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Attualità - Cronaca - Economia - Turismo - Cultura

Con l’acqua alla gola

Anno I - Numero 13 / 30 ottobre 2008

€ 0,50 COPIA OMAGGIO

A rischio il polo natatorio di Ostia. Le piscine potrebbero non essere terminate in tempo per l’inaugurazione dei Mondiali di nuoto 2009

La voce del Mare di Roma www.reporternews.eu

Anzio e Nettuno vorrebbero ospitare le strutture per gli atleti ma le opere in programma si sono bloccate dopo la “prima pietra”

Lo sportello telematico ultima frontiera per disabili Sociale

Il Comune di Nettuno è stato segnalato sul sito del Ministero per la Pubblica amministrazione e l'Innovazione nella categoria «Non solo fannulloni», grazie all'Ufficio consulenza per persone con disabilità ed il relativo Sportello telematico, affidato alle mani di Eleonora Riggi e Carla Scalia. In sostanza, uno sportello che si pone come obiettivo primario quello di abbattere le barriere architettoniche. Tra i progetti, una mappatura dei negozi senza barriere architettoniche, che verrà presto pubblicata sul sito ed accompagnata dalla lista delle associazioni di diversamente abili. a pag. 7

Nuovo cimitero multietnico a due passi dall'aeroporto Leonardo da Vinci

Sorgerà a poco più di 100 metri dal Leonardo da Vinci, un cimitero all’avanguardia dove mussulmani, ebrei e cristiani verranno sepolti insieme. Il primo lotto per le sepolture sarà inaugurato il 2 novembre, nonostante le proteste dell’Enac. Il tutto mentre a Ostia il caro estinto è in lista d'attesa e a Nettuno si programma la realizzazione di 60 nuovi loculi. a pag. 8 e 9

Viaggio nel lavoro nero, senza certezze né futuro L'inchiesta

Migliaia sul litorale i lavoratori impiegati nel settore edile e della ristorazione senza un regolare contratto, senza assistenza sanitaria, né prospettive previdenziali. A nulla sembrano servire i controlli portati a termine dall'Ispettorato del Lavoro e dalla Guardia di Finanza, nonostante l'aumento delle multe. Per molti però, è l'unica prospettiva di guadagno. «Non puoi scegliere – racconta un cameriere in nero – o accetti o rimani senza lavoro. E per vivere non puoi fare a meno di adeguarti senza fiatare». a pag. 16 e 17

Fiumicino punta sui ricchi con il nuovo porto turistico Turismo

Nel 2009 l'inizio dei lavori del più grande porto turistico d’Italia per megayacht, con un investimento di 325 milioni di euro. Avrà 1.445 posti barca, di cui la metà sarà riservata ai panfili ad alta tecnologia. Hi-tech poi, saranno pure i cantieri navali, lo yacht club, il centro commerciale, l’albergo 5 stelle con 180 camere e fitness center e la zattera solarium ancorata al molo. Non mancheranno infine, una chiesa, delle banche, e l'ufficio postale. a pag. 20

Fabrizio Frizzi si racconta, tra teatro e voglia di mare L'intervista

Lo showman romano, già in passato, conduttore radiofonico, presentatore, attore di teatro e di fiction, doppiatore, svela a Reporter la sua passione per Fiumicino, «c’è una luce speciale, ed è uno dei pochi posti dove vedo il cielo più grande anche se non so cosa questo significhi», senza dimenticare i prossimi impegni lavorativi che lo vedranno a teatro con la commedia «Ninà», «che porterò pure qui, proprio a Fiumicino, dove ho preso la patente nautica. E da dove si parte per le vacanze». a pag. 24


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Primo Piano

30 ottobre 2008

Il Fronte del No va alla guerra Il punto

La storia del polo natatorio di Ostia inizia nel 2005 e sin da subito è nata la volontà (politica) di costruire il polo natatorio sul lungomare di Ostia. Anche le dichiarazioni dei consiglieri comunali e municipali hanno ripercorso e ribadito questa posizione. Per i comitati civici, che non vogliono l’infrastruttura di fronte al mare, si è trattato di una decisione trasversale che ha unito Destra e Sinistra. “Si sta facendo confusione spiega Andrea Schiavone, presidente del Comitato Labur – In molti cercano di parlare con il commissario delegato ai Mondiali 2009, Claudio Rinaldi, e quando siedono al tavolo con lui non hanno progetti reali da proporre. Tutto questo non giova alla causa. Bisogna prendere atto che il cantiere è in corso d’opera e che, probabilmente la struttura si farà, seppure non si sa ancora quando verrà completata”. “L’importante, a questo punto - sottolinea Schiamone - è che vengano tenute presente determinate esigenze rappresentate dai cittadini e sulle quali c’è stato un impegno a tradurle in fatti concreti, quali: migliorare la qualità dell’arredo urbano, la viabilità dell’area di via Quinqueremi e via dei Pescatori”. “Dobbiamo prendere in considerazione l’apertura del commissario Rinaldi - afferma Antonio Ricci, capogruppo dei Verdi in XIII Municipio - e coinvolgere anche l’amministrazione locale nella scelta di una sede alternativa per il polo natatorio. Vi sono numerose aree dell’entroterra che sono carenti di impianti sportivi, al contrario di Ostia e soprattutto nell’area in questione esistono già tre impianti per il nuoto”.

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Ostia, i Mondiali di nuoto restano senza piscine

l Polo Natatorio di Ostia si farà sul lungomare Duilio, ma forse non sarà pronto per accogliere i campioni che a giugno prossimo parteciperanno ai Mondiali di nuoto. È sorprendente che il commissario delegato ai Mondiali 2009, Claudio Rinaldi, a lavori iniziati, dichiari di essere disposto a verificare le richieste dei vari Comitati di quartiere in merito alla delocalizzazione delle piscine. In pratica, se venissero riconosciute le ragioni della protesta, si rischierebbe di avere le piscine sul lungomare e magari la foresteria all’Idroscalo. La questione è grave ed evidenzia la confusione che circonda l’opera. Il progetto operativo non è stato ancora consegnato al XIII Municipio e i Comitati civici che hanno incontrato Rinaldi in un recente comunicato stampa hanno dichiarato: “Le tavole del

progetto esecutivo mostrateci durante la riunione presentavano la disposizione delle due piscine e della foresteria rovesciate di 180 gradi rispetto al progetto definitivo approvato dalla Regione Lazio. In più, sulle tavole raffiguranti le sezioni dei fabbricati, risultava completamente errata la

quota sul livello del mare di via delle Quinqueremi, portata a 9 metri e 45 centimetri, contro i 3 metri e 50 reali”. All’inizio il progetto del nuovo centro olimpico era localizzato nell’area verde adiacente il Palafijlpik e aveva dimensioni ben più grandi. La battaglia dei residenti in via Vivaldi,

sostenuti dai Verdi, raggiunse l’obiettivo di spostare l’impianto sul lungomare Duilio, su di un’area ritenuta idonea ad ospitare la struttura. In proposito, venne richiesta la riduzione del 50 per cento delle cubature, oltre all’impegno da parte dei progettisti di rispettare alcune norme fondamentali: metà dell’area da trasformare in parco pubblico, parcheggi interrati, dimensioni delle strutture che non impediscano la vista del mare. Tra le prescrizioni anche quelle di porre attenzione ai materiali e ai colori esterni degli edifici e di mantenere pubblico l’utilizzo delle piscine. Quasi nessuno di questi impegni, sostengono gli oppositori del progetto, “è stato rispettato e il progetto che si sta realizzando andrà ad occupare tutta l’area verde pubblica a disposizione”.


Primo Piano

30 ottobre 2008

Ad Anzio la Provincia punta alla costruzione del nuovo impianto da 500 posti

Il polo natatorio appeso a un filo

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Nettuno finisce nelle aule dei tribunali e guarda oltre Roma 2009 di Mario Scagnetti

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(mario.scagnetti@reporternews.eu)

nzio e Nettuno in comune hanno il sogno mondiale di Roma 2009. Un sogno che per realizzarsi prevedeva la costruzione di due impianti natatori nuovi di zecca e che però ora rischia di sfumare: la città anziate può nutrire ancora qualche speranza, anche perché a disposizione c'è sempre la piscina attuale che la Federazione sarà sicuramente costretta a chiedere in ausilio, mentre quella nettunese oltre ad avere già rinunciato è anche finita in tribunale. Aperta c'è una causa con la ditta incaricata di costruire la struttura all'interno del parco Palatucci. La storia dei due impianti, comunque, è molto simile. Entrambi avrebbero dovuto ospitare importanti gare della prossima rassegna iridata ed entrambi sono fermi alla posa della prima pietra, o poco più. Ad Anzio l'opera è finanziata dalla Provincia di Roma che il 9 novembre del 2007 ha stanziato un milione e mezzo di euro, battezzando l'iniziativa anche con la cerimonia della posa della prima pietra. Il progetto è ambizioso e futuristico, ma attualmente è tutto fermo. La nuova piscina anziate sarà lunga 34 metri e larga 21, e sarà anche dotata di una struttura mobile di 25 metri per lo svolgimento delle gare in vasca corta. Sarà a cielo aperto ma predisposta per una futura copertura, potrà contare su tribune in grado di ospitare fino a 500 spettatori, su una terrazza panoramica, su un solarium esterno di

circa 1000 metri quadri per la balneazione estiva e anche su un'area parcheggi di 3000 metri quadrati. Questa almeno era l'idea originale, perché adesso i lavori sono fermi e il mondiale è davvero a rischio. Da Palazzo Valentini, però, non hanno perso le speranze: «Il comune di Anzio ha a v u t o qualche piccolo problema per cederci l'area –

spiega Aurelio Lo Fazio, attuale assessore provinciale a Caccia, Pesca e Agricoltura e uno dei maggiori fautori della costruzione del nuovo impianto natatorio – ma appena è stato tutto risolto noi abbiamo girato i soldi al commissario per i mondiali di Roma 2009. Noi come ente abbiamo fatto tutto ciò che rientrava nelle nostre competenze, abbiamo stanziato i fondi e rispettato i tempi come ci era stato richiesto. Adesso la competenza è del comitato organizzatore, ma personalmente penso, e spero, che non ci saranno problemi per la realizzazione della struttura». Diversa ma non troppo la situazione della nuova piscina di Nettuno: qui la

giunta Marzoli, prima dello scioglimento del consiglio comunale, aveva puntato tutto sulla rassegna iridata, pregustando fin da subito le bracciate di Rosolino e compagni. Poi però sono sorti dei problemi strutturali, sembra che il terreno scelto per l'impianto non fosse in grado di reggerne il peso, i lavori si sono bloccati e ora è finito tutto nelle mani degli avvocati. «C'è una causa in corso con la società incaricata di realizzare l'opera – spiega l'assessore ai Lavori Pubblici Catia Baldetti – e all'inizio del 2009 ci sarà un'udienza. Per adesso i lavori sono fermi e noi abbiamo il compito di vigilare sulla sicurezza dell'area del cantiere, questo per noi ha una spesa ma poi in aula ci rifaremo sulla ditta. Il sogno mondiale di Roma 2009, comunque, è sfumato ma quello di costruire un impianto natatorio sul territorio comunale di Nettuno non ancora». Non ancora perché i finanziamenti regionali sono sempre disponibili e dopo la decisione dei giudici ci saranno delle verifiche strutturali per stabilire la maniera migliore per inseguire il sogno di una piscina. (Fotoservizio Raniero Avvisati)

Candido De Angelis

Enrico Gasbarra

Adriano Panatta

La rana mascotte

Diva anticipa tutti

La strana storia dell'opera rimasta incompiuta con tre amministrazioni Il caso

Tre diverse amministrazioni comunali per una sola opera pubblica. Un'opera che non è stata ancora realizzata. In principio c'erano Vittorio Marzoli, Stefano Di Magno e compagni, poi sono arrivati i tre commissari prefettizi, mentre ora è la volta della giunta del primo cittadino Alessio Chiavetta. Il progetto della nuova piscina di Nettuno è

I protagonisti

partito quando Marzoli era ancora il sindaco e Di Magno il suo vice, soprattutto quest'ultimo aveva puntato forte sui mondiali di Roma 2009 e sulla possibilità di portare i grandi nomi del nuoto all'interno della cittadina nettunese. Poi, però, è arrivato lo scioglimento del consiglio comunale, l'ente ha dovuto cominciare a fare i conti con problemi

economici di notevole entità e si sono insediati Mario Licciardello, Maurizio Alicandri e Renata Castrucci. I tre commissari hanno scelto le aule dei tribunali per risolvere la questione e ora il comune di Nettuno è in causa con la ditta di costruzioni; una

causa nella quale ora dovranno districarsi Chiavetta e soci. Il loro è il compito più difficile: i nuovi amministratori locali dovranno prima di tutto risolvere il contenzioso e poi scegliere la maniera più opportuna per dare seguito al progetto.

Diva ad Anzio c'è già stata. Gli atleti, invece, potrebbero non arrivare mai oppure potrebbero doversi accontentare dell'attuale piscina neroniana. Diva è una ranocchia, sarà la mascotte dei mondiali di nuoto di Roma e nella città anziate è arrivata il 9 novembre del 2007 per la posa della prima pietra del nuovo impianto natatorio. Diva è nata nella scuola media Riccardo Quartararo di via della Magliana che ha vinto il concorso “Cercasi mascotte disperatamente”; ad ispirare il disegno della squadra artistica dei mondiali è stata Michela Mancini.


Primo Piano

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30 ottobre 2008

Il progetto segreto

Laure Manaudou

Luca Marin

Alessio Boggiatto

Massimiliano Rosolino

Federazione costretta a usare l'attuale impianto natatorio di Anzio

La piscina salva Mondiale

di Mario Scagnetti

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(mario.scagnetti@reporternews.eu)

nzio e la sua attuale piscina reciteranno un ruolo di primo piano nei mondiali di nuoto di Roma 2009. Volente o nolente la città sarà chiamata a compiere un sacrificio. Il nuovo impianto natatorio tarda ad arrivare e a questo punto ci sono ottime possibilità che non sarà mai realizzato, quindi la Federazione dovrà puntare tutto sulla struttura già esistente e non su quella che avrebbe dovuto costruire la Provincia di Roma. «La nostra è una piscina 50x20 e alta 2,10 metri – spiega Marcello Scataglini, segretario dell'Asd Anzio Nuoto e Pallanuoto e componente del Comitato Regionale della Fin – e quindi si adatta perfettamente agli incontri di pallanuoto. Inizialmente il progetto

prevedeva che il nuovo impianto sarebbe stato utilizzato sia come campo di allenamento che per le partite secondarie, ma ora è tutto da vedere. I tempi, però, cominciano a stringere e per questo motivo l'organizzazione di Roma 2009 mi ha già chiamato per avere una lista di hotel

con i quali stipulare le convenzioni per ospitare gli atleti e alcune fotografie della piscina. Il nostro impianto è funzionale e ha degli ottimi servizi, ma necessita di qualche ritocco alla vasca e alle tribune». La speranza della società neroniana, guidata dal presidente Marco Tul-

lio Regolanti, è quella di poter contare sull'appoggio del Comune, in maniera tale da avere maggiore potere contrattuale con la Fin e da far arrivare in città le nazionali e gli atleti di maggior calibro. «Mettere a posto il nostro impianto – continua Scataglini – sarebbe la soluzione ideale, anche se sono sicuro che alla fine la Federazione sarà costretta a chiederci l'utilizzo della piscina anche nelle condizioni attuali. Per ora non sappiamo chi ospiteremo, anche qualche se azzurro ci ha già contattato chiedendoci di potersi allenare da noi». Tagliata fuori dalla rassegna iridata, invece, è la città di Nettuno, che non ha neppure una piscina sul proprio territorio comunale, dopo il fallimento della costruzione di quella progettata dalla giunta di Vittorio Marzoli, che puntava proprio alla rassegna iridata del prossimo anno.

