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mag PERSONALIZZAZIONE

T-shirt alla prova del termoadesivo

L’intervista Leopoldo Camajoni

Nel 2014 mercato fuori dal tunnel L’OPINIONE

GADGET HUNTER

PLAYER

La serigrafia può convivere con il digitale

Fantasia e humour negli accessori per la tavola

Fruit of the Loom, Happy Gifts Italia


ENGINEERED FOR PRINT


mag supplemento a Promotion magazine 150 - gennaio 2014

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MERCATO−l’intervista Leopoldo Camajoni: “La selezione più dura tra gli operatori è ormai già avvenuta”

MERCATO−player Fruit of the Loom investe per crescere ancora Lecce Pen riparte da Happy Gifts Italia

Ufficio commerciale commerciale@ops.it - tel. 02 39206.1

MERCATO−roaming

Progetto grafico e impaginazione Effige 2.0 | effige.com

IDEE−gadget

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Fantasia e humour negli accessori per la tavola

IDEE−flash PERSONALIZZAZIONE−l’opinione La serigrafia può convivere con il digitale

PERSONALIZZAZIONE−tecniche T-shirt, una passione alla prova della stampa con il termoadesivo

Direttore Responsabile Osvaldo Ponchia Redazione redazione@ops.it tel. - 02 39206.1 Andrea Demodena | coordinatore ademodena@promotionmagazine.it tel. 02 36536432 Hanno collaborato a questo numero Accademia Serigrafica, Acp, Angelo Barzaghi, Christian Carosi, Pino Di Leo, Andrea Gallopin, Alberto Gerosa, Giovanni Martelli, Marilde Motta, Roland Master, Pier Paolo Ponchia, Alessandro Spaziani

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Viale R. Serra 6 - 20148 Milano

Stampa Ingraph srl Via Bologna 104/106 20038 Seregno (Mi) Tel. 0362 240069 - fax 0362 325234 info@ingraph.it Pte Mag è una pubblicazione OPS Organizzazione Promozione Spazi Srl Supplemento a Promotion magazine Registrazione del Tribunale di Milano n. 684 del 26/10/1990 Roc n. 3874 del 18/5/2001 Iscrizione al registro Nazionale della Stampa n. 5266 del 1/8/96 ISSN 1720 - 769X Tutti i diritti di produzione in qualsiasi forma, compresa la messa in rete, che non siano espressamente per fini personali o di studio, sono riservati. Per qualsiasi utilizzo che non sia individuale è necessaria l’autorizzazione scritta da parte di OPS srl. Testi e foto o altro materiale anche se non pubblicato non vengono restituiti. Informativa ex D.lgs 196/03 Ops srl titolare del trattamento dati tratta i dati personali liberamente conferiti per fornire i servizi di abbonamento e spedizione. Per i diritti di cui all’art 7 del d.lgs 196/03 rivolgersi al responsabile del trattamento dati. I dati potranno essere trattati da incaricati preposti agli abbonamenti, al marketing, all’amministrazione, e potranno essere comunicati a società esterne per la spedizione del periodicoe per l’invio di materiale promozionale. Il responsabile del trattamento dei dati è Osvaldo Ponchia a cui ci si può rivolgere per tutti i diritti previsti dal D.lgs 196/03 via mail amministrazione@ops.it, telefono 0239206.214 o fax 0239257050.


MERCATO−l’intervista

“La selezione più dura

tra gli operatori è ormai già avvenuta” Intervista a Leopoldo Camajoni, di Promozionale Italiana, che si mostra fiducioso per il 2014, ma che sottolinea che sono necessari elevati investimenti in prodotto per restare sul mercato Andrea Demodena

Nel 2014 ci sarà finalmente la ripresa? Forse ancora no o forse sì, ma molto timida e con tanti distinguo. Unioncamere e Prometeia, per esempio, prevedono che la ripresa ci sarà, ma solo nelle regioni del nord. Secondo gli esperti dell’agenzia di rating Fitch, il pil italiano tornerà a crescere nel 2014, ma la ripresa sarà probabilmente lenta e debole rispetto alla media dell’Eurozona. Di certo c’è che tanti anni di crisi economica e finanziaria hanno pesato su tutti i comparti, determinando spesso gravi difficoltà e contribuendo a creare nuovi scenari. Abbiamo posto alcune domande a Leopoldo Camajoni, direttore commerciale di Promozionale Italiana, per cercare di capire se e come sta cambiando il mercato dell’oggettistica promozionale, anche sotto l’effetto della crisi. Si tratta di una sorta di anticipo della classica carrellata di punti di vista che Pte Mag conduce tra i maggiori operatori del promozionale in occasione della fiera Pte.

Quali sono le problematiche che si trova oggi a dover affrontare l’importatore? Ritengo innanzitutto che l’importatore tradizionale, nella visione più essenziale del termine e dell’attività tipica, non esista più. Nel settore promozionale, se si vuole offrire servizio pieno ai propri clienti, è necessario investire. Per generare lo stesso fatturato e lo stesso livello di servizio, un’azienda del promozionale deve avere un fabbisogno finanziario in grado di

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Leopoldo Camajoni, direttore commerciale di Promozionale Italiana: “Andare direttamente al cliente finale significa vendere scavalcando i clienti, le agenzie, le serigrafie e tutti i vari laboratori. Questa è solo una scorciatoia che tradisce tutti”.

sostenere un investimento in prodotto almeno dieci volte superiore a quello di un’azienda di supermercati. Per avere un livello di out of stock inferiore al 5% è necessario un investimento notevole. Questo crea inevitabilmente sempre più una scrematura di operatori.

