atto alcuna azione per provocare il suo aggressore. Infine, il terzo elemento essenziale consiste nella ripetitività di questi atti di aggressione da parte del bullo. Sono state individuate due tipologie di bullismo: il primo, definito “indiretto”, comporta l’esclusione e l’isolamento sociale dal gruppo, ed è più spesso praticato da bulli femmine; il secondo, detto “diretto”, comporta una serie di attacchi fisici e verbali direttamente contro la vittima. Gli interventi possibili per prevenire ed affrontare questo complesso problema sono molteplici, alcuni individualizzati e altri che possono essere inseriti in contesti più generalizzati. Alcune strategie che la scuola può adottare per contrastare questo fenomeno riguardano, per esempio, la supervisione dei docenti durante gli intervalli e la mensa e una riorganizzazione degli spazi ricreativi. Interventi invece rivolti alle singole famiglie riguardano la prevenzione e il recupero, e forniscono informazioni sui metodi informativi più efficaci per inibire i comportamenti disadattivi dei propri figli. Sara Nargis Liguori

Un consiglio: non dimenticatevi di fare sport! Le migliori ginnastiche fisiche e mentali: dal nuoto al calcio, dalla danza al basket.

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edicate almeno 60 minuti della vostra giornata ad attività fisiche. E’ questo il consiglio raccomandato dall’American Heart Association (AHA) a tutti i giovani dai 2 ai 18 anni. Non si parla solo di andare a correre al parco o passare una manciata d’ore in palestra; quell’ora giornaliera diventa preziosa se i ragazzi si indirizzano verso attività sportive come il calcio, la danza, l’aerobica, il nuoto, la pallacanestro e così via. Non è solo un potenziamento delle doti fisiche, è soprattutto una crescita personale e psicologica. Un allenamento di calcio o una lezione di danza classica, infatti, comportano concentrazione, dedizione e impegno. Il desiderio di vincere una partita deve essere più alto del semplice partecipare; entrano in gioco le sere spese nei campi di calcio sotto la pioggia, la determinazione di arrivare fino alla fine, la concentrazione prima della partita e la soddisfazione e gratificazione dopo la vittoria nel poter dire: “Si, ce l’ho fatta”. Sconfiggete lo stress della vostra vita scolastica con una nuotata in piscina, riscoprite l’essenza di giocare in team con una partita di calcetto, lasciate da parte per un paio d’ore i vostri smartphone e andate a fare una camminata in montagna. Francesca Selvini Il Paese 25


CULTURA LA PAROLA E’ LIBERTA’: C’è un Nuovo Gringo in città

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oci girano a Tavernerio, qualcosa di nuovo, qualcosa di particolare. Chi è questo gringo? Di chi stiamo parlando? Noi, Giovani di Tavernerio e non solo, abbiamo l’intenzione di partecipare in modo attivo alla vita del paese. Il primo passo per farlo è sfruttare l’opportunità, che ci è stata data, per esprimere le nostre opinioni condividendo in questo giornale ed esperienze che testimonino la nostra voglia di fare. Ci siamo chiesti più di una volta come sia possibile, date le nostre risorse e conoscenze limitate, realizzare questo nostro progetto. L’idea è semplice, perché non parlare degli argomenti che piacciono a noi? Trattare di fatti accaduti e notizie, ma anche di tematiche meno impegnate come ad esempio cinema, musica, libri ecc.

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Abbiamo scelto quindi, di dividere il nostro intervento in una parte che tratterà principalmente di attualità, storia e esperienze personali; e un’altra che si occuperà principalmente di interessi e hobby. Questo progetto mira a prendere coscienza del nostro ruolo all’interno del paese e a rendere partecipi tutti dei nostri pensieri, sogni e modi di vedere il mondo per favorire una comunicazione più semplice con la nostra generazione, considerata troppe volte allo sbando. Ovviamente questo vuole solo essere un progetto per iniziare ad esplorare le capacità e le possibilità che abbiamo. Per questo, sfruttiamo questo breve articolo di presentazione per far conoscere anche un’altra iniziativa che è stata proposta e speriamo vada a buon fine: la “consulta giovani”, la cui idea ha favorito anche la disponibilità di questo spazio all’interno de “Il Paese”. Questa nuova realtà sarà formata da ragazzi volenterosi e pieni di idee. Nasce con l’obbiettivo di proporre, in accordo con il Comune, eventi, serate culturali e di approfondimento così come attività ludiche e di svago per tutta la comunità e le persone interessate che vorranno partecipare. Ovviamente la nostra speranza è

