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Anno 11 - n. 127 - Agosto-Settembre 2012

Parrocchia di Santa Maria Maggiore - Monteforte d’Alpone Piazza Silvio Venturi, 23 - tel. 045 6107379 - fax 045 7612978 foglio@parrocchiamonteforte.it - www.parrocchiamonteforte.it

ORARI DELLE SANTE MESSE FERIAL I:

Parrocchia: Lunedì, Mercoledì e Venerdì ore 19.00, Giovedì ore 20.30; San Giuseppe: Martedì, Giovedì ore 8.30; Casa di Riposo: Martedì ore 7.30 Parrocchia: Sabato ore 19, Domenica ore 8, 9.30, 11, 18.30; Casa di Riposo: Sabato ore 16

FEST IV E: ADORAZIONE: Parrocchia: Giovedì dalle ore 21 alle 22 ADORAZIONE COMUNITARIA: Ogni primo Giovedì del mese alle ore 21.00 in Chiesa Parrocchiale

La prima Maratona di preghiera d’Italia Il prossimo 15 settembre 2012 la nostra Parrocchia ospiterà un grande evento: la Maratona di preghiera nella festa della Madonna Addolorata, con la presenza di Ivan Dragicevic, veggente di Medjugorie. Noi promotori di una delle più grandi e più belle corse podistiche d’Italia, la Montefortiana, ospiteremo stavolta la prima maratona di preghiera d’Italia. Tutto è nato per volontà della provvidenza. Vi confido come. Un giorno della scorsa primavera mi chiama un amico di Verona, Giulio Saraconi, e mi dice: «Mi ha telefonato il collaboratore di Ivan, veggente di Medjugorie, chiedendomi di poter fare un incontro di preghiera come la Madonna ha chiesto. Sarà un evento importante che vedrà la partecipazione di molta gente e abbiamo pensato a te, alla tua parrocchia. Saresti disponibile?». La mia prima risposta fu di titubante sorpresa. Tergiversai un po’ e dissi che avrei chiesto il permesso al Vescovo e mi riservai di rispondere. Così feci. Telefonai al Vescovo, convinto che non se ne sarebbe fatto nulla. Invece, con mia sorpresa, il Vescovo diede il suo benestare. A questo punto restava solo lo scoglio organizzativo. Ricevuto in seguito il consenso della segreteria pastorale, delle autorità civili e la promessa d’aiuto delle associazioni del paese, non ho più potuto tirarmi indietro. Se la Madonna ha stabilito che qui avremmo dovuto ritrovarci per pregare e accogliere la sua materna presenza, bisognava obbedire! Da allora abbiamo iniziato una serie di riunioni per chiedere l’aiuto di tutte le associazioni e di persone di buona volontà. E le cose stanno andando avanti. Aspettiamo un numero di persone che non dovrebbe essere inferiore a seimila. Si sono già prenotati una trentina di pullman dal padovano e dal vicentino. Ma questa è la cosa meno importante. Ciò che conta è che vivremo una “Maratona di preghiera” e noi sappiamo che se due o tre sono riuniti nel nome del Signore, Lui è in mezzo a loro. E questo sarà. Perché saremo molti più di due o tre. Inoltre, per chi ha conosciuto e crede

nelle apparizioni di Medjugorie, sa che Ivan ogni giorno alle 18,40 ha l’apparizione della Madonna. E Ivan alle 18,40 del 15 settembre sarà in piazza a Monteforte. Credo che sarà un’occasione unica. È vero che la Chiesa non ha ancora approvato le apparizioni. Tuttavia molti Vescovi, Sacerdoti e soprattutto molti fedeli vanno in pellegrinaggio in quel paesino della Bosnia Erzegovina e vedono la fede e la preghiera che là si respira. Noi vorremmo semplicemente portare nel cuore del nostro paese un po’ di quello Spirito. Da Monteforte Ivan andrà a Vienna, dove lo aspetta il Cardinale Vescovo di Vienna con la sua gente per pregare con lui. Non vedremo cose eccezionali se non la fede delle persone, la preghiera appassionata e la presenza del Signore nell’Eucaristia. Ma potremmo vicendevolmente confermarci nella fede e trovare il coraggio della testimonianza evangelica. Mi auguro che Maria ci aiuti a cantare con Lei il Magnificat per le grandi cose che Dio fa. Perché sono certo sarà per molti un’intensa e forte esperienza di fede. So che per noi il periodo non è dei più felici. Nella vendemmia “non se se lava e non se se insegna…”. Tuttavia credo che un sabato pomeriggio di pausa, nel giorno della festa della Madonna Addolorata, non ci farà male. Anzi ci aiuterà a mettere in luce la cosa che conta di più nella vita: la fede. Quella fede che ha seminato nelle nostre colline, infiniti capitelli, segni visibili attraverso i quali solo Lei, la Beata Vergine Maria, illumina i nostri passi, portandoci da suo Figlio Gesù, nostro unico Salvatore. Santa Maria Maggiore ci protegga e ci aiuti ad accogliere, con la nostra provata benevolenza, tutti i pellegrini che verranno nel cuore del nostro bel paese per pregare con noi. Don Alessandro


