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edizione settembre 2016/

è tempo di Quintana

speciale settantennale


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Daniele Scarponi / Rione Spada vincitore della Giostra della Sfida del 2016


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Il saluto del Presidente dell’Ente Giostra della Quintana

La Quintana compie 70 anni. Un traguardo importante giunto senza interruzioni, senza soste come è accaduto a molte altre manifestazioni. Dopo quasi un secolo di storia, la Quintana moderna ha raggiunto due prestigiosi obiettivi: è una grande festa di popolo e costituisce un volano importante per la città sia dal punto di vista culturale che economico. Certamente questi due aspetti ne sottendono molti altri che si sono ormai sedimentati nella vita cittadina. La Quintana, dunque, è festa di popolo perché continua ad aggregare i folignati, proprio come accadde nel 1946. Nessuna manifestazione, infatti, ha scandito la vita della città negli ultimi 70 anni come lei. Nata per calmare gli animi e per cucire le profonde lacerazioni prodotte dalla guerra, la Giostra ha mantenuto inalterati i suoi caratteri di grande festa cittadina e, soprattutto, quello di straordinario collante del tessuto sociale cittadino. La sua trasversalità, il suo accomunare cittadini di varie estrazioni

politiche e sociali sull’altare di un meraviglioso volontariato, l’hanno fatta diventare la grande Festa di Foligno. Non solo, dunque, la riproposizione fedele di uno spaccato di oltre 4 secoli di storia, ma la Quintana è un momento che segna l’identità ed i valori della nostra città. I 10 Rioni costituiscono lo scheletro sociale di Foligno. Sono 10 centri di sana aggregazione dove i folignati non trovano solo divertimento, ma si adoperano a tutto campo per la crescita della comunità. Forte dei valori che hanno fin qui caratterizzato la manifestazione, abbiamo deciso di continuare la sua azione penetrando, in questi anni, in tutti i settori della città. Un’azione che si è sviluppata attraverso due grandi direttrici: la scuola e il sociale. Formare i giovani insegnando loro le prestigiose tradizioni cittadine e proiettare la manifestazione al centro della vita di Foligno continuando a rafforzare il legame tra la città e la sua Giostra. La Quintana è uno straordinario volano culturale ed economico. La candidatura a patrimonio immateriale dell’Unesco e l’inserimento in quello culturale italiano certificano e impreziosiscono la manifestazione che, nella sua storia recente, non si è risparmiata neanche sul fronte delle pubblicazioni, vere e proprie collane che celebrano le bellezze artistiche e architettoniche della nostra città. Nello stesso tempo la Festa Barocca,

con le sue molteplici attività, muove qualcosa come 4 milioni di euro a tutto vantaggio delle attività e delle imprese cittadine. Una posizione solida, dunque, che deve però fare i conti con i costi elevati di un’imponente macchina organizzativa. Dopo 70 anni però, avvertiamo un pizzico di amarezza nel constatare l’impegno superficiale di alcune istituzioni che in passato sono state decisamente al nostro fianco. Lo ricordo fin da quando sono arrivato a Palazzo Candiotti: la Quintana non ha bisogno di soldi, ma di attenzioni. Proprio come quelle che sono arrivate e arrivano dalla Governatrice dell’Umbria, Catiuscia Marini che proprio di recente ha affermato di voler indossare solo l’abito barocco della Quintana di Foligno. Una dichiarazione d’amore che davvero tocca il cuore del Popolo della Quintana. A questo punto voglio ringraziare il sindaco di Foligno, Nando Mismetti, Sua Eccellenza Monsignor Gualtiero Sigismondi e i tanti amici che sostengono la manifestazione. Ora dobbiamo goderci la festa, quindi accendiamo questa potente macchina del tempo che ci regala emozioni da 70 anni. Buona Quintana a tutti.


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SOMMARIO

Fotografie

Giancarlo Belfiore Manuele Malacarne Aurora Cardinali Marco Cardinali Alessandro Ferretti Eleonora Proietti Sergio Fortini Vanessa Raiola Giovanni Galardini Andrea Pomponi Stefano Preziotti Alberto Scarabattieri Valeriana Sisti Bernardino e Livia Sperandio Roberto Testa Gastone Tonnetti Archivio dell’Ente

Il saluto del Presidente dell’Ente Giostra

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Editoriale

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Settanta anni di Quintana Un viaggio nel tempo

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1946/56

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Cavalieri protagonisti Marcello Formica

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1957/66

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Cavalieri protagonisti Paolo Giusti

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1967/76

64

1977/86

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Cavalieri protagonisti Fabio Cruciani

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Cavalieri protagonisti Gianfranco Ricci

90

1987/96

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Cavalieri protagonisti Paolo Margasini

128

1997/06

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Cavalieri protagonisti Il nuovo millennio

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2007/16

Anna Maria Rodante Paola Tedeschi Il direttore del Museo di Palazzo Trinci, Annamaria Menichelli Archivio di Stato, sezione di Foligno Museo Multimediale delle Giostre, Tornei e Giochi Biblioteca Comunale, Biblioteca Jacobilli

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I cavalli che hanno fatto la storia della Quintana

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Le emozioni della Sfida di giugno

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Le meraviglie del Corteo

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Il canta Quintaniere

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La Fiera dei Soprastanti

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Palio di Settembre

Copyright © 2016

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Scopri la Quintana in 4D

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Quintana Point

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Le Taverne

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Programma Settembre 2016

236

Ente Giostra Quintana organigramma

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L’annullo postale di settembre 2016

In Redazione

Mauro Silvestri Manuela Marinangeli Guglielmo Castellano

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Si ringraziano per la cortese collaborazione

Ente Giostra della Quintana Design & Art direction

Carlo Crescimbeni Ufficio Marketing

DEWO network Stampa

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Editoriale Un racconto lungo 70 anni. Parole e immagini, ma soprattutto emozioni. Questo abbiamo cercato di offrirvi nel numero di Qui Speciale Settantennale. Sfogliando le pagine della brochure ufficiale della Giostra della Quintana di Foligno inizierete un viaggio nel tempo che vi permetterà di vivere, e per molti di rivivere, tanti momenti della grande Festa di Foligno. Troverete tante foto inedite scelte con il cuore, foto ingiallite dal tempo ma ancora nitide e sempre pronte a raccontare e trasmettere grandi emozioni. Il grande fotografo Gary Knight direbbe sicuramente che queste immagini hanno immaginazione, coraggio e creatività. Caratteristiche che ritroviamo proprio nella Quintana. Tanti “sorrisi di madonne illustri”, sorrisi fieri che ammiccano e testimoniano come è cambiato il Corteo dopo quasi un secolo di vita. Ma le emozioni si sublimano anche nelle parole. Per questo abbiamo chiesto a tanti personaggi illustri del Popolo della Quintana di raccontare la “loro” passione con aneddoti ed espe-

rienze dirette. La divisione in 7 decenni ci ha aiutato a raccontare ogni periodo e, soprattutto, i tanti cambiamenti, tecnici e artistici, che hanno caratterizzato la manifestazione. E ancora troverete tante storie di uomini e di cavalli, di straordinarie vittorie e cocenti sconfitte, goliardia, polemiche e le grandi intuizioni che hanno contribuito a regalarci una straordinaria festa di popolo che oggi marca l’identità della nostra Foligno. Chiunque ha intrecciato la propria vita con la Quintana speriamo possa rivivere le emozioni di questo grande amore e, perché no, viverne anche di nuove. La brochure si chiude con il racconto dell’edizione in corso, del suo programma e delle numerose proposte dei Rioni. Dopo aver letto la cronaca di 70 anni, la guida vi sarà utile in questi giorni di festa per ricordarvi che Qui a Foligno è sempre tempo di Quintana.


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Settanta anni di Quintana Un viaggio nel tempo Il primo Gennaio 1946 è il primo capodanno di pace. Le città sono nuovamente illuminate, i giornali tornano ad occuparsi dei fatti di cronaca. L’automobile è ancora un sogno e intanto la Piaggio lancia la Vespa, mentre la Innocenti risponde con la Lambretta. La notte del 2 giugno gli italiani si addormentano sudditi di un regno e si risvegliano cittadini di una Repubblica.

A Foligno, per festeggiare l’85° anniversario della “Società Operaia di Mutuo Soccorso”, Emilio De Pasquale suggerisce la “riesumazione” di un antico gioco cavalleresco disputato in Piazza Grande la sera del 10 febbraio 1613. “Stimolo Generoso di Virtute”, così lo aveva chiamato Ettore Thesorieri, patrizio di Andria e cancelliere della Città. Tre secoli dopo De Pasquale, anche lui di Andria, non manca all’appuntamento con la storia e ci consegna la Giostra della Quintana. La Giostra doveva festeggiare solo quella ricorrenza, ma il grande successo della prima edizione ha fatto in modo che la festa si ripetesse ogni anno fino ad oggi.


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1946/56 1946 La prima Giostra si disputa il 15 settembre, il regolamento è composto da 7 articoli, la pista è ovale e la statua del Dio Marte viene posizionata sulla dirittura davanti alla Tribuna Centrale. Il tempo massimo per completare il percorso è di tre minuti. La sera prima della Giostra, a Palazzo Trinci, viene letto il Bando scritto dall’avvocato Giuseppe Mancini, che invita alla concordia, per lenire le ferite lasciate dalla guerra. Subito dopo i personaggi in costume sfilano per le vie del centro cittadino tra lo stupore dei folignati. Al Campo de li Giochi i prezzi dei biglietti d’ingresso sono: 250 lire per le tribune, 100 per le gradinate e 50 per i posti al campo. Vince Gianlivio Sorbi su Isabella per il rione Croce Bianca, ed i cavalli di Giostra sono tutti rimediati sul posto. Tra loro c’è Morello, cavallo stanco e triste, che durante l’anno percorre la via che porta al cimitero trainando il carro funebre. Non vincerà mai la Giostra, ma la sua versatilità lo rende un cavallo memorabile. Non mancano le polemiche. La Gazzetta di Foligno, settimanale cattolico diretto da monsignor Michele Faloci Pulignani, concede ampio spazio alla manifestazione; l’Unità, giornale del partito comunista, critica l’organizzazione con la penna di Tito Marziale, che ricorre all’immagine del “cavallo di Troia” associandola alla Quintana, rea di aver riportato alla ribalta personaggi del passato regime. La Quintana, pensata come edizione unica, piace alla gente e viene riproposta anche l’anno successivo.


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Nel 1947 il Gagliardo, in sella a “Vaporetto” (già dai nomi di questi cavalli, si intuiva la loro origine più che proletaria), regalò all’Ammaniti il primo palio della sua storia. Le cronache del tempo, la ricordano come una gara molto combattuta, giocata, fino alla fine, sul computo dei bersagli più o meno centrati. Dopo due anni di stop, nel 1950, Moretti concesse il bis. Sempre in qualità di Gagliardo dell’Ammanniti, questa volta insieme a Faro, Alberto Moretti regolò una concorrenza che cominciava a farsi più agguerrita. Era nata la prima “star” della Giostra della Quintana, il primo cavaliere di una sequela di plurivittoriosi che qualche anno più tardi, avrebbe annoverato, tra le sue fila, nomi come quelli di Marcello Formica e Paolo Giusti.

Crediamo sia giusto sottolinearlo. Chi, nel 1946, Emilio De Pasquale in testa, si stava adoperando per riesumare la Giostra della Quintana non pensava di ripetere l’esperimento nel 1947. La Giostra, infatti, era nata come evento “spot”, giusto per celebrare l’annuario della fondazione di una importante istituzione cittadina. Ma lo cose andarono diversamente. Lo straordinario successo di quel settembre ’46, convinse quel pool di temerari che, forse, quella strana gara equestre, nata per scommessa, poteva avere un avvenire. I folignati, infatti, avevano accolto entusiasti la Quintana e, seppur in presenza di una città devastata, letteralmente, dalla guerra ed alle prese con una difficilissima ripresa, avevano voglia di ripartire, di creare nuove occasioni di coesione e socialità. E la Giostra della Quintana rispondeva a

questa ansia di mettersi alle spalle uno dei periodi più tristi della storia della città. Ed è in questo contesto che la tenzone barocca, ovviamente declinata nella sua versione novecentesca, conobbe il suo primo cavaliere “plurivittorioso”. Alberto Moretti era il suo nome; il Rione Ammanniti la sua contrada. Certo, i “magnifici dieci” di quegli anni pioneristici, erano lontani anni luce dai binomi stellari dei giorni nostri, ma affrontare una gara come la Quintana (che ancora non conosceva “l’otto” attuale, ma un più rassicurante “zero”), con cavalli che, nella migliore delle ipotesi, fino al giorno prima della competizione erano intenti al trasporto di carretti od altro e, cosa non secondaria, cercare di infilare gli anelli, non rappresentava certamente una passeggiata. Ed Alberto Moretti fu il primo grande interprete di quei momenti.

Negli anni successivi, abbandonato l’agonismo, Alberto Moretti rimase nel mondo quintanaro nella veste autorevole di magistrato dell’Ente Giostra della Quintana. Lo ricordiamo attivissimo, sia durante il periodo di presidenza dell’ispettore Raffaeli che in quello di Ariodante Picuti, ascoltato consigliere di questi ultimi, nonché promotore ed animatore di moltissime iniziative messe in campo dall’Ente in quel periodo. Rilevante, anche la sua monumentale raccolta di ricordi sulla Giostra. Un archivio immenso, fatti di fotografie, articoli, studi e pubblicazioni varie che amava mettere a disposizione di chi si poneva al cospetto della Quintana con il dovuto rispetto e ne volesse ricostruire la sua storia recente. Alberto Moretti è stato tutto ciò: il primo monumento vivente della Giostra della Quintana di Foligno.


IL REGOLAMENTO DI GIOSTRA DAL 1946 AL 1949 Un otto perfetto, sicuro. Sabbia silicea, curve paraboliche e diagonali lisce come una tavola da biliardo. Questo è il “Campo de li Giochi” della Giostra della Quintana che, da almeno una ventina d’anni, siamo abituati a conoscere e percepire. Un circuito ottimale e senza una grinze; capace di supportare le velocità impressionati che i binomi in campo riescono ad esprimere. Ma non è stato sempre così. Anzi. All’inizio della nostra storia, in quel lontano 1946 che vide la riesumazione della Giostra della Quintana, ed almeno fino al 1949 il tracciato di gara era di altro tipo. Niente diagonali, ma un semplice circuito a forma di zero. Una specie di “Indianapolis” equestre, con la statua del Dio Marte sistemata all’altezza della tribuna centrale, più o meno dove ora è ubicata

la tribunetta che ospita i cronometristi e la giuria di gara. Un percorso molto semplificato rispetto ad oggi, fatto ad uso e consumo di cavalieri, e bene precisarlo, che non erano dei mostri di professionalità come i fantini del terzo millennio. Si sta parlando sì di appassionati del cavallo ma, comunque, di uomini che potevano dedicare poco del loro tempo a questa passione. Non dimentichiamo mai, infatti, che la Foligno di quel periodo era una città prostrata dalla guerra, devastata materialmente e moralmente, con tutte le sue risorse umane, impegnate, a tempo pieno, ognuno nel suo ambito di competenza, a ricostruire un tessuto socio economico fortemente usurato. Ed in tal senso, anche i primi “big” della Giostra, da Bartolomeo Gregori a Gianlivio Sorbi, da Alberto Moretti ad Aurelio Ravagli o Remigio Cinti, erano sicuramente presi da ben altri problemi. Altro aspetto da

non sottovalutare, rispetto ad una realtà decisamente più arcaica rispetto all’attuale, era quello legato all’utilizzo del Campo de li Giochi. All’epoca (e fino al 1982), era quello il terreno di gioco dei “falchetti”; ragione per cui, tutto quello che esulava dal calcio, doveva interferire il meno possibile con la bontà di un tappeto erboso che, malgrado le categorie dilettantistiche in cui militava il Foligno Calcio, era unanimemente riconosciuto come uno dei migliori del centro Italia, con un impianto di drenaggio eccezionale. Questa era il contesto tecnico in cui si calava la Quintana del primo decennio. Tanto agonismo, buona volontà da vendere ma, per le ragioni di cui sopra, le sontuosità tecniche che ora apprezziamo come “costante” della tenzone, erano ancora una chimera.


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1946/56 1947 L’Europa della ricostruzione benedice il piano Marshall. Con Kodak nasce la fotografia istantanea. A Foligno nasce il primo Comitato Centrale ed il vice presidente, monsignor Luigi Faveri propone la benedizione del vescovo in Piazza per i cavalli e i cavalieri. Vengono istituite le cariche di primo magistrato e dei consoli del comune. Il primo capitano del popolo è Marcello Formica, mentre Emilio De Pasquale viene nominato primo magistrato. Maestro di Campo è Vinicio Taleri e vince la Giostra Alberto Moretti, Gagliardo del rione Ammanniti, in sella a Vaporetto. Moretti è il primo plurivittorioso e Vaporetto il primo campione.


1946/56 1948 Giovanni Guareschi inventa “Don Camillo e Peppone”, si ritira il grande Babe Ruth, campione dei New York Yankees. L’Ente Giostra diventa autonomo. Il Corteo diventa ancora più ricco e spettacolare grazie alla presenza di oltre 150 cavalli. Alcuni di questi hanno in groppa le bellezze folignati e sono guidati dai palafrenieri. Il campione Alberto Moretti sbaglia un anello, arriva puntuale la protesta che si concretizza nel rifiuto di sfilare a cavallo all’uscita del Campo. Vince la Giostra il Fedele di Croce Bianca, Mario Gregori su Blu, fermando il cronometro sul tempo di 1 minuto e 40 secondi.


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1946/56 1949 L’Italia entra nella Nato, l’Unione Sovietica fa esplodere la sua prima bomba atomica, gli italiani piangono il grande Torino. La Quintana continua la sua ascesa e molti commercianti raccolgono l’invito a promuovere la Giostra. I pittori Cristiano e Blasetti dipingono il Gonfalone dell’Ente. Vengono istituiti i Capitani di Contrada, la scelta dei costumi non sempre e’ rigorosa, mentre sono bellissime le bandiere e gli addobbi, e i tamburini riscuotono sempre maggior successo. Le cronache raccontano con enfasi che gli organizzatori lavorano con “slancio, fede, gioia e sacrificio”. Arrivano anche le multe per indisciplina e quelle per i cavalieri, alcuni rioni pagano da 5 a 20mila lire. La Giostra è del Pertinace del Cassero, messer Agostino Ronci su Stella.


1946/56 1950 A Silverstone nasce il mondiale di Formula 1. Cesare Pavese muore suicida a Torino. La Quintana si butta alla ricerca di sponsor, ma i commercianti, gli imprenditori e gli agricoltori rispondono solo con qualche spicciolo. Viene approvato il nuovo regolamento tecnico e arriva la prima rivoluzione al Campo de li Giochi: dal tracciato ovale si passa alla pista ad otto. Vince ancora Alberto Moretti, questa volta in sella a Faro. Giulio Andreotti invia 500mila lire di contributo, somma decisamente inferiore a quella richiesta dagli organizzatori.


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1946/56 1951 Arriva la denuncia dei redditi, il “Quartetto Cetra” debutta in teatro con Garinei e Giovannini e la Ferrari vince il suo primo Gran Premio a Silverstone con Gonzales. Compaiono le targhe di travertino per delimitare i confini dei 10 rioni e nel Corteo fanno bella mostra di sé le prime corazze. Il Presidente dell’Ente, Colonnello Mirko Modestini registra dal notaio Agostino Salmareggi l’atto costitutivo dell’Ente Autonomo Giostra della Quintana. Marcello Formica vince la sua prima Giostra in sella a Violetta detta “Bisteccona”, per il rione Croce Bianca.


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1946/56 1952 Elisabetta II sale sul trono d’Inghilterra. Il Senato vara la legge Scelba, Achille Lauro e’ il sindaco di Napoli. Il Comune decide di illuminare il suo Palazzo e Palazzo Trinci, gli altri edifici vengono illuminati grazie all’Ente Giostra. E’ l’anno del nuovo regolamento tecnico, gli articoli passano da 7 a 17 ed il tempo massimo per completare la tornata viene fissato in 2 minuti e 20 secondi. La Giostra la vince Remigio Cinti, Audace del rione Spada in sella a Piccolo, futuro campione con sei allori.


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1946/56 1953 Charlie Chaplin, accusato dai maccartisti di essere filocomunista, annuncia che non farà più ritorno in America, Watson e Crik svelano la struttura del DNA, il Senato italiano approva la legge Truffa. Il Pugilli vince la Quintana con Aurelio Ravagli su Violetta. Ravagli accetta di giostrare all’ultimo minuto sostituendo il cavaliere infortunato. Le prove del sabato sono disastrose e il nuovo Moro non infila neppure un anello. Il giorno dopo, in gara, Ravagli, in sella a Violetta, infila i 9 anelli e si ritrova a disputare la tornata di spareggio con il Giotti. Ancora tre anelli e arriva l’insperata vittoria.


IL REGOLAMENTO DI GIOSTRA DAL 1950 AL 1975 Un primo passaggio importante verso un arricchimento tecnico-agonistico della Giostra della Quintana si ebbe a partire dal 1950. In quell’anno, infatti, veniva definitivamente abbandonato il tracciato a forma di zero, per introdurre “l’otto” che oggi conosciamo a memoria. Una modifica importante, che sottolineava due aspetti che nel frattempo erano andati maturandosi. Il sensibile miglioramento tecnico dei binomi in campo e la raggiunta consapevolezza che la Giostra della Quintana era ormai entrata nel “dna” della città ed aveva bisogno di un palcoscenico adeguato. Ormai gli anni pioneristici erano alle spalle, e l’emergere di figure come quella di Marcello Formica (e, di lì a poco, di Paolo Giusti), stavano trasformando la Giostra da evento paesano e vera competizione in cui il bagaglio tecnico del binomio faceva la differenza. L’approssimazione dei primissimi

anni, infatti, non poteva essere più tollerata. Ragione per cui, con l’adozione del percorso ad “otto”, si voleva ancor di più costringere il fantino ad affinare la propria preparazione, fino a farlo dotare di un cavallo sopra la media, capace di fare qualcosa in più rispetto al solito “minimo sindacale”. La Giostra della Quintana di quel periodo, come accennato, era enormemente cresciuta. Sia sotto l’aspetto organizzativo (i Rioni si erano definitivamente strutturati, al pari dell’Ente Giostra che aveva finalmente definito il suo status giuridico istituzionale), che in quello del consenso della popolazione che, sempre più numerosa, accorreva al Campo de li Gioghi, nel “corruscar del vespro settembrino”, per acclamare i propri beniamini. Insomma, cresciuta com’era, la Quintana cominciava a reclamare i suoi spazi; anche in quelli del terreno di gara di via Nazario Sauro che, seppur per pochi giorni, doveva sottostare alle regole dei cavalli e non a quelle dei calciatori. Tuttavia, malgrado l’introdu-

zione del classico “8”, l’andamento della gara ancora non rispecchiava i termini attuali. Per tutti gli anni ’60, e fino al 1975 compreso, i cavalieri non concludevano, come oggi, le proprie fatiche dopo aver infilato il terzo anello. Il binomio non rientrava subito, ovviamente al contrario, sul rettilineo dal quale era partito, ma doveva percorrere una ulteriore diagonale (come se dovesse affrontare un quarto bersaglio) per terminare la tornata uscendo dalla curva dei figuranti e spronando il cavallo lungo lo stesso rettilineo che aveva visto la sua partenza. Insomma, era stato posto in essere un ulteriore strumento di selezione della gara (qualcuno, ad esempio, faceva ancora in tempo ad abbattere una bandierina), visto che le lancette dei cronometri, potevano sprigionare le loro potenzialità solo nella terza ed ultima tornata, la sola che valeva, a parità di punteggio, a determinare il vincitore del palio. Quello che non osava fare il cronometro, era consentito all’asta di una beffarda bandierina.


