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ANNO 30 n. 6 luglio 2021 ISSN: 2612-4068

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INDAGINE X

Covid e residenze assistenziali, i numeri del contagio a cura di Simone Ciapparelli

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STRUTTURE SANITARIE XX

Layout del futuro: riprogettazione degli spazi e nuovi materiali Gabriele Del Castillo, Francesca Grosso, Federico Lega PROTOCOLLI D’IGIENE XXVI

Prevenzione e controllo nelle RSA a cura di Cristina Cardinali CASE HISTORY XXXVI

Zero positivi al Covid 19 nella Casa Residenza Anziani di Riccione Maurizio Pedrini

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SPECIALE RSA / SOMMARIO

CASE HISTORY XXXVI

Ecco come abbiamo vissuto la pandemia! Maurizio Pedrini LAVANDERIE INDUSTRIALI L

Un pulito al servizio dei più fragili Marcello Falvo RISTORAZIONE OSPEDALIERA LVIII

Alimentazione: parte della terapia clinica Cristina Cardinali

XXXVI

TENDENZE LXVIII

Neutralizzatori profumati di cattivi odori Luca Ilorini DISINFESTAZIONE LXXIV

Uno svarione può sempre accadere Graziano Dassi RUBRICA LXXX

Oggi sul mercato Tecnologia, ricerca, sviluppo: le ultime dal mondo del cleaning

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a cura di Loredana Vitulano

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Covid e RESIDENZE ASSISTENZIALI, i numeri del contagio L’inizio della campagna vaccinale, che ha interessato in maniera prioritaria gli ospiti delle strutture, sembra aver influenzato positivamente i numeri riguardanti isolamenti, ospedalizzazioni e decessi, che sono andati progressivamente calando nei mesi di febbraio-aprile 2021 a cura di Simone Ciapparelli X

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e Residenze Sanitarie sono state in tutto il mondo uno dei contesti maggiormente colpiti dall’epidemia di COVID-19, a causa della particolare fragilità dei loro residenti, della particolare organizzazione di queste strutture e di alcune criticità legate all’assistenza. Nel corso della prima ondata epidemica, l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), in collaborazione con il Garante nazionale dei diritti delle persone private della libertà, ha svolto una rilevazione con lo scopo di identificare le criticità e l’estensione del contagio nelle strutture residenziali. Sulla base di quanto emerso, l’ISS e il Ministero della Salute hanno deciso di sviluppare un sistema di sorveglianza specifico per monitorare la frequenza e l’impatto delle infezioni da SARS-CoV-2 nelle Rsa, con lo scopo di censire i casi di COVID-19 in queste strutture, monitorare le criticità relative a questa emergenza, monitorare la mortalità in Rsa per tutte le cause, e segnalare, in caso di epidemia di COVID-19, le necessità rilevanti come ad esempio l’acquisto di DPI, la presenza di personale sanitario di supporto, lo spazio aggiuntivo per l’isolamento dei casi. Il rapporto mostra i dati sulle variazioni settimanali osservate da ottobre 2020 a marzo 2021 nelle strutture residenziali che hanno partecipato alla sorveglianza, in merito ai tamponi eseguiti e ai casi di Covid nei residenti, ai casi di COVID-19 nel personale delle strutture, ai residenti in isolamento o quarantena per COVID-19 e alle ospedalizzazioni e mortalità nei residenti. Le Regioni attualmente aderenti al monitoraggio sono: Abruzzo, Campania, Marche, Molise, Sicilia, Toscana, Valle d’Aosta. Riportando quindi i dati di solamente una parte delle strutture residenziali presenti in alcune regioni italiane, questo studio potrebbe quindi non essere rappresentativo dell’intera casistica nazionale.

Tabella 1. Strutture partecipanti e censite per Regione

Sono 842 le strutture residenziali che hanno partecipato alla sorveglianza dal 5 ottobre 2020 al 25 aprile 2021, per un totale di 30.824 posti letto disponibili. Di queste, 359 erano strutture residenziali per anziani non autosufficienti, per un totale di 15.775 posti letto. Il tasso di partecipazione è stato costante e compreso tra l’80% e il 95% delle strutture, a eccezione della prima settimana di ottobre e di una lieve flessione osservata nella

settimana tra il 28 dicembre 2020 e il 3 gennaio 2021. (Figura 1) Per quanto riguarda il numero di tamponi eseguiti settimanalmente, si segnala che fino al 7 gennaio 2021 sono stati rilevati solo i tamponi molecolari eseguiti presso le strutture. A seguito della pubblicazione della circolare 0000705 dell’08/01/2021 da parte del Ministero della Salute, sono stati con-

Figura 1. Percentuale di strutture residenziali che settimanalmente hanno inviato i dati al sistema di sorveglianza rispetto al totale delle strutture partecipanti. La data sull’asse delle ascisse indica il giorno di inizio settimana di monitoraggio.

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teggiati in questo indicatore sia i tamponi molecolari che quelli antigenici eseguiti in struttura. I dati tengono conto dei tamponi eseguiti complessivamente sui residenti, perciò sono conteggiati anche i tamponi eseguiti più volte sullo stesso residente. Dal grafico si può notare come il numero di tamponi eseguiti sia aumentato progressivamente da ottobre a novembre 2020. Questo incremento corrisponde alla seconda ondata epidemica che ha colpito l’Italia dal mese di ottobre 2020. Il numero di tamponi eseguiti ha mostrato alcune oscillazioni nei mesi di novembre e dicembre 2020 e si è mantenuto stabile nei mesi successivi. Nell’anno 2021 il numero di tamponi eseguiti settimanalmente ha avuto minime variazioni settimanali. In media, nelle settimane dal 4 gennaio 2021 al 25 aprile 2021 sono stati eseguiti 39 tamponi per 100 residenti ogni settimana nelle strutture residenziali per anziani non autosufficienti e 35 in tutte le strutture residenziali. (Figura 2) XII

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Figura 2. Numero di tamponi eseguiti per 100 residenti per settimana di monitoraggio.

Nella figura 3 viene invece mostrata l’incidenza settimanale di COVID-19 tra i residenti delle strutture partecipanti e l’andamento complessivo dei casi di COVID-19 nella popola-

zione generale nelle Regioni che hanno partecipato alla Sorveglianza. Si può vedere come l’incidenza di COVID-19 nelle strutture residenziali sia aumentata marcatamente nei


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SPECIALE RSA mesi di ottobre e novembre, in corrispondenza della seconda ondata epidemica. Nel mese di novembre 2020 l’incidenza settimanale di COVID-19 ha raggiunto un picco del 3,2% nelle strutture residenziali per anziani e del 3,1% in tutte le strut-

ture residenziali, picco in linea con quanto osservato nella popolazione generale. L’incidenza di COVID-19 nelle strutture residenziali si riduce, particolarmente dopo l’inizio della campagna vaccinale. Nell’ultima settimana di febbraio, nei mesi di

Figura 3. Incidenza settimanale di COVID-19 nei residenti e numero di nuovi casi settimanali nella popolazione generale nelle Regioni in esame.

Figura 4. Percentuale di strutture residenziali con almeno un nuovo caso COVID-19 tra i residenti.

marzo e aprile si raggiungono valori sovrapponibili o inferiori a quelli registrati nella prima settimana di ottobre (0,4% nelle strutture residenziali per anziani e del 0,3% in tutte le strutture residenziali nella settimana dal 19 al 25 aprile 2021). Questo dato è in controtendenza rispetto all’andamento dell’epidemia nella popolazione generale che ha mostrato una recrudescenza nelle ultime settimane di febbraio e nel mese di marzo. Simile andamento ha avuto il numero di strutture residenziali per le quali si è registrato almeno un nuovo caso di COVID-19 tra i residenti rapportato al numero totale di strutture residenziali aderenti al monitoraggio durante la settimana di riferimento. Dalla metà di ottobre alla metà di novembre 2020 è stata registrata la maggior percentuale di strutture residenziali con almeno un caso COVID-19 tra i residenti (l’11% nelle strutture residenziali per anziani e il 9% in tutte le strutture residenziali); la percentuale è andata progressivamente calando fino a raggiungere il 2% sia nelle strutture residenziali per anziani che in tutte le strutture residenziali nell’ultima settimana di rilevazione (dal 19 al 25 aprile 2021). (figura 4) Analogo andamento ha avuto l’incidenza di casi di COVID-19 tra gli operatori sanitari delle strutture residenziali, con un declino nel numero di nuovi casi dopo l’inizio della campagna vaccinale e più evidente nelle ultime settimane di febbraio e nei mesi di marzo e aprile 2021. Si ricorda che operatori sanitari e residenti delle strutture sanitarie hanno avuto accesso prioritario alla vaccinazione. (figura 5) La figura 6 mostra la percentuale di residenti gestiti con procedure di isolamento per COVID-19 sospetto, probabile o confermato o perché in quarantena in quanto contatti

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SPECIALE RSA stretti o nuovi ingressi. La figura mostra una notevole riduzione della percentuale di residenti gestiti settimanalmente con procedure di isolamento dopo l’inizio della campagna vaccinale. Nell’ultima settimana di monitoraggio, dal 19 al 25 aprile 2021, il 4,8% dei residenti nelle strutture residenziali per anziani e il 3,8% dei residenti in tutte le strutture residenziali sono stati gestiti con procedure di isolamento, contro il picco del 16,2% e del 15,2% osservato nel mese di novembre 2020 (settimana dal 23 al 29 novembre 2020). Questa riduzione è risultata particolarmente evidente quando sono state analizzate le sole procedure di isolamento per COVID-19 sospetto, probabile o confermato (1,6% dei residenti nelle strutture residenziali per anziani e 1,1% dei residenti in tutte le strutture residenziali nella settimana dal 19 al 25 aprile 2021, contro un picco del 10,6% e del 9,6% osservato nel mese di novembre 2020 (figura 7). La figura 8 mostra la percentuale di residenti SARS-CoV-2 positivi trasferiti settimanalmente in ospedale rispetto al totale dei residenti in struttura. Il grafico sembra mostrare un incremento dei residenti trasferiti in ospedale nel mese di ottobre 2020, fino al raggiungimento di un picco dello 0,5% nel mese di dicembre, sia per le strutture residenziali per anziani che per tutte le strutture residenziali. Un decremento per tutte le strutture dell’indicatore in esame si è osservato dalla seconda metà di gennaio 2021, fino a raggiungere lo 0,1% nella settimana dal 19 al 25 aprile 2021. La figura 9 mostra l’andamento dei decessi dei residenti per settimana nel periodo in esame. Nella figura sono presentati i decessi per tutte le cause avvenuti tra i residenti, sia nelle strutture che in ospedale. Non è stato possibile valutare quanti dei decessi complessivi siano imputabili a COVID-19 perché l’informa-

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Figura 5. Incidenza settimanale di COVID-19 negli operatori sanitari delle strutture residenziali.

Figura 6. Percentuale di residenti gestiti con procedure di isolamento per COVID-19 sospetto, probabile o confermato o perché in quarantena in quanto contatti stretti o nuovi ingressi.

zione sulle cause di quelli avvenuti in ospedale non è sempre stata resa disponibile alle strutture. I decessi appaiono aumentare nel mese di ottobre 2020, sino a raggiungere un picco nella settimana dal 9 al 15 novembre, con circa l’1,2% dei resi-

denti di strutture per anziani non autosufficienti e lo 0,8% per tutte le strutture. Un picco equivalente si registra nella prima settimana di gennaio. Un calo nel numero di decessi complessivi si osserva tra la fine di gennaio e marzo 2021, fino a


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SPECIALE RSA Figura 7. Percentuale di residenti gestiti con procedure di isolamento per COVID-19 sospetto, probabile o confermato. La data sull’asse delle ascisse indica il giorno di inizio settimana di monitoraggio.

raggiungere lo 0,6% dei residenti di strutture per anziani non autosufficienti e lo 0,4% per tutte le strutture nella settimana dal 15 al 21 febbraio 2021. Nell’ultima settimana di monitoraggio, dal 19 al 25 aprile 2021, la percentuale di decessi è stata dello 0,7% dei residenti di strutture per anziani non autosufficienti e lo 0,5% per tutte le strutture. La figura 10 mostra la percentuale dei decessi di pazienti SARS-CoV-2 positivi avvenuti nelle strutture residenziali (non include quelli che si sono verificati dopo il trasferimento in ospedale) in rapporto al totale dei residenti. Questo dato mostra un’ampia variabilità, pur mostrando una riduzione dei decessi nelle ultime settimane (< 0,1% nella settimana dal 19 al 25 aprile 2021 per entrambi i tipi di strutture considerate).

CONCLUSIONI

In linea con quanto osservato nella popolazione generale, gli indicatori analizzati mostrano un aumento dei casi COVID-19, degli isolamenti e dei decessi nei mesi di ottobre e XVIII

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novembre 2020, in corrispondenza della seconda ondata epidemica rilevata a livello nazionale. In controtendenza con il dato nazionale, si è osservata nelle strutture residenziali una progressiva ridu-

zione dei casi COVID-19, degli isolamenti, delle ospedalizzazioni per COVID-19 e dei decessi nei mesi di febbraio-aprile 2021. Presumibilmente, questo dato va considerato in relazione all’inizio della campa-

Figura 8. Percentuale di residenti SARS-CoV-2 positivi trasferiti in ospedale per settimana rispetto al totale dei residenti in struttura. La data sull’asse delle ascisse indica il giorno di inizio settimana di monitoraggio.


Figura 9. Percentuale dei decessi settimanali per tutte le cause avvenuti tra i residenti in struttura o dopo il trasferimento in ospedale.

gna vaccinale, che ha interessato in maniera prioritaria gli ospiti delle strutture residenziali per anziani e le persone severamente vulnerabili. Il dato della mortalità in pazienti SARS-CoV-2 positivi mostra notevole variabilità nelle settimane di gennaio e febbraio, seppure una sostanziale riduzione sembri osservarsi nei mesi di marzo e aprile. Va però specificato che il dato presentato si riferisce ai soli decessi avvenuti nei pazienti SARS-CoV-2 positivi in struttura. Inoltre, occorre ricordare che i dati dei decessi COVID-19 indicano che nelle persone affette da questa condizione il tempo medio trascorso tra il momento della comparsa dei sintomi e il decesso risulta essere in media circa due settimane. È pertanto verosimile che l’effetto della vaccinazione sui contagi si traduca in una più evidente riduzione dei decessi a distanza di alcune settimane.

Figura 10. Decessi in pazienti SARS-CoV-2 positivi avvenuti in struttura in rapporto al totale dei residenti. La data sull’asse delle ascisse indica il giorno di inizio settimana di monitoraggio.

Fonte: Istituto Superiore di Sanità, Ministero della Salute, Sorveglianza strutture residenziali socio-sanitarie nell’emergenza Covid-19, 2021

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LAYOUT del FUTURO: riprogettazione degli spazi e nuovi materiali La gestione del Covid-19 ha reso necessaria la creazione di ospedali “resilienti”, con nuovi flussi e migliore qualità dello spazio a beneficio della cura dei degenti Gabriele Del Castillo, Francesca Grosso, Federico Lega Dipartimento di Scienze Biomediche per la Salute, Università degli Studi di Milano; Centro di Ricerca e Alta Formazione in Health Administration, Università degli Studi di Milano

È

ormai passato più di un anno dallo scoppio della pandemia da Covid-19 e le aziende ospedaliere hanno dovuto, in brevissimo tempo, rivoluzionare il proprio assetto organizzativo e strutturale

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per rispondere alle nuove esigenze derivanti da questa inaspettata emergenza. Il sistema sanitario globale è stato profondamente messo in crisi da questa pandemia, che ha, inoltre, evidenziato le carenze organizzative e

strutturali di molti ospedali, i quali si sono dimostrati poco flessibili, dimostrando grande difficoltà nel rispondere alle richieste di incremento dei posti letto di degenza ordinaria e nella gestione dell’affluenza in Pronto Soccorso e nelle Terapie Intensive.


CONTROLLO DELLA DIFFUSIONE DELLE INFEZIONI

“Si sono potute contare poche strutture socio-sanitarie realmente virtuose e resilienti alle rinnovate esigenze assistenziali comportate dalla pandemia”, spiega il professore Stefano Capolongo, Direttore del Dipartimento ABC (Architecture, Built environment and Construction engineering) del Politecnico di Milano: “questa pandemia ha colpito tutto il mondo in maniera indiscriminata, è difficile addossare la colpa a un sistema politico o ai Sistemi Sanitari dei singoli Paesi o delle Regioni”. Il Covid-19 ha costretto l’intero “sistema salute” a ripensarsi, accelerando processi che erano già in essere su temi che ben conosciamo, come le infezioni ospedaliere. Lo spazio fisico come mezzo di controllo della diffusione dell’infezione è stata la strategia che ha impattato maggiormente sulla gestione della pandemia; l’architettura e il design si sono infatti dimostrati ancillari alla medicina

che, soprattutto nelle fasi iniziali di questa pandemia, ha vacillato. “Concetti che sembravano superati come il percorso sporco-pulito del blocco operatorio sono stati riesumati, diventando di fatto il cardine della strategia di contrasto alla pandemia”. Il layout funzionale dell’Ospedale è diventato quindi decisivo e, in particolare, la creazione di un percorso Covid-dedicato è stata la prima strategia a essere implementata, garantendo una separazione fisica che ha indubbiamente ridotto il rischio di diffusione dell’infezione in questo setting di cura.

RIORGANIZZAZIONE E NUOVE CRITICITÀ

La riorganizzazione interna delle strutture di cura ha inevitabilmente determinato delle nuove criticità. L’alto livello di specializzazione delle nostre strutture ospedaliere, che garantisce un’altissima qualità dei percorsi di cura erogati, ha risentito molto del riassetto organizzativo necessario a rispondere alla pandemia. Infatti, la criticità iniziale,

determinata principalmente dall’elevato tasso di incidenza di questa nuova infezione e dalla necessità di isolamento e distinzione dei percorsi, è stata proprio una decelerazione nella gestione della risposta alle altre patologie, che ha quindi causato una più difficoltosa presa in carico dei pazienti ordinari e un peggioramento degli outcome clinici per molte patologie a gestione esclusivamente ospedaliera. “Che debba essere ripensata la rete territoriale, con l’obiettivo di migliorare la salute pubblica, è chiaro, ma dobbiamo guardare più avanti”. Il professore Capolongo sottolinea così come la programmazione e la rivoluzione del concetto di gestione della salute, non debba focalizzarsi solo sulle necessità contingenti, ma abbia bisogno di un inquadramento più ampio con uno sguardo al futuro e alle prossime sfide che dovrà affrontare la sanità. Il Dipartimento ABC del Politecnico di Milano ha studiato il ruolo dell’ambiente costruito nella fase di ripartenza dopo la pandemia e ha

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SPECIALE RSA prodotto dei documenti analitici in cui vengono sintetizzate in forma di decalogo/manifesto le linee di indirizzo programmatiche su diversi temi: gli Osservatori DABC. “Guardando il layout del futuro si è visto come la presenza di un percorso che dall’esterno della struttura vada verso le camere, permette sia di avere un percorso differenziato pulito-sporco sia di favorire le visite o di garantire ai degenti di avere uno sguardo verso aree esterne, che potrebbero favorire la guarigione”. Gli Ospedali e le strutture di cura dovrebbero quindi essere ripensate in funzione del concetto di salute, che coinvolge l’individuo nella sua interezza e che di fatto necessita anche di un ambiente favorente la guarigione. L’Ospedale andrebbe inoltre considerato come un insieme di nuclei modulari, sia dal punto di vista del layout funzionale che dal punto di vista impiantistico. Questo tipo di organizzazione prevedrebbe di fatto la possibilità di isolare il singolo nucleo, essendo così efficace anche nei confronti della diffusione delle infezioni. “Se dovessi avanzare una proposta progettuale, sarebbe interessante prevedere solo camere singole, eventualmente dimensionabili a doppie in caso di emergenze non infettive”. Le camere singole infatti non solo garantirebbero una maggiore efficacia in termini di isolamento in caso di infezioni a diffusione aerea, ma sarebbero anche efficaci in termini di privacy che impatta, anch’essa, sul percorso di guarigione dei pazienti.

