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M A G A Z I NE

Petherapylab Anno 2 - Numero 5 - MENSILE - FEBBRAIO 2015

IL MAGAZINE UFFICIALE DI

Norvegese delle Foreste Gatto del mese

Tibetan Mastiff

COPIA DI CORTESIA

Cane del mese

Edgar Meyer Intervista

la tigre siberiana

Amba: lo spirito della taiga


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Editoriale Anno II - Numero 5 Febbraio 2015

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mici di Petherapy Lab, il nuovo anno è iniziato e già si prospetta pieno di impegni, novità che riguarderanno anche il vostro magazine preferito.

Sì perchè dal prossimo numero vorremmo coinvolgere i nostri lettori/amici nella costruzione del magazine. Come? Se siete appassionati di scrittura potrete inviare le vostre storie, se siete amanti della fotografia inviateci i vostri scatti, se vi piacciono gli animali raccontateci i loro mondo. In questo numero abbiamo dedicato il nostro "Focus" sul perchè gli animali siano stati i protagonisti indiscussi di fiabe e favole che hanno accompagnato la nostra infanzia e del perchè si utilizzino riferimenti a loro nei modi di dire (a proposito: quando qualcuno vi augura "In bocca al lupo!" NON RISPONDETE con un lapidario "Crepi il lupo!" ma con un "Grazie di cuore!".

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Perchè quello è il miglior augurio che una persona possa fare. E’ la speranza che si possa essere protetti e al sicuro dalle malvagità che ci circondano come la lupa protegge i suoi cuccioli tenendoli in bocca.

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A questo punto non ci resta che augurarvi una "Buona lettura" e continuate a seguirci anche nel consueto appuntamento a ZampasuZampa la trasmissione più "bestiale del web", in onda sulle frequenze della webradio Radioblabla, in diretta ogni primo e terzo martedì del mese a partire dalle 19:30.

Marco Sivero

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62 MAGAZINE

Petherapylab

MAGAZINE ON-LINE DI CULTURA ANIMALE ORGANO UFFICIALE DI PETHERAPY LAB ANNO 2 - NUMERO 5 - Mensile - Febbraio 2015 EDITORE: Associazione Rapid Dogs Rescue Onlus

Direttore Responsabile: MARCO SIVERO - Art director, grafica e impaginazione: DANIELE COLZANI Segretaria di redazione: EMANUELA CATTANEO - Redazione: PAOLA LUSSO - PAOLA ZAPPAROLI Hanno collaborato: MIRELLA ARIATA - KATIA CEREDA - SAMANTHA FEINBERG - MARINA FERRARI - MONICA G. GNOCCHI - ROSI GOFFI - DANIELA MARIANO - SAURO PARI - LAURA PAVONE - LAURA POLI - LAURA RANGONI - RACHELE SEBASTIANELLI - LISA STILO - SAMANTHA TREZZI - BETTY VON HOENNING O'CARROL - DANIELA ZAINA - ELIZABETH ZANCATO - PAOLA ZUCCOLOTTO ALDINOby360 - ALMO NATURE - ART HOUSE TESSUTI ALPINI - ASSOCIAZIONE IL MONDO DEL GUFO . ASSOCIAZIONE PET LEVRIERI ONLUS - AZIENDA OSPEDALIERA NIGUARDA CA' GRANDA - BORDER'S ANGELS - CAT SUITE HOME - CCF CHEETAH CONSERVATION FUND - CENTRO DI RIABILITAZIONE EQUESTRE VITTORIO DI CAPUA - CENTRO OMEOPATICO VETERINARIO OLIKOS - COLLEZIONE I CUCCIOLI - CUORI CON LA CODA - ENPA ENTE NAZIONALE PROTEZIONE ANIMALI - ESPOSIZIONE INTERNAZIONALE FELINA FORTESAN - ELI'S OAKS - FONDO AMICI DI PACO - GAIA ANIMALI 6 AMBIENTE ONLUS - GIMBORN ITALIA - I FALCONIERI DEL GRIFONE - KEMECO - LA BOTTEGA DEI COLORI - LA COLLINA DEI CONIGLI ONLUS - LAV LEGA ANTIVIVISEZIONE - LIPU LEGA ITALIANA PROTEZIONE UCCELLI - MAIDIREMIAO NORVEGIAN FOREST CATS - NEKO CAFè - PATATINO.IT - PIZZARDI EDITORE - PRIMAVERA SOCIETA' COOPERATIVA SOCIALE - RADIOBLABLA NETWORK - RENART - SHIATSU PETS - SQUADRA 4 ZAMPE - ZAMPASUZAMPA

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La fotografia della Redazione di Petherapy Lab

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Ultim'ora della Redazione di Petherapy Lab

Sentenza Green Hill, tre condanne e un’assoluzione per i responsabili dell’allevamento della morte

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reen Hill CONDANNATO! Sentenza storica senza precedenti. I Beagle sono salvi». Così su Twitter la Lav (Lega anti vivisezione) annuncia i verdetti della sentenza contro i responsabili dell’allevamento di Montichiari (Brescia), chiuso nel 2012, dove i cani Beagle venivano destinati alla sperimentazione animale. La difesa dei quattro imputati aveva chiesto assoluzione «perché il fatto non sussiste», ma il Tribunale di Brescia ha dato ragione alla linea dell’accusa, seppure con pene minori rispetto alle richieste avanzate e con un’assoluzione, condannandoli per il

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reato di maltrattamento e di uccisione di animali (articoli 544bis e 544ter del Codice penale). Ghislane Rondot, gestore dell’allevamento di Green Hill 2001 della Marshall Bioresources e della Marshall Farms Group, è stato condannato a un anno e sei mesi (per lui il Pm aveva chiesto tre anni). Stessa condanna per il veterinario Renzo Graziosi (l’accusa aveva chiesto tre anni e sei mesi). Roberto Bravi, direttore dell’allevamento, è stato condannato a un anno più le spese (per lui erano stati chiesti due anni). Assolto invece Bernard Gotti, secondo gestore dell’alle-

vamento, per non aver commesso il fatto (per lui erano stati chiesti tre anni). A questo si aggiunge il divieto, per i condannati, di allevare cani per due anni. Disposta la confisca dei cani. Sulla base di quanto emerso dalle prove e dai verbali del processo, inoltre, la Lav annuncia in una nota che chiederà l’imputazione dei veterinari dell’Asl di Lonato, dell’Istituto Zooprofilattico di Brescia e dei funzionari della Regione Lombardia e del Ministero della Salute, che in tutti gli anni passati avevano scritto che tutto era regolare nell’allevamento.


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Il network di chi ama gli animali, vive con gli animali, vive per gli animali.

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Fotostorie della redazione di Petherapy Lab

Omaggio di Madre Natura al 2014

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na raccolta di 12 scatti per salutare il 2014 all’insegna della natura e della fotografia d’autore. Le immagini sono state realizzate dal fotografo naturalista Paul Goldstein.

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...E SE IL GHEPARDO Minacce e soluzioni per i predatori in Africa

Conferenza della dr. LAURIE MA

Direttrice del CHEETAH CONSERVATION FUND Centro di Ricerca, Conservazione e Tutela del ghepardo in

18 febbraio - ore 17.30 - Museo di Storia Natur 19 febbraio - ore 17 - Museo di Storia Natural 20 febbraio - ore 18 - Museo Civico di Zoolog

La conferenza si svolgerĂ in lingua inglese con sottotitoli i

Per info: Elisabetta von Hoenning - bvonhoenning@gma

Con il patrocinio di:

In collaborazione con:

Consolato Onorario di Namibia in Italia

Changing the world to Save the Cheetah

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O SCOMPARISSE? e nel mondo

ARKER

n Namibia

rale - Milano le - Verona gia - Roma

in italiano

Graphic by Daniele Colzani

ail.com

INGRESSO LIBERO FINO AD ESAURIMENTO POSTI DISPONIBILI 15


Focus di Rachele Sebastianelli

Gli animali nelle fiabe e nelle favole

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iti, leggende, fiabe, favole: confondiamo spesso questi concetti, ma in realtà si tratta di tipologie narrative molto diverse tra loro. Limitiamoci alla differenza tra “fiaba” e “favola”. La fiaba è una narrazione originaria della tradizione popolare, caratterizzata da racconti brevi , centrati su avvenimenti e personaggi fantastici, coinvolti in storie che hanno un intento formativo o di crescita morale. La favola è un componimento molto corto che vede come protagonisti degli animali dal comportamento antropomorfizzato. La trama è semplice e veloce con un intento allegorico e morale. La principale differenza fra favola e fiaba è però la presenza o meno dell’elemento fantastico e magico, caratteristica peculiare della fiaba e completamente assente nella favola, basata invece su canoni realistici. Le origini. Esopo e Fedro. Le prime favole che conosciamo risalgono ad Esopo (ca 620 a.C.–ca 560 a.C.) e Fedro (ca 20 a.C.–ca 50 d.C.), entrambi schiavi che, proprio grazie

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all’uso della figura allegorica dell’animale, raccontavano la realtà quotidiana, esprimendo in modo libero le critiche alla società del tempo. Gli animali erano quindi una sorta di maschera, umanizzati e dotati di

una psicologia fissa (la volpe astuta; il gatto opportunista; il cane fedele e così via) e rappresentavano alcuni comportamenti tipici degli uomini, i loro vizi e le loro virtù. Esopo scrisse ben 400 favole, narrazioni agevoli e piane di una semplice vicenda, i cui protagonisti sono animali (leone, cane, volpe, rana, ) Nei brevi quadri, gli animali sono caratterizzati attraverso una tipologia psicologica convenzionale e la favola si conclude con un esplicito enunciato morale. Fedro, vive tra il 15 a. C. e il 50 d.C., in piena età imperiale in cui gli ideali civili , la profondità del pensiero e la stessa letteratura vengono a trovarsi in una condizione di crisi, con la perdita della libertà e interventi repressivi nei confronti degli intellettuali. In questo periodo Fedro scelse la strada della protesta, piuttosto che quella dell’adulazione del principe e lo strumento della sua opposizione divenne la favola, che permetteva una espressione dissenziente, ma allusiva attraverso l’uso dell’allegoria. I personaggi delle favole di Fedro sono animali che parlano il linguaggio


degli uomini del tempo e ne rappresentano le tendenze e i difetti : “il leone incarna la forza e la prepotenza, la volpe l’astuzia e la bassa ipocrisia, lo sparviero la rapacità, il lupo l’ingordigia infida, l’agnello la mansuetudine perseguitata, l’asino la rassegnata sottomissione, il cane (più simile alla varia indole umana) ora la fedeltà ora l’ingordigia ora la servilità contenta di sé” (P. Frassinetti).

rispetta patti né giuramenti, che profana tutti i sacramenti, che compie cento delitti ed esce impunito da ogni processo; è l’incarnazione medievale dell’imbroglione che raggira con astuzia volpina il lupo, il gatto, il gallo, l’orso, la lupa e ancora la cincia, il corvo, il cervo, il tasso, il cinghiale… insomma, tutta la società degli animali su cui regna con scarsa convinzione il leone.

Il Medioevo Nel Medioevo troviamo ancora gli animali al centro delle favole. Nel nord della Francia si affermano poemi che vedono protagonisti soprattutto la volpe e il lupo. Il ciclo più importante di quel periodo è il “Roman de Renart”, una vasta raccolta di poemi con animali, scritti nel XII e XIII secolo da più autori rimasti sconosciuti. Al centro c’è Renart, la volpe, di contro c’è Isengrin, il lupo, e poi come personaggi secondari, Tibert (il gat-

L’età moderna Ancora in Francia, nel XVII secolo Jean de La Fontaine, creò dei veri capolavori riscrivendo in versi molte favole di Esopo, di Fedro o quelle appartenenti alla tradizione medioevale. Nella prima raccolta di favole La Fontaine seguì il modello di Esopo. Nei libri pubblicati durante i successivi 25 anni La Fontaine utilizzò la favola per fare della satira sulla corte, l’aristocrazia, la Chiesa e la nascente borghesia, in breve l’intera società.

to), Tiecelin (il corvo), Chantecler (il gallo), Brun (l’orso), Bernard (l’asino), Roonel (il mastino). Renart è la volpe che inganna tutti, che raggira amici e nemici, che non

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Come si può vedere anche dai titoli, ancora animali, lupi, gatti, anitre, oche, porcellini, ma anche molti altri animali aiutanti o antagonisti. Proviamo ad analizzarne qualcuno: chi sono? Cosa rappresentano? Sono ancora animali “maschere” come in Esopo o Fedro? Il Gatto con Stivali «Il Gatto con gli Stivali» fu pubblicata nel 1697 ed è una fiaba famosa in tutto il mondo. Come ben sappiamo, narra le vicende di un astuto gatto parlante che, grazie alla sua intelligenza e furbizia, riesce a fare la fortuna del suo padrone, un ragazzo orfano di padre mugnaio, ormai in totale povertà. Grazie alla bestia fatata, il giovane conquisterà fama, potere, ricchezza, e la bella principessa. Il gatto è quindi astuto e proprio grazie alla propria astuzia, riesce a imbrogliare un orco cattivo, a far diventare principe il suo padrone – che senza l’ingegnoso felino al suo fianco, sarebbe tornato con molta probabilità a fare il mugnaio in qualche villaggio sperduto – e, ovviamente, ad assicurare il tradizionale lieto fine. Il significato di questa fiaba è piuttosto evidente: l’intelligenza (e l’eleganza) umana di cui l’animale è Ma è con Charles Perrault (16281703), i Fratelli Grimm (Jacob Ludwig Karl 1785– 1863 e Wilhelm Karl 17861859 ) e Hans Christian Andersen (1805-1875) che vedono la luce le fiabe che hanno allietato la nostra infanzia e che ancora oggi tutti i bambini si sentono raccontare. Fiabe trasposte più tardi per il cinema da Walt Disney. Perrault con “Pollicino”, “La Bella Addormentata”, “Cappuccetto Rosso”, “Barbablu”, “Il gatto con gli stivali”, “Cenerentola”. I fratelli Grimm con “ Biancaneve”, Cenerentola”, “L’Oca d’Oro”, “Il Principe Ranocchio”, “Hansel e Gretel”, “Cappuccetto Rosso”, “Raperonzolo”, “Il lupo e i sette capretti”, “Il Gatto con gli stivali”, “I tre porcellini”, “Pollicino”. Christian Andersen con “La Sirenetta”, “Il brutto anatroccolo”, “I vestiti nuovi dell’Imperatore”, “Le scarpette rosse”.

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dotato sono le armi più potenti con cui poter sconfiggere e superare ogni difficoltà. Cappuccetto Rosso: Il lupo Sulla simbologia del lupo in Cappuccetto Rosso, hanno scritto in molti. Le interpretazioni sono varie, da quella prettamente psicoanalitica di Freud e Fromm a quella antropologica di Propp. Quest’ultimo propone una visione di Cappuccetto rosso come allegoria di riti di passaggio adolescenziali. La partenza di Cappuccetto rosso dalla sua casa rappresenta un rito di separazione, la permanenza nel bosco è un periodo di passaggio, il momento in cui viene divorata dal lupo nella casa della nonna, simboleggia una prova “iniziazione” e il suo salvataggio dalla pancia del lupo la rinascita e l’ammissione nella società degli adulti. Secondo questa corrente di pensiero, il lupo raffigura chiaramente una potenza malvagia, il cui scopo è deviare la bambina dal suo percorso di crescita, facendo in modo che Cappuccetto rosso prolunghi il più possibile il soggiorno nell’infanzia. Nelle favole l’immagine del lupo è sempre negativa, come anche in “Pierino e il lupo” e “ I tre porcellini” . Il lupo assume il ruolo del cattivo predatore, dell’animale selvaggio e malvagio. Da sempre favole e racconti su questa creatura hanno creato pregiudizi e luoghi comuni nell’animo umano. Solo a partire dall’Illuminismo, grazie agli studi sulla natura, si cominciò ad eliminare alcuni di questi pregiudizi e la figura del lupo venne rivalutata grazie a uno studio più approfondito della natura che fece comprendere che il lupo è in realtà un animale estremamente intelligente che caccia in branco solo per fame. Il brutto anatroccolo Questa storia viene spesso considerata una metafora delle difficoltà che i bambini e gli adolescenti sperimentano durante la loro crescita. La fiaba viene spesso raccontata per rinforzare l’autostima dei bambini e

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far loro accettare eventuali differenze che li dividono dal “gruppo” o addirittura essere fieri delle differenze, che potrebbero in realtà rivelarsi un dono. La storia oggi viene usata spesso per riferirsi a qualcosa o qualcuno che, inizialmente è oggetto di disprezzo o disinteresse,ma alla fine ottiene apprezzamento e rispetto. Come possiamo vedere, anche in epoca moderna, gli animali nelle fiabe continuano a rivestire un ruolo simbolico ed allegorico, rappresentando vizi, virtù e problematiche tipiche degli esseri umani. Vedremo nella prossima puntata come sono rappresentati e che ruolo giocano nell’età contemporanea, con uno sguardo al fumetto e al cinema. (continua.....)

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Iniziative della redazione di Petherapy Lab

Dal laboratorio di vivisezione alla tana del Bianconiglio...

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l Bianconiglio 2.0 ha un orologio a cipolla e l’orecchio tatuato, ricordo indelebile di quando era solo un numero. Prima di finire sulla copertina del Calendario 2015 della Collina dei Conigli onlus di Monza, liberamente ispirato ad Alice nel Paese delle Meraviglie, Console Marcello era una cavia. Usato per esperimenti non meglio definiti: quali, non si sa, i laboratori non sono tenuti a dirlo. Ma non è quella la cosa importante. Quello che conta è che sia uscito, e che sia uscito vivo, perché la legge consente, ai laboratori di sperimentazione che lo vogliano fare, di non uccidere gli animali ‘sani’ e ‘salvabili’ e di farli uscire dallo stabulario, affidandoli a privati o associazioni che se ne facciano carico. Come il Centro di recupero per animali da laboratorio di Monza, il primo in tutta Italia, dove centinaia di animali usati per la sperimentazione guariscono dalle cicatrici fisiche e da quelle invisibili, ancora più dolorose, che scavano l’anima. È iniziata così la nuova vita del topino Giuseppe Rossi, che dal cubicolo di plexiglass è passato al sottobosco incantato del Brucaliffo per il mese di febbraio. O quella dei porcellini d’India Hope e Audrey, burrosi alter-ego dei gemelli Pincopanco e Pancopinco (agosto). O, ancora, quella del quartetto di StreRatti, in posa plastica e leggiadra per il mese di luglio, modelli perfetti che si fanno un baffo (letteralmente)

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dei cliché che li vogliono brutti, sporchi e cattivi; proprio loro che hanno un’intelligenza rara e un amore per la pulizia che si materializza, in estate, in lunghe, godutissime nuotate nelle vaschette-piscine messe a disposizione dai volontari. Laboratorio, ma non solo. L’arrivo in Collina è fatto di tante strade tortuose e di storie tragiche, “di ordinaria cattiveria domestica, o di inferni chiamati allevamenti da carne”. C’è chi, come Indiana Jane (è lei a impersonare la Lepre Marzolina a maggio), è scivolata fuori da un camion di conigli destinati al macello, dove, forse,

sono rimasti la mamma e i fratellini. O chi come Nilo, incantato e incantevole di fronte allo specchio nel mese di settembre, è stato trovato paralizzato e grazie a cure, attenzioni e un po’ di fortuna, ora è perfettamente guarito. Ci sono anche loro tra le decine di modelli a quattrozampe del Calendario che celebra i primi dieci anni dell’associazione, ispirato all’opera più famosa di Lewis Carroll perché, come spiega la volontaria storica Attilia Conti, a cui va il merito dell’idea, “Tutto ebbe inizio con un coniglio bianco: le avventure di Alice e


la storia della Collina, perché era un grosso coniglio bianco da laboratorio, Pallo, quello che portò tutti noi, di peso, nel mondo degli animali da laboratorio e, zitto zitto, insinuò l’idea che se lui aveva potuto salvarsi e vivere una vita normale, in una famiglia, allora anche altri come lui potevano farlo, potevano smetterla di essere animali da laborario, un bel giorno, e diventare gli animali da casa. Con un nome e non un numero, magari”. “È per questo che non abbiamo avuto dubbi nella scelta dell’immagine per la copertina del calendario” spiega la biellese Rachele Totaro, che negli ultimi tre anni ha realizzato le fotografie dei calendari della Onlus monzese. “Il numero tatuato sull’orecchio di Console Marcello è indelebile, non si può cancellare: ma non lo identifica più. Ora è un soggetto, non un oggetto su cui sperimentare; è un individuo unico, con la sua

personalità, i suoi gusti, la sua libertà. Non era niente più che un codice, un elemento collaterale; ora è protagonista di un calendario che ha già fatto breccia nel cuore di centinaia di persone, Bianconiglio in rappresentanza dei tanti “bianconigli” salvati

dalla Collina in questi primi dieci anni di vita”. Per il presidente Stefano Martinelli l’augurio è che “Un calendario come questo, che tanti scelgono per la bellezza artistica prima che per la storia che c’è dietro, possa diffondere la conoscenza della nostra associazione e delle sue attività, raggiungendo anche chi non ha mai sentito parlare della Collina dei Conigli e del recupero e reinserimento degli animali da laboratorio. E, ovviamente, possa permetteri di raccogliere fondi preziosi per continuare le nostre attività e salvare sempre più animali”. Il Centro di Recupero attualmente ospita 41 conigli, 148 porcellini d’India, 159 ratti e 593 topolini ancora in cerca di una famiglia. Il calendario è disponibile dietro donazione minima di 10€ (più spese di spedizione) e si può richiedere scrivendo a lacollinadeiconiglionlus@ gmail.com. Tutto il ricavato verrà utilizzato per le cure e il mantenimento degli animali salvati dall’Associazione.

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Calendari della redazione di Petherapy Lab

Per 365 giorni pieni di coccole...

Mondogatto

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uale modo migliore per accompagnare il trascorrere del tempo se non quello scandito dai calendari che aiutano i nostri amici animali? Qui di seguito ve ne indichiamo solamente alcuni: i proventi derivanti dalla loro vendita vanno a sostenere le attività delle Associazioni che ogni giorno (e tra mille difficoltà) si occupano del benessere degli animali meno fortunati ospiti di gattili, canili e altre strutture. Per aiutale non vi resta che scegliere

mondogatto.org quello che vi piace di più (sì, sì lo sappiamo che la scelta sarà dura...), contattare l'Associazione e acquistare e/o regalare il calendario. Gli animali e i volontari vi stanno già ringraziando!!!

Gattolandia

Una zampa per la vita

Rifugio degli asinelli

Border's Angels

unazampaperlavita.com

ilrifugiodegliasinelli.org

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LAV

gattolandia.org

WWF

lav.it

ATTO D'AMORE

AMICI DI PACO

wwf.it

unattodamoreonlus.wix.com/home

oipa.org/italia

millevite.it

OIPA

Millevite

bordersangels.org

m

amicidipaco.it

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AGIRE ORA

FRECCIA 45

freccia45.org agireora.org

Cani sciolti

Appassionati di cani e di aitanti modelli, rifatevi gli occhi. L'associazione Louie's legacy animal rescue di New York ha realizzato un sexy calendario i cui ricavati saranno devoluti in beneficenza per aiutare gli animali pi첫 bisognosi e senza padrone. Davanti alla macchina fotografica di Mike Ruiz sfilano dodici uomini, rigorosamente single e a torso nudo, in compagnia di bellissimi cuccioli pronti per l'adozione. Per un 2015, come recita il titolo del calendario, tra "Hunks and hounds", "Fusti e segugi".

