Nunziare magazine n.9/2024

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Vi presentiamo un futuro ecosostenibile. L’applicazione di sistemi e di prodotti innovativi, capaci di consumare sempre meno energia e di conseguenza in grado di abbattere sensibilmente le

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emissioni di CO2 nell’atmosfera, è il principale obiettivo del gruppo Cecere Management, finalizzato al benessere delle famiglie e alla tutela del nostro pianeta.


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Al rumore del lutto del Pianeta rispondiamo con il rombo di costruttive visioni del futuro.

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< MICHELE DE LUCCHI >


______ > MICHELE DE LUCCHI Designer, architetto, docente e scrittore, autore con il suo AMDL Circle delle “Earth Stations”, architetture utopiche, felici e dalle forme inattese, nate dalla sentita esigenza di contrapporre alla narrazione del catastrof ismo la visione di un futuro ottimistico, non solo desiderabile ma possibile.

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NUNZIARE MAGAZINE è il risultato della nostra visione. Non solo un modo di fare impresa, ma un modo preciso di stare al mondo.

Architetture immaginarie? Perché no? La genesi di questo numero

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Ieri con carta e matita, oggi tra Metaverso, AI e digitale. Gli architetti (e insieme a loro: artisti, designer e creativi) stanno provando a capire come affrontare la crescita della popolazione - quasi 10 miliardi di persone entro la metà del secolo -, e le condizioni climatiche estreme, attraverso insediamenti extramondo. Che forma avrà la città di domani? Come risolverà i suoi problemi? Sono domande incalzanti, che provengono da più voci e più parti, alle quali la disciplina più chiamata in causa di tutte (l’architettura) può provare a dare risposte solo avanzando per finzione, congetture e simulazioni. “Solo” facendo ricorso a un briciolo di utopia, per provare a chiedere all’immaginazione di sbloccare nuovi scenari oltre i limiti dell’ordinario che, a quanto pare, non funziona più. È questo quello che tenta di spiegare questo numero, non ci addentriamo negli ingranaggi (il prompt, il software, l’algoritmo), ma nelle “provocazioni”, nei messaggi e nelle funzioni dietro la tecnologia mossa, è sempre bene ricordalo, da uomini con delle specifiche intenzioni. Per farlo, per comprendere la sostanza di cui si nutre la prassi immaginativa e mostrarne la forza al lettore, abbiamo dovuto compiere un giro lungo, tratteggiando un percorso tra passato, presente e futuro che ci ha poi consentito di unire i puntini e permesso di scoprire che non c’è stata epoca, specie incerta, nella quale il concetto di futuro non sia stato esplorato senza un

momento anticipatorio-utopico, con scenari e dinamiche quanto più estremizzate possibili per cercare di arrivare, in breve tempo, a quel punto di rottura necessario per avvicinarsi alla realtà prospettata. La lezione del 900 - che incontrerete in queste pagine - è proprio questa: c’è stato un tempo in cui, per quanto assurde e irrealizzabili, contavano più le immagini (prodotte per sfidare lo status quo) che non le opere realizzate di cui magari, in seguito, si è scoperta la funzionalità e il valore, come nel caso dei disegni neofuturistici del gruppo londinese Archigram, le cui visioni hanno ispirato il famoso Centro Pompidou di Renzo Piano e Richard Rogers. Una missione che architettura e design, ma anche arte, eco-games, cinema e letteratura oggi riscoprono per provare a domandarsi, come in tutte le epoche: quale futuro? Buona lettura


in foto > YARI CECERE Ad Cecere Management

editor's note

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contents

NUOVE UTOPIE? > NUNZIARE MAGAZINE N.9 FEBBRAIO 2024

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8. Editoriale > di Yari Cecere ______

15. Econews > Notizie e idee in primo piano ______

18. Poster Amitav Gosh > La crisi dell’immaginazione ______

23. Inside > Pnat, eccellenza italiana per la contaminazione tra natura e architettura > Richard Gilder Center, il museo delle meraviglie di New York ______

32. > Facciamo f inta che… ______

36. Coverstory > Nuove utopie?


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40. Costruttori di utopie > Tre disegni, tre visioni non ancora passate

SOSTE N IB IL ITÀ > IM PR E SA > IN N OVAZ ION E ______

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> Numero 9 - Anno II

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FEBBRAIO - APRILE 2024

> 5 AI designer che stanno provando a dare forma al futuro Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Napoli Nord

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n° 56 del 9/9/2022

51. Tre stravaganti progetti: > l’uff icio con le ali di Eduardo Neira, le case

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di Den Bosch, l’antimetropoli di Paolo Soleri EDITORE > Yari Cecere - Cecere Development srl -

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61. Nunziare Luxury Projects

DIRETTORE RESPONSABILE E PROGETTO EDITORIALE > Daniela Iavolato

> Un nuovo building di pregio a Caserta PROGETTO GRAFICO E DIREZIONE CREATIVA > Emanuela Esposito

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68. WOW

REDAZIONE

> Il calcio balilla in cristallo > Architettura pneumatica > Un ristorante in fondo al mare

> Via Paolo Riverso, 57 - Aversa

STAMPA > Tuccillo Arti Graf iche Srl - Af ragola (NA)

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71. Radar Tutto il meglio che c’è tra… > progetti, designer, indirizzi, libri, mostre,

Nunziare Magazine è un trimestrale cartaceo disponibile anche in versione digitale.

retail, hotel, rifugi, ecc... ecc...

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______

Per contattare la redazione

76.

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TodoList > 5 case da aff ittare per soggiorni da sogno

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troverai contenuti in più rispetto agli argomenti trattati.

77. People > Fenomeno NFT, la parola all’esperto

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FEBBRAIO 2024


N. 1 in Italia

Grazie a voi Premio Rivenditori 2022

a

CENTRO VENDITE ESAGONO Srl Napoli

Bologna 26 Settembre 2022

esagonoceramiche.com AVERSA CONCEPT STORE via della Libertà, 19

AVERSA SHOW ROOM & CONTRACT via delle Industrie

CASERTA CONCEPT STORE piazza Sant’Anna, 16A

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> notizie e idee in primo piano

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econews econews econews econews


Retrof it, un breve approfondimento. Co m e m i gl i o ra re l a cl a s s e en erget i ca? Lo a bbiam o chiesto ai tecnici d i ri fe ri m e n to del gru p p o Cecere Ma n a gem ent Isolamento ed eff icientamento energetico sono temi che ci accompagneranno anche per tutto il 2024, così abbiamo chiesto al nostro tecnologo Stefano Lancellotti come ridurre i consumi di un edif icio datato e come riqualif icare con eff icacia spendendo bene i propri soldi. «La risposta a questa domanda non è solo nel cappotto termico così come noi lo conosciamo. Questa discutibile def inizione si riferiva a un vecchio procedimento utilizzato nel dopoguerra per la coibentazione di involucri industriali esistenti con il polistirene, materiale di sintesi ideato all’epoca per realizzare contenitori ed imballaggi. Quel sistema è stato “forzatamente” traslato nel settore residenziale dopo le crisi energetiche degli anni ’70 e '80 che obbligarono i progettisti a pensare f rettolosamente come mantenere le migliori condizioni ambientali interne a f ronte di una minore spesa energetica. Purtroppo - spiega Lancellotti, patologo e tecnologo edile -, l’utilizzo di una resina termoplastica derivata dal benzene elettrostatica e non biodegradabile nel settore edile fu un grossolano errore capace di generare, nei decenni successivi, più danni che benef ici, in particolare per gli edif ici murari. Un abbaglio tecnico che ancora oggi continua ad essere perpetrato con l’impiego di pannelli in EPS, XPS e Poliuretano, proposti come la panacea risolutiva ad ogni problema. Considerando che ogni edif icio dovrebbe essere pensato per

______ > CECERE MANAGEMENT «SEMPRE PIÙ EDIFICI IN CANAPA»

la sua unicità, posizione, esposizione e sezioni murarie, i moderni sistemi

Nella foto un operaio della Cecere Management,

di coibentazione del costruito e per la realizzazione di nuove costruzioni,

la società di sviluppo immobiliare proprietaria di

si orienteranno verso sistemi sempre più naturali e prestazionali, che

questa rivista, impegnato nella posa dei mattoni

andranno a sostituire i tradizionali materiali da costruzione. Come il caso degli innovativi mattoni forati in calce e canapa per la realizzazione delle tamponature esterne presso il cantiere Nunziare IV di viale Olimpico ad Aversa (CE) della Cecere Management, che consentono,

in calce e canapa presso il cantiere Nunziare IV, il primo building residenziale in canapa della Campania. Per saperne di più visita il sito ceceremanagement.it

con un unico procedimento, di costruire e isolare in modo naturale. La futura progettazione e realizzazione degli edif ici considererà tra i maggiori obiettivi l’eff icientamento energetico di tutte le singole componenti costruttive, al f ine di assicurare maggiore ecosostenibilità dell’opera f inita e il massimo comfort abitativo, attraverso l’attuazione di ideali microclimi interni, ottimizzando i consumi energetici senza spreco di risorse. Controllare gli apporti solari invernali ed estivi, le dispersione e i fenomeni inerziali, la temperatura interna e di esercizio, i vari livelli di umidità, le proprietà fonoassorbenti e isolanti di tutti i materiali utilizzati, l’analisi delle caratteristiche geometriche, f isiche e strutturali dell’involucro f ino alla corretta luminosità degli ambienti, saranno i temi della progettazione futura. I massimi risultati di benessere e vivibilità coincidono con la scelta di materiali isolanti al 100% naturali ad elevata porosità e con strutture molecolari ad alta percentuale cava capaci di inglobare l’aria bloccandone

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il movimento e di gestire al meglio il calore, riducendone le perdite in inverno ed evitandone l’afflusso in estate».

