ANTONIO OLIVIERI - L'EROE DI AVETRANA

Page 1


© Opuscolo a cura dell'Associazione culturale "Europa Nazione" - Casertahttps://www.facebook.com/lamiapatriasichiamaeuropa/ Novembre 2025

Furono ben dodici le battaglie combattute negli aspri territori attraversati dal fiume Isonzo, tra il mese di giugno 1915 e la prima settimana di quel nefasto novembre 1917, passata alla storia come "disfatta di Caporetto". In guerra si muore, ma la stragrande maggioranza degli oltre 650mila caduti è imputabile esclusivamente al velleitarismo e all'inadeguatezza al ruolo del comandante in capo. Mal ne colse affidare le sorti della prima guerra "moderna" a Cadorna. La sua obsoleta strategia bellica, che non gli consentì di capire quanto fosse importante l'elasticità manovriera, la valorizzazione del comando subalterno e le profonde trasformazioni generate dal coinvolgimento della società industriale di massa, aggravata da una gestione comunicativa autoritaria e da un sistema punitivo draconiano, si rilevò disastrosa sotto qualsivoglia punto di vista, vanificando lo sforzo della truppa che, nelle fangose trincee e sulle fredde alture seppe resistere nonostante la fallacia del comando.

La guerra è la cosa più stupida partorita dal genere umano e cambia la vita, in modo drammatico o esaltante, a chiunque si trovi a combatterla. Furono tanti coloro che, pur sopravvivendo, non riuscirono più a trovare un sano equilibrio. Furono tanti anche gli eroi che si distinsero per coraggio e ardimento. Tra loro figura un semplice soldato di Avetrana, diciannovenne, al fronte dal 1916 con il modesto ruolo di "servente al pezzo" (colui che porta le munizioni in una batteria di artiglieria, nel suo caso a un mitragliere). Era un figlio del Sud, Antonio Olivieri, come tanti aduso a guadagnarsi un tozzo di pane con il duro lavoro nei campi e non certo desideroso di combattere una guerra della quale a stento capiva le motivazioni.

La decima e l'undicesima battaglia dell'Ison zo furono combattute a maggio e ad agosto 1917. Nella decima l'offensiva italiana si prefiggeva di rompere il fronte nemico per raggiungere Trieste, ma i nostri soldati furono fermati nei pressi del monte Ermada. Fu proprio lì, in una zona chiamata Flondar, che il giovane Antonio si trovò al cospetto di nemici pronti ad uccidere per impossessarsi della mitragliatrice. "O loro o io", dovette pensare Antonio, scattando in avanti con un impeto tale che travolse anche emotivamente gli austriaci, inducendoli a scappare a gambe levate. Fu salvo l'importante pezzo di artiglieria e ad Antonio fu assegnata la prima medaglia d'argento. Giorno dopo giorno, una sorta di catartica palingenesi, sicura conseguenza della terribile esperienza ma anche di quel retaggio ancestrale che ciascuno porta nel proprio Dna e condiziona le azioni nel bene o nel male, trasformò l'umile servente in un vero soldato, consapevole che il sacro suolo della Patria andava difeso anche a costo dell'estremo sacrificio. Indossava il cappello piumato dei bersaglieri, il corpo d'élite dell'Esercito Italiano, e anche ciò influì non poco sul veloce processo di maturazione. Tra il 17 e il 31 agosto 1917 fu combattuta l'undicesima battaglia dell'Isonzo, conosciuta anche come battaglia della Bains izza, che però fu prerogativa della Seconda

Armata, comandata dal generale Luigi Capello, di gran lunga più capace del suo diretto superiore Cadorna, al quale era inviso sia per motivi di gelosia (Capello, a differenza di Cadorna era amato e stimato dai soldati e dopo la conquista di Gorizia la sua popolarità arrivò alle stelle) sia per le divergenze in tema di strategia: Capello aveva ben assimilato le tecniche di una guerra moderna. L'eroe di Avetrana, invece, era al servizio della Terza Armata, guidata dal Duca d'Aosta Emanuele Filiberto e mai sconfitta in campo aperto, la qual cosa l'ha consacrata alla storia come "invitta". Sempre nella zona di Flondar, tra il 19 e il 22 agosto, gli ultimi capisaldi della difesa austroungarica caddero sotto la furia de gli assalti italiani e tra i protagonisti di quegli assalti vi fu proprio Antonio Olivieri, ancora col grado di soldato semplice, ma già pervaso dal sacro fuoco dell'eroe e da l piglio di un ufficiale di valore. "Costante mirabile esempio di slancio e coraggio si mantenne ritto sul parapetto della trincea per incitare i compagni, gridando loro «Ragazzi, in nome d'Italia avanti!» Si spinse quindi all'assalto e validamente contribuì a catturare una mitragliatrice nemica che faceva fuoco sui nostri". Così recita la motivazione della seconda medaglia d'argento al valor militare, consacrandolo come fulgida figura di un italiano di cui essere fieri.

