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C o p i a g r at u i ta

3,50

APRILE 2017

Anno 10, Numero 3

PANTHEON VERONA MAGAZINE

VER NA

N E T W O R K

ESCLUSIVO

Intervista a Melania Gabbiadini

TENDENZE

Il re veronese delle alghe

CIMBRI

Cosa svela il DNA

S O N O P R E S I D E N T I , S O N O G I O VA N I , S O N O A M I C I E H A N N O U N P R OG E T TO


CANALE 12 TG NEWS “VERONA NETWORK” NOTIZIE QUOTIDIANE DI CRONACA, POLITICA E APPROFONDIMENTO

DAL LUNEDÌ AL VEN ERDÌ ALLE O RE 19.2 0, 2 0. 4 5 E ALLE 6 . 5 0

VERONA MAGAZINE IL MEGLIO DELLE NEWS SCALIGERE IN UN UNICO FORMAT SETTIMANALE

SABATO E DOMEN I C A ALLE ORE 2 0. 00

VERONESI PROTAGONISTI STORIE DI PERSONE ED ECCELLENZE DEL TERRITORIO

SABATO O RE 1 8. 40 E ALLE 2 3 . 00 DO MENICA O R E 8. 00 E ALLE 12 . 3 0 SE NON CI VEDI, RISINTONIZZA IL TUO DECODER O CHIAMA IL NUMERO 049.807.77.55 dalle 10.00 alle 14.00 o dalle 15.00 alle 19.00

VER NA

NETWORK

PANTHEON VERONA MAGAZINE


Aprile 2017

EDITORIALE

matteo.scolari@giornalepantheon.it @ScolariMatteo

Il lavoro di squadra è la capacità di lavorare insieme verso una visione comune. La capacità di dirigere la realizzazione individuale verso degli obiettivi organizzati. È il carburante che permette a persone comuni di raggiungere risultati non comuni.

Andrew Carnegie

La crisi economica, e ancor prima valoriale, di questi ultimi anni ha spinto molti di noi a guardare al futuro con sfiducia e rassegnazione. Ha fatto credere a tante persone di essere incapaci di tirar fuori il meglio di sé, così al lavoro come nei contesti più famigliari, e, non da ultimo, ha fatto dimenticare a troppi di noi di essere ancora bravi a fare le cose. La copertina di questo numero l’abbiamo dedicata a sette ragazzi, sette magnifici giovani che a questa visione pessimistica dell’oggi e del domani hanno detto no. Con forza. Si sono presi un incarico istituzionale importante, di grande responsabilità, specie nei confronti delle nuove generazioni, con le quali hanno stretto un vero e proprio patto di fiducia. Hanno promesso loro il massimo impegno per far sentire la voce di chi si sta affacciando soltanto ora sul mercato del lavoro, così diverso, così veloce, così sfidante e così selettivo rispetto al passato, ma con ancora tante nuove opportunità a disposizione. Michele, Daniele, Carlo, Davide, Gianmario, Gabriele e l’altro Michele sono un esempio felice e concreto di come ci possa essere speranza in un momento storico in cui tante cose sembrano girare per il verso sbagliato. Uniti nel progetto della Scuola per l’imprenditoria, con la quale formano nuovi futuri imprenditori offrendo, allo stesso tempo, preziosi momenti relazionali, i sette presidenti dei Gruppi Giovani delle principali realtà datoriali scaligere sono uniti anche da una grande amicizia, che va oltre il ruolo pubblico che hanno assunto. Hanno una visione del domani molto simile: tra le qualità che il giovane imprenditore deve avere per poter crescere e lasciare il segno, spiccano sacrificio, impegno, costanza, preparazione, coraggio, serietà e umiltà. Abbiamo passato assieme un sabato mattina in redazione, sono venuti a trovarci. Abbiamo ascoltato idee, abbiamo colto entusiasmo, abbiamo percepito voglia di stringere i denti e di guardare avanti con lucidità, determinazione e programmazione. Ci sono piaciuti. A questi sette protagonisti abbiamo dedicato la copertina e il Primo Piano del giornale e a molti altri ancora daremo spazio sia sul magazine che sui nuovi spazi televisivi e radiofonici messi a disposizione da TV7 Triveneta e da Radio Adige. Due storiche emittenti, nate entrambe nel 1976, con le quali abbiamo iniziato un nuovo entusiasmante percorso di collaborazione. Dal 3 di aprile potete seguirci con il nuovo TG News “Verona Network” alle ore 19.20 e in replica alle 20.45 sul Canale 12 del digitale terrestre. Uno spazio prezioso per raccontare una Verona energica, che ha voglia di crescere e di guardare in avanti con un rinnovato sentimento di fiducia.

foto di Anna Mainenti


Registrazione Tribunale di Verona n.1792 del 5/4/2008 - Numero chiuso in redazione il 23/03/2017

INDICE 8 16 18 22 26 30 44 46 54 58 62 64

IN COPERTINA S e t t e m ag n i fic i p r e sid e n t i IN COPERTINA/2 Melania Gabbiadini e il pallone come destino RISVEGLI N o i e i n o s t r i ta le n t i in u t il i GINNASTICA MENTALE I t r u c c h i d i A ssom e n sa n a NUTRACEUTICA I l r e v e r o n e se d e l l e a l g h e TRAPPIST 1 La v i ta s e g r e ta d e l l o spa z io RICERCA M a r i e C ur i e e t ut t e l e a lt r e STARTUP L' I s e e (dav v e r o ) s u m isu r a GIOSTRE AD ARTE E l'a r t i s ta a r r iva a Ga r da l a n d GIORNATA MONDIALE DEL LIBRO U n o spa z io f e l ic e LESSINIA C i m b r i , c o s a r ac c o n ta il D N A FOTOGRAFIA G li s c at t i g i r ovag h i d i Sa r a Z a n e l l a

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LIBRO DEL MESE

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Bellezza al Naturale

72

IN CUCINA CON NICOLE

78

L'oroscopo alla nostra maniera

G l i event i di ap ri l e s ec ondo no i a pag 76

P E R L A T UA P U BBL I C I Tà S U PA N T H E O N

045 8650746

ERRATA CORRIGE - A pagina 34 di Pantheon 78 (anno 10, numero 2, marzo 2017) il nome corretto è Malice Omondi e non Malice Olimondi, come è stato scritto. - A pagina 44 di Pantheon 78, (anno 10, numero 2, marzo 2017) manca la firma di chi ha scritto l'articolo “La bellezza prima si guarda, poi si spiega”. L'autrice è Anna Girardi. - A pagina 63 di Pantheon 78, (anno 10, numero 2, marzo 2017) non è stato precisato che il progetto della Fattoria Sociale di Corte Marini è in attesa della relazione della Giunta comunale per dirsi approvato e realizzabile. ERRORI DA SEGNALARE? REDAZIONE@GIORNALEPANTHEON.IT

Direttore responsabile

M at t e o S c o l a r i

D I R E Z I O N E E D I T O R I A L E M i r ya m S c a n d o l a

Redazione e Collaboratori

R e d a z i o n e M at t e o S c o l a r i , M i r ya m S c a n d o l a F l av i o B r u t t i , M A R C O M E N I N I H a n n o c o l l a b o r at o a l n u m e r o d i A P R I L E 2 0 1 7 C A R L O B A T T I S T E L L A , VA L E N T I N A B A Z Z A N I , M at t e o B e l l a m o l i , M a r ta B i c e g o, C H I A R A B O N I , C L A U D I A B U C C O L A , G i o r g i a C a s ta g n a , A N N A G I R A R D I , f e d e r i c a l ava r i n i , s i lv i a m a g a n z a n i , M a r c o N i c o l i s , E m a n u e l e P e z z o, E r i k a P r a n d i , N i c o l e S c e va r o l i , A l e s s a n d r a S c o l a r i , I n g r i d S o m m a c a m pa g n a , b e at r i c e s p e r i , pa o l a s p o l o n , G i o va n n a T o n d i n i , M at t i a Z u a n n i . C o p e r t i n a F l av i o B r u t t i foto di copertina anna mainenti P r o g e t t o g r a f i c o F l av i o B r u t t i S o c i e tà e d i t r i c e I n f o Va l S . r . l . R e d a z i o n e V i a T o r r i c e l l i , 3 7 ( Z A I -V e r o n a ) - P. I va : 0 3 7 5 5 4 6 0 2 3 9 - t e l . 0 4 5 . 8 6 5 0 7 4 6 - fa x . 0 4 5 . 8 7 6 2 6 0 1 m a i l : r e d a z i o n e @ g i o r n a l e pa n t h e o n . i t - w e b : w w w.V E R O N A - PA N T H E O N . C O M - Fa c e b o o k : / Pa n t h e o n - T w i t t e r : @ pa n t h e o n v r ufficio commercialE: SARAH SALGARELLI 045 8650746 S TA M PA T O D A : Rotopress International srl - Via Brecce – 60025 Loreto (AN) - Tel. 071 9747511 Via E. Mattei, 106 – 40138 Bologna – Tel. 051 4592111 C o n t r i b u t i p e r Pa n t h e o n M a g a z i n e c / c p o s ta l e 9 3 0 7 2 2 6 2 i n t e s tat o a : I n f o va l s r l - V i a l e d e l L av o r o 2 , 3 7 0 2 3 G r e z z a n a ( V R )


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NEWS

dal mondo

di Marco Menini

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T h e b e n d , e i l g r at ta c i e l o c h e s i p i e g a S o n y W o r l d P h o t o g r a p h y A wa r d s Architettura, vita quotidiana, documentaristica, paesaggi, ritratti, street photography. Si parla un po' di tutto nelle 227 mila fotografie che hanno partecipato al contest più grande al mondo. Tra i dieci finalisti, ben 23 italiani omaggiati dai giudici nelle categorie Professionisti e Open. In foto: “Ni una menos”, di Karl Mancini

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Chi l’ha detto che la gara al grattacielo più grande debba essere vinta dal più alto? Arriva da Manhattan l’idea (per ora solo teorica) di un grattacielo che si sviluppi in lunghezza. Il concept The Bend, che in italiano significa “la curva”, è stato pensato dagli architetti di Oiio Studio ma difficilmente verrà concretizzato. Si parla infatti di 1,2 km di estensione da piano terra a piano terra. Così spiegano gli architetti: «Di solito veniamo a sapere dell'ultimo grattacielo più alto contemporaneamente alla notizia dei suoi prezzi al metro quadro». Sembra che l'altezza di un palazzo sia una sorta di licenza al suo essere costoso.

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Buco nero presuntuoso Sembra il racconto della rana che si gonfia e si gonfia d’aria per dimostrare che il bue non è poi così grosso, finché non scoppia, vittima della sua stessa presunzione. È quello che è successo ad un immenso buco nero distante circa 300 milioni di anni luce da noi, dopo aver inghiottito i detriti di una stella troppo grossa. In pratica le macerie stellari invece di affondare nel nulla più assoluto, galleggiano e ruotano assieme al buco nero, fino a farlo soffocare: un po' la stessa fine della rana.

e fiori siano La primavera sta arrivando anche in Giappone, con la fioritura dei ciliegi. Tokyo, Fukuoka e Yokohama si colorano di rosa; orde di turisti si tuffano tra i rami profumati dei ciliegi e si perdono nella contemplazione dei fiori, esperienza quasi catartica detta “Hanami”.


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IN COPERTINA

I Magnifici Sette e

ar erc c i ti d tĂ rda felici o c Ri la

Carlo Marcolongo 36 anni Presidente Gruppo Giovani Casartigiani Verona

are tagli non o n an a Potr fiori, m mavera i i r i p t tut anno la er ferm

Davide Zorzi 26 anni Presidente gruppo giovani Confindustria Verona

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MICHELE MOZZO 33 anni Presidente gruppo Giovani Ance verona

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Gianmario Aldighieri 39 anni Presidente Gruppo Giovani ConfCooperative verona

sette voci dell'imprenditoria scaligera non e e itĂ r o pac Sign nel tue ca a d fi e Con o sull l o s

MICHELE ROSSETTO 39 anni Presidente Gruppo Giovani ConfCommercio verona

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GABRIELE Garmilli 35 anni Presidente gruppo giovani Confartigianato verona

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DANIELE MACCARI 32 anni Presidente Gruppo Giovani Apindustria verona


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IN COPERTINA

UNA SCUOLA PER COSTRUIRE IL FUTURO

di Matteo Scolari

Cinque giornate di formazione, un titolo che dice molto: “L’impresa di chi fa impresa”. È l’iniziativa delle principali associazioni di categoria scaligere giunta alla sua decima edizione. Si parte l’8 aprile al Museo Nicolis di Villafranca. A parlarcene sono loro, i sette presidenti dei Gruppi Giovani.

S

ONO COETANEI, sono preparati e sono al vertice delle principali realtà datoriali scaligere. Hanno un progetto di formazione (e tanti sogni) in comune. Stiamo parlando dei sette presidenti dei Gruppi Giovani di Ance, Apindustria, Confcommercio, Confcooperative, Confartigianato, Confindustria e Casartigiani. Accomunati da una Scuola per l’imprenditoria, promossa dalle rispettive associazioni e coordinata da Confcommercio, ma uniti, soprattutto, da una vera amicizia, che va oltre i settori economici e gli ambiti associativi di appartenenza. Incontriamo Michele Mozzo, Daniele Maccari, Michele Rossetto, Gianmario Aldighieri, Gabriele Garmilli, Davide Zorzi e Carlo Marcolongo. Orgogliosi di un percorso formativo, unico nel suo genere in Italia, e grati a chi, nell’ottobre del 2006, mosse il primo passo per dare il là a questa iniziativa. «Furono i presidenti dei Gruppi Giovani di Apindustria Enrico Storti, di Confcommercio Paolo Arena, di Confindustria Carlo De Paoli e del Collegio Costruttori Edili (Ance) Andrea Allegri ad affrontare per la prima volta il tema del passaggio generazionale - spiegano i sette presidenti riuniti attorno al tavolo di redazione - Scelsero di condividere una strada sottoscrivendo un protocollo d’intesa per la promozione di momenti formativi di alta qualità che avessero una ricaduta importante sul tessuto socio-economico provinciale. Questa iniziativa fu accolta con molto entusiasmo, sostenuta dalla Camera di Commercio e dall’allora presidente Fabio Bortolazzi, e fu estesa ad altre Associazioni datoriali che entrarono come parte attiva nel progetto». «QUEST’ANNO siamo giunti alla decima edizione. - proseguono compatti - Una crescita costante nel tempo testimoniata anche dall’entusiasmo dei partecipanti e dei vari presidenti che si sono succeduti negli

anni. Lo stile della scuola è molto pragmatico e punta a fornire strumenti di facile applicazione nella vita lavorativa quotidiana. Scambi di esperienze, confronti, spunti di riflessione. Un’occasione per conoscersi, per instaurare nuove relazioni professionali, condividere idee e soluzioni alle tante criticità che ogni giorno incontriamo nel fare impresa». Cinque incontri da otto ore ciascuno, di cui quattro di formazione al Museo Nicolis di Villafranca e una giornata di esperienza in esterna: definire gli obiettivi strategici, pianificare un piano d’azione, conoscere se stessi e gli altri, comunicare e superare i propri limiti attraverso lo sport sono alcuni dei temi che verranno approfonditi durante le lezioni. Possono partecipare tutti gli imprenditori e tutti i giovani desiderosi di costruire, con solide basi, il proprio futuro. L’edizione 2017 è impreziosita anche dalla presenza, nel Comitato Scientifico, dell’Ordine degli Ingegneri di Verona. www.scuolaimprenditoria.it


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sette voci dell'imprenditoria scaligera di Miryam Scandola

7 M AGNI FICI P R ESIDENT I

in breve

Fare impresa non è un mestiere per giovani o per vecchi. Esistono idee che funzionano, imprese coraggiose, risultati e numeri. L'età non è uno tra questi: Mark Zuckerberg aveva 23 anni quando ha fondato il suo impero. Ne ha, invece, 29 l'olandese Ernst-Jan Pfauth, che nel 2013 ha raccolto online 1,7 milioni di dollari per lanciare De Correspondent, un sito di notizie e approfondimenti senza pubblicità che ora raggiunge 40mila iscritti. A soli 22 anni il romeno Cornel Amariei ha inventato un apparecchio, Lumen, che aiuta i ciechi a camminare. Dimenticate le discriminazioni anagrafiche anche nel caso dei sette presidenti dei Gruppi Giovani di Ance, Apindustria, Casartigiani, Confartigianato, Confcooperative, ConfCommercio e Confindustria. Perché quando c'è valore, e voglia di condividerlo, il resto conta poco davvero. Insieme fanno le prove per il futuro, quello di Verona che parla plurale, sceglie reti e apre dialoghi.

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ANNI

P res i dente G ru p p o G i ovani Anc e Verona C os tru tto ri Edili

michele mozzo

LA FRASE CHE LA RAPPRESENTA DI PIÙ

Mai Mollare

Presente e futuro prossimo di Ance Giovani, su cosa puntare? Dare sempre un servizio in più alle aziende. Il vecchio modo di fare associazione ormai non ha più senso. Lei è anche imprenditore, come vede il panorama del business veronese? Lo vedo difficile, ma ancora con grandi sbocchi e opportunità. Un giovane che vuole fare l'imprenditore, le chiede un consiglio. Cosa gli suggerisce? Può farcela. Il futuro è tutto nostro. Un pregio e un difetto della nostra città, Verona Pregio: vivibilità - Difetto: la logica da “italiano medio” La città che sogna? - Una città smart, con infrastrutture all'avanguardia. Estero sì, no o con moderazione? - Con moderazione. La cosa che non è contrattabile per lei - La dignità. A quale persona si ispira In particolare a nessuno, cerco di essere me stesso.


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IN COPERTINA

sette voci dell'imprenditoria scaligera

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ANNI

P res i dente G ru p p o G i ovani Ap i ndust ria vero n a

DANIELE MACCARI Presente e futuro prossimo di Apindustria Giovani, su cosa puntare? Stiamo lavorando su tanti progetti. Il primo è quello di diffondere la cultura di impresa anche negli spazi scolastici: con ApiFactory andiamo a scovare le eccellenze tra i banchi degli istituti superiori. Poi, per quanto riguarda il futuro, il recente Premio Api Giovani parla da solo. Abbiamo premiato l'ateneo di Verona (il 22 marzo scorso, ndr) non a caso. Istruzione e investimento sul capitale umano sono le nostre priorità. Lei è anche imprenditore, come vede il panorama del business veronese? Il contesto è ancora incerto e a macchia di leopardo. Bisogna continuare ad investire sul turismo, il settore che, dati alla mano, conta sempre di più a Verona. Un giovane che vuole fare l'imprenditore, le chiede un consiglio. Cosa gli suggerisce? Gli dico che è un matto e poi che deve provarci e crederci perché è il mestiere più bello del mondo. Un pregio e un difetto della nostra città, Verona Cultura, storia, posizione. I difetti non mi vengono in mente. La città che sogna? - Un maggiore dialogo tra futura amministrazione e mondo delle imprese. Estero sì, no o con moderazione? La fuga di cervelli è un pericolo, serve un sistema per tenere i giovani e le nostre eccellenze in Italia. La cosa che non è contrattabile per lei - Lealtà, onestà. A quale persona si ispira - A mio padre.

