Lettera immaginaria alle
Pecorelle
della Notte di natale
Care pecorelle della Notte di Natale, vi saluto assieme ai vostri agnellini e vi scrivo. Sì, proprio così, vi scrivo! Ho spedito questa lettera anche a un gruppo di amici, che naturalmente sono andati a scuola e magari la sanno lunga in fatto di cultura e di intelligenza: forse si metteranno a ridere perchè scrivo a voi, povere analfabete. Ma c’è poco da ridere! E se voi, care pecorelle della notte di Natale, foste più intelligenti di noi e più capaci di “leggere” i nostri pensieri e noi invece fossimo solo un po’ presuntuosi? E poi avete certamente una capacità straordinaria di intuire le sensazioni che riguardano i misteri del Regno di Dio: siete un genere privilegiato da Dio. Bisogna riconoscere che voi avete qualcosa di speciale che vi rende le predilette di Dio. Infatti avete letteralmente invaso la Bibbia, che dedica a voi riferimenti e immagini a non finire. Si vede che al Signore fate tanta tenerezza. Ma ormai anche voi state andando fuori moda, almeno dalle nostre parti padane, dove il territorio si è industrializzato. Infatti in città un gregge di pecore fa notizia. Quando sul greto del torrente Parma compare un gregge, tutti restano con il naso all’ingiù, per ammirare questo spettacolo così raro e cosi bello.
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