02. Si prenderà cura del corpo e della mente Ma ri o Cu ci n el l a A rchitec ts f irm a il nuovo ospedale di Crem ona Finalmente natura, bellezza e spazi aperti entrano a far parte della cura. Mario Cucinella f irma un nuovo modello di architettura sanitaria che coinvolge anche la mente, un “anello” avvolto da un ampio bosco terapeutico, sviluppato su sette livelli fuori terra, in cui si ritroveranno molteplici servizi in un’unica inf rastruttura. Il nuovo polo ha vinto il concorso indetto dall’ASST di Cremona e andrà a sostituire il precedente ospedale “Maggiore” con problemi, riferisce la Regione, antisismici e antincendio. I posti letto previsti saranno 554, 80 in più rispetto al suo antecedente, con residenze temporanee a supporto di degenti e famiglie.


03. Peccioli L’a r te su l l a d i s c a ri ca Peccioli, un piccolo borgo toscano di appena 5 mila anime, ha fatto della sua discarica l’attrazione più celebre. Poco fuori il borgo sorge infatti quello che viene chiamato il Triangolo Verde, un sito di smaltimento avveniristico che, sull’esempio dei paesi nordici, è diventato fonte di attrazione turistica grazie al connubio con la cultura. Oltre a produrre energia pulita dai rif iuti, l’impianto - con il contributo della Fondazione Peccioli per l’Arte -, è stato trasformato in un museo a cielo aperto con un anf iteatro, eventi e statue monumentali che stanno generando un flusso di visitatori importante.

Coltivare nel deserto L a proposta di una star tup f ran cese Nel cuore del deserto marocchino c’è una startup f rancese che, grazie a un interessante mix di tecnologie, ha avviato un progetto agricolo consentendo inaspettatamente al suolo di dare i suoi f rutti. L’idea è di “Sand to Green” e poggia su 3 pilastri: agroforestazione, intercropping e utilizzo di acqua salmastra desalinizzata grazie all’impiego di tecnologie solari. La missione? È cambiare il paradigma dell’agricoltura! Laddove f inora l’umanità ha cercato terreni coltivabili nelle foreste, Sand to Green si muove per evitarne la deforestazione, ripristinando ecosistemi aridi per nutrire una popolazione sempre più in crescita.

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SEGUICI SUI SOCIAL: SCOPRI NEWS, FOCUS E APPROFONDIMENTI IN PIÙ! > @nunziaremagazine


> POSTER

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LA CRISI DELL’IMMAGINAZIONE

In un mondo sostanzialmente alterato, un mondo in cui l’innalzamento del livello dei mari avrà inghiottito le Sundarban e reso inabitabili città come Calcutta, New York e Bangkok, le generazioni future si volgeranno a guardare la Grande Cecità. Certo, biasimeranno i leader e i politici della nostra epoca per la loro incapacità di affrontare la crisi climatica, ma potrebbero giudicare altrettanto colpevoli gli artisti, gli scrittori e i comunicatori per aver reso marginale o assente nelle loro opere il tema della sopravvivenza del genere umano. Dopotutto, non spetta ai politici e ai burocrati immaginare altre possibilità!


AMITAV GHOSH


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l 2016 è stato l’anno di un libricino - uscito in Italia nel 2017 per Neri Pozza editore -, destinato ad avere risonanza a livello mondiale: “La grande cecità. Il cambiamento climatico e l’impensabile”. L’antropologo, giornalista e quotato scrittore indiano Amitav Ghosh, lavorando a una precedente pubblicazione, “Il paese delle maree”, aveva scoperto che un’intera area sotto il livello del mare, le Sundarban, poteva essere letteralmente cancellata dalla faccia terra a causa del surriscaldamento globale. Una decina di anni dopo, la domanda per Ghosh nacque così spontanea: «Come reagisce la cultura dinanzi a tutto questo? Dove sono gli scrittori di fronte ai cambiamenti che bussano di colpo alla porta dell’uomo?». La risposta - sempre attuale -, è contenuta ne “La grande cecità”, 150 pagine scritte partendo dalla condivisibile ipotesi che all’origine della crisi climatica vi sia una profonda crisi immaginativa e

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culturale. Un j’accuse che, cominciando dai suoi

colleghi scrittori, finisce col chiamare in causa il più vasto mondo della letteratura, dell’arte e della comunicazione “complice”, secondo l’autore, di aver creato un sistema di valori, saperi e desideri che stanno al cuore del cambiamento climatico, occultando o dimostrandosi semplicemente incapace di tradurre e divulgare a un pubblico largo i temi ambientali, ricorrendo - il più delle volte -, a linguaggi allarmistici o cornici così improbabili e lontane da credere che “certi eventi” non ci toccheranno mai.


Una questione di cattiva comunicazione quindi, capace soltanto di alimentare polemiche che si esauriscono nel giro di una settimana e di un mancato ricorso a frame positivi; forme narrative più coinvolgenti in grado di suscitare quelle reazioni emotive alla base, secondo le neuroscienze, dei comportamenti prosociali. L’unico modo per uscire da questa impasse è dunque creare nuove storie. Il libro si conclude infatti con la consapevolezza che ci troviamo di fronte a un compito nuovo: quello di costruire nuovi scenari rispetto alle mutazioni climatiche, trovare cioè «altri modi di immaginare nuove prospettive e nuovi stili di vita inclusivi del “non-umano” e degli eventi imprevedibili della nostra era». Queste immagini possibili e

______ > Il cambiamento climatico esige uno sforzo immaginativo.

questi altri modi di “fare mondo” risulteranno tanto

«Per superare la “Grande Cecità”,

più efficaci, quanto più riusciremo a riacquisire

dobbiamo tutti quanti lavorare aff inché

una nuova capacità di visione e immaginazione,

basato sull’attenzione ambientale, riesca a

un nuovo sistema culturale e sociale,

accompagnata ed espressa con immagini in grado non

caricarsi di valori simbolici desiderabili con

solo di visualizzare cause e conseguenze ma anche - e

l’economia basata sui fossili, dove una

sopratutto - soluzioni.

la stessa forza con cui ci è riuscita veloce decappottabile non ci entusiasma tanto perché amiamo il metallo e le cromature, ma piuttosto perché evoca in noi l’immagine di una strada che guizza in un paesaggio incontaminato alla ricerca del vento e della libertà, come da sempre nei f ilm di James Dean e Peter Fonda o nei romanzi di Jack Kerouac». All’uomo e all’artista il compito di riattivare la facoltà immaginativa. Amitav Ghosh è uno dei più grandi scrittori indiani in lingua inglese. Il suo ultimo libro ha suscitato un effetto globale. 21


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nside nside nside nside nside

> Dentro i migliori progetti, idee e iniziative… in giro per il mondo!


> museo

Conosci il PNAT? > Eccellenza italiana per la contaminazione tra natura e architettura

Pnat (acronimo di Plant, Nature and Technology) è una società spin-off dell’Università di Firenze composta da un team multidisciplinare di designer, botanici e architetti - guidati dallo scienziato Stefano Mancuso -, che studia il comportamento del mondo vegetale per portare le straordinarie abilità delle piante direttamente all’interno dei nostri spazi urbani e domestici al fine di… migliorare la qualità della nostra vita! SUA L A “FA B BR ICA DE LL’A R IA”.