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“La Chiesa Parrocchiale di Monteforte d’Alpone” (Testo tratto da vari capitoli del libro pubblicato in occasione dell’anno del Centenario con studi di Ennio Poli, Bruno Anzolin e Luciano Rognini) Don Luigi Zanoni, originario di Ospedaletto di Pescantina, fu designato arciprete della chiesa di Monteforte nel 1803 e vi giunse nel maggio dello stesso anno all’età di 46 anni. Subito si accinse ad attuare il piano per la costruzione di un nuovo tempio, incoraggiato nell’intento dal vescovo mons. Giovanni Andrea Avogadro, dalle autorità comunali e dalla popolazione. Il suo predecessore, don Francesco Angeli, affermava già da tempo che la sua chiesa “non bastando nelle grandi funzioni a contenere i parrocchiani, s’avrebbe già messo a quest’ora la mano all’opra d’ampliarla… Tuttavolta o tosto o poco appresso converrà pensarvi”. Il merito ed il coraggio di iniziare i lavori spetta dunque a don Zanoni che godeva di ottima stima sia per le doti morali come per quelle intellettuali; a ciò si aggiunga la provenienza da famiglia agiata e l’amicizia con membri dell’aristocrazia veronese, tra cui quella con l’architetto Bartolomeo Giuliari dotato di vasta cultura e professionalità, al quale affidò il progetto della nuova parrocchiale. Per il primo periodo si dimostra fonte autorevole di notizie il libro della “Fabbrica”, tenuto a partita doppia da don Zanoni. Le registrazioni iniziano nel luglio 1804 e terminano nell’agosto 1817; anche se estremamente scarne, permettono di seguire l’inizio e il progredire dei lavori per oltre un decennio. Nell’agosto del 1804 si iniziò l’acquisto dei materiali edili e in settembre venne benedetta la calcàra (fornace da calce). Nel luglio del 1805, dopo aver provveduto alla demolizione parziale della vecchia chiesa, si tracciavano le fondamenta e si eseguiva lo scavo. Il mese successivo la nostra cronaca registra un avvenimento importante: l’avvio della costruzione. Alla data dell’11 agosto 1805 l’arciprete infatti

scriveva: “Oggi da me D. Luigi Zanoni parroco di Monteforte fu fatta la benedizione del luogo dove s’incominciò il giorno 12 detto Agosto la Fabbrica di questa mia chiesa con armonia e con genio di tutta questa popolazione”; e ciò due giorni prima di ottenere dal Governo Austriaco di Venezia (con mancia, si specifica) il “Decreto di Fabbricare”. Il cantiere rimase aperto senza interruzioni; nel cimitero (allora vicino alla vecchia parrocchiale) si provvedeva ad eliminare le tombe adiacenti alle fondamenta. Si ini-

ziava quindi la costruzione della sagrestia e la copertura dell’antisagrestia (attuale corridoio di entrata a ovest), che fu ricavata nella parte anteriore del vecchio tempio, risparmiata dal piccone demolitore. Nel 1806 veniva inaugurata una fornace per cuocere i mattoni e si dava inizio alla costruzione del coro; l’anno dopo cominciava la posa in opera del cornicione, operazione terminata solo nel 1811. Nel 1809 si rileva una pausa nel grande cantiere; l’opera di maggior impegno appare la sistemazione del cimitero, che era stato in buona parte occupato dalla nuova costruzione. Il cantiere riprese a pieno ritmo nel 1810. Nell’aprile del 1811 si finì di stendere l’intonaco sui muri perimetrali della chiesa, nella quale si aprirono due portali,

dotati delle relative porte. In autunno si posero gli scalini interni, compresi quelli del presbiterio, e cornici di pietra ai finestroni. La chiesa, ormai completata nelle sue parti essenziali, fu ricoperta con un tetto provvisorio. In dicembre il nuovo edificio sacro era già in grado di accogliere i fedeli ed in esso si tenne la novena natalizia. Nei giorni immediatamente precedenti il 25 dicembre 1811, data stabilita per l’apertura ufficiale, i muratori ed altre maestranze effettuarono ore straordinarie di lavoro serali e notturne per ultimare le rifiniture più urgenti. Nel frattempo si provvedeva alla demolizione di parte dell’ex convento dei Cappuccini, onde recuperare pietre ed altro materiale da riutilizzare nella chiesa in avanzata costruzione. Alla fine di marzo del 1812 venne levato il settecentesco altare maggiore perché venduto alla parrocchia di S. Giovanni Ilarione: i rimanenti altari barocchi del vecchio tempio rimasero per il momento nel nuovo in attesa di essere sostituiti con altri di stile neoclassico secondo il progetto Giuliari. Si procedette quindi a coprire a volta il coro ed a porre alle finestre telai muniti di cristalli. Nel 1813, da aprile ad agosto, si eseguì lo scavo delle nuove fondamenta della facciata dato che in un secondo momento il Giuliari aveva deciso, modificando il progetto primitivo, di accorciare la navata per far posto al prònao (atrio con colonne). Nello stesso anno si stese l’intonaco sopra il presbiterio ancora grezzo: comprensibile attenzione si riservava al coro con la posa in opera dell’ammattonato (selice: pavimento di mattoni). Nel settembre 1814 si dotava di “portelle” l’altare maggiore, ossia quello nuovo in quanto, come ricordato, quello barocco era stato venduto due anni prima. Nel 1815, in primavera furono poste “due basi” della nuova facciata che in autunno, essendo ormai completata, venne intonacata. Contemporaneamente fu scavato “il fondamento dell’atrio”. Nel