FB La loro Voce - Cani Sciolti

FB L'arca di ketty

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12 mesi in compagnia di "Fusti e segugi"

Gennaio Febbraio Marzo Aprile Maggio Giugno Luglio Agosto Settembre Ottobre Novembre Dicembre


hagam.it

Gli animali selvatici si spostano per vivere Noi li aiutiamo www.lifetib.it

Gli animali selvatici si spostano per riprodursi e per cercare cibo, acqua, habitat migliori. Il progetto LifeTIB interviene per migliorare e tutelare il corridoio ecologico tra il Campo dei Fiori e la Valle del Ticino rendendo il loro viaggio piĂš sicuro.

Un progetto di

Partner

Sostenuto da Prodotto con il contributo del programma LIFE dell’Unione europea LIFE10 NAT IT 241 TIB Trans Insubria Bionet

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Fotostorie della redazione di Petherapy Lab

Star di Instagram a 4 zampe

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orbidi, buffi e irresistibilmente carini: sono gli animali che su Instagram hanno decine di migliaia di fan. Cani, gatti, ma anche criceti, porcospini e conigli, ce n’è per tutti i gusti. Protagonisti di scatti molto ricercati oppure di foto colte al volo, dimostrano sempre di essere fotogenici e molto social. I like e i commenti sulle immagini che li ritraggono arrivano numerosissimi e li consacrano a vere e proprie star della piattaforma.

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Star a 4zampe: ecco Spangles, il gatto strabico che ha Già conquistato il web

A tre anni è già una vera star della Rete. Parliamo di Spangles, il gatto strabico dagli occhi azzurri che ha spopolato con una serie di scatti pubblicati sui social network. La fama e la fortuna di questo micio proveniente dalla Carolina del Sud, negli Stati Uniti, sono dovute anche alla sua data di nascita: il 4 luglio, il giorno dell'indipendenza americana. Per questo è stato definito da alcuni utenti un autentico "eroe della patria". Nelle foto pubblicate sul web, Spangles indossa i costumi più disparati: dalla divisa da pirata ai copricapi da draghetto e da unicorno, passando per l'immancabile tenuta a tema natalizio. Un modo dolce e virale per far conoscere al mondo la bellezza del suo simpatico "difetto" fisico.

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Pet-news di Daniela Zaina http://amicadeglianimali.it

i CAVALLINI DELLA GIARA SONO IN PERICOLO!

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ella zona centro meridionale della Sardegna si trova il Parco della Giara, che ha un'estensione di 42 kmq e un'altezza di 550 m. sul livello del mare: il suo nome (Jara in sardo) indica degli altipiani di origine vulcanica molto antichi e con una vegetazione caratteristica. In questo territorio si possono ammirare diverse specie di animali, cinghiali, volpi, gatti selvatici, martore (solo per citarne alcuni) e vari tipi di uccelli. Ma quando si parla della Giara vengono subito in mente dei cavalli di piccola stazza, con manto scuro e criniera e coda molto lunghe, che sono gli ultimi cavalli selvaggi d'Europa e che prendono il nome di cavallini della Giara. Malgrado siano un bene prezioso ogni anno si riscontra una grande perdita di individui, dovuto a una serie di problematiche come la carenza di acqua ma soprattutto al fatto che malgrado ci siano dei divieti ben precisi, molti animali come mucche e pecore vengono portati a pascolare in quelle zone

togliendo cibo (che già scarseggia) ai cavalli. Nei giorni scorsi anche l'attrice francese Brigitte Bardot, ormai da anni impegnata nella salvaguardia degli animali, è scesa in campo per difendere questo patrimonio dell'umanità (così l'ha definito e con ragio-

ne), inviando un appello direttamente al Presidente della Regione Sardegna affinchè si trovi un modo per proteggerli e chiedendo che i fondi già stanziati, ma fermi, siano sbloccati il prima possibile per agire prima che questi animali spariscano per sempre.

Lo STATO DI NEW YORK mette al bando I TATUAGGI SUGLI ANIMALI

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el marzo scorso aveva fatto inorridire la notizia di un tatuatore che, approfittando dell'anestesia fatta al suo cane per un intervento chirurgico, aveva fatto un tatuaggio all'animale. Basterebbe il buon senso a far capire che, visto che il cane non ha chiesto quel disegno indelebile sul corpo, non andava fatto ma considerato il precedente, nello Stato di New York hanno voluto mettere le mani avanti e in questi giorni il Governatore Andrew Cuomo ha firmato una legge in cui viene proibito sia di fare tatuaggi ma anche di mettere piercing agli animali domestici.

IL GATTO "GIANO" PIù longevo vola sul ponte arcobaleno

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veva 15 anni Frank and Louie, gatto di razza Ragdoll scomparso poco tempo fa. Era entrato anche nel Guiness dei primati per una sua particolarità: è stato il gatto Giano più longevo al mondo. Ma chi sono i gatti Giani? Sono esemplari che nascono con una malformazione genetica e che gli fa avere due facce, quindi quattro occhi, due nasi, due bocche e che solitamente muoiono dopo pochi mesi dalla nascita. Invece Frank and Louie, dopo essere stato salvato dall'eutanasia e adottato, ha vissuto una lunga vita fino alla vecchiaia, circondato dall'amore della sua famiglia. Che sia questo il segreto della sua longevità?

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Il centro di recupero delle tartarughe marine ti aspetta. DOVE SIAMO L’accesso al pubblico è: Lato mare: dal cancello a lato della ciclabile fra i bagni 42 e 44 Lato monte: via Torino 7/a, zona Terme di Riccione

RETE REGIONALE EMILIA ROMAGNA PER LA CONSERVAZIONE E LA TUTELA DELLE TARTARUGHE MARINE

Puoi raggiungere il Centro Adria Ospedale delle Tartarughe. Da Riccione e Rimini: Autobus 11 (capolinea Riccione Terme) e 125, fermata Terme Da Cattolica e Misano: Autobus 125, fermata Terme

PROPOSTA 3/ soluzione 2 colori

Fondazione Cetacea Viale Torino 7/A, 47838 Riccione Tel. 0541-691557 fax. 0541-475830 e-mail informazione@fondazionecetacea.org www.fondazionecetacea.org

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Diritti & doveri di Monica G. Gnocchi Avvocato del Foro di Milano mggnocchi@fastwebnet.it

La detenzione degli animali domestici nei condomìni: diritti e responsabilità

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Con la recente Riforma del Condominio, introdotta dalla Legge 11 dicembre 2012, n. 220, ed entrata in vigore il 18 giugno 2013, il Legislatore ha aggiunto un nuovo comma all’art. 1138 del codice civile, il quale dispone che «Il regolamento condominiale non potrà vietare di possedere o detenere animali domestici». In passato, la detenzione di un animale domestico all’interno delle singole unità immobiliari di un condominio poteva esse-

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re vietata dal regolamento e, in caso di violazione del divieto, l’ente condominiale o ciascun condomino potevano ottenere un provvedimento giudiziale di allontanamento dell’animale. La giurisprudenza è stata chiamata molte volte a pronunciarsi su questioni sorte tra condomini, al fine di accertare la legittimità di inibitorie stabilite da regolamenti e da delibere condominiali. L’evoluzione interpretativa, orienta-

ta alla mutata coscienza sociale e alla lettura sistematica della più recente legislazione italiana ed europea, ha portato le Corti di legittimità e di merito a riconoscere, nel tempo, in maniera sempre più rilevante l’elevato valore del legame affettivo dell’uomo con i cosiddetti “animali da compagnia” o “d’affezione”, mediante l’emanazione di pronunce significative in vari settori del diritto. Recenti sentenze hanno ben evidenziato come il sentimento per gli animali goda di protezione e debba essere oramai affermato «un vero e proprio diritto soggettivo all’animale da compagnia» nell’ambito dell’attuale ordinamento giuridico che «impone di ritenere che l’animale non possa essere più collocato nell’area semantica concettuale delle “cose”» ma debba «essere riconosciuto come essere senziente» (così, da ultimo, Tribunale di Milano, Sezione IX Civile, Decreto del 13 marzo 2013), come tale meritevole di tutela. Sulla scorta di tali principi, nella materia condominiale, la Suprema Corte aveva già statuito nel 2011 come il divieto di


tenere negli appartamenti i comuni animali domestici non potesse essere sancito dagli ordinari regolamenti condominiali, approvati dalla maggioranza dei partecipanti, non essendo consentito in tale sede l’inserimento di clausole che incidessero sulla libertà del singolo condomino di poter godere e disporre della propria proprietà esclusiva, rientrando tra queste facoltà di godimento anche la detenzione degli animali domestici (Corte di Cassazione, Sezione 2 civile, Sentenza 15 febbraio 2011, n. 3705). Oggi, a seguito della novella legislativa, non vi è alcun dubbio che nei regolamenti condominiali non sia consentito stabilire a priori il divieto di detenere animali domestici all’interno degli appartamenti. Resta da vedere come sarà interpretata dalla giurisprudenza la locuzione animale “domestico”, che ha preso il posto della più ampia formulazione animale “da compagnia”, con cui il testo normativo era originariamente approdato in Parlamento. La ratio dell’emendamento approvato dalla Camera era di non ricomprendere nel “divieto di vietare” animali in condominio anche gli animali “esotici”. Più precisamente, il Legislatore ha inteso escludere quei casi eclatanti, quali il possesso di pitoni o tigri, e ha preferito una diversa qualificazione (“domestici” anziché “da compagnia”), che è sembrata più idonea a indicare quegli animali che più tipicamente siano ritenuti adatti alla vita in un condominio (cani, gatti, criceti e simili).

Numerose critiche sono state mosse alla terminologia scelta dal Legislatore da alcune associazioni a tutela degli animali e da associazioni di veterinari, che hanno obbiettato come l’emendamento in questione rischi, di fatto, di escludere dalla tutela più ampia garantita dalla Riforma gli animali esotici da compagnia, quali uccelli, pesci e rettili (tartarughe, iguane e altri), e gli animali che, pur da affezione, potrebbero non essere considerati “domestici” (ad esempio i criceti e i conigli nani), mentre altri, non proprio “da appartamento”, potrebbero invece rientrare nella categoria ammessa in condominio (tra gli esempi citati in comunicati e articoli: il porcellino e la gallina). Va detto che molti animali esotici non sono certamente “da compagnia” né adatti alla vita in appartamento e per molti altri il problema non si porrà neppure ma, in ogni caso, si dovranno attendere le prime pronunce dei Giudici che, nell’applicazione pratica della nuova norma, indicheranno secondo quali criteri si potranno qualificare come “domestici” alcuni animali rispetto ad altri. Va infine evidenziato che l’assenza di un divieto alla detenzione di animali in condominio, dettata dalla novella legislativa, non si traduce in un’assenza di regole e non consente ai singoli condomini di ospitare animali domestici sempre e comunque. Restano, anzi, in vigore tutte le norme previgenti che, a prescindere dal regolamento condominiale o dalle delibere assembleari, disciplinano la con-

vivenza dei nostri amici animali con gli altri condomini e, più in generale, con i “bipedi”. Così, ciascun condomino potrà comunque agire in giudizio, per ottenere un provvedimento di allontanamento di un animale domestico, qualora la presenza dello stesso arrechi turbativa oltre la “normale tollerabilità”, ai sensi e per gli effetti dell’art. 844 del codice civile in materia di “immissioni” (di rumori, di odori e di ogni altra propagazione molesta). Permane, poi, la responsabilità del proprietario o detentore dell’animale, per i danni cagionati dallo stesso, a norma dell’art. 2052 del codice civile, e, più in generale, la responsabilità discendente dalla sua custodia che, in caso di negligenza od omissione, può assumere anche gli estremi di una condotta censurabile sotto il profilo penale (si richiamano il reato di “Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone” di cui all’art. 659 del codice penale e il reato di “Omessa custodia e mal governo degli animali” previsto dall’art. 672 del codice penale). Insomma, maggiori diritti ma sempre a condizione che siano rispettate le norme poste a presidio della pacifica convivenza e a tutela dei nostri amici animali. Nelle prossime pagine troverete i riferimenti normativi e un estratto delle sentenze citate.

Una bella immagine di Monica in compagnia di Obelix della Leia

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RIFERIMENTI NORMATIVI Articolo 1138 Codice Civile Regolamento di condominio Quando in un edificio il numero dei condomini è superiore a dieci, deve essere formato un regolamento, il quale contenga le norme circa l’uso delle cose comuni e la ripartizione delle spese, secondo i diritti e gli obblighi spettanti a ciascun condomino, nonché le norme per la tutela del decoro dell’edificio e quelle relative all’amministrazione. Ciascun condomino può prendere l’iniziativa per la formazione del regolamento di condominio o per la revisione di quello esistente. Il regolamento deve essere approvato dall’assemblea con la maggioranza stabilita dal secondo comma dell’articolo 1136 ed allegato al registro indicato dal numero 7) dell’articolo 1130. Esso può essere impugnato a norma dell’articolo 1107. Le norme del regolamento non possono in alcun modo menomare i diritti di ciascun condomino, quali risultano dagli atti di acquisto e dalle convenzioni, e in nessun caso possono derogare alle disposizioni degli artt. 1118 secondo comma, 1119, 1120, 1129, 1131,

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1132, 1136 e 1137. Le norme del regolamento non possono vietare di possedere o detenere animali domestici. Articolo 844 Codice Civile Immissioni Il proprietario di un fondo non può impedire le immissioni di fumo o di calore, le esalazioni, i rumori, gli scuotimenti e simili propagazioni derivanti dal fondo del vicino, se non superano la normale tollerabilità, avuto anche riguardo alla condizione dei luoghi. Nell’applicare questa norma l’autorità giudiziaria deve contemperare le esigenze della produzione con le ragioni della proprietà. Può tener conto della priorità di un determinato uso. Articolo 2052 Codice Civile Danno cagionato da animali Il proprietario di un animale o chi se ne serve per il tempo in cui lo ha in uso, è responsabile dei danni cagionati dall’animale, sia che fosse sotto la sua custodia, sia che fosse smarrito o fuggito, salvo che provi il caso fortuito.


Articolo 659 Codice Penale Disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone Chiunque, mediante schiamazzi o rumori, ovvero abusando di strumenti sonori o di segnalazioni acustiche, ovvero suscitando o non impedendo strepiti di animali, disturba le occupazioni o il riposo delle persone, ovvero gli spettacoli, i ritrovi o i trattenimenti pubblici, è punito con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a fino a euro 309. Si applica l’ammenda da euro 103 a euro 516 a chi esercita una professione o un mestiere rumoroso contro le disposizioni della legge o le prescrizioni dell’Autorità. Articolo 672 Codice Penale Omessa custodia e mal governo di animali. Chiunque lascia liberi, o non custodisce con le debite cautele, animali pericolosi da lui posseduti, o ne affida la custodia a persona inesperta, è punito con la sanzione amministrativa da euro 25 a euro 258. Alla stessa pena soggiace: 1) chi, in luoghi aperti, abbandona a se stessi animali da tiro, da soma o da corsa, o li lascia comunque senza custodia, anche se non siano disciolti, o li attacca o conduce in modo da esporre a pericolo l’incolumità pubblica, ovvero li affida a persona inesperta; 2) chi aizza o spaventa animali, in modo da mettere in pericolo l’incolumità delle persone.

SELEZIONE DI MASSIME GIURISPRUDENZIALI Tribunale di Milano, Sezione IX Civile, Decreto 13 marzo 2013 Nell’attuale ordinamento – anche in conseguenza dalla entrata in vigore della Legge 4 novembre 2010, n. 201, di ratifica ed esecuzione della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, fatta a Strasburgo il 13 novembre 1987 - il sentimento per gli animali ha protezione costituzionale e riconoscimento europeo cosicché deve essere riconosciuto un vero e proprio diritto soggettivo all’animale da compagnia (Trib.

Varese, decreto 7 dicembre 2011). Quanto il Legislatore ha, di fatto, riconosciuto, in tempi recenti, con la legge 11 dicembre 2012, n. 220 posto che, modificando l’art. 1138 cod. civ., ha previsto che “le norme del regolamento [condominiale] non possono vietare di possedere o detenere animali domestici”. Ne consegue che, una interpretazione evolutiva ed orientata delle norme vigenti, impone di ritenere che l’animale non possa essere più collocato nell’area semantica concettuale delle “cose”, secondo l’impostazione tralaticia ma debba essere riconosciuto come “essere senziente” (v. Trattato di Lisbona che modifica il trattato sull’Unione europea e il trattato che istituisce la Comunità europea, firmato a Lisbona il 13 dicembre 2007). Corte di Cassazione, Sezione 2 civile, Sentenza 15 febbraio 2011, n. 3705 Orbene, occorre considerare che le clausole del regolamento condominiale che impongono limitazioni ai poteri e alle facoltà spettanti ai condomini sulle parti di loro esclusiva proprietà incidono sui diritti dei condomini, venendo a costituire su queste ultime una servitù reciproca (Cass. 13164/2001); ne consegue che tali disposizioni hanno natura contrattuale, in quanto vanno approvate e possono essere modificate con il consenso unanime dei comproprietari, dovendo necessariamente rinvenirsi nella volontà dei singoli la fonte giustificatrice di atti dispositivi incidenti nella loro sfera giuridica: certamente, tali disposizioni esorbitano dalle attribuzioni dell’assemblea, alla quale è conferito il potere regolamentare di gestione della cosa comune, provvedendo a disciplinarne l’uso e il godimento. Ciò posto, il divieto di tenere negli appartamenti i comuni animali domestici non può essere contenuto negli ordinari regolamenti condominiali, approvati dalla maggioranza dei partecipanti, non potendo detti regolamenti importare limitazioni delle facoltà comprese nel diritto di proprietà dei condomini sulle porzioni del fabbricato appartenenti ad essi individualmente in esclusiva (12028/1993).

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Modi di dire di Rachele Sebastianelli

Perche si dice... Specchietto per le allodole Si dice di un richiamo utilizzato per attirare l’attenzione in modo ingannevole con lusinghe e prospettive allettanti per poi truffare il malcapitato. Il detto nasce dal fatto che anticamente le allodole erano attirate tramite specchi riflettenti verso le reti e poi catturate

CANTO DEL CIGNO Il canto del cigno corrisponde a un’antica leggenda secondo cui il cigno, prima di morire, intonerebbe un canto estremamente dolce. Il detto viene usato in senso figurato per l’ultima e migliore opera di un artista. La leggenda del canto del cigno ispirò anche il musicista viennese Franz Schubert, il quale nel 1828 compose una raccolta di quattordici Lieder nota appunto come Schwanengesang.

MENARE IL CAN PER L'AIA Significa discutere di qualcosa senza arrivare a una conclusione, cambiare discorso per non affrontare un argomento sgradito o, più in generale, tirare in lungo qualcosa per prendere tempo. Potrebbe derivare dal portare il cane nel cortile gironzolando senza avere una meta, oppure dalla confusione creata dalla presenza di un cane in un’aia con altri animali.

ESSERE, FARE COME L'ASINO DI BURIDANO Si dice quando una persona si riduce all’inazione per irresolutezza, come l’asino del noto apologo attribuito al filosofo medievale Buridano, che morì di fame davanti a due mucchi di fieno uguali e ugualmente distanti. Fu ripreso anche da Dante: «intra due cibi, distanti e moventi – d’un modo, prima si morria di fame – che liber uom l’un si recasse ai denti» (Par., IV, 1-3). Fare come l’asino di Buridano significa quindi esitare tra due scelte, due modi per risolvere un problema, e non prendere posizione, perché entrambi possono essere interessanti o validi.

I GIORNI DELLA MERLA Sono i giorni 29, 30 e 31 gennaio, ritenuti per tradizioni i più freddi dell’anno. Il detto deriva da una leggenda che narra di una merla coi propri piccoli che, sorpresi dal freddo dei giorni di fine gennaio, si ripararono in un camino. Gli uccelli, che erano completamente bianchi, uscirono a febbraio dal rifugio con le piume completamente nere, e così rimasero da allora.

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LA GALLINA DELLA UOVA D'oro Significa qualcosa o qualcuno che è una fonte inesauribile di ricchezza. Il rimando è a una favola di Esopo in cui si narra di una gallina che deponeva uova d’oro. Il suo proprietario decise di ucciderla convinto di trovare nei suoi visceri grandi quantità del prezioso metallo, ma scoprì che invece si trattava di una gallina come tutte le altre, e che uccidendola aveva perduto una fonte di ricchezza. La favola sarà poi ripresa anche da La Fontaine. Essere una gallina dalle uova d’oro non è positivo, poiché questa viene uccisa dai contadini ingordi. IN BOCCA AL LUPO! Ci sono molte interpretazioni dell’augurio “in bocca al lupo”. Una prima interpretazione vuole che la frase derivi dal linguaggio di pastori e allevatori per i quali il lupo era temuto più di tutti gli altri animali a causa della sua voracità per il bestiame del quale essi si occupavano. Un’altra spiegazione, invece, deriva dai cacciatori che sopprimevano i lupi poiché ritenuti pericolosi per gli umani. In questo caso dire “in bocca al lupo” significava augurare “buona caccia”. Sempre riguardante la caccia sarebbe la spiegazione dell’espressione secondo la quale chi andava a cacciare il lupo doveva avvicinarsi e quindi metaforicamente “mettersi nella bocca del lupo”. A questo augurio avrebbe senso rispondere “crepi il lupo” poiché per affrontarlo ci voleva molto coraggio e fortuna. Altri ancora pensano che il detto derivi dal greco per assonanza ovvero: “prendi la retta via” e rispondere “la prenderò”. Un’ennesima interpretazione prende spunto dalla storia dell’origine di Roma: Romolo e Remo vennero salvati dalla lupa. Così, se qualcuno rivolge l’espressione all’altro, si augura fortuna. Anche se in questo caso la risposta “crepi” o “crepi il lupo” non avrebbe senso poiché l’animale sarebbe considerato “la salvezza”. Una spiegazione ci è data anche dalla navigazione dove “la bocca del lupo” era la “lavagna” sulla quale si registravano i nomi degli uomini e delle merci portate a casa e quindi l’espressione avrebbe avuto il senso di una “buona navigazione”.

Ma l’interpretazione più bella e più tenera è che l’augurio rappresenti l’amore della madre-lupo che prende con la sua bocca i propri figlioletti per portarli da una tana all’altra, per proteggerli dai pericoli esterni. Dire ‘in bocca al lupo’ e’ uno degli auguri più belli che si possa fare

ad una persona. E’ la speranza che si possa essere protetti e al sicuro dalle malvagità che ci circondano come la lupa protegge i suoi cuccioli tenendoli in bocca. Da oggi in poi non rispondete più ‘crepi’ ma ‘grazie di cuore’. Alla prossima puntata!!!

