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Edizione Speciale A.S. 2012/13

Giornalino Scolastico – Istituto Comprensivo n° 7 – Via Vivaldi, 76 – 40026 Imola (BO) – Anno 3 – N. 1 Giugno 2013

LE VOCI DEL PARCO

"Nell'ambito della manifestazione Naturalmente Imola tenutasi domenica 5/05/2013 i rappresentanti di 14 classi dell'Istituto Comprensivo 7 di Imola hanno tenuto una visita guidata dal titolo "Le voci del Parco". Si tratta di uno degli eventi in verde" che il suddetto Istituto, in paternariato con Archivio Comunale e Musei Civici di Imola, sta realizzando nell'ambito della II Edizione del Concorso indetto dall'Istituto Beni Culturali dell'Emilia Romagna dal titolo "Io Amo i Beni Culturali". Dai bimbi media, le classi hanno affrontato il bene culturale imolese del Parco delle Acque Minerali studiandolo sotto diversi aspetti: la botanica, la geologia, le scienze naturali, l'archeologia, lo sport e le analisi chimica delle acque mineralizzate che Durante la visita guidata si sono presentati al pubblico comparse che interpretavano il ruolo dei principali studiosi imolesi, tra cui Giuseppe Scarabelli e Gioachino Cerchiari, interpretate dagli alunni della classe 3^ della Primaria Ponticelli. “Quante storie nelle storie – Settimana della Didattica in Archivio” le classi della 4^ primaria di Ponticelli e della 5^ elementare Pedagna e la 1A, 2E , 2B e 3D della Secondaria Luigi Orsini, Istituto comprensivo n. 7 di Imola hanno presentato e nell‟ambito del progetto “La cultura in verde”, con 3 lezioni a 2 classi: La 5^ Primari Pedagna e la 1A Secondaria Orsini hanno dibattuto sull”Evoluzione storica del Parco”; La 2E e la 3D Secondaria Orsini su “La geologia e le acque mineralizzate del Parco” in data 2/06/2013 nell'ambito della Festa dello Sport: all'interno della Fontana Ottagonale le classi esporranno i prodotti finali di tali studi. Prof.ssa Anna Garbesi Tutor di progetto.

Domenica 5 maggio 2013, alle ore 10 ci siamo ritrovati presso la Fontana Naturalmente, all'interno del Parco delle Acque Minerali di Imola. Mano a mano che i ragazzi partecipanti giungevano, le prof. Ci facevano indossare la maglietta con il logo dell'evento e poi attaccavano l'etichetta con il nostro nome. Insieme a noi ragazzi della Secondaria di I grado c'erano anche i bimbi della Scuola dell'Infanzia di Ponticelli e della Primaria Pedagna e Ponticelli. Ognuno di noi aveva un compito: parlare della storia del Parco, della scoperta delle Acque Minerali e di tutte le caratteristiche (faunistiche, botaniche, archeologiche e geologiche) che presenta. Per fortuna il tempo è stato accettabile fino all'ultima tappa: minacciava pioggia, ma il temporale è scoppiato solo alla fine del percorso. Un ragazzo di 1A della Secondaria, con molto coraggio, ha iniziato la visita. Ci siamo fermati in varie tappe: le sabbie gialle, il laghetto dei cigni, l'aiuola del “Pane delle Bisce”, il pianoro sul Monte Castellaccio, le cisterne ottocentesche, lo stadio Romeo Galli e per finire il campo del Tamburello. Io ho parlato insieme ad Alessio circa le sorgenti delle acque sulfuree e marziali scoperte da Gioachino Cerchiari nel 1830. Era un medico imolese che capì che quelle acque facevano bene alla salute del corpo. Infatti le acque ferruginose

contengono grandi quantità di ferro e avevano effetti curativi per le malattie del sangue, mentre quelle sulfuree presentavano zolfo disciolto e facevano bene sia ai polmoni che alla pelle. Pensate che queste informazioni le ho davvero ricevute da lui in persona! Presso le antiche fonti c'era un bimbo di classe 3^ della Primaria Ponticelli insieme ad alcune sue compagne: tutti sembrano usciti da una fotografia di fine '800. Io li ho intervistati curiosa di sapere il perchè si trovavano lì e perchè interessava loro così tanto quel luogo. Alla fine è stata una giornata davvero fantastica, ricca di cultura e di curiosità da soddisfare! Il merito va ai prof. partecipanti che, vista l'umidità nell'aria, hanno veramente “sudato più di sette camicie”. Mi sono divertita e oggi sono felice di aver partecipato: lo consiglierei anche agli altri miei compagni che, quando la prof. cercava volontari, hanno sigillato la bocca! Giulia De Martinis - classe 2^E

Il giorno 13 maggio, la classe 5^B della scuola Pedagna, si è recata al Municipio di Imola per incontrare l’attuale Sindaco, Daniele Manca. L’incontro, proposto dall’insegnante Angela Bruno e favorevolmente accettato dal Sindaco, si è tenuto a seguito di un progetto di “Educazione alla Cittadinanza”, che secondo il parere del Sindaco stesso, si è trattato di un percorso formativo utile ed interessante. Appena i ragazzi della 5^B sono arrivati al Municipio sono stati accolti nella Sala del Consiglio Comunale da due collaboratrici del Sindaco nell’attesa d’incontrarlo. Quando è arrivato gli sono state fatte alcune domande. Una di queste è stata: “Se Lei fosse vissuto al tempo del fascismo, sarebbe diventato un partigiano?” e il Sindaco ha risposto che se fosse vissuto a quei tempi sarebbe stato sicuramente dalla parte della democrazia e della libertà. Un'altra domanda è stata: “ Perché ha scelto di essere Sindaco?”. A questa il Sindaco ha risposto affermando che è stata una scelta fatta per passione che è maturata lavorando accanto al Sindaco di Dozza quando era ancora molto giovane. Dopo la breve intervista fatta, il Sindaco ha lodato gli alunni della classe 5°B per i risultati avuti a seguito del progetto svolto e li ha incoraggiati a continuare ad istruirsi sui temi legati alla Cittadinanza vista l’importanza che essa riveste nel nostro contesto democratico. Infine, in un clima di grande cortesia la classe è stata salutata dal Sindaco ed ha potuto effettuare una breve visita alle diverse sale del Municipio. Martina Rinaldi Ceroni


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Gli incontri con gli autori si sono svolti nell’aula multimediale della nostra scuola rispettivamente il 22 marzo e il 5 aprile 2013. Con noi c'erano altre classi terze e prime della nostra scuola insieme a ragazzi di altri istituti di Imola. Hanno raccontato parecchie loro avventure, hanno letto brani tratti dai loro libri e ci hanno fatto riflettere su quello che ci proponevano. E’ stata un’attività organizzata allo scopo di promuovere la lettura di volumi di autori famosi di narrativa per ragazzi: se non avevamo capito qualcosa o c’era una parte poco chiara, potevamo chiederlo loro direttamente. Tutto ciò l’ha organizzato la nostra prof. di Lettere. Sono state belle sorprese in realtà: ci ha lasciato all’oscuro di tutto, non sapevamo il giorno in cui sarebbero arrivati, ma intanto ci aveva consigliato di leggere alcuni loro libri: “Bernardo e l'Angelo Nero”, “Alice e i Nibelunghi” di Fabrizio Silei o “La cantante scomparsa”, “Il segreto di Ciro”, “Ero cattivo” di Antonio Ferrara. Siamo stati attenti, abbiamo partecipato all’attività ascoltando e facendo domande. Facciamo le presentazioni...

