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il magazine di Verona e Lessinia € 2,50 copia gratuita

Anno 7 Numero 1 febbraio 2014

Temperature in crescita, inverni anomali, alluvioni, bombe d’acqua e frane...

CLIMA?

sta cambiando

il

SPECIALE

ATTUALITÀ

PERSONAGGI

MEDICINA

Gli eventi di Verona per San Valentino

In Siria, dentro un campo profughi

Gian Battista Guarienti racconta Verona

Farmaci omeopatici a rischio scomparsa


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P

E di Matteo Scolari

DITORIALE

roprio nelle ore in cui stiamo mandando in stampa il giornale, la nostra penisola è attraversata da una forte ondata di maltempo con piogge, venti e abbondanti nevicate che stanno provocando enormi disagi e grossi danni in molte regioni d’Italia. Siamo in inverno, è vero. Tuttavia la percezione diffusa e comune che abbiamo, specie negli ultimi anni, è che questi fenomeni atmosferici così intensi, improvvisi e in alcuni casi anche devastanti, si stiano ripetendo sempre con maggiore frequenza nelle ultime stagioni, portando con sé preoccupazione e timore fra la gente. Ci siamo chiesti se, effettivamente, ci sia in atto un cambiamento climatico globale e se questi episodi metereologici violenti abbiano alle spalle una serie di concause non necessariamente riconducibili ad esso. Ad aiutarci a trovare delle risposte è stato Matteo Zampieri, un fisico e ricercatore veronese che già da qualche anno ha concentrato i suoi studi proprio sui cambiamenti climatici sulla Terra. Innanzitutto, la prima conferma che abbiamo avuto incontrando Matteo è che l’atmosfera terrestre si è significativamente riscaldata, assieme agli oceani, e la quantità globale di neve e ghiacci è diminuita innalzando il livello medio del mare. Anche la concentrazione dei gas serra cresce di anno in anno, lanciando pericolosi campanelli d’allarme. E vedremo quali. Quello che non ci saremmo aspettati, invece, è sentirsi dire che gli “eventi estremi” di cui parlavamo in precedenza non sono riconducibili a una statistica precisa perché non esistono, specie a livello locale, archi temporali di osservazione così ampi da stabilire se si tratti o meno di un trend e, soprattutto, che gli eventi catastrofici non sono strettamente connessi con l’innalzamento medio delle temperature o con il mutamento del clima. Ci possono essere delle cause molto differenti tra loro che riconducono spesso all’Uomo. L’incuria dell’ambiente, la mancata osservazione

“Eventi atmosferici estremi? Ci possono essere delle cause molto differenti tra loro che riconducono spesso all’Uomo”. di norme fondamentali o la scarsa propensione a comportamenti cosiddetti virtuosi, e ancora la carenza di opere di prevenzione sul territorio, la speculazione edilizia, l’eccessiva cementificazione, l’inquinamento dei terreni… sono tutti fattori che creano condizioni “ideali” affinché le conseguenze di una pioggia abbondante o di un altro evento atmosferico di grossa portata abbiano dei risvolti in alcuni casi davvero tragici. Oltre a limitare i gas serra partendo da alcune semplici azioni quotidiane, come suggerisce Zampieri, forse dovremmo cominciare a prendere seriamente in considerazione il concetto di “sostenibilità”. Un concetto introdotto per la prima volta nel 1987 dal rapporto Brundtland della Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo (WCED), il quale definisce lo sviluppo sostenibile come lo «sviluppo in grado di soddisfare i bisogni del presente, senza compromettere la possibilità delle generazioni future di soddisfare i propri bisogni». Le generazioni future, appunto. Non dimentichiamocene mai.

“Ogni individuo ha il potere di fare del mondo un posto migliore”. Sergio Bambarén


Sommario Il Magazine di Verona e Lessinia Registrazione Tribunale di Verona n.1792 del 5/4/2008 Numero chiuso in redazione il 29/01/2014 Direttore responsabile: Matteo Scolari Capo redattore: Matteo Bellamoli Redazione: Matteo Scolari, Matteo Bellamoli, Moira Falzi, Fabio Dai Prè, Loretta Campedelli. Hanno collaborato al numero di febbraio 2014: Marta Bicego, Chiara Boni, Giorgia Castagna, Francesca Mauli, Giovanni Melotti, Francesca Merli, Arianna Mosele, Camilla Pisani, Miryam Scandola, Alessandra Scolari, Giovanna Tondini, Francesco Turlon, Giulia Zampieri, Matteo Zampieri, Mattia Zuanni. Copertina e progetto grafico: Loretta Campedelli, Flavio Brutti, Michela Zancarli

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8 PRIMO PIANO Il clima sta cambiando? Inverno anomalo ed eventi distruttivi stanno cambiano il nostro clima.

CINEMA “Il mio giorno” a Verona

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STORIA Quel carro in Piazza Bra Per ricordare la Shoah, un carro merci esposto in Piazza Bra.

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ATTUALITÀ Un pianto silenzioso

Sviluppo commerciale e pubblicità: Moira Falzi 340 8775197 Fabio Dai Prè 340 0735137 Jessica Ballarin 349 3513927

REPORTAGE Il dramma della Siria

Crisi della Repubblica Centrafricana: i media tacciono sul dramma.

Con Luci nel Mondo Onlus, il racconto dalla Siria dei profughi in fuga.

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Gian Battista Guarienti, giornalista di classe, racconta la sua Verona.

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NOTIZIE DAL MONDO Vivere a costo zero

San Valentino e Carnevale Da Verona in Love alla sfilata dei carri di venerdì 28 febbraio.

Una pellicola molto particolare sta per essere girata in città.

PERSONAGGI Intervista all’intervistatore

SPECIALE EVENTI

Società editrice: InfoVal S.r.l. via Tavigliana 1/A, 37023, Grezzana, (Vr) P.Iva:03755460239 tel. e fax. 045.8650746 mail: redazione@giornalepantheon.it web: www.giornalepantheon.it Facebook/Pantheon

Contributi e donazioni per Pantheon Magazine: c/c postale 93072262 intestato a: Infoval srl – via Tavigliana, 1/A – 37023 Grezzana (VR)

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C’è chi lascia tutto per vivere senza soldi: ecco come fanno.

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EDITORIA Excellence book young

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La storia di alcune delle eccellenze giovani di Verona, ora in un libro.

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SALUTE Omeopatia a rischio in Italia

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Una nuova legge rischia di fare fuori i farmaci omeopatici.

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Moneta digitale in grado di cambiare l’economia: è Bitcoin.

Pronto all’uso il tratto Lessinico del sentiero Europeo E7. Scopriamolo.

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START UP Per le imprese di domani Scopriamo Verona Innovazione, e i servizi che eroga alle nuove imprese.

VIAGGI Alla scoperta dell’Argentina Un viaggio in Sud America, per scoprire inattese attenzioni.

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TERRITORIO Ricchezza da valorizzare

PROFESSIONI Il Co-working si fa spazio Condividere spazi per lavorare da free lance: si chiama co-working.

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Passa al Comune di Sant’Anna la gestione del Forte Tesoro.

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SPORT Calcio femminile e non solo

Premiati in Camera di Commercio gli imprenditori virtuosi del 2013.

Scopriamo l’AGSM Verona e un’iniziativa di MTB in Lessinia.

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SPAZIO

LETTERARIO

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Anno 7 Numero 1 febbraio 2014

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CLIMA? sta cambiando

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ATTUALITÀ

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PRIMO PIANO Inverno anomalo

Il clima sta cambiando? Nubifragi con risultati disastrosi, un inverno che fatica ad arrivare, cannoni sparaneve sempre in funzione per sopperire alla mancanza di precipitazioni nevose naturali, temperature in rialzo e molto altro ancora. Il clima sta veramente cambiando? Ne abbiamo discusso con Matteo Zampieri, esperto di meteorologia e cambiamenti climatici.

di Matteo Bellamoli con la collaborazione di Matteo Zampieri

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orse non è proprio vero che “il battito d'ali di una farfalla può scatenare uragani dall'altra parte del mondo”, come diceva Ray Bradbury nel suo Rumore di Tuono (era il 1952), ma che siano in atto fenomeni ascrivibili sotto alla denominazione di “cambiamenti climatici” non c'è nessun dubbio. L'inverno 2014, fino a questo momento, di invernale ha avuto ben poco. La nostra Verona è scesa sotto lo zero solamente per una ventina di giorni da novembre ad oggi (28 gennaio), e seppure i “giorni della merla” abbasseranno il trend, è evidente che non si tratta di un inverno freddo. Fino a qui, poco di anomalo, nel senso che siamo tutti abituati ad avere inverni più o meno freddi ed estati più o meno calde. Ma allora perché si parla insistentemente di alterazioni climatiche? A suscitare l'attenzione anche dei “profani” sul tema climatico sono stati i recenti avvenimenti catastrofici che hanno interessato l'Italia. La lista è lunga e gli eventi registrati ad intervalli sempre più stretti: l'alluvione in Veneto nel 2010, le frane e gli smottamenti alle Cinque Terre nell'ottobre 2012, le esondazioni, nel veronese, del progno di Montorio e Mezzane della

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Giornalepantheon febbraio 2014

scorsa primavera, e ancora l'alluvione in Sardegna (novembre 2013), quella di Modena lo scorso 19 gennaio, il treno deragliato sulla costa ligure in direzione della Francia, ad Andora (Ventimiglia) qualche giorno prima, e la partita Roma-Parma annullata il 2 febbraio per alluvioni. In realtà «questi avvenimenti eccezionali, non si possono attribuire statisticamente al cambiamento climatico, potrebbero infatti essere possibili anche in un contesto di clima stazionario». A sostenerlo è Matteo Zampieri, ricercatore veronese nel campo atmosferico e climatico. «Per dimostrare queste connessioni, occorrerebbero delle serie temporali di dati osservati e registrati sul lungo e lunghissimo periodo che spesso non sono disponibili. A livello globale tuttavia, integrando un gran numero di dati, la connessione tra riscaldamento globale ed aumento di eventi extremi, sia di temperatura che di precipitazione, e’ stato dimostrato con un margine di incertezza abbastanza basso». Ma allora inverni come quello che stiamo vivendo, decisamente più caldi rispetto alle medie stagionali, sono la dimostrazione di un cambiamento in atto o solo frutto di una casualità?


Inverno anomalo

Gli scienziati sono sicuri: ci stiamo scaldando! Il riscaldamento globale dal 1979 al 2007

S

ono tante le organizzazioni mondiali e nazionali che monitorano quotidianamente il riscaldamento della Terra. L’IPCC, acronimo per Intergovernmental Panel on Climate Change (Gruppo Intergovernativo sul Cambiamento Climatico), è probabilmente la fonte più attendibile. Questo pool di cervelloni con la testa “fra le nuvole” si riunisce con cadenza settenale per studiare il riscaldamento globale e condividere risultati di ricerche e studi. A capo di questo progetto internazionale vi sono le Nazioni Unite che crearono l’IPCC nel 1988 per volere dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) e del Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP). Guarda caso, l’ultimo report dell’IPCC è uscito proprio in questo

periodo e dai dati riportati non vi è spazio per i dubbi: l’atmosfera e l’oceano si sono significativamente riscaldati, la quantità di neve e ghiacci è diminuita, il livello del mare è cresciuto, la concentrazione di gas serra è aumentata. Insomma, il sistema climatico globale sta cambiando. Rispetto alla seconda metà del secolo scorso molte delle variazioni osservate non hanno precedenti su scale di millenni. Ma il cambiamento è lento, non radicale. «Gli eventi estremi che ci vengono mostrati alla televisione, siano essi in Italia, in Europa, nelle Filippine o negli Stati Uniti» sottolinea il dott. Zampieri, «sono efficaci per impressionare l’opinione pubblica». Forse aiutano a diffondere la cultura del cambiamento climatico, ma «non si tratta sempre di fenomeni correlati. Gli eventi alluvionali italiani, ad esempio, possono dipendere anche dalla capacità dei terreni di assorbire acqua, e quindi sono collegati a cambiamenti dei terreni e non solo del clima. Per quanto riguarda i ghiacciai

Scioglimento dei ghiacci, un altro effetto del riscaldamento globale

Chi è Matteo Zampieri?

Matteo Zampieri è originario di Lugo. Dopo la laurea in Fisica all’Università di Padova nel 2001 ha proseguito gli studi in campo meteorologico con il dottorato in Fisica all’Università di Ferrara, presentando una tesi sulla modellistica della turbolenza in atmosfera. Ha lavorato presso l’Istituo Scienze dell’Atmosfera e del Clima (ISAC-CNR) di Bologna, al Laboratoire de Mètèorologie Dynamique dell’Ècole Normale Supèrieure a Parigi, per l’ISAC-CNR di Lecce, per il Dipartimento di Geografia dell’Università di Lodz in Polonia, il Centro Ellenico di Studi Marini e alla King Abdullah University of Science and Technology in Arabia Saudita. Oggi è ricercatore al centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici e si occupa del clima regionale per il Mediterraneo e le regioni Alpine.


PRIMO PIANO Inverno anomalo invece, la cui dinamica integra lentamente ma costantemente gli effetti delle anomalie climatiche connesse al global warming e all’inquinamento atmosferico, il dubbio non si pone nemmeno nell’opinione pubblica» L’unica spiegazione plausibile per un aumento della temperatura mondiale è l’aumento dei gas serra (CO2 in modo particolare) nell’atmosfera terrestre. A noi giovani lo ripetono costantemente da quando siamo alle scuole elementari, eppure facciamo fatica a percepirlo come un problema.

È ancora il dott. Zampieri che ci viene in aiuto: «il pensiero comune è che qualche grado di differenza non cambi poi molto, soprattutto se non viene dimostrata una connessione stringente con l’aumento di eventi estremi in Italia. Proviamo però a pensare all’agricoltura. Se si alzassero di circa 2°C o 3°C le medie, come si prevede per la fine di questo secolo, di alcune zone della Germania, allora quelle zone diverrebbero buone per coltivare la vite, e quindi per proporre sul mercato prodotti concorrenti a quelli che fino

“Nel mese di novembre 2013 si sono registrate le medie più alte degli ultimi 134 anni”

Sembra un’ipotesi distante. Ma è la realtà. Lo afferma anche il NOAA (l’Amministrazione Nazionale Oceanica ed Atmosterica) degli Stati Uniti, che lo scorso novembre 2013 ha registrato un calore medio di riscaldamento di terra e oceani superiore a tutti quelli registrati nei 134 anni in cui questo dato è stato registrato. Ma se consideriamo il dato singolo, appare irrisorio: 0.7°C sopra la media del ventesimo secolo, fissata sui 12.9°C. Cosa cambieranno mai 0.7°C in più in un mese?

Le alluvioni che hanno interessato l’italia (in alto la Sardegna dello scorso novembre, in basso il Veneto alluvionato nel 2010) sono momenti drammatici in cui la popolazione raggiunge il picco di attenzione sui cambiamenti climatici, perché messa di fronte ad eventi straordinari. Ma esiste veramente correlazione tra questi fatti e il surriscaldamento del nostro pianeta?

ad oggi sono producibili solo in Italia, sulle nostre colline, grazie al clima unico e irripetibile che abbiamo qui». Chiaramente si tratta di una conseguenza molto piccola se la confrontiamo con i cambiamenti dell’ecosistema, la proliferazione di animali o batteri che non dovrebbero essere presenti in una determinata zona e così via. Si tratta però di un esempio che ci tocca da vicino, e ci obbliga a considerare l’attualità e l’urgenza di questi fenomeni.

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Inverno anomalo

Il Veneto e Verona

«L

Un confronto dei principali dati climatici del mese di dicembre (a Verona) degli ultimi anni e di alcuni dati degli anni ‘70, ‘80 e ‘90 - dati meteo.it

a nostra regione è inclusa nei confini di tre aree climatologicamente diverse: l’Italia centrale, la regione Alpina e i Balcani. L’aumento di temperatura in questa zona, atteso per la fine del 21mo Secolo» sottolinea il dott. Zampieri, «secondo uno studio da me condotto nel 2010, è di +3°C in inverno e +5°C in estate, connesso ad una riduzione della precipitazione estiva nelle regioni

Neve copiosa a S.Giorgio? Si, ma solo il 27 gennaio.

Mediterranee come gia’ osservato nel clima presente. Basta chiedere ai nostri agricoltori, che si saranno resi conto che dagli anni Novanta ad oggi, la vite e l’ulivo si possono piantare a quote sempre più alte». Che un cambiamento sia tuttora in corso lo si può notare se confrontiamo i dati medi delle temperature nel mese di dicembre 2013 con quelli degli anni precedenti. Se andando a ritroso sino al 2006 le differenze sono sporadiche, una tendenza di riscaldamento è confermata se andiamo a pescare i dati degli anni Ottanta (in tabella 1986) e Settanta

A Verona, un altro Natale senza neve

(in tabella 1976). In questo caso la variazione è effettivamente visibile. A dimostrare che la linea delle stagioni si sta spostando, è anche la misurazione delle precipitazioni nevose sulla nostra montagna (Malga San Giorgio), come dalla tabella che troverete nella prossa pagina, strutturata a partire da uno studio di Matteo Zampieri del 2012. Prendiamo ad esempio la montagna di Verona, ma la neve na-

turale anche sulle piste da sci dolomitiche, arriva leggermente sempre più in ritardo. Come per la temperatura, le reali variazioni tra un anno e l’altro sono così piccole che spesso la nostra percezione è differente, perché ricordiamo un singolo evento piuttosto che l’intera stagione. «Quello che è chiaro a tutti» continua il dott. Zampieri, «è che la neve invernale a San Giorgio si è ridotta rispetto agli anni Ottanta».

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PRIMO PIANO Inverno anomalo

Soluzioni: ci sono? Il grafico mostra la stima della variabilità temporale della nevosità a San Giorgio in inverno espressa in mm di acqua equivalente (bisogna moltiplicare per dieci per calcolare approssimativamente lo spessore di manto nevoso risultante). I puntini verdi rappresentano le medie dei dati originali, calcolate su una finestra temporale di dieci anni.

È

chiaro che in questo contesto la battaglia sembra persa in partenza. Il cambiamento del clima è un pericolo che non tutti avvertono sulla propria pelle, perché non è visibile. Avvicinarlo ad eventi catastrofici, seppur non correlabili, aiuta solo nel momento in cui ci facciamo impressionare davanti alla tv. Ma c’è qualcosa che possiamo fare per rallentare il riscaldamento globale? «Dobbiamo tenere presente che i cambiamenti climatici sono tendenzialmente nocivi per la maggior parte della popolazione mondiale» conclude il dott. Zampieri, «e seppure noi viviamo in una zona relativamente tranquilla, ci rendiamo conto che rispetto a trenta o quarant’anni fa le cose sono cambiate. Per scongiurare che questo fenomeno acceleri dobbiamo valorizzare il nostro territorio e preservarlo». Limitare l’emissione di gas serra parte dalle abitudini quotidiane: gli spostamenti in auto, il riscaldamento in casa, l’utilizzo di prodotti chimici per la coltivazione e così via. Serve, ovviamente, l’impegno di tutti, specialmente dei Governi, ed è fondamentale la formazione delle giovani generazioni.

ITALIA CENTRALE

BALCANI

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Cicli annuali delle medie mensili di temperatura calcolate sulle tre zone climatiche che includono in Nordest italiano. Le linee rosse corrispondono ai valori misurati nel periodo 1961-1990; le linee verdi corrispondono ai risultati dei modelli climatici per lo stesso periodo; le linee blu e viola ai risultati ipotizzati per il periodo 2071-2100 secondo due diversi scenari di emissione di CO2 e altri gas serra; infine, le linee azzurre rappresentano i risultati per il periodo che va dal 2021 al 2050.

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STORIA Giornata della Memoria

Quel carro nel mezzo di Piazza Bra Dal 24 al 31 gennaio, davanti al Liston in Piazza Bra, è stato esposto un carro ferroviario restaurato dall’Associazione “I figli della Shoah” che all’epoca fu utilizzato per trasportare i deportati verso i campi di concentramento del Nord Europa. Tante le riflessioni che questo cimelio carico di dramma ha suscitato sui veronesi. di Matteo Bellamoli

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a fatto bella mostra di sé lì, in Piazza Bra, proprio nel mezzo. Ha fatto bella mostra di sé senza vergogna, senza timore, forse con il cuore più leggero perché all’interno, questa volta, non doveva trasportare nessun “pezzo”, nessun dramma, nessun sentore di morte e disperazione. Ma il dramma e la disperazione ce li ha intrisi nel legno, non può lavarseli di dosso. Li ha vissuti in prima persona, impotente e vuoto di ogni significato umano, mentre correva su e giù per i binari di mezza Europa con sopra la sigla RSHA (Ufficio Centrale per la Sicurezza del Reich) a segnalare che i “pezzi” trasportati erano diretti in un campo di sterminio. Il carro ferroviario che dal 24 al 31 gennaio, in occasione della Giornata della Memoria, è stato posto davanti al Liston, porta su di sé i segni di un passato tremendo per il genere umano. Nel 2001, l’Associazione “Figli della Shoah” lo acquisì da FS Trenitalia per utilizzarlo come memoriale dei 6806 cittadini ebrei italiani deportati nei campi tedeschi di sterminio. Il carro venne restaurato e all’interno vennero poste le porte di due celle dell’Ufficio Sicherheitsdienst (Servizio di Sicurezza) che aveva sede nell’attuale Palazzo Ina di Corso Porta Nuova. Quelle mura

erano allora niente di più che la prima fermata verso i campi: le persone rinchiuse non avevano scampo. Sarebbero state caricate sui carri per essere trasportate, come merce pericolosa, verso la loro triste fine. Non solo ebrei, ma anche quelli che i tedeschi definivano, senza pietà, “gruppi di razza inferiore” come i Rom, i disabili, le popolazioni slave, e persone perseguitate per le loro idee politiche, religiose o per determinate caratteristiche e comportamenti. Era il caso dei comunisti e dei socialisti, dei Testimoni di Geova e degli omosessuali. Durante il suo utilizzo, dal 1943 al 1945, il carro era, all’interno, completamente spoglio. Solo un secchio in un angolo che doveva servire per le cinquanta e più persone che vi venivano stipate. Come bestie. Durante i più giorni del viaggio, le porte venivano sigillate e un numero sulle fiancate, insieme alla sigla RSHA, indicava la quantità di pezzi (Stücke) che vi erano contenuti. Niente cibo, niente acqua, niente pause nè discese, solo una piccola finestrella dalla quale la neve e il freddo entravano prepotenti sferzano quei corpi inermi e rendendo sempre più chiaro che quello era un viaggio senza speranza, senza ritorno. Così si legge nella poesia di Lina Arianna Jenna, poetessa veonese

morta ad Auschwitz nel 1945, scelta per rappresentare questa Giornata a Verona: “Non compiangere, lettore, il mio dolore, la mia passione, perché, malgrado tutto, io adoro la vita anche nell’infinita sofferenza; anche nell’esasperazione che, domani, può maledire ciò per cui – ieri – gioiva. Felice di sentire che, soffrendo, sin quasi a morire, io sono, malgrato tutto, così viva”.

