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stile italiano – the italian made magazine

n. 4 - luglio-agosto 2012

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magazine di promozione del made in italy n. 4 - luglio-agosto 2012


n. 4 | July-auGust 2012

Editoriale Questo numero è dedicato a un comparto che non conosce crisi, il lusso. In base alle rilevazioni del Monitor Altagamma del mese di maggio, l’anno si chiuderà ancora una volta in crescita, segnale che questo settore rimane vivace e capace di trainare economie in forte recessione. In questa sede è stato fotografato il mercato del lusso a livello globale, rinviando al numero di novembre-dicembre un approfondimento dedicato al mercato dell’export italiano. Le aziende che vi presentiamo questo mese hanno tutte solleticato il nostro interesse, fornendo al nostro lettore una panoramica su prodotti di “fascia alta” non usuali che nascono da una forte passione e una costante ricerca stilistica. Infine abbiamo dedicato uno spazio anche al progetto, ancora in fase di realizzazione, del Saint-Vincent Resort & Casino, che a fine 2013 sarà il più grande ed elegante polo leisure e congressuale dell’intero continente europeo. Un ringraziamento speciale, come sempre, alla mia socia, alla mia redazione e ai miei traduttori, collaboratori competenti e infinitamente “pazienti”: è a loro che si deve il tasso di gradimento e i gli attestati di stima che ci arrivano quotidianamente per questo magazine. This issue is devoted to a sector that knows no crisis, the luxury industry. According to the findings expressed by Monitor Altagamma in May, the year will close again with financial growth, a sign that this sector remains vibrant and able to stand up to global economies in deep recession. Here, we give you a picture of the global luxury market; we will postpone to the November-December issue a special section dedicated to the Italian export market. The companies that we present this month have all stirred our interest, providing the reader with a panoramic of unusual "high end" products that spring from a strong passion and a constant search for style. Lastly, we have also dedicated a space to the project, still under construction, of Saint-Vincent Resort & Casino, which at the end 2013 will be the largest and most elegant leisure and conference center of the entire European continent. As always, I give special thanks to my partner, to my editorial staff and translators, my competent and infinitely "patient" collaborators: because of them, every day we receive demonstrations of approval and esteem for our magazine. Stefania Gaia Paltrinieri Co-founder MA-ST Media & Publishing S.A.S.

Contatti | Get in touCh redazione@stileitalianomagazine.it info@ma-st.net web www.stileitalianomagazine.it www-ma-st.net Credits Direttore Responsabile: Stefania Gaia Paltrinieri | Comunicazione, Pubblicità e PR: Manuela Barbara Lattuada | Collaboratori giornalisti: Mauro Murero, Stefano Ruberti, Silvia Arosio, Valeria Prina, Nicole Cavazzuti | Collaboratori traduttori: Gilda Zucolella, Alessia Monti | Art director e Progetto: Stefania Gaia Paltrinieri | Servizi fotografici: Caterina Ylajali Celada | Responsabile del trattamento dati: Manuela Barbara Lattuada | Amministrazione/Traffico: Gaia Corsa | Stampa: FRAM (Milano) | Service: PRT Milano Consegna materiale 20 gg prima del mese di copertina Direzione - Amministrazione - Redazione - Pubblicità MA-ST Media & Publishing S.a.s. di Manuela Lattuada e C. | Viale Fulvio Testi 80, 20125 Milano e-mail: info@ma-st.net – Sito: www.ma-st.net La testata è registrata presso il Tribunale di Milano, n. 56/03.02.2012. Tutti i diritti sono riservati.

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sommario Summary 06 Annus mirabilis (Il mercato globale del lusso) Annus mirabilis 17 Quarant’anni a tutto design (Tisettanta) Forty years of design 34 Italiana, bella e ‘ignorante’ (Headbanger Motorcycles) Beautiful and a 'know nothing' 49 Gli artisti del tessile (Surcanapé) The artists of textiles 63 Mission: soddisfare il cliente (Antoniolupi) Mission: Customers' satisfaction 75 Un biliardo è per sempre (Cavicchi Biliardi) A pool table is always 86 Benvenuti in Paradiso (Saint-Vincent Resort & Casino) Welcome to Paradise 102 Eleganza e benessere fra le brezze marine (Golf Club Jesolo) Elegance and wellness in the sea breeze

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n. 4 | July-august 2012

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n. 4 | luglio-agosto 2012

In controtendenza rispetto all’‘annus horribilis’ vissuto ancora una volta in molti mercati settoriali, incapaci di reagire concretamente agli effetti della crisi macro-economica, il comparto dell’alto di gamma sta vivendo un 2012 all’insegna della crescita. In base ai dati del Monitor Altagamma aggiornati allo scorso mese di maggio, per lo scenario globale del lusso l’anno in corso si chiuderà con un valore assoluto da record, superiore al tetto dei 200 miliardi di euro; a livello di singoli mercati nazionali spicca una nuova perfomance della Cina, mentre sul fronte delle categorie di prodotti la menzione d’onore va agli accessori (+10%). In contrast with the "annus horribilits" which many business sectors are experiencing due to the macro economic crisis, and to which are unable to respond effectively, the luxury market is experiencing a considerable growth in 2012. According to a May update from the Monitor Alta Gamma, the global luxury market will end the current year with record braking revenues that will exceed 200 billion Euros. China stands out among the individual markets, while the accessory item has the place of honor in the product category.

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n. 4 | July-august 2012

Annus mirAbilis

Annus mirAbilis di Mauro Murero traduzioni Gilda Zucolella

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“Il lusso gode di ottima salute”: le parole di Claudia D’Arpizio, partner di Bain & Company, autrice del Monitor Altagamma sull’andamento del mercato dei beni di lusso, rappresentano il modo migliore per iniziare un’analisi dello stato dell’arte e delle prospettive future del settore. È ovvio che in questa considerazione non è nascosto alcun eccesso d’enfasi (e anzi, la stessa D’Arpizio sottolinea giustamente che la soddisfazione per i risultati emersi va dosata con la consapevolezza che la situazione macro-economica non permette certo di… cantare vittoria a tempo indeterminato); è però innegabile la contrapposizione fra l’andamento del settore in esame e quello di uno scenario economico internazionale che, in sede consuntiva e predittiva, costringe spesso gli analisti dei vari mercati e comparti a utilizzare l’antipatica ma esaustiva espressione ‘annus horribilis’. Per inciso, non si deve neanche parlare di un caso isolato, ovvero di un periodo confortante ma circoscritto, visto che il trend del settore in esame era apparso sostanzialmente positivo anche in un altro anno ‘universalmente’ complicato quale era stato il 2011 e, come vedremo più avanti, è destinato a proseguire anche nel prossimo biennio. Venendo alla stretta attualità e dunque alle stime 2012, le proiezioni positive sui consumi dell’alto di gamma derivano dai dati – resi noti all’inizio di maggio – contenuti nel consueto aggiornamento primaverile del Monitor Altagamma sui Mercati Mondiali e nel Consensus Altagamma, report elaborato da Armando Branchini, Segretario Generale di Fondazione Altagamma, con il contributo dei maggiori analisti internazionali specializzati. Secondo quanto emerso dal Monitor, nei mercati nazionali di tutto il mondo (con due significative eccezioni, una ‘lontana’ e una, purtroppo, no: Giappone e Italia) sono previsti tassi di chiusura positivi, sia pure con intensità e modalità parzialmente non omogenee. Premesso che nel 2011 il valore assoluto dei consumi nel settore era stato quantificato in circa 191 miliardi di euro (pari a un incremento di dieci punti percentuali rispetto all’anno precedente) e che la stima era stata successivamente confermata dagli ultimi bilanci delle imprese, il 2012, come accennato, sta procedendo all’insegna di una sorta di… esenzione dalle ripercussioni del clima di instabilità socio-economica: più specificamente, è lecito ipotizzare una crescita finale fra il 6% e il 7% a tassi di cambio costanti, il che permetterà al mercato dell’alto di gamma di superare la soglia (da record) dei 200 miliardi di euro in valore. I risultati del rapporto, tra l’altro, spingono anche a considerare superata l’abituale distinzione fra ‘mercati maturi’ e ‘mercati emergenti’, ritenuta non più idonea ai fini di un’analisi dell’andamento dei consumi nelle diverse aree geografiche. I mercati maturi presentano infatti performance spesso contradditorie (per esempio, i consumi locali sono in sofferenza in Spagna e nelle già citate Italia e Giappone); parallelamente, il resto d’Europa e gli Stati Uniti godono di una generale buona salute, grazie anche a fattori come la composizione dei flussi turistici e il peso crescente assunto dai Paesi dell’area orientale del Vecchio Continente.

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Anastasia, il super yacht da 75 metri costruito dai cantieri Oceanco su progetto della Sam Sorgiovanni, è sul mercato. A occuparsi della vendita la società Edmiston & Company che ha stimato un prezzo di 156.987.000 dollari.

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"Luxury is in excellent health", these are the words of Claudia D'Arpizio, a partner at Bain & Company, and author of Monitor Altagamma about the market trend for luxury goods. With these words, we begin the analysis of the status of the art and future prospects of this sector. It is obvious that the statement above is not an exaggeration (in fact, the same D'Arpizio correctly points out that satisfaction with the findings of the analysis need to be balanced with the understanding that the macro-economic crisis doesn't permit to claim a permanent victory). Nonetheless, there is a clear contrast between this sector and the international economic scene. This difference often forces market analysts to use the nasty but exhaustive expression "annus horribilis." Furthermore, this is not an isolated case for the luxury market since it was positive even in the year 2011, a 'universally' difficult year, and it will continue to do well in the next couple of years. The positive projections for the luxury market for 2012 are the results of data contained in the usual spring update on the Global Markets by Monitor Altagamma and in the report Consensus Altagamma. Armando Branchini, General Secretary of Altagamma Foundation developed it, together with the contribution of the most specialized international analysts. From Monitor has emerged that for every country (except two: Japan and Italy) the previsions for the future are positive, even if with intensities and modalities non homogeneous. In 2011 the absolute worth of the sales in the sector was quantified at around 191 billion Euros (an increment of ten point from the preceding year). 2012, as noted above, is proceeding without the repercussions of the present unstable socio-economic climate. Specifically, it is fair to think of a final growth between 6 %- 7% constant rates of exchange. This will allow the luxury market to surpass the record of 200 billion Euros. The results of the data indicate, also, that the habitual distinction between 'existing markets' and 'new markets' is considered no more valid when analyzing the progress of sales in the different geographic areas. Existing markets present, often, a contradictory performance (for instance, Spain and the already cited Italy and Japan show low growth); at the same time, the rest of Europe and the United States are doing well, generally. Tourism and the growing power of Asian countries is also a plus to the economy of the sector.

Anastasia, the 75 meter super yacht built by Oceanco and designed by Sam Sorgiovanni, is on the market. Edmiston & Company will take care of the sale, which has been esteemed at 156.987.000 dollars.

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Uno degli indirizzi più noti dell’Asia per le sue terme di lusso, il Banyan Tree Phuket, situato vicino alla splendida spiaggia di Bang Tao Bay

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Aree geogrAfiche: exploit AsiAtico Se si volesse, in apparente contraddizione con quanto appena sottolineato, utilizzare egualmente l’espressione ‘segnali di maturazione del mercato’, si potrebbe affermare che essi si stanno timidamente manifestando anche in Cina: il che non impedisce a quest’ultima di continuare a svolgere il gradito ruolo di locomotiva che guida l’intero treno della crescita (il Monitor le attribuisce un tasso d’incremento finale compreso fra i 18 e i 22 punti percentuali). A proposito di singoli Paesi, va evidenziata anche la forte crescita dell’India: non solo per la sua consistenza (il tasso oscillerà fra il 15% e il 20%), ma anche perché questo mercato, storicamente, non è mai stato all’altezza delle aspettative – tanto è vero che gli artefici del Monitor non esitano a definirlo “l’eterna promessa dello scenario del lusso” – e il suo exploit deve dunque essere considerato particolarmente significativo. Come si evince da questi ultimi dati, l’area che alla fine dell’anno registrerà l’incremento più rilevante è quella del continente asiatico: +16,5%, frutto di un andamento del tutto omogeneo sia nel primo sia nel secondo semestre. Ottimo anche il risultato finale dell’America Latina (+14%, dovuto, in questo caso, a una seconda parte dell’anno migliore rispetto alla prima) e decisamente positivo anche quello del Medio Oriente (+8,75%) e del Nord America (+7%). In Europa, invece, ci si deve accontentare di un balzo in avanti molto più contenuto (+3,75%), anche se quasi doppio rispetto a quello del deludente Giappone (+2%). In riferimento alle prospettive per l’immediato futuro, l’attenzione andrà focalizzata soprattutto sulla progressiva ascesa di nuovi mercati quali il Sudafrica, l’Asia centrale, l’Indonesia e – a ruota di quest’ultima – altri mercati minori del Sud-Est asiatico.


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Banyan Tree Phuket, one of Asia's most well known luxury spa, located near the splendid beach of Bang Tao Bay.

