Lettera di natale, immaginaria ma non tanto, ai
Re Magi
Cari Magi vi scrivo. Si fa presto a dire “vi scrivo”, ma dove siete, qual’è il vostro indirizzo, quanti siete? A proposito: il Vangelo non dice quanti siete e solo la tradizione ha stabilito che siete in tre e vi chiamate Gaspare, Melchiorre e Baldassarre e uno di voi ha la pelle nera. Forse è stato deciso che siete in tre, perchè sono tre i doni che portate al Bambino: magari sarà proprio così. Insomma: meno male che c’è la fantasia ad arricchire il Vangelo, che invece è molto sobrio. E poi, se non so in quale luogo dell’Oriente siete, come faccio a farvi pervenire la mia lettera senza il vostro indirizzo preciso? Sapete cosa vi dico? Mi affido anch’io alla fantasia e sono sicuro che questa è la soluzione giusta. La fantasia non sbaglia mai un colpo. Dovunque voi siate, il mio messaggio certamente vi raggiunge. Ma rimane sempre una domanda senza risposta: si può sapere chi siete? Sacerdoti, saggi, stregoni, studiosi? Mah! Una cosa risulta certa dal Vangelo: siete venuti dall’Oriente e questo è importante, perché in questo modo siete il collegamento simbolico tra Oriente e Occidente. Siete i primi pagani che vanno ad adorare Gesù, riconoscendolo come Dio.
49
Eravate ricchi? Pare di sì. Passi per l’incenso e la mirra, ma con l’oro non si scherza. L’oro è il metallo prezioso per eccellenza che sta a significare la regalità. Mi dicono che l’incenso è un profumo da bruciare, simbolo di divinità, mentre la mirra simboleggia la futura sofferenza redentrice di Gesù. Una cosa è certa: eravate “curiosi”. Alle volte la curiosità è una grande saggezza, perché provoca una ricerca insaziabile di nuove conoscenze: voi così siete arrivati alla suprema conoscenza. Guardavate il cielo e il Cielo vi ha risposto. Non c’è curiosità più affascinante che lo studio delle stelle. Duemila anni fa non c’erano le luci artificiali come oggi, con le lampade stradali e le insegne luminose: nei nostri paesi e nelle nostre città perfino nelle sere senza nuvole il cielo è grigio per i nostri occhi. Bisogna andare lontano dall’abitato per guardare in alto e gustare l’estasi di un cielo stellato. Nei paesi e nelle città viene a mancare lo spettacolo più bello, dal vivo e in diretta (altro che la Tv, con la quale cerchiamo di riempire le nostre serate), e così si ingrigisce anche la nostra vita. Voi no. Voi guardavate in alto tutte le sere questo spettacolo dal vivo e siete stati premiati con una stella speciale che sembrava ammiccasse dall’alto a voi per invitarvi a partire. Avete capito bene: era un invito a partire, per conoscere e adorare il Messia, che secondo le vostre combinazioni astrologiche doveva essere nato da qualche parte su questa terra. Ma come e dove trovare il Messia? Ed ecco l’dea geniale e coraggiosa: affidarsi alla Stella amica e ammiccante. E, oh oh, meraviglia: ecco il navigatore satellitare! Non ci si venga a dire che il cosiddetto navigatore satellitare inserito nelle nostre auto è stato scoperto recentemente con la tecnologia elettronica. Macchè tecnologia elettronica! Non lasciamoci illudere ancora una volta dalle pretese scoperte dell’era moderna. Il navigatore satellitare era già stato scoperto da voi Magi duemila anni fa! E pensare che eravamo convinti di averlo scoperto noi. Ecco allora che partite, forse con i cammelli che erano i SUV di allora
50
Beato Angelico: Adorazione dei Magi
per i lunghi tragitti, con un po’ di scorta di viveri e senza sapere quanto sarebbe durato il viaggio. E le strade c’erano? E, se c’erano, come erano? Erano segnate in qualche modo? Forse non avete avuto neppure la fortuna dei pellegrini medioevali con la Via Francigena. Mah! Però niente paura: c’era la vostra stella amica e ammiccante! E così siete arrivati alla città di Davide, alla città che sarebbe diventata la città di Gesù. Nato a Betlemme, cresciuto a Nazaret e partito da Cafarnao, Gesù avrebbe percorso le strade della Samaria, della Galilea e della Giudea predicando la lieta notizia che il Signore ama gli uomini e gli uomini devono amarsi fra di loro. Là a Gerusalemme si sarebbe conclusa la sua avventura sulla Croce del Calvario e là sarebbe esplosa definitivamente la forza inarrestabile della sua divinità con la Risurrezione. Una volta arrivati a Gerusalemme, la stella non risplendeva più sul vostro capo e vi siete trovati in difficoltà: conoscevate presumibilmente soltanto la data della nascita, ma non il luogo preciso e allora siete andati in cerca di informazioni per trovare il nuovo re, per andare a fargli visita e
51
Lattanzio Gambara: strage degli innocenti, Duomo di Parma