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Attività di Katia Cereda del Border's Angels

"Border's Angels": dove amore, passione e dedizione si incontrano

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iamo un’associazione di volontariato NO PROFIT che si occupa di adozioni di Border Collie e incroci di questa razza, abbandonati o in cerca di casa. Non ci interessa il motivo per cui lo sono, non siamo qui per giudicare, ma siamo qui per aiutare. Perché Border’s Angels? Perché noi siamo gli Angeli dei Border I BORDER COLLIE sono energia, moto perpetuo, dedizione, lavoro, intelligenza, amicizia, devozione e amore. Per questo richiedono molte attenzioni e cure che spesso gli esseri umani negano loro e sono poco inclini a concedere, rendono la vita di un Border un vero inferno che spesso si conclude nell’abbandono e il canile. L’abbandono e il canile, cioè una vita costretta in uno spazio ristretto con poco calore umano da condividere, è la peggiore tortura da poter inflig-

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gere a questi cani così intelligenti e attivi! Gli Angeli dei Border, i Border’s Angels, lavorando con AMORE, PASSIONE e DEDIZIONE insieme a questo magnifico tipo di cane, se ne sono accorti e hanno deciso di porvi rimedio, recuperando, accogliendo, accudendo e rieducando questi sfortunati amici, trovando loro una cuccia calda, una famiglia che li capisca e li rispetti, una vita piena di soddisfazione, un lavoro a cui dedicarsi (Agility dog, Disc Dog, Dog dance, Flyball, etc… ) e soprattutto TANTO AMORE!! La nostra storia Nel luglio 2011 l’Associazione nasce x passione e un po’ x scherzo: nasce da due ragazze che dopo essersi conosciute ed interscambiate idee inerenti questi magnifici cani, decidono con i loro border di creare un blog che

si proponeva di diventare un “contenitore” dei tanti annunci riguardanti ricerche di adozioni di Border Collie. A loro subito dopo si uniscono altre persone, ragazze che capiscono le esigenze della razza e che come


loro vogliono salvare questi adorabili animali. Si decide di aprire la nostra prima pagina Facebook e dal quel momento ad oggi... il bacino diventa enorme, tanto da dover creare una seconda pagina di Facebook Official perché il contenimento delle persone che ci seguono è diventato incredibile!!! Mano a mano gli articoli ci venivano segnalati da qualsiasi parte (canili, rifugi, privati, volontari….) e decidiamo quindi tra le persone che si erano aggregate al nostro gruppo di dividerci i compiti, così che ognuno di noi ne avesse uno suo specifico da seguire per la salvaguardia dei nostri amici a 4 zampe. Eccoci qui, quindi…. cosa mancava? Il diventare una vera e propria Associazione. Detto fatto... il 27 luglio 2011 lo siamo finalmente diventati! Ora siamo un gruppo formato da 14 volontari uniti in questa causa, senza contare tutti i nostri adottanti che ci seguono incessantemente nei nostri spostamenti e ci supportano ogni qualvolta ci capiti di vacillare per tut-

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ti quei problemi che giornalmente si presentano! Un ringraziamento sentito dal profondo del cuore a tutti i nostri volontari interni e non. Ma noi crediamo in quello per cui abbiamo iniziato e speriamo di crescere ulteriormente!!!!!

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Per questo si cercano collaboratori che abbiano queste "caratteristiche": - Chi possa darci una mano con stalli (IMPORTANTISSIMO) – inviare una mail con la candidatura a: adozioni@ bordersangels.org. - Chi possa darci una mano con controlli pre e post affido rendendosi

disponibile nella propria zona (o regione) – inviare una mail con la candidatura a: info@bordersangels.org. - Chi possa rendersi disponibile alle staffette sia fisicamente (facendole) che cercando chi possa aiutarci a farle per portare i cani a destinazione – inviare una mail con la candidatura a: info@bordersangels.org. - Chi possa darci una mano a contattare gli annunci messi in internet (cercandoli e contattandoli sia via mail che telefonicamente) – inviare una mail con la candidatura a: info@ bordersangels.org. - Chi possa collaborare a mettere tutti gli annunci che facciamo nei vari gruppi che si occupano di adozioni in FB e si occupi di divulgarli il più possibile facendo “girare” i cani che abbiamo sul sito (gli annunci vecchi non si vedono quasi più, mentre i cani attendono ancora un proprietario) – inviare una mail con la candidatura a: info@bordersangels.org. - Chi ci possa aiutare segnalandoci le varie manifestazioni cui è possibile partecipare, aiutandoci nei banchetti – inviare una mail a: info@bordersangels.org. - Chi ci possa aiutare sul proprio territorio a contattare (fisicamente) i proprietari dei cani che vogliono regalare cucciolate e/o cani x coordinarsi con noi nel fornire assistenza – inviare una mail a: adozioni@ bordersangels.org. Chi ha voglia di collaborare con noi, non riceverà un euro (nemmeno noi lo riceviamo, anzi...) non diventerà più ricco o più popolare... ma avrà l’im-


mensa fortuna di veder accadere dei piccoli miracoli davanti ai propri occhi, avrà la gioia di poter avere,veder passare, coccolare e aiutare un cane per un periodo di tempo limitato o non. COME AIUTARE BORDER'S ANGELS La Border’s Angels ha bisogno di persone motivate, amanti della razza, spinte dalla volontà di fare del bene. ABBIAMO BISOGNO ANCHE DI VOI PERSONE QUALSIASI CHE CI POSSIATE DARE UNA MANO. COME? ASSOCIANDOVI!!!! Perchè associarsi, vi chiederete… Perchè così darete la possibilità ad alcuni dei nostri amici border di uscire dalle gabbie dove si trovano, di essere accolti in una nuova famiglia, poiche il vostro prezioso aiuto sarà interamente utilizzato per recuperare, mantenere e curare i Border Collie in difficoltà! Se volete entrare a far parte di questa meravigliosa avventura in qualità di soci, inviate una mail a  info@ bordersangels.org . Vi invieremo il modulo di adesione, comprensivo di modalità della stessa. Per chiedere informazioni contattare Katia 347-9312900/331-3210840 (istruttore/educatore cinofilo APNEC

e CSEN), Simone 380-7860628, Luca 347-6782926, Silvia 340-641071, Federica345-5952090 oppure inviando una mail a info@bordersangels.org È possibile anche fare delle donazioni per i cani abbandonati al seguenti numeri: - carta Postepay n. 4023 6006 3767 3981 intestato a Katia Maria Cereda conto corrente Banco Posta CLICK codice IBAN

IT12D0760101600001017046838 intestato a Cereda Katia Maria Visitate il nostro sito www.bordersangels.org , troverete tutte le informazioni di cui avete bisogno per la conoscenza di questa magnifica razza. Ci trovate anche su facebook! Chiedici l’amicizia e potrai vedere tutti i cani che cercano una famiglia che li ami per sempre!

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Billy

Aloha Ice

Ibra Maggy

Laila

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Blues

Brave

Gea

Piccole grandi meraviglie cercano casa... Chi vuole adottarli??? Jasper

Camilla

Mila

Border's Angels. Associazione per la tutela dei cani Border Collie in difficoltĂ NO PROFIT Website: www.bordersangels.org - E-mail: info@bordersangels.org FB BORDER'S ANGELS KATIA 347-9312900/331-3210840 (istruttore/educatore cinofilo APNEC e CSEN) SIMONE 380-7860628 - LUCA 347-6782926 SILVIA 340-1641071 - FEDERICA 345-5952090

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Normative di Rachele Sebastianelli

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Viaggiare con i nostri amici: ecco le novità

ella UE ci sono 64 milioni di gatti e 66 milioni di cani che per viaggiare saranno soggetti a una normativa di fatto approvata nel 2013, ma il cui decollo è previsto per il 2015. Portare gli animali all’estero sarà più facile, ma le misure sanitarie più severe. La nuova normativa stabilisce norme più chiare sui “passaporti” e sulla vaccinazione antirabbica degli animali da compagnia. I documenti d’identificazione devono essere rilasciati da un veterinario abilitato e devono specificare il codice del transponder, i dettagli della vaccinazione antirabbica e altre informazioni sullo stato di salute dell’animale. In base alla nuova normativa, non sarà consentito passare i confini con più di cinque animali. Tale restrizione è necessaria per impedire o scoraggiare qualsiasi abuso della normativa per fini commerciali. Tuttavia, i proprietari possono essere esentati qualora dimostrino che stanno prendendo parte a un concorso, una mostra, un evento sportivo o altri eventi ricreativi (ad esempio una squadra di cani da slitta). Dal luglio 2011, il sistema elettronico è l’unico mezzo ufficialmente approvato per identificare cani, gatti e furetti (che possono portare il virus della rabbia).

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Come funziona il transponder? Per creare un collegamento fra l’animale e il suo passaporto è necessaria l’installazione di un microchip elettronico, contenuto in una capsula di vetro biocompatibile che contiene le informazioni sulla bestiola. L’alternativa è un tatuaggio visibile. Senza di questi, l’accesso oltreconfine può essere negato.

E’ rischioso per gli animali? Il Parlamento europeo ammette che l’impianto di un transponder costituisce un intervento invasivo, la cui esecuzione impone qualifiche ben determinate. Le capsule dovrebbero quindi essere trattate solo da persone adeguatamente designate. Se uno Stato membro autorizza persone diverse dai veterinari a collocare i transponder, deve fissare norme relative alle qualifiche minime richieste a tali persone. E’ necessario rinnovare la capsula? Il sistema del transponder, dicono le fonti europee, è stato studiato per durare per l’intera vita dell’animale. La norma riguarda anche i cuccioli? Il testo tiene conto del fatto che, secondo i veterinari, a causa di conflitti con gli anticorpi materni è possibile che i vaccini antirabbici somministrati prima dei tre mesi di età agli animali da compagnia non inducano l’immunità protettiva. I fabbricanti di vaccini


raccomandano pertanto di non vaccinare animali da compagnia più giovani di quell’età. Qual è la soluzione proposta dal Parlamento Europeo? I cuccioli tra le 12 e le 16 settimane vaccinati contro la rabbia - ma non ancora immuni alla malattia - devono comunque poter essere in grado di viaggiare. Sono previste eccezioni? Il regolamento consente agli Stati di autorizzare, qualora sia necessaria una partenza urgente del proprietario, ad esempio in caso di un’improvvisa catastrofe naturale, l’entrata diretta nel loro territorio di animali da compagnia a condizione che sia richiesto in anticipo un permesso, che questo sia rilasciato dallo Stato membro di destinazione e che le condizioni del presente regolamento siano soddisfatte mediante un periodo di isolamento a tempo limitato sotto sorveglianza ufficiale. (Dal sito della Polizia di Stato http:// w w w. p o l i z i a d i st ato. i t /a r t i co l o / view/259/) Sono sempre di più le strutture turistiche disposte ad accettare animali (ci sono circa 2.647 alberghi e 680 agriturismo italiani accessibili ai cani): alberghi, agriturismo, spiagge, ristoranti.

In auto (art. 169 comma 6 C.d.S.), in treno, in nave, in aereo: i nostri amici quadrupedi possono seguirci ovunque: basta informarsi per tempo sui regolamenti che le varie compagnie aeree applicano per il trasporto di animali da compagnia e controllare quali sono i treni che in Italia accettano cani, e la loro sistemazione (in Italia o nel Paese estero dove il nostro amico quadrupede ci accompagnerà). Lo stesso vale per i viaggi in nave: le varie compagnie adottano sistemi diversi per ospitare gli animali. Anche in questo caso è bene contattare per tempo le compagnie di navigazione per conoscere i regolamenti sul trasporto di animali. Non dimentichiamo di portare il loro libretto sanitario e l’iscrizione all’anagrafe canina. Nel libretto sanitario sono indicate le vaccinazioni effettuate oltre alle informazioni relative al soggetto (nome, sesso, razza, tatuaggio, indirizzo proprietari). Viaggiare all’estero Cani e gatti hanno delle profilassi da seguire per recarsi all’estero, oltre alle normali vaccinazioni, procedure contro parassiti interni ed esterni, da ef-

fettuare annualmente. Per determinati Paesi, (Svezia, Inghilterrra, Malta), è necessario fare il “blood test”: un prelievo di sangue del cane su cui verranno effettuati i test per la positività alla rabbia. Questo test deve essere eseguito con determinate tempistiche e scadenze. Regolamento 998/2003 del Parlamento Europeo e del Consiglio del 26 maggio 2003: movimentazione degli animali da compagnia. Microchip. Dal 1° gennaio 2005 è obbligatorio l’inserimento del microchip sottocute per tutti i cani e gatti nati successivamente a questa data. Passaporto : Dal 1° ottobre 2004 è obbligatorio per tutti gli animali d’affezione. Per ottenere il passaporto è necessario che il cane, il gatto o il furetto: abbia già il microchip, sia iscritto all’anagrafe veterinaria dell’ASL di zona e abbia effettuato la vaccinazione antirabbica. Il passaporto può essere richiesto dopo 21 giorni dall’effettuazione della vaccinazione antirabbica e non ha scadenza. Ricordiamo che l’abbandono del cane o del gatto è un reato punito dal codice penale (art.1 comma 3 Legge 189/2004) : “chiunque abbandona animali domestici o che abbiano acquisito abitudini della cattività è punito con l’arresto fino ad un anno o con l’ammenda da 1.000 a 10.000 euro”.

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Fotostorie della redazione di Petherapy Lab

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Cuccioli di panda rosso scoprono la neve...

ati pochi mesi fa, i due gemelli di uno zoo americano si trovano per la prima volta di fronte alla neve: e subito giochi, capriole e assaggi gelati. Due cuccioli di panda rosso scoprono la neve: Carson e Willa, nati il primo luglio nel Lincoln Children, uno zoo americano, sono stati fotografati mentre per la prima volta si trovavano di fronte alla neve del Nebraska. A giudicare dalle immagini, pubblicate sul sito zooborns.com, i due cuccioli apprezzano la novitĂ . I gemelli sono stati svezzati dal personale dello zoo, che ha chiesto al pubblico di dare un nome ai due cuccioli. Tra le varie proposte sono stati selezionati Carson, dal cognome della star tv americana Johnny Carson, e Willa, come la scrittrice Willa Cather.

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Il Cheetah Conservation Fund opera per salvare il mammifero più veloce del Pianeta

Visita i GHEPARDI del CCF

Otjiwarongo, Namibia

P.O. Box 1755 Otjiwarongo, Namibia Tel.: +264 (0) 67 306225 Fax: +264 (0) 67 306247 ccfinfo@iway.na www.cheetah.org Per prenotare le attività spedisci una mail a visit@ccfnamibia.org

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Intervista di Laura Pavone

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Edgar Meyer: ambientalismo e animalismo, le mie ragioni di vita

on è mai facile intervistare qualcuno e a volte il compito è ancora più arduo se la persona “dall’altra parte della penna” è un amico. E’ il caso di Edgar Meyer, personaggio a cui non rende giustizia la definizione “multitasking”, vantando egli un curricula che è quasi impossibile sintetizzare. Figlio d’arte (la mamma Alba, fondatrice di Diamoci La Zampa, gli ha trasmesso la sensibilità per le sofferenze degli “ultimi”), è cresciuto respirando cultura nordeuropea in una famiglia di origini protestanti, con una particolare attenzione a un corretto rapporto con l’ambiente e gli animali: per il giovane Edgar ambientalismo e animalismo sono state una scelta naturale e irrinunciabile - prima di vita, poi professionale. La sua attività animalista ed ecologista prende avvio infatti con il volontariato: nel 1989 entra a far dell’Associazione Diamoci La Zampa e da allora è un treno in corsa che non si ferma più. In virtù dei tanti anni vissuti “in prima linea” sul fronte dei diritti animali e della salvaguardia ambientale, viene

LE "FATICHE" LETTERARIE DI EDGAR “Fido non si fida. Come difendersi da scatoletta pazza” (Stampa Alternativa), “Qua la zampa. Breviario legale e pratico per cani, gatti e altri animali” (Stampa Alternativa), “I pionieri dell’ambiente. L’avventura del movimento ecologista italiano: cento anni di storia” (Carabà editore), “Storia ambientale, una nuova frontiera storiografica” (Teti editore) e “Il Parco delle meraviglie. Eccellenze di sviluppo sostenibile del Parco Agricolo Sud Milano” (Stampa Alternativa).

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chiamato a ricoprire importanti ruoli istituzionali: per cinque anni fa parte dello staff dell’Assessorato al territorio, parchi, mobilità ciclabile e diritti animali della Provincia di Milano e per altri due dell’Assessorato ai Parchi, Decrescita e Benessere animale del Comune di Genova. Attualmente giornalista specializzato nel settore ambientale – animale e autore, oltre che di tanti articoli che puntano alla sensibilizzazione, di numerosi libri (vedi box "Le fatiche di Edgar"), Edgar Meyer è da più di un decennio Presidente di Gaia Animali & Ambiente Onlus: attività di puro volontariato – dichiara - ma anche piena di grandi soddisfazioni; una su tutte la collana editoriale “I LIBRI DI GAIA - Ecoalfabeto" (vedi box "I libri di Gaia"), nata nel 2006 e fiore all’occhiello dell’Associazione insieme a GAIA LEX, vero e proprio centro di azione giuridica.

Edgar, parlaci di GAIA LEX... GAIA LEX è il centro di azione giuridica per gli animali e l’ambiente creato dall’associazione Gaia Animali & Ambiente Onlus. Nasce per dare una risposta alla richiesta di informazione e di assistenza legale dei cittadini sulle tematiche ambientali e sulla tutela degli animali. GAIA LEX si avvale di un pool di giovani avvocati esperti di legislazione animale sparsi sul territorio nazionale: abbiamo riferimenti di Gaia Lex a Milano, Brescia, Padova, Treviso, Genova, Firenze, Pisa, Bologna, Roma, Napoli, Salerno, in Puglia, nelle Marche e in Abruzzo. Stiamo cercando di espanderci un po’ in tutte le Regioni: la tutela degli animali si fa anche con gli avvocati e facendo rispettare le leggi. GAIA Animali & Ambiente Onlus,


nata nel 1995 e di cui sei presidente, è oggi una realtà importante e un punto di riferimento per molte persone. GAIA Si occupa di promuovere iniziative contro l’abbandono ed il randagismo, contro vivisezione, caccia e maltrattamenti, contro la diffusione degli OGM e per la diffusione dei prodotti “bio”, per la difesa delle foreste pluviali, per lo sviluppo sostenibile. E quando c’è da schierarsi in prima linea con azioni concrete, GAIA non si tira indietro: lo provano le innumerevoli denunce che riguardano il commercio di pellicce di cane e di gatto dall’oriente verso l’Europa e i canili-lager nel nostro paese. Cosa è cambiato a livello sociale in questi ultimi anni? C’è maggiore attenzione a queste problematiche? Da quando ho iniziato a fare volontariato, nel lontano ’89, molte cose sono cambiate. Faccio un esempio. Allora facevamo volontariato in un canile del Sud Milano. Si entrava e si chiedeva al proprietario: “domani a chi tocca l’eutanasia?”. Lui ci indicava 5 o 6 o 10 cani. E noi, con le nostre poche risorse economiche, ne potevamo scegliere uno o due che come associazione adottavamo, lasciando gli altri al loro destino: la morte. La scelta era terribile. Oggi, grazie alla legge 281 del 1991, tutti i cani accalappiati hanno diritto

di vita. Fino ad allora dopo 10 giorni venivano soppressi. La soluzione al randagismo, semplicemente, era l’eliminazione dei randagi. Succede ancora in moltissimi paesi del mondo e d’Europa, dagli Stati Uniti alla Spagna. Sono cambiate le leggi ed è cambiata la sensibilità: oggi abbandonare un animale domestico è “sentito” come un’azione ripugnante, 25 anni fa era quasi normale. Non si può dire, purtroppo, la stessa cosa per gli animali considerati “da reddito”. Gli allevamenti intensivi e i macelli

sono diventate industrie gigantesche e inumane: gli animali sono considerati oggetti, pura carne. Le loro condizioni di allevamento e di macello sono orribili. Su questo aspetto c’è ancora tanto da lavorare. Sei un instancabile organizzatore di eventi solidali. Credi sia utile rendere più “leggeri” argomenti di per se piuttosto tristi? Ci occupiamo solo di problemi, ogni giorno. Gatti investiti, cani chiusi in canili lager, animali feriti, maltrattati, resi oggetti. Le cause sono sempre le medesime: il comportamento della specie uomo. E’ necessario un cambio culturale nel rapporto uomo – altri animali. E’ più facile ottenerlo mostrando cose orribili o facendo proposte costruttive? La casalinga di Voghera è più invogliata a usare meno carne se le facciamo vedere come viene allevato un pollo o se le mostriamo che la dieta veg, che non uccide altri esseri viventi, è salutare e buona e divertente? Abbiamo scelto di chiamare Gaia la nostra associazione perché, per gli antichi, Gaia era il pianeta Terra, quello che ci ospita tutti. Ma anche perché Gaia ha un suono allegro, gaio appunto.

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Ecco, noi cerchiamo, quando organizziamo eventi, di far riflettere attraverso la proposta e la simpatia. Ci preme far riflettere positivamente per ottenere dei cambiamenti. Con Almo Nature (azienda di petfood naturale) sei protagonista di molte iniziative importanti. Quali? Qual è quella che ti ha maggiormente coinvolto? Gaia Animali & Ambiente è partner di Almo Nature per l’Italia nel progetto “Love Food”, la riserva alimentare creata dal fondatore e presidente dell’azienda, Pier Giovanni Capellino. Love Food nasce per alleviare le difficoltà alimentari di cani e gatti di rifugio. Almo Nature, attraverso Gaia, dona periodicamente a cani e gatti “senza casa” tonnellate di cibo di qualità: un significativo gesto di solidarietà da parte di un’azienda fedele alla sua filosofia e al suo impegno a favore degli animali e una collaborazione che ci fa felici perché è concreta. L’anno scorso, poi, sempre assieme ad Almo Nature, abbiamo contribuito alla enorme campagna “Stop Vivisection”. Abbiamo prodotto uno spot antivivisezione andato in onda sulle reti Rai e Mediaset e organizzato una capillare rete di raccolta firme per il Parlamento Europeo su tutto il territorio nazionale: una mobilitazione gigantesca e un grande successo.

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Proprio in questi giorni il Parlamento europeo dovrà decidere cosa fare dell’oltre un milione di firme che sono state consegnate. Entriamo sempre più nel concreto: se non si può prelevare un cane da un canile, lo si può però adottare a distanza. Come funziona e quali vantaggi ha tale tipo di azione? Non tutti possono adottare un cane o un gatto e non tutti i cani sono adatti a vivere in famiglia. Animali che le vicissitudini o un addestramento criminale hanno reso aggressivi o paurosi, animali malati, anziani che nessuno vuole. Anche loro, però, hanno diritto a una vita dignitosa. Con un piccolo versamento mensile è

possibile contribuire al loro mantenimento in rifugio, dove vivono grazie alle associazioni e ai volontari che ogni giorno si fanno carico delle loro necessità: cibo, una cuccia, una passeggiata, un po’ di socializzazione, cure veterinarie adeguate. L’adozione a distanza ci aiuta ad aiutarli. E’ sufficiente versare una somma di 15 euro al mese, specificando la causale ‘adozione a distanza’. E’ anche un’idea per un regalo diverso dal solito, magari per un compleanno o una ricorrenza speciale. Basta solo fornire nome e indirizzo del destinatario del regalo, che riceverà un attestato di adozione con la foto (qualcuno se lo appende in cameretta!) e tutti i dati inerenti al nuovo amico quattro zampe. Volendo, c’è anche la possibilità di andare a trovare il proprio cane o gatto adottato a distanza, previo accordo coi gestori del rifugio. L’adozione a distanza è importante: ci dà veramente una zampa. Sul sito www.gaiaitalia.it e all’email segreteria.gaia@fastwebnet. it si possono ricevere tutte le informazioni per approfondire l’iniziativa. Quindi concludendo, il nome che porti e che a tanti non può fare a meno di ricordare un tuo omonimo protagonista de “Gli aristogatti” non certo amante degli animali e divenuto famoso per la sua letale “crema di crema” - ha preteso una sorta di “riscatto”?