Facciamo le presentazioni...

Mi chiamo Antonio Ferrara, sono nato a Portici nel 1957 e mi sono diplomato in arte applicata Qual è il libro che ritieni più riuscito? Quale ami di più? “Il segreto di Ciro” : è un libro dove si parla di due fratelli completamente diversi che si innamorano della stessa ragazza. “Ero cattivo” però è quello che ha incuriosito il maggior numero di lettori. Qual è l'ultimo libro che hai scritto? Un racconto in “Parole fuori”, editore Il Castoro: si intitola Coraggio

Mi chiamo Fabrizio Silei, sono nato a Firenze nel 1967 e mi sono laureato in scienze politiche. Da quanto tempo scrivi? Scrivo fin da piccolo, lo facevo anche nel mio diario personale. Non avevo mai pensato di pubblicare perché pensavo di non scrivere bene, ma poi è successo... Quanti libri ha scritto in tutto? Ne ho scritto “una decina di chilogrammi” circa... Qual è il libro che ritieni più riuscito? Quale ami di più? Quello che più mi piace è “La Merla”.” Qual è l'ultimo libro che hai scritto? Un racconto in “Parole fuori” editore Il Castoro: si intitola Gelosia

Dopo l'incontro la prof. ci ha chiesto di fare una relazione,che forse potevamo pubblicare: in tutto abbiamo impiegato 4/5 ore di lavoro. E' stato un lavoro di gruppo che abbiamo sviluppato senza l’aiuto di adulti. Abbiamo utilizzato gli appunti presi. A nostro parere il risultato finale è stato pienamente raggiunto: abbiamo discusso le tematiche dei testi editi con gli autori stessi e questo ha suscitato in noi curiosità e interesse per le nostre prossime letture. Martina Turrini, Marco Giacometti, Teresa Bardaro, Andrea Marchese, Marika De Crescenzo, Francesco Alpi, Luca Castagnoli, Linda Iosa, Alessandro Triventi classe 3^E


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Il 13 febbraio 2013, alle 9:00 ci siamo recati in aula multimediale per andare ad assistere all’incontro tenuto dal Signor Vittoriano Zaccherini, un superstite italiano del campo di concentramento di Mauthausen. Quando siamo arrivati ci ha salutato e si è presentato. Dopo poco tempo, ci ha fatto vedere un video riguardante quel terribile periodo: parlava della vita nel campo di concentramento di Dachau, in Germania. I professori così hanno spento le luci e chiuso le tende per iniziare la proiezione del filmato. Nel video si vedevano foto in bianco e nero scattate dalle SS, in bianco e nero raffiguranti gli ebrei nei campi e la loro vita, nei momenti in cui lavoravano o riposavano nelle baracche dei campi di concentramento. C'era la piazza del campo, dove veniva fatto l’appello e, verso la fine del video, anche foto di quando gli americani, prima di arrivare a Dachau, con profondo orrore, avevano trovato un treno porta bestiame, fermo: all’interno c’erano gli ebrei morti. I loro corpi pelle e ossa erano ammassati in ogni vagone. Nel video c’erano anche dei brevissimi filmati di propaganda nazista: si vedevano filmati di grandi aule dove sedevano molte persone che applaudivano e acclamavano i nazisti del governo, si vedeva Hitler che parlava ai fedeli. Secondo i principi razzisti, la razza più pura era quella ariana, ossia tedesca, caratterizzata dai capelli biondi, gli occhi azzurri, la robustezza e la forza nel combattere, nel superare le altre razze ritenute inferiori. Questo regime discriminava gli ebrei, gli omosessuali, gli slavi, i russi, gli zingari e i neri.in uno e nell’altro c’era un uomo che elogiava il regime nazista. Finito il video, un po’ commosso, Vittoriano ha iniziato a parlarci della sua vita da quando lo catturarono fino alla liberazione da parte degli americani. Federico Trotta e Alessandro Cavina 5 B

Vittoriano Zaccherini: ex-deportato nel campo di sterminio di Mauthausen. La sua storia di partigiano comincia nel luglio del 1944, quando i suoi ideali lo spingono ad iniziare il suo percorso proprio qui, nelle vallate romagnole. Vittoriano viene inizialmente convocato tra le montagne, in seguito subisce vari spostamenti all'interno della regione, per poi arrivare ad un giorno tragico, l'inizio di molteplici sofferenze: l'arresto da parte dei tedeschi. Questi ultimi avevano ormai raggiunto ogni città e avevano portato timore e sgomento in ogni dove. Pochi giorni dopo l'arresto e l'incarcerazione nella Rocca di Imola, egli subì diversi interrogatori, anche se Vittoriano rivelò apertamente i suoi ideali e li sostenne con la maggiore convinzione possibile, tant'è che fu picchiato tramite lo squallido uso di venti “gommate”. Il signor Zaccherini non era solo in quella straziante avventura, che meglio potremmo definire incubo: con lui vi erano altri ragazzi la cui età variava dai sedici ai ventuno anni. All'epoca anche lui era solo un ragazzino di diciassette anni e mezzo. Quasi settant'anni dopo il nostro “protagonista”, a ottantasei anni di età, ne parla come se fosse accaduto ieri, con la lucidità di un bambino che vorrebbe, ma non può dimenticare. Il cammino di Vittoriano Zaccherini continua e all'incarcerazione segue un episodio ancor, più crudo, , se possibile: la deportazione di tutti i ragazzi al campo si sterminio di Mauthausen, in Austria. Da una vita normale, anche se in tempi di guerra, è passato ad una vita da “larva, animale”: è sconvolgente, al punto di non riuscire a comprendere tutto ciò a pieno, ma che purtroppo si è costretti ad accettare. Sei costretto a scegliere tra una vita (se così si può definire) di questo genere o la morte. La prima esperienza, di cui Zaccherini ci rende partecipi, all'interno del campo di sterminio è l'appello che avveniva tra le quattro e le sei del mattino. Ore e ore in attesa di rispondere alla chiamata di un numero che improvvisamente si è trasformato nel tuo nome. A nessuno importava più quale fosse, se Giulia o Francesco, Giovanna o Paolo, a nessuno importava più chi fossi, l'unica cosa che importava ai tedeschi era il numero che avevi cucito sul petto, ecco tutto. Quel numero per Vittoriano era il “115.778”, che ancora oggi riesce a dirci in tedesco, “ perchè cose di questo genere non si dimenticano”. Il primo appello nel campo non andò come doveva, non sapeva il tedesco, ma solo tutto ciò che si può comprendere in cinque anni di scuola elementare; i tedeschi pretendevano che capisse la parlata in tedesco. Non fu così. Non comprese il suo “nome”, ancora incredulo di tale assurdità e venne punito con altre venti dolorosissime bastonate, tubi con all'interno pesanti fili di piombo. Dopo la terza o la quarta vergata svenne e si ritrovò nel letto del dormitorio ove stava con altri tre uomini: un francese e due slavi. Pian piano Vittoriano conobbe tutto del campo, dalla cava dove si lavorava, ai servizi generali, ai giacimenti di antracite, un particolare carbone che per sopravvivere ingeriva ogni giorno. “Ho visto i miei compagni morire davanti a me e non poterli aiutare, per evitare la pena di morte”, ci racconta. Non era l'unica ingiustizia al campo. Non esiste , a suo parere, la solidarietà tra i detenuti: la realtà era che per sopravvivere ognuno aveva il dovere di pensare a se stesso. Finalmente dopo tante agonie subite dal 5 gennaio 1945, il 5 maggio dello stesso anno la liberazione avvenne grazie agli americani. Finalmente era finita! La luce negli occhi che appare sul viso di Vittoriano è emozionante, anche se ci racconta che per lui i dolori non erano finiti. Appena poco più di un mese dopo la liberazione, tornato nella sua adorata Imola ritrova amici fratelli, ma una delle delusioni più grandi purtroppo lo attende. Alla vista del padre Vittoriano è felice, una felicità che però dura solo un istante, quando realizza che costui non lo riconosce. “Cinque mesi mi hanno cambiato, in cinque mesi sono diventato un'altra persona” sussurra. Ci racconta che per anni ha vissuto nel terrore e nell'angoscia, svegliandosi urlando nel pieno della notte. Il Vittoriano di una volta, non sarà mai più lo stesso. Tutto a causa dell'odio perpetrato dal nazi-fascismo. A fatica procede con il racconto di altri episodi, che rivive in ogni attimo della sua vita. Per finire ci dice che per lui non è mai stato facile diffondere queste storie, ma che è un suo dovere, il dovere di un exprigioniero che non deve permettere al mondo di negare l'Olocausto, che non può permettere all'umanità, di compiere nuovamente un simile genocidio. Ciò sarà possibile solamente se tutti noi non dimentichiamo. Sofia Carletti, classe 3 C