LA FRASE CHE LA RAPPRESENTA DI PIÙ

Il meglio deve ancora venire

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ANNI

P res i dente G ru p p o G i ovani C as artigian i Vero n a

Carlo Marcolongo Presente e futuro prossimo di Casartigiani Giovani, su cosa puntare? Artigianato oggi è qualità, ma non può essere solo una realtà di nicchia. Stiamo lavorando per aprirci a logiche di network. Lei è anche imprenditore, come vede il panorama del business veronese? C'è una buona spinta, anche grazie al governo: penso al concetto di Industria 4.0 che sta dando un'importante svolta al mondo dell'impresa. Un giovane che vuole fare l'imprenditore, le chiede un consiglio. Cosa gli suggerisce? Non pensare ai confini e ai limiti. Un pregio e un difetto della nostra città, Verona Pregio: Verona ha dimensioni medie ma offre grandi opportunità come una metropoli. Difetto: Dobbiamo lavorare su cultura e integrazione. La città che sogna? - Sogno una Verona aperta, in tutti i sensi. Estero sì, no o con moderazione? I confini sono un concetto relativo. La cosa che non è contrattabile per lei - La trasparenza. A quale persona si ispira - A mio padre.

LA FRASE CHE LA RAPPRESENTA DI PIÙ

Ricordati di cercare la felicità

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ANNI

P res i dente g ru p p o g i ovani C onfarti g i a n at o vero n a

Gabriele Garmilli

LA FRASE CHE LA RAPPRESENTA DI PIÙ

Amo il mio lavoro

Presente e futuro prossimo di Confartigianato Giovani, su cosa puntare? Stiamo lavorando su tre tavoli paralleli e connessi: welfare, alternanza scuola lavoro, imprese under 35. Lei è anche imprenditore, come vede il panorama del business veronese? Siamo in crescita, abbiamo bisogno dell'aiuto della politica per la linfa vitale necessaria alle PMI giovani. Un giovane che vuole fare l'imprenditore, le chiede un consiglio. Cosa gli suggerisce? La concorrenza è un termine superato, la nuova logica da cui partire è quella della rete. Un pregio e un difetto della nostra città, Verona Pregio: Storia e architettura. Difetto: Bisogno di maggiori infrastrutture. La città che sogna? Una città che viva di turismo, e che sappia capitalizzare davvero il valore di quell'indotto. Estero sì, no o con moderazione? Quanto basta, poter ispirare, poter ispirarsi. La cosa che non è contrattabile per lei - La qualità. A quale persona si ispira - A mio padre.


INGRESSO LIBERO

INFO SU WWW.VERONANETWORK.IT 045 8650746

9a SETTIMANA VERONESE DELLA FINANZA, dell’ECONOMIA E del LAVORO - edizione straordinaria -

nuovi scenari nella finanza veronese e veneta mercoleDÌ 12 aprile 2017 dalle 18.00 alle 19.30 banco bpm - sala di piazza nogara VIA san cosimo, 10

Intervengono PAOLO BEDONI - Presidente Società Cattolica di Assicurazione CARLO FRATTA PASINI – Presidente Banco Bpm ALESSANDRO MAZZUCCO - Presidente Fondazione Cariverona* modera MATTEO SCOLARI - Direttore Pantheon Verona Magazine

VER NA

N E T W O R K

si ringrazia

CANALE 12

ISCRIZIONI | 9a-settimana-finanza-veronese.eventbrite.it

*In attesa di conferma

Saluti istituzionali FLAVIO TOSI - Sindaco di Verona


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IN COPERTINA

sette voci dell'imprenditoria scaligera

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ANNI

P res i dente G ru p p o G i ovani C onfC ommercio vero n a

Michele Rossetto Presente e futuro prossimo di Confcommercio Giovani, su cosa puntare? Innovazione l'ingrediente del nostro presente. Il futuro, invece, siamo convinti di poterlo scrivere solo in un concetto di rete. Lei è anche imprenditore, come vede il panorama del business veronese? Io vengo da una storia imprenditoriale famigliare, e come la mia sono tante le aziende e le PMI che rimanendo radicati al territorio ma correndo dietro al mercato contribuiscono a dare valore aggiunto alla città come all'intera regione. Un giovane che vuole fare l'imprenditore, le chiede un consiglio. Cosa gli suggerisce? Metta il sacrificio alla base della sua passione. Un pregio e un difetto della nostra città, Verona Li condenso in una frase: grandi lavoratori individualisti. La città che sogna? Già così non siamo male. La città è come un'azienda: la fanno le persone. Estero sì, no o con moderazione? Sì, con moderazione. Un occhio fuori ed entrambi i piedi nel nostro Paese. La cosa che non è contrattabile per lei Onestà e trasparenza. A quale persona si ispira - A mio padre e a mia madre.

LA FRASE CHE LA RAPPRESENTA DI PIÙ

Confida nel Signore e non solo sulle tue capacità

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ANNI

P res i dente G ru p p o G i ovani C onfC oop erat ive vero n a

Gianmario Aldighieri Presente e futuro prossimo di Confcooperative Giovani, su cosa puntare? Rendere più sinergiche le tante anime di questa realtà: da quella sociale a quella agricola passando per quella di produzione lavoro. Lei è anche imprenditore, come vede il panorama del business veronese? Dobbiamo essere più veloci. Un giovane che vuole fare l'imprenditore, le chiede un consiglio. Cosa gli suggerisce? Di costruirsi prima di tutto occasioni di confronto. Un pregio e un difetto della nostra città, Verona La ricchezza in senso lato, che passa soprattutto dalla cultura e dal dinamismo del nostro tessuto imprenditoriale. Difetti non pervenuti al momento. La città che sogna? Sinergica e “munita” di una rete sociale che funzioni. Estero sì, no o con moderazione? Sì, per essere più competitivi. La cosa che non è contrattabile per lei - I miei valori. A quale persona si ispira - Adriano Olivetti.

LA FRASE CHE LA RAPPRESENTA DI PIÙ

La cooperativa deve essere un cerchio sostenibile

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ANNI

P res i dente g ru p p o G i ovani C onfi ndust ria Vero n a

D AV I D E Z O R Z I

LA FRASE CHE LA RAPPRESENTA DI PIÙ

Potranno tagliare tutti i fiori, ma non fermeranno la primavera

Presente e futuro prossimo di Confindustria Giovani, su cosa puntare? Siamo molto focalizzati sull'alternanza scuola-lavoro per avvicinare le competenze degli studenti a quelli delle aziende. Un mix di presente e futuro. Lei è anche imprenditore, come vede il panorama del business veronese? La sfida oggi è restare in Italia, creare comunque valore aggiunte, malgrado le difficoltà. Un giovane che vuole fare l'imprenditore, le chiede un consiglio. Cosa gli suggerisce? Continuare a guardare avanti. Un pregio e un difetto della nostra città, Verona Dico solo i pregi: cultura, storia e sistema pro-impresa. La città che sogna? Una città che continui a valorizzare l'impresa come entità sociale che ha ricadute positive sul territorio. Estero sì, no o con moderazione? Sì, necessario perché contaminazione e apprendimento creano valore se abbinate ad un rientro nelle nostre aziende. La cosa che non è contrattabile per lei L'etica delle relazioni. Sul piano professionale, la qualità del lavoro e dei prodotti. A quale persona si ispira - A nessuno in particolare.


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IN COPERTINA/2

I L PA L L O N E

COME DESTINO

ingrid.somma@verona-pantheon.com @ingridsomma89

di Ingrid Sommacampagna

Capitana pluripremiata dell’AGSM Verona calcio femminile e della Nazionale, con la quale ha tagliato il traguardo delle 100 presenze. Sorella d’arte di Manolo, recentemente approdato al Southampton, Melania testimonia un talento genetico e una passione nata in famiglia.

E

ssere donna, ottenere risultati, correre tanto e forte in un Paese in cui conta solo il calcio maschile, non è facile. Ma Melania Gabbiadini, bergamasca di Bolgare, classe 1983, è diventata una delle più forti calciatrici italiane e da anni, con i suoi grandi risultati a livello nazionale ed europeo, arricchisce lo scenario sportivo veronese con il suo talento e il suo carisma. Il calcio femminile è difficile da far capire agli uomini, non riceve la stessa visibilità e autorevolezza, nonostante sia appassionante e pulito. Differenze in termini economici, ma anche di visibilità, di sponsor, di spazi e attenzione sui media. C’è da lavorare molto e con pazienza, ma le donne anche in questo sanno fare squadra. Melania, quali sono stati i più grandi riconoscimenti che ha ottenuto nella sua carriera fino ad oggi? Il più grande e più importante è stato entrare nella “Hall of Fame” del Calcio italiano, perché essere accostata a grandi nomi quali Maradona, Falcao, Paolo Rossi… è una cosa che ancora oggi mi rende incredula. Poi ce ne sono stati altri, come il “Pallone Azzurro”, il Premio “Miglior giocatrice italiana” per tre volte consecutive e, anche se non è personale, la vittoria di due scudetti. Ha cominciato a giocare a nove anni, chi le ha trasmesso questa passione? Tutta la famiglia giocava a calcio, da mio padre, ai miei zii e cugini, quindi è stata una cosa naturale avvicinarsi a questo sport. Vedendo poi quello che ho fatto fino ad oggi e i risultati che anche mio fratello è riuscito a raggiungere, credo che, alla fine, sia proprio una questione di Dna. La famiglia è stata importante nel suo percorso? Sì, ho sempre avuto l'appoggio di tutti, mi hanno costantemente seguita e incoraggiata da quando ho iniziato, sia sui campi che nelle scelte personali.

Melania Gabbiadini con la maglia azzurra

Gli obiettivi per il futuro? Penso a quello che sto vivendo ora. Voglio finire una discreta stagione con il Verona, perché fino adesso abbiamo tentennato un po’. Mi capita anche di riflettere su quello che vorrei fare nella mia vita fuori dal campo. Sicuramente mi piacerebbe allenare i bambini, riuscire a trasmettere loro la vera passione per il calcio e i valori che lo sport può insegnare. Negli allenatori dei settori giovanili, vedo oggi purtroppo solo troppa smania di vincere. Da piccola, ancora prima di avere un ruolo nella squadra, si sentiva già tagliata per il ruolo di attaccante? Ho sempre fatto l'attaccante, mi sono sempre trovata a puntare la porta, ma non solo per il gusto di fare goal. Provo gusto anche nell’assist e sono felice quando faccio segnare una compagna. Sono sempre stata negata per il ruolo di difensore perché anche tuttora… è meglio che stia il più lontana possibile dalla mia porta! Guarda la video intervista su www.verona-pantheon.com


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A tu per tu con Melania Gabbiadini

In Italia c'è discriminazione nei confronti del calcio femminile? C'è ancora una mentalità maschilista che pensa solo a quello che riescono a fare i nostri colleghi. Tanta è la differenza e c'è molto da costruire, perché è difficile far credere che anche noi possiamo far qualcosa. In questi anni le cose stanno cambiando, ma ci vorrà molto tempo ancora per arrivare all'altezza di altri Paesi Europei e oltreoceano. Ma noi calciatrici abbiamo dimostrato che anche in questo caso sappiamo far gioco di squadra e che, al di là dei Club di appartenenza, camminiamo tutte nella stessa direzione, quella di far crescere qui in Italia il calcio femminile. Suo fratello Manolo ha seguito le sue impronte, e ancora oggi, lei è il suo punto di riferimento? Abbiamo tanti anni di differenza, e quando lui era piccolo, veniva sempre a vedermi. Credo però che se anche non avessi giocato a calcio, lui avrebbe comunque intrapreso questa strada, perché ce l'ha dentro. Mi ha sempre seguita e ho cercato di essere un modello per lui, e me lo ha confermato un sacco di volte. Ne vado fiera.

Mio fratello? Ne vado fiera

La sua ex collega Patrizia Panico, prima nella storia, ha appena debuttato come CT della Nazionale Under 16 maschile. Entrambe attaccanti, per anni in cima alla classifica capocannonieri. Amiche o rivali? No, rivalità non c’è mai stata. Anche perché in campo siamo molto diverse e le nostre caratteristiche tecniche ci hanno sempre permesso di mantenere una nostra forte identità. Abbiamo sempre lottato entrambe per la squadra e c’è stata e rimarrà una grande stima reciproca.


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RISVEGLI

DUE CHIACCHIERE CON LA COACH FIORELLA PALLAS

N O I E I NOS T RI TA L E NT I INU TIL I

miryam.scandola@verona-pantheon.com @miryamscandola

di Miryam Scandola

Siamo bravi a tenere in vita i fiori. Ci ricordiamo a memoria tutte le capitali del mondo. Collezioniamo il sorriso degli altri e facciamo di tutto per accoglierlo. Parliamo meglio con la nostra creatività che con i discorsi di tutti. L’elenco di quello che siamo non si riesce a contenere in un articolo, figuriamoci in un sottotitolo. Un posto, però, per tutte queste benedette soft skills dobbiamo trovarlo. «Al centro della nostra vita» azzarda, addirittura, la trainer e talent scout Fiorella Pallas.

Q

Fiorella Pallas

UANTE VOLTE andiamo davvero a curiosare nel retrobottega delle nostre capacità? Di rado e di sfuggita, diciamolo. Perché tutta quella massa di competenze trasversali che ci sono capitate in sorte, non trovano spazio di applicazione nel frastuono professionale di ogni giorno. Ed è qui che ci sbagliamo, «sono abilità spontanee e quindi non le vediamo, non diamo loro importanza. Ci vengono facili - spiega Fiorella Pallas coach fondatrice della Shine Your Talent training – e oggi solo ciò che comporta sforzo, merita di essere perseguito». A volte, riusciamo a capire in cosa siamo davvero bravi, tardi. Solo se ci rincorrono per dircelo. «Si pensa sempre al talento come a qualcosa che capita in dono a pochi». Ma la verità, almeno stando ad una delle trainer più conosciute d’Italia, residente a Roma ma richiesta in tutto il Bel paese, è che «l’eccellenza non è l’eccezione di alcuni ma la possibilità di tanti». Siamo avvolti da quel preciso paradigma che concede il successo solo se impariamo tutte le cose che non sappiamo fare. La rivoluzione della Pallas ha, invece, modelli diversi. Come il metodo predicato dalla società americana Gallup che, conducendo studi per 40 anni su oltre 300 mila soggetti, ha creato una sorta di canovaccio dei talenti. Sarebbero 34 quelli presenti in ciascuno di noi. In misure e gradazioni diverse, certo, ma i primi cinque sono quelli che ci disegnano. La sfida sta tutta nell’individuare la nostra cinquina di qualità visto che «in media le persone ne indovinano una o due».

prendere la nostra passione». Ma non basta guardarle le nostre soft skills; bisogna allenarle. Come fa un cantante che non si ferma al dono della voce, ma prova, fatica, migliora. «Il talento spontaneo diventa un punto di forza solo se praticato». Fiorella Pallas per evitare fraintendimenti, ci ha costruito pure un acronimo sulla sua teoria: CPU che sta per: conoscenza, percezione, utilizzo. In sostanza, dopo aver scoperto le nostre piccole doti naturali bisogna mettersi lì a coltivarle, «altrimenti non ti comporterai mai da talentuoso». I vantaggi non si contano, visto che, stando alle statistiche, una persona che padroneggia i suoi talenti, ha una curva di apprendimento molto più elevata: può maturare competenze tecniche in qualsiasi settore in soli 2 anni, rispetto ai 10 che normalmente impiegherebbe.

E POI via libera? Assecondiamo senza remore la nostra inclinazione? Non è così facile, i talenti sono come quelle tracce bianche e rosse che segnano i sentieri. «Indicano, diciamo, la strada che potrebbe

NON È SOLO una bella teoria, quella della Pallas ma una storia "provata". Manager nel marketing per Danone (quando il Gruppo lanciò l’acqua Vitasnella c’era anche lei, per capirci) dopo 15 anni ha lasciato tutto


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DUE CHIACCHIERE CON LA COACH FIORELLA PALLAS

perché «tenevo il malox sul comodino, e non facevo quello per cui ero nata». Nel 2010 ha seguito la passione e l'ha trasformata in un'azienda. Poi si è indebitata, le cose si sono complicate, ha chiuso. «Cercavo l'equazione per riuscire, ma avevo sbagliato i termini. Quando fallisci, soprattutto nell'impresa, finisci in un gorgo di solitudine, vedi le banche che si allontano, le persone che ti abbandonano». Ora la parola successo la lascia a chi è rimasto ad inseguirlo, la sua strada è diventata, per l'ironia giusta della vita, quella di aiutare chi non sa se riuscirà a ripartire. Non a caso, proprio lo scorso dicembre la consulente è diventata presidente nazionale di una Onlus che proprio ad aprile lancerà un nuovo progetto a base volontaria per supportare gli imprenditori con una storia di fallimento e indirizzarli verso una ripartenza. Un team di coach e di mentori, per un anno, li seguirà gratuitamente e l'area test sarà proprio in Veneto, quella terra di coraggiose microimprese spesso lasciate sole alle loro battaglie. Nel futuro prossimo si prospettano sedi territoriali sparse per tutta Italia, forte del prezioso contributo della CNA. Il sogno della trainer è quello di «creare dei nuovi momenti per gli imprenditori». Dei piccoli spazi etici dove anche la parola fallimento possa essere pronunciata senza il terrore di generare cataclismi aziendali ed esistenziali. Anche lei non resiste e, alla fine, tira fuori quella metafora riuscitissima, che sul web ha fatto scuola, del kintsugi. L’arte giapponese che, invece di nasconderle, orna di oro le ferite dei vasi, delle ceramiche fran-

tumate. Un esercizio per risaltare le cicatrici e dare alla fragilità uno spazio di accoglienza. Gli errori si faranno sempre. E nonostante questo, tutti, a quanto pare, possiamo essere straordinari in qualcosa.

IL ME T O D O GA L L U P, I N BRE VE Si rassicurino gli scettici, la società Gallup, specializzata nel tracciare le tendenze socio-economiche-demografiche, ha raccolto, con un lavoro sistematico durato 40 anni, i comportamenti di oltre 300 mila persone di successo nei più svariati segmenti sociali. Su un totale di 34 temi di talenti individuati, un test online di 117 domande permette di individuare i 5 predominanti. Oltre un milione di studenti, in tutto il mondo, hanno scelto questa strada per costruirsi un futuro su misura.

5 TA L E N T I I N S O S P E T TA BI L I , A D E S E MP I O 1-L’IPERATTIVO (ACTIVATOR) - Ha sempre bisogno di fare qualcosa per creare e stimolare gli altri. Eccelle nel lanciarsi a capofitto nelle cose: quando iniziamo? 2- L’ORGANIZZATORE (ARRANGER) - È multifunzionale e gestisce diverse variabili in contemporanea per ottimizzare il risultato. Più una situazione è complessa più cerca le combinazioni di massima efficacia. 3- IL FOCALIZZATORE (FOCUS) - Una volta presa la decisione, resta concentrato sull’obiettivo e investe tutta la sua energia finchè non lo raggiunge. Può essere paragonato a un missile. 4- IL PERSUASIVO (WOO) - Sa convincere gli altri, persuadendoli del suo punto di vista. È bravo a sedurre e a vendere e soprattutto vuole piacere a tutti i costi. 5 -  IL MEDIATORE (HARMONY)  - Sviluppa rapporti di collaborazione, creando armonia intorno a sé. Vuole a tutti i costi evitare le situazioni conflittuali.


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PRIMAVERA DEL BENESSERE

G I N N A S T I C A M E N TA L E & C O

LO SPORT (PER LA MENTE) CHE ALLENA I NEURONI

di Marta Bicego

Esistono esercizi specifici per mantenere in attività il cervello: finché si è giovani e quando non lo si è più. In aiuto arriva la Ginnastica mentale: programma di stimolazione cognitiva messo appunto dall’associazione no profit di neuropsicologi Assomensana.

