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COMUNITÀ IN CAMMINO

BOLLETTINO PARROCCHIALE LOSONE - onsernone No.3 - SETTEMBRE 2017


I nostri contatti Preti don Jean–Luc Farine

091 791 41 15 076 442 41 15 farjluc@gmail.com

don Marco Nichetti

091 791 41 15 076 693 99 07 marcnic78@gmail.com

casa parrocchiale, via san Materno 7, 6616 Losone sito: www.leparrocchie.ch

Presidenti dei Consigli parrocchiali Losone Auressio Loco Berzona Mosogno Russo Crana Comologno Vergeletto-Gresso

Silvano Beretta Claudia Locatelli Graziella Dellamora (membro) Ursula Terribilini Sonia Gianini Laura Perlini Olimpio Poncioni Martina Gamboni Marco Garbani-Nerini

076 449 16 88 091 780 60 58 091 797 14 64 091 797 12 19 091 797 17 80 091 797 13 27 091 797 12 24 079 428 43 04

Avvertenza Per ragioni di praticità questo bollettino viene distribuito a tutti i fuochi. Ci scusiamo con coloro che non fossero interessati a riceverlo e confidiamo nella loro comprensione. Coloro che volessero segnalare un lettore interessato, ma residente fuori parrocchia, indichino l’indirizzo al rispettivo Consiglio parrocchiale. copertina: Sergio Simona


la lettera del parroco

Forse abbiamo imparato qualcosa… Si conclude un’esperienza per Losone che ha visto le nostre strade essere percorse da gente venuta dagli angoli più diversi del mondo. Non compete a me stilare un bilancio, e credo che la situazione dei flussi migratori non finirà di far parlare di sé. La storia non finisce con un giro di chiave ai cancelli dell’ex-caserma, facendola ritornare tristemente vuota e decadente. Spero che anche i più irriducibili possano riconoscere che qualcosa si è pur mosso in noi. Sembrava che dovesse succedere il finimondo, sembrava che l’invasione avrebbe turbato la nostra tranquillità. E invece nulla è successo se non la possibilità di incontrare gente nuova, di altri orizzonti. Per strada, alla Coop, al Mérige, al centro La torre, sul terreno da gioco, abbiamo imparato che l’orizzonte del mondo è molto più vasto di quello che vediamo dal nostro balcone. Una volta ancora, come già durante la guerra, con gli internati, abbiamo sperimentato che l’accoglienza e l’apertura sono appaganti. Non solo in soldoni. E questo ci fa un GRANDE BENE.

Lo ha ricordato monsignor Valerio nella messa al Gottardo il primo di agosto, festa nazionale, concludendo: “È assurdo pensare di poter crescere sempre, elevarci, avere sempre più successo! Il cuore umano non può essere sequestrato dal bisogno di sicurezza, dall’ossessione di mantenere il nostro altissimo standard di vita. Certo… siamo grati al Signore e a tutti quelli che operano a questo scopo. Tutto questo però non basterà senza qualcosa di più essenziale a garantire la vitalità del nostro paese e a portare avanti l’eredità che abbiamo ricevuto. La forza vera, secondo il Vangelo, dobbiamo essere pronti ad accoglierla insieme, su un piano più umile e quotidiano, nel confronto tra persona e persona, nell’esercizio quotidiano dell’incontro e dell’accoglienza di chi è portatore di una parola altra, di una voce differente, di una maniera inedita di entrare in relazione”.

“Nessuno ignora quanto tragico e complesso sia il fenomeno dei flussi migratori del nostro tempo. Nessuno all’ora attuale sembra essere in grado di indicare da solo e unilateralmente la via per rispondervi in maniera efficace... Resta assodato che solo le collettività umane che saranno in grado di interrogarsi seriamente su ciò che le tiene unite e vive potranno resistere all’impatto.”

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calendario liturgico

Losone festa Madonna della purità in Arbigo sabato 9 settembre ore 18 in san Lorenzo domenica 10 settembre ore 10:30 all’oratorio di Arbigo ore 17 vespri all’oratorio di Arbigo La corale parrocchiale Unitas anima la liturgia della festa. Il gruppo mamme organizza la tradizionale lotteria sotto il porticato dell’oratorio. preghiera di adorazione martedì 12 settembre ore 20 in san Giorgio festa federale di ringraziamento sabato 16 settembre ore 17:30 in san Lorenzo domenica 17 settembre ore 10 in san Lorenzo ore 11.30 preghiera ecumenica in casa Patrizia ore 18 in san Giorgio Le offerte delle messe sono raccolte per la “Missione Interna”, organismo della Chiesa svizzera che opera a favore delle attività di pastorale nelle quattro regioni linguistiche svizzere. XXVa domenica tempo ordinario sabato 23 settembre ore 17:30 in san Lorenzo domenica 24 settembre ore 10 in san Lorenzo messa con le famiglie ore 18 in san Giorgio Le celebrazioni con le famiglie sono ripetute ogni mese, preparate con un gruppo di mamme e animate del Piccolo grande Coro.

