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www.gazzetta.it mercoledì 24 aprile 2013 1,20 €

REDAZIONE DI MILANO VIA SOLFERINO 28 TEL. 0262821 REDAZIONE DI ROMA PIAZZA VENEZIA 5 TEL. 06688281 POSTE ITALIANE SPED. IN A.P. D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004 ART. 1, C1, DCB MILANO

ITALIA

IL BAYERN ÜBER ALLES

anno 117 ­ Numero n Anno 96

IBRA

LA JUVE SI FA Barça distrutto Per i tedeschi IN finale a un passo 3 Thomas Müller festeggia con Gomez e Ribery

Champions: a Monaco finisce 4­0 Müller (due), Gomez e Robben di PAOLO CONDO’

«La verità è che contro questi abbiamo fatto un figurone». La battuta che Antonio Conte allunga a un giornalista italiano, scappando poco prima della fine, fotografa al meglio la fine del mondo andata in scena in questa tiepida serata bavarese. Non abbiamo assistito a una partita, per quanto sbilanciata. È stata un’esecuzione cercata, preparata e portata a termine dal Bayern. L’ARTICOLO ALLE PAGINE 6­7 UN COMMENTO DI DE CALO’ A PAGINA 19

CHAMPIONS 2 STASERA A DORTMUND

Mourinho all’assalto del Borussia furioso

DI GENE GNOCCHI

Scelto il protagonista del nuovo «Hannibal the Cannibal». Sarà Luis Suarez del Liverpool.

Nuova StramaInter Gomez avanti tutta Piace Lucas Biglia Per l’attacco si insiste su Sanchez Handanovic: offerta del Barcellona

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CARUSO, DALLA VITE A PAGINA 14­15

CASA ROSSONERA TORNA COL CATANIA

E’ pronto per Zlatan un contratto di ben quattro anni. Lo svedese disposto a ridursi l’ingaggio Vidal incedibile, può partire Marchisio?

3 Mario Balotelli, 22 anni. Attaccante REUTERS

Milan, riecco Balo Se lui resta fuori il gol è un problema Super Mario ha segnato otto reti nelle sette partite finora disputate DELLA VALLE, PASOTTO, VELLUZZI, PARPIGLIA A PAG. 10

l'Opinione

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COPPA ITALIA LA FINALE

TRE MOTIVI PER DIRE SÌ di SANDRO VERONESI

Ci risiamo, e adesso sembra qualcosa di più di un sogno o di un abbocco: l’espe­ rienza ci insegna che quando Mino Ra­ iola dichiara che c’è lo spazio per una trattativa, la trattativa è già in corso ed è destinata ad andare molto avanti. Dunque l’ipotesi di un ritorno di Ibrahi­ movic alla Juve è diventata concreta.

Zlatan Ibrahimovic, 31 anni. In Italia ha giocato con Juventus, Inter e Milan

DOPING IL MARCIATORE

MOTORI A CHARLOTTE

Che squalifica Rossi infinito per Schwazer: vola in Nascar 3 anni e mezzo «Fantastico»

CICLO IL GRANDE VELOCISTA

Petacchi stop «E’ una pausa Non ho stimoli»

9 771120 506000

ARTURI, PICCIONI PAG. 19­27

FALSAPERLA A PAGINA 23

Piano della Lega per far giocare Roma­Lazio la domenica sera IARIA A PAGINA 16

L’ARTICOLO A PAGINA 19

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3 Lucas Biglia, 27 anni. Argentino AFP

GRAZIANO, LAUDISA ALLE PAGINE 2­3

ARCHETTI, LICARI PAG. 8­9 3 Josè Mourinho, 50 anni

IL ROMPI PALLONE

*LE STAGIONI DI CONTRATTO OFFERTE DA MAROTTA

CASA NERAZZURRA TEMPO DI MERCATO

SCOGNAMIGLIO A PAGINA 25


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MERCOLEDÌ 24 APRILE 2013

PRIMO PIANO CARLO LAUDISA twitter@carlolaudisa MILANO

La strada per Ibra è ormai tracciata. Non arrivano a caso i messaggi di simpatia dello svedese alla Juventus. Né le aperture del suo agente, Mino Raiola. In gran segreto il club bianconero la sua offerta l’ha già presentata e prevede un contratto di quattro anni per Zlatan che adesso è legato al Psg sino al 2015. A conti fatti il gigante di Malmoe il 3 ottobre compirà 32 anni e l’impegno della società di corso Galileo Ferraris fa conto che lui prosegua sino a 35 primavere abbondanti. Lo sconto Un’apertura non da poco, un progetto ovviamente legato alla disponibilità dell’attaccante ad abbassare il suo stipendio da 12 milioni di euro annuali sino a un target medio da 7 milioni netti: più i bonus ovvio. In definitiva il centravanti nelle due prossime stagioni porterà a casa 24 milioni netti. Invece con la scaletta bianconera Ibra incasserebbe 28 milioni in 48 mesi.

Ibra-Juve c’è la strada Stipendio più basso ma Zlatan sino al 2017 E lui apre ai bianconeri Per quattro stagioni Marotta gli offre 7 milioni annui contro i 12 attuali. Lo svedese è pronto a bussare alla porta del Psg

Riflessioni I segnali dall’entou-

rage del giocatore sono positivi: in questi giorni ha dimostrato di gradire l’avance bianconera. L’impressione è che stia entrando nell’ordine di idee di un sacrificio economico immediato pur di dare la svolta tanto attesa alla sua carriera. A Parigi ci sono troppi cambi all’orizzonte e a Zlatan manca tanto il campionato italiano. Così come la moglie Helena riporterebbe volentieri la famiglia nel

Lo svedese vuole lasciare Parigi: alla fine del campionato tornerà alla carica Contatto con l’Udinese: i campioni d’Italia seminano per Muriel e Zielinski nostro Paese. Non a caso in queste settimane sta gestendo direttamente a Milano l’arredamento della lussuosa casa scelta nel cuore del Quadrilatero della moda. La trattativa Ma la vera partita

verrà giocata tra non molto con il Psg. La fattibilità dell’operazione è chiaramente legata alle condizioni economiche che la società dello sceicco Al Thani intenderà concedere.

L’estate scorsa spese 21 milioni per strappare Ibrahimovic al Milan. E la Juve non intende certo spendere tutti quei denari. Altrimenti non potrebbe concedersi il lusso di uno stipendio così oneroso. E ciò spiega anche l’atteggiamento attendista di Agnelli e Marotta. Uscire allo scoperto in maniera ufficiale significa consegnarsi a una richiesta sostanziosa. Semmai la Juve scenderà in campo nel momento in cui

Ibra e il Paris Saint Germain arrivassero ai ferri corti. Un’ipotesi da mettere nel conto a metà maggio, cioè a stagione finita. E quando a Zlatan viene il mal di pancia è davvero dura tenerlo a freno. Tempo al tempo, allora. Ma tutti gli indizi ci sono già, basta pazientare. Il feeling Non è casuale peraltro che il centravanti mandi messaggi trasversali anche ad Antonio Conte, impaziente di

dare muscoli e tasso tecnico al suo reparto avanzato. Né può essere sufficiente l’ingaggio di Fernando Llorente per garantire il tanto atteso salto di qualità. L’approccio Intanto ieri matti-

na i dirigenti bianconeri hanno avuto un contatto con quelli dell’Udinese. Sullo sfondo ci sono sempre le importanti comproprietà di Asamoah e Isla. In estate i patti erano stati

chiari: la Juve li riscatterà entrambi per una spesa complessiva di altri 18 milioni di euro . Ma è altrettanto vero che l’esterno cileno ha patito non poco i postumi dell’infortunio della stagione precedente. Così l’a.d. juventino Beppe Marotta prova ad avere delle facilitazioni su questo fronte. I rapporti tra i due club sono eccellenti: van-


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identiKit & CARRIERA

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identiKit & CARRIERA

v strategie IL NODO

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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L’intenzione è comunque salvaguardare i primattori bianconeri

cora affidabile ai massimi livelli. Di certo, non dei «pacchi» da rifilare al pollo di turno. E in questo senso, sul piatto ci sono Matri, Quagliarella, anche De Ceglie, Lichtsteiner (o Isla) e uno fra Vucinic e Giovinco, senza dimenticare i gioiellini in comproprietà o in prestito altrove, come Immobile, Boakye e Gabbiadini. Da qui potrebbe essere ricavato un tesoretto consistente, probabilmente sufficiente a evitare il «sacrificio eccellente». Altrimenti, Vidal o Marchisio?

Ma non sempre il mercato risponde come si vuole e con la velocità necessaria per buttarsi poi coi tempi giusti sui calibri grossi. E allora potrebbe risultare alla lunga più conveniente ascoltare subito le mega offerte che inevitabilmente pioverebbero su Torino al primo via libera per Vidal, ad esempio. Real Madrid, Barcellona, Bayern, le inglesi o il Paris Saint Germain non avrebbero certo problemi a firmare assegni da 30 milioni e oltre per questo magnifico interprete del centrocampo. Al momento, però, c’è il veto di Antonio Conte, che avrebbe invitato il club a mettere El Guerrero in fondo al mazzo delle «cessioni per necessità». E allora occhio a Claudio Marchisio, l’altro gioiello di caratura internazionale che piace moltissimo a Premier, Bundesliga e Liga. Nella scorsa stagione, infatti, Marotta respinse gli assalti da 30 milioni di euro di Real Madrid e Bayern Monaco. E da allora il ragazzo è ulteriormente cresciuto, raccogliendo i compli-

Conte blinda Vidal Ma senza tesoretto parte Marchisio? Il club bianconero intende fare cassa con Matri, De Ceglie, Quagliarella e Lichtsteiner. In mancanza di ricche entrate potrebbe allora essere sacrificato addirittura il Principino no esclusi, insomma, casi diplomatici. Nel frattempo, però, la Juve cerca d’acquisire dei vantaggi per altri due gioielli della società friulana: il più che promettente Muriel e l’emergente Zielinski. Sono discorsi in prospettiva. La riprova che i futuri campioni d’Italia si stanno muovendo su tutti i fronti per rinforzare la rosa in vista della prossima cavalcata. In Italia e in Champions. © RIPRODUZIONE RISERVATA

MIRKO GRAZIANO MILANO

Un grande mercato sì, ma solo dopo aver fatto cassa. Inutile illudere il popolo della Juve né mai l’hanno fatto, a dire il vero, sia Andrea Agnelli sia Beppe Marotta. Là davanti serve una piccola rivoluzione, questo è indubbio. Fernando Llorente è già arrivato, Conte ora aspetta almeno altri due grandi bom-

ber, uno dei quali da pescare nella categoria dei fuoriclasse. Ibra è lì che spinge, a seguire i vari Suarez, Sanchez, Muriel e Jovetic. Gioielleria pura però, e le casse bianconere non hanno ancora raggiunto i livelli delle grandi potenze internazionali. La Juve è solo all’inizio di un percorso che per esempio il Bayern Monaco ha intrapreso parecchi anni fa. Insomma, non ha senso sperare in un’operazione alla Götze senza prima

Per i giovani Immobile, Boakye e Gabbiadini c’è il rischio di andare sul mercato

passare all’incasso.

menti di colleghi di reparto del calibro di Gerrard e Lampard. Per il popolo bianconero il Principino è roba sacra, intoccabile. Lui, dal canto suo, non nasconde l’amore profondo che nutre per il club nel quale è cresciuto, ma allo stesso tempo ha rivelato «che in futuro non mi dispiacerebbe un’esperienza all’estero. Ci può stare, e fra i vari campionati, se potessi, sceglierei la Bundesliga».

Strategie Sono dunque giorni in cui soprattutto Marotta e il suo staff stanno studiando ogni prospettiva a livello di cessioni. L’intenzione è quella di salvaguardare i protagonisti principali di questa stagione, cercando invece di piazzare al meglio tutti quegli uomini ormai ai margini del progetto Conte. Gente comunque di ottimo valore, richiesta sul mercato, an-

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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PRIMO PIANO DOPO IL DOPING DEL 2004 IL ROMENO, ACQUISTATO DAI BIANCONERI DOPO IL LICENZIAMENTO IN INGHILTERRA, SI RIFIUTA DI PAGARE

Grana Mutu, il Chelsea insiste: vuole i soldi Abramovich cerca di recuperare una parte dei 17 milioni e coinvolge anche la Juventus DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

STEFANO BOLDRINI LONDRA

Una grana all’orizzonte della Juventus: la questione-Mutu. Il Chelsea ha infatti trascinato il club italiano di fronte al tribunale delle con-

troversie Fifa nel tentativo disperato di recuperare una parte dei 17,2 milioni di euro reclamati dai Blues in base a una sentenza del Tas, datata 31 luglio 2009. La Fifa si pronuncerà in questa settimana e i dirigenti della Juventus sono preoccupati perché la vicenda è delicata, una delle tante eredità delle precedenti gestioni. La pratica è curata dall’avvocato Michele Briamonte, ex componente del CdA bianconero, tornato agli onori delle cronache da indagato per riciclaggio nell’inchiesta Ior e perché il suo studio è stato perqui-

sito all’inizio di marzo nel corso delle indagini sul caso Mps. La storia Questa storia, che rischia di costare qualche milione di euro alla Juve, parte da lontano, esattamente da quando Adrian Mutu viene licenziato in tronco dal Chelsea il 29 ottobre 2004, dopo essere risultato positivo al test antidoping per assunzione di cocaina e squalificato per 7 mesi. Abramovich decide di trascinare in tribunale per danni l’attaccante romeno. Nel 2009 arriva la sentenza del Tas. Mutu, che nel 2005 è sta-

to prelevato dalla Juventus, con tanto di parcheggio nel Livorno – la Juve aveva raggiunto il tetto degli extracomunitari e in piena era-Moggi trovò nel club toscano dell’amico Spinelli una base di appoggio – e nel 2006 passa alla Fiorentina per 6 milioni di euro, rifiuta però di pagare. Il Chelsea non molla e alla fine trascina in tribunale la Juventus, con la motivazione che ha acquistato a costo zero l’attaccante romeno dopo il licenziamento da parte dei Blues. Mutu, 34 anni, gioca ora in Francia, nell’Ajaccio. A fine stagione

Adrian Mutu, 34 anni LAPRESSE

4 Altro finale a tutto gas

LA SERIE 2012... Ecco la serie positiva della Juventus nella scorsa stagione: 10 vittorie e un pari nelle ultime 11 giornate

28a giornata FiorentinaJuventus 0-5 29a giornata JuventusInter 2-0 30a giornata JuventusNapoli 3-0 31a giornata PalermoJuventus 0-2 32a giornata JuventusLazio 2-1 33a giornata CesenaJuventus 0-1 34a giornata JuventusRoma 4-0 35a giornata NovaraJuventus 0-4 36a giornata JuventusLecce 1-1 37a giornata CagliariJuventus 0-2 38a giornata JuventusAtalanta 3-1

Conte sempre più sprint L’anno scorso la Juve vinse 10 gare su 11 nella volata-scudetto Ora ha collezionato 6 vittorie di fila e ha staccato Napoli e Milan La preparazione Contro Cata-

DAL NOSTRO INVIATO

nia, Bologna, Pescara e Milan la Juve ha spezzato l’equilibrio nel secondo tempo. Segnale di una condizione atletica superiore agli avversari anche se i bianconeri hanno disputato la Supercoppa di inizio stagione, dieci incontri di Champions e quattro di Coppa Italia. Il lavoro del preparatore Paolo Bertelli e dei suoi collaboratori ha dato quindi ottimi risultati anche quest’anno.

G.B. OLIVERO VINOVO (Torino)

Si tratta probabilmente di una spiccata sensibilità alla semantica. Un anno fa a inizio primavera Antonio Conte ha letto sui giornali che iniziava lo sprint scudetto. E visto che è un perfezionista si è adeguato: la Juve vinse 10 partite su 11 e naturalmente anche il campionato. Nel marzo 2013 è ripartito lo sprint scudetto e i bianconeri hanno ripreso a volare. Le sei vittorie consecutive dal 10 marzo al 21 aprile hanno costretto Napoli e Milan a rassegnarsi. E l’accelerazione nel momento decisivo ha dimostrato tre qualità dei bianconeri: una rosa in cui tutti a turno sono protagonisti, una condizione atletica ottima, un’intelligente gestione delle partite. Tutti protagonisti La prima vittoria arriva nel recupero contro il Catania (1-0): la firma Giaccherini, eroe per un giorno ed esaltato da Conte come manifesto della Juve. A Bologna (2-0) tor-

Gazzetta.it Gazza

Tvf IBRA A QUOTA 27 RETI COME PAPIN NEL ’92: ORA INSEGUE BIANCHI

Nella rubrica GazzEiffel di Alessandro Grandesso si analizzano le cifre di Zlatan Ibrahimovic: 27 gol come Papin nel 1992. Ma Carlos Bianchi, che col Psg ne segnò 37 in una stagione, è ancora lontano

OGBONNA BENEFICO INCONTRA A TORINO LA «SUA» NIGERIA Il difensore granata Angelo Ogbonna visita la Casa famiglia di Sos Villaggi dei Bambini che ospita donne africane, vittime della tratta, e i loro bambini: guarda la giornata speciale del giocatore del Torino.

La gestione E poi è sempre de-

I giocatori della Juventus festeggiano la vittoria sul Milan ANSA

na al gol Marchisio che chiude la gara con un bellissimo tocco d’esterno. A San Siro con l’Inter (2-1) sono Quagliarella e Matri a confezionare il successo. Il 6 aprile la Juve batte il Pescara (2-1) nel Vucinic-day: peggiore in campo per un’ora, poi doppietta decisiva. La quin-

ta tappa è all’Olimpico con la Lazio (2-0) e il proscenio è tutto per Vidal: due gol e una grande prestazione. Arturo piega anche il Milan (1-0) su rigore procurato dalla corsa ostinata di Asamoah che crede al pasticcio tra Abate e Amelia.

terminante il lavoro tattico di Conte. Con il Catania la partita non si sbloccava ed è passato al 4-4-2. Con il Bologna, squadra molto in forma, ha fatto aumentare l’intensità progressivamente. Con Lazio e Milan ha virato sul 3-5-1-1 per non rinunciare all’ottimo Pogba e sfruttare la vena da suggeritore di Vucinic. E la squadra ha sempre saputo interpretare bene le richieste del tecnico. Così lo sprint è diventato una cronometro: unico avversario il tempo. Ossia la data della festa scudetto. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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E QUELLA DEL 2013

Questa la striscia di quest’anno: 6 vittorie nelle ultime 6 partite 28a giornata JuventusCatania 1-0 29a giornata BolognaJuventus 0-2 30a giornata InterJuventus 1-2 31a giornata JuventusPescara 2-1 32a giornata LazioJuventus 0-2 33a giornata JuventusMilan 1-0

dovrebbe ritirarsi. Il Chelsea Un portavoce del

Chelsea ha fatto sapere ieri che il club è determinato a recuperare almeno una parte dei 17,2 milioni di euro che Mutu rifiuta di pagare: «I nostri legali stanno cercando di ottenere giustizia e andremo fino in fondo». Il club londinese fa sul serio: ha chiesto il pignoramento di tre immobili acquistati da Mutu a Miami, dal valore di diversi milioni di euro. Tutto ciò non basta al Chelsea e questo spiega i timori della Juventus, costretta nuovamente a fare i conti con il suo passato e con personaggi troppo disinvolti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

VERSO IL DERBY

Arriva Cairo per caricare un Torino in crisi nera FRANCESCO BRAMARDO TORINO

Cinquecento tifosi sulle tribune ad applaudire e sostenere i giocatori, una bella iniezione di fiducia dopo l’ennesima beffa nei minuti finali, la sconfitta di Firenze per 4-3 dopo tre reti in rimonta. Bisogna lavorare sulla psicologia della squadra, sul morale quando la disparità di forze in campo è quella che è e il calendario non regala avversari abbordabili. Ieri pomeriggio alla ripresa della preparazione alla Sisport è arrivato anche il presidente Urbano Cairo, secondo blitz in sei giorni, segno tangibile del momento delicato della squadra. Paura per Cerci Il presidente ha

applaudito e incitato da bordo campo i giocatori impegnati nella partitella, con l’eccezione di Brighi, Bianchi e Menga (lavoro differenziato), e ha temuto il peggio quando nel corso della partitella Cerci è stramazzato a terra. Momenti di apprensione, poi Alessio si è rialzato e ha massaggiato la coscia: soltanto una botta. Non sarà il Torino dell’andata quello che si appresta a ricevere la Juve all’Olimpico. Tre sconfitte e un pareggio nelle ultime quattro gare, tredici gol subiti (nove messi a segno), peggio solo Pescara e Genoa nelle ultime cinque partite. Emergenza Squalificati Vives e

Darmian a Firenze, Giampiero Ventura si ritrova con la coperta corta, soprattutto a centrocampo. Matteo Brighi ieri pomeriggio si è sottoposto a una ecografia che ha evidenziato la guarigione, ma non tale da poter accelerare la preparazione in tempo per il derby. L’ex centrocampista della Roma è fermo da un mese per una lesione muscolare al bicipite femorale sinistro, dall’amichevole con la Cremonese, assenza che è pesata nell’economia del centrocampo con le squalifiche a turno di Vives e Basha, le alternative di Ventura e con Gazzi chiamato agli straordinari. Difficile opporre un centrocampo a tre per mancanza di alternative contro la Fiorentina e lo stesso centrocampo a 5 della Juve. Toccherà soffrire e stringere i denti, chiamati ancora una volta a un superlavoro in difesa giocatori come Santana, Cerci o gli stessi attaccanti. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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CHAMPIONS LEAGUE ANDATA SEMIFINALI le Pagelle

h BAYERN 8,5 LAHM BRILLA il migliore ALABA HA LE ALI Müller RIBERY SUPER La vendetta per il 4-0 di 3 anni fa, dedicata a Hoeness, esultante allo stadio nonostante il caos per l’evasione fiscale.

8,5 8 l’allenatore Heynckes Non è sfortunato, visti gli aiutini arbitrali. Ma il Bayern sarebbe passato ugualmente. Difesa, possesso, scambi di ruoli, riserve che sembrano titolari. Sarà Guardiola a chiedere consigli a lui.

Il solito splendido tuttofare: doppietta e assist. Con 7 reti è il capocannoniere del Bayern. L’1-0 è tipico del suo repertorio: apre e chiude l’azione. TIRI 5 PASSAGGI OK 14/19 RECUPERI 5 DRIBBLING OK 1/4

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7

6,5

7

7

Neuer

Lahm

Boateng

Dante

Alaba

7 Martinez

Quasi non ci può credere: primo tempo senza nemmeno una chiamata, scalda di più i piedi nei rinvii che le mani; ripresa uguale, con un solo spaventino in un’uscita.

È fra i più in condizione, si pappa Sanchez in diverse scene del primo tempo, aumenta la pressione a destra, fa sgorgare corner. E il Bayern passa. Resta più cauto in seguito, gestendo con esperienza il suo settore.

Deve guadagnarsi la fiducia che Heynckes gli concede. Tira spallate ai piccoletti del Barcellona che lo insidiano, soprattutto Sanchez. Si fa rispettare sempre. Uscire così puliti contro i catalani è da raccontare.

È un grattacielo quando sovrasta Dani Alves e serve (volontariamente?) il passaggio gol per il vantaggio di Müller. Prova l’anticipo per non sentirsi nudi davanti ai maestri di tecnica avversari, riesce a tenerli fuori dall’area.

È sempre stato a ottimo livello, ma dopo la rete alla Juve dicono abbia messo le ali e potrebbe ringraziare Conte in tribuna. Gli sfugge una volta Pedro, il resto è tanto atletismo e pochi errori.

In 15 incontri non aveva mai battuto il Barcellona. Manda in porta Robben di tacco, esce con successo da grovigli a centrocampo ma rimedia il «solito» cartellino giallo (è il quarto). Spalla ideale di Schweinsteiger.

PARATE 1 RINVII 9 USCITE 1

CONTRASTI OK 0/1 LANCI 0 PASSAGGI OK 22/26

CONTRASTI OK 1/1 LANCI 2 PASSAGGI OK 30/31

CONTRASTI OK 3/3 LANCI 6 PASSAGGI OK 34/38

CONTRASTI OK 0/1 LANCI 0 PASSAGGI OK 24/26

TIRI 1 PASSAGGI OK 18/19 RECUPERI 5

s.v.

7,5

7,5

7,5

6,5

6,5

s.v.

Schweinsteiger

Robben

Ribery

Gomez

Luiz Gustavo

Pizarro

Shaqiri

Duello con Xavi al fine di mostrare chi è il regista più pregiato: pure per lui pochi errori e anche pochi rischi. Se vede il traffico gioca palla indietro a Neuer, poi si abbassa a riprenderla. Conduce il Bayern al successo.

Sempre la solita finta, si dice di lui: ma quando non la replica fuggendo invece a destra, fa il 3-0, favorito dal blocco di Müller. Secondo euro-sigillo: ora arriva Götze e deve volare ancora di più se non vuole essere scaricato.

È quasi più difensore che attaccante perché Alves spinge, fa un paio di recuperi da brividi. Ma nella ripresa è lui a farsi sentire: manca di poco il tris. Mette a sedere Messi e apre per il 3-0, avvia la discesa del poker.

Gol numero 16 in stagione, era questa la sua missione, la compie in pieno (anche se in fuorigioco). Poi il sostituto di Mandzukic cerca di farsi apprezzare imitando (al minimo) le doti da combattimento del croato.

Dà il cambio a Gomez al minuto 26 della ripresa: si sistema a centrocampo, spingendo Schweinsteiger più avanti e Müller punta. Una mossa che sarebbe difensiva invece porta a altri due gol.

Entra per Müller quando il protagonista della serata chiude con il quarto gol.

Pochi secondi per Ribery, potrà dimostrare di esserci stato in una partita così sensazionale.

TIRI 0 PASSAGGI OK 32/36 RECUPERI 5

TIRI 3 PASSAGGI OK 18/20 RECUPERI 5 DRIBBLING OK 1/3

TIRI 1 PASSAGGI OK 21/25 RECUPERI 7 DRIBBLING OK 1/10

TIRI 1 SPONDE 1 DRIBBLING OK 0/1

TIRI 0 PASSAGGI OK 3/4 RECUPERI 0

TIRI 0 SPONDE 0 DRIBBLING OK 0/0

TIRI 0 PASSAGGI OK 2/2 RECUPERI 0

GLI ARBITRI KASSAI 5 Mai aiutato dagli assistenti. Un tiro di Lahm va sul braccio di Piqué: era da rigore. La rete del raddoppio è in fuorigioco, la terza è favorita da un blocco falloso di Müller. Kispal 5-Eros 5,5; Bognar 5-Fabian 5

25’ primo tempo Müller apre i conti di testa Thomas Müller buca la porta di Valdes: è il 25’ del primo tempo e il tedesco firma l’1-0 anticipando Piquè di testa IPP

4’ secondo tempo Gomez mette la firma sul raddoppio La ripresa si apre alla grande per il Bayern: raddoppio al 4’ con Mario Gomez, pescato da solo (ma in fuorigioco) AFP

28’ secondo tempo C’è Robben, tripletta tedesca Ancora Bayern, stavolta con Robben: la stella olandese realizza il 3-0 casalingo al 28’ con un perfetto diagonale AP

37’ secondo tempo Ancora Müller: Monaco in gloria L’apoteosi arriva al 37’ della ripresa: Müller, alla 200ª gara col Bayern, segna il 4-0, suo gol numero 70 coi bavaresi AP

Meraviglia Bayern

Sinfonia tedesca: Barça travolto 4-0 Doppio Müller, pure Gomez e Robben in gol: finale blindata. Conte: «Noi con questi un figurone» DAL NOSTRO INVIATO

PAOLO CONDÒ MONACO DI BAVIERA (Germania)

«La verità è che contro questi abbiamo fatto un figurone». La battuta che Antonio Conte allunga a un giornalista italiano, scappando poco prima della fine, fotografa al meglio la fine del mondo andata in scena in questa tiepida serata bavarese all’Allianz Arena. Non abbiamo assistito a una partita, per quanto sbilanciata. È stata un’esecuzione cercata, preparata e portata a termine dal Bayern con freddo cinismo e bollente agonismo, ed è vero che, per quanto dominata, la Juventus qui aveva fatto una figura assai migliore del Barcellona. Per quanto viziato da due reti irregolari, il 4-0 è un risultato esatto, e anche al di là dell’enorme vantaggio è

difficile pensare a come i catalani potranno reagire fra una settimana al Camp Nou: questa è (o più probabilmente è stata) una squadra straordinaria, ma la presenza/assenza di Leo Messi, chiaramente menomato, sembra toglierle forze e idee in misura esagerata. Vengono al pettine i nodi di una stagione nella quale la centralità del fenomeno argentino è stata così accentuata da chiudere ogni altra strada verso il portiere avversario: inoltre, la forza «politica» di Leo fa sì che Vilanova non abbia il coraggio di cambiarlo, lasciando la squadra in balia degli eventi. Bayern a caccia Con un Messi

che non è in grado di incidere, il Barcellona si dispone al possesso palla più prudente (e noioso) del suo repertorio, tenendo la boccia non per cercare

un varco nello schieramento tedesco, ma per fare passare il tempo senza danni. Il pallone transita molto più per Piqué per l’occasione pelato - che per Xavi, circostanza che descrive la zona di campo in cui operano preferibilmente i blaugrana. Il Bayern però, dopo aver atteso inizialmente i rivali disponendo due linee di muraglia mobili ed elastiche (non si vede una fessura), comincia ad andare a cercarli fin nella loro area di rigore. È un atteggiamento che pochi hanno tenuto in questi anni verso il Barcellona, ed è un chiaro presagio del cambio di stagione in arrivo. I tedeschi sentono l’odore del sangue, avanzano progressivamente il baricentro con Schweinsteiger che subissa Iniesta nel duello chiave, tengono un po’ di catena soltanto a Ribery perché Dani Al-

ves è l’unico catalano a trovare varchi di pura tecnica. Dall’altra parte Robben, molto più collaborativo del solito, dialoga che è un piacere con Thomas Müller, uno che dopo una stagione di pausa ha ripreso a correre verso la patente di fuoriclasse. Ed è il suo pendolo fra attacco e centrocampo a

clic L’ULTIMO 0-4 NEL 1997 CON LA DINAMO KIEV Un record negativo, uno 0-4 che il Barça non subiva dal 1997: nei gironi di Champions, la Dinamo Kiev passò in Spagna con tre gol di Shevchenko e Rebrov

scardinare la zona davanti alla difesa, perché Busquets abbocca e lo segue liberando spazi alle diagonali fuori-dentro degli esterni. Senza sbocco offensivo il Barça si rifugia in una lunga serie di angoli, la moneta del diavolo visto che l’assenza di Puyol lascia Piqué saltatore unico. I gol Arriva così il primo gol, con torre di Dante e irruzione di Müller, il secondo - Müller per Gomez, che però è in fuorigioco - mentre il terzo è un contropiede vertiginoso dopo una palla persa in attacco da Messi. Bravo Robben a infilare l’angolo, ma il blocco con il quale Müller impedisce il recupero di Jordi Alba non è regolare. In ogni caso, mentre il Bayern caccia il pallone con un pressing altissimo che Xavi non riesce a battere - e da lì crolla tut-

to a cascata - impressiona il fatto che Vilanova non tenti nulla, come se considerasse la disfatta inevitabile. Detto che oltre a Messi andrebbe tolto pure Alexis Sanchez, fuori livello in una gara del genere, in panchina c’è un giocatore come Cesc Fabregas, che potrebbe aiutare a tenere il pallone evitando così che la sconfitta diventi lezione. Niente, Tito assiste silenzioso in panchina al disastro immettendo tardivamente il solo David Villa, mentre Jupp Heynckes finisce con le sostituzioni la sua opera maestra e un uomo disteso su un divano a New York si complimenta un’altra volta con se stesso per la sapienza della sua scelta e a fine gara esce in terrazza, a respirare per una delle ultime volte l’aria di Central Park. © RIPRODUZIONE RISERVATA


MERCOLEDÌ 24 APRILE 2013

LA GAZZETTA DELLO SPORT

7

di PIERFRANCESCO ARCHETTI

h

BARCELLONA PIQUÉ A PICCO PEDRO ILLUDE SANCHEZ GIÙ

5,5

5,5

5

5

4,5

5

Il migliore Dani Alves

Valdes

Bartra

Piqué

Jordi Alba

Xavi

Busquets

Non che accatasti un cumulo di errori come i colleghi che gli stanno davanti, però in una serata disgraziata e con gli arbitri che vedono poco, lui non riesce quasi mai a soccorrere i suoi.

È soltanto alla sesta euronotte, si piazza accanto a Piqué. Ammonito al 38’ (travolge Müller), ha l’onore del primo tiro in porta dei suoi, ma al 69’. E poi gira alto la miglior chance: si capisce molto.

L’unico centrale titolare sopravvissuto in difesa. Va anche vicino al gol di testa in avvio, prima svetta su tanti angoli dei bavaresi ma è preso sul tempo quando Müller infila per la prima volta Valdes. E da lì va a picco.

Il primo problema è Robben, che compie sempre lo stesso gesto e lo gabba spesso. Ma il secondo non è minore: Lahm che arriva come una raffica assassina. E lo salta. Anche 13 palle perse e giallo da squalifica

Esibizione numero 130 in Europa, non dovrebbe impressionarsi. Va a disturbare Schweinsteiger fin nell’area lontana, però soccombe: il gran correre non si tramuta in raccolta di materie prime per ribaltare l’azione.

Dovrebbe essere l’uomo chiave che scala a destra su Ribery o si aggiunge alla difesa. Quando il Bayern però continua a cambiare fronte, lui boccheggia. E i rossi invadono tutti i settori difensivi del Barça.

PARATE 3 RINVII 8 USCITE 0

CONTRASTI OK 3/4 LANCI 2 PASSAGGI OK 55/57

CONTRASTI OK 3/4 LANCI 3 PASSAGGI OK 70/74

CONTRASTI OK 0/1 LANCI 0 PASSAGGI OK 48/56

TIRI 0 PASSAGGI OK 75/78 RECUPERI 3

TIRI 0 PASSAGGI OK 59/62 RECUPERI 2

5

5

4,5

4

s.v.

Iniesta

Pedro

Messi

Sanchez

Villa

17

3

Ha il numero più alto di passaggi positivi, governa il gioco sul centro sinistra finché la gara è in equilibrio. Quando invece i rossi passano, non si accende più. E perde nove contrasti, più di tutti.

Chiama al gol Messi, ma Dante ci mette il piedone. E’ l’unica illusione. Anche quando cambia corridoio dopo il 2-0 per creare l’imprevedibilità che prima mancava combina poco.

Si capisce perché non aveva più giocato dopo il Psg. Non sta bene e doveva riconoscerlo: gli manca la partenza bruciante, da centravanti, da trequartista e pure dal lato, nella ripresa. Unico blitz degno di lui dopo 69’: soltanto un angolo.

Preferito a Villa, sfarfalla senza intensità sul binario sinistro. Non preoccupa Lahm, che sfreccia a piacimento, e non trova il collegamento coi compagni. La prima ideuzza dopo un’ora, rimane anche l’unica.

Sostituisce Pedro quando la gente è ormai in festa e il Bayern raccoglie gli olè.

TIRI 0 PASSAGGI OK 81/84 RECUPERI 7

TIRI 0 SPONDE 3 DRIBBLING OK 1/1

TIRI 0 SPONDE 1 DRIBBLING OK 2/6

TIRI 0 SPONDE 3 DRIBBLING OK 1/3

TIRI 0 SPONDE 1 DRIBBLING OK 0/0

Per un tempo è il più bravo in avanti. La statura però lo penalizza: concede l’assist a Dante e Müller. Ma dovrebbero pensarci i corazzieri.

Non perdeva così dal 1997 contro la Dinamo Kiev. Una banda che non funziona in tutti i settori e soprattutto che non ha Messi.

CONTRASTI OK 3/8 LANCI 2 PASSAGGI OK 58/62

4 4 l’allenatore Vilanova Immobile sul prato a guardare il disastro. Un cambio tardivo nel finale, nemmeno il coraggio di togliere Messi e iniziare la rivoluzione. In difesa non ha grandi scelte, però il cedimento è ovunque.

BAYERN

BARCELLONA

4

0

(4-2-3-1)

(4-3-3)

1 Neuer; 21 Lahm, 17 J. Boateng, 4 Dante, 27 Alaba; 8 Javi Martinez, 31 Schweinsteiger; 10 Robben, 25 Müller (dal 28’ s.t. 14 Pizarro), 7 Ribery (dal 43’ s.t. Shaqiri); 33 Gomez (dal 26’ s.t. 20 Luiz Gustavo). PANCHINA Starke, Van Buyten, Rafinha, Tymoshchuk. ALLENATORE Heynckes. CAMBI DI SISTEMA nessuno. ESPULSI nessuno. AMMONITI Gomez e Javi Martinez per gioco scorretto.

1 Valdes; 2 Dani Alves, 15 Bartra, 3 Piqué, 18 Jordi Alba; 6 Xavi, 16 Busquets, 8 Iniesta; 17 Pedro (dal 38’ s.t. 7 Villa), 10 Messi, 9 Sanchez. PANCHINA Pinto, Montoya, Abidal, Thiago, Song, Fabregas. ALLENATORE Vilanova. CAMBI DI SISTEMA nessuno. ESPULSI nessuno. AMMONITI Bartra, Sanchez e Iniesta per gioco scorretto, Jordi Alba per comportamento non regolamentare.

4,5

le partite senza k.o Il Barcellona ha chiuso a Monaco una lunghissima striscia positiva contro i club tedeschi. È stato infatti battuto dopo 17 partite: i catalani non perdevano addirittura da 12 anni contro le squadre di Bundesliga

le sconfitte catalane Il bilancio Champions del Barcellona quest’anno è meno brillante del solito: in 11 partite, sono state 3 le sconfitte (tanti k.o. non arrivavano dal 2005). I numeri della Liga sono, invece, molto più positivi: 2 partite perse su 32

il duello FLOP ARGENTINO, DOMINIO BAVARESE

A Messi non basta esserci Alle magie ci pensa Müller Leo: «Mi sentivo bene. Al ritorno ci proveremo, altrimenti all’anno prossimo» Heynckes: «Imbattibili? Nessuno lo è ma stiamo facendo un calcio pazzesco»

MARCATORI Müller al 25’ p.t.; Gomez al 4’, Robben al 28’, Müller al 37’ s.t. ARBITRO Kassai (Ungheria). NOTE spettatori 68 mila. In fuorigioco 2-1. Angoli 11-4. Recuperi p.t. 0, s.t. 3’.