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corso del 1816 si svolge un’intensa attività di lapicidi intenti a scolpire i capitelli delle colonne, si fa a volta il soffitto della sagrestia e si pongono le capriate al tetto della chiesa. L’ultimo pagamento nel libro della “Fabbrica” reca la data 1° agosto 1817 e si riferisce al saldo della partita di Giovan Battista Gianella, il principale fornitore di legname per il grande cantiere. Nella chiusura della contabilità annuale del 1809 e del 1815 si sottoscrivono i fabbriceri: Francesco Beggia, Giuseppe Trezzolan e Angelo Predaval. Del periodo compreso tra la chiusura del “Libro della Fabbrica” e la morte di don Zanoni (18171829) si hanno poche e frammentarie notizie circa la prosecuzione dei lavori nella chiesa parrocchiale. La scomparsa di don Zanoni significò forse un rallentamento, ma non la sospensione del cantiere. Il suo successore, don Pietro Righi (1830-1843), si interessò alla costruzione della maestosa gradinata che nel 1834 risulta già terminata; fece inoltre iniziare il colonnato del pronao, ma la sua costruzione si arrestò ben presto, limitata alla sola posa in opera delle basi; passeranno tre decenni prima della ripresa dei lavori. A don Righi successe don Gaspare Zorzella (18431855), il quale fece costruire l’oratorio di San Luigi Gonzaga. In don Lupicino Turco, Monteforte conobbe un pastore dotto e gioviale nonché dotato di spirito d’iniziativa. La lunga durata del suo governo (1856-1885) gli consentì di portare a compimento o realizzare importanti

opere. Anzitutto riparare l’impalcatura del tetto della parrocchiale che minacciava di rovinare. Il 2 gennaio 1857 la Comunità di Monteforte si rivolse all’imperatore Francesco Giuseppe per un aiuto economico facendo presente la difficile situazione ed ottenne l’elargizione di L. 2000. Don Lupicino Turco propose quindi di condurre a termine la costruzione del pronao, incontrando pronto consenso fra i parrocchiani. Già nel 1868, dopo circa due anni di intenso lavoro, la chiesa era finalmente ultimata suscitando il plauso e l’orgoglio dei suoi fedeli. Don Lupicino non riposò sugli allori, ma proseguì nell’intento di abbellire la chiesa. Oltre alle doti umane e di pastore, sono ricordate le sue realizzazioni nel tempio di S. Maria Maggiore: il pavimento di marmo della sagrestia, due grandi pale d’altare (“Transito di S. Giuseppe” e “Sacro Cuore e Santi”), un altare laterale, candelabri, lampade e il corredo per l’altare maggiore. Degno successore di don Turco nelle attenzioni al decoro della parrocchiale si dimostrò don Antonio Dalla Croce, destinato anch’egli a lungo e fruttuoso governo (1886-1914). Pastore attivo e battagliero, si prefisse di portare a termine l’opera dei suoi predecessori, iniziata ottant’anni prima, completando l’acquisto degli arredi della chiesa. La dotò di bussola, confessionali, pulpito e coro ligneo; fece erigere un altare laterale per collocarvi la statua della “Pietà”; al pittore Luigi Marai commise alcune tele di “Santi”, oggi appese nel-

l’oratorio di S. Luigi. Nei giorni dal 12 al 16 agosto 1892 don Antonio Dalla Croce accoglie il vescovo Bartolomeo Bacilieri per le cerimonie di consacrazione della chiesa parrocchiale (data che quest’anno ricordiamo nel 120° anniversario). Ma l’opera di maggior impegno del parroco fu la costruzione dell’imponente campanile, portato a termine in tre anni e mezzo di intenso lavoro nel 1897. Rimaneva quindi da affrescare la vasta superficie delle pareti e del soffitto della navata, coro e presbiterio. L’instancabile arciprete si rivolse al valente pittore Giuseppe Zannoni di Verona che, nella primavera del 1903, giunse a Monteforte col nipote ventitreenne Marcello Rancani per iniziare i lavori. Purtroppo dopo solo dieci giorni d’operosità perirono entrambi precipitando dall’impalcatura mentre erano intenti a dipingere. La disgrazia costernò l’arciprete e l’intera Comunità, ma non per questo si rinunciò al progetto. Alcuni mesi più tardi, don Dalla Croce si accordò con Giovanni Bevilacqua di Isola della Scala, giovane e promettente pittore, il quale coadiuvato da Attilio Trentini realizzò un insolito e impegnativo tema decorativo della chiesa imperniato sulla “Visione dell’Apocalisse”. Terminava così dopo un secolo la grande opera intrapresa dai pastori e dai fedeli di Monteforte per dotare di un tempio mirabile la loro laboriosa e generosa comunità. A cura di Daniele Bogoni

Foto G. Brighente


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Foto di Gianni Brighente Ecco le interviste “a caldo estivo” raccolte venerdì pomeriggio 20 Luglio, ultimo giorno di Grest… A. Noi bamrifoni Medium G . A st N A H S A edie del Gre ementari e m el : le re d el d ua i sq in i b o grand tr at qu in i Ogni siamo divis ni e Unicorni. fo ri G i, gh ra l, Centauri, D gruppi: Smal rmata da tre fo ù è pi ai ra d d ua tà sq ell’e e a seconda d rg La o e tr m en iu d ed po M gni grup O i. d an gr ù 0 piccoli ai pi petti di 15-2 e B, cioè grup e i or at im è diviso in A an i, aiuto or at im an on bambini. C circa in 500… giudici siamo

ANNALISA L. Aiutoanimatrice Draghi Medium A. Nella mia squadra gli animatori non pot evano essere sempre presenti e quindi dovevo lavorare di più e soprattutto nei giochi al parco, però è stato comunque bello perché impari da loro che hanno più esp erienza. Quando giochi con i bambini torni un po’ bambina anche tu perché insieme a loro partecipi e ti dive rti: è bello poter stare con i bambini, vedere come loro la pensano, come vedono tutto quello che li circonda e com e reagiscono loro di fronte al mondo... L’anno prossim o certamente lo rifarò da animatrice e quindi ancora meg lio e ancora di più!

