a product message image
{' '} {' '}
Limited time offer
SAVE % on your upgrade

Page 1

Dialogo e Famiglia Giornale dell’Unità Pastorale Sacra Famiglia - Padre Marcolini N˚ 1 - Febbraio 2020

Una tavola per tut ti


Sommario

“Beati gli educatori “poveri in spirito” che, per educare alla fede i ragazzi, tirano fuori e spendono tutto ciò che Dio ha dato loro: tempo, energie, fantasia...

Parola del Parroco

Vado al massimo! . . . . . . . . . . . .. pag. 3 Vita della Chiesa Il vero digiuno. Da un’omelia di Papa Francesco. . . . . . . . . . . .. . “

5

La terza guerra mondiale che si combatte a pezzetti, a capitoli. . . . .. . “ 7

Beati gli educatori “miti” che evitano la tentazione delle scorciatoie, delle minacce, dei ricatti e prediligono la convinzione, il dialogo, la pazienza. Beati gli educatori “affamati e assetati di giustizia” che non si rifugiano nel passato ma lottano per un’educazione alla fede adeguata ai ragazzi di oggi. Beati gli educatori “misericordiosi” che, comprendono le difficoltà dei ragazzi e delle loro famiglie.

Vita dell’Unità Pastorale Verifiche dei cammini di Unità Pastorale. . . . . . . . . . . . . . . “ 9

Beati gli educatori “operatori di pace” di quella pace che nasce dal Vangelo contro tutto ciò che può danneggiare il cammino dei ragazzi verso la fede.

Una tavola per tutti: cammino quaresimale 2020. . . . . . . . . . . .. . “ 10

Beati gli educatori “perseguitati” dal tempo che non basta mai; da quei ragazzi che “se non ci fossero” e invece ci sono; dalla tentazione di lasciare, ma che ricominciano sempre.

Commissione CARITAS: aggiornamento del progetto accoglienza profughi . . . . “ 11 Commissione pastorale famigliare: ritiro di Avvento, 1.12.2019 . . . . . . . . “ 12 La nascita di un figlio è un dono di Dio. . . “ 13 Il “nostro” don Luigi nominato canonico della cattedrale . . . . . . . . . “ 13 Il cammino continua: verso un progetto di pastorale giovanile. . . . . . . . . .. . “ 14 Estate 2020 . . . . . . . . . . . . . . . . . “ 15

Beati gli educatori così! Avranno un posto bellissimo in cielo. E in più, la gioia di incontrare “lassù” qualcuno che sta lì perché anche grazie a loro ha imboccato la strada per arrivarci.”

Orari S. Messe Unità Pastorale Feriali:

da lun a giov ore 8.30: Badia da lun a ven ore 18.00: Violino ven ore 18.30: Badia

Cronaca dell’Unità Pastorale In Maniva un’occasione in più . . . . .. . “ 16 02.02.2020: anniversari di matrimonio. . . . . . . . . “ 17 Cineforum di primavera 2020. . . . . . . “ 18

Festive:

sab ore 8.30: Lodi Mattutine sab ore 18.00: Violino sab ore 18.30: Badia dom ore 8.00: Badia dom ore 9.00: Violino dom ore 10.30: Badia dom ore 11.00: Violino dom ore 17.00: Mandolossa dom ore 18.00: Violino

Foto di comunità. . . . . . . . . . . . .. . “ 19 Vita dei Quartieri Mostra presepi 2019-2020: il valore del presepe . . . . . . . . . . . . “ 20 Per un pugno di libri e di film . . . . .. . “ 21 Risultati del questionario . . . . . . . . “ 22 Anagrafe parrocchiale . . . . . . . . . . . “ 23

Redazione Don Gian Pietro Girelli, Don Fausto Mussinelli, Laura Bellini, Francesco Quaranta, Elena Rubaga, Elena Vighenzi, Carlo Zaniboni.

Per chi volesse scriverci: redazione.dialogoefamiglia@gmail.com

Contatti dei presbiteri della Unità Pastorale Parrocchia S.Giuseppe Lavoratore: Parrocchia San Giuseppe Lavoratore trav. Ottava, 4 - Villaggio Violino tel. (segreteria parrocchiale) 030 2410316 Parroco (don Gian Pietro Girelli): cell. 335 5866916 e-mail: pierzik@alice.it - www.parrocchiaviolino.it Curato (don Fausto Mussinelli): Parrocchia Madonna del Rosario via Prima, 81 - Villaggio Badia tel. 030 313492 - cell. 328 7322176 e-mail: donmussi80@gmail.com - www.parrocchiabadia.it

Riferimenti per gli oratori: Oratorio San Filippo Neri: via Prima, 83 - Villaggio Badia Oratorio Violino: via Prima, 2 - Villaggio Violino

DIRETTORE RESPONSABILE: DON A. BIANCHI - TRIBUNALE DI BRESCIA - AUTORIZZAZIONE 2/2018 DEL 23 GENNAIO 2018

STAMPATO DA: AGVA ARTI GRAFICHE VANNINI VIA ZAMARA, 31 - BAGNOLO MELLA (BRESCIA)

Copertina: Basilica di San Petronio - visita di Papa Francesco, ottobre 2017


DialogoeFamiglia

3

Parola del Parroco Vado al massimo!

V

e lo immaginate il giovane Gesù dopo la trentina d’anni? Come sarà stato? Sì! Perché stiamo parlando di un uomo in carne ed ossa, una persona a tutti gli effetti come noi. Palestrato? Fisico da modello? Colore della pelle: abbronzato? Di certo sappiamo che doveva essere una bella persona anche nell’aspetto. Il Vangelo presenta con chiarezza un uomo capace di catalizzare per intelligenza e aspetto i suoi interlocutori. Ma, Gesù come si sarà sentito rispetto alla sua giovinezza, alla sua vita affettiva, alla sua persona? Mi sono chiesto questo a fronte di una seconda domanda che fa da sfondo: come può un giovane di trent’anni decidere di fidarsi dell’imponderabile Dio che si fa conoscere tramite la fede, quale sicurezza aveva Gesù per gettarsi nelle pastoie della storia dell’umanità con la consapevolezza che sicuramente, dal punto di vista delle sue energie e della sua vitalità, dal punto di vista prettamente umano, la sua storia sarebbe finita male? La testimonianza degli evangelisti ci fa capire che Gesù ben sapeva come sarebbe finita la sua vita, eppure egli decide di andare fino in fondo e di donarla. E che cosa glielo ha fatto fare? La gloria umana? Se del caso, si sarebbe al massimo tradotta in qualche angolo del ricordo, magari di pregio artistico, ma ben sappiamo che anche l’arte deperisce e si sgretola sotto il peso del tempo. Che cosa gliel’ha fatto fare? Ci troviamo davanti a un uomo la cui vita è stata forgiata nella conoscenza delle scritture, che ha vissuto nella quotidianità la tradizione e il culto del suo popolo: è figlio del popolo ebreo. Risuona alle nostre orecchie la risposta che già adolescente dà a Maria e Giuseppe, suoi genitori, dopo il suo ritrovamento tra i dottori del tempio: “Non sapevate che mi devo occupare delle cose del Padre mio?” (Lc. 1,50) Quando il rapporto con Dio assume la dimensione non dell’episodicità, ma diventa il respiro della vita, ritorna naturale per ogni uomo che la vita si orienti all’attesa dell’ultimo, totale incontro. Gesù doveva davvero avere una grande fede per consegnarsi all’oblio della morte, lui, giovane di trent’anni, espressione della pienezza della vita. Per chi lo conosce tramite il Vangelo e la testimonianza della comunità cristiana, il suo modo di intendere e di vivere divide in due, fa da spartiacque. La testimonianza che giunge a noi è quella di un uomo che diventa contraddizione per gli uomini di ogni tempo.

