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Osservatorio Metropolitano di Milano è un centro studi indipendente, senza scopo di lucro, costituito nel 2014 al servizio del territorio per svolgere attività di ricerca finalizzate alla comprensione dei fenomeni politici, economici e sociali della Grande Milano al fine di supportare la governance del territorio, favorire la trasparenza delle decisioni, sostenere lo sviluppo e agevolare, attraverso lo studio di dinamiche sociali, atteggiamenti consapevoli e virtuosi.
L’Osservatorio Metropolitano di Milano è stato promotore del Convegno “Contrastare la violenza di genere: normativa e strumenti”.
È seguita poi la ‘messa a terra’ con la formulazione di questo Vademecum, che mette a sistema con un linguaggio di facile comprensione gli importanti contributi e risultati.
Consiglio Direttivo:
Camillo de Milato (Presidente)
Filippo Grassia (Vicepresidente)
Andrea Jarach
Carla De Albertis
Giacomo Carbonari
Gianbattista Rosa
Mauro De Simone
Paolo Del Nero
Simonetta Di Pippo
Vincenzo Di Vincenzo
Bruno Dapei (Direttore Generale)
www.osservatorio.milano.it | info@osservatorio.milano.it
Introduzione
Con questo vademecum ci proponiamo di creare uno strumento di facile consultazione e di immediata comprensione, per evidenziare quali siano i campanelli d’allarme a cui prestare massima attenzione e i comportamenti cosiddetti ‘reati spia’ da denunciare immediatamente, laddove si incappi in una situazione o in una relazione con connotati violenti che devono essere fermati al più presto perché non si trasformi in una valanga che può finire in un femminicidio.
Questo vademecum dà indicazioni su come comportarsi e a chi rivolgersi e sarà diffuso grazie alla collaborazione di numerose Associazioni impegnate nella realtà del nostro territorio a difesa delle donne.
L’idea di questo lavoro nasce dal convegno “Contrastare la violenza di genere: normativa e strumenti”, organizzato dall’Osservatorio Metropolitano di Milano, che ha visto alternarsi illustri relatori, coordinati dal magistrato Jole Milanesi responsabile ‘Giustizia’ dell’Osservatorio
Metropolitano e da Carla De Albertis , responsabile ‘sociale e cultura’ dell’Osservatorio stesso e curatrici di questo progetto.
Nel corso dell’incontro è stata delineata l’evoluzione della normativa italiana in materia di violenza sulle donne. In particolare si è vista la normativa del Codice Rosso* e le riforme successive sino al 2025.
Alla luce dei dati e delle riflessioni fatte la normativa è risultata esaustiva , molto resta invece da fare dal punto di vista della prevenzione e dell’educazione, anche se si osserva una maggior sensibilità sociale al tema e una presa di coscienza da parte delle donne dei loro diritti.
I numeri degli ultimi anni dimostrano infatti un aumento delle denunce dei ‘reati spia’, indice che le donne riescono sempre più spesso a ‘coglierè il pericolo e a trovare il coraggio di denunciare.
L’aumentata sensibilità sul tema sia nella società che nelle Istituzioni è provata dai numerosi “protocolli” sottoscritti, accordi tra gli enti interessati per agire in un modo coordinato e dal grande lavoro sul territorio delle Associazioni coinvolte: in particolare dalla rete milanese dei Centri Antiviolenza.
Parallelamente a questo progetto di ‘prevenzionè costituito del presente ‘vademecum’, vogliamo ricordare che la rete creatasi tra l’Osservatorio Metropolitano
di Milano, Telefono Donna, Fondazione Bambini nel
Cuore sta attivando un progetto dedicato ad un altro tema emerso dal convegno : gli ‘orfani speciali’. Cioè i figli di madri vittime di femminicidio che necessitano di un approccio e sostegno ‘speciali’, come speciale e particolare è la loro situazione.
Una situazione che con modalità più gravi supera quella già più volte affrontata della violenza assistita, cioè quella violenza che viene agita in famiglia davanti ai figli, spesso minorenni e che finisce per costituire un probabile anello significativo di futuri comportamenti devianti e patologici.
Tanti progetti fatti nel segno della concretezza e di un forte impatto per il raggiungimento di una sana crescita sociale.
Speriamo con questo vademecum di poter aggiungere una goccia che insieme ad altre vada ad alimentare un’onda capace di contrastare la violenza in tutte le sue declinazioni che lungi dall’essere Amore ne è la negazione.
Carla
De Albertis
Jole
Milanesi