POSSESSO PALLA BAYERN 34,3%

PASSAGGI UTILI BARCELLONA 65,7%

TIRI IN PORTA

BARCELLONA 90,9%

TIRI FUORI

IIIIIIII BAYERN 8

BAYERN 81,9%

I III BARCELLONA 1

MOMENTI CHIAVE PRIMO TEMPO 1-0 2’ Robben si libera nel settore destro dell’area, ma il tiro finisce addosso a Valdes. 15’ Bel recupero di Lahm sulla trequarti, la sua conclusione sbatte su Piqué e finisce in angolo. GOL! 25’ Sugli sviluppi di un corner cross da destra di Robben, torre di Dante e colpo finale di Müller. 29’ Pedro cerca Messi con un cross basso che rientra, Dante lo tocca pericolosamente in corner.

BAYERN 3

GIULIO DI FEO

la Sfida II BARCELLONA 2

SECONDO TEMPO GOL! 4’ Colpo di testa di Müller su corner, Gomez sotto porta (e in fuorigioco) non perdona 10’ Robben innesca Ribery, diagonale a lato. 24’ Primo tiro in porta del Barça: Bartra centrale. GOL! 28’ Contropiede veloce e preciso, Ribery a Robben, Müller lo protegge con un discutibile blocco, l’olandese centra il diagonale. 31’ Occasione ancora per Bartra: girata altissima. GOL! 37’ Alaba penetra da sinistra, Müller al centro anticipa Jordi Alba.

SCHWEINSTEIGER 28 anni centrocampista BAYERN

XAVI 33 anni centrocampista BARCELLONA

MINUTI GIOCATI

93

93

TOCCHI

75

98

PASSAGGI POSITIVI

32

75

CONTRASTI VINTI

5

0

INTERCETTI BARICENTRO BASSO 49,9 metri

BARICENTRO MEDIO 53,1 metri

la Moviola DI ALEX FROSIO

Da annullare 2o e 3o gol: fuorigioco e blocco falloso Vittoria meritatissima del Bayern, anche nelle dimensioni, ma pesano parecchio le decisioni arbitrali, perché il secondo e terzo gol bavaresi sono irregolari. Il 2 0 sarebbe da annullare per fuorigioco: sulla sponda aerea di Muller, infatti, Gomez è con la gamba destra oltre la linea difensiva del Barcellona. Irregolare anche il 3 0, perché è nettissimo il blocco scorretto di Muller, che impedisce a Jordi Alba di proseguire l’inseguimento in area a Robben, poi autore del

gol. Per contro, nel primo tempo l’arbitro Kassai non punisce con il rigore (che ci stava) il colpo di mano di Piqué, che allarga volontariamente il braccio per intercettare il destro da lontano di Lahm. Meno volontaria invece la mano di Sanchez su colpo di testa ravvicinato di Dante. Tutto buono sul primo gol del Bayern: Dani Alves lamenta un fallo di Dante che gli salta sulla testa, ma non c’è nulla di irregolare. © RIPRODUZIONE RISERVATA

5

1

Pure l’altra volta, col Psg, le cose s’erano messe male. Poi era entrato l’eroe da copertina. E anche senza fare chissà cosa era bastata la sua presenza per far sentire tutti al sicuro. È sempre così, nei posti da film come la Barcellona blaugrana, sai sempre che prima o poi arrivano i nostri. Stavolta no, il contrario. Messi c’era, ma si è visto meno di quando l’altra volta era in panchina e tutte le telecamere lo inquadravano. Vero, non stava bene, ma le cifre sono impietose: la miseria di un tiro e 3 falli subiti, nessun cross, vinto un contrasto su 7. Ma al di là dei numeri, c’è pure la disarmante sensazione di non riuscire mai a scrollare l’encefalogramma piatto di un Barcellona che magari una serata dura se l’aspettava ma una mazzata così no, proprio no. E quando te le suonano e gli eroi non arrivano, non ti salva più nessuno. «Non giocavo da tanto ma mi sentivo bene dice -. Al ritorno ci proveremo, se non ci riesce penseremo all’anno prossimo». Bavaresi Ironia della sorte, una squadra che quando vince sono tutti lì a esaltarne la cantera è stata messa sotto dai canterani altrui. Thomas Müller, in primis, trequartista ma anche centravanti ma anche tutto quello che serve sul campo. Un cattolico, figlio di un ingegnere della Bmw, uno che da piccolo non giocava in strada perché c’erano troppe macchine, che a 4 anni già a scuola calcio e a 10 nel Bayern, uno che disse «Vorrei somigliare a Messi ma non ho le misure, preferisco Riquelme». Le misure sue magari ieri avrebbe voluto averle Leo: due gol, tanti recuperi, 52 tocchi mai fini a sé stessi. E

La grande delusione del Barcellona: Messi e, sullo sfondo, Xavi REUTERS

poi Schweinsteiger, altro prodotto delle giovanili Bayern, che già dopo 3’, mette le cose in chiaro: Xavi recupera, lui gli va in pressing alle spalle, il catalano si gira su se stesso scattando in avanti e l’altro lo tira giù secco. Come a dire: gioca, tienila, costruisci, possiedi pure il pallone ma oltre non vai. Il faro del Barcellona ha giocato, pure tanto, la percentuale dei passaggi positivi è sempre ben oltre il 90% come si conviene al miglior play della competizione, ma è cifra sterile: sempre per linee orizzontali, senza mai trovare i buchi altrui. Schweini invece condivideva con Javi Martinez la mediana, proprio dove il Barça tende a stritolarti: ha ridotto il collega sotto il minimo sindacale, ha raddoppiato efficacemente su Messi e impostato bene. Poi Heynckes l’ha avanzato sulla trequarti per far posto a Luiz Gustavo e lui ti ha chiuso la

partita rifinendo per Robben in maniera magistrale il contropiede del 3-0. «Puntiamo tutto sul gioco, ci aiutiamo tantissimo tra di noi», fa dopo la partita. «Restiamo calmi, c’è ancora il ritorno», dice Robben. Rummenigge invece alza il volume: «Mai vissuto una notte così». Heynckes riconosce: «Non siamo imbattibili, nessuno lo è. Ma stiamo giocando un calcio pazzesco e ci va bene tutto». Dall’altra parte, Roura dice che «non è la fine del Barça, è una brutta sconfitta ma al ritorno daremo tutto» e si difende sulla domanda più telefonata che si poteva aspettare: Messi? «Aveva fatto uno sforzo enorme per venire qui, stava bene e abbiamo deciso di schierarlo». Come col Psg, quando dell’eroe bastò l’ombra. Forse la verità la trova Piqué: «Erano migliori e più veloci di noi». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MERCOLEDÌ 24 APRILE 2013

CHAMPIONS ANDATA SEMIFINALI

Mou-ringhio

L’allenatore del Real, José Mourinho, 50 anni REUTERS

«Spero che il calcio renda giustizia al Real» Assalto al Borussia: «Terza semifinale in tre anni: la prima non voglio neppure ricordarla, nella seconda fuori ai rigori...» COSI’ IN CAMPO A DORTMUND ALLE ORE 20.45

DAL NOSTRO INVIATO

FABIO LICARI DORTMUND (Germania)

Borussia-Real Madrid minaccia gol: si comincia dall’1-1 della vigilia. Alla storiaccia di Götze, il cui trasferimento al Bayern diventato pubblico proprio ieri rischia di destabilizzare il club tedesco, risponde Josè Mourinho annunciando la formazione. A modo suo. Quando un cronista spagnolo gli chiede di Casillas, sembra che Mou voglia mangiarselo: «In porta c’è Lopez. Per caso vuole sapere gli altri?». All’inevitabile sì, la risposta: «Lopez, Ramos, Pepe...». Con Higuain per Benzema. «Di solito la formazione è chiusa a doppia mandata. Noi siamo tranquilli, io non vivo mai con ansietà le partite. Spero soltanto che il calcio renda giustizia al Real Madrid». «Giustizia Real» Ecco il punto. GDS

La Champions per chiudere un cerchio: personale e del club.

«Al Real non esiste il secondo posto e non bastano le semifinali. L’obiettivo è il successo». E ancora: «È la terza semifinale in tre anni. Il primo siamo stati eliminati in un modo che non voglio neanche ricordare (con il Barcellona, ndr). L’anno scorso ai rigori (dal Bayern, ndr). Abbiamo qualità e i miei meritano la Champions. In semifinale ci sono le più forti, al massimo potevano sperare Juve e Manchester Utd». Mou c’è abituato: due successi con due club diversi (Porto 2004, Inter 2010), sette semifinali. E per il Real c’è il sogno, che sta diventando incubo, della «Decima» che incombe dal 2002. Il Madrid, favorito, ha tutto da perdere, il Borussia no. Stima tra tecnici Sarà una gran-

de partita a scacchi. Jurgen Klopp, sorridente e originalissimo, aveva detto che «Mou è un grande». Ieri Mou ha replicato: «Klopp è un grandissimo tecnico. Onesto e sincero come la sua squadra. Non si preoccu-

QUI BORUSSIA

QUI REAL

È il momento di Sahin: ex al veleno

Di Maria fresco papà: è in dubbio

Nuri Sahin, 24 anni EPA

Angel Di Maria, 25 anni REUTERS

DORTMUND (f.li.) Mentre Mourinho rivela la formazione, Jurgen Klopp tiene segreta la sua squadra. Ma in realtà dovrebbe esserci soltanto un dubbio nel Borussia Dortmund: tra i centrali di centrocampo. Accanto all’inamovibile Gundogan gioca di solito uno tra Kehl e Bender, entrambi però non in condizioni perfette. Se Bender non ce la fa, potrebbe essere il momento di Sahin, rivelazione due anni fa al punto di trasferirsi proprio al Real Madrid, dove Mou voleva dargli la maglia di Xabi Alonso. Invece fu impiegato poco. Dopo una parentesi al Liverpool, Sahin è tornato a Dortmund. Hummels dovrebbe ritrovare il suo posto al centro della difesa accanto a Subotic. In attacco la temibile linea di trequartisti (Blaszczykowki, Götze, Reus) dietro Lewandowski. Klopp ha promesso qualche mossa a sorpresa per contrastare il possesso palla del Real Madrid: c’è già riuscito due volte in questa stagione. E Blaszczykowski avverte: «Non abbiamo mai perso in questa Champions League».

DORTMUND (f.li.) Fermato due volte dal Borussia nella fase a gruppi (2 1 a Dortmund, 2 2 a Madrid), Mourinho sta pensando a qualche contromossa tattica. Intanto non nasconde la formazione: l’unica novità è Higuain al centro dell’attacco al posto di Benzema. Poi c’è un dubbio obbligato: Di Maria. L’argentino lunedì è diventato papà e Mou gli ha concesso un permesso, visto che la moglie ha partorito in anticipo. Se sarà in condizione, Di Maria sarà in campo stasera. Altrimenti potrebbe esserci spazio per Kakà. Più difficile che l’eventuale sostituto sia Modric, infortunatosi contro il Betis: ieri a Dortmund il croato ha lavorato a parte. In difesa, squalificato Arbeloa, la fascia destra toccherà al rientrante Sergio Ramos, squalificato a Istanbul, mentre al centro confermata la coppia Pepe Varane. Anche Xabi Alonso, squalificato a Istanbul, è di nuovo in pista. Indisponibili gli infortunati Essien e Marcelo, Mourinho ha convocato anche il giovane brasiliano Casemiro.

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MERCOLEDÌ 24 APRILE 2013

Jurgen Klopp, 45 anni, tecnico del Borussia AFP

y Götze al Bayern

CESSIONI RECORD I trasferimenti dell’ultimo calciomercato più costosi di quello di Götze

S Hulk Dal Porto allo Zenit (55 milioni)

S Lucas Dal San Paolo al Psg (43 milioni)

Il tecnico: «Al Real il secondo posto non esiste. Casillas? Siamo persone civili» pa di noi, ma del Borussia: perché pensa soltanto ad attaccare». Klopp ha aggiunto: «Non dite che il Real pensa al contropiede. Ha tante versioni di gioco, con il City ha fatto il 68% di possesso palla, cercheremo di disinnescarlo». Chiusura di Mou: «È vero, non abbiamo mai vinto con loro nel gruppo, ma i 4 gol subiti sono 4 errori. Servirà più concentrazione». Götze e Casillas Al Borussia servirà più concentrazione e basta. Inutili le preghiere in conferenza, «no domande su Götze», perché Klopp è bersagliato dagli interrogativi sulla tenuta psicologica della squadra e sulla reazione (arrabbiata?) dei tifosi. Mou preferisce complimentarsi con Ferguson per

lo «scudetto» («Fa quello che ha sempre fatto: vincere») e sorvola sulla questione perché ne ha una in casa: Casillas. «Il nostro rapporto è improntato alla professionalità e all’educazione tra persone civili». Solo che il portiere resta in panchina. Serviranno i gol di Cristiano Ronaldo, capocannoniere con 11 centri: Florentino gli ha promesso un ricco allungamento di contratto. Non è facile immaginare che partita sarà: possibile che il Borussia (possesso palla medio 47%) lasci il pallino al Real (52%) per sfruttare la rapidità con cui riparte il suo gioco e la tecnica veloce dei suoi trequartisti. Lewandowski può far male se Pepe e Varane non saranno concentrati. Curiosità: il Borussia ha segnato il 42% dei suoi gol tra il 30’ e il 45’, il Real il 35% nel primo quarto d’ora. Il Borussia, fino a oggi, non ha ancora perso. Il Real ha una vittoria in 24 precedenti in Germania. Pari con tanti gol? © RIPRODUZIONE RISERVATA

S Thiago Silva Dal Milan al Psg (42 milioni)

S Hazard Dal Lilla al Chelsea (40 milioni)

S Javi Martinez Dall’Athletic Bilbao al Bayern (40 milioni)

S Witsel Dal Benfica allo Zenit (40 milioni)

per 37 milioni Borussia furioso L’accusa da Dortmund: «Pagata la clausola di rescissione senza mai parlare con noi» DAL NOSTRO INVIATO

PIERFRANCESCO ARCHETTI MONACO DI BAVIERA (Germania)

Jürgen Klopp, il tecnico defraudato. La rabbia A Dortmund si sono

La tempesta sul caso Hoeness, indagato per frode fiscale, non si è quietata. Secondo la Süddeutsche Zeitung il presidente doveva andare in carcere il 20 marzo scorso se non avesse pagato 5 milioni di cauzione. Ma dopo tre giorni di imbarazzo, debolezza e arroganza diventata umiltà, il Bayern ha reagito alla sua maniera scatenando una reazione potente che ha fatto passare in secondo piano i guai del boss e ha fiaccato il rivale sportivo più detestato, il Borussia Dortmund. La notizia è il trasferimento a Monaco da luglio del miglior giocatore borussiano, Mario Götze, ventenne definito il Messi tedesco. Il ragazzo aveva un contratto fino al 2016, ma nel rinnovo di un anno fa aveva fatto inserire una clausola di rescissione di 37 milioni che ora verrà pagata dal Bayern: troppo bassa, valutata dopo lo scippo, ma «se fosse stata più alta non avrebbe rinnovato» ha detto

infuriati: «Il Bayern non ha mai parlato con noi, ma ha concluso con il procuratore del giocatore. Da anni la loro tattica è quella di indebolire così la concorrenza», ha detto l’a.d. Watzke. Rivelare l’acquisto un giorno prima della semifinale di Champions con il Real Madrid crea caos e danni, tanto che la polizia è stata chiamata per sorvegliare l’allenamento di rifinitura e la pagina Facebook del «traditore» Götze è stata inondata da insulti e minacce. Klopp ha tentato di attenuare la tensione: «Se è andato al Bayern è perché vuole stare con un allenatore più piccolo di me di 15 centimetri (Guardiola, ndr) io non posso trasformarmi e parlare spagnolo e insegnare tiqui taka, però lui non ha cambiato aria per remare contro, ma perché sfrutta un’occasione migliore. I tifosi non ci fischino». Pare che guadagne-

Mario Götze, 20 anni ANSA

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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rà 7 milioni contro i 5 di adesso. Battaglia politica Götze, piccolo e tecnico trequartista, è il primo acquisto voluto da Guardiola. Sono i tempi e i modi dell’annuncio che fanno discutere. A Monaco e Dortmund sono stati costretti a ufficializzare il trasferimento dopo che era apparso sul sito della Bild. Ma la colpa non è dei giornalisti, bensì di chi ha volutamente fatto la soffiata. Secondo Klopp, «la firma è già avvenuta dopo la partita con il Malaga» ma al ragazzo era stato garantito il silenzio per non creargli problemi nel finale di stagione: Borussia e Bayern si incroceranno in Bundesliga il 4 maggio e sono in corsa per la finale di Champions. Poi è scoppiata la grana di Hoeness. Il presidente ha un conto segreto in Svizzera, viene indagato per frode fiscale: passa da trasparente moralizzatore a imbroglione. L’opposizione, verdi e socialdemocratici, usa il caso per dare alla maggioranza democristiana la patente di «protettori degli evasori»; Hoeness diventa un’arma nella campagna elettorale contro Angela Merkel e i politici bavaresi, amici di Uli. La Cancelliera fiuta l’aria e condanna il comportamento di una «persona che ha mostrato una faccia diversa e triste. Sono delusa, l’evasione è un grave delitto». Il suo sfidante a settembre per la Cancelleria è Peer Steinbrück. Pure lui ha avuto rapporti con Hoeness quando era ministro delle Finanze, ma ha anche una passione calcistica: è membro del consiglio di sorveglianza del Borussia. Il Bayern, dopo tre giorni di malessere, ha trovato il modo di vendicarsi. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MERCOLEDÌ 24 APRILE 2013

SERIE A IL FUTURO DEL POCHO ATTUALMENTE E’ AL PSG MA UN RITORNO IN ITALIA, IN ROSSONERO, LO STUZZICA

TESTIMONE A BUSTO te lo ha avuto lontano da occhi indiscreti. Non certo in sede, in via Turati, ma più probabilmente nell’albergo del centro che lo ospita, o ancora più probabilmente a casa dell’amico Lorenzo Tonetti che ha curato i dettagli della sua due giorni meneghina. Che si è conclusa ieri sera, naturalmente al ristorante. Stavolta in compagnia di un amico speciale: l’attaccante argentino dell’Atalanta German Denis. La scelta è caduta sul giapponese. Sushi a volontà e rinuncia alla tradizionale carne alla griglia. I due hanno chiacchierato di tutto, di Napoli, della Serie A e della voglia del Pocho di rientrare qui.

Lavezzi, la due giorni milanese si conclude a cena con Denis FRANCESCO VELLUZZI GABRIELE PARPIGLIA

Ezequiel Lavezzi non conosce ancora i campi e il centro specializzato di Milanello, ma sta imparando a capire quali sono i ristoranti di riferimento di Milano. Insomma, insieme al suo fidato collaboratore Pablo, si porta avanti col lavoro. Nella speranza di trasferirsi davvero,

h

I MIGLIORI ATTACCHI Questa la classifica dei primi otto attacchi della Serie A ROMA 43 gol Lamela 14 Osvaldo 12 Totti 11 Destro 5 Nico Lopez 1

MILAN 41 gol El Shaarawy 16 Pazzini 13 Balotelli 7 Bojan 3 Robinho 2 NAPOLI 33 gol Cavani 23 Insigne 5 Pandev 5 FIORENTINA 31 gol Jovetic 12 Toni 7 Ljajic 7 El Hamdaoui 3 Larrondo 2 INTER 31 gol Palacio 12 Milito 9 Cassano 8 Rocchi 2 JUVENTUS 31 gol Vucinic 9 Quagliarella 8 Giovinco 7 Matri 7 UDINESE 29 gol Di Natale 18 Muriel 8 Maicosuel 2 Ranegie 1 LAZIO 14 gol Klose 10 Floccari 4

più prima che poi. Ieri a pranzo ha fatto visita a Mimmo, a casa Dondup, altro locale alla moda in zona Porta Venezia, dove ha mangiato soltanto un filetto con insalata e un dolce. Del pomeriggio si sa poco. Ora c’è chi parla addirittura di un interessamento dell’Inter. Sushi Dall’ambiente Milan

non filtra nulla, ma se Lavezzi ha avuto un contatto con gli emissari rossoneri sicuramen-

Ezequiel Lavezzi, 27 anni, in strada a Milano con un’amica ROMAPRESS

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Sos Balotelli Milan Mario-dipendente Un solo gol con lui fuori Durante la squalifica, tra i rossoneri ha segnato soltanto Flamini E da quando c’è Balo, le altre punte hanno fatto appena 5 reti MARCO PASOTTO MILANO

Quando qualche giorno fa la Corte di giustizia federale ha deciso che il condono da applicare a Balotelli non avrebbe superato la singola partita — e cioè il Catania —, il commento del mondo rossonero è stato più o meno unanime: «Meglio che niente, ma l’assenza che pesa sarà quella con la Juve, non certo col Catania». Col senno del poi, è una valutazione errata: la sconfitta di Torino, unita al successo della Fiorentina, ha di botto amplificato a dismisura l’importanza della partita contro i siciliani. E quindi il rientro di Mario diventa assolutamente fondamentale. Anche perché l’errore più grande che potrebbe commettere il Milan è pensare che il mini filotto casalingo con Catania e Torino corrisponda a sei punti messi in cassaforte a priori.

speciale classifica delle reti relative agli attacchi delle venti di A: fino a poco tempo fa il reparto avanzato rossonero era davanti a tutti, ora è stato scavalcato dalla Roma (43 gol contro 41). Le cause? Molteplici: di gruppo (la stanchezza della grande rimonta si sta facendo sentire) e nei singoli (il rallentamento di El Shaarawy, il ruolo suo malgrado part-time di Pazzini, l’apporto poco consistente di Bojan e Robinho, l’immaturità di Niang). Tutti buoni motivi per attendere il rientro di Balotelli con grandi speranze.

Mario Balotelli, 22 anni, prima stagione con la maglia rossonera FORTE

Bel gesto Lui, intanto, ha cerca-

Sette su diciassette Domenica il Milan si attende da Balotelli esattamente ciò che fece il 3 feb-

to di isolarsi da tutte le voci e di mantenere alta la concentrazione in vista dell’ultimo rettilineo. Ieri sera avrebbe dovuto essere la «sua» sera. Quella del gran gala organizzato a New York dal Time, che lo ha inserito fra i 100 personaggi più influenti al mondo del 2013. Mario però ha declinato l’invito, preferendo restare a Milanello a lavorare in vista del Catania. Tanto il premio non glielo toglie nessuno. Un gesto partico-

Fra stanchezza di squadra e calo nei singoli l’attacco si è inceppato: ci ha pensato la mediana

Ieri si è allenato a Milanello invece di volare a New York per il premio del Time

braio, nel giorno del debutto: pizzicare i muscoli della squadra, restituirle vigore e spirito combattivo. Perché sarà molto difficile mantenere il terzo posto sino alla fine con l’atteggiamento delle ultime partite. Ecco dunque il duplice valore del ritorno di Mario: strettamente tecnico, ma anche mentale. La sua assenza infatti si è sentita. Com’era prevedibile, certo, ma forse più di quanto sarebbe stato lecito attendersi. I tabellini parlano chiaro: da quando è arrivato lui — undici partite — gli altri attaccanti hanno smarrito la via del gol. Sia con Mario in campo, sia quando non c’era

L’AMICO DI NATALE

«Niente cavolate e sarai campione» «Mario non fare cavolate e diventerai un campione». A dirlo è l’attaccante dell’Udinese Totò Di Natale, nella prefazione del libro «Balotelli. A cresta alta», scritto da Raffaele Panizza e Gabriele Parpiglia. «Anch’io alla tua età ero una testa calda. Di consigli all’ultimo Europeo te ne ho dati parecchi. Spero che tu ne faccia tesoro».

(giusto per smontare la tesi che il Balo è un totale accentratore). In queste 11 gare il Milan ha messo a segno 17 reti: sette sono di Mario (in otto presenze), mentre delle altre dieci soltanto cinque arrivano dalle punte. Ovvero tre di Pazzini (tra Lazio e Genoa), una di El Shaarawy (Inter) e una di Boateng (Lazio). Il resto parla di un autogol e di firme dalle retrovie (due Montolivo e due Flamini). E nelle ultime due esibizioni, con Mario squalificato, il Milan ha fatto soltanto un gol.

El Shaarawy «Buu razzisti anche nel match con l’Atalanta»

Gruppo e singoli Il dato balza al-

larmente apprezzato dalla dirigenza e ovviamente dall’allenatore. Che ieri pomeriggio, alla ripresa del lavoro settimanale, ha fatto sostenere una seduta molto intensa, con partitella finalizzata in particolar modo alla fase offensiva e al tiro. Balotelli non si è fatto pregare e ha bombardato il malcapitato portiere della Primavera Narduzzo da tutte le angolazioni possibili, trovando lo specchio della porta nove volte su dieci. Se queste sono le prove in vista di domenica sera, contro il Catania lo spartito sarà recitato a memoria.

l’occhio anche osservando la

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A

DA GENNAIO

S Bojan Presenze: 5 Minuti: 92 Titolare: 0 Subentrato: 5 Gol: 0

S El Shaarawy Presenze: 10 Minuti: 743 Titolare: 9 Subentrato: 1 Gol: 1

S Niang Presenze: 10 Minuti: 426 Titolare: 4 Subentrato: 6 Gol: 0

S Pazzini Presenze: 5 Minuti: 279 Titolare: 4 Subentrato: 1 Gol: 3

S Robinho Presenze: 6 Minuti: 261 Titolare: 3 Subentrato: 3 Gol: 0

Stephan El Shaarawy, 20, in aula DAL NOSTRO INVIATO

FABIANA DELLA VALLE BUSTO ARSIZIO (Varese)

Completo scuro, camicia bianca e cresta alta. Così Stephan El Shaarawy si è presentato al Tribunale di Busto Arsizio (Va) per essere ascoltato come testimone al processo contro i sei tifosi accusati di cori razzisti durante l’amichevole con la Pro Patria del 3 gennaio. Una mattinata diversa rispetto agli standard di un ragazzo di vent’anni, poco abituato a frequentare certi ambienti. Stephan è apparso più teso rispetto al solito, forse perché con il pallone tra i piedi si sente più a suo agio piuttosto che davanti a un pubblico ministero. Però se l’è cavata bene, ribadendo la versione di Boateng e Allegri, già ascoltati, e confermando che il razzismo è un problema con cui il calcio continua a confrontarsi ogni domenica. Perché dopo l’episodio di Busto la situazione non è migliorata, anzi. El Shaarawy ha raccontato di aver udito gli stessi ululati a Bergamo, ma a sorpresa ha detto di non aver sentito quelli durante la partita di Torino, nonostante siano stati documentati dal referto arbitrale e siano costati una multa alla Juventus. Era atteso anche Muntari, però bloccato da un malessere: verrà ascoltato nell’udienza del 5 giugno. Insulti inaccettabili Stephan è entrato nell’aula 3 alle 9.27, accompagnato dal fratello Manuel e scortato da due uomini della sicurezza del Milan. Si è seduto e ha cominciato a ripercorrere i momenti salienti di quel pomeriggio di inizio anno. «Abbiamo cominciato a sentire i buu già prima dell’inizio dell’amichevole, poi sono andati avanti a lungo. Si udivano ogni volta che un giocatore di colore prendeva palla e provenivano dalla curva della Pro Patria: io li sentivo bene perché giocavo sulla fascia sinistra. Sono diventati più frequenti quando è stato annullato il gol a Muntari, io ho cercato di tenere calmi i miei compagni dicendo loro di non farsi condizionare. Poi Boateng ha deciso di non continuare e noi siamo stati solidali con lui. Era molto dispiaciuto e non per i cori contro la sua fidanzata. Siamo abituati a sentire insulti, ma offese di questo tipo sono inaccettabili». El Shaarawy poi ha parlato di quello che succede in campionato: «I buu non sono una cosa rara, ci sono stati anche contro l’Atalanta subito dopo l’amichevole di Busto, poi però c’è stato l’annuncio dello speaker e hanno smesso. A Torino invece ho visto Boateng che se la prendeva con i tifosi durante il riscaldamento, però durante la partita non ho sentito altri buu». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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SERIE A

Jo-Jo & Ljajic, ora tocca a voi Torna Jovetic: la Fiorentina si affida alla coppia di amici per la volata Champions GIOVANNI SARDELLI FIRENZE

Spetta a loro. Tocca ai piedi da Champions League. Amici per la pelle, sostanzialmente fratelli, quasi indivisibili. Adem Ljajic e Stevan Jovetic stanno finalmente riuscendo a tramutare in campo l’intesa che c’è fuori. Perché la squadra macina, il gioco scorre fluido, e in rete alla Fiorentina vanno in tanti. Ma nelle prossime cinque partite il vento dovrà soffiare da Est: sotto forma di acuti del top scorer viola (Jo-Jo) e del secondo in graduatoria. Ljajic appunto. Diciannove in coppia Con la pu-

nizione vincente contro il To-

DA SABATO I PLAYOFF

Finali Primavera: la sede sarà unica Resta Cesenatico I playoff Primavera sono alle porte, eppure torna in discussione la sede delle Final Eight scudetto. La Provincia di Cesena e Forlì ha ritirato la candidatura, lasciando l’onere dell’organizzazione solo a Cesenatico, il cui sindaco, Roberto Buda, è pronto ad ospitare da solo il torneo, ma entro fine mese dovrà dare le garanzie alla Lega, altrimenti le finali (dal 2 al 9 giugno) si faranno a Gubbio, sede delle Final Eight 2012. Intanto il giudice sportivo ha inflitto una lunga squalifica a 4 giocatori dopo la rissa al termine di Pescara Ascoli: per Ingretolli (Pescara) stop fino al 30 giugno 2014, per il compagno Bulevardi fino al 31 marzo 2014, come per i due ascolani De Julis e Giovannini. E sabato partono i playoff con i quarti, semifinali in programma il 4 maggio: le vincitrici delle semifinali si aggiungeranno a Juve, Fiorentina, Atalanta, Milan, Catania e Lazio, già qualificate alle Final Eight. Match unico: la vincente di Palermo Cesena sfiderà la vincente di Chievo Napoli; dall’altra parte del tabellone Inter Roma e Torino Genoa. Vincenzo D'Angelo © RIPRODUZIONE RISERVATA

Taccuino ATALANTA

Cazzola oggi operato ZINGONIA (g.m.) Riccardo Cazzola sarà operato oggi a Roma per la ricostruzione del legamento crociato del ginocchio sinistro.

TV: ESPN SU TORINO-JUVE

«Città del calcio» Venerdì (ore 22) Espn Classic (canale 216 di Sky) propone lo spe ciale «Città del calcio: Torino» dedi cato ai derby della città della Mole.

UNA SFIDA SPECIALE

Potenza e detenuti Una partita particolare: è quella che oggi pomeriggio il Poten za (Serie D, Girone H) disputerà all’in terno del carcere cittadino contro una squadra composta da detenuti. L’iniziativa («Leali al pallone dentro e fuori») è stata resa possibile grazie al permesso concesso dal magistra to di sorveglianza, che ha sottolinea to lo scopo sociale della «sfida». Il Potenza svolgerà dentro l’istituto di pena anche un allenamento.

ro, infatti, Ljajic è salito a quota 7 reti in campionato (6 nel girone di ritorno), come Toni. Superando il collega di reparto grazie al gol messo a segno in Coppa Italia contro il Novara. Numeri alla mano, questa è nettamente la miglior stagione realizzativa della carriera. Jovetic è fermo da un po’ a quota 12. Marcia interrotta dai problemi fisici con i quali l’attaccante ha dovuto lottare negli ultimi tempi. Oggi, alla ripresa degli allenamenti, verranno valutate a fondo le sue condizioni. Se, come sembra, non ci saranno sorprese, tornerà a guidare l’attacco di Montella fin dalla sfida di Genova contro la Sampdoria di domenica, a un mese dall’infortunio patito a Is Arenas (il 30 mar-

zo). Mese nel quale Stevan ha giocato soltanto una quarantina di minuti contro il Milan: la Fiorentina ha bisogno di lui almeno quanto Jo-Jo ha voglia di giocare.

Domani Pepito Solo ad obiettivo raggiunto, qualunque esso sia, sarà tempo di futuro. La vicenda di Jovetic, del resto, è arcinota. E il contratto di Ljajic, in scadenza nel giungo del 2014, è una spina nel piede viola. Testa al campo quindi, e aspettative massime riposte nel talento dei protagonisti. A proposito di attaccanti, domani Giuseppe Rossi chiederà (via telefono) l’ok dal professor Steadman per il graduale rientro in gruppo. Un altro gradino verso il ritorno.

Formula ok E se pubblicamente

non lo ammetteranno mai, il fatto sussiste. Entrambi amano giocare insieme perché insieme sono convinti di dare il meglio. Montella è riuscito a trovare la formula adatta, piazzando Cuadrado a destra, Ljajic a sinistra e Jovetic punta centrale. Ruolo non particolarmente amato dal numero 8, ma considerato positivamente rispetto al recente passato. Sistema offensivo che ha toccato l’apice nel 4-1 interno contro l’Inter, certificato dalle

doppiette dei due. Su questo modello insisterà l’Aeroplanino nello sprint finale, a partire dalla gara contro la Samp dell’ex Delio Rossi. Proprio Jovetic e Ljajic sono tra i pochissimi reduci della Fiorentina targata Delio, protagonista di un campionato scalcinato per colpa di molti. Come è finita lo sanno tutti: ma la sfida nella sfida in ricordo di quanto accaduto, botte comprese a Ljajic, rende più gustosa la vigilia.

Stevan Jovetic, 23 anni, festeggia con Adem Ljajic, 21 LAPRESSE

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SERIE A

4 Insigne nel futuro

Mazzarri, la Roma insiste nel pressing

IL PROTAGONISTA LA STELLINA DELL’UNDER 21

ALLIEVO DI ZEMAN

I giallorossi, dopo il primo contatto, tentano il tecnico De Laurentiis ha offerto 3,5 milioni per 2 anni e aspetta DAL NOSTRO INVIATO

MIMMO MALFITANO CASTELVOLTURNO (Caserta)

La tentazione è forte, come l’insistenza dei dirigenti della Roma che vorrebbero affidargli la gestione tecnica per il rilancio del progetto avviato da Zeman e proseguito da Andreazzoli, ma con risultati poco convincenti. E allora, per ricominciare, il club giallorosso vorrebbe ripartire proprio da Walter Mazzarri, da colui che ha contribuito alla crescita del Napoli e che l’ha saputo imporre al grande calcio. Il piano d’intesa tra le parti ha già avuto un primo momento: l’incontro tra Franco Baldini, direttore generale della Roma, e l’avvocato Beppe Bozzo, il professionista che cura gli interessi dell’allenatore napoletano, al quale è stata chiesta la disponibilità ad aprire una possibile trattativa. L’interesse del dirigente romanista non ha colto di sorpresa Mazzarri: l’indiscrezione sul suo addio al Napoli, ormai, è risaputa da due mesi, da quando cioè sono iniziate a circolare le prime voci di un suo probabile passaggio all’Inter o alla Roma. La riconferma, praticamente certa, di Andrea Stramaccioni, ufficializzata dal presidente Massimo Moratti, ha convinto Baldini a riprendere i contatti con Bozzo.

Walter Mazzarri, 51 anni, è al Napoli dal 2009: per lui 4 qualificazioni europee su 4 ANSA

Decisione rinviata Mazzarri ha

deciso di rifletterci su bene, prendendosi del tempo. In effetti, parlerà di futuro soltanto dopo che l’aritmetica gli avrà assegnato quel secondo posto blindato, o quasi, dopo la vittoria sul Cagliari e la sconfitta del Milan. Quel giorno, ad attenderlo ci sarà Aurelio De Laurentiis, col quale discuterà di eventuale rinnovo e di progetto tecnico. Il presidente gli ha già fatto pervenire l’offerta economica: 3,5 milioni di euro per due stagioni con un’opzione per la terza. Una condizione di primo livello, dunque. Se dovesse dire si, diverrebbe l’allenatore più pagato della Serie A, insieme con Conte e Allegri. Ma la questione economica potrebbe avere

IL REAL PRONTO A OFFRIRE BENZEMA

Smentito accordo tra Cavani e Psg NAPOLI C’è sempre Cavani al centro del mercato. Nel pomeriggio di ieri Radio Monte Carlo dalla Francia ha diffuso la notizia di un accordo tra il Matador e il Paris Saint Germain per un ingaggio faraonico di 8,6 milioni di euro all’anno per quattro stagioni. Il club parigino sarebbe addirittura disposto a pagare l’intera clausola rescissoria (63 milioni più premi di preparazione). In serata, però, Leonardo ha smentito questa ipotesi anche in virtù del paventato interesse dei francesi per Radamel Falcao. Decisamente più intrigante la pista che conduce a Madrid perché stavolta il Real si sarebbe davvero fatto avanti con un’offerta così strutturata: scambio con Benzema con conguaglio al Napoli da definire (tra i 10 e i 15 milioni di euro) e compartecipazione nell’ingaggio dell’attaccante ex Lione. Una proposta che andrebbe in pratica quasi a coprire il totale della clausola rescissoria di Cavani mettendo il Napoli in condizione di sostituirlo con un centravanti di valore assoluto. Gianluca Monti

un’incidenza determinante soltanto se dopo l’Inter, anche la Roma dovesse cambiare idea e dirigersi verso un altro allenatore. Ipotesi considerata molto remota, al momento. Anzi, Baldini continuerà a essere vigile, anche se ci sono buone probabilità di mettere sotto contratto l’allenatore napoletano per le prossime tre stagioni. Saltato Diakitè Il primo obietti-

vo di mercato, per il futuro, è già saltato. Il Napoli aveva in pugno Diakité, ma la lungaggine dell’operazione (accordo raggiunto a febbraio, ma mai depositato) l’ha infastidito al punto tale da indurlo a chiudere ogni discorso col club di De Laurentiis. Il difensore della Lazio è destinato alla Premier League: il Liverpool è in pole. Intanto, gli emissari del club, presenti in Brasile, stanno provando a chiudere l’ingaggio di Leandro Damiao dall’Internacional di Porto Alegre. © RIPRODUZIONE RISERVATA

«Non lascio Napoli Ma per lo scudetto rosa da ampliare»

Lorenzo Insigne, 21 anni, ha esordito nel Napoli già nel 2010 (una sola presenza) ma è con Zeman che ha svoltato. Dopo la breve parentesi alla Cavese, nella stagione 2010-11 l’attaccante fu allenato dal tecnico boemo nel Foggia e chiuse quel campionato di Prima Divisione con 19 gol in 33 partite. Nella scorsa stagione il boom nel Pescara, sempre con Zeman in panchina: 18 reti in 17 gare e promozione in Serie A. La conferma Tornato in estate al Napoli, in questo torneo ha realizzato 5 reti, entrando 4 volte dalla panchina. Decisiva la sua ultima rete al Cagliari, che è valsa 3 punti

pre. Ma rimarrò a Napoli».

