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Dialogo e Famiglia Giornale dell’Unità Pastorale Sacra Famiglia - Padre Marcolini N˚ 4 - Ottobre 2017

Chiamati ad essere missionari della gioia


Sommario Parola del Parroco Anno pastorale 2017-2018: chiamati ad essere “missionari della gioia”. . .. . pag. 3 Vita della Chiesa Intervento di mons. Monari a seguito nomina mons. Pierantonio Tremolada .. . " 4 Indizi di un episcopato che sarà...: la conferenza stampa di monsignor Tremolada . . . . . . . . . . " 5 17 settembre 2017: il Vescovo Monari saluta nella sua omelia la diocesi di Brescia .. . " 6 Vita dell’Unità Pastorale Dal consiglio pastorale parrocchiale . . . " Battesimo, porta della fede!. . . . . . . . " Cammino comunitario. . . . . . . . . . . . " Centri di ascolto 2017: un cammino che continua . . . . . . . .. . " FAMIGLIA E COMUNITÀ: un legame che aiuta. La ripresa del cammino ICFR. . . . " Il dopo iniziazione cristiana... perchè tutto non finisce con i sacramenti . . . . . . . . " Azione cattolica: ricominciano i percorsi formativi . . . . . . . . . . . .. . " Bancarella del commercio equo e solidale: La proposta del gruppo equazione. . .. . "

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J. Ratzinger Messa per l’elezione del Papa

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Ecco il nostro progetto Pastorale Riflessioni in merito alle linee guida per una Pastorale della Carità. . . . . . . " 16 Cronaca dell’Unità Pastorale Il cinema con la C maiuscola: Cineforum d’autunno . . . . . . . . . . . . Campo Junior: Cars e la voglia di cambiare. . . . . . .. . Campo senior: Bimbi sperduti che crescono. . . . . . . . Campo ado: Magica la vita! . . . . . . .. . Estate in oratorio 2017: Detto fatto e Azzurro. . . . . . . . . . .. . Festa in oratorio Violino: una due-giorni di aggregazione e amicizia. . . . . . . . . Festa in oratorio Badia: il tempo avverso non l’ha fermata! . . . . . . . .. . ASD Violino: stagione 2017-2018 . . . . .

Dobbiamo essere animati da una santa inquietudine: l’inquietudine di portare a tutti il dono della fede, dell’amicizia con Cristo. In verità, l’amore, l’amicizia di Dio ci è stata data perché arrivi anche agli altri. Abbiamo ricevuto la fede per donarla ad altri – siamo sacerdoti per servire altri. E dobbiamo portare un frutto che rimanga. Tutti gli uomini vogliono lasciare una traccia che rimanga. Ma che cosa rimane? Il denaro no. Anche gli edifici non rimangono; i libri nemmeno. Dopo un certo tempo, più o meno lungo, tutte queste cose scompaiono. L’unica cosa, che rimane in eterno, è l’anima umana, l’uomo creato da Dio per l’eternità. Il frutto che rimane è perciò quanto abbiamo seminato nelle anime umane – l’amore, la conoscenza; il gesto capace di toccare il cuore; la parola che apre l’anima alla gioia del Signore. Allora andiamo e preghiamo il Signore, perché ci aiuti a portare frutto, un frutto che rimane. Solo così la terra viene cambiata da valle di lacrime in giardino di Dio.

Orari S. Messe Unità Pastorale Feriali:

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da lun a giov ore 8.30: Badia da lun a ven ore 18.00: Violino ven ore 18.30: Badia

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Festive:

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sab ore 8.30: Lodi Mattutine sab ore 18.00: Violino

sab ore 18.30: Badia dom ore 8.00: Badia dom ore 9.00: Violino dom ore 10.30: Badia dom ore 11.00: Violino dom ore 17.00: Mandolossa dom ore 18.00: Violino

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Dai nostri lettori Vi faccio conoscere il Gruppo Galilea. . . " 23

Redazione Don Raffaele Donneschi, Don Fausto Mussinelli, Lucrezia Barbieri, Laura Bellini, Jessica Pasqui, Francesco Quaranta, Elena Rubaga, Elena Vighenzi, Carlo Zaniboni.

Per chi volesse scriverci: redazione.dialogoefamiglia@gmail.com

Foto in copertina: Il ritorno dei discepoli di Emmaus

Contatti dei presbiteri della Unità Pastorale Parroco (don Raffaele Donneschi): Parrocchia San Giuseppe Lavoratore trav. Ottava,4 - Villaggio Violino tel. (segreteria parrocchiale) 030 312620 e-mail: raffado@alice.it - www.parrocchiaviolino.it Curato (don Fausto Mussinelli): Parrocchia Madonna del Rosario via Prima, 81 - Villaggio Badia tel. 030 313492 - cell. 328 7322176 e-mail: donmussi80@gmail.com - www.parrocchiabadia.it

Riferimenti per gli oratori: Oratorio San Filippo Neri via Prima, 83 - Villaggio Badia Oratorio Violino via Prima, 2 - Villaggio Violino


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Parola del Parroco

Anno pastorale 2017-2018: chiamati ad essere “missionari della gioia” “Quello che abbiamo veduto e udito, noi lo annunciamo anche a voi, perché anche voi siate in comunione con noi. E la nostra comunione è con il Padre e con il Figlio suo, Gesù Cristo. Queste cose vi scriviamo, perché la nostra gioia sia piena.” (1Giovanni1,3-4) ‘Diventare un popolo… è un lavoro lento e arduo che esige di volersi integrare e di imparare a farlo fino a sviluppare una cultura dell’incontro in una pluriforme armonia.’ (Papa Francesco, Evangelii Gaudium, 220). Diventare Unità Pastorale.. è un lavoro lento e arduo... Le parole di Papa Francesco valgono anche per noi a quasi un anno da che siamo canonicamente Unità Pastorale. Un altro Anno Pastorale è appena iniziato con le sue proposte, iniziative, sollecitazioni, speranze… sotto il Tema, che è anche un auspicio, “Chiamati a essere Missionari della gioia”! Dall’incontro di tanti fratelli e sorelle siamo chiamati a far emergere una comunità ecclesiale ricca in ministeri, carismi e servizi. Siamo un Popolo, il Popolo di Dio, che, in modi diversi e con molti sforzi e fatiche, sta cercando di realizzare il Regno di Dio annunciato da Gesù. Come suoi discepoli ascoltiamo la sua Parola, viviamo la grazia di essere da Lui redenti e, nell’incontro tra noi e Lui, facciamo esperienza della vera gioia. ‘La gioia del Vangelo riempie il cuore e la vita intera di coloro che si incontrano con Gesù. Coloro che si lasciano salvare da Lui sono liberati dal peccato, dalla tristezza, dal vuoto interiore, dall’isolamento. Con Gesù Cristo sempre nasce e rinasce la gioia’ (Evangelii Gaudium 1). Per realizzare questo ‘sogno di Dio’, per testimoniare la gioia che nasce dal Vangelo sentiamo, però, che non possiamo rimanere fermi e tranquilli, come se avessimo raggiunto chissà quali traguardi… Papa Francesco ci chiede di essere “Chiesa in uscita”, cioè una Chiesa che non guarda solo al proprio interno, ma, a partire da ciò che è, dalle proprie ricchezze e potenzialità, diventa capace di guardare a coloro che stanno fuori (e sono la maggioranza…) dalle nostre strutture e andare loro incontro. Vuol dire assumere la consapevolezza che esistiamo, come cristiani, per comunicare quello che abbiamo visto e udito nell’incontro, personale e comunitario, con il Risorto. Andando verso gli altri non come detentori della

verità, ma come uomini e donne che, avendo scoperto un tesoro, desiderano comunicarlo nel dialogo aperto e sincero, servendo i più bisognosi ed emarginati, nelle periferie reali o esistenziali, annunciando la vita che ci è stata donata e testimoniando la comunione fraterna che ci edifica e ci rafforza. Mi permetto, allora, di indicare quattro mete, che dicono altrettante attenzioni che dovremmo avere, sia in ambito personale, che familiare e comunitario. • CHIESA CHE ESCE PER SERVIRE. Icona Biblica: la Parabola del Buon Samaritano (Lc 10,25-37). Alla famosa domanda ‘E chi è il mio prossimo?’ Gesù risponde che prossimo è colui, o colei, a cui noi ci avviciniamo, di cui sentiamo compassione e lo serviamo. Il servizio è la prima esigenza di una vera azione di evangelizzazione e deve essere il primo atteggiamento del discepolo in missione. Sarebbe opportuno che tutti ci chiedessimo: quale servizio svolgo nella Comunità, nella Società, nel mondo…? • CHIESA CHE ESCE PER DIALOGARE. Icona Biblica: San Paolo nell’Areopago di Atene (At 17,16-34). Non imponiamo la verità ma presentiamo una proposta di vita. Presentiamo anzitutto Gesù Cristo che ci ha insegnato ad amare persino i propri nemici. La nostra realtà multiculturale e multi religiosa ci chiede di imparare ad ascoltare attentamente ogni “altro”, ad accoglierlo nei suoi dolori e sofferenze, nelle sue aspettative e nei suoi sogni… • CHIESA CHE ESCE PER ANNUNCIARE. Icona Biblica: l’annuncio della Risurrezione da parte di Pietro (At 2,1-41). L’annuncio esplicito della persona e del messaggio di Gesù Cristo è un’esigenza dell’attività missionaria: come cristiani gioiosi non possiamo esimerci dal comunicare il motivo della nostra vita e felicità. I Centri di ascolto della Parola in Famiglia possono essere una di queste occasioni di annuncio, senza tralasciare le opportunità che la Provvidenza mette sul nostro cammino… • CHIESA CHE ESCE PER TESTIMONIARE LA COMUNIONE. Icona Biblica: la prima comunità cristiana (At 2,42-47). La finalità della missione è edificare il Regno di Dio. Questo Regno può essere riassunto nella parola “comunione”, comunione di Dio con l’umanità e degli esseri umani tra di loro e con la creazione. Certamente la prima comunione la dobbiamo vivere tra di noi cristiani, nelle nostre famiglie, nei nostri ambienti, nei nostri gruppi e associazioni… per dare credibilità all’annuncio del Vangelo. Buon Anno Pastorale a tutti. Don Raffaele

“Chiesa che esce per servire” - Il buon samaritano, Rupnik


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Vita della Chiesa Intervento di mons. Monari a seguito nomina mons. Pierantonio Tremolada