Giusta l'idea Sbagliato il posto

Meglio costruire una nuova piscina scoperta come vorrebbe la Provincia di Roma? Oppure meglio sistemare quella attuale? La verità sta nel mezzo: meglio una nuova piscina ma non nel punto in cui hanno deciso da Palazzo Valentini. Nel momento in cui si è cominciato a parlare del nuovo impianto natatorio Marcello Scataglini, segretario dall'Anzio Nuoto e Pallanuoto, aveva già la sua idea alternativa. Idea che prevedeva la costruzione della nuova piscina non in via dell'Oratorio di Santa Rita ma nella zona adiacente a quella attuale. Così un impianto scoperto sarebbe stato molto più funzionale e meglio collegato a quella già esistente, avrebbe inoltre potuto funzionare anche da vasca di riscaldamento nei prossimi mondiali del 2009. «Si può anche realizzare una nuova struttura – conclude lo stesso Marcello Scataglini – ma con il progetto attuale della Provincia verrebbe utilizzata soltanto una sola volta e poi resterebbero aperti i problemi legati alla sua gestione e al sostenimento dei costi. A questo punto era meglio intervenire per sistemare l'impianto natatorio che già esiste».


Primo Piano

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Roma fa sognare Phelps, Pellegrini&Co

30 ottobre 2008

Le infrastrutture costeranno 120 milioni di euro e coinvolgeranno anche Anguillara, Tivoli e Frosinone

A Tor Vergata sorgerà un centro internazionale acquatico da 53 ettari, con vasche, foresterie e piste per l’ atletica di Roberta Sciamanna

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(roberta.sciamanna@reporternews.eu)

umeri da capogiro attorno ai Mondiali di Nuoto 2009. Un piano di investimenti da 45 milioni di euro, che andrà a finanziare una lunga serie di interventi infrastrutturali tra palestre e impianti di allenamento. Alcuni sono già iniziati, altri, come nel caso della struttura che era prevista nel comune di Anzio, sono fermi alla posa della prima pietra dopo l’esclusione della città dal circuito dei Mondiali e il rammarico per la grande occasione persa. Il progetto più ambizioso è quello che riguarda la realizzazione di un centro internazionale acquatico a Tor Vergata (120 milioni di euro), un polo che si estenderà per 53 ettari dentro il campus universitario e sarà costituito da 38 ettari di impianti. Al suo interno una piscina 53x25 scoperta, una piscina 53x25 coperta, una piscina 25x25 coperta per i tuffi, una piscina 50x10 per

allenamenti, oltre a due piscine mobili scoperte 33x21 per pallanuoto e sincro. In quello che dovrebbe essere il biglietto da visita di Roma 2009, sono previste inoltre aree servizio, palestre, foresterie, ristori, campi da gioco (calcio e polivalenti), pista di atletica, tribune da 3000 posti nelle vasche coperte, da 4500 posti in quelle scoperte, più tre tribune smontabili da 14000 posti per le gare di nuoto. Ad ospitare i quindici giorni di competizioni, dal 18 luglio al 2 agosto, sarà poi lo Stadio del Nuoto al Foro Italico, per il quale sono previste opere di manutenzione straordinaria, di adeguamento e di installazione finanziate dal Comitato Organizzatore Roma 2009 e dalla Coni Servizi Spa. Tra gli impianti fissi, una piscina 50x25 scoperta per il nuoto, ed una 21x21 per i tuffi, mentre le tribune saranno potenziate in modo tale da raccogliere 12000 posti. Per quanto riguarda gli impianti temporanei sono previste due piscine 33x21 per la pallanuoto e per il sincro, con tri-

bune da 4000 posti. Gli impianti per l’allenamento saranno serviti da una vasca coperta 50x18 con annessa vasca tuffi e una vasca scoperta 33x21 per la pallanuoto. A quindici minuti dal Foro Italico, ulteriori impianti per l’allenamento saranno a disposizione degli atleti, con una piscina scoperta 50x21 all’Acqua Acetosa, ed una piscina scoperta 50x21 all’Olgiata. Un altro investimento a livello infrastrutturale toccherà poi Roma Nord, con una piscina scoperta 50x25, una piscina coperta 33x21, una vasca di am-

bientamento e una palestra. Non è finita. La Regione Lazio ha finanziato con 10 milioni di euro

la costruzione di tre nuovi impianti di nuoto ad Anguillara, Frosinone, Tivoli per l'allenamento degli atleti prima del Mondiale. I lavori per il nuovo polo sportivo natatorio ad Anguillara (1 milione 300mila euro) sono già avviati: la struttura sorgerà in località Monte Tufo e andrà a potenziare ulteriormente il Villaggio dello Sport già esistente. Se la tabella di marcia sarà rispettata, la conclusione dei lavori è prevista per il 31 maggio 2009, a poche settimane dall’inizio dell’avventura.


Politica

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30 ottobre 2008

Residenti divisi sul nuovo progetto. I primi risultati del sondaggio di Reporter, che prosegue per altre due settimane

Fiumicino, Ardea e Anzio ribadiscono il loro No all'egemonia di Roma. Pomezia resta al palo, mentre Nettuno si spacca in due

Area metropolitana, tra pro e contro vince l'incertezza

di Cosimo Bove

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(cosimo.bove@reporternews.eu)

ittà spaccate. Sul numero del 15 ottobre Reporter ha lanciato un referendum, per capire quanti lettori fossero favorevoli e quanti contrari, al progetto di Area metropolitana. Il rischio concreto è quello che il Campidoglio possa ampliare il suo potere togliendo autonomia ai comuni dell'hinterland, lasciando alle amministrazioni locali soltanto le briciole in fatto di competenze amministrative. Oggi una risposta dei lettori c'è già stata: Fiumicino al momento rafforza il No già pronunciato

dall'amministrazione comunale, con un 75% dei lettori schierati contro il progetto, ed il 25% favorevoli alla sua realizzazione. Assolutamente opposta la risposta dei residenti di Ostia, che confermano il pensiero del Presidente del XIII Municipio Giacomo Vizzani con un 71,4% a favore, ed il restante 28,6% contrario. Pomezia al momento rimane al palo, quasi che lo sviluppo futuro della città, una delle più importanti della zona per via delle sue numerose industrie, non interessi: solo tre i voti pervenuti fino ad ora: 2 contrari ed uno favorevole all'Area metropolitana. Sono invece andati contro il

pensiero espresso dal loro primo cittadino, i residenti del comune di Ardea, tra i quali il 66,66% ha scelto di pronunciarsi con un voto contrario sulla realizzazione dell'Area metropolitana, seguiti da un 33,33% a favore. Forte si è invece alzato, il grido dei residenti della zona di Anzio, che hanno raccolto l'invito del sindaco Luciano Bruschini schierandosi con un buon 70% per il fronte del No alla perdita di autonomia del comune in favore della capitale. Una risposta concreta che non lascia dubbi, al contrario di quanto emerso tra gli abitanti di Nettuno. Nella città del tridente infatti, sembra che l'incertezza

sia totale, quasi si voglia capire pregi e difetti del progetto prima di approvarlo o scartarlo definitivamente. Il risultato? 50% favorevoli e 50% contrari, in attesa del giudizio finale. Il referendum intanto prosegue, nella speranza che la voce dei lettori si alzi concretamente per smuovere quelle che saranno le decisioni presi dagli enti predisposti. Reporter nell'occasione si sta facendo promotore proprio di questo: avvicinare la gente alla politica per permettere ai cittadini di partecipare attivamente alle attività dell'amministrazione. Se il coro sarà unanime, dall'alto qualcuno potrebbe ascoltarlo.

Piero Cucunato

«Teniamo conto dell'autonomia dei Comuni» «La futura Città Metropolitana dovrà tener conto delle specificità e dell'autonomia dei singoli comuni, visto che oggi non è importante la definizione dei confini geografici, ma soprattutto la definizione delle funzioni, affinché tale riforma possa raggiungere obiettivi concreti, ed in particolare la semplificazione amministrativa e politica, la certezza delle competenze tra enti e l'applicazione del federalismo fiscale». Pensieri e parole di Piero Cucunato, presidente della Commissione riforme per l'Area metropolitana, alla quale hanno partecipato i comuni del litorale.


Politica

30 ottobre 2008

Nettuno premiata per l'iniziativa “Non solo fannulloni” ideata dal Ministro Brunetta

La “rete” al servizio dei disabili

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Lo sportello telematico per i portatori di handicap encomiato dal Governo

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uando la buona amministrazione incontra il sociale i risultati sono più che mai sorprendenti. E la guerra dichiarata dal Ministro Brunetta ai fannulloni diventa un invito da cogliere al volo. E' così che il Comune di Nettuno è stato segnalato sul sito del Ministero per la Pubblica amministrazione e l'Innovazione nella categoria «Non solo fannulloni». Un'iniziativa tesa a far emergere, e a valorizzare, le cosiddette buone prassi realizzate senza rivoluzioni normative ma nel rispetto delle leggi vigenti, con lo scopo di contenere i costi e, al tempo stesso, di migliorare i servizi al cittadino. Così come ha fatto l'amministrazione comunale nettunese con l'Ufficio consulenza per persone con disabilità ed il relativo Sportello telematico, affidato alle sapienti mani di Eleonora Riggi e Carla Scalia. In sostanza, uno sportello che si pone come obiettivo primario quello di abbattere le barriere architettoniche offrendo al tempo stesso un servizio importante a tutte le persone con disabilità che vivono a casa e possono usufruire di un collegamento a d

internet. «I progetti in cantiere – spiega Angela Santaniello, ex dirigente dell'Area servizi sociali del Comune di Nettuno ai tempi della creazione dello sportello – erano e sono tantissimi. Tra questi anche una mappatura del territorio per vedere quanti esercizi commerciali presentano barriere architettoniche. Mappatura che verrà presto pubblicata sul sito ed accompagnata dalla lista delle associazioni di diversamente abili presenti sul territorio. Un aiuto in più per chi si pone determinate domande». Il tutto senza alcuna intenzione di fermarsi nel prossimo futuro. «Speriamo – continua Angela Santaniello, ora dirigente all'Area ambiente e sanità – che questo sia solo il primo tassello di un cammino ricco di servizi per il cittadino. Ed è comunque stato il modo migliore per concludere la mia esperienza ai Servizi sociali». Un'esperienza positiva a tal punto che l'amministrazione comunale nettunese è stata inserita tra i 400 enti degni di nota assieme a Ministeri, Asl, università ed enti come province e regioni. Grande la soddisfazione del primo cittadino Alessio Chiavetta. «Non posso che essere soddisfatto per questo riconoscimento che il Comune di

Nettuno ha riportato anche a livello di Governo – ammette Chiavetta – e da parte mia rivolgo i più sentiti complimenti per l’ammirevole lavoro che quotidianamente viene portato a termine dall’area Servizi Sociali e specificamente dal personale impiegato nell’Ufficio Consulenza per Persone con Disabilità». Fiero del riconoscimento ottenuto, anche l'assessore ai S e r vizi sociali Domenico Cianfriglia. « L’ a p p r e z z a mento del Ministero rende merito alla volontà di innov a zione

e di avvicinamento della pubblica amministrazione verso la cittadinanza, soprattutto quella con maggiori difficoltà – conclude l’assessore – voglio aggiungere il mio ringraziamento personale a quelli che gli utenti spesso rivolgono a chi lavora in tali uffici». La speranza è che progetti come questi, oltre ad incentivare il lavoro all'interno della pubblica amministrazione, possano essere d'aiuto a tutte quelle persone che, colpite da un handicap, pensano di dover rimanere isolate dal mondo. In un certo senso, una piccola finestra verso la libertà.

amministrazione comunale, scuole, università e alcune aziende operanti sul territorio e che affronta per la prima volta il tema del colore originario degli edifici di una città di fondazione, con inda-

gini stratigrafiche degli intonaci, prove di colore, studi storico – critici e inediti documenti di archivio che rivelano la cromia storica della città, risalente al 1938. Nel libro, è giustamente riservato ampio spa-

Garante del lettore

La coerenza di Canapini

Nel numero di Reporter del 15.10.2008 nell'articolo “Giù la maschera – Fiumicino trasformista” erano stati indicati alcuni noti esponenti politici locali che avevano con grande facilità mutato partito e commentava l’estensore dell’articolo: «a Fiumicino i partiti contano poco, sono gli uomini (e le donne) a fare la politica e gli elettori li seguono indipendentemente dalla bandiera che sventolano...» Erano infine stati indicati altri personaggi politici che invece erano rimasti fedeli all’area di appartenenza nonostante i cambiamenti di nomi che i loro partiti hanno avuto nel tempo. Tra questi veniva citato anche il sindaco Mario Canapini cui viene riconosciuta una coerente appartenenza, da sempre, all’area moderata centrista. Poiché viene riferito che alcuni lettori hanno avuto, forse anche dalla frettolosa lettura dell'articolo, una sensazione negativa della figura del sindaco Mario Canapini, peraltro inserito in un articolo il cui titolo non è certamente positivo, la redazione nell'esprimere rincrescimento per l'equivoco cui sono potuti incorrere alcuni lettori è certa che il loro numero è assai limitato. Preme comunque ricordare a tutti i lettori come Reporter abbia sempre sostenuto ed apprezzato l'attività e l'impegno politico del sindaco Mario Canapini dando ampio e positivo risalto a tutte le iniziative, e sono molte, che vengono quotidianamente da lui prese per rendere la città di Fiumicino sempre più bella e vivibile. Dott. Carlo Giovanni Michieletto

I colori dei coloni La città torna all'anno della fondazione

Pomezia

di Giovanni Salsano (giovanni.salsano@reporternews.eu)

Alla scoperta dei colori della Pomezia dei coloni: delle tonalità degli edifici storici del quadrilatero del centro cittadino, del municipio, della chiesa di San Benedetto Abate, delle scuole, della Casa del fascio. Così come apparivano set-

tanta anni fa, al tempo della (seconda) fondazione della città. È stato pubblicato, infatti, il volume “Piano del Colore del centro storico di Pomezia. Studi storici e rilievi diagnostici”, edito dalla casa editrice Palombi e promosso dalla Città di Pomezia con il contributo del Consiglio Regionale. Un testo scientifico, curato da Claudia Montano, che ha visto impegnate

zio alle immagini, con foto d’epoca e contemporanee, e presenta, inoltre, una serie di contributi ad opera di studiosi del settore sugli architetti, pittori e scultori che operarono a Pomezia.


