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27 GENNAIO 2010: “GIORNO DELLA MEMORIA” CERIMONIA NAZIONALE A TRIESTE LA TESTIMONIANZA DI GIOVANNI PALATUCCI RICORDATA ALLA SCUOLA DI POLIZIA, AL CARCERE CORONEO E ALLA RISIERA DI SAN SABBA di Sergio Schirinzi - Coordinatore dell’Associazione Palatucci per il Triveneto

nche quest’anno l’Associazione “Giovanni Palatucci”, su proposta dello scrivente, di concerto con il Dipartimento della Pubblica Sicurezza del Ministero dell’Interno, con il Dott. Adriano

Il Prefetto Mone davanti alla lapide di Giovanni Palatucci

Dugulin direttore dell’Area Cultura dei Civici Musei di Storia ed Arte e l’assessore del Comune di Trieste, Dott. Massimo Greco, hanno voluto inserire alcune iniziative inerenti il “Questore Giusto” nel quadro delle celebrazioni per il “Giorno della Memoria”. Il mattino del 26 gennaio, con l’intitolazione della Sala Convegni e la scopertura di una lapide dedicata a Palatucci presso la Scuola Allievi Agenti della Polizia di Stato, si sono aperti gli eventi. Presenti il Prefetto Luigi Mone, Direttore Centrale per gli Affari Generali del Dipartimento della P.S. in rappresentanza del Capo della Polizia Prefetto Antonio Manganelli, il Questore di Trieste Dott. Francesco Zonno, il Questore di Pordenone Dott. Antonio Maiorano, il Dirigente Generale Dott. Balduino

Simone in rappresentanza del Prefetto Giuseppe Maddalena Direttore Centrale per gli Istituti d’Istruzione, il Direttore della Scuola A.A. della P.di S. I° Dirig. Michele Vitale, il Vice Dirigente Digos Dott.ssa Manuela De Giorgi, il Comm. Dott. Agostino Licari del Compartimento Polstrada Friuli Ven. Giulia. Presente anche il postulatore della causa di beatificazione padre Franco Stano cmf, cappellano - Polfer Lazio, il cappellano prov.le di Trieste don Paolo Rakic, il Vice Segretario Nazionale UGL Polizia Raffaele Padrone ed altri rappresentanti provinciali, il Ten. Col. dr Massimo Pigato del Comando Provinciale TS Carabinieri nonché autorità politiche e religiose ed una delegazione dell’Associazione G. Palatucci proveniente da Roma e svariate testate giornalistiche televisive e di stampa. “Nessun uomo è un’isola e ogni campana di morte suona per ognuno” e “Qualcuno di fronte alla colpa commessa da altri volge le spalle” sono state le parole drammatizzate dall’Associazione culturale “La Trama” di Trieste in una performance teatrale ideata e realizzata dalla regista Antonella Ursic, con la partecipazione dell’attore Angelo Mammetti e del musicista Ettore Michelazzi al flauto traverso, liberamente tratta da “I sommersi e i salvati” di Primo Levi e da “Lettere dalle lettere” di Franco Stano, sono risuonate nell’atrio della sala convegni innanzi la lapide, suscitando l’apprezzamento e il plauso dei presenti. Subito dopo, anticipata dalla benedizione e dalla lettura della Preghiera “pro beatificazione” da parte del cappellano don Paolo Rakic, il Prefetto Luigi Mone ed il sottoscritto hanno scoperto la lapide in memoria del Servo di Dio Giovanni Palatucci. Il poliziotto che salvò migliaia di ebrei (e non solo di ebrei), l’uomo in mezzo a tanti “omuncoli”, come li definiva Bonhoeffer - che non rimase indifferente, che non volse le –2–

Il relatore p. Franco Stano, Postulatore della Causa di Beatificazione con Schirinzi

spalle davanti a tante barbarie. “Colui - come ha detto don Paolo Rakic impartendo la benedizione - che a una giustizia procedurale ha preferito una giustizia sostanziale, per la quale è giusto ciò che è bene”; colui che gli ebrei qualificano “Giusto tra le Nazioni” e che il 19 marzo 1995 è stato insignito della Medaglia d’Oro al merito civile dal Governo italiano e che la Chiesa sta valutando se annoverare tra i Santi. Il Prefetto Luigi Mone nel suo discorso ha portato i saluti del Capo

Il Prefetto Mone ed il Prof. Carlo Melito della Segreteria Nazionale dell’Associazione Palatucci


della conferenza si è congratulato con il postulatore F. Stano al quale, tra l’altro, ha rivolto molte domande, ribadendo la necessità di assumere modelli educativi come il Palatucci, nell’allarmante condizione della nostra società in crisi di valori, riferendosi soprattutto ai giovani. Il 27 gennaio, presso il Carcere Coroneo, come L’omaggio ufficiale in presenza del Prefetto Mone ormai di consuetudine, l’Associazione “G. Padella Polizia Manganelli ed ha mes- latucci” in collaborazione con il so in evidenza il Suo intendimento Questore Dott. Francesco Zonno e il di sviluppare ed appoggiare qualsiasi Direttore della Casa Circondariale iniziativa che metta in risalto il no- Dott. Enrico Sbriglia con il Prefetto stro “Valoroso Funzionario” in ogni di Trieste Dott. Alessandro GiacUfficio della Pubblica Amministra- chetti, hanno deposto una corona d’alloro alla lapide (inaugurata nel zione. La mattinata è proseguita nella sala 2008 dal presidente mons. Pietro TV dell’Istituto (dove è stata allestita Iotti con una toccante paraliturgia), una mostra fotografica, storico docu- che ricorda la prigionia di Giovanni mentaria, sul periodo palatucciano, Palatucci. donata all’Associazione Palatucci Presenti l’ANPS di Trieste, il Diridal Comune di Trieste e altro mate- gente Gen. Dott. Luciano D’Agata, riale storico fornito dal Dott. Raf- Comandante Compartimento Polfaele Camposano - direttore dell’Uf- strada Friuli Ven. Giulia, l’Assessore ficio Storico della Polizia di Stato), all’Istruzione Dott. Giorgio Rossi, il con la presentazione del libro “Gio- Presidente ACLI F.V.G. Dott. Franco vanni Palatucci Questore Giusto” IV Codega, alunni della I^ F della edizione, del gesuita padre Piersan- Scuola Media Dante di Trieste, di tre dro Vanzan S.J. Interessanti le noti- classi di licei provenienti da Cosenza zie che padre Franco Stano ha dato sul processo di beatificazione aperto nel 2002. Il religioso ha spiegato ai presenti che, dopo aver escluso il martirio, si sta impostando la Causa sul tema delle “virtù eroiche”, a partire da fede, speranza e carità, che hanno sempre caratterizzato la vita del Servo di Dio (cioè persona della quale la Chiesa sta valutando ed esaminando gli atti per arrivare alla beatificazione) Giovanni Palatucci. Secondo questa nuona linea del padre postulatore si vuole dimostrare che Palatucci visse sempre la carità al vertice e credette sempre nel primato della coscienza, che viene prima anche della legge e non può essere messa in dubbio da nessuna autorità. Entro maggio si avrà una prima risposta della Congregazione. Il Presidente del Senato Renato Schifani Il Prefetto Luigi Mone, al termine –3–