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geogrAphic AreAs: AsiA exploits If one wanted to look for 'signs of maturation of the market', even in an apparent contradiction with what stated above, one might say that they are manifesting timidly in China. This does not prevent the latter from continuing to power the entire train of growth (the Monitor gives to China a final rate increase between 18 and 22 percentage points). Considering single countries, the report also evidenced a significant growth for India: not just for its consistency (the rate will range between 15% - 20%), but partly because this market, historically, has never been regarded with 'high expectations; now the Monitor does not hesitate to call it "the eternal promise of the scenario of luxury" - and his exploits must therefore be regarded as particularly significant. As it is apparent from these data, the area that will register the most significant increase by the end of the year is the Asian continent: +16.5%, a consistent result in both the first and the second semester.  Excellent also the end results for Latin America (+14%, these are due, in this case, to a better second half of the year than the first); and also very positive results in the Middle East (+8.75%), and North America (+7%). In Europe, however, we must settle for a more contained leap forward (+3.75%), although almost twice the disappointing results for Japan (+2%). The prospects for the immediate future will focus mainly on the progressive emergence of new markets such as South Africa, Central Asia, and Indonesia, and other minor markets in Southeast Asia.

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La Limited Edition che Ballin ha creato in occasione del 150° anniversario dell'Unita d'Italia.

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The Limited Edition created by Ballin for the 150th anniversary of the unification of Italy.

Accessori col vento in poppA Vediamo in sintesi anche l’andamento delle diverse categorie di prodotto, nell’ambito delle quali sono ancora una volta gli accessori a fare la parte del leone, con risultati degni di nota sia per quanto concerne la componente definita Hard Luxury (gioielli, orologi, penne) sia sul versante pelletteria e calzature. In entrambi i segmenti testé citati si prevede una seconda parte del 2012 positiva quanto lo è stata la prima e una conseguente crescita finale nell’ordine del 10%. Quanto all’abbigliamento di alta gamma, va detto che le sfide competitive cui il comparto si trova a far fronte appaiono particolarmente impegnative: fra le concause primarie di questa situazione, gli analisti di Bain e Altagamma indicano il fatto che esso si trova ‘compresso’ fra i Brand Fast-Fashion globali e i Brand Premium, che a livello locale sono particolarmente idonei a recepire e soddisfare in modo mirato i gusti e le esigenze dell’end user.

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Accessories with wind in their sAils Let us see in summary the development of various product categories. Once again the accessories take the lion's share, with remarkable results both for what they call Hard Luxury (jewelry, watches, pens) and leather goods and footwear. In the two segments just mentioned, the projections are positive for the second half of 2012, as was the first, with a final increase in the order of 10%. In regards to high-end clothing, it must be said that the competitive challenges faced by this sector appear particularly difficult; the analysts of Bain and Altagamma indicate among the contributing factors leading to this challenge, the position of High End between the Global Brand Fast-Fashion and Brand Premium, which understands and meet in a particular way the tastes and needs of the user.

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Montblanc ha presentato due penne Artisan Edition Pablo Picasso Limited Edition dedicate al pittore spagnolo. Due modelli d’eccezione che omaggiano il pittore e la sua musa Sylvette David. Montblanc has presented two pens Artisan Edition Pablo Picasso Limited Edition dedicated to the Spanish painter. Two exclusive models in homage of the painter and his muse Sylvette David.

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biennio 2013/14: lA crescitA continuA In relazione ai segmenti dell’alto di gamma, dal rapporto emerge una conferma della tendenza, già manifestatasi in passato, alla polarizzazione dei consumi: a partire dall’inizio del terzo millennio, infatti, è ‘normale’ che proprio il segmento più alto – quello del cosiddetto ‘lusso assoluto’ – sappia registrare performance superiori alla media del totale mercato. Il 2012 non fa eccezione: se, come già ricordato, per lo scenario complessivo la variazione positiva di fine anno sarà compresa fra il 6% e il 7%, per il ‘lusso assoluto’ il delta sarà fra i 7 e i 9 punti percentuali. Last but not least, va anche sottolineato il fatto che la fase di sviluppo non sembra prossima a esaurirsi. Lo dimostrano le previsioni sul medio periodo, in base alle quali il mercato continuerà a crescere (al traino degli stessi driver che ne hanno determinato l’evoluzione nel biennio 2011/2012) con un tasso medio annuo oscillante fra il 7% e il 9% e raggiungerà fra poco più di due anni – ovvero alla fine del 2014 – un valore assoluto di circa 235/240 miliardi di euro. In sostanza, siamo di fronte a dati che confermano come le espressioni utilizzate in apertura di questa analisi – crescita ‘controtendenza’ e ‘in contrapposizione’ con la ben più amara situazione di molti scenari settoriali – fossero pienamente motivate e non il frutto di un eccesso d’enfasi. “In un momento così difficile per l’economia e per la società italiane”, ribadisce Santo Versace, Presidente di Fondazione Altagamma, “il nostro settore evidenzia ancora una volta la sua capacità di tenuta. Anche le imprese italiane svolgono un ruolo da protagoniste e riescono a imporsi grazie a fattori come la qualità dei prodotti e l’applicazione di modelli di business innovativi e vincenti. L’obiettivo più importante, per l’Italia, è quello di fare in modo che alla crescita dell’esportazione di prodotti di eccellenza possa corrispondere anche un’accentuazione dei consumi interni”. “Il lusso gode di ottima salute”, conclude Claudia D’Arpizio. “La nuova ricchezza della Cina e degli altri paesi emergenti traina la forte crescita di un mercato che, dopo la ‘democratizzazione’ degli anni Novanta e il consolidamento avvenuto nel primo decennio del nuovo secolo, sta facendo registrare una polarizzazione dei consumi all’interno della quale il segmento vincente torna a essere quello più alto”.

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two yeAr period 2013/14: growth continues The report confirms the tendency of a polarizing of consumptions which high-end luxury has already registered in the past. From the start of the third millennium, in fact, it seems 'normal' that the so-called 'absolute luxury' registers a better than average performance record of the total market. The year 2012 is no exception: if, as already mentioned, the global scenario for the end-year will be between 6% and 7%, for the 'absolute luxury' the delta will be between 7% and 9 % Last but not least, it should be noted that this phase of development is not in decline. This is shown by a forecast for the medium term, according to which the market will continue to grow (led by those the top of the evolution in 2011/2012) with an average annual rate ranging between 7%-9%, and it will reach in two years an absolute worth of about 235/240 billion Euros. In essence, we are looking at data that confirms that the initial statement of this analysis is not the fruit of an excess optimism, but is in fact fully justified. "In a difficult moment for Italian society and economy," states Santo Versace, President of Foundation Altagamma," our industry shows once again the capacity to remain on top. Even Italian companies play a leading role, and succeed in breaking through, thanks to the quality of the products and the implementation of innovative business models. The most important objective, for Italy, is match the growth of the internal consumption of high quality products with the growth of export. "Luxury is in good health", declares Claudia D'Arpizio. "The new wealth of China and other emerging countries haul the strong growth of a market which, after the 'democratization' of the nineties and the consolidation that occurred in the first decade of the new century, is reaching records in consumption with "high end" being the winner.

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La Ferrari 458 Italia viene nominata per il secondo anno consecutivo “Performance car of the year“, titolo assegnato per le prestazioni assolute che hanno convinto, ancora una volta, i giornalisti e gli esperti del settore: un gioiello di tecnologia e bellezza in grado di unire il piacere di guida allo stile made in Italy del Cavallino. Ferrari 458 is nominated "Performance car of the year" for the second consecutive year. Title assigned for the sheer performance, which conquered journalists and experts of the sector one more time. A jewel of tecnology and beauty that uniďŹ es the joy of driving and the style made in Italy of the Prancing Horse.

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RODOLFO BIANCHI

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di Stefano Ruberti traduzioni Gilda Zucolella

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Quarant’anni a tutto design

Forty years oF design

Dal 1970 Tisettanta propone arredamenti e complementi firmati dai più grandi maestri dell’italian style. E oggi, per rispondere alla crisi, punta tutto sulla personalizzazione “di serie” e sulla crescita nei mercati emergenti. Since the 1970s, Tisettanta has offered furnishings and decorative objects with the input of the greatest masters of the Italian style. Today, in response to the economic crisis, Tisettanta’s focus is entirely on custommade production and the growth of emerging markets.

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“Democratizzare il design”. Con questa filosofia, per l’epoca innovativa, nel cuore del famoso “distretto del mobile” della Brianza prende avvio nel 1970 la storia di Tisettanta. Erano gli anni d’oro dell’italian style, e dall’incontro fra i fratelli Turati e Carlo Bartoli nasceva l’idea di industrializzare l’arredamento di design, trasformandolo da nicchia elitaria in fenomeno accessibile. Così, in oltre quarant’anni, sono numerosi i grandi nomi del design italiano che hanno apposto la loro firma sulla storia dell’azienda di Giussano. Dal 1990 al marchio Tisettanta si è affiancato quello Halifax, dedicato ai complementi d’arredo, mentre nel 1999 l’azienda – passata nel 1996 sotto il controllo della famiglia Tassi – acquisisce Elam, altro storico brand del design italiano, specializzato in cucine e oggi gestito da Elam System Srl. Oggi il gruppo conta 68 dipendenti e tre showroom (Giussano, Torino, Londra), e dopo avere chiuso il 2011 con un fatturato di 8 milioni di euro guarda con interesse ai mercati emergenti. “Il Salone del Mobile 2012”, spiega il presidente di Tisettanta, Pietro Tassi, “ha dimostrato che i mercati di riferimento a livello europeo restano il Regno Unito, la Francia e la Germania, mentre si stanno delineando nuovi mercati che non sono solo gli Stati Uniti ma anche India, America Latina, Sudafrica e tutto il bacino del Mediterraneo”.

"Democratize design". This philosophy, which was innovative in 1970, begins the story of Tisettanta, in the center of the popular "furniture district” of Brianza during the golden age of Italian style. When the brothers Turati and Carlo Bartoli met, it was the birth of an idea to industrialize furniture design, to transform it from an elitist niche into an accessible phenomenon. In more than forty years, numerous important Italian designers have contributed to the history of the firm, which is located in Giussano. In 1990 Tisettanta joined with the Halifax, which specializes in furnishing accessories; in 1996 it passed under the control of the family Tassi; in 1999 it acquired Elam, another historic brand of Italian design of kitchens, and managed today by Elam System Ltd. Presently, the group has 68 employees and three showrooms (Giussano, Turin, London). The year 2011 ended with revenues of 8 million Euros, and now Tisettanta is looking with interest toward emerging markets. "Il Salone del Mobile 2012", explains Peter Tassi, president of Tisettanta, "demonstrated that the relevant markets in Europe are the United Kingdom, France and Germany, while new emerging markets are not only the United States but also India, Latin America, South Africa and around the Mediterranean basin ".

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intervista a Pietro tassi, Presidente

Prodotti di serie, ma su misura “Tisettanta ha sempre preso in considerazione la casa nella sua totalità, cercando di soddisfare ogni esigenza attraverso la progettazione e la realizzazione di sistemi d’arredo modulari per la zona notte e la zona giorno, puntando da sempre sulla personalizzazione del prodotto finale attraverso la scelta delle finiture e la realizzazione su misura”. Così Pietro Tassi, presidente di Tisettanta, sintetizza i punti di forza della sua azienda rispetto alla concorrenza nazionale e internazionale. Quali sono i materiali su cui puntate oggi? “Oggi come ieri, protagonista è il legno. Non solo: prestiamo attenzione all’ambiente e alla sua salvaguardia usando il pannello Super E0, che contiene una quantità di formaldeide pari a quella del legno naturale pur mantenendo un’alta qualità per resistenza e praticità.” Cosa chiedono i vostri clienti? “Mobili durevoli nel tempo, sia esteticamente che per la qualità dei materiali. Nella produzione della nostra azienda esistono sistemi (vedi Metropolis) con quasi trent’anni di vita, che hanno modificato nel tempo solo le finiture o le attrezzature legate alla tecnologia (tv, pc, eccetera) ma non il loro spirito di design senza tempo.”

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interview with Peter tassi, President

serial Production, but customized "Tisettanta has always considered the home environment in its totality, and has sought to satisfy every demand through planning and implementation of modular furniture for the bedroom and living room. The focus is always the personalization of the finished product through the selection of finishes and creations made to measure.” Peter Tassi, president of Tisettanta, synthesizes the strong points of his company with respect to national and international competition. Which materials do you use the most now? "Nowadays as in the past, the protagonist is the wood. Furthermore, we pay attention to the environment and its preservation by using wood panels rated Super E0. They contain a quantity of formaldehyde equal to that of natural wood, and they still maintain high quality, durability and comfort.” What are clients asking for? “They ask for furniture that last through time, both aesthetically and for its quality. In our company we have models, such as Metropolis, that have been around for almost thirty years. They have remained the same in their timeless spirit of design even as they have made changes in finishes or in those aspects that connect them to technology (TV, pc, etc.).

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Come si sono evoluti i materiali e le tecnologie di produzione nel vostro settore? “Negli ultimi anni la ricerca scientifica e l’evoluzione delle tecnologie applicate ai processi produttivi hanno rivoluzionato anche il settore dell’arredo. Sicuramente fra gli elementi che guidano le scelte di Tisettanta ci sono il rispetto per l’ambiente, la funzionalità e la flessibilità delle proposte. Un esempio è l’introduzione di materiali alternativi al legno quali i nobilitati con effetti materici, molto usati per cucine e sistemi armadi.”