DAL NOSTRO INVIATO

FRANCESCO VELLUZZI COVERCIANO (Firenze)

Anche Lavezzi lunedì ha speso belle parole per lei...

Lorenzo Insigne si allena con impegno nello stage della Nazionale Under 21 (qui c’era, al lavoro con il suo staff, anche Cesare Prandelli che ha ammirato i 3 gol di Florenzi), ma ha ancora negli occhi lo strabiliante colpo che ha steso il Cagliari all’ultimo minuto domenica scorsa. Nel recupero e tra le polemiche. Sono 5 le reti in questo campionato in cui si è alzato dalla panchina 19 volte per cercare di dare una scossa al Napoli, ma mai era stato così decisivo, così importante, perché quel destro che ha folgorato Agazzi significa secondo posto e (quasi certamente) Champions League senza passare dai rischiosi preliminari. «Quando segni un gol così per la tua squadra del cuore, al San Paolo, davanti a migliaia di persone impazzite, la gioia è davvero indescrivibile. E’ stata una soddisfazione per me e per i compagni». Ora ha dato ancora più senso alla sua stagione...

«Guardate che sono contentissimo. Al primo anno di Serie A sono entrato in tutte le partite. Ho avuto la fiducia di Mazzarri e giocato tanto».

4

VERSO L’EUROPA

Con l’addio di Cavani potrebbe giocare ancora di più...

«Innanzitutto mi auguro che resti e poi lui è una prima punta. Io non lo sono, ho giocato in quel ruolo solo contro il Torino, per necessità».

«Berardi? Per ora è dell’Under 19». Devis Mangia ha sintetizzato così i 3 giorni di raduno dell’U21 che terminano oggi con una partitella. Il 22 maggio la squadra si raduna per preparare l’Europeo dove il c.t. inizialmente porterà 25 giocatori. La lista verrà data il 27. Il 14 agosto, in Slovacchia via al nuovo corso

«E io le spendo per lui. Vorrei rubargli la velocità. E’ un grande ed è legato al Napoli. Se tornasse e andasse al Milan credo farebbe bene. Se sei protagonista al Psg puoi far bene pure al Milan». Chi è favorito per il terzo posto?

«La Fiorentina. Ormai il suo svantaggio dal Milan si è ridotto a un punto e gioca il miglior calcio in Italia. Può farcela». Sabato lei tornerà a Pescara dove lo scorso anno ha trascinato la squadra con Immobile e Verratti, con Zeman in panchina, in Serie A. Pensieri?

«Spero mi accolgano bene. Ero in prestito e sapevo di non poter restare. Mi dispiace tanto che stia finendo così, per i tifosi». Con quale avversario scambierà la maglia?

«Con Balzano. Siamo sempre in contatto». Fosse rimasto Zeman, forse sarebbe andata diversamente. Come vede la stagione del suo ex tecnico? Ha fallito?

«Non ha fallito. Zeman va seguito. A Roma ha cercato di imporre il suo gioco, come a Pescara. Però adesso non credo che andrà ad allenare l’Inter». E al Napoli che cosa manca, invece, per superare la Juventus?

«Un organico più ampio. La Juve ha una rosa più ampia».

Parla da calciatore veterano del Napoli. Nessun proposito di andare a giocare di più altrove?

«Resterò un calciatore del Napoli. Ho un contratto lungo, che scade nel 2017, e sono felice di stare qui. Chiaro, a fine stagione ci siederemo attorno a un tavolo a parlare». Di soldi o di minuti?

«A fine stagione si parla sem-

E all’Italia Under 21 di Devis Mangia per vincere il campionato europeo in Israele basterà Insigne?

«Insigne è a disposizione come gli altri. Gli spagnoli sono forti perché giocano con maggior continuità». © RIPRODUZIONE RISERVATA

CAMPIONATO ITALIANO | A1PALLANUOTO ANDATA QUARTI DI FINALE PLAYOFF SCUDETTO

DIRETTA MERCOLEDÌ 24 APRILE 2013 ore 19:00 CN POSILLIPO

RN FLORENTIA

SABATO 27 APRILE 2013 ore 19:00 BLU SHELF CARISA SAVONA

CARPISAYAMAMAY ACQUACHIARA

MASCHILE

MERCOLEDÌ 24 APRILE 2013 Napoli

Piscina Scandone

19:00

CN POSILLIPO

RN FLORENTIA

Quartu Sant’Elena

Piscina Centro Nuoto

19:00

PROMOGEST

FERLA PRO RECCO

Bogliasco

Piscina Comunale

21:00

RN BOGLIASCO

AN BRESCIA

Napoli

Piscina Scandone

21:00

CARPISA YAMAMAY ACQUACHIARA

BLU SHELF CARISA SAVONA

RITORNO QUARTI DI FINALE PLAYOFF SCUDETTO

SABATO 27 APRILE 2013 Savona

Piscina Zanelli

19:00

BLU SHELF CARISA SAVONA

CARPISA YAMAMAY ACQUACHIARA

Bogliasco

Piscina Comunale

19:30

AN BRESCIA

RN BOGLIASCO

Sori

Piscina Comunale

20:00

FERLA PRO RECCO

PROMOGEST

Firenze

Piscina Nannini

21:00

RN FLORENTIA

CN POSILLIPO

SPAREGGIO SALVEZZA

MARTEDÌ 30 APRILE 2013 Ostia

Polo Natatorio

12:00

ELLEVI NERVI

IGM ORTIGIA


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MERCOLEDÌ 24 APRILE 2013

SERIE A

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Progetti di StramaInter

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Lista per il futuro: Biglia, Vrsaljko, il sogno Sanchez

ACQUISTI IN ARRIVO

Hugo Campagnaro 32 anni, arriva dal Napoli a costo zero

S Marco Andreolli 26 anni, arriva dal Chievo a parametro zero

S

S Diego Sebastián Laxalt, 20 anni, centrocampista uruguaiano

S Mauro Icardi, 20 anni, attaccante argentino della Sampdoria

S Šime Vrsaljko, 21 anni, laterale destro della Dinamo Zagabria

«Stiamo lavorando per il futuro: e anche bene...». La frase di Massimo Moratti - fresco blindatore di Strama - è aperitivo di un’Inter che si annuncia rabbiosa, scattante, diversa, nuova. La filastrocca dei già presi per la prossima stagione è nota a tutti (Andreolli, Botta, Laxalt, Campagnaro e Icardi più Gomez in avvicinamento); la storia che seguirà questi colpi fatti giocando d’anticipo prevede innesti complementari che sono allo studio quotidianamente. E un colpo praticamente in canna riguarderebbe un ruolo ben definito: il regista, sul quale l’Inter avrebbe già messo le mani. Il riserbo è massimo, e non è detto che alla fine non spunti un acquisto-sorpresa tipo Kovacic. Regista: si ripensa a Biglia Spesso l’Inter è tornata sugli obiettivi che in passato non era riuscita a centrare. Un esempio? Palacio, preso due anni dopo il primo tentativo. Proprio per questo Lucas Biglia non è passato di moda: l’Inter, nel gennaio scorso, ha sondato tanto l’argentino di 27 anni con passaporto comunitario, ma l’Anderlecht non lo ha lasciato andare. Domani chissà, anche perché l’esperienza e lo spessore tecnico si sposerebbero bene con l’Inter che Stramaccioni vorrà far nascere secondo un 4-3-3 e che vedrebbe interni titolari Kovacic e Guarin. Detto che sarebbero state accantonate le piste in direzione

COSI’ L’ANNO PROSSIMO?

S

Lodi e Cigarini, la scorsa settimana è stato offerto (tramite incontro) Ezequiel Cirigliano, ventunenne del River Plate: il giocatore è ritenuto valido, le parti si rivedranno ma pare che l’Inter si sia direzionata su altro. S’è riparlato ancora di Nuri Sahin, mezzala trasformata in regista di proprietà del Real Madrid: Real che è forte su Geoffrey Kondogbia del Siviglia, e anche per questo l’idea di poterlo portare a Milano è molto molto difficile. Anche se un ingresso di nuovi soci potrebbe cambiare molte cose. Sogni e... soci Già, perché l’arrivo di un partner forte (auspicato entro l’estate), ecco che gli obiettivi cambierebbero e l’asticella si alzerebbe. In questo caso uno come Fernando Francisco Reges del Porto, ex compagno di Guarin e Pereira, tornerebbe di strettissima attualità. Il d.t. Marco Branca è da sempre «innamorato» calcisticamente di un giocatore che sa abbinare la qualità distributiva alla capacità interdittiva (lo chiamano «O polvo», il polipo), e proprio un’estate fa - nel momento dell’acquisto di Pe-

Per Guarin e Palacio Palermo si allontana Dubbi legati alla difesa APPIANO GENTILE (Como)

S Panagiotis Kone, 25 anni, centrocampista greco del Bologna

S Martín Montoya, 22 anni, laterale destro spagnolo del Barcellona

S Aleksandar Dragovic, 22 anni, difensore austriaco del Basilea

reira - si vociferò di un doppio ingresso immediato, e l’altro sarebbe stato proprio Fernando. Il Porto a quel tempo sparò alto, e oggi è lo stesso giocatore a dichiarare a Lance.net che «vorrei giocare in un campionato più competitivo. Ci sono molti contatti, in passato ho ricevuto numerose offerte ma il Porto non mi ha mai lasciato andare via: ora serve un’offerta irrinunciabile». Fra altri sogni che potrebbero diventare realtà grazie a nuovi soci, ecco gli identikit di Ibarbo, Paulinho (Corinthians), Lennon (Tottenham), Montoya (Barça, scadenza 2014) e Dragovic (Basilea, sul quale c’è forte il B. Dortmund). Servirebbe una spinta... economica. Handanovic-Sanchez Detto che attirare un big senza Champions League sarà roba durissima, eccoci alla voce legata ad Handanovic: il Barça avrebbe in mente di fare una proposta di 30 milioni per il portierone, e l’Inter in questo senso vorrebbe puntare dritto su Sanchez, altro tassello da sogno. Al momento, Handa non ha alcuna intenzione di mollare l’Inter (e viceversa), poi si sa che davanti all’idea-Barça e a un’offertona (ammesso che arrivi) si può vacillare. Da Vrsaliko a Peruzzi Altra casella da ricoprire è quella del laterale destro: l’Inter deve ancora decidere come lavorare da quella parte, anche perché al momento sta registrando risposte incoraggianti da parte di Jonathan. E’ emersa forte la candidatura di Sime Vrsaljko,

CONTINUA L’EMERGENZA AGGREGATI 8 PRIMAVERA

Radja Nainggolan, 24 anni, centrocampista belga del Cagliari

FRA IDEE E SOGNI

Tutti i nomi sui taccuini nerazzurri. E dalla Spagna: 30 milioni del Barça per Handanovic MATTEO DALLA VITE MILANO

Rubèn Botta 23 anni, centrocampista argentino del Tigre

A

Lucas Biglia, 27 anni, regista dell’Anderlecht: argentino con passaporto comunitario LEFOUR

Ripresa con otto Primavera per l’Inter di Stramaccioni che dopo il lunedì di riposo ha messo nel mirino la partita di domenica a Palermo. Da Palacio a Bonazzoli Alla prima squadra sono stati aggregati Forte (classe ’93), Ferrara (’94), Garritano (’94), Bandini (’94), Pedrabissi (’95), Mira (’95), Valeriano (’95) e Bonazzoli (’97). Gli infortunati resta-

S

Tanto dipenderà dall’arrivo dei nuovi soci: in quel caso il budget per il mercato salirà Offerto Cirigliano. Obiettivi sicuri: un regista, un terzino destro, una punta esterna da gol ex compagno di Kovacic alla Dinamo Zagabria, croato classe ’92. L’Inter sta viaggiando molto, e molti nomi sono sul suo taccuino: dal già citato Montoya a Gino Peruzzi ventenne del Velez (considerato l’erede di Zanetti), fino a Dusan Basta (Udinese), Van Rhijn (Ajax) e Van de Wiel (Psg). Di sicuro un terzino de-

stro sarà acquistato. Come un altro esterno d’attacco. Io salto l’uomo E le caratteristiche dei futuri attaccanti di Strama sono quelle che lui stesso ha inquadrato: ovvero trequartisti o punte esterne che sappiano saltare l’uomo. Botta è uno di questi, Papu Gomez pure, ma ne mancano ancora. Per esempio un tipo alla Vladimir Weiss, in scadenza di contratto col Pescara, ben sapendo che il non plus ultra è il già citato Sanchez. Come interni, invece, nei taccuini-Inter ci sono sempre Nainggolan (Cagliari) e Kone (Bologna), senza dimenticare l’opzione-Diamanti (Bologna). Quattro centravanti Puntualiz-

zazione finale: ad oggi, le prime punte della stagione 2013-14 saranno 4, ovvero Icardi, Milito, Longo e Palacio. Il contorno arriverà. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Paulinho, 24 anni, centrocampista brasiliano del Corinthians

S Fernando, 25 anni, centrocampista brasiliano del Porto

S Alexis Sanchez, 24 anni, attaccante cileno del Barcellona

SPIONAGGIO SENTENZA DEL TRIBUNALE CIVILE no tanti e anche i più vicini al rientro difficilmente ce la faranno per la trasferta siciliana. Guarin (stiramento al soleo) infatti ha lavorato a parte e anche Palacio, che pure aveva regalato speranze tornando a correre venerdì scorso, non è ancora rientrato in gruppo. A meno di sorprese, i due proveranno a farcela per Napoli, il 5 maggio. Dubbio difesa Il dubbio per Palermo sembra legato alla difesa: a tre o a quattro? Nel primo caso, probabile l’inserimento di Benassi per Schelotto, con Rocchi affiancato da Alvarez. L’argentino col Parma ha pagato i tre impegni in otto giorni, ma con una settimana di allenamenti dovrebbe tornare al meglio. Oggi doppia seduta. lu.tai.

Rodrigo Palacio, 31 anni FORTE

S Geoffrey Kondogbia, 20 anni, centrocampista del Siviglia

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L’Inter non deve risarcire De Santis L’ex arbitro farà ricorso in Cassazione (m.iar.) L’Inter non dovrà risarcire Massimo De Santis per l’attività di spionaggio dell’Operazione Ladroni. Lo ha deciso il giudice della prima sezione civile del Tribunale di Milano, Loretta Dorigo, che ha respinto la richiesta di risarcimento dell’ex arbitro per illecito trattamento dei dati personali. I legali di De Santis hanno già annunciato il ricorso in Cassazione e sono in attesa di leggere le motivazioni della sentenza (arriveranno in 30 giorni). Paolo Gallinelli ha prodotto al giudice i verbali degli interrogatori di Tavaroli e Cipriani, così come le trascrizioni delle loro deposizioni al processo Telecom. L’ex capo

S Aaron Justin Lennon, 26 anni, attaccante esterno inglese del Tottenham

Massimo De Santis, 51 LAPRESSE della sicurezza Telecom e Pirelli spiegò: «L’Operazione Ladroni mi fu commissionata da Massimo Moratti». Il dossier fu realizzato dalla Polis d’Istinto: l’input sarebbe partito dopo le rivelazioni dell’ex arbitro Nucini a Facchetti sull’esistenza di una presunta combriccola romana. © RIPRODUZIONE RISERVATA

S Victor Ibarbo, 22 anni, attaccante colombiano del Cagliari


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SERIE A

L’argentino del Catania: «Mi seguono da un anno, so del ritorno di fiamma. Ora provo a far gol al Milan...» DAL NOSTRO INVIATO

FRANCESCO CARUSO MASCALUCIA (Catania)

Continua la marcia su Milano del Papu Gomez. Dopo l’incontro di sabato fra il presidente Pulvirenti e il d.t. interista Branca, ci sono già stati abboccamenti fra gli agenti del giocatore e il club nerazzurro. Ormai l’operazione è in fase avanzata e non manca molto per la conclusione. Nel frattempo il Catania ha sprecato l’ennesima occasione per rilanciarsi ad altezza Europa facendosi rimontare dal Palermo a tempo scaduto. E questo ha lasciato l’amaro in bocca a Gomez, che ci teneva a salutare i tifosi rossazzurri con la vittoria del derby: «C’è molta amarezza, volevamo vincere in casa ma purtroppo siamo stati castigati su uno dei pochissimi tiri in porta del Palermo. Che così ha preso un po’ di ossigeno. Il pari ci ha depresso perché volevamo i 3 punti visto che da un po’ non ci riusciamo». Gomez, cosa pensa della pro-

spettiva di finire all’Inter?

«Beh, loro mi seguono già dallo scorso anno. Adesso ho letto del nuovo ritorno di fiamma e questo mi inorgoglisce molto, ma è ancora presto».

Il campionato del Catania è finito dopo il pareggio nel derby?

«Vincere sarebbe stato importante anche in chiave Europa e per questo ho molta rabbia, anche perché è la sesta volta che perdiamo punti nei minuti finali: 9 punti che avrebbero potuto proiettarci a ridosso della Champions. Non c’è una spiegazione logica, forse è un fattore psicologico sul quale bisogna lavorare. Ora però vogliamo cercare di raggiungere il record di punti in A». Il gol contro il Palermo ha chiamato in causa anche lei e Castro oltre a Barrientos che l’ha realizzato: un tris che si trova a meraviglia.

E al Catania che cosa dice?

«Questa ormai è la mia seconda casa, la città e la squadra che mi hanno accolto e abbracciato quando sono arrivato in Italia. Ho giocato quasi sempre da titolare, insomma gratitudine eterna».

«Con il Pitu ci conosciamo dai tempi del San Lorenzo e Castro è la lieta sorpresa del campionato, ci ha dato una grossa mano in molte situazioni, credo sia destinato a fare bene».

Crede di essere pronto per giocare in un club da scudetto?

«Ogni calciatore spera di poter crescere e diventare importante, sono giovane, mi piacerebbe fare il salto di qualità».

«

«Sì, è vero, inseguo da tempo un gol ai rossoneri, ne avevo fatto uno a San Siro ma fu annullato per fuorigioco, ci riproverò domenica, anche perché vorrei arrivare in doppia cifra e sono fermo a 7 reti».

v identiKit & CARRIERA

Gomez avanti tutta «Salto di qualità? Inter, sono pronto»

Contro le grandi di A, le manca solo un gol al Milan: sarebbe per altro un bel biglietto da visita per l’Inter.

Classifica SQUADRE

PT

JUVENTUS NAPOLI MILAN FIORENTINA INTER ROMA UDINESE LAZIO CATANIA CAGLIARI BOLOGNA PARMA CHIEVO SAMPDORIA (-1) ATALANTA (-2) TORINO (-1) SIENA (-6) PALERMO GENOA PESCARA

77 66 59 58 53 52 51 51 48 42 39 39 39 38 38 36 30 29 29 22

PARTITE

RETI

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33 33 33 33 33 33 33 33 33 33 33 33 33 33 33 33 33 33 33 33

24 19 17 17 16 15 13 15 13 11 10 10 11 10 11 8 9 5 6 6

5 9 8 7 5 7 12 6 9 9 9 9 6 9 7 13 9 14 11 4

4 5 8 9 12 11 8 12 11 13 14 14 16 14 15 12 15 14 16 23

64 61 56 62 51 64 45 40 41 41 43 39 33 38 35 43 34 30 33 25

20 32 36 42 45 54 39 40 39 52 42 43 48 40 48 49 45 46 51 67

■ CHAMPIONS ■ PRELIMINARI CHAMPIONS ■ EUROPA LEAGUE ■ RETROCESSIONE La classifica tiene conto di quest’ordine preferenziale: 1) punti; 2) a parità di partite giocate, differenza reti; 3) gol segnati

PROSSIMO TURNO 34ª GIORNATA

Sabato 27 aprile ATALANTA BOLOGNA ore 18 CAGLIARI UDINESE PESCARA NAPOLI ore 20.45 Domenica 28 aprile, ore 15 CHIEVO GENOA PALERMO INTER PARMA LAZIO ROMA SIENA SAMPDORIA FIORENTINA TORINO JUVENTUS MILAN CATANIA ore 20.45

A Milano domenica sera con quale prospettiva?

«Personalmente mi piace affrontare le grandi squadre perché lasciano tanti spazi per attuare il proprio calcio. Perciò sono fiducioso».

Quale giovane non spera di poter crescere e diventare importante?

Cosa pensa di Leto?

«Un grande colpo, bisogna solo verificarne la condizione fisica, ha fatto sempre grandi cose e gli auguro ogni bene».

ALEJANDRO «PAPU» GOMEZ ATTACCANTE DEL CATANIA

Alejandro Gomez, 25 anni. Al Catania dal 2010 LAPRESSE

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MARCATORI 23 RETI Cavani (5, Napoli) 18 RETI Di Natale (4, Udinese) 16 RETI El Shaarawy (Milan) 15 RETI Denis (5, Atalanta) 14 RETI Lamela (Roma) 13 RETI Pazzini (3, Milan) 12 RETI Gilardino (Bologna); Sau (1, Cagliari); Jovetic (1, Fiorentina); Palacio (Inter); Osvaldo (2 Roma); Totti (3, Roma)


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MERCOLEDÌ 24 APRILE 2013

SERIE A IL CASO

Derby stile Champions e tribuna per famiglie Oggi la Lega presenta all’Osservatorio il piano per la finale di Coppa Italia del 26 maggio: punta alle 21, ma si anticipa alle 17?

Weekend La domenica pomerig-

gio rappresenterebbe un compromesso tra le preoccupazioni del prefetto Pecoraro di giocare in notturna e l’esigenza degli organismi calcistici di evitare i giorni feriali (posto che il sabato prima c’è la finale di Champions). Perché i 90 minuti saranno il clou di una due giorni ricca di eventi e iniziative, che vedono nel weekend la collocazione ideale. Il piano organizzativo della Lega ha uno slogan eloquente: il derby è di chi lo ama. La grande novità è questa: nelle intenzioni degli

TUTTE LE TAPPE

S 12 ottobre 2010 Ivan Bogdanov guida la rivolta degli ultrà serbi a Marassi. Viene poi arrestato

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MARCO IARIA twitter@marcoiaria1

Avete presente la finale di Champions League 2009 tra Barcellona e Manchester United ospitata a Roma, grande spettacolo di calcio e di pubblico? Ecco, la Lega ha in mente quel modello organizzativo, riuscitissimo, per il derby che assegnerà la Coppa Italia 2013. E spera che il piano che stamattina verrà illustrato nella riunione dell’Osservatorio sulle manifestazioni sportive indurrà le autorità di pubblica sicurezza a confermare le ore 21 di domenica 26 maggio. «Puntiamo a mantenere data e orario prefissati — spiega Maurizio Beretta, presidente di Lega — ma siamo attenti al confronto con le autorità che hanno le loro prerogative. L’importante è cercare di arrivare alla partita in un clima disteso». Quasi sicuramente Roma-Lazio verrà confermata alla domenica, ma anticipata alle 17. Il sindaco della Capitale Gianni Alemanno, inizialmente contrario alla concomitanza con le elezioni amministrative, si è ammorbidito: «L’ultima parola non spetta né alla Lega né a me ma al prefetto. Dovremo avere 3 mila persone che vengono da fuori Roma perché poliziotti e carabinieri della capitale saranno impegnati nei seggi elettorali».

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8 marzo 2011 Il Tribunale di Genova lo condanna con rito abbreviato a 3 anni e 3 mesi di reclusione.

S 24 maggio 2011 Pena commutata nell’espulsione e nel divieto di fare rientro in Italia per 5 anni Al suo arrivo a Belgrado, viene arrestato per un reato commesso in patria

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Il romanista Piris e il laziale Mauri lottano per la palla durante il primo derby della stagione, alla 12a giornata di campionato. Finì 3-2 per la Lazio, mentre il ritorno è terminato 1-1 ANSA

organizzatori la Tevere dovrà trasformarsi nella «tribuna famiglie», con 3.600 posti da vendere in pacchetti agevolati a nuclei composti da due adulti fidelizzati e da due under 14 (un bambino non paga). Per farlo bisognerà agire come per Barcellona-Man Utd: Olimpico diviso a metà, con curva nord ai tifosi della Lazio, curva sud a quelli della Roma, ma mescolanza di colori nelle tribune. Accetteranno le autorità di pubblica sicurezza? L’anno scorso per Juventus-Napoli imposero la divisione verticale: in questo modo il settore per le famiglie non avrebbe senso. Il piano prevede l’allestimento di un villaggio di intrattenimento per i tifosi allo Stadio dei Marmi, con animazioni, gonfiabili, distribuzione di gadget, e poi da lì

un percorso di ingresso allo stadio dedicato e protetto. Collaterali Al programma si ag-

giunge la Junior Tim Cup, il torneo per gli oratori che vivrà le fasi finali proprio all’Olimpico, sabato e domenica: le squadre saranno ospitate in un parterre in Tevere. L’inno prima della partita verrà cantato da un artista internazionale, nell’intervallo intrattenimento a sorpresa e dopo la premiazione festa coi tifosi all’Olimpico per la vincitrice. Per vivere il derby nel migliore dei modi la Lega ha pianificato una serie di iniziative propedeutiche: da spot e interviste a una partita di doppio (con un giocatore della Lazio e uno della Roma) durante gli Internazionali di tennis.

3 ottobre 2012 La Corte di Appello di Belgrado annulla la sentenza di primo grado con cui l’uomo era stato condannato per una maxi-rissa avvenuta nel 2006 fra ultrà del Partizan e della Stella Rossa nel basket. Bogdanov rimane in carcere In secondo grado verrà condannato a due anni

DOPO I DISORDINI DI GENOVA DEL 12 OTTOBRE 2010

Ivan il terribile sarà presto libero Bogdanov, capo della rivolta che causò lo stop di Italia-Serbia a Marassi, sta scontando una condanna a Belgrado FILIPPO GRIMALDI GENOVA

Ivan Bogdanov tornerà in libertà nei prossimi giorni. Lui, l’uomo nero, la bestia, l’«hooligan di Dedinje», il quartiere (chic: che paradosso) di Belgrado dove vive il capo ultrà della Stella Rossa, leader della rivolta dei tifosi serbi che il 12 ottobre 2010 causarono lo stop di Italia-Serbia al Ferraris, grazie a uno sconto di pena di un mese uscirà presto dal carcere di Belgrado dov’era rinchiuso dal 24 maggio 2011 in seguito a una condanna per l’aggressione ad alcuni poliziotti avvenuta nel 2006, durante una rissa fra tifosi di basket di Partizan e Stella Rossa. Dopo i gravissimi fatti di Genova, Bogdanov era stato condannato a tre a anni e tre mesi di reclusione, pena poi commutata nell’espulsione e nel divieto di rientrare in Italia per cinque anni. Caccia all’uomo A Genova, pur-

troppo, si ricordano bene di Ivan e di quella notte di terrore. Lui, alla guida degli ultrà serbi, dopo avere costretto a sospendere la gara degli azzurri, provò a nascondersi nel bagagliaio di un pullman dei tifo-

Ivan Bogdanov, 32 anni LAPRESSE

si parcheggiato davanti al Ferraris. La polizia rimase a lungo all’esterno del parcheggio di Marassi, dov’erano asserragliati gli ultrà ospiti, che lanciavano all’esterno bottiglie e biglie di ferro, prima di caricarli. E proprio a bordo di uno dei mezzi Ivan rimase nascosto sino alle 2.41 del mattino, quando dopo una gigantesca caccia all’uomo (tutti i tifosi vennero fatti spogliare per cercare Ivan, l’uomo dei tatuaggi), venne trovato. La prova? Il numero 1389 tatuato sul corpo, cioè l’anno della battaglia della Piana dei Merli, dove i serbi furono sconfitti dai turchi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

DALLA PROCURA FEDERALE

Baronio deferito per un Tweet Aveva attaccato Matuzalem Deferito per un Tweet: è il segno dei tempi. È toccato a Roberto Baronio, ex giocatore della Lazio (e di molte altre squadre) e oggi allenatore di base in un circolo sportivo romano (ed è quindi ancora tesserato per la Figc). Baronio è stato deferito dal Procuratore federale per le dure dichiarazioni rilasciate nei confronti del giocatore del Genoa (ed ex Lazio) Francelino

Matuzalem il 3 febbraio. Quel giorno nel corso di Genoa Lazio Matuzalem con un duro intervento provocò un grave infortunio a Brocchi. In serata, attraverso Twitter, Baronio censurò pesantemente il comportamento di Matuzalem, apostrofandolo anche con termini crudi. I due poi si chiarirono telefonicamente. Ieri, però, è arrivato lo stesso il deferimento per Baronio.

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CALCIOSCOMMESSE

«Le combine, un pozzo senza fondo» Al convegno LexGiochi si parla di frodi nello sport: assenti Coni, Figc e Lega Serie A FRANCESCO CENITI ROMA

Se il pericolo frodi (in Italia soprattutto nel calcio) non mettesse in serio pericolo la credibilità dello sport mondiale, ci sarebbe da sorridere per quello accaduto ieri. Da una parte un convegno sul match-fixing (nel mondo così chiamano i tarocchi) organizzato da LexGiochi con relatori come il procuratore capo di Cremona, Roberto Di Martino, il pm di Bari, Ciro Angelillis (magistrati che hanno scoperchiato il malaffare dei no-

stri campionati), il d.g. della Lega Pro, Francesco Ghirelli; consapevole dell’emergenza da affrontare con proposte quali l’inasprimento dei reati, il rafforzamento della responsabilità oggettiva con l’estensione in sede civile, una riflessione sull’istituto della omessa denuncia, il possibile ruolo attivo delle società, la riforma urgente della giustizia sportiva, la proposta di confiscare i beni patrimoniali ai giocatori colpevoli d’illecito e molto altro ancora per arginare il «cancro» scommesse. Dall’altra fatti che stridono con questi buoni propositi: rumorose le assenze di un inviato della Federcalcio (c’era invece il procuratore federale Palazzi: avrà tanti difetti, ma almeno ci mette la faccia e nonostante tutto va avanti) a parole «grata» con chi svolge le inchieste, ma spesso ondivaga; della Lega

positive: la Lega Pro da due stagioni monitora ogni match per prevenire le combine (A e B dovrebbero prendere esempio), proprio come il Novara, che si è affidato a Federbet. Le inchieste camminano: a Cremona dopo il patteggiamento di Gervasoni (pentito stracredibile per la giustizia ordinaria...) è in arrivo l’ennesimo botto sui personaggi (Mister X e Y) che svelavano gli Over di A. Storia che tocca anche il laziale Mauri. Palazzi aspetta gli atti per avviare i processi in estate. Intanto nei prossimi giorni attesi i deferimenti sul filone bis di Bari (in ansia tra gli altri Gillet, Ranocchia e Gazzi), sperando che Figc e Coni mettano fine al cortocircuito. Altrimenti, per dirla alla Flaiano, la situazione continuerà a essere grave, ma non seria.

di A sempre pronta a respingere le accuse con reazioni tipiche da «casta»; del Coni che ha da poco eletto un nuovo presidente (Malagò) che almeno ha avuto il merito di accelerare la revisione della giustizia sportiva. A proposito: con tempismo perfetto ieri è arrivato l’ennesimo schiaffo dello «scontificio» Tnas (assolto Ventola). Deferimenti in arrivo Nonostan-

te questo, il calcioscommesse è un «pozzo senza fondo» per usare le parole di Di Martino. Questa è la realtà: dietro agli illeciti dei giocatori ci sono organizzazioni criminali disposte a tutto per riciclare e fare soldi con le puntate. Ecco perché servono leggi più aspre. Il rischio è quello paventato dal pm Angelillis: «Mio figlio di 15 anni ora sospetta di ogni gara dal risultato strano». Non mancano le note

Il procuratore Roberto Di Martino

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ERA DI 3 ANNI E 6 MESI

Ventola esulta: il Tnas cancella la sua squalifica (cen) È un ex dopo il ritiro nel 2011, ma Nicola Ventola avrà esultato come ai tempi di Inter o Atalanta: il Tnas, infatti, ha annullato la squalifica di 3 anni e 6 mesi per Chievo Novara 3 0 di Coppa Italia del dicembre 2010, quando giocava in Piemonte. La decisione è stata presa a maggioranza (2 1). Senza entrare nel merito della vicenda (anche il portiere Fontana era stato assolto dal Tnas per la stessa accusa), ancora una volta fa specie come ci siano valutazioni opposte e come un terzo grado di giudizio (caso unico nell’ordinamento italiano) stravolga il lavoro di altri giudici.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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PALERMO Nell’ultima sfida l’attaccante ne ha segnati tre a San Siro

Miccoli e la vittima preferita: già 8 gol all’Inter FABRIZIO VITALE PALERMO

Siena ALESSANDRO LORENZINI SIENA

Dopo il brutto k.o. tocca a Emeghara Iachini ora scommette sulla velocità della punta, ma il calendario è terribile Dopo le polemiche per il gol convalidato prima e annullato poi a Paci, dopo la pesante (per la classifica) sconfitta con il Chievo, il Siena riparte da Emeghara. È lui, il capocannoniere bianconero, 7 gol in 12 partite (Calaiò ne aveva fatti 4 in sei mesi prima di andare al Napoli), l’arma a cui si affida Iachini per il terribile finale di stagione. Perché se è vero che il Siena ha un punto in più rispetto a Genoa e Palermo, cui aggiungere gli scontri diretti in vantaggio con entrambe, è altrettanto palese come il calendario ponga di fronte ai bianconeri sfide, soprattutto le ultime tre, quasi impossibili: prima la doppia trasferta a Roma e a Catania, quindi il derby con la Fiorentina in casa, poi trasferta a Napoli e finale al Franchi con il Milan. Che finale «Pensiamo gara per gara», predica Ia-

chini, che può confortarsi pensando a un fatto: contro le grandi, il Siena è sempre riuscito ad esprimersi al meglio e proprio sfruttando la velocità di Emeghara. Con Pozzi di nuovo ai box (adduttore sinistro) il tecnico non cambierà schema e proporrà anche all’Olimpico il 3-4-2-1. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Innocent Emeghara, 23 anni, svizzero-nigeriano ANSA

Bologna NICOLA ZANARINI BOLOGNA

Pioli vuole guarire dal mal di pareggite Gli ultimi 4 turni sono finiti in parità: a Bergamo ancora centrocampo a 3 Allergico al pareggio per due terzi di stagione, ora il Bologna conosce solo la mezza misura. I rossoblù si sono divisi la posta con gli avversari degli ultimi 4 turni; allo 0-0 di Udine, primo pari esterno dopo 10 sconfitte e 4 vittorie, sono seguiti il 2-2 con il Torino, l’1-1 di Palermo e l’1-1 con la Samp. «Siamo stati sconfitti solo una volta nelle ultime 8 partite e anche i pareggi sono segno di continuità», si consola il tecnico Pioli, che l’anno scorso ha dimostrato di non digerire i biscotti primaverili battendo un Genoa disperato e sgambettando un Napoli in corsa Champions. Neanche un gol di Gila e il rientro di Diamanti sono bastati per tornare a vincere dopo l’1-0 del 10 marzo in casa Inter. A fare guarire dalla pareggite potrebbe essere Perez, ma la distorsione al ginocchio destro rischia di tenerlo fuori anche sabato. A Bergamo, infatti, è probabile la conferma del centrocampo a 3 con Kone, Krhin e Taider, lusingato dell’interessamento del Borussia Dortmund (ma ricorda di avere 3 anni di contratto). E oggi Cherubin saprà se la sua stagione è finita per una microfrattura al piede sinistro. © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’Inter nel mirino. Qualcosa che a Fabrizio Miccoli (nella foto Ansa) riesce molto bene, visto che è la seconda squadra a cui ha segnato di più in carriera. L’attaccante ai nerazzurri ha già rifilato 8 gol (al primo posto c’è il Chievo con 11 reti) tutti con il Palermo. L’ultima volta fu la scorsa stagione a San Siro, dove fece addirittura una tripletta in un pirotecnico 4-4 dando vita a un duello con Milito che invece calò un poker. Per lui fu una serata memorabile perché con quelle tre reti si laureò,

superando Carlo Radice, il miglior marcatore di sempre dei rosanero. Di fatto, più della metà del suo bottino con i nerazzurri lo ha realizzato proprio lo scorso campionato, perché all’andata al Barbera realizzò una doppietta nella vittoria dei rosanero per 4-3. L’Inter, insomma, porta bene a Miccoli che domenica avrà l’occasione di rimpolpare il proprio bottino nello scontro che per il Palermo può valere una buona fetta di salvezza. Il Romario del Salento ha dovuto saltare il derby col

Si ritorna a Trieste E c’è il caos biglietti

Catania a causa di vecchi problemi muscolo-tendinei alla gamba sinistra. La scorsa settimana si è sottoposto ad un programma di recupero allo Human Performance Lab di Varese diretto dal dottor Battistella (capo dello staff medico del Palermo). I controlli hanno dato esito positivo e da oggi il capitano rosanero tornerà ad allenarsi. Un’arma in più a disposizione di Sannino che contro i nerazzurri potrà ricomporre il tandem offensivo composto da Miccoli e Ilicic. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Genoa FILIPPO GRIMALDI GENOVA

Preziosi ci crede Con l’Udinese in tribuna solo 1.300 tifosi friulani «Siamo padroni Oggi l’udienza al Tar sullo 0-3 di Cagliari-Roma del nostro futuro» Cagliari MARIO FRONGIA-MASSIMO MEROI CAGLIARI-UDINE

A 72 ore dalla sfida «casalinga» di Trieste con l’Udinese, a Cagliari riprende a girare la giostra infernale che accompagna da sei mesi lo stadio Is Arenas. Mentre la squadra prosegue la preparazione — ancora out Cossu per infortunio — ieri sono tornati in libertà Pierpaolo Gessa e Andrea Masala. I dirigenti del Comune di Quartu, ai domiciliari per peculato e falso nell’inchiesta sulla realizzazione dell’Is Arenas Stadium, hanno l’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria due volte alla settimana. È invece attesa oggi la decisione del gip Giampaolo Casula sulla richiesta di libertà per Mauro Contini e Stefano Lilliu, sindaco e assessore ai lavori pubblici di Quartu. Gessa e Masala erano stati arrestati il 29 novembre con l’imprenditore Antonio Grussu, in libertà da 10 giorni. Per entrambi ha pesato il parere favorevole del pm titolare dell’inchiesta, Enrico Lussu. È invece previsto per dopodomani l’interrogatorio del presidente Massimo Cellino. Il patron rossoblù — in carcere a Buoncammino dal 14 febbraio, dal 2 marzo ai domiciliari, prima nella comunità di Villamassargia e dal 9 marzo al centro tecnico di Assemini — è stato arrestato per peculato e falso sempre per lo stadio. Ieri, l’invito a comparire della Procura è stato notificato ai difensori: contestati anche reati su presunte violazioni urbanistiche e ambientali. Intanto, il club ha pubblicato sul sito la lettera in cui Cellino comunicava l’addio al Sant’Elia al sindaco di Cagliari, Massimo Zedda. Il patron lo ha querelato per frasi rilasciate a radio e tv.

