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di Padova Nord

Periodico d’informazione locale. Anno XX n.55 - Poste Italiane s.p.a. - Spedizione in Abbonamento Postale - D.L. 353/2003 (convertito in Legge 27/02/2004 n° 46) art. 1, comma 1, NE/PD

Vigonza “Peter Pan” sul palcoscenico con i ragazzi

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Cadoneghe Un attestato per i bambini figli di migranti

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Cadoneghe Centro per le associazioni nella vecchia scuola pag.

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EDITORIALE

vigonza chiede il 5 per mille

Dall’Imu alla crescita non c’è tempo da perdere di Nicola Stievano

E’ tempo della dichiarazione dei redditi e il cittadino contribuente ha la possibilità di scegliere dove destinare il suo 5 per mille dell’imposta sul reddito a finalità di sostegno del volontariato o di organizzazioni di utilità sociale. Potranno essere finanziabili anche le politiche sociali del Comune di Vigonza. pag. 8

zanzara tigre lotta “intelligente”

F

atto il Governo, archiviata - almeno così pare - la lunga e tormentata stagione di impasse politico che ha segnato questa prima fase dell’anno, elaborato il duro responso delle urne che ha confermato come l’Italia sia un paese diviso, che nutre scarsa fiducia nei suoi rappresentanti istituzionali e nella politica, che è stanco, dopo cinque lunghi anni di recessione, di non vedere risultati apprezzabili per rimettere in carreggiata il sistema - Paese, che non ne può più della “casta”, così lontana dalla realtà e così concentrata sul proprio “particolare”. La nascita del nuovo esecutivo non è stata impresa delle più semplici e anche il suo percorso sarà accidentato e non privo di rischi, breve o lungo che sia. Non troppo breve però, perché la voglia di tornare alle urne è poca e, soprattutto con questa legge elettorale, non è di Franca Porto* detto che dal voto possa emergere un’indicaogliamo la metropolitana di super- nei territori che sarebbero serviti dal sistema mezz’ora per Castelfranco. “Chiediamo che zione più chiara. Adesso è tempo del fare, più a Cisl Veneto, che oltreunirebbe 400milavelocemente iscritti, più della metà latraRegione i la- mantenga ciò che ha promesso ol- che di lanciarsi in vuote campagne elettorali ficie”. A chiederlo ufficialmente il delferroviario i tre Codipendenti, ha celebrato il suotraffico, 11° congresso Partito Democratico che, nei voratori gior- muni a Padova, evitando così code e regionatre dieci anni fa - ha detto Daniele Giuffrida, ma anche in sterili braccio di ferro (compresi le nei giorni in del cui trasporto. Parlamento e i rappresentanti delle segretario Regioni del Pd di Vigodarzere-; e, soprat- quelli in streaming, falsati dalla presenza delle ni scorsi, ha promosso una marcia. Una maniparalisi erano impegnati Ilnella elezione del presidente Repubblica... festazione pacifica che la pioggia non ha ferprogetto di metropolitana di della superficie tutto che, il Sistema ferroviario metropolitano telecamere), è il momento di mettere mano mato snodatasi lungo via Roma, in direzione prevede il collegamento dia Venezia con Pa- regionale sia avviato. Nell’ambito del proget- con una buona dose di pragmatismo alla tas*segretaria della stazione di Vigodarzere. La richiesta è Cisl dovaVeneto e Treviso. Per tale ragione, negli anni to della SFMR la stazione di Vigodarzere sa- sazione senza uscire dai parametri di bilancio stata rivolta alla Regione perchè attuicontinua la me- scorsi, sono stati eliminati a pag. 8 molti dei passaggi rebbe una delle fermate. Ciò consentirebbe di imposti dall’Europa, ma anche di favorire quei tropolitana di superficie da anni sulla carta. A a livello esistenti a raso sul territorio, realiz- eliminare, finalmente, il traffico nel nodo di processi che finalmente possano far ripartire sfilare c’erano i rappresentanti, iscritti e sim- zando sottopassi e sovrappassi. Secondo il Castagnara, si tratta per lo più delle migliaia l’economia o, quantomeno, arrestarne il deINpatizzanti RETE deiCON NOI! Troverai il nostro giornale prima che15 venga con news checlino. riguardano il tuo territorio i circoli di Cadoneghe, Vigonza progetto sono previsti treni ogni minuti distribuito di pendolari che in autonuove devono raggiungere pag. 13 e di Vigodarzere, uniti nella richiesta e vicini per Padova, ogni venti per Treviso e ogni la città”. continua a pag. 3

Sistema metropolitano “opera da completare” L’Intervento

Il Comune di Cadoneghe rinnova la convenzione con il Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova per individuare metodologie di lotta biologica alla zanzara tigre. In particolare, prosegue l’implementazione del progetto di ricerca su nuove tecniche fotobiologiche a basso impatto ambientale. pag. 10

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Appello alla Regione per portare a termine Il lavoro è vita, anche per il Venetoe Treviso il collegamento con Padova

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L’Intervento

Il lavoro è vita, anche per il Veneto di Franca Porto*

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a Cisl del Veneto, oltre 400mila iscritti, più della metà tra i lavoratori dipendenti, ha celebrato il suo 11° congresso regionale nei giorni in cui Parlamento e i rappresentanti delle Regioni erano impegnati nella elezione del presidente della Repubblica... *segretaria Cisl Veneto

continua a pag.

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Da pag 17 a pag 20 trovi l’inserto Dentalcoop

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EDITORIALE

segue da pag.

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Dall’Imu alla crescita non c’è tempo da perdere

Padova, testimone a Rossi

zanonato chiamato dal governo letta

Il sindaco Flavio Zanonato è stato chiamato da Enrico Letta nel suo governo per superare l’impasse politico. Al primo cittadino padovano un ministero chiave, quello sviluppo economico, con portafoglio per gestire alcune delle più delicate questioni. L’annuncio è stato dato dallo stesso Letta dopo un colloquio di oltre due ore con il capo dello Stato e pare che sia stato proprio l’ex segretario del Pd Pierluigi Bersani a fare il nome di Zanonato per la nuova squadra di governo. A Padova novità in municipio: spetta al vicesindaco Ivo Rossi traghettare la città in questo anno, fino alle prossime elezioni amministrative previste per giugno 2014.

Prendendo a prestito lo slogan del movimento meteora, “Fare per fermare il declino” è proprio quello che occorre in questo momento, è proprio ciò che la gente si aspetta. Non basta continuare ad urlare contro “la politica” come se fosse una cosa che non ci appartiene, visto che è sempre stata ed è tutt’ora lo specchio fedele del nostro Paese. I tagli ai privilegi, la riduzione dei mille privilegi, la trasparenza nei confronti degli elettori su spese e rimborsi sono un obbligo, vanno fatti senza tante discussioni o ripensamenti, ma non può essere questo l’unico punto di discussione politica, non è questo che ci aiuta a ripartire. Meglio lasciar perdere la gara a chi urla più forte, a chi raccoglie più gente in piazza, a chi realizza più contatti sul web. La nuova compagine governativa avrà vita dura ma è nata proprio con l’intento di trovare dei punti condivisi per non fermare la deriva. A partire dall’Imu, una tassa che va rivista sia per la prima casa che per gli immobili produttivi e commerciali, come ha sottolineato il ministro dello sviluppo economico Flavio Zanonato. Proprio all’ex sindaco di Padova spetta una delle imprese più delicate, vale a dire favorire l’inversione di rotta e trovare la ricetta per la crescita della nostra economia, per la salvaguardia del lavoro e della capacità imprenditoriale delle nostre aziende. Allentare la morsa del fisco è solo il primo passo, serve una visione più ampia che abbracci il sistema del credito, le politiche del lavoro, la preparazione dei giovani, l’attenzione alla formazione. Non c’è tempo da perdere in chiacchiere, è il momento di agire. di Nicola Stievano

emergenza lavoro escalation di crisi

Oltre 1.500 crisi aziendali (1.502) l’anno scorso in Veneto, 4 al giorno, il 41,3% in più rispetto al 2011, quasi 500 negli ultimi tre mesi del 2012, con un’escalation dell’80,6% . Un quadro in costante peggioramento negli ultimi cinque anni, dalle 335 crisi aziendali nel 2008, e il periodo più nero è stato proprio l’anno scorso. Oltre 36 mila lavoratori (36.092) sono stati licenziati l’anno scorso in Veneto, quasi 10 mila negli ultimi tre mesi del 2012. È grave l’emergenza a Padova, denunciano i vertici di Confindustria.

Nel parco di Villa Berta a Camin, quartiere padovano, c’è una nuova area per i cani per la soddisfazione dei molti cittadini e dei moltissimi cani che l’aspettavano. Almeno un’area cani in ciascun quartiere: è questo l’obbiettivo a cui puntano gli amministratori padovani. È un gesto di civiltà sia per i tantissimi cani e conduttori di cani che ci sono in città, ma anche per chi non ha un cane e che vive con timore e sospetto la presenza degli amici a quattro zampe nelle aeree verdi. Una forma di convivenza possibile e che porterà solamente benefici.

Un ciclo di opere dedicate agli alimenti

festival cittadinanza “occupiamoci!”

Confindustria Padova allarme

al parco di villa berta cani accolti

“I colori della salute”

Il dibattito nel cuore di Padova

Nell’Anno Europeo dedicato al Cittadino e alla Lotta agli sprechi, il Festival della Cittadinanza 2013 che si è tenuto a Padova la prima metà di maggio ha fatto di “occupiamoci!” la sua parola chiave, una esortazione a mettere in campo i propri talenti, per occuparci del territorio, salvaguardando risorse e beni comuni, occupare e riqualificare spazi.