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Una serra da interni, dotata di un sistema di filtrazione botanica brevettato, che consente di sfruttare e amplificare la naturale capacità delle piante di trattenere e degradare gli inquinanti, migliorando così la qualità dell’aria indoor.


______ > LA FABBRICA DELL'ARIA Già installata in numerosi spazi di lavoro e centri commerciali, ecco la nuova Fabbrica dell’Aria “Living space” progettata da Pnat per la sede Baker Hughes di Firenze.


SU O I L PR OG ET TO J E LLYFIS H BA R G E .

Una serra modulare galleggiante di 100 metri quadrati che autonomamente, cioè senza usare acqua, suolo ed energia, è in grado di produrre alimenti di origine vegetale risparmiando fino al 70% di acqua dolce grazie a un sistema

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di dissalazione, alimentato ad energia solare, che consente di mettere le radici direttamente in acqua.


Carpire i segreti delle piante ed utilizzarli per migliorare le nostre case, le nostre città e il nostro ambiente è la mission di Pnat.

______ www.pnat.net


> innovazione

Il ritorno delle linee curve > Il museo delle meraviglie a due passi da Central Park

d al 4 maggio scorso, su progetto di Studio Gang, New York ha un nuovo museo. È il Richard Gilder Center, ultima ala dell’American Museum of Natural History (AMNH), articolato su una superficie di 21 mila metri quadrati. Non un edificio qualunque, non il consueto grattacielo newyorkese, ma una spettacolare struttura cavernicola - ispirata ai processi naturali della Terra -, che stupisce la città e invita ad entrare per scoprire le meraviglie della scienza che si nascondono al suo interno. Un teatro immersivo, un insettario, un vivaio permanente di farfalle che volano libere, una biblioteca, programmi educativi in zone di apprendimento dedicate, iniziative di ricerca «il Richard Gilder Center» ha dichiarato Jeanne Gang fondatrice e partner dello studio Studio Gang - «in un momento di urgente bisogno di una migliore comprensione della scienza e di un maggiore accesso all’educazione scientifica, è stato progettato per amplificare la curiosità e

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rendere la scienza accessibile, grazie al contributo di un’architettura fluida e accattivante che incoraggia l’esplorazione e invita a scoprire i tesori del mondo naturale, attirando persone di tutte le età, provenienza e abilità».


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______ dove > 200 Central Park West, New York www.amnh.org

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foto di > Iwan Baan


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Facciamo finta che…


______ Immagina un distretto galleggiante progettato in permacultura per rispondere alla sf ida dell’innalzamento del mare. esplorazione di > Vincent Callebaut

______ Immagina strade residenziali invase da orti dove i bambini giocano in sicurezza raccogliendo verdure e

immagine di > Katie Patrik

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piantando semi.


______ Immagina un ritiro progettato solo con materiali organici - argilla, terra e sabbia del sito locale -, per vivere sostenibile nei posti più belli della terra. Oppure… > © Studio 7.83

______ Immagina un’isola nella tua cucina, dalle forme inaspettate, capace di portare la serena bellezza della natura all’interno delle mura domestiche.

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> © Ecosapiens


______ Adesso… immagina una città avveniristica con spazi abitativi studiati per occupare meno suolo o ancora milioni di scintille biodegradabili, ispirate alle lucciole, volare nella notte come alternativa sostenibile ai fuochi d’artif icio inquinanti. in foto > Spark performance

Solo se sogniamo diventiamo stelle osserva Daan Roosegaarde, l’artista olandese a caccia di stupore, autore della performance “Spark” con fuochi d’artificio organici. Il che è un po’ come dire: “Solo se puoi sognarlo, in seguito, potrai passare al progetto”. STA G I À S U CCEDE N DO!

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> coverstory

Di f ronte a questioni cruciali come sostenibilità, inquinamento e cambiamenti climatici, c’è un collettivo di artisti, designer e architetti che, piuttosto che accodarsi alla lamentazione generale, si concentra su prototipi, opere e narrazioni digitali talmente avveniristiche da sembrare, agli occhi di chi non mastica la materia, un passatempo da guardare con sospetto. Ma siamo sicuri che sia proprio così? A cosa servono immagini e progetti di bizzarre architetture e metropoli irrealizzabili? Chi sono gli autori di questo movimento globale? Nelle pagine che seguono proviamo a conoscerli meglio e a capirne le ragioni per inquadrare l’esercizio non più come scarto, ma come forza culturale.

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< a cura di DANIELA IAVOLATO >


NUOVE UTOPIE?


L’architettura inutile è un valore!

La frase è del celebre architetto, recentemente

il presente. Eppure, vale la pena ricordare, molte

scomparso, Andrea Branzi, promotore di

metropoli dei nostri tempi hanno il volto delle città

un’architettura, prima di tutto, teorica, non costruibile

immaginarie del passato, basti pensare a Pentesilea

e lontana da ogni possibile applicazione.

- la città di Italo Calvino inghiottita dal suo stesso

Di fronte ai nuovi scenari e alla quantità

metabolismo a causa di una crescita incontrollata e

impressionante di immagini che inondano il web di

denaturalizzata -.

false città e case così verosimili da rendere difficile la distinzione tra realtà e finzione, basterebbe infatti

«L’utopia di ieri è l’anticipazione della realtà di oggi»

semplicemente recuperare la lezione dei grandi maestri

spiegava il già citato Le Corbusier. Sognare mondi

del passato (da Le Corbusier, al padre del movimento

luminosi, città fittizie, alternative talvolta distopiche,

radicale - nonché fautore di mondi paralleli da abitare

altre volte utopiche, desiderabili e persino attuabili,

-, Andrea Branzi), che ci ricordano il valore e la

non è nulla di nuovo. Ogni volta che il mondo ha

necessità di lavorare sull’impensato o, semplicemente,

avuto a che fare con periodi di grande insoddisfazione

sulla ricerca.

collettiva o di trapasso sociopolitico ha fatto ricorso all’immaginazione, migrando in quella sfera della

Ma il mondo adulto, negli ultimi anni, sembra avere

reinvenzione che consente di riflettere, sperimentare,

una certa diffidenza nei confronti della libertà di

riscrivere e mettere in luce un’esistenza diversa, oltre i

sperimentare e immaginare, al punto da considerarla

limiti che non ci consentono di muovere il presente.

un’attività superflua o poco degna degli ambiti professionali, ai quali è concesso di occuparsi solo

Sul piano vero e proprio dell’architettura basti pensare

di questioni pratiche o di ciò si ha davanti agli occhi:

alle città giardino di Howard dei primi del ‘900, nate a supporto di una profonda riforma sociale che, già

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allora, comprendevano un piano di decongestione delle città in espansione; agli schizzi di Antonio Sant’Elia (che ha avuto il merito di immaginare una città nuova futuristica, veloce, pratica e in costante evoluzione, ai quali molti si sono ispirati) o alle più conosciute e frequentate utopie radicali degli Archizoom, Ufo e


______ in foto > Garden-City progettata da Ebenezer Howard

Superstudio, nate in Italia nel pieno delle contestazioni studentesche e delle rivoluzioni sessantottine per portare l’attenzione politica e sociale nei confronti dell’architettura dell’epoca, del boom edilizio e della società del consumo. Adesso che il problema della “città ideale” è tornato prepotentemente alla ribalta, intrecciandosi con temi di natura ambientale e fenomeni climatici sempre più estremi, semplicemente, il ciclo si rinnova. Così:

esprimere critiche e preoccupazioni. Ad interrogarsi e cercare ipotesi esasperate o realizzabili intorno al più antico dei problemi umani: l’abitare, sperimentando anche l’esagerazione, poiché fantasticando… si trova la soluzion e!

architetti, artisti, designer e urbanisti, con strumenti diversi dal fumetto, il fotomontaggio o gli schizzi del passato, tornano - nella forma che conoscono -, ad 39


“COSTRUTTORI” DI UTOPIE

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> Tre disegni, tre visioni non ancora passate


> 01. ANTONIO SANT'ELIA

1 91 4 , STU D IO PER L A CIT TÀ N U OVA , A NTONIO SA N T ’ E L I A .

Il giovane architetto di origini comasche Antonio Sant’Elia non fece in tempo a costruire nessuno dei suoi progetti - considerati peraltro difficilmente realizzabili -, poiché si arruolò nella Grande Guerra senza fare più ritorno, ma le sue metropoli - accolte presso i Futuristi -, sono state senza dubbio tenute a mente e hanno lasciato

un segno profondo ben oltre l’architettura, diventando uno dei riferimenti più usati al mondo persino nel cinema, a partire dal film “Metropolis” di Fritz Lang.