4 Alla Scuola Secondaria di I grado si parla di cooperazione

E TU, DI CHE COOPERATIVA SEI ? I ragazzi della classe 2^E vi raccontano cosa significa fare cooperativa Nell'ambito del Concorso WIKICOOP indetto dal Coordinamento delle Cooperative Imolesi dedicato alle Scuole Secondarie di Primo Grado del Circondario Imolese, la classe 2E della Scuola Secondaria “Luigi Orsini” di Imola ha affrontato una ricerca dal titolo “E tu, di che cooperativa sei?”. “Una cooperativa scolastica per il giornalino di Istituto”: questo è il titolo del progetto realizzato nell'a.s. 2011-2012, finanziato dall'Ufficio Scolastico Regionale dell'Emilia Romagna “Sapere e saper fare”- Attività di contrasto alla dispersione scolastica. Il nuovo progetto realizzato nell'anno scolastico 2012-2013 parte da questa esperienza vissuta, si amplia e approfondisce nello studio in specifico di contenuti teorici legati alla storia pensiero mutualistico e cooperativistico. Si è puntato alla ripresa dell'esperienza della cooperativa scolastica virtuale per rinforzare l'idea di solidarietà finalizzata alla progettazione e realizzazione di azioni concrete di gemellaggio con i compagni del Plesso scolastico di Alberone(FE) adottato dal nostro Istituto nel giugno del 2012 .

GIOCHI SPORTIVI STUDENTESCHI CORSA CAMPESTRE CATEGORIA RAGAZZI (hanno partecipati 31 scuole della provincia )  Il giorno 15.03.2013 ai PROVINCIALI di corsa campestre cat. ragazzi DALL’OLIO RICCARDO delle ORSINI si è classificato 1° posto.

ATLETICA LEGGERA (PISTA E CONCORSI) GARE A SQUADRE

 IL 23.APRILE.2013 a Bologna, ai PROVINCIALI, cat. Cadette si è classificata al 1° posto(su 22 scuole partecipanti) la squadra dell’I.C.7 ORSINI con: VIESTI FEDERICA (m80 e staff.), SOLAROLI GINEVRA (m1000), BORDI MARTINA (m1000), SALAROLI MARGHERITA (m80H e staff.), GOLFI IRENE (salto in alto), DE MARTINIS GIULIA (salto in lungo e staff.), FANTINI MELANIA (salto in lungo), VERDONE AURORA (getto del peso), TURRINI MARTINA (getto del peso e staff.), BARTOLINI SERENA (vortex).  IL 29.APRILE.2013 a Bologna, ai PROVINCIALI, cat. Cadetti si è classificata al 1° posto(su 23 scuole partecipanti) la squadra dell’I.C.7 ORSINI con: CEGLIA DAMIANO (m80 e staff.), MUTTI ANDREA (m1000), TRIVENTI ALESSANDRO (m80H e staff.), BERTAZZOLI MARCO(m80H e staff.),PELLICONI ALEX (salto in alto), CAVALLARI MARCO (salto in lungo.), NOFERINI UENIO (salto in lungo), PIRAZZOLI ELIA (getto del peso), LELLI SIMONE (vortex) e MANOLI ALESSANDRO (VORTEX.),  Il 23 MAGGIO 2013 a Bologna, ai PROVINCIALI cat. ragazzi (classi prime) si è classificata al 1° posto (su 22 scuole) la squadra di atletica dell’IC7 composta da STANZIANI RICCARDO (m60 e staffetta), DEBORI SAVERIO (m60 e staffetta), DALL’OLIO RICCARDO (m600), CONTI LORENZO (m600), GREMENTIERI LUCA (salto in alto), FILIPPONE MARTINO (salto in lungo e staffetta), CARNEVALI LEONARDO (getto del peso e staffetta), MONGARDI LUCA (vortex),  Il Il 23 MAGGIO 2013 a Bologna, ai PROVINCIALI cat. ragazze (classi prime)si è

classificata al 1° posto (su 22 scuole) la squadra di atletica dell’IC7 composta da RICCI MACCARINI SARA (m60 e staffetta), SECHI GIADA (m60 e staffetta), NEGRELLI FRANCESCA (m600), , FANTI MARGHERITA (salto in alto e staffetta), BIASI DARIA (salto in lungo e staffetta), SANDRI GIADA (getto del peso), PADOVANO CAMILLA (getto del peso), GEMINIANI JESSICA (vortex)  Il Il 23 MAGGIO 2013 a Bologna, ai PROVINCIALI cat. ragazze e ragazzi (classi prime) la scuola Orsini è risultata vincitrice del “8° Memorial Pier Paolo Cristoferi” per la somma dei risultati del lungo e dei m600 di BIASI DARIA, FILIPPONE MARTINO, NEGRELLI FRANCESCA E DALL’OLIO RICCARDO