NECESSITÀ DI UNA MAGGIORE SUPERFICIE

L’emergenza Covid-19 ci ha mostrato uno dei più grandi limiti di molti dei nostri Ospedali, la capacità di adattamento in incremento in base alle richieste di ricoveri. Nonostante gli Ospedali abbiano complessivamente retto dal punto di vista strutturale, gli sforzi sono stati orientati per lo più a ricavare XXII

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posti letto di degenza e di area critica in funzione dell’elevato numero di casi che approdavano presso i Dipartimenti di Emergenza-Urgenza. “Nell’ottica della flessibilità, un ospedale deve avere la possibilità di espandersi” sia in termini volumetrici che di posti letto. Per garantire ciò e per rispondere a un altro criterio fondamentale, ovvero l’accessibilità, la progettazione dei nuovi Ospedali deve prevedere una localizzazione strategica presso un’area adeguata anche in termini di superficie. L’Ospedale del futuro dovrà quindi preferenzialmente localizzarsi nelle aree periferiche dei centri urbani. Espandibilità, flessibilità e accessibilità sono quindi tre concetti fondamentali che, insieme, difficilmente si applicano a molte delle strutture ospedaliere presenti nel nostro Paese. Infatti si stima che “più di due terzi del parco ospedaliero abbia esaurito il suo ciclo di vita e oltre la metà non sia adeguato ai nuovi modelli organizzativi”1. “Un

Ospedale ha un ciclo vitale di circa 40-50 anni mentre la medicina fa progressi, soprattutto in ambito tecnologico, a una velocità ben maggiore”. La flessibilità massima si otterrebbe con un Ospedale “modulare”, con la possibilità di cambiare il contenuto dei moduli in funzione dei bisogni di salute della popolazione, la cui forma dovrebbe preferenzialmente svilupparsi in senso orizzontale ma compatto e al suo interno si dovrebbe ragionare per nuclei isolati. “L’Ospedale modulare dopo i 50 anni di vita potrebbe essere smantellato e recuperata l’area. Un grande contenitore i cui contenuti cambiano continuamente in base alla funzione che servono, per esempio spostando i pannelli che costituiscono le partizioni verticali leggere e costruite con tecnologia a secco, una camera può essere adibita ad ambulatorio, terapia intensiva o diventare una camera di degenza in maniera molto rapida”. Nell’ottica di pensare un Ospedale modulare, eventualmente pronto


per la gestione di una nuova emergenza pandemica, sarebbe opportuno dotare tutti i nuclei e le camere di degenza dell’impiantistica (ossigeno, gas medicali, valvole di inversione dei flussi pressori etc.) necessaria alla rapida conversione in degenza intensiva.

L’IGIENE DEGLI ELEMENTI D’ARREDO

Le azioni di contrasto alla pandemia nei contesti ospedalieri non sono state esclusivamente di riorganizzazione strutturale o operativa, ma anche le scelte degli elementi di arredo ha risentito sensibilmente delle nuove necessità igienico sanitarie per contrastare la pandemia. Possiamo riconoscere che in linea generale non esistano elementi di arredo specifici per contrastare la diffusione delle infezioni, quindi le dotazioni di questi elementi tendenzialmente non sono cambiate e non cambieranno. Ciò che cambia sono i materiali e le finiture con cui gli elementi di arredo sono pro-

dotti. Infatti, in questo periodo di pandemia, grazie anche a rapide conversioni di aziende operanti in altri settori, si è assistito a un significativo aumento di variabilità nel panorama di materiali ad azione antivirale o antibatterica. La tendenza è sempre più quindi quella di incrementare la frequenza di impiego di questi nuovi materiali per la produzione degli elementi di arredo o delle finiture destinate alle strutture sanitarie. L’impiego di materiali ad azione antibatterica, per esempio, potrebbe avere un impatto sulla capacità degli arredi di contrastare i depositi di microorganismi sulle proprie superfici, influendo anche sulla diffusione delle infezioni nosocomiali e impattando sulle giornate di degenza e, in ultima analisi, sui costi del ricovero.

LA CITTÀ DEL FUTURO

Ciò che non ha retto all’impatto devastante della pandemia non sono state le strutture ospedaliere in sé, ma il sistema nel suo complesso.

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SPECIALE RSA “Ancor prima di ragionare sul SSR bisognerebbe ragionare sulla città resiliente alle pandemia perché la città stessa non ha un piano, l’Ospedale dovrebbe essere l’ultimo passaggio”. Appare quindi fondamentale ripensare anche la città in modo da riformare il territorio inteso come servizio sanitario territoriale integrato con tutti gli altri servizi di supporto alla popolazione e con le strutture Ospedaliere di riferimento. Un progetto interessante di cui ci parla il professore Capolongo è la “città dei 15 minuti”, un progetto in cui tutti i servizi utili al cittadino siano raggiungibili in 15 minuti a piedi dalla propria abitazione. “Il Covid-19 ha spostato l’economia dal centro alla periferia delle città, e questo è un punto di forza della risposta a questa pandemia”. La rivalorizzazione delle periferie può essere quindi un momento per uno slancio progressivo e una proposta alla rivoluzione del sistema salute stesso. È infatti necessario ripensare il territorio, ma garantire il solo servizio sanitario o sociosanitario territoriale non sarebbe il modo migliore per farlo. Si parla infatti di “mixitè”, un concetto che si contrappone allo “zoning” ossia alla segregazione di funzioni diverse in aree urbane diverse. Oggi è infatti il concetto di rete a creare legami nuovi e trasversali nella crescita spazio-temporale della città. Secondo questo principio le attività vengono integrate per “convivere simultaneamente all’interno di una logica progettuale plurifunzionale in cui la relazione tra vita pubblica, sociale e lavorativa e quella privata acquistano nuove conformazioni, indipendenti dal luogo e legate piuttosto ai nuovi modi di usare lo spazio alla scala urbana o architettonica”2. Il CNETO (Centro Nazionale per l’Edilizia e la Tecnica Ospedaliera) e la Commissione Sviluppo Sanità di Regione Lombardia avevano pensato ai Centri per la Salute, delle strutture territoriali pensate a seconda del numero DIMENSIONE PULITO | 06/2021

di abitanti che avrebbero convogliato anche la medicina generale. “In questo nostro disegno avevamo previsto anche che i medici ospedalieri, un giorno a settimana, avrebbero potuto esercitare in questi centri territoriali, in maniera da non rendere questi centri dei feudi a sé, ma garantendo una profonda integrazione ospedale-territorio”. Questi centri, e in generale le strutture territoriali ripensate nell’ottica di una rivoluzione del sistema salute, dovrebbero avere “un’identità unica, con un brand chiaro e riconoscibile, con servizi come banche, supermercati, poste”. Nel sistema salute del futuro anche la bellezza deve trovare il suo spazio: lavorare in spazi armoniosi e con la giusta illuminazione ha un effetto sul carico di stress degli operatori sanitari che vi lavorano per giornate intere. “Per esempio si parla spesso di creare spazi collettivi e spazi verdi”

che aiutino i pazienti a guarire più in fretta, i cosiddetti “Healing Gardens”. Per i pazienti affetti da decadimento cognitivo “lo spazio è protesico”, i loro spazi andrebbero cioè progettati senza gradini, spigoli e barriere per mettere in sicurezza questi pazienti, impedendogli di farsi male. Il dibattito sul futuro degli spazi sanitari, dunque, si sposta dal concentrarsi sulla sola dimensione della struttura “accentratrice” alla rete integrata dove la città è la prima grande produttrice di salute. 1 Osservatori DABC. Ospedali Resilienti: Decalogo per la Progettazione di Nuovi Ospedali e la Rifunzionalizzazione di Ospedali Esistenti. Politecnico di Milano. https:// www.dabc.polimi.it/wp-content/uploads/2020/06/04-Ospedali-Resilienti.pdf

Mixitè, in Treccani.it – Lessico del XXI secolo, Istituto dell’Enciclopedia Italiana. https://www.treccani.it/enciclopedia/ mixite_%28Lessico-del-XXI-Secolo%29/. URL consultato il 9 marzo 2021. Articolo da Progettare per la Sanità 2/21

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PREVENZIONE e controllo nelle RSA Le indicazioni dell’ISS che seguono vertono principalmente sugli ambiti di prevenzione e preparazione della struttura e sulla gestione di eventuali casi sospetti/probabili/confermati di Covid-19 a cura di Cristina Cardinali

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e misure generali prevedono un rafforzamento dei programmi e dei principi fondamentali di prevenzione e controllo delle infezioni correlate all’assistenza (ICA). Le misure specifiche da mettere in atto nel contesto dell’epidemia di Covid19 sono: predisposizione di misure di carattere organizzativo per prevenire l’ingresso di casi di Covid-19 in struttura; creazione di percorsi (se possibile, a senso unico) e aree “pulito” e “sporco” separate; organizzazione degli accessi dei fornitori; gestione in sicurezza della ripresa delle attività di gruppo e della condivisione di spazi comuni, comprendente il mantenimento della distanza di sicurezza e delle altre misure precauzionali. Le attività sociali e socio-sanitarie erogate dietro autorizzazione o in convenzione, comprese quelle erogate all’interno o da parte di centri semiresidenziali per persone con disabilità, qualunque sia la loro denominazione, a carattere socio-assistenziale, socio-educativo, polifunzionale, socio-occupazionale, sanitario e socio-sanitario sono state riattivate secondo piani territoriali, adottati dalle Regioni, assicurando attraverso eventuali specifici protocolli il rispetto delle disposizioni per la prevenzione dal contagio e la tutela della salute degli utenti e degli operatori. Le persone con disabilità motorie o con

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disturbi dello spettro autistico, disabilità intellettiva o sensoriale o problematiche psichiatriche e comportamentali o non autosufficienti con necessità di supporto, possono non indossare la mascherina e ridurre il distanziamento sociale con i propri accompagnatori o operatori di assistenza che devono però usare appropriati DPI per la protezione respiratoria e oculare. Questa tipologia di residenti è trattata in rapporto Covid-19 ad hoc; formazione del personale di assistenza per la corretta adozione delle precauzioni specifiche e delle procedure d’isolamento e quarantena; formazione specifica del personale addetto alla ristorazione, alla pulizia della struttura, e allo smaltimento dei rifiuti; accesso regolamentato alla struttura ai soli visitatori dei residenti, tramite percorsi “puliti”, per tutta la durata dell’emergenza epidemica secondo valutazione del Direttore della Struttura; non sono consentite visite ai residenti in isolamento e quarantena, se non in casi eccezionali secondo la valutazione del Direttore della struttura; sensibilizzazione e formazione dei residenti e dei visitatori; utilizzo della telemedicina per le visite dei residenti da parte degli MMG, quando possibile, limitando gli accessi da parte degli MMG per le visite in persona agli assistiti residenti ai soli casi indispensabili; adeguato ricambio di aria negli alloggi dei residenti, come anche nelle aree di passaggio/comuni; screening degli operatori sanitari e sociosanitari e loro responsabilizzazione al rispetto del distanziamento fisico, dell’appropriato

uso della mascherina e degli altri provvedimenti in vigore, anche al di fuori dei turni di lavoro; elaborazione e affissione di promemoria e poster all’interno della struttura per promuovere i comportamenti corretti; offerta delle vaccinazioni anti influenzali e antipneumococco, così come gli altri vaccini di routine, agli operatori sanitari e sociosanitari e ai residenti in conformità con le raccomandazioni nazionali e regionali; attuazione di una sorveglianza attiva di quadri clinici di infezione respiratoria acuta e altri quadri clinici compatibili con Covid-19 tra i residenti e tra gli operatori, insieme al mantenimento e al monitoraggio delle altre misure di prevenzione e precauzione; sospensione dell’attività lavorativa degli operatori contatto stretto o sospetti/probabili o risultati positivi al test per SARS-CoV-2 in base alle disposizioni vigenti; condivisione periodica con tutto il personale dei dati relativi all’andamento della pandemia generale e locale; monitoraggio e documentazione dell’implementazione delle misure adottate.

Rafforzamento dei programmi e dei principi fondamentali di prevenzione e controllo delle infezioni correlate all’assistenza

Ogni struttura residenziale sociosanitaria e socioassistenziale deve:avere un referente (e/o un gruppo operativo) per la prevenzione e controllo delle ICA e specificatamente per Covid-19 adeguatamente formato e addestrato in stretto 06/2021 | DIMENSIONE PULITO

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SPECIALE RSA contatto con le autorità sanitarie locali. Il referente deve collaborare con il medico competente e i referenti del rischio clinico e del rischio infettivo dell’azienda sanitaria di riferimento e agire in sinergia con la funzione di risk management, anche ai fini dell’utilizzo di metodi e strumenti di gestione del rischio sanitario. Il referente Covid-19 deve assicurare il coordinamento di tutti gli interventi e garantire un flusso informativo efficace e i rapporti con gli Enti e le Strutture di riferimento (Dipartimento di Prevenzione, Distretti e Aziende Sanitarie), pianificare e monitorare le soluzioni organizzative appropriate e sostenibili, garantire le misure igienico-sanitarie e la sanificazione degli ambienti specifici; mantenere le comunicazioni con operatori, residenti e familiari. A questi ultimi va garantita la possibilità di ricevere informazioni sullo stato di salute del proprio familiare residente attraverso una figura appositamente designata (vedi box sull’Ordinanza dell’8 maggio 2021); adottare sistematicamente le precauzioni standard (corretta

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igiene delle mani, etichetta respiratoria, uso di dispositivi medici e DPI adeguati al rischio valutato, corretta gestione di aghi/taglienti, corretta manipolazione, pulizia e disinfezione delle attrezzature per la cura del residente/ospite, corretta pulizia e sanificazione ambientale, corretta manipolazione e pulizia della biancheria sporca, corretta gestione dei rifiuti) nell’assistenza di tutti i residenti e le precauzioni specifiche in base alle modalità di trasmissione dell’infezione da SARS-CoV-2 e alla valutazione del rischio nella struttura. Particolare attenzione dovrà essere dedicata all’igiene delle mani secondo i 5 momenti raccomandati dall’OMS e alla sanificazione dell’area del paziente, come anche di eventuali oggetti condivisi tra i residenti per assistenza o riabilitazione o per attività sociali. È poi necessario avere un programma di medicina occupazionale che garantisca la protezione e la sicurezza degli operatori sanitari, inclusa la somministrazione gratuita di vaccino antinfluenzale stagionale e antipneumococco durante le campagne vaccinali regionali.

Formazione e addestramento del personale per la corretta adozione delle misure di prevenzione, protezione e precauzioni di isolamento

Tutto il personale sanitario e di assistenza, compresi gli addetti alle pulizie, alla ristorazione e allo smistamento dei rifiuti, deve ricevere una formazione specifica sui principi di base della prevenzione e controllo delle ICA. Inoltre, gli operatori che prestano cure dirette ai residenti della struttura e gli addetti alle pulizie devono ricevere una formazione specifica su come prevenire la trasmissione dell’infezione da SARSCoV-2. In particolare, devono essere oggetto di programmi di formazione e addestramento del personale sanitario e di assistenza: caratteristiche dell’infezione da SARS-CoV-2 e della malattia Covid-19, con particolare attenzione ai seguenti temi: caratteristiche del virus e sue modalità di trasmissione, epidemiologia, presentazione clinica, diagnosi, trattamento, procedure da seguire in presenza di un caso sospetto o


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SPECIALE RSA probabile/confermato. Simulazioni pratiche di situazioni di presentazione di casi sospetti Covid-19 possono essere molto utili; precauzioni standard per l’assistenza a tutti i residenti: igiene delle mani e respiratoria, utilizzo di dispositivi e DPI appropriati (mascherina chirurgica o protezione superiore in relazione alla valutazione del rischio), buone pratiche di sicurezza nell’utilizzo di aghi per iniezioni e altri dispositivi pungenti o taglienti, smaltimento sicuro dei rifiuti, gestione appropriata della biancheria, pulizia e sanificazione ambientale e sterilizzazione delle attrezzature utilizzate per il residente; precauzioni per la prevenzione di malattie trasmesse per contatto e droplets nell’assistenza di casi sospetti o probabili/confermati di Covid-19: guanti, mascherina chirurgica o protezioni superiori, occhiali di protezione/visiera, camice monouso (possibilmente idrorepellente); stanza di isolamento. Precauzioni per la prevenzione di malattie trasmesse per via aerea quando si eseguono procedure che possano generare aerosol e nell’assistenza di casi di Covid-19 in base alla valutazione del rischio della struttura: facciale filtrante (FFP2 o FFP3) in combinazione con schermo facciale o protezione oculare; stanza di isolamento; utilizzo appropriato dei dispositivi e dispositivi di protezione individuali (DPI) secondo il tipo di procedura e in base alla valutazione del rischio, con particolare attenzione al cambio dei dispositivi nell’assistenza tra un residente e l’altro (in particolare dei guanti, seguita da adeguata igiene delle mani) e alla corretta esecuzione delle procedure di vestizione e svestizione; comportamenti da attuare nei momenti di pausa e riunioni al fine di ridurre l’eveantule trasmissione del virus. Si suggerisce di prevedere opportuni momenti, anche brevi, di ascolto e di confronto degli operatori e tra gli operatori per aiutarli a verbalizzare i sentimenti di preoccupazione, per DIMENSIONE PULITO | 06/2021

ORDINANZA 8 MAGGIO 2021

“Ho firmato l’ordinanza che consentirà le visite in piena sicurezza in tutte le Rsa. È ancora necessario mantenere la massima attenzione e rispettare le regole e i protocolli previsti, ma condividiamo la gioia di chi potrà finalmente rivedere i propri cari dopo la distanza indispensabile per proteggerli”. Così il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha annunciato l’Ordinanza che permette la visita di familiari e visitatori in tutte le strutture residenziali sanitarie e socio-sanitarie nel rispetto delle indicazione formulate nel documento “Modalità di accesso/uscita di ospiti e visitatori presso le strutture residenziali della rete territoriale”, elaborato con Regioni e Comitato tecnico scientifico. Vista l’attuale situazione epidemiologica rimane necessario massimo rigore nell’utilizzo dei dispositivi di protezione, nel garantire il distanziamento sociale ed evitare qualsiasi forma di assembramento all’interno delle strutture ed inoltre e che le visite siano effettuate nel rispetto di tutte le precauzioni e misure igienico-sanitarie. Il familiare/visitatore deve sempre effettuare l’igiene delle mani all’ingresso e all’uscita dalla struttura e indossare sempre e correttamente i dispositivi di protezione individuale in base al livello di rischio (almeno FFP2 o superiore). Laddove possibile compatibilmente alle condizioni cliniche e tollerabilità, l’ospite indosserà i dispositivi di protezione delle vie aeree in base al livello di rischio almeno FFP2 o superiore). Il contatto fisico tra visitatore/familiare e ospite/paziente può essere preso in considerazione in particolari condizioni di esigenze relazionali affettive. L’interazione con contatto fisico può avvenire esclusivamente tra familiare/ visitatore in possesso della Certificazione Verde Covid-19 e di ospite/paziente vaccinato o con infezione negli ultimi 6 mesi, fatte salve diverse motivate indicazioni della Direzione Sanitaria ovvero del referente medico o del medico curante (es. ospite con controindicazione alla vaccinazione). È sconsigliato l’accesso di minori di 6 anni per i quali non sia possibile garantire il rispetto delle misure di prevenzione. Il documento completo è scaricabile dal sito del Ministero della Salute.

permettergli di suggerire azioni dal basso verso l’alto di miglioramento e verifica della qualità delle procedure e per far loro condividere problemi, idee e “buone pratiche” nell’assistenza. In tali momenti è indispensabile che siano attuate le misure precauzionali previste per il raggruppamento di più persone. La formazione e l’addestramento degli operatori dovrebbero basarsi su sessioni obbligatorie di breve durata (non più di 2-3 ore), che prevedano esercitazioni pratiche e presentazione di video. Agli operatori dovrebbe essere raccoman-

dato di seguire corsi online specifici su Covid-19. In caso di necessità di trasferimento di residenti Covid-19 in altra struttura/ospedale, si raccomanda di sanificare il mezzo di trasporto (es. l’ambulanza) secondo le indicazioni correnti per la pulizia e disinfezione in vigore durante l’emergenza pandemica/epidemica di Covid-19. Se ciò non fosse praticabile, per esempio a causa dell’elevata richiesta di questo servizio, considerare l’utilizzo di un mezzo di trasporto dedicato esclusivamente ai residenti Covid-19. (Fonte: Rapporto ISS Covid-19 n.4/2020 Rev.2)


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er i professionisti che lavorano nel settore medicale e all’interno di laboratori è importante poter avere un guanto che rispetti i più alti standard di sicurezza possibili, per se stessi e per i pazienti. Per questo i guanti Reflexx sono dispositivi di protezione dotati di altissima qualità e resistenza e vengono prodotti con le migliori attenzioni dovute a un settore considerato “a rischio elevato”. Un esempio sono i nuovi guanti Termoplastici Elastomeri Reflexx T25, dotati di una superficie completamente goffrata che permette una presa maggiore. I guanti T25, con 0,09 mm di spessore, sono più resistenti e spessi rispetto ai normali guanti in polietilene: la pluriennale esperienza maturata spinge Reflexx a consigliare l’utilizzo di prodotti più spessorati in proporzione ai rischi correlati, siano essi utilizzati per il Primo Soccorso o per l’attività in laboratorio. Reflexx cura al minimo dettaglio l’indossabilità e la biocompatibilità dei guanti per visite e attività medicali, soprattutto per coloro che indossano i guanti lungo tutto l’arco della giornata. I guanti Reflexx T25 sono ambidestri e utilizzabili anche come sovra guanti. Rispettano, inoltre, la normativa sul contatto alimentare (MOCA) e sono quindi idonei al contatto con ogni tipologia di alimento.