> 02. ARCHIGRAM

1 9 6 4 , PLU G- IN CITY, A R CH IG R A M. «D I SEG N A R E È PE N S A R E »

I progetti di questo gruppo, come tutti gli altri, erano puramente ipotetici, ma le loro visioni alternative e il suggerimento di invertire le tradizionali gerarchie edilizie, hanno influenzato un’intera generazione di architetti e urbanisti, diventando la base per progetti

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futuri anche a distanza di molti anni.

Il disegno dà a tutti uno spazio per esplorare e tempo per pensare. È la maniera più chiara ed esaustiva per esprimere e discutere le visioni del futuro, per questo progetti che - con tutta probabilità -, non verranno mai realizzati hanno un’importanza fondamentale. < PETER COOK - fondatore di Archigram >


> 03. SUPERSTUDIO

La nostra intenzione non era abbattere il sistema, ma anzi lavorare all’interno per cambiare l’architettura, per raccontare storie che non erano ancora state raccontate. < CRISTIANO TORALDO DI FRANCIA - co-fondatore di Superstudio >

1 9 6 9, M ONU ME N TO CON TIN U O, S U PE R STUD IO.

"Dato il modo in cui si sta sviluppando il mondo, potremmo anche vivere tutti in un’unica megastruttura anonima, senza le culture locali". Firenze, anni ’60. Era l’epoca della superarchitettura, della superproduzione, del superconsumo, di Superman, dei supermarket e della benzina super. Un gruppo di neo-architetti, decide di fondare un movimento di contestazione - che non poteva che chiamarsi Superstudio -, motivato dalla volontà di progettare un mondo nuovo contro lo sviluppo dilagante e l’inarrestabile urbanizzazione del pianeta. Provocatori, radicali e anarchici nel 1969 firmano il “Monumento Continuo”, parte di una serie di utopie negative, nate in seguito a un senso di crisi globale e rovina imminente del mondo - molto simile a quella odierna - che, nella sua esasperazione, intendeva mettere in guardia dagli eccessi della globalizzazione e accendere una riflessione su ciò che, secondo i sei componenti, l’architettura stava diventando. Una pratica omologante e insipida, replicata in tutto il mondo in maniera seriale. Così tanto valeva vivere tutti in una griglia non-stop, libera dal colore e dall’espressione individuale.

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2024: NUOVE “ESAGERATE” UTOPIE?

> AI FEBBRAIO 2024 44

> 5 AI designer che stanno provando a dare forma al futuro


> 2,5 milioni di rendering

È il rendimento giornaliero di Midjourney, una piattaforma avanzata di intelligenza artif iciale capace di generare immagini complesse partendo da un set di parole chiave. Mentre scriviamo, architetti e designer stanno incorporando nel loro flusso di lavoro software AI capaci di trasformare le stesse condizioni che ci minacciano in stimolo per tracciare nuovi stili, nuove esperienze e nuovi mondi. Uno tsunami di progetti (im)possibili, proiettati in un orizzonte virtuale senza limiti di tempo, budget e soprattutto spazio, che scatena tutta la libertà creativa dei professionisti, off rendo loro un terreno di gioco mai visto per costruzioni fuori dagli schemi, prontamente postate sul web. Come nel caso di Carlos Bañon, architetto specializzato in digital Process and Advanced Manufacturing.

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«Con l’AI - scrive sul suo diario LinkedIn -, stiamo esplorando come potrebbe svilupparsi l’architettura del futuro e sperimentando nuove dinamiche, metodologie e materiali che ci spingono a ripensare il ruolo della materia

questi modelli di resistenza ripetersi continuamente. Lo

organica, entrando in un nuovo regno di possibilità con

scetticismo iniziale, seguito da un’adozione riluttante, si

modalità decisamente più veloci e di grande impatto». Bañon,

trasforma sempre in un modello abbondantemente adottato

professore di architettura e design sostenibile all’Università

che amplifica la capacità di creazione e velocizza il lavoro

di Singapore, tra i sette Top AI Artists per la rivista Hommés,

senza perdere quei principi architettonici, radicati in secoli

crea edifici, interni e persino oggetti, mobili e complementi

di storia, che rimangono sempre attuali». È solo attraverso

d’arredo in co-creazione con l’AI (Midjourney o Stable

i fondamenti architettonici di base e la pratica progettuale

Diffusion abbinata a ControlNet) che posta, soprattutto,

critica degli architetti esperti, quindi, che - secondo la

su Instagram. «Non stiamo solo seguendo vecchie regole,

visione serena di questo architetto -, i progetti generati con

ne stiamo realizzando di nuove. L’intelligenza artificiale -

le nuove tecnologie potranno diventare rilevanti e soprattutto

spiega il professore -, non è solo estetica, mostra un futuro

“costruibili”, scalzando la strabordante produzione di schizzi

estremamente realistico e a portata di mano». Un futuro in

iperrealistici che inonda i social media e desta preoccupazione

cui le nostre città riescono ad intrecciarsi nel tessuto della

sull’evoluzione della professione.

natura. «Ormai è il mio strumento di riferimento per testare nuove idee. In quanto ai detrattori» racconta in un’intervista comparsa sul portale specializzato Parametric Architecture «ricordate la fine degli anni ’90? Quando l’emergere del software CAD sollevò accesi dibattiti? Abbiamo visto

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______ in foto > Venezia, Sleeping on the square © Graziana Calabrese

ad essere il più chiari e precisi possibili, ci sono cose che ancora non conosce o non capisce, restituendo risposte assolutamente inadeguate. All’apice della creatività resta

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sempre l’uomo, lo strumento non compie il “salto”, non può «Il nocciolo della questione non saranno i dilettanti, piuttosto,

passare da uno stile a un altro». Quindi è d’accordo? L’occhio

la forbice si dividerà tra: architetti che usano l’intelligenza

critico del professionista rimarrà sempre fondamentale?

artificiale vs architetti che non usano l’intelligenza

«Io credo di sì! L’AI segue la velocità dei tuoi pensieri,

artificiale», spiega a Nunziare Magazine Graziana

stuzzica le idee, riesce a generare più combinazioni e opzioni

Calabrese, architetta e AI designer con base a Milano che

facilitando lavori complessi che richiedono tempo, può offrire

ha iniziato ad integrare l’intelligenza artificiale nei suoi

simulazioni che soddisfano la possibilità di immersione in

progetti «inizialmente per scoprirla, per sperimentare e stare

un progetto, produrre immagini verosimili per la creazione

“sul pezzo”. Poi - continua -, una volta affinata la tecnica,

delle nostre moodboard ma non bisogna temerla, non ha

ho iniziato ad apprezzarne i vantaggi, ma a scoprirne anche

alcuna intelligenza critica. Per quanto entusiasmanti alcuni

i limiti. Per esempio, la macchina non è in grado di fare da

risultati, sul piano del progetto architettonico, sono veramente

sola, dipende sempre dai nostri input e, spesso, pur provando

imprecisi e infattibili o comunque hanno bisogno di essere “ingegnerizzati”, ovvero, rivisti con le nostre regole oggettive. Ad ogni modo, meglio adeguarsi, rimboccarsi le maniche e darsi da fare per imparare ad utilizzarla perché può diventare una grande alleata. Ci sono per esempio idee che, se trovano successo in rete, si possono concretizzare in progetti reali».


MA DIAMOLE TEMPO, PERCHÉ L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE È DESTINATA A FARE MOLTO DI PIÙ! Per esempio può trasformare un foglio stropicciato in una geometria risolta e dalle forme completamente nuove. È quello che fa Tim Fu - designer dello studio londinese Zaha Hadid -, con LookX, sperimentando idee oltre il già visto che catalizzano l’attenzione globale. Un aspetto che, invece, non ha nulla a che vedere con le immagini estetizzanti che circolano in rete - e qui si apre forse lo scenario più interessante - è l’opportunità offerta dalla tecnologia di creare, grazie all’automazione e alla precisione di alcuni processi, edifici più performanti dal punto di vista della sostenibilità. L’AI in Construction, ovvero l’intelligenza artificiale applicata all’edilizia, aiuta il settore ad analizzare rapidamente i progetti di costruzione, fornendo risposte adeguate a una notevole quantità di problemi più complessi che richiedono team e giorni come: il risparmio energetico, la gestione dei materiali, la riduzione al minimo degli sprechi, delle emissioni e degli errori umani contribuendo, al contempo, alla previsione e alla riduzione di tutte quelle situazioni di rischio legate ai protocolli di sicurezza sui cantieri.