GARE INDIVIDUALI

 Ai PROVINCIALI il 23.04.2013 a Bologna nella specialità “CORSA VELOCE m80 ostacoli” cat.cadette si è classificata al 1° posto SALAROLI MARGHERITA  Ai PROVINCIALI il 29.04.2013 a Bologna, nella specialità del “SALTO IN LUNGO” cat. cadetti di atletica in pista, si è classificato al 1° posto CAVALLARI MARCO  Ai PROVINCIALI il 29.04.2013 a Bologna, nellla “STAFFETTA 4x100” cat. cadetti si sono classificati al 1° posto CEGLIA DAMIANO, TRIVENTI ALESSANDRO, BERTAZZOLI MARCO, PELLICONI ALEX.  Ai REGIONALI il 16.05.2013 a Cesenatico, nellla “STAFFETTA 4x100” cat. cadetti si sono classificati al 1° posto CEGLIA DAMIANO, TRIVENTI ALESSANDRO, CAVALLARI MARCO, PELLICONI ALEX  Ai PROVINCIALI il 23.MAGGIO 2013 a Bologna nella cat. ragazze si è classificata al 1° posto nel salto in lungo BIASI DARIA  Ai PROVINCIALI il 23.MAGGIO 2013 a Bologna nella cat. ragazze si è classificata al 1° posto nel getto del peso SANDRI GIADA  Ai PROVINCIALI il 23.MAGGIO 2013 a Bologna nella cat. ragazzi si è classificato al 1° posto nella corsa veloce m60 STANZIANI RICCARDO  Ai PROVINCIALI il 23.MAGGIO 2013 a Bologna nella cat. ragazzi si è classificato al 1° posto nei m600 DALL’OLIO RICCARDO

 Ai PROVINCIALI il 23.MAGGIO 2013 a Bologna nella cat. ragazzi si è classificato al 1° posto nel getto del peso CARNEVALI LEONARDO  Ai PROVINCIALI il 23.MAGGIO 2013 a Bologna nella cat. ragazze si è classificata al 1° posto la staffetta 4x100 con FANTI MARGHERITA, BIASI DARIA, SECHI GIADA, RICCI MACCARINI SARA.  Ai PROVINCIALI il 23.MAGGIO 2013 a Bologna nella cat. ragazzi si è classificata al 1° posto la staffetta 4x100 con DEBORI SAVERIO, CARNEVALI LEONARDO, FILIPPONE MARTINO, STANZIANI RICCARDO  Ai COMUNALI siamo arrivati primi nelle seguenti specialità:

Classi prime 80m cat. ragazzi :STANZIANI RICCARDO 800 m cat. ragazzi: DALL’OLIO RICCARDO Peso cat. ragazzi: CARNEVALI LEONARDO Lungo cat. ragazzi: FILIPPONE MARTINO Lungo cat. ragazze: BIASI DARIA 800m cat.ragazze: NEGRELLI FRANCESCA Peso cat.ragazze:SANDRI ERIKA Staffetta 8x50m ragazzi/e: FANTI MARGHERITA, BIASI DARIA, SECHI GIADA, RICCI MACCARINI SARA, DEBORI SAVERIO, CARNEVALI LEONARDO, FILIPPONE MARTINO, STANZIANI RICCARDO

Classi seconde e terze Lungo cat cadette seconda: DE MARTINIS GIULIA 80m cat.cadetti terza. CEGLIA DAMIANO Peso cat. cadette terza: TURRINI MARTINA Lungo cat. cadette terza: SALAROLI MARGHERITA Staffetta 4x100m cadetti 8: CEGLIA DAMIANO, TRIVENTI ALESSANDRO, CAVALLARI MARCO, PELLICONI ALEX


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L'INVASIONE DEGLI ESPERTI Era una giornata come tutte le altre, quando la loro navicella atterrò nel nostro giardino; con passo deciso, entrarono nella nostra scuola. Si divisero in gruppi: alcuni andarono a condurre la “Bottega dell'artigiano”, altri il laboratorio “Video”, qualcuno si avviò verso la palestra muovendo passi di danza o entrò nella classe 3C emettendo strani cinguettii e declamando versi altisonanti. Due di loro poi si fermarono in portineria e chiesero dove si trovava l'aula di artistica per un laboratorio ancora tutto da costruire: scene e costumi. Mi appostai dentro la biblioteca, da un po' di tempo fuori uso per ricatalogazione generale e ne riuscii a catturare uno: con tanto di carta e penna gli strappai, con determinazione e fermezza, questa intervista. Alle mie domande rispondeva con fare strano, chiedeva sempre l'ora come se provenisse da un'altra galassia, con un diverso fuso orario. Decisa chiesi: - Perchè avete invaso la nostra scuola? Sillabando, come se pomeridiani parlassediuna lingua da poco conosciuta, disse la data: lu-ne-dì 11 mar-zo Siamo qui per gestire laboratori diverso tipo. Iostraniera ad esempio condurrò il laboratorio di scenemi e costumi. A quel punto mi si accese una lampadina: - Ma ci sono anch'io tra i partecipanti. Avrò a che fare con lei per il resto dell'anno? Quando comincerà questa attività?2013. incalzai.Mi accontentai e aggiunsi: - Quali materiali e oggetti vuole utilizzare?  Serviranno macchine da cucire, tessuti vari, pazienza e tanta collaborazione. Per gli sfondi basterà realizzare un cielo e qualche nuvola. Per lo spettacolo vedremo quanti costumi fare...- questa volta la risposta era stata davvero esauriente. Ora mi sentivo soddisfatta; non era poi tanto male avere qualche “alieno” tra noi. Era giunto il momento di imparare tutto il possibile per il nostro obiettivo finale: uno spettacolo teatrale! Giulia De Martinis, classe 2E

"Pierino, dove vivevano gli antichi Galli?". "Negli antichi pollai!". ___________________________________________ Pierino: "Signora maestra si può punire uno per una cosa che non ha fatto?". "No di certo!". "Bene, allora non ho fatto i compiti!".

“Cooper...che?”. Quando la Prof. ha iniziato a parlare difficile, pensavamo tutti fosse impazzita. MUTUALITA'...DEMOCRAZIA...SOLIDARIETA'. Eh, ma che paroloni!! Abbiamo iniziato a leggere un libro dal titolo “Co-operiamo” della scrittrice per ragazzi Annalisa Strada in cui si parla di uno strano paese di nome Litala e di altrettanto strani personaggi come il signor Pastori e il signor Zopilote. Sono ricchi industriali e davanti alla loro porta c'è sempre la fila di persone che chiedono lavoro. Ecco un giorno succede qualcosa di strano. Tutti cominciano a parlare tra di loro e a progettare nuove idee... Con l'aiuto di un sito internet (http://www.wordle.net) con cui si possono creare “clouds” di parole chiave abbiamo provato a sintetizzare così quelli che secondo noi sono le “chiavi” della cooperazione.