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AI CAPITATO? La parola che si vuol dire è lì, «sulla punta della lingua». Ma sfugge alla pronuncia, per un temporaneo black out che non permette al cervello di richiamare il vocabolo giusto dai cassetti dei ricordi. Il rimedio a questo fastidioso fenomeno risiede nell’allenamento: nel dedicare, per esempio, dieci minuti di due giornate alla scrittura di tutte le parole che vengono in mente a partire da una determinata lettera dell’alfabeto. A come albero, abito, aria… E così via. Trascorsi due giorni, si cambia iniziale per allungare l’elenco sul foglio. «In questo modo si esercita il piglio, il meccanismo che prende le parole al momento giusto», esordisce Alice Savoia, psicologa e brain trainer licenziataria di Assomensana. È l’associazione no profit nata a Milano nel 2004: attiva in quindici città italiane, compresa Verona, è presieduta dal neuropsicologo Giuseppe AlfreAlice Savoia do Iannoccari. Altro esercizio utile, aggiunge, «è individuare due nomi di persone e memorizzarli. Possono essere nominativi di nuovi conoscenti, letti su riviste e giornali oppure sentiti in tv. La sera, dopo cena, è opportuno riscriverli, esercitando la capacità di apprendere i nomi e recuperarli quando servono». Tutta questione, insomma, di una costante pratica. «ANDIAMO IN PALESTRA e facciamo movimento per tonificare il corpo, per favorire la coordinazione e allenare i muscoli. Spesso però dimentichiamo di esercitare un altro muscolo a noi indispensabile: il cervello». La conferma viene dalle Neuroscienze che da tempo, fa notare, hanno rimarcato la possibilità di potenziare le prestazioni del cervello attraverso adeguati training che rallentano il naturale declino cognitivo legato all'età che avanza. Un anti-aging cerebrale contro l’invecchiamento dei neuroni che inizia tra i 28-30 anni e si manifesta con la


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PRIMAVERA DEL BENESSERE

G I N N A S T I C A M E N TA L E & C O

perdita annuale dell’1% di efficienza, la quale a sua volta si traduce in disattenzioni e smemoratezze. Per correre ai ripari, esistono appositi esercizi suggeriti dagli esperti di Assomensana: si riassumono in un programma di stimolazione cognitiva denominato Ginnastica mentale con schede di testi e disegni somministrati con difficoltà crescente. Una palestra per la mente che serve a stimolare una moltitudine di funzioni: memorie, attenzione, concentrazione, logica, ragionamento, velocità di riflessi, linguaggio, creatività. Modalità che non ha controindicazioni, anzi: «Si rivolge a chiunque desideri potenziare e migliorare le proprie funzioni mentali o voglia mantenere in forma il cervello a dispetto del tempo che passa», sottolinea Savoia.

Esercitare una funzione vuol dire mantenerla a lungo e non perderla con i mesi che passano, chiarisce la brain trainer: «In tal senso, è stato proposto il concetto di “se non lo usi lo perdi”. L'esercizio mentale preserva le abilità cognitive che altrimenti andrebbero smarrite a causa dei processi legati all'invecchiamento». Prima si inizia, meglio è: «Allenare le funzioni da giovani consente di incrementare la cosiddetta “riserva cognitiva”: quel gruzzoletto di salute che viene conservato per gli anni a venire. Ecco perché Assomensana ha introdotto la Ginnastica mentale anche nelle scuole elementari. È lo stesso processo che si è ottenuto con la ginnastica fisica». www.assomensana.it

IL TENERE in attività i neuroni, che si tratti di giovani o adulti, raccoglie comunque degli effetti positivi: «Gli studi condotti da Assomensana hanno messo evidenza che chi segue i corsi di Ginnastica mentale non soltanto rallenta il decadimento cognitivo, ma addirittura porta indietro di qualche anno le lancette dell'invecchiamento».

«Andiamo in palestra e facciamo movimento per tonificare il corpo. Spesso però dimentichiamo di esercitare un altro muscolo a noi indispensabile: il cervello»


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TENDENZE

IL RE VERONESE DELLE ALGHE di Anna Girardi

Un veronese “verace” che bada al sodo e a seguire con costanza e passione il suo lavoro e le sue creature, le alghe. Questo, in poche parole, il ritratto di Matteo Castioni, socio e responsabile scientifico di Alghitaly, azienda leader nella coltivazione di alga spirulina, che ha la sua sede a Sommacampagna e gli stabilimenti ad Arzignano, in provincia di Vicenza.

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NA COLTIVAZIONE di alghe alle pendici delle Dolomiti? Ebbene sì, questa è la pazza (ma non così pazza) idea di Francesco Campostrini, manager esperto in agricoltura e energie rinnovabili, che nel 2009 coinvolge il giovane agronomo Matteo Castioni dapprima in Algain Energy, azienda con la vocazione della creazione di energia da biomasse, e, dal 2013, come responsabile tecnico di Alghitaly, una start up che intende sviluppare l’uso delle microalghe nel campo della nutraceutica (fusione tra nutrizione e farmaceutica, ovvero curarsi attraverso gli alimenti) e dell’agricoltura, con una forte vocazione all’innovazione e alla ricerca. Un’avventura in cui Matteo, all’epoca 25enne, non esita a buttarsi «con tutte le scarpe», lasciando un tranquillo lavoro d’ufficio come agronomo: «Ma sapevo che occuparmi di scartoffie non era cosa per me, ho colto la palla al balzo senza pensarci troppo. Poi, ero giovane, non avevo le responsabilità di una famiglia, e mi sono detto «se non lo faccio ora, quando?». FORMATOSI all’università di Padova, Matteo si interessa da subito a questi minuscoli ma preziosi organismi: nel giro di qualche anno, si arriva alla registrazione di due brevetti originali per la coltivazione delle microalghe e, nel 2014, alla premiazione con il prestigioso Oscar Green di Coldiretti, nella categoria “Ideando”. Segue l’invito al Padiglione Italia durante Expo Milano 2015, dove l’azienda viene selezionata come startup innovativa per il settore food e come fornitrice di spirulina per un sistema architettonico di produzione urbana delle alghe. Un percorso incredibile, che è solo ai suoi esordi, e si prepara a fare il salto verso l’espansione sul territorio nazionale. ALLA DOMANDA se c’è un tratto di “veronesità” tra i componenti di questo successo, Matteo risponde con il famoso detto “Vero-

Matteo Castioni


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Nutraceutica (in salsa scaligera)

SPRI RU LI N A, L’ALGA MIRACOL OSA Il motto di Matteo è: «Dove l’alga va, porta benessere». Si tratta infatti di un piccolo organismo in grado di apportare molti benefici alla salute, in quanto è fonte di importanti vitamine, antiossidanti e dei famosi, e preziosi, acidi grassi Omega3. Viene utilizzata principalmente come integratore alimentare e nella cosmesi, ma si sono notati molti effetti benefici anche sugli animali (mangimistica) e sulle colture, come biostimolanti. È la nuova frontiera dell’agricoltura 2.0.

nesi tuti mati”, versione dialettale e antica del celeberrimo “stay hungry, stay foolish” (siate affamati, siate pazzi) di Steve Jobs, il padre di Apple & Co. Una “pazzia” che ha sperimentato lui stesso, decidendo di coltivare alghe a diversi chilometri dal mare, quasi alle pendici delle Dolomiti, ma che ha ritrovato in tanti imprenditori, scienziati e professionisti del veronese, che definisce «un vero polo di eccellenze, con professionalità e competenze incredibili», e anche

un «substrato di fermento continuo». Dalle alghe, però, è arrivato non solo il successo, ma anche una lezione di vita: «Sono come dei bambini, devi prenderti cura di loro ogni giorno, solo così ti daranno soddisfazione. Mi hanno insegnato a estendere questa attenzione e questo impegno a molti aspetti della mia vita. Inoltre, Alghitaly è nata 11 giorni prima della nascita di mio figlio, quindi in un certo senso è come se anche le alghe fossero tutte mie figlie».


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VERONA NETWORK

L A TAV O L A T E M A T I C A I N G R A N G U A R D I A

AGROALIMENTARE, PROVE (RIUSCITE) DI RIFLESSIONE

di Miryam Scandola

Un focus trasversale, quello promosso da Verona Network che, lo scorso 16 marzo, dalla filiera ortofrutticola, alla zootecnia, passando per l’eccellenza del vino, ha riunito, a pochi giorni dall’avvio della 51esima edizione di Vinitaly, i big del comparto scaligero.

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E I SIGNORI del vino nostrano, gli attori dell’agroalimentare scaligero, i rappresentanti delle categorie si sedessero ad un tavolo a parlare, semplicemente, di sostenibilità? Verona Network, forte della sua rete di 61 soci, ha fatto di un dialogo auspicabile un momento necessario, soprattutto dopo che, senza mezzi termini, il ministro Martina ha invitato Verona a diventare «capitale della riflessione sulla politica dell’Ue». L’occasione è già scritta nella 51esima edizione di Vinitaly, che vedrà tra gli ospiti proprio Philip Hogan, commissario Ue per le politiche agricole. Un’investitura meritata, secondo l’assessore all’Agricoltura Giuseppe Pan, intervenuto al convegno del network territoriale Stati generali dell’agroalimentare e della sostenibilità: Quali opportunità per Verona: «Il distretto agroalimentare scaligero è il più importante del Veneto per il comparto agricolo. Vale circa un terzo dell’economia regionale». Chiamati a delineare le prospettive del settore tutti i suoi protagonisti da Claudio Valente, presidente di Coldiretti Verona e vicepresidente di VeronaFiere, a Paolo Ferrarese, presidente di Confagricoltura, passando per Andrea Lavagnoli, presidente della sede veronese della Cia, Confederazione italiana agricoltori, fino a Gian-

L'assessore regionale Giuseppe Pan durante il convegno

ni dalla Bernardina, presidente di Verona Mercato spa. Con la presentazione ufficiale di Vinitaly a Roma, occhio di bue anche sul mondo del vino con Christian Marchesini presidente del Consorzio per la Tutela dei Vini Valpolicella, Luigi Turco presidente della Cantina Valpantena e Pierangelo Tommasi, vicepresidente delle Famiglie dell’Amarone. Da plauso, certo, lo scenario di riferimento che vede il comparto scaligero come punta di diamante del settore su scala nazionale in quanto seconda provincia italiana per valore di export nell’ortofrutta, prima per l’export di bevande. Le sfide rimangono, però, e si chiamano PAC, concorrenza sleale, mercato del falso. Verona è, infatti, anche sul podio di una classifica meno luminosa, quella del rapporto #Agromafie2017 elaborato da Coldiretti insieme ad Eurispes e all’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura.

Durante il convegno sono stati consegnati i diplomi ai partecipanti del corso Multimedia Management promosso da Verona Network

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SCIENZA

LO SPAZIO E LA VITA SEGRETA CHE FORSE NASCONDE

di Federica Lavarini

Da ragazzo restava con gli amici a guardare il cielo fino a tarda notte nella speranza di individuare qualche satellite artificiale. Oggi, Alessandro Bressan è uno dei migliori astrofisici italiani.

La scoperta del sistema con sette pianeti di dimensioni simili alla Terra potrebbe essere stata solo una felice circostanza, ma le stelle con massa minore di quella del Sole sono la maggioranza e a una distanza di circa quaranta anni luce se ne contano già migliaia

I

l 22 febbraio 2017 la NASA ha annunciato l’esistenza di un sistema extrasolare lontano 39,5 milioni di anni luce dalla Terra: si chiama Trappist 1, dal nome del telescopio situato nel deserto cileno di Atacama che l’ha rilevato, ed è costituito da una stella attorno a cui orbitano sette pianeti. Una notizia che per un attimo ha fatto sobbalzare non solo scienziati e appassionati di astronomia e fantascienza, ma anche le persone che non seguono assiduamente le vicende della volta celeste. L’esistenza di vita su altri pianeti oltre alla Terra è una possibilità che da sempre l’uomo ha voluto esplorare: nei millenni passati in maniera più filosofica e teorica, in tempi più recenti in modo più concreto grazie all’evoluzione della tecnologia e delle conoscenze. È un sogno che la scienza non può escludere diventi realtà in un futuro remotissimo e che per ora contribuisce al progresso dell’umanità in senso ampio. Detto questo, forse non molti sanno che uno scienziato nato a Verona, Alessandro Bressan, si

occupa da anni di studiare stelle e galassie, insegna astrofisica alla Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste e collabora con l’Università di Padova e l’Osservatorio Astronomico di Padova (INAF). Ci descrive le caratteristiche di questa scoperta e il significato per la ricerca scientifica. Come si è riusciti a vedere Trappist 1? Con il “metodo dei transiti”, ovvero nell’osservare la diminuzione di luminosità apparente della stella quando uno dei suoi pianeti passa di fronte alla sua superficie brillante, oscurandola di una piccolissima frazione. È quello che avviene, per esempio, quando Mercurio, il pianeta più vicino al Sole, transita di fronte al disco del Sole. Quali sono le caratteristiche di questo sistema extrasolare? Trappist 1 è una stella “nana ultra-fredda” perché è molto più piccola del Sole – la massa è inferiore a un decimo – e con una luminosità


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T r a p p i s t 1 , s p i e g at o b e n e Alessandro Bressan con due studenti di dottorato, Alessandro Trani a destra e Ikechukwu Obi a sinistra

ma le stelle con massa minore di quella del Sole sono la maggioranza e a una distanza di circa quaranta anni luce ne contiamo già migliaia. È quindi certo che il prossimo futuro sarà ricco di scoperte di questo tipo.

E. Jehin/ESO Il telescopio TRAPPIST, La Silla (Cile)

inferiore a un millesimo rispetto alla stella che illumina il pianeta sul quale viviamo. Queste caratteristiche rendono l’effetto dell’oscuramento dovuto al transito dei pianeti molto più forte di quello che si osserverebbe se la stella fosse simile al Sole. Al momento non è possibile determinare la presenza di acqua sulla superficie di questi pianeti o stimarne la possibilità. Che cosa ha pensato quando è stata data la notizia? La particolarità del sistema Trappist 1 potrebbe diventare una norma. La scoperta del sistema con sette pianeti di dimensioni simili alla Terra potrebbe essere stata solo una felice circostanza,

Qual è il ruolo dell’astrofisica italiana nel contesto internazionale? Direi fondamentale: abbiamo avuto e abbiamo molti personaggi di spicco e giovani ricercatori con idee originali ma una delle difficoltà maggiori è quella di proteggere queste idee e di realizzarle all’interno del nostro contesto oppure di proporle all’esterno sulla base di finanziamenti sicuri e continuativi. Perché siamo così interessati a capire se c’è vita su altri pianeti? Il problema dell’esistenza della vita in altri pianeti è una curiosità fondamentale dal punto di vista sia scientifico che umanistico. Una domanda che da sempre affascina l’umanità ma che non ha ancora avuto risposta. Per la scienza rispondere a una domanda significa poter essere in grado di riprodurre il fenomeno. La ricerca della vita in altri ambienti fa parte del cammino verso la risposta e dovrebbe prepararci ad inquadrare la nostra esistenza in un contesto ancora più generale di quello a cui siamo normalmente abituati.

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PALLONE

ANDREA NALINI SI SVELA

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SI SCRIVE SUCCESSO SI LEGGE PASSIONE

di Emanuele Pezzo

Andrea Nalini, giocatore veronese del Crotone FC alla prima stagione in serie A, racconta la sua ascesa. Una salita fatta di provini dall'esito negativo, dalla madre che lo spingeva verso la scuola, passando per duri turni lavorativi fino ad arrivare al cospetto dei grandi campioni che fanno sognare la gente.

«Mi piacciono Callejon e Candreva: siamo su pianeti diversi, ma un pochino mi ci rivedo»

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torie come questa sembrano fatte apposta per ridurre la distanza tra noi e il cielo. Il calcio della serie A, con le sue stagioni memorabili, episodi epici e protagonisti semidivini, sembra un universo per predestinati. Eppure ogni tanto qualcuno ci arriva per vie inconsuete. Come Andrea Nalini, ragazzo veronese che, dopo anni passati tra turni in fabbrica e campi minori, sta giocando la sua prima stagione in quello che nemmeno troppo tempo fa era chiamato "il campionato più bello del mondo". Cosa vuol dire essere esordiente in un club per la prima volta in A? Non c'è pressione e si lavora benissimo. È tutto uno stimolo nuovo, tanto che sono arrivato molto carico e lo sono ancora. Mi sono ritrovato a San Siro, allo Juventus Stadium o al San Paolo, andando incontro a grandi campioni: è sempre stato un sogno che facevo da bambino e adesso mi ci trovo dentro. Qual è il calciatore più forte incontrato e a quale si ispira? A volte trovi avversari in “giornata di grazia” e quindi è difficile dare un giudizio obiettivo. Quello che mi ha impressionato di più contro di noi è stato Perisic dell'Inter, anche per un'affinità con il mio ruolo. Poi mi piacciono tantissimo Callejon e Candreva: siamo su due pianeti diversi, ma un pochino in loro mi ci rivedo.

I calciatori sono dei privilegiati? Secondo me sì, soprattutto per un fattore di visibilità. Non saprei dire se stavo meglio prima di diventare professionista o adesso: ho sempre aspirato ad arrivare in alto, ma mi sono anche sempre adeguato alle situazioni e qualche anno fa ero comunque felice di ciò che avevo. Poi quando riesci ad ottenere qualcosa, cerchi anche di tenertela stretta. Avendo fatto gavetta credo di dare più peso alle cose, non penso di essere superficiale. Quale episodio le ha fatto capire che questa era la sua strada? Ho sempre girato attorno al mondo del calcio. Avevo la mia vita, il mio lavoro e riuscivo anche a giocare a calcio, pur con qualche difficoltà, visti i turni in fabbrica. La chiamata di una squadra professionistica mi ha fatto rendere conto che le cose potevano cambiare. Non me l'aspettavo proprio: andare lontano da casa, con tre anni di contratto, mi ha spinto a prendermi le mie responsabilità. Sono passati tanti treni e credo di aver preso l'ultimo. Come sarà ritornare al Bentegodi in serie A? Sarà emozionante. Sono stato spesso allo stadio con amici tifosi del Chievo, ci ho anche giocato in Lega Pro con la Virtus Vecomp contro l'Alessandria, a causa dell'indisponibilità del nostro campo. Ma giocarci in serie A sarà tutt'altra cosa».


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STADIO DI GREZZANA (VR) ore 10.30 ATALANTA B.C. - FLAMENGO C.R.F.

STADIO GAVAGNIN - NOCINI B.GO VENEZIA (VR) ore 18.30 FLAMENGO C.R.F. - ARSENAL F.C.

STADIO DI MONTECCHIO MAGGIORE (VI) ore 19.30 REAL MADRID C.F. - BASSANO VIRTUS

STADIO DI MONTORIO (VR) ore 20.00 A.C. CHIEVO VERONA - ATALANTA B.C.

STADIO DI MONTECCHIA di CROSARA (VR) ore 19.30 JUVENTUS F.C. - HELLAS VERONA F.C.

SABATO 29 APRILE 2017

STADIO BOTTAGISIO CENTER - CHIEVO (VR) ore 18.30 A.C. CHIEVO VERONA - FLAMENGO C.R.F.

STADIO DI CALDIERO (VR) ore 10.30 JUVENTUS F.C. - REAL MADRID C.F. STADIO DI MONTECCHIO MAGGIORE (VI) ore 10.30 HELLAS VERONA F.C. - BASSANO VIRTUS

STADIO DI GREZZANA (VR) ore 18.30 ARSENAL F.C. - ATALANTA B.C.

GRUPPO A

REAL MADRID C.F.

JUVENTUS F.C.

HELLAS VERONA F.C.

STADIO “R. TIZIAN” SAN BONIFACIO (VR) ore 19.00: 1a GIRONE A / 2a GIRONE B STADIO GAVAGNIN - NOCINI B.GO VENEZIA (VR) ore 20.00: 1a GIRONE B / 2a GIRONE A

FINALISSIMA LUNEDI 1 MAGGIO 2017 ore 16.00

STADIO “BERTI” Caldiero (VR) CON LA CONSEGNA DEL

28° TROFEO

LUNEDI 1 MAGGIO 2017 ore 14.45 9° MEMORIAL “MARIANO FERRARESE” CATEGORIA ESORDIENTI A.S.D. CALCIO CALDIERO TERME A.S.D. MONTORIO CALCIO STADIO “BERTI” CALDIERO (VR)

GRUPPO B

BASSANO VIRTUS

ARSENAL F.C.