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XXVIa domenica tempo ordinario sabato 30 settembre ore 17:30 in san Lorenzo domenica 1 ottobre ore 10 in san Lorenzo ore 18 in san Giorgio festa della Madonna del rosario sabato 7 ottobre ore 17:30 in san Lorenzo domenica 8 ottobre ore 10 messa in san Giorgio ore 17 vespri in san Giorgio Il gruppo mamme organizza il banco della lana nel locale annesso alla chiesa di san Giorgio. preghiera di adorazione martedì 10 ottobre ore 20 in san Giorgio XVIIIa domenica tempo ordinario sabato 14 ottobre ore 17:30 in san Lorenzo domenica 15 ottobre festa della cresima ore 10 in san Lorenzo Durante la messa verrà amministrata la cresima a 25 giovani di Losone. ore 18 in san Giorgio giornata missionaria mondiale sabato 21 ottobre ore 17:30 in san Lorenzo domenica 22 ottobre ore 10 in san Lorenzo ore 18 in san Giorgio Le offerte delle messe sono inviate a “Missio” Svizzera per la ridistribuzione equa tra le Chiese in tutto il mondo a sostegno di progetti ecclesiali. Nel pomeriggio incontro diocesano per la giornata missionaria.


XXXa domenica tempo ordinario sabato 28 ottobre ore 17:30 in san Lorenzo domenica 29 ottobre ore 10 in san Lorenzo ore 18 in san Giorgio festa di tutti i santi mercoledì 1° novembre ore 10 messa in san Lorenzo ore 14:30 rosario in san Lorenzo e visita al cimitero per una preghiera comunitaria ore 18 messa in san Giorgio commemorazione dei defunti giovedì 2 novembre ore 9 messa in san Lorenzo ore 18 messa in san Giorgio preghiera di adorazione martedì 14 novembre ore 20 in san Giorgio anniversari di matrimonio La domenica 19 novembre in san Lorenzo (alle ore 10) messa degli anniversari di matrimonio. I coniugi che festeggiano un anniversario significativo e vogliono ricordarlo nell’eucaristia, sono pregati di annunciarsi in parrocchia. festa di Cristo re sabato 26 novembre ore 17:30 in san Lorenzo domenica 27 novembre ore 10 in san Lorenzo Saranno presentati i bambini che iniziano il cammino di preparazione ad incontrare per la prima volta (la prima di tante altre…) Gesù nel pane eucaristico. Iscrizioni tramite l’apposito formulario che trovate nel bollettino o sul sito www.leparrocchie.ch ore 18 in san Giorgio

Concerto con melodie della tradizione russa Losone, chiesa san Giorgio, lunedì 2 ottobre ore 20. Quartetto vocale di san Pietroburgo “Vivat”. Nato nel 1991 a san Pietroburgo, il quartetto di solisti è composto da docenti del conservatorio. Il loro repertorio rinnova la tradizione vocale russa riproponendo tipiche melodie religiose ortodosse a partire dal 14 secolo e pure arie tradizionali e moderne di quella regione.

Concerto da camera nella chiesa di san Lorenzo Losone, chiesa san Lorenzo, sabato 21 ottobre ore 20. Nell’ambito del “Musicarte Festival Ascona” viene proposto un concerto con il “Sonos Quartett Basel”, composto da Jiri Nemecek e Stefanie Bischof al violino, da Martina Bischof alla viola e da Andrea Bischof al violoncello. Proporranno il seguente programma: di Wolfgang Amadeus Mozart, Divertimento in Fa maggiore KV138 Allegro/Andante/Presto di Giovanni Sollima, un autore contemporaneo, Sonnets et Rondeaux di Johannes Brahms, Quartetto d’archi in La minore, op.51/2 Allegro non troppo/Andante moderato/ Quasi minuetto, moderato/Allegretto Finale/Allegro non assai

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calendario liturgico

Onsernone XXIII domenica tempo ordinario sabato 9 settembre ore 17 Vergeletto (PartĂźs) ore 18:15 Berzona (Matro) domenica 10 settembre ore 9 Comologno ore 10:30 Russo XXIV domenica tempo ordinario sabato 16 settembre ore 17 Crana ore 18:15 Auressio (Madonna Sponde) domenica 17 settembre ore 10:30 Loco (S.S. Crocefisso) XXV domenica tempo ordinario sabato 23 settembre gita parrochiale domenica 24 settembre ore 9 Comologno ore 10:30 Berzona XXVI domenica tempo ordinario sabato 30 settembre ore 16 Vergeletto ore 17:15 Mosogno (Sotto) domenica 1 ottobre ore 10:30 Auressio (Patronale) XXVII domenica tempo ordinario sabato 7 ottobre ore 16 Gresso ore 17:15 Berzona domenica 8 ottobre ore 9 Crana ore 10:30 Loco (san Remigio) XXVIII domenica tempo ordinario sabato 14 ottobre ore 16 Comologno ore 17:15 Mosogno

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La chiesa di Auressio.

domenica 15 ottobre ore 9 Vergeletto ore 10:30 Auressio (Madonna Sponde) XXIX domenica tempo ordinario sabato 21 ottobre ore 16 Crana ore 17:15 Russo domenica 22 ottobre ore 10:30 Loco (inizio anno catechistico per comunione e cresima) XXX domenica tempo ordinario sabato 28 ottobre ore 16 Vergeletto ore 17:15 Berzona domenica 29 ottobre ore 9 Auressio (Madonna Sponde) ore 10:30 Gresso (sant’Orsola)


festa di tutti i santi martedĂŹ 31 ottobre ore 15:30 Russo (messa + cimitero) ore 17 Auressio (cimitero) mercoledĂŹ 1 novembre ore 9:30 Crana (cimitero) ore 10:30 Comologno (messa + cimitero) ore 14 Gresso (cimitero) ore 14:30 Vergeletto (messa + cimitero) ore 16 Mosogno (messa + cimitero) giovedĂŹ 2 novembre ore 9 Berzona (messa + cimitero) ore 10:30 Loco (messa + cimitero) XXXI domenica tempo ordinario sabato 4 novembre ore 16 Comologno ore 17:15 Mosogno domenica 5 novembre ore 9 Vergeletto ore 10:30 Auressio (Madonna Sponde) XXXII domenica tempo ordinario sabato 11 novembre ore 16 Gresso ore 17:15 Berzona domenica 12 novembre ore 9 Crana ore 10:30 Loco

La chiesa di Russo.