nonché autorità civili - religiose e militari della città. Subito dopo partiva la Marcia Silenziosa degli ex deportati dal luogo di detenzione verso la Stazione, per ricordare la partenza dei convogli piombati dei deportati ai campi nazisti. La marcia organizzata dal dr Adriano Dugulin ha visto la presenza inoltre di circa 200 studenti oltre quelli già menzionati, con il Sindaco Roberto Dipiazza, presente anche la delegazione Ass. Palatucci. Alle ore 11 presso la Risiera di San Sabba (Monumento Nazionale ed unico campo di sterminio nazista con forno crematorio in Italia), si è svolta la Cerimonia Solenne, alla presenza del Presidente del Senato Renato Schifani che simbolicamente si è presentato con la Stella di David apposta sul cappotto e in segno di totale condivisione della sofferenza per la Shoah, ha affermato: “Anch’io oggi sono un ebreo”. Nel suo intervento ha voluto rendere onore non solo agli ebrei ma anche a coloro che li hanno difesi; “la Giornata della Memoria non è infatti solo per gli ebrei, ma anche e soprattutto per coloro che non lo sono” rinnovare la memoria della Shoah è da ritenersi un obbligo morale. Il Sindaco R. Dipiazza nel suo discorso si è riferito proprio a coloro che alla difesa degli ebrei hanno sacrificato la loro vita, come Palatucci e Perlasca. Il Presidente del Senato ha deposto una corona sull’urna che contiene le ceneri delle vittime. Successivamente Renato Schifani ha inaugurato la mostra pittorica “Orizzonti limpidi di libertà” del deportato Giovanni Talleri (scomparso proprio una settimana prima dell’inaugurazione) testimonianza vissuta della sofferenza nei campi di sterminio nazista. Sarà visitabile fino al 30 maggio c.a.. La lettura della preghiera dell’arcivescovo di Trieste Gianpaolo Crepaldi, nelle parole: “Da Te, Signore siamo invitati a coltivare il dovere della preghiera e la responsabilità della memoria, affinché nel futuro siano risparmiate all’umanità simili tragedie”, hanno rafforzato il significato dell’evento.


Ogni Croce ha il suo Cireneo di Rocco Ianniello

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a diversi mesi, oramai, il nostro amatissimo amico, Mauro Macci è ricoverato nell’Unità Spinale dell’Ospedale Traumatologico “CTO” di Roma. Mi sembra così irreale pensare a come l’esistenza di un uomo così, forte, vivace e tenace possa essere stata quasi spezzata, da un momento all’altro, a causa di un malore improvviso. Nulla faceva presagire quel pomeriggio in palestra, dove Mauro si recava sovente per ritagliarsi qualche momento di svago, che avrebbe dovuto intraprendere, di lì a poco, un lento calvario fitto di sofferenza e di speranze. Perché proprio a Lui, mi sono chiesto, che ha già tanto sofferto per affermarsi professionalmente e costruire una vita migliore

per sé e la sua famiglia? Risposta non c’è se non nella Fede, quella fede in Gesù Cristo, nostro Signore, che Mauro, da quando lo conosco, non ha smesso di alimentare in sé col sacrificio personale e la preghiera. Ultimamente nella sua splendida tesi di laurea, dedicata al Servo di Dio Palatucci, Mauro ha efficacemente parlato proprio del “mistero” grande, rappresentato dalla sofferenza per noi Cristiani.Mai avrebbe immaginato che a sperimentare praticamente quel “mistero” sarebbe stato proprio lui, così come il Servo di Dio, Giovanni Palatucci ha saputo insegnarci similmente ad altri Martiri per la fede. Non c’è, tuttavia, la Croce senza l’uomo di Cirene. A sostenere il dolore che incombe sul mondo intero, l’Onnipotente che ci ha creati, non ci lascia soli ma ci affianca altri fratelli, che fanno della solidarietà e dell’amore la loro missione verso i più bisognosi. Nel caso del paziente Macci, tanti dottori e paramedici con professionalità, cura e dedizione hanno saputo e continuamente alleviano le sue sofferenze. Nel contempo, donano speranza ai familiari ed agli amici che non l’hanno mai abbandonato ma, tra tutti, un pensiero particolare va alla fedelissima moglie, Signora Tamara! Quan-

ta cordialità, tenerezza e disponibilità ho riscontrato personalmente nel loro prodigarsi nei confronti di Mauro che, immobilizzato a letto, dipende per ogni cosa da questi suoi Angeli custodi. La medicina gli ridonerà la salute, Mauro potrà tornare come prima? I medici che l’hanno in cura non si sbilanciano e continuano a infondere speranza. Sono certo, però, che la medicina migliore, per il nostro amico, è la bontà con cui gli stanno vicino, donandogli quel calore umano che più lo conforta in questo momento di prova terribile. Noi tutti, familiari e amici, siamo grati a loro per tutto quello che fanno e che potranno fare. È strano come chi si trova nella sofferenza acquisti una forza d’animo che trascende le umane possibilità. Sul volto di Mauro nel suo letto d’ospedale ho saputo cogliere la serenità che gli deriva dalla Fede in Gesù, l’accettazione della sofferenza per donare alla sua famiglia e ad altri sofferenti una speranza di riscatto. Mauro per me, soprattutto in questi momenti, è l’esempio da imitare, l’immagine autentica del Cristo che soffre per salvare tutti noi. Il nostro abbraccio forte lo circonderà sempre e il nostro incoraggiamento non gli mancherà mai.