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Linea MICROFAST Il flat mop è a filo continuo, in cotone e microfibra e presenta un sistema a strappo. Il mop permette una pulizia perfetta e senza aloni grazie al particolare intreccio tra la microfibra e il cotone. La microfibra rimuove sporco e polvere e allo stesso tempo il cotone permette al prodotto di conservare la giusta umidità, mantenendo il mop bagnato per più tempo e consentendo così di pulire molti più metri di superficie. Al termine dell’utilizzo l’operatore può facilmente rimuovere il mop per il suo lavaggio: il sistema a strappo assicura praticità e velocità nelle operazioni di cambio mop. La sanificazione è garantita su ogni tipo di superficie. Il prodotto si presenta anche nella versione solo microfibra, per un uso più tradizionale di questo tipo di prodotto.


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Ci impegniamo a creare soluzioni che rispondono in modo innovativo ai più diversi bisogni di pulizia e igiene, a casa come negli ambienti professionali. Per questo ogni prodotto Marka nasce da anni di studio e di ricerca. Le nostre formule sono il frutto di un accurato lavoro scientifico a cui ci dedichiamo con passione, per più di 3500 ore all’anno. Nei nostri laboratori investiamo in tecnologie all’avanguardia e professionalità d’eccellenza. I prodotti Marka sono realizzati con materie prime di qualità superiore. Ogni giorno lavoriamo per tener fede al nostro impegno con il consumatore: realizzare prodotti sempre più straordinari, in anticipo sui tempi.

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Marka è made in Italy. L’intera filiera è interna all’azienda, dal concept di prodotto alla formulazione chimica,

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L’offerta di prodotto di Marka è stata fondata su 3 pillar: detergenza, igiene e sostenibilità. È su questi tre pilastri che nascono le nuove linee di Marka per i professionisti: - Marka Sistema Detergenza: garantire ad ogni settore della pulizia professionale la soluzione più performante. L’eccellenza delle formule, la specializzazione dei prodotti, l’ampiezza della gamma garantiscono la massima efficacia, la qualità del risultato e un vantaggio competitivo in termini di costo in uso. - Marka Sistema Igiene: garantire la massima protezione alle persone, per igienizzare e sanificare gli ambienti e le attrezzature in ogni ambito di applicazione: HO.RE.CA, grande distribuzione, industria alimentare e cosmetica, comunità pubbliche e private. - Marka Sistema Ambiente: garantire la salvaguardia dell’ambiente

con prodotti Ecolabel, CAM e concentrati giusta dose, utilizzando materie prime sostenibili e rinnovabili, packaging completamente riciclabili e permettendo di ridurre fino all’80% l’immissione di plastica nell’ambiente. Per il mondo HEALTH CARE, Marka offre l’opportunità di vivere in ambienti più sani e sicuri grazie alla sua gamma di Disinfettanti. Una gamma di prodotti riconosciuti dal Ministero della Salute come Biocidi e Presidi Medico Chirurgici che garantiscono una PROTEZIONE PROFONDA PROFESSIONALE in tutti gli ambienti. Sanispray e Sanigel HG, rispettivamente Disinfettante superfici e Disinfettante mani, sono autorizzati Presidio Medico Chirurgico e sono attivi contro virus, batteri e funghi. Tra i prodotti autorizzati dal Ministero della Salute come Biocida, Marka propone Cloro Gel, Clor 300, WC Cloro Gel e Foamclor. Dalle aree comuni, corridoi, ingressi, alle sale di degenza, ai servizi igienici, alla cucina, alla lavanderia, fino alle disinfezione delle mani, Marka assicura a tutto il personale sanitario, agli ospiti e ai pazienti la certezza di vivere in un ambiente sano, sicuro e protetto. MK spa www.markacleaning.com/professionisti

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Igiene al top con i detergenti ECO AIR

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e c’è un aspetto che la convivenza con la pandemia ha reso evidente è quanto la nostra salute dipenda in buona misura anche dalla qualità degli ambienti in cui viviamo. Un concetto apparentemente scontato, talora sottovalutato, che però riveste un’importanza cruciale quando ci si misura con contesti sanitari e assistenziali. Strutture ospedaliere e para-ospedaliere accolgono ogni giorno una moltitudine di persone, in un continuo via vai di visitatori, operatori sanitari, pazienti ed ospiti più o meno fragili. In ambiti così delicati, è fondamentale garantire una corretta salubrità degli ambienti a tutela della salute di coloro che li frequentano. Per farlo, si rende necessario assicurare elevati standard di pulizia e favorire corrette pratiche di igiene. Avvalendosi dell’expertise chimico del laboratorio Eco Air, Medial International ha sviluppato una linea completa di soluzioni detergenti e igienizzanti ad ampio spettro d’azione. Per la pulizia e l’igiene delle mani, sono disponibili tre distinte soluzioni igienizzanti a rapida asciugatura. HANDCARE è un liquido a base alcolica (min.70% vol.) che, con il suo piacevole profumo menta crispa, igienizza le mani rispettando l’equilibrio idro-lipidico della cute. Il prodotto è disponibile in flacone da 1 L con dosatore o nella pratica versione tascabile da 60 ml. ECOFRESH è anch’esso un liquido igienizzante in flacone da 1 L

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ma la formulazione – senza risciacquo - è a base cloridrica. Per chi preferisse i formulati più densi, ECOGEL è una soluzione gel idroalcolica (min.70% vol.) che igienizza le mani senza appiccicare, lasciando al contempo un delicato profumo di agrumi sulla pelle. Formati disponibili in flacone da 1 L o tanica da 5 L. Per un’efficace pulizia dei pavimenti, Medial mette invece a disposizione la linea ECO DAILY FLOOR - nel formato concentrato in tanica da 5 L per il lavaggio manuale - ed ECO DAILY FLOOR MATIC - nel formato 10 L per lavasciuga. La loro formulazione detergente, che include sali quaternari d’ammonio, garantisce una forte azione igienizzante e un alto potere pulente anche a elevate diluizioni. Quanto invece al trattamento delle superfici, vengono proposti due distinti formulati polifunzionali pronti all’uso, facili da utilizzare grazie a pratici flaconi con trigger.

ECOCLEAN, detergente liquido con sali quaternari d’ammonio, assicura un’efficace e rapida igienizzazione su qualunque superficie dura. ECOSURFACE+, sempre proposto in flacone da 1 L con trigger o formato pocket da 60 ml, è invece un efficace igienizzante liquido professionale a base d’alcoli, a rapida asciugatura e idoneo su tutti i tipi di superfici. Ultime ma non meno importanti sono le soluzioni igienizzanti aerosol con propellente 100% ecologico. La gamma include AIR HYGIENE, uno spray monouso a svuotamento automatico che satura l’ambiente esercitando un’azione igienizzante sulle superfici grazie alla sinergia degli alcoli e dei sali d’ammonio quaternari. La soluzione agisce anche sull’aria purificandola da tutti i tipi di particelle presenti in sospensione, rinfrescando dai cattivi odori. L’applicazione risulta particolarmente ideale nelle camere di degenza e per igienizzare le ambulanze a fine corsa. PROHYGIENE DRY è invece un igienizzante spray a secco, formulato sempre con alcoli e sali quaternari d’ammonio, ma dotato di classico ugello d’erogazione. Una soluzione versatile e pronta all’uso per trattare impianti AC, attrezzature, mobilio e apparecchi igienico-sanitari. Trova anche efficace applicazione per il trattamento dei tessuti nel mondo delle lavanderie industriali. www.medialinternational.com


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SPECIALE RSA

Zero positivi al Covid 19 nella Casa Residenza ANZIANI di RICCIONE Oltre al rigoroso rispetto della Direttiva 5543 del ministero della Salute, con tutte le successive indicazioni operative, si sono rivelati particolarmente efficaci gli interventi di pulizia, sanificazione e disinfezione degli ambienti maturati negli anni dalla cooperativa Formula Servizi all’interno di importanti strutture ospedaliere. Maurizio Pedrini

Giornalista di settore Direttore tecnico rivista Dimensione Pulito

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a Pandemia da Covid 19 ha colpito tragicamente le strutture residenziali per anziani, provocando circa il 50% dei decessi registrati in Italia. La domanda che ci poniamo è come sia stato possibile tutto ciò. Probabili cause sono da ricercare nella particolare vulnerabilità degli ospiti e in altri fattori critici: personale inadeguato quantitativamente e qualitativamente, con elevato turnover e forse operativi in più strutture, carenza di dispositivi di protezione individuale (DPI), carenza di igiene delle mani, inadeguata sanificazione degli ambienti e degli strumenti in uso, errato o improprio isolamento dei pazienti contagiati, ritardata diagnosi di Covid, personale al lavoro anche se malato, infezione portata da parenti o caregiver, specialmente badanti, contagiati. Nell’ambito della prevenzione del propagarsi del contagio, è apparso

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subito centrale il ruolo degli interventi mirati di pulizia, sanificazione e disinfezione degli ambienti. Per fortuna, ci sono state anche parecchie esperienze positive che hanno caratterizzato lo sforzo di RSA e Centri residenziali per anziani dove non si sono registrati morti e il Coronavirus è stato efficacemente contenuto. In queste realtà la propagazione di agenti biologici, come batteri e virus, è stata accuratamente evitata, grazie a servizi di pulizia, igiene, sanificazione e disinfezione di altissimo livello. È questo il caso della Casa Residenza Anziani di Riccione, in provincia di Rimini, e di altre realtà socio-assistenziali al servizio di persone fragili, gestite da Formula Servizi alle Persone e, per la parte dei servizi di pulizia da Formula Servizi. Entrambe appartengono all’omonimo Gruppo cooperativistico romagnolo, che da Forlì ha allargato progressivamente la sua presenza in varie Regioni d’Italia ed è leader nella gestione di servizi integrati di igiene e sanificazione, logistica sanitaria e industriale, manutenzioni edili e impiantistiche. È stato proprio grazie alla forza del gruppo e alle brillanti sinergie sviluppate durante l’emergenza pandemica dalle sue varie articolazioni operative, che è stato possibile centrare l’obiettivo zero positivi nella CRA e nelle altre strutture a gestione diretta al termine della prima ondata della Pandemia. Abbiamo incontrato Francesca Gennari, Responsabile dell’Area Socio-Assistenziale e Riabilitativa di Formula Servizi alle Persone, e Marco Sanchi, Responsabile Cleaning Area Nord di Formula Servizi, per raccogliere la loro interessante testimonianza. “Formula Servizi alle Persone spiega Gennari - gestisce una Casa Residenza Anziani da sessanta posti letto nel distretto di Riccione-Rimini, un Centro socio per disabili adulti nel Comune di San Clemente, in provincia di Rimini, la residenza

sanitaria psichiatrica “Le Radici” nel Comune di Montescudo-Monte Colombo. Il personale impegnato nelle varie strutture è composto da operatori socio-sanitari, infermieri, educatori professionali, ausiliari, medici e psicologi”.

Un gioco di squadra vincente per combattere la pandemia!

“Nell’ottica della collaborazione interna al Gruppo - afferma Sanchi - Formula Servizi alle Persone gestisce la parte dei servizi socio-assistenziali, assistenza medica e quant’altro, mentre Formula Servizi si occupa delle attività ausiliarie, della preparazione dei pasti tramite la cucina e delle movimentazioni all’interno delle strutture di materiali di vario genere. Solo nell’Area Nord, di cui sono responsabile per il cleaning, ci occupiamo di servizi di pulizia, ausiliariato, trasporto interni ed altro ancora operando su tredici ospedali della Romagna e delle Marche. Come azienda, Formula Servizi ha chiuso il proprio bilancio 2020 con un fatturato di 78 milioni e 2700 dipendenti complessivi, strutturati nei quattro ambiti di pulizie: Nord, Sud, Facility Management e Area logistica archiviazione e facchinaggio. Come Gruppo operiamo sinergicamente in quattordici Regioni d’Italia. Certamente l’estrema criticità delle situazioni che abbiamo dovuto affrontare, a seguito della Pandemia, in delicati

Francesca Gennari, Responsabile dell’Area SocioAssistenziale e Riabilitativa di Formula Servizi alle Persone

ambienti come le RSA e le CRA, ha rafforzato la nostra squadra, consentendo di svolgere un’azione coordinata sia nella comunicazione che negli interventi di pulizia, sanificazione e disinfezione finalizzati alla prevenzione del Coronavirus. Non è stato facile per i nostri operatori, specialmente sotto il profilo psicologico, ma ci siamo riusciti”.

TRE SPECIFICHE TIPOLOGIE DI SANIFICAZIONE

Partiamo proprio dall’analisi delle azioni che avete messo in atto sul piano dell’igiene e della pulizia professionale delle strutture: come vi siete orientati? “Sotto il profilo del cleaning - prosegue Sanchi - alla base di tutte le procedure e le modalità operative che abbiamo applicato vi è stata la Direttiva 5543 del ministero della Salute, con tutte le successive indicazioni operative dettate dai Rapporti emanati dal ministero stesso a cadenza quasi quindicinale nei primi sei mesi emergenziali. Con questa modalità venivano forniti puntuali aggiornamenti su tecnologie, prodotti e modalità di sanificazione delle superfici. Sostanzialmente, in base alle molteplici tipologie di ambienti e ai diversi livelli di rischio e contaminazione che ci siamo trovati ad affrontare, abbiamo messo in campo tre specifiche tipologie di sanificazione. La prima, essenzial-

Marco Sanchi, Responsabile Cleaning Area Nord di Formula Servizi 06/2021 | DIMENSIONE PULITO

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CAS E H I STORY

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SPECIALE RSA

È APPARSO SUBITO CENTRALE IL RUOLO DEGLI INTERVENTI MIRATI DI PULIZIA, SANIFICAZIONE E DISINFEZIONE DEGLI AMBIENTI

mente manuale, basata sull’impiego di pannetti monouso in microfibra e prodotti sanificanti indicati dalle Direttive, partendo dall’alcool e dal perossido d’idrogeno a determinate gradazioni. Sia la soluzione sanificante che l’acqua dovevano essere utilizzate perfettamente pulite, con panni usa e getta, per evitare rischi di contaminazione crociata. Prima di disinfettare le superfici, abbiamo sempre svolto un’accurata pulizia con acqua, detergente e sfregamento, assicurandoci di ottenere un’efficace riduzione della carica batterica ambientale. Al fianco di questa sanificazione manuale, sulla quale abbiamo basato i nostri piani d’intervento, vi è stato un successivo passaggio di nebulizzazione, mediante atomizzatori. Nei casi più complicati, di luoghi contaminati, con casi di accertata presenza di personale positivo al Covid, o di utenti positivi, abbiamo previsto interventi mirati con l’impiego di macchinari orientati alla saturazione degli ambienti, ottenuta tramite l’erogazione di una nebbia disinfettante che consentiva di agire efficacemente su tutte le superfici presenti all’interno della stanza, anche quelle difficilmente raggiungibili a livello manuale. Questa tecnologia, che applicavamo abitualmente, prima della Pandemia, solo in ambito ospedaliero, si è rivelata assai efficace anche nelle RSA XXXVIII

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e CRA. Allo stesso modo, aggiungo che abbiamo traslato dalla nostra preziosa esperienza nosocomiale anche la metodologia dei controlli di prima, seconda e terza parte. Più dettagliatamente, i controlli di parte prima sono quelli che svolgiamo sui nostri operatori; in quelli di parte seconda sono coinvolti anche la nostra committenza, mentre quelli di parte terza vedono l’intervento di enti esterni, quali l’Asl di accreditamento, chiamata a svolgere tutte le verifiche del caso. Infine abbiamo assunto ulteriori precauzioni andando a limitare al massimo gli accessi, con la loro stretta regolamentazione, limitando allo stretto necessario sia l’afflusso dei nostri operatori che gli accessi dell’utenza”.

AZIONI MIRATE VOLTE A RASSICURARE E FAVORIRE IL RAPPORTO CON I CAREGIVER

Come avete affrontato la problematica dell’umanizzazione delle relazioni fra ospiti e familiari in una situazione così difficile? “Riporto in particolare l’esperienza da noi maturata all’interno della CRA di Riccione - risponde Gennari. Vi è stato un primissimo momento legato al lockdown in cui le strutture sono rimaste chiuse, però va

subito precisato che in quelle da noi direttamente gestite nella parte assistenziale, medica e rieducativa, proprio la tempestiva chiusura, già a partire dal 20 febbraio, ha fatto sì che la prima ondata di Coronavirus non abbia fatto registrare alcun caso di positività. Di questo siamo veramente orgogliosi, perché abbiamo raggiunto il traguardo dedicando mille attenzioni alla situazione e seguendo attentamente tutte le dettagliate istruzioni che ci venivano fornite dal ministero della Salute. In questa prima fase il nostro primo impegno è stato quello di favorire al massimo il rapporto con i caregiver, attraverso videochiamate, riunioni on line e l’utilizzo di una sala di lifesize, rivelatasi assai utile. Quest’ultima è servita sia a tenere incontri con


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SPECIALE RSA i familiari, per riportare lo stato di salute e di benessere dell’utente-ospite, sia per fornire informazioni trasversali e comunicazioni riguardanti l’intera struttura. È stato uno sforzo enorme perché la gestione di sessanta posti letto, comporta la pianificazione di importanti attività, sia di gruppo che individuali. Questo delicato lavoro è stato svolto in particolare dallo psicologo, dai coordinatori e dagli animatori. La seconda fase, invece, ha visto la parziale riapertura della struttura alle visite dei familiari che, in precedenza, erano abituati a venire a trovare il proprio caro a qualunque ora. Abbiamo creato la cosiddetta ‘stanza degli abbracci’, favorendo il contatto fisico tra ospite e visitatore: anche questi incontri erano programmati su appuntamento, con l’intento di evitare gli assembramenti. Ora, fortunatamente, la situazione è cambiata e, tramite il green pass, sarà possibile di nuovo il contatto fisico tra ospite e famiglia. Però, siccome non tutti i familiari sono in possesso della certificazione verde, stiamo creando tutta una serie di patti di protezione del rischio con le famiglie”.