Tar del Lazio Si tiene oggi l’udienza del Tar del Lazio sul ricorso presentato dal Cagliari sulla partita mai giocata con la Roma del 23 settembre. Il Tribunale ha accolto la richiesta di abbreviazione dei termini formulata dai legali Grassani e Lubrano. In aula i provvedimenti della giustizia sportiva, che ha inflitto ai rossoblù lo 0-3 a tavolino, definiti «illegittimi» dal club. L’eventuale accoglimento del ricorso può riaprire la possibilità della disputa di Cagliari-Roma. Un’ipotesi seguita anche dalle squadre in corsa per un posto in Europa. Qui Udine E domenica, a Trieste, ci saranno solo

1.300 tifosi dell’Udinese. Le limitazioni decise dal Gos, che oggi saranno prese in esame dall’Osservatorio, tarpano le ali alla tifoseria friulana che, all’indomani della vittoria con la Lazio, aveva raccolto oltre 5 mila richieste per seguire la squadra al Rocco. «Quella friulana — ha detto il questore di Trieste Giuseppe Padulano, che ricoprì lo stesso ruolo a Udine quando al Friuli furono tolte le barriere — è una tifoseria seria che non deve sentirsi penalizzata da un’esigenza di tutti». Dunque 1.300 tifosi e solo della provincia di Udine. Niente da fare per quelli di Gorizia e Pordenone, dove sono tanti i club bianconeri. Una decisione che sa di ingiustizia. Che poi a spingere a queste decisioni sia stata la storica rivalità tra Udine e Trieste è evidente. Padulano poi avverte: «Non partite senza biglietto». Anche perché potrà essere acquistato fino a venerdì. Già numerose le proteste via Facebook di tifosi e dei club non della provincia di Udine: vogliono andare all’esterno del Rocco. L’Udinese ha scritto al questore chiedendo di rivedere i limiti sulla tessera del tifoso, dicendosi disposta a mandare i suoi steward al Rocco. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Q Cellino, venerdì nuovo interrogatorio Massimo Cellino, ai domiciliari per il caso Is Arenas, sarà sentito nuovamente dal pm tra due giorni ANSA

Parma SANDRO PIOVANI PARMA

Che colpi: presi i baby Sampedro e Jankovic Il primo è una seconda punta veloce L’altro fa il trequartista ed è serbo Nonostante le delusioni del girone di ritorno (10 punti), il Parma lavora anche sul fronte del mercato. Pensando al medio termine. Un mercato, quello primaverile, destinato soprattutto all’acquisizione di giovani di prospettiva. Dopo aver portato in Italia il primo giocatore panamense, l’attaccante classe ’94 Jornam Aguilar e dopo aver bloccato il centrocampista australiano Terry Antonis, diciannovenne compagno di Del Piero nel Sidney, ecco che arrivano altri due colpi. Secondo fonti venezuelane, il Parma ha messo sotto contratto, per 5 anni, Andres Sampedro, seconda punta scattante in arrivo dal club greco del Platanias, già transitato in Italia nella Ternana. Ma il vero colpo arriverebbe dal-

Andres Sampedro, 17 anni

Filip Jankovic, 18 anni

la Serbia: l’a.d. Pietro Leonardi ed il suo staff avrebbero anticipato alcuni club italiani e preso il trequartista della Stella Rossa di Belgrado, classe ’95, Filip Jankovic. Mancherebbero solo le firme. Il Parma avrebbe approfittato di una vertenza tra il giovane centrocampista e la Stella Rossa, rea di non avergli pagato tre mensilità consecutive. Una mancanza che ha consentito al centrocampista di arrivare alla risoluzione del contratto e di svincolarsi a costo zero. Il club serbo chiedeva infatti 3 milioni di euro per il talentino e alla fine il Parma dovrebbe sborsare solo 450mila euro, come indennizzo. Jankovic viene presentato come trequartista, dotato di tecnica e velocità oltre che di visione di gioco. Deve ancora crescere dal punto di vista fisico per poter confrontarsi con il calcio che conta ma sembra che la strada intrapresa sia più che buona. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il presidente Enrico Preziosi, 65 anni, a Marassi ANSA

Smentite le voci di una cessione: «Non ho acquirenti, purtroppo...» Scegliete voi: un forte richiamo all’ordine, diplomaticamente parlando. Un duro monito alla squadra, per dirla in altre parole. La sostanza, comunque, non cambia. Il presidente Enrico Preziosi è piombato ieri mattina a Pegli per confessare a lungo il gruppo negli spogliatoi del Signorini, con l’unico scopo di far capire a tutti che da qui in poi non sarà più ammesso sbagliare. «Non mi arrendo, perchè il nostro futuro dipende da noi. Ho confermato io Ballardini, e adesso i giocatori devono dimostrare di credergli», ha spiegato il numero uno del Grifone. E, negli ultimi 450 minuti della stagione, il Genoa dovrà metterci l’anima per uscire dai guai — difficile, ma non impossibile — sperando che il tanto invocato calendario meno ostico (sulla carta) rispetto alle due avversarie dirette per la salvezza, Siena e Palermo, si riveli tale. Fuori l’orgoglio Cosa chiede Preziosi? Esige che

tutti, adesso, facciano la loro parte sino all’ultimo secondo del campionato. In campo, ma anche fuori. Abnegazione, sacrificio, lavoro: queste le direttive del presidente, che vuole la massima professionalità sino a fine stagione. «Abbiamo parlato dei comportamenti di alcuni giocatori che non ci soddisfano. Qualcuno ha voglia di soffrire meno: vorrà dire che il gruppo si compatterà con quelli che hanno voglia di vincere». Un mese in apnea, poi si tireranno le somme. Cessione-bufala In casa del Chievo, che ha fatto un grande regalo a se stesso, ma pure al Genoa, fermando la corsa del Siena, Ballardini ritroverà Borriello, l’uomo che sin qui ha retto spesso quasi da solo le sorti di un attacco troppo spesso in difficoltà, complici le difficoltà di Immobile, l’infortunio di Floro Flores e la pubalgia di cui ha sofferto Jankovic. Facile prevedere che tocchi proprio alla coppia Borriello-Floro Flores partire titolare. Tutto il resto, cioè le voci ricorrenti sulla possibile cessione della società rossoblù, secondo lo stesso Preziosi è una colossale bufala: «Purtroppo, per fortuna o per sfortuna, non ho nessuno interessato al Genoa», il secco commento del presidente genoano, per chiudere le voci su un potenziale, anonimo acquirente proveniente dal Kazakistan. Per ora, Preziosi preferisce concentrarsi sui problemi di un Genoa che, domenica, spera di recuperare due uomini insostituibili come Kucka (possibile) e il capitano Rossi (improbabile). © RIPRODUZIONE RISERVATA

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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MERCOLEDÌ 24 APRILE 2013

LUIGI e AURELIO DE LAURENTIIS presentano una esclusiva FILMAURO HOME VIDEO

Chi di noi almeno una volta non è stato colto da un improvviso, irrefrenabile, straordinario... colpo di fulmine?

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NERI PARENTI

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MERCOLEDÌ 24 APRILE 2013

ilCaso

conto finale secondo Alex Schwazer è stato ICosìltroppo salato. Tre anni e mezzo di squalifica. si conclude il primo round della giustizia sportiva di uno degli scandali doping più dolorosi della storia dello sport italiano, alla vigilia dei Giochi di Londra. Il marciatore olimpionico si confronta ora polemicamente con chi «sta zitto e basta» e ritira la sua sospensione biennale, quasi il doppio della sua. Ma le aggravanti nel suo caso sono diverse e pesanti e concorrono ad individuare una pena più severa. Schwazer non ha convinto gli inquirenti: la sua versione, una volta scoperta la positività, è appar-

l’Analisi

trionfo del Bayern. A Monaco, probabilmente, nessuno si sarebbe sognato di affidargli la squadra senza quel 4-0 del 2009, una sublime lezione di calcio confezionata al Camp Nou. Quella sera, in fondo all’amara eliminazione Champions, il Bayern ha cominciato a rincorrere il solco del modello Barça, affidandosi a Louis van Gaal e adattandolo alla fisicità del calcio tedesco. Jupp Heynckes ha lavorato con molto buon senso sulla spinta propulsiva del tecnico olandese e ha ottenuto i risultati che sono sotto gli occhi di tutti. Guardiola adesso si trova in mezzo a un guado, tra passato e futuro. Quello che ha lasciato si sta sfaldando, quello che troverà è un mix difficile da migliorare. Il passato è un Barça arrivato alla fine di un ciclo. C’erano già stati sintomi evidenti, in questa travagliata stagione. I primi contro il Real Madrid in un passaggio delicato tra Liga e

Pep Guardiola, 42 anni, allenerà il Bayern AFP

sa lacunosa, fragile, omissiva, anche tecnicamente ben poco sostenibile. Si potrebbe addirittura ribaltare la tesi dell’atleta: proprio quei sei mesi di sconto in realtà gli darebbero la prospettiva di poter disputare l’Olimpiade di Rio. Una porta socchiusa, che si spalancherebbe del tutto se Alex cominciasse a raccontare qualcosa di più persuasivo. Sarebbe la via maestra per un recupero prima di tutto umano del marciatore. Non una rimozione, ma l’elaborazione onesta di ciò che è accaduto. Come sempre, è soltanto

laPuntura

GUARDIOLA, IL BARÇA CHE SI SFARINA E UN BAYERN DIFFICILE DA MIGLIORARE ombra di Pep Guardiola continua a incomL’ bere sulla sfida dell’Allianz Arena, resta spalmata nelle pieghe del tracollo del Barça e del

coppa del Re. Poi c’è stata la sconfitta col Milan. Un flop totale contro i rossoneri, con un Messi irriconoscibile. Il 4-0 nel ritorno, la clamorosa rimonta sulla squadra di Allegri, aveva fatto pensare a una crisi di passaggio, a un calo di condizione fisica e mentale, forse legata anche al difficile momento di Tito Vilanova, alla sua battaglia contro la malattia. Invece, nonostante il filotto di successi nella Liga, nel doppio confronto col Psg di Ancelotti, in Champions, si è capito che il Barça non è più quello degli anni scorsi. Manca la velocità, la continuità, il pressing altissimo, l’ossessione asfissiante del suo gioco. Tutto dipende drammaticamente da Messi. Se non c’è o sta male, il Barcellona è una squadra che scende di categoria, senza un piano B per reinventarsi. Quello che è successo ieri a Monaco è la conferma. Il Barça è una squadra giovane, ha sicuramente futuro: ma deve cambiare, deve rinforzarsi in difesa, in attacco e deve studiare delle soluzioni alternative al suo gioco palla a terra. Questo Bayern, invece, rivaluta la Juve. Conferma di essere la squadra più forte del momento in Europa, una squadra che concede quasi nulla agli avversari e mette Messi e Iniesta sullo stesso piano di Matri e Vucinic. Dopo aver vinto il campionato, il vecchio Heynckes può congedarsi con un triplete: coppa di Germania e Champions sono alla sua portata. Sarebbe la prima volta per il club di Monaco, un triplo successo che creerebbe qualche difficoltà a Guardiola. Il Pep ha un compito complicato, deve riuscire a far fare un salto di qualità — l’ultimo — a una squadra che è già fortissima, che è alla terza finale di Champions nelle ultime quattro stagioni e che ha dimostrato di saper giocare in tutti i modi. La sua prima pietra — l’abbiamo saputo ieri — si chiama Mario Götze, giovane asso cresciuto nel Borussia Dortmund, prelevato per 37 milioni. E l’annuncio, piazzato alla vigilia del match tra i gialloneri e il Real di Mou, sembra una stilettata di veleno lanciata in casa dei rivali di Bundesliga.

di ROBERTO PELUCCHI

f Secondo gli ultimi calcoli di Galliani, il Milan è la squadra che ha fatto più punti di tutti nei primi tempi degli anni bisestili.

U

na premessa è doverosa: Ibra, Lavezzi e Verratti non perdono occasione per inviare messaggi d’amore al calcio italiano. Sono tre giocatori di età e di carature diverse eppure hanno tutti la stessa idea: tornare in Serie A. E questo è un motivo che ci deve far pensare positivo, abbiamo ancora una buona dose di fascino in giro per l’Europa. Il Pocho ha il Milan in testa. Stiamo parlando di un attaccante che sposta il valore di una squadra. Lo sa bene il Napoli che con il vero Lavezzi oggi sarebbe probabilmente a duellare per lo scudetto testa a testa con la Juve. Reso onore al fuoriclasse argentino il problema è capire «quanto» servirebbe alla squadra rossonera. Adriano Galliani, uno che si diverte a giocare con il mercato, nella chat in Gazzetta ha indicato una priorità assoluta: «Il primo acquisto sarà senz’altro un difensore». Un messaggio corretto. Che inquadra uno dei problemi emersi nell’ultimo campionato. Lo stesso Galliani ha ammesso che se potesse far tornare a casa uno tra Thiago Silva e Ibra sceglierebbe il brasiliano. Qualcosa di importante serve anche in mezzo al campo. Montolivo ormai ha convinto tutti. Ma intorno al nuovo direttore d’orchestra serve più qualità. La Juve ha vinto gli ultimi due scudetti grazie al valore aggiunto garantito dai suoi centrocampi-

sti. Ed eccoci al Pocho. Un tridente con Lavezzi a destra, Balotelli centravanti ed El Shaarawy a sinistra sarebbe tanta roba. Tra l’altro il Milan avrebbe anche alternative di lusso quali Niang e Pazzini. Dal punto di vista tecnico sarebbe un’operazione perfetta. Difficile, quasi impossibile, trovare in Europa un attacco più forte per qualità e gioventù. Ma tra il fantacalcio e la realtà ci sono di mezzo i bilanci. Il Milan, che ha appena chiuso i conti al 31 dicembre 2012 con un passivo di soli 7-8 milioni, sta lavorando da più di un anno per ridurre spese e monte ingaggi. Cercando di non perdere competitività. Lavezzi, a parte il costo del cartellino, guadagna quattro milioni netti a stagione. Una cifra che potrebbe alimentare gelosie all’interno dello spogliatoio rossonero. La sensazione è che il Pocho non sarà in nessun caso il primo colpo di Galliani. Magari potrebbe diventare la ciliegina sulla torna se il Milan conquisterà la qualificazione alla fase a gironi della Champions (che garantisce tanti soldi), se l’attaccante argentino accetterà di ridursi l’ingaggio e di spalmarlo per quattro-cinque anni e se, nel frattempo, la società rossonera riuscirà a fare cassa attraverso la cessione di Robinho che a giugno potrebbe tornare in Brasile. Tanti «se», inutile nasconderlo. Ma ci scommettete che in estate la storia Lavezzi-Milan sarà oggetto di lettura sotto l’ombrellone? Proprio come Ibra e Verratti alla Juve. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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dallaPrima

Ibra alla Juventus Almeno 3 motivi per un sì convinto

di STEFANO FROSINI

Zlatan Ibrahimovic, 31 anni. Attaccante del Psg REUTERS di SANDRO VERONESI

i risiamo, e adesso sembra C qualcosa di più di un sogno o di un abbocco: l’esperien-

TwitTwit

IL CINGUETTIO DEL GIORNO

USAIN BOLT Pluriolimpionico di atletica

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LAVEZZI SAREBBE UN GRAN COLPO MA NON E’ LUI LA PRIORITÀ DEL MILAN

la verità che guarisce. Un percorso da compiere in relativa solitudine, con la coscienza come unica compagna. Attorno all’atleta colpevole si fa terra bruciata, non è una novità. E’ la profonda vigliaccheria di un sistema malato, teso a salvare se stesso buttando a mare senza pietà chi è caduto nei controlli. Ed è questa l’altra faccia della squalifica, amara: chi doveva controllare e non l’ha fatto, chi s’è voltato dall’altra parte, chi ha svolto il ruolo del cattivo maestro, chi ne ha tratto un guadagno, tutti questi «chi» sono impuniti. E magari liberi di provarci ancora.

laVignetta

laStrategia

di LUCA CALAMAI

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SCHWAZER, UNA CONDANNA GIUSTA MA ALTRI COLPEVOLI SONO IMPUNITI

di FRANCO ARTURI

di ALESSANDRO DE CALÒ

LA GAZZETTA DELLO SPORT

sto gustando in una ciotola una zuppa di capra offertami nella mia comunità @usainbolt

FERNANDO ALONSO Pilota di F.1 alla Ferrari

Un uomo normale prende tutto come una benedizione o una maledizione. Un samurai è un guerriero che accetta tutto come una sfida @alo oficial

MARIA SHARAPOVA Campionessa di tennis

La mia @porsche preferita al Museo di Stoccarda. Si chiama rosa @MariaSharapova

za ci insegna che quando Mino Raiola dichiara che c’è lo spazio per una trattativa, la trattativa è già in corso ed è destinata ad andare molto avanti. Dunque l’ipotesi di un ritorno di Ibrahimovic alla Juve è diventata concreta — una macchina col motore acceso, pronta a partire, in attesa che salgano i passeggeri. Circa un mese fa, commentando positivamente la voce che anticipava questa eventualità, ho suscitato le proteste di una parte dei fratelli bianconeri. A fronte del mio romantico entusiasmo per la prospettiva di veder «tornare le cose a posto» (cioè com’erano fino all’estate del 2006), mi sono state poste tre obiezioni: 1) Ibra costa troppo; 2) La Juve deve vincere in Europa, e in Europa Ibra non ha mai vinto nulla; 3) Ibra è un traditore, un mercenario, e sta bene dove sta. Ora, si dà il caso che quella voce, che un mese fa era solo un sussurro, si sia ingigantita e sia diventata una reale possibilità anzi, secondo molti una probabilità. Mi sono dunque interrogato sulle obiezioni ricevute allora, ci ho riflettuto sopra, ma alla fine non ho cambiato idea. Circa il costo, devo dire che la cosa non mi riguarda: l’attuale gestione della società è sobria e accorta, e se venisse trovata una via per rendere sostenibile il ritorno di Ibra (diminuzione dell’ingaggio, contratto lungo, bonus eccetera), non ci vedrei proprio nulla di male; e se il suo ritorno dovesse comportare il sacrificio di qualche giocatore lo troverei ragionevole, purché questo sacrificio non riguardi Pogba, Marchisio o Vidal — ma, d’altra parte, il sacrificio di Pogba, Marchisio e Vidal non lo troverei ragionevole nemmeno per arrivare a Rooney o Cristiano Ronaldo. Riguardo al fatto che in Europa Ibra non abbia mai vinto nulla, credo che questo possa essere uno stimolo, per lui, piuttosto che un limite: passati i 30 anni, e vinti tutti i campionati ai quali

ha partecipato (meno uno, l’anno scorso), sono certo che nulla più del desiderio di alzare quella coppa possa tenere alta la sua determinazione agonistica. Riguardo infine all’ipotesi che sia un mercenario o un traditore ho frugato nella memoria ma non ho trovato una sola sua dichiarazione né un solo atteggiamento che possano avermi ferito nell’orgoglio di tifoso. Certo, non è sceso in B con Del Piero, Nedved e Buffon, ma onestamente nessuno se l’aspettava; è passato dalla Juve all’Inter, sì, ma la responsabilità di questo passaggio è della società di allora, che proprio all’Inter l’ha venduto; ed è tornato in Italia nel Milan, d’accordo, ma questo, con la forza in più che ha regalato ai rossoneri, ha reso ancora più grande, l’anno scorso, la soddisfazione di scucirgli lo scudetto dal petto. Per contro, continuo a pensare che sia un campione straordinario, anche più forte di sette anni fa. Arretrando leggermente la posizione in campo e maturando come atleta e come uomo, è nel frattempo diventato un giocatore universale, molto più altruista (vero, Nocerino?), compatibile con chiunque e paradossalmente anche molto più prolifico — caratteristiche, queste, che nel calcio di Conte sono fondamentali, anche se purtroppo nessuno degli attaccanti attualmente a sua disposizione le possiede entrambe. Questo dunque rimane il mio pensiero: il ritorno di Ibra è la cosa migliore che un tifoso della Juve possa aspettarsi. Poi, per scrupolo, ho chiesto un parere a mio figlio Gianni, che ha 13 anni e non è legato al passato né da rancori né da sentimentalismi — ma che, essendo adolescente, è ancora più tifoso di me. Ti piacerebbe Ibrahimovic alla Juve? Magari. Non pensi che costi troppo? Se riescono a prenderlo, no. Non pensi che non sia adatto alla Champions? Che sciocchezza (ha detto un’altra parola, ma è mio dovere di padre sostituirla). Non pensi che sia un mercenario, un traditore? Non ha senso, quest’accusa. Meditate, gente, meditate. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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MONDO

Ferguson, chi lo ferma? Il trionfo e ora il rinnovo

Taccuino

LO SCHERZO

Suarez morde Evra gli dedica la mano morta

Sir Alex firmerà per altri due anni con il Manchester United Già si pensa al mercato: piace James Rodriguez, nodo Rooney si sono poi concessi una puntata al casinò. Rio Ferdinand ha dato un’altra stoccata al City: «I titoli si vincono così, con stile e non per la differenza reti».

DAL NOSTRO INVIATO

STEFANO BOLDRINI MANCHESTER (Inghilterra)

Il mago di Glasgow, come Hodgson ha ribattezzato ieri Alex Ferguson dopo la conquista del 20˚ titolo, 38˚ trofeo di 27 anni di onorata panchina al Manchester United, ha lasciato libera la squadra di fare le ore piccole, celebrando con moglie e pochi amici l’ennesimo successo. Una bottiglia della sua cantina d’autore e un brindisi al nuovo contratto fino al 2015, pronto da tempo. Manca solo la firma. E chissà se sarà l’ultimo, nonostante i 71 anni suonati. Come dice José Mourinho, «Ferguson, al quale auguro lunga vita, morirà in panchina». Sir Alex fa e disfa. È padrone del suo destino. A lui l’Inghilterra perdona tutto: persino di aver detestato, da buon laburista, Margaret Thatcher. Rivincita Questo successo rappresenta molto, per il santone scozzese, scottato dalla beffa del 13 maggio 2012, quando i cugini del City gli scipparono il titolo al terzo minuto di recupero, con il gol di Aguero al QPR: «Fin dall’inizio ho chiesto di non perdere un altro campionato per differenza reti. Anche per questa ragione è arrivato

Il mercato La rivalità con il City

Alex Ferguson, 71 anni, allena il Manchester United dal 1986 LAPRESSE

Van Persie. Contro l’Aston Villa è stato meraviglioso. Il suo secondo gol è uno dei più belli di tutti i tempi. Un altro aspetto importante della nostra squadra è la mentalità vincente. Lo United non si arrende mai. Qui c’è un grande futuro. Abbiamo diversi giovani che costituiranno l’ossatura del domani: Jones, Rafael, Cleverley, Welbeck. Ma i vecchi sono ancora in grado di fare la differenza. Giggs può giocare altri due anni».

La rivalità con il City resta un nervo scoperto: «Nei derby c’è stato equilibrio, ma noi siamo stati più forti e più regolari». Ore piccole La squadra ha fe-

steggiato il titolo in un ristorante nella centralissima Deansgate. Tutti a tavola, a cominciare dai big: Rooney, Van Persie e Giggs, che ha sventolato una bandiera raffigurante Ferguson. I bagordi si sono protratti fino all’alba. Jones e Smalling

è un tormentone, ma lo United guarda già avanti. I ricavi del nuovo contratto tv — in vigore dalla prossima stagione — e gli introiti commerciali — grazie soprattutto alle vendite in Asia — consentiranno a Ferguson di dettare legge sul mercato. In attacco arriverà Wilfried Zaha, prelevato a gennaio dal Crystal Palace. A centrocampo piacciono James Rodriguez del Porto e Borja Valero della Fiorentina. Per la difesa, circolano i nomi di Marquinhos e Baines. In uscita, Nani, Anderson, ma soprattutto c’è da risolvere il nodo Rooney, costretto a giocare arretrato per tutta la stagione in nome della grandezza di Van Persie. Ferguson assicura che sono solo chiacchiere quelle di un interessamento del Psg. Il bomber, con il contratto in scadenza nel 2015, attende un segnale. La Francia degli sceicchi è una bella tentazione, ma c’è il problema tasse. Scalpita anche il messicano Hernandez: chiede maggiore spazio. Potrebbe darglielo un altro club, forse il Real Madrid. © RIPRODUZIONE RISERVATA

FRANCIA

Oggi in campo Rennes e St. Etienne Oggi in programma gli ultimi due incontri della 33a giornata di Li gue 1: Rennes Troyes e St Etien ne Ajaccio. Classifica (prime pos.) Psg 70; Marsiglia 61; Lione 59; Lilla 56; St. Etienne, Nizza 54; Lorient 50.

BRASILE

Test con il Cile: Scolari prova Pato-Neymar Il morso di Patrice Evra, 31 anni Oggi sapremo se il campionato di Suarez, l’attaccante del Liverpool finito nell’occhio del ciclone per aver morso il braccio di Ivanovic, è finito. La commissione della Federcalcio si riunirà per prendere una decisione sulla base della prova tv, ma un portavoce ha fatto sapere che «per gioco violento lo stop è di 3 gare, ma questo episodio è molto grave» e si annuncia quindi una maxisqualifica. Suarez paga l’essere recidivo — l’anno scorso rimediò 8 turni per insulti razzisti ad Evra dello United — e anche la ragion di Stato. Il premier Cameron, sempre attento all’umore del Paese, ha invocato «una pena esemplare». Ivanovic ha rifiutato le scuse di Suarez, irriso da Evra alla festa per il titolo dello United: il francese ha fintato un morso a una mano di gomma. A chiudere il cerchio, la tripletta di Van Persie che ha scavalcato proprio Suarez e, in caso di squalifica, avrà il via libera per rivincere il titolo di capocannoniere. bold

(m.can.) Brasile e Cile gioca no stasera un’amichevole non uffi ciale, senza convocati dall’Europa: in campo ci sarà anche Ronaldinho, che contende un posto a Kaká per la Confederations Cup. Scolari potreb be varare la coppia Neymar Pato. Nel Cile gioca Edu Vargas (Gremio, in prestito dal Napoli).

il caso

Julio va in Blues Lunedì, festa di Luiz e Obi Mikel: Julio Cesar si presenta con la maglietta del Chelsea. Indizio di mercato? Certo è che il Qpr s’è molto arrabbiato: multa in arrivo.


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SERIE B

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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IL PROTAGONISTA Taccuino

I PIÙ FAMOSI CON LA MAGLIA DELL’HELLAS

GIUDICE SPORTIVO

Mandorlini, 2 giornate Budel: stagione finita

BOGDANI

17 gol

Erjon Bogdani quarto marcatore stagionale della storia dell’Hellas: 17 gol nel 2004-05 in B FOTOPRESS

ADAILTON

15 gol

L’attaccante brasiliano Martins Adailton ha segnato 15 gol nella stagione 2005-06 in Serie B ANSA

DE VITIS

13 gol

Antonio De Vitis ha segnato 13 gol nella stagione 1995-96: 2˚ in B e promozione in A ARCHIVIO

GALDERISI

11 gol

Giuseppe Galderisi ha segnato 11 reti nell’anno dello storico scudetto, stagione 1984-85 ARCHIVIO

ZIGONI

9 gol

Gianfranco Zigoni ha segnato 9 gol nella stagione 1974-75 con la squadra in Serie B ARCHIVIO

Cacia nella storia del Verona Nessuno ha fatto 20 gol con questa maglia: «Vorrei chiudere qui la carriera» GUGLIELMO LONGHI

Ha mandato in frantumi un record di 72 anni fa, preistoria del calcio e raggiunto Ardemagni in testa alla classifica marcatori, exploit del presente: quanto pesano i 20 gol di Daniele Cacia, da lunedì sera il giocatore del Verona che ha segnato di più in un singolo campionato. Un’impresa che l’ha fatto entrare nella storia dell’Hellas, come, anzi meglio di gente del calibro di Bogdani, Adailton, De Vitis, Galderisi, Zigoni, Elkjaer. Chiudere a Verona «Ci pensavo

da un po’, il team manager Mazzola continuava a ripetermelo: "Devi battere questo record, è troppo importante, ma ce la puoi fare". Tutto bene, anche se è arrivato in modo strano, partendo dalla panchina. Ma quanto ho fatto non ha valore se poi la squadra non conquista il suo obiettivo». Cioè la promozione. Luigi Zanetti, il recordman spodestato (era a quota 19), finita la Seconda guerra mondiale, è andato a fare il bancario. E Cacia? «Ogni tanto ci penso, poi mi dico che è presto. Non ho ancora 30 anni, vorrei andare avanti. Non mi dispiacerebbe l’idea di chiudere

Daniele Cacia, 29 anni, contro il Brescia ha segnato una doppietta LAPRESSE

la carriera qui e magari allenare i ragazzi». Dei grandi attaccanti che ha superato, ha visto giocare soltanto Totò De Vitis («il mio padrino: l’ho conosciuto a Piacenza come allenatore degli Allievi poi come d.s. e l’ho ritrovato alla Fiorentina») e Bogdani, un centravanti tanto diverso da lui: «Vero uomo d’area, forte fisicamente, gran colpitore di testa». Di tutti gli altri ha solo sentito parlare: due come Zigoni (9 gol nel 1974-75) e Galderisi (11 nel

1984-85) pur non finendo ai primi posti di questa speciale classifica hanno lasciato tracce importanti nell’immaginario dei tifosi. Per dire: Cacia, l’anno dello scudetto, aveva appena imparato a camminare... Se non segna, gioca male E’ dun-

que questa la sua stagione migliore, e non solo perché lo dicono i numeri: «Sto bene, ho superato i problemi di due mesi fa. Ma non era pubalgia, era un semplice affaticamento». Vero

che nelle ultime settimane il suo rendimento è stato al di sotto delle attese: «Ma io sono fatto così, vivo per il gol: se non segno, gioco male. Queste sono le mie caratteristiche, non sono capace di fare il lavoro di Ferrari. Il mio modello è Inzaghi (13 gol col Verona ’93-94, ndr): sempre fuori e dentro l’area, sempre sul filo del fuorigioco». Il più bello dei 20 gol? «Quello al Varese, di sinistro, da trenta metri: per me una rarità»). E’ anche migliorato di carattere accettando di buon grado la panchina («Mandorlini col Brescia ha fatto le scelte giuste»), le 7 giornate di squalifica che in pratica condannarono il Piacenza alla retrocessione sono un ricordo: «Quest’anno una sola espulsione e un paio di ammonizioni, si vede che sto maturando». Sarebbe anche il suo primo titolo da capocannoniere: «Ci sono andato vicino altre due volte, sempre a Piacenza, ero arrivato a 14 e 17 gol». Con la Serie A ha un rapporto difficile: «A Firenze e Lecce sono stato frenato da gravi infortuni. L’ho sempre detto: sono arrivato nel luogo giusto nel momento giusto. Per questo ora vorrei giocarmi le mie carte in condizioni normali, dimostrare quanto valgo».

clic IL SECONDO GOL CONTRO IL BRESCIA E’ DI GOMEZ Sul giornale di ieri abbiamo commesso un errore. Il secondo gol del Verona, in occasione della vittoria per 4-2 contro il Brescia di lunedì sera, non è stato segnato da Jorginho (autore soltanto della prima rete) bensì da Gomez. Ci scusiamo per l’errore con i lettori e con gli interessati.

97

i gol di Cacia Daniele Cacia ha raggiunto quota 20 reti nel Verona e in carriera è arrivato a quota 97. Le reti messe a segno dall’attaccante gialloblù sono divise in tre categorie: SERIE A 2 reti SERIE B 87 reti SERIE C1 8 reti

© RIPRODUZIONE RISERVATA

MILANO Verona Brescia ha avuto strascichi pesanti: un ultrà ve ronese è stato arrestato per aver lanciato bottiglie contro un pullman di tifosi bresciani. Sul fronte sporti vo, il tecnico dell’Hellas Mandorlini e il suo vice Bordin sono stati squalifi cati rispettivamente per due e una giornata per gli insulti all’arbitro a fi ne primo tempo, quando sono stati espulsi (sabato ad Ascoli in panchi na ci sarà il d.s. Sogliano, ma la so cietà ha presentato ricorso d’urgen za); per Mandorlini il totale di giorna te di squalifica sale a 7, mentre co me ammende totali arriva a 27 mila visto che oltre allo stop ha avuto an che una sanzione di 5 mila euro. Inve ce Budel (Brescia) ha preso 4 turni di stop per la manata a Cacia: se non ci sarà ricorso e saranno conferma te, per lui stagione finita. Il giudice ha fermato anche per 3 giornate Del vecchio (Grosseto) e per una Defen di e Dos Santos (Bari), Galardo (Cro tone), Biraschi e Crimi (Grosseto), Acosty, Baldanzeddu e Dicuonzo (Ju ve Stabia), Gemiti (Livorno), Andelko vic e Gulan (Modena), Sini (Pro Ver celli), Schiavi (Spezia), Bressan e Fili pe (Varese), Giacomelli (Vicenza). Tra gli allenatori 2 giornate a Braglia (Juve Stabia). Ammende: 5 mila euro a Crotone e Novara, 3 mila ad Ascoli e Ternana, 2 mila al Brescia.

LA SITUAZIONE

Venerdì Sassuolo in A se vince il derby Questa la classifica dopo la 38a giornata: Sassuolo p. 80; Livor no 73; Verona 72; Empoli 63; Novara ( 3) 59; Varese ( 1) 55; Brescia 53; Modena ( 2) 51; Padova 50; Spezia e Juve Stabia 48; Ternana, Cittadella e Crotone ( 2) 47; Cesena 46; Bari ( 7) e Lanciano 44; Reggina ( 2) 42; Ascoli ( 1) 40; Vicenza 38; Pro Ver celli 31; Grosseto ( 6) 23. Così vener dì (ore 20.45): Modena Sassuolo (0 2). Sabato (ore 15): Ascoli Vero na (1 3); Bari Spezia (2 3); Juve Sta bia Ternana (2 3); Lanciano Croto ne (0 0); Livorno Vicenza (3 3); Pa dova Novara (1 3); Pro Vercel li Grosseto (0 3); Reggina Brescia (2 2); Varese Cittadella (1 0). Dome nica (ore 12.30): Empoli Cesena (3 1).

PRIMA DIVISIONE LA SQUADRA PROTAGONISTA

AlbinoLeffe da playoff dopo un’estate da incubo La retrocessione, il -27 chiesto da Palazzi, il -6 finale: Pala e i suoi giovani adesso ci credono

Scommessa La mossa azzecca-

MACONI-PELUCCHI

In principio fu l’inferno: la retrocessione in Prima divisione dopo 9 stagioni non banali in B - con una finale playoff persa e due salvezze ai playout - e la prospettiva di scivolare subito un piano più sotto, schiacciati da una penalizzazione monstre di 27 punti, quelli chiesti dal procuratore federale Palazzi per il calcioscommesse. L’AlbinoLeffe e la sua bella storia potevano uscirne devastati. Zavorra Riuscire a dimostrare l’estraneità societaria allo scandalo è stato il primo passo per riemergere dagli abissi e garantirsi un futuro. Il resto l’ha fatto il pragmatismo bergamasco, che certe volte appare folle, altre incomprensibile, ma che

vorra è stata eliminata soltanto il 4 novembre, dopo 9 partite e una sola vittoria (più 7 pareggi e una sconfitta). Andamento lento, nonostante i gol del promettente Andrea Belotti, 19 anni, figlio del vivaio. Ma così com’era avvenuto per l’Atalanta (salva in A la scorsa stagione partendo da -6), la penalizzazione si è rivelata una risorsa.

Andrea Belotti, 19 anni, attaccante dell’AlbinoLeffe: 10 gol finora in campionato LIVERANI

poi produce effetti benefici. La squadra, rifondata sui giovani e ridimensionata negli ingaggi (un milione in tutto), ha superato bene gli effetti dello tsunami giudiziario. La penalizzazione è stata via via sforbiciata: prima -15, poi -10 al via del campionato, fino al definitivo -6. Tra una sentenza e l’altra si è dovuto giocare e l’inizio non è stato una botta di vita. La za-

ta è stata quella di anticipare i tempi: nel momento in cui la retrocessione in Prima divisione è diventata inevitabile, la dirigenza ha affidato la squadra ad Alessio Pala, promosso dalla Primavera dopo gli esoneri di Fortunato e Salvioni. Il tecnico ha messo benzina verde nel motore, gettando già lo scorso aprile le fondamenta della nuova squadra. Nelle ultime 20 partite l’AlbinoLeffe ha conquistato sul campo 39 punti (11 vittorie, 6 pari e 3 sconfitte), portandosi a soli 3 punti dai playoff (e l’Entella deve ancora riposare). Il calendario dei seriani è impegnativo - Trapani e Lecce in casa, Como fuori - ma Pala ci crede: «E’ giusto provarci. E se andiamo ai playoff, porto la squadra in bici a Sotto il Monte», il paese natale di Papa Giovanni XXIII. Nel 2007-08 l’AlbinoLeffe perse la A nella finale playoff con il Lecce, ma il libro di storia non è ancora chiuso. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LA SITUAZIONE

IL CASO

Torna il girone B L’Avellino in casa Il Perugia va fuori

Drame ha lasciato il Lecce dopo la folle notte in bici Sarà rescisso il contratto

Questa la situazione nei due gironi della Prima divisione a 270’ dalla fine: GIRONE A La classifica dopo 31 giornate: Trapani p. 59; Lecce 57; Alto Adige 49; Carpi 47; Entella* 46; AlbinoLeffe (-6) 43; Cremonese (-1) e San Marino 42; Feralpi Salò 39; Pavia* 37; Lumezzane 36; Cuneo* 34; Como (-1) 32; Portogruaro (-1) 30; Reggiana 28; Tritium 18; Treviso (-1) 14. (*deve ancora riposare). Così domenica (ore 15): AlbinoLeffe-Trapani (3-1); Alto Adige-Lecce (1-0); Carpi-Tritium (1-1); Feralpi Salò-San Marino (1-0); Cremonese-Portogruaro (2-0); Entella-Como (1-0); Lumezzane-Treviso (1-1); Reggiana-Pavia (0-1); rip. Cuneo. GIRONE B La classifica dopo 27 giornate: Avellino p. 54; Perugia (-1) 52; Latina (-1) 49; Nocerina 47; Pisa 43; Benevento 42; Frosinone (-1) 39; Paganese 38; Catanzaro, Gubbio e Prato 33; Viareggio 30; Andria (-2) 29; Carrarese e Barletta 20; Sorrento 17. Così domenica (ore 15): Avellino-Andria (2-0); Benevento-Nocerina (2-3); Carrarese-Barletta (2-2); Gubbio-Latina (0-2); Paganese-Frosinone (2-2); Prato-Pisa (1-1); Sorrento-Catanzaro (0-1); Viareggio-Perugia (1-4).