*vedi capitolo: Spiegazione dei termini giuridici

Atteggiamenti non puniti dalla legge ma che devono indurre ad attenzione e allerta.
Vi sono alcuni atteggiamenti che, pur non puniti dalla legge, devono far suonare un campanello di allarme in quanto potrebbero sfociare in atti di vera violenza.
Si tratta di:
• Comportamenti fisici
• Atteggiamenti psicologici
• Atteggiamenti economici

Campanelli d’allarme
Comportamenti fisici
Intimidazione
Isolamento
Minacce generiche lievi
Approcci fisici inopportuni ◊ Controllo del modo di vestirsi ◊ Controllo degli spostamenti ◊ Controllo del cellulare
Campanelli d’allarme
Atteggiamenti psicologici
◊ Gelosia e possessività che può giungere fino alla limitazione delle libertà personali (es. caso Cecchetin)
◊ Indifferenza
◊ Ricatto affettivo
◊ Umiliazione
◊ Demolizione dell’autostima
(“senza di me non ce la fai, non sei capace di fare alcunché…”)
◊ Manipolazione

Campanelli d’allarme
Atteggiamenti economici
◊ Conti correnti intestati solo all’uomo o limitatamente cointestati
◊ Nessun coinvolgimento nelle scelte economiche e finanziarie della famiglia
◊ Imposizione di limitazioni economiche, controllo e privazioni nelle spese
◊ Accumulo di debiti a carico della donna da parte del partner
◊ Sabotaggio lavorativo
la donna rimane così senza un reddito proprio e pensione
◊ Rifiuto di contribuire alle spese ordinarie della famiglia
Sono quei comportamenti violenti che la nostra legge punisce e che possono preludere a reati sempre più gravi nei confronti della vittima. Si tratta dei reati che più spesso avvengono nei confronti della donna nei contesti familiari o nelle relazioni affettive e che fanno presagire una situazione di pericolo che deve essere fermata perché la situazione non peggiori ulteriormente in una spirale sempre più drammatica.

Minaccia aggravata ◊ Atti persecutori
◊ Diffusione illecita di immagini
◊ Video sessualmente espliciti (Revenge porn)
◊ Violazione di domicilio
◊ Violazione degli obblighi di assistenza familiare
Rappresentazione grafica dell’escalation della violenza. Dagli atti non punibili per legge al culmine del femminicidio ◊ Lesioni personali consumate o tentate ◊ Violenza privata
◊ Violenza domestica (maltrattamenti in famiglia)
In questo ultimo caso, in particolare, ci si trova davanti ad atti non episodici a volte commessi in presenza di minorenni.
Può esserci violenza fisica o psicologica, sessuale o economica tra coniugi o ex coniugi o tra persone legate attualmente o in passato da vincolo matrimoniale o relazione affettiva indipendentemente dalla condivisione della stessa residenza.
Attenzione: se i bambini assistono a violenza in casa facilmente trasmettono in seguito le stesse modalità di azione.

Importante: per quanto riguarda i maltrattamenti in famiglia (art. 572 CP) vi è la possibilità di intervento del Questore (ammonimento*) in modo autonomo, svincolato dalla volontà della persona offesa e quindi d’ufficio. La pena per il reato va da 2 a 6 anni aumentata se il fatto è aggravato.
La violenza di genere contro le donne ha in Italia un altissimo costo sociale che può essere quantificato in 16 miliardi di euro all’anno (fonte: studio di Mari Miceli, pubblicato su ilsole24ore.it 8 /1/2020).
Tra gli elementi da considerare vi sono:
- mancata produttività
- costi sanitari
- giudiziari e spese legali
- ordine pubblico
- consulenza psicologica
- servizi sociali comuni
- farmaci
- centri antiviolenza
- fondo orfani da femminicidio esteso anche alle famiglie affidatarie
I costi non monetari invece sono la sofferenza; è difficile capire cosa accade nel buio che cala dopo l’uccisione o la violenza perpetrata su una donna. Spesso rileviamo solo i numeri statistici, ma dietro quella donna vittima, ci sono famiglie, bambini o giovani che avranno non solo difficoltà emotive ma anche difficoltà materiali e di vita.
È necessario che la donna si crei una rete esterna di persone fidate a cui potersi rivolgere per un sostegno o che si rivolga ad una delle varie associazioni della rete che si occupano delle vittime di violenza.