Cronaca

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Croci per i cristiani

A

di Alessandra Zavatta

Fiumicino cimitero multietnico con vista sull’aeroporto Leonardo da Vinci. Un cimitero all’avanguardia dove mussulmani, ebrei e cristiani verranno sepolti insieme. La distesa di lapidi con la croce, la mezzaluna e la stella di Davide accoglieranno i 33 milioni di turisti che ogni anno atterrano nello scalo romano, perché il rivoluzionario camposanto sorge a poco meno di cento metri dalla recinzione dell’aeroporto. Il primo lotto per le sepolture verrà inaugurato il 2 novembre prossimo. Nonostante le proteste dell’Enac, l’ente nazionale per l’aviazione civile. A Santa Ninfa, l’area dove si trova il cimitero, l’edificazione è vietata dalla legge a causa del rumore prodotto dai jet. Ma, visto che al caro estinto il rombo degli aerei non può dar fastidio e la composizione geofisica del terreno è adatta ad accogliere salme, il progetto è andato avanti. Le obiezioni sollevate dall’Enac nel 2002

30 ottobre 2008

Il camposanto, in costruzione, a Santa Ninfa, avrà un’area riservata ai fedeli dell’Islam. Enac ed Enav hanno sollevato obiezioni riguardo la sicurezza

Lapidi per i seguaci di Maometto

(ma rimaste inascoltate) hanno riguardato anche la sicurezza dei voli. L’ente ha più volte fatto riferimento all’allegato 14 Icao che delinea standard e raccomandazioni riguardo il capitolo luci per i nuovi insediamenti. In sostanza piloti in arrivo a Fiumicino la notte potrebbero confondere la luce dei lampioni in fila accanto alle tombe con l’illuminazione delle piste, atterrando così tra le lapidi. Pure gli uomini-radar dell’Enav hanno avanzato perplessità sul progetto a causa del pericolo altimetrico dell’opera. Poi è toccato all’ente gestore della Riserva statale del litorale romano, visto che il camposanto si trova in zona vincolata. Il sindaco Mario Canapini si è impuntato con il Ministero dell’Ambiente: «Il cimitero s’ha da fare. Il vecchio camposanto di Fiumicino ha esaurito i posti, ci sono 350 salme da tumulare ogni anno in un municipio con 63mila abitanti in piena espansione demografica». E le autorizzazioni sono arrivate. Resta il problema (per alcuni ma non per tutti) dei parenti dei mussul-

mani defunti in visita nel camposanto. «La realtà - fa sapere un funzionario dell’Enac che desidera restare anonimo - è il rischio per la sicurezza prodotto dalla presenza di fedeli dell’Islam in una zona dove i velivoli passano a 50-60 metri da terra e sono, quindi, vulnerabili ad eventuali attacchi». Negli Anni Ottanta a Focene, da-

A Ostia Antica i morti sono in “lista d’attesa”

Il cimitero di Ostia Antica verrà ampliato. La Soprintendenza archeologica ha dato parere positivo al progetto dell’Ama, che gestisce il camposanto, all’allargamento della struttura per la costruzione di 15mila nuovi loculi. Il parere della Sovrintendenza si è reso necessario per via della vicinanza della necropoli romana. Le tombe dei Cesari confinano con quelle dei defunti “moderni”. L’ampliamento previsto comunque non penalizzerà le vestigia storiche. Le nuove strutture permetteranno di accorciare la lista d’attesa: sono centinaia le salme dei residenti di Ostia, Acilia e Casal Balocco che, nell’attesa di essere tumulate nel camposanto in via di Castefusano, vengono seppellite “temporaneamente” nel cimitero Laurentino, a Roma.

vanti alla testata della pista 07/25 è stato trovato un gruppo di nordafricani con un’auto piena di armi. E a Ostia, la polizia ha arrestato poco dopo altri nordafricani che nascondevano un bazooka in un anonimo appartamento in via Federico Paolini. I precedenti, quindi, non mancano. Per questo Enac ed Enav, per quanto di competenza, hanno espresso parere contrario alla costruzione del camposanto multietnico. E c’è chi a Fiumicino non nasconde che gli attriti a livello internazionale tra i discendenti di Abramo e i seguaci di Maometto potrebbero ripercuotersi anche nel nuovo cimitero. Senza contare i recenti motivi di scontro religioso, nati dopo l’attentato alle Torri Gemelle dell’11 settembre 2001, tra i sostenitori del Profeta e quelli di Gesù. L’approvazione dell’opera è avvenuta appena un mese dopo la distruzione a New York del Worl Trade Center ad opera di Al Qaeda, nel pieno dell’allarme mondiale per

i rischi dovuti al terrorismo di matrice islamica. Il 30 ottobre 2001, con la deliberazione numero 49, il consiglio comunale di Fiumicino ha approvato la costruzione del cimitero, fortissimamente voluto dall’ex sindaco diessino Giancarlo Bozzetto. «Tutti i problemi sono stati superati», garantisce il Comune, sottoli-


Cronaca

30 ottobre 2008

L’infrastruttura potrà accogliere anche tombe ebraiche e un angolo ospiterà le salme dei non credenti. Oltre 20mila le sepolture

neando che “la stragrande maggioranza delle tombe verrà riservata ai cristiani e che nessun mussulmano ha finora chiesto di essere seppellito nel nuovo camposanto». E’ vero. Ma lo spazio riservato ai seguaci di Maometto c’è e prima o poi le salme arriveranno. «Non vedo che problemi ci siano in un’Italia è già di

Dove riposa il Popolo di Davide

fatto multiculturale e multireligiosa», sostiene Michela Califano, consigliere comunale e segretario del Partito democratico a Fiumicino. «Nella nostra città risiedono numerosi mussulmani, hanno quindi diritto ad usufruire dei servizi municipali, sepoltura compresa”. Ma c’è chi storce il naso soltanto ad immaginare fedeli dell’Islam nel cimitero con vista sull’aeroporto: «Tra tanta brava gente potrebbe esserci qualche testa calda». Intanto di fronte all’aeroporto sono in costruzione 10.440 loculi, 3.212 tombe di famiglia, 2.224 posti per inumazioni, un urnario con 3.248 posti e un ossario da 250 metri cubi. Oltre alla camera mortuaria, alle celle frigorifere, all’alloggio per il custode, uffici e magazzini. Undicimilacinquecento metri quadrati in tutto, con possibilità di ampliamento per altri 8.500 metri quadrati. Non mancherà neppure l’angolo per i non credenti. Potrà accogliere defunti per i prossimi 25 anni. Costo dell’opera: 13 milioni 450mila euro.

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Ortodossi in preghiera

A Nettuno arriva il montaferetri e verranno realizzati 60 loculi

La sistemazione e lo sviluppo futuro del cimitero, da anni al centro delle proteste dei parenti dei defunti, rappresenta e rappresenterà, una delle priorità dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco di Nettuno Alessio Chiavetta. A ridosso delle celebrazioni del 2 novembre, con il camposanto comunale ancora non in perfette condizioni a causa di problemi relativi all’ampliamento e alla manutenzione della struttura, tornano d’attualità i lavori di ristrutturazione ed adeguamento già programmati da tempo e al centro di un’interrogazione comunale presentata al primo cittadino dai consiglieri comunali Alessandro Mauro e da Giuseppe Bellucci. «Il cimitero - sostengono Mauro e Bellucci - versa in un totale stato d’abbandono, e sono rimasti solo 56 loculi liberi, troppo pochi per

11.500 mq E’ la superficie del camposanto a Santa Ninfa

far fronte alle esigenze di Nettuno». Immediata la risposta dell’assessore ai Servizi cimiteriali Flavio Biondi: «A breve saranno realizzati altri 60 loculi e con il nuovo “montaferetri” potremmo sfruttare anche il quinto e sesto

13,4 mil € E’ la spesa prevista per la nuova struttura

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piano del muro di cinta». La conferma dell’attenzione dell’amministrazione locale nei confronti del cimitero è arrivata poi anche dalla nuova dirigente dell’Area Ambiente e Sanità, Angela Santaniello. «Appena insediata - spiega - mi è stata fatta presente la situazione. Purtroppo ci sono stati dei problemi, ma siamo pronti ad intervenire perché si tratta di una delle priorità, mie e della nuova amministrazione. A breve contiamo di risolvere i problemi relativi al cimitero comunale». Buone notizie in vista quindi per quanti speravano che le cose potessero cambiare. Un intervento di adeguamento è già previsto, e non appena risolte le “grane” in atto con l’impresa incaricata dei lavori, saranno realizzati nuovi loculi accontentando le richieste pervenute dai residenti.

I cimiteri presenti sul litorale romano

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I “posti” da realizzare a Nettuno


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Cronaca

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Nei giardini di Ostia clandestini e ubriachi bivaccano tranquilli tra i rifiuti

Parchi pubblici vietati ai bambini Immondizia al posto delle giostre di Marco Ciapetti

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(marco.ciapetti@reporternews.eu)

el XIII municipio le aree pubbliche destinate ai più piccoli sembrano essere nascoste. Dalla sporcizia, dalle strane frequentazioni. E ancora, dai bivacchi diurni e notturni. E delle giostre riservate ai bambini rimangono spesse volte solo i resti, ricordo del divertimento che fu. Da un attento esame svolto nell’ultimo mese, infatti, risultano essere pochi i parchi attrezzati presenti in tutto il territorio che escono indenni dall’occhio indiscreto e vigile di Reporter. Tra i bocciati spicca senza dubbio il parco Simone Renoglio, in via delle Repubbliche Marinare. Nello spazio che dovrebbe essere destinato allo svago dei minori, si trovano a bivaccare sei uomini dell’est Europa. Sono le cinque

del pomeriggio e intorno alla panchina dove sono seduti sono poggiate a terra una decina di bottiglie di birra. Ridono ad alta voce, mentre uno di loro dorme

sdraiato su un'altra panchina e un altro fa pipì davanti agli occhi dei passanti. Di bambini, neanche l’ombra. I genitori passano alla larga da quello spiazzo tenendo

per mano i figli, mentre le giostre rimangono inutilizzate. Una situazione diversa, invece, è quella del parco presente all’incrocio tra via dei Romagnoli e via Francesco Donati, a Dragona. L’erba è alta ma nell’area verde non c’è traccia di sporcizia. Delle anziane signore prendono il fresco su una panchina mentre i nipotini improvvisano una partita di calcio. E i giochi? Distrutti. Delle altalene rimangono solamente le catene (arrugginite) mentre i sedili sono spariti chissà dove, i cavallucci sono totalmente ricoperti di scritte spray, così come lo scivolo. Ora inutilizzabile, e con qualche principio di ruggine. Tornando a Ostia andiamo a controllare la situazione del grande spazio verde di via Aristide Carabelli, dove è la sporcizia a imperversare. Buste, cartoni, piatti, vestiti. Tutto gettato in terra tra l’erba alta, anche intorno allo scivolo e all’altalena

(dal sedile consumato e inutilizzabile). Ci sarebbero anche due panchine, ma sono rovesciate sottosopra e ricoperte di scritte. E’ un pomeriggio di sole, ma nessuno gioca nel parco. Ed è in Piazza Fiamme Gialle che troviamo un altro esempio di scarsa pulizia: la pavimentazione del parco è ricoperta di sporcizia, mentre i cestini sono colmi di immondizia. E danno l’impressione di non essere svuotati da tempo. Ciò che più desta preoccupazione sono le bottiglie di birra “seminate” qua e là dove quotidianamente i bambini giocano a calcio. Gli spazi verdi del XIII municipio, dunque, vengono bocciati all’esame di pulizia e decoro, risultando un ambiente degradato, sporco, addirittura pericoloso per i giochi di coloro che ai parchi dovrebbero donare quel tocco di innocenza e spensieratezza.


30 ottobre 2008

Manca un pronto soccorso, i Cobas: «Strutture nel degrado»

Fiumicino, voglia di sanità Il Comune: «Il nostro territorio necessita di un presidio»

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di Marco Ciapetti

(marco.ciapetti@reporternews.eu)

iumicino chiede un pronto soccorso. E lo fa a voce alta, urlando a gran voce il bisogno di strutture sanitarie di prima assistenza, che si vadano ad aggiungere a quelle ambulatoriali già esistenti sul territorio. Strutture che sono state oggetto da pochi mesi di un declassamento, come la trasformazione del punto di primo soccorso in nucleo di cure primarie, dove si effettuano solo codici bianchi. Trasformazione che non ha fatto altro che intasare sempre più il già sovraffollato pronto soccorso dell’ospedale Grassi di Ostia. E che ha fatto arrabbiare oltremisura utenti e operatori della sanità di Fiumicino. I motivi di questa retrocessione? Difficile conoscerli mediante le confessioni di medici o infermieri, troppo intimoriti da possibili ritorsioni aziendali, impossibili da sapere mediante la Asl Rmd. Ma i rumors di folla e qualche lamentela già nota indirizzano i sospetti verso un unico indizio: le strutture di Fiumicino necessitano di un adeguamento strutturale e di personale, per questo sono state “degradate”. E il commento del capolista Cobas Rmd Cesare Morra, che in esclusiva per Reporter ha commentato la vicenda, non fanno altro che confermare queste sensazioni: «In questi ultimi due decenni – ha affermato il noto sindacalista – abbiamo assistito a una continua espansione edilizia e commerciale di un ter-

ritorio importantissimo come è quello di Fiumicino. Questo sfrenato sviluppo, però, non è stato seguito da un adeguamento delle strutture sanitarie. Con le conseguenze con cui oggi ci troviamo a dover far fronte: servizi che sfiorano lo scadente, mancanza di personale, mancanza di strutture, con successivo declassamento delle stesse. Cosa ci si poteva aspettare – prosegue Morra - da una politica simile? E questa situazione non è colpa di questo o quello schieramento, in venti anni di attività sul territorio ho, e abbiamo tutti, assistito a un’alter-

nanza di giunte tale, che i problemi della sanità di Fiumicino non hanno colore politico». Attualmente, però, qualcosa sembra si stia muovendo. Il presidente del consiglio comunale Mauro Gonnelli ha annunciato l’interesse del Comune a dotare nuovamente il comune di un pronto soccorso: «La nostra Amministrazione – ha dichiarato Gonnelli – è intenzionata a portare avanti questa battaglia con tutte le energie possibili perché non possiamo più tollerare che un territorio ampio come il nostro sia totalmente sprovvisto di presidi di primo soccorso». Gon-

nelli a cui ha fatto eco l’assessore ai servizi Socio Sanitari Vincenzo D’Intino, che ha dichiarato: «E’ bene chiarire che l’Amministrazione Comunale non ha nessun tipo di potere deliberativo in campo sanitario. L’unico ente delegato a farlo è la Asl Rm D che però in questo specifico settore continua a non rispondere alle nostre richieste. Abbiamo già deciso con il sindaco Mario Canapini di organizzare un’intera giornata di lavoro dedicata esclusivamente alle problematiche sanitarie del nostro Comune».