La SS Trinità - Nicoletto Semitecolo Mentre noi siamo alla ricerca dell’elisir di giovinezza focalizzando la nostra vita al mantenimento di una vitalità che sfugge di anno in anno, Lui spreca la sua giovinezza per fare la volontà del Padre. La volontà di Colui il cui nome esplicita la vicinanza divina al popolo, ma la cui presenza si può cogliere solo con gli occhi della fede. Non è facile fidarsi di una persona a cui devi credere sulla parola e che peraltro non vedi. Quale sarà stata la fede di Gesù, uomo, nel Padre, Dio? Entriamo nel mistero dell’animo umano che, chiedendosi il perché della vita, vive l’incontro con una risposta di senso nascosta nella profondità della vita stessa, nell’assoluto profondo respiro dello spirito. Come faceva ad essere sicuro Gesù che il Padre lo avrebbe risuscitato? Certo non possiamo pensare che egli sapesse tutto fin dall’inizio. Tant’è che anche riguardo all’ora della fine dei tempi ribadisce che solo il Padre ne ha conoscenza: “Quanto a quel giorno e a quell’ora, però, nessuno lo sa, neanche gli angeli del cielo e neppure il Figlio, ma solo il Padre.” (Mt 24,36). Mistero nel mistero. Sta di fatto che la testimonianza degli apostoli e degli evangelisti man mano lascia intravedere la crescita della familiarità tra quest’uomo e il divino, tra la sua umanità e la sua divinità. Davvero un mistero nel mistero. Se guardiamo con gli occhi dell’umano, comunque, possiamo conoscere la fede di Gesù nell’esperienza di preghiera che pervade la sua vita. La percezione della presenza del Padre da parte di Gesù permette una crescita del rap-


4

DialogoeFamiglia

porto di familiarità tra l’uomo Gesù e la sua vita in Dio, cosicché risulta naturale la sua preghiera rivolta al Padre nell’orto degli ulivi: “Padre, se vuoi, allontana da me questo calice! Tuttavia non sia fatta la mia, ma la tua volontà.” (Lc. 22,42). Qui si capisce la sconcertante bellezza di una vita che non fonda la sua gloria, sulla giovinezza e sulla vita “vissuta al massimo” per paura di doverla perdere troppo presto, ma sulla vita “vissuta al massimo!” che si esprime al di là del tempo e dello spazio nella dimensione dello spirito, nel Regno di Dio. Non so se ci crediamo o no, sta di fatto che guardando ai giorni che sfioriscono sempre più ci rendiamo conto che deve esistere un perché ancor più per chi vive questa esperienza/dono della fede. L’esperienza della fede si esplica nella relazione col mistero di Dio ed è talmente coinvolgente che il fedele non può tacere la bellezza di tale esperienza. Risulta naturale quindi far conoscere all’uomo che la vita ha un senso e che il senso di tutte le cose e di tutto, proprio tutto, poggia le sue radici su colui che è al di là e al di fuori delle cose stesse, al punto che lo si può chiamare il “Tutt’Altro”. Quest’alterità che giustifica l’umano, ma è tutt’altro dall’umano, è stato chiamato con più nomi nello scorrer della storia e così è ancora, ma un solo nome esprime il fondersi del divino con l’umano ed è l’uomo Gesù: Dio ci salva. In questa Quaresima potremmo entrare maggiormente nella consapevolezza/preghiera di quella esperienza vissuta da Gesù nei confronti del Padre. Non si tratta di aumentare le preghiere, l’elemosina, il sacrificio. Piuttosto proviamo a respirare l’aria della vita a pieni polmoni, restando con Gesù, respirando con

Gesù la presenza del Padre che ci permette di rileggere le scelte che abbiamo vissuto o dobbiamo fare ogni giorno, affinché in esse si compia non la nostra, ma la Sua volontà. Fidiamoci! Colui che ci ha creato e amato cammina con noi, sta nella nostra storia. Davvero respiriamo il suo mistero d’amore se cerchiamo di conformarci alla visione di Gesù. Gli disse Filippo: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gli rispose Gesù: «Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha visto me ha visto il Padre…». (GV. 14,8-9) Se il nostro sguardo si rivolge a Gesù sulla croce, non vede solo un giovane trentenne che in modo truce va verso la morte, ma vede il Padre della vita che nella crocifissione del Figlio si fa carico del dolore e del male procurati dallo svolgersi nella storia umana della nostra volontà. Il Padre ci ha amati con l’unico massimo amore possibile, ma noi non sappiamo corrispondere al suo amore. Un giovane, poco più che trentenne, ha saputo consegnare la sua vita per tutti noi, lui, Gesù, Figlio che vive la casa del Padre, che ne conosce la misericordia e l’amore, che ha saputo prodigarsi perché fossimo accolti dal Padre. Gesù, amico, fratello, gratuità fatta persona, risposta nel tempo ad ogni ricerca della Verità, Vita vissuta al massimo! riconsegnata per essere ridonata, in Te ogni uomo può rispondere all’amore gratuito del Padre. Vinta è la morte, il Padre in Te ci chiama a nuova vita. Per Tuo massimo dono, superato il confine della morte, la nostra speranza e la nostra fede sono convertite in Carità. Lasciamoci convertire.

“...ma sia fatta la tua volontà” - Orto degli ulivi, Gerusalemme

Don Gian Pietro


DialogoeFamiglia

5

Vita della Chiesa Il vero digiuno Da un’omelia di Papa Francesco

Q

uaresima: tempo privilegiato di penitenza e di digiuno. Ma quale penitenza e quale digiuno vuole dall’uomo il Signore? Il rischio, infatti, è di «truccare» una pratica virtuosa, di essere «incoerenti». E non si tratta solo di “scelte alimentari”, ma di stili di vita per i quali si deve avere l’«umiltà» e la «coerenza» di riconoscere e correggere i propri peccati. È questa in sintesi la riflessione che, all’inizio del cammino quaresimale, il Pontefice ha proposto ai fedeli durante la messa celebrata a Santa Marta la mattina di venerdì 16 febbraio 2018. Parola chiave della meditazione, suggerita dalla liturgia del giorno, è stata “digiuno”: «Digiuno davanti a Dio, digiuno che è adorazione, digiuno sul serio», perché «digiunare è uno dei compiti da fare nella Quaresima». Ma non nel senso di chi dice: «Mangio soltanto i piatti della Quaresima». Infatti, ha commentato Francesco, «quei piatti fanno un banchetto! Non è cambiare dei piatti o fare il pesce in un modo, nell’altro, più saporito». Altrimenti non si fa altro che «continuare il carnevale». È la parola di Dio, ha sottolineato, ad ammonire che «il nostro digiuno sia vero. Vero sul serio». E, ha aggiunto, «se tu non puoi fare digiuno totale, quello che fa sentire la fame fino alle ossa», almeno «fai un digiuno umile, ma vero». Nella prima lettura (Isaia, 58, 1-9), a tale riguardo, «il profeta sottolinea tante incoerenze nella pratica della virtù». E proprio «questa è una delle incoerenze». L’elenco di Isaia è dettagliato: «Voi dite che mi cercate, parlate a me. Ma non è vero», e «nel giorno del vostro digiuno curate i vostri affari»: ossia, mentre «digiunare è un po’ spogliarsi», ci si preoccupa di «fare dei soldi». E ancora: «Angariate tutti i vostri operai»: Ovvero, ha spiegato il Papa, mentre si dice: «Ti ringrazio Signore perché io posso digiunare», si disprezzano gli operai che oltretutto «devono digiunare perché non hanno da mangiare». L’accusa del profeta è diretta: «Ecco, voi digiunate fra litigi e alterchi e colpendo con pugni iniqui». È una doppia faccia inammissibile. Ha spiegato il Pontefice: «Se tu vuoi fare penitenza, falla in pace. Ma tu non puoi da una parte parlare con Dio e dall’altra parlare con il diavolo, invitare al digiuno tutte e due; questa è una incoerenza». E, seguendo sempre le in-

dicazioni della Scrittura — «Non digiunate più come fate oggi, così da fare udire in alto il vostro chiasso» — Francesco ha messo in guardia dall’esibizionismo incoerente. È l’atteggiamento di chi, ad esempio, ricorda sempre: «noi siamo cattolici, pratichiamo; io appartengo a quella associazione, noi digiuniamo sempre, facciamo penitenza». A loro ha idealmente chiesto: «Ma, digiunate con coerenza o fate la penitenza incoerentemente come dice il Signore, con rumore, perché tutti la vedano, e dicano: “Ma che persona giusta, che uomo giusto, che donna giusta”?». Questo, infatti, «è un trucco; è truccare la virtù. È truccare il comandamento». Ed è, ha aggiunto, una «tentazione» che tutti qualche volta abbiamo sentito, «di truccarci invece di andare sul serio sulla virtù, su quello che il Signore ci chiede». Al contrario, il Signore «consiglia ai penitenti, a quelli che digiunano di truccarsi, ma sul serio: Digiunate, ma truccati perché la gente non veda che stai facendo penitenza. Sorridi, stai contento». Di fronte a tanti che «hanno fame e non possono sorridere», questo è il suggerimento al credente: «Tu cerca la fame per aiutare gli altri, ma sempre con il sorriso, perché tu sei un figlio di Dio e il Signore ti ama tanto e ti ha rivelato queste cose. Ma senza incoerenze».

