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Un percorso formativo per la cultura del pulito gennaio/febbraio 2019

Speciale

CANTIERI VIII

TRATTAMENTI Il cerchio di Sinner per risultati senza sprechi

XIV

PIANO DI LAVORO Camera d’albergo, guida alla corretta pulizia

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SUPERFICI ESTERNE Alghe, muffe, licheni e muschio

XLIV

DISINFESTAZIONE Progettare il piano d’intervento

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SOMMARIO SPECIALE CANTIERI / gennaio/febbraio 2019

to ra del puli per la cultu o formativo raio 2019 gennaio/febb Un percors

Speciale

CANTIERI VIII

TRATTAMENTI

Sinner Il cerchio di per risultati senza sprechi

XIV

VI

PIANO DI LAVORO

rgo, Camera d’albe tta guida alla corre pulizia

XXII

SUPERFICI ESTERNE

, licheni

Alghe, muffe e muschio

XLIV

NE

DISINFESTAZIO Progettare il d’intervento

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XIV

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Linee guida L’apertura del cantiere Mauro Martini

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Trattamenti superfici Il cerchio di Sinner Paola Costa

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Piano di lavoro Camera d’albero, guida alla corretta pulizia Alessandra Mecca

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Superfici esterne Alghe, muffe, licheni e muschio Costantino Zanatta

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Collettività Il viaggio estremo Alessio Masi

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XXXIV

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Case history Cura e pulizia

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Oggi sul mercato

Trattamenti Nuova luce a Singapore

gennaio/febbraio 2019

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Disinfestazione Il cantiere ideale

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SPECIALE SANITÀ / Linee guida

L’apertura del cantiere Svolgere un lavoro con professionalità significa considerare ogni fase di preparazione con estrema cura e attenzione

L’

apertura di un cantiere interrompe la routine giornaliera degli appalti in corso e tutta la struttura aziendale si mobilita e si concentra sull’avvenimento con lo stesso pathos con cui un artista predispone la realizzazione di un’opera. L’artista siede davanti alla tela (ambiente di lavoro) e mentalmente passa in rassegna gli attrezzi di cui dispone e quelli che si dovrà procurare prima di iniziare l’opera, consapevole che il buon risultato dipende dalla scorrevolezza dell’azione e il rispetto delle precedenze operative. Infatti, l’esperienza ricorda che la mancanza di uno specifico attrezzo può interrompere il lavoro o imporre modifiche al percorso lineare. La valutazione tecnica sui componenti d’arredo delle strutture murarie che orienta la scelta delle attrezzature non è sufficiente per allestire correttamente un cantiere ma occorre esaminare la tipologia dell’attività che caratterizza l’oggetto sociale dell’utente. Valutazioni indispensabili per scegliere tra la forza lavoro le persone più adatte e, infine, non si potrà ignorare la possibilità che le condizioni climatiche e quelle operative possono mutare nel corso d’opera. Il contratto d’appalto per l’esecuzione di un intervento riporta spesso la frase “il lavoro deve essere eseguito a regola d’arte” per cui usiamo ancora questo parallelo per esami-

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nare, oltre agli aspetti tecnologici la profonda conoscenza delle diverse tipologie ambientali e, quali le difficoltà e le criticità che si possono incontrare quando ci si confronterà con le proprie capacità: • La cultura dell’ospitalità • La cultura della sicurezza. Utilizzeremo per l’apertura di un cantiere la tripla “A”: ANALISI, ALLESTIMENTO, AZIONE. PRIMA DI INIZIARE Apriamo una parentesi per ripetere concetti già espressi, ma che risultano più che mai importanti in questi momenti in cui il fattore ‘prezzo’ sembra essere preponderante. Ogni imprenditore deve avere la consapevolezza del suo ruolo sociale, che non è solo quello di fare profitti ma quello di contribuire alla crescita culturale, morale e tecnica dei suoi collaboratori (e di conseguenza al sistema Paese). Ogni attività ha una sua ‘mission’ e quella del settore delle pulizie industriali è relativa alla prevenzione di patologie infettive attraverso l’applicazione di una corretta prassi igienica. Conservare lo stato d’uso naturale dell’habitat contribuendo all’immagine del proprio utente e, sempre in quest’ottica, gestendo in maniera ottimale le risorse umane che con la loro professionalità riscattano un settore dalla sottostima per una corretta e giusta considerazione. L’impresa deve sviluppare il proprio bagaglio culturale e tecnico per confrontarsi – da pro-

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fessionista a professionista – con le utenze. Questo significa ‘interagire’ con l’utente, per creare le condizioni operative in grado di garantire il risultato sotto il profilo igienico, estetico e funzionale. Se un’impresa accetta passivamente le disposizioni dell’utente (che ignora l’articolazione e la complessità delle procedure industriali applicate al settore del cleaning professionale) non renderà possibile uscire da quella che è una gestione di rapporti in un ambito ‘domestico’. Fare cultura all’utente significa ricordargli le sue responsabilità nei confronti dell’ambiente, di chi lavora in quel luogo e di chi lo visita. Deve conoscere le norme di sicurezza e comprendere appieno l’importanza della prevenzione. E tutto questo va valutato quando si sceglie un appalto: la politica del ‘minor prezzo’, alla luce di queste considerazioni, si può rivelare un boomerang. L’ANALISI In questa fase sono previsti tre punti da prendere in esame e da effettuare: l’Intervista, la Ricognizione, la Rilevazione. L’intervista è necessaria per capire le esigenze, le aspettative e la percezione della qualità dell’utente e dovrà essere un momento di confronto su come interagire per agevolare le operazioni: ad esempio, come isolare l’area di lavoro e quali sono le azioni che possono disturbare l’attività interna dell’utente. La ricognizione prevede la misurazione dell’area relativa l’intervento, quella dei per-


A cura di Mauro Martini

corsi e dove è ubicato lo spazio riservato alla collocazione e alla manutenzione dei materiali. La rilevazione traccia la mappa dei punti critici e segnala con quali fattori aggressivi occorrerà confrontarsi sul piano tecnico e comportamentale I risultati del sopralluogo dovranno fornire le indicazioni relative alla scelta del set operativo, ai tempi di realizzazione, alla qualifica degli operatori. L’ALLESTIMENTO Questo step prevede la nota di carico del set operativo (collocato in uno spazio riservato), che comprende: • Detergenti • Attrezzi agenti (panni) • Utensili • Attrezzi avvicinamento (scale) • Macchine e accessori • Protezioni ambientali • Protezioni operatori • Attestato della formazione Gli operatori devono essere accompagnati in un giro di ricognizione per conoscere l’ambiente di lavoro e, in particolare, la posizione dei supporti operativi quali acqua e corrente elettrica. È anche necessario fare un’attenta valutazione dei possibili rischi in tema di sicurezza e conoscere quale deve essere il comportamento da tenere in ogni area. Prima di procedere dovrà essere realizzato un campione (sia si tratti di una superficie,

Gli step dell’apertura del cantiere Analisi l’Intervista la Ricognizione la Rilevazione Allestimento il Set operativo il Giro di ricognizione la Valutazione dei rischi la Realizzzazione di un campione Azione il Confronto con la qualità e la produttività la Consapevolezza del ruolo (attenzione alla sicurezza)

sia di un intero locale) per evidenziare quale possa essere il risultato possibile e solo dopo averlo isolato e ricevuto il benestare dell’utente si deve procedere procedere all’esecuzione dei lavori. L’AZIONE Con questa fase si intende il confronto con la qualità e la produttività, in modo tale da non trascurare la sicurezza; è necessario quindi

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un comportamento altamente professionale che prevede l’abbigliamento adeguato, l’uso delle protezioni, l’ordine del cantiere, le attrezzature pulite ed efficienti… Ogni partecipante deve avere la consapevolezza del suo ruolo, e l’impresa non deve accettare passivamente la disposizione dell’utente, che ignora l’articolazione e la complessità delle procedure applicate alla pulizia. Appare evidente che l’utente e l’impresa debbano rivedere l’impostazione tradizionale del loro rapporto, che dovrà comunque essere basato sulla fiducia e la consapevolezza che il proprio interlocutore sia persona seria e valido professionista. Riflessioni che appartengono al bagaglio culturale dell’impresario che, in relazione alle diverse tipologie di cantiere, deve predisporre tutte le operazioni compatibili con le esigenze dell’utente ma, essenzialmente, quelle che gli consentiranno di ottenere un risultato conforme alle attività che si svolgono al suo interno e i fattori aggressivi che le stesse generano. LA CONSAPEVOLEZZA È necessario conoscere le diverse tipologie del cantiere. Vi è quella che appartiene alla sfera degli interventi straordinari che si rendono necessari dopo una ristrutturazione dei locali o per eventi atmosferici particolarmente aggressivi o a causa di un incidente che provoca danni alle strutture e le superfici. Più frequentemente si verifica perché la pulizia quotidiana non ha saputo impedire che lo sporco superasse il limite critico. La tipologia del cantiere è completamente diversa se si tratta di un appalto che prevede il riassetto e pulizia giornaliera rispetto a un intervento isolato, e che prevede una pianificazione che stabilisca le precedenze operative, la ripartizione dei carichi di lavoro e la formazione delle squadre tenendo conto degli aspetti caratteriali degli operatori oltre che naturalmente le specializzazioni tecniche. Per concludere, non possiamo che ribadire che quest’attività ha due facce: la pulizia qualificata, eseguita seguendo criteri professionali, e quella che fa riferimento alla pulizia domestica, eseguita per compiacere l’utente, e che non consente un approccio tecnico per la pulizia delle superfici: che è poi il requisito e il risultato che un’impresa di servizi qualificata deve soddisfare.

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SPECIALE CANTIERI / Trattamento superfici

Il cerchio di Sinner Conoscere i quattro fattori che compongono il cerchio di Sinner diventa di fondamentale importanza per evitare tutte quelle problematiche legate ai risultati, agli sprechi e ai problemi causati da una errata azione di pulizia

D

al punto di vista dell’operatore che tutti i giorni si confronta con la problematica della pulizia, quando si parla di pavimenti la prima domanda che sorge spontanea è: che tipo di pavimento è e quali sono le tecniche che mi consentiranno di pulirlo al meglio in minor tempo e in modo più efficace possibile? Questo, ovviamente, riguarda il grado di “pulibilità” di un pavimento; termine con il quale si vuole indicare la possibilità di rimozione dello sporco. Un fattore questo che varia a seconda delle prerogative del materiale al quale siamo di fronte.

Il metodo di trattamento di qualsiasi superficie in cotto, pietra naturale o grès porcellanato passa necessariamente attraverso tre fasi pricipali che possono essere sintetizzate dallo schema: lavaggio – protezione – finitura. La fase del lavaggio iniziale è la più importante di tutto il ciclo di trattamento. Con questa operazione, infatti, si rimuove lo sporco presente sulla superficie del pavimento, si correggono eventuali difetti e si risolvono i problemi che spesso sono provocati o apportati da terzi. Qualsiasi problema o inconveniente si può affrontare e risolvere solo in questa fase. IL CERCHIO DI SINNER Il cerchio di Sinner è un diagramma composto da quattro fattori - Chimica, Temperatura, Azione meccanica, Tempo - generalmente utilizzato nell’industria della lavanderia industriale o della detergenza di stoviglie per mettere a punto i vari programmi o cicli di lavaggio. Il concetto schematizzato nel cerchio di Sinner è valido anche nelle operazioni di pulizia di una superficie e soprattutto nelle fasi di lavaggio iniziale poiché intervengono contemporaneamente, anche se in diversa misura, tutti e quattro gli elementi che lo compongono. AZIONE CHIMICA L’azione chimica è il cuore del ciclo di lavaggio. Utilizzando le proprietà chimiche dei prodotti detergenti si sfruttano le reazioni

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gennaio/febbraio 2019


a cura di Paola Costa

CHE TIPO DI SPORCO POSSO TROVARE SU UNA PAVIMENTAZIONE?

che portano alla dissoluzione dello sporco o alla rimozione di macchie, croste, film, vecchi trattamenti ecc. Diverse sono le tipologie di reazione chimica che possono essere impiegate: reazioni acido-base, ossido-riduzioni e reazioni che implicano l’uso di solventi. Senza entrare nel dettaglio si possono schematizzare queste reazioni associandole alla tipologia di sporco che si ritrova generalmente su una pavimentazione (vedi schema a lato). Tra lo sporco minerale rientrano i residui di cemento, di colla e stucco per piastrelle, le efflorescenze saline, i residui di gesso, la polvere, le macchie di tempera e pittura, lo sporco da traffico e calpestio per la cui rimozione vengono impiegati prodotti disincrostanti a PH acido. La reazione tra un detergente acido e lo sporco di tipo

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CEMENTO, CALCE, STUCCO E COLLA PER PIASTRELLE RISALITE E FIORITURE DI SALI MINERALI TEMPERE E PITTURE MINERALI, POLVERE METALLI, SALI METALLICI, RUGGINE, OSSIDAZIONI SPORCO DA CALPESTIO E TRAFFICO

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CERE, POLIMERI CEROSI, SIGILLANTI ACRILICI E SINTETICI OLI (MINERALI & VEGETALI) ASPORTAZIONE DI TRATTAMENTI VECCHI/ERRONEI/ROVINATI ALGHE, MUSCHI, LICHENI