______ > © Tim Fu

> ZAHA HADID E METAVERSO Nella foto accanto Liberland, il Paese progettato da Zaha Hadid Architects nel Metaverso ha una sua bandiera, un inno, 7000 cittadini e una propria criptovaluta con la quale è possibile acquistare terreno “dentro” e “fuori” la realtà. Liberland infatti esiste davvero e, anche se non è riconosciuta a livello internazionale, è una micronazione di 7 km quadrati sulla riva occidentale del Danubio - tra la Serbia e la Crozia -, ancora disabitata e allo stato naturale, proiettata nel digitale per creare una possibile visione f isica e poterne sperimentare lo sviluppo non solo spaziale, ma addirittura politico e comunitario con cittadini che, nel f rattempo, si incontrano nel digitale. Patrick Schumacher, direttore di ZHA, ha fatto sapere di credere molto a questo progetto e che lo studio Hadid sta utilizzando (anche) il Metaverso come “palestra” per sperimentare maggiormente un design di tipo parametrico, prima di 47

costruire spazi e inf rastrutture nel mondo reale.


“Sicurezza e manutenzione predittiva” altre due parole chiave dell’edilizia. Grazie all’utilizzo di sensori e algoritmi di machine learning si possono, per esempio, raccogliere e analizzare dati in tempo reale sullo stato del cantiere, monitorando progressi o anomalie che possono essere gestite tempestivamente evitando danni o manutenzioni future, con

DALL’ARCHITET TA REEM MOSLEH.

L’uso del design generativo completa e massimizza questi

Originaria della Giordania, ma operante in Cina e in Australia,

benefici poiché consente di creare immagini fotorealistiche

fa parte della schiera nascente, ma più menzionata a livello

che contribuiscono all’esplorazione e alla resa del progetto, e a

globale, di architetti che utilizzano l’AI per immaginare

generare più opzioni e soluzioni che permettono di identificare

scenari che non esistono ancora. Il suo Instagram funge da

in breve tempo non solo il design, ma anche i materiali più

portale per l’architettura futuristica, una proiezione di spazi

giusti con un team che, a questo punto, ha sottomano ed è in

onirici da abitare con la mente che conducono le persone verso

grado di valutare appieno l’impatto dell’edificio sull’ambiente

nuove riflessioni, stimoli e desideri; verso una sostenibilità che

durante tutto il suo ciclo di vita.

è al tempo stesso sociale e ambientale.

in foto > Breaking our bubble. Spazi per coltivare connessioni tra cittadini, esplorazione con Midjourney di Reem Mosleh

FEBBRAIO 2024

UN RAPPORTO PARTICOL ARMENTE INDAGATO

vantaggi sia dal punto di vista economico che ambientale.

______

48

AMBIENTE E UOMO.


______ > © Katie Patrick

E POI C ’È …

chi tutto questo lo insegna ai bambini con giochi, app e laboratori di ecotopia che preparano ad avere coscienza del problema ambientale, ma senza lasciarsi prendere dal panico, focalizzando tutte le proprie energie sulle possibili soluzioni e un futuro positivo. Katie Patrick è un'ingegnera ambientale convinta che pessimismo e paura portino all’antiscienza, per questo, inonda i suoi social di immagini biofile in stile fumetto «per allenare - racconta - le giovani menti a normalizzare nuove idee e spingerle verso ciò che è giusto fare a favore dell’ambiente». Attingendo dai campi del game design, della psicologia comportamentale e della scienza dei dati, tiene discorsi e conferenze in cui spiega “perché l’ottimismo e la creatività salveranno il Pianeta”. Argomenti chiave anche del suo podcast “Save The World” in cui racconta spesso i benefici dell’illustrazione per sfruttare i bias positivi dell’ottimismo. «Se le notizie sul futuro sono cattive tendiamo ad ignorarle. Quando invece raccontiamo una storia in maniera positiva prepariamo il terreno necessario per spingere le persone verso le cose a cui tendere. Le immagini positive delle soluzioni climatiche aumentano l’attenzione». 49


50

FEBBRAIO 2024

MENTRE CI DOMANDIAMO SE QUESTI PROGETTI SIANO COSTRUIBILI O MENO: LA VISIONE È GIÀ QUI…


> COSÌ LONTANI DALLA REALTÀ? TRE “STRAVAGANTI” PROGETTI CHE… TI FARANNO RICREDERE!

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> 01. ROTH

L’ufficio con le ali di Eduardo Neira

i mmerso nell’abbraccio della giungla Maya, a Tulum - Messico -, senza eliminare un solo albero, ecco un progetto straordinario che va oltre ogni possibile fantasia. È l’headquarter di Roth Architecture, un hub creativo - composto da uffici open space e laboratori sperimentali - che ospita un team di innovazione

> IL FONDATORE

e tecnologia (il Fab Lab e il Material Research Lab) in

Leader visionario di Roth Architecture, Eduardo

cui architetti, designer, ricercatori e ingegneri esplorano

Neira - noto come Roth -, dice di trovare le

quotidianamente nuovi modi di costruire con materiali e

ancestrale e intelligenza artif iciale. Architetto

sue idee nella combinazione tra intelligenza

tecniche vernacolari, concentrandosi su soluzioni innovative e

e designer ambientale tra i più rispettati e

sostenibili per le prossime esigenze architettoniche.

delle antiche comunità Maya per realizzare

venerati al mondo, ha studiato la cultura abitazioni che sf idano le convenzioni imitando e

FEBBRAIO 2024

la

natura.

Il

suo

prossimo

progetto è lontano dal Messico, nella calma

Nessuna linea retta: l’ispirazione per queste strutture, che

AIUla Resort. Una futuristica struttura di eco-

sembrano uscite da una fiaba, sono le forme organiche, curve

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rispettando

Biodesign, biomateriali, biofilia e biomimetica.

fluide e bulbose che seguono la geometria irregolare ma tuttavia armonica della natura, con finestre e porte che ricordano le foglie degli alberi e che hanno le forme delle ali degli insetti della giungla.

del deserto saudita sta sviluppando l’Azulik lusso, ispirata alle linee fluenti del vento, la cui apertura è prevista per il 2027.


> ALTA TECNOLOGIA E NATURA. Nella sede centrale di Roth Architecture si sperimenta il potenziale illimitato dei biomateriali.

Dallo

il

ricerca

centro

esplorando

di la

scorso

novembre

“Mat

possibilità

di

Lab”

sta

lavorare

con elementi organici come i gusci d’uovo per gli sviluppi strutturali. Nel f rattempo, lo spazio creativo Fab Lab sta implementando la possibilità di fondere l’artigianato ancestrale con il design contemporaneo e le nuove tecnologie.

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> 02. DEN BOSCH

Le case sperimentali di Den Bosch a un’ora da Amsterdam

l

e abitazioni a forma di palla da golf dell’architetto e scultore

canale del fiume Mosa. Un esperimento di 50 esemplari, fuori

olandese Dries Kreijkamp potrebbero assomigliare a uno dei

da qualunque schema architettonico, non esattamente ben visto

tanti progetti futuristici elaborati con l’AI che popolano il

(all’epoca) dalla gente del posto, ma che attira numerosi turisti

web. La differenza? È che esistono davvero e sono il frutto

da tutto il mondo, attratti dalla possibilità di passeggiare tra

di un enorme finanziamento del governo olandese e di una

queste case che sembrano atterrate dallo spazio.

sperimentazione partita negli anni ’80 con l’obiettivo di realizzare un nuovo tipo di alloggi: democratici, a basso costo, facilmente smontabili e trasportabili, per rispondere a un’altra problematica, troppe volte trascurata, la “sostenibilità” umana. Kreijkamp dichiarò di essersi ispirato per il design agli igloo FEBBRAIO 2024

eschimesi «sapevano quello che facevano» spiegò l’architetto.