Cerca la fame per aiutare gli altri


6

DialogoeFamiglia

A questo punto, la riflessione del Pontefice è scesa ancora più in profondità, sollecitata dalla domanda: “quale digiuno vuole il Signore?”. La risposta giunge ancora dalla Scrittura, dove innanzitutto si legge: «Piegare come un giunco il proprio capo». Cioè: umiliarsi. E a chi chiede: «Come faccio per umiliarmi?», il Papa ha risposto: «Ma pensa ai tuoi peccati. Ognuno di noi ne ha tanti». E «vergognati», perché anche se il mondo non li conosce, Dio li conosce bene. Questo, quindi, «è il digiuno che vuole il Signore: la verità, la coerenza». C’è poi un’aggiunta: «Sciogliere le catene inique» e «togliere il legame del giogo». L’esame di coscienza, in questo caso punta l’obbiettivo sul rapporto con gli altri. Per farsi meglio comprendere, il Papa ha fatto un esempio molto pratico: «Io penso a tante domestiche che guadagnano il pane con il loro lavoro» e che vengono spesso «umiliate, disprezzate». Qui la sua riflessione ha lasciato spazio al ricordo personale: «Mai ho potuto dimenticare una volta che andai a casa di un amico da bambino. Ho visto la mamma dare uno schiaffo alla domestica. Ottantuno anni... Non ho dimenticato quello». Da qui una serie di domande rivolte idealmente a chi ha delle persone a servizio: «Come li tratti? Come persone o come schiavi? Le paghi il giusto, dai loro le vacanze? È una persona o è un animale che ti aiuta a casa tua?». Una richiesta di coerenza che vale anche per i religiosi, «nelle nostre case, nelle nostre istituzioni: come mi comporto io con la domestica che ho in casa, con le domestiche che sono in casa?». Qui il Pontefice ha aggiunto un’altra esperienza personale, ricordando un signore «molto colto» che però «sfruttava le domestiche». e

che, messo di fronte alla considerazione che si trattava di «un peccato grave» contro persone che sono «immagine di Dio», obbiettava: «No, Padre dobbiamo distinguere: questa è gente inferiore». Bisogna perciò «togliere il legame del giogo, sciogliere le catene inique, rimandare liberi gli oppressi, spezzare ogni giogo». E, commentando il profeta che ammonisce: «dividere il pane con l’affamato, introdurre in casa i miseri, i senzatetto», il Papa ha contestualizzato: «Oggi si discute se diamo il tetto o no a quelli che vengono a chiederlo...» E le indicazioni continuano: «Vestire uno che vedi nudo», ma «senza trascurare i tuoi parenti». È il digiuno vero, quello che coinvolge la vita di ogni giorno. «Dobbiamo fare penitenza, dobbiamo sentire un po’ la fame, dobbiamo pregare di più», ha detto Francesco; ma se «noi facciamo tanta penitenza» e non viviamo così il digiuno, «il germoglio che nascerà da lì» sarà «la superbia», quella di chi dice: «Ti ringrazio, Signore, perché posso digiunare come un santo». E questo, ha aggiunto, «è il trucco brutto», e non quello che Gesù stesso suggerisce «per non far vedere agli altri che io digiuno» (cfr. Matteo, 6, 16-18). La domanda da porsi, ha concluso il Pontefice, è: «Come mi comporto con gli altri? Il mio digiuno arriva per aiutare gli altri?». Perché se ciò non accade, quel digiuno «è finto, è incoerente e ti porta sulla strada di una doppia vita». Bisogna, perciò, «chiedere umilmente la grazia della coerenza». Omelia di papa Francesco a S. Marta il 16 febbraio 2018 fonte: www.vatican.va


DialogoeFamiglia

7

La terza guerra mondiale che si combatte a pezzetti, a capitoli Il 2020 si è aperto con un’escalation di azioni di guerra veramente preoccupanti, anche se i media se ne sono occupati per relativamente pochi giorni. Abbiamo deciso di darvi una chiave di lettura delle strategie di USA e IRAN, prendendo spunto e riportando ampi passaggi dall’articolo di un opinionista di “Avvenire”, Riccardo Redaelli. Ci sembrava giusto tuttavia ricordarvi anche quanti e quali fronti di guerra siano tuttora aperti nel mondo, troppo spesso dimenticati dai mezzi di informazione e dalla maggior parte di noi.

Q

assem Solemaini, il potente generale iraniano che gestiva la strategia militare della Repubblica Islamica dell’Iran, è stato ucciso il 3 gennaio 2020 da un missile statunitense. “Un’uccisione a freddo che – al di là delle pur ineludibili questioni morali legate all’uso dei droni come freddi cecchini tecnologici – rappresenta un’escalation dalle conseguenze difficilmente valutabili.” E certo diventa arduo cercare di stimare oggettivamente quanto sta avvenendo nel Vicino Oriente. “Eppure, alcuni elementi sono già abbastanza chiari. Il primo è che l’Amministrazione Trump, checché ne dicano i suoi sostenitori

e gli scatenati sovranisti europei che ne apprezzano ogni mossa, è palesemente priva di una strategia politica per la regione.[…] La decisione di uccidere un personaggio importante e popolare quale Soleimani […] è stata presa senza una seria valutazione delle conseguenze. Per di più in un momento in cui proprio la strategia di Soleimani in Iraq mostrava i suoi limiti. Si è così trasformato un abile stratega iraniano in un martire che rimarrà nella storia di quel Paese, dopo averne esagerato le capacità e i successi. […] Ora invece gli Usa si trovano a dover gestire la richiesta del Parlamento iracheno di ritirare le loro truppe.


8

DialogoeFamiglia

Richiesta a cui Trump ha risposto in modo assurdo minacciando rappresaglie economiche e politiche, bruciando così altri ponti con la dirigenza irachena. […] Di fatto, tecnici e specialisti americani vengono ritirati da molte zone del Medio Oriente – fatto che indebolisce il soft power Usa – come conseguenza di una decisione umorale e mal valutata. Il secondo elemento riguarda l’Iran. Il regime è stato molto abile nel cavalcare l’onda emotiva – collegata al fortissimo sentimento nazionalista – ma anche prudente nel reagire. Era necessario che i pasdaran rispondessero direttamente, senza nascondersi dietro i propri alleati; ma lo hanno fatto con modalità più ‘televisive’ che realmente militari. Gli iraniani possono essere soddisfatti di aver dimostrato di poter raggiungere le basi statunitensi con precisione senza voler provocare vittime [ma l’8 gennaio 2020 hanno abbattuto “per errore” il Boeing 737 ucraino, provocando 176 morti], ma anche di essere in grado di colpire duramente se necessario. Allo stesso tempo, tuttavia, mostrano i limiti di una strategia aggressiva che sa di non poter scendere in un conflitto aperto con gli Usa, mentre, passata l’emozione per Soleimani, le struttu-

re di potere torneranno a fare i conti con la frustrazione e il forte scontento dei propri cittadini, a cui i vertici rispondono solo con una spietata repressione. Tuttavia, si illude chi irride oggi i timori sulle reazioni di Teheran; perché non si fermerà qui la risposta iraniana […] Il terzo risultato evidente è che l’Iraq esce umiliato come Paese sovrano. Tanto dagli americani quanto dagli iraniani. […] Se non bastassero gli elementi negativi, si può aggiungere l’ennesima dimostrazione di irrilevanza di Onu, Unione Europea e la difficoltà crescente della Nato, un’alleanza che ha protetto per decenni l’Europa dalla minaccia sovietica, ma che ora vive una crisi poco visibile all’opinione pubblica, ma estremamente grave per le potenziali conseguenze sul principio cardine di sicurezza collettiva dell’Occidente.” (da “Vicino Oriente: politica ridotta a slogan. Troppi perdenti per una crisi sola”, di R. Redaelli “Avvenire”, 10 gennaio 2020) Laura B.

