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PRO CHIESA E OPERE PARROCCHIALI

Per facilitare il versamento delle offerte, trascriviamo i numeri dei con  corren   postali.—Vogliate indicare con precisione per chi fate il versamento. 

Parrocchia di S. Maria Assunta CH35 0900 0000 6500 5374 6   6652-Tegna   

    c.c.p.                                            65‐5374‐6  

Consiglio Parrocchiale Chiesa CH72 8028 1000 0010 1872 9       6653-Verscio       

      

  cto.  65‐4765‐0 

Parrocchia di S. Michele          CH17 0900 0000 6500 0576 4    6654-Cavigliano   

   c.c.p.          

   65‐576‐4

Bolle no Parrocchiale Terre di Pedemonte                                                       CH94 0900 0000 6500 2406 9   6653-Verscio       

   c.c.p.     

   65‐2406‐9

 Banca Raiffeisen                      CH41 8028 1000 0011 1260 1  6653-Verscio      

      

  cto. 65‐4765‐0

ORARIO SANTE MESSE ALLA DOMENICA Per l’anno 2017 l’orario è fissato come segue:

CAVIGLIANO

ORE 0900

VERSCIO

ORE 1030

LA SANTA MESSA DELLA VIGILIA SARÀ CELEBRATA

A TEGNA ALLE ORE 1800 Nelle feste solenni, l’orario potrà subire dei cambiamenƟ che verranno comunicaƟ nell’albo parrocchiale


SOMMARIO *

Corpus Domini

Festa dell’Eucaristia *

2-5

Avv. Antonio Snider

Predica del Vescovo Piergiacomo *

6-9

Veglia Pasquale

I sacramenti di iniziazione cristiana

10

*

Prima Comunione

15 bambini nella veste bianca

*

Battesimo

11 - 13

Sei nuovi cristiani

14 - 16

*

Un santo al mese

Parlano i missionari

17 - 19

*

Cronaca di Tegna

Assemblea parrocchiale

20

*

Cronaca di Cavigliano

Le offerte

21

*

Firenze

Proposta di gita autunnale

21

*

Defunti

Il Signore li ha chiamati

22

*

Programma pastorale

Prossimi mesi

23

*

I nostri Benefattori

La nostra gratitudine

24 1


E

‐    

C

Venerdì 13 marzo 2009 Papa Benedetto XVI ha ricevuto i partecipanti alla riunione plenaria della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti. Il Pontefice, nel suo discorso, ha ricordato come il Vaticano II, nella Costituzione «Sacrosanctum Concilium», abbia messo in luce il ruolo singolare che il mistero eucaristico ha nella vita dei fedeli. L'Eucaristia, infatti, è alle origini stesse della Chiesa ed è la sorgente della grazia, costituendo un'incomparabile occasione sia per la santificazione dell'umanità in Cristo che per la glorificazione di Dio. In questo senso - ha proseguito il Papa - da una parte tutte le attività della Chiesa sono ordinate all'Eucaristia e, dall'altra, è in virtù dell'Eucaristia che la Chiesa continuamente vive e cresce anche oggi. Nostro compito - ha detto ancora Benedetto XVI - è percepire il preziosissimo tesoro di questo ineffabile mistero di fede tanto nella stessa celebrazione della Messa, quanto nel culto delle sacre specie che sono conservate dopo la Messa per estendere la grazia del Sacrificio. È opportuno rammentare - ha continuato il Papa - le diverse accezioni che il vocabolo «adorazione» ha nella lingua greca e in quella latina. La parola greca «proskýnesis» indica il gesto di sottomissione, il riconoscimento di Dio come nostra vera misura, la cui norma accettiamo di seguire. La parola latina «adoratio», invece, denomina il contatto fisico, il bacio, l'abbraccio, che è implicito nell'idea di amore. L'aspetto della sottomissione prevede un rapporto d'unione, perché colui al quale ci sottomettiamo è Amore. Nell'Eucaristia, pertanto, l'adorazione diventa unione: unione col Signore vivente e poi col suo Corpo mistico. Il Pontefice ha poi citato il suo predecessore Giovanni Paolo II che, nella Lettera Apostolica «Spiritus et Sponsa», esortava ad intraprendere i passi necessari per approfondire l'esperienza del rinnovamento liturgico. Ciò è importante - ha osservato Benedetto XVI - anche rispetto al tema dell'adorazione eucaristica. Tale approfondimento sarà possibile soltanto attraverso una maggiore conoscenza del mistero in piena fedeltà alla sacra Tradizione ed incrementando la preghiera ed il culto all'interno delle nostre comunità. 2


E proprio in questo spirito abbiamo celebrato il 20 giugno scorso la Solennità di Corpus Domini con la Santa Messa a Verscio alle ore 10.00, seguita dalla Processione Eucaristica con quattro altari lungo il percorso che si è conclusa nella chiesa di Cavigliano con la Solenne Benedizione e l’inno eucaristico. Quest’anno abbiamo avuto la fortuna di avere anche due sacerdoti ospiti per la concelebrazione: Don Antonio Bonzani - missionario in Uruguai, e Don Rolando Leo - attivo su innumerevoli fronti pastorali della nostra diocesi.