L’IMPORTANZA STRATEGICA DELLA FORMAZIONE PRATICATA DIGITALMENTE

Sicuramente il fronte della formazione vi ha visti molto impegnati, sia con iniziative specifiche legate al Covid per gli addetti al cleaning, sia sul piano umano e psicologico a supporto degli operatori socioassistenziali. Com’è andata? “Dopo le iniziali difficoltà - riprende Sanchi - che hanno fatto saltare tutte le attività di formazione in aula, nell’arco di sole tre settimane siamo riusciti a creare la nostra Digital Academy, ovvero un’innovativa piattaforma di formazione collegata al sistema gestionale che consente ai soci di accedere a svariate funzioni: dalle semplici XL

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comunicazioni a tutta una serie di importanti documentazioni, compresa la denuncia dei redditi. In questo portale on line abbiamo inserito la parte dedicata alla formazione, attraverso la quale – tramite smartphone, tablet o PC – siamo riusciti a raggiungere tutti i nostri addetti. Alle nozioni teoriche hanno fatto seguito momenti di verifica sul campo, a cura dei responsabili di struttura o dell’area servizi, dedicati soprattutto al controllo della perfetta acquisizione delle procedure di pulizia e sanificazione che ormai abbiamo certificato da tempo con gli standard ospedalieri. Un aspetto che abbiamo particolarmente approfondito è stato quello della formazione per gli accessi degli operatori e delle operatrici, che prima consideravano la struttura come una casa. Il percorso formativo è stato

orientato a far comprendere loro come fosse necessario avere mille attenzioni per evitare di contaminare i soggetti fragili, o di essere contaminati”. “I nostri operatori aggiunge Gennari - hanno sempre lavorato al meglio, con tanta energia e determinazione, in un periodo in cui la paura era il sentimento predominante che accomunava tutti. In questo sforzo li ha sostenuti moltissimo la formazione di qualità svolta regolarmente negli anni, oltre a quella specifica svolta nel 2020. In particolare, erano già adeguatamente preparati in merito alle azioni di prevenzione, al sostegno psicologico degli ospiti, coadiuvati da alcuni psicologi della struttura e da supervisori esterni. Tutti i nostri operatori, dai coordinatori di servizi, agli infermieri, fino agli addetti alle pulizie, hanno seguito la formazione per il Covid 19 fornita on line”.


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SPECIALE RSA

MAI INTERROTTA LA CATENA DEI FORNITORI, GRAZIE A SOLIDE PARTNERSHIP Approfondiamo l’aspetto della fornitura di prodotti, attrezzature e tecnologie: avete dovuto affrontare delle difficoltà? Come le avete risolte?

“Per quanto riguarda la catena della fornitura - risponde Sanchi abbiamo avuto la fortuna di verificare come la catena di fornitura della detergenza e dei materiali

di consumo effettuata nel tempo fosse valida e dimostrasse tutta la sua affidabilità. I nostri rapporti con i fornitori, infatti, non sono quelli classici tra cliente e fornitore ma una vera e propria partnership. Gli investimenti fatti negli anni da Formula Servizi sono serviti a costruire solide relazioni, rivelatesi davvero di cruciale importanza nella fase dell’emergenza, consentendoci di avere accesso a materiali e tecnologie anche in momenti nei quali i mercati ci apparivano oggettivamente preclusi. A questo abbiamo aggiunto,

con successo, un pizzico di spirito imprenditoriale, quando abbiamo constatato le enormi difficoltà che ci sbarravano la strada nel reperimento di igienizzanti e mascherine. Infatti, grazie all’esperienza maturata nel tempo, abbiamo realizzato una linea di prodotti igienizzanti, a nostro marchio, composta da gel e salviettine igienizzanti per le mani e spray igienizzante, sia per le mani che per le superfici. Poi siamo riusciti ad acquistare un macchinario per la produzione di mascherine chirurgiche, che abbiamo anche certificato. Insomma, con spirito d’iniziativa, solidità, tempestività e tanta creatività, siamo riusciti a compiere un notevole salto di qualità. D’altra parte, le relazioni storiche di cui le parlavo, basate sulla fiducia e sulla reciproca collaborazione, ci hanno permesso di non registrare mai una vera criticità nelle scorte di disinfettanti PMC e materiali ricondizionabili monouso, nonostante i prezzi fossero schizzati alle stelle”.

E per quanto riguarda le metodologie di sanificazione, quali scelte avete operato? “Oltre alla bontà dei prodotti, abbiamo verificato anche quella delle metodologie che avevamo certificato secondo gli standard ospedalieri, ad esse però abbiamo affiancato altre, innovative modalità di sanificazione che precedentemente non avevamo mai adottato. Mi viene in mente, per esempio, la nebulizzazione di disinfettante all’interno di un ambiente, dopo averlo comunque sanificato manualmente, a garanzia del risultato finale, oppure la messa in saturazione dell’ambiente stesso con perossido d’idrogeno, che impiegavamo in casi estremamente rari. Questo procedimento, infatti, veniva utilizzato al massimo una o due volte all’anno per la sanificazione delle rianimazioni, a fronte di cluster di malattie infettive particolarmente gravi. Era una sorta di ultima freccia al nostro XLII

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SPECIALE RSA arco per l’abbattimento totale della carica batterica presente in alcuni ambienti, ed è diventata una sorta di arma adoperata quotidianamente all’interno delle strutture da noi seguite per combattere il Covid 19”.

LA SANIFICAZIONE DELLE CONDOTTE AERAULICHE IN FUNZIONE ANTI COVID Come avete agito per la pulizia delle condotte dell’aria?

“Come Formula Servizi - prosegue Sanchi - uno dei nostri principali campi d’azione, oltre al cleaning, è quello del Facility Management, in cui rientra anche questo settore. Allo scoppio della Pandemia già ci occupavamo da tempo della manutenzione di condotte aerauliche, impianti di condizionamento, caldaie ed altro. Con l’emergenza pandemica la richiesta di sanificazione delle condotte d’aria, dei filtri e di tutto quello che poteva essere affiancato agli interventi di prevenzione della legionella è enormemente cresciuta. Nel dare risposta a questa domanda emergente, anche nelle strutture residenziali per anziani, abbiamo utilizzato i protocolli d’intervento e messa in sicurezza, allargando il nostro campo d’azione anche agli impianti di condizionamento e di gestione delle acque di riscaldamento, sanificando le condotte, i filtri ed altro. Abbiamo compiuto uno sforzo per adattare le tecnologie sulle quali operavamo all’impiego di efficaci disinfettanti in funzione anti Covid che in precedenza non avevamo mai impiegato”.

UN’ESPERIENZA DI RESILIENZA

Cosa vi ha insegnato questa esperienza sul piano professionale e umano? “Mi sono reso conto - risponde Sanchi - di quanto sia preziosa la capacità di adattarsi anche alle situazioni più difficili, quella che, con un termine oggi forse troppo abusato, viene definita resilienza. In XLIV

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effetti, specie nei primi mesi della Pandemia, è stato fondamentale resistere, adattarsi a richieste continue, a costanti criticità che sembravano accavallarsi l’una sull’altra. Un altro insegnamento davvero utile è stato quello di comprendere tutto il valore di far parte di un Gruppo solido, dotato, ricco di idee e professionalità, perché prima dell’emergenza, probabilmente non eravamo pienamente consapevoli di tutto ciò e non eravamo ancora stati capaci di sviluppare tutte le possibili integrazioni. Così ci siamo ritrovati a gestire assieme, con ottimi risultati, situazioni che prima avremmo gestito autonomamente, risolvendo problematiche che, probabilmente, non saremmo stati capaci di affrontare da soli”. “Oltre a quanto detto dal collega, che condivido pienamente - aggiunge Gennari - questa esperienza mi ha

insegnato quanto sia importante la tenacia, la capacità di non mollare, il grande desiderio di combinare al meglio tutte le forze, facilitando al massimo la comunicazione multidisciplinare. Mai avremmo pensato, solo qualche anno fa, di essere in grado addirittura di aprire un Centro Covid all’interno di una delle nostre strutture. Ciò è stato possibile proprio grazie all’integrazione e al coordinamento che abbiamo messo in atto, passando attraverso un’efficace comunicazione: in questo periodo le comunicazioni sono state tempestive ed efficaci. utilizzando ogni mezzo a nostra disposizione offerto dalle nuove tecnologie: dalle videoconferenze, alle videochiamate, alle email, ai messaggi SMS, tramite cellulare. È stato uno sforzo immane che però ci ha resi tutti assai soddisfatti, felici di aver reso un servizio prezioso alla comunità”.


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urante la pandemia di Covid19 si è purtroppo verificato un alto numero di decessi tra gli anziani, in particolare nell’ambito delle persone presenti in strutture RSA. Il trasferimento di pazienti colpiti dal virus da parte degli ospedali al collasso, in questi contesti, ha reso la problematica del contenimento della diffusione del virus esponenziale. Peraltro si tratta di ambienti in cui normalmente si devono gestire battaglie quotidiane contro un’altra serie di virus presenti: Legionella, Staffilococchi, Coliformi, Candida Aureus, e molti altri microrganismi. Saniclair ha messo a punto, attraverso la tecnologia a nebbia secca, un sistema efficace, validato scientificamente, e di facile utilizzo in grado di garantire locali sanificati. Il sistema SANICLAIR viene di fatto concepito per consentire in tutta autonomia, un processo di sanitizzazione globale a 360 gradi, in via primaria per l’inattivazione dei virus in sospensione nell’aria, e in secondo luogo per una sanitizzazione delle superfici orizzontali e verticali raggiungendo anche spazi difficilmente accessibili con altri sistemi o metodologie.

I PUNTI DI FORZA DEL SISTEMA

SICUREZZA: Al primo posto assoluto la sicurezza degli utilizzatori. Un previsto utilizzo da parte di utenti non professionali, ha imposto come valore assoluto, la sicurezza degli operatori e del personale preposto, difatti il formulato detiene un bassissimo profilo tossicologico. In secondo luogo, l’assenza totale di interazione con apparati elettronici, tessuti, arredi, affreschi e decori. EFFICACIA: L’efficacia è garantita dall’impiego di un formulato dalla comprovata azione virucida e battericida, a base di un PMC (Presidio XLVI

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Medico Chirurgico nr. 16628). La messa a punto del biocida si è orientata nella realizzazione di una struttura molecolare che fosse in grado di essere aerodispersa e micronizzata in particelle di dimensione pari a 1 µm sotto forma di nebbia secca con la capacità di diffusione in ogni parte dell’ambiente. FUNZIONALITÀ: Il sistema combinato è stato ideato per semplificare e rendere agili le operazioni ordinarie di sanitizzazione antibat-

terica e antivirale all’interno dei locali. Il protocollo prevede un KIT composto imprescindibilmente da formulato e macchina. Il formulato fornito in abbinamento alla macchina è RTU (ready to use). Basterà semplicemente versare il liquido nel serbatoio e attendere il riscaldamento della macchina (5 minuti) per avviare la sanificazione. Tutto lo sviluppo del sistema è stato fatto seguendo le linee guida dell’A.N.A.S.T.E. (Associazione Nazionale Strutture Terza Età) e dell’A.T.T.A. (Associazione Nazionale Tossicologi e Tecnici Ambientali) che hanno costituito il fondamento che ha permesso di elaborare una tecnologia su misura per le RSA rispondendo a quelle esigenze che, non solo nella fase attuale di emergenza ma anche in futuro, andranno soddisfatte come previsto dalle linee guida succitate. www.saniclair.it


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VOPAN SYSTEM è un innovativo sistema di pulizia e igienizzazione delle superfici basato su panni in TNT monouso preimpregnati per superfici (EVOPAN MULTY) o per pavimenti (EVOPAN FLOOR). EVOPAN FLOOR, in particolare, è preimpregnato di detergente e igienizzante certificato e consente di effettuare una rapida scopatura a umido insieme a un veloce lavaggio sanificante con semplici e pratici passaggi (un panno copre 15/20 mq). EVOPAN MULTY è un panno preimpregnato sanificante certificato ed è idoneo per la pulizia e l’igienizzazione di superfici e oggetti di qualsiasi tipo. Un sistema monouso come EVOPAN SYSTEM garantisce: maggior igiene confronto ai sistemi tradizionali (non bisogna più lavare e disinfettare gli stessi stracci o tessuti) maggior praticità d’uso (nulla da preparare, sempre tutto già pronto) velocità di esecuzione (produttività ai massimi livelli) e assenza di tempi morti. Inoltre l’alta riduzione di prodotto chimico impiegato per igienizzare e l’evidente calo di consumo di plastica generato, rendono il sistema EVOPAN ottimale in tutti gli ambienti professionali,industriali, civili e sanitari: case di cura, poliambulatori, palestre, scuole, uffici e centri di ristoro generici. Per completare l’efficienza di EVOPAN SYSTEM vi è la possibilità di utilizzare anche attrezzature mirate per portare ai massimi livelli l’uso dei panni Evoksan. È possibile vedere un video dimostrativo sul sito www.evoksan.com


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AMUCHINA, igiene per tutte le superfici

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he si tratti di ambienti ospedalieri, scuole, asili o palestre l’igienizzazione e la detersione delle superfici sono centrali nell’ambito professionale, soprattutto in un contesto come quello odierno in cui il miglior presidio contro la diffusione del virus rimane l’attenta e consapevole detersione degli ambienti. Amuchina Professional, da sempre sinonimo di igiene e disinfezione, propone una linea completa di prodotti appositamente pensati per assicurare la più profonda pulizia degli ambienti professionali. Dall’igiene delle piccole superfici a quella dei bagni e delle vetrate, i prodotti Amuchina garantiscono un’azione mirata ed efficace. Amuchina Vetri Multiuso Igienizzante, in formato trigger da 750 ml, è l’alleato ideale per l’igiene delle piccole superfici. Particolarmente indicato per l’igiene e la pulizia di specchi, vetri e vetrate, il prodotto rimuove anche germi e batteri da tavoli, sedie, piani di lavoro, seggioloni, fasciatoi, comodini e mensole. Per un’azione igienizzante quotidiana basta spruzzare il prodotto direttamente sulle superfici da trattare, passare un panno pulito e lasciar

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asciugare. Grazie alla sua particolare formula, che non lascia residui chimici sulle superfici, il prodotto non solo è adatto per l’igiene delle superfici a contatto con gli alimenti, ma non necessita neanche di risciacquo. Amuchina Vetri Multiuso Igienizzante è anche indicato per le procedure regolate dall’HACCP. Amuchina Multiuso Area Food è, invece, un detergente igienizzante studiato per la pulizia delle superfici dell’area food a rapida asciugatura.

Appositamente pensato per l’igiene di tutte le aree di produzione e confezionamento dell’industria alimentare e della ristorazione, Amuchina Multiuso Area Food è un prodotto indicato per tutte le superfici, anche quelle in acciaio. Per un’azione efficace, sarà sufficiente applicare il prodotto direttamente sulla superficie da trattare con un panno, strofinando sullo sporco più ostinato. Non contiene sostanze abrasive, quindi non lascia graffi e/o striature e non necessita di risciacquo. Il prodotto è particolarmente indicato per le procedure regolate dall’HACCP. Infine, Amuchina Detergente Sgrassante Tecnico è un detergente sgrassante igienizzante pronto all’uso, adatto a tutte le superfici unte in cui sia richiesto uno sgrassaggio rapido e totale. Indispensabile per tutte le attività che operano con procedure di pulizia regolate dall‘HACCP, è inoltre in grado di eliminare perfettamente e velocemente untuosità, ditate e nicotina. Per un’azione mirata ed efficace, basta spruzzare il prodotto direttamente sulla superficie da sgrassare, strofinare sullo sporco più ostinato e ripassare con un panno pulito o carta monouso fino a ottenere una superficie asciutta e brillante. www.amuchina.it


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’azienda Taxon nasce negli anni ’50 per produrre attrezzature per la pulizia professionale. Da allora si è impegnata nello sviluppo e nel miglioramento di linee per i diversi settori di impiego.

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Dispositivi di protezione personale. In occasione della pandemia da Coronavirus Taxon ha introdotto mascherine chirurgiche, FFP2, FFP3, camici e tute protettive. Questo per rendere il più sicuro possibile il lavoro nelle attività di pulizia e sanificazione di reparti ospedalieri, strutture sanitarie e RSA. Tute protettive.  Sono in PP + PE microporoso. Garantiscono la massima resistenza e un’alta protezione alla penetrazione di liquidi e particolato. La microporosità del materiale permeabile all’aria e al vapore, permette un maggior comfort riducendo il rischio di stress da calore. Anche la particolare cura con cui sono confezionate consente una

Carrelli della serie Microstoq. Studiati appositamente per la sanificazione di strutture sanitarie e RSA, di facile utilizzo e ergonomici. Dai modelli più piccoli ai più grandi hanno tutti caratteristiche di ottima stabilità e funzionalità. Per dettagli vedi: www.taxon.it/prodotti/carrelli-mikrostoq-line/   Frange per pavimenti. Grazie alla qualità dei materiali impiegati, permettono un alto grado di sanificazione e la massima sicurezza nel loro lavaggio. Sono studiati per rendere facile e veloce la rimozione e sostituzione sull’apposito telaio del bastone. Per dettagli vedi:  www.taxon.it/ prodotti/pulizia-pavimenti-a-secco/

buona vestibilità e un’ottima protezione e sicurezza agli agenti infettivi. Per dettagli vedi: www. taxon.it/tuta-protettiva/ Camici protettivi    chirurgici, cuffie, copriscarpe. Fanno parte della linea di prodotti anti Covid-19. Tutti gli articoli di abbigliamento di protezione sono certificati CE, regolarmente registrati presso il Ministero della Salute e hanno caratteristiche di ottima resistenza, idrorepellenza, traspirazione, ventilazione, sofficità e sono inodori.  Per maggiori informazioni sui prodotti Taxon dedicati all’igiene e alla sanificazione di ospedali e residenze protette visita: www.taxon.it/ ambiente-sanitario/


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Un pulito al SERVIZIO dei PIÙ FRAGILI Le operazioni di lavanderia per le Residenze Sanitarie Assistenziali deve affrontare delle problematiche molto diverse da quelle che caratterizzano settori come l’Horeca. Impedire le contaminazioni e gestire correttamente la tracciabilità sono i punti fermi di un servizio all’altezza Marcello Falvo

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egli ultimi anni, le Rsa tendono sempre di più ad esternalizzare i servizi di lavanderia, affidandoli alle lavanderie industriali. Questo per via di diversi

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fattori, come la mancanza di personale dedicato e le ingenti spese derivanti dal rinnovo e adeguamento dei locali, dall’acquisto e manutenzione delle apparecchiature necessarie e dagli elevati consumi di energia.

Occuparsi della biancheria e degli indumenti destinati a queste strutture è però un compito delicato, del quale non tutte le lavanderie sono all’altezza; la presenza di ospiti vulnerabili impone infatti degli elevati


standard di sicurezza e igiene, ed è necessario garantire un sistema di tracciabilità efficiente, in modo che gli indumenti personali possano essere restituiti ai legittimi proprietari senza commettere errori. Quella della Rsa è una realtà completamente diversa, ad esempio, da quella alberghiera, e chi offre il servizio di lavanderia deve tenerne conto. Per evitare possibili contaminazioni, il personale che lavora nell’area di ricezione e smistamento dovrebbe indossare un abito lungo, maschera e guanti, e lavare attentamente le mani una volta fuori da questa zona dedicata. La biancheria sporca deve seguire canali diversi rispetto a quella pulita, e deve stare il più possibile lontana da quest’ultima. I carrelli di trasporto della biancheria biancheria sporca devono essere puliti e disinfettati costantemente. Per quanto riguarda il lavaggio, è bene seguire le misure consigliate dalle Linee Guida Europee, atte a garantire una completa decontaminazione della biancheria lavata: dosare i detersivi in base al grado di sporco, rispettare i programmi di lavaggio, utilizzare prodotti battericidi su tutti i tessuti lavati a temperature inferiori a 60° C. Il trasporto, se non viene effettuato nel modo corretto, può favorire la contaminazione della biancheria pulita; le Linee Guida Europee prescrivono l’utilizzo di mezzi di trasporto riservati alla biancheria pulita, la disinfezione interna periodica dei veicoli, la consegna della biancheria pulita in carrelli coperti o armadietti chiusi, consegnando direttamente al locale lavanderia del reparto di destinazione. La biancheria pulita andrebbe conservata coprendola con una pellicola in plastica microporosa. Per evitare possibili contaminazioni occorre inoltre disinfettare e pulire costantemente i locali dove vengono conservati i tessuti puliti. Anche i carrelli e gli armadi utilizzati per il loro trasporto vanno disinfettati e puliti spesso.