XXXIII domenica tempo ordinario sabato 18 novembre ore 16 Comologno ore 17:15 Mosogno domenica 19 novembre ore 9 Vergeletto ore 10:30 Auressio (Madonna Sponde) festa di Cristo re sabato 25 novembre ore 16 Gresso ore 17:15 Russo domenica 26 novembre ore 9 Crana ore 10:30 Loco

Cappella a Russo.

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vita della parrocchia

I sacramenti che iniziano alla vita cristiana Come iscriversi? BATTESIMO Ai genitori è offerta la possibilità di chiedere alla Chiesa il battesimo per i loro figli piccoli. Con un padrino o una madrina scelti da loro, essi assumeranno il compito e la responsabilità di coltivare le condizioni ideali affinché quel seme di Dio che è già presente nel loro figlio possa germogliare e crescere. La celebrazione del battesimo avviene generalmente la domenica, durante o dopo la messa. È previsto un incontro con genitori e padrini in preparazione della celebrazione del battesimo. Siete pregati di rivolgervi al parroco, o inoltrare il formulario che trovate nel bollettino e sul sito. Anche da giovane o adulto si può ricevere il battesimo dopo una preparazione appropriata e un cammino di catechesi e di celebrazioni, che dura almeno un anno. Prendete contatto con il parroco. EUCARISTIA - prima comunione La consuetudine vuole che i bambini e le bambine che frequentano la terza elementare si preparino alla prima di tante comunioni. A dire il vero non c’è un’età più indicata che altre nella quale si “deve” ricevere la comunione. L’abitudine a venire regolarmente con i genitori alla messa basterebbe a far comprendere l’importanza di quel pane spezzato nel quale Gesù si fa presente. Viene però organizzato ogni anno in parrocchia un percorso con l’aiuto di catechiste per preparare e riflettere con i bambini su questo gesto di venire a messa la domenica. I genitori che vogliono far avvicinare i loro figli a scoprire l’eucaristia domenicale possono iscriverli con il tagliando che si trova qui a lato. CRESIMA Le ragazze e i ragazzi interessati al cammino di preparazione alla cresima sono pregati di iscriversi attraverso il tagliando che trovano nel bollettino. Saranno richiamati per organizzare gli incontri e le tappe di preparazione al sacramento, a partire dall’autunno 2017 per celebrare la cresima nell’ottobre del 2018. È un invito rivolto ai nati nel 2004 o prima. Anche gli adulti possono ricevere la cresima, soprattutto se a loro è chiesto il servizio di fare da padrino e da madrina. Un corso di 8 incontri è organizzato in parrocchia. Annunciarsi al parroco.

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Diocesi di Lugano Parrocchie di Losone e Valle Onsernone

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uniti da cristo

Nella devozione la fede e le radici Così vive e condivide la comunità dei croati del Ticino La devozione come espressione di una fede profonda, ma anche come mezzo per custodire le proprie radici. Soprattutto quando allontanarsene ha rappresentato uno strappo violento e doloroso. Vivono così la propria comunità i croati del Ticino, che ogni settimana si incontrano per assistere alla messa. Nell’intero cantone sono circa quattromila e la metà di loro è praticante. Molti anche nel Locarnese, così pure a Losone. Sono parte di quella diaspora provocata dalla guerra del 1991. Oggi quattro milioni di croati si trovano in patria e altrettanti sono sparsi nel mondo intero. La gran parte dei cattolici ha dato vita a comunità proprie, attraverso le quali mantengono viva la spiritualità, ma anche - come si diceva all’inizio - i legami con la loro lingua e cultura. Da circa un anno alla guida della comunità ticinese

vi è padre Slaven Mijatovic’, incardinato nella diocesi di Mostar. Rappresentante dell’ordine dei Frati minori, ha studiato all’Istituto antoniano di Bologna e ha, fra l’altro, alle spalle anche una decina d’anni di missione fra Stati Uniti e Canada. “Operiamo inoltre - spiega lui stesso - in Germania, Albania, Bosnia-Erzegovina e Congo. In Ticino sono arrivato dalla Croazia, nell’ambito di un normale avvicendamento pastorale”. Nel cantone padre Slaven ha trovato una comunità viva e ben integrata. “La gran parte dei croati che vivono in Ticino - spiega ancora - vi sono giunti in seguito alla guerra del ‘91 e raccontano di essere stati accolti con grande apertura. Tant’è vero che la maggior parte di loro ha deciso di rimanere, anche quando la situazione nel paese d’origine si è normalizzata”.

I bambini della prima comunione con padre Slaven.

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Un gruppo di bambini in costume tradizionale.

