Page 1

PREZZO €3,50 COPIA GRATUITA

EDIZIONE MARZO 2019

ANNO 11 - NUMERO 02

NUMERO NOVANTOTTO

PANTHEON

BARBARA BISSOLI

«SOGNO UN ORDINE APERTO ALLA CITTÀ» La neo presidente dell’Ordine degli Avvocati di Verona, seconda donna al vertice del Foro scaligero dopo Laura Pernigo nei primi anni Duemila, e con il primato (toccato solo da pochi altri Ordini in Italia) di un Consiglio a maggioranza femminile, ha le idee chiare sul percorso da intraprendere per il bene dell’avvocatura e negli interessi di Verona: senso di comunità tra colleghi, dignità e funzione sociale della professione forense, apertura nei confronti dei cittadini


LE POZZANGHERE NON SONO FATTE PER ESSERE EVITATE.

Cattolica Assicurazioni ha una soluzione per tutto ciò che riguarda la tua vita. Perché la vita è fatta per essere vissuta. PRONTI ALLA VITA.

cattolica.it


3

MARZO 2019

DI MATTEO

SCOLARI

EDITORIALE

«Abbiamo solo undici anni per salvare il pianeta». È la scritta che si legge in bella vista sulla homepage del sito internet italiano dedicato alla coraggiosa, quanto responsabile, iniziativa internazionale denominata “Friday for Future”, di cui sicuramente avrete già sentito parlare in queste settimane. Nel mese tradizionalmente declinato al femminile, marzo, vorrei parlarvi di una giovane, giovanissima donna, Greta Thunberg, che con il suo disarmante e sincero esempio di vita sta mobilitando intere masse di ragazzi e ragazze, coetanei e non, per lanciare un messaggio ecologista mai così potente prima d’ora. Friday for Future è una delle più delle più grandi mobilitazioni su scala mondiale nell’era dei social media, nonché una delle più importanti e concrete iniziative a difesa dell’ambiente degli ultimi decenni. L’obiettivo di chi vi aderisce, tutti i venerdì, è quello di pretendere che i governi mondiali rispettino gli accordi previsti nella conferenza di Parigi del 2015 e che intervengano drasticamente per attuare provvedimenti che incidano in maniera tangibile sugli effetti negativi del surriscaldamento globale. Secondo l’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) «se continuiamo al ritmo attuale e superiamo di 1,5°C l’aumento di temperatura media globale rispetto al periodo pre-industriale, vari “feedback loops” (meccanismi irreversibili, come ad esempio lo scioglimento del permafrost) entreranno in azione provocando un improvviso aumento della temperatura. A quel punto la situazione sarebbe totalmente fuori controllo e nessun intervento umano sarà più possibile».

Dallo scorso agosto, ogni venerdì, Greta salta la scuola per andare con il suo cartello di cartone a protestare davanti alla sede del parlamento del suo Paese contro l’inazione della classe politica. Un gesto semplice, rivoluzionario, che nel corso dei mesi ha conquistato l’attenzione di milioni di persone che oggi vedono in questa piccola grande donna una nuova paladina, testimone di una consapevolezza, che appartiene, in quest’epoca, soprattutto ai giovani. Greta lo scorso 21 febbraio è arrivata fino a Bruxelles, per portare la sua causa nel cuore dell’Europa. Parlando all’evento “rEUnaissance”, in una delle sedi della Commissione Europea, davanti alla presidente Juncker, la giovane non ha usato mezzi termini, mettendo in imbarazzo i politici in sala. In quegli stessi istanti 12 mila ragazzi armati di voce e cartelli sceglievano di saltare la scuola per richiamare nelle strade della capitale del Belgio l’attenzione mediatica e politica sulla questione climatica. «Abbiamo iniziato a riordinare il vostro caos e non ci fermeremo finché non avremo finito» ha chiosato nel suo intervento durato circa dieci minuti, attorniata da attivisti coetanei più convinti che mai. Anche a Verona ha preso piede l’iniziativa con una prima manifestazione che si è materializzata lo scorso 22 febbraio davanti a Palazzo Barbieri e a cui hanno partecipato alcune decine di studenti. A Greta Thunberg e a tutte le donne che si battono quotidianamente per una causa importante è dedicato questo numero di Pantheon.

A condurre questa battaglia silenziosa e altrettanto ammirevole per la salvaguardia del clima, che avrà il suo apice il prossimo 15 marzo quando è previsto il più grande sciopero globale degli ultimi anni in diversi Paesi del mondo, è - come dicevamo - la studentessa svedese, di sedici anni, Greta Thunberg.

ESSERE GIOVANI VUOL DIRE TENERE APERTO L’OBLÒ DELLA SPERANZA, ANCHE QUANDO IL MARE È CATTIVO E IL CIELO SI È STANCATO DI ESSERE AZZURRO. BOB DYLAN

matteo.scolari@veronanetwork.it @ScolariMatteo


REGISTRAZIONE TRIBUNALE DI VERONA N.1792 DEL 5/4/2008 - NUMERO CHIUSO IN REDAZIONE IL 26/02/2019

5

Indice

54

ISPIRAZIONI MUSICALI

56

IL FIORE DELL’ARTE

62

PILLOLE DI MAMMA

6

IN COPERTINA Barbara Bissoli, la presidente dell'Ordine degli Avvocati

10

OTTO MARZO, in pratica e senza retorica

18

L'ECONOMIA del dono che funziona

63

BELLEZZA AL NATURALE

24

LE DISCARICHE sempre nascoste della Lessinia

64

RUBRICA PET

26

IL FUTURO DI COSTAGRANDE, dopo la chiusura

32

LA BIBLIOTECA DEI SEMI, in breve

66

STORIE DI STORIA

34

IL PILOTON, la pietra sacra di Montorio

43

TATUAGGI, analisi di una parabola ALICE e il meraviglioso mondo della pallamano

46

MIRCO, il "turista" della Divina Commedia

48

ROMANZO ROSA, la penna veronese di Harmony

52

MYRIAM e la terapia della ceramica

OSTR IL N O

44

74 M

O UR

IN CUCINA CON NICOLE D I G I U L I E T TA

A pa g. 58 Scop ri le dichi araz ioni d’am ore d ei lettor i

IL NOSTRO REPORTAGE AL BANCONE DI UN BAR SPECIALE DA PAG 20 ERRORI O SEGNALAZIONI: WHATSAPP 320 9346052 - REDAZIONE@VERONANETWORK.IT

DIRETTORE RESPONSABILE MATTEO SCOLARI

REDAZIONE E COLLABORATORI

DIREZIONE EDITORIALE MIRYAM SCANDOLA REDAZIONE MATTEO SCOLARI, MIRYAM SCANDOLA, MARCO MENINI, GIORGIA PRETI HANNO COLLABORATO AL NUMERO DI MARZO 2019 SARA AVESANI, CARLO BATTISTELLA, MATTEO BELLAMOLI, MARTA BICEGO, MICHELA CANTERI, LORENZO CARPANÈ, CLAUDIA BUCCOLA, GIORGIA CASTAGNA, DANIELA CAVALLO, EMILIANO GALATI, FRANCESCA MAULI, ANDREA NALE, EMANUELE PEZZO, PAOLA PEDROTTI, ERIKA PRANDI, NICOLE SCEVAROLI, ALESSANDRA SCOLARI, INGRID SOMMACAMPAGNA, PAOLA SPOLON, TOMMASO STANIZZI, MASSIMILIANO VENTURINI, GIULIA ZAMPIERI, MARCO ZANONI. FOTO DI COPERTINA MARCO MENINI - PROGETTO GRAFICO VINCENZO AMMIRATI SOCIETÀ EDITRICE INFOVAL S.R.L. REDAZIONE VIA TORRICELLI, 37 (ZAI-VERONA) - P.IVA: 03755460239 - TEL. 045.8650746 - FAX. 045.8762601 MAIL: REDAZIONE@VERONANETWORK.IT - WEB: WWW.VERONANETWORK.IT FACEBOOK: /PANTHEONVERONANETWORK - TWITTER: @PANTHEONVERONA - INSTAGRAM: PANTHEONMAGAZINE UFFICIO COMMERCIALE: 045 8650746 STAMPATO DA: ROTOPRESS INTERNATIONAL SRL - VIA BRECCE – 60025 LORETO (AN) - TEL. 071 974751 VIA E. MATTEI, 106 – 40138 BOLOGNA – TEL. 051 4592111

PER LA TUA PUBBLICITÀ SU PANTHEON

045 8650746 MARKETING@VERONANETWORK.IT


6

IN COPERTINA BARBARA BISSOLI

«ABBIAMO UNA FUNZIONE SOCIALE, SIAMO PRESIDIO DEI DIRITTI DELLE PERSONE»

La nuova presidente dell’Ordine degli Avvocati di Verona, eletta lo scorso sei febbraio, ribadisce l’importanza di considerare e comunicare la figura professionale dell’avvocato come baluardo dei diritti del cittadino, detentrice di una missione nella società che, da un lato, è di testimoniare e diffondere la cultura della legalità, dall’altro, di realizzare in concreto il principio di uguaglianza, garantendo che i diritti delle persone siano tutelati in maniera equanime.

D

A UN MESE CIRCA ha preso il timone dell’Ordine degli Avvocati di Verona subentrando all’avv. Alessandro Rigoli. È la seconda donna, nella storia del Foro scaligero, a ricoprire il ruolo di presidente. Prima di lei soltanto Laura Pernigo, nei primi anni Duemila. Barbara Bissoli, 51 anni, avvocato amministrativista, dopo aver portato a casa la sfida elettorale con la sua lista "L’Ordine di Tutti", sostenuta dall’Associazione nazionale forense (ANF) di Verona, ha le idee chiare su come gestire l’Ordine stesso e sulle azioni da attuare per una rinnovata presa di coscienza della dignità e della funzione sociale della professione forense. Nel mese di marzo, dedicato tradizionalmente alla donna, vogliamo sottolineare come per la prima volta il Consiglio dell’Ordine scaligero sia a maggioranza femminile, sono undici infatti le donne elette sui ventuno componenti, un primato toccato finora solo da pochi altri Ordini forensi su tutto il territorio nazionale. Presidente, partiamo da qui, dall’8 marzo, giorno

dedicato alla donna. Che significato ha per lei questa ricorrenza? È sicuramente una tradizione e le tradizioni non vanno abbandonate. Ricordiamoci che c’è bisogno di sottolineare la specificità femminile, perché progredisca o perché mantenga determinati livelli. In molti settori noi donne abbiamo raggiunto davvero la parità, con sacrificio e tanto impegno. Si tratta di conquiste che è giusto riaffermare per permettere alla componente femminile della società di dare il proprio apporto alla vita civile. Passiamo alla sua candidatura. Com’è nata l’idea di impegnarsi in prima persona? Nasce dalla richiesta di un gruppo di colleghi che fanno capo all’Associazione nazionale forense di Verona. Sono sempre stata impegnata nell’avvocatura, prima nell’associazionismo e poi nell’istituzione forense. Sono già stata nel Consiglio dell’Ordine fino a dieci anni fa, per sei anni, prima come consigliere e poi anche come segretario. Mi sono impegnata nella costituzione dell’Organismo di mediazione

DI MATTEO SCOLARI


7

forense, e ogni volta che l’Ordine ha avuto necessità mi sono messa a disposizione. Inoltre sono docente alla Scuola forense, di cui sono stata anche direttore. Ho accettato la richiesta di candidatura, che non mi aspettavo, perché ritengo che in questo momento storico non ci si possa tirare indietro rispetto all’impegno, soprattutto se ti viene richiesto. Ho un senso del dovere molto forte e quindi, dopo un mese di riflessione, ho dato la mia disponibilità. Il Consiglio è a maggioranza femminile, una novità assoluta per Verona. Può essere anche un valore aggiunto? È vero, in Consiglio siamo undici donne e dieci colleghi maschi. Capiremo in questi anni se questa maggioranza al femminile potrà fare la differenza. Quello che posso dire per certo, senza voler generalizzare o sminuire il lavoro dei colleghi maschi, è che noi donne affrontiamo qualsiasi compito ci viene affidato al meglio delle nostre capacità e delle nostre possibilità. Lei è stata eletta presidente il 6 febbraio, ha già chiare quali siano le urgenze su cui intervenire? La mia urgenza primaria è quella di far ripartire la macchina amministrativa, che per forza di cose è stata rallentata durante il periodo elettorale. Vorrei che ripartisse con il mio passo. Per me l’efficienza e i contenuti sono fondamentali, senza nulla togliere, sia chiaro, a chi finora mi ha preceduto. Penso sia fondamentale creare contesti nei quali sia riconosciuta all’avvocato la funzione sociale che ha, in quanto depositario della funzione difensiva dei diSPAZIO PUBBLICITARIO

ritti delle persone. C’è bisogno di recuperare un'immagine forte di questa funzione difensiva che è la specificità del nostro ruolo. Pensa che in questi anni sia venuto meno il rispetto verso la vostra figura professionale? Si rischia di perdere di vista proprio la specificità di cui parlavo poc’anzi. L'avvocato rischia di essere visto come un ostacolo o come chi va a creare delle difficoltà laddove dove non ci sono o, peggio, come quello che gestisce “gli affari”. Attenzione, queste non sono le caratteristiche dell'avvocato. La sua specificità risiede, come dicevamo, nella funzione difensiva che realizza e tutela i diritti delle persone nell’ambito di un sacrosanto principio di eguaglianza. Tutte le persone hanno la possibilità di ottenere il riconoscimento dei propri diritti. E quindi questo deve essere messo al centro di tutte le nostre iniziative o attività.


8

In che modo? Per esempio cercheremo di avere dei rapporti proficui anche con i media proprio perché passi quella che è l'immagine corretta, non distorta, dell'avvocato che è appunto il baluardo dei diritti delle persone. E magari un’apertura dell’Ordine nei confronti dei cittadini? Presso il Tribunale di Verona è attivo lo Sportello del cittadino istituito dall'Ordine degli Avvocati, un istituto previsto dalla Legge professionale forense del 2012 con la funzione di fornire un servizio di informazione e orientamento per la fruizione delle prestazioni professionali degli avvocati e per l’accesso alla giustizia, con esclusione di ogni attività di consulenza o prestazione professionale. Questo, ad esempio, è uno strumento utile, come ce ne sono altri, che andrebbero promossi maggiormente, alla pari di altre iniziative che come Ordine portiamo avanti. Un primo provvedimento è stato quello di far alternare a turno tutti i consiglieri, comprese le cariche, quindi anche la sottoscritta, allo Sportello, proprio perché abbiamo il desiderio come rappresentanti della categoria di avere un contatto diretto con la cittadinanza. Il numero di avvocati in Italia è cresciuto vertiginosamente, quasi quintuplicato dagli anni Ottanta a oggi. A Verona sono circa 2700 e, rimanendo in tema 8 marzo, il numero delle praticanti donne ha quasi raggiunto quello degli uomini. C’è spazio per tutti? È vero, ci sono tanti avvocati, tuttavia lo spazio, per chi si impegna in modo assoluto, c’è. Io potrei esserne un esempio. Provengo da una famiglia di impiegati, ho studiato a Trento e ho iniziato i miei primi passi nello Studio dell’avvocato Dario Donella, che allora era presidente dell’Ordine forense di Verona, mentre lavoravo saltuariamente per mantenermi facendo la hostess congressuale. L’avvocato Donella, a cui sono grata, mi ha visto molto impegnata, mi sono presentata, mi stavo per laureare e una volta laureata ho iniziato la pratica nel suo studio per diventare poi avvocato. Ho lavorato con l’avvocato Donella fino al 2011, scegliendo successivamente di iniziare un percorso professionale mio, assieme a mio fratello e collega Walter e all’altro avvocato in studio con noi, Matteo Zanoni. Sempre con tanta dedizione per il lavoro. Che consigli darebbe, presidente, a un giovane o una giovane studentessa di Giurisprudenza per realizzare il sogno della professione? L’impegno assoluto, lo studio approfondito e, magari, specialistico. Io, per esempio, ho scelto un ambito dove non ci sono tanti avvocati, mi occupo di diritto amministrativo assieme a Walter e Matteo. La nostra specificità è questa, quindi il consiglio che darei è quel-

lo di individuare nell’ampio panorama del diritto, non dico delle nicchie, ma dei settori meno frequentati: mi riferisco, ad esempio, all’amministrativo, al penale dell’economia, al tributario…ambiti impegnativi, ma all’interno dei quali si può trovare soddisfazione, anche economica. In conclusione: il suo mandato scade nel 2022, come immagina l’Ordine tra quattro anni? Quando ho accettato la proposta di candidatura, l’ho fatto pensando di poter mettere a disposizione le mie specificità e le competenze acquisite in tanti anni di professione e partecipazione. Credo di avere le capacità per porre in essere iniziative volte a contemperare gli interessi pubblici affidati alla tutela dell’Ordine forense dalla Legge professionale forense del 2012, che sono interessi che riguardano l’avvocatura, ma anche l’utenza. Tra quattro anni vorrei poter dire che gli interessi pubblici affidati all’Ordine forense hanno trovato contemperamento ed effettiva attuazione. Ha un desiderio personale? Mi piacerebbe che l’Ordine fosse vissuto come la casa di tutti noi avvocati. Nel discorso pronunciato pochi giorni fa davanti ai neo colleghi che hanno prestato l’impegno solenne per esercitare la professione, ho ricordato di non perdere mai di vista quel senso di comunità che è anche la nostra forza. Dall’altro lato, noi consiglieri “anziani” riceviamo la loro promessa di osservare con lealtà, onore e diligenza i doveri della professione di avvocato e ne siamo custodi. Noi ci siamo per qualsiasi problema e insieme cercheremo di attuare quell’apertura verso la cittadinanza di cui parlavo, non solo per recuperare l’immagine e la dignità professionale dell’avvocato, ma proprio perché la nostra missione trova compimento nella tutela e nella difesa dei diritti dei cittadini.■

Il nuovo Consiglio dell’Ordine di Verona A seguito delle elezioni del 31 gennaio e 1 febbraio scorsi, il Consiglio è composto dagli avvocati Davide Adami, Elisabetta Baldo, Elena Beltramini, Barbara Bissoli, Paolo Bogoni, Cristina Castelli, Andrea Chiamenti, Giovanni De Salvo, Sabrina De Santi, Sara Gini, Massimo Leva, Francesco Mafficini, Silvia Muraro, Chiara Nascimbeni, Giuseppe Perini, Monica Rizzi, Rossana Russi, Luca Sorpresa, Sara Trabucchi, Davide Traspedini, Filippo Vicentini. Nella prima seduta, il Consiglio dell’Ordine ha eletto la presidente Barbara Bissoli, il segretario Cristina Castelli, il tesoriere Francesco Mafficini e il vice presidente Davide Adami.


9


10

L’8 MARZO, NELLA PRATICA E SENZA RETORICA

DONNE, IN COSA SPERARE Non in una nuova categoria del WWF, per cominciare. E neppure nelle tante, troppo pretestuose battaglie di forma che mendicano un significato modaiolo di prospettiva breve. Le donne di oggi (parliamo del nostro Occidente, ovviamente) hanno meno bisogno di gadget, di libri per bambine ribelli, di opuscoli sulla loro forza interiore.

C

ONCILIAZIONE REALE, e non un miraggio predicato e razzolato come sappiamo. A parità di responsabilità, parità di compensi (non è così scontato come si pensa in un’Italia che su 140 Paesi del mondo è al 126esimo posto per parità di trattamento economico, The Global Gender Gap Report 2018). Meno ricatti professionali, demansionamenti che si riducono a servilismi perché la completezza di un’esistenza non può germogliare su sbilanciamenti di sfere o innestarsi su quelle così note congiunzioni disgiuntive, di appannaggio ancora femminile, «o carriera o famiglia». Vere, benedette reti sociali di supporto alla maternità e alla paternità. Aggiornamenti culturali sul fronte del percepito maschile, condannato ad essere l’eterno, principale, unico provider della famiglia, con lo stress millenario e sommerso che ne consegue. Nel 2030 (ovvero data limite che si sono dati i leader del mondo per raggiugere l’equilibrio di genere nella rappresentanza politica) c’è da sperare in meno gente distratta che, alla qualifica, sudata come se la sono sudati gli altri, si permetta di aggiungere a piacimento la mortificazione di appellativi che rinchiudono in ghetti «unica donna, prima donna, donna». Ci auguriamo che nel 2030 non serva più occupare pagine di giornale con rigogliosi elenchi femminili di esemplari che «ce l’hanno fatta. Ecco, visto che si può?». Piuttosto speriamo di

poter leggere, un giorno, solo inventari di gente che ha stravolto il mondo con la sua competenza, senza legittimazioni di genere, da un senso e dall’altro. «Non me lo devono proprio dire che sono il “primo questore donna”. Chi pensa di fare un favore alle donne chiarendo questi aspetti, in realtà fa sessismo. Distingue» così ha tagliato corto Ivana Petricca il giorno in cui si è insediata nella questura scaligera, quando, con una certa banalità di pensiero, è stata presentata come «la prima donna Questore di Verona (e del Veneto)». Lei e le altre che leggerete qui non sono tutte, non sono la sintesi di niente. Sono esempi puri, di donne che quando sono al lavoro si guadagnano la stima come si guadagna la stima, ovvero lavorando bene. Sono lontane anni luce dal bigottismo femminista che tanto margine regala, facendo finta di non saperlo, alla dicotomia di genere dalla quale grida di volersi affrancare. Loro hanno saputo occupare il loro posto. E guardarle starci senza inneggiare alla conquista, se non a quella personale e di merito, quanto insegna a tutti noi.■

DI MIRYAM SCANDOLA

L’INCONTRO, IN BREVE Promuovere la cultura della legalità, anche ma non solo, nel segno del femminile: questo il tema che guida la tavola rotonda organizzata per la mattina dell’8 marzo, dalle 9 alle 12.30, alla Loggia Frà Giocondo. Le relatrici saranno Antonella Magaraggia, Presidente del Tribunale di Verona, Angela Barbaglio, Procuratore della Repubblica di Verona, Ivana Petricca, Questore di Verona e Mariagrazia Bregoli, Direttore dell’Istituto penitenziario di Montorio.


11

IVANA PETRICCA Questore di Verona

Nata nel 1960 ad Anticoli Corrado, in provincia di Roma, laurea in Giurisprudenza, già direttore dell’ufficio studio e programmi al dipartimento di pubblica sicurezza a Roma, poi questore a Pavia, Petricca è a capo della Questura veronese dal novembre del 2017.

ANTONELLA MAGARAGGIA

Presidente del Tribunale di Verona Nata a Belluno, nel 1959, a 25 anni è entrata in magistratura. La sua carriera è iniziata alla Pretura mandamentale di Adria ed è proseguita alla Pretura penale e civile di Venezia. È stata poi giudice istruttore civile al Tribunale di Venezia, giudice del Tribunale dei Minorenni di Venezia, presidente della seconda sezione al Tribunale civile di Venezia. Dal luglio del 2016 è Presidente del Tribunale di Verona.

ANGELA BARBAGLIO

Procuratore della Repubblica di Verona Nata a Treviso nel 1951, dopo 40 anni nella magistratura, nel maggio del 2017 è salita al vertice dell’ufficio giudiziario scaligero. Nella sua carriera a Verona, Angela Barbaglio ha seguito da pubblico ministero molte inchieste importanti, tra le quali, nel 1990, quella sul rapimento di Patrizia Tacchella, e quella sulla tragica morte di Monica Zanotti, uccisa (1993) da un sasso lanciato da un cavalcavia.