(Ride) Disney ha avuto sicuramente una grande influenza su di me da piccino. Tuttavia non per “Gli Aristogatti” (e men che meno per il maggiordomo Edgar…) bensì per due altri cartoni che allora mi hanno scosso profondamente: “Bambi” e “Lilli e il Vagabondo”. L’ingiustizia prodotta dall’uomo nell’incendiare la foresta - la casa di Bambi - e dal cacciatore nell’uccidere la mamma di Bambi - il suo riferimento da cucciolo - si sono impresse indelebilmente nella mia coscienza. Così come le terribili scene del canile nel quale finisce Lilli, anticamera dell’esecuzione.

L’Edgar cucciolo ha iniziato a pensare che bisognava “riscattare” quelle ingiustizie, e rendere il nostro piccolo mondo un posto un po’ meno violento per tutti i suoi abitanti. Ci provo, assieme a tanti altri. E’ dura. Ogni giorno si lotta contro la sofferenza. Le risorse sono poche. Però ci sono anche le soddisfazioni e le vittorie. E’ bello provarci, e credo sia giusto. COME SEGUIRE E SOSTENERE GAIA Visitate il sito www.gaiaitalia.it per iscrivervi alla Newsletter, informarvi sulle iniziative in corso (compresa la campagna di adozioni a distanza

i LIBRI DI GAIA Tra “I Libri di Gaia -Ecoalfabeto” (con la casa editrice Stampa Alternativa) potete trovare: “Bimbo Bio”, “Homo scemens”, “Dalla luna alla terra”, “Quattrosberle in padella”, “Foglie di Fico”, “Farmakiller”, “Cosmesi naturale e pratica”, “le Ecoconserve di Geltrude”, “Ecoalfabeto”, “Senza trucco. Cosa c’è davvero nei cosmetici che usiamo ogni giorno”, “La città del Sole. Come scegliere e farsi in casa l’energia pulita”, “Quattrozampe in tribunale. Storie di animali (e uomini) alle prese con la legge”, “Fido non si fida”, “Nuovo bestiario postmoderno”.

“Fido in affido e un Micio per Amico”), per leggere i bellissimi articoli della rubrica Scripta minima. E chi ama la buona tavola, troverà le gustose e sorprendenti ricette VEG! Sull’homepage, inoltre, sono indicati i link dei siti di ECOIDEARE, periodico culturale di informazione sullo sviluppo sostenibile, e di Diamoci La Zampa: ci si può iscrivere alla Newsletter e reperire tutte le informazioni sulle iniziative organizzate dall’Associazione, gli appuntamenti utili, il DLZ Shop (negozio virtuale dove fare acquisti solidali) e tanto altro ancora. Gaia Animali & Ambiente e Diamoci La Zampa sono entrambe Onlus alle quali si può destinare, se lo si desidera, il proprio 5 per 1000. Questo non determina alcuna maggiore imposta da pagare: è solo un’indicazione allo Stato di come destinare il 5 per 1000 delle proprie imposte. Un gesto, lo ricordiamo, che non comporta alcuna spesa in più per il contribuente e può fare tanto per chi si trova in difficoltà.

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Reportage di Paola Zuccolotto

Amba, lo spirito della taiga

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i uccide prima ancora di toccarti. Il suo ruggito è come un terremoto che sembra provenire da ogni direzione, un suono forgiato dall’evoluzione per stroncare il sistema nervoso delle vittime. Ma quando vuole può essere silenziosa come la neve che cade… Di chi stiamo parlando? Di un predatore formidabile, maestoso, misterioso: la tigre siberiana. E’ il felino più grande esistente al mondo ma purtroppo anche una delle specie più minacciate e a forte rischio di estinzione. La tigre siberiana (o tigre dell’Amur) vive in un’area vastissima dell’estremo oriente russo, la regione del Primorsky-Kraj, i cui confini sono delimitati dalla Cina e il Mar del Giappone e per un brevissimo tratto dalla Corea del Nord. E’ un territorio sterminato, poco conosciuto, difficile, ma è l’habitat ideale per questo predatore. O forse sarebbe meglio dire “era”

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l’habitat ideale… disgraziatamente anche in questi remoti territori è arrivata la mano dell’uomo e insieme ad essa sono arrivati anche i fucili. Da una parte la crescente richiesta di legname sta portando alla distruzione quasi incontrollata delle foreste dove vivono, oltre al felino stesso, anche molte delle sue prede, ad esempio cervi e cinghiali, con il conseguente “restringimento” delle aree dove la già ormai esigua popolazione di tigri (si stima che in natura vivano meno di 400 esemplari di tigre siberiana) vive e caccia. Dall’altra parte il bracconaggio costituisce un’ulteriore piaga per la sopravvivenza del felino: la tristemente famosa industria legata alla medicina tradizionale cinese sembra ancora difficile da bandire e la caccia di frodo contribuisce fortemente al declino di questo mammifero.


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Mappa del Primorsky - Kraj

La tigre siberiana, come dicevamo, è il più grosso felino al mondo e le sue dimensioni sono eccezionali: canini lunghi 8 cm in grado di spezzare la spina dorsale di un cinghiale con un solo morso, artigli taglienti che quando sfoderati raggiungono i 10cm, un corpo poderoso che, dalla testa alla punta della coda, può superare i tre metri e mezzo e il tutto per un peso che varia dai 130 kg ai 200 kg, rispettivamente per gli esemplari femmina e maschi: alcuni di questi ultimi tuttavia in età adulta possono raggiungere i tre quintali. La pelliccia è folta e soffice, leggermente più chiara rispetto a quella della cugina indiana (la tigre del Bengala), per meglio adattarsi e mimetizzarsi nel paesaggio siberiano. La tigre dell’Amur vive e caccia in solitudine: è solo durante il periodo dell’accoppiamento che due esemplari condividono alcuni momenti della propria vita e poi, successivamente, solo le madri si muovono e cacciano con la prole al seguito. Mediamente una tigre partorisce 2-4 piccoli, raramente 5-6, dopo un periodo di gestazione di circa 100-110 giorni. I tigrotti alla nascita sono ciechi, totalmente indifesi e dipendenti dalla madre e pesano circa 1 kg; vengono allattati per circa 45-60 giorni e intorno ai due mesi sono già in grado di mangiare carne.

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La popolazione più numerosa di tigri siberiane (scrivere “numerosa” è tuttavia un eufemismo considerate le cifre dell’ultimo censimento) è concentrata dunque nella regione del Primorsky-Kraj e nel 2001 l’UNESCO ha dichiarato la riserva naturale Sikhote-Alin patrimonio dell’umanità. Da molti anni numerosi scienziati e biologi americani e russi hanno avviato una strettissima collaborazione per la salvaguardia della tigre dell’Amur. Le tigri vengono localizzate dagli esperti (con pattugliamenti a piedi nella foresta o tramite l’utilizzo di elicotteri), sedate con un dardo e infine collarizzate: in questo modo e grazie alle ultime tecnologie ogni esemplare può essere seguito a distanza e fornire agli studiosi preziose informazioni circa il territorio nel quale si muovo-


no, cosa predano, dove predano, se e quando si accoppiano. Questo difficile lavoro è fondamentale perché salvare la tigre significa salvare un intero ecosistema. E forse siamo arrivati a una svolta: nel novembre 2010, infatti, a San Pietroburgo ha avuto luogo l’International Tiger Forum, un incontro fra i governi dei 13 paesi nei quali è presente la tigre (non solo la sottospecie siberiana): scopo del summit è stato quello di fare il punto della situazione sull’attuale stato della popolazione dei felini, elaborare un piano comune per la salvaguardia della tigre analizzando ogni aspetto per la riuscita di un programma di conservazione (quindi aspetto economico, investimenti, rischi) e ponendo, come obiettivo finale, il raddoppio entro il 2022 del numero di ti-

Radiocollarizzazione di una tigre - WCS Russia

Team WCS Russia - © John Goodrich

gri attualmente presenti in natura (le cifre ufficiali parlano di circa 3.200 tigri allo stato selvatico, di cui purtroppo meno di 400 esemplari appartenenti alla sottospecie siberiana). Un’ulteriore “tavola rotonda” che dovrebbe anche in questo caso dare una scossa mondiale e favorire il ripopolamento delle tigri (o se non altro scongiurarne una diminuzione) tramite una maggiore presa di posizione dei governi asiatici contro il bracconaggio, è prevista il prossimo febbraio (2-6 febbraio 2015) e avrà luogo a Kathmandu in Nepal: il convegno sarà il “Symposium: Towards Zero Poaching in Asia” al quale parteciperanno i delegati delle maggiori associazioni asiati-

che anti-bracconaggio nonché esperti biologi, zoologi e rappresentanti delle istituzioni. Noi ci auguriamo che, sebbene sia una corsa ai ripari, queste iniziative possano davvero e concretamente dare un futuro alla tigre: un animale tanto magnifico, possente, sublime, simbolo di potenza per innumerevoli tradizioni e culture, non può lasciarci e siamo noi e solo noi a dover intervenire e provvedere alla sua sopravvivenza. Un detto popolare recita “le tigri evitano l’uomo perché l’uomo porta guai. Le tigri osservano l’uomo… da lontano”. Ecco, dovremmo imparare a comportarci come loro e basterebbe questo per garantire un futuro alla tigre.

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PER SAPERNE DI PI첫

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http://globaltigerinitiative.org/who-we-are/tiger-range/russia/ http://tigers.panda.org/ - http://programmes.putin.kremlin.ru/en/tiger/ http://www.wcsrussia.org/ - http://fundphoenix.org/en/


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Esperienze di Samanta Feinberg

La mia vita con un gatto FeLV

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o incontrato Leandrino per caso, nel 2011. L’ho visto in quella gabbia di gattile, e mi sono avvicinata a lui. In un attimo ho percepito tutta la sua sofferenza e il suo dolore. In quel momento gli ho promesso che l’avrei tirato fuori da quel luogo freddo, e che l’avrei amato per sempre. Dopo una settimana Leandrino era in viaggio nel trasportino per essere urgentemente ricoverato in clinica. Era l’ombra di se stesso. Fortemente denutrito e disidratato, soffriva di un’otite purulenta che gli faceva perdere l’equilibrio, aveva una forte diarrea, la cistite, la gengivite, il raffreddore… ma non se ne capiva il motivo. Dopo una settimana il verdetto: Leucemia Felina. Da quel giorno è iniziata un’avventura per entrambi. Ho avuto non poche difficoltà nel reperire informazioni utili su questa malattia, e le poche trovate erano sempre negative e demotivanti. Niente di più sbagliato! È proprio con lo spirito di divulgare notizie e testimonianze positive che è nata la pagina su Facebook “Leandrino e il favoloso mondo dei gatti leucemici”. Ma andiamo con ordine.

Cos’è la Leucemia Felina (o FeLV - Feline Leukemia Virus)? È una malattia infettiva causata da un virus che viene trasmesso principalmente tramite saliva, sangue, urina, secrezioni nasali e rapporti sessuali, e che colpisce solamente i felini. Per il contagio è necessario comunque un intimo e prolungato contatto. Il virus può anche essere trasmesso ai cuccioli per via transplacentare o durante l’allattamento. Colpisce il sistema immunitario provocando una forte riduzione dei globuli bianchi e l’insorgere di altre patologie secondarie a carico di diversi apparati: infezioni croniche e progressive del cavo orale, problemi cutanei, vomito, diarrea, infezioni croniche respiratorie, patologie a carico dell’occhio, otiti e forme tumorali come il linfoma. Il virus sopravvive nell’ambiente in genere dalle poche ore a un paio di giorni ed è ucciso dai comuni disinfettanti,

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specie se associati ad acqua calda. Quali sono i segnali e i sintomi della FeLV? La malattia si manifesta generalmente con sintomi quali ingrossamento dei linfonodi, debolezza, diminuzione dell’appetito, dimagrimento, febbre, anemia. Come si individua la FeLV? La diagnosi della leucemia felina può essere eseguita con diverse metodiche presso qualsiasi ambulatorio veterinario: - la più comune è il Test ELISA; - la più affidabile è la PCR; - la meno utilizzata è l’IFA (Immunofluorescenza). - Esiste una cura per la FeLV?

Fino ad oggi non esiste una terapia in grado di sconfiggere il virus della leucemia felina. L’unico trattamento approvato per rinforzare e stimolare il sistema immunitario di un gatto FeLV è l’interferone (Interferone Omega Felino, che ha costi alti, e l’Interferone Alfa Umano, con costi assolutamente più accessibili). Inoltre ci sono degli accorgimenti che permettono di migliorare la qualità e la durata della vita di un gatto FeLV positivo: • buona nutrizione; • evitare gli stress; • fare controlli routinari per parassiti interni ed esterni e malattie secondarie; • trattare le eventuali altre malattie in modo rapido ed aggressivo;


• tenere il gatto in casa; • mantenere una buona igiene dentale • evitare la “caccia”. Si può prevenire la FeLV? Certo! Esiste un vaccino che fornisce una buona protezione dall’infezione, circa l’80-85% dei casi. 

sta essere informati per capire che un gatto leucemico è facilmente gestibile con qualche piccolo accorgimento. I gattili sono pieni di mici in attesa di essere adottati!

Ringrazio Leandrino per avermi aperto le porte al suo favoloso mondo; ogni giorno passato insieme è come un compleanno da festeggiare, un dono della vita.

Posso far convivere un gatto sano con un gatto FeLV positivo? Assolutamente sì. Basta vaccinare contro la FeLV il gatto sano! È vero che il vaccino copre fino all’80-85%, ma è anche vero che il rischio di infezione in un ambiente casalingo, pulito, caldo, con un buon cibo e dove c’è armonia è pressoché nullo. Attualmente Leandrino vive con altri 4 gatti affetti da Leucemia Felina, 2 gatti sani vaccinati per la FeLV e 2 cagnoline. C’è chi mi aveva detto che Leandrino non sarebbe sopravvissuto a lungo, ma contro ogni pronostico tra poco festeggeremo il nostro quarto anno insieme. Non bisogna aver paura della FeLV, ba-

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Intervista di Paola Lusso

David Bettio: la mia esperienza di veterinario omeopata

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l Dott. Bettio, medico veterinario omeopata, è il responsabile del Centro Veterinario Omeopatico Olikos, struttura che offre l’eccellenza nel campo della cura omeopatica per animali da compagnia. Esercita la professione a Parma da oltre 15 anni occupandosi soprattutto di cani e di gatti.

Lei “nasce” come veterinario tradizionale, come si è avvicinato all’omeopatia? Verso la fine degli studi di medicina veterinaria mi sono iscritto alla Scuola di Medicina Omeopatica di Verona. Iniziai a lavorare utilizzando la medicina convenzionale ed ho imparato a fare il veterinario dedicandomi alla medicina interna, anestesiologia ed ecografia. Contemporaneamente all’approccio convenzionale applicavo la terapia omeopatica ad alcuni casi clinici, spesso i più complessi e quelli che non trovavano risoluzione con la terapia classica. Approfondendo gli studi in omeopatia e affinando l’esperienza, applicavo l’omeopatia alla maggior parte dei casi clinici. Dopo aver lavorato più di 10 anni

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David Bettio

con un team di colleghi, ho deciso che era il momento di dedicarmi completamente all’omeopatia veterinaria, ed è stato così che ho fondato il Centro Omeopatico Veterinario Olikos. Credo di dover a mia mamma la curio-

sità verso l’omeopatia. E’ stato il suo esempio ad aprirmi l’interesse verso i granuli omeopatici. Ricordo che sin da bambino , per i malanni di vario genere, mi faceva scioglier sotto la lingua alcuni granuli dal gusto zuccherino.


Con l’età della ragione , certi eventi che rimangono nell’ambito dell’inconsapevolezza, riemergono e prendono significato nella vita. Questa è stata la prima scintilla che ha dato vita al grande fuoco della conoscenza della medicina omeopatica. Da allora ho fatto un percorso molto lungo, dapprima diplomandomi alla scuola di medicina omeopatica di Verona, presso la quale ho insegnato come omeopata per 10 anni circa , per arrivare poi alla costituzione della società italiana di omeopatia veterinaria - SIOV -, associazione scientifica che fornisce una formazione specifica in omeopatia veterinaria e organizza eventi scientifici. Inoltre l’impegno non è solo scientifico o professionale, ma l’omeopatia mi coinvolge a 360 gradi, anche nella sua veste culturale e politica. Sono infatti membro della IAVH per l’Italia - International Association of Veterinari Homeopathy - e membro del gruppo del farmaco FNOVI.

La mia attività è quella clinica, presso il Centro Omeopatico Veterinario Olikos. Molte persone affermano di non “credere” all’omeopatia, lei come risponderebbe? L’omeopatia non è una fede, ma una scienza medica. E’ atto medico sancito dal codice deontologico e le evidenze scientifiche rispetto alla sua efficacia sono presenti nelle più accreditate riviste indicizzate. Il fatto che il suo approccio non sia assimilabile al più comune modello terapeutico, non ne fa certo una medicina esoterica, oppure strana oppure senza basi scientifiche. Basti pensare che viene utilizzata con successo dai pediatri e dai veterinari, i cui pazienti evidentemente minimizzano l’effetto placebo, che qualsisia trattamento sanitario comporta. Non credo che una bovina con una mastite parenchimatosa con e.coli sia in qualche modo influenzata d qual-

che tipi di ‘fede’ o ‘credenza’ quando il veterinario o l’allevatore somministra il rimedio omeopatico corretto. Altrimenti bisognerebbe pensare alla cura davvero in modo nuovo, non credete? Ci presenta in poche parole il centro Olikos? Il Centro Omeopatico Veterinario Olikos è una struttura dedicata alla cura degli animali da compagnia con metodi naturali e offre l’eccellenza nel campo della medicina omeopatica veterinaria. Il Centro mette a disposizione anche le proprie competenze nel campo della alimentazione naturale, della fitoterapia e dell’agopuntura veterinaria. Presso il Centro Omeopatico Olikos, esperti in discipline non convenzionali, mettono a disposizione le loro competenze quotidianamente, sia per patologie croniche gravi - malattie oncologiche, malattie autoimmuni, malattie allergiche e metaboliche - sia per forme più lievi per le comuni affezioni.

Centro Omeopatico Veterinario Olikos - Strada Baganzola, 140H - 43126 Parma - Tel. 0521.1744964 - Cell. 339.3497871 email: ambulatorio.olikos@gmail.com - Website: http:// olikos.org/ Skype: bettio-david - Effettua visite omeopatiche anche presso la “Clinica Veterinaria Isola Verde” in Via Marco Aurelio n. 49 a Milano

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Il gatto del mese di Marina Ferrari del MaiDireMiao Norwegian Forest Cats

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lI Gatto Norvegese delle foreste, una meraviglia forgiata dal nord

orskSkogkatt è il suo nome originale e significa (norsk) norvegese (skog) dei boschi (katt) gatto, cioè gatto delle foreste norvegesi. lI Gatto Norvegese delle foreste, una meraviglia forgiata dal nord, un dolce, selvaggio vichingo. Lo Skogkatt è un’antica razza, proveniente dalla penisola scandinava. La sua storia si perde nel tempo tra miti e leggende del nord.

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La dea dell’amore Freya, pare viaggiasse su un carro d’oro trainato da questi magnifici gatti; Thor, il dio del tuono, dovette superare una prova di forza che consisteva nel sollevare uno di questi enormi gatti. I Vichinghi adoravano i gatti dei boschi poiché cacciavano i topi e difendevano il cibo sia in casa che sulle navi durante i loro viaggi. Nelle fiabe popolari si narra di Huldrekatt (huldre ovvero

ninfa del bosco) e Skogcatt (gatto fata con magici poteri). Nel 1959 un naturalista sacerdote P. C. Friis studiò per la prima volta la lince-lupo, la lince-volpe e la lince-gatto che pare proprio essere il nostro norvegese. A Oslo 1938 il primo gatto delle foreste norvegesi fu mostrato in show. Ma con la seconda guerra mondiale lo Skogkatt rischia il tracollo. Si riprese la selezione e nel 1973 il gatto delle


Questo evento scatenò l’entusiasmo del popolo norvegese e la Tv diede ampio risalto alla notizia. Look Il norvegese è un gatto magnifico, è vero che un po’ assomiglia alla lince ma solo visibilmente, in realtà geneticamente le due specie sono incompatibili. La verità è che i luoghi freddi del nord dove il norvegese è stato forgiato dalla natura gli hanno permesso di avere un pelo semilungo impermeabile (di lunghezza e densità variabile in sintonia con l’avvicendarsi delle stagioni), lunghe orecchie riparate da bei ciuffi, zampe parzialmente palmate con folto pelo interdigitale che ne permette l’uso come “racchette da neve”, zampe posteriori più alte di quelle anteriori

consentono al norvegese di camminare agevolmente sulla neve senza strisciare con la pancia, (questa particolare corporatura gli permette anche di elevarsi sulle zampe posteriori proprio come una marmotta, e di scendere dagli alberi a testa in giù girando attorno al tronco). Una lunga canna nasale serve a riscaldare l’aria prima di essere respirata, un corpo grande, massiccio ed una coda lunga e molto folta che porta generalmente all’insù. Ama il freddo e non ha paura dell’acqua, visto che è un ottimo pescatore. Il suo look è strepitoso, impossibile rimanere indenni al fascino che si sprigiona dal gatto norvegese delle foreste, potenza e agilità si fondono gradevolmente in questo gatto sano tutto naturale con una intelligenza geniale.

foreste fu accettato come razza dalle associazioni norvegesi con il nome “Norsk Skogkatt”. Nel 1974 viene registrata la prima coppia di nome Pippa e Truls. L’allevamento fu difficile poiché pochi erano gli esemplari e la consanguineità inevitabile. Tra i pionieri troviamo Else Nylund (allevamento “Pan”), e Randi e Arild Grotterød (allevamento “Torvmyra”), non vi è un norvegese oggi che non abbia avi proveniente da questi allevamenti. Nel novembre del 1977 la FIFe (Fédération Internationale Féline) riconobbe la razza e Pans Truls fu il primo norvegese con il pedigree 13 NF.