Artisti veronesi per ricordare la Shoah

Ideato e diretto da Ruben, “Misciùmeret” (che significa “veglia”) è una raccolta di parole e musica in cui Raffaella Benetti, Laura Facci, Debora Kooperman, Veronica Marchi, Daniele Partelli, John Mario, Gilberto Lamacchi e lo stesso Ruben mescolano le loro note con le voci di Anna Frank, Primo Levi e Hannah Arendt. Per ricordare. È un CD contro il negazionismo in cui brani della canzone d’autore italiana ed internazionale si uniscono alle testimonianze dell’Olocausto a formare un vero e proprio spettacolo nella memoria della Shoah.

Richiedilo in redazione allo 045.8650746 oppure via e-mail a redazione@giornalepantheon.it Giornalepantheon febbraio 2014

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© foto F. Dall’Aglio

SPECIALE VERONA Eventi di febbraio

San Valentino e... Carnevale Il mese di febbraio è per Verona uno dei più ricchi di eventi dopo la pausa post festività. Il 14 del mese la città si colorerà di cuori rossi per il lungo weekend di Verona in Love, per lasciare spazio, pochi giorni dopo, alle stelle filanti e alle maschere della tradizione scaligera. Una piccola rassegna di eventi e appuntamenti.

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a qualunque parte la si guardi, Verona merita in toto il suo appellativo di città dell’Amore. Molti veronesi, forse noi compresi, la preferiamo quando è spoglia, senza turisti, silenziosa nelle ore della notte, quando la attraversiamo per tornare a casa dopo una serata con gli amici, oppure brumosa nelle prime ore del mattino, quando il via vai di studenti è ancora alla fermata davanti casa. Ma anche se la Verona “turistica” non ci piace, il weekend di San Valentino, da qualche anno a questa parte, ha suscitato in molti un certo fascino. È chiaro però che occorra essere innamorati per sentirsi parte di questa serie di eventi, ma non disperate: se non lo siete, avete ancora poco più di una settimana per rimettervi in carreggiata. Dal 13 al 16 febbraio 2014 la decima edizione di Verona in Love porterà in scena appuntamenti consolidati e tante novità. Non potrà mancare il famoso Cuore da Scoprire in Piazza dei Signori, con bancarelle di pro-

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Giornalepantheon febbraio 2014


Eventi di Febbraio

dotti tipici ed eccellenze veronesi posizionate in modo da formare un cuore rosso fuoco intorno ai piedi della statua di Dante Alighieri. Se non siete mai saliti, approfittatene per affrontare l’ascesa agli 84 metri della torre dei Lamberti (che per le coppie sarà a prezzo speciale) e godere da lassù della suggestiva vista dall’alto, compresa quella sul bellissimo Loggiato in Love allestito per l’occasione. Ricco anche il cartellone dei concerti Live in Love e delle degustazioni dei prodotti del territorio. Grazie poi all’impegno del Club di Giulietta, saranno premiate le più belle lettere d’amore nel Premio Internazionale Cara Giulietta 2014. Sempre grazie al Club

sarà possibile, per grandi e piccini, improvvisarsi Giulietta per un giorno e rispondere alle lettere che arriveranno da ogni parte del mondo, proprio come nel film “Letters to Juliet”. A completare il programma in Piazza Dante anche Messaggio del Cuore che permetterà a tutti di appendere i propri messaggi sulla speciale bacheca (con premio ai migliori) e Sigillo d’Amore la pergamena con ceralacca che sarà consegnata alle coppie che ne vorranno portare a casa una. Nel giorno di San Valentino, venerdì 14, il cuore rosso sarà finalmente accessibile per il bacio collettivo de Un cuore di baci suggellato dal lancio di coriandoli colorati.

San Valentino in tour Durante i giorni della manifestazione, le coppie potranno visitare il centro di Verona con i tour speciali “Walking Tour in Love” che comprendono ovviamente la sosta nei luoghi simbolo dell’Amore in città: dalla casa alla tomba di Giulietta, fino alla casa di Romeo, di cui anche molti veronesi ignorano l’esistenza. Le entrate a tutti i monumenti “romantici” saranno a tariffe agevolate per le coppie.

Un Romeo in chiave moderna Si tratta dello spettacolo messo in scena dall’Associazione NOI di Poiano e dalla neonata compagnia teatrale i-Dea Danza Teatro, che comprende circa venti ragazzi tra i 13 e i 16 anni, che hanno frequentato i corsi di teatro. Guarda caso, lo show è “Giulietta e Romeo” con un adattamento particolare, pensato e studiato dagli stessi ragazzi. La vicenda è reinterpretata incrociando la storia di Jack, giovane Romeo moderno, con riferimento all’amico Giacomo Slemer, che lo scorso 15 agosto salvò dalle acque del Garda la fidanzata Michela: un gesto che gli costò la vita. Questa rappresentazione, attualizza i temi


SPECIALE VERONA Eventi di febbraio classici della tragedia e parla ai giovani di oggi di amore, passione, amicizia, adolescenza, coraggio e sacrificio: temi importanti nella vita di ognuno di noi. Lo spettacolo è molto dinamico: alterna momenti distesi a momenti intensi di emozioni, con coreografie incalzanti e un accompagnamento musicale contemporaneo. Lo scorso giugno, dopo la “prima” al Nuovo di San Michele, la compagnia si è esibita in Piazza Indipendenza nell’ambito del contest “Juliet” e quindi in Piazza Dante al festival del libro “Librar Verona”. Il prossimo 14 febbraio, nel Piccolo Teatro di Giulietta (Foyer Teatro Nuovo) i-Dea Danza

Teatro tornerà in scena per Verona in Love. Alle ore 11:00 per le scuole e alle ore 17:30 (in fase di conferma) per turisti e veronesi. Va ricordato che per la messa in scena dello spettacolo è stata importante la collaborazione con il “Club di Giulietta” e con l’Ordine delle Lame scaligere, dove alcuni dei ragazzi hanno preso lezioni di scherma medievale.

MUSICA, POESIA E CUCINA Da non perdere “OperaInLove - Romeo&Juliet” lo spettacolo che omaggia gli eroini Shakespeariani, e il quarto concorso di Poesia “L’amore è donarsi...donare sangue è...”. Bella anche l’iniziativa “La Tavola Periodica in Love”, domenica 16 febbraio, un brunch partecipato dove tutti potranno finanziare progetti dedicati all’arte e all’incontro. Luci e illuminazioni a tema saranno il leitmotiv dell’evento ed accompagneranno per mano tutti i visitatori della città facendo loro conoscere monumenti unici ad ingresso agevolato, vetrine di negozi allestite a tema e molto altro. Nel cuore della città vi attendono animazioni con attori e artisti di strada, sputafuoco e lo spettacolo itinerante “Passione di Fuoco”. L’iniziativa “Due Cuori a Tavola”, infine, vi permetterà di organizzare una cena romantica con menu tematici proposti da eleganti ristoranti di Verona e provincia. Tutte le info su www.veronainlove.it – www.tourism.verona.it

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Eventi di Febbraio

Tutti gli eventi del

Carnevale

Calendario ricco anche quello delle sfilate e degli appuntamenti per il Carnevale 2014, che culmina nello show del “Venerdì Gnocolar” in programma il 28 febbraio.

Anche in provincia... Al Castello di Bevilacqua, venerdì 14 febbraio, dalle ore 20:30, una romantica cena a lume di candela regalerà a tutte le coppie un momento di intima armonia. Prenotazioni allo 0442.93655. Costo cena 49,00€

Giulietta&Romeo Half Marathon Per gli sportivi che intendono mettersi alla prova da soli o in coppia la “Giulietta&Romeo Half Marathon” farà battere forte il cuore nella mattinata di domenica 16 febbraio. I partecipanti si sfideranno su un percorso completo con arrivo nella centralissima Piazza Bra.

TUTTI IN CUCINA. OGGI SI FANNO GLI GNOCCHI 1kg di patate a pasta gialla - 1 uovo - 250gr di farina - salsa di pomodoro e formaggio Parmigiano Lessate le patate con la buccia, pelatele ancora calde e passatele con lo schiacciapatate. Mettete le patate su un piano di lavoro ben infarinato, aggiungete un pizzico di sale, farina e impastate il tutto fino ad ottenere un composto compatto e soffice. Quando sarà freddo aggiungete un uovo e continuate ad impastare fino ad ottenere un panetto morbido senza grumi e compatto. Dividete l’impasto in listarelle che dovrete tagliare in cilindretti da 2/3 centimetri. Quando saranno pronti, passateli su una grattugia o su una forchetta, in modo da dare loro la forma giusta per assorbire il sugo. Cuoceteli poi in acqua bollente tenendo la fiamma al massimo. Quando lo gnocco emerge, lasciatelo per venti/ trenta secondi e quindi scolatelo. Impiattate gli gnocchi bollenti con abbondante sugo di pomodoro e una spruzzatina di formaggio grana.

DOMENICA 8 FEBBRAIO Sfilata a Grezzana Grezzana, P.zza Carlo Ederle Ore 14:00

DOMENICA 2 MARZO Sfilata a Domegliara Domegliara, vie del paese Ore 14:30

SABATO 22 FEBBRAIO Sfilata a Montorio Montorio Ore 15:00

DOMENICA 2 MARZO Conte del Liston (sfilata) Piazza Bra Ore 10:30

DOMENICA 23 FEBBRAIO Sfilata in Borgo Venezia Piazza Libero Vinco re 14:00

LUNEDÌ 3 MARZO Festa di Veronetta Piazza Isolo Ore 14:00

DOMENICA 23 FEBBRAIO Festa delle mascherine Borgo Trento Ore 14:30

LUNEDÌ 3 MARZO Luni Pignatar Quartiere Santo Stefano (VR) Ore 15:30

VENERDÌ 28 FEBBRAIO Venerdì Gnocolar Verona centro Ore 14:00

LUNEDÌ 3 MARZO Festa di Veronetta Piazza Isolo Ore 14:00

SABATO 29 FEBBRAIO Sabato Filippinato Quartiere Filippini Ore 14:00

MARTEDÌ 4 MARZO Ultimo di Carnevale Porto San Pancrazio Ore 14:30

SABATO 1 MARZO Sfilata a Bardolino Bardolino, vie del paese Ore 14:00

MERCOLEDÌ 5 MARZO Festa de la Renga Parona Ore 14:30

SABATO 1 MARZO Sfilata a S.Zeno di Montagna S.Zeno, vie del paese Ore 14:30

SABATO 29 MARZO Sfilata in notturna Verona centro Ore 20:00

SABATO 1 MARZO Sfilata a Macaccari Macaccari di Gazzo V.se Ore 14:00

SABATO 29 MARZO Carnevale a Lazise Eventi per grandi e piccoli Ore 13:00

TUTTI GLI ALTRI EVENTI DI FEBBRAIO Non ci siamo dimenticati! Troverete la consueta lista con gli eventi del mese di febbraio (esclusi quelli della rassegna Verona in Love e del Carnevale Veronese) a pagina 52. Volete segnalare anche i vostri? Scrivete a redazione@giornalepantheon.it oppure chiamate direttamente allo 045.8650746

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febbraio

Claudia e Rosanna

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San o n i t n e l a V

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ATTUALITÀ Guerra civile in Repubblica Centrafricana

Dallo scorso marzo un sanguinoso conflitto civile sta sconvolgendo l'Africa Centrale. Le vittime si contano a centinaia, ma nonostante interventi militari massicci anche da “mamma” Europa, gran parte di questo dramma rimane nel silenzio, un silenzio che per molti è intriso d'angoscia.

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© foto ∏ Espen Faugstad

Un pianto silenzioso

di Myriam Scandola

hiamatelo Dieubenì. Il caso gli ha appiccicato addosso questo nome, perché non ha avuto la possibilità di una madre che glielo scegliesse. Ha occhi puliti e po' tristi come chi ha pianto troppo, un sorriso che ha fame e mani che amano il gioco. A scuola, finché si poteva andarci, era bravo, il migliore diceva, sorridendo, la maestra. Gli piaceva socchiudere gli occhi per immaginare, quando ascoltava da qualcuno il racconto della neve e del mare che non ha mai potuto guardare. Oggi gli occhi li chiude per non vedere. Perché la guerra è arrivata ad interrompere la sua infanzia, anche lì nell'orfanotrofio delle Figlie del Sacro cuore di Gesù, a Bimbo, vicino alla capitale, dove abita con altri bambini, figli di nessuno come lui. Il suo paese si chiama Repubblica Centrafricana, lontana nel nome come nelle distanze, ed è sconvolta dal marzo 2013 da una pesante guerra civile. Una guerra intima, inquietante perché non la sa nessuno. Una

mattanza indiscriminata che coinvolge tutti e che sembra ora precisarsi nel conflitto interreligioso che oppone cristiani a musulmani. Le milizie Selekà, a prevalenza islamica, dopo aver destituito nella scorsa primavera il presidente Francois Bozizè, hanno mandato avanti azioni di violenza indiscriminata, saccheggi, stupri e omicidi. Per contrastarle sono nate le milizie cristiane Anti balaka e in un attimo è stato conflitto civile. Per evitare che la situazione, già gravemente compromessa, precipitasse, la Francia, sempre sensibile alle sorti delle sue ex colonie, ha inviato un contingente di 1600 soldati a sostegno delle forze panafricane della Misca, composte da 3600 militari che presto saliranno a 6000. Ma nessuna operazione sembra sufficiente. Infatti oltre al numero sempre in aumento dei morti ufficiali e a quello sconosciuto dei tantissimi sepolti in fosse comuni, preoccupa il mezzo milione di profughi stipati in campi improvvisati, zuppi di fango dopo le

Una serata per parlare della Repubblica Centrafricana Si terrà il prossimo venerdì 21 febbraio, una serata organizzata da Medici Senza Frontiere in cui interverranno alcuni dei medici che in questi mesi sono stati operativi proprio nella zona della guerra civile. Al momento in cui il giornale era in stampa, non avevamo notizie specifiche in merito a questo evento, se non la data e il luogo: Verona. L'incontro, organizzato in collaborazione con Eikon, tratterà nel dettaglio la crisi centrafricana, a cui purtroppo non viene dato spazio nell'informazione ordinaria, e di cui, quindi, la maggior parte delle persone ignorano l'attuale drammaticità. Per essere aggiornati sui dettagli di questo interessantissimo incontro, visitate la pagina Facebook cercando “Medici Senza Frontiere – Gruppo di Verona”.

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Una foto di Dieubenì, scattata nel 2012

piogge torrenziali delle ultime settimane. A Bangui, la capitale, la situazione è drammatica, con la totale assenza di ripari e di servizi igienici e con il razionamento sempre più spaventoso dei generi alimentari. L'associazione internazionale Medici senza Frontiere riferisce che molti bambini dei campi profughi non mangiano da una settimana e prevede che saranno 13.500 i casi di malnutrizione entro l'anno. Ma l'appello che gli operatori umanitari della Ong francese e di Emergency muovono con più decisione alle Nazioni Unite è specialmente legato alla necessità di disarmo. Maceti, fucili e bastoni sono ormai nascosti in ogni abitazione, tra i vestiti della gente normale come tra quelli dei miliziani di Selekà che dopo le recentissime


Guerra civile in Repubblica Centrafricana

Un film dedicato a Tiziano Terziani Sempre il 21 febbraio, a Verona, anche Emergency terrà una serata divulgativa a proposito di una campagna di finanziamento popolare del film “Un indovino in classe!”, lungometraggio biografico dedicato a Tiziano Terziani, giornalista e scrittore scomparso nel luglio 2004, attento alle crisi internazionali e collaboratore per l'Epresso, Il Giorno e Repubblica. Il film dovrebbe uscire (budget permettendo) nell'estate 2014, a luglio, dieci anni esatti dalla morte del celebre documentarista e reportagista. Anche in merito a questa serata mancavano, al momento della stampa di Pantheon, dettagli su orari e location, ma potrete trovare aggiornamenti al sito www.unindovinocidisse.it oppure al sito www.emergencyverona.wordpress. com curato dalla sezione veronese di Emergency.

dimissioni dalla presidenza del loro capo, Michel Djotodia, si sono dati alla macchia. È facile intuire, infatti, come la rabbia e la frustrazione armate di coltello possano trasformarsi in violenza e incrementare il numero dei massacri. La Bbc rende noti alcuni episodi che misurano la temperatura di una tragedia inascoltata e disumana, come quelli recenti che parlano con orrore degli atti di cannibalismo di un cristiano, dopo la vicenda soprannominato “Mad dog”, che ha infierito sul corpo della sua vittima musulmana, in mezzo alla scioccata piazza del mercato. «C'è un genocidio in corso» così commenta l'Onu, paragonando

la crisi centrafricana a quella ruandese degli anni Novanta e a quella della vicina Bosnia. L'ambasciatore francese Araud presso le Nazioni Unite parla di «un odio profondamente radicato». Risultano, quindi, tragicamente opportune le preghiere del Papa, durante la benedizione Urbi et Orbi, affinché «cessino immediatamente le violenze e i saccheggi» nel poverissimo stato africano. E intanto, mentre il mondo inizia ad accorgersene, in una stanza buia con le zanzariere strappate e il “Padre Nostro” sottovoce sulle labbra, bambini, stretti nel rifugio freddo delle lacrime, aspettano.

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REPORTAGE Dentro un campo profughi

Il dramma della Siria Abbandonata a se stessa dagli organismi internazionali, la popolazione siriana lotta ogni giorno per sopravvivere, nella speranza che il domani porti alla fine del conflitto civile. Dalle parole dei profughi all’esperienza diretta nel campo profughi di Bab Al Salam. A cura della redazione dell’Associazione Luci nel Mondo Onlus

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inverno è alle porte e il gelo scende, inclemente, sul nord della Siria. Nel campo per sfollati di Bab Al Salam i bambini sono scalzi, nonostante la temperatura rigida. È la nostra seconda tappa, in pochi mesi, nel mondo dei migranti, di chi è costretto ad abbandonare la propria terra per fuggire da guerre, persecuzioni, fame. Abbiamo incontrato, a Lampedusa, molti eritrei, scappati da una dittatura di cui non compare traccia nei nostri mezzi di informazione, e molti, moltissimi siriani. Tra di loro, un uomo ha voluto raccontare la sua fuga. Prima verso l’Egitto, dove è rimasta la sua famiglia; poi, solo, verso la Libia, finché è iniziato il rimpatrio di tutti gli uomini: «ci obbligavano a tornare per combattere» spiega. «Un amico, rimpatriato, è vissuto per soli tre giorni dal

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momento in cui i suoi piedi hanno toccato il suolo siriano». Così, per non morire in guerra, ha scelto di affrontare l’incognita del viaggio in mare: «sappiamo quali rischi corriamo, guardiamo anche noi la televisione, ma questo viaggio rappresenta il minore dei mali». Ci mettiamo in viaggio anche noi, al contrario, verso la Turchia e da lì in Siria, insieme agli operatori dell’asso-

Luci nel mondo

Miliziano dell’Esercito libero alla frontiera

Luci nel mondo è un’associazione onlus e una testata giornalistica presente da oltre dieci anni sul territorio veronese. Nata all’interno del Centro Missionario Diocesano di Verona e legata al mondo della missione cattolica e delle ONG, si occupa di “dare voce a chi non ha voce” attraverso video reportage giornalistici dall’Italia e dai Sud del mondo, esplorando il mondo della missione e del volontariato e affrontando tematiche che vanno dalla povertà al mancato rispetto dei diritti, dallo sviluppo sostenibile ai nuovi stili di vita. Le produzioni video di Luci nel Mondo, che sono valse all’associazione il premio UCSI e il premio Ilaria Alpi nel 2004, sono destinate all’animazione e alla formazione nelle scuole, nelle parrocchie e nel mondo dell’associazionismo in generale, e vengono trasmesse da Telepace e da altri network nazionali terrestri e satellitari. L’associazione si occupa inoltre di formazione nell’ambito della comunicazione multimediale, portando avanti corsi per operatori pastorali e membri di realtà associative in Italia, Africa e America Latina. Per informazioni, www.lucinelmondo.it


Dentro un campo profughi

Time4Life

Time4Life non esisterebbe se non esistesse il dramma della Siria. Fa parte di quelle associazioni che nascono per “tamponare” i danni prodotti dalla stupidità umana, che nascono prima nei cuori e poi nelle azioni di quelle persone che non possono restare indifferenti davanti alla sofferenza. Elisa Fangareggi, giovane mamma modenese, su spinta di un amico siriano, inizia una raccolta fondi e materiali per aiutare chi vive nei campi profughi. Insieme, partono per portare gli aiuti in Siria. Davanti al dramma vissuto da queste persone, Elisa capisce di non potersi più tirare indietro: tornata in Italia, riprende a raccogliere aiuti, soprattutto attraverso il web. Il gruppo Facebook da lei creato raggiunge presto i 25.000 iscritti, gli aiuti arrivano sempre più numerosi: nasce così l’associazione Time4Life. È tempo per la vita, anche là dove la guerra semina la morte. Ogni due settimane gli operatori di Time4Life partono per la Siria, attraverso la Turchia. Portano aiuti al campo di Bab Al Salam (in cui hanno creato un ambulatorio pediatrico), a un ambulatorio a Hraytan, vicino ad Aleppo, e materiale scolastico ad alcune scuole gestite dall’associazione locale “Sirian team for progress and prosperity”. Per informazioni sui progetti portati avanti da Time4Life, è possibile visitare il sito internet: www.time4life.it

Alcuni bambini alla fontana del campo

ciazione italiana Time4Life (una delle poche a occuparsi del dramma che sta vivendo la popolazione siriana, ndr) che portano aiuti e medicine. Mentre i campi profughi turchi dislocati lungo il confine con la Siria, gestiti dalla Croce Rossa locale, si trovano in buono stato, chi vive al di là del confine è costretto a condizioni di vita inumane.