quella di riuscire a comunicare al meglio il nostro intento e impegno a partecipare alla vita di Tavernerio. Raggiungere questo “traguardo” sarà possibile solo con la partecipazione attiva e propositiva di tutti, ma fondamentale sarà il contributo di giovani che vogliano porsi e proporsi in modo nuovo e siano ansiosi di portare una ventata di cambiamento nella (propria) routine. Noi siamo fiduciosi, perciò… che il progetto abbia inizio! Alessandro Muscionico, Davide Bianchi Davide Ionadi e Sara Di Stefano

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er iniziare, mi piacerebbe sottoporvi in questa nostra prima rubrica che tratta di pittura una semplice richiesta. Guardando una serie tv, sono rimasto impressionato dall’immagine di questo quadro che, unito alle frasi del protagonista, mi hanno fatto riflettere...perché per quanto l’arte solitamente non mi attiri, a volte mi rapisce. Mi piacerebbe coinvolgere voi, amici lettori, e chiedervi un commento, una parola che descriva cosa vi suscita questo quadro. Le risposte più belle e interessanti che arriveranno in redazione saranno pubblicate nel prossimo numerode “Il Paese” Alessandro Muscionico


“Si tratta di procedere ora su questa strada perché i passi da fare sono ancora molti, con una certezza: che quando si uniscono le forze e ciascuno - nel suo ambito - fa la sua parte, si costruisce cambiamento” (Don Luigi Ciotti. Roma, luglio 2013)

La serietà e la determinazione che queste parole infondono ci sembra essere il miglior augurio per il futuro di tutti: per il lavoro che l’amministrazione è tenuta a compiere nella gestione del bene comune; per tutte le Associazioni ed i volontari che dedicano tempo e passione nei vari ambiti; per ogni singolo cittadino di Tavernerio e per tutte le famiglie affinché possano sempre sentirsi accolte e parte integrante della vita del paese; per le vittime del terremoto che ha ferito in modo indelebile il nostro paese, per i loro cari e per tutti i sopravissuti, costretti ad abbandonare case, cose, affetti e ricordi sotto le macerie: a loro vada tutta la nostra vicinanza e in futuro anche altri aiuti concreti. Prendiamo spunto da queste parole quindi per mantenere con serietà e determinazione l’impegno di essere sempre attenti e attivi per affrontare qualsiasi avversità, vicini ai bisogni di tutti e gioiosi anche dei risultati ottenuti. Sinceri auguri a tutti. L’Amministrazione Comunale


L’è Netaal

La direzione del “Notiziario di Tavernerio Il Paese” intende porgere gli auguri più sentiti a tutti gli abitanti di Tavernerio, in modo particolare ai più bisognosi, agli ammalati, ai più sfortunati, offrendo un momento di leggerezza e di sollievo con una poesia scritta dal dottor Guido Frangi, indimenticato sindaco del paese, che affiancava alla sua missione medica anche quella di poeta, in lingua ed in dialetto, poesia scritta oltre che con la sua indiscutibile preparazione letteraria, soprattutto col suo cuore, che era senza dubbio immenso. 28 Il Paese

