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www.gazzetta.it domenica 17 febbraio 2013 1,20 €

REDAZIONE DI MILANO VIA SOLFERINO 28 TEL. 0262821 REDAZIONE DI ROMA PIAZZA VENEZIA 5 TEL. 06688281 POSTE TALIANE SPED. IN A.P. D.L. 353/2003 CONV. L. 46/2004 ART. 1, C1, DCB MILANO

ITALIA

anno LXIX IX ­ Numero n Anno 7 Assicurazioni & Previdenza www.uniqagroup.it

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* Rendimento lordo 4% meno la quota fissa trattenuta pari all’1%. Al lordo della tassazione sulle plusvalenze. Prima della sottoscrizione leggere il Fascicolo Informativo. UNIQA Previdenza SpA - Milano - Aut. D.M. 17656 del 23/04/1988 (G.U. 117 del 20/05/1988)

MILAN A SEGNO NELLE PRIME 3 GARE: E SE CONTINUA...

L’INTER PER MILITO A Firenze Kovacic sfida Jovetic

IL PRINCIPE OPERATO «TUTTO OK» L’infortunio di Diego Milito, 33

Moratti inedito: viaggio in treno e foto con la squadra Stasera dopo 3 anni torna allo stadio Diego Della Valle ELEFANTE, GOZZINI, TAIDELLI PAG. 10­11

Ciclone Balo punta il derby: va a caccia del gol record El Shaarawy in dubbio per il match col Barça di mercoledì: pronto Niang DELLA VALLE E RICCI ALLE PAGINE 12­13 3 Mario Balotelli, 22 anni. Quattro gol col Milan AP

3 Foto di gruppo dell’Inter sul treno INTER.IT

LA PARTITISSIMA ALL’OLIMPICO VINCE LA ROMA (1­0): E’ LA QUARTA SCONFITTA IN CAMPIONATO PER I BIANCONERI

AVE TOTTI! JUVE KO Missile del capitano a 113 km/h abbatte la capolista: decima rete segnata a Buffon. Conte: «Più rispetto: ingiusto giocare tre partite in sette giorni»

L’INSEGUITRICE AL SAN PAOLO LA SAMP

IL GLADIATORE A QUOTA 224 E’ A UN PASSO DA NORDAHL

Il Napoli può andare a ­2 Mazzarri sul calendario «Perché si lamentano?» GRIMALDI, MALFITANO, BURATTO, G. MONTI ALLE PAG. 8­9

Serie A / 25ª GIORNATA

Thereau agguanta il Palermo

di LUIGI GARLANDO

Un meraviglioso lampo di Francesco Totti getta nuova luce sul campionato. Sconfitta dalla Roma (1­0), la Juve concede al Napoli l’occasione di riportarsi oggi a ­2 e di pianifi­ care l’operazione sorpasso per il primo mar­ zo al San Paolo. La capolista ha pagato la battaglia di Glasgow che ha saccheggiato energie fisiche e nervose. L’ARTICOLO A PAGINA 2 GRAZIANO, LICARI, OLIVERO, PUGLIESE, VERNAZZA, ODDI DA PAGINA 2 A PAGINA 7

IL CASO «NON VOGLIO I DOMICILIARI» Francesco Totti, 36 anni. In questo campionato è a quota 9 gol

VELLUZZI A PAGINA 15

DI GENE GNOCCHI

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9 771120 506000

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Cellino: «In carcere non riuscivo a dormire. Poi ho trovato il modo: contare gli allenatori che ho cacciato».

CLASSIFICA

Venerdì MILAN PARMA 2­1 Ieri CHIEVO PALERMO 1­1 ROMA JUVENTUS 1­0 Oggi CATANIA BOLOGNA (0 4) GENOA UDINESE (0 0) NAPOLI SAMPDORIA (1 0) PESCARA CAGLIARI (2 1) TORINO ATALANTA (5 1) FIORENTINA INTER (20.45) (1 2) Domani SIENA LAZIO (20.45) (1 2)

JUVENTUS* 55 NAPOLI 50 LAZIO 44 MILAN* 44 INTER 43 FIORENTINA 39 ROMA* 37 UDINESE 36 CATANIA 36 PARMA* 32

CHIEVO* 29 SAMP ( 1) 28 TORINO ( 1) 28 ATALANTA ( 2)27 BOLOGNA 26 CAGLIARI 25 GENOA 22 PESCARA 21 PALERMO* 19 SIENA ( 6) 18

* Una partita in più. Fra parentesi i punti di penalizzazione.

SERIE B GLI EMILIANI: VITTORIA E +7

Cellino interrogato 9 ore Per ora resta in carcere IL ROMPI PALLONE

PARTITE

Sassuolo, tre punti da A Il Livorno crolla in casa DA PAGINA 22 A PAGINA 24

VELA RECORD SULLA ROTTA DELL’ORO

IL DELITTO HA UCCISO LA FIDANZATA

CICLISMO IN OMAN TRIONFA FROOME

Impresa Soldini­Maserati «Mai stato tanto in mare»

Pistorius, rischio suicidio Laigueglia: tris di Pozzato Il movente: forse la gelosia «E adesso la Sanremo»

PASINI A PAGINA 31

REDAELLI, SIMONCELLI A PAGINA 30

PASTONESI, SCOGNAMIGLIO A PAGINA 27


2

LA GAZZETTA SPORTIVA

SERIE A

DOMENICA 17 FEBBRAIO 2013

L’ANTICIPO DELLA 25a GIORNATA

STRATOTTI Un missile a 113 all’ora abbatte la Juve stanca E il k.o. riapre i giochi La Roma di Andreazzoli mette il pepe sulla corsa-scudetto Il Napoli può andare a - 2 e il primo marzo c’è la supersfida LUIGI GARLANDO ROMA

Un meraviglioso lampo di Francesco Totti getta nuova luce sul campionato. Sconfitta dalla Roma (1-0), la Juve concede al Napoli l’occasione di riportarsi oggi a -2 e di pianificare l’operazione sorpasso per il primo marzo al San Paolo. La capolista ha pagato la battaglia di Glasgow che ha saccheggiato energie fisiche e nervose. Siccome le era già successo dopo l’impresa sul Chelsea, quando cadde a San Siro, contro il Milan, mostrando la peggiore versione di sè, la concorrenza può convincersi che la Champions sia un alleato prezioso. Non basta uno scivolone a riscrivere le gerarchie. La Juve resta la più forte e la favorita. Però il brutale cambiamento in pochi giorni, tra la squadra che ha espugnato il Celtic Park e questa che ha ridato il sorriso a una Roma depressa fa riflettere. Tanti eroi di martedì (Pirlo,

Vidal, Vucinic, Matri) sono apparsi irriconoscibili. L’armata del 3-0 a Glasgow non ha costruito una sola palla gol, a parte una punizione di Pirlo, contro una difesa bucata 45 volte. Il risultato non è tutto figlio della colpa. Ci stanno anche i meriti della Roma. Sognare è bello, ma spesso è il buon senso a darti la felicità. Lo ha insegnato Andreazzoli riequilibrando la folle squadra di Ze-

COPPE EUROPEE

Mercoledì il Milan Giovedì Inter, Napoli e Lazio Quattro italiane nelle Coppe in settimana. Champions: mercoledì 20 Milan-Barcellona (20.45) Europa League: giovedì 21 Cluji-Inter (ore 19), Lazio-Borussia M. (19) Viktoria Plzen-Napoli (21.05)

man che ha troppa qualità per stare dove sta. E poi Totti. Quel destro al volo a 113 km/h è una Treccani del calcio. C’è dentro tutto: coordinazione, potenza, precisione, tecnica di tiro...un lampo di bellezza alle spalle dell’amico Buffon. Roma chiusa La Roma dopo Zeman è una squadra disegnata sull’avversario, come il Boemo non avrebbe mai accettato di fare neppure sotto tortura. Nel 3-4-2-1, Lamela, uno dei due camerieri di Osvaldo, si preoccupa di disturbare l’impostazione di Pirlo. De Rossi sta a sinistra per battere in faccia a Vidal che, in assenza dello squalificato Marchisio, è il primo incursore scelto. Torosidis e Marquinho, larghi, fanno soprattutto i terzini su Asamoah e Lichtsteiner. Immaginiamo i crampi allo stomaco del povero Zeman e le tracannate di Maalox davanti alla sua creatura rattrappita così, con la difesa spalmata a 5 spesso e volentieri. Ma siccome questa Roma

ha già preso 45 gol, perso 10 partite e viene da 2 punti in 6 gare va riconosciuto ad Andreazzoli il legittimo istinto di difendersi. Mezzo campionato fa, allo Stadium, il Maalox lo tracannavano i tifosi davanti ai bianconeri che assaltavano in massa la difesa giallorossa, senza ostacoli, come casalinghe il primo giorno dei saldi. Juve lenta La Roma post-Zeman consegna il pallino all’avversario senza vergogna, preoccupandosi prima di tutto di arginarlo e poi magari di spendere una ripartenza buona. La Juve ringrazia e fa la partita, spingendo soprattutto a destra dove Lichtsteiner trova in Marquinho uno scoglio di burro. Ma al di là del possesso la Juve costruisce pochino, perché il ritmo di circolazione e di movimento è troppo basso. A difesa schierata, si sa, Vucinic, miglior apriscatole di bottega, diventa essenziale, ma il montenegrino è in una di quelle sue proverbiali giornate da anima

in pigiama. Così svogliato e lento da mettere sonno. Matri raccoglie fuorigioco come fossero margherite. Resterebbe Pirlo, ma sente la mancanza del suo terminale preferito: Marchisio. Pogba e Vidal, pigri anche loro, non attaccano mai l’area. E così tutto si risolve nei cross alla spera-in-Dio del voglioso Lichtsteiner. E l’unica vera palla-gol è una punizione di Pirlo che Stekelenburg scrosta dall’angolino. Sventola Totti Durante il quarto d’ora del tè, la Roma si convince che il momento merita prudenza, la capolista rispetto, ma una Juve così mogia capita raramente. E, soprattutto, usare la classe di Totti, Lamela e Osvaldo solo per difendersi è come mettersi il frac per andare a comprare il pane. E così i giallorossi alzano subito ritmo e baricentro. Buffon comincia a lavorare sodo. Conte intuisce che si mette male e dà la frustata: fuori l’indisponente Vucinic (Giovinco) e il latitante Asamoah (Padoin). Ma due minuti dopo i cambi, la frustata vera la piazza Totti: meravigliosa, all’incrocio (13’). Altro cambio punitivo: fuori l’irriconoscibile Vidal (Anelka, debutto in A) e assalto col 4-3-3. Ma non è notte da Juve, che nelle ripresa viene tradita anche da Pirlo e non riesce a costruire lo straccio di una palla-gol. La Roma, euforica, si allunga a stuzzicare il contropiede e chiude in gloria. Non batteva la Juve in casa da 9 anni (4-0). Quel giorno di febbraio del 2004, Totti sventolò a Tudor 4 dita che la Juve non ha mai dimenticato. Ricorderà a lungo anche la sventola all’incrocio che ha complicato il suo piano scudetto. © RIPRODUZIONE RISERVATA

la Sfida DANIELE DE ROSSI 29 ANNI centrocampista

ANDREA PIRLO 33 ANNI centrocampista

TIRI

0

3

% PRECISIONE PASSAGGI

86,9

78,5

DRIBBLING

3

2

PALLE RECUPERATE

8

10

FALLI SUBITI

0

3


DOMENICA 17 FEBBRAIO 2013

la Moviola DI FABIO LICARI

Si perde tempo e Rocchi non fa battere l’angolo al 94’ Due episodi discussi nella direzione di Rocchi. Fuorigioco/rigore Il primo caso è il

fuorigioco fischiato a Osvaldo sul tiro di Lamela che colpisce Lichtsteiner a terra e va fuori. Beh, fuorigioco proprio non è. Potrebbe essere angolo o, con un’interpretazione estensiva del fallo di mano in area, rigore. Quest’anno ne hanno dati di tutti i colori: qui il braccio dello svizzero non è largo, il giocatore sta anche cadendo, capire la volontarietà non è facile. Angolo nel recupero Proteste Juve

per l’angolo non fatto battere nel recupero. Rocchi fischia giusto al 94’ e dalle immagini si capisce che fa cenno di sbrigarsi agli juventini che invece aspettano l’arrivo di Buffon in area.

ammonizioni. De Rossi (piede a martello su Lichtsteiner) e Totti (tacchetto sul ginocchio di Pirlo) sono dure, ma quella di De Rossi, volontaria, sembra da «arancione». Ammoniti anche Lichtsteiner (gioco falloso), Matri (colpo a Burdisso) e Pirlo (fallo tattico su Lamela). Rischia Caceres col suo intervento a piede teso su Burdisso: era da «giallo».

sbagliano un colpo: quattro volte Matri e due Osvaldo sono in offside. «Beccati» anche Lamela e Giovinco. Altre situazioni Svirgola Bonucci e

la palla va a Buffon: non è retropassaggio volontario. Lamela allarga il braccio e colpisce Pirlo in volto: non è ammonizione ma sarebbe fallo, però Rocchi non fischia.

FRANCESCO TOTTI

Capitano, mio capitano E’ a un gol da Nordahl «Volevo una notte così» Francesco Totti, 36 anni, sommerso dopo il gol capolavoro ANSA

10

i gol segnati da Totti a Buffon: il capitano della Roma è il giocatore che ha segnato di più al portiere bianconero

0

(3-4-2-1)

(3-5-2)

24 Stekelenburg; 23 Piris, 29 Burdisso, 3 Marquinhos; 35 Torosidis, 15 Pjanic (dal 23' s.t. 4 Bradley), 16 De Rossi, 7 Marquinho (dal 38' s.t. 42 Balzaretti); 8 Lamela, 10 Totti (dal 43' s.t. 48 Florenzi); 9 Osvaldo. PANCHINA 1 Lobont, 13 Goicoechea, 11 Taddei, 46 Romagnoli, 20 Perrotta, 77 Tachtsidis, 17 Lopez, 47 Lucca. ALLENATORE Andreazzoli CAMBI DI SISTEMA nessuno ESPULSI nessuno. AMMONITI De Rossi e Totti per gioco scorretto.

1 Buffon; 15 Barzagli, 19 Bonucci, 4 Caceres; 26 Lichtsteiner, 23 Vidal (dal 26’ s.t. 18 Anelka), 21 Pirlo, 6 Pogba, 22 Asamoah (dall’11' s.t. 20 Padoin); 32 Matri, 9 Vucinic (dall’11' s.t. 12 Giovinco). PANCHINA 30 Storari, 34 Rubinho, 39 Marrone, 33 Isla, 24 Giaccherini, 27 Quagliarella. ALLENATORE Conte. CAMBI DI SISTEMA dal 26' s.t. 4-3-3 ESPULSI nessuno AMMONITI Lichtsteiner, Matri e Pirlo per gioco scorretto

PRIMO TEMPO 0-0 MARCATORE Totti al 13' s.t. ARBITRO Rocchi di Firenze NOTE Paganti 30.159, incasso di 1.512.238 euro; abbonati 24.822, quota di 507.217 euro. In fuorigioco 3-7. Angoli 3-6. Recuperi: p.t. 2’; s.t. 4’ POSSESSO PALLA

CONTRASTI VINTI JUVENTUS 56,2

TIRI IN PORTA

ROMA 60,5%

JUVENTUS 39,5%

TIRI FUORI

IIIII ROMA 5

D Ilpersonaggio

JUVENTUS

1

ROMA 43,8

13’ secondo tempo L’abbraccio con la panchina Dopo il gol e il bagno di folla dei compagni, Totti corre verso la panchina ad abbracciare Aurelio Andreazzoli, il traghettatore del dopo Zeman SPOSITO

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ROMA

III III JUVENTUS 3

MOMENTI CHIAVE PRIMO TEMPO 0-0 11' Pjanic in verticale a Osvaldo che aggira Buffon ma si allarga troppo. 19' Stekelenburg toglie dall’angolino una punizione di Pirlo.

BARICENTRO MEDIO 51,1 metri

ROMA

II JUVENTUS

SECONDO TEMPO 4' Tiro al volo di Vucinic dal limite: fuori 7' Buffon vola di pugno su un destro di Pjanic. 9' Pogba a Matri che impegna Stekelenburg. 12' Gran riflesso di Buffon su colpo di testa di Osvaldo. 13’ GOL! Totti riprende una respinta corta di Vidal e tuona meravigliosamente all'incrocio.

BARICENTRO ALTO 55 metri

3

«Questa vittoria è la dimostrazione che siamo un gruppo compatto E’ stata una settimana difficilissima, d’ora in poi serve un’altra Roma»

Fuorigioco Gli assistenti non

Gialli e «arancioni» Cinque le

32’ primo tempo Le scuse del Pupone Pirlo si fa male e resta a terra e il più dispiaciuto in campo sembra proprio Totti che si precipita, insieme a De Rossi, a scusarsi con l’amico PIERANUNZI

numeri& STATISTICHE

31’ primo tempo Il fallaccio di Totti su Pirlo Duello tra fenomeni: Pirlo anticipa Totti, che gli colpisce il ginocchio con il piede. Il regista della Juventus va giù, il capitano romanista è ammonito PIERANUNZI

LA GAZZETTA SPORTIVA

ANDREA PUGLIESE ROMA

«È la mia Roma, è la mia vita». In settimana l’aveva detto a parole, dopo che qualcuno aveva provato ad accollargli la responsabilità del rigore «scippatogli» da Osvaldo a Genova. Parole gettate lì, con il cuore e con la testa, anche se poi il posto dove Francesco Totti parla meglio è sempre e solo il campo. E proprio lì, ieri sera, l’ha ribadito con tutto quello che lo rende differente dagli altri: classe e genialità, suggellate da quel meteorite (a 113 chilometri orari) da 23 metri che al 13’ della ripresa ha messo in ginocchio la Juve per la quarta volta in campionato, ridando fiato ai polmoni della «sua» Roma. Adesso Nordahl è ad una sola lunghezza di distanza (224 gol per il capitano giallorosso, 225 per lo svedese), ma Totti il gol di ieri sera se lo gode soprattutto per altro: «Ci speravo in una serata così, la squadra ha sem-

pre provato a fare il massimo per se stessa e per i tifosi, non meritiamo questa situazione in cui ci troviamo. Ma questa vittoria è la dimostrazione lampante che siamo un gruppo compatto». Amici nemici Del resto, era nel-

l’aria che a decidere la partita dovesse essere proprio lui, se non fosse altro che davanti c’era Gigi Buffon. Un grande amico per il capitano giallorosso, è vero, ma anche il portiere più battuto in assoluto da Totti in campionato (con quello di ieri sono dieci i gol subiti dal portiere bianconero, 6 con la maglia della Juventus e 4 con quella del Parma). Come un amico è anche Pirlo, su cui Francesco ha fatto un fallaccio nel primo tempo, l’unica macchia della sua partita. «Non è da me fare quei falli, mi ha anticipato, mi è dispiaciuto tantissimo. Per fortuna è rientrato e alla fine non è successo niente di grave». Carattere giusto Di grave, inve-

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BOMBER TOP TEN

Questi i giocatori che hanno segnato più reti nei campionati di A a girone unico 274 Piola 225 Nordahl 224 Totti 216 Meazza 216 Altafini 205 Baggio 190 Hamrin 188 Signori 188 Del Piero 184 Batistuta

ce, finora c’era soprattutto il momento della Roma, che in questo 2013 ancora non era riuscita a vincere (2 pari e 4 k.o.). A tirarla fuori dalle sabbie mobili ci ha pensato proprio Totti, che aveva timbrato il cartellino anche nell’ultima vittoria giallorossa con la Juve all’Olimpico, il 4-0 datato 2004. «Lo aspettavo da tanto questo gol, soprattutto contro la Juve — continua Totti —. Abbiamo battuto una grande squadra. Ora spero che si possa cominciare a vedere un’altra Roma, che sia capace di fare bene e mettere in difficoltà chiunque. Ultimamente non ci stavamo riuscendo. Anche se a Roma è facile esaltarsi dopo una vittoria, ora dobbiamo restare con i piedi per terra». Standing ovation Quella di ieri regala una settimana di tregua ai giallorossi e, probabilmente, cancella alcune ferite nel cuore dei tifosi. «La gente si aspetta tanto da noi, è stata una settimana difficilissima. Ma penso che le parole che ho espresso in settimana abbiano fatto bene un po’ a tutto l’ambiente». Il suo, di ambiente, quello dell’Olimpico lo ha salutato con una standing ovation da brividi, al termine della quale Francesco si è sciolto in un lungo abbraccio con Andreazzoli (a cui ha fatto seguito quello con Muzzi). A Bergamo non ci sarà per squalifica, per agganciare Nordahl l’appuntamento è spostato al 3 marzo, quando all’Olimpico arriverà il Genoa («prometto: farò una doppietta e lo supererò»). All’andata Francesco segnò il 9˚ gol in campionato a Frey, chissà che tra due settimane Buffon non torni ad essere in dolce compagnia tra le vittime doc di Totti. © RIPRODUZIONE RISERVATA


LA GAZZETTA SPORTIVA

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DOMENICA 17 FEBBRAIO 2013

SERIE A L’ANTICIPO DELLA 25a GIORNATA le Pagelle

ROMA

6,5

PIRIS ADESSO È AFFIDABILE MATURITÀ MARQUINHOS

di SEBASTIANO VERNAZZA

7,5 h Il migliore Totti

6,5 h Il migliore Bonucci

JUVENTUS

Gol memorabile, da museo del cinema. Nel primo tempo più rabbia che altro: «sfregia» il ginocchio destro di Pirlo con un’entrataccia. Nella ripresa il vero Totti. La palla per Osvaldo, il lancio per Torosidis, la «spingarda» dell’1-0. Buffon si conferma il suo bersaglio preferito. L’ammonizione gli costerà la squalifica.

6

6,5

Sulle uscite l’olandesone ha diversi problemi. «Steke» più volte vicino alla stecca. È bravo a distendersi in tutti i suoi centimetri sulla punizione di Pirlo e a toccarla quel tanto che basta per deviarla in corner. Ordinaria la parata su Matri: palla sul primo palo, angolo di sua competenza.

Dalla sua parte la Juve è sonnolenta, ci prova col contagocce. Tiene la posizione e non è poco per uno che con Zeman si era fatto la fama di avventuroso terzino d’attacco. Riciclato centrale di una difesa a 3, fa un’onesta figura. Sembra quasi affidabile.

PARATE 3 RINVII 18 USCITE 6

CONTRASTI OK 1/4 LANCI 3 PASSAGGI OK 16/16

Stekelenburg

Da un eccesso all’altro, dalla spregiudicatezza di Zeman alla prudenza di Andreazzoli. L’attendismo paga. Il Boemo si sarà rivoltato sul divano.

TIRI 1 DRIBBLING OK 0/4 SPONDE 6

Piris

5

CHE TORPORE PER VUCINIC ASAMOAH, NOTTE FONDA

Sono lui e Buffon a tenere su gli altri. Senza questi due la Juve ne beccherebbe più di uno. Verso gli ultimi 40 metri juventini spiovono diversi lanci «trapassanti». Bonucci molti ne intercetta e su qualche altro va in affanno, ma la perfezione non è di questo mondo. In ogni caso la difesa è l’unico reparto da salvare.

Effetti collaterali della grande abbuffata col Celtic. Pancia piena, digestione difficile. Scorie. Mai vista una Juve «contiana» così appagata, così piena di sé.

CONTRASTI OK 3/4 LANCI 6 PASSAGGI OK 50/50

6,5

6

Le parate importanti sono due: quella sul tiro di Pjanic e quella sul colpo di testa di Osvaldo. La cosa a suo modo è un termometro: non è che la Roma abbia creato tante occasioni. Le volte che ci ha provato ha trovato un Buffon reattivo. Il tiro di Totti era un meteorite, va già bene che non abbia fatto feriti.

I tre difensori più il portiere meritano indulgenza: il loro l’hanno fatto, hanno smaltito in fretta la sbornia scozzese. Barzagli non ha duplicato la prestazione di sette giorni fa contro la Fiorentina, qualche volta Osvaldo gli è andato via o gli ha preso il tempo, ma tutto sommato ha tenuto botta.

PARATE 4 RINVII 20 USCITE 4

CONTRASTI OK 2/6 LANCI 0 PASSAGGI OK 50/53

5

5

Buffon

Burdisso

Marquinhos

7

6

Torosidis

Pjanic

De Rossi

Marquinho

5,5

6

6,5

Lichtsteiner

Vidal

Pirlo

Pogba

L’ultimo lucchetto davanti a Stekelenburg. Libero di tamponare e di spazzare. A suo modo emblematico del calcio di Andreazzoli. In una difesa a tre, tendente a cinque, il centrale deve essere un rattoppattore, deve avere l’umiltà e l’intelligenza di giocare staccato quel tanto che serve.

L’esame di maturità con la Juve conferma quel che si era intuito: Marquinhos è difensore a quattro stelle. Rimbalza Vucinic, Matri e Giovinco, giusto Anelka gli procura un filo di apprensione (niente di che, intendiamoci). Senso dell’anticipo e della posizione, mai una distrazione. Marquinhos di gran marca.

Cavallone di fascia destra, non concede nulla ad Asamoah. Certo, bisogna vedere dove finiscono i suoi meriti e cominciano le colpe del ghanese. Gli capitano pure delle occasioni da gol, ma gli dice male: sulla prima è anticipato da Asamoah, sulla seconda si fuma il tiro. Uomo di corse e rincorse.

Tra i pochi a salvarsi nel grigio primo atto romanista, quando sembrava che la Juve potesse disporre della partita a piacimento. Cruciale nei primi 20 minuti della ripresa: distribuisce palloni intelligenti e va vicino al gol con un tiro che costringe Buffon a dare il meglio di sé.

Il suo primo tempo è orribile: gioca palloni indecenti, si rende colpevole di un tackle quasi da rosso su Lichtsteiner e si annulla nel lavoro sporco su Vidal. Il gol di Totti lo sblocca, lo riporta sulla retta via, anche se quel pallone ciccato davanti a Buffon grida vendetta. Il vero De Rossi è un altro.

Schiacciato negli ultimi trenta metri dalle furiose discese libere di Lichtsteiner. Trasmette una sensazione di vulnerabilità, di rado lo si nota in spinta. Tra lui e Marquinhos non c’è soltanto una esse di differenza, c’è la distanza che separa un potenziale campione da un gregario.

Lamela, quando puntava la porta, a volte andava a sbattere su Caceres, che ha retto l’urto. Non era facile difendere contro la cavalleria romanista, galoppante nelle praterie della ripresa. Chiaro, l’uruguaiano non è Chiellini. Se il «Chiello» fosse stato in campo all’Olimpico, la Juve sarebbe stata meno svampita.

Lo svizzero sente odore di derby — ha giocato per anni nella Lazio — e si dà da fare come non mai. Martella il fianco sinistro della Roma, stressa Marquinho, quello senza la s, ché l’altro è un osso duro. Certo, se i piedi fossero proporzionali alle sue doti atletiche saremmo in presenza di un mezzo fenomeno.

Eccone un altro con la sindrome Celtic Park. Vincere largo a Glasgow non dà diritto ai 3 punti nella partita successiva. Vidal ad andatura ridotta e pure colpevole sull’1-0 di Totti: sua la «respintina» che si tramuta in assist per il capitano romanista. Sostituzione matematica, con Conte chi sgarra paga.

E dire che la Roma, un po’ come la Fiorentina a Torino una settimana prima, lo lascia libero di pensare: il pressing alto di Lamela è blando, quasi gentile. Certo, Totti gli rifila un calcione che attenta alla sua incolumità e ne condiziona il finale di primo tempo, però il Pirlo autentico non si vede.

Interno sinistro, a formare una specie di catena mancina con Asamoah. Ma i due «colored» non si integrano, stentano a dialogare. Pogba vorrebbe, ma non ce la fa. Il tiro forte e improvviso è la sua specialità, ma lo esibisce di rado e con esiti irrilevanti. La P2 (Pirlo più Pogba) a Roma non ha preso il potere.

CONTRASTI OK 3/5 LANCI 1 PASSAGGI OK 11/12

CONTRASTI OK 2/3 LANCI 4 PASSAGGI OK 25/27

TIRI 1 PASSAGGI OK 14/19 RECUPERI 4

TIRI 2 PASSAGGI OK 42/49 RECUPERI 7

TIRI 0 PASSAGGI OK 45/50 RECUPERI 8

TIRI 0 PASSAGGI OK 19/24 RECUPERI 3

CONTRASTI OK 1/4 LANCI 4 PASSAGGI OK 64/70

TIRI 0 PASSAGGI OK 31/34 RECUPERI 5

TIRI 0 PASSAGGI OK 29/34 RECUPERI 4

TIRI 2 PASSAGGI OK 54/61 RECUPERI 10

TIRI 1 PASSAGGI OK 24/29 RECUPERI 2

6,5

6

Lamela

6,5

Osvaldo

6

7

5

s.v.

Bradley

Balzaretti

s.v.

Sapessi come è difficile valutare Lamela. Nel primo tempo si vede poco o niente, gioca troppo lontano dalla porta e trotterella sulle tracce di Pirlo. Nella ripresa lievita, decolla, cavalca gli spazi e però gli manca l’acuto, che pure ha in dotazione. Come a scuola: può fare tanto di più.

Tiene a bada la temperatura del sangue, che per natura gli ribolle. Aggira Buffon, ma il suo cross non trova «acquirenti». Va in scivolata per un diagonale e però il suo tiro finisce a lato. Ha la sfortuna di incocciare in un grande Buffon quando ci prova di testa. Osvaldo il caldo mette i brividi alla Juve.

Al posto di Pjanic, nel bel mezzo del secondo tempo. Chiaro, il cambio fa perdere qualcosa in visione, ma aumenta le difese immunitarie. L’americano a Roma mette la sua sostanza a protezione dell’1-0.

Pochi minuti non possono bastare per esprimere un voto. Uno scampolo di partita al servizio degli altri. Più in generale si potrebbe dire che «Balza» paghi il suo offensivismo: con Andreazzoli vige la vecchia regola del «primo non prenderle».

TIRI 1 DRIBBLING OK 6/15 SPONDE 11

TIRI 5 DRIBBLING OK 2/4 SPONDE 9

TIRI 0 PASSAGGI OK 11/11 RECUPERI 1

CONTRASTI OK 1/1 LANCI 0 PASSAGGI OK 1/1

TIRI 0 PASSAGGI OK 4/4 RECUPERI 1

5

5,5

Asamoah In balia del mal d’Africa, dove è appena stato per la Coppa continentale. Gambe vuote, testa pesante. L’ombra dell’Asamoah autunnale, che andava come un treno. Un’unica cosa buona, il salvataggio su Torosidis a due metri dalla porta di Buffon. Per il resto notte fonda, notte africana. TIRI 0 PASSAGGI OK 19/21 RECUPERI 3

6,5

5

l’allenatore Aurelio Andreazzoli

l’allenatore Antonio Conte

Florenzi Il suo ingresso permette a Totti di godersi la «standing ovation» dell’Olimpico. Pochi minuti, nel convulso finale, quando c’è da difendere il vantaggio. Sarà interessante capire quale importanza avrà Florenzi nel progetto di Andreazzoli.

Caceres

Barzagli

Lasciate che gli avversari vengano a noi, hai visto mai che imbrocchiamo la ripartenza. Più o meno è l’idea-base della Roma «andreazzoliana». Primo tempo in passività, ripresa a cavalcare le onde del mare aperto.

5

Matri

Vucinic

4,5

5

Giovinco

Padoin

5

Anche Matri si incaglia sul prato dell’Olimpico. Veniva da un periodo fiorente, imbevuto di gol. Belle premesse, ma Matri non ha mantenuto le promesse. Notato in avvio di ripresa: un tiro sul primo palo sventato da Stekelenburg con qualche patema. Troppo poco per meritarsi l’assoluzione.

Quando esce, il pubblico lo sommerge di fischi in quanto ex. Ingrati, i romanisti avrebbero dovuto applaudirlo, perché ieri sera Vucinic si è lasciato travolgere dai ricordi e non ha combinato nulla. Uno di quei giorni in cui Mirko è immerso nei suoi pensieri e non c’è verso di scuoterlo dal torpore.

Si conferma la prima legge di Giovinco formato Juve: se c’è bisogno di gol importanti, di reti che pesino sul risultato, i tifosi bianconeri sono pregati di rivolgersi altrove. Qualche opportunità gli capita, ma sono tutti palloni che Seba investe malissimo.

Dentro sul più brutto, poco prima che la Roma rompa gli argini con la picconata di Totti. Preso il gol, la Juve deve remare controcorrente e Padoin si perde nei flutti e nei flussi. Dei suoi quaranta minuti scarsi non resta nulla di memorabile.

TIRI 1 DRIBBLING OK 1/2 SPONDE 3

TIRI 1 DRIBBLING OK 0/5 SPONDE 2

TIRI 0 DRIBBLING OK 0/2 SPONDE 1

TIRI 0 PASSAGGI OK 12/16 RECUPERI 1

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Anelka Attenzione, il «vecio» Anelka è l’unico attaccante della Juve da salvare. Il suo ingresso costringe la Roma a rinchiudersi negli ultimi venti minuti. Col senno di poi si può dire che Anelka meritava più minutaggio.

TIRI 0 DRIBBLING OK 0/0 SPONDE 0

Non gli riesce di tenere in tensione la squadra dopo il Celtic. Nel primo tempo Juve padrona e incapace di monetizzare la superiorità. Nella ripresa Juve in panico, consapevole dei rischi procurati dalle ripartenze della Roma. Juve Conte...stabile.

GLI ARBITRI ROCCHI 6,5 Vede bene su quasi tutti gli episodi. De Rossi su Lichtsteiner e Totti su Pirlo sono due interventi di un giallo acceso... Di Liberatore 6,5-Manganelli 6,5; Orsato 6,5-Damato 6,5

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DOMENICA 17 FEBBRAIO 2013

LA GAZZETTA SPORTIVA

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SERIE A L’ANTICIPO DELLA 25a GIORNATA

Calendario Contestato 4

«3 gare in 7 giorni La Juve d’Europa merita rispetto»

I NUMERI

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I gol di Totti alla Juve: 6 segnati a Roma e 2 a Torino. Per Totti è il 9˚ gol in questo campionato: ne aveva fatti 8 in tutto il torneo scorso

Il tecnico non fa sconti ai suoi: «Non abbiamo giocato di squadra, così perdiamo con tutti» MIRKO GRAZIANO ROMA

La Champions si sente. C’è poco da fare. Nelle gambe e nella testa. Si sente soprattutto dopo quelle gare europee da dentro o fuori, dove un errore può costare caro, dove la spina non si stacca nemmeno al momento di rientrare nello spogliatoio. E guarda caso, due delle quattro sconfitte bianconere in campionato sono arrivate dopo Juve-Chelsea 3-0 e appunto dopo la trasferta di Glasgow. Era martedì 20 novembre 2012 quando Quagliarella, Vidal e Giovinco affondarono il club di Abramovich: cinque giorni dopo arrivò la prestazione molle contro il Milan. Molle come la prova di ieri sera all’Olimpico. Male Pirlo, male Vidal, male Asamoah e malissimo Vucinic. Come dire: campioni d’Italia

senza cuore, gambe, mente e tecnica. Troppe concessioni a una Roma traumatizzata da un inizio 2013 imbarazzante sotto tutti i punti di vista, ma subito trascinata fuori dalle sabbie mobili da un fantastico Totti (gol disumano), dall’orgoglio di De Rossi, dalla personalità di Osvaldo (fischiatissimo a inizio gara) e dalla freschezza dei vari Lamela e Marquinhos. Male con le grandi La Juve incassa la quinta sconfitta stagionale, perché a quelle di campionato contro Inter, Milan, Samp e appunto Roma, va aggiunto lo stop di Coppa Italia, sempre a Roma, ma contro la Lazio. Emerge una certa allergia nei confronti delle grandi storiche, una piccola maledizione contro milanesi e romane. E forse un pizzico di frustrazione, sfogata ieri nel finale, con Rocchi circondato per un corner non fat-

to battere alla Juve sul filo dei secondi finali di recupero.

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Furia Conte Antonio Conte non

fa sconti ai suoi ragazzi: «Male, malissimo. Non abbiamo giocato di squadra, e quando pensiamo di poter fare tutto da soli, ci può battere chiunque. Complimenti alla Roma, vittoria meritata, ma a noi serva di lezione questa serata. Quando non si suona lo steso spartito, si stona tutti. Siamo andati a braccio, ognuno per i fatti propri. Oggi abbiamo fatto un passo indietro sotto tutti i punti di vista. Male! Nessuno mi è piaciuto. Mi auguro che il tutto ci faccia capire quanto sia importante per noi giocare sempre di squadra. È l’unica strada per confermarci in Italia e per andare avanti pure in Europa». Le sconfitte dopo Chelsea e Celtic consiglieranno un maggiore turnover? «Ho parlato chiaramente

Antonio Conte, allenatore della Juve dal 2011, durante la partita di Roma. Il tecnico intuisce che non è serata LAPRESSE

alla squadra prima della partita, volevo che mi dicessero chi non se la sentiva. Mi sono aperto e nessuno si è tirato indietro. Per questo non mi imputo niente a livello di scelte». Difficile, in futuro, che Conte torni a fidarsi ciecamente delle sensazioni dei giocatori. Infine: l’arbitro? «Non ho niente da dire, ringrazio Dio solo per il fatto che Pirlo abbia il ginocchio ancora intero». Maledetti calendari Dura analisi, «ma un solo alibi lo concedo alla squadra. Non mi ha fatto piacere giocare in 7 giorni con-

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tro Fiorentina, Celtic e Roma. L’avevo segnalato prima della gara coi viola, sapevo che avremmo sentito la stanchezza all’Olimpico. Ci vuole più attenzione nello stilare i calendari, chiedo un po’ di rispetto per chi porta in alto il nome dell’Italia in Europa. Altrimenti, ciao ranking. Mazzarri si è lamentato? Non diciamo fesserie, guardate gli ultimi 7 giorni nostri e delle altre, poi giudicate. Comunque dico che andiamo privilegiati in generale sia noi sia il Napoli». Fra due settimane le resa dei conti. Sportiva! © RIPRODUZIONE RISERVATA

Le vittorie della Roma nel 2013: primo hurrà dopo 2 pari e 4 sconfitte

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Le sconfitte in campionato della Juve; un anno fa dopo 25 turni i bianconeri erano imbattuti, ma avevano 50 punti ed erano secondi dietro al Milan, che era a 51


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SERIE A L’ANTICIPO DELLA 25a GIORNATA

il Film Nel prepartita la Roma fa pace con la curva A fine match le proteste Juve

Prima della partita, agli ordini di Andreazzoli, i giallorossi fanno riscaldamento sotto la Curva Sud INSIDE G.B. OLIVERO ROMA

Visto che non è la prima volta, bisogna capire perché. Visto che il primo marzo il Napoli potrebbe effettuare il sorpasso, bisogna capirlo in fretta. Perché è vero che la Juventus ha vinto uno scudetto perdendo sette partite (1994-95: Lippi in panchina, Conte in campo), ma quella non è la norma. Ed è vero che i bianconeri pur sconfitti per la 4a volta restano in testa, ma nel lungo duello con il Napoli lo scontro diretto è al San Paolo e mentre la squadra di Mazzarri è virtualmente fuori dall’Europa il cammino dei campioni d’Italia in Champions League è destinato a proseguire almeno per un altro turno. Capire perché significa andare oltre il risultato, oltre gli episodi, oltre anche la valutazione dell’effetto Champions sulla testa e sulle gambe dei giocatori. A metà del primo tempo la Juve aveva preso in mano la partita, ma non è mai riuscita a essere peri-

Attacco a vuoto La Juve si scopre povera di giocate Nella quarta sconfitta del torneo, gli unici segnali positivi sono arrivati da Anelka E’ mancato un colpo di genio. Matri: «Ora non piangiamoci addosso»

colosa. Soltanto Pirlo su punizione ha costretto Stekelenburg a una grande parata. A destra Lichtsteiner ha messo in difficoltà Marquinho per un tempo, ma nella ripresa è stato servito pochissimo. E dopo la rete di Totti non c’è stata la reazione che ci si sarebbe aspettati da una squadra solitamente molto grintosa.

Il problema Conte ha cercato di scuotere la Juve inserendo prima Giovinco e poi Anelka e passando al tridente. Ma i bianconeri non hanno creato nessuna occasione per pareggiare e forse la verità, al di là della stanchezza e delle recriminazioni sugli impegni ravvicinati stabiliti dalla Lega, è quella che Conte si lascia sfug-

Rocchi non fa battere l’angolo a fine match: Pirlo, 33, protesta INFOPHOTO

gire a fine gara: «Non abbiamo le giocate singole che ci consentono di risolvere le partite». Ossia: manca il campione che fa la differenza con un dribbling, un tiro, una magia. Nella partita risolta dalla prodezza di un campione meraviglioso come Francesco Totti, la Juve si è scoperta povera di classe. E il bisogno del top player emerge soprattutto nel-

le notti in cui le cose non girano, ma basterebbe il colpo di genio del fuoriclasse per accendere la luce e riscrivere la storia. La speranza Alessandro Matri, che sta segnando molto, ieri solo una volta ha avuto la possibilità di tirare ma da posizione decentrata: fare gol da lì era impossibile. Il centravanti

L’ALLENATORE GIALLOROSSO PRIMA VITTORIA IN A

«Daje, siamo la Roma» Così Andreazzoli ha motivato il gruppo FRANCESCO ODDI ROMA

«Daje, Daje, siamo la Roma eh... ». Aveva incoraggiato così i suoi uomini Aurelio Andreazzoli prima dell’ingresso in campo, ha portato la squadra a fare riscaldamento sotto la Curva Sud, poi ha ottenuto la prima vittoria della carriera. E quando gliel’hanno chiesto, ha ribadito il concetto: «Questa frase dovrà rimbombare, dobbiamo ricordarcelo sempre, siamo la Roma. Una società in espansione incredibile, abbiamo una dirigenza impressionante per iniziative, calore e vicinanza». Lodi alla dirigenza, poi ai giocatori. «Il merito è sempre dei calciatori. Siamo stati molto vicini a loro, cercando di rasserenarli, di far capire loro quanto possono essere importanti. Abbiamo fatto il riscaldamento sotto la Curva: temevamo potesse non rispondere, ma la Curva è particolarmente generosa e ci ha supportato. Parlando con i miei collaboratori è venuta fuori questa idea, c’era anche Francesco (Totti, ndr): sapevamo di rischiare, che non eravamo a posto perché non avevamo fatto quello che il pubblico si merita. Ma la Curva Sud non tradisce». Organizzazione e vigoria Gli viene chiesto se è il giorno più bello della sua vita, reagisce

d’istinto, quasi sdegnato: «Ci sono la famiglia, i figli... Certo, sono tanti anni che faccio calcio, aver avuto la possibilità di allenare la Roma e battere la squadra che stimo di più, un allenatore che apprezzo moltissimo, è una soddisfazione. Li abbiamo battuti con le loro stesse armi, organizzazione e vigoria fisica». E con un occhio particolare a Pirlo. «Il nostro era una sorta di 3-4-2-1, con Totti e Lamela trequartisti. Dovevano infastidirlo: sono dell’idea che mettere un uomo su Pirlo sia una spesa inutile, perché è talmente bravo che riesce comunque a fare il suo lavoro. Ma in due, qualcosa... Abbiamo lavorato sull’autostima in questa settimana. E con una vittoria del genere possiamo programmare il futuro». Ancelotti e il futuro Baldini, prima della gara, aveva smentito contatti con Ancelotti. Con una precisazione fondamentale ma del tutto inutile: «per questa stagione», in cui Ancelotti ha ben altro a cui pensare, con tutto quello che lo sceicco gli ha messo a disposizione per vincere a Parigi. Per l’anno prossimo i contatti ci sono stati eccome, ma intanto c’è Andreazzoli. Che «sa quali sono i problemi, dei giocatori e dell’ambiente. È stata una scelta di buon senso, se penso alla prima ora contro la Samp direi anche non avventata». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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TORNEO DI VIAREGGIO bianconero analizza con lucidità la sconfitta e con grande onestà non cerca scuse: «Altre volte dopo la Champions avevamo giocato diversamente in campionato. Eravamo convinti di fare molto meglio, capisco l’amarezza di Conte. Siamo dispiaciuti, ma non dobbiamo nemmeno piangerci addosso: è meglio concentrarsi sulla prossima partita. Il tecnico ci aveva chiesto se ce la sentivamo di giocare e tutti eravamo sicuri di fare una buona prestazione: purtroppo non è andata così. Di sicuro, comunque,

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successi giallorossi su 79 Roma-Juve giocati nella capitale. Il resto? 24 vittorie bianconere e 26 pareggi

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gli anni senza vittorie della Roma all’Olimpico con la Juve. L’ultima volta era successo l’8 febbraio 2004, 4-0 giallorosso l’impegno in Europa è uno stimolo in più per fare bene». In una notte triste per la Juve è stato confortante l’esordio in campionato di Nicolas Anelka: nulla di eccezionale, ma l’impressione che tecnicamente sia ancora forte. Il francese è entrato in un paio di azioni pericolose e ha dato una bella palla in verticale a Giovinco che ha cercato il tiro in controtempo da ottima posizione: Giovinco è caduto da solo, la palla è rotolata fuori. Un’immagine paradigmatica della serata della Juventus. © RIPRODUZIONE RISERVATA

I RIVALI DI CHAMPIONS

Il Celtic c’è: Dundee affondato con sei reti «Ambrose si è fatto perdonare», dice Lennon. E la riscossa del Celtic, che distrugge con 6 gol l'ultima in classifica Dundee, inizia proprio con un gol del centrale nigeriano, che contro la Juve ne aveva combinate di tutti i colori. Il resto l'hanno fatto le doppiette di Commons e Stokes e un gol di Ledley. La mazzata di Champions, insomma, i biancoverdi non l'hanno accusata. Il Dundee sull'1 1 ha pure un rigore a favore, sbagliato da Daly, ma stavolta al Celtic l'arbitro è piaciuto: «Se avessimo avuto Madden martedì, avremmo potuto fare il colpaccio», ha scherzato Lennon. CELTIC-DUNDEE 6-2 MARCATORI Armstrong (D) al 10', Ambrose (C) all'11', Commons (C) al 22', Ledley (C) al 37' p.t.; Commons (C) su rigore al 10', Stokes (C) al 25' e al 37', Russell (D) al 45' s.t. CELTIC (4-4-2) Forster; Matthews, Ambrose (dal 25' s.t. Kayal), Wilson, Izaguirre; Commons (dal 27' s.t. Rogic), Wanyama (dal 30' s.t. Forrest), Ledley, Mulgrew; Stokes, Hooper. (Fedor, Nouioui, Rogne, Zaluska). All. Lennon. DUNDEE (4-4-2) Cierzniak; Watson, Dillon, McLean, Douglas; Armstrong, Flood (dal 37' p.t. Ryan), Rankin, Mackay-Steven; Russell, Daly (dal 32' s.t. Gardyne). (Banks, Dow, Millar, Petrie, Souttar). All. McNamara. ARBITRO Madden.