RISPARMIO ENERGETICO CON IL LAVAGGIO A FREDDO

La temperatura di lavaggio è un aspetto che viene spesso trascurato quando si parla di riduzione dei consumi, ma rappresenta un tema che meriterebbe di essere al centro di tutti quei discorsi e strategie che riguardano la sostenibilità ambientale. Lavare la biancheria a temperature eccessivamente alte comporta uno spreco energetico assolutamente non trascurabile: per scaldare l’acqua da 30 a 60°C, infatti, una lavatrice consuma mediamente 3 kW che moltiplicati per una media nazionale di circa 100.000 lavaggi giornalieri a 60°C (media nazionale), diventano 300.000 kWh. In un anno vengono quindi consumati in questo modo 108.000.000 kWh, una quantità di corrente che basterebbe a tenere illuminata per 42 anni una città come Roma. Lavare a freddo, o comunque a temperature non superiori ai 40°C, consentirebbe di ridurre notevolmente i consumi lavorando comunque in modo efficace; utilizzando prodotti detergenti di ultima generazione, che riescono a combinare l’azione emulsionante dei tensioattivi con l’azione di saponificazione degli alcali, è infatti possibile lavare bene anche a basse temperature. Questi detersivi agiscono contro lo sporco per mezzo dell’azione di emulsionamento; si genera quindi sapone dalla reazione tra sporco grasso e alcali. Possiamo quindi dire che questi nuovi saponi sono in grado di trasformare lo sporco grasso in sapone: in questo modo, all’interno del bagno di lavaggio si forma un’elevata concentrazione di prodotti pulenti in grado di eliminare, anche a freddo o a temperature non superiori ai 40°C, sia lo sporco grasso che quello colorato. Il lavaggio a freddo è quindi una modalità operativa che deve rappresentare il futuro del settore, non solo per i vantaggi dal punto di vista della salvaguardia ambientale che ne derivano (come l’abbattimento del 70% delle emissioni di CO2), ma anche per i vantaggi economici che comporta. Consumare meno energia significa infatti ridurre le spese, e lavare a basse temperature allunga la vita dei tessuti.

Tutte le attività svolte dalle linee di lavanderia industriale per il ripristino della biancheria devono essere supportate da un adeguato sistema di tracciabilità, in modo da predisporre correttamente la riconsegna degli indumenti al proprietario, garantire l’assenza di contaminazioni in ingresso e in uscita dalla lavanderia e verificare la completa efficienza di tutte le fasi del servizio. Un esempio è la tecnologia RFiD (Radio Frequency Identification), già usata da diverso tempo nella lavanderia

ospedaliera e che si basa sull’applicazione di etichette elettroniche su tutti i supporti tessili. Questi dispositivi memorizzano le informazioni sui processi e sulla logistica a cui il capo viene sottoposto e possono essere consultati nel caso in cui sia necessario risalire a queste informazioni. Questo sistema permette anche di gestire la dotazione iniziale di ciascun ospite, conoscendo il numero di lavaggi e trattamenti a cui è stato sottoposto. www.falvo.info 06/2021 | DIMENSIONE PULITO

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a più di trent’anni, da quando Falpi ha iniziato a progettare prodotti e sistemi per il Cleaning professionale, in molti hanno deciso di affidarsi alla qualità e all’affidabilità garantite da questo marchio. Tra questi c’è anche Comark, azienda che fornisce prodotti e servizi nel mondo dell’igiene, in particolare nell’ambito socio-sanitario, e che, da circa cinque anni, lavora con i carrelli Falpi. “Abbiamo scelto questo marchio in virtù della qualità che caratterizza i suoi prodotti, e della grande attenzione riposta nei confronti del tema della sostenibilità ambientale” - spiega Marco Costaggiu, Amministratore di Comark - “Falpi è il produttore di attrezzature con più certificazioni Ecolabel e EDP”. Attrezzature che si distinguono non solo per la loro impronta eco friendly, grazie all’impiego di plastiche riciclate, ma anche per la loro durabilità, praticità e facilità d’uso: “Sono carrelli utilizzabili anche per dieci o quindici anni senza riscontrare problemi o guasti” - continua Costaggiu - “I modelli Kubi, per fare un esempio, sono carrelli chiusi semplici da pulire e sanificare, esteticamente belli da vedere e ordinati; carrelli con queste qualità valorizzano le realtà che decidono di utilizzarli, infatti i nostri clienti restano sempre molto soddisfatti della scelta. Tra i modelli più apprezzati sicuramente la linea Kubi, i Microrapid in acciaio inox e la linea Solight dedicata all’alberghiero”. Le attrezzature Falpi sono progettate focalizzandosi sempre su quelle che sono le esigenze dell’operatore, potendo infatti vantare anche approfonditi studi ergonomici: “Questi carrelli sono scorrevoli, leggeri e possono essere configurati a seconda delle esigenze del cliente; è possibile ad esempio sostituire le ruote per renderli più adatti a certe

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pavimentazioni piuttosto che ad altre, oppure per fare in modo che muovendosi non facciano rumore, aspetto che in contesto ospedaliero assume particolare importanza”. Falpi è inoltre un’azienda che tiene in grande considerazione l’opinione di clienti e distributori, ed è sempre pronta anche ad accogliere eventuali proposte e suggerimenti utili a migliorare alcune caratteristiche dei prodotti: “Da una proposta del nostro consorzio all’azienda è nato il carrello Soli, un carrello piccolo e molto versatile, pensato durante la fase del lockdown, per rispondere alle esigenze nate da quel particolare periodo. Falpi ha recepito e messo in pratica le nostre idee, e oggi questo carrello è disponibile per distributori e clienti”.

Uno degli aspetti fondamentali che caratterizzano la filosofia di Falpi è la particolare attenzione rivolta alla sostenibilità ambientale: “Per questa azienda l’attenzione verso l’ambiente non rappresenta una moda, o una semplice opportunità di mercato, ma un principio che sta alla base del suo credo. A livello di attrezzature, Falpi è molto avanti dal punto di vista delle certificazioni ambientali, avendo iniziato a muoversi per ottenerle circa venticinque anni fa, in largo anticipo rispetto alla concorrenza. Per noi di Comark questo aspetto è fondamentale, perchè crediamo fortemente nella necessità di produrre impattando il meno possibile sull’ambiente, in modo da preservare il futuro del pianeta nel quale viviamo”. www.falpi.com


D eter g enti

S Nuovi OBBLIGHI per i servizi di PULIZIA

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a firma del Ministero dell’Ambiente relativa ai nuovi Criteri Ambientali Minimi (CAM) per i servizi di pulizia della Pubblica Amministrazione, rivede completamente i criteri degli anni passati e introduce importanti novità, ponendo grande attenzione all’aspetto ambientale. Infatti, a partire dal 20 Giugno 2021, data di entrata in vigore del suddetto Decreto Ministeriale, tutte le PA affideranno i servizi di pulizia a imprese, che rispettino questi criteri e li prevederanno nei relativi bandi pubblici per le gare d’appalto. Sono tanti i cambiamenti introdotti da questo nuovo decreto, e per questo motivo Arco è al fianco di Imprese di servizi e Dealer offrendo una vasta gamma di soluzioni coerenti con i nuovi obblighi.

MARCHIO AMBIENTALE ECOLABEL

Le nuove regole per i servizi di pulizia prescrivono specifiche tecniche e clausole contrattuali che prevedono, per esempio, l’uso esclusivo di prodotti detergenti con marchio ambientale Ecolabel per le pulizie ordinarie. Arco dispone di una gamma completa di detergenti certificati Ecolabel per le pulizie ordinarie e in vari formati di vendita, tra cui le monodosi di prodotto super-concentrato. ■ Amazzonia. Detergente idoneo per la pulizia di qualsiasi pavimentazione. ■ Niagara. Detergente multiuso per vetri, specchi e superfici laccate in genere.

■ Artico. Detergente acido per la manutenzione giornaliera dei sanitari, rubinetterie e box doccia. ■ Farol. Gel per l’igienizzazione delle pareti del wc. ■ Sahara. Pulitore alcalino ad azione sgrassante per la pulizia di fondo di pavimenti e superfici dure. Disponibile anche in flacone pronto all’uso. I prodotti Ecolabel sono confezionati in imballaggi di plastica 100% riciclata, derivante da scarti di produzione industriale.

SISTEMI DI DOSAGGIO

L’uso dei detergenti e dei disinfettanti, inoltre, sarà razionalizzato tramite il supporto dei sistemi dosatori, che permettono di evitare che la diluizione del prodotto venga condotta in modo arbitraria dall’operatore. In questa fase i sistemi di dosaggio Aladin diventano un supporto fondamentale per fornire risposte concrete ai nuovi criteri delle gare d’appalto per la Pubblica Amministrazione. I sistemi Aladin (disponibili in 4 modelli in base alla necessità del cliente) sono distributori automa-

tici di detergente che si pongono l’obiettivo di ottimizzare la diluizione e l’uso del detergente stesso. Essi permettono, infatti, una mirata valutazione dei consumi in funzione di tutte le operazioni di pulizia previste nei cantieri. I vantaggi assicurati dall’impiego di Aladin sono molteplici: a partire dalla notevole riduzione degli stock di prodotti chimici giacenti in magazzino e del numero delle consegne presso i cantieri. Un fondamentale plus garantito da Aladin è il controllo: non solo dei consumi, in generale, sulla base delle operazioni programmate in ogni cantiere, ma anche delle diverse tipologie di prodotti in esso impiegate. Si tratta di un sistema di cleaning sicuro per l’operatore poiché la corretta diluizione del prodotto, garantita dal sistema, permette un miglioramento o l’eliminazione della simbologia di pericolo da detergente super concentrato a prodotto pronto all’uso. Utilizzando i prodotti e sistemi di dosaggio Arco, l’impresa di servizi è agevolata nell’intraprendere l’iter di certificazione Ecolabel del servizio di pulizia all’interno di un cantiere specifico. www.arcochimica.it 06/2021 | DIMENSIONE PULITO

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C onsulenza

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KEMIKA e il progetto “RSA a Nessun Elemento Contaminante”

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ttenta alle esigenze che sono emerse nelle Residenze Sanitarie Assistite da quando è scoppiata la pandemia legata al Covid-19, Kemika ha da subito ritenuto che il proprio compito non possa esaurirsi nella produzione e commercializzazione di detergenti e disinfettanti destinati alla lotta contro questo pericoloso virus. Uno degli obiettivi principali deve essere, necessariamente, il fornire a queste strutture un accurato servizio di consulenza, formazione e addestramento delle figure professionali che organizzano e svolgono le operazioni di pulizia all’interno delle residenze. Con questo obiettivo nasce “RSA a Nessun Elemento Contaminante”, il progetto Kemika che ha l’ambizione di essere il riferimento, non occasionale ma continuo, dove le figure preposte a occuparsi delle attività legate alla pulizia degli ambienti possono acquisire preziose informazioni che, trasferite nel loro lavoro quotidiano, permettono di ottenere il massimo risultato in termini di detersione e disinfezione dei locali, quindi, di fatto, di prendersi cura della salute degli ospiti della struttura. Ogni RSA ha una sua unicità, una sua realtà, delle sue specifiche esigenze, di conseguenza, RSA a Nessun Elemento Contaminante opera con la filosofia dell’intervento fornito “su misura”, vestito sulle esigenze della singola struttura. Di seguito la metodologia applicata da Kemika nell’attività di preparazione, avvio e controllo della residenza: 1. Sopralluogo in struttura per verificare le reali esigenze del cliente.

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In questa specifica circostanza kemika ha la possibilità di organizzare e svolgere delle prove pratiche e delle dimostrazioni sull’uso dei propri detergenti e disinfettanti. Durante questa attività, su richiesta della RSA è possibile effettuare una o più prove tampone per rilevare la presenza di microrganismi sulle superfici. 2. Presentazione ai responsabili della residenza di una relazione scritta riportante gli eventuali punti critici su cui è fondamentale intervenire, e di conseguenza, tutte le informazioni necessarie su come deve essere impostato il lavoro quotidiano (manutenzione ordinaria) e su come devono essere pianificate tutte le operazioni di pulizia periodica sul cantiere. La relazione riporta anche il conto economico con la resa oraria a metro quadro, il costo manodopera e il costo giornaliero dei prodotti da impiegarsi sul cantiere, comprese attrezzature, materiali vari ed eventuali macchine.

3. A pprovazione, da parte dei responsabili della struttura, di quanto proposto nel Progetto Tecnico ed economico e conseguente pianificazione degli interventi. 4. Addestramento sul cantiere di tutto il personale addetto alle pulizie con Training specifico sul tipo di lavoro che andranno a svolgere. 5. In fase di avvio del cantiere personale Kemika è presente per verificare l’esecuzione corretta delle procedure predisposte. 6. Dopo 30 giorni dall’avvio di cantiere viene pianificato un primo sopralluogo di controllo sullo stato dei lavori e di corretta applicazione delle metodologie operative da parte degli addetti. 7. Dopo 60 giorni dal primo sopralluogo (90 giorni dopo l’avvio di cantiere), secondo intervento di verifica dello stato dei lavori e di corretta applicazione delle metodologie operative da parte degli addetti. 8. Una volta l’anno sopralluogo completo per l’ordinaria presa visione dello stato del cantiere, con controllo del costo prodotti, attrezzature, materiali vari e delle rese orarie (costo manodopera) previste nel progetto tecnico. Resta inteso che Kemika si rende sempre disponibile a intervenire su richieste specifiche del cliente o necessità emerse nel lavoro quotidiano come, ad esempio, l’inserimento di una nuova metodologia operativa. Per chiedere supporto al Team Kemika scrivere a info@kemikaspa.com

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PULIZIA di fondo nelle RSA

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al 1978 CIMEL turbolava è protagonista sul mercato delle macchine per la pulizia professionale. Negli anni Cimel srl si è specializzata nella produzione

di apparecchiature semplici, per consentirne l’uso quotidiano anche al personale non specificatamente istruito; sono robuste e molto efficaci per garantire una reale pulizia di fondo in tutti gli ambienti frequentati giornalmente da molte persone e garantire tempi di pulizia veloci con un risultato sorprendente. La gamma si divide in: Turbolava macchine lava asciuga pavimenti compatte dotate di spazzole contro-rotanti a 500 giri al minuto, aggressive sullo sporco, si muovono agevolmente sui pavimenti anche dove occupati da tavoli e sedie; con una doppia asciugatura sia in avanti che

all’indietro lavano e lasciano il pavimento pulito, subito asciutto e calpestabile. Tutto lo sporco finisce in un cassetto facilmente svuotabile. Vapornet generatori di vapore per la pulizia professionali da 2,8 a 18 kw di potenza. Sono macchine interamente in acciaio inox compatte, robustissime ed efficaci, emettono vapore saturo fino a partire da 165°C e 5 bar di pressione con ridotto contenuto di umidità. In poco tempo puliscono, sgrassano e igienizzano per un uso versatile su tutte le superfici verticali e orizzontali, oltre che servizi igienici, letti, poltrone, mobili. Ideali per la pulizia e igienizzazione delle camere anche per la lotta alle cimici dei letti grazie al calore, ottimo in cucina perché sgrassa velocemente fornelli, cappe e forni. Turbospray nebulizzatori sanificatori che disperdono microgocce nell’ambiente coprendo velocemente tutte le superfici con una nebbia di prodotto sanificante per una disinfezione rapida di tutti gli ambienti e degli arredi. www.cimel.com 06/2021 | DIMENSIONE PULITO

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SPECIALE RSA

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Alimentazione: parte della TERAPIA clinica Alla luce della notevole incidenza e prevalenza delle patologie cronico-degenerative, per le quali l’alimentazione rappresenta un fattore determinante, l’OMS e l’UE hanno sinergicamente pianificato una politica internazionale finalizzata all’adozione, da parte della popolazione, di abitudini di vita salutari. Rientrano tra le principali iniziative: accordi, interventi mirati a gruppi di popolazione ad alto rischio, promozione di attività di comunicazione, nonché l’adattamento dei sistemi sanitari per garantire cure efficaci e continuità assistenziale Cristina Cardinali LVIII

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o stato nutrizionale contribuisce alla qualità della vita di ogni persona e l’alimentazione può costituire fattore di rischio per numerose patologie. Il Consiglio d’Europa ha recentemente ribadito che la ristorazione ospedaliera è parte integrante della terapia clinica e che il ricorso al cibo rappresenta il primo e più economico strumento per il trattamento della malnutrizione. La malnutrizione, problema misconosciuto e/o sottovalutato, spesso presente già all’inizio del ricovero, aumenta durante la degenza, particolarmente negli anziani e nei lungodegenti, e comporta elevati costi, sia diretti (correlati alla patologia), sia indiretti (in termini socio-psicologici, aumentata vulnerabilità alla malattia, ricoveri ripetuti, ecc.).

portanti la centralità del paziente ospedalizzato e il rispetto delle sue esigenze nutrizionali specifiche. Tra le tematiche affrontate, sono di grande attualità e rilevanza per il benessere psicofisico del paziente le strategie gestionali e clinico-nutrizionali da adottare per la prevenzione e cura della malnutrizione e la descrizione delle modalità organizzative della ristorazione. L’intento è quello di garantire sia la sicurezza alimentare che quella nutrizionale, talvolta trascurata anche per la scarsa presenza di Unità Operative di Dietetica e Nutrizione clinica nell’ambito del SSN. È auspicabile, inoltre, un

INTERVENTO NUTRIZIONALE

maggiore coinvolgimento dei Servizi di Igiene degli Alimenti e della Nutrizione (S.I.A.N.) delle ASL. Una corretta alimentazione costituisce uno straordinario fattore di salute e la nutrizione va dunque inserita a pieno titolo nei percorsi di diagnosi e cura, mentre una non corretta gestione del degente dal punto di vista nutrizionale può determinare complicanze e costituire, quindi, una “malattia nella malattia”. L’aspetto nutrizionale è parte di una visione strategica più ampia del percorso di salute all’interno di un’attività assistenziale e clinica di qualità.

più sottile e l’assenza di malattia può non coincidere propriamente con lo stato di salute e di benessere. L’intervento nutrizionale ha come obiettivo quello di mantenere e promuovere la salute nel soggetto sano, mentre nel soggetto affetto da patologia ha finalità terapeutiche specifiche e/o di prevenzione delle complicanze. È necessario che l’identificazione di soggetti a rischio di malnutrizione sia seguita dalla segnalazione al medico specialista in Scienza dell’Alimentazione, che, a sua volta, predisporrà il tipo d’intervento nutrizionale che

L’intervento nutrizionale assume un diverso significato in relazione alle situazioni in cui può essere messo in atto. Numerosi studi hanno dimostrato che una sana ed equilibrata alimentazione in ogni fascia di età riduce la probabilità di sviluppare malattie cronico-degenerative, quali malattie cardiovascolari, tumori, aterosclerosi, osteoporosi. L’argomento, con le problematiche connesse, assume maggiore rilevanza qualora lo si affronti per la popolazione anziana nella quale la linea di confine tra salute e malattia è decisamente

