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giugno - luglio 2018

No 9

Il nuovo magazine per gli italiani in Germania

>>> INTERVISTA

Matteo Tosatti, imprenditore pag. 3

>>> SOCIETÀ

>>> GRAPHIC NOVEL Il nuovo volume di Zerocalcare pag. 5

Tag des guten Lebens pag. 4

>>> VIDEOGAME Chi sono i nuovi divi pag. 7

>>> QUI BERLINO La rubrica a cura di Berlino Magazine pag. 8

EDITORIALE QUANTE NOVITÀ! Il nuovo numero di Magma porta con sé tante novità. La prima delle quali è la nascita dell'associazione culturale Magma e.V.. La nostra associazione di cui trovate all'interno gli scopi, gli obiettivi e i programmi. La seconda importante novità è che Magma è finalmente disponibile in abbonamento per chi ancora preferisce il fascino e il profumo della carta stampata. A pagina 5 trovate tutti i dettagli su come abbonarvi e ricevere il giornale a casa, direttamente nella vostra cassetta delle lettere. Un terzo elemento di novità è costituito dall'uso del tedesco: a partire da questo numero, Magma avrà sempre (almeno) un articolo in lingua tedesca nell'ottica di uno scambio interculturale con il paese che ci ospita. Il primo articolo nella lingua di Goethe è sul Tag des guten Lebens, la giornata del buon vivere ideata dal sociologo Davide Brocchi che quest'anno si terrà a Colonia nei quartieri di Eigelstein e Agnesviertel. Sarà anche la prima uscita pubblica di Magma e.V.. Vi aspettiamo numerosi il primo luglio, dalle 11 alle 20, in Balthasarstraße.

I primi giorni del nuovo Governo giallo-verde

SVOLTA A DESTRA Migranti, Rom, Europa nel mirino del nuovo esecutivo guidato, nei fatti, da Salvini di ROBERTO CALABRÒ

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hi si attendeva un governo a trazione Cinque Stelle è già rimasto deluso. I primi atti del nuovo esecutivo giallo-verde, nato dopo 88 giorni di estenuanti trattative sui nomi e sul "contratto di governo" e quasi incagliatosi per il niet del presidente Mattarella sul ministro dell'Economia, portano tutti la firma del leader della Lega e ministro degli Interni, Matteo Salvini. Una leadership forte che mette in ombra la figura del premier Giuseppe Conte, un professore universitario dai modi gentili che fino all'altro ieri nessuno conosceva.

Il presidente del Consiglio, infatti, non dispone né di esperienza politica, né della forza di un partito alle spalle. Nelle prime settimane dalla nascita del nuovo esecutivo a stupire non è tanto la debolezza del premier quanto l'inconsistenza sul piano politico del Movimento 5 Stelle, il partito di maggioranza relativa che ha vinto le elezioni lo scorso 4 marzo. Fin qui il movimento ideato da Grillo e Casaleggio e rappresentato dall'astro nascente Di Maio non ha fatto altro che balbettare, chiarire, fare dei distinguo. →


O, peggio, accettare decisioni prese da altri. In realtà da una persona sola: Matteo Salvini, di fatto, il vero Presidente del Consiglio. È lui che quotidianamente detta l'agenda politica e che sin dal primo giorno ha occupato tutto lo spazio mediatico. Ha iniziato minacciando di chiudere i porti italiani, dopo aver bloccato nel Mediterraneo la nave "Acquarius" dell'organizzazione non governativa SOS Mediterranée con a bordo 629 migranti, tra cui 123 minori non accompagnati e 7 donne incinte, soccorsi in mare al largo delle coste libiche. Al termine di due giorni ad alta tensione, l'impasse si è sbloccata grazie alla Spagna guidata dal neopremier socialista Pedro Sánchez che ha accolto l'imbarcazione nel porto di Valencia. Non contento del "successo" nei confronti dell'Europa ottenuto sulla pelle dei migranti, il Ministro degli Interni ha rilanciato nei giorni successivi con una proposta ancora più discutibile ovvero la "schedatura" dei Rom residenti in Italia condita da un'affermazione riprovevole («Purtroppo quelli italiani ce li dobbiamo tenere»), salvo poi parzialmente ritrattare dopo la pioggia di critiche giunte da più parti. Due giorni dopo Salvini ha aperto un altro fronte minacciando da un salotto televisivo di revocare la scorta al giornalista e scrittore Roberto Saviano, reo di averlo criticato apertamente nelle ore precedenti. Proprio mentre stiamo per andare in stampa, il capo della Lega si è trasformato in virologo di fama mondiale affermando che «dieci vaccini obbligatori sono troppi». La sua strategia politica e di comunicazione è chiara: ogni giorno un'affermazione roboante, una prova muscolare, l'individuazione di un nemico da annientare, che si tratti