Proprio quest’anno i Frati minori festeggiano i 50 anni della propria presenza in Svizzera, “dove contiamo dodici missioni, che hanno sede nei principali centri di oltre Gottardo. Quella ticinese è fra le più ‘giovani’”. Diverse, come detto, le attività che vengono svolte all’interno della comunità. Ogni fine settimana vi è un intenso programma di celebrazioni, che inizia con la messa del sabato sera a Massagno. La domenica, poi, padre Slaven si sposta alle 9.30 nella chiesa del collegio Papio di Ascona, alle 11 a Biasca e alle 13 a Giubiasco. “Abbiamo poi tutti gli eventi - spiega ancora il nostro interlocutore - che caratterizzano la vita di ogni comunità cattolica. I matrimoni, i battesimi, le visite ai

malati, i funerali, le prime comunioni, le cresime”. Per questi ultimi sacramenti si lascia ai giovani e alle loro famiglie la libertà di scegliere se celebrarli con la propria comunità d’origine oppure in quella di residenza. “Abbiamo ottimi rapporti - spiega ancora padre Slaven sia con i parroci locali sia con la Diocesi di Lugano e il vescovo Valerio Lazzeri”. Un appuntamento particolarmente sentito è poi il cosiddetto Giorno della missione, quest’anno in programma a inizio settembre a Gudo. “È un momento privilegiato di condivisione - racconta il frate -. Il programma prevede la celebrazione della messa, cui segue un pranzo in comune a base di piatti tradizionali. Non mancano mai momenti di animazione e varie attività sportive”.

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La devozione della comunità croata si esprime pure in occasione delle festività. “Nell’imminenza del Natale, ad esempio, può capitare di dover chiedere ‘rinforzi’ dalla Svizzera interna per poter far fronte alle richieste per la confessione. Anche la benedizione delle case è una tradizione ancora molto viva. Ed è un servizio che presto volentieri, perché sono convinto che per conoscere davvero le persone sia importante andare da loro”. Vi è poi la particolarità legata alla veglia del Sabato santo, durante la quale - secondo un’antica tradizione croata - avviene la benedizione del cibo. I fedeli portano infatti con sé in chiesa le vivande che verranno consumate per prime nel giorno di Pasqua. “Non conosco l’origine del rito - afferma padre Slaven -, ma appare come una via volta a rendere, per così dire, più umano e accessibile il grande mistero pasquale”. Al ricco programma di attività si aggiungono anche gli incontri di catechismo per la preparazione alla prima co-

munione o alla cresima (“e anche qui devo ringraziare i parroci locali, che gentilmente ci mettono a disposizione gli spazi necessari”) e iniziative a livello nazionale, come quella dedicata ai bambini che svolgono il servizio come chierichetti oppure la riunione annuale dei giovani adulti. E a questo proposito, chiediamo al nostro interlocutore, che rapporto hanno con la comunità le nuove generazioni? “Ottimo direi. Ci sono e partecipano molto. Fra i giovani ho constatato una sorta di positiva dualità. Nel senso che, fortunatamente, coloro che sono della seconda o della terza generazione sono perfettamente integrati nella realtà svizzera. Nello stesso tempo, però, come dicevo, non abbandonano i legami con le proprie radici: sono presenti alle celebrazioni e dimostrano grande disponibilità verso la nostra comunità”.

I bambini della prima comunione con le famiglie.

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Barbara Gianetti Lorenzetti


l’intervista

Primo giorno senza scuola Chiacchierata con Alberto Fornera La campanella è tornata a suonare per gli scolari che da qualche giorno hanno ridato vita alle aule dell’istituto comunale. Anche l’allievo più distratto si sarà accorto della mancanza della figura familiare di Alberto Fornera che, dopo oltre quarant’anni nel mondo della scuola, nel corso dell’estate ha passato il testimone a Doriano Buffi. Proprio in quei giorni lo abbiamo incontrato per una chiacchierata a tutto campo. Partiamo dall’inizio: Alberto Fornera che allievo è stato? “Piuttosto vivace, con uno spiccato interesse per la matematica”, racconta ricordando gli anni nella vecchia scuola dell’infanzia gestita dalle suore in via Municipio e delle elementari nell’attuale palazzo comunale. “Nel 1976 ho ottenuto la patente di docente e dopo il servizio militare ho iniziato ad insegnare. Ricordo bene gli allievi di quella prima classe, una quinta, come pure il contenuto di alcuni loro componimenti (così si usava chiamarli allora) di ottimo livello”. Ai primi anni di insegnamento fa seguito la decisione di trasferirsi a Ginevra per frequentare una scuola specializzata e di ottenere un diploma in psicomotricità. “Al rientro in Ticino ho lavorato per un periodo a metà tempo come docente e per l’altra metà occupandomi di questo nuovo servizio di sostegno che stava nascendo in quegli anni. Ho poi deciso di tornare a dedicarmi esclusivamente all’insegnamento, sempre con classi del secondo ciclo, fino al 2003 quando sono stato nominato direttore”.

Alberto Fornera.

Entusiasmo e passione “Gli anni dell’insegnamento sono stati molto intensi. Credo di averli vissuti con entusiasmo e passione, cercando di aggiornarmi il più possibile. Ho sempre trovato stimolanti i momenti vissuti al di fuori della classe, capaci di dare degli spunti importanti agli allievi ma anche ai docenti. Penso per esempio alle settimane di scuola fuori sede, fra queste la prima organizzata all’Alpe Zotta, occasione speciale per dialogare con gli allievi. Sono sempre stato sensibile all’aspetto relazionale poiché fondamentale per valorizzare le peculiarità di ciascun bambino. Anche i rapporti con le famiglie sono sempre stati buoni”. La domanda nasce spontanea. Questi