Ma regordi quand s’evi pinin cuminciavi a insugnass tri mes prima ul bo, l’asan, ul presepi, ‘l bambin grant’me mi, ma linger ‘me ’na piuma. M’insugnavi ca l’eva Netaal, iel seren, cun la stella cumeta c’e ‘l Bambin cunt un sacc de regal l’impiendiva quiett quiett la culzeta. Per tutta la ca mi giravi a tra all’aria i cassitt di cumò, i culzett pusée grand mi cercavi perché lüü ja impiendess de jo-jo. Spantegavi una bala de paja su pal tavul in mezz a la ca; perché al si?? Anca l’asan el maja quand de nocc a ga toca girà! E speciavi ogni dì la vigilia per ciamà ul me car Angiurin a tra insemm quela gran meraviglia de presepi cunt dent ul ciarin. Birulatt, pulentatt, lavandèra ul pastur cunt’in brasc un barin un umett incrusciaa par tera e una dona che fava ‘l scalfin. La madonna in ginöcc e Giusepp, ul Bambin piscinin, un bel tus, un asnin senza urecc e tutt crepp ul Re Erode bleu, negro, rabius Gh’evi pöö chi por bee de pezzöö che ogni ann perdevan ul co; una vegia cunt un camisöö vunc e lerc da puddè vestì ‘l bo, e, quel tal che sunava la piva; ogni volta ch’al travumm in péé cunt ul cò su la rüfa ‘l finiva ‘l perdeva una gamba de dréé Lauràa ch’evum ben cumè matt, a facch post ai camej cun la soma gh’eva pöö quell malnatt de quel gatt ch’in la rüfa al ga fava la dorma; E speciavi i regaj: che temp bej! al Netal de matina vedè un caval cun cinquanta sunej e una trumba che fava pèpè! Gh’eva pöö de chi voolt che de sotta ‘na specie de strasc strepenaa gh’eva sott un strigozz de pigotta de pezza de sacc di suldaa; l’eva quest ul regal che guardavi, püssèe del bel trenino Marrklin püssèe del bel meccano, pensavi, quel pezöö cun de gess ul crapin! Uramai qui temp là inn passàa quant la sira dal di de Netaal par minga lassasal scappà sa purtavumm in lecc ul regal. In passàa ma ritorni anca mò a vedei (g’hu na bona memoria) podi minga casciai föö del co che quei li eran dì de baldoria. Mi ma par de tornà piscinin li denanz d’un presepi pientaa in del co sum restàa ‘n fiulin anca se i vint’ann j’hu passàa. Speci ‘an mo i regai del Bambin nei calzett de la mama tutt ròtt, perché, mi, sun restàa quel ciulin che ‘l ritt e che ‘l god cun nagott.

Mi ricordo quando ero piccolino cominciavo a sognare tre mesi prima Il bue, l’asino, il presepe, il bambinello grande come me, ma leggero come una piuma. Sognavo che era Natale cielo sereno, con la stella cometa c’e Gesù Bambino con un sacco di regali che riempiva adagio adagio la calza. Giravo per tutta la casa a buttare all’aria i cassetti dei comò, cercavo le calze più grandi perché lui le riempisse di giochi. Spargevo una balla di paglia sul tavolo in mezzo alla casa; perché lo sapete?? anche l’asino mangia quando di notte gli tocca girare! E aspettavo ogni giorno la vigilia per chiamare il mio caro Angioletto per fare quella grande meraviglia di presepe con dentro la lucetta Caldarrostaio, polentaio.. lavandaia il pastore con in braccio un agnello un ometto inginocchiato per terra e una donna che faceva la calza La madonna in ginocchio e Giuseppe, il Bambinello piccolino, un bel bambino, un asinello senza orecchie e tutto crepe il Re Erode blu, negro, rabbioso. Avevo poi quelle povere pecore di pezza che ogni anno perdevano la testa; una vecchia con la camiciola unta e lercia da poter vestire il bue, e, quel tale che suonava la piva; ogni volta che lo mettevamo in piedi finiva con la testa sul muschio e dietro perdeva una gamba. Dopo aver lavorato come matti, per far posto ai cammelli con il loro carico c’era poi quel birbante di quel gatto che nel muschio si preparava il posto per dormire: E aspettavo i regali: che bei tempi! la mattina di Natale vedere un cavallo con cinquanta campanelli e una tromba che faceva pèpè! C’erano poi delle volte che sotto una specie di straccio spettinato sotto un cencio c’era una bambola di pezza di sacco dei soldati; questo era il regalo che guardavo, di più del bel trenino Marklin di più del bel meccano, pensavo quella pezza col il capo di gesso! Ormai quei tempi sono passati quando la sera del giorno di Natale per non lasciarselo scappare ci portavamo nel letto il regalo. Sono passati ma ritorno ancora a vedere (ho una buona memoria) non posso levarmeli dalla testa che quei giorni erano di baldoria. Mi sembra di tornare piccolino li fermo davanti a un presepe nella testa sono rimasto bambino anche se ho passato i venti anni. Aspetto ancora i regali del Bambino nelle calze tutte rotte della mamma, perché sona rimasto quel bambino che ride e che gode con un niente.