Padova, quartiere Camin

Padova Nord vigonza Giornata del libro con 700 alunni mobilitati pag.

raccolta rifiuti

Provincia trasporti pubblici

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Gastaldon contro la Tares: “Ennesimo balzello iniquo che colpisce i cittadini” pag. 10

vigodarzere

Autovelox Sr 308 automobilista contesta le multe pag. 13

economia

Fusione di società e nuovi tragitti per i pendolari pag. 14

scuola padovana Un freno alle gite costose e di più giornate pag.

il personaggio

Regione

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Nicola Zampieri racconta il successo delle “Anime in Plexiglass” pag. 21

Decrescita per virtù e per necessità pagg. 24-25

turismo

Dalla montagna al mare, dal lago alle terme, prenotazioni in calo pag. 26

arte

A Palazzo Ducale Manet e il Rinascimento pag.

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Resteranno esposte fino al prossimo 18 giugno le opere della pittrice Barbara Bruscagin presso il ristorante “Per Bacco” di Ponte Corvo. Si tratta di ciclo di opere dal titolo “I colori della salute” e ha come protagonisti assoluti degli alimenti, quali il cavolo e la curcuma, le cui proprietà terapeutiche e purificatrici sono essenziali componenti dell’alimentazione antitumorale. Lo scopo principale di queste opere è per l’appunto mostrare come si possa associare il cibo all’arte: la figura umana, anche se talvolta sembra essere impercettibile, è invece onnipresente in tutti i quadri; e, ad essa viene associato un alimento ogni volta diverso che ha delle proprietà benefiche per il nostro organismo. “Il piacere del gusto” è il secondo ciclo di opere dedicato al culto del cibo. Un’alimentazione salutare non è sinonimo di un’alimentazione senza sapore; infatti è possibile nutrirsi con cibi sani che possano comunque stimolare il piacere dei sensi e farci mantenere una forma fisica vigorosa. Tali sensazioni sono evocate nelle tele dando maggior importanza alla figura umana e creando una personificazione dell’alimento.

È un periodico formato da 14 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto.

E’ un marchio registrato. Editore

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Questa edizione raggiunge le zone di Cadoneghe, Vigodarzere, Vigonza per un numero complessivo di 12.500 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120

Venezia Padova Rovigo Treviso

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Padova, via Svezia 9 Tel. 049 8704884 - Fax 049 6988054 numero verde 800 465040 direttore@lapiazzaweb.it Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

REDAZIONE: Direttore responsabile

Mauro Gambin direttore@lapiazzaweb.it Ornella Jovane o.jovane@lapiazzaweb.it Chiuso in redazione il 27 aprile 2013 Centro Stampa: Rotopress International Loreto, via breccia (An)

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4 Argomento del mese OSPEDALI Vede la luce un’potesi di taglio di oltre 1800 posti letto Le province venete più colpite? Padova e Verona, che perderanno rispettivamente oltre 400 posti letto. Meno colpita Vicenza con un taglio di 127 posti letto, Treviso che ne perderà 244, Venezia con 222. Il presidente Luca Zaia però non condivide i numeri. “Diminuzione reale - dice non superiore a 400 posti letto ospedalieri in tutto”. Ci saranno meno primari, il loro numero passerà dagli attuali 864 a 725. Invariata l’area privata con 3.020 assegnazioni

Sanità, meno posti let

di Alessandro Abbadir

Da luglio sarà istituita “l’impegnativa di cura domiciliare”. Stanziato un fondo da 90 milioni di euro

Pigozzo (Pd): “Ci spieghi come vuole comportarsi la Regione con le strutture intermedie”

T

agli ai posti letto e potenziamento del servizio domiciliare, è su questi due versanti che la Regione ha intenzione di agire per razionalizzare e rendere più efficaci i servizi della sanità veneta. Si tratta, è bene sottolinearlo, di ipotesi di tagli che non sono ancora stati deliberati dalla giunta e quindi da prendere con la massima cautela. Da queste stime qualcosa comunque si capisce: i tagli riguarderanno tutte le province, in particolar modo quelle di Padova e Verona. Emergono dalla bozza delle nuove schede ospedaliere tagli ai reparti di degenza previsti dal nuovo piano socio sanitario, da un anno “congelato”. I posti letto che la Regione avrebbe intenzione di tagliare sono oltre 1800. Si passerebbe da 19.040 posti letto a 17.202. Le province venete più colpite? Padova e Verona, che perderanno rispettivamente oltre 400 e quasi 500 posti letto. Diversi però sono i conti fatti dal presidente della Regione Luca Zaia che ha confutato i numeri. “Attenzione - ammonisce - perché il taglio reale alla fine non supererà, nel complesso, i 400 che, divisi per gli ospedali esistenti fa 7 letti ad ospedale”. C’è poi una suddivisione importante. Gli ospedali saranno, secondo questo piano in hub (alta specialità) e spoke (intensità di cure medio-bassa). Saranno hub Vicenza, Treviso,

il poliambulatorio emergencY a marghera

Richieste in continuo aumento

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el dicembre del 2010 Emergency aveva aperto, non senza difficoltà e vari bastoni tra le ruote, l’ambulatorio a Marghera per garantire assistenza sanitaria gratuita a chi non poteva permettersela. Extracomunitari, migranti “di passaggio”, poveri: questa la “clientela” a cui sembrava dovesse rivolgersi il nuovo servizio, prestato da medici e operatori volontari. Ma la crisi ha cambiato tutto e ora “l’ospedale di Emergency”, come lo chiamano tutti, è un centro di riferimento per l’intero quartiere, e non solo. In coda per una medicazione e un accertamento non si trovano solamente le persone da sempre e un po’ frettolosamente considerate “ai margini” della nostra società, ma anche pensionati che faticano a pagarsi le cure, disoccupati di lungo corso, giovani coppie alle perse con troppe spese e poche entrate. Molti italiani dunque, molte persone che comunque ottengono una risposta e un servizio che ormai si è radicato in una realtà del tutto particolare come quella di Marghera e del suo tessuto sociale. Dai residenti l’ospedale di Emergency è visto come un servizio che mancava, come la possibilità di trovare sotto casa assistenza sanitaria e non solo. Il Poliambulatorio ha aperto in uno stabile messo a disposizione dall’amministrazione comunale di Venezia ed è stato avviato grazie al finanziamento di Fondazione Smemoranda.”Svolgiamo un servizio di orientamento dei pazienti verso le strutture pubbliche, qualora ne avessero bisogno. – precisano i responsabili - Lo spirito del Poliambulatorio, infatti, è di collaborazione e integrazione con il Sistema sanitario nazionale. Sono sempre presenti mediatori culturali”.

Venezia, Padova e Verona mentre diventeranno spoke Belluno e Rovigo, che guarda caso sono le attuali province venete meno popolate. Negli ospedali ad alta specializzazione non saranno toccati i reparti di rianimazione, mentre succederà per gli ospedali spoke. Vediamo, ora, nel dettaglio provincia per provincia le ipotesi che la Regione ha messo in campo per poter snellire la sanità, ipotesi che dovranno fare i conti con le forze politiche in consiglio regionale prima di diventare realtà. Le più colpite saranno Padova e Verona Padova perderà 418 posti letto passando a 3.590 (3,87 per mille), Verona 492, arrivando 3.462 (3,81 per mille). Meno colpita Vicenza con un taglio di 127 posti letto, Treviso me perderà 244, Venezia perderà 222 posti letto arrivando a 3,21 posti letto ogni mille abitanti. Rovigo di posti letto ne perderà 202 ma in percentuale il taglio sarà cospicuo passando da 4,24 a 348 per mille. Belluno di posti letto ne perderà 103. Ovviamente con questo piano e questi tagli, ci saranno anche meno primari, che passeranno da 864 a 725, mentre l’area dei posti letto privata resterà invariata (3020) che però diminuendo quelli pubblici alla fine peseranno di più a livello percentuale. Un commento arriva subito dal consigliere regionale del Pd in commissione sanità Bruno Pigozzo: “Queste cifre – com-

menta Pigozzo - vanno prese con le pinze e saranno credibili solo quando saranno deliberate dalla giunta e portate in consiglio. Va detto poi che in questa operazione non si parla di realizzazione delle strutture di ricezione intermedie Si è colpito il settore pubblico salvando quello privato”. Se da un lato la Regione punta ad un taglio sostanziale dei posti letto, dall’altro vuole potenziale la domiciliarità. Sarà istituita entro luglio 2013 “l’impegnativa di cura domiciliare”. Sarà di fatto una rivoluzione per la famiglia che vorrà curare in casa un anziano o un disabile. Sarà istituito un percorso basato su cinque livelli, erogati dal servizio sanitario regionale. Le categorie saranno: basso bisogno assistenziale, medio bisogno assistenziale , alto bisogno assistenziale disabilità gravissime con necessità di assistenza a domicilio, grave disabilità psichica e intellettiva; grave disabilità fisico-motoria. Si punta a deospedalizzare gli anziani, seguendo un orientamento medico che vede fare notevoli progressi a queste persone fra le mura domestiche. Per questo c’è uno stanziamento di 90 milioni di euro. “E’ una rivoluzione culturale - dice l’assessore Remo Sernagiotto - con questa riforma le persone potranno essere assistite dai loro famigliari, ottenendo risultati migliori rispetto ad una ospedalizzazione e facendo risparmiare risorse”.


