n. 238 - Foglio Parrocchiale Febbraio 2023

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Parrocchia santa maria maggiore - monteforte d’alPone Piazza silvio Venturi, 23 - tel. 0456107379 - foglio@parrocchiamonteforte.it - www.parrocchiamonteforte.it Foglio PARRoCCHiAlE n. 238Febbraio 2023

IL NOSTRO PATRONO: SANT’ANTONIO AbATe

la bellissima chiesetta che si può notare sul colle a sinistra della chiesa Parrocchiale

è dedicata a Sant’antonio abate e, per noi cittadini, è visitabile, una delle poche volte, il mattino del sabato successivo al 17 gennaio, giorno dedicato al Santo.

c osì anche quest’anno ho pensato di raggiungerla e, camminando nell’ultimo tratto della salita, ho incontrato i “Toni” (abitanti di Monteforte che portano il nome di a ntonio) che stavano andando all’appuntamento della S. Messa delle 10.30 annunciata dal suono della campana. ho sentito in loro la preoccupazione dello scorrere del tempo manifestato dalla fatica, che negli anni si è fatta sempre più intensa, nel percorrere quella ripida salita che porta all’entrata della chiesetta.

i noltre stavano riflettendo sul fatto che, purtroppo, da alcuni anni il nome antonio non sembra essere così frequente. Per cui sorgeva spontaneamente in loro il dubbio su chi avrebbe portato avanti la tradizione di andare a prendere la statua del Santo Patrono nella chiesetta per esporla nella chiesa Parrocchiale in occasione della Festa patronale. Da qui è nata l’idea di qualcuno di loro di coinvolgere quest’anno figli e i nipoti. il sole in quel giorno ci ha voluto bene e

ha permesso di poter vedere un panorama stupendo tutt’intorno.

abbiamo potuto respirare un’aria genuina, ricca di saluti, sorrisi e gioia per essere riusciti a ritornare in questo posto ricco di storia recente e passata. e’ stato molto bello l’arrivo di numerose persone a questo appuntamento tra le quali alcuni bambini tanto da fare rimanere in piedi molti durante la celebrazione.

entrare nella chiesetta è stato un ritrovare le nostre origini e avere la percezione che malgrado non si frequenti molto questo luogo di culto, il nostro Paese sia sempre sorvegliato e protetto da questo Santo patrono.

Sono convinta che tutti noi della comunità dovremmo sentirci partecipi nel portare avanti la devozione, a un grande Padre della chiesa, vissuto tra il ‘200 e il ‘300 come ci ha ricordato Don Zeno durante la celebrazione della S. Messa .

ogni Santo ci insegna ad amare se stessi e tutte le persone che ci circondano e di questo, oggi, si necessita molto. Tutti ci siamo salutati volentieri e abbiamo vissuto un momento di pace che speriamo invada tutta la nostra comunità ed il mondo intero.

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O.T.

GIORNATA DeLLA MeMORIA e SANTITÀ

La famiglia Ulma, trucidata per aver aiutato gli ebrei

Durante l’occupazione nazista della Polonia circa un milione di polacchi, malgrado il rischio della pena di morte, aiutarono gli ebrei. Tra loro i coniugi Józef e Wiktoria, proclamati “Giusti tra le Nazioni”, massacrati con i loro sette bambini e otto ebrei a cui avevano offerto aiuto. La Chiesa cattolica ha iniziato nel 2003 il loro processo di beatificazione e, ad oggi, sono Servi di Dio. Ecco la loro storia...

i l 27 gennaio del 1945 il campo di concentramento di a uschwitz-Birkenau fu liberato dall’ a rmata r ossa. Sessant’anni dopo, l’1 novembre del 2005 l’ a ssemblea g enerale delle Nazioni Unite ha proclamato il giorno del 27 gennaio come g iornata della Memoria per commemorare le vittime dell’ o locausto. Ma il g iorno della Memoria consacrato ai milioni di vittime ebree della follia nazista è anche una buona occasione per ricordare tutti coloro che nei tempi terribili della guerra si prodigavano per aiutare gli ebrei.