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1946/56 1954 Il 3 Gennaio iniziano ufficialmente le trasmissioni della Rai (radio audizioni italiane), ma solo in alcune regioni tra cui l’Umbria. Gaspare Pisciotta, luogotenente del bandito Salvatore Giuliano, muore avvelenato nel carcere dell’Ucciardone a Palermo. Nasce la prima commissione tecnica presieduta dal maresciallo Giovanni Gregori. Il nuovo organismo dovrà occuparsi della scelta dei cavalli di Giostra facendo da tramite con i proprietari. E’ l’anno della prima donna Priore della storia della Quintana: guida il Contrastanga la “pasionaria” Anita Chiucchi. La Giostra è ancora del Croce Bianca con il binomio Marcello Formica e Piccolo.


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Cavalieri protagonisti Marcello Formica Anno Domini 1980; Giostra della Sfida. Marcello Formica, sicuramente il “campionissimo” della Quintana, stravinceva la sua ultima Giostra. Un trionfo memorabile, colto in una edizione della tenzone che proprio in quell’anno, conosceva, nel suo ambito tecnico, una vera e propria rivoluzione copernicana. Per la prima volta, infatti, veniva introdotta la cosiddetta “somma dei tempi”. In virtù di questa novità, il binomio che voleva vincere la Quintana doveva dare il massimo fin dalla prima tornata e non limitarsi più, come gli consentiva il regolamento precedente, a spendersi solo nella terza ed ultima tornata l’unica che valeva, a parità di punteggio, ai fini del computo del tempo. Anche se grandissimo, forse Marcello Formica, ormai nella parabola discendente della sua straordinaria carriera agonistica, appariva il meno indicato ad interpretare al meglio la nuova tenzone. Il suo esordio, infatti, era datato 1950, in qualità di cavalier “Fedele” del rione Croce Bianca, e già l’anno successivo, il 1951, Formica coglieva il primo successo al Campo de li Giochi in sella a Violetta. Era l’inizio di una carriera agonistica fuori dal comune. Tra il 1954 ed il 1960, il “Fedele” non ebbe pratica-

mente rivali, centrando ben sei trionfi quasi consecutivi, in tandem con Piccolo, completati con la storica vittoria nella Quintana olimpica di Roma del 1960, disputata all’interno dello stadio delle terme di Caracalla. Una vittoria a “cinque cerchi” che fece di Formica il vero eroe della nostra massima manifestazione cittadina. Dopo due anni di pausa, nel 1963, ecco un nuovo trionfo; questa volta non più in casacca biancorossa, ma con i colori bianco azzurri del Giotti, in una tenzone che il grande fantino folignate dominò in sella a Briosa. Quindi, siamo agli inizi degli anni ’70, ecco l’approdo al rione Cassero. Da quelli parti Marcello Formica colse due straordinari allori: il primo, nel 1970, insieme a Baiardo. L’altro, nel ’72, in sella a Furia. Infine, l’arrivo nel cuore delle Puelle. Lì, già nel 1976, impose la sue legge, sovrastando il resto della pattuglia dei cavalieri in sella a Cheri. Un palmares eccezionale (arricchito anche da successi conseguiti in altre tenzoni similari alla nostra: Ascoli ed Arezzo su tutte), costruito, nella sua parte più significativa, in un periodo in cui la Quintana appariva decisamente più semplificata rispetto a quella che sarebbe andata in “onda” nel 1980. Eppure, malgrado ciò, Marcello Formica aveva in serbo il colpo da maestro. Il Moro si presentò al “Campo de li Giochi” in sella a Ringo; uno splendido anglo- arabo- sardo dalle ottime potenzialità. Un animale veloce ed affidabile con il quale Formica era perfettamente consapevole di poter fare la differenza. E così fu: quella di Marcello Formica fu una vera e propria cavalcata trionfale, scandita da tre giri di poco superiori al minuto, portati a termine sotto lo sguardo incredulo dei superfavoriti della vigilia. Una devastante dimostrazione di forza,

concretizzata, al cospetto dei giovani rampanti degli anni ’80, da un “vecchio” veterano che aveva cominciato a vincere nei lontani anni cinquanta, quando le Giostre si disputavano al rallentatore e con riscontri cronometrici che definire biblici è poco. La grandezza di Marcello Formica è tutta qui: riuscire ad imprimere il suo sigillo attraverso tre decenni di Quintana, “leggere” con grande acume agonistico l’evoluzione delle caratteristiche tecniche della gara e riuscire sempre a trovare le motivazioni e gli equilibri per poter regolare la concorrenza. Quella della Sfida del 1980 fu la penultima Quintana disputata da Marcello Formica. L’ultima, sempre in quel 1980, fu quella della Rivincita e, solo una gravissima caduta (le cui conseguenze fecero maturare a Formica la decisione di appendere la lancia al chiodo), impedì al Moro di chiudere in modo trionfale il suo ennesimo anno quintanaro. Sempre in tandem con Ringo, Formica stava nuovamente annichilendo, a suon di tornate record, il resto della pattuglia di cavalieri. Prima di affrontare la terza ed ultima tornata disse (almeno così narra la leggenda metropolitana) ai dirigenti puellari: “domenica scorsa ho vinto per il Rione. Oggi voglio portare a termine una Giostra memorabile”. Questo voleva significare che Formica voleva strapazzare i cronometri come non mai. E, probabilmente, se l’otto di gara (decisamente più insidioso di quello di oggi) avesse supportato la grande velocità impressa a Ringo, Marcello Formica avrebbe terminato la sua fatica abbondantemente sotto al minuto. Sono passati oltre tre decenni da quegli eventi. Marcello Formica dal 1998 non è più tra noi, ma il suo mito, anche in virtù di quella straordinaria “ultima” del 1980, è tutt’altro che offuscato.


Il mio legame con la Quintana è profondo e risale agli anni in cui la manifestazione stava gettando le basi per diventare una delle più affascinanti e coinvolgenti rievocazioni storiche d’Italia. Erano gli anni Settanta, gli anni della nascita delle taverne e delle appassionanti sfide tra i mitici cavalieri Paolo Giusti e Marcello Formica. È stato proprio grazie a quest’ultimo che mi sono avvicinato al mondo quintanaro. Lui uomo maturo, con un’importante storia alle spalle di partigiano ed eroe della Resistenza, ed io ventenne carico di ideali e con la sua stessa appartenenza politica. Tra un dibattito e l’altro su temi di grande attualità, in un periodo storico di grandi cambiamenti, la Quintana c’era sempre. I suoi occhi brillavano quando parlava della Giostra. Grazie alle sue imprese di cavaliere plurivittorioso, al suo impegno e alla sua passione per la gara e la riuscita stessa della manifestazione, anch’io sono entrato a tutti gli effetti nel meraviglioso mondo quintanaro. Ricordo ancora i brividi e l’emozione per le straordinarie vittorie che Marcello Formica ci regalò. Nando Mismetti


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1946/56 1955 Dopo 13 anni di lavori viene inaugurata a Roma la prima linea della metropolitana. Antonio Maspes e’ campione del mondo di ciclismo su pista. James Dean muore in un incidente stradale a bordo della sua Porsche 550 spyder. Marcello Formica “aiuta” gli ascolani a far nascere una manifestazione simile alla Quintana e una delegazione dell’Ente si reca alla prima edizione. Tranquilli, la Giostra ascolana e’ assolutamente differente dalla Quintana di Foligno. Il Comitato Centrale cambia ancora e insieme ai 10 priori ci sono anche 9 magistrati. La vittoria e’ ancora di Marcello Formica su Piccolo per il rione Croce Bianca.


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1946/56 1956 Cortina d’Ampezzo, perla delle Dolomiti, ospita i VII Giochi Olimpici invernali. Anna Magnani vince il premio Oscar come miglior attrice per il film ‘La Rosa Tatuata’, Grace Kelly sposa Ranieri di Monaco. Per la prima volta viene istituito il montepremi; si cercano contromisure allo strapotere di Piccolo e viene introdotto il sorteggio dei cavalli di Giostra. La vittoria tocca ancora una volta a Marcello Formica che regala il sesto palio al rione Croce Bianca.


1957/66 1957 Esce “On the Road” di Jack Kerouac e “il Dottor Zivago” di Boris Pasternak. Il mercato automobilistico scopre la Fiat 500. A Foligno si discute sul Corteo: i Rioni chiedono e ottengono un Corteo con transito rionale. Sfilano anche i cavalieri di Giostra, ma la loro partecipazione non è certa: un ipotetico affaticamento potrebbe compromettere la forma fisica e la concentrazione per la Gara. Per la prima volta i vincitori della Giostra sono due: Marcello Formica su Piccolo del Croce Bianca e Paolo Giusti su Rascel del Contrastanga. La vittoria prima viene assegnata a Formica, poi a Giusti e, tra mille polemiche, ad entrambi. Anita Chiucchi, Priore del Contrastanga, rifiuta il palio: “La vittoria – dice – non si divide con nessuno”.


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1957/66 1958 Il primo Gennaio entra in vigore il trattato di Roma che istituisce la Comunità Economica Europea. Domenico Modugno vince l’ottavo Festival di Sanremo con la canzone “Nel blu dipinto di blu”. Sul tracciato del Campo de li Giochi appaiono le bandierine che delimitano il percorso ed il regolamento subisce un’ulteriore modifica. I cavalieri di Giostra sono costretti a giostrare con parrucca, pizzetto e baffi, rigorosamente finti. Vince ancora una volta Marcello Formica in sella a Piccolo per il rione Croce Bianca.


1957/66 1959 L’Unione Sovietica lancia nello spazio “Luna Uno”, mentre l’Alaska diventa la 49° stella degli Stati Uniti. Inizia la commercializzazione della Barbie e, in Italia, Aldo Moro è il nuovo segretario politico della Democrazia Cristiana. La nuova sede dell’Ente e’ in Corso Cavour, il salotto cittadino. Marcello Formica non è della partita e la Giostra torna nelle mani di Paolo Giusti, ancora in sella a Rascel, per il Contrastanga della Chiucchi.


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1957/66 1960 Muore il campionissimo Fausto Coppi e Cassius Clay vince l’oro alle Olimpiadi di Roma. Proprio al Circo Massimo si disputa una tenzone straordinaria in occasione dei Giochi Olimpici che vede il trionfo di Marcello Formica su Piccolo. A Foligno scoppia la polemica sulla nomina a Presidente dell’Ente del senatore Achille Cruciani del movimento sociale italiano. Scendono in campo le forze politiche e viene nominato il senatore Giuseppe Salari. La Giostra viene vinta da Gino Ricci su Rondinella per il rione Cassero.


1957/66 1961 I Beatles si esibiscono al Cavern Club di Liverpool. Viene ritirato dal commercio il talidomide. Eisenhower annuncia la rottura delle relazioni diplomatiche con Cuba. Per la prima volta il Gonfalone della città di Foligno sfila all’inizio del Corteo e viene istituita la cerimonia della consegna delle chiavi della Città al Presidente dell’Ente. Formica abbandona il rione Croce Bianca per passare al Giotti, dove risiede in via Corso Nuovo. Torna alla vittoria il Furente di Contrastanga Paolo Giusti in sella a Sofia.


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1957/66 1962 John Glenn è il primo americano in orbita nello spazio, nella scena musicale irrompono i Rolling Stones e al cinema arriva James Bond, “Agente 007”. La Quintana è investita ancora una volta dalle polemiche. Il Maestro di Campo, Alberto Moretti, ex cavaliere plurivittorioso, usa una ricetrasmittente per comunicare con box e giuria. La Giostra è ancora di Paolo Giusti. Il Furente, in sella a Sofia, bissa il successo dell’anno prima e si aggiudica il quarto alloro personale.


1957/66 1963 Chiude il penitenziario di Alcatraz e “Lawrence d’Arabia” vince sette Premi Oscar. Dopo cinque anni di pontificato muore Papa Giovanni XXIII. A Dallas, in Texas, viene assassinato il Presidente degli Stati Uniti John Fitzgerald Kennedy. I due “nemici” Paolo Giusti e Marcello Formica vengono ingaggiati ad Ascoli Piceno, rispettivamente dai sestieri di porta Tufilla e porta Solestà. L’Ente non gradisce la partecipazione dei due campioni alla Giostra ascolana, copiata dalla singolar tenzone di Foligno. La Giostra e’ del Giotti, che conquista il suo primo alloro grazie a Marcello Formica in sella a Briosa, una cavalla grigia dal particolare mantello “moschettato”.


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1957/66 1964 Il regista Sergio Leone lancia lo “Spaghetti Western”. Successo al cinema anche per “il Dottor Stranamore” capolavoro di Stanley Kubrick con Peter Seller. L’amministrazione comunale dedica una via alla Giostra della Quintana e all’Ente salta fuori la bizzarra proposta di far giostrare una donna, idea che, decisamente, non incontra favori. Il Sindaco di Foligno entra nel Comitato Centrale. Ancora un clamoroso cambio di casacca: Paolo Giusti lascia il Contrastanga e approda al Morlupo di Otello Mariotti. Giusti vince subito in sella al mitico Draghetto.


1957/66 1965 Si apre il tunnel del Monte Bianco e Vittorio De Sica vince l’Oscar con il film “Ieri, oggi e domani”. Da Assisi arrivano i menestrelli del Calendimaggio e la Quintana conosce le serenate. L’idea è vincente ed i folignati riscoprono la bellezza dei vicoli del centro. La Giostra ormai ha catturato tutti i cittadini ed ogni anno si presenta sempre più avvincente. La vittoria e’ ancora del Morlupo con il binomio Paolo Giusti e Draghetto.


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Cavalieri protagonisti Paolo Giusti L’altro “mito” della Foligno quintanara, l’eterno antagonista di Marcello Formica insieme al quale diede vita ad una storica rivalità sia nel Campo de li Giochi di Via Nazario Sauro che in altri prosceni sparsi un po’ per tutta l’Italia centrale, risponde al nome di Paolo Giusti. E se Marcello Formica fu l’indiscusso signore, soprattutto degli anni ’50, della Giostra della Quintana, Giusti lo fu tra la seconda metà degli anni ’60 e la prima del decennio successivo. Il suo esordio, in quel del rione Contrastanga, è datato 1957. Esordio amaro e tragico per Paolo, il quale fu chiamato a sostituire suo padre, Cruciano, tragicamente scomparso proprio per fermare un cavallo imbizzarrito su cui stava insegnando i segreti della Giostra al figlio. Ma non tutto fu tragedia. Malgrado il peso di questa improvvisa mancanza paterna, Paolo Giusti, seppur in ex equo con Marcello Formica, riuscì a centrare, in quel fatal 1957, il primo trionfo del suo divenire quintanaro. Un successo, anche in quel frangente in sella Rascel, bissato nel 1959, sempre come cavalier “Furente” del Contrastanga. Ed alla corte di Anita Chiucchi, al vertice per anni della contrada gialloblù, Paolo Giusti conseguì altre due vittorie, nel 1961 e 1962, formando un tandem imbattibile insieme a Sofia. Quindi, nel 1964, il passaggio al rione

Morlupo. Un approdo in rosanero fortemente voluto dal priore Otello Mariotti, che segnò una decisiva svolta nella carriera di Giusti il quale mise a segno una serie impressionante di vittorie, cominciate nella iniziale “tripletta”, tra il 1964 ed il ’66, fatta sua in sella a Draghetto. A chiudere il decennio quintanaro, ecco arrivare l’ennesimo trionfo, sempre insieme a Draghetto, targato 1968. Negli anni ’70 la musica sembra non cambiare. Paolo Giusti, dopo che Formica aveva primeggiato nel 1970, rispondeva l’anno successivo, il ’71, quando condusse per l’ultima volta con successo l’inossidabile Draghetto. Nel 1973 (dopo che l’anno precedente Marcello Formica lo aveva nuovamente preceduto nella classifica finale della tenzone) Paolo Giusti si presentò in campo con un nuovo destriero: quel Nabucco, con il quale era destinato a scrivere altre pagine epiche della Giostra. E fu subito vittoria. Quindi il 1974. In quella strepitosa estate Paolo Giusti coglieva gli ultimi successi di una carriera straordinaria. Il Baldo del Molrlupo, infatti, centrava i due allori che avrebbero definitivamente suggellato la sua parabola agonistica al Campo de li Giochi. Due affermazioni assolute, senza antagonisti degni di questo nome, andate in scena sue due palcoscenici quintanari distinti. Quello tradizionale di Via Nazario Sauro e, poco prima di questo, quello più’ prestigioso di piazza di Siena in quel della Capitale. Una Quintana “romana”, quindi, chiamata nell’urbe per far da cornice ai Campionati europei di atletica leggera che, tra la fine di agosto ed i primi di settembre del 1974, si svolgevano all’interno dello stadio olimpico. Nel palmares del Baldo del Morlupo, mancava una vittoria di prestigio; un qualcosa di paragonabile al trionfo del suo rivale di una vita Marcello Formica che, sempre a Roma, aveva primeggiato nella storica Quintana Olimpica del 1960 tenutasi presso l’ippodromo delle terme di Caracalla.

E Paolo Giusti, manco a dirlo, non si lasciò sfuggire l’occasione. Nello stesso teatro del celeberrimo concorso ippico internazionale, sullo stesso tappeto erboso dove Raimondo D’Inzeo, nel 1960 colse l’oro olimpico, il cavaliere folignate in sella a Nabucco, conquisto il palio dove, accanto allo stemma della nostra città, campeggiava quello con la sigla S.P.Q.R. della municipalità romana. Una prestazione eccezionale quella di Paolo Giusti, che si lasciò alle spalle Mario Margasini dell’Ammanniti, giunto secondo, e Stefano Laureti del rione Spada che si piazzò terzo. E se la vittoria di Formica di quattordici anni prima, aveva accompagnato le gesta di Livio Berruti, quella di Giusti sottolineò quelle del giovane Pietro Mennea che, proprio in occasione di quegli europei, centrò l’oro nei 200 metri. Dopo Roma, Foligno. Stesso copione, stesso binomio, stesso risultato. Paolo Giusti, insieme al suo Nabucco, è troppo forte per la concorrenza ed il palio della Quintana del 1974 è nuovamente suo e del rione Morlupo. Anno magico ed irripetibile, il 1974, per Paolo Giusti. Dopo il doppio trionfo di quell’anno, infatti, per il cavaliere folignate cominciò la parabola discendente della propria carriera. Continuò, sempre con il Morlupo, fino al 1978 ma di vittorie in terra folignate (da altre parti, vedi Arezzo, riuscì invece a togliersi ancora delle soddisfazioni) non si parlò più. Dopo due anni di “stop”, ecco il rientro, nel 1981, alla corte del rione Giotti. Un “amarcord” (tra l’altro di nuovo insieme a Nabucco) che, però, rimase tale. Quindi il ritiro definitivo. Paolo Giusti è stato un grande. Un “campionissimo” della Giostra della Quintana le cui prestazioni, infiammate dalla storica rivalità con l’altro mostro sacro Marcello Formica, hanno di fatto creato il blasone e la credibilità della nostra massima manifestazione cittadina.


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1957/66 1966 A Londra in un’intervista all’Evening Standard John Lennon dichiara: “Siamo più popolari di Gesù Cristo”. Simon e Garfunkel cantano “The sound of silence” e in Italia spopola Caterina Caselli con “Nessuno mi può giudicare”. La Quintana per la prima volta viene ripresa dalle telecamere della Rai e vai in onda in differita alle ore 19. Il telecronista è il giovane Emilio Fede. La Giostra del ventennale si apre con le accuse di doping lanciate da Otello Mariotti nei confronti di alcuni rioni. Il Morlupo minaccia di disertare la Gara poi la polemica rientra e il Baldo Paolo Giusti su Draghetto si aggiudica il terzo alloro consecutivo.


1967/76 1967 Decolla il primo boeing 747. Nasce la Nike grazie a Philip Knight e Bill Bowerman. A Londra esce Arnold Layne il primo singolo dei Pink Floyd. La Quintana diventa oggetto delle attenzioni di troupe televisive internazionali. Nasce il mito del ‘Gatto con gli Stivali’. E’ questo il soprannome coniato per il giovane Piero Cruciani che proprio in quell’anno regala il palio al rione Pugilli in sella a Diana.


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1967/76 1968 In Vietnam c’e’ l’offensiva del Tet. Il terremoto devasta il Belice, mentre la contestazione infiamma le piazze. Muore monsignor Luigi Faveri, uno dei “riesumatori” della Giostra e rionale del Giotti. Questo anno viene consegnato alla storia grazie alla sfida con Faenza. Formica, Giusti, Ciancaleoni, Laureti e Piero Cruciani battono la squadra faentina guidata da Franco Ricci. La Giostra è del Baldo del Morlupo Paolo Giusti in sella a Draghetto.


1967/76 1969 I Beatles si esibiscono per l’ultima volta e Neil Armstrong è il primo uomo sulla Luna. Il Comitato Centrale si trova a fare i conti con la defezione delle ragazze folignati che sono costrette a subire i commenti poco opportuni di un gruppo di facinorosi tra il pubblico. Il giorno della Giostra il cielo è sereno sopra al Campo de li Giochi. Ma quando i figuranti si siedono sul palco inizia a piovere. La decisione è quella di dare inizio alla Giostra e i maligni sostengono che sia un escamotage per non rimborsare i biglietti. Parte Sergio Villa del rione Badia ma cade quasi subito: la Gara viene interrotto e il Palio, per la prima volta non viene assegnato.


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1967/76 1970 Gheddafi è il premier libico e Gigi Riva regala lo scudetto al Cagliari. E’ l’anno del campo di prova dei cavalieri di Giostra, lo spazio del secondo otto è quello dell’aeroporto in località Parapalle. Paolo Giusti centra il record della pista, ma la Giostra la vince Marcello Formica su Baiardo per il rione Cassero.