Argomento del mese 5 A Padova e provincia

tto e più domiciliarità Servizi sanitari La Regione stanzia 30 milioni di euro l’anno e, se necessario, assumerà personale

Esami e visite anche a tarda sera, a settembre dovrà essere tutto pronto di Nicola Stievano

“U

spalla pag 5 per padova

na rivoluzione culturale”: così il governatore veneto Luca Zaia ha definito la scelta di aprire gli ospedali anche di notte, dalle 20 alle 24, per almeno due giorni alla settimana e nei giorni festivi e prefestivi. Si parte da settembre ma la macchina si è già messa in moto, perché tutto dovrà essere pronto per il primo di settembre. Da allora si farà su serio e si capirà quanto sarà apprezzata l’iniziativa che ha lo scopo di ridurre le liste di attesa per esami e visite e agevolare chi lavora. Sulla carta l’idea di non dover ricorrere a permessi o a ferie sembra piacere a molti, poi ci sarà la prova del nove direttamente “sul campo”. In alcune città i pazienti sono già abituati alla “sanità serale” con l’apertura fino all’ora di cena degli ambulatori medici e di alcuni servizi privati convenzionati. Ora la Regione vuole fare un passo avanti e prevede che l’intera rete ospedaliera veneta debba essere pronta a partire entro il prossimo primo settembre, demandando ai direttori generali la definizione operativa e organizzativa su base territoriale. I servizi interessati sono quelli ambulatoriali ma soprattutto radiologici, per ottimizzare al massimo l’utilizzo prima di tutto dei grandi macchinari come Tac e Risonanze Magnetiche, sofisticati e costosi, che restano spenti per lunghe ore. “E’ una nuova filosofia – ha detto Zaia – che si rivolge prima di tutto ai 5 milioni di veneti che ci chiedono tempi più veloci per gli esami e le visite. Avviciniamo la sanità alla gente, rendiamo più efficiente l’intero sistema, creiamo una vera e propria rete di presa in carico del paziente che, attraverso i Centri Unici di Prenotazione, troverà non solo assistenza per la prenotazione singola, ma anche per la definizione del percorso di controlli ed esami dopo una fase acuta passata in ospedale. Il tutto nei tempi più brevi possibili, perché l’obiettivo tendenziale è quello di chiudere le liste d’attesa o, nel peggiore dei casi, di ridurle al minimo fisiologico”. L’intera operazione sarà finanziata con circa 30 milioni di euro l’anno, frutto della razionalizzazione di spesa già in atto, destinati al pagamento del personale e delle spese organizzative. Ai lavoratori è garantito il pieno rispetto degli accordi sindacali e, se necessario, ci saranno anche delle nuove assunzioni.

Più servizi e risparmio

Intanto nella Bassa c’è attesa per l’Ospedale unico

S

i farà o non si farà il nuovo ospedale di Padova? Da Venezia Zaia è più che convinto del progetto e lo rilancia almeno una volta ogni 15-20 giorni. Nella città del Santo aleggiano ancora dei dubbi ma i prossimi mesi saranno decisivi, lo sperano ardentemente anche ai vertici di Uls 16 e Azienda Ospedaliera. Intanto però ancora per un bel pezzo i padovani (e non solo, visto l’indice di attrazione fuori provincia e regione) dovranno continuare a fare i conti ancora per un bel po’ con il “vecchio” ospedale. Un’azienda mastodontica retta, da alcuni mesi, dal direttore generale Claudio Dario. Vale la pena ricordare alcune cifre: 4.459 dipendenti, suddivisi in ruolo sanitario (3.218), professionale (14), tecnico (854) e amministrativo (374). Il costo annuo per il personale è di 215 milioni di euro, pari al 52% dei costi complessivi. Nel 2012 sono stati eseguiti 310 trapianti: 20 al cuore, 118 al rene, 10 a rene e pancreas, 79 a fegato e intestino, 24 al polmone e 59 al midollo. In calo il numero delle operazioni assestate a 31.657: erano più di 35 mila nel 2004. L’azienda ospedaliera conta quattro reparti di pronto soccorso: quello aziendale ha registrato 100.636 accessi, il Sant’Antonio 26.543, Piove di Sacco 28.509, la casa di cura di Abano Terme 29.369, per un totale di oltre 185 mila. Quanto ai bilanci, la situazione è critica ma non disperata: il risultato di esercizio nel 2012 si è chiuso con un passivo di 50 milioni di euro, erano 41 l’anno precedente. Invariato il risultato di gestione da due anni a meno 46 milioni i euro. Il patrimonio netto è sceso a causa dell’erosione progressiva del fondo di dotazione. I debiti invece l’anno scorso ammontavano a 490 milioni, a breve termine, di cui 270 relativi ai fornitori. “Nel futuro dell’azienda ospedaliera - afferma Dario, - va messo in conto sicuramente il rafforzamento della sinergia con l’università, così come con le altre Usl padovane e venete. È necessaria una revisione della rete delle alleanze, strutturando rapporti di collaborazione con le altre aziende sanitarie. Si è voluta rivedere l’interaziendalità dei servizi amministrativi, particolarmente in ambito economico e finanziario, per chiarezza organizzativa e di responsabilità. Al momento non sono in discussione, invece, i servizi assistenziali in regime di interaziendalità. Per quanto riguarda i tagli dei posti letto le disposizione regionali sono chiare. Il nuovo ospedale prevede mille posti letto, a Padova ne abbiamo 1.500: se saranno progressivamente ridotti lo vedremo a partire dalle prossime schede ospedaliere. Nel frattempo stiamo lavorando per il nuovo ospedale, al punto che l’Azienda si è candidata come stazione appaltante. Il nostro obiettivo resta quello di mantenere alti standard di servizio per le migliaia di persone che si rivolgono alle nostre strutture ogni giorno”. Nella Bassa Padovana l’ospedale unico prende corpo giorno dopo giorno, nel rispetto della tabella di marcia. Lo conferma Giovanni Pavesi, al suo secondo mandato ai vertici dell’Uls 17: “In questi mesi ci attendono obiettivi importanti, dal completamento e trasferimento nel nuovo ospedale a Schiavonia alla creazione di una rete sempre più efficace di assistenza territoriale, sempre mantenendo al centro dell’attenzione il cittadino con le sue legittime aspettative e garantendo standard di qualità per tutti i servizi, sia ospedalieri che territoriali”.


6 Vigonza L’evento In occasione della giornata mondiale voluta dall’Unesco

700 bambini per i libri Al Castello “Da Peraga” coinvolte 4 scuole primarie e 6 dell’infanzia tra letture e laboratori di Manuel Glauco Matetich

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on è stato solo un giorno di festa per i bambini che hanno preso parte alla Giornata mondiale del libro e del diritto d’autore, patrocinata dall’Unesco e celebrata in tutto il mondo. Questo meraviglioso evento ha avuto luogo all’interno della splendida cornice del parco del Castello dei Da Peraga, che ha visto celebrarsi la grande festa del progetto “Città invisibili”. La giornata evento, dedicata al libro e alla lettura, si è tenuta in contemporanea in tutte le scuole e le città del Veneto che hanno aderito all’iniziativa, ed ha coinvolto 4 scuole primarie di Vigonza e 6 scuole dell’infanzia con un totale di circa 700 bambini. Al Castello dei Da Peraga la giornata è stata dedicata interamente a loro: presso le barchesse del parco e nelle sale del castello sono stati esposti gli abecedari e tutti i lavori realizzati dai bambini durante l’anno scolastico corrente. In luoghi diversi del parco sono stati attivati laboratori e letture animate. I lavori realizzati dai bambini di Vigonza sono rimasti esposti nelle sale del Castello fino a

Un momento della giornata al Castello Da Peraga pochi giorni fa. Città invisibili è un progetto culturale volto ad avvicinare le giovani generazioni alla lettura, alla letteratura per l’infanzia e all’arte e a promuovere una maggiore conoscenza del patrimonio artistico e paesaggistico del Veneto. Il progetto è stato promosso dalla Regione Veneto ed è stato curato da Marni, Holly & Partners. La finalità del progetto Città invisibili è quella di creare una rete territoriale forte e coesa in grado di sensibilizzare la comunità del Veneto sul ruolo e sul valore

delle politiche culturali dedicate ai ragazzi: leggere, guardare, narrare, educare lo sguardo, saper mutare i punti di vista, saper esprimere una riflessione critica sono azioni che contribuiscono a formare i cittadini del futuro e a mettere le basi per un più fecondo sviluppo culturale e sociale del nostro Paese. L’ambizioso obiettivo del progetto può diventare realtà, solo se sostenuto da tutta la comunità: Regione Veneto, province, comuni, scuole, biblioteche, aziende, fondazioni, musei, enti e associazioni educativo-culturali.

SOCIALE L’associazione ha portato in scena “Grease” al teatro Quirino

I RAGAZZI DI “PETER PAN” SUL PALCOSCENICO

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rande successo al teatro Quirino De Giorgio a inizio maggio per il musical Grease. Protagonisti della serata sono stati i ragazzi dell’associazione Peter Pan, che è rimasta molto contenta e soddisfatta per l’eccezionale riscontro avuto anche nell’ultima tappa teatrale. Erika Cap- Un momento dello spettacolo pelletto, presidente della compagnia amatoriale, ci racconta che la sua associazione è attiva nel territorio da oltre 10 anni e ogni anno cerca di elaborare sempre delle cose nuove ed innovative. “Il lavoro teatrale consente ai protagonisti – ci racconta Erika Cappelletto - di migliorare le proprie capacità psico/fisiche non solo attraverso l’espressione fisica, ma anche mediante la gestione delle proprie emozioni, il rispetto dei  “tempi di lavoro” ed il lavoro in un team. In questo momento siamo molto concentrati sulla messa in scena della rivisitazione del musical americano Grease interamente realizzato e interpretato dai ragazzi e dai volontari. La realizzazione è artigianale, ma affatto banale”. Continua la presidente: “La nostra associazione è formata da un gruppo di persone che, ognuno con caratteristiche diverse ma essenziali per il funzionamento dell’associazione, contribuisce con tanta  passione a portare avanti le numerose attività dell’associazione e a renderla un’isola confortevole. Il nostro intento comune è quello di portare un raggio di sole in più nella vita dei ragazzi diversamente abili, che ogni giorno sono costretti ad affrontare molte difficoltà, soprattutto nell’inserimento all’interno della società”. Per cercare di portare a teatro un po’ tutte le fasce d’età, e con l’intento di trasmettere il messaggio alle famiglie che il teatro è anche un momento di aggregazione, un’occasione per stare insieme, l’associazione Peter Pan ha deciso di non avere un tariffario per i biglietti, omaggiando gli spettatori di un ingresso gratuito. M.G.M.