di migranti africani, capi di Stato europei, Rom o giornalisti scomodi. In questo modo, con una campagna elettorale permanente, Salvini ha occupato il centro della scena mettendo in una posizione subalterna tanto il presidente del Consiglio quanto i partner di governo dei Cinque Stelle. Finora, stando ai sondaggi, l'azzardo sembra essergli riuscito. Secondo il "Barometro politico Demopolis" tre mesi dopo il voto la Lega avrebbe guadagnato dieci punti percentuali passando dal 17,4% delle Politiche al 28% di gradimento attuale, a un soffio dai 5S scesi dal 32 al 29%. Questi dati sembrano sottolineare come il leader della Lega sia in sintonia con una parte dell'elettorato. Tuttavia non si può fare a meno di denunciare come un atteggiamento e un linguaggio di questo tipo possano creare dei danni culturali enormi, aprendo le porte a comportamenti xenofobi e aggressioni, non solo verbali, nei confronti del diverso o di chi ha ha un'opinione non in linea con la propria. Far passare l'idea che un fenomeno complesso come quello delle migrazioni dal continente africano si possa risolvere respingendo in mare le navi cariche di migranti stremati da fame, sete, torture e privazioni è da folli. Alimentare le paure dei cittadini per il proprio tornaconto elettorale è un mix di cinismo e spregiudicatezza finora mai visto da un uomo di governo al timone di un dicastero delicato come gli Interni. Continuerà così, Salvini, fino a quando i temi reali - disoccupazione, lotta alle mafie e alla corruzione, disparità sociali specie tra Nord e Sud, politica industriale, tutela del territorio - non potranno più essere elusi. Intanto ci si aspetta che l'opposizione, fin qui silente, batta un colpo. ●

Ogni giorno un'affermazione roboante, una prova muscolare, un nemico da annientare: è Matteo Salvini a dettare l'agenda del governo

PAROLE COME PIETRE >>> «LA PACCHIA È FINITA»

>>> «CENSIRE I ROM»

>>> «CHIUDIAMO I PORTI»

>>> «VIA LA SCORTA»

2 giugno In un comizio a Vicenza il Ministro degli Interni afferma: «Per gli immigrati clandestini è finita la pacchia, preparate le valigie». 10 giugno Salvini posta su Twitter una sua foto con aria minacciosa. Sotto l'hashtag "Chiudiamo i porti" con cui ribadisce la decisione di non far attraccare in Italia la nave Acquarius carica di migranti.

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18 giugno Parlando in TV il leader della Lega dichiara di volere effettuare «una ricognizione sui rom in Italia per vedere chi, come, quanti sono». 21 giugno Ad "Agorà" su Rai3 minaccia di revocare la scorta allo scrittore antimafia Roberto Saviano: «Saranno le istituzioni competenti a valutare se corra qualche rischio. Gli mando un bacione».

>>> Acquarius La nave con 629 migranti a cui è stato negato l'approdo in Italia


La Valigia di Cartone

Colloquio con il titolare di un ristorante-laboratorio di pasta fresca a Berlino

MATTEO TOSATTI Da web designer a cultore della pasta fresca: come cambiare la propria vita con una scelta radicale e innovativa di Alessandro Campa