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Carattere Lo Skogkatt è fantastico ha un carattere dolce e socievole, molto equilibrato. E’ un adorabile ficcanaso, coccolone, giocoso e vivace; ma ha bisogno di attenzioni. Sereno e amante della compagnia umana, bimbi compresi. E’ un gatto equilibrato, quando vi sono ospiti spesso fa la star, attira con i meow la sua melodia gattosa le coccole e in cambio regala fusa. il nostro gatto riuscirà a farsi amare fin dal primo istante ed a corrompere tutti con le fusa. Cura e salute Nonostante il pelo lungo, la toelettatura non è impegnativa. È sufficiente spazzolarlo due volte la settimana in inverno e una volta in estate. Non ha particolari problemi di salute, ovvio che necessita una volta all’anno il richiamo dei vaccini, inoltre qualche trattamento antiparassitario periodico non fa male. E’ bene ricordare che come tutti i felini anche il norvegese non è immune

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alle malattie infettive dei gatti, quindi evitiamo assolutamente il contatto con gatti randagi che potrebbero essere portatori nelle migliori ipotesi di parassiti oppure nella cattiva ipotesi di malattie infettive come Fiv (virus dell’aids felino), Felv (leucemia felina) o Fip (Peritonite Infettiva Felina) mortali anche per un norvegese delle foreste. Un’alimentazione di alta qualità e la più naturale possibile, sia secca che umida, è sufficiente a mantenerlo in forma. I miei consigli Prima di scegliere un gatto documentiamoci in modo accurato, contattando diversi allevatori per avere informazioni approfondite e per apprendere se quella razza ha le caratteristiche per essere il nostro compagno ideale, ma soprattutto analizziamo bene se noi siamo i compagni ideali per lui. Il gatto è un compagno con cui dividere la vita per più di 10/15 anni, non un oggetto da prendere e abbandonare. Desiderare un gatto di razza significa condividere la filosofia che ha porta-

to alla selezione o alla salvaguardia di ogni singola specie felina, portandosi a casa il frutto dell’amorevole lavoro nel tempo di appassionati come me. Il Norvegese è un gatto che non passa


inosservato, equilibrato, allegro, attivo, curioso e chiacchierone; l’intelligenza è acuta e impara facilmente. Vive bene in appartamento, ma ha bisogno di un ambiente ricco di stimoli. Ama saltare, correre ed ha una predilezione per l’acqua. E’ un gatto geniale ma sottovaluta il pericolo, è un temerario e non teme l’altezza; evitiamogli sgradite sorprese, chiudendo finestre e balconi. Non sottovalutiamo l’alimentazione, i soldi spesi in più per un’alimentazione sana e corretta si risparmiano dal veterinario. IL GATTO NORVEGESE delle foreste IN PILLOLE • Vive bene in appartamento, ma è bene creare un ambiente ricco di stimoli • Ama saltare, correre ed ha una predilezione per l’acqua • Dolce e socievole, accetta di buon grado la compagnia dei bambini, di altri gatti e di altri animali • Il Norvegese è un gatto che non passa inosservato, equilibrato, allegro, attivo, curioso, e chiacchierone. Ha una voce armoniosa molto dolce, può catturare la nostra attenzione con veri discorsi “gattosi”. mew mew miuow.. • L’intelligenza è acuta e impara facilmente • Sceglie una persona in famiglia a cui

attaccarsi, non è detto che sia chi gli dà da mangiare, e partecipa attivamente alla vita familiare • Grande cacciatore, a un norvegese non scappa nulla • Ama viaggiare e segue il proprietario ovunque se abituato da piccolo, non conosce ostacoli aereo, treno, auto • Tollera bene il guinzaglio • La toelettatura non è impegnativa, è sufficiente spazzolarlo una volta alla settimana in inverno, nei periodi di muta almeno un giorno sì e uno no • Non ha particolari problemi di salute • Ama essere al centro dell’attenzione e giocare con il proprio umano. • E’ un gatto geniale ma sottovaluta il pericolo, è un temerario e non teme

l’altezza evitiamogli sgradite sorprese chiudendo finestre e balconi In poche parole il Gatto norvegese delle foreste è... un GRAN GATTO e non solo per la sua bellezza.

PARLIAMO DEL MaiDireMiao Norwegian Forest Cats Il mio amore per i norvegesi nasce da un viaggio in Norvegia nel 1980: quando vidi un gatto scendere a testa in giù da un albero, tutto grigio, grande e grosso, ne rimasi rapita. Avvicinandomi trovai una signora che mi disse di essere un’allevatrice, e mi illuminò su questo meraviglioso felino. I gatti fin da piccola hanno sempre fat-

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to da cornice alla mia vita; collaborando con il gattile ho imparato ad osservarli, a capire lo stato fisico in cui ogni animale si trova, a curarli, ad allevare cuccioli orfani allattandoli, ad amarli. Tutti i gatti sono belli e danno infinito affetto se riesci a rapportarti con loro nel modo giusto. Un gatto non si possiede, si conquista. Ma nel cassetto avevo un sogno: condividere la vita con un gatto norvegese. Nel 2002 la svolta, con il mio compagno Fabio e con Dino il nostro siamese trovatello, inizia la mia avventura di allevatrice con Nà Nà del Passatore soprannominata Lince, femmina brown tabby, seguita da Egon della Corona Boreale, maschio blu. Con Egon cominciai a frequentare le mostre con ottimi successi. Studiando la genetica felina, la base per un buon allevatore, capii che se volevo dei cuccioli blu dovevo scegliere un’altra femmina; quindi mi recai a Stoccolma per Elvira Madigan Tassemarkens, gatta blu tabby. Non è facile ottenere la fiducia di allevatori famosi con ottime linee di sangue, ma la cosa più difficile è avere la fortuna di scegliere bene: un cucciolo

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in realtà è una promessa di gatto perché i fattori che incidono sul suo sviluppo sono infiniti, a volte si pensa di acquistare un soggetto fantastico e poi… nulla. Io ebbi il tocco magico! Egon divenne World Champion (WCF) nel 2008 in Spagna, mentre Elvira ottenne lo stesso titolo in uno show in Francia nel 2012. Il look più selvaggio ed apprezzato del Norvegese è il tigrato ovvero il brown tabby, proprio come Lince, ma io amo i colori diluiti ed i gatti argentati, per questo nel 2011 ho scelto Aldaran Pernilla, una femmina blue crema silver. Ma MaiDireMiao è sempre in fermento... Nel 2012 su Internet noto Alfa Crux Krusmons, skogkatt di colore amber. A determinare l’amber è un gene “capriccioso” recessivo, che muta il mantello nero in albicocca ed il mantello blu in nocciola chiaro. Scoperto nel 2009, lo si trova in molte specie di animali: negli ippopotami, nei cavalli, nei conigli e anche negli umani, ma l’unico gatto che possiede il gene amber è lo Skogkatt. Io amo le sfide, perché non impegnarsi nello sviluppo e nel miglioramento di questi soggetti? Nel maggio 2012 un brutto scherzo della natura, il terremoto colpisce l’Emilia Romagna con epicentro a pochi chilometri dalla nostra abitazione: mio marito abbandona in tutta fretta la casa danneggiata con nelle mani solo due computer e 5 gatti nei trasportini!

Il nostro allevamento si trasferisce a Sassuolo dove dalla Svezia giunge la nostra magnifica Alfa Crux. Il suo arrivo ha coinciso con grandi cambiamenti nella mia vita, penso che lei sia il mio piccolo grande portafortuna, è così magica per me... Ogni gatto è unico e tutti sono magnifici nella loro unicità, ma a volte... Grazie ad Alfa nel 2013 arriva la prima cucciolata amber di MaiDireMiao. Le caratteristiche genetiche rare vanno coltivate, così a gennaio 2014 dall’Au-

stria giunge la mia nuova promessa: Magic Tigers Smokey, di colore light amber smoke. Per avere gatti al top occorre un’accurata ricerca, quindi i viaggi all’estero per i soggetti migliori non mancano. Allevare significa passione e sacrificio. Niente vacanze o viaggi lunghi, ma notti insonni e preoccupazioni. Io seleziono la razza con tre obiettivi: salute, aderenza allo standard e carattere amorevole. Tutto ciò richiede infinito tempo e notevoli sforzi economici; test genetici, cure mediche, alimentazione di qualità non possono mancare, ma ci sono anche soddisfazioni, quando un tuo cucciolo migliora la vita alla nuova famiglia portandogli un po’ di magia, o come quando Elvira ed Egon sono diventati campioni del mondo; come dimenticare l’emozione di quei weekend? E’ una grande gioia per me vivere con gatti norvegesi delle foreste felici e curati, poter aiutare a difendere e divulgare questa razza a chi non la conosce e non sa cosa si perde. I miei gatti vivono in stretto contatto con noi, girano liberi per casa e sono ottimi compagni di vita. Non mi piace definirmi allevatrice, lo trovo un termine riduttivo, diciamo che sono un’amante di tutti i gatti con una grande preferenza per questa fantastica razza: i Norvegesi delle Foreste.

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Perchè vivere con un Norvegese delle Foreste?

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e lo sono chiesta spesso perchè scegliere di vivere con un Norvegese e giorno per giorno mi sono data queste semplici risposte: Perchè un Norvegese è più dolce di un bignè e non fa ingrassare.

Perchè è un giocherellone e se sarai bravo, ti eleggerà a suo gioco preferito. Perchè è robusto ma agile, ed è un allenatore eccezionale se vuoi stare al suo passo. Perchè sa farsi amare.

Perchè come te adora stare in compagnia. Perchè è un imponente selvaggio, ma ti lascia libera di correre da lui quando vuoi.

Perchè accarezzando il suo pelo idrorepellente affronterai la vita allegramente.

Perchè è un amico massiccio che ti sa sussurrare infinite fusa.

Perchè è un abile aiutante e con la sue zampe palmate passeggia sulla tastiera mentre tu lavori al computer.

Perchè è un abile cacciatore... di pensieri negativi: i tuoi.

Perchè sa farsi perdonare ogni misfatto.

Perchè è un curioso ficcanaso, e tu non gli basti mai...

Perchè sa come divertirsi e farti divertire.

Perchè un Norvegese sa prendersi cura di chi vive con lui.

Perchè con un norvegese per casa... è sempre qui la festa!

Perchè sopportare un padrone vichingo ci vuole un buon carattere.

Perchè se spegni la Tv è meglio di una fiction.

Perchè è un abile pescatore e come pulisce gli acquari lui non ci riesce nessuno. Perchè è un ottimo trainer, tutte le mattine 7/9 kg di peso sul corpo servono per irrobustire i muscoli, meglio che andare in palestra. Perchè un signor gatto a cena non bada a spese, e se tu non provvedi ci penserà lui a procurare il cibo anche per te. Perchè pretende di far tutto da solo, finché tu non arrivi a casa. Perchè è un compagno fedele, insostituibile e sa ascoltare all’infinito. Perchè non si ferma mai se ti vuol conquistare. Perchè lui ti possiede ma tu non lo sai. Perchè ogni volta che ti vede ti corre incontro, valorizzandoti.

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Perchè è un abile artista e lascia sempre tracce d’artigli (cioè) la sua firma sul divano. Perchè è intelligentissimo, a un Norvegese non la si fa. Perchè è un attore che dispendia infinite ore di intrattenimento gratuito. Perchè è un saggio investimento contro il logorio della vita moderna. Perchè dare attenzione a un Norvegese è far felice un gatto. Perchè appartenere a un Norvegese significa regalargli il cuore. Perchè il passo felpato di un Norvegese può produrre il terremoto nella tua vita. Perchè il graffio di un Norvegese aggiusta un cuore depresso. Perchè la pelliccia è morbida e calda come cachemire e ti riscalda anche d’estate. Perchè è un instancabile antistress.

Perchè un Norvegese riserva un infinità di sorprese: se ha i baffi non è detto che sia un maschio.

Perchè al rientro ci saluta sempre miagolando.

Perchè un Norvegese è l’ideale per convivere con altri animali.

"Tutti in posa!" MANDATECI LE FOTO DEI VOSTRI NORVEGESI... Gli amici di Petherapy Lab che condividono la loro vita con un Norvegese delle Foreste sono invitati a spedire le foto dei loro amici alla mail info@ petherapylab.com. La redazione sceglierà le migliori che saranno pubblicate nel prossimo numero in una speciale fotogallery, e tutte, ma proprio tutte finiranno in un album fotografico "ad hoc" creato sul profilo FB di Petherapy Lab. Perchè è una razza naturale, non si ammala quasi mai e può guarire anche i tuoi mali. Perchè sa sempre rubarti un sorriso. Perchè sa far vibrare ogni tua corda. Perchè svegliarsi al mattino al suono delle fusa mette il buon umore. Perchè accarezzare un Norvegese può abbassare il battito cardiaco e la pressione arteriosa. Perchè il mistero sta nei suoi occhi e la vera forza nella sua impronta. Perchè è inutile resistere alla corte di un Norvegese Perchè è il gatto che viene dal freddo e riscalda il cuore. Perchè un Norvegese? Perchè no! Per ora mi fermo qui, ma potrei aggiungerne un infinità...... vivere con un Norvegese è tuffarsi nei colori di un mondo nuovo, di un altro universo dove regna sovrano il suo dolce prrr prrrr, ronf ronf.

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Website: maidiremiao.eu E-mail: gattinorvegesi@maidiremiao.eu FB Marina Ferrari 338.4221340

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Il primo Cat Cafè italiano La casa di sette mici aperta anche agli umani...

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Alimentazione di Laura Rangoni

101 ricette per i nostri amici cani - parte 3 1) Biancostato e penne in salsa alle zucchine Ingredienti: 200 g di biancostato di manzo • 50 g di penne • 50 g di ricotta • 1 cucchiaio di olio di girasole • 50 g di riso soffiato • 1 carota • 2 zucchine Preparazione: Tagliate a dadini piccoli la carota e le due zucchine e mettetele a bollire in mezzo litro di acqua per una mezz’oretta almeno. Scolate le verdure e schiacciatele con i rebbi di una forchetta. Nell’acqua di bollitura delle verdurine fate cuocere la pasta, che deve risultare molto morbida e un po’ collosa. Sbollentate per una ventina di minuti la carne di biancostato, tagliata a bocconcini piccoli, in un po’ di acqua, quindi unite il riso soffiato e lasciate che assorba il brodo. Nella ciotola mettete le verdure, la pasta, il biancostato e il riso soffiato, e mantecate con la ricotta e il cucchiaio di olio. Mescolate e servite tiepido.

2) BRESAOLA AL SALTO SU LETTO DI PATATE

3) BRICIOLINE DI PLATESSA E CAROTINE CON PIZZOCCHERI

Ingredienti: 150 g di patate • 50 g di bresaola • 100 g di trita di manzo • 1 cucchiaio di olio di girasole • 50 g di riso soffiato • 1 carota • 1 zucchina

Ingredienti: 200 g di filetti di platessa • 50 g di pizzoccheri • 10 g di formaggio Branzi fresco • 1 cucchiaio di olio di girasole • 50 g di riso soffiato • 50 g di carotine novelle • 1 zucchina • 1 patata

Preparazione: Tagliate a dadini piccoli la carota e la zucchina e metteteli a bollire in mezzo litro di acqua per una mezz’oretta almeno con le patate pelate e tagliate a pezzi. Scolate le verdure e schiacciatele con i rebbi di una forchetta. Sbollentate in un po’ d’acqua per una decina di minuti la trita di manzo, quindi unite il riso soffiato e lasciate che assorba il brodo di bollitura della carne. Nella ciotola mettete le verdurine, il composto di carne trita e riso soffiato e condite con l’olio. Tritate la bresaola e cospargete il composto. Mescolate e servite tiepido.

Preparazione: Tagliate a dadini piccoli le carotine novelle, la patata sbucciata e la zucchina e metteteli a bollire in mezzo litro di acqua per una mezz’oretta almeno. Scolate le verdure e schiacciatele con i rebbi di una forchetta. Cuocete nell’acqua di bollitura delle verdurine i pizzoccheri per una mezz’oretta, in modo che siano molto morbidi e un po’ collosi. Sbollentate in un po’ d’acqua per una decina di minuti i filetti di platessa, triturandoli con i rebbi di una forchetta. Unite il riso soffiato e lasciate che assorba il brodo di bollitura della platessa. Nella ciotola mettete i pizzoccheri, le verdurine, il trito di platessa e il formaggio branzi fresco tagliato a dadini piccoli. Condite con l’olio, mescolate e servite tiepido.

Nota dell’autrice: gli ingredienti si riferiscono a due pasti, quindi la razione giornaliera, per cane di taglia media. Per cani di taglia piccola dimezzare le quantità, per cani di taglia grossa raddoppiare le quantità). omunque, consiglio di sentire il veterinario prima di sperimentare un cambio di alimentazione, che può stressare il nostro amico peloso.

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Stop al greyhound racing! Stop alla caccia coi galgo! foto di Massimo Mantovani

Associazione Pet Levrieri ONLUS

Adotta un levriero rescue, aiuta chi si batte contro lo sfruttamento dei greyhound e dei galgo Per adozioni, informazioni e donazioni: Informazioni generali: info@petlevrieri.it - Adozioni: adozioni@petlevrieri.it - Donazioni: donazioni@petlevrieri.it contatti: +39 338 9541011 - +39 345 4543054

www.petlevrieri.it

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Scuoladinzolando di Marco Sivero Educatore cinofilo

Ambientamento del cane

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uando portiamo a casa un cane, spesso non consideriamo i suoi tempi di ambientamento e ciò che noi possiamo fare per aiutarlo nel passaggio alla nuova vita e famiglia, per un cane, compresi i cuccioli di pochi mesi, il cambiamento di territorio, è sempre motivo di stress; il cane ha però una capacità di adattamento incredibile e alla base di questa qualità troviamo la radice della vita stessa: la conservazione della specie. Durante la vita quotidiana, si crea dei personali riferimenti con lo scopo di favorire gli eventi positivi e di evitare tutto ciò che potrebbe essere fonte di disagio. Gli odori, i suoni e le percezioni tattili (comprese le vibrazioni del suolo) provenienti dall’ambiente circostante, uniti al suo preciso orologio biologico, lo portano a trascorrere le giornate in sicurezza, consapevole di tutto ciò che sta accadendo nel momento contingente o che accadrà nell’immediato futuro. La certezza e la garanzia di essere al sicuro, in compagnia del suo gruppo sociale (famiglia), vengono raggiunte

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attraverso l’esperienza quotidiana e collaudate da continue prove ed errori dove, i rinforzi positivi o negativi raccolti, confermano le sue conoscenze. Ogni segnale, che non rientra tra quelli conosciuti, lo mette in allarme e, in ragione di ciò che può accadere durante o subito dopo la percezione sensoriale, è indotto a considerare l’evento come positivo o negativo. Quando un cane, indipendentemente dal carattere, viene sradicato dal proprio territorio ed inserito in uno nuovo e sconosciuto, tutti i riferimenti che gli garantivano protezione e sicurezza saltano, perciò, se è vero che ad ogni segnale sconosciuto si mette in guardia, proviamo ad immaginare come può sentirsi un cane in un ambiente completamente nuovo dove nulla ha un significato preciso. Alcune reazioni dominante in ambienti nuovi • spiccata diffidenza; il dominante ha fiducia solo in se stesso, tutto ciò che gli sta intorno, altri animali e umani compresi sono considerati potenziali

minacce; • iperattività; muoversi nervosamente alla ricerca di vie di fuga • disorientamento; annusare l’aria o


• rifiuto del cibo, pericoloso il rifiuto dell’acqua, anche se molto raro • nascondersi e uscire solo quando non osservato • sottomissione; tremore e perdita di urina alla presenza di umani o animali • restare inerme di fronte ad una minaccia, appiattimento a terra

mettersi in ascolto al fine di individuare i punti di riferimento conosciuti • abbaiare o ululare nel tentativo di stimolare risposte conosciute • indipendenza; non rispondere con immediatezza ai comandi • atteggiamenti di difesa attiva se minacciato Alcune reazioni dell’equilibrato in ambienti nuovi • moderata diffidenza; il cane equilibrato ha più fiducia negli altri che in se stesso pertanto è molto disponibile alle novità • incertezza nel rispondere ai comandi per timore di sbagliare; • seguire colui che ha scelto come capo branco al fine di accelerare l’inserimento nel gruppo sociale • fuggire, con o senza coda bassa, di fronte ad una minaccia come attivazione di una difesa passiva

Elementi necessari al cane per sentirsi a proprio agio • la conoscenza del territorio • i luoghi e le loro funzioni • i rumori ricorrenti e conosciuti • gli odori familiari e rassicuranti • le presenze animali e umane (rapporto con il gruppo sociale, branco) • i compiti e i valori dei vari componenti del gruppo sociale (gerarchia) • le scadenze quotidiane che regolano il suo orologio biologico • l’alimentazione • i rinforzi positivi (successi, conferme, coccole, premi alimentari e altro) • i rinforzi negativi (insuccessi, negazioni, rimproveri, privazioni e altro) Al fine di aiutarlo ad ambientarsi adeguatamente: • mantenere le stesse abitudini che aveva nell’ambiente precedente poi, gradualmente indirizzarlo ad usi più consoni alla nuova famiglia; • verificare quali erano le abitudini personali; • permesso di visitare tutta la proprietà; • la vecchia cuccia dovrebbe seguire

il cane, in alternativa, nella nuova, se fosse possibile, sarebbe opportuno sistemare qualcosa che abbia l’odore del precedente • se non dovesse essergli gradito il luogo individuato da noi , osservare dove preferisce riposare lasciandolo fare; • inibire la possibilità di nascondersi; • evitare di osservare il cane quando mangia, ignorarlo; • mantenere inizialmente gli stessi orari dei pasti a cui era abituato, gradualmente li adatteremo alle abitudini della famiglia; • mantenere inizialmente lo stesso alimento che consumava in precedenza poi, eventualmente, cambiare alimentazione; • evitare rumori forti sia in casa che fuori; • mantenere costanti le ore in cui lo si porta a sporcare ignorandolo quando espleta; • non soffocarlo di attenzioni, lascargli la sua autonomia, ha solo cambiato casa..; • se si deve recarsi dal cane, prima chiamarlo, poi raggiungerlo senza guardarlo negli occhi, non deve assolutamente sentirsi minacciato mentre deve in ogni momento avere l’opportunità di scegliersi una via di fuga; • accertarsi che si lasci accarezzare; alcuni animali rifiutano di essere manipolati, ed alcuni nostri gesti possono essere interpretati come atti di dominanza (accarezzare la testa, ecc.);

Alcune reazioni del sottomesso – inibito in ambienti nuovi: • abbattimento; sconforto e incapacità di reazione, l’inibito non ha fiducia in se stesso pertanto non è in grado di avere fiducia negli altri

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• comportarsi distrattamente : se si avvicina, toccarlo e accarezzarlo distrattamente, non avere fretta di avvicinarlo, quando si sentirà lo farà da solo; • prestare attenzione ai primi approcci con il guinzaglio, alcuni soggetti lo vedono come un mezzo di costrizione. Puoi cominciare con il lasciargli il collare sempre al collo, tanto per abituarlo alla sua innocua presenza. Ogni volta che si avvicina, provocare una leggera trazione sul collare premiandolo immediatamente dopo; • non avere mai fretta di intraprendere un ciclo di educazione attendere che si senta a proprio agio e che riconosca in noi il suo capo branco Se in casa c’è un gatto, non lasciate che si incontrino già il primo giorno, lasciategli prima sentire il suo odore e aspettate che si incontrino gradata-

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mente, in modo del tutto casuale, sorvegliando che tutto vada per il verso giusto. Se invece possedete un altro cane, lasciate che siano loro a gestirsi il loro rapporto e non tenete più in considerazione il nuovo cane. cercate di farli mangiare nella stessa stanza, ma a distanza di qualche metro e se ci sono diverbi, prima di intervenire aspettate che sia davvero necessario. Qualche scaramuccia possono vedersela anche da soli. Lo stesso vale per la cuccia: magari alla fine i due cani inizieranno a dormire insieme, ma all’inizio è bene che abbiano ognuno la sua cuccia, e queste devono essere vicine, ma non attaccate. Togliete poi tutti i giochi da casa e introduceteli gradatamente tempo dopo, quando il rapporto tra

i due cani inizia a stabilizzarsi. Ci si renderà conto del suo totale ambientamento, nel momento in cui si muoverà a proprio agio, facendo propri la sua cuccia e la zona dove mangia e si lascerà gestire al meglio anche in caso di gesti veloci ed inattesi da parte nostra. La buona regola è non avere mai fretta che, mai come in questi, casi è cattiva consigliera, dedicare a lui e a noi alcuni giorni (non si porta un cane a casa la sera lasciandolo completamente solo la mattina successiva..): taluni soggetti non hanno bisogno di molto tempo (anche più di un mese) per ambientarsi e, di solito, sono i soggetti dominanti e equilibrati ma, quando un soggetto è tendente al sottomesso o inibito, ha bisogno di maggior tempo (anche alcuni mesi) per acquisire fiducia in se stesso e in chi fa parte della sua nuova famiglia.. Alla prossima..