vigonza ricorda enrico zanella

V

igonza festeggia la Liberazione d’Italia. La giornata del 25 aprile è stata celebrata con inaspettata solennità non solo dalle cariche istituzionali presenti ma anche dai cittadini di Vigonza presenti all’evento. Nei giorni precedenti la ricorrenza nazionale, l’amministrazione comunale di Vigonza aveva rivolto un invito alla cittadinanza affinché prendesse parte alle cerimonie di commemorazione del 25 aprile, che segna il 68° Anniversario della Liberazione dell’Italia dalle truppe nazifasciste, mettendo anche delle bandiere tricolori fuori dalle proprie abitazioni. Nella mattinata è stata deposta di fronte al Municipio di Vigonza la corona al monumento dei caduti e il cippo dedicato al valoroso partigiano vigontino Enrico Zanella, alla presenza del sindaco Nunzio Tacchetto, delle associazioni combattentistiche e d’arma, di numerosi cittadini e curiosi. Inoltre ha avuto luogo il solenne alzabandiera, carico di molta emozione e di un profondo ricordo di sofferenza. L’intervento di Sandro Benato, Presidente del Consiglio Comunale, ha voluto ricordare il significato della giornata e ha esortato i presenti a preservare ogni giorno i principi di libertà, uguaglianza, solidarietà, fratellanza e giustizia sociale. Ecco qualche breve passo della testimonianza di Benato: “Autorità civili, militari, cittadini tutti, ci ritroviamo anche quest’anno in questa piazza, in occasione del 25 aprile, per fare memoria di un evento che non dobbiamo dimenticare. Oggi ricorre

Il partigiano vigontino è stato il simbolo delle celebrazioni. Bandiere sulle case il 68° anniversario della liberazione del nostro Paese dalla dittatura nazifascista e siamo qui principalmente per ricordare quanti hanno dato la loro vita per un bene supremo: quello della libertà e della dignità della vita umana. Ma siamo qui anche per riflettere sul significato del 25 aprile 1945, una data lontana nel tempo, ma più che mai vicina alla coscienza dei cittadini che non vogliono e non possono rinunciare a difendere quei valori che si sono affermati e consolidati da allora: la giustizia, la democrazia, la speranza e l’impegno per la costruzione della convivenza civile e pacifica tra i cittadini e tra i popoli.” La commemorazione è stata accompagnata dall’esecuzione di alcuni brani musicali eseguiti dalla neonata Orchestra Brenta di Cadoneghe e Vigonza. M.G.M.


8 Vigonza L’Intervento

Il caso

Il lavoro è vita, anche per il Veneto

Dichiarazione dei redditi Appello dell’amministrazione a tutti i cittadini contribuenti

Il Comune chiede aiuto

di Franca Porto*

segue da pag.

di Manuel Glauco Matetich

E’

tempo della dichiarazione dei redditi e il cittadino italiano contribuente ha la possibilità di scegliere dove destinare il suo 5 per mille dell’imposta sul reddito a finalità di sostegno del volontariato o di organizzazioni di utilità sociale. Fra queste, ad esempio, potranno essere finanziabili anche le politiche sociali del Comune di Vigonza, guidate dal vicesindaco e assessore alle politiche sociali di Vigonza, Cesare Paggiaro. L’amministrazione comunale ha deciso di rimboccarsi le maniche, proponendo tramite una richiesta ai propri cittadini di destinare i fondi del 5 per mille alle politiche comunali dedicate al mondo del sociale, al welfare vigontino e all’aiuto, non solo economico, delle fasce più deboli o di chi in questo arduo periodo si trova in vera difficoltà. Ecco perché la giunta comunale si è mobilitata al fine di promuovere al massimo questa iniziativa. Le attività sociali che il Comune di Vigonza dedica ai più deboli sono molteplici, dall’aiuto agli affitti e dunque alle politiche della casa, alla retta per i minori al sostegno alle famiglie, dall’assistenza per gli anziani alle politiche per i diversamente abili. Negli ultimi anni il fondo nazionale per le politiche sociali che serviva a finanziare questi servizi è stato ridotto. Nonostante il ridimensionamento di questo introito nei confronti delle amministrazioni locali, il comune di Vigonza ha comunque continuato a erogare i servizi sociali per i soggetti che si trovano in gravi difficoltà, evidenziando come per il comune l’attenzione alle problematiche dei cittadini fosse sempre alta ed importante. I cittadini che vogliono destinare questo aiuto economico possono partecipare donando il 5 per mille, l’operazione non ha costi, non si tratta infatti di una spesa aggiuntiva, e basta solamente apporre la propria firma all’atto della dichiarazione dei redditi.

EVENTO

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Con il 5 per mille sindaco e giunta potranno finanziare le attività sociali oltre alle politiche per la casa Dopo la “questua” in chiesa il sindaco Tacchetto lancia un appello ai cittadini affinché destinino al Comune il 5 per mille

Per destinare il 5 per mille al Comune di Vigonza, basta apporre la propria firma nello specifico riquadro predisposto nei modelli Cud, 730 e Unico. Anche per l’anno finanziario 2013, quindi, il contribuente potrà destinare il proprio 5 per mille, non solo agli enti comunali, ma anche a sostegno delle seguenti finalità: sostegno degli enti del volontariato (Onlus - Organizzazioni non lucrative di utilità sociale, associazioni di promozione sociale iscritte nei registri nazionale, regionali e provinciali, associazioni e fonazioni riconosciute che operano nei settori indicati dall’articolo 10), finanziamento agli

enti della ricerca scientifica e dell’università, finanziamento agli enti della ricerca sanitaria, sostegno delle attività sociali svolte dal Comune di residenza del contribuente, sostegno alle associazioni sportive dilettantistiche riconosciute ai fini sportivi dal Coni a norma di legge che svolgono una rilevante attività di interesse sociale. Questo contributo è stato introdotto per la prima volta dalla Legge Finanziaria del 2006, riscuotendo un grande successo. Nel 2013 il tetto massimo di imposte destinate a fini sociali potrà essere di 400 milioni di euro.

Villa Bettanini ha ospitato la festa per gli appassionati di cinofilia

GIORNATA A 6 ZAMPE CON TANTE INFORMAZIONI UTILI E CONSIGLI

o sorso 5 maggio in Villa Bettanini la festa “Educatamente a 6 zampe” è stata una vera e propria giornata interamente dedicata a tutti gli appassionati di cinofilia e per i simpatizzanti in genere. Le attività previste durante la giornata sono state una mini corsetta di 1,5 km con diversi cani partecipanti, un’esposizione canina amatoriale di bellezza, un breve corso di obbedienza, rivolto a tutti i cani sia meticci che di razza, e la dimostrazio-

ne del gruppo di agility e fresbee-dog. Nell’arco della mattinata sono stati inoltre messi a disposizione i veterinari del comune di Vigonza per qualsiasi informazione su malattie, vaccini, microchip e salute del cane. Questa manifestazione è risultata in primo luogo un momento di divertimento per i padroni, le loro famiglie, i rispettivi cani ed il pubblico in genere. La stessa scelta delle categorie di premi hanno denotato lo spirito giocoso, ma ugual-

mente gestito con assoluta serietà, di questo evento canino. La competitività tra i concorrenti certo non è mancata, ma quello su cui gli organizzatori dell’associazione dilettantistica sportiva cinofila Scoby-doo hanno puntano è stato soprattutto quello di creare un’occasione speciale perché tutti, cani compresi, potessero sentirsi anche solo per qualche ora protagonisti di una festa dedicata a chi è cinofilo nell’anima. M.G.M.

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...si stava prendendo atto della impossibilità che dalle elezioni politiche, anticipate, si potesse arrivare alla costituzione di un nuovo governo, dunque, elezioni inutili. Il buio della politica sul buio della crisi. A ridare vita alla politica è stata la rielezione di Giorgio Napolitano, l’uomo che oggi più rappresenta nel nostro Paese, per la sua storia personale, la dignità della politica e la imprescindibilità delle istituzioni democratiche. Ridare vita, darsi una direzione per uscire dalla crisi, anche quella economica, sono stati gli obiettivi di fondo anche del nostro congresso regionale che ha avuto il suo baricentro nel tema del lavoro, il valore che più rappresenta la dignità della nostra regione ed è imprescindibile dalla sua vita sociale e civile. Esplicito il suo titolo “Il lavoro è vita, lo sai”, una citazione di John Lennon, che prosegue richiamando anche il suo contrario “senza quello esiste solo paura ed insicurezza”. Una verità, drammaticamente confermata dalla serie di atti disperati, suicidio compreso, di imprenditori e lavoratori che stanno segnando questi anni di crisi. Per riportare occupazione in Veneto, arginare la disoccupazione e recuperare quei 100mila posti di lavoro bruciati da 5 anni ininterrotti di crisi, abbiamo messo sul piatto non solo le richieste, in qualche modo scontate, verso l’alto (il governo nazionale e regionale) e verso gli altri (i politici, gli amministratori e gli imprenditori) ma anche le nostre prerogative e responsabilità di sindacato. Abbiamo precisato che per riprendere a produrre ricchezza (e quindi a ripartirla nei termini di occupazione e reddito) il sistema produttivo Veneto deve mantenere il suo cuore nel settore manifatturiero, invertendone la corsa al declino ricreando (perché c’era e non c’è più) un contesto “amico delle imprese” che sono competitive, innovative, inclusive e sostenibili. A questi obiettivi vogliamo indirizzare la contrattazione sindacale nelle singole aziende come nel livello territoriale. Si tratta, ad esempio, di estendere gli strumenti della bilateralità (dove già eccelliamo: basti pensare alle esperienze di Solidarietà Veneto e di EBAV, tanto per citare) e di valorizzare il rapporto tra retribuzioni e competitività, una questione fondamentale questa anche per i lavoratori pubblici e la riorganizzazione della Pubblica Amministrazione. In parallelo intendiamo operare per rinnovare il sistema delle tutele sociali: quel welfare che nella nostra regione poggia su quattro mura perimetrali: il servizio pubblico (in primis il servizio Socio-Sanitario), l’azione del volontariato, la mutualità collettiva, il privato. Nel primo si deve intervenire per eliminarne distorsioni e ritardi che, ogni giorno di più, ne limitano l’efficacia, l’equità, la capacità di intervenire sui nuovi disagi e povertà. Servizi per l’infanzia e applicazione della legge regionale n.30 sulla non autosufficienza ne sono, per noi, le priorità. *segretaria Cisl Veneto


