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Con un regalo di Natale non gradito, uno Schiaccianoci, inizia la straordinaria avventura di Clara e Fabrizio: l’incontro con la fata Zuccherina, il viaggio nel castello dei giocattoli dimenticati, la battaglia contro il Re dei Topi. La celebre fiaba raccontata da Hoffmann e Dumas, poi diventata anche balletto con le musiche di Cajkovskij, rivive in questa rielaborazione teatrale e musicale da mettere in scena con i ragazzi: per sognare e riflettere sul vero significato del dono, sull’importanza della gentilezza e del rispetto, sul valore della diversità come ricchezza.

Le canzoni 1. C’ERA UNA STORIA

2. LA FATA ZUCCHERINA

3. IL CASTELLO DEI GIOCATTOLI DIMENTICATI 4. LA MARCIA DEL NO

5. FIOCCO PARLANTE FIORE VOLANTE 6. IL NATALE È QUI 7-12. Basi musicali

COPIONE, TESTI E SPARTITI DELLE CANZONI

Per ragazzi dai 7 ai 13 anni

Spartito Copione PSC 1540 Le canzoni di questo Spartito Copione sono incise su Compact Disc PCD 433 che contiene anche le basi musicali Disponibili su richiesta le Basi Coro (paolinestore.it) Illustrazione di copertina: Francesca Carabelli - Grafica: Erika Serafini © FSP, 2018 P PAOLINE EDITORIALE AUDIOVISIVI Distribuzione: PAOLINE DIFFUSIONE - Via A. Pio, 75 - 00145 ROMA paoline.it • paolinestore.it • ed.audiovisivi@paoline.it


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Lo Schiaccianoci e i doni di Natale Copione: Michele Casella

Personaggi: Zio Ros, Clara, Fabrizio, Schiaccianoci, la fata Zuccherina, Bambola Rosa, Soldatino di piombo, Bambola dei fiocchi, Pagliaccio, il Re dei Topi, Topazia, i giocattoli, i topi.

SCENA 1 (Sottofondo musicale. Sulla scena lo zio Ros, avvolto nel suo cappotto, ha fra le mani uno Schiaccianoci, mentre alle sue spalle un grande libro con sopra scritto “C’era una volta”). Zio Ros:

C’è una città lontana e fredda che si chiama Norimberga. Lì vengono costruiti i giocattoli più belli del mondo: bambole, marionette, trenini a vapore e, soprattutto, Schiaccianoci. Cosa? Non sapete cos’è uno Schiaccianoci? Beh è un omino, vestito come un soldatino, con il busto lungo e le gambette corte e fragili, la testa grande e la mascella molto larga per poter rompere le noci. Oh, lo so che cosa state pensando… che è un po’ bruttino e anche un giocattolo inutile. Ma sono sicuro che non la penserete così… dopo aver ascoltato la sua storia.

CANZONE: C’ERA UNA STORIA Zio Ros:

Se tu mi ascolterai racconterò una storia è magica, lo sai? Leggera come l’aria e ti solleverà con una giravolta soffiando ti dirà che c’era… c’era una volta.

Zuccherina:

E tu mi seguirai tra gli alberi innevati tra fiori, fiocchi e poi castelli incantati un giocoliere che farà una capovolta ridendo ti dirà che c’era… c’era una volta. C’era uno Schiaccianoci ed una ballerina c’era un cattivo topo e pure una fatina.

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C’erano i giochi i dolci e i doni di Natale c’era una storia che… ti voglio raccontare. Zio Ros:

E tu ricorderai abeti illuminati canzoni, feste e poi regali infiocchettati.

Zuccherina:

La bambolina che farà una piroetta danzando ti dirà che c’era… c’era una volta. C’era uno Schiaccianoci…

Se tu mi ascolterai racconterò una storia, soffiando ti dirà… + Zuccherina: c’era, c’era… c’era una volta. Zio Ros:

(Sul soffio di vento iniziale lo zio Ros apre il grande libro e dall’interno escono, cantando e danzando, i personaggi della storia. Al termine della canzone restano in scena, ai piedi di un albero di Natale, Clara e Fabrizio. Clara si guarda allo specchio e accenna a qualche passo di danza. Fabrizio gioca con dei soldatini). Clara:

Chissà che regalo straordinario ci porterà zio Ros, quest’anno.

Fabrizio:

Qualsiasi cosa sarà… non potremo giocarci. Sai bene cosa dicono mamma e papà (imitando i genitori): “I regali dello zio sono opere d’arte”…

Clara:

“Li realizza con le sue mani e con il suo ingegno”.