How have materials and technology of your sector evolved through time? “In the last several years the scientific research and the evolution of technologies applied to production in general have revolutionized also the home furnishing sector. Among the elements that guide our choice here at Tisettanta is the respect for the environment, the practicalness, and the flexibility of the offers we put forward. One example of this is the alternatives to wood used a lot in kitchens and wardrobes.

Quali sono le strategie su cui puntate in un momento di crisi economica come quello attuale? “Sono principalmente concentrate su due fronti: il prodotto, con una costante innovazione con riferimento alle aree domestico-residenziale e contract, e il mercato, con una strategia di crescita personalizzata e l’analisi costante degli interlocutori, determinando obiettivi di risultato sia sui nuovi mercati che su quelli già esistenti.”

What strategy do you use during times of economic crisis such as the one we are in? “Our strategy focuses on the product and on the market. We take care of the product by a constant innovation to what we offer to residential and commercial furnishings; we constantly analyze the markets with a strategy of growth for the new ones and those already in existence.”

Cosa vuol dire, per voi, “made in Italy”? “Dare alla propria clientela un prodotto sempre di alta qualità e aggiornato alle esigenze del mercato. La nostra è una produzione in serie fatta sul venduto e realizzata esattamente secondo le esigenze del cliente, il quale ha a disposizione un’ampia gamma di colori, finiture e dimensioni. Non basta: su richiesta si effettuano anche tagli su misura. La personalizzazione è talmente significativa che non sarebbe possibile in aziende che producono solo mobili in serie.”

What does it mean, for you, “Made in Italy.” “To always give the client a high quality product up to date with the demands of the market. Ours is a production implemented on what is already sold to the clients and made exactly to their request. They choose colors, finishes, and measurements. Furthermore, upon request, we custom make furnishings. The personal attention that we put into the making of the product is so specific that it could not be possible in a company that mass-produces its product.

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dalla matita di aulenti all’obiettivo di newton

From aulenti’s pencil to newton’s photographic lens Gae Aulenti, Vico Magistretti, Angelo Mangiarotti, Annig Sarian: sono solo alcune delle grandi firme del design italiano che hanno collaborato con Tisettanta in oltre quaran’anni di storia dell’azienda. Una storia segnata anche dalle creazioni del giapponese Motomi Kawakami, di Mauro Pasquinelli, Gerd Lange, Antonello Mosca, Michele De Lucchi, Bruno Rota, Enrico Franzolini e, più recentemente, di Piva Associati ed Ennio Arosio. Senza dimenticare due miti come Bob Noorda, maestro della grafica e autore di alcuni dei più noti marchi italiani del ventesimo secolo, e il grande fotografo Helmut Newton. Quest’ultimo, nei primi anni ’90, realizzò tre scatti fotografici i cui soggetti divennero delle vere e proprie icone: il letto Zen, l’armadio e la libreria Metropolis.

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Gae Aulenti, Vico Magistretti, Angelo Mangiarotti, Annig Sarian are only a few of the great name of the Italian design that have collaborated with Tisettanta throughout its forty years of history. Tisettanta’s history was marked also by the creations of the Japanese designer Motomi Kawakami, Mauro Pasquinelli, Piva Associati, and Ennio Arosio. We cannot forget two great shining figures: Bob Noorda, master of graphic design and author of the most well known Italian brands of the twenty century, and the great photographer Helmut Newton. The latter, in the early 90’, created true icons with the subjects of his photographs: the bed Zen, the wardrobe and the library Metropolis.

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Costruite (a mano) nel bresciano, le Headbanger si ispirano alle moto americane degli anni Sessanta: niente ‘aiuti’ elettronici, tante emozioni. Con l’affidabilità e le garanzie di un prodotto industriale. Dedicate ai veri appassionati ancora in cerca di due ruote ‘ignoranti’… Handmade in Brescia area, the Headbanger are inspired by American motorcycles of the Sixties: no electronics, yet, the nostalgia of a time with the reliability and safety of an industrial product. It is dedicated to the truly passionate that are still looking for two 'know nothing' wheels.

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di Stefano Ruberti traduzioni Gilda Zucolella

ItalIana, bella e ‘Ignorante’ Beautiful and a 'know nothing'

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Se vedete una moto con il marchio Headbanger sul serbatoio e pensate che arrivi direttamente dall’epoca della beat generation, di Jack Kerouac e del festival di Woodstock, in fondo non vi sbagliate. Intendiamoci, le Headbanger sono moto modernissime e, nonostante l’aspetto ‘yankee’, non sono costruite oltreoceano ma in provincia di Brescia. Ma a ispirare questo progetto tutto italiano è l’amore per le emozioni e il senso di libertà che difficilmente le supertecnologiche due ruote di oggi riescono a dare. Sono custom ‘ignoranti’, come le definiscono gli appassionati: niente elettronica, non c’è nemmeno l’iniezione. Ecco quindi un bel carburatore in tipico stile ‘old school’, capace di garantire quell’erogazione della potenza ‘imperfetta’ che per un motociclista è pura adrenalina. L’idea nasce dall’incontro fra l’imprenditore Giorgio Sandi, alias ‘The Soul’, e il preparatore bresciano Luciano Andreoli, ‘Il maestro’, oggi direttore tecnico della casa. I primi prototipi fanno capolino all’Eicma (il salone internazionale del motociclo di Milano) del 2009; la risposta del pubblico e dei potenziali distributori fa il resto: vengono allestiti lo stabilimento di Rovato e lo showroom di Milano, in piena zona Brera, e sono omologati i primi tre modelli, oggi saliti a sei. Headbanger dà lavoro a una quindicina di persone e conta sulla collaborazione di abili artigiani italiani ed europei per alcune lavorazioni specialistiche. La capacità produttiva attuale è di circa una moto al giorno: ognuna viene realizzata a mano in base alle esigenze del cliente, che può scegliere fra tre telai, sette motori e una nutrita serie di manubri, cerchi, gomme... Ogni moto è così un esemplare unico, ma con tutti i plus della produzione industriale: omologazione per l’uso su strada, affidabilità, garanzia biennale, prezzi stabiliti in base a un listino. Con in più ciò che nessun controllo qualità può garantire: la passione di chi la realizza.

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If you see a motorcycle with the trademark Headbanger, you would not be mistaken in conjuring up images of Jack Kerouac, Woodstock, or thinking the bike arrived right out of the beat generation. Mind you, the Headbanger motorcycles are modern and, despite its 'Yankee' looks, they are not built overseas but in the province of Brescia. But the inspiration for this all-Italian project is the love for that thrill and sense of freedom, which two modern day hyper wheels can hardly give you. They are custom 'know nothing', as the fans define them: no electronics or fuel injection. Here is a nice typical 'old school' carburetor, which guarantees that 'imperfect' power supply that for a motorcyclist is pure adrenaline. The idea was born from the meeting between the entrepreneur Giorgio Sandi, aka 'The Soul', and Luciano Andreoli, from Brescia, 'the master,' now technical director of the house. The first prototypes peeped out in 2009 at EICMA (the International Motorcycle show in Milan); the response of the public and potential distributors did the rest. The plant was set up in Rovato and the showroom in Milan, in the heart of Brera district. The first three models were then approved, now risen to six. Headbanger employs fifteen people and relies on the specialized skills of Italian and European craftsmen. The current production capacity is approximately a motorcycle a day: each one is handcrafted according to customer requirements, who can choose between three frames, seven engines, and an extensive set of handlebars, wheels, tires ... Each motorcycle is so unique, but with all the advantages of industrial production: approval for road use, reliability, two year warranty, a price list, and with an advantage that no quality control can ever assure: the passionate enthusiasts who build them.

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IntervIsta a gIorgIo sandI

Made In Italy? non basta Mettere una bandIerIna Made in italy? it is not enough to put up a flag “Il 68% del nostro fatturato deriva dalle vendite all’estero. Segno che il made in Italy ha ancora un valore quando è davvero sinonimo di qualità: è così che noi lo intendiamo, non appiccicando bandierine tricolori sui nostri modelli”. Giorgio Sandi, Presidente di Headbanger, oltre che un imprenditore è un motociclista, un vero appassionato. E sa che con la passione non si può bluffare. Per questo, nonostante siano sul mercato da poco più di due anni, le sue moto suscitano interesse anche fuori dai confini italiani. “Il nostro primo mercato estero”, spiega, “è quello francese, ma abbiamo distributori anche in Spagna, Belgio, Lussemburgo, Svizzera, Russia e Dubai, e presto dovremmo arrivare anche in Turchia e Cipro, mentre un importante importatore di moda italiana vorrebbe vendere le nostre moto in Cina. Ma abbiamo avuto richieste anche da paesi in cui non siamo distribuiti ufficialmente, come la Germania e persino le isole Hawaii”.

"68% of our turnover comes from foreign sales, a sign that the “Made in Italy” still has value when it is really a synonym of quality: this is how we understand it, not just by sticking a tricolor flag on our models." Giorgio Sandi, President of Headbanger, besides being an entrepreneur is a passionate motorcyclist; he knows that with a passion, you cannot bluff. Although the company has only been on the market for over two years, his motorcycles already have sparked an interest outside the Italian borders. "Our first foreign market," he explains, "is the French, but we also have distributors in Spain, Belgium, Luxembourg, Switzerland, Russia and Dubai; soon we will arrive in Turkey and Cyprus, while a major importer of Italian fashion would like to sell our motorcycles in China. But we have also received requests by countries in which we are not formally deployed, such as Germany and even Hawaii."

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Chi è il vostro cliente tipo? Un appassionato, non giovanissimo, che dopo avere avuto varie moto riscopre il piacere delle emozioni vere, in un mondo sempre più sintetico. La crisi economica si fa sentire anche su una produzione di nicchia come la vostra? Sì, perché il sistema bancario ha smesso di fare il suo dovere: i rivenditori hanno meno denaro da investire e riducono gli stock e alcuni fornitori hanno problemi di liquidità. Questo comprime le possibilità di sviluppo. È anche vero che proponiamo prodotti molto specializzati, destinati a un pubblico di appassionati: difficilmente il nostro cliente finale decide di rinviare l’acquisto della moto. E poi alcuni grandi fornitori, come quello americano dal quale acquistiamo i motori, hanno più possibilità di dedicare attenzioni a noi ‘piccoli’ in un momento in cui altri loro clienti sono un po’ fermi. Come comunicate il vostro prodotto e il vostro marchio? Siamo molto attenti a far conoscere la nostra idea di marca anche al di fuori del settore: così abbiamo realizzato una birra a marchio Headbanger, un prodotto artigianale-industriale ‘vecchia maniera’ diffuso in piccoli volumi e una linea di abbigliamento. Sul fronte della comunicazione tradizionale, all’inizio non abbiamo puntato su annunci di lancio, per suscitare l’effetto curiosità sul marchio. In seguito abbiamo fatto provare le nostre moto su strada a giornalisti specializzati e potenziali clienti e avviato iniziative sulle riviste di settore. Inoltre presidiamo con un grande stand le fiere, dove possiamo parlare e confrontarci con gli appassionati.

Who is your typical client? He is one with passion, not very young, who, after having had several motorcycles, rediscovers the pleasure of true emotions, in a world that is increasingly artificial. Is the current economic crisis also felt in a niche production like yours? Yes, because the banking system has stopped doing its duty: retailers have less money to invest, their stocks are depleted, and some of the suppliers have cash flow problems. This collapses the potential development. It is also true that we offer very specialized goods, intended for an especially passionate public. It is rare that in the end our customer decides to postpone the purchase of the motorcycle. Besides, certain big vendors, like the American ones from which we buy engines, are more likely to give their attention to us 'small' in a time when their other clients are a bit stalled. How do you do publicizes your product and your trademark? We are keen on letting people outside our sector know about us. For this we have made a Headbanger beer, an artisan-industrial product sold in small volume, and we have created a line of clothing by the same name. At the beginning, we did not use the traditional advertisement and communication avenues because we wanted to create an effect of surprise on the market. Later on, we allowed specialized journalists and potential clients to test ride our motorcycles, and then we began appearing in magazines related to our sector. Furthermore at trade shows we have booths where we can relate directly with our fans.

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Quando Il brand è rock when the Brand is rock “Headbanger”: così, alla fine degli anni Sessanta, un giornalista americano definì sarcasticamente i giovani che, al primo concerto dei Led Zeppelin negli Stati Uniti, scuotevano il capo a ritmo di musica. Giorgio Sandi scoprì questa parola anni fa, durante un giro su due ruote negli States, su un foglio ingiallito all’interno di un numero della rivista Life dedicato al festival di Woodstock, accanto allo schizzo di una moto e al disegno di uno skull, il teschio simbolo di rocker e biker. Un segno del destino? Forse. Di certo Sandi se n’è ricordato quando ha deciso di trasformare in realtà il sogno di costruire moto che restituissero le sensazioni e le emozioni dei modelli dell’epoca. "Headbanger": it was in this way that at the end of the Sixties, an American Journalist described with sarcasm those young people that shook their head rhythmically at the first concert of Led Zeppelin in the United States. Giorgio Sandi discovered this word years ago during a motorcycle ride in the United States. He found it in a piece of yellow paper inside an issues of Life magazine dedicated to Woodstock, next to a sketch of a motorcycle and a skull; a symbol of the rocker and biker. Was this a sign of destiny? Perhaps. What is certain is that Sandi recalled it when he decided to transform the dream of building motorcycles, a dream that would bring back the sensations and the emotions of that time into reality.