Cadoneghe 9 Integrazione Cadoneghe aderisce al progetto dell’Unicef “Città Amiche dei Bambini”

Un attestato agli alunni stanieri Il Comune consegna un riconoscimento ai ragazzi di genitori migranti al termine della primaria di Nicoletta Masetto

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alla parte dei minori, senza distin- alunni figli di migranti che hanno terminato zione, anche se stranieri. Si colloca il percorso di formazione primaria - spiega in questo ambito un’importante Lacava - nasce per rafforzare nei bambini iniziativa al centro del consiglio comunale stranieri la consapevolezza del cammino dello scorso 29 aprile. Nel corso della se- compiuto, e quindi il loro senso di apparteduta è stata presentata una mozione che nenza alla comunità in cui vivono. Vogliamo anche sensibilizzare la cittaimpegna l’amministrazione a promuovere iniziative a favore dei minori stranieri dinanza alla tematica dei diritti dei minori residenti a Cadoneghe e frequentanti le stranieri, favorendo la formazione di un’oscuole del territorio, con l’obiettivo di sen- pinione pubblica aperta a una revisione sibilizzare l’opinione pubblica sul tema dei della legislazione sul diritto di cittadinanza loro diritti civili e politici. In particolare, è che vada nella direzione di individuare stata proposta la consegna di un attestato nella frequenza della scuola uno dei criteri per l’attribuzione di agli alunni che hanno tale diritto”. concluso il percorso di “E’ un segno per rafforzare il senso Sulla discussioformazione primaria. ne generale e, in L’iniziativa, pro- di appartenenza particolare su quella mossa dal consigliere alla nostra riguardante il diritcomunale Edoardo comunità” to di cittadinanza Lacava, prende spunto dalla Convenzione dei Diritti. Inoltre, il Co- anche per i minori stranieri interviene il mune di Cadoneghe aderisce al progetto sindaco Mirco Gastaldon. “Sempre più spesso - afferma - siamo in presenza anUnicef “Città Amiche dei Bambini”. “L’idea di consegnare un attestato agli che a Cadoneghe di un’immigrazione che

tende a stabilizzarsi nel tempo, scegliendo il nostro territorio come luogo in cui vivere, lavorare e crescere i propri figli. Il percorso scolastico completato in Italia costituisce un passo fondamentale del processo di integrazione. Gli immigrati rappresentano ormai una componente fondamentale della società italiana, contribuendo in maniera determinante allo sviluppo economico, sociale e civile del nostro Paese.

Promuovere iniziative a favore dei minori stranieri residenti in Cadoneghe e frequentanti le scuole del territorio rafforza tra l’altro un principio importante dello Statuto Comunale, laddove si prevede che il Comune promuove la cultura della pace, lo sviluppo civile, sociale, multiculturale, professionale, economico della comunità, promuove e tutela i diritti dell’infanzia in tutti i suoi aspetti e in particolare favorendone l’accesso ai servizi educativi”.

TRUFFE I consigli dei servizi sociali

“anziani, attenti ai soliti furbi”

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a signora, apparentemente distinta, suona alla porta. Dice che ha perso le chiavi dell’auto o di casa e che avrebbe bisogno di telefonare. Ma per tornare a casa le bastano anche venti euro. È questa una delle modalità di truffa ricorrente negli ultimi mesi a Cadoneghe e nel circondario. Alla luce dell’episodio accaduto a una pensionata novantenne, vittima di una truffa da parte di una sconosciuta introdottasi in casa sua con la scusa di venderle prodotti di bellezza, il settore Servizi sociali del Comune invita le famiglie e in particolare le persone anziane che vivono sole a diffidare degli sconosciuti. Ciò vale anche nei confronti di chi eventualmente si presentasse alla porta adducendo di essere inviato dal Comune o da un’azienda di servizi: è importante sapere che chiunque venga incaricato e inviato dal Comune per sostegno domiciliare o per altre funzioni viene prima annunciato o presentato dall’assistente sociale di riferimento, e non giunge mai di sua iniziativa e senza prima aver concordato un appuntamento. E’ importante in ogni casoverificare che sia in possesso di idonei documenti N.M. di riconoscimento ufficiale.


10 Cadoneghe Ambiente Il sindaco non condivide l’introduzione del nuovo balzello sui rifiuti

ASTA PUBBLICA

Tares una “tassa iniqua”

Al Comune resterà una parte dello stabile per le associazioni

in vendita l’ex scuola “maretto” a bagnoli

Si pagheranno 30 centesimi per ogni mq, invariate invece le altre voci della tariffa rifiuti di Nicoletta Masetto

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n attesa che il nuovo Governo decida su eventuali modifiche in merito all’applicabilità della Tarer, la tariffa rifiuti e servizi l’amministrazione comunale di Cadoneghe ha stabilito che anche per il 2013 la tariffa di asporto e smaltimento rifiuti per il servizio oggi in gestione con Etra non subirà alcun aumento per i servizi comuni e indistinti (asporto, smaltimento) che lo scorso anno hanno visto il Comune di Cadoneghe raggiungere una percentuale di differenziata pari al 71%. Subiranno invece un adeguamento i servizi a domanda individuale (bidone del verde domestico). Il sistema di gestione con campane interrate e presscontainer (entrato in vigore a giugno 2006) per cinque anni ha mantenuto invariata la tariffa; nel 2011 c’è stato un incremento del 4% a causa della componente di aumento della voce carburanti avvenuta negli anni. E’ inoltre previsto che per il 2013 sia avviata una diversa forma di raccolta della frazione umida in alcune aree. Infatti i bidoni dell’umido presenti nel territorio rappre-

sentano una parziale criticità del sistema: spesso vengono lasciati aperti dagli utenti o vengono rotte le serrature e questo fa sì che si verifichino conferimenti scorretti. L’umido presenta infatti un grado di impurità del 9%, percentuale questa che va assolutamente diminuita pena l’aumento del costo del servizio nel suo complesso. A questo proposito il Comune, di concerto con Etra, sta valutando la possibilità di introdurre modifiche al sistema di raccolta pensando a forme di identificazione personale o di quartiere. Per quanto riguarda la Tares, una ex novo, va specificato agli utenti che il suo importo è stato stabilito dal precedente Governo e sarà totalmente incamerato dallo Stato. Non un euro di questa voce (che gli utenti troveranno dettagliata a parte in bolletta) sarà trattenuto dal Comune di Cadoneghe. Nello specifico si tratta di un aumento lordo di 30 centesimi di euro per singolo metro quadrato lordo di immobile, qualsiasi sia la sua destinazione, comprese le aree scoperte operative; in altri termini, il tutto si traduce

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Polemica sulla nuova tariffa in 30 euro per ogni 100mq suscettibili di produrre rifiuti. “La Tariffa è una tassa del tutto nuova che lo Stato incamera direttamente con il fine dichiarato di diminuire il debito pubblico – specifica il Sindaco Mirco Gastaldon –. Come amministratori siamo tenuti alla sua applicazione, se la normativa non cambierà come invece auspichiamo. Si tratta infatti di una tassazione iniqua, che si aggiunge all’elevata imposizione fiscale che tutti i fabbricati oggi subiscono”.

l Comune di Cadoneghe ha messo in vendita l’ex scuola “Roberto Maretto” di Bagnoli. L’asta pubblica si è svolta nei giorni scorsi, con partenza del prezzo base di 250 mila euro. La scuola era stata intitolata a un illustre cittadino di Cadoneghe, protagonista di un’impresa aerea divenuta leggendaria: la transvolata Roma-Tokyo del 1920. Roberto Maretto era infatti motorista. Con il collega Gino Cappannini accompagnò i due piloti Arturo Ferrarin e Guido Masiero in quel lunghissimo volo a bordo di due aerei SVA. Al loro arrivo in Giappone si svolsero grandi festeggiamenti per la loro impresa. Così grandi che durarono una quarantina di giorni. L’area è stata trasformata in residenziale, ma al Comune ne resterà una parte, su cui sorgerà un nuovo edificio da destinare alle attività associative e come seggio elettorale. Il nuovo stabile dovrà essere ceduto, infatti, all’ente ed essere composto da ingresso, due stanze destinate alle attività del Comune, servizi igienici. Edificio che dovrà essere consegnato all’amministrazione “chiavi in mano”, completo di tutte le finiture, entro i termini di validità del permesso a costruire. Finisce così un’era, un periodo storico legato alla scuola di Bagnoli che, solo fino a pochi anni fa ha continuato a ospitare, sezioni della materna, in seguito trasferite nella scuola di Mejaniga. L’edifico, infine, era stato adibito a sede del Gruppo agricoltori di Bagnoli e per i laboratori del Carnevale. N.M.

zanzara tigre, lotta “intelligente”