Uno degli altari

La processione 3


Lodando GesĂš in cammino cantando, pregando e ascoltando la sua parola.


TuƩo si è concluso con la tradizionale grigliata, un po’ di musica, loƩeria e qualche bicchiere di vino nel clima festoso.

Grazie a tuƫ per la partecipazione e la collaborazione.

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Locarno, sabato 22 giugno 2019  Funerale di Antonio Snider    1.  “Non so dove vanno le persone quando  scompaiono, ma so dove restano”, così Antoi‐ ne de Saint‐Exupéry.                                           Per quanto consolatorio possa essere questo  pensiero, non risponde pienamente al nostro  sconcerto  di  fronte  alla  morte,  che  è  evento  inevitabile,  direi  scontato,  naturale,  eppure  noi  cerchiamo  di  consolarci  dicendo  che  ha  vissuto  a  lungo,  che  ha  conosciuto  tu e  le  stagioni della vita, che se n’è andato non senza soffrire. Ma sen amo  che tu o questo non ci lascia pienamente soddisfa , sen amo che  la morte resta sempre una lacerazione, quando si ama qualcuno non  si acca a di esserne un giorno separa  per sempre, benché con nui  a vivere nei nostri pensieri, ricordi e affe . Quali parole e quali ges   trovare  per  con nuare  a  credere  nella  vita  e  nella  felicità  oltre  la  morte?  Le  parole  di  Antoine  de  Saint‐Exupéry  non  bastano,  il  “restare” delle persone che ci lasciano, deve coincidere con la cono‐ scenza del “dove vanno”, altrimen  sono una illusione, perché le per‐ sone che scompaiono restano dove vanno.                                            Possiamo non avere le stesse convinzioni su questo “mistero del do‐ po morte”, nessuno infa  è mai tornato a raccontarcelo, eppure par‐ tecipare  al  congedo  di  una  persona  cara,  amica,  conosciuta,  è  sem‐ pre  un  gesto  di  raccoglimento  e  di  solidarietà:  la  morte  ci  richiama  sempre al rispe o e al sostegno reciproco.                                                  E poi è proprio vero che nessuno è mai tornato ad esprimere questo  messaggio di vita e di speranza oltre la morte?                                      Pur nel pieno rispe o di chi non condivideva la sua fede, Antonio Sni‐ der credeva che la morte non fosse la fine di tu e le cose. Essa rima‐ ne una porta aperta su un’altra presenza, su un’altra vita.                        Il fa o di trovarci in questa chiesa è un segno della speranza che ani‐ ma i cris ani: non essere la morte la fine di tu e le cose, ma il rag‐ giungimento  di  un  fine,  di  un  traguardo.  La  vita  non  è  senza  senso,  senza valore.  .

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2.

Non è il momento di ripercorrere la sua biografia, di passare in ras‐ segna  una  vita  così  lunga,  ricca  di  passioni,  di  studio,  di  interessi  culturali,  professionali,  poli ci  e  sociali.  Ma  un  pensiero  su  come  Tonino  ha  vissuto  la  sua  fede  cris ana  mi  sia  concesso.  Vorrei  me ere in evidenza la sua convinzione che quando non c’è libertà,  non c’è religione, perché anche la fede, in quel caso, diventa fana ‐ smo e non è religione, non è fede. Se l’adesione al “mistero” non è  a o  libero,  è  fana smo  che  si  piega  all’abitudine  degli  altri  o  del  clima  del  momento.  E  quando  sento  dire  che  qualche  volta  nella  storia noi pre  abbiamo portato la religione con la forza, allora non  posso non chiedere scusa: abbiamo sbagliato.                                       Una religione non si porta mai con la forza. Mai! La religione si por‐ ta  in  libertà  con  la  fede,  con  la  tes monianza,  con  la  conoscenza  vissuta, con la coerenza, che diventa esempio.                                   Antonio Snider ha preso sul serio le indicazioni della sua tradizione  famigliare  e  poli ca:  “popolo  e  libertà”.  E  sulla  libertà  ha  puntato  molto.                                                                                                            La parola di Paolo ai Gala , “in libertate voca  es s”, l’ha presa sul  serio, convinto che ogni uomo è chiamato a realizzare la sua liber‐ tà,  che  è  la  Parola  di  Dio  all’umanità,  il  volto  che  Dio  ci  rivela  per  farci compiere ges  che vanno oltre la religione e ci fanno diventa‐ re da religiosi creden . Senza libertà non c’è amore. Ma non pos‐ siamo  dire  di  amare  Dio  che  non  vediamo,  se  non  amiamo,  non  serviamo, non curiamo l’uomo che vediamo.  .