A distanza di 108 anni Avetrana ha commemorato l'eroe con una cerimonia patrocinata dall'amministrazione comunale e splendidamente organizzata dal luogotenente Leo Di Noi, bersagliere presidente della sezione ANB di Manduria. Nella sala consiliare erano presenti Salvatore, l'ottavo figlio dell'eroe, e i discendenti degli altri sette figli, visibilmente commossi quando hanno ricevuto la cartellina con l'attestato della cittadinanza onoraria di Vittorio Veneto.

L'evento è stato moderato da Vito Iazzi, grande esperto di storia locale, il quale ha ricordato la genesi dell'iniziativa, maturata in occasione di una mostra sui bersaglieri e sull'olocausto svoltasi nel 2022, pochi mesi dopo l'invasione dell'Ucraina da parte dei russi, come ha tenuto a precisare, ricordando anche i valorosi bersaglieri che accorsero in Crimea nel 1855 per contribuire alla difesa di quel martoriato popolo dal terribile vicino. Ben 18mila soldati, quattromila dei quali non fecero ritorno a casa, ivi compreso il fondatore del Corpo dei bersaglieri, Alessandro La Marmora, fratello maggiore di Alfonso, che era il comandante in capo del Corpo di spedizione.

Le gesta dell'eroe sono state dettagliatamente esposte da Leo Di Noi, che ha anche consegnato una tessera dell'Associazione Nazionale Bersaglieri al figlio Salvatore. Si sono succeduti negli interventi il sindaco di Avetrana, Antonio Iazzi; l'onorevole Dario Iaia (era presente anche l'onorevole Giovanni Maiorano); il capitano di Fregata Francesco Santoro (pronipote dell'eroe), il presidente del Movimento "Europa Nazione ", Lino Lavorgna, giornalista e poeta, autore dei versi dedicati all'eroe e di due elaborazioni grafiche ispirate a lle azioni compiute al fronte, nonché cerniera di collegamento tra gli organizzatori dell'evento e l'Associazione Nazionale Cavalieri dell'Ordine di Vittorio Veneto; il generale di Corpo d'Armata Giuseppe Quarta.

Il sindaco ha ricordato l'impegno dell'Amministrazione nel sostenere il progetto, assicurando che eventi del genere non resteranno casi isolati perché la memoria storica è importante non solo in segno di gratitudine nei confronti di chi ha combattuto in difesa della patria ma anche come monito per un futuro che deve essere ancorato a presupposti di pace. L'onorevole Iaia, esprimendo concetti analo ghi, si è soffermato sulla necessità di far meglio recepire il sacrificio dei nostri nonni in una società che se mbra aver abiurato quei sacri valori magnificamente incarnati da Antonio Olivieri. Particolarmente importante il riferimento alla realtà attuale col quale ha chiuso il suo intervento, che smonta tante pretestuose, inutili e fastidiose polemiche, purtroppo quotidianamente alla ribalta della cronaca anziché essere obnubilate senza conferire loro alcuna dignità interlocutoria: «Non dimentichiamo che quello che oggi, come governo e come Stato italiano stiamo facendo in alcuni teatri di guerra che possono sembrare lontani dalla nostra realtà, sono assolutamente in linea con i principi della Costituzione. La libertà e la democrazia devono essere difese in tutta Europa. Nel momento in cui difendiamo l'Ucraina, difendiamo la libertà e la democrazia di tutta l'Europa. Non dimentichiamolo mai: la Prima Guerra Mondiale scoppiò per motivi molto meno gravi rispetto a quelli che oggi coinvolgono l'intera Europa. Quando sento, pertanto, "ma a noi cosa interessa dell'Ucraina", con toni tipicamente populisti, dico che forse dovremmo guardare più in alto e capire che cedere soprattutto in Europa sui principi di libertà e democrazia vuol dire fare passi indietro anche nella nostra nazione e questo non lo dobbiamo consentire, soprattutto per quelle persone come Antonio Olivieri, che hanno combattuto in quella maniera che abbiamo ascoltato». Parole bellissime, alle quali si può aggiungere un solo pensiero: si tramutino presto in fatti concreti, perché per ora non è che l'Europa stia facendo molto, come chiaramente spiegato da Lino Lavorgna in un toccante intervento nel quale ha fuso il suo complesso e disarmante eclettismo d i soldato, poeta, analista di geopolitica ed europeista ante litteram, dal momento che sin dagli anni Settanta del secolo scorso auspicava la costituzione di un esercito europeo e l'unione politica del continente. Non ha mancato, Lavorgna, prima di declamare i versi dedicati all'eroe insieme con due bellissime elaborazioni grafiche ispirate alle azioni premiate con le medaglie d'argento, d i esortare gli adulti a fungere da esempio per i giovani: «Noi nati negli anni Cinquanta - ha detto - siamo l'ultima generazione in grado di far percepire ai giovani che la vita è sacrificio, impegno, dedizione agli altri, perché siamo più vicini ai nostri nonni e bisnonni di qua nto non siano vicini ai loro figli e nipoti coloro che sono nati negli anni Sessanta e Settanta. I giovani vivono in un disagio culturale permanente solo in parte retaggio del modernismo. Per buona parte, infatt i, riflette quel processo di anaciclosi già individuato da Aristotele, che oggi registra la sua componente più disastrosa. Se non interveniamo in tempo, con il vorticoso e crescente gap che si registra tra l'elemento umano e il progresso tecnologico, quando i giovani di oggi si troveranno a gestire qualsivoglia potere, non ne saranno in grado e porteranno l'intera umanità in un baratro senza