È importante che le donne comprendano di essere titolari di diritti anche da un punto di vista economico.
È importante avere una indipendenza economica : un reddito proprio, un proprio conto corrente. Laddove si sia vittime di una situazione di violenza è importante tenere traccia di tutto ciò che accade perché potrà rivelarsi utile in futuro laddove sia necessario rivolgersi alla giustizia.
Ed in ogni caso mai accettare l’ultimo incontro chiarificatore (si veda, ad esempio, il caso Giulia Tramontano).

Si fa così:
si tiene la mano in alto, con il pollice piegato sul palmo, poi si piegano le altre dita verso il basso, intrappolando simbolicamente il pollice tra le dita. È una sorta di ciao ciao, con pollice piegato, per chiedere aiuto quando non si riesce a scappare.
Oltre alla denuncia, alla querela ad informazioni presso polizia, carabinieri e polizia locale, esistono altri metodi di informare l’autorità giudiziaria, metodi che consentono l’anonimato:
Numero di emergenza 1522
specifico e gratuito, attivo 24 ore su 24 con operatrici specializzate che rispondono alle chiamate, promosso dalla Presidenza del Consiglio Dipartimento Pari Opportunità
La app della Polizia di Stato utile per segnalare reati di violenza tra le mura domestiche con possibilità di inviare anche messaggi e immagini.
Anche un testimone può quindi fare una denuncia di fatti di violenza di cui è a conoscenza in modo documentato ed anonimo.
Una RETE che copre tutto il territorio del Comune di Milano e che ha come finalità di rispondere a tutti i possibili bisogni delle donne che subiscono violenza di genere. Valutazione del rischio, consulenza legale e supporto psicologico, eventuale accoglienza, affiancamento per il reinserimento lavorativo, ospitalità in case rifugio. Diverse attività per un obiettivo comune: sostenere le donne nei loro percorsi di uscita da una vita non accettabile.
I soggetti che aderiscono alla Rete
CADMI - Casa di accoglienza delle Donne Maltrattate di Milano ODV
tel. 02 55015519 info@cadmi.otrg
CeAS-CENTRO AMBROSIANO DI SOLIDARIETÀ-MAI DA SOLE tel. 02 2159730- 3351251813 segreteria@ceasmarotta.it
C.A.S.D. CENTRO ASCOLTO DONNA PRESSO ASST SANTI PAOLO E CARLO
tel. 3356589806 soccorso.donna.hsc@asst-santipaolocarlo.it
CERCHI D’ACQUA ONLUS
tel. 02 58430117 info@cerchidacqua.org
SVS DONNA AIUTA DONNA ONLUS
tel. 333 6532351 svsdadonlus@gmail.com
FONDAZIONE SOMASCHI ONLUS
tel. 02 62911975 - 329 5870862
accoglienzadonne@fondazionesomaschi.it
SeD - SERVIZIO DISAGIO DONNE CARITAS
AMBROSIANA e FARSI PROSSIMO ONLUS S.C.S
tel. 02 76037352
maltrattamentodonne@caritasambrosiana.it
SVSeD - SOCCORSO VIOLENZA SESSUALE E DOMESTICA
tel. 02 55032489 violenza sessuale
02 55038585 violenza domestica svsed@policlinico.mi.it
TELEFONO DONNA
tel. 0264443043/44 info@telefonodonna.it
ASSOCIAZIONE LULE ONLUS
tel. 02 9496 5244 associazionelule@luleonlus.it
LA GRANDE CASA ONLUS SOCIETÀ COOPERATIVA
SOCIALE
tel. 02 2412461 lagrandecasa@lagrandecasa.it
LA STRADA SOCIETÀ COOPERATIVA SOCIALE
tel. 02 55213838 info@lastrada.it
COOPERATIVA LOTTA CONTRO L’EMARGINAZIONE
COOPERATIVA SOCIALE ONLUS
tel. 02 2400836 - 02 26226707
Fonte : elenco Comune di Milano
Telefono Donna, che fa parte della reta antiviolenza di Milano, è stata fondata da Stefania Bartoccetti ed è ormai una delle realtà consolidate e strutturate del nostro territorio, come quelle sopra indicate.