Che cos’è per te il Natale? 25 DICEMBRE 1942: il mio Natale indimenticabile Avevo allora 6 anni e con un mio fratello ero andato il giorno prima a “fare il ginepro”, come si diceva allora per fare da sfondo al presepe presente in ogni famiglia e per mia sfortuna ero scivolato su un masso per attraversare un fiumiciattolo, finendo in acqua. E menomale che avevo in braccio una fascina di ginepro che mi ha tenuto a galla e poi con l’aiuto del fratello mi ero salvato ma completamente inzuppato per cui prima che fossi arrivato a casa, la bronchite era in pieno sviluppo. La mamma mi fece subito un bagno caldissimo e poi a cuccia con la febbre. Dimenticavo alcune cose fondamentali: le camere da letto erano al terzo piano del fabbricato mentre la cucina ed il laboratorio di mio padre erano al pian terreno, e la cosa maggiormente importante èra che mio padre ci aveva lasciato un mese prima, lasciando la mia ‘santa’ mamma sola con 5 figli dai 4 ai 14 anni. Dal mio letto il mio cruccio più importante non era per i regali, che vista la situazione non ci si aspettava molto, ma quella di non passare il Natale insieme ai miei. Nella mia famiglia il Natale aveva dei ritmi diversi da tutti, in quanto si pranzava alle quattro del pomeriggio e poi si iniziava a giocare a tombola, anche coi ragazzi che abitavano nei pressi. Ed io avei dovuto rinunciare a tutto questo per una scivolata! Immerso in tali angoscie non avevo sentito il rumore dei passi che si avvicinavano alla mia camera, che improvvisamente si spalancò la porta ed i miei due fratelli maggiori mi presero di petto, mi avvolsero in due coperte pesanti e mi portarono giù in cucina, dove mi aspettava la mia razione di arrosto, consistente in una briciola di carne quasi simile ad un ostia.Ma per me è stata come una leccornia pantagruelica, tanto che ancora oggi che son suonati gli ottanta non è scomparsa dalla mia memoria! Questo è stato il mio Natale più bello in quanto mi ha fatto consapevole che in ogni situazione anche la più angosciante non deve spegnersi il lume della speranza che è nel cuore di ogni uomo e di ogni donna. (Romano)

Per me il Natale è condivisione: i ritmi della vita quotidiana creano poche occasioni d’incontro, invece a Natale tutti insieme si preparano albero e presepe, tutti insieme si mettono i doni sotto l’albero, tutti insieme si aiuta in cucina, tutti insieme si va alla Messa di mezzanotte. (Giulia)

È il momento della famiglia, dei ricordi, della condivisione, della misericordia della bontà come ci ricorda il Bambinello che ci guarda dal presepe. E’ un’immagine un po’ “datata”, un ricordo d’infanzia (anni 40): tanta neve per le strade, un grande focolare con un grosso ceppo che ardeva e attorno tutta la famiglia, allora patriarcale (nonni, figli, e nipoti) che condividevano la cena della vigilia (busecca) con un “barbone” di passaggio. Era il momento dei ‘ricordi’ dei grandi e delle ‘promesse’ di essere buoni dei piccoli… In attesa dei doni (un’automobilina di latta, qualche mandarino, delle caramelle di zucchero). Tanti Auguri. (Ermanno Trombetta)

La Nonna, perché è la prima alla quale apro la porta di casa il 25 Dicembre. Il mascarpone, perché lo preparo con mamma in cucina la sera prima del pranzo di Natale. Il caffè latte, perché lo mettevo sul davanzale della finestra, con vicino un biscotto, pronto per Babbo Natale. La sveglia delle 7, perché quando ero piccola svegliavo i genitori, correvo in salotto e aprivo i regali. Il tradizionalismo, perché è un momento in cui tutto sembra fermarsi in una società fluida e volatile come quella di oggi. Questo è il mio Natale. (Francesca Selvini)