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VERNICI ORGANICHE E SINTETICHE SILICONE, IMPREGNANTI SILANICI & SILOXANICI GRAFFITI, ETC. carbonatico-calcareo si manifesta sotto forma di effervescenza; queste reazioni avvengono tutte in ambiente acido e a PH inferiore a 7. È necessario sapere che questo genere di reazione necessita generalmente di una grande quantità di reagente acido, sia per le caratteristiche intrinseche della reazione, sia perché, molto più materialmente, si possono incontrare forti spessori di cemento e di sporco. Nel caso di macchie da pallettizzazione si utilizzano reazioni di ossido-reazione, preferibilmente basate in ambiente acido per trasformare le macchie in Sali solubili in acido. Se poi si tratta di rimuovere lo sporco di origine organica allora diventa molto importante saperne riconoscere la tipologia. Nel caso si debbano rimuovere grassi, cere, alghe ecc. le reazioni chimiche sono mirate ad agire su ogni specifica tipologia di sporco. Nel caso di unto e grassi si utilizzano gli sgrassanti come ad esempio per la rimozione di trattamenti precedentemente eseguiti con olio di lino o resine oleose. Per cere e film polimerici si utilizzano i deceranti, accompagnati da detersolventi, come nel caso della rimozione di vecchie cere in strati successivi, anche di notevole spessore. Ove vi siano alghe, muffe e


SPECIALE CANTIERI / Trattamento superfici

Residui di cemento

Residui di stucco

Fioriture di sali minerali

Sporco da calpestio

muschi si utilizzano dei biocidi a base di cloro, come per rimuovere, in esterno, le patine verdi di muschi e di alghe che proliferano nelle zone esposte a nord e che rendono le pavimentazioni scivolose e pericolose. Queste reazioni avvengono tutte in ambiente alcalino, e a PH superiore a 7. L’utilizzo di solventi è consigliato per disgregare velocemente i vecchi strati di film polimerici oppure quando sono presenti forti spessori di resine, vernici o film come ad esempio nel caso di smalti, pitture al quarzo e intonachino silossanico che rimangono sul pavimento dopo le operazioni di pittura delle stanze o del fabbricato. L’utilizzo di diluenti è invece consigliato quando si tratta di macchie di unto, di vernice o di resine da trattamento che non si possono asportare. LA TEMPERATURA Quando si parla di temperatura ci si riferi-

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sce al calore dell’acqua che si utilizza per le operazioni di lavaggio. Il principio termodinamico prevede che a una temperatura più elevata corrisponde una maggiore velocità di reazione e questo significa che se si lava un pavimento con acqua calda o con vapore, le reazioni chimiche risultano più rapide. Significa, inoltre, che deve essere presa in considerazione anche la temperatura del pavimento soprattutto quando si lavora in esterno sotto il sole o in presenza di un impianto di riscaldamento radiante. Bisogna anche tenere presente che sia le reazioni alcaline sia quelle acide sono favorite dalla temperatura. Nel caso di reazioni alcaline, per sgrassare o decerare una pavimentazione, l’utilizzo di acqua calda o di vapore favorisce il distacco dei film cerosi e lo scioglimento delle patine di grasso e di unto. Nel caso di reazioni acide, si possono manifestare alcuni effetti indesiderati, quali ad esempio lo sviluppo di fumi acidi

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che possono corrodere maniglie e parti metalliche presenti nella stanza. L’effetto calore, inoltre, può aumentare la velocità di reazione dell’acido stesso provocando reazioni incontrollate in grado di intaccare il colore o la struttura della piastrella. Questo è il motivo per cui tutti i lavaggi acidi si eseguono sempre con acqua fredda e, soprattutto in esterno, si evita di operare su pavimenti arroventati dal sole. IL FATTORE TEMPO Il fattore tempo è rappresentato dalla velocità di reazione. Le reazioni acide e soprattutto quelle alcaline, non sono immediate e questo significa che entrambe necessitano di un sufficiente tempo di contatto tra la sostanza che vogliamo rimuovere e il principio chimico che stiamo utilizzando. Nel caso di reazioni acide la reazione è piuttosto lenta generalmente a causa delle dimensioni molecolari del


tipo di sporco. Quando si tratta di reazioni alcaline, i tempi di contatto e la reazione sono ancora più lunghi soprattutto per via del legame chimico che si deve spezzare per rimuovere lo sporco. Il fattore tempo è, molto spesso, sottovalutato dagli operatori perché si pensa che l’azione chimica sia prevalente immediata; per questo accade che chi esegue un’operazione di lavaggio non bagni sufficientemente la superficie non dando così modo al prodotto chimico di interagire interamente con la sostanza che si vuole asportare.

Un errore che si verifica molto spesso è quello di mettere la soluzione chimica nel serbatoio della monospazzola e da esso versarlo direttamente sulla pavimentazione. Nel migliore dei casi si spreca solo prodotto poiché il detergente, anche se fortemente concentrato, non ha il tempo di reazione sufficiente per rimuovere lo sporco e pertanto alla fine dell’operazione, saranno presenti ancora parecchi residui di sporco che renderanno necessario un secondo lavaggio. Frequentemente accade che con questo modo di procedere Lavaggio corretto

Preparazione della soluzione detergente Lavaggio non corretto

si causino dei danni irreversibili perché, soprattutto nel caso di reazioni acide, si possono macchiare irreversibilmente i pavimenti; accade con le impronte di scarpe, con il cavo della monospazzola o con le gocce di soluzione acida che cadono sul pavimento. L’operazione corretta consiste nel preparare la soluzione in un secchio

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SPECIALE CANTIERI / Trattamento superfici

Operazioni di rimozione di olio di lino cotto

Operazioni di rimozione di cemento da pavimento in porfido (prima e dopo) e di stenderla abbondantemente e uniformemente sulla pavimentazione servendosi di una scopa e di due operatori: uno che rimane sempre sull’asciutto, l’altro che opera sul bagnato. In questo modo il lavaggio si esegue su un pavimento omogeneamente bagnato e le reazioni chimiche avvengono in modo uniforme. Con il pavimento uniformemente bagnato, si possono lavare battiscopa, mensole e camini oppure rimuovere forti incrostazioni di stucco e cemento; la stessa procedura è valida anche nel caso di grassaggio o deceratura. A maggior ragione, il lungo tempo di contatto permetterà all’operatore di lavorare con sicurezza, magari continuando ad aggiungere acqua calda per favorire il distacco degli strati cerosi o delle patine di olio e di ottenere alla fine

avere un risultato migliore. AZIONE MECCANICA L’azione meccanica è rappresentata dalla forza e dall’attrito che si sviluppano utilizzando tamponi manuali, monospazzole, lavasciuga pavimenti, idropulitrici ecc. La forza meccanica è dovuta alla potenza delle macchine che si utilizzano e dal grado di abrasione sviluppato dagli accessori: dischi e tamponi. Anche questo fattore è molto spesso sottovalutato. Nel corredo di un’impresa di pulizia, infatti, dovrebbe essere presente una serie di abrasivi di diversi colori, bianco, verde, azzurro, rosso, marrone e nero oltre a spazzole in nylon e in tynex. Accade invece che le imprese utilizzino prevalentemente il disco nero per sfruttarne l’effetto abrasivo.

Rimozione del vecchio trattamento a cera (prima e dopo) questa breve analisi si comprende come gli elementi che compongono il cerchio di Sinner siano strettamente correlati tra loro. Ogni volta che si esegue un’operazione di lavaggio, manuale o con l’uso di macchine, entrano sempre in azione tutti e quattro fattori. È compito dell’operatore preparato compiere le opportune scelte, per raggiungere l’equilibrio tra i quattro fattori che conduca ad avere il miglior risultato, nel più breve tempo e nel modo più economico.

Rimozione di alghe e muschi

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A parte il fatto che i dischi neri tendono a sciogliersi al contatto con soluzioni acide, non si tiene assolutamente conto delle caratteristiche di durezza dei pavimenti: infatti, l’uso indiscriminato del disco nero provoca abrasioni sui materiali teneri e soprattutto sul cotto spagnolo o le terrecotte chiare; può graffiare irrimediabilmente alcuni materiali pregiati come il marmo, oppure può risultare troppo rigido e, nel caso di gres porcellanato, scivolare sulla superficie senza pulirla.Invece, nel caso si debba lavare un cotto tenero che si scalfisce molto facilmente, può essere necessario utilizzare un disco bianco o rosso. Nel caso di un cotto fatto a mano ricoperto da sabbia, è molto più utile la spazzola di nylon, poiché il disco abrasivo è praticamente inservibile, a causa della ruvidità del pavimento. Se si devono rimuovere forti strati di vecchio trattamento può essere più efficace la spazzola in tynex poiché non si intasa e, a differenza dei dischi abrasivi, mantiene sempre le sue caratteristiche abrasive. Da

novembre/dicembre 2018


SPECIALE CANTIERI / Piano di lavoro

Camera d’albergo, guida alla corretta pulizia L’igiene è il biglietto da visita di un albergo. Trovare camere pulite e ordinate è una delle caratteristiche principali per garantire al cliente un alto standard di qualità. È pertanto necessario pianificare l’attività nei minimi dettagli.

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er prevenire le patologie, in generale, è bene adottare particolare attenzione e adatte contromisure per gli ambienti ad alto uso promiscuo. Le patologie provocate dalla trasmissione di microrganismi attraverso le superfici degli arredi e delle suppellettili costituiscono da sempre un problema rilevante: responsabili ne sono la polvere, i residui, i rifiuti che si creano e possono generare situazioni a rischio, proprio per la grande frequenza di contatti tra le persone e la grande movimentazione delle attrezzature. Nonostante l’uso di nuove tecnologie per garantire la pulizia, il rischio di una diffusione di cariche batteriche negli ambienti rimane alto. In albergo si muovono e si alternano persone provenienti da ogni parte del mondo, che possono essere portatori delle più svariate patologie. Il fattore più importante è determinato dunque dalla pulizia degli ambienti e dall’igiene della persona che opera all’interno della camera, la cameriera ai piani. Compito primario per il quale viene assunto il personale ai piani è la pulizia delle camere. Sebbene questa possa apparire un’operazione semplice, in realtà lo diventa solo se svolta con grande professionalità e motivazione. Pensare, per esempio, che grazie al

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proprio lavoro il cliente sarà soddisfatto e pagherà il conto convinto di aver ricevuto un ottimo servizio - portando di conseguenza guadagno all’albergatore e contribuendo a sostenere lo stipendio anche del personale ai piani - può essere un ottimo punto di partenza. Il pulito conforme alle esigenze di un ambiente come l’albergo si ottiene operando su tre fronti, è perciò necessario: • determinare i punti critici del locale; • istruire il personale sulla corretta applicazione della prassi igienica, operativa e personale, dotandolo di un set operativo adeguato che sia nel contempo efficiente ed efficace; • condividere e partecipare alle attività di controllo Tecniche di intervento e formazione del personale Le tecniche di intervento si suddividono in obbligatorie e quelle scelte in base alle situazioni. Quelle obbligatorie appartengono a operazioni che si devono compiere, come: evitare di trasportare acqua sporca; evitare che i panni sporchi siano a contatto con altri componenti del set; evitare che un panno venga usato per pulire più superfici; evitare inutili operazioni di lavaggio nel corso

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delle altre operazioni di pulizia; evitare che i prodotti miscelati con acqua ristagnino o si deteriorino. L’istruzione del personale deve imperniarsi su tre temi: capire e condividere il motivo degli interventi; utilizzare le tecniche e il relativo uso degli attrezzi; preoccuparsi dell’igiene della persona e del rapporto con i clienti e colleghi.


A cura di Alessandra Mecca

Tutto il personale addetto deve trovarsi in condizioni sanitarie idonee e comunque tali da non essere causa di contaminazione. In qualsiasi momento il personale deve potere dimostrare la propria idoneità mediante il libretto sanitario, aggiornato in base ad apposite visite e analisi mediche, e che deve essere conservato presso la sede di lavoro. A tale scopo, l’operatore è tenuto a denunciare ai responsabili eventuali problematiche relative al proprio stato di salute, con parti-

colare riferimento a malattie, che possano essere causa di contagio. Prima dell’inizio del rapporto di lavoro, il personale deve essere sottoposto a visita medica così come ogni qualvolta se ne verifichi la necessità per cause clinico-epidemiologiche (per esempio in seguito a malattie respiratorie, gastrointestinali, infettive, ferite e così via). Soltanto a seguito del parere positivo del medico, riportato nella documentazione da archiviare, potrà ripren-

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dere il lavoro. La corretta tecnica di intervento deve fare riferimento alla corretta prassi igienica, la stessa igiene personale ha delle priorità e alcune regole semplici da rispettare, come ad esempio: lavare le mani prima di iniziare a pulire il locale, mantenere la divisa in buono stato, i capelli raccolti, le scarpe chiuse. Inoltre, è necessario collaborare e condividere le attività di controllo, che devono avere una base operativa rappresentata da