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Nel corso del primo quadrimestre, si è svolto il laboratorio “La bottega dell’artigiano” organizzato dalle professoresse Tiziana Russo ed Alessandra Dal Monte insieme all'esperta Laura Giovannardi. L'attività consisteva nel creare oggetti come: braccialetti, orecchini, segna-libri, collane, porta-occhiali e portachiavi per fare gli scooby-doo. Con queste materie prime abbiamo creato manufatti che sono stati poi venduti in un mercatino durante il ricevimento d’Istituto. La vendita di questi oggetti ha fruttato dei ricavi che sono stati donati a favore del progetto AVSI, così da mantenere le 6 adozioni della nostra scuola. È stata un’esperienza molto divertente e istruttiva che ci ha permesso di incontrare nuovi amici e di collaborare ad un progetto davvero interessante. Noi vorremmo ripetere questa esperienza; la consigliamo a tutti coloro che pensano di avere creatività e manualità. Abir Marzougui Greta Zappi

Giovedì scorso, 9/05/2013, siamo stati docenti per un giorno! Nicolò, Martina, Mattia e Federico B.: questi sono i nostri nomi. Ci siamo resi disponibili e la prof. ci ha assegnato le parti nel Power Point che aveva montato, inserendo le diapositive che i diversi gruppi di lavoro avevano elaborato. Il pomeriggio precedente dovevamo assolutamente studiare la nostra parte: nelle nostre menti si proiettavano immagini in cui eravamo su un piccolo palco, davanti al pubblico delle due classi partecipanti schierate, con il microfono: dovevamo illustrare la presentazione delle diverse fasi del progetto. Avevamo paura, paura di sbagliare; la parte la sapevamo bene, ma non avevamo mai provato una esperienza simile. Certo non potevamo fare scena muta o una figuraccia: allora abbiamo ripetuto fino all'esaurimento quelle poche parole di spiegazione. La notte abbiamo dormito poco, a causa dell'emozione. Chissà perchè, ma abbiamo ripensato ai primi momenti del progetto. Tutto è iniziato a novembre 2012, esattamente il 26/11/2013. Siamo andati prima di tutto in visita al luogo più silenzioso di Imola: l'Archivio Storico Comunale. Scaffali e scaffali di pesantissimi e acculturati libri che vengono consultati o presi a prestito per approfondire il sapere. L'esperta ci ha spiegato la storia del Parco e poi, divisi in gruppi, abbiamo consultato documenti che riguardavano argomenti differenti, ma sempre

pertinenti alle “Acque Minerali del Parco”. A scuola poi abbiamo ripetutamente lavorato in aula informatica per rendere le nostre conoscenze in formato presentazione di Power Point.Ma torniamo a giovedì scorso.Dopo il viaggio in autobus, siamo saliti fino all'ultimo piano della Biblioteca per Ragazzi Casa Piani dove ci aspettava l'esperta dell'Archivio Dott.ssa Simona Dall'Ara.La stanza era piccola, le pareti bianche, le sedie ben piazzate; era presente un telo bianco e un videoproiettore acceso che proiettava l'immagine del desktop del computer. Dietro al tavolo una sedia e il microfono.Hanno iniziato a parlare quelli della 3D. Quando abbiamo saputo che potevamo stare seduti e si potevano leggere le parti scritte nelle diapositive, ci siamo tranquillizzati. Avevamo paura di fermarci per una perdita di memoria o balbettare. Le nostre mani erano fredde e bagnate per l'emozione. I ragazzi di 3D si sono susseguiti al computer velocemente e notavamo che, ogni volta che si sedeva un nuovo “ragazzo-docente”, scivolava sempre più giù nella sedia.Quando è toccato a noi abbiamo impiegato anche meno del previsto: siamo riusciti a scandire bene le parole. Insomma è andato tutto liscio come l'olio!Dopo le domande e i chiarimenti reciproci, siamo tornati a scuola, come sollevati da un peso opprimente, ora potevamo finalmente respirare!A nostro parere è stata una esperienza interessante che ci ha messo alla prova: anche se eravamo nervosi e agitati comunque ci siamo anche divertiti. E' bello provare per un giorno la vita da prof!

Mattia Bacci, Nicolò Baraccani e Martina Gasparri, classe 2E


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LA BIBLIOTECA DI PONTICELLI Ponticelli è una frazione di Imola ma ha alcuni utili servizi, come ad esempio una Biblioteca molto fornita, che spesso organizza anche attività creative per i bambini che la frequentano e a volte aiuta la scuola di Ponticelli con progetti di laboratori di lettura animata. Il 15 maggio, ad esempio, la classe II e la classe III sono state ospiti della biblioteca per partecipare ad una attività con la scrittrice di libri per bambini Stefania Lepera. Dopo aver letto una parte di un suo libro, la scrittrice ha conversato con i bambini cercando di raccogliere un certo numero di modi di dire e proverbi che conoscevano, perché svolgevano una parte importante nel suo libro. In seguito li ha coinvolti in un gioco con fogli e biglietti

“Una giornata particolare” Lunedì 13 maggio siamo andati in gita scolastica a “Italia in miniatura”. Al mattino siamo partiti alle 8.30 con un pullman che ci aspettava davanti alla scuola. Il viaggio di andata è stato piacevole e divertente perché abbiamo cantato e raccontato barzellette. Quando siamo arrivati al parco tematico di Rimini uno splendido panorama ha rapito subito il nostro sguardo perché miriadi di affascinanti miniature di tesori architettonici d’Italia e d’Europa erano lì perfettamente riprodotte ed aree tematiche e numerose attrazioni erano immerse in un verde spettacolare. Dopo un colpo d’occhio panoramico sul parco a bordo di un treno elettrico su monorotaia ci siamo diretti al luogo d’incontro dove ci attendevano le nostre guide per accompagnarci in un avvincente percorso didattico fatto di storia e architettura. Le istruttrici ci hanno proposto, infatti, un’allegra “caccia al tesoro” in lungo e in largo per l’Italia , alla scoperta delle tante bellezze storiche, in modo originale e divertente. Spaziando attraverso le diverse epoche storiche, dai monumentali templi greci ai maestosi teatri romani abbiamo imparato a comprendere la funzione degli edifici, e a riconoscere i diversi stili con divertenti quiz e giochi con cui mettere alla prova le conoscenze appena acquisite. Nel pomeriggio ci siamo veramente divertiti tra le colorate mongolfiere rotanti, le gondole sul Canal Grande, e tra zampilli e getti birichini con tanti campanelli da suonare per scherzo ci siamo rinfrescati il corpo e lo spirito fino alle battaglie d’acqua all’ultima goccia in un imponente scenografia medievale. Infine in un esclusivo minicorso di educazione stradale, a bordo di speciali automobili parlanti, abbiamo sperimentato la guida lungo un circuito in miniatura, sostenendo un vero e proprio esame di guida alla fine del quale delle vigilesse preparate ci hanno rilasciato una speciale patente a punti. Che dire per noi bambini di quarta primaria è stata davvero un’esperienza elettrizzante. Gli alunni della classe quarta B