FLAMENGO C.R.F.

ATALANTA B.C.

A.C. CHIEVO VERONA


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LO SPORT CHE NON TI ASPETTI

AUTO TRA I BIRILLI

UNA FRECCIA ROSSA TRA I CONI

emanuele.pezzo@verona-pantheon.com @Manupegaso

di Emanuele Pezzo

Alla guida della sua monoposto Reynard 883 partecipa a cronoscalate, autoslalom e gare di Formula Challenge. Enrico Zandonà prosegue così la passione tramandatagli dal padre, che tuttora compie un grande lavoro nella messa a punto della vettura del figlio in vista dei weekend di gara.

«Arrivare in velocità, staccare ed accarezzare il birillo richiede precisione e rapidità di decidere»

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N RETTILINEO infinito con tre corsie per senso di marcia? Una sequenza di semafori senza soluzione di continuità? C'è chi preferisce far ruggire il motore in salita, magari trovandosi di fronte qualche ostacolo. Così è per Enrico Zandonà, pilota di Quinto di Valpantena che da 12 anni partecipa a cronoscalate, gare di autoslalom e di Formula Challenge, prendendosi anche qualche soddisfazione. Come quando, nel settembre 2015, vinse per la terza volta consecutiva lo slalom Città di Bolca, tappa del campionato italiano, davanti ai pluricampioni nazionali Fabio Emanuele e Enrico Venanzio. «Nelle settimane precedenti le gare è mio padre a curare la vettura – spiega Enrico, che lavora nella ricerca e nello sviluppo in ambito medicale – mentre nei weekend io mi occupo dei dettagli. La stagione parte tra marzo e aprile e durante tutto l'anno faccio palestra e mountain bike per allenarmi alla tensione e alle temperature da affrontare in gara». PROPRIO IL PADRE gli trasmise la passione per le quattro ruote, facendolo sedere a 4 anni su un go-kart costruito appositamente per lui. Facile immaginare come poi sia diventato tutto un affare di famiglia, un qualcosa che adesso coinvolge altre persone, come Valentina, Nicole, Fausto, Maurizio e Valentino, che aiutano Enrico e spesso lo seguono in gara.

Il suo primo impegno stagionale sarà la 26ima Salita del Costo, cronoscalata nel vicentino

L'autoslalom è forse la specialità più difficile tra quelle svolte da Zandonà: si tratta di percorrere 3,5 km in salita, interrotti da una decina di birillate, nelle quali il pilota deve mostrare tutta la propria abilità per evitare penalizzazioni. Conclude: «Arrivare in velocità, staccare all'ultimo ed accarezzare il birillo senza toccarlo richiede precisione e rapidità di decidere. Questo aspetto mi piace ed è comune all'ambito lavorativo: quando ci sono le scadenze mi sento attivo, preparato e determinato proprio come in prossimità di una birillata».


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SCUOLA&PESI

PESISTICA ALLO SPORTING CLUB LESSINIA

QUANDO SI SOLLEVANO ANCHE GLI

STEREOTIPI

di Emanuele Pezzo

Da ottobre lo Sporting Club Lessinia ha portato sulla montagna veronese la pesistica. Durante la "Settimana dello sport" l'allenatore Luca Damian è stato nelle scuole per illustrare la disciplina, cercando principalmente di estirpare qualche luogo comune su questo sport. L'allenatore Luca Damian a sinistra, a destra l'arbitro Luca Vinco

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CAVALLO tra fine febbraio e inizio marzo moltissime scuole del Veneto hanno svolto la "Settimana dello sport", un ideale prolungamento delle vacanze di Carnevale con attività volte a far conoscere le diverse discipline presenti sul territorio. In tale occasione sulla montagna veronese è apparsa una nuova realtà: si tratta della sezione pesistica dello Sporting Club Lessinia, attiva dall'ottobre scorso con una squadra giovanile. L'allenatore Luca Damian, rappresentante federale per la promozione in provincia, ha svolto lezioni agli studenti della scuola secondaria di I grado di Bosco Chiesanuova e Roverè Veronese assieme all'arbitro Luca Vinco e all'atleta Rossella Franchini, con l'obiettivo principale di cancellare qualche luogo comune dall'immaginario dei ragazzi. «IL NOSTRO SCOPO – ci confida Damian – è vincere gli stereotipi che vedono la pesistica come uno sport per energumeni, che provoca mal di schiena e traumi articolari».

L'allenatore ci spiega i benefici che gli atleti possono ottenere dalla pratica: «Innanzitutto si affinano le capacità motorie e coordinative, ancor prima di procedere con la specializzazione dell'atleta. La pesistica poi insegna il rigore e la disciplina necessari per sfidare se stessi quotidianamente. In questo senso si può dire che forma il carattere e aiuta a diventare autonomi. Non si tratta solamente di fisico, ma anche di mente: talvolta non riuscire nell'alzata è soltanto una questione psicologica e questa componente è ancora più visibile che negli altri sport». La pesistica è una disciplina che si può praticare già dagli 11 anni e che vede Verona come una delle provincie più attive in Veneto. Nelle scuole Damian e colleghi hanno svolto una prima parte didattica ed una seconda pratica, facendo provare ai ragazzi il sollevamento di un bilanciere apposito e riscontrando molto interesse. 045 6780159 - info@cstmontilessini.com

«Il nostro scopo è vincere gli stereotipi sul sollevamento pesi»


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INIZIATIVE

L'ARMONIA DEL MOVIMENTO

claudia.buccola@verona-pantheon.com

di Claudia Buccola

Un caso praticamente unico in Italia quello della palestra Ki Tai Ryu, dove, ogni giovedì, diciassette bambini e ragazzi autistici salgono sul tatami con i volontari di Judo in armonia.

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L GIOVEDÌ pomeriggio a Marchesino di Buttapietra arrivano bambini e ragazzi da tutta la provincia. L’appuntamento da loro tanto atteso è una lezione di judo di un’ora, dalle 17 alle 18 per i più piccoli, dalle 18 alle 19 per i più grandi. Perché tanta strada per praticare uno sport così diffuso sul nostro territorio? Perché la lezione di Luigina, Claudio, e tutti gli altri volontari del progetto Judo in Armonia è una lezione speciale, dedicata esclusivamente a bambini e ragazzi autistici. «Dagli studi è emerso che un bambino su cento soffre di disturbi dello spettro autistico – spiega Luigina Desopo, allenatrice di judo e fondatrice del progetto insieme a Claudio Marcolini – eppure questi bambini spesso sono esclusi dalle comuni attività pomeridiane, perché capita che alcuni manifestino iperattività o problemi a instaurare un contatto fisico, richiesto da molte discipline: i ragazzi autistici rischiano quindi di crescere in casa per mancanza di attività dedicate». E, in effetti, Judo in armonia è uno tra i primi progetti in Italia a proporre corsi di judo con esercizi e giochi studiati nello specifico per autistici, con l’obiettivo di migliorare la coor-

dinazione, la concentrazione e l’attitudine a stare insieme. Certo, i disturbi dello spettro autistico si manifestano diversamente in ogni bambino, e non è facile gestire un gruppo numeroso in cui ognuno mostra una propria sensibilità ed esigenze differenti. Ma nella palestra Ki Tai Ryu, ogni bambino è seguito da vicino, grazie anche ai molti volontari che partecipano al progetto e che sono presenti sul tatami insieme ai piccoli atleti. Tutto questo è nato per caso, dallo spunto di una mamma, ormai quattro anni fa: «È venuta in palestra e ci ha chiesto di iscrivere suo figlio di otto anni, autistico. Abbiamo accettato la sfida con molta gioia, ma con la consapevolezza che avremmo dovuto studiare e informarci sui disturbi dello spettro autistico. Da lì è iniziato un percorso di formazione che prosegue tutt’ora, sia per noi sia per i volontari. OGGI IL PROGETTO coinvolge 17 bambini e ragazzi, dai 5 ai 15 anni, con due corsi dedicati. In questo percorso siamo supportati da un gruppo di psicologi esperti di autismo, dall’Associazione Ants e dal dott. Zoccante, neuropsichiatra infantile – racconta Luigina – Ci siamo creati un bagaglio di conoscenze che di fatto prima non esisteva, fat-


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Judo per tutti

«Il sogno è quello di una palestra di judo per autistici in ogni città, e noi siamo disponibili a trasmettere quello che abbiamo imparato a chiunque voglia seguire i nostri passi» to di corsi, di studi e di casi pratici sull’autismo che poi abbiamo applicato al judo». Conoscenze preziose, che Luigina e Claudio vorrebbero diffondere il più possibile: «Il sogno è quello di una palestra di judo per autistici in ogni città, e noi siamo disponibili a trasmettere quello che abbiamo imparato a chiunque voglia seguire i nostri passi». Uno spirito di condivisione che ha portato allenatori e volontari a cercare casi simili a Judo in Armonia anche all’estero: «L’anno scorso abbiamo conosciuto James Mulroy, un allenatore irlandese che come noi tiene corsi di judo per bambini autistici, e abbiamo avuto il piacere di ospitarlo qui per un seminario. Quest’anno l’appuntamento si ripeterà il 22 aprile e sarà aperto a tutti coloro con sono interessati a questo tema».

Ma cosa riserva il futuro al progetto Judo in armonia? «Oggi facciamo il massimo con quello che abbiamo – spiega Luigina – ma la palestra è piccola e ci piacerebbe avere uno spazio più grande e meglio attrezzato, nell’ottica di accogliere sempre più atleti. Un altro obiettivo molto pratico è quello di riuscire ad acquistare un pulmino per poter andare a prendere i ragazzi a casa: questo permetterebbe loro di sviluppare una certa autonomia, e garantirebbe a questi genitori, spesso stressati, qualche ora libera. Proprio per questo stiamo vagliando la disponibilità a supportarci di aziende del territorio veronese che si dimostrino sensibili nei confronti della nostra causa». www.judoinarmonia.altervista.org


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IN SELLA

SPECIALE MTB

VENT’ANNI DI LEGGENDA

matteo.bellamoli@verona-pantheon.com @MatteoBellamoli

di Matteo Bellamoli

Il 25 giugno torna la Lessinia Legend che quest’anno spegne le venti candeline e si prepara ad un’edizione indimenticabile e, per coloro che parteciperanno alla Extreme, davvero eroica.

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A SFIDA più massacrante d’Europa. Così si legge sul sito ufficiale e le premesse per definire la Lessinia Legend 2017, ventesima edizione, una vera e propria prova di eroismo sui pedali, ci sono tutte. Il prossimo 25 giugno, a Bosco Chiesanuova, i mountain bikers di mezza Italia, e non solo, si daranno appuntamento per una delle gare più attese dell’anno. I coraggiosi, e fisicamente preparati, che affronteranno la Extreme, ovvero il percorso più lungo e duro, dovranno vedersela con 123km di sentieri e mulattiere, oltre 4000 metri di dislivello e tanta, tanta fatica. Ma non sarà un weekend solo per uomini d’acciaio e biciclette costosissime che pesano meno di uno spillo, la Lessinia Legend 2017 sarà un evento a tutto tondo che coinvolgerà anche le famiglie, i bambini e gli appassionati della mountain bike in tutte le salse. OLTRE ALL'EXTREME, gli organizzatori, capitanati da Simone Scandola, hanno allargato il contenuto agonistico su altri due percorsi. La Marathon (62km e 2100 metri di dislivello) e il nuovo Classic (38km e 1350 metri di dislivello). Non si tratta certo di una passeggiata - non improvvisatevi aquile se non avete mai volato - ma il Classic consentirà a tanti di confrontarsi, magari per la prima volta, con la Leggenda. «Iniziamo a lavorare all’edizione successiva con quella attuale praticamente ancora in corso» ha scherzato Scandola, che rappresenta un comitato organizzatore di sei persone «ma quella di quest’anno è un’edizione che ci ha richiesto più energie. Abbiamo voluto creare qualcosa di unico, un evento che inizierà già venerdì 23 e proseguirà per tutto il weekend. Una festa della mtb».

TANTE LE SINERGIE per questa ventesima edizione. In primis il Lessinia Tour che arriva alla nona edizione, poi la nuova combinata con la Granfondo Tre Valli e ancora il primo Lessinia Gravity Legend dedicato alla mountain bike enduro, che sabato 24 giugno vedrà il coinvolgimento delle Teste di Marmo, di Lugo di Grezzana, che accompagneranno i partecipanti in una discesa vertiginosa fino, appunto, a Lugo. E poi ancora le fat bike, che oggi vanno molto di moda, e una lunga serie di iniziative collaterali dedicate proprio a tutti che saranno lanciate già dai prossimi giorni sul sito ufficiale www. lessinialegend.it. «Lo scorso anno abbiamo chiuso con 700 partecipanti» ha concluso Scandola, «il nostro obiettivo per questa edizione, che ha già raggiunto ad oggi le 500 iscrizioni, sarebbe quello di toccare quota 900. Ce la stiamo mettendo tutta».

TURISMO E LEGEND

È di questi eventi che la montagna veronese ha bisogno. Non sembra, ma la Lessinia Legend porta sul territorio un altissimo numero di persone che funzionano da leva per l’indotto turistico di queste zone. Gli organizzatori hanno condotto un piccolo questionario lo scorso anno per monitorare quale sia l’incidenza turistica di questa manifestazione e il movimento turistico è davvero molto alto. Promozione del territorio, come nel bellissimo video trailer dell’evento, valorizzazione e tutela del patrimonio naturale sono ossigeno per le strutture ricettive. È proprio questa la vera essenza che ogni evento sportivo dovrebbe inseguire come obiettivo primario. Guarda il video su www.lessinialegend.it


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IN SELLA

SPECIALE MTB

IL P IA CERE

D E LLE DUE R UOTE

di Matteo Bellamoli

Marco Guglielmi ed Elisabetta Cuoghi hanno creato un’iniziativa per la promozione e la valorizzazione del territorio... su due ruote. Perché, a volte, non serve andare troppo lontano.

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L PROGETTO “Marco e Betta in bicicletta e a piedi senza fretta” è nato nella primavera dello scorso anno. Loro sono due amici della Valpantena: Marco Guglielmi, laureato in storia dell’arte, ed Elisabetta Cuoghi, appassionata di sport all’aria aperta. Da un’idea hanno così deciso di diventare guide mountain bike e proporre quindi un calendario di uscite sul territorio, rigorosamente sui pedali, per coinvolgere le persone residenti e non, alla scoperta delle tante autentiche bellezze paesaggistiche ed architettoniche che sono disponibili a pochi passi, pardon pedalate, da casa. IL CICLOTURISMO, essenza della scoperta green di un territorio, ha così iniziato a praticarsi anche in Valpantena, dove questo progetto nasce, per poi espandersi anche alla città di Verona. «Elisabetta ed io» ha raccontato Guglielmi, «siamo riusciti a portare avanti il

progetto anche per il 2017. Il calendario è molto ricco, sconfineremo anche in Valsquaranto e in città, ma il patrimonio di cui disponiamo è così ricco che non potevamo fare altrimenti. La valorizzazione artistico-culturale e sociale è alla base delle nostre uscite, alle quali speriamo di coinvolgere quanti più amici possibile, di tutte le età». Tra le uscite, dopo il debutto con le ville della Valpantena che ha contato oltre settanta partecipanti, il progetto ha poi organizzato un’uscita specifica a Villa Arvedi, una pedalata, lo scorso 12 marzo, assieme a Giovanna Bonazzi, campionessa del mondo di downhill, e una serata sul primo soccorso, il 15 marzo. Imperdibile anche l'uscita alle ville liberty di Borgo Trento, il 2 aprile che ha visto anche il coinvolgimento di una guida turistica. Prossimamente anche due appuntamenti in Lessinia, il primo con le bici elettriche mentre il secondo, di due giorni, comprenderà anche la sosta notturna a Malga Lausen.

IN ARRIVO IL S I T O W E B Nei prossimi giorni sarà online il nuovo sito www.mtbaroundverona.it che racchiuderà non solo l’essenza del progetto, oggi fruibile sulla pagina Facebook “Marco e Betta in bicicletta e a piedi senza fretta” ma anche il calendario degli appuntamenti, le uscite e tutto quello che ruota intorno all’iniziativa. Le attività proposte saranno diversificate a seconda della difficoltà, ma l’iniziativa è aperta a tutti, anche ai meno avvezzi sui pedali.


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Il mercato elettrico sta cambiando e noi guardiamo al futuro con un nuovo modello per l’energia di casa In un momento in cui le tariffe tutelate dall’autorità stanno scomparendo e le bollette sono “transitorie” verso il libero mercato, scegli di metterti al riparo. Non essere solo un utente ma diventa socio della cooperativa che produce la tua energia 100% rinnovabile e conveniente, perché la paghi al prezzo del “mercato all’ingrosso”. Dal 2010 stiamo cambiando l’energia di Verona. Ad oggi siamo la prima cooperativa energetica europea di cittadini che è stata certificata EKOenergy, per l’elevato standard di qualità e di sostenibilità della nostra energia. Centinaia di veronesi hanno già scelto WeForGreen: cambiare l’energia di casa è un’azione semplice, che non comporta alcun disservizio, ma migliora la qualità dell’energia che consumi. Tu cosa aspetti?

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SUCCESSI

MARIE CURIE E T U T T E L E A LT R E

chiara.boni@verona-pantheon.com @chiarettaboni

di Chiara Boni

Tre progetti, tre ricercatrici, tre sogni che diventano realtà: l’Università degli studi di Verona riceverà tre borse di studio nell’ambito del progetto Marie Skłodowska Curie della Commissione Europea, che andranno a finanziare e sostenere tre promettenti progetti di ricerca.

« Della vita non bisogna temere nulla. Bisogna solo comprendere »

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N NOBEL in fisica nel 1903, uno in chimica nel 1911, una vita intera trascorsa a servizio della conoscenza: Marie Curie non ha certo bisogno di introduzioni e quando si parla di ricerca il suo è un esempio tra i più eclatanti. Ad onorare quella che è stata una tra le menti europee più brillanti è l’iniziativa della Commissione Europea Azioni Marie Skłodowska Curie, che ha dedicato alla scienziata polacca il progetto di formazione e sviluppo della carriera nella ricerca. Per l’iniziativa sono stati stanziati 6,16 miliardi fino al 2020 a sostegno dell’eccellenza in qualsiasi campo della ricerca, con uno sguardo rivolto all'innovazione e allo sviluppo di competenze, nutrendo i talenti dei ricercatori più promettenti. A regime il progetto Marie Skłodowska Curie finanzierà migliaia di dottorati di ricerca, diventando uno dei principali programmi europei per la formazione post-laurea. E anche a Verona si è dimostrata all’altezza: nel corso del 2017 l’ateneo scaligero riceverà tre borse di studio, per tre diversi progetti di tre promettenti ricercatrici. «Sono felicissimo che questi brillanti ricercatori abbiano scelto il nostro ateneo per la loro attività. – spiega il professor Mario Pezzotti, delegato del rettore alla Ricerca – È anche un riconoscimento da

parte della Commissione Europea dell'università di Verona come luogo ideale per crescere nuovi talenti. Trovo inoltre che sia un segnale significativo che gli ambiti di ricerca premiati siano diversi tra loro e soprattutto che siano tre giovani ricercatrici a essere state selezionate per questa importante opportunità. Speriamo che ciò possa essere di buon auspicio per tutti i docenti che vorranno partecipare al prossimo bando Marie Curie, sia come ricercatori in mobilità, sia come supervisori per i ricercatori in ingresso».