LECCE (g.cal.) Ousmane Drame è partito da Lecce, chiudendo di fatto la sua avventura in maglia giallorossa. Denunciato per rapina impropria e lesioni, rispettivamente ai danni di una prostituta nigeriana e di un trans, l’attaccante franco maliano, 20 anni, è stato sospeso dal club, che ha proposto al Collegio arbitrale la risoluzione del contratto. Sino a gennaio in prestito all’Ascoli, Drame era arrivato a Lecce con la stessa formula: è di proprietà del Padova (contratto sino al 2014), che si è riservato, come il Lecce, eventuali iniziative a tutela della propria immagine. GIUDICE SPORTIVO Due giornate di stop per Samb e Arrigoni FIRENZE Il giudice della Lega Pro ha squalificato 36 giocatori (8 di Prima divisione, 28 di Seconda). PRIMA DIVISIONE Giocatori espulsi: due giornate a Samb (Lumezzane) e Arrigoni (Tritium). Non espulsi: una a Pinardi e Cremonesi (Cremonese), Volpe (Entella), Papini (Carpi), Campo e Martin (Alto Adige). SECONDA DIVISIONE Giocatori espulsi: due giornate a Pazzagli (Monza) e Guazzo (Salernitana); una a Palumbo (Fondi), Serlini (Giacomense), Laezza (Arzanese), De Filippo (Chieti), Fedi (Pontedera), Ropolo (Gavorrano), Angelino (Hinterreggio) e Suarino (Melfi). Non espulsi: due giornate a Panepinto (Valle d’Aosta); una a Rossi e Oliboni (Santarcangelo), Miano (Gavorrano), Giacinti (Vigor Lamezia), Degano e Mora (Alessandria), Visone (Arzanese), Maccarrone e Nicastro (Bellaria), Silvestri (Casale), Benci (Melfi), Rossi (Giacomense), Bizzotto (Bassano), Mangili (Castiglione), Provenzano (Martina), Santonocito e Zanetti (Renate). Ammende: 3.500 euro Alessandria (sputi e una pietra ai guardalinee), 1.500 Arzanese. COPPA ITALIA Espulsi: due giornate a Pellegrini (Viareggio), una a Gazzoli (Viareggio). Non espulsi: una giornata a Jefferson, Barraco, Cejas e De Giosa (Latina). Ammenda di 1.500 euro al Latina.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MERCOLEDÌ 24 APRILE 2013


MERCOLEDÌ 24 APRILE 2013

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MOTORI IL TEST SPECIALE FORMULA 1

Kubica prova il simulatore della Mercedes? Le indagini della Ferrari sull’ala mobile che domenica ha tradito Fernando Alonso han­ no confermato le prime indicazioni fornite a caldo in Bahrain: si è rotto un componente mec­ canico all’interno del sistema. E sul fronte affi­ dabilità, Stefano Domenicali dal sito del Caval­ lino promette «di lavorare con rinnovata atten­ zione. Così come sullo sviluppo della vettura e sulla comprensione degli pneumatici, mai co­ me quest’anno decisivi. In queste prime quattro gare della stagione non siamo riusciti a portare a casa tutti i punti che erano alla nostra portata. Per questo il ritardo in classifica sembra essere ampio ma ciò non deve scoraggiarci perché ab­ biamo visto tante volte come le cose cambino in fretta».

Assaggio di Nascar «Giornata pazzesca» Valentino Rossi, 34 anni, sulla Toyota Nascar

Rossi fa 20 giri a Charlotte con la Toyota di Kyle Bush e arriva a 300 orari di media!

MILAGRO

Un sogno OVale FILIPPO FALSAPERLA

Valentino Rossi fa un al­ tro giro sulla giostra dei suoi desideri motoristici. L’avven­ tura americana di Austin, non certo favorevole con un sesto posto non troppo esaltante, si è infatti arricchita di una coda decisamente divertente. Lune­ dì, infatti, Valentino si è porta­ to sull’ovale di 1,5 miglia (cir­ ca 2,5 chilometri) di Charlot­ te, nel North Carolina, un tem­ pio delle corse auto stelle e strisce, per provare una mac­ china Nascar. Campioni Non una qualunque,

ovviamente. Già, perché lo sponsor comune Monster, pri­ ma personale del pesarese e quest’anno (non per caso) an­ che della Yamaha ufficiale , lo ha messo al volante della Toyota Camry di Kyle Busch, protagonista della Nationwide (la seconda serie della Nascar) con le sue tre vittorie consecu­ tive nelle ultime uscite. Occa­ sione, un filmato promoziona­ le che vede appunto protago­ nisti i testimonial dei due mondi, che ha permesso a Va­ lentino di scoprire, seppure troppo brevemente (per lui)

l’altra faccia dell’America mo­ toristica, quella che riempie catini come questo di Charlot­ te, con tribune da 160 mila po­ sti a sedere: in ogni caso sem­ pre «pieni» grazie all’escamo­ tage dei seggiolini multicolori, che riproducono i tifosi. Salto Valentino ci si è letteral­

mente buttato dentro, visto che su queste macchine deri­ vate dalla serie l’accesso è dal finestrino della portiera salda­ ta... «È stato fantastico! Ho un sacco di amici in Italia e in Eu­ ropa che seguono la Nascar. Sono gare differenti e mi aspettavo qualcosa del genere. È eccitante e provi grandi emozioni in curva. C’è moltis­ simo grip, quindi sei incollato alla pista. All’inizio era un po’ strano perché è difficile anda­ re dritti. Dopo qualche giro e un po’ di fiducia in più sono andato sempre più veloce. Mi sono divertito con Kyle, che mi ha dato un sacco di buoni con­ sigli». Freni Al fianco di Rossi anche

Max Papis, il pilota comasco da tempo trapiantato negli Stati Uniti, che, mentre Busch girava, lo ha portato a bordo pista per fargli vedere le traiet­

torie e i punti di frenata. Va­ lentino ha imparato in fretta anche perché non c’era tanto tempo per «giocare»: la mis­ sione era realizzare il filmato, quindi al pesarese sono state concesse solo tre uscite da una manciata di giri ciascuna, an­ che perché le gomme si dete­ rioravano in fretta. Razzo In totale, quindi, soltan­ to una ventina di passaggi scarsi, ma con grande soddi­ sfazione. Il cronometro infatti si è fermato su una media di 185 miglia orarie (circa 300 km/h) contro un record in prova di 187. Niente male per un debuttante. Ma Valentino non è un pivellino con le quat­ tro ruote ed è andato forte (o fortissimo) con qualsiasi cosa abbia provato in passato, dai rally (anche quelli del Mon­ diale) alla Ferrari F.1. Complimenti Se ne deve essere accorto anche Busch, che è sembrato colpito dal test, al di là dei doveri di ospitalità. «Credo che Rossi sia un bel personaggio. Ci siamo diverti­ ti e abbiamo scambiato due parole sulla MotoGP e sulla Nascar. Devo dire che si è dife­

Rossi a Charlotte prima di iniziare a girare MILAGRO

d

HANNO DETTO S

Rossi «Qui bisogna convivere con eccitazione, alte velocità e sensazioni particolari in curva. Si è davvero incollati alla pista»

S

Busch «Alla fine Valentino è riuscito a girare su tempi che gli avrebbero permesso di stare nei primi 15 nelle libere della Nationwide Series»

so bene, ha iniziato lentamen­ te ma poi ha messo insieme al­ cuni giri davvero competitivi che lo avrebbero posizionato nella top 15 delle prove della Nationwide Series. Non ma­ le!». Recupero Ma chiusa questa pa­ rentesi di divertimento, Valen­ tino torna a pensare al Mon­ diale. La deludente gara di Au­ stin, si augura, deve rimanere un brutto, ma isolato episodio. «Oltre il problema avuto al di­ sco freno sinistro, nel fine set­ timana texano non sono riu­ scito a trovare un assetto stabi­ le, come era stato nei test di Jerez e poi nella gara di aper­ tura in Qatar. Ritrovare la stra­ da diventa la missione per le prossime gare che, comunque, saranno su piste favorevoli: lo sono tutte le prossime, anche se voglio capire meglio l’equi­ librio tra piste­Yamaha e piste­ Honda. Finora c’è stata una doppietta nostra e un’altra lo­ ro. Spero di non avere troppi svantaggi. In ogni caso Loren­ zo è andato forte: se vuoi lot­ tare davanti devi stare almeno nei primi 5 anche nelle gare dove sei in difficoltà. Invece ad Austin non ci sono riuscito». © RIPRODUZIONE RISERVATA

SUPERBIKE GP OLANDA

Melandri, vigilia tormentata: la spalla fa male (p.g.) Domenica ad Assen, 3a tappa del Mondiale Superbike, ci vorrebbe il miglior Marco Melandri per affrontare le Aprilia dominatrici e rimettere in riga il compagno Chaz Davies, trionfatore di Aragon. Invece su Twitter, Melandri, attualmente 4° a 42 punti da Sylvain Guintoli, si è lamentato di avere male alla spalla, rioperata dopo il GP di Australia. In 4 corse Marco non è mai andato oltre il 3° posto con la Bmw, mentre sulla stessa S1000RR Davies vanta 2 vittorie e 20 punti in più.

Aerotest&gomme A Maranello si sta appunto preparando il pacchetto di novità da introdurre in Spagna, in occasione della prima gara euro­ pea (12 maggio), che prima verrà sottoposto a un test aerodinamico (a Idiada?). Ma in queste ore l’attenzione della Ferrari e delle altre scude­ rie è focalizzata sulla Pirelli che deve decidere se: a) fornire un treno extra di gomme «Prime» (le più dure) a partire dalla Spagna; b) se cam­ biare le mescole per la stagione europea, abbas­ sando la finestra di esercizio di dure e morbide. La prima decisione deve essere condivisa da tutti i team, che sono in realtà divisi tra chi vor­ rebbe il treno in più per far girare dei debuttanti e chi invece lo vorrebbe per comprendere me­ glio il comportamento delle coperture; la se­ conda verrà presa in autonomia dall’azienda milanese. Con l’obiettivo non di favorire la Red Bull ma di evitare gare caotiche con più di tre pit­stop. Oggi, dopo le consultazioni con le scu­ derie, se ne saprà di più. Kubica Intanto, la Bild ha sostenuto che dopo

aver provato la Mercedes Dtm (il Turismo Tede­ sco), Robert Kubica avrebbe raggiunto un ac­ cordo per provare il simulatore della Formula 1. Il polacco, che si trova alle Azzorre per un test di rally, per ora non ha confermato la notizia e comunque il quotidiano tedesco sostiene che le chance di rivederlo tra i protagonisti del cam­ pionato non sarebbero superiori al 20%. Ma se la notizia trovasse conferma, vorrebbe dire che l’ex Renault F.1 avrebbe recuperato quasi com­ pletamente la resistenza fisica pre incidente. Infine a Woking, sede McLaren, c’è stato un chiarimento tra Sergio Perez e Jenson Button. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Robert Kubica, 28 anni, con la Mercedes Dtm IPP

Taccuino LA RIVOLTA ANTI­REGIME IN BAHRAIN

Sventato attentato prima del GP Le autorità del Bahrain hanno sventato un pos sibile attentato prima del GP di F.1. Ieri il Ministero degli interni ha annunciato il sequestro di armi, tra cui 1.000 bombe incendiarie fatte in casa e l’arresto di due ra gazze per un presunto complotto per effettuare un at tentato. Da parte sua l’opposizione ha denunciato 33 casi di tortura nei giorni a cavallo del GP.

LE TRATTATIVE CON SAUBER

Porsche non interessata alla F.1 In margine alla trattativa che la scuderia Sau ber stava conducendo con la Porsche per la fornitura di un motore V6 Turbo e un supporto economico, Wol fgang Hatz, capo ricerca e sviluppo di Stoccarda ha escluso ad Autosport un ingresso nei GP del marchio tedesco: «Dovevamo scegliere tra la Formula 1 e le vetture Sport. Abbiamo preso la decisione più logica puntando alla categoria LMP1, per motivi tecnici».


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MERCOLEDÌ 24 APRILE 2013


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identiKit & CARRIERA

CICLISMO ANNUNCIO A SORPRESA Dopo la Roubaix mi sono detto: e ora cosa faccio? Non aveva senso continuare così

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Ho rescisso il contratto. Tornare? Con un altro ruolo sì, come fece Zabel

«

Mio figlio ha 5 anni: era sempre più difficile salutarlo e stargli lontano

ALESSANDRO PETACCHI

Nato il 3 gennaio 1974 a La Spezia Liguria

Toscana

vive a Lido di Camaiore La famiglia Sposato con Anna Chiara Hanno un figlio, Ale jr (5 anni)

In Italia, soltanto Moser, Saronni e Cipollini hanno vinto più di Alessandro Petacchi

Pro’ dal

FOTO ROBERTO BETTINI

ALESSANDRO PETACCHI PRO’ DAL 1996

1996

Le squadre 1996-1998

Scrigno 1999

Navigare 2000-2005

Fassa Bortolo 2006-2007

Milram

2008-2009

Team Lpr

2010-2013

Lampre

Vittorie in carriera

166

(13 vittorie tolte per il salbutamolo) 1 1998 9 2000 5 2001 2002 12 30 2003 22 2004 2005 26 2006 13 14 2007 5 2008 10 2009 2010 11 5 2011 3 2012 (L’ultima vittoria il 27 maggio al Giro di Baviera)

Tappe grandi giri

22 al Giro

(7 giorni in maglia rosa; 5 tappe cancellate)

6

al Tour (maglia verde 2010)

20

alla Vuelta

Classiche Sanremo 2005

Parigi-Tours 2007

In volata verso casa Petacchi, stop! «Non è un ritiro ma una pausa»

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Il telefono è andato vici­ no al tilt completo. Normale. Alessandro Petacchi ha segna­ to un’epoca dello sprint mon­ diale, e l’annuncio — a sor­ presa, attraverso un comuni­ cato della Lampre­Merida —di quello che tutti hanno in­ terpretato a caldo come un ri­ tiro dall’attività agonistica ha avuto un impatto mediatico notevole. Ed è destinata ad averlo anche la successiva precisazione: «E’ scorretto di­ re che mi sono ritirato — spie­ ga Ale­Jet, 39 anni, alla Gaz­ zetta —. Non ho chiuso la por­ ta al ciclismo e non ho idea di quello che mi riserverà il futu­ ro. Questo non è un ritiro, ma una pausa». Ultima corsa, la Parigi­Roubaix 2013. Vincente Formidabile caccia­

tore seriale di tappe nei gran­ di giri (48 tra Giro, Tour e Vuelta!), capace di trionfare alla Sanremo e alla Parigi­ Tours, Petacchi ha vinto tal­ mente tanto che è difficile tro­ vare accordo tra le diverse fonti sul numero complessivo dei successi (13 dei quali can­ cellati per il controverso caso­ salbutamolo al Giro 2007). Ma di fatto, in Italia, solo Mo­ ser, Saronni e Cipollini hanno vinto di più. Professionista dal 1996, Petacchi è arrivato

relativamente «tardi» ai verti­ ci dello sprint — una vittoria nei primi 4 anni da pro’ — ma poi si è rifatto con gli interes­ si: il successo su Cipollini al Giro 2003 a Lecce fu un ideale passaggio di consegne e per anni Ale­jet è stato il numero uno della volate, riuscendo a superare anche il grave infor­ tunio a un ginocchio al Giro d’Italia 2006 fino a conquista­ re la maglia verde del Tour 2010 a 36 anni e a battere an­ cora l’erede, Mark Cavendish, al Giro d’Italia 2011: anni 37.

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Petacchi, la notizia è arrivata del tutto inaspettata e allora le chiediamo innanzitutto: c’è

Gazzetta.it IN VIDEO LA SANREMO E L’ULTIMO SPRINT AL GIRO: PARMA 2011 Sul nostro sito, potete rivivere le emozioni che ha dato Alessandro Petacchi in 18 anni di carriera. Per esempio, con il trionfo alla Milano­Sanremo 2005, la Classicissima che aveva clamorosamente perso l’anno prima. O la volata regale di Parma al Giro 2011, quando superò Mark Cavendish: l’ultima vittoria di Ale­jet nella corsa rosa

qualcosa che non ha detto?

«No. Se avessi qualcosa da na­ scondere non le avrei neppure risposto al telefono. Sarei sta­ to zitto. Non ho problemi con nessuno e non ne ho con la squadra».

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Allora come mai ha deciso di fermarsi?

«Non aveva più senso conti­ nuare così. Non ho gli stimoli giusti. L’inizio di stagione non era stato neanche male, mi sentivo meglio dell’anno pre­ cedente. La vittoria alla Pari­ gi­Nizza poteva arrivare, ho fatto errori che per uno come me sono inconcepibili. La Sanremo era uno stimolo, ma il maltempo l’ha sconvolta. Ho cercato di fare cose nuove, mi­ surandomi con il Fiandre e la Roubaix. Poi ho pensato: e ora che cosa faccio? Vado al Tour? A fare che cosa?». Chi sapeva di questa decisio­ ne?

«Mia moglie Chiara, i miei procuratori, il team manager Beppe Saronni, la famiglia Galbusera. Basta. Ne abbiamo parlato dopo la Roubaix. Ab­ biamo rescisso il contratto con la squadra di comune ac­ cordo, anche se c’era già più di una parola anche per la pros­ sima stagione. Ma io non me la sento di prendere in giro nessuno». D’accordo Alessandro, ma al­

«Non sto chiudendo la porta in faccia al ciclismo e sarebbe impossibile farlo da un giorno all’altro. In pratica sono 30 anni che pedalo... Ma non è che non ne voglia più sapere di questo mondo. Non è la ve­ rità. Non me la sentivo più di continuare così, questo sì». E quale potrebbe essere un altro modo agonistico di con­ tinuare?

E’ stato il grande rivale di Cipollini: a 39 anni lo spezzino si ferma dopo 22 tappe al Giro, 6 al Tour, 20 alla Vuelta. Più la Sanremo 2005 CIRO SCOGNAMIGLIO twitter@cirogazzetta

lora perché parla di pausa e non di ritiro?

LA GALLERIA DA LECCE A PARIGI

«Mah. Ricordo per esempio che un grande campione co­ me Erik Zabel, nell’ultima fa­ se della carriera, mi tirava le volate alla Milram. Un discor­ so del genere potrei valutarlo, ma non penso che abbia senso farlo per chiunque. Ci dovreb­ bero essere le condizioni giu­ ste». Ale­jet non fa nomi, ma è facile pensare a personaggi come Cavendish (Omega) e Sagan (Cannondale). Forse anche a due giovani emergen­ ti come i tedeschi Kittel e De­ genkolb, entrambi alla Argos­ Shimano. Ipotesi tanto sugge­ stivi quanto molto difficil­ mente praticabili, allo stato. Petacchi, anche se non vuole usare la parola ritiro, un flash della carriera con le immagini più belle e quelle da dimenti­ care se la sente di farlo?

1. Giro 2003, tappa di Lecce: Ale Petacchi batte Cipollini in maglia iridata. E’ l’inizio della svolta 2. Ecco la Sanremo 2005 3. Vince la maglia verde al Tour 2010 FOTO BETTINI

IL PREMIO MENDRISIO D’ORO

L’omaggio di Gilbert «Un velocista straordinario» Ieri sera l’iridato Philippe Gilbert è stato premiato a Mendrisio (Svi) con il «Mendrisio d’oro», uno dei più importanti riconoscimenti a livello internazionale. Sul ritiro di Petacchi, il belga ha detto: «E’ stata una notizia shock anche per me. Gli manderò presto un messaggio. Ero al Giro 2004 quando vinse 9 tappe: in quegli anni Petacchi è stato un velocista straordinario». ROMANDIA, SUBITO FROOME — (g. de maio) Il britannico Chris Froome ha vinto il cronoprologo del Giro di Romandia. Talansky a 6”, Kiserlovksi a 13”. Il primo dei nostri è stato Moreno Moser, 11° a 18”. Al Giro di Turchia, successo in salita del 22enne neopro’ eritreo Natnael Berhane (Europcar). Migliore dei nostri Angelo Pagani, 13°.

«Non posso che ricordare la vittoria di Lecce al Giro d’Ita­ lia su Cipollini, che aveva la maglia iridata (in quel 2003 vinse 6 tappe al Giro, 4 al Tour e 5 alla Vuelta, ndr); e l’urlo della Sanremo 2005. In nega­ tivo, l’infortunio al ginocchio al Giro 2006. Ritornare ad alti livelli dopo un trauma così non era facile. Esserci riuscito è un grande orgoglio». Quanto ha pesato la famiglia nella sua decisione?

«Mio figlio Alessandro ha cin­ que anni ed era sempre più difficile salutarlo, uscire di ca­ sa, stargli lontano. E’ chiaro che ogni decisione avviene so­ prattutto in funzione sua. In realtà non ho ancora realizza­ to bene quello che è successo. Ma di una pausa avevo sicura­ mente bisogno. Non so ora che cosa succederà. Spero che succeda qualcosa». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

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BASKET LA NBA SCEGLIE I MIGLIORI DELL’ANNO GLI ALTRI PREMIATI NEW YORK: IL SEGRETO PARTE IN PANCHINA Ha 70 tatuaggi e giocato in Cina J.R. Smith, 27 anni, 1.98, l’anno scorso in Cina: mai in quintetto, ha segnato 18 punti di media in 33’ REUTERS

MIGLIORATO PAUL GEORGE (Indiana Pacers) Ala, 22 anni, ha chiuso a 17.4 di media e vinto il premio per il giocatore migliorato di più. Secondo Vasquez (New Orleans)

DIFENSORE? Marc Gasol (Memphis Grizzlies) Il pivot spagnolo, 28 anni, è dato vincitore del premio di difensore dell’anno: viaggia a 14 punti 8 rimbalzi di media

Smith: il sesto uomo è diventato un altro uomo Talentuoso, egoista e dissennato in campo Ai Knicks è cambiato e va al Garden in metrò DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

MASSIMO LOPES PEGNA twitter @Pegnarol NEW YORK

Lui stesso non è più sicuro del numero. Ci pensa su un attimo e dice che sono una settantina. J.R. Smith ha il corpo ricoperto di tatuaggi e ne indica uno sul petto, il suo preferito: «Mama’s boy», cocco di mamma. Ida che, insieme a papà Earl, non si perde una partita al Garden dal vicino New Jersey e ancora oggi cucina al figlio il pasto pregara. Buffo per uno con la fama del ribelle: fuori e dentro al campo. Che ha ottenuto il primo riconoscimento in carriera: il premio di Sesto uomo dell’anno con i New York Knicks.

Karl George Karl, che lo ha avu-

to a Denver per cinque anni, non lo sopportava più. «Tanta classe, ma poco cervello», raccontava al circolo di amici il tecnico dei Nuggets. «Pistolero senza scrupoli», lo ha definito recentemente il New York Times. Nel senso che quando ha la palla in mano tira senza pensarci su. Questo era J.R. fino a quest’anno, anzi fino a un mese fa. Prima che coach Mike Woodson riuscisse a domarlo e inculcargli la sua filosofia. A inizio stagione lo aveva convinto (a forza) a subentrare dalla panchina. Poi, la ramanzina di qualche settimana fa: «Tirava e basta, da qualsiasi posizione. Allora gli ho detto: "J.R. hai talento e atletismo per fare altre cose. Aggredisci il canestro e ogni tanto passa la palla"».

Gazzetta.it IL VIDEO DI BELINELLI IL TEMPO REALE E LE INTERVISTE TRADOTTE Guardate su Gazzetta.i l’intervista a Marco Belinelli oltre alle sfide dei playoff della notte in tempo reale e la mattina successiva le migliori immagini e le conferenze stampa dei protagonisti tradotte in italiano

Nottambulo Dove Smith non cambia è nella vita di tutti i giorni. Uno che tira spesso mattina («Sono sempre stato un nottambulo: penso che dormire mi faccia perdere cose importanti») e cinguetta in modo sconsiderato su Twitter. Come l’anno scorso, quando postò la foto della modella Tahiry Jose in abiti succinti. Ragazza bellissima, ma le cui curve non furono apprezzate dal commissioner David Stern: 25 mila dollari di multa e un avvertimento a non esagerare. Quel tweet, pe-

Cambiamento A marzo, il gran-

Coach Woodson: «Grande talento ma tirava e basta, sempre: finalmente ha capito»

timi livelli di inizio campionato. Ora J.R. ha raccolto i frutti: «Sono famoso per essere un egoista. Ho voluto dimostrare di saper giocare anche per la squadra», ha spiegato. Vittoria netta: 72 volte al primo posto su 121 possibilità, una voragine di punti fra lui e il diretto rivale, Jamal Crawford dei Clippers. Merito di un mese stratosferico e del primo allenatore che gli ha plasmato il carattere: «Finalmente ha capito», diceva Woodson abbracciandolo come un padre soddisfatto.

de cambiamento. E’ quando J.R. mette la testa a posto, almeno sul parquet. Nell’arco di sette partite, realizza 26.4 punti di media, con 5.4 rimbalzi: i Knicks vincono quei match (e poi altri sei) e tornano sugli ot-

NICOLA ZANARINI BOLOGNA

Oggi Claudio Sabatini chiude il suo decennio alla guida della Virtus e si prevedono fuochi d’artificio nella conferenza stampa in cui l’amministratore delegato bianconero annuncerà le proprie dimissioni. Intanto si è tolto un’ultima soddisfazione assistendo al ritorno del figliol prodigo Kenny Hasbrouck. Fuggito in Turchia il primo aprile per giocare nell’Aliaga il giocatore americano è rientrato alla base con la coda tra le gambe su intimazione della Fiba, che la scorsa settimana aveva dato ragione al club emiliano nella vertenza sul contratto, riscontrando la regolarità dei pagamenti. E così ieri Sabatini ha accolto con aria trionfante il mesto

rientro alla base del numero 41. «Preferisco questa soddisfazione alla vittoria di uno scudetto. Lassie è tornato a casa e ora gli prepareremo la cuccia nel giardino della nostra sede» ha ironizzato l’a.d. virtussino, che in una nota aveva accostato Hasbrouck al celebre collie protagonista di film e serie televisive. Kenny aveva proprio l’aspetto di un cane bastonato: «Ho trovato il paragone con Lassie molto infantile. Sono qui per lavorare e per fare quel che mi dice coach Bechi. Sono nelle mani della Fiba ma penso che la prossima stagione giocherò ancora a basket da qualche parte» ha detto tra un monosillabo e l'altro la guardia di Washington, che rischia 6 mesi di squalifica per doppio tes-

seramento. Ad una domanda sulle responsabilità di questa vicenda Hasbrouck ha opposto un secco no comment, come aveva già fatto a inizio febbraio per evitare di parlare del pagamento degli stipendi. Fu proprio quel polemico silenzio a far scoppiare il caso che nel giro di due mesi ha portato alla fuga di Minard al Besiktas, al confinamento in tribuna di Smith e all’andata e ritorno di Hasbrouck da Smirne. Transazione «Kenny è un bravo

ragazzo e l’avrei lasciato andare se me l’avesse chiesto. Ho anche rinunciato a 60.000 dollari offerti dall’Aliaga per una transazione perché non voglio che restino ombre su questa vicenda». Ora Hasbrouck sarà multato e forse anche sospeso o licenziato dalla Virtus, che potrebbe anche optare per una rescissione consensuale oppure infierire costringendolo a scendere in campo nelle ultime due gare di una stagione fallimentare per lui e per quel che resta di una squadra un tempo gloriosa.

Paragone E in effetti il povero

Kenny Hasbrouck, 26 anni CAST

Cina Preferisce parlare della

sua avventura in Cina durante il lock out o del piacere di prendere la metropolitana per andare al Garden: «Molta gente mi guarda, ma pensa sia impossibile che sia io e così non mi rivolge la parola. E poi amo New York». Al punto che a fine stagione, quando sarà svincolato, rifirmerà per i Knicks: anche a costo di ridursi lo stipendio. Matto da legare, ma riconoscente.

stars& stripes PAUL ALLO SCADERE CLIPPERS 2-0, CHICAGO PAREGGIA Un canestro di Chris Paul a 1" dalla fine dà ai Clippers il 2 0 su Memphis. Pareggia invece Chicago a Brooklyn: Belinelli gioca solo 11’ ma produce 8 punti con due assist.

SITUAZIONE EST: Brooklyn Chicago 82 90 (B.Lopez 21, J.Johnson 17; Deng 15, Hinrich, Boozer 13: serie 1 1), Miami Milwaukee Bucks (ieri notte, 1 0), New York Boston (ieri notte, 1 0), Indiana Atlanta (1 0). OVEST: LA Clippers Memphis 93 91 (Paul 24, Griffin 21; Conley 28, M.Gasol 17: serie 2 0), Denver Golden State (ieri notte, 1 0), Oklahoma City Houston(1 0), San Antonio LA Lakers (1 0).

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Taccuino

RITORNO A BOLOGNA L’AMERICANO FUGGITO IN TURCHIA COSTRETTO A FARE MARCIA INDIETRO

Sabatini: «Hasbrouck qui è meglio di uno scudetto»

rò, gli procurò un’ondata di nuove follower sul suo account. «Che cosa ci posso fare se sono bello e piaccio alle donne?», disse. Queste sono solo marachelle di poco conto in confronto a ciò che successe il 9 giugno 2007. Alla guida della sua auto in New Jersey non rispettò uno stop e fu centrato in pieno da un’altra vettura. Lui e un suo amico Andre Bell furono sbalzati sul selciato. Smith se la cavò con qualche graffio, Bell rimase ucciso. Sull’episodio è sceso il silenzio: argomento tabù.

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SONDAGGIO

SU TWITTER

Nove milioni seguono la Serie A

Bargnani: finale Vitucci-Datome

Sono nove milioni gli italiani che si sono interessati almeno una volta negli ultimi 6 mesi del campio nato di Serie A targato Beko. E’ il risultato del sondaggio StageUp e Ipsos su un campione di oltre 2000 persone tra i 16 e i 64 anni su tutto il territorio nazionale. Il dato mo stra un +15% rispetto ad una analo ga rilevazione fatta a ottobre. Gli in teressati alla serie A rappresenta no un pubblico benestante e con un alto livello di istruzione, oltre che tecnologicamente evoluto e con atteggiamento molto positivo nei confronti degli sponsor che so stengono il basket. Interessante il dato televisivo: se RaiSport è il me dia più seguito, le locali hanno prati camente lo stesso impatto di Spor tItalia e La7d. EUROLEGA Euroleague ha aperto un procedimento disciplinare a ca rico del Panathinaikos per il com portamento dei tifosi greci durante gara 3 e gara 4 dei playoff col Bar cellona. Il presidente Giannakopou los era stato multato 150 mila euro per le dichiarazioni post gara 1.

Su Twitter, Andrea Bargna ni, che sta recuperando dall’ultimo infortunio e che si spera possa gio care con la Nazionale la prossima estate, ha lanciato un pronosti co speranza sul nostro campiona to: «Spero in una finale tra il mio amico Frankie Vitucci e la Virtus di the franchise Datome».

IERI A TORINO

Nata la Legadue Gold e Silver E’ nata ufficialmente ieri la nuova Legadue a 32 squadre divi se tra Gold e Silver che sancisce la fusione con la Dna. La nuova Lega, fino al 31 ottobre quando verrà te nuta la prima assemblea elettiva, è guidata dal presidente di Brescia, Graziella Bragaglio e dal vice Mar co Tajana di Legnano. Ai due re sponsabili delle Leghe attuali, Mar co Bonamico e Giuseppe Gonella, sono stati offerti incarichi in attesa di scegliere il direttore generale, carica per la quale sono in corsa Toni Cappellari e Sandro Crovetti.


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ATLETICA LA SENTENZA ATTESA DA OTTO MESI

Schwazer

LE TAPPE DEL CASO

Positivo all’Epo prima di partire per Londra

Dura squalifica: tre anni e mezzo Ma se Alex parla... I giudici ritengono parziale la sua confessione: pena ridotta se collaborerà. Può tornare per Rio VALERIO PICCIONI ROMA

Tre anni e mezzo. È la squalifica che il Tribunale Nazionale Antidoping ha deciso ieri per Alex Schwazer, il campione olimpico di Pechino 2008 trovato positivo all’eritropoietina nel controllo a sorpresa del 30 luglio, a pochi giorni dal viaggio verso i Giochi di Londra per difendere il suo titolo nella 50 chilometri di marcia. La sanzione terminerà il 30 gennaio del 2016, quindi in tempo per preparare la prossima Olimpiade. Ma quello è ancora un traguardo lontano perché prima la stessa vicenda giudiziaria dovrà vivere altre tappe: o il ricorso in sede internazionale al Tas di Losanna o la presentazione di una «istanza di sospensione della sanzione». Che però potrebbe aspirare a un vero sconto solo se Schwazer collaborasse al di là del suo «ho fatto tutto da solo» ribadito anche ieri nella conferenza stampa nella sala stampa dello stadio Olimpico. Si tratta dunque di una squalifica che tiene una finestra aperta a una rivisitazione della sentenza, che dovrà però passare di nuovo per la procura antidoping del Coni, la stessa che ieri, attraverso il suo capo Ettore Torri, affiancato dal vice Mario Vigna e da Anita Greco, aveva chiesto quattro anni di squalifica per l’altoatesino. Aggravanti Ma come si è arriva-

ti a questo rincaro della pena rispetto ai due anni della prassi? Hanno contribuito diverse situazioni: la frequentazione del medico «inibito» Michele Ferrari, lo stesso di Lance Armstrong; l’uso (epo, acquistata da solo, dice Schwazer, in Turchia) ma anche la detenzione (testosterone: Alex avrebbe det-

« «

Speravo in più comprensione Pago molto di più di chi ha fatto cose ben peggiori Ritornare? Avrei bisogno dell’aiuto delle istituzioni. Invece nessuno si è fatto vivo

la scheda ALEX SCHWAZER 28 ANNI MARCIATORE

Alex Schwazer è nato a Vipiteno il 26 dicembre 1984. Atleta dalle caratteristiche fisiologiche eccezionali (29 battiti cardiaci a riposo al minuto) detiene i primati italiani sui 20 km (1h17’30" /2012) e 50 (3h36’04"/2007)

2005 A soli 20 anni Alex Schwazer conquista la medaglia di bronzo ai Mondiali di Helsinki

2007 E’ ancora terzo ai Mondiali di Osaka, ma non gli basta: taglia il traguardo lanciando con rabbia il cappellino sul traguardo 2008 E’ la stagione capolavoro di Schwazer: conquista all’Olimpiade di Pechino l’oro della 50 km

2010 Dopo due stagioni difficili si classifica secondo nella 20 km agli Europei di Barcellona

to di aver comprato via internet il farmaco in questione, negando però l’utilizzo delle fiale) di sostanze dopanti; le anomalie del passaporto biologico registrate nei controlli effettuati dalla Iaaf nella prima parte del 2012. Duello sul passaporto Su questo

ultimo punto è andato in scena il duello fra i periti. Quelli di Schwazer, Giuseppe Lippi ed Evelyn Brandstaetter, hanno contestato l’anomalia negli scostamenti dei valori di emoglobina, mentre Paolo Borrione era l’esperto della Procura. Alla fine, il Tribunale ha sposato tutti i capi di accusa ma alla proposta di Torri, due anni di base e due di «aggravante», ha operato una riduzione di sei mesi sulla base della confessione, pure giudicandola parziale, di Schwazer. Naturalmente soltanto le motivazioni, che saranno depositate nei prossimi giorni, potranno chiarire nel dettaglio il ragionamento dei giudici. Mentre si attendono nelle prossime ore anche delle novità provenienti da Padova, nell’inchiesta antidoping condotta dal pm Benedetto Roberti e che è imperniata proprio sull’attività del medico Ferrari. «Cose ben peggiori» L’olimpionico di Pechino, che ha «ripreso a muoversi» soprattutto con la bicicletta e che continua a frequentare con successo un master in management e turismo a Innsbruck, ha reagito con amarezza: «Penso di essere stato abbastanza trasparente, ho ammesso quello che ho fatto, sono stato a disposizione per raccontare la mia vicenda. Mi aspettavo un po’ più di comprensione. E invece altri che hanno fatto cose ben peggiori vanno via con due anni, io invece pago molto di più». La sua tesi è chia-

In alto: la disperazione di Alex Schwazer durante la drammatica conferenza che tenne l’8 agosto 2012 a Bolzano. Sopra: Alex Schwazer durante la conferenza stampa di ieri ANSA/LAPRESSE

ra: ho pagato la mia fama. «Sono stato attaccato parecchio: tanti ci tenevano a dimostrare che l’antidoping funziona con un giudizio molto severo». Dimenticato I conti sono facili: a Rio potrebbe tornare. Ci pensa? «Per ritornare devo avere da parte delle istituzioni un appoggio. Non si ritorna se hai rabbia, si ritorna solo se sei felice e se vedi che sarebbero contenti di rivederti». Ma di quali istituzioni sta parlando? Coni e Fidal? «Non mi ha chiamato nessuno». Sconto sì, ma come? Però questa storia dell’istanza di sospensione, apripista di un eventuale sconto, quanto è percorribile? L’avvocato Gerhard Brandstaetter parla di sanzione «troppo pesante» ed è convinto che «la strada sia in discesa», insomma

si sforza di pensare positivo. In via ufficiosa si specifica pure l’obiettivo: uno sconto di sei mesi-un anno. Il problema è quello di fornire «chiarimenti necessari» su alcune vicende. Su questo punto ci sarebbe il fronte di due atleti dell’Est (uno già squalificato a vita, però), tirati in ballo in modo non circostanziato da Schwazer e su cui la procura antidoping potrebbe avere l’interesse ad approfondire. Ma in ogni caso la collaborazione dovrà essere significativa. Insomma, così in discesa la strada non sembra. A meno che Schwazer non aggiunga qualcosa a quel «ho fatto tutto da solo» che proprio non ha convinto i giudici.