all B. E’ una nimatore Centauri Sm RICCARDO R. Aiutoa anche dei re fa e, re tutti insiem sta r pe ne sio ca oc lla be ertenti sooratori sono molto div momenti di gioco e i lab entare l’urlo , ma anche quelli per inv prattutto le scenette bella quella in one e i balletti. Gite: della squadra, la canz re in mezzo tesoro, è bello cammina Ponsara e la caccia al che andare an alla messa ed è bello ai campi e assistere là animatori to aiu ese. Compito degli in giro per tutto il pa imatore ’an all no ) è dare una ma dia me a rz te di i zz (raga grandi); loro a superiore e anche più int qu a all a im pr lla (da ità, noi dobe hanno più responsabil sono i più importanti “chieti” i bamuna mano a far stare biamo aiutarli e dare e? Sì, certo, o prossimo animator bini nel gruppo. L’ann ione. animatore con convinz


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MATTEO M. Grifoni Large B. Ogni gioco vale dei punti e chi arriva primo ha 100 punti, secondo 80, terzo 60 e quarto 40. Questo succede ogni giorno. Alla fine si fa il conteggio finale e la mia squadra presumo sia seconda. Questa storia dei punti ci univa di più anche come squadra. Qualche volta ci toglievano punti se non ci comportavamo bene e non lo facevano solo per farci paura, ma lo facevano sul serio!

DENIS Z. Unicorni Medium B. E’ stato bello fare il tifo per la nostra squadra anche con i cartelloni da preparare. Qualche volta uno si faceva un cartellone per sé oppure con tutta la squadra, ad esempio noi venerdì scorso mattina ci siamo riuniti per fare un cartellone e il pomeriggio l’abbiamo presentato. Ci hanno dato ben 200 punti!

GLORIA P. Centauri Small A. Non è stato difficile fare i balletti, anzi, è stato divertente perché comunque era la musica di cantanti molto famosi, moderni e allora l’abbiamo anche cantata così per darci proprio il vero scatenamento, perché per me la musica moderna è proprio quella che mi scatena di più e domani sera faremo il balletto finale così come piace a me!

GIULIA T. Centauri Medium A. Primi? Non credo! Ma andiamo bene, ci hanno tolto 50 punti, è capitato quando continuavano a chiamarci durante i giochi e noi non arrivavamo mai e allora ci hanno tolto 50 punti. Ma ci rifaremo domani sera col balletto “Tell me baby”, è divertente e fa anche un po’ ridere, lo balleremo in piazza davanti a tutti… Sono emozionata!


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MICHELE T. ed EMAUELE M. Draghi Medium B. Ci sono piaciuti i balletti perché quando c’è da muoversi e divertirsi, noi non ci tiriamo indietro! In Ponsara abbiamo partecipato alla Messa ed è stato molto bello fare i kiriketti là perché eravamo in mezzo alla natura ed era una cosa insolita e poi era il luogo in cui è apparsa la Madonna e quindi ci sentivamo kiriketti “molto importanti”.

MARTINA A. Aiutoanimatrice Grifoni Small A. Il Grest è molto ben organizzato, don Alessandro ha messo su dei bellissimi grest finora e ha attirato tantissimi bambini. E’ divertente perché ci sono bei giochi, si sta bene insieme, le squadre sono fatte in modo abbastanza omogeneo e ci si diverte molto. Le gite del giovedì sono organizzate molto bene, per esempio la caccia al tesoro è dura e piena di responsabilità per noi aiutoanimatori, ma è andato tutto bene perché siamo in tanti e ben organizzati e per questo l’anno prossimo non mi spaventa fare l’animatrice, di corsa! MATTIA Z. Centauri Medium A. Questo Grest ti aiuta a lavorare con tutti perché non si può mai giocare da soli e quindi ti diverti sempre cercando di unirti insieme agli altri.

ANGELICA M. Unico rni Medium A. Erano belle le scenet te perché erano divertenti e soprattu tto si vedeva che gli animatori si divertiv ano a farle!

TOMMASO Giudice e MATTEO T. Aiutogiudice. Compito dei giudici e aiutogiudici nel Grest è quello di far rispettare le regole ai ragazzi durante l’attività dei giochi. Il giudice non favorisce nessuna delle squadre presenti e a turno gira nei vari campi dove sono collocati i ragazzi e fa sia gli Small, sia i Medium e sia i Large. Fare il giudice ci piace di più di fare l’animatore perché abbiamo meno responsabilità sui ragazzi, ci sentiamo più tranquilli però allo stesso tempo li giriamo tutti e per noi è più divertente. L’anno prossimo ci piacerebbe continuare questa esperienza di giudici.


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ANDREA B. Grifoni Large A. Momento più bello è stato in gita a Gardaland perché ci sono le giostre e ci siamo divertiti, le ho fatte tutte e quella che mi è piaciuta di più è stata “Blu Tornado”, quella che ti rovescia in alto, senza aver mal di pancia. Conosco tutti e qui abbiamo avuto occasione di incontrarci di più.

IRENE C. Aiutoanimatrice Centauri Small B. La mia esperienza è stata abbastanza positiva perché sono rimasta a contatto con i bambini, ho potuto conoscerli meglio, la mia pazienza è cresciuta, cioè ho più pazienza ora perché seguendoli tutto il giorno e aiutandoli ti cambia il tuo cuore e… col caldo poi…

GIANLUCA P. Grifoni Large B. La camminata in Ponsara mi è piaciuta abbastanza e il momento più bello è stato quando abbiamo mangiato gli hamburger al parco: buoni! I giochi per me sono stati l’attività più interessante del Grest, in particolare “palla prigioniera” La squadra è il mio gruppo e riusciamo così a legarci di più fra di noi. Domani sera ci sarà la somma di tutto il punteggio e vedremo…


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Agosto-Settembre 2012 B. Mi è piaciuta la gita FRANCESCO M. Grifoni Large uatico con gli scivoli e al Cavour, la prima, il parco acq ua più o meno. Mi sono tutto il giorno sono stato in acq la crema solare… bruciato anche se avevo messo ALESSANDRO C. Grifoni Medium B. Il momento più bello del Grest è quando siamo andati al parco Cavour e nei giochi con l’acqua perché ci siamo divertiti molto e con questo caldo l’acqua andava proprio bene sia al parco che qua. Abbiamo fatto i giochi con l’acqua tipo “spugna pipì” o con gli indumenti bagnati e da strizzare per riempire i secchi d’acqua. Divertentissimo! Si costruivano le piscine con le balle di paglia sul cortile della P.F. Sono andato a casa ogni volta bello bagnato e questo non è stato affatto un problema!