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sono mutati quando ha assunto la carica di direttore? “In generale, penso che i ruoli di ciascuno siano sempre stati rispettati e credo di essere sempre stato aperto al confronto, talvolta con punti di vista diversi. Il direttore entra in contatto con i genitori in particolare quando ci sono delle situazioni problematiche. In alcuni casi purtroppo non è stato possibile trovare delle soluzioni condivise”. Un dialogo non sempre facile, dunque. “Ad essere cambiato nel tempo è il rapporto che le famiglie hanno con la scuola in generale. Fin dalle piccole cose. Per esempio, mi ha sempre infastidito quando un genitore che non conoscevo mi si rivolgeva dandomi del tu. Mi sembrava un approccio poco rispettoso, non tanto nei miei confronti, ma verso la funzione che ricoprivo e l’istituzione della scuola. Non mi ritengo una persona formale e non ho mai chiesto agli allievi di darmi del lei, anzi gli ho sempre premesso di chiamarmi per nome, ma ho sempre preteso quello che si potrebbe definire un rispetto effettivo”.

Bambini che diventano adulti Sindaco, prete e maestro. Queste erano ritenute una volta le tre figure più importanti di un paese. Persone che tutti conoscevano. Chissà se è ancora così? Certo è che Alberto Fornera ne ha visti parecchi di bambini diventare adulti. “Molti ex-allievi oggi sono genitori, qualcuno anche nonno” dice senza dimenticare i ragazzi delle squadre di calcio allenate in passato o i tanti bambini che negli anni hanno preso parte all’allora frequentatissima colonia estiva losonese. “Ricordo con piacere i tempi della colonia. In passato molti docenti si

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mettevano a disposizione per animarla. Insieme alle attività degli scout era una delle poche offerte estive. C’era forse più sensibilità e un diverso attaccamento alla comunità, oltre all’amicizia che legava i colleghi. Questa disponibilità mi sembra che stia un po’ scemando. Nel contempo oggi durante il periodo delle vacanze si può scegliere fra un ampio ventaglio di proposte. Sono momenti importanti che permettono ai bambini di stare con i coetanei anche al di fuori dell’anno scolastico e di costruire nuove relazioni”.

Una scuola nuova In questi anni sono cambiate le relazioni, le famiglie, i docenti e anche la scuola. Nei suoi contenuti. E non solo. Lo sa bene Alberto Fornera che ha vissuto in prima persona l’iter che ha portato alla realizzazione della nuova scuola dell’infanzia. “In particolare, ho collaborato per gli aspetti didattici riguardanti l’organizzazione degli spazi, l’arredamento interno e la sistemazione esterna. A dieci anni dalla messa in servizio è da tutti riconosciuta la validità della struttura. L’investimento, finanziariamente importante, aveva suscitato dibattito, ma grazie ad esso oggi Losone dispone di una scuola dell’infanzia moderna e funzionale, che garantisce anche un importante servizio come quello della mensa per gli allievi della scuola elementare”. Quella dell’infanzia non è una scuola nuova solo in senso fisico, ma in questi anni ha vissuto importanti cambiamenti anche per quanto concerne i contenuti. “Già prima dell’introduzione di Harmos a Losone il 98% dei bambini frequentava due anni di scuola dell’infanzia. Quello


che è cambiato nel tempo è il percorso formativo che prevede lo sviluppo di competenze importanti per la crescita del bambino per quanto concerne le relazioni sociali, la vita pratica e gli aspetti psicomotori. Dal suo ingresso alla scuola dell’infanzia fino al termine della scuola dell’obbligo l’allievo segue un percorso formativo che si basa su una continuità programmatica e metodologica”. Un percorso che con l’implementazione dei nuovi piani di studio cerca di dare sempre più valore alle competenze generali e offrire gli strumenti per affrontare con maggiore consapevolezza le situazioni che si presentano nella vita. “Nonostante le novità ci sono degli aspetti dell’apprendimento che non sono cambiati. Per la scuola elementare penso ad esempio a tutto quanto concerne la lettura e la scrittura. Saper leggere è diverso da capire cosa si sta leggendo. Penso poi alla matematica per tutto quanto concerne le caselline, il calcolo mentale, le misure, la capacità di comprendere una situazione e risolvere un problema o allo studio dell’ambiente che permette di acquisire gli strumenti per leggere la realtà”.

Filosofia di istituto Incontro, scambio, rispetto, valori condivisi e solide basi didattiche. Sono parole chiave che ci hanno accompagnato nella nostra chiacchierata con Alberto Fornera. “Il mondo della scuola in generale sta vivendo un importante cambiamento generazionale. A Losone è in atto da 5-6 anni e ha portato un mix fra novità ed esperienza che ha favorito lo scambio reciproco in modo positivo. Come direttore ho sempre creduto e mi sono impegnato

Gli allievi delle scuole comunali hanno salutato il direttore lo scorso mese di giugno.

nel promuovere quella che definirei una “filosofia di istituto” basata su pochi punti essenziali. In primo luogo, ritengo che la scuola debba continuare ad essere riconosciuta come un’istituzione seria che deve svolgere due compiti estremamente importanti: l’insegnamento e l’educazione. Vi è poi la questione del rispetto, di cui ho già detto in precedenza, non solo per le persone ma anche per le regole, per il materiale, ecc. Infine, in questi anni si è lavorato molto nell’ambito dell’inclusione. Ovvero a favore di una scuola che possa dare la possibilità di vivere una scolarizzazione normale a tutti”. Mentre le lezioni ricominciano, finisce l’impegno di Alberto Fornera nel modo della scuola. Cosa gli mancherà? “I sorrisi spontanei e sinceri degli allievi, i contatti con i docenti, con il personale e i genitori dell’istituto”. Nathalie Ghiggi Imperatori