Il Consiglio Direttivo dell’Associazione Giovanni Palatucci ringrazia per il loro generoso contribuito per le cerimonie presso la Scuola di Polizia - Trieste: Ditta Termoidraulica Stella s.a.s. - Trieste di Perini Fabio Agenzia Generale INA Assitalia di Trieste - Bizzarini & Calvino s.n.c. consulente assicurativo per le Forze Armate e di Polizia Phoolsport Trieste Sindacato U.G.L. - Polizia Ditta CAMST di ristorazione - gestore di cinque mense Polizia di Stato nel Friuli Venezia Giulia Ditta Miceli marmi di Trieste per la fornitura e posa lapide Un particolare ringraziamento al Dott. Adriano Dugulin direttore dell’Area Cultura dei Civici Musei di Storia ed Arte con il suo collaboratore Dott. Francesco Fait e l’Assessore alla Cultura e Sport del Comune di Trieste Dott. Massimo Greco , per la loro piena disponibilità. Inoltre esprimiamo gratitudine per averci donato 25 pannelli foto-documentari (periodo palatucciano), preziosi per l’attività divulgativa dell’Associazione "Palatucci".

Tel./Fax: 040 347 64 24

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I NIZ I ATI VE A C AMP AGN A( SA ) P ER I L GI OR NO DELLA M EM O RI A "Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario" (Primo Levi)

I Giorno della Memoria è una ricorrenza istituita con la legge n. 211 del 20 luglio 2000 dal Parlamento italiano che dichiara il 27 gennaio (data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz) giornata di commemorazione delle vittime del nazismo e del fascismo, dell’Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati. La finalità, come indica l’art. 1, è quella di ricordare la Shoah, le leggi razziali, la persecuzione dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonché coloro che si sono opposti al progetto di sterminio e, a rischio della propria vita, hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati. Quest’anno, in coincidenza con questa ricorrenza, a Campagna è stato inaugurato, dal Vice-presidente della Giunta Regionale della Campania, On. Antonio Valiante, il terzo step del Museo/Itinerario della Memoria e della Pace - Centro Studi “G. Palatucci”. Alla presenza del Presidente del Comitato “Giovanni Palatucci” di Campagna, Michele Aiello, del delegato dell’Associazione onlus “Giovanni Palatucci” di Roma, Liberato Trotta, dei rappresentanti dell’A.N.P.S. Sezione di Salerno - Gruppo di Campagna, dell’Associazione Carabinieri in congedo, e di numerosi politici locali, il Sindaco della Città, Prof. Biagio Luongo e l’On. Valiante hanno tagliato il nastro tricolore posto davanti ai nuovi ambienti del Museo. Ai locali già realizzati ed in particolare alla “Camera degli Internati” ed alla “Sinagoga” si aggiungono quindi la “Sala della Fuga” e la “Sala della Shoah”: due luoghi nei quali sono stati messi in evidenza i nomi di tutte le persone che furono internate nel campo di Campagna (trovandovi la salvezza e la “fuga” verso la libertà) e la descrizione degli orrori compiuti in altri campi d’internamento europei. All’inaugurazione ha fatto seguito il convegno “Il Dovere della Memoria” organizzato nella Sala Consiliare “Sandro Pertini” cui hanno preso parte, tra gli altri, il Sindaco di Campagna, il Dirigente Scolastico dell’Istituto MagiL’On. Antonio Valiante e il Sindaco di Campastrale “Teresa Confalonieri”, il Vice-Presidente della Regione Campania e gna, Biagio Luongo, nella "Sala della Fuga" numerosi studenti.

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VISITA DEL PREFETTO DI SALERNO AL CENTRO STUDI "G. PALATUCCI" DI CAMPAGNA di Liberato Trotta

umerose le iniziative e le attività che si stanno susseguendo nella Città di Campagna (SA) sede del Museo/Itinerario della Memoria e della Pace - Centro Studi “G. Palatucci” che è meta di tanti illustri visitatori. Tra questi va ricordato il Prefetto di Salerno, Dott. Sabatino Marchione, che lo scorso 14 gennaio si è recato a visitare l’ex campo di internamento oggi sede di un museo fiore all’occhiello di una città che ha saputo aiutare i “diversi”, quegli ebrei salvati da Palatucci e dall’umanità dei campagnesi e che proprio in quel campo hanno trovato la libertà. Il Prefetto ha espresso compiacimento per l’iniziativa e non ha mancato di indicare il funzionario di Polizia, Giovanni Palatucci, come fulgido esempio per le future generazioni. Alla visita, organizzata dal Sindaco di Campagna, Prof. Biagio Luongo, erano Il Prefetto di Salerno, Dott. Sabatino Marchione, il Sindaco di Campagna, Biagio Luongo, l’Addetto stampa del Comitato “G. Palatucci”, presenti oltre agli amministratori locali, i rappreCarmine Granito ed altre Autorità sentanti del Comitato “Giovanni Palatucci” di Campagna e dell’Associazione “G. Palatucci” di Roma, i rappresentanti della Provincia di Salerno, della Polizia di Stato - Questura di Salerno, dell’A.N.P.S. Sezione di Salerno - Gruppo di Campagna, dell’Associazione Carabinieri e delle Forze dell’Ordine. –5–