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na storia avvincente. Matteo Tosatti, 35 anni, milanese doc, è il proprietario di un piccolo ristorante e laboratorio di pasta fresca a Berlino. Fa parte anche lui dell’ultima generazione di italiani emigrati all’estero che hanno avuto successo attraverso il loro impegno e il loro talento. Qualità e innovazione hanno permesso al Pastificio Tosatti di offrire un nuovo sguardo sulla cucina italiana all’estero. Inutile aggiungere che questo laboratorio ristorante è una tappa consigliata a chiunque si trovi nella capitale tedesca e sia un amante della pasta. Partiamo dalle origini. Cosa ti ha spinto a lasciare Milano e il tuo lavoro da web designer per recarti a Berlino? >>> Ho lavorato a Milano come web designer per dieci anni. Era un lavoro che ormai non mi dava più stimoli necessari per una crescita personale e professionale. Ero quindi alla ricerca di nuove avventure ed esperienze. Il mio carattere mi ha sempre spinto a osare, e a volte a rischiare. Non è stato facile lasciare Milano, dove ho ancora i miei affetti più cari, ma è stata una scelta dettata dalla mia curiosità. Quindi nel 2012 mi sono trasferito a Berlino per iniziare una nuova vita. La decisione di aprire una mia attività non è stata imminente. Nel frattempo ho esplorato Berlino concentrandomi su tutte le opportunità che potesse offrirmi. Da subito l’ho trovata una città piena di occasioni interessanti sotto tutti i punti di vista. Queste mi hanno ancora di più motivato a restare qui e dar vita a qualcosa di importante. Come è nata l’idea di aprire un’attività basata principalmente sulla lavorazione della pasta fresca tirata a mano ? >>> Nasce tutto dai miei ricordi di infanzia. Quando ero piccolo trascorrevo molto tempo con i miei nonni, mentre i miei genitori erano al

Quale concetto hai voluto trasmettere alla clientela e alla ristorazione italiana nella capitale tedesca? >>> Principalmente un rispetto delle tradizioni italiane. Anche la scelta strutturale del mio pastificio è stata influenzata da questa idea. Il banco su cui lavoro e stendo la pasta ha di fronte una grande finestra che dà sulla strada. In questo modo tutta la gente che passeggia può osservarmi lavorare e avere la possibilità di riconoscere la freschezza del prodotto >>> Matteo Tosatti che offro. È un modo per attirare anche un tipo di clientela che non conosce la tradizione della pasta >>> Matteo Tosatti fresca ed è interessata a provarla. Vi è la possibilità sia di comprare della lavoro. Mio nonno era mugnaio e mia nonna, mantovana, aveva la passione di pasta fresca da asporto che mangiarla preparare la pasta fresca sul suo grande cucinata in base al menù che cambio tavolo in cucina. Io passavo delle ore a ogni settimana. Ho cercato, come altri osservarla e restavo incantato dal italiani che si sono trasferiti da qualmodo in cui stendeva la pasta. Poi la che anno a Berlino, di offrire un nuovo domenica avveniva il rituale più bel- concetto di ristorazione italiana all’eslo, il grande pranzo assieme a tutta la tero, basato su un’accurata scelta delfamiglia con il piatto forte preparato le materie prime e su una particolare dalla nonna: i tortelli di zucca. Io ho attenzione alla qualità del prodotto. voluto in qualche modo omag- Che tipo di bilancio puoi fare dopo giare queste piccole tracce del mio questi anni e quali sono le tue prospassato concentrandomi proprio pettive future? sulla cultura della pasta fresca. >>> Inizialmente ero partito con un’idea Ho svolto una serie di corsi a Milano e molto semplice e senza grandi pretese Bologna, affiancato e guidato da sfo- Dopo tre anni però posso ritenermi apgline professioniste. Grazie a loro ho pagato. Il lavoro non manca, per forpotuto imparare al meglio tutte le tuna, e sono ovviamente molto contento procedure e le tecniche necessarie, quando i clienti restano soddisfatti di dalla conoscenza degli ingredienti a ciò che hanno provato. La clientela è come lavorare la pasta col mattarello. eterogenea e mi rende felice sapere È stata un’esperienza davvero gratifi- che molti di loro tornano a mangiare e cante e divertente. Una volta pronto spargono la voce tra le loro conoscenze. ho deciso di aprire la mia attività a Progetti futuri? Non ho ancora stabilito Berlino. Inizialmente avrei voluto far- nulla. Non amo la monotonia, quindi lo nel quartiere di Charlottenburg, ma sono aperto ad altre esperienze sia qui in seguito ho scelto Prenzlauer Berg. a Berlino che altrove. ●