Dall’inizio ad oggi ha superato i 100mila casi trattati e nel 2023 oltre 400 donne assistite, molte con figli, nella sola città di Milano. Conta su 4 linee telefoniche di ascolto attive 24 ore su 24 con psicologhe che sono in grado di offrire un sostegno , e interpretando correttamente le richieste di aiuto spesso confuse o celate dietro altro, con abilità riescono ad entrare nelle storie delle donne - vittima, che tra l’altro possono rimanere anonime. Molte di loro si può dire vengono proprio salvate, perché messe nelle condizioni di comprendere che la volta dopo potrebbe essere l’ultima. Telefono Donna ha anche una convenzione con l’Ordine degli Avvocati e può quindi offrire anche assistenza legale.
L’Associazione in oggetto ha aperto una ventina di ‘case segretè dove vengono accolte mamme con i loro bambini, seguite da professioniste sempre in contatto con le Istituzioni per facilitare una fuoriuscita dalla
situazione di maltrattamento e la costruzione di una autonomia.
Il principio è che le donne riescano ad acquisire vita autonoma, indipendenza e quindi lavoro e autostima.
In stretta collaborazione con la Direzione dell’Ospedale di Niguarda, ha promosso un servizio di pronto intervento festivo e notturno alternativo al ricovero in reparto per donne maltrattate e i loro figli, in collegamento con tutti i Pronto Soccorso degli Ospedali milanesi, le Forze dell’Ordine e altri servizi dedicati: possono intervenire nella presa in carico specie nelle fasce notturne e festive quando gli uffici dei Servizi Sociali non sono attivi.
Con i singoli servizi vengono poi attivati i contatti per il trasferimento opportuno delle singole donne e/o dei diversi nuclei accolti.
A loro ci si può rivolgere anche solo per un consiglio, un confronto qualora suoni il famoso campanello d’allarme.
tel. 0264443043/44
info@telefonodonna.it
La normativa prodotta, al momento appare esaustiva e non sembra necessario aggiungere nuove norme quanto piuttosto bisogna operare a livello culturale e insistere sulla cultura del rispetto e sulla partecipazione di entrambi i sessi al contrasto alla violenza.
2019 – Legge n. 69 Codice Rosso
2022 – Legge n.53 Raccolta Dati Statistici
2022 – D. Lgs. 149 Attuazione della L. 206/2021
2023 – Legge n.122 modifica Codice Rosso
2023 – Disegno di Legge n.923 approvato il 22.11.2023
2025 - approvato in CdM Disegno di legge che prevede: femminicidio come reato autonomo, maggiore severità per stalking e lesioni, limiti minimi di pena aumentati.
Alcuni dati aggiornati sulla violenza di genere (dati ISTAT)
2022 – 126 femminicidi
2023 – 108 femminicidi, di cui 96 in ambito familiare o di relazione affettiva
2024 – 98 donne, 1 ogni 3-4 giorni
Il numero di omicidi commessi da partner o ex-partner continuano a verificarsi. Solo il 7% degli autori presenta disturbi psichiatrici.
Il femminicidio non è quasi mai un gesto improvviso, legato a un momento di follia, ma comporta, nella maggior parte dei casi, una vera e propria programmazione, da cui deriva l’aggravante della premeditazione.
Sono in aumento i reati-spia, le cosiddette ‘red flag’. Percosse, lesioni personali, violenza privata, minaccia grave o aggravata, atti persecutori, diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti, violazione di domicilio, danneggiamento.