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IL GOVERNATORE DELLA REGIONE CAMPANIA VISITA IL MUSEO/ITINERARIO DELLA MEMORIA E DELLA PACE - CENTRO STUDI "GIOVANNI PALATUCCI" *

ampagna (SA) - Lo scorso 13 febbraio, a due anni esatti dall’inaugurazione, il Governatore della Regione Campania, On. Antonio Bassolino, visita il Museo/Itinerario della Memoria e della Pace Centro Studi “Giovanni Palatucci”, accompagnato dalla moglie, Anna Carloni, e dal vicepresidente della Giunta Regionale, Antonio Valiante. Alle dieci in punto il Presidente Bassolino giunge al Palazzo di Città; ad attenderlo il Sindaco di Campagna, Biagio Luongo, il Sindaco baby, Annarosa Caporaso, insieme al Consiglio Comunale baby - che il Governatore mostra di gradire molto rivolgendosi spesso agli “insoliti amministratori” nei suoi interventi - e i Sindaci di tutti i paesi vicini, oltre che numerosi politici e amministratori locali, le forze dell’ordine e i rappresentanti dell’A.N.P.S. Sezione di Salerno - Gruppo di Campagna. Il Sindaco Luongo, con passione e precisione, illustra, seppure in sintesi, l’epopea di Palatucci e, con evidente orgoglio, mostra la medaglia d’oro al Merito Civile conferita alla Città di Campagna dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ricevuta dallo stesso Sindaco in occasione della solenne cerimonia del 25 aprile 2007, e precisa che la Città di Campagna vanta altre due medaglie d’oro. Dopo un saluto al Consiglio Comunale il Governatore giunge nell’ex campo di internamento di San Bartolomeo. Ad accoglierlo il Presidente del Comitato “Giovanni Palatucci” di Campagna, Michele Aiello, e il delegato dell’Associazione “Giovanni Palatucci” di Roma, Liberato Trotta, che danno il benvenuto all’On. Bassolino mentre l’addetto stampa del locale Comitato Palatucci, Carmine Granito, e il Sindaco, fanno visitare il museo illustrando, con dovizia di particolari, i 48 pannelli espositivi e i ricostruiti ambienti del campo di internamento. Completata la visita dei vari ambienti e del laboratorio “Donna e Shoah”, curato dal locale Istituto Magistrale, ci si sposta nella sala conferenze gremita soprattutto da alcune scolaresche. Il Sindaco ringrazia il presidente Bassolino per il determinante contributo dato al Museo e ribadisce l’importanza di quel luogo a memoria dell’opera compiuta da Giovanni Palatucci, dallo zio Giuseppe Maria, Vescovo di Campagna, e dalla popolazione campagnese, soffermandosi sull’integrazione ed il sostegno che questo po-

Il Presidente della Regione Campania, On. Antonio Bassolino, in visita al Museo/Itinerario della Memoria e della Pace

polo seppe dare agli ebrei, favorendone una vita quanto più normale possibile e determinandone, soprattutto, la salvezza in controtendenza rispetto a quanto stava verificandosi in Italia e in Europa. L’On. Bassolino traccia un parallelo tra il museo dello Yad Vashem di Gerusalemme e quello di Campagna, non nascondendo l’emozione provata nella visita appena conclusa poiché si tratta dell’unico esempio del genere in Campania, di una iniziativa bellissima da far crescere e di cui la Città può e deve esserne fiera. “L’olocausto si è consumato nel cuore dell’Europa e non in un dispotico e lontano Paese orientale - afferma il Presidente - è successo qui e potrebbe ripresentarsi ancora, verso altri o con altre forme” quindi è importante conservarne le memoria e “la vicenda di Campagna è singolare per tanti aspetti e un grande esempio da divulgare”. Il Presidente conclude affermando che, sebbene la Regione Campania abbia già erogato 400mila euro per questa iniziativa, intende continuare ad investire anche nelle prossime settimane in cui resterà in carica e “autorizza” il Sindaco ad incalzarlo affinché non dimentichi l’impegno preso. Significativo è il commento della signora Carloni: “Volevo proprio vedere questo museo. È molto interessante ed è importante ciò che si sta facendo. Far comprendere ai ragazzi, ai giovani quanto è accaduto è molto difficile e la memoria è un dovere di noi tutti”. * di Liberato Trotta delegato per la Città di Campagna

Il 19 e il 21 gennaio 2010 si sono svolte due importanti riunioni del Comitato Tecnico Scientifico del Museo/Itinerario della Memoria e della Pace - Centro Studi “Giovanni Palatucci” nell’ambito delle quali si è discusso di temi fondamentali per il funzionamento del museo. Innanzitutto si è proceduto alla presa d’atto della delibera del Consiglio Comunale n. 66 del 27/11/2009 riguardante la nomina di rappresentanti del Comune in seno al CTS. In attuazione di tale delibera sono entrati a far parte del CTS i consiglieri comunali Bruno Avagliano e Roberto Monaco quest’ultimo, stimato architetto campagnese, si è dimostrato in più occasioni vicino alla nostra Associazione per l’apporto dato in passato e sicuramente sarà fondamentale il contributo che potrà ancora dare viste le spiccate competenze in materia e la disinteressata disponibilità che lo caratterizza.

ATTIVITÀ DEL C.T.S. DEL CENTRO STUDI “G. PALATUCCI” DI CAMPAGNA di L.T.