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49 di Mauro Murero traduzioni Alessia Monti

Gli artisti del tessile The arTisTs of TexTiles

Da oltre un quarto di secolo l’azienda che Sergio Marzorati ha fondato a Meda, nel cuore pulsante dell’industria del mobile d’alta gamma, mette la qualità e la ricerca stilistica al centro della propria mission. Il presupposto di base è la consapevolezza che senza una forte personalità di marchio non si possa dare al proprio posizionamento il valore aggiunto dell’eccezionalità distintiva. Surcanapé was established in Meda, the beating heart of the high-end furniture industry, by Sergio Marzorati more than 25 years ago. Since then, quality and attention to design have been at the centre of its mission, on the assumption that reaching a unique market positioning requires a strong brand identity.

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Rivisitare la produzione di articoli classici, puntando su un’integrazione sinergica e armonica fra la creatività imprenditoriale, la flessibilità gestionale e la sensibiltà verso le esigenze del mercato: è questo l’obiettivo che Surcanapé, fondata nel 1986, persegue con successo da oltre un quarto di secolo. Relativamente ancora ‘giovane’, ma già dotata di un assetto strutturale e di un expertise pienamente consolidati, Surcanapé ha sede a Meda, in Lombardia, in quell’area che può essere oggettivamente considerata come il vero cuore pulsante dell’industria del mobile d’alta gamma. Per inciso, volendo ricostruire sinteticamente la storia di Surcanapé, si deve addirittura partire quasi tre lustri prima dell’anno di nascita ufficiale: già nel 1973, infatti, l’imprenditore Sergio Marzorati dà il via all’ ’avventura’ di Compell, azienda che si occupa di commercializzare pellame d’alta gamma per imbottiti, prevalentemente pelle a pieno fiore. La connotazione basilare dell’attività di Compell è quella di trattare ‘la vera pelle’, ovvero di puntare su un prodotto stabile nel tempo, senza farsi condizionare da cambiamenti di moda tanto numerosi e frequenti quanto poco concreti e spesso effimeri. All’inizio della seconda metà degli anni Ottanta, quando Compell si è ormai affermata e ha consolidato il suo posizionamento nel mercato di riferimento, Sergio Marzorati decide di fondare anche Surcanapé. La decisione è affiancata dalla consapevolezza delle diverse competenze richieste per avviare la nuova attività: questo porta l’imprenditore, nei primi anni di vita della nuova azienda, ad avvalersi del supporto di alcuni consulenti che possono già vantare un pluriennale back-ground nel settore in esame e che, in breve tempo, lo aiutano a capirne le regole, i ‘segreti’ e il funzionamento. Grazie a questa impostazione Surcanapé riesce ad affermarsi, in tempi rapidi, in un mercato di nicchia in cui era tra l’altro costretta a confrontarsi con competitor di grande prestigio con una lunga storia di successi già alle spalle. L’azienda si focalizza sui prodotti classici e di gamma alta e crea una serie di importanti partnership con produttori altamente specializzati nella

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Since it was founded in 1986, Surcanapé has been pursuing successfully one aim: revisiting the production of classic items focusing on a synergistic and harmonious integration between entrepreneurial creativity, flexible management and attention to market needs. Still relatively new, but with a consolidated structure and expertise, Surcanapé is based in the town of Meda, in an area of Lombardy that can arguably be considered the beating heart of the Italian highend furniture industry. To retrace Surcanapé’s history, we should go back almost 15 years before it was officially established. Actually, as early as in 1973 Sergio Marzorati, an entrepreneur, founded Compell, a company that specialised in marketing top quality leather for upholstery, mainly full-grain leather. Compell distinguished itself by selling real leather, a product which is not affected by the frequent but often short-lived changes in fashion. In the mid-80s, when Compell had consolidated its market position, Mr Marzorati decided to establish a second enterprise, Surcanapé. A new line of business required new skills. That is why in the first few years he availed himself of some consultants with many years’ experience in the industry, who helped him quickly understand its rules, secrets and dynamics. This approach enabled Surcanapé to quickly build a reputation in a niche market where it had to compete with powerful and long-established competitors. The company succeeded by fo-

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produzione di diverse tipologie di tessuti. Nel frattempo, nonostante la ‘contiguità’ delle rispettive gamme di prodotto, essa continua a rivolgersi a clienti differenti rispetto a Compell (quest’ultima serve soprattutto i produttori di imbottiti moderni, mentre Surcanapé si dedica ai produttori di imbottiti classici, agli showroom e al settore contract realizzando alberghi, club, country house e navi da crociera). L’unicità di una clientela internazionale d’alta gamma rappresenta tuttora uno dei motivi della crescita di Surcanapé. Dopo la scomparsa di Sergio Marzorati, il compito di succedere al fondatore è stato assunto dai figli Christian e Lisa, formatisi rispettivamente con una laurea in ingegneria gestionale e una conseguita presso l’Accademia di Belle Arti a Firenze: i due fratelli hanno optato per un mix strategico fra modernità e continuità, introducendo elementi innovativi ma rispettando il grande capitale di expertise e di competenze che Surcanapé e Compell hanno saputo maturare negli anni. Le connotazioni fondamentali e il posizionamento di Surcanapé, insieme alle caratteristiche del mercato in cui essa opera, ci vengono illustrate da Christian Marzorati, che ha fatto il suo ingresso nell’azienda fondata dal padre nel 1998 e che attualmente ricopre la carica di Presidente, la stessa che la sorella Lisa ha assunto in Compell.

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cusing on high-end classic products and starting partnerships with different textile manufacturers. Despite offering similar product ranges, Surcanapé and Compell appeal to different market segments: the former caters for classic upholstery manufacturers, showrooms, and the contract sector – hotels, clubs, country houses and cruise ships – while the latter targets modern upholstery manufacturers. Surcanapé’s first-rate international clients still play a crucial role in its growth. After Sergio Marzorati passed away, his children, Christian and Lisa, took over. Christian graduated in management engineering while Lisa studied at the Accademia delle Belle Arti in Florence. They opted for a strategic mix of modernity and continuity, thereby introducing some innovation but preserving the valuable expertise and skills Surcanapé and Compell have built over the years. Christian Marzorati started his career in Surcanapé in 1998 and is currently its chairman. His daughter Lisa holds the same position in Compell. Christian has explained to us Surcanapé’s distinctive features and positioning as well as the characteristics of the market in which it operates.


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intervista a Christian Marzorati

il luoGo della MeMoria a place for remembering A livello generale, in che misura lo sviluppo del mercato di vostra competenza è stato ostacolato dagli effetti della crisi macro-economica? Che la fase recessiva dell’economia globale abbia condizionato i comportamenti di consumo, provocando una contrazione che ha interessato tutti i mercati, è un dato di fatto innegabile: tuttavia, in alcuni comparti caratterizzati dall’elevato valore aggiunto e dalla grande qualità dei prodotti – si pensi, ad esempio, al campo della moda – il livello della domanda è rimasto sostanzialmente stabile. Nel nostro caso specifico la qualità, insieme all’eccezionalità della tipologia delle lavorazioni, frutto di una continua ricerca, è uno degli elementi che abbiamo sempre posto al centro del nostro impegno e che rappresentano l’essenza stessa della nostra mission, in sintonia con la convinzione che sia impossibile essere realmente competitivi se non si dispone di una forte personalità di marchio e non si è grado di dare al proprio posizionamento il valore dell’eccezionalità distintiva. Qual è il posizionamento delle collezioni ‘targate’ Surcanapé? Le nostre collezioni vanno a posizionarsi nella fascia alta di mercato, indirizzata agli showroom; al contempo, prestiamo la dovuta attenzione anche al mondo dell’’imbottito’, con una gamma pensata e ideata con lo scopo specifico di soddisfare le esigenze dei produttori di salotti classici d’alta gamma, che operano in un mercato internazionale con aperture ai nuovi paesi emergenti. Per il raggiungimento di tali obiettivi è stato necessario spostare l’attenzione dall’’oggetto’ all’’ambiente d’insieme’, focalizzandosi sui cambiamenti funzionali e simbolici della vita quotidiana e legati a una casa che vorremmo fosse intesa come luogo di memoria e di sogno, in cui il salotto continui a svolgere un ruolo fondamentale. Quali sono le caratteristiche salienti del consumatore finale dei vostri prodotti? Oggi come oggi, quello con cui tutti ci troviamo a interagire è un consumatore che non si accontenta più di ottenere semplicemente quello che desidera: il consumatore vuole ricevere dal mercato proposte che, in qualche modo,

Generally speaking, how much has the macroeconomic crisis affected the development of your reference market? It is an undeniable fact that the global economic recession has affected consumption and caused it to drop in all markets. However, in some high-value added sectors marketing top-quality products demand has remained relatively stable, for example in the fashion industry. As far as we are concerned, we have always placed quality and unique processing, which are the result of constant research, at the centre of our endeavour. They are the essence of our mission, in line with our belief that a company can’t be truly competitive without a strong brand identity and a unique market positioning. What is the market positioning of Surcanapé’s collections? Our collections are positioned in the upper end of the showroom market. We also cater for upholstery manufacturers, with a product range designed to meet the needs of the manufacturers of classic high-end living-room furniture operating on the international market with an eye to entering new emerging markets. To achieve these aims we had to shift our focus from ‘the objects’ to the ‘environment surrounding them’: we analysed the functional and symbolic changes that have happened in our daily life and their effects on how we perceive our home, a place where we want to be able to remember and dream and where the living room should keep playing a major role. What are the main characteristics of the end-consumer of your products? Nowadays, in all sectors, consumers are no longer satisfied with getting what they want. They expect the market to suggest to them goods and services which anticipate trends and their own tastes. This is why companies need marketing strategies and projects that are able to combine creativeness and consumption quality. As I said, our company is moving in this direction: we analyse new markets and constantly prove to be extremely reactive, to provide answers in real time. Key factors like consumption and spending capacity are now associated with moments that go beyond simply possessing goods: they have become part of choices determined by customers’ life experience. Therefore they require more complex business strategies than in the past.

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siano in grado di antcipare le tendenze e i suoi stessi gusti. Da qui deriva la necessità di strategie di marketing, progetti che sappiano far interagire fra loro l’originalità creativa e la qualità di consumo. Come detto, è proprio in questa direzione che opera la nostra azienda: è un percorso che portiamo avanti facendo analisi sui nuovi mercati e dimostrando costantemente una grande reattività, per dare sempre risposte ‘in tempo reale’. Oggi, infatti, fattori chiave come il consumo e la disponibilità di spesa sono correlati a momenti che vanno al di là del semplice concetto di ‘possesso di un bene’: essi diventano vere e proprie scelte legate al vissuto dell’esistenza del singolo individuo e, come tali, rendono l’impostazione delle strategie aziendali più complessa di quanto non lo fosse in passato. Sempre a proposito di prodotto, va anche detto che Surcanapé continuerà nella sua attività di ricerca sul decoro e sui cromatismi, attingendo alle varie culture per proporre collezioni che possano riflettere le diverse contaminazioni e che, in termini di arredo, sappiano esaltare il fascino dell’eclettismo nel classico. Qual è l’effettivo e concreto significato dell’espressione ‘editore tessile’, che definisce correttamente il ruolo e l’attività di Surcanapé e le funzioni che l’azienda svolge sul mercato? Significa che Surcanapé non è ‘semplicemente’ un’azienda che si occupa di tessuti d’arredamento ma, per l’appunto, un ‘editore tessile’ che si propone, tramite una costante ricerca tecnica e stilistica, di produrre collezioni rivolte a showroom, tappezzieri di alto livello e industria del mobile d’alta gamma. Il nostro è un comparto che, nel corso del tempo, si è evoluto per rispondere a una domanda sempre più complessa che ci giunge da vari mercati, ognuno con delle specifiche esigenze. In sostanza, dietro alla nascita di ogni collezione ci sono sforzi e impegni non indifferenti in tema di ricerca sugli stili e sui materiali. Per certi versi, possiamo dire che la funzione dell’editore tessile è più o meno la stessa che lo stilista svolge nel campo della moda: il nostro compito è quello di studiare la collezione, di disegnarla e di svilupparla, per poi affidarne la produzione in esclusiva a produttori specializzati.

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On products, Surcanapé will keep doing research on decor and colour combination, drawing on different cultures to design collections that reflect cultural cross-fertilisation and enhance the charm of eclecticism in classic furniture. What’s the real meaning of ‘textile publisher’, an expression that correctly defines Surcanapé’s business and the way it operates on the market? It means that Surcanapé is not simply a furniture textile marketer, but more precisely a ‘textile publisher’, i.e. a company that does constant research on design and technique in order to design collections aimed at showrooms, first-rate upholsterers and the high-end furniture industry. Our sector has evolved over time to respond to increasingly more complex demand from different markets with specific needs. Behind every collection there’s a big research effort in design and materials. In a way, one could say that a ‘textile publisher’ does the same job as a fashion designer: they survey, design and develop the collection, then license its production to specialised manufactures on an exclusive basis.