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Il cane del mese di Elizabeth Zancato dell' Elis-Oaks di Campodarsego (Pd)

Tibetan Mastiff: il "padre" di tutti i molossi moderni

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i lui ci si può innamorare per quello sguardo magnetico che sembra leggerti dentro l’anima. Oppure per le sue straordinarie doti di cane da guardia. Per il fatto che è considerato il “padre” di tutti i molossi moderni. O semplicemente perché è un cane che di certo non passa inosservato per possenza, bellezza e fascino. Anche per questo su di lui possono nascere tante, troppe congetture che poco o nulla hanno a che fare con la realtà. Praticamente da sempre questa razza é stata circondata da un alone di leggenda e di mistero: già Aristotele diceva che il suo aspetto faceva pensare a un incrocio tra un cane e un leone. Secoli dopo, alla fine del 1200, Marco Polo lo descrive come un cane alto quanto un asino, con la voce del leone e dal carattere piuttosto bellicoso, anche se viene spontaneo chiedersi quanto sia stato grande l’asino cui Marco Polo paragonò il cane. Le descrizioni di Marco Polo hanno condizionato fortemente le idee che gli Europei si erano fatti su questo cane, e quando alcuni esploratori e militari Britannici si trovarono di fronte a dei Mastini Tibetani autentici rimasero delusi dal trovarli non più grossi dei Mastini Europei. Si disse allora che il grande mastino visto da Marco Polo si era istinto, o il Tibetan Mastiff discende dagli stessi cani che otto-diecimila anni or sono l’uomo cominciò a selezionare per avere soggetti in grado di proteggere il bestiame al pascolo dai predatori. Chiamato dai cinologi occidentali Tibetan Mastiff, il nome originario Do-Khyi è stato riconosciuto dalla FCI (Federazione Cinofila Internazionale) solo recentemente. In Italia il Tibetan Mastiff è tutelato dall’associazione specializzata CIM (Club Italiano del Molosso) www.clubitalianodelmolosso.it presieduto da persone capaci ed esperte nel campo cinofilo.

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Sul sito troverete anche lo standard di razza ufficiale FCI. CARATTERE Per capire la personalità della razza, è necessario guardare la sua storia e apprezzare come questo cane è stato usato per secoli in Tibet. La vita moderna non può assolutemente es-

sere paragonata con la vita in Tibet, nemmeno ai giorni nostri e l’istinto innato alla guardia della razza non può alleggerirsi con poche generazioni, e questo fatto deve essere preso in considerazione. Tuttavia, il Tibetan Mastiff è estremamente adattabile ad ogni situazione e cambio di vita, e con una convivenza


sensibile e un proprietario comprensivo, può diventare un compagno di vita meraviglioso, ma la dedizione del proprietario a questo cane è assolutamente necessaria E’ un cane “cocciuto”, una mistura di mentalità canina Orientale e Nordica con un pizzico della “falsa pigrizia” tipica dei Mastini... un pizzico molto importante poiché lascia la possibilità al proprietario preparato di prevedere, capire e instaurare un facile rapporto di complicità. Lo vedrete sedere, guardando l’infinito... e pensare; è un cane riflessivo, capace di distinguere le più diverse situazioni adottando il comportamento più adatto per ogni evenienza... ed è per questo che è abilissimo nel prendervi in giro! Se sarà cresciuto correttamente non proverà mai a sfidarvi sul piano fisico perché voi sarete il suo “tutto”, ma sarà costantemente una sfida, stenterete a crederci, sul piano intellettuale. Anche nella vita di branco (per chi ne possedesse più di uno), si assiste spesso a vere e proprie gare di intel-

ligenza fra loro, molto sottili, e che spesso decretano la Leadership del gruppo. Non fraintendiamoci però: anche loro possono avere violenti litigi, ma se il rispetto nei vostri confronti è alto, sarà molto raro che avvenga in vostra presenza. E’ quindi buona abitudine

dividere alcuni soggetti se vi dovete assentare per molte ore, specie se ci sono motivi di nervosismo nell’aria (femmine in calore, cibo o giochi sempre a disposizione, ecc.). Nonostante diano l’impressione di essere cani molto tranquilli, lenti e pigri, hanno un’agilità formidabile, una tenacia interminabile e un’abilità straordinaria ad aprire porte, finestre, box e gabbie, proprio dovuta alla loro viva intelligenza e capacità di osservazione (si, vi osservano!!). E’ bene quindi avere una recinzione sicura e adeguatamente alta. D’altro canto, fortunatamente, sono cani da guardia e normalmente non sono interessati a scappare, quanto a guardarsi intorno ed eventualmente espandere il loro territorio. E’ un cane che adora l’ambiente famigliare e non vuole essere escluso dalle attività giornaliere. Deve sentirsi parte integrante, ma allo stesso tempo non perdere la sua indipendenza e dignità; in caso contrario sarà un cane apatico. In casa sceglierà un angolo tranquillo

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dovreste cominciare a chiedervi il perchè; questi cani sono molto intuitivi e vedono più lontano di noi... E’ assolutamente affidabile con bambini (anche molto piccoli) e anziani, è molto paziente, e nel caso in cui un cucciolo d’uomo fosse troppo invadente, si alzerà, volterà le spalle e cercherà un posto irragiungibile dal bambino (non stupitevi se lo vedrete salire e sdraiarsi sul tavolo della cucina, lì il bimbo non ci arriva!). Molti proprietari hanno notato quanto i loro cani amino i bambini anche quando questi non sono della famiglia; bisogna nuovamente guardare al loro passato per scoprirne i motivi: i loro antenati (tuttora fra i popoli Tibetani) venivano lasciati a guardia degli accampamenti solo con donne e bambini (i quali sapevano gestire perfettamente i loro cani) quando gli uomini erano a molte miglia di distanza a lavorare le terre, cacciare o fare scambi con altri villaggi. E’ comunque importantissimo non lada dove poter controllare tutto ciò che accade intorno a lui. Con il suo proprietario forma un legame molto forte ma mai invadente ed è facile considerarlo un membro della famiglia a tutti gli effetti. In un contesto famigliare questa razza ha tutte le opportunità di sviluppare la sua totale personalità e mostrare il suo affetto in modo discreto. Sono cani felici se hanno anche uno o più simili con cui passare la giornata quando restano soli. L’istinto della caccia non è forte nel Tibetan Mastiff, è quindi un buon compagno anche per altri animali piccoli o grandi che siano. Con gli estranei, in vostra presenza, sarà inizialmente diffidente e successivamente, se lo gradisce, lo accoglierà con maniera, accettando di buon grado anche qualche coccola; in caso contrario, cioè se non gli piace, lo ignorerà completamente poichè accetterà il fatto che siete stati voi a farlo entrare. Sarà il caso che le persone appartenenti al secondo gruppo non entrino mai in casa o in giardino se non siete presenti, anche se è un ospite abituale, se non gli piace... non gli piace, e

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sciare mai soli cani e bambini, qualunque razza sia il cane e per quanto bravo possa essere il bambino... spesso non viaggiano sulla stessa lunghezza d’onda e delle banali incomprensioni vanno a discapito di entrambi. Anche una semplice zampata data per gioco può essere catastrofica per la pelle delicata di un bimbo, o passando vicino una leggera spinta è sufficiente a far perdere l’equilibrio. SALUTE E’ un cane rustico e robusto e non si ammala facilmente, ma come tutti i molossi può soffrire di altre patologie: - è bene controllare tramite radiografie la displasia dell’anca e del gomito dopo i 18 mesi d’età (età minima per effettuare i controlli ufficiali) anche quando i genitori ne sono esenti. - l’entropion e l’ectropion sono malformazioni delle palpebre che possono essere visibili già dai primi mesi d’età; fino a qualche anno fa non era un problema della razza ma con l’en-

trata in gioco di alcuni allevatori poco attenti alle patologie (grazie purtroppo alla moda della razza ora in voga in Cina) e al grosso numero crescente di importazioni dall’Oriente, si riscontrano casi in aumento. - tipici invece della razza sono i valori della tiroide più bassi della media canina, è quindi opportuno controllarli almeno una volta ogni due anni per assicurargli una lunga vita senza grossi problemi nel caso scendessero troppo. Essendo un molosso ha bisogno di un’alimentazione adeguata per crescere correttamente, usando cibo di scarso livello si rischia fortemente una formazione insufficiente dello scheletro e dei muscoli. La femmina di Tibetan Mastiff ha un solo calore all’anno, solitamente in Autunno. COME SCEGLIERE L'ALLEVATORE COME SCEGLIERE L’ALLEVATORE Avete scelto il Tibetan Mastiff come futuro compagno della vostra vita, ora dovete scegliere l’allevatore che vi accompagnerà in questa avventura. Tanto la scelta della razza come quella dell’allevatore è fondamentale per una felice convivenza con il vostro

nuovo amico a quattro zampe. Di seguito troverete delle semplici domande, da porvi e da porre agli allevatori che contatterete, che vi aiuteranno nella scelta. Da quanto tempo questo allevatore lavora nella razza? Quanti cani possiede? Quante cucciolate di Tibetan Mastiff sono nate nel suo allevamento? Per quanto il numero di anni che una persona ha dedicato ad una razza non faccia di questa un esperto, è anche vero che bisogna porre attenzione agli “esperti dell’ultimo minuto”; prendetevi tutto il tempo che vi occorre per docuentarvi sulla razza, visitate gli allevamenti e toccate con mano. La mia prima Tibetan Mastiff è arivata nel 1998, ma sono coinvolta in questa razza da dal 1996 e prima ancora ero già presente nel mondo cinofilo da diversi anni. La mia prima cucciolata è nata nel Gennaio 2001. Il Tibetan Mastiff è per me una vera passione ed un amore profondo ed è stata l’unica razza presente in allevamento per diverso tempo; solo 16 anni dopo ho aggiunto una razza molto diversa caratterialmente (ma con molte

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similitudini fisicamente) per andare incontro alle “esigenze” di mia figlia che voleva un rapporto più attivo e frizzante, che può dare solo un cane più sportivo (abbiamo optato per il Lapinkoira). Ho scelto di allevare Tibetan Mastiff cosciente del fatto che avrei impegnato la maggior parte della giornata a loro.... tutti i giorni; indirizzandomi su attività che permettono la costante presenza di almeno uno di noi a casa, non delegando nessun altro alla loro cura, riducendo al minimo le mie assenze. Allevare per me significa convivere, condividere, amare e godere dei miei cani a 360 gradi. So che non è sempre possibile per chi alleva fare una tale scelta e so di essere fortunata. Chiedete i controlli medici dei cani destinati alla riproduzione: per esempio, questo allevatore esegue i controlli sulla displasia dell’anca e del gomito dei futuri genitori Hanno eseguito il test della tiroide? E sono questi esami riconosciuti da enti ufficiali? L’allevatore in questione sarà disposto a mostrarvi tali documenti? Allevatori poco seri non avranno alcun problema nel dirvi che i loro cani non

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"Tutti in posa!" MANDATECI LE FOTO DEI VOSTRI TIBETAN MASTIFF... Gli amici di Petherapy Lab che condividono la loro vita con un Tibettan Mastiff sono invitati a spedire le foto dei loro amici alla mail info@petherapylab.com. La redazione sceglierà le migliori che saranno pubblicate nel prossimo numero in una speciale fotogallery, e tutte, ma proprio tutte finiranno in un album fotografico "ad hoc" creato sul profilo FB di Petherapy Lab.

ne hanno bisogno, oppure che sono controllati, quando in realtà non lo sono affatto. Se un allevatore non può o non vuole mostrarvi tali certificati, terminate il rapporto. Tutti i miei cani sono ufficialmente radiografati dall’ FSA (Fondazione Salute Animale) o dalla CELEMASCHE gli UNICI organi riconosciuti in Italia per tali pratiche; vengono radiografati per la displasia dell’anca, dal 2007 anche per la displasia del gomito. Sono visitati ufficialmente, con relativa documentazione, per patologie ereditarie oculari. I livelli della tiroide vengono controllati anche più volte nell’arco della loro vita. Tutte le documentazioni riguardanti la salute dei genitori del vostro cucciolo sono fotocopiati e inseriti nelle cartellette che vengono consegnate ad ogni nuovo “membro della famiglia”. Ovviamente saranno a vostra disposizione anche prima di scegliere di prendere un cucciolo del mio allevamento. Chiedete all’allevatore in questione dei problemi di salute dei suoi cani. Sembra onesto e diretto circa le debolezze delle sue linee di sangue? Non c’è il cane perfetto e TUTTE le li-

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nee di sangue hanno punti di forza e debolezze. Chiudete il rapporto con l’allevatore che assicura che le sue linee sono esenti da ogni tara genetica e che quindi non fa alcun controllo per potenziali problemi come la displasia dell’anca o l’ipotiroidismo. Anche gli allevatori più conscienziosi possono commettere involontari errori, ma da questi si impara; è per me quindi molto importante mantenere un rapporto duraturo e di onestà con coloro che hanno un mio cane. L’allevatore in questione registra i suoi cani presso enti ufficiali quali

l’FCI (Federazione Cinofila Internazionale) ed ENCI (Ente Nazionale Cinofila Italiana)? L’allevatore ha una conoscienza adeguata dei pedigree e avi dei suoi cani? Può mostrarvi foto dei genitori, nonni e bisnonni? Imporante: un cane che nasce con il pedigree non può essere venduto senza; chi vi fa scegliere, a seconda del prezzo, se volete o meno il pedigree è un imbroglione ed è punibile!! Per la legge i cani senza pedigree non sono da considerarsi di razza anche se ci assomigliano molto. Vi ha dedicato sufficiente tempo per parlare delle varie caratteristiche della razza? Avete avuto l’impressione che sia stata una pratica, bilanciata e onesta visione sulla


razza in generale? Il Tibetan Mastiff è una razza meravigliosa ma alla quale piace molto mettersi in sfida. Questo allevatore vi ha detto solo cose positive senza discutere gli aspetti difficili a cui potrerste andare in contro? Anche se siete ovviamente eccitati all’idea di avere un cucciolo, chiudete il rapporto se vi siete sentiti spinti dall’allevatore a comprare. Il mio desiderio più grande è che i nuovi “genitori adottivi” siano pienamente soddifatti del carattere del loro cane e che viva con loro per il resto della vita. Sono convinta che buona parte del futuro carattere e atteggiamento verso la vita del cane sia dovuto inizialmente ai primi mesi vissuti in allevamento e in maggioranza, più tardi, ai nuovi propietari e il loro modo di porsi nei confronti del cane (e in parte anche la genetica ha il suo ruolo). ecco perché cerco di mantenere un solido rapporto con voi, ove potervi aiutare e consigliare per qualsiasi indesiderato comportamento. Avete avuto l’impressione che l’allevatore abbia fatto un buon lavoro nell’informarsi sulla vostra famiglia, situazione, casa, stile di vita, vostre aspettative e quant’altro? Ovviamente comprare un cane implica una transazione finanziaria, ma i cuccioli non sono prodotti che si ammucchiano al supermercato disponibili per chiunque abbia i soldi per comprarli. Hai avuto l’impressione che questo allevatore abbia appreso sufficienti informazioni da essere felice di concedere un suo cucciolo presso la tua famiglia, oppure che fosse più interessato allo scambio di soldi? Nei limiti del possibile cero di avere il maggior numero di informazioni sui probabili acquirenti, a volte al limite dell’invadenza quando ho dubbi; ma questo aiuta non poco ad eliminare futuri problemi di comunicazione e

non per ultimo ad evitare la convivenza del Tibetan Mastiff con persone poco adatte, rendendo una vita poco felice ad entrambi e a me in quanto responsabile del loro futuro. L’allevatore in questione è poco disponibile a farvi visitare genitori e cuccioli? Nel caso tu non abbia possibilità di visitare l’allevamento, l’allevatore provvede a mandarti un buon numero di nozioni e foto? Siate cauti con coloro che insistono per incontrarvi altrove per consegnarvi il cucciolo, e con coloro che vendono i propri cuccioli tramite negozi o

intermediari. Non mi servo MAI di intermediari, nessuno fra me e il nuovo proprietario! che ha il diritto di vedere i cuccioli, madre e se presente in allevamento o poco lontano il padre; ma anche nonni, bisnonni, fratelli, zii e chi più ne ha più ne metta. L’allevatore socializza i suoi cani e i suoi cuccioli? A seconda delle possibilità e del numero, i cani dell’allevatore fanno vita di casa o di canile. In entrambi i casi, specie nel secondo, il Tibetan Mastiff

E-mail: zanzabet@yahoo.it - Tel. 3394257439 FB Elizabeth Zancato

deve essere socializzato, condurre il più possibile una vita dignitosa e felice. I miei cani fanno vita di casa, di famiglia. Hanno ovviamente un grande giardino, ma amano stare con noi, e la notte li tengo in casa... sempre tutti insieme. Escono regolarmente, e quasi ogni giorno riceviamo visite delle quali approfitto per farli socializzare a qualsiasi tipo di situazione. A partire da un mese d’età i cuccioli vivono insieme a tutti gli adulti che insegnano loro con severità e allo stesso tempo con amabile attenzione

le regole del gioco della vita.... praticamente fanno gran parte del mio lavoro, alleggerendolo. L’allevatore in questione indirizza parte dei discorsi a denigrare il lavoro di altri allevatori e dei loro cani? Il contatto iniziale che avete con l’allevatore dovrebbe essere tutto sul suo lavoro e l’interesse che avete nei suoi cani ed eventuali cuccioli. Non avete bisogno di ascoltare malignità su altri allevatori e cani. I veri allevatori entusiasti e seri conoscono gli sforzi enormi che servono per crescere dei cuccioli e seguire gli adulti. Gli allevatori responsabili realizzano che molta energia deve essere indiriz-

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Realtà di Sauro Pari Presidente Fondazione Cetacea onlus

Divulgazione, educazione e conservazione in un'unica anima

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al 2008 esiste a Riccione un Centro di Recupero e Riabilitazione per le Tartarughe Marine, meglio conosciuto come "Ospedale delle tartarughe". Nato come centro di soccorso, di questi preziosi e minacciati animali, già nel 1992, presso il Delfinario di Riccione, fu trasferito nel 2004 presso il parco Oltremare ma non venne incorporato nella nuova struttura. Fu quindi necessario cambiare radicalmente l’organizzazione perché potesse sopravvivere da sola, finalmente nel 2008 Fondazione Cetacea ottiene uno spazio dedicato dal comune di Riccione, presso la colonia Bertazzoni.

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Comincia così ad operare in totale autonomia a favore delle Regioni Emilia Romagna e Marche, nelle quali si costituiscono, nel frattempo, le Reti Regionali per la tutela e la conservazione delle Tartarughe Marine. Dal 2008 Fondazione Cetacea opera al di fuori degli ambienti di cattività e il suo solo scopo è curare, riabilitare e reimmettere in natura gli animali marini in difficoltà. Oggi il centro, gestito da Fondazione Cetacea onlus, è fra i più importanti del Mediterraneo, si avvale della collaborazione di decine di volontari, fra i quali studenti, veterinari, biologi, naturalisti, amici degli animali.

Il Centro di Recupero è visitabile gratuitamente: in estate tutti i giorni, nel resto dell’anno su prenotazione, in via Torino 7/a a Riccione (tel. 0541 691557).


Le Reti Regionali per la salvaguardia delle Tartarughe Marine delle Regioni Emilia Romagna e Marche si avvalgono della collaborazione di diversi soggetti istituzionali, le Capitanerie di Porto in primis. Chiunque dovesse venire a contatto con una tartaruga in difficoltà deve avvertire la CP competente la quale attiverà immediatamente il percorso per la salvaguardia dell’animale e per le cure eventualmente necessarie. Fondazione Cetacea ONLUS è un’organizzazione senza scopo di lucro, ufficialmente riconosciuta dalla Regione Emilia-Romagna con Decreto n. 233 del 2/VII/97. è individuata quale Centro di Educazione Ambientale con Determinazione della D.G. Ambiente della medesima regione n. 9582 del 28/IX/98, e iscritta all’Anagrafe unica delle Onlus dal 25 novembre 1988, nel settore di attività 8 (tutela e valorizzazione della natura e dell’ambiente). Essa opera per lo studio e la conservazione degli ecosistemi marini

e più in generale, per la tutela ambientale. Sin dal 1988 è attivamente impegnata nei settori della ricerca, della conservazione e dell’educazione ambientale avvalendosi del contributo di volontari, biologi, veterinari, naturalisti. Fondazione Cetacea opera attraver-

so l’Educazione, la Ricerca scientifica e la Divulgazione dei dati per sensibilizzare l’opinione pubblica e favorire quindi la conservazione degli ecosistemi acquatici. Inoltre la Fondazione è impegnata in iniziative per il soccorso, la cura e la riabilitazione di animali marini in difficoltà.

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L'OSPEDALE DELLE TARTARUGHE Dal 1994 la Fondazione gestisce un centro di recupero delle Tartarughe marine, uno dei più importanti ed attivi della nazione e per l’Adriatico. Il Centro è riconosciuto come Centro di coordinamento regionale delle Marche e presto anche dell’Emilia-Romagna, secondo le indicazioni del Piano di Azione Nazionale del Ministero dell’Ambiente. Nel Centro sono state curate e restituite al mare oltre 300 tartarughe marine. Cetacea interviene anche su tutte le tartarughe spiaggiate già morte per raccogliere dati. Da notare che mentre in Italia si spiaggia in media 1 tartaruga ogni due chilometri di costa, in Emilia-Romagna questo valore sale a oltre 14 (e a 3 nelle Marche).

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Il Centro, per l’ospedalizzazione delle tartarughe, è dotato di: una vasca di riabilitazione di 15.000 litri, collegata con due vasche da 1000 litri, il tutto associato ad un impianto di filtraggio, UVB e riscaldamento; tre vasche da 1500 litri con impianto di filtraggio e riscaldamento, una vasca di quarantena di 1500 litri e una vasca smontabile di 600 litri. L’ospedale delle tartarughe marine è aperto nei mesi estivi tutti i giorni,

mentre durante l’inverno e la primavera, è accessibile su prenotazione, soprattutto da parte delle scuole e di chi ha adottato i nostri pazienti. Per informazioni telefonare allo 0541/691557. Le cure veterinarie delle tartarughe ospedalizzate presso il nostro ospedale sono condotte in collaborazione con il Dott. Nardini dell’associazione ABA e della Clinica Veterinaria Modena Sud.