Queste le tappe del caso di Alex Schwazwer 30 LUGLIO 2012 Nel mirino della Wada da tempo, Alex Schwazer è sottoposto ad un controllo a sorpresa nella sua casa di Calice (Bz) nonostante sia risultato negativo a 4 controlli effettuati fra giugno e luglio durante gli allenamenti a St. Moritz (Svi) ed il 12 agosto a Obersdorf (Ger), mentre si trovava a casa della fidanzata Carolina Kostner. 6 AGOSTO Scoppia il caso. La Wada informa il Coni della positività all’Epo e il comitato olimpico blocca subito l’atleta in partenza per l’Olimpiade di Londra dove avrebbe dovuto gareggiare nella 50 km dopo la rinuncia alla 20 km. L’atleta subito confessa alla Gazzetta la sua colpa. 7 AGOSTO Il Coni sospende Schwazer su richiesta della Procura Antidoping. A seguito dello scandalo il marciatore è costretto anche a dare le dimissioni dall’Arma dei Carabinieri. 8 AGOSTO In una drammatica conferenza stampa in un hotel di Bolzano, Schwazer confessa fra le lacrime davanti a stampa e televisione l’utilizzo di eritropoietina, le modalità dell’acquisto, quando e come se l’è somministrata. Ma sono pochi a credere alla sua versione. 20 DICEMBRE La procura Antidoping del Coni chiede per Schwazer la pena massima, 4 anni di stop per essersi dopato, l’aver frequentato il dottor Ferrari, vietato pei i tesserati.

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IL COMMENTO di FRANCO ARTURI

a pagina 27

&

LE INDAGINI DOPO LA STRAGE ALLA MARATONA MIGLIORANO LE CONDIZIONI DELL’ATTENTATORE CECENO DZHOKHAR TSARNAEV

La polizia di Boston: «Fratelli ispirati dai siti della Jihad» DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

MASSIMO LOPES PEGNA Twitter @Pegnarol NEW YORK

Dal Beth Israel Deaconess Medical Center, l’ospedale in cui è ricoverato l’attentatore sopravvissuto, Dzhokhar Tsarnaev (lo stesso dove era giunto cadavere il fratello maggiore, Tamerlan, giovedì notte), i medici fanno sapere che le condizioni del ragazzo di 19 anni stanno migliorando. Per la prima volta, hanno spiegato che Dzhokhar ha subito ferite di armi da fuoco alla testa, al collo, alle gambe e alle mani. Anche se il gruppo di Swat che lo ha catturato vener-

dì sera ha raccontato ieri alla Cnn che la ferita al collo sembrava provocata da un arma da taglio. Dzhokhar non sarebbe ancora in grado di parlare, ma risponderebbe alle domande dei magistrati con cenni del capo e per scritto. L’udienza per la sua incriminazione ufficiale e dove la pubblica accusa presenterà il suo caso è stata fissata il 30 maggio.

zione dei due stragisti, che lo avrebbero graziato in quanto non americano. Si era rifugiato in una stazione di servizio da dove il gestore, un egiziano Tarek Ahmed, aveva chiamato la polizia innescando la caccia all’uomo. Influenzati Le autorità sembra-

L’ostaggio Intanto, emerge che

il conducente della Mercedes, preso come ostaggio dai due fratelli nella sera di giovedì, è un cinese di poco più di vent’anni. Si sarebbe salvato dandosi alla fuga, approfittando di un momento di disatten-

I funerali di Sean Collier, il sorvegliante del Mit ucciso giovedì AP

no ormai certe che Tamerlan e Dzhokhar sarebbero rimasti influenzati dai numerosi siti jihadisti che consultavano con una certa frequenza sui loro computer. In particolare dai messaggi di Anwar al-Awlaki, capo di Al Qaeda in Yemen, ucciso dai droni nel 2011. Pare, inoltre, confermato che avrebbero imparato a fabbricare le

bombe fatte esplodere in prossimità del traguardo della Boston Marathon leggendo un articolo su «Inspire», la rivista on line di Al Qaeda. Rilasciato Sta facendo discute-

re il rilascio a sorpresa da parte della polizia di Memphis del presunto mittente delle lettere velenose alla Ricina inviate al senatore repubblicano, Roger Wicker, e al presidente, Barack Obama la settimana passata. Qualche giorno fa era stato arrestato il 45enne Paul Kevin Curtis, noto nella zona come una persona un po’ stramba e famosa per le sue imitazioni di Elvis Presley. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MERCOLEDÌ 24 APRILE 2013

NUOTO AI PRIMAVERILI DI RICCIONE

A L’Italia ai punti

GOCCE AZZURRE

batte la Francia Fede, Turrini, Rivolta, Pavone e Pirozzi lanciati: ma la nazionale è da definire

S

Manuela (a sinistra) e Sara Sanzari, 21 anni D’ANNIBALE

Le gemelle con papà Angelo e mamma Mariapia D’ANNIBALE

Sanzari, le gemelle del cronometro

Matteo e Paolo Ingrosso Beach volley Nati a Fortaleza (Bra), adottati da piccoli, sono cresciuti in provincia di Lecce: 2 bronzi Mondiali giovanili

Manuela e Sara, stessi tempi al centesimo nella rana «E ora un altro obiettivo: salire insieme sul podio» DAL NOSTRO INVIATO

GENNARO BOZZA ANZIO (Roma)

Distinguerle dal viso? Ovviamente no, sono gemelle. Dallo stile in acqua? Nemmeno, tutte e due raniste. Dai tempi in gara? Macché, nei 50 rana agli Assoluti primaverili a Riccione fanno lo stesso tempo al centesimo: entrambe 32"53 in batteria, 32"62 nella finale B. Poi, entrambe in finale sia nei 100 che nei 200. Manuela e Sara Sanzari stanno lì, una al fianco dell’altra, addirittura in corsie vicine, la 7 e la 8, e ti confondono. Poi, le guardi con più attenzione e scopri due diversità: Sara, è più alta di Manuela, 4 centimetri, e ha gli occhi più grandi. E da questi particolari viene fuori un cammino che alterna affinità di cuore e diversità divertenti. Galeotto fu il cordone Chiedi a

Manuela perché Sara è più alta e lei ride: «Me lo deve spiegare, mica l’ho capito». Provi a scherzare: forse ha mangiato di più. E scopri che non è uno scherzo. Il motivo è proprio quello, ma in maniera particolare. Lo spiegano papà Angelo e mamma Mariapia: «Sono nate di 7 mesi, il 25 ottobre 1991. I medici ci dissero che Sara, durante la gra-

4

I NUMERI

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I centesimi di differenza fra i migliori tempi di Manuela e Sara Sanzari nei 50 e nei 100 rana: 32"30 e 1’10"15 per Manuela, 32"53 e 1’10"38 per Sara. Nei 200, Manuela ha 2’30"08, Sara 2’31"33

3

Le ore di viaggio in auto ogni giorno per allenarsi: partenza da Anzio, tappe a Genzano, Roma Capannelle e gli impianti dell’Acqua Acetosa

vidanza, si era appoggiata al cordone ombelicale e aveva fatto passare meno cibo per Manuela». Sara pesava un chilo più di Manuela e quello «scarto», alla fine, tra altezza e occhi più grandi, è rimasto! Il bene che si vogliono, comunque, non fu in discussione nemmeno allora. La mamma racconta: «Le misero in incubatrice, per raggiungere il peso giusto. Sara ne uscì prima e fu messa in un’altra sala, ma da quel momento Manuela smise di aumentare di peso. Le rimisero insieme nella stessa sala e Manuela ricominciò a ingrassare». Prime separazioni Fecero capire

subito che non potevano separarle. Ma i maestri dell’asilo vollero evitare la dipendenza e le sistemarono in banchi diversi. «Non abbiamo mai sofferto, ci siamo trovate a nostro agio perché comunque ci vogliamo bene». Lo stesso nel nuoto. I genitori le buttano in acqua a 3 anni, come hanno fatto per le sorelle più grandi (Marialuisa, 33 anni, e Michela, 31), ma solo perché imparino a nuotare. In loro però subentra la passione. Gli allenatori le dividono: Sara a farfalla e misti (inizierà con la rana a 16 anni), Manuela a rana. Cominciano con l’Anzio nuoto, poi la Rari Nantes Apri-

lia e infine la Larus, con Fabrizio Pelosi come tecnico. Idoli? Nella rana solo Fabio Scozzoli. In generale, Alessia Filippi. «Grande campionessa e persona squisita, dal gran cuore». Per allenarsi, è una gimcana fra 4 piscine: la comunale (50 m) di Anzio, dove vivono, il Centro Matrix a Genzano (25), la Mc a Capannelle (25) e quella dell’Acqua Acetosa (50) coi compagni della Larus. Percorrono in auto 700 chilometri a settimana. «Guidiamo entrambe, una all’andata, l’altra al ritorno». Università Sara, al terzo anno di Scienze motorie a Roma, a volte deve prendere il treno e andare a Genzano, alla stazione l’aspetta Manuela che, invece, ha congelato iscrizione e primi esami a Farmacia. Lei spiega: «Non ce la faccio a conciliarla con l’attività agonistica, riprenderò quando smetto col nuoto». Proprio lei ha la medaglia più prestigiosa: argento ai Giovanili invernali 2009 vasca corta nei 200 rana, in 2’28"15. Quest’anno, i miglioramenti più netti. A Riccione, Manuela 4a nei 200, prima volta insieme in due finali assolute. E dicono: «Poco alla volta, siamo nella scia delle migliori. La prossima tappa speriamo sia il podio». © RIPRODUZIONE RISERVATA

S Chiara e Alessia Padalino Hockey prato Nate nel 1984 in Olanda. Azzurre altre due coppie: Elisabetta e Giulia Pacella, Marta e Giulia De Guio

(s.a.) La Francia ha sbancato ai Giochi di Londra con 4 ori, 2 argenti e un bronzo: l’Italia, invece, è rimasta a secco. Francesi (a Rennes) e italiani (a Riccione) si sono confrontati indirettamente negli stessi giorni delle selezioni mondiali per Barcellona a luglio, con un’impostazione diversa: i primi azionando la formula delle semifinali e annunciando a gare finite la squadra (25); i secondi con batterie-finali e rinviando, come ogni anno, il varo della nazionale a dopo il Settecolli di giugno per recuperare alcuni nomi che hanno sfiorato i tempi limite (come Pizzetti a 44/100 nei 400 sl, Bonacchi a 35 nei 50 dorso, Milli a 43 nei 100 dorso, Pizzini a 62 nei 200 rana, Codia a 22 nei 50 farf., Pavone a 13 nei 200 farf., Marin a 17 nei 400 mx; Caramignoli a 2"48 nei 1500, Fissneider a 1 nei 50 rana, Di Pietro a 45). Il contingente emerso dai Trials, è di 11 promossi (Pesce, Scozzoli, Paltrinieri, Detti, Dotto, Rivolta, Turrini, Pirozzi, Pellegrini, Bianchi, Orsi), e di 8 grazie alle staffette (Leonardi, Magnini, Mizzau, De Memme, Carli, Guzzetti, Di Giorgio, Lestingi). Botto Federica Pellegrini ha monopolizzato un campionato più vivace rispetto ad un anno fa

Donne: Italia-Francia 12-8

UOMINI: CONFRONTO TRA I VINCITORI ITALIA SPECIALITA’ FRANCIA

DONNE: CONFRONTO TRA VINCITRICI ITALIA SPECIALITA’ FRANCIA

Orsi 21"98

50 sl

Manaudou 21"55

Bianchi 25"52

50 sl

Dotto 48"46

100 sl

Meynard 48"53

Mizzau 55"14

100 sl

Muffat 53"51

Di Giorgio 1'48"12 200 sl

Agnel 1'45"48

Pellegrini 1'56"51 200 sl

Muffat 1'55"48

400 sl

Debast 3'51"86

De Memme 4'10"54 400 sl

Muffat 4'04"16

Paltrinieri 7'48"22 800 sl

Joly 7'58"99

De Memme 8'31"46 800 sl

Muller 8'41"68

Caramignoli 16'17"48 1500 sl

Muller 16'39"07

Paltrinieri 14'55"10 1500 sl

Samuele e Lorenzo Dini Atletica Livornesi, classe 1994: unica differenza visibile una «voglia» su un braccio di Lorenzo

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Uomini: Italia-Francia 12-8

Pizzetti 3'48"44

S

(ma con un mese in più di lavoro), Matteo Rivolta rompendo il muro dei 52" nei 100 farfalla ha raccolto parecchi consensi; Federico Turrini con 3 vittorie e qualità di tempi (il 4’11" nei 400 mx, la prima volta sotto l’1’59 nei 200 mx, l’158"07 nei 20 dorso e l’1’48"52 nei 200 sl, 4˚ nei 200 sl) è stato il più costante insieme a Stefania Pirozzi (3 vittorie). Turrini arrivando a Riccione attraverso molte gare, ha dimostrato che «il lavoro invernale ha pagato, nei 400 mx sono da finale, certo in Italia non si tira al mattino, dovrò lavorare forte per due gare al massimo nello stesso giorno. Questi Trials mi hanno trasmesso sicurezza». Dallo stile libero ci si aspettava di più anche in chiave staffette: la 4x100 sl dipende ancora troppo da Magnini, la 4x200 non ha ancora espresso uno stileliberista da 1’47", la 4x100 mista aspetta il dorsista (Di Tora non era al meglio) e pare adesso la più competitiva; anche le ragazze della 4x200 sono indietro. Nella rana confronti rimandati tra la Guzzetti e Fissneider, idem nei 200 maschili, che ritrovano Pizzini; e nel dorso femminile (Barbieri-Zofkova). Francesco Pavone è la vera conferma dei volti nuovi, in ascesa.

Vial Collet 15'19"72

50 dorso

Santamans 25"37

Bonacchi 25"25

50 dorso

Stravius 24"61

Barbieri 28"56

Milli 54"73

100 dorso

Stravius 53"08

Pellegrini 1'00"69 100 dorso

Credeville 29"15 Credeville 1'00"65

Turrini 1'58"07

200 dorso

Stasiulis 1'59"16

Pellegrini 2'08"05 200 dorso

Credeville 2'14"17

Pesce 27"32

50 rana

Perez D. 27"77

Fissneider 31"31

50 rana

Vaisse 32"31

Scozzoli 59"77

100 rana

Perez D. 1'00"64

Guzzetti 1'08"22

100 rana

Dobral 1'10"20

Pizzini 2'11"72

200 ra

Debourge 2'13"85

De Ascentis 2'28"16 200 rana

Dobral 2'30"39

Codia 23"72

50 farf.

Bousquet 23"00

Di Pietro 26"75

50 farf.

Henique 26"47

Rivolta 51"70

100 farf.

Stravius 52"04

Bianchi 58"14

100 farf.

Wattel 59"71

Pavone 1'56"43

200 farf.

Coelho 1'56"71

Pirozzi 2'08"75

200 farf.

Giraudon 2'12"98

Turrini 1'58"86

200 mx

Stravius 1'57"89

Pirozzi 2'13"71

200 mx

De Ronchi 2'14"60

Turrini 4'11"55

400 mx

Rondan 4'22"52

Pirozzi 4'39"79

400 mx

Lesaffre 4'49"13

3'15"93

4x100 sl

3'15"07

3'42"69

4x100 sl

3'39"28

7'13"54

4x200 sl

7'07"31

7'55"90

4x200 sl

7'50"51

3'34"66

4x100 mx

3'34"86

4'02"19

4x100 mx

4'04"07

* Nella 4x100 mx uomini francese con Lacourt a dorso e Stravius a farfalla

* 4x100 sl donne italiana senza Pellegrini; 4x100 mx donne italiana, Pellegrini a dorso, Mizzau a sl


MERCOLEDÌ 24 APRILE 2013

LA GAZZETTA DELLO SPORT

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TENNIS DOPO LA FED CUP A PALERMO

A

Angeli custodi

LE DUE EROINE

«Sara e Roberta, fenomeni di semplicità e volontà» Errani e Vinci gioia di coach. Lozano: «Sarita ora migliora da sola, contro le big». Cinà: «Fisico, tecnica, tattica: Robi, soddisfazione mostruosa» DAL NOSTRO INVIATO

VINCENZO MARTUCCI twitter@vincemartucci PALERMO

La vittoria di Sara Errani e Roberta Vinci nei tornei, in classifica, come della semifinale di Fed Cup Italia-Repubblica Ceca a Palermo è molto la vittoria dei loro coach trentenni, Pablo Lozano e Francesco Cinà? LOZANO: «Il merito è all’80% delle giocatrici, fanno loro scelte e lavoro, chi hanno attorno può dare una mano. Ma basta coi pregiudizi sugli italiani che non lavorano, dovete stimarvi di più». CINÀ: «Sono le giocatrici che vogliono o non vogliono cambiare, scappano oppure no».

Come sono diventate grandi?

LOZANO: «Sara, per tre anni è rimasta intorno al 45 del mondo, ha toccato il 31, ma non riusciva ad andare oltre, non perché non fosse brava: era speciale, fuori dal comune, ma non aveva le armi per poter vincere. Aveva bisogno di più forza, più potenza, più fisico, più colpi. Ce l’ha fatta con la racchetta più lunga. Gestendo le stesse cose che gestiva prima, ma con più facilità. Prima, fisicamen-

20 anni DI CARRIERA

AUMENTO DEI PREMI

Wimbledon record +7.6 milioni di euro! La guerra del grano fra i quattro tor nei del Grande Slam fa sempre più ricchi i giocatori. Dopo il primo rilan cio degli Us Open di New York, e la risposta del Roland Garros di Pari gi, ieri Wimbledon, da Londra,ha uf ficializzato l’aumento del 40% del montepremi (+ 6.5 milioni di sterli ne, cioé 7.6 milioni di euro), diven tando il più ricco del mondo, con un montepremi di 22.6 milioni di sterli ne (26.5 milioni di euro), e quindi un premio per i vincitori dei singolari (maschile e femminile, equiparati

Il Centre Court col tetto chiuso

S

Qual è stato il vostro credo?

LOZANO: «Partendo, 9 anni fa, ho pensato a un progetto sportivo, economico, fisico, tennistico, ho preso la mia squadra. Coinvolgimento e convinzione ci hanno portato fino alle top ten». CINÀ: «Quando abbiamo cominciato, 5 anni fa, Robi non aveva espresso il suo tennis, aveva già ottimi risultati in doppio, ma non si accontentava: a guardarla negli occhi, aveva un fuoco dentro, e ha avuto la forza interiore e l’energia per ricominciare. Veniva da un’operazione al ginocchio, e siamo ripartiti dai tornei da 50/100mila dollari, anche se aveva già assaporato il vero tennis. Perciò è stata ancora più brava».

S Sara Errani nata a Bologna il 29 aprile 1987, ha vinto 7 tornei in singolare e 19 in doppio. Negli Slam vanta la finale in singolare al Roland Garros 2012 e le vittorie in doppio al Roland Garros e US Open 2012 e Australian Open 2013. In classifica mondiale è stata al massimo n˚ 6 in singolare e n˚ 1 in doppio.

Taccuino

La grinta e il sostegno della panchina azzurra mentre Roberta Vinci corre esultando domenica a Palermo nel decisivo match contro Safarova che ha siglato il 3-1 contro la Repubblica ceca. Da sinistra, Flavia Pennetta, Francesca Schiavone, Sara Errani, Pablo Lozano (coach della Errani) e Francesco Cinà (coach della Vinci) GIUBILO

36

227

DERBy

GOL IN SERIE A

te, era poca cosa, finiva il punto molto in fretta, con smorzate e rovesci lungolinea, era disordinata da dietro, ma le piaceva allenarsi e stare in campo, la priorità era il tennis: era abbastanza per diventare più o meno forte». CINÀ: «All’inizio, il grosso passo avanti Roberta l’ha fatto a livello mentale. Abbiamo parlato tantissimo: io ho un famiglia, dei bambini, mi piace fare questa vita, ma voglio realmente che l’altra persona mi dia la massima disponibilità. Poi è cambiata: si allenava molto più convinta, anche col preparatore fisico. E c’è stata la svolta, fisica, tecnica e tattica: aveva pregiudizi sul rovescio, ha capito che può essere un’arma nel tennis moderno». Domani dove saranno Sara e Roberta?

LOZANO: «Il tennis può essere molto complicato, Sara è brava a semplificare e mettere in pratica le cose sul campo, con sem-

Scarpa d’oro

2007

673 PRESENZE CON LA ROMA

153 ASSIST

plicità ed intelligenza, è molto "tennista". Il progetto non finisce fra le prime 10 del mondo, occorrono piccole modifiche, le altre le fa lei: più volte gioca con Serena, Azarenka, Sharapova o Kvitova, più forte si fa. Se sarà sempre felice di allenarsi e giocare, migliorerà l’atleta, ma non automaticamente la classifica». CINÀ: «L’unica cosa che mi interessa in questo momento è che entri in campo e dia tutto, lotti, non abbia in testa il pensiero "top ten": non dipenda da me, da lei, da nessuno. Deve continuare come quest’ultimo periodo, come da Dallas dell’anno scorso. Da gennaio, ha perso solo al terzo tranne che con Sara e la Radwanska. Bene, le altre devono capire — il tennis femminile è molto mentale — che per batterla devi lottare tanto, perché è molto dura, molto forte, a livello fisico e di testa». Sara aiuta Roberta, Roberta

15 ANNI DA CAPITANO

Sara, e voi due coach lo stesso: che super-gruppo!

LOZANO: «Lo scambio fra noi coach e fra le giocatrici è importantissimo e continuo, anche grazie al doppio insieme: Sara vede che esistono scelte diverse e non ci sono problemi per farle, Roberta vede che anche quando non ci sono opzioni e stai lì e lotti, l’avversaria cede. Ci completiamo fra noi». CINÀ: «Avere accanto Pablo e Sara è fondamentale. Il lavoro per le ragazze è durissimo, con questo gruppo è molto più facile viaggiare, e la serenità fuori del campo porta risultati. A Roberta è servito tanto vedere come Sara sta in campo: essere molto forti su ogni punto si può allenare. E’ cambiata tantissimo. Un anno fa il match di Palermo contro Safarova l’avrebbe perso. Sono impressionato dal suo salto di qualità mentale, la mia soddisfazione è mostruosa e ha ancora margini, di tutti i tipi». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Roberta Vinci nata a Taranto il 18 febbraio 1983, ha conquistato 8 tornei in singolare su 9 finali disputate (terza di sempre e unica italiana ad aver vinto su tutte le superfici). In doppio vanta 19 vittorie su 32 finali. I successi più importanti, tutti con la Errani, a Roma, Parigi, Us Open 2012 e Australian Open 2013

dal 2007) di 1.6 milioni di sterline (1.8 milioni di euro, cioé + 520mila euro rispetto al 2012). L’All England Club si doterà inoltre di un secondo campo coperto, il numero 1, dal 2019, dopo il tetto retrattile eretto sul mitico Centre Court nel 2009.

ERRANI-VINCI Metà nazionale di Fed Cup è già al torneo di Stoccarda (Ger, 795.707e, terra indoor), con al 1˚ turno Vinci Shvedova, ed Errani di rettamente al 2˚ turno contro la vin cente di Wickmayer Mattek. Primo turno: Lisicki (Ger) b. BURNETT 6 3 6 4.

PENNETTA-SCHIAVONE L’altra metà della nazionale di Fed Cup è a Marrakech (Mar, 235.000e, terra), al 1˚ turno: Pen netta Czink, Schiavone Martic. Pri mo turno, singolare: KNAPP b. Qo stal (Mar) 6 0 6 1; doppio: Ka nia Olaru (Pol Rom) b. PENNET TA SCHIAVONE 4 6 6 4 10 8.

LORENZI KO A Barcellona (Spa, 1.708.875 e, ter ra), 2˚ turno: Chardy (Fra) b. LO RENZI 6 2 6 4; Berdych (Cec) b. Da vydenko (Rus) 3 6, 7 5, 6 4; Kohl schreiber (Ger) b. Kuznetsov (Rus) 6 3 6 7 (5) 7 6 (2); Gulbis (Lat) b. Verdasco (Spa) 6 3 6 4; primo tur no: Kavcic (Slo) b. Falla (Col) 6 3 6 0; Tomic (Aus) b. De Schepper (Fra) 6 4 4 6 6 2; Robredo (Pa) b. Lopez (Spa) 2 6 6 2 6 2; Berlocq (Arg) b. Gimeno (Spa) 7 5 6 4.

VAI SEPPI A Bucarest (Rom. 467.800 e, ter ra), Seppi direttamente nel 2˚ turno contro Rosol. Primo turno: Monfils (Fra) b. VOLANDRI 6 4 6 2; Mayer (Ger) b. CIPOLLA 6 0 7 6 (1).


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MERCOLEDÌ 24 APRILE 2013

PALLAVOLO DOMANI GARA-1 DI FINALE

LA FINALE SCUDETTO

LA SERIE AL MEGLIO DELLE 5 PARTITE

Trento favorita tricolore Piacenza e il fattore fantasia Sondaggio della Gazzetta con 6 esperti: tutti concordi sulle maggiori possibilità di vittoria finale per i campioni del Mondo di Rado Stoytchev Bernardi

Occhi puntati su Luciano De Cecco, 24 anni, regista della Copra TARANTINI

De Cecco regista più forte del mondo Decidono i dettagli 1. Vedo leggermente favorita

Berruto E’ cruciale la sfida tra i palleggiatori Gara -1 dirà tutto 1. Sulla squadra, per la qualità che esprime e per l’esperienza di finali giocate su cui può contare, Trento è sicuramente favorita, anche se i pronostici in questo campionato mi sembrano sempre rischiosi. 2. La sfida tra i palleggiatori secondo me sposterà l’equilibrio della sfida. Raphael e De Cecco sono simili anche in alcune caratteristiche e molto dipenderà dal loro modo di gestire i grandi giocatori che hanno a disposizione. 3. Per Piacenza è decisivo il rendimento palleggiatore coppia di centrali. Holt e Simon sono stati decisivi con Macerata. La forza di Trento è la sua storia. 4. Dopo 3 anni è bello anche sapere di poter vedere una sfida più lunga. La serie dipenderà dalla prima gara. Piacenza arriva in uno stato psicofisico perfetto.

Trento. Però Piacenza sta giocando benissimo, sia per fisicità sia soprattutto per qualità: Marra è in gran forma e l’intercambiabilità Fei Vettori è un’arma in più. E’ la squadra che più di tutte è migliorata nel corso della stagione. 2. Visto che si deciderà su un pallone o due può essere chiunque, perché potrebbe dipendere tutto da una difesa, o da una copertura. 3. Piacenza ha De Cecco, il palleggiatore più forte del Mondo, e forse ha qualcosa in meno su palla alta. Trento ha Juantorena, in grado di far la differenza in ogni fondamentale, mentre ha qualcosa in meno al centro, ma solo perchè di là ci sono Simon e Holt, eccezionali 4. Finisce in 4 partite. Dico 55% Trento, 45% Piacenza.

servizi a cura di VALERIA BENEDETTI e MARIO SALVINI

Prandi

Lorenzetti

Taccuino

Bruno Bagnoli

Grbic

Vince la Copra È imprevedibile

Trentini più forti Emiliani in forma

AL MEGLIO DELLE 5

Sarà Juantorena a spostare l’ago

Kaziyski e Zlatanov saranno nel mirino

1. Trento è favorita ma

1. A numeri direi Trento, ha

1. Sarà combattuta e penso

Piacenza secondo me vince. L’Itas è sulla carta la squadra migliore, Piacenza ha alcune armi importanti fra cui una qualità di gioco imprevedibile che può dar fastidio parecchio a Trento. 2. Luciano De Cecco: è un giocatore con talmente tanta tecnica nelle mani e nella testa che fa la differenza nel bene e nel male. 3. Trento ha una qualità media molto alta per cui parlare di punti deboli è difficile. Piacenza ha un ottimo servizio e diverse armi in attacco che possono far pendere la bilancia dalla sua parte. 4. Onestamente è una previsione difficile da fare. La serie può essere molto equilibrata anche finendo in tre partite. Il livello espresso dalle due squadre è molto alto.

sempre qualcosa in più, con il cuore dico Piacenza. L’Itas arriva con il suo meccanismo ben oliato ed è difficile pensare di metterla in crisi. Ma la Copra sta in campo molto bene e più durano le gare e la serie, più si avvicina al livello degli avversari. 2. Per Piacenza Luciano De Cecco. Quando ti arrivano battute come quelle di Trento diventa decisiva la capacità di concentrazione del regista. Per Trento conta più il sistema di gioco. 3. Piacenza ha una fase punto molto forte con un muro equilibrato. Trento ha un cambio palla quasi perfetto. Per entrambi grandi debolezze non ne vedo. 4. Io mi auguro che sia lunghissima, che arrivi al quinto set della quinta gara ma molto dipende da Trento.

1. Credo che Trento abbia qualcosa in più, anche solo per ol fattore campo. Anche se Piacenza sta giocando molto bene, soprattutto in battuta. Se al servizio avrà la stessa continuità della semifinale sarà una serie equilibrata 2. Forse non decisivo, ma molto di come sarà la serie dipenderà da De Cecco.La finale è un animale strano e la prima volta è difficile non pensare a quanto è importante. Certi pensieri per un regista possono essere fatali. 3. Sarà una questione di battute. Entrambe sono fortissime e tutti sanno che Piacenza punterà Kaziyski e eviterà Juantorena, mentre Trento punterà Zlatanov e eviterà Papi. 4. Penso proprio che no finità in 3 partite

La serie scatta domani a Trento Domani alle 17 si apre la finale scu detto (al meglio delle 5 partite): alle 17.30 (diretta Rai Spor 1) Itas Tren to Copra Elior Piacenza. Gara-2 domenica 28 a Piacenza Gara-3 mercoledì 1 maggio a Tren to Ev. gara-4 domenica 5 maggio a Piacenza Ev. Gara-5 domenica 12 a Trento. ASIATICO (a.a.) Si chiude a Tehe ran (Iran) la prima fase dell’Asiati co per Club. L’Al Ain (Emirati Arabi) di Daniele Sottile e Bruno Zanuto è stata superato 3 1 dal Taiwan e prosegue per il nono posto. IN AZERBAIGIAN (a.a.) Continua la serie vincente del Rabita Baku di Marcello Abbondanza e Fabio Dal la Fina (2˚) 0 3 al Baladzhary, men tre l’Azerrail Baku di Luna Carrocci e Indre Sorokaite (Sara Anzanello) supera 3 1 il Lokomotiv Baku di Giu seppe Cuccarini.

divertente: se Juantorena starà bene e sarà in grado di dare il suo meglio credo vincerà Trento. Piacenza ha dalla sua l’aspetto psicologico: sarà più serena e potrà tirare a tutto braccio: non è poco. 2. Come detto: Juantorena. La prova è stata la finale dell’anno scorso, in cui non era al meglio e alla fine la cosa ha fatto pendere l’ago della bilancia verso Macerata. 3. Se a Piacenza gira la battuta gli equilibri possono cambiare, e con la ricezione nei 3 metri il suo cambio palla è una certezza. Viceversa, su palla alta e scontata rispetto a Trento è inferiore. Anche perchè l’Itas di punti forti ne ha una serie: battuta, muro, attacco. Forse ha una condizione fisica inferiore, e magari meno panchina. 4. Vince Trento in 4 partite.

4

DOMANDE

Queste le domande che abbiamo posto ai sei esperti che abbiamo intervistato alla vigilia della prima delle 5 possibili sfide scudetto fra Trento (che inizia in casa) e Piacenza

1

Chi vince e perchè?

2

Chi sarà l’uomo decisivo?

3

I punti di forza e punti deboli delle due finaliste, Trento e Piacenza?

4

Quanto dura la serie?


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PALLAVOLO IERI A MILANO

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PALLANUOTO SCATTANO I PLAYOFF GLI INCROCI UNA RACCOLTA FONDI UMANITARIA LEGATA ALLE PARTITE

Alla Scandone due sfide incerte Ma che peccato non giocare di più FRANCO CARRELLA

Da sin. Giuseppe Sala (Expo). Carlo Salvatori (presidente Mondiale) e Carlo Magri TARANTINI

Mondiale 2014 Parte all’Expo l’edizione record Annunciati sedi, formula e il Logo, oltre a una partnership con l’Esposizione Internazionale MARCO LOTTAROLI MILANO

Numeri record per il primo Mondiale femminile che si giocherà in Italia. Ieri la presentazione nella sede dell’Esposizione Universale ha alzato il velo sulla manifestazione iridata in programma nel 2014, dal 23 settembre al 12 ottobre. Ventiquattro le squadre protagoniste, provenienti da 5 Continenti e ben 103 le gare (furono 76 nell’ultima edizione a Tokyo 2010). Sei le città coinvolte, distribuite tra Nord, Centro e Sud. Si giocherà a Roma (PalaLottomatica), Bari (PalaFlorio), Trieste (PalaTrieste), Verona (PalaOlimpia), Modena (PalaCasamodena) e Milano (Forum di Assago).

ternazionale sempre più importanti, che culmineranno nel 2015 con l’Esposizione. Per noi il volley femminile è uno sport di grande successo. Siete un esempio di squadra vincente. Finora le adesioni a Expo hanno toccato quota 128 Paesi e da parte nostra daremo un contributo di visibilità nel mondo del vostro evento».

Formula La formula è articolata in 3 fasi. La prima in 4 città con le 24 squadre suddivise in 6 gironi. La seconda fase sarà a 16 squadre e la terza con le 6 squadre rimaste in lizza che si contenderanno il titolo distribuite in due pool da 3 con le prime 2 di ogni girone promosse alle semifinali. L’Italia comincerà il suo cammino a Roma. Il Forum milanese ospiterà le finali e la seconda fase. Il c.t. della Nazionale, Marco MenStilizzata Il logo rappresenta una cop- carelli, ha detto: «Cercheremo di fare pa stilizzata color oro con tre strisce qualcosa di buono. I Mondiali in Italia verticali che riproducono il tricolore in- sono un’occasione importantissima. castonata in un grande anello dorato. Le motivazioni sono altissime e l’entuIl trofeo in palio per i vincitori è stato siasmo sarà quello giusto. Vogliamo diforgiato in titanio ed è perenne, rimar- mostrare di essere all’altezza. Serviranrà negli anni. Ai detentori sarà conse- no scelte giuste per raggiungere i risulgnata una copia. Stretto il legame tra il tati che ci prefiggiamo. Farò considerazioni anche anagrafiMondiale sotto l’egida della federazione che per preparare un mondiale e l’Expo gruppo che possa an2015. Lo ha sottolinedare fino ai Giochi di ato l’a.d. di Expo, GiuRio 2016. L’obiettivo seppe Sala: «Siamo feè quello di costruita lici che la Federazionegli anni una squane Italiana Pallavolo dra valida. L’imporci abbia voluto al fianco per presentare i tante è creare e offrire Mondiali femminili. opportunità di cresciCosì come siamo felici ta e confronto per le che alcuni match si digiocatrici e dare contisputeranno proprio a nuità al lavoro nel Milano. La città si sta tempo». preparando ad appun© RIPRODUZIONE RISERVATA tamenti di rilievo in- Questo il logo dei Mondiali 2014

Playoff femminili: quarti gara-3

Quanti rimpianti per Chieri Bergamo, rimonta e semifinale Bergamo-Chieri 3-2 (21-25, 22-25, 25-22, 25-22, 15-11) FOPPAPEDRETTI BERGAMO: Zambelli 7, Weiss 2, Di Iulio 12, Crimes 14, Brown 4, Blagojevic 17; Merlo (L), Devetag 3, Diouf 20, Balboni, Bruno. All. Lavarini. DUCK FARM CHIERI TORINO: Vindevoghel 19, Borgogno 8, Fabris 24, Gennari 15, Fernandez 14, Bechis 1; Sirassi (L), Zauri. Non entrate: Vietti, Frigo, Ravetta, Piccinini. All. Salvagni. NOTE Spettatori 1181. Durata set: 29’, 26', 31', 31' 17' totale 134’. Foppapedretti: battute sbagliate 10, vincenti 1, muri 9, 2ª linea 7, errori 24, Duck Farm: b.s. 9, v. 3, m. 14, 2ª l. 5, e. 19. BERGAMO La miglior versione del Dr Jekyll e Mr. Hyde in salsa Foppapedretti consente a Bergamo di proseguire il sogno tricolore dopo un’incredibile rimonta sotto 0-2 contro una Duck Farm che non potrà che avere rimpianti. Parte subito forte Chieri, pur sempre senza Piccinini, che si porta 16-9, poi chiude approfittando di un avversario arruffone e che Laverini aveva fatto iniziare a sorpresa (ma non troppo) con Brown per Diouf. La musica

non cambia nel 2˚ visto che la Foppapedretti prosegue la collezione di errori e le piemontesi con un’ottima Vindevoghel prendono ancora il largo (16-9). Le padrone di casa per accumulare un vantaggio degno di questo nome devono attendere addirittura il 3˚ parziale con il 21-17 timbrato dalla rediviva Diouf, ma sembra non bastare fino a quando il secondo arbitro vede un tocco a muro sull’attacco di Blagojevic che regala un set-ball sfruttato al primo tentativo. Ma neanche il più classico degli aiutini sembra dare la scossa alle bergamasche visto che anche nel 4˚ set Chieri vola 13-7. Quando un innocuo palleggio di Fernandez cade con le ragazze di casa a guardare sembra la fotografia della serata rossoblu e invece è la molla per la rimonta. Nel tiebreak volta Bergamo fino a quando Crimes mette a terra il pallone che vale la semifinale con Piacenza. Federico Errante A-2 DONNE (m.l.) Andata dei quarti: Soverato- Pavia 2-3 (17-25, 25-19, 21-25, 25-22, 5-15); Mazzano-Frosinone 2-3 (20-25, 15-25, 25-22, 25-22, 09-15). Ritorno, domani (20.30).