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3.

Questa è la ragione per cui Antonio Snider ha scelto la parabola del  Buon Samaritano per i suoi funerali.                                                       Nel  racconto  di  Luca,  che  è  stato  proclamato,  si  me evano  in  fila  dieci verbi per descrivere la chiamata alla libertà che salva: il Sama‐ ritano,  quando  incontrò  quello  sventurato,  vi ma  dei  brigan ,  lo  vide, si mosse a pietà, si avvicinò, versò, fasciò, caricò, lo portò, si  prese cura, pagò…. Fino al decimo verbo: al mio ritorno salderò il  debito se manca qualcosa. Mi pare che Tonino abbia cercato di vi‐ vere l’ideale di questa parabola, me endo in pra ca l’insegnamen‐ to  del  grande  Agos no:  “percorri  l’uomo  e  raggiungerai  Dio”.            L’uomo  via  maestra  verso  Dio.  Non  possiamo  restare  indifferen   verso  l’uomo,  il  suo  esistere,  i  suoi  problemi,  la  sua  ricerca,  i  suoi  .

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dubbi. Diceva già il pagano Terenzio: “Uomo sono e nulla di ciò che  è umano mi è estraneo”.                                                                        Senza  l’umanità  degli  altri  è  la  mia  umanità  che  finisce.  Ognuno  cammina per la medesima strada e ci salveremo o ci perderemo as‐ sieme.                                                                                                         Con la scelta di questa pagina per i suoi funerali Tonino Snider sem‐ bra dirci: vuoi vivere pienamente, in libertà, in responsabilità, in so‐ lidarietà, diventa anche tu come il Samaritano. Anche tu sii libero e  cri co, ma vicino, prossimo, misericordioso nel tuo operare. Il vero  contrario  dell’amore non è  l’odio, è  l’indifferenza. Mai indifferen !  Non dire mai: io non c’entro. Non confondere la fede con la religio‐ ne, anche se senza religione la fede può morire.  .

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4.

La parabola del Buon Samaritano mi pare contenere le cara eris ‐ che più qualifican  del cammino di uomo e di cris ano di Antonio  Snider. 



Il primo a o di fede che l’essere umano deve fare non è in Dio, ma  nella libertà dell’uomo, cioè nella sua capacità di diventare una per‐ sona  libera,  responsabile,  che  agisce  da  essere  libero,  altrimen   è  un bura no, qualunque cosa dica o qualunque cosa faccia. 

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E uno è libero quando cerca, quando non si stanca mai di cercare. Il  vero credente è una persona che cerca sempre, non gli basta l’evi‐ denza. La verità è più ricca e complessa dell’evidenza, non trascura  il mistero che sta oltre, non è solo ragione, ma anche sogno, sen ‐ mento,  ideale,  arte,  poesia,  musica.  La  realtà  non  è  solo  materia,  ma anche spirito e la libertà può essere solo qualità dello spirito. 



Presi dalla  scienza,  dalla  materialità  delle  comunicazioni  digitali,  finiamo  per  dimen care  la  dimensione  spirituale,  eppure  solo  lo  spirito  qualifica  l’uomo.  Non viviamo solo di impressioni, di emozioni e basta, solo di scienza. Pres a‐ mo a enzione all’uomo che non è a una sola dimensione. Prioritario è l’uomo,  non  la  funzione  che  svolge.  L’uomo  colto  nella  sua  libertà,  che  è  impegno  di  relazionarsi con l’altro uomo al punto, dice la Scri ura, che Dio ha tanto amato  il mondo da dare il suo unico Figlio per il bene dell’umanità. 

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Per questo la religione non basta. Abbiamo bisogno della fede che ci abilita a  passare dalla tradizione alla crea vità, offrendoci le premesse per giudicare il  nostro tempo, il nostro presente e programmare il futuro. Fru o della fede è  la capacità di giudicare: i par , la poli ca, la Chiesa, i pre .  E non avere paura  8 


di denunciare anche cer  aspe  della vita della Chiesa, che sta in piedi non  tanto per la ripe zione di a  abitudinari, ma se ha il coraggio di a  crea vi.  Quando verrà lo Spirito vi farà conoscere tu a la Verità. La Fede o è dinami‐ ca o non è fede.   