Cronaca

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Gli utenti

Per chi vive a Maccarese l’ospedale è lontano

E’ brutto a dirsi, ma prima o poi tocca a tutti. La salute si controlla, si tutela, si gestisce, ma quando qualcosa non va bisogna correre al pronto soccorso. Correre, esatto, perché per molti l’ospedale non è poi così vicino. Poniamo il caso che si viva a Maccarese, o a Focene. O ad Aranova, o a Passoscuro. Dove verrebbe istintivo recarsi? Probabilmente al Grassi, o forse al San Camillo? In entrambi i casi il viaggio sarebbe notevole, con la possibilità (o forse la certezza) di dover attendere un po’ prima di essere visitati. Senza contare che nel traffico della Roma Fiumicino o di via dell’aeroporto si potrebbero perdere minuti preziosi utili al salvataggio di una vita. Quanto potrebbe risultare utile allora un attrezzato posto di primo soccorso in una città in fortissima espansione come Fiumicino? A dire la loro sulle colonne di Reporter sono due cittadini, scelti tra due diverse fasce d’età. Massimiliano Fretti, 33 anni, dipendente aeroportuale: «Vivo a Fiumicino da quando sono nato e ho visto la città crescere anno dopo anno. Un ospedale qui? Sarebbe utilissimo, mi è capitato per due volte di dover correre al Grassi per delle urgenze ed è stato molto scomodo». Di diverso parere è la signora Gioia Lucherini, 69 anni, pensionata: «Sinceramente spero che non mi serva mai, ma in fondo di ospedali ce ne sono già tanti. E poi la sua nascita farebbe aumentare le tasse di un piccolo comune come il nostro». (M.C.)


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Cronaca

30 ottobre 2008

Il Comune installa 4 centraline per il monitoraggio del rumore prodotto dagli aerei in decollo e in atterraggio al Leonardo da Vinci

Il sistema di controllo dello scalo non riesce a scovare i trasgressori perché manca il software per individuare i velivoli

Il Grande Orecchio per multare i jet “fracassoni” a Fiumicino

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iumicino installa quattro centraline antirumore per controllare l’inquinamento acustico prodotto dall’aeroporto. Ma non potrà multare i jet “fracassoni” che inondano di decibel Isola Sacra, Fregene, Focene e Maccarese. Il compito di comminare sanzioni alle compagnie aeree che non rispettano le procedure antirumore (in vigore da dieci anni al Leonardo da Vinci) spetta, infatti, alla commissione centrale aeroportuale. “Che, però, non può agire perché manca il software che allinea l’aereo in atterraggio alle centraline di monitoraggio presenti nello scalo per poter individuare il velivolo”, spiega Massimiliano Graux, capogruppo del Pdl a Fiumicino. “In pratica, le nove centraline di rilevamento acustico dell’aeroporto rilevano puntualmente il rumore prodotto dai jet, inviano i dati ai computer, che però non hanno il programma informatico in grado di risalire ai singoli jet. Così si può vedere quanto rumore c’è ma non chi lo ha prodotto. Di conseguenza non si possono multare le compagnie aeree come accade invece in molti altri scali europei e

Se le curve isofoniche sono su Internet

come è previsto, in Italia, dalla legge 447/95”. “Per superare questo problema - prosegue Graux - abbiamo deciso di installare quattro centraline fuori l’aeroporto ma sotto le direttrici di decollo e atterraggio dei velivoli”. Ad ospitare le centraline fisse saranno le scuole elementari di Focene e Isola Sacra, il centro anziani a Fregene e Maccarese. A sorvegliare l’aeroporto ci saranno anche centraline mobili, installate su camper. Ogni 15 giorni i dati rilevati verranno trasmessi all’Arpa Lazio, che dovrà elabo-

rarli. “Il progetto - sottolinea il sindaco Mario Canapini - servirà anche a potenziare le misure a difesa dei centri abitati dall’inquinamento acustico”. Inquinamento aumentato da quando, lo scorso marzo, decine di voli Alitalia sono stati trasferiti dallo scalo milanese di Malpensa a Fiumicino. E al Leonardo da Vinci sono aumentati da 850 a 1.040 i voli giornalieri. “L’installazione delle centraline è però soltanto un buon inizio scrive Marianna Madia, deputato del partito democratico - Occorre

ora far funzionare la commissione aeroportuale, senza la quale i risultati del monitoraggio rischiano di rimanere lettera morta. Soltanto la commissione può indicare le misure da prendere per ridurre i rumori”. “L’obiettivo progetto - conclude Graux - è proprio quello di far funzionare a dovere tutti gli organismi preposi al controllo dell’inquinamento acustico prodotto dall’aeroporto e, se il rumore sarà eccessivo, ai residenti dovranno pur rrivare finanziamenti per insonorizzare le case”.

All’aeroporto “Guglielmo Marconi” di Bologna il software che permette di individuare i jet “fracassoni” c’è. E la direzione dello scalo ha scelto la trasparenza, tanto da spedire sul sito Internet dell’aeroporto piani antirumore, curve isofoniche e decibel registrati, giorno dopo giorno, in ogni singolo quartiere di Bologna. Online viene anche spiegato (per chi non fosse pratico di onde sonore) che cos’è il Sel (Sound Exposure Level), lo strumento di misura dell’evento acustico, le soglie di rumore, i decibel-limite fissati per legge e i relativi riferimenti normativi. Anche qui i dati sono rilevati dall’Arpa (della Regione Emilia Romagna) ma, invece che essere segreti e indecifrabili, sono resi pubblici. Anni luce di differenza con Fiumicino!


Cronaca

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I comitati cittadini tornano a chiedere la chiusura al traffico di via Villa di Plinio, l’arteria che “taglia” la pineta Il collegamento riaperto alle auto dal Campidoglio dopo il ricorso presentato dai vigili urbani

A Castelfusano l’isola che non c’è

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di Enzo Bianciardi

idateci via Villa di Plinio, almeno per un giorno a settimana”. Riparte la protesta dei residenti di Ostia per la mancata chiusura, nei festivi, della via che taglia in due la pineta di Castelfusano, trasformandola, la domenica, nell’isola pedonale più vasta di Roma e provincia. E’ quanto rivendica il neonato Comitato dell’Ambiente, al quale aderiscono associazioni e comitati civici di Ostia, che ha presentato formale richiesta di ripristino della chiusura della pineta di Castelfusano (dalle 8 alle 18). Al sit-in di protesta, organizzato la scorsa settimana lungo via Villa di Plinio hanno partecipato oltre 500 persone. “E’ una questione sentita da tutti - spiega Andrea Gasperini, coordinatore del Comitato - Il XIII Municipio, dopo che la scorsa estate è stata riaperta al traffico la strada, deve affrontare la situazione e individuare una soluzione partecipata. La pineta era l’isola pedonale più grande di Roma e uno sfogo per decine di appassio-

nati di jogging. La decisione del Municipio, in origine limitata ai tre mesi estivi, è rimasta operativa”. La riapertura al traffico della domenica dell’arteria è stata approvata dal consiglio comunale lo scorso 31 luglio. La decisione dell’assemblea aveva fatto seguito

alla risposta ad un quesito del Comandante del XIII Gruppo di Polizia municipale Marco Giovagnorio, da parte dell’Avvocatura comunale, che aveva definito illegittima la decisione assunta a suo tempo dal consiglio municipale circa la chiusura della strada. La

competenza, infatti, secondo l’Avvocatura sarebbe comunque spettata al consiglio comunale. A due mesi di distanza, però, replicano gli ambientalisti, la situazione è cambiata radicalmente e la richiesta dei cittadini di chiusura domenicale, sulla quale sarà chiamato ad esprimere un parere il consiglio municipale, ora potrebbe essere accolta. “Il XIII Municipio - sottolinea Gasperini - deve farsi interprete della volontà dei tanti fruitori della pineta per il ripristino della chiusura domenicale di via Villa di Plinio. Con la presenza dell’Esercito a Castelfusano, non c’è più bisogno di dislocare otto unità di polizia municipale a controllare gli accessi, inoltre, il raggiungimento di un effettivo decentramento decisionale del Municipio deve partire proprio da quelle tematiche specifiche del territorio, su cui, deve essere chiamato a decidere, in primo luogo il Consiglio di via Claudio”. Inoltre, il Comitato (che nei sit-in estivi ha già raccolto oltre duemila firme) chiede la messa in sicurezza dell’incrocio tra via Villa di Plinio e viale Mediterraneo, dando la massima attenzione all’attraversamento pedonale, utilizzando una segnaletica più chiara e visibile. La percorribilità della pista ciclabile è compromessa dalla sosta di auto lungo il ciglio della pineta. Il consigliere municipale dei Verdi Antonio Ricci ha annunciato la presentazione della richiesta di un consiglio straordinario per decidere la chiusura domenicale della strada che attraversa la pineta.

Via Mar Rosso La strada della discordia

Aprire, non aprire. Prolungare, non prolungare. Via Mar Rosso, una delle arterie più importanti del XIII Municipio, è da quasi due decenni sulla bocca di chi si batte per risolvere il problema del traffico in uscita dal quartiere. La strada, a forte afflusso di traffico, ospita due scuole (la Passeroni e la Mar dei Coralli), uno stadio (il Pasquale Giannattasio) e un ospedale (Giovan Battista Grassi) più numerose attività commerciali e abitazioni. Tutto porterebbe a pensare a un crocevia fondamentale in entrata e in uscita dal Municipio. E invece no! Via Mar Rosso termina nel vuoto, o meglio, in duecento metri di verde abbandonato al degrado. I cittadini di Ostia si sono divisi: da una parte i comitati di quartiere, capeggiati dal battagliero Saverio Di Lillo, i commercianti, i vigili urbani favorevoli all’apertura con conseguente collegamento a via dei Pescatori. Nell’altra fazione gli ambientalisti, decisi a tutelare la natura, messa in pericolo dal cemento. Il risultato? Nulla di fatto. Ma ecco lo scoop che ha svelato il degrado in cui versano i duecentometri di strada: baracche, prostituzionee abusivismo hanno distruttoil verde. Poi la dichiarazione del presidente del Municipio Giacomo Vizzani: “Sono disposto ad aprire la strada a patto che venga tutelato il verde e regolata la viabilità”. (M.C.)


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Cronaca

30 ottobre 2008

Il mercato in via Capo Passero trasferito per il transito dei mezzi di soccorso

Ostia, ambulanze contro ambulanti

Per facilitare il passaggio dei veicoli diretti all’ospedale Grassi le bancarelle saranno spostate in piazza Farinata degli Uberti, dove verrà costruito un plateatico attrezzato. Il trasloco è stato approvato dal Municipio

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ia libera al trasferimento del mercato di via Capo Passero, a Ostia. La commissione Attività produttive del XIII Municipio presieduta ha approvato il piano preliminare per il trasloco delle bancarelle che verrà eseguito non appena ultimato il nuovo plateatico in piazza Farinata degli Uberti. Si è raggiunta una soluzione agli interrogativi posti dai cittadini del quartiere che paventavano, in particolare, il possibile smantellamento dell’area verde di piazza Farinata degli Uberti. Il progetto, infatti, non prevede il taglio di nessun albero, quanto solo la potatura delle chiome e delle siepi. Il giardino prospiciente le mura di cinta della caserma “Italia”della Guardia di Finanza che danno sulla piazza, sarà, pertanto riqualificato e gli interventi permetteranno ai cittadini di poter usufruire finalmente dello spazio verde attualmente lasciato al de-

grado. “Non sarà tagliato nessun albero ha spiegato il presidente della commissione Attività produttive Stefano Salvemme - Gli alberi verranno potati e le chiome diradate per consentire la realizzazione del mercato, solo un paio di piante rischiano di essere rimosse e in quel caso, verranno piantate dal Municipio nuove alberature”. Ora il progetto preliminare dovrà divenire definitivo, è già allo studio dell’Ufficio Tecnico del Municipio. Il nuovo plateatico sarà realizzato interamente a spese del Comune di Roma. Costo dell’opera: 1 milione 700mila euro. Sarà lungo circa 200 metri e largo 40. Ospiterà 40 banchi (per ora ne apriranno però soltanto 37), l’accesso sarà chiuso con un cancello e sono previsti i servizi igienici sia per gli operatori che per gli utenti del mercato. “Lo spostamento del mercato - ha proseguito

Centro commerciale al porto Fiumicino

Via di Torre Clementina, a Fiumicino, diventerà “centro commerciale naturale”. La Giunta Canapini ha approvato la deliberazione per facilitare l’accesso ai finanziamenti regionali da parte degli esercenti del comune costiero.

Multe per gli “sporcaccioni” Isola Sacra

Il mercato rionale in piazza Paolo Borsellino, all’Isola Sacra, è sporco. “Gli ambulanti non tengono pulito l’area e così stiamo valutando se multare i trasgressori”, spiega la commissione Attività produttive del Comune di Fiumicino.

Discarica vicino al lungomare Focene

Una discarica abusiva è stata scoperta nei giorni scorsi dalla Pro Loco a Focene ed è stato chiesto al Comune di Fiumicino la bonifica dell’area. E’ stato inoltre chiesto all’assessorato all’Ambiente di intensificare i controlli.

Salvemme - si è reso necessario a causa del degrado in cui il plateatico si trova e al contempo, a due deliberazioni, la prima del consiglio comunale e successivamente della Prefettura di Roma, che dispongono di lasciare libere le direttrici che conducono ad un ospedale, come nel caso di via Capo Passero, lungo cui transitano le autoambulanze dirette al Grassi. Abbiamo risolto una situazione che si trascinava da più di dieci anni. Per l’avvio dei

lavori sarà solo questione di tempo, l’iter procedurale presso il Municipio per il nuovo plateatico è, comunque, concluso”. La situazione mercati nel XIII Municipio con il trasferimento del plateatico di via Capo Passero non è comunque esaurita. La commissione Attività produttive dovrà affrontare una serie di priorità, quali, il risanamento e rilancio del mercato di Casalbernocchi e la copertura di quello in via dell’Appagliatore, a Ostia Po-

nente. Da risolvere anche la questione degli ambulanti, in aumento su tutto il territorio. “Da due mesi abbiamo avviato il censimento dei banchi - ricorda Salvemme Stiamo elaborando un progetto per redistribuire i punti vendita sul territorio, non è possibile che il centro di Ostia si preso d’assalto dai venditori ambulanti e magari all’Infernetto e all’Axa non ci siano mercati”. (E. B.)