GUERRE NEL MONDO MEDIO ORIENTE

AMERICHE

16 Stati e 181 tra 9 Stati e 82 milizie-guerriglieri tra milizieguerriglieri, (ecc.) (ecc.)

7 Stati e 261 tra milizieguerriglieri, (ecc.)

7 Stati e 30 tra cartelli della droga, (ecc.)

Punti Caldi: Afghanistan, BirmaniaMyanmar, Filippine, Pakistan, Thailandia

Punti Caldi: Iraq, Israele, Siria, Yemen

Punti Caldi: Colombia, Messico (guerra contro i gruppi del narcotraffico)

AFRICA

ASIA

30 Stati e 270 tra milizieguerrigliere, gruppi terroristiseparatistianarchici coinvolti Punti Caldi: Burkina Faso, Egitto, Libia, Mali, Mozambico, Nigeria, Repubblica Centrafricana, Repubblica Democratica del Congo, Somalia, Sudan, Sud Sudan

EUROPA

Punti Caldi: Cecenia, Daghestan, Ucraina, Artsakh ex NagornoKarabakh

Fonte: https://www.guerrenelmondo.it/?page=static1258218333


DialogoeFamiglia

9

Vita dell’Unità Pastorale Verifiche dei cammini di Unità Pastorale

«L

e Unità Pastorali hanno un senso se siamo convinti che il lavoro Pastorale sia utile, anzi necessario. E questo dipende dall’immagine che ne abbiamo. Se l’azione pastorale è solo un’attività tesa a tenere in piedi una parrocchia, non sarà facile tenere viva la tensione delle persone che vi operano. C’è sempre, dietro a tante azioni, la minaccia di un interrogativo inquietante: “Chi me lo fa fare? A che cosa serve?”. Per resistere alla forza distruttiva di questo interrogativo bisogna collocare l’azione pastorale dentro al grande disegno di Dio sull’uomo e sul mondo. È il disegno della comunione che Dio accarezza da sempre ed è il disegno della comunione che noi facciamo nostro come

scopo delle nostre attività pastorali». Così recitava la lettera di Mons. Monari accompagnatoria al documento dal titolo “Comunità in cammino”, con cui abbiamo iniziato, nell’ormai lontano 2012, il percorso della formazione dell’unità pastorale che ha visto nel 2015 la costituzione dell’attuale unità pastorale “Sacra Famiglia Padre Marcolini”. A distanza di qualche anno ci è chiesto, come indicato nel documento, di procedere ad una verifica: Quali percorsi di accoglienza, maturazione e interiorizzazione sono stati fatti da parte delle comunità cristiane circa l’esperienza dell’UP messa in atto in questo periodo? Verifica degli itinerari messi in atto di anno in anno per il raggiungimento degli obiettivi prefissati: che valutazione critica è possibile fare di tali itinerari intermedi? Quali principali attenzioni porre nella progettazione quinquennale successiva a partire dalla esperienza maturata nel quinquennio trascorso? Queste e molte altre domande, declinate al nostro vissuto, sono e saranno oggetto di analisi dai membri del consiglio pastorale riunito delle nostre parrocchie, insieme ad un’attenta rilettura del progetto pastorale presentato alla comunità nel 2016. È un cammino, quello fatto, che ha segnato un tratto della storia della nostra comunità e che si inserisce nel cammino grande della Chiesa. Come in ogni percorso, per capire se la direzione è quella giusta è opportuno fermarsi per interrogarsi, ascoltarsi, annotare successi e insuccessi, discernere. Una critica costruttiva può portare a un beneficio grande, per la comunità e per il nostro operare. Comunque sia, non dobbiamo dimenticarci che lo scopo principale delle Unità Pastorali è contribuire a dare nuovo impulso alla missione ecclesiale, attraverso una maggiore comunione e collaborazione, così da rappresentare un’efficace testimonianza in un tempo caratterizzato dall’individualismo. Solo con la consapevolezza di sentirsi strumenti nelle mani di Dio e con la forza insostituibile della preghiera, potremo trasformare il nostro umile agire in un cammino che vedrà crescere la comunità. Il consiglio di unità pastorale


10

DialogoeFamiglia

Una tavola per tutti: cammino quaresimale 2020

L

a quaresima è un tempo prezioso per compiere dei passi nella nostra vita spirituale. Il cammino comunitario vissuto insieme, sia dai ragazzi che dagli adulti, diventa uno strumento utile per attuare la conversione del cuore. La proposta diocesana di questa quaresima si intitola “una tavola per tutti” e intende aiutare la comunità ad aprirsi all’accoglienza dell’altro. Tale atteggiamento è concretizzato dal segno della tavola imbandita, luogo della comunione e del dialogo per eccellenza, a cui tutti si possono sedere come ospiti ma allo stesso tempo diventando familiari. La tavola a cui si fa riferimento è una delle immagini della Chiesa, della comunità. Su questa tavola è centrale l’alimento che unisce tutti cioè Gesù, il Pane della Vita che abbiamo accolto nello scorso Natale appunto come pane donato a noi e spezzato per la nostra salvezza. I posti di questa tavola verranno occupati di settimana in settimana dai diversi “ospiti” che intendiamo accogliere sia come singoli che come comunità. Accoglieremo anzitutto la famiglia, perché senza la famiglia non è possibile costruire la Chiesa e la famiglia ha bisogno della comunità per crescere. La seconda settimana riserveremo il giusto spazio alla Parola di Dio che unifica e sostiene la comunione nella Chiesa, pensiamo all’importanza dei centri d’ascolto come occasione per crescere come comunità. La terza settimana accoglieremo i poveri, intesi non solo in termini economici ma come coloro che hanno bisogno della nostra attenzione e del nostro aiuto in maniera prioritaria.

Ultima cena: Bibbia miniata di Otthaynrih Nella quarta settimana accoglieremo i missionari come testimoni del Vangelo nel mondo di oggi. La terra e la natura con i suoi mali non può mancare alla tavola della Chiesa, anzi in essa troviamo il senso della presenza di Dio stesso. Infine accoglieremo il mondo intero a questa tavola perché come Cristo possiamo donare la nostra vita al servizio del prossimo, cioè di ogni persona che abbiamo accanto. La tavola si arricchirà anche della Parola di ogni domenica trasformata in impegni concreti che, posti nel piatto davanti a noi settimana dopo settimana, intendono aiutarci a restare volentieri a questa tavola così imbandita e ricca di ospiti. Sia per tutti un cammino ricco di conversione e di apertura affinché davvero le nostre comunità si distinguano nel mondo come segno di accoglienza che altro non è che realizzare il secondo comandamento dell’amore: “Ama il prossimo tuo come te stesso”. Buona quaresima a tutti! Don Fausto


DialogoeFamiglia

11

Commissione CARITAS: aggiornamento del progetto accoglienza profughi

D

a quasi due anni la casa parrocchiale alla Mandolossa ospita un secondo gruppo di ragazzi. Pur essendo di nazionalità e lingue diverse hanno saputo sia convivere tra di loro in maniera corretta e collaborativa, sia integrarsi con le comunità dei nostri due quartieri, sapendo farsi accettare anche con opere di partecipazione a lavori socialmente utili. Per dovere d’informazione va detto che nel mese di dicembre, purtroppo, s’è verificato per la prima volta una situazione conflittuale tra due ospiti, prontamente risolta con l’allontanamento del ragazzo che ha causato il problema. Già durante l’anno scorso alcuni dei nostri amici migranti hanno iniziato un regolare percorso di lavoro, mentre altri sono inseriti in corsi di formazione e di specializzazione tenendo così tutto il gruppo impegnato quotidianamente in attesa della risposta definitiva sulla loro situazione. Quando un ragazzo riesce a superare la commissione giudicatrice e ottenere i documenti necessari, esce dalla casa e intraprende il percorso SIPROIMI ( ex SPRAR) per un aiuto nel crearsi una propria autonomia, purché abbia ottenuto lo status di rifugiato. Chi

Casa parrocchiale della Mandolossa

invece ha ottenuto la protezione per casi speciali non ha diritto all’ingresso nel SIPROIMI e deve cercarsi un percorso in autonomia. Se invece, durante l’attesa della risposta dalla commissione, una persona raggiunge la soglia economica da attività lavorativa, questi viene allontanato dalla casa e dal percorso di assistenza. Questo accade a causa dell’applicazione di una direttiva in materia di protezione internazionale che dispone che la prefettura sia tenuta purtroppo a far scattare tale allontanamento, in quanto si sostiene che a quel punto la persona può essere autosufficiente e di conseguenza autonoma. Non si considera, tuttavia, che se nel frattempo il lavoro dovesse finire, e spesso avviene essendo in gran parte lavori a termine, la persona si troverà per strada senza più nessuna forma di assistenza e irregolare. Caritas, comunque, nel dover far rispettare questa regola, accompagna man mano i ragazzi all’uscita della casa, dopo essersi accertata che si siano trovati un alloggio alternativo. In ogni caso l’accoglienza di queste persone alla Mandolossa presuppone una loro permanenza per un tempo limitato, per i motivi citati e altri. Quanto detto ha portato negli ultimi mesi ad una frequente rotazione tra ragazzi in uscita e nuovi arrivi, l’ultimo giusto qualche settimana fa con l’arrivo di 2 ragazzi nigeriani e un ghanese, con l’arrivo previsto questa settimana di un altro ospite, verrà ricomposto il gruppo di partenza di 8 ospiti. Inoltre, indipendentemente dall’entrata in vigore dei decreti sicurezza, Caritas continua a garantire con costi a suo carico, la formazione di alfabetizzazione, corsi di formazione, assistenza sanitaria e assistenza legale. Commissione Caritas


DialogoeFamiglia

12

Commissione pastorale famigliare: ritiro di Avvento 1 dicembre 2019

A

nche questo anno abbiamo vissuto l’Avvento, tempo di attesa del Natale: Gesù, Dio nasce sulla terra come uomo.