Del Natale apprezzo la meraviglia e la gioia dei bambini quando, magicamente, la mattina appaiono i regali sotto l’albero, sensazioni autentiche che solo loro sanno trasmetterci… (Mirko Paulon)

Natale è... Era lontano, si è fatto vicino. Tutti lo descrivevano come grande, Lui si è presentato piccolo come un cucciolo d’uomo. Quanti lo cercavano in cielo, lo devono trovare nelle vita che scorre quaggiù sulla terra. Natale? E’ l’unica rivoluzione avvenuta in mezzo agli uomini. Per questo ancora oggi fatichiamo ad accoglierla! (Don Agostino) Il Paese 29


Il Natale è il momento per la riflessione, per guardare dentro di noi e far pace con i nostri tormenti con i nostri problemi…. il Natale è il momento della nascita … dobbiamo far luce in noi e rinascere a nuova vita cosi da AMARCI e poter donare AMORE anche agli altri … (Amalia)

Il Natale è ogni anno la celebrazione della Nascita che si ripete in tutti i suoi significati: come atto d’amore, come partenza per un cammino di crescita interiore, come spunto di riflessione sui bisogni reali (Sabrina)

Il Natale è il momento dell’anno in cui mi impegno di più ad essere buono altrimenti niente regali …. (Andrea)

Il Natale per me è una festa: arrivano i miei nonni da Roma, stiamo tutti insieme, mangiamo tante cose buone, giochiamo a tombola e poi ci sono i regali ! L’anno scorso ne avevo tanti, qualcuno l’ho portato alla mia amica Genny , è stata molto contenta, lei non ne aveva ricevuti, anche quest’anno farò così … (Benedetta)

Quello che amo di più del Natale è l’attesa che quel giorno arrivi: i preparativi, gli addobbi, le luci, l’albero, il presepe, biscotti fatti in casa, la famiglia riunita … (Matteo)

Nella foto a fianco un presepe a Ponzate che è la riproduzione in scala di un angolo del paese, opera di Ponti Luca. 30 Il Paese


Il Paese 31


NUMERI UTILI Uffici comunali

Ufficio Anagrafe 031.42.12.23 int. 1 Area Affari Generali 031.42.12.23 int. 3 Area Finanziaria Tributaria 031.42.12.23 int. 4 Area Sociale 031.42.12.23 int. 5 Area Tecnica Manutentiva Lavori pubblici 031.42.12.23 int. 2 Area Tecnica Urbanistica Edilizia Privata Biblioteca 031.42.81.68 Polizia Locale 031.33.54.340 / 338.70.16.154 Protezione Civile 031.42.12.23 int. 2 Segretario Comunale 031.42.12.23 int. 3

La Direzione e la Redazione augurano dal profondo del cuore a tutti un Buon Natale ed un sereno Anno Nuovo

Le Sante Messe Tavernerio Sabato 17.30, Domenica 8.30/10.30/17.30 Solzago Sabato 18.00, Domenica 10.30 Ponzate Domenica 10.00 sabato e giorni feriali 18.00 Padri Saveriani Domenica 7.30/9.00 Polo Sanitario Punto Prilievi Lunedì, mercoledì e venerdì 7.30-9.00 (ritiro ref 9.30-10.00) Ambultatorio infermieristico Lunedì 8.30-11.30, martedì 8.30-9.45, mercoledì 17.0018.30, giovedì 8.30-9.45 e 16.00-18-00, venerdì 8.30-9.45 Dottor Gatti Lunedì 8.30-12.30, martedì 14.30-18.45, mercoledì 8.3012.00, giovedì 14.30-18.45, venerdì 8.30-12.00. (su app.) Dottor Miceli Lunedì pomeriggio fino alle 19.00, martedì dalle 08.00, mercoledì pomeriggio fino alle 19.00, giovedì mattino dalle 08.00, venerdì mattino dalle 08.00. (su app.). Dottoressa Benzi Lunedì e mercoledì 14.00-17.00 martedì, giovedì e venerdì 10.00-13.00.

Il Paese - Numero 10 - DICEMBRE 2016  
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