In testa e in coda, i verdetti della stagione regolare sono arrivati soltanto nell’ultima giornata. Anzi, dalla lotta per la salvezza è venuta fuori un’appendice: Nervi e Ortigia si sfideranno in uno spareggio, ieri sono state ufficializzate la data del 30 aprile e la sede di Roma (centro federale di Ostia). L’ultimo spareggio per evitare la retrocessione risale all’85 e anch’esso si giocò a Roma: la Pro Recco superò 8-6 la Florentia (all’epoca Rari 1904) che poi fu ripescata per l’allargamento del campionato da 10 a 12 squadre. Altri tempi, in tutti i sensi: Recco, da un bel po’, è abituata a lottare soltanto per lo scudetto. E

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LA GUIDA

Oggi, l’andata dei quarti si gioca sul campo delle peggio classificate nella stagione regolare: PosillipoFlorentia (diretta su RaiSport 2) e Promogest Quartu-Ferla Pro Recco alle 19, BogliascoBrescia e Carpisa Acquachiara-Blu Shelf Carisa Savona alle 21

dal 2006 lo vince. Anche se deve rincorrere il Brescia, che ha chiuso la prima fase al comando, la squadra ligure resta la favorita, a detta di tutti. E ora è attesa da un quarto di finale agevole contro il Quartu, che pure è andato al di là delle aspettative, alla prima stagione in A-1. Non dovrebbe riservare sofferenze neanche il doppio confronto del Brescia contro il Bogliasco. Equilibrio E allora, occhi puntati su Posillipo-Florentia e Acquachiara-Savona, i due scontri nel segno dell’incertezza che accenderanno stasera la piscina Scandone. Con la formula che prevede gare di andata e ritorno nei quarti, il vantaggio di una classifica migliore viene praticamente azzerato, e questo

non convince. Così come non convincono semifinali e finale al meglio delle tre partite: se è vero che l’interesse si moltiplica nei playoff, questi vanno allungati e non ridotti. Stangata e solidarietà Intan-

to, il giudice sportivo ha squalificato per quattro turni il secondo portiere savonese Andrea Rolle, che era venuto a contatto con l’arbitro Caputi nella gara col Posillipo: «comportamento insubordinato e gravemente scorretto». Ma c’è anche qualcosa di bello da raccontare. Pure quest’anno, nei match dei playoff, viene organizzata una raccolta di fondi legata a progetti umanitari, organizzata dall’associazione Waterpolo Development: andranno a «Save the Children». © RIPRODUZIONE RISERVATA

«Brescia e poi Italia E’ il mio momento» Scudetto più conferma ai Mondiali, il doppio sogno di Presciutti: «Siamo la risposta serena al calcio» STEFANO ARCOBELLI

IL QUADRO

Lo scudetto (col Brescia) e poi il mondo (col Settebello). I playoff al via oggi contro il Bogliasco («Da affrontare subito sempre con testa e gambe giuste») e il titolo mondiale da difendere a Barcellona: Christian Presciutti si prepara ad una missione globale, ad un’altra estate al massimo. Condannato a vincere con i ragazzi di Campagna per poter fare notizia,. Siete voi la vera risposta estiva al calcio?

«Già, finisce il calcio e si dice "ora c’è la pallanuoto". Sì, siamo la risposta della serenità al calcio. Finisce il campionato più importante e comincia la nostra nazionale. Ma noi giochiamo anche d’inverno, in molti non se ne accorgono».

RCS

sionante». L’argento olimpico almeno un po’ vi sta consolidando?

«Abbiamo alcune idee, per ora preferiamo la semplicità».

Per quale ragione?

Cosa avete di unico?

«Non abbiamo niente di meno degli altri sport, se non che stando dentro l’acqua non abbiamo maglie, sponsor da mostrare. Vedono solo le nostre teste, e tanta acqua: anche quelli che vengono in piscina dicono "ma quello chi è?". Siamo uno sport non d’impatto ma avvincente, con campioni umili e simpatici. E il non essere famosi centuplica la nostra carica».

«La dedizione al lavoro, la spontaneità, il non essere primedonne ma l’essere uniti sempre. E se Campagna ci dice fate 1000 chilometri, noi li facciamo: significa che serve». Il Settebello è diventato un modello anche per le squadre straniere?

«Dal punto di vista tattico, c’è poco da inventarsi: la nostra forza mentale è però unica, quando scendiamo in acqua è come se volessimo "mangiare" l’avversario: a Shanghai sembrava una squadra di "scappati di casa" fisicamente, eppure avevamo una cattiveria...».

Anche quelli del rugby sono umili e simpatici: che differenza c’è?

«Che il loro sforzo fisico ha più visibilità, che a loro è bastata una vittoria per far parlare giorni e giorni e attirare interesse: si badi, il rugby è affascinante e anche io lo ammiro, abbiamo fatto pure un gemellaggio. Noi da anni siamo ad alto livello, prendiamo medaglie, ma dobbiamo aspettare l’estate per sentir parlare un po’ di noi». E non manca la concorrenza del beach volley...

E’ cominciato il nuovo ciclo per i Giochi, sognando il bis mondiale a Barcellona.

«L’ideale sarebbe portare piscine temporanee sulle spiagge e organizzare partite tra i vacanzieri. Felugo e Fiorentini, che sono stati in Australia, mi hanno raccontato dei 10.000 per un’amichevole al mare. Impres-

Christian Presciutti, 30 anni, ha segnato 50 gol. Rizzo (Savona) 72 DEEPBLUE

«Non dobbiamo pensare di aver vinto, ma sperare che un sogno memorabile si realizzi. A Rio dobbiamo arrivarci gradualmente, con gli inserimenti dei giovani. Certo, a chi non piacerebbe vincere tutto?». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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MERCOLEDÌ 24 APRILE 2013


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TUTTENOTIZIE & RISULTATI Ippica GODOLPHIN APPARTIENE AL PRIMO MINISTRO DI DUBAI ED E’ STATO IL TEAM DI DETTORI FINO ALL’ANNO SCORSO

Dopati 11 cavalli dello sceicco Bufera su Mohammed al Maktoum: trovati steroidi, il trainer Al Zarooni ammette MATTEO PIERELLI

glio 2012: ora gli verrà tolta la licenza da allenatore e sarà cacciato da Godolphin.

«Questo è un giorno nero per Godolphin, siamo tutti sotto choc per quello che è accaduto. Sheikh Mohammed era inorridito quando ha ricevuto la notizia». Dal quartier generale di Newmarket, dove si trova la filiale inglese della più importante scuderia del mondo, il racing manager Simon Crisford non nasconde l’imbarazzo per una notizia a dir poco sconvolgente: 11 cavalli di Godolphin sono stati trovati positivi agli steroidi anabolizzanti, fra cui lo stanozolo, reso famoso dal caso Ben Johnson a Seul 1988. Sono tutti allenati da Mahmood Al Zarooni, il trainer ingaggiato proprio dallo sceicco nel 2010 e al quale ha dato una fiducia cieca, al punto di avere quasi carta bianca. Tanto è vero che Al Zarooni (fino ad allora secondo di Saeed bin Suroor) lo scorso anno decise che il suo primo fantino sarebbe stato il francese Mickael Barzalona, costringendo di

Disastro Il danno di immagine per Sheikh Mohammed è infatti colossale. Lui è primo ministro degli Emirati Arabi Uniti ed emiro del Dubai. E marito della principessa Haya di Giordania, presidente della Federazione internazionale Equestre e paladina dell’antidoping. Tanto è vero che qualcuno parla anche di complotto, ricordando quanto successo allo sceicco nel 2009, quando si è autodenunciò e si autosospese dopo la positività, in test autoprodotti, di due cavalli da endurance da lui montati: fu squalificato 6 mesi, pur essendo evidente la colpa di Abdullah bin Huzaim, uno dei suoi trainer, che aveva violato il rigido protocollo antidoping. «Sheikh Mohammed mi ha incaricato — dice ancora Crisford - di avviare una revisione urgente di tutte le nostre procedure riguardanti i controlli. Nel frattempo siamo a disposizione delle autorità inglesi».

Taekwondo DOPO OPEN BELGIO

Opinion Poll, due gruppi 2 e tre gruppi 3 vinti: è uno degli 11 dopati GRASSO

fatto Lanfranco Dettori a lasciare Godolphin dopo 18 anni di trionfi, decisione annunciata da Frankie pochi giorni prima di essere trovato a sua volta positivo alla cocaina (sta scontando 6 mesi di squalifica che scadranno a fine maggio). I fatti Il bubbone è scoppiato do-

po un controllo a sorpresa del 9 aprile a Newmarket: sono stati testati 45 purosangue e 11 erano dopati. I più famosi sono Opinion Poll e l’imbattuta Certify (etilestrenolo) che non potrà correre le 1000 Ghinee del 5 maggio. «Non sapevo di infrangere le regole, visto che in quel periodo i cavalli non avevano

Scherma IL NUMERO UNO DELLO SPORT IN VIDEO SU GAZZETTA.IT

Caso in Tunisia Benitez, dal fioretto alla politica No contro Israele Il Venezuela ha una ministro hot

Sta facendo molto rumore in Tunisia la partecipazione nello scorso fine settimana di alcuni nazionali tunisini (foto) all’Open di Gent, in Belgio, a cui erano presenti anche atleti israeliani. Non solo: ma per esempio nei quarti di finale della categoria -63 c’è stato anche uno scontro diretto, in cui peraltro il tunisino Wahidi Briki ha sconfitto l’israeliano Ron Atias 4-2. Il ministero della Gioventù e dello sport ha denunciato la cosa, annunciando anche di aver aperto in inchiesta in merito. Per determinare le responsabilità di quella che definita come «una pagliacciata» e per «conoscere le ragioni della partecipazione della nazionale tunisina a questa manifestazione senza averlo prima concertato con le autorità competenti». Dall’Intifada del 2000 la Tunisia non intrattiene relazioni con Israele.

Sportiva, bellissima e ministro dello sport. E’ il curriculum di Alejandra Benitez, 32 anni, «star» tra i ministri del nuovo governo annunciato dal presidente venezuelano Nicolas Maduro. Fisico mozzafiato, la Benitez è stata atleta olimpica di scherma ad Atene, Pechino e anche all’ultima edizione londinese. Nei Panamericani di Guadalajara, due anni fa, è stata d’argento nel fioretto. Da quando Maduro l’ha inserita tra i suoi nuovi ministri, la Benitez è al centro di commenti più o meno lusinghieri dei media locali: «Da modella a ministra», titola per esempio il quotidiano Ultimas Noticias dopo la designazione annunciata. «Per un po’ è stata anche modella, e si è fatta fotografare seminuda», ricorda un altro media di Caracas. «I vestiti nascondono tutto, invece quando sei nuda, sei veramente te stessa», ha precisato lei alla rivista «Dominical». Interessi Di certo, la Benitez è una donna dalle mille sfaccettature: oltre a fiorettista olimpica e ora ministro, è anche odontoiatra ed è stata parlamentare nelle fila del Partido Socialista Unido de Venezuela fondato da Hugo Chavez. Nelle sue dichiarazioni dalla

In alto Sheikh Mohammed, 64 anni. Qui sopra Mahmood Al Zarooni, 37

delle corse in programma. Posso solo scusarmi per i danni che ho causato a Godolphin e all’ippica». Così si è giustificato Al Zarooni che poi ha ammesso di aver commesso «un errore catastrofico». Tra l’altro due suoi cavalli erano già stati «pizzicati» dall’antidoping (al propossifene, un antinfiammatorio) a lu-

Atletica PISTA USA (si.g.) Un’altra bella prova della jr bahamense Shaunae Miller, 22”61 nei 200 (+1.2) ad Auburn. Uomini. Alto: Ingraham (Bah) 2.28. A Long Beach. Uomini. Peso: Nedow 20.35. A Raleigh. Uomini. 100 (+1.6): Locke 10”12; Welsh 10”14. A Bloomington. Uomini. Alto: Drouin (Can) 2.31. A Baton Rouge. Donne. 100 (+1.8): K. Duncan 11”18. 200 (+2.5): K. Brown 22”47. 400: Beard 51”62. A Oxford. Uomini. 100 (+1.2)/200 (+2.0): Young 10”09/20”39. Ad Austin. Donne. 400: Hall (Giam) 51”57. A Lawrence. Uomini. 110 hs (+2.2): Payne 13”42; Porter 13”44. Donne. Asta: Saxer 4.50. A Gainesville. Donne. 100 hs (+2.1): Wells 12”79. ADDIO WALDE (si.g.) E’ morto a Jever (Ger), a 70 anni, Hans Joachim Walde, decathleta a medaglia in due Olimpiadi: bronzo a Tokyo 1964 con la Germania unita, argento quattro anni più tardi in Messico con la Germania Ovest. A fine carriera ha fatto il medico sportivo all’ospedale di Sandenbusch. TRENTAMILA (pe. m.) Lo spagnolo Martínez ha vinto la 15ª Cursa di Bombers a Barcellona (23.900 partenti). Uomini. (10,5 km): 1. Martínez 29’48"; 2. Oumellal (Mar) 29’56". Donne: 1. Plá 33’09"; 2. Rodríguez 33’45".

Alejandra Benitez, 32 anni

stampa fresca di nomina, la bellissima fiorettista di Caracas promette «una politica sportiva fatta dal basso. Andrò nei quartieri, nelle comunità, nelle parrocchie, cercherò di unire tutte le forze interessate allo sport». E poi, ha sfoderato uno sponsor importante che può far concorrenza solo alla sua bellezza: «Nella sua visita a Caracas per l’insediamento di Maduro, anche Diego Armando Maradona - ha annunciato la Benitez — mi ha detto che ogni tanto verrà a Caracas per darmi una mano». E di mani El Pibe se ne intende... © RIPRODUZIONE RISERVATA

Beach volley WORLD TOUR (c.f.) Nel tabellone finale maschile dell'Open di Fuzhou (Cina), prima tappa del World Tour, subito derby azzurro tra Nicolai-Lupo (testa di serie n˚ 4) e Ingrosso-Ingrosso, in una pool che comprende anche Sidorenko-Dyachenko (Kaz) e Gavira-Garcia (Spa). I gemelli pugliesi ieri si sono qualificati grazie al doppio 2-1 su Kunert-Petutschnig (Aut) e Grimalt-M. Grimalt (Cile). Oggi anche fa fase preliminare femminile con Gioria-Giombini cui basta superare Take-Mizoe (Giap).

Bocce A RAFFA (c.f.) La Pinetina è ad un passo dallo scudetto a tre gionate dalla fine della serie A di raffa. Risultati 15˚ turno: Ancona-Cacciatori 2-1, Fontespina-Ciar Colbordolo 0-1, Montegridolfo-Fashion Cattel 1-2, La Pinetina-Mp Filtri Rinascita 2-1, Montegranaro-L'Aquila 1-2. Classifica: La Pinetina 37; L'Aquila 31; Mp Filtri 29; Fashion Cattel 24; Montegranaro 22; Ancona e Ciar 19; Montegridolfo 15; Cacciatori 10; Fontespina 9.

Rugby IL PILONE SI SVINCOLA DI TASCA PROPRIA DAL LEICESTER

Boxe

L’Équipe: «Castro pagherà per andare a Tolone»

SPADA SFIDANTE (r.g.) L’Ebu ha nominato l’italiano Domenico Spada (36-4) sfidante ufficiale dell’ucraino Maxin Bursak (26-1-1) all’Europeo medi: per il campione sarebbe la prima difesa.

Secondo l’Équipe, Martin Castrogiovanni (foto LAPRESSE) pagherà di tasca propria l’indennità richiesta dal Leicester e giocherà a Tolone nei prossimi due anni. Il pilone azzurro ha un altro anno di contratto in Inghilterra, ma da mesi chiede di essere ceduto al club rossonero, dove trovereb-

be stelle come Wilkinson, Giteau, B. Botha e Michalak. Castro avrebbe trovato l’accordo col Tolone da mesi, ma mancava il via libera dei due club, col n.1 francese Boudjellal che a fine marzo parlava di «accordo impossibile». In Bath-Leicester 27-26 di sabato, Castro è entrato al 70’ giocando dieci minuti.

INGLESI (r.g.) L’inglese Luke Campbell, 25 anni, oro ai Giochi di Londra nei gallo, è passato professionista con la «Matchroom» e debutterà in estate a Hull (Ing) dove è nato. In carriera ha vinto l’Europeo 2008 e l’argento ai Mondiali di Baku (Aze) nel 2011. L’altro campione inglese, il supermassimo Joshua, inattivo dai Giochi, infortunatosi ad una spalla, potrebbe entrare nella nuova scuderia di Lennox Lewis, ex mondiale massimi.

IL RE DEI SALTATORI

Sprinter Sacre Decimo show Missione compiuta e decima vittoria consecutiva in steeple chase per l’astro mondiale dei saltatori Sprinter Sacre (foto), allenato da Niky Henderson, montato da Barry Gerhagty e imbattuto nella specialità. Sulla pista irlandese di Punchestown, il 7 anni ha vinto il Champion Chase (gr. 1, steeple, m 3200) lasciando agevolmente a 5 lunghezze e mezza Sizing Europe. IERI SAN GIOVANNI QUINTE’ (m 1600): 1 Pecchiaiolo Jet (G. Pistone) 1.14.4; 2 Panter Or; 3 Pissarro Ferm; 4 Phoenix Hbd; 5 Perignon; Tot.: 1,78; 1,56, 4,37, 2,81 (58,29) Quintè 14-5-6-10-20 n.v. Coi ritirati (n˚12-15-16-18-19) e 932,94. Quarté e 2.124,05 (e 224,52). Tris e 244,90 (e 18,11). OGGI QUINTÉ AD AVERSA Al Cirigliano (inizio convegno alle 14.55) scegliamo Ornette Coleman (15), Ossigeno Bigi (5), Oidio Jet (14), Nuvolor (6), Nievoz (13) e Mario Gianfi (9). SI CORRE ANCHE Trotto: Firenze (15.15). Galoppo: Milano (14.30).

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PACQUIAO (r.g.) Il filippino Manny Pacquiao (54-5-2) torna a combattere il 13 ottobre a Macao (Cina) e ha offerto a Tim Bradley (Usa, 30-1nc), che lo sconfisse lo scorso giugno a Las Vegas, tramite il suo agente, sei milioni di dollari per mettere in palio il Mondiale welter Wbo. IN ITALIA (r.g.) La Loreni Boxe ha definito la prima difesa di Brunet Zamora (24-1-2), campione Ue leggeri, contro il connazionale Max Ballisai (16-1) a luglio; nella stessa serata Matteo Modugno (13) metterà in palio la cintura massimi contro Fabio Tuiach (24-2) già campione cruiser (2006).

Ginnastica RITMICA: COPPA A PESARO (cam.ca) Per il quinto anno consecutivo si svolgerà all’Adriatic Arena di Pesaro la tappa italiana della Coppa del mondo di ritmica, da venerdì a domenica. Sarà il primo vero banco di prova delle nuove Farfalle azzurre di Emanuela Maccarani. Già disponibili i biglietti, acquistabili negli uffici dell’Adriatic Arena, online e nei punti vendita Ticketone.

Golf MCDOWELL VINCE Il nordirlandese Graeme McDowell ha vinto con 275 (71 67 68 69, -9) colpi il RBC Heritage (PGA Tour) disputato sul percorso dell'Harbour Town Golf Links (par 71), a Hilton Head nel South Carolina. Il 34enne di Portrush ha concluso la gara alla pari con Webb Simpson (68 71 65 71), lasciandosi raggiungere per un bogey sull'ultima buca, ma ha poi prevalso con un par alla prima supplementare. OTTO AL CHALLENGE Il Challenge Tour riprende il suo cammino con il primo evento in Europa, il Challenge de Madrid oggi sul percorso de El Encín Golf Hotel ad Alcala de Henares nei pressi della capitale spagnola. Otto gli italiani in campo: Crespi, Pavan, Colombo, Quintarelli, Bergamaschi, Ravano, Perrino e Geminiani, che fa il debutto stagionale dopo l’inverno passato in Florida.

Hockey in line PLAYOFF GARA-5 (m.l.) Serie A-1. Playoff. Oggi si gioca la decisiva gara-5 della semifinale scudetto (al meglio di 5). Milano24 già in finale. Ore 21: Monleale-Vicenza (serie 2-2).

Hockey pista SERIE A (m.nan) Si gioca stasera la 24ª giornata del campionato di serie A1 con il big match fra il Viareggio secondo in classifica e il Valdagno capolista. Il programma (ore 20,45): Sarzana-Lodi, Prato-Breganze, Viareggio-Valdagno, Thiene-Follonica, Bassano-Forte dei Marmi, Giovinazzo-Novara. Domani ore 20 Trissino-Matera. Classifica: Valdagno 64, Viareggio 57, Bassano 55, Lodi 52, Forte dei Marmi 39, Novara 35, Breganze 32, Prato e Follonica 25, Sarzana 24, Giovinazzo 22, Trissino 18, Matera 17, Thiene 1.

Nuoto HEEMSKERK BRASILIANA (m.can.) L’olandese Femke Heemskerk vince i 200

sl ai campionati brasiliani di Rio de Janeiro in 1'58”14; l’argentino Martin Naidich migliora il primato sudamericano dei 1500 sl a 15'10”24. Uomini: 200 sl Ernesto 1'49”23; 100 do Guido 54”80, De Deus 54”98. Donne: 200 sl Heemskerk (Ola) 1'58”14; 1500 sl Okimoto 16'32”85; 100 do Medeiros 1'02”19. RANOMI MONDIALE (al.f.) La bicampionessa olimpica olandese Ranomi Kromowidjojo ha scelto le gare che disputerà ai mondiali di Barcellona: 50-100 sl, 50 farfalla e ovviamente la staffetta 4x100 sl.

Pallamano QUARTI PLAYOFF (an.gal.) Oggi alle 20,30 (diretta Rai Sport 2) Fasano-Carpi, per gara-3 dei quarti playoff, decide il nome della sfidante del Bolzano in semifinale.

Rugby RAGAZZE OK A Madrid, nel torneo di qualificazione al Mondiale donne del 2014, Italia-Scozia 27-3 (p.t. 17-3) con 2 mete di Furlan, una di Barattin e 12 punti al piede di Veronica Schiavon. Per essere sicure della qualificazione, le azzurre dovranno battere la Spagna sabato. SOLIDARIETÀ Agli otto «grandi infortunati» in incidenti di gioco, per i quali la Fir ha deciso di stanziare un fondo di solidarietà, andranno 18.000 e a testa.

Tiro a volo FALCO SETTIMO Lo skeet uomini ha chiuso la seconda tappa stagionale di Coppa del Mondo. Con Ennio falco al 7˚ posto. L'olimpionico di Atlanta ha chiuso le qualificazioni a 123/125, al quarto posto insieme ad altri 5 tiratori. Spareggio a sei per 3 posti in semifinale, allora. Alll’ottavo doppietto Falco è inciampato in uno zero, regalando la qualificazione ai tre rimasti in lizza. Successo a Tore Brovold, per lui il 6˚ in carriera (13˚ podio), nella finale derby norvegese con Jensen Skeet Uomini: 1. Brovold (Nor) 16/16 – 16/16 – 124/125; 2. Jensen (Nor) 15 – 15 – 123 +16; 3. Buchheim (Ger) 15 – 13 – 124; 4˚ Achilleos (Cip) 14 – 14 – 123 +16; 5˚ Mukhamedyev (Kaz) 12 – 124; 6˚ Shuai Tang (Cina) 12 – 123 +16; 7. Falco 123/125 +15; 14. Moscariello 122; 32. Eleuteri 120.

Vela COPPA AMERICA (r.ra.) Dopo le prove di carico è stato varato a San Francisco il secondo AC 72 di Oracle Team USA. Sarà questo il catamarano con cui gli americani difenderanno la Coppa ed è stato costruito ad hoc per le condizioni della Baia della città californiana nel mese di settembre quando si disputerà la 34˚ America's Cup. MINI 6.5 (m.nan) Giancarlo Pedote (ITA 747 Prysmian) ha concluso al secondo posto la «Pornichet Select», regata in singolo per Mini 6,50 nelle acque dell'Oceano Atlantico in Francia. Il successo è andato al francese Gwénolé Gahinet (FRA 800 Watever-Nautipark) in 2g 6h 27' che ha preceduto Pedote, unico italiano al via, per un solo minuto. E' il secondo podio di Pedote nella stagione dopo il secondo posto alla Demi-Clé della scorsa settimana.


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MERCOLEDÌ 24 APRILE 2013

TERZO TEMPO

È scomparso a 80 anni il braccio destro del grande Enzo

Se ne è andato Gozzi l’«occhio» di Ferrari Segretario, capo ufficio stampa, persino d.s., era il custode dei segreti del costruttore. Amico di Regazzoni e Villeneuve PINO ALLIEVI

C’era Enzo Ferrari. E c’era lui, Franco Gozzi. Due persone diverse per generazio­ ne e ruoli, che ad un certo pun­ to sono diventate una sola, tan­ to si era spinto in là il processo di reciproca identificazione. Da un lato il grande costrutto­ re che si rapportava ai potenti della terra e agli uomini delle corse. Dall’altro il custode im­ perturbabile di tutti i suoi se­ greti, il braccio destro che ver­ gava i comunicati di assunzio­ ne e licenziamento dei campio­ ni, ma che suggeriva anche con discrezione le scelte, selezio­ nava i contatti, pronto a pren­ dersi qualunque responsabilità pur di non esporre il Capo, co­ me era solito chiamarlo.

Gli inizi Quella di Gozzi è stata

una vita da leggenda, come ha rivelato qua e là in due splendidi libri. Uno, «La storia di un mito», scritto per la Gazzetta. L’altro, «Alla destra del Drake», realizzato per Giorgio Nada. L’inizio è d’altri

Franco Gozzi in piedi dietro Enzo Ferrari, Candido Cannavò e Pino Allievi al lancio di «Ferrari racconta» COLOMBO

tempi. Franco Gozzi, appena laureato in giurisprudenza e apprendista notaio si fidanza con Gabriella D’Elia, la figlia di Antonio, il barbiere dove passa tutte le mattine Ferrari prima di andare in fabbrica. Antonio gli svela la preoccupazione per

«

Ci ha lasciato una figura fondamentale nella storia del Cavallino LUCA DI MONTEZEMOLO PRESIDENTE FERRARI

quel futuro genero che non ha uno stipendio. E Ferrari lo as­ sume. I due si studiano, si capi­ scono, interagiscono, col tem­ po diventano alleati e compli­ ci. Il capo ufficio stampa gesti­ sce incontri con giornalisti, direttori di testate, ma anche con personaggi come Pavarot­ ti, von Karajan, Andreotti, Per­ tini. «Nella mia stanzetta sono passati tutti», diceva riferen­ dosi pure all’avvocato Agnelli. Poi il sabato, con altri amici fi­ dati, c’era la gran mangiata in trattoria. E lì Ferrari rivelava a pochi intimi i difetti dei poten­ ti. «Mio papà era legatissimo a Gozzi – spiega Piero Ferrari – anche perché Franco, alla fine, aveva la battuta che sdramma­ tizzava qualsiasi situazione. Con lui pranzavamo insieme quasi tutti i giorni. E mio padre talvolta esagerava. Come quando non voleva pagare le Franco Gozzi e Gilles Villeneuve. La foto è tratta dal libro di Gozzi «L’è andeda acsè» (Donelli)

foto per l’Annuario Ferrari che Gozzi redigeva e allora chiese a Franco se non poteva farle lui, le fotografie…». Amicizie&hobby Gozzi e Ferrari hanno scritto a 4 mani i libri che poi Ferrari ha firmato, hanno assunto e cacciato pilo­ ti, hanno gestito l’informazio­ ne quando non esistevano né Internet né i telefonini. Gli di­ ceva Ferrari: «Non diventare mai amico dei piloti, perché poi cambiano squadra o muo­ iono». Invece Gozzi fu amico fraterno di Bandini, Regazzo­ ni, Merzario, Villeneuve e tanti altri. Ma poi nel privato aveva la passione per la letteratura, la pittura e di curiosità cultura­ li senza freni. Lui che era pro­ fondo e leggero, burbero e cor­ diale, impegnato e beffardo al punto di laurearsi con una tesi folle: «Acquisizione e proprietà di superfici extraterrestri». Un personaggio straripante, puli­ to, un «occhio del padrone» (altra sua autodefinizione) che ha insegnato a tanti che cosa sia la dirittura morale e quanto valga la fedeltà a una causa. © RIPRODUZIONE RISERVATA

La Direzione, le Redazioni e le Segreterie de La Gazzetta dello Sport, Sportweek e Gazzetta.it partecipano con grande affetto al dolore dei familiari per la scomparsa di

Franco Gozzi La Redazione Motori de La Gazzetta dello Sport ricorda con affetto l'amico

Franco Gozzi era nato il 29 novembre 1932 a Modena. Dal 1960 aveva ricoperto parecchi ruoli alla Ferrari: è stato consulente editoriale, addetto stampa e responsabile delle relazioni esterne. Dal 1968 al 1970 è stato direttore sportivo del Cavallino. In Ferrari rimase anche dopo essere andato in pensione, come consulente dal 1993 al 1996. I funerali saranno celebrati domani a Modena.

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Le prodezze del calcio che non vediamo mai Lo sa il signor Nicchi che con quello che dice fa la figura del presuntuoso, arrogante, accentratore di potere ecc. ecc? Dato che è impossibile che l’occhio sia più preciso della tecnologia. Ma tanto non importa a quasi nessuno se non si risolvono i problemi, in Italia va bene così, poi ogni tanto facciamo finta di indignarci. Poverini. E come diceva un grande personaggio: «A pensare male quasi sempre si indovina». Pietro Castiglioni (Santo Stefano Ticino, Mi)

Credo lei si riferisca al recente duetto del presidente degli arbitri con Mazzarri. Senza nutrire alcuna particolare simpatia per il dirigente, non trovo nelle sue parole nulla che meriti rilievi tanto pesanti. Non vedo perché un rappresentante di una catego­ ria trattata come una discarica di rifiuti mentali non possa civil­ mente difenderla. Li critichiamo se stanno zitti, diamo loro addos­ so quando parlano: com’è che funziona? Io vorrei sentire un tifo­ so o un allenatore dopo una partita dire: «Il migliore in campo è stato l’arbitro, magari i miei attaccanti m’avessero dato una pre­ stazione come la sua». Lei quanto tempo pensa che ci vorrà, me­ no di un secolo? Una bella occasione, per esempio, l’ha persa l’al­ lenatore della Roma Andreazzoli, dopo la vittoria a San Siro sul­ l’Inter. I primi due gol non sono scaturiti soltanto da due bellissime azioni dei suoi, ma anche da altrettante prodezze dell’assistente Niccolai che coglie al millimetro la regolarità della posizione degli attaccanti giallorossi. Ce ne siamo accorti in pochi. Fa comodo continuare a rotolarci negli angoli più bui delle nostre prevenzio­ ni.

Caro Arturi, non mi spiego il voler schierare a tutti i costi un Vucinic imbarazzante che colleziona generosi 5 in pagella, e viene sempre schierato per 80/85 minuti, per poi far entrare (a mio av­ viso mancandogli di rispet­ to) Quagliarella a 5 minuti dalla fine. Con il Milan stes­ sa storia. Lei mi dirà «sì, ma la Juve ha già lo scudetto in tasca». E’ vero, ma non «gra­ zie a», io direi piuttosto «no­ nostante». Beppe Cartabbia

Caro Cartabbia, non siamo d’accordo. Nel senso che i 13 gol e un certo numero di buone prestazioni rendono utile, come minimo, anche la stagione in corso del monte­ negrino. Un attaccante dal gioco tecnico e rischioso per definizione perché ha il com­ pito di puntare e saltare l’uo­ mo in corsa, normale che sba­ gli molto. Volenti o nolenti, lui ha la licenza da top player. Non c’è dubbio che sia di una nullità irritante, con segnali di indolenza, nelle giornate no. Le devi subire e contare alla fine dell’anno, mettendole in rapporto con quelle di segno opposto. Il saldo continua ad essere molto positivo. Per quanto riguarda Quagliarella, un giocatore che a me è sem­ pre molto piaciuto, avrebbe di che risentirsi se fosse sotto­ posto continuamente a que­ ste staffette «riveriane». Ma non è così.

Franco Gozzi - Milano, 23 aprile 2013.

FRANCO GOZZI NATO IL 29/11/1932 EX PORTAVOCE FERRARI

PortoFranco

Vucinic: non capisco

- Milano, 23 aprile 2013.

la scheda

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LETTERE

GazzaFocus

Braccio destro Franco Gozzi, che si è spento ieri a Modena per una grave malattia all’età di 80 anni, è stato la «coscien­ za» di Enzo Ferrari, oltre ad aver ricoperto tutti i ruoli più delicati: da assistente alla dire­ zione commerciale, a segreta­ rio del presidente, a capo del­ l’ufficio stampa (fu il primo, quando nel 1960 ci si accorse che serviva comunicare e non solo fare belle macchine), a di­ rettore sportivo dal 1968 al ’70. Ma soprattutto è stato sino all’ultimo l’uomo di maggior fi­ ducia di Ferrari, quello che ha saputo tenere per sé tutto ciò che ha visto dietro le quinte, ri­ velando parzialmente alcune verità– e togliendosi anche qualche sassolino dalle scarpe – in un libro delizioso scritto insieme con Sergio Scaglietti tre anni fa: «L’è andeda acsè», è andata così, come usava spesso dire Ferrari raccontando di corse e fatti di vita. E che Gozzi ha voluto riprendere, spo­ stando il baricentro di alcu­ ni episodi insoluti.

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Andrea de Adamich ricorda con profondo affetto l'amico

Franco con cui ha vissuto due anni importanti della propria esperienza di pilota.- Sei stato un grande professionista ed un sincero amico. - Varano de' Melegari, 23 aprile 2013. Il Presidente, il Vicepresidente, l'Amministratore Delegato e la Ferrari tutta sono vicini alla moglie Gabriella e ai figli Gian Franco e Belinda per la scomparsa di

Franco Gozzi uno dei protagonisti per oltre trenta anni della storia dell'azienda. - Maranello, 24 aprile 2013. Luca di Montezemolo partecipa commosso al dolore della famiglia per la scomparsa di

Franco Gozzi figura fondamentale della storia della Ferrari e di cui ricorda le tante ore passate insieme. - Maranello, 24 aprile 2013. Piero e Floriana Ferrari ricordano con molta tristezza

Franco Gozzi per tantissimi anni fedele collaboratore di Enzo Ferrari e si stringono alla famiglia in questo momento di dolore. - Maranello, 23 aprile 2013.

La primavera di Strama La Primavera dell’Inter gui­ data da Stramaccioni è stata la più forte: l’ho vista al tor­ neo di Viareggio e in tv. Mi ricordava l’Inter di Gigi Si­ moni, quadrata e con ottimi giocatori. Ho accolto Strama con speranza dopo il tanto tempo perso. Mi son detto: ora abbiamo un progetto, dentro i giovani e fuori quelli spremuti da Mou. Era tutto semplice. Invece i frutti di quella Primavera si sono persi in giro per i vari cam­

pionati, Stramaccioni farà la fine di Simoni mentre quelli spremuti... Max Carlieri (Carrara)

Leggo di Stramaccioni che si considera al sicuro fino a giugno e se ne infischia di tutto e di tutti. Ormai il suo atteggiamento è sempre più simile a quello dei nostri po­ litici che a parole dichiarano di fare tutto per il bene del popolo (in questo caso la squadra) ma che in realtà pensano solo a restare incol­ lati alla poltrona (panchi­ na). Stramaccioni ci ha mes­ so impegno e buona volontà, ma non ha la preparazione necessaria per fare questo lavoro, se avesse un po’ di di­ gnità e di amore per l’Inter si farebbe da parte. Paolo Caslini

Punti di vista molto di­ stanti. Il suo pessimismo, si­ gnor Carlieri, non è del tutto giustificato perché Moratti ha ribadito che concederà al suo tecnico di continuare. E’ vero però che il progetto di cui par­ la è parso in larga misura eva­ nescente e contraddittorio. Il mercato, estivo e invernale, non ha aiutato. E anche le in­ decisioni dell’allenatore. Che a sua volta deve maturare. Gli infortuni a catena spiegano solo in parte la brutta stagio­ ne. In questo do parzialmente ragione al signor Caslini, ma non vedo certo quella simili­ tudine: mi sembra umano che il tecnico rilanci la sfida con se stesso e con chi gli dà fidu­ cia.

Lo stadio in fumo Purtroppo negli stadi ancora si vedono poche persone ci­ vili in grado di evitare di fu­ mare per circa 2 ore. Quan­ do inizieranno i divieti di fu­ mo negli stadi in Italia come in Spagna? Quando ci saran­ no giuste sanzioni? In dieci anni sulle tribune ho respi­ rato di tutto e la cosa non è affatto gradevole. Il fumo passivo è dannoso tanto quanto quello attivo. È ora di smetterla. Francesco Dacquì

Proprio vero.


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ALTRI MONDI

Il fatto del giorno

_oggi l’incarico

DI GIORGIO DELL'ARTI gda@gazzetta.it

A notizie Tascabili

LA BORSA SORRIDE

'Ndrangheta in Appello

Ma Napolitano al governo chiamerà Letta o Amato? Le consultazioni a tempo di record: il Presidente si rivolgerà al vicesegretario Pd o all’ex «dottor Sottile» socialista La candidatura Renzi sembra aver perso forza Napolitano darà stamattina l’incarico di formare il governo e il prescelto dovrebbe uscir fuori dalla terna Amato-Letta-Renzi, con la candidatura di Renzi però in evidente calo. Il presidente ha sbrigato il rito delle consultazioni in un solo giorno, sentendosi ripetere quello che già sapeva, a parte forse i distinguo democratici, decapitati dalle dimissioni di Bersani, Bindi e dell’intera segreteria ed impegnati per tutto il giorno nella loro direzione. Al Quirinale sono saliti Enrico Letta e i due capogruppo.

1Spaccature? Scissioni? No, a parte la fine prossima dell’alleanza con Vendola. Vendola – dimentico del fatto che Sel è entrato in Parlamento grazie all’apparentamento con il Pd, dato che alle elezioni il partito non ha superato la soglia di sbarramento ed è stato recuperato solo perché «miglior perdente» della coalizione – ha detto a Napolitano un bel «no a qualsiasi esecutivo che abbia un blocco berlusconiano al suo interno. Nemmeno un esecutivo con Matteo Renzi potrà farci accettare il Pdl al governo». Il divorzio con Sinistra e Libertà sarà formalizzato al momento del voto di fiducia. Per il resto, durante la direzione del Pd non si sono registrate pulsioni scissioniste, ma, anche qui, bisognerà aspettare il voto di fiducia: a regola, chi non voterà la fiducia al prossimo governo dovrebbe essere automaticamente fuori dal partito.

faccia», che farebbe pensare a una pressione democratica per un incarico a Letta, ipotesi che la Bindi aveva avversato. La Bindi s’è espressa invece su Renzi: «Renzi è più utile al partito che al governo». Tutto sommato potremmo riassumere la direzione così: un certo grado generale di depressione, quello tipico di chi si rialza da un kappaò. Però meno divisioni di quanto si poteva temere.