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La costruzione del Palazzo Comunale ebbe inizio nei primi decenni del XIII secolo. Fino a quel momento il Consiglio Generale della città si era riunito nella chiesa di San Lorenzo. I lotti per la costruzione del primo edificio acquistati nel 1210, erano situati all’incrocio del cardo e del decumanus. Nella facciata prospiciente la via Emilia, è possibile ancor oggi ammirare alcuni capitelli in arenaria grigia, avanzi della costruzione romanica, mentre il portico sottostante, ad archi a sesto acuto, reca traccia dell’ampliamento operato tra il 1200 e il 1300. Nel 1230 infatti il comune acquistò le case situate all’angolo tra Via Emilia e Via Appia che vennero congiunte al nucleo già esistente dell’edificio pubblico. Già nel Medioevo il palazzo occupava il centro della città in maniera evidente e fortemente simbolica.Con la presa di potere degli Alidosi, il palazzo divenne residenza della famiglia aristocratica. Poi nel 1448, Taddeo Manfredi diventa signore della città. Durante il periodo alidosiano e manfrediano si contano mutamenti e arricchimenti delle strutture del palazzo comunale, che approderà al periodo della signoria di Girolamo Riario in forme mutate rispetto alla primitiva edificazione.Il periodo della signoria di Girolamo Riario fu caratterizzato da un impegno massiccio nella riqualificazione urbanistica della città ed in particolare, dal 1483, della piazza, secondo il metro dell’architettura e dell’urbanistica quattrocentesca. Le strutture del palazzo comunale, rimasero inalterate anche dopo il passaggio a proprietà apostolica, quando, nel 1504 Imola entrò a far parte del governo pontificio. Bisognerà attendere la metà del XVIII secolo perché si mettesse fine, con un radicale restauro, alla condizione fatiscente dell’edificio richiedendo un progetto ad Alfonso Torregiani, architetto bolognese i lavori s’interruppero per mancanza di mezzi e furono portati a termine molto più tardi da Cosimo Morelli, nel periodo fra 1768 e 1771: gli interventi riguardarono tra l’altro la facciata sull’attuale piazza Matteotti, lo scalone e le sale al piano nobile. La facciata, movimentata dal balcone ondulato sorretto da colonne ioniche, è decorata dall’immagine dei Santi Patroni della città, Cassiano e Pier Grisologo, dipinti da Gaspare Bigari e, in una nicchia, dalla scultura della Madonna con Bambino ad opera di Domenico Trifogli.

AL NEGOZIO…

IL CANE PIU„… Intonato - Il can-tante

Un signore va in un negozio di abbigliamento. Il signore dice al commesso: “quanto costa questo vestito?” E il commesso rispose: “€ 1.200”. “E senza maniche?” chiede il signore. “Perché ?” Ribattè il commesso, e il signore disse:“Perché quando ho sentito il prezzo mi sono cadute le braccia”.

Che fa più danni - Il can-none Esplosivo Il can-delotto di dinamite Dolce - Can-dito Bravo a fabbricare orologi Il can-tone svizzero


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Le classi IB e IC della scuola Primaria "Pedagna" hanno partecipato al progetto "La cultura in verde" che si propone di valorizzare i beni culturali della città di Imola; in particolare per noi: il Parco delle Acque Minerali e il Museo Scarabelli. In ottobre abbiamo visitato il Parco delle Acque Minerali, guidati dall'esperta Elisa Michelini. In particolare abbiamo osservato gli alberi, le sabbie gialle, il laghetto e ci siamo divertiti a scoprire la molteplicità dei colori autunnali così diversificati all'interno del Parco. Abbiamo ascoltato il canto dei diversi uccelli presenti e siamo rimasti stupiti dal racconto di Elisa sulle sabbie gialle: non riusciamo a credere che in questi posti siano stati presenti elefanti, rinoceronti e addirittura ci sia stato il mare!!! Con la maestra Giovanna,sul muro dell'ingresso del Parco, abbiamo notato degli insetti strani, rossi e neri. Non erano coccinelle, come potreste pensare, ma cimici gendarme! Ognuno sembrava una mascherina africana, con sei zampette nere e due lunghe antenne sul capo. La seconda tappa del nostro progetto è stata la visita al Museo Scarabelli sempre con la guida di Elisa. Siamo stati tra i primi visitatori dopo la riapertura del Museo a seguito del restauro e rinnovamento. Nella sezione ornitologica abbiamo ammirato una varietà di uccelli imbalsamati fra cui il tarabuso, le paperelle e lo svasso col ciuffo che ci ha fatto molto divertire. C'era anche il gufo reale che oggi nel Parco non si trova più. Ora sappiamo anche come si fa ad imbalsamare... ce lo ha spiegato Elisa che ne ha preparati molti. Tra i mammiferi del Parco c'è anche lo scoiattolo, la mascotte di Elisa che ci ha seguiti nella visita al Museo. Nelle altre sezioni hanno catturato la nostra attenzione le conchiglie e i fossili con il famoso "Pesciolino" di Scarabelli ritrovati nel Parco a testimonianza che milioni di anni fa il mare era presente nel nostro territorio. Nel frattempo, a scuola, con il maestro Fabrizio abbiamo prima preparato la pianta del Parco e poi ci ha guidati a disegnare con precisione alcuni uccelli presenti nel Parco. L'ultima tappa del percorso è stata la nostra partecipazione all'evento "Naturalmente Imola". Qui abbiamo interpretato il ruolo di "Piccole guide del Parco" per tutta la cittadinanza: alcuni di noi hanno presentato le famose "Sabbie Gialle" di Imola, altri hanno parlato della fauna presente nel Parco. E' stato molto emozionante parlare davanti ad un pubblico così numeroso ma siamo orgogliosi della nostra esperienza.Classi I B e IC Scuola Primaria "PEDAGNA" L’ INTERROGAZIONE Nell’interrogazione di geografia la maestra chiede a Pierino: “Dove si trova la Macedonia?” E Pierino risponde: “In frigo!!!!!!!!!!!!!!” ILVERBO La maestra dice a Pierino: “Io studio, tu studi, egli studia, noi studiamo,voi studiate essi studiano. Che tempo è?” e Pierino:“Tempo perso.”

ALLA RISCOSSA una banda di ladri sono in auto uno dice all’altro: - hai controllato le frecce? e l’altro - no, perché dovrei, non usiamo le pistole? CARAMELLE - mamma, mamma mi dai 5 euro per un poveraccio che grida a squarciagola nel marciapiede? - - si Pierino ma cosa grida?- caramelle, gelati… -