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SPECIALE CANTIERI / Piano di lavoro schede che riportano le domande relative a ogni parte soggetta a controllo e dove sarà riportato l’esito, mentre altri schemi più descrittivi saranno utilizzati per controllare gli aspetti comportamentali. Il piano degli interventi scandisce ogni giorno le operazioni da svolgere e allo stesso tempo consente la gestione e il controllo degli imprevisti tipici dell’attività dell’albergo. Forniamo ora alcune indicazioni per effettuare al meglio le operazioni di pulizia. COME PROCEDERE: TUTTE LE OPERAZIONI STEP BY STEP Appena varcata la soglia della camera da pulire è importante lavarsi le mani. Questa pratica igienica e, in particolar modo, il tempo impiegato per insaponare e sciacquare le mani, serve anche per fare mente locale sul lavoro da svolgere, trovando inoltre la giusta carica psicologica. Entriamo ora nel vivo delle operazioni di pulizia e, in senso figurato, nella stanza da pulire. La prima cosa da fare è accendere tutte le luci e, se è mattina, aprire le tende o alzare le tapparelle o spalancare le persiane, porre il carrello di traverso alla porta per mantenerla aperta e ostruire l’ingresso a chiunque. Dopo aver favorito il ricambio d’aria, bisogna passare alla prima stanza da pulire, che generalmente è il bagno. LA PULIZIA DEL BAGNO Dopo essere entrati in questa stanza, accendere tutte le luci e, nel caso ci sia la finestra, alzare le tapparelle o spalancare le persiane. Ammucchiare per terra tutta la biancheria sporca, poi indossare i guanti. Per mantenere i livelli igienici, estetici e funzionali conformi alle attività fisiologiche che si svolgono all’interno del bagno (l’uso del water, il lavabo), sia per la formazione del calcare causato dai sali contenuti nell’acqua, sia per l’uso delle superfici con la possibilità che permangano residui che possono propagare batteri, occorre sempre avere attenzione alle maniglie delle porte, alla rubinetteria e tutte quelle superfici con cui facilmente le persone entrano a contatto. Foto bagno LA TAZZA Scaricare l’acqua nel wc e cospargere le pareti interne con il liquido più indicato. Il

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cattivo odore proveniente dagli scarichi denuncia la presenza di batteri, occorre quindi versarvi un prodotto a base di cloro. Immergere nell’acqua anche lo scopino e usarlo per insaponare le pareti della tazza e le parti più difficili da raggiungere. Per rimuovere eventuali incrostazioni, grattare il fondo della tazza. Attendere alcuni minuti, riscaricare e sciacquare lo scopino più volte, fino a che l’acqua è limpida e le pareti interne risultano bianchissime. Utilizzando un panno e un detergente, pulire le pareti esterne, il sedile, la base, le piastrelle che si trovano dietro alla tazza e asciugare in modo accurato, a seguire, tutto ciò che è stato lavato. Non bisogna mai dimenticare di sostituire il rotolo di carta igienica, se finito o in procinto di esserlo, posizionandolo verso l’esterno e rivoltandone un angolo. Aggiungere poi un rotolo nuovo, a vista, nella dotazione del bagno. LA DOCCIA Entrare nella doccia posizionando sotto i piedi il tappetino già usato dal cliente. Con l’apposito detergente e con una spugnetta bagnata, pulire le pareti interne. Qui, il consiglio, è quello di fare molta attenzione al tipo di detergente usato: deve essere, infatti, adatto al materiale con il quale sono fatte le pareti. Nel pulire le zone interne, partire sempre

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dall’alto e strofinare il panno verso il basso: in questo modo, la schiuma del detergente e lo sporco possono confluire verso il piatto doccia. In caso di piastrelle, vanno seguiti gli stessi criteri di pulizia. Attenzione agli angoli del box doccia e del piatto: è in quei punti che lo sporco si nasconde con più facilità. Terminare le operazioni pulendo il portasapone, il rubinetto, l’erogatore dell’acqua della doccia e le parti cromate. Uscire dalla doccia, togliere il tappetino e sciacquare con acqua, prima calda, poi fredda. Controllare che nel foro di scarico non vi siano ostruzioni date dalla presenza, per esempio, di capelli. Se è presente sporcizia, rimuoverla. Infine, asciugare tutto con un panno asciutto. Un procedimento pressoché analogo è da seguire nel caso in cui, al posto della doccia, ci fosse la vasca. IL LAVANDINO, LO SPECCHIO E LA MENSOLA Passiamo ora alla pulizia professionale di questi tre elementi. Per prima cosa, raccogliere dell’acqua tiepida nel lavandino, nella quale diluire un po’ di detergente. Spostare con cautela gli oggetti personali dei clienti, senza aprire alcun contenitore o toccare eventuali oggetti di valore presenti nel bagno. Lavare le superfici del lavandino, la men-


sola e i rubinetti utilizzando una spugnetta bagnata. Eliminare la soluzione di acqua e detergente dal lavandino e risciacquare tutte le superfici con acqua fredda. Controllare, anche in questo caso, il troppopieno e il foro di scarico. Lo specchio va pulito usando un apposito detergente spray e un panno asciutto. Ripassare la spugna umida sulla mensola e, nel caso in cui il bagno fosse dotato di asciugacapelli, passare la spugna anche su questo apparecchio, per togliere eventuali impronte. Asciugare con un panno asciutto il lavandino, la mensola e lucidare le parti cromate e di acciaio, riordinare gli oggetti personali dei clienti e rifornire il cestino cortesia con saponette, cuffia doccia, dentifricio, bicchieri di plastica, salviettine. Per il bidet, seguire le stesse operazioni di pulizia del lavandino. IL PAVIMENTO DEL BAGNO Eliminare ogni traccia di sporco da terra: si suggerisce di utilizzare uno straccio umido

che possa raccogliere anche capelli, peli ed eliminare eventuali segni o macchie presenti sulle mattonelle. L’intera superficie del pavimento va lavata con una spugna inumidita con il detergente adatto, piegandosi sulle ginocchia. Eventualmente ripassare un panno asciutto per eliminare gli aloni. LA PORTA DEL BAGNO Entrambi i lati della porta (interno ed esterno) vanno ripassati con un panno inumidito con il detergente adatto. Pulire i cardini e le maniglie per renderli brillanti. Verificare che non ci siano macchie o aloni sulla porta. Estrarre la biancheria sporca precedentemente raccolta e depositarla sul pavimento della camera da letto. Togliere i guanti, controllare la presenza di sufficiente biancheria pulita e uscire dal bagno, lasciando la porta accostata. LA STANZA DA LETTO Prima di iniziare a pulire questa stanza è

P R O F E S S I O N A L

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bene spostare verso la porta d’ingresso della camera la biancheria sporca del bagno. Procedere, poi, spogliando il letto da federe cuscini, lenzuola e federe materasso; sistemare questa biancheria sul pavimento, dentro le federe usate, per poi unirla alla biancheria sporca del bagno. Infine, deporre il tutto nell’apposito sacco che si trova sul carrello. Cuscini, copriletti e coperte vanno appoggiati su una sedia. Controllare che il materasso sia in perfetto stato, che i bordi del letto siano puliti e che il coprimaterasso non presenti delle macchie. rima di stendere il coprimaterasso, allineare il materasso ai bordi. La raccomandazione è quella di controllare bene che sotto il letto non ci sia sporcizia, polvere o qualche oggetto dimenticato dal cliente. Avvicinarsi quindi al carrello, prelevare i capi di biancheria puliti che occorrono e posizionarli su un’altra sedia. Per rifare il letto, porsi su uno dei suoi lati, tenendo tra le mani il primo lenzuolo. Stenderlo al centro del materasso con i

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SPECIALE CANTIERI / Piano di lavoro bordi - della stessa lunghezza - che ricadono ai lati del letto. Partendo dall’angolo sinistro della testata (parte alta), fissare il lenzuolo. Assicuratelo poi anche intorno all’angolo sinistro della parte bassa del letto, con la tecnica del triangolo: rimboccare il triangolo verso terra, sotto il materasso, piegare e rigirare il resto del triangolo (che rimane sulla parte alta del materasso) anch’esso sotto il materasso. Cambiare lato ed effettuare la stessa operazione. Stendere il secondo lenzuolo rovesciato e ripetere le operazioni fatte per il primo lenzuolo, per fissarlo. Passare poi alla coperta: adagiarla, poi girare il bordo del secondo lenzuolo (lato testata) sopra di essa. Tendere la coperta verso il pavimento e stendere il copriletto girandone il bordo dal lato della testata. Prendere i cuscini e sbatterli più volte tra le mani dalla parte piatta, successivamente dalla parte dei quattro lati. Mettere le federe pulite, appoggiare ogni cuscino sul risvolto del copriletto. Rigirare quest’ultimo con i cuscini al suo interno. Nei controlli delle camere verificare che le bottigliette nel frigobar non siano manomesse e riempite con liquidi diversi da quelli originali, onde evitare sgradevoli sorprese al cliente successivo. I QUADRI, I VETRI E GLI SPECCHI Spolverare con un panno asciutto le cornici dei quadri lungo ogni lato. Con un panno inumidito con del detergente per vetri e

specchi, pulire queste superfici con accuratezza. Ripassare con un panno asciutto. IL MOBILIO Nel caso in cui il cliente fosse già partito: controllare che il cliente non abbia dimenticato oggetti personali in camera; spolverare con un panno asciutto bordi e testate dei letti, ripiani e gambe di ogni mobile (in caso di aloni o macchie usare un panno inumidito con un detergente adatto); pulire l’armadio iniziando dalla parte alta (se molto impolverato, usare un panno inumidito con un detergente adatto); pulire internamente tutti i cassetti in ma-

niera accurata; pulire le porte dell’armadio sia fuori sia dentro con un panno inumidito con un detergente adatto; riordinare le stampelle appendiabiti; pulire tutti i ripiani con un panno inumidito con un detergente adatto; pulire lo specchio con un panno inumidito con un detergente per vetri e asciugare con uno asciutto; chiudere l’armadio; spolverare il portavaligie. NEL CASO IN CUI IL CLIENTE NON FOSSE GIÀ PARTITO: spolverare con un panno asciutto bordi e testate dei letti, ripiani e gambe di ogni mobile (se su tutte queste superfici vi sono aloni o macchie, usare un panno inumidito con un detergente adatto); pulire le porte dell’armadio sia fuori sia dentro con un panno inumidito con un detergente adatto; pulire lo specchio con un panno inumidito con un detergente per vetri e asciugare con uno asciutto. LE LAMPADE Accendere le luci per assicurarsi che tutte le lampadine siano funzionanti. Rimuovere il coprilampada: se è in tessuto pulirlo con una spazzola; se è in materiale sintetico o duro, pulirlo con un panno asciutto o leggermente inumidito con il detergente adatto. Pulire e spolverare le lampadine con un panno asciutto. Pulire invece con un panno

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inumidito tutta la lampada, poi rimettere il coprilampada. Togliere, con un panno leggermente inumidito con il detergente adatto, le impronte dagli interruttori o dalle borchie del blocco interruttori. Foto lampada IL TELEVISORE CON TELECOMANDO E LA RADIO Accendere sia il televisore sia la radio e assicurarsi che funzionino. Verificare che il telecomando della tv sia funzionante e che abbia le pile cariche. Spegnere gli apparecchi. Pulire con un panno inumidito con il detergente adatto il televisore, il telecomando e la radio, spolverare la base di appoggio del televisore e, con un panno inumidito con il detergente adatto per vetri, pulirne lo schermo. IL TELEFONO Controllare il corretto funzionamento. Se fuori posto, riposizionarlo dove abitualmente è stato collocato. Pulire con un panno inumidito con il detergente adatto tutto l’apparecchio telefonico, con particolare cura della cornetta, poi il filo.Assicurarsi che il foglietto di spiegazioni dell’uso del telefono in camera non sia stato smarrito. Se in bagno è presente un altro apparecchio telefonico, pulirlo allo stesso modo del precedente. IL MINIBAR Prima di aprire lo sportello, controllare che la spina sia inserita nella presa della corrente. Aprire ora lo sportello e verificare che la luce interna si accenda e che la temperatura sia corretta. Rifornire le bottiglie mancanti e, nel caso in cui il cliente fosse già partito, togliere quelle aperte. Sostituire i bicchieri usati. Richiudere lo sportello e pulire esternamente il frigorifero con un panno inumidito con il detergente adatto. Si consiglia di sbrinare il frigorifero e ripulirlo anche all’interno, prima dell’arrivo dell’estate. Passare poi al termostato; pulire manopola e borchia con un panno inumidito con il detergente adatto. Posizionare il termostato su una temperatura adeguata alla stagione. IL PAVIMENTO La pulizia del pavimento cambia in base al materiale con il quale è realizzato: marmo; piastrelle; parquet; moquette. foto pavimento

IL MARMO Passare l’aspirapolvere, partendo dall’angolo più lontano della camera (rispetto alla porta) e muoversi per linee orizzontali fino alla porta d’ingresso della camera. Lavare il pavimento con un panno umido con acqua e detergente disinfettante, utilizzando il bastone specifico. Una volta asciugato il pavimento, se dovessero esserci degli aloni, passare un panno asciutto, sempre usando il bastone. La cera va applicata almeno una volta ogni sei mesi e rimossa utilizzando la lucidatrice.

le spatole della spazzola ritratte. La moquette va lavata almeno una volta al mese. Vi sono tre metodi per lavare la moquette: con lo shampoo secco, usando l’apparecchio specifico per il lavaggio a secco; con l’apparecchiatura per il lavaggio ad acqua calda sotto pressione. Il tempo per asciugare la moquette è di circa 3 ore; versando lo shampoo liquido per moquette direttamente sul pavimento. Strofinare a mano con una spazzola. La moquette si asciuga dopo 12 ore.

LE PIASTRELLE Passare l’aspirapolvere, partendo dall’angolo più lontano della camera (rispetto alla porta) e muoversi per linee orizzontali fino alla porta d’ingresso della camera. Lavare il pavimento con un panno umido con acqua e detergente disinfettante, utilizzando il bastone specifico.

I TAPPETI I tappeti vanno puliti ogni giorno con l’aspirapolvere o il battitappeto, con le spatole ritratte. Almeno una volta ogni sei mesi vanno stesi all’aria e battuti con il battipanni da entrambi i lati.