Negozi aperti la domenica anche ad Acilia, Infernetto e nei quartieri dell’hinterland

A Ostia negozi aperti la domenica. Il XIII Municipio ha approvato la risoluzione che prevede l’estensione dell’autorizzazione all’apertura nei giorni festivi a tutti i negozi, non solo a quelli che si trovavano in un’area turistica. “E’ una misura soprattutto di equità - spiega Stefano Salvemme, presidente della commissione Attività produttive - Innanzitutto, nel XIII Municipio, oltre al porto, l’apertura domenicale è regolarmente consentita in alcune aree turistiche, quali appunto Ostia e Casalpalocco. Inoltre, con l’inaugurazione del punto verde qualità all’Infernetto, dotato di centro commerciale, l’apertura consentita dei negozi nei festivi riguarda gran parte del territorio, per cui, con questa risoluzione, vogliamo dare a tutti l’opportunità di essere aperti, anche in quei quartieri dell’hinterland lontani da ogni meta turistica. Si tratta di un provvedimento facoltativo che vuole correggere una delibera che,

nell’attuale situazione, con l’apertura di centri commerciali a Fiumicino, all’Eur e a Pomezia, appare anacronistica e penalizzante per il commercio locale”. (E.B.)


30 ottobre 2008

Domenico Agostinelli ha creato a Dragona il Museo dell’Artigianato

Il collezionista di bottoni Nella raccolta anche le lettere di Garibaldi e Mazzini

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di Cinzia Pagliaroli

entare un racconto di quello che è possibile ammirare, all’interno del Museo dell’Artigianato Scomparso, a Dragona, risulta, un’impresa davvero ardua. Vista la mole del materiale raccolto da Domenico Agostinelli. Di questo tenace collezionista settantenne originario di Campli, un paesino vicino Teramo, delle sue variegate e preziose raccolte (sono più di 400) che provano a raccontare e conservare non solo la memoria della civiltà contadina e artigiana, ma la vita, il quotidiano e il superfluo dell’esistenza in generale dell’essere umano, si sono occupati in molti. La ricchezza racchiusa e “compressa” in quei duemila metri quadrati di sale che compongono il museo è sbalorditiva. E’ doveroso non solo citare gli esempi tra tessuti, ombrelli, bottoni (circa 500mila), ferri da stiro, cappelli, nonché i pezzi rari: lettere scritte da Giuseppe Mazzini e Giuseppe Garibaldi, quelle inviate dalla regina Maria Antonietta, un uovo di dinosauro, il libro più piccolo del mondo. Chi vuole avvicinarsi a mestieri e attività scomparse oppure in via di estinzione, può scoprire in questo museo strumenti e banchi da lavoro per calzolai, fabbri, sarti. L’ingegnoso Domenico, affinché questa sua raccolta non vada perduta, ha dato vita ad una Fondazione e spera ancora, dopo anni di promesse, di poter realizzare il suo sogno: vedersi riconosciuto il diritto di rientrare nella graduatoria di quegli enti ai quali spetta un finanziamento pubblico e

l’assegnazione di uno spazio più appropriato. Il suo operato meriterebbe una maggiore attenzione da parte di chi ha facoltà e mezzi per valorizzarlo. Tra le centinaia di collezionisti privati, sparsi nelle mille città d’Italia, lui è il più grande. La raccolta custodita a Dragona è davvero un patrimonio, non certo quantificabile in denaro, perché è “un documento di vita” e questa si sa non ha prezzo. Agostinelli è sicuramente un personaggio particolare e fuori dagli schemi: Sono un poeta analfabeta, chi è sensibile mi ama, mi apprezza per quel che sono e faccio”. “Sono l’uomo più felice del mondo, perchè

ho la fortuna di essere circondato da oggetti che amo, di cui mi prendo cura e con i quali ho un dialogo muto - spiega I libri raccontano, ma non sempre sono fedeli alla realtà, sono alterati, a volte per motivi politici, altre per motivi religiosi, per me la storia dell’uomo, quella vera intendo, la raccontano gli oggetti che hanno fatto parte del suo vissuto”. E l’instancabile Domenico ha ragione, perchè tutte queste cose non sono anticaglie da museo ma pezzi di un’epoca, anzi di varie epoche che se pur passate si possono percepire vive e pulsanti,

belle e da amare proprio perché più innocenti e incontaminate della nostra. “Io sono un uomo che appartiene al vecchio mondo - racconta Agostinelli - Provengo da una realtà contadina, profondamente semplice e povera: anch’io come tanti mi sono allontanato dal mio paese, per venire a Roma a cercar fortuna. La cosa che più mi rattrista, però, è constatare quanta gente, per integrarsi si è distaccata dalle proprie radici rinnegando le proprie origini e questo è l’errore più grande, perché il 90 per cento della popolazione italiana è d’estrazione rurale”. Bisogna dunque prendere esempio e far tesoro di quanto afferma Domenico, il collezionista proprio per non dimenticare che la terra, che si voglia o no, è l’essenza della nostra bella cultura Italiana e contadina. Di “moderno” il museo dell’artigianato scomparso ha il sito Internet: www.museoagostinelli.it.

Cronaca

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Incredibile ma vero

Nella bara con la foto dell’amata Cucinotta

Domenico Agostinelli è disposto a condividere tutto di sé con chi è interessato ad ascoltare e senza smettere di sorridere guarda al futuro con quella ironia che non è da tutti. “Ho tante cose ancora da fare e non rinuncio al mio sogno ma devo fare in fretta perché mi sfugge la vita e non voglio che mi si colga impreparato, ecco la mia cassa da morto”, la butta lì. “Sul coperchio della bara, della fibra ottica in modo da poter capire in base all’intensità della luce, se è notte oppure giorno - spiega - e poi una miriade di bottoni. L’unica invenzione che ha permesso all’uomo di spaziare con la fantasia, per forme, colori, materiali e ancora oggi non surclassati da altre invenzioni”. “Con me porterò le cose più care”, sottolinea. “Un mazzo di carte, un nastro gia filmato a testimonianza di ciò che è stato, una vecchia macchina da presa per riprendere ciò che sarà, un arnese da lavoro per onorare le mie origini, un vecchio cancellino per rimediare agli errori del passato, la foto di mia madre, quella dei miei figli e della mia donna ideale, Maria Grazia Cucinotta, perchè credo che dopo tanti anni vissuti con la propria moglie, senza nulla togliere alla mia signora, uno meriti di essere in compagnia di chi vuole, finalmente sereno e tranquillo! Perché “A morte ‘o ssaje ched’è?”, La morte sai cos’è?. “E’ ‘na livella”, dice parafrasando Totò. (C.P.)


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L’Inchiesta

30 ottobre 2008

Nessun futuro, scarsa assistenza e rischi continui. Spesso però non ci sono alternative per guadagnare qualche soldo da portare a casa

Lavoro nero Vittime oggi poveri domani Un cantiere edile

Immigrati al lavoro

di Cosimo Bove

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(cosimo.bove@reporternews.eu)

essun futuro, nessuna prospettiva previdenziale, assistenza sanitaria nella maggior parte dei casi inesistente. Benvenuti nell'inferno del lavoro nero. Decine di migliaia in Italia, tra cui una nutrita schiera sul litorale romano, i giovani e meno giovani che pur di portare a casa i soldi necessari a mantenere la propria famiglia, si vedono costretti ad accettare lavori molto lontani da quelli che sono gli standard imposti dalla legge. Tra le tipologie più a rischio, quella dei lavoratori in cantieri edili, camerieri in bar e ristoranti, e tanti giovani impiegati come stagionali negli stabilimenti balneari. Questo almeno quanto emerge da una serie di verifiche effettuate nell'ultimo anno dagli uomini della Guardia di Finanza, specialisti in questo genere di controlli.

Cos'è il lavoro nero Per definizione, tratta dal decreto Bersani, si intende per lavoro nero, «l'impiego di personale non risultante dalle scritture o da altra documentazione obbligatoria», anche se in senso più generale, o se vogliamo analizzarlo da un punto di vista sociologico, viene considerata lavoro nero quell'attività a scopo di lucro di tipo sia dipendente che indipendente realizzato in violazione della legge. Nello specifico, il lavoro nero può presentare orari di lavoro non conformi alla normativa, l'esercizio di attività che eludono il diritto fiscale, il diritto delle assicurazioni sociali, il diritto

della concorrenza e il diritto in materia di stranieri.

I controlli Dodici i controlli effettuati nel corso dell'ultimo anno dagli uomini della Compagnia della Guardia di Finanza di Nettuno, agli ordini del capitano Vincenzo Di Filippo. Con dei risultati sorprendenti, se consideriamo che, tra fughe e mezze verità di dipendenti e datori di lavoro, sono state 26 le persone identificate dalle Fiamme Gialle come lavoratori in nero, 12 delle quali solo all'interno di due dei tanti stabilimenti balneari presenti lungo la costa a sud della capitale. Il resto invece è stato equamente distribuito tra cantieri edili, ristoranti, bar, ed attività di vendita di generi alimentari. Appunto, le categorie più a rischio. «Il problema – spiegano dalla Guardia di Finanza – è che molto spesso i dipendenti colti in flagrante non sono collaborativi, perché soggetti alle pressioni dei loro datori di lavoro».

Le multe La sanzione amministrativa prevista per i datori di lavoro che assumono personale in nero, va dai 1500 ai 2000 euro, con una maggiorazione aggiuntiva di 150 euro per ogni giornata di lavoro irregolare. Le ultime disposizioni poi, prevedono anche la chiusura dell'attività, nel caso in cui il numero dei lavoratori in nero, raggiunga o superi il 10% del totale dei lavoratori impiegati.

I risvolti previdenziali Una situazione drammatica quella prevista a causa del dilagante fenomeno del lavoro nero.

Accettare un impiego a determinate condizioni oggi, per forza di cose equivale a rimanere con in mano un pugno di mosche una volta arrivati all'età pensionabile. Allora ci si ritroverà in una situazione in cui aumenterà il grado di povertà e con le pensioni sociali che andranno lentamente sparendo, perché nessuno riesce a versare i contributi. Un po' quanto accaduto di recente in Inghilterra, dove le pensioni sociali sono state cancellate dallo Stato perché erano finiti i fondi da destinare alla previdenza.

Strumenti in difesa del lavoratore Pochi, sulla carta, gli strumenti a disposizione delle migliaia di la-

voratori in nero presenti sul nostro territorio. Nessun contratto, nessuna previdenza, la quasi totale assenza di diritti: un mondo difficile da sfuggire per chi deve preoccuparsi solo di portare a casa i soldi necessari a mantenersi, e non vuole fare fronte comune con altri colleghi nella speranza di essere assunto regolarmente. Le regole da tenere bene a mente si contano sulle dita di una mano: segnare sempre le ore che si fanno, straordinari

compresi, fare copie di tutti i fogli degli orari, delle firme giornaliere, del piano delle ferie, segnare le somme che si ricevono come compenso, farsi accompagnare da un collega quando si discute con il datore di lavoro di stipendio, e prendere gli indirizzi degli altri colleghi, anche nel caso in cui se ne siano già andati. Una sorta di memorandum per evitare di ritrovarsi in mezzo ad una strada senza poter fare niente per evitarlo.


L’Inchiesta

30 ottobre 2008

Tra i settori più a rischio, oltre a quello edile, anche la ristorazione. A nulla sono serviti controlli e multe sempre più salate alle aziende

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Protestano i lavoratori

Operai in fabbrica

«Non c'è scelta: o si resta disoccupati o si accettano queste condizioni» di Mario Scagnetti (mario.scagnetti@reporternews.eu) «Lavoro in nero per due motivi: guadagno più soldi e soltanto così riesco a trovare un impiego». A parlare è Luca (il nome è di pura fantasia per ovvi motivi), un ragazzo di 23 anni che ha frequentato un istituto professionale e che dall'età di 14 anni non ha trovato un datore di lavoro che si preoccupasse di regolarizzare la sua posizione lavorativa. «In questo modo facendo il cameriere guadagno 80 euro a servizio, mentre se venissi messo in regola il mio stipendio scenderebbe a 55 – 60 euro. Inoltre ho un certa libertà nella scelta delle giornate in cui lavorare, anche se ovviamente posso perdere il mio posto da un momento all'altro. Fino a questo momento comunque, a parte un contratto part – time, nessuno dei miei datori di lavoro mi ha mai proposto qualcosa di diverso. In questo periodo faccio il cameriere a Roma e siamo in venti: dieci in regola e dieci in nero. A certi lavori, poi, ci si arriva per conoscenze, tramite amici o amici degli amici, e non essere in regola è una consuetudine. Non è che il mio datore mi abbia chiesto cosa preferissi: è così e basta». Come Luca ci sono moltissime altre persone, tutte in costante ansia per il loro futuro, perché senza che nessuno si preoccupi di pagare loro i contributi arrivare alla pensione sarà davvero dura. «Mi rendo perfettamente conto che

549

I miliardi di euro prodotti dal lavoro in nero nell’ultimo anno

così il mio futuro contributivo è davvero in pericolo, ma questo è l'unico modo per lavorare e poi non è assolutamente detto che anche se oggi fossi in regola avrei per certo la mia pensione un domani». Oltre a questo, però, ci sono anche altri tipi di problemi, quali un possibile controllo e il fatto di non poter contare né sui giorni di malattia né su quelli di ferie: «Se non posso andare a lavoro non vado e perdo i soldi». Per quanto riguarda i controlli contro il lavoro in nero, invece, chi offre un impiego ha messo a punto degli stratagemmi quasi perfetti, con i quali spesso si riesce a farla

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Le posizioni irregolari riscontrate negli ultimi mesi ad Anzio e Nettuno

franca. A spiegare come funzione è ancora Luca: «Se arriva un controllo devo dire che è il mio primo giorno di lavoro in questo ristorante e che sono in prova, oppure faccio finta di essere un cliente come gli altri oppure, ancora sono costretto ad allontanarmi. È dura e non ho nessuna garanzia, ma almeno riesco a lavorare due – tre volte la settimana durante l'inverno e in media sei sere durante l'estate». A tutto però c'è un limite: «Una volta che avrò completato il percorso di studi universitari smetterò subito di lavorare in nero e cercherò un vero e proprio impiego».