Roma, gol e veleni 4 in 13’ a Graziani L’Honved: vergogna Giallorossi agli ottavi per la differenza reti Il Long Island è guidato dall’ex romanista Ciccio DAL NOSTRO INVIATO

VINCENZO D’ANGELO VIAREGGIO (Lucca)

Come ogni ultima giornata dei gironi che si rispetti, c’è una squadra che ride e una che piange. La differenza sta nel fatto che le due squadre non sono sullo stesso campo a darsi battaglia, ma si fronteggiano a suon di gol a distanza. La Roma fa festa con un protagonista a sorpresa: Lorenzo Musto, centravanti del ’96, autore dei due gol che nel recupero hanno regalato la qualificazione per differenza reti alla Roma, condannando gli ungheresi dell’Honved, ancora in campo a festeggiare la vittoria sul Lecce e una storica qualificazione agli ottavi della Coppa Carnevale. I fatti La Roma gioca a Larderello, l’Honved a Lido di Camaiore. Entrambe vincendo andrebbero a 6 punti e punterebbero al ripescaggio come miglior seconda. I giallorossi, avanti 2-1 sul Long Island dell’ex romanista Ciccio Graziani — che aveva preso nelle precedenti gare 4 gol dallo

Ciccio Graziani, 60 anni PEGASO

Spezia e 5 dallo Spartak —, segnano 3 gol tra il 36’ e il 45’ del secondo tempo, e vanno 5-1 (sbarazzandosi, a quel punto, della concorrenza dell’Atalanta); dall’altra l’Honved al ’92 trova il gol vittoria sul Lecce con Bobal. A questo punto le squadre sono pari per punti e differenza reti, ma gli ungheresi hanno più gol fatti, 10 a 8. Alla Roma serve un altro gol per passare. E lo trovano al ’94, con Musto: +6 nella differenza reti e pass per gli ottavi in tasca. Lo sfogo La notizia arriva a Lido di Camaiore e fa andare su tutte le furie il d.g. dell’Honved, Fabio Cordella, che tuona: «Quello

che è successo nel finale di Roma-Long Island è scandaloso e vergognoso. I ragazzi festeggiavano in campo il successo con il Lecce e il passaggio del turno. La nostra gara è terminata tra le 16.50 e le 16.53. E in quel momento la Roma stava vincendo 2-1. Tant’è che ho ricevuto telefonate di complimenti. Poi, sono arrivati i 4 gol determinanti della Roma. L’organizzazione del torneo dice che non ha colpe, e ci mancherebbe, nemmeno gliene voglio affibbiare. Però queste situazioni vanno monitorate meglio, è un torneo internazionale. Le squadre straniere altrimenti si sentiranno sempre danneggiate. Ho pensato: "Ma se non vogliono le squadre straniere, perché non ci dicono di restare a casa?". Da italiano mi vergogno di assistere a queste cose. I ragazzi sono in albergo a piangere, distrutti, erano certi di aver passato il turno. Avevano lavorato duramente e sul campo avevano ottenuto un risultato importantissimo. Comunque al prossimo Viareggio ci saremo: fa parte del nostro progetto di crescita». © RIPRODUZIONE RISERVATA

la guida Poker Atalanta Milan, basta l’1-1 contro il Congo GIRONE 7 Atalanta-Bruges 4-0 Mangni 35' p.t; Mangni 5', Varano 24' e 30' s.t. Belasica S.-Siena 0-1 Canotto rig. al 37' s.t. Classifica Siena 9, Atalanta 6, Bruges 3, Belasica 0. GIRONE 8 Fiorentina-Club National 2-0 Gondo 38' p.t., Bernardeschi rig. 30' s.t. B 93-Padova 0-2 Voltan 28', Magrassi 35' s.t. Classifica Fiorentina 7, Padova 5, B 93 3, Club National 0. GIRONE 9 Milan-U17 Congo 1-1 Prosenik (M) 13' p.t. M. Bidimbou (C) 18' s.t. Newcastle-Empoli 3-2 Miele (N) 2', Bachini (E) 24', Quinn (N) 31' p.t.; Rovini (E) 20', Boose (N) 22' s.t. Classifica Milan 7, Newcastle 6, Empoli 3, Congo U17 1. GIRONE 10 Napoli-Liac 2-0 Di Stasio 15' p.t.; Guardiglio rig. 37' s.t. Honved-Lecce 2-1 Rosafio (L) 31' p.t.; Holender (H) 15', Bobal (H) 47' s.t. Classifica Napoli 9, Honved 6, Lecce 3, Liac 0. GIRONE 11 Roma-Long Island 6-1 F. Ricci (R) rig. 24', Ferrante (R) 40' p.t.; Cortez (L) rig. 22', Ferri (R) 36' e 41', Musto (R) 45' e 49' s.t. Spartak Mosca-Spezia 2-2 Krotov (SM) 8', Passamonti (S) 9', Syatov (SM) 40', Ciurria (S) 42' s.t. Classifica Spezia 7, Roma 6, Spartak Mosca 4, Long Island 0. GIRONE 12 Lazio-Mutual 1-0 Rozzi 20 s.t. Stella Rossa-Juve Stabia 0-4 Guarino 9', Sorriso 14' e 19' p.t.; Gerardi 15’ s.t. Classifica Lazio 9, Juve Stabia 6, Mutual 3, Stella Rossa 0. GLI OTTAVI MARTEDÌ 19 GRUPPO 1 Torino-Roma (ore 15, Paganico), Inter-Spezia (17, San Giuliano Terme, Juventus-Juve Stabia (15, Pontedera) All Boys-Milan (15, Agliana) GRUPPO 2 Napoli-Genoa (ore 15, Monterotondo), Lazio-Anderlecht (15, Viareggio) Siena-Virtus Entella (17, Chiavari), Fiorentina-Parma (15, Quarrata)


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SERIE A

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DOPO I K.O. EUROPEI Ecco il rendimento del Napoli dopo le sconfitte in Europa League in questa stagione: fino ad oggi, due vittorie e una sconfitta. 4 ottobre 2012 PSV-NAPOLI 3-0 7 ottobre 2012 NAPOLIUDINESE 2-1 25 ottobre 2012 DNIPRONAPOLI 3-1 28 ottobre 2012 NAPOLICHIEVO 1-0 6 dicembre 2012 NAPOLI-PSV 1-3 9 dicembre 2012 INTERNAPOLI 2-1 14 febbraio 2013 NAPOLIV. PLZEN 0-3 Oggi NAPOLISAMPDORIA

Mazzarri morde per il -2 «Ma se Conte si lamenta noi cosa dovremmo fare?» Il tecnico del Napoli e la questione calendari: «Dopo la Coppa abbiamo avuto solo 2 giorni per riposare. I conti non mi tornano» Perché vedere

NAPOLI-SAMPDORIA È la sfida tra i due migliori marcatori dell’anno solare 2013: il doriano Mauro Icardi, con 7 gol, e l’azzurro Edinson Cavani, con 5 San Paolo, ore 15

DAL NOSTRO INVIATO

MIMMO MALFITANO CASTELVOLTURNO (Caserta)

Lui dice di non pensare a nessuno, di badare soltanto al suo Napoli. Sarà pure, ma si fa fatica a credergli e ancora meno dopo l’inaspettato k.o. della Juve con la Roma. Così a meno di due settimane dallo scontro diretto con i bianconeri, è impensabile che Mazzarri non avverta le tensioni di un evento che potrebbe cambiare la storia di questo campionato. E oggi con la Samp il Napoli non può fallire: in ballo c’è il -2 dalla Juve. Il Napoli deve lasciarsi alle spalle l’umiliazione subita gio-

vedì, nella notte di Europa League, e la prestazione poco convincente dell’Olimpico, contro la Lazio. In pratica, dovrà ripartire per continuare a insidiare il primo posto alla Juve. «Se non siamo stati convincenti nelle ultime due gare, la colpa è soltanto mia: non sono riuscito, evidentemente, a trasmettere gli stimoli giusti alla squadra», ha spiegato l’allenatore napoletano. Crescita incostante C’è un dato, tuttavia, che apre ad una considerazione: contro il Viktoria Plzen, Mazzarri ha schierato soltanto 4 riserve e nonostante questo, la squadra è crollata sotto i colpi degli avversari. La Samp troverà i titolarissimi, dai quali il tecnico si aspetta una riposta decisa. «Dopo una partita come quella contro il Plzen, voglio una prestazione determinata. Voglio un Napoli affamato e veemente, elementi che ho sempre cercato di inculcare nella testa dei miei giocatori. Dopo le due sconfitte con il Bologna (Coppa Italia e campionato,

«

Avrei preferito giocare domenica sera e invece ci tocca la terza partita in 7 giorni ANTONIO CONTE ALLENATORE JUVENTUS

ndr) abbiamo fatto sette risultati utili, ma se vogliamo consolidarci ad altissimi livelli dobbiamo evitare questi black out che mi fanno arrabbiare. Evidentemente, questo percorso di crescita richiede ulteriore tempo, perché la prestazione di giovedì resta inspiegabile. Polemica calendario Dopo Antonio Conte, anche Mazzarri si è lamentato per come sono state distribuite le partite fino allo scontro diretto del primo marzo. «Non avvertiamo la pressione, non guardiamo alla Juve e non ce ne frega di cosa fanno loro, ma soltanto di quello che facciamo noi. Però, rispetto ai

LE SCELTE MESTO IN CAMPO PER MAGGIO E ARMERO PER ZUNIGA

Si riparte da Insigne per riaccendere Cavani Il talentino ha smaltito la febbre e farà coppia con il Matador che non segna da 3 partite

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IL NUMERO

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Le gare di fila senza gol per Edinson Cavani (Catania, Lazio e la sconfitta di Europa League). In questa stagione, era successo già una volta. Cavani era rimasto a secco contro Psv, Udinese e Juventus in ottobre

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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I NUMERI

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Le presenze in Serie A per Lorenzo Insigne in questa stagione: 14 volte è partito dalla panchina

Walter Mazzarri, 51 anni, parla con Marek Hamsik, 25 EIDON

IERI A CEPPALONI

I funerali di Imbriani Lo zio Mastella: «Oggi ha vinto lui»

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I gol di Insigne nella prima stagione di Serie A. È stato anche autore di 3 assist

GIANLUCA MONTI NAPOLI

Otto undicesimi cambiati rispetto alla brutta sconfitta con il Viktoria Plzen. Walter Mazzarri ha deciso di dare in questo modo la scossa ai suoi dopo il k.o. contro i cechi. In campionato si riparte dai «titolarissimi», ma anche da alcune scelte per certi versi sorprendenti. Così, mentre in difesa e a centrocampo il tecnico toscano è andato sul sicuro puntando sui vari Campagnaro, Cannavaro, Inler e Behrami, sulle fasce e in attacco ha modificato qualcosa nel tentativo di sorprendere la Sampdoria. Maggio dovrebbe avere un turno di riposo, nonostante fosse appena rientrato dopo l’infortunio alla mano sinistra che lo ha tenuto fuori per tre settimane. Ieri nella rifinitura è stato provato a sorpresa Mesto, che da ex del Genoa sentirà dunque aria di derby. A sinistra, invece, probabile l’esordio dal primo minuto di Armero, che sin qui si era visto in campo soltanto in uno spezzone di partita a Parma. La condizione fisica del colombiano è

bianconeri i conti del calendario non tornano per niente... Noi abbiamo giocato di giovedì in Europa League e domani (oggi, ndr) saremo di nuovo in campo al pomeriggio senza aver fatto nemmeno un vero allenamento. Avrei voluto giocare almeno la sera. Chi fa la Champions è favorito dalla Federazione (è la Lega che compila il calendario, ndr) rispetto a chi gioca l’Europa League. Noi giocheremo il lunedì sera ad Udine e poi il venerdì con la Juve. C’è chi si lamenta di cose assurde, se si fa il raffronto con altre squadre. Se loro chiedono più attenzione, allora noi cosa dovremmo dire?», ha osservato il tecnico napoletano. Considerazioni che danno l’esatta dimensione di quanto, invece, sia alta la tensione a meno di due settimane dallo scontro diretto. Tutto dipenderà, comunque, dal risultato di oggi. Il Napoli non ha alternative: deve battere la Sampdoria che è in ripresa e che domenica ha battuto la Roma.

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Lorenzo Insigne, 21 anni, con Edinson Cavani, 26: oggi guidano l’attacco del Napoli ANSA

migliorata, ma l’adattamento dal punto di vista tattico è in fase di completamento. Ecco perché ieri Mazzarri e il suo staff si sono dedicati con cura ad Armero nel tentativo di fargli mandare a memoria i codici difensivi della squadra. La variante che invece può scompaginare i piani difensivi della Sampdoria, però, si chiama Lorenzo Insigne. Dopo una settimana difficile, nella quale è stato colpito da un violento attacco febbrile, il talento dell’Under 21 giocherà titolare al fianco di Cavani. Non è mai accaduto nel 2013, ma adesso lo stato di forma non ottimale di Pandev (impiegato per 90’ in Europa League) impone all’allenatore di rivedere le sue ge-

rarchie in attacco. Insigne può essere decisivo anche per far sbloccare Cavani, visto che è stato suo l’assist per l’ultimo gol del Matador a Parma. Ordine pubblico E ci sarà anche

un buon pubblico al San Paolo. Dopo gli appena 13 mila paganti per la serata di Europa League, stavolta i tifosi hanno risposto alla politica dei prezzi contenuti operata dalla società e affolleranno lo stadio di Fuorigrotta, arrivando almeno a quota 45 mila. Per favorire il deflusso degli spettatori a fine gara, sono state riorganizzate le corse della linea 2 della metropolitana nella fascia oraria pomeridiana. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Le presenze di Lorenzo nell’Under 21, con 5 gol. Il talentino ha giocato una partita con la Nazionale di Prandelli, nelle qualificazioni per il Mondiale contro Malta l’11 settembre 2012

La bara di Carmelo Imbriani portata da Pavarese e Carmando FOTOAGENZIA ANTONIO BURATTO CEPPALONI (Bn)

Ieri a Ceppaloni è stato il giorno dell’ultimo saluto a Carmelo Imbriani, lo sfortunato 37enne calciatore prima ed allenatore oggi, stroncato da un linfoma non Hodgkin. Fin dal mattino i suoi ex compagni e dirigenti sono arrivati alla frazione San Giovanni di Ceppaloni. E venerdì oltre 4.000 tifosi del Benevento avevano salutato il calciatore con tanti cori per l’ultima corsa nel suo Stadio, il Ciro Vigorito di Benevento, dove uno striscione recitava «l’Italia intera ti ha acclamato. Il giusto riconoscimento ad un sannita che ha sempre lottato». Il papà Fernando alla fine ha ringraziato la folla con un inchino, sotto la curva, proprio come sognava di fare Carmelo, per salutare un’ultima volta la sua gente.

Lutto Ieri pomeriggio oltre un migliaio di persone hanno invaso la silenziosa frazione dove Imbriani abitava sin dalla nascita. Rabbia, lacrime, ricordi e dolore nella chiesa. Don Renato Trapani all’omelia ha detto: «La partita non l’hai persa solo tu, ma anche tutti noi: familiari, amici, tifosi e la scienza». E Clemente Mastella ha voluto ricordare suo nipote Carmelo: «Il suo umile e paziente modo di porsi e tutto questo affetto ci fanno capire che la sua partita Carmelo l’ha vinta. Sono fiero di dirti che sono uno zio sereno. Continua a giocare lassù, fagli vedere come sei ancora veloce, talmente veloce che sei arrivato prima di noi». La salma, che aveva solo due sciarpe, Napoli e Benevento, è stata portata spalla dai calciatori giallorossi e da Taglialatela, Carmando e Pavarese. © RIPRODUZIONE RISERVATA


DOMENICA 17 FEBBRAIO 2013

FILIPPO GRIMALDI GENOVA

Caro Mazzarri, attento alla strana coppia. Icardi è stato il sogno (proibito) del mercato di gennaio del suo Napoli, che aveva messo sul piatto — ma quasi fuori tempo massimo — ben dieci milioni di euro, due in più con i bonus. De Laurentiis, comunque, non s’è ancora rassegnato. Poi c’è Sansone (anzi, San Sone, come lo chiamavano a Sassuolo), che per un curioso gioco del destino s’è guadagnato un posto al sole quasi per caso (ed oggi dovrebbe partire da titolare al posto di Eder in attacco), con quarantotto minuti da sballo, una settimana fa al suo debutto blucerchiato sul prato del Ferraris contro la Roma. Così, tanto per presentarsi: l’assist per Estigarribia, la punizione del due a zero ai giallorossi, e il corner per il tris di Icardi. Se a tutto questo aggiungiamo il fatto che Maxi Lopez non è ancora al meglio dopo il lungo stop, mentre Eder ha perso una settimana di allenamenti a causa del blitz in Brasile per gravi motivi familiari, le scelte di Rossi sembrano obbligate, se non addirittura scontate.

COSÌ CON DELIO ROSSI

GDS

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La Samp all’attacco 4 Icardi ha già respinto il Napoli una volta QUARTA NEL 2013

De Laurentiis voleva prendere l’attaccante a gennaio Attenti anche a Sansone, protagonista con la Roma Il monito La preoccupazione

maggiore per la Samp, però, sembra oggi quella di far convivere al meglio la doppia faccia di Icardi, giocatore della Samp, ma al tempo stesso uomo-mercato. Del presente, ma soprattutto del futuro a breve termine. Non distraete il nostro bomber, pare essere l’immaginario cartello che la Samp di Edoardo Garrone ha messo fuori dalla porta dello spogliatoio del «Mugnaini». Troppe sirene farebbero male a chiunque, figurarsi al nome nuovo della Serie A, al quale proprio venerdì il c.t. argentino Sabella ha promesso (pubblicamente) la massima attenzione forse già in vista delle prossime convocazioni in programma a marzo. Resta il fatto che Delio Rossi ha inviato un messaggio pubblico sin troppo chiaro al concittadino di Messi, pagato dalla Samp 400mila euro, ed oggi con un valore di mercato circa quaranta volte superiore: «Icardi sa bene — ha spiegato il tecnico blucerchiato — che per far continuare queste voci su di lui, è

necessario che giochi bene con la Sampdoria. Altrimenti, i giudizi potrebbero cambiare». Tradotto: vietato pensare di avere raggiunto l’obiettivo. È probabile che il suo futuro sia lontano da Genova, ma sino a quel momento Rossi e la Sampdoria pretendono il massimo dal loro capocannoniere stagionale, otto reti sino ad ora alla media di un gol ogni 143 minuti. Non male, per chi non aveva mai messo piede in A prima di quest’anno. E ha segnato la sua prima rete proprio nel derby della Lanterna. Più che un predestinato. L’alter ego di Delio Se oggi Icardi dovrà cercare di respingere il Napoli per la seconda volta, dopo il suo no, grazie di gennaio, in panchina (a dargli consigli) troverà Fedele Limone, storico vice del tecnico squalificato. Uno che, in tre gare da vice-Rossi, ne ha alle spalle ben due contro il Napoli (alla guida di Lazio e Palermo), entrambe vittoriose. Solo un caso? Tutto fa, nella vita.

Estigarribia, Sansone e Icardi: festa del gol PEGASO

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La Sampdoria ha iniziato alla grande il 2013: con 11 punti (frutto di 3 vittorie, 2 pareggi, 1 sconfitta) è al quarto posto nella classifica dell’anno nuovo. Ecco le migliori

MILAN (una gara in più) 17 punti NAPOLI 14 punti UDINESE 12 punti JUVENTUS CATANIA SAMPDORIA 11 punti


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SERIE A IL POSTICIPO

Che partitaic! Si mu 3

domande a... SINISA MIHAJLOVIC c.t. della Serbia

A E’ la notte degli slavi

QUELLI IN VIOLA...

S

«Finalmente torna di moda il nostro talento» Giocatore e vice allenatore dell’Inter, tecnico viola, oggi c.t. della Serbia. Fiorentina-Inter per Sinisa Mihajlovic non è una partita qualsiasi, tanto più con otto slavi fra campo e panchina 1 - C.t., noi l’abbiamo chiamata partitaic... «E a me fa piacere che, a prescindere dal fatto che siano serbi, croati, sloveni o montenegrini, ci siano tutti questi giocatori slavi in due delle squadre migliori del campionato italiano. Quando arrivai io in Italia eravamo in tanti, poi ci siamo un po’ persi per strada, ora siamo tornati di moda: sono Paesi che hanno sempre avuto, e avranno sempre, tanti talenti calcistici». 2 - Talenti tipo Kovacic? «L’ho visto contro il Cluj: lo conoscevo poco, ma sono rimasto impressionato. Grande personalità, un giocatore combattivo ma con buona tecnica, che vede il gioco e sempre in avanti. Ho capito perché l’Inter l’ha pagato più di 10 milioni». 3 - E cosa succede al talento di Jovetic? «Premesso che per me resta uno dei giocatori più forti della serie A, che nella mia squadra lo vorrei sempre ma che ora non sta giocando ai suoi livelli, non sono più a Firenze e dunque non posso sapere quale sia il problema: però è evidente che soffre di qualcosa e se le cose non cambieranno credo che a fine stagione andrà via, anche se non so dove. Lui è un ragazzo sensibile, è fondamentale saperlo prendere: come tutti i grandi campioni deve sentirsi importante, dunque bisogna sapergli dare responsabilità, ma anche «comunicargli» che è uno dei più forti. Ecco, magari il problema è che non sempre si sente considerato come vorrebbe». a.e.

Adem Ljajic Il centrocampista serbo, 21 anni, è in viola dall’estate del 2010. In precedenza ha giocato nel Partizan Belgrado

Jovetic non può più fallire Kovacic cerca conferme In Fiorentina-Inter otto giocatori dell’ex Jugoslavia, quattro per parte: i segreti e le aspettative di questa sfida speciale po il miglior amico di Jo-Jo, Savic, altra pedina che cambierà posizione: dalla sinistra della difesa a tre scalerà al centro della linea a quattro). Riprova Impegno Cruciale anche per Mateo Kovacic, seconda chiamata da titolare tre giorni dopo la standing ovation di San

Perché vedere

FIORENTINA-INTER I viola cercano il riscatto dopo la brutta sconfitta con la Juve, ma l’Inter deve tornare a vincere fuori casa per dare la caccia al 3˚ posto Artemio Franchi, ore 20,45

S Stefan Savic Il difensore montenegrino, 22 anni, è arrivato in estate dal Manchester City nell’affare che ha portato Nastasic ai Citizens

A

ALESSANDRA GOZZINI MILANO

Impegno Cruciale: IC, per coinvolgere tutti gli slavi che si distribuiranno stasera sul prato di Firenze. L’appuntamento sarà decisivo per Jo-Jo, padrone di casa ultimamente a disagio: il gol contro il Parma, nell’ultima casalinga, gli salva una media rendimento altrimenti in picchiata.

S

Amaro Montenegro Così, dopo

Nenad Tomovic Il difensore serbo, 25 anni, è a Firenze dalla scorsa estate. In Italia ha giocato anche con le maglie di Genoa e Lecce

aver aggiunto un 5 per l’esibizione allo Juventus Stadium, si è entrati nella settimana della messa in discussione di Jo-Jo: nei sondaggi on-line il rapporto tra chi lo voleva in panchina e chi confermato in campo era di 8-2 (rapporto prima impensabile). Non se ne è curato Montella, che però, per invertire la negativa tendenza iniziata con il nuovo anno, ha disegnato una nuova Fiorentina. Nuovo modulo e nuovo ruolo per Jovetic: ad assisterlo non ci sarà più una sola spalla, ma due, Jo-Jo sarà infatti il centravanti di un 4-3-3 con Ljajic e Cuadrado ai lati. Ad aspettarsi segnali di ripresa è l’allenatore insieme a tutta Firenze: Jovetic, che resta il più bravo giocatore della sua squadra, non può più sbagliare. (Tra i montenegrini in cam-

Siro. Allora ne venne apprezzata la regia (con assist) contro il Cluj, stavolta il baby croato si dovrebbe spostare sul centro sinistra con libera incursione in area avversaria. Dopo l’exploit ora serve la conferma, evento sempre più difficile da centrare. Strama ha chiesto di abbassare le luci intorno al gioiello, nel timore che gli elogi possano comprometterne la concentrazione. Ma Kovacic ha già vinto coppe e campionati, oltre a essersi già esibito sotto i riflettori della Champions, le pressioni non dovrebbero dunque essere un fastidio. Del campionato italiano ha finora visto solo la Toscana: un tempo a Siena e stasera a Firenze, dove per la prima volta in serie A partirà titolare.

...E CON L’INTER

S Vid Belec Il 22enne portiere sloveno arriva dal Maribor. L’Inter lo ha preso nel 2008 e prestato al Crotone, in Serie B, per due stagioni tra il 2010 e il 2012

S Samir Handanovic Il portiere della Slovenia, 28 anni, è arrivato a Milano la scorsa estate dopo cinque stagioni con la maglia dell’Udinese

Altri... in serbo Kovacic trasloca-

S S Stefan Jovetic Momento non facile per l’attaccante montenegrino, 23 anni. Oggi vuole svoltare CANONIERO

Mateo Kovacic Il 18enne talento croato ex Dinamo Zagabria ha convinto contro il Cluj. Ora l’esame Franchi LIVERANI

to sul centro sinistra per lasciare il centro a Kuzmanovic (favorito su Cambiasso), altro -IC con una storia: debutterà al Franchi con la maglia di un’italiana che non è la Fiorentina («e sarò molto emozionato» dice a Inter Channel), club con cui ha giocato dal gennaio 2007 all’estate 2009. Altri due saranno i serbi stasera in campo: Ljajic (appuntamento decisivo anche per lui, torna dall’inizio dopo tre settimane, deve meritarsi la chance) e Tomovic (stesso discorso, stava in panchina da un mese). Chiudono il giro degli -IC i due sloveni sistemati tra i pali: Handanovic e il vice Belec. P.s. Il suffisso -ic è in realtà un diminutivo slavo, che originariamente aveva la funzione di creare un patronimico: ad esempio il cognome Jovetic significherebbe «piccolo Joveta».

S Zdravko Kuzmanovic Il centrocampista serbo, 25 anni, è appena arrivato dallo Stoccarda. Tra il 2007 e il 2009 ha giocato proprio con la Fiorentina

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IL TECNICO NERAZZURRO «ANCHE SENZA MILITO LE AMBIZIONI RESTANO LE STESSE». IN ATTACCO CASSANO-PALACIO, GUARIN TREQUARTISTA

Strama: «Non si cambia, trazione anteriore» DAL NOSTRO INVIATO

ANDREA ELEFANTE APPIANO GENTILE (Como)

Una partita, ma anche un ponte sul futuro. Perché sono punti che pesano in chiave zona Champions League, anzitutto, e non a caso Stramaccioni lo definisce «un reale scontro diretto». Ma anche perché l’Inter la giocherà come ha deciso di giocare prima che si facesse male Milito, e anche se non ci sarà Milito. Ovvero sempre con tre giocatori offensivi, che oggi dovrebbero essere ancora Gua-

rin, Palacio e Cassano. Rampa di lancio «Questa è una strada — ha spiegato il tecnico — che considero definitiva, anche perché deve servire come rampa di lancio per i giocatori e le idee del futuro. Con Diego abbiamo perso il protagonista assoluto di questo modo di giocare, ora quelli che restano si alterneranno per confermare una squadra a trazione anteriore». Certo, un Livaja in più oggi avrebbe fatto comodo, «ma parlare dopo è facile, questi sono rimorsi postumi. I nostri tre giovani più pronti

— lui, Longo e Bessa — sono tutti andati a giocare, dunque aggregherò un attaccante della Primavera e i centrali sono Forte e Colombi, più che Garritano e Terrani (infatti fra i 22 di stasera ci sarà Colombi, ndr). Livaja aveva bisogno di giocare, le scelte della società sono più importanti degli episodi successivi: e poi, se una cosa così non fosse successa subito ma magari ad aprile, avrebbe avuto un altro peso». Il giusto mix viola Non cambia la strada, dice Stramaccioni. Neanche «le ambizioni: siamo l’In-

Andrea Stramaccioni, 37 anni ANSA

ter, dobbiamo tirare fuori tutti qualcosa in più. Io, i giocatori, chi dovrà sostituire Milito. Uno svincolato? E’ giusto che Branca e Ausilio monitorino la situazione, ma per ora non mi hanno prospettato nessun nome». E neppure la percezione della difficoltà della gara di stasera: «Coefficiente alto, uno dei campi e delle partite più difficili del campionato: a Firenze, Juve, Lazio e Napoli non hanno vinto e hanno sofferto. La Fiorentina oggi ha un giusto mix di forma e motivazioni: la rabbia per la sconfitta di Torino e 90’ di fatica sul-

le gambe in meno rispetto a noi che abbiamo giocato giovedì. In più, rispetto all’andata, c’è Aquilani e Toni, diventato uno dei punti di forza, consente alla squadra di avere un’alternativa al palleggio. Gestire le forze sarà impossibile anche se avremo tre partite in otto giorni: lo faremo semmai giovedì in Europa». Poi, ma solo poi, sarà derby: Strama spera con Stankovic («Ha avuto solo un problemino, ma da lunedì sarà di nuovo con noi, con tanta voglia di esserci contro il Milan»), ma ancora senza Samuel: «E’ un rammarico tecnico, ma i tempi per lui sono ancora un pochino più lunghi». E Wallie in un derby non mancherà molto meno di Milito: più o meno, siamo lì.


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ovono i grandi capi TRA DOLORE E SPERANZA

Operazione ok per Milito L’Inter in posa fa gli auguri Capsula in buone condizioni, tornerà tra sei mesi. Zanetti gli dedica la fascia del derby PAVIA

«Diego ti aspettiamo!». Il messaggio che campeggia sul sito nerazzurro riassume lo stato d’animo di tutto il mondo interista che si è stretto attorno a Diego Milito nel momento più difficile. A corredo, la foto in treno che ritrae tutti i convocati per la sfida di stasera contro la Fiorentina. «Diego ti aspettiamo». E’ questo il grido d’affetto per Milito dei giocatori dell’Inter sul treno che li porta a Firenze. Nel cerchietto, il presidente Massimo Moratti INTER.IT

IN VIAGGIO CON IL PRESIDENTE

«GITA» SUL FRECCIAROSSA

C’è Moratti sul treno Un segnale mai visto

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«Mi sembrava una cosa divertente. E Strama non si tocca» LUCA TAIDELLI MILANO

Il presidente sbuca al binario 14 della Stazione Centrale poco prima delle 16. Tenuta sportiva, bagagli in mano, moglie al fianco. Abbozza un «mi sembra una cosa divertente». Ma sa che è una cosa speciale. Momento speciale Perché a memoria di cronista non si ricorda un Massimo Moratti che viaggia con la squadra: già è raro che la segua nelle trasferte di campionato, ma muoversi il giorno prima, su un normale Freccia Rossa, rende l’idea della delicatezza e importanza del momento, del bisogno di compattare l’ambiente. Perché se anche le ultime gare sono andate bene, ora inizia un vero tour de force ed è venuta a mancare la certezza più grande: Diego Milito. Ma il gesto di Moratti dice molto di più. Dice che la fidu-

cia nel progetto è intatta, se non addirittura aumentata. Così come quella in Strama, alla faccia di chi già snocciola nomi di possibili successori in panchina. «Sta facendo molto bene e nessun altro tecnico ha possibilità di sedersi sulla nostra panchina» è la sentenza affidata alla rivista toscana «Brivido sportivo».

ra; la strana coppia Rocchi-Benassi, 35 anni il primo e 18 il secondo; l’angolo slavo con Handanovic e Kuzmanovic che giocano a carte sotto lo sguardo di Belec e Kovacic, il più gettonato e fotografato dai tifosi. Anche perché l’inesperienza che non cogli in campo emerge quando si tratta di dribblare l’abbraccio dei fan.

Di fronte a Strama E non è un ca-

Complimentovic E ad un altro ta-

so che sulla carrozza numero 1 presidente e allenatore si ritrovino seduti uno di fronte all’altro. Con il d.t. Branca e il d.s. Ausilio nei posti contigui. La squadra, scortata da Polizia e uomini della sicurezza, si accomoda nel vagone successivo. Cassano tira giù la tendina in cerca di privacy, gli altri si sistemano per «etnie». C’è il quartetto argentino Carrizo, Schelotto, Palacio, Silvestre; quello con Cambiasso, Zanetti («Moratti ci è sempre vicino» accenna il capitano), Alvarez e Perei-

lento balcanico Moratti dedica parole importanti. «Nella Fiorentina mi piace Jovetic - dice il presidente -, giocatore delizioso e molto pericoloso. Bravo anche Kuzmanovic, ci sarà molto utile. Così come ammiro Montella, un giovane come Stramaccioni e come lui coraggioso e mai banale». Ma la vera notizia riguarda il feeling con Diego Della Valle, dopo le scintille degli ultimi anni: «Tra noi c’è sicuramente un ottimo rapporto». Niente da dire, è proprio un Moratti in versione speciale.

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1 Massimo Moratti, 67 anni, alla partenza con la moglie Milly. 2 Il presidente già sul treno con Andrea Stramaccioni. 3 Samir Handanovic e Zdravko Kuzmanovic giocano a carte IPP

Ancora più forte La prima senza un uomo speciale per tanti motivi. Come racconta in conferenza Andrea Stramaccioni: «La notte stessa dopo la gara contro il Cluj abbiamo parlato tanto, siamo con lui e lo aspettiamo tutti. Non esiste un’Inter senza Milito, non penso a un’Inter dell’anno prossimo senza di lui. Conosco bene il suo carattere e la bravura di chi si occuperà di lui, gli vogliamo bene e sono convinto che tornerà più forte di prima. Finita la tristezza dell’infortunio è già l’alba del recupero». Capsula ok, come un gol Strama parlava due ore prima che presso il San Matteo di Pavia iniziasse l’intervento per la ricostruzione del legamento crociato anteriore e di quello collaterale esterno del ginocchio sinistro che hanno fatto crack contro il Cluj. Ad operare il professor Franco Benazzo, presente il dottor Franco Combi, il responsabile dello staff medico nerazzurro che per stare vicino al Principe ha ritardato la partenza per Firenze. «L’intervento è perfettamente riuscito» recitava poi un comunicato delle 18.18 sul sito nerazzurro. Una frase che nasconde la notizia chiave. Perché la cosa che più preoccupava era la capsula del ginocchio. E la «protezione» dell’arto era in condizioni non preoccupanti, fattore importantissimo per i tempi di recupero. Che in caso di brutte notizie sarebbero potuti essere anche più lunghi dei sei mesi che, salvo complicazioni, separano Milito dal ritorno in campo. Fascia dedicata Il Principe resterà nella struttura pavese per un paio di notti, prima di tornare a casa e iniziare l’iter riabilitativo. Chi gli è vicino lo descrive comunque sereno e pronto a fare di tutto per bruciare i tempi di recupero. E in questo senso l’affetto del mondo interista (e non solo) può fare molto. Venerdì gli sono stati vicini gli amici più cari, tra i quali Zanetti, che gli dedicherà la fascia di capitano nel derby di domenica prossima. Quella di stasera sarà per le 597 presenze in A che gli permettono di superare Pagliuca al secondo posto all time. lu.tai. © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL PRESIDENTE PADRONE DI CASA IN TRIBUNA MONTELLA: «DA JOVETIC VOGLIO DI PIÙ IN FASE CONCLUSIVA»

E dopo tre anni riecco Diego Della Valle FIRENZE

La notizia è clamorosa: Diego Della Valle dovrebbe riprendere stasera il suo posto nella tribuna d’onore del Franchi. L’ultima sua apparizione allo stadio risale al lontano 9 marzo 2010, la notte della vittoria per 3 a 2 della Fiorentina contro il Bayern in Champions. Un successo inutile dopo il clamoroso gol in fuorigioco messo a segno da Klose (con la complicità dell’arbitro Ovrebo) nella gara d’andata.

In quella sfida Jo-Jo realizzò una doppietta. E fu il migliore in campo. Il ritorno di Diego Della Valle riuscirà a risvegliare il talento montenegrino in crisi da alcune settimane? Il riavvicinamento del proprietario della Tod’s all’azienda pallone è ormai evidente. Venerdì scorso aveva salutato la squadra alla vigilia dell’incontro con la Juve. Ora ha deciso di tornare a vedere la sua creatura dal vivo. Si sistemerà in tribuna accanto al fratello e patron Andrea Della Valle e al presidente esecutivo Cogni-

gni. La «nuova Fiorentina» sta sviluppando un progetto di lungo respiro. Lo testimoniano i tanti acquisti proiettati nel futuro (da Pepito Rossi a Wolski passando per Vecino) e le trattative sempre più serrate con il sindaco Renzi per la realizzazione della cittadella viola. La famiglia Della Valle è sempre più innamorata della Fiorentina.

Diego Della Valle in tribuna LAPRESSE

Risorsa Ieri intanto Montella ha difeso Jo-Jo e la squadra. «Jovetic si sta dando da fare, non ho niente da rimproverar-

gli. Da lui si vorrebbero due gol a partita ma questo non è possibile. Certo, può fare di più in fase conclusiva. È una nostra risorsa importante». Non a caso per «aiutare» il suo talento il tecnico lascerà in panchina Toni inserendo Ljajic e passerà al 4-3-3. Ancora Montella: «L’Inter è forte, ha speso più di noi nella campagna acquisti, è in corsa su tre fronti. Ma penso che la mia Fiorentina sia pronta a tornare alla vittoria. Non sono contento dei risultati ma sono soddisfatto per come lavora la

squadra. Non abbandoneremo la strada maestra. Cambierei rotta solo se qualcuno mi dimostrasse che giocando male avrei più possibilità di fare risultato. Ho la sensazione che conquistare tre punti contro l’Inter sarebbe importante soprattutto per la stampa. Noi siamo sereni». Il tecnico viola ricorda, con commozione, la scomparsa del suo amico Imbriani («Ho provato tanta tristezza») e manda un sincero in bocca al lupo a Milito: «Segnerà ancora tanti gol. Ma l’Inter è forte anche senza di lui. Non dovremo perdere di vista Palacio, ha la stessa pericolosità negli ultimi venti metri». lu.cal. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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SERIE A VERSO LA SUPER SFIDA DI CHAMPIONS

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GLI ALTRI

S Amos Mariani, al Milan dal 1955 al 1958. Ha segnato una rete in ciascuna delle prime tre partite giocate in maglia rossonera: un gol in Atalanta-Milan 4-3 del 18 settembre 1955, un gol in Milan-Samp del 25 settembre, un gol in Padova-Milan 1-5 del 2 ottobre

L’Inter e Bierhoff Turbo Mario ha tutti nel mirino

IL SUO POKER 1

Se segna ancora può eguagliare il tedesco nelle gare consecutive in gol all’esordio nel Milan FABIANA DELLA VALLE MILANO

Flashback. Un ragazzino che non ha ancora 17 anni che si procura il rigore a pochi minuti dalla fine della partita e lo trasforma con la freddezza di un veterano. E’ Mario Balotelli versione 2007, quando trascinò la Primavera nerazzurra alla conquista dello scudetto. Sei anni dopo Balo non ha perso l’abitudine di essere decisivo. Al Milan lo ha già fatto spesso, più di quanto si aspettavano tutti, probabilmente anche lo stesso Mario. Ha segnato quattro gol in tre partite, eguagliando l’Oliver Bierhoff della stagione 1998/99. Il tedesco è il rossonero che ha fatto meglio al debutto: cinque reti nelle prime quattro gare in campionato. Una

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I gol segnati da Balotelli nella prima parte di stagione al Manchester City: sua la prima rete nel 2-0 esterno col Wigan. doppietta alla prima e un gol negli altri due incontri, proprio come Mario. Balotelli però adesso ha la possibilità di superarlo nella prossima partita e anche di superarlo. Basta un gol nel derby per raggiungere Bierhoff, ce ne vogliono due per diventare il numero uno nella storia del Milan. Voglia di responsabilità Ci sono

giocatori che nascono leader, altri che non lo diventeranno mai. E’ qualcosa che non s’impa-

ra sui campi di calcio, o ce l’hai dentro oppure amen. Balotelli non ha mai avuto paura di prendersi le sue responsabilità, neanche quando era il più piccolo della compagnia. Al Milan poi si sente ancora più al centro del progetto. Con il Parma ha voluto a tutti i costi tirare lui perché sapeva che l’avrebbe messa dentro. E’ stato il primo gol rossonero della stagione su punizione, ma per Balotelli non è una novità. Nel 2008 decise il torneo di Viareggio prima con una bordata nei quarti e poi con una delizia balistica da 30 metri nel sette in finale. Nel 2009 punì il Rubin Kazan in Champions League con una sassata dal limite imparabile. Alterna bordate a traiettorie morbide, quelle che da bambino studiava nelle videocassette di Maradona. L’ultima volta era stato Ibrahimovic

a beffare la barriera del Cagliari più di un anno fa.

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1 Debutto con gol per Balo in Milan-Udinese ANSA 2 All’ultimo secondo il rigore di Mario che regala la vittoria al Milan contro i friulani LAPRESSE 3 Il rigore del pari a Cagliari ANSA 4 La punizione del 2-0 al Parma AP

IL FUTURO LA BERLUSCONI: «VOGLIAMO CAMBIARE IL SETTORE GIOVANILE SUL MODELLO DEL BARÇA»

Barbara: «Messi? Ce lo costruiamo noi» Il Messi rossonero? Lo formeremo a Milanello. Così Barbara Berlusconi, intervistata dal quotidiano spagnolo Mundo Deportivo, ha parlato dei progetti del Milan alla vigilia della sfida di mercoledì in Champions contro il Barça. «Stiamo rivoluzionando la squadra puntando sui giovani e ristrutturando il settore giovanile sul modello del Barcellona. Vogliamo avvicinare alla prima squadra i giovani cresciuti coi valori del Milan».

Lotta al razzismo Barbara sotto-

linea anche la scelta del club di seguire i parametri del fair play finanziario: «Il Milan deve vincere non solo in campo, ma anche fuori. Non ci interessano però solo le vittorie, ma anche i valori del fair play: come il Barcellona siamo un esempio nella lotta al razzismo. Non possiamo fare finta che non ci sia. Il Milan ha deciso di abbandonare un’amichevole, una decisione che si ripeterà anche nelle partite ufficia-

li. Vogliamo scuotere la coscienza di tutti coloro che prima d’ora erano indifferenti». Chiusura dedicata a Balotelli: «Questa operazione dimostra che il Milan può investire su un grande calciatore. Grazie alla profonda riorganizzazione del club, il Milan può acquistare un giocatore di alto livello da integrare con altri che crescono in casa. Chi comprerei nel Barça? Piqué, Xavi e soprattutto Busquets». Barbara Berlusconi, 28 anni ANSA

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Derby infiammato Balotelli non

è Ibra ma in sole tre partite è riuscito ad asciugare le lacrime di tutte le vedove inconsolabili dello svedese (Galliani compreso). Come l’ex compagno di nerazzurro non ha peli sulla lingua e venerdì sera ha infiammato il dopo gara con il Parma prendendosela con l���arbitro per le troppe botte subite (è uscito pieno di graffi) e facendo infuriare il Parma. Anche Zlatan si sentiva poco tutelato. Le parole di Balotelli hanno acceso la miccia del derby con più di una settimana d’anticipo: sul web i milanisti si sono schierati in difesa del loro attaccante, per gli interisti invece è un piangino e soffre di manie di persecuzione. Balo ha punzecchiato anche Mourinho («Non capisco perché parla di me, con la squadra che ha deve vincere la Champions»), il suo ex tecnico però non ha controreplicato. Come Zlatan Ora però basta con le parole. Balotelli avrà nove giorni per concentrarsi solo sull’Inter, visto che non potrà giocare in Champions. Un derby che stavolta vale doppio. Perché se segna SuperMario potrà togliersi anche lo sfizio di raggiungere Bierhoff. Ibrahimovic il primo anno di Milan non segnò così tanto nelle prime partite in rossonero, però fece subito gol nel derby. E festeggiò a braccia larghe, come piace tanto a Mario.

S Aldo Serena, al Milan nel 1982-83 (in Serie B) e dal 1991 al 1993. Ha segnato tre gol nelle sue prime tre partite in maglia rossonera, ma le gare non furono consecutive. Il dettaglio: un gol in MilanSambenedettese 2-2 del 12 settembre 1982; un gol in Monza-Milan 1-4 del 17 ottobre; un gol in Milan-Bologna 5-0 del 24 ottobre

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Gazza

LA A IN TEMPO REALE, LE PREVIEW DEI VOTI E TUTTI GLI HIGHLIGHTS

De Rossi affronta Vidal REUTERS

Puoi rivedere le giocate migliori, i casi da moviola, le foto, le interviste e i gol di Roma-Juve su Gazzetta-Tv. E dalle 15 scatta il tempo reale delle altre sfide, poi alle 19 le prime anticipazioni dei voti. E gli highlights di tutta la Serie B e degli anticipi di A. Come sempre grande spazio al calcio internazionale, con gli highlights di Bundesliga, l’inarrestabile Bayern su tutti, e del Barcellona in Liga. In attesa del Real Madrid e del Psg in Ligue 1 in campo questa sera.

Gazzetta.it

Tvf


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scelte Senza Stephan in quattro per tre maglie: Pazzini l’unica certezza

70%

40% 90% 100%

Boateng

Bojan

Niang

Pazzini

Col Parma è tornato a fare l’attaccante: è in crescita

Ex del Barça, Allegri preferisce utilizzarlo a partita in corso

Corre tanto e torna in difesa, però è al debutto in Champions

Rientrato dall’infortunio, senza Balo sarà la punta centrale

Fastidio al tendine per l’attaccante azzurro: staff ottimista, ma intanto si scalda Niang MILANO

Tre giorni per recuperare. Non è impossibile ed è quello che tutti si augurano, perché Milan-Barcellona non sarebbe la stessa cosa senza Stephan El Shaarawy. A pochi giorni dagli ottavi di Champions League il ginocchio dell’attaccante tiene i rossoneri in apprensione. Parlare di allarme è eccessivo, perché in casa Milan sono tutti ottimisti, però un po’ di preoccupazione c’è. In gruppo martedì El Shaarawy

24a giornata Venerdì SivigliaDeportivo 3-1 Ieri Getafe-Celta 3-1 Malaga-Athletic Bilbao 1-0 GranadaBarcellona 1-2 OsasunaSaragozza (giocata in tarda serata) Oggi Real SociedadLevante ValenciaMaiorca ValladolidAtletico Madrid Espanyol-Betis Real MadridRayo Vallecano

Stephan El Shaarawy, 20 anni, seconda stagione al Milan CANONIERO

Stephan sta lavorando ancora a parte: rientrerà in gruppo solo martedì Anche Robinho è in dubbio: soffre per un’infiammazione tendinea

ROBINHO ATTACCANTE DEL MILAN

tendinea, ieri ha lavorato a parte e le sue condizioni verranno valutate meglio nei prossimi giorni. Il suo recupero però è più difficile di quello di El Shaarawy. Restano Pazzini (appena rientrato da un infortunio: col Parma è rimasto in panchina), che sarà sicuramente titolare, Niang, Bojan e Boateng. Il ragazzino francese ha buone chance di essere titolare, ancora di più se il Faraone dovesse dare forfeit. Prince contro il Parma è tornato a fare l’attaccante dopo un periodo da mezzala ed è apparso in crescita rispetto alle partite precedenti. Allegri potrebbe schierarlo a sinistra (in assenza del Faraone) o a destra (se El Shaarawy recupererà). Bojan invece potrebbe essere utilizzato a partita in corso: Allegri lo considera più utile nel secondo tempo, quando le difese avversarie sono più stanche e lui con la sua velocità riesce a metterle in apprensione. f.d.v. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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MERCOLEDÌ LA SFIDA DI CHAMPIONS A SAN SIRO

La carica dei... 301 Così Messi-gol spaventa Allegri Con una doppietta supera le 300 reti in blaugrana Il Barcellona rimonta a Granada e aspetta il Milan

S Classifica Barcellona 65*, Atl. Madrid 50, Real Madrid 46, Malaga 42*, Valencia, Rayo Vallecano 37, Real Sociedad, Betis 36, Levante 33, Getafe 32*, Siviglia 32*, Valladolid 30, Espanyol 28, Granada 26*, Bilbao 26*, Saragozza 24, Osasuna 22, Celta Vigo 20*, Maiorca 18, Deportivo 16* *una partita in più

Messi esulta dopo aver segnato il secondo gol al Granada, il numero 301 con il Barcellona EPA DAL NOSTRO INVIATO

FILIPPO MARIA RICCI Twitter @filippomricci GRANADA

Un Barcellona incompleto e imperfetto si appoggia su Messi e guarda al Milan con rinnovata fiducia. Il Granada, due vittorie consecutive, compresa una sul Madrid, da quando ha cambiato allenatore viene sconfitto 2-1 dall’ennesima doppietta di Leo. Con Xavi a casa, Roura pensando al Milan lascia Iniesta in panchina e prova con Thiago, Busquets e Cesc in mezzo. La soluzione non convince del tutto ma col Milan saranno altri a suonare e la musica migliorerà ancora. Così come sarà molto difficile vedere in campo Sanchez, anche ieri tanto volenteroso quanto disastroso. Messi due volte lo ha messo davanti al portiere, il cileno, un gol in quasi 1000 minuti di Liga, ha sprecato come di consueto. E sul rovesciamento di fronte del suo secondo errore il Granada ha segnato con Ighalo, servito da Nolito (con fatale distrazione di Alves) in posizione di millimetrico fuorigioco. Con quello di ieri il Barça ha preso gol per la nona partita consecutiva tra Liga e Copa del Rey, dato che il Milan farà bene a tenere a memoria. Sempre Leo Il problema (per il Milan, e

In quattro per tre posti Se non do-

vesse farcela sarebbe un bel problema, anche perché l’assenza del Faraone si aggiunge ad altre defezioni: Balotelli non può giocare in Champions e Robinho è in dubbio. Il brasiliano si è fermato nella rifinitura di giovedì per un’infiammazione

COSÌ LA LIGA

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Allarme faraonico El Shaarawy è a rischio Barça

ieri si è allenato ancora a parte e continuerà a farlo fino a lunedì. Sta seguendo un programma personalizzato, fisioterapia e lavori specifici. L’obiettivo è tenere sotto controllo il fastidio al tendine del ginocchio, problema con cui Stephan convive da diversi anni e che ogni tanto lo costringe a un periodo di stop. Il Faraone è uscito dolorante a Cagliari e Allegri ha deciso di non convocarlo con il Parma per consentirgli di recuperare con calma per il Barcellona. Di fatto però El Shaarawy tornerà con la squadra solo martedì, ovvero alla vigilia della partita, e solo allora si capirà se potrà giocare o no. Lo staff medico rossonero è convinto che il ragazzo ce la farà, anche perché ha una voglia matta di scendere in campo, e anche dall’entourage del giocatore filtra ottimismo. Stephan ha giocato solo 33 minuti contro il Barça nell’andata dei quarti dell’anno scorso, entrando dalla panchina, e non vuole perdere l’occasione di mettersi alla prova contro i più forti. Allegri per il momento non vuole neanche prendere in considerazione l’eventualità di affrontare Messi e compagnia senza il suo miglior marcatore. Anche perché Silvio Berlusconi, come ha ribadito più volte, ci tiene molto a non sfigurare. Però bisogna fare i conti pure con il ginocchio di El Shaarawy.

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gli altri avversari del Barça) è che oltre a creare tante occasioni i catalani hanno tra loro Leo Messi, che ad inizio ripresa è andato a segno per la 14a giornata di Liga consecutiva. Un gol molto poco

made in Barça: tiro da fuori di Fabregas che Toño non trattiene, l’argentino pronto a un tap in a suo modo storico: 300 gol in blaugrana (in 366 partite). Che poi dopo un palo e un gol mal annullato (fuorigioco) di Pedro diventano 301 quando Messi insacca una punizione perfetta da 20 metri: 37 gol in questa Liga, 48 stagionali. Il Barcellona rischia nel finale ma dorme a +19 sul Madrid. Le telefonate Come ieri, mercoledì Tito Vilanova non sarà in panchina però l’allenatore malato è super presente. Ieri nel primo tempo Adriano ha accusato l’ennesimo problema muscolare e Tito da New York ha chiamato in panchina Aureli Altamira: finita la telefonata Jordi Alba è andato a scaldarsi, ed è poi entrato. Nella ripresa altra chiamata per correggere la posizione di Alves. Un Barça telecomandato e vincente. GRANADA-BARCELLONA 1-2 MARCATORI Ighalo (G) al 25’ p.t.; Messi (B) al 5’ e al 28’ s.t. GRANADA (4-4-2) Toño 5,5; Nyom 7, Mainz 6.5, Íñigo Lopez 6, Siqueira 6; Torje 5,5 (dal 30’ s.t. Brahimi 6), Mikel Rico 6,5, Recio 6, Nolito 6,5 (dal 29’ s.t. Buonanotte 5,5); Ighalo 7, Aranda 5,5 (dall’11’ s.t. El Arabi 6). PANCHINA Roberto, Juanma Ortiz, Borja Gomez, Iriney ALLENATORE Alcaraz 7 BARCELLONA (4-3-3) Víctor Valdés 6,5; Dani Alves 6, Piqué 7, Mascherano 6, Adriano 6 (dal 38’ p.t. Jordi Alba 6,5); Fabregas 6,5, Busquets7, Thiago 6,5; Pedro 7 (dal 27’ s.t. Iniesta 6,5), Messi 7, Sanchez 5,5 (dal 16’ s.t. Tello 6). PANCHINA Pinto, Montoya, Puyol, Song. ALLENATORE Roura 7 ARBITRO Del Cerro Grande 5 © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL REAL (CON KAKÀ) OGGI CONTRO IL RAYO

Mou fa 100 al Real ma resta in silenzio Bale prossimo colpo di Florentino? GRANADA Mentre Marca apre il giornale annunciando Gareth Bale come asso nella manica elettorale di Florentino Perez, definendolo il «Cristiano Ronaldo mancino» e proclamandolo il «nuovo Galactico», Mou cerca di mantenere viva l’attenzione dei suoi impegnati stasera nel derby col Rayo Vallecano. Il miglior Rayo della storia contro un Madrid che in Liga è assai ordinario, tanto che le due squadre sono separate da soli 9 punti, quando l’anno scorso dopo 23 giornate la squadra del quartiere madrileno di Vallecas era a 30 dal Real capolista. Kakà titolare? Con Modric, Higuain e Arbeloa squalificati e Xabi Alonso a riposo precauzionale Mou ha convocato Morata in attacco e il giovane canterano José Rodriguez per il centrocampo. Le assenze dovrebbero permettere a Kakà

d’infilare la seconda partita di Liga consecutiva da titolare, un’autentica rarità per il brasiliano tanto poco considerato da Mourinho. Mou centenario Mou, che dopo le apparizioni nelle conferenze di Champions, è tornato in silenzio, mandando al suo posto Diego Lopez. Per il portoghese quella di stasera è la centesima panchina di Liga, con uno score eccezionale: 75 vittorie, 13 pareggi e appena 11 sconfitte (5 delle quali in questa sua terza stagione in bianco), 281 gol a 87. Solo col Chelsea Mou era arrivato in tripla cifra (120 partite), mentre nella storia del Madrid è il sesto a tagliare il traguardo, ma è già al quarto posto per numero di vittorie: per salire sul podio dovrà arrivare agli 84 successi di Del Bosque. f.m.r. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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DOMENICA 17 FEBBRAIO 2013

SERIE A L’ALTRO ANTICIPO DELLA 25a GIORNATA CHIEVO PALERMO

le Pagelle

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PALOSCHI NON TROVA LA PORTA RIOS HA PERSONALITÀ E VISIONE

PRIMO TEMPO 0-1 MARCATORI Formica (P) al 5’ p.t.; Thereau (C) su rigore al 10’ s.t.

CHIEVO (3-5-2) Puggioni; Andreolli, Dai-

CHIEVO 5,5

nelli, Acerbi; N. Frey, Cofie, Guana, Hetemaj (dal 1’ s.t. Pellissier), Jokic; Paloschi (dal 22’ s.t. Luciano), Thereau (dal 32 s.t. Spyropoulos). PANCHINA Ujkani, Provedel, Seymour, Vacek, Papp, Sampirisi, Hauche, Farkas, Cesar. ALLENATORE Corini. CAMBI DI SISTEMA dal 1’ s.t. 3-4-1-2, dal 15’ s.t. 4-3-1-2, dal 22’ s.t. 4-3-2-1, dal 32’ s.t. 4-4-1-1 BARICENTRO MEDIO 53,4 metri ESPULSI nessuno. AMMONITI Hetemaj e Andreolli per gioco scorretto.

PALERMO (4-3-3) Sorrentino; Morganella (dal 9’ p.t. Nelson), Munoz, Aronica, Garcia; E. Barreto, Rios, Kurtic; Formica (dal 13’ s.t. Von Bergen), Boselli (dal 35’ s.t. Miccoli), Fabbrini. PANCHINA Benussi, Brichetto, Dossena, Faurlin, Anselmo, Viola, Donati, Ilicic, Dybala, Sperduti. ALLENATORE Malesani. CAMBI DI SISTEMA dal 13’ s.t. 3-5-2 BARICENTRO MEDIO 52,4 metri ESPULSI nessuno. AMMONITI Garcia per c.n.r., Munoz per gioco scorretto. ARBITRO Tagliavento di Terni. NOTE spettatori e incasso n.c. Tiri in porta 1-1. Tiri fuori 7-3. In fuorigioco 5-2. Angoli 4-5. Recuperi: p.t. 1’, s.t. 3’.