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Società

Am 1. Juli 2018 im Eigelstein- und Agnesviertel

TAG DES GUTEN LEBENS Aktive Beteiligung der Bürger, um gemeinsam eine nachhaltige Stadt zu entwickeln von Veronica Cesarco

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nter dem Motto „Das Köln, das wir wollen“ findet auch dieses Jahr die Initiative „Tag des guten Lebens“ statt. Seit 2013 wird der autofreie Sonntag von der Agora Köln veranstaltet. Nachbarn, Anwohner*innen, Unternehmen, Organisationen und Vereine eines bestimmten Viertels der Domstadt haben die Möglichkeit, einmal jährlich den öffentlichen Raum selbst zu gestalten und dank verschiedener Aktionen ihr Viertel auf eine ganz neue Art zu nutzen. So verwandeln sich die gewöhnlichen Straßen in gemütliche und familiäre Wohnzimmer, kreative Spielplätze und Bühnen. Man kann an Workshops oder an politischen Debatten teilnehmen, sich von Live-Musik und Theaterstücken begeistern lassen, Vorträgen zuhören oder „einfach“ Nachbarn kennenlernen. Ziel des Tages ist die Rückeroberung des öffentlichen Raums durch die Bürger, die gemeinsam ihre Viertel anders erleben und sich engagieren können, um neue Ideen für eine nachhaltige Stadt zu entwickeln. Die Bürger haben so die Möglichkeit, sich aktiv an den Initiativen und Aktivitäten der Gemeinschaft zu beteiligen. Initiator des „Tag des guten Lebens“ war 2012 Davide Brocchi, der das grundlegende Konzept entwickelt hat und es nun in anderen Städten Deutschlands umsetzen will. Die Veranstaltung wurde erstmalig 2013 sowie

auch im Folgejahr in Ehrenfeld organisiert, 2015 in Sülz und 2017 in Deutz. Dieses Jahr findet das Event erstmals im Eigelstein- und Agnesviertel statt. Am 1. Juli 2018 können Anwohner und Besucher von 11 bis 20 Uhr die Straßen ohne den üblichen störenden Verkehr erleben, wobei mit rund 140.000 Besuchern gerechnet wird. Unser Verein Magma e.V. wird mit einigen Aktionen den Tag aktiv mitgestalten. Geplant sind zwei Theaterstücke um 13 Uhr und um 15 Uhr und eine „Open-Air-PastaWerkstatt“ ab 16 Uhr. Außerdem können Sie den ganzen Tag über in der Balthasarstraße vorbeikommen, um leckere hausgemachte Kuchen zu genießen, unsere Zeitschrift zu lesen, unsere Mitglieder kennenzulernen, selbst Mitglieder unseres Vereins zu werden oder um einfach „Hallo“ zu sagen.

Die gewöhnlichen Straßen verwandeln sich in gemütliche Wohnzimmer, kreative Spielplätze und Bünhen

>>> Tag des guten Lebens

Un concerto in strada nell'edizione 2017 a Deutz

TAG DES GUTEN LEBENS: COS'È Nato da un'idea del sociologo italiano Davide Brocchi (vedi "La Valigia di cartone" su Magma n. 7), il Tag des guten Lebens è un'iniziativa che si tiene una volta l'anno a Colonia e che presto sarà "esportata" in altre città tedesche e italiane: si parla di Berlino e Bologna. Ma di cosa si tratta? Letteralmente significa "Giornata del Buon Vivere" ed è quindi un giorno in cui i cittadini si riappropriano del proprio quartiere attraverso una serie di azioni e manifestazioni basate sull'idea dell'"economia della condivisione". Liberate dal traffico e dal parcheggio delle automobili, le strade del quartiere diventa-

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no dei salotti all'aria aperta in cui conoscersi, dove fare colazione o pranzare assieme, dove bambini e adulti possono giocare, assistere a un concerto o a uno spettacolo teatrale. Il Tag des guten Lebens 2018 si terrà a Colonia nei quartieri di Agnesviertel e Eigelstein, vicino a Ebertplatz. Le manifestazioni avranno inizio alle ore 11 e si concluderanno alle 20. Per avere il quadro completo della giornata è bene consultare il sito ufficiale dell'evento: http://www.tagdesgutenlebens.de E non dimenticate, ci saremo anche noi di Magma e.V. con una serie di interessanti iniziative. Vi aspettiamo in Balthasarstr. 59.