LA SCIENZA È ROBA DA DONNE Lo scorso 7 marzo l’Unione Europea ha celebrato la 100.000a persona a beneficiare delle Azioni Marie Skłodowska Curie. Per celebrare questo risultato storico, sono stati selezionati 30 tra i più promettenti ricercatori e ricercatrici come esempio di eccellenza europea nella ricerca. Diciotto di loro sono ricercatrici donne. Da quando il programma è partito, oltre vent’anni fa, la quota di partecipanti donne è stata eccezionalmente alta: un risultato di cui la Commissione Europea va particolarmente fiera. Tibor Navracsics, commissario Europeo per l’Educazione, la Cultura, la Gioventù e lo Sport, ha dichiarato: «Celebrare il traguardo del 100.000° fellowship Marie Skłodowska Curie è un momento importante per sottolineare l’importanza del progetto, che supporta i migliori ricercatori europei. Marie Skłodowska Curie ha contribuito a tracciare un percorso per le future generazioni di ricercatrici. Alla vigilia della Giornata Internazionale della Donna, sono particolarmente fiero del fatto che le Azioni Marie Skłodowska Curie prestino attenzione all’equilibrio tra i generi e che più del 40% delle borse di studio sono assegnate a ricercatrici donne».


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La ricerca parla femminile

PROGETTO 1/ MOLECOLE E ALTRE STORIE FANTASTICHE.

PROGETTO 2/ LE GEOMETRIE DEL NOSTRO FUTURO.

Zofia Iskierko ha ottenuto la prestigiosa fellowship per il progetto Gems del dipartimento di Biotecnologie: si occuperà dello sviluppo di un chemosensore portatile per la rilevazione di glutine in alimenti, basato su unità di riconoscimento polimeriche, a stampo molecolare e di unità di trasduzione field-effect transistor. L’obiettivo finale sarà la messa a punto del prototipo di chemosensore. La ricercatrice polacca lavorerà nel Laboratorio di Stampo Molecolare del dipartimento di Biotecnologie, con la supervisione di Alessandra Maria Bossi, docente di Chimica analitica.

Con il suo progetto di ricerca CuMiN, Currents and Minimizing Networks, è Annalisa Massaccesi, esperta di Teoria geometrica della misura e Pde, a ottenere la terza borsa di studio. Nell’ambito della sua ricerca, utilizzerà le correnti e altri strumenti di Teoria geometrica della misura per modellizzare oggetti singolari che non possono essere rappresentati per mezzo di sottovarietà classiche. Il progetto sarà realizzato con la supervisione scientifica di Giandomenico Orlandi, docente di Analisi matematica del dipartimento di Informatica.

PROGETTO 3/ LE DIGITAL HUMANITIES A SERVIZIO DELLA STORIA. È con il progetto Netdis che la ricercatrice Alessandra Celati, esperta religiosa del Cinquecento italiano, si è aggiudicata la borsa di studio della Commissione Europea. La ricercatrice indagherà e ricostruirà, attraverso gli strumenti delle digital humanities, i network di relazioni, religiose e scientifiche, esistenti tra i medici eterodossi italiani. Supervisore del progetto sarà Federico Barbierato, docente di Storia moderna del dipartimento Culture e Civiltà.


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IDEE

UN ISEE A MISURA D I FA M I G L I A

marta.bicego@verona-pantheon.com @MartaBicego

di Marta Bicego

Ad assicurarlo è il Nuovo Fattore Famiglia: innovativo strumento messo a punto da Economics Living Lab, spin off del Dipartimento di Scienze Economiche dell’Ateneo scaligero, che aiuta i Comuni a distribuire equamente le risorse. Buona prassi già adottata da una decina di Comuni.

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ISORSE ECONOMICHE che si fanno sempre più esigue, mentre le maglie delle necessità si allargano. È una realtà che le amministrazioni locali devono affrontare quotidianamente quando si tratta di fornire servizi di utilità sociale. Con una priorità: dare la precedenza innanzitutto a quei cittadini che si trovano in uno stato di effettivo bisogno. In tal senso, un parametro di riferimento è dato dall’Isee, l’Indicatore socio economico equivalente, che a ognuno di noi è capitato di dover presentare allo sportello di un ufficio: una sorta di termometro capace di misurare il costo della vita e del benessere di un nucleo familiare, considerandone la composizione. Negli ingranaggi della pubblica amministrazione, però, non tutto fila liscio. Può capitare, per esempio, che a una mamma sia negato ingiustamente il contributo che le permette di iscrivere il figlio alla scuola dell’infanzia; che uno studente meritevole sia escluso dalle agevolazioni universitarie; che a un malato bisognoso siano negati i servizi socio sanitari domiciliari; che i prestiti d’onore o gli assegni

di maternità non siano assegnati agli individui che dovrebbero invece beneficiarne. A FARE ORDINE nella scala delle priorità interviene il Nuovo Fattore Famiglia: lo strumento cocreato da Economics Living Lab, spin off venuto alla luce nel Dipartimento di Scienze Economiche dell’Ateneo scaligero, in collaborazione con il Comune di Castelnuovo del Garda e l’Associazione delle famiglia italiane con il sostegno di Fondazione Cattolica. Anni di calcoli statistici, elaborati da un team di ricercatori, hanno permesso di sperimentare un innovativo software che può agevolare i piccoli Comuni, ma non solo, nel distribuire equamente le risorse destinate ai programmi di welfare e a contrastare la povertà rispettando i budget. «Il vantaggio è nella maggiore precisione e nel mettere a disposizione delle amministrazioni uno strumento poco costoso», esordisce Federico Perali, responsabile scientifico del progetto e ordinario di Politica Economica. L’intreccio dei dati consente una differenziazione generazionale tra adulti e bambini, considera la presenza nel nucleo familiare di minori o di soggetti portatori


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Tra innovazione e giustizia sociale

Un innovativo software che può agevolare i piccoli Comuni, ma non solo, nel distribuire equamente le risorse destinate ai programmi di welfare e a contrastare la povertà rispettando i budget. A sinistra Federico Perali e a destra Maikol Furlan

di handicap, guarda al reddito per assegnare le giuste rette in proporzione alla reale necessità e, non ultimo, riducendo gli sprechi. Il Fattore Famiglia, prosegue il professore, «racchiude un mini-riccometro e un miniredditometro che controlla la veridicità delle dichiarazioni», con misure che si estendono alla verifica dell’esclusione sociale. Si tratta insomma di un Isee rivisitato e corretto, che è a misura di famiglia e ne supera le carenze. VITA SEMPLIFICATA per gli amministratori della cosa pubblica che, in questo modo, con una esigua spesa per acquistare il programma, possono rispondere con efficacia al bisogno di giustizia sociale. E per i cittadini che, a fronte della compilazione di una serie di moduli che fotografano la situazione economica tra le mura di casa, hanno la possibilità di accedere, in qualsiasi momento, al sistema per verificare lo stato delle proprie richieste o di ricevere comunicazioni dirette, accorciando i tempi di attesa e di colloquio per esempio con l’assistente sociale. Al momento, segnala il direttore di Economics Living Lab Maikol Furlani, «sono dieci i Comuni che hanno

iniziato a utilizzare con riscontri positivi il programma: Bussolengo, Sona, San Pietro in Cariano, Cerea, Nogarole Rocca, Castelnuovo del Garda. Inoltre Lerici e Avola, ma trattative sono in corso anche con l’Amministrazione comunale di Milano», elenca. La speranza è che nuovi partner sposino l’iniziativa, adottandola come buona prassi.

TRASFERIMENTI IMMOBILIARI: COMPETENZA ESCLUSIVA DEI NOTAI esclusiva ad autenticare gli atti di trasferimento di immobili da annotarsi nel libro fondiario austriaco (l’equivalente dei registri immobiliari in Italia). La signora Piringer, di origine austriaca, aveva fatto autenticare il trasferimento di proprietà di una quota indivisa di un immobile in Austria da un avvocato della Repubblica Ceca, in conformità al diritto di quel Paese. Successivamente, ha chiesto che il trasferimento del bene fosse annotato nel libro fondiario austriaco: ma l’autorità competente si è rifiutata in quanto l’atto non è stato autenticato da un notaio. La querelle si è trasferita alla Corte di Lussemburgo che ha dato ragione allo Stato austriaco.

Con una sentenza (causa C-342/15 - Piringer) del 9 marzo 2017, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha affermato la legittimità della legislazione dello Stato membro (in questo caso l’Austria) che riservava ai notai la competenza

I giudici europei, nelle loro motivazioni, hanno riconosciuto che «l’attività notarile persegue obiettivi di interesse generale e mira a garantire la legalità e la certezza del diritto degli atti conclusi fra i privati, per cui è legittima l’attribuzione esclusiva di competenza al notaio in Austria (ma le stesse conclusioni valgono anche per gli altri Stati europei, compresa l’Italia).

Tale sentenza conferma quanto affermato da tempo dal notariato italiano sulla fondatezza della esclusiva competenza dei notai nelle transazioni immobiliari a tutela del buon funzionamento dei registri immobiliari, della circolazione dei beni e del cittadino. Se i principali Stati dell’ex Unione Sovietica, dell’America e la Cina hanno preso a modello l’ordinamento del notariato italiano di tipo latino e il nostro sistema dei registri immobiliari, questo sta a significare che essi sono tutt’ora validi, efficaci ed idonei ad assicurare la certezza del diritto e dei rapporti giuridici. Il sistema italiano di circolazione degli immobili caratterizzato dalla competenza esclusiva di un soggetto, il notaio, pubblico ufficiale, sottoposto a severi controlli e responsabilità, dotato di strumenti telematici operanti efficacemente sui registri immobiliari, costituisce una fondamentale garanzia anche per gli investitori internazionali. Modificare tale sistema potrà portare solo ad un grave deficit di certezza e trasparenza giuridica come è avvenuto in America negli anni 2000 con i mutui subprime, conseguenze negative che in Italia non si sono avute grazie al notariato.

Via Enrico da Porto, 10/C 37023 Grezzana (VR) - TeL. 0458650274 - Fax. 045 8650445 - msartori@notariato.it - www.notaiosartori.it


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FINANZA ETICA

MICROCREDITO: DI CHE PARLIAMO

RICOMINCIARE,

RICOMINCIARE SEMPRE

di Chiara Boni

Mag Verona con 8 Comuni del veronese lancia un progetto di microcredito sociale e relazionale: un prestito a tasso zero destinato a famiglie in difficoltà per affrontare le spese impreviste o per investire nella formazione professionale.

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I PARTE dalle basi: per costruire qualcosa di nuovo o per ricostruire quello che si è perso, per cominciare un nuovo percorso o rimettersi in cammino bisogna cominciare dal basso. E a piccoli passi, si sa, si può arrivare lontano. Mag Verona, l’ente veronese dell’economia sociale e della finanza etica, in collaborazione con 8 Comuni del veronese, ha scelto di aiutare le famiglie in difficoltà con un gesto piccolo ma concreto: è partito infatti il progetto di microcredito sociale e relazionale destinato a disoccupati e sottoccupati, in momentanea difficoltà economica a causa della perdita o riduzione del lavoro. Finanziato da un fondo di 108mila euro, messi a disposizione da Fondazione Cariverona e dai comuni di Fumane, Grezzana, Legnago, Ronco all’Adige, San Bonifacio, Sant’Ambrogio di Valpolicella, Sona, Valeggio sul Mincio, il progetto permetterà ai destinatari di ricevere un prestito, che verrà erogato da Valpolicella Benaco Banca, Cassa Padana e Banca di Credito Cooperativo Vicentino. Un aiuto concreto per far fronte alle spese

quotidiane, come l’affitto, le bollette o l’assicurazione dell’auto, oppure un investimento per il futuro, destinando i fondi al reinserimento professionale, per esempio con dei corsi di formazione. «L’INIZIATIVA è dedicata a chi ha perso il lavoro, è in mobilità, in cassa integrazione, oppure ha cessato l’attività, come pure uomini e donne sottoccupati, o dipendenti di aziende in stato di crisi – spiega Stefania Colmelet, referente dello sportello microcredito di Mag Verona -. Dopo l’analisi della situazione specifica che facciamo nella prima fase, si può accedere a un prestito massimo di 3500 euro a tasso zero, da restituire entro 36 mesi, con la possibilità di posticipare l’inizio della restituzione, in modo da permettere la stabilizzazione lavorativa ed economica del beneficiario». Per favorire la ricollocazione lavorativa il progetto coinvolge i servizi al lavoro del territorio, insieme a Cisl, Fiba-Cisl, Uil, Uilca, Fabi, Arci e Movimento consumatori. microcredito@magverona.it


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LA STORIA

D AV I D E TA M E L L I N I , P E D A G O G I S TA E P O E TA

La (grande) bellezza della vita

di Valentina Bazzani

La poesia l’ha conquistato, aiutandolo a superare i momenti difficili. In sedia a rotelle per la distrofia muscolare, Davide Tamellini ha fatto della bellezza lo strumento per mettere in gioco le sue risorse più profonde. Per l’artista è fondamentale saper cogliere quelle opportunità che ciascuno ha. Le risorse personali se liberate, secondo Tamellini, diventano il mezzo per ritrovare la voglia di vivere e coltivare i propri sogni. Dal 2015 è il presidente dell’Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare Verona Onlus.

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Davide Tamellini

om'è stato il primo incontro con la UILDM e ora cosa rappresenta per lei l’associazione? È stato un momento traumatico perché inizialmente avevo difficoltà ad accettare la mia malattia, ma questo incontro si è trasformato in bellezza grazie alle persone straordinarie che ho conosciuto. Ora la UILDM per me rappresenta una grande famiglia. Adesso ne è il presidente… È un ruolo importante, che ti fa diventare una sorta di guida per gli assistiti e le loro famiglie. Come associazione dobbiamo continuare a batterci perché vengano rispettati i nostri diritti e la nostra dignità. Il mio impegno è quello di dare la possibilità ai giovani con disabilità di inserirsi nel mondo universitario e in quello del lavoro, di poter viaggiare, di aver la possibilità di creare una famiglia. Com'è il territorio veronese per chi vive la disabilità? L’associazionismo è molto attivo. Sono ancora pochi però i progetti innovativi per la partecipazione attiva di chi ha una disabilità. Dobbiamo uscire dalla mentalità assistenzialistica e passare a quella del coinvolgimento reale, ma per far questo servirebbero delle politiche welfare adeguate. Quali sono le attività in cui sta investendo più energia? In questo periodo sto cercando di lavorare sulla comunicazione. È fondamentale far crescere la cultura del volontariato, sensibilizzare alla ricerca e far conoscere il lavoro per garantire un’elevata qualità di vita a chi ha una malattia neuromuscolare. Cos'è per lei la vita? La vita è poesia, essenzialità. È aver cura delle relazioni umane e dell’ambiente in cui viviamo. È cercare di vedere oltre all’ostacolo, è trovare

l’infinito dalle piccole cose. Oltre che attivissimo nel volontariato, ha un rapporto speciale con l'arte... La poesia mi ha permesso di essere vero, di non fermarmi alla superficialità. Nei miei due libri In Movimento e La cura dell’essenziale, attraverso la forza delle parole, cerco di raccontare le mie riflessioni sull’uomo e sulla natura. Da alcuni anni mi sono cimentato nella poesia visiva e concreta.  In occasione dell’evento “Villa Vecelli Cavriani in love” ho avuto modo di fare la mia prima mostra intitolata “Poesia. La bellezza delle sue forme. Un viaggio alla scoperta della scrittura creativa”. Visto che nell'associazione è a contatto con persone che vivono situazioni "estreme", cosa si sente di dire in tema di eutanasia e


r.l. a .

A N E A LE d

. s.s

ATTIVITA’

“Piscine Belvedere - Leaena SSD”


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LA STORIA

D AV I D E TA M E L L I N I , P E D A G O G I S TA E P O E TA

testamento biologico? Bisogna evitare le strumentalizzazioni. Sono favorevole alla libertà di scelta sulla propria vita, anche sulla scelta di poter morire, ma credo nella vita, nella resilienza umana e nell’importanza di vivere ogni istante, anche semplicemente per ascoltare un filo d’aria, un raggio di sole, una carezza. Le persone che incontro quotidianamente e vivono con malattie come la Sla e la distrofia non mollano. Sicuramente manca il sostegno adeguato da parte delle Istituzioni. Come associazione, ci impegniamo per aiutare le persone in queste situazioni a vivere in maniera dignitosa a fianco dei familiari. Sono contrario all’accanimento terapeutico. Non bisogna però far passare la cultura che per vivere bisogna essere efficienti, alla moda. Che cosa significa per lei la parola speranza? Poter vivere pienamente ogni giorno a fianco delle persone più importanti della mia vita: la mia futura moglie, la mia famiglia e gli amici. La speranza è dentro di noi, è l’energia vitale che dobbiamo cercare ogni giorno, nonostante gli ostacoli che incontriamo. Speranza sono le soddisfazioni che abbiamo quando riusciamo a realizzare i nostri progetti grazie alla nostra determinazione. Cosa sogna per il futuro? Di costruire bellezza. Il mio futuro è il mio presente. In realtà, il mio sogno nel cassetto è quello di pubblicare il mio primo romanzo che ho iniziato a scrivere. E ovviamente, continuare con la poesia.

«La poesia mi ha permesso di essere vero, di non fermarmi alla superficialità»


BENESSERE E SALUTE FRA OSTEOPATIA E MASSAGGI

A

melia e Giulia, madre e figlia con la stessa passione per la cura del corpo e della mente. Estetista, massaggiatrice e riflessologa con oltre 40 anni di esperienza la prima, osteopata tradizionale e pediatrica la seconda. Da quattro anni condividono un percorso professionale all’interno dello studio di via Roma 9, a Grezzana. Un unico centro a cui affidarsi per rigenerare il corpo in un completo stato di benessere.

Amelia e Giulia davanti allo studio di via Roma 9, a Grezzana

IL MASSAGGIO: UN RITO DI BENESSERE PER IL CORPO

Un massaggio, fatto con una corretta preparazione e una precisa metodologia, riesce a decodificare il “linguaggio” di ogni segmento corporeo che, con la sua potente capacità espressiva, documenta i suoi bisogni, in ogni momento. Amelia da anni studia e applica il “metodo Lucia Torri Cianci” che unisce la riflessologia plantare a molte altre manualità di massaggio. Con questa tecnica si riesce ad ascoltare tutto il corpo, leggerne la mappa, soprattutto con le mani, per sciogliere quei nodi che privano di vitalità i tessuti e immobilizzano l’essere, impoverendolo di libertà espressiva. Si va ben oltre il semplice trattamento anticellulite o linfodrenante: si tratta di un’esperienza sensoriale in grado di realizzare quell’ideale di bellezza che nasce dall’armonia di un corpo. L’OSTEOPATIA: LA RICERCA DELLA SALUTE CON LA MEDICINA MANUALE

L’Osteopatia è una medicina non convenzionale riconosciuta dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e definita, nel 2007, come una medicina basata sul contatto primario manuale nella fase di diagnosi e trattamento. Una delle sue specificità è considerare l’essere umano

come un’unità di corpo, mente e spirito. Ogni singola parte del corpo è in grado di interagire con l’insieme attraverso il movimento, unità di misura della qualità della vita e della salute. Attraverso la sua valutazione (analisi della postura e palpazione) è possibile individuare gli eventuali disturbi su cui intervenire attraverso tecniche manuali in grado di correggere i disequilibri e ripristinare le condizioni fisiologiche del movimento e quindi della salute. Ma non si parla solo di disturbi fisici: lombalgia, colpi di frusta, distorsioni e dolori cervicali; sempre più pazienti ricorrono all’osteopatia per problematiche del sonno, disturbi digestivi, mal di testa e vertigini. Dove il corpo manifesta un disagio e un dolore l’osteopatia può aiutarlo a ripristinare il suo naturale stato di salute.