Mauro Abel Formica, 24 anni, esulta dopo il suo primo gol in serie A che porta in vantaggio il Palermo ANSA

Formica va veloce ma non basta Thereau l’agguanta Il Palermo s’illude col primo gol dell’argentino La rimonta del Chievo si realizza su rigore DAL NOSTRO INVIATO

vernare a piacere.

PIERFRANCESCO ARCHETTI VERONA

I motivi Purtroppo per gli spet-

L’esito è corretto, la partita equilibrata nella povertà di occasioni e gioco, ma il Chievo può permettersi questi pareggi, il Palermo no. Ecco perché sembra Alberto Malesani il veronese più angustiato. Non ha colpe del rosario di statistiche nere che pesano sulla sua squadra, dovrebbe però provare a cancellarle, se non vuole retrocedere. I siciliani allungano i dolori noti: non vincono dal 24 novembre, 12 partite fa, coppa compresa. In trasferta non prendono il pieno dal primo aprile 2012 (3-1 a Bologna), restano i soli senza hurrà in viaggio, in questo torneo. E gli 11 turni a secco in campionato eguagliano quelli da record tra febbraio e aprile 2007. Eppure dopo 5 minuti erano davanti e potevano go-

tatori, le due reti sono risultate anche gli unici tiri in porta. E pure il resto, tipo occasioni palpitanti, non ha riscaldato il Bentegodi al solito vuoto. Un paio di situazioni collose in area nella ripresa per il Chievo, due tiri fuori di Nelson e Fabbrini sull’altro fronte e, brivido supremo, un cross che attraversa l’area veronese all’ultimo secondo, domato a fatica. Ciascuno ha le proprie scusanti: le assenze gialloblù (Rigoni, Dramè, Sardo) si uniscono alla salute precaria di Guana, Jokic, lo stesso Thereau, che pur discontinuo quando tocca palla è di classe superiore. Malesani, senza Miccoli (malato, dentro solo nel finale), Ilicic e Dossena, con Morganella k.o dopo 9’, ha soprattutto problemi di coesione, avendo cambiato tanto nel

la Moviola di FABIO BIANCHI

Penalty giusto Garcia tocca con il braccio Una giornata tranquilla per Tagliavento. Nell’unico scossone vede bene. Nel tentativo di fermare il colpo di testa di Frey, Garcia salta con il braccio non unito al corpo e tocca il pallone. E’ sfortunato perché il gesto è involontario ma da regolamento ci sta il rigore con cui Thereau pareggia. Un solo piccolo errore veniale per l’arbitro, quando ferma per presunto «mani» di Pellissier che si lancia verso la porta. Ma la punta del Chievo tocca di testa.

mercato. Un nuovo arrivo, Mauro Abel Formica, infila il primo gol in A; un altro, Mauro Boselli, cerca di far salire i suoi trovando falli e spazi; la difesa con Aronica e Munoz fa passare a Sorrentino un’ora e mezza di tranquillità, non fosse per i continui insulti arrivati da gole spietate. Ma un errore sui lati fa nascere il rigore del pari. E con il vantaggio svanisce l’energia per risalire. Giravolte tattiche Anche il Chie-

vo va sotto per una lettura pessima di un lancio obliquo di Kurtic. Acerbi respinge male, Formica stende Puggioni. Il difensore ha ancora dei traumi da recente passato rossonero: non ha sicurezza, spesso trova la soluzione sbagliata nel momento meno adatto. Abbastanza sgonfio pure Paloschi: quando entra Pellissier, i veronesi trovano la profondità necessaria. Il pari per il Chievo equivale quasi a un successo, perché tiene a 10 punti gli avversari. Per raggiungerlo Corini cambia il 3-5-2 iniziale con il 3-4-1-2 dopo l’intervallo: il penalty, infilato da Thereau, è prodotto da un cross di Jokic per la testa di Frey (mani di Garcia): da un esterno all’altro. Per tentare di vincere, il tecnico passa alla difesa a 4, poi sposta Thereau da trequarti a esterno con Luciano (4-3-2-1) quindi chiude a 4-4-1-1. Malesani invece pianta un altro difensore dopo aver incassato l’1-1. Con Von Bergen per Formica, il 4-3-3 — divenuto spesso 4-5-1 — cambia in 3-5-2. Modifiche, ghiribizzi, tentativi. Senza cambiare un verdetto giusto.

PUGGIONI 5,5 Non impeccabile sul fendente di Formica. ANDREOLLI 6 Qualche buona chiusura ma anche qualche amnesia. DAINELLI 6 Falloso all’inizio su Boselli, poi gli prende le misure e lo ferma con le buone. ACERBI 5 Incerto e approssimativo in molti interventi. Troppi. FREY 6 Trova il rigore che evita il k.o., non è poco. COFIE 6 Tanta quantità e buone coperture, agisce da mediano difensivo. GUANA 5,5 Ci mette molto impegno, ma se fa il regista il gioco ne risente. HETEMAJ 5 Fuori dal gioco, avanza spesso a testa bassa. PELLISSIER 6 Il suo ingresso dà profondità all’attacco. JOKIC 6 Molto propositivo, opera il cross che innesca il rigore. PALOSCHI 5 Si muove molto ma combina quasi nulla, sempre distante dalla porta. LUCIANO 6 Una mezzora da mestierante, una sicurezza per tenere il risultato. MIGLIORE h 6,5 ILTHEREAU

Cambia tanti ruoli, la sua qualità si vede, segna un rigore pesantissimo. (Spyropoulos s.v.) All. CORINI 6 La sua squadra cresce nella ripresa grazie a una trazione più offensiva. Il punto gli va anche bene ma poteva osare di più.

DAVIDE STOPPINI ROMA

Questa non è una notizia per i tifosi brasiliani. Già, perché loro non si stupirebbero mica nel leggere che Hernanes, domani a Siena, farà il regista. Al Morumbì, ai tempi del San Paolo, erano abituati a vederlo comandare le operazioni in mezzo al campo. Da

Numeri diversi Perché qualche

prova generale c’è stata, ma mai dall’inizio in campionato. In Europa s’era già visto qualcosa a dicembre, a Maribor. Ma la svolta, figlia pure della squalifica di Ledesma, arriva dopo l’ottimo secondo tempo di Moenchengladbach. Il Profeta lì in mezzo ha condotto la Lazio al pareggio, sfoderando carattere e pure l’assist per Kozak nel finale. «Difficile battere questa Lazio — dice lui —. Con il caschetto mi trovo bene, per fermarmi deve davvero succedermi qualcosa di im-

SORRENTINO 6 Prende più improperi dai vecchi tifosi che brividi di freddo. Spiazzato sul tiro dagli undici metri. MORGANELLA s.v. Si fa male subito. Sfortunatissimo. NELSON 6 Pareggia il duello di fascia con Jokic. MUNOZ 6 Argina bene le poche percussioni di Paloschi. ARONICA 6 Queste sono le sue partite, non quelle di Champions. GARCIA 5 Il suo braccio galeotto costa il penalty e due punti. BARRETO 5,5 Pendola avanti e indietro senza mai trovare la posizione giusta per rendersi efficace. MIGLIORE h 6,5 ILRIOS

Tiene a galla la mediana con personalità e senso delle geometrie. KURTIC 5,5 Inizia bene poi si perde senza riemergere più. FORMICA 6,5 Primo gol in Serie A, sostituito per esigenze tattiche. VON BERGEN 6 Difensore aggiunto, fa la sua parte senza soffrire. BOSELLI 6 Come centravanti boa non ha il fisico ma sa difendere bene il pallone. MICCOLI s.v. Febbricitante, entra soltanto nel finale. FABBRINI 6 Quando si accende è tutto da vedere ma va troppo a intermittenza. All. MALESANI 6 Il meno amato degli ex, nella sua gestione conta due risultati utili in due gare ma coi pareggini è dura salvarsi.

I DUE ALLENATORI

Corini: «Tanti problemi, bravi a reagire» Malesani: «Questo è un passo avanti» VERONA Corini e Malesani vedono il bicchiere mezzo pieno. «Siamo entrati in campo con tanti problemi — dice l’allenatore del Chievo —, per la squalifica di Rigoni e i guai fisici di Guana e Thereau, inoltre rientrava Frey dopo tre mesi d’infortunio. Il gol subìto a freddo poteva tagliarci le gambe e invece la mia squadra ha reagito bene, mantenendo gli equilibri e senza perdere le misure in campo. Questo è un punto di fondamentale importanza nell’economia della nostra stagione. Non mi sono piaciuti i fischi a Jokic per un retropassaggio: anche lui stava male ma ha stretto i denti. Preferisco che i nostri tifosi

fischino me piuttosto che i miei giocatori». Sull’altra sponda, Alberto Malesani mostra ottimismo per il futuro: «Rispetto alla partita col Pescara, abbiamo fatto un passo avanti — argomenta il tecnico rosanero —. Ho visto un Palermo vivo e con personalità, che dimostra di crederci ancora anche se i limiti ci sono. Dobbiamo migliorare molto negli ultimi 15 metri. Usciamo da Verona con più fiducia, adesso l’importante è recuperare al meglio gli infortunati». Ogni riferimento alle condizioni fisiche di Miccoli, Ilicic e Dossena non è puramente casuale. a.to. © RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Hernanes il tuttofare: ora gioca pure regista queste parti, invece, la novità è interessante, importante, intrigante. È la novità della Lazio, punto e a capo.

PALERMO 5,5

GLI ARBITRI TAGLIAVENTO 6,5 Direzione da arbitro internazionale, attende che si concretizzi l’azione prima di assegnare il rigore per il mani di Garcia. Giusto concederlo. Viazzi 6 - Liberti 6; Peruzzo 6 - Candussio 6

DOMANI SIENA-LAZIO IL PROFETA SEMPRE PIÙ INDISPENSABILE: LA STAGIONE SCORSA ERA GIÀ STATO SOSTITUITO 15 VOLTE, QUEST’ANNO 7

Ledesma è fuori per squalifica, così Petkovic cambia ruolo al brasiliano e punta sul 4-4-2

di ANDREA TOSI

portante». Vallo a dire a Petkovic, che ha costruito questa Lazio partendo da un punto fermo chiamato Hernanes. È l’unico biancoceleste sempre presente in Europa, non è un caso. Non può esserlo, come pure le sostituzioni sparite. L’Hernanes interruptus — parente stretto del Rui Costa anni Novanta, sempre sostituto da Ranieri nella Fiorentina che fu — è oggi solo un lontano ricordo. Lo dicono i numeri: fin qui solo 7 volte (su 22 presenze) Petkovic ha fatto uscire il numero 8, tre delle quali oltre il minuto 80 del match. Un anno fa, a questo punto del campionato, le sostituzioni erano già 15 (su 24 gare!) ed erano già diventate un

caso, tanto da far venire strani pensieri al Profeta. E a fine torneo i cambi in totale furono 21. Ecco il 4-4-2 La traduzione è presto fatta: quella era una Lazio che, almeno a partita in corso, faceva a meno del brasiliano per portare a casa il risultato. Questa ha scelto la strada opposta. Petkovic si appoggia a Hernanes, sempre e comunque. Lo fece fin dal ritiro della scorsa estate: un giorno il tecnico prese sotto braccio il brasiliano, dopo averlo provato più o meno in tutte le zone del campo, e gli chiese dove avrebbe voluto giocare. «Dove posso toccare più palloni», rispose il Profeta. Accontentato. E

Hernanes, 27 anni EIDON

domani Petkovic gli darà le chiavi della Lazio. Regista per un giorno, a Siena, per guidare la squadra di nuovo al terzo posto dopo l’aggancio subìto dal Milan in classifica. Non un’impresa semplice: la vittoria manca da oltre un mese, Mauri non recupera e c’è pure da pensare al ritorno di giovedì in Europa League. Così Petkovic dovrebbe scegliere il 4-4-2: uno tra Gonzalez e Cana a fare da spalla a Hernanes in mezzo, Lulic in fascia e la strana coppia Floccari-Kozak in avanti. Ma tutto ruota intorno al Profeta: dal casco in testa, ricordino e protezione dopo la botta subita contro la Juve, pare aver tratto giovamento. Ora non gli resta che comandare la Lazio, cercando un gol da dedicare a Maximo, il terzo figlio nato il 28 gennaio. E questa sì che sarebbe una novità anche per i tifosi brasiliani. © RIPRODUZIONE RISERVATA


DOMENICA 17 FEBBRAIO 2013

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IL CASO

Cellino torchiato «Se esco dal carcere lo farò da uomo libero» Il presidente del Cagliari interrogato per 9 ore: «Io innocente, non voglio i domiciliari. Le minacce? Inesistenti, sono fatto così» DAL NOSTRO INVIATO

FRANCESCO VELLUZZI CAGLIARI

LA GIORNATA DALLA SUPERTIFOSA ALL’ARRIVO DEI LEGALI 1

«Non voglio andare ai domiciliari, voglio uscire libero. Perché sono innocente». C’era da aspettarselo. Massimo Cellino ha dato battaglia ai magistrati. È stato protagonista, ha lottato, parlato, discusso, soprattutto fumato davanti al gip Giampaolo Casula e al pm Enrico Lussu. Assistito dai suoi avvocati «Bebeto» Ballero e Giovanni Cocco. Che domani presenteranno l’istanza di scarcerazione.

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Maratona Poco dopo le 10 è cominciata la lunga audizione di Massimo Cellino, che all’interno del carcere è un assoluto protagonista. Che diverte i detenuti e racconta aneddoti agli agenti. A patto che lo facciano fumare. Cosa che hanno fatto anche i magistrati: ogni mezzora gli concedevano una pausa sigaretta. Cellino in mattinata ha incontrato il cappellano del carcere al quale ha parlato della sua profonda fede. Poi ha ricevuto cioccolatini e merendine. E una busta dal fratello Giorgio: «Gli ho portato una felpa, un cambio biancheria e le arance. L’arresto è una bufa-

1 Massimo Cellino, 56 anni, prima di entrare nel carcere di Buoncammino, giovedì; 2 Una tifosa rossoblu davanti al penitenziario, ieri mattina; 3 Gli avvocati del presidente cagliaritano ANSA/ROSAS

Domani gli avvocati presenteranno l’istanza di scarcerazione I magistrati sono stati clementi: al patron una pausa sigaretta ogni mezzora la, tutti sanno che persona è. Fa beneficenza. Una volta andai in Africa e scoprii che dietro un ospedale appena costruito c’era proprio Massimo. E anche in carcere fa beneficenza». Vero. Cellino, rivolgendosi agli agenti, ha detto: «Ogni anno vi mando il panettone, appena uscirò ve ne manderò di più». Applausi.

Forza Cagliari Un po’ meno durante l’interrogatorio, durato fino alle 17 (le tre ore successive sono state necessarie per secretare i verbali). Il presidente ha ribadito la sua innocenza e il fatto di aver speso tutti i soldi del Cagliari calcio per il sogno dello stadio. «Le minacce a Gessa? Inesistenti. Sono fatto così, è il mio carattere. Spero solo in una cosa: che i ragazzi vincano a Pescara». Ma durante l’audizione è emerso un altro dato: il presidente è preoccupatissimo per lo stadio di Is Arenas. Teme che il Cagliari non possa più utilizzare ll’impianto in cui ha giocato 10 partite. Compresa l’ultima contro il Milan, grazie alla mediazione delle forze del calcio e al ricorso vinto dallo studio Ballero. L’avvocato «Bebeto» è uscito esausto dal carcere col telefonino che riportava parecchie chiamate della moglie del presidente, Francesca. Oggi

prenderà fiato. Poi comincerà a rileggere gli allegati dell’ordinanza dai quali emergerebbero parecchie telefonate con alcuni dirigenti, in particolare Claudio Lotito e Adriano Galliani. Alle 20 su Buoncammino è scesa la sera. La piccola folla che si è radunata davanti e che sperava in una clamorosa scarcerazione è andata via un po’ delusa. Il consigliere regionale Pdl Edoardo Tocco ha già prenotato una visita al presidente rossoblù per le 10 di oggi. «Da amico». La gente tifa per lui. Questo pomeriggio alcuni tifosi ascolteranno la partita alla radio davanti al penitenziario. Se non è amore questo... In una città che stenta, la squadra di calcio in Serie A è vista quasi come unico modo per sorridere. E il merito, per i cagliaritani, è di Massimo Cellino. Tutto quello che sbaglia gli viene perdonato.

DOMANI DAL GIP IL SINDACO DI QUARTU

INCHIESTA E ACCUSE Massimo Cellino è stato arrestato dagli agenti del Corpo Forestale (le misure cautelari sono state firmate dal gip Giampaolo Casula) giovedì scorso insieme al sindaco di Quartu, Mauro Contini, e all’assessore ai lavori pubblici dello stesso Comune, Stefano Lilliu

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Dalla mattina L’estenuante gior-

nata davanti al carcere di Buoncammino è cominciata alle 8.30 con l’arrivo dei legali. Alle 9 ecco il gip e via all’interrogatorio dell’assessore ai Lavori Pubblici di Quartu Stefano Lilliu. È durato mezzora perché l’indagato, assistito dall’ex presidente del Cagliari Mariano Delogu e da Roberto Nati, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Ma ha voluto fare tre dichiarazioni: «Sono tifoso e abbonato al Cagliari e la tessera me la sono comprata per il settore distinti. Mio fratello Fabio è un omonimo di quello che lavora per Cellino, che non conoscevo prima della vicenda stadio». Pure per Lilliu verrà presentata istanza di scarcerazione.

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L’inchiesta Le indagini sono portate avanti dal pm Enrico Lussu per le presunte irregolarità sulla realizzazione dello stadio di Is Arenas che a novembre aveva già portato all’arresto del dirigente del settore Lavori pubblici del Comune di Quartu, Pierpaolo Gessa, del dirigente del settore edilizia privata dello stesso Comune, Andrea Masala, e dell’impresario Antonio Grussu

S Le accuse Cellino, Contini e Lilliu sono accusati di falso e tentato peculato

Lo stadio Is Arenas, a Quartu, visto dal campo ANSA

Ipotesi sequestro Is Arenas resta ancora un rebus Incerto il futuro dello stadio: molto difficile che domenica si giochi la gara con il Torino DAL NOSTRO INVIATO

CAGLIARI

Il trittico degli interrogatori si chiude domani. Dopo Massimo Cellino, presidente del Cagliari, e Stefano Lilliu, assessore ai Lavori Pubblici, tocca al sindaco di Quartu Sant’Elena Mauro Contini. Che è tuttora ricoverato nel reparto di cardiologia dell’ospedale Brotzu di Cagliari dopo il malore accusato in seguito all’arresto di giovedì. Contini è cardiopatico, ha dei pacemaker, ma domani dovrà rispondere alle domande dei magistrati che vogliono chiudere il cerchio. E capire anche i rapporti che lo legano a Cellino. Infatti il sindaco quartese avrebbe agevolato il presidente del Cagliari nell’acquisto per 6 milioni di euro del terreno di Santa Caterina a Elmas per il primo progetto di stadio, poi abbandonato in seguito ai reclami dell’Enac. Casula e Lussu vorranno soprattutto vedere chiaro sui soldi distratti per lo stadio di Is Arenas e inizialmente destinati ad altro Pia (progetto integrato d’area). Da tempo pare che i rapporti tra i due si fossero logorati. Cellino insisteva per avere le autorizzazioni per giocare e Contini non voleva più firmarle. Ora il delicato compito spetterà al vicesindaco Fortunato Di Cesare, già denunciato per abuso d’ufficio. Abbastanza improbabile che si prenda la responsabilità. Intanto, anche ieri, dalla Prefettura non sono arrivati segnali sul futuro di Is Arenas. La sensazione è che difficilmente il Cagliari ci giocherà con il Torino, domenica prossima. L’ipotesi del sequestro dell’impianto resta in piedi. Ma bisogna anche tener conto della possibile rivolta dei tifosi rossoblu, stufi di subire. E sui social network le proteste abbondano. Altre telefonate La settimana prossima vivrà, oltreché delle repliche del dirigente comunale Pierpaolo Gessa, «minacciato da Cellino», delle altre intercettazioni che riguardano il presidente in merito alle conversazioni con Lotito, Galliani e altri personaggi di calcio e politica. Ai suoi colleghi Cellino parla di una polizza per la salvezza. Ma il presidente da una vita le stipula con i Lloyd’s di Londra. E con tanta fortuna. Per lui. fr.vell.

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IL CAGLIARI VA A PESCARA E BERGODI RITROVA WEISS: «CI GIOCHIAMO TANTO PER LA LOTTA ALLA SALVEZZA, NE SIAMO CONSAPEVOLI»

Pulga: «Nessun condizionamento esterno» Perché vedere

PESCARA-CAGLIARI Sfida salvezza: gli abruzzesi devono vincere, i rossoblu non possono permettersi di perdere. E come reagiranno i sardi alla vicenda Cellino? Adriatico, ore 15

ORLANDO D’ANGELO MARIO FRONGIA

«Il Pescara prepara una battaglia? Noi una guerra». Ivo Pulga taglia corto: «Ci siamo allenati intensamente, fa-

re risultato sarebbe un bel balzo in avanti». E il fattore Cellino? «Le vicissitudini esterne non ci condizionano né influenzano il nostro obiettivo: la salvezza». Pulga è fiducioso: «L’atmosfera è positiva. La squadra non molla e darà il suo messaggio sul campo: il Pescara per noi vale più di una finale». Un quadro nitido. Restano a casa gli squalificati Conti, Astori e Dessena. Tra i 20 convocati anche il neo acquisto Cabrera: «È una mezzala, ha buona tecnica e si sta inserendo bene», spiega Pulga. Qualche dubbio di formazione: idea doppio mediano (Casarini-Nainggolan) o trio con-

sueto a centrocampo. Cossu è in lizza per una maglia davanti con Ribeiro: «Andrea sta bene. Verrà il suo turno». Infine, Sau e Ibarbo. Con Pinilla che scalpita. «Vogliamo proseguire la striscia positiva. Si deve ripetere quel che abbiamo fatto nelle ultime gare». Con Lopez, Pulga ha un convincimento: «Dobbiamo fare 15 punti. Chi leverei a Bergodi? Weiss». Qui Pescara Quattro scontri di-

retti, un punto. Ora il Pescara deve spingere sull’acceleratore per continuare a credere nel miracolo. All’Adriatico Bergodi ritrova Ivo Pulga, che era nel suo staff a Modena in Serie

Cristiano Bergodi, 48 anni ANSA

Ivo Pulga, 48 anni LAPRESSE

B. Ma il tecnico abruzzese lascia a casa il romanticismo. «Ci giochiamo tanto, ne siamo consapevoli. Il pari? Se arriva alla fine di una prestazione positiva, lo accetto di buon grado. Altrimenti non lo sottoscrivo», dice l’allenatore del Pescara, che contro il Cagliari subì una pesante sconfitta in Coppa Italia a dicembre. «Loro sono sicuramente disturbati dagli episodi della settimana, ma avranno una reazione. Le squalifiche sono importanti, ma non dobbiamo pensare a questo. Il Cagliari ha giocatori di grande qualità, soprattutto davanti. Pulga? È un amico, a Modena lavorava nelle giovanili e io l’ho voluto come osservatore delle squadre avversarie, preparava delle relazioni perfette». © RIPRODUZIONE RISERVATA


LA GAZZETTA SPORTIVA

16

DOMENICA 17 FEBBRAIO 2013

SERIE A GIOCHIAMO A TAVOLINO LA

25

a

CATANIA (4-3-3)-BOLOGNA (3-4-2-1) ore 15 12 MARCHESE

GIORNATA

3

SQUADRE

PT

19

ALMIRON

CASTRO

SPOLLI

Classifica PARTITE G V N P

4

10

21

RETI F S

ANDUJAR

JUVENTUS 55 25 17 4 4 50 17 NAPOLI 50 24 15 5 4 46 21 LAZIO 44 24 13 5 6 35 26 MILAN 44 25 13 5 7 44 31 INTER 43 24 13 4 7 39 29 FIORENTINA 39 24 11 6 7 41 29 ROMA 37 25 11 4 10 51 45 UDINESE 36 24 9 9 6 35 33 CATANIA 36 24 10 6 8 31 30 PARMA 32 25 8 8 9 31 33 CHIEVO 29 25 8 5 12 26 40 SAMPDORIA (-1) 28 24 8 5 11 31 30 TORINO (-1) 28 24 6 11 7 27 27 ATALANTA (-2) 27 24 8 5 11 21 33 BOLOGNA 26 24 7 5 12 33 34 CAGLIARI 25 24 6 7 11 26 41 GENOA 22 24 5 7 12 25 37 PESCARA 21 24 6 3 15 20 49 PALERMO 19 25 3 10 12 22 39 SIENA (-6) 18 24 6 6 12 24 34 ■ CHAMPIONS ■ PRELIMINARI CHAMPIONS

LODI

14 BELLUSCI

BERGESSIO GILARDINO

17

33

GOMEZ

KONE

0

5

1

ANTONSSON CURCI

21

FREY

90

27

BORRIELLO

ALLAN

21

BERTOLACCI

KUCKA

7

LAZZARI

11

26

DOMIZZI

PASQUALE

ROSSI

BOLOGNA p. 26

GENOA p. 22

UDINESE p. 36

PANCHINA 1 Frison, 31 Terracciano, 2 Potenza, 6 Legrottaglie, 5 Rolin, 18 Augustyn, 30 Salifu, 27 Biagianti, 24 Ricchiuti, 26 Keko, 35 Doukara. ALLENATORE Maran. BALLOTTAGGI Bellusci-Legrottaglie 60-40%, Almiron-Biagianti 60-40%, SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Bellusci, Biagianti, Barrientos. INDISPONIBILI Barrientos (da definire), Capuano (5 giorni), Cani (10), Sciacca (30). ALTRI nessuno.

PANCHINA 25 Agliardi, 32 Stojanovic, 44 Naldo, 45 Carvalho, 8 Garics, 20 Abero, 17 Guarente, 30 Pazienza, 77 Pasquato, 18 Gabbiadini, 19 Christodoulopoulos, 9 Moscardelli. ALLENATORE Pioli. BALLOTTAGGI Motta-Garics 60-40%, Kone-Gabbiadini 60-40%. SQUAL. nessuno. DIFFIDATI Antonsson, Garics, Kone, Motta, Taider. INDISP. Natali (25 giorni), Taider (10). ALTRI Lombardi, Paponi, Pulzetti, Radakovic, Riverola.

PANCHINA 30 Tzorvas, 63 Stillo, 4 Ferronetti, 19 Jorquera, 24 Moretti, 5 Granqvist, 87 E. Pisano, 10 Olivera, 28 Tozser, 17 Immobile, 14 Rigoni. ALL. Ballardini. BALLOTTAGGI BovoGranqvist 60-40%, Matuzalem-Rigoni 60-40%. SQUAL. nessuno. DIFF. Granqvist, Jankovic, Matuzalem, Manfredini. INDISP. Donnarumma, Cassani e Nadarevic (5 giorni), Floro Flores e Jankovic (25). ALTRI Said, Krajnc, Velazquez, Marchiori, Melazzi.

PANCHINA 93 Pawlowski, 51 Scuffet, 75 Heurtaux, 6 Faraoni, 34 Gabriel Silva, 15 Rodriguez, 7 Badu, 22 Campos Toro, 52 Merkel, 94 Zielinski, 24 Muriel, 13 Ranégie. ALLENATORE Guidolin, BALLOTTAGGI Pasquale-Gabriel Silva 60-40%, Maicosuel-Muriel 55-45%. SQUALIFICATI Danilo (1). DIFFIDATI Angella, Domizzi, Pinzi, Allan, Maicosuel, Di Natale INDISPONIBILI Brkic (15 giorni), Pinzi (40). ALTRI nessuno.

X 3,35

6

2 3,65

QUOTE

le reti di Gilardino al Catania (tutte in gare interne): 1 col Milan, 3 con la Fiorentina e 2 col Bologna

1 2,40

X 3,25

2 2,90

10

le reti di Borriello all’Udinese su un totale di 65 realizzate in Serie A: è la sua vittima preferita

SE LA T

5

BIRSA

6

14

10

OGBONNA

GAZZI

BARRETO

1

GIORGI

23 BRIENZA

19 DENIS

33

9

7

GLIK

BRIGHI

BIANCHI

LIVAJA

STENDARDO

8

RADOVANOVIC

13

17

DARMIAN

47

CONSIGLI

CANINI

11

83

CERCI

DEL GROSSO

4

ARBITRO BERGONZI Assistenti De Pinto Giordano IV Preti Add Irrati (1) Cervellera (2) Prezzi da 20 a 250 euro TV Sky Calcio 3; Mediaset Premium Calcio 2

TORINO p. 28

ATALANTA p. 27

PANCHINA 35 Coppola, 5 Di Cesare, 2 Rodriguez, 15 Caceres, 4 Basha, 20 Vives, 18 Bakic, 19 Stevanovic, 29 Menga, 69 Meggiorini, 80 Jonathas, 93 Diop. ALLENATORE Ventura. BALLOTTAGGI Brighi-Vives 60-40%. SQUALIFICATI D’Ambrosio (1). DIFFIDATI Cerci, Jonathas, Meggiorini e Rodriguez. INDISPONIBILI Santana (4 giorni). ALTRI A. Gomis, Barbosa.

PANCHINA 16 Polito, 78 Frezzolini, 22 Contini, 3 Lucchini, 6 Bellini, 28 Brivio, 77 Raimondi, 44 Cazzola, 9 Troisi, 11 Moralez, 91 De Luca, 20 Budan. ALL. Colantuono. BALLOTTAGGI Livaja-Moralez 60-40%, Carmona-Cazzola 55-45% SQUAL. Biondini e Bonaventura (1) DIFF. Cigarini, Consigli, De Luca, Del Grosso, Moralez. INDISP. Capelli (30 giorni), Marilungo (stag. finita), Lucchini (da valutare), Ferri e Cigarini (20), Parra (3).

QUOTE

PROSSIMO TURNO Sabato 23 febbraio, ore 20.45 PALERMO-GENOA Domenica 24 febbraio, 0re 15 SAMPDORIA-CHIEVO (ore 12.30) ATALANTA-ROMA BOLOGNA-FIORENTINA CAGLIARI-TORINO JUVENTUS-SIENA PARMA-CATANIA INTER-MILAN (ore 20.45) Lunedì 25 febbraio UDINESE-NAPOLI (ore 19) LAZIO-PESCARA (ore 21)

(1-1) (1-2) (0-2) (0-1) (1-0) (2-1) (0-2) (1-0) (1-2) (3-0)

X 3,15

3

2 3,60

IL NUMERO

13

le partite nelle quali il Pescara è andato a segno: divideva il primato con il Palermo (che ieri sera ha fatto gol salendo a 14)

le partite giocate da Denis contro il Torino: coi granata ha sempre perso e segnato un solo gol

SIENA (3-4-2-1)-LAZIO (4-4-2) DOMANI ore 20.45 33

87

29

CANDREVA

KONKO

99

15

20

FLOCCARI

GONZALEZ

BIAVA

RUBIN

18

77

FELIPE

SESTU

14 DELLA ROCCA

25 PEGOLO

10

24

EMEGHARA

PACI

8 VERGASSOLA

86 TEIXEIRA

27

18

8

2

KOZAK

HERNANES

CIANI

19

26

LULIC

RADU

ROSINA

17 BELMONTE

22

LAZIO p. 44

PANCHINA 12 Farelli, 88 Marini, 3 Uvini, 88 Terlizzi, 36 Bolzoni, 7 Valiani, 16 Verre, 70 Mannini, 23 Agra, 9 Paolucci, 81 Bogdani. ALL. Iachini. BALLOTTAGGI Belmonte-Valiani 60-40%, Paci-Terlizzi 60-40%, Teixeira-Belmonte 60-40%. SQUALIFICATI Vitiello (fino al 10 maggio), Terzi (fino al 10 marzo). DIFFIDATI Rosina, Pegolo, Sestu, Rubin, Bogdani. INDISPONIBILI Angelo (14 giorni). ALTRI Rosseti, Ze’ Eduardo, Calello, Matheu, Grillo, Pozzi.

PANCHINA 1 Bizzarri, 95 Strakosha, 3 Dias, 17 Pereirinha, 27 Cana, 23 Onazi, 7 Ederson, 25 Rozzi, 28 Saha. ALLENATORE Petkovic. BALLOTTAGGI Gonzalez-Cana 60-40%, Ciani-Dias 70-30%. SQUALIFICATI Ledesma (1). DIFFIDATI Ciani, Hernanes, Konko, Lulic. INDISPONIBILI Brocchi (stagione finita), Klose (40 giorni), Mauri (3), Stankevicius (15). ALTRI Cavanda, Diakite, Foggia, Zarate.

QUOTE 1 2,90

X 3,25

2 2,40

17

le partite da titolare per Rosina in questo campionato: è il giocatore più sostituito (14 volte)

Il Torino riscopre la vecchia guardia Contro l’Atalanta in campo Bianchi, Ogbonna e Darmian Colantuono tentato da Livaja

MARCHETTI

ARBITRO GIANNOCCARO Assistenti Vuoto Faverani IV Paganessi Add Banti (1) Merchiori (2) Prezzi da 25 a 45 euro TV Sky Calcio 1 e SuperCalcio; Mediaset Premium Calcio

SIENA p. 18

C

PORTALA D

2

CARMONA

36

È SEMPRE

SCALONI

18

25

18 RETI Cavani (4) (Napoli) 15 RETI El Shaarawy (Milan) 14 RETI Di Natale (4) (Udinese) 11 RETI Lamela e Osvaldo (2) (Roma) 10 RETI Gilardino (Bologna); Klose (Lazio); Pazzini (3) (Milan) 9 RETI Jovetic (1) (Fiorentina); Milito (3) (Inter); Hamsik (Napoli); Totti (1) (Roma) 8 RETI Denis (2) (Atalanta); Sau (Cagliari); Hernanes (1) (Lazio); Icardi (Sampdoria) 7 RETI Bergessio (Catania); Paloschi (2) (Chievo); Toni (Fiorentina); Borriello (1) (Genoa); Cassano e Palacio (Inter); Quagliarella (Juventus); Belfodil (Parma); Bianchi (2) (Torino) 6 RETI Diamanti (3) (Bologna); Giovinco (1), Matri e Vucinic (1) (Juventus) 5 RETI Gabbiadini (1) e Kone (Bologna); Gomez (Catania); Thereau (Chievo); Rodriguez (2) (Fiorentina); Immobile (Genoa); Pirlo e Vidal (2) (Juventus); Ilicic e Miccoli (1) (Palermo); Amauri (1) (Parma)

25

CATANIA p. 36

MASIELLO

MARCATORI

4

ANGELLA PADELLI

ARBITRO CALVARESE Assistenti Costanzo Altomare IV Stefani Add Guida (1) Tommasi (2) Prezzi da 25 a 150 euro TV Sky Calcio 5; Mediaset Premium Calcio 3

86

1 2,10

BENATIA

ARBITRO RUSSO Assistenti Fiorito Rubino IV Cariolato Add Mazzoleni (1) Manganiello (2) Prezzi da 15 a 120 euro TV Sky Calcio 4; Mediaset Premium Calcio 4

17

GILLET

17

3

10

DI NATALE

91

37

PEREYRA MAICOSUEL

22

33

BOVO

77

VARGAS PORTANOVA MATUZALEM

3

CHERUBIN

3

1

8

TORINO (4-2-4)-ATALANTA (4-3-2-1) ore 15

I NUMERI

anni e 3 mesi trascorsi dall’ultima volta che l’Atalanta ha vinto due partite di fila in trasferta (1-0 a Empoli il 28 ottobre 2007, 2-1 a Catania il 4 novembre)

5

PEREZ

13

MANFREDINI

SØRENSEN

15

IZCO

QUOTE

vittorie di Iachini nei tre precedenti di campionato contro la Lazio; solo una volta non ha perso con i biancocelesti solo in Coppa Italia (1-1 lo scorso 12 dicembre)

4

10

21

43

MORLEO

1 2,00

4

8 BASTA

KRHIN

ALVAREZ

■ EUROPA LEAGUE ■ RETROCESSIONE

13 ANTONELLI

DIAMANTI

22

La classifica tiene conto di quest’ordine preferenziale: 1) punti; 2) a parità di partite giocate, differenza reti; 3) gol segnati

11 MOTTA

23

9

GENOA (3-5-1-1)-UDINESE (3-5-1-1) ore 15

FRANCESCO BRAMARDO GUIDO MACONI

A volte ritornano. Al centro delle trattative di mercato delle ultime due stagioni, pronti a lasciare insieme il Toro la prossima estate, la coppia Bianchi-Ogbonna rientra oggi in campo contro l’Atalanta dopo una lunga assenza. Angelo Ogbonna non gioca dal 9 dicembre, dall’intervento chirurgico per risolvere l’ernia da sport, mentre il capitano è subentrato dalla panchina in due delle ultime quattro partite (55’ in tutto contro Inter e Samp). Con la squalifica di D’Ambrosio completerà il ritorno della vecchia guardia Matteo Darmian, frenato ad inizio anno

dal buon momento di forma del compagno di reparto. «Poco importa chi gioca, questo è un gruppo, si gioca per la squadra e per un solo obiettivo, raggiungere al più presto quota 40» ricorda l’allenatore Giampiero Ventura. Di punti salvezza al Toro ne mancano dodici, nove di questi sono a disposizione nei tre scontri diretti con Atalanta, Cagliari e Palermo. La sconfitta di Udine ha interrotto il filotto di sette risultati utili consecutivi ma non ha minato l’ottimismo nello spogliatoio. «La gara dell’andata fu una partita anomala. L’Atalanta a gennaio si è rinforzata, ha un allenatore che alle sue squadre chiede grande organizzazione di gioco e determinazione. Per quanto ci riguarda — prosegue Ventura

Rolando Bianchi, 30 anni: è al Torino dal 2008 LAPRESSE


LA GAZZETTA SPORTIVA

DOMENICA 17 FEBBRAIO 2013

NAPOLI (3-4-1-2)-SAMPDORIA (3-5-2) ore 15

5

27

19

6

14

DE SILVESTRI

ZAURI

PISANO

88 INLER

CANNAVARO

1

Le quote

ARMERO

BRITOS

28

PESCARA (4-3-1-2)-CAGLIARI (4-3-3) ore 15

17

7

12

CAVANI

SANSONE

85

24

98

BEHRAMI

INSIGNE

ICARDI

14 CAMPAGNARO

35

OBIANG

ROSSINI

25 KRSTICIC

HAMSIK

DE SANCTIS

14

16

16

28

3

2

COSTA

BLASI BOCCHETTI

22

77 PERIN

70

28

32

60 THIAGO RIBEIRO CASARINI 17

CARAGLIO

D’AGOSTINO WEISS

BIANCHI ARCE RIZZO

SAU

NAINGGOLAN

23

20

IBARBO

EKDAL

3

AVELAR

ARBITRO GERVASONI Assistenti Di Fiore Maggiani IV Posado Add Celi (1) Pasqua (2) Prezzi da 20 a 180 euro TV Sky Calcio 2

NAPOLI p. 50

SAMPDORIA p. 28

PESCARA p. 21

CAGLIARI p. 25

PANCHINA 1 Da Costa, 32 Berni, 8 Mustafi, 13 Berardi, 7 Castellini, 4 Rodriguez, 15 Poulsen, 11 Munari, 6 Maresca, 21 Soriano, 23 Eder, 10 Maxi Lopez. ALLENATORE Limone (Rossi squalificato). BALLOTTAGGI Sansone-Eder 60-40%. SQUALIFICATI Delio Rossi (2). DIFFIDATI Romero, Poli, Eder, De Silvestri. INDISPONIBILI Palombo (10 giorni), Gavazzi (90). ALTRI Austoni, Falcone, Savic, Renan.

PANCHINA 32 Pelizzoli, 2 Zanon, 5 Capuano, 11 Modesto, 4 Cascione, 8 Bjarnason, 99 Caprari, 9 Abbruscato, 22 Vukusic. ALLENATORE Bergodi. BALLOTTAGGI Bocchetti-Capuano 60-40%, Celik-Caprari 60-40% SQUALIFICATI nessuno. DIFFIDATI Quintero. INDISPONIBILI Sforzini (30 giorni), Togni (15), Cosic (7), Quintero (7). ALTRI Sculli, Chiaretti, Mbodi.

PANCHINA 25 Avramov, 24 Perico, 29 Murru, 34 Del Fabro, 22 Cabrera, 7 Cossu, 18 Nenè, 51 Pinilla. ALLENATORI Pulga-Lopez. BALLOTTAGGI Thiago Ribeiro-Cossu 60-40%. SQUALIFICATI Dessena, Conti e Astori (1). DIFFIDATI Cossu, Nenè, Murru. INDISPONIBILI nessuno. ALTRI Anedda, Eriksson, Piredda.

QUOTE X 4,75

9

2 8,50

le reti di Hamsik in questo campionato: ne segna una ogni 235 minuti giocati

QUOTE 1 2,80

TUA PASSIONE

X 3,25

98

2 2,45

UDINESE, LA VITTORIA A GENOVA PAGA BENE

2,90 «Abbiamo una buona classifica, ma per fare risultato serviranno grande concentrazione e determinazione». Francesco Guidolin, Udinese: vincere contro il Genoa vale 2,90.

le presenze in Serie A per Agazzi, tutte con il Cagliari: ha esordito nel febbraio 2010 a San Siro con l’Inter

4

23 PASQUAL

DA BETTER.

20

SAVIC

1

22

2

RODRIGUEZ

40

7

8

PIZARRO

JOVETIC

10

11

AQUILANI

CUADRADO

21 GARGANO

8 PALACIO

99

14

17

CASSANO

Maran ritrova Izco e Almiron Pioli punta ancora su Kone

Qui Atalanta Colantuono ha

© RIPRODUZIONE RISERVATA

L’entusiasmo della città per i buoni risultati del Catania è alle stelle, ma la crisi colpisce anche il calcio: al Massimino, per la gara col Bologna, sono attesi appena 13 mila spettatori. Il ritorno di Izco in campo è una sorta di miracolo dello staff medico: il mediano sarà al suo posto così come Almiron, che rientra dopo un paio di settimane. In difesa conferma per Bellusci: a fargli posto sarà Legrottaglie, mentre il terzino sinistro sarà Marchese che torna titolare dopo quattro turni e la prestazione perfetta di Bergamo. L’infortunato Barrientos lascia il posto a Castro, inserito nel tridente offensivo incaricato di far breccia nella difesa ermetica preparata da Pioli. Qui Bologna «Vogliamo fare la partita senza abbassare il baricentro per tenere i loro giocatori di qualità lontano dalla nostra area». È questa la ricetta di Stefano Pioli per uscire imbattuto da Catania. In 12 trasferte il Bologna non ha mai pareggiato e ha sempre subito gol; il tecnico rossoblù punta sulla difesa a 3 per tenere per la prima volta la porta inviolata e proseguire la striscia positiva con gli etnei, sconfitti 3 volte nel 2012 per un complessivo 7 0. «Vogliamo essere all’altezza anche al Massimino, dove sono molto forti», conclude Pioli, che preferisce Kone a Gabbiadini. Finocchiaro-Zanarini © RIPRODUZIONE RISERVATA

4

IL NUMERO

18

Le trasferte dell’Inter in questa stagione: ha vinto le prime 10, e nelle altre 8 ha raccolto un solo punto (in casa della Roma in Serie A)

6

23

RANOCCHIA

GUARIN KUZMANOVIC

1 HANDANOVIC

40 10 JUAN JESUS KOVACIC 55

TOMOVIC

CATANIA-BOLOGNA

I NUMERI

ZANETTI

BORJA VALERO LJAJIC

15 VIVIANO

qualche assenza di troppo e un grosso dubbio davanti. La tentazione forte è quella di lanciare Livaja dall'inizio: al giovane croato sono stati sufficienti dieci minuti con il Catania per convincere tutti. Basteranno per fargli guadagnare subito una maglia da titolare? Colantuono ci sta pensando. L’ex interista ha forza, freschezza e piace perché quando va in campo fa la guerra a tutti senza paura di niente. L’alternativa è rilanciare Moralez che non gioca da quasi un mese e nelle ultime tre partite è rimasto a guardare. L’argentino deve però ritrovare lo smalto e la convinzione della passata stagione perché finora il suo rendimento è stato al di sotto delle aspettative. O Livaja o Moralez comunque completeranno il trio d'attacco con Denis e Brienza, perché Colantuono comunque non vuole lasciare nulla di intentato, nonostante assenze pesanti: Bonaventura e Biondini sono squalificati e Cigarini è infortunato. Dopo 4 punti nelle ultime due gare, l’obiettivo è allungare la striscia positiva. «Ora dobbiamo badare al sodo - ha detto Colantuono - e dare continuità ai nostri risultati. A volte certi pareggi tanto disdegnati fanno classifica. E dietro di noi non vedo tutte queste vittorie. Attenzione a questo Toro: l’1-5 dell’andata ci deve servire da esempio. E Cerci in questo momento è uno dei migliori esterni del campionato».

4

FIORENTINA (4-3-3)-INTER (4-3-1-2) ore 20.45

CON TE,

— c’è voglia di riprendere il cammino interrotto a Udine. Dovremmo mettere la giusta concentrazione e determinazione, se ci mettiamo solo la sufficienza l’Atalanta va a nozze».

«Domani al di là del risultato voglio vedere una squadra veemente, affamata di calcio, che aggredisca l’avversario». Walter Mazzarri, Napoli: il successo sulla Sampdoria è a 1,35.

8

PANCHINA 22 Rosati, 6 Rolando, 55 Gamberini, 11 Maggio, 4 Donadel, 20 Dzemaili, 18 Zuniga, 13 El Kaddouri, 29 Pandev, 9 Calaiò. ALLENATORE Mazzarri BALLOTTAGGI Armero-Zuniga 60-40%, Mesto-Maggio 55-45%, Insigne-Pandev 60-40%. SQUALIFICATI Colombo (2). DIFFIDATI Pandev, De Sanctis, Calaiò, Gamberini. INDISPONIBILI nessuno. ALTRI Grava, Rinaudo, Radosevic.

1 1,35

1 AGAZZI

ARIAUDO

BALZANO

ARBITRO DOVERI Assistenti Niccolai Grilli IV Rosi Add Giacomelli (1) Ciampi (2) Prezzi da 10 a 150 euro TV Sky Sport 1 e Calcio 1; Mediaset Premium Calcio 1

1,35

15

4

10

LA GIOCATA SICURA? L’ «1» IN NAPOLI-SAMP

ROSSETTINI

27

CELIK

18 14

ESTIGARRIBIA

MESTO

19

15

GASTALDELLO ROMERO

POLI

26

NAGATOMO

ARBITRO RIZZOLI Assistenti Marzaloni Padovan IV Dobosz Add Romeo (1) Velotto (2) Prezzi da 25 a 190 euro TV Sky Sport 1, Calcio1 e SuperCalcio; Mediaset Premium Calcio

FIORENTINA p. 39

INTER p. 43

PANCHINA 89 Neto, 12 Lupatelli, 30 Toni, 5 Compper, 4 Roncaglia, 21 Migliaccio, 4 Sissoko, 92 Romulo, 19 Llama, 27 Wolski, 18 Larrondo, 9 El Hamdaoui. ALLENATORE Montella. BALLOTTAGGI Ljajic-Toni-El Hamdaoui 50-35-15%, Tomovic- Compper 60-40% SQUALIFICATI nessuno DIFFIDATI Jovetic, Tomovic, Borja Valero, Cuadrado e Pizarro. INDISPONIBILI Mati Fernandez (7 giorni), Rossi (20), Hegazy e Camporese (stagione finita).

PANCHINA 27 Belec, 30 Carrizo, 6 Silvestre, 31 Pereira, 42 Jonathan, 7 Schelotto, 11 Alvarez, 19 Cambiasso, 24 Benassi, 18 Rocchi, 47 Colombi. ALLENATORE Stramaccioni. BALL. Kuzmanovic-Cambiasso 55-45%. SQUAL. nessuno. DIFF. Handanovic, Palacio, Pereira, Cambiasso. INDISPONIBILI Milito e Mudingayi (stagione finita), Samuel (da valutare), Obi (da valutare), Castellazzi (25 giorni), Chivu (3). Stankovic (3).

QUOTE 1 1,95

X 3,50

2 3,65

24

Carica Ballardini «Ci sono le qualità per fare meglio»

Le giornate di Serie A disputate nel 2013. Nelle partite con l’Udinese è sempre uscito il segno «1»: 4 vittorie casalinghe dei friulani e 2 sconfitte in trasferta

0

le presenze stagionali di Borja Valero, il giocatore di movimento più impiegato in A: 2.124 minuti giocati

GENOA-UDINESE IL TECNICO ROSSOBLU’ E’ IMBATTUTO

Troppa grazia, caro Guidolin, deve avere pensato Ballardini, quando ieri gli hanno riferito il giudizio (più che lusinghiero) del tecnico dell’Udinese sui rossoblù, che a suo dire non hanno un peso specifico così basso da dover lottare per la salvezza: «Purtroppo devo rispondere che in questo momento Guidolin non ha ragione — commenta il tecnico del Grifone —. Certo, abbiamo le qualità per poter dimostrare di fare meglio di così». Contando, perché no, pure sull’effetto-Ballardini: con lui in panchina, il Genoa ha ottenuto sinora una vittoria e due pareggi. Ma non sarà una passeggiata, visto che di fronte si troverà un certo Totò Di Natale.

17

I rigori assegnati in questa stagione contro il Napoli: con il Chievo è una delle due squadre di A a non averne ancora subiti

Taccuino PRIMAVERA

Pescara ok nel derby Si è giocato ieri un recupero del campionato Primavera, Girone C: Lanciano Pescara 0 1, gol di Ga brielli. Il Pescara sale a 17 punti ma resta al terzultimo posto.

Qui Udinese «Dobbiamo essere

CALCIO A 5

orgogliosi di ritrovarci a metà febbraio e per il terzo anno di fila con la salvezza in tasca. Adesso questa condizione ci deve dare la spinta e l’entusiasmo per migliorarla». Francesco Guidolin ha una sola strada davanti a sé: migliorare il rendimento in trasferta, dove la vittoria manca dal 10 dicembre con la Samp. L’allenatore dell’Udinese si concentra sul buon momento di Pereyra: «Lui è un mio pallino, ma è un ragazzo imperscrutabile. Non sai mai cosa attenderti da lui: può spaccare le difese avversarie, oppure offrire un contributo minimo. Ma va detto soprattutto che lui ha solo 22 anni».

Asti: è un dominio

Grimaldi-Meroi © RIPRODUZIONE RISERVATA

(g.l.g.) I risultati della 19a gior nata: Acqua&Sapone Kaos Bolo gna 3 1 (venerdì), Verona Marca 1 5 (venerdì), Putignano Venezia 2 7, Montesilvano Asti 4 5, Lupa rense Napoli 2 1. Oggi (18): Rie ti Lazio, Genzano Pescara. Class: Asti 51; Lazio 36; Luparense, Mar ca 34; Acqua&Sapone 33.

SERIE A DONNE

La Torres vince 3-0 (f.sal.) I risultati della 21a gior nata: Chiasiellis Napoli 2 2, Fiam mammonza Verona 1 4, Firen ze Tavagnacco 1 5, Riviera di Ro magna Perugia 1 1, Torres Porde none 3 0. Classifica (prime): Tor res 59, Tavagnacco 55, Brescia* 46, Verona* 43 (* 1 gara in meno).