Società

Nasce la nostra associazione Magma e.V.

UN VULCANO DI IDEE: MAGMA e.V. Per raccontare l'Italia di oggi agli italiani che vivono in Germania e ai tedeschi che amano il nostro paese di Roberto Calabrò

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agma è un'associazione interculturale di Colonia nata per favorire il dialogo tra la Germania e l'Italia. Negli ultimi anni una nuova ondata di italiani è arrivata in Germania. Si tratta di una generazione ben diversa dai Gastarbeiter arrivati oltre sessanta anni fa. Chi è arrivato o sta arrivando adesso dall'Italia è la cosidetta "generazione Erasmus": giovani abituati a viaggiare, i cui confini nazionali non sono più rappresentati dalle Alpi, ma dall'Europa. Anche noi siamo italiani e tedeschi, ma soprattutto siamo e ci sentiamo cittadini europei. Il nostro desiderio è far conoscere l'Italia di oggi, fuori dagli stereotipi che spesso ci accompagnano o ci precedono. Come? Attraverso una serie di iniziative culturali nel campo del giornalismo, della musica, della lettura, del cinema, del teatro, dell'arte contemporanea. Oltre a pubblicare Magma, il giornale che state leggendo in questo momento e che si rivolge agli italiani che vivono in Germania e ai tedeschi che amano l'Italia,

abbiamo il desiderio e l'ambizione di creare una rete di persone che condividano i nostri obiettivi: superare gli steccati e favorire l'integrazione attraverso la cultura. Per questo motivo abbiamo intenzione di organizzare

una serie di eventi per illustrare il meglio che l'Italia sta producendo in questi anni dal punto di vista culturale e per comprendere i fenomeni politici, economici e sociali delle società in cui viviamo: concerti, film e documentari, pièce teatrali, presentazioni di libri, incontri con giornalisti e scrittori. Vi aspettiamo alle nostre iniziative.

MAGMA: COME ABBONARSI I nostri lettori sanno che Magma è disponibile gratis in versione digitale. Tutti i numeri fin qui pubblicati sono disponibili su Internet: issuu.com/magmamagazine1 Chi preferisce ricevere direttamente il PDF per e-mail potrà invece iscriversi alla nostra mailing list inviando un messaggio a: redazionemagma@gmail.com Chi invece non è immune al fascino della carta stampata e preferisce avere il giornale e collezionare tutti i numeri potrà sottoscrivere un abbonamento. Come? Sono previste tre forme di abbonamento: standard, socio e socio sostenitore.

Siamo italiani e tedeschi ma soprattutto siamo e ci sentiamo cittadini europei

Standard: € 15 (abbonamento a 5 numeri) Socio: € 30 (abbonamento a 5 numeri più la tessera di Magma e.V.) Sostenitore: € 50 (abbonamento a 5 numeri più la tessera di Magma e.V. e l'ingresso gratuito a tutti gli eventi dell'associazione). Per abbonarsi basterà inviare un'e-mail in redazione con il proprio indirizzo e l'indicazione del tipo di abbonamento prescelto. Vi invieremo, tramite e-mail, tutte le indicazioni necessarie per effettuare il pagamento e ricevere comodamente a casa tutti i numeri di Magma - almeno cinque - che pubblicheremo nell'arco di un anno.

>>> Magma

La copertina del numero 1

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Letteratura - Fumetti

ZEROCALCARE SEI MESI DOPO In libreria l'atteso sequel di "Macerie Prime". Un nuovo successo annunciato per il brillante disegnatore romano di Manuela Carzo