fondo». Continuando l'intervento, ha ricordato di aver servito la patria in armi nel 18° Battaglione bersaglieri "Poggio Scanno", durante il nefasto periodo che vide la soppressione dei reggimenti, concludendo con un affettuoso pens iero rivolto al Capo di Stato Maggiore dell'Esercito, il generale Carmine Masiello «che parla come deve parlare un Capo di Stato Maggiore: con la dignità del militare, la cultura dell'uomo che ha studiato tanto, ma soprattutto col senso dell'onore che dovrebbe contraddistingue re ogni cittadino e non soltanto chi indossi una divisa ». Il capitano Santoro ha ringraziato tutti gli organizzatori dell'evento per aver ricordato in modo così pregnante il bisnonno e il generale Quarto, ultimo ad intervenire, ha ringraziato lo Stato Maggiore dell'Esercito e lo Stato Maggiore della Difesa per l'aiuto nel reperimento dei documenti storici.

Articolo pubblicato sulle seguenti testate in data 5 dicembre 2025: https://notiziedi.it/antonio-olivieri-leroe-di-avetrana/; ilgiornaleditorino.it/antonio-olivierileroe-di-avetrana/; cronacheditrentoetrieste.it/antonio-olivieri-leroe-di-avetrana/; cronachedimilano.com/antonio-olivieri- leroe-di-avetrana/; gazzettadigenova.it/antonioolivieri-leroe-di-avetrana/; venezia24.com/antonio-olivieri- leroe-di-avetrana/; ilcorrieredibologna.it/antonio-olivieri-leroe-di-avetrana/; corrierediancona.it/antonio-olivierileroe-di-avetrana/; ilcorrieredifirenze.it/antonio-olivieri-leroe-di-avetrana/; cronachediabruzzoemolise.it/antonio-olivieri- leroe-di-avetrana/; lacittadiroma.it/antonioolivieri-leroe-di-avetrana/; cronachedelmezzogiorno.it/antonio-olivieri-leroe-di-avetrana/; cittadinapoli.com/antonio-olivieri- leroe-di-avetrana/; radionapolicentro.it/antonio-olivierileroe-di-avetrana/; campaniapress.it/antonio-olivieri- leroe-di-avetrana/; corriereflegreo.it/antonio-olivieri-leroe-di-avetrana/; notiziarioflegreo.it/antonio-olivierileroe-di-avetrana/; appianews.it/antonio-olivieri -leroe-di-avetrana/; cronachedibari.com/antonio-olivieri-leroe-di-avetrana/; cronachedellacalabria.it/antonioolivieri-leroe-di-avetrana/; corrieredipalermo.it/antonio-olivieri-leroe-di-avetrana/; corrieredellasardegna.it/antonio-olivieri-leroe-di-avetrana/; primopiano24.it/antonio-olivierileroe-di-avetrana/; cittadi.it/antonio-olivieri- leroe-di-avetrana/; magazine-italia.it/antonioolivieri-leroe-di-avetrana/; accadeora.it/antonio-olivieri-leroe-di-avetrana/; investimentinews.it/antonio-olivieri- leroe-di-avetrana/; ondazzurra.com/antonio-olivierileroe-di-avetrana; forumitalia.info/antonio-olivieri- leroe-di-avetrana; comunicazionenazionale.it/antonio-olivieri-leroe-di-avetrana

Il video della cerimonia presso l'aula consiliare del comune di Avetrana è disponibile nel canale YouTube "Excalibur Multimedia"

Turn static files into dynamic content formats.

Create a flipbook
Issuu converts static files into: digital portfolios, online yearbooks, online catalogs, digital photo albums and more. Sign up and create your flipbook.
ANTONIO OLIVIERI - L'EROE DI AVETRANA by Lino Lavorgna - Issuu