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l Papa ha nominato mons. Pierantonio Tremolada vescovo di Brescia; sarà il 122mo vescovo secondo l’elenco del nostro annuario; e sarà il nuovo portatore di quella tradizione cattolica che può risalire, di vescovo in vescovo, fino agli apostoli e quindi alla scelta di Gesù. È vero che la permanenza nel tempo non è un valore assoluto, ma è anche vero che questa serie ormai lunga di figure che hanno guidato la chiesa bresciana è un segno chiarissimo della fedeltà e della misericordia di Dio: attraversando le tribolazioni del mondo e sostenuta dalla consolazione dello Spirito, la piccola barca della chiesa bresciana è giunta fino ad oggi e confidando nella fedeltà di Dio guarda con speranza ferma il futuro. Per questo l’annuncio di oggi è motivo di gioia grande per me, per il presbiterio, per tutta la nostra chiesa. La scelta di mons. Tremolada aggiunge altri motivi di gioia. Perché mons. Tremolada è una persona intelligente e buona e – perdonatemi un pizzico di sciovinismo – è un anche biblista preparatissimo. Dobbiamo davvero ringraziare il Papa per questa scelta: la sfida della cultura contemporanea ha bisogno di intelligenza per essere interpretata; ha bisogno di bontà per trovare una risposta che sia positiva; ha bisogno della parola di Dio per non restringersi a una difesa meschina dei propri interessi. Mons. Tremolada possiede tutte queste qualità e farà molto bene. Naturalmente avrà bisogno della preghiera, della simpatia, della collaborazione di tutti. Della preghiera, anzitutto, perché non si tratta di organizzare un’azienda ma di accendere la passione per il vangelo di Gesù. Della simpatia, perché solo quando ci sentiamo accolti con affetto riusciamo a dare il meglio di noi

stessi. Della collaborazione perché una diocesi come Brescia è complessa e solo con la sinergia generosa di tanti si può sperare di guidarla efficacemente. Il ministero del vescovo, l’ho detto molte volte, è bello: spendere la vita per annunciare Gesù Cristo, essere segno e strumento di unità e di fraternità, indicare a tutti la consolazione e la promessa di Dio è un modo straordinario di dare forma al tempo del pellegrinaggio terreno. La Chiesa di Brescia è grande, ricca di memorie cristiane, forte di una quantità ammirevole di istituzioni. Ma soprattutto la Chiesa di Brescia è una, santa, cattolica, apostolica; è la Chiesa in cui è possibile incontrare Cristo. Mons. Tremolada sarà il segno visibile della comunione col vescovo di Roma – il Papa – e attraverso di lui con tutti i vescovi della Chiesa universale. Sarà il centro del presbiterio bresciano e quindi sorgente e garante dell’unità del ministero. Sarà il testimone della fede nel quale si possono riconoscere tutti i battezzati, membri del popolo santo di Dio. Il Signore lo benedica e benedica tutta questa straordinaria diocesi. Luciano Monari (fonte: La Voce del Popolo)

Mons. Monari presenta il nuovo Vescovo


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Indizi di un episcopato che sarà... LA CONFERENZA STAMPA DI MONSIGNOR TREMOLADA - 17 LUGLIO 2017

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on uno scritto datato 12 luglio 2017, mons. Tremolada informava i fedeli bresciani che aveva scritto al papa una lettera di proprio pugno, con la quale accettava la nomina a vescovo della diocesi di Brescia, in risposta alla fiducia che il Santo Padre riponeva in lui e confidando nella misericordia di Dio, pur riconoscendo bene i propri limiti. Raccontava di aver cominciato subito ad amare la diocesi di Brescia, anche se non la conosceva molto, e sperava di riuscire ad essere degno successore del Vescovo Luciano al quale è legato da grande stima e affetto e anche dall’amore per le Scritture, cui hanno entrambi dedicato anni di studio e di insegnamento. Nella lettera ringraziava l’intera diocesi di Milano presso cui ha svolto l’importante incarico di Vicario per l’Evangelizzazione e i Sacramenti e augurava ogni bene al nuovo Arcivescovo di Milano. Esprimeva inoltre il desiderio di diventare tutt’uno con la Chiesa affidatagli dal Signore. Inviava infine a tutti i fedeli di Brescia, in particolare ai sacerdoti e ai diaconi, un forte abbraccio con la richiesta di una preghiera. Aggiungeva che confida molto nella loro bontà e nel loro aiuto per camminare insieme nella luce del Vangelo. Gli piacerebbe contribuire a far sì che tutti abbiano più respiro, più speranza, più serenità, con l’aiuto della fede. Così dunque si presentava a noi il futuro vescovo, con umiltà e affetto. Ma per conoscere più a fondo le linee che potrebbero segnare il suo episcopato a Brescia in tema di pastorale, di attenzione ai giovani, di rapporto con i sacerdoti e di multiculturalità, ci affidiamo alle risposte date i giornalisti bresciani durante la conferenza stampa del 17 luglio 2017. Mons. Tremolada nell’occasione, in tema di pastorale, ha poggiato la sua risposta sulla “Evangelii Gaudium” di papa Francesco, sostenendo che dobbiamo fare in modo che chi ci incontra riconosca immediatamente ciò che è essenziale del Vangelo: l’essere amati e salvati da Dio. E ciò significa che dobbiamo fare in modo che le persone si sentano riconosciute, accolte, apprezzate, sostenute e consolate per il volto che hanno, che dice la singolarità di ciascuno. Questo richiede attenzione per cercare di capire quali sono le scelte che sarà giusto operare. Il futuro vescovo ha inoltre affermato che gli sta molto a cuore la realtà dei giovani. Ritiene, secondo quanto ha colto nel dialogo con loro, che siamo chiama-

ti a combattere tre avversari seri che minacciano le loro esistenze: il senso dell’insicurezza, la solitudine e l’indifferenza. E per fronteggiare questi avversari bisogna porsi in ascolto e cercare di capire quello che stanno vivendo i giovani; occorre riferirsi alla Parola di Dio, per recuperare quello spessore di vita che è fatto di relazioni, di responsabilità, di impegno, di capacità di riconoscere il valore della persona che si ha davanti e di lettura di situazioni anche complesse. Mons. Tremolada ha annunciato che in lui i sacerdoti bresciani troveranno un Vescovo che veramente vuole essere una cosa sola con il suo presbiterio, cioè con i preti, i diaconi, i ministri ordinati. Perché, secondo la Parola di Dio, in particolare gli Atti degli Apostoli, il Vescovo e il presbiterio sono una cosa sola. Ciò presuppone conoscenza e incontro con tutti i preti della Diocesi e un forte e frequente dialogo con loro. Rispetto al tema della multiculturalità, mons. Tremolada ha affermato che è sicuramente centrale nella società contemporanea e siamo solo agli inizi di un processo che sarà lunghissimo. È convinto che, dal momento che Dio ha voluto l’umanità colorata, si debba vivere la convivialità delle culture; che si debba parlare di integrazione, che non significa affatto che l’altro debba diventare come noi. E che si debba parlare di accoglienza, non limitandosi ad aprire le

Mons. Tremolada e don Polvara, vicario del Vescovo


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porte, ma vivendo insieme: l’aggettivo “cattolico” significa universale e la Chiesa è cattolica perché è universale, cioè deve essere aperta a 360 gradi, nella linea del progetto di Dio. Non è certo facile, servono serietà e riflessione. Bisogna incentivare l’amicizia tra i popoli, perché questo consente di rispettare le differenze e nello stesso tempo invita a creare legami. Il card. Martini diceva -ricorda ancora- “Il vero dialogo lo faranno le persone veramente religiose”. Là dove ci sono persone che credono in Dio non ci sarà mai vio-

lenza contro gli uomini. Quando questo non avviene, significa che si sta piegando la religione ad altri scopi e, quando questo avviene, bisogna dire con fermezza che c’è un comportamento che distrugge le religioni. Laura B. (liberamente tratto dall’intervento di mons. Pierantonio Tremolada e dall’articolo di Massimo Venturelli Fonte “Voce del popolo”)

17 settembre 2017: il Vescovo Monari saluta nella sua omelia la diocesi di Brescia

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na delle più belle esperienze di libertà che la fede ci dona è la possibilità di ringraziare sempre, in ogni circostanza della vita. Non perché tutto quanto accade sia bello e buono – la fede non ci rende né ingenui né superficiali – ma perché sappiamo che Dio nutre su di noi pensieri di pace e di consolazione e che, nella sua sapienza e potenza, Egli “fa servire ogni cosa al bene di coloro che lo amano.”

Se pure il male è dolorosamente presente nella nostra vita, al bene spetta la prima parola e l’ultima: la parola che fa nascere e la parola che porta l’esistenza a compimento. Al termine di ventidue anni di episcopato dieci dei quali vissuti a Brescia, desidero con tutto il mio cuore ringraziare il Signore: lo ringrazio perché mi ha chiamato a questo servizio, lo ringrazio perché mi chiama a consegnarlo nelle mani di qualcuno che

Il Vescovo Monari arriva in Duomo il 17 settembre


DialogoeFamiglia lo continui con altre iniziative e altre energie. Il servizio episcopale è un ‘bonum opus’, una cosa bella, dice san Paolo scrivendo a Timoteo; così l’ho sperimentato e ne do volentieri testimonianza. Non è sempre un compito facile; a volte l’ho sentito pesante per le mie deboli spalle, ma sempre l’ho vissuto come un dovere fecondo, una provocazione a maturare ogni giorno nel senso del servizio evangelico; e il Signore non mi hai mai fatto mancare la sufficiente consolazione. Ma come è grazia di Dio diventare vescovi, così è grazia di Dio lasciare per obbedienza il ministero di vescovo. D’accordo con il Nunzio in Italia, ho scritto la lettera di riconsegna del mio servizio il novembre scorso. L’ho fatto perché desideravo che la distanza tra il compimento del 75° anno e la nomina del successore fosse la più breve possibile. È infatti un periodo ‘zoppo’ nel quale si ha difficoltà a prendere decisioni importanti. E una diocesi come Brescia ha bisogno di camminare quanto più è possibile sciolta, senza impacci. Le cose sono andate come speravo. E forse ancor meglio perché la nomina di mons. Tremolada è per me motivo di gioia grande: il nuovo vescovo è un vero servo della parola di Dio, che ha imparato dall’insegnamento e dall’esempio di Carlo Maria Martini; ha un tratto umano affabile e rasserenante che sarà facile percepire e apprezzare; ha desiderio di dialogare con tutti e in particolare coi giovani; non è impaurito ma piuttosto stimolato dai cambiamenti che la società sta vivendo e che richiedono risposte creative proprio per fedeltà a quel Cristo che è “ieri e oggi, lui lo stesso nei secoli.” Non ho mai detto o fatto nulla per ottenere titoli o posti di prestigio (stranamente, anche in questo atteggiamento è presente un pizzico di orgoglio che mi appartiene); nello stesso modo non ho mai rifiutato quanto mi veniva chiesto. Sono diventato vescovo volentieri, rispondendo alla richiesta di Giovanni Paolo II; sono venuto a Brescia volentieri, rispondendo alla richiesta di Benedetto XVI; ora, altrettanto serenamente, lascio il servizio diocesano. Per far che cosa? Per fare, insieme ad altri preti amici, quello per cui sono diventato prete: predicare Gesù Cristo e la sua croce come salvezza; celebrare il mistero di Cristo che vive nei secoli; riconciliare le persone con Dio che ha donato loro la riconciliazione in Cristo. Vorrei poter lasciare a qualcuno, come in eredità, quelle parole che aiutano a vivere, quell’amore che rende appassionante la vita, quel senso di correttezza e di giustizia che permette di vivere la vita sociale rispettando e sentendosi rispettati. Non ho altri progetti per il futuro; mi rimane, sì, il desiderio di conoscere: paratus semper doceri, come diceva il card. Mercati, bibliote-