2 milioni

I pensionati che alimentano l’economia parallela illegale

600mila Gli immigrati regolari che lavorano senza contratto


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Cronaca

30 ottobre 2008

«Tranquillità e tanti sistemi sviluppati la nostra ricetta vincente»

La ricevitoria più fortunata del litorale si trova in via Roma

Ad Anzio in poco più di un anno un 14 al Totocalcio e un 5+1 al Superenalotto

Il bar più amato dalla dea bendata Al Mix Cafè si diventa milionari

C

alma, tranquillità, un ambiente familiare e nessun pettegolezzo sulle sorti delle scommesse altrui. Questa la ricetta vincente del Mix Cafè, dove la fortuna è di casa. Con due vincite milionarie in poco più di un anno all'interno del bar di Anzio deve aver preso un caffè anche Re Mida. E poco importa se alla fine il sei da 100 milioni di euro è arrivato da un ricevitoria di Catania il 23 ottobre; il locale neroniano di via Roma ha comunque confermato di essere ben visto dalla dea bendata nella caccia al jackpot record del Superenalotto. Il 18 ottobre qualcuno ha centrato un cinque più uno da 1.172.885 euro, oltre a un cinque e a cinque quattro: «Probabilmente chi ha vinto ha giocato un sistema da 10 – 15 euro, che ha sviluppato da solo oppure che ha scelto tra quelli che elaboriamo noi ogni volta che ci sono le estrazioni – racconta Antonio Marazza, che oggi gestisce il bar di famiglia, aperto nel 1946, insieme al fratello Massimiliano – noi non abbiamo assolutamente idea di chi sia il nuovo milionario, anche se le voci di città raccontano di un piccolo gruppo di

persone». Oltre a questa vincita, poi, il 21 maggio dello scorso anno un altro fortunato aveva centrato un 14 al Totocalcio e di colpo si era ritrovato con un milione di euro in più sul proprio conto corrente. Anche in quel

caso il nuovo milionario è riuscito a mantenere l'anonimato. Ma perché al Mix Cafè è così semplice vincere? Più di due milioni di euro ottenuti con le schedina giocathe nella ricevitoria di via Roma non possono assoluta-

mente essere un caso. «Noi sviluppiamo tanti sistema – continua il proprietario del Mix Cafè – e giochiamo regolarmente. Inoltre una ricevitoria ha bisogno di tranquillità, e non di troppe persone al suo interno che mettono in giro pettegolezzi sulle vincite degli altri. Qui si gioca con calma e serenità e forse è questa la nostra ricetta vincente. Il nostro bar, poi, si trova in una posizione di passaggio e ciò sicuramente non guasta». Prima del sei siciliano, comunque, il numero delle giocate è triplicato rispetto al passato, perché tutti sono stati attratti dai 100 milioni di euro in palio, ma neppure adesso la febbre del Superenalotto è destinata a scendere: «Dopo la vincita storica – conclude Antonio Marazza – penso che la gente non smetterà di giocare, anche perché si è ripartiti subito da 20 milioni di euro per il sei. A breve, però, dovrebbe arrivare il nuovo regolamento ufficiale della Sisa che vuole apportare delle modifiche per non far salire troppe le cifre in palio e per premiare anche le vincite minori, che potrebbero mettersi in tasca più soldi».


Totti in campo alla festa dell’Axa

Cronaca

30 ottobre 2008

Il capitano della Roma all’inaugurazione della stagione

E’ stata una festa nella festa per i ragazzi dell’Axa l’inaugurazione della scuola calcio alla Longarina, nei pressi di Ostia Antica. Francesco Totti, il capitano della Roma, ha fatto una sorpresa a tutti i presenti intervenendo di persona alla “Festa di apertura dell’Axa Calcio stagione 2008-2009”. Assieme al fratello Riccardo, Presidente dell’Axa Calcio, e alla madre, Fiorella Totti, ha fatto il giro di campo salutando gli oltre cinquecento bambini presenti, aspiranti calciatori. Per tutti una battuta d’incoraggiamento, poi, coinvolto da Gabriele, un ragazzo disabile, Totti ha indossato i panni del portiere cercando di parare il rigore calciato dal ragazzo che, natural-

Ad Ardea una squadra di sordomuti: la Deafspqr

Un calcio alle diversità

L

di Giovanni Salsano

(giovanni.salsano@reporternews.eu)

o sport che va oltre le barriere e gli impedimenti fisici. Gioca sul campo della Nuova Florida e ha la sede sociale ad Ardea l'Asd Deafspqr, una squadra di calcio a 5 in cui militano atleti sordomuti, iscritta per la stagione 2008/2009 per la prima volta al campionato provinciale di serie D e al campionato Juniores. La società, fondata ufficialmente lo scorso 18 febbraio dal presidente Rosario De Caro (che è anche il mister delle due squadre, calciatore e allenatore plurititolato) e dal vicepresidente Mirko Scaglione, è

Il tennis vive la sua favola Per la prima volta in A1 Anzio

Andrea Monaco, Alessandro Faconda, Alessandro e Francesco Piccari, il capitano Fabio Salustri e i due spagnoli Carlos Poch Gradin e David Merrero. Questi gli interpreti della favola tennistica che ha portato l'Anzio fino alla massima serie nazionale. In quattro anni la compagine del presidente Cicconetti è partita

mente, ha fatto gol. In seconda battuta è andato lui stesso a tirare il pallone dagli undici metri e gli allievi della scuola calcio sono divenuti portieri. (E.B.)

affiliata alla Fssi (Federazione Sport Sordi Italia), l’organismo nazionale sorto nel 1924 come Movimento Sportivo per volontà di alcune società e di sordi sportivi italiani, e costituito da tutti gli enti per lo sport silenzioso. Pur essendo alla prima stagione in campo la Deafspqr comincia a giocare come predilige il suo allenatore e, dopo due sconfitte nelle prime due giornate di campionato, contro Eur Tevere e Ivo Roma al terzo tentativo è arrivata anche la prima vittoria 5-4 sul ter-

reno di gioco del Divino Amore. Meno bene è andata alla Juniores che, dopo un avvio vincente, ha rimediato due sconfitte consecutive. Stupisce, chi forse rimane ancorato a preconcetti e barriere, l’assoluta facilità di comunicazione. In campo, e sugli spalti (dove sono numerosi i sostenitori), molto usata è la Lis (lingua italiana dei segni), ma quello che conta è il linguaggio universale del gioco del calcio. E la comunicazione, certo, non manca per questa bella realtà dello sport di Ardea, che vanta un sito internet sempre aggiornato, ricco di informazioni e consultabile all'indirizzo www.deafspqr.it.

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dalla serie C e ha raggiunto l'A1. E così nel circolo neroniano si sono visti e si vedranno i migliori tennisti d'Italia: Potito Storace, Marco Volandri e Davide Sanguinetti. Nelle prime due giornate sono arrivati un pareggio e una sconfitta. Prossimo turno il 2 novembre contro Geoville.


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Turismo

30 ottobre 2008

Il nuovo polo nautico avrà 1.445 posti barca, hotel, negozi e centro fitness

A Fiumicino il porto turistico per super ricchi e megayacht

F

1.445

di Alessandra Zavatta

iumicino punta sui super ricchi e costruisce il più grande porto turistico d’Italia per megayacht. Avrà 1.445 posti barca, la metà sarà riservata ai panfili ad alta tecnologia. Ma hi-tech saranno pure i cantieri navali, lo yacht club, il centro commerciale, l’albergo 5 stelle con 180 camere e fitness center e la zatterasolarium ancorata al molo. Nel porto turistico che verrà costruito tra il vecchio faro e il lungomare della Salute non mancheranno neppure la banca, la posta e la chiesa. E’ un polo nautico integrato quello che la IP Iniziative Portuali si prepara a realizzare dopo l’approvazione definitiva del progetto da parte della Regione Lazio. Potrà accogliere imbarcazioni da 15 a 60 metri di lunghezza, con particolare attenzione ai superyatch, ai cui verranno riservati 700 stalli nelle quattro dar-

I posti barca nel nuovo porto

700

I megayacht ormeggiati nelle 4 darsene

129.700

La cubatura degli edifici

104,9

La superficie in ettari del futuro polo nautico

180

Le camere dell’hotel extralusso sene. Il porto si svilupperà su un’area di 104,29 ettari. I moli (che avranno i nomi degli imperatori Augusto,

Claudio e Traiano) e le darsene occuperanno 77,40 ettari. Mentre le infrastrutture “a terra”, compresi ri-

storanti, bar, cinema e negozi, si svilupperanno per 129.700 metri cubi nell’area adiacente la “passeggiata” vista mare. Un parco di 76.578 metri quadrati circonderà il porto. Nella Torre di Controllo verranno ospitati gli uffici della guardia costieri, i carabinieri, la polizia, la guardia di finanza e i vigili del fuoco. “Il finanziamento sarà di 325 milioni di euro - spiega il presidente dell’Autorità portuale di Civitavecchia e Fiumicino, Fabio Ciani - I lavori partiranno a inizio 2009 e si concluderanno nell’arco di sei anni”. La realizzazione delle opere occuperà 650 addetti mentre per la gestione

delle infrastrutture serviranno altri 2.500 addetti. “Nel Lazio - sottolinea il presidente della Regione Piero Marrazzo - il 60 per cento delle imprese operanti nel comparto della nautica si trova nella provincia di Roma, in particolare nell’area del delta Tevere, una rete di piccole imprese per attività di supporto alla manutenzione e ai servizi. La realizzazione del porto turistico darà impulso alla crescita di queste imprese, all’occupazione e alle nuove professioni, rafforzando la vocazione e l’identità del sistema produttivo fiumicinese nel distretto nautico regionale”.


Arrivano i seguaci dello Zar

30 ottobre 2008

Guida Anzio ha chiuso un contratto in esclusiva nazionale con l'Enit di Mosca

Riviera di Roma è il nuovo brand. Il 13 novembre l'agenzia neroniana sarà l'unica a trattare con 50 operatori

G

uida Anzio sbarca in Russia. Alla conquista dei turisti dello Zar e con lo scopo di promuovere l'intera zona costiera che si trova a sud di Roma. L'associazione di promozione turistica neroniana – guidata da Antonio Marino, Francesco Serpa e Francesco Tontini – infatti ha chiuso un importante contratto durante la Travel Trade Italy, che si è svolta a Rimini venerdì 23 e sabato 24 ottobre. Una due giorni di contrattazioni chiusa al pubblico e riservata ai soli operatori, come agenzie di viaggi, tour operator e Regioni intese come agenzie turistiche, che ha visto primeggiare le idee “made in Anzio”. «Abbiamo firmato un contratto di esclusiva nazionale per l'Enit di Mosca – spiega Antonio Marino – e il 13 novembre saremo i soli a trattare con 50 operatori tra tour operator e agenzie di viaggi. Sarà un workshop esclusivo nel quale non sarà presente nessuna altra agenzia di promozione turistica. Noi presenteremo la nuova offerta re-

lativa al brand Riviera di Roma, di cui Anzio è la città capofila tra tutte le altre del litorale». Il progetto, comunque, coinvolge tutte le città del mare di Roma nella loro interezza, partendo dalle cantine vinicole – saranno presenti sia la Divina Provvidenza di Nettuno che Silvestri di Campoleone – e dagli hotel a cinque stelle della capitale, fino ad arrivare all'outlet di Castel Romano. In termine pratici l'accordo porterà un notevole aumento dell'incoming dalla Russia, da dove arriveranno turisti con una grande propensione alla spesa e questo servirà sicuramente per rilancerà il settore e tutta l'economia del litorale, portando nuova linfa vitale ai commercianti. «Grazie a una joint venture con Gioia Bus, azienda neroniana di trasporti, da aprile a settembre i visitatori avranno la possibilità di girare per le città della Riviera di Roma. Inoltre – conclude sempre lo stesso Antonio Marino di Guida Anzio – a maggio ci sarà un educational con gli operatori

dalla Russia, ne arriveranno 50 e faremo loro visitare il nostro territorio. Infine, un ringraziamento particolare va a tutte le strutture

ricettive che hanno deciso di partecipare a questo progetto e alla promozione del nuovo brand Riviera di Roma».

Turismo

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La strada dell'olio

Festivol a Trevi tra musica, arte ed enogastronomia

Prodotti agroalimentari, beni culturali e arte contemporanea. Musica e paesaggi. Olio e sedano nero. Tutto questo è Trevi. Tutto questo è il “Festivol, Trevi tra olio, musica, arte e papille”. La manifestazione è in programma l'1 e il 2 novembre, si trova alla sua seconda edizione ed è organizzata dal Comune in collaborazione con la Strada dell'Olio Dop Umbria. Lo scopo dell'iniziativa è far conoscere le peculiarità del territorio, espressioni di specifiche tradizioni: e così saranno numerose le degustazioni enogastronomiche e diversi i luoghi aperti al pubblico: su tutti la splendida Villa Fabbri dei Boemi, riaperta per l'occasione. Non mancherà neppure il trekking lungo un tratto del Sentiero degli Ulivi. In contemporanea, infine, ci sarà anche “Frantoi Aperti”, un itinerario oleoturistico tra frantoi, agriturismi, musei e ristoranti, che non poteva non passare per Trevi.


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Turismo

30 ottobre 2008

La compagnia irlandese ha chiesto all’Enac gli “slot” che Alitalia si prepara a lasciare liberi

Numero Uno Italia

E’ il secondo mercato di Ryanair per volume di affari

Le rotte

Sono 203 quelle in Italia

15 milioni

I passeggeri in Italia

2,2 miliardi €

La spesa annua passeggeri Ryanair in Italia

Ciampino

4 milioni volano Ryanair

Roma

R

yanair atterra a Fiumicino. La compagnia low cost irlandese potrebbe rilevare presto alcune rotte lasciate libere da Alitalia e fare scalo al Leonardo da Vinci. “Stiamo discutendo in questi giorni con Aeroporti di Roma la possibilità di operare a Fiumicino - spiega l’amministratore delegato di Ryanair, Michael O’Leary - Abbiamo inoltrato richiesta ad Assoclearance e all’Enac per avere gli slot che Alitalia dismetterà negli scali di Roma e Milano. Crediamo che il piano di ristrutturazione della compagnia di bandiera italiana non potrà prescindere dal taglio di alcune rotte. Rotte che noi siamo pronti ad esercitare fin da subito. Abbiamo venti velivoli fermi per effetto della riduzione dei voli operata negli aeroporti di Dublino e Londra Stanstead, a causa dell’aumento delle tariffe di assistenza”. Ryanair ha lasciato a terra i jet perché “anche se avessero volato pieni

Ogni anno i turisti Ryanair spendono 410 milioni di euro in alberghi, ristoranti e shopping di passeggeri, avrebbero operato in perdita”, decollando però dai costosi scali di Irlanda e Gran Bretagna. In Italia sarebbe diverso. Ed ecco l’Irlandese Terribile in pole position per rilevare quote del mercato Alitalia. “Fiumicino è un aeroporto che, come tutti i grandi hub europei, ha tariffe molto alte sottolinea O’Leary - Per questo a Roma noi preferiamo atterrare a Ciampino, che più “economico”. Ma se le tariffe dovessero abbassarsi non è escluso che potremo in futuro fare scalo a Fiumicino. Ne stiamo parlando con Adr, la società di gestione degli scali romani. Perché nel nuovo aeroporto low cost che verrà costruito a Viterbo noi non andremo”.

Ryanair, che detiene da anni la leadership in Europa nel comparto low cost con 58 milioni di passeggeri trasportati ogni anno e 798 rotte operative, ha depennato dal proprio piano di sviluppo lo scalo “Tommaso Fabbri”, dove l’Enac, l’ente nazionale dell’aviazione civile, si prepara a trasferire fra quattro anni i voli a basso costi diretti a Roma. Ciampino verrà chiuso ai voli di

linea a causa dell’eccessivo impatto acustico sui centri urbani confinanti. Resteranno al Giovan Battista Pastine i voli militari, quelli della protezione civile e dei vigili del fuoco. Gli aerotaxi e i jet privati verranno trasferiti all’aeroporto dell’Urbe. Per evitare l’esilio obbligato a Viterbo, alcune compagnie a basso costo, tra cui le tedesche Air Berlin e Germanwings, l’ungherese Wizzair e la danese Sterling, hanno già traslocato a Fiumicino. L’inglese EasyJet il 3 novembre prossimo inaugurerà proprio al Leonardo da Vinci il volo diretto per Malpensa e trasferirà da Ciampino a Fiumicino i collegamenti per Londra Gatwick, pur mantenendo per il momento le altre rotte al Giovan Battista Pastine.