Come ogni anno ci siamo ritrovati per ritagliarci un momento di riflessione sul cammino di fede (nostro e dei nostri figli) ed il tema su cui è stato centrato il ritiro era: Natale quale sorprendente punto di unione tra terra e cielo, perché la nascita di Gesù Cristo è la scelta di Dio di vivere tra gli uomini, nella realtà della terra, Natale è l’infinito che si fa finito. I genitori hanno dunque lavorato divisi in due gruppi, chiamati “TERRA” e “CIELO”, i due estremi opposti che nel Natale trovano una congiunzione. I lavori del gruppo “TERRA” hanno avuto inizio con lo stimolo di un filmato che, da un lato, illustrava le bellezze della terra e, dall’altro, mostrava la fatica del vivere la terra attraverso alcuni spezzoni del film “L’albero degli zoccoli”; in seguito ognuno dei partecipanti è stato invitato a scegliere tra un’assortimento di frasi ed immagini che richiamavano “cose terrene”, quindi a turno ciascuno ha esposto i motivi della sua scelta.

L’obbiettivo del lavoro, anche attraverso la proiezione di un’ulteriore video, è stato quello di portare i genitori a chiedersi: “Siamo solo terra o c’è dell’altro?” Anche i lavori del gruppo “CIELO” sono iniziati con la provocazione di un brano musicale cantato da “Fratello metallo” (Frate Cesare Bonizzi) e successivamente si è cercato di rispondere ad alcune domande. Dalle risposte è emerso che vediamo Dio come un padre, che ci ama infinitamente. In questa condivisione siamo stati colpiti da come alcuni genitori si sono interrogati sulle loro storie: non possiamo parlare di Dio e non guardare dentro di noi. Non possiamo scegliere un cammino per i nostri figli come quello del catechismo senza chiederci: e noi? e io? che ne faccio della mia fede? La condivisione nei gruppi ci ha permesso proprio di fare questo: sostare per un paio di ore per guardarsi dentro. Di certo ci vuole coraggio, ma non possiamo sperare che i nostri figli si impegnino nel cammino di fede, se non stiamo loro a fianco camminando con loro, tenendoli per mano. Come un Padre, appunto. Elisabetta, Guy, Daniel e Elena del gruppo Pastorale Famigliare


DialogoeFamiglia

13

La nascita di un figlio è un dono di Dio

C

ari genitori, la nascita di un figlio è un dono del Signore che commuove, scombussola e fa crescere. La prima ragione di stupore è proprio sapere che ogni persona umana è amata da Dio infinitamente. È bello pensarvi un po’ “sottosopra”, lo eravamo anche noi alla nascita dei nostri figli. Un misto di immensa gioia e di timore di non essere all’altezza. È stato bello intuire che non eravamo soli, Dio era con noi, tra noi. Così abbiamo pensato al Battesimo scoprendo che non solo Dio era a noi vicino ma, tutta la comunità pregava per noi. Ci siamo sentiti parte di un amore così grande e avvolgente da voler regalare questo sentimento anche a voi genitori che state cominciando il cammino del battesimo.

Sapere che i nostri figli sono così dolcemente amati e accompagnati dona serenità e sicurezza. È come fornire loro una marcia in più, un mistero così grande e immenso che non necessita solo di parole ma anche di essere vissuto pienamente. Noi saremo con voi e vi aiuteremo a scoprirlo e coltivarlo. Staremo insieme per quattro incontri, saranno sempre presenti due famiglie “guida”, inizieremo il nostro cammino con la scoperta del mistero della vita, proseguiremo con la scoperta dell’amore che Dio riversa a ognuno di noi e che viene esplicitato attraverso il battesimo e i suoi significati profondi; termineremo con la conoscenza dei gesti della liturgia e dei loro significati. Vi aspettiamo Famiglie I.C.B battesimale

Il “nostro” don Luigi nominato canonico della cattedrale

I

l nostro più vivo augurio e un sentito grazie a Don Luigi Bonardi che a novembre è stato nominato canonico del Capitolo della Cattedrale di Brescia. Insieme a lui Gabriele Filippini, Gianluca Gerbino, Luigi Gregori, Pierantonio Lanzoni, Antonio Tomasoni. Sono stati nominati invece canonici onorari del Capitolo della Cattedrale di Brescia i seguenti presbiteri: Gianbattista Francesconi, Maurizio Funazzi, Faustino Guerini, Alberto Maranesi; il presbitero Oliviero Faustinoni, già canonico effettivo, è diventato canonico emerito del Capitolo della Cattedrale di Brescia. Il capitolo dei canonici è il collegio di sacerdoti al quale spetta assolvere alle funzioni liturgiche più solenni nella chiesa cattedrale; spetta inoltre al Capitolo Cattedrale adempiere i compiti che gli vengono affidati dal diritto o dal Vescovo diocesano. Buon lavoro allora, Don Luigi, la comunità della Badia e del Violino la accompagna con la preghiera! La redazione


14

DialogoeFamiglia

Il cammino continua: verso un progetto di pastorale giovanile

O

gni volta che ci si incontra come comunità educativa dei nostri oratori in questi mesi sembra che sorga una domanda sempre più incalzante: ma dove stiamo andando? Di fronte a questa domanda qualcuno potrebbe scegliere di abdicare, abbandonando la riflessione e la condivisione, altri potrebbero pensare che sia giusto lasciare che le cose vadano come sono sempre andate senza farsi troppe domande, altri ancora potrebbero ritenere inutili le riflessioni e le progettazioni a fronte dell’azione per cui preferiscono lasciare ad altri questo sforzo, infine alcuni potrebbero lasciarsi

ferta ai nostri ragazzi preadolescenti ed adolescenti attraverso i nostri oratori. Ci si rende così conto che non sono le strutture a generare questo cambiamento, anche se sono strumenti utili e necessari, si tratta piuttosto di uno “stile educativo” che il mondo adulto ha la possibilità ancora oggi di vivere per far crescere le nuove generazioni senza abdicare o delegare ad altri. Il numero di chi accoglie la sfida conta relativamente perché, come ci insegna l’esperienza evangelica, per portare nel mondo il regno di Dio annunciato da Gesù sono bastati Dodici Apostoli. Non ci resta che augurarci che nei prossimi mesi giunga a compimento questo progetto e possa trovare vita nello stile di oratorio che insieme si andrà costruendo, generandosi e rigenerandosi continuamente. Se le nostre comunità educative sapranno essere lievito nella farina dei nostri ambienti allora potremo vedere frutti di vita a partire dai nostri ragazzi.

Comunità educativa 10.02.2020 coinvolgere nella riflessione, mettendosi in gioco in maniera decisa per alzare lo sguardo dal presente al futuro. Il cammino di pensiero per la progettazione della pastorale giovanile dei nostri oratori potremmo dire che è giunta a questo punto: una parte sensibile della comunità educativa si è coinvolta in una scommessa non semplice e neanche scontata nei risultati: pensare che sia possibile oggi fare pastorale giovanile nei nostri oratori, cioè far si che una voce di apertura, di coinvolgimento, una possibilità di crescita sia of-

Accanto al cammino della comunità educativa alcuni dei nostri adolescenti stanno portando avanti la loro condivisione e riflessione e presto vedremo anche graficamente il frutto del loro pensiero sull’oratorio e così potremo avere sempre davanti a noi l’obbiettivo da raggiungere che loro stessi hanno espresso. Leggendo queste righe potremmo pensare che siamo ancora lontani da qualcosa di concreto, come chi cammina nella nebbia, in realtà quanto condiviso vuole essere come un invito a sostenere, partecipare e a entrare in questo cammino perché solo camminando insieme si coglie quale è la strada e la direzione e tutto diventa presto più chiaro e alla domanda “dove stiamo andando?” potremo dare una risposta in parole e fatti concreti. Vi aspettiamo in questo cammino… Don Fausto


Unità Pastorale Sacra Famiglia - Padre Marcolini Parrocchia San Giuseppe Lavoratore - Violino DialogoeFamiglia Parrocchia Madonna Del Rosario - Badia

15

ESTATE 2020 GREST

presso oratorio VIOLINO dal 9 al 26 giugno presso oratorio BADIA dal 22 giugno al 10 luglio

AZZURRO - “SPAZIO COMPITI ESTATE” le seguenti settimane saranno confermate al raggiungimento delle iscrizioni:

13-17 luglio; 20-24 luglio; 27 - 31 luglio; 31 agosto - 4 settembre; 7-11 settembre