A gestire il campo di Bab Al Salam è l’Esercito Siriano Libero, il fronte ribelle, che controlla la zona. Gli aiuti arrivano da alcune associazioni internazionali e in parte dall’Arabia Saudita, ma la comunità internazionale è completamente assente. Il dramma che più colpisce, visitando il campo, è l’assoluto abbandono in cui vivono queste persone, unito

Apparecchi acustici: la prova è fondamentale

La consulenza specialistica e la prova degli apparecchi acustici nellavita quotidiana facilitano sensibilmente la scelta degli apparecchi acustici. Provvedere per tempo all’applicazione di apparecchi acustici consente di ottenere risultati migliori di quelli che si ottengono quando si corre ai ripari dopo aver a lungo trascurato il problema. Nella scelta della migliore soluzione per il proprio udito, la consulenza da parte del tecnico audioprotesista e il periodo di prova sono fattori determinanti, come spiega l’audioprotesista Roland Zelger. “Ogni apparecchio acustico viene adattato da noi esperti dell’udito con precisione alle esigenze individuali. Proponiamo la soluzione più adatta in base alle preferenze dell’utente, al grado di ipoacusia e alla forma del condotto uditivo, tenendo conto in particolare dello stile di vita personale e dell’ambiente in cui l’utente si troverà a portare gli apparecchi acustici.” Zelger offre la possibilità all’utente di testare senza impegno gli apparecchi per un mese. “La prova degli apparecchi nella quotidianità, accompagnati dalla nostra assistenza personale, è molto importante per prendere gradualmente confidenza con il nuovo modo di sentire, abituarsi a maneggiare gli apparecchi e verificare con cura se sono adatti allo stile di vita personale. In questo modo non solo viene facilitata la decisione di acquisto, ma viene anche garantito che la soluzione migliore sia individuata nel minor tempo possibile”. Gli esperti dell’udito di Zelger sono presenti ogni lunedì dalle ore 8.30 alle 12.30 presso la farmacia dell’Assunta a Grezzana in via Roma 43.

Informazioni presso Zelger esperti dell’udito, tel. 045 800 9 800 oppure su www.zelger.it


REPORTAGE Dentro un campo profughi Una scheggia della granata raccolta vicino ad una tenda

all’incertezza della propria infelice condizione. Gli sfollati provengono da varie zone della Siria: alcuni sono lì per cercare di superare il confine legalmente, se hanno abbastanza denaro per pagare l’ingresso, o illegalmente, scappando attraverso i campi minati. Uno solo scopo: raggiungere parenti in Turchia e in Europa. Chi non ha questa speranza, è lì per scappare alle bombe e ai missili che colpiscono continuamente le città. Nel campo, però, l’inverno è terribile. Non c’è acqua calda, è impossibile anche solo lavarsi, e il freddo pungente penetra nelle tende, assieme al fango portato dalla pioggia. In queste condizioni, anche la più banale delle malattie può condurre a conseguenze mortali. Nemmeno al campo, comunque, si è totalmente al riparo dal conflitto: un anziano ci mostra un pezzo di granata che ha colpito la sua tenda, lasciandolo miracolosamente illeso. La guerra, oggi, in Siria, è costellata da una lunghissima fila di incognite; ogni X corrisponde a un gruppo armato: oltre alle due X principali,

Il Team di Time4Life in una tenda

Un’altra immagina del campo profughi

esercito regolare ed Esercito Siriano Libero, si contrappongono gruppi di islamisti dall’Iraq, dall’Afghanistan, hezbollah dal Libano, ognuno diviso in correnti al proprio interno. Davanti a uno scenario così lacerato, la guerra potrebbe durare ancora molto, e a poco, probabilmente, varranno gli sforzi della conferenza di pace Gine-

vra 2: nessuna delle parti, infatti, sembra volere cedere. «Lotteremo finché Assad non se ne sarà andato», affermano alcuni membri dell’esercito ribelle che abbiamo incontrato, mentre bambini, donne, anziani continuano a morire di fame, di freddo, o sotto le bombe che colpiscono Aleppo e i suoi dintorni.

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CINEMA

Un film realizzato grazie al crowdfunding

A Verona il set “Il mio giorno”

Le riprese inizieranno il 10 marzo con una troupe tutta scaligera. Si tratta del secondo lavoro del regista Stefano Usardi che avrà per protagonisti alcuni dei più famosi doppiatori italiani, tra cui Sergio Fiorentini. La grande particolarità sono i finanziamenti, raccolti grazie all’aiuto del pubblico. di Matteo Bellamoli

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foto di Tiziano Balladio e Luca Orlandi

l protagonista si chiama Matteo, ha 72 anni e pensa al suicidio. Anzi, ha già deciso, così come ha deciso di organizzare la sua “festa di addio”. Ma le cose non sono semplici come sembrano, e l’uomo si troverà di fronte alla difficoltà di far capire alle persone la propria scelta. Tra familiari che tentano di dissuaderlo ad altri che, forse per gioco, lo assecondano, una girandola di situazioni paradossali porterà ad un inatteso finale. È tutta qui la trama de Il mio giorno, film tutto scaligero diretto da Stefano Usardi, che porterà nella nostra città alcuni dei doppiatori più famosi d’Italia come Sergio Fiorentini e Maria Pia di Meo. Se questi nomi non vi dicono niente, potrebbe aiutarvi pensare a film cult come “Il Diavolo veste Prada”, dove la Di Meo ha dato voce a Meryl Streep. Ma grazie a queste due voci sensazionali, hanno potuto “parlare italiano” stelle di Hollywood del calibro di Barbara Streisand, Audrey Hepburn, Danny De Vito, Lawrence Olivier e persino Rafiki, de “Il Re leone”. Un tema come il suicidio non è per niente semplice, ma il sapore che si legge nel copione è «grottesco, qualcosa a cui non siamo abituati in Italia, e sono sicuro che verrà apprezzato da molti» sono le parole di Sergio Fiorentini. È sempre lo stesso Fiorentini, che interpreterà il protagonista, ad ammettere: «il film

è la storia di un’allegra solitudine, la storia di una famiglia che si è disgregata negli anni per cui quest’uomo escogita una cerimonia per riunirli tutti. Quest’uomo sente dentro di sé che c’è qualcosa che ha sbagliato nella sua vita». Anche il resto del cast è noto al pubblico italiano per la partecipazione in alcune delle migliori serie televisive nazionali: da “Il maresciallo Rocca” a “Don Matteo” fino ad “Un medico in famiglia”. Ecco quindi i nomi di Anna Scozzani, Rita Colantonio, Giuseppe Antignati, Giovanni Morassutti e Riccardo de Torrebruna. La pellicola sarà registrata non solo in città, ma anche in provincia, in alcune delle ville collinari e del Lago di Garda. Ma a fare di questo progetto qualcosa di unico è anche l’iniziativa di crowdfunding, ovvero di raccolta fondi tramite web, che è stata attivata parallelamente. Sarà il pubblico, infatti, che potrà spendere un piccolo investimento per Il mio giorno diventandone, quindi, un produttore. Non si tratta di un’iniziativa nuova nel mondo del cinema, basti pensare alla popolarissima serie “Veronica Mars” che con lo stesso sistema a passaparola sul web, ha raccolto in sole 10 ore ben 2 milioni di dollari, che hanno reso possibile, di fatto, la realizzazione della serie. Per contribuire al progetto de Il mio giorno basta collegarsi al sito www.produzionidalbasso.com e

quindi cliccare la pagina del film. Le donazioni partono da 20 Euro e assicureranno la citazione nei titoli di coda dell’opera, ma non solo. Anche la città di Verona, a livello istituzionale, ha concesso patrocini: con la Verona Film Commission e da parte dello stesso Comune. Certo, in questo caso non si tratta di un titolo diffuso in tutto il pianeta come nel caso di “Veronica Mars”, ma ciò non toglie che il lavoro possa essere unico e affascinante. Il regista, Stefano Usardi, bellunese, ha già firmato “Ventisette”, anche se le aspettative su questo lavoro sono più alte. Da non dimenticare che la fotografia sarà invece affidata a Luca Orlandi, che firmò anche alcune delle primissime copertine di Pantheon. Il promo del film

Fotografa questo QR code per vedere il promo del film.

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Articolo Publiredazionale in collaborazione con Sistem Costruzioni

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Oggi, il patrimonio immobiliare italiano risente di una costruzione completamente volta al calcestruzzo, il che, in termini di efficienza energetica, rappresenta uno spreco sia in inverno che in estate. La casa in legno, prima di tutto, è un potente alleato sotto questo punto di vista, perché date le proprietà del materiale, è in grado di ridurre i consumi di chi vi abita e rispettare l’ambiente limitando al massimo l’emissione di gas serra, come la CO2. Si pensi infatti, che oltre alla classe energetica regionale, è possibile realizzare delle unità abitative passive, e quindi senza fonte convenzionale di riscaldamento interna, come caldaie e termosifoni. Come detto, a livello estetico, la casa in legno non differisce, a prima vista, da una casa in muratura. Se intonacata anche esternamente vi porterebbe senza dubbio in errore. La chiave sta infatti nella

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on fatevi ingannare dalle apparenze, perché se dall’esterno vi sembrerà una normale costruzione in calcestruzzo, in realtà vi troverete davanti ad una casa totalmente realizzata in legno: ecologica, naturale e attenta al massimo risparmio energetico. Stiamo parlando di Casa Natura, la casa in legno di Sistem Costruzioni, che dalla fine del 2013 per conto dell’immobiliare Abitare Velo sta realizzando un’area residenziale a Velo Veronese. Nata a Solignano Castelvetro (Modena) nel 1978 come azienda specializzata nella realizzazione di coperture in legno, Sistem si è poi evoluta nel corso del tempo, ampliando il proprio raggio d’azione aprendo le filiali di Verona, Valencia (Spagna) e L’Avana (Cuba) ed impegnandosi con successo anche su strutture più complesse fino all’applicazione diretta nel mercato delle abitazioni in legno.

Interni ed esterni da cantiere a Velo Veronese


Abitazione privata in fase di costruzione (Piacenza)

struttura. In particolare, Sistem impiega due tipologie costruttive: un sistema a telaio che prevede la combinazione di una maglia strutturale a travi e pilastri con interposti materiali isolanti; e il sistema X LAM, dove si lavora con lastre bidimensionali di legno massiccio, a fibre incrociate, che possono realizzare pareti, solai e coperture con pochi centimetri di spessore. Tutti possono avere una casa in legno. Non vi sono limitazioni per questi fabbricati, che possono essere studiati su qualsiasi tipologia di terreno. Basterà una platea o un interrato in cemento, e potrete poi dare estro alle vostre idee di quality living. Indipendentemente dalle condizioni climatiche esterne, avrete la garanzia di un involucro con temperatura uniforme, assenza di ponti termici ed una curata realizzazione delle finiture interne. Ma a distinguere le case in legno dal mattone è anche tutta un’altra serie di vantaggi, che vanno oltre l’inconfutabile verità del risparmio energetico. Prima tra tutte la resistenza al sisma. Non è un caso che la ricostruzione dell’Emilia e dell’Abruzzo abbia visto un vero e proprio boom di realizzazioni in legno. Non solo case private: Sistem ha infatti realizzato anche scuole, sale polifunzionali, chiese e alberghi. Falsa inoltre la credenza secondo cui il legno ha una durata minore. Se ogni singolo progetto viene studiato nel dettaglio e non considerato standard, la vostra casa in legno non risentirà del passare del tempo. Sistem affida la vostra casa al proprio ufficio tecnico interno, composto da ingegneri strutturisti con esperienza ventennale nel settore. La materia prima di provenienza austriaca e le certificazioni fanno poi il resto. In soli tre mesi dall’apertura del cantiere potrete dire “Vado a Vivere Meglio”. Interno finito in abitazione privata (Rovigo)


PERSONAGGI Gian Battista Guarienti

Intervista all’intervistatore

Quattro chiacchiere con uno dei giornalisti storici di Verona, che ai tempi dell'iscrizione all'Albo fu il più giovane professionista d'Italia: da “Cocktail” a Telenuovo, passando, ovviamente, per L'Arena. Questa la Verona di Nin. di Giovanna Tondini

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Gian Battista Guarienti

a Verona del buon senso. La Verona del purismo. La Verona del lealismo filogovernativo. Questa la città descritta dagli studiosi. Caratteristiche che si riferiscono al secolo della dominazione austriaca e poi dell’Unità d’Italia. Eppure caratteristiche sempre presenti, prima e dopo. Ancora oggi ci si domanda il motivo che paralizza Verona. Quel qualcosa che la rende diffidente verso il nuovo e profondamente legata alla tradizione. Dove si rifugia, quasi per rassicurarsi. Se lo domanda anche una persona che la città l’ha conosciuta, scoprendone i lati più reconditi. «La città ha avuto dei geni apprezzati in tutta Europa e che non sono stati valorizzati a casa loro», esordisce, «dovrebbe tornare a essere una città più colta. Le persone ci sono». Lui è Gian Battista Guarienti, conosciuto come Nin. “L’intervistatore”, come ci piace definirlo. Un appellativo che richiama la sua lunga carriera di giornalista, iniziata qua-

si cinquant’anni fa. Ce lo immaginiamo mentre scorrazzava con la sua vespa rossa per la città, in cerca di storie. «Andavo dappertutto», ammette lui stesso. «Era divertente fare cronaca. Mi piaceva andare a scavare in profondità». Un ricordo felice, e ormai lontano. Sono passati infatti vent’anni da quando si è trasferito in campagna, dove oggi ci accoglie, seduto davanti a un bicchierino di china e alle sue inseparabili sigarette. «Da giovane, quando ero al ginnasio, mio fratello era nella redazione di un giornale nella stessa scuola, il Maffei». Si chiamava Il Violino, «di una cultura enorme», rammenta. «Mi era piaciuto molto, tanto che pensai anch’io di realizzarne uno». Nacque così Cocktail. L’ambiente tipografico lo affascinava molto e un giorno un amico di famiglia, l’ing. Iseppo Loredan, gli disse: «tu sei adatto a fare il giornalista». Venne meno così ogni dubbio sulla strada da intraprendere. «Iseppo conosceva Giudici, l’allora presidente de L’Arena, un uomo affascinante, e mi disse di andare a provare». Al tempo l’iter per fare il giornalista passava attraverso la conoscenza di qualcuno all’interno del giornale. Si iniziava così il praticantato. Poi c’erano gli esami a livello nazionale. «Mi ricordo che nello scritto ho parlato di un signore, di cui non ricordo il nome. L’ho scritto con estrema simpatia, tanto da ottenere il punteggio pieno». E con tono divertito esclama: «all’orale invece ho avuto tanta fortuna!». Per alcuni anni Nin fu il più giovane giornalista professionista in Italia. Al tempo L’Arena aveva diciotto giornalisti. «Io ho passato tutti i settori. La cronaca mi divertiva molto, perché potevo raccontare storie, ma dopo 4-5 anni sono passato agli Spettacoli e alla Terza Pagina». Per anni è andato d’accordo con tutti i direttori del giornale, o quasi, come ci tiene a precisare. «Non osavano correggermi, altrimenti diventavo violento!». Sorride Nin. Sempre con quel suo tono divertito. Sì perché «nella vita il divertimento è importante, altrimenti si diventa cupi». Forse con lo stesso atteggiamento, nel 1985, ha lasciato il più famoso giornale di Verona per accettare l’offerta di Telenuovo, al tempo una rete


Gian Battista Guarienti ancora poco conosciuta. Mosso anche da quella voglia di cambiamento e di provare esperienze nuove che «ti aprono la mente». Nella nuova redazione scriveva per il settimanale Nuovo veronese e seguiva i giornali televisivi. «Mi sono divertito. Facevo principalmente interviste», come ha continuato a fare dopo che ha mollato tutto per trasferirsi in campagna, scrivendo un articolo a settimana per il giornale Le grandi interviste, quello che in fondo Nin ha sempre avuto a cuore. «Nell’intervista a un personaggio, il privato viene a galla. Prima è un paludato, poi si apre. La gente, se sa che non la tradisci, si spoglia da sola». L’importante, ci spiega, è dare una versione di verità. «Il difetto di chi fa il giornalista è credere di avere la verità in tasca, di poter giudicare. È il lettore, invece, che deve farsi un giudizio, non pilotato». Ne ha intervistati tanti

di personaggi, Nin. Di alcuni ha un ricordo particolare e positivo. A Verona sono molte le persone che apprezza. «Questa città ha gente brava che non sa farsi avanti», forse intimorita da chi ha il potere, dove i soldi sono il fine principale. «C’è stato un “involgarimento” negli ultimi anni», lamenta Nin. «Da tempo ormai la città ha puntato più sulla quantità che sulla qualità». Certamente infatti i turisti sono sem-

pre più numerosi. «La città è assediata da cose che fanno spettacolo per il popolo, ma non cultura. Manca la sostanza». Quella sostanza che a lui piace portare a galla nelle sue interviste, e che ha ritrovato nella vita in campagna. «Qui ho capito che tutte le persone, anche e soprattutto le più semplici e naturali, possono insegnarti qualcosa». E sono loro che Nin vorrebbe ancora intervistare.

Verona oggi

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RUBRICA

Notizie dal mondo

Vivere a costo zero

Un ritorno alle origini. Un viaggio per riscoprire la genuinità del mondo e delle persone, con il massimo risparmio. Ecco l’economia del dono e le storie di Tomi Astikainen, Daniel Suelo e Heidemarie Schwermer. di Arianna Mosele

L’

Daniel Suelo

evoluzione sociale, economica e tecnologica che l’uomo ha raggiunto nel corso degli anni non sembra oggi essere sufficiente e capace di risollevare le sorti finanziarie del nostro Paese e dell’intera Europa. Il problema non sembra trovare un'innovativa ed efficace soluzione: l’economia di mercato soffoca sempre più le famiglie e vaghe sono le risposte dal mondo politico. Come comportarsi? Per i giovani più intraprendenti e per coloro che non hanno ormai nulla da perdere nasce l’economia del dono. Tomi, un finlandese che ha saputo rinunciare al denaro e ha riscoperto la bellezza della vita in comunità, ha scritto «Il denaro ha avuto il suo luogo e tempo nella storia dell’uomo, ma ora è una istituzione obsoleta che fa più male che bene». L’economia del dono è un ritorno alle origini e una riscoperta dell’an-

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Giornalepantheon febbraio 2014

tico metodo del baratto, tipico delle società primitive. Ma non solo: uno scambio reciproco di beni, azioni e conoscenze, che permetterebbe di vivere lontani da banconote e monete. Fondamentale è l’istaurazione di amicizie e rapporti solidi, grazie ai quali ognuno può soddisfare i bisogni quotidiani per vivere, dal cibo al lavoro. Le persone che hanno intrapreso questa strada tuttavia non sono degli idealisti e rivoluzionari che vogliono abbattere il sistema capitalistico e le sue strutture mediatiche. Essi hanno semplicemente sottolineato che il denaro non crea le cose e che queste si realizzano solo grazie al lavoro manuale, alla ricerca e all’ingegno. Il denaro è un mero strumento artificiale di relazione, frutto della società moderna, che rende schiavi gli uomini. Con questa convinzione molti hanno deciso di abbandonare le proprie ricchezze per comprendere che è possibile sopravvivere, forse non per sempre, anche lontani dal denaro, o almeno ignorandone il valore. L’economia del dono tuttavia non è rimasta un’utopia. Molte sono le persone che nel mondo hanno adottato questo stile di vita. Nel suo blog NowGasm, Tomi Astikainen, finlandese, racconta settimanalmente la sua avventura e le esperienze di vita quotidiana dopo aver deciso di abbandonare famiglia e averi per intraprendere la vita del girovago, come un moderno San Francesco. Tomi, laureato in organizzazione e manage-

ment, è partito per questo lungo viaggio nel giugno 2009, con una grande convinzione: aiutare gli altri in modo disinteressato, affidandosi al destino dell’universo. Da più di tre anni viaggia cercando dimora presso amici o nuovi conoscenti, ma d’estate la natura e il cielo stellato diventano la sua casa. Il suo lavoro, come racconta nel blog, è speciale: l’assiduo sostegno e aiuto al prossimo, la costruzione di relazioni vere, stabili e il raccontare tutto ciò. Negli anni Tomi ha infatti scritto alcune storie, ispirate alle persone incontrate e alle loro vite, tutte pubblicate gratuitamente sul blog. Il viaggio gli ha permesso inoltre una profonda crescita spirituale e la scoperta di nuovi orizzonti culturali, tanto che ha dichiarato «non sono qui per cambiare il mondo ma perché sia il mondo a cambiare me». Questa scelta di vita presenta anche molte difficoltà e affrontarla si trasforma in una sfida personale. La mancanza di denaro può risultare problematica in caso di malattia ed ogni giorno si trasforma in un’avventura romanzesca. Una decisione simile e più radicale è stata presa da Daniel Suelo, cinquantunenne originario di Denver (Colorado). Stanco di affrontare i problemi quotidiani e di essere schiavo del denaro, nel 2000 Suelo ha deciso di abbandonare la propria abitazione per trasferirsi in una caverna di pochi metri quadrati e sopravvivere mangiando riso, fagioli e ciò che la natura offre. In un intervista recen-


Notizie dal mondo L’economia del dono e internet Nasce sul web il sito www.scambioscambio.it, in cui gli utenti inscritti utilizzano le proprie competenze e oggetti come mezzo di acquisto e scambio. Per ogni servizio reso, ad esempio lezioni di inglese, si ricevano dei crediti, con i quali sarà possibile acquistare un bene di cui si necessita, come un libro. Nell’epoca digitale, diventa un metodo semplice ed efficace per risparmiare.