1967/76 1971 La Cina entra a far parte delle Nazioni Unite e Giovanni Leone è eletto Presidente della Repubblica. Il 3 luglio muore Jim Morrison a Parigi. Dopo l’esternazione del senatore Giuseppe Salari, l’Ente decide di mettere a disposizione dei rioni le sedi durante tutto il periodo della festa. La giovane promessa Fabio Cruciani, Furente di Contrastanga inizia la sua carriera, ma la Giostra e’ ancora una questione tra Formica e Giusti. Vince Paolo con il mitico Draghetto ancora per il rione Morlupo.


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1967/76 1972 Bill Gates inizia la sua ascesa che culminerà con Microsoft così come Giulio Andreotti, che forma il suo primo governo. Il cannibale Eddie Mercx vince la sua quinta Milano-Sanremo. Da più parti l’Ente viene invitato a rivedere la composizione del Corteo. Si interviene anche sui gruppi dei suoni ed i primi riscontri sono positivi. La Giostra è del binomio del rione Cassero: Marcello Formica su Baiardo.


1967/76 1973 Scoppia la guerra del Kippur, Novella Calligaris è la stella del nuoto italiano. Marcello Formica si batte per abolire la norma che obbliga i cavalieri di Giostra a partecipare al Corteo del sabato sera e, per protesta, non partecipa alla gara. Al Cassero, il priore Aldo Amoni ingaggia Gianfranco Ricci. La Giostra la vince Paolo Giusti, in sella al leggendario Nabucco, per il rione Morlupo.


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1967/76 1974 Alexander Solgenitzin viene espulso dall’URSS, in Italia ci sono le Brigate Rosse, mentre “Long John” Chinaglia guida la Lazio di Maestrelli allo scudetto. E’ l’anno della seconda trasferta romana e la Quintana, dopo il Circo Massimo, calca il campo di Piazza di Siena in occasione degli Europei di Atletica. A Foligno Carlino Suardi apre la taverna sotto il portico di Palazzo Candiotti. Paolo Giusti e Nabucco del Morlupo centrano la prima “doppietta” della storia della Quintana vincendo sia a Roma che al Campo de li Giochi.


1967/76 1975 Nello sci irrompe la valanga azzurra ed arriva la commissione di vigilanza della RAI. Il Dottor Aldo Zama viene incaricato di seguire l’aspetto storico della Quintana e nasce così la prima Commissione Artistica. E parte anche la Gara Gastronomica grazie all’intuito del regista televisivo Lino Procacci. Al Campo la vittoria è del giovane Sergio Villa su Sintassi per il Rione Badia. Sergio interrompe il dominio ventennale dei “due nemici” Formica e Giusti.


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1967/76 1976 Nelle edicole arriva la Repubblica di Eugenio Scalfari. Il mondo della politica è scosso dallo scandalo Lockheed. A Foligno intanto continuano ad arrivare i grandi personaggi della televisione ospiti della Gara Gastronomica: Maria Giovanna Elmi, Corrado, Mike Bongiorno, Gigi Proietti, Marina Morgan, che attirano l’attenzione dei folignati e fanno decollare il Concorso Gastronomico rionale. In Campo non ce n’è per nessuno: il palio e’ del Pugilli grazie alle carriere velocissime di Marcello Formica e Cherie.


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IL REGOLAMENTO DI GIOSTRA DAL 1976 AL 1979 L’eliminazione di quella che venne ribattezzata “la diagonale a vuoto”, accelerò notevolmente i tempi della tenzone. Ovviamente in ambito terza tornata. Una Quintana che, fino al 1975, si vinceva su tempi oscillanti tra il minuto e venti secondi ed il minuto e quindici secondi, dal ’76 in poi (e Marcello Formica fu il primo in tal senso, già dalla Giostra del 1976) si concludeva con un riscontro cronometrico di poco superiore al minuto. Un vero e proprio passo da gigante, sul versante del dinamismo della competizione. Eppure, taluni meccanismi, erano rimasti ancora inalterati dal quell’oramai remoto 1946. Come ad esempio quello relativo alla modalità di discesa in campo del binomio. Il sorteg-

gio effettuato la sera del Corte Storico (quello che ancora adesso determina l’ordine di partenza della prima tornata), doveva rimanere immutato nel tempo. Così, ad eccezione dei binomi che via via potevano essere eliminati nel corso della tenzone, un cavaliere scendeva in campo, sia nella seconda che nella terza tornata, con lo stesso ordine di partenza con il quale era stato sorteggiato. Non esisteva, come oggi, uno strumento che consentiva al binomio più veloce nella prima tornata di correre per ultimo nella successiva carriera ed oltre. Un primo “abbozzo” di quella che poi sarebbe diventata la regola, si ebbe però con la Quintana del 1978. Quell’anno, infatti, venne sperimentata la novità di cui sopra. Ossia, veniva premiato, dandogli la possibilità di correre per ultimo nella tornata successiva, il cava-

liere che nella prima e seconda carriera aveva ottenuto il miglior tempo. Tuttavia, era il solo tempo di percorrenza della terza tornata che continuava a valere, a parità di punteggio, per la vittoria della Giostra. Ed allora, proprio in quella edizione della Quintana, si assistette al paradosso di un cavaliere super veloce nelle prime due tornate (Mario Giacomoni dell’Ammanniti), beffato alla terza ed ultima tornata da un fantino (Piero Cruciani dello Spada) che si era ampiamente risparmiato nelle due tornate precedenti, per poi spremere a fondo il proprio cavallo nella terza tornata e battere il cavaliere dell’Ammanniti sul tempo, per una manciata di centesimi. Ed il portacolori della contrada di largo Frezzi, notate bene, correva per ultimo.


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1977/86 1977 Fugge Herbert Kappler, il boia delle Ardeatine. Viene gambizzato Indro Montanelli. Lino Procacci, come già in passato, non assegna il “Premio di Comportamento”. Il Contrastanga protesta e propone nuovi compiti per la Commissione Artistica e vince la Giostra con il giovane Fabio Cruciani su Alì.


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1977/86 1978 I francesi fanno i test nucleari sull’atollo di Muroroa. In Italia Aldo Moro viene rapito e assassinato dalle Brigate Rosse. A Foligno, l’avvocato Ariodante Picuti è il nuovo Presidente dell’Ente Giostra. Ugo Tognazzi e Paolo Villaggio sono membri della giuria della Gara Gastronomica. Nasce l’idea di una Quintana a maggio o a giugno, ma il vicesindaco Domenico Doni sostiene che il Comune non può garantire il necessario apporto. Il Palio e’ di Piero Cruciani in sella a Freccia per il Rione Spada.


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1977/86 1979 Cina e Stati Uniti si avvicinano, mentre in Iraq Saddam sale al potere. Arriva il “Campo Proveâ€? e nasce la Giostra della Rivincita nella terza domenica di Settembre. La Quintana vola a Copenaghen per la Fiera del Turismo solo con pochi personaggi. Al Campo Mario Giacomoni frantuma il muro del minuto in sella ad Urso per il Rione Ammanniti. La Sfida la vince Emilio Mordente, in sella a Tiberio per il Rione La Mora, mentre la prima Rivincita è di Fabio Cruciani in sella a Nabucco per il Contrastanga.


IL REGOLAMENTO DI GIOSTRA DAL 1980 A OGGI La Giostra della Quintana, come abbiamo imparato a conoscerla ed apprezzarla in tutta la sua completezza tecnica, nasce nel 1980, quando venne introdotta la “somma dei tempi”. Una novità rivoluzionaria, che praticamente sconvolse il panorama tecnico della Quintana. Dal 1980, infatti, nessuno poteva più nascondersi. I tatticismi erano ormai tramontati e chi voleva vincere, doveva girare a tutto gas fin dalla prima tornata. Il responso del cronometro cominciava a valere fin dalla prima tornata e non solo nella terza ed ultima carriera, come accaduto fino al 1979. Cominciava, di fatto, una nuova era quintanara, nella quale la preparazione agonistica del binomio doveva connotarsi con i crismi della più spiccata professionalità. L’approccio alla gara doveva essere quasi “scientifico”, i metodi di allenamento rivisti radicalmente, con un cavaliere pronto a gettarsi nelle curve e nelle diagonali del “Campo de li Giochi” come un pilota da superbike. Ed è proprio in questo frangente, dove la velocità regnava sovrana, che cominciarono a far capolino, dapprima timidamente, poi sempre più spesso, i cavalli “purosangue” che, più dei tradizionali “anglo-arabo-sardi”, riuscivano ad esprimere potenze e velocità decisamente più performanti. Ed accanto ai purosangue, sbarcarono a Foligno tutti coloro che ne detenevano il monopolio e che sapevano come farli girare a dovere. Stiamo parlando dei cavalieri provenienti da Faenza. Soprattutto negli anni ’80, la Quintana di Foligno, era nelle loro mani. Oltre a Gianfranco Ricci e Mario Giaco-

momi che già dagli anni ’70 rappresentavano una presenza fissa della nostra massima manifestazione cittadina, giunse lungo le sponde del Topino una vera e propria moltitudine di romagnoli: Gianni Vignoli, Pasquale Lionetto, Luigi Poggiali, Massimo Montefiori, Riccardo Conti, Adriano ed Alfiero Capiani. Un nugolo di faentini e dintorni che ad eccezione di Ricci, (e di Conti negli anni ’90-2000) non brillò certamente in termini di quantità di vittorie conseguite, ma contribuì a declinare la Quintana come una sorta di “classica monumento” delle giostre di antico regime. Un qualcosa che, se vuoi veramente diventare “campionissimo”, devi vincere per forza. Furono i purosangue dei romagnoli ad abbattere i primi “muri cronometrici” (ricordiamo Selmons di Mario Giacomoni che nel ’79 scese sotto il minuto e Zirmia di Gianfranco Ricci che nel 1981, sfondo a quota 58), ma qualche grande “Anglo-arabo-sardo” si prese la dovuta rivincita. Stiamo parlando dell’immenso Bolero IV che, condotto da Mauro Mazzocchi (siamo nel 1986!!), scese, addirittura, nella terra inesplorata dei 57 secondi. L’otto di gara era ormai (siamo alla fine degli anni ’80) a quasi totale disposizione delle esigenze quintanare; tuttavia, sul versante della sicurezza, malgrado i margini fossero nettamente migliorati rispetto alle origini, occorreva apportare determinati correttivi, ormai improcrastinabili, visto le grandi velocità sprigionate dai binomi. Fu quindi, a partire dal 1990, che al Campo de li Giochi venne dato l’aspetto dei nostri giorni, con due elementi di novità: non più un percorso misto erbasabbia, ma un’unica striscia continua di sola sabbia per tutto il suo percorso e, soprattutto, l’introduzione delle curve paraboliche. Queste ultime, oltre a

consentire parametri maggiori di sicurezza, servivano al binomio quintanaro per sprigionare maggiori e più devastanti velocità. Il resto è storia recente, se non recentissima. L’allineamento della Quintana alle normative FISE ha dapprima portato all’adozione di specifiche barriere lungo tutto il perimetro esterno del campo e poi, ed è storia di queste ultime settimane, il completo rifacimento del manto della pista, attraverso la messa in opera di sabbie specifiche ed adatte a rendere ancor più sicura e competitiva quella pista che ospita, da settant’anni a questa parte, la vera ed unica “Olimpiade” delle Giostre di antico regime del nostro Bel Paese.


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1977/86 1980 Gli Stati Uniti boicottano le Olimpiadi di Mosca, l’Italia piange le vittime di Ustica e della strage di Bologna. In Giostra viene introdotta la somma dei tempi delle tre tornate. L’Ente acquista la sede per il Giotti ed il Rione di Ciancaleoni propone di realizzare il Museo della Giostra. Marcello Formica del Rione Pugilli corre le sue due ultime Quintane: vince la Sfida con Ringo e nella Rivincita, inseguendo il record, è vittima di una rovinosa caduta ed il palio è ancora del Contrastanga con Fabio Cruciani su Nabucco. Si dimette il Presidente Picuti, ma ritorna sui suoi passi convinto dai dieci Priori.


1977/86 1981 L’attore Ronald Reagan è il Presidente degli Stati Uniti d’America, Ali Agca ferisce Papa Giovanni Paolo II e scoppia lo scandalo della loggia P2. A Foligno, dopo tante accese riunioni, il Comitato Centrale chiude le frontiere e stabilisce che possono giostrare solo i cavalieri stranieri che già gareggiano per i Rioni. Ritorna la notte degli scherzi che dà la stura alla grande goliardia quintanara. Il grande Alberto Giubilo è ospite al Campo de li Giochi e rimane affascinato dalla Giostra. La Sfida è di Mario Giacomoni, in sella ad Urso, del Rione Ammanniti, la Rivincita è ancora di Fabio Cruciani con Ringo per il Contrastanga.


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1977/86 1982 L’Italia di Bearzot è campione del mondo in Spagna, a Palermo la mafia uccide Carlo Alberto Dalla Chiesa e sua moglie Emanuela Setti Carraro. A Foligno Anna Maria Rodante diventa presidente della Commissione Storico Artistica con il plebiscito del “Consiglio dei Cento”. Anna Maria con decisione e grande impegno in una sola estate cambia lo stile di tutti i costumi grazie all’aiuto di sua madre, Ersilia Savina, e del costumista Alberto Malgarini. Gianfranco Ricci vince la sua prima Giostra in sella a Zirmia per lo Spada, la Rivincita è del giovane Mauro Fondi, detto “Lu Nicchiu”, con Stellina per il Contrastanga.


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1977/86 1983 Nasce Internet, la rete delle reti che cambierà il mondo e in Italia viene arrestato Enzo Tortora. Importanti artisti sono scelti per dipingere i palii di Giostra: Pietro Annigoni e Remo Brindisi regalano due grandi opere. Amedeo Ciancaleoni si divide tra il ruolo di Priore del Giotti e quello di Maestro di Campo. Il presentatore Corrado è ospite della Giostra grazie ai buoni uffici del solito Lino Procacci. Anna Maria Rodante scatena le polemiche dopo la dichiarazione in diretta RAI: “in città ci sono i quintanari e i folignati”. Sfida e Rivincita sono di Fabio Cruciani su Veronica per il Rione Badia del Priore Giampaolo Properzi.


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Cavalieri protagonisti Fabio Cruciani E’ stato un “plurivittorioso”. Un cavaliere cresciuto all’ombra di Marcello Formica e Paolo Giusti, ma prepotentemente esploso, in termini di trionfi quintanari, tra la fine degli anni ’70 e l’inizio del decennio successivo. Un grande fantino, eccellente portabandiera di quella tradizione equestre folignate, che dopo di lui consacrerà, tra gli altri, Paolo Margasini, Gianluca Chicchini, Lorenzo Paci, Daniele Scarponi, Luca Innocenzi e Massimo Gubbini. Stiamo parlando, e non poteva essere altrimenti, di Fabio Cruciani, ottimo cavaliere, ed altrettanto capace preparatore tecnico, sotto la cui guida, sono nati e cresciuti molti campioni di oggi. Fabio Cruciani, era considerato una “bandiera” dalle sue parti. La sua storia al rione Contrastanga, stava come quella di Franco Baresi al Milan: una “certezza”. Nato e cresciuto, agonisticamente parlando, sotto l’ala protettrice di Anita Chiucchi (storica “prioressa” della contrada giallo blù), Fabio Cruciani, dopo qualche anno di apprendistato, colse la prima vittoria nel 1977; quando ancora la Giostra della Quintana si disputava in un unico appuntamento annuale. Ed in quella circostanza, riuscì a primeggiare in sella ad Alì. Da notare che intorno a lui si era andata costituendo la prima scuderia rionale della

Giostra della Quintana. Un fatto importante per la storia della nostra massima manifestazione cittadina, che vedeva per la prima volta una contrada affrontare con una diversa chiave di lettura l’aspetto tecnico della tenzone. Non più scelte dell’ultimo momento, ne’ approcciare all’evento servendosi dei “serbatoi” tradizionali di allevamenti locali che agivano in regime di sostanziale monopolio. Il Contrastanga decise che era arrivato il momento di attrezzarsi in proprio, mettendo in piedi una scuderia ad esclusivo uso e consumo del rione. Grazie a questa scelta, la contrada dalle tre sbarre d’oro diede il “la” ad una visione innovativa della Giostra, fatta di competenza e professionalità che, di li a poco, finì per essere adottata da altri rioni. Ma torniamo a Fabio Cruciani. A partire dal 1979, il Furente diventò il padrone indiscusso della seconda edizione della Giostra, quella della terza domenica di settembre, centrando tre allori consecutivi, in sella a Nabucco (1979-80) ed a Ringo nel 1981. Era, quindi, il fantino più celebrato del momento. E questa sua condizione lo rendeva l’obiettivo primario di altri rioni che aspiravano al successo. Tra questi, c’era il Badia di Giampaolo Properzi che lo voleva a tutti i costi presso la sua corte. E per arrivare a centrare l’obiettivo “Cruciani”, il rione Badia stanziò la somma di 4 milioni e mezzo di lire (poco più di 2000 Euro di oggi) per convincere il cavaliere ad abbandonare i colori del Contrastanga. Ed il Furente, alla fine, “cedette”. C’è da dire, come già da allora i ben informati andavano ripetendo, che i rapporti con i vertici del rione di Via Istituto Denti non erano più idilliaci come prima ma, quasi sicuramente, se Properzi non si fosse mosso con quella cifra, molto probabilmente Fabio Cruciani sarebbe restato al suo posto. La questione esplose con il fragore del tritolo, nell’ambito dell’universo quintanaro di quel 1982.

Argomento gettonatissimo di discussione tra contradaioli, il primo esempio di “professionismo”, approdò anche nelle pagine di tutti i quotidiani locali e Giampaolo Properzi (e con lui il suo rione), fu oggetto di una durissima contestazione da parte dei “puri e duri” della Quintana nel corso del corteo storico del sabato sera. E le cose non andarono meglio in campo. Fabio Cruciani, in sella a Veronica, gettò al vento la Giostra della Sfida, a causa di una bandierina abbattuta mentre stava affrontando la terza tornata. Stesso problema una settimana dopo; l’ennesima bandierina si era frapposta tra il nuovo Ardito e la vittoria finale. Ma Fabio Cruciani, sempre in tandem con Veronica, si rifece alla grande dodici mesi dopo. Nel 1983, infatti, centrò il successo in entrambe le Giostre. Insomma, l’investimento del Badia e del suo priore, era stato “capitalizzato” nel migliore dei modi. Che dire… La vicenda che abbiamo rievocato, a prescindere dall’esasperazione del momento, va interpretata in maniera più obiettiva. Fabio Cruciani non commise alcun reato di lesa maestà nei confronti del movimento quintanaro, ma si adattò (fungendo da apripista), ad un nuovo clima che si andava imponendo. La Giostra della Quintana, infatti, stava trasformandosi (e parliamo dell’aspetto tecnico) da manifestazione spesso basata sull’approssimazione, ad evento in cui la programmazione agonistica, fatta di preparazione metodica e pianificata, stava diventando la regola. E Fabio Cruciani, fu forse il primo a capire che questo era il giusto approccio alla gara. Ed i risultati gli hanno dato ragione. Discorso analogo, privo di moralismi di facciata quindi, va fatto nei confronti della dirigenza del rione Badia. Volevano il migliore, ed il migliore, sborsando il “giusto” e senza infrangere alcun regolamento, hanno ottenuto.


1977/86 1984 La Apple lancia il primo Macintosh. Diego Armando Maradona è un giocatore del Napoli. Albano e Romina sbancano Sanremo con la canzone “Ci Sarà’”. Aldo Zama spara a zero sulla Quintana sostenendo che è piena di falsi storici, la Rodante si dimette e poi torna sui suoi passi. Parte la prima convenzione con la Scuola Ippica per formare i cavalieri di Giostra. Mauro Fondi vince la Sfida in sella a Corallo de Florinas per il Rione La Mora, la Rivincita è ancora del cavaliere nero, Gianfranco Ricci con Piccolo Fiore per il Rione Spada. Il 5 ottobre il Presidente della Repubblica, Sandro Pertini è a Foligno, ma la pioggia impedisce lo svolgimento della Giostra straordinaria organizzata per la sua visita.


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Mi trovai ad essere primo cittadino con l’entusiasmo e l’incoscienza dei miei 26 anni e affrontai l’impatto con la Quintana come prima vera prova di una posizione di trincea. Solo 10/12 anni prima, ragazzo di periferia dell’INA-Casa, vivevo la Quintana poco più che come una carnevalata. Divertente ma carnevalata. Nel 1977 in realtà era già diventata un’altra cosa anche se persisteva una separazione significativa fra la parte della società civile che aveva contribuito a rafforzarla e quasi l’intera società politica. L’autonomia della Quintana dalla politica era allora fortemente professata e sbandierata salvo in realtà essere utilizzata, almeno parzialmente, come base di consenso popolare o elettorale. Quel gran genio dell’Avv. Picuti sacralizzava l’autonomia dalla politica facendo in realtà il leader politico di una parte della Democrazia Cristiana locale. Ad una settimana circa dall’evento della giostra mi spiegano che il cerimoniale prevedeva che il Sindaco consegnasse le chiavi della città al Primo Magistrato delle Quintana. Ovviamente era sempre avvenuto così e si trattava di un gesto puramente simbolico: tuttavia la scuola del PCI berlingueriano, che in quel momento assimilavo di tutta fretta da Umberto Fagiolo e Svedo Piccioni, mi aveva insegnato che anche i simboli hanno un loro valore.