“Adesso quando si ha a che fare con la Cina bisogna essere preparati sia in termini finanziari sia in termini di territorio”

Per l’approvvigionamento il mercato cinese è ancora competitivo come in passato? Il mercato cinese resta abbastanza competitivo, ma è diventato molto più selettivo per gli operatori. Fino a dieci anni fa ci si poteva improvvisare importatore con pochi mezzi: si tentava un’importazione di qualche container, si stampava un catalogo e ci si proponeva come azienda di prodotti promozionali. Adesso invece quando si ha a che fare con la Cina bi-


MERCATO−l’intervista

sogna essere preparati sia in termini finanziari sia in termini di territorio. Bisogna poi avere una struttura di controllo qualità adeguata e in più bisogna avere massa critica nella domanda, altrimenti non c’è alcun vantaggio. Si sono aperti nuovi fronti di approvvigionamento? A oggi, sia in Asia sia in Africa si sono aperte altre fonti d’approvvigionamento ma anche in questi casi bisogna essere attrezzati senza improvvisare. La nostra azienda fa parte di un gruppo più ampio e diversificato in più attività e aree di business, e ciò ci consente di avere fonti di approvvigionamento non solo in Cina, ma anche in altre parti del mondo. Il mercato dell’oggettistica promozionale in Italia segue da sempre la filiera lunga (produttore/importatore-distributorerivenditore/personalizzatore-azienda utilizzatrice finale). Ritiene che in futuro sarà ancora così oppure che la crisi potrà accorciare la filiera, in modo da determinare economie di scala? Noi pensiamo che ognuno debba fare il proprio lavoro. Siamo sempre stati coerenti con il nostro cliente, abbiamo rifiutato ordini e commesse importanti in forma diretta per supportare i nostri clienti. Non vedo grosse

economie di scala. Andare direttamente al cliente finale significa vendere scavalcando i clienti, le agenzie, le serigrafie e tutti i vari laboratori. Questa è solo una scorciatoia che tradisce tutti. Saremo sempre fedeli ai nostri clienti, non vogliamo sostituirci a loro, ma solo aiutarli in tutti i modi possibili a fare il loro lavoro. Il mercato dell’oggettistica promozionale, come tutti i comparti, si trova a dover fronteggiare una situazione economica e finanziaria ancora difficile. Come prevede sarà il 2014? Penso che la selezione più dura sia già avvenuta in termini di numero di operatori. il 2014 porterà qualche piccolo assestamento e qualche conferma. La nostra azienda, per esempio, in questi anni ha lavorato intensamente, intervenendo nelle università, nei master e nei convegni internazionali, per far sì che la pto venisse considerata come una vera e propria leva di marketing mix, nobile ed efficace. Abbiamo ritenuto opportuno, prima di promuovere noi stessi, valorizzare il settore nel suo complesso. Ampliare, infatti, la quota relativa della pto nel mercato globale della comunicazione significa creare un beneficio per tutti. Viste le premesse, sarà un grande anno, ne sono certo.

Il mercato cinese resta abbastanza competitivo, ma è diventato molto più selettivo per gli operatori. E comunque sia in Asia sia in Africa si sono aperte altre fonti d’approvvigionamento.

“Nel settore promozionale, se si vuole offrire servizio pieno ai propri clienti, è necessario investire” 5


MERCATO−player

Il fronte dello stabilimento di produzione in Marocco, che ha una superficie di oltre 100.000 mq. La zona 5 dello stabilimento, la maglieria, dove oltre 200 macchine lavorano costantemente e contemporaneamente, consentendo di utilizzare il 30% in meno di energia e di produrre il 23% in meno di rifiuti.

Tutti gli indumenti prodotti da Fruit of the Loom hanno ottenuto la certificazione Oeko-Tex Standard 100 6

Fruit of the Loom investe

per crescere ancora Un nuovo centro di distribuzione in Marocco e la riorganizzazione delle attività europee in divisioni commerciali sono le mosse per supportare lo sviluppo Anche se affonda le proprie radici negli Usa, Fruit of the Loom è un nome riconosciuto in tutto il mondo ed è un marchio di abbigliamento promozionale di primo piano in tutta Europa da oltre 30 anni. E proprio le attività europee del marchio sono state nel 2013 al centro di una ristrutturazione commerciale con Anton Penn, alla guida dei settori vendite e marketing. Penn ha concentrato le attività commerciali istituendo divisioni commerciali distinte per i mercati europei e delle esportazioni. E ciascuna divisione ha un direttore commerciale, un team vendite e un responsabile marketing e sviluppo dedicati. Una strategia, questa, che insieme al continuo sviluppo delle strutture di produzione verticali ha favorito la crescita aziendale malgrado le difficili condizioni economiche.

Inoltre, per supportare la propria crescita internazionale sui mercati esistenti ed espandersi in nuove aree come Africa e Russia, lo scorso anno Fruit of the Loom ha realizzato in Marocco un nuovo centro di distribuzione di 15.000 mq, che può ospitare e gestire fino a 25 milioni di capi. Questo centro di distribuzione e gli altri presenti in Germania e Regno Unito consentono di mantenere in stock per il mercato europeo fino a 50 milioni di capi. E l’azienda può così reagire rapidamente ai cambiamenti della domanda e garantire ai clienti tempi di consegna più brevi, aspetti essenziali per un servizio just-in-time. Sempre in Marocco, a Skhirat, è il modernissimo stabilimento di produzione tessile realizzato nel 2005 con un investimento di 140 milioni di dollari, reso possibile dalla solidità


MERCATO−player

finanziaria dal Gruppo Berkshire Hathaway, presieduto da Warren Buffet, che ha acquisito Fruit of the Loom nel 2002. L’impianto, costruito con il proposito di servire il mercato europeo, è in grado di realizzare un prodotto finito in 4 settimane, a partire dal ricevimento del cotone grezzo. Lo stabilimento ha prodotto il primo indumento nel 2008 e oggi oltre 100 milioni di capi d’abbigliamento all’anno sono pronti per l’esportazione. Svolgendo l’attività su più turni e impiegando poco meno di 4.000 persone negli impianti di produzione e cucitura, ha la capacità di realizzare oltre 2 milioni di capi alla settimana. Lo stabilimento, che che ha una superficie di oltre 100.000 mq e si trova all’interno di un’area totale pari a quella di 73 campi da calcio (circa 330.000 mq) che comprende una sottostazione per il trattamento dell’acqua costruita appositamente e un impianto di riciclaggio dell’acqua, è suddiviso in 8 zone, con completa visibilità di ciascuna di esse e grande attenzione al controllo dei processi, per garantire consistenza e alta qualità dei prodotti. Zona 1 è l’area di ricevimento del cotone, dove ogni mese arrivano dagli Stati Uniti 25 container di cotone grezzo. Zona 2 è la pulitura del cotone, dove sono eliminate eventuali scorie o contaminazioni e le fibre sono separate e cardate, pronte per la filatura. Zona 3 è la filatura, che conta 64 macchine di ultima generazione. Zona 4 è il magazzino filati, dove le balle di filato sono pesate e contrassegnate con i codici a barre. Zona 5 è la maglieria, dove oltre 200 macchine lavorano costantemente e contemporaneamente,

La zona 2 dello stabilimento in Marocco, la pulitura del cotone, dove sono eliminate eventuali scorie o contaminazioni e le fibre sono separate e cardate, pronte per la filatura.