FILIPPO Z. Centauri Medium A. E’ bello perché è tutto messo su seguendo una storia, è basato sulla storia della spada nella roccia, a cominciare dall’entrata nel castello il primo giorno facendo almeno 30 punti. Ogni giorno poi c’era una scenetta che raccontava un pezzettino della storia. Ci siamo divertiti con una bella storia!

CHIARA C. Aiutoanimatrice Dra ghi Small B e ANNA F. Aiutoanimatrice Gri foni Medium A. E’ stato bello perché quando vedevi che i bambini lavoravano, dopo ti sentivi contenta e gratificata perché sapevi che li avevi aiutati tu. Ci è piaciuta l’esperienza di aiut oanimatrice e vogliamo ripeterla in futuro anc he come animatrici. E’ stato impegnativo, ma queste settimane sono passate in fretta e bene!

ANDREA B. Animatore Draghi Large A. Essere animatore prima di tutto è una bella esperienza perché sei sempre a contatto con i bambini, quindi tu dai molto a loro, ma loro danno molto anche a te e ti rendono la vita un gioco, poi ti fa crescere dal punto di vista come persona e ti responsabilizza molto e ti dà tanto. E’ dall’inizio, da quando è arrivato don Alessandro che faccio l’animatore e sicuramente lo farò anche l’anno prossimo, la fatica è tanta, ma è ampiamente ripagata.


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Agosto-Settembre 2012 dì mi sono Small B. Mercole i on if Gr S. LE o a una DANIE lla fronte addoss su io gl ta un e, al fatto m hé il taglio po’ di paura perc un o es pr o H and e non porta. edì, c’era Gardal ov gi , ri Ie . do on vo neanche era prof perché non pote re da an to tu po Al Pronto ci sono qui con il cerotto. no so gi og a M . me dicesudare o dato i punti co nn ha i m n no so rtellone e Soccor addirittura un ca o tt fa o H i. tt vano tu presi qui! così i “punti” li ho l’ho portato oggi

DANIELE P. Centauri Small A. Mi è piaciuto il Grest anche per la merenda, la granita veramente buona e le fette di anguria!

ASIA C. Draghi Small A. Questo Grest è più divertente di una vaca nza perché si fanno tanti giochi, tanti balletti e ci danno tanti bei punt eggi.

storta edium B. Mi sono M ri au nt Ce C. ALICE no tolta e fa, adesso mi so an im tt se e du il dito nata da arrivata una pallo è i M . ra tu ia sc la fa palla ave una partita di nt ra du e or at im un an tornata grave, però sono di e nt ie N . ta velena giorno! perso neanche un subito e non ho

F. Aiutoanimatore UniALBERTO S. Aiutoanimatore Draghi Small B e ALESSANDRO i che ti danno tanta bambin tanti re corni Small B. E’ un’esperienza meravigliosa conosce non puoi fargli fare e loro di su abilità gioia anche perché sai che hai una grande respons Il momento più imo. content essere fa tutto quello che vogliono, è questo compito che ti erano in palio patesoro: al caccia la pegnativo e “cruento” è stato quando abbiamo fatto larmente tesi. partico tutti erano ed recchi punti e quindi c’era più agitazione nell’aria Don ci ha imil ma vinto, aver non per Qualcuno si è lamentato e ha protestato alla fine sicuro! di ri animato o prossim l’anno piegato poco tempo a metterli calmi… Comunque

RICCARDO B. Grifoni Small B. Volevo dire che la cosa che mi è piaciuta di più del Grest è stata i giochi d’acqua perché ci sono tanti giochi da fare in acqua, non è un gioco normale dove ne fai uno solo, ma ne fai tanti insieme e quindi ci si diverte molto di più anche se è una volta alla settimana.


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ELISABETTA R. Aiutoanimatrice Draghi Small B. Esperienza bella è stata quella della Caccia al tesoro perché si vedeva che i bambini erano amici tra di loro e hanno dimostrato che a volte l’amicizia è più importante di tante frivolezze e anche addirittura di vincere.

GIULIA M. Unicorni Medium A. La cosa più divertente è il tifo che fanno tutte la squadre. Addirittura una volta hanno formato delle piramidi saltando in groppa agli animatori per prendersi l’applauso e abbiamo preparato anche degli striscioni a casa per guadagnare dei punti.

LINDA M. Unicorni Medium B. E’ stato simpatico il Don e bravo anche quando si è fatto male al piede così era un po’ meno severo quando dava i punti perché era costretto a guardarci da seduto! E anche se non ballavi proprio bene…

ALESSANDRO P. Grifoni Medium B. Una cosa molto interessante del Grest era no… le animatrici! Perché sono belle, giovani, simpatiche… e brave! Sì, dai!