12

PERLA STANCARI

Ex Prefetto e ora Presidente della Croce Verde Dopo essere stata Prefetto di Verona dal 2009 al 2015 (durante il suo mandato ha emanato sette misure interdittive antimafia), nell’ottobre del 2017 è diventata presidente della Croce Verde. Stancari si era già “provata” nei contesti emergenziali: durante l’alluvione del 2010, su designazione del presidente del consiglio, ha svolto le funzioni di commissario delegato in sostituzione del presidente della Regione Veneto per il superamento della situazione di criticità regionale.

MARIAGRAZIA BREGOLI

Direttore dell'Istituto penitenziario di Montorio Nata nel 1961, nel 1988 si laurea in Giurisprudenza a Parma. Dal febbraio del 2012 è il Direttore della Casa Circondariale di Montorio.

FRANCESCA ROSSI

Direttore dei musei civici Dal dicembre del 2017 è lei alla testa del polo museale veronese (il che comprende tutti i musei d’arte, i monumenti, la Galleria d’arte moderna e il museo di Storia naturale). La Rossi, storica dell’arte, è stata responsabile dell’ufficio Coordinamento progetti culturali e artistici dell’area Castello Sforzesco, Musei archeologici e musei storici del Comune di Milano.

CSS VERONA

Squadra di pallanuoto femminile in serie A Ha ricevuto il premio Cangrande per il merito sportivo questa squadra di pallanuoto femminile che per la prima volta nella sua storia sta giocando in A1, massima serie per la Pallanuoto femminile italiana. “Di stanza” alle Piscine Monte Bianco, la squadra vede come capitana Giorgia Prandini. SCARICA The Global Gender Gap Report


i nostri JEANS HANNO UN’ ANIMA DIVERSA Carrera Store di Verona e provincia

Verona Via Roma, 29 - T 045 4575693 Stallavena Via Prealpi, 26 - T 045 907095 Ci trovi anche a: Legnago Via Luciano Lama, 3 - Villafranca V.le del Lavoro, 1B S.G. Lupatoto Via Garofoli, 207 - Affi Cc Grand’Affi Shopping Center San Bonifacio Via Villanova, 74 - Caldiero SR11 Via San Pietro, 1 Shop Online www.carrerajeans.com


14

IL CIRCOLO VERONESE, IN BREVE

LADIES CONTEMPORANEE

È passato da poco San Valentino e si avvicina la Festa della Donna: due ricorrenze che, a meno di un mese di distanza, celebrano l’amore, la femminilità ma anche, nel caso di Ladies’ Circle, la solidarietà nella sua pienezza. DI PAOLA PEDROTTI

Q

UESTO 14 FEBBRAIO ha significato molto di più per alcune donne di Verona, quelle che fanno parte di un’associazione tutta al femminile: Ladies’ Circle. Dal lontano 1930 segue, supporta, unisce le donne di tutto il mondo. Il numero cinque, di questa realtà segmentata in suoli internazionali diversi, ha la sua sede storica a Verona, ed è nato - o meglio rinato - proprio il 14 febbraio del 2009. Quest’anno il suo team rosa festeggia i dieci anni dalla fondazione, con un evento speciale in programma per giugno. Ladies' Circle è un’associazione internazionale, presente oggi in oltre 40 Paesi del mondo e che vanta più di 12.000 socie attive. Due sono i valori base che accomunano tutte le Ladies: l’amicizia (friendship) e l’impegno sociale (service). I vari circoli si occupano di organizzare iniziative ed eventi sociali, i cui ricavati sono poi interamente destinati alla solidarietà. Spiega con entusiasmo ed orgoglio la presidente del Ladies’ Circle di Verona, Rosanna Resciniti: «La bellezza di questo sistema è la sua concretezza: sappiamo esattamente e personalmente dove vanno a finire i nostri fondi. Questo,

al giorno d’oggi, è assolutamente un vantaggio, che serve anche ad arginare la diffidenza e ad abbattere il retaggio negativo che purtroppo spesso caratterizza la beneficenza». Il Ladies’ Circle di Verona, come tutti gli altri, sceglie annualmente il destinatario cui offrire il proprio service: quest’anno il supporto va a Ghostbaskin, una squadra di basket per disabili, la prima sul territorio scaligero. Il circolo veronese conta oggi un totale di circa 12 socie, e si ritrova mensilmente per una riunione di confronto e pianificazione. L’amicizia, i valori comuni in tutto il mondo (basti pensare che l’attuale presidente internazionale è marocchina e si stanno aprendo circoli a Singapore e Hong Kong) sono la forza di questa associazione, nata dallo spirito di alcune donne inglesi che negli anni ’30 volevano attivarsi nel sociale, mentre i mariti si riunivano alla Round Table, il corrispettivo maschile. Unica limitazione: l’età. Sono accettate donne tra i 18 e i 45 anni, dopodiché esiste il circolo Agorà. Le regole, come lo spirito del gruppo, sono d’altronde, internazionali.■


articolo pubbliredazionale

MOVE YOUR WEDDING, NUOVA OFFERTA DI MOVE TRAVEL

PERCHÉ IL GIORNO PIÙ BELLO LO SIA DAVVERO Ansia da matrimonio? Avete grandi aspettative ma non sapete da che parte iniziare? Grazie ad alcuni programmi televisivi particolarmente seguiti, si sta imponendo anche da noi questa nuova figura del professionista dei matrimoni. Ma chi è il wedding planner? Lo abbiamo chiesto ad Elena Bonamini di Move Your Wedding, nuova iniziativa Move Travel. Elena, chi è il wedding planner? È un professionista del matrimonio a tutto tondo, che conosce le ultime tendenze, si aggiorna costantemente su ciò che offre il mercato, ha ottime capacità di contrattazione, di organizzazione, tanta curiosità, creatività, buon gusto e doti relazionali innate. Sono una wedding and event planner, parto dalla progettazione e ideazione creativa del matrimonio in ogni singolo dettaglio, seguendo gli sposi passo dopo passo lungo tutto il percorso organizzativo: dalla location alla selezione dei fornitori, dai fiori all’abito e al menu. E, per finire, mi occupo della regia dell’evento in prima persona, affiancata dalle mie fidate collaboratrici.

Tutto ciò andrà a discapito del risparmio… In realtà, ricorrere all’aiuto di un wedding planner non è molto più dispendioso dell’organizzazione casalinga, anzi, a volte, quando non si sa bene cosa fare o a chi rivolgersi, si finisce con lo spendere molto di più. Le soluzioni che offriamo noi di Move Your Wedding, sono pensate proprio per soddisfare tutte le tasche. Siamo in grado di garantire la migliore offerta qualità-prezzo sul territorio. Inoltre, i nostri sposi possono contare su un super sconto di 200 euro sull’acquisto del viaggio di nozze. Invitiamo sempre gli sposi a passare da noi per un preventivo senza impegno: soddisfazione garantita.

Ma perché affidarsi ad un wedding planner? Non conviene arrangiarsi? Organizzare un matrimonio può essere molto stressante e difficoltoso: durante i preparativi le idee impazzano e, spesso, non tutte sono fattibili o compatibili tra loro. Un wedding planner è in grado di guidare i futuri sposi e consigliarli al meglio con numerosi vantaggi. In primis, il wedding planner sa affrontare l’organizzazione con la serenità di chi lo fa di professione: gli sposi sono sollevati da scadenze, ansie e preoccupazioni legate alle incognite che potrebbero presentarsi il giorno del matrimonio. Un secondo vantaggio consiste nell’evitare il rischio di sgradite sorprese: conoscendo molto bene i fornitori e i rapporti costi/prestazioni, il wedding planner è in grado di garantire la qualità pur ottimizzando la spesa. Infine, ma non meno importante: la supervisione lungo tutto il giorno del matrimonio, che lascia gli sposi a godersi pienamente il loro giorno senza alcuna preoccupazione.

Agenzia di Grezzana, via Roma 46/A - 045 907811 | Agenzia di Bosco Chiesanuova, via Cristo 11/13 - 045 6780880


16

L’INCHIESTA I VERONESI E I PROBLEMI DELL’ANIMA

SUL LETTINO DI FREUD SI STA SEMPRE COMODI

Sabato in Lab

i Posti limitat Iscriviti!

Amiamo aprire le porte della nostra realtà Abbiamo creato delle occasioni speciali per accoglierti nel nostro lab e per trasmetterti i segreti del nostro successo: l’entusiasmo, la condivisione e la fiducia. L’esperienza prevede la visita al Lab Infermentum e una degustazione dei nostri prodotti. Vuoi vivere una vera #infermentumexperience?

16 MARZO ore 15.30 25 MAGGIO ore 15.30 6 LUGLIO ore 15.30 14 SETTEMBRE ore 15.30 L’esperienza è gratuita e aperta a tutti previa prenotazione. I posti sono limitati, ti chiediamo di iscriverti sul nostro sito o telefonicamente. Contattaci per saperne di più.

338 7025550 www.infermentum.it info@infermentum.it


articolo pubbliredazionale

SABATO IN LAB

PORTE APERTE AL LABORATORIO ARTIGIANALE DI INFERMENTUM Prenderà forma il 16 marzo con il primo di quattro pomeriggi dedicati alla visita al laboratorio di produzione di Stallavena, la nuova “esperienza” offerta dall’azienda veronese ai propri clienti e a tutte le persone che desiderano conoscere da vicino una delle realtà emergenti e di successo nel panorama nazionale dei lievitati. «Infermentum è molto di più di un semplice laboratorio artigianale. Infermentum è una realtà che vuole creare momenti di condivisione e, soprattutto, vivere la felicità che si genera in questi momenti». Sarebbero sufficienti le parole pronunciate da Elisa Dalle Pezze, co-fondatrice assieme a tre amici - Daniele Massella, Luca Dal Corso e Francesco Borioli - dell’azienda veronese nata in Valpantena nel 2015, per introdurre “Sabato in Lab”, la nuova iniziativa di Infermentum pensata per i propri clienti e per chiunque voglia conoscere da vicino questa realtà imprenditoriale giovane e altrettanto consolidata del mercato dolciario nazionale. Quattro pomeriggi, sempre di sabato, a partire dalle 15.30, per ospitare nel proprio laboratorio di produzione a Stallavena di Grezzana alcune decine di persone e far toccar loro con mano il prodotto, fargli capire l’origine e il pensiero che stanno dietro a ogni creazione, fino ad arrivare a svelare alcuni piccoli segreti che rendono i lievitati Infermentum così riconoscibili e speciali. Si parte sabato 16 marzo con il primo appuntamento. Si andrà poi al 25 maggio, al 6 luglio, per concludere questa prima #infermentumexperience il 14 settembre. «Fin dai primi passi della nostra avventura imprendito-

riale, iniziata quattro anni fa, abbiamo cercato di coinvolgere le persone per trasmettere i valori che consideriamo sacri, ovvero entusiasmo, condivisione e fiducia. – spiega Elisa – Vorremmo che la gioia, la passione e i sorrisi che ci scambiamo in azienda, con i nostri collaboratori, fossero anche di altri, di chi apprezza il nostro impegno e, ovviamente, anche il nostro prodotto finale». A testimoniare la bontà dei prodotti dell’azienda scaligera sono i numerosi riconoscimenti nazionali ottenuti in questi primi anni di attività: il primo posto al Tenzone del Panettone a Parma nel 2017, il primo premio al Mastro Panettone a Bari, alla Gazza Golosa a Milano e alla Mole di Panettoni a Torino nel 2018. «Questi premi senza dubbio ci gratificano, – conclude Elisa – vorremmo che fosse una soddisfazione anche per chi ci è sempre vicino. Anche per questo apriamo le porte della nostra azienda con i Sabato in Lab».

Albiciocco, il nuovo nato in casa Infermentum È stato presentato a inizio febbraio il nuovo prodotto dell’azienda dolciaria veronese: L’Albiciocco. Un lievitato di circa 750 grammi realizzato con farina di tipo 1, che gli dona una connotazione più rustica rispetto ai tradizionali lievitati preparati con farina 00. Ad arricchire l’impasto, morbidi canditi di albicocca e gustosi pezzi di cioccolato fondente al 63 per cento. Il tutto ricoperto da una croccante guarnitura di grue, ottenuta dalla tostatura e dalla macinatura di fave di cacao. «È un prodotto disponibile tutto l’anno – spiega Elisa Dalle Pezze – L’Albiciocco nasce come dolce per le cene tra amici, per le feste di compleanno, per i momenti conviviali più vari, dove condividere un po’ di dolcezza e il piacere di stare insieme. Consigliamo di servirlo leggermente caldo per assaporarne tutta la sua bontà» conclude Elisa.


18

VERONA NETWORK, IL FOCUS DEL MESE

L’ECONOMIA DEL DONO Il no profit come dialogo tra imprese, amministrazioni e terzo settore, per creare valore aggiunto condiviso con tutta la comunità. DI MASSIMILIANO VENTURINI

I

NNOVAZIONE, DIALOGO, CONDIVISIONE. Sono i concetti emersi nel corso della serata a tema: Gli Stati generali del no profit e della solidarietà dedicata dal gruppo Verona Network al no profit lo scorso 20 febbraio, per un focus sulla trasformazione in atto nel terzo settore. Da un modello basato sulle erogazioni di fondi e servizi, la beneficenza si sta evolvendo verso una cultura dell’innovazione e della condivisione usando strumenti come il business plan, i bond, la misurazione dei risultati, per risolvere situazioni di fragilità e al contempo generare valore aggiunto a tutta la comunità. «Anche le imprese tradizionali devono creare valore socio-economico e ambientale per la comunità da cui traggono le risorse per alimentare le loro attività economiche, d’altro canto le cooperative sociali tendono a costruire organizzazioni e struttu-

re più efficienti» ha esposto Riccardo Tessari ricercatore dell’Università di Verona. L’Italia si pone al secondo posto in Europa per donazioni individuali (7,2 mld) e al quinto per quelle d’impresa e da fondazioni (1,9 mld). Logico quindi che il ricorso a strumenti finanziari – e quindi al coinvolgimento di soggetti dotati di expertise in tal senso – porti ad ampliare la visione del terzo settore integrandolo in un’ottica di sistema dell’economia, capace di generare innovazione e occupazione. L’intervento del prof Giorgio Mion, docente di Economia aziendale dell’Università di Verona, ha definito il cambio di paradigma del nostro tempo: «Ci troviamo in una logica di obiettivi condivisi che devono portare ad azioni condivise e ad un impatto che non è più del singolo soggetto, ma di una comunità che agisce assieme per il territorio. La prospettiva per il futuro è il supe-

Da sinistra Fabio Dal Seno, Rita Ruffoli, Adriano Tomba, Matteo Scolari, Anna Fiscale, Giorgio Mion, Marco Ottocento, Linda Croce, Riccardo Tessari e Luigi Martari


19

ramento della divisione tra enti erogatori e associazioni operative». Linda Croce, presidente della Cooperativa sociale Azalea, ha posto l’accento sui concetti di efficacia e di efficienza per puntare all’evoluzione del sistema, mentre il presidente della cooperativa sociale Vale un Sogno Marco Ottocento ha evidenziato l’importanza delle relazioni per lo sviluppo di sinergie virtuose: «Credo nella connessione con le fondazioni di erogazione. È importante darsi una mano: le fondazioni dovrebbero dare le risorse, essere generative, coinvolgere anche il mondo delle imprese. L’economia muove il mondo e il nostro fare economia diversa può fornire idee interessanti anche per il mondo profit». Un dialogo aperto a tutti, che Adriano Tomba, segretario generale della Fondazione Cattolica Assicurazione, allarga ai soggetti pubblici «È importante l’unione di intenti, di idee e di progettualità, senza lasciare indietro il soggetto pubblico. Non possiamo dire che possiamo farcela da soli con le fondazioni, altrimenti non diventeremo mai diffusi». ANCHE ANNA FISCALE, presidente della cooperativa sociale progetto Quid, ha sottolineato la necessità di valorizzare la persona secondo «un modello di contaminazione tra profit e no profit dove si crea un progetto comune che risponde alle esigenze del mondo dell’impresa». Ancora Mion ha sottolineato come il soggetto pubblico vada stimolato con idee di innovazione sociale, recuperando il suo ruolo

di intermediazione che sembra aver perduto. «Per colmare il divario tra i tempi delle amministrazioni con i tempi delle imprese è necessario il radicamento nel territorio e il dialogo tra gli operatori degli enti locali, solo così si potrà avere una sussidiarietà nella progettualità del terzo settore» ha sintetizzato il docente. I relatori hanno usato un concetto ben preciso: quello di “bene comune”. Individuare la responsabilità sociale della singola impresa significa creare una separazione tra due modi distinti di vedere la stessa situazione, quando in realtà il contesto in cui si sviluppa il cambiamento sociale passa attraverso gli stessi agenti: «Se vogliamo generare cambiamento, migliorare le condizioni di vita delle persone, bisogna pensare alle imprese sociali, ma anche a quelle tradizionali, come agenti di cambiamento sociale» ha affermato ancora il prof. Mion. Bene gli ha fatto eco il presidente di Fondazione Cattolica: «Deve cambiare il modello di welfare, passando da un concetto statale ad un welfare community». Presenti al dibattito anche il segretario generale della Fondazione San Zeno Rita Ruffoli e il presidente della Fondazione della Comunità veronese Fabio Dal Seno che, insieme al direttore della Cooperativa sociale I Piosi Luigi Martari, hanno ribadito come il concetto di “dono” sia compatibile con quello dell’impresa, per un arricchimento della comunità in cui si sviluppa l’azione sociale.■

GUARDA IL VIDEO

SPAZIO PUBBLICITARIO

ATTO TELEMATICO: LACOSTRUTTORE, NUOVA COMPRAVENDITE DI IMMOBILI DAL ATTO TELEMATICO: LA NUOVA FRONTIERA INFORMATICA NOTARILE IN ARRIVO UNA NUOVA NORMATIVA

FRONTIERA INFORMATICA NOTARILE

tuiti dai file. Da qualche tempo esiste una nuova frontiera per le attività notarili che snellisce Trarinuncia i vantaggi piùfideiussione evidenti, quello di poter stiIl 16 Da marzo 2019 entra inesiste vigore la nuova normativa e alla assicuratuiti dai file. alla qualche tempo una nuova fronpulare atti notarili a distanza, senza doversi notevolmente le pratiche, con e vantaggi più evidenti, quello di poter stiper le da attività notarili chemodalità snellisce suglitiera immobili costruire, emanata dal gover-Tra izione è colpita da nullità della clausola, spostare propria città, con un notevole tempistiche le che permettono di stipulare notevolmente pratiche, con modalità e pulare attidalla notarili a distanza, senza doversi no per offrire una maggiore cittadiniechespostare restando valido ilecontratto nella restanrisparmio di tempo di denaro per il cliente. atti anche a distanza intutela modo tempistiche che permettono diai“agevole” stipulare dalla propria città, con un notevole senza la necessità della presenza fisica delle Vantaggio che riguarda anche il notaio, che acquistano dal costruttore. Innovando l'originario te parte, e può essere fatta valere solo risparmio di tempo e di denaro per il cliente. atti anche a distanza in modo “agevole” e controparti. Stiamo parlando delfisica cosiddetto può preparare, creare, anche verificare e firmare che riguarda il notaio, che senza la necessità della presenza delleche ilVantaggio decreto legislativo 122/2005, viene stabilito dall'acquirente. l’attopreparare, informatico e tuttiverificare i necessarieallegati atto telematico. controparti. Stiamo parlando del cosiddetto può creare, firmaree adempimenti, senza muoversi dallo studio, Il notariato, infatti, da rientra nelledebba categorie preliminare di fabbricati costruire esserel’atto Nel caso in cui il costruttore non conseatto telematico. informatico e tutti i necessari allegati e e senza che lesenza parti vi si rechino “informatizzate”: delle adempimenti, muoversi dallo studio, Il professionali notariato, infatti, rientra nellemolte categorie redatto da un notaio, per atto pubblico o scrittura gni la polizza assicurativa al fisicamenmomento procedure possono essere svolte con l’aututteche dallo stessovi notaio. Le parti infatti professionali “informatizzate”: molte delle ete senza ledi parti si rechino fisicamenprivata, considerando che il notaio stesso ha del rogito compravendita, l'acquirensilio del computer, attraverso specifici pro-fun-teinvece firmare unnotaio. documento cartaceo, tutte di dallo stesso Le parti infatti procedure possono essere svolte con l’aufirmeranno con la firma cartaceo, digitale il grammi e portali dedicati, che permettono zione di del garanzia e di tutela della parte debole. te potrà recedere dal contratto prelimisilio computer, attraverso specifici proinvece di firmare unpropria documento documento contenente l’atto stesso, seguidi registrare gli atti, effettuare le visure catafirmeranno con la sulla propria firma digitale il grammi e come portaliterzo dedicati, che permettono Quest’ultimo, imparziale, neutro rispetnare e rivalersi fideiussione. ta dalla firma digitale del notaio, incluso il stali e ipotecarie, iscrivere gli atti al registro di registrare gli atti, effettuare le visure catadocumento contenente l’atto stesso, seguidelle registri immobiliari o efsuo Anche nel all'entrata campo dei in Registri con le imedesito alle parti,imprese effettuae ilnei controllo di legalità, garantiLasigillo. fideiussione perde efficacia solo vigoreImmobiliari, della legge. Per fabbricati in ta dalla firma digitale del notaio, incluso il stali e ipotecarie, iscrivere gli atti al registro fettuare delle visureregole camerali, tutto online. dell'ob- L’atto telematico pubblico in dal questione me procedure, in un solo giorno è possibile vendere e stipusce il rispetto ed in particolare quando il fideiussore riceva costruttore, o da Anche nel campo Registri Immobiliari, le medesidelle imprese e nei registri immobiliari o efsuo sigillo. corso didei costruzione, in base adcon un titolo edificatoviene poi conservato in modo informatico Ovviamente gli atti saranno perfettamenlare finanziamenti con le relative garanzie ipotecarie facenme procedure, in un solotroveranno giorno è possibile vendere e stipupubblico indell'atto questione fettuare visure camerali, tutto online. bligo di della fideiussione prevista dagli art.L’atto unotelematico dei un contraenti, te rilascio validi soltanto quando il notaio apporrà attraverso Sistemaladicopia Conservazionediatrasferimendo risultarerio neianteriore, registri immobiliari gli applicazioni atti effettuati.le precedenti lare finanziamenti con le relative garanzie ipotecarie facenOvviamente gli atti saranno perfettamenviene poi conservato in modo informatico dal Consiglio Nazionale del decennalasuddetto propria firma digitale dopo quella delle a Norma, In generale il settore notarile in Italia investe molto nel setto2-3 del decreto da parte del costruttore, to chetenuto contenga glidi estremi della polizza do risultarenorme. nei registri immobiliari gli atti effettuati. attraverso un Sistema Conservazione a te validi soltanto quando il notaio apporrà parti. Notariato. re informatico già da 20 anni: questo impegno ha permesIn il settore notariledel in Italia molto nel setto- obla Risale propria firma digitale dopo quella delle Norma, tenuto dal Consiglio Nazionale del garanzia delle somme versate in denaro quali acle e della sua conformità. La stipulazione preliminare con l'intervento al 2013 il primo utilizzo, seppur parAltri vantaggi. Grazie alla digitalizzazione sogenerale di acquisire un’esperienza tale dainveste poter essere esportata re informatico già da 20 anni: questo impegno ha permesparti. conti in base agliprocedure stati di avanzamento lavori, eNotariato. Il notaio dovrà menzionare nel contratto di delle procedure con particolare riguardo la ziale, delle informatichedei notarili incomaltri Paesibligatorio e riconosciuta assolutamente affidabile. del notaio costituisce un notevole passo so di acquisire tale da poteralessere esportata Altri vantaggi.telematica Grazie alla digitalizzazione Risale al 2013Da il primo utilizzo, seppur partrasmissione degli attipolizza notarili e al la sua complete. allora ad oggi le procedure Il Notaio Marioun’esperienza Sartori di Grezzana, iscritto Collegio Notaanche della polizza (cosiddetta postuma) assicura-delle pravendita gli estremi della con-Paesi ine avanti sulla tutela del cittadino: registrato e train altri riconosciuta affidabile. procedure con particolare riguardo la ziale, delle procedure informatiche notarili Registro delle Imprese e al versamento del sono state migliorate e ampliate: gli atti venrile di Verona, è esempio diassolutamente questo sguardo al futuro, conIl Notaio Mario Sartori di Grezzana, iscritto al Collegio NotaDa allora ad oggi le procedure trasmissione telematica degli atti notarili al tiva complete. decennale indennitaria. formità al modello che sarà previsto dal decreto scritto sarà opponibile ai terzi in generale quanto gono realizzati e conservati con modalità tecapitale direttamente agli amministratori in tribuendo con la sua esperienza e con l’ausilio delle nuove rile di Verona, è esempioadi questo sguardo al futuro, consono state migliorate e ampliate: gliuna atti smart venRegistro delle al versamento del lematiche l’utilizzo del Imprese notaio inesede di introdotte costituzione tecnologie informatiche migliorare le esperienze di privati Inoltre, il notaioattraverso deve indicare neldipreliminare gli presenza ministeriale. Le modifiche si applicano contenuto in esso, con la conseguenza che all'actribuendo la sua esperienza e con l’ausilio del delle nuove capitale direttamente amministratori in gono e conservati con modalità tedi società di capitali, agli e all’iscrizione immecardrealizzati e dei codici PIN personalizzati. La firma cittadini, dicon società e enti in termini di qualità servizio, estremi della attraverso fideiussione attestarne la conforai contratti riguardanti per i qualitecnologie la tempistica con- informatiche quirente dell'immobile da costruire potranno a migliorare le esperienze di privati presenza delatti notaio in sedefabbricati di costituzione lematiche di digitale, una smart diata degli nel Registro suddetto, è ora cartacea è sostituital’utilizzo dae quella così di nella gestione delle pratiche e deglinon adempicittadini, società e enti termini di qualità del servizio, e dei PIN personalizzati. La firma dipossibile società di capitali, e all’iscrizione immemitàcard al modello standard che verrà determinato cessione/permesso di costruire più in generale aprire un’impresa in un soloo giorno. come le codici copie cartacee degli atti sono sostimenti,ilin di totale garanzia diin affidabilità epignoramenti sicurezza. essere opposte ipoteche, e trascridi tempistica nella gestione delle pratiche e degli adempicartacea è sostituita da quella digitale, così diata degli atti nel Registro suddetto, è ora da un successivo provvedimento del governo. La titolo abilitativo venga rilasciato successivamente zionigaranzia pregiudizievoli successive al preliminare. menti, in totale di affidabilità e sicurezza. possibile aprire un’impresa in un solo giorno. come le copie cartacee degli atti sono sostiVia Enrico da Porto, 10/C 37023 Grezzana (VR) - TeL. 0458650274 - Fax. 045 8650445 - msartori@notariato.it - www.notaiosartori.it

Via Enrico da Porto, 10/C 37023 Grezzana (VR) - TeL. 0458650274 - Fax. 045 8650445 - msartori@notariato.it - www.notaiosartori.it


IL REPORTAGE DEL MESE 20

DENTRO L'OSPEDALE DI MARZANA

AL BANCONE DI UN BAR NON PROPRIO QUALUNQUE All'ospedale di Marzana c'è un nuovo bar. Si preparano cose fresche, qualche volta si canta. E si può fare conoscenza con persone davvero tenaci. Andate a capire di cosa stiamo parlando il 9 marzo.