IL CATALOGO 2014 Il nuovo catalogo dei prodotti Activewear Fruit of the Loom ha 112 pagine ed è più grande e colorato, con immagini lifestyle e alcuni cambiamenti dell’impaginazione che rendono ancora più semplice trovare quello che si sta cercando. La sezione “Fresh in for 2014” mostra tutte le novità (i flash presenti in tutto il catalogo evidenziano i nuovi prodotti), tra cui quattro nuovi colori per il modello Performance T, tre nuove felpe Premium 70/30, due nuove taglie (4XL e 5XL) per la Valueweight T da uomo e la nuova gamma di felpe Lightweight per tutte le stagioni. Per la prima volta, nel catalogo compare l’innovativa Unique Hoodie di Fruit of the Loom, con le indicazioni tecniche per la stampa sul cappuccio e la fotografia lifestyle, che offre ai decoratori di indumenti la possibilità di vedere la creatività con cui questo prodotto può essere commercializzato.

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consentendo di utilizzare il 30% in meno di energia e di produrre il 23% in meno di rifiuti. Zona 6 è il deposito tessuti. Zona 7 è la zona tinture, dove 21 macchine per tintura a getto possono trattare fino a 25 km di tessuto per ciascun ciclo, un ritmo di lavoro che consente a Fruit di produrre oltre 2 milioni di capi alla settimana. Zona 8 è la zona taglio, da dove i tessuti sono inviati agli stabilimenti di cucitura per essere assemblati nei capi finiti. Fruit of the Loom gestisce quattro impianti di cucitura in Marocco per la produzione di t-shirt, felpe e pantaloni felpati. Sicurezza dei luoghi di lavoro, rispetto dell’ambiente e rispetto delle persone sono dei must per Fruit of the Loom. Tutti gli indumenti che produce hanno ottenuto la certificazione Oeko-Tex Standard 100 che garantisce che i capi non contengono sostanze dannose per le persone e per l’ambiente. Inoltre, uno dei più importanti riconoscimenti ottenuti dalle strutture di Fruit of the Loom e da quelle dei propri fornitori è Wrrap, una certificazione esterna accettata a livello internazionale che mira a garantire la legalità, il rispetto dei diritti umani e l’etica dei processi di produzione in tutto il mondo. Fruit of the Loom è così orgogliosa della propria produzione e delle politiche relative all’etica, alle procedure operative e all’ambiente, che ha dedicato una sezione del catalogo 2014 al modernissimo stabilimento di produzione in Marocco, mentre un articolo intitolato “Doing the Right Thing” illustra chiaramente il modo in cui Fruit of the Loom si prende cura dei propri dipendenti e agisce secondo i più alti standard etici e ambientali. Giovanni Martelli


MERCATO−player

Lecce Pen riparte da

Happy Gifts Italia La nuova società si propone come un’azienda specializzata in alcune linee di prodotto, delle quali curerà l’intero ciclo produttivo Lecce Pen, lo storico marchio italiano di produzione di articoli da scrittura, è entrato a far parte del gruppo internazionale Happy Gifts, che offre ai professionisti del mercato promozionale una vasta gamma di prodotti e servizi innovativi. Punto Alto, azienda nata lo scorso anno per traghettare il progetto Lecce Pen nella sua nuova dimensione, si è così trasformata in Happy Gifts Italia con sede nei nuovi uffici di Castelnuovo del Garda (Vr). “Happy Gifts Italia - sottolinea il vice general manager Paolo Millo – vuole proporsi sul mercato come un’azienda specializzata in alcune linee di prodotto, delle quali curerà l’intero ciclo produttivo, dal design alla produzione, sotto un rigoroso controllo della qualità. La nuova società, infatti, produce e continuerà a produrre la linea di scrittura con il marchio Lecce Pen (adesso di proprietà di Happy Gifts Europe), che abbiamo posto al centro del nuovo progetto e al quale affianchiamo altri brand esclusivi di articoli complementari al nostro settore: B1, con il quale completeremo l’assortimento di articoli da scrittura con una gamma di prodotti in metallo caratterizzati dall’italian design, e thINKme, la nostra idea di notebook che si svilupperà in più versioni, colori e formati”. Tutti gli articoli saranno disponibili a magazzino e l’azienda curerà internamente anche il servizio di personalizzazione secondo i più moderni sistemi di stampa: tampografia, serigrafia, stampa digitale (in piano e a 360°), incisione laser, a secco e stampa a caldo. L’aria di rinnovamento coinvolge già il nuovo catalogo Lecce Pen, che presenta ben 6 nuovi articoli che verranno presentati ai clienti in occasione di Pte 2014: i modelli di penne a sfera Twin, Tris e Nove, indirizzati a clienti di diverse esigenze e fasce di prezzo; Jocker, la

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cui particolare forma della clip è stata studiata per abbinarsi ai Lanyard (particolarmente adatta quindi per grandi eventi); la penna Otto e lo stiloforo Flag, che possono modificare la forma della clip per riprodurre il logo o il prodotto di un cliente. Per raggiungere questi obiettivi sono stati fatti importanti investimenti, sia sul fronte produttivo sia su quello logistico e dei servizi, nello stabilimento di Bytom (Polonia), per trasformarlo in un moderno centro produttivo adatto a rispondere alle più esigenti richieste del mercato globale. Giovanni Martelli

Paolo Millo, vice general manager di Happy Gifts Italia: “La nuova società produce e continuerà a produrre la linea di scrittura con il marchio Lecce Pen”

Il nuovo catalogo Lecce Pen presenta 6 nuovi articoli che verranno presentati ai clienti in occasione di Pte 2014