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la ricorrenza

San Nicolao della Flüe: pace nella giustizia Ne parliamo con il pretore avvocato Francesco Bertini Nicolao della Flüe, il santo della pace. Storico il suo intervento alla Dieta di Stans che permise, nel dicembre 1481, di rappacificare gli allora otto cantoni confederati scongiurando una guerra civile. Ma non è certo stato il suo unico gesto di distensione. La sua vita da eremita fu una continua ricerca di pace e di giustizia: “la pace è sempre in Dio, perché Dio è la pace”. E “se non è possibile la riconciliazione nell’amicizia, lasciate che la giustizia sia la cosa migliore”. Gli anziani si ricordano sicuramente quante preghiere innalzarono al santo durante la seconda guerra mondiale. Quanti tridui e novene, quante processioni verso le cappelle sorte nei vari pae-

La cappella di Bedruscio, benedetta il 13 luglio 1947 a conclusione di una processione partita dalla chiesa di san Lorenzo, è sorta per iniziativa dell’allora circolo cattolico ed è dedicata, si legge nell’iscrizione sotto la figura del santo, “A S. Nicolao d. Flüe quale pegno di riconoscenza e devozione”. Nella foto, inginocchiati: Aurelio Lorenzetti, Francesco Lorenzetti, ? Sasselli, Enrico Nicolet, Ludovico Bianda, Angelo Pisoni, Giorgio Conti; in piedi da sin.: ?, ?, ?, Michele Sasselli, ? Bernasconi, ?, ?, Claudio Bianda, ?,?, Benvenuto Bianda, Giovanni Lorenzetti, Luigi Bianda, Giorgio Fornera detto “Gino” (foto e nomi: archivio del patriziato di Losone).

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si. A Losone ne costruirono una a posteriori, nel 1947, a Bedruscio “quale pegno di riconoscenza e devozione”. Poi, passato il pericolo della guerra, anche san Nicolao passò per così dire… di moda. Sono trascorsi 600 anni dalla sua nascita. I suoi ideali di pace, di riconciliazione e di giustizia sembrano svaniti. Si sta combattendo “la terza guerra mondiale a tappe”, come ha più volte ammonito papa Francesco. Papa che, alla luce del Vangelo, non trascura occasione per richiamare coloro che ricoprono cariche istituzionali in ambito nazionale o internazionale affinché compiano ogni sforzo per riportare pace e giustizia nel mondo intero. “Occorre seguire la via della pa-


ce, non quella proclamata a parole ma di fatto negata perseguendo strategie di dominio, supportate da scandalose spese per gli armamenti, mentre tante persone sono prive del necessario per vivere. In un mondo come quello attuale, purtroppo segnato da guerre e da numerosi conflitti, la scelta della non violenza come stile di vita diventa sempre più un’esigenza di responsabilità” (papa Francesco,15 dicembre 2016 a un gruppo di ambasciatori presso la Santa sede).

Per una difesa non armata Potrebbe iniziare la Svizzera a dare al mondo l’esempio di una difesa non armata, di una difesa nella quale le nostre truppe “invadono” il mondo più povero per tracciare strade, aprire acquedotti, erigere scuole, ospedali, abitazioni? (…) Quando arriveremo a capire che la logica della difesa armata è un inganno montato ad arte dai potenti produttori ed esportatori di armamenti per mantenere nel mondo quella paura della sconfitta che spinge tutti oggi ad avere in dotazione un bagaglio di bombe sufficiente a eliminare qualsiasi genere di vita dal nostro suolo? Il Vangelo della non violenza è l’unica saggezza che va prospettata all’uomo di oggi per garantirgli la sopravvivenza della specie. Da “Il miracolo di San Nicolao: la Pace”, riflessione teologico - pastorale di don Sandro Vitalini.

La pace non è soltanto assenza di guerre “La pace non è semplicemente assenza di guerra, ma opera della giustizia“ (Papa Francesco). Ricercare la pace attraverso la giustizia, dunque. Come avviene giornalmente nelle nostre aule giudiziarie. Ne parliamo con l’avvocato Francesco Bertini, da 24 anni pretore a Locarno. Anche nelle preture il giudice deve occuparsi di piccole “guerre”… Più che di guerre parliamo di conflitti, di contrasti, di controversie. Cose che per i protagonisti sono comunque soggettivamente importanti e a volte molto pesanti anche dal profilo psicologico. Il giudice deve, ovviamente, giudicare. Ma crediamo debba anche cercare di mettere pace tra i contendenti. Cominciamo col dire che la pretura si occupa delle cause civili di prima istanza, sopra il valore di 5 mila franchi. Le cause civili riguardano le controversie nel campo della locazione, del diritto del lavoro, degli appalti, del diritto matrimoniale, dei diritti di vicinato, ecc. Il nuovo Codice di procedura civile prevede pressoché per tutte le cause una procedura conciliativa preliminare. Il giudice deve quindi, obbligatoriamente, prima di tutto tentare una conciliazione. Il primo ruolo del pretore è dunque quello di cercare di risolvere una controversia, all’interno comunque della struttura giudiziaria, assistendo le parti nel loro conflitto, guidandole nella negoziazione del conflitto stesso, cercando di orientarle verso la ricerca di accordi reciprocamente soddisfacenti.