R

ICONOSCERE CHE OGNUNO combatte le sue battaglie può cambiare la vita. Siamo piuttosto abituati a fare caso alle minuzie faticose, più che ai nostri sogni. Invece può accadere di incrociare per strada una storia che batte di vita propria, e piega i nostri capricci. Perché a importare è come ci si presenta ogni mattina alla porta del lavoro, della scuola, o di casa. Non conta tanto se arrivi da solo o se ti ci devono portare davanti a quella porta. Sono entrato in un bar, dopo aver passato in rassegna le indicazioni per i diversi reparti dell'ospedale di Marzana. C'è anche quello di alcologia, di cui non sapevo nemmeno l'esistenza. Dentro è tutto pronto, ma ancora

in fase di elaborazione, se così si può dire. Prendo un caffè e arriva Gianluca. Ivan sta dietro il bancone ed è, oltre che un cuoco e un barista, anche un operatore sociale. Mi dice che ogni volta che vede entrare Gianluca, si inorgoglisce, perché lo vede che ha gli occhi che guardano in alto, forse perché ha parcheggiato la bicicletta da solo. Gianluca lavora qui da pochissimo, se considerate che l'inaugurazione del bar sarà il 9 marzo del 2019. Eppure sa già quali pentole usare in cucina, sa tagliuzzare il prosciutto a cubetti, o preparare un caffè all'occorrenza. A voce alta mi dice: «Sono contento di venire a lavorare, per me non è difficile lavorare».

DI MARCO MENINI


21

NON TUTTI HANNO LA POSSIBILITÀ di farlo oggi, tanto meno le persone con disabilità, fisiche o psichiche. La cooperativa Cercate è l’intermediario tra i loro desideri e la legge 68, sull'inclusione lavorativa delle persone svantaggiate; si tratta di una norma che impone alle aziende di inserire, ogni 15 dipendenti, una persona con disabilità. Una commissione valuta le competenze delle persone che vengono inserite, e decide sulla base di elementi come l'autonomia di movimento, la preparazione tecnica, e altro. Questo è quello che si fa tra le mura (e fuori) di A tutto bar. «Hub formativi di accompagnamento verso il mondo del lavoro con operatori sociali», la definizione che ne dà Elisabetta Garonzi, che gestisce il bar ed è l'ideatrice del progetto. In questo ambiente, che può essere considerato “protetto”, i ragazzi possono sperimentare un lavoro vero, con le difficoltà e le fatiche che ne derivano, ogni giorno. Ad oggi sono sette i ragazzi che si mettono in gioco e sperimentano; c'è chi si prende

cura delle loro pressioni, dello stress, degli alti e bassi. In contemporanea ci sono anche altri eventi rivolti a tutti i cittadini, come i momenti di karaoke, e altre iniziative in via di progettazione. L'obiettivo finale è quello di permettere ai ragazzi, un giorno, di uscire e affrontare il mondo lavorativo consapevoli, anche nel rapportarsi con un possibile fallimento. E poi sensibilizzare e avvicinare la cittadinanza. Perché della bellezza bisogna accorgersene. «Qui si può vedere la felicità nei loro occhi, quando lavorano e si sentono utili», ci dice Ivan. Per rendere una persona autonoma bisogna attivarsi lungo tutto il percorso: dal tragitto casa-lavoro, in modo che possano arrivare da soli con l'autobus, per esempio. Una volta dentro si impara come si fa il caffè, come si lava la macchina, insomma tutta quella formazione che è legata all'ambiente della ristorazione. «Gianluca è un perfezionista», dice Elisabetta. Ha 23 anni, 24 a giugno.■

SPAZIO PUBBLICITARIO

SPACCIO A LUGO DI GREZZANA Via U.Bombieri 8 - 37023 Lugo di Grezzana (VR) - www.carnizullo.it - info@carnizullo.it Bottega +39 045 880 1016 - Andrea Zullo +39 340 972 4854 - Damiano Zullo +39 328 888 2215


SUGGESTIONI

d’

22

AUTORE

Donare, ovvero l’etica di una responsabilità in pericolo Un dono, un dovere. Un regalo può essere dovuto, certo: tante, infinite volte risponde ad una qualche esigenza sociale di necessità. Ma qui non parliamo di regalie natalizie, cioccolatini di San Valentino e mimose affrettate (e affettate). Lo scrittore Lorenzo Carpanè, per mano, ci conduce nell’etimologia di una parola che chiama in causa il bene di tutti, la responsabilità di ciascuno. E così, in una pagina, ricostruisce l’etica di un gesto antico.

In latino il concetto di “dono” può essere reso con due parole diverse: donum, da cui l’italiano attuale, e munus. Questa seconda parola ha diverse accezioni: può significare “dono” ma anche “compito”, “dovere”. Non a caso quindi Giovanni Pico della Mirandola, grande umanista vissuto nel XV secolo, usa questa parola in un famoso (e straordinario) testo in latino dal titolo Discorso sulla dignità dell’uomo. Nel punto più alto di questo discorso Pico fa parlare Dio che si rivolge così all’umanità: «Non ti abbiamo dato alcun munus particolare, perché tu possa scegliere tutti i munera che vuoi». Ho lasciato in corsivo la parola latina, prima al singolare poi al plurale. Perché quando Pico usa quella parola sa bene che è ambigua, che non vuol dire solo “dono” ma anche “dovere”, “responsabilità”. Il tema è proprio questo: nelle relazioni umane (e per Pico fin da quella primordiale tra Dio e l’uomo), dono e responsabilità vanno insieme. Prendiamo un altro testo ben noto, l’inizio del

vangelo di Giovanni: in principio era verbum, traduzione del greco en arché en o logos. La parola è il principio e la parola è Dio, scrive l’evangelista. Di questa parola, per chi crede, Dio ha fatto dono all’umanità. E il dono, come dicevamo, è una attribuzione di responsabilità. Si può creare questa sequenza quindi: Dio (natura)-parola-dono-responsabilità. Ma munus, ancora, significa “funzione”, “carica”. E qui, il presente. Senza generalizzazioni, senza fare di ogni erba un fascio, eppure: quanto il discorso pubblico, quanto la parola oggi è usata come munus (dono e responsabilità) da parte di chi ha una carica, cioè una responsabilità, cioè un dono da dare? Chiediamocelo ogni volta che il pubblico parlare vive del dileggio, del disconoscimento altrui, dell’offesa, della violenza verbale. Chiediamoci se non sia parte integrante del fare il bene collettivo proprio la capacità di usare la parola come dono. Un munus per noi e per le generazioni a venire.■

A cura di Lorenzo Carpanè, scrittore


23


24

LA LESSINIA DELLE DISCARICHE NASCOSTE

IL PARADISO È PERDUTO

(SE NON FACCIAMO NIENTE)

Un frigorifero buttato con ancora la confezione dei tortellini infilata tra i ripiani. Almeno 20 anni di immondizie sono lì, a brutalizzare senza appello il nostro sguardo. Un’indecente «glassatura di rifiuti» copre il cuore della Spluga Ca’ dell’Ora a Moruri, nel comune di Verona. Nessuno ha fatto niente. Solo gli speleologi veronesi, unici testimoni di quell’oscurità violata dalla negligenza collettiva, scendono a fare ricognizioni, censimenti della vergogna di tutti. Una situazione gravissima che, in un territorio carsico come la Lessinia, non è la prima né la sola.

I

BUSI SONO SEMPRE stati lì, sparsi per l’altopiano, così profondi da garantire impunità perpetue, silenzi costanti, redenzioni immeritate. Erano altri tempi, non c’era la sensibilità di oggi e neppure i mezzi per normalizzare operazioni e “fastidi” come quelli degli smaltimenti agricoli e domestici. Da metà degli anni Settanta in poi, ci dicono le voci più antiche della Commissione speleologica veronese, sono almeno una ventina le cavità della Lessinia (quelle note, ovviamente) che si sono trasformate in immondezzai naturali per coscienze frettolose. «Era uno spettacolo». Bruno Pellegrini, presidente della Commissione speleologica di Verona, non riesce a dire altro della Spluga Ca’ dell’Ora a Moruri che lui ha visto prima, attorno al 1968, quando si poteva guardare ancora il bellissimo cono di detriti. Era «neta» e non il cassonetto approssimato dall’indecenza che è oggi. «Pneumatici, pesticidi, vernici, batterie per auto, olio motore, combustibili, medicinali veterinari, Eternit, biciclette, ombrelli, sedili di auto, stufe, carcasse di cani e daini fresche, montagne di ossa meno recenti»: questo il desolante inventario che hanno fatto, scesi nel buco di una quarantina di metri, domenica 17 febbraio alcuni speleologi del GAM di Verona (Gruppo amici della montagna) e del Gruppo Grotte Falchi. «È stata una sorta di ricognizione per documentare la situazione della cavità» spiega Francesco Bellamoli, presidente del GAM. La

pubblicazione delle foto sui social ha risvegliato lo sconcerto di tanti «Ci hanno contattato molte persone, tra loro anche alcuni residenti della zona si sono resi disponibili ad aiutare per pulirla». Ma la situazione di Ca’ dell’Ora non è nuova e non è certo un unicum. Lo si sa da anni, oltre a qualche sparuto articolo nella stampa locale, c’è, come prova, una specie di prontuario speleologico redatto nel 2006 da Andrea Ceradini (Gruppo Attività Speleologica Veronese) e da Marco Scarazzato (Gruppo Grotte Falchi Verona). Un canovaccio funzionale alle discese successive dei colleghi che offre «un’analisi visiva» del sottosuolo violato. «Al fondo del pozzo si cammina su un crepitante strato di ossa di tacchino (la sensazione è da film dell’orrore)» questa era, nella descrizione che hanno riportato i due speleologi, la Spluga del Figarol a Cerna nel 2005. «Un incubo, la piramide di carcasse bovine già alta nel 1980 ora praticamente sta uscendo» siamo a Spigola della Canova a San Rocco, nel 2004. Basta sfogliare questo atlante informale dei disastri attuati con la connivenza del buio (Fenomeni di inquinamento nelle grotte dei Lessini e del Baldo) per rimanere senza fiato. Anche il lato Monte Baldo non è immune. L’«inquinamento gravissimo» della Grotta dei Bruschi a Prada dove nel 2003 Ceradini e Scarazzato hanno rilevato che «un tubo di scarico convoglia nella cavità acqua di fognatura dal sovrastante condominio» e via così, di liquami e orrori.

DI MIRYAM SCANDOLA


25

Sono almeno una ventina le cavità della Lessinia (quelle note, ovviamente) che si sono trasformate in immondezzai naturali per coscienze frettolose IN TANTI ANNI, NESSUNO, sotto il profilo legale, si è mosso; le discariche nascoste esistono e, anche se oggi sono meno “attive”, resistono. Senza una denuncia formale, non può partire la macchina delle responsabilità. Il sequestro, da solo, non è la soluzione, una rete attorno alla grotta non cambia la situazione dell’acqua, il suo destino inquinato. Gli speleologici ormai da tempo hanno iniziato a portare avanti operazioni di pulizia in quel sottosuolo così vilipeso. Weekend regalati alla collettività, corde e bidoni per tirare su anni di sporcizie e, in collaborazione con i Comuni locali, smaltirle come prevede la legge. Con pazienza hanno ripristinato l’ambiente carsico originario di almeno una quindicina di cavità venete. Ma per la stratificazione di immondizie di Moruri non è sufficiente la buona volontà. I volumi e la tipologia tossica dei rifiuti (c’è anche amianto, pesticidi e liquidi industriali vecchi di decenni) richiedono un intervento strutturato, di concerto con il Comune di Verona. Il risultato documentale della recente visita a Cà dell’Ora sarà, e deve essere, strumentale per muovere una reazione e chiedere all’assessorato all’ambiente di avviare, oltre al supporto logistico per il risanamento, anche perizie scientifiche. Se quell’architettura di rifiuti rimane dov’è, le conseguenze

le vedremo tutti, anzi «le berremo tutti» chiarisce Giovanbattista Sauro della Commissione speleologica veronese. «Il “metabolismo” delle grotte è diverso da quello dell’ambiente esterno, è molto più lento con conseguenze di entità importante anche nell’arco di diverse decine di anni». Se le sostanze tossiche incontrano le falde acquifere, il discorso assume connotati drammatici che riguardano tutti, risorgive di pianura comprese. Anche perché «niente e nessuno può risciacquare una falda acquifera sotterranea» si legge, con un certo terrore, nel volume L’acqua che berremo della Federazione Speleologica Veneta. Non serve, o forse invece sì, creare similitudini rapide con quello che accade oggi tra i Pfas e gli esiti che comportano in termini di salute. Basta una frase che si appella più al senso di sopravvivenza che all’etica, sempre così straziata dalle interpretazioni di comodo. «Quello che butti, prima o poi te lo bevi», riassumono quasi in coro questi speleologi che usano il loro tempo libero per tutelare la fisionomia del mosaico carsico. Guadagnandosi l’accesso a quell’oscurità silenziosa, solo loro si possono confrontare con la sciatteria di tante coscienze che, non viste e mai punite, hanno imbrattato il cuore profondo della terra di tutti.■


26

IL FUTURO DEL CENTRO DI ACCOGLIENZA

COSA NE SARÀ DI COSTAGRANDE

Il centro di accoglienza di Costagrande - Comune di Grezzana - chiuderà a fine marzo. Che ne sarà della grande tenuta? Dove andranno i richiedenti asilo rimasti?

L

A GRANDE TENUTA di Costagrande, ubicata sulla collina ad ovest al confine tra Grezzana e Avesa cambierà volto. Il CAS (il Centro di Accoglienza Straordinaria) dei migranti di Verona il 31 marzo 2019 chiuderà i battenti. Che ne sarà di questa grande struttura? Il proprietario Pietro Delaini, di recente, ha dichiarato alla stampa «non c’è ancora nulla di definitivo. Stiamo studiando un progetto di riqualificazione». Al momento nessun progetto è stato presentato al Comune di Grezzana. Due le ipotesi che circolano nel paese della Valpantena: la «trasformazione dell’area a vitigno autoctono o la riconversione a centro di ritrovo e vacanza per studenti, sportivi e famiglie». L’ultima ipotesi, la più gettonata, sarebbe un grande ritorno sulla collina ancora incontaminata. All’inizio del nuovo millennio, infatti, Don Antonio Mazzi a Costagrande con la Fondazione Exodus, aveva avviato il progetto

Università della Famiglia che promuoveva nei fine settimana «eventi educativi nel contesto familiare», con l’intervento anche della Regione Veneto. Don Mazzi, all’epoca, aveva riassunto così l’esperienza «a Costagrande si sperimenta la dimensione del vivere uno accanto all'altro in una situazione di accettazione e di rispetto reciproco». Lo scopo? Aiutare la famiglia a superare le difficoltà di coppia e con i figli. Nel 2014 la tenuta di proprietà del Collegio Universitario Don Nicola Mazza, venne rilevata dall’imprenditore Delaini. Nel 2015 è diventata il principale punto di accoglienza dei richiedenti asilo della provincia. Nei momenti clou Costagrande ha ospitato anche 500 migranti, adesso ne sono rimasti poco meno di un centinaio. A Grezzana alcuni di questi richiedenti asilo hanno effettuato lavori socialmente utili e si sono fatti benvolere in paese (ve ne abbiamo parlato su Pantheon 97, ndr). Che fine hanno fatto queste persone?

DI ALESSANDRA SCOLARI


27

Alcuni provvisti di protezione internazionale, definita «sussidiaria», hanno ottenuto il permesso di soggiorno di cinque anni e se ne sono andati volontariamente perché hanno trovato un lavoro e hanno potuto affittare un appartamento (spesso vicino alla sede del lavoro) in cui andare a vivere. Parecchi se ne sono andati spontaneamente in altri Paesi europei, dove già risiedono i loro parenti ed amici. Altri, con la mediazione della Prefettura, hanno trovato posto in diverse strutture della provincia. In questi giorni sono in programma altri trasferimenti, quelli rimasti (una sessantina) saranno distribuiti nei diversi centri più piccoli attivi nel Veronese. È RISAPUTO COME le nuove normative, introdotte dal decreto Sicurezza, siano più restrittive anche per i migranti che già si trovano in

Italia. È stata abolita la terza forma di protezione, quella umanitaria (in vigore dal 1998) che permetteva brevi permessi di soggiorno, fino ad un massimo di due anni. Protezione sostituita con «permessi di soggiorno speciale», che verranno rilasciati per specifiche situazioni (vittime di violenza domestica, grave sfruttamento lavorativo, cure mediche). Inoltre non è più previsto l’obbligo per i richiedenti asilo della conoscenza dell’italiano che è «la base per l’integrazione con le comunità in cui vivono. Senza una corretta alfabetizzazione, purtroppo queste persone sono destinate a restare ai margini. Per loro sono preclusi percorsi di inclusione». Lo conferma la dirigente del CPIA, Centro Provinciale per l’Istruzione degli Adulti, di Verona, Nicoletta Morbioli, che ha visto passare dalle sue aule molti migranti poi inseritisi nella società.■

Due le ipotesi: la trasformazione dell’area a vitigno autoctono o la riconversione a centro di ritrovo e vacanza per studenti, sportivi e famiglie SPAZIO PUBBLICITARIO

Logistica interna con attività di Movimentazione, Rifornimento linee produttive e stoccaggio merce; Picking, Confezionamento ed Etichettatura; Gestione di rami d'azienda in outsourcing; Gestione del processo Reverse Logistics; Pulizie in ambito Civile, Industriale ed Alberghiero; Organizzazione di Meeting, Congressi e Incontri B2B; TEL.(+39) 045 801 5153 - www.vierregroup.com

Vierregroup S.c.a.r.l. Via Chioda 123 37136 Verona (VR) info@vierregroup.com


28

PERCHÉ BISOGNA CELEBRARE LE STAGIONI

L’OSTINAZIONE DELLA PRIMAVERA

Il canto di marso lo intonavano i giovani per le strade dei paesi nel Veronese. Erano le parole della rinascita che toglievano il gelo dell’isolamento. La primavera, per gli uomini che eravamo, rappresentava l’epilogo del silenzio, la poesia preliminare di ogni pienezza estiva.