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Importante è stato anche l’aver deciso il ruolo dell’Istituto Magistrale di Campagna e lo spazio da assegnare al relativo progetto “Donne e Shoah” nel Museo. All’unanimità si è deliberato di affidare ‘anche’ all’Istituto Magistrale “T. Confalonieri” di Campagna le chiavi del Museo con conseguente assunzione di responsabilità e con l’impegno di coinvolgere il CTS nella propria attività (soprattutto nella fase di programmazione) che comunque non deve mai prescindere dall’accordo col Comitato Palatucci di Campagna e l’Associazione Palatucci di Roma. Fondamentale per l’evoluzione del Museo è stata la predisposizione del Bando per la nomina di un Direttore, figura, questa, indispensabile per il funzionamento e per il riconoscimento formale del Museo, come pure essenziale è stato l’accordo raggiunto sulle linee guida del 4° step del progetto che dovrà essere concentrato sull’allestimento del piano terra del San Bartolomeo e sul completamento della relativa comunicazione con totem multimediali, pannelli fotografici espositivi e riproduzione di scenari di guerra utilizzando materiale bellico dismesso e con la realizzazione di lavori di sistemazione delle due sale poste a sinistra del portone d’ingresso (ex cucina del campo di internamento), subordinando ogni eventuale modifica sostanziale del progetto concordato all’approvazione del C.T.S. Riguardo alla messinscena “Ebbe come criterio il cuore” e alla richiesta di finanziamento presentata dall’Associazione Teatro dei Dioscuri di Campagna, dopo ampia e attenta analisi, si è convenuto sull’utilità di questa iniziativa e sulla importanza della stessa anche in considerazione dell’illustre autore dei testi, Padre Franco Stano (postulatore della causa di Beatificazione di Giovanni Palatucci) oltre che delle comprovate capacità della compagnia teatrale, ma vi è stato disaccordo sull’opportunità di erogare contributi. Quindi si è deciso di rinviare la valutazione dell’erogazione di somme di danaro, eventualmente derivanti da ribassi d’asta, ad altra riunione del C.T.S. all’uopo convocata (i verbali delle riunioni sono depositati presso la Segreteria dell’Associazione a disposizione di chiunque voglia prenderne visione). Va preso atto che ormai il progetto è in fase avanzata di realizzazione poiché dagli originari 12 pannelli espositivi si è passati a 48; agli ambienti esistenti completati e ottimizzati (Camera degli Internati; Sinagoga; Sala sugli Ebrei a Campagna) se ne sono aggiunti altri 2 (Sala della Fuga e Sala della Shoah) e sono stati dislocati, per le vie principali del centro storico, dei totem descrittivi. È imminente il potenziamento dell’impianto elettrico e l’allestimento del piano terra.

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T e r a m o : g i o r n a t a i n r i c o r d o d i P a l a t u c c i di Roberto Di Donato

n occasione dell’Anniversario della morte di Giovanni Palatucci, il Questore di Teramo, dott.ssa Amalia DI RUOCCO, ha organizzato una giornata davvero speciale per i ragazzi dell’ultimo anno del Liceo Classico “Melchiorre DELFICO” di Teramo. Accompagnati dal Preside e dai loro insegnanti, prof. Vincenzo ROFI, hanno potuto visionare (presso la Sala polifunzionale della Provincia di Teramo) il film “Senza confini”, basato sulla vita del nostro Venerabile. La proiezione della pellicola è stata preceduta da una breve presentazione ed indirizzo di saluto tenuti dal prof. ROFI e dal Vice Questore Aggiunto dott. Mimmo DE CAROLIS, Capo di Gabinetto della locale Questura, che non ha mancato di porgere i saluti del Questore di Teramo (non presente per una

Da sinistra: il Vice Questore aggiunto dott. Mimmo De Carolis, Capo di gabinetto della Questura di Teramo; il Preside del liceo classico “Melchiorre Delfico” di Teramo, Prof. Vincenzo Rofi; il Vice Presidente della provincia, Dott. Rasicci.

contestuale cerimonia a L’Aquila con la presenza del Capo della Polizia) e di rimarcare l’attività svolta dall’Associazione “Giovanni Palatucci”, ricordando che anche nella Questura di Teramo è presente una sezione con un suo referente, l’AssiIl referente provinciale dell’Associazione stente Capo Ro- “Giovanni Palatucci” di Teramo, l’assistente berto DI DONAcapo Roberto Di Donato ed una collega TO, sempre disponibile a fornire delucidazioni sulle attività svolte. È intervenuto all’evento anche il Vice Presidente della Provincia di Teramo, dott. RASICCI, che nel fare gli onori di casa ha sottolineato l’altissimo valore umano dimostrato dal Questore Palatucci e di esempio per le nuove generazioni. Nell’occasione, sono state distribuite agli studenti, il saggio di Padre Stano su Palatucci e anche alcune copie della nostra rivista. Al termine del film, non è mancato un sentito e commosso applauso da parte dei ragazzi.

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“Ebbe come criterio il cuore” di Fabio Ianniello

n occasione del 65° Anniversario della morte del Servo di Dio Giovanni Palatucci, il 10 febbraio scorso si è tenuta a Campagna (SA) una manifestazione, organizzata dal Comitato locale “Giovanni Palatucci”, con la messa in scena, in prima nazionale, del testo teatrale, “Ebbe come criterio il cuore. Giovanni Palatucci”, scritto da Padre Don Franco Stano, Postulatore della Causa di Beatificazione di G. Palatucci, nonché Cappellano Polfer di Roma e del Lazio. Ha fatto da scenario all’iniziativa la Chiesa del Monte dei Morti e Beata Vergine del Carmelo, situata nel suggestivo centro storico. Pur avendo partecipato da diversi anni a numerose manifestazioni in memoria del nostro martire irpino in qualità di socio e referente di Fisciano (SA) dell’Associazione “Giovanni Palatucci”, mi è capitato raramente, e lo dico schiettamente, di apprezzare il riuscitissimo con-

torio, fondendosi in opere e spirito col suo pastore, il Vescovo Mons. Giuseppe Maria Palatucci, che degli Ebrei e dei perseguitati si volle fare paladino e protettore. Memore di questo “retaggio”, che unisce fede e senso civico e fa onore a tutta la Cittadinanza, il Comitato locale “G. Palatucci” ha voluto che sorgesse a Campagna un Museo dedicato alla Shoà, per celebrare non soltanto la memoria delle vittime dello sterminio nazista ma l’eroismo di Giovanni Palatucci e dello zio, Vescovo. Nonostante le ferite infertegli dal sisma del 23 novembre 1980, la gente di Campagna ha affrontato con grande dignità, spirito di sacrificio ed impegno civile, l’importante periodo di ricostruzione, investendo ingenti fondi in una meticolosa ed encomiabile opera di restauro per ridare splendore ai suoi palazzi medievali, rinascimentali e ottocenteschi, alle sue strette e ripide stradine, ai vicoletti e fontane e preservare il suo patri-

Un momento della rappresentazione teatrale “Ebbe come criterio il cuore - Giovanni Palatucci”

nubio tra l’evento, oggetto dell’iniziativa, e il luogo scelto per il suo svolgimento, così come è avvenuto il 10 febbraio. Campagna, infatti, offre caratteristiche architettoniche ed urbanistiche molto particolari e suggestive, essendo stata terra di nobili ed illustri cittadini del passato, nonché sede vescovile fino agli Anni ‘70. Questa ridente cittadina, ha saputo offrire anche ben altro! Toccata dalla Storia con la “S” nel periodo 1940-43, ha dato il suo contributo unico di generosità e di coraggio nei riguardi degli Ebrei, che erano internati sul suo terri-

monio artistico/architettonico a vantaggio delle generazioni future. A rendere ancora più emozionante e suggestiva la citata rappresentazione teatrale è stato il luogo prescelto: l’antica Chiesa del Monte dei Morti, edificio risalente all’anno MCC, incastonata nella parte centrale della Cattedrale, successivamente costruita, sul fianco del piccolo fiume Tenza, che ne attraversa tutta la Città. Nonostante le avverse condizioni climatiche, la manifestazione ha riscosso un notevole successo di pubblico che, di fatto, ha gremito l’antico luogo di culto anche dove non erano stati previsti posto a sedere.