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Mons. Monari durante l'omelia

cario di Santa Romana Chiesa. Anche a questo, se il Signore vorrà, dedicherò con gioia il tempo libero che spero sia abbastanza disteso. Mi sembra che non solo i gesti religiosi, ma tutta la cultura dell’uomo -le sue innumerevoli creazioni pratiche, artistiche, intellettuali- rendano testimonianza a Dio, perché indirizzano il cuore umano alla trascendenza, a ciò che va oltre l’immediato, l’utile, l’evidente. È vero, come cantavamo da ragazzi nei campiscuola, che “partire è un po’ morire”; ma anche la morte è dimensione essenziale dell’esistenza umana e le piccole, parziali morti che subiamo nel tempo ce ne mantengono sanamente consapevoli. Il canto continuava: “ma non addio diciamo, allor, che uniti resteremo… che ancor ci rivedremo.” Proprio così: i legami di conoscenza e di affetto che costruiamo nel tempo rimangono come memoria di cui essere grati; e, nel Signore, la nostra speranza è la comunione, non la dispersione. Ma i legami umani non sono catene che imprigionano nel passato; sono invece punti di sicurezza e di forza che ci permettono di percorrere con maggiore scioltezza nuove strade. Il traguardo ultimo, dice la lettera agli Ebrei, è solo “la città dalle solide fondamenta di cui è architetto e costruttore Dio stesso.” Mi sono chiesto più volte se davvero desidero intensamente questa città e la risposta non mi è chiara del tutto. La desidero certo, se non altro perché vorrei ritrovare mia madre e mio padre e i miei familiari, rivedere – anche se non so immaginare come – tanti volti amici. Ma è un desiderio ancora molto umano, molto ritagliato sulla misura del mondo. Credo che proprio l’esperienza delle potature che la vita ci impone sia la strada per purificare questo desiderio e orientarlo progressivamente verso Dio. Abbiamo imparato a pregare: “O Dio, Tu sei il mio Dio, all’aurora ti cerco. Di te ha sete la mia anima, a Te anela la mia carne come terra assetata, arida, senz’acqua.” E ancora: “Una cosa ho chiesto al Signore, que-


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sta sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita.” Ritrovare genitori, parenti, amici, ma in Dio, nella trasfigurazione di una gioia e di un amore di cui qui possiamo godere solo qualche assaggio passeggero. Per questo è bello che la liturgia ci abbia offerto, stupenda, la seconda lettura: “Nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore; se noi moriamo, moriamo per il Signore. Sia dunque che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore.” Il dinamismo della fede – cioè la risposta gioiosa all’amore con cui Dio ci raggiunge – ci strappa al nostro egocentrismo e ci fa trovare un nuovo, più alto equilibrio, nell’appartenenza al Cristo Risorto: a Lui siamo legati da gratitudine senza misura, a Lui apparteniamo con tutto noi stessi, in vita e in morte. Siamo tutti costretti, lo vogliamo o no, ad obbedire alla vita e la vita è una scuola esigente. Ma la scuola non basta a creare persone intelligenti: bisogna apprendere personalmente quello che la vita ci insegna; bisogna vivere ciascuna età per le opportunità che offre (e c’è spazio per gioie autentiche) e per i limiti che impone (e c’è spazio per un’obbedienza eroica). Tenere lo sguardo verso Gesù che “imparò l’obbedienza dalle cose che patì”, consegnare come Lui e attraverso di Lui la nostra vita al Padre con la sicura speranza che alla fine “Dio sarà tutto in tutti.”

Mons. Monari saluta Brescia

Ho cominciato ringraziando Dio: Termino con gli altri doverosi ringraziamenti agli uomini. Al presbiterio bresciano, anzitutto, e alla comunità dei diaconi. Un vescovo non esiste senza un presbiterio, come un presbiterio non esiste senza un vescovo; debbo dunque riconoscere che ho ricevuto la mia impronta di vescovo dai presbitèri che ho presieduto: quello di Piacenza-Bobbio, quello di Brescia. Il Concilio ha delineato una nuova figura di prete e una nuova figura di vescovo, ciascuna rapportata all’altra. E stiamo lentamente imparando a incarnare questa visione in esperienze concrete, in rapporti di fiducia, di fraternità, di collaborazione. Non è facile per un vescovo assumere questo nuovo stile e delle mie insufficienze posso solo chiedere sinceramente perdono mentre ringrazio i preti della fedeltà, dell’affetto, dell’impegno ammirevole nel servizio pastorale. Dio vi benedica, vi renda umilmente fieri della vostra missione, vi faccia crescere nell’amore fraterno e nella stima reciproca. Dovrei qui ricordare uno a uno i collaboratori più vicini verso i quali sento un debito grande per il servizio e per la pazienza con cui hanno dovuto sopportarmi: li porto al Signore in questa celebrazione eucaristica. Infine, insieme al mio presbiterio, voglio ringraziare tutti i Bresciani: religiosi e religiose, persone consacrate, laici, catechisti, ministri della comunione, volontari, accoliti, lettori, gruppi, movimenti…; autorità civili, associazioni, giornalisti… insomma la grande varietà della Chiesa e di tutta la cittadinanza bresciana. Dio li benedica e li custodisca tutti nella speranza. Con questi sentimenti mi preparo a offrire il sacrificio della Messa. Il pane e il vino che presentiamo sull’altare sono il nostro lavoro, la nostra fatica; poca cosa, un po’ di pane e un po’ di vino. Ma su questo materiale così povero che è la nostra vita invochiamo il dono dello Spirito Santo perché il pane e il vino – la nostra vita – diventino il corpo e il sangue di Cristo – la pienezza dell’amore. Dio può fare questo; per questo crediamo in Lui. Luciano Monari (Tratto dalla Voce del Popolo)


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Vita dell’Unità Pastorale Dal consiglio pastorale parrocchiale

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li ultimi consigli pastorali prima della pausa estiva ci hanno visto riflettere e analizzare la pastorale catechistica nelle nostre comunità. Conosciuto e ormai avviato da più di dieci anni, il percorso ICFR per ragazzi e adolescenti è sicuramente uno strumento prezioso di coinvolgimento anche dei genitori dei ragazzi. La problematica effettiva in questa realtà, si sottolinea, per entrambe le parrocchie, è il “reclutamento” dei catechisti. La domanda che viene quindi rivolta al consiglio per una riflessione è la seguente: come la comunità può mettersi in azione per superare questo problema? In sintesi, si ritiene importante che l’intera comunità senta la preoccupazione del bisogno di catechisti, in modo che non sia solo una preoccupazione dei singoli sacerdoti il trovare persone capaci e disponibili a fare catechismo. La sensibilizzazione al problema deve passare nei vari gruppi, deve coinvolgere gli stessi genitori che si avvicinano al cammino di ICFR, al termine del quale può essere proposto l’elenco dei servizi di volontariato presenti nelle due parrocchie, tra i quali anche quello del catechista. Le relazioni fra i parrocchiani però, si è ribadito, sono il gancio migliore per individuare nuove persone da segnalare ai sacerdoti quali possibili catechisti; in questo entra il valore della comunità, che crede fermamente che l’evangelizzare possa essere un importante progetto pastorale di cammino. La catechesi degli adulti nella nostra Unità Pastorale attualmente si struttura attraverso un percorso formativo annuale fatto da due proposte, a cui sono invitati anzitutto coloro che vivono attivamente la comunità nelle diverse proposte pastorali, ma che sono aperte a tutta la comunità degli adulti. La prima proposta è quella di alcuni incontri nel mese di ottobre e di gennaio con la presenza di qualche relatore, sia della comunità che esterno, sul tema pastorale dell’anno. A tale proposito Don Raffaele richiede al consiglio proposte nuove, magari raccolte fra i parrocchiani, circa le tematiche da proporre. Da parte sua, c’è il progetto, che gli è stato indicato dall’ufficio missionari, di un corso circa l’approfondimento del documento “Linee di pastorale missionaria”; l’ufficio stesso si propone per tenere il corso. Da parte di alcuni consiglieri viene suggerita l’idea di una forma-

Mandato ai catechisti in duomo zione basata sull’etica/morale, con una particolare attenzione al sacramento della confessione, da altri l’idea di una catechesi sull’arte oppure un approfondimento sull’eucaristia. Dopo una breve discussione si accoglie la proposta, nella prima parte dell’anno, della formazione sul tema missionario. Per quanto riguarda i Centri d’Ascolto della Parola di Dio nelle famiglie, che si svolgono nei tempi forti dell’Avvento e della Quaresima, si riporta la verifica degli stessi avvenuta nel maggio scorso. È stata sicuramente un’esperienza positiva per chi vi ha partecipato, tenuto conto comunque che i fruitori sono stati fondamentalmente coloro che già sono coinvolti in parrocchia, mentre risulta difficile raggiungere persone nuove se non anziane. La proposta continuerà nei periodi forti dell’anno preceduta dalla formazione degli animatori degli centri stessi. Una novità nelle nostre parrocchie è l’avvio della catechesi battesimale. In consiglio il diacono Vittorio espone la disponibilità del gruppo di pastorale familiare all’avvio della catechesi battesimale. Il Consiglio propone così al gruppo di riferimento che gestirà la catechesi di formulare la catechesi in 4 incontri per ogni corso, collocandoli nei periodi di settembre/ottobre e febbraio/marzo. È importante che la proposta di preparazione al battesimo, così strutturata, sia fatta conoscere alla comunità attraverso avvisi, pubblicazioni sul giornale della comunità e bacheche, in modo da abituare le famiglie al nuovo percorso. Per il consiglio pastorale Elena


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BATTESIMO, PORTA DELLA FEDE!