CAMMINO ADOLESCENTI 2003-2004 (Cammino di San Benedetto da Norcia a Rieti)

dal 1 al 5 Luglio - iscrizioni entro il 15 febbraio

CAMPOSCUOLA JUNIOR (3°-4°-5° ELEM.) dal 11 al 18 luglio presso “Antica Vetreria” a Carisolo

CAMPOSCUOLA SENIOR (1°-2° MEDIA) dal 18 al 25 luglio presso “Antica Vetreria” a Carisolo

CAMPO ADO (ADOLESCENTI 2005-2006)

dal 25 al 30 luglio presso “Antica Vetreria” a Carisolo

CAMMINO GIOVANI OVER 18 (GIOVANI DAL 2002...) (Cammino da Sarria a Santiago de Compostela - 112km)

dal 2 al 9 agosto - iscrizioni entro il 31 gennaio

ASSISI CRESIMATI (1° MEDIA)

dal 29 al 31 agosto - iscrizioni entro il 12 aprile N.B.: le iscrizioni si apriranno presso le segreterie dopo il 25 aprile ad eccezione di quelle per i cammini che avvengono rivolgendosi direttamente a don Fausto


16

DialogoeFamiglia

Cronaca dell’Unità Pastorale In Maniva un’occasione in più

I

ragazzi di 2° e 3° superiore, dal 3 al 5 gennaio, hanno partecipato al campo invernale presso il monte Maniva. Con l’aiuto degli animatori Roberta Migliorati, Francesco Comincini e don Fausto, i ragazzi hanno riflettuto sul film “Una settimana da Dio”, rivedendo i concetti fondamentali del film nella loro vita, cercando così, di capire quando bene e male è presente e come fare per migliorare. Questo tema ci ha permesso di capire come Dio non è assente dalla nostra vita, ma la sua presenza conta sulla nostra buona volontà nel renderci protagonisti del bene.

I giorni erano pochi ma l’argomento da affrontare era importante e i ragazzi si sono dimostrati pronti e concentrati per tornare a casa con una consapevolezza in più. Oltre a momenti di riflessione ci sono stati anche momenti di svago sulla neve dove i ragazzi si sono divertiti molto, L’ambiente “simile ad una casa e gestito dai ragazzi stessi” ha permesso di vivere un clima fraterno e sereno. Di certo tutti questi fattori hanno contribuito ad unire il gruppo offrendo la possibilità di vivere insieme nuove esperienze! Gli animatori


DialogoeFamiglia

17

02.02.2020: ANNIVERSARI DI MATRIMONIO

D

a sempre la Giornata della Vita nelle nostre parrocchie ha coinciso con la Festa degli Anniversari. Quest’anno “è caduta” il 2 Febbraio, data storica perché il numero viene definito palindromo, in quanto si può leggere ugualmente da sinistra verso destra o viceversa. Ma quest’anno tale data era attesa da circa un millennio perché palindroma in tutti i Paese del mondo anche quelli che scrivono le date in modo di-

Anniversari Badia

Anniversari Violino

verso dal nostro come gli Stati Uniti. C’è chi dice che porti Fortuna e chi sfortuna. Io dico... Fortuna... grazia... dono...quella di poter festeggiare un altro anniversario di matrimonio. 5, 10, 15, 20, 25, 30, 35, 40, 45, 50, 55, 60... e 65. Non tanto la tabellina del 5, ma tutti gli anniversari festeggiati in una bella cerimonia preparata con cura tra rose bianche, rinnovo delle promesse matrimoniali e preghiera degli sposi che si concludeva così: ”Signore, l’amore tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. Aiutaci a coprire d’amore i giorni che vivremo insieme. Aiutaci a credere che l’amore sposta le montagne, aiutaci a sperare nell’amore, oltre ogni speranza”. Il Vangelo ci ha ricordato, inoltre, che l’incontro con Gesù, portato al tempio da Maria e Giuseppe, ha bisogno di umiltà e attesa come quella di Simeone che ha potuto, però, cantare alla fine della sua vita “Ora lascia o Signore, che il tuo servo vada in pace perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza”. Anche nel matrimonio ci vuole umiltà e attesa per superare le difficoltà di ogni giorno. Aggiungo l’emozione di vedere le coppie che davanti a te negli anni o dietro a te festeggiano il loro anniversario. È bello, in particolar modo, vedere chi si aggiunge alla carovana (i più giovani, quelli dei 5 anni, quelli delle nozze di legno). Dopo una bella foto ricordo, la giornata è continuata con il pranzo presso l’Oratorio della Badia. Don Fausto


DialogoeFamiglia

18

Cineforum di primavera 2020

A

partire dal 27 febbraio al Violino e dal 28 febbraio alla Badia si rinnova l’appuntamento con il Cineforum, come sempre in collaborazione con l’associazione Vi.Vo del Violino e con il sostegno di FNP-CISL e delle ACLI bresciane. I film in programma sono cinque, con proiezioni del giovedì al Violino alle 15.00 e al venerdì alle 20.45 alla Badia. Si parte con un omaggio a Fellini nel centenario della nascita, con La strada, film vincitore del premio Oscar nel 1957. La scelta di un film “storico” non rappresenta solo una occasione per i giovani che non lo conoscono e i meno giovani che vogliono rivederlo, ma ci dà la possibilità di parlare di uno dei più grandi registi italiani di sempre, facendo ciò che con il cineforum si può fare: approfondire, dialogare, discutere, confrontarsi. Dopo l’omaggio al maestro, si prosegue con quattro film che hanno in comune diversi elementi che fanno da filo conduttore del ciclo: sono film italiani, sono recenti (tutti del 2019), sono tratti da libri o da storie ispirate dalla realtà, parlano di giovani e ai giovani, raccontano di persone vere e speciali. Il 5 marzo al Violino e il 6 marzo alla Badia proiettiamo Martin Eden, un adattamento del romanzo di Jack London, che viene trasposto nella Napoli dei primi del novecento e narra la storia di maturazione e riscatto sociale di un giovane marinaio. Diretto da Pietro Marcello, il film ha ottenuto diversi premi e un buon successo di pubblico.

CINEFORUM Badia Associazione VI.VO Violino

Segue il 12 e il 13 marzo Dafne del giovane regista Federico Bondi, film sorprendente interpretato da Carolina Raspanti, una persona con sindrome di Down che riesce offrirci una esperienza cinematografica emozionante interpretando una figlia che sostiene il padre caduto in depressione dopo la scomparsa della moglie. Il 19 e 20 marzo è il turno di Tutto il mio folle amore, “road movie” di Salvatores con attori come Santamaria, Abatantuono e Valeria Golino, che racconta del viaggio irrazionale di un ragazzo autistico in fuga dalla propria realtà familiare e di un padre mancato, un cantante vagabondo che sedici anni prima ha abbandonato la madre del giovane alla notizia della gravidanza. Un viaggio durante il quale i due si confronteranno e impareranno a conoscersi e comprendersi. Si chiude il 26 e 27 marzo con Mio fratello rincorre i dinosauri, esordio nel lungometraggio del bresciano Stefano Cipani, interpretato da Alessandro Gassman, Isabella Ragonese e Rossy de Palma. Tratto da un best seller autobiografico, il film racconta il rapporto di un adolescente con un fratello “speciale” che egli dapprima vede come un “super down” ma del quale poi si vergogna. Un tema difficile trattato in modo brillante, con semplicità, innocenza e onestà. Come di consueto anche in questo ciclo abbiamo cercato di proporre sia “buon cinema” sia temi che ci stimolano e ci provocano: auguriamo quindi a tutti buona visione e pubblichiamo di seguito il programma completo. Walter

in collaborazione con

FNP CISL

BRESCIA

FILM PRIMAVERA 2020: dai cento anni di Fellini al cinema italiano di oggi VIOLINO BADIA GIOVEDÌ 27 FEBBRAIO

LA STRADA di Federico Fellini Italia 1954

VENERDÌ 28 FEBBRAIO

GIOVEDÌ 5 MARZO

MARTIN EDEN di Pietro Marcello Italia 2019

VENERDÌ 6 MARZO

GIOVEDÌ 12 MARZO

DAFNE di Federico Bondi Italia 2019

VENERDÌ 13 MARZO

GIOVEDÌ 19 MARZO

TUTTO IL MIO FOLLE AMORE di Gabriele Salvatores Italia 2019

VENERDÌ 20 MARZO

GIOVEDÌ 26 MARZO

MIO FRATELLO RINCORRE I DINOSAURI di Stefano Cipani Italia 2019

VENERDÌ 27 MARZO

Proiezioni del giovedì ore 15.00 presso il cinema/Teatro Violino Trav. Ottava, 4. Proiezioni del venerdì ore 20.45 presso il saloncino in Via Prima, 83, Villaggio Badia.