MERCATO−roaming

NASCE UN’ASSOCIAZIONE CULTURALE PER IL PROMOZIONALE Lo scorso novembre è stata costituita Acp (Associazione culturale del settore promozionale), che ha sede a Milano e si pone lo scopo di creare un punto di riferimento della cultura promozionale del nostro paese che riguardi tutte le organizzazioni imprenditoriali, piccole, medie, grandi, private e pubbliche al fine di conoscere e interagire efficacemente con istituzioni, università e altri soggetti significativi, sia a livello nazionale sia a livello internazionale. L’associazione intende realizzare, tra l’altro, attività di formazione, attraverso l’organizzazione di convegni e corsi, e di ricerca, nonché attività editoriali e multimediali. Oltre che i soci fondatori, lo statuto prevede i soci ordinari culturali e i soci sostenitori. Soci ordinari possono diventare aziende italiane e straniere, enti pubblici e privati, persone fisiche con un’esperienza lavorativa o didattica nel mondo promozionale che possano apportare contenuti e conoscenze e che intendano impegnarsi nel raggiungimento dello scopo culturale associativo. Non avendo scopo di lucro, l’associazione non prevede l’adesione in qualità di soci ordinari di aziende che producono, importano, vendono, rivendono, distribuiscono anche in forma di agenzia prodotti o servizi promozionali e di comunicazione.

PIOGGIA DI PREMI AL PROMOTIONAL GIFT AWARD 2014 Non si erano mai visti così tanti vincitori al Promotional Gift Award, organizzato da Wa Publishing di Colonia a partire dal 2002. Nell’edizione 2014 sono stati infatti assegnati 53 premi, suddivisi in 7 categorie: give aways, comunicative products, premium & branded products, custom-made design, packaging, customising technologies, best pratice. Ben 194, tra aziende promozionali, agenzie, rivenditori e designer, i partecipanti al concorso, con 255 proposte, tutte caratterizzate da creatività e innovazione. C’erano matite da cui spuntava l’erba se piantate nel terreno, occhiali con lenti personalizzabili, padelle stampabili all’interno, guanti con cui è possibile fare una telefonata. La maggior parte delle proposte è arrivata dalla Germania, ma significativi contributi sono giunti da altri 15 paesi europei, tra cui Belgio, Danimarca, Inghilterra, Francia, Italia, Paesi Bassi, Polonia e Slovenia.

A TV TECSTYLE VISIONS LA STAMPA SU TESSUTO Si terrà a Stoccarda dal 13 al 15 febbraio 2014 Tv TecStyle Visions, la fiera dedicata al tessile, che costituisce un’opportunità per conoscere e approfondire il mondo della stampa su tessuto. Durante tutto il periodo della manifestazione, alla quale saranno presenti 230 aziende internazionali, sarà possibile assistere a seminari e dimostrazioni, con esperti che proporranno approfondimenti su tematiche specifiche quali le fasi preliminari e la finitura nel processo digitale tessile, la decorazione tessile con flock applique, a stampa diretta e stampa transfer. È prevista anche una conferenza tenuta da Werner Deck sulla serigrafia sicura e rispettosa dell’ambiente. Uno spazio della manifestazione sarà dedicato ai sistemi laser utilizzati in misura sempre crescente per il taglio, il posizionamento e la decorazione tessile. Una tecnologia sempre più diffusa, che necessita però di esperienza e conoscenze specifiche, messe a disposizione dei visitatori da produttori, rivenditori e fornitori all’interno del percorso “Laser Discovery Tour”. Un altro settore della fiera sarà riservato al mondo dell’abbigliamento da lavoro personalizzato, sempre più richiesto dalle aziende di piccole e medie dimensioni per distinguersi dai concorrenti con un’immagine coordinata dei propri collaboratori. Nel padiglione “Style at Work” sarà possibile avvalersi dell’esperienza di esperti decoratori tessili che mostreranno il miglior modo per aggiungere un tocco d’individualità agli abiti da lavoro dei dipendenti. È prevista anche la consegna del premio “Golden Shirt Award”, che quest’anno aveva come tema la realizzazione di prodotti capaci d’interpretare la passione dei fan di una squadra di calcio, di una band o di un personaggio famoso. Il primo posto se lo è aggiudicato il produttore di abbigliamento Anvil, il secondo l’azienda produttrice di macchine da ricamo Melco Europe e il terzo Madeira Garnfabrik, azienda specializzata in filati.

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EXPO DELLA PUBBLICITÀ SI SPOSTA A ETNAFIERE In occasione dell’ottava edizione, Expo della Pubblicità cambia look e accende i riflettori presso una sede più adatta alle sue caratteristiche. L’evento fieristico di riferimento per le aziende della Sicilia, Calabria e Malta che si muovono nel mondo della comunicazione, promozione aziendale e stampa professionale si svolgerà dal 14 al 16 marzo 2014 presso Etnafiere/Etnapolis di Belpasso (Ct) e non più presso la storica sede del centro fieristico Le Ciminiere di Catania. La manifestazione sarà ospitata in un nuovo padiglione espositivo di 4.000 mq aperto da pochi mesi nel contesto del centro commerciale Etnapolis, che con i suoi circa 6 metri di altezza consente svariate soluzioni scenografiche ed espositive. Sono inoltre a disposizione dei visitatori ampi parcheggi sotterranei e sopraelevati per complessivi 6.000 posti auto, mentre un parcheggio sul retro della struttura è dedicato ai soli espositori. La manifestazione, promossa da Promo Print Confcommercio, costituenda associazione del Sistema

Confcommercio Catania, è riservata esclusivamente agli operatori del settore ed è ormai divenuta uno degli appuntamenti più importanti del sud Italia nel campo della promotion, della comunicazione visiva e della stampa digitale. Il salone non sarà solo esposizione, ma un vero e proprio laboratorio di arte e tecnica pubblicitaria, attraverso un ricco programma di seminari, aggiornamenti tecnici e dimostrazioni live. Negli ultimi anni fra gli espositori sono state presenti numerose aziende di livello europeo, e questo ha consentito d’instaurare delle importanti collaborazioni con enti organizzatori a livello internazionale, nonché sinergie con le principali associazioni di categoria del settore tipografico e serigrafo, della produzione e distribuzione di articoli pubblicitari e della regalistica.