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l Comune di Cadoneghe sta per rinnovare anche per il 2013 la convenzione con il Dipartimento di Biologia dell’Università di Padova per individuare metodologie di lotta biologica alla zanzara tigre. In particolare, prosegue l’implementazione del progetto di ricerca sviluppato dal Dipartimento su nuove tecniche fotobiologiche a basso impatto ambientale per il controllo della diffusione della zanzara tigre (Aedes albopictus), al quale il Comune di Cadoneghe da sempre rivolge grande interesse. L’obiettivo finale, dopo la chiusura della fase sperimentale, sarà quello di definire un protocollo ottimale di lotta alla zanzara tigre da estendere anche a privati e su tutto il territorio comunale, si presume che già dal prossimo anno. Nel frattempo i risultati della ricerca condotta a Cadoneghe sono stati presentati anche a livello internazionale, riscuotendo enorme interesse a livello accademico e scientifico. “Attualmente, il controllo degli insetti che trasmettono malattie infettive si basa generalmente sull’uso di composti chimici, che spesso provocano effetti dannosi all’ambiente e agli organismi – spiega

l’assessore comunale all’Ambiente, Michele Schiavo –. L’impiego di insetticidi a basso o nullo impatto ambientale, come si sta realizzando a Cadoneghe, rappresenta allora un traguardo e, allo stesso tempo, un nuovo punto di partenza, utile per scongiurare la scomparsa di specie animali

Collaborazione con l’Università per l’impiego di insetticidi a basso impatto ambientale e vegetali utili, e nel contempo debellare quelle nocive. Le sperimentazioni condotte dai professori Laura Guidolin e Giulio Jori e dal gruppo di ricerca del Laboratorio di Fotobiologia Ambientale e Medica sulle aree ortive del nostro territorio sono giunte alla fase finale. Dati gli ottimi riscontri, saranno presto possibili estese applicazioni, che illustreremo nel dettaglio ai cittadini con appositi incontri pubblici e materiale divulgativo: tutti potranno collaborare a rendere l’ambiente libero dalla zanzara tigre”. N.M.


Vigodarzere 13 Trasporto Pubblico Manifestazione del Partito Democratico

“Metropolitana utile per i nostri cittadini” di Nicoletta Masetto

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ogliamo la metropolitana di superficie”. A chiederlo ufficialmente il Partito Democratico che, nei giorni scorsi, ha promosso una marcia. Una manifestazione pacifica che la pioggia non ha fermato snodatasi lungo via Roma, in direzione della stazione di Vigodarzere. La richiesta è stata rivolta alla Regione perchè attui la metropolitana di superficie da anni sulla carta. A sfilare c’erano i rappresentanti, iscritti e simpatizzanti dei i circoli di Cadoneghe, Vigonza e di Vigodarzere, uniti nella richiesta e vicini nei territori che sarebbero serviti dal sistema ferroviario che unirebbe velocemente i tre Comuni a Padova, evitando così traffico, code e paralisi del trasporto. Il progetto di metropolitana di superficie prevede il collegamento dia Venezia con Padova e Treviso. Per tale ragione, negli anni scorsi, sono stati eliminati molti dei passaggi a livello esistenti a raso sul territorio, realizzando sottopassi e sovrappassi. Secondo il progetto sono previsti treni ogni 15 minuti

Previsti treni ogni 15 minuti per Padova ogni 20 per Treviso, 30 per Castelfranco per Padova, ogni venti per Treviso e ogni mezz’ora per Castelfranco. “Chiediamo che la Regione mantenga ciò che ha promesso oltre dieci anni fa - ha detto Daniele Giuffrida, segretario del Pd di Vigodarzere-; e, soprattutto che, il Sistema ferroviario metropolitano regionale sia avviato. Nell’ambito del progetto della Sfmr la stazione di Vigodarzere sarebbe una delle fermate. Ciò consentirebbe di eliminare, finalmente, il traffico nel nodo di Castagnara, si tratta per lo più delle migliaia di pendolari che in auto devono raggiungere la città. Se la metropolitana di superficie fosse operativa in molti potrebbero optare per questo tipo di trasporto che consentirebbe di raggiungere in cinque minuti la stazione di Padova con treni che dovrebbero avere una frequenza di almeno un quarto d’ora uno dall’altro”. Secondo il Partito Democratico, inoltre, ciò consentirebbe di rivedere a 360 gradi l’intero assetto della mobilità locale. Ad esempio, l’attuale ponte ferroviario potrebbe essere riservato solo al transito delle automobili. In questo modo si potrebbe così realizzare un nuovo accesso alla città alternativo a Castagnara. Se così fosse, ovviamente, bisognerebbe realizzare un ponte ferroviario nuovo. Nella battaglia per vedere finalmente realizzata la metropolitana di superficie, promessa da anni, si è unito anche il Comune di Cadoneghe con una richiesta specificamente legata al proprio territorio. “Il Comune di Cadoneghe, da almeno dodici

Vigodarzere, Cadoneghe e Vigonza uniti nel chiedere il servizio da anni sulla carta

I manifestanti davanti alla stazione ferroviaria di Vigodarzere per chiedere la metropolitana di superficie

“Queste grandi incompiute sono la conferma della scarsa attenzione per il territorio” anni, è compreso tra due fermate metropolitane - afferma il sindaco Mirco Gastaldon - : si tratta di quella di Vigodarzere e quella di Busa di Vigonza (ancora chiusa). Entrambe ben potrebbero servire il territorio di Padova nord, oltre al nostro Comune, in direzione di Venezia e di Castelfranco. Queste incompiute sono la conferma della scarsaa attenzione dedicata all’utenza del trasporto pubblico e all’incentivazione del trasporto privato, sempre più intasato. Un paradigma di sviluppo che oramai è superato”.

POLEMICA Residente a Vigodarzere

multe contestate lungo la sr 308

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e multe elevate sarebbero almeno 4000. La causa? Eccesso di velocità, vale a dire aver superato i 90 chilometri orari davanti all’autovelox lungo la regionale 308 del Santo a Cadoneghe, in direzione di Castelfranco. L’Unione dei Comuni del Medio Brenta non ha sospeso l’emissione delle contravvenzioni in maniera precauzionale, nonostante un residente di Vigodarzere, Carlo Vanin, avesse posto un dubbio sul corretto posizionamento dell’autovelox lungo la regionale. A detta di Vanin il posizionamento sarebbe stato illegittimo, tanto quanto le multe elevate da metà dicembre a fine marzo. Si tratterebbe di un autovelox posizionato con il parere positivo della Prefettura, per cercare di far correre gli automobilisti entro i limiti ed evitare gli incidenti gravi che hanno visto quel tratto di strada protagonista di scontri e uscite anche mortali. Vanin sostiene che il suo posizionamento in quel punto non rispetterebbe la circolare ministeriale che riporta le distanze precise degli autovelox dai cartelli che indicano la velocità e che deve essere di almeno un chilometro. Quello, invece, sarebbe stato collocato a 900 metri appena. N.M.


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VIAGGIO IN

PROVINCIA

I servizi a Padova e Provincia La difficile partita della fusione fra società

PADOVA

Trasporto pubblico una “rivoluzione” a metà

Alcune linee BusItalia si fermeranno al capolinea del tram alla Guizza e a Pontevigodarzere

Spicca la novità: alcune corse di Busitalia non arriveranno in centro ma al capolinea del tram di Martina Celegato

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ta diventando sempre più realtà la fusione dei trasporti locali ed extra provinciali della Provincia di Padova. E’ datata 29 gennaio 2013 infatti la lettera d’intenti che mira a creare una partnership tra i vari enti ed aziende che si occupano dei servizi di trasporto e che ha visto coinvolti i sindaci di Padova, Venezia e l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato Italiano e alcune settimane fa si è tenuto l’incontro che ha definito le varie operazioni e le tempistiche che andranno a scandire le fasi dell’accorpamento tra Actv, Aps e Busitalia. Ultime importanti novità sono arrivate ad aprile quando è stato ufficializzato il fatto che molti degli autobus di Busitalia (ex Sita) non arriveranno più in centro ma si fermeranno al capolinea del tram che aumenterà la frequenza delle corse da 8 a 5 minuti. Una prima importante conseguenza della fusione che andrà a coinvolgere tutte le tratte dei bus, sia quelle che provengono dal nord della provincia che quelle che provengono dal sud. In definitiva tutte le corse che attualmente partono dai capolinea di Candiana, Agna e Bagnoli di Sopra non arriveranno più al capolinea vicino alla stazione ma si fermeranno al capolinea del tram situato a pochi metri dalla tangenziale al quartiere Guizza così come le corse provenienti da Trebaseleghe, Tombolo e Galliera si fermeranno al capolinea di Pontevigodarzere. Per sopperire all’inevitabile disagio che questo cambia-

mento porterà nella quotidianità dei viaggiatori verrà anche ta, un netto miglioramento della qualità a bordo e a terra.” introdotto il biglietto integrato, che molto probabilmente Con un successivo incentivo a coinvolgere anche le provincie prenderà il nome da altre realtà simili esistenti in Italia limitrofe come Treviso e Rovigo (che già sarà coinvolta nel come Napoli e tutta la regione Campania, che si chiamerà progetto in un secondo momento). Per quanto riguarda le tempistiche l’accorpamento l’o“Padova Unico”. Tale biglietto sarà disponibile, ovviamente con fasce di prezzo diverse, in varie tipologie di durata che peratività del progetto dovrebbe svilupparsi attraverso due step, che andranno quindi a scandire spazieranno dai 90 ai 140 minuti, per anche a livello temporale le varie fasi supplire a tutte le necessità di sposta- I sindacati sono del passaggio. Il primo step dovrebbe mento. Grande è il dubbio sull’effetti- favorevoli ad portare entro luglio alla fusione fra Aps va efficienza e capacità di affrontare una fusione il grande flusso di pendolari che ogni a patto che porti e Busitalia mentre il secondo step vedrà la fusione fra questa nuova realtà giorno si recano in città, sia lavoratori vere migliorie e Avm e verrà realizzato secondo le che studenti, da parte del tram, che già ad oggi, solo con gli spostamenti cittadini viaggia sempre ipotesi entro fine 2013. Secondo le ipotesi delle autorità pieno e a poco sono servite le rassicurazioni da parte delle coinvolte questa fusione dovrebbe portare ad una comistituzioni sull’aumento della frequenza senza contare l’ef- petitività a livello nazionale dei trasporti pubblici e la loro fettivo disagio che questa scelta porterà a livello di tempo di gestione proprio perché andrà a coinvolgere delle realtà raggiungimento del punto preciso in città. già molto importanti che collegano zone strategiche per il Fin dalla sottoscrizione della lettera di intenti i sindacati tessuto industriale e imprenditoriale del Veneto. L’obiettivo territoriali si sono dimostrati favorevoli alla fusione “purché è sicuramente quello di una maggiore efficienza, obiettivo porti degli effettivi miglioramenti”. Dalla lettera ufficiale irrinunciabile vista la quantità di persone che sempre più diramata in merito dalle segreterie provinciali dei maggio- scelgono di spostarsi con autobus e tram anziché con l’auto ri sindacati si legge infatti “Riteniamo che l’integrazione propria e quelle che da anni subiscono disagi a causa del acqua-gomma-ferro, servizi urbani ed extraurbani possa con- cattivo funzionamento dei mezzi e della loro mancata insentire l’efficienza del servizio, il potenziamento dell’offer- terconnessione.