2 Non si potrebbe sostenere che in definitiva si tratta di un governo del presidente, cioè proprio di Napolitano?

È quello che ha spiegato Bersani nel suo intervento. L’ex segretario del Pd ha aperto la direzione democratica confermando le proprie dimissioni. «Molti dei nostri grandi elettori sono venuti meno a decisioni formali collettive in un momento cruciale. Siamo stati sull’orlo di una crisi gravissima e senza precedenti. Qualcuno pensa che se ci sono degli irresponsabili, la responsabilità è del responsabile, cioè io. E voi capite che con tutta la buona volontà, non posso accettare una cosa del genere».

4 Possibile che Renzi, sulla candidatura a se stesso, non abbia detto niente?

«È l'ipotesi più sorprendente e meno probabile, non credo sia sul tappeto». Ieri sera un incarico al sindaco di Firenze pareva davvero poco probabile, viste anche le voci di avversità del Pdl a questa soluzione.

3 Ma che hanno detto poi? Voteranno a favore di un governo con dentro anche ministri berlusconiani oppure no?

Bersani ha detto: «Ci vuole una ragionata disponibilità a ricercare tutti insieme una soluzione». La direzione si è poi conclusa con un documento in cui si dà «esplicito e pieno sostegno al tentativo del presidente Napolitano di dar vita a un governo». Nella discussione, Orfini – che non è un renziano, ma l’altra sera aveva proposto l’incarico a Renzi – non ha ripetuto la sua idea, di cui s’è impadronito invece Umberto Ranieri («Sarebbe una scelta coraggiosa, risponderebbe alla domanda diffusa nel Paese di un profondo cambiamento»). Il discorso più chiaro è stato quello di Franceschini. «Siamo al bivio e in fondo al bivio c’è una scelta riformista di governo e una scelta movimentista. La scelta relativa al governo col Pdl noi la dobbiamo fare. Facciamoci anche carico dell'impopolarità di una scelta che poi spiegheremo. Oppure andiamo dritti a elezioni e con questa legge elettorale rischiamo di trovarci di fronte a un altro bivio in una posizione di minoranza. Dobbiamo dire sì al presidente della Repubblica e non ni». La Finocchiaro ha aggiunto: «Nel governo il Pd deve metterci la

5 Che hanno detto tutti gli altri durante le consultazioni al Quirinale?

Sopra Enrico Letta (Pd) sotto Silvio Berlusconi (Pdl) dopo l’incontro con Giorgio Napolitano ANSA

LEADER M5S «NOI UNICA OPPOSIZIONE»

La previsione di Grillo: «Falliremo in autunno» «Noi siamo l’unica opposizione, i partiti spa riranno». Il M5S ieri ha ribadito il no al governo che Giorgio Napolitano sta creando e in una inter vista al quotidiano tedesco «Bild» Beppe Grillo è tornato ad alzare i toni: «Sarei contento di un’inva sione tedesca in Italia per mettere fine alla corru zione. L’elezione di Napolitano è un subdolo colpo di Stato che non impedirà di andare in bancarotta ad autunno. Non abbiamo sabotato un bel niente. Sono stati i partiti da soli». E finalmente, dopo giorni di pressione, lo staff di Grillo ha reso noto il numero di partecipanti alle cosiddette «Quirina rie», la scelta web del loro candidato al Quirinale: sono stati 48.292. Milena Gabanelli è risultata la più votata, a quota 5.796, poi Gino Strada (4.938) e Stefano Rodotà (4.677). Il tutto mentre va in frantumi il modello Sicilia: i 5 Stelle all’assemblea regionale hanno accusato il governatore di aver intrapreso «come a Roma l’inciucio Pd-Pdl» e, quindi, «una strada di rottura col Movimento».

Quello che ci si poteva aspettare. Berlusconi: «Aspettiamo che il Presidente della Repubblica decida a chi affidare l’incarico e daremo il sostegno al candidato che sarà in campo». Stessi discorsi da parte di quelli di Scelta civica («siamo per un governo stabile che faccia le riforme chieste dal capo dello Stato»). La Lega resterà all’opposizione, come Sel, Fratelli d’Italia e Movimento 5 Stelle. La Lombardi ha detto: «Siamo l’unica opposizione di questo paese, ma non saremo contrari per principio ai provvedimenti del governo: valuteremo caso per caso». C’è anche da segnalare l’euforia della Borsa: Piazza Affari ha segnato un +2,93%, con lo spread sceso fino a 265. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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Nasca un governo forte e duraturo: da noi avrà tutto il sostegno che servirà SILVIO BERLUSCONI EX PREMIER

S Piazza Affari vola a +2,93% Spread giù Piazza Affari ha proseguito la sua corsa dopo la rielezione di Giorgio Napolitano alla presidenza della Repubblica. Nell’attesa del nuovo governo, Piazza Affari ha chiuso la seconda seduta della settimana di slancio. Il Ftse Mib è volato a +2,93% a 16.490 punti. E lo stesso ha fatto il Ftse All Share (+2,43% a 17.439 punti). Lo spread è sceso a 268 punti (il Btp decennale è tornato sotto la soglia simbolica del 4%) e ha dato vivacità al credito: hanno corso in particolare Mediolanum (+5,68%)

Cosche a Milano: ieri la conferma di 110 condanne La Corte d’Appello di Milano ha confermato ieri le 110 condanne pronunciate in primo grado nel processo nato dall’ope ra zione che aveva smantellato le cosche della ’ndrangheta in Lombardia. Per una quarantina di imputati le pene sono state ridotte, tra cui quella di Cosimo Barranca, ritenuto il capo delle cosche di Milano, che è stato condannato a 12 anni (14 in primo grado). La pena più pesante ad Alessandro Manno, capo della «locale» di Pioltello, condannato a 15 anni e 3 mesi.

Aveva 88 anni

Morto Maccanico Fu con Pertini poi con Ciampi È morto ieri mattina a Roma all’età di 88 anni Antonio Maccanico, segretario generale del Quirinale con Pertini e più volte ministro e sottosegretario alla presidenza del Consiglio con Ciampi, oltre ad essere stato presidente di Mediobanca. «Ha reso per decenni preziosi servigi allo Stato e al Paese. L’ho personalmente seguito con amicizia e stima, fece ogni sforzo per avviare le riforme istituzionali di cui l’Italia aveva e ha bisogno», ha commentato Napolitano.

Antonio Maccanico era di Avellino

Denunciate 2800 persone

Bari, ville di lusso classificate stalle per evadere l’Imu Dopo l’Imu ecco la prima maxi operazione contro gli evasori di Imu e non solo. A Bari la Guardia di Finanza ha denunciato oltre 2800 persone e sequestrato 165 immobili nel capoluogo pugliese e provincia. La strategia per pagare meno era semplice: assegnare alle case una categoria catastale diversa. Così grandi ville di prestigio a picco sul mare con lussuose depandance figuravano come stalle, vecchi casolari abbandonati, depositi per attrezzi agricoli o vasche per l'irrigazione.

AL RISPARMIO SECONDO L’ISTAT IL 63% DEGLI ITALIANI COMPRA NEL DISCOUNT: «E NEL 2013 IL PIL SI RIDURRÀ ANCORA DELL’1,3%»

Crisi, 7 famiglie su 10 tagliano cibo e sanità Formaggi, carne ed esami medici un lusso. Esperti in allarme: «Tornati al dopoguerra» DANIELE VAIRA

Tutti a dieta, ma non per scelta. Si potrebbero riassumere così, con un pizzico di ironia per sdrammatizzare, i nuovi dati dell’Istat che certificano gli effetti della crisi sulle tasche de-

gli italiani. Oltre sette famiglie su 10 (71%) hanno modificato quantità e qualità dei prodotti acquistati. Negli ultimi 5 anni più di 6 cittadini su 10 (63%) fanno la spesa al discount. E nell’ultimo anno la quota è aumentata di quasi 9 punti percentuali. Tra il 2008 e il 2012, cioè da quando è iniziata la fase recessiva dell’economia, gli italiani hanno anche ridotto il budget a disposizione per la spesa alimentare di oltre 12 miliardi di euro. Il frigo si svuota e le rinunce nel carrello sono trasversali. Un trend che continua pure nei primi tre mesi del 2013,

come denuncia la Coldiretti: poca frutta (-4%) e ortaggi (-3%). Crollano gli acquisti di carne e formaggi (-7%). Il Codacons lancia l’allarme: «Si tratta di dati drammatici. Le riduzioni di spese necessarie come quelle alimentari provano che gli italiani vivono come nel dopoguerra, a caccia di soldi per poter comperare cibo». Niente più visite E il risparmio delle famiglie tocca anche le spese mediche. Si rinuncia a visite, radiografie e indagine cliniche approfondite. Si comprano le medicine «strettamente

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IL NUMERO

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i miliardi in meno Dal 2008, anno di inizio della crisi, gli italiani hanno ridotto il budget per la spesa di 12 miliardi di euro

necessarie». D’altronde solo venerdì anche gli odontoiatri avevano lanciato l’allarme, spiegando che una famiglia su tre non porta più i figli dal dentista. E gli italiani cercano di tirare la cinghia anche per quello che riguarda l’abitazione, i combustibili e trasporti. Il presidente dell’Istat Enrico Giovannini si è espresso sull’andamento dell’economia del Paese, specificando che il Pil nel 2013 dovrebbe contrarsi dell’1,3%, mentre sul 2014 «c’è ancora incertezza sui risultati delle manovre correttive». © RIPRODUZIONE RISERVATA

I familiari di Bernini

Doppio suicidio: «Su Fabio dette cose non vere» Il giorno dopo il duplice suicidio a Milano di Guido Schiatti e Fabio Bernini, i familiari di quest’ultimo si muovono per cercare di far conoscere la verità sulla vita del 33enne scomparso. Smentiscono quindi che non avesse un lavoro e che ci fossero difficoltà di rapporti con la famiglia, poi chiedono «rispetto» del loro dolore: «Abbiamo letto cose che non corrispondono al vero. Non era disoccupato, svolgeva attività di consulenza per il noleggio auto».


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ALTRI MONDI

PANICO A WALL STREET

«Usa, Obama ferito» ma è un falso tweet Un falso tweet ieri ha seminato il panico negli Stati Uniti, facendo crollare Wall Street, col Dow Jones sceso in pochi secondi

di 130 punti. Il testo era «Due esplosioni alla Casa Bianca e Barack Obama ferito» e l’autore un’agenzia di stampa illustre come l’Associated Press, che ha subito smentito denunciando che il suo account Twitter, con 1,9 milioni di follower, era stato hackerato e immediatamente sospeso.

Bolzano, 13enne sparita Era morta in un burrone Non si trovava da domenica: potrebbe aver perso l’equilibrio «Dinamica inspiegabile». Usati anche due droni per cercarla FRANCESCO RIZZO

Tredici anni, un sorriso solare, studentessa modello. Era sparita da Anterselva, in Alto Adige, terra di biathlon, 3 mila abitanti a mille metri di altezza. Dopo due giorni di angoscia, Laura Winkler è stata trovata ieri sera in fondo a un burrone: sarebbe caduta arrampicandosi su alcune rocce, attraversando un bosco, ma la dinamica dell’incidente lascia perplessi. «È inspiegabile — spiega chi ha coordinato le ricerche — come Laura possa essere finita in zona così ripida». Non lontano, comunque, dalla casa dei nonni, un maso circondato dal verde, l’ultimo posto dove è stata vista domenica pomeriggio intorno alle 15, quando era arrivata in visita con i genitori. Dopo la sua misteriosa sparizione si era anche pensato che qualcuno l’avesse portata via. Fiuto Per cercare Laura, che viveva con la famiglia a Brunico (Bolzano), anche ieri si sono

La tredicenne Laura Winkler di Brunico (Bolzano), ritrovata morta ieri ANSA

mosse 150 persone tra vigili del fuoco e carabinieri, soccorso alpino e volontari, setacciando boschi e fienili. I sub hanno scandagliato un laghetto, tutti i pozzi sono stati svuotati e sul posto sono arrivati anche i cani Bloodhound, i famosi «cani molecolari» già utilizzati nel caso di Yara Gambirasio, perché do-

tati di un fiuto particolarmente sensibile. Le tracce conducevano verso una strada statale ma, per gli inquirenti, l’odore poteva essere stato portato dall’aria. «Non ci sono elementi concreti per pensare che qualcuno abbia preso la ragazza — ammoniva Guido Rispoli, procuratore capo di Bolzano — né

All’ambasciata Libia: autobomba contro i francesi 4 feriti, uno grave Sette mesi fa l’incursione al consolato Usa a Bengasi, in gennaio l’agguato contro l'allora console italiano Guido De Sanctis: e ieri, in Libia, un nuovo attentato a una sede diplomatica europea, a Tripoli. Quella francese (a sinistra, Afp), gravemente danneggiata da un'autobomba esplosa in mattinata. Quattro i feriti: un gendarme è grave. I sospetti più forti conducono ad Aqmi, il ramo di Al Qaida nel Maghreb, che attacca i francesi per il loro recente intervento contro la guerriglia islamica in Mali.

L’AFFARE ENTRA UN FONDO DI SINGAPORE. «NUOVI INVESTIMENTI», MA FINISCE UN’EPOCA

Billionaire, Briatore cede la maggioranza Flavio Briatore ha deciso di cedere la maggioranza dei club Billionaire: il pacchetto comprende i locali in Sardegna, Istanbul, Bodrum (Turchia), Monte Carlo e del Twiga Beach Club Versilia. L’acquirente è Bay Capital, gruppo di investimento con sede a Singapore, con una forte presenza in Asia. L’obiettivo è far crescere il marchio, anche attraverso l’apertura di nuovi club in Asia, Dubai e Singapore. Il brand Billionaire e il gruppo Bay Capital (attraverso la società di vacanze di lusso Far East Leisure)

Flavio Briatore, 63 anni FOTOGRAMMA

hanno firmato un’alleanza per «costruire un network del Billionaire Club in location strategiche nel mondo e rafforzare la disponibilità esistente di locali e beach resort». Soddisfatto l’imprenditore Flavio Briatore: «Insieme lavoreremo per garantire l’unicità e l’eccellenza esistenti. Sarà una nuova fase esaltante per me e per il brand, attendo con ansia la sfida con un gruppo che ha la mia stessa visione». Il primo Billionaire, nato nel 1998, a Porto Cervo, in Costa Smeralda è diventato in breve tempo il maggior punto di ritrovo del jet set internazionale. «Abbiamo acquistato oggi uno dei marchi più riconoscibili al mondo legati a glamour, qualità ed esclusività», ha spiegato Siddharth Mehta, presidente del gruppo acquirente.

per escludere che si sia allontanata di sua volontà». Intanto, due ingegneri che costruiscono droni per uso civile a Ravenna, lunedì erano a Bolzano: colpiti dalla vicenda, hanno messo a disposizione dei mini-aerei senza pilota, strumenti dai 7 ai 40 mila euro di costo, di solito noti perché — in versioni ovviamente differenti — utilizzati dagli americani per uccidere terroristi di Al Qaeda. Ieri ne hanno fatto decollare due, dotati di telecamera ad alta definizione e a calore, ma senza successo. Laura — gilet verde, maglietta blu, jeans e scarpe da ginnastica — sembrava sparita nel nulla. Due segnalazioni nella zona non trovavano conferma e ieri le ricerche venivano allargate a tutt’Italia. Ma poi, in serata, una squadra del Soccorso alpino che stava esercitandosi ha scoperto il corpo di Laura. Il cadavere è stato recuperato solo grazie a un elicottero. Oggi verrà effettuata una ricognizione per cancellare ogni dubbio sulla morte causata da incidente. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LA POLEMICA SU GRILLO

Salone del Libro, «No ai burattinai» Sarà il governatore della Bce Mario Draghi a inaugurare, con una lectio magistralis, la sedicesima edizione del Salone

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del Libro, dal 16 maggio a Torino. E già ieri, la prima polemica. Alle voci che volevano tra gli ospiti Beppe Grillo, ha risposto il direttore della kermesse Ernesto Ferrero: «Non ospiteremo mai comizi di pifferai magici, burattinai digitali e tenutari di sette».

NUOVA LEGGE GLI OMOSEX POTRANNO ANCHE ADOTTARE

La Francia nella storia Sì ai matrimoni tra gay La tensione era altissima, la stanchezza infinita, ma alla fine la Francia ha deciso: le nozze gay e le adozioni di bambini da parte di coppie omosessuali saranno consentite dalla legge. Dopo 136 ore e 46 minuti di dibattito, ma soprattutto dopo mesi di polemiche e manifestazioni di massa, l’Assemblea nazionale ha dato il sì definitivo con 331 voti favorevoli e 225 contrari. L’annuncio è stato accolto da moltissimi applausi e parecchi fischi e dalla tribuna del pubblico sono anche stati espulsi alcuni oppositori. I matrimoni gay diventano legge, dunque, ma chi ha combattuto questa decisione, che è stata uno dei punti di forza della campagna elettorale di Hollande, non ha intenzione di arrendersi. La destra infatti ha già annunciato un ricorso al Consiglio costituzionale prima della promulgazione della legge e domani scenderà in piazza. Ma già ci sono i nomi dei primi sposi: Vincent e Bruno si uniranno in matrimonio a giugno a Montpellier. «È un momento storico», ha commentato il ministro della Giustizia, Christiane Taubira, che ha presentato la riforma. E la Francia diventa quindi la quattor-

dicesima nazione nel mondo a rendere legali i matrimoni tra omosessuali. Inevitabile che una scelta di questa portata faccia scalpore in tutto il mondo, a partire dall’Italia. «Ora tocca a noi: la nostra classe politica ha il dovere civile e morale di dare risposte ai milioni di persone offese e

La festa a Parigi dopo il sì alla nuova legge sui diritti dei gay AP

umiliate per anni», dice il presidente di Arcigay, Flavio Romani. Ma ieri pomeriggio a Roma, davanti all’ambasciata di Francia, c’è stato un sit-in di protesta promosso da Pdl, «Giù le mani dalla famiglia», Azione Universitaria, Militia Christi e Giovane Italia. C’erano anche Gasparri e Giovanardi.


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ALTRI MONDI LA NOVITÀ «LA TERRA DEI CUOCHI» DA VENERDÌ SERA: OTTO SCONOSCIUTI AFFIANCATI DA ALTRETTANTI FAMOSI. C’È PURE LA FIGLIA DELL’EX ROMANISTA SCARNECCHIA

Ecco il talent culinario della Clerici «I concorrenti sfideranno gli chef» EMANUELE BIGI

Un menù che mescola Masterchef e La prova del cuoco. Così si prospetta La terra dei cuochi, il nuovo talent guidato da Antonella Clerici che andrà in onda venerdì in prima serata su Rai 1. Otto concorrenti scelti tra persone co-

muni, affiancati da otto personaggi noti, «cercheranno — spiega la Clerici — di vincere il montepremi di 120 mila euro per realizzare un sogno, aprire un’attività: magari un ristorante». E la Clerici, di cucina in tv, se ne intende: spadella alla Prova del cuoco dal 2000. «Però questo format è diverso da tutto quel che si è visto finora su

Rai 1» afferma la Clerici. Non è una diretta, anzitutto, e i ritmi saranno più dinamici. In tutto sei puntate, con una prova in cui i concorrenti sfideranno i più grandi chef d’Italia. Otto famosi Ad accompagnare

nelle prove i concorrenti, tra i quali «un manager che per la crisi è finito a fare il lavapiat-

Un Montalbano da record Il commissario mai così amato Quasi dieci milioni di spettatori su Rai 1 Il risultato più alto di sempre per la serie FILIPPO CONTICELLO

Meno male che Salvo c’è. E ci sono ancora quegli scorci di barocco accecante e la parlata sicula che ormai masticano pure ad Aosta. Meno male che Il Commissario Montalbano inchioda l’Italia davanti alla tv per un paio di ore serene, lontano dalla crisi reale e dalla politica surreale: la seconda puntata della nuova stagione della fiction di Rai 1 andata in onda lunedì sera si è arrampicata dove mai aveva osato. Quasi 10 milioni di spettatori e oltre il 35% di share per la serie ispirata ai romanzi di Andrea Camilleri: record assoluto da quando nel 1999 il volto placido di Luca Zingaretti ha dato forma e sostanza a Salvo Montalbano, commissario burbero e arguto insieme. La concorrenza, come da sempre accade in queste serate, s’è andata a schiantare: spazzato via il film di Canale 5, Due cuori e una provetta, 15 punti circa di share indietro.

ti», saranno Paola Barale, Rosita Celentano, Tosca D’Aquino, Ugo Dighero, Giorgio Mastrota, Flavio Montrucchio, Emanuela Aureli e Walter Nudo. Ma i veri protagonisti sono i concorrenti sconosciuti, assicura la conduttrice, tra cui Valentina Scarnecchia, 32 anni, figlia dell’ex giocatore della Roma e dell’attuale moglie di Bep-

Patriottismo L’ultimo episo-

dio, Il gioco degli specchi, ha raccontato di esplosioni sospette, spaccio di droga e amanti clandestini. Ingredienti da giallo e perfino citazione di Orson Welles, mentre sullo sfondo sfilavano i personaggi del reame di Vigàta: dal fedele scudiero Fazio allo sgrammaticato centralinista Catarella, fino a quel fimminaro di Augello, il vice sempre dietro a qualche sottana. Tutti amati sul serio, tanto da essere entrati nella grammatica della tv nostrana. Stavolta c’era anche Barbara Bobulova, guest star femminile chiamata a spargere pepe sulla storia pubblicata da Sellerio nel 2011. Alla fine, gli spettatori sono stati 9.948.000 (35,17%) ed è stato scalzato d’un soffio il precedente illustre e duraturo: i 9.892.000 (34,44%) de Gli arancini di

35,17%

Lo share di lunedì La puntata del «Commissario Montalbano» di lunedì ha avuto il 35,17% di share Montalbano resistevano dal 2002. E pure Il Gatto e cardellino, nello stesso anno, sembrava una vetta inarrivabile (9.795.000, 32,83%). Ma lunedì 15 aprile s’era intuito che in questa nona stagione sarebbe cresciuto il feeling con quell’angolo di Sicilia in cui non manca mai il sole (e i delitti): Il sorriso di Angelica aveva già raccolto 9.630.000 spettatori. Neanche un certo manierismo stanato dai critici aveva messo di malumore la tv di Stato: «Il Paese lo ama», aveva esultato Eleonora Andreatta, direttore di Rai Fiction. Poi l’ultimo boom e l’ennesima conferma: la luce calda di Vigàta unisce l’Italia per davvero. Luca Zingaretti, 51, nei panni di Salvo Montalbano AP

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A

ARRIVA GALAXY S4

S L’atteso smartphone presentato a Milano Un mega party (ieri a Milano) e un primo esemplare consegnato in anteprima a Rosario Califano, un giovane vincitore di un originale concorso: si presenta così l’atteso Samsung Galaxy 4S (nella foto), lo smartphone che si controlla con lo sguardo e con il quale i coreani provano a segnare il definitivo sorpasso su Apple, proprio nei giorni in cui la casa americana segna il primo rosso in dieci anni. Il 4S sarà disponibile da sabato 27. Samsung punta venderne 60 milioni nel mondo

pe Grillo. «Non lo sapevamo: se Grillo volesse venire non ci dispiacerebbe, ma non credo lo farà». I piatti saranno giudicati dai parenti dei concorrenti, che assaggeranno le portate senza sapere chi le ha cucinate, e dallo chef stellato Davide Scabin. E in studio ci saranno anche due confessionali per registrare i pensieri dei concorrenti. Un pizzico di Grande Fratello non guasta mai. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Antonella Clerici e lo chef Scabin

VIDEOGAME AL MONDIALE DELLO «SPARATUTTO»

Vince 25 mila dollari l’Italia di Call of Duty Un gioco ma da «Pro» Un senza lavoro, un vigilantes e uno studente: sono i migliori d’Europa PAOLO CUPOLA LOS ANGELES

«Studia, invece di perdere tempo coi videogiochi!», ripetono spesso i genitori, ma se in ballo ci sono decine di migliaia di dollari forse è il caso di chiudere un occhio. Succede in Italia, dove sta prendendo piede il fenomeno del «gaming professionistico»: videogiocatori riuniti in team dal nome altisonante che si allenano per partecipare a tornei professionistici (spesso con montepremi da capogiro) qua e là nel mondo. È quello che è accaduto, ad esempio, lo scorso week end a un gruppo di giovanissimi giocatori iscritti al team «Inferno eSports». Attirati dal montepremi stellare di un milione di dollari, Francesco Maiolo (studente ventenne di Napoli), Luca Mancarella (19 anni, guardia giurata di Napoli) e Leonardo Nisi (21 anni, in cerca di occupazione, Roma), sono volati a Los Angeles per i campionati del mondo del popolarissimo Call of Duty: Black Ops II, serie da 150 milioni di copie vendute dal 2003 ad oggi. Unico team italiano presente al torneo (insieme ad altre 31 squadre di altrettanti paesi), i giovani «In-

Il torneo mondiale di «Call of Duty»

ferno» hanno affrontato in un massacrante tour de force di tre giorni i propri avversari, dovendosi inchinare all’indiscussa superiorità dei fortissimi team nordamericani. Piazzati con un dignitoso ottavo posto, oltre ad aver avuto la soddisfazione di essersi lasciati alle spalle tutti gli altri concorrenti europei, gli italiani si sono anche aggiudicati un bell’assegnone da 25mila dollari. Cifra notevole, eppure non sembra essere questo il primo pensiero dei giocatori, interessati a tornare velocemente ad allenarsi per il prossimo torneo. «Non mi metterete mica sul giornale? — ci ha inaspettatamente chiesto uno degli «Inferno eSports» — I miei nemmeno sanno che sono qui: se leggono il mio nome sulla Gazzetta ho paura che succeda un casino!». Bè, con un simile assegno in tasca, forse stavolta non si arrabbieranno. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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ALTRI MONDI Oroscopo

21/5 - 21/6

21/4 - 20/5

21/3 - 20/4

22/6 - 22/7

21/1 - 19/2

23/7 - 23/8

Leone 7 I ritmi sono piacevoli e briosi, con viaggi, colloqui e lavoro che vi premiano. Ma l’amore è una pallissima e il sudombelico un po’ truzzo.

LE PAGELLE

Ariete 5,5

Toro 6,5

Gemelli 7+

Cancro 5,5

Acquario 8

DI ANTONIO CAPITANI

Tutti gli abitanti del mondo sembrano volervi intarsiare a caldo gli zebedei. Ignorateli. Lavorate. Non reagite. E fornicate, ché giova.

Cura del dettaglio e operosità vi fanno vincere nel lavoro. Il vostro vigore fisico, poi, cresce, il suino in voi rischia di rasentare l’eccellenza

I vostri meriti vengono riconosciuti, le soddisfazioni arrivano. Ma il sudombelico si dimette, come fosse un vertice di partito. Ussignùr.

La Luna v’impedisce di esprimervi. E porta anche rogne in casa. Ci vuole furbizia. E magari un cicinìn di fornicazione, sempre tonificante.

IL MIGLIORE Il vostro umore migliora, perché molte cose si incastrano in modo proficuo. Intuito e fascino sono i vostri passepartout, pure suini, a ben vedere.

24/8 - 22/9

23/9 - 22/10

23/10 - 22/11

23/11 - 21/12

22/12 - 20/1

Vergine 7

Bilancia 7,5

Scorpione 6

Sagittario 7+

Capricorno 5,5

Con un po’ di faccia di glutei ottenete vantaggi economici super. Il lavoro premia, le irruzioni in area sudombelicale riescono. Uau.

Viaggi, svaghi, reunion lavorative e suine riescono bene, anche in più partecipanti. Bene il lavoro, con soddisfazioni e incassi.

Siete stanchi. E un po’ lagnosi sul lavoro. Niente risse e niente lagne: tutto può andare secondo i vostri piani. C’è stasi suina, comunque.

Luna a favore del lavoro e del denaro (vostri). Bene anche colloqui, p.r. e viaggi. Sudombelico skizoide: ora riottoso, ora incontenibile.

Lavoro e famiglia vi fanno gli zebedei come forme di pecorino. Non drammatizzate, seguite uno schema lucido. Fornicazione very ingrifed.

20/2 - 20/3

Il fantasista argentino del Catania è nato il 15 febbraio 1988. Ha iniziato nell’Arsenal de Sarandì, poi è andato al San Lorenzo

BASKET

CICLISMO

TENNIS

1.05

14.00 GIRO DELLA TURCHIA

18.00 WTA PREMIER STOCCARDA

CALCIO

NBA. Playoff, primo turno. Gara 2 Sky Sport 2

20.45 BORUSSIA DORTMUND REAL MADRID

Goecek-Marmaris. 4a tappa Eurosport

1.00

11.00 SNOOKER: MONDIALE

15.30 SNOOKER: MONDIALE

NEWELL'S OLD BOYS VÉLEZ SARSFIELD Coppa Libertadores Sky Sport 1, Sky SuperCalcio

BASEBALL 20.00 CHICAGO WHITE SOX CLEVELAND INDIANS

Da Sheffield, Inghilterra Eurosport, Eurosport 2

TAMPA BAY LIGHTNING TORONTO MAPLE LEAFS

19.00 POSILLIPO FLORENTIA

Playoff Scudetto. Quarti di finale. Gara 3 Rai Sport 2

Ligue 1 SportItalia 2

GazzaMeteo

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A CURA DI

ALGHERO

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12

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FIRENZE

6

19

Champions League. Semifinale di andata

11.30 RUGBY: HARLEQUINS MUNSTER Heineken Cup

14.00 BASKET: DENVER NUGGETS - GOLDEN STATE WARRIORS NBA

Trento Aosta 8 16

Torino 10 19

8 22

Milano

Venezia

11 21

9

Perugia

9 24

6 20

18

4

15

MILANO

11

19

ROMA

NAPOLI

11

21

12 25

Neve

Mossi

PERUGIA

6

16

Nebbia

Agitati

4

13

14

22

ROMA

9

18

TORINO

11

16

POTENZA REGGIO CALABRIA

Il sole oggi MILANO

ROMA

10

TRENTO

Tramonta

Sorge

Tramonta

TRIESTE

6:21

20:20

6:15

20:00

11

19

VENEZIA

10

18

CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DIRETTORE RESPONSABILE ANDREA MONTI andrea.monti@gazzetta.it VICEDIRETTORE VICARIO Gianni Valenti gvalenti@gazzetta.it VICEDIRETTORI Franco Arturi farturi@gazzetta.it Stefano Cazzetta scazzetta@gazzetta.it Ruggiero Palombo rpalombo@gazzetta.it Umberto Zapelloni uzapelloni@gazzetta.it

Testata di proprietà de "La Gazzetta dello Sport s.r.l." - A. Bonacossa © 2013

PRESIDENTE Angelo Provasoli VICE PRESIDENTI Roland Berger Giuseppe Rotelli AMMINISTRATORE DELEGATO Pietro Scott Jovane CONSIGLIERI Fulvio Conti, Luca Garavoglia, Piergaetano Marchetti, Laura Mengoni, Paolo Merloni, Carlo Pesenti, Giuseppe Vita DIRETTORE GENERALE DIVISIONE QUOTIDIANI Alessandro Bompieri

Le frasi più belle della settimana abbinate alle foto espressive dei personaggi più importanti della scena calcistica. Nel Blob della settimana troverete una piccola guida agli eventi sportivi più recenti con le parole più divertenti. Da Mourinho a Klopp, fino a De Laurentiis, Nainggolan, Donadoni e Ilaria D’Amico

Calcio e politica. Il binomio non ha avuto successo solo in Italia, dove Silvio Berlusconi ha fatto scuola con una strategia particolarmente apprezzata in Sud America (ma i casi abbondano anche in Russia e nell’ex Jugoslavia). Leggi la storia di Horacio Cartes su «Tropico del Calcio»

www.gazzetta.it

Premier League

Domani

Dopodomani

Su Sicilia e Sardegna continueranno ad alternarsi piogge sparse, alcuni temporali e rasserenamenti. Altrove invece nuovamente assenza di precipitazioni, cielo sereno o poco nuvoloso e qualche riduzione della visibilita fino all'alba.

Un cambio della circolazione porterà nuvole e precipitazioni anche intense al Nord. Pure al Centro in arrivo rovesci e temporali specie sulle zone tirreniche. Al Sud, in Sicilia e in Sardegna poco nuvoloso salvo locale variabilità.

21

10 17

L’Aquila 7 21

Campobasso

Bari

8 18

11 20

Napoli

Potenza

13 26

6 18

Cagliari

Catanzaro

14 19

11 20

Palermo

Reggio Calabria 13 23

13 22

18

Sorge

Leggi su «Tropico» la storia di Cartes tra calcio e politica

Ancona

Firenze

12

17

Divertitevi con Mou Klopp e Moratti... nel Blob fotografico

9 20

11 21

L'AQUILA

13

14.15 CALCIO: MANCHESTER UNITED ASTON VILLA

BLOG

Bologna Genova

GENOVA

PALERMO

Champions League. Semifinale di andata

GALLERY

8 20

Molto forti

Calmi

12.15 CALCIO: BAYERN MONACO BARCELLONA

Su gran parte del Paese precipitazioni assenti e cielo sereno o poco nuvoloso. Solo tra la Sicilia e la Sardegna il tempo sarà ancora variabile. Sulle zone pianeggianti e vallive della penisola qualche nebbia fino al primo mattino. Trieste

Coperto

Temporali

10.00 GOLF: CADILLAC CHAMPIONSHIP

Oggi

Forti

MARI

Heineken Cup

World Golf Championships. Da Miami, Stati Uniti

SKY SPORT 2

Rovesci

Pioggia

16.30 RUGBY: CLERMONT AUVERGNE MONTPELLIER

SKY SPORT 3

CALCIO: BAYERN MONACO BARCELLONA

CALCIO: BAYERN MONACO BARCELLONA

15.00 CALCIO: FAN CLUB MILAN 15.30 CALCIO: FAN CLUB ROMA 16.00 CALCIO: FAN CLUB INTER 16.30 CALCIO: FAN CLUB LAZIO

20.30 JUNIOR FASANO TERRAQUILIA CARPI

18.30 SAINT ETIENNE AJACCIO

1.30

Champions League. Semifinale di andata

Serie A1 maschile. Quarti di finale Rai Sport 2

PALLAMANO

CALCIO

Champions League. Semifinale di andata

SKY SPORT 1

PALLANUOTO

Da Sheffield, Inghilterra Eurosport, Eurosport 2

Legenda

SuperTennis

9.00

20.30 SNOOKER: MONDIALE

MLB ESPN America

SuperTennis

NHL ESPN America

Da Sheffield, Inghilterra Eurosport, Eurosport 2

17.00 CALCIO: FAN CLUB NAPOLI 17.30 CALCIO: FAN CLUB JUVENTUS 1.00 CALCIO: BORUSSIA DORTMUND REAL MADRID

19.30 WTA PREMIER STOCCARDA

HOCKEY GHIACCIO

BILIARDO

Champions League. Semifinale di andata MP Calcio, MP Calcio HD, Sky Sport 1, Sky Calcio 1, Canale 5

2.10

OKLAHOMA CITY THUNDER HOUSTON ROCKETS

Oggi più che mai, strategia e istrionismo giovano al lavoro. Che può pure arrivare a chi di voi lo sta cercando. Slancio ormonale da liceali.

Gazzetta.it

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Pesci 7

ALEJANDRO GOMEZ

Catania 16 19

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Il sole domani MILANO

La luna ROMA

Sorge

Tramonta

Sorge

Tramonta

6:20

20:22

6:14

20:01

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La tiratura di martedì 23 aprile è stata di 312.509 copie

Nuova Primo quarto Piena Ultimo quarto

10 apr.

18 apr.

25 apr.

2 mag.

COLLATERALI *con Pooh, Una Storia in Musica N. 1 e 12,19 - con Totti L’Uomo dei Record N. 2 e 12,19 - con il Mondo di Crozza N. 2 e 12,10 - con libro Pietro Mennea e 14,19 con Motocross N. 3 e 12,19 - con Pesca Magazine N. 2 e 5,19 - con I Miti della F1 ai Raggi X N. 6 e 6,19 - con libro All Blacks La Leggenda e 14,19 - con Sub: la Magia del Mondo Sommerso N. 8 e 12,19 - con Le Grandi Battaglie N. 10 e 11,19 - con Passione Rally N. 6 e 5,19 - con Carosello N. 16 e 6,19 - con Wrestling Heroes N. 17 e 12,19 - con i mitici Bud Spencer & Terence Hill N. 17 e 11,19 - con Michel Vaillant N. 21 e 4,19 - con I Love Travel N. 29 e 5,19 - con Orologi Forze Armate N. 36 e 16,19 - con Calciatori Panini La Raccolta Completa N. 51 e 6,19 - con Ferrari Racing Collection N. 50 e 14,19 - con Max e 3,50 - con SportWeek e 2,90 PROMOZIONI ARRETRATI Richiedeteli al vostro edicolante oppure ad A.S.E. Agenzia Servizi Editoriali - Tel. 02.99049970 - c/c p. n. 36248201. Il costo di un arretrato è pari al doppio del prezzo di copertina per l’Italia; il triplo per l’estero.

PREZZI ALL’ESTERO: Albania e 2,00; Argentina $ 9,00; Austria e 2,00; Belgio e 2,00; Brasile R$ 7,00; Canada CAD 3,50; Cz Czk. 64; Cipro e 2,00; Croazia Hrk 15; Francia e 2,00; Germania e 2,00; Grecia e 2,00; Irlanda e 2,00; Lux e 2,00; Malta e 1,85; Marocco g 2,20; Monaco P. e 2,00; Olanda e 2,00; Polonia Pln. 9,10; Portogallo/Isole e 2,00; Romania e 2,00; SK Slov. e 2,20; Slovenia e 2,00; Spagna/Isole e 2,00; Svizzera Fr. 3,00; Svizzera Tic. Fr. 3,00; Ungheria Huf. 600; UK Lg. 1,80; U.S.A. USD 4,00.


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LA GAZZETTA DELLO SPORT

MERCOLEDÌ 24 APRILE 2013


GDS 24-04-2013