IL PARQUET Dopo aver lavato il pavimento con un panno leggermente inumidito, passare la lucidatrice da parquet. Se ci sono delle macchie, usare la trementina, con moderazione. Se la macchia dovesse mostrare resistenza, utilizzare con delicatezza una paglietta. Passare la cera e lucidare. Almeno ogni tre mesi passare la cera per parquet e lucidare. LA MOQUETTE Passare l’aspirapolvere o il battitappeto, con

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IL BALCONE Per prima cosa, accendere la luce e assicurarsi che funzioni. Se la lampadina o il portalampada dovessero essere impolverati o sporchi, pulirli usando un panno asciutto. Iniziare a scopare il balcone, poi pulire il parapetto con un panno o una spugna umida e passare all’arredamento in dotazione sul balcone, usando i detergenti indicati a seconda del materiale con il quale è realizzato il mobilio. Foto balconi LA FINESTRA Aprirla, pulire con un panno umido il davanzale, poi richiuderla.

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SPECIALE CANTIERI / Piano di lavoro emergenza, assicurandosi che si aprano e chiudano correttamente. Foto corridoi

Sempre con il panno inumidito pulire la parte bassa della cornice della finestra e le parti laterali. Usando un altro panno inumidito con del detergente per vetri, pulire la superficie con accuratezza. Ripassare con un panno asciutto. Assicurarsi, in controluce, che non si vedano aloni. LE TENDE, LE PERSIANE O LE TAPPARELLE Aprire e chiudere più volte le tende e le persiane o alzare le tapparelle, per verificarne il corretto funzionamento. Questi elementi devono essere lavati almeno una volta ogni sei mesi. Le tende vanno pulite con l’aspirapolvere almeno a ogni cambio di stagione, per evitare che diventino deposito di polveri e pollini che potrebbero provocare allergie. LA PORTA Spolverare la porta con un panno asciutto, da entrambi i lati. In presenza di aloni o macchie, pulirla con un panno inumidito con il detergente adatto, poi asciugare con un panno asciutto. Lucidare le maniglie e i cardini, sempre con un panno asciutto. Se le maniglie dovessero essere di ottone, lucidarle almeno una volta ogni tre mesi con il liquido adatto. Assicurarsi che il/i cartello/i “non disturbare” e “rifare la camera” siano appesi alla maniglia, all’interno della camera. Al termine del lavoro riguardare attentamente la camera, per assicurarsi di aver eseguito una corretta pulizia professionale.

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Accertarsi che i rubinetti siano tutti chiusi e che lo scarico della tazza non sia rimasto bloccato. Spegnere le luci rimaste eventualmente accese e chiudere a chiave la porta. foto controllo I CORRIDOI Sempre percorsi da molte persone, anche i corridoi necessitano di un’attenta pulizia: se fossero sporchi, impressionerebbero in maniera sfavorevole il cliente. Di solito i pavimenti dei corridoi sono coperti di moquette o con tappeti resistenti, che richiedono poca manutenzione. Passare l’aspirapolvere almeno una volta al giorno, a seconda del traffico di ospiti e del livello di occupazione. Il consiglio è quello di programmare il lavaggio della moquette o dei tappeti durante i periodi di bassa stagione o di scarsa occupazione. Inoltre, è necessario eliminare giornalmente la polvere che si accumula sulle superfici e gli arredi. Da spolverare, sono anche le porte delle camere e le maniglie, eliminando le eventuali impronte e le macchie. Vanno spolverati poi i lampadari e le lampade, nonché le condotte d’aria, controllando che non vi sia sporcizia che ostruisca il passaggio dell’aria. Va anche verificato, per quanto possibile, il corretto funzionamento delle luci di emergenza e degli impianti di sicurezza. Infine, bisogna eliminare la polvere e la sporcizia dalle finestre e dalle porte delle uscite di

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OLTRE L’ORDINARIO: LA PULIZIA DI FONDO La pulizia che viene effettuata quotidianamente mantiene le camere e gli altri ambienti puliti e salubri. Periodicamente è però necessaria una pulizia più profonda. Quest’ultima serve per rimuovere la polvere e lo sporco che si accumula nonostante la pulizia giornaliera e per ovviare alle eventuali carenze nella pulizia riscontrate durante le periodiche ispezioni. Tra le operazioni comprese nella pulizia di fondo, troviamo: il rovesciamento di materassi, lo spostamento di mobili, la pulizia dei soffitti, delle pareti, delle porte e delle finestre, dei lampadari, il lavaggio di tappeti, moquette, tendaggi, copriletto, che devono essere effettuate con regolarità, ma di certo non giornalmente. Come si può ben intuire, la pulizia a fondo, oltre a un programma speciale, necessita anche di più tempo. Generalmente, è necessario il doppio del tempo dedicato normalmente alla pulizia giornaliera. Per quanto riguarda la periodicità secondo la quale devono essere effettuate le operazioni di pulizia a fondo, non è possibile fare una generalizzazione, in quanto dipende da vari fattori, quali la tipologia dell’albergo, il tipo di clientela, il periodo di alta o bassa stagione, il tasso di occupazione dell’albergo, la qualità della pulizia giornaliera. Per le operazioni più pesanti è comunque preferibile aspettare i periodi di bassa occupazione, in modo da poter escludere dall’affitto, senza danno economico, un certo numero di camere, a rotazione, nelle quali sarà possibile occuparsi delle pulizie di fondo con maggiore calma. Gli interventi richiedono un set operativo che rappresenta un fattore ad alto rischio igienico, perché è sempre a contatto con lo sporco: lo stesso aspiratore utilizzato nelle camere deve essere potente, silenzioso e dotato di micro-filtro per evitare che una parte aspiri la polvere e dallo sfiatatoio fuoriescano microrganismi; pertanto richiede una manutenzione e una pulizia mirata. I panni, poi, devono essere lavati a fondo ed eliminati dopo un certo numero di lavaggi, perché perdono la loro proprietà pulente, e divengono a loro volta pabulum per i batteri.


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SPECIALE CANTIERI / Superfici esterne

Alghe, muffe, licheni e muschio Come effettuare la pulizia di un pavimento esterno in cotto ricoperto di alghe e come proteggerlo dallo sporco e dalle macchie dando un effetto ravvivante al materiale

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e superfici esterne sono le parti più soggette alle azioni di degrado. E’ necessario imparare ad analizzare le cause di deterioramento al fine di progettare e attuare congruenti e durevoli interventi di manutenzione. L’USO DI PRODOTTI IDROREPELLENTI: SÌ/NO Nel caso di una superficie esterna in cotto l’uso del prodotto idrorepellente non è sempre risolutivo (vedi foto 1) perché i prodotti interagiscono in un sistema edile nel quale si manifestano reazioni non prevedibili, dovute spesso alla combinazione di fattori che si sono sommati nel tempo.

Infatti, nonostante i materiali, prima della posa, (vedi foto 2) siano stati impregnati per immersione in una soluzione idrorepellente all’acqua - in concentrazione del 30% circa – e alla fine sia stato eseguito un ulteriore trattamento protettivo, dopo soli cinque anni, il pavimento si presenta coperto di alghe e licheni. Su situazioni edili simili non è possibile eseguire una impermeabilizzazione totale, poiché i materiali sono posati nel 99% dei casi, a contatto diretto del terreno e con scarse pendenze: non è possibile risolvere i ristagni d’acqua con una protezione idrorepellente. Dal terreno arriverà sempre una continua alimentazione di umidità che evaporerà per FOTO 1 Cotto fatto a mano.

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A cura di Costantino Zanatta

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SPECIALE CANTIERI / Superfici esterne

FOTO 2 Pavimento ricoperto di muschi e licheni.

FOTO 3 Il materiale non traspirabile causa l’esfoliazione.

capillarità sulle superfici adiacenti il bordo esterno. In questa fase l’umidità riesce a disciogliere e portarsi dietro i sali trovati nelle colle o nelle malte di posa che progressivamente ostruiranno il reticolo formato dalla soluzione idrorepellente applicata anni prima. Tale fenomeno limiterà progressivamente quindi la possibile traspirabilità dei materiali che, non trovando più la possibilità di un passaggio, continuerà la sua spinta sino a far sfogliare il materiale per uno spessore che di solito interessa tutta la parte protetta (vedi foto 3 e 4).

OSSERVARE IL CANTIERE Non è sicuramente prevedibile un fenomeno che si potrebbe manifestare da uno a cin-

que o dieci anni dopo la fase di trattamento protettivo, ma se si osserva con attenzione il contesto e il sistema edile nel suo insieme, si possono eventualmente notare i fattori di rischio futuri. • Se i materiali sono posati adiacenti il terreno o addirittura allo stesso livello senza alcuna barriera protettiva; • Se non vi è alcuna barriera vapore tra i sottofondi e le superfici eseguita con cognizione di causa, • Se il tipo di materiale scelto per l’opera era meglio destinarlo a superfici interne; • Se il tipo di materiale scelto può degradare facilmente con i cicli di gelo-disgelo negli anni;

FOTO 5 Sfaldatura e sali a causa dell’umidità.

FOTO 6 Sul lato Nord-Ovest si nota l’evaporazione.

Se i materiali sono ad alta assorbenza e nella fase di posa non si è pensato a proteggere con soluzione idrorepellente per immersione tutto il materiale; Se alla fine anche l’irrigazione arriva a bagnare abbondantemente tutti i giorni i materiali;

Saremo sicuramente ad alto rischio nel futuro, quindi limitiamoci alla sola pulizia ed eventualmente proponiamoci per una manutenzione periodica. L’INFLUENZA DEI FATTORI ESTERNI Il muro di mattoni (vedi foto 5, 6, 7) è stato protetto con una soluzione idrorepellente perché probabilmente nel passato mani-


FOTO 4 Altro esempio di esfoliazione. festava salinità in uscita dovuta all’evaporazione dell’umidità proveniente dalla base in cemento armato. Dato l’orientamento del muro da nord-ovest a sud-est si nota che l’evaporazione avviene quasi tutta verso la parte sud-ovest (dove batte di più il sole…) creando le spaccature sul muro e sul quale è visibile la formazione dei sali; ironia della sorte osservando il lato sud-est che ha lo stesso tipo di protezione non notiamo nessun pezzo sfaldato o che si stia degradando e non si nota nessun segno di risalita di sali né di umidità. In questo caso le migliori conoscenze e le tecnologie disponibili non ci mettono al riparo dalle manifestazioni di degrado che si possono verificare in futuro.

FOTO 7 Il lato Sud-Est, più soleggiato, è integro.

COME TOGLIERE IL MUSCHIO Altro discorso è la formazione di muschi e licheni che troviamo normalmente sui materiali assorbenti, ma che si possono ripulire e ripristinare. Sul mercato esistono prodotti alghicida che applicati sulle superfici e lasciati agire, sciolgono sino alla radice tali formazioni prevenendo per un certo periodo la nuova formazione di patine di muschio che sappiamo essere molto scivolose. A questo punto verrebbe naturale proteggere in superficie i materiali con una soluzione idrorepellente pensando di risolvere per sempre il fenomeno: nulla di più sbagliato. Questo perché, con il trattamento protettivo, potremmo innescare il fenomeno di distacco ed esfoliazione dei materiali descritto sopra. Da tenere bene in considerazione anche il fatto che i protettivi degradano con il tempo e le patine di muschio, in particolari situazioni, si manifestano già l’anno dopo. Non dobbiamo pensare che le alghe e i muschi si formino solamente per la mancanza di protettivo: la prima causa è la persistenza nel tempo di umidità abbondante o di acqua sulle superfici che faticano durante la giornata ad arrivare al punto di asciutto. Sulla superficie (vedi foto 8) è stato eseguito un intervento di pulitura con una soluzione alghicida con il relativo lavaggio e risciacquo e successivamente riprotetta con una nuova soluzione di idrorepellente all’acqua, ma solamente perché era stata protetta, nella fase di posa in opera, con la soluzione di idrorepellente per immersione: ciò non toglie che tra ulteriori cinque anni non sia da ripetere l’intervento.