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LA GAZZETTA SPORTIVA

DOMENICA 17 FEBBRAIO 2013


DOMENICA 17 FEBBRAIO 2013

di PAOLO BERTOLUCCI

uando parli di tennis femminile, il nome delQ la giocatrice più famoso e conosciuto nel mondo è certamente quello di Serena Williams. Dopo la vittoria ottenuta nei quarti di finale del Qatar open contro la Kvitova anche il computer della WTA lunedì prossimo confermerà quello che gli addetti ai lavori affermano da tempo: l'americana è la più forte del circuito. I raffronti tra le più forti tenniste degli ultimi decenni lasciano il tempo che trovano, anche se sono il pane quotidiano per i tifosi del bar sport. Indubbio però che Serena possa ambire

vista da Giannini

dallo stesso capitano, da Osvaldo e soprattutto Lamela. Se i giallorossi sono stati capaci di bloccare la Juventus lo devono in particolare alla forza nell’interdizione che hanno sprigionato, davvero a sorpresa, quei tre davanti. Totti e i due compagni si sono alternati in un’efficace marcatura su Pirlo, al quale hanno limitato il raggio della sua prima azione. Poi è arrivata la perla del fantastico gol di Francesco: soltanto lui ha quei colpi che risultano un perfetto mix di potenza, precisione ed eleganza. Quando è

Erik Lamela, 20 anni. In campionato 11 reti LAPRESSE

a pieno titolo ad un ruolo di primissimo piano con i 15 slam conquistati. Certo non possiede la versatilità della Graf, non ha il talento purissimo della Navratilova, non mostra le innumerevoli varianti tattiche della Henin, ma nessuna potrebbe rivaleggiare con l'americana in fatto di potenza, di esplosività, di efficacia nel servizio, di pesantezza di palla, di personalità. Spesso distratta da divagazioni esterne (tv, moda, pubblicità ), fermata da infortuni alquanto misteriosi, ma rivitalizzata dall’amore per il coach Patrick Mouratoglou, torna all'età di 31 anni a issarsi in vetta al ranking mostrando orgo-

laVignetta

LA MOSSA DECISIVA DELLA ROMA ORA GLI ATTACCANTI «TORNANO» ncor prima del sigillo prezioso di FranceA sco Totti, il successo, meritato, della Roma è stato costruito sul sacrificio sopportato

affiorata la stanchezza, prevedibile, della Juventus per l’impegno infrasettimanale in Champions, è emersa finalmente quella scioltezza nella manovra della formazione di Andreazzoli, bloccata e sin troppo preoccupata nel primo tempo. Mi è piaciuta la Roma sia per l’equilibrio tattico che ha evidenziato per tutta la partita, sia nell’attendere i bianconeri per arginarli appunto nell’impostazione di Pirlo. E infine mi è piaciuta nell’abilità sulle ripartenze. Prima di sbloccare il risultato, però, la «Magica» aveva sofferto nell’avviare il gioco: poche volte era uscita palla al piede a centrocampo, creando quasi una frattura tra la fonte dell’azione e i terminali offensivi. Si avvertiva in modo netto il disagio nel tentare di dare corso al proprio progetto: anche De Rossi, forse perché poco sereno, si è limitato spesso a dettare giocate semplici, senza mai rischiare un tocco più ricercato. Superato un iniziale affanno di Marquinho nel contenere le iniziative sulla sua fascia, la Roma ha evidenziato anche un apprezzabile solidità nel filtro dinanzi alla propria area di rigore. Così, ha finito per patire esclusivamente qualche incursione, con cambio di passo, di Pogba, l’unico della Juventus in grado di capovolgere il fronte di azione. Pensando alla creatura di Zeman, credo che nella Roma sia rimasta la vocazione a sviluppare in attacco un tridente, sia pure anomalo per la predisposizione di Totti e Lamela a rientrare quasi sulla linea del centrocampo. Mi piacerebbe scoprire quanto il loro sacrificio sia richiesto ora da Andreazzoli e quanto piuttosto non fosse voluto da Zeman, chissà più deciso a mantenere sempre "alti" i tre attaccanti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

di LORENZO CASTELLANI

Pluri campione olimpico di nuoto

Amo i miei fans, la mia famiglia, gli amici. Grazie per il sostegno che mi date per migliorare la mia vita.!!! Siete i migliori!!!! @MichaelPhelps

FERNANDO ALONSO Pilota della Ferrari

Riassunto delle ultime tre settimane di preparazione. -936 Km in bicicletta -91 Km di corsa -Nuoto 8h -Palestra 7h -14h di sport vari (ski, tennis, soccer, etc.)

Buongiorno ad alcuni e buonanotte ad altri ! Io vado a nanna dopo aver visto uno dei miei soliti film d'amore...La memoria del cuore.carino!

Antonio Conte, 43 anni, allenatore della Juve LAPRESSE

Azzurra di tennis

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Fenomeno Mario Un campione così si prende o si lascia

MICHAEL PHELPS

JUVE STANCA, SCONFITTA FISIOLOGICA MA CONTE HA LA ROSA PER RIFARSI

il profilo della brillantezza, della carica agonistica che certo non sono state le stesse a cui la squadra ci ha fin qui abituato. Trovo anche che sia normale: non è facile giocare ad altissimi livelli in coppa e poi ritrovare subito la stessa tensione in campionato. Fermo restando che si è trattato di una partita equilibrata, in cui è stata brava la Roma nell’interpretazione e nello sfruttare le occasioni che ha costruito. Può aver pesato, per la Juventus, anche l’assenza

loScrittore

IL CINGUETTIO DEL GIORNO

FLAVIA PENNETTA

i sembra chiaro che su questa sconfitta delM la Juve abbia influito la partita giocata martedì in Champions, partita che ha inciso sotto

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TwitTwit

vista da Casiraghi

di Marchisio che in questo momento è uno dei giocatori bianconeri che sta meglio fisicamente. In generale però ho visto una squadra sottotono, cosa ripeto normale perché l’ Europa condiziona oltre a portar via energie fisiche e psicologiche. Ricordando sempre anche i meriti della Roma, che ha giocato una buonissima partita e che ha avuto il coraggio di schierare Osvaldo, Totti, Pjanic e Lamela, privilegiando gente d’attacco e di qualità. Pirlo ha fatto la sua buona partita, è chiaro che tutti siamo abituati a un suo rendimento spaziale e se solo scende un po’ ci si sorprende. Ma non è stato solo lui: rispetto alle altre volte è mancata aggressività e continuità di gioco, da parte di tutti. Matri non ha avuto tante occasioni, lo stesso vale per Vucinic, eccezion fatta per la prima parte di gara quando la Juve era riuscita ad esprimersi al meglio; per il resto pochi palloni giocabili e per un attaccante risulta difficile riuscire a farsi vedere quando tutta la squadra non gira. La definirei una sconfitta fisiologica, che ci può stare: finora la Juventus ha fatto un grandissimo campionato e una grandissima Champions League, una partita come quella dell’Olimpico può succedere. Anche perché è stata una sfida alla fine equilibrata, non ho visto una Juventus messa sotto o dominata. Dunque ripartiranno domenica prossima in una maniera completamente diversa. Vero che ora il Napoli ha la possibilità di farsi ancora più sotto: il campionato è un po’ anche nelle mani di Mazzarri. La Juve però è ancora davanti e inseguire è sempre più difficile. Fossi Conte non sarei dunque preoccupato, ha rosa e basi di gioco di primissimo ordine. A Roma è solo mancata la tensione della partita, scotto che si paga se si è impegnati su due fronti.

glio e fame di vittorie. Da sempre affronta le partite a viso aperto, tenendo in mano le redini dello scambio anche a costo di commettere diversi errori gratuiti, pur di non doversi esibire nell'odiata fase difensiva. L'incoscienza travestita da coraggio la aiuta a superare i momenti delicati e a mascherare i propri limiti anche quando riflettono una preparazione atletica non certo ottimale. Ma quando si presenta in condizione e l'appuntamento o l'obiettivo risulta stuzzicante, anche le avversarie più ostiche sono costrette a cedere il passo e a inchinarsi difronte all'indiscussa regina. E in attesa di nuovi probabili successi la favola continua.

Dai tempi di Maradona un calciatore non calamitava tante attenzioni

@alo oficial

di PIERLUIGI CASIRAGHI

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SERENA LA PIU’ FORTE DI SEMPRE PER POTENZA E PERSONALITA’

laVolèe

di GIUSEPPE GIANNINI

LA GAZZETTA SPORTIVA

@Flavia Pennetta

CLAUDIO ROSSETTO C.t. della nazionale di nuoto

Indovinate chi dei due è Palloni....eh eh @RossettoClaudio

GIANCARLO FISICHELLA Ex pilota di Formula 1

Bella partita di pallone con Cristian e amici @officialFisico

Mario Balotelli, 22 anni, impatto devastante sul campionato AP di SANDRO VERONESI

ra dai tempi di Maradona E che in Italia un giocatore non calamitava così tante attenzioni, polemiche e speranze, così tanti giudizi, pettegolezzi e rimpianti. Non c’è Cassano, infatti, né Ibrahimovic, e nemmeno Gascoigne, che possa dire di avere generato e subìto tanta pressione extra-sportiva come Mario Balotelli — e che sia stato accompagnato da tanta morbosa curiosità, dentro e fuori dal campo. Per cercare di capire quali ne siano le ragioni, è bene partire dall’inizio. Inizio che per me, tifoso della Juventus, è il 30 gennaio 2008, gara di ritorno dei quarti di Coppa Italia. Non avevo mai visto Balotelli, allora: ne avevo sentito parlare dai miei amici interisti, ma non sapevo né che faccia avesse né come giocasse. Be’, lo conobbi quella sera, perché Mancini lo mandò in campo dall’inizio in una specie di Inter B (Zanetti, Vieira, Cambiasso e Chivu in panchina, Ibra infortunato, Crespo in tribuna). Dieci minuti e segnò l’1-0: lì capii che aveva il gol facile, e mi preoccupai. Altri cinque e rifilò una gomitata in faccia a Legrottaglie, con una sfrontatezza e un’insolenza inaccettabili in un diciassettenne: lì capii che era strafottente, e cominciai a odiarlo, sportivamente parlando (oltretutto fu ammonito, era già diffidato, e fu squalificato). Nel secondo tempo, poi, segnò il portentoso gol all’incrocio che eliminò la Juventus: lì capii che era un campione e imparai a temerlo. Gol, strafottenza, odio, squalifiche, prodezze: come si vede c’era già tutto ciò che compone il personaggio di Mario Balotelli. Da allora quel composto non ha fatto che espandersi, incrudelirsi, prima in Italia e poi anche in Premier League, cioè il

campionato più importante d’Europa, nel paese però dove più che altrove i giornali scandalistici sanno come rendere impossibile la vita alle celebrità, fino al suo inaudito ritorno a Milano — inaudito perché sulla sponda opposta, a scorno dei suoi ex-tifosi. Da allora anche chi come me non ha nessuna voglia di conoscere i fatti privati degli altri, ha saputo delle sue difficoltà con l’ascendenza naturale, prima, e poi anche con la discendenza, delle sue bravate, dei suoi flirt, delle sbandate dei suoi fratelli — com’era accaduto per l’appunto solo con Maradona. Adesso è di nuovo in Italia, in controtendenza rispetto alla fuga di top players che da qualche anno sta dissanguando il nostro campionato, e pare che in Inghilterra già lo rimpiangano; è stato accolto dall’appellativo di «mela marcia», ma ha cominciato a segnare a raffica ed è subito diventato il 2% in più alle elezioni, eclissando di colpo quel sole nuovo e purissimo appena spuntato all’orizzonte del calcio italiano che si chiama El Shaarawy. Proprio insieme a El Shaarawy dovrà formare la coppia degli attaccanti della nostra nuova nazionale — multietnica, giovane, potente ed elegante —, nella speranza di rivedere al Mondiale brasiliano il Super Mario che ha purgato la Germania agli Europei; ma intanto, anche in questa nuova vita, ha già ricominciato ad avere problemi con i tifosi avversari, gli arbitri, Mourinho… Una calda e una fredda, di nuovo. Prendere o lasciare, come sempre. Ora è il momento di prendere, ma il suo è davvero un destino, e da un destino non si scappa: il destino romanzesco di uno che nasce già diffidato, fa ciò che gli altri non fanno, attira tutta l’attenzione su di sé, e finisce per saltare la gara successiva. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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MONDO

Aspettando Beckham Ancelotti rimanda la première dell’inglese

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FRANCIA 25˚ TURNO

MarsigliaValenciennes 1-0; MontpellierNancy 1-0; TolosaTroyes 2-2; BrestAjaccio 1-1; BastiaNizza 0-1; LorientEvian 2-1;

Il tecnico esclude lo Spice boy dai convocati per Sochaux: «Ci sarà utile, ma lo avremo pronto solo per il Marsiglia»

Alloggerà pure nella suite imperiale dell’hotel Bristol di Parigi a 17mila euro a notte, perseguitato dai paparazzi, braccato dai giornalisti, trasformato in fenomeno da circo in una Francia travolta da un’inattesa isteria generale, ma agli occhi di Carlo Ancelotti, David Beckham rimane un giocatore come un altro. Anzi, uno dei tanti grandi giocatori con cui ha già avuto a che fare in passato. Così il tecnico italiano si gode forse con un po’ di perplessità il fanatismo che regna intorno allo Spice boy, già vissuto ai tempi rossoneri, e snocciola con un sorriso da veterano i suoi precedenti: «È un po’ come quando al Milan arrivò gente come Ronaldinho, Ronaldo, Rivaldo, Kakà. Per me è tutto normale». Normale quindi che Beckham non sia presente stasera a Sochaux: «Deve allenarsi ancora una settimana, sarà pronto per Marsiglia». Spot Un debutto forse anche

più nobile da un punto di vista mediatico per un giocatore chiave nella strategia di comunicazione planetaria del Psg diventato uno spot dell’ente del turismo del Qatar che pagherà oltre 150 milioni di euro a stagione per i prossimi quattro anni, bonificando così la voragine creata nei conti del club dalla campagna acquisti faraonica dell’ultimo anno e mezzo. Sponsorizzazione che l’Uefa osserva con preoccupazione, ma che il direttore generale del Psg Jean-Claude Blanc, dalle colonne del Parisien, considera innovativa e del tutto legale: «Lasciateci lavorare in pace, dimostreremo che è tutto in regola».

Il gol di Kazim Richards per il Blackburn EPA

Venerdì Lilla-Rennes 2-0

ALESSANDRO GRANDESSO Twitter @calciofrancese PARIGI

Oggi Bordeaux-Lione; ReimsSt. Etienne; Sochaux-Psg

David Beckham, 37 anni, al campo d’allenamento del Paris St. Germain: non ha ancora esordito in Francia REUTERS

«

Qualità’ Nel frattempo però Be-

Cambio schema per David? No, può giocare ala o centrale di centrocampo

CARLO ANCELOTTI ALLENATORE PSG

ckham rimane a casa, anzi, in hotel, senza che questo allenti la pressione mediatica visto che ieri al Bristol due giornalisti troppo curiosi sono stati addirittura consegnati alla polizia dal servizio di sicurezza. A Sochaux comunque non ci sono neppure altri pezzi pregiati come Thiago Silva, Thiago Motta, Menez, Lucas, tutti infortunati. Assenze scalate in secondo piano, anche se molto più pesanti da un punto di vista sportivo, nonostante Ancelotti consideri Beckham necessario al progetto Psg: «E’ qui per trasmettere esperienza, qualità, professionalità. Abbiamo bisogno di lui». Pedina Un bisogno che non si

traduce però in rischiose concessione tattiche. Il Psg ormai

CLASSIFICA Psg 51 Marsiglia 46 Lione 45 Nizza 42 St.Etienne 40 Rennes 40 Lorient 39 Montpellier 38 Bordeaux 38 Lille 37 Valenciennes 33 Tolosa 32 Ajaccio 29 Bastia 26 Brest 25 Reims 23 Sochaux 23 Evian 23 Troyes 19 Nancy 18

ha raggiunto l’equilibrio nel 4-4-2 a cui Ancelotti non intende rinunciare: «Lo manteniamo fino a fine stagione – precisa l’allenatore -, Beckham non è uno che crea tensioni, anzi è un ragazzo umile, che lavora sodo e si può integrare bene sia da esterno destro, sia come recuperatore in mezzo». Insomma, l’inglese, che sta già studiando la lingua di Molière, è una pedina come un’altra dello scacchiere parigino, da usare indifferentemente in Champions League o in campionato: «Non ho preferenze», sottolinea il tecnico italiano che poi chiude con una battuta: «Mi spiace per voi, a Sochaux niente Beckham, ma solo Conte e Coman». Ovvero due ragazzi della primavera che magari bastano per tornare a casa con tre punti.

BUNDESLIGA LA 22a GIORNATA

Rogers fa outing: «Sono gay e smetto di giocare a calcio»

Reus demolisce l’Eintracht, Dortmund sempre secondo Il Leverkusen tiene il passo

renze e bugie. Ma alla fine anche una liberazione. «Non potrei essere più felice di oggi». Le associazioni gay applaudono.

«Le cose non sono mai come sembrano». L’ultimo post sul blog di Robbie Rogers, 25enne trequartista americano domiciliato nelle serie minori inglesi, inizia così. Quasi a voler sottolineare come i luoghi comuni sopravvivono solo se nascosti dal velo dell’ipocrisia. Non rimarrà nella storia per un gol, Rogers, ma per il messaggio lanciato a tutto il mondo del calcio forse sì. L’autore non lo scrive a chiare lettere (il termine gay non compare mai), ma il senso è inequivocabile: lascio il football perché sono «diverso». Una scelta d’amore, in tutti i sensi. «Ora non ho più paura» Non ce la faceva più Rogers. «Per 25 anni

A quando un campione? Pochi

Robbie Rogers, 25 anni, negli Usa

ho avuto paura di mostrare chi ero veramente, paura dei giudizi e dell’eventuale rifiuto da parte di chi mi amava. Il calcio era la mia fuga, il mio obiettivo, la mia identità e mi ha dato più gioia di quanto potessi sperare. Ma è il momento di andare via e di riscoprire me stesso lontano da questo mondo». Una decisione covata per anni tra soffe-

giorni fa fa il portiere del Manchester United Lindegaard si era augurato che un campione rivelasse prima o poi la propria omosessualità. «Al calcio serve un eroe gay, i tifosi sono legati a modelli antichi e rozzi». Non sarà un campione, Rogers, ma qualche soddisfazione sul campo se l’è tolta. Per diciotto volte ha vestito la maglia della nazionale, segnando pure due gol. E in Inghilterra ha difeso i nobili (anche se un po’ decaduti) colori del Leeds. Non lo farà più, ma la giocata memorabile l’ha fatta sulla tastiera del pc. Quale collega lo imiterà per primo? © RIPRODUZIONE RISERVATA

Arsenal, che flop Esce dalla coppa col Blackburn Kazim Richards gol, Gunners k.o. con una squadra di B Oggi tocca al City di Mancini DAL NOSTRO CORRISPONDENTE

STEFANO BOLDRINI LONDRA

Con una romantica dose di ottimismo, si può dire che all’Arsenal non resta che la Champions per evitare di chiudere l’ottava stagione di fila senza vincere un trofeo. I fischi dell’Emirates, dopo lo 0-1 rimediato negli ottavi di Coppa d’Inghilterra con il Blackburn, squadra di Championship, lasciano però intendere che il popolo dei Gunners cominci ad averne abbastanza. L’Arsenal è riuscito ancora una volta a divorare una quantità industriale di occasioni da gol, a colpire la traversa con Rosicky e a finire ko, dopo la rete segnata da Kazim-Richards al 72’. Wenger L’Arsenal non perdeva in casa, in Coppa d’Inghilterra, dal 1997. Non è certamente il modo migliore per affrontare il Bayern negli ottavi di Champions. Wenger ha tenuto a rapporto la squadra un’ora negli spogliatoi, ma in conferenza stampa ha esibito la solita aria sicura: «E’ incredibile non riuscire a vincere partite come questa, in cui domini per 90 minuti. Il Blackburn si è difeso bene e queste sono le classiche gare in cui basta un errore per essere puniti. Non mi pare il caso di parlare delle otto stagioni senza trofei, anche perché i calciatori in campo non facevano parte di questa squadra gli anni passati. Ora dobbiamo solo concentrarci sul Bayern. I fischi dei tifosi? Beh che cosa dovevamo aspettarci dopo una sconfitta così?». Oggi tocca al Manchester City. Per Roberto Mancini la Coppa d’Inghilterra è vitale dopo il crollo in Premier: è la sua polizza sulla panchina del City. IERI Luton-Millwall 0-3, Arsenal-Blackburn 0-1, MK Dons-Barnsley 1-3, Oldham-Everton 2-2. OGGI Chelsea-Brentford, Manchester City-Leeds, Huddersfield-Wigan. DOMANI Manchester United-Reading

© RIPRODUZIONE RISERVATA

LA STORIA EX NAZIONALE USA, 25 ANNI, GIOCAVA CON IL LEEDS

MARCO GUIDI

INGHILTERRA SORPRESA ALL’EMIRATES

Il Bayern Monaco resta lontano 15 punti ma il Borussia Dortmund prova comunque a non perdere altro terreno. Prova di forza dei gialloneri di Klopp, che si confermano al secondo posto superando 3 0 l’Eintracht Francoforte. Micidiale l’uno due di Reus tra l’ 8’ e il 9’, poi Schieber lascia i campioni di Germania in dieci al 31’ per doppia ammonizione ma l’Eintracht non ne approfitta, incassando anche il terzo gol di Reus (65’). Torna al successo il Bayer Leverkusen, terzo, che regola 2 1 l’Augsburg. Bene anche il Friburgo, che supera in trasferta il Werder Brema, e l’Amburgo che batte in casa di misura il Borussia Mönchengladbach, rivale della Lazio in Europa League. 22a GIORNATA Wolfsburg-Bayern Monaco 0-2 (giocata venerdì); Bayer Leverkusen-Augsburg 2-1; Borussia Dortmund-Eintracht 3-0; Fortuna Dusseldorf-Greuther Fürth 1-0; Mainz-Schalke 04 2-2; Amburgo-Borussia Mönchengladbach 1-0; Werder Brema-Friburgo 2-3. CLASSIFICA Bayern Monaco 57 p.; Borussia Dortmund 42; Bayer Leverkusen 41; Eintracht 37; Amburgo, Friburgo 34; Mainz 32; Borussia Mö, Schalke 30; Hannover 29; Werder Brema 28; Fortuna Dusseldorf 27; Wolfsburg 26; Stoccarda, Norimberga 25; Hoffenheim 16; Augsburg 15; Greuther Furth 12.

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Taccuino SPAGNA

Zidane allena i giovani del Real Zinedine Zidane torna al Real Madrid. Secondo quanto si scrive in Spagna, l’ex calciatore francese allenerà una delle tre squadre giovanili delle merengues, comple tando così il suo percorso di formazione come tecnico. I figli di Zizou, Enzo e Luca, giocano proprio nella cante ra del Real.

OLANDA

Psv ok, passo falso del Twente Il Psv Eindhoven batte l’Utrecht in rimonta (2 1) ed è sempre più in testa alla classifica. Passo falso del Twen te, bloccato sull’1 1 dal Willem II in casa. Punticino sal vezza per l’Heerenven di Van Basten in casa del Nac. Oggi le altre sfide di giornata. 23a: Twente Willem II 1 1; Nac Heerenven 1 1; Roda Az 2 2; Psv Eindhoven Utre cht 2 1. Classifica (prime posizioni): Psv Eindhoven 50; Ajax, Feyenoord e Twente 44; Vitesse e Utrecht 39.

TUNISIA

Maaloul nuovo c.t. La Tunisia ha scelto Nabil Maaloul. L’ex allenatore del l’Esperance, vincitore della Champions africana nel 2011, è il nuovo commissario tecnico della nazionale. Prende il posto di Sami Trabelsi, esonerato dopo la delu dente coppa d’Africa, in cui la Tunisia non ha superato la fase a gironi.


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SERIE B

DOMENICA 17 FEBBRAIO 2013

25a GIORNATA

d

l’Analisi

HANNO DETTO

di NICOLA BINDA twitter@Nickbinda

Che groviglio L’unico scatto è devastante Soltanto una settimana fa festeggiavamo il campionato ritrovato, la Serie B che piace, che segna e diverte. Dopo la lunga sosta c’erano state due giornate modeste, ma sembrava un caso, una conseguenza dell’inedito stop di un mese. Invece quest’ultimo turno è stato un deciso passo indietro. Manca una partita, ma i numeri sono impietosi: solo 20 gol, primi tempi con 6 povere reti, 3 partite in bianco, 6 pareggi. E poi tanti errori, sviste plateali, papere mai viste nella prima parte della stagione: non ci riferiamo soltanto ai due rigori falliti dall’Empoli — troppo facile — ma soprattutto a giocate sbagliate e topiche tattiche che a questo punto della stagione non sono più ammissibili. Ci vanno di mezzo tutti, sia chiaro. Anche il Sassuolo, che però patisce gli errori meno degli altri e piazza uno scatto impetuoso. L’ennesimo, forse quello che alla fine risulterà decisivo. La capolista soffre, batte lo Spezia (a proposito di errori, ecco una difesa... esemplare), poi si piazza in poltrona a guardare il Livorno e alla fine stappa una bottiglia di lambrusco dedicandola ai cugini del Modena. Il vantaggio sul secondo posto è salito a 7 punti, prima del posticipo quello sul terzo è di 11: se il Novara dovesse fare un colpo da Modena, agli uomini di Di Francesco è consentito passare allo champagne. Ben altri pensieri per tutte le altre. Il cuore della classifica è un mega groviglio che pare di essere in una metropoli all’ora di punta. Vincere due partite di fila è un’impresa, come trovare via libera nel traffico. Solo Sassuolo e Vicenza ci sono riusciti, oggi ci prova il Novara. Per le altre il filotto è soltanto un’utopia. Anche questo è il fascino della B, certo. Ma noi preferiamo il volto del 2012.

S Di Francesco (allenatore del Sassuolo) A livello mentale non era facile ribaltare l’1-2, invece pur non essendo brillanti siamo stati bravi a non perdere la fiducia e il gioco

S Atzori (allenatore dello Spezia) Abbiamo perso da vincenti, perché lo spirito mostrato mi è piaciuto. Ripetiamo le stesse ingenuità, i primi due gol li abbiamo regalati

S

L’ex Aglietti all’attacco Mandorlini: no a Cacia?

PRIMO TEMPO 1-2 MARCATORI Catellani (Sa) al 10’, Sansovini (Sp) al 16’, Pichlmann (Sp) al 27’ p.t.; Terranova (Sa) su rigore al 15’, Bianchi (S) al 21’ s.t.

SASSUOLO (4-3-3) Pomini 6; Gazzola 6,5, Marzorati 6, Terranova 6,5, Longhi 6; Bianchi 7, Magnanelli 6, Missiroli 6,5; Troianiello 6 (dal 30’ s.t. Troiano s.v.), Catellani 6,5 (dal 38’ s.t. Laribi s.v.), Berardi 6 (dal 44’ s.t. Frascatore s.v.). PANCHINA Pigliacelli, Bianco, Chibsah, Luppi. ALLENATORE Di Francesco 6,5.

NOVARA VERONA

SPEZIA (3-5-2) Guarna 6; Romagnoli 5,5 (dal 24’ s.t. Di Gennaro 6), Goian 5,5, Schiavi 6; Piccini 5, Porcari 6, Musacci 6,5 (dal 24’ s.t. Sammarco 6), Bovo 6,5 (dal 47’ s.t. Albarracin s.v.), Garofalo 5,5; Sansovini 6,5, Pichlmann 6,5. PANCHINA Iacobucci, Mario Rui, Lollo, Benedetti. ALLENATORE Atzori 6,5. ARBITRO Pinzani di Empoli 6. GUARDALINEE Chiocchi 6 - Tegoni 6. AMMONITI Garofalo (Sp), Porcari (Sp), Catellani (Sa) e Musacci (Sp) per gioco scorretto; Bovo (Sp) per comp. non regolamentare. NOTE paganti 2.475, incasso di 7.302 euro; abbonati 1.528, quota di 4.118 euro. Tiri in porta 8-5 (con una traversa). Tiri fuori 7-1. In fuorigioco 0-5. Angoli 3-7. Recuperi: p.t. 1’, s.t. 4’.

Tommaso Bianchi, 24 anni, festeggiato dai compagni dopo il quarto gol stagionale LAPRESSE

Il Sassuolo barcolla ma trova il jolly da A Segna, va sotto 2-1, poi vince con la perla di Bianchi Lo Spezia va a sprazzi: non basta il solito Sansovini ROBERTO PELUCCHI MODENA

Bianchi (centrocampista del Sassuolo) E’ stato il gol più bello della mia carriera: ho cercato di superare Guarna proprio in quel modo, il tiro era imparabile

IL POSTICIPO ORE 12.30

Il Sassuolo non muore mai. Le prende, si rialza, sgomma e se ne va. In attesa di un aiuto del Novara (oggi con il Verona terzo) che dia spessore alla 18ª vittoria su 26 partite, la squadra di Di Francesco ha schiantato lo Spezia alla distanza, ribaltando nella ripresa l’1-2 con cui si era chiuso il primo tempo. Atzori sta dando allo Spezia un’apparenza di grande squadra, alla quale manca però la continuità di rendimento, non soltanto tra una partita e l’altra, ma addirittura tra un tempo e l’altro. Solito Sansovini Il tecnico ha lasciato inizialmente Di Gennaro e Sammarco in panchina, ha messo Garofalo sulle orme di Troianiello e optato per le due punte (Sansovini e Pichlmann). I primi dieci minuti sono stati di ansia pura: Berardi ha avuto subito una palla-gol sui piedi ma si è fatto ipnotizzare da Guarna. Poi è arrivato il gol di Catellani, che ha sfruttato in corsa un assist di Troianiello. Preso il cazzotto, lo Spe-

zia ha reagito con rabbia, ma anche intelligenza. Il gioco si è sviluppato bene, grazie alla partecipazione generosa delle punte e al prezioso lavoro dei centrocampisti. Così il pari è stato immediato e a mettere la firma è stato il solito Sansovini (18˚ gol stagionale per il capocannoniere), il quale dopo aver «ciccato» una prima volta il pallone — appena dentro l’area — ha fulminato Pomini con una girata di destro. Subito dopo Schiavi, di testa, ha centrato la traversa, quindi lo Spezia ha messo la freccia: Troianiello ha perso palla a centrocampo, Musacci senza pensarci troppo ha lanciato in verticale Pichlmann, che ha sfruttato la marcatura morbida di Terranova per trafiggere Pomini in diagonale. Rimonta Il Sassuolo non è più il

fortino insuperabile di un tempo e non sta vivendo un periodo brillante. Prende gol da quattro partite di fila (mai successo, neppure di incassare due reti al Braglia), ma contiGOL E HIGHLIGHTS guarda le immagini su

www.gazzetta.it

g

CLASSIFICA

ASCOLI-PRO VERCELLI 0-0 BARI-CROTONE 0-0 BRESCIA-VICENZA 0-1 CITTADELLA-CESENA 1-1 GROSSETO-LANCIANO 2-2 LIVORNO-MODENA 1-2 NOVARA-VERONA oggi, ore 12.30 REGGINA-PADOVA 2-1 SASSUOLO-SPEZIA 3-2 TERNANA-EMPOLI 0-0 VARESE-JUVE STABIA 1-1

PROSSIMO TURNO 27ª giornata Venerdì 22 febbraio, ore 19 JUVE STABIA-GROSSETO ore 21 SPEZIA-NOVARA Sabato 23 febbraio, ore 15 CESENA-ASCOLI CITTADELLA-LIVORNO CROTONE-TERNANA EMPOLI-PADOVA LANCIANO-REGGINA PRO VERCELLI-BARI VERONA-VARESE VICENZA-SASSUOLO ore 18 MODENA-BRESCIA

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DAL NOSTRO INVIATO

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RISULTATI

SASSUOLO SPEZIA

(2-2) (0-1)

La svolta Nella ripresa Di Francesco ha spostato Berardi al centro dell’attacco e il Sassuolo è diventato padrone. Il pareggio è arrivato su rigore: l’ingenuo Piccini ha mancato la palla e colpito Missiroli, dal dischetto Terranova ha segnato così il nono gol (è capocannoniere della squadra con Boakye). Il 3-2 è un gioiellino di Bianchi: da fuori area ha colpito di destro, dando al pallone una traiettoria imprevedibile (a giro e in pallonetto) a scavalcare Guarna. Atzori ha inserito Di Gennaro e Sammarco, ma l’unico pericolo è arrivato con Bovo (bravo Pomini).

RETI

PUNTI V

IN CASA N P

V

FUORI N P

G

TOTALE V N

P

IN CASA F S

FUORI F S

TOTALI F S

Diff. Reti

SASSUOLO

58

11

2

0

7

2

4

26 18

4

4

28

LIVORNO

51

9

2

3

6

4

2

26 15

6

5

29 21 20 12 49 33 16

VERONA

47

8

3

1

5

5

3

25 13

8

4

18

6

19

14 37 20

VARESE (-1)

43

7

5

2

5

3

4

26 12

8

6

24 13

11

15 35 28

EMPOLI

39

5

4

4

5

5

3

26 10

9

7

18

MODENA (-2)

36

6

5

2

4

3

6

26 10

8

8

16

JUVE STABIA

35

5

4

4

4

4

5

26

9

8

9

18

PADOVA

35

4

8

1

4

3

6

26

8

11

7

16

BRESCIA

34

6

6

1

1

7

5

26

7

13

6

18

ASCOLI (-1)

33

6

4

3

3

3

7

26

9

7

10 19

SPEZIA

32

6

1

5

2

7

5

26

8

CITTADELLA

32

5

6

2

3

2

8

26

8

CESENA

31

5

4

4

2

6

5

26

7

TERNANA

30

4

5

4

3

4

6

26

7

CROTONE (-2)

30

7

3

2

1

5

8

26

8

6

26 15 54 21 33

7

41 39

2

7

18 23 34 30

4

18

21 20 39 38

1

12

14

18 30 30

0

6

15

21 33 27

6

14

15

21 34 35

-1

8

10 20 21

16

17 36 38 -2

8

10 16

13

16 25 32 38 -6

10

9

16

19

13 23 29 42 -13

9

10 15

15

10

13 25 28 -3

8

10

11

8

22 25 33 -8

17

21 23 18

17

(0-1) (2-2) (0-1) (0-2) (1-0) (1-2) (3-0) (0-0)

LANCIANO

30

3

7

3

3

5

5

26

6

12

8

16 20

11

16 27 36 -9

REGGINA (-2)

29

5

5

4

2

5

5

26

7

10

9

14

10

15 24 30 -6

NOVARA (-4)

28

5

3

4

4

2

7

25

9

5

11

17

12

17

17 34 29

BARI (-7)

26

6

3

5

2

6

4

26

8

9

9

17

15

15

14 32 29

3

VICENZA

25

3

4

5

2

6

6

26

5

10

11

20 22

9

15 29 37

-8

(1-2)

U PROMOSSE U PLAYOFF U PLAYOUT U RETROCESSE

15

5

PRO VERCELLI

17

4

2

7

0

3

10 26

4

5

17

13 20

7

25 20 45 -25

GROSSETO (-6)

16

4

7

2

0

3

10 26

4

10

12 20 15

8

26 28 41 -13

h

MIGLIORE

7

BIANCHI (Sassuolo) Segna il gol della vittoria con un favoloso tiro a giro di destro da fuori area che lascia di stucco Guarna. Applausi

VERONA (4-3-3) 1 RAFAEL 18 MORAS 5 CECCARELLI 20 MAIETTA 29 CACCIATORE 19 JORGINHO 24 BACINOVIC 10 HALLFREDSSON 21 GOMEZ 8 CACIA 13 SGRIGNA All. MANDORLINI

PANCHINA 1 Kosicky, 15 Ghiringhelli, 29 Bastrini, 13 Parravicini, 18 Marianini, 20 Lazzari, 25 Mehmeti.

PANCHINA 33 Berardi, 3 Albertazzi, 6 Martinho, 16 Nielsen, 17 Carrozza, 9 Ferrari, 23 Cocco.

ARBITRO Gavillucci di Latina GUARDALINEE Melloni–Del Giovane PREZZO da 13 a 30 euro TV Premium Calcio, Premium Play; Sky Calcio 6 HD

Grande appuntamento oggi alle 12.30 con Novara-Verona: la squadra di casa cerca punti per uscire dalla zona calda, l’Hellas invece ha la possibilità di avvicinare il Livorno. Qui Novara Fresco di rinnovo

del contratto, Aglietti cerca la settima vittoria col Novara (finora 6 successi e 4 sconfitte) sfidando la squadra dove ha giocato dal 2007 al 2010: due stagioni e mezzo con 22 reti. Ricorda: «Ho avuto infortuni gravi, ma quell’esperienza rimane speciale per me: in quegli anni sono nati i miei figli». Aglietti rinuncia a Perticone, infortunato, e rispolvera Lisuzzo in coppia con Ludi al centro della difesa. Confermato il tridente con Seferovic. Squalificati nessuno. Diffidati Alhassan, Bardi, Barusso, Bastrini, Ludi e Perticone. Qui Verona Cacia tiene Mandor-

lini con il fiato sospeso: si decide in mattinata, se non ce la fa gioca Cocco oppure debutta Ferrari dopo lo stop per il calcioscommesse. Infortunati Rivas e Agostini, tornano Hallfredsson e Gomez. A sinistra Cacciatore favorito su Martinho, con Moras sulla destra. In mezzo più probabile Bacinovic di Nielsen. Squalificati Laner. Diffidati Bacinovic e Moras.

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MARCATORI PARTITE

SQUADRE

nua a creare molto. Le occasioni per chiudere in parità il primo tempo ci sono state, nonostante il terreno infame (stavolta non per la pioggia): prima Guarna ha alzato sopra la traversa una capocciata di Troianiello, poi lo stesso attaccante ha spolverato il palo (che errore Guarna in disimpegno), infine Catellani si è visto respingere il tiro dal portiere.

NOVARA (4-3-3) 22 BARDI 21 COLOMBO 4 LISUZZO 5 LUDI 7 CRESCENZI 32 FERNANDES 6 BUZZEGOLI 23 PESCE 19 GONZALEZ 11 SEFEROVIC 30 LEPILLER All. AGLIETTI

18 RETI Sansovini (Spezia). 15 RETI Ardemagni (3, Modena); Cacia (3, Verona). 14 RETI Zaza (Ascoli); Siligardi (1, Livorno). 11 RETI Succi (2, Cesena); Tavano (3, Empoli); Gonzalez (3, Novara); Ebagua (2, Varese). 10 RETI Sforzini (2, Grosseto; ora è nel Pescara). 9 RETI Caputo (3, Bari); Paulinho (2, Livorno); Boakye e Terranova (7, Sassuolo). 8 RETI Gabionetta (2, Crotone); Saponara (Empoli); Farias (Padova); Comi (2, Reggina). 7 RETI Corvia (1, Brescia); Di Roberto (3, Cittadella); Danilevicius (Juve Stabia; ora è nel Latina); Dionisi (3, Livorno); Pavoletti (Sassuolo); Malonga (1, Vicenza). 6 RETI Bellomo (Bari); And. Caracciolo (2, Brescia); Maccarone (Empoli); Caserta (Juve Stabia); Lazarevic (Modena); Mehmeti (Novara); Cutolo (1, Padova); Di Gennaro (4, Spezia); Litteri (1) e Vitale (2, Ternana); Gomez (3, Verona).

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3

domande a... MIMMO DI CARLO ALLENATORE

«Sassuolo che carattere Livorno, guai abbatterti» Mimmo Di Carlo, ex allenatore del Chievo, commenta per noi questa giornata. Di Carlo, che partita ha visto? «Sassuolo-Spezia. Due squadre con buone qualità, anche lo Spezia davanti è forte. Il Sassuolo però ci ha creduto di più, malgrado le assenze ha reagito bene e ha meritato di vincere». Il Livorno ha perso ancora: che succede? «Capita in B, nel ritorno è sempre più difficile e se manca Siligardi si sente: conosco la piazza, bisogna star tranquilli ed evitare le tensioni. Certo, il Verona può approfittarne, è la squadra più forte, ma attenzione al Novara che sta bene». Cosa capisce di questa corsa ai playoff? «Dipende come si arriva fisicamente alla fine. La lotta è incredibile e apertissima, dai 32 punti in su tutti possono crederci, ma adesso è presto: soltanto tra un mese ne sapremo di più».


DOMENICA 17 FEBBRAIO 2013

LA GAZZETTA SPORTIVA

23

SERIE B 25a GIORNATA

Modena che colpo Decide Ardemagni Livorno, altro k.o. L’attaccante dedica il gol alla nonna scomparsa Seconda sconfitta di fila per Nicola: palla al Verona LIVORNO MODENA

1 2

PRIMO TEMPO 0-1 MARCATORI Lazarevic (M) al 32’ p.t.; Dionisi (L) su rigore al 4’, Ardemagni (M) al 40’ s.t.

LIVORNO (3-4-1-2) Mazzoni 5,5; Bernardini 5,5, Emerson 6,5, Lambrughi 5; Salviato 6 (dal 15’ s.t. Bigazzi 6), Gentsoglou 5, Duncan 6,5, Gemiti 6; Belingheri 6 (dal 18’ p.t. Dell’Agnello 5); Paulinho 6,5, Dionisi 6,5. PANCHINA Aldegani, Decarli, Molinelli, Vacca, Siligardi. ALLENATORE Nicola 6,5.

MODENA (4-3-3) Colombi 6,5; Gozzi 6, Andelkovic 6,5, Zoboli 6,5, Perna 5,5; Sturaro 6, Moretti 6,5, Signori 6 (dal 42’ s.t. Osuji s.v.); Lazarevic 6,5 (dal 29’ s.t. Nardini 6), Ardemagni 6, Piscitella 5 (dal 17’ s.t. Pagano 6). PANCHINA Manfredini, Dalla Bona, Mazzarani, Stanco. ALLENATORE Marcolin 6,5. ARBITRO Giancola di Vasto 6,5. GUARDALINEE Manna 6 - Bagnoli 6. AMMONITI Lambrughi (L), Moretti (M) e Perna (M) per gioco scorretto. NOTE paganti 2.716, incasso di 16.443 euro; abbonati 2.779, quota di 17.291,82 euro. Tiri in porta 3-4 (con un palo). Tiri fuori 9-4. In fuorigioco 2-1. Angoli 13-5. Recuperi: p.t. 2’, s.t. 3’.

DAL NOSTRO INVIATO

ALESSIO DA RONCH LIVORNO

Matteo Ardemagni regala una sorpresa al Modena e il secondo dispiacere consecutivo al Livorno, che dopo lo stop di Empoli inciampa pure in casa e oggi potrebbe essere avvicinato al secondo posto dal Verona. E’ curioso il fatto che le due sconfitte dei toscani siano arrivate allo stesso modo, con il colpo del k.o. preso d’incontro

de, per il fantasista inserisce un centravanti: Dell’Agnello. Per il laterale mette un’ala: Bigazzi. Il tutto anche se il Modena è ben disposto in campo. Il colpo finale arriva a causa dello sbilanciamento della squadra, ma fa parte del gioco. Sofferenza Il Modena ha il meri-

to di saper soffrire. Pressa, chiude gli spazi e riparte, con un centrocampo solido in Sturaro e Signori e preciso in Moretti. La freccia migliore è Lazarevic che riesce a trasformare un calcio d’angolo contro in un gol: sulla respinta al limite supera in velocità Gemiti, corre per 40 metri puntando verso Lambrughi, lo salta e, dal limite, fa secco Mazzoni. Il vantaggio non spiana la strada, anzi. La reazione del Livorno schiaccia il Modena, che resiste grazie all’abilità nel gioco aereo, alle idee di Moretti e alla voglia di combattere di Ardemagni: bella una sua punizione parata da Mazzoni. Nel finale, in contropiede, il k.o.: Pagano colpisce il palo, poco dopo Sturaro torna sul pallone e trova Ardemagni in area pronto alla deviazione vincente. Un gol speciale, dedicato in lacrime alla nonna Caterina appena scomparsa. Improvvisazione Il Livorno pro-

mentre avanzano a testa bassa per cercare la vittoria. Filosofia Due indizi, però, sta-

volta non fanno una prova. E’ questione di filosofia, la stessa che ha consentito a Davide Nicola di trasformare il Livorno scialbo dello scorso anno nella macchina da guerra di questa stagione. Crederci, sempre e comunque è la parola d’ordine, spesso vincente, qualche volta perdente. Il tecnico del Livorno non perde mai la fiducia, non lo fa neppure quando è costretto a rinunciare a Fiorillo, Ceccherini, Luci, Schiattarella e Siligardi. Né quando perde, sempre per infortunio, anche Belingheri e Salviato. Lui ci cre-

LA SORPRESA IL PRESIDENTE DEL BRESCIA: «SVEGLIA!»

Matteo Ardemagni, 25 anni, esulta (coperto) dopo il gol della vittoria. Per il centravanti del Modena è il gol numero 15: tra i marcatori è secondo dopo Sansovini LAPRESSE

h

MIGLIORE

6,5

MORETTI (Modena) Il centrocampista della squadra di Marcolin è l’uomo che non perde mai la testa, quello che non rinuncia a cercare la giocata di qualità neppure nel momento in cui il Livorno pressa con maggior forza. Piazzato davanti alla difesa gioca molti palloni, commette anche errori, ma gioca sempre con personalità e si merita la palma di migliore in campo

va a sorprendere sulla destra, con Salviato che sfugge a Piscitella e Perna. Dai suoi cross però arrivano solo due deviazioni imprecise di Dionisi e Dell’Agnello. Il giochetto funziona, ma a portare il pari è un’improvvisazione di Dionisi, che invece di servire Salviato, finta e si accentra incuneandosi in area: Moretti lo tocca ed è rigore, che lo stesso Dionisi realizza. Paulinho fa il fantasista e imperversa, Dionisi è irrefrenabile. Nel frattempo Duncan cerca la soluzione da fuori area. Tutto inutile per imprecisione e le parate di Colombi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

SFIDA DEL SUD BELLOMO È SPENTO, LAMANNA SUPER

ZONA PLAYOFF JUVE STABIA AVANTI E RIPRESA

E’ il pari degli errori Varese, c’è Ebagua VARESE JUVE STABIA

1 1

PRIMO TEMPO 0-0 MARCATORI Bruno (JS) al 20’, Ebagua (V) al 29’ s.t.

h 6,5 il migliore CORTI (Varese) Comanda da difensore adattato, spinge da centrocampista: brillante

VARESE (4-2-4) Bastianoni 5; Pucino 6, Troest 6, Corti 6,5, Franco 5; Kone 5,5 (dal 19’ s.t. Carrozzieri 6), Filipe 5,5; Ferreira Pinto 6 (dal 28’ s.t. Juan Antonio 6), Ebagua 6,5, Oduamadi 6, Zecchin 5,5 (dal 12’ s.t. Martinetti 6,5). PANCHINA Milan, Scapuzzi, Fiamozzi, Lazaar. ALLENATORE Castori 6.

JUVE STABIA (3-5-1-1) Nocchi 6,5; Martinelli 6, Scognamiglio 6,5, Murolo 6; Dicuonzo 6, Suciu 6 (dal 33’ s.t. Acosty s.v.), Doninelli 5,5 (dal 13’ s.t. Mezavilla 6,5), Caserta 6,5, Gorzegno 6; Verdi 6 (dal 17’ s.t. Improta 5,5); Bruno 6,5. PANCHINA Seculin, Agyei, Cellini, Jidayi. ALLENATORE Braglia 6. ARBITRO Di Paolo di Avezzano 6,5. GUARDALINEE Bernardoni 6 - Di Francesco 6,5. AMMONITI Corti (V), Martinelli (JS), Gorzegno (JS), Dicuonzo (JS), Mezavilla (JS), Filipe (V) e Carrozzieri (V) per g.s.; Bruno (JS) per c.n.r. NOTE paganti 663, incasso di 3.672,77 euro; abbonati 2.640, quota di 16.537 euro. Tiri in porta 2-1. Tiri fuori 6-4. In fuorigioco 5-10. Angoli 8-3. Recuperi: p.t. 0, s.t. 3'.

DAL NOSTRO INVIATO

ALEX FROSIO VARESE

Non è questo il Varese su cui conta mezza Serie B per salvare i playoff. Non poteva esserlo: i mali di stagione hanno complicato la settimana di Castori e minato la brillantezza dei suoi giocatori. Serviva quella per scardinare il dispositivo di una Juve Stabia quadrata ma non abbastanza fredda nel gestire il vantaggio. Impigliato Una partita da 0-0 finisce invece 1-1 per due errori: uno individuale (del Varese) e uno di squadra (della Juve Stabia). Solo così si sblocca una

partita inchiodata per 65 minuti. Perché il Varese rimane impigliato nel 3-5-1-1 con cui la Juve Stabia ha la superiorità numerica in difesa (i due esterni si abbassano a contrastare le 4 punte del Varese) e a centrocampo (tre contro due biancorossi, lenti nella trasmissione del pallone). Sistema che per contro ha impedito agli ospiti di creare occasioni, anche per la linea difensiva altissima del Varese. Gli errori Il vantaggio stabiese arriva quando il portiere Bastianoni, sostituto dell’indisponibile Bressan, resta a metà strada su un cross lungo di Gorzegno e Bruno lo anticipa di testa. Il gol e un paio di cambi azzeccati sono una scossa elettrica per il Varese. Il pareggio, sfiorato di testa da Martinetti (gran parata di Nocchi), è favorito dal fuorigioco sbagliato dalla Juve Stabia, che sale male su una punizione di Filipe. Carrozzieri raccoglie e serve Oduamadi, ma il tocco vincente finale è di Ebagua. Aveva avuto la febbre sabato notte, non doveva nemmeno giocare. Ma in tribuna, tra Ariedo Braida (all’Ossola per i controllati rossoneri Oduamadi e Verdi: match pari) e Giovanni Sartori, c’era la portafortuna Sarah Maestri: la (bellissima) madrina del Varese indossava proprio la maglia di Ebagua. © RIPRODUZIONE RISERVATA

MOMENTO NEGATIVO UN GUIZZO DELL’ATTACCANTE

Vicenza, un altro lampo Il Bari è senza benzina Ascoli, ci prova Zaza E Corioni striglia Calori Crotone, il punto piace La Pro Vercelli a secco BRESCIA VICENZA

0 1

PRIMO TEMPO 0-0 MARCATORE Brighenti al 5’ s.t.

BRESCIA (4-3-1-2) Arcari 6; Zambelli 6,5, De Maio 6, Caldirola 5,5, Daprelà 5 (dal 9’ s.t. Saba 5); Lasik 5, Budel 5,5, Rossi 5 (dal 33’ s.t. Felipe s.v.); Scaglia 6; Mitrovic 5 (dal 9’ s.t. Corvia 6), And. Caracciolo 5. PANCHINA Cragno, Ant. Caracciolo, Benali, Finazzi. ALLENATORE Calori 5.

VICENZA (4-4-2) Bremec 7; Martinelli 6,5, Camisa 6,5, Milanovic 6, Brighenti 7; Bellazzini 6,5 (dal 29’ s.t. Padalino s.v.), Cinelli 6,5, Ciaramitaro 6, Semioli 6; Malonga 6 (dal 18’ s.t. Bojinov 6), Tiribocchi 5,5 (23’ s.t. Giacomelli 6). PANCHINA Pinsoglio, Bessa, Corticchia, Laczko. ALLENATORE Dal Canto 6,5. ARBITRO Nasca di Bari 6. GUARDALINEE Tasso 6,5 - Ceccarelli 6. AMMONITI Ciaramitaro (V), Brighenti (V), Budel (B) e Lasik (B) per gioco scorretto. NOTE spettatori 4.500 circa; paganti e incasso nc; abbonati 3.828, quota nc. Tiri in porta 6 (con un palo)-5. Tiri fuori 9-4. In fuorigioco 2-0. Angoli 10-4. Recuperi: p.t. 0, s.t. 3’.

VINCENZO CORBETTA BRESCIA

Nella sfida tra gli Alessandro della panchina, Dal Canto si conferma la bestia nera di Calori. Dopo averlo sostituito a Padova (marzo 2011), avergli interrotto il record di imbattibilità la scorsa stagione dopo 10 partite utili e 907 minuti con la porta immacolata (Brescia-Padova 1-2), stavolta con il Vicenza mette fine all’inviolabilità del Rigamonti, aprendo la crisi del Brescia che non vince dal

h 7 il migliore BREMEC (Vicenza) Decisivo su Zambelli e De Maio e poi all’ultimo secondo anche su Corvia

30 dicembre (5-0 al Crotone) e non segna da 425 minuti. Il presidente Corioni a fine gara conferma Calori ma con riserva: «Ci vedremo presto, non penso di cambiarlo, però si deve dare una svegliata e con lui i giocatori. Questa è una squadra morta, troppo lenta». Trasferta felice Per Dal Canto,

invece, 6 punti in 3 gare e secondo blitz di fila dopo quello di Verona. E anche a Brescia, il Vicenza gioca una partita giudiziosa. Rischia solo i primi 15 minuti, quando Budel centra il palo con un sinistro a giro e Bremec è attento su Zambelli e De Maio. Una fiammata iniziale che non scotta il Vicenza, pericoloso in contropiede con Bellazzini (21’, gran parata di Arcari). La rete decisiva al 5’ della ripresa con una stangata da 20 metri di Brighenti, su azione d’angolo. Una prodezza su cui il Vicenza erige un muro invalicabile. E a 5 secondi dalla fine Bremec blinda la seconda vittoria esterna consecutiva con una prodezza su colpo di testa di Corvia. © RIPRODUZIONE RISERVATA

BARI CROTONE

0 0

BARI (4-3-3) Lamanna 7; Ristovski 6, Ceppitelli 6, Polenta 6, Rossi 5; De Falco 5 (dal 19’ s.t. Defendi 5,5), Romizi 5,5 (dal 32’ s.t. Dos Santos s.v.), Bellomo 5; Fedato 5, Caputo 5, Ghezzal 6 (dal 23’ s.t. Tallo 5,5). PANCHINA Pena, Sabelli, Iunco, Galano. ALLENATORE Torrente 5,5.