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L’indirizzo giusto per trovare casa a Berlino


All’inizio c’erano gli specchi e gli accessori da bagno. Da quel 1950, quando la antoniolupi venne fondata a Stabbia, nel cuore della Toscana, molto è cambiato..... Antoniolupi was founded in 1950 in Stabbia, in the heart of Tuscany. In the beginning Antoniolupi focused on developing mirrors and bathroom accessories but since then, much has changed....

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di Valeria Prina traduzioni Gilda Zucolella

Mission: soddisfare il cliente

Mission: CustoMers' satisfaCtion

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Ma non la costante attenzione alla qualità, sempre perseguita con forti investimenti in sviluppo e ricerca su innovazione, materiali, tecnologia. Questo ha permesso all’azienda di affermarsi sul mercato italiano e internazionale per la progettazione e realizzazione di arredi per il bagno, con una vasta gamma di collezioni. Sempre intenta a creare le tendenze, piuttosto che a seguirle, antoniolupi punta su tecnologia d’avanguardia, materie prime selezionatissime e attenzione ai dettagli, ma non dimentica la tradizione, “la memoria di un saper fare unico, l’artigianalità che viene dai maestri del territorio che ancor oggi collaborano con entusiasmo con l’azienda per scoprire materiali e forme nuove, per sviluppare lavorazioni innovative, per migliorarne altre già consolidate”. Minimalismo e geometria delle forme fanno da filo conduttore della produzione, senza mai abbandonare la ricerca in fatto di estetica, materiali innovativi, tecnologia. Continuo è l’aggiornamento delle collezioni, con materiali sempre più leggeri ma particolarmente resistenti: estrema è l’attenzione ai dettagli nella produzione dell’arredo bagno. Uguale attenzione viene posta nella lavorazione del vetro per specchi e lavabi, continuando dunque una tradizione che può contare su un gran numero di specchi tra i pezzi storici. Attualmente antoniolupi è diretta dai figli del fondatore, i quattro fratelli Patrizia, Nello, Sergio e Andrea. Abbiamo intervistato quest’ultimo.

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What has not changed is the constant attention to quality, pursued with signiďŹ cant investments in research and development, materials, and technology. This has enabled the company to establish itself in the Italian and international market, for the design and the manufacturing of furniture for the bathroom, with a broad range of collections. Always intent on creating trends instead of following them, Antoniolupi relies on cutting edge technology, select raw materials and an eye for detail. Yet, it does not forget the tradition, "the remembrance of a unique 'know how to do', the craftsmanship that comes from the local masters, who still now collaborate enthusiastically with the company to ďŹ nd new shapes and materials, to develop innovative work procedures, and to enhance those which are already well-established."

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Both the geometry of the shapes and the minimalism operate as a recurring theme of production. This is done without taking away from the sense of aesthetics, the innovative materials, and the technology. The collections are updated constantly, with lighter but particularly strong materials: the utmost attention to the details is given to the production of bathroom furniture. Equal attention is given to the processing of glass for mirrors and washbasins, therefore continuing a tradition that can count on a large number of mirrors among the historical pieces. Currently Antoniolupi is run by the founder's daughter and sons: Patrizia, Nello, Sergio and Andrea. We interviewed Andrea.

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Qual è la filosofia di antoniolupi in fatto di arredo bagno? “Potrei riassumerla in una parola, ‘sartorialità’, che contraddistingue le nostre proposte e il nostro stile. Oggi il tema ‘sartoriale’ è abbracciato da molte aziende: tutti dicono di realizzare progetti su misura, però solo in pochi possono realmente essere in grado di realizzarli concretamente. Essere ‘sartoriali’ è una tradizione: non si inventa. La mia azienda segue questo concetto da due generazioni: lavoriamo e curiamo ogni progetto da quando mio padre, il fondatore di antoniolupi, negli anni settanta realizzava specchi a misura. La storia di antoniolupi inizia infatti negli anni ’50, con la produzione di specchi e accessori per il bagno. Nel tempo l’azienda è cresciuta, incrementando la produzione: non più soltanto mobili ma, ripercorrendo la strada che aveva seguito mio padre anni prima, andando a esplorare nuovi settori produttivi, ricercando il ‘total look’ nell’arredo bagno. La nostra filosofia è quella di offrire un prodotto e un servizio qualitativamente ineccepibili, avere un prodotto dalla forte identità: è la nostra ‘sartorialità’.”

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Quali novità propone la antoniolupi? “Exelen è il nuovo progetto disegnato da Gabriele e Oscar Buratti. Presentato al Salone del Bagno 2012, è un nuovo sistema per arredare l’ambiente bagno, caratterizzato da un innovativo concetto di contaminazione e combinazione: di funzioni e piaceri, di acqua e fuoco, di spazialità e tipologie compositive. È un progetto importante e ambizioso, che coinvolge tutte le tipologie di arredo presenti in bagno: lavabi, vasche e docce, mobili orizzontali e verticali, fuoco, specchi e vetri, che si fondono, si sovrappongono e si accostano, parlando il linguaggio condiviso della loro origine e finalità architettonica. Ugualmente importanti sono il progetto del nuovo soffione doccia Meteo e il lavabo Strappo disegnato da Domenico De Palo, un oggetto che sta ri-

intervista ad andrea lupi, aMMinistratore delegato e art director

sartoriali per tradizione www.stileitalianomagazine.it


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What is the philosophy of Antoniolupi in regard to bathroom furnishings? "It could be summed up with one expression, 'custom-made', which characterizes our offers and our style. Today many companies voice the theme of ‘custom-made’: many of them claim to create tailor-made projects; however only a few can make them concretely. The skill to 'customize' is a tradition, it cannot be invented. My company has followed this tradition for two generations: we work and look after every project since when my father, the founder of Antoniolupi, began making custommade mirrors. The story of Antoniolupi begins  in fact in the 50s, with the manufacturing of mirrors and bathroom accessories. In time, the firm has grown and its production expanded to more than just furniture. By retracing the path that my father had followed years before, we explored new options and new sectors of production, seeking to realize the 'total look' in bathroom furnishing. Our philosophy is to deliver a product of quality and impeccable service; having a product with a strong identity is our 'customer service'." What are the latest innovations offered by Antoniolupi? "Exelen is the new project designed by Gabriele and Oscar Buratti and introduced at the Salone del Bagno 2012.  It is a new way to decorate your bathroom, characterized by an innovative concept of blending and combinations: functionality and pleasure, the elements of water and fire, and spatial composition. It is an important and ambitious project, involving all the objects found in bathrooms: sinks, tubs and showers, horizontal and vertical furniture, fire, mirror and glass that merge, overlap, meet, and that express their common origin and purpose of architecture. Equally important and greatly appreciated by our customers are the new shower-

interview with andrea lupi, chief executive officer and art director

tailored to tradition www.stileitalianomagazine.it

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cevendo un grande apprezzamento da parte della nostra clientela.”

head Meteo and the sink Strappo, designed by Domenico De Palo.”

Che cosa consiglierebbe a una coppia giovane che sta arredando casa? “Potrei suggerire di dedicare al bagno un’attenzione particolare, perché vi si trascorre molto tempo. Ma soprattutto suggerirei di mettere la vasca Dune, una vasca grande, una sorta di mini piscina nella quale potersi immergere in ogni momento possibile e dimenticarsi di tutto e di tutti.”

What advice would you give to a young couple that is furnishing their house? "I suggest devoting special attention to the bathroom, where you spend a lot of time. More specifically, I would recommend installing the bathtub Dune, which is a large bathtub, a sort of mini pool where one can dip into at any time and forget about everything and everyone."

Come pensa di rispondere alla attuale crisi economica europea? “L’unica soluzione per affrontare e vincere la crisi è quella di offrire al cliente qualcosa di unico. Per antoniolupi un cliente non si deve ‘accontentare’ ma deve poter realizzare i propri sogni: antoniolupi è in grado di esaudire le richieste più diversificate dei clienti. Per noi una richiesta eccentrica non consiste in vasche dorate o rivestite di pelle: significa poter soddisfare le richieste più specifiche di architetti e committenti. Rendere soddisfatto ogni cliente è la nostra mission.”

How do you intend to respond to the existing European economic crisis? "The only way to face and overcome the crisis is to offer our clients something that is truly unique. For Antoniolupi customers should not just be 'satisfied' but they should be able to fulfill their dreams: Antoniolupi is capable of meeting the specific demands of the most diversified clientele. For us an eccentric request is not to create baths lined with gold or leather: it is to be able to meet very specific requirements of architects and buyers. To render every customer happy it is our mission.”

Come immagina la casa del futuro? “Come un mix di tecnologia ed ecologia. Si parla di casa domotica, con elettrodomestici collegati in rete; luci, impianto di riscaldamento e climatizzatori che si regolano da soli attraverso sensori. Si parla di casa verde, nella quale lo spazio dedicato alle piante assume sempre più rilevanza, per migliorare la qualità della vita. Si parla di bio-edilizia, per tutelare e preservare l’equilibrio del nostro pianeta. Per me la casa del futuro dovrebbe essere un mix di queste.”

How do you imagine the house of the future? "As a blend of technology and ecology. We speak of home automation, with household appliances connected to a network: lighting, heating system and air conditioning regulated by sensors. We talk about green building, where the space dedicated to plants is increasingly relevant in order to improve the quality of life. We talk about green building, to safeguard and preserve the equilibrium of our planet. For me the house of the future should be a mix of these aspects."

E come immagina in particolare il bagno? “Il bagno tra qualche anno sarà più razionale, gli oggetti avranno funzioni polivalenti e saranno multiuso. Naturalmente l’estetica rimarrà un elemento primario, in quanto è il fattore che provoca il desiderio di avere quell’oggetto. Però il bagno antoniolupi sarà in controtendenza, completamente diverso dagli altri, in quanto il nostro obiettivo è quello di studiare ogni oggetto come singolo, ogni oggetto con una singola funzione.” Come può essere conciliata l’attuale tendenza a fare del bagno il centro della casa con lo spazio ridotto dedicato a questo locale nella maggior parte dei nuovi edifici? “Non sono i metri quadrati di un bagno a definirlo un luogo più o meno importante di altri. Vorrei focalizzare l’attenzione sui particolari che lo rendono uno spazio unico, uno spazio nel quale la persona diventa il centro di sé stessa e si può concedere un tempo tutto suo. I particolari che i nostri mobili, vasche, sanitari e accessori offrono, sono tutto questo.” Cosa pensa di quella legge che dice ‘La lunghezza di un minuto dipende dal lato della porta del bagno da cui ti trovi’? “Non importa da che parte sei: l’importante è che cominci a correre. Correre incontro al futuro, naturalmente, per soddisfare e anche precedere le richieste dei committenti.”

And how do you imagine the bathroom, especially? "In a few years the objects of the bathroom will have multiple purposes and functions. Of course, the aesthetics will always remain the primary element because the factor behind the desire to have that object. But Antoniolupi bathroom will go against the grain; it will be completely different because our goal is to study each object as an individual piece, with a single function.”  How could one reconcile the current tendency to make the bathroom the center of the house with the limited space dedicated to it in most of the new buildings? "It is not the square feet of a bathroom that defines it as a more or less important. It is the attention to details that makes it a unique space, a space in which a person can experience a time of one's own and focus on oneself. The details that our furniture, bathtub, sanitary ware and accessories offer provide all of these.” What do you think of that law which says, "The length of a minute depends on which side of the bathroom door you're on?" "No matter where you are: the important thing is that you start running. Running into the future, of course, to meet and even precede the demands of customers. 

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Accoppiata StileItaliano – The Italian Made Magazine® È il primo magazine all digital che promuove le aziende italiane. La mission risponde al bisogno di comunicare i marchi e i prodotti italiani in Italia e all’estero. Il magazine bimensile in doppia lingua – italiano/inglese – è di libera consultazione e promosso ad una mailing list di importatori, distributori, dirigenti e manager d'azienda. A ciò si aggiunge, a partire da settembre, una newsletter settimanale veicolata a oltre 40.000 contatti italiani e stranieri.


vincente. StileItaliano MarketplaceŽ A supporto dei prodotti italiani, StileItaliano sta implementando una portale-vetrina che assolverà al doppio compito di fungere da catalogo e sito di e-commerce: su questa piattaforma i produttori italiani potranno esporre e vendere i propri prodotti stabilendo un contatto immediato e diretto con importatori e distributori esteri grazie ai database di oltre 18.000 nominativi che MA-ST ha acquisito Successivamente l’iniziativa verrà estesa ai settori design, artigianato e turismo


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di Nicole Cavazzuti traduzioni Alessia Monti

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Un biliardo è per sempre

A billiArd tAble is forever

Serio, professionale, competente, disponibile e curioso: ecco le qualità di Giancarlo Cavicchi, che conduce l’azienda fondata dal nonno puntando su innovazione e qualità. Così oggi la Biliardi Cavicchi è anche sinonimo di complemento d’arredo di lusso e di design. Reliability, professionality, competence, helpfulness, and curiosity: these are Giancarlo Cavicchi’s qualities. Giancarlo has been running Biliardi Cavicchi, which was established by his grandfather, focusing on innovation and quality. Its products have become luxury furnishing accessories.