Per indicare quelle persone che in modo eroico, a rischio della propria vita, salvarono anche un solo ebreo dalla Shoah si usa il termine “ g iusti tra le Nazioni”.

Dal 1962 il Memoriale Yad Vashem conferisce in modo ufficiale tali titoli a tutti i non ebrei riconosciuti come “ g iusti”. a lla data dell’1 gennaio 2018 i “ g iusti” riconosciuti sono stati 26.973 di cui 6.706 polacchi. Durante l’occupazione nazista della Polonia circa un milione di polacchi, malgrado il grandissimo rischio che correvano, aiutarono in vario modo gli ebrei. l a Polonia fu l’unico Paese dove l’occupante tedesco introdusse una legge draconiana: qualsiasi tipo di aiuto agli ebrei

veniva punito con la pena di morte. Ma malgrado tutto i polacchi sono riusciti a portare aiuto e salvare più di 100.000 ebrei. Tra i “ g iusti” polacchi c’è anche la famiglia Ulma, che nascose otto ebrei. Purtroppo, i gendarmi tedeschi lo scoprirono e il 24 marzo 1944 fucilarono gli otto ebrei e l’intera famiglia Ulma: i coniugi Józef e Wiktoria, con i loro sei bambini (più un settimo nel grembo materno).

La Polonia sotto l’occupazione tedesca l ’aggressione della g ermania di h itler alla Polonia, cominciata il 1° settembre 1939, era finalizzata allo sterminio della nazione polacca per colonizzare le sue terre e annetterle al Terzo r eich. g li occupanti tedeschi implementarono tale piano distruggendo l’élite intellettuale della nazione, appropriandosi delle risorse materiali, agricole e industriali polacche, sfruttando la Polonia come fonte di materie prime e manodopera a basso costo. Durante l’occupazione tedesca la gente veniva spostata forzatamente, arrestata durante le retate e uccisa. Presto cominciò un vero e proprio sterminio della popolazione polacca ed ebraica.

Va ricordato che la Polonia, durante i secoli, è stata uno dei Paesi più accoglienti per gli ebrei

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che arrivarono ad essere una parte consistente della popolazione polacca: 3,5 milioni, circa il 10% della popolazione.

Dall’inizio dell’occupazione tedesca gli ebrei in Polonia furono colpiti da varie forme di discriminazione: rimozione dal lavoro, divieto di frequentare scuole e università, obbligo di portare sui vestiti una stella gialla, costrizione al lavoro forzato, creazione di distretti isolati (ghetti) che facilitarono lo sterminio per fame, saccheggio delle proprietà ebraiche. Ma la drammatica svolta ebbe luogo quando i tedeschi decisero di eliminare gli ebrei e dal 1942 svilupparono il “piano generale di sterminio” di 11 milioni di ebrei in europa. Nelle aree occupate della Polonia furono creati dai tedeschi campi di sterminio per gli ebrei, tra cui il famigerato lager di a uschwitz.

La tragedia degli ebrei suscitò una grande reazione dei polacchi che prese forma anche di una vera campagna di aiuto, condotta dalle organizzazioni e associazioni clandestine, tra cui il c onsiglio per gli aiuti agli ebrei detto “Zegota” (1942), e dalle popolazioni delle città e dei villaggi. anche la chiesa cattolica reagì come poté: da un lato condannando la persecuzione e lo sterminio, dall’altro organizzando aiuti materiali, nascondendo gli ebrei nelle case religiose e nei monasteri. Ma la cosa più importante fu che incoraggiò ogni forma di aiuto, soprattutto attraverso l’esempio personale dei vescovi, dei sacerdoti e delle suore, che realizzavano in quei tempi bui e inumani l’idea dell’amore cristiano per il prossimo.