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GIOSTRE AD ARTE

QUANDO L'ARTISTA ARRIVA A GARDALAND

erika.prandi@verona-pantheon.com

di Erika Prandi

È uno dei massimi esperti in spettacoli equestri e circensi. Ha lavorato in tutto il mondo facendo della sua passione un mestiere. Ha appena ottenuto l'incarico per la creazione e la gestione di tutta la produzione degli show di Gardaland Resort. Ma, alla fortuna, Antonio Giarola ci crede poco «ciò che ho me lo sono guadagnato con fatica». Noi lo abbiamo intervistato nel suo ufficio, dove ha sede il Cedac, il centro di documentazione delle arti circensi, tra volumi, fotografie, vestiti di scena e oggetti di spettacolo. Antonio Giarola

L’ac robaz i a è u n m ondo a parte: è i l mondo del l’ i mp os s i bi l e, del ri s c hi o, del s ang u e, dei p rofu mi s trani , del l a p rec ari età.

«A

VREI VOLUTO fare il liceo artistico, invece mio padre ha voluto che facessi ragioneria». Se ci fossero stati dubbi sulla sua inclinazione verso le arti, Antonio Giarola le ha chiarite subito. Il suo è stato un percorso iniziato a sedici anni, per «un colpo di fulmine», come l'ha definito lui. Anzi, di più: «una folgorazione, anche di tipo erotico». Non ci si aspetterebbe mai un risvolto del genere pensando al circo, eppure è stato così. «Vidi lo spettacolo degli Orfei “Mille e una notte” in cui vi era una coppia di contorsionisti di Las Vegas in cui lei indossava una calzamaglia a rete con le stelle sul seno e uno slip molto succinto. Ne rimasi colpito». Da li è iniziato il suo percorso, dapprima con il teatro come aiuto regista, poi nel mondo circense. «L’obiettivo che mi sono posto, fin da giovanissimo, è fare ciò che amo». Per questo motivo ha rinunciato al lavoro di famiglia, tranquillo e agiato, del consulente del lavoro. E, lui, tra tutti e sette i fratelli, era l’unico vero appassionato di arte. «Mio padre era un collezionista ma ci portava anche spesso a vedere il circo. Diventammo amici di una famiglia circense e molti anni dopo, quando decisero di chiudere, gli proposi di fare uno spettacolo insieme. Era il 1983 e io avevo ventisei anni».

NON CI PENSÓ due volte e decise di vendere la sua casa per creare una società e poter entrare così nella gestione dell’impresa. Fu un successo, artistico ma non economico. Se negli anni Settanta il circo era diventato una sorta di varietà, Giarola l’ha portato vicino al teatro. «Per me era una storia. Con il Clown’s Circus ho creato un arco di accesso e a tutti dicevo: “Appena siete passati, dovete dimenticare tutto perché siete entrati nel mondo del circo”. Poi una persona truccava i bambini e sporcava il naso agli adulti. Il messaggio era chiaro: lasciatevi andare, tornate piccoli. Ecco, io mi considero ancora un bambino. Quando perderò la capacità di stupirmi e di emozionarmi smetterò di fare questo lavoro». Emozione. È il marchio che contraddistingue i lavori di Antonio Giarola che descrive il circo come «uno scrigno magico che ha raccolto tutto ciò che era di moda e spettacolare dal punto di vista dinamico. L’acrobazia è un mondo a parte: è il mondo dell’impossibile, del rischio, del sangue, dei profumi strani, degli artisti che, come Picasso, hanno trovato nel circo la più grande ispirazione, perché è il mondo della precarietà. È un mondo bohemien legato all’itineranza. Il circo racchiude l’impossibile, l’arte nella sua quintessenza, perché il poter volare, fare delle


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IL RE DEL CIRCO Antonio Giarola LA NOVITÀ (SCIAMANICA) DEL PARCO

mazione perché unisce la danza al cavallo».

Al paese delle meraviglie nostrano mancava giusto il viaggio ultraterreno per completare la variegata e apprezzatissima rosa di attrazioni. Inaugurato ufficialmente l'8 aprile, Shaman, ovvero le nuove montagne russe con realtà virtuale di Gardaland, è stato collaudato dal pilota di MotoGp Andrea Iannone, quest'anno in sella a Suzuki. «Attraverso un rito sciamanico, ci si troverà catapultati nel mondo degli Indiani d'America, popolato da spiriti guida e da spiriti malvagi, per un'avventura carica di suggestioni» ha spiegato ai nostri microfoni Luca Marigo, direttore Vendite e Marketing di Gardaland.

acrobazie a cavallo, sono cose che fai se sei in qualche modo un super uomo. Ecco, per me l’acrobazia a cavallo è la massima subli-

NELLA SUA NATURALE evoluzione, il mondo circense ha cambiato spettacoli, modi di interagire con un pubblico sempre più esigente. «La mia teoria è che non può più andare verso lo stupore dell'innovazione tecnologica. Può rinnovarsi solo se è in grado di emozionare». Nelle sue molteplici regie, Giarola non ha perso l’occasione di inserire poesia, arte figurativa, musica e danza. Un potpourri di arte che è sfociato, tra gli altri, nello spettacolo White. Ma non solo. Giarola ha lavorato nei più importanti circhi del mondo, ha creato storie, scritto libri, articoli, diretto opere teatrali, spettacoli di carnevale ed equestri, ha aperto il Cedac, uno dei più importanti centri di documentazione delle arti circensi del mondo. E, ora, Gardaland. «Un punto di arrivo». Con lui la sua compagna, Elena, conosciuta nel suo primo spettacolo e ritrovata dopo trentacinque anni. Di lei una foto dei suoi esordi un po' sbiadita, appesa alla parete del suo ufficio, una piccola ma luminosa stella in mezzo al firmamento dei suoi successi. Guardandola, vestita da Pierrot, la convinzione: «Se non ci fosse questo..». L’amor che move il sole e l'altre stelle, viene da pensare. Perché, il circo, come la vita, «è solo un involucro».

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PERSONE

NELLE TERRE DOVE

LE DONNE PARTORISCONO PER GLI ALTRI

giovanna.tondini@verona-pantheon.com

di Giovanna Tondini

33.617 km. In aereo, in macchina, a piedi. In Italia, in Ucraina, in Inghilterra, poi in Canada e Stati Uniti. Per esattezza: in Texas, Nevada, Ohio, Indiana, California. Consumando le ferie lavorative di un anno. Lei, Serena Marchi, suo marito e il piccolo Ettore, di 7 anni.

«T

UTTO è iniziato quando la casa editrice Fandango mi ha chiesto di pubblicare un secondo libro, concentrandomi questa volta sulla maternità surrogata», ci racconta Serena Marchi, l’autrice di Mio, tuo, suo, loro. Argomento difficile, spinoso, soprattutto in Italia, dove la legge 140 del 2004 ha reso questa pratica illegale. Argomento reso ancor più delicato dai dibattiti attuali sulla possibilità delle coppie omosessuali di avere figli. Ma Serena ha accettato. A frenarla era semmai l’idea di dovere girare il mondo alla ricerca di testimoni. Dopo un anno di navigazione su internet, attraverso blog, siti, social, ha selezionato alcune donne disposte non semplicemente a parlare, ma a farlo di persona, vis-à- vis. «Questa richiesta ha sorpreso non poco le cosiddette portatrici, come loro stesse si definiscono». Per Serena era importante, per comprendere il più possibile la questione. Dopotutto, come dice lei stessa, «sono giornalista e mi piace fare bene il mio lavoro». Su temi come questi i pregiudizi sono tanti ed è necessario offrire una visione completa, che non lasci spazio al caso. «Sono convinta che l'unica risposta alle opinioni altrui sia la realtà del vissuto. Dare voce a chi vive in primis, sulla propria pelle, le questioni dibattute credo serva a dare tutti gli strumenti per farsi una propria idea». Ma a condurre le ricerche di Serena è anche il senso del rispetto per l’altro, soprattutto per chi è lontano da noi, fisicamente e mentalmente. Principio del suo lavoro, ma anche risultato. Portare rispetto prima di giudicare è qualcosa che si impara facendo, scrivendo, viaggiando, e soprattutto aprendosi all’altro. È necessario essere disposti a farlo. E in una società intrisa di individualismo, in cui si perde di vista l’altro, questo gesto non è scontato. Anzi, va controtendenza.

L’AZIONE di Serena ha quindi insito il senso di apertura. Solo da qui si può crescere, apprendere, costruire. Altrimenti a dilagare è l’ignoranza, fin troppo presente, anche là dove sono in gioco vite umane. «Molte persone, pur non sapendo, si ergono a giudici delle scelte altrui. Questo mi spinge a dimostrare con i fatti e con le esperienze dirette che molto spesso è meglio prima ascoltare e poi forse stare zitti». Dopotutto il «pianeta è immenso, e gli esseri umani che lo abitano hanno ognuno la propria storia». Come quelle raccontate nel suo ultimo libro. Storie che si sono rivelate per la maggior parte positive, belle, tanto da sorprendere la stessa scrittrice. «Non è stata una mia scelta, le ho trovate così». Come non meravigliarsi di fronte a madri che hanno deciso di mettere al mondo un figlio come semplice dono verso l’altro. Senza alcun scopo di lucro, come succede invece in altri stati, come Ucraina, India, Nepal, per citarne alcu-


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La scrittrice Serena Marchi

Serena Marchi

ni. Nel mondo anglosassone, invece, a predominare è proprio l’altruismo. E a essere protagoniste sono donne agiate. «Si vengono a formare vere e proprie famiglie allargate», ci spiega Serena. «La madre surrogata è resa partecipe della crescita del bambino dalla stessa coppia che ha richiesto questo tipo di intervento». Come non sorprendersi dunque? Sono esperienze che cambiano le nostre vite, la nostra mentalità. Allargano le prospettive e ci aiutano a capire meglio il mondo in cui viviamo. Questo è il motivo che

«Dare voce a chi vive in primis, sulla propria pelle, le questioni dibattute credo serva a dare tutti gli strumenti per farsi una propria idea»

spinge Serena Marchi a proseguire con passione il suo lavoro. Se leggere è già un’azione che ci allena all’empatia, scrivere è il passo successivo, quello che ti consente di agire sugli altri. «Ho iniziato a scrivere da piccolissima. Ho sempre amato scrivere. I libri sono stati i miei migliori amici e lo sono tutt’ora. Passare dall'altra parte, cioè a scriverli, per di più con una casa editrice nazionale come Fandango, è la realizzazione del sogno di una vita».

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LIBRI & LIBRI

LO SPAZIO FE L IC E DELLA

LETTURA

alessandra.scolari@verona-pantheon.com

di Alessandra Scolari

Con l’avvicinarsi della Giornata mondiale del libro, abbiamo pensato di chiedere l’opinione sull’andamento dell’editoria per ragazzi e adulti a Silvia Blezza Picherle, ricercatrice e docente di Letteratura per l’infanzia, Pedagogia della lettura, Dipartimento di Scienze Umane dell’Università di Verona, già docente di Educazione per adulti.

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l 23 aprile si celebra la Giornata mondiale del libro. L’appuntamento rende omaggio ai libri e pone delle riflessioni sull’editoria. Questi, almeno, gli obiettivi dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per educazione, scienza e cultura che nel 1995 ha proposto questa ricorrenza. La professoressa Silvia Blezza Picherle - esperta di fama nazionale nell’educazione e promozione della lettura dai bambini, agli adulti - ha dedicato la sua vita alla letteratura per l’infanzia e l’adolescenza, pubblicando saggi, articoli e libri. Ne citiamo solo alcuni: Libri, Bambini e ragazzi. Incontro tra educazione e letteratura (2004), Raccontare Ancora: la scrittura e l’editoria per ragazzi (2007), Formare lettori, promuovere la lettura (2015), Astrid Lindgren. Una scrittrice senza tempo e confini (2016).

Professoressa, i bambini digitali (0-10 anni) sono ancora interessati alle storie? E ai libri? Le storie, come dice Jonathan Gottschall, sono nel DNA dell’essere umano, perché permettono di conoscere il mondo, la vita e di fantasticare. Anche i ragazzi sono grandi fruitori di storie che oggi trovano anzitutto sui media. I bambini (0 a 10 anni) amano le storie descritte nei libri e negli albi illustrati (picture books), se sono belle e stupefacenti. Dalla mia pluriennale esperienza e dalle ricerche è emerso che i bambini digitali quando scoprono libri belli proposti in modo diverso dalle consuete promozioni e animazioni diventano lettori: in loro scoppia l’amore per la lettura che perdura. Come scegliere i libri e quali filoni privilegiare? I bambini e i ragazzi (0-18 anni) hanno diritto a libri di qualità. Ciò significa originalità della storia e del testo scritto, una scrittura non scontata e illustrazioni artistiche. Non ci sono generi privilegiati. Ai ragazzi vanno offerte più proposte affinché, ognuno trovi il suo libro. A scegliere si impara frequentando gli esperti che indicano criteri.

Nelle biblioteche comunali aumentano la richiesta di libri per l’infanzia, mentre diminuiscono i prestiti agli adolescenti? Questo è trend nazionale evidenziato dai dati Istat. Un problema nato agli inizi anni Ottanta. Molteplici sono le cause. Oggi i ragazzi sono immersi nei social media che richiedono loro del tempo, però il problema va collegato alla

Ascolta l’audio dell’intervista su www.verona-pantheon.com


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Riflessioni tra le pagine

I bambini digitali quando scoprono libri belli proposti in modo diverso dalle consuete promozioni e animazioni diventano lettori Silvia Blezza Picherle

©atelierorlandi.com

scuola. In particolare alle metodologie messe in atto negli anni Ottanta nelle scuole medie – schede, analisi, imposizione di determinati libri – che demotivano gli allievi alle lettura, intesa come crescita umana e piacere emotivo-cognitivo. Le biblioteche con promozioni mirate per gli adolescenti, possono incidere, ma non sopperire alle molte carenze della

scuola. Tema sollevato subito dagli studiosi, ma poco si è fatto e solo in alcune isole “felici”. Viviamo in un periodo in cui i libri sugli scaffali proliferano come funghi. Pare ci siano più scrittori che lettori… La situazione dell’editoria in Italia è complessa: domina la ricerca del profitto economico a tutti i costi. Le case editrici di oggi rincorrono spasmodicamente le novità, che non sempre vuol dire qualità. Non c’è interesse per il marketing etico, legato al reale valore. Il problema è che questa logica si è spostata anche sull’editoria per ragazzi. Così gli scaffali si riempiono di libri (alcuni con importanti promozioni alle spalle), a scapito di opere belle. Parola d’ordine dei grandi editori è: vendere. Spesso solo le piccole e medie case editrici rappresentano l’eccellenza italiana e cercano la qualità. www.raccontareancora.org

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IN VETTA

C O N L’A L P I N I S T A H E R V É B E R M A S S E

LA MONTAGNA

VA AFFRONTATA UN PASSO ALLA VOLTA

marco.menini@verona-pantheon.com @menini_marco

di Marco Menini

Ospite per un dialogo all’Università degli studi di Verona lo scorso 9 marzo, l’alpinista aostano ha raccontato la sua storia, ovvero quella sua vita alla ricerca della montagna nella sua essenza. Hervé Bermasse

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EGISTA, SCRITTORE, fotografo, ma prima di tutto instancabile passeggiatore delle montagne “dietro casa”, Hervé Barmasse è di certo uno tra gli ultimi eredi dei grandi alpinisti italiani. Lo aveva descritto così anche l’arrampicatore libero Reinhold Messner: «un giovane in grado di difendere i veri valori dell’alpinismo tradizionale» perché «è capace di trovare l’avventura sulle Alpi, e non solo in Himalaya o in Patagonia». Dietro casa, perché ha cominciato fin da ragazzo ad arrampicarsi sul monte Cervino, il più alto, e il più familiare, appunto. Il monte che alle spalle vede svettare il Monte Bianco. L’esordio sportivo è sugli sci: è forte, il giovane galoppa veloce; diventa istruttore, ma un volo inatteso gli procura qualche osso rotto e la voglia di aggiungere anche la salita alle sue escursioni. Sceglie così la strada verso la vetta. UN’ATTIVITÀ non casuale - se si considerano le tre generazioni di guida alpine alle spalle - e che, a detta sua, forse, l’ha salvato dall’intraprendere la carriera del sacerdozio. Pare infatti che, dalle parti di Aosta, o si era alpinisti o si era sacerdoti.

Dopo anni tra le cime, è diventato anche una sorta di profeta dell’ecosostenibilità. «Perché se non difendo la montagna, non la custodisco, come posso sperare che i miei figli un giorno possano vederla ed apprezzarla così come l’ho vista io?». C’è un libro scritto da Hervé che si intitola La montagna dentro, narra di fragilità e paura, del coraggio delle decisioni, di incoscienza e fortuna. «L’alpinista giovane è performante, ma in montagna ci vuole esperienza». Nell’agosto del 2000 parte assieme all’amico Patrick Poletto per affrontare “La Gran Becca”: 300 metri di roccia vergine ancora enigma del Cervino, da scalare in piena estate. Ma qualcosa va storto, la corda si ghiaccia, e i due avventurieri sono obbligati a dormire appesi ad un filo. La nuova via, comunque, è aperta. Non a caso la prima “legge Barmasse” è : «La montagna va affrontata un passo alla volta». La seconda? «Spesso quello che conta è la fortuna». Dopo questa esperienza estrema, Hervé parte per cercare altri Cervini in giro per il mondo, cominciando dal Pakistan. Leggi l’articolo integrale su www.verona-pantheon.com


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LESSINIA

LO STUDIO PUBBLICATO SU NATURE SCIENTIFIC REPORTS

TUTTA LA VERITÀ SUI CIMBRI CE LA RACCONTA IL DNA

di Federica Lavarini

Ci sarebbe una correlazione tra geni e storia della popolazione cimbra, molto più aperta di quanto si possa pensare.

L

A TESI secondo cui i Cimbri discenderebbero dai danesi dello Jutland – in greco chiamati Kimbrikē Chersonesos – sconfitti da Gaio Mario nel 101 a. C. è stata sconfessata da una ricerca apparsa su Nature Scientific Reports il 1 febbraio 2017. Lo studio, coordinato dal Prof. Giovanni Destro Bisol dell’Università di Roma La Sapienza, ha effettuato l’analisi del DNA di 33 persone cimbre di Velo Veronese, tutte senza parentele di secondo grado, ovvero escludendo le persone con nonni in comune, come di prassi in questi studi, che vivono nel territorio e che sanno il cimbro, anche se non lo usano regolarmente visto che è una lingua in via di estinzione. Le persone che hanno partecipato allo studio hanno un’età tra i 20 e i 65 anni e sono state rintracciate grazie alla mediazione di Vito Massalongo, presidente dell’Associazione Curatorium Cimbricum Veronense, al quale gli studiosi hanno spiegato come sarebbe stata condotta la ricerca, come sarebbero stati trattati i dati genetici personali rispetto alla privacy e rassicurando rispetto a tutte le questioni che avrebbero potuto creare dubbi o timori. I RISULTATI dello studio, che ha coinvolto anche altre enclave linguistiche del Veneto, in particolare Sappada, Timau e Sauris nel bellunese, hanno evidenziato come i Cimbri non siano una popolazione chiusa, a differenza di quanto si pensa comunemente. «La struttura genetica dei Cimbri non è molto diversa da quella delle popolazioni aperte perché hanno conosciuto fasi di assimilazione con popolazioni limitrofe e di ripopolamento a seguito picchi demografici. È una storia complicata ma inclusiva - racconta Destro Bisol - mentre Sappada, Timau e Sauris hanno una storia più esclusiva, una sorta di reciproco isolamento tra comunità che non appare nel profilo genetico dei Cimbri». Un’apertura che i ricercatori hanno riscontrato anche a livello interpersonale durante gli incontri con le comunità alle quali sono stati presentati i dati dello studio. Un do ut des molto importante per far sentire più partecipi le persone nello studio, anche emotivamente: «Non volevamo assolutamente apparire come dei marziani che arrivavano da un altro pianeta, prendevano dei campioni di saliva e poi sparivano nel nulla sen-

I ricercatori hanno notato la marcata “apertura” dei Cimbri a livello caratteriale che, in un certo senso, sembrava riflettere la loro eterogeneità genetica

Giazza, una delle ultime "roccaforti" cimbre

za dire niente di quanto stavamo facendo» sottolinea Destro Bisol. Durante le riunioni con le diverse comunità i ricercatori hanno notato la marcata “apertura” dei Cimbri a livello caratteriale che, in un certo senso, sembrava riflettere la loro eterogeneità genetica: «A Sauris e Sappada le persone, anche se molto interessate e attente, avevano forse più timore a fare domande. I Cimbri invece ‘osavano’, si respirava un senso di grande curiosità nei confronti nostri e del nostro studio» racconta Destro Bisol. «LA MAGGIOR chiusura o apertura delle popolazioni storicamente isolate è sempre un effetto combinato della conformazione del territorio e della diversità linguistica, ma è difficile capire quanto abbia peso un fattore rispetto all’altro. Da una comparazione abbiamo visto che più si combinano questi due fattori, più a livello genetico si individuano i segnali di isolamento, come la presenza nel DNA di molti geni omozigoti». Questo studio, condotto anche grazie al sostegno della National Geographic Society, ridisegna le origini dei Cimbri oltrepassando la classica dicotomia tra popolazioni aperte e isolate: «Nella letteratura scientifica si fa questa differenziazione, ma nessuno l’ha mai messa alla prova» conclude Destro Bisol, che sul tema ha di recente scritto anche un libro, Italiani. Come il DNA ci aiuta a capire chi siamo (Carocci, 2016).