Anche le nuove rotte per Bari e Palermo, il 5 dicembre prossimo, decolleranno da Fiumicino. Ryanair non può, quindi, restare a guardare. In ballo ci sono inoltre gli slot che Alitalia lascerà liberi per effetto del piano di ristrutturazione e dell’assorbimento della compagnia da parte della Cai. Piano che prevede, oltre alla riduzione del personale, il taglio di diverse rotte. C’è chi sostiene che l’Irlandese Terribile si stia preparando con questa manovra ad un futuro trasloco a Fiumicino per evitare di essere relegata a Viterbo. “Ma finché Ciampino resterà aperto, continuerà ad essere il nostro scalo preferito nel Lazio”, afferma l’amministratore delegato della compagnia low cost. Intanto dal 24 novembre Ryanair porterà da 4 a 5 i voli giornalieri da Ciampino per Bergamo, il 5 dicembre farà decollare la rotta per Trapani e il 30 marzo 2009 farà partire quella per Cagliari.


Turismo

30 ottobre 2008

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Svizzera Svizzera dasogno da sogno A Leukerbad terme tra le montagne

La cabinovia rotante di Engelberg-Titlis

Dormire nell’igloo

Tremila chilometri di piste da sci e 47 montagne da record attirano i romani

Vallese, il paradiso di ghiaccio

I

di Giovanni Scorpati

romani si preparano all’arrembaggio della neve del Vallese, la regione svizzera al confine tra Val d’Aosta, Piemonte e Francia. Ogni anno questo paradiso di ghiaccio è meta di oltre 200mila italiani e altrettanti vi soggiornano in case di proprietà condividendo la passione per gli sport invernali, la natura, il buon vino (è la principale regione viticola elvetica) e le terme. Cinquanta le stazioni sciistiche per più di 2.800 chilometri di piste del comprensorio più grande del mondo, a cui si può accedere con la carta prepagata Valais SkiCard, che permette inoltre l’accesso a tre centri wellness. Il Vallese con 121 stazioni è il regno degli sport invernali, in una cornice di 47 montagne da record, Cervino compreso, che raggiungono almeno i quattromila metri di altezza, è il luogo più ghiacciato d’Europa. Non solo perché qui si trova il ghiacciaio dell’Aletsch, il più grande delle Alpi, con i suoi 680 “fratelli” minori. Ma soprattutto perché i 52 miliardi di metri cubi di ghiaccio presenti nella regione rappresentano un terzo delle riserve di acqua gelata di tutto il territorio alpino. La maggior parte delle stazioni invernali sono situate a più di 1.500 metri d’altitudine.

Undici cittadine, a partire da SaasFee e Verbier, sono a misura di famiglia con pacchetti studiati. Peculiarità dei vallesi, infatti, è seguire i baby-sciatori e gli snowboarder che muovono i primi passi sulla neve, aggiungendo programmi di animazione, ristoranti per bambini, parchi giochi e asili nido. A Savognin per i giovanissimi appassionati di pattinaggio su ghiaccio si trova la pista più lunga d’Europa; mentre a

Engelberg-Titlis la cabinovia che ruota di 360 gradi permette una visione panoramica del paradiso di ghiaccio. I più avventurosi possono affittare la slitta trainata dai cani e dormire negli “igloo” eschimesi ma con vasche idromassaggio svizzere. La Settimana delle streghe, a gennaio, è l’evento che calamita duemila sciatori, snowboarder, e migliaia di bambini, tutti rigorosamente travestiti da strega, che si ri-

trovano nella vallata di Goms per un folle e spettacolare slalom di massa. A Verbier i migliori atleti europei di freeski si sfidano a duello sulla neve; mentre nella Ice climbing world cup si affrontano, lungo una parete alta trenta metri, gli arrampicatori sul ghiaccio. A Bellwald anche i paraplegici possono imparare a sciare seduti grazie all’utilizzo del dual-ski, una sorta di sci pilotato.


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Cultura

30 ottobre 2008

Lo showman, a teatro con “Ninà”, parla di Fiumicino e dei progetti per il futuro

C

di Angela Valenti

i sono persone naturalmente simpatiche. E ci sono quelle naturalmente antipatiche. E poi ci sono quelli come Fabrizio Frizzi che sono oltre: naturalmente simpatico e incredibilmente gentile. Il tutto unito a una bella presenza (1 metro e 90 centimentri d’altezza occhio e croce) e alla grande signorilità di modi. Fabrizio Frizzi, attore di teatro. E’ una novità? “Assolutamente no! Ho iniziato con il teatro nel 1979, ma l’esperienza è durata solo un anno, poi la tv mi ha rapito. Nel 1999 il ritorno all’Arena di Verona quando ho interpretato “La vedova allegra” in uno scenario

veramente molto emozionante. Poi nel 2000 ho interpretato una commedia e quella è stata la mia vera prima e unica tournèe. Pensi che ho girato l’Italia con circa 100 recite. L’anno scorso l’esordio con “Non ti conosco più” con Carlo e Edy (Carlo Alighiero, regista, ed Edy Angelillo, coprotagonista, ndr). E quest’anno, visto che ci siamo trovati così bene insieme, perché non replicare? E così sono giunto alla mia quinta commedia “Ninà”, che porto pure qui, a Fiumicino”. Un veterano, quindi… “Veramente anche in quest’occasione durante le prove mi sarei picchiato per aver intrapreso una nuova avventura, mi sentivo un incapace, mi dicevo di aver alzato troppo il tiro. Ma rischiare di per-

dere e affrontare un ruolo più complesso è stata una sfida stimolante che il calore del pubblico e il successo riscosso hanno ampiamente ripagato”. Ci parli della commedia e del personaggio che interpreta. “E’ una commedia molto bella piena di incroci, di parole, di cambiamenti di azione e il mio ruolo è assai intrigante. In apparenza si tratta del solito triangolo lui, lei e l’altro. Io sono l’altro, un uomo che apparentemente ha tutto: soldi, donne, potere, successo. Sono un colonnello della legione straniera, quindi un uomo anche di grande coraggio e di grande esperienza. Ma a un certo punto della vita quest’uomo si rende conto di vivere non di valori profondi e di avere im-

prontato l’esistenza su apparenza e superficialità. Quando entra in crisi compare il marito della sua amante e una serie di situazioni anche piuttosto divertenti lo costringeranno a prendere decisioni importanti. Un ruolo intrigante ma complesso: nei giorni precedenti al debutto ero veramente in tensione! Oltretutto ero raffreddato! Tutte esperienze che ti accrescono sono quelle fatte con la forza di volontà e una buona dose di “tigna”. Conduttore radiofonico, presentatore, attore di teatro e di fiction, ballerino con Milly Carlucci, doppiatore. Ma sulla sua carta d’identità alla voce Professione cosa c’è scritto? “Attore, ma avrei preferito di gran lunga artigiano dello spettacolo che

mi sembra una dicitura più corrispondente a verità. E da grande cosa vorrebbe fare? “Non mi dispiacerebbe proseguire a fare l’attore mettendo a frutto un po’ tutti i miei percorsi artistici e unendo l’esperienza televisiva al percorso teatrale. Penso a una sorta di one man show, di incontro ideale tra teatro e televisione”. Lei è un artista che ha attraversato più di una generazione: dalla tv dei ragazzi al recentissimo “La botola” in onda su RaiUno. “In effetti la mia è un’esperienza incredibile. Vede, quando si ha successo spesso si fa l’errore di dare tutto per scontato, ma il successo non è sempre lì. Ti volti e capisci che i più giovani, ai tempi dei tuoi grandi ascolti, come ad esempio quelli della trasmissione “Scommettiamo che”, magari non erano neppure nati. Occorre riacchiappare il successo e in questo sono stato abbastanza fortunato”. E il pubblico come è cambiato in questi anni? “Il pubblico è sempre stato pensato come un soggetto passivo incapace di scegliere. Ma non è mai stato così. Certo prima era più paziente, ora è più smaliziato, ha mille possibilità di scelta. Oggi quando fai il 20 per cento di share vuol dire che una persona su cinque ha scelto tra i canali “in chiaro”, poi ci sono quelli satellitari, il noleggio di dvd e i canali a pagamento. E’ una scelta voluta, quindi, con un peso specifico non indifferente”. L’esordio in teatro a Fiumicino. Mi dicono che lei, che è romano, ci viene spesso… “Fiumicino mi piace da morire e quando non ci vengo è solo a causa del lavoro. C’è una luce speciale, ed è uno dei pochi posti dove vedo il cielo più grande anche se non so cosa questo significhi. Ho vissuto emozioni belle a Fiumicino, ci ho preso la patente nautica. E poi da qui si parte per le vacanze!”


30 ottobre 2008

Apollonia Picariello e la grande rassegna d’autore “Cinema per noi”

Pedro Almodovar a Maccarese Sbarcherà al cineclub con “Volver”. Poi toccherà a Loach

A

di Mafalda Bruno

Maccarese sbarcano Pedro Almodovar e Ken Loach. Il grande cinema, fino a maggio prossimo, sarà protagonista sugli schermi del CineClub della Casa del popolo. Dell’eclettico regista spagnolo si potrà ammirare nella rassegna “Cinema per noi” il celebre “Volver”, l’omaggio alle donne visto attraverso i modelli del cinema italiano Anni Cinquanta. Dell’inglese Loach verrà proiettato”In questo mondo libero”, ritratto spietato del lavoro nero. E ancora: Francesca Comencini con “Mobbing”, Jacques Perrin con “Il popolo migratore”, Enza Neuroni con il controverso “Jack Frusciante è uscito dal gruppo”. E tanti altri film suddivisi in tre categorie: Donne, Giovani, Lavoro. E una retrospettiva dedicata a Carlo Lizzani con “Hotel Meina”, “La vita agra” e “Cronache di poveri amanti”. Della rassegna, organizzata dalle associazioni culturali L’Albero, L’insieme Harmonico, la Biblioteca Gino Pallotta, 99 Fontanili e il Comitato Cittadino di Maccarese, ne parliamo con l’organizzatrice, Apollonia Picariello. Perché organizzare a Maccarese una rassegna cinematografica? “L’idea ci è venuta l’anno scorso: tutto è partito dal fatto che, tolto Parco Leonardo, non ci sono cinema sul litorale nord. E così è nato il cineclub, non un cineforum perché non ci sono dibattiti,

ma una realtà su misura per Maccarese. La Provincia ha appoggiato il progetto e con l’aiuto degli sponsor siamo riusciti a decollare”. E poi? “Abbiamo registrato un successo inatteso se si considerano i film proiettati che non sono certo di cassetta ma d’autore. Anche se ricordavamo bene l’impegno e la fatica che ci erano costati l’anno scorso, ci siamo reimbarcati in questa avventura, facendola precedere da un piccolo sondaggio tra i residenti sui temi che avrebbero voluto veder trattare, in modo da decidere quale tipo di film era opportuno program-

mare”. Perché film d’autore? “Siamo convinti che attraverso il cinema si possa arrivare a parlare di argomenti di interesse sociale e collettivo lasciando uno spunto di riflessione molto più concreto e ampio di quello che si può ottenere con i dibattiti. Il film è un mezzo più diretto per far riflettere. Quest’anno abbiamo aperto inoltre la sessione dedicata ai giovani. Per riuscire al meglio nel nostro intento, abbiamo preso contatti con le scuole, abbiamo incontrato e parlato con i presidi dei licei del litorale nord. Ci rendiamo conto che con i film in programma non offriamo argo-

menti leggeri e spensierati. Noi siamo convinti del fatto che, culturalmente parlando, i giovani fanno poco, passano il tempo sbattuti nei bar, a bere birra e questo succede anche perché Maccarese non offre loro molte alternative. Basti pensare che, tranne Parco Leonardo, non c’è una libreria da Fiumicino fino a Ladispoli perché il Comune non ha mai pensato di investire fondi per una libreria comunale, mentre Ladispoli, che è più piccolo come Comune, ne ha ben due. Eppure, fino a prova contraria, leggere può solo migliorare le persone e possono contribuire anche i film”.

Cultura

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Il canto gregoriano a Roma

A Roma il Concorso Internazionale di Musica Sacra. L’unico al mondo dedicato ai giovani cantanti di musica sacra, ideato, promosso e diretto dalla professoressa Daniela de Marco e indetto dall’Accademia Musicale Europea. L’arte e il talento di giovani leve della musica internazionale come chiavi di accesso alla pace, alla speranza e alla integrazione tra popoli. Il concorso intende valorizzare e diffondere la Musica Sacra e il canto gregoriano attraverso la scoperta di nuovi talenti da inserire nel circuito internazionale mediante una giuria formata da agenti e direttori artistici delle più importanti realtà europee. Il concorso mette a disposizione Borse di studio per un valore di diecimila euro, tra cui, novità di questa edizione, il Premio speciale Provincia di Roma, rivolto a tutti i cantanti, italiani e stranieri, che risiedono nella provincia della Capitale. I partecipanti si metteranno alla prova durante le eliminatorie e le semifinali, dal 5 al 7 novembre, che si terranno nella Chiesa Arciconfraternale Santa Caterina da Siena e saranno anno aperte al pubblico dalle 10 alle 18.30. La proclamazione dei vincitori avverrà durante il Concerto di Gala che si terrà l’8 novembre nella Basilica dei Santissimi Apostoli alla presenza del Comitato d’onore, formato da ambasciatori e consiglieri culturali, autorità ecclesiastiche, diplomatici, politici e giornalisti. La serataevento, ad ingresso gratuito, verrà trasmessa in mondovisione su Telepace. I vincitori dell’edizione 2008, inoltre, entreranno a far parte dell’ensemble lirico ‘I Virtuosi della Musica Sacra’.