Heidemarie Schwermer

Infoval srl

te ha sottolineato come «il denaro è una trappola, è la culla dell’infelicità e dei dissapori tra gli uomini». Daniel non possiede più un’auto, un conto in banca e nemmeno i propri documenti d’identità. La sua esperienza viene raccontata periodicamente grazie ad un blog da lui curato, che gli permette di rimanere in contatto con amici e il mondo stesso.

Ma non sono solo uomini. La tedesca Heidemarie Schwermer, già ultra sessantenne, nel 1996 ha accolto l’economia del dono, inventandosi ogni giorno la propria vita. I lavori svolti sono svariati: dalla cura della casa in cambio di alloggio, baby-sitter e scrittrice. Il denaro ricavato dalla vendita del suo libro Vivere senza denaro viene completamente devoluto in beneficenza, in quanto Heidemarie ritiene che la ricchezza sia diventato un modo per definire il valore di ognuno, «chi ha tanti soldi viene considerato una persona di valore» ha dichiarato. E per chi volesse intraprendere la stessa strada, ecco alcuni consigli estrapolati dalle loro esperienze: non ci sono stranieri, ma solo amici che non hai ancora incontrato; donare i propri beni superflui agli altri riduce l’atteggiamento materialista e il biso-

gno compulsivo di acquistare; nutrirsi di cibi provenienti da supermercati e ristoranti, ma non vendibili perché prossimi alla scadenza. Da alcuni anni sono molto apprezzati i sistemi di scambio locale e le banche del tempo, che erogano monete utilizzabili solo in particolari società e territori, senza il controllo delle banche private. In questo modo sono ridotti gli interessi personali e le persone sono incentivate ad instaurare rapporti veri, basati sulla solidarietà e altruismo. E in Italia? L’economia del dono, qui, è ancora poco diffusa, ma molti sono coloro che per affrontare la crisi hanno adottato il metodo “vivi con meno”. Un esempio: riiscoprire gli antichi metodi naturali per curarsi e dare una seconda vita agli oggetti.

Tomi Astikainen

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Vista dell’impianto La Masseria del Sole

Discarica in esercizio

La Masseria del Sole L’impianto fotovoltaico scelto dalla Cooperativa Energia Verde WeForGreen è il parco denominato La Masseria del Sole. L’impianto ha una potenza di 997,92 kWp, è stato allacciato alla rete nell’aprile del 2011 e gode degli incentivi del Terzo Conto Energia con la maggiorazione di tariffa per la realizzazione su “discarica esaurita”. La sua posizione, a pochi chilometri dal mare di Lecce, garantisce una grande quantità di energia verde prodotta ed un’ottima redditività per i soci della Cooperativa. Area discarica bonificata

Un impianto fotovoltaico collegato ad un grande progetto di riqualificazione ambientale L’impianto è realizzato sopra ad una discarica esaurita e bonificata, e questo ha reso possibile il recupero di una zona altrimenti inutilizzabile, facendola diventare un sito in cui produrre energia elettrica pulita.

Foto aerea impianto fotovoltaico

L’impianto è stato finanziato da Banca Etica, l’istituto da sempre in prima linea nel sostenere progetti etico-sostenibili.

6.000 euro

per una quota di potenza di 3 kWp (2.000 euro a kWp)

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*

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17 anni

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Scopri i dettagli del progetto

* I dati di energia rappresentano un valore medio nei 17 anni di produzione dell’impianto. Per maggiori informazioni rimandiamo al prospetto di produzione visionabile nei nostri uffici.

Per maggiori informazioni

numero verde 800 999 211 www.weforgreen.it Vieni a trovarci nella nostra sede a

Verona in Viale del Lavoro, 33

Seguici su


“Noi l’abbiamo fatto come investimento per la nostra famiglia”

“Io l’ho fatto perché abito in condominio e non potevo installare un mio impianto fotovoltaico”

“Io l’ho fatto per regalare ai miei nipoti una rendita per il loro futuro”

“Io l’ho fatto per salvaguardare l’ambiente”

L’energia di casa... la produci tu con noi! Unisciti a noi nella Cooperativa Energia Verde WeForGreen Dopo l’esperienza di successo sviluppata due anni fa a Verona con la Cooperativa Energyland, oggi abbiamo creato un nuovo progetto per il nostro territorio, la Cooperativa WeForGreen. WeForGreen consente alle famiglie che in questi anni non hanno potuto realizzare un proprio impianto, di diventare assieme produttori di energia elettrica attraverso la condivisione di un impianto fotovoltaico.


EDITORIA

Un libro dà voce a giovani eccellenti

Excellence Book Young Siamo in buone mani

Laura Perina ci parla della sua opera, a cura di Stefania Carniel, e del messaggio di speranza che lancia ai giovani sfiduciati. Anche una semplice idea può diventare una soluzione reale per costruire qualcosa di grande.

C

i sono giovani e giovani. Mentre i media ce li dipingono indistintamente come “incapaci di fuoriuscire dal baratro della crisi”, rimarcando quotidianamente i dati sulla disoccupazione, c’è chi è andato ad ascoltarne trenta e, mescolando insieme i colori della tavolozza, ha fatto di un quadro, un libro. Questa pittrice, che in realtà fa la giornalista, si chiama Laura Perina, ha 29 anni e ha studiato lingue e culture per l’editoria all’Università di Verona. Da qualche anno collabora con la casa editrice Delmiglio Editore e lo scorso dicembre ha presentato Young – sei pronto a prendere il testimone?, una raccolta di interviste a giovani che hanno voluto essere i protagonisti del proprio domani dando vita a idee innovative e forma a progetti concreti, o rinnovando e valorizzando imprese di famiglia. Laura, da dove è nata l’idea di scrivere il libro? Quest’opera fa parte della collana Excellence Book di Delmiglio Editore, che dal 2007 raccoglie le biografie di personaggi di spicco del territorio di Verona e del Nordest del Veneto impegnate nella ricerca della qualità e con l’aspirazione, appunto, all’eccellenza. Queste caratteristiche, però, non sono ascrivibili solo a una precisa fascia d’età: ci sono molti ragazzi che si stanno dando da fare con successo e noi abbiamo voluto dedicare, per la prima volta, un volume della collana a dei protagonisti al di sotto dei 35 anni: alcuni di loro hanno colto l’occasione di trasformare le proprie passioni in business, altri hanno coraggiosamente preso in mano attività famigliari già avviate, altri ancora sono impegnati su vari fronti per la promozione e la crescita del nostro territorio. Di esempi positivi,

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Giornalepantheon febbraio 2014

di Giovanni Melotti

anche tra i giovani, ce ne sono; abbiamo pensato “perché non raccontarli?”. Nella copertina si legge “Sei pronto a prendere il testimone?”. A chi è rivolto questo messaggio? A tutti noi giovani che stiamo iniziando a contribuire alla formazione di una nuova società, a coloro che non credono sia possibile realizzarsi professionalmente a questa età e che, come sintomo dei tempi, non vedono la luce nel proprio futuro. La speranza che ci accompagna è quella di riuscire a motivarli tramite queste testimonianze. Vorremmo che questo libro arrivasse ad avere la funzione di “manuale di stimoli”. Cosa ha spinto Emanuele Delmiglio, l’editore, a realizzare questo progetto? Facendomi portavoce delle sue parole, affidarsi ai giovani significa investire sul futuro di tutti, e leggendo il libro si può capire che siamo in buone mani. Le attività professionali presentate sono molto differenti tra loro: dall’arte alla buona tavola, dall’impresa alla comunicazione. Tuttavia tra le righe si scorge una sorta di filo conduttore che lega le vite dei

Tutti i protagonisti del libro

Tutti i protagonisti del libro: Fabio Venturi, Stefano Vallani, Antonio Alizzi, Alessio Pisanò, Andrea Diani e Thomas Ducato, Matteo Scolari, Mattia Cacciatori, Emanuela Marenz, Tommy Kuti, Ilaria Avesani, Lisa Borgiani, Roberta Roncolato, Stefano Stringhetto, Loris Bennati, Davide Zorzi, Davide Piva, Davide Bonaldi, Luca Gambaretto, Federica Campedelli, Marco Scandogliero, Andrea Giavoni, Pier Mattia Avesani, Marco Tommasoni, Enrico e Riccardo Ruffo, Marco Grumolato, Sabrina Dongiovanni, Stefano Cavalli e Marco Trevisan, Francesco Gini, Giulia Semenzin, Leonardo Caravelli, Mattia Gennaro e Andrea Maccarone.

protagonisti e le sfide che quotidianamente si trovano ad affrontare. È d’accordo? Assolutamente sì, il filo conduttore è la ricerca dell’eccellenza, in ogni ambito nel quale i protagonisti sono impegnati. Un messaggio d’importanza straordinaria che accomuna tutte le testimonianze è: anche voi potete farcela. Certo, sono necessari molti sacrifici, spirito d’intraprendenza e determinazione, ma nessun traguardo è impossibile da raggiungere. C’è qualche aspetto particolarmente interessante che è emerso dalle voci che ha ascoltato? È stato sbalorditivo vedere ragazzi


Un libro dà voce a giovani eccellenti

così giovani che gestiscono con serietà e tenacia attività imprenditoriali molto impegnative. Penso a Davide Zorzi per esempio, amministratore delegato a soli 23 anni; o ai cugini Enrico e Riccardo Ruffo che con passione e competenza portano avanti l’impresa edile di famiglia nonostante la crisi che ha investito il settore; ancora, Roberta Roncolato e Giulia Semenzin, giovanissime imprenditrici che lavorano rispettivamente

nei campi dell’enologia e dei servizi per l’autotrasporto: sono ragazze pazzesche, che si stanno facendo strada con ottimi risultati in ambienti tradizionalmente considerati di pertinenza maschile. Mi piace ricordare anche Pier Mattia Avesani, cofondatore di Uqido, che grazie alla scoperta dell’algoritmo elimina-code ha rivoluzionato la sua vita; e Matteo Scolari, il quale, partendo da zero, ha dato vita alla realtà di Pantheon: non solo un magazine ma anche un punto di aggregazione e formazione per i giovani desiderosi di mettersi alla prova col giornalismo. Sono significative anche le testimonianze del vicepresidente della Provincia, Fabio Venturi, e del consigliere comunale Stefano Vallani, che con il loro impegno civico si dedicano al territorio e alla gente. I protagonisti, per diventare “excellence”, hanno fatto della dedizione al lavoro un punto fermo delle loro giornate. Cos’ha visto nei loro occhi? Sicuramente un po’ di sorpresa per essere considerati delle eccellenze e questo mi ha fatto capire l’importanza dell’umiltà. Ho visto anche la forte

volontà, attraverso il lavoro, di creare una possibilità non solo per loro stessi ma anche per gli altri. Lo ha chiesto ai suoi intervistati e noi lo chiediamo a lei: che messaggio vuole lanciare a i giovani? Un consiglio è quello di guardare, nel bene e nel male, a chi ci ha preceduto. La quasi totalità degli intervistati ha rimarcato l’importanza dell’esempio avuto da nonni, genitori, professori o colleghi di lavoro più esperti. Io sono d’accordo, e mi sembra un bel messaggio sul quale riflettere: siamo pronti a prendere il testimone?

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SALUTE

Farmaci naturali e burocrazia

Omeopatia a rischio in Italia

Problemi burocratici e non solo, la medicina omeopatica sembra essere in serio pericolo e tra incertezze e normative mal comprese le aziende italiane rischiano di chiudere. Ne abbiamo parlato anche con alcuni farmacisti di Verona.

A

mettere a rischio l’esistenza sul mercato di centinaia di farmaci omeopatici sarebbero le recenti norme emanate dallo Stato. La trasposizione italiana della direttiva europea rischia di ridurre fortemente la piena disponibilità di tali farmaci nel nostro paese, minaccia la professionalità di medici esperti e sottrae ai cittadini la possibilità di cura discriminandoli rispetto agli altri cittadini europei. Le associazioni firmatarie condividono la necessità della registrazione dei medicinali omeopatici, essenziale al fine di assicurare la qualità e il controllo dei suddetti medicinali. Ma non condividono i passaggi previsti per realizzare questo obiettivo, in particolare l’aspetto economico di tale procedura: ogni domanda di registrazione infatti, dovrebbe essere accompagnata dal versamento di una somma che purtroppo non tiene minimamente conto della realtà

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Giornalepantheon febbraio 2014

di Giorgia Castagna

dell’industria del medicinale omeopatico e antroposofico in Italia e delle esigenze dei medici prescrittori e dei pazienti. Una situazione che, secondo le associazioni, porterà senz’altro alla scomparsa del mondo omeopatico e antroposofico in Italia. Le tariffe di registrazione sono state aumentate di circa 700 volte e le cifre che le aziende dovranno versare all’atto della presentazione della domanda, secondo un calcolo fatto dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco) potranno aggirarsi attorno o superare i 20.000 Euro per ogni medicinale omeopatico unitario, dato che per ogni ceppo si dovrà pagare per ogni formulazione e diluizione. Tale costo è chiaramente sproporzionato se si pensa che tutti i medicinali unitari sono privi di brevetto, appartenendo essi da più di 200 anni alla tradizione omeopatica e che il 95% dei medicinali omeopatici unitari in commercio viene venduto in lotti inferiori ai 5000 pezzi all’anno, a volte in solo poche decine di pezzi. La stessa situazione si verifica per molti medicinali di tradizione antroposofica e per quei complessi omeopatici che vengono utilizzati per patologie specifiche, secondo i criteri di individualità della malattia tipici della tradizione omeopatica e antroposofica e di conseguenza venduti in piccolissimi lotti o anche solo in pochi pezzi (meno di dieci l’anno). Ne deriva che i ricavi, in questi casi, non sono nemmeno sufficienti a coprire le spese di produzione. La conseguenza certa di tali costi di registrazione sarà

l’eliminazione dal mercato italiano della grande maggioranza dei farmaci omeopatici unitari e complessi e dei farmaci antroposofici attualmente disponibili; i “piccoli rimedi” spariranno, molti lavoratori perderanno il loro posto di lavoro, i medici perderanno le loro possibilità di cura e 11 milioni di cittadini italiani non potranno ricevere la cura che avevano scelto, pagandola, peraltro, di tasca propria senza gravare sul Servizio Sanitario Nazionale. La non disponibilità in farmacia dei medicinali omeopatici e antroposofici porterà peraltro allo sviluppo di un mercato parallelo, meno controllato, soprattutto via internet dall’estero e quindi in contraddizione con l’obiettivo che la politica di registrazione si pone. Ma secondo le associazioni una soluzione c’è, anche se deve essere immediata. Il documento propone tre tappe necessarie per risolvere il problema: 1. Unificare i costi di registrazione dei medicinali unitari al singolo ceppo per tutte le forme farmaceutiche, tenendo anche presente i costi di registrazione già applicati in altre nazione europee. 2. Prevedere delle registrazioni per fasce differenziate, adeguando i costi al reale volume di vendita dei medicinali. 3. Riconoscere alle ditte la facoltà di approntare preparazioni magistrali senza obbligo di deposito di campioni, come avveniva in passato, senza che si sia mai verificato alcun danno ai pazienti e come avviene tutt’ora in


Farmaci naturali e burocrazia altre nazioni europee. Michele Lonardoni, dottore presso la Farmacia dell’Assunta di Grezzana concorda sulla necessità di dare nuova legislazione alla medicina omeopatica in Italia e ammette: «la legislazione in campo italiano è difficile e complessa e in campo europeo, a quanto pare, non sono in grado di trovare una strada comune. Ecco quindi che ognuno decide per sé ma questa cosa non porta vantaggi a nessuno. L’aumento dei costi che l’attuazione di questa normativa porterà è certa, come è sicura la conseguente difficoltà di accesso ai farmaci da parte dei clienti. Serve quindi oggi più che mai una legislazione definitiva». «Il problema dell’elevato costo di registrazione dei prodotti omeopatici è molto sentito nella nostra farmacia» spiega Elena Bellamoli, dottoressa presso la Farmacia Dott. Bellamoli di Poiano «visto che il settore è per noi importante ed è molto richiesto il nostro consiglio in materia. È una medicina dolce, che cura il paziente e non il sintomo, adattissima a bambini e anziani e per la prevenzione e la cura

di malattie croniche. La normativa tanto discussa in questi ultimi mesi, se rimarrà com’è ora porterà gravi danni al comparto in Italia, primo fra tutti la sparizione di molti prodotti a bassa rotazione, visto che alle aziende non converrà registrare prodotti che non portano grande profitto. Già ora molti prodotti, soprattutto unitari non sono reperibili, causando disagi ai pazienti e ledendo il diritto di libertà di cura (art. 32 costituzione italiana). La nostra farmacia si è mossa per prima a favore della petizione di www.omeocom.it, raccogliendo firme cartacee e digitali e invitando tutt’ora i nostri clienti/pazienti ad apporre la firma digitale». A Cerro Veronese, il farmacista Vincenzo Mainieri, si schiera a favore della medicina omeopatica e ammette: «a mio avviso, emergono in questo quadro d’incertezza normativa, tanti e troppi paletti “farmaceutici” che non rendono possibile dare pari opportunità di mercato a questo settore in grande espansione. Recentemente i medicinali omeopatici in Italia godono di una elevata notorietà dovuta

all’effettivo beneficio dato dall’assunzione dei farmaci in questione. Dovremmo seguire l’esempio della Francia o della Germania (in questi Paesi rimedi omeopatici vengono addirittura rimborsati parzialmente o totalmente dal servizio di sanità pubblica e l’omeopatia viene praticata all’interno del Servizio Sanitario in ambulatori ospedalieri, ndr) e pensare più ai nostri pazienti e non agli interessi economici».

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la moneta del futuro È un’idea figlia della crisi iniziata nel 2008, forse una delle idee vincenti di questo periodo storico. Per molti troppo complessa, per altri innegabile futuro dell’economia. Si chiama Bitcoin, ma potete chiamarla anche moneta digitale. di Francesco Turlon

P

er capire la portata di ciò di cui stiamo parlando è meglio partire dal valore attuale del Bitcoin: 882,00$ al momento della stesura di questo articolo, dopo un massimo raggiunto a novembre 2013 di 1207,00$. Ovviamente stiamo parlando di un tipo di moneta altamente volatile che molti già additano come fonte di guadagno illegale o bolla speculativa destinata ad esplodere. L’intento con cui questa moneta è stata creata è però tutt’altro che truffaldino: donare al mondo una moneta de-regolamentata e de-centralizzata (nello stesso modo in cui i file vengono condivisi in rete in modalità peerto-peer, ovvero liberamente visualizzabili da tutti, come per Youtube, ndr), lontana da meccanismi di controllo e fabbricazione come quelli attuati dalla Federal Reserve (FED) o dalla

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Banca Centrale Europea (BCE). Una moneta sicura e alla portata di tutti. Prima del 2008 il limite era rappresentato dal problema della spesa doppia (double spending), ovvero dal fatto che, se qualcuno possiede della moneta digitale, esiste la possibilità che la replichi per possederne altra. La moneta reale funziona proprio grazie alla presenza di istituti di credito che confermano la veridicità ed unicità di una banconota rispetto ad un’altra. Senza questa fiducia, nessuno avrebbe mai pensato di usare moneta digitale. Le cose cambiarono quando Satoshi Nakamoto inventò Bitcoin nell’agosto del 2008, insieme al concetto di Block Chain, letteralmente una catena di blocchi di transazioni pubbliche, dove ognuna di queste transazioni viene confermata da una rete decentralizata di computer.

Curiosità riguardanti i Bitcoin Il primo blocco di Bitcoin (Genesis Block) appartiene a Satoshi Nakamoto ed è stato risolto nel gennaio del 2009, mentre la prima vera transazione economica risale a maggio 2010 quando Laszlo Hancyecz, programmatore della Florida, acquistò la prima pizza spendendo ben 10mila bitcoin. Il caso più eclatante è però quello di James Howells di Newport (Galles) che ha erroneamente gettato il disco rigido contenente 7500 Bitcoin poco prima che il valore aumentasse considerevolmente, perdendo in questo modo 7,5milioni di dollari in una discarica.