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L’OBIETTIVO

N

onostante i tempi difficili per le aziende del settore delle costruzioni, che a Verona a fine 2015 sono 14.678 (- 3% rispetto all’anno precedente, dati CCIAA), di cui il 72,4% rappresentate dalle imprese artigiane, c’è chi continua a credere che la qualità del proprio lavoro, dei materiali scelti, l’investimento nelle tecnologie innovative e nella formazione del personale, siano elementi distintivi per sviluppare un processo di crescita e di nuove opportunità. È il caso dell’Impresa Girlanda di Corbiolo, un’attività che si tramanda da ben tre generazioni, ovvero da quando Mario Girlanda, ora in pensione, più di 40 anni fa gettò le basi per consolidare l’azienda che oggi è portata avanti dal figlio Gianfranco e dal nipote Fabio. «Siamo consapevoli del fatto che il settore dell’edilizia ha subito negli ultimi anni un forte ridimensionamento e ha messo in difficoltà, a caduta, altri comparti, compreso quello industriale. Con molta probabilità non torneranno più i tempi d’oro in cui si è costruito tanto, e forse anche troppo. Oggi ci si deve ritagliare uno spazio all’interno di un mercato più selettivo, in cui il cliente è diventato più esigente, più fedele e

realista, e con un budget già definito» spiega Fabio Girlanda «A tal proposito diventa ancora più importante anche per noi costruttori conoscere gli scenari di incentivazione e defiscalizzazione che riguardano l’edilizia, in modo da accompagnare il cliente in ogni tappa del processo costruttivo, dalla progettazione alla realizzazione dell’opera.». «Per essere competitivi e capaci di sostenere qualsiasi tipo di operazione, è fondamentale che tutti i dipendenti e le persone che lavorano con noi seguano un percorso di formazione e di aggiornamento professionale continuo e costante. Non esiste più il “capo” che dà degli ordini, ma una squadra vera e propria, un gruppo all’interno del quale vi siano comunque delle gerarchie, ma dove ognuno è in grado di essere complementare con l’altro, in un’ottica di confronto e di crescita» prosegue Fabio. «La nostra mission, come ripeto spesso, sono gli interventi conservativi, per esempio i restauri. Abitando in Lessinia, abbiamo sempre avuto un occhio di riguardo nei confronti degli immobili rurali, tanto preziosi quanto ormai rari. La lavorazione delle pietre della Lessinia, l’adeguamento sismico e il miglioramento termico sono diventati nel tempo il nostro punto di forza, sviluppando comunque le capacità di far fronte ad interventi non solo conservativi , ma anche di nuova realizzazione. Questo ci permette di avere più sbocchi sul mercato, e di aumentare nel tempo non solo l’impiego di risorse strumentali, ma soprattutto di quelle umane, fondamentali per uno sviluppo costante e una continua crescita professionale» conclude il giovane titolare dell’azienda.

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SCATTI

LE MIE TANTE STRADE VERSO CASA

giulia.zampieri@verona-pantheon.com

di Giulia Zampieri

Sara Zanella, giovanissima fotografa di Verona, il sentiero verso casa lo sta inseguendo in viaggio tra Danimarca, Russia e Messico. Una ricerca alla scoperta di quell’umanità, ritratta in bianco e nero, che tutti ci accomuna.

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ARTIRE per luoghi sconosciuti e riconoscere, fuori e dentro di sé, quei legami che ci fanno essere umani. Nel frattempo, fermarli, in bianco e nero, avvicinandosi lentamente a quei fortuiti compagni di viaggio e, in loro, riconoscersi. Perché è questo il senso vero dell’essere umani, viene da pensare, scrutando gli attimi di quell’intimità domestica custoditi negli scatti di Sara Zanella, 24 anni, giovanissima fotografa originaria di Verona. Dopo il liceo scientifico, e un viaggio in autostop Italia-Danimarca, una volta arrivata a Copenaghen, città dove Sara ancora vive, «ho chiesto a Google cosa avrei potuto fare della mia vita». Fatamorgana, sembra essere la risposta: la scuola di arte fotografica della capitale danese dove poter apprendere le regole di quel linguaggio a cui Sara si avvicina fin dagli anni del liceo, con un diario fotografico «per rendere più interessanti le giornate a scuola, fotografando la mia generazione con una Contax T3 e sviluppando i negativi nel bagno di mia madre». DOPO IL TRASFERIMENTO a Copenaghen a gennaio 2014, per familiarizzare con la nuova vita nordeuropea e imparare il danese, «molto spesso a schiaffoni», a settembre inizia la sua storia come fotografa. Questo è il periodo della formazione: un anno intero di esperienza diretta sul campo, workshop e incontri con gli artisti più eclettici e i loro stili, tutto rigorosamente in lingua danese. E poi continui progetti fotografici a cui lavorare, anche a fianco di fotografi di fama internazionale come Jacob Aue Sobol, «una persona che mi ha dato tanta sicurezza e carica, perché con lui ho condiviso gli stessi sentimenti e le stesse emozioni» ci


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La storia di Sara Zanella confida Sara. Dopo due anni e mezzo trascorsi in Danimarca, nel 2015 si fa largo The Way Home (La strada verso casa, ndr), un progetto che per Sara è «la ricerca di quel senso di famiglia, dentro di me, ma che avviene nel mondo». La prima tappa porta Sara in Russia, in un viaggio che da Mosca la conduce fino all’Oceano Artico. «Per un mese e mezzo ho cercato di entrare in contatto con i locali, e con le grandi famiglie che costituiscono il nucleo della società russa: cercando, come ospite e fotografa, di mostrare la bellezza e l’armonia che ci accomuna tutti come essere umani». DOPO IL RITORNO a Copenaghen, e un’esperienza come assistente nello studio di fotografia Magnum a New York, nell’estate dello scorso anno ritorna quella curiosità che guida Sara e il suo sguardo sul mondo, che questa volta si sposta in Messico, su questa terra trascinata da due continenti. Da Chihuahua fino alla punta meridionale del Messico, Sara riscopre e ritrae anche nelle Americhe «la stessa intensità e dignità nella vita delle persone, chiunque esse siano». Come nascono i suoi ritratti? Spesso dopo lunghe chiacchierate, perché è anche que-

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sto parte del processo: conoscersi e avvicinarsi, con calma, ritagliarsi un posto, con delicatezza, nelle vite degli altri, per afferrarne la bellezza. Adesso, da Copenaghen, Sara sta lavorando alla pubblicazione dei volumi che raccontano The Way Home. «Dopo tanti viaggi, ora ho bisogno di stabilità e ho riscoperto un modo di vivere, e fotografare, più lento, lontano dai 1000 scatti forsennati che faccio in viaggio». La strada verso casa, per ora, si è fermata a nord. Almeno fino al prossimo viaggio.

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MODA IERI&OGGI

L A S T I L I S TA L A R A B O R N A T I

T U T T O PA R T E DA UN PUNTO

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di Giorgia Castagna

La passione per ago e filo è per lei di casa. Da generazione in generazione, a partire dalla nonna, sarta modellista finita da uomo, passando per la mamma, Lara Bornati apprende e impara un mestiere che riscopre, con il trascorrere degli anni essere per lei arte. La giovane ed emergente stylist veronese che abbiamo raggiunto nel backstage della sua prossima collezione ci apre le porte per raccontarci di lei e della sua passione che diventa lavoro.

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ara, ci racconta di lei e del suo background La moda è sempre stata presente nella mia vita, un tassello importante che prendeva sempre più forma e meglio si definiva con il trascorrere degli anni. Fin da piccola chiedevo alla nonna cappottini e vestitini personalizzati e crescendo la voglia di rivedere e rivisitare i capi acquistati mi contraddistingueva. Finiti gli studi tradizionali mi sono così ritrovata al frequentare un corso di sartoria e nel giro di pochi anni a scegliere tessuti e bozzetti per la mia collezione. Ricerca e studio però non sono mai mancati. Inizialmente lavoravo "su misura" confezionando abiti ad hoc per le clienti e proponendo loro già quelle che erano le mie creazioni, la mia linea. Gli abiti piacevano e tra un contatto e l'altro: ecco l'occasione. Mi viene infatti proposto di creare una capsula collection (una particolare collezione di abiti in edizione limitata, appositamente studiata da uno stylist, ndr) che preparo per intero personalmente e che ho modo di esporre e vendere. Decido cosi di creare il mio marchio e iniziare questa nuova avventura. Due anni fa nasce quindi “Punto Lineare” che non è solo il nome del suo brand ma è anche filosofia.. Mi piace pensare che tutto nasce da un punto e termina con esso: il primo punto unisce due tessuti e l’ultimo crea. Per me punto lineare è ciò che collega la mia espressione di sartoria con la mia filosofia. Innovazione tecnica ed una continua ricerca sartoriale reinterpretate in uno stile minimale ma contemporaneo. Il mio desiderio è esaltare la semplicità della materia e cancellare tutto ciò che è superfluo. Cosa ha influenzato la sua estetica? Sono stata ispirata da correnti minimal fatte di linee pulite, tagli precisi e penetranti. La mia visione vuole superare l’idea di un corpo statico e per farlo ricorro alle sovrapposizioni, ai volumi, al multistrato per dar vita e movimento al corpo e velocità al pensiero. Precisione, taglio, eleganza formale, non c’è da aggiungere altro.

Lara Bornati

«Il mio desiderio è esaltare la semplicità della materia e cancellare tutto ciò che è superfluo» Quali sono gli artisti da cui prende ispirazione? Il mio amore per il minimalismo, soprattutto per la corrente europea, mi porta ad avvicinarmi ad artisti come Jil Sander, Margiela ma guardo anche a grandi come Yohji Yamamoto, in grado di lavorare sul concetto della decostruzione degli abiti per dare loro nuovi significati, o ancora a Phoebe Philo per la sua capacità di imporre il suo stile elegante. Soddisfatta del suo lavoro? A trent’anni mi ritrovo a disegnare le mie collezioni e a vederle realizzate. Non meno di tre anni fa mi arrangiavo in tutto, dal disegno al confezionamento. Mentre, oggi mi appoggio a laboratori selezionati e completamente made in Verona, dove trovo, ci tengo a precisarlo, grande professionalità, e sono loro che pensano a produrre i miei lavori. Questa più che soddisfazione mi piace definirla massima espressione di libertà.


BELLEZZA AL NATURALE burro di karité Il burro di karité è una sostanza dai molteplici benefici che, grazie alla sua versatilità, può entrare nella nostra beauty routine e sostituire da solo diversi prodotti per la cura del corpo. Le sue proprietà sono emollienti, idratanti e filmanti (protegge dagli agenti esterni), è inoltre ricco di vitamina A e vitamina D. Ha anche una funzione cicatrizzante e lenitiva: è ottimo anche spalmato su piccole scottature e contusioni.

Vediamo dunque alcune modalità dell’uso del burro di karité, al posto…

…della crema idratante può essere un ottimo sostituto della crema viso, in caso di pelle molto secca, basta spalmarne un po’ su tutto il viso. Aiuta inoltre a ridurre la comparsa delle rughe.

…del burrocacao: la funzione idratante lo rende perfetto spalmato sulle labbra secche. Basta metterne un po’ in un piccolo contenitore da portare in borsa e applicarlo al bisogno.

…della crema mani o piedi: In caso di secchezza nella mani o nei piedi è ideale per fare un impacco curativo idratante da lasciar agire tutta la notte, meglio se indossando dei guanti o calze di cotone.

…del gel o della schiuma fissante per capelli: la sua proprietà idratante è ottima anche per i capelli, e nulla vieta di utilizzarne piccolissime quantità al posto del gel o della schiuma fissante per definire la piega.

E infine, per mamme e neonati AL POSTO: - Della crema/olio per prevenire le smagliature sul pancione - Della crema contro gli arrossamenti da pannolino


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ANGOLO PET

Ogni mese quello che c’è da sapere

L EISHM AN I OS I C A N IN A , E FI D O È IN P E R I C O LO

di Ingrid Sommacampagna

Si tratta di una malattia mortale che colpisce i cani e viene trasmessa attraverso la puntura del pappatacio (o flebotomo), un insetto che sta proliferando anche nella provincia di Verona. Nonostante esistano dei farmaci per tenere sotto controllo i sintomi  e l'evolvere dell'infezione, il cane non può guarire, ma è importante prevenirla e curarla, per poter garantire una sopravvivenza più lunga, senza sofferenza, all'amico a quattro zampe.

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HI MAI potrebbe pensare che durante le passeggiate con il proprio fedele cane si possano celare nell'erba e nelle pozzanghere i pericolosi pappataci? Questi ultimi assomigliano alla zanzara, colpiscono nel periodo che va da maggio a ottobre, dal tramonto all'alba, e sono i vettori del protozoo Leishmania, un parassita che per svilupparsi e moltiplicarsi ha bisogno di avere a disposizione sia il corpo di un flebotomo sia quello di un cane; le femmine del pappatacio, infatti, per deporre le uova devono pungere il cane e succhiarne il sangue. Se questo è infetto, le Leishmanie si trasferiscono nello stomaco dell'insetto diventando portatore di infezione; non sempre questa porta alla malattia, perché dipende dalla singola risposta immunitaria. «Il flebotomo si è diffuso nel Nord Italia creando zone endemiche anche nella provincia di Verona, come quelle pedemontane di Mezzane, Cazzano di Tramigna, Tregnago e la Valpolicella», spiega Marco Evangelista, veterinario dell'Ambulatorio Strà di Caldiero. LA LEISHMANIOSI è una malattia trasmissibile, ma non passa direttamente da cane a cane o da cane a uomo, infatti il protozoo, per diventare infettante deve compiere prima nel flebotomo una parte del proprio ciclo biologico. I sintomi nell'animale possono apparire tutti assieme o singolarmente, tra cui: dermatite secca esfoliativa, alopecia intorno agli occhi, lesioni oculari, alle orecchie, alla mucosa orale, a quella del naso, dolori articolari e una crescita rapida delle unghie. I danni più gravi coinvolgono i reni portando all'anoressia, vomito, diarrea, e infine, a danni neurologici e a coma uremico. La malattia si può contrastare con due tipi di cure per un periodo di sei mesi, ma

purtroppo ci possono essere delle recidive, e può essere la terapia stessa ad uccidere l'animale. «LA CURA gestisce i sintomi e mitiga la malattia, ma per prevenirla è importante ridurre al minimo la possibilità di puntura da parte dei pappataci. Esiste un vaccino, dal 2012, ma è più importante prevenire con antiparassitari e repellenti, da trattare sia su cani sani che su quelli malati, regolarmente. Il cane non è un soprammobile e non bisogna lamentarsi quando si ammala», conclude Daniele Maimeri, medico veterinario dell'Ambulatorio San Francesco di Badia Calavena.


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UNDERGROUND

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LA CHITAR RA DI KURT SUO NA ANCO RA

marco.nicolis@verona-pantheon.com

di Marco Nicolis

La grande musica grunge torna finalmente sul palco. La prima edizione del Grungefest è pronta a spaccarvi i timpani.

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N QUESTO NOSTRO nuovo appuntamento mensile ho deciso di cambiare un po' le carte in tavola, dando spazio non ad un solo gruppo ma addirittura ad un intero festival: il Grungefest. La prima edizione della neonata manifestazione musicale si svolgerà sul palco del Blocco Music Hall di San Giovanni Lupatoto il giorno 8 Aprile 2017, ricorrenza del ritrovamento del corpo di Kurt Cobain, leader dei Nirvana (band grunge), morto suicida nel 1994. Sfogliando il programma, durante la serata saranno quattro i gruppi ad avvicendarsi sul palco. Tre band appartenenti alla scena musicale scaligera e uno special guest proveniente dal panorama milanese. Durante la serata sarete infatti accompagnati da Overdose, Hall of Mirrors, Zod e Lambstone. LA NASCITA di questo festival parte principalmente dall’idea e dalla collaborazione tra la band veronese Overdose e Anthill Booking, decisi a riproporre sul palco il leggendario sound del Seattle Grunge Movement. Movimento che ha portato alla luce, tra gli altri, grandi band come Nirvana, Soundgarden e Alice in Chains, (parliamoci chiaro, il movimento nato a Seattle non si ferma solo a questi pochi nomi). Sul palco però non ci sarà spazio solo per la musica e i brani di questi capostipiti del movimento ma troveranno spazio anche band meno conosciute, accompagnate dalla proiezione di immagini risalenti a quegli anni, in modo da ricreare e mostrare la vera atmosfera grunge nella sua interezza. «QUELLA GRUNGE era una generazione spesso vittima degli stereotipi che dipingevano i suoi protagonisti come apatici e cinici. Ciò che il nostro progetto vuole riportare alla luce sono quelle idee, quelle sensazioni e quei sentimenti, andando oltre al cosiddetto “tecnicismo musicale” - spiegano gli organizzatori che aggiungono - a Verona purtroppo una scena simile non esiste, per questo abbiamo voluto creare un punto di incontro per tutti gli appassionati del genere, per far rinascere in loro quello che era

il vero spirito del movimento grunge e per farlo conoscere a chi magari non ne aveva mai sentito parlare, per portare le persone davanti a quella che è una musica spontanea, diretta, grezza e senza mezzi termini, che non si limita a seguire la moda del momento». IL FESTIVAL inoltre non si fermerà a questa prima ed unica data. Il programma infatti, nell’idea dei suoi creatori, sarà ciclico e la manifestazione verrà riproposta anche in versione estiva, non limitandosi al solo contesto veronese. L’idea sarà, infatti, proprio quella di creare un “festival itinerante” che si sposterà lungo le varie città italiane, portando l’energia del grunge attraverso il Bel paese. Che altro dire? Io ci sarò. Un festival come questo vale la pena di essere seguito, sia da chi ama il grunge da anni, sia da chi, anche solo per curiosità, vuole uscire dai soliti, rigidi schemi per approcciarsi a qualcosa di veramente unico ed energetico. Facebook.grungefestitaly


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a cura di Chiara Boni

Pagine per i grandi

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L LIBRO: Due ragazzine, con lo stesso colore di pelle, le stesse lentiggini a raccontare una storia di origini lontane, nate nella parte sbagliata di una frizzante Londra degli anni Ottanta: il quinto romanzo di Zadie Smith è una storia di cambiamento, di vite trascorse a rincorrere i sogni di gioventù, di una musica che continua a cambiare e di una danza che non si ferma mai.