Chiesi dunque a chi avrei dovuto consegnare le chiavi della città e mi fu risposto che il personaggio in questione era l’esponente più in vista del Movimento Sociale Italiano. Solo pochi anni prima – io ero all’Università a Firenze e non vissi a Foligno quel periodo – il Sindaco Ridolfi era stato oggetto di attacchi e violenze insieme a molti antifascisti della città. Non potevo e non volevo assumermi la responsabilità di consegnare le chiavi della città a chi per posizione e storia negava la Resistenza. Chiesi dunque a Picuti di scegliere qualsiasi altro cittadino per rappresentare il Primo Magistrato. Apriti cielo: stavo intaccando l’autonomia della Quintana e stavo “politicizzando” la più grande manifestazione cittadina! Il Comitato Centrale si riunì più volte e chiuse la porta ad ogni discussione di merito. Nel frattempo i giorni passavano e arrivammo alle 12.00 del sabato della Quintana: la sera si sarebbe dovuto leggere il Bando ed effettuare il corteo e il giorno dopo si sarebbe svolta la giostra al Campo de li Giochi. Le posizioni erano ferme con una mia decisa intenzione a non far svolgere la Quintana se non si fosse cambiato il Primo Magistrato: tutti gli operai del Comune, nonché delle ditte di servizio e tutti i Vigili Urbani non si erano mobilitati per preparare la piazza e il


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Campo de li Giochi. In due parole: l’evento stava saltando. Nella mattinata di quel sabato ricevetti almeno 30/40 telefonate significative dai leader della città, del partito umbro, di parlamentari e dal Ministero degli Interni. Rimasi fermo nella mia decisione mentre la Giunta era titubante così come il Partito Comunista, indeciso fra lo sposare la mia giusta posizione o tollerare quella simbologia di passaggio di consegna delle chiavi della città così come aveva fatto nei decenni precedenti. Non nascondo il senso di paura derivante dalla responsabilità che stavo assumendomi: sarei stato ricordato come il primo Sindaco che non faceva svolgere la massima manifestazione cittadina. Probabilmente mi sarei giocato anche il posto e me ne sarei dunque venuto via con la stessa rapidità con cui ero arrivato. Mi soccorse la genialità creativa di quel dirigente pazzo ma bravo che è Svedo Piccioni: entrò nell’ufficio del Sindaco e trovandomi solo mi disse che avrei dovuto saper volare e che avrei dovuto inventarmi come uscire da quell’impasse. Mi disse: “siccome tutti affermano che la Quintana è la festa della città, fallo tu i Primo Magistrato. Sarà difficile che ti dicano di no”. Ci pensai solo qualche minuto e mandai in avanscoperta Doni che fece la proposta al Comitato Centrale. Alle ore 16.00 ricevetti tutto il Comitato Centrale nel mio ufficio: la discussione fu accesissima e lo scontro fra me e Picuti molto alto. Alla fine quell’istrione dell’Avvocato lanciò la sua ultima carta: “Bene, se vuoi fare il Primo Magistrato, allora ti vesti da Primo Magistrato e leggi il Bando alla piazza” mi disse. Ero in trappola e non potevo certo più uscirne. Giocai così l’uscita dalla situazione: il Sindaco è anche il Primo Magistrato della

Quintana come segno massimo della valorizzazione della manifestazione e come superamento della separatezza fra società civile e società politica. Nella Istituzione si ritrovava coralmente tutta la città. Per me era la vittoria della politica sulle parti e sugli interessi particolari. Come dire: l’amore e la concordia de la cittade tutta. La riunione burrascosa terminò alle ore 18.00: nel frattempo operai e vigili incominciavano a lavorare e transennare la piazza nonché le vie del corteo. Il vestito e il bando che non avevo mai letto arrivò alle 20.40: alle 21.00 dovevo affacciarmi dal balcone. Non conoscevo né il cerimoniale né quello che avrei dovuto fare per la verità. Era evidente il fastidio con cui molti quintanari mi sopportavano. Mi inventai un’altra diavoleria: prima del Bando avrei letto un messaggio alla città e cioè avrei spiegato perché da quell’anno il Sindaco si vestiva da Primo Magistrato e leggeva il Bando. Scrissi un breve discorsetto e appena vestito cercai la tasca dove collocarlo ma in quell’abito non c’erano tasche e decisi così di infilarmelo negli slip per tirarlo fuori all’ultimo momento quando nessuno mi avrebbe potuto fermare. Pensavo bisognasse andare subito al balcone ma invece il cerimoniale prevedeva la mia discesa in piazza per ricevere l’onore dei cavalieri e perché io salutassi le dame. La paura fu grande quando al suonar delle trombe si spalancò il portone del Comune e scortato uscii dal palazzo. Sentii un’attenzione così straordinaria da aver paura che quel foglietto mi cadesse e dunque dovessi raccoglierlo di fronte a migliaia di sguardi. Feci in modo che stesse al suo posto e così affrontai tutto l’iter procedurale. Salito poi al balcone centrale, dopo l’annuncio dello speaker della lettura del Ban-

do, invece di iniziare con “Madonne e Messeri” iniziai con “Cittadine e cittadini” e spiegai perché il Sindaco aveva deciso di leggere il Bando. Mi raccontarono che a quelle parole Picuti si alzò furioso dalla sua poltrona chiedendo di potermi fermare: aveva paura che facessi un comizio. Non fu così: lessi per 50/60 secondi massimo il mio messaggio alla città e poi attaccai con “Madonne e Messeri”. Tutto d’un fiato, con grande energia e col massimo della passione: sentivo in quel momento orgogliosamente di aver unito la città attorno alla Quintana. La paura di poter sbagliare scomparve all’istante e la passione con cui avevo letto si trasformò in un grande applauso. Era fatta! Da quel momento il Sindaco sarebbe stato il Primo Magistrato e avrebbe accompagnato la Quintana nella sua avventura di crescita e di concordia. Scesi dai Vigili Urbani successivamente e trovai lì i volantini che i gruppi fascisti avevano cercato di distribuire contro il Sindaco catto-comunista che era riuscito a infangare l’onore della Quintana! Dovetti fermare e calmare i Vigili partigiani e antifascisti che in quel momento avevano una gran voglia di menar botte a quei ragazzi. Giorgio Raggi


1977/86 1985 In Inghilterra vengono ritirate le caratteristiche cabine telefoniche rosse (red telephone box), Gorbaciov guida l’Unione Sovietica e il Verona vince lo scudetto. Muore Anita Chiucchi, la pasionaria del Rione Contrastanga. Problemi finanziari nei Rioni portano alle dimissione di Ariodante Picuti. Dimissioni respinte e via ai preparativi per il quarantennale. Muore Argo del Rione Pugilli e scoppia la polemica sulla sicurezza della pista. Sfida e Rivincita sono del Rione Spada con Gianfranco Ricci e Piccolo Fiore.


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Mi sembra un mezzo miracolo quello di essere ancora qui a scrivere messaggi d’augurio e di saluto al popolo quintanaro che, instancabile, s’accinge a consegnare alla storia della manifestazione anche questa edizione settembrina della rivincita. Non più tardi di due mesi fa – invitato dal presidente Metelli sul palco di Piazza della Repubblica per i conferimenti degli attestati – mi sono lasciato sfuggire, non proprio ingenuamente, una battuta, che a giudicare dall’applauso è stata raccolta con affettuosità, forse in rispetto della mia senescenza. Quando Mauro Silvestri mi ha passato il microfono ho rivolto a magistrati e priori una domanda: “Cosa sono settanta anni di Quintana al confronto dei miei 92 suonati da un pezzo?”. In quel momento mi sembrava il modo migliore per esorcizzare il tempo, che ci domina tutti. Sfoghiamoci almeno a dirla qualche verità malvista, quando l’appannamento dell’intelletto e il decadimento delle carni non ci permettono più di dare alla collettività quello che avremmo voluto ancora offrirle; consoliamoci con il fatto che vivere in efficienza oltre un certo limite è subire un lento, prolungato, implacabile martirio, per sé e per gli altri. Il preambolo è utile per introdurre un altro e più importante corollario, che attiene a voi giovani, vera forza motrice di ogni intrapresa. Il ruolo di noi vecchi è quello di farvi sapere che non dovrete incorrere negli errori e nei vizi dei padri, pur rispettandone e difendendone l’operato. Questo corollario, ricondotto alla Quintana, vuole essere un auspicio di longevità, perché, dopo la fase del consolidamento della manifestazione, si possa pervenire alla definitiva e non più opinabile storicizzazione. Tanto per non sentirsi dire che – indipendentemente dalla data di fondazione – in Italia vi sono Feste e Rievocazioni più belle e autentiche. Questo il mio augurio a quanti mi sono succeduti e mi succederanno. È l’augurio che le prossime generazioni di folignati riescano nell’intento di trasformare la nostra Festa da evento a sistema, da manifestazione storico cavalleresca a fatto identitario. Condiviso e amato da tutti. Ariodante Picuti


1977/86 1986 Lo Space Shuttle esplode al decollo cosÏ come la centrale di Chernobyl. Il Rione Badia non partecipa alle elezioni. Alla vice presidenza arriva Pierluigi Mingarelli e viene fissato in un milione e mezzo di lire il tetto massimo per il rimborso spese dei cavalieri e, soprattutto, il vincolo che li lega per 18 mesi al Rione con cui hanno giostrato. E’ l’anno dello splendido Bolero IV che porta alla vittoria il Fedele di Croce Bianca, Mauro Mazzocchi, sia nella Sfida che nella Rivincita.


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Cavalieri protagonisti Gianfranco Ricci E’ il 22 Settembre del 1991. Una data da ricordare per la Giostra della Quintana, perché in quella giornata terminava l’avventura folignate di un “grande” della nostra massima manifestazione cittadina che, seppur “straniero”, ha contribuito, e non poco, al definitivo consolidamento, sia tecnico che di immagine, della tenzone barocca. Stiamo parlando, ovviamente, di Gianfranco Ricci, il cavaliere proveniente da Faenza che, proprio in quella domenica di settembre, scriveva la parola “fine” alla sua esperienza quintanara. Indubbiamente Gianfranco Ricci ha rappresentato, per come si è posto a livello mediatico e per le modalità con le quali affrontava la gara, un punto di svolta importante per la Quintana; quasi un precursore, rispetto ai modelli che si sono imposti a partire dalla fine degli anni ’90. Acclamato (quasi “osannato”) dal popolo dei quintanari, specialmente dal segmento spataro, per quella sua spregiudicatezza nell’affrontare la competizione; apprezzato, grazie al suo atteggiamento guascone (tipico dei romagnoli), anche dai folignati più tiepidi rispetto all’evento; ricercato dalla stampa in virtù di una simpatia

comunicativa che riusciva spontanea. Questo era Gianfranco Ricci. Diventato un’icona a tal punto che, malgrado avesse già appeso da anni la lancia al fatidico chiodo, la sua immagine, magari in sella a Piccolo Fiore, continuava a campeggiare in tutte le pubblicazioni ufficiali della Giostra della Quintana, sui poster dell’Azienda di promozione turistica folignate in giro per l’Italia, fino ad arrivare alla sua foto impressa anche sulle carte bancomat. Insomma, così come Fausto Coppi immortalato nell’atto di scattare sullo Stelvio lo era per il movimento ciclistico, così Gianfranco Ricci in tandem con Piccolo Fiore, era diventato il “marchio di fabbrica” della Giostra della Quintana di Foligno. Eppure, all’inizio, furono lacrime amare. Ricci, infatti, approdò a Foligno nel 1973, chiamato dal rione Cassero per sostituire Marcello Formica. L’alone che lo circondava, già in quel periodo, era leggendario: vittoria a raffica a Faenza, Ascoli, Arezzo, una “macchina da guerra” delle giostre di antico regime, alla quale mancava solo il successo nella tenzone folignate. Il Cassero, come accennato, gli concesse questa opportunità ma, fin dalla sua “prima” (arrivò decimo per aver sbagliato il “padellone”) il suo rapporto con il nostro “Dio Marte” fu tutt’altro che idilliaco. Dalle parti di Via Cortella rimase fino al 1980 senza raccogliere, salvo una innumerevole serie di secondi o terzi posti, alcunché di significativo. Nel 1981 il passaggio al rione Badia. Una esperienza fugace (un anno appena), contraddistinta dalla solita Quintana tutta grinta e velocità (nella Sfida di quell’anno, in sella a Zirmia, fu il primo cavaliere della storia a scendere a quota “58” secondi), ma segnata dal “solito” errore sugli anelli che gli costò la vittoria finale.

Il fantino romagnolo uscì malconcio da quel 1981, tanto che tra gli addetti ai lavori, si stava facendo strada l’opinione che Ricci, a Foligno, non sarebbe mai riuscito a primeggiare. Ormai erano in pochi a credere in lui. Ma qualcuno, vedi Rione Spada, volle ributtarlo nella mischia. Così, per quei strani percorsi decisi dal fato, la storia di un probabile fallimento si trasformò in epopea di gloria. Il “cavaliere nero” (allo Spada, non poteva essere altrimenti), vinse subito. Pur beneficiando dell’errore di Fabio Cruciani (che buttò a terra una bandierina, con la vittoria praticamente in pugno), Gianfranco Ricci colse, dopo nove anni, il primo successo folignate. Poi, ecco il bis nella seconda edizione del 1984, insieme a Piccolo Fiore, e quindi, sempre con lo stesso purosangue, ecco arrivare i due trionfi consecutivi del 1985 quando, veramente, non ce ne fu proprio per nessuno. Quattro trionfi nello spazio di tre anni! Quello fu il punto apicale dell’esperienza quintanara di Gianfranco Ricci, vero “re” degli anni ’80, per il quale, anche in virtù dell’età anagrafica non più amica, gli anni successivi non riservarono più acuti di rilievo. Fino ad arrivare a quel vespro settembrino del 1991. Due Giostre, prive degli acuti vincenti della prima metà del decennio precedente, ma comunque dignitosamente portate a termine, consentirono al grande romagnolo di accomiatarsi con onore dalla platea folignate. Una platea che, seppur in ritardo, lo aveva consacrato e collocato tra i più importanti cavalieri della storia della Giostra della Quintana.


1987/96 1987 Il Napoli di Maradona vince il suo primo scudetto, intanto Stati Uniti e Unione Sovietica si incontrano in un vertice sul disarmo. La Quintana ha bisogno di soldi e nasce l’idea di far pagare un biglietto a chi entra in città il sabato sera per assistere alla sfilata. L’idea rimane tale ed ammirare il Corteo continua a non costa nulla. Infuria la polemica politica perché il sindaco Stefanetti non saluta il Vescovo durante il Cerimoniale. La pioggia di critiche induce il Sindaco a chiedere un incontro a Monsignor Benedetti. Cino Felici e Perla Blu regalano al Giotti un palio atteso ventiquattro anni, la Rivincita è del Contrastanga con Andrea Petterini e Corsaro.


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1987/96 1988 L’ultimo imperatore di Bernardo Bertolucci vince nove Oscar, in Italia si forma il governo De Mita, il pentapartito con DC, PSI, PSDI, PRI, PLI. Fabio Bettoni critica il Corteo e la presidente della Commissione Artistica Anna Maria Rodante si dimette. Nasce il Palio dei Somari, quello di San Rocco, grazie al Rione Cassero. La pista alimenta le polemiche dei cavalieri. Inizia la leggenda di Paolo Margasini che vince Sfida e Rivincita in sella ad Ettore de Perfugas per il Croce Bianca. Paolo era stato ingaggiato il venerdì prima della Sfida, dopo la caduta di Piero Cruciani e l’infortunio di Bolero IV.


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Ricordo che … Rivedere oggi, con occhi più aggiornati, le “cose di ieri” di cui parlare, sia pure come ricordi, in occasione di un anniversario, mi crea un certo imbarazzo. Chiedo a me stessa quale potrebbe essere la ragione di questo senso lieve di disagio. Più volte ho scritto di Quintana, e su argomenti e soggetti diversi, non avvertendo altro che l’impegno per la documentazione, per la precisione e per la chiarezza espositiva. Questa volta mi si chiede di parlare di “miei ricordi” collegati in un preciso arco di tempo, come entrare nella sfera del privato per trarre da qui stralci di lontane esperienze – che oggi vedo con occhi aggiornati – e da essi trarre materia per un racconto delle “cose di ieri” ed usare, infine, nel tratto narrativo, non l’impersonale terza persona, ma la prima, come sto già facendo. Dunque, io, Anna Maria Rodante e i miei ricordi quintaneschi, collegati appunto al mio esordio operativo. Il primo impatto con Lei accadde in un lontanissimo settembre, quando venni da Roma per vedere la Scuola dove avrei preso servizio come titolare di cattedra per l’insegnamento di Italiano e Storia. La corte di Palazzo Candiotti mi si presentò ricolma di cavalli più o meno bardati, di personaggi, un’aria di altri tempi, ma chiaramente evocativa. Mi furono date sommarie spiegazioni, ma, se debbo dirla tutta, e con gli occhi aggiornati, quell’incontro segnò l’incipit di un amore che sarebbe durato a lungo. L’anno seguente fui Dama del rione Ammanniti, prendendo in affitto un costume a Roma - a mie spese e con una cifra da capogiro - da una rinomatissima sartoria teatrale, la SAFAS, ditta che ora non esiste più. Il costume era di un delicato color arancio, di stile vagamente francese e contrastava visibilmente con gli altri indossati dalle figuranti e dalle Dame per la modellatura e per il tessuto, che era di taffetà di seta pura. Rifiutai di calzare il cappello per la sfilata della sera, sostituendolo con un leggero diadema che sosteneva i boccoli finti. La sera sfilai a cavallo, secondo il protocollo del tempo, debbo dire molto tremebonda perché, nonostante le assicurazioni di chi mi stava intorno,


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non mi sentivo sicura su quella specie di seggiolina. Arrivati allo Stadio, dove fu letto il Bando, cominciai a pendere da una parte perché le cinghie che tenevano quella specie di tronetto si erano allentate. Non ricordo se tornai a piedi, ma ricordo quello che successe il giorno dopo. Qualcuno aveva provveduto ad aggiustare, ma l’intervento dovette essere molto approssimativo, come si scoprì. Quando il pomeriggio seguente, con molto coraggio, mi sedetti, un chiodo penetrò nel dorso del cavallo, che fece uno scarto ed io un bel volo cadendo in terra. Dolorante, andai allo Stadio a piedi e, inutile dirlo, ma fu la mia prima ed unica esperienza equestre. La frequenza con il Rione Ammanniti, con il quale avevo collaborato per mettere a posto i costumi fino al giorno prima della sfilata, mi apriva le porte di un mondo nuovo per me e me ne trovai coinvolta senza quasi rendermene conto. Per Lei – la Quintana - dovevo/volevo fare qualcosa e mi venne in mente di fare e ricamare il Palio, logicamente senza remunerazione alcuna. Ne parlai con Alberto Moretti, economo dell’Ente, che aveva sede nelle sale, molto rovinate, di Palazzo Deli. Parlammo di questo mio proposito, ma egli mi propose di fare il Gonfalone, invece del Palio, perché quello in uso era deteriorato. Mi sembrò un‘idea più che valida, sebbene le mie cognizioni sui Gonfaloni non fossero quelle che ora possiedo. Mi documentai. Ricordo che non fu semplice ricamare lo stemma del Rione Badia: cavallo e Cavaliere dovevano essere credibili; per le zanne del Lupo del Rione Morlupo consultai varie illustrazioni. Debbo dire che, alla fine, fui soddisfatta dell’opera, che fu presentata, a suon di tamburi, nella sala di Palazzo Deli dal presidente Ariodante Picuti. Piacque a tutti, ed ora mi rendo conto, nel rivisitare le “cose di ieri”, che fu essa stessa un segnale, come di una nuova fase per la manifestazione. Fu l’inizio di una collaborazione decisiva sia per me che per l’Ente stesso nei suoi molteplici aspetti, che divenne attuativa con la mia elezione a Presidente della Commissione artistica. Un primo intervento nel ruolo acquisito fu diretto ai costumi. I costumi in uso erano infatti vi-

stosamente anacronistici rispetto alla connessione con il documento del 1613. La retrodatazione, iniziativa mia, iniziò mettendo le mani sui costumi “vecchi” cercando per quanto fosse possibile, una forma di accomodamento e di adeguamento agli stilemi della moda ispanica. In una seduta burrascosa io dissi che i costumi con le chiusure lampo nel corpetto non erano ammessi, ma offrii anche la collaborazione attiva della Commissione artistica per un intervento riparatore e fui anche creduta. Fu così che venne allestita una specie di sartoria nelle sale di Palazzo Deli, il cui uso fu “concesso” dall’onnipotente Renzo Trombettoni, che curava con coscienza e serietà l’undicesimo Rione, tenendo sotto rigoroso controllo non solo i costumi, ma tutti gli accessori di corredo ad essi. Ricordo che in questa opera di “aggiustamento” fui coadiuvata da mia madre e da diverse signore. Lavorammo con buona volontà per giorni ed io ero talmente presa che, una volta, dimenticai di aver lasciato la mia 500 posteggiata in modo approssimativo in Piazza delle Erbe per tutta una notte. La mattina dopo la trovai spostata e ben messa ed un cortese vigile mi disse: non lo faccia più! Grande aiuto e significativa presenza fu quella di Alberto Malgarini. Avevo conosciuto Alberto casualmente perché amico di un mio amico. Era venuto a Foligno, gli parlai della Quintana e si offrì di collaborare: lavorava a Milano, tuttavia fu una presenza costante e continua e qualificata. Con lui iniziammo il giro dei rioni disponibili a procedere all’innovazione. Gli interventi sartoriali furono limitati, ma organizzati in modo tale che fosse attenuata l’impronta francese per accogliere quella ispanica. Al costume femminile fu aggiunto il burlotto, ovvero quella specie di cuscinetto che, portato sotto la gonna dell’abito, ne ampliava all’esterno la cadenza. Costumi alla francese o di tendenza ispanica? Gradatamente i rioni cominciarono ad accettare il cambiamento. Accanto a rioni come lo Spada, il Croce Bianca e l’Ammanniti, che aveva configurato tempo prima un costume femminile con stilemi ispanici, lentamente an-

che gli altri si affiancarono. Solo il rione Cassero oppose un rifiuto che, in seguito, modificò in accoglienza decisa. La scelta di tessuti adatti era affannosa: ciò che si poteva trovare a Foligno veniva subito acquistato, la ricerca continuava a Firenze, a Prato e a Roma. Inutile dire che lo sconto notevole sull’acquisto dei tessuti andava tutto all’Ente e che treno e taxi erano a nostre spese. Gradatamente la nuova moda prese posto anche negli accessori: il copricapo maschile italico ed ispanico soppiantò il cappello rotondo a falde, portato indistintamente da tutti i figuranti, senza distinzione dei ruoli; i personaggi femminili cominciarono ad apprezzare anche la gorgiera, ma soprattutto il collo alla Stuarda. Grande burrasca per il costume del Cavaliere di Giostra! Dovetti affrontare rioni inveleniti contro il Badia, il cui Cavaliere aveva indossato calzoni da equitazione. Di qui, forzatamente, dalla Commissione artistica fu redatta ed approvata la normativa, tuttora in vigore, per la manifattura e la presentazione alla Giuria del costume del giostrante, con ulteriore controllo da parte di un delegato della Commissione artistica il giorno della gara. Alle tempestose e telluriche sedute di Palazzo Deli, seguivano a tarda ora, quelle presso Brodoloni, accogliente locale, di via XX settembre, dove gli animi si conciliavano e, alla fine, le decisioni venivano accettate. Può sembrare esagerato quanto scrivo, ma con piena coscienza posso dire che una parte della mia vita è stata dedicata a Lei, a questo mondo particolare che può conoscere a fondo chi milita nelle sue file, e posso anche aggiungere che si è trattato di uno scambio proficuo per ambedue. Ho dato, ma ho anche ricevuto non gli onori, per i quali chi mi conosce sa che non nutro alcun interesse, ho ricevuto ed assecondato l’impulso di studiare, di approfondire e di conoscere meglio la storia di questa piccola grande città che è Foligno. Gli occhi miei aggiornati sulle “cose di ieri” già da tempo mi avevano convinta di aver vissuto e di vivere questa apprezzabile realtà. Anna Maria Rodante


1987/96 1989 Per i suoi “versi satanici” lo scrittore iraniano Salman Rushdie viene condannato da Khomeini. In Cina, Piazza Tienanmen è il teatro della protesta studentesca. Finalmente la Giostra della Quintana è inserita nel decreto sulle lotterie. Per la prima volta si paga il biglietto (10mila lire) per assistere al cerimoniale del sabato sera, ma i folignati lasciano vuote le tribune in Piazza. Tengono sempre banco le polemiche sulla Pista di Gara. La Sfida è ancora di Paolo Margasini su Bolero IV per il Croce Bianca, mentre la Rivincita consacra un nuovo campione: Gianluca Chicchini vince in sella a Gordon per il Cassero.