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La storia della Biliardi Cavicchi affonda le origini nel dopoguerra, quando il ferroviere Ugo Cavicchi, decorato Cavaliere di Vittorio Veneto, viene trasferito dalle Ferrovie di Stato a Guastalla, in provincia di Reggio Emilia. Nel tempo libero si dedica alla sua passione: riparare sedie, poltrone e mobili nella sua piccola bottega di falegnameria, in un seminterrato. “Buona manualità, determinazione e una spiccata passione portarono nonno Ugo ad acquistare, a debito, alcune attrezzature per la lavorazione del legno e per la costruzione di complementi per la casa, compresi qualche calciobalilla, di cui aveva già eseguito lui stesso in passato un suo prototipo”, ricorda il nipote Giancarlo Cavicchi. Il figlio di Ugo, Gino, operaio in un’industria meccanica e appassionato di falegnameria come il padre, perfeziona il prototipo e amplia la bottega artigiana, dando vita alla produzione di calciobalilla e di biliardi. Che nel tempo diventano più robusti, migliori per qualità tecniche ed estetiche, e si arricchiscono della gettoniera per le monete. “Fu allora che le richieste aumentarono: non solo da parte degli oratori, ma anche dei circoli e dei bar”, ricorda Giancarlo Cavicchi. Gino intuisce la portata del fenomeno e si orienta verso la produzione di biliardi sportivi, abbandonando il settore più commerciale dei calciobalilla. “La storia della nascita della Biliardi Cavicchi è importante per capire l’approccio dell’azienda, che mantiene una forte tradizione artigiana, strettamente legata alla passione, alla manualità e alle intuizioni di famiglia, libera dalle lobby dei mercati, dai numeri e dalla standardizzazione”, aggiunge Giancarlo Cavicchi.

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Biliardi Cavicchi’s history started in the post-war years, when Ugo Cavicchi, who worked for the state-owned railway company Ferrovie dello Stato and had been decorated Cavaliere di Vittorio Veneto, was relocated to Guastalla, in the province of Reggio Emilia. In his free time Ugo had a passion: fixing chairs, armchairs and pieces of furniture in his small carpentry workshop located in a basement. “Good manual skills, determination and a genuine passion led my grandfather to buy some equipment for working wood and making home accessories, including table football tables. He had made his own prototype”, says Giancarlo. Gino, Ugo’s son, a mechanic worker who shared the same passion as his father, perfected the prototype, enlarged the workshop, and began to produce table football and billiard tables. He gradually improved their robustness and technical and aesthetic quality and equipped them with a coin box. “It was then that demand started to rise: not only from parish recreation centres but also from clubs and bars”, says Giancarlo. His father Gino foresaw a good opportunity and decided to focus on billiard tables rather than on table football tables, a more commercial product. Biliardi Cavicchi’s history is important to understand its approach: it still attaches great importance to craftsmanship, which is linked to its founders’ passion, manual skills and foresight. The company is not influenced by market trends, business figures and standardization”, adds Giancarlo.

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era diffUso nei bar, nei circoli e negli oratori. oggi popola alberghi e case di lUsso. ed è diventato Un oggetto di design. ne parliamo con colUi che cUra le realizzazioni di design.

intervista a giancarlo cavicchi

giocare con il design Com’è cambiato il mercato dei biliardi dal dopoguerra ad oggi? “Il boom c’è stato negli anni Sessanta-Settanta, quando i biliardi entrano nei bar, nei circoli e nelle polisportive di tutti i paesi. La passione per il gioco si diffonde a macchia d’olio e il biliardo diventa una disciplina sportiva, regolamentata e riconosciuta dal CONI e consacrata dalla nascita della Federazione Italiana Biliardo Sportivo (FIBIS). L’effetto sulle produzioni è immediato: arrivano sul mercato biliardi dotati di impianti termici per agevolare al massimo la scorrevolezza delle biglie e la qualità del gioco, e solo le aziende che investono in tecnologia e mano d’opera specializzata rimangono sulla cresta dell’onda. Poi, a partire dagli anni Novanta, molti pubblici esercizi sono costretti a ridurre gli spazi per limitare i costi e a rinunciare ai biliardi, troppo ingombranti e poco remunerativi, a favore dell’inserimento di macchinette per il videopoker, slot machine et similia. Risultato? Oggi la diffusione dei biliardi nei locali pubblici è scarsissima”.

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once popUlar only in bars, clUbs and parish recreation centres, billiard tables are now a common fUrnishing accessory in hotels and lUxUry hoUses and have become a design object. we will talk with the person in charge of design.

interview with giancarlo cavicchi

playing with design How has the market of billiard tables changed since the post-war years? “There was a boom in the Sixties and Seventies, when billiard tables began to feature in bars and recreational and sport clubs throughout the world. Enthusiasm for playing billiards spread like a wildfire, so much so that it became a sport discipline regulated by the Italian National Olympic Committee (CONI) and an Italian Federation of Billiard Sports (FIBIS) was established. The effects on manufacturing were soon visible: billiard tables equipped with a thermal system that considerably improved ball rolling and the quality of the game were launched on the market. Only manufacturers that invested in technology and specialised workforce were able to ride the crest of the wave. Then, from the early Nineties onwards, many bars faced the need to reduce their space to curb costs. They replaced billiard tables, which were bulky and not particularly profitable, with videopoker and slot machines and the like. The result is that now billiard tables are very rarely found in bars”.

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cUriosità

curiosity

Sono molti i clienti famosi della Biliardi Cavicchi, ma ogni tentativo di saperne di più cade nel vuoto. “Non mi permetterei mai di farne i nomi per rispetto nei loro confronti. E per la stessa ragione non ho neppure mai chiesto un autografo”, racconta Giancarlo Cavicchi. Che conclude: “Il mio cliente ideale è chiunque cerchi nella Cavicchi la realizzazione del proprio sogno di ragazzo: possedere in casa un favoloso biliardo”. Biliardi Cavicchi has many famous clients, but we did not manage to know who they are. “I would never disclose their names because I respect them. For the same reason, I have never asked them for an autograph”, says Giancarlo. “My ideal client is anybody who turns to our company to make their youth’s dream come true: having a wonderful billiard table at home.”

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Qual è la ricetta per contrastare la crisi? Puntare su innovazione e qualità: noi abbiamo potenziato e rinnovato macchinari e capannoni e limitato le risorse rivolte all’attività sportiva per concentrarci sul settore dei complementi d’arredo di lusso e sul biliardo di design, perfettamente trasformabile in tavolo da pranzo e riunioni. E non abbiamo paura di osare, affrontando progetti sempre più audaci, come l’inserimento di pietre preziose o di finiture in foglia d’oro o d’argento, di pellami pregiati o di madreperla, in contrasto con materiali tecnologici come acciaio, cristallo, resine, corian. Inoltre garantiamo personalizzazioni e realizzazioni di veri e propri ‘pezzi unici’ che rispecchiano in tutto e per tutto le esigenze del cliente. Qual è il suo sogno professionale? È un’utopia, più che un sogno: lavorare su un progetto per volta, in camice bianco, coadiuvato da personale valido, competente, disponibile e innamorato come me del biliardo e del proprio lavoro. Quali sono i biliardi più richiesti in Italia? Il modello di punta è il biliardo/tavolo di design ricercato, in laccature come il perlato, il bianco o il nero lucido; oppure con legnami pregiati come il wengè, lo zebrano o la rovere sbiancata. Inoltre, un evergreen è il legno ciliegio anticato noce, per ambienti rustici. Non solo: molto apprezzata è pure la nostra proposta di biliardo/tavolo da riunioni per alberghi e aziende, che possiamo personalizzare col marchio aziendale.

What is the recipe to counter the crisis? Focusing on innovation and quality: we have upgraded our machineries and sheds and shifted our production from billiard tables for sport clubs to billiard tables that are both luxury furnishing accessories and design objects and can be used as tables for dinners and meetings. We are not afraid of daring: we have embarked on bold projects, such as finishing our products with precious stones, gold and silver leaf, top-quality leather or mother-of-pearl, in contrast with technological materials such as steel, crystal, resin, and corian. We also make customised billiard tables to suit the needs of our clients. What’s your professional dream? It’s more a utopia than a dream: working on one billiard table at a time, wearing my white overall, with skilled staff who share my passion for billiards and this job. What types of billiard tables are most demanded in Italy? The bestsellers are finely designed billiard tables made of top-quality wood, like wenge, zebrano or bleached oak, or lacquered (pearl, white or black). Old-looking cherry-wood is very popular for rustic contexts. We also offer billiard/meeting-room tables for hotels and companies that can be customised with logos. They are much appreciated. What are your aims for the future? Boosting exports. We still operate mainly in Italy.

Che obiettivi vi ponete per il futuro? Potenziare le esportazioni: all’estero siamo ancora poco presenti.

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Entro la fine del 2013 sarà completato il progetto di nascita del grande polo leisure ‘Saint-Vincent Resort & Casino’. Autentico punto di riferimento internazionale sul versante dell’entertainment, dei servizi per la clientela business e del benessere, il nuovo complesso è destinato a valorizzare ulteriormente lo splendido e suggestivo scenario delle montagne valdostane e a far vivere a clienti e turisti un’esperienza indimenticabile. The creation of 'Saint-Vincent Resort & Casino', an authentic international center for entertainment, business, and wellness, will be completed at the end of 2013. The new complex is destined to enhance what is already a splendid and suggestive panorama of the mountains of Val d'Aosta, and to provide clients with an unforgettable experience.

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di Mauro Murero traduzioni Gilda Zucolella

Benvenuti in Paradiso

Welcome to Paradise

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Un fiore all’occhiello per l’Italia e un esplicito invito, rivolto all’intero Sistema Paese, ad alzare la testa e ad affrontare la fase di crisi recessiva con quella determinazione che è assolutamente indispensabile per vincere le sfide importanti. E’ così che Luca Frigerio, Amministratore Unico di CAVA (Casino de la Vallée) SpA, definisce l’ambizioso progetto di nascita del nuovo grande polo leisure ‘Saint-Vincent Resort & Casino’, che sarà portato a compimento prima della fine del 2013. A fronte di un investimento nell’ordine dei 70 milioni di euro, il polo comprenderà il Casinò, due hotel da cinque e quattro stelle (rispettivamente denominati Grand Hôtel Billia e Parc Hôtel Billia), cinque ristoranti, un grande Centro Congressi multisala e un Centro Benessere. Il progetto è ovviamente destinato a valorizzare ulteriormente la suggestiva cornice in cui sarà realizzato, ovvero gli splendidi scenari della Valle d’Aosta, una delle regioni più belle d’Italia. Piste per lo sci e impianti per la pratica di varie altre discipline sportive, gastronomia, natura, arte, storia, cultura… e un famosissimo luogo d’aggregazione per gli appassionati del gioco d’azzardo: non manca davvero nulla, in una regione di meno di 3.300 kilometri quadrati in cui si può passare da un ‘incontro ravvicinato’ con stambecchi e camosci a una passeggiata tra le immortali eredità lasciate ai posteri dalla gloriosa storia dell’Impero Romano, che proprio nella valle creò importantissimi insediamenti.

Luca Frigerio, sole director of CAVA (Casino de la Vallée) S.p.A., comes from a family who has been in the Casino industry for three generations. Since April, he is also the president of Federgioco. He defines the ambitious creation of Saint-Vincent Resort & Casino as a loud invitation to the entire country to respond to the present economic recession with the kind of courage and determination necessary when encountering great challenges. The project will be completed toward the end of 2013, with an investment of nearly 70 millions Euros. It includes: the Casino, the five stars Grand Hôtel Billia, the four star Parc Hotel Billia, five restaurants, a large conference room, and the wellness center. The project is destined to enhance the already wonderful scenery of Val d'Aosta, one of the most beautiful regions of Italy. Besides its ski slopes, the resort is structured for activities that range from sport to gastronomy, nature, art, history, culture, and most popular of all, gambling. Nothing is missing from this region that measures nearly 3.300 square kilometers;

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CAVA S.p.A, artefice del progetto, è una società il cui capitale è detenuto dalla Regione Valle d’Aosta e dal Comune di Saint-Vincent. Alla fine del 2011 essa ha fatto registrare un giro d’affari nell’ordine dei 110 milioni di euro, 95,6 dei quali legati agli introiti dei giochi (+1,3% di quota di mercato rispetto al 2010); sempre in riferimento allo scorso anno solare, le presenze registrate al Casinò sono state circa 630.000. La mission dichiarata di CAVA S.p.A è quella di garantire servizi di alto profilo, in grado di soddisfare le specifiche e differenti necessità dei diversi target di clientela, sempre all’insegna del-


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where one can meet the "Stambecco" and the "Camoscio," and where one can walk amidst the immortal historical legacy of the glorious Roman Empire, whose important settlements were built right here. CAVA S.p.A., the project manager, is a ďŹ rm whose capital is held by Valle d'Aosta Region and the county of SaintVincent. At the end of 2011, it calculated a ďŹ nancial turnover of 110 millions of Euros; 95,6 connected to gambling (+1,3% increase since 2010) with 630.000 registered attendances.