FONDAZIONE CETACEA ONLUS Viale Torino 7/A 47838 Riccione (RN) - Tel./Fax +39 0541 691557 informazione@fondazionecetacea.org www.fondazionecetacea.org FB Fondazione cetacea


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Realtà di Paola Lusso

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Ippoterapia a Niguarda: il potere terapeutico del cavallo

I Centro di Riabilitazione Equestre “Vittorio di Capua” dal 1981 è armonicamente inserito all’interno dell’Azienda Ospedaliera Niguarda Cà Granda di Milano e da più di trent’anni costituisce un punto di riferimento per le discipline medico-riabilitative che utilizzano il cavallo come strumento terapeutico. Fa parte della Struttura Complessa di Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza e collabora con tutti gli altri reparti dell’Ospedale. L’attività del centro è rivolta soprattutto ad una fascia d’età che va’ dai due ai dodici anni e si propone di rispondere all’esigenza di praticare programmi terapeutici adeguati, utilizzando metodologie e strumenti “non ostili” al bambino. L´utilizzo del cavallo in riabilitazione significa avere a disposizione una ricchezza di strumenti che al cavallo sono naturalmente con-

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nessi: il ritmo, il movimento, la corporeità dell´animale, le emozioni che suscita e la relazione che instaura con chi gli sta intorno. Lo scopo della riabilitazione equestre è quello di offrire a persone con disabilità la possibilità di un migliore utilizzo della loro parte sana e delle sue potenzialità residue; ciò si realizza attraverso una serie di interventi terapeutici con il cavallo articolati in

modalità diverse a seconda della situazione clinica del soggetto. Attualmente il centro segue circa 110 pazienti l´anno con le più svariate patologie (ad esempio paralisi cerebrali infantili, traumi cranici, sindromi psichiatriche, ecc.) Il Centro offre a pazienti affetti sia da disabilità motorie (come la paralisi cerebrale infantile, esiti da trauma cranico) che psichiche e cognitive (come l’autismo o il ritardo mentale) la possibilità di affrontare le terapie riabilitative in un ambiente dove attività a cavallo e terapia occupazionale a terra, a contatto con gli animali, contribuiscono a trasformare ciò che potrebbe essere un impegno gravoso in un gioco bellissimo. Inoltre Il Centro, grazie alla costante collaborazione con gli altri reparti dell’Ospedale, offre percorsi riabilitativi mirati anche a pazienti adulti in fase post-acuta (come esiti da am-


© Samantha Trezzi

putazione, ustione, ecc.) Abbiamo posto alcune domande alla Dottoressa Chiara Luzzoli, terapista della Neuro- e Psicomotricità dell’Età Evolutiva specializzata in R.E., docente al corso di Perfezionamento in Riabilitazione equestre dell’Ospedale Niguarda Ca’ Granda e al corso per Assistenti in Riabilitazione Equestre, responsabile del settore sportivo-educativo per l’Associazione Amici del Centro di Capua. In che cosa consiste la Riabilitazione Equestre? La Riabilitazione Equestre è una pratica riabilitativa che impiega il cavallo come strumento terapeutico utilizzandone non solo gli stimoli motori che la sua andatura trasmette al paziente, ma anche le emozioni che l’animale suscita. Con quale tipologia avete i migliori risultati? Non si può parlare di una tipologia di pazienti con cui si ottengono risultati migliori, poichè il cavallo è uno “strumento” terapeutico nelle mani di un’equipè medico-riabilitativa che lo utilizza secondo le proprie competenze e a seconda dei bisogni del paziente a cui si rivolge. Che cavalli usate? Ci sono “tipologie” particolari? Un cavallo per la Riabilitazione Equestre deve di base essere un soggetto calmo, di natura non dominante, socievole, non troppo sensibile agli stimoli ambientali esterni e non in ultimo deva avere un buon rapporto con l’uomo. Deve essere in buona salute, presentare morfologia proporzionata, ed essere ben ginnasticato. In questo modo il paziente si potrà relazionare con un cavallo sicuro e che trasmetta stimoli corretti e regolari. Detto questo non esiste un cavallo ideale per la Riabilitazione Equestre perchè così come il piano riabilitativo è individualizzato, anche il cavallo a secondo della morfologia e dell’indole è scelto appositamente per quel preciso paziente e per gli obiettivi terapeutici di quel momento. Nel nostro centro abbiamo la fortuna di ospitare

sette cavalli di morfologia, razza e carattere diverso, questo dà la possibilità alle terapiste di poter scegliere il miglior cavallo per il raggiungimento di un dato obiettivo terapeutico. Sul benessere psico-fisico del cavallo incide però anche molto il tipo di gestione, che deve soddisfare per quanto possibile i bisogni fisiologici, motori e relazionali propri della specie. I nostri cavalli durante la giornata vivono in paddock divisi in piccoli branchi (da 3/4 cavalli), hanno a disposizione fieno ed acqua a volontà, ma suddiviso in varie zone del recinto per evitare litigi. Anche il

carico di lavoro è pianificato in modo tale che sia rispettato il loro benessere psico-fisico, grazie ad una tabella apposita che segnala i momenti di lavoro di ognuno di loro. La notte i cavalli vengono ricoverati in box ampi comunicanti tra di loro e con un’apertura verso l’esterno. Come avviene il contatto dei pazienti con voi? Tramite medico specialista? Asl? Ospedali? L’accesso al servizio è diretto da parte della famiglia o dei terapisti che seguono il bambino. Una volta presi i contatti con il Centro i bambini

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© Samantha Trezzi

tà, i ragazzi vengono coinvolti nella gestione degli animali, nutrendoli e occupandosi in prima persona della loro pulizia e cura. I ragazzi vengono anche aiutati a riconoscere le piante (spontanee e coltivate) presenti nei giardini e ad apprezzarne l’importanza e la specificità. Sono stati piantati anche numerosi alberi da frutto (meli, pruni, noccioli) in modo che i ragazzi possano seguire nel corso delle stagioni lo spuntare delle foglie, le fioriture e la formazione dei frutti. I Cavalli del Centro Adelina Nata nel 2000 è al Centro dal 2004 ed essendo un Pony si prende cura

vengono inseriti in una lista d’attesa non cronologica, ma che valuta l’età del paziente, la patologia e la sua insorgenza. Quando si rende libero uno spazio terapeutico la famiglia viene contattata per una prima visita di conoscenza con la Neuropsichiatra Infantile che raccoglierà l’anamnesi del bambino e famigliare, visiterà il bambino e definirà l’ indicazione. A seguito la Neuropsichiatra Infantile presenterà il caso all’equipe definendo il progetto terapeutico e il terapista di riferimento. In seguito ad un primo periodo di valutazione il terapista , in accordo con l’ equipe stila il programma terapeutico individualizzato sul paziente. (scelta del cavallo, bardatura utilizzata e attività proposte). In cosa consiste la terapia? Come è organizzata? Quanto dura in media?

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Le attività proposte dal terapista durante il trattamento e la singola seduta variano a seconda del paziente e dell’obiettivo terapeutico. Il percorso riabilitativo ha durata minima di un anno con frequenza mono o bisettimanale. La seduta si struttura in due momenti principali: quello sul cavallo e quello dei lavori a terra che fanno parte integrante della terapia e spesso è videoregistrata. La terapia in tutto dura circa un’ora: massimo30 minuti di terapia a cavallo e 15/20 minuti di terapia a terra. Sono previsti controlli da parte del medico specialista ogni sei mesi per monitorare il progetto terapeutico. Negli spazi verdi del Centro è stato realizzato un percorso guidato: i visitatori-utenti vengono accompagnati attraverso stalle, paddock e giardini per conoscere da vicino gli animali, i loro ricoveri e le modalità della loro gestione. A seconda delle possibili-

soprattutto di quei bambini che arrivano al Centro e magari non hanno mai visto un cavallo e ne hanno un po’ paura. Fly Lady Nata nel 2005 e trasferita al Centro nel 2012, ha un lucente mantello baio,


con criniera e coda nera. E’ una cavalla da sella italiano, razza robusta, affidabile e volenterosa. Giove Nato nel 1998, viene trasferito al Centro nel 2002, lasciando la Polizia di Stato. Cavallo da sella italiano (razza

Thelma Nata nel 1997 e trasferita al Centro nel 2005 di razza Avelignese, molto dolce, mansueta e disponibile.

Winter Arrivato al Centro nel 2014, nato nel 2008. Ha un mantello sauro-dorato, frangia, criniera e coda biondissimi. Di razza Avelignese, molto robusto e mansueto.

creata di recente che deriva dall’incrocio di molte razze italiane). Pasqualino E’ un Pony Fjord, razza molto antica, originaria della Norvegia, ha un mantello color isabella chiaro, cioè color biscotto con crini neri e argentati. Nato nel 2000, è arrivato al Centro nel 2008. Molto paziente e robusto.

Nilo ultimo arrivato al Centro nel 2014, è un cavallo Avelignese nato nel 2006. E’ un cavallo allegro, giocherellone, che ama la compagnia e mangiare. Nilo è stato donato al Centro del Gruppi 8 e 9 del distretto Rotary 2041 del Rotary International.

Gli animali della fattoria e del laghetto Non solo cavalli al Centro di Riabilitazione Equestre Vittorio di Capua, ma anche germani reali, galline ovaiole, pavoni, oche, anatre domestiche e nel laghetto, la carpa Pinuccia. Sulle alte piante che bordano la zona della collinetta vivono poi molti altri animali: merli, passeri, tordi, pettirossi, cince e fringuelli, ghiandaie, gazze e cornacchie. Sotto il tetto della scuderia, rondini e balestrucci. La sera fanno la loro comparsa i pipistrelli, ottimo rimedio naturale alla lotta contro le zanzare e ultimamente ha fatto la sua comparsa anche un riccio. Una vera oasi naturale all’interno di Milano. Nella prossima farete la conoscenza con gli ¨abitanti¨ della fattoria...

Centro di riabilitazione equestre Vittorio di Capua Azienda Ospedaliera Niguarda Ca' Granda

Piazza Ospedale Maggiore n°3 - 20162 Milano / Tel/fax 02.6444.2644 / 3639 amicicentrodicapua.onlus@gmail.com / riabilitazionequestre@ospedaleniguarda.it http://www.riabilitazionequestre.it/home.asp

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ON LU S


Professione Benessere di Daniela Mariano (operatore shiatsu certificato Apos e DBN NR A01815

Shiatsu Pets: come da un’incapacita’ nasce un progetto

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ggi vi racconterò una storia iniziata inconsapevolmente anni fa: c’era una bimba di 4 anni che amava i gatti anche selvatici ed era gentile con loro e loro con lei, infatti le permettevano di accarezzare e dare da mangiare ai loro cuccioli . Questa bimba aveva un nonno che le spiegava il mondo degli animali e le dava dei libri da sfogliare, ma per motivi diversi gli animali non entrarono nella sua vita quotidiana. Diventata adulta va a lavorare in una banca, ha una figlia, con quest’ultima

arriva arriva anche il gatto a casa. Passano ancora degli anni ed un certo punto decide di provare ad andare a cavallo, ma un po’ per l’età ha superato da un po’ i 40 anni , la gamba corta , non ha il fisico del fantino, insomma come cavaliere non è granchè, ma i cavalli e il loro modo di comunicare l’affascinano. Passa tempo ad osservali ed accudirli e proprio da questo contatto nasce la svolta. Ed eccomi qua sono Daniela: dal 2007 ho iniziato ad occuparmi di massaggio sportivo sui cavalli e dal 2008 ho

inserito lo studio shiatsu, arrivando ad avere l’abilitazione professionale per gli umani, Studiando e applicando questa disciplina anche sui cani e sui gatti e non solo, collaborando da quasi 5 anni, con veterinaria in Torino, che utlizza la medicina naturale (agopuntura, medicina omeopatica, fiori di Bach). Lo shiatsu è una pratica abbastanza moderna, declinata con questo nome nel 1940 dal Dr. Namikoshi, sviluppata da un altro suo allievo il Dr. Masunaga applicando delle digitopressioni fatte con le dita, il palmo dele mani, i gomiti, lungo i percorsi dei Meridiani secondo lo schema della Medicina tradizionale Cinese, con lo scopo di andare a stimolare le capacità di riequilibrio del nostro organismo e naturalmente anche quello degli animali. Quindi lo shiatsu trae le sue origini nell’antica pratica dell’ANMA, massaggio giapponese, e nella Mtc che affonda a 5000 anni fa.

Giornata dimostrativa SHIATSU PET 22 febbr. 2015 a Milano Piazza Sant'Apollinare 4, presso negozio A 4 zampe

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Questa pratica ha poche controindicazioni: - non si pratica se l’animale ha la febbre alta, - se ha appena preso antibiotici, - se l’animale è gravido - se ha appena mangiato In questi anni ,gli animali stessi, mi hanno dato conforto e sicurezza , insieme alla veterinaria, sull’efficacia della pratica, quando iniziano a riconoscere il tocco vi si abbandonano e normalmente ne approfittano per rilassarsi, recuperare energie, danno precise indicazioni sui punti dove desiderano essere trattati. In questo percorso l’anno scorso sono andata a Fiera 4 Zampe al parco di Novegro, dove ad esempio il primo giorno si è presentata la proprietaria di un Border Collie che zoppicava, dopo essere stato trattato e consigliando naturalmente una visita veterinaria, il giorno successivo passarono a dirci che il problema si era risolto. Di seguito riassumiamo i benefici

dallo shiatsu: - rileva gli spasmi muscolari, - rinforza il sistema immunitario, - rilascia le endorfine che aiutano a diminuire il dolore (spesso la veterinaria mi chiede d’intervenire dopo un intervento), - rilascia cortisone naturale per dimi-

nuire le infiammazioni, - aiuta la focalizzazione mentale ed aiuta ad esempio cani e cavalli impegnati in attività agonistiche o di training (addestramento per pet therapy), - aiuta ad espellere le tossine,- aumenta il flusso sanguigno.

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- è utile nell’attività di prevenzione e mantenimento degli animali in vecchiaia.

nocciolina59@virgilio.it Tel. 388-0621612 FB Shiatsu Pet

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Ricordo anche a tutti i lettori di Petherapy lab Magazine che lo shiatsu pet è una pratica di coadiuvazione

non invasiva delle cure veterinarie, in quanto il parere del veterinario è sempre indispensabile.


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Realtà in collaborazione con Fondo Amici di Paco

Paco corre in aiuto dei tanti cani e gatti abbandonati

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aco, ispiratore e testimonial del Fondo Amici di Paco, è un trovatello adottato da Diana Lanciotti e dal marito Gianni Errico nel 1992 al canile di Verona, dove era rinchiuso dopo mesi di vita randagia. Fu così che Diana e il marito scoprirono la realtà dell’abbandono e decisero di aiutare i cani e i gatti meno fortunati di Paco. Nel 1997 fondarono il Fondo Amici di Paco, che iniziò a sostentarsi con i diritti d’autore del libro "Paco, il Re della strada", scritto dalla stessa Diana. Il libro ebbe (e ha tuttora) un enorme successo, tanto da diventare anche testo di narrativa scolastica (Mursia Scuola). Da allora Paco è diventato il simbolo di tutti i cani e gatti abbandonati e il protagonista e promotore di tantissime iniziative di sensibilizzazione contro il randagismo: spot tv e radio contro l’abbandono, campagne educative, premi letterari per sensibilizzare i giovani, la rivista “Amici di Paco” (con una seguitissima rubrica, “La posta di Paco”, ora diventata “La

posta di Diana”, che riceve migliaia di lettere ogni anno), altri tre libri sulla sua storia (Paco. Diario di un cane felice, In viaggio con Paco e Paco, il simpatico ragazzo), la casa editrice Paco Editore. Paco è scomparso a sedici anni, nel dicembre 2006, e il Fondo Amici di Paco continua le proprie attività in suo nome. CHE COS’È IL FONDO AMICI DI PACO? il Fondo è un’associazione nazionale no-profit nata nel giugno 1997 da un’idea di Diana Lanciotti e del marito Gianni Errico che, dopo aver adottato Paco al canile, hanno deciso di aiutare i cani e i gatti meno fortunati di lui. L’associazione è stata la prima, 18 anni fa, ad attirare l’attenzione di istituzioni, media e cittadini sulle problematiche dei cani e dei gatti abbandonati. Così come è stata la prima a rendere noto il fenomeno del randagismo e a condurre importanti campagne (come quella di Natale: “Non siamo giocattoli, non regalarci a Natale”,

o quella estiva: “Non abbandonare il tuo cane. Lui non ti abbandonerebbe mai”, o quella di Pasqua “Buona Pasqua anche a loro”), che hanno aperto la strada a una nuova coscienza nei riguardi degli animali e favorito la nascita di molte altre associazioni impegnate a difenderli. Il Fondo Amici di Paco promuove iniziative per la tutela degli animali abbandonati o maltrattati e la diffusione dei valori del rispetto e della comprensione verso tutte le specie viventi (uomini e animali). I fondi raccolti grazie alla solidarietà di migliaia di sostenitori in tutta Italia vengono devoluti in sostegno ad attività di: prevenzione del randagismo, diffusione del messaggio di amore e rispetto verso gli animali, aiuto ai rifugi che accolgono gli animali abbandonati. ATTIVITÀ DI SENSIBILIZZAZIONE, PER “PERSUADERE CON DOLCEZZA” • Rivista “Amici di Paco”. È il trimestrale di informazione del Fondo Amici di Paco, distribuito in 15.000 copie in tutta Italia e letto da 60.000 persone a numero. • Paco Editore. Con questa etichetta, nata a fine 1999, vengono pubblicati libri il cui ricavato viene devoluto al Fondo Amici di Paco per aiutare i cani e i gatti senza famiglia. • Campagne tv, radio e stampa contro l’abbandono. Paco è il protagonista di uno spot tv e di un comunicato radio contro l’abbandono, mandato in

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onda sulle reti RAI e Mediaset e sulle radio nazionali e locali. La campagna stampa riprende il tema dello spot e del comunicato radio: “Non abbandonare il tuo cane. Lui non ti abbandonerebbe mai”. L’approccio con cui il Fondo affronta gli argomenti legati al randagismo è sempre equilibrato e delicato, seguendo il concetto “Persuadere con dolcezza”: nessun tono urlato, nessun pugno nello stomaco, ma messaggi “dolci” che invitano a riflettere.

• Campagne per i diritti degli animali e l’educazione dei proprietari. Ha ottenuto grande successo la campagna del Fondo Amici di Paco contro i “maltrattamenti legislativi” ai danni dei possessori di cani (cioè contro tutti i divieti e le sanzioni inique a cui i proprietari di cani sono sottoposti), che ha portato a una maggiore tolleranza verso gli animali e all’apertura di spiagge ed esercizi pubblici accessibili ai cani. L’iniziativa è stata affiancata dall’o-

perazione “Cane educato, cane rispettato” per responsabilizzare i proprietari e favorire una convivenza civile e un maggior rispetto verso gli animali. Nel 2002 il Fondo Amici di Paco ha raccolto oltre 32.000 firme per la richiesta di pene più severe contro i maltrattamenti degli animali, ottenendo dal Parlamento una legge, varata nel 2004, che colpisce severamente i reati di maltrattamento e abbandono. • Campagna “Non siamo giocattoli” contro gli acquisti o le adozioni incaute di cani/regalo, che, una volta cresciuti, vengono abbandonati. La campagna viene ogni anno pubblicata gratuitamente da testate nazionali e presentata da note trasmissioni tv. AIUTI CONCRETI PER AIUTARE I CANI E I GATTI SENZA FAMIGLIA Grazie alla generosità dei suoi sostenitori, ogni anno il Fondo Amici di Paco può donare ai canili e ai gattili migliaia di pasti e sostenere importanti campagne per la prevenzione antiparassitaria e le vaccinazioni nei rifugi, donando prodotti specifici e medicinali, per migliorare le condizioni dei cani e gatti e incentivarne le adozioni.

UN "BROCCOLO" PER UN VACCINO: AIUTIAMO I CANI (E I GATTI) SARDI... Il nuovo libro di Diana Lanciotti sta avendo un grande successo. L’autrice ha deciso di usarne il ricavato (compresi i diritti d’autore) per finanziare una campagna vaccinazioni per i cani e i gatti dei rifugi sardi. Acquistarlo e regalarlo è un gesto di grande solidarietà: Comprandolo direttamente tutto il ricavato va in beneficenza (non essendoci i costi di distribuzione) e, grazie a... un broccolo, tanti cani, gatti e altri animali potranno avere una vita migliore. "La vendetta dei broccoli" è un “giallo vegetariano”, una storia intrigante, stupefacente, macabra, irriverente, ma anche ironica e divertente, ambientata nel mondo dell’alta gastronomia. Un libro insolito, ricco di colpi di scena ma anche di spunti di riflessione, dalla parte degli animali. Dopo averlo letto, ogni volta che vi siederete a tavola e guarderete nei vostri piatti… non sarete più gli stessi. L'autrice reputa questo libro (rispetto ai precedenti) più capace di rappresentare la Grande Svolta: per gli animali, e non solo quelli a noi più vicini, ma anche tutti quelli che vivono per servirci o sfamarci. E per tante persone che, non avendo mai approfondito la questione degli allevamenti intensivi, di ciò che mettiamo ogni giorno nel piatto con leggerezza dal punto di vista salutistico ed etico, leggendo un libro di evasione e non un saggio potranno porsi delle domande.

FONDO AMICI DI PACO

Associazione nazionale per la tutela degli animali Organizzazione di Volontariato - ONLUS 25080 Padenghe sul Garda (BS) - Italy - Tel. +39 030 9900732 Fax +39 030 5109170 paco@amicidipaco.it - www.amicidipaco.it - FB Fondo Amici di Paco

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Ritratti di Paola Lusso

L'amore di Laura per gli animali "vive" in ogni sua creazione

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rasformare le suggestioni della montagna con la sua natura, la sua flora e soprattutto la sua fauna in oggetti di artigianato artistico: questo fa Laura Poli. Nata a Vezza d’Oglio nel 1987 si diploma al Liceo Artistico di Lovere nel 2006 ed inizia subito a lavorare, decorando muri esterni ed interni delle case del suo paese e della sua valle. I suoi soggetti sono da subito gli animali che popolano i boschi dell’alta Valcamonica: lepri, cerbiatti, cervi, uccellini, ma anche animali domestici, mucche, cani e gatti. Laura è cresciuta circondata da animali. In casa dei suoi genitori un cane e un gatto (minimo) non sono mai mancati e anche ora, dipinge e lavora sempre in compagnia della sua cagnetta Pepita che non la lascia un secondo.

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Dopo un corso di aerografia, inizia a decorare caschi, moto, auto, furgoni, camion, rendendo “gentili” oggetti che di per se’ non lo sono. Ma è nella creazione di oggetti decorati da animali e animaletti, oltre, ovviamente ai suoi disegni e dipinti che Laura esprime meglio il suo carattere. Da materiali poveri come legno di larice o abete, carta e stoffe nascono oggetti bellissimi: magliette, cuscini, borse, orologi raffiguranti i vari animali del bosco e non solo. Come il bellissimo quadro con i due cani che è stato commissionato come regalo di nozze da due amanti degli animali, infatti Mario il pincher e Fiamma, il lupo cecoslovacco sono i loro animali di casa. Il paese sullo sfondo è Garda, frazione di Sonico. Ogni anno nel periodo natalizio, con la collaborazione dell’artista-designer Manuel Spiritelli, Laura allestisce una mostra delle sue opere a Vezza d’Oglio nell’antico fienile Ca’ di Ciorcei una cornice suggestiva ed insolita, come lo sono i suoi oggetti e i suoi quadri. Su richiesta si possono commissionare i ritratti dei nostri animali di casa, gatti, cani, conigli, uccellini dipinti appositamente su tutti gli oggetti che Laura crea.

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Storie di Lisa Stilo "Cuori con la Coda"

La storia di Demon...