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vegetazione del quartiere di Maaspoort, a Den Bosch, lungo un

«La forma rotonda è la più organica e naturale possibile. In questo modo si riescono a creare enormi volumi salva-spazio, favorendo il contatto con la natura». E infatti le bizzarre abitazioni - tutt’ora occupate -, si trovano immerse nella fitta


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> 03. ARCOSANTI

Arcosanti: l’antimetropoli immaginata da Paolo Soleri continua il suo cammino

p opolata da un centinaio di persone che lavorano sul sito stesso e da un via vai di giovani progettisti, provenienti da tutto il mondo, Arcosanti è l’esperimento utopico, ma realizzato dell’architetto italiano Paolo Soleri in risposta ai temi di “ieri” che “oggi” sono ancora più urgenti: scarsa qualità della vita, crescita incontrollata, inquinamento ed esaurimento delle risorse. Iniziata nel 1970 nel bel mezzo del deserto dell’Arizona, a 110 Km da Phoenix, qui l’architettura è concepita a bassissimo impatto ambientale seguendo il concetto di “arcologia”, un neologismo, incredibilmente anticipatore delle tendenze contemporanee, coniato durante il suo incessante lavoro

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FEBBRAIO 2024

teorico per far incontrare architettura ed ecologia. Ne derivò un modello - ancora in divenire -, definito tra i più importanti esperimenti di architettura urbana della nostra epoca, che avrebbe dovuto indagare come ci stiamo muovendo verso il futuro e la possibilità di farlo in modo diverso sfruttando solo energie pulite, meno suolo, tecniche antispreco e di riciclaggio,

raccolta dell’acqua, condivisione, socialità, trasporto pubblico e riscoperta di antichi lavori manuali. Insomma un modello in largo anticipo sui tempi, da cui trarre insegnamento anche per l’attuale crisi climatica e sociale. Undici anni dopo la morte dell’architetto allievo di Frank Lloyd Wright, cosa rimane di quella città laboratorio e della sua immensa eredità teorica? La nuova CEO Elizabeth MartinMalikian ha raccolto il testimone e oggi Arcosanti è ancora quel cantiere di studio e sperimentazione osservato da tutto il mondo come esempio di uso ottimale di spazio ed energia, come testimonia l’ultima ricerca documentaristica, sulle tracce dell’utopia di Arcosanti, diretta da Vittorio Bongiorno “Ask The Sand”.


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FEBBRAIO 2024



EDILIZIA TULIPANO SRL

DAL 1986 Quella che allʼinizio sembrava solo una piccola impresa a carattere familiare, oggi, dopo anni di impegno e duri sacrifici, è diventata unʼazienda leader nel settore edile in Campania. Padre Antonio Tulipano e i figli Luigi e Alessandro Tulipano, malgrado i momenti difficili, hanno una determinazione rara, e non si arrendono mai di fronte agli FEBBRAIO 2024

inevitabili ostacoli dellʼattuale realtà economica e lavorativa.

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V I A D E L Lʼ I N D U S T R I A , 2 A V E R S A ( C E ) E D I L I Z I A T U L I PA N O @ L I B E R O . I T

“COMPETENZA, ESPERIENZA E PROFESSIONALITÀ SONO I VALORI CHE CI CONTRADDISTINGUONO” TEL / FAX 081-503-9242


> nuovi progetti

Nunziare Luxury Projects il brand della Cecere Management cresce e approda nel cuore di Caserta.

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> Si apre un nuovo capitolo per il gruppo Cecere Management. La società di sviluppo immobiliare, proprietaria di questa rivista, approda a Caserta con l’acquisizione di due stabili diruti per un intervento di sostituzione che avrà il merito di restituire un nuovo volto alla tradizione attraverso il brand Nunziare Luxury Project. La sostituzione prenderà il via quest’anno e vedrà la nascita di dieci residenze di pregio, dalle ampie metrature, per far f ronte al modello ibrido tra casa e uff icio, sempre più richiesto negli ultimi anni.

LOCAT I ON .

Nunziare I sorgerà in via Tanucci, 11 accanto ai nuovi ingressi dei giardini della Reggia vanvitelliana e a pochi passi da tutta la vivacità

gli appartamenti del piano terra sono già

e i principali servizi di Caserta (150 mt dalla

predisposti per offrire la possibilità, ad

Prefettura, 50 dalla scuola elementare, 100

almeno uno dei due, di disporre di un ufficio

mt dal liceo Pietro Giannone, 250 mt dal

indipendente e di un giardino privato dove

Municipio).

trascorrere i propri momenti di tranquillità.

G L I A PPA RTA MEN TI.

Disposti su quattro piani, con metrature dai 100 fino ai 220 metri quadrati, saranno tutti dotati di box in autorimessa e in grado di soddisfare le più diverse necessità, con ampio spazio per la personalizzazione.

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FEBBRAIO 2024

Ai piani alti è previsto il posizionamento di due attici con solarium e possibilità di inserimento di una piscina, mentre,

BENESSERE E TEMPO LIBERO.

Ed è proprio sul “relax” e sul benessere mentale e fisico che si concentra il concept di questo intervento immobiliare, attento tanto alla sostenibilità ambientale quanto a quella dei propri residenti.


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FEBBRAIO 2024


corte privata circondata da un piacevole paesaggio verde, mentre il perimetro esterno Nunziare I prevede infatti la riconciliazione tra i ritmi frenetici della vita urbana e la dimensione privata puntando alla realizzazione di servizi amenities (spazi comuni) dove incontrarsi, fare sport e coltivare tempo per sé. Il progetto, per rispondere a questa esigenza, sarà dotato di un moderno fitness center completamente attrezzato -, per ricaricarsi e non rinunciare mai alle proprie pause. L’edificio, in armonia con la tradizione, reinterpreta in chiave moderna le linee architettoniche che richiamano lo spirito del quartiere. Il suo cuore “nasconde” una

dialoga e si affaccia alla vita del quartiere con l’inserimento di un locale ad uso ufficio/ commerciale. Il progetto si classifica come Nearly Zero Energy Building, studiato cioè per ridurre notevolmente i consumi e le dispersioni energetiche, ma la sostenibilità va oltre i valori puramente numerici: la flessibilità delle planimetrie, i concetti rinnovabili destinati all’energia e la durabilità dei materiali utilizzati saranno i punti saldi di questa nuova residenza che risponde alla filosofia e all’ormai comprovata capacità del gruppo Cecere di programmare interventi immobiliari in grado di cavalcare il futuro dell’abitare con modelli abitativi: sicuri, belli e sostenibili.

______ Per informazioni avvicina la fotocamera del cellulare al QR Code

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PROATTIVITÀ

AL SERVIZIO DEL CAMBIAMENTO

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FEBBRAIO 2024

IL NOSTRO APPROCCIO AL PROGETTO Realizzazione dell’idea, da sogno alla realtà attraverso l’azione. Architettura come: etica, antropologia, sociologia. Non solo arte di fabbricare.

Via Vigevano 35 - 20144 Milano - info@principioattivo.eu - www.principioattivo.eu

Architecture Design Partner


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FEBBRAIO 2024

WOW

______ Il calcio balilla in cristallo. Progettato dagli abili artigiani italiani di Teckell, questo biliardino in vetro cristallino è in grado di portare il gioco al massimo livello del lusso.

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Scoprilo su > www.teckell.com


WOW

______ Architettura pneumatica. Ispirate ad architetti come UFO o Ant Farm le strutture pneumatiche sembrano essere tornate di moda. Utilizzate soprattutto come pop-up per eventi e manifestazioni, sono bolle da vivere, che spuntano in 20 minuti e scompaiono più velocemente ancora, eppure, nella loro transitorietà hanno il potere di modif icare il carattere dello spazio pubblico e la capacità di lanciare messaggi forti e chiari. Di questa tendenza fa parte il duo artistico Plastique Fantastique che incanta il pubblico con bolle istantanee che sconvolgono l’uso quotidiano degli spazi per provocare una reazione o nuove riflessioni nei f ruitori. 69

in foto > RINGdeLUXE, installazione su un ponte pedonale che attraversa la Senna.