I

MOMENTI DI PASSAGGIO SONO ATTIMI misteriosi, colmi di fatiche sommerse, a volte, estremamente onerose. Eppure sono epoche rivoluzionarie, dove le grandi forze del divenire riescono a trasformare il passato in un nuovo presente. Per arrivare a questo, però, si ha bisogno di ciò che spesso non abbiamo o non troviamo: il tempo di aspettare. Infinite sono le volte in cui vorremmo che tutto avvenisse come e, soprattutto, quando lo desideriamo. E se non accade ce la prendiamo con noi stessi, con il governo, con il destino, con le cattive coincidenze, con il karma, lo spread, i consigli falliti, con le ipotesi errate infarcite di se e di ma. La natura ragiona in modo opposto al nostro: il suo divenire è fatto di attese fiduciose, di austera pazienza, di lavoro lento ma insistente, costante, e di un’unica grande certezza: che prima o dopo tutto ritornerà ad avere un senso. Il problema è che molto spesso, oggi, ed è un'evidenza che è possibile affermare senza cadere in inutili afflati nostalgici, uomo e natura conducono vite parallele che raramente si incrociano, e il fatto che il primo sia totalmente

dipendente dall'altra rende tutto ciò perlomeno strano. Niente di nuovo, certo, perché tutto ciò viene già annoverato nel grande magma dei problemi del mondo contemporaneo; con la speranza che non venga annientato dallo stesso magma. Considerare i processi naturali come scontati, senza rendersi conto di quanto i loro messaggi parlino di noi stessi, del nostro corpo, della nostra mente, della nostra anima, significa creare una distanza tra noi e ciò che siamo; il che è evidentemente assurdo e dannoso. Il bisogno di celebrare i passaggi stagionali, ad esempio, sottesi a tutta una serie di riti agresti vivi fino alla metà del secolo scorso, desiderio che non si percepisce ormai più se non nelle menti dei bambini, si inserisce in questa dicotomia tra uomo e natura. Se prendiamo ad esempio il periodo dell'anno che stiamo vivendo, in cui tutto ciò che sembrava annientamento e morte, silenzio e vuoto, lascia spazio alla rinascita della vita, piena, rigogliosa, splendida e ridente come solo lei sa essere, non possiamo non essere ammirati dal grande messaggio

Considerare i processi naturali come scontati, senza rendersi conto di quanto i loro messaggi parlino del nostro corpo, della nostra mente, della nostra anima, significa creare una distanza tra noi e ciò che siamo

DI MICHELA CANTERI


30

che ci proviene dalla natura: che la morte non è la fine, e che per rinnovarsi e rinascere bisogna fermarsi. È interessante notare, a questo proposito, che nel primo calendario romano i 61 giorni invernali non venivano conteggiati, e dopo dicembre si entrava in una sorta di tempo-non-tempo per riprendere di nuovo il conteggio a marzo. Mese in cui i giorni tornavano ad avere un senso. UN TEMPO I PASSAGGI STAGIONALI sapevano parlare con grande intensità all’uomo e alle comunità in cui viveva. Nel Veronese, ad esempio, vigeva un rito che si definiva, con alcune piccole differenziazioni locali, cantar marso. L'ultimo giorno di febbraio, solitamente, e i primi due di marzo, i giovani del paese si inoltravano per le vie o per i campi, facendo un gran baccano con strumenti roboanti e tonanti, a festeggiare il passaggio dalla stagione invernale alla primavera. Soprattutto in montagna e nelle valli, la fine dell'inverno corrispondeva alla possibilità di riallacciare i rapporti sociali, dopo lunghi mesi passati in isolamento nelle proprie contrade intirizzite dal freddo, lontani dal centro del paese che era spesso impossibile da raggiungere a causa del ghiaccio, della neve e del freddo, e nelle stalle, unico caldo riparo grazie al fiato degli animali. Oltre a ciò, poiché l'arrivo del caldo e della bella stagione riattivava anche allora alcuni ormoni, il cantar marso si incentrava in particolar modo sul pubblico annuncio di nuovi fidanzamenti, attraverso una filastrocca che veniva recitata in forma dialogata; nelle zone di montagna, ad esempio, i ragazzi di diverse contrade si mettevano su due alture contrapposte con campane, secchi, coperchi, e tutto ciò che potesse far baccano, e qui recitavano questa canzoncina in cui, per le prime due sere, si ci divertiva a formare coppie strampalate e a ridico-

lizzare questi finti fidanzamenti, l'ultima sera, invece, si rendevano pubblici o si formavano coppie realmente innamorate. Ad autunno inoltrato, lo ricordiamo tutti, era diminuita la luce, i fiori erano appassiti, morte le foglie, le piante sterili. Poi ecco il vento del nord a paralizzare cielo e terra, immobilizzando colori, umori e rumori. Tutto di nuovo perduto. Svanito. Pietrificato dal gelo che annienta, uccide, cancella. E invece, sotto il manto dell'inverno, la terra ha potuto riposare, ritrovare energia, rinascere. Innamorarsi. E farci innamorare.■


Partecipa al nuovo progetto di produzione di energia per la tua casa! Acquista quote degli impianti fotovoltaici le Fattorie del Salento, il nuovo progetto della cooperativa WeForGreen Sharing, sviluppato per permettere alle persone che non possono installare un proprio impianto fotovoltaico perché abitano in condominio, sono in affitto o hanno vincoli storicoarchitettonici, di autoprodurre e consumare la propria energia pulita. Associarsi alla cooperativa e partecipare al progetto significa:  autoconsumare solo energia rinnovabile che utilizza il sole come fonte di approvvigionamento,  ripagarsi la bolletta grazie ai benefici dei ristorni e degli altri vantaggi che la cooperativa riconosce ogni anno a ciascun socio,  sviluppare una propria indipendenza nei consumi di casa grazie all’autoproduzione di energia.

Scopri di più... Chiamaci al numero verde 800 999 211, scrivici su cooperativa@weforgreen.it o vieni a trovarci in Via Torricelli 37 - 37136 Verona (ZAI)

www.weforgreen.it


32

LO SCAMBIO ETICO (E AFFETTIVO) DELLE SEMENTI

LA BIBLIOTECA DEI SEMI

E se vi dicessimo che a Verona esiste una realtà in cui si possono prendere in prestito i semi, da piantare nel vostro giardino o sul vostro balcone, come si fa in biblioteca con i libri?

S

I TRATTA DI UNA VERA e propria Biblioteca dei semi, e il suo funzionamento è molto semplice: si prendono in prestito i semi, che saranno poi piantati; alla Biblioteca verranno riportate quindi le sementi prodotte da quelle nuove piante, in un circolo virtuoso di scambio e diffusione che ha lo scopo di mantenere vive tradizioni, saperi e anche sapori. È questo, in sintesi, il progetto portato avanti da Francesco Badalini, perito agrario, già fondatore del Movimento per la Decrescita Felice di Verona, referente e formatore per i giardinieri bio-etici del Veronese ma anche co-fondatore dell’associazione di formazione per agricoltori Terra Viva, attiva sul nostro territorio, che prende spunto da altre Biblioteche dei Semi presenti in Italia e all’estero. «Tutto nasce dal ritorno a una pratica antica, ovvero quella dello scambio delle sementi tra gli agricoltori. Così si faceva nel passato, prima che le multinazionali monopolizzassero il mercato attraverso semi ibridi e non fertili, le cui piante non producono cioè a loro volta semi, costringendo quindi gli agricoltori ad

acquistarne ogni anno di nuovi. Queste sementi, tra l’altro, essendo prodotte per il mercato mondiale e non essendosi originate in uno specifico ambiente – come accade invece per le coltivazioni locali tradizionali – necessitano di grandi quantità di fertilizzanti e anticrittogamici per essere produttive, prodotti costosi ma soprattutto nocivi» spiega Badalini. Un circolo vizioso che produce dipendenza dalle multinazionali del settore e rovina il nostro ambiente. Eppure interrompere questo schema è possibile, almeno su piccola scala. «La Biblioteca dei Semi si inserisce in un’ottica di agricoltura conservativa – prosegue Badalini – e si differenzia dal semplice scambio di sementi proprio nel concetto che la caratterizza alla base: non si tratta solo di prendere in prestito i semi, ma anche di far nascere e crescere nuove piante e, a maturazione, riportare una parte dei semi prodotti dalle piante alla Biblioteca, mantenendola così viva e attiva. Questo sistema presuppone un rapporto e un impegno reciproco tra i contadini e gli appassionati di orticoltura che vi si rivolgono,

DI FRANCESCA MAULI


33

La Biblioteca è aperta a tutti, anche ai semplici curiosi. Per aderirvi, non occorre avere un orto o un giardino, bastano alcuni vasi di terra e un balcone che contribuiscono così a mantenere feconde le sementi. Se non piantate, perderebbero parte della loro fertilità». MA LA BIBLIOTECA DEI SEMI non è solo questo: diventa luogo di scambio di informazioni, di conoscenze sulle diverse tipologie di piante, sui vari terreni, sulle tecniche di coltivazione che riunisce, sotto lo stesso tetto, esperti e neofiti, coltivatori - per lo più vocati al biologico o alla coltura naturale - e semplici appassionati. «Non abbiamo creato un’associazione, per ora» chiarisce Badalini. «Ci incontriamo, in maniera libera, il primo giovedì del mese, alle 19.30, presso la Tavernetta Boom- Boom, in via Cacciatori delle Alpi 8, a Verona. Lì abbiamo la possibilità di scambiare i semi, di chiacchierare, di dare e ricevere informazioni. Alle nostre serate partecipano sia professionisti che principianti, che possono quindi chiedere un aiuto per imparare a conoscere il proprio terreno, cosa piantarvi e in che modo, ma anche ricevere nozioni su come creare un orto verticale sul proprio balcone. Ci fermiamo poi per una cena in compagnia e la serata prosegue con giochi da tavolo messi in condivisione. Nei fine-settimana la Biblioteca si sposta a Fittà di Soave e apre al pubblico, su prenotazione (chiamando Francesco Badalini al 340 4915732, ndr), in una proprietà circondata da un bosco e da vigneti biologici». Con la bella stagione alle porte, non resta che preparare i vasi e gli attrezzi da giardinaggio… e fare un salto in Biblioteca.■ La pratica di radicare le carote col ciuffo allo scopo di produrre il seme

SPAZIO PUBBLICITARIO


34

IL PILOTÒN DI MONTORIO

LA PIETRA SACRA SUL MONTE DELL’AURORA Un blocco di pietra bianca posto all’incrocio di cinque sentieri sulla dorsale di Montorio. Intorno a questa pietra la storia diventa leggenda e la leggenda mito, alla ricerca della sua primitiva funzione legata in qualche modo alle origini della città.

C

HI DI NOI NON È RIMASTO affascinato dalle storie e dalle leggende? Verona è ricca di questi racconti, alcuni dei quali hanno segnato anche la cultura figurativa di intere zone, come la Lessinia, dove la tradizione popolare trasmette di generazione in generazione i fantastici racconti di fade e anguane. Non è da meno il Pilotòn di Montorio, un pesante monolite di pietra bianca che sorge sul crinale che sale da Montorio verso San Fidenzio, all’incrocio con i sentieri che conducono rispettivamente a Novaglie, San Fidenzio, Mizzole, Montorio e Gazzol. A prima vista sembra un semplice blocco di pietra, posto forse per delimitare le proprietà agricole, ma chi lo conosce da sempre, come i montoriesi, è sicuro che dietro a questo menhir vi sia molto di più. Le teorie si rincorrono, si mescolano con la tradizione e la leggenda. Il Pilotòn, un po’ come il complesso megalitico di Stonehenge nella contea britannica dello Wiltshire, sopravvive ai millenni, affascinando grandi e piccoli in quella che potrebbe essere un’antichissima testimonianza dei primi insediamenti abitativi di Verona. Concretamente si tratta di un blocco di pietra conficcato nel terreno e leggermente lavorato sulla superficie, che in origine misurava 3,2 metri di altezza e che, in epoca recente, ha perso parte del

suo blocco, forse spezzato da un fulmine o da un atto di irresponsabili. All'inizio del Novecento, il Prof. Umberto Grancelli ha condotto ricerche storiche e archeologiche sul Pilotòn classificandolo come “betilo” di età romana, quindi intorno al 150 a.C., ovvero una pietra posta sempre in luoghi sacri. Secondo Grancelli la posizione del Pilòton seguirebbe l’orientamento solare del piano di fondazione di Verona romana. Il monolite sarebbe infatti in linea con la pianta della città, tanto che prolungandone la linea d’orizzonte, arriverebbe a segnalare il punto in cui il sole sorge su Verona il 21 giugno, motivo per cui i montoriesi si radunano intorno al Pilotòn proprio per celebrare il solstizio d’estate. Una funzione che sposerebbe la teoria secondo cui Montorio abbia origine dalla denominazione “Mons Aureus”, ovvero “monte dell’aurora”. Questa funzione quasi celebrativa lascerebbe pensare che, proprio come il citato Stonehenge, anche il Pilotòn possa essere stato circondato in cerchio da un’altra serie di menhir, ad avvalorare ipotetiche funzioni astronomiche e astrologiche. Un complesso più ampio che avrebbe dato la possibilità di seguire gli spostamenti degli astri o di creare rudimentali orologi e calendari.

DI MATTEO BELLAMOLI


35

SECONDO ALBERTO E GIOVANNI SOLINAS, che tornarono a studiare il Pilotòn, la pietra è probabilmente risalente al periodo preistorico definito Bronzo Medio (1500 a.C) ed è lo stesso Alberto Salinas che scrive come: «all'inizio del 1977 una vecchietta del luogo mi raccontò come i suoi nonni accostassero l’orecchio al Pilotòn per sentire il rumore del mare o quello dei cavalli in corsa» o ancora «in primavera le ragazze dopo aver ascoltato la messa a San Fidenzio andavano al Pilotòn e appoggiavano l’orecchio, per sapere se entro l’anno avrebbero incontrato il fidanzato». Un’altra ipotesi sostiene, invece, che questa pietra non fosse nient’altro che un segnale, un’indicazione che i romani posero per segnalare il numero progressivo delle miglia e anche questa funzione potrebbe rintracciarsi nel fatto che qui, nell’epoca ben più recente del Regno Lombardo Veneto (1814-1886), si incontravano i confini dei comuni di Poiano, Santa Maria in Stelle, Montorio e Castel San Felice. Un luogo che vive della magia e dell’incertezza del tempo e che, come tutte le misteriose leggende che aleggiano sul nostro passato, nasconde segreti sui quali si sono probabilmente costruite le nostre società. Un motivo in più per andare a visitarlo, non fosse altro perché sorge in una delle zone più panoramiche e scenografiche di tutta la provincia.■

L'ORIGINE DEL CRINALE PREAFITA In epoca recente, le pietre come il Pilotòn sono state definite “pietre fitte” o “pietre dritte”, da cui deriva il nome “Preafita” che ha dato il nome al monte e al crinale dove sorge il Pilotòn stesso. Per dare un’idea della forza culturale di questi monoliti, basti pensare che il folklore della Sardegna è molto legato alle “pedras fittas”, di cui troverete ampio riferimento anche in rete.

SPAZIO PUBBLICITARIO

WORKSHOP TURISMO E ACCOGLIENZA

5° E D I Z I O N E S TAT I G E N E R A L I

DEL TURISMO E D E L L ’ ACCOG L I E N Z A GIOVEDÌ 11 APRILE 2019 O R E 17.00 - 18.3 0 VILLA ARVEDI - GREZZANA - VERONA ISCRIZIONI: EVENTI@VERONANETWORK.IT


36

EUROPE ENERGY DI NUOVO SUL PALCOSCENICO MONDIALE La multitutility veronese fondata nel 2007 dall’ingegnere e presidente Matteo Ballarin, dopo l’esordio in MotoGP dello scorso anno con il Team Estrella Galicia, torna in pista assieme al nuovo e attesissimo Team Petronas Yamaha SRT, puntando ancora sull’ex-iridato Franco Morbidelli. Al via a maggio anche un nuovo Mondiale di moto elettriche.

E

UROPE ENERGY TORNA IN SELLA. Dopo un anno dall’esordio assoluto in Moto GP con la sponsorizzazione del Team Estrella Galicia 0,0 Marc VDS Honda, festeggiata con una grande cerimonia di gala e ospiti internazionali il 30 novembre 2017 a Peschiera del Garda, in occasione del decimo anno dalla fondazione, la multiutility nata a Verona nel 2007 e fondata dall’imprenditore scaligero Matteo Ballarin sarà ancora più protagonista quest’anno nella nuova stagione del motomondiale 2019. Lunedì 28 gennaio, a Kuala Lumpur, capitale della Malesia, Ballarin ha partecipato alla presentazione ufficiale dell'attesissimo Team Petronas Yamaha SRT, la nuova squadra satellite Yamaha, di cui Europe Energy è tra i principali sponsor, che schiererà in pista come punta di diamante Franco Morbidelli, fedele al brand scaligero già l’anno scorso con l'esperienza con Marc VDS. Assieme al pilota italiano, iridato in Moto2 due anni fa, ci sarà il giovanissimo e battagliero ventenne francese Fabio Quartararo. Nell’evento di lancio del team nei prestigiosi spazi delle Torri Petronas, tenuto a battezzo dal “padrone di casa” Razlan Razali (proprietario del Sepang International Circuit), oltre alla formazione che prenderà parte alla classe regina, sono stati presentati anche i piloti

DI MATTEO SCOLARI

delle cosiddette “serie minori”, che correranno con la denominazione di Petronas Sprinta Racing. In Moto2 ci sarà il malese Khairul Pawi, considerato dagli addetti ai lavori tra i più esperti sul bagnato, in Moto3 saranno invece in pista l'esperto scozzese John McPhee e lo scalpitante giapponese Ayumu Sasaki. Nonostante la differente denominazione, le moto di tutte e tre le classi sfoggeranno la stessa colorazione e avranno tutte e tre la partecipazione dell’azienda veronese Europe Energy sulle scocche. Oltre alle YZR-M1 in MotoGP, il Team Petronas schiererà una Kalex in Moto2, da quest'anno motorizzata Triumph, e due Honda NSF250RW nella classe cadetta. Per Morbidelli, la sfida rappresentata dal team Petronas Yamaha SRT è una di quelle da vivere intensamente: «Mi sento parte di un grande progetto e sono molto grato a tutti per aver creduto in me. – ha dichiarato all’evento di presentazione l’ex iridato - Sono molto contento e spero di riuscire assieme a Fabio di ottenere buoni risultati. Io farò di tutto per regalare delle belle soddisfatti alla Petronas e a tutto il team, comprese le persone a me vicine, tra cui Matteo Ballarin che già l’anno scorso ha creduto in me e nelle mie capacità».


I piloti di MotoGP Fabio Quartararo e Franco Morbidelli

37

Al ritorno in Italia, qualche giorno dopo il big show di Kuala Lumpur, abbiamo incontrato l’ingegner Ballarin nella sede della Europe Energy a San Martino Buon Albergo. Presidente, a distanza di un anno dal debutto della vostra azienda nel grande palcoscenico internazionale delle due ruote, in questo 2019 avete deciso di esserci ancora e in maniera più decisa e incisiva. Come mai? Consideriamo la partecipazione in MotoGP, e nelle altre due serie, come una straordinaria opportunità per la nostra azienda. Troviamo forte sintonia e affinità tra un mercato come il nostro, quello dell’energia, in continua evoluzione anche per effetto delle prossime liberalizzazioni, e il mondo delle due ruote. In entrambi i casi c’è tanta adrenalina e ritrovo, sia nel mio settore professionale che in quello sportivo del motomondiale, la volontà di chi ne fa parte di evolvere e di passare da un contesto generale fatto di ottima artigianalità a un altro, invece, più evoluto, di eccellente professionalità. Ha avuto benefici dall’investimento effettuato nel 2017/2018 in Moto GP? Molti. La sponsorizzazione ad alti livelli, e in questo ambito sportivo specifico, fino a pochi anni fa era un’opportunità pressoché esclusiva dei marchi di settore inerenti al mondo delle due ruote. Oggi, per fortuna, non è più così. Anche aziende impegnate in altri contesti possono trarre beneficio da una grande vetrina globale qual è il MotoGP. Come Europe Energy, cosa sta dando di ritorno questo importante investimento economico che avete sostenuto? Il MotoGP, ma anche le altre serie, muovono l’interesse di milioni di utenti in tutto il mondo. Attraverso i canali tradizionali e, soprattutto, digitali, si crea una cassa di risonanza enorme messa a disposizione anche per le aziende come la nostra, che trovano in questo tipo di operazioni un passe-partout incredibile per sviluppare relazioni internazionali e, non da meno, per incrementare significativamente lo standing aziendale. L’anno scorso il vostro primo campionato con il Team Estrella Galicia, quest’anno il Team Petronas. Un bel salto. Già da queste prime battute iniziali ho percepito un grande salto. Da un buon team gestito in ogni caso, e in senso buono, da un “padre padrone”, siamo passati a un team dove l’organizzazione è ai massimi livelli e dove la divulgazione e la gestione del marchio rappresenta un valore assoluto. In Petronas c’è molta più attenzione ai dettagli, con un approccio sistemico, meno artigianale. Andate avanti con Morbidelli… Franco Morbidelli è un ragazzo d’oro e un grande professionista. Considerato da Valentino uno dei La stretta di mano tra Razlan Razali e Matteo Ballarin

suoi possibili eredi: non a caso è uno dei piloti della VR46 Riders Academy e come il Vale ha un’attenzione quasi maniacale per i dettagli. Quest’anno è anche testimonial del nostro brand. Per il 2019 Franco ha a disposizione una signora moto, cosa che nella scorsa stagione gli è mancata. Ci sorprenderà, sono sicuro, e farà un’ottima figura con il nuovo team, assieme al suo compagno di squadra Fabio Quartararo. Così come tutti gli altri piloti del Team Petronas. Il MotoGP assieme a Petronas non è l’unica novità che la riguarda, vero presidente? È vero, Europe Energy affiancherà il nuovo team SIC (Sepang International Circuit), sostenuto dal colosso Petronas, nel suo debutto nel campionato MotoGP gareggiando in tutte le classi. Ma tra i vari progetti ce n’è uno che, sulla carta, ha le migliori possibilità di darci grandi soddisfazioni. Il team si chiama One Energy Racing, di cui io a titolo personale, come Matteo Ballarin, e Sepang siamo i proprietari. Abbiamo ingaggiato l’inglese Bradley Smith – ex pilota KTM - per la stagione di debutto della MotoE World Cup, il campionato per moto elettriche, che quest’anno sarà incluso in cinque eventi della MotoGP, a partire da Jerez il 5 maggio. Abbiamo grandi aspettative. Cosa si aspetta, quindi, dal nuovo debutto nel motomondiale, in questo caso elettrico? Beh, a dirla tutta, vorrei vincere il mondiale.■


38

LA PRINCIPESSA DEL KART

LEI, CHE STACCA ALL'ULTIMO

Premiata dall'Aci come vincitrice assoluta femminile e seconda di categoria al Campionato Italiano Rotax Junior, Emma Segattini sul kart, come con le bacchette della batteria in mano, è adrenalina pura.

L

E GARE SI FINISCONO sempre, anche se sei l’ultima, si finiscono». I consigli di papà Marco, Emma li ascolta sempre, perché è l'unica persona che prima di una gara sa scioglierle i nervi, dosare le emozioni col contagocce e trasformarle in una pozione esplosiva. Basta che le metti in mano un volante e Emma comincia a farsi sentire, senza usare parole, conversa con la sua passione. Ad animarla sono i suoni delle gomme sulla pista da kart dove ogni domenica si allena, a Lonato. Emma è approdata quest'anno nel Campionato Italiano Rotax Junior, all'alba dei suoi 13 anni. Il podio è già suo: vincitrice assoluta femminile e seconda di categoria, dietro solo al campione italiano Elia Galvanin. Va ricordato che qui si corre tutti, maschi e femmine, insieme. L'età non permette certificazioni di maggior propensione alla guida di un sesso rispetto ad un altro. In questo sport quello che conta è «staccare all'ultimo». Marco ci mostra un video: si vede Emma mentre supera, all'interno di una curva, un avversario. È così. Non è questione di incoscienza, a farti vincere è scegliere, con precisione e preparazione, il momento esatto in cui bisogna iniziare a frenare. Emma corre «in un team in rosa», così definito sempre dal papà Marco e da Gianni Bussola, il papà di Marta, un'amica di Emma. Insieme hanno dato vita all' ABS Racing Team, che sta a significare, in base ai gusti, Bus-

sola-Segattini oppure, con ironia gastronomica, Burro-Salvia. Marco è, infatti, proprietario dell'Hostaria La Vecchia Fontanina, dove lavora come chef con la moglie Sabrina. Gianni, invece, una volta correva sul kart e ha passato la passione alla figlia. Ora i due papà fanno da manutentori ai kart delle figlie, sono un po' meccanici un po' personal trainer. C'è da lavorare parecchio sui muscoli delle braccia, sul collo; poi il sangue freddo è una dote, ci puoi lavorare ma è questione d'istinto. Ed è forse proprio questo che fa vincere Emma, l’energia, sempre consapevole, che scaturisce dall'avere uno davanti da superare, starci dietro e scattare al momento giusto. Il modello di riferimento, quando è al volante, è la mamma. Sabrina, dal canto suo, vede in sua figlia un'amazzone, «lei è forte sul bagnato». Si fa fatica a credere che qualcuno possa trovarsi a suo agio quando l'asfalto ti toglie qualche sicurezza. Eppure l'episodio dell'8 ottobre scorso, lo testimonia. Ultima gara. Emma parte ultima, recupera dodici posizioni ed è seconda. Sfiora il campione in carica ed esce di strada perdendo tutte le posizioni. Rifà tutto daccapo. Conclude la gara seconda dopo ventiquattro sorpassi e l'asfalto bagnato. Dulcis in fundo, Emma è anche una musicista. Quando non corre, suona la batteria e sulle note degli AC/DC trova la sua massima liberazione.■

DI MARCO MENINI

Emma Segattini


www.lucense1923.it

INVESTI NEL FUTURO RISPARMIA SULLA BOLLETTA PRODUCI LA TUA ENERGIA

LUCENSE 1923

PRENOTA OGGI LA TUA QUOTA DELLA CENTRALE LUCENSE 1923 PER INFORMAZIONI 800 999 211 - INFO@LUCENSE1923.IT


Finval ed il progetto Lucense 1923

L

a piccola centrale idroelettrica che si trova a Montorio (Verona) è un edificio del ‘900 adagiato sulle correnti del torrente Fibbio che fino al 1985, ha prodotto energia elettrica sfruttando il salto d’acqua del torrente. Abbandonata per oltre 30 anni, È stata riqualificata e inaugurata nel settembre 2016 grazie all’intervento imprenditoriale di Finval (Finanziaria della Valpantena e Lessinia) ricominciando a produrre energia pulita. Finval Spa nasce dall’iniziativa di un gruppo di 90 soci di Verona, tra cittadini, imprenditori, manager, professionisti e simpatizzanti, con una grande passione in comune: “Concorrere allo sviluppo economico e sociale del territorio promuovendo l’attività delle imprese e degli operatori economici in genere, per favorire la crescita del bene comune, del benessere e

della solidarietà tra le persone”. Il progetto Lucense 1923 è inserito all’interno dei progetti di riqualificazione territoriale sui quali Finval opera sensibilizzando i cittadini e le loro associazioni al fine di raggiungere l’obiettivo comune di valorizzare il territorio e le sue persone. Il progetto non ha previsto alcuna modifica di tipo volumetrico. Dopo aver completamente recuperato l’edificio fatiscente, installate le nuove turbine, le nuove paratoie per la gestione dei flussi d’acqua e l’impianto elettrico, la centrale è stata allacciata alla rete elettrica il 30 agosto del 2016.