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ui è Demon, incorcio alano-cane corso di due anni e mezzo, Demon è entrato a far parte ufficialmente della nostra famiglia circa un anno fà, ad ottobre 2013. I suoi padroni cercavano un posto in cui poterlo lasciare in pensione per un breve periodo di tempo, tanto quanto sarebbe bastato per trovare una casa in affitto, il cui proprietario non avesse avuto problemi ad accettare anche i cani. Per questo durante l’estate del 2013 la sua famiglia venne a vedere il nostro rifugio, per verificare con i loro occhi se il loro cane avesse potuto stare bene durante il periodo di permanenza da noi, e conoscere le persone che se ne sarebbero occupate. Ci lasciammo con l’accordo di risentirci più avanti per concordare la data di arrivo (e le modalità di pagamento). Ma l’estate passava e della famiglia nessuna notizia, eravamo contenti perchè pensavamo che la situazione fosse risolta e Demon fosse a casa... Ma ci sbagliavamo di grosso! A fine settembre fummo chiamati da alcuni amici della coppia: erano disperati perchè Demon si trovava da loro da alcuni mesi, e per quanto gli volessero bene, non erano più nelle condizioni di tenerlo. E così Demon arrivò da noi.. la famiglia ci fece sapere che sarebbe stata questione di poche settimane e sarebbero venuti a riprenderlo, ma i mesi passarono, e della famiglia nessuna notizia, nessuna chiamata per sapere come stesse il loro cane, ovviamente senza pagare un giorno di pensione. Quindi una volta compreso che quella

non sarebbe stata più una soluzione temporanea per Demon, non c’è la siamo sentiti di mandarlo via, ormai faceva parte della nostra famiglia allargata, e pur essendo una piccola Associazione con qualche difficoltà economica, abbiamo deciso di stringerci un po’, e accogliere anche lui, amandolo esatta-

mente come tutti gli altri. Con difficoltà siamo riusciti a farci cedere ufficialmente Demon dai vecchi proprietari, così da consentirci di trovargli una casa e una famiglia tutta per lui, fatta di persone coscienziose e responsabili, con la voglia di legarsi a lui per la vita.

Cuori con la coda - Associazione di volontariato c/o Centro cinofilo Santa Brera Via Cascina piccola, 20098 San Giuliano M.se Orari: Lun - Dom 8.30 - 16.30 Tel: 392/33 88 758 (dalle 13 alle 18.30) oppure 333/83 79 768 cuoriconlacoda@libero.it www.cuoriconlacoda.org FB Cuori con la coda

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...e quella di Helmut

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o conosciuto Helmut il primo giorno di volontariato in canile e non ho potuto fare a meno di chiedermi come mai un cane affettuoso e socievole come lui avesse passato l’intera vita in canile. Mi ha letteralmente travolto facendomi finire contro il muro con i suoi energici saluti ed effusioni! Nonostante l’età non più giovane e la mole, è un incrocio alano, sprizzava allegria e gioia da tutti i pori! Non ho potuto fare a meno di pensare che lui era perfetto per me anche se la motivazione che mi aveva spinto in canile fosse fare volontariato e non adottare un cane. Dopo diversi mesi passati a conoscerci con gradualità e dar modo soprattutto a lui di acquisire la necessaria confidenza e fiducia nei miei confronti, siamo tornati a casa assieme. Era il 31 marzo 2012. Il libretto sanitario riporta come generica data di nascita 1 gennaio 2002, ma il 31 Marzo ho deciso sarebbe stata da quel momento in poi la data del suo compleanno, una giornata storica inizio di una nuova vita! Le difficoltà sono state diverse e prevalentemente dovute alle privazioni che la vita in canile purtroppo comporta, ma in parallelo i lati positivi sono stati molti e hanno contribuito a costruire un percorso che ha portato Helmut a godersi appieno la nostra vita fuori dal canile. Aveva difficoltà di relazione con persone estranee dalle quali si allontanava evitando il contatto soprattutto se uomini, timore del vociare eccessivo di persone e bambini tipico ad esempio dei parchi pubblici e il timore di spazi aperti e non conosciuti. Con l’aiuto di un educatrice cinofila nostra amica abbiamo superato diverse difficoltà arrivando ad una pacifica, serena e rilassante gestione della vita di tutti i giorni. Ora gradisce il contatto con le persone, anzi spesso lui stesso lo cerca anche se estranee, bambini inclusi, mentre con chi conosce e reputa un amico è estremamente affettuoso e gioioso. I parchi pubblici gli creano invece an-

cora qualche difficoltà. Nonostante le sue aree di miglioramento, Helmut ha sempre avuto ottime qualità. E’ molto molto affettuoso!!! Mi sta sempre vicino da buon alano ed è molto docile. E’ estremamente socievole con qualsiasi animale cani inclusi, sia femmine sia maschi, dimostrandosi abile nel gestire la comunicazione risolvendo anche eventuali conflitti. Convive serenamente con la mia cagnolina di 12 anni Mela di taglia piccola. Gli piace molto viaggiare in auto! La adora! Gradisce e sopporta volentieri tutta quella serie di manipolazioni fisiche che per molti cani risultano invece fastidiose quali controllo dei denti, pulizia del pelo e delle zampe, controllo delle orecchie  e degli occhi ed in generale manipolazione in tutto il corpo. Compirà 13 anni ad inizio del prossimo anno. L’età e la mole si portano dietro problemi alle articolazioni, soprattutto alle zampe posteriori, dovuti anche ad un’artrosi diffusa a livello dell’intera colonna. Anche qui la vita in canile non gli ha giovato ma grazie alle sedute di fisioterapia e di piscina, ebbene si ha im-

parato anche a nuotare, è migliorato molto! Lo so, non posso fermare il tempo e neanche restituirgli la sua giovinezza…  ma ho preso un serio impegno con lui, fare sempre tutto al massimo delle mie possibilità per dargli una vita il più possibile felice, qualitativa e lunga J Adottare un cane adulto che vive in canile soprattutto se anziano da una sensazione impagabile nel momento in cui si stabilisce un contatto e si costruisce un rapporto fatto di fiducia e affetto. Quando poi ti rendi conto che il tuo amico a 4 zampe ha ancora voglia di imparare nonostante l’età e la vita trascorsa in un freddo box, e soprattutto riesce a superare le sue difficoltà, davvero non puoi non stupirti. I cani di canile hanno davvero molto da dare e nulla da invidiare a quelli più giovani e magari di razza nati in allevamento e comprati ancora cuccioli. E poi diciamola tutta Helmut è davvero un bel cagnone. Imponente, nero che incute a volte timore ma dolcissimo e affettuoso.

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Terapie di patatino.it

Cristalloterapia: metodo naturale che stimola l'autoguarigione

I

cristalli, con le loro energie, ci sostengono e ci aiutano, perché sono delle forze universali che portano luce nei pensieri , nell’animo e stimolano la guarigione. I cristalli sono vivi e pulsanti di energia anche se possono sembrare inerti. Le loro vibrazioni sono cariche di colori ed entrano magnificamente in sintonia con l’aura portando attraverso i chakra: Armonia e Luce.

SCELTA DEL CRISTALLO Gli animali sono istintivamente attratti dalle energie delle pietre e dei cristalli e lasciandone alcuni sul pavimento verranno scelti direttamente da loro: strofinandosi sopra o annusandola insistentemente. Se la scelta di un cristallo per un animale dovesse essere fatta da un umano, bisogna usare il proprio istinto pensando all’animale in questione.

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PULIZIA E RICARICA DEI CRISTALLI Una volta acquistato il cristallo bisogna fare attenzione a maneggiarlo il meno possibile (finchè non viene pulito), poiché prima di allora è stato maneggiato da altre persone ed ha assorbito negatività. Per prima cosa quindi bisogna pulirli o lasciandoli in una ciotola con del sale grosso o con dell’acqua fresca per almeno 12 ore. Dopo averli puliti bisogna ricaricali esponendoli alla luce del sole per almeno un’ora o lasciarlo esposto alla luce della luna per una notte intera all’aperto. ATTENZIONE: Non permettete a nessuno di toccare un vostro cristallo o quello del vostro amico peloso. Nel caso in cui venisse toccato da qualcuno bisogna ripulirlo e riprogrammarlo. Ogni sera o dopo ogni seduta terapeutica il cristallo va lavato sotto acqua corrente per alcuni minuti.

PROGRAMMARE I CRISTALLI Per prima cosa bisogna preparare la richiesta che si intende fare con una frase semplice e corta senza negazioni, tipo: “voglio che Fido sia più sereno” oppure “ Aiuta Micio ad essere meno aggressivo” e via dicendo. Ricordatevi che non sono ordini bensì richieste di aiuto. Rilassatevi in un luogo tranquillo, prendete il cristallo e appoggiatelo sul vostro cuore immaginando che la luce del cristallo lo penetri e quando sentite di essere entrati in sintonia con il cristallo formulate la richiesta di aiuto. Dopo di ciò la luce resta nel vostro cuore e il cristallo è pronto per essere usato. Se dovete caricare un cristallo per un animale fate quanto sopra descritto ma immaginate che il tutto avvenga nello spazio del cuore del bau o del miao.


IL COLORE DEI CRISTALLI I colori che si preferiscono dicono molto sullo stato d’animo e quindi è un dato molto importante anche nella scelta dei cristalli. Il colore nei cirstalli non è una peculiarità ma è un carattere che attribuisce loro la luce, di conseguenza i colori dei cristalli e delle pietre sono forme di energia e nello scegliere un cristallo si è mossi da una necessità profonda, da un profondo bisogno di dare o eliminare o ricevere o superare qualche cosa. ROSSO: simboleggia il sangue, l’energia vitale sia mentale che fisica. E’ abbinato al I chakra. I cristalli rossi combattono la passività e infondono vitalità psichica che si esprime fisicamente, aiutando l’estroversione, incoraggiano e aumentono la forza di volontà, stimolano tutto il corpo perché influiscono in modo positivo sul battito cardico e sulla pressione, accelerano i ritmi vitali, rendono passionali, rafforzano l’autostima e fiducia in se, la capacità di farsi valere e stimolano la creatività.

ROSA: simboleggia la capacità di dare e ricevere amore. I cristalli rosa conferiscono la capacità di amare con passione ma anche con il dono di sé, aumentano l’intuito femminile e i mettono i maschi in grado di capire le donne, allegeriscono la mente, rendono capaci di aprirsi agli altri, esprimono il bisogno di dare e ricevere tenerezza. E’ abbinato al IV chakra. ARANCIONE Colore dello spettro della luce situato fra il rosso e il giallo, simboleggia l’armonia interiore, la fertilità creativa sia artistica sia sessuale, la fiducia in sè e negli altri, l’ambizione, la comprensione, la saggezza. E’ abbinato al II chakra. I cristalli arancione agiscono sui processsi dell’assimilazione del cibo, conferiscono vitalità e salute, liberano dalla depressione, rendono capaci di vedere nella giusta luce i rapporti con altri, danno energia alla circolazione sanguigna e agli organi sessuali favorendo la fertilità. GIALLO: simboleggia la luce solare, la conoscenza appresa, l’energia intellettuale e nervosa. E’ abbinato

al III Chakra. I cristalli gialli regolano i nervi, il battito cardiaco e la pressione, influenzano positivamente l’Io superiore, agiscono sulla digestione, sul fegato, sulla milza e sulla vescica, combattono la malinconia, favoriscono la capacià di concentrazione, confersiscono estroversione, amore per le novità, immaginazione fervida. MARRONE: simboleggia la soddisfazione fiscia, corporale. Il marrone è ottenuto mescolando rosso, giallo e nero ed è in pratica la vitalità del rosso filtrata dalla lucidità mentale del giallo, giallo e rosso smorzano la ribellione del nero facendola diventare accettazione. Il marrone dunque, esprime ricettività, sensualità, soddisfazione del fisico, equilibrio, buona salute, bisogno di soddisfazioni sensuali. Abbinato al I Chakra VERDE: colore dello spettro della luce situato fra il giallo e l’azzurro, simboleggia la conoscenza superiore e la perseveranza. E’ abbinato la IV Chakra, I cristalli verdi infondono equilibrio, armonia, compassione, hanno effetto calmante, trasmettono amore per la natura e la terra, favoriscono l’adesio-

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ne alle leggi naturali e il rispetto delle tradizioni, danno lucidità di giudizio, grandezza d’animo e senso di giustizia, conferiscono tenacia, volontà, perseveranza ma anche resistenza ai cambiamenti, pressione fra la quiete del blu e l’energia attiva del giallo, rappresentano energia accumulata, non manifestata, portano autocontrollo anche eccessivo, egocentrismo, bisogno di dominare gli eventi e le persone. AZZURRO: colore dello spettro della luce situato fra il verde e l’indaco, simboleggia la comunicazione attraverso la creatività. E’ abbinato al V Chakra. I cristalli azzurri abbassano la pressione del sangue,trasmettono a chi li porta armonia e idealismo, calmano smorzando le tensioni, rendono capaci di aprirsi agli altri, aiutano la meditazione e le capacità diplomatiche, conciliano il sonno e stimolano la lealtà.

situato fra l’azzurro e il viola, è un azzurro intenso, simboleggia la spiritualità, la crescita interiore. E’ abbinato al VI Chakra. I cristalli indaco agiscono sugli organi di senso, aiutano in caso si depressione e malinconia, facilitano l’accesso alla spiritualità, rilassano.

BLU: simboleggia armonia, equilibrio e calma. I cristalli blu rilassano, riposano, portano equilibrio nelle emozioni, danno attaccamento alle tradizioni, conferiscono disponibilità a rispettare le regole, infondono sensibilità e quindi vulnerabilità, normalizzano il battito cardiaco e la pressione sanguigna, smorzano l’ansia. E’ abbinato al V chakra.

VIOLA: colore situato all’altra estremità dello spettro della luce rispetto al rosso, simboleggia la ricerca di fusione, la capacità di identificazione con gli altri. E’ abbinato al VII chakra, I cristalli viola, ma anche quelli fucsia, accentuano il lato emotivo della persona/animale e possono rendere fragili, conferiscono il desiderio di unione fisica ed emotiva con chi si ama, stimolano la sensibilità e la fantasia e combattono l’autocontrollo e gli eccessi di razionalità, danno amore per l’arte, rendono seducenti, ma anche suggestionabili e inquieti.

INDACO: colore dello spettro della luce

GRIGIO: simboleggia distacco, auto

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protezione. I cristalli grigi conferiscono neutralità, un atteggiamento prudente di fronte alle decisioni da prendere, aiutano a costruire difese e a proteggerci, rendono saggi e prudenti ma anche lenti a decidere, distaccati, introversi. Abbinato al I Chakra NERO: è la negazione del colore per antonomasia e simboleggia come il bianco, un confine netto: il confine che segna la fine della vita. I cristalli neri esprimono negazione: negazione del futuro con resa e rinucia, negazione della realtà in cui si vive con conseguenti ribellioni, aggressività, drasticità. Conferiscono abnegazione, senso critico, tenacia, pessimismo, determinazione nel perseguire le proprie mete, esclusione del sentimento, razionalità a volte un po’ disumana. Abbinato al I Chakra. Buona seduta di crtistalloterapia!!!


08 febbraio 2015

Apri il cassetto dei tuoi sogni e prendi al volo questa fantastica esperienza

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Riflessioni della Redazione

"Ode al gatto" Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono in grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito cammina solo e sa quello che vuole. L’uomo vuol essere pesce e uccello, il serpente vorrebbe avere le ali,  il cane è un leone spaesato, l’ingegnere vuol essere poeta, la mosca studia la rondine, il poeta cerca di imitare la mosca, ma il gatto vuole esser solo gatto dai baffi alla coda, dal fiuto al topo vivo, dalla notte fino ai suoi occhi d’oro. Non c’è unità come la sua, non hanno  la luna o il fiore una tale coesione: è una sola cosa come il sole o il topazio, e l’elastica linea del suo corpo, salda e sottile, è come la linea della prua di una nave. I suoi occhi gialli hanno lasciato una sola scanalatura per gettarvi le monete della notte. Oh piccolo Imperatore senz’orbe, conquistatore senza patria, minima tigre da salotto, nuziale sultano del cielo delle tegole erotiche, il vento dell’amore nell’aria aperta reclami quando passi e posi quattro piedi delicati sul suolo,

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fiutando, diffidando di ogni cosa terrestre, perché tutto è immondo per l’immacolato piede del gatto. Oh fiera indipendente della casa, arrogante vestigio della notte, neghittoso, ginnastico ed estraneo, profondissimo gatto, poliziotto segreto delle stanze, insegna di un

irreperibile velluto, probabilmente non c’è enigma nel tuo contegno, forse non sei mistero, tutti sanno di te ed appartieni all’abitante meno misterioso, forse tutti si credono padroni, proprietari, parenti di gatti, compagni, colleghi, discepoli o amici del proprio gatto.

Pablo Neruda


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Iniziative della redazione di Petherapy Lab

"Bay Tree Project": come una foto salva la vita ad un cane abbandonato

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ome salvare la vita di tanti cani randagi abbandonati? Durante una visita a Cipro, il fotografo britannico Stuart Holroyd si è imbattuto nella casa di una pensionata inglese che si prende cura da sola di decine di cani randagi a fronte della crudeltà verso gli animali nell'isola, dal momento che non ci sono normative in merito. I cuccioli - alcuni non vedenti, altri con tre zampe sole - sopportano la loro solitudine, senza un padrone che possa dispensare loro abbracci e coccole. "Questi cani mi hanno trasmesso amore sin da subito ": così nasce il “Bay Tree Project” del fotografo Holroyd, dal nome del rifugio in cui la signora Wilson-Smith si occupa di più 60 cani.

L’idea di Holroyd è quella di mettere il suo talento a disposizione di questi animali: scattare fotografie e abbinarle a scenari fantasiosi. Veri e propri scatti d’autore con cui far conoscere gli animali per aiutarli a trovare un padrone e raccogliere fondi per permettere alla signora Wilson-Smith di continuare il suo lavoro. Non è facile trovare un padrone che accetta di adottare proprio un cane di Cipro, ma Holroyd spiega che le sue fotografie rappresentano l'incentivo ad amare gli animali in qualsiasi parte del mondo. "Abbiamo la responsabilità come esseri umani di aiutare gli animali e le persone che hanno bisogno e che non meritano di vivere abbandonati ", ha detto.

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Eventi della redazione di Petherapy Lab

Esposizione internazionale felina "Un gatto per amico"

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i terrà a Pisa uno degli eventi italiani più attesi da tutti gli amanti degli animali. Sabato 7 e domenica 8 marzo oltre 500 gatti di razza e comuni e una giuria internazionale in arrivo da Svezia, Danimarca, Slovenia e Italia, si daranno appuntamento a Pisa, alla Stazione Leopolda per dare vita ad una kermesse super-felina. Due giorni di esposizione, in palio 60 titoli Best in Show e 6 titoli Best of Best, che porteranno ai nostri beniamini tanta gloria; 2.000 metri quadri di esposizione, più di 6000 visitatori e tre ospiti d’eccezione, un Persiano, un Norvegese delle foreste e un Blu di Russia i 3 gatti toscani che si sono aggiudicati il titolo di Campioni del Mondo durante World Show di Praga lo scorso Ottobre. “Se sei degno del suo amore, un gatto sarà tuo amico” diceva Théophile Gautier e proprio l’amicizia tra uomini e gatti è il filo conduttore dell’Expo Internazionale Felina di Pisa organizzata sotto l’egida dell’A.N.F.I. (Associazione Nazionale Felina Italiana - associazione autorizzata dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali all’emissione di Certificati Genealogici per i gatti di razza). Un grande evento che torna nella città toscana dopo 4 anni e promette di regalare emozioni ed incontri indimen-

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ticabili ad appassionati e amanti dei gatti. Dedicata ai bambini, alle famiglie, agli allevatori e a tutti gli amici e amanti dei gatti: l’esposizione sarà l’occasione per vedere da vicino felini pregiati e bellissimi, conoscere razze rare (tra cui Devon e Cornish Rex, i gatti dal pelo riccio, il Turco Van abilissimo nuotatore, gli Abissini piccoli puma in miniatura) ed incontrare esemplari d’eccezione. Saranno oltre 250 gatti in esposizione in ciascuna delle due giornate che ospiteranno non solo sfilate e gare di bellezza ma daranno anche spazio ad incontri con veterinari, con etologi ed esperti del settore e ad uno speciale

congresso sulla Pet Therapy che avrà luogo nella sala conferenze. Sono previsti inoltre seminari, concorsi fotografici, mentre per I più piccoli ci saranno momenti di giochi e truccabimbi. Ci sarà anche uno spazio speciale dedicato alle “adozioni del cuore”. Perché se è vero che Amicizia è la parola d’ordine per la kermesse, non poteva mancare uno spazio tutto dedicato alle Onlus che ogni giorno si impegnano sul territorio con gli animali randagi e i gatti che hanno bisogno di cure e di aiuto. Per info: info@expo-felina.it www.facebook.com/espofelina


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ON LU S


Mondo animale della redazione di Petherapy Lab

L'ermafroditismo degli animali

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uò una lumaca diventare il simbolo della lotta a favore dei matrimoni gay? A quanto pare, sì. Una nuova specie, ermafrodita, scoperta in Taiwan è stata nominata dai ricercatori che l'hanno scovata "bandiera dell'uguaglianza" per i diritti gay. "Rappresenta la diversità dell'orientamento sessuale nel regno animale", hanno spiegato gli studiosi. La ricerca è stata pubblicata sulla rivista ZooKeys. "Mentre preparavamo il manoscritto - hanno spiegato i biologi - si discuteva delle leggi sui matrimoni gay e molti stati si battevano per il riconoscimento dei diritti di chi volesse sposare persone dello stesso sesso". "Questo ci ha ricordato che le lumache sono animali ermafroditi, ciò significa che un singolo individuo possiede organi riproduttivi sia maschili sia femminili - racconta il Dr Yen-Chang Lee - abbiamo pensato che poteva essere una buona occasione per far diventare proprio quella lumaca il simbolo della lotta al riconoscimento dei matrimoni gay". Il Dr Lee, studioso dell'Academia Sinica a Taipei, aveva già notato nel 2003 che la specie da lui identificata era diversa dalle altre. Studiandola da vicino si è accorto che esisteva un nuovo tipo di "Aegista subchinensis". Oltre ad avere finalmente un nome ed essere uscita allo scoperto, la lumaca è diventata già una star. Su Twitter gli utenti l'acclamano: "Ecco la nuova mascotte dei matrimoni gay! Una icona gay alternativa?".

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er Mittens, gatto adottato da Colleen Clarke-Murphy di Heart’s Desire, Terranova, non è stato un periodo semplice: infatti, dopo essere stato raccolto dalla strada, è subito apparso necessario l’aiuto del veterinario a causa di alcuni problemi alla vescica e all’apparato urinario; sebbene non siano rari problemi di questo genere, per il micio la situazione si è rivelata particolarmente complessa agli occhi del dottore. A causare i problemi del felino, infatti, non sarebbe una semplice malformazione ma un raro caso di ermafroditismo: Mittens avrebbe entrambi gli organi riproduttivi; la presenza di genitali femminili e maschili non consentirebbero dunque al gatto di condurre una vita priva di problematiche relative alle condizioni di salute tanto da spingere il veterinario a dover prendere una decisione sulla riassegnazione di genere. Secondo il parere della signora Colleen Clarke-Murphy, il gatto sembrerebbe avere entrambe le personalità; nonostante fosse più propensa all’adozione di una femminuccia, ha accettato di buon grado la necessità di ricondurre Mittens al sesso maschile basandosi sulle raccomandazioni dello specialista per questioni funzionali. Prima dell’operazione di chirurgia plastica, Mittens sarà sterilizzato e potrà in seguito condurre una vita serena e, si spera, senza altre problematiche di salute. Sebbene si presenti come una condizione piuttosto insolita, l’ermafroditismo tra i gatti non è una novità: lo sa bene una coppia di Liverpool che lo scorso anno ha dovuto fare i conti con la stessa scoperta su Twinkle, la gattina bianca di casa; la micina, infatti, si è rivelata anche uno splendido micino ma, nel suo caso, il veterinario ha preferito riassegnare il genere femminile con successo viste le ottime condizioni di salute di cui ora gode.


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