Ma chi è Satoshi Nakamoto? Si sa per certo che si tratta di uno pseudonimo, molto probabilmente una persona o un gruppo di persone di origini giapponesi. Alcuni pensano si tratti di un matematico brillante e recluso, molto versato in materia di crittografia, mentre altri sostengono che l’ultimo suo contributo in fatto di programmazione risalga alla metà del 2010, quando le redini come sviluppatore capo passarono a Gavin Andresen. L’unico fatto certo è che non sappiamo chi sia realmente l’inventore dei Bitcoin. Come funziona questa moneta? Figurativamente i Bitcoin sono dislocati in una catena di blocchi che hanno un inizio e una fine (il numero massimo di Bitcoin realizzabili si attesta sui 21milioni). Questa catena è pubblica, ma bisogna effettuarne il download (scaricarla sul proprio pc) per gestirla e disporre delle chiavi crittografiche per effettuare transazioni. Ogni blocco di questa catena è costituito da operazioni matematiche da risolvere per poi essere redi-


Economia on line stribuite tra le macchine di calcolo che hanno partecipato al processo. L’intero meccanismo è pensato in modo tale che sia sempre più difficile liberare i blocchi man mano che ci si avvicina alla fine. Inizialmente i bitcoin liberati dalla risoluzione di un blocco erano 50, oggi sono la metà. Per ottenere Bitcoin bisogna innanzitutto aprire un portafoglio virtuale (wallet) in cui depositare la moneta virtuale (il più famoso è MtGox). I Bitcoin possono essere poi acquistati o “minati” (dall’infinito inglese to mine, proprio come nel gergo dei primi pionieri dell’oro). Si può decidere di utilizzare una macchina dedicata oppure ci si può inserire all’interno di un gruppo (pool) di altri minatori per risolvere insieme un nuovo blocco. Nonostante qualche problema di sicurezza iniziale, il Bitcoin riesce ad affermarsi come moneta digitale sicura e credibile, escluso il fatto che, grazie all’anonimato delle transazioni, i suoi inizi sono legati a traffici illegali di armi e droga leggera, attraverso siti come Silk Road (chiuso a ottobre 2013) e similari raggiungibili tramite Tor (sistema di comunicazione anonima). Per quanto non vi sia ancora una vera e propria regolamentazione, la sicurezza nelle transazioni, l’attuale valore e il crescente interesse da parte di players importanti sta rendendo questo sistema di pagamento sempre più utilizzato e ha aperto la strada a nuovi imitatori. Qualunque sia il giudizio degli istituti di credito è quindi innegabile che una nuova moneta sia nata e che questa magia, come molte altre innovazioni contemporanee, sia nata dalla rete.

Per approfondire

Vi affascina il mondo dei Bitcoins? Visitate uno di questi siti internet: www.bitcoin.org www.mtgox.com www.weusecoins.com

Nessuno conosce l’inventore dei Bitcoin

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START UP A fianco di un’idea, c’è Verona Innovazione

Per le imprese

di domani

Esiste da tredici anni, ma si sposa alla perfezione con le tante idee che stanno nascendo in questo periodo. Un servizio che crea qualità tra i tanti progetti messi in campo tra chi sogna di fare impresa. di Chiara Boni

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ata nel 2001, per volere di Unioncamere e dell’allora Ministero dell’Economia, Verona Innovazione è un’azienda speciale della Camera di Commercio di Verona, che attraverso i numerosi servizi offerti, si è consolidata in questo decennio come punto di riferimento per le giovani imprese sul territorio. È lo stesso direttore, Gianni Tortella, che spiega: «all’inizio Verona Innovazione si occupava quasi esclusivamente di formazione, formazione alle imprese, agli imprenditori, ai collaboratori degli imprenditori, inoltre si dedicava all’attività nell’ambito della sicurezza». Negli anni l’Azienda Speciale ha subito ovvie mutazioni: oggi si può dire che abbia come obiettivo quello di tradurre le esigenze del sistema produttivo e di fornire opportunità e strumenti al panorama imprenditoriale veronese. I servizi offerti sono molteplici e si riferiscono a tre settori di intervento specifici: i servizi per le imprese, i servizi per la persona e il cosiddetto servizio Eu. Projects. La prima di queste aree funzionali comprende ancora la formazione, ma ad un livello diverso rispetto a quello degli inizi: non si tratta più di

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formazione di base, ma di Alta Formazione per l’impresa. Le iniziative proposte in questo ambito promuovono «lo sviluppo delle competenze strategiche di imprenditori, responsabili e operatori d’impresa attraverso percorsi formativi mirati a trasferire strumenti concettuali ed operativi per incrementare la professionalità dei singoli e la competitività delle organizzazioni». Lo Sportello ComUnica si occupa invece di fornire informazioni e supporto sulle pratiche necessarie alla Comunicazione Unica per l’avvio d’impresa, quindi di espletare tutti gli adempimenti per avviare una nuova attività economica con un’unica comunicazione telematica. Ma la vera punta di diamante del progetto è il Servizio Nuova Impresa, che dal 2001 offre supporto gratuito agli aspiranti imprenditori e alle aspiranti imprenditrici, mettendo a disposizione una consulenza a 360° a chiunque voglia avviare una nuova attività. Proprio questo è un settore fondamentale per Verona Innovazione e viene riconosciuto alla Camera di Commercio di Verona come un punto di eccellenza nazionale. L’azienda è molto attiva anche nel settore dei servizi alla persona e al

lavoro, capofila dei quali e lo Sportello Stage: dal 1997 sono stati realizzati centinaia di stage ogni anno, con buoni risultati occupazionali. Esistono poi tutta una serie di attività di riqualificazione dell’attività professionale di persone fuoriuscite dal mondo del lavoro. Il compito di Verona Innovazione in questo caso è quello, come spiega il direttore, «di erogare formazione per la riqualificazione professionale di questi dipendenti in stand-by, in modo che non stiano con le mani in mano, ma che si mantengano allenati nella loro competenza o che aggiungano skills alla loro professionalità, e soprattutto che in questo periodo rimangano comunque attivi nella ricerca di un lavoro». Sulle politiche di ricerca attiva del la-


EU. PROJECTS: opportunità comunitarie per lo sviluppo locale

A fianco di un’idea, c’è Verona Innovazione

• Progetto OpenAlps: si tratta di un progetto europeo finanziato dal Programma di cooperazione territoriale “Alpine Space”, con l’obbiettivo di aiutare le piccole e medie imprese dell’area alpina nel loro processo di innovazione, creando cooperazione e sistemi per aumentare la competitività. • Progetto Culture Capital Counts – Il Capitale Culturale Conta: questo progetto ha come obiettivo la valorizzazione del capitale culturale di un territorio, il cosiddetto asset immateriale: il valore economico di un territorio non si crea solo con mezzi materiali ma anche sfruttando le tradizioni, le pratiche sociale ad artistiche, le conoscenze e i talenti. • Progetto GIFT – SEE Green intermodal freight tran sport (Trasporto merci intermodale e sostenibile nel Sud Est Europa): il progetto ha come obiettivo principale di tracciare, analizzare e valutare lo stato e l’impatto ambientale del settore dei trasporti nell’area Sud Est dell’Europa, con la finalità di proporre soluzioni in un’ottica ecocompatibile e sostenibile.

voro l’azienda si distingue inoltre per l’impegno su progetti non ancora presenti sul territorio e che riguardano la mobilità internazionale: «forniamo un servizio specifico per chi decide di tentare un’esperienza di lavoro transnazionale, sia dentro che fuori l’Europa. Diamo consulenze d’aula oltre che personalizzate sui mercati del lavoro dei vari paesi, illustrando quali sono le regole e quali gli accorgimenti necessari, spiegando come muoversi prima di partire, o addirittura creando contatti prima della partenza.» I numeri in questo caso sono in continua crescita, così come è in continua espansione il target: non più solo studenti a fine ciclo di studi, ma anche professionisti con titoli di studio piuttosto elevati, che decidono di tentare un’esperienza all’estero. Tutti con l’obiettivo di rientrare, intenzione che li rende “appetibili” per il territorio, in una provincia come quella di Verona che esporta il 60% dei propri prodotti e servizi. L’ultimo ramo di attività di Verona Innovazione, di più recente creazione, è il Servizio di Europrogettazione, nato nel 2010 con l’obiettivo di intercettare finanziamenti comunitari riguardanti diversi bandi dell’Unione Europea. Attualmente sono in essere diversi progetti, grazie ai quali l’azienda è riuscita ad aggiudicarsi più di un milione di euro di finanziamenti su progetti specifici, con partner internazionali.

“Il target è in espansione: non solo studenti, ma anche professionisti che vogliono rimettersi in gioco”.

Per maggiori informazioni fotografa il codice Qr

Innoval Young a H-Farm Vuoi partecipare?

Si chiama Progetto di Vita per H-ACK ed è un’iniziativa promossa da “Progetto di Vita. Cattolica per i Giovani” e l’incubatore di idee H-Farm che darà la possibilità a giovani intraprendenti di mettersi alla prova cercando di risolvere reali criticità aziendali. Una volta al mese Progetto di Vita per H-ACK porterà i giovani nel cuore dell’innovazione accompagnandoli nelle 11 maratone di progettazione, i famosi H-ACK, in cui i componenti si uniranno insieme per 24 ore per lavorare sul problem solving di alcune tematiche aziendali specifiche: banking, tourism, food, sport, fashion, home automation, wine, retail, education, design, P.A. e health. Lo scopo di queste maratone è aiutare gli operatori del business tradizionale, partner del progetto, a trovare nuove idee ed approcci di mercato innovativi sfruttando al massimo le potenzialità del digitale. Gli aspiranti partecipanti potranno scegliere le loro tematiche settoriali preferite tra quelle proposte, per poter rendere al meglio una volta che saranno protagonisti della maratona di lavoro. Progetto di Vita per H-ACK seguirà i ragazzi nella fase preparatoria dell’evento, li porterà in H-Farm e, dopo la maratona, li aiuterà a fare un bilancio dell’esperienza.

Allora non perdere la serata di giovedì 13 febbraio alle ore 19:00

Il percorso, completamente gratuito, come tutte le iniziative di “Progetto di Vita. Cattolica per i Giovani”, è stato sposato anche da Innoval Young che vi parteciperà a partire dalla maratona di marzo 2014. Per aiutare tutti i ragazzi interessati a capire di cosa si tratta, e le reali opportunità (anche professionali) che potrebbero nascere dal progetto, Innoval Young ha organizzato una serata per giovedì 13 febbraio alle ore 19:00 nella sede di via Tavigliana 1/A a Grezzana in cui spiegherà nel dettaglio il progetto e le modalità per partecipare. La serata è aperta a tutti i giovani che abbiano voglia di mettere in gioco le loro competenze per “stupire” anche i grandi brand. Le possibilità nascoste dietro questa opportunità sono molte, e da cogliere al volo! Giornalepantheon febbraio 2014

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PROFESSIONI

Nuovi luoghi di lavoro a Verona

Il coworking si fa spazio

La condivisione di uno spazio di lavoro è diventata oggi un’opportunità senza precedenti: non significa solo abbattere i costi d’affitto ma anche mettere a disposizione di tutti gli “inquilini” le competenze e le relazioni di ognuno, in uno scambio reciproco e virtuoso. È questo valore aggiunto che sta alla base del coworking, esperienza ormai largamente diffusa anche in città. di Camilla Pisani

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ivide et impera (dividi e domina) si diceva nell’antica Roma, e 18 secoli sono trascorsi senza evidenti apporti innovativi. Poi è arrivata la crisi, e da dividere non è rimasto più niente. Improvvisamente, la pratica individualistica si è rivelata un fallimento il cui risvolto più tragico è il conto, lasciato da pagare alle fasce più giovani della popolazione. In Italia, negli ultimi anni si è verificato un boom di lavoratori autonomi e freelance d’età compresa tra i 25 e i 35 anni. Accanto a chi riesce a vivere del proprio impiego, però, c’è uno stuolo di professionisti che si ritrova a combattere quotidianamente per restare in piedi, tra imposte e burocrazia. E non è nemmeno detto che, chi commissioni un lavoro ad un freelance, sia poi disposto a pagare per l’effettivo valore del servizio reso, rivendicando ragioni che possono andare dalla giovane età (poca esperienza) alla natura del cosiddetto “mestiere creativo”. Nel vortice di questo circolo vizioso, la sopravvivenza del lavoro autonomo può venire facilitata dal coworking. Una soluzione che porta svariati vantaggi, a partire da quelli economici. Si tratta infatti di condividere uno spazio, cioè dividere costo d’affitto e spese fisse di locali adibiti ad uffici o postazioni di lavoro, esattamente come fanno gli studenti fuori sede

Le ragazze di Thimonnier

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Il Co-Office di San Bonifacio

con abitazioni, stanze e posti letto. Il concetto nasce spinto da questa necessità, ma se finisse qui sarebbe riduttivo parlarne. L’idea di condivisione riporta altri significati, che poco hanno a che fare con il denaro e molto, invece, con l’avere obiettivi comuni. Non necessariamente la professione, ma sicuramente una visione della vita che implichi l’impegno verso l’autorealizzazione, affidandosi alle proprie competenze, ma anche a quell’intelligenza collettiva che scaturisce da esperienze diverse, come quelle di chi occupa la scrivania accanto. E allora la sensazione è che questa crisi qualcosa di buono ce lo stia regalando. Ce lo dimostrano Ginevra, Valentina e le ragazze di Thimonnier, o Alberto e Cristina, con il Cooffice di San Bonifacio. Artigianalità al femminile da Thimonnier. In una stretta traversa della trafficata Corso Milano si nasconde questo laboratorio creativo, una ex tipografia che è oggi ufficio, sala conferenze, atelier o location per eventi. Tutto questo è Thimonnier, un luogo polifunzionale pensato per adattarsi alle

esigenze professionali di cinque ragazze veronesi. Ginevra Gadioli, fondatrice di Diplomart, cura workshop ed iniziative culturali invitando artisti da tutto il mondo, allo scopo di fare incontrare culture differenti attraverso le arti. Beatrice Olocco e Giovanna Ambroggi fanno invece parte di Up-Plomb, associazione che organizza corsi di sartoria per tutte le età, in uno spazio-atelier che è il fulcro artigianale di Thimonnier. Simona Penna è titolare di Grafiche San Massimo, proprietaria dell’ ex tipografia, da affittuaria è poi diventata una co-worker del gruppo a tutti gli effetti. Ultimo acquisto in ordine temporale è Valentina Da Col, wedding planner ed organizzatrice di eventi. In questo luogo condividono spese, ma soprattutto idee e collaborazioni, e sono aperte a qualsiasi proposta che si leghi all’arte, alla comunicazione e a quel concetto di “fatto a mano” a cui si ispirano tutte le loro professioni. Il prossimo evento in programma sarà un workshop sul food blogging: come aprire un blog a tema food&design, ma in cantiere c’è anche un progetto più ambizioso, che coinvolgerà l’in-


Nuovi luoghi di lavoro a Verona Che cosa significa lavorare in uno spazio condiviso?

«La condivisione di uno spazio tra diverse professionalità ci ha permesso di sperimentare un nuovo modello di lavoro che coniuga indipendenza e condivisione. Il vero punto di forza del coworking è la cooperazione, il confronto, lo scambio di conoscenze, competenze e contatti perché ci da la possibilità di conoscere professionalità di vario tipo all’interno di un ambiente stimolante e diversificato promuovendo la creazione di reti relazionali che rafforzano la produttività e che sono in grado di offrire un servizio efficace ai clienti. In quest’ultimo anno, il coworking ha trasformato l’ufficio in un vero e proprio luogo di “contaminazione” di idee». (Valentina Todeschini, TDV Servizi, Coworking a Grezzana) «Penso che il co-working sia un luogo che attira persone dalla mentalità aperta e che, per questo, l’incontro e la condivisione risultino più facili. E’ l’interazione tra questo tipo di persone che porta nuova conoscenza: il punto di partenza da cui sviluppare progetti innovativi». (Pietro Calzavara, Project manager e Founder di New Big Idea, lavora a Futurificio) «Dovendo scrivere dalle due alle tre ore al giorno per lavoro, all’inizio, andavo in biblioteca, perchè in casa non mi concentravo. Troppa dispersione e cose da fare. Ma per me era indispensabile avere la possibilità di usufruire di un ufficio: scrivo la mattina, due o tre ore, e nel resto della giornata tengo i contatti con i lettori tramite i social network e il mio sito. Il coworking che frequento adesso è la soluzione perfetta per lavorare in maniera tranquilla, con una scrivania mia, il collegamento a internet e un affitto equo, che anche una lavoratrice atipica come me, che guadagna al mese meno di un lavoro part- time, si può permettere». (Elisabetta Modena, scrittrice, lavoro a Cooffice)

Cooffice: l’ufficio low cost. Alberto Ferrarese e Cristina Martini sono le anime del primo coworking di Verona nato dalla loro tenacia ma anche dalla disponibilità del Comune in cui vivono, San Bonifacio. È infatti questo il primo caso in un cui un’amministrazione comunale dimostra di comprendere le esigenze dei giovani freelance che vi risiedono, concedendo i locali in cui, dalla scorsa estate, ha sede Cooffice. Alberto è biotecnologo ad agronomo, socio fondatore di Bio Soil Expert, azienda che si occupa di prevenzione e controllo del dissesto idrogeologico, Cristina è un’esperta di comunicazione, ricercatrice del Centro Studi Interculturali dell’Università di Verona. Per loro non era possibile lavorare da casa, troppe distrazioni e poche possibili-

tera comunità femminile di Verona: riproporre gli abiti di diverse culture presenti nella nostra città, in una versione rivista dal lavoro sartoriale. All’occasione, questo luogo diventa anche un locale, per due domeniche di febbraio, per esempio, ospiterà serate di musica elettronica. L’affitto di una postazione va dai 200 Euro (mensile occasionale) ai 15 euro (giornaliero lavorativo) comprensivi di spazio scrivania, spese, wifi, tessera associativa Thimonnier, caffè e scontistica sul servizio di copisteria. Un’ultima curiosità: il nome. Viene da Barthélemy Thimonnier, l’inventore della macchina da cucire, ma la parola richiama alla mente, non a caso, il timone, lo strumento che serve a dare la giusta rotta verso il percorso che si vuole intraprendere.

LA VOCE DEI CO-WORKERS

tà di concentrazione. Ma c’era anche qualcos’altro. Era il fatto di non potersi dire: «Oggi mi alzo e vado in ufficio a lavorare». Nella netta distinzione tra “casa” e “ufficio” c’è la legittimazione di un impegno professionale uguale, se non superiore, a quello di un dipendente tradizionale. Anche “Cooffice” è un nome con significati plurimi: vuol dire condivisione, nel senso economico, cooperazione, nell’offrire o richiedere consigli e aiuti professionali laddove si è più o meno esperti, e anche caffè, come pausa, relazione personale, scambio informale. La politica vincente di questo spazio, che oggi conta 13 freelance, è quella di tenere i prezzi bassi. Per entrare a far parte del coworking ci si può iscrivere al costo di 8 Euro, cifra che dà diritto alla tessera annuale, all’assegnazione di una password personale per accedere alla rete wi-fi e ad una chiave per entrare e uscire in autonomia. Il costo di un’abbonamento mensile full-time è di 30 Euro, mensile part-time (o 15 giorni) 20 Euro e giornaliero 2 Euro, ed è comprensivo di postazione di lavoro, proiettore, stampante e fotocopiatrice. A disposizione dei freelance c’è anche una sala riunioni per ricevere clienti, e una saletta conferenze dove già sono stati ospitati eventi e workshop, come quelli organizzati dall’associazione Cape Canaveral.

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ECONOMIA XXXVI edizione Premio Fedeltà al Lavoro

Imprenditori forti come il marmo La Camera di Commercio di Verona quest’anno ha assegnato 140 premi alla fedeltà al lavoro. Tra questi Daniele Negrente per i 35 anni della sua officina di Rosaro e Marmobon Srl di Lugo con l’unico premio per «l’internazionalizzazione». Il premio «Domus Mercatorum» è andato a Luigino Bertolaso presidente del Gruppo Bertolaso Spa di Zimella. di Alessandra Scolari

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lla Valpantena il premio per «l’internazionalizzazione». A riceverlo, nell’Auditorium della Fiera di Verona, Renato Dal Corso direttore della Marmobon Srl. Premio che ha condiviso «con i fratelli Rita e Ilario, il figlio Daniele e tutti gli imprenditori della Valpantena, che in questi anni hanno creduto e sostenuto le loro aziende ricercando continuamente nuovi sbocchi commerciali per promuovere il Made in Italy». Ancora una volta il settore lapideo, nato negli anni Cinquanta nei piccoli laboratori per dare lavoro ai titolari e ai figli per poi portare sviluppo e benessere in Valpantena. Un comparto che, in questi lunghi anni di crisi, ha saputo tenere alta la testa e offrire occupazione, proprio grazie a imprenditori (come Renato Dal Corso) impegnati in azienda e su più fronti per la coesione e partecipazione nel processo di innovazione tecnologica aziendale e nella ricerca di nuovi mercati, in cui esportare i prodotti. Renato Dal Corso, convinto che «si cresce insieme» e mettendosi in prima fila, ha instaurato rapporti con il Politecnico di Milano, volti ad uno scambio diretto di esperienze - da un lato gli studenti che, nelle aziende della vallata, apprendono metodi

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di produzione innovativi e dall’altro i giovani imprenditori che prendono atto delle esigenze delle nuove generazioni, con le istituzioni, invitandole a «realizzare opere pubbliche e a trainare il privato, per salvare le nostre aziende e l’occupazione» e con gli stessi imprenditori invitandoli a «non mollare e a mantenere in vita la propria azienda». L’ultima iniziativa di Renato Dal Corso, dal 2008 anche presidente del Consorzio Marmisti «Val di Pan» (che oggi conta 52 soci), è la richiesta di «regole volte a tutelare l’attività di trasformazione della materia prima». Il tema è l’esportazione «in maniera esagerata» di blocchi di marmo grezzo: «dalla cava al porto, scavalcando tutta la filiera della trasformazione italiana», con conseguenze, imprevedibili, che vanno «dalla concorrenza sleale, alla chiusura aziendale e alla disoccupazione». Nella lettera inviata alle aziende e ai consorzi italiani (3 dicembre 2013) Renato Dal Corso sostiene «il settore della trasformazione del marmo può e deve ritornare ad essere un’eccellenza del Made in Italy. Dobbiamo riuscire a far valere il nostro diritto a trasformare in loco i marmi nazionali richiesti in tutto il mondo e far sì che le ricchezze del territorio italiano sia-

no funzionali al lavoro e alla crescita delle rispettive comunità». Molte le adesione a questa proposta già pervenute al Consorzio Marmisti della Valpantena: il problema riguarda l’intero comparto lapideo nazionale. Ritornando alla trentaseiesima edizione del «Premio alla fedeltà al lavoro», promosso dalla Camera di Commercio di Verona, ricordiamo che il presidente Alessandro Bianchi, nel presentare l’iniziativa, ha detto tra l’altro: «A Verona è ancora prematuro parlare di ripresa, però il trend negativo dai dati che abbiamo pare si sia fermato. La disoccupazione preoccupa ancora, tuttavia si è esaurito subito il nostro bando volto ad ottenere contributi per l’inserimento di giovani e donne in azienda. Bisogna recuperare la fiducia nel futuro: il resto verrà da sé». Anche noi per il 2014 lo auspichiamo con forza!