Ulma: una famiglia semplice e devota Markowa, che si trova nella Polonia sudorientale, era uno dei più grandi villaggi polacchi dove abitavano 4442 persone, tra cui anche 120 ebrei. Józef Ulma era un personaggio molto conosciuto in tutto il villaggio perché era una

persona dotata di molti talenti e intraprendente: fu il primo a gestire un vivaio di alberi da frutta, diffondeva tecniche di coltivazione, si occupava dell’apicoltura e dell’allevamento del baco da seta, che incuriosiva tutti nel villaggio. Ma Ulma era anche un buon cattolico impegnato in varie attività sociali: lavorava nell’associazione della gioventù cattolica dove era bibliotecario e fotografo. l a fotografia era la vera passione di questo contadino “illuminato”. g razie alle migliaia di fotografie che scattò e che si sono conservate fino ad oggi, abbiamo bellissime immagini sue e della sua famiglia. Józef scelse come moglie una ragazza del villaggio, Wiktoria Niemczak, di 12 anni più giovane di lui. Fu un matrimonio molto riuscito e felice.

Difficile decisione

Dopo aver occupato tutta la Polonia i nazisti crearono una nuova organizzazione territoriale. Per “mantenere l’ordine” nelle campagne e nei piccoli centri serviva tra l’altro la gendarmeria. g li ebrei venivano raggruppati nei ghetti. Nell’estate e autunno del 1942 i tedeschi ammazzarono la maggior parte degli abitanti ebrei di Markowa. Sopravvissero soltanto gli ebrei che già prima si erano nascosti nelle case dei contadini polacchi. Una delle famiglie che prese l’eroica decisione di nascondere degli ebrei furono appunto gli Ulma. Nella loro casa trovarono rifugio otto ebrei: cinque uomini della famiglia Szall (erano commercianti del bestiame provenienti dalla città di Łańcut) e Golda e l ayka g oldman con la piccola figlia. Józef Ulma era conosciuto per la sua simpatia verso gli ebrei. Prima di ospitarli a casa sua, aiutò un’altra famiglia a fare un nascondiglio in una valle della zona. Sicuramente Ulma prese la sua eroica decisione spinto dall’amore verso il prossimo e dalla compassione, essendo cosciente della sorte che veniva riservata agli ebrei catturati dai

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nazisti.

Il martirio della famiglia

Probabilmente un poliziotto locale avvisò i gendarmi tedeschi che gli Ulma nascondevano gli ebrei. i gendarmi con a capo e ilert Dieken, il comandante dei gendarmi tedeschi a Łancut, organizzarono una spedizione punitiva: all’alba del 24 marzo 1944 entrarono nella fattoria degli Ulma, che si trovava ai bordi del villaggio. i tedeschi, con la copertura della polizia, entrarono nella casa. Subito dopo si udirono gli spari: per primi furono fucilati gli ebrei. i gendarmi chiamarono i cocchieri polacchi che li accompagnavano ad assistere alla fucilazione per far vedere loro come venivano puniti i polacchi che nascondevano gli ebrei. Uno dei cocchieri, e dward Nawojski, spiegò come dalla casa furono fatti uscire Józef e Wiktoria Ulma che in seguito furono trucidati. i l testimone raccontò che “durante le esecuzioni si sentivano grida tremende, il lamento delle persone e le voci dei bambini che chiamavano i genitori fucilati. l a scena era veramente raccapricciante”. Dopo l’esecuzione i gendarmi tedeschi cominciarono a discutere cosa fare con i bambini: decisero di ammazzarli. Uno dei gendarmi, un ceco germanizzato, fucilò personalmente tre o quattro bambini. i l cocchiere Nawojski, obbligato ad assistere al massacro, riferì queste parole pronunciate dal gendarme: “ g uardate come finiscono i porci polacchi che nascondono gli ebrei”. i tedeschi non riuscirono a scoprire tutti gli ebrei nascosti nelle case dei polacchi a Markowa: fino alla fine della guerra almeno 17 di loro sopravvissero.