INGRESSO LIBERO


Foto di comunitĂ

Concerto gospel Concerto Immacolata - Violino

Rappresentazione Natale - Mandolossa

Concerto Sacra famiglia

Concerto coro Smile

Benedizione bambini e ragazzi

Messa con unzione dei malati - 11 febbraio


20

DialogoeFamiglia

Vita dei Quartieri Mostra presepi 2019-2020: il valore del presepe Dal Giornale di Brescia del 06/12/2019:

«N

ella notte di Natale del 1223 a Greccio san Francesco diede vita al primo presepe della storia. In una grotta incastonata nella roccia, il poverello di Assisi dava fisicità a quanto scritto dagli evangelisti. Se chiudiamo gli occhi possiamo immaginare le persone della zona che prendono parte alla sacra rappresentazione. Se li riapriamo vediamo papa Francesco in preghiera proprio là, che ci ricorda l’importanza di quel “mirabile segno”. Per papa Bergoglio quella del presepe è una tradizione da difendere non per imporre la propria identità sugli altri, ma per condividerla. Il pontefice (con la lettera apostolica Admirabile signum) ha detto di voler “sostenere la bella tradizione delle nostre famiglie, che nei giorni precedenti al Natale preparano il presepe” e insieme “la consuetudine di allestirlo nei luoghi di lavoro, nelle scuole, negli ospedali, nelle carceri, nelle piazze...”. La forza del presepe, la sua universalità, è nel farci sentire parte di quell’evento, ognuno si fa spettatore emotivamente attivo di quella nascita. Ecco allora che il bambinello viene posto ovunque, più il contesto ci è famigliare, più sentiamo nostra quella tradizione.» Le parole di Papa Francesco ci fanno riflettere... Nella nostra comunità Badia/Violino il gruppo presepi si impegna per allestire ogni anno la mostra presepi. Quest’anno siamo alla nona edizione, che è stata inaugurata il giorno 15 dicembre u.s. presso il cinema teatro della Badia con la benedizione dei presepi.

Nel pomeriggio, dopo l’ascolto del coro Gospel, che è stato graditissimo, la giornata è continuata con la visita dei presepi. Presenti in oratorio per tutta la giornata le bancarelle di Natale. La notte di Natale la visita ai presepi è stata numerosa, in particolare da parte dei giovani e famiglie, anche grazie ai nostri Alpini della Badia che dopo la Santa Messa hanno offerto ai presenti il vin brulè. In occasione della festa dell’Epifania c’è stato un momento di preghiera con i bambini ed il bacio a Gesù Bambino, accompagnato dal coro Smile, diretto dalla maestra Miriam. A seguito l’estrazione della sottoscrizione a premi che i nostri sponsor ci hanno offerto. Un grande grazie a loro e al coro che da parecchi anni ci allieta con le sue canzoni. Il ricavato della sottoscrizione è stato devoluto in parte alla Parrocchia e in parte al progetto “Ospitiamo” per la costruzione del nuovo dormitorio San Vincenzo di Brescia. La mostra si è conclusa domenica 12 Gennaio 2020. Ringraziamo i visitatori che con il loro entusiasmo ci danno la carica per proseguire il prossimo anno con la decima edizione (sperando che qualche giovane si aggreghi a noi!!) e gli espositori che con le loro opere hanno permesso all’iniziativa di ottenere un ottimo risultato. Un grande ringraziamento anche ai nostri sacerdoti per la loro disponibilità, a Fabio per la sua collaborazione tecnologica e ai volontari che ci hanno aiutato nell’allestimento. Un saluto a tutti per il gruppo presepi Rita B.


DialogoeFamiglia

21

PER UN PUGNO DI LIBRI E DI FILM Consigli di lettura Johnny è il ragazzo più bello, il più bravo a scuola e nello sport, l’orgoglio dei suoi genitori e del suo paese. Si arruola, diventa pilota d’aerei e parte per la guerra nel paese Laggiù. È convinto che la guerra sia legittima, crede di fare la cosa giusta, di fare il suo dovere. Quando torna, viene accolto come un eroe, ma non si sente un eroe, visto che si è congedato, quasi fuggendo, senza completare la sua missione. E se n’è andato non perché è un traditore, ma perché ha visto cosa succede durante un conflitto. Nella prima fase della guerra doveva bombardare dall’alto obiettivi quasi invisibili, ma poi gli ordinano di seminare mine. Allora comincia a volare basso e deve vedere. Deve “seminare” diecimila mine al giorno, destinate a donne, vecchi, bambini, pecore. E vede che il “raccolto” di quelle mine sono vittime e invalidi fra i civili. Si rende conto di non aver portato Laggiù Pace, Libertà e Democrazia; capisce che ogni guerra è ingiusta e si ribella a tutta la retorica e la propaganda bellica. L’autore, D’Adamo, scrive principalmente per ragazzi, ai quali, forse più che alle altre generazioni, è utile far cogliere la distruttività assoluta (anche delle coscienze e dei mondi interiori) e nel contempo l’inutilità di tutte le guerre. Nell’appendice al romanzo lo scrittore invita il lettore a non chiedersi a che paese corrisponda Laggiù, perché, spiega, tutti i diversi Laggiù che possiamo immaginare sono paesi poveri, abitati da gente povera, dove c’è una guerra. Infine pone una domanda: ci sono guerre giuste e necessarie? Non dà però soluzioni preconfezionate, ma invita i giovani lettori a cercare le risposte, a non evitare le domande. Francesco D'Adamo, “Johnny il Seminatore”, Fabbri editori 2005, 145 pp., euro 10,00 Laura B.

film: 1917 Sam Mendes, premio Oscar nel 1998 con American Beauty, a quattro anni dai suoi ultimi film , incursioni nel mondo di James Bond, Skyfall (2012) e Spectre (2015) il regista inglese cambia completamente registro. Ispirandosi ai racconti di guerra del nonno Alfred Mendes ci porta in uno scenario di guerra, il 1917 l’anno centrale della prima guerra mondiale. 6 aprile 1917, due giovani soldati britannici, Schofield e Blake, ricevono l’ordine di una missione apparentemente impossibile: in una corsa contro il tempo devono attraversare il territorio nemico e consegnare un messaggio che arresterebbe un attacco rivelatosi una trappola e salvare così la vita di 1600 soldati, tra cui il fratello maggiore di Blake. Una storia e una sceneggiatura apparentemente semplice raccontata in un modo memorabile, un viaggio tra ostacoli e bombardamenti che i due giovani affrontano con coraggio e tenacia al cui compimento ci può essere la salvezza o la tragedia. La macchina da presa di Mendes li segue ostinatamente senza stacchi in un unico, o quasi, piano sequenza senza tagli ne raccordi apparenti, ad eccezione di una elissi sul nero per passare dal giorno alla notte, in cui lo spettatore resta accanto ai due protagonisti, sempre, diventa il terzo compagno, vive con loro ogni pericolo, si sente bersaglio vulnerabile. Un film visivamente potente e emozionante. Coinvolge fino alle viscere per vivere un’esperienza cinematografica senza precedenti. 1917 (candidato a 10 premi Oscar ) è un’epica e toccante storia di sopravvivenza, di attaccamento alla vita vissuta non da eroi ma da uomini comuni, che sa cogliere la bellezza anche nei momenti più disperati nel rischiare tutto per il bene più grande. Sta qui l’etica e la condanna della guerra, non solo quella raccontata nel film, di tutte le guerre che ci consegnano quel tragico insegnamento a cui l’umanità intera sembra essere sorda. Regia: Sam Mendes Interpreti: George MacKay, Dean-Charles Chapman, Colin Firth, Benedict Cumberbatch Origine: Gran Bretagna/Usa 2019 - Durata: 118’ Walter S.


22

DialogoeFamiglia

Risultati questionario distribuito con il numero di ottobre Nel bollettino del mese di ottobre avete trovato un questionario mandato dalla Redazione del nostro Giornalino parrocchiale con l’intenzione di raccogliere alcuni dati necessari alla riflessione che verrà fatta nel Consi-

glio Pastorale di Unità Pastorale circa l’uso e la diffusione di questo strumento pastorale nelle nostre comunità. Vi diamo di seguito i dati raccolti e un primo commento sommario a quanto riportato.

TOTALE QUESTIONARI RACCOLTI: 69 a fronte di una distribuzione di circa 1000 questionari (in percentuale siamo al 6,9% di risposta).