Gadget e accessori

Effetti a rilievo

Personalizzazione oggetti

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IDEE−gadget

hunter

Fantasia e humour negli accessori

per la tavola Ingegnosi designer si sono scatenati nel creare oggetti spiritosi destinati a rallegrare e a rendere originali gli appuntamenti quotidiani del desinare, non solo degli adulti, ma anche dei bambini Basta poco per aggiungere a una tavola quel tocco di spiritosa originalità che può rendere ancora più intenso il piacere di un buon pasto. Lo stampo in silicone Funny Side Up/ Skull, progettato da Angus McArthur per la statunitense Fred & Friends sembra infatti essere appena approdato dalla cucina di Jack Sparrow. Utilizzato insieme a una semplice padella, esso consente di trasformare in un battibaleno una colazione “bacon and eggs” in uno scenografico e appetitoso Jolly Roger. A differenza della celebre bandiera dei pirati, tuttavia, le superfici ossee del teschio sono qui sostituite da uno strato denso e saporito di albume fritto, mentre alle nere orbite degli occhi viene conferito lo sguardo acceso di due tuorli giallo-arancioni. I perfezionisti potranno poi completare l’opera incrociando due fette di pancetta a mo’ di ossi e, eventualmente, servendo il tutto su un piatto scuro (al meglio nero). Per i fan della dea Minerva e/o di Harry Potter la stessa Fred & Friends mette invece a disposizione la variante Funny Side Up/Owl a forma di civetta, ideata da Liz Dubois. A proposito di stampi e di uova, il nuovissimo gadget Eggspress che andrà presto ad arricchire il campionario della britannica Mustard può fare di un uovo sodo una vera e propria – quand’anche non convenzionale – dichiarazione d’amore, promettendo quindi di rendere buoni servigi in occasione della prossima festa di San Valentino. Come? Molto semplice: è sufficiente collocare l’uovo bollito e liberato dal guscio all’interno dello stampo, immer-

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A destra il gadget Eggspress, che andrà presto ad arricchire il campionario della britannica Mustard e che può fare di un uovo sodo una vera e propria dichiarazione d’amore.

In basso, da sinistra: lo stampo in silicone Funny Side Up/Skull, progettato da Angus McArthur per la statunitense Fred & Friends, che consente di trasformare una colazione “bacon and eggs” in uno scenografico e appetitoso Jolly Roger; la variante Funny Side Up/Owl a forma di civetta, ideata da Liz Dubois (foto ©Fred & Friend); l’oliera Oil Can, la cui forma a innaffiatoio di dimensioni ridotte amplifica il piacere e la consapevolezza di nutrirsi con prodotti orticoli quali insalate e verdure.


IDEE−gadget

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IDEE−gadget

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Condiment Gun, la pistola che spara il condimento desiderato sulla pietanza: basta caricarla con una cartuccia di senape o ketchup, inserirla in canna e premere il grilletto; Landscape Dinner Set, progettato e realizzato dal team che si raccoglie sotto il brand Doiy, è un vassoio dotato di incavi tali che le posate, il piatto e altri elementi opportunamente sagomati possano essere collocati al posto che il galateo prevede per loro.

gendo quest’ultimo in acqua fredda per 10 minuti. Una volta estratto dall’acqua e aperto lo stampo, l’uovo presenterà contorni perfettamente cuoriformi, pronto per essere servito. Poco romantica, ma non meno ingegnosa è la cosiddetta Condiment Gun: un metodo innocuo per scaricare l’aggressività senza ricorrere a ingombranti guantoni antistress e senza bisogno di coinvolgere un partner in carne e ossa. È sufficiente infatti riempire una delle due cartucce fornite in dotazione di senape o ketchup, inserirla in canna e premere il grilletto di questa salsiera in plastica dalle fattezze di un revolver di grosso calibro contro la pietanza malcapitata. Che lungi dal soffrirne ci guadagnerà in gusto. Segnaliamo inoltre l’oliera Oil Can, la cui forma a innaffiatoio di dimensioni ridotte non fa che amplificare il piacere e la consapevolezza di nutrirci con prodotti ortofrutticoli quali insalate e verdure. Realizzato in silicone e rifinito con gusto nei minimi dettagli, Oil Can è disponibile nei colori verde oppure rosso. Sia Oil Can, sia Condiment Gun sono articoli dell’ampio repertorio della già citata Mustard. È superfluo dire che i prodotti sopra menzionati susciteranno il plauso non solo degli adulti, ma anche dei loro bambini. Appositamente dedicato a questi ultimi è il Landscape Dinner Set progettato e realizzato dal team che si raccoglie sotto il brand Doiy. Si tratta di un vassoio dotato di incavi tali che le posate, il piatto e altri elementi opportunamente sagomati possano essere collocati esclusivamente al posto che il galateo prevede per loro. E siccome l’infanzia è il regno della fantasia, le sagome non sono quelle usuali di stoviglie e posate ma al contrario il coltello, la forchetta e il cucchiaio presentano i contorni dei manici seghettati a ricordare la chioma di conifere sempreverdi. Il piatto ha invece le fattezze di una casa, la ciotola quelle di una nuvola e il bicchiere giallo quella del disco solare. Un modo molto simpatico ed esteticamente assai gradevole per insegnare ai bambini come si apparecchia una tavola. Alberto Gerosa

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IDEE−flash

SPOT CLUB A PTE CON “DISNEY CITTÀ D’ITALIA” Pte 2014 sarà un appuntamento di grande importanza per Spot Club, che nello stand di Dga Planet, azienda partner commerciale e consorella (appartiene allo stesso gruppo e alla stessa proprietà di Spot Club), presenterà il campionario completo della linea “Disney Città d’Italia”, per la quale ha firmato un accordo di licenza lo scorso anno. L’accordo consente a Spot Club, azienda presente da oltre vent’anni nel settore del souvenir, di commercializzare in esclusiva per tutta Italia articoli di abbigliamento personalizzati associando i character di Disney alle città più famose d’Italia. La licenza, denominata appunto “Disney Città d’Italia”, è una girandola di t-shirt, felpe e altri articoli in cotone raffiguranti i personaggi Disney che fanno visita alle località turistiche più belle e famose d’Italia.