Il 92% degli imputati è di genere maschile, il 60% è italiano. Rimane tuttavia un grande numero oscuro. L’età maggiormente presente è quella nella fascia 26-35, seguita da quella 36-45. Il 20% dei casi di omicidio a danno di una donna è commesso da giovani tra i 18 e i 25 anni. È facile constatare un importante aumento delle richieste di aiuto e delle denunce di casi di violenza. Aumento delle telefonate al 1522. Vedi relazioni del Presidente del Tribunale e Procuratore Generale di Milano nel 2024.
Stalking: dall’inglese ‘to stalk’, letteralmente ‘fare la posta’.
Art.612 bis CP ha introdotto il reato di atti persecutori nei confronti di chiunque con condotte reiterate di minaccia o molestia causino un grave stato di ansia o paura o che ingenerino timore per l’incolumità per sé o per altri.
Pena: da un anno a un anno e 6 mesi di reclusione salvo aggravanti.
Revenge porn: è uno dei nuovi reati introdotto dal
Codice Rosso. Art. 612 ter CP. Si tratta della diffusione illecita di immagini e/o video sessualmente impliciti, ovviamente non consensuale. In generale viene dettata da finalità vendicative di diffusione di immagini intime dell’ex-partner. Pena: da uno a 6 anni di reclusione e multa da 10.000/15.000 euro senza aggravanti.
Sexting: termine coniato nel 2005 e si riferisce allo scambio/invio di immagini a sfondo sessuale. In Italia è reato quando prende di mira persone di età inferiore ai 18 anni. Spesso questo fenomeno dà origine a episodi di bullismo, poiché chi possiede le immagini e video sessualmente espliciti, li usa per ricattare chi ne è protagonista.
Codice Rosso: ha innovato e modificato la disciplina penale e processuale della violenza domestica e di genere corredandola di inasprimenti delle pene e prevedendo la riduzione dei tempi di intervento
Gratuito Patrocinio: le parti lese dei reati di cui si tratta
possono essere ammesse alla rappresentanza legale a spese dello stato.
Denuncia: è una manifestazione di volontà con la quale una persona porta a conoscenza della autorità competente una notizia di reato
Procedere d’Ufficio: i Reati di cui ci stiamo interessando possono essere a querela di parte o d’ufficio. Questo significa che per taluni comportamenti, sia per la gravità dei fatti sia per le pene che possono essere comminate, l’ufficio del Pubblico Ministero può procedere autonomamente a seguito di notitia criminis.
Querela di parte: ogni persona offesa da un reato, per cui non debba procedersi d’ufficio, ha diritto di querela.
Per i minori il diritto di querela è esercitato dai genitori o da chi ne fa le veci. I reati procedibili a querela di parte sono quelli rispetto ai quali lo Stato si attiva solamente a seguito di una manifestazione di volontà da parte della vittima, volta ad ottenere la punizione di chi ha commesso il reato. Attualmente, per il delitto di atti persecutori (stalking), c’è stato un inasprimento della pena, mentre per il delitto di violenza sessuale, oltre all’inasprimento della pena è stato previsto un ampliamento del termine per sporgere querela.
Reati spia: l’ultima legge approvata nel novembre 2023 ha accresciuto l’attenzione sui reati spia, rafforzando le misure di detenzione e cautelari per gli uomini denunciati, l’arresto anche in flagranza differita e tempi più stringenti dell’applicazione delle misure cautelari a protezione dell’incolumità della donna offesa.
Ammonimento: è un provvedimento che ha lo scopo di ‘richiamare’ o ‘avvertire’ una persona che compie atti persecutori e/o violenti, che non costituiscono ancora reato, affinché interrompa la propria attività molesta prima di andare incontro ad un peggioramento che renda inevitabile l’attivazione di un processo penale.
Art. 8 DL 11/2009 ammonimento per atti persecutori e revenge porn.
Art.3 DL 93/2013 ammonimento per violenza domestica: il Questore, anche in assenza di querela, può procedere all’ammonimento dell’autore di condotte riconducibili ai reati tentati o consumati nell’ambito di violenza domestica, anche in caso abbia ricevuto una segnalazione in forma anonima.
Allontanamento dalla casa familiare: altri provvedimenti di interesse sono l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento ai lughi frequentati dalla persona offesa.
Protocollo Zeus: al momento dell’esecuzione del provvedimento di ammonimento, sia per violenza domestica che per atti persecutori, l’autore delle condotte viene informato della presenza sul territorio di centri specializzati nell’offrire un percorso di trattamento integrato sulla consapevolezza del disvalore sociale e penale delle condotte tenute, nell’ottica di implementare la capacità di contenimento e gestione delle violazioni relazionali. (Polizia di Stato).
La normativa prodotta ad oggi appare esaustiva: occorre invece insistere a livello culturale in modo che l’educazione al rispetto e la partecipazione al contrasto alla violenza sulle donne siano diffusi tra il genere maschile.

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info@osservatorio.milano.it Fascicolo allegato al numero 6/2025 della testata WikiMilano