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WOW

______ In fondo al mar. Under è il primo ristorante europeo sotto la superf icie del mare, progettato dallo studio internazionale di architettura Snøhetta, si trova a Lindesnes - in Norvegia -, ed è un punto di osservazione privilegiato per studiare l’ambiente marino. PH > Inger Marie Grini


> Indirizzi da segnare in agenda. Persone e luoghi, angoli di lusso, sguardi stretti su dettagli che fanno tendenza, libri e designer, f iere e mostre, case con dosi “hot” di ispirazione, architetture straordinarie, interior e materiali ma anche… retail design, hotel ed eco-rifugi, spazi di gusto, di svago e di benessere, giardini f ioriti e f rivolezze per planare leggeri sulla vita. Radar è un rilevatore di bellezza, la nostra personale selezione di tutto quello che fa bene agli occhi e per questo merita, qualche volta, uno strappo alla regola. > segnalalo a: redazione@nunziare.it

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RRRRRRR AAAAAAA DDDDDDD AAAAAAA R


01. TREEHOTEL

LE

STANZE

SUGLI

ALBERI

IN

L APPONIA

Immerso nella natura incontaminata della Lapponia svedese, a sessanta chilometri dal circolo polare artico, c’è un albergo eco-cosciente dove le stanze, tutte diverse tra loro e progettate da diversi architetti in modo unico, sono sospese su enormi alberi. Ma c’è di più: questo posto magico prevede una dimora anche per visitatori non umani. È la “Biosfera” progettata dal gruppo Bjarke Ingels, una stanza per 4 persone ricoperta da oltre 300 casette esterne che attraggono gli uccelli residenti per una vera esperienza a contatto con la natura. https://treehotel.se

02. TOKYO LE

TOI L E T T E

PUBBLICH E

DIS EG N ATE

DA LLE

AR C H I STA R

Succede in Giappone, un progetto denominato “The Tokyo Toilet” ha chiamato a raccolta 16 rinomate firme dell’architettura e del design - del calibro di Sou Fujimoto e Kengo Kuma -, per curare il restyling di 17

FEBBRAIO 2024

bagni pubblici sparsi per il vivace quartiere di Shibuya. Una notizia probabilmente sui generis per noi italiani, ma che invece rivela tutta la civiltà di un Paese che fa di alcuni servizi di pubblica utilità il simbolo della cultura dell’ospitalità. (Nella foto la toilette di Tadao Ando nel parco Jingu-

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Dori, per vederle tutte tokyotoilet.jp)


“ F I TOP O LIS” IL N U OVO LIBR O DI STE FANO MANCUSO

Da troppo tempo ci siamo posti fuori dalla natura, contro la natura, dimenticando che rispondiamo agli stessi fondamentali fattori che controllano l’espansione delle altre specie. Ecco perché da come immagineremo le nostre città nei prossimi anni dipenderà una parte consistente delle nostre possibilità di sopravvivenza. Edito da Laterza “Fitopolis, la città vivente” è l’ultimo libro dello scienziato e saggista Stefano Mancuso.

04. COACH AIRWAYS

03. BOOK TIPS

I L PR I M O N EG OZ IO A BOR DO DI U N BOE IN G RECUPERATO

È il primo concept store nato dall’upcycling di un Boeing 747-230B del 1981. Coach Airways - del marchio americano Coach - si trova all’esterno del centro commerciale Freeport A’Famosa nel cuore di Malacca, in Malesia e - proprio come un aereo all’aeroporto - il negozio è accessibile tramite uno sky bridge. Trasformato da Spaceman Studio, sotto la guida dell’architetto

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negli interni rinnovati e restaurati di un vero aereo abbandonato.

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Edward Tan, il design dal tocco retrofuturista invita gli acquirenti a vivere un’esperienza di shopping immersivo mentre entrano


DALL A STARTUP ITALIANA FILI PAR I I PR I M I TESSUTI AL MOND O IN POLVERE DI M AR M O

La polvere di marmo, sottoprodotto della lavorazione della pietra che di solito finisce in discarica, diventa materia prima del settore tessile grazie a un nuovo

05. INNOVAZIONE

materiale messo a punto dalla startup Fili Pari. MARM\MORE - questo il nome della spalmatura su tessuto ideata da Alice Zantedeschi e Francesca Pievani -, è il primo materiale al mondo sviluppato come alternativa responsabile ai prodotti sintetici ed è in grado di dare vita a capi di abbigliamento e tessuti per l’arredo. www.filipari.com

O R E LH ÃO, R I CORDA N DO IL G R A N DE OR ECCH IO DI SILVEIRA

Sebbene la comparsa dei telefoni cellulari abbia fatto sparire dall’arredo urbano le storiche cabine telefoniche, alcune metropoli sull’esempio di Londra -, hanno mantenuto nel tempo gli iconici telefoni pubblici. È il caso di alcune città del Brasile che, da più di 50 anni, celebrano le cabine progettate negli anni ’70 dalla designer cino brasiliana Chu Ming Silveira ricordate con il nome di “orelhâo”, recentemente dipinte da street artist locali.

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FEBBRAIO 2024

06. VINTAGE DESIGN


07. LA FAVOLA DI RESCHIO

CON MATERIALI D I SCARTO

Per alcuni i rifiuti sono solo spazzatura, per altri sculture in attesa di essere realizzate e il mezzo perfetto per esprimere critiche di natura sociale. La designer sudcoreana, con sede a Seattle, Jay Sae Jung Oh ha creato questa sedia ‘reale’ recuperando oggetti di uso domestico e quotidiano, assemblandoli e avvolgendoli minuziosamente a mano con fibre naturali e cordoncini di cuoio. Jay, col suo lavoro, mira ad aumentare la consapevolezza sui rifiuti prodotta dalla nostra cultura dell’usa e getta creando pezzi sperimentali e funzionali che

I L CA ST E L LO M I L L EN A R IO DE L CON TE BOLZ A

Tra le colline della Val Niccone, in provincia di Perugia, c’è un’antica proprietà che appartiene a una famiglia visionaria con il sogno di recuperare e tutelare un angolo di mondo dove il tempo sembra essersi fermato.

08. CREAZIONI UNICHE

consentono di far rivivere banali oggetti di scarto.

È il Castello di Reschio, luogo millenario dove il conte Antonio Bolza nel ’94 decise di trasferirsi dall’Ungheria insieme alla moglie e ai suoi figli. Anni più tardi, di padre in figlio, il conte Benedikt Bolza, reduce dagli studi in architettura a Londra, ha poi trasformato insieme a sua moglie Donna Nencia Corsini, artista fiorentina -, il Castello e i casali in rovina sparsi per la tenuta, in un ritiro country-chic (un hotel, 10 dimore in affitto, un maneggio con 32 cavalli spagnoli e una Spa romana) dove tutto è design e artigianato locale. www.reschio.it

______

INSTAGRAM E FACEBOOK > @nunziaremagazine

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SIAMO ANCHE SUI SOCIAL CON NEWS, VIDEO, GALLERY E FOCUS IN PIÙ.


M AR R AKEC H Villa D. Per una magica esperienza marocchina, tra architettura e natura, Villa D - progettata dal duo di architetti dello studio KO a cui si deve l’essenziale museo Yves Saint-Laurent di Marrakech -, dispone di 1 suite, 4 camere da letto, una sala Spa e yoga. La trovi su villadmarrakech.com

PUGLIA Casa Maiora. Per una fuga chic nel cuore della Puglia abbiamo selezionato Casa Maiora, una villa con 4 camere da letto progettata dallo studio Andrew Trotter. Costruita con materiali locali e metodi costruttivi tradizionali, gode di una splendida vista mare sulla costa di Ostuni. La trovi su masseriamoroseta.it

PO RTO G A L LO Casa Brejos. 6 stanze e 6 bagni per 12 ospiti, viste mozzaf iato sul paesaggio circostante e una piscina a sf ioro. Questo speciale gruppo

TodoList 5 case da affittare per soggiorni da sogno!

Puoi scoprirle su amaselections.com

> Puro ozio, natura, colazioni vista mare. Dal Salento al Portogallo abbiamo selezionato cinque proposte di design per ponti brevi o settimane lunghe. Iniziamo a pensarci?

BALI Rumah Simba FEBBRAIO 2024

Progettata dai proprietari di uno dei principali marchi di moda di Bali questa villa per 6 ospiti è una fusione tra spazi mediterranei, giapponesi e minimalisti con viste mozzaf iato sulle risaie e un giardino tropicale. Si trova vicino a Pantai Lama, a Pererenan. Prenotabile su houseof reservations.com 76

Se la tua destinazione è il Messico, ti consigliamo di fare prima un salto sul sito privatehaciendas. com dove puoi trovare haciendas e ville private che sono pezzi unici di arte e architettura, come minuti da Merida con 6 stanze,

nelle vicinanze della città di e in una posizione tranquilla.

Ville e haciendas.

questa splendida villa a 45

di ville indipendenti si trovano Carvalhal, immerse nella natura

MESSICO

piscina, stagno delle ninfee, giardini e residence experience.


> Persone, personaggi, changemakers, esperti raccontati o intervistati

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people people people people people


> FENOMENO NFT: QUALI

SVILUPPI PER IL FUTURO? LA PAROLA ALL’ESPERTO Il momento zero è il 2021 anno in cui il famoso artista digitale Mike Winklemann, meglio conosciuto come Beeple, ha venduto alla casa d’aste Christie’s un’opera NFT per 69 milioni di dollari. Una data epica poiché segna l’avvento della popolarità mediatica ed economica dei Non Fungible Token. Usati inizialmente per certif icare opere d’arte digitali, oggi - tra entusiasmo e diff idenza -, sono al centro di interessanti applicazioni anche nel settore del design, dell’arredamento e del real estate. Per fare un po’ di chiarezza e per provare a capire le nuove possibilità che questo campo off re abbiamo raggiunto al telefono Giulio Bozzo esperto del mondo NFT e blockchain e Ceo di Reasoned Art, la prima galleria di crypto art italiana.