La storica Lucense del 30 giugno 1923 Un po’ di storia… Il 30 giugno del 1923, innanzi al notaio Francesco De Besi, compaiono 26 persone, tutti cittadini di Lugo di Grezzana (VR), compreso don Giuseppe Fontana, il curato della parrocchia. Quel giorno nacque la Società Idroelettrica “La Lucense”, un progetto promosso dai cittadini del luogo con l’obiettivo di utilizzare le acque che scendevano dal Monte Tesoro per produrre energia elettrica e distribuirla tra i consumatori del paese e dei dintorni. Quella della Lucense è una storia di sviluppo del territorio a nord est di Verona che ha visto la sua conclusione con la nazionalizzazione di tutte le centrali elettriche a seguito della nascita di ENEL (Ente Nazionale Energia Elettrica) nel 1963. Nel 2016 nasce Lucense 1923 e deve il suo nome a quello della storica centrale idroelettrica “Lucense” che era stata costruita nel 1923 a Lugo di Grezzana. Il nome di battesimo è stato sapientemente scelto per richiamare un modello in cui i cittadini siano i protagonisti della ricchezza del territorio.

PRENOTA OGGI LA TUA QUOTA DELLA CENTRALE LUCENSE 1923


I vantaggi di essere soci

I

l sistema di incentivi statali ai quali accederà la Lucense 1923 prevede che tutta l’energia prodotta sia ritirata dal GSE (Gestore dei Servizi Energetici) e utilizzata per la collettività. Questo modello di contributi consente di produrre energia elettrica a favore del territorio, ma al tempo stesso permette a chi partecipa al progetto di ricevere un incentivo economico che va a ripagare il suo investimento. La centrale mini-idroelettrica sfrutta l’energia dell’acqua che cade dal ramo più alto a quello più basso del fiume Fibbio che, nel tratto in cui si trova la Lucense 1923, si dirama in 2 tronchi. A monte della centrale si trova una iniziale vasca di carico, dove l’acqua del fiume si raccoglie accumulando energia prima di entrare nelle camere delle turbine. Nel momento in

potenza nominale

di

112 kW

cui entra nelle camere, muovendosi velocemente verso il basso grazie al salto presente, l’acqua passa attraverso le giranti delle 2 turbine Kaplan installate, prima di fuoriuscire nuovamente nei 2 diversi corsi del fiume Fibbio da cui proviene. Il movimento rotatorio delle giranti delle turbine attiva in questo modo 2 generatori a magneti permanenti che trasformano l’energia di moto prodotta dal flusso dell’acqua in energia elettrica. Con l’inserimento delle due nuove ed efficienti mini turbine, si ottiene una potenza di circa 112 kW e una produzione media annua di 475.000 chilowattora di energia pulita, originando ricavi per 95.000 € all'anno.

bbattimento di anidride carbonica

La produzione annua

475.000 kWh

20 anni

incentiv

i statali

La centrale gode di incentivi statali per 20 anni dalla data di allaccio alla rete.

La centrale ha una potenza nominale di 112 kW ed è alimentata da 2 turbine Kaplan monoregolanti in camera libera di potenza pari a 56 kW ciascuna, con accoppiamento diretto all’albero generatore.

La produzione annua di energia prevista è di circa 475.000 kWh (equivalente al fabbisogno di 200 famiglie).

350 tonnellate di CO2 all’anno.

L’impianto porterà ad un abbattimento di anidride carbonica in atmosfera pari a circa 350 tonnellate di CO2 all’anno.

DATI TECNICI della centrale Lucense1923

PRENOTA OGGI TUA QUOTA DELLA PRENOTA OGGI LALA TUA QUOTA DELLA CENTRALE LUCENSE 1923 CENTRALE LUCENSE 1923 PER INFORMAZIONI 3298314850 - MARKETING@VERONANETWORK.IT


42

42

ULTIME QUOTE Finval SpA - T. +39 045 8650746 - info@lucense1923.it - www.lucense1923.it

Per maggiori informazioni su come diventare socio di Lucense 1923

SCRIVI A: info@lucense1923.it chiama il numero 800 999 211 Per prenotare la tua visita alla centrale

scrivi a: info@lucense1923.it

INVESTI nel Futuro

Lucense 1923: la nuova energia del territorio www.lucense1923.it

Autoprodurre la propria energia oggi è ancora più facile. Compra una o più quote LUCENSE e diventa socio di “Lucense 1923”, la centrale idroele�rica di Montorio. La tua energia pulita a pochi passi da casa che � perme�e di PRENOTA OGGI LA TUA QUOTA DELLA risparmiare sulla bolle�a, per sempre! CENTRALE LUCENSE 1923 1923

PER PER INFORMAZIONI INFORMAZIONI PER INFORMAZIONI 3298314850 3298314850 800 - MARKETING@VERONANETWORK.IT 999 - MARKETING@VERONANETWORK.IT 211 - INFO@LUCENSE1923.IT


43

I NUMERI VERONESI DI UNA TENDENZA

I TATUAGGI STANNO DAVVERO PASSANDO DI MODA? Il The Guardian dice che ormai sono in una irrevocabile parabola discendente. Ma a Verona tra il 2012 e il 2017 sono triplicate le attività legate a tatuaggi e percing. Un dato che non stupisce, a fronte degli infiniti corpi “ricamati” che, ogni giorno, vediamo attraversare la città. E non è solo dovuto al PassionArt Tattoo Convention che in Gran Guardia (dal 23 al 24 febbraio), tra show e dimostrazioni, ha portato grandi nomi del settore. Gli storici professionisti veronesi, dal canto loro, lanciano riflessioni sull’etica perduta del gesto in sé, sulla sua ritualità annebbiata in questo modaiolo «Far West».

N

ELL'ERA IN CUI, AMMETTIAMOLO, è più facile rimanere colpiti dalle “mosche bianche”, ovvero da chi non possiede un tatuaggio o un piercing, non fa poi così clamore il dato emerso dell'analisi condotta da Unioncamere-Infocamere sui dati del Registro delle imprese delle Camere di commercio. Tra il 2012 e il 2017 sono triplicate le imprese di tatuatori e piercer in provincia di Verona. A sopperire a questa alta richiesta di formazione ci hanno pensato Confartigianato Verona e Upa Servizi Srl organizzando un corso a riconoscimento regionale per fornire una formazione qualificata e professionalizzante dell’operatore di tatuaggi-piercing. Valeria Bosco, segretario di Confartigianato Scaligera e direttore di Upa servizi, spiega come: «In provincia di Verona, nel dicembre 2012, le imprese del settore registrate erano 25, mentre a dicembre 2017 se ne sono contate 84 con un ulteriore e certo incremento anche nel 2018. Senza dimenticare - aggiunge Bosco - tutte le attività di estetica che, nella propria offerta di servizi alla clientela, inseriscono anche il tatuaggio estetico o semplicemente decorativo, oltre al piercing». Il corso, che prevede una durata di 90 ore andrà a formare gli iscritti abbinando i capitoli più “pratici” e tecnici al panorama normativo per la sicurezza nel luogo di lavoro e per le prescrizioni igienico-sanitarie. A NON ACCETTARE PERÒ DI BUON GRADO questi corsi professionalizzanti sono gli storici tatuatori veronesi che sollevano perplessità e dubbi. «Fino a 15 anni fa - spiega Francesca titolare di Urban Cowboy Verona - ottenere

un permesso per avviare un'attività come la mia era una corsa ad ostacoli tra burocrazia, certificazioni e attestati. Oggi con sole 90 ore di corso giovani alle prime armi aprono 'bottega' con l'illusione di essere arrivati. Potrei capire se si avviassero corsi di aggiornamento o, addirittura, corsi di etica del tatuaggio. Più di un 20% del mio tempo lo dedico a coprire e sistemare tatuaggi fatti da gente inesperta. Si va così scatenando una guerra al prezzo e a rimetterci sono ragazzi che spinti dalla moda si fanno tatuare la faccia e le mani così tanto per fare. La professionalità sta nel dire loro di “no”. Stiamo bruciando la storia, l'etica e il senso di un tatuaggio che deve nascere da un’idea, da un’esperienza». Sulla stessa linea Giuseppe, titolare di Ink Addiction: «Ci ritroviamo nel Far West del tattoo, dove per aprire un negozio basta, oggi, un breve corso di formazione. A rimetterci di più qui è chi da una vita fa questa professione con cura, studio e passione. Siamo da sempre - sottolinea Giuseppe - una categoria messa all'indice, giudicati male dalla società e per nulla tutelati. Oggi ancor di più. La moda dice che va bene essere tatuati e noi paghiamo le conseguenze di un’immotivata apertura di attività che creano una concorrenza spietata e ingiustificata. La formazione e la conoscenza non possono essere affidate a corsi improvvisati ma tramandate nel rispetto della tradizione e dell’esperienza di chi esercita quotidianamente. Le istituzioni - conclude il proprietario di Ink Addiction - stanno solamente illudendo i giovani: fanno loro intraprendere carriere salvagente in un mercato peraltro già saturo».■

DI GIORGIA CASTAGNA


44

IL CAPITANO DELLA VENPLAST

ALICE E IL MERAVIGLIOSO MONDO DELLA PALLAMANO Alice Biondani è una ragazza veronese di 21 anni. Quasi dieci anni fa conobbe la pallamano – anche se non fu un colpo di fulmine – e da allora di strada ne ha fatta molta. Ora è capitano, anche se così giovane, della Venplast Dossobuono che punta ai playoff scudetto di serie A1 femminile.

S

APER GUIDARE GLI ALTRI, anche e soprattutto nella tempesta, probabilmente non è qualcosa che si possa insegnare. E nemmeno per forza una predestinazione al servizio di personalità dotate di un'incrollabile fiducia in se stesse. Alice Biondani ha poco più di vent'anni e da nove circa calca i parquet italiani cercando di "bucare" i portieri avversari. Capitano della Venplast Dossobuono, serie A1 femminile, assieme alle compagne sta lottando per conquistare la qualificazione ai playoff scudetto. Così racconta l'incontro con quello che ora è il suo sport: «Ero in prima o seconda media, da tempo praticavo ginnastica artistica ed ero in quel momento in cui capisci di essere stanca e di non avere sbocchi. Un'amica mi propose di provare la pallamano: l'avevo già sperimentata

a scuola e non mi era piaciuta. Ma quella volta fu totalmente diversa e lo sentii da subito». Il primo anno la sua squadra Under 14 vince il campionato regionale, classificandosi poi terza alle nazionali. Una partenza da paura per quella ragazzina che ha trovato nella pallamano una seconda casa, un gruppo di amiche e due aspetti che adora: la corsa e la velocità di gioco, necessarie per scaricare le tensioni quotidiane. «Le gambe e le braccia – spiega – arrivano fino ad un certo punto. Come in qualsiasi sport, serve saper ragionare per capire i momenti in cui le cose diventano più difficili». GLI OSTACOLI NON ARRIVANO solo dal campo e questo è un periodo non semplice per la Venplast. Ad un inizio di campionato con alcuni

DI EMANUELE PEZZO

BPE Foto


45

LE SUE PASSIONI: LA MONTAGNA, I VIAGGI E... INSTAGRAM

Alice, studentessa universitaria al terzo anno di economia aziendale, è un'amante dello sport – afferma di aver provato una miriade di discipline e di essere tuttora in cerca di qualche nuovo sport – e dei viaggi, da fare anche in solitaria. Come tanti altri sportivi che praticano discipline meno diffuse in Italia, per lei sarebbe facile pensare di vivere nel posto sbagliato. Eppure dice: «Qui sto bene. Poi, se dovessi scegliere un posto dove vivere, vorrei fosse la Norvegia: il freddo, i paesaggi, i fiordi... e poi ci sono tantissime squadre di pallamano, che anche in terza categoria sono fortissime». «Non sono patita di social, per quanto siano importantissimi mezzi di comunicazione e promozione. Posso dire che se mi togliessero Facebook riuscirei a vivere tranquillamente. Tuttavia avrei qualche problema a stare senza Instagram». BPE Foto

exploit è seguito un momento di incertezza, perciò il club ha deciso di effettuare un cambio in panchina per scuotere la squadra. A farne le spese è stato il tecnico spagnolo Roberto Escanciano Sanchez, che da otto anni allenava la prima squadra e che in passato seguiva anche le giovanili in cui è cresciuta Alice. Un colpo duro per il capitano, che non nasconde lo smarrimento: «Questo è un tasto dolente. Roberto è una grande persona, se sono quella che sono lo devo a lui. Ero una "testa calda" ed è riuscito a cambiarmi: assieme ai miei genitori è colui che mi ha fatto più crescere». Una frase attribuita all'uomo d'affari Donald H. McGannon recita così: «La leadership è azione, non posizione». Può essere un modo per definire il modo con cui Alice vive lo sport, in un ruolo, quello che le hanno attribuito quattro anni fa, che le chiede di condurre le compagne in questa transizione: «Devo riuscire

ad essere positiva e non farmi travolgere da questo dispiacere. Forse in questo momento ho più bisogno io delle mie compagne che loro di me». Tanta umiltà, ma anche l'obiettivo di arrivare fra le prime sei in stagione regolare, che non permette di prendere troppo fiato. Tanto che, conosciuto il nuovo mister, il campano Giovanni Nasta, è ora di riordinare le idee: «Dobbiamo riprendere a lavorare bene – chiude Alice – e ritrovare le motivazioni giuste che ognuna di noi ha dentro».■

SPAZIO PUBBLICITARIO

VER N

E

T

W

NA

O

R

K

13° SETTIMANA VERONESE DELLA FINANZA

VERONA E IL BANCO BPM QUALE OPPORTUNITÀ DI CRESCITA MARTEDI 26 MARZO ORE 18.00 PRESSO LA

CANTINA VALPANTENA Via Colonia Orfani di Guerra, 5, Quinto VERONA ISCRIZIONI EVENTI@VERONANETWORK.IT


46

MIRCO, IL “TURISTA” DELLA DIVINA COMMEDIA

L’INFERNO PUÒ ATTENDERE Foto di artecolore.com

Tutto è partito da lì, da quella selva oscura dantesca che tutti crediamo di conoscere fin troppo bene. Poi, piano piano, è arrivata la curiosità di sapere, approfondire e, soprattutto, divulgare quanto scoperto, la buona notizia del «Vangelo di Dante»: tutto è paradiso. È questa la conclusione a cui è arrivato il veronese Mirco Cittadini, che ha fatto della Divina Commedia una delle sue passioni più grandi, il cosiddetto “Amore che move il sole e l’altre stelle” (se ci concede di definirla così). E ora, il 7 marzo, alla libreria Pagina Dodici presenterà il frutto dei suoi studi, Tutto è paradiso. Lezioncine dantesche.

N

ON È STATO UN INCONTRO programmato o previsto. L’approccio con la Divina Commedia, per Mirco, è stato dettato dal caso. Un innamoramento avvenuto fuori dal contesto scolastico e per giusti gradi: «Prima di diventare dirigente della Cooperativa sociale Aribandus, ero un attore professionista e mi era capitata in mano proprio la Divina Commedia durante alcuni corsi di lettura. In università, poi, mi hanno chiesto di leggere integralmente l’Inferno non commentato e, leggendolo, mi sono accorto come alcuni passaggi non corrispondessero all’interpretazione tradizionale del testo. – dice Mirco - Successivamente un mio professore mi consigliò di leggere il Purgatorio e, siccome al Teatro Scaligero cercavano un lettore, lessi per caso anche il Paradiso e da lì la passione divenne sempre più grande». Grazie a Marco Arianni, professore di Roma ed esperto dantista, Mirco si confronta e inizia a studiare la Commedia canto per canto

arrivando ad una conclusione: «Stavamo perdendo troppo tempo nell’Inferno e non era questo il progetto di Dante, altrimenti non l’avrebbe chiamata Commedia ma Tragedia». Tutto viene meticolosamente riportato e chiarito sul blog personale di Mirco (Nel labirinto della Commedia, ndr) finché lui stesso decide di proporsi per prendere parte alle celebrazioni previste a Verona per festeggiare i 700 anni dalla morte di Dante nel 2021: «Ho avuto un colloquio con l’assessore alla Cultura che è stata molto gentile e mi ha ascoltato, ma ho capito subito che per me non c’era spazio in un evento ufficiale di questa portata. Allora, banalmente, ho scritto su Facebook per chiedere se qualcuno fosse disposto a fare incontri mirati su Dante e tantissime associazioni e comuni della provincia si sono mostrati interessatissimi: mi ha contattato l’Opificio dei Sensi, il Lazzaretto, il comune di Bussolengo, il liceo Fracastoro e la libreria Pagina 12. - spiega Mirco - Parallelamente

DI GIORGIA PRETI

GUARDA IL VIDEO


47

IL POTERE DI UNA STORIA (BEN) RACCONTATA Cittadini sarà anche una delle voci della quarta edizione del Festival di live storytelling promosso dall’agenzia di comunicazione Pensiero visibile, per il 15, il 22 e il 29 marzo (nella sede della realtà, via Milani, 5d a Parona). Gli incontri, tutti a ingresso libero, tra divine delusioni (Mirco Cittadini), gli anni giovani e rabbiosi dell’antieroe Ian Curtis (Diego Alverà) e discorsi sulla mitologia dell’amore (Vittorio Continelli), restituiranno il fascino antico, e sempre contemporaneo, del racconto orale e della trance narrativa che sa provocare. info@pensierovisibile.it La copertina del libro

studiavo e scrivevo sul mio blog, ma era per addetti ai lavori e ho sentito il bisogno di scrivere qualcosa anche per chi non conosce bene la Commedia. Così è nato il libro, Tutto è paradiso». Nove lezioncine su altrettanti argomenti, in cui vengono chiariti alcuni concetti, con l’intento di «scardinare l’idea granitica e un po’ medievale della Commedia. – spiega Mirco - Per come l’abbiamo studiata a scuola, infatti, Virgilio è la ragione, Beatrice la teologia, ma non è così. Noi studiamo i commenti di gente che non ha letto davvero la Commedia, bensì altri commenti». ALLA BASE DEL LIBRO, un’idea rivoluzionaria, racchiusa anche nel titolo: «tutto è paradiso». «È una frase che viene dalla Commedia, dal Paradiso III e mi piaceva perché Dante punta ai canti del Paradiso, ma anche l’Inferno è Paradiso, perché è la strada per arrivarci ed è strumento della giustizia di Dio. Ma la gente leggendo solo l’Inferno usa l’aggettivo “dantesco” per dire infernale. Invece “dantesco” dovrebbe esser l’aggettivo per dire paradisiaco perché poi Dante per 66 canti parla di Paradiso e di quanto Dio sia buono. – spiega Mirco - Siamo noi che scegliamo se stare in Inferno o in Paradiso, tant’è che i Santi che in-

contra Dante in Paradiso sono peccatori, anche più di quelli dell’Inferno, ma il loro peccato non era il fine, bensì un mezzo». E ora, all’alba della terza lettura del capolavoro del Sommo Poeta, Mirco guarda già avanti, verso altre collaborazioni e nuovi progetti inediti: «Sto studiando sempre di più anche la presenza delle donne nella Commedia e se la cosa piace vorrei riuscire a scrivere un altro libro e l’idea è dimostrare che nella Divina Commedia c’è la presenza della grande Dea. A breve inizierò anche i commenti al Purgatorio e al Paradiso, dato che l’Inferno l’ho già terminato». E chissà che, nei prossimi anni, sui banchi di scuola non si trovi proprio una nuova versione del testo dantesco, che possa appassionare giovani e non. E che possa portare il vero messaggio di Dante «salvare il mondo e gli uomini da loro stessi».■

SPAZIO PUBBLICITARIO

SERVIZI DI NOLEGGIO CON CONDUCENTE Trasporti di rappresentanza La massima reperibilità del titolare e la praticità del veicolo messo a vostra disposizione, permettono di rispondere a richieste quali: Servizi aeroportuali Trasporto persone per aziende Trasporto con autista per feste Trasporti per e da discoteche Trasporti con autista per cerimonie

TEL.+39 348 5235690 NOLEGGIO CON CONDUCENTE TATUCCI ALESSANDRO - TAXI PRIVATO - 5/I, Via Del Minatore 37122 Verona Cell. 348 5235690 | noleggioat@gmail.com


48

LA PENNA VERONESE DI HARMONY

IL ROMANZO D’AMORE SALVERÀ IL MONDO Se non altro perché il lieto fine è d’obbligo. Sarah Mathilde Callaway, pseudonimo di Sara Matilde Cavallaro, è un’autrice veronese del genere romance. Una passione, quella di scrivere con l’inchiostro dei sentimenti, che l’ha portata a realizzare un grande sogno e uno spazio in libreria per la casa editrice Harmony.