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Scopo della conciliazione è anche quello di alleviare un po’ la tensione che è venuta a crearsi e che è evidente. Le procedure di conciliazione che si risolvono positivamente sono nell’ordine del 35%. Alleviare un poco la tensione, diceva. Ma come reagiscono i contendenti alle proposte del pretore? La conciliazione, in fondo, sta in primo luogo nel dare la possibilità alle persone di essere ascoltate. Quello che io percepisco è proprio un’esigenza, un bisogno crescente di essere ascoltati. La controparte ovviamente non ascolta, l’avvocato ascolta ma in un modo unidirezionale, diverso. Allora una persona neutra o comunque con una certa autorevolezza come può essere appunto il giudice conciliatore serve anche ad offrire ai contendenti la possibilità di parlare, di spiegarsi. E già questo allenta un po’ le tensioni e gli attriti. Constato che per tanti, insomma, l’essere ascoltati rappresenta una importante valvola di sfogo. C’è un settore che riteniamo sia particolarmente delicato e tale da porre problemi non facili anche a chi deve giudicare: le procedure di divorzio o comunque legate a difficoltà familiari. È vero. Oggi un matrimonio su due fallisce. Quindi sono tante le procedure per conflitti matrimoniali. E sono cause gravose per il giudice. Richiedono un forte impegno anche dal profilo emotivo, soprattutto quando sono coinvolti i figli; un impegno non di poco conto. Siamo in un campo molto delicato. In fondo bisogna aiutare i due coniugi ad elaborare il loro lutto. Sì, nell’ambito matrimoniale

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si fa riferimento proprio al concetto di lutto, che è quello della separazione, del fallimento del progetto di vita, della relazione. E i tentativi di conciliare le loro esigenze ottengono i risultati sperati? Nelle procedure matrimoniali c’è un diverso tipo di conciliazione, che riguarda le conseguenze accessorie del divorzio. Occorre dire che in questo delicato ambito a volte non siamo più giudici, diventiamo un po’ assistenti sociali, oserei dire un po’… confessori. E dobbiamo aiutare la coppia che abbiamo di fronte ad elaborare la propria sofferenza, il proprio vissuto. Perché lì, ormai, è la sofferenza che emerge, la quale coinvolge e sconvolge il piano dell’emotività, coinvolge altri sentimenti, altri livelli. Ci sembra di capire che è un ruolo difficile ma che alla fine non porta eccessivi risultati se è vero, come è vero, che un matrimonio su due fallisce... Va chiarito: la conciliazione, come detto,


riguarda le conseguenze accessorie del divorzio e non lo scioglimento del matrimonio come tale. Precisiamo pure che ci sono anche molti divorzi consensuali che non pongono grossi problemi. Ma negli altri casi è diverso. Ci rendiamo conto, di fronte a certe situazioni, di essere a volte impotenti. Nel nostro piccolo possiamo raccomandare, ordinare mille misure… Ma se poi una volta usciti dalla pretura non vengono rispettate, siamo ai piedi della scala. Insomma, si cerca nel limite del possibile di ricostruire almeno un minimo rapporto. Dove il conflitto è forte si tenta di dare qualche spunto per dire ai coniugi-genitori: parliamoci almeno, proviamo, discutiamo. E quando ci sono di mezzo i figli occorre esortarli: parlate dei figli, cercate di trovare una soluzione senza arrivare sempre a litigare. Vede, in quei casi così delicati il ruolo del giudice è anche questo. E poi, ecco, dando aiuto bisogna uscire un po’ da certi schematismi, occorre essere flessibili, cercare di capire. Adesso, dopo 24 anni da pretore, riesco in parte a farlo, riesco ad individuare le dinamiche che stanno dietro ad una certa apparenza delle persone, dal come si pongono di fronte agli altri. Uscire dagli schematismi, diceva. Il che implica, ci sembra di capire, affrontare ragionamenti che oltrepassino la fredda enunciazione delle leggi. Secondo me in parecchi casi deve intervenire una componente etica. È importante capire che il concetto di giustizia ha o dovrebbe avere dietro di sé una componente etica. Se poi vogliamo estendere questo concetto, allora si arri-

va a dire che non può esserci giustizia senza pace sociale. Sono discorsi che, evidentemente, non si fanno direttamente nel dibattimento. Però, magari, si buttano lì dei piccoli messaggi per cercare di far capire che alla fine il disputarsi su questioni che, se guardate oggettivamente, sono magari marginali, risulta dannoso per tutti. E non parlo solo dei conflitti matrimoniali ma anche di altre vertenze. Il fatto di far capire la necessità di relativizzare un po’ le questioni è importante. Come è importante far capire che il litigare magari per anni vuol dire, dal profilo psicologico, coinvolgere non solo la propria persona ma anche tutti quelli che stanno attorno, la famiglia, i figli. E far capire anche alla controparte che il suo comportamento ha ripercussioni pure sull’altra famiglia, la quale, forse, deve incassare dei soldi senza i quali si trova in difficoltà... Continuando nella lite tutto diventa psicologicamente pesante, insopportabile per chi vi si trova coinvolto. E quindi il fatto di dire: adesso troviamo assieme una soluzione al conflitto di solito porta grandi vantaggi. Per gli uni e per gli altri. Proprio – concludiamo noi – come diceva san Nicolao: “Se non è possibile la riconciliazione nell’amicizia, lasciate che la giustizia sia la cosa migliore”. Paolo Storelli