CROTONE (4-3-3) Caglioni 6; Del Prete 6, Abruzzese 6,5, Ligi 6,5, Migliore 6; Eramo 6, Crisetig 6,5 (dal 43’ s.t. Matute s.v.), Galardo 6; Gabionetta 5,5 (dal 32’ s.t. Ciano s.v.), Caetano 5,5, Torromino 6,5 (dal 46’ s.t. Paonessa s.v.). PANCHINA De Luca, Mazzotta, Checcucci, Leto. ALLENATORE Drago 6. ARBITRO La Penna di Roma 6,5. GUARDALINEE Bolano 6,5 – Peretti 6,5. AMMONITI Fedato (B), Romizi (B), Gabionetta (C), Migliore (C) e Crisetig (C) per gioco scorretto. NOTE paganti 185, incasso di 2.097 euro; abbonati 5.837, quota di 15.595 euro. Tiri in porta 3-5. Tiri fuori 4-10. In fuorigioco 7-5. Angoli 3–4. Recuperi: p.t. 0, s.t. 3’.

FRANCO CIRICI BARI

Il Crotone non approfitta di un Bari involuto e in preda al panico nella ripresa. Normale che sia finita senza reti, come all’andata. Eppure le occasioni non sono mancate. Il Bari ne ha fallite 3, con Bellomo (irriconoscibile), Fedato e Ghezzal. La squadra di Drago addirittura mezza dozzina, con Gabionetta e il redivivo Caetano poco convinti al momento opportuno. E così la squadra di

Torrente, sempre più inguaiata in zona playout, fa i conti con un digiuno allarmante: non segna da 396’ e ha conquistato solo 3 punti nel ritorno. Mentre il Crotone trae il minimo beneficio da un viaggio che poteva regalargli tranquillità. Due facce Partono bene i padroni di casa. Fanno gioco, avrebbero voglia di spaccare il mondo ma al dunque si smarriscono. Bellomo manda alle stelle un invito di Caputo, lo imita Fedato spedendo a lato un assist di Ghezzal. Il Crotone nel primo tempo tiene botta e sfiora il bersaglio con Gabionetta e Caetano. Nella ripresa dopo un erroraccio sotto porta di Ghezzal, salgono in cattedra i calabresi. A centrocampo Crisetig, Eramo e Galardo sovrastano De Falco e Bellomo, mentre Romizi deve uscire. Per fortuna del Bari, Lamanna è miracoloso. Il resto lo sbagliano le punte del Crotone. Mentre i tifosi del San Nicola fischiano, contestano e inneggiano a Protti e Joao Paulo. Facce da gol, ma di una storia lontana. © RIPRODUZIONE RISERVATA

h 7 il migliore LAMANNA (Bari) Evita il naufragio con un paio di interventi strepitosi su Torromino e Gabionetta

ASCOLI PRO VERCELLI

0 0

ASCOLI (3-5-2) Maurantonio 6; Prestia 6, Faisca 6, Ricci 6; Conocchioli 6 (dal 47’ s.t. Russo s.v.), Di Donato 5,5, Loviso 5,5 (dal 37’ s.t. Montalto s.v.), Fossati 6, Legittimo 5,5 (dal 26’ s.t. Pasqualini 6); Feczesin 5,5, Zaza 6. PANCHINA Gomis, Colomba, Capece, Graham. ALLENATORE Silva 5,5. PRO VERCELLI (4-3-2-1) Valentini 6; Vinci 6, Ranellucci 6, Modolo 6, Scaglia 6; Filkor 6 (dal 31’ s.t. Rosso s.v.), Genevier 6,5, Cristiano 5,5 (dal 21’ s.t. Scavone 6); Ragatzu 5,5, Grossi 5 (dal 17’ s.t. Greco 6); Eusepi 5,5. PANCHINA Miranda, Erpen, Germano, Sini. ALLENATORE Braghin 6. ARBITRO Palazzino di Ciampino 6. GUARDALINEE Schenone 6 – Alassio 6. AMMONITI Scaglia (PV) e Genevier (PV) per gioco scorretto; Zaza (A) per comportamento non regolamentare. NOTE paganti 1.075, incasso di 9.935 euro; abbonati 1.368, quota di 14.658,12 euro. Tiri in porta 6-2. Tiri fuori 5-4. In fuorigioco 1-3. Angoli 5-7. Recuperi: p.t. 0, s.t. 3’.

PEPPE ERCOLI ASCOLI PICENO

Non sa più vincere l’Ascoli che si ferma sullo 0-0 contro una Pro Vercelli ordinata, ma inconcludente in zona gol. Nella testa dei bianconeri ancora le tossine e la delusione per la cocente sconfitta per 4-3 a La Spezia dopo essere stato in vantaggio 3-0. «Un fardello pesante» concorda Silva. Contro Lanciano, La Spezia e Pro Vercelli solo due punti, pochi il salto di qualità.

h 6,5 il migliore GENEVIER (Pro Vercelli) Spicca per l’ordine che riesce a dare al suo centrocampo

Il lampo L’unica vera emozione del match la regala il solito Zaza. Era il 4’ della ripresa, cross di Legittimo da sinistra, Scaglia si fa sorprendere da Zaza che di testa centra il palo. Per il resto è stato un Ascoli che nel primo tempo ha fatto poco o nulla per cercare il gol. Poche idee a centrocampo, scarsi movimenti di Zaza (non al top), lento Feczesin. Non bastano a giustificare una prestazione non esaltante le assenze di Peccarisi, Scalise, Morosini e Soncin. Ci si aspettava una reazione dall’Ascoli dopo La Spezia. A Cesena sabato prossimo mancherà Zaza che era in diffida ed è stato ammonito. Nel primo tempo è stata la Pro Vercelli a fare la gara. Braghin, privo degli squalificati Borghese e Abbate, a sorpresa ha lasciato in panchina Greco. Bene gli ospiti fino alla trequarti, oltre poco o nulla. Eppure qualche buona situazione c’è stata, ma Eusepi, Grossi e Ragatzu non sono stati incisivi. «Volevamo la vittoria, ci servono punti, ma se non tiriamo c’è poco da fare» ha detto il tecnico degli ospiti Braghin, fotografando bene la partita. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA GAZZETTA SPORTIVA

DOMENICA 17 FEBBRAIO 2013

SERIE B 25a GIORNATA

Tavano-Maccarone papere in fotocopia Gli attaccanti dell’Empoli calciano altissimo due rigori La Ternana ringrazia ma non segna: solo due traverse TERNANA EMPOLI

0 0

che flop

TERNANA (3-5-2) Brignoli 6; Ferraro 6, Brosco 6, Lauro 6; Ragusa 6 (dal 37’ s.t. Sinigaglia s.v.), Carcuro 6,5, Miglietta 6, Scozzarella 6,5 (dal 14’ s.t. Bencivenga 5,5), Vitale 6,5; Litteri 6 (dal 29’ s.t. Di Deo 6), Alfageme 6,5. PANCHINA Ambrosi, Masi, Botta, Maniero. ALLENATORE Toscano 6.

Doppio errore dal dischetto? E’ la prima volta

EMPOLI (4-3-1-2) Bassi 6; Laurini 5,5, Pratali 5,5 (dal 29’ s.t. Tonelli 6), Regini 5,5, Hysaj 5,5; Moro 6, Valdifiori 6, Signorelli 6 (dal 22’ s.t. Casoli 6); Saponara 6; Maccarone 5, Tavano 5 (dal 34’ s.t. Pucciarelli s.v.). PANCHINA Dossena, Accardi, Bationo, Shekiladze. ALLENATORE Sarri 5,5.

Dall’alto i rigori sbagliati prima da Tavano e poi da Maccarone. In questa stagione 9 squadre hanno avuto 2 rigori nella stessa partita, ma nessuna ha fatto due errori: nella scorsa stagione è successo al Brescia (Feczesin e Budel) e al Vicenza (Abbruscato e Paolucci), tutti rigori in questi casi parati LAPRESSE

ARBITRO Abbattista di Molfetta 7. GUARDALINEE Bianchi 6,5 - Gava 6,5. AMMONITI Pratali (E), Valdifiori (E), Brignoli (T), Alfageme (T), Bencivenga (T) e Miglietta (T) per gioco scorretto; Moro (E) per c.n.r. NOTE paganti 2.580, incasso di 22.455,50 euro; abbonati 2.518, quota di 14.842,13 euro. Tiri in porta 4 (con due traverse)-0. Tiri fuori 3-6. In fuorigioco 2-0. Angoli 2-4. Recuperi: p.t. 1’, s.t. 3’.

sersene accorto quando ci ha posato la palla, non ci sono scuse.

DAL NOSTRO INVIATO

GENNARO BOZZA TERNI

La chiave Il paradosso è che, se

Mettiamola così: Paolo Rossi non dedicherà a Tavano e Maccarone una «Ode» per rigori non realizzati, come fece per Beccalossi, autore della doppia impresa contro lo Slovan Bratislava nel 1982. I due attaccanti dell’Empoli ne sbagliano «soltanto» uno a testa e si dividono perfettamente l’«onore» della citazione, anche perché mancano il gol nella stessa maniera, tiro centrale alto. Insomma, per restare in tema di personaggi famosi, un po’ come quello di Baggio nella finale mondiale del 1994 contro il Brasile. Il palcoscenico è meno importante, ma la rappresentazione è la stessa, con l’aggiunta di un tentativo di giustificazione. Maccarone, infatti, dopo il secondo errore, indica il dischetto del rigore, dove in effetti c’è una buca. Ma il giocatore mica può dire di non es-

anche uno solo di loro segnasse, regalerebbe all’Empoli una vittoria immeritata. Quei due tiri sono gli unici tentativi contro la porta, originati fra l’altro dalle uniche disattenzioni dei difensori umbri: al 7’ della ripresa lasciano la palla a Laurini che viene steso da Brignoli; al 25’, Bencivenga interviene su Tavano e colpisce «anche» la palla, dopo avergli preso le gambe. L’arbitro Abbattista è bravo a centrare ogni decisione. Così, Tavano spara in curva, Maccarone lo imita e le emozioni, pure forti, prodotte dall’Empoli si chiudono lì. Per intendersi meglio: nello specchio della porta umbra non arriva neanche un pallone. La Ternana, invece, pur tirando un sospiro di sollievo per i rigori sbagliati, ha il diritto di recriminare.

h

MIGLIORE

6,5

VITALE (Ternana) Grande spinta sulla fascia sinistra e tanti cross, aiuta anche in difesa

Doppia traversa Le azioni più

pericolose, infatti, sono create dalla squadra di Toscano, sempre penalizzata da tante assenze (ma c’è il felice rientro di Di Deo, infortunatosi a ottobre), in grado di creare una barriera al centro, soprattutto con Carcuro, poi di spingere sulle fasce e colpire due volte la traversa: al 20’ con Vitale, di testa su cross di Alfageme dalla destra, al 23’ con Scozzarella, con un tiro cross da sinistra. Ed è sempre della Ternana un’altra occasione che potrebbe decidere la gara, al 30’ della ripresa, quando Vitale fa un cross dalla sinistra e Alfageme decolla per un colpo di testa che pare andare all’incrocio, ma finisce fuori per un soffio. L’Empoli prova a buttarsi in avanti, ma le idee non ci sono e alla fine resta solamente il rimpianto per quei due rigori che resteranno nella memoria come due autentici sberleffi.

GROSSETO LANCIANO

2 2

PRIMO TEMPO 1-0 MARCATORI Piovaccari (G) al 40’ p.t.; Plasmati (L) al 4’, Piccolo (L) al 13’, Piovaccari (G) al 49’ s.t.

GROSSETO (4-2-3-1) Lanni 6; Donati 6,5, Feltscher 6,5, Padella 5, Calderoni 4,5; Crimi 6, Jadid 5 (dall’11’ s.t. Mandorlini 6); Mancino 6,5, Foglio 5,5 (dal 16’ s.t. Coulibaly 6), Soddimo 5,5 (dal 33' s.t. Lupoli 5,5); Piovaccari 7. PANCHINA Franza, Iorio, Cosenza, Delvecchio. ALLENATORE Moriero 6,5.

LANCIANO (4-3-3) Leali 6,5; Almici 6, Aquilanti 6, Scrosta 6, Mammarella 6,5; Vastola 5,5, Minotti 6, Volpe 6; Piccolo 6,5 (dal 27’ s.t. Di Cecco 5,5), Plasmati 6,5 (dal 38’ s.t. Fofana s.v.), Turchi 6 (dal 51’ s.t. Paghera s.v.). PANCHINA Casadei, Rosania, D'Aversa, Falcone. ALLENATORE Gautieri 7. ARBITRO Baracani di Firenze 6. GUARDALINEE Segna 6 - Colella 6. ESPULSI Vastola (L) al 51’ s.t. per comportamento non regolamentare. AMMONITI Vastola (L), Minotti (L), Jadid (G), Crimi (G) e Calderoni (G) per gioco scorretto; Plasmati (L) per comportamento non regolamentare. NOTE paganti 487, incasso di 6.787,50 euro; abbonati 1.003, quota di 12.179,89 euro. Tiri in porta 10-5. Tiri fuori 4-4. In fuorigioco 1-3. Angoli 6-5. Recuperi: p.t. 2', s.t. 8'.

MAURIZIO CALDARELLI GROSSETO

Il Grosseto acciuffa sui titoli di coda un inutile pareggio con il Lanciano e getta al vento l'ennesima occasione per lasciare l'ultimo posto. Gli abruzzesi di Gautieri, che hanno sfruttato al meglio due disattenzioni difensive locali e hanno confermato la loro buona condizione, allungano la serie positiva (14 punti in sei gare). I toscani hanno beneficiato del ritorno di Moriero in panchina sotto il profilo della grinta e della determinazione, ma una partenza con un solo attaccante e una serie di errori sotto porta non hanno permesso di sfruttare un buon primo tempo e la giornata di grazia di Mancino. I gol In vantaggio con una bella

girata di Piovaccari, che ha sfruttato il cross di Foglio ed il velo di Soddimo, il Grosseto ha rovinato tutto nel giro di nove minuti, facendosi raggiungere

e superare da un avversario cresciuto di tono. Plasmati ha risolto con una mezza rovesciata una mischia, nata da una punizione di Mammarella, mentre Piccolo ha firmato il sorpasso con un missile da 30 metri, dopo aver ricevuto palla direttamente da Calderoni, che ha sbagliato la rimessa laterale indirizzata a Crimi. Una volta superato lo choc per l'uno-due abruzzese e aver inserito il debuttante Coulibaly, il Grosseto è andato vicino al pari con Padella (ha sparato alto solo davanti al portiere), poi con Mandorlini, su cui ha effettuato un miracolo Leali, Feltscher, che non ha trovato la porta da una posizione ideale, e Crimi, arrivato in ritardo sull’invito di Mancino. C'è voluto un colpo di testa di Piovaccari (tre centri in quattro gare) nell’interminabile recupero per evitare il terzo k.o. casalingo stagionale, che non ha evitato una contestazione ai giocatori da parte della Curva Nord. © RIPRODUZIONE RISERVATA

h 7 il migliore PIOVACCARI (Grosseto) Apre le danze e poi evita la sconfitta: da lui partono le insidie maggiori

RIMONTA GERARDI E DI MICHELE RIBALTANO LA PARTITA

Sprint Reggina 3 Padova nei guai: rischia Colomba

I NUMERI DELLA B

gli 0-0 che eguagliano il massimo stagionale delle giornate 10 e 23. Le gare senza gol in tutto sono 25: 9 nelle ultime 4 giornate

5

i rigori assegnati: in tutto sono 103. Il centesimo è stato quello di Terranova

1

il campo imbattuto, quello del Sassuolo: è caduto quello del Brescia col Vicenza, che nel turno precedente aveva firmato il primo k.o. interno del Verona

6

le reti nei primi tempi, per ora è il minimo stagionale che è di 7 (tre volte)

20

le reti totali, eguagliato per ora il minimo stagionale della giornata 23

REGGINA PADOVA

2 1

PRIMO TEMPO 0-0 MARCATORI Rispoli (P) al 14’, Gerardi (R) al 18’, Di Michele (R) su rigore al 34’ s.t.

REGGINA (3-5-2) Baiocco 5,5; Adejo 7, Ely 6,5, Di Bari 6; Antonazzo 6,5, Bombagi 6 (dal 23’ s.t. Hetemaj 6), Colucci 6,5 (dal 40’ s.t. D’Alessandro s.v.), Barillà 6, Rizzato 7; Di Michele 7, Comi 6 (dal 17’ s.t. Gerardi 6,5). PANCHINA Facchin, Freddi, Campagnacci, Fischnaller. ALLENATORE Dionigi 6,5.

PADOVA (4-2-3-1) Silvestri 6,5; Rispoli 6,5, Cionek 5,5, Legati 5, Piccinni 5,5; Viviani 6,5 (dal 23’ s.t. De Feudis 5,5), Iori 6,5; Jelenic 6 (dal 30’ s.t. Gallozzi s.v.), Cutolo 6, Renzetti 5,5 (dal 34’ s.t. Vantaggiato 5,5); Babacar 5. PANCHINA Calderoni, Della Fiore, De Vitis, Farias. ALLENATORE Colomba 5. ARBITRO Borriello di Mantova 6. GUARDALINEE Di Meo 6 - Vivenzi 6. AMMONITI Viviani (P) per gioco scorretto; Babacar (P) e Rispoli (P) per c.n.r. NOTE paganti 192, incasso di circa 27.000 euro; abbonati 2.890, quota di 11.421,50 euro. Tiri in porta 7-6. Tiri fuori 4-2. In fuorigioco 2-1. Angoli 6-7. Recuperi: p.t. 2’, s.t. 3’.

slow, «calcio stanziale», scarso pressing se non davanti le aree. Una goffa imitazione del basket: ci si raggruppa davanti la mega lunetta in erba e si fa girar palla aspettando il varco giusto (una testata di Comi che Viviani e palo mandano fuori, e una sassata sempre di Comi che Silvestri devia in tuffo). La gara esplode dopo il riposo. Comi sfiora ancora il gol in spaccata (3’) e il Padova sboccia per un po’: Cutolo crea, il resto distrugge (o quasi) tra lisci di Rispoli e Jelenic. Ma comunque crea pressione, mette la Reggina alle corde, tant’è che un pallone filtrante di Iori sblocca i veneti: Rispoli, dopo il liscio, si ritrova un altro pallone d’oro. Il primo tiro è respinto, il secondo lo piazza in rete con un mezzo pallonetto. La svolta I rinforzi invernali di

DAL NOSTRO INVIATO

GAETANO IMPARATO REGGIO CALABRIA

Il Padova s’inchina alla Reggina. Perde (tre sconfitte e tre pari in 6 gare) e progetta di richiamare Pea. Colomba rischia l’esonero, si decide tutto oggi. È la dura legge dell’ex a castigare Colomba, nella punta dello stivale la norma funziona all’incontrario. La Reggina non vinceva da Santo Stefano, quando sconfisse il suo allenatore del torneo scorso, Breda, e il Vicenza. Torna alla vittoria contro chi la prese per mano appena arrivata in A (’99). Non basta, Reggio fu fatale a Colomba anche nel 1996-97: perse 3-0 allenando la Salernitana e fu silurato. La tripletta dei calabresi? Di Dionigi, oggi a dirigere le operazioni salvezza di Foti. La chiave La gara vera dura 45’. Il primo tempo è un lungo

© RIPRODUZIONE RISERVATA

CHE EMOZIONI L’ATTACCANTE DEL GROSSETO SEGNA E POI EVITA LA SCONFITTA

Piovaccari show Il Lanciano sale

4

Foti s’allertano. Gerardi, in campo da pochi secondi per Comi, piazza il secondo suo gol decisivo (dopo il pari a Modena al 93’): Rizzato sgroppa e infila in mezzo il pallone deviato di testa. Al resto pensa Di Michele: sforbiciata al volo (stupenda), Silvestri devia in angolo sul quale Babacar, ingenuo e goffo, tocca di mano in area. Finisce così, con un vagone di dubbi che Colomba non può chiarire a causa del silenzio stampa. La settimana scorsa fu la squadra a stringersi intorno a lui, chissà come andrà questa volta. Intanto Pea sembra già sull’uscio... © RIPRODUZIONE RISERVATA

h 7 il migliore RIZZATO (Reggina) Blocca la fascia e Jelenic, poi esce dal guscio e serve il pari a Gerardi

BOTTA E RISPOSTA QUARTO PAREGGIO DI FILA IN CASA PER FOSCARINI

Cittadella lento Al Cesena piace CITTADELLA CESENA

1 1

PRIMO TEMPO 0-1 MARCATORI Djokovic (Ce) al 15’ p.t.; Coly (Ci) al 12’ s.t.

CITTADELLA (4-3-3) Cordaz 5,5; Sosa 5,5, Coly 6,5, Pellizzer 6, Biraghi 5; Paolucci 5,5 (dal 9’ s.t. Vitofrancesco 6), Baselli 5,5 (dal 26’ s.t. Busellato s.v.), Schiavon 6; Di Roberto 5, Di Carmine 5,5, Dumitru 6,5 (dal 36’ s.t. Di Nardo s.v.). PANCHINA Pierobon, De Vito, Pecorini, Martignago. ALLENATORE Foscarini 6. CESENA (4-2-3-1) Campagnolo 6; Ceccarelli 5, Volta 6, Comotto 6 (dal 16’ s.t. Brandao 6), Consolini 6; Parfait 5,5, Coppola 5,5; Djokovic 6,5 (dal 32’ p.t. Giandonato 6), Succi 5,5, D’Alessandro 6,5; Granoche 5 (dal 22’ s.t. Defrel 5). PANCHINA Ravaglia, Morero, Tabanelli, Rodriguez. ALLENATORE Bisoli 6. ARBITRO Pairetto di Nichelino 5,5. GUARDALINEE Lo Cicero 6 - Avellano 6. ESPULSI nessuno. AMMONITI Ceccarelli (Ce), Paolucci (Ci), Coppola (Ce) e Coly (Ci) per gioco scorretto, Di Carmine (Ci) per proteste. NOTE paganti 707, incasso di 5.024 euro; abbonati 1.516, quota di 6.077 euro. Tiri in porta 3 (con un palo)-5. Tiri fuori 4-2. In fuorigioco 0-1. Angoli 7-3. Recuperi: p.t. 3’, s.t. 3’.

SIMONE PRAI CITTADELLA (Padova)

Non riesce il sorpasso del Cesena ai danni del Cittadella, che in casa non sa più vincere: quarto pareggio consecutivo, il secondo in rimonta. La squadra di Bisoli rallenta il passo dopo tre vittorie consecutive nel 2013, «ma fare punti a Cittadella è difficile per chiunque» dirà il tecnico a fine partita, con i granata apparsi più determinati e tonici rispetto alle recenti prestazioni. Foscarini manda in campo dal primo minuto Dumitru, al debutto in maglia granata, e il giocatore in prestito dal Napoli risulterà uno dei migliori in campo, sfiorando il gol in più circostanze, e rivelandosi un vero e proprio spauracchio per la retroguardia romagnola. Dumitru si mette subito in evidenza, al 9’ conquista palla a metà campo e dal limite dell’area fa partire un gran destro, palo pieno con Campagnolo fuori causa. È an-

data bene al Cesena, che passa in vantaggio alla prima occasione: al 15’ D’Alessandro va via a Biraghi, cross a centro area dove svetta Djokovic, Cordaz non ci arriva. Reazione È generosa la reazione del Cittadella, ma con il Cesena tutto dietro la linea della palla fatica a portarsi alla conclusione. Di Carmine è rimpallato al momento della conclusione, interviene Dumitru che sfiora il palo con un destro a girare. Mobilissimo Dumitru che al 35’ offre un assist d’oro a Di Roberto che spreca tutto cercando un dribbling di troppo che non gli riesce. Vivace l’avvio di ripresa, con il Cittadella alla ricerca del pareggio: Coly prima di testa non arriva sull’angolo di Biraghi, ma al 12’ il difensore indovina il gol con una spettacolare rovesciata. Sull’1-1 cala il ritmo e crescono gli errori. Alla fine un punto a testa che accontenta tutti. © RIPRODUZIONE RISERVATA

h 6,5 il migliore DUMITRU (Cittadella) Al debutto gli manca solo il gol, sfiorato più volte. Sfortunato con un palo.


DOMENICA 17 FEBBRAIO 2013

LA GAZZETTA SPORTIVA

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PRIMA DIVISIONE OGGI IN CAMPO ALLE 14.30

Latina, occasione per un’altra fuga La capolista è in casa, dietro ci sono due scontri diretti ad Avellino e Perugia. In attesa di sapere quando si rigioca con la Paganese

girone A (23a) girone B (21a) Alto Adige-San Marino è il clou Carrarese, derby della speranza Portogruaro gratis per i ragazzi L’Andria rischia con l’ex Papagni

Tomas Danilevicius, 34 anni LRP MASSIMILIANO ANCONA

Due punti di vantaggio sull’Avellino. Dieci sul Pisa, sesto, fuori dalla zona playoff dopo lo 0-1 interno col Perugia. E ancora: una gara in meno, quella di Pagani, che dovrà essere rigiocata dopo l’annullamento dello 0-3 a tavolino. E un calendario per amico. Con le quattro inseguitrici a scontrarsi fra loro. Prove di fuga per il Latina, imbattuto dall’11 novembre (4-0 a Prato) e reduce da nove risultati utili (3 pareggi e 6 suc-

«

Latina da fuga, ma dopo la sosta va a Frosinone. Occhio all’attacco della Nocerina

GIANNI SIMONELLI ALLENATORE

sioni di Jorge Martinez — già perché al di là della prestazione, più o meno positiva, conta il risultato. Il Latina ha le qualità per arrivare fino in fondo e un calendario favorevole. Ma è solo un vantaggio in più». Favorevole Nella giornata in

cui si ricorderà Carmelo Imbriani («Ogni parola su questa tragedia sarebbe vana e retorica» dice Simonelli), l’Avellino, secondo, riceve il Frosinone, quinto. E al Curi si affrontano il Perugia, quarto (18 punti nelle ultime 7 gare, l’unico stop in casa proprio col Barletta), e la Nocerina, terza: 16 punti (compreso l’1-1 di Latina in 10 contro 11 per più di un tempo) su 18 dal 22 dicembre. «Sono dati che confermano il livellamento e anche la qualità di questo girone — dice ancora Simonelli — in teoria il Latina può prendere il volo. Ma non bisogna dimenticare che dopo la sosta andrà a Frosinone. Io però vedo molto bene la Nocerina, che in attacco ha più delle altre. E il Benevento. Con Guido Carboni si è ripreso e arriverà molto in alto». Parola di Simonelli, allenatore e filosofo. © RIPRODUZIONE RISERVATA

cessi, gli ultimi due consecutivi). Nonché atteso da un impegno odierno — almeno sulla carta, soft — perché riceve il Barletta, penultimo e depresso da due k.o. (4-0 a Nocera e 2-3 da 2-0 con l’Avellino in casa). «Una partita in teoria agevole può rivelarsi dura. È il calcio. E come amo ripetere, il calcio sarebbe una cosa straordinaria se non ci fosse la domenica... — dice Gianni Simonelli, 60 anni, che nell’ottobre scorso ha rinunciato a tornare alla guida del Benevento, dopo le dimis-

(1-2)

ALBINOLEFFE-CARPI

Su tutti i campi lutto per Imbriani La Lega Pro e i suoi club ricordano Carmelo Imbriani, l’ex allenatore del Benevento morto venerdì a 37 anni. In tutti i campi di Prima e Seconda divisione sarà osservato un minuto di raccoglimento. Ieri anche la Serie B ha ricordato Imbriani: prima delle partite negli stadi è stato letto dagli speaker un messaggio.

Ondei, Allievi, Regonesi; Previtali, Girasole, Maietti; Valoti; Corradi, A. Belotti. (Amadori, Ambra, Pirovano, Gazo, Martinovic, Taugourdeau, Diakite). All. Pala. CARPI (4-4-2) Sportiello; Cardin, Poli, Gagliolo, Pasciuti; Cortesi, Papini, Perini, Di Gaudio; Della Rocca, Arma. (Trini, Sperotto, Negri, Melara, Crafa, Potenza, Viola). All. Tacchini-Cioffi. ARBITRO Chiffi di Padova (Ficarra-Saia).

Zappacosta, Izzo, Fabbro, Bianco; Angiulli, Massimo, Arini; De Angelis; Biancolino, Castaldo. (Fumagalli, Giosa, Bittante, Millesi, Catania, Bariti, Zigoni). All. Rastelli. FROSINONE (4-3-3) Vaccarecci; Frabotta, Del Duca, Blanchard, Amelio; Carrus, Gori, Frara; Aurelio, Lapadula, Ganci. (Fiorini, Vitale, Bottone, Marchi, Gucher, Cesaretti, Curiale). All. Stellone. ARBITRO Ghersini di Genova (Vigo-Rizzo).

ALTO ADIGE-SAN MARINO

(1-2)

BENEVENTO-GUBBIO

ALTO ADIGE (4-3-3) Marcone; Iacoponi, Cappelletti, Bassoli, Martin; Furlan, Bertoni, Uliano; Campo, Maritato, Thiam. (Grandi, Kiem, Tagliani, Bontà, Branca, Fink, Testardi). All. Vecchi. SAN MARINO (4-3-3) Migani; Pelagatti, Fogacci, Galuppo, Mannini; Capellini, Pacciardi, Lunardini; Doumbia, Coda, Poletti. (Vivan, Ferrero, Ferrari, Del Sole, Casolla, Defendi, Chiaretti). All. Acori. ARBITRO Lazzeri di Arezzo (Gori-Tamburini).

(1-1)

CREMONESE-CUNEO

CREMONESE (4-3-1-2) Viotti; Avogadri, Moi, Tedeschi, Visconti; Baiocco, Buchel, Pinardi; Caridi; Nizzetto, Carlini. (Grillo, Sales, Cremonesi, Degeri, Martina Rini, Le Noci, Momentè). All. Scienza. CUNEO (4-3-1-2) F. Rossi; Di Lorenzo, De Franco, Scaglia, Donida; Cristini, Danucci, Palazzolo; Di Quinzio; Torri, Ferrario. (Negretti, Arcari, Serino, Ferri, Longhi, Oddenino, Martini). All. E. Rossi. ARBITRO Albertini di Ascoli Piceno (Gosti-Granci).

FERALPI SALO’-LUMEZZANE (0-2) FERALPI SALO’ Branduani; Tantardini, Malgrati, Leonarduzzi, Cortellini; Berardocco, Castagnetti, Ilari; Bracaletti, Montini, Tarana. (Gallinetta, Magli, Savoia, Fabris, Milani, Montella, Miracoli). All. Remondina. LUMEZZANE (4-3-1-2) Vigorito; Carlini, Mandelli, Dametto, Possenti; Dadson, Marcolini, Giorico; Baraye; Inglese, Kirilov. (Coletta, Zamparo, Sabatucci, Pintori, Ceppelini, Samb, Torregrossa). All. Festa. ARBITRO Merlino di Udine (Tedeschi-Guarino).

(0-0)

PAVIA (4-4-2) Kovacsik; Capogrosso, D’Orsi, Fasano, Zanini; Statella, La Camera, Di Chiara, Lussardi; Beretta, Cesca. (Teodorani, Meregalli, Monticone, Redaelli, Turi, Romero, Gioè). All. Roselli. TRITIUM (3-5-2) Nodari; Cusaro, Teso, Riva; E. Bortolotto, Teoldi, Arrigoni, Calvi, Casiraghi; Grandolfo, R. Bortolotto. (Paleari, Spagnoli, Torno, Brandi, Cogliati, Spampatti, Chinellato). All. Cazzaniga-Romualdi. ARBITRO Formato di Benevento (Rugini-Pugi).

PORTOGRUARO-TREVISO

(0-0)

PORTOGRUARO (4-3-1-2) Tozzo; Chesi, Patacchiola, Moracci, Pondaco;

seconda divisione

serie D

23a giornata (ore 14.30)

23a giornata (ore 14.30)

Pro Patria, occhio a Cuttone Pro Piacenza Salernitana contro il bunker che vittoria Si riparte dopo la sosta e i recuperi e le due capolista hanno l’occasione per piazzare un altro scatto verso la promozione: la Pro Patria riceve la Giacomense del nuovo allenatore Cuttone, la Salernitana (che ha prestato Sani al Biel in Svizzera) ospita la Vigor Lamezia che ha la miglior difesa del girone (12 reti). Le seconde Castiglione e Pontedera vanno sui campi dei rispettivi fanalini di coda. Nel girone A il Savona visita il Mantova, mentre è da vedere il derby tra Rimini e Bellaria, oltre alle sfide di Alessandria e Monza. Nel B invece L’Aquila e Poggibonsi in casa e poi delicato derby ad Arzano.

(1-2)

AVELLINO (4-3-1-2) Di Masi;

PAVIA-TRITIUM

RACCOGLIMENTO

AVELLINO-FROSINONE

ALBINOLEFFE (4-3-1-2) Offredi; Salvi,

Si riparte dopo la pausa per il Torneo di Viareggio. Negli anticipi in campo tre capolista: Pontisola (B) e Castel Rigone (E) pareggiano, vince la Pro Piacenza (D). Oggi sono da vedere Porto TolleSambonifacese (C) e Torres-Sarnese (G), poi Pergolettese-Voghera (B).

(0-1)

BENEVENTO (4-3-1-2) Gori; D’Anna,

Stefano Vecchi, 41 anni LIVERANI Coppola, Herzan, Martinelli; Cunico; Orlando, Corazza. (Festa, Blondett, Zampano, Sampietro, Salzano, Altinier, De Sena). All. Madonna. TREVISO (4-4-2) Merlano; Semenzato, Stendardo, Cernuto, Beccia; Spinosa, Piccioni, Vailatti, Fortunato; Tarantino, Strizzolo. (Tonozzi, Videtta, Allegretti, Brunetti, Komac, Kyeremateng, Madiotto). All. Ruotolo. ARBITRO Illuzzi di Molfetta (Maspero-De Candia).

Siniscalchi, Rinaldi, Anaclerio; Davì, Rajcic, Montiel; Mancosu; Marchi, Marotta. (Mancinelli, Signorini, Bolzan, Carotti, Espinal, Germinale, Buonaiuto). All. Carboni. GUBBIO (4-3-3) Venturi; Bartolucci, Briganti, Radi, Belfasti; Sandreani, Boisfer, Palermo; Caccavallo, Di Piazza, Bazzoffia. (Farabbi, Cancellotti, Galimberti, Guerri, Baccolo, Cocuzza, Galabinov). All. Sottil. ARBITRO Abisso di Palermo (Bellagamba-Camillucci).

CARRARESE-PISA

(1-3)

Aldo Papagni, 56 anni LIVERANI Ciarcià, Soligo, Romondini, Scarpa; Caturano, Girardi. (Robertiello, Puglisi, Perrotta, Pastore, Franco, Lulli, Fava). All. Grassadonia. PRATO (4-3-1-2) Brunelli; Beduschi, Malomo, Ghinassi, De Agostini; Corvesi, Cavagna, Casini; Silva Reis; Napoli, Tiboni. (Mariotti, Bisoli, Saitta, Carminati, Essabr, Di Dio, Cesarini). All. Esposito. ARBITRO Baldicchi di Città di Castello (Stasi-De Filippis).

CARRARESE (4-2-3-1) Piscitelli;

REGGIANA-ENTELLA

(0-3)

REGGIANA (4-3-1-2) Tomasig; Iraci, Zini, Cossentino, Scappi; Antonelli, Zanetti, Ardizzone; Alessi; Rossi, Bonvissuto. (Bellucci, Magliocchetti, Cavalieri, Arati, Bovi, Sprocati, Marcheggiani). All. Apolloni. ENTELLA (3-5-2) Paroni; Bianchi, Cesar, Russo; De Col, Volpe, Di Tacchio, Raggio Garibaldi, Cecchini; Cori, Rosso. (Otranto, Falcier, Zampano, Ballardini, Hamlili, Argeri, Guerra). All. Prina. ARBITRO Dei Giudici di Latina (Caliari-Rizzato).

IL POSTICIPO LECCE-COMO La giornata sarà completata domani alle 20.45 da Lecce-Como (andata 2-2): arbitra Rocca di Vibo Valentia. La partita sarà trasmessa in diretta su Rai Sport 1.

IL RIPOSO TRAPANI La squadra che questa settimana effettuerà il turno di riposo è il Trapani.

Lanzoni, Benassi, Anzalone, Vannucci; Corrent, Pestrin; Venitucci, Belcastro, Mancuso; Malatesta. (Cicioni, Bregliano, Melucci, Ciciretti, Margiotta, Merini, Orlandi). All. Di Costanzo. PISA (3-5-2) Sepe; Rozzio, Carini, Sabato; Buscè, Barberis, Mingazzini, Favasuli, Pedrelli; Tulli, Scappini. (Pugliesi, Colombini, Suagher, Gatto, Fondi, Benedetti, Scappini). All. Pane. ARBITRO Oliveri di Palermo (Bottegoni-D’Amato).

CATANZARO-VIAREGGIO

PERUGIA-NOCERINA

(1-3)

CATANZARO (3-5-1-1) Pisseri; Conti, Sirignano, Bacchetti; Fiore, Castiglia, Ronaldo, Benedetti, Squillace; Russotto; Masini. (Faraon, Orchi, Catacchini, De Risio, Quadri, Carboni, Fioretti). All. Cozza. VIAREGGIO (3-5-2) Furlan; De Bode, Conson, Carnesalini; Pellegrini, Fiale, Maltese, Calamai, Martella; Giovinco, Magnaghi. (Michelotti, Trocar, Crescenzi, Tomas, Sandrini, Peverelli, De Vena). All. Cuoghi. ARBITRO Greco di Lecce (Monetta-Lanotte).

LATINA-BARLETTA

(0-2)

PERUGIA (4-3-3) Koprivec; Cangi,

(3-1)

Massoni, Cacioli, Giani; Moscati, Esposito, Nicco; Politano, Ciofani, Fabinho. (Pinti, Russo, Garcia, Dettori, Moneti, Rantier, Tozzi Borsoi). All. Camplone. NOCERINA (4-3-3) De Lucia; Daffara, Baldan, Chiosa, Giuliatto; Garufo, Bruno, De Liguori; Mazzeo, Evacuo, Negro. (Ragni, Andelkovic, Rizza, Lettieri, Gorobsov, Pepe, N. Russo). All. Auteri. ARBITRO Aureliano di Bologna (Croce-Mosca).

SORRENTO-ANDRIA

(0-1)

SORRENTO (4-2-3-1) Rossi; Kostadinovic, Nocentini, Di Nunzio, Fusar Bassini; A. Esposito, Beati; Guitto, Tortolano, Bonomi; Musetti. (Polizzi, Balzano, Terminiello, Salvi, Arcuri, Bernardo, Konan). All. Papagni. ANDRIA (4-4-2) Rossi; Cutrupi, Migliaccio, Zaffagnini, Malerba; D’Errico, Giorgino, Branzani, Taormina; Sy, Innocenti. (Sansonna, Tartaglia, Scrugli, Contessa, Larosa, Guariniello, Loiodice). All. Cosco. ARBITRO Aversano di Treviso (Cordeschi-Cordeschi).

LATINA (4-4-2) Bindi; Bruscagin,

LA SITUAZIONE CLASSIFICA Questa la situazione dopo 22 giornate: Lecce p. 40; Trapani 39; Alto Adige* 36; Entella e San Marino 34; Lumezzane 32; Carpi 31; Pavia 29; Feralpi Salò* 27; Cremonese (-1) 25; Como* (-1) e Cuneo 24; AlbinoLeffe (-6) 23; Portogruaro* (-1) 21; Reggiana 19; Treviso (-1) 11; Tritium 9*. (* ha già riposato). PROSSIMO TURNO Così domenica 24 le partite della 24ª giornata (ore 14.30): Carpi-Pavia (0-0; lunedì 25, ore 20.45); Como- Feralpi Salò (3-1); Cuneo-Alto Adige (1-2); Entella-Lecce (2-4); San Marino-AlbinoLeffe (1-1); TrapaniLumezzane (1-1); Treviso-Cremonese (0-2); Tritium-Portogruaro (1-1); riposa Reggiana.

Cottafava, De Giosa, Giallombardo; Gerbo, Sacilotto, Burrai, Schetter; Barraco, Danilevicius. (Ioime, Cafiero, Agius, Ricciardi, Pagliaroli, Angelilli, Jefferson). All. Pecchia. BARLETTA (4-2-3-1) Liverani; Calapai, De Leidi, Di Bella, Romeo; Piccinni, Prutsch; Carretta, Meduri, Molina; Barbuti. (Pane, Mazzarani, Camilleri, Pippa, Dezi, Dall'Oglio, La Mantia). All. Novelli. ARBITRO Mangialardi di Pistoia (Zuccaro-Mertino).

PAGANESE-PRATO

(1-2)

PAGANESE (4-4-2) Marruocco; Calvarese, Fusco, Pepe, Nunzella;

GIRONE A

GIRONE B

BOGLIASCO-BORGOSESIA Molinaroli di Verona (ore 15) BRA-IMPERIA Colinucci di Cesena CHIERI-DERTHONA Minotti di Roma FOLGORE CARATESE-SESTRI LEVANTE Garoffolo di Vibo Valentia (ore 15) LAVAGNESE-VERBANIA Scarpini di Arezzo NOVESE-GOZZANO Maggioni di Lecco SANTHIA'-CHIAVARI Giua di Pisa (ore 15) TORTONA-VERBANO Bertani di Pisa TREZZANO-ASTI Campo di Trapani CLASSIFICA Bra p. 48; Lavagnese 45; Santhià e Chieri 44; Borgosesia 36; Chiavari 34; Verbania e Folgore Caratese 33; Gozzano e Derthona 29; Sestri Levante 27; Bogliasco 25; Tortona 23; Asti 22; Trezzano 20; Verbano 17; Imperia 16; Novese 14.

ALZANO CENE-FERSINA PERGINESE Frosini di Pistoia CARAVAGGIO-SAN GIORGIO Fichera di Catania CARONNESE-SEREGNO Corona di Oristano MAPELLOBONATE-PONTISOLA 1-1 Giocata ieri MEZZOCORONA-CASTALLANA Acquapendente di Genova MONTICHIARI-SANT'ANGELO Guddo di Palermo OLGINATESE-DARFO Vingo di Pisa PERGOLETTESE-VOGHERA Bichisecchi di Livorno PRO SESTO-LECCO Chiavaroli di Pesaro (a porte chiuse) TRENTO-SERIATE Bortoluzzi di San Donà di Piave CLASS. Pontisola* p. 54; Pergolettese 52; Voghera 50; Olginatese e Caronnese 45; Castellana 41; Lecco (-3) 40; Mapellobonate* 35; Atletico Montichiari e Caravaggio 34; Alzano Cene 32; Seregno e Seriate 31; Fersina Perg. 29; Darfo (-3) 28; Pro Sesto e San Giorgio 24; Mezzocorona 17; Sant'Angelo e Trento (-1) 13. (*una gara in più)

(26a)

GIRONE C

LA SITUAZIONE CLASSIFICA Questa la situazione dopo 20 giornate: Latina* (-1) p. 40; Avellino 38; Nocerina 36; Perugia (-1) 33; Frosinone (-1) 31; Pisa 30; Benevento 29; Prato e Viareggio 26; Paganese*, Catanzaro e Gubbio 25; Andria (-2) 21; Sorrento 15; Barletta 14; Carrarese 13. (* una partita in meno).

PROSSIMO TURNO Domenica il girone B riposa. Si riprende domenica 3 marzo con le partite della 22ª giornata (ore 14.30): Andria-Benevento (1-0); Barletta-Gubbio (0-0); Frosinone-Latina (0-0); Nocerina-Catanzaro (3-2); Perugia-Avellino (1-1); Pisa-Paganese (0-0); Prato-Carrarese (0-1); Viareggio-Sorrento (1-1).

(26a)

CLODIENSE-ESTE Trifirò Pancaldo di Barcellona PdG. KRAS REPEN-VIRTUS VECOMP Colosimo di Torino LEGNAGO-BELLUNO Cavallina di Parma MONTEBELLUNA-SANVITESE Monterenzi di Brescia PORDENONE-CEREA Valiante di Nocera Inferiore PORTO TOLLE-SAMBONIFACESE Mastrodonato di Molfetta SACILESE-REAL VICENZA Pirone di Ercolano SAN PAOLO-TAMAI Moretti di Foligno SANDONA' JESOLO-GIORGIONE Del Toso di Mainago TRISSINO VALDAGNO-UNION QUINTO Sassanelli di Bari CLASSIFICA Sambonifacese p. 51; Porto Tolle e V. Vecomp 46; Pordenone 45; Real Vicenza 44; Sandonà Jesolo 42; Clodiense 41; Sacilese 39; Tamai e Legnago 36; Trissino Valdagno 35; Este e Belluno 34; Montebelluna 33; San Paolo 29; Giorgione 28; Cerea 22; Sanvitese 16; K. Repen 14; U. Quinto 13.

GIRONE D CAMAIORE-RICCIONE Perrotti di Campobasso CASTELFRANCO-TUTTOCUOIO Guarino di Caltanissetta FIDENZA-BAGNOLESE Xausa di Portogruaro FORCOLI-MASSESE 1-1 Giocata ieri FORMIGINE-CASTENASO Marchetti di Ostia FORTIS JUVENTUS-SPAL Zingrillo di Seregno MEZZOLARA-PAVULLESE Simiele di Albano Laziale PRO PIACENZA-PISTOIESE 2-1 Giocata ieri ROSIGNANO-LUCCHESE Rinviata a mercoledì 27 CLASSIFICA Pro Piacenza* p. 50; Tuttocuoio 46; Lucchese 42; Spal e Massese* 41; Pistoiese* 36; Mezzolara e Fidenza 33; Fortis Juventus 32; Formigine 31; Castelfranco 30; Castenaso 28; Camaiore 22; Pavullese e Forcoli* 20; Riccione (-1) 18; Rosignano 14; Bagnolese 13. (*una gara in più)

GIRONE A

GIRONE B

GIRONE E

GIRONE F

GIRONE G

GIRONE H

GIRONE I

ALESSANDRIA-BASSANO Strocchia di Nola FANO-FORLI’ Martinelli di Roma MANTOVA-SAVONA Maresca di Napoli MILAZZO-CASTIGLIONE Serra di Torino MONZA-VENEZIA Rizzo di Siena PRO PATRIA-GIACOMENSE Pagliardini di Arezzo RENATE-VALLE D’AOSTA Colarossi di Roma RIMINI-BELLARIA Marini di Roma SANTARCANGELO-CASALE Ceccato di Bassano CLASSIFICA Pro Patria p. 47; Castiglione 43; Savona 41; Renate 38; Bassano 37; Alessandr. 36; Venezia 34; Forlì* (-1) 32; Mantova 31; Monza (-6) 30; V. d'Aosta (-1) 24; Bellaria 22; Giacomense e Santarcangelo 21; Rimini* 19; Fano (-1) 17; Casale (-5) 15; Milazzo 8. (* una gara in meno)

ARZANESE-NORMANNA Capilungo di Lecce BORGO A BUGGIANO-FOLIGNO Guccini di Albano Laziale CAMPOBASSO-APRILIA Bruno di Torino FONDI-PONTEDERA Vesprini di Macerata GAVORRANO-MELFI Lacagnina di Caltanissetta L'AQUILA-HINTERREGGIO Cangiano di Napoli MARTINA-CHIETI Amoroso di Paola POGGIBONSI-TERAMO Brasi di Seregno SALERNITANA-VIGOR LAMEZIA Piscopo di Imperia CLASS. Salernitana p. 50; Pontedera 42; L'Aquila 40; Poggibonsi 38; Aprilia e Teramo 35; Chieti (-1) 32; Martina 31; Gavorrano 29; Arzanese 28; V. Lamezia 27; Borgo a Buggiano, Hinterreggio e Foligno 26; Melfi 22; Campobasso (-2) 19; Normanna 15; Fondi 12.

CASACASTALDA-FLAMINIA 1-0 Giocata ieri DERUTA-FIESOLECALDINE Celentano di Torre Annunziata PIERANTONIO-PONTEVECCHIO Cesaroni di Pesaro SANSEPOLCRO-BASTIA 4-1 Giocata ieri SCANDICCI-LANCIOTTO Pirriatore di Bologna SPOLETO-TODI Conforti di Salerno SPORTING TERNI-PIANESE Dionisi di L'Aquila TRESTINA-AREZZO Pietropaolo di Modena VITERBESE-CASTEL RIGONE 3-3 Giocata ieri CLASS. Castel Rig.* p. 42; Sansepolcro* 41; Casacastalda* 40; Viterbese* 37; Deruta 34; Sporting Terni, Pontevecchio e Pianese 33; Fiesolecaldine 32; Spoleto 30; Trestina e Scandicci 29; Arezzo e Bastia* 27; Lanciotto 26; Pierantonio 22; Flaminia* e Todi 17. (*una gara in più)

ANCONA-CIVITANOVESE Mantelli di Brescia ASTREA-SAMBENEDETTESE Alfaré di Mestre CELANO-VIS PESARO Rinviata a mercoledì 27 JESINA-MARINO Meleleo di Casarano MACERATESE-TERMOLI Caprino di Cassino OLYMPIA AGNONESE-FIDENE De Remigis di Teramo RENATO CURI-ISERNIA Robilotta di Sala Consilina SAN CESAREO-RECANATESE Jouness di Torino SAN NICOLO'-AMITERNINA Rinviata a mercoledì 27 CLASSIFICA Samb p. 47; San Cesareo 45; Maceratese 43; Ancona 41; Termoli 38; Vis Pesaro e Olympia Agnonese 36; Astrea 32; Jesina 30; Renato Curi 27; Fidene e Isernia 26; Civitanovese 25; Amiternina 22; Celano 20; Recanatese 17; San Nicolò e Marino 15.

ANZIOLAVINIO-CYNTHIA Volpato di Merano BUDONI-LUPA FRASCATI Sartori di Padova CASERTANA-PORTO TORRES Costantini di Ascoli Piceno (ore 15) CIVITAVECCHIA-SORA Guida di Salerno ISOLA LIRI-HYRIA NOLA Frasca di Sulmona PALESTRINA-ARZACHENA Zingarelli di Siena SANT'ELIA-OSTIA MARE Cataldo di Bergamo TORRE NEAPOLIS-SELARGIUS Serani di Monza TORRES-SARNESE Mancini di Fermo CLASSIFICA Torres p. 46; Sarnese 40; L. Frascati e Casertana 39; Palestrina e Torre Neapolis 38; Sora 36; Ostia Mare 32; Arzachena e Cynthia 28; Porto Torres e Budoni 27; Isola Liri 25; Anziolavinio 23; Selargius 22; Hyria Nola 17; Civitavecchia (-3) e Sant'Elia 15.