Intente a tagliare carta crespa per creare costumi per la finale di sabato… MARIA CHIARA R. Animatrice Unicorni Large A, ELENA B. Animatrice Grifoni Large B, DILETTA P. Animatrice Centauri Large B. I bambini sono tremendi, ma fanno anche morire dal ridere. Ci divertiamo e fatichiamo, però poi i piccoli vengono lì con un sorriso e ti chiedono un bacino, ti danno tanta soddisfazione e meno di un mese è sufficiente per creare legami d’affetto. Noi siamo tre segretarie (manca la quarta della squadra dei Draghi) e facciamo tutti i conti (sapremo per prime chi vince!), da tre anni facciamo anche le segretarie e lo faremo ancora l’anno prossimo volentieri. Siamo in 500 al Grest ed è bello che vengano molti bambini. All’inizio due anni fa pensavamo di essere in tanti e ora siamo al doppio, i numeri sono lievitati con bambini anche da fuori. La stanchezza è tanta però dopo un po’ ci fai l’abitudine. Non è una vacanza !!! Perché in vacanza non fai niente, ti stravacchi, qui invece è lavoro, divertendosi.

Quando è finito il Grest, solo dopo posso andare in ferie, prima no, non mi sognerei mai di saltare una settimana di Grest. Quando ci si ritrova a scuola a Settembre, si sente dire che è stato bello passare le vacanze sul divano, senza pensieri, con gli amici ed io con orgoglio dico che mi sono fatta un mese intero di Grest, piena di impegni fin qua… Le compagne mi guardano stupite dicendo: “Ma hai fatto il grest?!” Non capiscono il valore di questo impegno. Per quanto riguarda il rapporto con gli altri animatori, siamo raggruppati nelle squadre in modo tale che c’è sempre gente che non si conosce, cioè non siamo in gruppo automaticamente noi che ci conosciamo da quando siamo nate, il Don fa in modo che ci si trovi anche con nuovi proprio per approfondire le amicizie. E poi l’animatore non è occasionale, c’è un corso, ci sono degli incontri di preparazione e non è che puoi venire a uno sì e tre no, perché è l’impegno quello che ti fa crescere, se si è capaci di mantenerlo. (N.D.R: questo lo dicono soddisfatte e con evidente orgoglio!)

Quello che forse non si coglie appieno in queste parole, è l’entusiasmo dei bambini e dei ragazzi: esso però si vedeva chiaramente nei loro occhi quando con emozione raccontavano il proprio piccolo, grande pensiero…


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testo di Paolo Cagnazzo foto di Umberto Trevisan

In occasione dell’ultima serata delle “Follie notturne”, prima della grande festa di sabato 21, don Alessandro ha voluto spiegare ancora una volta il senso di questi momenti di gioco e di festa, così distanti – almeno all’apparenza – dai modi ‘normali’ di annunciare il Vangelo. Non è facile riassumere in poche righe il succo di quel discorso; ne citiamo solo un breve passaggio che ci aveva colpito molto: «Cari ragazzi, per molti di voi queste “Follie” saranno un ricordo indelebile, che rimarrà a lungo nella vostra mente e nel vostro cuore. Forse ci resterà per sempre. La maglietta colorata, la canzone che abbiamo usato per la preghiera finale… Ci sarà qualcosa che vi ricorderà a lungo di questa esperienza che avete fatto insieme e soprattutto insieme con Gesù!». Sulla scia di questo augurio, abbiamo chiesto ai giovani che hanno vissuto le “Follie notturne” in prima persona che cosa è rimasto nel loro cuore, quale ricordo conservano di quella esperienza. Vuole essere un modo semplice per condividere con tutta la comunità i frutti di un momento intenso e significativo per molti di noi.


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«Non è la prima volta che partecipo alle “Follie”, dovrei esserci abituata. E invece mi stupisco ancora di quanto ci si possa divertire usando del materiale così semplice. Insomma, se ci ripenso, mi viene ancora da ridere: i travestimenti da Maga Magò, la piscina fatta con le bale de paia… Ci siamo messi addirittura a saltare la corda, come i bambini di una volta!»

«Io penso che sono stati bravi i giovani che hanno inventato i giochi. Ne hanno dovuti pensare davvero tanti e sono riusciti a proporci cose sempre diverse. Non ci siamo stufati né annoiati, questo è poco ma sicuro!»

«Anche i balletti sono stati un elemento importante. E non lo dico solo perché facevo parte del corpo di ballo! Insomma, a parte un po’ di imbarazzo iniziale, molta gente del pubblico seguiva i nostri movimenti e ballava insieme a noi. E si vedeva che era contenta. E poi, forse non tutti se ne saranno accorti, ma tutte le canzoni parlavano di Gesù: non è uno spettacolo così frequente vedere decine di persone ballare e cantare “Jesus, You are my superhero”, cioè “Gesù, sei Tu il mio supereroe”. Figo!» «Non so ancora quale ricordo mi rimarrà più a lungo. Per il momento, io so che ho avuto l’occasione di conoscere gente nuova e di stringere nuove amicizie. Queste sono state le mie prime “Follie” e sono andate alla grande! Lo si capiva anche da quanto era difficile andare a casa a fine serata: per quanto stanchi fossimo, avremmo voluto stare lì assieme cinque minuti in più… È quello che diceva il Don, no? Abbiamo scoperto che la Chiesa è un ambiente bello e accogliente»


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«La mia mente va a tutti quei momenti in cui durante le serate ho pensato: “Che bello!”. Era bello stare assieme, era bello cantare e ballare assieme, era bello divertirsi in modo sano e semplice… Era tutto molto bello, ma non era solo merito nostro: un grande aiuto ce l’ha dato Gesù. Per questo ci veniva naturale ringraziarlo a fine serata con un canto»