Per questo e per concludere è forse importante ricordare che Dio non solo  si è rivelato, ma si rivela. Lo spiegava con un’immagine significa va un prete  amico quando diceva ai suoi ragazzi che occorre capire che il nostro Dio non  solo ha il telefono, ma telefona. Essere credente vuol dire ritenere che Dio  mi telefona, certo con i numeri gius  e la rete giusta. 

Dio non solo ha il telefono, mi telefona, parla a me e io rispondo a lui. 

 

Per essere religiosi basta dire che Dio ha il telefono, per avere fede, bisogna  credere che Dio mi telefona. 

   

Siamo abitua  a parlare di Dio, a parlare a Dio, ma Dio bisogna sopra u o  saperlo  ascoltare.  Ricorda  che  Dio  non  solo  ha  il  telefono,  ma    telefona:  Ascol talo! 

 

Mons. Pier Giacomo Grampa   Vescovo Emerito. 

V

 

A

. A S

   

✩ 30 – 04 – 1923 ✝ 19 – 06 – 2019 9


I sacramenti della iniziazione cristiana. 

I catecumeni con i loro padrini Dopo il cammino di catecumenato incominciato un anno fa, durante la Veglia Pasquale siamo giunti ai sacramenti dell’iniziazione cristiana. Liturgia di Sabato Santo, ricca e molto significativa, è stata ancor più solenne grazie al battesimo di Andrea Acciarito, Maria Cristina Battaglia, Keith Natalia Battaglia e Suanny Lisselot Zanda. Eccetto Keith che - data la sua età - la Prima Comunione ha fatto insieme agli altri nove bambini il 26 maggio scorso, le tre signore sono state cresimate e hanno partecipato per la prima volta al Banchetto Eucaristico. A nome mio e di tutta la nostra comunità auguro alle nuove cristiane una vita ricca di Grazia Divina in continua crescita nella fede e il coraggio di testimoniarla in ogni circostanza. Lo Spirito Santo, che hanno ricevuto, le illumini con i suoi sette doni, come lo ha fatto con la Chiesa radunata in preghiera nel Cenacolo insieme a Maria e gli apostoli nel giorno di Pentecoste. 10


Lƒ ¥›Ýム—›½½ƒ Pٮà CÊÃçÄ®Êě La domenica 26 maggio scorso le nostre tre parrocchie hanno cele‐ brato la Prima Comunione di 10 bambini. In un clima festoso, nel dovu‐ to raccoglimento, con la presenza degli ospi  e paren  Gesù‐Eucaris a  è diventato un dolce ospite a eso con tanta gioia. Nella chiesa parroc‐ chiale di Cavigliano, addobbata per l’occasione, con la partecipazione di  una corale giovanile abbiamo potuto anche noi grandi di rivivere i nostri  ricordi  della  prima  piena  partecipazione  all’Eucaris a.  Tante  cose  cam‐ biano nel tempo, tu avia Gesù con il suo sconfinato amore ci rende feli‐ ci anche oggi, come una volta.    Un par colare grazie a Romana, ai genitori, a chi ha pulito e deco‐ rato la chiesa e a tu  che anno contribuito alla buona riuscita della ce‐ lebrazione.  Don Ceslao. 

I 10 protagonisƟ con il celebrante, catechista e 3 chiericheƫ. 11


TU

S OL E

VIVO

Siria Bacciarini

Keith Battaglia

Saya Frosio

Mattia Lo Monaco

Isabelle Lottenbach 12Â


PER ME SEI

Giulia Masia

S IGNORE

Christian Minoggio

Sofia Monaco

Sara Veltri

Maëlle Piffero 13


Gabriele Ferrara  figlio di Paolo Gianluca   e di Elena n. Chiarino   Nato: 11 ‐ 12 ‐ 2018  Ba ezzato: 19 ‐ 05 ‐ 2019  a Cavigliano  da Don Czeslaw Sutor  Padrino: Roberto Martelli  Madrina: Monica Gagliardi 

Clemente Gobbi  figlio di Gio o   e di Fabienne n. Déco erd  Nato: 22 ‐ 11 ‐ 2017  Ba ezzato: 19 ‐ 05 ‐ 2019  a Vevey  da Don Alexandru Tudor  Padrino: Joel Flüchiger   Madrina: Muriel Ducret  14 


Andrea Acciarito  figlia di Luciano Xenon   e di Librada n. Mejia Mota  Nata: 20 ‐ 11 ‐ 1967  Ba ezzata: 20 ‐ 04 ‐ 2019  a Verscio  da Don Czeslaw Sutor  Padrino: Luca Mono   Madrina: Alda Mono  

Suanny Lisselot  Zanda  figlia di Julio Amado Sanchez   e di Elba Argen na n. De Los Santos 