FOGGIA-BISCEGLIE D'Apice di Arezzo FORTIS TRANI-SANT'ANTONIO ABATE Gosetto di Schio FRANCAVILLA-INTERNAPOLI Viola di Bari GLADIATOR-POTENZA Saggese di Rovereto ISCHIA-MATERA Rinviata a mercoledì 27 MONOSPOLIS-BRINDISI Annaloro di Collegno (ore 15) NARDO'-GROTTAGLIE Loprete di Catanzaro POMIGLIANO-CTL CAMPANIA Prontera di Bologna TARANTO-BATTIPAGLIESE Castello di Chivasso CLASSIFICA Ischia* p. 55; Gladiator 50; Bisceglie 45; Matera (-2) 44; Monospolis 41; Foggia 32; Battipagliese 31; Nardò 30; Brindisi 29; Taranto 28; Pomigliano 26; Sant'Antonio A. (-2) e Ctl Camp. 25; Francav. 24; Internapoli* 23; Grottaglie 14; F. Trani e Potenza 9. (* una in meno)

ACIREALE-NOTO Amabile di Vicenza COSENZA-CITTA’ DI MESSINA Patrignani di Roma LICATA-COMPRENSORIO NORMANNO Agrò di Terni MESSINA-COMPRENSORIO MONTALTO Sommese di Nola NISSA-AGROPOLI Fabbro di Roma PRO CAVESE-PALAZZOLO Castello di Potenza RAGUSA-RIBERA Nicoletti di Catanzaro SAMBIASE-VIBONESE Detta di Mantova SAVOIA-GELBISON Catona di Reggio Calabria CLASSIFICA Messina p. 51; Cosenza 47; Savoia 39; Gelbison 38; Città di Messina 35; Comp. Montalto 34; Licata 33; Ribera 31; Vibonese 30; Compr. Normanno e Ragusa 29; Pro Cavese 27; Palazzolo, Sambiase e Agropoli 26; Noto (-3) 17; Acireale 15; Nissa (-1) 7.


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LA GAZZETTA SPORTIVA

DOMENICA 17 FEBBRAIO 2013

MOTORI

d

HA DETTO DI LORO

S su Alonso «Ci darà filo da torcere quest’anno? Basta e avanza se è come quello dell’anno scorso. Fernando al posto di Seb? Perché no, se allora sarà ancora attivo»

MISTER RED BULL

Paperone Dietrich Mateschitz, 68 anni, austriaco, comproprietario della Red Bull, è il 193o uomo più ricco del mondo

questa stagione, anche se ciò non mette a riparo da difetti tecnici e da occasionale sfortuna». Dal 2014 torneranno i turbo. Potrebbe essere un problema per la Red Bull?

«Diamo per scontato che riceveremo un motore competitivo. Per tanto i nostri problemi si limiteranno a quelli che avrà ciascun altro team». Red Bull e Vettel saranno ancora quelli da battere? Pensa che la lotta sarà più dura di quanto non sia già stato lo scorso anno?

«Quando ci sono 3-4 piloti sullo stesso livello, con macchine più o meno ugualmente competitive, il successo non dipende mai dal singolo, ma anche dalle prestazioni degli altri». Perché avete confermato ancora Mark Webber? Lo stesso Helmut Marko lo ha criticato, accusandolo di scarsa collaborazione con Vettel e con il team.

S

«Perché Mark è allo stesso tempo un personaggio forte e carismatico ed un pilota eccezionale. È un fatto che la competizione comincia dentro il proprio team. Ciò vuol dire che l’ambiente è duro, ma cordiale. E così deve essere».

su Webber «Mark è allo stesso tempo un personaggio forte e carismatico e un pilota eccezionale. Io resto convinto che abbia le stesse opportunità di Vettel»

Ma ormai non continuerete più a dire che Sebastian e Mark potranno lottare alla pari per il titolo: nessuno vi crederebbe.

«Io lo credo assolutamente e sono sicuro che sarà anche così».

S su Baumgartner «Non c’è mai stato un evento, come il suo volo "spaziale", che sia riuscito a raggiungere quattro-cinque miliardi di persone»

«Vettel resta altri due anni Poi Alonso? Perché no...» Mateschitz: «Webber e Sebastian hanno uguali opportunità Per il titolo occhio a Raikkonen. E potremmo entrare pure in MotoGP» MARCO DEGL’INNOCENTI

S su Ecclestone «La fine del nostro dominio in F.1 è un desiderio comprensibile che Bernie condivide con molti altri. Per noi è altrettanto comprensibile impedire che ciò accada»

Ancora il team da battere, con il pilota da battere, il tre volte campione del mondo Sebastian Vettel. Era solo il 2005 quando Dietrich Mateschitz, l’imprenditore austriaco che ha fondato la Red Bull, ebbe la visione di entrare nel grande circo dei motori, rilevando la Jaguar. In pochi anni il team Red Bull Racing ha sbaragliato il campo. Vettel ha detto che quanto più vincerà, tanto più la Red Bull diventerà un nome leggendario, come Ferrari e McLaren. Pensa che tre titoli piloti e altrettanti costruttori consecutivi siano già abbastanza per entrare di diritto tra le grandi della F.1?

«Quantomeno non è così male. Ma un nome leggendario certamente non lo è ancora. Comunque, è pur sempre un inizio». L’impresa di Felix Baumgartner, con il suo incredibile volo spaziale, sul piano commerciale ha reso più o meno del terzo Mondiale di Vettel?

«Accanto ai tre record mondiali di Felix Baumgartner abbiamo anche segnato tre o quattro primati mondiali nei settori dei media, della comunicazione, del marketing. Non c’è mai stato un evento singolo che sia riuscito a raggiungere 4-5 miliardi di persone, attraverso le prime pagine dei giornali, la tv e internet. Ma paragonare la Red Bull Stratos con la F.1 avrebbe poco senso. Comunque un Mondiale di F.1 co-

sì lungo e con la carica di tensione che porta con sé è unico, come molte altre cose che fa la Red Bull». Nonostante la crisi economica globale continuerete ad investire ingenti somme nella Formula 1 e negli altri sport estremi?

«Il settore sport ed eventi speciali è e sarà sempre una parte importante del nostro budget. Ciò non deve però necessariamente corrispondere a budget più alti». Pensate di entrare anche in Moto GP con un team ufficiale Red Bull?

«La MotoGP è uno sport fantastico e ci affascina da sempre. Un nostro ingresso potrebbe certamente essere immaginabile».

SUPERBIKE DOMANI RIPRENDONO I TEST IN VISTA DEL GP DI DOMENICA

La Ducati recupera Checa e Badovini. Sykes a rischio PAOLO GOZZI PHILLIP ISLAND (Australia)

Sospiro di sollievo per la Ducati Superbike che recupera Carlos Checa e Ayrton Badovini dimessi ieri dall’ospedale. Lo spagnolo era stato ricoverato giovedì a Wonthaggi per occlusione intestinale: ha saltato i collaudi ma adesso sta bene (come lui stesso ha twitta-

L’iridato 2011 Carlos Checa, 40 anni, in ospedale

Torniamo alla F.1: qual è stato il segreto della Red Bull per restare tre anni al vertice?

Sebastian Vettel, 25 anni, 3 volte iridato

«Se c’è un segreto della Red Bull Racing, è la somma di know-how tecnico, motivazioni ed un perfetto team di piloti».

COLOMBO

Crede che quest’anno Adrian Newey ed i suoi collaboratori abbiano avuto le stesse difficoltà del 2012 a progettare una macchina ancora vincente?

«Non credo che si possa parlare di problemi particolari per quanto riguarda lo scorso anno. Dal roll-out alla fine della stagione c‘è stato uno sviluppo continuo della monoposto in tutti i settori. Lo abbiamo fatto lo scorso anno e procederemo così anche in

A JEREZ to) e sarà in pista domani e martedì nel test che precedono l’apertura mondiale di domenica sempre a Phillip Island. La Tac a Badovini, portato a Melbourne dopo un terribile volo, ha evidenziato solo una piccola contusione epatica: quasi certo che domani possa girare. Più difficile il recupero di Tom Sykes che ha una infrazione allo stiloide radiale: potrebbe farcela con l’anestetico ma saranno pilota e Kawasaki a decidere se rischiare. Test in dubbio pure per il francese Jules Cluzel (Suzuki) che ha un profondo buco nel gomito sinistro operato venerdì. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Pirro e Iannone provano ciclistica ed elettronica Seconda giornata di prova a Jerez per il test team Ducati, in pista Andrea Iannone e il collaudatore Michele Pirro. Quest’ultimo ha compiuto una sessantina di giri provando diverse soluzioni di ciclistica, mentre Iannone si è concentrato sull’elettronica. Oggi chiusura. Intanto Thomas Lüthi è stato operato al braccio sinistro dopo la caduta di giovedì a Valencia: difficile che possa correre in Qatar.

Quali saranno gli avversari più pericolosi?

«I soliti, ma non sarebbe sbagliato mettere nella lista anche Kimi Raikkonen, a condizione che abbia ancora una volta una vettura competitiva». Pensa che la Ferrari e Fernando Alonso vi daranno più filo da torcere che lo scorso anno?

«Ci basta e avanza se resta forte come l’anno scorso». È sempre sicuro che Vettel resterà con voi fino a fine 2014?

«Sì. E la cosa non è mai stata in discussione». Se Sebastian dovesse lasciare la Red Bull, prenderebbe Alonso?

«Perché no? Sempre che sarà ancora in attività». Bernie Ecclestone è considerato molto vicino al vostro team. Però si è augurato che, dopo tre anni consecutivi, il dominio Red Bull abbia termine e magari rivinca il titolo la Ferrari.

«È un desiderio comprensibile, condiviso da molti altri. Così come è comprensibile che noi si cerchi di impedire che questo accada». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Taccuino FERITO BIMBO DI 8 ANNI

Rally in Scozia, muore spettatrice Una donna di 50 anni è morta e un bambino di 8 anni è rimasto ferito a causa dell’uscita di strada di una vettura durante l’Highland Car Club Snowman Rally, in Scozia. Il bimbo, trasferito in ospedale, non rischia la vita. Il pilota e il navigatore sono invece rimasti illesi. La corsa è stata fermata.

INTERNAZIONALI DI CROSS

Cairoli, gran finale in Trentino (m.z.) Ad Arco di Trento, oggi ultima prova degli Internazionali d’Italia cross. Grazie ai 60 punti di vantag gio su Frossard (Yamaha), Tony Cairoli (Ktm) è lanciato verso i 50.000 euro previsti per il vincitore dell’Elite, ma è in lizza pure per la Mx1 dove è 1o con Ken de Dycker (Ktm). Per il titolo Mx2, favorito è Charlier (Yamaha). Qualifiche dalle 8.30, gare dalle 13.40. Biglietti 25 euro.


DOMENICA 17 FEBBRAIO 2013

LA GAZZETTA SPORTIVA

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CICLISMO LA CORSA D’APERTURA DEL CALENDARIO ITALIANO DAL NOSTRO INVIATO

MARCO PASTONESI LAIGUEGLIA (Savona)

«Pippo papa!», ha gridato una donna quando ha visto il suo eroe alzare le braccia al cielo. Pippo Pozzato: terzo centro al Laigueglia, il primo dieci anni fa (la sua prima vittoria importante da professionista), stavolta con un’imperiosa volata a quattro, davanti a Reda (al terzo posto d’onore di fila in questo inizio di stagione), Santambrogio e Ulissi. Pippo papa?

«Da quando ho ricominciato ad allenarmi, cioè dal 15 novembre, e fino alla Roubaix, sarò casa-e-chiesa. Per dire che mi sto preparando con serietà e coscienza. Mi sento perfino meglio di un anno fa, quando la frattura alla clavicola mi ha fregato per le classiche del Nord. La gente continua a pensare che io sia un farfallone. Forse perché twitto quando vado a cena fuori con gli amici, e non quando vado a pedalare da solo, magari a Natale».

Pozzato tris «Ho nuovi stimoli Sarò casa e chiesa fino alla Roubaix» Terza vittoria al Laigueglia per il vicentino della Lampre: «E adesso Sanremo e Nord» Filippo Pozzato, 31 anni, già 1˚ a Laigueglia nel 2003 e 2004 BETTINI

re una settimana di allenamenti conta poco o niente».

Questo Laigueglia?

«La sera della vigilia mi sono fatto accompagnare, in macchina, a vedere il finale di gara. E ho fatto bene: ho scoperto una salitella da fare di potenza, adatta alle mie caratteristiche. La corsa si è decisa lì. Eravamo ancora in 30-40. Il mio piano era scattare ai -2,5 dall’arrivo. Mi ha anticipato Santambrogio. Non ci ho pensato un attimo, e con Ulissi ci siamo lanciati all’inseguimento. Poi si è agganciato Reda. Lo sprint l’ho fatto in testa».

Il 2013 come svolta.

«Nuova squadra, con un nuovo sponsor e nuove motivazioni. Vecchia preparazione, ma con qualche novità. Sono anche un po’ più magro. E so che, quando mi metto in testa un traguardo, se non lo centro ci manca poco».

« «

Mi sento anche meglio di un anno fa, quando fui rallentato dalla clavicola rotta

rabbia. E di liberazione. Quest’anno era la prima corsa in cui correvo da capitano. L’abbiamo gestita bene, senza radioline: con Cunego e Ulissi ci siamo parlati strada facendo, negli ultimi 30 km ho preso io tutte le decisioni, Pietropolli è stato grande, poi anche Ulissi. Ho avuto solo un attimo di panico, quando è caduto il colombiano Chaves Rubio, e siccome la sua bici ha colpito la mia, mi sono dovuto fermare per prenderne un’altra». Lei ha altri obiettivi.

«Nell’ordine: Het Nieuwsblad,

Kurne-Bruxelles-Kurne, Giro del Lazio, Tirreno-Adriatico, Milano-Sanremo, Harelbeke, Gand-Wevelgem, Fiandre, Parigi-Roubaix. Poi Turchia e Giro d’Italia. Se continuo così, me la godrò. La Sanremo è la gara che mi piace di più, ma è complicata, aperta a 50 corridori». Avversari?

«Per la Milano-Sanremo occhio a Cavendish: dicevano che era molto grasso, io dico che è molto forte. Per il Nord il numero 1 Cancellara. E Gilbert. E poi c’è Boonen: perde-

IL COLOMBIANO

Chaves, che botta Paura e fratture Paura per il colombiano John Esteban Chaves Rubio (Coldeportes). Caduto nella terza discesa del Testico, ha picchiato la testa contro un palo, riportando la frattura di una clavicola, di alcune costole e della rocca petrosa sinistra (porzione dell’osso temporale). Ricoverato all’ospedale di Pietra Ligure, non è in pericolo di vita.

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AFP

LA RICERCA ALLA BORSA INTERNAZIONALE DEL TURISMO

Alto Var: Hushovd a segno dopo 17 mesi Volta Algarve: Henao vola in salita

Il Giro d’Italia e l’impatto sul territorio «Evento che può valorizzare il Paese»

ancora alla Garmin. In Portogallo, invece, come in Oman fa festa il team Sky: il colombiano Sergio Henao ha vinto infatti la tappa più dura del Giro dell’Algarve (a 3" il portoghese Rui Costa, a 5" l’olandese Lieuwe Westra) ed è anche leader con 7" sullo stesso Costa. Oggi ultima frazione. Sempre oggi scatta intanto in Spagna la Ruta del Sol (fino a mercoledì) che vede favoriti lo spagnolo Valverde, l’olandese Gesink e il belga Van den Broeck.

Ospite negli stand delle regioni Puglia e Friuli Venezia Giulia, in occasione della Borsa Internazionale del Turismo, il Giro d’Italia, ha illustrato ieri a Milano i risultati della ricerca sugli impatti qualitativi di un grande evento come la gara Gazzetta sulla promozione del territorio: «Il Giro è un evento unico in grado di avere più forme di impatto sul territorio e occorre saperne combinare i valori con quelli del territorio ospitante — ha detto Dino Ruta, professore della Sda

S

Sotto, da sinistra, Alberto Contador, Chris Froome e Cadel Evans

«Mi fa rabbia che a pagare per colpe antiche siano corridori che, con quel sistema e quegli errori, non c’entrano nulla. Oggi c’è una nuova generazione, pulita, tant’è vero che i metodi antidoping del ciclismo vengono presi a modello da altri sport dove si vogliono controlli più approfonditi. In Italia i leader di questo movimento sono Vincenzo Nibali e Moreno Moser. Ma convincere la gente di questo cambiamento non spetta a me, semmai a voi giornalisti».

LE ALTRE GARE IN FRANCIA E IN PORTOGALLO

Un successo che sa di liberazione. E’ quello ottenuto da Thor Hushovd nella prima tappa del Giro dell’Alto Var, in Francia (oggi la conclusione). Il norvegese della Bmc, 35 anni, iridato 2010, ha battuto allo sprint l’olandese Tom Jelte Slagter (il vincitore a sorpresa del Tour Down Under) e il francese Arthur Vichot: Hushovd nel 2012 era stato tormentato da guai fisici e non vinceva dal settembre 2011 al Giro della Gran Bretagna quando era

Chris Froome, 27 anni, 2˚ al Tour de France 2012 AFP

«Max è sempre stato il mio idolo, e non lo dico perché adesso è candidato a diventare il c.t. della Nazionale. Facevo il tifo per lui perché tutti aspettavano che vincesse, e poi non vinceva mai. Come succede a me. Non sempre».

Invece nel ciclismo c’è poca armonia, poca pace.

Nel nuovo team ho trovato intesa e armonia: e se mi metto in testa un traguardo...

TROFEO LAIGUEGLIA Arrivo: 1. Filippo POZZATO (LampreMerida) 196,5 km in 5.03’40", media 38,825; 2. Francesco Reda (AndroniVenezuela); 3. Mauro Santambrogio (Vini Fantini-Selle Italia) a 3"; 4. Ulissi; 5. Ciolek (Ger) a 7"; 6. Roux (Fra); 7. Mugerli (Slo); 8. Gatto; 9. Favilli; 10. Wiss (Svi); 11. Montaguti a 8"; 12. Sijmens (Bel); 13. Rocchetti; 14. Rogina (Cro); 15 Malacarne; 16. Vantomme (Bel); 17. Chiarini; 18. Santaromita a 9"; 19. Felline a 16"; 20. Delfosse (Bel) a 17". Partiti 171, arrivati 20.

REDA ANCORA 2˚

Pozzato, ultima domanda: le piace Sciandri?

«Io sono esigente. Ho bisogno di tante cose. Per sentirmi a casa dovrei avere una squadra mia. Ma alla Lampre ho trovato intesa e armonia. Ricambierò di sicuro il favore a Cunego e Ulissi fin dalla Tirreno-Adriatico».

«E sul traguardo ho urlato. Di

IN OMAN DAVANTI A CONTADOR ED EVANS

GIRO DELL’OMAN Arrivo: 1. Nacer BOUHANNI (Fra, Fdj) 144 km in 3.24’20", media 42, 284; 2. Goss (Aus); 3. Phinney (Usa); 4. Viviani; 5. Bozic (Slo); 7. Boonen (Bel); 10. Coledan; 11. Trentin; 31. Froome (Gb). Classifica finale: 1. Chris FROOME (Gb, Sky) 929,5 km in 23.28’33", media 39, 586; 2. Contador (Spa) a 27"; 3. Evans (Aus) a 39"; 4. Rodriguez (Spa) a 50"; 5. Nocentini a 1’13"; 7. Nibali a 1’19"; 9. Pozzovivo a 1’44"; 21. Gilbert (Bel) a 3’04"; 74. Wiggins (Gb) a 22’46".

Cunego, Ulissi, Petacchi... Si sente a casa sua?

Uno sprint da urlo.

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Bocconi—. In tal modo è possibile valorizzare il proprio territorio attraverso lo sport». Mauro Vegni, direttore operativo della corsa rosa, ha sottolineato come «parlare di Giro non significa parlare solo di ciclismo ma pure di storia, cultura e tradizioni». L’edizione 2013, che scatterà da Napoli il 4 maggio e si concluderà il 26 a Brescia, toccherà la Puglia il 9 (Mola di Bari Margherita di Savoia) e il Friuli Venezia Giulia il 14 e 15 (Cordenons Altopiano del Montasio e Tarvisio Vajont)

Festa Froome «Wiggins, che gregario»

Primo successo in una corsa a tappe: «È un lusso avere a disposizione uno come lui» DAL NOSTRO INVIATO

CIRO SCOGNAMIGLIO twitter@cirogazzetta MUSCAT (Oman)

«Essere davanti a Contador è un bel posto in cui stare». Sul lungomare di Muscat, Chris Froome non nega a nessuno il suo tipico sorriso, timido e gentile. Le premiazioni del Giro dell’Oman sono finite — l’ultimo sprint è andato al campione di Francia Nacer Bouhanni, classe 1990 (4˚ il nostro Elia Viviani) — e lui si rende conto che non ha «soltanto» vinto la prima corsa a tappe della carriera, ma lo ha fatto mettendosi alle spalle il numero uno dei grandi giri, Alberto Contador. E poi Evans (3˚), Rodriguez (4˚), Nibali (7˚): il meglio al mondo (bravo Nocentini, 5˚, ad infilarsi in mezzo). Cadel si è consolato con il ritorno ad alti livelli dopo un’assenza di quasi sei mesi, «Purito» con un successo di tappa e il ritorno della Katusha nel World Tour, Nibali si è detto «contento a metà per il risultato, ma consapevole che la condizione piano piano cresce». Bilancio Il tutto va chiaramente letto non in ter-

mini assoluti, visto che siamo a febbraio e il Tour de France non si vede neppure in lontananza, semmai in attesa del prossimo e più probante scontro diretto, la Tirreno-Adriatico di marzo. E’ un fatto però che Froome, al debutto stagionale, abbia fatto meglio di Contador (già a segno in Argentina) in salita sulla Green Mountain. Poi lo ha battuto venerdì, in un appassionante sprint praticamente al fotofinish, e preceduto di 27" nella generale. Un inedito, visto che alla Vuelta 2011 e al Tour 2012 (con l’inglese di Sky due volte secondo) Contador non c’era, e alla Vuelta 2012 era stato lo spagnolo, in trionfo a Madrid, a vincere nettamente il braccio di ferro (Froome 4˚). Come minimo, una bella botta d’autostima. Fiducia E il tema delle riflessioni è proprio quel-

lo. «Sì, il successo aumenta la fiducia che ho in me stesso e anche quella che i compagni hanno in me. Vincere aiuta a vincere, e fa crescere il tuo profilo di leader — argomenta Froome, 27 anni, nato in Kenya e cresciuto in Sudafrica —. Era il nostro obiettivo principale. Tutti qui hanno corso per me e lo ha fatto pure un campione come Bradley Wiggins, è un lusso avere a disposizione uno come lui. Alla Tirreno-Adriatico non ci sarà, ma noi cercheremo di correre alla stessa maniera». C’è ancora un po’ di tempo per argomentare ad alta voce: «Io non ero al top della mia forma in questi giorni ma credo non lo fossero neppure gli altri, più o meno abbiamo corso alla pari. Sono state delle sfide appassionanti. Quando si tratta di corse a tappe, poi, Contador è il primo a cui si pensa, a cui si guarda». E allora sì, ha ragione Froome: essergli davanti è proprio un bel posto in cui stare. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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DOMENICA 17 FEBBRAIO 2013

SCI MONDIALI DI SCHLADMING

tifosi Ligety: «Non c’è festa senza Tomba» Oggi sono attesi 70.000 spettatori «Non c’è festa senza Alberto» è il post di Ted Ligety con la foto di Tomba: i due si sono incontrati al Tirolberg, dove si è esibita anche Tina Maze. E’ uno dei centri per le feste post medaglia, come Chalet Italia, preso d’assalto da atleti e dirigenti di tutte le federazioni per la qualità del cibo e la gentilezza. Questi Mondiali sono stati un successo di pubblico: oggi per lo slalom conclusivo con l’idolo d’Austria Hirscher sono attesi 70.000 tifosi

l’Analisi di PA.M.

Tabù Planai: ultima vittoria Tomba 1998 Di Claudio Ravetto si può dire tutto tranne che non abbia coraggio. Parlando dello slalom di oggi dice: «Se al mondo avessi dovuto scegliere una pista adatta alle nostre qualità avrei presa questa». Significa sgomberare subito il terreno dagli alibi perché la squadra che mandiamo in scena, nel giorno in cui l’Austria intera è in piedi per decretare il trionfo di Marcel Hirscher, è davvero forte. Certo, c’è Hirscher, un talento come ne nascono ogni tre lustri, che a soli 23 anni ha già vinto Coppa del Mondo e 18 gare con complessivi 40 podi. Ha già dimostrato di saper sopportare bene l’attesa di otto milioni e mezzo di austriaci che hanno trovato in lui il nuovo messia sportivo. E Marcel non è l’unico da temere. Attualmente lo slalom è forse la specialità dove il livello tecnico è più alto e incerto, dove basta un errore anche piccolo per perdere dieci posizioni in classifica. Ci sono anche il tedesco Neureuther, il francese Pinturault, lo svedese Myhrer e l’eterno Kostelic. E perché non tenere d’occhio anche Ted Ligety dopo quello che ha mostrato in combinata? Per battere questi campioni non bisogna pensare troppo, non ci sono tattiche ma una sola via, buttarsi all’attacco. L’Italia ha gli elementi per farlo ed il ghiaccio e la pendenza della parte finale della pista Planai dovrebbero esserci amici. Quella azzurra a inizio stagione doveva essere la squadra da battere, invece si è persa nei dubbi dopo la prima prestazione no e solo a Kitzbuehel ha dato segni di risveglio. I Mondiali sono un’altra storia e questo pendio, dopo l’ultima vittoria di Tomba nel 1998, ci ha sempre respinto. Prima Rocca, poi Moelgg, fino a Gross, secondo lo scorso anno proprio alle spalle di Hirscher. Per la legge dei grandi numeri la sorte deve girare. D’altra parte venerdì abbiamo rotto il tabù iridato del gigante, perché non spezzare anche questo sortilegio? Moelgg ha mostrato la sua condizione, Gross è ritenuto il numero uno al mondo sul ghiaccio, Razzoli è in grande crescita. Quindi c’è Thaler, grande esperienza ed eleganza, non sempre un cuor di leone. Di sicuro questo slalom sarà una battaglia di nervi e di tecnica.

Moelgg ci riprova «State tranquilli in slalom vado ancora più forte» Bronzo in gigante, tra i favoriti della gara di chiusura «La pista è difficile, ma ho sensazioni bellissime» DAL NOSTRO INVIATO

PIERANGELO MOLINARO SCHLADMING (Austria)

Quando parla della pista di Schladming Manfred Moelgg sorride e dice: «Qui ho centrato tutti i piazzamenti, tranne la vittoria. Sarebbe ora...». Già, sulla Planai nel 2004 nella stagione d’esordio in Coppa del Mondo, si fece conoscere da tutti piazzandosi secondo alle spalle di Raich. Non era uno sciatore nel mazzo, aveva una rapidità ed un’indipendenza di gambe straordinarie. Sembrava dovesse spaccare il mondo, invece...

«Invece ho vissuto crisi, anche violente, ma tutte mi hanno aiutato a crescere, soprattutto l’ultima, quella da cui sono uscito quest’anno». E adesso a Schladming ha già una medaglia al collo, il bronzo del gigante conquistato venerdì.

«Era quella cui tenevo di più perché in questa specialità non mi ero mai realizzato in pieno. Ma ha dato una grande tranquillità, ma penso che questo bronzo servirà a tutta la squadra, darà fiducia anche ai miei compagni».

Ora però c’è lo slalom.

«Tranquilli, in slalom mi sento più forte rispetto al gigante. Mi sento veloce e soprattutto più sicuro. Lo scorso anno, come mia sorella Manuela, in curva buttavo dentro la spalla e cadevo. Sono uscito solo a Kitzbuehel perché sono partito troppo forte. Volevo vincere». Però in Coppa nello slalom ha raccolto solo un podio, il terzo posto di Adelboden.

«Lo so e penso che io ed i miei compagni abbiamo raccolto molto meno del nostro valore reale. Colpa delle condizio-

«

Hirscher è fortissimo e sicuro, ma nessuno è imbattibile

ni in cui abbiamo gareggiato, ma qui per noi tutto sembra perfetto, la preparazione, il ghiaccio, la pendenza». Come si doma la pista Planai?

«E’ difficile, richiede una grandissima concentrazione perché il terreno cambia. La prima parte non è molto pendente ma molto mossa. Bisogna lavorare bene i dossi, te-

nere il più possibile la velocità. Poi si gira sulla sinistra e c’è il grande muro che si tuffa sul traguardo con ancora due leggere onde. Qui conta il tempo dell’azione, trovarsi in ritardo su una porta può essere fatale». Questa volta sarà una pista per Moelgg?

«Lo spero. Sto bene. Dovendo gareggiare anche in gigante sono arrivato qui prima dei miei compagni e quattro giorni fa mi sono allenato in slalom con Ravetto ed ho provato delle sensazioni bellissime che spero di riuscire a portare in gara». Insomma, è tutto perfetto.

«Non voglio sembrare choosy, ma lo slalom su questa pista lo preferisco di notte come in Coppa del Mondo. Con i riflettori si vede meglio, mentre ora troveremo solo ombra. Ma sono sicuro che troveremo la stessa cornice di pubblico, qui è incredibile, è la Kitzbuehel dello slalom». Però sulla strada c’è Hirscher...

«Marcel è davvero forte e sicuro, basta guardare il suo ruolino di marcia in stagione, ma nessuno è imbattibile, neppure lui». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Manfred Moelgg, 30 anni, un argento e un bronzo iridati in slalom speciale

la guida Ore 10 e 13.30: RaiSport 1 ed Eurosport OGGI SLALOM UOMINI Pettorali: 1 Matt (Aut), 2 Hirscher (Aut), 3 Neureuther (Ger), 4 Dopfer (Ger), 5 Myhrer (Sve), 6 Kostelic (Cro), 7 Moelgg, 8 Razzoli, 9 Byggmark (Sve), 10 Thaler, 11 Hargin (Sve), 12 Raich (Aut), 13 Pranger (Aut), 14 Gross, 15 Pinturault (Fra) IN TV: ore 10 e 13.30 RaiSport 1 ed Eurosport SLALOM DONNE 1. Mikaela Shiffrin (Usa) 1’39"85 (50"59+49"26); 2. Michaela Kirchgasser (Aut) a 22/100 (50"96+49"11); 3. Frida Hansdotter (Sve) a 26/100 (50"41+49"70);

4. Poutiainen (Fin) a 61/100; 5. Maze (Slo) a 76/100; 6. Pietilae-Holmner (Sve) a 1"06; 7. Zuzulova (Slk) a 1"33; 8. Zahrobska (R.Cec) a 1"37; 9. M. Schild (Aut) a 1"58; 10. Zettel (Aut) a 1"67; 11. Holdener (Svi) a 1"77; 12. B. Schild (Aut) a 1"81; 13. Gagnon (Can) a 1"85; 14. COSTAZZA a 1"90; 15. Hosp (Aut) a 2"05; 16. Eklund (Sve) a 2"23; 17. Mielzynski (Can) 2"39; 18. Mougel (Fra) a 2"46; 19. Noens (Fra) a 2"81; 20. Aubert (Fra) a 2"83; 21. Duerr (Ger) a 3"07; 22. Stiegler (Usa) a 3"19; 23. Swenn-Larsson (Sve) a 3"23; 24. Barthet (Fra) a 3"51; 25. MOELGG a 3"94. Rit. I manche: I.Curtoni, Geiger (Ger), N. Loeseth (Nor). Rit. II manche: Azzola, Riesch (Ger).

IL TERZETTO LE SPERANZE DEGLI ALTRI AZZURRI

Gross e Razzoli, c’è tanta voglia di stupire L’olimpionico: «Ora sto bene» Al via anche Thaler SCHLADMING (Austria)

«Sapete cosa sognavo da bambino? Di vincere su questa pista. Lo scorso anno ci sono andato vicino, ora...». Stefano Gross lascia la frase in sospeso. Lui, uomo da ghiaccio vivo, finalmente lo ha trovato e annu-

sa l’occasione. Sa che il punto di riferimento sarà Hirscher, ma non si sente secondo. «Negli ultimi allenamenti non abbiamo trovato il ghiaccio, ma abbiamo lavorato bene. Mi sento pronto, come i miei compagni. Hirscher? Non fa più paura di un mese fa». Indifferenza? No, il giusto rispetto ma senza sottomissione. Razzo E non è l’unico a pensarla così. Giuliano Razzoli è slalomista da grandi eventi. Oro a Vancouver 2010 e vincitore

delle finali di Coppa 2011. Finalmente, dopo tanto rincorrere, si sente pronto per attaccare davvero dopo il quarto posto di Kitzbuehel. «Praticamente la mia stagione è iniziata a dicembre, quando ho cambiato gli sci, ma il colpo della strega che mi ha atterrato a Zagabria mi aveva messo davvero paura. Ora sono a posto e, anche se non ho testato i materiali come avrei voluto. La pista? Negli ultimi periodi sono andato bene su ogni tipo di terreno».

Lo stimolo Ma uno come Razzo

non può non trovare qualcosa di particolare in una gara secca che assegna il titolo mondiale. «Questi appuntamenti — dice — ti tirano fuori qualcosa in più e succederà anche questa volta. Di sicuro andremo tutti e quattro a caccia delle medaglie». Anche Patrick Thaler. «Sono contento di essere qui, non so se a 33 anni avrò ancora la possibilità. Per me è un cerchio che si chiude». Dall’alto, gli azzurri Stefano Gross e Giuliano Razzoli RICHIARDI/AFP

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SCI DI FONDO COPPA DEL MONDO

4 Sogni mondiali

Vonn

OGGI IN TV LA 15 TL

«Guardate il mio ginocchio Quest’estate gonne lunghe»

RISULTATI Uomini, sprint tc: 1. Poltoranin (Kaz); 2. Cologna (Svi); 3. PELLEGRINO; 4. Newell (Usa); 5. Chebotko (Kaz); 6. Valjas (Can); 31. NOECKLER; 33. RASTELLI; 36. R. PASINI. CdM: 1. Cologna (Svi) 1093; 2. Legkov (Rus) 974; 3. Northug (Nor) 929; 10. DI CENTA 379. C.sprint: 1. Joensson (Sve) 366; 2. Newell (Usa) 232; 11. PELLEGRINO 149. Donne, sprint tc: 1. Kowalczyk (Pol); 2. Bjoergen (Nor); 3. Kylloenen (Fin); 4. Jean (Fra); 5. Smutna (Aut); 6. Ingemarsdotter (Sve); 27. LAURENT; 36. VUERICH; 38. BROCARD. CdM: 1. Kowalczyk (Pol) 1472; 2. Johaug (Nor) 947; 3. Randall (Usa) 906; 39. DE MARTIN 128. C.sprint: 1. Randall (Usa) 388; 2. Kowalczyk (Pol) 254; 3. Falla (Nor) 250; 41. VUERICH 28.

«Questo è il mio ginocchio, quest’estate solo gonne lunghe» è il tweet di Lindsey Vonn, che ieri ha postato la foto del ginocchio destro (gonfissimo, viola, con cerotti a coprire le ferite). La Vonn, dopo la caduta nel superG del 5 febbraio, è attesa da lunghi mesi di fisioterapia dopo aver rotto legamento crociato e collaterale, oltre al piatto tibiale.

Fenomeno Shiffrin La baby prodigio danza tra le porte Ha 17 anni, si allenava in casa con le scope ed è già oro nello slalom: «Ho paura del buio, non degli sci»

Mikaela Shiffrin è di Vail (Colorado): in questa stagione tre successi in Coppa del Mondo

DAL NOSTRO INVIATO

MARISA POLI SCHLADMING (Aut)

Una tazza di cioccolata calda, una famiglia che ti spinge, qualche giro di allenamento con gli italiani e una montagna di talento. E’ la ricetta d’oro di Mikaela Shiffrin, bimba prodigio nata a Vail e cresciuta nel New Hampshire, che ieri ha messo in fila tutte nello slalom mondiale (male le azzurre, Costazza 14ª). «Spettacolare, ho solo 17 anni e ho realizzato quello che volevo da sempre, forse me ne renderò conto fra 15 anni» spiega con il sorriso ad aprire le fossette. Velocità Quanto va forte l’ha

mostrato agli azzurri dello slalom, compagni di allenamento la scorsa settimana a Pozza di Fassa. Solo un secondo e mezzo di distacco da Gross nel primo giro, saliti a due nei giri successivi (ma Tonetti una volta le ha prese). Commento: «Cerco di sciare con gli uomini perché posso soltanto imparare». Quanto vale l’ha mostrato al mondo ieri, dopo una cioccolata calda per sciogliere la tensione che l’ha rallentata nella prima da terzo posto, a 26/100 dalla Hansdotter (alla fine di bronzo) e a 4 dalla Poutiainen, spinta giù dal podio dalla Kirchgasser. «Come ho fatto? Ho paura

4

NUMERO

3

E’ la terza più giovane oro in slalom: 1. Wenzel (Lie) nel 1974 a 17 anni e 56 giorni; 2. Mackinnon (Gb) 17 anni e 82 giorni a Murren 1931; 3. Shiffrin a 17 anni 339 giorni. La più giovane in assoluto: Betsy Clifford (Can) in gigante nel 1970 a 16 anni e 122 giorni

del buio ma non dello sci. Sono scesa come stessi danzando» spiega la bimba prodigio con una teoria applicata sul campo ad Are per il primo successo in carriera. Poi ha vinto anche a Zagabria e Flachau. Fenomeno Profezia di Roland

Pfeifer, allenatore della squadra delle prove tecniche, due anni fa: «Se gareggi come ti alleni, saranno in poche a batterti». Prime avvisaglie del talento: a 14 anni vinceva le gare di 11 secondi, il primo centro in Coppa del Mondo a 17 anni, tre in anticipo rispetto a Lindsey Vonn. Ieri è finita davanti a Marlies Schild, la stessa a cui chiedeva l’autografo a Lienz 2011, dopo esserle stata a fianco sul podio. «E’ un modello — cinguetta Mikaela — è un onore competere con lei». Nata sugli sci, competitiva grazie alle sfide con il fratello maggiore di due anni, dagli 8 in su impegnata tra i pali di slalom con l’allenatore Rick Colt, la Shiffrin è una che nel tempo libero ama guardare i video delle gare di Coppa («Per studiare i migliori»), che non ha preso vacanze prima di Schladming, che si concentra «solo sullo sci, sui paletti rossi e blu dall’inizio alla fine della manche e prendo ispirazione da Ligety, noi siamo così forti perché il sacrificio di stare via da casa 4 mesi ci fa più forti». Sforzi ripagati da una tecnica sopraffina e dalla fiducia degli sponsor. In testa — con i buoni uffici di Kilian Albrecht e

MEDAGLIERE: USA PRIMI PAESE 1. STATI UNITI 2. FRANCIA

O 4 2

A 0 1

B 1 1

Tot. 5 4

3. SLOVENIA

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2

0

3

4. NORVEGIA

1

0

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4. GERMANIA 1 0 1 6. AUSTRIA 0 2 3 7. ITALIA 0 2 1 8. SVIZZERA 0 1 0 8. CROAZIA 0 1 0 10. SVEZIA 0 0 1 Prova a squadre non inclusa

2 5 3 1 1 1

del principe Hubertus Von Hohenlohe — ha il marchio Barilla che già ha accompagnato i trionfi di Tomba e Miller. Talento «Tutto è possibile, nel

mio caso non è uno stereotipo. Ci ho sempre creduto, in più ho la fortuna di una famiglia che mi ha sempre sostenuto». Papà Jeff è un anestesista e sciatore master, il fratello maggiore Taylor gareggia per l’Università di Denver. Mamma Eileen, sciatrice di buon livello, la segue per i 4 mesi di trasferta europea, cucina e la aiuta per i compiti via mail, perché Mikaela vuole diplomarsi a giugno alla Burke Mountain Academy (Vermont). Eileen è stata la prima a coltivare il talento della figlia, sollecitata ad allenarsi anche in cucina, con i manici di scopa posizionati a mo’ di pali da slalom (esercizio che aiuta per il ritmo, sostiene mamma). Sono campioni del mondo, non per caso. © RIPRODUZIONE RISERVATA

S OGGI Ore 10.50: 10 km tl donne (Cavallar, Piller, Debertolis, Brocard); Ore 15.45: 15 km tl uomini (Di Centa, Checchi, Fabrizio e Fabio Clementi). Dirette Rai Sport 2 ed Eurosport.

S MORIGGL E CLARA Thomas Moriggl colpito da un virus ha dovuto saltare Davos e recarsi in ospedale per accertamenti. Roland Clara oggi farà un test sui 42 km tl in Val Casies, dove ieri in classico si sono imposti Bruno Debertolis ed Eugenia Bitchougova(

Pellegrino terzo Adesso è grande anche in classico Nella sprint di Davos si arrende soltanto a Poltoranin e Cologna: «Devo stare calmo, sono un signor nessuno»

Pellegrino (sinistra) e Cologna: Mondiali in Val di Fiemme al via mercoledì IPP DAL NOSTRO INVIATO

STEFANO ARCOBELLI DAVOS (Svi)

Uno sprinter completo l’avevamo sempre cercato. Scovato in Valle d’Aosta, ora festeggia sul podio con un mazzo di fiori che donerà a Greta Laurent, la ragazza che gli ha cambiato la vita. Federico Pellegrino non è solo una faccia da spot che intende svecchiare il fondo nei modi e nei concetti, ma è un campione che adesso non si porrà più troppi dubbi e non dipenderà da una sola tecnica. Si rivelò a Davos in una sprint a skating, non ancora ventenne: si prese la finale nel dicembre 2009 dopo aver ottenuto il miglior tempo di qualificazione. Ieri, tornato sul luogo ispirato, s’è preso il primo podio di Coppa del Mondo in una sprint classica, roba per scandinavi, dopo aver ottenuto il miglior tempo in qualificazione. «Con quel pettorale numero 1 mi sono venuti i brividi». Ma aveva capito, di poter rompere un tabù di 13 anni: un italiano su un podio in alternato dopo Fabio Maj e Giorgio Di Centa. Terzo Poteva vincere? Avrebbe

rischiato di saltare se in finale avesse deciso di strappare in salita col fuggiasco kazako Poltorarin. Poteva arrivare secondo? Sarebbe stato forse irrispettoso per il capoclassifica Dario Cologna, davanti alla sua gente, come al Tour de ski. Di sicuro, Pelle ha acceso con lo svizzero, sin dai quarti, un confronto senza ti-

mori, sparagnino, su una pista nervosa e rischiosa, con una curva in discesa. Impeccabile, Fede: un fondista che cresce di gara in gara; che è già maturo anche se è appena fresco di titolo mondiale giovanile; che si lancia gasato sui Mondiali di Val di Fiemme; che avrà quasi tutti gli occhi addosso la prossima settimana avendo giovedì l’impegno nella stessa sprint d’apertura, e domenica l’impegno nella sprint a coppie tl insieme a David Hofer. «Non mi monto la testa, consideratemi ancora un signor nessuno in questa gara, ma ai Mondiali ora ci arrivo con tanta fiducia e tanta carica». Donne Un terzo posto per getta-

re la maschera e ribadire che il suo non sarà solo uno dei volti del futuro negli sci stretti, ma anche di un biennio nel quale con la rassegna iridata in casa e la successiva Olimpiade di Sochi potrà traghettare la nuova generazione del fondo azzurro. «Ora ci sarà bisogno dei tifosi italiani, venite a vederci» e questa sarebbe la dedica post podio. Il cambio generazionale era avvenuta poco prima anche tra Renato Pasini e Micol Rastelli, che sfila in qualificazione il quarto pettorale della sprint mondiale all’ex campione del mondo di Sapporo. L’unica azzurra a raggiungere i quarti è la Laurent, mentre Elisa Brocard perde l’ultimo treno mondiale. In finale la polacca Kowalczyk domina la norvegese Bjoergen, uno dei miti di Pellegrino. © RIPRODUZIONE RISERVATA

BIATHLON MONDIALI DI NOVE MESTO

Staffetta uomini, sinfonia Norvegia Svendsen quarto oro, Italia settima La Norvegia domina la staffetta maschile ai Mondiali di Nove Mesto, conquistando il quarto oro consecutivo nelle ultime quattro edizioni. Gli scandinavi vanno in testa fin dalla prima frazione, quella del 39enne Bjoerndalen, che ottiene così il 19˚ oro ai Mondiali e il 50˚ podio tra rassegna iridata e Olimpiadi. Quetsi, in ogni caso, sono i Mondiali di Svendsen, quattro gare e quattro successi, un bilancio che può addirittura impreziosirsi oggi nella mass start, dove si prevede un altro

duello con il francese Fourcade (per l’Italia Hofer e, tra le donne, la Oberhofer). Discreta la prova degli azzurri, alla fine settimi. Uomini, staffetta 4x7.5 km: 1. Norvegia (Bjoerndalen, L’Abee Lund, Boe, Svendsen) 1h15’39"0 (0+5); . 2. Francia (S. Fourcade, Beatrix, Boef, M. Fourcade) a 1’12"8 (0+7); 3. Germania (Schempp, Birnbacher, Peiffer, Lesser), a 1’18"5 (2+3); 4. Russia a 1’24"1 (2+7); 7. ITALIA (De Lorenzi, D. Windisch, Martinelli, Hofer) a 3’04"9 (1+9).


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DOMENICA 17 FEBBRAIO 2013

LA TRAGEDIA DANIELE REDAELLI PRETORIA (Sudafrica)

«Ma quale omicidio premeditato?» sbotta Arnold Pistorius all’uscita dal posto di polizia del quartiere di Brooklyn, dove il nipote è detenuto da venerdì pomeriggio. Lo zio è l’unico della famiglia a parlare. Tutti sono stati a trovare Oscar, ma sono usciti con la bocca sigillata, avvocati compresi. «Mio nipote e Reeva — prosegue zio Arnold — avevano piani per un futuro insieme e Oscar era felice come non lo avevo visto di recente. Adesso è distrutto. Di-strut-to, capite?». E questa frase si collega a quanto detto poco prima da un agente: «Pistorius e monitorato costantemente», senza specificare se nel «monitoraggio» è compreso anche uno psicologo. Il timore di gesti estremi c’è. Il mondo è crollato addosso a Blade Runner. In più, come ha dichiarato Barry Roux, uno degli avvocati difensori: «Abbiamo chiesto che fosse detenuto in una stazione di polizia, perché ci sono meno formalità». Ma è anche vero che questo mette in difficoltà i poliziotti, capeggiati dal brigadiere André Wiese. La gente pensa che sia un privilegiato e così la polizia dimostra il contrario bocciando ogni sua richiesta. Queste cose hanno turbato la notte di Oscar che ieri era ancora più demoralizzato. Particolari Ovviamente, in atte-

sa che martedì riprenda il processo, continuano a emergere particolari non verificabili, dato che la polizia non conferma nulla. Il quotidiano Beelde racconta che la notte di San Valentino all’arrivo delle guardie private del Silver Woods Country Estate, il campione aveva trasportato il corpo della fidanzata all’ingresso e le aveva praticato un’inutile respirazione bocca a bocca. Reeva sarebbe morta quindi fra le braccia di Oscar. La polizia avrebbe portato via la porta del bagno attraverso la quale Pistorius avrebbe sparato i quattro colpi della Taurus 9 mm: la novità sarebbe che Reeva era dentro il bagno!