SPECIALE CANTIERI / Collettività

Il viaggio estremo Con circa 219 milioni di passeggeri all’anno, la stazione ferroviaria di Shanghai Hongqiao nella Cina orientale è una delle più grandi stazioni ferroviarie del mondo. Ricorda molto un labirinto, i cui segreti solo pochi conoscono: Zhu Hongyan è una di loro

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A cura di Alessio Masi

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ancano circa dieci minuti prima che il treno espresso per Pechino lasci la stazione quando una giovane donna si precipita verso Zhu Hongyan. Il treno dovrebbe partire dalla piattaforma otto e l’enorme sala d’attesa ha disorientato la donna. Zhu le spiega dove deve andare e la accompagna per qualche metro nella giusta direzione. Con la sua valigia in mano, la donna corre verso la barriera del biglietto e lo fa appena prima che le porte si chiudano. Zhu Hongyan è in realtà il vice capo della squadra di pulizia della stazione ferroviaria di Shanghai Hongqiao. Ma il suo lavoro spesso le impone di improvvisare. Mostra ai passeggeri dove andare. Li aiuta quando hanno perso i loro telefoni cellulari o anche quando hanno bisogno di assistenza medica. Il suo titolo potrebbe essere quello di manager, ma è invisibile ai più. Eppure, allo stesso tempo, in una stazione ferroviaria considerata una delle più grandi del mondo, è indispensabile. FINO A 45 ORE IN TRENO Ogni giorno, la stazione ferroviaria di Shanghai Hongqiao accoglie circa 400.000 viaggiatori. Vengono da tutta la Cina e parlano 300 diverse lingue, oltre ai dialetti locali. Da qui, i passeggeri viaggiano in tutto il paese. Un viaggio in treno per Kunming, che si trova a circa 2.500 chilometri di distanza, richiede fino a 36 ore. Un viaggio a Ürümqi, a 4000 chilometri di distanza, dura 45 ore. Per questo motivo, molti viaggiatori portano con sé cibo a sufficienza per diversi giorni, imballato in sacchetti di plastica. I banchi offrono prelibatezze locali: tofu marinato nel tè, arachidi al

peperoncino arrostito e prugne secche. Più tè verde zuccherato e cola. A volte i biglietti del treno terminano con qualche giorno di anticipo. I passeggeri arrivano presto per non perdere il loro treno e poi preferiscono dormire in stazione per qualche ora prima di partire, spesso con la testa appoggiata su una valigia in mezzo al trambusto. LA PULIZIA È UNA PRIORITÀ “È sempre pieno qui”, dice Zhu. La 40enne indossa una camicia bianca e pantaloni blu. I suoi capelli sono appuntati perfettamente. Ha lavorato per cinque anni presso la stazione ferroviaria che si trova da ovest della città. All’inizio lo vedeva un lavoro come un altro. Oggi per lei è un privilegio speciale. Sebbene molti viaggiatori notino a malapena i suoi colleghi, Zhu vede questo come un segno che sta svolgendo bene il suo lavoro. “Se è pulito, i passeggeri si sentono bene”, dice. Questo è un altro motivo per cui la pulizia è una priorità. La stazione ferroviaria è un sistema complesso, il cui ritmo è ben compreso da Zhu. Si muove attraverso il caos con uno scopo. Nella sua squadra, della quale è responsabile per il secondo e il terzo piano dell’edificio a tre piani, ci sono 30 colleghi per turno. In passato, Zhu avrebbe potuto camminare fino a 50.000 passi al giorno. Quest’anno, il suo datore di lavoro Huatie Lüfu ha iniziato a utilizzare le macchine per la pulizia di Kärcher. Questo ha reso il lavoro di Zhu e del suo team molto più facile. Pertanto, il conteggio dei passi è sceso a soli 10.000 al giorno. Passa il resto del tempo sulla B 250 R, una lavasciuga uomo a bordo, e fa il suo giro attraverso l’infinita stazione ferroviaria.

Guarda il video Zhu Hongyan è il vice capo della squadra di pulizia della stazione ferroviaria di Shanghai Hongqiao.

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SPECIALE CANTIERI / Collettività

Flotta macchine Un totale di 27 lavasciuga uomo a bordo di Kärcher sono in azione presso la stazione ferroviaria di Shanghai Hongqiao. Tra queste, la BD 50/70 R Bp Pack Classic, che è particolarmente adatta agli spazi più piccoli e scomodi della stazione ferroviaria grazie al suo piccolo raggio di sterzata. E la B 250 R Bp, progettato per pulire grandi spazi. LE MACCHINE GARANTISCONO SICUREZZA Quasi tutti i viaggiatori portano con sè un thermos per il tè, che possono riempire con acqua calda nei bagni e sui treni. Molti passeggeri che devono affrontare lunghi viaggi mangiano uno spuntino veloce prima di partire. In presenza di residui, Zhu e la sua squadra erano prima sempre pronti a prendere secchi e spazzoloni. “Ma le superfici si asciugavano troppo lentamente”, dice. I passeggeri dovevano essere tenuti lontani dalle aree bagnate per ridurre al minimo il rischio di incidenti. Oggi possono guidare sulle aree sporche con le loro macchine, lasciandole asciutte e campestabili

fin da subito. Il team comunica tramite walkie-talkie per coordinarsi secondo le necessità. A partire da quest’anno, qui vengono utilizzate più di 50 macchine Kärcher. Sono disposte in vari punti attorno all’edificio. Le piccole macchine sono fabbricate in Cina; quelli di grandi dimensioni sono importate dalla Germania. Zhu non è mai stata lì, ma ha familiarità con il paese ora che usa i suoi numerosi prodotti di alta qualità. La Germania è conosciuta come “terra della virtù” in lingua cinese.Un altro segreto che solo Zhu conosce è il suo ufficio. Il modo in cui evoca i romanzi di Harry Potter, in cui solo

Risposta/ Contatti

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i maghi ne conoscono l’ingresso. Per raggiungere l’ufficio di Zhu, i visitatori devono passare attraverso un negozio di giocattoli in cui gli eroi dell’infanzia cinese sono ammassati sugli scaffali. Dietro la cassa c’è una porta quasi invisibile con una piccola serratura d’argento. Il tasto giusto apre le porte di una stanza che, a giudicare dall’esterno, non si penserebbe mai che potesse esistere. All’interno c’è un divano, una scrivania, un frigorifero e un forno a microonde. È una piccola oasi di tranquillità dove il personale può pranzare, discutere i piani di lavoro e passare le pause.


La flotta di macchine è completata da alcune lavasciuga uomo a

5 curiosità su Shanghai Con oltre 23 milioni di abitanti, Shanghai è la terza città più grande del mondo. Numerose università, musei e istituti di ricerca rendono la metropoli un importante centro culturale ed educativo. Come municipalità a controllo diretto, Shanghai ha lo status di una provincia direttamente subordinata al governo centrale cinese. Il suo porto è il più grande nel mondo per la movimentazione di container. Gli ottimi collegamenti di trasporto della città hanno contribuito in modo significativo al suo grande successo economico.

LA PIÙ GRANDE MIGRAZIONE DI PERSONE NEL MONDO Il periodo dell’anno più stressante comprende i giorni intorno al Festival di Primavera. Il capodanno cinese si celebra a fine gennaio o febbraio di ogni anno. Per la celebrazione, fino a 700 milioni di persone si recano nelle loro città d’origine e la maggior parte di loro prende il treno. Il Festival coinvolge la più grande migrazione umana di massa nel mondo. I viaggiatori sono carichi di regali. Coloro che possono permetterselo portano ai loro genitori un cellulare dalla città. Gli agricoltori portano alle loro famiglie i loro frutti più succosi. Maiali interi sono impacchettati e caricati sulle spalle. Per Zhu, questo periodo dell’anno può essere difficile. La quarantenne

ha vissuto a Shanghai per più di dieci anni. Insieme a suo marito, lavora per l’impresa statale. La sua città natale si trova ad Anhui, una provincia a poche centinaia di chilometri di distanza. È difficile per le persone che non sono nate a Shanghai registrare i propri figli nelle scuole della città. Per questo motivo, sua figlia vive con i nonni. “Mi chiede spesso perché tutti gli altri genitori ritornano a casa per il Festival di Primavera, ma non io”, ci dice. La voce di Zhu trema leggermente al ricordo. “Ma sono stata in grado di aiutare gli altri bambini a rivedere i loro genitori”, dice oggi. Che anche questo la renda orgogliosa è evidente dal modo in cui la sua postura si raddrizza. Annuisce in modo deciso. Anche questo è semplicemente parte del suo lavoro. Può anche prendersi una pausa una volta che il Festival di Primavera è finito e le cose sono tornate alla normalità. Quindi Zhu sale sul treno per tornare a casa con suo marito - naturalmente dalla stazione ferroviaria di Shanghai Hongqiao.

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SPECIALE CANTIERI / Trattamenti

Nuova luce a Singapore Il casinò resort al mondo Marina Bay Sands di Singapore, meraviglia architettonica e ingegneristica, sceglie Klindex Stone Care system per il ripristino e la manutenzione dei pavimenti del suo centro commerciale

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estinazione imperdibile in Asia, Marina Bay Sands di Singapore è uno dei più grandi, lussuosi e affollati casinò resort al mondo. Situato sul lungomare della Baia che gli dona il nome, il Marina Bay Sands presenta tre torri di hotel a cascata ed è sormontato da una piattaforma sospesa a forma di nave denominata “SkyPark”, di 340 metri. Padiglioni di cristallo “galleggianti”, un museo, negozi al dettaglio con marchi di lusso internazionali, ristoranti alla moda, teatri, night club e un casinò in stile Las Vegas. All’altezza di 200 m, si trova poi una piscina “a sfioro”, la più alta del

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mondo, lunga 150 m. Il raffinato complesso ospita anche The SHOPPES at MARINA BAY SANDS, imponente centro commerciale: con i suoi 120000 mq di pavimenti in marmo, travertini e limestone, offre una raffinata selezione di marchi di lusso provenienti da tutto il mondo e centinaia di negozi, ristoranti esclusivi, caffè, bar e attrazioni. Il ripristino e la manutenzione dei pavimenti A causa dell’elevato traffico di visitatori, le pavimentazioni del centro commerciale inaugurato solo nel 2010 - necessitavano di un ringiovanimento e ripristino, oltre che di un programma di manutenzione idoneo e specifico. Per questo intervento, il ma-

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nagement dell’ housekeeping si è rivolto a Klindex, azienda nota a livello internazionale per la qualità di prodotti e trattamenti, per ricevere una consulenza e individuare la soluzione ideale per i pavimenti. IL SOPRALLUOGO Il responsabile tecnico Klindex si è recato a Singapore per valutare insieme ai responsabili delle manutenzioni del Mall lo stato dei pavimenti e per capire quali sistemi avessero utilizzato fino a quel momento. Il sopralluogo ha evidenziato lo stato di usura delle pavimentazioni, che erano anche prive di lucido. Inoltre apparivano come se fossero “plastificate” e


usare solo macchine 220V - da collegare alla rete elettrica normale -, caratterizzate da silenziosità ma rendimento elevato. Si rendeva necessario anche impiegare il il numero minore possibile di operatori e un sistema ecologico ed economico, con solo uso di acqua. Bisognava puntare su un trattamento innovativo ed ecologico, che potesse anche garantire la manutenzione dei pavimenti e che avesse il più basso impatto ambientale possibile, senza ricorrere a prodotti chimici, cere e cristallizzanti.

Nell’immagine, HERCULES 601 VS e TRIPLE K, usate nel trattamento ingiallite: questo, probabilmente, a causa dell’uso di cere e cristallizzanti applicati in più mani - una sopra l’altra - negli anni passati che ormai avevano cambiato del tutto l’aspetto del pavimento, complicando anche le operazioni di pulizia.Inoltre i cristallizzanti, nel tempo, avevano creato un rivestimento che non permetteva più al pavimento di “respirare”, trattenendo di contro l’umidità all’interno del materiale, nel quale si erano già manifestati i primi accenni di spalling . La spalling ( rottura del materiale e/o apertura delle venature) può verificarsi per diversi motivi. Di solito si crea quando l’umidità rimane intrappolata sotto la superficie. Cercando di evaporare, crea una pressione idrostatica, dal basso verso l’alto: è proprio questa pressione che provoca la rottura o l’apertura delle venature nei marmi. A causare questo fenome-

no, sono spesso cere o cristallizzanti per marmo che non consentono alla pietra di far evaporare l’umidità dalla superficie. Inoltre l’umidità stessa può contenere minerali disciolti che, quando raggiungono la superficie della pietra, cristallizzano oppure formano un’efflorescenza che si espande e crea una spaccatura. I PROBLEMI DA RISOLVERE Si rendeva necessario trovare una soluzione per ripristinare il pavimento ormai graffiato, usurato e ricoperto da vari strati di cere. Questo, tenendo in conto il grande lavoro da svolgere, il tempo necessario, il costo al mq e il fatto che questo lavoro potesse essere fatto solo per poche ore di notte e solo per zone delimitate e che tale lavoro sarebbe stato fatto da personale con poca esperienza. Si sarebbero potute

LA SOLUZIONE ADOTTATA Grazie alla grande esperienza accumulata negli anni, Klindex è stata in grado di proporre un piano adeguato per il ripristino del lucido naturale dei pavimenti e per la loro conservazione e mantenimento, KLINDEX Stone Care system. Per prima cosa si è reso necessario levigare nuovamente il pavimento in modo da eliminare sia gli strati di cera applicati negli anni sia i graffi e le irregolarità presenti a causa dell’usura elevata e della non corretta manutenzione passata. Si è optato per la levigatura con Hercules 601 VS munita di ELICA Diamond PAD nelle grane 0 e 2. Gli Abrasivi diamantati ELICA, grazie al design e al supporto flessibile che segue la pavimentazione, permettono di di levigare e lucidare velocemente le superfici lasciando una finitura omogenea,, senza nessun effetto “Orange Peel”, e di lavorare con molta meno acqua rispetto ai normali dischi diamantati, quindi creando meno sporco e velocizzando il lavoro. Grazie alle elevate performance della Hercules, si

La levigatura è stata effettuata con Hercules 601 VS munita di ELICA Diamond PAD nelle grane 0 e 2

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SPECIALE SANITÀ / Trattamenti

I protagonisti dell’intervento HERCULES 601 VS: levigatrice planetaria monofase. Grazie al DCS “Double Cutting System” , innovazione KLINDEX , con il semplice inserimento di un perno è possibile bloccare la rotazione del piatto e permettere la sola rotazione dei Diamanti. Ecco che la nuova Hercules si trasforma da una levigatrice planetaria contro-rotante ideale per la levigatura e la lucidatura a una performante macchina per la rimozione di resine o preparazione di pavimenti industriali. TRIPLE K: monospazzola a 3 teste,

macchina monofase a velocità variabile. Grazie all’estrema maneggevolezza, è una soluzione adatta anche all’uso di un operatore inesperto, la cui produttività è triplicata grazie alle 3 teste oscillanti. Soluzione ideale per lucidare grandi superfici, la Nuova Triple K esegue una levigatura al diamante e una lucidatura con polish. Montando ruote regolabili che poggiano a terra la cristallizzazione è eseguita senza sforzo, mentre spostare la macchina da un ambiente all’altro è semplice. Infatti, è ripiegabile e attraversa le

normali porte di case e uffici. ELICA: Diamond PAD per la levigatura dei pavimenti in marmo. SUPERSHINE SOFT: pad diamantati per la rifinitura. SPONGELUX PAD: disco brevettato per la lucidatura a specchio dei marmi e per la manutenzione ordinaria dei pavimenti in marmo lucidati. STONE SOAP: speciale manutentore per pavimenti lucidi che lava, protegge e impermeabilizza

Il lavoro ha previsto la finitura del pavimento con l’utilizzo della TRIPLE K e i SUPERSHINE SOFT nelle grane 4 e 5 sono potuti levigare fino a 40 mq per ora e, considerando l’utilizzo di 3 macchine, si sono potuti trattare oltre 1000 mq per notte. Passati gli ELIKA pad con la HERCULES, il lavoro ha previsto la finitura del pavimento con l’utilizzo della TRIPLE K e i SUPERSHINE SOFT nelle grane 4 e 5. Supershine pad SOFT con supporto morbido tipo “floor pads” contiene una elevata quantità di “abrasivo diamantato” che garantisce efficacia, rapidità e durata, oltre a un eccezionale risultato e a una brillantezza dei pavimenti, perchè rimuove anche i micro graffi.