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a commissione di pastorale familiare è stata incaricata dalla comunità di pensare ad un cammino da proporre ai genitori che chiedono il sacramento del Battesimo per il proprio figlio. La responsbilità dei genitori infatti è quella di essere ben consapevoli, loro per primi, del dono grande che scaturisce dal Battesimo: “nascere figli di Dio”. Il Battesimo ci dona la grazia di una nuova nascita, cioè di diventare figli di Dio per mezzo di Gesù, vero figlio di Dio, formando insieme agli altri battezzati il popolo che Dio ama. Ecco perché il Battesimo è la porta della fede: da questa porta si entra per immergersi nell’avventura che ci renderà figli di Dio, legati a Lui da una tenerissima amicizia. Come la porta di una casa, il Battesimo è una questione molto seria: se la porta resta chiusa, non permette a nessuno di entrare; se è troppo stretta, fa entrare solo alcuni ed altri no, quindi esclude e isola; se rimane incustodita, entra qualsiasi cosa e questo non va bene; se non è ben oliata, cigola; se è sfarzosa, inibisce e spaventa. Insomma, al di là dell’esempio, è ben facile pensare quanto sia importante aver cura di questa porta della fede. Le famiglie che partecipano alla commissione di pastorale familiare si sono incontrate più volte per studiare, approfondire e condividere la formazione su aspetti teologici riguardanti il Battesimo, mettendo in condivisione la propria esperienza di genitori: da

questo percorso è nata una proposta di quattro incontri. Incontri che vogliono diventare un’occasione per un percorso di riscoperta del dono del Battesimo e delle ragioni che motivano la richiesta di questo sacramento per il proprio figlio. Occorre riaccendere e rinvigorire la propria fede, alla riscoperta del dono ricevuto con il Battesimo, attivando quell’entusiasmo che permette di affidare nelle mani di Dio la propria vita. I figli, quando sono piccini, usano lo sguardo dei genitori per guardare alla vita, per valutare le cose vere, per imparare. Ed è per questo che è importante, sulla porta della fede, che i figli trovino genitori che sappiano far vedere il grande dono che loro stessi hanno ricevuto e chiesto per loro alla Chiesa. I genitori non sono soli, al loro fianco si sono incamminate altre famiglie che, attraverso la loro presenza durante gli incontri proposti, senza alcuna pretesa, accompagnano il loro cammino testimoniando la gioia del Vangelo. Accompagnare non sempre è facile ed è per questo che la commissione di pastorale familiare si incontra periodicamente per confrontarsi e per crescere: gli incontri della commissione sono aperti a tutte le famiglie che sentono il desiderio di mettersi a disposizione della comunità per essere con semplicità sale della terra. Buon cammino!

Alcune famiglie della “Commissione Famiglia” - maggio 2017

Diac. Vittorio.


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CAMMINO COMUNITARIO

Formazione 2017-2018

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esigenza di cammini formativi è motivata dalle nuove condizioni culturali e dalla rinnovata presa di coscienza della partecipazione dei laici alla missione della chiesa. Recuperando questo termine (“formazione”) si intende riflettere più in profondità sulle condizioni attraverso cui si passa dalla accoglienza della fede alla sua adesione profonda, la sua interiorizzazione e concreta applicazione alla vita. Questo comporta alcuni cambiamenti nella organizzazione degli itinerari formativi. Nella mentalità, nei mezzi, nell’accompagnamento e nel sostegno ai credenti. Si intende anche un allargamento delle offerte formative e una migliore preparazione dei formatori. Tale idea, tuttavia, stenta ancora a farsi strada. Coscienti di questa necessità, il nostro Consiglio di Unità Pastorale ha identificato due cammini formativi lungo l’Anno Pastorale: i Centri di Ascolto della Parola di Dio in Avvento e Quaresima e alcuni Incontri Tematici in Ottobre e Gennaio. Sui Centri di Ascolto siamo già intervenuti altre volte. Mi soffermo quindi sulle proposte degli altri due momenti. Gli incontri di Ottobre hanno come punto di riferimento il Documento che la nostra Diocesi ha proposto a tutte le Parrocchie verso la fine del 2016 e che ha come titolo: “MISSIONARI DEL VANGELO DELLA GIOIA”, Linee per un Progetto pastorale Missionario. L’Ufficio per le Missioni della nostra Diocesi si fa carico di condurre gli incontri, tenuti con una metodologia più da ‘laboratorio’ che di conferen-

za per condurci a prendere sempre più coscienza che siamo chiamati a essere una ‘Chiesa in uscita’, a coniugare la fede che professiamo con la testimonianza coerente di una vita cristiana perché il mondo intorno a noi è sempre più ‘vuoto di Gesù Cristo e del suo Vangelo”… Questo ci dovrebbe portare a elaborare alcune linee per una pastorale veramente MISSIONARIA per chi abita sul territorio della nostra Unità Pastorale. Per la proposta formativa di gennaio, il Consiglio dell’U.P. ha suggerito, partendo dalla costatazione che oggi, anche tra i cristiani praticanti, c’è parecchia confusione su tematiche di tipo morale, su ciò che è peccato oppure no… alcune tematiche legate a questa realtà. Ne sono nate quattro domande, una per ogni incontro, affidate a un esperto aperto poi alle nostre domande: 1. Perché parlare di 'etica cristiana'? Prezzemolo o lievito? (il tema riguarda il discorso morale nella fede). 2. Il senso del peccato e il senso di colpa. Promessa o paralisi? 3. ‘Un corpo mi hai dato’. Uomo, donna o…? 4. Educare i figli alla vita di fede. Impresa o vocazione? Come si può vedere le provocazioni non mancano e chi avrà il coraggio di partecipare troverà senz’altro di che interrogarsi e e, speriamo, anche delle buone risposte. Don Raffaele


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Centri di ascolto 2017: un cammino che continua

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na delle proposte fondanti il progetto pastorale della nostra unità pastorale in questi anni sono stati i centri d’ascolto. Al termine dei primi tre anni di esperienza, lo scorso maggio, tutte le persone coinvolte attivamente come ospitanti, come coordinatori del gruppo e come animatori della Parola si sono ritrovate per vivere un momento intenso di verifica. Da questa verifica sono emersi punti di forza che spingono a proseguire nella proposta, ma anche criticità a cui si tenta di rispondere con alcuni soluzioni, affinché il momento dei centri d’ascolto sia un momento prezioso per costruire la propria identità di comunità. In questi anni chi ha vissuto i centri d’ascolto ne ha colto una positività significativa in linea generale, in particolare perché sono stati occasione per ritrovarsi insieme attorno alla Parola di Dio per un ascolto più approfondito e un confronto proficuo, che in alcuni casi ha rafforzato o dato vita ai legami di comunione tra le persone. Questa positività porta alcuni gruppi a sentire il bisogno di continuare in maniera più stabile l’esperienza del Centro, pur coscienti che è sempre la Parola di Dio mediata dalla Chiesa che porta frutti di comunione e non il semplice ritrovarsi insieme. Accanto a questa positività ci si è resi conto che l’obbiettivo per cui i centri erano nati in fondo non è ancora stato raggiunto. L’intenzione infatti di questa modalità di ritrovo attorno alla Parola di Dio nelle case, è una opportunità di evangelizzazione capillare. I nostri centri in realtà in questi anni hanno faticato a coinvolgere nuove persone, a “moltiplicarsi” proprio per la forza dell’impegno a portare la Parola a ogni uomo, che permette di superare ogni ostacolo o difesa messa da chi apparentemente si dice disinteressato.

Verifica centri - 31 maggio 2017

Nei prossimi anni questo vuole essere un sogno per i centri d’ascolto che piano piano si realizza, cioè che le varie persone della comunità sappiano condividere e diffondere le parole di Salvezza con una azione di invito e coinvolgimento sempre più estesa. Un punto di forza grande è stata la scelta che i centri fossero occasione per sperimentare la corresponsabilità laicale; per questo si è delineata una ministerialità all’interno di questa esperienza. Alcuni ospitando nella propria casa hanno l’incarico di predisporre al meglio per l’incontro, ma anche di stimolare ed evangelizzare il vicinato e le persone raggiungibili. Altri si dedicano a guidare la preghiera e coordinare i vari interventi perché il centro d’ascolto diventi un dialogo coinvolgente senza esclusioni, proficuo e profondo. Infine altri si dedicano a illustrare, presentare, la Parola di Dio, così che ogni persona possa sentirsi coinvolta e abbia chiara la grandezza dell’Amore di Dio che in Gesù si è mostrano a noi e chiede di ridonare a Lui questo amore con azioni di pace e tempi di ascolto. La diversità dei servizi svolti non pone differenze tra queste figure a cui è richiesta la partecipazione alla preparazione comunitaria, così che la Parola porti i frutti sperati: tuttavia si è rilevata la fatica da parte di alcuni a partecipare agli incontri serali. Per ovviare a questo, la formazione assume quest’anno nello stesso giorno due orari distinti: alle ore 16,30 al Violino e alla sera alle 20,30 alla Badia. Cambia un po’ anche la modalità di preparazione: si supera lo schema della simulazione del centro, per lasciare più spazio alla condivisione in piccoli gruppi, magari gli stessi che si troveranno nella stessa casa con i vari compiti, e insieme si cercherà di scrivere le domande di spunto che saranno più conformi all’esperienza dei nostri quartieri oggi. Infine si è cercato di raccogliere per tempo le disponibilità a partire dal mese di settembre e ottobre, così che per i primi incontri formativi ci sia già tutto un po' definito. L’esito della verifica dell’esperienza è stato nel complesso positivo, con la coscienza che la strada per realizzare pienamente questa forma pastorale di diffusione della Parola è ancora lunga e impegnativa, ma consapevoli che ciò che “è impossibile agli uomini è possibile a Dio”. Lasciamoci guidare con fede dalla Sua Parola e auguriamo a tutti un buon cammino di Evangelizzazione. I sacerdoti


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FAMIGLIA E COMUNITÀ: un legame che aiuta la ripresa del cammino ICFR

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on la celebrazione pomeridiana di domenica 24 settembre è ripartito il cammino dell’Iniziazione Cristiana per le nostre comunità. Nella celebrazione si è evidenziata la continuità del cammino, rinnovando la necessità che la trasmissione della fede sia il frutto congiunto della volontà della famiglia e del desiderio della comunità cristiana. In questi anni ci siamo trovati a fronteggiare una ambivalente necessità: da un lato quella della comunità, e in particolare dei catechisti, di non sentirsi isolati o

La prima riguarda le famiglie che iniziano il cammino (primo anno), l’anno dedicato ai genitori, nel quale accanto ai sacerdoti incontreranno altri genitori e famiglie che, stimolati dalla Commissione famiglia, cercheranno di trovare vie coinvolgenti per ridire la fede oggi. La seconda riguarda tutto il cammino, sia dei genitori che dei figli, e consiste nella modalità diversa per il momento di preparazione al Natale e alla Pasqua, il cosiddetto “ritiro”.