adorarlo. Siete andati dal re Erode che, nella sua grossolana ignoranza, è turbato per la richiesta di informazione su un futuro concorrente, convoca il fior fiore della cultura locale. è la solita storia dei dittatori criminali, che tremano subito al primo sentore di pericolo per il loro potere: anche un neonato può fare paura. Voi, cari Magi, senza volere, avete fatto la richiesta di informazioni nel modo peggiore per il sanguinario e sospettoso Erode: “Dov’è il re dei giudei che è nato?” Questa domanda provocherà la strage dei bimbi di Betlemme, vittime innocenti e inconsapevoli della ferocia di Erode. Dopo aver consultato gli scribi e i saggi, i quali gli riferirono che, secondo la parola del Profeta, il Bambino sarebbe dovuto nascere a Betlemme, Erode vi informò, fingendo di essere interessato per andare egli stesso ad adorare il nuovo nato e chiedendovi di ritornare per dargli le dovute indicazioni. E voi non avevate capito la trama che il feroce Erode aveva
52
già in mente e siete partiti per Betlemme. Usciti dal palazzo di Erode, la stella ricomparve e provocò in voi una grande gioia, come dice il Vangelo: “Videntes stellam, gavisi sunt gaudio magno valde” (Un po’ di latino non guasta: Vedendo la stella gioirono con gioia grande). La vostra gioia alla vista della stella è una metafora della vita cristiana: la luce di Cristo, che è la nostra stella, è sorgente inesauribile di gioia. Avete così seguito la stella annunciatrice che vi ha guidato e si è fermata proprio sopra la grotta dove si trovava il Bambino. Vi siete prostrati e lo avete adorato, aprendo i vostri scrigni contenenti oro, incenso e mirra. Restano dentro di noi delle domande inevase: come sarà stata l’accoglienza, quanto tempo vi siete fermati, come ha reagito il bimbo Gesù, che impressione vi hanno fatto Maria e Giuseppe, avete visto e conosciuto i pastori con il gregge, avete provato imbarazzo e perfino delusione perchéil Messia appena nato non era in una reggia ma in una stalla........? Già, ma una volta conclusa la visita, ecco gli imprevisti del ritorno. A questo punto la pagina evangelica ci presenta una annotazione precisa: voi dovevate tornare seguendo un diverso itinerario. Così l’avvertimento angelico. Forse, cari Magi, quando eravate arrivati a Gerusalemme alla ricerca del Messia, nel vostro candore eravate ben lontani dal sospettare i potenziali perversi meccanismi di una corte come quella di Erode. Non vi eravate accorti che la raccomandazione a voi rivolta da Erode di tornare per dare notizie del Messia, aveva qualcosa di subdolo e nascondeva un progetto criminale, che poi si è realizzato nei confronti di tutti i bambini di Betlemme, vittime innocenti di Erode e sfortunati coetanei e compaesani di Gesù. Voi eravate già ripartiti, felici e contenti, e non potevate certo immaginare di essere stati la causa incolpevole di una tragedia terribile, con lo strazio delle Mamme di Betlemme, significato dal Vangelo con la citazione famosa presa dal libro di Geremia:
53
“Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande; Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più.” E così i piccoli bambini di Betlemme con il loro sangue versato e le Mamme con la loro sofferenza inaudita hanno pagato il prezzo della salvezza del Bimbo Gesù, portato nottetempo da Giuseppe e da Maria verso l’Egitto in una avventura drammatica, che il Vangelo non racconta nei particolari, ma che è facilmente immaginabile nelle fatiche e nei pericoli. Una famiglia di “rifugiati politici”, diremmo oggi, che sfuggono alla persecuzione di un regime crudele e sono il simbolo delle turbe immense che lungo la storia hanno dovuto abbandonare la loro terra. E voi, cari Magi, ritornando nella vostra terra d’Oriente, forse non vi siete neppure accorti di questa scia di sangue e di atrocità dietro le vostre spalle. E così il ricordo di questa tragedia e della fuga in Egitto viene a guastare ogni anno la nostra illusione di pensare solo in modo sentimentale e dolciastro al Natale, che invece contiene già in germe tutti gli elementi di sofferenza e di morte che culmineranno nella Croce del Calvario. Cari Magi, siete personaggi misteriosi, senza lineamenti storici ben definiti, ma appunto per questo avete invaso non solo la fantasia ma anche il cuore dei credenti e siete entrati nell’immaginario collettivo. Bravi e complimenti! Ora fate sentire anche a noi la voglia di metterci in cammino per cercare Dio, trovarlo e poi cercarlo ancora e provare la gioia che avete provato voi. Grazie e buon Natale anche a voi, cari Magi Gaspare, Melchiorre e Baldassarre! Meritate più di tanti altri di gustare ogni anno la gioia del primo Natale, voi cercatori appassionati di Dio, voi pellegrini dell’Assoluto, voi che vi siete messi alla testa di un interminabile corteo che da due millenni si snoda su tutte le strade della terra per convergere in adorazione davanti al Re-Messia, nato in una stalla a Betlemme di Giudea e adagiato
54
dolcemente in una mangiatoia dalla madre Maria, la mamma pi첫 bella del mondo. Un caro saluto dal vostro vecchio prete Domenico Parma, Natale 2014
-
55