Questi passaggi rendono le pavimentazioni già molto lucide ma quello finale, con la TRIPLE K e i dischi SPONGELUX, è quello che regala alla pavimentazione il classico effetto a specchio naturale. Il disco SPONGELUX è il risultato di anni di ricerca KLINDEX: è uno speciale disco lucidante, molto simile a una spugna che, grazie alla sua composizione, permette di svolgere in un solo passaggio sia un’azione pulente sia un’azione lucidante, solo con l’aggiunta di acqua e senza prodotti chimici o lucidanti in polvere. Inoltre SPONGELUX si è rivelato la soluzione ideale per la manutenzione ordinaria di

tutte le superfici lucidate. Il suo uso, insieme a quello di STONE SOAP garantisce risultati sorprendenti, mantiene i pavimenti incredibilmente brillanti, protetti e impermeabilizzati. I vantaggi legati al trattamento effettuato al The Shoppes sono molteplici: è stata usata solo acqua, i costi dovuti al consumo di abrasivi sono stati minimi e la pavimentazione è diventata facilissima da tenere pulita e brillante. Di conseguenza, si sono ridotti i costi e le ore di lavoro necessarie alla manutenzione. Da circa 2 anni, grazie a Klindex, i marmi risplendono di una naturale lucentezza, senza cere e cristallizzanti.


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SPECIALE CANTIERI / Case History

Cura e pulizia Progettare il servizio di pulizia per una residenza per anziani è complesso. Presso la Casa di Riposo Sant’Antonio di Migliaro, in provincia di Ferrara, una partnership vincente all’insegna dell’innovazione tecnologica per un modo nuovo di fare le pulizie con una formula controllata

Sistema Tailor Il Sistema Tailor, proposto da anni con crescente successo da Arco Chimica insieme a Kärcher Italia, è un modo nuovo di fare pulizia, che consente di acquistare tutto il cleaning necessario in formula controllata, conoscendo preventivamente il costo al metro quadro del pulito, oppure quello a canone.

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e case di riposo svolgono un servizio sociosanitario davvero prezioso, occupandosi della salute e della cura delle persone anziane. In questi luoghi, quindi, è essenziale garantire ambienti collettivi perfettamente salubri, all’interno dei quali gli ospiti possano vivere in condizioni di massima sicurezza igienica: il tutto grazie a interventi di pulizia e sanificazione sempre più efficaci, qualificati e ben pianificati, anche in termini di costi-benefici. Un valido esempio in tal senso è offerto dalla significativa esperienza maturata all’interno della Casa di Riposo Sant’Antonio di Migliaro, in provincia di Ferrara.

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«Sorta nel 2002 - spiegano la direttrice, Lorella Gazzuola e il suo vice, Luca Felletti - la nostra struttura rivolta alla terza età può contare attualmente su una sessantina di posti letto ed è gestita con grande professionalità, in un clima davvero familiare. Essa risponde al meglio ai bisogni di ospitalità e assistenza residenziale forniti alle persone anziane; è disponibile ad accogliere i propri ospiti per brevi e lunghi periodi di soggiorno, erogando non solo qualificati servizi di assistenza specializzata, ma anche medici e infermieristici». Fondamentale, in questa prospettiva, il ruolo della pulizia: «Per noi sottolineano entrambi -, la massima igiene è indispensabile per assicurare l’incolumità


La Casa di Riposo Sant’Antonio di Migliaro, in provincia di Ferrara. degli ospiti e di tutti gli operatori socio sanitari, con l’obiettivo di prevenire la trasmissione di batteri o altri agenti patogeni potenzialmente dannosi, garantendo anche il corretto microclima degli ambienti». La pulizia nella casa di riposo, dunque, è da sempre al centro dell’attenzione, curata da personale interno assunto full-time tramite rigorosi criteri di selezione messi a punto dalla cooperativa fiorentina, che fa parte del Gruppo “Le Resi-

denze del Benessere”, con sede a Firenze. Proprio dalla necessità di compiere un ulteriore salto di qualità nella gestione del servizio, affrontando in un’ottica innovativa un aspetto strategico come quello delle pulizie, è sorta dunque l’esigenza di un cambiamento profondo nel modo di affrontare la questione. «Abbiamo deciso - precisa Felletti - di affidarci all’esperienza del nostro fornitore di prodotti per la pulizia, ponendogli vari quesiti

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su come ottimizzare tale servizio». «Dialogando costantemente con i responsabili della Casa di riposo - afferma Franco De Angelis, titolare di Mondialchimicart -, in realtà non avevamo rilevato grosse problematiche di pulizia, se non sui pavimenti dei corridoi, dovute soprattutto a una metodologia non idonea. Da parte della direzione della Casa di Riposo, però, era stata espressa a più riprese la volontà di migliorare il livello di sanificazione della struttura». Un invito, colto prontamente da Mondialchimicart, azienda leader nel settore della distribuzione di prodotti per la pulizia, sorta nel 1990 a Ferrara, che svolge attualmente la propria attività su tutte la province di Ferrara, Ravenna, Bologna e Rovigo, effettuando consegne sull’intero territorio nazionale, mediante una stretta collaborazione con una nota impresa logistica. «Nel corso degli anni - precisa De Angelis -, ci siamo specializzati a coprire le esigenze nei settori delle Imprese di pulizia, industria, Ho.Re.Ca, Case di riposo, Scuole, e Asili, nonché Poliambulatori Medici e Centri Estetici, puntando all’obiettivo di raggiungere un vero e proprio rapporto di partnership con la nostra clientela. Una tappa fondamentale, in questo percorso di crescita - prosegue


SPECIALE CANTIERI / Case History De Angelis -, è stato l’avvio della collaborazione con Arco Chimica, che a partire dal 1999 ci ha accordato la sua fiducia, accompagnandoci e sostenendoci sempre all’insegna dell’innovazione, della qualità e della sostenibilità ambientale». Dall’impegno congiunto dei dirigenti della Casa di Riposo Sant’Antonio e dello staff di Mondialchimicart, con la costante supervisione degli esperti di Arco Chimica, è nato dunque il progetto di cambiamento che ha messo in pratica il Sistema Tailor, introducendo, tramite un noleggio operativo, da un lato l’utilizzo di una lavasciuga per le pulizie dei corridoi e di tutte le parti comuni, dall’altro la decisione di alternare l’impiego di diverse tipologie di detergenti durante la settimana, in modo da realizzare un’effettiva sanificazione incrociata di tutte le superfici. PIANO DI LAVORO «Abbiamo stabilito - riprende De Angelis -, di articolare il processo di attuazione in diverse fasi. La prima di esse ha visto la puntuale condivisione degli obiettivi tra i soggetti coinvolti, sia come metodologia di applicazione che come utilizzo e scelta delle attrezzature e dei materiali di consumo da assegnare in dotazione al personale che svolge le diverse operazioni di pulizia. Nella seconda fase abbiamo formulato un’offerta finalizzata al costo certo delle pulizie, onnicomprensivo di frequenza, ricambio del materiale di consumo, quantificando inoltre le quantità dei detergenti necessari per le operazioni di pulizia mensili. La terza fase è

stata quella della messa in opera del progetto, come periodo di prova, nell’arco di tempo di un paio di mesi, durante i quali è stata fatta la formazione del personale, monitorando costantemente i consumi per poi compararli con quelli effettuati preventivamente attraverso l’attuazione del progetto. Infine, la quarta fase è stata dedicata alla firma del contratto, per una durata di trentasei mesi». Lusinghiero, non potrebbe essere altrimenti, il giudizio di entrambi i partner. «Siamo molto soddisfatti della scelta adottata - affermano Lorella Gazzuola e Luca

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Felletti -, per molteplici ragioni. Stiamo portando avanti il progetto con costi adeguati al servizio, in quanto, grazie alla soluzione proposta dal Sistema Tailor, in corso d’opera si sono quasi azzerati gli sprechi di vari prodotti per la detergenza, potendo contare su un percorso personalizzato in funzione delle dimensioni e della metratura della nostra struttura, con conseguente impiego di una fornitura a misura dei prodotti con cadenza mensile. Senza dimenticare il valore aggiunto rappresentato dall’uso di una macchina lavasciuga pavimenti per gli ambienti comuni. Altro aspetto assai positivo quello legato alla formazione, con la definizione di un nuovo piano di lavoro rivolto al personale addetto, che ha potuto partecipare a un corso finalizzato al corretto impiego dei prodotti e delle attrezzature, eseguito e certificato da Arco». «Nel complesso - gli fa eco De Angelis -, l’esperienza è stata molto soddisfacente in quanto, oltre alla soddisfazione del cliente e al miglioramento del livello di pulizie ottenuto, la direzione ha intenzione di applicare lo stesso tipo di progetto presso altre strutture in gestione, avendo constatato un miglioramento qualitativo del servizio e un effettivo abbattimento dei costi».


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SPECIALE CANTIERI / Vetrina

Oggi sul MERCATO Tecnologia, ricerca, sviluppo: le ultime dal mondo del cleaning

DAY, IL FORMULATO MULTIUSO DI AEB PER LE SUPERFICI DURE Per tutti i trattamenti di pulizia manuale di superfici dure, AEB consiglia DAY, il detergente multiuso liquido la cui formula lo rende perfetto per rimuovere agevolmente residui di grasso, proteine e unto dalle superfici. DAY può essere utilizzato su tutte le superfici lavabili, comprese plastiche e leghe leggere, oltre che per la pulizia di attrezzature e parti di impianti che temono l’acqua. DAY risulta inoltre compatibile con la maggior parte dei materiali normalmente presenti nelle industrie alimentari, se utilizzato secondo le indicazioni del produttore. www.aeb-group.com

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AZIONE BATTERICIDA, FUNGICIDA E VIRUCIDA PER ICE 113 SEPT Da Icefor, ICE 113 SEPT, disinfettante concentrato liquido per superfici ad azione battericida, fungicida e virucida. I settori d’impiego dove trova applicazione sono: Sanità (ospedali, case di cura, studi medici, ambulatori); Igiene Pubblica (impianti sportivi, centri benessere, scuole); Industria alimentare (laboratori di produzione, macellerie e salumifici, industria dolciaria, industrie di lavorazione di carne, pesce e verdure); Aree food piccola e grande 2

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ristorazione (ristoranti, bar, hotel, gastronomia, gelaterie, banchi di vendita); Distribuzione organizzata (attrezzature varie, carrelli supermercati). ICE 113 SEPT è utile per soddisfare i requisiti richiesti nei piani di sanificazione/igiene del settore alimentare (HACCP). La sua attività è stata testata in presenza di sporco organico, sangue e proteine diluendo il prodotto al 4% in acqua. ICE 113 SEPT è PMC N.20384. www.icefor.com LE NOVITÀ ITIDET: 200 FRESH E 200 GREEN APPLE Itidet ha messo a punto una linea di lavapavimenti ad alto effetto pulente: Itidet 200 Fresh e Itidet 200 Green Apple. Sono detergenti a base alcolica a schiuma controllata per la manutenzione di tutte le superfici lavabili. La 3

3 caratteristica principale è la capacità di staccare lo sporco dalle superfici e dallo straccio depositandolo nell’acqua del secchio. Gli stracci risulteranno bianchi e l’acqua sarà sporca. Itidet 200 Fresh, grazie all’azione deodorante, rilascia nell’ambiente una piacevole e persistente fragranza di muschio e tuberosa; Itidet 200 green apple, invece, di mela verde e fresia. Itidet 200 può essere utilizzato sia manualmente sia con macchine lavasciuga. www.itidet.it INNOVAZIONE FIRMATA LINDHAUS L’innovazione in Lindhaus è da sempre l’obiettivo che caratterizza l’ideazione di 4