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Oscar Pistorius, 26 anni, durante l’udienza di venerdì a Pretoria AFP

DAL DELITTO ALL’UDIENZA

Giovedì Ore 4 La polizia, allertata dai vicini, trova Reeva Steenkamp morta nella casa di Oscar Pistorius. È stata uccisa da quattro colpi di pistola. L’atleta, dopo alcuni controlli medici in ospedale, è portato in commissariato di Boschkop

«È distrutto» Pistorius guardato a vista in cella Terza notte in prigione per l’atleta Timori di suicidio. Steenkamp uccisa in bagno, l’atleta tentò di rianimarla

Libertà vigilata In ogni caso mar-

tedì verrà chiesta ancora una volta la libertà vigilata al giudice Desmond Nair, ma sarà dura convincere il pubblico ministero, Gerrie Nel. È uno tosto, due anni fa è diventato famoso in Sudafrica perché ha fatto finire dietro le sbarre per corruzione il capo della polizia Jacke Selebi. La gente La delusione della gente si sfoga anche in rabbia. Venerdì Carl Pistorius, fratello di Oscar, mentre raggiungeva a

S La stazione di polizia del quartiere di Brooklyn, a Pretoria, dove Pistorius è detenuto da giovedì ANSA

piedi l’auto dopo l’udienza è stato avvicinato da un’anziana che, scambiandolo per Oscar, gli ha urlato in faccia: «Ti processano martedì e ti hanno già lasciato libero? Una vergogna!». Non fosse una tragedia, ci sarebbe da ridere. Il presidente Ieri il presidente

della repubblica Jacob Zuma, nel corso di un convegno a Cit-

tà del Capo, ha dichiarato: «La violenza nel nostro paese è ancora figlia dell’apartheid. Noi siamo appena entrati nella democrazia, la strada verso una vita di pace è ancora lunga. Per questo non possiamo esimerci da punizioni severe verso i violenti». Nessun riferimento diretto, per carità, ma per Oscar Pistorius non si mette bene. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Venerdì Ore 11.30 Pistorius entra alla Pretoria Regional Court, in un’aula affollata da oltre 350 giornalisti di tutto il mondo. Alla lettura del campo d’accusa, omicidio premeditato, scoppia in lacrime Ieri Dopo la seconda notte in cella, Pistorius riceve la visita dei familiari. Intanto il manager Peet Van Zyl annulla il contratto per una rivincita con il brasiliano Alan Oliveira, oro alla Paralimpiade di Londra, a marzo a Rio. E’ la prima gara annullata Martedì La prossima udienza di Pistorius davanti alla corte di Pretoria, dopo la richiesta di rinvio presentata dalla sua difesa e accolta. Nelle stesse ore si dovrebbero anche svolgere i funerali di Reeva Steenkamp a Port Elizabeth

REALITY VISTA DA 3 MILIONI LA PRIMA PUNTATA

«Oscar era geloso di quel cantante»

Sopra, Reeva con Mario Ogle, di cui Pistorius sarebbe stato geloso. Sotto lo zio Arnold Pistorius con la nipote Aimee e a destra la Steenkamp AP LORENZO SIMONCELLI PRETORIA

Mentre le indagini procedono a ritmo serrato per cercare di arrivare a martedì, giorno della nuova udienza, con elementi certi, ieri la stampa sudafricana ha fatto emergere un nuovo particolare come possibile movente del delitto. Oscar Pistorius, accusato di omicidio premeditato della sua fidanzata, la modella Reeva Steenkamp, sarebbe stato pazzo di gelosia di Mario Ogle, un cantante sudafricano che ha partecipato insieme alla vittima al reality show «Tropika Island of Treasure». Ipotesi rafforzata dalle dichiarazioni di Dominique Piek, un’amica di Reeva. «Pistorius era arrogante e geloso in maniera fuori da ogni logica e non voleva che Reeva partecipasse al reality con Mario», ha detto. Lo spettacolo deve continuare

Per la serie «the show must go on», la prima puntata della serie televisiva è andata in onda ieri sera sulla televisione pubblica SABC, seguita da oltre tre milioni di persone. Non sono mancate le critiche per la messa in onda, ma il produttore esecutivo dello show, Samantha Moon, ha spiegato come sia stata la stessa famiglia di Reeva a chiedere di non bloccare lo show. «È il modo con cui la famiglia vuole ricordarla», ha spiegato. Anche il cugino di Reeva, Sharon Ste-

enkamp, ha ricordato come fosse desiderio della vittima che la famiglia la guardasse in questa sua nuova sfida professionale. Scenate passate Nel caso gli in-

quirenti dovessero confermare il movente legato alla gelosia, non si tratterebbe di un caso isolato. Infatti, sempre secondo la stampa sudafricana, non era la prima volta che Pistorius si lasciava andare a scenate di gelosia nei confronti delle sue fidanzate. Già al ritorno dall’Olimpiade di Londra, il 26enne atleta biamputato, non ancora fidanzato con Reeva, aveva scoperto d’essere stato tradito dalla 18enne Samantha Taylor, con cui stava uscendo all’epoca. Il precedente Il tradimento sa-

rebbe avvenuto con Quinton van der Burgh, magnate delle miniere di carbone e milionario produttore televisivo. Pistorius, in un duro scontro verbale con Marc Batchelor — un amico intimo di van der Burgh — avrebbe promesso di «spezzargli le gambe». Successivamente le minacce erano divenute così intense che van der Burgh lo aveva denunciato per diffamazione. Anche la stessa Samantha Taylor, lasciata proprio per Reeva, ma forse per reazione, dato che aveva reagito malissimo alla separazione, aveva minacciato di raccontare «come Pistorius tratta le donne». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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ATLETICA TRICOLORI INDOOR AD ANCONA

Sicurezza Trost 1.95 con facilità Borsi, che boom La 19enne friulana vola ancora nell’alto «Oggi ho una testa diversa». Nei 60 hs la romana a 3/100 dal record italiano

Sopra, Alessia Trost, 19 anni: ha vinto tutte le cinque gare disputate quest’anno: vanta due 1.95, due 1.98 e il 2.00 del 29 gennaio a Trinec (R.Cec). Sotto Veronica Borsi, 25 anni: l’8"00 sui 60 hs migliora di 6 centesimi il personale realizzato il 2 febbraio a Mondeville COLOMBO

DAL NOSTRO INVIATO

ANDREA BUONGIOVANNI ANCONA

Il primo titolo italiano assoluto e un’altra prova di maturità: Alessia Trost non tradisce. La sua trasformazione è un dato di fatto. Come quella di Veronica Borsi che, nei 60 hs, vola in 8"00, secondo crono nazionale di sempre, a 3/100 dal primato di Carla Tuzzi datato 1994. Non male per una che, ragazzina talentuosissima, nell’ottobre 2005 si ruppe il tendine d’Achille sinistro e dovette ricominciare tutto da capo. In attesa dei possibili exploit odierni di Michael Tumi nei 60 e di baby Roberta Bruni nell’asta, l’atletica italiana si conferma in salute anche sotto il tetto del Palas. Pedana La Trost, nell’alto, vince la quinta gara su cinque della sua straordinaria stagione indoor e, con un facile 1.95, conferma che tra due settimane, agli Europei di Göteborg, potrà essere protagonista. Entra in azione presto, come da abitudine: i tentativi a 1.78, 1.82 e 1.86 servono da riscaldamento. A quel punto rimane già sola. Fa mettere l’asticella a 1.90 e la scavalca di una spanna. Passano 4-5’ e chiede l’1.95. Affronta la misura in calzamaglia, tanta è la sicurezza. Gli appoggi mancano un po’ di dinamicità. L’azione, in entrata, non è rapidissima. In quota c’è però un bell’arco dorsale e il percorso resta senza macchia. Per la 19enne friulana certi risultati da sballo sono diventati norma. Poi cerca il personale a 2.01. Ancora in calzamaglia («Mi tiene caldo ed è così comoda che mi fa da seconda pelle»). Il primo tentativo non è male, il secondo appena abbozzato, il terzo non c’è, perché la finanziera decide di fermarsi. Verso Göteborg «Ho avvertito un lieve affaticamento — spiega — meglio non rischiare. L’1.95 mi soddisfa mentalmente, per la facilità con la quale è arrivato, ma non ho mai trovato la ritmica giusta. Questa pe-

dana è bella, diversa però dalle altre sulle quali ho gareggiato quest’anno. Non mi sono adattata. Ma è il mio primo titolo senior e se penso che dodici mesi fa ero finita quarta con 1.81... Oggi mi diverto di più, ho una testa diversa». Il programma di avvicinamento a Göteborg è delineato: una settimana di carico, poi rifinitura, mercoledì 27 il viaggio in Svezia, giovedì l’assaggio della pedana e sabato la qualificazione. «Un 1.95 fatto alla prima — sorride coach Gianfranco Chessa — vale la promozione in finale». Vai Veronica Anche la Borsi sarà agli Euroindoor: «Per entrare tra le migliori otto — dice la 25enne romana, già quinta ai Mondiali allievi 2003 — intanto mi godo questo progresso di 6/100: solo ora, dopo oltre sette anni, ho dimenticato l’infortunio». A seguirla, dal 2010, è Vincenzo De Luca, già allenatore della stessa Tuzzi. Tanti altri confermano o staccano il biglietto per la Svezia: tutti i vincitori di giornata, più il lunghista Ojiaku che, alle spalle di Tremi-

Bene Piantella, Rubino e Chiara Rosa. Abate rinuncia alla finale dei 60 hs gliozzi (7.95), con 7.91 supera di un cm il minimo Fidal. Piacciono Piantella (5.50 nell’asta), il «nuovo» Rubino (19’32"51 nei 5000 di marcia) e la Rosa (18.11 nel peso). Meno Abate che, all’esordio nei 60 hs dopo un 7"75 in semifinale, rinuncia alla finale (Dal Molin prima fa 7"67, poi pasticcia). Potrebbe però non aver del tutto rinunciato all’idea degli Europei. Come Howe (anche se la Fidal non vorrebbe...) che domani all’Acquacetosa farà una visita di controllo. Intanto la vittoria più bella è quella di Mario Scapini che, dopo i recenti problemi di salute, è in tribuna a divertirsi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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OGGI IN TV DALLE 15

OGGI Finali - Dalle 12.30 alle 17.45. In tv: dir. RaiSport 1, 15-17.30

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VELA IERI L’ARRIVO IN CALIFORNIA

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UOMINI 1500: 1. Salami 3’49"96; 2. Abdikadar 3’50"11 (1˚ prom.); 3. Ferraris 3’51"74. 60 hs: 1. Tedesco 7"87; 2. Calvi 7"95 (sf 7"93); 3. Cocchi 7"96 (sf 7"94); 4. Dal Molin (sf 7"67; b. 7"83); 5. Fofana 8"03 (1˚ prom.); Abate n.p. (sf 7"75; b. 7"82). Asta: 1. Piantella 5.50; 2. Boni 5.45; 3. Sinno (j) 5.10; 7. Fusiani 4.90 (1ª prom.). Lungo: 1. Tremigliozzi 7.95; 2. Ojiaku 7.91; 3. Formichetti 7.65; 4. Turatello 7.54 (1˚ prom.). Marcia 5000: 1. Rubino 19’32"51; 2. Macchia 19’41"53; 3. Di Bari 19’59"08. Batterie. 400. I: 1. Haliti 47"40; 2. Cappellin 47"91. V: 1. Juarez 47"90. DONNE 1500: 1. Magnani 4’14"54; 2. Viola 4’15"77 (1ª prom.); 3. Berlanda 4’19"52. 60 hs: 1. Borsi 8"00; 2. Cattaneo 8"18 (sf 8"16); 3. G. Pennella 8"25 (sf 8"22); 6. Feudatari 8"45 (1a prom.). Alto: 1. Trost 1.95 (1a prom.); 2. Cipolloni 1.82; 3. Rossit (j) 1.80; 4. Pau 1.80. Lungo: 1. Derkach (Ucr) 6.20 (1ª prom.); 2. Liboà 6.00 (c.i.); 3. Visibelli 5.97. Qual.: 1. Palezza 6.18. Peso: 1. Rosa 18.11; 2. Nicoletti 16.95; 3. Stevanato 15.34 (1a prom.). Marcia 3000: 1. Palmisano 12’53"63 (1a prom.); 2. De Soccio 13’25"33; 3. Poli 13’52"75. Batterie. 400. II: 1. Chigbolu 53"86. IV: 1. Bazzoni 54"51. V: 1. Spacca 53"95. VII: 1. Bonfanti 54"58

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UN EQUIPAGGIO MOLTO INTERNAZIONALE C’È ANCHE UN CINESE L’equipaggio di Maserati. fra parentesi l’anno di nascita e il ruolo. Giovanni Soldini, Italia (skipper di Maserati, 1966); Ryan Breymaier, Usa, (pitman drizze, 1975); Sébastien Audigane, Francia (timoniere e trimmer, 1968); Jianghe Teng, Cina (grinder trimmer, 1974); Carlos Hernandez, Spagna (prodiere n 2, 1987); Guido Broggi, Italia (boat captain, 1971); Michele Sighel, Italia (media man, 1968); Corrado Rossignoli, Italia (primo prodiere, 1977); Boris Herrmann, Germania (navigatore, 1981).

Giovanni Soldini, 46 anni, al timone di Maserati e sullo sfondo il Golden gate di San Francisco

Maserati e Soldini Record made in Italy sulla rotta dell’oro Da New York a San Francisco in 47 giorni. Lo skipper: «Mai così tanto in mare. Alla fine è stata molto dura» DAL NOSTRO INVIATO

GIAN LUCA PASINI SAN FRANCISCO (California)

Due foche si immergono pochi istanti prima che Maserati passi sotto il leggendario Golden Gate, una delle icone di San Francisco, traguardo mitologico per la truppa di Giovanni Soldini che alle 10.31 (locali, le 19.31 in Italia) fermano il cronometro sul nuovo record fissato da Maserati: quello sulla rotta dell’oro da New York a San Francisco, 13.225 miglia — occhio e croce metà giro della terra — compiuto dalla barca italiana in 47 giorni 42 minuti e 29 secondi. Triturando il primato precedente stabilito da Yves Parlier nel 1998 su Aquitaine Innovations (in 57 giorni 3 ore e 2 minuti). «Un grande tempo, per una grande barca», dice Soldini appena sceso a terra con gli occhi stretti come una fessura segno delle tante ore di veglia per arrivare fino a qui e bagnato fradicio di acqua del Pacifico, visto che i compagni di avventura hanno voluto festeggiare l’impresa gettandolo in acqua proprio appena entrati nel porto. Mai così tanto in mare «Questo è stata anche grande esperienza umana. A bordo ognuno aveva le sue idee in fatto di vela e ne sono nate lunghe discussioni, ma il clima è stato sempre ottimo — continua lo skipper di Maserati —. Tutto a posto fino agli ultimi giorni quando alcuni generi alimentari erano finiti e le miglia non passavano mai. Ci sono stati momenti davvero di stanchezza anche perché questa è praticamente la mia più lunga permanenza in mare senza scalo in tanti anni di oceani. Se non hai un gruppo affiatato rischi». Un gruppo in grado di fare viaggiare veloce Maserati, ma anche di porre rimedio a qualsiasi inconveniente. Una delaminazione dell’albero, come un’otturazione di un dente saltata. «La farmacia di bordo è ben equipaggiata — racconta Guido Broggi, il "capitano" di Maserati — così

OLTRE 10 GIORNI IN MENO DEL PRIMATO DI PARLIER

RCS

La festa a bordo di Maserati dopo il taglio del traguardo a San Francisco. Il Vor 70 di Soldini era partito da New York il 31 dicembre KILS

anche questo inconveniente non è stato particolarmente pesante e Corrado (Rossignoli, ndr) si è trovato un’otturazione nuova. Si fidava? Beh non aveva tanto da scegliere», racconta mentre è festeggiato dai familiari che a sorpresa sono arrivati qui. Secondo record Un tempo im-

portante che vale a Soldini e al suo equipaggio internazionale il secondo record, dopo quello stabilito nel 2012 sulla rotta della scoperta (da Cadice a San Salvador). Una cavalcata sugli oceani, doppiando il miti-

co Capo Horn, sulla rotta resa famosa dai clipper a metà dell’800. Il primato non è mai stato in dubbio, anche se le ultime giornate sono sembrate infinite a Soldini e ai suoi. «La fame non l’abbiamo mai sofferta - continua a raccontare Broggi - però tante cose di uso comune, come lo zucchero, il caffè o la cioccolata, erano finite...». «A bordo la vita è piuttosto spartana. Alla fine in un viaggio così lunga quello che ti manca sono i vizi e le coccole...». Sorride guardando il commodoro che gli ha appena consegnato la Coppa che sancisce un secondo primato sulla stessa rotta (una delle tante stranezze della vela). C'è anche il console italiano, Mauro Battocchi, con tanto di tricolore sul petto mentre qualche connazionale sul molo sventola bandiere. La vela italiana fa festa ancora con Soldini proprio davanti all’isola di Alcatraz, l’ex penitenziario, in quel braccio di mare che da luglio a settembre ospiterà la Coppa America. Tutta un’altra vela rispetto quella estrema di Soldini e dei suoi, nella speranza che questo record sia di buon auspicio per Luna Rossa... © RIPRODUZIONE RISERVATA


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BASKET ALL STAR GAME NBA A HOUSTON La gara dei vip

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SU SKY ALLE 2

L’All Star Game si gioca stanotte (ore 2 italiane, diretta Sky Sport 1) al Toyota Center di Houston. Così le formazioni.

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Bolt, che schiacciata ma a basket è negato HOUSTON — Bastasse la velocità... E invece Usain Bolt, l’uomo che ha frantumato i record dello sprint, è meglio che si tenga stretto il lavoro in pista. Perché a basket sembra negato. Ha sbagliato dei canestri facilissimi (1/5 al tiro), mentre gli unici due punti li ha fatti con una perentoria schiacciata a due mani (foto AP). Ha perso pure la sfida su un doppio coast to coast in palleggio contro l’attore Kevin Hart, che però ha barato, partendo prima. E la partita, in cui la sua squadra dell’Est è stata sopraffatta dall’Ovest 58-38. Poi la dichiarazione sul caso Pistorius: «Quando l’ho sentito sono rimasto scioccato e sto ancora cercando di elaborare la cosa nella mia testa per vedere se è davvero reale».

Serie A, 4a di ritorno Il campionato riparte con la classica Roma-Milano Diretta RaiSport 1 alle ore 20 Oggi (ore 18.15) si gioca la 4a di ritorno in serie A. SASSARI-VENEZIA Arbitri: LaMonica, Lo Guzzo, Calbucci. (g.d.-m.c.) Da mercoledì Vanuzzo (stiramento) e Ignerski (schiena) hanno ripreso e tornano nelle rotazioni. Mazzon recupera Bulleri, acciaccato contro Pesaro. VARESE-BOLOGNA Arbitri: Paternicò, Quacci, Mazzoni. (a.f.-n.z.) Cimberio: Talts influenzato e Banks con una caviglia gonfia, ma entrambi ci saranno. Moraschini non è partito (botta al ginocchio sinistro), presente Gigli (ginocchio destro). Il serbo Andusic, appena ingaggiato, arriverà a Bologna solo nei prossimi giorni. AVELLINO-CREMONA Arbitri: Taurino, Weidmann, Pozzana. (l.z.-a.r.) Squadre al completo. Nel turnover tra gli stranieri di Cremona, il sacrificato dovrebbe essere ancora Huff. Il club ha deciso di portare la richiesta di inserimento di Jackson in quota italiani in 2o grado di giudizio alla Corte Federale Fip. BIELLA-REGGIO EMILIA Arbitri: Begnis, Filippini, Caiazza. (ga.p.-d.b.) Angelico al completo. L’unico dubbio nelle fila della Trenkwalder è relativo all’utilizzo del play James giunto alla fine della sua avventura biancorossa. Domani rescinderà il contratto e potrebbe finire al Limoges. Menetti deciderà oggi se portarlo in panchina. ROMA-MILANO (ORE 20, RAISPORT1) Arbitri: Mattioli, Sardella, Bettini. (a.pit.) Roma con Datome nei 12, ma inutilizzabile. EA7 al completo. MONTEGRANARO-CASERTA Arbitri: Sabetta, Aronne, Martolini. (a.p.-l.b.) Dopo lo sciopero dei giocatori e il rifiuto di disputare un torneo amichevole, Montegranaro riparte (i pagamenti saranno rispettati la prossima settimana). Recalcati recupera Slay, seppur a ritmo ridotto. Caserta al completo. BRINDISI-CANTÙ Arbitri: Cerebuch, Giansanti, Ramilli. (f.d.s.-p.t.) Bucchi recupera dopo un mese il capitano Ndoja. Cantù: rientra Tyus. Domani (ore 20, La7D e SportItalia 2): Pesaro-Siena. Classifica: Varese 30; Sassari 28; Siena 26; Cantù, Roma 24; Milano 22; Venezia 20; Brindisi, Reggio Emilia 18; Caserta 16; Bologna, Cremona 14; Montegranaro 10; Pesaro, Biella, Avellino 8. LEGADUE Oggi 4a di ritorno (18.15): Forlì-Ferentino; Jesi-Imola; Barcellona-Verona (a Cefalù); Casale Monferrato-Brescia; Scafati-Trieste; Pistoia-Bologna 65-60 (venerdì); Veroli-Capo d’Orlando (ieri). Riposa: Trento. Class.: Pistoia 13 vinte-5 perse; Barcellona 11-5; Brescia, Casale 11-6; Bologna 10-8; Scafati 9-8; Verona 8-8; Forlì, Trieste, Trento 8-9; Ferentino, Capo d’Orlando 7-10; Veroli, Jesi 6-11; Imola 4-12. DONNE Oggi 7a di ritorno (ore 18): Schio-Umbertide 63-55 (giovedì); Cagliari-Orvieto (17.30); Chieti-Pozzuoli; Lucca-Parma. Riposano: Priolo e Taranto. Class.: Schio 14 vinte-1 persa; Lucca 11-3; Parma 10-3; Taranto 10-4; Umbertide 8-7; Priolo 5-9; Chieti 4-10; Pozzuoli 3-10; Orvieto 3-11; Cagliari 2-12. DELONGHI TREVISO (a.m.) Nuovo sponsor per Treviso Basket. Da oggi sulle maglie il nome De Longhi, storica azienda trevigiana. Alle 18 contro la Rucker altro vip in campo: Davide Bonora, in biancoverde dal 1995 al 1999.

OVEST Quintetto: Chris Paul (Cli), Kobe Bryant (Lak), Kevin Durant (Okc), Blake Griffin (Lac), Dwight Howard (Lak). Riserve: James Harden (Hou), LaMarcus Aldridge (Por), Tim Duncan (SA), David Lee (GS), Tony Parker (SA), Zach Randolph (Mem), Russell Westbrook (Okc). All.:Gregg Popovich (SA).

DAL NOSTRO INVIATO

MASSIMO LOPES PEGNA Twitter @Pegnarol HOUSTON (Texas)

Parla sottovoce Joakim Noah, quasi non volesse disturbare. In campo, però, è un’altra storia: «Rose dice che grido sempre. Ma è una cosa che piace tanto a coach Thibodeau: lui ama la comunicazione». Ride il figlio di Yannick, mentre osserva compiaciuto le altre star intorno a lui. « Essere qui è il riconoscimento del mio lavoro. Vedo questi 11 campioni intorno a me e penso a loro come dei nemici. Sono il motivo per cui d’estate lavori come un matto: per cercare di batterli in inverno. Uno dei miei idoli? Garnett. Avevo la sua maglia e il suo poster». Buffo perché solo poco tempo fa lo aveva accusato di essere uno che gioca sporco. Cleveland Ma Joakim dice sem-

pre ciò che pensa, senza rettifiche del giorno dopo. Come quando dichiarò che Cleveland «è una città che fa schifo e non ci sono grandi motivi per andarci». Quando arrivò ai Bulls dal college, dopo 2 titoli con Florida, senza un pelo di eti-

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S EST Quintetto: Dwyane Wade (Mia), LeBron James (Mia), Carmelo Anthony (NY), Kevin Garnett (Bos), Chris Bosh (Mia). Riserve: Tyson Chandler (NY), Luol Deng (Chi), Paul George (Ind), J’Rue Holiday (Phi), Kyrie Irving (Cle), Brook Lopez (Bro), Joakim Noah (Chi).

S GIOVANI La sfida tra le due formazioni di matricole e sophomore (giocatori al 2o anno) è stata vinta dalla squadra allenata da Charles Bakrley (Team Chuck), che ha battuto quella di Shaquille O’Neal (Team Shaq) 163-135. Mvp Kenneth Faried, ala di Denver, che ha chiuso con 40 punti e 10 rimbalzi

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Il caso Boateng? Sul razzismo va sensibilizzata l’opinione pubblica Adoro Belinelli e sono fiero di lui Un combattente e pedina chiave del nostro futuro

chetta confidò quanto avesse odiato Jordan da bambino. Ora conferma: «Quando ero piccolo mi faceva piangere perché ero tifoso dei Knicks. E’ stato straordinario. Il basket è l’unico sport in cui quando chiedi chi è il migliore, tutti danno sempre la stessa risposta: MJ. Negli altri si aprirebbe un dibattito. Come nel calcio: Maradona o Pelè?». Boateng Mai banale. Come sul razzismo. «Se Boateng ha fatto bene a togliersi la maglia e andarsene dopo i buu? Non saprei. La cosa migliore sarebbe non mostrarsi turbato da questi stupidi insulti quando sei sul campo. Ma fuori c’è il dovere di sensibilizzare l’opinione pubblica. C’è ignoranza ed è triste che ancora accadano certi fatti. Nella Nba il problema non l’abbiamo. Ma se qualcuno in tribuna osasse insultare un giocatore perché è nero o bianco verrebbe subito espulso». Il ragazzo che arrestarono per possesso di marijuana nel 2008, quello che arrivava tardi agli allenamenti e mangiava

Gazzetta.it IL MEGLIO DI TIRI DA 3 SCHIACCIATE E IL VIDEO DI BOLT L’All Star Game di Houston si vive meglio su Gazzetta.it. Sul sito trovate tutti gli highlight del sabato della sfida tra le stelle, con la gara delle schiacciate e quella del tiro da tre come avvenimenti da non perdere. Ma non solo: potrete rivedere la schiacciata di Usain Bolt nel match tra celebrità che venerdì ha aperto il weekend texano.

Noah

«Resto un hippy ma ho imparato ad essere umile» Joakim è considerato il miglior centro dell’Est «I capelli poco curati? Sono la mia energia» da McDonald’s, non esiste più. Ora riga dritto e l’estate si mantiene in forma con lo yoga per migliorare la flessibilità da un maestro come Jabbar. E ha stretto amicizia con il campione di surf, Laird Hamilton: con lui migliora l’esplosività grazie a delle serie di balzi in piscina. Arroganza E’ scomparsa pure

l’arroganza dei primi tempi, quando apostrofò in allenamento un compagno e il coach lo sospese per una gara. Ora ci scherza su: «Lo spogliatoio all’unanimità decise di allungarmi la squalifica di un turno. Credo sia l’unico caso nella storia della Nba. Ma fu una grande lezione di umiltà». Per capire che è uno che non se la tira basta ricordare l’aneddoto sul giovane tifoso che gli chiese l’autografo all’uscita dell’arena. Lui lo invitò a cena. Peccato che quando lo riportò a casa, trovò la polizia allarmata dai genitori che non avevano notizie. Disse: «Abbiamo passato una gran serata: era felice come se si trovasse in una fiaba». Vuole essere differente a ogni costo, perché è nel dna di famiglia: il papà famoso con sangue camerunese e la mam-

ma, Cecilia Rodhe, ex miss Svezia del ’78, e artista. Si trattava di convogliare nel modo giusto la voglia di anticonformismo. Fu quando Cecilia raccomandò: «Essere differente è una cosa positiva, devi essere capace, però, di rimanere te stesso».

clic IL NONNO CALCIATORE E PAPÀ YANNICK GRANDE TENNISTA

Marley Ecco spiegati i capelli

lunghissimi, l’andamento ciondolante alla Bob Marley (suo idolo) e l’abbigliamento casual. «I capelli sono la mia energia. Poco curati perché è il mio modo di essere: nel cuore mi sento un hippy. Se potessi vestirmi come mi pare anche alle partite, mi vedreste spesso con abiti da indiano d’America. La storia di chi abitava questi luoghi prima di noi mi ha sempre intrigato». Lo considerano il miglior centro dell’Est (migliori statistiche in carriera). Un tiro che stilisticamente fa rabbrividire, ma se Joakim è arrivato fin qui lo deve a grinta e volontà. Per questo adora Belinelli: «Gli voglio un sacco di bene e sono fiero di lui, perché all’inizio non giocava molto. Ma non si è arreso, ha continuato a lottare: è un combattente e una pedina importante del nostro futuro». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Joakim ha origini camerunesi. Il nonno Zacharie, oggi 76enne, è stato un discreto difensore in Francia con Sedan e Stade San Germaine. Il padre Yannick (foto AP), scoperto a Yaoundè da Arthur Ashe, ha vinto gli Internazionali di Francia nell’83 battendo in finale Mats Wilander.


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BASKET MJ COMPIE MEZZO SECOLO

Michael Jordan 50 «Com’è dura senza basket» Il mito: «Darei qualsiasi cosa per tornare indietro ai tempi in cui giocavo» Michael Jordan, nato a Wilmington, North Carolina, il 17 febbraio 1963 AFP

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NUMERO

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Titoli vinti Con i Bulls (91-93 e 96-98)

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Milioni Guadagno in dollari nel 2012, 60 dalla Nike

MASSIMO ORIANI

Lo ha fermato solo il tempo, l’unico imbattuto, il grande equilibratore. Mai un avversario che si sia allacciato le scarpe e abbia cercato di sbarrargli la strada sul parquet. Perché possiamo anche discuterne all’infinito, ma gente capace di fare quello che Michael Jeffrey Jordan faceva su un campo da basket con una palla a spicchi tra le mani, non ne abbiamo ancora visti. Cinquant’anni. Per chi lo ha visto ragazzino restare sospeso in aria alla gara delle schiacciate staccando dalla linea dei libe-

«

Solo Nowitzki, LeBron, Duncan e Kobe sarebbero state stelle anche ai miei tempi

ri all’All Star Game ’88, quasi uno choc. Invecchiano anche i miti, non solo noi. Accettare di non essere più i numeri uno, beh, quella è un’altra storia. Oggi Air Jordan non è un comune mortale — non lo sarà mai — ma si confronta con una re-

altà che non è certo quella dei suoi giorni da giocatore, da G.O.A.T. Greatest Of All Time, il più grande di tutti i tempi. «E dire che ho sempre pensato che sarei morto giovane» ha raccontato nei giorni scorsi a Espn. Invece è qui a lottare coi ricordi, con la nostalgia canaglia che ancora oggi lo consuma e lo porta ad immaginare come se la caverebbe contro King James. Oro Souvenir di una vita da nu-

mero uno, da immortale alla faccia delle sue previsioni funeree. Poco tempo fa, ripulendo la sua vecchia casa di Chicago, si è imbattuto in una cassaforte che non apriva da secoli. Dentro la medaglia d’oro dei Giochi ’84. «Mi ha riportato a un tempo in cui ero ancora puro, un sognatore — ha raccontato — Al Villaggio scambiavo pin con gli altri atleti». Nell’armadio, accanto alla cassaforte, oltre 5000 paia di Nike, fedele compagna di una vita. «A 30 anni andavo a mille all’ora — ricorda — Non avevo tempo di fermarmi a riflettere. Ora questi oggetti mi permettono di ricordare quei tempi, cosa hanno significato. Ed è in quei momenti che capisco di essere invecchiato». Non tornerà a giocare per il gu-

PALLAVOLO SERIE A-1: ANTICIPO DELLA 19a GIORNATA

La speranza è che non fossero in tanti davanti alla tv, perché è stato tutto tranne che uno spot per il volley. E si è addirittura sfiorata una mini-rissa finale quando Fenoglio, recidivo perché l’aveva fatto anche all’andata, ha chiamato time-out sul secondo match-ball per la sua squadra suscitando le ire del De Andrè ma anche di Stefano Moro, capitano della Cmc. Sul campo, al termine di 90 minuti di brutta pallavolo vince con merito l’Altotevere, perché sbaglia molto meno della Cmc ed ha un discreto aiuto dalla panchina. Ravenna, priva dell’uomo

SERIE A-1 DONNE

mo set con un ace di Maric. Fresa inserisce il giovane Mazzotti (si salvano solo lui e Psarras) ma dal 2˚set comincia la sagra degli orrori RAVENNA-SAN GIUSTINO

Klemen Cebulj, 20 anni ZANI

più in forma (Mengozzi, che non saltava una partita da tre stagioni) si butta via in un primo set assurdo e poi cade vittima dei suoi soliti errori, sprecando l’ennesima opportunità di vincere la prima partita in casa dopo i tre successi esterni. San Giustino si prende il pri-

0-3

(23-25, 17-25, 20-25) CMC RAVENNA: Zhukouski, Sirri 5, Pelekoudas 6, Moro 15, Zanuto 12, Di Franco 2; Tabanelli (L), Psarras 3, Owens, Mazzotti. Bellei 3. N.e. Mengozzi. All. Fresa. ALTOTEVERE SAN GIUSTINO: Maric 12, Fiore 6, Bohme 9, McKibbin 1, Cebulj 14, De Togni 7; Cesarini (L), Torre 3, Van Der Dries 2, Mattioli, Lo Bianco, Coali. N.e. Guttmann. All. Fenoglio. ARBITRI: Cappello e Rapisarda NOTE - Spettatori 1800, incasso 15.000. Durata set: 29’, 25’, 27’, tot. 81’. Cmc: b.s. 5, v 2, m 8, s.l. 7, e 18 . Altotevere: bs 6, v 4, m 9, s.l. 10, e 14. Trofeo Gazzetta: 6 Cebulj, 5 Torre, 4 Bohme, 3 De Togni, 2 Mazzotti, 1 Psarras.

In campo alle 18 Castellana ci crede a casa di Trento Macerata si rialza? In campo alle 18 TRENTO-CASTELLANA (niba-an.gal) Trento al completo. Kaziyski ha saltato l'allenamento di venerdì per influenza ma oggi sarà in campo. Interrompere la serie di sconfitte contro Trento (3 su 3, 1 solo set vinto) è l’obiettivo della Bcc Nep sull’onda dell’entusiasmo per le 4 vittorie di fila e l’accesso ai playoff. In attesa del greco Stivachtis (arriva domani) Ricciardello secondo regista. Arbitri: Padoan e Gnani In tv: ore 17.30 diretta Rai Sport 1 MACERATA-VERONA (m.g.-r.pu.) Dopo gli schiaffi presi da Trento e Cuneo,

Macerata prova a rialzarsi contro Verona recuperando Savani che ha smaltito l’influenza: potrebbe giocare al posto di Kooy. Verona a Macerata ha vinto una sola volta ed è senza Rak e Gotsev. Già senza Zingel, Bagnoli deve inventarsi un centrale a fianco di Viafara. E conferma Bolla opposto, tenendo in panchina Gavotto. Arbitri: Perri e Cesare CUNEO-MODENA (g.sca.-p.r.) Dopo la «sbornia» per la prima qualificazione della storia alle Final Four di Champions, Grbic invita Cuneo alla calma. Una vittoria porterebbe a più 8 proprio su Modena, blindando il 4˚ posto. Sokolov impiegato anche al centro. I precedenti sono 34-32 per gli emiliani. Per Modena rientra Kovacevic, ma dovrebbe partire della panchina. Tutti a disposizione dunque per Lorenzetti: in bandaQuesque e Deroo. Arbitri: Pasquali e Vagni

sto di scendere sul parquet a 50 anni. Eppure non sfigurerebbe. Chiedete a Michael Kidd Gilchrist per conferme, la matricola dei suoi Bobcats battuta in uno contro uno pochi giorni fa. «Darei qualsiasi cosa per poter tornare indietro ai tempi in cui giocavo — spiega — Come rimpiazzi il basket? Non puoi, devi imparare a vivere senza». Fallimento Michael si sta adat-

tando a una vita diversa. Il lavoro non gli dà soddisfazioni, i Bobcats, di cui è proprietario, sono la barzelletta della lega. Ma tra le mura di casa ha trovato una sorta di pace interiore.

Bilancia Oggi lotta con la bilan-

cia, ossessionato dal numero 99, peso forma di quando giocava. E’ sceso da 118 kg a 112, ma il 99 resta un miraggio. Lo spirito competitivo che lo ha reso His Airness resta lo stesso. Cerca di sfogarsi giocando a golf, a blackjack, a sudoku. Detesta i paragoni coi grandi di oggi, ma ammette che «solo LeBron, Kobe, Duncan e Nowitzki» sarebbero state superstar nella sua epoca. Esigente, irascibile, incontentabile. Ecco perché è e resterà il più grande di tutti i tempi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

RUGBY LA 15a DI CELTIC LEAGUE

San Giustino: playoff vicini ma che scintille a Ravenna SANDRO CAMERANI RAVENNA

Jordan con la fidanzata, Yvette Prieto, 34 anni, origini cubane AFP

Grazie ad Yvette Prieto, 34enne cubana che presto sposerà. Non è facile convivere con un mito egocentrico, abituato ad essere trattato da re e ad avere sempre ragione. Come quando girava gli spot per la Nike e la cuoca gli preparava dei deliziosi cinnamon rolls, dolci alla cannella, sui quali sputava per evitare che qualcuno glieli mangiasse. Non è facile non credere di essere Dio quando chiunque incontri ti ricorda chi sei, l’Onnipotente del parquet. Non a caso il suo nome in codice quando viaggia all’estero per il suo team di guardie del corpo è Yahweh, che in ebraico significa Dio.

PERUGIA-PIACENZA (m.s.-m.mar.) Nel Perugia non è al meglio Semenzato: partirà dalla panchina, gioca Alletti titolare. Come opposto staffetta TamburoEdgar. Piacenza senza problemi di formazione, ritrova anche Ogurcak che va in panchina: in banda Zlatanov e Papi. Arbitri: Pol e Pasquali VIBO-LATINA (mi.fa.-a.li.) Vibo non vince in casa in campionato da dicembre e trova la sua bestia nera: ultimi 6 confronti tutti ai pontini. Di più: in casa Vibo non batte Latina dal 2006. Latina, galvanizzata dalla qualificazione alla finale di Coppa Cev, cerca una vittoria in trasferta che manca dal 18 novembre) con tutti a disposizione Arbitri: Caltabiano e Bartolini CLASSIFICA: Trento 43, Macerata 41; Piacenza 37; Cuneo 35; Modena, Perugia 30; Vibo 26; Latina 25; Castellana 23; San Giustino 19; Ravenna 10; Verona 8.

Calloni super Conegliano ok a Giaveno GIAVENO (To) - (f.t.) Conegliano fa tre su tre, Giaveno resta a secco da fine novembre. Alla fine vince la squadra migliore che ha saputo essere più continua. GIAVENO-CONEGLIANO 1-3 (25-23, 17-25, 18-25, 22-25) BANCA REALE YOYOGURT GIAVENO: Senkova 10, Dall'Ora 9, Togut 8, Donà 14, Kauffeldt 13, Dalia 3; Molinengo (L), Saccomani 6, Murrey, Cecchetto. Ne Pincerato, Luciani. All. Napolitano. IMOCO VOLLEY CONEGLIANO: Barcellini 21, Barazza 8, Nikolova 19, Fiorin 10, Calloni 21, Camera 2; Rossetto (L), Agostinetto, Daminato, Crozzolin 1. Ne. Maruotti, Zanotto. All. Gaspari. ARBITRI: Sobrero e Prandi. NOTE Spettatori 600. D.s.: 27', 25', 26', 27'; tot. 105'. Giaveno: b.s. 6, v. 1, muri 12, errori 9; Conegliano: b.s. 5, v. 2, muri 10, errori 11. Trofeo Gazzetta: 6 Calloni, 5 Barcellini, 4 Nikolova, 3 Donà, 2 Kauffeldt, 1 Barazza. OGGI per la 16ª(18): Busto Arsizio-Urbino; Pesaro-Villa Cortese; Bergamo-Bologna. Riposano: Chieri e Piacenza CLASSIFICA: Busto 30; Bergamo 25; Chieri 22; Piacenza, Conegliano 22; Villa Cortese 20; Urbino 17; Pesaro 14; Giaveno 11; Bologna 3.

fragile 4 Treviso Leinster, quattro

ECCELLENZA VIADANA OK

Nella 13ª di Eccellenza, Calvisano e Viadana proseguono la corsa in vetta Risultati Crociati Pr-Viadana 23-35; Lazio-Rovigo 17-20; Padova-Fiamme Oro 17-11; Calvisano-San Donà 42-15; Mogliano-L’Aquila rinviata Oggi (ore 15, dir. RaiSport 1): Prato-Reggio Emilia. Classifica Viadana 55; Calvisano 53; Prato* 48; Padova 42; Rovigo 39; Mogliano* 32; Fiamme Oro 25; San Donà, Lazio 22; Reggio Emilia* 20; L’Aquila* 9; Crociati 3. (*: una in meno)

mete in mezz’ora Senza gli azzurri, Treviso crolla a Dublino nella 15ª di Celtic League. Al Leinster basta meno di mezz’ora per chiudere la partita e conquistare il bonus: segnano due mete a testa il flanker Ryan — poi uomo del match — che sfonda per due volte da touche, e il tallonatore Cronin, prima con un contrattacco e poi sfruttando un cambio di direzione degno di un trequarti. Dalla parte dei veneti solo un errore dalla piazzola del giovane italo-australiano James Ambrosini — alla seconda partita da apertura titolare — e l’infortunio al 2ª linea Marco Fuser. Lampo Nitoglia Nella ripresa Ryan firma la tri-

pletta, mentre Treviso risponde con la meta di Ludovico Nitoglia, che Ambrosini non converte. Chiude Auva’a al 29’. Con più di metà squadra impegnata sabato con l’Italia a Roma contro il Galles per il terzo turno del Sei Nazioni — da oggi azzurri in raduno —, domenica alle 15 i biancoverdi avranno un altro impegno durissimo, in casa contro il Munster, mentre le Zebre, sempre domenica alle 15.05, cercheranno la prima vittoria della loro storia a Parma contro i Dragons gallesi.

LEINSTER-TREVISO

| 40-5

MARCATORI: p.t. 10’ m. Ryan, 13’ m. Cronin tr. Madigan, 23’ m. Ryan tr. Madigan, 27’ m. Cronin tr. Madigan; s.t. 6’ m. Ryan tr. Madigan, 9’ m. Nitoglia, 29’ m. Auva’a tr. McFadden. LEINSTER: Fitzgerald; Kearney, O’Malley (14’ s.t. Carr), Goodman (14’ s.t. Reid), McFadden; Madigan (25’ s.t. Boss), Reddan; Murphy (16’ s.t. Auva’a), Ryan, Ruddock; Toner, Marshall (14’ s.t. Cullen); Hagan (16’ s.t. Bent), Cronin (33’ s.t. Dundon), McGrath (25’ s.t. O’Connell). All. Schmidt. TREVISO: Toniolatti (16’ s.t. Williams); Nitoglia, A. Pratichetti (18’ s.t. Loamanu), La Grange, Iannone; Ambrosini, Semenzato; Vosawai, Bernabò (25’ s.t. Sbaraglini), Budd; Van Zyl, Fuser (33’ p.t. Giusti); Roux (25’ s.t. Di Santo), Maistri, Rizzo (25’ s.t. Rouyet). All. Smith. ARBITRO: Hodges (Galles). NOTE: p.t. 26-0, spettatori 16.200. Calci: Madigan 4 su 5 (8 punti), McFadden 1 su 1 (2 p.); Ambrosini 0 su 2. Uomo del match: Ryan. Punti: Leinster 5, Treviso 0. Altre: Scarlets-Munster 18-10. CLASSIFICA: Ulster 58; Glasgow 51; Leinster 49; Scarlets 46; Ospreys 43; Munster 41; Cardiff 32; Treviso 27; Connacht 24; Edimburgo 23; Dragons 18; Zebre 6.


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DOMENICA 17 FEBBRAIO 2013

LA GAZZETTA SPORTIVA

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TUTTENOTIZIE & RISULTATI Scherma SCIABOLA A PADOVA

Tennis A DOHA SFIDA TRA REGINE, IN BRASILE BOLELLI K,O.

Williams e Azarenka, finale di lusso Giusto così. Perché il tennis a volte sa assecondare il momento. E allora a Doha non poteva esserci finale migliore di quella tra le numero uno, uscente ed entrante: Azarenka contro Serena Williams, la vincitrice degli Australian Open contro la regina d’America che domani torna sul trono.

Occhiuzzi trionfa al Trofeo Luxardo E’ il suo primo successo in Coppa

LO SPAGNOLO

A San Paolo anche Nadal va in finale

Che numeri Tocca alle più forti,

uscite da dominatrici dalle semifinali che mettevano di fronte le prime quattro del mondo. Serena ritrova il servizio che spacca e travolge la Sharapova, con cui ha vinto le ultime dieci sfide dirette: «Conosciamo il livello di gioco che può esprimere Maria, ma io adesso mi sento molto bene — ammette colei che diventerà la più anziana numero uno di sempre Serena Williams, 31 anni, da lunedì torna numero uno del ranking REUTERS — e ho un buon feeling con il torneo». Anche contro la Aza- pio, quarta finale stagionale gnese (che ha rinunciato alla renka i precedenti a favore del- (dopo 13 vittorie consecutive) semifinale di doppio con Fognila Williams sono imbarazzan- per le Cichi Errani e Vinci, che ni), avanti di un break nel seti, 11-1, ma la bielorussa che si ritrovano Srebotnik e Petrova, condo set, si arrende al redivigode gli ultimi giorni in vetta le uniche ad averle battute nel vo Nalbandian, che prima del torneo brasiliano non aveva anal ranking è fiduciosa: «Lei ha 2013 (in finale a Sydney). cora giocato una partita nel un servizio devastante, dovrò essere concentrata sul mio gio- Ciao Bolelli Si ferma invece la 2013, ma che sul rosso rimane co senza soffrire la sua aggres- corsa comunque esaltante di un artista capace di pennellate sività. E comunque stiamo par- Simone Bolelli a San Paolo, do- di gran classe. ri.cr. lando di una leggenda: chissà ve giocava una semifinale do© RIPRODUZIONE RISERVATA dove sarò io a 31 anni». In dop- po quasi cinque anni. Il bolo-

A San Paolo Nadal in finale contro Nalbandian. Su Su perTennis oggi finale di Rotter dam (14.30) e Doha (a seguire). DOHA (2.369.000 $, cem.). Semifinali: S. Williams (Usa) b. Sharapova (Rus) 6 3 6 2; Azarenka (Bie) b. A. Radwanska (Pol) 6 3 6 3. A SAN PAOLO (Bra, 455.775 $, terra). Quarti: Nadal (Spa) b. Berlocq (Arg) 3 6 6 4 6 4. Semifinali: Nalbandian (Arg) b. BOLELLI 6 3 7 5; Nadal b. Alund 6 3 6 7 (2) 6 1. ROTTERDAM (1.575.875 e, indoor). Semifinali: Del Potro (Arg) b. Dimitrov (Bul) 6 4 6 4; Benneteau (Fra) b. Simon (fra) 6 4 7 6 (2). SAN JOSE’ (Usa, 546.930 $, indoor). Quarti: Haas (Ger) b. Johnson (Usa) 6 4 6 2; Isner (Usa) b. Malisse (Bel) 7 6 (8), 6 2; Raonic (Can) b. Istomin (Uzb) 7 6 (0) 6 3; Querrey (Usa) b. Falla (Col) 6 3 4 6 7 5. Semifinali: Haas b. Isner 6 3 6 4.

Diego Occhiuzzi, 31 anni LAPRESSE E' Diego Occhiuzzi il vincitore del 56˚ Trofeo Luxardo di Padova, tappa italiana del circuito di Coppa del Mondo di sciabola maschile. L'azzurro dopo l’argento olimpico individuale e il bronzo a squadre di Londra2012, conquista il primo successo in carriera in Coppa del Mondo. La vittoria al termine di

Atletica CHE AHOURÈ (si.g.) Vola Murielle Ahouré a Birmingham (Gb): 6"99 nei 60 (7˚ tempo mondiale indoor alltime) battendo Fraser e Jeter. Altre tre mpm 2013 donne: 50"88 Hastings nei 400, 4’00"83 G. Dibaba nei 1500 e 14.61 Saladuha nel triplo. Uomini. 60: Rodgers (Usa) 6"53; Carter (Giam) 6"56. 400: Levine 46"34. 800: Rimmer 1’46"55; Kaki (Sud) 1’46"57; Mohammed 1’46"58. 1500: Iguider (Mar) 3’37"45; Birgen (Ken) 3’37"57. 3000: Farah 7’42"00. 60 hs: Osaghae (Usa) 7"51. Alto: Dmitrik (Rus) 2.33; Grabarz 2.29; Ukhov (Rus) 2.29. Donne. 60: Ahouré (C.Av.) 6"99; Fraser (Giam) 7"09; Jeter (Usa) 7"18. 400: Hastings (Usa) 50"88. 1500: G. Dibaba (Eti) 4’00"83. 3000: Clitheroe 8’50"16. Asta: Bleasdale 4.70; Silva (Cuba) 4.70. Lungo: Proctor 6.78. Triplo: Saladuha (Ucr) 14.61..

Baseball Pallanuoto LA 3

a

LIDDI AL VIA A Peoria, in Arizona cominciato lo spring training dei Seattle Mariners. Il manager, Eric Wedge, si è pubblicamente complimentato con l’azzurro Alex Liddi: «Si è presentato tiratissimo: è più forte e più magro. Avrà le sue opportunità sia in terza che in prima».

GIORNATA DI RITORNO

Il Brescia non perde colpi Figlioli, un poker e l’espulsione

Pietro Figlioli (Pro Recco) LAPRESSE LAZIO-BRESCIA 6-16 (1-4, 2-3, 1-5, 2-4) Lazio: Sattolo, M.Gitto, Sebastianutti, Vittorioso 1, Latini 2, Colosimo, N.Presciutti, Mandolini 3, Leporale, Maddaluno, Gianni, L.Di Rocco, Gazzarini. All. Di Cecca. Brescia: Del Lungo, Valentino, C.Presciutti 3, Legrenzi 1, Loncar 1, R.Calcaterra 3, Mammarella 2, Nora 1, Binchi 2, Elez 3, Giorgi, Castellani, Moratti. All. Bovo. Arbitri: D.Bianco e Rovida. Note: sup. num. Lazio 17 (5 gol), Brescia 10 (7). Usc 3 f. N.Presciutti 20’12", Binchi 21’36", Valentino 22’ 43". (g.sc.) Gara chiusa dopo i primi due tempi, Brescia di altro spessore rispetto a una Lazio che non è mai stata in partita. Tra i romani, senza lo squalificato Formiconi, la difesa è stata troppo permissiva. PRO RECCO-BOGLIASCO 12-2 (2-0, 3-1, 3-1, 4-0) Ferla Pro Recco: Tempesti, F.Lapenna, A.Fondelli, Felugo 1, S.Luongo, Aicardi 2, N.Gitto 1; Figlioli 4 (1 rig.), Madaras 3, Giacoppo 1, D.Fiorentini, Mangiante. N.e. Pastorino. All. Tempestini. Bogliasco: Dinu, Sekulic 1, Dufour, Camilleri, G.Boero, Guidaldi, Cocchiere; Barillari, A.Di Somma 1, Congiu, E.Di Somma, Gavazzi, Garofalo. All. Del Galdo. Arbitri: Fusco e Pinato. Note: sup. num. Pro Recco 11 (6). Bogliasco 5 (0). Usc. 3 f. Boero 4˚ t. Esp. Figlioli per gioco violento 4˚ t. (i.v.) Nessun problema per la Pro Recco contro un Bogliasco imbottito i giovani. Unico neo per i biancocelesti, l'espulsione per gioco violento di Figlioli (autore di 4 gol) che dunque salterà la sfida con l’Acquachiara. ORTIGIA-SAVONA 6-7 (2-2-, 2-3,1-0, 1-2) Igm Ortigia: Patricelli, Barranco, Abela, Puglisi, Boyd 4, Napolitano 1, Tringali 1, Di Luciano, Polifemo, Zovko, Vinci, Suti, Negro. All. Baio. Blu Shelf Carisa Savona: Antona, Alesiani, Damonte 2, Petrovic, Colombo, Rizzo, M. Janovic 2, Fulcheris, Bianco, Valania, Michelotti, Deserti 3 (1 rig.), Rolle. All. Pisano. Arbitri: Alfi e Gomez. Note: sup.

num. Ortigia 13 (3), Savona 8 (4). Usc. 3 f. Petrovic 28’32". (a.s.) Solo negli ultimi 80" il Savona piega la resistenza dell'Ortigia con un gol in superiorità di Deserti. I siracusani avrebbero meritato di più ma hanno dovuto fare i conti con le eccezionali parate di Antona. POSILLIPO-NERVI 11-8 (4-0, 1-3, 4-2, 2-3) Posillipo: Negri, Cuccovillo, Rossi 1, Foglio 1, Scalzone, Toth 1, Renzuto 2, Gallo 2, Kovacs 2, Bertoli 1, Baraldi, Saccoia 1, Cappuccio. All. Occhiello. Ellevi Nervi: Ferrari, D'Alessandro 1, Temellini, Bagnoli, Tyrrell 1, Marziali 2, Ferrero, Lanzoni 2, Mann 1, A.Caliogna 1. N.e. Puccio, Cavo. All. Ferretti. Arbitri: Ceccarelli e Taccini. Note: sup. num. Posillipo 12 (7), Nervi 11 (3). Usc. 3 f. Scalzone 29'25". Ferrari para un rigore di Kovacs al 15'15". (f.nap.) Ottima prova del Posillipo che doma il Nervi facendo registrare per la prima volta alla Scandone una percentuale realizzativa superiore al 50% con l'uomo in più. Sempre avanti i napoletani, aiutati anche da un Negri quasi perfetto tra i pali. Scavalcato il Bogliasco, il Posillipo è a 2 punti dall'Acquachiara. CAMOGLI-QUARTU 5-9 (0-2, 2-4, 2-0, 1-3) Camogli: Gardella, Beggiato 1 rig., Rocchi, Cupido 2, Bruni, Cambiaso, Foti 2; Iaci, L. Fondelli, Di Rocco, Gandini. N.e. Antonucci, Viola. All. Cavallini. Promogest Quartu: Volarevic, M.Luongo 1, Racunica 1, Steardo 3, Klikovac 2, Sassanelli, Astarita; Ercolano 2, Nicche, Russo, Pagliara. N.e. Montaldo, Graffigna. All. Pettinau. Arbitri: Bensaia e Riccitelli. Note: sup. num. Camogli 14 (0), Promogest 8 (4). Usc. 3 f. Astarita 22’502, Sassanelli 27’51". (a.fe.) Primi punti in trasferta per il Quartu che compie un importante passo in avanti verso la salvezza. Il Camogli non riesce mai ad andare a segno in superiorità numerica. Anticipo: Florentia-Acquachiara 11-9. Class.: Brescia 42; Pro Recco 36; Florentia 30; Savona 28; Acquachiara 23; Posillipo 21; Bogliasco 19; Quartu 15; Lazio 13; Ortigia 11; Nervi 9; Camogli 1. Pr. turno (23/2): Savona-Florentia, Bogliasco-Posillipo, Acquachiara-Pro Recco (22/2), Nervi-Lazio, Brescia-Camogli, Quartu-Ortigia. DONNE La 2a di ritorno: Padova-Despar Messina 13-4, Bologna-Mediterranea Imperia 9-11, Bogliasco-Roma 11-5, Rapallo-Igm Ortigia 17-8, Ngm Firenze-Geymonat Orizzonte 7-6. Class.: Rapallo 30; Geymonat Orizzonte 27; Firenze 25; Imperia 20; Padova 16; Messina 15; Bogliasco 12; Bologna 10; Roma 6; Ortigia 0.

Boxe ZAMORA UE (r.g.) A Trieste (Loreni), l’italo-cubano Brunet Zamora (24-1-2) conquista la cintura vacante leggeri Ue: battuto Krzysztof Szot (Pol, 17-5-1).

Ghiaccio Mondiali lunga Gli olandesi Sven Kramer e Ireen Wust guidano dopo la prima giornata i Mondiali allround ad Hamar (Nor). Lui insegue il 5˚ titolo-record: oggi 1500, 5000 donne e 10.000 uomini. Uomini. 500: 1. Brodka (Pol) 35"80; 2. Bokko (Nor) 36"01; 3. Silovs (Let) 36"20; 23. Cignini 38"22. 5000: 1. Kramer (Ola) 6’13"42; 2. Skobrev (Rus) 6’19"06; 3. Swings (Bel) 6’19"72; 20. Cignini 6’42"76. Classifica: 1. Kramer (Ola) 74.052; 2. Bokko (Nor) 74.210; 3. Pedersen (Nor) 74.666; 23. Cignini 78.496 Donne. 500: 1. Nesbitt (Can) 38"60; 2. Wust (Ola) 39"35; 3. Van Beek (Ola) 39"44; 18. Bettrone 41"05. 3000: 1. Wust (Ola) 4’05"41; 2. Valkenburg (Ola) 4’08"12; 3. Njatun (Nor) 4’08"64; 24. Bettrone 4’32"52. Classifica: 1. Wust (Ola) 80.251; 2. Shikhova (Rus) 81.026; 3. Valkenburg (Ola) 81.123; 24. Bettrone 86.470.

Golf Obama a lezione Dall’ex coach di Tiger Ippica L’IMBATTUTA CAMPIONESSA AUSTRALIANA

Black Caviar volante fa 23 su 23 con 1000 metri a quasi 65 orari! Strepitoso rientro per Black Caviar, la star australiana assente da giugno 2012, quando al Royal Ascot ottenne la 22ª vittoria da imbattuta, riportando anche un infortunio. Tornata in Patria, Black Caviar è scesa in pista a Flemington e ha ottenuto la 23ª vittoria (in sella Luke Nolen) volando i 1000 metri delle Lightning Stakes (gr 1) a quasi 65 orari, stabilendo in 55"42 il record della corsa, vinta per la terza volta consecutiva, che reggeva dal 1988. Tempo non lontano dal mondiale di 53"79 di Procreate (Gulsfstream Park 2005) a quasi 67 orari. Nel maggio 2012 si era ritirato negli Usa Rapid Redux con 22 su 22, ma ottenuto in ippodromi

Il presidente Usa Barack Obama sta trascorrendo il week end in un golf resort a West Palm Beach, in Florida. Obama che è mancino, prenderá lezioni da Butch Harmon, ex allenatore di Tiger Woods. GAGLI AFRICANO Lorenzo Gagli, da 36˚ a 14˚ con 208 (73 69 66, -8) a caccia della seconda top ten nel giro finale dell’Africa Open all’East London (Saf, par 72).