La memoria dei “Giusti” e candidati agli altari

g li abitanti di Markowa hanno eretto recentemente un monumento ai loro concittadini, polacchi ed ebrei, ammazzati barbaramente dai

tedeschi. Sul monumento si trova la seguente scritta: “Salvando la vita degli altri, sacrificarono la loro. Józef Ulma, sua moglie, Wiktoria e i loro figli: Stasia, Basia, Władziu, Franuś, Antoś, Marysia e il figlio non nato. Nascondendo 8 dei nostri fratelli maggiori nella fede, gli ebrei della famiglia Szall e g oldman, perirono insieme ai loro a Markowa il 24 iii 1944 per mano della gendarmeria tedesca. c he il loro sacrificio sia l’invito a rispettare e amare ogni uomo. e rano figli di questa terra e rimangono nei nostri cuori”. i l 24 marzo è stato dichiarato dal Parlamento di Varsavia “ g iornata nazionale della memoria per i polacchi che salvavano ebrei durante l’occupazione tedesca”. l a scelta del giorno fa riferimento proprio all’eccidio di Markowa quando vennero assassinati i “giusti” Ulma.

a dicembre la c hiesa ha offerto un grande dono ai fedeli e al mondo intero, promulgando il decreto che riconosce il martirio dei coniugi polacchi Józef ( g iuseppe) e Wiktoria (Vittoria)

Ulma e dei loro sette figli uccisi a Markowa il 24 marzo 1944 - assieme agli otto ebrei cui offrivano rifugio nella propria casa - da una squadra di gendarmi nazisti. c iò significa che presto verrà beatificata, per la prima volta nella storia, un’intera famiglia oggetto di devozione fin dai primi giorni dopo la morte. e , sempre per la prima volta, sarà beatificato un bambino ancora nel grembo materno, visto che Wiktoria, quel 24 marzo, era incinta, nella fase finale della sua gravidanza. a questo piccolo mai nato, il cui nome è noto solo al c ielo, è stata dunque riconosciuta la palma del martirio, come ai fratellini Stanisława (nata nel 1936), Barbara (1937), Władysław (1938), Franciszek (1940), a ntoni (1941), Maria (1942).

di Ermes Dovico (la nuova bussola)

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CONOSCIAMO LA NOSTRA ChIeSA PARROCChIALe/20

restaurata nel 2015 e successivamente collocata nell’attuale cripta, la tela con Madonna e Santi di autore ignoto risale al XViii secolo ed è di scuola veronese. Durante i restauri, e per merito della pulitura, si sono meglio precisati i Santi raffigurati perché mentre San Michele era già molto chiaro come iconografia per la presenza della spada e la sfida contro il demonio (che vediamo per terra, dove Michele lo schiaccia con il piede… una rappresentazione classica) la figura di San lorenzo si è via via palesata quando, durante la pulitura del dipinto, è apparsa chiaramente la graticola che tiene in mano. la graticola è il simbolo che ci riporta sempre all’immagine di San lorenzo visto che si narra che il suo martirio è avvenuto bruciato vivo sulla graticola. Fu bruciato vivo, in luogo poco lontano dalla prigione e il suo corpo fu portato al campo Verano, nelle catacombe di Santa ciriaca. Questo è quanto ci porta la leggendo ma non vi è certezza che la sua morte sia avvenuta così, tuttavia nella rappresentazione dei Santi la figura del personaggio con questo segno è riferibile sempre a San lorenzo.

La Madonna, raffigurata sopra un piedistallo regge un cartiglio dove possiamo leggere la frase: aUXiliUM MiSeriS PreSiDiUMQUe PiiS, la cui traduzione indica “aiuto ai miseri e difesa dei devoti”. ai suoi lati due angoletti reggono il mantello azzurro.

lo sguardo di Maria è rivolto ai tre santi, infatti oltre ai due già citati, nel centro troviamo un Vescovo (o un abate), inginocchiato in preghiera e che non è stato ancora possibile identificare; presso di lui un chierico regge la mitria, paramento liturgico usato dai vescovi di molte confessioni cristiane durante le celebrazioni: è un copricapo alto e rigido, formato da due pentagoni irregolari piatti, con i lati superiori ricurvi e terminanti a

punta. a volte è impreziosita da gemme. la tela, di ottima fattura, prima di esser stata collocata nella cripta era esposta sotto l’organo dell’abside, ma la sua prima collocazione era stata la chiesa dei cappuccini presente nel nostro cimitero.