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4 nuovi prodotti. Una regola a cui non si è sottratta LS38 L-ion, mini spazzatrice aspirante per pavimenti e tappeti. L’idea è stata di fornire alla macchina più forza meccanica, riducendo l’energia necessaria per l’aspirazione, per ottenere un risparmio energetico e un’efficienza pulente superiore: ciò è ottenuto grazie ai 2 rulli contro rotanti ad alta velocità (2000 RPM) a doppia setola. L’area in cui vengono convogliati polvere e detriti è pari a ben 3300 mm2 cioè 4 volte superiore rispetto a normali aspirapolvere. In tal modo si evita che eventuali grossi detriti possano ostruire il condotto di aspirazione. Il tutto con la massima silenziosità e affidabilità,


a cura di Alessandra Mecca 6

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grazie al sistema di trazione con cinghie dentate / Poli V brevettato. www.lindhaus.it

adattamento all’ambiente circostante. www.ormatorino.com LA BOBINA? È BIG Con l’obiettivo di garantire il massimo dell’efficienza nella pulizia professionale, Paperdì è sempre impegnata sul fronte della produzione, per garantire qualità e innovazione. Si conferma così Big, la bobina in pura cellulosa amata dai professionisti, dal settore alimentare a quello della pulizia. Big è una bobina dalle elevate prestazioni, accoppiata in due veli di alta grammatura, che soddisfa tutti i requisiti del mercato grazie alle sue straordinarie caratteristiche di resistenza, assorbenza e morbidezza. Un prodotto unico dove qualità e convenienza si coniugano tra loro in misura imbattibile, garantendo una maggiore velocità di assorbimento e una resa superiore, con riconosciuta riduzione dei consumi. www.paperdi.it 6

SATURN, LA NUOVA TRAPPOLA LUMINOSA DI ORMA ORMA inaugura il 2019 aggiungendo nel suo catalogo una trappola luminosa completamente nuova, dal design accattivante e dalle altissime prestazioni: Saturn. Equipaggiata con 2 neon T5 da 15W e da un’ampia piastra collante, Saturn è capace di coprire ambienti fino a 100 metri quadri. L’apertura anteriore è stata studiata per garantire una facile e veloce sostituzione delle lampade e delle piastre collanti, mentre le ridotte dimensioni d’ingombro e la sua versatilità la rendono ideale per il controllo degli insetti volanti in bar, pasticcerie o panetterie. Saturn è posizionabile a seconda delle esigenze sia in verticale sia in orizzontale, garantendo un armonioso 5

PULIZIA, VERSATILITÀ E FLESSIBILITÀ Polychim offre sul mercato Active Joy, detergente sgrassatore multiuso concentrato. Prodotto estremamente versatile, è indicato per le pulizie giornaliere e di fondo di una grande varietà di superfici: pavimenti piastrellati, in pietra, in cemento, in resina, piani di lavoro, attrezzature, porte e infissi, tapparelle, arredi in materiali sintetici, metallo e vetro. Ottimo sia per lavaggi di tipo manuale sia per quelli con macchine lavapavimenti, con dosaggi estremamente contenuti: 20 ml ogni 10 litri d’acqua per superfici, 40 ml in 710 ml d’acqua per pulizie spray con flacone, 100 ml in 50 litri d’acqua in serbatoi di macchine lavapavimenti. Gradevolmente profumato al limone, è disponibile in diversi formati per la massima flessibilità d’uso: 5 L, 1 L con misurino dosatore, monodosi da 40 ml e 100 ml. www.polychim.it 7

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OLEZ ESSENZA, 19 FRAGRANZE E TANTE FUNZIONI Da RubinoChem, Olez Essenza 750 ml: disponibile in 19 fragranze, il prodotto deterge, spolvera, profuma e deodorizza ambienti e superfici. La linea è composta da formulati superconcentrati multiuso a pH neutro utilizzabili su qualsiasi superficie. Con tecnologia assorbi-odori, lasciano negli ambienti un’inebriante fragranza a lunga durata. Specifici per la profumazione, la deodorizzazione, la detersione e la spolveratura, rendono le superfici brillanti senza lasciare aloni. Senza risciacquo, formano una protezione antistatica, traspirante e antisdrucciolo, lasciando un film invisibile che protegge e tratta le superfici senza formare macchie. Infine, asciugano rapidamente esplicando un’ottima azione brillantante. In flacone da 750 ml con pratico nebulizzatore. www.rubinochem.it 8

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SPECIALE CANTIERI / Vetrina 10

FALPI, QUALITÀ PERSONALIZZATA Durabilità, estetica e funzionalità esprimono al meglio la filosofia Falpi, che progetta e realizza ogni singolo prodotto secondo questi principi. I carrelli Solight Housekeeping attestano l’impegno e il knowhow acquisito dall’azienda biellese nell’hospitality, settore che ha esigenze e requisiti specifici. Ogni anno la collezione si arricchisce di nuove varianti, consultabili comodamente sul sito attraverso il configuratore (http://configuratore.falpi. com/app/), che permette agli utilizzatori di costruire e personalizzare il carrello, in base alle proprie esigenze. www.falpi.com 11

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12 DA SPIVAL, LA NUOVA GAMMA DI SPAZZOLE HE La nuova gamma di spazzole HE di Spival è stata appositamente studiata per garantire i migliori risultati ottenibili sugli aspiratori assoggettati alla normativa EcoDesign / Energy Label. La spazzola è completamente personalizzabile nelle forme del coperchio e del tasto, nei colori e nei materialii. Un prodotto che, come da tradizione Spival, è progettato, sviluppato e costruito completamente in Italia, sottoposto a severi test che vengono effettuati quotidianamente. Queste le principali caratteristiche: • Altissima efficienza • Due ruote antigraffio • Snodo girevole disponibile in diverse dimensioni e con vari tipi di parking. • Pedale di regolazione tappeti/pavimenti • Cover e Pedale 9

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SYNCLEAN, UN PARTNER AFFIDABILE La società SYNCLEAN è da 25 anni nel settore della pulizia professionale e partner delle migliori case produttrici di macchine e accessori. È un’azienda moderna e dinamica ma con un’esperienza di alto livello e un know-how specifico nel mondo delle macchine per la pulizia industriale. Nel suo listino, è possibile trovare: Motori aspirazione diretti / periferici / tangenziali - l’azienda è distributrice ufficiale AMETEK -; Motori per aspirapolveri e impianti centralizzati; Turbine soffianti; Gomme tergipavimento e paraspruzzi; Dischi abrasivi; Batterie e Caricabatterie; accessori per aspirapolvere; Spazzole per lavasciuga, Spazzatrici e Monospazzole; ricambi originali. www.syncleanservice.com 12

personalizzabili (anche in “bimateria” due colori) • Alto livello di silenziosità. La spazzola HE è disponibile in 2 versioni: la HE 1.0 con canale di aspirazione chiuso lateralmente per il massimo dell’efficienza anche con aspiratori a basso wattaggio; la HE 1.1 con canale aperto lateralmente per garantire il massimo rapporto di efficienza e di scorrevolezza anche su tappeti a pelo lungo. www.spival.com DISINFESTARE È PIÙ SEMPLICE, CON FOGGY ST75 Il termonebbiogeno FOGGY ST75 di Spray Team adatto per la disinfestazione contro gli acari e per i trattamenti antilarvali, viene normalmente utilizzato per disinfestazioni in ambienti chiusi come magazzini, stabilimenti, 10

depositi di archivi cartacei e reti fognarie ed è in grado di emettere una nebbia molto fine, leggera e secca, simile al fumo di una sigaretta. Grazie al suo tubo flessibile, consente la disinfestazione anche negli angoli che sono difficilmente raggiungibili con i sistemi tradizionali. E’ un’unità autonoma a carrello piccola ma potente con una grande praticità d’impiego. Il motore, monocilindrico a due tempi, ha una cilindrata di 60 cc a 6000 rpm. L’avviamento avviene con fune autoavvolgente, l’accensione è elettronica. Il serbatoio in acciaio inox ha una capacità di 9 litri ed è indipendente dal gruppo, facilmente estraibile per essere utilizzato come pompa a pressione a spalla. www.sprayteam.it

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H-CUBE: IL TROLLEY DISCRETO E COMPATTO DI TTS TTS presenta H-Cube, il trolley di servizio che permette di svolgere le attività di pulizia e allestimento camere rapidamente e senza dare nell’occhio. Caratterizzato da un design sobrio e discreto, H-Cube passa inosservato in qualsiasi ambiente in cui opera. La sua compattezza permette di accedere facilmente anche agli spazi più ristretti mentre le pratiche ruote assiali consentono di affrontare agevolmente scale e dislivelli. Il trolley è dotato di una comoda vaschetta trasportabile e molteplici scomparti con divisori mobili per organizzare tutto il necessario per la pulizia e il riassetto e averlo sempre a portata di mano. www.ttsystem.com 13

Da Amuchina professional, la soluzione per la pulizia di bagni e cucine Calcare, incrostazioni difficili, macchie, muffa e cattivi odori. Sono questi i peggiori nemici del pulito, all’interno di bagni e cucine di attività professionali. Eliminarli in maniera efficace e rapida, lasciando gli ambienti puliti, non è sempre facile, ma è fondamentale, per garantire sicurezza e igiene alla clientela e al personale. A risolvere questo problema, è ACRAF che, con il marchio Amuchina Professional, offre sul mercato il Detergente super rapido bagni e cucine. Si tratta di un prodotto pratico, di manutenzione di superfici quali acciaio inox, cucine, rubinetterie, ceramiche e sanitari. A esclusivo uso professionale, non produce schiuma, non contiene acidi, non graffia, non corrode, non usura, non aggredisce le cromature rendendole brillanti. Facile da risciacquare, è idoneo HACCP. Da usare puro, il suo uso giornaliero previene la formazione di incrostazioni di calcare. Pulisce lasciando splendente le superfici. Il Detergente super rapido bagni e cucine si applica direttamente sulla superficie da trattare con un panno, frangia o mop, strofinando sullo sporco più ostinato. www.amuchina.it

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SPECIALE CANTIERI / Disinfestazione

Il cantiere ideale Il progetto di un piano di intervento di disinfestazione deve essere supportato da contratti e disciplinari “semplici” ma circostanziati, con tecnici preparati e una direzione lavori responsabilizzata

L’

Organizzazione Mondiale della Sanità ha modificato il concetto di “Salute” non più come assenza di malattia, ma come uno stato di benessere psico fisico. Ciò detto potremmo derivare che la disinfestazione non è l’eliminazione dei parassiti, ma una situazione di benessere igienico. Sul piano dei principi è sicuramente un passo in avanti, ma fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare e nel nostro caso i mari sono almeno due. Il primo è di tipo organizzativo e il secondo di integrazione fra committente e ditta di servizi. Riteniamo che entrambi siano risolvibili, ma non sarà così semplice come le pur circostanziate descrizioni delle nuove risorse tecnologiche. BIOCIDI SEMPRE PIÙ SOFISTICATI I futuri orizzonti ci presentano Biocidi sempre più sofisticati, specifici e in grado di supportare “lotte mirate” intelligenti soprattutto se abbinati ad attrezzature di alta gamma; a cui si affacciano mezzi che consentono di gestire i flussi di informazione in tempo reale e telecamere ad alta definizione che possono, se supportati da programmi evoluti, identificare infestazioni in modo quali-quantitativamente. Si realizza quindi il sogno di una “lotta guidata” degna di tale nome. Precisiamo che per lotta mirata intendiamo (in prima approssimazione) “là dove serve” e per lotta guidata “quando serve”. Quindi il futuro sarà roseo se e solo se i cantieri

XLII

saranno supportati da contratti e disciplinari “semplici” ma circostanziati, con tecnici preparati e una direzione lavori responsabilizzata. IL CANTIERE IDEALE Un cantiere ideale non può che avvalersi di un progetto in cui gli obiettivi sono definiti da una relazione che descriva la realtà da cui si parte e gli obiettivi che ci si prefigge; da un progetto esecutivo in cui si dettagliano le risorse tecniche da utilizzare e come saranno utilizzate e da chi saranno poste in opera. Naturalmente il tutto supportato da un computo metrico estimativo analitico e stimato in una offerta economica, che riassume il perché farlo. Il perché farlo può sembrare ovvio, ma a volte il committente “esige” un pezzo di carta che lo sollevi da eventuali responsabilità (delegandole ad altri) e per la ditta di servizi potrebbe essere solo un mezzo per aumentare il fatturato. UN ESEMPIO VIRTUOSO L’ufficio acquisti di una multinazionale di bibite gasate per la sua sede di rappresentanza (nessuna struttura di produzione) di Tirana ha contattato alcune aziende di servizi richiedendo una serie di interventi di disinfestazione, disinfezione, derattizzazione e “aromaterapia” non solo nei servizi igieni ma anche in alcune aree sensibili (in particolare la hall, le sale riunioni e i pochi locali ove era consentito fumare).