(I due fratelli ridono). Fabrizio:

E anche questo regalo sarà rinchiuso nella vetrina, insieme a tutti gli altri giocattoli.

Clara:

È vero! Io, però, spero che ci regalerà un castello incantato, con un bel giardino di fiori e un fiume. E nel fiume ci saranno cigni d’argento e una bambolina che dà loro da mangiare del marzapane!

Fabrizio:

(La guarda sorpreso per l’eccessiva fantasia) Clara, i cigni non mangiano marzapane! Io, invece, spero che ci regalerà una fortezza con soldati, cannoni, nemici da sconfiggere… e tutto il necessario per le grandi battaglie.

Clara:

Pensi sempre alle battaglie, Fabrizio. In ogni caso… non mi interessa! Sono troppo grande per i giochi.

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CANZONE: LA FATA ZUCCHERINA Zuccherina: C’era un carillon della gentilezza e con le sue note portava la dolcezza insegnava l’arte d’essere gentili le maniere buone ai grandi e ai bambini. Su quel carillon c’era una fatina come un confettino era piccolina ma se le donavi solo una carezza diventava grande per la gentilezza. C’è una fata Zuccherina che svolazza un po’ di qua un po’ di là

un po’ di là un po’ di qua.

Porta sempre la dolcezza la diffonde un po’ di qua e un po’ di là

un po’ di là un po’ di qua.

Gira gira la fatina fata fata piccolina. E qualcuno che era un po’ scontroso e al posto del sorriso aveva un viso ombroso. Quando s’imbatteva nella dolce fata vedeva il sole aprirsi nella sua giornata. Grazie, benvenuto ciao, ti voglio bene essere cordiali aiuta a stare bene. Sai che la carezza leggera e delicata è un tocco di magia è il trillo di una fata. C’è una fata Zuccherina…

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E quel carillon tornerà a suonare ogni volta che metterai l’amore nelle tue parole nei gesti e nelle azioni e anche i più violenti diventeranno buoni. Gira gira la fatina fata fata piccolina gira ancora gira ora giravolta c’era una volta. La fatina Zuccherina gira ancora… eccola qua!

SCENA 3 (Sul buio, la voce fuori campo). Zio Ros:

(V.F.C.) Col vento zuccherino si viaggia in fretta. E il viaggio è sempre un… dolce viaggio. Lo Schiaccianoci, Clara e Fabrizio attraversarono la pianura di Zucchero Candito, il Bosco delle Marmellate, il Villaggio dei Marzapani fino ad arrivare alla capitale di Confettinburgo. I due bambini non credevano ai loro occhi. Poi, finalmente, giunsero al castello dei giocattoli dimenticati.

Clara:

Ma… i posti che abbiamo attraversato erano tutti colorati e dolci. Qui invece è tutto buio. Perché?

Schiaccianoci: Questo è il castello dei giocattoli dimenticati. Fabrizio:

Cosa?

Schiaccianoci: In questo castello ci sono tutti i giocattoli che vengono buttati via… oppure restano in casa abbandonati e i bambini a cui appartengono non ci giocano più, non li degnano neanche di uno sguardo. Clara:

Beh, ma questo è normale. Quando si diventa grandi si abbandonano i giochi di bambini.

Schiaccianoci: E perché? Certo… è vero che da grandi non si gioca tanto perché c’è altro da fare. Ma sarebbe bello conservare i propri giochi, tornare a guardarli di tanto in tanto, pensare a ciò che ci ricordano, alle persone che ce li hanno donati, oppure a quelle con le quali abbiamo giocato. Insomma un giocattolo può diventare un ricordo. Fabrizio:

(Guardando i giocattoli) Ma sono scuri e immobili.

Schiaccianoci: Certo, perché nessuno ci gioca. Nessuno fa risplendere i loro colori. Clara:

Posso avvicinarmi?

Schiaccianoci: Sì! PAOLINE EDITORIALE AUDIOVISIVI - © FSP, Roma 2018 - Tutti i diritti riservati

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Schiaccianoci: Siete stati voi a svegliarli. Clara:

Credo di aver appreso la lezione della fata Zuccherina. Fiocco parlante, fiore volante.

(Buio. Si cominciano a sentire squittii di topi).