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Alla manifestazione erano presenti, altresì, molte autorità, civili, religiose politiche e militari. A fare gli “onori di casa” sono stati naturalmente il Presidente del Comitato G. Palatucci di Campagna Sig. Michele Aiello, cui va un particolare plauso per la impeccabile organizzazione e il primo cittadino, Prof. Luongo Biagio, nonché molti altri componenti dell’Amministrazione comunale. Hanno, inoltre, dato la loro adesione all’iniziativa i Sindaci di Battipaglia e di Contursi Terme, il Questore di Salerno, Dott. Vincenzo Roca, delegato dal Capo della Polizia di Stato, Prefetto Antonio Manganelli; il referente di Salerno dell’Associazione, Vice Questore della P. di S. dott. Antonio Pagano; il Sostituto Commissario della P. di S. dott. Rocco Ianniello, delegato dal Presidente dell’Associazione G. Palatucci di Roma, Mons. Pietro Iotti, congiuntamente allo scrivente, referente dell’Associazione nel Comune di Fisciano (SA). La rappresentazione teatrale, eseguita magistralmente dai bravissimi attori della Compagnia “Teatro dei Dioscuri”, ha riscosso il consenso del pubblico presente che ha molto apprezzato, a tratti commuovendosi, la rappresentazione che ha ripercorso la vita professionale e il percorso di fede di Giovanni Palatucci. La trama prende le mosse dall’infanzia del martire irpino per poi svilupparsi in una serie di dialoghi tra “Giovannino” e l’amata nonna Carmela, il papà, Felice, onesto e laborioso contadino, la cara mamma Angelina Molinari. Di rara bellezza e drammaticità sono risultati, altresì, i

La consegna della medaglia che il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha conferito alla rappresentazione teatrale “Ebbe come criterio il cuore - Giovanni Palatucci”

“colloqui” dell’Ultimo Questore di Fiume con la coscienza, la vera protagonista di questo uomo giusto e semplice, di indole nobile, dotato di un’austera educazione, ricca di valori e sentimenti. Un excursus della sua vita ha, poi, concluso la piece teatrale: dall’arrivo alla Questura di Fiume ai primi contrasti col Prefetto Temistocle Testa, uomo senza scrupoli e convinto fascista; dalle operazioni di salvataggio degli Ebrei, con l’ausilio dei pochi uomini fidati, al suo arresto da parte della Gestapo e la deportazione nel campo di sterminio di Dachau.

Ricordare sempre per non dimenticare e per formare di Giuseppe Chillè DUEMILA ANNI FA L’ORGOGLIO PIÙ GRANDE ERA POTER DIRE ‘CIVIS ROMANUS SUM’. OGGI, NEL MONDO LIBERO, L’ORGOGLIO PIÙ GRANDE È DIRE ‘ICH BIN EIN BERLINER.’ TUTTI GLI UOMINI LIBERI, DOVUNQUE ESSI VIVANO, SONO CITTADINI DI BERLINO, E QUINDI, COME UOMO LIBERO, SONO ORGOGLIOSO DELLE PAROLE ‘ICH BIN EIN BERLINER!’ John Fitzgerald Kennedy, Rudolph Wilde Platz, Berlino, 1963

Chi conosce l’amore e le gesta di Giovanni Palatucci (e mi riferisco in primis ai referenti dell’Associazione), deve sentire il bisogno di divulgare quanto più possibile il buon nome di questo prezioso Servo di Dio. Lo scorso mese di Novembre si è celebrato a Berlino, il 20° anniversario dall’abbattimento del “muro della vergogna”. Volutamente ho lasciato passare del tempo prima di affrontare l’argomento, così da essere sufficientemente lontano dai clamori e dalle emozioni delle celebrazioni ufficiali. Ho notato anzitutto che i mass-media nei giorni immediatamente precedenti, si sono affannati nell’esaltare l’importanza dell’evento. Io vent’anni fa - lo ricordo bene - vedendo in televisione ciò che stava accadendo ho sentito, come credo tutti gli italiani, un senso di liberazione, di apertura e di condivisione, come se fino a quel giorno fossi stato io stesso prigioniero di quel muro che peraltro non avevo avuto mai l’opportunità di vedere da vicino. Ecco dunque l’importanza del ricordare, del consegnare la memoria dei fatti a chi non c’era; ecco lo scopo dell’Associazione Giovanni Palatucci: dare voce ad un uomo che con l’aiuto di Dio e per suo volere riuscì a superare le tremende leggi razziali salvando migliaia di uomini. Giovanni Palatucci fa affiorare un sommerso che ha sempre stentato ad emergere nella Polizia di Stato: quello di uomini che non sono semplicemente esecutori di ordini ma anche persone capaci di essere vicine alla collettività e pronte a difendere la nostra Repubblica, la Democrazia ed i cittadini, anche da coloro che gestiscono il potere. Uomini dunque che con il senso del dovere sono un tutt’uno inscindibile. Giovanni Palatucci è una preziosa risorsa che dà alla Polizia di Stato la grande opportunità di far conoscere ai giovani la strada della verità, il punto di riferimento di migliaia di poliziotti e perché no un modello possibile cui ispirarsi per chiunque sia alla ricerca di valori fondanti. Un poliziotto non può oggi non conoscere la vicenda di Giovanni Palatucci e non può neanche chiudere sbrigativamente dicendo: “Non mi interessa”, perché la sua conoscenza è la sua stessa formazione. Certamente in una realtà nella quale gli ordini non si discutevano era difficile che l’operato di Giovanni trovasse spazio. Da allora la Polizia di Stato come la nostra società hanno fatto giganteschi passi in avanti. La cultura e la sensibilità dei poliziotti è oggi assai molto più alta che in passato. Oggi molti di loro - fuori dal servizio - si interessano di volontariato e dunque sono quotidianamente vicini al cittadino nel rispetto delle giuste leggi. Credo che tutto ciò ci dia onore poiché dobbiamo sempre cercare di essere come Giovanni che per noi è e sarà sempre il “maestro nella tutela della libertà di ogni uomo”. A Berlino nel 1963, in un discorso ormai celeberrimo, J.F. Kennedy disse: “Ich bin ein Berliner”,“Io sono un berlinese”, come dire: capisco il vostro dramma, lo vivo e per questo mi sento uno di voi. Esattamente come Giovanni quando aiutava degli innocenti comprendendone appieno il dramma. –9–