Mandato ai catechisti delegati nel trasmettere il bello del messaggio evangelico a generazioni di bambini e ragazzi sommersi da tanti messaggi diversi, e quindi sempre meno affascinati dal Vangelo che appare come perdente nella nostra società confusa e indifferente. Dall’altro lato la necessità di famiglie che non vogliono cedere alla tentazione dell’isolamento, dell’indifferenza, ma vogliono offrire il meglio per i propri figli. Certo questo comporta impegno sia per la comunità ed i catechisti, che per i genitori e non allontana le fatiche delle incomprensioni, delle aspettative a volte deluse, del trovarsi d’accordo sul vero bene dei figli. In questo senso ecco che l’Iniziazione Cristiana, con gli incontri per i genitori, cerca di rispondere a questi desideri per portare ad un incontro che trovi nella messa domenicale il luogo dove poter vivere la comunione e la fede. Alcune semplici novità rendono il cammino di quest’anno un pò una sfida.

Quest’anno si propone una formula diversa rispetto a quella sperimentata positivamente gli scorsi anni, cercando proprio di assecondare il desiderio dei genitori di vivere in maniera più distesa nel tempo questo momento, senza avere troppe pressioni di orario. Per questo il ritiro viene proposto al pomeriggio con il coinvolgimento dei ragazzi e dei genitori di tutti e sei gli anni di iniziazione: i ragazzi con i lavori di gruppo e attività saranno seguiti dai catechisti, mentre i genitori vivranno insieme un tempo consono di riflessione e condivisione. Il pomeriggio si chiuderà con la celebrazione della Santa Messa insieme e una cena semplice condivisa. Ci auguriamo nel Signore di proseguire al meglio questo cammino con disponibilità e passione. Don Fausto


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Il dopo iniziazione cristiana... perchè tutto non finisce con i sacramenti

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l titolo dice in sintesi qual’è lo sforzo e l’impegno che la comunità cristiana mette in campo per offrire ai ragazzi la possibilità di continuare a vivere la proposta cristiana da protagonisti, in prima persona, terminato il cammino di Iniziazione Cristiana, mantenendo ovviamente anche il necessario sostegno ed incoraggiamento da parte della famiglia. In questi anni si sono sperimentate varie forme e modalità di proposta, cercando sempre di trovare il meglio per ogni singolo gruppo di ragazzi che, seppur con numeri assai ridotti rispetto a quelli della catechesi, hanno avuto modo di sperimentare che la scelta di fede può essere tradotta nel quotidiano e si intreccia con la vita concreta di ciascuno, nell’ambiente educativo dell’oratorio. Il cammino dopo la cresima prevede un primo e secondo anno dedicato ai “preadolescenti” di seconda e terza media; poi una serie di proposte per il mondo degli adolescenti che vivono le superiori, nonché alcune proposte per i giovani. I preadolescenti vivono i propri incontri in orari e modalità diverse rispetto a quelle del catechismo, così da rendere evidente la discontinuità con quanto hanno vissuto. Negli ultimi anni il gruppo dei preadolescenti si costituisce in forma unitaria tra le due comunità, sia per motivi di numero che per favorire il cammino dell’unità Pastorale. Questi ragazzi sono invitati a partecipare ad incontri formativi che affrontano, con diverse modalità, i temi della scelta e della crescita dal punto di vista cristiano così da poter vivere al meglio, negli anni successivi, esperienze di servizio e di incontro tipiche dell’età adolescenziale e che i nostri oratori offrono. Non sempre questo è facile da bilanciare con il desiderio delle famiglie e dei ragazzi di vivere esperienze pratiche anche in questa età e quindi con il desiderio di staccare un po’ da un cammino troppo formale. In tutte queste fatiche l’essere affiancati da educatori significativi diventa una grande opportunità per sperare nel proseguo fruttuoso del cammino. Il percorso degli adolescenti vede concretizzarsi il desiderio di mettersi realmente in gioco per gli altri e quindi di maturare. In genere, la proposta che viene rivolta ai ragazzi offre sia lo spazio per la formazione-educazione cristiana attorno a temi concreti del loro vissuto, sia l’aspetto animativo-ludico che allar-

Catechesi preadolescenti ga le possibilità di partecipazione anche a coloro che sono meno interessati all’esperienza della pratica di fede, ma che non disdegnano di offrirsi per animare i nostri oratori. Infine, maturando nell’età, ai ragazzi sono proposti piccoli impegni di servizio e volontariato, sia nell’oratorio, sia in ambienti diversi, per aprire maggiormente lo sguardo sul mondo e sulle realtà di povertà e disagio dove il sorriso e la semplice presenza del volontario diventano un dono. Non mancano occasioni di spiritualità e cammini specifici e approfonditi su tematiche particolari per il mondo adolescenziale. Quest’anno tra le proposte del cammino animativo vi è una novità e cioè dedicare una serie di incontri, sin dall’inizio dell’anno, alla formazione degli adolescenti in vista dell’esperienza animativa del grest: l’impegno profuso nel tempo diventa un criterio importante per migliorare la propria disponibilità al servizio dei più piccoli. L’Azione Cattolica ha da sempre una attenzione al mondo giovanile e per questo è un prezioso cammino che si affianca e completa l’offerta educativa della Comunità Cristiana. Avendo presenti un pò tutte queste proposte, non possiamo che augurarci una partecipazione sempre più estesa e coinvolgente. Gli educatori

1° anno preadolescenti - 2° media: sabato ore 17.30 2° anno preadolescenti - 3° media: domenica ore 18.00 Cammino formativo adolescenti: giovedì alle ore 20.30; Cammino animativo: domenica alle ore 20.30


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AZIONE CATTOLICA: ricominciano i percorsi formativi

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nche quest’anno l’Azione Cattolica del Violino riprende il suo cammino di formazione e crescita, rivolto a membri di tutte le fasce d’età della nostra parrocchia. È a tutti noto il ruolo che l’Azione Cattolica ha avuto e continua ad avere nella missione della Chiesa in Italia. Una caratteristica specifica dell’Associazione è il radicamento sul territorio, nel tessuto vivo delle parrocchie, accanto ai sacerdoti. Questa peculiarità non deve mai venir meno poiché esprime in modo concreto ed efficace la missione stessa della Chiesa, quella di essere vicina alla gente là dove essa vive. La ricchezza della Chiesa è la sua storia di prossimità e di condivisione della vita degli uomini. Ecco allora che anche la nostra parrocchia, grazie agli educatori e ai volontari che non finiremo mai di ringraziare, fa sua questa missione di formazione della comunità anche per l’anno a venire. A partire dalla catechesi per bambi-

Inizio cammino ACR

ni e bambine che viene organizzata al solito in due gruppi: il primo, relativo alla fascia d’età tra i 6 e gli 8 anni (I; III elementare) che continua a incontrarsi il sabato pomeriggio in oratorio al Violino; il secondo per i ragazzi tra i 9 e gli 11 anni (IV elementare; II media) che quest’anno cambia giorno d’incontro, spostato al martedì pomeriggio dalle 16.30 alle 18.00, sempre in oratorio al Violino. Ricordo come sempre che l’azione cattolica è stata riconosciuta da anni dalla Chiesa come valida alternativa per il cammino di ICFR (iniziazione cristiana di fanciulli e ragazzi) al catechismo tradizionale e che i nostri cammini sono aperti a tutti: tesserati e non, del Violino e della Badia o di qualsiasi altra parrocchia. La formazione di acr si basa sul vangelo, la pedagogia del gioco e il motto “azione, preghiera, sacrificio e studio” e i nostri educatori prendono seriamente il loro impegno, la loro missione di esempio ed educazione dei membri della parrocchia. Ripartono anche il gruppo giovani, che si ritrova in oratorio al Violino alle 20.30, quest’anno tutti i lunedì ed il gruppo adulti, che si ritrova il 13 ottobre per decidere tematiche e giorno di incontro per quest’anno, entrambi aperti a tutti gli interessati, anche alla prima esperienza con l’Azione Cattolica. Ringraziando i sacerdoti per lo spazio e l’attenzione dedicatici in parrocchia, invitiamo tutti a partecipare alle nostre iniziative per crescere insieme come comunità ispirata al vangelo. Corrado Tregambe Presidente di Azione Cattolica dell’unità pastorale Violino-Badia

BANCARELLA DEL COMMERCIO EQUO E SOLIDALE: LA PROPOSTA DEL GRUPPO EQUAZIONE Pubblichiamo le date della bancarella del commercio equo e solidale. È la proposta del gruppo Equazione, attivo da più di vent’anni nella parrocchia della Badia, di una bancarella mensile che si svolge nei locali dell'oratorio, per la vendita di prodotti del commercio equo e solidale. Lo scopo di questa iniziativa è di sensibilizzare e sostenere progetti e cooperative di lavoratori

del 3° mondo, così da consentire loro una retribuzione equa per una vita dignitosa. Inoltre il margine, ottenuto dall’acquisto e vendita di questi prodotti, (intorno al 15%) viene, alla fine di ogni anno, devoluto per opere di carità missionarie o destinato alle necessità della parrocchia o dell’oratorio.

Il gruppo Equazione

CALENDARIO 2017 DOMENICA 17 settembre DOMENICA 15 ottobre DOMENICA 19 novembre DOMENICA 17 dicembre Presso il saloncino dell'oratorio Badia dalle ore 8.30 alle ore 12.00

Non sia dato p e r ca rità ciò c h e s petta p e r gius tizia


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Ecco il nostro progetto Pastorale Riflessioni in merito alle linee guida per una Pastorale della Carità Continuiamo l’approfondimento del nostro progetto pastorale, occupandoci questa volta della Pastorale della Carità.