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echi dall’Onsernone

I tesori del passato in uno scrigno innovativo Anche tracce di storia religiosa nel Totem della valle La storia religiosa s’intreccia sempre strettamente con quella di un territorio. Nell’innovativo scrigno che custodisce i tesori del passato onsernonese si trovano dunque anche tracce di vita spirituale e testimonianze legate al ricco patrimonio artistico e architettonico affidato alle parrocchie della valle. Stiamo parlando del Totem dell’Onsernone, presentato ufficialmente lo scorso maggio e che, dopo aver toccato durante l’estate le varie frazioni del nuovo Comune, sarà ora ospitato definitivamente dal Museo onsernonese, che ha pure partecipato simbolicamente al finanziamento del nuovo supporto. “Si tratta - ci spiega il manager regionale Nicola Pini - di uno schermo touch screen che permette all’utente di fruire, in modo semplice e intuitivo, di una serie di contenuti audiovisivi sulla valle provenienti dagli archivi della Radiotelevisione della Svizzera italiana (RSI), così come da fondi di archivi privati”. L’iniziativa è stata promossa dal Municipio di Onsernone, “non solo - prosegue Pini - con l’intento di valorizzare memoria e identità vallerane (salvaguardando e rendendo accessibili al pubblico preziosi documenti d’archivio), ma anche per fornire materiale

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didattico alle scuole, spunti di riflessione o ricordi agli abitanti della valle e tracce innovative e inedite ai visitatori del comprensorio. Interessante il fatto che, trattandosi di uno strumento multimediale, si adatti particolarmente alle modalità di comunicazione del pubblico giovane”. Il Totem è stato realizzato, oltre che con la collaborazione della RSI, anche con la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana (Supsi) e la Cooperativa per la Radiotelevisione della Svizzera italiana (Corsi). Da segnalare che l’iniziativa è stata premiata dall’Organizzazione mondiale degli archivi radiotelevisivi quale miglior progetto innovativo di valorizzazione d’archivio. Esso diverrà parte integrante della nuova sala del Museo dedicata al Novecento, che sarà inaugurata nel 2019. bgl

Il Totem sarà ospitato dal museo regionale.


solidarietà

Grande generosità per Sacrificio quaresimale A Losone e in Onsernone raccolti oltre 12’400 franchi Hanno risposto con grande generosità le comunità di Losone e dell’Onsernone all’ultima campagna di Sacrificio quaresimale. La colletta, promossa sotto il motto “Terra fonte di vita, non di profitto”, ha infatti permesso di raccogliere complessivamente 12’426 franchi. Dalla parrocchia losonese ne sono giunti 7’350, cui se ne sono aggiunti 4’270 versati direttamente da privati. In Onsernone si è superato quota 800 (50 da Crana, 30 da Auressio, 226 da Berzona, 240 da Loco e 260 da Vergeletto-Gresso). Un sentito ringraziamento è giunto alle parrocchie dai responsabili di Sacrificio quaresimale. I fondi raccolti andranno a favore di un progetto che tocca 11 località del sud ovest della Colombia e che si svolge su due livelli. Quello educativo ha come obiettivo far nascere nelle giovani generazioni la consapevolezza dell’importanza di una gestione parsimoniosa delle risorse idriche. Il secondo si rivolge invece agli adulti, che imparano a conoscere i rischi e le opportunità che la strategia idrica dello Stato colombiano comporta. Concretamente le persone, non singolarmente ma in quanto comunità, riescono a migliorare le loro condizioni di vita, hanno acqua pulita da bere e quella necessaria per irrigare le loro coltivazioni. Nel territorio in cui si svolge il progetto si sono formate 8 cooperative locali per la gestione comunitaria della distribuzione di acqua potabile. Ad esse hanno aderito 14 comunità locali. Il percorso formativo

Gestione idrica responsabile in Colombia.

- che ha potuto essere realizzato anche grazie ai fondi raccolti nelle parrocchie del Ticino - ha reso questi gruppi competenti ed efficaci nel condurre le trattative con le municipalità in materia di gestione dell’acqua. Sono 2’552, tra cui 1’252 donne, le persone che hanno partecipato personalmente al ciclo formativo denominato “Scuola dell’acqua”. Si sono toccati temi come la natura, la cultura, i diritti fondamentali, gli strumenti politici per raggiungerli, la gestione dell’acqua e le attività estrattive e gli strumenti per la gestione comune delle risorse idriche.

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cronaca illustrata

Feste patronali

Crana

Russo

Mosogno

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Recapiti parrocchiali Centro la Torre Alfredo Soldati 091 785 81 10 (ufficio), 079 352 76 74 alfredo.soldati@lgsa.ch Corale parrocchiale Unitas Candida Gnarini 091 791 58 32 / 078 847 65 08 Emilia Maggi 079 545 97 78 Leslaw Skorski maestro e organista titolare 091 780 73 76 Gruppo animazione messe delle famiglie (GAMF) Eva Perissinotto 091 791 76 86 Daniela Monaco 091 791 36 50 Gruppo mamme Emiliana Andreocchi 091 791 84 75 Gabriella Orru 091 792 14 80 Piccolo grande coro (PGC) Chiara Metrico 076 573 93 83 Sezione scout la Torre Losone casella postale 618, 6616 Losone www.scout-latorre.ch latorrelosone@yahoo.it Consiglio pastorale dell’Onsernone Edy Mancini, Berzona 091 797 15 28 Coro della Valle Onsernone Isabella Dellamora 079 294 56 19

Comitato di redazione don Jean-Luc Farine, don Marco Nichetti, Nathalie Ghiggi Imperatori, Barbara Gianetti Lorenzetti, Antonio Ceresa, Paolo Storelli


Bollettino settembre 2017  

Parrocchia di Losone www.leparrocchie.ch

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