Serata conclusiva Grest e Follie Notturne

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Agosto-Settembre 2012

Teatro sotto il campanile “Teatro sotto il campanile”, così è stata intitolata questa’anno la rassegna teatrale organizzata dal Circolo Noi “Alfa e Omega”. L’oratorio estivo, infatti, gode di una visione molto bella del campanile che ti riempie lo sguardo e il cuore e nelle serate calde d’estate si può veramente vivere in questo luogo dei momenti di condivisione e di spensieratezza. Tre sono stati i momenti teatrali che hanno visto come protagonisti spettacoli di genere molto diverso: 7 luglio 2012 la compagnia teatrale Ne-

verland ha presentato una commedia brillante dal titolo “Colpo di scena”. Il genere, a volte un po’ piccantino, ha intrattenuto il pubblico con un ritmo piuttosto incalzante e con un epilogo a sorpresa; 14 luglio 2012 la compagnia Sale e Pepe ha invece messo in scena la commedia “I pettegolezzi delle donne” di Carlo Goldoni: uno spettacolo classico, dove non sono mancate le risate e dove le donne, in particolare, hanno potuto riflettere su ciò che vanno a creare i pettegolezzi...

Il 27 luglio 2012, la compagnia teatrale Dell’Arca ha concluso questa breve carrellata con un Musical dal titolo “Qualcuno di troppo, dive si nasce suore si diventa”. È stata una serata di balletti, canzoni e belle battute, con un finale non solo spassoso ma anche ricco di valori. La partecipazione del pubblico nelle tre serate è stata molto buona e questo incoraggia gli organizzatori a proporre altri momenti lontani dal divano e dalla TV. V.T.

Giovedì 20 Settembre 2012 ore 20.30 S. Messa di inizio anno scolastico I bambini delle elementari e i ragazzi delle medie sono invitati a portare all’offertorio un quaderno ed una penna per i bambini poveri di Buba

Il Santo del mese

Il 21 settembre si festeggia San Matteo evangelista Matteo, chiamato anche Levi, viveva a Ca- mente si tratta dell’aramaico, allora parfarnao ed era pubblicano, cioè esattore delle lato in Palestina. Matteo ha voluto intasse. Seguì Gesù con grande entusiasmo, nanzitutto parlare a cristiani di origine come ricorda San Luca, liberandosi dei beni ebraica. E ad essi è fondamentale preterreni. Ed è Matteo che nel suo vangelo ri- sentare gli insegnamenti di Gesù come porta le parole Gesù:"Quando tu dai elemo- conferma e compimento della Legge sina, non deve sapere la tua sinistra quello mosaica. che fa la destra, affinché la tua elemosina Vediamo infatti – anzi, a volte pare prorimanga nel segreto... ". prio di ascoltarlo – che di continuo egli Faceva l’esattore quindi, col suo banco lì lega fatti, gesti, detti relativi a Gesù con all’aperto. Gesù lo vede poco dopo aver richiami all’Antico Testamento, per far guarito un paralitico e lo chiama… lui si ben capire da dove egli viene e che cosa alza di colpo, lascia tutto e lo segue. è venuto a realizzare. Partendo di qui, Da quel momento cessano di esistere i tri- l’evangelista Matteo delinea poi gli buti, le finanze, i Romani. Tutto cancellato eventi del grandioso futuro della comuda quella parola di Gesù: "Seguimi". nità di Gesù, della Chiesa, del Regno che Gli evangelisti Luca e Marco lo chiamano compirà le profezie, quando i popoli "veanche Levi, che potrebbe essere il suo se- dranno il Figlio dell’Uomo venire sopra condo nome, ma gli danno il nome di Mat- le nubi del cielo in grande potenza e gloteo nella lista dei Dodici scelti da Gesù ria" come suoi inviati: “Apostoli”. E con questo Scritto in una lingua per pochi, il testo San Matteo nel famoso dipinto eseguito fra il nome egli compare anche negli Atti degli di Matteo diventa libro di tutti dopo la 1599 e il 1600 da Caravaggio visibile nella Apostoli. traduzione in greco e la Chiesa ne fa chiesa di San Luigi dei Francesi a Roma Pochissimo sappiamo della sua vita. Ma ab- strumento di predicazione in ogni luogo, biamo il suo Vangelo, a lungo ritenuto il lo usa nella liturgia. sieme ad un angelo, con la spada un portaprimo dei quattro testi canonici, in ordine Probabilmente la sua morte fu naturale, monete e, a volte, con un libro per i conti. di tempo. Ora gli studi mettono a quel posto anche se fonti poco attendibili lo vogliono Dall’ebraico Matteo significa “Uomo di il Vangelo di Marco: diversamente dagli martire di Etiopia. Dio”. altri tre, il testo di Matteo non è scritto in San Matteo è patrono dei banchieri e dei Andrea Ciresola greco, ma in lingua “ebraica” o “paterna”, contabili. secondo gli scrittori antichi. E quasi sicura- Nell’iconogtrafia è spesso rappresentato as-


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Agosto-Settembre 2012

Anagrafe Parrocchiale Hanno concluso il loro cammino terreno

02-09-1936 Burato Candida 05-07-2012 21-06-1924 Giuriato Antonio 07-07-2012 20-04-1954 Angelo Maurizio Cagnoni 30-07-2012

Sante Messe di Suffragio Agosto

1 MER 2 GIO 3 VEN 6 LUN

Bogoni Prà Gina (†); Brighente Massimiliano; Temelin Luigi Famiglia Rossi Savini Franco (compleanno) e Fernanda Saorin Giuliano (anniversario); Corrado e Luciano; Bogoni Emilia; Rizzotto Gaetano; Verzini Gloria e Attilio