Nata: 15 ‐ 03 ‐ 1972  Ba ezzata: 20 ‐ 04 ‐ 2019  a Verscio  da Don Czeslaw Sutor  Padrino: Claudio Rondalli  Madrina: Marisa Rondalli  15 


Maria Cris na  Ba aglia  figlia di Luciano Xenon   e di Librada n. Mejia Mota  Nata: 20 ‐ 01 ‐ 1969  Ba ezzata: 20 ‐ 04 ‐ 2019  a Verscio  da Don Czeslaw Sutor  Padrino: Francesco Zanda  Madrina: Ester Carle  

Keith Natalia  Ba aglia  figlia di Alexei Viktorovic Ivanov  e di Maria Cris na n. Xenon  Nata: 22 ‐ 01 ‐ 2009  Ba ezzata: 20 ‐ 04 ‐ 2019  a Verscio  da Don Czeslaw Sutor  Padrino: Nicola Mono   Madrina: Giuliana Guerra  16 


San Bernardino Realino La città di Lecce ha un primato: quello di aver eletto il proprio santo protettore non solo prima che questi fosse proclamato ufficialmente santo dalla Chiesa, ma addirittura prima ancora che il protettore in questione si accomiatasse da questo mondo. Infatti, prima che il pio gesuita Bernardino Realino morisse, il consiglio municipale di Lecce si recò al capezzale del morente per pregarlo di accettare ufficialmente la protezione della città. Probabilmente i cittadini di Lecce, che ebbero la ventura di ospitare un sant’uomo al quale accorrevano discepoli da ogni parte d’Italia, temevano che la protezione del futuro santo fosse reclamata dalla cittadina di Carpi, dove Bernardino Realino era noto il 1° dicembre 1530. Negli anni giovanili Bernardino colse lusinghieri successi letterari, frutto di un vivo amore agli studi umanistici, iniziati tra le pareti domestiche, sotto la guida di buoni precettori, e proseguiti prima all’Accademia di Modena, poi all’università di Bologna, dove frequentò per tre anni corsi di filosofia e di medicina, per passare poi a quelli di diritto civile ed ecclesiastico in cui si laureò nel 1556. Per la brillante carriera amministrativa, intrapresa sotto la protezione der governatore di Milano, presso il qua-

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le suo padre prestava servizio, Bernardino Realinopuò essere invocato come protettore di talune categorie di cittadini, che ritengono probabilmente di poter contare su pochi santi: Bernardino fu infatti podestà a Felizzano nel Monferrato (per garantire l’imparzialità nell’amministrazione cittadina un tempo il podestà, cioè il sindaco, veniva importato da altri paesi), fu avvocato fiscale ad Alessandria, quindi di nuovo podestà a Cassine, poi pretore a Caste Leone, e infine scese a Napoli in qualità di uditore e luogotenente generale. Le immagini devozionali del santo ce lo raffigurano in atto di accogliere tra le braccia il Bambino Gesù. Fu infatti in seguito all’apparizione della SS. Vergine e del Bambino che Bernardino abbandonò la brillante carriera amministrativa per entrare a far parte della Compagnia di Gesù, nel 1564; tre anni dopo ricevette l’ordine sacerdotale e venne nominato direttore spirituale e maestro dei novizi. Inviato a Lecce nel 1574 per l’erezione di un collegio, rimase in questa città fino alla morte, avvenuta il 2 luglio 1616. Eletto, come si disse, protettore della città prima della morte, fu beatificato nel 1895 da Leone XIII e canonizzato da Pio XII il 22 giugno 1947, e proposto come esempio di educatore. 17


Sant’Eusebio di Vercelli Amico e collaboratore di S. Atanasio e S. Ilario di Poitiers, S. Eusebio fu uno dei principali artefici dell’organizzazione interna ed esterna della Chiesa, recentemente uscita dall’esperienza delle persecuzioni. Nato in Sardegna agli inizi del IV secolo, Eusebio, sull’esempio di tanti “provinciali” facoltosi e ricchi di ingegno, era venuto a Roma per completare gli studi e avviarsi a una carriera remunerativa, come quella politica o forense. Eusebio non era il nome impostogli alla nascita. Con questo nome egli ricevette il battesimo a Roma, dopo essersi convertito al cristianesimo. Poiché a battezzarlo fu lo stesso papa S. Eusebio, il giovane sardo volle essere chiamato con questo nome, sull’esempio dei liberti, che per gratitudine verso il padrone ne assumevano il nome, dopo che questi li aveva affrancati dalla schiavitù. Da semplice lettore della Chiesa di Roma, in breve tempo viene ordinato sacerdote e poi nel 345, vescovo con sede a Vercelli. Nei suoi 26 anni di episcopato egli fu per la città piemontese quello che poco dopo sarebbe stato per Milano S. Ambrogio: un pastore zelante, dalle molteplici iniziative, generosamente interessato alla vita della Chiesa anche oltre i ristretti confini della sua diocesi. A Vercelli consacrò la prima cattedrale,