A

d un anno di distanza dalla presentazione del progetto pastorale mi è stato chiesto di ricordare le linee guida che ci siamo dati per lo sviluppo della Pastorale della Carità nella nostra Unità Pastorale. Come si sa, le linee guida non sono regole precise che indicano un percorso preordinato, quanto piuttosto indicazioni verso cui tendere in funzione di obiettivi a lungo termine e come tali, non sempre raggiungibili ma che vale la pena di prefigurare. Detto questo, la prima e più importante riflessione da cui partire, riguarda proprio la definizione di Pastorale della Carità. La Pastorale costituisce un modo di agire particolare, poco allineato al modo di fare dei nostri tempi caratterizzati da azioni materiali mirate ad ottenere risultati con il miglior rendimento possibile. L’azione Pastorale è diversa. Ci propone il modo di agire del Buon pastore, che mette al centro la persona in quanto essere spirituale figlio di Dio, fratello e facente parte di un unico gregge. Questo ci richiede un grande sforzo in termini ideali per capire come fare ad agire e trova un aiuto nella fede attraverso gli incontri periodici e nelle occasioni di formazione proposte nell’Unità Pastorale. Il passaggio successivo è: come fare?

Alcuni membri della Commissione Caritas con un allevatore di Amatrice

L’azione primaria è sicuramente l’accoglienza, la condivisione dei bisogni, l’avvio di una relazione. E questa penso sia la parte più difficile. Infatti non è sempre facile dedicare tutto il tempo necessario poichè la vita di tutti i giorni è ricca di impegni e condividere vuol dire spesso dover rinunciare a qualcosa di proprio e il relazionarsi comporta accettare modi di vedere e gestire le situazioni diversi dai nostri. Tutto indubbiamente faticoso. Da qui il senso della Pastorale che richiama tutta la comunità ad una crescita continua su questi temi nella sequela di Gesù, senza traguardi da raggiungere in tempi brevi e prestabiliti, ma secondo le capacità ed i tempi di ciascuno in quanto ognuno ha un suo posto nel gregge dove crescere. Quindi tutti, se vogliamo crescere, possiamo trovare uno spazio di crescita e di azione nella comunità in funzione delle nostre sensibilità. Si scoprirà che nell’aiuto al prossimo non servono titoli di studio o attestati professionali, che non esistono azioni o procedure prestabilite perchè le realtà che ci circondano vanno ben al di la delle nostre conoscenze e si imparerà ad affrontare le difficoltà e ad accettare le sconfitte a partire dalle nostre aspettative. Per contro, si potrà scoprire un modo di vivere ed agire diverso, destinato a far crescere la vita interiore arricchendola di sensibilità, coerenza, amore e sentimenti destinati a renderla più piena. Nel riconoscere tutti i miei limiti e le distanze ad operare come idealizzato in queste linee guida, viene in aiuto lo Spirito consolatore che ricorda che tutto questo non è mai frutto solo delle nostre mani, ma grazia concessa dalla misericordia di Dio. Quindi penso si possa concludere che le linee guida per una Pastorale della carità, per quanto visibilmente destinate al sostegno spirituale e materiale, passano necessariamente lungo un percorso che attraversa l’intera comunità, sollecitandola e stimolandola a camminare insieme “a farsi prossima” verso tutti alla luce del Vangelo. C.G.


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Cronaca dell’Unità Pastorale Il cinema con la C maiuscola: la proposta del Cineforum d’autunno

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iovedì 26 ottobre alle 15.30 al Violino e venerdì 27 alle 20.45 alla Badia riprendono gli appuntamenti del cineforum con un ciclo di film articolato e stimolante. Organizzato in collaborazione con il gruppo VI.VO, il cineforum al Violino prevede cinque proiezioni dal 26 ottobre al 30 novembre, con un intervallo di due settimane tra il primo e il secondo appuntamento e con un programma leggermente diverso rispetto a quello della Badia. Alla Badia le proiezioni saranno sei, tutti i venerdì dal 27 ottobre al 1 dicembre. Quattro i titoli comuni con il Violino: Io Daniel Blake, Palma d’Oro a Cannes 2016, Manchester By the sea, Oscar 2017 per il miglior attore protagonista, Frantz e Agnus Dei, appassionanti storie di grande spessore morale dal forte impatto emotivo. Due i film che saranno proiettati

CINEFORUM Badia Associazione VI.VO Violino

solo alla Badia: La battaglia di Hacksaw Ridge, potente racconto della vera, travagliata e tenace impresa del primo obiettore di coscienza e Lion la strada verso casa, commovente storia di un bambino perso nella popolosa e caotica India. L’esigenza di inserire un film più “leggero” nel ciclo del Violino ci ha portato a scegliere L’ora legale di Ficarra e Picone, commedia gradevole, divertente e non banale. Il filo conduttore di quest’anno è il desiderio di proporre un cinema di qualità, quello con la C maiuscola, come recita il titolo di questa serie: una proposta che ci auguriamo gradita e a cui tutti sono invitati a partecipare. Di seguito il programma dettagliato. Un arrivederci a presto e... buona visione.

in collaborazione con

Cineforum Badia - Vi.Vo Violino

FNP CISL

BRESCIA

PROPONGONO SEI INCONTRI “il cinema con la C maiuscola” VIOLINO

BADIA

GIOVEDÌ 26 OTTOBRE

IO,DANIEL BLAKE di Ken Loach G.B / Francia 2016

VENERDÌ 27 OTTOBRE

SOLO ALLA BADIA

LA BATTAGLIA DI HACKSAW RIDGE di Mel Gibson Usa / Australia 2016

VENERDÌ 3 NOVEMBRE

GIOVEDÌ 9 NOVEMBRE

MANCHESTER BY THE SEA di Kenneth Lonergan Usa 2016

VENERDÌ 10 NOVEMBRE

GIOVEDÌ 16 NOVEMBRE

L’ORA LEGALE di Salvatore Ficarra e Valentino Picone Italia 2016

SOLO AL VIOLINO

SOLO ALLA BADIA

LION,LA STRADA VERSO CASA di Garth Davis India / Australia / G.B / Usa 2016

VENERDÌ 17 NOVEMBRE

GIOVEDÌ 23 NOVEMBRE

FRANTZ di Francois Ozon Francia / Germania 2016

VENERDÌ 24 NOVEMBRE

GIOVEDÌ 30 NOVEMBRE

AGNUS DEI di Anne Fontaine Francia / Polonia 2016

VENERDÌ 1 DICEMBRE

Proiezioni del giovedì ore 15.30 presso il cinema/Teatro Violino Trav. Ottava, 4. Proiezioni del venerdì ore 20.45 presso il saloncino in Via Prima, 83, Villaggio Badia.

INGRESSO LIBERO


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Campo Junior: Cars e la voglia di cambiare

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abato 15 Luglio i bambini di terza, quarta e quinta elementare sono partiti, accompagnati da Don Fausto, Anna, i cuochi e altri sei animatori, per una settimana all’insegna del divertimento; la meta era l’oratorio di Cortenedolo. Dopo il viaggio, tranquillo e senza intoppi, i piccoli partecipanti sono stati subito divisi nelle varie stanze: le femmine in gruppetti da quattro o cinque, mentre i maschi sono stati raggruppati, per comodità in un’unica stanza. Il tema del campo era ispirato al film Cars (da qui Cortenedolo Springs), ed è piaciuto molto ai bambini che si sono dilettati in vari giochi riguardanti il cartone animato, tra i quali la corsa. Ogni giorno era caratterizzato dalla presenza di un personaggio, il quale avrebbe donato ai bambini il proprio pregio o il proprio difetto. I ragazzi infatti, dopo aver costruito una macchina tutta loro, hanno attaccato su di essa i vari bigliettini riportanti la qualità, positiva o negativa, su di essa. I personaggi presi in questione sono stati: Chick Hicks (interpretato da Matteo). Come penso tutti sappiamo Chick è un personaggio estremamente negativo per Saetta, che ha come unico obiettivo quello di vincere e spesso per raggiungere il suo scopo è disposto a barare. Grazie a questo personaggio i bimbi hanno conosciuto, per la propria macchina, i difetti principali. Sally (interpretato da Alessia): personaggio molto importante, di cui Saetta si innamora; la sua qualità principale è la gentilezza. Red (interpretato da Irene) grazie al quale i bambini hanno imparato a godersi la bellezza della natura, prendendo da essa un oggetto a loro piacimento che, a fine giornata, avrebbero dovuto donare a un altro. Guido e Luigi (interpretati da Gianluca): l’obiettivo principale di questi due personaggi è quello di sperimentare in prima persona la generosità e il rispetto verso gli altri, con giochi che prevedevano l’aiutarsi

l’un l’altro per superare ostacoli e far vincere la propria squadra. Doc (interpretato da Arianna): Doc è un personaggio molto saggio, che aiuta Saetta a prendere le decisioni più difficili. Ebbene, gli obiettivi di questo personaggio erano: superare le proprie paure appoggiandosi agli altri e saper dare consigli. Cricchetto (interpretato da Paolo), il miglior amico di Saetta, è un personaggio molto semplice, i cui obiettivi erano far diventare umili le altre macchine, creare legami di amicizia e di fiducia. Durante la settimana trascorsa al campo, due giorni sono stati dedicati alle gite, il resto dei giorni sono trascorsi in oratorio e nel paesino, tra giochi e attività, per realizzare una settimana fantastica. I bambini, ma anche gli animatori, si sono divertiti molto, talmente tanto che il tempo trascorso sembrava esser passato molto più rapidamente di come è passato in realtà; al momento della partenza per il ritorno a Brescia, il morale era basso, tutti erano amareggiati. Avremmo infatti voluto che quest’esperienza non finisse mai. Paolo

Campo SENIOR: Bimbi sperduti che crescono

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l campo-scuola delle medie si è tenuto quest’estate a Ponte di Legno, che per l’occasione si è trasformata in una grande, misteriosa Isola Che Non C’è: i ragazzi hanno passato i primi giorni a esplorare l’Isola come veri Bimbi Sperduti, sperimentando il gioco e il divertimento.