4) Marito 5) Da me sempre e saltuariamente da altri

COMPONENTI DEL NUCLEO FAMIGLIARE: - 1 persona : 17 - 4 persone: 8 - 2 persone: 32 - 5 persone: 2 - 3 persone: 9 Un foglio risulta compilato ma senza l’indicazione del numero dei componenti ETÀ DEI LETTORI DEL GIORNALINO: - 16-20: 3 - 51-60: 18 - 21-30: 1 - 61-70: 21 - 31-40: 5 - 71-80: 32 - 41-50: 14 - 81-92: 14 Due fogli risultano compilati ma senza l’indicazione dell’età. L’età non sempre è stata intesa come quella dei lettori del giornalino, quanto come quella dei componenti il nucleo famigliare. IL GIORNALINO PARROCCHIALE È PER ME: - Occasione per sapere cosa accade in comunità: 61 - Occasione di crescita: 21 - Occasione per sapere cosa accade nella Chiesa: 39 - L’unico giornale che leggo: 3 - Occasione per fare un’offerta alla chiesa: 16 - Non è importante: 0

GLI ARTICOLI DEL GIORNALINO SONO: - Interessanti: 53 - A volte pesanti: 14 - Noiosi: 2 - Altro: 1) Non hanno immediata presa sul lettore, specialmente gli articoli religiosi 2) Tutti i giornalini a carattere artigianale hanno la caratteristica di parlare a sé stessi 3) A volte troppo difficili 4) A seconda delle volte 5) A volte troppo lunghi (2 volte) 6) Di difficile lettura per il target degli abbonati 7) Attuali 8) Importante aggiornamento sui vari temi 9) A volte ripetitivi (soliti argomenti) LA RUBRICA CHE LEGGO PIÙ VOLENTIERI È: - La parola del Parroco: 41 - Vita della Chiesa: 23 - Vita dell’Unità Pastorale: 30 - Cronaca dell’Unità Pastorale: 28 - Vita dei quartieri: 46

IN FAMIGLIA IL GIORNALINO È LETTO: - Solo da me, sempre: 28 - Solo da me, saltuariamente: 5 - Da tutti i membri della famiglia: 31 - Sono abbonata/o ma non lo leggo: 0 - Altro: 1) Solo da alcuni membri della mia famiglia 2) Viene sfogliato cercando di coinvolgere i famigliari 3) Coniuge

LA GRAFICA DEL GIORNALINO (carattere, fotografie) - È da cambiare: 1 - Mi piace: 53 - Non è importante per me: 13 - Porterei queste modifiche: 1) Che venga scritto con il cuore parlando a tutti, anche a chi non frequenta la Messa. 2) Una parte del giornalino in formato adatto agli adolescenti e giovani 3) Usare carta riciclata

Alla luce dei dati raccolti, la redazione ritiene che si debba in effetti capire la validità in termini di diffusione e di partecipazione dello strumento del Giornalino Parrocchiale. La percentuale di chi ha accolto l’invito a compilare il questionario è assai limitata e la diffusione stessa del Giornalino è parziale: le nostre comunità infatti raccolgono oltre 2500 nuclei familiari, di questi oggi si avvalgono dell’abbonamento al bollettino circa 850 famiglie. Anche il dato riguardante i destinatari in termini di età porta a rilevare che il lettore medio del Giornalino è sicuramente oltre i cinquant’anni. L’interesse per il giornalino è molto legato al territorio e alla diffusione di informazioni e notizie riguardanti

la comunità anche se è significativo constatare che non si disdegna l’attenzione alla Chiesa e al mondo. Questa logica guida anche la scelta degli articoli da leggere con maggiore attenzione dalla Parola del Parroco a Vita dei quartieri. Questa prima lettura dei dati verrà presa in considerazione dal parroco unitamente al Consiglio Pastorale che cercheranno di riflettere su come mantenere, migliorare o far evolvere questo strumento pastorale della nostra Unità pastorale. Ci pare opportuno ringraziare tutti coloro che hanno compilato il questionario, coloro che ci hanno offerto anche suggerimenti e consigli. La redazione


DialogoeFamiglia

23

RINNOVO ABBONAMENTO A “DIALOGO E FAMIGLIA” Ricordiamo che con questo mese verranno rinnovati gli abbonamenti al nostro giornalino. Le possibilità sono le seguenti: • Abbonamento ordinario euro 15 • Abbonamento sostenitore euro 20

Nel caso in cui veniste a conoscenza di qualche famiglia interessata ad abbonarsi non esitate ad informarci mandando una mail a redazione.dialogoefamiglia@gmail.com Grazie. La redazione

ANAGRAFE PARROCCHIALE Parrocchia Madonna del Rosario - Badia

Defunti

Treccani Lucia di anni 80

Borlini Ines di anni 89

Pitozzi Salvatore di anni 76

Tregambe Arturo di anni 89

Codenotti Ugo di anni 72

Bertazzi Pietro di anni 82

Gatti Luciano di anni 82

Maturi Olga di anni 88

Gadaldi Iris di anni 92

Danesi Nella di anni 96

Bresciani Luigi di anni 90

ANAGRAFE PARROCCHIALE Parrocchia San Giuseppe Lavoratore - VIOLINO

Defunti

Febbrari Giulia di anni 94

Bonardi Giulia di anni 74

Vigorito Maria Antonietta di anni 58

Pedeni Arturo di anni 87

Zuin Giuseppe di anni 96

Bignotti Raffaele di anni 75


Unità pastorale Sacra Famiglia-Padre Marcolini

Una tavola per tutti... Quaresima 2020

PROPOSTE PER I RAGAZZI DELLE ELEMENTARI E MEDIE • PREGHIERA MATTUTINA PER LE ELEMENTARI “CIAO GESÙ” dal lunedì al venerdì: ore 8.10 presso la cappellina feriale del Violino e della Badia a partire da lunedì 2 marzo fino a mercoledì 8 aprile • PREGHIERA MATTUTINA PER LE MEDIE dal lunedì al venerdì: ore 7.45 presso la casa “ex-custode” A. Papa accanto alla scuola media Kennedy a partire da lunedì 2 marzo fino a mercoledì 8 aprile INCONTRO IN PREPARAZIONE ALLA PASQUA PER ICFR DAL 1° AL 6° ANNO DOMENICA 1 MARZO: ore 9.15 presso oratorio Badia INCONTRO IN PREPARAZIONE ALLA PASQUA PER PREADOLESCENTI: DOMENICA 29 MARZO: presso oratorio Badia

PROPOSTE PER GLI ADOLESCENTI • INCONTRI-PREGHIERA CON LA PAROLA DI DIO: PER TUTTI GLI ADOLESCENTI: ogni domenica di quaresima ore 20.15 INCONTRO DI PREPARAZIONE ALLA PASQUA: SABATO 4 APRILE: Veglia delle palme con il Vescovo DOMENICA 5 APRILE: ritiro

PROPOSTE PER GLI ADULTI • SANTA MESSA FERIALE con la CELEBRAZIONE DELLE LODI E DEI VESPRI

• CENTRI D’ASCOLTO DELLA PAROLA DI DIO NELLE FAMIGLIE (secondo lo schema sottostante) * • VIA CRUCIS OGNI VENERDÌ: ore 16.15: presso chiesa parrocchiale Badia ore 20.00 presso chiesa parrocchiale Violino CENA DI SOLIDARIETÀ: MERCOLEDÌ 1 APRILE ore 19.30 presso Teatro Badia VIA CRUCIS COMUNITARIA: VENERDÌ 3 APRILE ore 20.30

* CENTRI DI ASCOLTO della PAROLA DI DIO MERCOLEDÌ 4-11-18-25 MARZO

ORE 15.00

fam. DOLCI MARISA fam. RIVA LUCIA

ORE 20.30

fam. ORNAGHI SILVIA fam. FRIGERIO ANNUNCIATA fam. GUERRA LUCA fam. MAGRY GUY fam. ANTONINI ELDA fam. SANGIORGI MIRELLA fam. RONCALI SERGIO fam. LUSSIGNOLI GIORDANO fam. MANESSI MARZOCCHI SILVANA

Via Diciassettesima, 5 - Villaggio Badia Trav. Quarta, 38 - Q.re La Famiglia Violino

N.B. al martedì

Via Nona, 6 - Q.re La Famiglia Violino Via Violino di Sopra, 131 - Q.re La Famiglia Violino Via Re Rotari, 58 - Q.re La Famiglia Violino Via Biemmi, 46 - Q.re La Famiglia Violino Via Roncadelle, 16/18 (oltre la ferrovia) Trav. Diciottesima, 9 - Villaggio Badia Via Quinta, 77 - Villaggio Badia Via Vallecamonica, 22 - Villaggio Badia (condominio giallo) Via Settima, 31 - Villaggio Badia

Profile for Parrocchia  Badia

Dialogo e Famiglia - Febbraio 2020  

Febbraio 2020 - Bollettino dell'unità pastorale Badia Violino - BRESCIA

Dialogo e Famiglia - Febbraio 2020  

Febbraio 2020 - Bollettino dell'unità pastorale Badia Violino - BRESCIA

Advertisement