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1987/96 1990 Il Partito Comunista cambia e diventa PDS grazie ad Achille Occhetto e “La Pantera” è il nome del nuovo movimento studentesco. La Lotteria Nazionale ancora non c’è e in Campo arriva invece puntuale uno striscione polemico. E’ l’anno della morte di Fuego, lo splendido angloarabo-sardo della scuderia ValentiniMargasini si infortuna cadendo sulla curva piscina. Il Rione Pugilli vince la Sfida con il velocissimo Emanuele Filippucci su Garrido, mentre la Rivincita e del binomio Gianni Vignoli e Malesia per il Rione la Mora.


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Cavalieri protagonisti Paolo Margasini Nel settembre del 1983, inizia la carriera quintanara di un giovane ventenne folignate, destinato, negli anni successivi, a scrivere pagine importantissime nella storia della nostra massima manifestazione cittadina. Stiamo parlando di Paolo Margasini al quale, il rione Morlupo, concede l’onore dell’esordio all’interno del catino del “Campo de li giochi” Tuttavia, i primi anni, non sono fortunati. Per una concomitanza di fattori sfavorevoli (siamo nel periodo di massimo splendore di Gianfranco Ricci e degli “ultimi” fuochi di Fabio Cruciani, nonché della presenza, seppur ancor sterile di vittorie, del grande Bolero IV) il giovane cavaliere folignate non riesce ad incidere. Il rione Morlupo, quindi, decide di interrompere il rapporto e, per due anni, Paolo Margasini assiste alla Giostra delle Quintana, dalle tribune del Campo de li Giochi. Su di lui, sembra calato l’oblio. Poi, per quegli strani percorsi decisi dal destino, nel 1988 si schiude, inaspettata, una nuova possibilità. Il rione Croce Bianca, a pochi giorni dalla Giostra, è praticamente rimasto a “piedi”. Ed allora, ecco arrivare la telefonata in casa Margasini. A contattare

Paolo Margasini (figlio d’arte, in quanto suo padre Mario è stato un buon cavaliere a cavallo tra gli anni ’60 e ’70) è il priore della contrada di Via Butaroni, Francesco Baldassarri, che gli chiede di “salvare il salvabile”, ossia scendere sull’otto del Campo de li Giochi, in sella al cavallo di riserva del rione, Ettore de Perfugas. Una missione impossibile, sotto ogni punto di vista. Eppure, il destino quintanaro di cui sopra, ha in serbo la “sorpresa delle sorprese”. Il binomio dell’ultimo momento, riesce a centrare il bersaglio grosso. Ma non è finita. Sette giorni dopo, Paolo Margasini ed il suo Ettore, concedono il bis. Tutti gli addetti ai lavori, sono stupiti e, per Margasini, comincia il periodo aureo. Insieme a Bolero, nella Giostra del Sfida del 1989, risale sul gradino più alto del podio ma, forse, il feeling con il grande cavallo del Croce Bianca, non è quello che si auspicava. Ed allora, dopo un 1990 da dimenticare, ecco farsi avanti il rione Pugilli. E sarà con i colori bianco neri della contrada di Via Mentana, a partire dal 1992, che Margasini toccherà il punto apicale della sua vicenda quintanara. Coglie il primo degli allori in qualità di “Moro” del Pugilli, già nella Sfida del ’92 in sella a Galoppatore. Poi, dopo due anni privi di successi, ecco arrivare il 1995; anno fondamentale per la sua storia. Proprio alla metà degli anni ’90, infatti, i destini di Paolo Margasini si incrociano con quelli di Ca’ Granda, splendida purosangue, da poco acquistato dalla scuderia puellara. I due si trovano a meraviglia e, nella Giostra della Rivincita del 1995, sotto un pioggia intermittente ma fastidiosa, Margasini centra il suo quinto successo personale. Ed il binomio Margasini-Ca’ Granda, fa sue, nell’ordine, la Sfida del 1996, la Giostra della lotteria del 1997, insieme alla Sfida di quell’anno. Si ripete nella

Sfida del 1998 e nella Sfida del 1999. Un crescendo spaventoso di trionfi, colti non solo a Foligno ma anche in altri campi d’eccezione come quello di Ascoli Piceno, che si interrompe traumaticamente nella Giostra della Rivincita del 1999, quando Ca’ Granda, in seguito ad un terribile incidente è costretta a lasciare la scena. La “botta”, ricevuta sia da Paolo Maragasini che dal Pugilli, è di quelle inaspettate; quindi più difficili da metabolizzare. E per due anni, da quelle parti, si brancola nel buio. Ed è in quella circostanza che Margasini (il quale, evidentemente, ritiene di dare ancora qualcosa alla Giostra della Quintana) decide che per centrare l’undicesimo trionfo, che lo appaierebbe a Marcello Formica e Paolo Giusti, è necessario dirigersi verso Rioni che potrebbero renderlo ancora competitivo. Ed allora, ecco proporsi il Contrastanga e il purosangue Malastrana che, nel giugno del 2002, rendono possibile l’obiettivo di cui sopra. Ed a festeggiarlo in campo, al termine della tenzone della Sfida, non c’è solo il popolo del Contrastanga, ma anche le schiere dei puellari che non lo hanno dimenticato. Ed infatti, Il segmento finale della parabola agonistica di Paolo Margasini, equivale ad un “amarcord”. Nel 2005 torna al Pugilli, per chiudere definitivamente la sua carriera nel 2006; l’anno del sessantennale.


1987/96 1991 Prima chiamata con un cellulare GSM della rete finlandese Radiolinja. Il primo febbraio in Sudafrica il governo abolisce le leggi razziali e pone fine all’Apartheid, Maradona viene trovato positivo alla cocaina. Il Dio Marte abbandona il Campo de li Giochi ed entra nel museo della Città. La Giostra si corre con una copia in vetroresina. Ancora polemiche. Questa volta sono per la Giuria di Gara che riammette il cavaliere Chicchini del Cassero dopo aver abbattuto una bandierina: l’anima in plastica era spezzata e la decisione è giusta. Il Croce Bianca centra la sua terza doppietta con il Fedele Simone Bocci e l’intramontabile Bolero IV.


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1987/96 1992 Nasce il TG 5 di Enrico Mentana, che racconta subito dello scandalo di “Mani Pulite”. Sentenza definitiva della Cassazione che chiude il Maxi Processo di Palermo con 364 condannati su 474 imputati. Intanto la mafia, a Capaci, uccide Giovanni Falcone. Arriva finalmente la Lotteria Nazionale, sui biglietti il volto di Ennio Mariani, nobile di Croce Bianca. La Giostra straordinaria è di Alfiero Capiani su Talmisio per il Rione Ammanniti. L’architetto Giancarlo Partenzi sostituisce il collega Alfiero Moretti sull’instabile poltrona del presidente della Commissione Artistica. Paolo Margasini vince la Sfida in sella a Galoppatore per il Pugilli, la Rivincita è di Alfiero Capiani ancora su Talmisia per l’Ammanniti.


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La Giostra della Quintana ha settanta anni, ma, a giudicare dalla partecipazione popolare e, soprattutto, da quella dei giovani, non li dimostra. Per chi ha trascorso tanti anni della propria vita impegnato all’interno dell’Ente Giostra della Quintana non vi può essere soddisfazione maggiore che costatarne la vivacità e l’interesse che ancora suscita. Molti sono gli avvenimenti, i fatti, gli episodi che, spesso, ancora affiorano nella mia mente, talvolta anche offuscati, poi, magari con l’aiuto di qualche protagonista della Quintana, essi diventano sempre più nitidi. Ho avuto, nell’ambito dell’Ente Giostra della Quintana, incarichi di responsabilità anche primaria, ma ho anche partecipato, da adolescente, a cortei storici come paggio e come porta palio con tanto di parrucca ben pettinata. Da porta palio, ho dovuto sostenere una dura lotta contro il vento, in quell’occasione particolarmente sostenuto e fastidioso. Per fortuna il palio che mi fu affidato di portare era molto piccolo, anche se molto importante e significativo: era il palio del 1946, il primo palio, come noto vinto dal Rione Croce Bianca con il Cavaliere Gianlivio Sorbi. Erano i primi anni sessanta del secolo scorso e la partecipazione alla vita rionale per un adolescente era limitata a poche occasioni. Bisognava mettersi in lista, in trepidante attesa con la speranza di essere scelti per il corteo storico, lo chiamavamo la “sfilata”, poi il ritiro del costume, spesso da aggiustare e lavare e con le scarpe lunghe, almeno quelle che furono consegnate a me. Poi la partecipazione al corteo del sabato, seguendo un percorso che a me sembrava lunghissimo e alla Giostra della domenica, la riconsegna del vestito, rigidamente entro qualche giorno dallo svolgimento della Giostra. Prima e dopo la Giostra, presso le sedi rionali, spesso collocate in locali arrangiati, ottenuti all’ultimo momento, ma anche nelle vie e nelle piazze si discuteva e si facevano previsioni; dopo la Giostra a noi ragazzi, quando il risultato della gara non era soddisfacente, era sempre detto che il cavallo del rione aveva avuto

uno scarto sotto il simulacro del Dio Marte, che era definito la statua o il quintanone. Dopo due partecipazioni con il rione Badia, ho fatto l’esperienza con il rione Croce Bianca per avere qualche chance di aver partecipato con un rione vincente, il cui cavaliere era Marcello Formica, un mito insieme all’altro grande protagonista delle Giostra della Quintana in quegli anni, Paolo Giusti. Ho iniziato a ricoprire incarichi di responsabilità dopo essere stato eletto per due volte al Consiglio Regionale dell’Umbria. Dopo alcune occasioni di contrapposizione con il Comune di Foligno, come, mi auguro, sarà raccontato da altri protagonisti di allora, il presidente Ariodante Picuti ha avuto un grande ruolo nel favorire l’allargamento e l’apertura dell’Ente Giostra della Quintana. I Presidenti che lo hanno preceduto, splendide figure all’interno della Quintana, non si mostrarono ugualmente disponibili ad aprire l’Ente Giostra della Quintana a tutte le espressioni culturali e ideali della Città. L’Ente Autonomo Giostra della Quintana era decisamente chiuso; era visto come fumo negli occhi, ad esempio, il fatto che un comunista potesse ricoprire incarichi di responsabilità nell’Ente Giostra della Quintana, anche se c’erano illustri e autorevoli priori iscritti a P.C.I. e lo stesso Marcello Formica notoriamente lo era ed era stato un comandante partigiano. Il Comune di Foligno, guidato spesso da Giunte di sinistra con Sindaci comunisti era anche il principale sostenitore della Giostra della Quintana attraverso contributi, servizi, sedi e manodopera. Desidero soltanto di trasferire, soprattutto ai giovani, le sensazioni che ho provato, da cittadino e da amante della Quintana. Il desiderio di partecipare, la spinta ad essere utile per la propria città e per il territorio. Un dover civico in definitiva, ma anche un grande piacere. L’elezione a Presidente fu motivo di emozione particolarmente forte; figlio di un operaio, quindi di famiglia modesta, ero riuscito a studiare con i sacrifici dei genitori e con il mio impegno. Amavo, fin da bambino, la Quintana e figurarsi diventarne il Presidente.

Ho incontrato all’interno dell’Ente Giostra della Quintana sia fra i magistrati, sia fra i collaboratori, tante persone splendide, tanto utili e autorevoli all’interno dell’Ente Giostra della Quintana quanto modeste negli atteggiamenti, anche se avevano ruoli rilevanti e in vista in Città; ricordo ancora l’emozione con cui partecipai alla prima riunione del Comitato Direttivo, eppure ero già da alcuni anni Consigliere regionale e capogruppo del P.C.I. in Consiglio regionale. Era consuetudine sostenere e partecipare, durante tutto l’anno, ad appassionate e appassionanti discussioni con tutti i magistrati e i collaboratori dell’Ente Giostra della Quintana: quelle con il Presidente Picuti che duravano fino a tarda ora. Si cercava di trovare ogni modalità e di individuare ogni azione che potesse essere utile per dare solidità e autonomia, sempre più ampie, all’Ente Giostra della Quintana. Eravamo individuati e chiamati “la strana coppia”, lui democristiano, io comunista, concordi nel cercare risorse, nel costruire


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progetti e azioni di promozione dell’immagine della Giostra della Quintana al di là dei confini di Foligno e dell’Umbria. Ci dicevamo a vicenda: “tu vai dai tuoi, io vado dai miei e vediamo che cosa possiamo ottenere e raggiungere”, i tuoi e i miei erano i rappresentanti dei nostri partiti nelle istituzioni e nei centri di decisione più importanti. Collaboravo con tutti i magistrati e i priori, ma, anche per la vicinanza anagrafica fra di noi, avevo una continua frequentazione soprattutto con Daniele Mantucci e l’indimenticabile Amedeo Ciancaleoni, a tutti noto come Ciancanella. Non essendoci quasi mai, come penso accada anche oggi nella Quintana, pareri unanimi, le discussioni finivano, immancabilmente, con il lancio di una scommessa con relativa nomina di giudici, la fissazione, talvolta per iscritto, dei pegni e dei premi; di solito né erano pagati pegni né riscossi premi. Ricordo l’impegno di Amedeo Ciancaleoni, dedito continuamente e instancabilmente a formulare e a mettere per iscritto, cosa che considerava giustamente un suo merito, idee e progetti per migliorare la Giostra della Quintana. Il Bar Duomo di Foligno, che tutti coloro che seguono la Giostra della Quintana sanno dov’era, era il luogo di incontro dei politici cittadini, ma anche e, soprattutto, dei protagonisti della Quintana dove venivano anche fatte nascere quelle che potremmo chiamare le leggende metropolitane sulla Quintana. Se si voleva far trapelare e far arrivare rapidamente una notizia, tra la tarda serata e la mattina, era sufficiente parlarne con gli avventori del Bar Duomo verso la mezzanotte; per la mattina seguente era tutto a posto, tutti sapevano e rinascevano le discussioni. Pochi conoscono alcune usanze dei personaggi della Quintana, ad esempio il Presidente Picuti, durante il corteo storico, calzava immancabilmente stivali, nonostante il parere contrario della Commissione artistica, che riteneva più consone scarpe e calze. Inoltre il presidente Picuti, desiderando avere come tutti del resto, un aspetto sempre all’altezza

della situazione, usava, per tenere a posto i capelli, un fissatore naturale: il succo di limone; per queste sue manie lo chiamavo scherzosamente e riservatamente con un soprannome, cosa che potevo permettermi solo io; dopo tutto nella Quintana quasi tutti, e moltissime persone in città, mi chiamavano e mi chiamano Gigio. La Quintana è stata ospite di molte città anche all’estero, ma soprattutto ricordo a Perugia dove fu accolta con entusiasmo e ammirazione lungo Corso Vannucci dall’Amministrazione Comunale con in testa il Sindaco e da un pubblico meravigliato e attratto dalla bellezza dei costumi e delle dame. La Quintana custodisce tanti episodi e tante piccole cose ed è esaltata da essi, descrivono qualità di rapporti umani, personaggi e la loro generosità nello spendersi. La Giostra della Quintana di oggi è anche il risultato di un’organizzazione poderosa per una rievocazione storica, che deriva da impegni, rilevanti per dimensione economico finanziaria e per il numero delle persone coinvolte, in grandi progetti che sono stati realizzati e hanno caratterizzato i settanta anni della Giostra della Quintana e ne hanno scandito il progressivo miglioramento. Ne indico alcuni, ma la lista è ben più lunga e articolata: la dotazione per i Rioni di edifici dedicati alle sedi e alle taverne, quasi sempre di proprietà dell’Ente Giostra della Quintana o di Enti pubblici; l’arredo del campo de Li Giochi e le trasformazioni della pista, per accrescere la sicurezza e la tutela dei cavalieri e dei cavalli, fino a quella realizzata e ammirata nell’edizione della Giostra di Giugno 2016. Le ricerche utilizzate dalla Giostra della Quintana derivano, spesso, dalle acquisizioni e dalle informazioni derivanti dallo svolgimento, da più di trenta anni del Festival Segni Barocchi. Basti pensare al cerimoniale dell’arruolamento dei cavalieri, agli sfavillanti costumi all’eroica. Quindi la Giostra della Quintana non è una “cosetta”, secondo le dichiarazioni apparse sulla stampa di qualche studioso, penso distratto, che, al fine di ostacolare l’avvio di

una rievocazione storica a Perugia, avrebbe affermato che è meglio far realizzare queste iniziative a Foligno e a qualche altra città umbra. Ricordo il periodo difficile del terremoto e lo svolgimento del corteo storico del 1998 nel cortile della Caserma Gonzaga. Nel settembre 1998 l’Ente autonomo Giostra della Quintana ripropose, grazie al progetto, alla cura e all’organizzazione della sua Commissione artistica l’antica Fiera dei Soprastanti, il grande mercato che si svolgeva per due mesi a Foligno già dai secoli precedenti il XVII secolo. Fu allestito nella corte dello splendido Palazzo Trinci e fu subito un successo. Attraverso le leggi per la ricostruzione dopo il terremoto, l’Ente Giostra della Quintana e i 10 rioni ottennero finanziamenti per la ricostruzione e il ripristino delle sedi e, soprattutto, delle taverne e delle relative attrezzature. Nel 2000, in gennaio, è terminato il mio ruolo di Presidente, a seguito delle elezioni nelle quali risultai sconfitto e risultò vincitore Domenico Metelli. Fu certamente un duro colpo per me, ne fui amareggiato per molto tempo non tanto per la sconfitta in sé, in una competizione si può vincere e si può perdere, ma perché mi domandavo e non accettavo il motivo del mancato riconoscimento di tanto impegno profuso e di risultati che indubbiamente vi erano stati. Non avevo certamente compreso che in quegli anni era ritenuto necessario un rinnovamento dei programmi ed anche delle persone chiamate ai massimi livelli di responsabilità. La Quintana e l’Ente Giostra della Quintana mi sono rimasti particolarmente cari e quindi, di nuovo, formulo gli auguri al Presidente Metelli e ai magistrati in carica di portare a termine il loro mandato con ogni successo che è, poi, il successo della Quintana e della Città. Un abbraccio a tutti gli uomini e a tutte le donne della Quintana e un incitamento a proseguire nel loro impegno e a coinvolgere sempre più le nuove generazioni. Pierluigi Mingarelli


1987/96 1993 George Bush e Boris Yeltsin firmano l’accordo START per il disarmo nucleare. In Italia, davanti all’hotel Raphael pioggia di monetine contro Craxi. Viene arrestato Totò Riina. Lo chef Gianfranco Vissani presiede la giuria della Gara Gastronomica. La Sfida è del Giotti con il 15enne Lorenzo Paci su Nibbio de Florinas. Lorenzo, che aveva sostituito l’infortunato Andrea Petterini, vince al debutto ed è il più giovane vincitore nella storia della Giostra. La Rivincita e’ invece del Morlupo che ritorna alla vittoria dopo venti anni con Gabriele Baldinotti in sella a Prince.


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1987/96 1994 Rubato alla galleria nazionale di Oslo “l’Urlo” di Munch. Silvio Berlusconi vince le elezioni, Craxi va ad Hammamet. Picuti per celebrare i 50 anni di Quintana lancia l’idea del monumento al cavallo. Scoppiano le polemiche sui “trattamenti” a cui vengono sottoposti i cavalli di Giostra. Qualcuno avanza l’ipotesi del doping. La Giostra della Sfida e’ dominata da Gianluca Chicchini sullo splendido Pazosu de Zamaglia per il Rione Cassero, mentre la Rivincita arride a David Mercanti in sella a Prince per il Rione Morlupo.