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adattando l’antico tempio pagano dedicato alla dea Vesta e introducendo un nuovo rituale liturgico. L’intuizione più originale, in campo pastorale, fu quella riguardante il clero diocesano, che raccolse in vita come nei vari villaggi del suo territorio. Quell’esperimento, da lui introdotto per la prima volta in Occidente, sarebbe stato ripreso dodici secoli più tardi dai vari riformatori del clero. Nelle accese battaglie teologiche egli si schierò tra i difensori della fede di Nicea e del suo irriducibile palladino, S. Atanasio, che gli ariani, sostenuti dall’imperatore Costanzo, avevano più volte esiliato. Anche per Eusebio ci fu l’esilio, dopo che al sinodo di Milano gli eretici ebbero il sopravvento. Il santo vescovo fu spedito in catene nella lontana Palestina, dove rimase per sei anni chiuso in una prigione di Scitòpoli. Liberato con l’avvento al potere di Giuliano l’Apostata, andò a far visita a S. Atanasio, col quale trascorse un breve periodo. Raggiunta la sua sede, collaborò con il vescovo Ilario di Poitiers per ricucire le lacerazioni operate nelle Chiese del Nord dall’eresia. Eusebio è ricordato nella storia della letteratura cristiana antica per la traduzione in latino dei Commentari ai Salmi dell’omonimo Eusebio di Cesarea. 18


Sant’Elpidio A sud di Ancona alcune cittadine portano il nome del santo odierno: S. Elpidio a Mare, S. Elpidio Morico, Porto S. Elpidio. Nel Piceno questo nome è frequente anche nelle persone, e tuttavia poco si conosce di questo santo, lontano nel tempo e nella memoria, al punto d’essere confuso con vari personaggi. Qualcuno ritiene che S. Elpidio sia originario della Cappadocia. Lo scrittore Palladio lo ricorda nella sua Storia Lausiaca come un eremita vissuto per molti anni in una spelonca presso Gerico e ne tesse gli elogi consueti per un asceta che, estraniatosi dalla compgnia degli uomini, scelse la solitaria scalata alle vette della perfezione cristiana. Proprio nell’epoca in cui visse S. Elpidio, nel IV secolo, andava affermandosi un nuova forma di monachesimo, con S. Pacomio, iniziatore del “cenobitismo” cioè della vita comunitaria. Nella Tebàide, presso il Nilo, aveva fondato i primi conventi di uomini e di donne , divisi in celle individuali, con la chiesa e il refettorio in comune. A capo di ogni nucleo (il futuro convento) è l’abate che ha il compito di fare osservare la regola comune, imporre la castità, il lavoro, il digiuno e la recita dell’ufficio. Pochi anni dopo S. Pacomio, il grande teologo e mistico orientale S. Basilio di Cappadocia dava una regola più mitigata

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ma più saggia, destinata a diventare la “magna charta”, le costituzioni, di tutto il monachesimo cristiano, sia in Oriente che in Occidente, tramite la Regola benedettina. S. Basilio poneva l’accento sul lavoro manuale e intellettuale e rafforzava l’autorità dell’abate per eliminare gli eccessi delle fantasie personali. Non sempre i risultati rispondevano alle buone premesse: molti monaci, autentici girovaghi, abbandonavano il convento per correre nelle strade o nelle grandi città, o si dedicavano ad esercizi ascetici tanto insoliti quanto spettacolari, come gli “stiliti”, che vivevano immobili come statue su colonne e facevano piovere dall’alto saggi e rari consigli ai pellegrini che sostavano per ammirarli. Anche S. Elpidio aveva probabilmente lascato il cenobio per un periodo di vita austera e solitaria nei pressi di Gerico, se accettiamo questa versione della vita del santo, che in un secondo tempo si sarebbe trasferito nel Piceno per stabilirvi una comunità monastica o comunque per esercitarvi una forma di apostolato tra il popolo. Alcuni studiosi tuttavia sono del parere che S. Elpidio sia stato originario del Piceno e abbia trascorso qui l’intera vita, conformandosi a una regola ascetica del tutto personale, ma tale da imporlo alla stima e più tardi alla devozione dell’intera regione. 19