(fonti tratte dal libro: LA CHIESA PARROCCHIALE DI MONTEFORTE curato dal Prof. E. Poli)

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Le opere d’arte mobili - la tela con MaDoNNa e SaNTi

CAMPO INVeRNALe ADOLeSCeNTI

Noi adolescenti di Monteforte abbiamo vissuto l’esperienza del campo scuola presso l’istituto gresner a Ferrara di Monte Baldo insieme ai ragazzi e alle ragazze della Parrocchia di Soave. g razie agli animatori siamo riusciti a vivere un percorso di crescita spirituale tra momenti di gioia e di riflessione per cercare la risposta alla domanda

“cos’è la fede?”. insieme a Don giulio abbiamo capito come la fede sia un rapporto d’amore con Dio e proprio per questo motivo, soprattutto nell’età adolescenziale, questo rapporto può entrare in crisi. a ttraverso le attività in gruppi con gli animatori abbiamo riflettuto sull’importanza di coltivare i sentimenti, i rapporti con le persone e le “cose” vere della vita, distinguendo

ciò che è superficiale da ciò che non lo è. o ltre alle attività e ai giochi abbiamo partecipato anche a momenti molto intensi e profondi: in due momenti di riflessione guidati da Don iulio abbiamo scritto su due fogli di carta rispettivamente un nostro problema della vita da porgere a Dio e qualcosa per cui siamo grati. i noltre un aiuto significativo per noi adolescenti è stato da Don giulio che durante l’intero percorso si è reso disponibile per ascoltare i nostri dubbi, problemi e perplessità. c onclusa l’esperienza del campo scuola con la Santa Messa torniamo grati e rinnovati spiritualmente, ringraziando Dio per i momenti trascorsi insieme! A.M.

FAR FAMIGLIA…“bRUSANDO LA STRIA”

Venerdì 6 gennaio il ritrovo del “Far Famiglia”

è stato a partire dalle ore 15 alle Scolette in Sarmazza: tutti i bambini e i ragazzi presenti si sono dati da fare per preparare la “Stria da brusare”, riempiendo di paglia calze vecchie e vestiti. Dopo il gran lavoro creativo, con il calare del sole, il falò è stato acceso come da tradizione: tra la legna scoppiettante e le risate dei più piccoli non poteva mancare una bella merenda a

base di cioccolata calda e vin brulè. Alle 18.30 le famiglie hanno partecipato alla S.Messa in parrocchia per concludere tutti insieme con una super pasta in compagnia al circolo Noi. Grazie Signore Gesù per questa giornata di condivisione e di spensieratezza per tutte le nostre famiglie; aiutaci a saper gioire sempre nella semplicità delle piccole cose, come la compagnia delle persone che ci stanno intorno.

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M.R.

ANAGRAFe PARROCChIALe

DeFUNTI: 11/12/1939 Tebaldi Vittorina 04/01/2023

SANTe MeSSe DI SUFFRAGIO

1 MER Fam Gazzetta; Albino e Angelina; Prà Giovanni e Virginia

2 GIO Fam. Camera; Fam. Burti e Vincenzo; Tessari Antonio; Fongaro Gianluca e Don Piero; Albino e Angelina; Pelosato Domenico e Renato; Pelosato Federico e Luigia; Marcazzani Attilio ed Edda; Tecchio Alberto e Gioco Angela