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Gli alunni della 3^C rappresentano un villaggio dell’età del ferro nell’ambito del progetto IO AMO I BENI CULTURALI “Le voci del parco” Su una piatta collina al centro del Parco delle Acque Minerali tra il 1873 e il 1883 il famoso Giuseppe Scarabelli ha compiuto uno scavo archeologico che ha permesso di esplorare quasi per intero la zona occupata da un villaggio dell’Età del Bronzo databile tra il 1700 e il 1150 a.C. Come in altri luoghi della Pianura Padana anche nei pressi del villaggio del Monte Castellaccio si coltivavano: CEREALI, FAVE, LINO, utilizzando picconi in corno di cervo con manico di legno e aratri trainati da buoi. Scavando il villaggio del Monte Castellaccio gli archeologi hanno trovato numerosi resti di pasto tra cui ossa di animali e cereali. Da questi reperti possiamo capire di che cosa si alimentavano. Il cibo principale era costituito da cereali, come grano e farro che veniva macinato quotidianamente a mano e da ghiande o bacche raccolte qua e là. Dalle ossa rinvenute si capisce però che si nutrivano anche della carne di animali allevati o cacciati. Si allevavano capre e pecore da cui si ricavavano soprattutto carne e lane e in minor misura il latte. I bovini erano allevati per aiutare gli uomini nei campi mentre i cavalli probabilmente appartenevano solo alle persone più importanti. I cacciatori preferivano catturare cervi e cinghiali allora dannosi all’agricoltura. Inoltre ci si dedicava alla raccolta dei palchi caduchi di cervi e caprioli che poi erano lavorati dagli artigiani. Nel villaggio erano presenti anche numerosi cani inseparabili amici dell’uomo. Il villaggio aveva una estensione di meno mezzo ettaro ed era composto da circa 12 capanne a pianta circolare disposte attorno ad uno spazio aperto comune. Le capanne avevano una struttura di base con grossi pali di legno piantati nel terreno, pareti di frasche spesso intonacate di argilla; avevano un solo vano suddiviso in varie zone: focolare, giaciglio, piano di lavoro, buca per l'immagazzinamento dei prodotti agricoli . Avevano un'apertura sul tetto che permetteva la fuoriuscita del fumo sviluppato dal focolare: questo serviva sia per la cottura dei cibi che per il riscaldamento. All’interno delle capanne oltre alla preparazione dei cibi, si svolgevano attività artigianali domestiche come la filatura e la tessitura. Il vasellame domestico comprendeva grandi vasi per conservare cibi o liquidi, pentole per cucinare e vasi da mensa. Agricoltura: è probabile che l'attività più importante di coloro che vivevano nel villaggio fosse quella di coltivare i terreni vicini (arando con zappette in corno di cervo o aratri lignei con vomere in pietra tirati da buoi) seminando, raccogliendo i cereali con falcetti in selce e metallo) e curare gli animali portandoli al pascolo. Macinatura: con la macinatura le donne macinavano con un sasso su piatte pietre i cereali per poi conservare la farina ottenuta in vasi. Filatura: questo lavoro era affidato alle donne di qualunque condizione. In particolare nel villaggio del Monte Castellaccio sono state rinvenute molte fusaiole in ceramica, di diverse forme e variamente decorate, e alcuni pesi da telaio. Le donne inoltre si preoccupavano di lavorare vesti o manufatti in pelle utilizzando grandi aghi in metallo. La filatura e la tessitura erano attività molto importanti nel mondo antico: innanzitutto la donna avvolgeva la lana grezza intorno ad un bastone, la conocchia, per lo più di legno. Successivamente, teneva con la mano sinistra la conocchia con la lana da filare e con la destra torceva la fibra fino a farla diventare un filo lungo e sottile. Man mano che il filo era pronto veniva avvolto attorno ad un bastoncino posto in basso, il fuso; per tenerlo sempre diritto si usava mettere sotto al fuso un piccolo oggetto per lo più di ceramica: la fusaiola. Con il filo ottenuto le donne cucivano le pelli. Fusione: nello spiazzo comune si svolgeva la fusione del metallo entro un crogiuolo posto su un focolare alimentato mediante soffiatoio; successivamente il metallo fuso veniva colato all’interno di uno stampo a una o due valve per produrre asce, falci, punteruoli, pugnali, spade, lance o spilloni per fermare le vesti. Nel villaggio sebbene questa attività fosse documentata, i reperti in bronzo rinvenuti sono pochissimi: una piccola falce, un pugnale e due punte di freccia.


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In data 5 maggio 2013, nel Parco delle Acque Minerali, si è svolta l’attività NATURALMENTE IMOLA, ma quest’anno ha partecipato anche il nostro Istituto con un progetto che ha coinvolto molte classi dei vari gradi (Scuola dell’Infanzia, Primaria e Secondaria di Primo Grado). Alcune classi avevano svolto attività di ricerca sulla natura nel parco (piante, animali, rocce, ecc) e altre sulla sua storia. Quasi tutti gli alunni avevano delle magliette con il logo della nostro progetto, tranne una classe perché ha fatto delle piccole recite in cui hanno finto di essere personaggi illustri del passato, che avevano fatto parte della storia del parco. Tra questi i principali sono Giuseppe Scarabelli (che scoprì le tracce di un villaggio sulla cima del Monte Castellaccio) e Gioacchino Cerchiari (che scoprì le acque minerali sulfuree e ferruginose che sgorgavano in quel parco).

Il 13 maggio 2013 la classe 3° della scuola Primaria di Ponticelli, insieme ad una 3° della scuola Primaria Pedagna, è andata a vedere il Museo Donini di San Lazzaro. Sapevamo già che questo Museo è molto interessante perché contiene reperti del passato che sono stati raccolti nella nostra zona, quindi dimostra la presenza dei particolari animali e dell’uomo nelle pianure e nelle colline tra Imola e Bologna fin dall’antichità. Appena arrivati abbiamo visto che c’era un Mammut ricostruito in grandezza naturale nel cortile davanti al museo, ma dentro ci aspettavano molte aLtre sorprese! Oltre a molti reperti, come ci sono anche nel museo Scarabelli di Imola, nel Museo Donini ci sono anche molte ricostruzioni di animali e uomini del passato (come si vede anche nel film “Una notte al museo”). Abbiamo visitato sia il primo piano, che parlava soprattutto dei mammiferi antichi, che il secondo piano, che parlava degli uomini primitivi. Dopo averci spiegato alcune cose, ci hanno fatto vedere come facevano gli uomini del paleolitico a fare il fuoco. Alla fine ci hanno portato in una stanza con dei tavoli e abbiamo provato a riprodurre i graffiti degli uomini primitivi con tecniche simili a quelle che usavano loro.


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Giovedì 16 maggio le classi della scuola Primaria di Ponticelli dovevano andare allo Stadio di Imola per partecipare ai giochi organizzati dall’Atletica Sacmi, però pioveva molto, quindi non ci sono potute andare. Per fortuna gli è stata data la possibilità di avere i pulmini per il lunedì seguente, perciò il 20 maggio hanno potuto partecipare a questa attività. È stata una bellissima esperienza e tutti gli alunni si sono divertiti molto a fare i giochi che avevano preparato per loro dei signori anziani molto gentili!

Quest’anno noi bambini di quarta primaria, con le nostre insegnanti, abbiamo vissuto un’esperienza particolarmente coinvolgente e istruttiva che ci ha fatto sperimentare un nuovo modo di relazionarsi agli altri. E’ da mesi infatti, che siamo in gruppi cooperativi e ora vogliamo dirvi come la pensiamo riguardo a questo nuovo progetto di fare scuola. L’idea è nata da un corso di formazione della nostra maestra Matilde che attirata dalla possibilità di imparare in una dimensione diversa da quella prettamente individuale, l’ha attuata nella nostra classe. Da una parte crediamo che sia bello lavorare in gruppo

apportando ognuno il proprio contributo positivo, dare la propria disponibilità ad aiutare chi ne ha bisogno, d’altra parte però non è sempre piacevole perché si può rischiare di litigare con i propri compagni e spesso ci è capitato di incappare in situazioni piuttosto difficili ma con l’aiuto e il sostegno delle nostre maestre siamo sempre riusciti a superare tutto. La disposizione dei banchi è messa in modo da consentire a tutti i membri del gruppo di vedere sempre la lavagna e la maestra che ha un ruolo fondamentale perché ci guida e ci controlla nel nostro lavoro, è a prova di “ emergenze” facilitando l’integrazione delle

difficoltà e delle complessità. Alla fine di ogni mese, dopo aver affrontato diverse prove, ogni squadra riceve una valutazione, ottenuta dalla somma dei punteggi accumulati, e il gruppo vincente che si è maggiormente distinto per serietà, impegno e mutua collaborazione ottiene un pubblico riconoscimento, con una medaglia. In tutti i gruppi ci accomuna l’amicizia e la voglia di riuscire a raggiungere un obiettivo comune. E celebrare tutti insieme un successo ci dà la forza e il desiderio di continuare e di migliorare sempre di più i nostri risultati, imparando a lavorare insieme agli altri. I gruppi della 4^B