_______ < di DANIELA IAVOLATO >

R easonead Art è la prima realtà italiana che favorisce l’incontro tra arte e Nft. Per chi è ancora disorientato o a digiuno, può

spiegarci

innanzitutto

a

cosa

servono e che cosa si può fare con questo strumento?

«L’NFT è un codice, generato su tecnologia ______

blockchain, che certifica l’autenticità di un

in foto > Giulio Bozzo Ceo di Reasoned Art

bene digitale. Per non complicarci troppo la vita possiamo semplicemente immaginarlo come una specie di pedegree che attesta la

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FEBBRAIO 2024

paternità, le caratteristiche e l’originalità di un’opera rendendola unica, non replicabile e collezionabile. Il che spiega anche perché tutte quelle industrie che si basano sulla prova di autenticità, come l’arte e il design, siano state


Il mercato si sta ricalibrando e non è per niente morto, anzi, credo che la vera esplosione debba ancora arrivare perché NFT non è solo arte. Più la nostra vita sarà digitale, più questo sistema evolverà toccando applicazioni pressoché infinite.

tra i primi campi di applicazione di NFT». Dopo l’exploit del 2021 c’è stato un rallentamento,

oggi

invece

c’è

un

ritrovato interesse intorno a questi temi: qual è lo stato dell’arte nel contesto italiano? C’è davvero un mercato in

è che, in linea generale, più aumenterà il peso

crescita oppure si tratta di una bolla

della nostra vita digitale, più questo sistema

destinata a scoppiare?

evolverà toccando diversi ambiti, con un’utilità

«In Italia da un punto di vista creativo siamo

sempre più forte».

molto avanti, gli artisti digitali italiani sono tra i più riconosciuti e apprezzati, quello che ancora manca è invece la creazione di un vero e proprio ecosistema e di un pubblico comune interessato alla compravendita di questi asset. Su questo siamo molto indietro ma da qui a realizzare, come spesso accade, titoli su bolle che scoppiano o speculano ci vuole un minimo di attenzione e ragionamento in più». Bene, ci faccia capire.

«È difficile prevedere il futuro di una tecnologia così nuova. Bisogna tenere conto che si tratta di un fenomeno recente e ancora sotto osservazione. I primi sviluppi si sono avuti tra il 2016 e il 2017, ma la vera storia è iniziata nel 2021 con un hype enorme sia dal punto di vista mediatico che economico. Adesso

Ci faccia un esempio.

«È già evidente che avremo sempre più bisogno di strumenti che certifichino il possesso dei dati digitali. Pensiamo banalmente al fenomeno della clonazione vocale. Il deepfake permette di creare con l’intelligenza artificiale video o audio che sembrano reali, ma in realtà non lo sono. In un contesto dai confini così labili, diventa dunque spontaneo chiedersi: come ci si difende? Come può, per esempio, un politico o un personaggio noto dimostrare di essere il reale autore di un messaggio? Ecco che questi strumenti ci vengono incontro e possono essere di aiuto perché certificano la paternità di un contenuto». Questo significa che gli NFT non sono solo arte digitale ma, da quello che lei stesso

stiamo entrando nel secondo ciclo, il mercato

dice, anche questo articolo potrebbe

si sta ricostituendo e premierà chi produrrà con

diventare un token non fungibile?

qualità perché - è bene ricordare -, è l’oggetto certificato ad avere un valore economico non l’NFT in sé. Ad ogni modo quello che è certo

«Certamente, le applicazioni sono pressoché infinite e possono andare ben oltre la compravendita di opere d’arte digitali, così

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FEBBRAIO 2024 80

______ in foto > Arco della Pace Reasoned Art ha trasformato l 'Arco della Pace in un’opera d’arte immersiva, diventando il primo monumento al mondo ad entrare nel metaverso.


come nulla vieta che si possano tokenizzare opere fisiche - senza necessariamente crearle digitalmente - solo per fornirgli una garanzia digitale tramite NFT». Un

discorso

che

vale

anche

se

ci

spostiamo nell’ambito del design, del real estate e dell’architettura? Che tipo di

implicazioni

possiamo

aspettarci

in questi settori? E soprattuto quali opportunità?

«Sì le regole sono abbastanza simili e, fondamentalmente, si agganciano a tre diverse macro-aree su cui bisogna ragionare, fin dall’inizio, per cercare di centrare i propri obiettivi». Ovvero?

«Sposare un’ottica puramente virtuale proiettata nella direzione del metaverso, combinare fisico e digitale, oppure tokenizzare immobili, opere o oggetti reali. Personalmente credo e

anche non arrivare. Tuttavia, nel mentre, potrebbe accadere che un progetto digitale (di un architetto o di un designer) aumenti di valore proprio grazie al mercato degli NFT e che questo successo ne determini poi il valore e la richiesta per un suo corrispettivo nel mondo reale. Questo binomio, come sta già accadendo, può creare dinamiche uniche e non trascurabili dove ognuno influenza e alza il valore dell’altro». Lei sostiene che la tecnologia oltre al lato profittevole possiede una scintilla

opero nel secondo punto, quindi investo nelle

antropologica e sociale. Qual è quella di

esperienze fisiche per valorizzare immobili

Reasoned Art?

reali utilizzando l’arte digitale. Ma è pur vero

«La tecnologia è semplicemente un mezzo, il

che si possono creare nuove linee di revenue

cuore della questione è l’utilizzo che se ne fa e

ed engagement in chiave digitale con NFT e

l’impatto che essa è in grado di produrre. Prima

costruzione di forti community».

di qualunque altra domanda bisognerebbe chiedersi: perché la uso? Con quali fini? A chi

Che per capirci meglio significa?

voglio parlare? Reasoned Art, in questo senso,

«Che l’opportunità, dal mio punto di vista,

nasce dalla volontà di avvicinare un pubblico

risiede nella capacità di creare una combinazione virtuosa tra i due mondi. Il digitale consente ad architetti e designer, in questo momento, di vendere i propri progetti come contenuto, senza aspettare la realizzazione fisica che potrebbe

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giovane al mondo dell’arte valorizzando, promuovendo e raccontando, in maniera coinvolgente, la storia e la ricchezza culturale e artistica del nostro Paese grazie al supporto degli NFT, della realtà virtuale e dei canali più affini alle nuove generazioni. Dopo il successo dell’operazione “Arco della Pace” adesso stiamo provando a immaginare un ecosistema in cui l’utente potrà interfacciarsi con avatar

trascurare l’impatto ambientale. Per esempio,

protagonisti del nostro passato storico, capaci

piuttosto che affidarci a tecnologie “proof-of

di stimolare conoscenza e curiosità verso opere,

work” che richiedono molta elettricità, abbiamo

contesti e antiche società. Questo potrebbe

deciso di affidarci al cosiddetto “proof-of-

cambiare in maniera radicale il mondo scolastico

stake” in grado di diminuire almeno del 90%

e dell’edutainment con dinamiche molto più

l’impatto energetico per la creazione degli NFT.

coinvolgenti e accattivanti. Sottolineare, per

Utilizziamo Polygon ma c’è da dire che ormai,

esempio, non è la stessa cosa che parlare con

a parte Bitcoin, il 99% delle blockchain sta

Napoleone in chatbot sotto l’Arco della Pace».

andando verso questa direzione».

In ultimo, tenuto conto che Reasoned si posiziona come società benefit, come si legano arte, metaverso e NFT alla causa della sostenibilità? E cosa dobbiamo aspettarci nel futuro?

«La nostra è una startup orientata sul focus “S” ovvero sul principio “social” dei criteri ESG. Puntiamo alla generazione di un nuovo modo di

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vivere l’esperienza culturale, senza chiaramente

Il digitale consente ad architetti e designer di accedere a un nuovo livello, di vendere i propri progetti come contenuto, di raggiungere nuovi target.


Vi presentiamo un futuro ecosostenibile. Crediamo nella rigenerazione urbana e nella rinascita di aree dismesse e degradate della nostra città. Sviluppiamo complessi residenziali iconici e green, senza consumare nuovo suolo, con l’obiettivo di perseguire una felice collaborazione tra investimenti privati e benessere pubblico. #sustainablefuture

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