RISTORAZIONE NEGLI OSPEDALI E NELLE STRUTTURE ASSISTENZIALI

La attuale situazione italiana vede una disomogeneità particolarmente marcata tra le Regioni e, spesso, nell’ambito della stessa Regione, tra le diverse strutture. Tale disomogeneità non si manifesta soltanto a livello di qualità nutrizionale, ma anche nell’approccio alle varie problematiche quali ad esempio modalità di distribuzione del pasto, livello di conoscenza degli operatori, figure professionali impiegate, diversa consapevolezza del ruolo dell’alimentazione nella promozione della salute, mentre la Nutrizione deve essere inserita a pieno titolo nei percorsi di diagnosi e cura. Si è reso quindi necessario predisporre delle Linee di indirizzo nazionali, con lo scopo è di stabilire i principi generali per la ristorazione ospedaliera e assistenziale e di presentare un modello, al fine di rendere omogenee le attività connesse con la ristorazione ospedaliera, intese a migliorare il rapporto dei pazienti ospedalizzati con il cibo. Le Linee di indirizzo nazionale per la ristorazione ospedaliera e assistenziale riconoscono quali elementi

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SPECIALE RSA dovrà iniziare sin dai primi momenti del ricovero, per proseguire fino alla dimissione con la prescrizione della terapia dietetico-nutrizionale da seguire a domicilio. Per malnutrizione si intende una condizione di alterazione funzionale, strutturale e di sviluppo dell’organismo, conseguente allo squilibrio tra fabbisogni, introiti e utilizzazione dei nutrienti, tale da comportare un eccesso di morbilità e mortalità e/o un’alterazione della qualità di vita. Si riconoscono due grosse tipologie di malnutrizione: per eccesso e per difetto che incrementano la vulnerabilità del paziente aumentando le complicanze, condizionando negativamente i risultati delle terapie, incrementando i tempi di degenza e comportando un aumento dei costi annuali ospedalieri quantificato in diverse realtà nazionali. La malnutrizione si riscontra già al momento del ricovero in un’alta percentuale di pazienti e aumenta ulteriormente nel corso del ricovero stesso. La malnutrizione dell’anziano è fortemente correlata all’ambiente in cui vive. I dati epidemiologici, infatti, dimostrano una prevalenza della malnutrizione proteico-energetica (PEM) che aumenta per gli anziani che vivono nelle lungodegenze rispetto a quanti vivono presso il loro domicilio. Lo stato di nutrizione dell’anziano è legato a diversi fattori interagenti tra loro quali: ■ modificazioni anatomiche funzionali a carico degli organi e apparati. ■ rallentata metabolizzazione dei nutrienti con riduzione dei secreti digestivi, della mobilità e dell’assorbimento intestinale. Inoltre, un’alterata percezione di alcuni sapori e una riduzione dell’olfatto unite, in molti soggetti, a una perdita della dentizione, possono avere ripercussioni sull’atto di nutrirsi e sull’apprezzamento del cibo. ■ fattori socio-economici e psicologici possono interferire negativamente sull’alimentazione dell’anziano. DIMENSIONE PULITO | 06/2021

La valutazione del rischio nutrizionale del paziente va effettuata al momento del ricovero e con successivi monitoraggi e consente di contrastare l’instaurarsi di stati di malnutrizione ospedaliera e/o di correggere situazioni di malnutrizione precedenti. Strumenti efficaci nell’individuazione di soggetti a rischio di malnutrizione sono gli indici di malnutrizione integrati, che consentono una precoce valutazione del rischio nutrizionale. Per mantenere un buono stato di nutrizione ed evitare il rischio di malnutrizione è necessario che la razione alimentare quotidiana sia bilanciata ed adeguata dal punto di vista nutrizionale. Una corretta alimentazione deve soddisfare innanzitutto il fabbisogno energetico dell’individuo, garantendo l’equilibrio nutrizionale. Ogni giorno si ha bisogno di una quantità di energia che varia in relazione a fattori precisi: peso corporeo, statura, età, sesso, clima, attività fisica, metabolismo basale. Particolare cura deve essere posta anche agli aspetti non nutrizionali, legati ai molteplici significati emozionali e psicologici dell’alimentazione, come pure all’assistenza al pasto, affinché sia garantita l’effettiva assunzione dei nutrienti.

GLI OBIETTIVI DELLA RISTORAZIONE

La ristorazione in ospedale e nelle strutture assistenziali deve divenire un momento di educazione alimentare e di vera e propria cura; a tal fine, occorre sensibilizzare e formare il personale, renderlo consapevole della delicatezza della materia e disporre di strumenti fondamentali quali il Prontuario dietetico (o Dietetico), il monitoraggio del grado di soddisfacimento del paziente e la rilevazione periodica degli scarti. L’alimentazione dell’anziano istituzionalizzato coinvolge diversi aspetti: fattori assistenziali, organizzativi, fabbisogni nutrizionali, condizioni ambientali ecc.; richiede conoscenze e capacità nel riconoscere le necessità di una fascia particolare di popolazione ma anche del singolo individuo. La corretta alimentazione dell’anziano nelle RSA viene assicurata attraverso il sistema di ristorazione i cui obiettivi principali sono: ■ Garantire la sicurezza igienica, al fine di ridurre il rischio di tossinfezioni attraverso la scelta degli ingredienti e delle preparazioni. ■ Perseguire l’obiettivo di garantire un pasto igienicamente sicuro significa applicare in modo cor-


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SPECIALE RSA retto le tecniche di gestione e di controllo del servizio di ristorazione: ciò comporta il corretto utilizzo delle strutture e delle attrezzature, la gestione del personale, le modalità di acquisto delle materie prime, l’applicazione del sistema di autocontrollo (HACCP). ■ Somministrare un pasto nutrizionalmente corretto e gradito. La progettazione di un pasto nutrizionalmente corretto per le esigenze e necessità dell’ospite si identifica, sul piano operativo, nella predisposizione del menù adeguato alle caratteristiche nutrizionali dell’anziano e nella prescrizione delle diete speciali. Orientare, attraverso un approccio di tipo educativo, il comportamento alimentare verso modelli corretti, quali: ■ Incrementare il consumo di frutta, verdura e legumi e promuovere la varietà degli alimenti. ■ Ridurre l’utilizzo di sale. ■ Utilizzare preferibilmente grassi di condimento di origine vegetale a crudo, piuttosto che quelli di origine animale.

LINEE GUIDA IGIENICOSANITARIE PER LE CUCINE DELLE R.S.A.

Bisogna ricordare che nelle persone anziane, spesso sofferenti per malattie croniche, le tossinfezioni possono essere più frequenti e più gravi. Quindi massima deve essere l’attenzione alla prevenzione delle tossinfezioni nelle cucine delle R.S.A. Conservare in modo corretto gli alimenti, in particolare quelli deperibili (carne, uova, cibi cotti, creme, sughi ecc.). Non lasciare mai gli alimenti deperibili a temperatura ambiente, se non per brevi periodi necessari per la loro preparazione. Non sovraccaricare i frigoriferi, per un buon funzionamento l’aria deve circolare liberamente all’interno. Riporre in frigorifero tutti gli alimenti opportunamente coperti.



 Tenere





  

 

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in frigoriferi diversi, o comunque ben divisi se è presente un unico frigorifero, i vari alimenti, ad esempio cibi cotti o pesci crudi, verdura e carni. Se il frigorifero non ha un display esterno che indica la temperatura interna, mettere un termometro all’interno del frigorifero, in modo da conoscere così sempre la temperatura interna del frigorifero e poter prendere provvedimenti se non è corretta. Scongelare i prodotti surgelati o scongelati nel frigorifero: tali prodotti non devono mai essere lasciati scongelare a temperatura ambiente o sotto l’acqua. Usare i prodotti scongelati entro 24 ore dallo scongelamento. Non ricongelare gli alimenti già scongelati. Non congelare prodotti freschi, materie prime o cibi cotti: per fare questo occorre una autorizzazione ed avere delle attrezzature idonee (abbattitori di temperature). Controllare sempre la scadenza dei prodotti che sono nella dispensa: utilizzare prima i prodotti da più tempo conservati. Conservare tutti gli alimenti sollevati da terra.

 Proteggere

  

  



i locali della cucina dall’ingresso di insetti o altri animali infestanti (topi, ratti ecc.): installare su tutte le aperture comunicanti con l’esterno barriere contro l’ingresso degli insetti. Eliminare ogni fermo da porte e finestre. Non permettere ad estranei di entrare in cucina e qualora entrino non permettere loro di manipolare o toccare il cibo. Indossare sempre, sia quando si cucina che quando si o manipolano alimenti, un camice chiaro e un copricapo che contenga tutti i capelli; non indossare invece anelli o braccialetti: possono essere fonti di sporcizia. Lavarsi sempre le mani, che possono essere fonte di contaminazione per gli alimenti. Non fare le pulizie mentre si sta cucinando. Non conservare in cucina i detersivi o i disinfettanti: sono sostanze comunque tossiche e quindi possono essere molto pericolose se accidentalmente vengono a contatto con gli alimenti. Quando si cucina accendere sempre la cappa di aspirazione: l’umidità favorisce la formazione di muffe.


P re v enzione

S Hygienic TOWEL, dove l’igiene è di casa

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giene, attenzione e pulizia, queste le parole chiave per garantire sicurezza all’interno di RSA e strutture dedicate alla cura degli anziani, nucleo di una società sempre più senior. In queste strutture garantire un’assistenza impeccabile all’insegna dell’igiene è prerogativa essenziale per il benessere del residente. Benessere che necessariamente passa dalla figura dell’Operatore Socio Sanitario (OSS), fulcro indispensabile nel quotidiano, poiché garantisce cura, assistenza e dignità ai più fragili. Ma come è possibile assicurare ogni giorno un livello di igiene impeccabile ai residenti e trasmettere al contempo sicurezza a tutte le famiglie che affidano i propri cari alle cure di una RSA? Ce lo spiega Magda Lucchesini della Direzione commerciale di Industrie Celtex. “La cura della persona inizia dalle prime ore della giornata con l’alzata e con il lavaggio di corpo, mani e piedi, nonché con la rasatura della barba o il lavaggio dei capelli, manovre in cui la pelle del paziente è al centro delle pratiche d’igiene. Una pelle, quella dei senior, diversa dalle altre, poiché molto più delicata e sensibile agli strofinamenti e quindi soggetta ad abrasioni e

Magda Lucchesini, Direzione commerciale di Industrie Celtex

ferite, che nel tempo possono sfociare in complicazioni. Per evitare tutto ciò è necessario munirsi di strumenti igienici adeguati, altamente performanti e in linea con le esigenze del paziente. Per far fronte alle necessità di operatori sanitari in Industrie Celtex abbiamo creato Hygienic Towel, un nuovo panno dal formato compatto 30x40, in 100% pura cellulosa, dermatologicamente testato e certificato Ecolabel, pensato per la cura e la detersione della pelle sensibile”.

Grazie alla pratica confezione-dispenser, Hygienic Towel consente una facile erogazione del panno, azionabile con una sola mano, che rimane protetto fino al suo utilizzo. Una soluzione che consente di evitare contaminazioni crociate, poiché l’operatore tocca soltanto il panno che utilizza. La speciale tecnologia Fast Dry Tech di Industrie Celtex conferisce a Hygienic Towel una capacità di assorbenza superiore, ideale per la detersione di pelli fragili e sensibili nonché delle parti intime. “Con Hygienic Towel – prosegue Magda Lucchesini – gli OSS hanno un valido alleato per la detersione di viso e corpo durante la fase del lavaggio. Un prodotto alto performante che consente di asciugare le parti interessate attraverso un semplice tamponamento, evitando il rischio di lesioni causate da strofinamento. Una valida alternativa alla carta a secco”. Hygienic Towel è un prodotto compatto nelle dimensioni, facile da trasportare nella struttura e abbinabile a detergenti e dermocosmetici specifici per la cura. Hygienic Towel è sinonimo di igiene, attenzione e pulizia.

www.industrieceltex.com 06/2021 | DIMENSIONE PULITO

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S I.C.E.FOR, salute e sicurezza per le strutture SANITARIE

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ll’interno delle RSA è essenziale attivare tutte le misure di prevenzione, adottando l’utilizzo di soluzioni detergenti e disinfettanti adeguate al tipo di rischio che si presenta in determinate circostanze. Considerando che gli ospiti delle RSA non sono autosufficienti, è corretto pianificare azioni efficaci di sanificazione degli ambienti nonché un’attenta cura e igiene della persona. I.C.E.FOR, sempre attenta alle problematiche legate alla prevenzione delle infezioni, negli ultimi due anni si è altamente specializzata a profilare ogni singola area di rischio, al fine di garantire la massima igiene e cura delle strutture sanitarie e la conseguente tutela degli ospiti e operatori sanitari. Giusto sottolineare che in questo ultimo anno di pandemia sono stati modificati e intensificati i protocolli di sanificazione, soprattutto nelle case di riposo e RSA, ospitate da soggetti anziani e immunodepressi.

LE SOLUZIONI DI I.C.E.FOR

A fine 2020 è stato pubblicato il nuovo catalogo i-San, che include tutti prodotti detergenti-disinfettanti destinati alle diverse categorie professionali. Grazie alla pluriennale esperienza di I.C.E.FOR e all’efficiente officina di produzione propria, autorizzata dal Ministero della Salute per la produzione di Presidi Medico Chirurgici, l’azienda propone una vasta gamma di prodotti disinfettanti per i diversi campi d’impiego all’interno delle RSA, nello specifico per: Aree degenza – Parti comuni – Ambulatori – Lavanderia – Bagni – Mani e corpo TAYSTERIL HOSPITAL – PMC n. 15946. Disinfettante deodorante concentrato per superfici dure, ad azione battericida, fungicida e virucida LXIV

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BROMOSPRAY AEROSOL – PMC n. 18898. Disinfettante spray per superfici e ambienti ad azione battericida, fungicida e virucida ALLSEPT PLUS – PMC n. 20644. Disinfettante idroalcolico con alcool al 70,4% per superfici ad azione battericida, fungicida e virucida e a rapida azione. QUARMON 2 AL – PMC n. 5833. Disinfettante deodorante ad azione antisettica ad ampio spettro. Gradevole profumazione persistente. ICESAN 014 MELA – PMC n. 19622. Disinfettante sgrassatore specifico per WC, profumato alla mela, ad azione battericida e fungicida. Elevato potere sgrassante COMPLEX 5 – PMC n. 19893. Disinfettante additivo per bucato con azione ammorbidente, per tessuti bianchi e colorati. Azione battericida, fungicida e deodorante. Disinfetta, deterge e deodora DERMOSAN LC PROFUMATO – PMC n. 18924. Pratico ed efficace disinfettante pronto all’uso per cute integra in soluzione idroalcolica profumata. Contiene glicerina al 2%.

DERMOSEPT PLUS – PMC n. 20794. Gel Mani Disinfettante ad azione virucida. Efficacia biocida e protezione della pelle, grazie alla presenza di alcool etilico al 70,4% e glicerina vegetale.

E i nuovissimi disinfettanti per Dispositivi Medici a marchio CE

BROMOSPRAY DM – Dispositivo Medico di classe IIa. Disinfettante pronto all’uso in soluzione idroalcolica per superfici di dispositivi medici, ad azione battericida, fungicida, virucida e micobattericida. Efficace già dopo soli 5 minuti di contatto su virus con mantello e vaccinia virus MVA. ICE STERIPOWDER – Dispositivo Medico di classe IIb. Disinfettante a base di acido peracetico in polvere ed enzimi per la decontaminazione e disinfezione di alto livello di strumentario chirurgico e attrezzature. Azione battericida, fungicida, virucida, micobattericida e sporicida. www.icefor.com


M acchine

S Parola chiave: PREVENZIONE

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uesti ultimi mesi di pandemia hanno evidenziato l’importanza della sanificazione e dell’igiene degli ambienti in cui viviamo, lavoriamo, facciamo la spesa, di ristoranti o di alberghi. Le strutture di accoglienza per anziani sono state colpite in modo pesante dalla pandemia, sicuramente lo stato di salute e l’età avanzata sono sicuramente fattori importanti, ma questa situazione ha reso evidente che la prevenzione è lo strumento migliore per combattere le infezioni. È noto che se gli ambienti vengono sanitizzati spesso, in unione al rispetto delle norme di igiene, dei protocolli di sanificazione e ai dispositivi di protezione individuali il rischio di contrarre il virus diminuisce fortemente. Oggi sono in atto notevoli cambiamenti nel mondo delle pulizie professionale, affrontare questo nemico invisibile ha trasformato le aziende in specialiste dell’igiene e della sanificazione. Da sempre 4CleanPro progetta macchinari per la pulizia dei pavimenti ed è sempre pronta ad adeguare i propri sistemi alle nuove esigenze del mercato.

PULIZIA DEI PAVIMENTI

La difficoltà maggiore nel trattamento dei pavimenti delle strutture RSA è data dal fatto che spesso gli ospiti sono in camera e questo rende difficoltoso trattare l’ambiente con i tempi necessari per una perfetta asciugatura del pavimento. Per questo motivo il modello MIRA Hepa risulta uno strumento ideale per risolvere tale problematica. MIRA Hepa si rivela ideale grazie alle dimensione molto ridotte, al manico snodato che permette di pulire anche sotto letti e tavoli senza spostarli ma, soprattutto, grazie alla potenza del suo motore di aspirazione e alla qualità delle gomme d’aspirazione del tergittore, che consente di lasciare completamente asciutto il pavimento al passaggio della macchina. La macchina è dotata di un filtro supplementare ad alta efficienza di tipo HEPA di classe 13, il quale garantisce una filtrazione che blocca il 99,95% dei particolati finissimi, inoltre, grazie alla tecnologia di

nuovo materiale filtrante, è efficace anche su batteri e virus annientandone la capacità di diffusione nell’aria aspirata. Questo sistema, unito a un ulteriore filtraggio del flusso dell’aria in uscita dal circuito di raffreddamento del motore d’aspirazione, impedisce la formazione dell’aereosol provocato dalla velocità del passaggio dell’aria. La macchina è alimentata da una batteria al lito di 14 amp/ore a 36 volt che ne assicura l’utilizzo in modo continuo per almeno 70 minuti. MIRA Hepa è una macchina green, perché composta da materiale riciclabile al 95%, il sistema di dosaggio dell’acqua permette di pulire 100 m2 con solo 3 litri di acqua e la funzione ECO consente di risparmiare fino al 30% di energia. Con questa soluzione tecnologica, 4CleanPro offre uno strumento efficace e indispensabile per la tutela di tutti, dal personale operante agli ospiti delle strutture. www.4cleanpro.com 06/2021 | DIMENSIONE PULITO

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A tomizzatori

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Sanificazione EFFICACE

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pray Team è un’azienda nata nel 1994 dalla volontà di un gruppo di tecnici decise a mettere a frutto la loro ventennale esperienza maturata nella costruzione di atomizzatori e nebulizzatori. Oltre a produrre fin da subito i tradizionali atomizzatori trainati, come i modelli Start e Wind, prevalentemente usati in agricoltura, Spray Team si specializza e perfeziona la costruzione e la vendita di attrezzature e macchine per la disinfestazione

e disinfezione urbana e per il trattamento del verde pubblico e urbano. Il settore agricolo copre però, ad oggi, solo lo 0,5% della produzione, in quanto l’azienda ha deciso di investire molto sul mercato del pest control: esistono infatti oggi migliaia di aziende che producono atomizzatori, saturando questo settore di mercato. Nel pest control, invece, i costruttori sono pochi e la concorrenza è ridotta al minimo.

di acqua fortemente disinfettante, che, più che per la disinfestazione urbana, trova impiego nella sanificazione ambientale. Spray Team ha inoltre messo a punto gli atomizzatori per la nebulizzazione dell’acqua elettrolizzata, progettando degli ugelli specifici in grado di ottenere un’aria secca. È con questa tecnologia che l’azienda intende entrare nel settore dell’hospitality.