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"Giovanni Palatucci, il Questore "giusto", morto per amore a Dachau" di Renata Castellani

a serata del 27 gennaio 2010, presso il Monastero dei Padri Stimmatini, in quel di Sezano-Verona, rivivo l’eco delle emozioni mattutine e, davanti un pubblico adulto, ripropongo la figura di Giovanni Palatucci. Dopo una breve presentazione di P. Silvano Nicoletto, Superiore della Comunità, si legge, a più voci, femminile e maschile, preghiere e testi. Si inizia con la lettura della preghiera ebraica: “Venite, saliamo sul monte del Signore, perché possiamo camminare per i suoi sentieri. Forgeremo le nostre spade in vomeri, le nostre lance in falci. Un popolo non alzerà più la spada contro un altro popolo, non si eserciteranno più nell’arte della guerra. Nessuno avrà più paura perché la bocca del Signore ha parlato”. Queste parole, che rieccheggiano gli oracoli dei Profeti, ci introducono all’impegnativa Parola di Cristo: “Beati i costruttori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio. A voi che mi ascoltate io dico: amate i vostri nemici e fate del bene a coloro che vi odiano; benedite chi vi maledice”. È l’invito a non farsi intimorire da nulla, lo stesso che Giovanni Palatucci, con la sua testimonianza di fede, di amore per il prossimo, di dono della vita, sino alla morte, rivolge ad ognuno di noi. Attraverso le parole e i testi di P. Piersandro Vanzan S.J. a cui, con commozione ed affetto, dono la mia voce, è il momento del ricordo del nostro Eroe, accompagnato dalla lettura della poesia “L’Olocausto” e da alcune “Lettere” che Giovanni scrive ai genitori, laddove si comprende la sua fede, il suo coraggio, la sua umiltà. Poi, le testimonianze di chi, con il Questore “Giusto”, ha vissuto paure, speranze, tormenti. Le storie ascoltate, tratte da fonti palatucciane, sono storie di coraggio, di altruismo, di solidarietà, di fede religiosa, di profonda condivisione della sofferenza. Quello che si compie, nell’atmosfera raccolta e soffusa del Monastero, fattasi preghiera, è un passo ulteriore di

uscita dall’oblio, per ricomporre, come ben ricorda p. Piersandro Vanzan S.J., un mosaico complesso di verità, per affrontare, con maggiore consapevolezza e rigore le pagine buie che, anche nel presente, purtroppo non mancano. L’incontro con Giovanni Palatucci ci aiuta a considerare gli scenari delle moderne migrazioni, il dramma della guerra, il pericolo delle attuali discriminazioni e delle nuove forme di razzismo, magari in uno stadio di calcio, in una scritta su un muro, in un coro disgustoso. Le parole di Giovanni e dei suoi compagni di viaggio ci richiamano i valori della nostra Costituzione, garante dei diritti di tutti, anche e soprattutto degli Ultimi! Il suo coraggio e la sua testimonianza si fanno interpreti del bisogno nascosto di ogni essere umano di incontrare un Tu che permetta di vivere una vita umana, non “vicino ma con gli uomini” (Ebner, Parola e amore, p. 104). “Ognuno - afferma Ebner - ha bisogno dell’uomo buono, del vero compagno, che assume volentieri la fatica di essere uomo anche con chi si chiude davanti agli altri, che sopporta il suo chiudersi nella speranza che anche per lui ritornerà il giorno dell’apertura, che spera quando quello da molto tempo pensa di aver abbandonato definitivamente ogni speranza. Esistono tali uomini e compagni, e questo è il miracolo!” (F. Ebner, Parola e Amore, p. 105). Giovanni Palatucci è veramente l’uomo buono, il vero compagno di viaggio, che assume su di sé la fatica dell’essere uomo, fino alla morte. Le sue sono pagine che, nel ricordare “chi salva un uomo salva l’umanità intera”, donano amore e speranza, per costruire una società libera e giusta, dove “vivere” sia avere a cuore la dignità dell’uomo. Come dire: “Coloro che non si adeguano sono il sale della terra e i colori della vita. Condannano se stessi all’infelicità, ma sono la nostra felicità”. (Elias Canetti - Nobel della Letteratura).

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ASSOCIAZIONE ONLUS

IL POLIZIOTTO CHE SALVÒ MIGLIAIA DI EBREI

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U n p er c or so d e di ca t o al “Qu e st or e e ro e ” *

Le manifestazioni per la Giornata della Memoria, in quel di Verona, iniziano martedì 26 gennaio 2010, alle ore 16.00, con la cerimonia di intitolazione, in Lungadige Galtarossa, del “Percorso” dedicato all’ultimo Questore di Fiume, Giovanni Palatucci. I fiocchi di neve, che scendono fitti dal cielo, bianco come un batuffolo di morbida lana, donano un’atmosfera di poesia … d’incanto e predispongono i presenti, nonostante il gelo, ad un ricordo commosso, accompagnato da una semplice, ma intensa preghiera. Alla cerimonia partecipano il Questore dr. Vincenzo Stingone, il dr. Roberto Salvo, il dr. Gianpaolo Trevisi, Dirigenti della Questura di Verona, insieme ad alcuni Po-

liziotti, il Sindaco Flavio Tosi, l’Assessore ai Servizi Demografici Daniele Polato, il Cappellano della Polizia di Stato di Verona d. Luigi Trapelli, alcuni rappresentanti del Comune, il Cappellano della Polizia di Stato per la Regione Marche d. Antonello Lazzerini. Nella stessa giornata, la cerimonia continua, con l’inaugurazione della Mostra, i cui pannelli, presentati e illustrati da d. Antonello Lazzerini hanno introdotto la testimonianza del Martire irpino, che realizzò l’esplicita intenzione di “essere per gli altri” o, come suona, oggi, il motto della Polizia, essere donne e uomini “di prossimità”, vicini alla gente!