7 MAR Famiglia Fattori; Famiglia Rossi 8 MER Soriato Gaetano; Fongaro Gianluca e Silvio; Rina e Battista Leviani; Rizzotto Lino e Bolla Lucia; Alpiovezza Luigi 9 GIO Famiglia Rossi 10 VEN Soriato Graziella in Bogoni (†); Famiglie Poli e Isolani; Famiglie Gallo e Penasa; Rodighiero Guglielmo e Caurla Umberto 13 LUN Carletto Luciano (†); Fusaro Natalia (†); Faltracco Wilma; Flavia e Giuseppe Fontana; Famiglia Tobin; Palmira e Guerrino; Tecchio Adelino e Leone; Grigato Marco; Rizzotto Matilde 14 MAR Ravera Natalina e Francesco; Tregnaghi Maria; Famiglia Cassin 17 VEN Veneziani Gabriella; Burti Giocondo (†); Fossato Angela; Lino e Lavinia; Montini Vitaliano; Racconto Rino (†); Anzolin Claudino e Maria; Pantaleo De Tommasi (II ann.) 20 LUN Fattori Silvietto e Gino; Lecetti Napoleone (anniver.) e Andrea; Gastaldo Ferruccio e Menegalli Angela; Ferraretto Amelia ved. Racconto (†) e Racconto Romeo; Martinelli Antonietta; Deatrini Adelino e Placida Frison; Menini Maria e Gini Olinto; Motterle Celeste; Alberti Giuseppe e Attilio; Giuriato Antonio e Pace Beppina; Pelosato Regina (anniversario) 21 MAR Zambon Antonio 22 MER Fongaro Gianluca e Silvio 24 VEN Bogoni Prà Gina (†); Prà Enrico; Pace Gino e Nerina; Rodighiero Guglielmo e Bolla Adele 27 LUN Fabiani Franco e Maria; Pelosato Antonia (†); Rodighiero Maria; Bolla Aldo; Marsilli Giovanni e Tullia; Gini Olinto (anniversario) Agosto

29 MER Lazzarini Achille e Caterina; Verzè Pietro (†); Veneri Luigi e Paolo; Pelosato Leonella e Antonioli Angelo; Antonioli Mauro e Adriana; Fam. Bolla Alessandro 30 GIO Cavazza Augusto; Todeschi Thomas e Bogoni Elio; Famiglie Bergamaschi e Merli 31 VEN Fongaro Gianluca (II anniv.) e Silvio; Rodighiero Alfieri Settembre

3 LUN 5 MER 6 GIO 7 VEN 10 LUN 12 MER 14 VEN

17 LUN 19 MER 21 VEN 24 LUN 25 MAR 26 MER 27 GIO 28 VEN

Bogoni Prà Gina (†); Battistella Leone e Amabile Bogoni Luigi; Meneghello Redento Corrado e Luciano Rizzetto Marina e Valente Bruno; Bogoni Emilia; Alberti Milena (IV anniversario); Pelosato Tullio; Ferrarretto Melchiorre; Meneghello Gaetano Soriato Graziella in Bogoni (†); Grigato Marco; Rodighiero Guglielmo e Gini Federico; Rizzotto Antonio e Marina; Meneghini Franco; Amoletti Tullio e Bianca Soriato Gaetano e Augusto; Fongaro Gianluca e Rosetta; Brazzarola Leonello; Alpiovezza Luigi Carletto Luciano (†); Fusaro Natalia (†); Faltracco Wilma; Flavia (X anniv.) e Giuseppe Fontana; Emilio ed Enrica Fontana; Rosina e Gelsomino; Lino e Lavina; Montini Vitaliano; Anzolin Claudino e Maria Fattori Silvetto e Gino; Racconto Rino (†); Motterle Celeste Burti Giocondo (†); Fossato Angela (†); Rodighiero Ettore e Luigia; Tessari Nerina (compl.100 anni); Ferraretto Amelia ved. Racconto (†); Fongaro Gianluca e Rosetta Gastaldo Ferruccio e Menegalli Angela; Silvia e Giovanni Speri Bogoni Prà Gina (†); Prà Enrico; Lecetti Andrea e Napoleone; Bolla Aldo (†); Deatrini Adelino e Frison Placida; Menini Maria e Gini Olinto; Rossi Italo e Amelia Zambon Antonio Verzè Pietro (†); Famiglia Bolla Alessandro; Rodighiero Guglielmo e Antonio; Fongaro Gianluca e Rosetta Cavazza Augusto; Todeschi Thomas e Todeschi Giuseppe; Rodighiero Maria Lazzarini Achille e Caterina; Fabiani Franco e Maria

Calendario Attività

2 GIO ore 20.30 S.Messa, a seguire Adorazione guidata 14 MAR ore 19.00 Santa Messa 120° Consacrazione della Chiesa di S. Maria Maggiore presieduta dal Vescovo S.E. mons. Giuseppe Zenti e apertura anno della fede ore 20.30 Cena comunitaria in piazza 15 MER Assunzione della B. V. Maria ore 16.00 Ora di Guardia

Novelli Sposi 28 Luglio 2012: Tregnaghi Nicola e Aiello Antonella

6 GIO 7 GIO 9 DOM 10 LUN 15 SAB 16 DOM 20 GIO 23 DOM

Settembre

ore 20.30 S.Messa, a seguire Adorazione guidata ore 20.00 S.Messa alla Madonnina ore 16.00 Ora di Guardia ore 21.00 Genitori Battesimi ore 14.30-20 Maratona di preghiera con il veggente Ivan ore 16.00 Battesimi ore 20.30 S. Messa di inizio anno scolastico ore 16.00 Festa degli anziani alla Casa di Riposo

Orari Estivi della segreteria della canonica Lunedì - Sabato: 9-12 Impaginazione a cura di Alberto Saorin


Foglio Parrocchiale Agosto-Settembre 2012