TECNOLOGIA ELETTROCHIMICA

ELECTROLYZED WATER

A metà 2019 Spray Team inizia la collaborazione con una start up innovativa, per il perfezionamento della tecnologia elettrochimica. La particolare conformazione della cella elettrolitica messa a punto, permette di effettuare al meglio il processo di elettrolisi di acqua contenente cloruri, a pH neutro, con produzione massimale di acido ipocloroso, anche a partire dai soli cloruri contenuti nell’acqua di rete di derivazione minerale, senza ulteriori aggiunte. Questo processo è in grado di generare grandi volumi LXVI

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EWS Machine è un rivoluzionario impianto di produzione di Electrolyzed Water (acido ipocloroso), un disinfettante estremamente performante ma totalmente ecologico nella lotta a muffe, funghi e batteri. In tempi rapidi e senza alcun pericolo per operatori, persone o animali, in quanto privo di prodotti chimici, rende possibile una profonda sanificazione in ambienti di qualsiasi dimensione. L’abbinamento con nebulizzatore Spray Team completano questo sanificatore che combina estrema efficacia con la totale sicurezza. www.sprayteam.it


S anificazione

S LINDHAUS, soluzioni a basso consumo

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idonea. L’aria passa in un tubo di flusso riflettente con 3 lampade LED UV-C in cui avviene l’azione germicida al 99%. L’ultimo step è il passaggio attraverso un filtro Hepa H13 impregnato di una sostanza antimicrobica per un’efficienza filtrante del 99,97% a 0,3µm. DepurAir Electric è una colonnina da 75 cm di altezza interamente in acciaio Inox ma è disponibile anche una versione “Compact” alta 22 cm pensata per il fissaggio a parete nelle stanze, oppure in ambienti ristretti, come gli ascensori. Sono disponibili modelli per ogni esigenza di alimentazione: elettrica (220-240V) o 24V.

on l’avvento dei nuovi motori aspiranti digitali brushless Rotafil a elevata efficienza e basso consumo, Lindhaus ha sviluppato la linea Digital Pro che coniuga in sé potenza, leggerezza e sostenibilità. Parliamo di macchine compatte dal design rinnovato, alimentate da batteria ioni di litio per esaltarne le prestazioni, con un livello minimo di consumi e di peso. L’inquinamento è realmente ridotto a zero per l’assenza dei carboncini e conseguenti potenziali emissioni di particelle, unitamente al filtraggio Hepa a 4 livelli con filtro H11 di serie (H13 optional) con efficienza filtrante del 99,96% a 0,3 µ. Sono tutte caratteristiche peculiari che rendono l’aspirapolvere a zaino LB4 L-ion Digital Pro perfetto per l’utilizzo in piena sicurezza nelle RSA

TECNOLOGIA CON PEROSSIDO DI IDROGENO

sia per gli ospiti, sia per gli operatori professionali: l’assenza del cavo, l’estrema maneggevolezza e libertà di movimento e il peso ineguagliabile di solo 3,8 Kg batteria compresa garantiscono l’assenza di sforzo e la massima produttività. L’autonomia è di ben 60 minuti e il tempo di ricarica rapida è di 90 minuti. LB4 Digital ha in dotazione un telecomando che consente all’operatore di gestire comodamente le funzioni on/off, regolazione velocità, verifica stato di carica della batteria.

DEPURAZIONE DELL’ARIA

In ambito depurazione dell’aria, Lindhaus propone i depuratori professionali DepurAir. Un analizzatore laser PM 2.5 rileva la presenza di microparticelle di polvere, e in base a tale lettura l’elettronica regola la velocità della ventola più

Infine, per la sanificazione delle superfici Lindhaus ha sviluppato una tecnologia con “perossido di idrogeno H2O2”, omologata dal Ministero della Salute, efficace nell’inattivazione di virus e batteri. Il nuovo Sterilair nebulizza il perossido grazie a un motore soffiante bi-stadio che distribuisce la miscela tramite un ugello rotante a 300 gradi. È possibile selezionare la quantità di miscela tra minima (0,5lt/h) e massima (1lt/h), in base al livello di contaminazione. Il filtraggio dell’aria è garantito da un filtro Hepa “H13” per un’efficienza filtrante del 99,97% a 0,3 µm. Sterilair garantisce il massimo risultato al minimo sforzo da parte dell’operatore e in piena sicurezza, tanto da non dover richiedere la vestizione con tute protettive. Sanifica in modo omogeneo una camera standard di degenza di circa 30 m2 in 5 minuti e con un consumo di soli 85 ml di perossido al massimo dosaggio. Non è richiesta alcuna manutenzione ordinaria dopo l’uso ma esclusivamente la sostituzione del filtro Hepa dopo mediamente circa 300 ore. www.lindhaus.it 06/2021 | DIMENSIONE PULITO

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T endenze

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SPECIALE RSA

Neutralizzatori PROFUMATI di cattivi odori L’universo dei produttori di soluzioni profumate per le grandi superfici ha fatto passi da gigante negli ultimi tempi, arrivando ad ambienti piacevoli anche all’interno delle RSA, caratterizzati da sentori profumati che contrastano e coprono i malodori Luca Ilorini

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ll’interno delle residenze sanitarie assistenziali, spesso sono presenti ‘cattivi odori’ con i quali è necessario interfacciarsi, e che grazie al mondo dei players nel settore della pulizia professionale sono spesso un ricordo. A livello, per esempio, della biancheria intima e delle lenzuola da lavare possono rimanere eventuali residui di urina e sudore non facili da trattare; nello stesso tempo tali malodori possono ‘impossessarsi’ di determinati ambienti, soprattutto nel periodo estivo del gran caldo.

ALLA RADICE DEL MALODORE

Il cattivo odore corporeo, compreso l’odore dei piedi, sopprime l’interazione sociale diminuendo la fiducia in se stessi e accelerando, spesso, un processo di autoisolamento del LXVIII

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paziente. La maggior parte degli agenti di trattamento, compresi soluzioni di natura ‘cosmetica’ come i sali di alluminio antitraspiranti, inibiscono la crescita dei batteri maleodoranti. Questi sali metallici, per esempio, riducono anche il sudore bloccando i dotti escretori delle ghiandole sudoripare, riducendo al minimo la fonte d’acqua che supporta la crescita batterica. Tuttavia, ci sono alcuni effetti negativi che limitano l’uso di queste soluzioni e inoltre, i prodotti antitraspiranti e deodoranti potrebbero non essere sufficientemente efficaci per i maglioni pesanti e i forti produttori di cattivi odori. Di conseguenza, all’interno delle grandi RSA, è necessario adottare soluzioni alternative nell’ambiente e in sede di lavaggio dei capi per ottenere un abbattimento significativo della quota di malodore da

sorgenti differenti. È opportuno considerare come, nei grandi spazi costituiti dalle case di riposo, i cattivi odori possano essere molto spesso legati alla carica microbica presente negli stessi, molto spesso alla base della percezione di malodori significativi. L’utilizzo di prodotti per la pulizia professionale, che possano abbinare una duplice azione è fondamentale. Da una parte è necessaria una buona capacità di controllo della carica batterica nelle stanze trattate e un’azione di rallentamento della proliferazione dei microrganismi, mentre dall’altra sono utili essenze che risultino premianti in termini di diffusività ed edonismo. Le profumazioni agiscono sui malodori contrastandoli in maniera efficace, riuscendo a mascherarli per ottenere ambienti con sentori piacevoli e abbastanza neutri.


queste molecole innovative. Al fine di lavorare in maniera sempre più mirata, su alcuni malodori caratteristici delle RSA, sono stati sviluppati profumatori per tessuti, con specifiche molecole in grado di agire sui principali responsabili del malodore di urina e sudore, ottenendo risultati davvero sorprendenti su lenzuola e biancheria, nella fase di pre/post trattamento di lavaggio.

ZINCO RICINOLEATO – UN ANTICO RIMEDIO

DALLO SPRAY AEROSOL A PROPOSTE A BASTONCINO

Esistono numerosi prodotti per la deodorazione ambientale che hanno la funzione di combattere i cattivi odori, diverse forme si abbinano a un’ingredientistica innovativa che consente di ottenere effetti molto validi. Tra le soluzioni più interessanti vi sono le proposte con diffusori a bastoncino, realizzate per il settore RSA in questo caso, con posizionamenti ben diversi dalla ricercatezza che caratterizza alcune soluzioni simili per il mondo delle grandi catene alberghiere. All’interno dei diffusori possono essere inserite percentuali significative di essenza, arrivando anche al 25 – 30%, scegliendo profumazioni dall’ottima diffusività che siano in grado di diffondersi rapidamente nell’ambiente circostante coprendo,

almeno parzialmente, il diffondersi dei malodori. I players del settore del pulito professionale che scelgono quest’opzione decidono, nella maggior parte dei casi, di avvalersi anche di solventi che possano favorire l’evaporazione della profumazione e la sua diffusività. Accortezze tecniche che non si limitano a quanto indicato, ma prevedono anche, la possibilità di introdurre all’interno della composizione molecole cattura e assorbi odore, dotate anch’esse di profili olfattivi leggeri o in altri casi di sentori neutri. Analogo discorso è quello che coinvolge gli spray ambienti, sia nel formato trigger che aerosol, dove le molecole cattura odore, possono essere inserite all’interno del bulk liquido che viene poi inserito nel propellente: questo processo consente di raggiungere risultati mirabili per quanto concerne l’azione nello spazio di

Lo zinco ricinoleato [Zn (Ri) 2] è ampiamente utilizzato in miscele di tensioattivi e detergenti per l’adsorbimento di composti odorosi e il meccanismo di questo processo non è ancora totalmente noto. Numerosi enti di ricerca, grazie alle simulazioni al computer permesse dalla dinamica molecolare, hanno permesso di ottenere maggiori informazioni e ricavare approfondimenti dettagliati sul meccanismo di interazione tra Zn (Ri) 2 e sostanze attive nell’odore. I calcoli, basati su semplici approssimazioni di meccanica molecolare, hanno simulato le caratteristiche dinamiche delle strutture molecolari di Zn (Ri) 2 sotto vuoto, in fase oleosa e in soluzione acquosa. Sono state determinate le reali conformazioni molecolari, anche simulando un addotto ammoniacale con Zn (Ri) 2. Le transizioni strutturali calcolate causate dall’interazione di Zn (Ri) 2 con molecole di acqua-solvente hanno determinato un indebolimento dello schermo elettrostatico. L’attaccamento nucleofilo di composti odorosi all’atomo di Zn2 + relativamente non protetto è facile da ottenere in soluzione acquosa. La simulazione del prodotto di addizione di Zn (Ri) 2 con ammoniaca ha rivelato un cambiamento strutturale elementare, con conseguente aumento della solubilità e dell’attività di adsorbimento di Zn (Ri) 2. Questa molecola trova attualmente impiegato in alcuni prodotti dell’universo del pulito professionale, realizzati per il mondo delle RSA pur trattandosi di una tipologia originale 06/2021 | DIMENSIONE PULITO

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SPECIALE RSA d’utilizzo legata all’universo cosmetico e, più in dettaglio al settore dei prodotti deodoranti per persona, con le numerose sfaccettature e potenzialità che gli stessi presentano. L’universo dei prodotti cattura-odore è in continua espansione e la ricerca e sviluppo è sempre più orientata verso soluzioni sostenibili e con un impatto ecologico basso e gestibile.

L’IMPORTANZA DI UN’ARIA DI QUALITÀ

Il controllo degli odori sgradevoli, all’interno delle residenze per anziani, è realizzabile quando vengono prese le misure corrette. Uno dei modi più semplici ed immediati per migliorare in modo affidabile e continuo l’igiene dell’aria consiste nell’utilizzare sistemi di purificazione dell’aria di grado medico specificamente progettati per gestire gli odori. Tali sistemi possono essere dotati di cartucce di ritenzione degli odori che prendono di mira odori specifici, ad esempio ammoniaca o una gamma più ampia come gli odori di cucina.

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Sono facili da usare e molto mobili. Cattureranno e tratteranno anche allergeni, germi e altri inquinanti atmosferici, migliorando notevolmente la qualità della vita dei residenti. Esistono filtri dell’aria ad alte prestazioni, con unità di filtrazioni dell’aria appositamente realizzate per controllare un’ampia gamma di

gas e inquinanti chimici di diversa natura. Solitamente questi apparecchi per la filtrazione dell’aria contengono una decina di kg di carbonio granulato di alta qualità e allumina impregnata, si tratta di sistemi in grado di catturare e trattenere il più ampio spettro di inquinanti chimici e gassosi. In linea generale questi sistemi sono altamente efficaci e consentono, nella maggior parte dei casi significativi spostamenti d’aria, in modo molto silenzioso e in un periodo di tempo molto breve. Esiste, inoltre, la possibilità di abbinare al sistema di filtrazione, attraverso opportune cartucce, dei releaser per il rilascio di profumazioni gradevoli che si possono diffondere nell’ambiente. In questo caso è possibile raggiungere il doppio obiettivo, rappresentato da una parte da un aria il più possibile ‘pulita e sterile’ per la quasi assenza di microrganismi, e dall’altra dalla possibilità di profumare l’ambiente, optando per la maggior parte per profumazioni delicate. Si cerca di optare per soluzioni floreali con leggere sfumature muschiate, che non risultino troppo invadenti ma diano la sensazione di un ambiente gradevole e pulito.


SAN I FI CA Z I ON E

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Respirare ARIA PULITA

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esidenze sanitarie, Ospedali, Case di cura, Ambulatori medici, Centri Diagnostici e Laboratori di Analisi, sono luoghi adibiti alla cura delle persone e della loro salute e da sempre, è stato fondamentale mantenere costantemente un ambiente pulito e igienizzato. Diventa ora sempre di più importante, attrezzare i “luoghi di cura” con apparecchi che garantiscano costantemente ai Pazienti, agli Ospiti e alle persone che vi lavorano un’aria pulita e pura, sinonimo di sicurezza, tranquillità e di attenzione alla loro salute. VORTICE, eccellenza italiana che da 70 anni si prende cura della qualità dell’aria che respiriamo, ha realizzato la nuova gamma di depuratori e sanificatori d’aria DEPURO PLUS, che abbina a una comprovata efficace azione di sanificazione dell’aria trattata, anche un’elevatissima capacità filtrante. Ripuliscono costantemente l’aria da pollini, spore, goccioline e microparticolato, potenziali vettori di virus e batteri, contribuendo a limitare il rischio di allergie, asma, problemi respiratori e infezioni. Sono disponibili 4 modelli raccomandati per sanificare in un paio

d’ore locali con superfici fino a 160 m2 (estensioni maggiori richiedono tempi di sanificazione più lunghi) quindi ideali per ambulatori e sale d’attesa ma anche a spazi comuni come sale TV, sale mensa o palestre, grazie alla loro silenziosità. L’azione di depurazione e sanificazione dell’aria dei DEPURO PLUS negli ambienti frequentati costantemente da persone è immediato perché non richiedono interventi di installazione, solo di una semplice presa di corrente. Con facilità e velocità si può quindi contribuire a mettere in sicurezza la salute delle persone. Inoltre, 4 rotelle con una maniglia posta sul retro degli apparecchi, ne agevolano il trasporto, così da poterli collocare di volta in volta dove c’è necessità. Tutti i modelli dei depuratori e sanificatori d’aria DEPURO PLUS sono caratterizzati da un’elevatissima capacità filtrante grazie a un sistema di filtraggio a 4 stadi: i pre-filtri e il filtro intermedio, posti in corrispondenza delle bocche di aspirazione, trattengono le macro impurità e il particolato presente nell’aria proteggendo il sovrastante filtro assoluto, classe HEPA H14,

che a sua volta abbatte la pressoché totalità del microparticolato più fine (trattiene fino al 99,995% delle micropolveri e delle goccioline microscopiche prodotte da tosse o starnuti e che fungono da vettori di virus e batteri). Il filtro anti-VOC, posizionato a valle del filtro assoluto, trattiene cattivi odori, aldeidi, ozono e composti volatili organici (ad esempio risultanti dalle attività di cucina). Tutti i filtri sono sottoposti a severi test di laboratorio che ne valutano l’efficacia e la necessità di sostituzione periodica che viene segnalata da un pannello comandi posto sulla macchina. I modelli denominati EVO, alla depurazione aggiungono un’azione sanificante che è demandata al modulo di fotocatalisi e la cui efficacia nei confronti del COVID-19 è certificata dalle prove condotte dal Dipartimento di Scienze Biomediche e Cliniche “L. Sacco” dell’Università degli Studi di Milano. Accensione, spegnimento, programmazione oraria e modalità di funzionamento sono gestibili attraverso il pannello comandi posto sulla parete frontale del prodotto. www.vortice.com 06/2021 | DIMENSIONE PULITO

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P ulizia v erde

S STI…. i professionisti del VAPORE!

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TI srl nasce nel 2009 dall’esperienza ventennale della Famiglia Passuello nel settore della pulizia a vapore. Azienda giovane e dinamica che, grazie a un’organizzazione rapida e flessibile e all’alta qualità dei suoi prodotti, sta conquistando il mercato europeo ed extra-europeo. STI srl è leader nella realizzazione di macchine per la pulizia a vapore, nelle due linee per uso domestico e per uso professionale. I nostri prodotti sono interamente progettati e realizzati nello stabilimento di oltre 3.000 m2 di Fara Vicentino. L’azienda crede fortemente nel Made in Italy, seguendo questa linea di pensiero, STI srl garantisce che ogni componente delle sue macchine presenti provenienza italiana, offrendo così un prodotto di altissima levatura.

PULIZIA A VAPORE: UN METODO VELOCE E SICURO

Il sistema vapore STI è un modo sicuro e veloce per pulire e sanificare qualsiasi tipo di superficie. I pulitori a vapore sono l’esempio di pulizia verde dal momento che non richiedono l’uso di soluzioni e detergenti chimici. Normale acqua di rubinetto viene trasformata in un potente strumento di pulizia profonda. Il vapore elimina sporcizia, batteri, virus muffa e altri agenti contaminanti da una varietà di superfici in pochi secondi. Si rivela inoltre ideale per chi soffre di allergie.

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LA GAMMA

STI ha un’ampia gamma di macchine, dalle più semplici ed economiche per l’utilizzo domestico, a quelle più complesse e potenti, per l’uso industriale. Il vapore si è dimostrato efficace nell’affrontare l’emergenza Covid-19. La linea domestica è composta dai modelli QV4, QV6 e linea QV7. Si dimostra essere una gamma completa in quanto è formata sia da prodotti solo vapore che prodotti vapore-aspirazione. I loro utilizzi sono molteplici visto che possono essere utilizzati per pulire e sanificare ogni stanza e superficie della casa. La gamma di macchine professionali di STI si divide in due linee: COMBY (prodotti aspirazione-vapore) e GAISER (prodotti solo vapore). La nostra gamma professionale vi permetterà di pulire a fondo e sanificare qualsiasi luogo, gli ambiti di utilizzo sono svariati: dall’industria alimentare a quella meccanica, dalla sanità (ospedali, studi medici, odontoiatrici e veterinari) alla ristorazione, dagli hotel alla pulizia nei trasporti pubblici. Uno dei metodi più efficaci per uccidere germi, batteri e virus è il vapore. I prodotti professionali STI hanno una temperatura in caldaia

che va dai 160°C ai 185°C in base alla potenza della macchina, c’è un naturale calo termico al punto di fuoriuscita del vapore ma la temperatura è ben superiore ai 71°C consigliati. La sanificazione totale e completa di ogni ambiente e superficie mediante l’uso di vapore a intervalli regolari contribuisce quindi a non diffondere virus. In un momento storico caratterizzato da un virus invisibile, STI si pone come partner sicuro e affidabile per eliminare e arginare il problema. www.stindustry.it


AT T R E Z Z AT U R E

S HYGENIA. La sicurezza del MONOUSO

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olte le novità per il settore di pulizia healthcare da quando abbiamo fatto i conti con la pandemia da Covid-19. Sono infatti proprio le istituzioni sanitarie ad aver assunto un ruolo guida nell’adozione di innovativi prodotti per la pulizia usa e getta. La determinazione delle procedure e delle pratiche di pulizia possono variare da un ospedale all’altro in termini di prodotti, attrezzature utilizzate e frequenza. Ma quello che Hygenia ha realizzato, riuscendo ad essere al passo della più moderna industria del cleaning professionale, è incorporare tutte le esperienze e le esigenze nel settore sanitario nello sviluppo dei propri prodotti, innalzando il livello di efficienza ed efficacia nelle operazioni di pulizia.