I

ROMANZI ROSA NON SONO più quelli di una volta: le storie sono cambiate. Nemmeno le autrici di questa che è una (apprezzatissima) letteratura di genere sembrano essere le stesse del passato. Oggi sono donne determinate e impegnate, in famiglia e nella carriera, a scrivere con l’inchiostro dell’amore. «Qualcosa è davvero cambiato», ammette Sara Matilde Cavallaro. O meglio: Sarah Mathilde Callaway, perché è con questo pseudonimo che la scrittrice veronese è conosciuta dai lettori. A mettere nero su bianco i suoi pensieri ha iniziato all’età di tredici anni, accarezzando i tasti di una vecchia macchina da scrivere; appena quindicenne ha avuto l’idea di creare il primo romanzo. La passione per il romance, che etichetta come “qualcosa di più” di un romanzo d’amore per la capacità che ha d’infondere energia, l’ha curata con impegno: prima studiando Lettere all’ateneo scaligero, quindi approfondendo la lettura delle opere di diverse autrici e cimentandosi in prima persona. Nel 2015 la manifestazione “Verona in love” ha fatto da trampolino di lancio per il

breve racconto Luce d’Oriente e la messa online sulla piattaforma Amazon dei romanzi Il giardino dei tulipani e Una cascata di diamanti blu. Poi la strada intrapresa nel mondo dell’editoria, il self publishing cioè l’auto-pubblicazione, l’ha accompagnata lontano. «A volte cerco di immaginarmi le scrittrici del secolo precedente, basta solo pensare a prima della rivoluzione digitale e dei social media. Il ruolo era ben distinto: la scrittura agli autori, tutto il resto in mano alle case editrici. Ora è molto differente. Un autore, soprattutto se inizia con il self publishing, deve imparare l’intero processo che si trova dietro le quinte di un titolo e questo richiede concentrazione. È un impegno diverso dalla scrittura, eppure altrettanto importante, perché uno non può esistere senza l’altro», spiega. ALCUNI SCRITTI DI SARAH MATHILDE CALLAWAY sono diventati bestseller. L’ultima opera storica, Il ballo del Doge, è stata pubblicata nella collana digitale eLit del brand Harmony. Un sogno che si realizza. «A volte mi sembra

DI MARTA BICEGO

La copertina del libro


49

ancora impossibile di essere un’autrice di Harmony brand di HarperCollins, casa editrice della mia più amata autrice americana. Nonostante il percorso sia stato piuttosto severo, la passione mi ha sempre accompagnata. Ho trascorso tanto tempo della mia adolescenza a sognare tra centinaia di romance che conservo ancora nella libreria. Non si può immaginare quanto questa esperienza abbia influito nella mia formazione di genere. Erano soprattutto autrici angloamericane, e le ho sempre adorate». Ogni romanzo, svela, è una conquista: nasce quando diventa visibile ai suoi occhi; si alimenta con l’immaginazione. «Se i sentimenti non cambiano, è mutato invece il modo di esprimerli, ma sono parte dell’anima e anche le virtù delle protagoniste dovrebbero riflettersi sulla nostra vita del

ventunesimo secolo», precisa. Con un ingrediente irrinunciabile: il lieto fine. «Il genere romance pretende il lieto fine, sebbene questo non significhi affatto che dalle prime pagine il lettore riesca ad immaginarsi il finale. Ci sono vari step che il protagonista deve attraversare e personaggi che incontra nella sua avventura per affermare con certezza che quello sarà il suo destinato», chiarisce l’autrice. Virginie Farrell ad esempio, protagonista di Ritratto di Ametista, si ritrova in mezzo a un profondo cambiamento esistenziale, dalle profonde viscere di una foresta di Portsmouth ai lussuosi balli londinesi; il suo cuore batte per lord Aaron Spencer eppure si creano condizioni che la conducono a lasciarsi andare tra le braccia di un altro uomo. E il finale, quale sarà?■

«Se i sentimenti non cambiano, è mutato invece il modo di esprimerli, ma sono parte dell’anima e anche le virtù delle protagoniste dovrebbero riflettersi sulla nostra vita del ventunesimo secolo»

SPAZIO PUBBLICITARIO

SMARTPHONE E SOCIAL NETWORK. CON IL DAILY

PER TE NUOVE OPPORTUNITA’ E

€150 *

di pubblicità

GRATIS

*Offerta per pubblicità sul Daily riservata alle aziende e usufruibile entro il 28/2. Non cumulabile

CHIAMA 045 865 0746 - MARKETING@VERONANETWORK.IT


50

PER SFATARE STEREOTIPI (DOLOROSI)

L’ALLATTAMENTO AL SENO E QUELLO CHE SI DICE TROPPO POCO

Pochi mesi fa, Verona ha accolto il XIII° Incontro Nazionale della Rete dell’UNICEF «insieme per l’allattamento: allattamento base per la vita», in collaborazione con l’Azienda sanitaria ULSS 9 Scaligera. Un tema molto importante, tanto da essere presente anche nella Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell'adolescenza, come fondamentale “diritto alla salute”.

N

E PARLIAMO CON ELENI DRAKAKI, Psicologa perinatale, consulente sul sonno infantile e consulente relazionale di coppia, per capire in concreto come affrontare questo naturale, delicato, a volte difficile, momento. Ci spiega come sia importante per una donna «trovare supporto costante e concreto a livello istituzionale, sociale e famigliare». Una cultura che possa far sentire le donne libere di allattare in ogni situazione. Tutte le madri possono allattare? Allattare è una pratica a portata di tutte le mamme. Il seno femminile, grazie ad un meccanismo endocrino autonomo, produce latte indipendentemente dal desiderio della donna già dalla gravidanza. Dopo la nascita, l’avvio e il mantenimento della produzione dipenderanno dallo stimolo della suzione. In poche parole è il bambino che succhia a far produrre il latte alla sua mamma. Ci sono delle eccezioni? In una piccolissima percentuale di donne, alcune patologie organiche possono influire sulla produzione di latte e, in presenza di al-

tre malattie gravi, l’allattamento è controindicato. Anche in alcune patologie psichiatriche come la psicosi o il disturbo bipolare, l’allattamento può essere sconsigliato. In queste situazioni difficili, le scelte stesse sono difficili, perciò, le mamme vanno informate e sostenute adeguatamente da professionisti specializzati. Perché allattare al seno? Quando, durante i miei incontri, chiedo alle donne perché allattano, nessuna mi elenca le evidenze degli innumerevoli studi che affermano i benefici dell’allattamento per la salute della madre e del bambino. Mi rispondono spesso ‘’perché mi piace’’. Le mamme allattano per tanti motivi, ed è strano cercare la motivazione in quello che ci dice la scienza. Allattare è la norma biologica: il nutrimento che la nostra specie di mammiferi ha predisposto per i nostri cuccioli. Quindi, sapere perché allattare fa bene, serve più agli operatori che sostengono le madri. Se una donna non si sente di allattare al seno, cosa può fare? L’allattamento al seno non rende una mamma

DI SARA AVESANI

Eleni Drakaki


51

La cosa di cui ha più bisogno una mamma, è essere accettata, sostenuta per diventare il genitore che vuole essere più brava di un’altra che non allatta o non vuole allattare. Quello che rende una mamma ‘’sufficientemente buona’’ è essere ricettiva ed emotivamente disponibile con il proprio figlio. Quindi, le donne che non allattano possono concentrarsi sul loro bambino, imparare piano piano a conoscerlo, a capire il suo linguaggio e stare in relazione con loro. Un compito a prescindere dalla modalità di alimentazione e per questo le madri che non allattano vanno sostenute come tutte le altre. Spesso si possono sentire sole, stanche, inadeguate o sopraffatte dalle emozioni e, la cosa di cui ha più bisogno una mamma, è essere accettata, sostenuta per diventare il genitore che vuole essere. Che rapporto si stabilisce fra mamme e bambino nell’allattamento al seno? La relazione mamma-bambino nell’allattamento al seno è unica e (im)perfetta direi, come ogni relazione umana, (sorride, ndr). Ogni volta che il bambino succhia al seno non riceve solo latte, riceve anche calore, vicinanza, contenimento, rassicurazione, conforto, regola le sue emozioni e sviluppa la fiducia in se stesso e nell’altro. Tutti ingredienti indispensabili per una sana crescita. Nella mia esperienza con le famiglie ho visto però mamme che allattavano e

incontravano difficoltà ad offrire tutto ciò ai propri bambini, a causa di stress, insicurezza, timori, fatiche emotive ed organizzative di tutti i giorni. Quindi, come accennavo sopra, allattare al seno non è una garanzia di una buona relazione, la facilita e la promuove ma ci sono anche una serie di altri fattori che vanno considerati. Stress e difficoltà: come influiscono nell’allattamento al seno? Personalmente, ho osservato sia difficoltà di tipo pratico (ragadi, dolore, scarsa crescita ecc.) sia difficoltà, sensazioni ed emozioni che le neomamme sperimentano nella precoce relazione col proprio figlio. Una preoccupazione frequente è, per esempio come essere sempre disponibile al bambino. Tutto questo aumenta nelle mamme il senso di responsabilità e le loro incertezze rispetto alla propria adeguatezza. Un altro elemento comune di apprensione è il come e il quanto mangia il bambino. In generale, i problemi dell’allattamento possono far emergere sentimenti di ansia, tristezza e solitudine ed è facile intuire come sia necessario un sostegno pratico concreto ed un supporto emotivo, che solo ascoltando, senza giudizio le madri, noi operatori possiamo offrire.■

SPAZIO PUBBLICITARIO

WORKSHOP AGROALIMENTARE

6° E D I Z I O N E S TAT I G E N E R A L I D E L L ’ AG R OA L I M E N TA R E E D E L L A S O S T E N I B I L I TÀ GIOVEDÌ 21 MARZO 2019 O R E 1 7.0 0 - 1 8.30

CAMERA DI COMMERCIO DI VERONA, CORSO PORTA NUOVA, 96 - VERONA


52

ARTIGIANATO D’AMORE

MIGUPOTTERY E DELLA DOLCE TERAPIA DELLA CERAMICA Aperto da pochi mesi, in via Pigna da dicembre c’è un negozio che è un piccolo laboratorio di bellezza fatta a mano. Con cura artigiana, qui Myriam Guglielmi crea in ceramica oggetti di poesia quotidiana.

N

EL TEMPO DELLA NOSTRA chiacchierata osservo Myriam dare forma a dell'argilla, maneggiata con delicatezza, senza fretta. Quando me ne vado, il tocco esperto di Myriam l’ha trasformata in tazzine. «Ora serve solo aspettare che si asciughino per poter continuare» mi dice Myriam, l’appassionata padrona di casa da Migupottery, mentre posa quegli oggetti che fino a qualche ora fa non esistevano. «Credo sia questo l'aspetto più importante del mio lavoro come artigiana: avere rispetto del tempo, saper aspettare e rispettare i tempi della ceramica, per poter realizzare degli oggetti che dureranno». Torniamo a parlare di tempo quando le chiedo come nasce Migupottery: una quindicina di anni fa, quando Myriam lavora come operatrice presso una cooperativa che offre aiuto a donne in difficoltà. In quel periodo, la ceramica è ancora solo il passatempo che si ritaglia oltre le ore di lavoro, nel suo laboratorio casalingo. «È nato tutto un po' per caso: all'epoca stavo facendo un corso per diventare operatrice shiatsu. Nelle mie ricerche, scopro che ai maestri shiatsuka viene spesso consigliato di lavorare la ceramica per aumentare la sensibilità tattile. Dopo i primi fondamentali corsi con il maestro ceramista Andrea De Paoli, e poi negli anni i primi mercati dell’artigianato a Verona e poi in giro per l'Italia, solo dicembre 2018 arriva la decisione di fare di questa passione un vero e proprio lavoro. Avrei voluto farlo prima! - mi confessa Myriam - Perché la soddisfazione e il benessere che il lavoro artigiano, fatto con cura e passione, riescono a darti è davvero impagabile».

OGGI, TRA LE MURA DI UNA BOTTEGA storica del centro, al numero 6 di via Pigna, in un meraviglioso palazzo gotico veneziano, si trova il piccolo universo lucente di Migupottery. «Creo oggetti che prima di tutto possano avere un utilizzo quotidiano, e per questo mi reputo artigiana, non artista. Tutte le mie stoviglie sono pensate per le abitudini della vita moderna e sono lontane dall'idea di ceramica che ci portiamo dietro da anni di servizi da tè lasciati in credenza. Tutte le mie ceramiche sono fatte per andare in lavastoviglie e in microonde». Tra gli scaffali, oltre a tazze, coppe, piatti, e gioielli di rara delicatezza trovano spazio anche numerosi lavori di altre artigiane, in segno di supporto reciproco. Senza dimenticare poi le attività del laboratorio, l'altra anima di Migupottery: questa bottega ospita infatti vari corsi base di ceramica, già seguitissimi, per scoprire il potere calmante del lavoro manuale e workshop intensivi per realizzare con le proprie mani piccoli gioielli. «Dopo questi primi mesi di assestamento mi piacerebbe davvero far avvicinare Migupottery al mondo dell'assistenza sociale, magari portando qualche corso di ceramica in uno dei tanti laboratori che molte strutture hanno, e che spesso rimangono purtroppo inutilizzati. Dedicarsi al lavoro manuale e in generale affidarsi al tatto, il primo dei nostri sensi a metterci in contatto con il mondo, può essere davvero uno strumento potentissimo nell'aiutare persone in difficoltà». Me ne vado con le dita appena sporche di argilla, quella polvere magica che da Migupottery si posa su quelle che solo all'apparenza sono semplici tazzine da caffè.■

DI GIULIA ZAMPIERI

Myriam Guglielmi


ISPIRAZIONI MUSICALI ISPIRAZIONI MUSICALI (SEMPRE) SPASSIONATE

54

IL RAP È UNA COSA SERIA

ENSI CHE NON RINNEGA E CHE NON VUOLE CONVERTIRE

C

HE IL RAP SIA UNA COSA SERIA non è una novità. Il problema odierno è che forse in troppo pochi riescono ad attribuirgli questo valore. Se dico Ensi, la prima cosa che mi viene in mente, come a molti, è la sua dote nell’arte del Freestyle, ma attenzione a non limitarci a questo aspetto dell’artista. Con Clash a mio avviso si chiude un percorso iniziato nel 2014 con l’album Rock Steady dove l’artista in questi cinque anni si è messo in gioco alzando i toni verso il modo attuale di fare rap. Un cammino mai solitario, pieno di featuring e di evoluzioni sia per quel che concerne la scrittura che per l’orchestrazione dei suoi brani. Ensi ha sempre cercato di innalzarsi - e, diciamocela tutta, riuscendoci - a baluardo di quella vecchia scuola rimanendo attento alle novità ed influenze che hanno solcato il genere musicale. Questo lavoro è indubbiamente un punto di arrivo di una sana propaganda del suo modo di vedere le cose. Una dichiarazione di guerra, a suon di rime, verso chi ha dimenticato le proprie radici. Ad aiutarlo in questa missione i featuring di «Agent Sacco, Patrick Benifei, Johnny Marsiglia e Attila». L’album scorre via veloce creando un racconto dove l’artista si mette a nudo, non rinnega e non vuole convertire, una dote, la coerenza, che ha sempre contraddistinto Ensi in tutto il suo percorso artistico. Consiglio l’ascolto, in particolar modo vista l’ondata “trap” che leggiamo ed ascoltiamo in questi anni. Perché dobbiamo sempre cercare, e capire, le origini di ogni cosa. Un buon esercizio per la mente e per l’orecchio.■

A CURA DI TOMMASO STANIZZI

TRACKLIST 01. CLASH FREESTYLE - (02:17) 02. DENG DENG (feat. Patrick Benifei) - (03:03) 03. MUTOMBO - (03:24) 04. ROCKER - (03:37) 05. IVORY FREESTYLE - (02:12) 06. RAPPER (feat. Johnny Marsiglia & Agent Sasco) - (03:09) 07. VITA INTERA - (02:18) 08. THEMA TURBODIESEL - (03:14) 09. AUTOGRILL FREESTYLE - (01:48) 10. RAT RACE (feat. Attila) - (03:26) 11. FRATELLO MIO - (03:00) 12. COMPLICATO - (03:24)


PANTHEON ACADEMY

MASTER DI GIORNALISMO MULTIMEDIALE E STORYTELLING DIGITALE Corso gratuito - posti limitati

DIVENTA PROTAGONISTA DELLA COMUNICAZIONE 2.0

EDITORIA - TELEVISIONE - GESTIONE EVENTI MOBILE JOURNALISM - REAL TV - RADIOVISIONE Verona Network e Pantheon Academy organizzano il 6° corso di Multimedia Management. Master gratuito di 8 ore suddiviso in quattro giornate in aula di 2 ore cadauna. DESCRIZIONE E OBIETTIVI DEL CORSO Corso riservato a 15 studenti universitari, neolaureati e laureandi di età compresa tra i 20 e i 28 anni. Tra i partecipanti verranno assegnate tre borse di studio dal valore di 1500 euro, per remunerare uno stage di 3 mesi in redazione. L E Z I O N I F O R M AT I V E D A L L E 1 7 : 3 0 A L L E 1 9 : 3 0

MARTEDÌ

MARTEDÌ

MARTEDÌ

MARTEDÌ

MARZO

MARZO

MARZO

APRILE

12

19

26

2

SEDE DEI CORSI: VIA TORRICELLI, 37 - ZAI, VERONA

PER ADESIONI SCRIVI E MANDA IL TUO CV A: CV@VERONANETWORK.IT


IL FIORE DELL’ARTE

56

OGNI MESE UN PETALO E UNO SCORCIO

STORIA BREVE DEL PARAMENTO DI DON MAZZA La copia del dipinto di destra eseguita sul paramento

Conservato in Vaticano, è un capolavoro dell’arte serica veronese realizzato dalle allieve della scuola di don Nicola Mazza. Ora di quel paramento sacro a Verona se ne possono ammirare solo i bozzetti conservati nel museo perennemente chiuso dell’istituto mazziano. Quest’anno, quel museo, compie trent’anni.

POCHI LO CONOSCONO perché non sempre lo si trova aperto. Quando accade è grazie alle donne dell’associazione Punti d’Incontro che operano nell’istituto e all'ultima maestra cooperatrice della Carità, Gabriella Gallio. Il museo dell’arte del ricamo di don Nicola Mazza è un piccolo tesoro di capolavori dell’arte serica realizzati dalle allieve della scuola. Erano ragazze che il Mazza toglieva dalla strada o da situazioni disagiate per dare loro una formazione professionale in grado di aiutarle nella società. Inizialmente si dedicarono all’arte del ricamo, del rammendo e alle lingue straniere, poi nel 1832 furono aperti due laboratori: di ricamo, di produzione dei fiori artificiali e una filanda, che furono poi chiusi nel 1861. Non mancava quindi la coltivazione del bacco, un’arte antica che si era sviluppata grazie alle importazioni della Repubblica Veneziana. Dal bacco si ricavavano dei bozzoli che venivano filati per ricavarne la seta, un filamento pregiato molto richiesto tanto che a Verona tra il XVII e il XVIII secolo la corporazione più potente e numerosa era proprio quella della seta. Dal laboratorio di don Mazza uscirono molti prodotti eccellenti che finirono persino nelle mani dell’imperatrice d’Austria Maria Anna. E fu proprio grazie alla maestria delle giovani donne che l’istituto

nel 1855 poté partecipare con i suoi lavori alla seconda Esposizione Universale di Parigi ottenendo addirittura la medaglia d’oro. LA STORIA PERÒ DEL PARAMENTO SACRO nasce ben prima. L’idea era quella di creare un prodotto che esaltasse le capacità manuali delle allieve. Una sorta di passe-partout che doveva rappresentare la salvezza dell’uomo attraverso varie fasi. Per realizzarlo, però, serviva un modello. Così don Mazza chiese ai pittori Caliari, Fiamminghi e Pelesina di realizzare un’opera che figurasse i più importanti dipinti di Raffaello, Cavazzola, Veronese e Orbetto. La lavorazione iniziò nel 1848 con la pianeta che venne terminata nel 1852. Partirono poi i lavori per il pluviale e, finalmente, nel 1861, l’intero paramento è finito. In totale vi hanno lavorato quindici ricamatrici per realizzare venticinque quadri con ben sessantadue figure umane, oltre ad animali e a paesaggi, incorniciati da girali dorati e intrecciati a fiori policromi. L’opera d’arte viene spedita alla corte di Praga dove l’imperatore Ferdinando decide di donarla a papa Pio IX. A Roma è esposta alle Terme di Caracalla fino al 1870 poi, per preservarla, viene spostata in una stanza della sacrestia della Cappella Sistina dove tuttora è conservata. Tut-

A CURA DI ERIKA PRANDI


57

to il paramento è realizzato con fili di seta ed inserti d’oro. Straordinaria è la resa plastica e volumetrica delle figure ricavate dall’utilizzo di filamenti di diverso colore a dimostrazione di quanto il ricamo fosse diventata un’arte vera e propria in grado di raggiungere livelli qualitativi eccezionali. Questa, come molte altre, rappresenta un vanto veronese e italiano per la straordinaria tecnica esecutiva che purtroppo non ha avuto seguito negli anni. A maggior ragione il museo, oltre ad essere deputato alla conservazione, deve occuparsi anche di tutela e di fruizione per mantenere vivo il ricordo di questa bellissima arte ormai scomparsa. Soprattutto ora che ricorre il 30esimo anniversario della sua fondazione.■

Al museo è esposto questo quadro utilizzato come soggetto per il ricamo Il piccolo telaio con l'immagine di una testa ricamata

Il paramento doveva essere una sorta di passe-partout che rappresentava la salvezza dell’uomo attraverso varie fasi SPAZIO PUBBLICITARIO

FAI CONOSCERE LA TUA ATTIVITÀ • • • • •

Editoria Radiovisione Televisione Social network Community Chiamaci e scopri i vantaggi dell’art. 57 bis bonus fiscale Dl. 50/2007

PANTHEON VERONA NETW

RK

DAILY

marketing@vero nan et wor k. i t - Tel . : 0 4 5 8 6 50 74 6


MANDA LA TUA DEDICA SU WHATSAPP 320 9346052 OPPURE A REDAZIONE@VERONANETWORK.IT

Il Muro di Giulietta Sempre io, sempre qui. Hai capito? (A Marco)

Allo stuolo di quelli che vi hanno stretto ma non vi hanno mai voluto meritare non accordate più neanche la dolcezza di un rimpianto. Aspettate solo chi vale l’ampiezza di un’attesa. (A voi tutti, innamorti poco

A mia madre e a quel suo modo tragico di

corrisposti)

vivere sempre in punta di sentimento. (Irina)

L’amore è quando guido e la cintura della Scenic profuma di te. (A Lucia)

Triste fare una dedica a se stessi, vero? Eppure me la concedo questa scheggia di vanità, o di affetto: non so neanche io come chiamarla. Sono riuscita a medicarmi dopo un amore sbagliato, violento nelle parole. Ora sono qui, al pc, nel mio appartamento nuovo, ho un lavoretto, mi pago l’affitto. Non devo più elemosinare dieci euro a lui, a nessuno. Non lo so se pubblicherete queste righe perché non sono un messaggio diretto a qualcuno. Ma io me la sono scritta lo stesso questa, forse patetica, ode al coraggio che credevo di non avere. (Paola)

Scusami se fino ad ora ti ho amata male. (Giuseppe)

Rimango con la mia anima nuda e stupida, attraversata sempre da queste voragini di niente. Rimango fragile anche, e perché, mi ami. (Pietro)

Se ci fosse un tripadvisor dei sorrisi, avresti tutte le stelle del mondo. (Mirko e Giulia)

VUOI DICHIARARE IL TUO SENTIMENTO (di qualsiasi intensità sia)?

INVIACI IL TUO PENSIERO

58


FORZA BELLEZZA

59

ASSAGGI DI SPERANZA PRATICA

QUANDO LEONARDO DA VINCI LAVORAVA IN UN’OSTERIA Dal menù di trattoria ai telai, alle macchine, fino ad uno schizzo del Teatro romano di Verona spunto per un “evento”; quest’anno cadono i cinquecento anni dalla morte di Leonardo da Vinci che si rivela in una nuova veste di sperimentatore ante litteram di marketing territoriale.