SCENA 4 Zio Ros:

(V.F.C.) Tanto tempo fa, la regina dei topi fu scacciata dal regno dei giocattoli. Ella, prima di andare via, lanciò una maledizione contro la principessa dei giocattoli Pirlipà: sarebbe stata grigia e mostruosa. E così fu. Ma un modo per vincere quella maledizione c’era: la principessa avrebbe dovuto mangiare la noce di krakatuk, la più dura al mondo, che solo un ragazzo speciale avrebbe potuto rompere. Lo zio di Pirlipàt si mise in viaggio e, dopo molto tempo, trovò la noce e il ragazzo. La principessa tornò a essere bella. Ma la Regina dei Topi, infuriata, trasformò quel ragazzo in un omino di legno. Così nacque lo Schiaccianoci. E da allora i topi dichiarano guerra agli Schiaccianoci per prendere il potere del regno dei giocattoli. Proprio come questa volta…

Clara:

Sentite anche voi?

Schiaccianoci: Sì! Stanno arrivando. Dobbiamo prepararci. Fabrizio:

Ma non abbiamo armi? Come affronteremo questa battaglia? Ho un’idea! Cerchiamo dei bastoni…

Schiaccianoci: Fab… Fabrizio:

Oh certo… non c’è tempo per trovare i bastoni… e allora… sfiliamoci la scarpe e schiacciamoli tutti.

Schiaccianoci: Fabri… Fabrizio:

No… hai ragione… non sarebbe dignitoso… affrontiamoli a corpo libero… (comincia ad accennare movimenti goffi di kung fu).

Schiaccianoci: Fabrizio, non ci sarà nessuna battaglia, nessun combattimento, niente armi, e niente mosse di kung fu. Fabrizio:

Ma perché?

Schiaccianoci: Ohhh… per tutti i fiocchi parlanti e i fiori volanti! Perché non dobbiamo comportarci come loro! Noi giocattoli siamo nati per rendere felici gli altri, non per fare guerre, per far sorridere, non per far piangere, per alzare bandiere colorate, non tristi bandiere nere. Fabrizio:

E quindi ci arrendiamo così?

Schiaccianoci: Ma anche no! Combatteremo a modo nostro. Fabrizio:

E come?

Schiaccianoci: Fase numero uno: i topi non accettano che gli altri possano essere diversi? Ci vogliono tutti uguali? Tutti grigi? E noi proveremo a colorarli e a far capire loro che… la diversità è bellezza.

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Tutti:

Bene!

Fabrizio:

Sì… certo! (Ironico).

Schiaccianoci: Fase numero due: i topi sono sempre arrabbiati, pronti ad offendere e a mordere. Noi saremo gentili e sorrideremo. Anzi li prenderemo in giro e ci prenderemo in giro. Tutti:

Sorrideremo!

Fabrizio:

Io non ci trovo nulla da ridere: qui la situazione è disperata.

Schiaccianoci: Fase numero tre: i topi non amano la bellezza… pertanto, quando ci urleranno contro, noi risponderemo cantando una bellissima canzone. Clara:

E danzeremo come cigni!

Fabrizio:

Il troppo marzapane ti ha dato al cervello, sorella. A te e ai cigni.

Schiaccianoci: E quando i topi ci chiederanno qualcosa e ci diranno le loro regole noi, sorridendo, risponderemo… Tutti:

Sì!

Schiaccianoci: No! Risponderemo no. Le battaglie si vincono con i no. Non dobbiamo piegarci alle loro richieste. Essere gentili non significa essere stupidi e rinunciare a lottare. A ciò che i topi diranno e al buio che porteranno diremo… Tutti:

No!

Schiaccianoci: Saremo gentili, ma ribelli. A ciò che non vogliamo, a chi ci vuole tutti uguali, a chi vuole comandarci, noi rispondiamo… Tutti:

No!

Fabrizio:

Questo mi piace di più!

Schiaccianoci: Siete pronti? (Entra il Re dei Topi, seguito dai topi e dalla regina Topazia). Re dei Topi: Pronti a cosa, Schiaccianoci? Schiaccianoci: Bentrovato, Re dei Topi. Che piacere rivederti. Re dei Topi: Vorrei poter dire lo stesso di te. Ma credo che questa sarà l’ultima volta che ci incontriamo. Schiaccianoci: Oh che peccato! Perché? Parti? Re dei Topi: Non fare lo spiritoso, o mi farai perdere la pazienza prima del tempo. Non capisci? Hai la testa dura? Schiaccianoci: Beh effettivamente ho una testa di legno. (Tutti ridono, anche alcuni topi). Re dei Topi: Basta così! Regina Topazia… raduna le truppe e dichiariamo guerra… vi annienteremo, vi distruggeremo, vi faremo neri! PAOLINE EDITORIALE AUDIOVISIVI - © FSP, Roma 2018 - Tutti i diritti riservati

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Lo Schiaccianoci e i doni di Natale  

Spettacolo teatrale e musicale per ragazzi ispirato alla celebre fiaba classica natalizia

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