l’IMPRENDITORIA FEMMINIlE PARlA CON Il TABlET, SEMINARI FINO A gIUgNO

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stato presentato durante l’ultima edizione dello Smau a Padova il programma formativo roadshow di If, ossia il Comitato Imprenditoria Femminile della Camera di Commercio di Padova, partito lo scorso 17 aprile che mira ad una formazione trasversale per utilizzare al meglio gli strumenti di comunicazione digitale e che prende il nome di “i-Economy- new media per il business”. Stefania Brogin, presidente di IF ha spiegato come “il nostro road show sulla I-Economy, l’economia basata su tablet e smartphone che sta diventando cruciale, è la nostra attività formativa di punta per il 2013. Le oltre 100 imprenditrici che hanno partecipato al 1°incontro testimoniano che l’argomento è sentito e che siamo in sintonia con ciò che chiedono le imprenditrici oggi”. Il programma formativo in itinere, visto che i vari incontri non avranno

un’unica sede ma si sposteranno di volta in volta andando a coinvolgere le varie sedi locali, presenta un calendario di 8 incontri in ognuno dei quali verrà trattato un tema di attualità e aiuterà comprendere al meglio delle tematiche e tecnologie sempre più indispensabili per essere competutivi nel mercato e all’avanguardia per la propria proposta commerciale. Dall’utilizzo dei Social Network per lavoro, fino all’uso dell’Ipad e dell’Iphone come strumenti di business, tutte le tematiche verranno sviscerate tenendo però sempre in primo piano le peculiarità della zona in cui si opera e si lavora. Dopo il primo incontro tenutosi il 17 marzo i seminari si articoleranno con cadenza settimanale per concludersi il 19 giugno, incontro di chiusura, in cui verranno analizzate le potenzialità dell’Ipad nelle reti di vendita. M.C.

Confesercenti Padova

crollano i conSumi negozi in affanno

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l primo problema è quello del crollo dei consumi, dichiara il Presidente di Confesercenti Padova Nicola Rossi: tra tasse varie, aumento dei servizi e crisi occupazionale negli ultimi 5 anni ( dall’inizio della crisi) si sono persi quasi 20 punti percentuali nella capacità di spesa delle famiglie padovane. Il secondo problema è lo strapotere dei colossi della grande distribuzione, continua Rossi, non solo si è riempito (con la compiacenza di tanti sindaci) il territorio di mega centri commerciali, di ipermercati e di outlet ma nel 2012 per completare l’opera si è regalato alla grande distribuzione la deregolamentazione degli orari di apertura con il risultato di avere ulteriormente impoverito il sistema commerciale del territorio. La sfida oggi non è più tra grande distribuzione e negozi ma bensì tra sistemi distributivi e ludici, tra centri commerciali e sistema città.


Spazi Spazi Aperti aperti 15 13 Luoghi da conoscere A Stroppare di Pozzonovo, nel cuore della bassa

Val Corba, il parco che aiuta a conoscere Negli ultimi 10 anni il parco si è reso disponibile per aiutare gli animali ma anche le persone di Fortunato Marinata

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l leone, poi l’antilope, lo struzzo e l’ippopotamo a meno dietro un vetro garantendo la massima discrezione nel farsi di non trovarci in Africa, ci troviamo dentro ad uno zoo. vedere e dagli animali nell’essere visti. Se qualcuno di loro Quest’ultima è la risposta giusta è oltre a questi animali mancherà all’appuntamento con il visitatore, non è un limite ce ne sono molti altri al parco faunistico Val Corba di Poz- del parco è invece un diritto che deve essere riconosciuto zonovo nel cuore delle Bassa Padovana ma non si tratta di agli amici ospitati nel parco: “Anche loro – spiegano gli acuno zoo. I proprietari ci tengono a precisare che non si tratta compagnatori - possono andare incontro a forme di stress come accade alle star o ai vip condi un’esposizione di animali, il parco tinuamente inseguite dai fotografi. faunistico è invece uno strumento 200.000 metri Quindi innanzi tutto il parco informa nato per insegnare il rispetto della quadrati, del rispetto necessario nell’approcciarnatura in tutte le sue forme. I lavori 220 animali si agli animali, con l’auspicio che quenecessari per fornire una un habitat il di circa 70 sto possa trasformarsi nella consapepiù possibile confortevole per le spe- specie diverse volezza che il futuro della “natura” cie ospitate sono durati ben 10 anni, i ricoveri, i recinti gli spazi sono stati pensati e progettati dipende esclusivamente dai nostri piccoli gesti quotidiani. appositamente per ogni una di esse. E dal 2000, quando Del resto all’interno dei 200.000 metri quadrati del parco e sono stati aperti i cancelli del parco ai visitatori, ogni angolo tra i 220 animali, di circa 70 specie diverse, ospitati, l’occaallestito ha cominciato a vivere in simbiosi con la campagna sione di un incontro davvero esclusivo si propone di certo. La circostante. Il verde è il colore predominante, la fauna non è proposta del parco, ovviamente, è rivolta alle famiglie con il solo aspetto al quale si è dato risalto, grande spazio è stato attività didattiche rivolte ai più piccoli per far conoscere loro dato alla flora incorniciando il percorso con alberi e piante tutte le curiosità del mondo animale e l’importanza della che garantiscono la privacy anche agli stessi animali. Non ci biodiversità. Anche per le scuole sono a disposizione pacsono gabbie, ci sono spazi ai quali e possibile affacciarsi da chetti didattici, legati a diversi temi, comprensivi di percorsi

TERRITORIO PER AZIONI IDEE gIOvANI

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n polmone verde per riqualificare l’area ospedaliera di Padova in vista del suo trasferimento, un veicolo elettrico autoguidato capace di rivoluzionare la mobilità, una comunicazione fresca e accattivante per valorizzare l’area naturale Palazzina a Pieve di Curtarolo. Sono i tre progetti vincitori della sesta edizione del Concorso di idee “Territorio per Azioni” promosso da Confindustria Padova e Camera di Commercio di Padova, nato per stimolare la partecipazione attiva di studenti universitari e professionisti alla valorizzazione del territorio, elaborando modelli di sviluppo innovativi ed eco-sostenibili. Progetti fattibili, corredati di planimetrie e piani di lavoro dettagliati, a disposizione di enti e istituzioni. Sedici i lavori presentati dai team composti da 40 studenti dell’Ateneo di Padova (Dipartimento di ingegneria civile, edile e ambientale - DICEA), dello IUAV di Venezia (facoltà di architettura e design), dell’istituto di formazione superiore Irigem di Rosà (Vi) e da 37 studi di architettura. Entusiasta per la qualità dei progetti Enrico Berto, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Padova: “Si tratta di soluzioni originali, creative e fattibili che partono dai veri fabbisogni delle comunità. Con Territorio per Azioni sollecitiamo giovani e professionisti a mettere in circolo le idee e sentirsi parte attiva nel progettare il futuro del territorio in chiave sostenibile. I loro progetti dettagliati sono da oggi a disposizione di enti e amministrazioni, pronti per essere adottati, segno di una progettazione partecipata che le imprese vogliono

Le classi in visita e alcuni degli animali ospitati nel parco di Stroppare di Pozzonovo educativi e laboratori che consentono l’osservazione ma anche la possibilità di maneggiare reperti animali, giocare in modo creativo in modo da entrare in contatto con il mondo naturale nel modo più adeguato possibile per un bambino. Insomma si tratta di una risorsa per il territorio e di una risorsa anche per gli animali. Qualche anno fa infatti, qualcuno ricorderà l’episodio del quale ne parlò anche Striscia la notizia, vennero sequestrati alla mafia una leopardo e una pantera tenuti in condizioni a dir poco tragiche, bene: i due felini hanno trovato casa qui e oggi si sono completamente ristabiliti. “Nessuno ci ringraziò per quel gesto – spiega il proprietario del parco Andrea Mazzonetti – noi ci speravamo ma è andata così”. Parlare di aiuto agli animali, tuttavia, per la famiglia Mazzonetti potrebbe risultare riduttivo, certo in anni passati ha aderito a progetti per la salvaguardia dell’orso marsicano ma oggi è impegnata a sostenere an-

che le persone meno fortunate. “Qualche anno fa – spiega Andrea – abbiamo conosciuto un Padre Canossiano, si chiama Pierantonio Valente, e da alcuni anni è in India (Vasai) e segue un progetto (denominato ASHADEEP) per aiutare i bambini del luogo a studiare. Lui dice che lì c’è “fame di scuola” e noi siamo qui a pensare su come rendere piacevoli ed educative la gite scolastiche dei nostri bambini. Noi non siamo un ente caritatevole, non ci occupiamo di volontariato e non raccogliamo fondi, ma una mano al nostro caro amico Pierantonio (e ai suoi amici indiani) ci è parso giusto darla darla. Da allora terremo una corrispondenza con Pierantonio e pubblicheremo le sue mail, le foto e tutto il materiale che ci viene inviato in modo da rendere noto il suo progetto alle scolaresche, con l’auspicio di far riflettere anche i più giovani che spesso considerano la scuola come un peso e non come un’opportunità”.