LA T-SHIRT ANTIMACCHIA Arriva la t-shirt che non si macchia, perché respinge l’acqua e in generale tutti i liquidi. Si chiama Silic ed è proposta su Kickstarter, sito web di crowd funding per progetti creativi. Silic nasce dal matrimonio tra la silice e la nanotecnologia idrofobica. Pertanto, la t-shirt è pronta a sopportare sessioni di allenamento o liquidi che possono eventualmente cadervi sopra. L’acqua e altri liquidi come Coca-Cola, birra e vino, ma anche condimenti come ketchup e senape, saranno respinti da Silic. La particolarità di questa t-shirt è che è lavabile, sia a mano sia in lavatrice. I suoi creatori promettono anche che questa capacità repulsiva durerà nel tempo (per almeno 80 lavaggi in lavatrice).

MAGIC PAD SI ATTACA E STACCA SENZA LIMITI È un’esclusiva Amp il nuovo multifunzionale mouse pad e pulisci schermo Microfiber Magic Pad. Interamente prodotto e stampato in Italia, Microfiber Magic Pad è costituito da un materiale esclusivo e innovativo, un fondo “attacca e stacca”, riposizionabile (anche in verticale) su qualsiasi materiale, e ha una speciale superficie in microfibra antistatica adatta a pulire schermi, occhiali, lcd, e ideale anche per rendiresto e tappetoni da banco. Con il suo spessore inferiore a un millimetro, non crea nessun ostacolo una volta appoggiato su qualsiasi supporto. Riutilizzabile infinite volte, è lavabile a mano in acqua fredda, torna pulito e riacquista le sue qualità di “attacca/ stacca”.

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PERSONALIZZAZIONE−l’opinione

La serigrafia

può convivere con il digitale Unire le due forze sarebbe molto utile per le piccole e medie aziende, che devono spesso far fronte a richieste di piccole tirature realizzate in alta qualità e in tempi sempre più stretti Angelo Barzaghi*

La necessità di comunicare, di dire la nostra anche attraverso gli oggetti è da sempre vitale per l’uomo e le arti grafiche in generale sono da sempre il veicolo migliore per creare comunicazione. La pubblicità è l’anima del commercio si è sempre detto, ma anche la pubblicità, la promozione del marchio, del prodotto è cambiata e con essa sono cambiate le forme di realizzazione. Oggi si viaggia con tempi molto più rapidi, le mode cambiano con ritmi iperveloci, tanto che spesso non vengono neppure percepite, la comunicazione è sempre più veloce e quindi anche i mezzi per diffonderla si sono adeguati. E fin qui niente di strano; l’ avvento del digitale ha permesso di “risolvere” il problema dei tempi e sicuramente anche della qualità: di una certa qualità, però, perché l’impressione a volte è che il digitale sia sempre esistito e... spuntato dal nulla. Per uno come me (e siamo in tanti ancora) che viene dal mondo “analogico” e, nonostante gli sforzi per rimanere al passo con i tempi, rimpiange a volte quel mondo magico fatto di fatica, di invenzioni, di odori, di laboratori troppo freddi o troppo caldi, di clienti ad aspettare dietro la schiena, di tentativi e intuizioni, il digitale è una grande opportunità: di certo una grande invenzione. E allora perché la domanda che mi pongo spesso, quasi quotidianamente, è: ma è davvero inevitabile che la vecchia tecnica e la nuova viaggino su binari paralleli? Non sto parlando ovviamente del settore industriale, nel quale

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digitale e stampa meccanica convivono in armonia da molto tempo ormai, la tecnologia e la tecnica hanno la loro massima espressione, ma penso a chi sta entrando ora nel mondo della stampa promozionale, della serigrafia tessile che si trova di fronte a scelte importanti spesso non adeguatamente supportate o alle piccole aziende che stanno cercando nuovi orizzonti e vorrebbero crescere, ma non hanno ancora la forza, soprattutto economica, e il supporto tecnico per affrontare la scelta. Di solito se una cosa funziona ad alti livelli poi viene in qualche modo tradotta in piccolo. E allora perché non unire le due forze anche nel piccolo? Le piccole e medie aziende in Italia devono ormai convivere con le richieste di piccole tirature realizzate in alta qualità e tempi sempre più stretti. A volte il limite della serigrafia sta nei costi non ammortizzabili degli impianti stampa (telai) e quindi ci si trova a non poter far fronte alle richieste: qui esce alla grande la peculiarità del digitale diretto. Ovvio che poter utilizzare entrambe le tecniche sarebbe la soluzione ideale: costi contenuti, tempi di resa della merce molto rapidi e qualità di prodotto finale. Sì, perché stampare in digitale e

Sopra due momenti di laboratorio della lavorazione nella stampa serigrafica e qui sotto un prodotto personalizzato con la stampa digitale. Le due tecniche di stampa non sono poi così diverse; i punti di partenza e di arrivo sono gli stessi: file digitale e tessuto su cui trasferirlo.


in serigrafia non è poi così diverso; i punti di partenza e di arrivo sono gli stessi: file digitale e tessuto su cui trasferirlo. Quindi la proposta: realizzare teste di stampa digitale più economiche da abbinare a macchine manuali, magari pensate proprio per questo genere di combinazione: lo scopo diventerebbe anche nel piccolo e nel settore della stampa manuale poter produrre stampe complesse (quadricromie, per esempio) anche su tessuti colorati, semplicemente realizzando un telaio di base con il quale stampare un fondo a corrosione, oppure aggiungere particolari a rilievo, rigonfianti, a spessore, con effetti lamina, floccato ecc., prodotti che già sono di norma nell’industria. Il digitale non potrà mai sostituire completamente la serigrafia, quantomeno questa è la mia opinione, ma se compreso e giustamente valutato, potrebbe essere un valido partner della serigrafia, la quale a sua volta potrebbe realizzare passi finora inimmaginabili a livello di qualità e prestazioni e dare l’opportunità a chi si affaccia al mondo della moda, della regalistica, del promozionale, della stampa tessile in generale di entrare in questo mondo dalla porta giusta, con le giuste informazioni e, soprattutto, con le giuste attrezzature. L’ idea avuta in passato di creare un punto dove poter illustrare e insegnare le tecniche serigrafiche (l’Accademia serigrafica, per esempio) potrebbe diventare oggi un nodo importantissimo per mettere in pratica queste idee e realizzare finalmente il passaggio dal mondo analogico apparentemente dismesso e isolato e quello delle nuove frontiere digitali. * docente dell’Accademia serigrafica