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l 7 maggio è uscito "Macerie Prime - Sei mesi dopo" (Bao Publishing), sequel dell'omonimo fumetto di uno dei più noti e brillanti disegnatori italiani, Zerocalcare. Arriva, appunto, a sei mesi di distanza dalla prima parte che in meno di tre settimane ha esaurito la prima tiratura di centomila copie andando immediatamente in ristampa. Ma chi è Zerocalcare? Pseudonimo di Michele Rech, classe 1983, il disegnatore vive a Roma nel suo tanto amato quartiere-rifugio di Rebibbia. Dopo avere iniziato giovanissimo con un racconto a fumetti sul G8 di Genova (2001), ha disegnato copertine di dischi e manifesti per concerti soprattutto nell'ambito dei centri sociali. Ha collaborato con Radio Onda Rossa e vanta lavori prestigiosi per testate come Liberazione, Repubblica XL, Carta e recentemente anche per Internazionale, La Repubblica e L'Espresso. Le sue pubblicazioni iniziano nel 2011 con la casa editrice Bao Publishing: il primo, "La profezia dell'armadillo", ottiene un grande successo seguito a ruota da altri otto volumi, l'ultimo dei quali è, appunto, "Macerie Prime - Sei mesi dopo". In questo lavoro c'è un salto temporale di centottanta giorni rispetto al volume precedente, periodo in cui i personaggi non si sono più incontrati e sono cambiati perchè l'autore li ha voluti far crescere: «Erano rimasti cristallizzati a

dieci anni fa - come spiega lui stesso in un'intervista - e in verità le persone vere a cui sono ispirati quei personaggi sono cresciute, sono invecchiate, per cui mi andava di riportare le lancette del fumetto in paro con quelle della vita vera». Nel suo ultimo volume racconta lo stato di precarietà lavorativo e dei rapporti personali di ultratrentenni: c'è chi lavora e non viene ripagato, chi invece trova un lavoro rispettabile, chi ha fatto un figlio ed è oberato dalle responsabilità e dalla paura di crescerlo, chi non riesce ad averne uno e infine lui, Zerocalcare, annientato dai sensi di colpa e circondato dalle ossessioni e dalle paure, prime fra tutte la paura di tradire. Ma tradire cosa? La sua identità, le sue radici, la sua forte appartenenza alla cultura dei centri sociali e la sua esperienza determinante al G8 di Genova che ricorre in tutti i suoi libri. Ciò che colpisce dei fumetti così spontanei e ironici di Zerocalcare è che un'intera generazione vi si può riconoscere. L'autore ha la capacità di trasformare il proprio vissuto e le proprie esperienze in un'opera narrativa, si ispira a personaggi davvero esistenti, ma ne mescola le caratteristiche per trasformarle a proprio uso e consumo e parlare degli argomenti a lui cari e spesso ricorrenti. In "Macerie prime - Sei mesi dopo" si è veramente persa la speranza? Un mentore barbuto insegna ad affrontare la ferocia della vita e prova a incoraggiare le nuove generazioni.

IN LIBRERIA: ROSELLA POSTORINO "Le assaggiatrici" di Rosella Postorino, uscito di recente in Italia per Feltrinelli, è considerato a ragione un caso letterario e ha già riscosso un grande interesse internazionale. Il romanzo prende le mosse da un fatto storico poco noto – la paura di Hitler di venire avvelenato dagli inglesi e la conseguente assunzione di donne che, assaggiando il cibo prima di lui, avrebbero potuto evitargli la morte – e, in particolare, dalle vicende di Margot Wölk, che ha taciuto sulla sua esperienza fino all’età di novantasei anni. L’alter ego di Margot si chiama Rosa Sauer: sposata con Gregor, combattente sul fronte

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russo, si è trasferita dai suoceri a GrossPartsch per sfuggire ai bombardamenti di Berlino. Vicino al villaggio si trova la Tana del Lupo, il quartier generale del Führer, ed è lì che Rosa trascorrerà le sue giornate insieme ad altre nove assaggiatrici: da un lato il privilegio di mangiare cibi succulenti mentre il cibo scarseggia, dall’altro il timore di una morte imminente. In un continuo monologo con se stessa, Rosa racconta le pulsioni umane, la lotta perenne tra bene e male, la fragilità di una donna come tante di fronte alla Storia che incombe e che rischia di spazzarla via. Elisa Occhipinti Gelsomino

>>> Le assaggiatrici La copertina del romanzo di Rosella Postorino


Videogiochi - Cinema

LARA CROFT COME MARILYN? I videogame rappresentano la nuova frontiera dello spettacolo e i principali personaggi diventano dei divi di Paolo Cocuzza