“ Pa la t uc ci fa a n co ra sp er a re n e ll ’u o mo ” *

“Solo pochi giorni fa ho parlato con una ragazza di trent’anni che non sapeva che cosa fosse la Shoah: pare impossibile, eppure, evidentemente, il rischio dell’ignoranza, cioè della non-conoscenza, esiste. È perché questo non accada che noi oggi siamo qui”. Sono queste le parole del Prefetto di Verona Perla Stancari attraverso le quali, all’Auditorium della Gran Guardia, gremito di studenti, ha lanciato un appello ripreso da quanti sono intervenuti dopo di Lei. Il Suo invito a “non dimenticare” trova radici nella convinzione che il ricordo di ciò che è stato può e deve costituire un monito forte a non ripetere gli orrori del passato. Gli stessi pensieri sono stati rilanciati dall’Assessore alla Cultura del Comune di Verona Mimma Perbellini, dal Presidente della Comunità ebraica Carlo Rimini, dal Generale Edgardo Pisani e dal Questore di Verona Vincenzo Stingone. “Troppo spesso, oggi, si vedono i simboli di quel passato ostentati con spavalderia, di certo per ignoranza”, ha proseguito il Prefetto della Città. “Anche il nostro Paese ha assistito inerme alla persecuzione e allo sterminio di milioni di vittime e in Europa è mancata la piena consapevolezza di quanto stava accadendo. Ricordiamo - continua il Prefetto - il pericolo di ogni affermazione di superiorità, che è cosa ben diversa dalla fierezza dell’appartenenza ad un popolo, e teniamo alta la Costituzione come fondamento del vivere civile, nella consapevolezza che la libertà non è stata un dono ma una conquista”. In una sala gremita, in cui l’attenzione di tutti era un dato evidente e facilmente esperibile, si è levata alta, decisa e commossa la voce del Questore della Città di Verona, dr. Vincenzo Stingone: “Figure come quella di Palatucci - dice, commosso, il Questore - ci consegnano la possibilità di sperare ancora nell’uomo” e lascia la parola al Cappellano della Polizia di Stato, della Regione Marche, d. Antonello Lazzerini che colloca storicamente il nostre Eroe e cerca di interagire con i ragazzi. A seguire, la relazione della scrivente i cui contenuti trovano la fonte negli studi profondi e appassionati di P. Piersandro Vanzan S.I., ricordato con affetto e commozione. Dopo un “Grazie e un saluto a tutti, alle Autorità, a chi, ogni giorno, spende, generosamente, tempo ed energie per richiamare al valore profondo delle Istituzioni, un ‘grazie’ agli Insegnanti che, attraverso testimoni come il ‘Questore Giusto’ Giovanni Palatucci, hanno scelto di trasmettere, ai giovani, messaggi di amore e di gratuità, un ‘grazie’ va anche ai giovani che ascoltano una testimonianza che brilla attraverso gesti

di vera umanità, fino a sacrificare la propria vita, per salvare quella dei fratelli”. E il “grazie” più commosso va a p. Piersandro Vanzan S.J., uomo, testimone e studioso che anticipa i tempi, che sente nell’aria i problemi, tocca tematiche capaci di far conoscere a fondo l’animo umano e accende quella speranza, oggi sopita, in una società incapace di tenere alto il significato profondo di tre parole: testimonianza, coraggio e compassione, anelli di una stessa catena, nella vita di Giovanni Palatucci, sorretto da una fede e da un amore per il prossimo che lascia senza parole: la sua vita, semplice e complessa, è carica di un “Oltre”, come sempre accade per il sublime. “Giusto tra le Nazioni”, “Martire per amore a Dachau” opera meraviglie, perché “le sue azioni sono ispirate e sostenute da quella forza incredibilmente gratificante, trascendente e universale, che è l’amore cristiano”. Sono i pensieri di P. Piersandro Vanzan che, attraverso le mie parole, risuonano nell’aria di un Auditorium gremito di giovani attenti e silenziosi. Pensieri e parole portate su ali di emozioni che vanno diritte al cuore e si traducono in un applauso prolungato ed intenso quando si ricorda un altro eroe del ventesimo secolo, straordinario nella normalissima, ardua vita quotidiana di Barbiana: d. Lorenzo Milani. Anche lui, come il nostro Giovanni, insegnò che “ognuno deve sentirsi responsabile di tutto”, testimone del “prendersi cura” del “mi sta a cuore”, l’esatto contrario del motto fascista “Me ne frego”. E questo, ribadito con forza e determinazione, è lo spirito e la testimonianza del nostro Giovanni Palatucci, “Giusto tra le Nazioni”. La scelta di leggere qualche tratto delle “Lettere di Giovanni ai Genitori”, insieme a qualche pensiero della “Lettera a Giovanni Palatucci” di Mauro Macci, tocca il cuore dei presenti e le lacrime velano gli occhi testimoni, per molti, di scene spettrali! “… Tu, Giovanni Palatucci, susciti affetto e desiderio di imitazione, perché sapevi attrarre senza obbligare, come sanno fare coloro che sono poveri e ricchissimi contemporaneamente. Tali estremi, che difficilmente si incontrano, contengono l’essenza e le caratteristiche della grandezza umana”. Sono queste le note che chiudono la conferenza della mattina e scroscia un applauso prolungato che rompe il silenzio e l’attenzione, doni del tutto gratuiti di cui, ancora una volta, Giovanni Palatucci si è fatto testimone e interprete! * di Renata Castellani

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Gennaio febbraio 2010