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Lunedì mattina la classe quarta e la classe quinta della scuola Primaria di Ponticelli sono partite per andare in gita a Verona. Arrivati lì ci siamo recati come prima cosa a vedere il terrazzo di Giulietta (dove Romeo ogni sera andava di nascosto), sotto al quale c'è la sua statua che si dice porti fortuna in amore. Dopo siamo andati a mangiare al sacco in una piazza, nella quale c'è un monumento al quale vi venivano legati i carcerati, infatti ci sono ancora le catene. Poi notammo che, appeso ad un arco sopra di noi, vi era un osso, così il maestro ci ha spiegato che era una delle tre costole di balena che ci sono a Verona: una lì,una nel Duomo e una in una chiesa. Le portarono dei Veronesi dispersi nel mare che non morirono grazie ad esse. Poi siamo andati a comprare dei souvenir nelle bancarelle, prima di recarci verso l'arena. Là ci aspettava una guida che ci ha spiegato che l’arena venne costruita da un re romano di nome Gallieno nel 1°secolo d.C., che fece costruire anche altre mura, ma avendole fatte con molta fretta per la paura che i barbari attaccassero le costruì con ciò che trovava come i pezzi di un monumento e altre cose non adatte alla costruzione. Poi ci ha spiegato che non tutta l'arena è rimasta integra, infatti per colpa di un terremoto è caduto un pezzo esterno e l'acqua filtra all'interno. In seguito siamo entrati nell'arena e ci ha fatto vedere la parte ristrutturata, le uscite di sicurezza e dove stavano i ricchi e i poveri. Poi ci ha fatto fare dei combattimenti facendo finta che eravamo dei diversi tipi di gladiatore; c'era il magistrato e perfino l'arbitro. Dopo abbiamo suonato il flauto sotto la direzione della maestra Giulia Costa, per poter dire che avevamo suonato alla famosa arena di Verona! Infine siamo usciti e ci siamo avviati verso l'autobus, prima di partire per tornare a Ponticelli.

Lo scorso febbraio la classe 5^B della Scuola Primaria Pedagna, ha incontrato Vittoriano Zaccherini, ex deportato politico sopravvissuto ai campi di concentramento nazisti. I ragazzi, per ringraziarlo di quanto appreso grazie alla sua testimonianza, hanno scritto delle sentite lettere ed uno di loro, Alessandro Cavina, ha prodotto un elaborato grafico che racconta in venti sequenze con didascalie, la disavventura del Signor Zaccherini. L’insegnante di storia e cittadinanza, ha chiesto agli operatori del CIDRA (Centro Imolese Documentazione Resistenza Antifascista) di poter avere un���occasione pubblica nella quale consegnare personalmente i diversi elaborati al signor Zaccherini. Cos, il 29 aprile scorso, in occasione delle celebrazioni in ricordo dell’eccidio

delle donne (avvenimento accaduto ad Imola il 29 aprile 1944 in cui furono uccise due tra le donne che manifestavano a favore della pace e della giustizia), la classe 5^B si è recata in Comune ed ha potuto consegnare ufficialmente il tutto alla presenza dei diversi Assessori, Consiglieri Comunali e stampa locale e regionale. Il Signor Zaccherini, che non era stato volutamente avvisato di quanto stava per accadere, nel momento in cui ha ricevuto quanto preparato, ha manifestato grande emozione e, la sua sorpresa e gioia, ha coinvolto tutti presenti. Ma le emozioni non son finite lì. La presenza di ragazzi così giovani, ma così ben preparati sui temi affrontati in questa giornata così particolare, ha

sollecitato la curiosità dei giornalisti che hanno chiesto un’intervista ad una di loro, Arianna di Renzo. L’intervista è andata in onda al TG regionale di “DI.TV” la sera stessa ed ha lasciato tutti molto colpiti dalla capacità di Arianna di rispondere con grande correttezza alle domande di carattere storico fattele dalla giornalista (qui se Medici vuole creare un collegamento dove andare a vedere l’intervista, può farlo visto che gli ho dato un dvd con la registrazione). Insomma, il lavoro svolto dai ragazzi della 5^B, ha prodotto grandi momenti di soddisfazione per tutte le persone coinvolte. Testo collettivo


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Chi è Annalisa Strada? Annalisa Strada è nata nel 1969 in provincia di Brescia, esattamente dove vive ora con marito e figlia. Dopo anni di servizi editoriali, ricettari e manuali, ha cominciato a scrivere libri per bambini e ragazzi, ma da allora conserva una doppia vita come docente di lettere nella secondaria di primo grado. Ama giocare con le parole e con i libri e, da qualche anno, si è dedicata ai testi per i lettori più giovani. È stata ospite presso la nostra scuola venerdì 3 maggio 2013.

REDAZIONE

RESPONSABILE LAYOUT REDAZIONE: MEDICI LORENZO

REDAZIONE DOCENTI MEDICI LORENZO GARBESI ANNA SORRENTINO ANGELA

Fumetti al centro – Cartoline dalla mia città

REDAZIONE ALUNNI ABIR MAZOUGUI 5^B

2^ edizione di Fumetti al Centro: cartoline dalla mia città. Il progetto, promosso da Coop e IGD Immobiliare Grande Distribuzione s.r.l. in collaborazione con Hamelin, ha visto coinvolti più di 220 classi e oltre 5000 alunni delle scuole medie sul territorio nazionale che hanno raccontato i luoghi a cui sono legati, riflettendo sull’identità attraverso il rapporto con la propria città Dopo la prima fase di formazione degli insegnati e di lavoro in classe, i fumetti prodotti dagli alunni invadono ora i centri commerciali. Le mostre dei fumetti dei partecipanti verranno presentate in tutta Italia:

Classe vincitrice 2^B della scuola secondaria di primo grado “L. Orsini” IC7 (500€ in buoni spesa) più la 1B e la 2E che hanno ricevuto una menzione speciale (buono da 50€)

Visita il sito della nostra scuola: www.ic7imola.it A tutti gli alunni e ai loro Genitori la dirigente Scolastica e tutto il personale AUGURANO

BUONE VACANZE!!!

ALESSANDRO CAVINA 5^B ALESSANDRO MONTEFIORI 4^B ANASTASIA VASILE 5^B ANDREA MATILDE MANIERI 4^D CHIARA CAVALIERE 5^A DIEGO SANZANI A. 4^B FEDERICO TROTTA 5^B FRANCESCA RUSSO 4^C GIULIA MONTI 4^B GRETA ZAPPI 5^B JACOPO MACCARELLI 4^A LETIZIA BIANCHI 4^B LORENZO RINALDI CERONI 4^B LUCREZIA GUCCI 5^A MARTINA RINALDI CERONI 5^B SEAN CONTI 4^C.


Giornalino