Cronaca Assemblea Parrocchiale S. Maria Assunta di Tegna.  La buona affluenza di parrocchiani ha cara erizzato l'annuale Assemblea della Parrocchia di Te‐ gna tenutasi sabato 6 aprile. Sensibili all'appello del parroco Don Sutor fa o, al termine della S.  Messa prefes va, non hanno perso la buona occasione per prendere visione delle varie problema‐ che che si presentano nel corso dell'anno. Tu o sommato è trascorso un anno senza par colari  avvenimen .  Grazie  al  contributo  del  Comune  si  è  raggiunto  un  sostanziale  pareggio  dei  con   (leggera perdita di 141,43 franchi). Come si ricorderà lo scorso anno, il Consiglio Comunale non  aveva  accolto il  complemento  all'an ca  convenzione  fra Comune  e  Parrocchia  (anno 1811)  rite‐ nendo che tale convenzione non fosse più valida. Nel fra empo il Municipio ha chiesto un parere  all'avvocato Marco  Garbani  il  quale  dopo diverse  ricerche,  è giunto  alla conclusione che  la  con‐ venzione  del  1811  sia  ancora  tu 'oggi  valida.  Una  eventuale  disde a  comporta  un  laborioso  e  complicato lavoro di calcolo dei flussi finanziari avvenu  nel tempo, che va convenuta con il dovu‐ to an cipo tra le par . Al momento non è stata presa nessuna decisione in merito per cui si prose‐ guirà  come  finora.  Ad  inizio  gennaio  è  stata  concessa  la  licenza  edilizia  per  la  ristru urazio‐ ne  della casa parrocchiale. Si effe ueranno solamente eventuali interven  urgen  non volendo  creare  disagi  all'anziana  ex  sagrestana  residente  nello  stabile  da  parecchi  decenni.  Terminata  la  ristru urazione della casa patriziale verrà ora ripris nata l'illuminazione del campanile applicando  lampade  di  po  LED.  L'archite o  Elena  Fontana,  vincitrice  del  proge o  per  l'edificazione  della  nuova palestra comunale, ha chiesto di poter saltuariamente u lizzare la sala parrocchiale corri‐ spondendo un affi o ancora da quan ficare. Si è sempre in a esa della decisione del Municipio in  merito agli interven  risanatori all'interno della chiesa parrocchiale ed in par colare la sos tuzio‐ ne delle finestre che viene reputata urgente. Presso la chiesa di S. Anna e la zona circostante si  constata purtroppo che non sempre ricevono le dovute a enzioni dai visitatori. L'eccellente lavo‐ ro  del  custode,  Aurelio  Delorenzi,  perme e  fortunatamente  che  il  sito  mantenga  sempre  un  aspe o  decoroso  e  pulito.  Al  termine  i  presen   all'assemblea  hanno  applaudito  e  ringraziato  i  membri del Consiglio Parrocchiale per l'eccellente lavoro svolto, la rigorosa tenuta dei con  e per  il costante impegno profuso. Si è osservato, infine, un momento di raccoglimento per la dipar ta  della  signora  Elda  Cavalli  membro  supplente.  In  sua  vece  è  subentrata  la  figlia  signora  Michela  Baumer Cavalli.   L'organigramma della Parrocchia Santa Maria Assunta di Tegna risulta il seguente:  Consiglio Parrocchiale: Marco Fioroni, Presidente  Don Czeslaw Sutor, Maria Delorenzi, Alessandra Zerbola e Rina De Rossa ‐ membri.  Supplen  del Consiglio Parrocchiale:   Giancarlo Pedre  e Michela Baumer Cavalli.  Commissione della Ges one:  Catherine Cavalli e Maria Keller  Supplen  della Commissione della Ges one:  Margherita Conceprio e Giampiero Baeschlin  Segretaria:  Romana Candolfi Lupi  Sagrestana e ges one campane:  Maria Delorenzi  Pulizie chiesa S.Maria Assunta:  Debora Minoggio  Custode zona e chiesa S. Anna:  Aurelio Delorenzi 

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CAVIGLIANO Offerte gennaio / giugno 2019     Cappella Nuova: Roberto e Fausta Rusconi. 

Chiesa Parrocchiale: Mariapia e Clemen na Leoni, Minusio: ba esi‐ mo Elisa Leoni del 27.12.2018; Rita Mono ; Fausta Terribilini, Verge‐ le o: in ricordo dei genitori; Angelo e Cesarina Castellani: 1a Comu‐ nione Sofia Monaco; Famiglia Veltri: 1a Comunione Sara.  Fiori: Lalla Rusconi: in memoria di Maria Rusconi; Maria Bagnovini.  Totale: fr. 1'570.—  Grazie a tu  i benefa ori! 