Hockey ghiaccio

Black Caviar dopo la 23a vittoria EPA

secondari. Black Caviar vanta invece 13 gruppi 1 e 7 gr. 2. RACHEL ALEXANDRA GRAVE Per una lesione intestinale è in gravi condizioni (ma in miglioramento) Rachel Alexandra dopo aver partorito il secondo figlio, una femmina da Bernardini (il primo era stato un maschio da Curlin). Negli Usa, Rachel Alexandra (ora 7 anni) è stata cavallo dell’anno nel 2009, quando vinse le Preakness Stakes.

SERIE A (m.l.) Ieri 10ª e ultima della 2ª fase. Ai quarti: Renon-Cortina; Val Pusteria-Milano; Bolzano-Asiago; Alleghe-Valpellice. Playout: Val Fassa-Pontebba. Master: Alleghe-Val Pusteria 4-3 rig. (1-1, 2-0, 0-2; 0-0; 1-0); Renon-Valpellice 7-4 (3-0, 3-1, 1-3). Rip. Bolzano. Classifica: Renon 53; Val Pusteria 52; Bolzano 49; Alleghe 44; Valpellice 38. Relegation Val Fassa-Asiago 3-2 t.s. (0-1, 0-0, 2-1; 1-0); Cortina-Pontebba 4-1 (2-0, 2-0, 0-1). Rip. Milano.Class: Asiago 44; Milano, Cortina 38; Val di Fassa 25; Pontebba 6.

Hockey pista EUROLEGA (m.nan) La 5ª. Gir. B: Porto (Por)-Lodi 6-6, St. Omer (Fra)-Noia (Spa) 1-2. Classifica: Porto* 13, Noia 7, Lodi 5, Saint Omer 2. Girone C: Cronenberg (Ger)-Viareggio 4-9. Classifica: Benfica 10, Reus 9, Viareggio 7, Cronenberg 0. Girone D: Liceo La Coruña (Spa)-Oliveirense (Por) 6-3, Ginevra (Sui)-Valdagno 1-7. Classifica: Valdagno* 13, Liceo La Coruña* 10, Oliveirense 6, Ginevra 0. (*:

una finale con Reshetnikov, in rimonta dal 13 11 per il russo al 15 13. «Non mi voglio fermare più» ha detto Occhiuzzi dopo la vittoria. E poi: «Londra mi ha dato una carica eccezionale. Vincere la mia prima prova di Coppa in Italia con i miei cari ad assi stere, è un’emozione incredibile e mi stimola ad affrontare questa stagione con tanta voglia». Soddisfazione per il 3˚ posto di Riccardo Nuccio, fermato proprio da Occhiuzzi in semifinale. Finale: Occhiuzzi (Ita) b. Reshetnikov (Rus) 15-13. GAROZZO TERZO Enrico Garozzo terzo in Coppa del Mondo di spada ad Heidenheim (Ger); battuto 11-15 in semifinale da Nikishin (Rus), poi vincitore.

già qualificate). Cers, and.quarti: Breganze-Bassano 1-3, Forte d.M-Vendrell (Spa) 5-6, Vilanova (Spa)-Giovinazzo 5-1. SERIE A-1 (m.nan) Per la 15ª: Sarzana-Matera 5-3. Classifica: Valdagno e Viareggio 39, Lodi e Bassano 32, Forte dei Marmi 28, Breganze 22, Novara 20, Sarzana 17, Prato 15, Matera 14, Trissino 12, Follonica 10, Giovinazzo 6, Thiene 1.

Ippica A Torino il Locatelli A Vinovo (14.45) c’è il GP Locatelli: bella sfida tra Owen’s Club e Mack Grace Sm. 6ª corsa - 17 - Pr. Locatelli - e 44.000, m 1600: 1 Orleans Om (G. Lombardo jr); 2 Ok America (A. Farolfi); 3 Libeccio Grif (M. Smorgon); 4 Mirtillo Rosso (E. Bellei); 5 Owen’s Club (P. Gubellini); 6 Mack Grace Sm (R. Andreghetti); 7 Newyork Newyork (Gc. Baldi). ANCHE Trotto: Firenze (14) e Montegiorgio (15.25). Galoppo: Pisa (14.30). IERI 11-8-16-3-10 A Siracusa (m 1900): 1 Corro Presto (S. Guerrieri); 2 Invincible Touch; 3 Castel Tures; 4 Motobecane; 5 Mister Ghiaccio; Tot.: 12,74; 4,59, 4,71, 10,87 (133,87). Quinté: n.v. Quarté: e 7.303,12. Tris: e 2.894,25. CATANIA CONVOCA Il Ministro del Mipaaf, Mario Catania, convoca la Rappresentanza Unitaria per il 28 febbraio

Nuoto Franklin al top (al.f.) Missy Franklin vince i 100 a Orlando (Usa, 50 m) dorso nuotando la miglior prestazione stagionale: nella seconda giornata del Grand Prix tocca in 59”34 (29”31 ai 50) nella prova in cui è olimpionica mentre nello sprint è 4a in 25”65.

Pallamano SERIE A (an.gal.) La 5ª di ritorno, Girone C): Teramo-Conversano 27-28, C.S.Angelo-Palermo 37-27, Fondi-Lazio 32- 28, Fasano-Noci 40-20; ha riposato Putignano. Class. Fasano 45, Conversano 39, Fondi 26, Teramo 25, C.S.Angelo 24, Noci 22, Gaeta 17, Chieti 15, Palermo 12, Lazio 9, Putignano 3. In Challenge maschile: Minsk (Bie)-Pressano 39-24 (rit. 24/2).

Pallavolo A-2 MASCHILE (f.c.) Oggi 8ª di ritorno (ore 18): Potenza Picena- Città di Castello; Corigliano-Padova; Ortona-Loreto; Sora-Matera; Monza-Molfetta; Brolo-Atripalda. Riposa: Reggio E. Classifica: Città di Castello 50; Molfetta, Sora, Atripalda 37; Padova 31; Monza, Corigliano 29; Ortona 27; Reggio E. 26; Potenza P. 17; Brolo 16; Matera 15; Loreto 9. A-2 DONNE (m.l.) Oggi la 18ª (ore 18): Montichiari-Novara; Pavia-San Vito; Mazzano-Casalmaggiore; Frosinone-Soverato; Ornavasso-Terre Verdiane; Marsala-Sala Consilina; Crovegli-San Casciano. Class. Novara, Ornavasso 42; Casalmaggiore 38; Frosinone 32; Pavia 29; Sala Consilina 25; Crovegli, Mazzano, San Casciano, Soverato 23; Montichiari 22; Fontanellato 20; S.Vito 8; Marsala 7.

Sport invernali SALTO UOMINI A Oberstdorf (Ger, HS213/K185): 1. Freitag (Ger) 409.8; 2. Stjernen (Nor) 409.5; 3. Schlierenzauer (Aut) 409.0. CdM: 1. Schlierenzauer (Aut) 1260; 2. Bardal (Nor) 767. SALTO DONNE A Ljubno (Slo), senza italiani. Risultati (HS 95/K84): 1. Takanashi (Giap) 225.1 (88.5+88); 2. Hendrickson (Usa) 214.2 (85+83.5); 23. D’AGOSTINA 172.7 (74.5+75.5). Coppa (13): Takanashi 1037; 10. INSAM 330. SNOWBOARD Nel cross di Coppa del Mondo a Sochi (Rus), Schiavon, Perathoner, Cordi, Visintin, Leoni e Godino in tabellone finale, come Moioli e Brutto tra le donne. Dir. RaiSport 2 alle 8.30 BOB, BERTAZZO 13˚ A Sochi, Bertazzo e Fontana 13mi nell’ultima tappa di Coppa di bob a 2. Oggi il quattro. Bob a 2: 1. Hefti (Svi) 1’53"76 (1˚+1˚); 2. Florschuetz (Ger) a 0"30 (2˚+2˚); 13. BERTAZZO-FONTANA a 1"29 (11˚+16˚). Coppa (9/9): 1. Rush (Can) 1656.


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LA GAZZETTA SPORTIVA

DOMENICA 17 FEBBRAIO 2013

ALTRI MONDI

Il fatto del giorno

_ingerenze elettorali

DI GIORGIO DELL'ARTI gda@gazzetta.it

Si può dire che Napolitano fa il tifo contro Berlusconi? In visita a Obama il presidente ha criticato chi fece cadere Monti. Il Pdl è insorto e il Colle ha dovuto negare di voler condizionare il voto I politici stanno litigando su una frase di Napolitano. In America, alla fine dell’incontro con Obama, il presidente ha deplorato che «da qualche partito si sia passati dal sostegno ai provvedimenti del governo a giudizi liquidatori». L’espressione «qualche partito» è tipicamente democristiana. Quale partito? In quale circostanza? Naturalmente si può parlare con questo stile quando si è sicuri che chi deve capire capirà. E l’ambiguità del primo enunciato renderà poi possibile indignarsi e far mostra di stupore. Siccome quelli del Pdl avevano interpretato il «qualche partito» come un riferimento a loro (e giustamente: sono stati loro, di fatto, a buttare giù Monti col condimento di un durissimo discorso di Alfano in Parlamento) e avevano attaccato per questo il Presidente imputandolo di ingerenza nella campagna elettorale, ieri il Quirinale ha smentito: «È palesemente infondato e del tutto gratuito parlare di "ingerenza"». Un po’ imprudentemente il capo dello Stato ha aggiunto che il comportamento di Obama è stato «impeccabile». Excusatio non petita — cioè giustificazione non richiesta — che ha costretto la Casa Bianca ad assicurare che «gli Stati Uniti non si schierano».

d lafrase DEL GIORNO

Monti, cioè quella del risanamento dei conti. Gli americani hanno paura che l’Europa salti per aria trascinando nel baratro il resto del mondo. Noi siamo la riserva di dinamite che può far scoppiare tutto. La vittoria di Berlusconi, che parla di complotto tedesco, vuole restituire l’Imu, perdonare gli evasori e buttare soldi nel Ponte sullo Stretto, è in questa visione (forse esagerata) il fiammifero che farà esplodere l’Italia e l’Europa e con l’Europa il pianeta. C’è però un altro punto.

ACCUSE A MONTI INGIUSTE «Ho un po’ deplorato che, dopo 13 mesi di sostegno al governo Monti, qualche partito dia ora giudizi liquidatori sulle sue scelte» GIORGIO NAPOLITANO PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

1Quindi lei dice che Napolitano ha torto e Berlusconi ragione?

Hanno tutti delle code di paglia grosse così. È ovvio che nessuno può sapere che cosa Obama ha detto nel colloquio riservato con Napolitano. Pe-

4 Quale?

Giorgio Napolitano e Barack Obama nella stanza ovale alla Casa Bianca EPA

rò: questo colloquio è durato cinquanta minuti (quasi il doppio del previsto); Napolitano è stato ricevuto nello Studio Ovale, come si fa solo negli incontri operativi e non di semplice rappresentanza (il pretesto del viaggio americano di Napolitano era un saluto prima delle fine del settennato); gli americani si guardano bene, in genere, dall’incontrare uomini politici di un Paese impegnato nella campagna elettorale. Napolitano, sia detto senza ingiuria, ha ricevuto onori inusitati, Barack si è spinto a benedire il fatto che l’incontro avvenisse per San Valentino, festa degli innamorati. Ha tirato in ballo persino le figlie: «Malia e Sasha, appena sono stato rieletto, mi hanno subito chiesto: papà, che bello, ma allora torniamo in Italia». Basta paragonare tutto questo calore – del quale peraltro ci congratuliamo – con le sberle rifilate a Berlusconi quando era premier per capire che non si tratta di amore per l’Italia, ma di endorsement politico. Un

modo di fare ingerenza senza fare ingerenza.

2 Che sberle a Berlusconi? Obama, dopo la prima elezione, s’è guardato bene dal ricevere il presidente del Consiglio italiano, cosa che se avessimo un minimo di orgoglio nazionale avrebbe dovuto indignarci (sto parlando soprattutto dei giornali). Una volta, ringraziando gli alleati per il contributo dato alle guerre in oriente, saltò per sbaglio il ringraziamento all’Italia. Eccetera. Anche in America si segnala, il terrore che a Palazzo Chigi rientri il Cav. Francamente sono interferenze, che ci piaccia o no, e pure pesanti.

3 Alla fine che cosa gliene frega agli americani delle elezioni italiane?

Gli americani, come gli europei, vogliono che il prossimo governo continui la politica di

Quale politica si augura Obama per l’Europa? Voglio dire: fingendo che esistano due partiti, uno per l’austerità e l’altro per la spesa (la parola "crescita" è un paravento che nasconde la parola "spesa pubblica"), di quale partito Obama si augura la vittoria? Del partito della spesa, evidentemente, che – comprando merci Usa – porterebbe sollievo alle finanze di quel Paese. L’Italia può essere in questo senso la chiave capace di aprire il cuore della Merkel, finora rigorista implacabile ma che sarà forse più sensibile dopo le elezioni tedesche di settembre.

5 Beh, Bersani parla continuamente di crescita.

Ci sono solo due osti con cui tutti quanti si ostinano a non voler fare i conti. Primo: parla di crescita anche Berlusconi, al punto da aver sbeffeggiato l’altra mattina il suo ex ministro dell’Economia Tremonti, il rigorista dei tagli lineari, annunciando che, in caso di vittoria del centro-destra, sarebbe finito al ministero delle supposte. Secondo: Grillo sta crescendo al punto che Berlusconi si è precipitato a far comizi in Sicilia dove pare certo che il Movimento 5 Stelle arriverà primo. Può persino accadere che dopo il voto ci troviamo con una maggioranza molto solida, ma non di centro-sinistra...

A

CRESCITA ANCORA DIFFICILE

Vota Antonio -8 IL NOSTRO DIARIO ELETTORALE

Il Prof attacca sugli scandali Cav e il Ponte: «Ora lo farò»

S Grilli al G20 «Servono stabilità e riforme» I venti grandi dell’economia mondiale si sono riuniti a Mosca e nel comunicato finale scrivono: «I tassi di cambio non devono avere come obiettivo la competitività e l’aiuto all’economia. Bisogna muoversi verso un sistema di tassi di cambi determinato dal mercato». Il summit ha ribadito che la crescita globale «resta debole» e il ministro dell’Economia italiano Vittorio Grilli (nella foto Ansa) spiega: «Uscire dalla crisi è difficile, puntiamo sia sulla stabilizzazione dei mercati, sia sulle riforme. In un tessuto così integrato come quello dell’Europa, ciò che si fa o non si fa in un Paese ha un importante impatto sugli altri. Non c’è antagonismo tra rigore e crescita, ma individuare misure concrete per la crescita sarà difficile»

Mario Monti ieri col papa ANSA

Altro che algido professore, Mario Monti sembra affrontare l’ultima settimana di campagna elettorale con la durezza dei politici più navigati. Tornando all’elenco di scandali economici che sconvolgono il Paese ha detto di provare «smarrimento», definendosi come colui che «ha fatto saltare il tappo su una situazione insostenibile». E il Prof ha pure rilanciato la sua offensiva contro i partiti, impegnati a «distruggersi l’uno con l’altro». Invitando a «non lasciare il campo a populismo e pifferai», s’è trascinato la piccatissima risposta di Silvio Berlusconi, impegnato in una intensa giornata palermitana. Al Teatro Politeama ieri ha definito Monti «un professorino che non capisce niente di economia». In più, ha tirato fuori due vecchi cavalli di battaglia: «Il falso in bilancio esiste già e sogno, prima di morire, di passare sul ponte che farà della Sicilia una terra superitaliana». Il Cav non ha risparmiato battute («Sono diventato povero: Veronica ha 100 mila euro al giorno e se si alza tardi ha solo il pomeriggio per spendere») e frecciate: «Bersani mi minaccia». Pronta la replica di area Pd: «Lui si sente minacciato dalle regole», ha detto il segretario. E poi è tornato a difendere la sua alleanza con Vendola: «Le critiche a Nichi mi irritano. Penso a lui come un uomo di governo». L’altro protagonista della campagna, Beppe Grillo, ha avuto la sua standing ovation di giornata a Torino e da lì ha lanciato l’ennesima provocazione: «Per Mps serve una commissione d’inchiesta sui segretari democratici dal 1995 ad oggi».

notizie Tascabili

Fratelli della donna

Paura, niente danni

Trapani, amanti uccisi 23 anni fa: ieri due arresti

Scossa sismica in Lazio e Abruzzo Trema pure Roma

Denuncia alla polizia postale

Nel 1990, a Campobello di Mazara (Trapani), vengono uccisi Paolo Favara, 30 anni e la cognata Caterina Vaiana di 33, entrambi pastori. Ieri, a 23 anni di distanza, sono stati arrestati i presunti assassini, Michele e Giuseppe, fratelli della donna, 58 e 51 anni. A riavviare le indagini, nel 2010, è Giovanni, il figlio di Paolo, quando racconta ai magistrati che all’omicidio aveva assistito una bimba e che i due amanti avevano ottenuto un prestito di 13 milioni di lire da Giovanni Vaiana, non restituito. La figlia di Caterina, poi, era stata violentata a 7 anni dallo zio Giuseppe, ma la famiglia aveva cercato di incolpare Paolo.

Paura, ieri sera, poco dopo le 22, tra Lazio e Abruzzo per una scossa di terremoto di magnitudo 4.8, verificatosi a una profondità di circa 10.7 chilometri: l’epicentro è stato individuato a 3 chilometri da Balsorano Vecchio (L’Aquila) e a 6 chilometri da Sora (Frosinone). Ma il sisma è stato avvertito a Roma, dove molti palazzi hanno tremato, a Napoli, in provincia di Isernia e in diversi centri dell’Abruzzo, fra cui Avezzano, Popoli e Sulmona, ma pure Pescara. Non ci sono segnalazioni di persone ferite o di danni. In alcuni centri la popolazione ha deciso di trascorrere la notte fuori di casa.

Hacker oscurano sito del tribunale di Milano «Sarà un Apocalisse» Doppio attacco degli hacker in un periodo in cui la magistratura italiana è nuovamente impegnata in delicate inchieste che coinvolgono il mondo della finanza e della politica. Ad essere messi fuori uso sono stati il sito del Tribunale di Milano, dove storicamente si celebrano processi «ad alta tensione» e quello del Dap, il dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria. Sul sito del Tribunale di Milano, al posto della homepage è apparsa la scritta «Hacked by LndTm 2013 Italian crew» (cioè Formazione italiana) e una maschera tricolore di V for Vendetta, usata solitamente da Anonymous. Sotto l’immagine la scritta minacciosa: «Preparatevi, ha inizio l’Apocalisse! È la

Il cyber-attacco al sito del tribunale di Milano ANSA fine per un nuovo inizio. Sta arrivando come l’ira di DIO il vero cambiamento per i giovani del popolo italiano». Il presidente del Tribunale di Milano, Livia Pomodoro, che sporgerà denuncia alla polizia postale, ha detto che i suoi colleghi sono «sconcertati, ma non preoccupati», anche se ritiene l’attacco un «fatto gravissimo e sgradevole». Analogo il blitz subito dal sito del Dap, non raggiungibile per diverse ore.

I 4 italiani spariti in Venezuela ANSA

La famiglia non molla

Il giallo Missoni: «Borse trovate ma caso aperto» Resta aperto, almeno secondo i familiari, il caso della scomparsa dal 4 gennaio dell'aereo che trasportava da Los Roches a Caracas Vittorio Missoni, la sua compagna e una coppia di amici bresciani. Le sacche ritrovate sull'isola di Bonaire, erano vuote e con le cerniere completamente aperte.


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ALTRI MONDI LA SENTENZA LA CASA DELLO STUDENTE DISTRUTTA DAL SISMA DEL 2009: CROLLO PER «CARENZE STRUTTURALI»

Morirono 8 ragazzi L’Aquila: 4 condanne Condannati, tra rabbia e commozione. Quattro anni di carcere per tre degli indagati e due anni e sei mesi per un altro. È il verdetto di primo grado arrivato ieri per il crollo della casa dello studente dell’Aquila che causò la morte di otto studenti: una sentenza simbolo della maxi inchiesta sul terremoto che ha colpito l’Abruzzo il 6 aprile del 2009. Le condanna più corpose per i tre tecnici autori dei lavori di restauro del 2000: Bernardino

Pace, Pietro Centofanti e Tancredi Rossicone. È andata leggermente meglio a Pietro Sebastiani, tecnico dell’azienda per il diritto agli studi universitari. Il pm, riferendosi a loro, aveva parlato di «condotta omissiva» e così l’accusa per tutti era di omicidio colposo, disastro e lesioni colpose. E così è stato chiarito un principio decisivo: la casa dello studente è crollata non solo per la furia del terremoto, ma soprattutto per la carente progettazione e moda-

La Casa dello Studente dell’Aquila dopo il sisma del 2009 e anni dopo ANSA

lità di realizzazione di una struttura costruita nel 1965 e, inoltre, «per i carichi verticali aumentati nel corso della ristrutturazione del 2000, peraltro non collaudata da Sebastiani». I 4 condannati dovranno

anche pagare ai parenti delle vittime del crollo provvisionali per 2 milioni di euro. Nella sentenza anche quattro assolti perché il fatto non sussiste e due per non luogo a procedere. © RIPRODUZIONE RISERVATA

A Pensioni svalutate di un terzo in 15 anni VATICANO ACCELERA

Ricerca della Cgil: il potere d’acquisto crollato del 33% E nel 2012 i genitori hanno «prestato» 3,5 miliardi ai figli micamente i figli. «In Italia la patrimoniale c’è ed è quella che grava sui pensionati — attacca Carla Cantone, segretario generale della Spi-Cgil — Bisogna sostenere il potere d’acquisto delle pensioni, alleggerire il carico fiscale, rilanciare welfare e sanità». Intanto, secondo Coldiretti, in Italia è in condizione di povertà un pensionato su dieci, il 23,5% al Sud. E i dati sul potere d’acquisto sono desti-

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gli euro in tasse e tariffe Nel 2013 i pensionati pagheranno 2064 euro in media a testa in tasse e tariffe, + 20% sul 2012

FRANCESCO RIZZO

Nell’ottobre scorso, Federanziani ha fatto due conti. E ha scoperto che, ogni anno, i nonni italiani prelevano fino a 3,5 miliardi di euro dalle loro pensioni per destinarli ai bisogni dei figli. Negli stessi giorni, un’indagine della banca Ing Direct rilevava come il 37% degli italiani fra i 45 e i 54 anni e il 30% di quelli sopra i 55 (quindi, quelli con genitori meno giovani) viene aiutato da mamma

S Netto calo Il valore medio delle pensioni (un ufficio Inps nella foto Ansa) è calato del 5,1% fra 1996 e 2011

e papà per acquistare casa. Due dati che vale la pena ricordare nel giorno in cui il Sindacato dei pensionati Cgil lancia l’allarme: tra il 1996 e il 2011, le pensioni erogate hanno perso il 33% del loro potere d’acquisto e il 5,1% del loro valore medio. Patrimoniale Un problema per i meno giovani ma, spesso, anche per i loro figli: solo in una regione «ricca» come la Lombardia, una ricerca 2012 della Coldiretti ha calcolato che il 20% dei pensionati aiuta econo-

nati a peggiorare per effetto del blocco della rivalutazione annuale introdotto con la riforma Fornero (sulle pensioni superiori a tre volte il minimo, poco sopra i 1.400 euro lordi), che a 6 milioni di pensionati toglie mediamente 1.135 euro nel biennio 2012-2013. E poi ci sono tasse e tariffe come acqua e luce: nel 2013, per la Cgil, «incideranno sui pensionati italiani per una spesa media totale di 2.064 euro pro-capite. Ovvero il 20% in più rispetto al 2012». © RIPRODUZIONE RISERVATA

NEGLI URALI STIMA DELLA NASA SULL’EVENTO CHE HA COLPITO LA RUSSIA. DANNI PER 100 MILA EDIFICI

P&G E DASH SEMPRE DALLA PARTE DELLE MAMME E DELLE FAMIGLIE ITALIANE La famiglia italiana si ristruttura, si ricompone ma non perde forza. Il quadro emerge da un rapporto del Censis presentato nel corso dell’incontro “Dalla parte delle mamme – per un Paese a misura di famiglia” svoltosi recentemente a Roma per celebrare un anno di attività di P&G a sostegno delle mamme e delle famiglie italiane. All’incontro hanno preso parte, tra gli altri, il presidente e ad di P&G Sami Kahale, il ricercatore del Censis Giulio De Rita e Luciana Saccone, coordinatrice Ufficio Politiche della famiglia Dipartimento per le Politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei ministri. Presente anche l’attrice e mamma Maria Grazia Cucinotta, madrina dell’iniziativa sociale “Idee per le Mamme” lanciata da Dash e volta a finanziare le associazioni che sostengono la maternità e la genitorialità.

S Conclave: al via prima del 15 marzo Il Conclave che eleggerà il successore di Benedetto XVI potrà anche cominciare prima del 15 di marzo, se tutti i cardinali saranno giunti in Vaticano. Comincia ad affacciarsi la possibilità, su cui spingono numerosi porporati, che si anticipi l’apertura del Conclave, in modo anche che il nuovo Pontefice possa essere eletto prima della settimana di Pasqua. L’aspetto particolare è che non c’è il funerale di un Papa da celebrare, a cui seguono nove giorni di lutto. Inoltre, tutti i 117 cardinali «elettori» sparsi nel mondo già sanno che devono venire a Roma

La fotografia scattata dal Censis mostra una trasformazione strutturale delle famiglie. Negli ultimi dieci anni le coppie coniugate con figli sono diminuite di 739mila unità (-7,8%), mentre quelle non coniugate con figli sono 274mila in più. Crescono anche le famiglie monogenitoriali, che hanno superato i 2 milioni (+18,7%) – con le madri sole, non vedove, che, aumentate del 78%, sono oltre il milione – e i single, poco meno di 7 milioni (+38,9%). In dieci anni sono poi decollate le unioni libere che, inclusi i figli, oggi coinvolgono oltre 2,5 milioni di italiani. Il 23,6% dei bambini nasce ormai fuori dal matrimonio e le famiglie ricostituite superano il milione. L’allargamento dei nuclei familiari si accompagna al moltiplicarsi di impegni a carico dei genitori. In Italia esistono 35.256 associazioni di volontariato iscritte all’albo, delle quali cinquemila si occupano di supporto alle famiglie e 11mila ai minorenni. Queste associazioni “ufficiali” fanno parte delle oltre 250mila censite, in cui operano quasi 3,5 milioni di volontari. «Il volontariato e l’associazionismo si è trasformato da un movimento che aiuta in uno in cui ci si aiuta, un fenomeno nuovo causato in parte dall’assenza di risposte “istituzionali”. Per supportare in modo concreto ed efficace le famiglie occorre sostenere chi le sostiene», ha spiegato Giulio De Rita. In questo contesto si inserisce il progetto Idee per le mamme promosso da Dash per fornire un aiuto concreto sostenendo progetti realizzati in Italia spesso dagli stessi genitori per gli altri genitori. «Il lavoro delle associazioni è essenziale. Per questo P&G ha deciso di aiutare chi aiuta le famiglie con l’iniziativa Idee per le mamme», ha dichiarato Sami Kahale. «Grazie agli oltre 400 progetti ricevuti nel 2012 abbiamo ottenuto un riscontro oltre tutte le previsioni, e siamo lieti di annunciare il finanziamento di altri 15 progetti, che si aggiungono ai 15 già finanziati».

«Meteorite come 30 atomiche» Il giorno dopo l’esplosione di un meteorite, i cui frammenti hanno colpito una vasta zona degli Urali in Russia, provocando 1200 feriti, tra cui 200 bambini, è stato il momento della conta dei danni (oltre 20 milioni di euro). L’onda d’urto ha colpito 100 mila edifici. Seriamente danneggiati 34 ospedali e 360 scuole. Più di 24 mila, invece, le persone impegnate nella riparazione dei vetri: una priorità visto che le temperature della zona raggiungono i -24˚. Secondo la Nasa, l’energia rilasciata dal meteorite è stata di 500 chilotoni, una potenza di 30 volte quella della bomba esplosa a Hiroshima nel 1945. Il corpo celeste viaggiava ad una veloci-

Un edificio gravemente danneggiato dal meteorite caduto venerdì a Chelyabinsk, nella zona degli Urali EPA

tà di 18 chilometri al secondo, ovvero 65.000 chilometri l’ora. Il meteorite ha attraversato le orbite di Mercurio e Venere, ed è passato accanto a Marte, prima di precipitare verso la Terra. Intanto i sommozzatori russi hanno esplorato ieri i fondali del lago di Chebarkul, a 60 chilometri dalla città di Cheliabinsk, dove un frammento del meteorite potrebbe essere la causa di un foro di otto metri di diametro che si è prodotto sulla superficie ghiacciata. E la Russia, attraverso il vice premier, con delega alla difesa, Dmitry Rogozin, ha proposto di istituire un sistema comune di difesa per contrastare le minacce spaziali. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Tra i tanti impegni dei genitori, un ruolo non secondario è rappresentato dalle attività sportive dei figli. In tale ambito P&G è impegnata dal 2012 nella campagna globale “Grazie di cuore, Mamma”, con la quale l’azienda, partner del Cio e del Coni in occasione di London 2012, ha celebrato il ruolo di tutte le mamme, partendo da quelle degli atleti, attraverso un evento a loro dedicato: “Noi Mamme per lo sport”. «La famiglia è un’istituzione sociale fondamentale – ha concluso Luciana Saccone – chiamata oggi a svolgere funzioni di sostegno ai suoi membri ancor di più che in passato. Il recente Piano nazionale della famiglia ha come obiettivo un welfare compatibile con le esigenze di sviluppo del Paese sulla base di linguaggio e contenuti nuovi». a cura di RCS MediaGroup Pubblicità

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ALTRI MONDI

STASERA L’UNICO PASSAGGIO

Il corto dei Simpson è in tv, poi agli Oscar Speciale appuntamento con I Simpson, per la prima volta anche in 3D, con l’inedito cortometraggio The longest

daycare, candidato agli Oscar 2013 come Miglior cortometraggio d’animazione. L’episodio vede protagonista Maggie (nella foto), nell’asilo nido dove è prigioniera per un giorno. Il cortometraggio va in onda oggi alle 21 su Sky Cinema Oscar HD, Fox HD (canale 111) e Sky 3D (canale 150).

IN PATRIA È PERSEGUITATO

Berlino premia film dell’iraniano Panahi Il regista iraniano Jafar Panahi, condannato a sei anni di carcere nel 2010 dal regime di Teheran e liberato per le pressioni

Mengoni è il re di Sanremo E il festival chiude in grande Trionfa l’ex vincitore di «X Factor»: in finale superati Elio e i Modà La Balti «scalza» incanta nell’ultima serata aperta con Wagner e Verdi DAL NOSTRO INVIATO

STEFANIA ANGELINI SANREMO

Il Festival di Sanremo canta vittoria, ancor prima di incoronare Marco Mengoni. Nell’edizione 2013, la più commentata sui social network, quella dei record di ascolti e della riscossa al femminile portata da Luciana Littizzetto, trionfa il 25enne di Viterbo con la canzone «L’essenziale» confermando i pronostici dei bookmaker e le preferenze del popolo di internet e dei social network. Un risultato, per dire

«

Il successo A sinistra, Bianca Balti scalza con Fabio Fazio. Sopra il trionfatore Marco Mengoni: il 25enne di Viterbo ha vinto la terza edizione di X Factor nel 2009 ed è arrivato terzo a Sanremo nel 2010 ANSA/LAPRESSE

ma, prima l’anno scorso e gli altri di «Amici»: Valerio Scanu, nel 2010 e Marco Carta nel 2009. La serata L’ultima sera parte come da copione: le esibizioni più «colte» si alternano a momenti nazionalpopolari. Avvio trionfale: Daniel Harding, il giovane direttore d’orchestra inglese, apre con un omaggio a Wagner e a Verdi per il bicentenario dei due compositori. Si ride con la Littizzetto, che scende dalle scale vestita da «farfallina» per prendere in giro il tatuaggio di Belen di cui si straparlò l’anno scorso. Scorrono le canzoni dei 14 Big e ar-

4

IL NUMERO

11,5

i miioni di spettatori in media La serata sulla storia di Sanremo, venerdì, ha avuto 11,5 milioni di spettatori in media (48,17% di share)

riva la top model italiana Bianca Balti con i suoi svariati cambi d’abito a piedi scalzi. Tanti gli ospiti: si va dalla performance del ballerino tedesco Lutz Forster a Martin Castrogiovanni. Già, il rugbista azzurro diventa il protagonista di un divertente siparietto e finisce per presentare una canzone. Seguono le battute di Claudio Bisio e la musica di Birdy, la 16enne pianista inglese lanciata dal talent show Open Mic Uk. Fazio, nell’ultima sera, mette in campo un altro superospite. C’è Andrea Bocelli e con lui il figlio Amos che lo accompagna al piano sulle note di Love me tender: esibizione

particolare perché Amos è nato 18 anni fa, proprio mentre il papà si esibiva all’Ariston con Con te partirò. Ma alla fine di questa maratona, che cosa resterà? Di certo il monologo della Littizzetto contro la violenza sulle donne e la lettera di Baggio ai giovani sui valori della vita. Tra i cantanti, invece, l’interpretazione del vincitore nella categoria giovani Antonio Maggio: un mix di talento da cantautore e di presenza scenica. Infine il colpo di genio di Elio e le Storie Tese: La canzone mononota fa morir dal ridere, ma è una piccola storia della musica. © RIPRODUZIONE RISERVATA

CHE MAESTRI! IL RE DEL POP SPAGNOLO E LA VINCITRICE DELL’EDIZIONE 2009 SEGUIRANNO I RAGAZZI AMMESSI ALLA FASE SERALE

Emma e Bosè alleneranno i nuovi «Amici»

Un maturo re del pop e una giovane principessa dei talent per le Annalisa e i Marco Mengoni di domani. Proprio mentre si discute del rapporto, virtuoso o avvelenato, tra il Festival di Sanremo e gli artisti nati in tv, il più celebre show dedicato agli aspiranti cantanti e ballerini annuncia due «big» come coach dei concorrenti nella stagione in corso. Dal 16 mar-

zo, su Canale 5, Amici di Maria De Filippi avrà come nuovi «direttori artistici» Miguel Bosé ed Emma Marrone: al debutto, si troveranno di fronte tutti gli allievi che avranno ottenuto il via libera per partecipare alle puntate serali. In seguito, decideranno quali allievi faranno parte delle loro squadre. Ritorno La novità più gustosa è Bosè, che nel 2012 ha pubblicato il suo ultimo album, Papitwo, dopo un anno dedicato ai gemelli, Diego e Tadeo, che il cantante, omosessuale, ha avuto tramite la pratica cosiddetta dell’utero in affitto, A fine 2002, su Italia 1, Bosè aveva già condotto Operazione Trion-

fo, talent basato su un format spagnolo e progenitore di Star Academy. Gli ascolti erano stati poco convincenti. E lo stile molto "emotivo" di Bosè aveva ispirato un’imitazione di Fabio De Luigi. Nel 2009 Bosè era poi comparso a X Factor. Emma, invece, è un volto storico di Amici, vinto nel 2009, tornandovi nella passata stagione per chiudere seconda il girone dei Big. Ma il talent di Canale 5, che ha già affidato uno spazio di «storia» della musica a Roberto Vecchioni, mette in gara cantanti e ballerini: resta da capire come mai i due nuovi coach rappresentino solo la prima categoria. f.riz. © RIPRODUZIONE RISERVATA

A sinistra, l’italo-spagnolo Miguel Bosè, 56 anni; a destra, Emma Marrone, che ha vinto «Amici 9» EPA/ANSA

Le notizie che non lo erano DI LUCA SOFRI

S Roberto Baggio Giovedì sera l’ex Codino ha rapito tutti con una lettera aperta ai giovani: «Abbracciate i vostri sogni», ha scritto

S

GIANCARLO LEONE DIRETTORE RAI 1

Il talent di Canale 5 ha scelto i due cantanti come direttori artistici Debutto il 16 marzo

PROMOSSI E SORPRESE

Antonio Maggio Antonio Maggio, 26enne brindisino, col brano «Mi piacerebbe sapere» ha vinto la sezione Giovani del Festival

Il Festival è stato un segnale del mutamento di Rai1, una svolta nella televisione»

la verità, non previsto: si pensava infatti che la giuria di qualità capitanata dal maestro Nicola Piovani ribaltasse il giudizio del televoto. Ma non è andata così. Gli altri sul podio sono gli applauditissimi Elio e le Storie Tese (premiati anche dalla critica), secondi con «La canzone mononota», che ha già le sembianze del tormentone. Terzi i Modà con la romantica «Se si potesse non morire». Con il trionfo di Mengoni, già vincitore della terza edizione di X Factor nel 2009 e terzo a Sanremo nel 2010, i talent show continuano a dominare al Festival, dopo Em-

A

internazionali, era atteso ieri al Festival di Berlino ma l’Iran non lo ha lasciato partire, malgrado gli appelli del governo tedesco. Così, non ha potuto ritirare il premio assegnatogli come autore della migliore sceneggiatura, per il film «Closed curtain». Orso d’oro al romeno «Child’s pose».

S Elio e le storie tese Ieri si sono presentati in versione «extralarge»: la loro «Canzone mononota» è già un tormentone

Quello stadio di Cagliari era soltanto il kartodromo Il mattino dopo le dimissioni del Papa, ha fatto il giro di tutti i siti Internet la notizia che qualche settimana prima Benedetto XVI aveva subito un intervento chirurgico per innestare un nuovo pacemaker, e questo dava nuovi indizi sul percorso della sua scelta. Ma non era vero: qualche ora dopo il Vaticano ha spiegato che l’intervento era stato una semplice sostituzione delle batterie del pacemaker esistente. Ha fatto discutere il video in cui Silvio Berlusconi si rivolgeva con espressioni a doppio senso sessuale a un’impiegata di un’azienda che aveva visitato. Il giorno dopo l’azienda ha diffuso un comunicato in cui riportava alcune dichiarazioni dell’impiegata, accusata da molti di essere stata troppo condiscendente, tra cui: «Io imbarazzata? No. Divertita ed onorata. È stato bello, una cosa molto simpatica!». Ma la stessa impiegata ha scritto al Corriere della Sera il giorno dopo: «Sono allibita da ciò che leggo sui giornali. In qualità di Donna e di Madre, le battute del Cavaliere non mi hanno affatto onorato, solo imbarazzato. La notizia dove mi dichiaro "onorata" è falsa. Sono vittima di una manipolazione mediatica». L’azienda ha invece confermato che l’impiegata «appena scesa dal palco, testimoni molti colleghi oltre che video amatoriali che la ritraggono, ha espresso la sua grande soddisfazione, la grande felicità ed il privilegio di trovarsi sul palco a fianco di Berlusconi». La Repubblica ha titolato giovedì in prima pagina: «L’America sceglie: sì al centrosinistra». Il riferimento era ad alcune dichiarazioni dell’ambasciatore statunitense a Roma David Thorne, che però aveva solo constatato - come chiunque che la vittoria della coalizione di sinistra alle prossime elezioni era l’ipotesi più probabile, e auspicato che ci fosse una maggioranza solida. Parole tanto ovvie e vaghe che infatti il titolo de La Stampa era invece: «Il timore di Thorne: la sinistra rischia di non fare le riforme». Domenica scorsa Mediaset Premium ha trasmesso un servizio commentato in studio con grande severità in cui si mostravano le immagini di abbandono e degrado dello stadio di Cagliari: ma le immagini erano in realtà quelle di uno sgangherato kartodromo dismesso ad Arborea, sempre in Sardegna. La rete si è scusata e ha rimosso il video dal suo sito.


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ALTRI MONDI Oroscopo

21/3 - 20/4

21/4 - 20/5

21/5 - 21/6

22/12 - 20/1

22/6 - 22/7

23/7 - 23/8

LE PAGELLE

Ariete 7,5

Toro 7+

Gemelli 5,5

Capricorno 8

Cancro 7+

Leone 5,5

DI ANTONIO CAPITANI

Il senso pratico e l’utilizzo dell’esperienza vi fanno ottenere molto, anche in fatto di soldi. Tutto si avvia verso il trionfo, anche suino.

L’intuito fa faville, il lavoro rende. Ma ricacciate la suscettibilità e concentratevi. Forma fisica super, ormoni come pesche noci.

La fatica si sente: staccate la spina, se potete, anche perché nessuno v’aiuta. Siate pure cauti alla guida. Sudombelico dubbioso.

Il morale migliora e al lavoro o a casa che siate potete rilassarvi. Amici e squadra cooperano, vigore e ardore suino crescono mucho.

Luna storta. Il lavoro stenta. E gli zebedei vi girano come gelatiere. Prendetevi una pausa, guidate piano, fornicate tanto: è domenica!

24/8 - 22/9

23/9 - 22/10

23/10 - 22/11

23/11 - 21/12

IL MIGLIORE Il lavoro e alcune notizie v’esaltano, una goleada di successi vivacizza la giornata in toto. Ristori da gite e viaggi, podio più alto pure per il sudombelico.

21/1 - 19/2

20/2 - 20/3

Vergine 7,5

Bilancia 6

Scorpione 6-

Sagittario 6-

Acquario 6-

Pesci 7+

Potreste vincere il premio della Critica dei rompizebedei, oggi. Non polemizzate, riflettete. Il suino inside you scalpita, ma non cucca.

Domenica proficua, briosa, con incontri e vita sociale interessanti. Sport e attività fisica vi giovano, il sudombelico es muy operoso.

Luna poco disposta a render sereni i rapporti. Evitate i tiri alla fune, applicatevi e dribblate le sfigo-lagne altrui. Ormone champenoise.

Lavoro e soldi chiedono concentrazione massima, grinta, volontà. Se siete a casa pensate a oziare. E a fare i suini.

Gestirete bene tutti gli impegni, lavoro compreso (se oggi lavorate). Vigore discreto, romanticismo imperante, sudombelico motivato.

PABLO DANIEL OSVALDO

Domenica forse un tantino stressante. Ma se date lo stop al rotear degli zebedei otterrete risultati, nel lavoro e suinamente.

Il bomber della Roma è nato a Buenos Aires, Argentina, il 12 gennaio 1986. Per lui anche un’esperienza alla Fiorentina

Lo Sport in tv: in chiaro, sul satellite e sul digitale terrestre 16.00 LIVERPOOL SWANSEA

IN DIRETTA

2.30

Premier League Sky Sport 3

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GOLF

ILLINOIS STATE WICHITA

Serie A MP Calcio, MP Calcio HD, Sky Sport 1, Sky SuperCalcio, Sky Calcio 1

Serie B MP Calcio, Sky Calcio 6

14.00 BOURDEAX - LIONE Ligue 1. SportItalia

15.00 CATANIA - BOLOGNA

Partenza in linea femminile. Da Nove Mesto, Repubblica Ceca Eurosport

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Serie A MP Calcio 3

BASKET

15.00 NAPOLI - SAMPDORIA Serie A MP Calcio1, MP Calcio HD, Sky Sport 1, Sky Calcio 1

15.00 PESCARA - CAGLIARI Serie A Sky Calcio 2

15.00 TORINO - ATALANTA

12.00 MATERA - MIRANDOLA DNA SportItalia 2

16.00 SNOOKER: WELSH OPEN

20.00 ACEA ROMA EA7 MILANO Serie A Rai Sport 1

21.30 UCLA - STANFORD NCAA ESPN America

Serie A MP Calcio 2, Sky Calcio 3

A CURA DI

ALGHERO

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BOLOGNA

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AOSTA BARI

Legenda CIELO

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CAGLIARI

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10.45 COPPA DEL MONDO 10 km femminile a tecnica libera. Da Davos, Svizzera Eurosport, Rai Sport 2

15.45 COPPA DEL MONDO

SALTO CON GLI SCI

15 km a tecnica maschile. Da Davos, Svizzera Eurosport

14.30 COPPA DEL MONDO hs 95. Da Ljubno, Slovenia Eurosport 2

Trento 1

Aosta

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Milano

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Venezia

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Agitati

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Il sole oggi MILANO

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TORINO

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TRENTO

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Sorge

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CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE DIRETTORE RESPONSABILE ANDREA MONTI andrea.monti@gazzetta.it VICEDIRETTORE VICARIO Gianni Valenti gvalenti@gazzetta.it VICEDIRETTORI Franco Arturi farturi@gazzetta.it Stefano Cazzetta scazzetta@gazzetta.it Ruggiero Palombo rpalombo@gazzetta.it Umberto Zapelloni uzapelloni@gazzetta.it

PRESIDENTE Angelo Provasoli VICE PRESIDENTI Roland Berger Giuseppe Rotelli AMMINISTRATORE DELEGATO Pietro Scott Jovane CONSIGLIERI Andrea Bonomi C., Fulvio Conti, Luca Garavoglia, Piergaetano Marchetti, Laura Mengoni, Paolo Merloni, Carlo Pesenti, Giuseppe Vita DIRETTORE GENERALE Riccardo Stilli

Testata di proprietà de "La Gazzetta dello Sport s.r.l." - A. Bonacossa © 2013

DIRETTORE GENERALE DIVISIONE QUOTIDIANI Alessandro Bompieri

Mario Balotelli segna il quarto gol in tre gare rossonere, ed è ancora decisivo nel 2 1 a Parma. Eppure per la maggior parte dei tifosi (72% di 10mila votanti), il suo innegabile apporto non basta ad assegnare al Milan la patente di squadra favorita per il 3˚ posto in campionato

David Beckham, che for se oggi potrebbe esordi re in campo con il Psg a Sochaux, ha affittato una suite regale nell’esclusivo hotel Bristol, a due passi dagli Champs Elysée... Se volete "visitare" questa fantastica dimora parigina, da 17mila euro a notte, potete fare un giro su GazzettaTv.

www.gazzetta.it

Domani

Dopodomani

Tempo ancora instabile su diversi settori del Centrosud con locali piogge e qualche nevicata a 700-900 m, oltre 1100 tra Calabria e Sicilia; tempo stabile e più soleggiato al Nord e su Toscana, Umbria, Marche. Più freddo.

Bella giornata in prevalenza stabile e soleggiata su tutti i settori salvo qualche debole piovasco sulla Puglia e sul Sud della Sardegna e nubi irregolari con addensamenti al Nordest, ma qui senza altri fenomeni.

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L’Aquila 1 6

Campobasso

Bari

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Sorge

Serie A1 maschile Rai Sport 1

Beckham, un giro virtuale a Parigi nella suite da sogno

Ancona

Firenze

L'AQUILA

Mossi

17.30 ITAS DIATEC TRENTINO CASTELLANA GROTTE

Balo è già decisivo Ma il terzo posto non è per il Milan

9

9

GENOVA

Neve

VOLLEY

IL VIDEO

Bologna Genova

Molto forti

Calmi

Finale SuperTennis

16.00 WTA PREMIER DOHA

IL SONDAGGIO

9

Coperto

Temporali

14.30 ATP ROTTERDAM

Un impulso instabile proveniente dal Nord Europa raggiunge le regioni centro-meridionali con piogge sparse e locali nevicate a 700/1000 m. Addensamenti con fiocchi a bassa quota anche Trieste sulle Alpi, Trentino, alta Lombardia, meglio altrove.

Forti

MARI

TENNIS

Oggi

Rovesci

Pioggia

CROSS Da Sochi, Russia Eurosport 2

Finale SuperTennis

SCI DI FONDO

Eccellenza Rai Sport 2

Da Newport, Inghilterra Eurosport

Ieri

WINNIPEG JETS BOSTON BRUINS

15.00 PRATO - REGGIO EMILIA

20.00 SNOOKER: WELSH OPEN

GazzaMeteo

Slalom maschile. Seconda manche. Da Schladming, Austria Eurosport , Rai Sport 1

RUGBY

Da Newport, Inghilterra Eurosport

8.30

13.15 MONDIALI

NHL. ESPN America

BILIARDO

SNOWBOARD

MONDIALI

NHL. ESPN America

0.00

Da Sochi, Russia Rai Sport 2

Slalom maschile. Prima manche. Da Schladming, Austria Eurosport, Rai Sport 1

18.30 BUFFALO SABRES PITTSBURGH PENGUINS

Partenza in linea maschile. Da Nove Mesto, Repubblica Ceca Eurosport

15.00 GENOA - UDINESE

9.45

HOCKEY GHIACCIO

14.45 MONDIALI

16.30 COPPA DEL MONDO

SCI ALPINO

Da Pacific Palisades, Stati Uniti Sky Sport 3

11.45 MONDIALI

21.00 SOCHAUX - PSG

Serie A Sky Calcio 4

21.00 US PGA TOUR

BIATHLON

SCI FREESTYLE

HS 213. Da Oberstdorf, Germania Eurosport

PGA European Tour. Da Eastern Cape, Sudafrica Sky Sport 3

20.45 FIORENTINA - INTER

12.30 NOVARA - VERONA

17.00 COPPA DEL MONDO

12.00 AFRICA OPEN

NCAA ESPN America

Gazzetta.it

Catania 7

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Testata registrata presso il tribunale di Milano n. 420 dell’1 settembre 1948 ISSN 1120-5067 CERTIFICATO ADS N. 7334 DEL 14-12-2011

La tiratura di sabato 16 febbraio è stata di 375.441 copie

Nuova Primo quarto Piena Ultimo quarto

10 feb.

18 feb.

25 feb.

4 mar.

COLLATERALI *con le Grandi Battaglie N. 1 e 11,19 - con Passione Rally N. 1 e 5,19 - libro Ronaldo il Fenomeno e 14,19 con The Coldplay Collection N. 4 e 11,19 - con Carosello N. 7 e 6,19 - Wrestling Heroes N. 8 e 12,19 - con i mitici Bud Spencer & Terence Hill N. 8 e 11,19 - con Michel Vaillant N. 11 e 4,19 - con Leggende del Motociclismo N. 13 e 12,19 - con Cavalieri dello Zodiaco N. 16 e 11,19 - con I Love Travel N. 21 e 5,19 - con La Cucina Italiana N. 25 e 11,19 - con Orologi Forze Armate N. 26 e 16,19 - con l’Uomo Tigre N. 26 e 11,19 - con Calciatori Panini La Raccolta Completa N. 41 e 6,19 - con Aerei da Combattimento N. 45 e 14,19 - con Le Stelle della NBA N. 35 e 6,19 - con Adesso Fai da te e 6,19 - con Ferrari Racing N. 46 e 14,19 - con Max e 3,50 - con SportWeek e 2,70 PROMOZIONI ARRETRATI Richiedeteli al vostro edicolante oppure ad A.S.E. Agenzia Servizi Editoriali - Tel. 02.99049970 - c/c p. n. 36248201. Il costo di un arretrato è pari al doppio del prezzo di copertina per l’Italia; il triplo per l’estero.

PREZZI ALL’ESTERO: Albania e 2,00; Argentina $ 18,00; Austria e 2,00; Belgio e 2,00; Brasile R$ 7,00; Canada CAD 3,50; Cz Czk. 64; Cipro e 2,00; Croazia Hrk 15; Danimarca Kr. 20; Egitto e 2,00; Finlandia e 2,70; Francia e 2,00; Germania e 2,00; Grecia e 2,00; Irlanda e 2,00; Lux e 2,00; Malta e 1,85; Marocco g 2,20; Monaco P. e 2,00; Norvegia Kr. 22; Olanda e 2,00; Polonia Pln. 9,10; Portogallo/Isole e 2,00; Romania e 2,00; SK Slov. e 2,20; Slovenia e 2,00; Spagna/Isole e 2,00; Svezia Sek 28; Svizzera Fr. 3,00; Svizzera Tic. Fr. 3,00; Tunisia TD 3,50; Turchia e 2,00; Ungheria Huf. 600; UK Lg. 1,80; U.S.A. USD 4,00.


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