A un certo punto però è arrivato il momento di crescere e appropriarsi dei valori, delle scelte, dell’impegno e dell’amicizia alla maniera dei “grandi”, con l’obiettivo di avere tutte le carte in regola per poter alla fine lasciare l’Isola e spiccare il volo per tornare a casa. È stato importante condividere i giochi e le gite,


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i momenti di divertimento e quelli più faticosi, così come gli impegni più quotidiani come preparare il tavolo, dare una mano in cucina e con le pulizie. Tra avventure e imprevisti è stato un campo intenso, che ci ha però permesso di portare a casa un buon numero di ricordi e pensieri felici, proprio quelli che che nel mondo di Peter Pan permettono di volare. Ci auguriamo che questa avventura abbia aiutato i nostri ragazzi a uscire dal mondo dei Bimbi Sperduti per approdare in quello dei grandi! Gli animatori

Campo ADO: Magica la vita

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accontiamo con questi bellissimi interventi l’esperienza del campo che gli adolescenti hanno vissuto quest’estate a Ponte di Legno. Nonostante a volte si vivano delle fatiche durante queste giornate, si capisce come valga sempre la pena mettersi in gioco, sia per noi animatori ed educatori, sia per i ragazzi stessi. Dal 29 luglio al 4 agosto si è svolto il campo scuola adolescenti a Ponte di Legno. “È stato un campo in tema Harry Potter, una saga che mi fa impazzire e quindi, la settimana era partita con delle aspettative molto alte. Inoltre avevo già avuto la possibilità di conoscere gli animatori e sapevo quindi che da loro mi potevo aspettare solo un bel campo. Abbiamo fatto delle attività e dei giochi che non mi sarei mai immaginato che si potessero realizzare come il quidditch, uno sport/gioco caratteristico di Harry Potter per l’appunto. Posso dire quindi di essermi divertito tantissimo perché ho avuto la possibilità di confrontarmi con ragazzi di varie età e soprattutto ho potuto condividere con loro le mie emozioni. Questo campo aveva una novità rispetto ai precedenti, infatti eravamo noi a dover cucinare, apparecchiare, ripulire e risistemare tutta la casa che ci ospitava e tutto ciò ci ha permesso di responsabilizzarci tantissimo.” LUCA P. “Ho iniziato a partecipare a questa avventura dalla quarta elementare e l'ho portata avanti fino ad oggi che sono in prima superiore. Quest'anno è stato diverso da tutti gli altri anni, perché mi ha permesso

di conoscere persone con le quali non avrei mai pensato di approcciarmi.Se dovessi descrivere il campo in una parola utilizzerei “emozionante” perché ogni giorno ti regala emozioni diverse.” SOFIA “È stata una bella esperienza che ci ha trasmesso valori importanti come la determinazione di raggiungere le nostre mete (non per forza da soli), nonostante la fatica. Abbiamo potuto comprendere così l'importanza di dover stare insieme e non aver paura di rischiare.” GIOVANNI Insieme abbiamo scoperto che: Non possiamo affrontare la vita con ‘fai-da-te’ Quando dai il massimo vinci sempre Ci sono qualità che ci rendono più amici L’amore è l’unica legge che rende liberi e cambia il mondo. Gli educatori


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Estate in oratorio: detto fatto e azzurro

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momento in cui questo scritto verrà pubblicato, l’estate sembrerà così lontana da essere ormai un ricordo… L’esperienza vissuta nei lunghi giorni del grest, ben cinque settimane e poi nelle cinque di “azzurro spazio compiti estivo”, è stata impegnativa ma ricca. Impegnativa perché tante sono state le persone coinvolte: circa centoventi animatori, circa trecento bambini e ragazzi, assommando le varie proposte, e diversi adulti coinvolti nelle merende e nel pasto. Ci si è impegnati cercando di offrire il meglio possibile anche se non sempre questo coincide con le aspettative un po’ di tutti. Proprio qui c’è spazio per lavorare e migliorare. Ormai è un dato di fatto che i nostri oratori offrono un servizio utile alle famiglie, ma perché tale servizio diventi sempre più apprezzato, serve riuscire a preparare per tempo e al meglio gli animatori, coordinare meglio le varie attività, coinvolgere maggiormente la comunità affinché l’estate di animazione in oratorio possa divenire anche una occasione di vita per la comunità. Per questo il doveroso grazie a chi ha contribuito con le proprie competenze a co-

ordinare il tutto, in particolare Carla e Flaminia, agli animatori che con esuberanza hanno portato divertimento e sorrisi nei nostri oratori. Un grazie a quelle famiglie che credono a queste attività non solo nei termini di servizio utile o “parcheggio”, ma collaborano attivamente perché diventino una occasione bella, da conservare nella memoria con un pizzico di nostalgia ed attesa per tutto l’anno. Infine un grazie ai tanti volontari che nel silenzio e nascondimento stanno nelle retrovie, ma sono indispensabili nel gestire le iscrizioni, le pulizie, l’organizzazione degli ambienti e nel confezionamento e distribuzione dei pasti. Con l’augurio di poter migliorare sempre di più, ci diciamo un reciproco arrivederci alla prossima estate! P.S. Proprio per organizzarci per tempo e coordinarci al meglio, informiamo che il corso di preparazione degli animatori quest’anno parte nel mese di novembre. Siamo certi che, con il sostegno delle famiglie, diventerà anche questa una bella occasione per non vivere l’oratorio solo in estate! Alla prossima… I sacerdoti e i consigli dell’oratorio


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Festa in oratorio Violino: una due-giorni di aggregazione ed amicizia

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on possiamo certo chiamarla “Festa dell’Oratorio”, come fino a non molti anni fa era conosciuta e vissuta, però, con quel pizzico di entusiasmo e buona volontà, le due serate che il nostro Oratorio ha vissuto venerdì 8 e sabato 9 settembre sono state comunque una piacevole occasione di aggregazione e di amicizia. Venerdì 8 settembre si è svolta la consolidata “Corrida”. Sul palco si sono alternati ben 17 concorrenti: 6 concorrenti nella categoria “bambini” (0-10 anni), 2 nella categoria “ragazzi” (11-17 anni), 9 nella categoria “adulti” (dai 18 anni in su), ma, di questi ultimi, solo uno era residente al Violino. Se da una parte la presenza di concorrenti forestieri consacra la nostra Corrida fuori dai ponticelli del quartiere, ed è quindi motivo di orgoglio, dall’altra induce più di una riflessione sulla preoccupante latitanza di mamme e papà del nostro villaggio capaci di mettersi in gioco e di trascorrere una serata diversa dal solito. Per la cronaca, questa XXIII edizione è stata vinta da Alberto Fritzch e Gloria Selleri, Samantah Papaleo e Margherita Conti (cat. “bambini”), Mariza e Rosario Tchegnon, Monica Piazza e Milla Gottardi (cat. “ragazzi”), Irene Verzeletti, Andrea Maffetti e Michele Pignalosa (cat. “adulti”). Tutti i concorrenti hanno ri-

cevuto omaggi di partecipazione. I primi classificati si sono portati a casa altri importanti premi. La sera successiva, decisamente più sfortunata a causa di avverse condizioni meteorologiche, ha visto la presenza dei numerosi ragazzi che hanno partecipato ai campi estivi parrocchiali. Si sono dati appuntamento in Oratorio e, con l’aiuto di fotografie e di filmati, hanno ritrovato per una sera le impagabili emozioni condivise sotto il solleone di Cortenedolo o di Ponte di Legno. Anche queste due serate del nostro Oratorio vanno in archivio. Sono state rese possibili grazie a pochi (troppo pochi!) volontari che, in concomitanza agli eventi, hanno garantito l’apertura del bar e del fornito stand gastronomico e che, con il loro prezioso lavoro, hanno contribuito ad aumentare la raccolta di fondi per la ristrutturazione dell’Oratorio. Se l’anno prossimo i volontari si moltiplicheranno, chissà, magari ritornerà la Festa dell’Oratorio (quella vera) e il Palio delle Contrade e… e… dai, su dalla poltrona! L’Oratorio è di tutti e, per tutti, è stato e sarà una realtà insostituibile per conoscere, per stringere nuove amicizie, per essere comunità. Carlo Zaniboni

Festa in oratorio Badia: il tempo avverso non l'ha fermata

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al 10 al 16 settembre si è svolta la festa dell’oratorio della Badia, pensata per tempo da Don Fausto e dal Consiglio dell’oratorio che da giugno hanno cominciato a discutere gli aspetti organizzativi della settimana, introducendo quest’anno la S. Messa di inizio festa durante la celebrazione domenicale delle 10,30, bella occasione per porre sotto la protezione del Signore il nostro ritrovarci. Purtroppo il tempo non è stato clemente, pioggia e freddo hanno caratterizzato l’intera settimana, ma il nostro grazie va

comunque a tutti quelli che ci sono stati e hanno permesso lo svolgimento della festa: ai nostri adolescenti che domenica pomeriggio impavidi, nonostante un cielo nero e qualche scroscio d’acqua, erano presenti in attesa dei bambini che sono arrivati sì, ma in pochi. Il nostro grazie va ai “cucinieri” che hanno con entusiasmo tenuto aperto lo stand per tutta la settimana, introducendo nel menù nuovi piatti e proposte (veramente da provare!); grazie ai baristi che hanno modificato i loro turni e garantito l’apertura del bar per maggior


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tempo e sappiamo quanto una bella bevanda calda abbia portato beneficio durante le serate a -3°!!!!; grazie ai catechisti, sempre pronti a rispondere alla chiamata, che si sono occupati degli addobbi dell’oratorio, ma anche della vendita degli stessi già dal mese di luglio e hanno coperto l’amaca, la lotteria e la bancarella libri tutte le sere, sfidando l’artrosi ormai presente (o quasi); grazie a coloro che hanno con generosità offerto i premi per la lotteria; grazie a chi si è a turno dedicato alla pulizia degli ambienti tutte le sere; grazie ai ragazzi delle medie che si sono occupati del servizio ai tavoli e della raccolta differenziata; grazie agli organizzatori dell’ormai tradizionale torneo di pallavolo di fine estate che ha fatto da sottofondo a tutte le serate (ma i nomi delle squadre li inventate voi o vengono dai partecipanti????); grazie ai ragazzi del Badia’s got Talent, al GSO, alla PBM (Piccola Bottega del Musical), alla nostra scuola dell’Infanzia che hanno animato le varie serate della festa, che si è conclusa sabato con l’animazione di DJ Mike, che ha coinvolto bambini e genitori durante la serata. Non dimentichiamo la riunione del mercoledì (posta non a caso nel centro della festa dell’oratorio) della comunità educativa che ha porta-

to all’elezione del nuovo consiglio dell’oratorio, della quale troveremo cronaca nell’inserto “Il Dialogo”. Un grazie dal cuore a tutti voi e un grazie di cuore a chi è venuto ed è venuto con il cuore, per far festa al nostro oratorio. L’intenzione in questi anni è stata quella di fare della nostra festa un grande contenitore in cui tutte le realtà che vivono e operano l’oratorio potessero essere presenti e in effetti, almeno crediamo, così è diventato. Il “contenitore” ora c’è, adesso dobbiamo riempirlo di cose ancora più belle: c’è ancora molto da migliorare come comunità, non dobbiamo sentirci arrivati, siamo sulla strada e siamo in cammino, solo così potremo celebrare l’oratorio come importante luogo in cui spazio, tempo ed esperienze contribuiscono alla crescita dei nostri ragazzi, ma anche luogo accogliente e aperto dove tutti possono sentirsi accolti in quell’labORATORIO di vita cristiana in cui adulti, giovani e bambini sperimentano la gioia del Vangelo vissuto. Buon oratorio a tutti e alla prossima festa del nostro oratorio! Consiglio dell’oratorio Badia