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l’offerta di piacevoli momenti d’intrattenimento e di benessere. La società può contare sul supporto di oltre 800 dipendenti e investe regolarmente sui versanti della formazione delle risorse umane e della qualità dei servizi, in base a un orientamento strategico avallato anche dalla Certificazione di Qualità ISO 9001:2008. Amministratore Unico di CAVA è il ‘figlio d’arte’ Luca Frigerio (rappresenta la terza generazione della sua faniglia alla guida di un Casinò), che dall’aprile di quest’anno è anche Presidente di Federgioco. A Saint-Vincent i lavori guidati dallo studio dell’architetto Piero Lissoni sono già in corso da tempo e, come vedremo fra poco, già nelle prossime settimane – prima della fine di luglio – ci sarà l’apertura ufficiale del Parc Hôtel Billia, primo passo del ben più ampio progetto di ristrutturazione e ammodernamento che si propone di trasformare l’identità del complesso, ergendolo a punto di riferimento internazionale sotto il profilo dell’entertainment, dei servizi per la clientela business e del benessere.

Cava’s mission is to guarantee high-end services for the satisfaction of various specific needs of different types of clients, always with the focus on entertainment and wellness. The society, which is backed up by a Certification of Quality ISO 9001:2008, counts on the support of 800 employees, and it regularly invests in training, human resources, and in the upgrade of quality of its services. At Saint-Vincent, the works have been in progress for a while now, under the guidance of architect Paolo Lissoni. In the next few weeks the official opening of Parc Hotel Billia will take place, the first step toward the realization of a more ambitious restructuring and renovation that aims at transforming the identity of the complex into an international attraction for entertainment, business, and wellness.

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il ‘saint-vincent resort & casino’ si ProPone di far convivere modernità e tradizione, trasformando un’aPParente dicotomia in un incastro armonico che il cliente e il turista Potranno recePire in ogni istante

intervista a luca frigerio

armonia da resPirare Quali sono le caratteristiche e gli obiettivi fondamentali del progetto ‘Saint-Vincent Resort & Casino’? L’obiettivo prioritario è sicuramente quello di offrire alla nostra clientela emozioni uniche, coinvolgendola in soggiorni esclusivi e suggestivi all’insegna del divertimento e offrendole un’occasione irrinunciabile per godere di tutte le opportunità messe a disposizione da un territorio stupendo - e che è tale per tutto l’anno, non certamente solo in periodi circoscritti - qual è quello valdostano. Il progetto prevede che dalla fine del 2013 sia completato (nello stesso sito che ha ospitato l’ultracentenario Grand Hôtel Billia, aperto nel 1908, e il celebrerrimo Casino de la Vallée) il ‘SaintVincent Resort & Casino’, ovvero il più grande ed elegante polo leisure e congressuale dell’intero continente europeo, tra l’altro destinato a rappresentare un fiore all’occhiello anche per la Regione, che detiene la proprietà di CAVA SpA insieme al Comune di Saint-Vincent. L’imponente complesso offrirà divertimento e benessere globali, con numerosi servizi integrati: accanto al Grand Hôtel ci sarà

94 saint vincent resort & casino ProPoses to Bring together modernity and tradition, to transform what would seem a dichotomy into a harmonious fit, which clients and tourists alike will notice.

interview with luca frigerio

a Breath of harmony Which are the fundamental objectives and characteristics of the project "Saint Vincent Resort & Casino'? The elaboration of the project has been assigned via an international contest to Lissoni Associates, a prestigious professional studio led by architect Piero Lissoni. In addition to the restructuring of Billia, the plans include the construction of five new restaurants. Two of them (Gaya and Brasserie) have been launched already, together with the brand new Poker Room and Evolution, a room of 1.700 square meters with an independent entrance dedicated completely to electronic games. Lissoni Associates works together with SITEC and Pastoret Engineering of Aosta. They are partners which share fully the spirit and objectives promoted by CAVA for this project, in particular: the strong willfulness to create a place in which

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un resort realizzato nel tipico stile da chalet di montagna ma dotato, al contempo, di respiro e charme internazionale ed espressamente dedicato alla clientela congressuale e familiare. Il nuovo complesso prevede un investimento nell’ordine dei 70 milioni di euro, totalmente autofinanziati, e globalmente metterà a disposizione dei clienti poco meno di duecento camere, dieci delle quali ideate e realizzate in funzione dei criteri di accessibilità da parte di persone disabili. Anche il vecchio Casinò, altro storico punto di riferimento del territorio, si accinge a cambiare pelle: continuerà a essere un luogo di aggregazione elegante e in cui trascorrere serate piacevoli, ma accoglierà i clienti in spazi esteticamente molto innovativi. Quali sono i partner con cui state interagendo per portare a compimento questa ambiziosa iniziativa? L’elaborazione dell’intero progetto è stata affidata, tramite una gara internazionale, a Lissoni Associati, prestigioso studio professionale che fa capo all’architetto Piero Lissoni. Oltre alla ristrutturazione del Billia i lavori prevedono anche la realizzazione di cinque nuovi ristoranti, due dei quali (‘Gaya’ e ‘Brasserie’) sono già stati inaugurati, al pari della nuovissima Poker Room e di Evolution, la sala giochi di 1.700 metri quadrati dotata di ingresso indipendente e riservata ai giochi elettronici. Il progetto di ampliamento del Casino è condotto da Lissoni Associati con SITEC e Pastoret Engineering di Aosta: sono tutti partner che condividono pienamente lo spirito e gli obiettivi con cui CAVA ha pensato a questo progetto, con particolare riferimento alla ferma volontà di creare un polo in cui clienti e turisti possano vivere esperienze uniche e indimenticabili, in un contesto che mescola armoniosamente bellezze naturali, intrattenimento e benessere.

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A proposito di contesto, lo stesso scenario – particolarmente ricco di suggestioni – della bellissima regione valdostana trarrà a sua volta benefìci importanti da un progetto così ambizioso e di così ampio respiro… Certamente: dare risalto allo scenario naturale in cui i lavori per l’edificazione del polo stanno procedendo rappresenta uno dei nostri obiettivi primari. Più specificamente, abbiamo ‘puntato’ – per utilizzare un’espressione tipica del mondo delle sale da gioco… - su una significativa valorizzazione del patrimonio architettonico esistente, tramite un accostamento sinergico fra gli elementi caratteristici locali ed altri che sono invece stati ‘importati’ e ispirati da atmosfere più lontane. L’idea è quella di far convivere fra loro, in un insieme armonioso e all’insegna del massimo prestigio, la modernità e la tradizione; quest’ultima, nel caso specifico della nostra valle, è rappresentata dalla secolare opera degli artigiani della pietra, del metallo e del legno e al resort avrà il valore aggiunto dell’utilizzo di ampie vetrate e di effetti ‘scenografici’ davvero spettacolari. Intendiamoci, non si tratta di obiettivi semplici da perseguire, soprattutto se si considera la peculiare conformazione architettonica dei ‘vecchi’ Billia e Casinò, costruiti e poi periodicamente rivisti in epoche diverse: l’impegno, come detto, è quello di rendere tutto moderno e al contempo tradizionale, trasformando un’apparente dicotomia in un incastro armonico che il cliente e il turista potranno recepire e ‘respirare’ in ogni istante. Possiamo fare un ‘calendario’ di massima delle varie tappe che consentiranno la realizzazione dell’intero progetto? Alla fine del mese di luglio di quest’anno sarà già inaugurato il Parc Hotel Billia, nuovo albergo a quattro stelle che sta sorgendo accanto al Grand Hotel Billia, dove prima esisteva un’ala della struttura; contestualmente apriremo un nuovo e ampio ristorante “Le Rascard Salon et Terrasse” capace di 400 posti che si affaccia sul parco dell’albergo; alla fine del mese di novembre riapriremo il Centro Congressi. Nel corso del 2013 sarà portata a termine l’opera di rinnovamento del casinò, la cui attività, peraltro, non è mai stata interrotta - né lo sarà prossimamente - anche durante la fase di completamento dei lavori di ristrutturazione. Infine, nel luglio 2013, esattamente un anno dopo l’inaugurazione del Parc Hôtel, sarà pronto ad ospitare i clienti anche il nuovo Grand Hôtel Billia, trasformato in un cinque stelle lusso e in grado, a partire dall’autunno dello stesso anno, di disporre anche di un Centro Benessere di circa 1.600 metri quadrati.

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n. 4 | July-august 2012

clients and tourists can experience unique and unforgettable experiences; in a context that harmoniously merges natural beauty, entertainment, and wellness. Who are your partners in this ambitious initiative? The elaboration of the project has been assigned via an international contest to Lissoni Associates, a prestigious professional studio led by architect Piero Lissoni. In addition to the restructuring of Billia, the plans include the construction of five new restaurants. Two of them (Gaya and Brasserie) have been launched already, together with the brand new Poker Room and Evolution, a room of 1.700 square meters with an independent entrance dedicated completely to electronic games. Lissoni Associates works together with SITEC and Pastoret Engineering of Aosta. They are partners which share fully the spirit and objectives promoted by CAVA for this project, in particular: the strong willfulness to create a place in which clients and tourists can experience unique and unforgettable experiences; in a context that harmoniously merges natural beauty, entertainment, and wellness. Talking about context, the rich and evocative scenery of this beautiful Val D'Aosta region will derive important benefits from such a broad and ambitious project... For sure, it will. The enhancement of the natural scenery, where we are doing the works for the development of the Resort, is one of our primary objectives. More specifically, we have 'bet' - to use an expression from the world of gambling- on significant enhancements of the architectonic heritage already in existence by bringing a synergistic closeness of local and ‘imported’ elements. The idea is to mingle harmony and prestige, modernity and tradition. In regards to our valley, tradition is represented by centennial workmanship in stone, metal, and wood by our local artisans. In the Resort these works will be integrated and displayed against large backgrounds, full-length windows, and spectacular effects and designs. We understand that the realization of our objectives is not simple, especially due to the old architectonic conformation of Billia and Casino, which were periodically reworked, in different periods. Our commitment, as I have already explained, is to convey a modern and traditional ambiance all at the same time. Can you give us a general time frame of the steps toward the realization of the entire project? At the end of July of this year it will open Parc Hotel Billia, a new four star hotel next to Grand Hotel Billia, where, in the past, was situated one of its wings; contextually we will open a new and large restaurant "Le Rascard Salon et Terrasse" that looks out on the park of the hotel, and has seating for 400 people; at the end of November, we will re-open the Conference Center. Throughout 2013 the restructuring of the casino will be completed, works that have never ceased. Finally, exactly one year after opening Parc Hotel, at the end of 2013, the Grand Hôtel Billia, which will be transformed into a luxury five stars hotel, will be ready to receive guests. From the very beginning it will have a 1.600 square meters fully functional wellness and spa center.

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n. 4 | luglio-agosto 2012

dalle esPerienze del sindaco elia Page e dall’imPrenditore stefano Billia arriva un insegnamento anche Per Politici e imPrenditori del terzo millennio: sono le storie di uomini caParBi e lungimiranti, che hanno contriBuito a determinare lo sviluPPo del territorio valdostano

