Lettera a
Gesù Bambino
Caro Gesù Bambino ti scrivo! Ti scrivo in questa notte che ricorda la tua nascita di duemila anni fa. Non sono qui da solo: ho accanto a me una meravigliosa compagnia di gente amica che è venuta qui apposta per te. Perché tu non sei un neonato qualunque, anche se vagisci come tutti i neonati... anche se sei avvolto in fasce come erano avvolti in fasce tutti i neonati su questa terra fino a 50 anni fa. Poi hanno scoperto che è meglio tenere i neonati senza fasce: ma questa è una questione molto secondaria che non ci interessa. C’è qualcosa di molto più importante nella vicenda della tua nascita. Sei nato povero, sei nato senza una casa, perché non ti hanno accettato nella locanda di Betlemme. Non era certamente un albergo a cinque stelle, ma era almeno un’abitazione decente per quei tempi. Allora sei nato in una stalla, facendo la fortuna di tanti poeti, artisti, venditori di statuine e di capanne e per la gioia di tanti tuoi sinceri ammiratori.
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