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RUBRICA

Vita di montagna

Dalle Canarie alla Grecia passando dalla Lessinia È l’itinerario del Sentiero europeo E7, il cui tratto scaligero è stato di recente sistemato dai volontari della Federazione italiana escursionismo per renderlo percorribile agli appassionati di escursioni in montagna.

di Marta Bicego

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Hanno lavorato tutta la scorsa estate i venti volontari della Federazione Italiana Escursionismo (Fie) per rendere percorribile e sicuro il tratto veronese del Sentiero europeo E7. Percorso che nasce lontano, nelle Canarie, e attraversa l’Italia sfiorando la Lessinia, per proseguire fino alle coste del Mediterraneo ellenico. «Si tratta di uno dei dodici sentieri riconosciuti dall’European ramblers association» premette Maurizio Boni, presidente del Comitato regionale veneto della Fie. Di questi, «ben sei transitano per la nostra nazione, quattro per il Triveneto e due solcano l’altopiano della Lessinia, incontrandosi tra loro». Sono i sentieri E5, i cui padrini sono Franco ed Helene Cuoghi affiancati dalla figlia Claudia (vedi intervista su Pantheon 42, ndr), ed E7, tenuto ufficialmente a battesimo nel 1990 a Passo Pelegatta, presso il rifugio Pompeo Scalorbi, dallo stesso Boni con la moglie Maria Grazia Comini assieme ai vertici di Fie ed Era e da Teresio Valsesia, già vicepresiden-

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te generale del Cai. Il progetto iniziale affidato dalla European ramblers association alla Federazione Italiana Escursionismo del Veneto, spiega, «prevedeva il passaggio del percorso a nord, sul Pasubio. Fu iniziativa mia e di mia moglie inaugurare un incrocio con l’E5 in una zona più vicina, quale il gruppo del Carega». Lavoro che proseguì lentamente, a causa anche della varietà di normative che riguar-

dano la sentieristica e variano da una Regione all’altra. «In due riuscimmo a disegnare il percorso per quasi tutto il Veneto, ma segnarlo con le tabelle di legno sarebbe stata un’impresa impossibile» ammette. Col passare degli anni, e l’aiuto delle moderne tecnologie, l’operazione è stata completata grazie al coinvolgimento dei volontari del Comitato regionale veneto il cui sogno nel cassetto è ora realizzare una guida dedicata al percorso. Dal passato si arriva all’oggi, dove sul tratto lessinico dell’E7 operano tre segna-sentieri europei: i due pionieri e Giuseppe Franchi, supportati da uno stuolo di aiutanti-volontari dalle diverse età e tutti accompagnatori escursionistici esperti di montagna. Si mettono in movimento all’avvio della stagione escursionistica, per controllare che il percorso sia agibile e opportunamente segnalato. Purtroppo, nemmeno ad alta quota, la maleducazione è assente: «posizionata a primavera, la tabella presente sul Corno d’Aquilio è stata distrutta prima dell’autunno dello stesso


Vita di montagna

Giuseppe e Michele Franchi

drid, e scavalca i Pirenei per giungere ad Andorra e proseguire in Francia. Tocca il Principato di Monaco, sfiora ancora la Francia, e fa tappa in Italia a Ventimiglia, tenendo salda la rotta da ovest a est. Passa da Piacenza e, lungo gli argini del Po, giunge nelle terre alte di Bergamasco e Bresciano, scendendo verso il Garda. Dalla sponda lombarda riprende a Malcesine per risalire le pendici del Baldo dove si divide in due tronchi: trentino e scaligero. Quest’ultimo percorre la cresta del Baldo, raggiunge Rifugio Telegrafo, scende in Val d’Adige, risa-

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le i Lessini a Fosse e s’incammina tra i pascoli lungo i cordoni fino al Carega, prima al Rifugio Passo Pertica e poi allo Scalorbi, dove incrocia l’E5. Nel Vicentino supera le creste dell’Ortigara e la Valsugana. Dopo il Brenta, risale il Monte Grappa e scende a Vittorio Veneto; riprendere quota e attraversa il Friuli in direzione Caporetto. Lasciati i confini italiani, il sentiero raggiunge la Slovenia, entra in Croazia per passare Ungheria e Serbia; continua in Macedonia verso la Grecia e si conclude sulle coste del Mediterraneo ellenico.

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anno» fa notare, senza nascondere la delusione. Eppure, un sentiero ha un valore storico-culturale: «negli anni Settanta, quando l’Europa era ancora divisa, quando la cortina di ferro non permetteva di conoscere le culture e le genti dell’est, iniziò a diffondersi il concetto: “Camminare oltre le frontiere”. Fu il primo motto dell’Era». Ora parlare di sentieri europei sembra anacronistico, aggiunge, «ma non bisogna dimenticare che esistevano prima dell’Europa unita e rappresentano il valore dell’unità raggiunta. Lavoro che non è ancora concluso se si pensa al Sentiero E12 che toccherà tutte le coste del mare Mediterraneo. E Paesi come Turchia, Israele, Albania hanno aderito...». Camminare lungo questi percorsi ha, insomma, un fascino particolare. Specie se gli itinerari sono variegati nei paesaggi. Il sentiero E7 parte a Valverde sull’isola El Hierro; riprende a Lisbona, in Portogallo; attraversa il cuore della Spagna, sfiorando Ma-


VIAGGI

Reportage dal Sud America

Casa Rosada, Buenos Aires

Alla scoperta dell’Argentina

Un paese che deve all’agricoltura il suo sviluppo e al turismo l’uscita dalla crisi. Un’attenta organizzazione delle risorse turistiche condivisa con l’agronomia sta consentendo un nuovo percorso. Non vi è conflitto tra i «ricchi» prodotti della terra e la varietà, la bellezza e il fascino del paesaggio. di Alessandra Scolari

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l grande sviluppo in Argentina risale alla seconda metà dell’Ottocento, quando il governo decise di incentivare l’immigrazione europea per «lavorare il terreno, potenziare l’industria o insegnare le arti e le scienze», favorendo la libertà e la cultura. Quindi «un milione di cittadini europei (100mila l’anno per 10 anni) avrebbe insegnato a lavorare, a sfruttare nuove ricchezze e arricchito il Paese», scrissero i promotori della Costituzione del 1853. Ai coloni, che iniziarono a coltivare la terra nelle steppe, furono offerte notevoli agevolazioni, ma il percorso di democratizzazione è stato lungo e difficile. Nelle pampas sorsero così le grandi fattorie estancias, con gli allevamenti di animali e pecore: quest’umile ovino contribuì a far si che l’Argentina diventasse uno dei maggiori esportatori di lana, oltre che di carne. Ancora oggi il piatto tipico nazionale è l’asado, l’agnello, componente base della grigliata: quella della migliore tradizione contadina arriva fumante, tuttora, sulle grandi tavolate dei turisti, sia in città che nei villaggi, dove le fattorie sono parte del turismo. I commercianti inglesi si insediarono nelle città e a Buenos Aires. Una cit-

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tà in cui il modello europeo è tuttora molto evidente: il 40% della popolazione totale (che è di 40 milioni) è di origine italiana. Con grande soddisfazione nella più grande libreria di Buenos Aires, ricavata in un bellissimo teatro dismesso, abbiamo visto accanto ai libri dei grandi personaggi europei “Intervista con la storia” di Oriana Fallaci. Poi i parchi e i grandissimi alberi dei quartieri Recoleta e Palermo, nonché i viali (Avenida 9 luglio ha 16 corsie ed ha una larghezza di oltre 140 metri) dai marciapiedi davvero malridotti, però ingentiliti dai fiori degli alberi giacaranta (a novembre lì è primavera) ci riportano ad una città cosmopolita, con lo stadio Boca e il Caminito (patria del tango) che la rendono unica. Nella frequentatissima cattedrale, dalla facciata austera su Plaza de Mayo, si venera tuttora la Madonna Bonaria, protettrice degli immigranti. La Casa Rosada (sede del governo) sembra fuori dal contesto, pur affacciandosi su Plaza de Mayo, vero cuore pulsante della città e sede di tutte le iniziative civili e politiche. Tuttavia è la Patagonia ad esercitare un fascino particolare sulla nostra comitiva, sebbene di “culturale”, nel sen-

so tradizionale del termine, non abbia nulla da offrire, la varietà e vastità dei suoi paesaggi ha il potere di incantare tutti. A favorire questa empatia fra visitatori e natura sono le guide (le nostre tutte di origini italiane) con la loro passione e preparazione. L’Università le specializza in botanica, zoologia, storia, geologia, geografia e comunicazione. Tra gli scopritori della Patagonia citiamo Francisco Pascasio Moreno (Buenos Aires 1852 - 1919) di madre inglese e fin da bambino amante della natura. Scienziato e instancabile viaggiatore, Moreno trascorse gran parte della sua vita nell’entroterra di questa vasta area, cogliendone le potenzialità per «l’insediamento umano e per lo sviluppo nazionale», tanto che divenne il portavoce della Patagonia. Risolse tra l’altro il conflitto per i confini con il Cile (1902) e sostenne i parchi, tanto da regalare alla Nazione, oltre alla sua collezione di fossili, «tre leghe quadrate di terra selvaggia». Anche se il primo parco in Patagonia venne istituito nel 1934 (oggi sono ben undici), per il suo impegno venne insignito del titolo onorifico di “Perito” che significa “esperto”. Al suo nome, in particolare, è lega-


Reportage dal Sud America to il Parco Nazionale Los Glaciares (su un’area di 220km2) con il Perito Moreno (a 21km da El Calafate), diventato una delle maggiori attrazioni dell’Argentina. Una muraglia di ghiaccio alta 80 metri e lunga 3km, che chiude il Lago Argentino (1650km2), ci appare improvvisa. Con il battello arriviamo a pochi metri, ammiriamo i suoi colori, però ad emozionare maggiormente è la passeggiata sulla passerella (5km), con le sue terrazze adornate di piante di Notros (fiori rossi), ascoltando i crack dei lastroni di ghiaccio che precipitano. Il Perito Moreno è uno dei pochi ghiacciai a mantenersi in equilibrio (nonostante i cambiamenti climatici), perché mentre masse di ghiaccio cadono, dall’altro lato aumenta grazie alle nevi di Cerro (ovvero “monte”) Fitz Roy (3405 metri) e di Cerro Torre (3128 metri) denominati “Guardie del Vento”, vette ambite da esperti alpinisti internazionali che sfidano la grande forza del vento. Vento che in Patagonia viene utilizzato anche per molti altri sport (estremi). Anche Ushuaia, la Terra del Fuoco, con le sue correnti fredde provenienti dall’Antartide, è il regno degli sportivi: vette di 1000-1500 metro offrono una splendida visione sulla città e sul Canale Beagle. È la città più ricca, dopo Buenos Aires, lo si è capito in Avenida Sant Martin, con i molti negozi di moderni capi di abbigliamento sportivo e i ristoranti (pieni). Nel Parque Nacional Tierra del Fuego, sui sentieri attrezzati, scopriamo una

Usuhaia, detta La fine del Mondo

Quartiere Caminito, Buenos Aires

foresta ricca di lenga (una specie di faggio), le isole de “la fine del mondo” e le strutture turistiche: ostelli, bar, ristoranti (tutti in legno). Lo stesso modello lo abbiamo trovato a Nord dell’Argentina, ad Iguazù, con le cascate che offrono un altro straordinario spettacolo naturale. Questo Parco Nazionale copre un’area di 550km2, mentre le cascate hanno un fronte di 3km e 275 cadute d’acqua. Sono raggiungibili con un trenino, su sentieri e passerelle che portano alla Gola del Diavolo e al Salto San Martin, la cui scena si presenta semplicemente stupenda: una massa d’acqua gigantesca, precipitando (violento anche il rumore) crea nuvole di vapore acqueo indescrivibili. Rientra nel pacchetto anche l’attraversamento su gommone dell’Isola Grande di San Martin con passaggio sotto la cascata: l’onda fortissima dà ai turisti un senso di liberazione. Le stesse cascate, in terra brasiliana, sono più dolci e altrettanto

Cascate di Iguazù Passerelle al Perito Moreno

ben attrezzate, tanto che alla fine del percorso, a un paio di metri dalla caduta dell’acqua, un ascensore ci riporta nel «Centro visitatori» fornito di tutti i comfort. In Argentina e Patagonia turisti di tutto il mondo, anche se con la crisi sono calati (specie dopo il crack del 2001), incrementano l’economia, grazie all’efficiente organizzazione turistica.

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TERRITORIO Riflettori puntati su Forte Tesoro

Ricchezza da valorizzare Dopo lo “Speciale Estate” dello scorso anno, Pantheon torna a parlare di forti. I riflettori si accendono ora sul Forte Monte Tesoro, la cui proprietà è stata di recente trasferita a titolo gratuito dal Demanio al Comune di Sant’Anna d’Alfaedo. Vediamo insieme le fasi salienti di questo passaggio. di Francesca Merli

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ituato in località Corrubio nel comune di Sant’Anna d’Alfaedo, il forte Monte Tesoro, ormai dismesso da anni, fu costruito a scopo difensivo a partire dal 1905 e nel 1911 avvenne il completamento dei lavori. Come per gli altri forti presenti sulla linea difensiva dei Monti Lessini, tra cui Santa Viola e San Briccio (vedi Pantheon 40, 41,

Le casermette

42), dal Monte Tesoro non partì mai un colpo e nel 1915 furono rimossi i cannoni. Il forte, articolato su più livelli e delimitato da un ampio fossato, conserva ancora le tipiche caratteristiche estetiche, come la muratura in pietrame a vista e le finestrature. La sua maestosità è ben visibile, tanto

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da occupare un’area che conta circa 20 ettari, e si trova immerso in una folta vegetazione che ricopre l’intera sommità dell’omonimo monte. Una tale grandiosità costretta in uno stato di abbandono, non poteva non destare interessi da più parti, specie a Sant’Anna d’Alfaedo. Risale a poco tempo fa, precisamente al 3 dicembre dello scorso anno, il tanto auspicato passaggio di proprietà al comune di Sant’Anna, voluto da tempo e gioiosamente conquistato dall’attuale amministrazione. Come confida il vicesindaco Raffaello Campostrini «è stato un lungo cammino, e da anni ormai c’era la voglia di ottenere un accordo. Ora possiamo finalmente affermare di aver raggiunto un traguardo importante, in cui abbiamo tanto sperato». L’amministrazione, guidata dall’attuale sindaco Valentino Marconi, ha premuto l’acceleratore del processo relativo al passaggio, beneficiando della legge 42 del 5 maggio 2009, riguardante la sdemanializzazione dei beni statali. Come continua Campostrini infatti, «la cessione è avvenuta gratuitamente, e il comune non ha dovuto spendere nulla». Nonostante non sia stato speso un centesimo per firmare il passaggio, sono state spese molte energie per poterlo conseguire. Il raggiungimento di un accordo infatti, è stato possibile soprattutto grazie all’approvazione di uno specifico e dettagliato programma di valorizzazione di tutta l’area riguardante il forte, condizione

indispensabile per la sottoscrizione. «Abbiamo raggiunto una sorta di “promessa” di impegno, suddividendo il lavoro anno dopo anno in un tot di step». Gli “step” a cui fa riferimento il vicesindaco, partono dalla pulizia e dalla messa in sicurezza della struttura, fino al recupero ambientale e naturalistico di tutta l’area interessata. «Ogni anno il comune dovrà rendicontare alla Regione Veneto e al Demanio cosa è stato fatto, tramite una relazione dettagliata dello stato di avanzamento degli interventi di conservazione e fruizione del forte», precisa Campostrini. Un impegno solenne e certamente non semplice, visti i tempi che corrono. «L’esigenza primaria è di trovare una sinergia con il territorio, rendendo il forte un’attrattiva turistica e culturale. Le

Una foto degli interni del Forte


Riflettori puntati su Forte Tesoro idee non mancano, e ci siederemo a un tavolo per valutare le prospettive concrete di utilizzo. Auspico in una buona riuscita del progetto, perché capita troppo spesso di possedere delle ricchezze che si danno per scontate, senza rendersi conto della loro importanza. Si tratta di un patrimonio della comunità, ed è un luogo che appartiene a tutti». Il forte Monte Tesoro è pressoché sconosciuto a molti, fatta eccezione per gli abitanti di Sant’Anna e delle zone limitrofe. Ciò che sfugge sono soprattutto le sue potenzialità architettoniche, messe in risalto dall’architetto Fiorenzo Meneghelli, massimo esperto nel campo del restauro di edifici storici, del recupero e della valorizzazione dell’architettura militare e non solo, che ha espresso il suo entusiasmo per l’accordo stipulato e la collaborazione di più parti per conseguire un obiettivo comune. Su delega del comune, si è occupato di realizzare uno studio del programma di valorizzazione del manufatto. Come confida, «pochi sanno che a

Il momento della firma dell’atto di trasferimento

livello difensivo il forte Monte Tesoro è il migliore esempio di fortificazione moderna delle Alpi, ed è stato preso come modello per tutti i successivi interventi in Veneto e Lombardia». Una ricchezza che merita di essere valorizzata e, prosegue l’architetto Meneghelli, «da inserire in un percorso storico-culturale ed ambientale, come parte di un insieme di luoghi di interesse come le Cascate di Molina e il Museo Botanico, il Museo Preistorico e Paleontologico di Sant’Anna d’Alfaedo, il Ponte di Veja, il Monte Corno d’Aquilio». Con

un effettivo recupero, «si consentirebbe al forte di diventare il luogo della memoria della Grande Guerra nell’area lessinica, arricchendo il grande spazio di cui dispone con attività di carattere museale, culturale e didattico. Dare valore a un luogo significa far crescere anche gli altri luoghi della Lessinia, creando un connubio tra la dimensione storica e quella ambientale». Tra forti, boschi e trincee, la nostra Lessinia possiede un patrimonio storico straordinario che diviene importante solo se valorizzato.

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Uno scorcio di Lessinia, sul prestigioso palcoscenico di Fieracavalli Un baito in pietra di Prun nel cuore di Fieracavalli, a Verona. Tutto vero. È stata questa l’originale idea della ditta Tommasi Domenico & Figli S.r.l., durante l’ultima edizione della grande kermesse equestre, per far conoscere a un pubblico internazionale il fascino architettonico delle costruzioni tipiche della Lessinia. Uno stand elegante che ha ospitato i prodotti enogastronomici e caseari dell’azienda agricola Selva Vecchia di Sant’Anna d’Alfaedo. Un esempio di co-marketing territoriale che ha prodotto interesse e ricevuto molti complimenti.


SPORT Fusione tra il Verona “in rosa” e l’Atletico Grezzana C5

AGSM VERONA

calcio femminile e non solo...

C

’era una volta il Bardolino calcio femminile, capace di conquistare, in cinque stagioni, dal 2004 al 2009, ben quattro Scudetti, tre Coppe Italia, quattro Supercoppe (di cui una nel 2001) e una storica semifinale della massima competizione europea di categoria, la UEFA Women's Champions League. Dalla stagione 2013/2014, a quella che nel frattempo è diventata AGSM Verona, che attualmente si trova nella parte alta della classifica di Serie A, sì è unita una formazione di Futsal, disciplina più comunemente conosciuta come calcio a 5, che noi di Pantheon abbiamo avuto modo di conoscere già qualche anno fa. Si tratta dell’Atletico Grezzana Calcio a 5, una realtà sportiva che ha avuto origini nel 2009 nel cuore della Valpantena per volere di un ex giocatore professionista di calcetto, Roberto Sartori, attuale tecnico della squadra, e dell’amico dirigente Michelangelo Verzini. AGSM Verona e Atletico Grezzana C5, dicevamo, hanno dato vita all’inizio di questa stagione a una nuova società, l’ASD AGSM Verona FCG, in grado di ampliare i sogni, i progetti e le ambizioni di entrambe in un’ottica davvero solida e lungimirante. «Da questa stagione il calcio a 5 è entrato a far parte di un progetto sportivo ambizioso e molto stimolante» spiega Roberto Sartori «Grazie agli ottimi rapporti che ci legano ai vertici della società AGSM Verona, abbiamo deciso di

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La pluridecorata società gialloblu, impegnata nell’attuale campionato della massima serie femminile, può contare da quest’anno anche sulla formazione di calcio a 5 che si allena nel nuovissimo palazzetto di Quinto di Valpantena. Un progetto di sport che unisce due realtà con obiettivi chiari e ambiziosi. di Matteo Scolari

AGSM Verona, la formazione di calcio a 5

inserire il Futsal con l’obiettivo di creare nei prossimi anni un intero settore giovanile e di dar vita anche a una formazione femminile». «Attualmente disputiamo il campionato di Serie D, ma stiamo lavorando per raggiungere traguardi importanti nei prossimi anni» prosegue il tecnico «Unire il calcio femminile al calcio a 5, a mio avviso, crea un’opportunità straordinaria in termini di visibilità per entrambe le discipline. Una visibilità che diventa interessante anche per le aziende o gli sponsor che credono nel progetto e che al contempo hanno la possibilità di investire in un sistema verticale che parte dal locale e arriva fino alla ribalta nazionale se non addirittura internazionale con gli impegni in ambito europeo della Prima squadra». «Siamo orgogliosi di poter indossare la maglia gialloblu e di puntare a qualcosa di grande per i prossimi anni» confessa Michele Fracasso, pivot della squadra e capitano della formazione guidata da Sartori «Sappiamo che è un progetto appena iniziato e che la strada per crescere non sarà semplice, ma siamo motivati e determinati a dare il massimo». «Nonostante ci siano molto giocatori nuovi rispetto alle passate stagioni, il gruppo è molto affiatato» con-

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Fusione tra il Verona “in rosa” e l’Atletico Grezzana C5 clude Oreste Zullo, centrale difensivo, componente della “vecchia guardia” dell’Atletico Grezzana «Ci alleniamo in un palazzetto, quello di Quinto, che è un gioiello e che ci stimola ancora di più a far bene, con serietà e professionalità». L’AGSM Verona calcio a 5 può contare anche sull’apporto del preparatore atletico Edoartdo Pitti e sulla collaborazione dell’addetto stampa e giocatore Enrico Maria Contin. Info: agsmverona@gmail.com

Vrost Contest,

siete pronti per “partire a maniglia”?