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A scanso di equivoci, io non vivo a Foligno ormai da cinque lustri, ma mi sento folignate a tutti gli effetti. E penso che difficilmente la mia residenza affettiva potrà cambiare. Ciò premesso, quando mi è stato chiesto di scrivere cos’è per me la Quintana, mi sono resa conto che dovevo fare un bel salto indietro con la memoria. Eppure, la mia testa deve essere partita in piena autonomia. Perché mentre mi preparavo per andare a lavorare, sono riapparse immagini di momenti vissuti come fosse ieri. Intanto - non me ne vogliano gli organizzatori - la Quintana per me è quella di settembre. Quella di giugno, non la sento mia. Semplicemente perché quando vivevo ancora a Foligno, Sfida e Rivincita c’erano la seconda e la terza domenica di settembre. E se settembre, di solito, per uno studente è una gran seccatura perché finiscono le vacanze, a Foligno la scuola passava in secondo piano. Con buona pace di professoresse e professori. Perché la città intera viveva nel Seicento per una ventina di giorni. Insomma, quasi un mese di taverne e filomè, di bandiere dei rioni appese lungo le vie della città e sul ponte di viale Firenze (a destra, direzione centro, le “mie”), di vetrine addobbate ad hoc e di tamburini che si esercitavano nelle ore più strane e che sentivi anche da casa. E guai a chi mi toccava la Quintana. Ma soprattutto il corteo storico. La sfilata, insomma. Perché sfido un folignate a pensare alla moda, se gli parli di sfilata. Che poi, ad essere onesta, io non ho mai vissuto la vita rionale – a parte una breve parentesi in cui ho servito in taverna – e a


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distanza di tanto tempo me ne ram- erano, come è giusto che sia, vere e marico. proprie attrici. Bravissime nel sorridere al pubblico che le applaudiva, Man mano che si avvicinava il se- camminavano a testa alta guardancondo week-end di settembre, era doti negli occhi senza timidezza, anzi tutto un crescendo. E il sabato, l’at- ammiccando in risposta ai complitesa della sfilata aveva un suo ritua- menti. I cavalli, ammetto che ogni le immutabile. Intanto si cenava tanto mi facevano un po’ paura presto perché poi dovevi assicurarti quando si imbizzarrivano, ma i cavaun buon posto per strada. E non lieri erano abilissimi nel tenerli a c’era bambino piagnucolante o ge- bada. E il bando… quanto mi piaceva nitore arrabbiato che riuscisse a sentir declamare il bando, quando farmi schiodare da una prima fila riuscivo ad avvicinarmi a Piazza duramente conquistata. Poi si usci- della Repubblica! Me ne sono anche va a piedi. Di solito guardavo la sfila- portata a Roma una copia incornita in via XX settembre. E spesso, ciata. anche da grandicella, con i miei: mi La cosa più divertente nei giorni divertivo di più. Non c’erano della sfilata e della Giostra era vedesmartphone, e dunque te la godevi re donne e ragazze in giro vestite in da cima a fondo senza l’ansia di do- jeans ma con fantastiche acconciaver subito pubblicare foto su Face- ture secentesche. Mi sono sempre book o Instagram. Le foto, se le chiesta se tra il sabato e la domenica volevi, le compravi il giorno dopo dal dormissero in piedi. A volte, anche il fotografo. Stampate. giorno dopo tornavo a vedere il corteo diretto verso il Campo de li Giochi. Se non sbaglio – vado a memoria - in testa al corteo c’erano il Comitato La Giostra in realtà non l’ho vista Centrale e la giunta comunale. Poi spesso. Non perché non mi piacesiniziavano i rioni, a partire dal vinci- se. Anzi. Sentire “punti: 90 – penalità: tore dell’edizione precedente. C’era 0 – tempo…”, con conseguente bola curiosità del palio, certo. C’era la ato del pubblico, era davvero emocuriosità di vedere in costume quelli zionante. E poi mi segnavo tutto, che conoscevi, ovvio. Ma soprattut- facevo i conti, avevo anche io il mio to, c’era quello che adoravo e adoro bravo schemino. Insomma, ero predi più: gli abiti delle dame. Autentici paratissima. Però avevo troppo ticapolavori che - lo confesso per la more di veder cadere qualche prima volta con non poco pudore - cavallo. Ma mi ricordo come fosse sognavo di indossare anche io un oggi che la gradinata dov’erano i figiorno. Mi ricordo che alcune dame guranti era l’ultima ad avere l’ombra,

e soffrivo il caldo per loro, con tutti quei broccati addosso. Ho accennato alla vita in taverna. Beh, ho fatto la popolana per un anno, ma non nel mio rione, che è lo Spada. Mea culpa, però mi sono accodata a degli amici in un altro rione. Mi sono divertita, ma ero imbranata e timida. Insomma, alla fine ho lasciato perdere. A proposito, chissà che fine ha fatto il mio vestito... Settembre passava così. E iniziava la scuola, che nemmeno te ne accorgevi. Sembra ieri davvero. Durante l’università vivevo a Perugia e di solito avevo gli esami, quindi ho perso un po’ di vista la Quintana. Poi la Scuola di Giornalismo, sempre a Perugia. Infine Roma. Ma proprio il vivere lontano, con gli anni, mi ha riavvicinato molto a Foligno e alla Quintana. E adesso, siccome - come mi dicono gli amici romani - “c’hai ’na certa” (hai una certa età), sto diventando sempre più nostalgica. E quando posso, torno a rivederla. Facce nuove. Nuovi figuranti. Eppure, quando aspetto per strada e comincio a sentire da lontano i tamburini che s’avvicinano, è sempre una gran bella emozione. E fa proprio casa. Sara Segatori - giornalista TG3


1987/96 1995 Norman Thagard è il primo astronauta americano a viaggiare a bordo di una navicella russa. In Italia il congresso di Fiuggi segna la fine del MSI e la nascita di Alleanza Nazionale, a dicembre nasce l’Ulivo con Prodi e Veltroni. Si scopre che la Statua della Quintana sotto la sua scorza nera nasconde i colori ed il restauro ci restituisce l’originale Dio Marte, quello del 1613. David Mercanti e Prince per il Rione Morlupo vincono la Sfida, la Rivincita è dominata da Paolo Margasini, Moro del Pugilli, con la straordinaria Ca’ Granda.


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1987/96 1996 Bill Clinton diventa Presidente degli Stati Uniti. Israele e OLP firmano l’accordo di Sharm El Sheik. Un incendio distrugge il teatro “La Fenice” di Venezia. La Quintana compie 50 anni. Ritorna l’abbinamento con la Lotteria Nazionale insieme al Festival dei Due Mondi di Menotti. Il Giotti, con Lorenzo Paci su Mirko, vince l’edizione straordinaria, la prima Giostra in notturna della storia della Quintana. La Sfida e’ ancora di Paolo Margasini con Ca’ Granda per il Pugilli, mentre la Rivincita è di Gianluca Chicchini con Great Gallery per il Croce Bianca che si aggiudica il palio ricamato da Anna Maria Rodante.


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1997/06 1997 Negli Stati Uniti Google registra il suo dominio. Bill Clinton inizia il suo secondo mandato di Presidente. Esce il primo libro di Harry Potter. Il 26 settembre un violento terremoto colpisce l’Umbria e le Marche. Dario Fo riceve il Nobel e Gianni Versace viene assassinato a Miami, Lady Diana muore in un incidente a Parigi e si spegne madre Teresa di Calcutta. Pierluigi Mingarelli è il Presidente dell’Ente Giostra dopo il ventennio di Picuti. La Quintana è abbinata per l’ultima volta alla Lotteria Nazionale. La Giostra straordinaria viene vinta da Paolo Margasini, su Ca’ Granda per il Rione Pugilli, che si ripete anche nella Sfida. La Rivincita, a causa del terremoto, non viene disputata.


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1997/06 1998 “Titanic” il film di James Cameron vince 11 Premi Oscar. In Italia la tragedia del Cermis: un aereo militare statunitense trancia il cavo di una funivia in Val di Fiemme e muoiono 160 persone. Muore Lucio Battisti, re della musica leggera italiana. La Quintana del dopo terremoto si presenta con due grandi novità: il presidente della Commissione Artistica propone la Fiera dei Soprastanti, meraviglioso mercato barocco e la Gara Gastronomica diventa Gareggiare dei Convivi, grazie alla collaborazione del Centro Agroalimentare, presieduto da Marco Caprai, e ai giovani ristoratori europei. A Faenza muore il cavaliere nero, Gianfranco Ricci. Franco si spegne tra le braccia di Willer Giacomoni. La Quintana perde uno dei suoi grandi protagonisti. Nella sua carriera Franco ha vinto 63 giochi di antico regime. La Sfida è ancora di Paolo Margasini su Ca’ Granda per il Pugilli, mentre nella Rivincita si impone Riccardo Conti su Larry’s Bar del Rione Ammanniti.


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1997/06 1999 Nasce il programma di messagistica istantanea MSN messenger service. Ciampi è il Presidente della Repubblica Italiana e muore l’indimenticabile Fabrizio De André. Piazza della Repubblica è invasa dalle impalcature e per la prima volta il cerimoniale del sabato sera, grazie ai rapporti con il comandate generale Plinio Paoli, si svolge nel cortile del Centro di Selezione della Caserma Gonzaga. Si chiude il triennio di presidenza di Pierluigi Mingarelli. Un incidente costa la vita al plurivittorioso Marcello Formica, il cavaliere che ha fatto la storia della Giostra. La Sfida è sempre di Paolo Margasini e Ca’ Granda del Pugilli, Lorenzo Paci su For a Friend si aggiudica la Rivincita per il Contrastanga. Ca’ Granda si infortuna e lascia le competizioni con sei allori come Piccolo.


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1997/06 2000 A Sidney si apre la XVII Olimpiade. Putin è il Presidente della Federazione Russa. Muore il mattatore Vittorio Gassman. Domenico Metelli è il nuovo Presidente della Quintana. La manifestazione accelera e nasce la Cena Grande per strada con 2000 commensali nel cuore della città.. Arrivano le dame Vip, dieci stelle del cinema e della televisione vengono sorteggiate per sfilare nei Rioni, la madrina ufficiale è la splendida Melba Ruffo di Calabria. L’Ente approva il regolamento per la salute e la salvaguardia del cavallo e redige il nuovo Statuto. Il 24 maggio una delegazione della Quintana è ricevuta da Papa Giovanni Paolo II che alla fine della visita, posa per la foto tra i personaggi. Pochi giorni dopo la Quintana è l’ospite d’onore del Concorso Ippico di Piazza di Siena. Apre il primo Quintana Point a Porta Romana e Tokyo Channel 12 gira un documentario sulla manifestazione. Si decide di separare le due Giostre: la Sfida va in scena a luglio e viene vinta da Lucio Antici, su Usciaddo de Sedini, del Giotti; la Rivincita di Settembre è di Riccardo Conti e Larry’s Bar dell’Ammanniti.


Devo ringraziare la famiglia del presidente Metelli ed in particolare Adele se ho avuto l’opportunità di venire a Foligno. Sì, si è trattato di un’intuizione tipicamente femminile. Adele infatti mi ha scelto esaminando una lunghissima lista di personaggi del mondo dello spettacolo, c’erano donne molto più belle e molto più famose, ma lei ha scelto me. Adele è una donna che si butta fino in fondo nelle cose in cui crede e mi ha voluta a tutti i costi. Mi sono sentita molto onorata di questa scelta che, tra l’altro, mi ha permesso di conoscere una famiglia meravigliosa, unita e che ama profondamente la sua città. E poi ho scoperto Foligno, una città bellissima piena d’arte, di cultura e, soprattutto, di fierezza per il suo passato. Non dimenticherò mai l’accoglienza che mi avete riservato nel 1997. Credetemi è molto significativo per una persona che viene da così lontano ricevere un bagno di folla spontaneo, caloroso, sincero e questo ha fatto veramente centro nel mio cuore. Nel mio cuore dove ora c’è Foligno, il centro dell’Italia. Penso che forse voi italiani siete un po’ viziati da questa dimensione della bellezza che iniziate a respirare fin dalla nascita. L’Italia è un Paese meraviglioso. Attraverso i libri di storia tutto il mondo, per conoscere le fondamenta della civiltà occidentale, deve studiare questa Penisola, studiare il percorso storico di un Paese con un destino importantissimo. Quindi io da Santo Domingo, dalla mia Santo Domingo nel cuore dei Caraibi, conoscevo l’Italia solo attraverso la storia dell’arte. Quando sono venuta qui sono rimasta incantata da tutta la bellezza che avete, da tutta la storia e dalla diversità di questo Paese che né costituisce la ricchezza. Dalla diversità delle culture, delle razze, delle religioni e delle idee. Tutto questo deve essere abbinato alla cultura latina, alla religione Cattolica e ad un passato glorioso, fatto anche di momenti difficili, che ha fissato nel vostro Dna la cultura di un popolo antichissimo. Questa ricchezza deve essere valorizzata proprio come ho visto a Foligno. Quando partecipai alla Giostra della Quintana mi sono detta: che meraviglia! Qui c’è davvero una grandissima civiltà, esiste la fierezza di

sentirsi partecipi di questo passato, senza giudicarlo, senza voler distinguere tra ricchi e poveri. E veramente mi sono augurata che tutta l’Italia, soprattutto il meridione che mi sta molto a cuore, cominci ad imitare voi folignati soprattutto per la partecipazione che c’è nella Quintana dove siete impegnati dai bambini ai nonni; nella ricchezza gastronomica proposta dalle taverne che guida il visitatore in un viaggio attraverso i sapori, i profumi, le usanze e l’artigianato. Insomma, quello che avete creato, lo avete creato con un tale amore che si percepisce fin da quando si arriva a Foligno. Non solo, questa impressione positiva è stata completata anche da quell’ombra di dolore che ho visto in città subito dopo il sisma del 1997. Non solo ho avuto l’opportunità di conoscere una città piena di entusiasmo e di festa, ma la settimana dopo ho visto la stessa città distrutta dal terremoto, da un dolore immenso. Sono voluta venire per stare vicino a quella gente che mi aveva aperto le porte del suo cuore. Sì, voi mi avete dato tanto. Ho partecipato al vostro

dolore e ho ricevuto una lezione di vita. Infatti, non potrò mai dimenticare a Colfiorito quella signora anziana con la sua espressione così serena e dignitosa nel suo dolore e questo per me è stato molto importante. L’anno dopo la mia casa è stata bruciata da un incendio. Quando sono entrata ed ho visto i miei ricordi distrutti mi è tornata alla mente l’immagine di quella donna di Colfiorito, mi sono fatta coraggio ed ho pensato: “Siamo vivi, ringraziamo Dio”, proprio come mi aveva detto lei. Proprio in quel momento mi sono resa conto di quanto mi avevate dato e quanto avevo imparato da voi. Ringrazio tutti i rioni perché quando ho sfilato per la prima volta ho avvertito un consenso trasversale che va oltre le legittime divisioni proprie dei contradaioli della manifestazione. La cosa più importante è stare insieme e valorizzare il nostro passato. Mi auguro che la Giostra della Quintana diventi sempre più importante. Melba Ruffo di Calabria


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1997/06 2001 George W. Bush si insedia alla Casa Bianca.I terroristi di matrice islamica colpiscono al cuore gli Stati Uniti con l’attentato alle Torri Gemelle in cui perdono la vita 2752 persone. A Novi Ligure Erika de Nardo, con la complicità del fidanzato Omar, uccide a coltellate la mamma e il fratellino. Muore Indro Montanelli, padre nobile del giornalismo italiano. La nuova madrina della Quintana è l’attrice Barbara d’Urso. Il Presidente Metelli lancia l’idea del Carnevale Barocco che si realizza a gennaio con il nome di “Carnevale Ritrovato”. Muore Paolo Giusti, straordinario campione del Campo de li Giochi e scompare Alberto Malgarini, il costumista e scenografo che insieme ad Anna Maria Rodante aveva cambiato la foggia dei costumi da francese a spagnola. Il maestro della Leica Charles Henneghien fotografa la manifestazione e nasce il primo talkshow “Notti di Quintana”. Storica cena a base di cacciagione nella casa di Cancellara del Presidente per sancire il patto d’onore tra Priori sul mercato dei cavalieri. Riccardo Conti e Larry’s Bar dell’Ammanniti vincono la Sfida, mentre la Rivincita è di Lorenzo Paci su Malastrana del Contrastanga.


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1997/06 2002 Il primo gennaio arriva l’Euro, Marco Biagi viene assassinato a Bologna dalle Brigate Rosse. Padre Pio viene proclamato Santo e i Savoia possono ritornare in Italia. A Foligno arriva il Presidente della Repubblica Ciampi e la Quintana rende omaggio al Capo di Stato. Domenico Metelli diventa presidente della Federazione Europea delle Feste e Manifestazioni Storiche e porta la sede a Foligno. La Quintana va a Siena per rendere omaggio all’arcivescovo Antonio Buoncristiani: è la prima volta che una delegazione in costume viene ricevuta nella città del Palio. Sandro Vannucci e Marco Mattolini realizzano per RAI due “la Giostra del Tempo”, uno splendido documentario che racconta la Quintana. La Sfida la vince Paolo Margasini in sella a Malastrana. Paolo eguaglia Formica e Giusti con undici vittorie. La Rivincita è di Riccardo Conti su Lady Mix per il Rione Ammanniti, anche se la Giostra era stata vinta da Lucio Antici e Valdyou dello Spada, ma il cavallo era risultato positivo all’antidoping.


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1997/06 2003 A Nassiriya un’autobomba uccide dodici carabinieri, cinque militari dell’esercito e due civili italiani. Muoiono l’avvocato Gianni Agnelli, il grande Alberto Sordi e il giornalista Sandro Ciotti. Il campione Michael Jordan si ritira. Il Ministro per l’Innovazione e le Tecnologie, Lucio Stanca è ospite della Quintana e rimane affascinato dal Gareggiare dei Convivi, che ritarda il suo rientro a Roma. L’Ente organizza a Palazzo Candiotti il primo convegno nazionale “il Cavallo e i Giochi Storici” e pubblica il bando per cinque borse di studio sul Barocco. La Sfida la vince ancora Riccardo Conti su Lady Mix per l’Ammanniti, la Rivincita sorride di nuovo al Gagliardo.


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Sono passati molti anni da quella cena ma il ricordo è ancora vivo. E’ stato sufficiente trascorrere un paio d’ore in compagnia di chi, invece, si occupa quotidianamente della Giostra della Quintana e dei temi ad essa annessi per capire quanta frenesia e quanta passione ci sia nel vivere questa bellissima manifestazione. L’eccitazione e l’ardore si leggevano in faccia delle persone coinvolte man mano che l’evento stava per avvicinarsi. Riproporre la storia e mantenere le proprie tradizioni significa far capire alla gente, specialmente ai giovani, da dove arriviamo. Nell’era della globalizzazione e dell’ipertecnologica, il ricordo delle proprie ori-

gini e delle tradizioni popolari è di primaria importanza per poter mantenere una propria identità, c’e’ una sete di cultura delle diversità, un forte desiderio di custodire le proprie differenze. Ho trascorso davvero una serata eccitante all’insegna di un sano e spettacolare entusiasmo. Il mio personale augurio è che i prossimi settant’anni possano essere ancora più esaltanti e calorosi di quelli appena trascorsi Con affetto Paolo Rossi


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1997/06 2004 Nasce Facebook grazie a due studenti di Harvard, Mark Zucherberg e Andrew McCollum. L’Olimpiade torna ad Atene dopo cento otto anni. In Italia, a Mazara del Vallo, scompare la piccola Denise Pipitone, il giornalista Enzo Baldoni viene ucciso in Iraq. Muoiono il campione Marco Pantani e l’attore Nino Manfredi. L’Ente organizza la Giostra Storica in Piazza della Repubblica a febbraio. Gareggiano 5 cavalieri: Paolo Margasini, David Mercanti, Lorenzo Paci, Daniele Scarponi e Luca Innocenzi che vince il gioiello. Nasce il “Quintana Store” in Piazza della Repubblica per la vendita di gadgets e materiale promozionale. In vista del sessantennale l’Ente chiede il ritorno in città della Madonna di Foligno di Raffaello. Per la prima volta Willer Giacomoni, figlio del grande Mario, vince la Sfida in sella a Queen Ascot, mentre la Rivincita è di Daniele Scarponi su Mon Valley del Giotti.


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Cavalieri protagonisti Il nuovo millennio Un decennio e mezzo di Quintana. Tre lustri, quelli che hanno inaugurato il terzo millennio, caratterizzati (dal punto di vista tecnico) da addii eccellenti ed annunciati, grandi affermazioni, zampate di vecchi leoni, promesse più o meno mancate e meteore che sono velocemente passate, lasciando solo un segno fugace della loro apparizione. La prima metà del decennio che ci siamo lasciati alla spalle, ha visto la parabola discendente e conclusiva del terzo “grande” di sempre (insieme a Marcello Formica e Paolo Giusti) della Giostra della Quintana. Stiamo parlando di Paolo Margasini, cavaliere plurivittorioso del Campo de li Giochi, che all’indomani delle tenzoni del 2006, ha deciso di appendere la lancia al chiodo. Una scelta, dettata da ovvi motivi anagrafici, maturata al termine di una carriera ricca di successi e soddisfazioni, che hanno fatto del fantino folignate uno, anzi “il”, protagonista principale di tre decenni di Quintana, con vittorie ed allori, partiti dal lontano 1988 e terminati, dopo la cavalcata trionfale degli anni ’90 quando girava in sella alla mitica Ca’ Granda, con l’ultima, indiscussa, vittoria del giugno del 2002. Un testimone, quello di Margasini, lasciato, a nostro avviso, ad un altro cavaliere di casa nostra, Daniele Scarponi, attuale portacolori del rione Spada. Al pari di Margasini, gli esordì di Daniele Scarponi (seconda metà degli anni 90’) non sono stati propria-


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mente esaltanti. Poi, accasatosi dalle parti del rione Giotti, finalmente in tandem con un purosangue all’altezza della situazione (Mon Valley), Scarponi ha cominciato a dare il meglio di sé, macinando una serie di vittorie incredibili (tre palii praticamente consecutivi tra 2004, 2005 e 2006), che hanno lanciato la contrada di Piazza Faloci nell’olimpo quintanaro. Chiusa l’esperienza in bianco azzurro, ecco l’approdo in quel di via Butaroni, alla corte del Croce Bianca. Ad attendere Scarponi c’era Scala Minore, velocissima ma, forse, incompresa, purosangue della scuderia rossocrociata. Ebbene, dopo un avvio in tono minore (Sfida 2009), Scarponi ha preso le misure al suo cavallo, conducendolo verso due straordinari successi, Rivincita 2009 e Sfida 2010. L’avventura rosso crociata di Scarponi è quindi continuata con altri straordinari successi. Nel 2012, centra entrambe le Giostre con due cavalli diversi. In giugno in sella ad Agresti ed a settembre insieme a Big More. Quindi, l’ultimo acuto in qualità di Fedele del Croce Bianca. Quello del settembre 2014 in sella a Woman in Rose. Il testimone lasciato da Paolo Margasini e passato decisamente in buone mani. Come non ricordare, in questa indagine retrospettiva, anche la grande stagione quintanara del faentino Riccardo Conti che, proprio tra il 2000 ed il 2003, ha conosciuto il punto apicale della sua esperienza folignate. Cinque vittorie negli anni 2000 (alle quali si unisce quella del 1998), che hanno fatto di Riccardo Conti, più di Gianfranco Ricci, Mario e Willer Giacomoni , Gianni Vignoli ed Alfiero Capiani, il romagnolo più vincente in terra folignate. La seconda metà del decennio, invece, ha visto l’imporsi di un nuovo grande talento, prodotto della più consolidata tradizione ippica folignate. Luca Innocenzi, ecco il suo nome, si è affermato dopo un quinquennio di dura gavetta; poi, grazie ad una grande professionalità ed in tandem ad un purosangue affidabilissimo (Naval War), Innocenzi ha potuto dimostrare (Sfida 2007 e 2008) tutte le sue enormi potenzialità. Un bis di successi completato, nel periodo della sua militanza casserina, con il trionfo nella Rivincita del 2011, in sella a Torta

di Mele. Quindi il passaggio al Contrastanga. Da quelle parti (c’è approdato nel 2013), Innocenzi ha raccolto meno di quanto abbia seminato: un solo alloro (Sfida 2014 in tandem con Guitto), ma con un palmares che da altre parti (Ascoli Piceno su tutti) comincia a diventare davvero sontuoso. Da uno dei più giovani, al più “vecchio” che, proprio alla fine del 2015 ha deciso di appendere la lancia al fatidico chiodo. Stiamo parlando di Gianluca Chicchini, per il quale il periodo che ci siamo lasciati alle spalle, non ha rappresentato il classico “Sunset boulevard”. Le sue primavere, infatti, avevano svettato da tempo i “40” ma, ancora nel 2005 e 2006, il vecchio leone del Campo de li Giochi (ne calcava le scene dal 1988), ha dato la sua zampata…..Vincente. L’aria del Contrastanga lo ha rigenerato, facendogli riassaporare quel gusto della vittoria che gli mancava dal 1996. Ma ancora nel 2013 e 2014, dalle parti del Rione Spada, ha rischiato seriamente di primeggiare ancora. “Chapeau” per questo fantino folignate, che con la sua dedizione, ha nobilitato ed onorato ancor di più la Giostra della Quintana. Gli anni 2000, almeno sulla carta, dovevano essere il periodo della definitiva consacrazione di Lorenzo Paci. Dopo gli inizi scoppiettanti (tre successi tra 1993, 1996 e 1999), ed un 2001 conclusasi con una grande vittoria in sella a For a Friend, per il giovane folignate (dal 2002 passato al Badia) è cominciato un periodo interlocutorio, fatto di bocconi amari e delusioni. Cinque anni, quelli trascorsi dalle parti di San Salvatore Piccolo, poco produttivi per Paci che, solo alla fine del decennio (Rivincita 2008), ha ritrovato la soddisfazione del successo alla corte della scuderia puellara. Non è più giovanissimo, ma la sua faretra non è priva di frecce da scagliare ancora verso il bersaglio grosso. Ora, dalle parti del Morlupo, sembra aver ritrovato il feeling con le prestazioni maiuscole. La fine del primo decennio degli anni 2000, inoltre, ha visto la definitiva consacrazione di un giovane talento della nostra grande tradizione equestre: Massimo Gubbini. Cavaliere validissimo, nonché preparatissimo tecnico Federale, Gubbini dopo anni di Giostre (ha esordito nel 2002) buttate alle or-

tiche, ha finalmente trovato la quadratura del cerchio in quel del rione Giotti. A Piazza Faloci, sotto la sapiente guida di Fabio Cruciani e di tutto lo staff tecnico della contrada gigliata, Gubbini ha inanellato una serie incredibile di vittorie che andiamo ad enumerare: Rivincita 2010 e Sfida 2011 in sella a Baccani. Sfida e Rivincita del 2013 in tandem con Lord Colossus. Sfida 2015 ancora con Lord Colossus, Rivincita 2015 in sella a Gioia Unica. Un crescendo impressionate di vittorie (unite al altri successi in altre Giostre similari alla nostra come quella di Ascoli) che fanno di Gubbini una delle più importanti “certezze” dell’attuale. Si diceva, in apertura, delle “meteore” che hanno calcato la scena del “Campo de li Giochi” con fortune alterne. Meteore vincenti, come Willer Giacomoni, Emanuele Capriotti, e Matteo Martelli che dopo aver timbrato il cartellino con il primato (2004 per il romagnolo, 2007 per il fantino ascolano e 2009 per il folignate Martelli), non sono più riusciti a ritrovare la magia che gli aveva consentito di salire sul gradino più altro del podio quintanaro ed ora non fanno più parte del ranking folignate. Gradino più alto, calcato anche da Lucio Antici proprio all’inizio del primo decennio del nuovo secolo (Sfida 2000) ma mai bissato negli anni successivi, contraddistinti da una innumerevole serie di onorevoli piazzamenti. Altre meteore sono passate senza lasciare alcun segno, altre potrebbero ritornare con più fortuna, mentre gli anni 2000, hanno visto la parabola conclusiva di una storia quintanara che ha lasciato, spessissimo, l’amaro in bocca a tutti i quintanari. Quella di Emanuele Filippucci, capace di performance eccezionali in termini cronometrici, ma di altrettanti errori che ne vanificavano, all’atto conclusivo, i vari “miracoli” posti in essere durante le gare. La sua resta, malgrado l’unica vittoria del 1990, una carriera decisamente incompiuta.