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La cosa interessante è stata che la valutazione delle varie proposte si è basata sulle piantine topografiche utilizzate dalla ditta incaricata delle pulizie. Quindi su dati misurabili (un bel modo per arrivare a un capitolato tecnico relativamente semplice, la parte burocratica invece era molto da azzeccagarbugli dovendo rispondere a protocolli imposti dalla Casa Madre). La parte degna del teatro dell’assurdo è stata la trattativa economica. Che possiamo così riassumere: “nel fare le vostre offerte


A cura di Chiara e Graziano Dassi

Diario dei lavori (in funzione del montante ore) [§] Mese

Operatività

Controlli

Ripetizioni

Ufficio

Incontri & PR

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3

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4

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2o

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23,5

5%

12

24

2

5

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37

8%

Totali

275

79

25

42

41

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Percentuale

60%

17%

5%

9%

9%

100%

[§] compreso sopralluogo pre-offerta NB : non sono comprese le trasferte (stimate il fra l’8 e il 12% del montante ore)

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SPECIALE CANTIERI / Disinfestazione

Tabella dei consumi mese

Bait box

Placebo

Esche (°)

Piretroidi (§)

Piretrine naturali

Disifettante (§§)

Essenze (§§§)

1

40

4

-

0,5

-

1,5

0,6

2

8 (*)

2

-

0,5

-

1

0.6

3

-

1

2

0,5

-

1

0,6

4

-

1

1,5

0,5

-

1

0.6

5

-

1

1

0,5

0.5

1,5

O,6

6

-

1

1

0,5

1

2

0,8

7

-

1

O,5

1

1,2

2

0,8

8

-

1

-

0,5

1

1,5

0,6

9

6 (*)

2

1,5

1

0,8

2

0.8

10

-

O,8

0,5

0,5

0,5

1,5

0.6

11

-

0,7

-

0,5

-

1

0.6

12

-

0,5

-

0,5

-

1

0,8

Totali

54

16

8

7

5

18

8

(*) bai box sostituiti (°) a base di bromadiolone (§) in nero PMC a base di deltametrina e in rosso di permetrina (§§) in nero disinfettanti a base di QUAT e in blu a cloro-ammine Ideazione (§§§) in nero essenza di rosa bulgara in verde essenza di eucalipto NB: non sono state usate esche in gel perché le aree alimentari erano gestite da un’altra società di servizi

non preoccupatevi più di tanto delle implicazioni economiche, vogliamo un servizio adeguato al nostro marchio, se l’offerta ci soddisfa troveremo sicuramento un accordo”. Inutile dire che l’accordo era subordinato a sconti che, se accettati, avrebbero richiesto dei veri e propri interventi al limite del miracoloso. Inoltre, la parte burocratica era talmente ben strutturata che qualsiasi inadempienza si sarebbe tradotta in un bagno di sangue (penali).

XLIV

Non è il caso di riportare l’ammontare in Lek del contratto che comportava un montante stimato di 500 ore (minimo) più le trasferte. L’utilizzo di 40 postazioni per un totale 24 kg di esca o placebo; 12 l di PMC/Biocidi concentrati, 18 l di disinfettanti e 8 l di essenze profumate. Più l’utilizzo di attrezzature di erogazione elettriche o a batteria. Il rinnovo del contratto non era automatico ma a discrezione del committente. Vero è che la ditta di pulizia si era vista rinnovare il mandato con piccolissimi adeguamenti di prezzo e sempre con la spada di Damocle delle penali mai applicate grazie alla tempestività di interventi correttivi. Come si vede il contratto non contemplava tecnologie particolarmente avanzate, che però saranno introdotte nei servizi di derattizzazione [nello specifico IPM-Square (*)] e probabilmente la cosa non comporterà una modifica significativa nel montante ore, ma sarà tutto da valutare il peso delle trasferte e degli interventi conseguenti agli allarmi che il sistema invierà sia al committente sia al responsabile delle squadre della ditta di disinfestazione.

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Ciò detto resta il fatto che più le risorse tecniche si fanno raffinate nasce la necessità di elevare le competenze di chi le utilizza a tutti i livelli. Lo slogan è “proibito chiedere i miracoli” per tutti gli attori coinvolti nei servizi (appaltante e appaltatore) nessuno escluso. È pertinente un episodio accaduto a due amici (marito e moglie) che decidono di passare una serata in un rinomato ristorante. Tutto procede in modo idilliaco finché sul cellulare scatta l’allarme (è in atto un tentativo di furto nella loro villetta). Dopo il comprensibile sgomento il marito chiede il conto e la moglie telefona al commissariato (la risposta è stata: appena possibile mandiamo una pattuglia). Fortunatamente era un falso allarme. Ne deriva che la gestione degli allarmi fantastico strumento di lotta guidata deve essere ottimizzato con la committenza (nei modi e nei tempi da stabilire in fase di contrattazione). (*) nel citare una risorsa tecnica è impossibile non fare riferimento a uno specifico produttore, per doverosa obiettività si ritiene di sottolineare che esistono altre tecnologie in grado di gestire in tempo reale i segnali di allarme derivanti dalla gestione delle trappole a tagliola o dei punti esca/placebo per cui una valutazione critica dovrà essere fatta informandosi presso le varie organizzazioni di vendita e servizi tecnici dei propri fornitori.


SPECIALE CANTIERI / Horeca

Sanificazione nel mondo Ho.Re.Ca.? Un fattore sempre piu’ strategico Lo Chef Roberto Monopoli

Nello scenario toscano della Tenuta del Buonamico di Montecarlo di Lucca abbiamo incontrato Eugenio Fontana in un luogo incredibilmente ricco di tradizioni, storia e carta

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mmerso nei vigneti di Montecarlo, il resort Buonamico è uno dei simboli dell’ospitalità nella bellezza della campagna Toscana, un’oasi di benessere dove riposarsi e trovare ristoro presso il Syrah. Conversando con Eugenio Fontana, proprietario della Tenuta del Buonamico, è emerso un aspetto, talvolta non valutato adeguatamente nella sua complessità, quale la sanificazione degli ambienti ricettivi. Già dall’inaugurazione presso il ristorante Syrah i professionisti del pulito hanno preso servizio per garantire la massima igiene e pulizia nelle operazioni di trasformazione alimen-

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tare, tipiche delle cucine degli Chef stellati. Scorrendo il menù dello Chef Roberto Monopoli, rimaniamo piacevolmente sorpresi dell’abbinamento delle pietanze della tradizione toscana unite al genio della brigata, concorde nell’assicurare sapori unici nel rispetto dei severi protocolli di pulizia e disinfezione. Il personale specializzato nell’igienizzazione degli ambienti utilizza nelle varie fasi di pulizia della sala, cucina, area bagno e camere i panni Profix 4C, conformi alla normativa HACCP. L’obiettivo del codice colore è quello di assicurare la massima igiene e sicurezza nei vari reparti di lavorazione, riducendo ai minimi termini il rischio di contaminazione

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crociata. Nell’area bagno il cliente è messo a suo agio in un ambiente accogliente e fornito di tutti i comfort necessari, quali usufruire di un elegante asciugamano interfogliato Celtex dall’elevata assorbenza e praticità di utilizzo. Seduto al tavolo il cliente può seguire le fasi della preparazione delle pietanze dello Chef Roberto Monopoli, il quale utilizza carta Celtex in purissima cellulosa vergine per gli infiniti usi dalla linea al pass. Al termine del percorso gustativo, il cliente resta indubbiamente affascinato dal contesto moderno, raffinato e naturale appagando completamente tutti i propri sensi. www.industrieceltex.com


SPECIALE CANTIERI / Pavimenti resilienti

Alta protezione La linea protettivi & cere di Unira riesce a risolvere le problematiche del settore delle convivenze, dei ristoranti, degli hotel e delle collettività in genere

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pavimenti resilienti, tra i quali rivestimenti di gomma, PVC, linoleum in genere sono utilizzati per pavimentazioni sottoposte a forte usura indotta da intenso calpestio o da traffico pesante, per ospedali, scuole, edifici sportivi, sale polivalenti, oppure per locali a uso produttivo, labora-

Vantaggi d’uso •

• •

• • •

Dona un ottimo effetto estetico, molto “caldo” esaltando il pavimento sottostante e non facendolo sembrare come coperto da un film di plastica Ottimo antiscivolo Elasticità totale e quindi ottimi risultati su pavimenti “flessibili” tipo gomma Perfetta trasparenza Facile pulizia dallo sporco e dai segni Si possono ripristinare solo le zone usurate dal traffico, senza dover ogni volta decerare tutta la superficie.

tori, depositi, spazi distributivi. Questo tipo di pavimentazioni richiedono l’impiego di prodotti specifici come protezione. Unira propone una gamma di cere e protettivi costituita dai prodotti più adatti per le principali operazioni di protezione delle superfici: inceratura, impregnatura e cristallizzazione. Una cera può essere applicata su quasi tutte le superfici, sia dure che resilienti. Ne esistono di vari tipi con caratteristiche diverse a seconda dell’uso che se ne debba fare; per la protezione dei pavimenti resilienti Unira propone la cera Floor Metal.

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FLOOR METAL Si tratta di una cera filmogena autolucidante ad alta reticolazione e alto antiscivolo. È una cera essenzialmente poliacrilica, con poco contenuto di poliuretanica. Data la sua elasticità è particolarmente indicata per pavimenti resilienti. Può essere usata anche come finitura per il trattamento dei pavimenti in legno verniciati, impregnati o trattati con emulsioni acriliche. Ottima su pavimentazioni in legno antico: in condizioni normali sigilla anche pavimenti duri. Può essere colorata per omogenizzare pavimenti resilienti usurati. La resa sui pavimenti resilienti in genere è di 30 grammi a metro quadro per ogni mano applicata, normalmente si applicano tre mani incrociate. Nel caso si debba svolgere un’azione ravvivante su applicazioni già eseguite, sarà sufficiente diluire 300 grammi di prodotto in 10 litri d’acqua, previa corretta pulizia del pavimento. Utilizzare pura sui pavimenti in legno come trattamento acrilico antigraffio. Dopo alcuni giorni dall’inceratura, Floor Metal può essere lucidata con una monospazzola ad almeno 400 giri e disco rosso. www.unira.it

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SPECIALE CANTIERI / Attrezzature

Una tecnologia che semplifica il lavoro TMB rafforza la propria competitività puntando sulla nuova frontiera delle monospazzole orbitali

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n questi anni TMB è cresciuta notevolmente, in particolare, la linea di monospazzole orbitali marchiata TOR, frutto di un innovativo progetto industriale di ricerca e sviluppo, ha comportato notevoli investimenti anche nella formazione dei rivenditori e degli operatori coinvolti nell’impiego delle macchine, offrendo stimoli preziosi per far compiere un ulteriore salto di qualità. TOR 43, LA MONOSPAZZOLA CAPOSTIPITE DI UNA LINEA DI GRANDE SUCCESSO Tutto ha avuto inizio con il fortunato lancio di TOR43, la capostipite delle versioni orbitali. TMB ha sviluppato un modello in grado di sostituire le diverse versioni oggi disponibili sul mercato. Ne è scaturita una monospazzola con caratteristiche particolarmente apprezzate nelle applicazioni pesanti, con possibilità di utilizzo di numerosi accessori per le più diverse applicazioni su tutti i tipi di superficie, quali: gres, marmo, legno, granito, moquette, cemento. La macchina ha così attirato l’attenzione dei professionisti specializzati nei trattamenti delle diverse superfici. Successivamente a TOR43 è nata TPO43, una macchina più leggera – sempre con tecnologia orbitale – dedicata al settore del cleaning professionale. Su questa versione sono state adeguate le caratteristiche di po-

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tenza e comfort, pensando specificamente alle applicazioni più comuni per gli operatori professionali. TPO43 è coperta da alcuni brevetti, in quanto ha introdotto soluzioni tecniche innovative rispetto alla tecnologia esistente. Infine, nel 2018 è stata introdotta TFO43, che si pone a metà strada fra le due precedenti. Grazie ai sistemi adottati, TFO43 è molto versatile e in grado di utilizzare l’ampia gamma di accessori a disposizione per tutti i modelli orbitali marchiati TMB. Ne è stata realizzata anche una versione a doppia velocità, per migliorare prestazioni e finitura su superfici in granito e legno. I “PLUS” DELLA TECNOLOGIA ORBITALE Quali sono, in estrema sintesi, i plus di que-

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sta particolare gamma? “I privilegi della tecnologia orbitale, rispetto a quella tradizionale”, spiega Giampaolo Ruffo, “si possono riassumere nella facilità di utilizzo, nel risparmio di tempo, di prodotti e un minor consumo di energia elettrica. Per facilità di utilizzo intendiamo che qualsiasi operatore è in grado di usare una orbitale TMB senza correre rischi personali, né rappresentare un rischio per cose o persone. Contrariamente alle monospazzole tradizionali, la tecnologia orbitale non necessita di particolare forza fisica per utilizzare la macchina. Ciò comporta, oltre all’ovvio vantaggio di ridurre il training del 95%, la possibilità di impiegare un ampio numero di accessori per applicazioni molto diverse. Il movimento orbitale TMB non risente delle condizioni di attrito generate dai diversi accessori e permette a chiunque di effettuare applicazioni che con una monospazzola tradizionale hanno bisogno di personale con esperienza. Infine, il consumo di energia elettrica è inferiore del 60% rispetto al modello tradizionale e rimane pressoché costante nelle diverse applicazioni”. MICRO TOR E GLI SVILUPPI FUTURI DEL PROGETTO ORBITALI Cosa ci riserverà per l’immediato futuro il Progetto Orbitali? “Stiamo ultimando la MICRO TOR”, conclude il leader di TMB. “Si tratta di una monospazzola orbitale di dimensioni ridotte che consente di operare in spazi dove è difficile manovrare con una monospazzola dalle dimensioni standard. MICRO TOR è anche il “laboratorio” per lo sviluppo di una versione a batteria, a breve termine, che potrebbe essere sviluppata anche per le versioni standard, a medio termine”. www.tmbvacuum.com

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Dimensione Pulito Gennaio/Febbraio 2019, Speciale Cantieri  

Un percorso formativo per la cultura del pulito

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