messaggio Per il futuro

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A Saint-Vincent il vecchio detto popolare in base al quale anche dal male può nascere il bene ha trovato piena applicazione nei difficili anni della ricostruzione post-bellica dopo il 1918. L’importanza turistica di questa bellissima cittadina della provincia di Aosta è decisamente più ‘datata’ (l’individuazione di una sorgente d'acqua dalle virtù terapeutiche viene storicamente fatta risalire al luglio 1770), ma la… ‘buona sorte’ è calata sulla vallata con particolare evidenza all’inizio degli anni Venti dello scorso secolo, quando il sindaco Elia Page chiese e ottenne dalla ‘Sotto Prefettura’ di Aosta il permesso di aprire un tavolo da roulette per l’estate (e con i primi introiti l'amministrazione locale riuscì a coprire le spese sostenute per effettuare alcuni lavori indispensabili nell’area del canale della montagna). Circa un quarto di secolo dopo, al termine della Seconda Guerra mondiale, lo stesso Elia Page venne rieletto sindaco; e nell’aprile 1946, non senza vicissitudini politiche e burocratiche, vide la sua caparbietà premiata ‘ufficialmente’ dal Decreto d'apertura del Casino de la Vallée. Passato ancora un anno o poco meno, in una sera di fine marzo del 1947 fra le pareti della sala da gioco risuonò finalmente il primo, classico ‘messieurs, faites vos jeux’, pronunciato – così tramanda la storia – davanti a ben… tre facoltosi clienti. A 65 anni di distanza da quella serata, l’elenco dei giochi tradizionali in cui il frequentatore del Casinò può cimentarsi è lungo e variegato. Si va dalla classica Roulette Francese (ruota con caselle numerate da 0 a 36) all’American Roulette (variante che consente di puntare anche sullo ‘00’ e su un’ulteriore serie di combinazioni speciali), dalla Fairoulette (molto simile a quella classica) al Chemin de Fer (tavolo ovale con una decina di posti) e al Trente Quarante, con la cosiddetta sixaine (sei mazzi da 52 carte). Ampia scelta, ovviamente, anche per gli appassionati di poker, con le varianti denominate Texas Hold’em, Ultimate Texas Hold’em, Caribbean Stud Poker. Ma oltre che dalle carte, in merito alle quali l’elenco potrebbe proseguire, per esempio, con il Punto Banco (una delle tre varianti del Baccarà) e il Black Jack (anch’esso basato sulla sixaine), è possibile dilettarsi anche con i dadi (per esempio a Craps) e con un’ampia offerta di giochi elettronici, alcuni dei quali concessi in esclusiva europea. Non meno suggestiva è la storia del Grand Hôtel Billia, edificato nel 1908 con la funzione di centro di attrazione turisticoterapeutica e sede della casa da gioco nel primo decennio di attività di quest’ultima (dal 1947 al 1957): esso ha sempre svolto, fino ai nostri giorni, un ruolo di supporto fondamentale al Casino de la Vallée, distinguendosi come un autentico sancta sanctorum privilegiato dall’alta società per trascorrere una vacanza all'insegna del lusso e di un’ospitalità curata in ogni particolare. E se abbiamo reso merito all’ostinazione del sindaco Page, è doverosa una menzione d’onore anche per lo spirito imprenditoriale di Stefano Billia, che nell’ultimo decennio dell’Ottocento – pochi lustri dopo l’avvio della fase di avanzamento dei lavori ferroviari lungo il fiume Dora – fu tra i primi a cogliere le esigenze del neonato turismo locale (già nel 1911 l’ancora ‘giovane’ albergo, autentico inno alla belle époque, ebbe l’onore di ospitare nientemeno che la Regina Margherita). Lo stesso Stefano Billia, allora, non poteva probabilmente immaginare che grazie anche alla sua lungimiranza e alla sua capacità di andare incontro al futuro si stavano già creando i presupposti per cambiare per sempre la storia di una piccola cittadina valdostana chiamata Saint-Vincent.

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n. 4 | July-august 2012

the story of mayor elia Page and entrePreneur stefano Billia contain a lesson valuaBle even for the Politicians and entrePreneurs of the third millennium. these are stories of self-willed and visionary PeoPle, which have determined the develoPment of the territory of val d'aosta.

message for the future

In the town of Saint-Vincent, the old saying that "out of something bad comes something good” became evident during the difficult years of the reconstruction of this area, after the end of the war in 1918. The touristic importance of this beautiful town dates much further back in time (history recounts that here, in 1770, a spring of water with therapeutic properties was found). But the "good luck" descended upon the valley, with particular obviousness, at the beginning of 1920, when the mayor Elia Page asked for a permit to open a board game during the summer season, and it was granted from the prefect’s office of Aosta. With the first revenues, and only within a few months, the local administration was able to cover all the expenses they had incurred in the works needed for the mountain channel. Almost a quarter of a century later, at the end of the second world war, the same Elia Page was elected as mayor again. And then, in April 1946, his willfulness was officially rewarded with a decree opening the Casino de la Vallée, and all of this happened less than one year from when Val d'Aosta had become an autonomous region. Finally, so the story says, one evening at the end of March 1947, in the presence of three rich clients, these words echoed between the walls of the board game room: 'messieurs, faites vos jeux.'  65 years have passed since that evening, but the list of traditional games available to the regulars of the Casino is long and varied. There is the classic French Roulette (a wheel with numbered squares from 0 to 36), the American Roulette (with special combinations), the Fairoulette (very similar to the classic), the Chemin de Fer (an oval table with ten seats), and Thirty and Forty, with the so-called Sixain (six decks of 52 cards). There is a wide choice for poker lovers, with variations such as Texas Hold'em, Ultimate Texas Hold'em, and Caribbean Stud Poker. The list could go on with Punto Banco (one of the three variants of Baccarat) and with Black Jack (based on the Sixain). Another traditional symbol of gambling is Craps, a game with dice. Craps is complicated so it is better for those who do not know its rules to learn from the employees at the tables. Yet, traditional games do not monopolize the gaming selection. There are electronic games, as well, and so we have again the meeting of the new and the traditional. The story of Grand Hôtel Billia is suggestive, as well. It was built in 1908 as a touristic-therapeutic attraction, and it was a gambling location from 1947 to 1957. The hotel has always fulfilled, until now, a fundamental support to Casino de la Vallée, and it has distinguished itself as authentic sancta sanctorum, which has been favored by a high society that desires a luxurious vacation and a kind of hospitality that necessitates an eye for every detail. Finally, since we have honored the stubbornness of mayor Page, it is a duty to also honor the entrepreneurial spirit of Stefano Billia, who in the last ten years of the nineteenth century was among the first to grasp the needs of the newborn local tourism (already in 1911, the young hotel had the honor no less than the Queen Margherita to have as its guest). The same Stefano Billia could not have imagined that with his courage and far-sighted vision he was creating the premises for changing forever the history of this town in Valle D'Aosta called Saint-Vincent.

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Il Made in Italy ha


una nuova forma StileItaliano – The Italian Made Magazine® è il primo magazine all digital che promuove le aziende italiane. La mission risponde al bisogno di comunicare i marchi e i prodotti italiani in Italia e all’estero a un pubblico profilato di operatori (prospect e possibili partner, ma anche istituzioni e media). Tutti i numeri e il sito sono in doppia lingua – italiano/inglese – e distribuiti su canali diversi e integrati: prima fra tutti la distribuzione online a database selezionati di importatori, distributori, dirigenti e manager d'azienda. A ciò si aggiunge, a partire da settembre, una newsletter settimanale che sarà veicolata ad una mailing list di oltre 40.000 contatti italiani e stranieri. Affiancata alla distribuzione online, StileItaliano propone anche quella cartacea con un numero speciale annuale, Stiletaliano – The Excellence, distribuito in 5000 copie sia in ambiti business come le fiere, sia in ambiti leisure come i campi da golf del circuito di International Golf Corporation e nei circuiti di Grand Hotel prestigiosi.


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Spazio a... International Golf Corporation

Golf Club Jesolo

eleGanza e benessere fra le brezze marine

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Il Golf Club Jesolo, parte della prima catena di campi da golf International Golf Corporation*, è situato nella zona del Lido di Jesolo, immerso nella natura verdeggiante del percorso di gioco: green e fairway fanno da cornice ad un ambiente elegante e curato, un vero paradiso naturale, ideale anche per chi non è golfista. Un luogo consigliato per prendersi una pausa nella tranquillità del verde, a due passi dal mare, lontano dal rumore cittadino. Gli architetti Gian Paolo Mar e Marco Croze hanno dato vita ad un progetto di alta classe che valorizza un’intera area di 900 mila mq, ponendosi come obiettivo la perfetta sincronia tra Golf e Benessere. Un’offerta completa di strutture e tracciati per giocatori di ogni livello, perfettamente integrati nella dolcezza del paesaggio litorale e piacevolmente attraversati dalla brezza marina. 18 buche di campionato più 2 buche executive, green grandi e fairway molto larghi permettono di portare a termine il tracciato senza troppe difficoltà. I numerosi ostacoli d’acqua e le dune sabbiose arricchiscono la bellezza del paesaggio, dotato di grande apertura e forniscono qualche difficoltà tecnica per dare soddisfazione anche i giocatori più esperti. Le diciotto buche, complessivamente 72 PAR per un percorso di ben 6397 metri, sono contornate da bunker, specchi d’acqua, numerosi fairway, un campo pratica con doppie postazioni, due buche executive, un putting e un pitching green. Data la natura sabbiosa del suolo, il progetto di Croze e Mar ha previsto la creazione di una serie di movimenti tra buca e buca che

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n. 4 | July-auguSt 2012

Space to... International Golf Corporation

Golf Club Jesolo

eleGanCe and wellness in the sea breeze The Golf Club Jesolo, one of the golf courses managed by International Golf Corporation*, the first Italian golf chain, is located close to Lido of Jesolo and is surrounded by the luxurious nature of the course: an elegant and refined atmosphere framed by greens and fairways, a true natural paradise, which is ideal also for non-golfers. A recommended place to take a break in the tranquility of the green, very close to the sea, away from city noise. Architects Gian Paolo Mar and Marco Croze created a high class project, which enhances a whole area of 900,000 square meters, with the objective of establishing a perfect synergy between golf and wellness. A complete offer of facilities and courses for golfers of all levels, perfectly integrated in the soft coastal landscape and pleasantly crossed by the sea breeze. A 18-hole Championship course and a 2hole executive course, big greens and very large fairways allow players to complete the course without much difficulties. The several water hazards and the sand hills enrich the beauty of the landscape creating some technical difficulties in order to give full satisfaction also to the most expert players. The 18 holes, overall 72 PAR for a 6397 meter course, are surrounded by bunkers, ponds, numerous fairways, a driving range with double stalls, two executive holes, a putting green and a pitching green. Because of the sandy soil, the project made by Croze and Mar has forecast the making of a series of movements between a hole and another, which remind to the undulating profile of huge sandy hills and the plant of a good number of trees and of

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richiama il profilo ondulato di grandi dune sabbiose, e l'impianto di un buon numero di alberi e di vegetazione caratteristici del territorio. L'ottima qualità del terreno rende unico il campo: non necessitando di drenaggio artificiale, è possibile giocare anche nella stagione invernale e con qualunque situazione meteorologica. A fare da cornice al golf course le infrastrutture al massimo livello di comfort, il bar per una pausa rilassante e per vivacizzare l’happy hour e il ristorante, che può ospitare nell’ampia sala arredata con gusto fino a 100 persone. Il pianoforte a coda rende indimenticabili le cene e le serate trascorse in compagnia gustando l’ottima cucina che propone piatti genuini, prodotti selezionati e una ricca selezione vinicola. Il Golf Club Jesolo dispone anche di 12 appartamenti bilocali con vista sul green, la Jesolo Golf House, dal design moderno, confortevole e funzionale. Un elegante complesso residenziale dove si uniscono gli standard più evoluti dell´abitare contemporaneo e una totale fusione con la natura, fra verde, sole e mare. Ogni appartamento dispone di una zona giorno arredata con classe, dotata di angolo cottura e divano letto, un’ampia camera matrimoniale affacciata sul campo da golf e un confortevole bagno, per una permanenza rilassata e agiata a due passi dal green.

vegetation, which are typical of this area. The excellent quality of the soil make the course very unique: it does not require artificial drainage, so it is possible playing here even in the winter season and under any meteorological conditions. Framing the golf course, there are facilities with the highest level of comfort, the coffee bar for a relaxing break and to liven up happy hour and the restaurant with its well-furnished large room that can host up to 100 people. The grand piano creates an atmosphere that makes unforgettable dinners and evenings spent with friends enjoying the great cuisine that serves genuine dishes, selected products and an extensive wine selection. The Golf Club Jesolo has also 12 two-room apartments overlooking the green, the Jesolo Golf House, with a modern, comfortable and functional design. It is an elegant housing complex, where the highest standards of contemporary living melt together creating a complete blend with nature, between green, sun and sea. Each apartment has a living area furnished with class, provided with cooking corner and sofa bed, a large double bedroom overlooking the golf course and a comfortable bathroom, for a relaxing and delightful stay, very close to the green.

come si arriva: autostrada a4 Milano-Venezia-trieste uscita noventa di piave. Seguire le indicazioni per Jesolo-zona ovest in direzione cavallino. il circolo si trova all'incrocio con Via Monti. Distanza dal casello autostradale: 25km.

How to get there: Highway A4 Milan-Venice-Trieste exit Noventa di Piave. Follow the signs to Lido di Jesolo zona ovest in the direction of Cavallino. The golf club is located at the intersection with Via Monti. Distance from highway exit: 25 km.

*International Golf Corporation, il primo marchio di catena di campi da golf in Italia, nasce come sistema di gestione integrata di location golfistiche; attualmente annovera al suo interno 5 impianti distribuiti in 3 regioni d’Italia: il Villa Paradiso Golf Club e il Golf Crema Resort in Lombardia, il Golf Club Jesolo in Veneto ed il Salsomaggiore Golf & Thermae e il Rimini Verucchio Golf in Emilia Romagna. * International Golf Corporation, the first brand of chain management of golf courses in Italy, was born as a system of integrated management of golfing locations. It currently counts 5 golf courses distributed in 3 regions of Italy: Villa Paradiso Golf Club and Golf Crema Resort in Lombardy, Golf Club Jesolo in Veneto and the Salsomaggiore Golf & Thermae and the Rimini Verucchio Golf in Emilia Romagna.

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golf club villa paradiso cornate d’adda - mb www.golfvillaparadiso.com

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ringrAziAmenti | speciAl thAnks AntonioLupi cAse A berLino cLAudiA d’Arpizio, pArtner di bAin & compAny GirAffAre.it (up cube) HeAdbAnGer internAtionAL GoLf corporAtion LeGA deL cAne robertA redAeLLi sAint-Vincent resort & cAsino surcAnApe tisettAntA –– mAiL up frAm diGitAL Asset mAnAGement serVice p.r.t. miLAno

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Stile Italiano - n. 4  

Stile Italiano - La promozione del Made in Italy

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