1997/06 2005 You Tube fa il suo esordio sul web. Strasburgo approva la Costituzione Europea.A Sharm El Sheik attentato di Al-Qaida: nella strage si contano novanta morti tra cui sei italiani. Muore Papa Giovanni Paolo II e il nuovo pontefice è il Cardinale Ratzinger. Il Campo Prove si arricchisce con la pista dritta di 800 metri. Scompare Dante Mattoli, vice presidente dell’Ente negli anni pionieristici. Scoppia di nuovo la polemica sul Palio “fotografico” di Virginia Ryan. Vince la Sfida Daniele Scarponi su Mon Valley per il Giotti, la Rivincita è di Gianluca Chicchini su Express Dissident del Contrastanga.


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1997/06 2006 Nasce Twitter e ad Oslo viene ritrovato “l’Urlo” di Munch. Torino ospita i Giochi Olimpici Invernali. Giorgio Napolitano inizia il suo primo mandato di Presidente della Repubblica. Dopo 43 anni di latitanza viene arrestato il boss di cosa nostra, Bernardo Provenzano. La Quintana festeggia sessanta anni e ad Assisi, una delegazione viene ricevuta al Sacro Convento e riceve la benedizione di padre Coli. La Giostra finisce sulle figurine: l’Ente edita il primo album sulla manifestazione. Ultima edizione del Carnevale Ritrovato. Diventa realtà la scuola artieri dei rioni in collaborazione con l’Università di Perugia. La Rivincita e’ di nuovo di Daniele Scarponi e Mon Valley del Giotti, mentre Gianluca Chicchini su Express Dissident del Contrastanga trionfa nella Rivincita.


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2007/16 2007 Apple lancia sul mercato l’Iphone, in Europa arriva la Play Station 3. Viene uccisa a Perugia la studentessa inglese Meredith Kercher. Sette operai muoiono in un incidente alla Thyssen Krupp di Torino. Un sedicente futurista colora di rosso l’acqua della Fontana di Trevi. L’MB 339 del solista delle Frecce Tricolori viene esposto a Porta Romana. Intanto la Quintana approda di nuovo su Rai 2 nella trasmissione “Sereno Variabile”. Foligno e’ sempre più la Città della Quintana e ora, grazie alla passione del consigliere comunale Ivano Bruschi, lo certifica anche la segnaletica stradale. Inizia il terzo mandato del presidente Metelli e la Giostra invade le reti Mediaset con un spot promozionale. Luca Innocenzi e Naval War per il Cassero si impongono nella Sfida, mentre a Settembre la Giostra e’ di Emanuele Capriotti su Ripanera del Rione Ammanniti.


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2007/16 2008 Barack Obama è il 44esimo Presidente degli Stati Uniti d’America e la Apple presenta Macbook Air, il computer più sottile al mondo. Pechino ospita le Olimpiadi, mentre in Italia la Cassazione autorizza l’interruzione della nutrizione artificiale per Eluana Englaro. A Foligno la Quintana cambia il regolamento di Gara. Dopo decenni il Comitato Centrale delibera il nuovo diametro degli anelli, il “cerchione” da dieci centimetri va in pensione e gli anelli sono di otto centimetri per la prima tornata, sei per la seconda e cinque per la terza. La manifestazione partecipa alla Borsa Italiana del Turismo di Milano e, intanto, l’Ente mette in vendita la vecchia sede del rione Pugilli di via Mentana. La Sfida è ancora di Luca Innocenzi su Naval War del Cassero, mentre la Rivincita la vince Lorenzo Paci su Go Betty Go per il Pugilli.


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2007/16 2009 E’ l’anno di “Avatar” e della nuova frontiera del 3D. Cameron bissa il successo di “Titanic”. In Italia muore il regista Mario Monicelli, uno dei grandi maestri della commedia all’italiana. Il terremoto a L’Aquila fa trecento nove vittime. La Quintana piange Amedeo Ciancaleoni, uno dei grandi della manifestazione. Amedeo è stato 30 anni Priore del rione Giotti, cavaliere di Giostra, Maestro di Campo, decano dei priori e vice presidente della manifestazione. L’Ente lancia i pacchetti turistici per attrarre visitatori e la Quintana finisce anche dentro una puntata della popolare fiction “Don Matteo”. La Sfida la vince il debuttante Matteo Martelli in sella a Catalifi del rione La Mora, la Rivincita vede il trionfo di Daniele Scarponi sulla velocissima Scala Minore per il Croce Bianca.


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2007/16 2010 Viene inaugurato a Dubai il Burj Khalifa, il grattacielo più alto del mondo, il principe William d’Inghilterra annuncia il fidanzamento con Kate Middleton. A Torino si apre l’ostensione della Sindone. Vengono uccise la 15enne Sarah Scazzi e la 13enne Yara Gambirasio. Il Corteo della Quintana si arricchisce della presenza della governatrice dell’Umbria, Catiuscia Marini che afferma: “è un onore indossare l’abito barocco”. Nel Corteo sfilano pure il presidente della provincia Vinicio Guasticchi e gli assessori provinciali Donatella Porzi e Carlo Antonini. Francesca Testasecca diventa Miss Italia, aveva sfilato per il rione Giotti nell’edizione di giugno. Daniele Scarponi vince la Sfida in sella a Scala Minore per il Croce Bianca, nella Rivincita risponde Massimo Gubbini su Baccani per il Giotti.


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2007/16 2011 E’ l’anno dei matrimoni da favola: si sposano il principe Alberto di Monaco con Cherlene Wittstock e il principe di Galles William con Kate Middleton. In Giappone uno tsunami provoca il disastro nucleare di Fukushima. A Sepang, in Malesia, muore il pilota Marco Simoncelli. La Quintana è investita dalle polemiche dopo le sentenze della vicenda doping legata all’”Operazione Zodiaco” del 2006. Il ministro Brambilla si scaglia contro la Giostra dopo la pubblicazione delle intercettazioni. Il sindaco Mismetti difende la manifestazione. L’Ente risponde con il centro di ricovero per i cavalli di Giostra. Intanto la Quintana vara il primo educational per promuovere la manifestazione e la città, a giugno e a settembre arrivano i giornalisti specializzati per vivere il clima quintanaro. Massimo Gubbini su Baccani per il Giotti vince la Sfida, la Rivincita e’ di Luca Innocenzi con Torta di Mele per il Cassero.


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2007/16 2012 Facebook debutta in borsa ed il Premio Nobel viene assegnato all’Unione Europea. La nave Costa Concordia naufraga davanti all’Isola del Giglio, muoiono 32 persone. La Quintana riceve dal Presidente della Repubblica due medaglie per i vincitori di Giostra. Grazie a Lucio Cacace ritorna il Cantaquintaniere. La Quintana avanza la sua candidatura all’Unesco. Muoiono il regista Lino Procacci, monsignor Arduino Bertoldo e il giornalista Giuseppe Tardocchi. Arriva anche il nuovo cerimoniale in Piazza con l’arruolamento e il Bando alla fine del Corteo. Nasce l’ufficio marketing dell’Ente, per la prima volta viene commercializzato un calendario artistico. A Settembre grande emozione per l’arrivo del cardinale Giuseppe Betori che benedice i cavalieri di Giostra. Arriva subito il primo risultato nel nuovo staff della comunicazione: il week-end della Quintana registra un aumento delle presenze turistiche con un lusinghiero 24%. Sfida e Rivincita sono del Croce Bianca con Daniele Scarponi su Agresti e Big More.


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2007/16 2013 Papa Benedetto XVI si dimette e diventa Papa Emerito, il conclave vota Jorge Bergoglio, Papa Francesco. Grave incidente di sci per Micheal Schumacher, muoiono la “Lady di Ferro”, Margareth Thatcher e Nelson Mandela. A Foligno si tiene il primo seminario per tecnico di Giochi Storici, la Quintana ritorna su Rai Uno con Roberto Olla. Scompare Edgardo Venerini, ultimo presidente della Società Operaia di Mutuo Soccorso. A Porta Romana arriva il monumento al cavallo per celebrare i quattrocento anni dalla Giostra del 1613. I tamburini protagonisti di Dancity suonano con il grande Sheckleton. Le frecce tricolori passano sopra al Campo de li Giochi durante la Giostra. Al campo de li Giochi lo spettacolo pirotecnico del campione di fuochi d’artificio Telesforo Morsani. Successo per il Quintana Channel, la trasmissione ufficiale dell’Ente e per il nuovo sito della manifestazione quintana.it. Non manca la polemica: l’Ente deve rispondere agli attacchi di Stefania Filipponi che contesta i contributi del Comune alla Quintana. La querelle termina di fronte alla terza commissione quando si conoscono realmente le cifre giuste. Le Giostre del quattrocentennale sono del Giotti che vince Sfida e Rivincita con Massimo Gubbini e Lord Colossus.


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2007/16 2014 Scompare a Città del Messico il Premio Nobel per la Letteratura, Gabriel Garcia Marquez. Samantha Cristoforetti è la prima donna italiana astronauta. Paolo Sorrentino vince l’Oscar come miglior film straniero con “La Grande Bellezza”. La Nutella compie 50 anni. La Quintana partecipa alla tradizionale cavalcata dei Magi di Firenze ed è presente alle solenni celebrazioni in onore di Santa Angela da Foligno. Il 18 gennaio torna in città la madonna di Foligno di Raffaello. L’Ente edita il volume celebrativo “Foligno 1613. La Quintana e la Città”. Gli operai della Merloni sono ospiti della Cena Grande: alla serata prendono parte il maestro Vince Tempera e la soprano Alessandra Ceciarelli. La Quintana perde due personaggi: scompaiono Renzo Trombettoni, indimenticabile Maestro di Palazzo, per 50 anni custode geloso della tradizione e Otello Margasini, titolare della scuderia folignate che ha vinto tutte le Giostre d’Italia. L’anno quintanaro si conclude al Campo Prove dell’aeroporto con il saggio della scuola cavalieri. La sfida è di Luca Innocenzi su Guitto per il Contrastanga, mentre Daniele Scarponi si impone nella Rivincita con Woman in Rose per il Croce Bianca.


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2007/16 2015 L’anno inizia con l’attentato terroristico nella sede del giornale satirico Charlie Hebdo, il bilancio e’ di 12 morti. Gli Stati Uniti pongono fine all’embargo con Cuba. Sergio Mattarella è il Presidente della Repubblica e Papa Francesco annuncia il Giubileo Straordinario. Con qualche polemica pre elettorale inizia il quinto mandato del presidente Metelli. Ma l’evento dell’anno è la partecipazione all’Expo con un meraviglioso Banchetto e il Corteo. Ci lasciano tre priori storici come Lucio Bocci dello Spada, Ugo Capoccioni del Cassero e Giampaolo Properzi del Badia. Scompare anche Mastro Sante, al secolo Sante Costanzi, artigiano che ha fabbricato per tanti anni le lance di giostra. Un ricordo particolare merita Alberto Mesca, popolarissimo editore de il Cittadino. Manuela Marinangeli intervista Enrico Mentana che ricorda le sue due dirette degli anni 80. La Cena Grande diventa Convivio in Onore di Dama e Cavaliere e si svolge nei Rioni prima della presentazione ufficiale dei Palii di Giostra. L’Arcivescovo di Siena, Monsignor Antonio Buoncristiani, benedice in Piazza i cavalieri. L’avvocato Giuseppe Mancini, autore del bando, compie cento anni. La Rivincita è macchiata dal lancio in Campo di una lattina di birra da parte di un giottino durante la tornata del Fedele di Croce Bianca. Sfida e Rivincita sono del Giotti con Massimo Gubbini, rispettivamente su Lord Colossus e su Gioia Unica.


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I cavalli che hanno fatto la storia della Quintana


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Il tocco felpato del galoppo sull’erba e sulla sabbia. Un suono che ferma il respiro dei quintanari durante la tornata e caccia in gola l’urlo che verrà liberato solo alla fine della curva. L’emozione della Giostra è tutta qui ed ha un solo, assoluto protagonista: il cavallo. L’albo d’oro ricorda i vincitori, perché la loro generosità ha scritto pagine indimenticabili nella storia della Quintana. E la Quintana è ricca di aneddoti relativi anche ai cavalli che non ce l’hanno fatta a consegnare ai posteri il loro nome. Il simbolo della Quintana pionieristica è sicuramente lui, Morello, il baio che durante l’anno accompagnava i folignati nell’ultimo viaggio e a settembre si cimentava al Campo de li Giochi. Non si tratta di un campione, ma esprime tutta la generosità di questi animali tanto cari ai quintanari. Dei primi campioni abbiamo solo qualche foto ingiallita dal tempo che testimonia grandi trionfi . La prima a fregiarsi dell’alloro fu Isabella, cavalla dal nome accattivante, della quale altro non

si ricorda se non che fu montata da Gian Livio Sorbi per il Rione Croce Bianca nel 1946. Molto di più sappiamo invece degli altri cavalli, che scrissero nel corso degli anni il loro nome sull’Albo d’oro. Si tramandano racconti di corse sfrenate al Campo de li Giochi per suggellare vittorie storiche, ma si ricordano anche stranezze e grandi rifiuti. Proprio come quello cele- bre di Vaporetto. Nel 1948 questo cavallo, reduce dalla vittoria per il Rione Ammanniti dell’anno prima, durante le le prove ufficiali, all’uscita della curva che conduce alla diagonale del primo anello, ebbe uno scarto e trascinò fuori pista il cavaliere Alberto Moretti. Inutili si rivelarono i successivi tentativi. I tecnici del Rione le provarono davvero tutte e raccontano le cronache di allora che si arrivò no a svuotare la vici- na piscina comunale “perché - riportiamo fedelmente - potevano essere i rilessi del sole sull’acqua ad abbagliare la vista del destriero”. E ancora, Vaporetto fu portato al cospetto dell’immancabile mago, affinché lo “stregone” di turno potesse togliergli la iettatura, ma non ci fu niente da fare, quell’anno Vaporetto disse...no! Gli anni seguenti furono quelli di Blu, Stella, Faro e Violetta detta “Bisteccona”, Rascel, Rondinella, Sofia, Briosa, con il manto grigio moschettato, Baiardo, Freccia, Diana. Poi arrivò il momento del campione di tutti i tempi: il mitico Piccolo, uno splendido baio cresciuto nelle campagne di Foligno, che per sei volte fece sua la Giostra. Un record che è stato eguagliato dalla splendida Ca’Granda e in- seguito da Draghetto e Bolero IV, fermi entrambi a cinque vittorie. E proprio il primo, dopo un intermezzo segnato da Briosa, Raschel e Sofia, fece la fortuna della scuderia del Morlupo. Un’egemonia, quella di Draghetto, interrotta solo da Baiardo nel 1970. Ma gli anni Settanta consacrarono un altro campionissimo come Nabucco. Il figlio di Zibellino allungò la serie di vittorie di Paolo Giusti e lasciò la scena, dopo altre due vittorie, nel ‘84. Ed ecco gli anni ‘80, quelli dei

record dei 58 e 57 secondi che hanno reso la Quintana la Giostra più prestigiosa e difficile d’Italia. Scocca l’ora dei purosangue ed arrivano Zirmia e Piccolo Fiore di Gianfranco Ricci, Selmonsson di Mario Giacomoni e poi Urso, Perla Blu e Malesia. Ma in questo periodo gli anglo-arabo-sardi non ammainano certo bandiera e raccolgono onori e gloria con Alì, Cherie, Ringo, Tiberio, Veronica, Corallo de Florinas, Corsaro, Stellina, Gordon, Garrido, Galoppatore, Ettore, Sintassi e Nibbio de Florinas. Tuttavia il mito, simbolo della Quintana moderna, è lui, Bolero IV, figlio di Medar e Quaresima, che ha dettato legge per un decennio al Campo de li Giochi. Vivo è il ricordo delle sue cinque vittorie per il Croce Bianca e del record della pista imbattuto fino al 1993. La galleria dei Campioni prosegue con Pazosu de Zamaglia, Talmisa, Prince, Larry’s Bar, Ca’Granda, la baia supersonica del Pugilli che ha centrato addirittura sei vittorie in sei anni. Poi con un solo alloro troviamo Mirko, Great Gallery del Crocebianca, Usciaddo de Sedini e Queen Ascot del Morlupo. E ancora i campioni più recenti come For a Friend e Mala Strana del Contrastanga, Lady Mix dell’Ammanniti che vanta 3 vittorie in altrettante partecipazioni, oppure Mon Valley del Giotti, tre centri anche per lei, per arrivare ad Express Dissident, Naval War del Cassero e Scala Minore del Croce Bianca con due centri ciascuno. Ed in questi anni Ripanera, Go Betty Go, Catalifi, Baccani, Torta di Mele, Agresti, Big More, Lord Colossus con tre allori, Guitto, Woman in Rose, Gioia Unica e l’ultimo vincitore City Hunter. Tanti campioni che ci hanno regalato Giostre memorabili ed emozioni fortissime. Tanti esemplari diversi accomunati però dalle caratteristiche che Federico Tesio, il padre del galoppo italiano, sintetizzava mirabilmente così: “I cavalli corrono con i polmoni, perseverano con il cuore e vincono con il carattere”.


Le emozioni della Sfida di giugno Il primo segmento quintanaro di questo settantesimo compleanno della Quintana, si è chiuso, nella notte del 18 giugno 2016, all’insegna del delirio più sfrenato delle moltitudini giallo nere del rione Spada che, dopo 31 anni di attesa, hanno finalmente riassaporato la gioia del trionfo in quel del “Campo de li Giochi”. Il testimone lasciato da Gianfranco Ricci, il mitico “cavaliere nero” degli anni ’80, è stato vittoriosamente raccolto da Daniele Scarponi, plurivittorioso fantino folignate, il quale con una superba prestazione in sella a City Hunter, culminata con il nuovo record di pista - 53’ 15” -, ha centrato il nono successo della sua straordinaria carriera. E se Daniele Scarponi non ha deluso le aspettative della vigilia, non possiamo dire altrettanto per i suoi antagonisti di sempre, Massimo Gubbini e Luca Innocenzi, che nella notte quintanara di giugno sono stati in partita solo per pochi secondi. I portacolori del Giotti e del rione Contra-


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stanga, rispettivamente in sella a Wind of Passion e Guitto, infatti, hanno avuto più di un problema con le bandierine le quali, beffarde, ne hanno decretato la quasi immediata eliminazione. Bandierine letali anche Lorenzo Paci del Morlupo e Pierluigi Chicchini del rione Pugilli. Il Baldo della contrada di Piazza San Francesco, in tandem con Lanunio, dopo una promettente prima tornata, è uscito di scena nel corso del giro successivo, dopo aver impattato la solita bandierina. Più cocente, invece, l’eliminazione del portacolori del popolo puellaro. Il Moro, in sella ad Edward England, aveva realizzato il miglior tempo della prima tornata ma, anche lui, ha dovuto abbandonare la gara dopo aver “divelto” una bandierina nel corso della seconda carriera. Chi, dal canto suo, non ha sbagliato nulla, ponendo in essere l’altro percorso netto della serata, è stato il debuttante Manuel de Nobili dell’Ammaniti. Il Gagliardo, ennesimo faentino approdato dalle parti di via Arti e Mestieri, ha sfoderato, insieme alla sua Rio Rose, una perfomance da vero veterano, collocandosi con merito sul secondo gradino del podio quintanaro della Giostra della Sfida. Pur sbagliando un anello durante la terza tornata, è riuscito ha chiudere la sua Sfida al terzo posto della classifica finale. Stiamo parlando di Riccardo Raponi del rione Croce Bianca il quale, in sella a Woman in Rose, ha comunque condotto in porto una prestazione, nel suo complesso, incoraggiante. Da sottolineare anche il buon esordio folignate di Mattia Zannori del rione La Mora. Se la gara del giovane fantino di San Gemini è stata “macchiata” dall’errore sugli anelli commesso durante la seconda tornata, quanto fatto vedere nella prima, corsa in sella a Regina Bea, ha palesato delle


ottime potenzialità che non tarderanno ad esprimersi compiutamente. Quella di giugno, invece, è risultata l’ennesima occasione perduta da parte del volenteroso Cristian Cordari del rione Badia. La prima tornata, corsa egregiamente in sella a Nitro Horse con il tempo di 53’ 32”, aveva concretamente illuso il suo popolo. Poi, il repentino ed impietoso ritorno alla realtà nel giro successivo, quando l’Ardito ciccava un bersaglio. Peccato…Le schiere di San Salvatore Piccolo e Piazza Garibaldi, meriterebbero davvero quella suprema soddisfazione che, da quelle parti, latita ormai da troppi anni.