A CURA DI DANIELA CAVALLO

I

N EFFETTI È ABITUDINE COMUNE di chi lavora con le idee, riempire di appunti e schizzi quaderni e quadernetti, fogli sparsi utilizzati all’occorrenza e messi da parte spesso senza una logica se non postuma. Così faceva il vero grande genio del nostro Rinascimento, Leonardo da Vinci, del quale quest’anno ricorre l’anniversario della morte (1519), e nella continua ed inesauribile riscoperta, la sua genialità è sempre una sorpresa, senza tempo. Nel libro di Shelagh e Jonathan Routh, Note di cucina di Leonardo da Vinci, traduzione e commento di un «Codex Romanoff» di incerta origine e provenienza, si scopre che Leonardo per mantenersi agli studi dal Verrocchio (come molti ragazzi di oggi fanno quando sono all’università) la sera lavorava in una locanda/birreria, dove la sua creatività declinata alla ristorazione è in molti schizzi di piatti inventati in un genere culinario tipo “nouvelle cuisine" rinascimentale, che però poco piaceva ai clienti. Ma testardo come solo il genio, Leonardo da Vinci e Sandro Botticelli, dopo il loro incontro nella bottega del Verrocchio, decisero di lanciarsi nell’impresa della ristorazione sul serio aprendo a Firenze un'osteria chiamata Tre rane. Se la clientela poteva scegliere il menù leggendo le pietanze scritte da destra a sinistra dal mancino Leonardo, le immagini erano disegnate dal Botticelli. Ricco l’elenco delle portate: dalla ribollita all’arista, dal baccalà ai ranocchi fritti. Ma anche qui l’osteria non ebbe lunga vita facendo perdere tracce di sé; resta l’invenzione da parte di Leonardo del “panino” ovvero dell’imbottire o farcire due fette di pane. Quando si dice il genio. Nel tempo non abbandonò questa passione che portò alla corte di Ludovico il Moro a Milano: «Alle ricette di pietanze pesantissime amate da Ludovico e che Leonardo definisce “quell’orrendo intruglio di carne e ossa” si alternano “quelle dei miei piatti semplici” e quelle di piatti insoliti come le pastiglie di mucca, il ghiro farcito e la spalla di serpente», racconta il libro dei Routh. Ma il Codex Romanoff, dal quale il libro è tratto, contiene anche regole, testimonianze di abitudini di corte, ritratti di commensali di Ludovico, indicazioni di tipo dietetico e norme di galateo come l’elenco intitolato «comportamento sconveniente alla tavola del mio Signore», da cui «nessun ospite dovrebbe pizzicare o leccare il vicino». Si scopre un Leonardo che oltre alle macchine da guerra inventò utensili, arnesi da cucina e i tovaglioli (prima era usanza asciugarsi le dita nella tovaglia, Ludovico il Moro se le puliva sulla «gonna» dei vicini o nel pelo dei propri cani). Siamo abituati a considerare Leonardo un personaggio eclettico e per molti versi un precursore, ma questo libro ce ne rivela tratti insospettabili e molto moderni; oltre che pittore, letterato, scienziato e invento re, Leonardo fu per trent’anni Gran Maestro di feste

a banchetti per Ludovico il Moro, quello che oggi chiameremo un organizzatore di eventi, capace di contaminare l’enogastronomia con l’architettura, il teatro con l’arte dell’intrattenimento. E PROPRIO DURANTE il viaggio da Milano a Firenze verso la fine del Quattrocento, passò da Verona per vedere il Teatro Romano e prendere appunti per la messinscena della “Danae” di Baldassare Taccone, da rappresentare a Milano in casa del conte di Cajazzo o, magari, per qualche scenografia di festa alla corte di Ludovico il Moro. Leonardo, nel progettare lo spettacolo pensò ad una “frons scenae” in chiave classica e venne a Verona per esaminare un introvabile disegno di Giovan Lombardo che aveva ridisegnato il nostro teatro, al tempo quasi completamente nascosto e occultato da edifici. Di quel giorno, di quel passaggio da Verona, resta uno schizzo conservato a pagina 669r del Codice Atlantico, studiato dalla professoressa veronese Nelly Zanolli Gemi, uno studio, Il teatro di Verona in un foglio di Leonardo, pubblicato nel fascicolo n.9, anno III, del 1987 in Civiltá Veronese diretto da Mauro Bonato. L’importanza di questo disegno, oltre al fatto di essere stato realizzato da Leonardo, documenta l’interesse del genio rinascimentale per il monumento veronese e rappresenta la prima raffigurazione singola del nostro teatro. Così, tra 1750 disegni della più ampia raccolta di scritti di ogni genere, studi di meccanica e geometria, elaborati di macchine e note spese di Leonardo, comprendente 1119 fogli raccolti in 12 volumi e conservati alla Biblioteca Ambrosiana di Milano, c’è anche quello del Teatro di Verona, che tutti noi conosciamo come Teatro Romano. Chissà, un’operazione di marketing territoriale potrebbe suggerire di aprire una taverna vicino al teatro, sulla riva sinistra del fiume, e chiamarla “Tre rane” in onore della visita di Leonardo da Vinci a Verona; anzi, a pensarci bene siamo a Veronetta, magari in via “Interrato dell’acqua morta”, quasi uno stagno, sarebbe l’ideale.■


DUE LIBRI & QUALCHE VERSO

PAGINE PER I GRANDI

60 A CURA DI

MIRYAM SCANDOLA

IL LIBRO. Leggere Memoria di ragazza è fare un viaggio nelle vergogne silenziate delle nostre adolescenze, quelle epoche del niente, vissute da un noi sempre ripudiato. Si esce straziati dalle descrizioni tragiche e luminose che Annie fa di Annie stessa, della ragazza del ’58 che è stata. Inadeguata, eccessiva negli slanci, ridicola nella lettura impietosa che lei credeva di intuire negli occhi degli “altri”, vandali imprecisi e diabolici di ogni giovinezza. Sesso, violenza, giudizio esterno e interno. Non importa se sei la ragazza bionda invidiata e desiderata, non importa se sei il suo contrario, ovvero la non vista, quella che nelle espressioni lessicali conserva lo stigma delle sue origini umili: rimani a camminare in una solitudine, per certi versi preparatoria delle future, ma sicuramente di una fattura più estrema, perché è la prima. Titolo: Memoria di ragazza Autrice: Annie Ernaux Casa Editrice: L'orma editore Traduzione: Lorenzo Flabbi Pagine: 256

L’AUTRICE. La letteratura contemporanea francese deve tutto, o quasi, a lei e al genere che ha inventato. Un’autobiografia selettiva, corale che, libro dopo libro, (l’ultimo è La Vergogna) recuperando pezzi dei suoi paesaggi esistenziali ci riconsegna ai nostri e ce li srotola spietatamente davanti. La sua scrittura è così sentita che dispiace quasi pensare quanto ha perduto, o ha messo in conto di perdere, per dire la verità di sé, per scavarsi fino a smottare la sua anima, e così la nostra. Non racconta per compiacere pubblici, non per narcisismi secolari. Quello che fa è «scrivere nel silenzio della mia casa, sola, per lottare contro la lunga vita dei morti». CURIOSITÀ. Anche se ha vinto il Premio Strega Europeo con Gli Anni, la Ernaux dice spesso che Memoria di ragazza è uno dei suoi libri più importanti. Ha parlato in tutte le sue opere dei genitori, del bar-drogheria al quale erano incatenati, della sorella perduta e mai conosciuta, di bulimia, di amore e del suo esatto contrario. La materia narrata è sempre la sua vita, perché le è necessario, perché scrivere «è un rituale laico di salvezza». E perchè «quello che conta non è quello che succede, è ciò che si fa di quel che succede». Ma lo si capisce solo, forse, dopo aver decostruito la persona goffa e dolorosa che siamo stati.

PAGINE PER I PIÙ PICCOLI

A CURA DI

ALESSANDRA SCOLARI

IL LIBRO. Narra la storia di Tina e Bobby (Roberto), figli di una famiglia benestante di inizio Novecento. È il compleanno di Bobby, piove e niente passeggiata in campagna: gli adulti optano per un concerto. I bambini restano a casa. Combinano come al solito marachelle (rovesciano anche la cipria e il profumo di zia Celeste), poi vanno in salotto e scoprono, illuminato da uno spicchio di sole, il grande dipinto alla parete. A Tina balza un’idea; «entrare» nella tela con le mani «per afferrare l’anima dell’artista», d’altronde lo diceva sempre mamma quando spiegava come bisogna guardare i dipinti. Con grande abilità, oltrepassa la cornice e scopre un mondo meraviglioso.

Titolo: Il viaggio incantato

Autrice:

Annie Vivanti

Illustratrice:

Daniela Giarratana

Casa editrice: Livio Sossi

Pagine: 298

Età consigliata:

dai 7 anni ai 9 anni

L’AUTRICE. Anna Emilia Vivanti, detta Annie (Norwood,1866 – Torino, 1942) è figlia d’arte. Il padre Anselmo, mantovano rifugiato politico e la madre, la scrittrice Anna Lindau, proveniva da una famiglia tedesca di noti scrittori. Annie fu una scrittrice e poetessa italiana dai molteplici interessi. Cresciuta tra Inghilterra, Italia, Svizzera e Stati Uniti, viaggiò moltissimo inserendosi velocemente e profondamente nei contesti e nelle culture in cui, di volta in volta, si trovava a vivere. Il suo motto era «qui e ora». In Italia diventò amica di Giosuè Carducci, dopo che la lanciò con la prefazione del volume Lirica (Milano, Treves 1890). Rimase legata al poeta fino alla sua morte. Annie sposò l'irlandese John Chartres ed ebbero una figlia Vivien, ma per l'Inghilterra - paese in cui nacque e restò cittadina - nutrì sentimenti discordanti, era più affine alla mentalità americana. Elesse l'Italia come sua patria, perché, anche in questo libro, ammette attraverso Gnu (un strambanimale africano tolto dal dipinto) «anch’io, come tante altre bestie straniere, mi sono innamorato dell’Italia e non ho più voluto andar via». CURIOSITÀ. Il viaggio incantato, pubblicato per la prima volta nel 1923 e riproposto da Mondadori nel 1933, fu l’unico suo capolavoro per ragazzi. Nel 2017 è stato riproposto nella collana I Leoni d’oro, perché ritenuto un classico della letteratura italiana, che nella narrazione in maniera fantastica e suggestiva evidenzia i valori della vita: il coraggio, la lealtà, l’amicizia e il rispetto per gli altri. Un racconto che ha la capacità di trasportare anche i ragazzini nati digitali (età dai 7 ai 9 anni) in un viaggio tra le pagine, arricchendo l’immaginazione di esperienze uniche. Bellissime le illustrazioni (ricordano Botero), ben evidenziano la magia dei momenti clou degli scenari del racconto e aiutano i bambini a ricordare. Il libro, con linguaggio scorrevole e stimolante, rivela la forza della letteratura “più antica”, capace di captare l’attenzione dei lettori (piccoli e grandi).

SE VI SERVE UN PO’ DI POESIA La mia fondazione fu rituale e insensata, e sorsi sul franare e nacqui dal mancare palafitta del nulla palo nel nulla fitto.

(Valerio Magrelli)


& PROBLEMI DI MUFFA?

COLORIFICIO FERRAMENTA MALIZIA RENATO SNC

Viale Dell’industria 6/B 37023 Grezzana - VR Tel. 045.907840 - email: malizia@colorificiomalizia.it

LA SOLUZIONE C’È

Recati presso il punto vendit a e otterrai un o Sconto pari al

20%

Validoper perililmese mesedi di Marzo marzo ee aprile, a esaurimento scorte Valido Aprile,fino �Fino ad esaurimento scorte.


PILLOLE DI MAMMA

62

CON UN PO’ DI AMOREVOLE IRONIA

Il pediatra, ovvero, la nostra salvezza È recente la notizia di un pediatra della provincia di Verona, denunciato perché disertava l'ambulatorio e non rispondeva mai al telefono. Come può essere possibile vi chiederete? Eppure succede. Non oso immaginare i disagi procurati a tutti i suoi piccoli pazienti e alle loro famiglie. Perché quando sta male un bambino, sta male il mondo intero.

A CURA DI SARA AVESANI

F

ORTUNATAMENTE la nostra pediatra è molto presente, in gamba, tecnologica e, soprattutto, a differenza di molti, compila sempre il famoso libretto giallo che ogni mamma conserva nello scaffale più comodo della casa, visto, ahimè, l’uso considerevole che se ne fa nei primi anni di vita di ogni bimbo. È stata lei stessa a provvedere all’apertura del nostro Fascicolo Sanitario Elettronico Regionale, indispensabile per usufruire dei servizi di Sanità a km zero, attivi dallo scorso settembre. All’interno della relativa app, oltre ad alcuni documenti come analisi e referti, trovi tutte le tue ricette così da poter ritirare i medicinali prescritti in ogni farmacia del Veneto, senza il bisogno della versione cartacea ma esibendo semplicemente la tessera sanitaria. Personalmente, lo uso spesso per le mie piccole, con grande felicità e soddisfazione. NON SO VOI ma solitamente, per prenotare una visita dal pediatra, è necessario chiamare dalle otto alle nove del mattino. Trovare occupato è la prassi, non vi dico poi il lunedì. È una vera e propria maratona per noi genitori ma mio marito è ormai un carro armato, non molla per nessun motivo e alla fine riesce sempre a fissarci un appuntamento (grazie!). D’altronde questo inverno è stato così difficile:

classi decimate, scuole quasi vuote, ambulatori sovraffollati. Ecco, il problema più grande per me è proprio la sala d’aspetto dell’ambulatorio. Mi terrorizza, in particolare quando vado dalla pediatra solamente per il bilancio della salute e mi trovo di fronte bambini pieni di macchie, tosse, moccoli e mi chiedo (maledicendomi): ma proprio oggi dovevi portarle? Di fatto, per evitare contagi, vorrei che le mie figlie non giocassero mai con gli altri bambini presenti e che si tenessero alla larga anche da giochi e libretti vari, zeppi di batteri visibili ad occhi nudo. Inoltre è qui che rischi di incontrare mamme un po’ di tutti i tipi: le “sotuttoio” che al solo sguardo capiscono se hai preso lo streptococco o meno, altre che sorridono a trentasei denti perché, con la scusa di ritirare solo una carta, vogliono passarti davanti e le zombie, sfinite da giorni infiniti di malattia, chiuse in casa da ormai troppo tempo. Come le capisco. Un unico interrogativo mi resta: quando si formerà definitivamente questo benedetto sistema immunitario?■

VAI AL FASCICOLO SANITARIO ELETTRONICO REGIONALE:


BELLEZZA AL NATURALE

63

SÌ, QUESTA RUBRICA NON CONTIENE PARABENI

BURROCACAO MIELE E LIMONE Il cambio di stagione, si sa, è un momento di trasformazione anche per il corpo: la pelle e i capelli, ad esempio, spesso risultano secchi e spenti e quindi è necessario correre ai ripari partendo dall'idratazione. E per le labbra non c'è niente di meglio di un burrocacao preparato con pochi, semplici ingredienti naturali: una ricetta che per essere davvero "green" può essere preparata utilizzando, per il raffreddamento, una scatolina di metallo, al posto dei classici contenitori di plastica da burrocacao.

PROCEDIMENTO Unire tutti gli ingredienti in un pentolino e cuocere a fuoco lento per qualche minuto per amalgamare bene. Versare in un piccolo contenitore di metallo e lasciare raffreddare.

A CURA DI

CLAUDIA BUCCOLA

Ingredienti: -Un cucchiaino di succo di limone -Un cucchiaino di miele -Due cucchiaini di burro di karité


ANGOLO PET

64 64

CANI, MICI&CO

ANIMALI DI COMPAGNIA (INSOLITI) E DOVE TROVARLI Il furetto è un mammifero domestico che viene scambiato per un roditore, ma appartiene alla famiglia dei Mustelidi, come la lontra e la puzzola. Nonostante dorma molto, ha bisogno di giocare tanto e di ricevere altrettanto affetto. Ha un'aspettativa di vita di 7-10 anni, ma tutto dipende dalle cure che gli vengono riservate.

ORECCHIE TONDE, OCCHIETTI FURBI, musetto appuntito, corpo lungo e anima da cacciatore. Il furetto, fin dai tempi antichi, in quanto animale socievole e facilmente addomesticabile, è sempre vissuto con gli umani. In Italia, è un animale inusuale, ma chi decide di acquistarlo (il costo è di circa 150-200 euro) deve essere consapevole del suo carattere e delle cure particolari che richiede. Appartiene alla famiglia dei Mustelidi e il suo nome scientifico è Mustela putorius furo (che significa letteralmente «ladro puzzolente»: l’animale ha infatti un forte odore selvatico e ama trafugare oggetti e nasconderli, ndr ) a livello domestico prende i ritmi dei padroni, affezionandosi ad ogni membro della famiglia, riconoscendo il suo nome. Nonostante dorma tanto, circa venti ore al giorno, quando è sveglio è una macchina da guerra: vuole esplorare, guardare, annusare. Il furetto raggiunge i 60 cm di lunghezza compresa la coda: l’esemplare femminile può pesare dai 700 grammi fino a un chilo, mentre il maschio può toccare i due chili. Il furetto usa i suoi 34 den-

tini taglienti per giocare e va, quindi, educato a non mordere. «Si tratta di una mini-faina, insolito in Italia, ma abbastanza diffuso nelle case degli inglesi. Viene allevato come un gatto o un cane, ma è molto particolare. Viene portato in giro a guinzaglio, attorno al collo e nel cestino delle bici. Viene trattato in Inghilterra come animale esotico, per differenziarlo dagli altri; in Italia, invece, viene classificato come non convenzionale. Purtroppo, a volte, alcuni esemplari vengono abbandonati nei campi, quando vengono trovati, sono trasferiti subito in clinica dove molti di noi, poi, li adottano», spiega Maddalena Gabrielli, medico veterinario di Tregnago, che esercita in Inghilterra da due anni, con il titolo di Dvm Mrcvs (Doctor in veterinary medicine Member of Royal college of veterinary surgeons). IL FURETTO HA BISOGNO DI UNA CASETTA GRANDE composta, per esempio, da vecchie gabbie di uccelli magari sviluppate su più piani, con un'area riposo e una dedicata al cibo.

A CURA DI INGRID SOMMACAMPAGNA


acquista

65

online

PANTHEON

non fosse per il suo odore muschiato A Cstico AseD M èYsecreto dalle ghiandole (quello più E potente

L’animale non va tenuto libero quando è solo in casa perché combinerebbe disastri, e sarebbe meglio affiancargli sempre un altro compagno perché si stressa facilmente e soffre di solitudine. Fa i suoi bisogni nella sabbietta come i gatti e sarà lui a decidere in quale punto avere la sua «toilette». Per l'alimentazione? È un carnivoro stretto e a livello selvatico si nutre di topolini, quaglie e di altre piccole prede. Il suo metabolismo è molto veloce, quindi deve avere sempre a disposizione cibo (quasi esclusivamente derivati della carne bianca, perché il suo intestino corto non è in grado di digerire vegetali). Si può optare per croccantini di ottima di qualità, gli stessi che mangiano i gatti o quelli specifici per furetti, ma mai carne cruda, altrimenti inizierebbe a mordere di tutto. Simpatico e giocherellone, il furetto è un perfetto animale dome-

para-anali, soprattutto quando è eccitato o ha paura). «A sei mesi raggiunge la maturità, quindi l'odore diventa fortissimo. L'unica soluzione è la sterilizzazione per le femmine e la vasectomia per i maschi, non la castrazione, altrimenti correrebbe il rischio di sviluppare precocemente l'Adrenal disease, malattia delle ghiandole surrenaliche, che comporta ipertrofia, cancro benigno e infine, maligno, anche se non metastatizza. Sterilizzandolo, l'odore si attenua dopo alcuni mesi, come la vivacità del carattere. Sono importanti le vaccinazioni: due dosi per il Canine Distemper, morbillo canino pericoloso, prima delle 12 settimane di vita seguite da quella annuale», conclude Maddalena Gabrielli.■

GLI STRUMENTI MULTIMEDIALI E SOCIAL PER GLI SPECIALISTI DELLA COMUNICAZIONE 2.0

BUSINESS

BUSINESS

A destra Maddalena Gabrielli con una collega

community SOCIAL PERSONAL video SOCIAL STORY L'ESPERTA IN BREVE MEDIA BRANDING Business editing MEDIA TELLING Maddalena Gabrielli è nata a Tregnago (Vr) nel dicembre del 1976 e si è laureata Medicina Veterinaria all'U1niversità di Bologna nel 2016. Fin da quando è piccola ha sempre2sognato di fare lainveterinaria, e per realizzare il

suo sogno ha esercitato, prima, da Oss, poi si è iscritta all'università di Bologna, riuscendo anche a frequentare le lezioni. Subito dopo la laurea è stata accettata alla Royal College of Veterinary Surgeons, prestando giuramento e 5 NOVEMBRE 12 NOVEMBRE 19 NOVEMBRE 26 NOVEMBRE 3 DICEMBRE 10 DICEMBRE ottenendo il certificato per poter lavorare in Inghilterra e nelle sue colonie. Dopo vari colloqui ha cominciato, due anni fa, a Kent (Londra) in una clinica, mentre ora esercita a nord, alla Shrubbery Veterinary Centre, una grande Orari dei corsi: 17.30 - 21.00 Presso: Verona Network, Via Torricelli, 37 - ZAI Verona corporazione che lavora a livello nazionale, si occupa prevalentemente di «critical care», medicina d'urgenza. A COMPLETO 6 LEZIONI: +ivache adora con cui va a fare lunmarzo, invece, comincerà CORSO a lavorare nella capitale inglese. Maddalena€349 ha due cani ghe passeggiate nelle infinite campagne inglesi. se il suo lavoro+laiva impegna tante ore, continua a studiare €199 LEZIONI: 3 Anche MODULO la lingua, perché «è molto difficile essere accettati in un Paese in cui sei ospite, in cui devi dare dieci volte di più; la UNA LEZIONE: €79 + iva medicina veterinaria è la mia passione, e sto continuando a prendere certificazioni per arricchire il mio curricudel 50%Vet, per i giovani dai 20 ai esiste 29 anni e per i secondi dell’azienda. lum e Sconti diventare Senior perché qui, per fortuna, la meritocrazia», spiegaiscritti Maddalena. Acquista on-line sul sito www.veronanetwork.it/academy SPAZIO PUBBLICITARIO

SCARICA LA NOSTRA APP DAGLI STORE Apple e Google

TV

LA RADIOVISIONE DEI VERONESI PROTAGONISTI

canale 640

Si ascolta Si vede Si AMA

WWW.RADIOADIGE.COM

Per la tua pubblicità su Radio Adige Tv

m a r ke t i n g @ ve r o n a n e t wo r k . i t - Te l . 0 4 5 8 6 5 0 7 4 6

Radio Adige Tv 640


STORIE DI STORIA 66

LIBERAMENTE ROMANZATE

INGANNAPOLTRON

«…nello stesso paesello di S. Giorgio si fa pure mezzodì, dai preposti della chiesa, la dispensa gratuita della minestra di fave a tutti gli abitanti del sito. Questa operazione si compie portando un immenso pajuolo con entrovi le fave bollite sopra un gran sasso. Sul medesimo sasso monta pure un uomo con un mestolo in mano, un altro gli sta in terra da presso con l’elenco degli abitanti; tutto intorno si affollano uomini, donne, ragazzi con scodelle, pignatte, bramini, stagnate e vasi di ogni sorta; l’uomo dalla carta comincia a chiamare il nome di un capofamiglia e secondo la quantità dei membri di essa dice il numero corrispondente; allora il chiamato s’avanza protendendo il suo recipiente, e l’uomo del mestolo gli dà con esso tante misure di fave quante occorrono a fare il numero indicato per lui…»*

S

ALENDO DA SANT’AMBROGIO di Valpolicella sembra che il paesello di pietra calcarea sia lì a due passi. Il Monte Solane si staglia alle spalle e, curva dopo curva, guardando a valle in una limpida giornata, si può ammirare il Lago di Garda in tutta la sua bellezza. La salita però è dura, ingannevole, ed è forse per questo che nel Medioevo si aggiunse al toponimo “San Giorgio in Ganna”** lo scherzoso attributo “poltron”. La definizione San Giorgio Ingannapoltron giunta sino a noi è senz’altro tra le più azzeccate che si possano trovare nel nostro territorio. San Giorgio, inserito nel 2015 nel prestigioso elenco dei Borghi più belli d’Italia, si stringe intorno alle sue Pieve Romanica che si presuppone sia sorta su un preesistente luogo di culto costruito in età Longobarda (Liutprando 712 - 744). All’interno dell’edificio, liberamente visitabile, sono conservati un antico ciborio scolpito dal Maestro Orso nel VI secolo d.C. e affreschi risalenti al XII e XIII secolo. Varie leggende s’affollano intorno all’antica chiesa ed al suo chiostro: la più accreditata vuole che sia stata la regina Matilde Cristina Malaspina (nel 1101) a volerne la costruzione insie-

me a quella di San Floriano e Negrar. Una storia antica quella di San Giorgio, confermata dai ritrovamenti rilevati in alcuni scavi archeologici di fine anni Ottanta che hanno portato alla luce la presenza di insediamenti umani ed in particolare di una capanna rettangolare risalente all’Età del Bronzo***. Tra piante d’olivo e vitigni, niente male davvero per questo paesello sul cocuzzolo del monte.