G®ãƒ փÙÙʑ‘«®ƒ½› ƒ F®Ù›Äþ› Dato l’esito molto gradito della passeggiata a Bregenz l’anno scorso, in  autunno  prossimo  abbiamo  in  programma  la  visita  a  Firenze.  Essa  si  svolgerà dall’11 al 13 o obre con la partenza in treno da Locarno alle  ore 15.31 e ritorno domenica sera alle ore 21.59. Nel programma visi‐ ta  guidata  nei  pos   più  importan   della  ci à,  S.  Messa  domenica  ma na,  cena  abbondante  sabato  sera  e  pranzo  domenica  pomerig‐ gio, e due no  nell’albergo di tre stelle nelle camere doppie o singole.   Il prezzo sarà a orno a 400.‐, 450.– Fs per persona.   Dato  che  l’albergo  richiede  un  an cipo,  le  iscrizioni  si  possono  fare  presso  don  Ceslao  entro  il  20  agosto  2019  col  versamento  di  franchi  200.‐ 

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✠ T

A

 

S ✩ 01 – 01 – 1924 ✝ 20 – 04 – 2019

✠ V N

  

V ✩ 28 – 11 – 1931 ✝ 26 – 04 – 2019

✠ V F

  

C ✩ 27 – 10 – 1924 ✝ 07 – 06 – 2019 22


LUGLIO

28 Domenica: SANTI GIOACCHINO ED ANNA Nell’Oratorio di Sant’Anna - S. Messa alle ore 11.00. AGOSTO

1 Giovedì:

FESTA NAZIONALE - preghiamo per la Patria.

15 Giovedì

Tegna BEATA VERGINE MARIA ASSUNTA Festa Patronale - unica Santa Messa alle ore 10.00, seguirà la processione, l’aperitivo e l’incanto dei doni.

18 Domenica Tegna SAN ROCCO Festa di Compatrono - seguirà la processione. SETTEMBRE

1 Domenica Cavigliano MADONNA DELLA CINTURA Santa Messa alle ore 10.00. 14 Domenica Tegna SAN NICOLA TOLENTINO Festa do Compatrono - benedizione del pane. 20 Sabato Passeggiata dei bambini nel Valle Maggia 25 Mercoledì Incontro dei cresimandi con il vescovo a Lugano 29 Domenica Cavigliano SAN MICHELE ARCANGELO Festa Patronale - unica Santa Messa alle ore 10.00. OTTOBRE

6 Domenica Verscio MADONNA DEL SANTO ROSARIO Seguirà incanto dei doni. 13 Domenica Losone Cresima dei nostri 4 cresimandi 11-13

Gita parrocchiale - Firenze.

27 Domenica Verscio SAN FEDELE MARTIRE Festa Patronale Unica Santa Messa alle ore 10.30. 23


Adelia Bernasconi e figlie - Lugano Ester Carletti - Cavigliano Nives e Fausto De Giorgi - Verscio Luca Giglio Pasquale - Verscio Valeria Gobbi - Verscio Edy e Maricarmen Losa - Verscio Marco Hefti - Verscio Rosanna Maria L. - Tegna Angela Sitzman - Cavigliano Christian e Noemi Lutz - Verscio Aida Berta Andina-Giovanola - Tegna In memoria di Irma Andina Rita Marazzi - Cavigliano Milda Ambrogini - Loco Giancarlo Zurini - Tegna L. Gualate - Verscio Franco Donati - Tegna Avv. Mirco Maggetti - Locarno Tina Concetta Zarisi - Verscio Alberto Milani - Cavigliano Fabio Gilà - Tegna Avv. Corrado Cavalli - Locarno Flavia Lurati - Verscio Fernando e Virginia Belotti - Verscio Ivan Nodiroli - Tegna Vanda Sacchet - Tegna Renzo Zurini - Tegna

Marisa P. - Verscio Elvira Ottolini-Monotti - Cavigliano Christian e Noemi Lutz - Verscio Carlo e Eli Monti - Pregassona Francesco Zanda - Verscio Mario De Rossa - Muralto Guglielmo Monotti - Muralto Luisella Gilà - Tetgna Salvatore Cassaniti - Tegna Antonio ed Elisabeth Monaco - Verscio Carla Candolfi - Ascona Clemente Martino Milani - Tegna Marco Allemann - Minusio Gloria Regina Balli - Cavigliano Silvia e Emilio Cavalli - Verscio Angela e Luigi Franscioni - Verscio Angela Sitzmann - Cavigliano Emma Bonzani - Verscio Graziana Pelloni - Tegna Rina De Rossa - Tegna Tognetti Michele - Cavigliano OFFERTE VARIE Battesimo di Gabriele Ferrara Battesimo di Clemente Gobbi Funerale di Marco Cattori

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Bollettino parrocchiale terre di Pedemonte  

Bollettino estate 2019 Comunità Tegna-Verscio e Cavigliano

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