Titolo: Swing Time Autrice: Zadie Smith Casa Editrice: Hamish Hamilton Pagine: 453

L’AUTRICE: Giunta al quinto – e secondo la maggior parte della critica, più riuscito – romanzo, la scrittrice inglese di origini giamaicane si riconferma una delle voci della letteratura contemporanea più originali: dopo il folgorante successo del suo romanzo d’esordio, Denti Bianchi (pubblicato in Italia da Mondadori nel 2001), anche Swing Time promette di arrivare in cima alle classifiche dei libri più apprezzati in tutto il mondo. CURIOSITÀ: Intitolato come la celebre pellicola hollywoodiana del 1936, con protagonisti Fred Astaire e Ginger Rogers, il romanzo di Smith intreccia la storia delle protagoniste a una curatissima colonna sonora. Tra le pagine si trovano continui riferimenti musicali e, volendo raccoglierli in una playlist, ne esce il meglio della black music: a partire da Micheal Jackson (ovviamente) e passando dai percussionisti del Gambia, si arriva fino a Cab Calloway e a Rakim.

a cura di Alessandra Scolari

Pagine per i (più) piccoli

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L LIBRO: Narra la storia di Liesel, una bambina che a 9 anni aveva già vissuto gran parte delle tragedia della vita e non sapeva leggere. Eppure amava i libri e li salvava. Il primo lo trovò nella neve accanto alla tomba del fratellino. Il secondo lo salvò dal fuoco: era finito in uno dei roghi accesi dai nazisti, i quali pareva amassero solo distruggere. Venne affidata a genitori adottivi Rose e Hans Hubermann, che la chiamò principessa e le insegnò a leggere e scrivere: per lei significò tutto. I protagonisti, esseri umani descritti in queste pagine sono legati tra loro da spettri, silenzi e segreti. Grande significato assume la voce narrante, che chiude dicendo «Sono perseguitata dagli esseri umani».

Titolo: La bambina che salvava i libri Autore: Markus Zusak Traduttore: G. M. Giughese Editore: Frassinelli Anno edizione: 2007 Pagine: 563

L’AUTORE. Markus Zusak, nato Sydney nel 1975, è noto soprattutto per questo romanzo uscito nel 2005, destinato ai ragazzi (lo consiglio dai 13 anni), diventato bestseller internazionale: ha avuto il coraggio di trattare uno dei periodi più tristi e oscuri per la Germania e l'Europa, in punta di penna e, persino, a colori. Quarto figlio di una famiglia di emigrati in Australia (mamma Lisa originaria della Germania e il padre Helmut dall'Austria) ha frequentato il Liceo Engadine (qui per un breve periodo ha anche insegnato inglese), scegliendo, infine, la scrittura. Nel 2014 ha vinto il premio Margaret Edwards, per i libri per ragazzi pubblicati negli USA. CURIOSITÀ. La bambina che salvava i libri è stato pubblicato nel 2005 ed è stato tradotto in più di 30 lingue. Oltre a vincere premi in Australia, è stato per 50 settimane primo nella lista dei libri più venduti del New York Times. Poi è arrivato in Europa, Francia, Spagna e Inghilterra: diventando, in breve, tra i primi cinque bestseller. Anche in Germania è stato nominato il libro dell’anno. Nel 2013, è stato adattato per il film, Storia di una ladra di libri, uscito nelle sale italiane il 27 marzo 2014. Così nella ristampa del 2014, in Italia, ha preso il titolo del film ed è conosciuto come Storia di una ladra di libri. Ben otto milioni le copie vendute. Bellissimo! Lo consiglio a tutti i ragazzi e ai loro genitori.

Se vi serve un po ' di poesia

Trittico del distacco del poeta Pasquale di Palmo


in cucina con Nicole

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Cucinare è amore che si può assaggiare senzalattesenzauova.ifood.it

Pic Nic di Pasquetta TRAMEZZINI

(salsa tonnata e insalata) INGREDIENTI • 240gr di tonno sott'olio • 2 cucchiai di capperi • olio extra vergine d'oliva, sale • pane da tramezzini • insalata

Sgocciolate il tonno, frullatelo assieme ai capperi e qualche cucchiaio di olio. Aggiustate di sale. Farcite il tramezzino.

TRAMEZZINI

(hummus di ceci e cipolline) INGREDIENTI • 1 lattina di ceci precotti • mezzo spicchio d'aglio • succo di un limone • olio extra vergine, sale • cumino, paprika dolce • pane da tramezzini • cipolline sott'aceto

Frullate ceci, aglio, olio e succo di limone, un cucchiaino di paprika, cumino e sale. Farcite il tramezzino con salsa e cipolline.

CHEESECAKE alla banana INGREDIENTI • 400gr di formaggio spalmabile • 8 vasetti • 200ml di panna fresca da montare • 2 cucchiai di miele • cioccolato fondente • biscotti, latte • 4 banane, succo di limone

Montate la panna, mescolatela con formaggio e miele. Tagliate le banane a rondelle, spruzzatele col limone. Riempite i vasetti con dei biscotti inzuppati nel latte, uno strato di crema, fette di banana e cioccolato a scaglie poi ripetete.


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ADICONSUM di Carlo Battistella per Adiconsum Verona

F I N A L M E N T E È P RI MAVERA, PECCATO SOLO PER IL GLIFOSATO Il diserbante più utilizzato al mondo ha un'elevata tossicità ambientale capace di alterare la funzionalità degli ecosistemi e degli habitat naturali e ridurre drasticamente la biodiversità.

CON IL RITORNO della primavera si rivedono fiori e germogli. Erba e piantine spuntano un po' ovunque, anche in posti impensabili. Attraverso le fessure nell'asfalto, tra il porfido delle piazze, nel bel mezzo di un campo completamente arato. È il positivo - e poetico - segnale che la natura non si lascia vincere dai sempre più deprecati soprusi dell'uomo. In quest'epoca di diffusa sensibilità ambientalista questa dovrebbe rappresentare un'ottima notizia. Eppure su tutti questi virgulti nati nel posto sbagliato verranno spruzzate generose dosi di glifosato. Il glifosato è il principio attivo diserbante più utilizzato al mondo, presente in 750 formulati (come il Roundup® della multinazionale Monsanto) dedicati alle colture intensive, agli orti e al giardinaggio. Oltre che in agricoltura è ampiamente usato dai Comuni e dalle Provincie per la pulizia delle strade, delle piazze, delle ferrovie. Viene impiegato per uccidere le piante infestanti ma agisce in modo

non selettivo e può contaminare il suolo, l’aria e le acque superficiali e profonde. NEL MARZO del 2016 l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) lo ha classificato come “probabile cancerogeno umano” e secondo numerosi studi agisce come “interferente endocrino”. Lo scorso 8 febbraio è stata lanciata, da una vasta coalizione di organizzazioni europee, una petizione rivolta alla Commissione Ue affinché bandisca il glifosato, riformi il processo di approvazione dei pesticidi e fissi obiettivi vincolanti per ridurre l’uso dei pesticidi nell’Unione europea (www. stopglyphosate.org). Queste richieste dovranno essere prese in esame se entro un anno la petizione verrà firmata da almeno un milione di cittadini dell’Ue. Ad oggi, il numero dei firmatari ha già raggiunto il mezzo milione. www.adiconsumverona.it


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BOX OFFICE

a cura di Mattia Zuanni

IL FILM

Frank Adler sta crescendo da solo la nipote di sette anni Mary, figlia della defunta sorella, che si rivela essere un genio della matematica. L'uomo ha promesso alla sorella di crescere Mary, dandole una vita il più normale possibile. Quando la nonna viene a conoscenza delle capacità della nipotina vorrebbe mandarla nelle più facoltose scuole per aiutare il suo talento, anche se questo rischia di allontanarla dai suoi coetanei. Zio e nonna hanno idee differenti su come crescere la bambina, per questo inizia una battaglia legale per la custodia, dove Frank rischia di perdere la patria potestà.

Titolo: GIFTED Il dono del talento Genere: Drammatico Regia: Marc Webb Attori: Chris Evans, Mckenna Grace, Jenny Slate, Lindsay Duncan Uscita (Italia): 27 aprile

CURIOSITÀ

Chris Evans è sicuramente più conosciuto in altre vesti: è lui infatti ad interpretare la Torcia umana (“Fantastici Quattro”) e Capitan America nei film della Marvel. La sceneggiatura, scritta nel 2014 da Tom Flynn, è stata inclusa nella Black List, un sondaggio annuale sulle sceneggiature di film più apprezzate ma ancora non prodotte. Negli anni la lista ha incluso, tra gli altri, “The Millionaire”, “Il discorso del re”, “Argo” e “Il caso Spotlight”, tutti poi premiati con l’Oscar al miglior film.

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CLASSIC I DA NON PE RDERE Titolo: Lo straordinario viaggio di T.S. Spivet Genere: Avventura Durata: 105 minuti Regia: Jean-Pierre Jeunet Attori: Kyle Catlett, Helena Bonham Carter, Robert Maillet, Niamh Wilson T.S.Spivet è un bambino prodigio di 10 anni appassionato di cartografia e invenzioni. Vive in un ranch nel Montana insieme alla mamma, esperta di morfologia degli insetti, al padre, cowboy nato nel periodo storico sbagliato, a sua sorella quattordicenne che sogna di diventare Miss America e a suo fratello gemello Layton. Un giorno T.S. riceve una telefonata inaspettata dall’Istituto Smithsonian che gli annuncia la vittoria del prestigioso premio Baird per la sua invenzione di un dispositivo dal moto perpetuo. All’insaputa di tutti, per ritirare il premio e tenere il discorso di ringraziamento, T.S. salta su un treno merci e intraprende il suo viaggio attraverso l’America in direzione Washington… ma allo Smithsonian tutti ignorano che T.S. è solo un bambino!

Scatti d 'arte di C olato Cesar

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notizia

Facebook.com/Cesarfhoto

foto di Colato Cesar

Una foto e una storia Seconda puntata di La bellezza del passato, una caccia al tesoro per (ri)conoscere le meraviglie culturali del nostro territorio grazie alla luce della fotografia, un mese per volta. Per marzo, il fotografo veronese Colato Cesar ha ritratto il Teatro Romano, splendida architettura del I secolo avanti Cristo. Dopo essere stato celato da un borgo di case costruito sui resti antichi, a metà Ottocento, il teatro venne riconsegnato alla vista dei veronesi. Accanto alla meraviglia romana riposa ancora la chiesetta dei santi Siro e Libera, dove, secondo la tradizione, venne celebrata la prima messa della storia scaligera.


Aprile 01

2017 02

SABATO PESCE D’APRILE

Turista nella mia città Luogo: Musei Civici di Verona Ora: 10.00-16.30

Il mio albero fantastico Luogo: Centro di Riuso Creativo all’ex-Arsenale Ora: 16.15-17.15

Quattro passi di Primavera Luogo: Ponte Crencano Ora: 09.00

Teatro interattivo in giallo Luogo: Teatro Blu, P.zza Giovanni XXIII (dietro la chiesa) Ora: 21.00

07

08

VENERDÌ

Vinitaly and the city di Bardolino / Liberamente – Giulio Casale Luogo: Parco di Villa Carrara Bottagisio Ora: 21.00

Musical Billy Elliot Luogo: Teatro Nuovo Ora: 21.00

14

LUNEDÌ GIOVEDÌ

I migliori danni della nostra vita Carlo & Giorgio Luogo: Teatro Camploy Ora: 20.45

VENERDÌ

Pozza, Conte, Bianchetti - Trio Luogo: Hotel Due Torri Ora: 20.00 Rioult Dance New York – Serata Bach Luogo: Pensiero Visibile Ora: 21.00

Rioult Dance New York – Serata Bach Luogo: Teatro Ristori Ora: 20.30

19

SABATO

Un’avventura pelosa spettacolo di burattini Luogo: Auditorium dell’Istituto Virgo Carmeli – via Carlo Alberto Ora: 17.30

Vinitaly and the city Luogo: Centro storico Verona e Bardolino Ora: tutto il giorno

13

DOMENICA

20

MERCOLEDÌ

GIOVEDÌ

Carmen Suite - Opera ballet Luogo: Teatro Camploy Ora: 20.30

Giorgia - Tour Oronero Luogo: AGSM Forum Ora: 21.00

Todas las mujeres - di Mariano Barroso Luogo: Cinema Alcione Ora: 17.00 – 19.00 – 21.00

La Divina Commedia con Alessandro Anderloni Luogo: Teatro Ristori Ora: 20.30

MARTEDÌ

E meglio la peggiore delle democrazie della migliore di tutte le dittature. (Sandro Pertini)

LUNEDÌ

Rassegna film biografici Luogo: Centro Audiovisivi Ora: 15.00 God’s not Dead 2 di Harold Cronk Luogo: Cinema Teatro San Massimo Ora: 20.45

09

DOMENICA

Banditi in natura Luogo: Parco Natura Viva Ora: tutto il giorno Vinitaly / Sol&Agrifood / Enolitech Luogo: Verona Fiere – Viale delle Nazioni Ora: 9.30-18.00

15

SABATO

Niente dolci, preparate il corpo alle meraviglie gastronomiche di Pasqua: uova al cioccolato&co.

21

VENERDÌ

Speciale Turismo e Premio Verona Network Luogo: Villa Arvedi - Grezzana Ora: 18:00-19:30

non ce lo siamo dimenticato: non ci stava

26

25

03

27

GIOVEDÌ

28

VENERDÌ

Musica live con Rachael Yamagata Luogo: Teatro Fonderia Aperta Ora: 21.00

Notti al Museo Luogo: Museo Civico di Storia Naturale Ora: tutta la notte

Progettiamo l’orto estivo e autunnale Luogo: Centro di Riuso Creativo Ora: 16:30-18:30

8° Appuntamento Stagione Sinfonica Luogo: Teatro Filarmonico Ora: 20:00


gli eventi del mese secondo noi 04

MARTEDÌ

Tu parli d’arno. I fiumi della Commedia di Dante Luogo: Biblioteca Civica di Verona Sala Farinati Ora: 17.30

10

LUNEDÌ

E finito il Vinitaly. State a casa a raccogliere i cocci, dai.

16

DOMENICA PASQUA

Pasqua alle terme di Verona – Aquardens Luogo: Aquardens, le terme di Verona Ora: 12:15 pranzo pasquale

22

SABATO

Giornata Internazionale della Madre Terra 2017 Luogo: Parco Natura Viva Ora: tutto il giorno Soffitte in piazza Luogo: Giardini di S. Marco Ora: 9:00-17:00

29

SABATO

Pulcinella - Il guitto Partenopeo Luogo: Fucina culturale Machiavelli Ora: 21.00 Concerto cantautorale “Fiori e Radici Sogni e Ricordi” Luogo: Cinema Teatro San Massimo Ora: 20:30

05

MERCOLEDÌ

Compania de Leonardo Cuello Colleciòn Tango Luogo: Teatro Ristori Ora: 20.30 Venezia Venezia... Bagatelle all’antica di Riccardo Pippa Luogo: Teatro Camploy Ora: 20.45

11

MARTEDÌ

Concerto SI minore BWV 232, J. S. Bach - Fondazione Cariverona Luogo: Teatro Ristori Ora: 20.45 Diretta Jewels da The Royal Opera House di Londra Luogo: Cinema Teatro San Massimo Ora: 20.15

17

LUNEDÌ

06

GIOVEDÌ

Badanti - di Fabrizio Piccinato Luogo: Teatro Camploy Ora: 21.00

12

MERCOLEDÌ

9ª Settimana Veronese della Finanza Luogo: Sala di Piazza Nogara Ora: 18.00-19.30

18

MARTEDÌ

PASQUETTA

Prendete una tovaglia vecchia, scegliete un prato e sdraiatevi con le persone della vostra vita, per il picnic che vi meritate.

23

DOMENICA

Domeniche al Museo – La luce e i colori Luogo: Museo di Storia Naturale Ora: tutto il giorno

30

Conferenze dei Musei Civici d’Arte di Verona Luogo: Palazzo della Gran Guardia Ora: 17.30

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LUNEDÌ

Alessandro Piperno racconta Anna Karenina - Rassegna Idem 2017 Luogo: Teatro Filarmonico Ora: 21.00 Keeper per un giorno: bertucce Luogo: Parco Natura Viva Ora: tutto il giorno

legenda

DOMENICA

GIORNATA UNESCO DEL JAZZ 7ª edizione della rassegna Jazz & More 2017 Luogo: Hotel Due Torri Ora: 21:30 Mostra Mercato del Disco e del Fumetto Luogo: Verona Fiere Ora: 10:00-19:00

MOSTRE/ARTE

CINEMA

LIBRI

MUSEO

SPORT

INCONTRI

FIERA

DANZA

MUSICA

AMORE

CARNEVALE

TEATRO


A CURA DI

78

Andrea Nale

L'OROSCOPO ALLA NOSTRA MANIERA

ARIETE

TORO

GEMELLI

CANCRO

Sembra che al giorno d'oggi sia un obbligo essere felici, no? Ma questo è sbagliato, i tratti della tua infelicità non devono farti vergognare, devi attraversarli fino in fondo. Cioran scriveva: «In un mondo senza malinconia gli usignoli si metterebbero a ruttare».

Le relazioni umane passano dalle labbra: dai baci sulle ginocchia sbucciate, ai baci sulla fronte delle mamme, ai baci sulla guancia degli amici, i baci sulle labbra degli amanti. Quali baci ti mancano di più?

La maggior parte del tempo compiamo azioni ripetitive, comuni a tutti. In queste azioni la nostra vita diventa superflua. Prova a compiere più azioni uniche nel loro genere, ti sentirai una persona grandiosa.

Hai iniziato ad intrattenere un rapporto più dolce con il mondo? Pensa al detto: «Non trattare le donne come oggetti» e, oltre a farlo, impara a trattare gli oggetti come donne, intrattieni un rapporto più dolce con il mondo in generale.

LEONE

VERGINE

BILANCIA

SCORPIONE

Proust scriveva che una certa sensazione è in grado di riportare al presente un'atmosfera passata, dimenticata. Stai all'erta, alcune tue verità antiche risorgeranno dentro di te e ti aiuteranno a guardare questi giorni di primavera.

I pensieri ti fanno assomigliare la testa alla domenica del Vinitaly, in Zona Fiera? È anche questo un modo per amare la tua città, che non ti abbandona mai.

Quante volte hai pensato che non avresti voluto essere in nessun altro luogo al mondo? Ritenersi nel posto giusto al momento giusto è un privilegio per pochi, segnatevi questo tipo di momenti. Vi faranno tirare le somme, alla fine, e scoprirete tanta bellezza.

Per un paio di settimane prova a trascrivere tutti i sogni che fai. Sarà bello ricordarli, sarà avere il doppio dei ricordi: cambierà la tua prospettiva su questo periodo.

SAGITTARIO

CAPRICORNO

ACQUARIO

PESCI

Hai mai detto ad una persona: «Stiamo correndo troppo?», e hai mai detto ad una persona «Stiamo correndo troppo poco?»

Fatti spiegare cos'è l'amore da un bambino delle scuole elementari. Fatti risolvere le cose da lui.

Per dimostrare la potenza della corrente elettrica Edison folgorò un elefante. Direi che, pur non uccidendo animali, il modo di dimostrare agli altri le grandi forze invisibili che stai provando lo puoi trovare, no?

Hai sempre bisogno di giustificare razionalmente le tue passioni, che siano hobby o esseri umani. Qual è la paura di fondo dell'irrazionale?


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GARDEN MATTARANA Pro f e s s i o n a l i tà

Q u a l i tà

C o r te s i a

Pre z zo

SEMPRE APERTO ORARIO CONTINUATO

dalle 9.00 alle 19.30 Garden Center

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