ASD VIOLINO: stagione sportiva 2017-2018

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o staff della nostra associazione viste le esperienze degli anni passati ha pianificato la nuova stagione sportiva come ora brevemente riportiamo. Per i nati negli anni 2011/2012 continua il percorso di avvicinamento allo sport di squadra, a questi si sono aggregati i nati nel 2013 che iniziano la partecipazione alla nostra ”scuola calcio”, è previsto un allenamento al sabato mattina, durante l’anno i nati nel 2011 si uniranno ai più “grandicelli” per svolgere un allenamento congiunto. La squadra è affidata a Claudio. Per i nati negli anni 2009/2010 si è deciso di iniziare una nuova avventura partecipando al campionato anspi con la categoria “miniscarabocchio”. Sono previsti due allenamenti settimanali oltre alla partita di campionato. La squadra è affidata a Marco affiancato dal duo Daniele e Vittorio. Per i nati negli anni 2007/2008 continua la partecipazione al campionato anspi con il passaggio alla categoria superiore “scarabocchio big”. Sono previsti due allenamenti settimanali oltre alla partita di campionato. La squadra è affidata ad Alessandro con l’aiuto di Matteo. Per i ragazzi nati negli anni 2004/2005 si è deciso di provare una nuova esperienza iscrivendo la squadra al campionato csi con la categoria “ragazzi”. Anche per

loro sono programmati due allenamenti settimanali oltre alla partita di campionato. La squadra è affidata ad Alessandro con l’aiuto di Luca . Le proposte non mancano, si comincia dai più piccoli per arrivare ai ragazzi più grandi anche se a malincuore, ma non certo per nostra scelta, abbiamo rinunciato a formare la squadra che la scorsa stagione ha partecipato al campionato csi categoria “open“; speriamo di ripresentarla il prossimo anno. In attesa che si materializzi la ristrutturazione del nuovo oratorio, alcuni genitori dei nostri ragazzi, che ringraziamo pubblicamente, hanno sistemato la rete di cinta del campo da calcio e ridipinto gli spogliatoi per rendere accoglienti e decorosi gli ambienti che andranno ad utilizzare i nostri figli. L’obbiettivo dichiarato ad inizio stagione resta sempre lo stesso: educare ed insegnare lo spirito sportivo in un ambiente sano con l’aiuto dei mister, dei genitori ed ovviamente di tutti i ragazzi, trasmettendo i valori in cui crediamo come associazione sportiva . “Nessuna predica è più edificante del buon esempio“ diceva san Giovanni Bosco. Luca A.


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Dai nostri lettori

Vi faccio conoscere il gruppo Galilea

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l Gruppo GALILEA è un’opportunità di cammino di chiesa per coloro che vivono situazioni familiari difficili o 'irregolari' (es. divorziati-risposati). La comunità cristiana sa di non poter lasciare soli questi fratelli e per questo si viene ad offrire uno spazio adeguato e confortevole, in un luogo centrale e sufficientemente discreto. Il Centro pastorale Paolo VI è un’oasi di vita ed attività ecclesiale, capace di respirare con i polmoni di tutta la diocesi, uscendo così dagli stretti confini parrocchiali. Tutti i fedeli sono penitenti e ciascuno percorre il proprio pellegrinaggio terreno sempre dietro la croce. In questa prospettiva di visione ampia, anche quegli sposi cristiani segnati da ferite indelebili possono sentirsi ancora chiesa e continuare a chiedere la grazia del Signore. In concreto, la proposta si articola in incontri mensili, strutturati attorno alla Parola di Dio, con ampi spazi di ascolto - riflessione - condivisione. È un percorso di fede, in sostanza, che tiene sempre ferma l’attenzione sul non isolarsi dalle comunità locali e nel partecipare il più possibile alla vita della chiesa tutta. Ascolto della Parola di Dio, vita di carità e di aggregazione, cammino penitenziale, sono i capisaldi del Gruppo Galilea. Dalla Esortazione apostolica AMORIS LETITIA di papa Francesco 297. Si tratta di integrare tutti, si deve aiutare ciascuno a trovare il proprio modo di partecipare alla comunità ecclesiale, perché si senta oggetto di una misericordia “immeritata, incondizionata e gratuita”. Nessuno può essere condannato per sempre, perché questa non è la logica del Vangelo! Non mi riferisco solo ai divorziati che vivono una nuova unione, ma a tutti, in qualunque situazione si trovino. Ovviamente, se qualcuno ostenta un peccato oggettivo come se facesse parte dell’ideale cristiano, o vuole imporre qualcosa di diverso da quello che insegna la Chiesa, non può pretendere di fare catechesi o di predicare, e in questo senso c’è qualcosa che lo separa dalla comunità (cfr Mt 18,17). Ha bisogno di ascoltare nuovamente l’annuncio del Vangelo e l’invito alla conversione. Faccio parte di questo gruppo da due anni e mezzo e devo dire che vi partecipo molto volentieri. È un gruppo accogliente nel quale non si è tenuti a raccontare fatti personali, anche se la reciproca frequentazione, ogni tanto, dà occasione di conoscere la vita di qualcuno, ma sempre in modo personale, non a livello di gruppo. La spiegazione della parola di Dio, l’anno scorso il vangelo di Matteo, l’anno precedente quello di Giovanni, da

parte di don Giorgio, ha sempre qualche richiamo alla nostra situazione comune di sofferenza nelle relazioni familiari. Questo è molto bello perché ci aiuta a scoprire che il grande medico, Gesù Cristo, ci ama come ama tutti, in modo particolare, nonostante tutto. Questo gruppo è nato più di 20 anni fa da un’intuizione dell’allora don Beschi, una laica consacrata e una coppia di sposi impegnati nei percorsi di preparazione del matrimonio. Si resero conto che dopo le nozze, le coppie vivevano momenti di fragilità ed erano cresciuti notevolmente le separazioni e i divorzi: bisognava intervenire! Diedero così i natali a questo gruppo che con il passare del tempo e la disponibilità di altri sacerdoti, ha allargato i suoi interventi in altri luoghi della provincia. Tutto questo perché la nostra ferita possa diventare una feritoia che ci faccia vedere ancora la luce della vita. Fausta CALENDARIO Sabato 7 ottobre Sabato 4 novembre Sabato 2 dicembre Domenica 14 gennaio: ritiro ore 15.00-20.00 Sabato 3 febbraio Sabato 3 marzo Sabato 3 aprile (a seguire cena pasquale) Sabato 5 maggio Sabato 10 giugno: giornata conclusiva gruppi Galilea riuniti ore 17.00-20.00 Gli incontri si tengono con un calendario annuale, presso il Centro Pastorale “Paolo VI” (Via Gezio Calini, 30 - Brescia) un sabato al mese, dalle ore 16.30 alle ore 19.00 (salvo eccezioni). Lo schema degli incontri è il seguente: 16.30 ritrovo di fraternità 17.00 inizio incontro (ascolto della Parola di Dio e condivisione) 18.30 adorazione eucaristica 19.00 conclusione Guida e accompagnatore del Gruppo è don Giorgio Comini, direttore dell'ufficio per la Famiglia diocesano.


Calendario ICFR 2017-2018 VIOLINO

BADIA

OTTOBRE 1 FESTA PATRONALE BADIA 8 QUARTO ANNO GERUSALEMME (Don Fausto) SECONDO ANNO - NAZARET (Don Raffaele) 15 PRIMO ANNO - BETLEMME (Gr. Famiglia) 22 RITIRO PER GENITORI E FIGLI SESTO ANNO (Don Raffaele) 29 NOVEMBRE TERZO ANNO - CAFARNAO (Don Raffaele) QUINTO ANNO - EMMAUS (Don Fausto) 5 CRESIME E COMUNIONI 12 SECONDO ANNO - NAZARET (Don Raffaele) PRIMO ANNO - BETLEMME (Gr. Famiglia) 19 QUARTO ANNO - GERUSALEMME (Don Fausto)

26 DICEMBRE 3 10 17 GENNAIO 7 14 21 28 FEBBRAIO 4 11 18 25 MARZO 11 18 25 APRILE 1 8

Rito della consegna della Bibbia alla famiglia

RITIRO PER GENITORI E FIGLI ICFR DAL 1° AL 6° ANNO - pomeriggio dalle 14.30 RITIRO PER PREADOLESCENTI E ADOLESCENTI RITIRO COMUNITARIO PER LA COMUNITÀ QUINTO ANNO - EMMAUS (Don Fausto)

TERZO ANNO - CAFARNAO (Don Raffaele) SESTO ANNO - ANTIOCHIA (Don Raffaele)

PRIMO ANNO - BETLEMME (Gr. Famiglia) QUARTO ANNO - GERUSALEMME (Don Fausto) TERZO ANNO - CAFARNAO (Don Raffaele) CARNEVALE SECONDO ANNO - NAZARET (Don Raffaele)

PRIMO ANNO - BETLEMME (Gr. Famiglia) QUARTO ANNO - GERUSALEMME (Don Fausto)

RITIRO PER GENITORI E FIGLI ICFR DAL 1° AL 6° ANNO - pomeriggio dalle 14.30 RITIRO COMUNITARIO PER LA COMUNITÀ LE PALME PASQUA ANNIVERSARI DI MATRIMONIO PRIMO ANNO - BETLEMME (Gr. Famiglia)

15

QUINTO ANNO - EMMAUS (Don Fausto)

22

SESTO ANNO - ANTIOCHIA (Don Raffaele) MEETING AZIONE CATTOLICA

29 MAGGIO 6 13 20 27 GIUGNO 2

QUINTO ANNO - EMMAUS (Don Fausto)

SECONDO ANNO - NAZARET (Don Raffaele)

TERZO ANNO - CAFARNAO (Don Raffaele) RITO DEL RINNOVO DEL BATTESIMO PER IL SECONDO ANNO CONFESSIONI PER TERZO ANNO - CAFARNAO ANNIVERSARI DI MATRIMONIO PRIMO ANNO - BETLEMME (Gr. Famiglia) PELLEGRINAGGIO ALLA STELLA E CHIUSURA ANNO CATECHISTICO

Dialogo e Famiglia - Ottobre 2017  

Ottobre 2017 - Bollettino dell'unità pastorale Badia Violino - BRESCIA

Dialogo e Famiglia - Ottobre 2017  

Ottobre 2017 - Bollettino dell'unità pastorale Badia Violino - BRESCIA

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