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egli ultimi anni si è diffuso il “divismo videoludico”, un fenomeno in cui i personaggi dei videogiochi vengono considerati come veri e propri divi. Lo spettacolo audiovisivo dei videogame è infatti circondato da gossip, misteri e scene inedite, alla pari dello spettacolo cinematografico. Non è azzardato sostenere che Lara Croft ("Tomb Raider"), Kratos ("God of War") o Ezio Auditore ("Assassin’s Creed"), possono considerarsi vere e proprie star. Naturalmente non partecipano ai gala e non sfilano sui tappeti rossi, ma la loro fama è riconosciuta in tutto il mondo da milioni di persone. Basti pensare al nuovo capitolo di "God of War", rilasciato lo scorso aprile in esclusiva su PS4, che ha venduto circa 3 milioni di copie in soli tre giorni. Diverse generazioni di video giocatori hanno accolto i “vip interattivi” con un forte entusiasmo, tanto da amarli probabilmente più dei divi del cinema e dello spettacolo in generale. I protagonisti delle nuove console vengono considerati eroi indiscussi, personaggi da seguire e su cui cercare sempre nuove informazioni. Se i vecchi divi del cinema, come John Wayne o Marilyn Monroe, regalavano baci e forti emozioni a un pubblico affascinato dall’immagine in movimento, oggi Lara Croft e Kratos attraverso il lavoro delle regie e l’interazione tra personaggio e giocatore stupiscono a tal punto da mettere in dubbio se la loro esistenza sia reale

o virtuale. D’altro canto, la “nuova forma d’arte”, erede della fotografia, del cinema ma anche della grafica e della video-arte, ha coinvolto anche personaggi noti del cinema. Ne sono esempio William Defoe, che ha prestato voce, corpo e volto per la realizzazione del gioco "Beyond: Due anime", oppure la straordinaria performance di un cast d’eccezione, tra cui Jesse Williams, per "Detroit: Become Human". Si tratta di attori in carne e ossa che recitano, improvvisano e utilizzano il linguaggio del corpo in un set insolito senza scenografie e oggetti di scena veri e propri. Così, ad esempio, gli oggetti geometrici si trasformano in armi e la ricostruzione grafica dei personaggi è sempre più realistica. Tutto ciò è possibile grazie all’impiego di nuovissimi sensori che registrano i movimenti degli attori, ma anche al montaggio in post-produzione eseguito con motori grafici all'avanguardia che ci regalano location mozzafiato, costumi elaborati, panoramiche e movimenti di macchina unici nel loro genere. Questi nuovi divi hanno ormai invaso l'immaginario collettivo e non sono rari i casi in cui il giocatore vi si identifichi in pieno, condividendone emozioni e tratti caratteristici. Sebbene il divismo inteso come forte ammirazione per i personaggi dello spettacolo sia sempre esistito, con il divismo videoludico si è modificato il rapporto tra personaggio e giocatore: quest’ultimo può stabilire le azioni da far intraprendere al suo eroe. Dunque non c’è da stupirsi se in futuro nasceranno nuove star dei videogame.

AL CINEMA: FIGLIA MIA La regista Laura Bispuri prosegue l’esplorazione dell’universo femminile con “Figlia mia”. Lo fa in un modo a tratti lieve, a tratti aggressivo, che nasconde sempre una delicatezza e una profondità nel rapporto a tre delle eccellenti protagoniste, Valeria Golino/Tina, Alba Rohrwacher/Angelica e la piccola Sara Casu/ Vittoria. Le due donne rivelano le diverse sfaccettature della maternità, la prima attenta e protettiva, l’altra avventurosa e trasgressiva. La bambina è divisa fra il calore della casa e la rigidità della chiesa frequentata da Tina, la madre adottiva, e la scoperta dello stile di vita anticonvenzionale di Angelica, la

mamma naturale. In questo rapporto a tre ci si prende cura dell’altra a proprio modo, con le proprie debolezze e paure: si intrecciano gratitudine e richieste di aiuto, rispetto e amore, religione e ribellione. Di tutto questo fa tesoro la bambina in un crescendo di scoperte e di lenta trasformazione da bruco a farfalla. Per tutto il film le tre protagoniste si avvicinano e si allontanano fino a riunirsi nella scena finale in cui Vittoria, uscendo dal buco/utero materno scavato nella roccia, si ritrova diversa. E inizia la sua nuova vita, più consapevole e più libera. Manuela Carzo

>>> Tre donne La locandina del film "Figlia mia"