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utto pronto nel cuore della Lessinia per un fun event che si preannuncia carico di adrenalina e che sarà in grado di divertirvi e di emozionarvi grazie a tre semplici ingredienti: neve, sci da fondo e fat bike. Stiamo parlando del Vrost Con-

test, un’affascinante staffetta a coppie sulla neve, unica nel suo genere, che si disputerà domenica 16 febbraio su un anello di circa 700 metri ricavato sul campo scuola sci da fondo di Malga San Giorgio. Un’iniziativa organizzata dal negozio Bike Store di Verona, in collaborazione con Scuola Sci Fondo Alta Lessinia, P&M Eventi e Lessinia Sport Eventi, che rientra nel più ampio programma di Lessinia Tour 2014 e che incoronerà la coppia vincitrice con il titolo di "Re del Gelo". Dalle 9.30 batterie di 6 coppie si sfideranno per la fase di qualificazione. A ogni coppia verrà cronometrato il tempo e sulla base di questo verrà stilata una prima classifica. I primi 32 migliori tempi passeranno alla fase finale che si

svolgerà sotto forma di vera e propria "eliminator": in ogni batteria passano le prime due coppie sino alla finale dove si decreterà la coppia vincitrice. Sia le qualifiche che le fasi finali si disputeranno sulla distanza di due giri del percorso, salvo diversa decisione dell'organizzazione. E come direbbe il campione di sci nordico Fulvio "Bubo" Valbusa, oro olimpico a Torino 2006, che queste piste le conosce benissimo visto che ha macinato chilometri su chilometri durante la sua fantastica carriera: siete pronti per partire "a maniglia"? Iscrizioni entro il 13 febbraio 2014. Info su www.lessiniatour.com

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EVENTI

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8 E 15 FEBBRAIO – CAMPOFONTANA IN LESSINIA CON LE CIASPOLE Campofontana, Ore 19:30 Una serie di escursioni in notturna con le ciaspole seguite da cena in luogo tipico della Lessinia. Tutto organizzato dai Beavertails. Sabato 9 ritrovo a Campofontana con partenza alle 20:00 e poi cena presso il Ristornate Montanara. Sabato 15 partenza da L’Agriturismo l’Incanto, partenza alle 20:00 e cena conviviale conclusiva. Uscite €30,00 bambini under 12 €17,00 Info: 349.4318484 – www.beavertails.it 8 FEBBRAIO – VELO VERONESE CIASPOLESS ATTO 2 DI P&M Camposilvano, Ore 19:00 Ciaspolata in notturna nella Valle delle Sfingi di Camposilvano e cena in agriturismo. Partenza ore 19:15 dall’Agriturismo Camposilvano, percorso normale, durata 2.5ore (escluse le soste). Possibilità di noleggio ciapole. Info: 340.5951121 – www.pmevents.com DA 8 FEBBRAIO A 21 DICEMBRE – VERONA VERONA IN ARTE Via Roma, tutto il giorno Una bellissima mostra di quadri e opere d’arte colorerà Via Roma all’aperto per uno spettacolo inedito e mai visto a Verona. Organizzata dall’Associazione “Club Arte Moderna Contemporanea” in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune. Info: 333.2400012 – www.camcverona.it 9 FEBBRAIO – PASTRENGO STRACOTTO D’ASINO DAY Baita degli Alpini, Ore 12:30 Pranzo da non perdere con menu a base d’asino e polenta assieme al gruppo degli Alpini. Solo per tesserati ANA. Info: 045.7170398 – www.prolocopastrengo.it DA 5 FEBRAIO a 26 MARZO – FERRAZZE NON E’ SEMPRE UN MERCOLEDÌ DA LEONI Opificio dei Sensi, Ore 21:00 Rassegna con venti appuntamenti con il grande cinema. La rassegna inaugura con “Un mercoledì da leoni” di John Milius ambientato sulle assolate spiagge della California nell’America degli Anni Sessanta. Proseguirà con classici da non perdere. Ingresso libero con tessera ARCI sottoscrivibile la sera stessa. Info: 348.8916235 – www.opificiodeisensi.it DAL 14 AL 16 FEBBRAIO – BUSSOLENGO FIERA DI SAN VALENTINO Bussolengo Per tre giorni, fino al 16 febbraio, un mercatino di prodotti agroalimentari tipici animerà le vie del centro e un vivace Luna Park sarà punto di riferimento per il divertimento dei più piccoli. La Banda del corpo bandistico di Bussolengo anticiperà l’evento e allieterà la mattinata di giovedì 13 febbraio. Da non perdere le serate di teatro e musica al Pala Spettacoli in piazzale Vittorio Veneto, attiguo alla mostra campionaria. Info: 045.6769939 – www.comune.bussolengo.vr.it 15 FEBBRAIO – VILLAFRANCA TEATRO A BUFFET Sala Mirò (orario n.p.) La compagnia teatrale “I Gotturni” organizza una serie di appuntamenti a teatro per saziare mente e corpo. Al termine di ogni rappresentazione il pubblico potrà assaggiare un’ottima cena a buffet. Ingresso a cena e spettacolo €10,00. Info: 348.2450564 – www.gotturni.it

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16 FEBBRAIO – VERONA BIANCANEVE. NON APRITE QUELLA PORTA Teatro Stimate, Ore 16:30 Teatro per bambini e famiglie, ispirato, grazie alla compagnia “La Contrada” alla fiaba dei fratelli Grimm. Info: 045.8001471 – www.fondazioneaida.it 20 FEBBRAIO - VERONA JULIUS CAESAR Teatro Camploy, Ore 20:45 La Compagnia Benvenuti presenta Giulio Cesare/Julius Caesar di William Shakespeare con la regia di Andrea Baracco. Un “viaggio” nella tragedia shakespeariana nel tentativo di portare un po’ di luce nell’ombra di una storia che coglie i momenti cruciali di una crisi sociale, politica e umana che suona quanto mai attuale, nell’oscurità dove la ragione si confonde con il sogno, l’immaginazione con la

TUTTI GLI EVENTI DI SAN VALENTINO A PAGINA 17

realtà, il presente con il futuro, lo spazio della Roma antica con la Roma di oggi. Info: 045.8008184 – www.laltroteatro.comun.verona.it 23 FEBBRAIO – VILLAFRANCA CARNEVALE ALL’ALPO Fraz. Alpo, Ore 10:00 Il tradizionale Carnevale veronese approda ad Alpo di Villafranca con una grande sfilata di carri e maschere: per le vie del paese musica, balli, tra coloratissime stelle filanti e coriandoli, per vivere tutta la vivacità e l’allegria del Carnevale. Info: www.carnevalediverona.it 23 FEBBRAIO – VERONA IL PIFFERAIO MAGICO Teatro Stimate, Ore 16:30 Teatro per bambini e famiglie, ispirato, grazie alla compagnia “L’Uovo” alla celebre fiaba. Info: 045.8001471 – www.fondazioneaida.it 12 E 23 FEBBRAIO - VERONA A TU PER TU CON VERONESE Museo degli Affreschi, Verona E’ da poco iniziato, grazie al contributo di Banca Popolare di Verona, il restauro della grande tela degli Haeredes Pauli, Cena in casa di Levi, (olio su tela, 550 x 1010cm). L’intervento, è visibile a tutti i visitatori all’interno del percorso del Museo degli Affreschi alla Tomba di Giulietta. Ingresso gratuito al cantiere Info: 045.8062611 – www.turismoverona.eu DAL 27 FEBBRAIO AL 4 MAGGIO – VERONA GEOMORFO: MILLE VOLTI DEL PIANETA TERRA Museo Civico di Storia Naturale e Scavi Scaligeri In esposizione, agli Scavi Scaligeri, (dove la mostra inaugurerà il 15 febbraio) oltre cento immagini a colori che gettano uno sguardo insolito ed approfondito sulle caratteristiche geologiche del pianeta Terra: deserti, vulcani, ghiacciai, montagne, coste a picco sul mare, archi naturali, pinnacoli in precario equilibrio, rocce stratificate, grotte, sculture naturali. Dai paesaggi estremi ai luoghi più comuni. Gli approfondimenti scientifici e didattici della mostra, ospitati al Museo Civico di Storia Naturale, sono dedicati soprattutto allo straordinario mondo dei vulcani e intendono stimolare nell’osservatore curiosità, stupore e desiderio di saperne di più. Dal 27 febbraio sarà possibile visitare, al Museo Civico di Storia Naturale di Verona, una sezione di GeoMorfo dedicata allo straordinario mondo dei vulcani, arricchita da contenuti scientifici e didattici. Scavi Scaligeri: dal 16 febbraio al 4 maggio – 10:00/19:00. Lunedì chiuso. Museo di Storia Naturale: dal 27 febbraio al 4 maggio. Lungiov 9:00/17:00; sab e dom 14:00/18:00. Venerdì chiuso. Biglietti: €5,00 / €3,00 / ridotto scuole e ragazzi (8 – 14 anni) €1,00 28 FEBBRAIO – VERONA SERE D’INVERNO A CASTELVECCHIO Castelvecchio, Ore 21:15 Il Gruppo Teatro Impiria ripropone l’interessante rassegna teatrale in uno degli angoli forse più suggestivi e romantici della città di Verona: la Sala delle Feste del Circolo Ufficiali dell’Esercito in Castelvecchio. In questa location intima e raccolta, prospiciente il ponte scaligero illuminato, sarà possibile trascorrere alcune serate in compagnia del teatro d’autore e di piéces originali.. Info: 045.8002868 – www.teatroimpiria.net 28 FEBBRAIO – MONTEFORTE D’ALPONE GNOCOLADA IN PIAZZA Monteforte d’Alpone Le otto contrade del paese si sfideranno nella terza Gara di Gnocchi, la curiosa e simpatica sfida a chi mangia più gnocchi. Gnocchi a volontà per tutti. Info: 045.6190773 – iat@estveronese.it 1 MARZO – CORBIOLO MA CHE BELLA SERATA Teatro di Corbiolo, Ore 21:00 Spettacolo carnevalesco a cura della compagnia teatrale di Corbiolo. Risate e divertimento e, perché no, spazio anche per qualche riflessione. Da non perdere. Repliche anche il 2 marzo (16:30) e il 4 marzo (21:00) 1 MARZO – BOSCO CHIESANUOVA WINTER FEST Piazza Marconi, dalle Ore 16:00 Giorna che ripercorre le tradizioni cimbre della Lessinia, con uno scontro a squadre con alcuni dei giochi tradizionali in stile “vichingo”. A seguire (ore 19:30) aperitivo Apres-Sky, premiazioni e quindi animazione musicale con Dj Rocco. Info: cercate “Winter Fest Bosco” su Facebook


SCUOLA Un progetto europeo coinvolge l’istituto di Bosco Chiesanuova

Il gioco allarga cancellai confini i confini Si chiama Cultural Interaction and Childood Games Project, ed è un’iniziativa europea che vede impegnate quattro nazioni: Italia, Slovacchia, Turchia e Polonia. I nostri rappresentanti sono dell’Istituto Comprensivo di Bosco Chiesanuova, a Verona. Siamo andati a scoprire di cosa si tratta.

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utto parte dal Polo Europeo della Conoscenza, che lo scorso aprile ha dato il via ad un progetto molto interessante. L’obiettivo? Aiutare i ragazzi della scuola secondaria a formare una propria cultura europea dell’integrazione attraverso il gioco tradizionale. Ciascuna delle quattro nazioni che hanno aderito propone alle altre i giochi culturali nazionali, in un percorso biennale fatto di incontri nei vari Paesi partecipanti partito a novembre 2012 e prossimo a concludersi il prossimo aprile. Soddisfazione tutta scaligera il fatto che la rappresentanza azzurra sia veronese, perché l’Istituto Comprensivo italiano coinvolto è quello di Bosco Chiesanuova con le classi delle secondarie di Cerro Veronese e, appunto, di Bosco. Trattandosi di un progetto Comenius, oltre agli insegnanti, anche gli studenti sono coinvolti in prima persona. Periodicamente, assieme ai professori accompagnatori, sono Giochi all’aperto in Turchia

Un momento dello scambio in Turchia

di Matteo Bellamoli

ospitati a turno in una delle nazioni partecipanti, ma «l’attività non si esaurisce nei momenti di incontro», come ha spiegato Silvia De Carli, una delle insegnanti portabandiera di questa iniziativa. «Oltre ai viaggi, i ragazzi hanno lavorato alla scelta dei giochi, alla creazione del logo, alla strutturazione di un sito e all’accoglienza stessa degli studenti esteri. Difatti sono le famiglie ad ospitare i ragazzi, sia qui in Italia che negli altri Paesi». Per rappresentarci è stato scelto in modo particolare lo S-cianco, a cui sono legati i ricordi di tanti papà e nonni, ma non è il solo. «In realtà» ha proseguito la professoressa De Carli, «il solo gioco è marginale ai fini della costruzione della cittadinanza europea. È il pretesto per far incontrare le culture, aprire il dialogo e coinvolgere intere comunità». A dimostrarlo in piena regola è stata l’accoglienza che è stata organizzata a Cerro e Bosco quando è toccato all’Italia ospitare le altre Nazioni. Oltre ai giochi, l’Istituto ha organizzato una gita a Verona, ha attivato la collaborazione dell’Associazione Giochi Antichi donando un CD con le canzoni tradizionali del Tocatì, ha preparato un’accoglienza speciale grazie alla scuola primaria e poi ancora ha messo in piedi gite in Lessinia grazie alle Guardie Forestali, oltre all’immancabile cena per tutti offerta dal Gruppo Alpini di Cerro. Dal 19 al 23 febbraio toccherà nuovamente ad una rappresentanza degli studenti italiani partire per Spišská Nová Ves, in Slovacchia, dove si incontreranno con altrettante rappresentanze turche, polacche e ov-

Un momento di gioco

viamente slovacche. I ragazzi protagonisti di questo viaggio sono scelti in base alle competenze con l’inglese e al loro comportamento, un motivo in più per spingerli all’impegno costante anche nelle attività scolastiche di tutti i giorni. E possiamo essere sicuri che quando il prossimo aprile, in Polonia, andrà in scena il gran finale di questo progetto, magari qualche amicizia internazionale continuerà anche dopo la scuola.

Gli insegnanti italiani coinvolti Andrea Pescarin e Chiara Bianchi Secondaria di Bosco Chiesanuova

Rosanna Pomari, Roberta Busato e Mirco Zamperini Primaria di Cerro Veronese Antonella Cavallini e Silvia De Carli Secondaria di Cerro Veronese

Il gruppo insegnanti davanti alle scuole di Bosco Chiesanuova

Giornalepantheon febbraio 2014

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Il libro del mese

IL LIBRO DEL MESE

RUBRICA

E PE DIT R R OR AG IA AZ ZI

Autore: Luis Sepúlveda traduzione Ilide Carmignani Titolo: Storia di una lumaca che scoprì l’importanza della lentezza Edizioni: Guanda Srl. Prezzo: 10 Euro Pagine: 95 Consigliato a ragazzi/ragazze dai 9 anni in su

recensione a cura di Alessandra Scolari

Il libro: Racconta la storia di una giovane lumaca che desidera avere un nome e capire il perché della sua lentezza. Non si rassegna che «è la vita e non c’è niente da fare», abbandona il suo gruppo di lumache «abitudinarie» e se ne va. Incontra per primo il gufo che le dice «sei lenta perché hai sulle spalle un gran peso»; poi incontra la tartaruga che le permette di dormire sul suo carapace. Al risveglio, incamminandosi insieme, la tartaruga racconta la sua vita con «gli esseri umani che crescono e dimenticano», la chiama «Ribelle» e la accompagna a vedere gli uomini che stanno costruendo case e strade, sacrificando prati e alberi. Questo impaurisce la lu-

PANTHEON BOX OFFICE

Fotografa qui per vedere il trailer del film”

Titolo: The LEGO Movie Genere: Animazione Durata: 100 minuti Regia: Phil Lord e Christopher Miller Uscita (Italia): 20 febbraio

Classici da non perdere

Titolo: Toy Story Genere: Animazione Durata: 77 minuti Regia: John Lasseter Anno: 1995 Entra nel mondo di Buzz Lightyear lo Space Ranger, Woody il cowboy, Rex il dinosauro, Slinjy, Mr.Potato e tanti altri giocattoli fantastici protagonisti di questa indimenticabile avventura di rivalità e amicizia, ricca di azione, allegria e tanto divertimento. La magia della più spettacolare animazione tridimensionale, fragorose risate e i personaggi più simpatici trasformano il primo film al mondo interamente realizzato al computer in un’incomparabile meraviglia cinematografica. Non importa quanti anni avete, Toy Story è la nuova frontiera dell’animazione. Lasciatevi stupire, il divertimento è garantito.

maca, ma la tartaruga le ricorda «un vero ribelle conosce la paura ma sa vincerla» e la lascia sola a decidere. Ribelle torna dalle compagne e lungo la strada incontra formiche e molti altri animali: li mette in guardia e tutti ringraziano. Non così le lumache. Però le invita a lasciare il prato, avvertendole: «è vero non so se incontreremo grandi pericoli e se arriveremo tutte, ma so che il nuovo Paese del Dente di Leone è davanti a noi e non alle spalle. Io proseguirò». Quando capì che le lumache la seguivano «non provò orgoglio né un minimo di felicità», ma ne sentì la responsabilità. Riuscirà a metterle in salvo? L’autore: Luis Sepúlveda è nato in Cile nel 1949 ed è cresciuto con il nonno paterno e uno zio, che gli instillarono l’amore per i romanzi di avventura. A scuola scriveva già racconti e poesie per il giornalino d’istituto e a soli 17 anni iniziò a lavorare al quotidiano Clarìn. A 20 anni, vinse il Premio “Casa de las Americas” per il suo primo libro di racconti. Crònicas de Pedro Nadie ed una borsa di studio di 5 anni per l’Università Lomonosov di Mosca. Oggi è uno scrittore, giornalista, sceneggiatore, regista, conosciuto a livello internazionale, con alle spalle un’intensa attività politica che lo ha portato a viaggiare in America Latina e nel resto del mondo (anche con Greenpeace). Attualmente Sepùlveda, naturalizzato francese, vive nelle Asturie, in Spagna. In Italia è stato nominato Dottore Honoris Causa dalla Facoltà di Lettere dell’Università di Urbino. Tra gli ultimi libri pubblicati ricordiamo Storia di una gabbianella e del gatto che le insegnò a volare e la Storia di un topo e del gatto che diventò suo amico. Curiosità: «La favola permette di vedere in prospettiva alcuni aspetti del comportamento umano e quindi di valutarli meglio. Quella della Volpe e l’Uva, per me, da bambino, era un monito: mi ha insegnato a non arrendermi senza lottare», ha detto lo stesso Sepùlveda in un’intervista. Le sue tematiche sono sempre universali. I protagonisti, anche in questo libro (la lumaca, la tartaruga e il gufo) coinvolgono i lettori più piccoli e fanno riflettere gli adulti. Viviamo in una società dominata dalla velocità: ma serve a renderci felici o crea solo ansia? L’autore ha chiarito: «io difendo il ritmo umano: il tempo preciso, né più né meno, che serve per fare le cose per bene. Per pensare, per riflettere, per non dimenticare chi siamo». Come dire servono tempi e spazi per capire la necessità di rispettare l’ecosistema globale. a cura di Mattia Zuanni

Il film: Il film d’animazione digitale in 3D segue le avventure di Emmet, un pupazzo LEGO ordinario, ligio alle regole, e del tutto comune che viene erroneamente identificato come una persona dai poteri straordinari, la figura chiave per salvare il mondo. Viene quindi coinvolto da un gruppo di sconosciuti, in una missione epica nel tentativo di fermare un tiranno malvagio (Lord Business). Un’avventura senza speranza che lo coglie decisamente impreparato. Emmet nella sua impresa però non sarà solo ma avrà la sua “compagnia” che include Vitrivius, un vecchio mistico in stile Gandalf, Lucy una ragazza tosta e intelligente e il supereroe Batman. Curiosità: Il film è un misto tra la tecnica dello stop-motion e della CGI. Lo stop-motion sfrutta una particolare cinepresa che impressiona un fotogramma alla volta, azionata dall’operatore-animatore. Con questo processo è quindi possibile animare dei cartoni animati, riprendendo composizioni di fogli lucidi, oppure realizzare una ripresa a passo uno, focalizzando l’attenzione su dei pupazzi (fissi, snodabili oppure di plastilina). Con questa tecnica sono stati realizzati diversi lungometraggi, come ad esempio: The Nightmare Before Christmas(1993), La sposa cadavere (2005), Coraline e la porta magica (2009) e ParaNorman (2012). La CGI, è invece un’applicazione nel campo della computer grafica 3D per la resa degli effetti speciali digitali nei film, in televisione, negli spot commerciali, nei videogiochi di simulazione e quant’altro. I principali studi di produzione animazioni in CGI sono la Pixar Animation e la Walt Disney Animation Studios. In The LEGO Movie saranno inclusi sia i personaggi più popolari del mondo LEGO sia personaggi nuovi, permettendo agli appassionati del brand che per generazioni hanno utilizzato i celebri mattoncini nella loro forma giocattolo, di godere di una nuova forma d’intrattenimento visiva del mondo unico dei LEGO, come mai prima d’ora. Warner Bros. Interactive Entertainment ha annunciato anche l’uscita del relativo videogioco, dal titolo The LEGO Movie Videogame che sicuramente andrà ad incrementare le (già numerose) vendite dei videogames marchiati Lego.