*Ettore Scipione Righi (1833 - 1894) **canne: nome pre-romano che significherebbe “mucchio di pietre” o “località rocciosa e pietrosa” ***3500 a.C. - 1200 a.C.

A CURA DI

MARCO ZANONI


R I S T O R A N T E P I Z Z E R I A

Dalle nostre mani, la buona cucina. Via Piccoli Marcello 61 - Bosco Chiesanuova (VR) +39 045 7050057 - www.lencitre.it


IL GLOSSARIO PER CAPIRE COME SI CAMBIA

68

UNA PAROLA PER VOLTA

IL REDDITO DI CITTADINANZA, PER PUNTI

Dal mese di marzo è pronto il sito web dedicato al cosiddetto reddito di cittadinanza: la domanda potrà essere fatta direttamente online sul portale oppure ci si potrà recare ai Caf, i centri di assistenza fiscale delle organizzazioni sindacali.

F

ONDAMENTALE È PREDISPORRE il modello Isee del proprio nucleo familiare. Successivamente le Poste provvederanno a spedire le “carte di cittadinanza” ai beneficiari. I primi accrediti dovrebbero arrivare nel mese di aprile. Si tratta, nella sostanza, di un reddito minimo garantito per accedere al quale è necessario: ■Cittadinanza italiana o nell’Unione europea. Residenza in Italia da almeno 10 anni, di cui gli ultimi due in via continuativa ■Valore Isee inferiore a 9.360 euro ■Il limite del patrimonio immobiliare, esclusa la prima casa di abitazione, di 30.000 euro ■Un patrimonio finanziario non superiore ai 6.000 euro ■Per chi percepisce la Naspi (l’assegno di disoccupazione) l’importo del reddito di cittadinanza sarà detratto dallo stesso sussidio.

Non si potrà accedere al beneficio se un componente del nucleo si è dimesso dal proprio lavoro nei 12 mesi precedenti alla richiesta, se negli ultimi due anni si è acquistata un’automobile oltre 1.600 cc di cilindrata o di una moto oltre i 250 cc o un’imbarcazione. Chi otterrà il reddito verrà contattato dai Centri per l’impiego e dovrà aderire a un percorso di accompagnamento all’inserimento lavorativo e all’inclusione sociale, seguendo un percorso di riqualificazione professionale firmando un “Patto per il lavoro”. Si potrà rifiutare un’offerta al massimo due volte. La prima potrà essere fatta entro 100 km dalla residenza, la seconda entro 250km, la terza su tutta Italia. Superati 12 mesi anche la prima offerta sarà entro 250 km e dopo 18 mesi su tutto il territorio nazionale. Per le famiglie con persone con disabilità, le offerte di lavoro non potranno mai superare i 250 km.■

A CURA DI EMILIANO GALATI, SEGRETARIO FELSA CISL VENETO


69

PANTHEON ACADEMY

GLI STRUMENTI MULTIMEDIALI E SOCIAL PER GLI SPECIALISTI DELLA COMUNICAZIONE 2.0 Verona Network presenta la quarta edizione della

PANTHEON ACADEMY PROFESSIONISTI DELLA COMUNICAZIONE per fornire competenze avanzate per il tuo successo e della tua azienda L E Z I O N I D I CO M U N I C A Z I O N E CO N I L E A D E R D E L S E T TO R E MODULO 1

MODULO 2

BUSINESS BUSINESS

video editing

personal branding

25 MARZO

1 APRILE

8 APRILE

SOCIAL MEDIA

brand

story telling 15 APRILE

Orari dei corsi: 17.30 - 21.00 Presso: Verona Network, Via Torricelli, 37 - ZAI Verona CORSO COMPLETO 4 LEZIONI: €249 + iva MODULO 2 LEZIONI: €149 + iva UNA LEZIONE: €89 + iva Sconti del 50% per i giovani dai 20 ai 29 anni e per i secondi iscritti dell’azienda

INFO E ADESIONI: 045 8650746 - marketing@veronanetwork.it

www.veron a n etwo rk . i t - ma rketin g@ ve ron a n e twork .it

Tel.: 045 86 50746


CONSIGLI E RIFLESSIONI 70

TARGATI ADICONSUM

ADDIO MAXIBOLLETTE (O FORSE NO)

Dopo l'energia elettrica, è diventata operativa la prescrizione biennale anche per le bollette del gas. Previsti anche nuovi obblighi di trasparenza a carico dei venditori. Dunque mai più fatture con importi esorbitanti? Non esattamente... DAL 1 GENNAIO 2019 LA RIDUZIONE della prescrizione da 5 a 2 anni si applica anche alle bollette del gas. Quanto stabilito dalla Legge di Bilancio 2018 ha rappresentato un'importante innovazione per i consumatori. La nuova normativa pone fine ad una prassi diffusa e temibile con la quale i venditori di luce e gas inviavano con colpevole ritardo i ricalcoli eseguiti in relazione ai consumi dei loro utenti, salassando gli stessi con improvvise richieste di cifre elevatissime in grado di dissestare il budget familiare dei malcapitati. Sebbene la legge in questione sia molto chiara e la Delibera di riferimento dell'ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente) definisca le modalità operative con le quali attuarla introducendo anche nuove regole di trasparenza, rimane il consistente dubbio che le cose non fileranno lisce come dovrebbero. Infatti la delibera 569/2018/R/com ARERA stabilisce che i venditori saranno tenuti ad emettere una fattura separata contenente esclusivamente gli importi per consumi risalenti a più di 2 anni. In alternativa tali importi dovranno essere evidenziati in maniera chiara e comprensibile nella fattura contenente anche gli importi per consumi più recenti di 2 anni.

IN OGNI CASO, I VENDITORI saranno tenuti ad informare il cliente della possibilità di eccepire gli importi prescrittibili e a fornire un format che faciliti la comunicazione della sua volontà di non pagare. Si capisce, pertanto, come il nuovo impianto normativo riduca il termine di prescrizione ma non impedisca ai venditori di provare a richiedere anche i consumi prescritti. Anzi, è molto probabile che le società venditrici accelerino il processo di recupero dei vecchi importi e, nei prossimi mesi, si verifichi una pioggia di bollette di conguaglio contenenti importi che risalgono anche a più dei due anni legittimamente addebitabili. Purtroppo alcuni casi già emersi evidenziano che certi venditori non siano affatto diligenti nel fornire le informative previste ma tentino, piuttosto, di sostenere che la prescrizione biennale non sia applicabile a quella specifica fattura. Il consiglio, dunque, è quello di mantenere alta la guardia e leggere attentamente la bolletta prima di procedere al pagamento dell'importo richiesto e, nel dubbio, inviare un reclamo scritto al proprio fornitore.■ Per saperne di più: adiconsumverona.it

A CURA DI CARLO BATTISTELLA DI ADICONSUM VERONA


71

71

500 milioni alle aziende con crediti verso la P.A.

Meno ritardi e piĂš liquiditĂ : un programma di acquisto dei crediti commerciali vantati dalle aziende nei confronti della Pubblica Amministrazione

*Messaggio pubblicitario con finalitĂ promozionali: per maggiori informazioni recarsi in Filiale o visitare il sito www.lavalsabbina.it


72

IL CALENDARIO DEL MESE gli eventi di Marzo 2019, secondo noi

a cura di Paola Spolon

01

03

PIANO FORTE FORTE Luogo: Modus Verona Ora: 20.30

06

Mantenersi sacri, almeno in qualcosa.

09

KILLING CANGRANDE Luogo: Verona Ora: 20.00

02

BEYOND PAINTING Luigi Meneghelli Luogo: La Giarina Arte Contemporanea Ora: 15.30

04

HAIR Luogo: Teatro Ristori Ora: 20.30

05

VELOCE COME IL VENTO Luogo: Modus Verona Ora: 20.30

07

DON CHISCIOTTE Luogo: Teatro Salieri Ora: 20.45

08

PERFETTA Luogo: Teatro Nuovo Ora: 21.00

10

CAMMINA, CAMMINA Luogo: Teatro Ristori Ora: 20.30

11

ROBERTO CACCIAPAGLIA Luogo: Teatro Filarmonico Ora: 21.00

12

TUTELA DELLA DONNA E DEL MINORE Luogo: Modus Verona Ora: 18.30

legenda MOSTRE/ARTE

CINEMA

LIBRI

MUSEO

SPORT

INCONTRI


73

13

CHURCHILL Luogo: Teatro Nuovo Ora: 20.45

14

ATERBALLETTO Luogo: Teatro Ristori Ora: 20.30

16

IMPOSSIBILE NAR D’ACCORDO Luogo: Cinema Teatro San Massimo Ora: 21.00

17

IL SERPENTE Luogo: Teatro Camploy Ora: 20.45

19

I FRATELLI KARAMAZOV Luogo: Teatro Salieri Ora: 20.45

20

LE PRÉNOM - CENA TRA AMICI Luogo: Teatro Nuovo Ora: 21.00

THE PASSENGER “PORTOGALLO” Luogo: Museo Africano Ora: 20.30

23

SATURDAY NIGHT IMPRO! Luogo: Casa Novarini Ora: 21.00

24

ESERCIZI DI LETTURA CON THE Luogo: Teatro S. Teresa Ora: 18.00

26

ITALO CALVINO - Mario Allegri Luogo: Teatro Laboratorio di Verona Ora: 17.30

27

22 25

15

LA DIVINA DELUSIONE Luogo: Pensiero Visibile Ora: 21.00

18

SERGIO ENDRIGO Luogo: Modus Verona Ora: 21.00

21

NOTRE DAME DE PARIS Luogo: Teatro Camploy Ora: 20.45

LE PARTITURE PARLANTI Luogo: Fucina Culturale Machiavelli Ora: 18.00

LA COMMEDIA DEL MATRIMONIO Luogo: Modus Verona Ora: 21.15

non ce lo siamo dimenticati: non ci stava

28

Smettere di dire di voler cambiare e cominciare, piuttosto, a delineare il proprio cambiamento.

FIERA

DANZA

29 MUSICA

DISCORSO SUL MITO Luogo: Pensiero Visibile Ora: 21.00

AMORE

30 CARNEVALE

31 JE DANSE Denise Dimè Luogo: Fucina Culturale Machiavelli Ora: 21.00

TEATRO


in cucina con Nicole

74

Un'idea sana e golosa per cominciare la giornata col piede giusto! a cura di NICOLE SCEVAROLI

senzalattesenzauova.ifood.it

WAFFLES, PER COLAZIONE Un'idea sana e golosa per cominciare la giornata col piede giusto! Ingredienti • 3 uova • 4 cucchiai di farina semintegrale • mezzo cucchiaino di lievito per dolci • 10ml di latte animale o vegetale UNA DRITTA NUTRIZIONALE: La colazione è il pasto più importante della giornata. Ha la funzione di fornire l'energia necessaria ad affrontare al meglio la mattinata. Una prima colazione adeguata infatti è associata ad un miglioramento della capacità di memoria ed attenzione, miglioramento che si estende anche alle ore successive al pasto. (Bellisle 2004; Mahoney et al., 2005; Rampersaud 2005; Benton & Parker 1998; Smith 1999)

• stampo per waffles in silicone Sbattete uova, farina, latte e lievito. Versate mezzo impasto nello stampo*, fate cuocere per 2 minuti in microonde, ripetete l'operazione. Farcite con frutta fresca e un cucchiaino di crema di nocciole. *Esistono anche delle padelle apposite. Altrimenti realizzate dei pancakes.

SALSA DI LENTICCHIE E POMODORI SECCHI, CON CAVOLO NERO Una salsa perfetta per l'aperitivo, ottima anche per una colazione salata! Ingredienti (2-4 persone) • 150g lenticchie secche • 100g pomodori secchi sott'olio • sale, aglio, prezzemolo, olio • cavolo nero Cuocete le lenticchie in acqua bollente salata per 20 minuti. Frullatele con i pomodori secchi, aglio, prezzemolo, olio e sale. Saltate il cavolo nero in padella con aglio, olio e un goccio d'acqua. Servite la salsa con il cavolo e del pane caldo.


75

Siamo presenti al Vinitaly - HALL 4 STAND D3


76

! ! a a z z z z e e h h c c es es r r F F a a l l ceggllii Sce S Prezzi validi salvo errori ed omissioni fino ad esaurimento scorte. Tutte le foto hanno valore puramente illustrativo. OFFERTE ESCLUSE DA ALTRE PROMOZIONI IN CORSO

DAL 1 AL 13 MARZO 2019

Leoncini Prosciutto cotto Due Leoni

Senfter Speck Gran Resa

1,19 all'etto

Galbani Gorgonzola Dolcelatte

Morlacco Formaggio al kg. € 8,50

al kg. € 14,90

al kg. € 11,90

CURE CARNI SI SCELTA DI PRIMA

1,49 all'etto

al kg. € 9,50

all'etto

Dimmidisi cuori di lattuga

Galbani Certosa gr. 165 al kg. € 8,97

0,85

gr. 170 al kg. € 5,59

insalata mista

gr. 350 al kg. € 2,72

0,95 Muller yogurt bianco

1,48

Findus Sofficini

0,95 Esca Vongolata

gr. 266 al kg. € 7,48

gr. 125x8

gr. 400 al kg. € 9,95

Pronto Scoglio gr. 450 al kg. € 8,84

1,98

1,99

3,98

CALDIERO CALDIERO(VR) (VR)via viaVicenza Vicenza9 9• •TREGNAGO TREGNAGO(VR) (VR)via viaC.C.Cipolla Cipolla2222• •SAN SANGIO GIO MINERBE MINERBE(VR) (VR)via viaC.C.Battisti Battisti2 2• •POIANO POIANO(VR) (VR)viv


77

Kimbo Aromi di Napoli

Mulino Bianco biscotti classici

gr. 250x4

gr. 350 al kg. € 2,83

4,99

0,99

Barilla pasta di semola

0,70

100% italiano lt. 1

0,85

Dixan detersivo lavatrice liquido

cl. 75 al lt. € 2,25

1,30

Clemente olio extravergine

gr. 300 al kg. € 2,83

Tavernello frizzante

Barilla salsa pronta

kg. 1

Curti Riso Vialone Nano kg. 1

4,99 Bio Presto Fustone 80 misurini

18+2 lavaggi

1,69

Last Piatti

2,98

Noi&Voi carta igienica

lt. 1

6,50 Coccolino ammorbidente concentrato

18 rotoli

narciso - gelsomino ml. 750

0,88

OROGEL

Spinaci Foglia Più gr. 900 al kg € 2,21

€1,99

OROGEL

1,98

Contorno Grigliato gr. 450 al kg € 4,00

€1,80

OROGEL

Fagiolino Valentino gr. 600 al kg € 3,32

OOVANNI VANNILUPATOTO LUPATOTO(VR) (VR)via viaMadonnina Madonnina7070• •ZEVIO ZEVIO(VR) (VR)piazza piazzaMarconi Marconi39/A 39/A via aPoiano Poiano141 141• •URBANA URBANA(PD) (PD)via viaArti Artie eMestieri, Mestieri,1919

1,25

€1,99


A CURA DI

ANDREA NALE

78

L'OROSCOPO ALLA NOSTRA MANIERA

21 MARZO - 20 APRILE

21 APRILE - 20 MAGGIO

21 MAGGIO - 21 GIUGNO

22 GIUGNO - 22 LUGLIO

Attentissimi e precisi studi di una non precisata università americana sostengono che la miglior cura per la propria salute e la propria bellezza fisica sia la voglia di vivere. Questo scrivono gli studiosi nei loro saggi: «L’entusiasmo è la migliore cosmesi». Scherzo, ovviamente, non lo scrivono loro, ve lo dico io e credo che anche voi ora ne abbiate dimostrazione palpabile.

Le più potenti forze del mondo sono invisibili. Dio, l’amore, la giustizia, la libertà e addirittura la gravità. Dovreste iniziare a dare retta a tutte quelle piccole sensazioni, quei timori e quei sentori che vi stuzzicano il naso di desiderio e intenzione. Lasciatevi attraversare dalle forze che sorgono in voi e che avete accantonato presi dalla quotidianità.

I grandi pensatori dell’antichità erano soliti avere un luogo preciso dove rifugiarsi e pensare, una postura precisa e dei vestiti sempre uguali, gesti scaramantici ricorrenti. Sta per iniziare un periodo in cui dovrete arrovellarvi sulla vostra vita più del solito: di quali strategia disponete per stimolare pensiero e creatività? Quali sono i vostri luoghi o i vostri riti, non del cuore, ma del cervello?

L’evoluzione umana ha fatto sì che da poche centinaia di individui, in qualche migliaio di anni, siano diventati sette miliardi. Ma i pochi antichi raccoglitori, ad esempio, vivevano meglio delle masse di schiavi della storia: l’evoluzione umana bada alla quantità di vita e non alla qualità. Valutate questo pensiero, non avete bisogno di “di più”, avete bisogno “di meglio”.

23 LUGLIO - 23 AGOSTO

24 AGOSTO - 22 SETTEMBRE

23 SETTEMBRE - 22 OTTOBRE

23 OTTOBRE - 22 NOVEMBRE

Ovunque siate nel mondo, qualunque cosa stiate facendo, sono sicuro che avete un paese che vi aspetta, una terra che sapete essere vostra, immobile come un tempo, che rimane ad aspettarvi anche mentre voi cambiate ogni giorno. Una terra così ci vuole per tutti e tutti ce l’hanno, un luogo dove tornare anche solo con il pensiero, un punto fisso per non perdere l’equilibrio. E se questa stabilità non venisse da una terra, ma da qualcuno?

A Verona ci sono state le votazioni per il Papà del Gnocco, l’evento goliardico dell’anno. Sento che state prendendo in modo scherzoso e superficiale alcuni aspetti della vostra vita che dovreste prendere seriamente, ma sento anche che questa superficialità probabilmente vi sta salvando dalla troppa intensità. Ridete di come state affrontando i vostri problemi, ma siate consapevoli che da marzo si dovrà pulire la strada dai coriandoli e rimboccarsi le maniche.

C’è un piccolo esserino che vive nel fango, sempre bagnato e sudicio. Quando arriva la stagione secca è in grado di stare immobile senza nutrirsi per molti mesi, assomigliando ad un sasso, per poi tornare a guizzare tra la terra bagnata al primo segno di umidità. Siete meglio di un esserino nel fango, ovviamente, ma avete istinti sopiti che pensate siano morti e non vi appartengano più: allo stimolo giusto risorgeranno e voi con loro.

Ci sono persone che si appassionano follemente di birra, di gin, di whiskey, e girano per le fiere e per i pub di tutto il mondo ad assaggiare i loro alcolici preferiti, tessendo relazioni, conoscendo persone e scoprendo lentamente il mondo. Non alcolizzatevi, ricercate però, e coltivate la passione che più vi appartiene: vi farà muovere nel mondo e sorridere con gli occhi iniettati di tutta la vostra anima.

23 NOVEMBRE - 21 DICEMBRE

SAGITTARIO

22 DICEMBRE - 20 GENNAIO

CAPRICORNO

21 GENNAIO - 19 FEBBRAIO

20 FEBBRAIO - 20 MARZO

Ushuaia è la città più a sud del mondo, a soli 1000km dall’Antartide. Qui non c’è una cultura dominante, non c’è un’identità umana trattenuta con ideologie e mura: qui è terra di passaggio per ogni uomo, che dal sud del mondo va a nord e da nord esplora l’Antartide. Qui tutti si sono insediati e tutti sono invitati ad arrivare: ci sono città invisibili in ogni persona, siate come Ushuaia in questa primavera che sta per arrivare.

Per voi sono duri i mesi centrali dell’anno, in cui l’estate è lontana e le vacanze estive un ricordo che non si vede neanche con il binocolo. Dovrete farvi forza con l’ingresso impetuoso della primavera, con le giornate che si allungano e la natura che torna alla vita. La situazione è completamente sotto controllo, questa energia vi salverà al momento giusto.

Una guerra contro il Cile ha tolto alla Bolivia l’unico sbocco sul mare, un fatto catastrofico. Pensate che la marina della Bolivia, un tempo di grande prestigio, è interamente schierata sul lago Titicaca. A voi manca un nonnulla per raggiungere il vostro sbocco sul mare, che passa da alcune persone che amate, ma è essenziale che lo troviate altrimenti dovrete schierare i vostri sentimenti in qualche lago interno del vostro animo e non fiorire più.

Dicono tutti che siete dei sognatori con la testa tra le nuvole. Io penso che abbiate passato fin troppo tempo a guardare dove mettere i piedi per non inciampare e per questo avete ora tutto il diritto di vivere senza attriti, tra tenui colori e rumori dolcissimi: solo voi sapete quanto faccia male precipitare al suolo.

ARIETE

LEONE

TORO

VERGINE

GEMELLI

BILANCIA

ACQUARIO

CANCRO

SCORPIONE

PESCI


IL NUOVO QUOTIDIANO DI VERONA IN MEDIAVISIONE TUTTI I GIORNI ALLE 18.30 SULLA TUA MAIL, SMARTPHONE O TABLET

ISCRIVITI: È FACILE, GRATUITO E COMODO

1

SALVA IN RUBRICA 347 10 58 318 CON IL NOME “DAILY”

2

INVIA UN WHATS APP CON IL TUO NOME E COGNOME

3

LEGGI IL DAILY QUANDO VUOI E DOVE VUOI


80

ULTIME QUOTE LUCENSE 1923

Finval SpA - T. +39 045 8650746 - info@lucense1923.it - www.lucense1923.it INFO 3298314850 - MARKETING@VERONANETWORK.IT PER PER INFORMAZIONI 800 999 211 - INFO@LUCENSE1923.IT

INVESTI nel Futuro

Autoprodurre la propria energia oggi è ancora più facile. Compra una o più quote e diventa socio di “Lucense 1923”, la centrale idroele�rica di Montorio. La tua energia pulita a pochi passi da casa che � perme�e di risparmiare sulla bolle�a, per sempre!

Profile for Pantheon Verona Network

Pantheon 98 - Barbara Bissoli e il nuovo Ordine degli Avvocati  

La neo presidente dell’Ordine degli Avvocati di Verona, seconda donna al vertice del Foro scaligero dopo Laura Pernigo nei primi anni duemil...

Pantheon 98 - Barbara Bissoli e il nuovo Ordine degli Avvocati  

La neo presidente dell’Ordine degli Avvocati di Verona, seconda donna al vertice del Foro scaligero dopo Laura Pernigo nei primi anni duemil...

Advertisement