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Qui Berlino

QUI BERLINO

Nella capitale si confrontano vecchia e nuova ristorazione "made in Italy"

di Alessandro Campa

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a cucina italiana è famosa in tutto il mondo, poterla degustare fuori dall’Italia, però, può essere arduo. Le attività ristorative gestite da italiani all’estero sono aumentate esponenzialmente nel corso degli anni, ma alcune non rispecchiano la vera cucina tricolore. In Germania vi sono dei chiari esempi: spesso i piatti della nostra tradizione sono stati adattati al gusto tedesco, allontanandosi dalla realtà gastronomica del Belpaese. A Berlino i segni di queste trasformazioni sono tangibili. Si tratta di una diretta conseguenza delle migrazioni italiane avvenute tra gli anni ‘50 e ‘60 del secolo scorso quando un gran numero di nostri connazionali arrivò in Germania per lavorare nelle fabbriche o nei cantieri, contribuendo alla ricostruzione e allo sviluppo tedesco. Una volta raccolti i frutti del duro lavoro, in molti hanno investito i propri risparmi in attività di ristorazione. Il risultato non è stato dei migliori. La mancanza di esperienza nel settore e la scarsa conoscenza delle abitudini alimentari dell’Italia hanno dato vita ad attività che avevano poco a che vedere con il rispetto delle tradizioni nazionali. A Berlino, sin dai tempi del Muro, diversi nostri connazionali che vivevano nella parte ovest della città hanno preferito perseguire questa linea. Ad alcuni di questi ristoratori improvvisati gli affari sono andati molto bene, ma hanno abbandonato lo spirito della cucina italiana. La clientela tedesca si è così abituata a consumare dei prodotti che un italiano difficilmente mangerebbe a casa propria. Negli ultimi dieci anni ha avuto luogo una nuova migrazione di italiani verso la Germania, e la meta preferita è stata Berlino. In questo caso

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si tratta di persone con un bagaglio culturale e obiettivi differenti rispetto ai loro predecessori. Anche gli italiani di recente migrazione hanno aperto attività gastronomiche a Berlino. Lo hanno fatto, però, cercando di portare realmente un pezzo di Italia nella capitale tedesca. La differenza tra queste due generazioni ha portato a uno scontro non dichiarato tra chi continua con un vecchio modo di fare ristorazione e chi invece ha provato a esportare all’estero un concetto innovativo, lasciando però intatte le nostre tradizioni culinarie. A Berlino negli ultimi anni sono nati pastifici in cui la pasta fresca viene tirata a mano come a Bologna. Bar dove è possibile degustare un aperitivo come a Milano. Ristoranti italiani con specialità tipiche regionali. Pizzerie in cui si trova la “napoletanità” intesa come storia e gusto della pizza. Tutto ciò è caratterizzato dalla scelta di materie prime importate dall’Italia e da un perseguimento della qualità, indipendentemente dal gusto tedesco. Anche per sensibilizzare questo nuovo approccio è nato il network True Italian: un’iniziativa promossa da “Berlino Magazine”, quotidiano online di informazione, per diffondere la tradizione culinaria italiana in Germania attraverso progetti focalizzati a riconoscere la qualità dei locali che fanno parte di questa rete. La nuova generazione di ristoratori italiani a Berlino sta così facendo un esperimento che non si esaurisce nel contesto della comunità italiana, ma che prova a spiegare ai berlinesi quale sia la vera gastronomia tricolore. berlinocacioepepemagazine.com

I giovani ristoratori italiani, a differenza del passato, puntano tutto sulla qualità e sono attenti alle tradizioni

IMPRESSUM MAGMA

Il nuovo magazine per gli italiani in Germania Direttore: Roberto Calabrò Redazione: Manuela Carzo Veronica Cesarco Elisa Occhipinti Gelsomino Hanno collaborato: Alessandro Campa Paolo Cocuzza Progetto grafico Sandra Theumert / Fotolia Stampa Poster Print Cologne V.i.S.d.P. Roberto Calabrò Balthasarstr. 57 50670 Köln e-mail: redazionemagma@gmail.com Facebook facebook.com/magma2016 Web issuu.com/magmamagazine1

Magma #9  

Il nono numero di Magma, il nuovo magazine per gli italiani in Germania

Magma #9  

Il nono numero di Magma, il nuovo magazine per gli italiani in Germania

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