3 VEN Montini Vitaliano; Filippi Dora (anniversario) e Molinarolo Norma; Fam. Pelosato e Bongiovanni; Dal Bosco Aldo e Rosa; Dal Bosco Giorgio; Dal Bosco Alessandro e Alba; Cielo Alessandro e Caterina

6 LUN Fam. Prà Giuseppe; Battistella Arnaldo; Fam. Verzè Francesco

7 MAR Galiani Giuseppe; Tebaldi Vittorina

8 MER Bernardi Angelino e Mariangela; Boscolo Adelino; Zoppi Carlo e Elio (anniversario) ; Anime del purgatorio; Bogoni Giovanni e Corrà Lina; Prà Virgilio e Dal Cero Antonietta; Fam. Bogoni; Tobin Angelino e Anna; Tommasi Elena; Fattori Tarcisio e Bernardi Gina; Tessari Lino (anniversario)

10 VEN Gini Domenico (compleanno) e Zambon Lina; Gavioli Sandro e Bogoni Ester (anniversario) ; Fam. Castagnaro Antonio; Bonomi Luigi e Assunta; Fam. Ghiotto; Castagnaro Noè e Amalia

13 LUN Giuseppe e Carla; Tegazzini Diego e Mario; Avogaro Adriano e Renata (anniversario) ; Gini Tullio e Teresina (anniversario); Silvia e Giovanni Speri; Avogaro Renata e Adelino; Crestan Giuseppe e Giovanna; Mastella Aldo e Maschio Cecilia

14 MAR Panato Lucia e Guido; Zecchin Rosanna; Tebaldi Vittorina

15 MER Pelosato Antonio; Almari Giuseppe; Fam. Valente

16 GIO Veneziani Gabriella; Vanzo Mariuccia (crocetta); Gozzo Santa (crocetta); Tomelli Gemma (crocetta)

17 VEN Panato Guido e Lucia; Fam. Verzè Vittorio; Tosin Onorato e Benella Iole; Meneghello Antonio; Defunti Classe 1951; Pelosato Domenico; Fam. Baratto; Pernigotto Teresina (anniversario); Fam. Marcolungo; Fam. Pernigotto; Fam. Bacco; Ferro Luigi e Bolla Lia (30° anniversario); Intenzioni per una persona

20 LUN Anzolin Olga

23 GIO Menghini Pierino; Valentini Luigia (crocetta); Maschio Cecilia (crocetta); Fam. Bogoni Giuseppe; Gini Maria e Renato; Fongaro Gianluca e Bolla Silvio

24 VEN Gaetano Tobin; Meneghello Antonio; Leonia e Igino Zanatello; Fam. Meneghello; Fam. Zanatello; Fam. Giuriato; Racconto Rino; Maria e Antonio; Rizzotto Gaetano; Rizzotto Antonio e Maria; Don Piero e Fam. Simoni

27 LUN Bogoni Giusepppe; Bernardi Mariangela (crocetta) ; Isolani Gabriella (crocetta) ; Tregnaghi Patrizia (crocetta) ; Bertuzzo Annamaria (16° anniversario) e Attilio; Todeschi Thomas e Gavioli Alessandro; Rizza Giorgio (anniversario) e Colombo Giulio; Ghellere Antonio (anniversario); Benella Vittorio e Gastone; Barilli Attilio e Antonietta; Prà Olga e Tullio

28 MAR Scolari Mirko; Patuzzi Livio e Danila

ORARI SANTe MeSSe

Lunedì, Mercoledì, Venerdì ore 19.00

Primo Giovedì del mese ore 20.30 - gli altri giovedì ore 19.00

Sabato ore 18.30 (prefestiva)

Domenica ore 8.00 / 9.30 / 11.00 / 18.30 (vespertina)

S. GIUSEPPE: Martedì, Giovedì ore 8.30 NEL PERIODO INVERNALE, LE MESSE FERIALI DELLE ORE 19.00

Foglio P arrocchiale - 8 Impaginazione
a cura del GxCom
VERRANNO CELEbRATE IN CRIPTA

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