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T-shirt, una passione alla prova della stampa

con il termoadesivo Ci sono tanti materiali termotrasferibili in commercio per personalizzare le t-shirt. Così come esistono molte varietà di tessuti dove poter applicare i termoadesivi. E ci sono sempre delle caratteristiche tecniche da rispettare Alessandro Spaziani*

Le t-shirt sono uno dei capi d’abbigliamento e un veicolo pubblicitario tra i più diffusi al mondo. Questa è una mia convinzione e a vedere quello che gira sul web oggi, ne sono sempre più certo. Non solo: esse veicolano messaggi particolari e alla moda di club, associazioni ed eventi. In più, l’estrema diffusione della creatività (grazie alla rete appunto) amplia in maniera gigantesca il serbatoio di idee da cui pescare per un messaggio veramente intrigante. Da considerare poi che ci sono tantissimi tipi di tessuti e di fogge delle t-shirt utilizzabili per le diverse occasioni. Combinare gli elementi di creatività, tecnologia e materiali è una delle cose più belle di chi fa personalizzazione e riserva tante soddisfazioni. La stampa delle t-shirt può avvenire con varie tecniche. Citiamo le più comuni: quella serigrafica, l’applicazione di termoadesivi da taglio, la stampa digitale, con l’applicazione di termoadesivi stampati, e la stampa sublimatica (solitamente solo per maglie in poliestere). Ognuna di queste tecniche ha comunque come requisito iniziale il fatto di scegliere il giusto tema, il messaggio corretto e la combinazione dei colori. In quest’articolo parleremo della personalizzazione fatta con termoadesivo, una delle più diffuse nel settore, assieme alla serigrafia. Prima di partire con la stampa, consiglio prima di tutto di fare una mappa mentale delle idee riguardanti il soggetto, per non essere troppo scontati o non troppo chiari, inserendo i colori, la contestualizzazione, eventuali simboli e altri

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dettagli che riteniamo utili. La mappa mentale ci serve a far subito chiarezza, mettere insieme le idee nostre e del cliente e stilare poi il nostro piano grafico. Fatto questo, cominciamo a schizzare a mano il soggetto con tutte le idee che abbiamo raccolto. Questo perché, se passiamo direttamente al computer, parte della nostra creatività sarà automaticamente “tagliata” dalla disintermediazione che la tastiera e il mouse creano rispetto all’approccio naturale. Elaborata la nostra idea al computer, siamo pronti per renderla reale con la stampa. Io utilizzo un plotter da taglio con cui sino a oggi ho fatto veramente di tutto: scritte, insegne, grafiche e, naturalmente, tante t-shirt. Uso poi dei termoadesivi colorati e con delle fantasie (glitterati, specchiati, elettrici ecc.). Nel momento in cui elaboro l’immagine al computer, necessariamente vettoriale, già studio gli accostamenti di colore da fare. Una volta preparati i tracciati che identificano le parti da tagliare, passo al taglio dei materiali con il plotter. Preparate le grafiche, è ora di usare la termopressa, che appunto serve a trasferire il termoadesivo sulla maglietta. Occhio, ogni termoadesivo ha delle caratteristiche tecniche da rispettare. Pena, un pessimo risultato. Io di solito presso la maglia per un paio di secondi prima di applicarci il prodotto stampato o tagliato. In questo modo va via l’umidità e la pressatura è perfetta. Poi applico il materiale e procedo alla pressata vera e propria. Tempi e temperature da rispettare saranno indicati sulla scheda del materiale e tutto quello che dovrò fare è impostare le temperature e il

Prima di partire con la stampa, è consigliabile fare una mappa mentale delle idee riguardanti il soggetto, per non essere troppo scontati o non troppo chiari, inserendo i colori, la contestualizzazione, eventuali simboli e altri dettagli che si ritengono utili.

Vi sono tanti tipi di materiale termoadesivo. Occorre, quindi, provare e fare dei test per conoscerne al meglio i comportamenti


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tempo sul pannello della pressa. Terminata la pressata, rimuovo l’eventuale materiale che mi ha permesso di piazzare la grafica dando aria alla maglia, per fare in modo che sia subito pronta. Una cosa importante: vi sono tanti tipi di materiale termoadesivo con cui ottenere risultati spettacolari. Occorre però provare e fare dei test per conoscere al meglio i comportamenti dei materiali. Per questo, le aziende possono anche fornirvi dei kit di prova atti allo scopo. Di materiali termotrasferibili in commercio per personalizzare le t-shirt, come detto, ce ne sono tanti, sia per il taglio, da usarsi appunto con plotter da taglio, sia per la stampa e

Un esempio di stampa in sublimazione. Molte maglie sono realizzate in poliestere e il loro colore può essere stato stampato prima che il tessuto sia stato cucito per diventare maglia da gioco. Generalmente questa colorazione è fatta grazie ai colori sublimatici, che sono stampati su una carta transfer, per mezzo di un plotter equipaggiato con inchiostri sublimatici e poi fissati al tessuto grazie a una pressa a caldo.