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Infine, che dire di Marco Remoli. Il folignate chiamato dal rione Cassero a difenderne le sorti al Campo de li Giochi, forse più degli altri esordienti, in quanto folignate, ha avvertito il peso della responsabilità del doversi esibire davanti al proprio pubblico. Il Pertinace, in sella a Saluggia Dream, è andato subito fuori per un errore sugli anelli ma, ne siamo sicuri, a settembre saprà sicuramente rifarsi.


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Il Priore Marco Guidoni

La Dama Camilla Ruggiti

Il Cavaliere Manuel De Nobili


Il Cavaliere Cristian Cordari

Il Priore Raoul Baldaccini

La Dama Eleonora Donati


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La Dama Marina Bonamici

Il Cavaliere Marco Remoli

Il Priore Giorgio Recchioni


Il Priore Francesco Felicioni

La Dama Lara Bartoli

Il Cavaliere Luca Innocenzi


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La Dama Maria Paola Rapicetti

Il Cavaliere Riccardo Raponi

Il Priore Andrea Ponti


Il Cavaliere Massimo Gubbini

Il Priore Marco Terzarede

La Dama Roberta Sclippa


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Il Priore Alessio Albani

Il Cavaliere Matteo Zannori

La Dama Elena Pallini


Il Cavaliere Lorenzo Paci

Il Priore Elissabetta Maggi Leoncilli Massi

La Dama Manuela Marinangeli


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La Dama Stefania Diamantini

Il Priore Stefano Mattioli

Il Cavaliere Pierluigi Chicchini


Il Cavaliere Daniele Scarponi

Il Priore Alessio Castellano

La Dama Simona Toni


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Gara canora tra i rioni 2

Presidente di Giuria / Alessandra Ceciarelli Presidente di Giuria Premio della critica / Sergio Menghini

Rione Ammanniti / Pamela Zampolini

Direttore Artistico / Lucio Cacace

Rione Badia / Sara Pizzoni

Rione Croce Bianca / I Cenette e Goliardia


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Rione Morlupo / Balla coi lupi vincitori del premio “Innamorati del Centro�

Rione Cassero / A little bit of CCS

Rione Pugilli / Meglio Mori che mais

Rione La Mora / I verdi per caso

Rione Contrastanga / Costanza Pinchi

Rione Giotti / Andrews Sorbelli

Rione Spada / Francesco Stramaccia


Alessandra Ceciarelli

Raoul Maiuli

Augusto Bartolini

I CAT


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Simona De Bartolo


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Palio di Settembre

Ostinazione del nodo

Nato a Forlì nel 1977, Nicola Samorì vive e lavora a Bagnacavallo (Ra). Ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Bologna dove si è diplomato nel 2004. Fra le prime esposizioni si segnalano: Dei Miti Memorie alla Central TAFE Gallery di Perth (2003); TAC - Un paesaggio chiamato uomo a L’Ariete artecontemporanea di Bologna (2005); Sine die al Museo d’Arte Contemporanea di Gibellina (2007); Arte Italiana 1968-2007. Pittura a Palazzo Reale, Milano; Not so private. With my tongue in my cheek a Villa delle Rose di Bologna (2008) e il 9° Premio Cairo al Palazzo della Permanente, Milano (2008). Nel 2009 Samorì ha presentato il progetto Lo spopolatore al Museo di Riva del Garda e al Forte di Nago, seguito da un’ampia monografica ai Magazzini del Sale di Cervia e negli spazi dell’Antico Convento di San Francesco a Bagnacavallo. Dello stesso anno sono le prime scorticature della superficie pittorica. Il biennio di lavoro 2010/2012 è confluito nella prima mostra museale all’estero dal titolo Fegefeuer, ospitata dalla Kunsthalle di Tubingen (settembre-dicembre 2012). Del gennaio 2013 è Die Verwinding, personale dell’artista alla Galleria Emilio Mazzoli di Modena. A novembre dello stesso anno è stata presentata la sua seconda personale presso la Christian Ehrentraut Gallery dal titolo Guarigione dell’Ossesso. L’anno successivo l’artista è selezionato per rappresentare l’Italia alla 56. edizione della Biennale di Venezia. Nel 2016, dopo il progetto personale alla Galleria Monitor di Roma, la Galerie EIGEN+ART presenterà un solo show nella sua sede di Lipsia, cui seguirà la partecipazione alla 16a Quadriennale di Roma.

Nicola Samorì


Scopri la Quintana in 4D

A Foligno nasce il primo museatro d’Italia. A Palazzo Candiotti va in scena lo spettacolo virtuale, la Quintana è la protagonista. Come entrare in questo spettacolo 4D? Seguendo queste indicazioni: 1. Scarica e installa sul tuo smartphone o tablet la app gratuita “Aurasma” dall’App Store di Apple o dal Google Play Store; 2. Lancia Aurasma e segui il brevissimo tutorial; 3. Registrati gratuitamente con la tua email; 4. Se stai usando un cellulare Android, tocca la icona a forma di “A” in basso nello schermo e quindi l’icona della lente di ingrandimento per attivare la casella di ricerca. Gli utenti iOS la trovano direttamente sulla schermata principale in alto; 5. Cerca “Quintana4D”, tocca “Quintana4D’s public auras” tra i risultati e quindi il pulsante “Follow” nella finestra che appare. Tutto fatto! 6. Ora torna al menu principale e attiva la telecamera toccando l’icona. Punta la telecamera sull’immagine e la vedrai animarsi!


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In occasione dei festeggiamenti per il settantennale della manifestazione, il Quintana Point apre il suo spazio nei locali dell’ex Teatro Piermarini in Corso Cavour. Informazioni, biglietti per la Giostra, la Rivista Qui in copia gratuita: questo e altro vi aspetta nel punto d’informazione della Giostra della Quintana. Tutte le sere dalle 19 alle 24.

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Le Taverne

Le taverne sono il cuore dei Rioni. Ogni contrada ne possiede una ed è qui che si concentra l’aggregazione e la passione del Popolo della Quintana. I piatti proposti sono quelli della tradizione umbra, accompagnati dai migliori vini del territorio. Da un punto di vista architettonico sono molto interessanti perchÊ hanno permesso di riscoprire suggestive cantine o altre parti di antichi edifici. Un folto gruppo di rionali si presta come volontario per il servizio di sala. Ragazzi e ragazze in costume accolgono con cortesia i numerosissimi avventori, folignati e non, ospiti in città per assistere alla Giostra o comunque per vivere una parte della grande Festa.


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Rione Ammanniti La Locanda della Rosa Via Brunetti

I PIATTI CONSIGLIATI DAL LOCANDIERE PRIMI SERVITI DE CREDENZA Stracciata d’uovo al tartufo Antipasto della rosa Coratella d’agnello con carciofi e crescia PRIMI SERVITI DE CUCINA Gnocchi fave, pecorino e pancetta Medaglioni di patate ripieni in salsa di pomodorini, rucola e scamorza ravioli (con ripieno di ricotta e zenzero ) in salsa di noci, pane e maggiorana SECONDI SERVITI DE CUCINA Anatra ripiena in salsa d’arancia Bollito alla maniera barocca Trippa SECONDI SERVITI DE CREDENZA Rocciata Torta alle mele con salsa alla vaniglia Cheescake al melone

Per info e prenotazioni: 339.7229994 - 334.3199616 338.4642164 - 338.9259544 www.rioneammanniti.com


Rione Badia Hostaria del Centurione Via San Salvatore piccolo, 14

I PIATTI CONSIGLIATI DAL LOCANDIERE PRIMI SERVITI DE CREDENZA Tortino di fave con fonduta di pecorino Barbozza con pane tostato all’aceto balsamico Coratella d’agnello con torta PRIMI SERVITI DE CUCINA Polenta dell’Ardito Rigatoni con pagliata Tagliolini alle erbette con ragù bianco di lumache SECONDI SERVITI DE CUCINA Lumache al serpullo del Subasio Prosciutto di maiale al Sagrantino Pagliata alla brace

SECONDI SERVITI DE CREDENZA Semifreddo fichi e noci Tozzetti con vinsanto Rocciata

Per info e prenotazioni: 349.3200237 www.rionebadia.net


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Rione Cassero Taverna del Leon d’Oro Via Cortella, 26

I PIATTI CONSIGLIATI DAL LOCANDIERE PRIMI SERVITI DE CREDENZA Fiori di zucca fritti Tortino della torre Crescie PRIMI SERVITI DE CUCINA Tagliatelline ai gamberi di fiume Gnocchi quintanari Cordicelle fave barbazza pachino e ricotta Cappelli ai fiori di zucca e zafferano SECONDI SERVITI DE CUCINA Pagliata e fegatelli alla brace Agnello tartufato Stinco al forno SECONDI SERVITI DE CREDENZA Tortino al cioccolato con gelato alla vaniglia Crostata con mele e frutta secca

Per info e prenotazioni: 349.4937980 www.rionecassero.net


Rione Contrastanga Taverna Sette Selle Via Piermarini, 42

I PIATTI CONSIGLIATI DAL LOCANDIERE PRIMI SERVITI DE CREDENZA Parmigiana di bieta Crostone de fave e pecorino Fagioli con le cotiche PRIMI SERVITI DE CUCINA Gnocconi “alla Contrastanga” al ragù (ripieni di ricotta) Strongozzi al Tartufo Strozzapreti con broccoli e salsiccia SECONDI SERVITI DE CUCINA Maialino fatto a porchetta Chiarine di pollo farcite Puntarelle di Maiale alle olive Piccione alla Folignate SECONDI SERVITI DE CREDENZA Rocciata “del Consiglio” Biscotti “Acchiappa Femmine”

Per info e prenotazioni: 342.6037882 www.rionecontrastanga.net


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Rione Croce Bianca Taverna del Fedele Via Butaroni, 15

I PIATTI CONSIGLIATI DAL LOCANDIERE PRIMI SERVITI DE CREDENZA Barbazza aceto bianco e salvia Tortino di patate con lardo e porcini Foiata alle erbe PRIMI SERVITI DE CUCINA Strangozzi di farro al ragù bianco di cinghiale Fregnacce fave barbazza e pomodorini Fazzoletti ripieni di carbonara con zucchine e pancetta SECONDI SERVITI DE CUCINA Filetto di maiale in crosta al tartufo Oca arrosto Scottadito di agnello SECONDI SERVITI DE CREDENZA Rocciata di nonna Rosella Biancomangiare

Per info e prenotazioni: 349.2887831 - 339.5892778 - 392.5778999 www.rionecrocebianca.com


Rione Giotti Locanda del Prete di Rostoviglio Piazza Faloci Pulignani

I PIATTI CONSIGLIATI DAL LOCANDIERE PRIMI SERVITI DE CREDENZA Insalatina con pecorino e pere e balsamico Manzo affumicato con misticanza e crema al lime e thè verde Bruschetta ceci e barbazza PRIMI SERVITI DE CUCINA Cappellacci cacio Lasagna bianca con melanzane ricotta e provola affumicata Tagliatelle fatte a mano con ragù bianco di cinghiale SECONDI SERVITI DE CUCINA Lumache al finocchietto Copricapo dello Nobile Gallette alle erbe cotto alla brace SECONDI SERVITI DE CREDENZA Rocciata Fregnaccia

Per info e prenotazioni: 337.651196 - 328.6178303 www.rionegiotti.it


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Rione La Mora Le Cantine del Gelso Via Colomba Antonietti

I PIATTI CONSIGLIATI DAL LOCANDIERE PRIMI SERVITI DE CREDENZA Sformatino di Fave ai Funghi Porcini Insalata di Farro “del colonnello” Coratella d’agnello PRIMI SERVITI DE CUCINA Strozzapreti Moraioli Polenta ai Sapori Antichi Zuppa di farro al profumo di porcini SECONDI SERVITI DE CUCINA Lombo di maiale rucola e parmigiano Fegatelli di maiale Quaglia glassata in agrodolce SECONDI SERVITI DE CREDENZA Mostaccioli Rose del deserto

Per info e prenotazioni: 328.8145270 www.rionelamora.it


Rione Morlupo La Taverna de lu Lupu Moru Via del Campanile, 32

I PIATTI CONSIGLIATI DAL LOCANDIERE PRIMI SERVITI DE CREDENZA Tortino di ceci con crema ai funghi porcini Crostone al pecorino con rucola e pancetta al balsamico PRIMI SERVITI DE CUCINA Maltagliati al ragù bianco di cinghiale Rigatoni alla pagliata Zuppa di ceci SECONDI SERVITI DE CUCINA Filetto di chianina alle erbe con sale rosa dell’Imalaya Lumache in umido Galletto con patate sotto la brace Pagliata SECONDI SERVITI DE CREDENZA Rocciata Torta del Baldo

Per info e prenotazioni: 347.5317886 - 338.6779443 www.rionemorlupo.net


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Rione Pugilli Taverna dell’Aquila Nera Via Mentana, 16

I PIATTI CONSIGLIATI DAL LOCANDIERE PRIMI SERVITI DE CREDENZA Tortino di fave con fonduta di pecorino e listarelle di barbazza arrostita Parmigiana di melanzane Crostone scamorza prosciutto PRIMI SERVITI DE CUCINA Maltagliati con porro barbatta e pistacchi Tagliatelle cinghiale e limone Tagliolini fave e barbatta Zuppe SECONDI SERVITI DE CUCINA Papera o faraona in salmì con crostone Sedano ripieno Bistecca alla Porcona SECONDI SERVITI DE CREDENZA Fregnaccia Zuppa inglese Salame del cavaliere

Per info e prenotazioni: 328.9247496 - 338.1039676 393.4288404 - 348.5710600 www.rionepugilli.it


Rione Spada Taverna delle Conce Via delle Conce

I PIATTI CONSIGLIATI DAL LOCANDIERE PRIMI SERVITI DE CREDENZA Coratella con torta al testo Norcino Tortino di patate con fonduta pecorino e tartufo PRIMI SERVITI DE CUCINA Gnocchi al castrato Picchirilli alla Spoletina Ravioli alla carbonara con barbozza e zucchine SECONDI SERVITI DE CUCINA Spiedini di pagliata Lumache al sugo Sedano ripieno SECONDI SERVITI DE CREDENZA Rocciata Millefoglie alla ricotta

Per info e prenotazioni: 366.4447728 - 347.5047762 - 333.6714221 www.rionespada.it


Campo de li Giochi


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Programma Settembre 2016 mercoledì 31 agosto La Notte delle Bandiere ore 22.00 per le vie del centro storico giovedì 1 settembre Spettacolo Pirotecnico “La luce Barocca” Pirotecnica Morsani ore 22.30 Campo de li Giochi venerdì 2 e sabato 3 settembre da lunedì 5 a sabato 17 settembre Apertura delle taverne sabato 3 settembre Coderdojo: tradizione e innovazione, la Quintana incontra il Coworking dalle ore 10 alle ore 13 e dalle ore 15 alle ore 18 Sede Coworking, vicolo Reclusorio Prove Ufficiali ore 16.15 Campo de li Giochi “Marcello Formica e Paolo Giusti” domenica 4 settembre

Fiera dei Soprastanti dalle ore 17.30 alle ore 24.00 P.zza Faloci, P.zza Ubaldi, P.zza Garibaldi e vie limitrofe

giovedì 8 settembre Ludovica Rambelli teatro 23 Tableaux Vivants La conversione di un cavallo dall’Opera di Michelangelo Merisi da Caravaggio ore 22.00 e 23.15 piazza della Repubblica venerdì 9 settembre

“SEGNI BAROCCHI”

Le disposizioni suntuarie di Foligno, ovvero il lusso femminile e maschile tra divieti e concessioni nei secoli XV e XVI Conferenza - Relatore Annamaria Rodante ore 17.30 Palazzo Candiotti

Giochi di Bandiera Rione Pugilli Quintanella San Giovanni Profiamma Gruppo Storico Città di Montefalco ore 22.00 Piazza della Repubblica sabato 10 settembre La Notte Barocca a Foligno In collaborazione con Segni Barocchi Festival Dalle ore 16.30 “fin alle due hore di notte”

Breve viaggio nella letteratura dello stupore Conferenza - Relatore Claudio Stella ore 17.30 Palazzo Candiotti Prove di Tamburo Dirette dal Maestro Mario De Santis ore 23.00 piazza della Repubblica giovedì 15 settembre Presentazione Progetto “Quintana 4D” Divertimento Digitale & Didattica Diffusa ore 17.30 Palazzo Candiotti Zoé, il mistero della vita Piccolo Nuovo Teatro ore 22.45 piazza della Repubblica venerdì 16 settembre La Solitudine dei Monumenti Inaugurazione mostra ore 18.00 Palazzo Candiotti Giochi e atmosfere di fuoco ore 22.00 Per le vie del centro con finale alle ore 23,00 in Piazza della Repubblica  sabato 17 settembre Corteo delle rappresentanze rionali ore 21.45 Vie del centro storico

domenica 11 settembre Pony…amo la Quintana a cavallo pomeriggio dedicato ai bambini ore 17.00 Piazza Matteotti

Lettura del Bando e Benedizione dei Cavalieri ore 23.00 Piazza della Repubblica

Profumi e sapori della cucina barocca Conferenza - Relatore Loretta Bastianini ore 17.30 Palazzo Candiotti

Corteo storico Quintanella di Scafali ore 21.30 Giostra della Quintanella di Scafali edizione straordinaria dei 40 anni ore 22.00 Piazza S. Domenico

domenica 18 settembre Annullo speciale Poste Italiane ore 9.00 - 14.00 Quintana point Corso Cavour ex Teatro Piermarini

mercoledì 7 settembre La Staffetta del Popolano ore 21.00 Piazza della Repubblica

mercoledì 14 settembre

Giostra della Quintana “La Rivincita” ore 15.00 Campo de li Giochi “Marcello Formica e Paolo Giusti”

martedì 6 settembre

“SEGNI BAROCCHI”

Palio di San Rocco ore 22.00 Piazza San Domenico

“SEGNI BAROCCHI”

Lo specchio ed il labirinto.


Ente Giostra Quintana organigramma Presidente Ente Giostra

lllustrissimi Priori

Commissione Artistica

Cavaliere dell’lnquintana

Rappresentante dei Priori

Presidente

Domenico Metelli

Alessio Castellano

Sindaco Nando Mismetti

Rione AMMANNITI

Stefano Trabalza Vice presidente

Marco Guidoni Rione BADIA

Assessore alla Cultura Rita Barbetti

Raoul Baldaccini

Presidente Onorario Ente Giostra Ariodante Picuti

Rione CONTRASTANGA

Rione CASSERO

Giorgio Recchioni Francesco Felicioni Rione CROCE BIANCA

Magistrati Vice Presidente

Andrea Ponti Rione GlOTTl

Guido Tofi

Marco Terzarete

Segretario Generale

Rione LA MORA

Riccardo Settimi

Alessio Albani

Economo/Tesoriere

Rione MORLUPO

Alessandro Castellani Segretaria

Paola Soli Maestro delle musiche

Mario De Santis Coordinatore dei cerimonieri

Andrea Galli Membri

Simone Agostini, Riccardo Bianchi, Claudio Bianchini, Vania Cantoni, Roberto Di Salvo, Antonio Galli, Cristina Grassilli, Emanuele Guerrini, Monica Menichini, Moira Peppoloni, Riccardo Polli, Riccardo Sfascia, Marta Tofi

Fernando Fucinese

Elisabetta Maggi Leoncilli Massi

Comitato Scientifico

Responsabile del Patrimonio

Rione PUGILLI

Presidente

Arnaldo Radi

Stefano Mattioli

Domenico Metelli

Presidente Commissione Tecnica

Rione SPADA

Vice presidente

Alessio Castellano

Luciano Piermarini

Lucio Cacace

Responsabile Rapporti con i Media

Membri

Mauro Silvestri

Commissione Tecnica

Responsabile Risorse Finanziarie e Promozione dell’lmmagine

Presidente

Maria Rita Lorenzetti

Presidente Commissione Artistica

Stefano Trabalza

Responsabile Rapporti con i Rioni

Simone Capaldini

Maestro di Palazzo

Alessandro Castellani

Lucio Cacace

Cecilia Cristofori, Paola Tedeschi, Giovanni Tonti, Anna Maria Menichelli, Emanuela Cecconelli

Vice Presidente

Mauro Cruciani Tecnici

Alessio Fiacco, Fabio Balducci, Mauro Bartocci, Daniele Benedetti, Paolo Bastianelli, Lino Boccardini, Stefano Bonatti, Chiavari Giovanni, Milko Donati, Brando Luna, Mauro Marchionni, Carlo Marini

Centro Studi sulla Cultura e l’immagine del Barocco Presidente

Marcello Fagiolo Direttore

ltalo Tomassoni Membri

Fabio Bettoni, Anna Maria Rodante


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Ufficio di Presidenza Silvana Ardovino, Maria Giovanna Galligari, Marco Mariani, Sergio Molari, Maurizio Metelli Ufficio di Segreteria Piera Scatoli, Sara Muzi Sindaci Revisori Presidente

Claudio Di Cesare

Giuria di Gara Presidente

Mariano Angioni Membri

ltalo Luna, Francesco Di Salvo, Paolo Bastianelli, Andrea Nesi, Mauro Bartocci, Lino Boccardini, Mauro Marchionni, Decio Barili, Maurizio Metelli Maestro di campo Piero Cruciani

Membri

Paolo Pisello Paolo Arcangeli

Commissari di percorso Commissari di curva

Antonio Centola, Roberto Esposito Venezia, Giacinto Montenovo Commissari agli anelli

Rodolfo Benedetti e a rotazione uno per tornata: Steve Desantis, Riccardo Sirigu Calligrafo Giampiero Bianchini

L’annullo postale di settembre 2016 L’annullo postale realizzato dall’architetto Carlo Crescimbeni


Buona Quintana a tutti!


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Qui è tempo di Quintana / settembre 2016  
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