RUBRICA

Pollice verde

di Matteo Bellamoli

Pronti per ripartire Febbraio potrebbe riservare delle sorprese “al ribasso”, visto l’inverno caldo registrato fino ad ora, ma se così non fosse, è bene prepararsi per ricominciare.

Anche in giardino (forse ancor di più) le gelate e le nevicate sono alquanto pericolose, quindi prestate attenzione al meteo. Più ci avviciniamo alla primavera, e più le nevicatate tenderanno a sciogliersi in fretta, quindi curate i canali di scolo per evitare “alluvioni” impreviste. Approfittate del freddo che impedisce nuove messe a dimora per concimare il terreno, e diffidate di improvvisi rialzi della temperatura fino alla fine di febbraio, perché le ricadute sono dietro l’angolo. Anche qui potete zappare oppure rastrellare il terreno per renderlo omogeneo. Tagliate le siepi e, permettete il gioco di parole, preparate le marze per gli innesti di marzo. Se avete alberi da frutto, dal 20 febbraio potete potare i meli, i peri, i ciliegi e le viti. In appartamento potete rinvasare ficus, felci e palme, mentre all’aperto, sempre nello stesso periodo, se non fa troppo freddo scoprite i rosai in modo da consentire che i rigetti crescano naturalmente.

Fioriture fuori tempo massimo

Ci sono state segnalate, purtroppo senza fotografia, alcune fioriture di mandorli intorno alla fine di gennaio. Se qualcuno di voi le avesse documentate, mandate i vostri scatti a matteo.bellamoli@giornalepantheon.it per vederli pubblicati su questa pagina.

In cantina, come ogni mese, sostituite le pastiglie antifioretta e controllate i livelli dei recipienti del vino, procedendo a colmatura in caso di anomalie. Se possibile tenete la finestra aperta e a fine mese (o inizio marzo) potete iniziare i travasi, evitando di filtrare i vini da bere giovani. I vini delle nuova vendemmia iniziano ad essere pronti, ma non siate troppo precipitosi. Nel campo, invece, a partire dalla fine del mese potrete procedere alla potatura della vite, se già non lo avete fatto.

FASI LUNARI FEBBRAIO

giovedì 6 Febbraio

Primo quarto

sabato 15 Febbraio

Luna pena

sabato 22 Febbraio

Ultimo quarto

sabato 1 Marzo

Luna nuova

© Infoval srl

C

ome si dice dalle nostre parti al termine di un lauto pranzo: “magnà en magnà, bevuo en bevuo”. E difatti, è tempo di rimettersi all’opera anche nel nostro orto, perché la primavera è alle porte e con febbraio finisce, praticamente, il periodo di “sonno”. Appena le temperature si alzano, ammesso che dopo le colonnine già alte di dicembre e gennaio, il mese del carnevale non ci riservi improvvise gelate, ripulite il terreno dai sassi e dalle erbacce. Poi, armati di vanga e zappa, rigirate le zolle andando in profondità. Badate bene che il suolo non sia ancora ghiacciato! Saggiate con la vanga la morbidezza della terra, altrimenti rimandate. Potete piantare aglio e cipolla in piena terre. Per l’aglio, scegliete gli spicchi migliori e sotterrateli ad almeno 5cm di profondità. In semenzaio protetto dal freddo potrete proseguire con ravanelli e sedani, sempre temperatura permettendo. Se avete dato spazio alle semine invernali allora potrete continuare a raccogliere le ultime produzioni di cavoli e broccoli, radicchio e dei prelibati cavoletti di Bruxelles.

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ERRITORto A SPIkkI Brevi da VERONA ALLA PROVINCIA GREZZANA

La Pro Loco riparte dal Carnevale Grande attesa per la stagione 2014 della Pro Loco di Grezzana. Il gruppo, che in questi ultimi anni ha ritrovato una grande vitalità, ha inaugurato la stagione di eventi con il classico rogo della befana, e si prepara a replicare con l’altrettanto classica sfilata di carnevale, programmata per domenica 9 febbraio. Sfileranno Banda e Majorettes di Grezzana, la banda dell’Alegro, il Papà del Gnoco di Verona, il Baron de Maturlan, El Canata di Cerro e il Conte e Contessa del Pirlar. Saranno ben 13 i calli allegorici in sfilata, tra cui spicca il gruppo Jolly Joker di Perzacco, attesissimo con il carro dal titolo “Trasportiamo la bontà nel mondo”. Grande sorpresa poi il 14, 15 e 16 marzo quando in Piazza Carlo Ederle a Grezzana sarà allestito il Pearà Day che originariamente si teneva al Corso di Lugo. Per l’occasione, stand gastronomici a tutta “pearà”, musica dal vivo e tanto altro.

SAN MARTINO BUON ALBERGO

In prima linea contro la dipendenza da gioco È stato lanciato lo scorso 29 gennaio, da San Martino Buon Albergo, un grido d’allarme sul tema della ludopatia, vera e propria emergenza sociale anche tra giovai e giovanissimi, a partire dagli 11 e 12 anni. Durante l’incontro, titolato “Get Free. No Slot” organizzato in collaborazione con le associazioni Gente e Territori e Movimento No slot, il sindaco Avesani si è impegnato per sostenere alcune iniziative concrete fra tutte la stesura di una legge regionale che dia potere ai sindaci su orari di apertura e posizionamento delle sale. A sostegno della tesi di Avesani sono intervenuti anche il sindaco di Bussolengo Paola Boscaini, quello di Buttapietra Aldo Muraro e i rappresentanti di vari Comuni della provincia. «Gente e Territori si farà carico di divulgare nel Veronese e presso le amministrazioni comunali la documentazione da sottoscrivere per sostenere la battaglia del Movimento No Slot», ha affermato Lorenzo Antonini, vicepresidente di Gente e Territori. fre

Pantheon e

VERONA

Uscito il nuovo numero di Pantheon Lifestyle È uscito il nuovo numero della guida turistica Pantheon Lifestyle, edita da Infoval Srl. Il terzo numero della guida è stato distribuito nella prima settimana di gennaio in tutti gli hotel della città e nei punti di interesse turistico di centro e provincia. Questa volta, la guida turistica tradotta in quattro lingue (italiano, tedesco, inglese e russo) ha focalizzato sugli eventi che coloreranno la città nei prossimi mesi, da Verona in Love al Carnevale oltre a presentare alcuni percorsi di visita speciali dedicati alle chiese e all’inverno veronese. Data la tiratura e la distribuzione della rivista, se non aveste potuto avere la vostra copia, visitate il link che trovate a piede di questa notizia oppure fotografate il codice QR di questa pagina. Se volete qualche copia cartacea potete trovarne qualcuna anche nella nostra redazione in Via Tavigliana 1/A a Grezzana, fino all’esaurimento delle copie per la consultazione.

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VERONA IN LOVE

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Buona lettura e buona visita con Pantheon Lifestyle! www.issuu.com/pantheon_verona/docs/pantheonlifestyleonline VERONA

GREZZANA

Chiude il Club podisti di Grezzana

«Al 31 dicembre, con rammarico, il Club Podisti di Grezzana ha chiuso i battenti non trovando il naturale cambio generazionale di giovani per continuare l’attività sportiva podistica». Con queste parole Franco Pradella, storico presidente del Club, ha annunciato a fine anno la fine dell’avventura sportiva. «Dopo 33 anni» ha proseguito, «un po’ per motivi tecnici ed economici, e un po’ per il calo degli sponsor è sempre più dura. Come presidente del direttivo sono estremamente dispiaciuto, perché la nostra Marcia sui Colli di Grezzana era una delle corse più belle della provincia, e non per niente ogni anno registravamo circa 3000 partecipanti. Ringrazio tutti i sostenitori e le varie amministrazioni che hanno collaborato con noi per oltre 15 anni». L’augurio, ora, è che qualche giovane possa raccogliere il testimone di Franco Pradella, per far sì che questo storico gruppo non si spenga.

HISTORY CULTURE WELLNESS Portiamo Verona nel Mondo e il Mondo a Verona


LUGHEZZANO

Tanti auguri a Blandina Dalla Riva Lo scorso 1 dicembre la comunità di Lughezzano ha festeggiato lo storico compleanno di “nonna” Blandina. Entusiasta per così tanta partecipazione e calore, Blandina ha accolto e ricambiato i tanti auguri ricevuti tra una stretta di mano e tanti abbracci. Prima di sei figli, nata il 30 novembre 1913, aiutò mamma Teodolinda ad allevare i fratelli, in anni di brutta miseria, aggravata dalla Prima Guerra Mondiale. Ad appena 12 anni abbandonò la famiglia per trasferirsi in convitto a Legnano in Lombardia, zona in pieno sviluppo industriale e con possibilità di lavoro. Lavorò con tanti sacrifici nello stabilimento di filati De Angeli-Frua, che occupava allora circa 2mila ragazzine operaie. Papà Gerolamo nel frattempo, inviata i pochi risparmi dal Brasile (dove era emigrato) che servivano appena a pagare i debiti al “molinar da Lugo”. Durante la festa, nella comunità di Lughezzano, molti la ricordavano come insegnante di “dottrina”, evidenziandone l’autorevolezza, altri invece ricordavano il periodo durante la Seconda Guerra Mondiale in cui Blandina lavorò a Bosco presso l’allora Albergo Bellavista. Coraggiosa, non si intimoriva quando doveva servire al tavolo dei generali tedeschi. Si sposò dopo la fine della guerra, ed ebbe due figli, Armando e Diego, di cui sostenne, non senza grandi sacrifici economici, gli studi per il diploma. Alla festa non ha potuto mancare nemmeno Don Paolo, mentre il vicesindaco Claudio Melotti ha inviato una bellissima lettera scritta personalmente. Al termine della festa, nonostante fino a qualche giorno prima Blandina non si fosse mai entusiasmata dell’età raggiunta, si è lasciata andare all’aria di festa confidando che, se così tante persone erano lì a festeggiare con lei, è forse perché nella vita ha sempre voluto bene a tutti.

GREZZANA

Ultimi spettacoli di Teatrando il Venerdì Dopo la pausa delle feste, ripartono gli appuntamenti di Teatrando il Venerdì per tutto il mese di febbraio. Primo appuntamento il 7 febbraio con “Credi a Dio Onnipotente, a i omeni poco, a le done gnente” della Compagnia Instabile di Vaggimal. Commedia in lingua dialettale molto divertente. Il 14 febbraio le bravissime ragazze (e ragazzi) del CMT Musical Theatre Company metteranno in scena il musical “Siter, suora ma non troppo”, ripreso da Sister Act. Bellissimo. Il 21 febbraio spazio a “L’usel del Marascial” della compagnia Teatro dell’Attorchio di Cavaion Veronese, anche questa tradotta in dialetto. Chiude l’attesissimo ultimo lavoro dei Meo de la Coà, in scena il 28 febbraio (repliche sabato 1, domenica 2 e martedì 4 marzo), dal titolo “Mai dire pension!”.

GREZZANA

90 anni della Banda di Grezzana

Si sono celebrati ufficialmente il 6 gennaio, nel corso del Concerto di Natale tanto atteso, i 90 anni della Banda Musicale Cittadina di Grezzana. Ma la vera chicca per celebrare questo storico traguardo, è stata la pubblicazione di un DVD inedito, in cui sono state raccolte circa un’ora e mezza di testimonianze sulla Banda, per ripercorrerne essenza, storia, tradizione e magia. La musica ingentilisce i cuori, storie della Banda Cittadina di Grezzana è stato presentato all’inizio dell’anno. «Ci sono voluti mesi di lavoro per realizzare questa opera» ha sottolineato il presidente Emanuele Ballini, «ma siamo molto soddisfatti del risultato. Chiunque vedrà questo piccolo documentario spero potrà cogliere l’essenza della banda, dall’epoca pionieristica fino alla rinascita su cui stiamo lavorando oggi con la Scuola di Musica e l’attenzione ai giovani e giovanissimi». All’interno del documentario compaiono maestri, musicisti, presidenti ed ex presidenti, majorettes, ex componenti. Spiccano su tutte le testimonianze dei nomi “storici” della Banda, che ripercorrono alcuni degli aneddoti più divertenti legati agli inizi, alle tradizioni e ai momenti che hanno segnato non solo il gruppo, ma l’intera comunità di Grezzana. Assolutamente da non perdere. Per info www.bandagrezzana.it


SCATTI D aUTORE

'

Il concorso fotografico per i nostri lettori Il tema di questo mese era: “I colori del Natale” Suggerimenti critici a cura di Maurizio Don 045.8700180 - 392.5823461 - www.mauriziodon.it - info@mauriziodon.it

Camilla Spagnol

ROSSO FUOCO COMMENTO CRITICO Molto buona la composizione dell’immagine: la regola dei terzi è rispettata alla perfezione. Le luci sfocate sullo sfondo aiutano il riempimento dell’immagine che focalizza l’attenzione sulle candele, altrimenti sarebbe stata troppo piatta. In questo modo si crea un effetto più coinvolgente. Scatto molto pulito, fuoco perfetto molto precisa e selettiva negli elementi su cui porre l’attenzione.

Alberto Turri

RIFLESSI DI LUCE NELL’ARBIO COMMENTO CRITICO L’idea di questa foto è sicuramente vincente, estrosa, e il risultato è pittorico. Per certi versi sembra un quadro impressionista, in cui le luci sull’acqua sono le pennellate sulla tela. Il riquadro della vasca aiuta a creare un effetto cornice, tuttavia l’inquadratura poteva essere migliorata a livello compositivo. Qui è l’estro che crea la foto.

Informazioni generali sul concorso Federico Presa

BUON NATALE COMMENTO CRITICO Questo scatto da molto l’idea del natalizio. La distribuzione degli elementi è molto curata: sul fotogramma le palle di Natale sembrano in fila una con l’altra unite da un’ipotetica linea che va poi a sfumare verso l’alto. Soggetto più semplice e forse un po’ carente in brillantezza. Buono scatto, dalle linee molto morbide.

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Giornalepantheon febbraio 2014

Tutte le foto pervenute su www.giornalepantheon.it nello spazio dedicato al Concorso NB: Preghiamo i concorrenti di inviare sempre le foto almeno di 1MB e senza copyright. Il copyright sarà inserito a richiesta solo sulle foto pubblicate online.

PER IL MESE DI FEBBRAIO 2014 IL TEMA SARÀ “C’ERA UNA VOLTA” inviate i vostri scatti a matteo.bellamoli@giornalepantheon.it entro il 22 FEBBRAIO regolamento completo su www.giornalepantheon.it/download/concorso.pdf


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Dal primo organizzatore diretto di fiere in Italia: tanti eventi da non perdere, tanti appuntamenti per farsi trovare.

GENNAIO 24-26 - MOTOR BIKE EXPO - La più grande fiera italiana dedicata alle moto speciali, alle custom ed agli accessori

11-13 - METALRICICLO - RECOMAT Fiera del riciclo industriale dei materiali 11-13 - METEF - FOUNDEQ - Expo internazionale dell’alluminio e expo internazionale delle tecnologie della fonderia

FEBBRAIO

SETTEMBRE

2 - MOSTRA SCAMBIO DEL GIOCATTOLO D’EPOCA 6-9 - FIERAGRICOLA - International agricultural technologies show 12-16 - BIENNALE DELLA CREATIVITÀ IN ITALIA 17-22 - CONCORSO SOL D’ORO 19-23 - PROGETTO FUOCO - Mostra internazionale di impianti ed attrezzature per la produzione di calore ed energia dalla combustione di legna MARZO ≤

8-9 - ELETTROEXPO - Mostra mercato di elettronica, radiantismo, strumentazione, componentistica, informatica 8-9 - MODEL EXPO ITALY - Fiera del modellismo 14 - CONCORSO INTERNAZIONALE DI PACKAGING 15-17 - SPORT EXPO - La fiera dello sport giovanile 26-30 - CONCORSO ENOLOGICO INTERNAZIONALE APRILE ≤

5 - OPERAWINE - Finest italian wines, 100 great producers 6-9 - SOL&AGRIFOOD - Rassegna internazionale dell’agroalimentare di qualità 6-9 - VINITALY - Salone internazionale del vino e dei distillati 6-9 - ENOLITECH - Salone internazionale delle tecniche per la viticoltura, l’enologia e delle tecnologie olivicole ed olearie 27 - MOSTRA MERCATO DEL DISCO E DEL FUMETTO MAGGIO ≤

8-11 - ASPHALTICA - Salone delle soluzioni e tecnologie per produzioni stradali, sicurezza e infrastrutture 8-11 - SAMOTER - Salone internazionale triennale macchine movimento terra, da cantiere e per l’edilizia 20-22 - AUTOMOTIVE DEALER DAY Informazioni, strategie e strumenti per la commercializzazione automobilistica 23-25 - VERONAFIL - Manifestazione filatelica, numismatica, cartofila 23-25 - VERONA MINERAL SHOW GEO BUSINESS - Mostra di pietre preziose, pietre dure, pietre ornamentali, fossili e derivati, oggettistica in pietra 27-29 - OIL&nonOIL-S&TC - Car wash, carburanti alternativi, stazioni di servizio, extra rete, stoccaggio e trasporto carburanti e combustibili GIUGNO

11-13 - ALUMOTIVE - Expo delle soluzioni innovative, componenti, materiali tecnologici di primo equipaggiamento per l’industria dei trasporti.

24-27 - ABITARE 100 % PROJECT - Trade fair & conference for the interior design market 24-27 - MARMOMACC - Mostra internazionale di marmi, design e tecnologie OTTOBRE ≤

3-5 - FARMADAYS - Ricette per il cambiamento 8 - VERONA EFFICIENCY SUMMIT Il primo forum internazionale sull’efficienza energetica 8-10 - SMART ENERGY EXPO - Salone internazionale dell’efficienza energetica 8-10 - GREENBUILD EUROPE & THE MEDITERRANEAN - International Conference & Expo 9-13 - ARTVERONA - Art project fair 12 - MOSTRA SCAMBIO DEL GIOCATTOLO D’EPOCA 26 - MOSTRA MERCATO DEL DISCO E DEL FUMETTO 29-30 - ACQUARIA - Mostra convegno internazionale delle tecnologie per l’analisi, la distribuzione e il trattamento dell’acqua e dell’aria 29-30 - HOME & BUILDING - Mostra convegno internazionale della domotica & building technologies 29-30 - MCM - Mostra convegno internazionale della manutenzione industriale 29-30 - SAVE - Mostra convegno internazionale delle soluzioni e applicazioni verticali di automazione, strumentazione, sensori OTT. - SIAB - International Techno-Bake Exhibition NOVEMBRE ≤

6-9 - FIERACAVALLI - International horse festival 20-22 - JOB & ORIENTA - Mostra convegno nazionale - Orientamento, scuola, formazione, lavoro 21-23 - VIVI LA CASA STYLE - Evento mostra mercato - Soluzioni d’arredo classiche e moderne. Prodotti e servizi per la casa e gli sposi 21-23 - VERONAFIL - Manifestazione filatelica, numismatica, cartofila 22-23 - ELETTROEXPO - Mostra mercato di elettronica, radiantismo, strumentazione, componentistica, informatica 28-30 - VERONA MINERAL SHOW GEO SHOP - Mostra di pietre preziose, pietre dure, pietre ornamentali, fossili e derivati, oggettistica in pietra DICEMBRE

3-4 - WINE 2 WINE - Il nuovo forum sul business del vino

www.veronafiere.it SOMMIAMO RELAZIONI. SOTTRAIAMO OSTACOLI. MOLTIPLICHIAMO IDEE. CONDIVIDIAMO ESPERIENZE.

MANIFESTAZIONI ALL’ESTERO ≤

28-30 GEN. - STONEXPO MARMOMACC AMERICAS - Las Vegas - USA - The largest North American stone industry event 3 FEB. - VINITALY INTERNATIONAL USA New York - Three Sixty 3-5 FEB. - EVENTO MÉDINIT - IDF OMAN Muscat - Interior design décor & furniture expo 18-21 FEB. - VITÓRIA STONE FAIR MARMOMACC LATIN AMERICA - Vitória Brasile - Fiera internazionale del marmo e granito 25-28 MAR. - VINITALY INTERNATIONAL CINA - Chengdu – Kempinsky Hotel 12-15 MAG. - EVENTO MARMOMACC - QATAR STONE-TECH - Doha - The international stone and stone technology show 22-25 LUG. - MEC SHOW - Vitória - Brasile Salone della metalmeccanica, dell’energia e dell’automazione 26-29 AGO. - CACHOEIRO STONE FAIR Cachoeiro de Itapemirim - Brasile - Fiera internazionale del marmo e del granito 19-22 OTT. - STONEXPO MARMOMACC AMERICAS - Miami Beach - USA - The International Surface Event East 28-30 OTT. - MÉDINIT EXPO - Casablanca Marocco - Salone italiano del design e delle tecnologie per la decorazione d’interni e la costruzione. NOV. - VINITALY INTERNATIONAL RUSSIA Mosca 6-8 NOV. - VINITALY INTERNATIONAL CINA Hong Kong - International Wine & Spirits Fair di Hong Kong 10-13 NOV. - EVENTO MARMOMACC - SAUDI STONE-TECH - Riyadh - The international stone and stone technology show 11-14 DIC. - MS AFRICA & MIDDLE EAST Il Cairo - Egitto - Fiera internazionale di pietre, design, tecnologie, macchine movimento terra e per l’edilizia.


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