taglio, stampabili e intagliabili con i plotter da stampa&taglio. E ci sono anche molte varietà di tessuti, dove possiamo “applicare” le nostre idee grafiche. I materiali da intaglio possono variare dal classico colore pastello allo specchiato, passando per i colori metallici e gli elettrici. Lo stesso vale per la stampa; si ha il classico materiale con fondo bianco su cui stampare oppure il trasparente, fino ad arrivare al glitterato. La differenza è che noi, su questi materiali, andremo a stampare e poi a scontornare nella forma desiderata. La varietà di materiali ci permette di creare effetti particolarissimi e di grande impatto per la nostra clientela. Fondamentale, per l’ottima riuscita dell’applicazione, è il conoscere i dettagli tecnici dei vari termoadesivi che si vanno a utilizzare. Ogni materiale ha una sua scheda tecnica, di solito fornita in download nel sito del produttore o rivenditore, e che ci indica vari parametri tra cui: il tipo di lama da utilizzare e relativo offset per un taglio ottimale del termoadesivo (ogni materiale ha un suo spessore, misurato in micron, ed è consigliato, quando possibile, di utilizzare la lama adatta al materiale da tagliare; per esempio per i floccati deve essere una lama per alti spessori, a differenza di quella per un classico termoadesivo da stampa o taglio; il profilo colore (per i termoadesivi da stampa e taglio), in modo da avere sempre una resa ottimale dei colori anche quando andiamo a pressare; la temperatura (misurata in gradi) per l’applicazione (ogni materiale ha i suoi gradi, dei quali dobbiamo tenere conto, nel caso volessimo pressare più tipi di materiali tra loro); la pressione della termopressa (misurata in bar); il tempo di applicazione (misurata in secondi); la rimozione del supporto, che può avvenire a caldo oppure dopo aver atteso il raffreddamento del materiale e tessuto. Una volta che si è preso dimestichezza con i vari parametri dei materiali, si potrà incominciare a pensare di eseguire applicazioni complesse (chiamate anche multistrato, cioè più materiali utilizzati insieme). Di conseguenza si potrà imparare anche quando due materiali possono essere combinati tra loro. Io consiglio sempre di seguire, se possibile, corsi specialistici organizzati da dealer, produttori o aziende affini alla stampa digitale. L’applicazione del termoadesivo certe volte può essere

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difficoltosa, quasi come lo può essere un’applicazione di adesivo su un automezzo. Anche i tessuti hanno la loro importanza. Innanzitutto perché ogni tessuto reagisce in maniera diversa al termoadesivo, poi perché in base al tipo di capo che andiamo a personalizzare sceglieremo la grafica. I tessuti solitamente variano in: cotone 100%, poliestere, misto cotone/poliestere, softshell (abbigliamento tecnico), dry fit, lycra, neoprene (mute da sub; alcuni indumenti in neoprene non sono stampabili, perché hanno uno strato superiore che non permette all’adesivo di agire). Oltre alla composizione, variano anche le

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In alto termoadesivi stampati, tagliati e applicati; sotto il taglio del termoadesivo. Nel momento in cui si elabora l’immagine al computer, si studiano già gli accostamenti di colore da fare e una volta preparati i tracciati che identificano le parti da tagliare, si passa al taglio dei materiali con il plotter.

grammature tra le varie tipologie di t-shirt. Tra i capi di frequente utilizzo troviamo: t-shirt, che possono andare da 80 g (cotone fiammato) a 190 g; polo, che possono variare da 145 a 270 g (delle polo bisogna anche distinguere il tipo di tessuto, jersey e piqué, riconoscibile attraverso la sua trama a rombi; il jersey è più fresco); felpe, che possono variare da 240 a 330 g. La scelta dei tessuti o comunque delle grammature ha un suo perché. Per esempio, se dobbiamo andare a lavorare su una t-shirt con una grammatura molto bassa, è sconsigliato intervenire con delle grafiche che appesantiscono il capo, come potrebbe essere se decidessimo di utilizzare un materiale come il flock, di per sé già abbastanza corposo. Anche se graficamente otteniamo un bel risultato, rischiamo di avere un effetto estetico brutto. Per capire meglio come un tessuto può influire sulla stampa, è interessante approfondire, vedere un esempio con le maglie da gioco. La prima cosa alla quale dobbiamo stare attenti è appunto il materiale di cui è fatta la maglia. Molte maglie, infatti, sono realizzate in poliestere e il loro colore può essere stato stampato prima che il tessuto sia stato cucito per diventare maglia da gioco. Generalmente questa colorazione è fatta grazie ai colori sublimatici, che sono stampati su una carta transfer, per mezzo di un plotter equipaggiato con inchiostri sublimatici e poi fissati al tessuto grazie a una pressa a caldo. Nel caso in cui volessimo applicare una classica personalizzazione in vinile termoadesivo su un tessuto già stampato con inchiostri sublimatici, potremmo avere delle sorprese. Per esempio, applicando un numero bianco in vinile termoadesivo su una maglia da gioco rossa (stampa sublimatica), potremmo notare che il colore del termoadesivo, da bianco che era, potrebbe sfumare verso tonalità di rosa. Per ovviare a questo problema, esistono particolari termoadesivi, sia da stampa sia da taglio, con una protezione che al momento del termotrasferimento creano una barriera che evita questa migrazione di colore, poiché agisce a basse temperature (130° circa). Per quanto riguarda le tute, invece, possiamo usare un classico termoadesivo realizzato con un plotter stampa&taglio o solo taglio; le uniche accortezze riguardano il momento dell’applicazione.


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In alto, la pressatura dell’adesivo sulla maglia. È meglio pressare la maglia per un paio di secondi prima di applicarci il prodotto stampato o tagliato. In questo modo va via l’umidità e la pressatura è perfetta. A lato l’applicazione combinata di termoadesivi su felpa. Per imparare a eseguire applicazioni di più materiali utilizzati insieme, è consigliabile sempre di seguire corsi specialistici organizzati da dealer, produttori o aziende affini alla stampa digitale.

Per capire meglio come un tessuto può influire sulla stampa, è consigliabile vedere un esempio con le maglie da gioco.

Infine, alcuni consigli utili. Occorre prestare attenzione, per esempio, a non deformare le zip, in particolare quelle realizzate in plastica, che se non protette in fase di pressa, potrebbero rovinarsi. Basta anche solamente la leggera deformazione di un dentino, e la zip non sarà più funzionante. Per quanto riguarda casacche, fratini o antipioggia, realizzati invece con materiali più difficili da personalizzare, spesso a base siliconica, è buona norma, come per tutti i tessuti, pressare il capo per qualche secondo prima di applicare il termoadesivo. Questo trucchetto preparerà la base per la colla del termoadesivo e allo stesso tempo servirà a rimuovere l’umidità che i prodotti hanno accumulato nel magazzino dove giacevano. Un ultimo consiglio. Quando si personalizzano dei capi particolari, è raccomandabile rivolgersi sempre al fornitore di termoadesivo di fiducia, che saprà sicuramente consigliare quale prodotto utilizzare e fornire la relativa scheda tecnica per una personalizzazione di qualità. *Roland Master

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