Don Sergio Nadotti - Parma

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don Sergio Nadotti Calestano, 13 giugno 1932 – Parma, 26 gennaio 2015

Don Sergio è nato a Calestano il 13 giugno 1932. La stirpe di don Sergio era calestanese doc. Il papà Gianni e lo zio Riccardo gestivano ciascuno la trebbiatrice ed è facile immaginare la fatica di questa professione, adesso scomparsa con la invenzione della mietitrebbia. Bisognava trasportare e sistemare a regola d’arte la trebbiatrice con il motore e la imballatrice nelle aie sconnesse dei paesi della val Baganza. Ma il piccolo Sergio aveva dell’altro nella testa e nel cuore. Come si addiceva ad ogni bambino di famiglia religiosa, ha incominciato a fare il chierichetto e a servire Messa imparando a memoria in latino le risposte da dare al parroco don Umberto Miani (Introibo ad altare Dei – Ad Deum qui laetificat iuventutem meam). E così, all’età di 11 anni, è entrato in Seminario. Ma c’era la guerra. Anche lui ne ha attraversato le insidie e le sofferenze. Il papà è stato deportato in Germania con il rastrellamento del 30 giugno 1944 e si è trovato con la mamma Argia e la sorella Anna Maria ad affrontare questa dolorosa emergenza. E’ arrivato alla Ordinazione sacerdotale il 19 giugno 1955. A Calestano tre preti, uno dopo l’altro, hanno detto Messa (così si diceva una volta): il sottoscritto nel 1954, don Nadotti

nel 1955 e il compianto don Bellini nel 1956. Il vescovo Colli lo ha mandato parroco ad Antesica, frazione montana di Langhirano: posso dire che viene ricordato ancora con simpatia e riconoscenza dagli anziani del paese. La sua personalità non è passata inosservata e il Vescovo lo ha ben presto chiamato a Parma per l’assistenza pastorale nelle fabbriche come Cappellano del Lavoro. Dopo alcuni anni come Rettore nella Chiesa di S. Lucia, è stato nominato parroco di S. Tommaso nel 1965: per quasi 50 anni è stato vigile sentinella della Chiesa di Via Farini. Ha fatto l’Assistente dell’Azione Cattolica, il Consulente ecclesiastico dei Giuristi Cattolici e degli Artisti Cattolici, ha insegnato Religione nelle scuole. E’ stato un parroco all’antica, parola da intendere nel modo migliore, cioè con uno stile pastorale che dovrebbe essere sempre attuale. Don Sergio aveva alcune doti che hanno arricchito le tante persone e ambienti che lui ha accostato. Era dotato di grande intelligenza, era ovviamente un prete di fede e contento di essere prete, aveva il gusto dell’arte, artista lui stesso raffinato e


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