PRODOTTI DEDICATI ALLA PULIZIA MONOUSO

Hygenia ha realizzato un prodotto lo SprayHandle, che coniuga la comodità di essere portatile e leggero, e, che grazie ad un capiente serbatoio (600 ml), può essere utilizzato in ambienti diversi senza contaminazioni, con una differenziazione del

SPRAY HANDLE strumento ideale per sanificare i pavimenti con estrema facilità, garantendo il massimo dell’igiene con l'utilizzo di panni monouso.

telaio con codice colore blu e rosso. In più, il vantaggio di gran lunga più importante è il livello di igiene garantito dai panni monouso, anch’essi brandizzati Hygenia e soprattutto con codice colore blu e rosso. Grazie alla struttura a base di microfibra del panno Hygenia monouso, lo sporco viene assorbito e trattenuto e la superficie rimane pulita e priva di aloni. In più, viene creata una barriera igienica tra lo sporco e il telaio a cui è fissato il mop. Ciò garantisce che il telaio di pulizia rimanga perfettamente pulito.

“Decidere di implementare il catalogo Hygenia – dice Pasquale Fierro CEO dell’azienda – con prodotti dedicati alla pulizia monouso, come lo sprayhandle, o il Cube box, un trasportabile con chiusura ermetica e panni monouso in TNT - è stata una scelta che abbiamo previsto in anticipo rispetto all’avvento del Covid, ma che ci ha fatto trovare pronti a soddisfare le varie esigenze e richieste di tutti gli operatori sanitari e non, che hanno trovato in questi agili strumenti la sicurezza di espletare le corrette procedure di pulizia e igiene delle superfici”. www.hygenia.it

CUBE BOX è uno strumento leggero, pratico, facilmente trasportabile con chiusura ermetica che contiene salviette impregnabili. Ideale per sanificare tutti gli oggetti e le superfici. 06/2021 | DIMENSIONE PULITO

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P est C ontrol

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SPECIALE RSA

Uno SVARIONE può sempre accadere Quando una identificazione affrettata ha creato un allarme ingiustificato… Da questo episodio, che in certi momenti ha assunto dei toni concitati, si possono trarre alcune considerazioni sui molteplici aspetti che caratterizzano l’ars disinfestandi (un po’ di latino, sia pure maccheronico, è giustificato dal fatto che tutto sommato è coerente con lo slogan “prodotto in Italia”). a cura di Graziano Dassi

I

n una struttura di lunga degenza per anziani di una cinquantina di camere doppie e una decina di camerette attrezzate per patologie invalidanti è esplosa, nei servizi igienici della palestra e della piscina per la riabilitazione, una invasione di piccoli insetti nerastri caratterizzati da piccoli voli. Per ragioni difficili da razionalizzare si sparge la voce che si tratta di pappataci (Phlebotomus papatasii). Se così fosse la cosa sarebbe seria. Scatta l’emergenza e l’indomani il tecnico disinfestatore stranamente conferma la diagnosi. Il risultato è la chiusura della palestra e della piscina con disinfestazione dei bagni con formulati micro incapsulati, bombolette a svuotamento totale sia insetticide sia disinfettanti. Resta poi la questione della riapertura dei locali e valutare come gestire una situazione potenzialmente allarmante aggravata dal clima creato dalla pandemia.

Negli uffici della ditta di disinfestazione

Sul tavolo del titolare arrivano i rapporti dell’avvenuto servizio e sul cellulare le foto dei piccoli insetti: LXXIV

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NESSUNO SI RICORDAVA CHI PER PRIMO AVESSE FORMULATO LA DIAGNOSI DEI FLEBOTOMI E CHI AVESSE INNESCATO LA CACCIA ALLE STREGHE

non sono pappataci ma i classici moscerini dei servizi igienici (probabilmente Tinearia alternata= Psychoda alternata). Ora i “problemi” sono: 1. Certificare l’avvenuta “sanificazione” 2. Avere un pezzo di carta che certifichi la diagnosi entomologica 3. Far rientrare l’allarme sanitario 4. Valutare i risultati della disinfestazione 5. Evitare che il problema si riproponga 6. Capire perché si è innescata una psicosi del genere

Certificare l’avvenuta “sanificazione”

La committenza non si è accontentata della normale bolla di avvenuto intervento di disinfestazione, ma ha richiesto anche che fosse certificato un intervento di disinfezione effettuato 3 giorni dopo con nebulizzazioni di un formulato a base di quaternari d’ammonio con esplicitato in etichetta “attivo nei confronti dei virus”.

Avere un pezzo di carta che certifichi la diagnosi entomologica

Per ottemperare alla richiesta sono state fornite le due schede di EcoPlan che evidenziavano le differenze fra i moscerini dei servizi igienici e i flebotomi (a conclusione dell’articolo). A onor del vero non erano stati forniti reperti tali da poter effettuare una verifica sia pure in prima approssimazione. In effetti avevo suggerito di porre delle tavolette su cui si era posto un film di vaselina bianca che, in casi analoghi, avevano consentito catture tali da consentire osservazioni al bioculare.

Far rientrare l’allarme sanitario

È bastato un intervento da parte del titolare della ditta di disinfestazione che con foto ricavate da https://it.wikipedia.org/wiki/ Psychodidae ha rassicurato i capiservizio

(comoda fonte di informazione a patto di consultarla con cognizione di causa). La parte più delicata è stata quella “salvare la faccia” del tecnico che, a sua parziale giustificazione, è stato travolto dalla “Vox populi, vox Dei”.

Valutare i risultati della disinfestazione

Dopo il trattamento (irrorazioni con microincapsulato a base di cipermetrina e tetrametrina (< 1%) e finissaggio dopo 3 gg con nebulizzazioni di un Presidio Medico Chirurgico a base di cloruro di benzalconio (virucida secondo EN 14476.2019) i monitoraggi di controllo non hanno riscontrato presenza di moscerini. Per cui, dopo ben 5 gg di inagibilità della palestra e della piscina, le normali attività sono riprese a pieno ritmo.

Evitare che il problema si riproponga

Dato che lo scompiglio non era stato di poco conto, l’impresa di pulizia ha suggerito di utilizzare polveri poli-enzimatiche sciolte in acqua tiepida e immesse nei circuiti idraulici per eliminare eventuali incrostazioni. L’applicazione è stata ripetuta per 4 volte a distanza di 7 gg l’una dall’altra.

Capire perché si è innescata una psicosi del genere

Si è cercato di capire chi avesse innescato questo clamore, ma nessuno si ricordava chi per primo avesse formulato la diagnosi dei flebotomi e chi avesse innescato la caccia alle streghe. Non si può neppure escludere che si trattasse di un’unica persona. Sta di fatto che la notizia si è diffusa e, sull’onda dello stato d’animo provocato dal Covid, ha assunto dimensioni sproporzionate alla realtà dei fatti. E non è da escludere che taluni non siano del tutto convinti della veridicità delle informazioni rassicuranti. 06/2021 | DIMENSIONE PULITO

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SPECIALE RSA

P est C ontrol

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SCHEMA COMPARATO DELLA NERVATURA ALARE NEGLI PSYCHODIDAE PIÙ RAPPRESENTATIVI La nervatura alare è in generale caratterizzata dal marcato sviluppo delle ramificazioni delle vene della regione remigante anteriore e intermedia (radio e media), a fronte di una semplificazione di quelle della regione remigante posteriore e di quella anale (cubito e anale); le vene trasversali sono localizzate alla base dell’ala, che appare perciò percorsa solo da nervature longitudinali disposte a ventaglio. Una frangia di setole riveste l’intero margine e setole lunghe sono abbondantemente disposte anche lungo le nervature. La membrana è nuda e trasparente o più o meno mascherata dalla fitta peluria. Sono spesso presenti maculature scure in corrispondenza delle nervature. La struttura della nervatura e il rivestimento villoso sono caratteri che limitano fortemente la funzionalità delle ali, rendendo questi ditteri mediocri volatori. La costa si estende lungo l’intero margine, mascherata dalla frangia di setole. La subcosta è moderatamente lunga (Bruchomyiinae, Phlebotominae), ma in genere è piuttosto breve. Può essere completa e in tal caso raggiunge il margine costale, oppure incompleta. In genere, con l’eccezione degli Psychodinae, alla sua estremità distale è presente la vena trasversale subcostale-radiale (sc-r); diversi Autori considerano questa vena il ramo posteriore della subcosta e indicano perciò i due rami terminali come Sc1 (quando è presente) e Sc2. Il ramo Sc1 può essere completo (alcuni Bruchomyiinae, Trichomyiinae) oppure incompleto o assente (Ulomyia, Phlebotominae, alcuni Bruchomyiinae). La radio presenta in genere tutte le ramificazioni distinte, composte dal ramo anteriore (R1) e dalle ramificazioni del settore radiale, in genere quattro oppure, per la mancata divisione di R2+3, tre (Trichomyiinae, Sycoracinae, Horaiellinae). Tutti i rami della radio confluiscono sul margine dell’ala fra la metà distale e poco oltre l’apice. Differenze ricorrono anche nella successione delle divisioni del settore radiale, che appare suddiviso dicotomicamente oppure pettinato: ■ nei Phlebotominae il settore radiale (Rs) si divide in due branche, di cui quella posteriore origina il ramo R5 e quella anteriore, in due distinte biforcazioni, origina prima R4 e poi R3 e R2;

■ nei Bruchomyiinae e negli Psychodinae, si divide in due rami, che a loro volta subiscono entrambi una biforcazione originando anteriormente R2 e R3 e posteriormente R4 e R5. Le biforcazioni della radio sono in genere localizzate alla base dell’ala o, al massimo, entro la prima metà; fa eccezione la biforcazione del ramo R2+3, localizzata in corrispondenza della metà dell’ala o in posizione più distale. Nei Trichomyiinae, nei Sycoracinae e negli Horaiellinae il ramo R2+3 è indiviso ma differisce la successione delle biforcazioni e, di conseguenza, la derivazione di R4: nelle prime due sottofamiglie, il settore radiale si divide in R2+3+4 e R5, con R4 che trae origine dalla branca anteriore, negli Horaiellinae si divide invece in R2+3 e R3+4, con R4 che trae origine dalla branca posteriore. La cubito si divide in due rami: il primo (CuA1) è relativamente lungo, il secondo (CuA2) è relativamente lungo nella generalità degli Psychodinae e in Trichomyia, oppure subisce una curvatura verso il margine anale confluendovi dopo un preve percorso, come avviene nella generalità dei Bruchomyiinae, dei Phlebotominae e dei Sycoracinae. Le nervature anali, infine, sono marcatamente ridotte o del tutto assenti. La nervatura radio-mediale (r-m) è sempre presente, perciò si forma una cellula basale, compresa fra la base della radio e quella della media, da cui trae origine l’ultimo ramo della radio (R5). La lunghezza di questa cellula può variare secondo il percorso delle nervature, ma in generale non si estende oltre la prima metà prossimale dell’ala o, addirittura, può localizzarsi alla base dell’ala (Psychodinae). La presenza di una seconda cellula basale, compresa fra la base della media e la base della cubito è subordinata alla connessione dell’ultimo ramo della media (M3) con il primo ramo della cubito. Questa cellula è in generale aperta negli Psychodinae e nei Phlebotominae, nei quali media e cubito sono nettamente separate, mentre nelle altre sottofamiglie è più o meno evidente una cellula chiusa, anche se più breve di quella anteriore. La chiusura della seconda cellula basale è dovuta alla fusione, per un brevissimo tratto, di M3 con CuA1 oppure alla presenza della vena trasversa medio-cubitale (m-cu).

Quanto riportato (ricavato da https://it.wikipedia.org/wiki/Psychodidae) sottolinea la difficoltà della identificazione entomologica. IMPORTANTE: navigando su psicodidi-immagini a parer mio alcune foto di moscerini dei bagni riportano la dicitura pappataci, la qual cosa sempre a mio personale giudizio potrebbe aver tratto in inganno l’operatore. NB: Guardando i disegni potrebbe apparire semplice la comparazione delle nervature alari ma vi assicuro che al bioculare le cose non lo sono per niente. Io mi sono sempre arreso delegando l’identificazione a un istituto di Basilea.

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S cheda b io - etolo g ica

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SPECIALE RSA

NOME SCIENTIFICO: Psycoda alternata (=Tinearia alternata) NOME ITALIANO: Moscerino dei servizi igienici NOME INGLESE: Filter flìes - Moth flies NOME SPAGNOLO: Mosca de los cuartos de baño - Mosca de los urinarios INQUADRAMENTO SISTEMATICO Phylum: Arthropoda Classe: Insecta Ordine: Diptera Sottordine: Nematocera Famiglia: Psycodidae Specie: Psycoda alternata DIMENSIONI Adulto: 3-4 mm CARATTERISTICHE E DIFFUSIONE Adulti con ali appuntite e pelose, tenute a tetto in posizione di riposo. Corpo e capo villosi con occhi grandi e antenne lunghe. Frequentano luoghi umidi e si spostano con brevi voli simili a piccoli salti. Specie diffusa e comune in tutta Italia. HABITAT Servizi igienici, cantine, sotterranei, magazzini e altri locali umidi, impianti di depurazione e filtrazione acque.

Larva: nella melma gelatinosa che si forma nei sifoni, negli sfiatatoi e nelle tubature dei servizi igienici e dei sanitari in genere, in particolare in quelli inutilizzati per qualche tempo. Nella poltiglia degli impianti di depurazione e filtrazione delle acque. Adulto: sulle pareti e nei pressi dei focolai larvali, talvolta rnassivarnente. ABITUDINI ALIMENTARI Larva: saprofaga: si ciba di sostanze in decomposizione Adulto: in genere non si nutre; talvolta sugge essudati vegetali o liquidi organici. CICLO BIOLOGICO Uovo > larva > pupa > adulto Durata del ciclo: 1-3 settimane N° generazioni/anno: diverse N° uova/femmina: le femmine deponqono ammassi di 20-200 uova sui substrati melmosi

Durata vita adulto: 2 settimane circa DANNI Sono insetti sostanzialmente innoqui e non pungenti. Gli adulti possono manifestarsi nei locali in modo massiccio e repentino. Si sono verificati casi di bronchite asmatìca di origine allergica in addetti agli impianti di depurazione, per il frequente contatto con le spoglie di tali insetti. Le larve possono svilupparsi fino a intasare le condutture. GEAM - Gestione ecologica almbientale

SPECIE: Phlebotomus papatasii NOME VOLGARE: Pappatacio, flebotomo. INQUADRAMENTO SISTEMATICO Classe: Insecta Ordine: Diptera Sottordine: Nematocera Superfamiglia: Psychodoidea Famiglia: Phlebotomidae DIMENSIONI Larva: 3 - 5 mm Pupa: 3 mm Adulto: 2 - 3 mm CARATTERISTICHE E DIFFUSIONE I flebotomidi assomigliano molto agli psicodidi, i primi però non sono ematofagi. Entrambe le famiglie comprendono individui di piccola taglia e pelosi. In posizione di riposo le ali sono disposte a tetto negli psicodidi e quasi verticalmente nei flebotomidi; le ali stesse sono più strette rispetto ai primi. La specie in esame è diffusa in tutta Italia, sia in ambiente naturale che sinantropico.

HABITAT Ambienti umidi Larva: cantine, grotte, crepacci di vecchi muri, cavità di alberi, ruderi in zone ombreggiate, cumuli di foglie marcescenti, tane di roditori, nidi di insetti, stalle, letamai, latrine, condutture fognarie. Adulto: ambiente aereo, stalle, pollai, abitazioni, grotte, latrine, vasche di sollevamento. ABITUDINI ALIMENTARI Larva: Detriti organici vegetali ed animali, non in stato di putrefazione attiva; anche escrementi Adulto: Glicifago; la femmina è anche ematofaga, attiva nelle ore notturne e crepuscolari. CICLO BIOLOGICO Uovo > larva (4 stadi) > pupa > adulto Durata del ciclo: 5 - 6 settimane (in condizioni ottimali) N° generazioni/anno: 4 - 5

N° uova/femmina: 20 - 90 Svernamento: come larva LIMITI TERMICI PER LO SVILUPPO Temperatura minima: larva 18°C Temperatura ottimale: adulto 22-28°C UR opt.: 80% larva 22-25°C UR opt.: 80-90% DANNI Punture dolorose. Possibili reazioni allergiche con febbre e cefalea. Potenzialmente in grado di trasmettere Arbovirus (febbre da pappataci o dei tre giorni) e Leishmania (leishmaniosi viscerale e “bottone d’Oriente”). GEAM - Gestione ecologica almbientale

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D isinfestazione

S A ciascun insetto la sua attrezzatura

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volte, i risultati di alcuni interventi disattendono le aspettative degli operatori. Spesso il problema viene erroneamente attribuito all’efficacia del prodotto erogato, mentre potrebbe essere stato generato dalla scelta dell’attrezzatura e dalla sua modalità d’impiego. Una corretta pianificazione è fondamentale per ottenere risultati ottimali e deve prendere in considerazione l’infestante target da debellare e lo stadio vitale in cui si trova. Ogni insetto,  infatti, ha comportamenti diversi e specificità che vanno valutati per ottenere trattamenti efficaci. La scelta dell’attrezzatura da utilizzare deve quindi essere fatta tenendo in considerazione queste caratteristiche e quelle dell’ambiente in cui il trattamento deve essere effettuato, come volumetria e destinazione d’uso.

DIVERSE TIPOLOGIE DI EROGAZIONE

Per i trattamenti contro insetti volanti in fase di volo, l’attrezzatura deve essere in grado di erogare la soluzione in particelle piccole e molto piccole, rispettivamente nell’ordine di 30-100 µm (nebbie bagnate, ad esempio prodotte dagli atomizzatori in forma di flusso d’aria turbolento) e minori di 20 µm

(nebbie ultra basso volume, ULV, sia fredde che calde). Per insetti volanti in fase di riposo o per gli insetti striscianti, l’attrezzatura deve garantire la distribuzione della soluzione sulla superficie di appoggio fino a bagnarla, quindi potrà erogare gocce più grandi, tra i 200 e i 400 µm, come possibile con una normale pompa a precompressione, con una lancia o con gli stessi atomizzatori considerando sempre la tipologia dell’ambiente di applicazione.

ATTREZZATURE IN ONDA

Il tema della corretta scelta delle attrezzature è stato ampiamente dibattuto durante la puntata di Radio Copyr andata in onda il 16 giugno e ascoltabile sul portale www.copyr.eu. Un elemento di fondamentale importanza emerso durante il dibattito con i diversi ospiti della puntata, è che le attrezzature devono essere regolarmente funzionanti per garantire sia la grandezza delle gocce che LXXVIII

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la capacità di distribuire la soluzione in maniera uniforme. Questo è possibile solo con una costante manutenzione e attraverso la scelta di attrezzature di qualità e pensate per utilizzi “estremi” come con i prodotti disinfettanti o insetticidi. Copyr offre un’ampia gamma di attrezzature di qualità. I prodotti della famiglia Nebulo sono un riferimento nel mondo delle attrezzature ULV e sono stati protagonisti nelle operazioni di disinfezione per tutto il periodo pandemico, guadagnandosi le prime pagine di diversi quotidiani nazionali. Copyr è inoltre distributore ufficiale delle attrezzature IGEBA, leader nella produzione di nebulizzatori e termonebbiogeni made in Germany. La gamma IGEBA si compone di oltre 20 prodotti ciascuno dei quali disponibile in più modelli. La qualità di queste attrezzature è talmente elevata che Copyr ha deciso, omaggiandola, di estendere la garanzia da 12 a 24 mesi. www.copyr.eu


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a cura di Loredana Vitulano

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Dimensione Pulito luglio 2021, Speciale Rsa  

In questo numero: Report, Covid e Rsa: i numeri del contagio; Salute, alimentazione ospedaliera e terapia; Prevenzione, ospedali resilienti...

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In questo numero: Report, Covid e Rsa: i numeri del contagio; Salute, alimentazione ospedaliera e terapia; Prevenzione, ospedali resilienti...

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