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Economia

Si svuota il carrello della spesa

La crisi economica si riflette sugli acquisti dei consumatori, in calo costante Una ricerca Infoscan Census rivela la flessione nelle vendite dei generi alimentari. Ma c’è pure la corsa allo shopping per combattere l’aumento ai prezzi di Francesco Pastoressa

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(francesco.pastoressa@reporternews.eu)

a crisi economica ed il crollo delle borse si riflettono su quella che viene definita “economia reale”, ossia quella legata a doppio nodo alla vita di tutti i giorni dei consumatori del litorale romano. I dati Infoscan Census diffusi nei giorni scorsi non lasciano spazio a dubbi: l'Italia inizia a risentire della crisi mondiale. Il primo segno della flessione degli acquisti, parte dai supermercati, dove i consumatori arrivano alla cassa con sempre meno cibo nel carrello della spesa. La cinghia si stringe e gli acquisti ne risentono. Da maggio ad agosto di quest'anno, spiega la ricerca effettuata a campione su circa 7mila tra supermercati, ipermercati e grandi negozi, si è consolidata una flessione degli acquisti in volume presso la grande distribuzione organizzata, che non viene risollevata neanche dal dato lievemente positivo di agosto (+0,4%), arrivato dopo tre flessioni consecutive (-0,8%, 0,1%, -0,9%): i problemi stavolta non riguardano, come avviene da tempo,

solo i prodotti per la cura della casa e della persona, ma anche gli alimentari, in cui si concentra il 66% dei 48,6 miliardi di euro spesi dalle famiglie nel canale distributivo. «All'aumentare della profondità della crisi economica - spiega la ricerca il comportamento di acquisto è diventato sempre più drastico». Tanto che stavolta la flessione si è abbattuta su quello che normalmente è il settore maggiormente al sicuro da sbalzi, quello alimentare. «L'ultimo atto di questo cambiamento – conclude la ricerca - è la flessione dei volumi anche dell'alimentare, che è il comparto più importante ma anche quello storicamente meno elastico alla congiuntura economica». Difficile al momento preve-

dere se i carrelli della spesa torneranno a riempirsi. Certo è, che la recessione in corso, al momento invita alla prudenza. A pesare sui risultati della ricerca, e sulle spese sempre meno imponenti degli italiani, è la corsa ai prezzi. Lo conferma il fatto che, se il dato complessivo dei volumi venduti da maggio ad agosto è costantemente in calo, la spesa dei consumatori risulta invece in rialzo del 4,3%, tanto che molti dei supermercati presi in esame negli ultimi mesi ha intensificato le offerte e le promozioni sui prodotti alimentari. Offerte che però non hanno contribuito a scongiurare la crisi, dato che le vendite soggette a promozioni sono calate in pochi mesi dal 21,8% al 18,8% del totale. E le famiglie ita-

liane intanto, iniziano a tagliare un po' di tutto, dai beni non alimentari (in calo del 4,8%) a quelli alimentari (-1,6%), anche in considerazione del fatto che, secondo quanto riferito da Coldiretti, solo per l'acquisto di pane, pasta, e derivati da cereali nel 2008 gli italiani spenderanno 3,4 miliardi in più rispetto all'anno scorso, per un valore di circa 140 euro a famiglia. E il rischio è ancora più grande: molti hanno difficoltà economiche serie, tanto che Adusbef e Federconsumatori, esaminando dati raccolti nei tribunali, prevedono pignoramenti edesecuzioni in rialzo del 22,3% rispetto al 2007, con circa due milioni di famiglie quindi, a rischio insolvenza.

30 ottobre 2008

Via biscotti e merendine La colazione diventa piu povera: spariscono il caffé e il latte a lunga conservazione dalla tavola degli italiani

I tagli all'acquisto di generi alimentari, non risparmiano più neanche quelli che erano considerati i prodotti al di sopra di ogni pericolo di recessione. La spesa degli italiani è in calo netto ed i risultati sono evidenti: non più riduzioni nell'acquisto di prodotti per la cura della casa e della persona, ma anche e soprattutto rinunce agli alimentari. Tra i vari prodotti presi in considerazione dalla ricerca portata a termine da Infoscan Census, spiccano più di altri i cali dei prodotti derivati dalla lavorazione del grano. Così si assiste alla riduzione nell'acquisto di merendine (-4,3%), biscotti (-3,1%), e pasta di semola (-1,6%). Tra i prodotti ai quali si è deciso di rinunciare poi, non mancano il caffè macinato (1,7%) ed il latte a lunga conservazione (-0,8%). E non è escluso che, se la crisi dovesse continuare, altri generi di prima necessità possano rimanere fermi sugli scaffali dei supermercati. (F.P.)


Curiosità dal mondo

30 ottobre 2008

Al pub con una sterlina Inghilterra

Geniale trovata del proprietario di un pub inglese per combattere la crisi: pranzo ad una sola sterlina. Gli affari vanno ora a gonfie vele al Four Crosses Inn, nello Staffordhire. Il proprietario stava per chiudere, poi si è inventato questa trovata: clienti quintuplicati.

Nuova moda, il caffè muto San Pietroburgo

Cocktail, musica d'atmosfera, luci soffuse: il tutto nel silenzio più totale. L'ultima moda in fatto di locali notturni trai giovani russi, sono i caffè muti. Lo racconta il quotidiano Novie Izvestie, che spiega che per ordinare bisogna comunicare coi camerieri scrivendo.

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Presto i reggiseni col Gps

Brasile

Dopo macchine e cellulari, saranno in vendita in Brasile, anche il reggiseni dotati di Gps incorporato per controllare la propria donna 24 ore al giorno. Ideale per uomini gelosi, il completo ha un dispositivo che permette con un click di capire dove si trovi la propria amata.

La festa, che mescola sacro e profano, ha origine in Irlanda nelle lande dei pastori

Halloween, la porta sull'Aldilà

I Celti ringraziavano così gli Dei per l'abbondanza del raccolto estivo

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ra sacro e profano, tra tradizione e modernità. Il culto dei morti rivive ogni anno, oltre che nelle celebrazioni cattoliche del 2 novembre anche in quella che nel corso degli anni è diventata una delle feste più seguite dai giovani di tutto il mondo, sancendo una sorta di incontro temporaneo tra la vita e la morte, ed aprendo così una porta sull'aldilà. Se il business si è fatto ogni anno più importante, tra gadgets e feste improvvisate, la tradizione di Hallowwen ha origini ben più profonde e lontane nel tempo. La celebrazione di Halloween, festa pagana che ha spopolato negli Stati Uniti prima di conquistare gran parte del mondo e giungere in Italia, nasce infatti tra le verdi pianure irlandesi, per ricordare ai pastori la fine dell'estate e delle coltivazioni. In Irlanda la festa era meglio nota come Samhain, la festa del Sole, o di fine estate, che ad altro non serviva se non ad esorcizzare nella mente dei pastori l'arrivo dell'inverno. Tema principale della celebrazione, neanche a dirlo, la morte, in una sorta di comparazione con

quanto avviene in natura, dove la vita d'inverno sembra tacere, in realtà rinnovandosi sotto terra, dove tradizionalmente riposano i morti. I Celti infatti, credevano che il 31 ottobre Samhain chiamasse a sé tutti gli spiriti dei morti, permettendo così all'aldilà di fondersi temporaneamente con il mondo dei vivi. La notte del 31 ottobre i Celti tornavano nei loro villaggi facendosi luce con lanterne costituite da cipolle intagliate al cui interno erano poste le braci del Fuoco Sacro, e vestiti con maschere grottesche e con pelli di animali uccisi per spaventare gli spiriti. Tanto che in Irlanda si è poi diffusa l'usanza, in parte ripresa negli Stati Uniti, di accendere torce e fiaccole fuori dagli usci e di lasciare cibo e latte per le anime dei defunti che avrebbero reso visita ai propri familiari, affinché potessero rifocillarsi e decidessero di non fare scherzi ai viventi. Una tradizione che ha resistito al passare del tempo ed all'avvento del Cristianesimo, e che verso la metà del XIX secolo, con l'Irlanda investita da una terribile

carestia, si è spostata in America. Molti irlandesi allora, decisero infatti di abbandonare l'isola per

tentare la fortuna negli Stati Uniti, dove crearono una forte comunità che è riuscita a mante-

nere viva le tradizioni ed i costumi dell'Irlanda, come appunto, la festa di Halloween.


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Cucina

A cena nel covo del Pirata

Il ristorante sulla Darsena di Fiumicino punta su atmosfera e piatti raffinati

primi piatti inseriti nel menù, i ravioli in crema di salmone e le prelibate linguine allo scoglio, capaci di abbinare la freschezza dei prodotti del mare di Fiumicino all'innovazione gastronomica proposta dal locale. Senza per questo rinunciare, se si è amanti di piatti semplici ma sempre gustosi, agli spaghetti alle vongole ed al risotto agli scampi. Tra i secondi più amati, spiccano invece la grigliata mista, la frittura di paranza, la spigola all'acqua pazza ed il pesce spada arrosto, normalmente accompagnati da verdure grigliate o patate al forno. E per chi non fosse ancora sazio, i dolci: tiramisù, de-

Tra le specialità della casa, la Fantasia di mare, i ravioli in crema di salmone, e tante varietà di pesce appena pescato e cucinato con amore

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iatti tipici della cucina marinara in un ambiente confortevole ed elegante, in viale Traiano, a due passi dalla Darsena di Fiumicino. Il ristorante «Dal Pirata», specialista in pesce, da anni calamita l'attenzione degli appassionati del genere, mettendo a disposizione dei propri clienti un menù ricco di piatti della tradizione locale rifiniti dalla fantasia culinaria dello chef. Lo stile dell'arredamento, quasi esclusivamente in legno, sembra trasformare il locale nell'interno

30 ottobre 2008

degli antichi galeoni dei pirati, facendo vivere agli ospiti del ristorante, una serata a metà tra il sogno e la realtà, iniziando così un piccolo viaggio nel tempo alla scoperta dei tesori dei bucanieri. Se a questo aggiungiamo una cura maniacale nella realizzazione dei piatti con qualità e pesce sempre fresco con arrivi giornalieri, e le salette riservate per incontri romantici o tranquilli in compagnia di amici, ecco che il ristorante «Dal Pirata» si propone di diritto come luogo ideale per trascorrere

qualche ora nel più assoluto relax a due passi dal mare e dal centro di Fiumicino. Il tutto anche e soprattutto grazie alla cortesia ed alla professionalità del personale di sala, sempre pronto a consigliare i clienti sui piatti più freschi cucinati dallo chef. Tra le specialità inserite nel menù, oltre ad una carta dei vini ricca di etichette adatte ad ogni tipo di tasca, spiccano piatti tipici della cucina di mare: tra gli antipasti, vanno segnalati il soutè di cozze (abbondante al punto giusto), e le varie

specialità di mare appena pescate e servite in tavola con gusto e sapienza gastronomica nella cosiddetta Fantasia di mare. Impossibile dimenticare, tra i

lizie al limone, crema catalana, millefoglie, sorbetto al limone ed il Misto dolci del Pirata, con un mix delle tante specialità della casa.

Nettuno, 18/10/2008

Un borgo medievale da recuperare Borghi medievali, una presenza importante nella nostra nazione che ospita milioni di turisti da tutto il mondo. Sono piccole realtà, diffuse sul territorio, ciascuna delle quali ha indirizzato il suo sviluppo verso la caratterizzazione delle singole individualità e la valorizzazione delle proprie potenzialità. Tutto ciò si legge nelle pubblicazioni sul tema e nei dépliants di presentazione che ogni Pro Loco diffonde. Anche il borgo medievale di Nettuno è uno splendido esempio di borgo medievale marinaro fortificato, forse ancora poco conosciuto, ma con tante bellezze presentate ed elogiate non solo dal pieghevole distribuito dalla Pro Loco. Il turista che visita il borgo percepisce tutto ciò: le strette vie medievali, le mura, le torri di difesa, il camminamento per la ronda, le porte, i bei palaz-

zi d’epoca, la chiesa, gli accessi al mare, un suggestivo porto turistico di recente realizzazione, Un insieme, insomma, di grande potenzialità anche economica che fa rimanere a bocca aperta. Tuttavia, con più attenzione, si nota un certo degrado e quasi un’atmosfera di rassegnato abbandono: indecorose scritte sui muri, tracce di vandalismo anche sugli edifici di recente ristrutturazione (pluviali, fioriere e cestini dei rifiuti divelti o manomessi), asportazione di materiale edilizio d’epoca dai bastioni, piccoli buchi creati nelle mura che progressivamente si trasformano in sfiatatoi, prese d’aria e piccole finestrelle che stravolgono l’integrità delle mura stesse. Tutti indizi, questi, di sottovalutazione del valore dell’integrità del Borgo, del suo valore storico ed artistico e della sua potenzialità di struttura trainante per lo sviluppo turistico dell’intera area costiera nettunense. Le stesse attività artigianali, le gelaterie ed i piccoli esercizi commerciali, che negli anni scorsi hanno avuto un certo sviluppo, e che ben si adattano all’atmosfera del Borgo, hanno ultimamente risentito negativamente della apertura di nuovi

e sempre più numerosi locali di intrattenimento notturno che ne stanno stravolgendo la vita ed il carattere. Infatti, per la verità, il borgo di Nettuno, la notte, è un’altra realtà: si aprono porte rigorosamente chiuse durante tutto il giorno ed iniziano attività contrastanti con la vita ed i valori del luogo. Ad oggi si contano ben 14 (quattordici!) “Pub” o “Club” che tutto sono tranne che timide associazioni riservate a pochi soci. Locali che pullulano di giovani urlanti e sfrenati che si riversano in gran numero nelle anguste vie e riempiono il Borgo di musica ad

altissimo volume, di urla, di bottigliette ed in genere di avanzi di alimenti e bevande. Spesso si verificano episodi di vandalismo, microcriminalità, disturbo sistematico della quiete dei residenti, qualche volta risse, il tutto fino a tardissima notte e lasciano poi il borgo in condizioni miserevoli con scritte sui muri, distruzione dell’arredo urbano, grande sporcizia ed in generale degrado. La presenza di questo tipo di locali notturni disturba fortemente la quiete dei residenti, ma anche le attività più caratteristiche e positive del Borgo. Ristoranti, pizzerie, bar, gelaterie ed in genere le attività artigianali ne sono fortemente danneggiate. Peraltro il profitto economico dei locali notturni è limitato ai pochi che ne beneficiano direttamente (ma pagano le tasse?), l’indotto è quasi nullo, sono reali invece i danni alle attività commerciali, agli arredi urbani, all’immagine del Borgo, al rispetto delle leggi, alla quiete degli abitanti. C’è un dispendio di risorse pubbliche e private per ripulire e ripristinare l’ambiente, una forte scontentezza diffusa tra la gente ed una tolleranza forzata che dura da troppo tempo. L’immagine

della storia, dell’arte, della convivenza civile, della correttezza e della laboriosità di quanti si sono impegnati ad avviare attività artigianali, commerciali, di ristorazione, di restauro e di sviluppo in genere del Borgo (tutte queste qualità intrinseche nel luogo e nelle persone) sono avvilite e cancellate da una gestione non appropriata che lo sta portando, inevitabilmente, a farne un ritrovo notturno di bassa qualità, un vivaio di inciviltà se non di malaffare. Ma il borgo di Nettuno potrebbe ancora essere quell’ambiente descritto nei dépliants della Pro Loco! Un appello a tutti, quindi, autorità politiche in primis e subito dopo ai tutori dell’ordine, affinché ognuno porga occhio ed orecchio a quanto sta accadendo e a quanto invece, concentrando forze e risorse, si può e si deve realizzare. Un gruppo di cittadini, operatori artigianali, commerciali e della ristorazione del Borgo Medievale di Nettuno


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Quindicinale di attualità, cronaca, economia, turismo e cultura

Autorizzazione del Tribunale di Velletri n° 7/08 del 25 febbraio 2008

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