OGGI BAMBINA... DOMANI INFERMIERA Investire nei bambini di oggi è il miglior modo per costruire un domani di giustizia e benessere condiviso.

Enrico Berto: “Soluzioni fattibili e originali, giovani mettono in circolo iniziative vincenti” incoraggiare”. Per la categoria “progettare il territorio” ha vinto il progetto “Padova: un nuovo polmone verde” realizzato da Ilaria Fantin, 24 anni di Cittadella, Giovanna Marchioro, 25 anni di Dolo, Angela Martini e Silvia Tarallo, 24 anni di Padova. Le studentesse, al quinto anno di ingegneria edile-architettura all’Università di Padova, hanno valorizzato l’attuale area ospedaliera di Padova in vista del prossimo trasferimento. Al centro una “Green Belt” che segue il perimetro della città per un museo di Padova all’aria aperta. La proposta è creare un “polmone verde” con 5 macroaree La riqualificazione prevede una nuova linea di metrobus.

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16 Mondo scuola

Mondo scuola 15

Viaggi di istruzione Quasi il 20% in meno gli studenti coinvolti

Costi e crisi cancellano le gite dal calendario Anche le scuole padovane preferiscono mete “casalinghe”, meglio se nell’arco della giornata di Martina Celegato

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a crisi entra fra i corridoi scolastici non tato un ottimo momento di socializzazione solo per essere analizzata e studiata e cultura, un diversivo alla vita di classe e ma anche a livello concreto. Su scala alla formazione tradizionale. Come si è arnazionale moltissimi saranno gli alunni delle rivati quindi a questa drastica situazione? Sicuramente le cause che hanno porscuole superiori che non partiranno per le tato alla scelta di non gite scolastiche e in aderire o addirittura molte scuole addirittu- Sempre di più non proporre le gite ra si sono eliminate le le famiglie che scolastiche sono di diuscite dalla classe per non si possono versa natura e vanno evitare discriminazioni permettere una e per scarsa partecipa- spesa troppo alta ricercate sia all’interno della situazione socio zione a causa dei costi economica che stiamo vivendo sia al particoelevati. Da quello che emerge dallo studio lare ambito dell’istruzione e dei docenti che dell’Osservatorio Turistico del Touring Club vi operano. La crisi ha portato le famiglie a Italiano quest’anno nemmeno uno studente non poter più affrontare una spesa così alta, su tre partirà con la classe, ben un 20% in innalzatasi anche in seguito al rincaro dei meno rispetto a ai 930mila che sono partiti viaggi di studio, motivi per cui molte scuonel corso dell’anno scolastico 2011/2012. le hanno deciso di non proporre più viaggi Le gite scolastiche hanno sempre rappresen- all’estero o prettamente ludici ovviando su

Una scolaresca in gita a Venezia, una delle mete più gettonate perché richiedere appena un giorno e una spesa contenuta scampagnate ed escursioni naturalistiche, in nibili spingendo alcuni istituti a eliminare le uscite del tutto o a orientarsi, come già visto molti casi anche in giornata. A Padova e provincia molte sono le verso destinazioni raggiungibili in giornata e classi che hanno scelto i Colli Euganei o senza necessità di pernottamenti o pasti fuoescursioni all’Orto Botanico e Musei citta- ri. I costi per una gita scolastica sono senza dubbio impattanti per dini, tagliando quindi le famiglie, come del le spese sia per il per- Gli insegnanti resto lo sono sempre nottamento che per lo scelgono i Colli Euganei, oppure stati, anche se in tempi spostamento. di crisi questa spesa La seconda causa i musei cittadini che ha portato a que- e l’Orto Botanico sembra inaffrontabile, sta situazione è invece in particolar modo per da ricercarsi, come segnala sempre la ricer- le uscite di più giorni che sono sempre state ca del Touring club, fra i docenti che non prerogativa delle quarte e quinte classi delle si vedono più riconosciuta l’indennità per le scuole superiori. uscite con i ragazzi. La mancanza di questo Cinque o sei giorni fuori porta possono incentivo e la pesante responsabilità e stress costare ad alunno fino a 400 euro e se a a cui i docenti vengono sottoposti durante le questi si aggiungono le spese di equipaggiauscite scolastiche ha fatto crescere a dismi- mento, a volte considerevoli per escursioni sura i docenti che non si rendono più dispo- sulla neve o soggiorni sportivi, la gita può

venire a costare fino a 700-800 euro ad alunno. Per molte destinazioni inoltre l’utilizzo dell’aereo è fondamentale, e l’incertezza vigente fino all’ultimo costringe ad acquistare biglietti costosi ai quali si devono aggiungere i costi di bagaglio e navetta per raggiungere l’hotel. Per le poche classi che riescono ad organizzare la gita all’estero cambiano quindi le destinazioni: se fino a pochi anni fa’ Londra e Barcellona erano il sogno degli studenti delle scuole superiori padovane il rincaro dei prezzi, fra i 400 e 500 euro ad alunno per cinque giorni, ha fatto tornare in voga negli ultimi due anni mete più vicine e raggiungibili in pullman come Praga e Berlino che ad una stima finale arrivano a costare anche 100-150 euro in meno ad alunno e sono molto meno costose per vitto e alloggio.


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16 Il personaggio

Personaggio 21

Musica Intervista a Nicola Zampieri, leader delle “Anime in Plexiglass”, la band conta oltre 800 concerti

Quando il “live” diventa consapevolezza di Martina Celegato

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on 11 anni su e giù dai palchi, 800 concerti all’attivo le Anime in Plexiglass sono leader indiscussi delle cover band locali e continuano a spopolare come e più degli esordi. Grande passione, la testa ben salda per terra e un cantante che nella voce supera l’originale: Nicola Zampieri. La band nasce da una vecchia promessa fra amici. Da dove nasce invece la tua passione per le performance live? “La passione nasce dal live stesso. Da timido all’inizio significava dovermi vergognare come un cane e affrontare complimenti ma anche giudizi e critiche. Fortunatamente la prima cosa che ti arriva addosso sul palco è “godimento allo stato puro”, che con adrenalina e autostima formano una vera e propria droga e quando smetti devi fare i conti con la crisi d’astinenza che è sempre una gran battaglia. Insomma...questa passione non è altro che la consapevolezza di star bene là mentre fai quello che ami fare. Noi, prima di essere componenti di un gruppo, siamo persone che si vogliono parecchio bene tra di loro e questo è molto importante...altrimenti i problemi li porti inevitabilmente sul palco. Quando ci divertiamo tra di noi, si diverte anche il pubblico ed escono belle serate”.

Spopolate ormai da più di 10 anni, come te lo spieghi? “Eh...sinceramente non me la so spiegare, anche se ci provo. Credo derivi dal fatto che lo facciamo come passione e dalla scelta di un cantautore molto amato e presente. Spero duri il più possibile, ma credo viaggi in parallelo con la nostra voglia di divertirci e con la presenza di Ligabue. Quando si è in ascesa è tutto bello, poi arriva la discesa, per ora vivo bene il periodo. Sicuramente ci sono stati miglioramenti sia a livello tecnico e musicale, ci siamo impegnati mettendo del nostro meglio, che scenico, in particolare dopo l’arrivo di Mauro Cattelani al basso, due anni fa, che ha portato uno scossone scenografico e artistico”. Come influisce questo successo nella quotidianità? “Non passi inosservato ma le persone si limitano a salutarti e chiederti dei concerti. Mi è capitata la richiesta di fare una foto e lì sinceramente sono diventato di tutti i colori, non ne sono abituato. Non siamo vip siamo semplicemente musicisti locali....tutto qui! Per il resto, tutto è com’è sempre stato!” Come conciliate lavoro e musica? Come vi preparate?

“Ci prepariamo prima di ogni stagione, con prove prima dell’inverno e dell’estate. Poi smettiamo e le prove le facciamo nei live. Di noi 5 persone su 6 hanno un lavoro che non c’entra con la musica. Beviamo tanti caffè... e dormiamo quando possiamo. Finché il fisico tiene....avanti sempre!”. Hai mai pensato di dedicarti solo ed esclusivamente alla musica? “Finché posso tengo la musica come passione, anche perché è ..di un altro artista!”. Ci sarà un seguito alla tua esperienza da cantautore? “Due anni fa ho inciso un demo con tre miei brani, prodotti e arrangiati con Max Cottafavi e suonati da un gruppo di musicisti scelti da me, alcuni delle Anime e altri no. Una bella squadra che non intendo cambiare e che mi ha dato molte soddisfazioni. In quei brani ho messo la mia voce originale, quella che nessuno sente con le Anime. Ora continuo a scrivere e produrre canzoni, molto presto uscirò con altri brani inediti, alcuni di quest’ ultimo anno e altri un po’ più vecchiotti”. Qual è il concerto che ha dato il via al vostro successo? Quello che ricordi con

più piacere? Quello che invece non ti è proprio piaciuto? “Il concerto che ha dato il via a tutto è stato senza dubbio quello del 3 luglio 2003 ad Arre, quella sera ho effettivamente capito che stavo facendo una cosa che amavo fare, che avrei voluto farla per sempre e mi ha anche sfiorato il pensiero di sentirmi molto fortunato. Sono tanti i concerti che ricordo con piacere, ma le prime serate passate con i musicisti di Ligabue siano state speciali. Ci sono stati concerti che non ricordo con piacere ma quasi sempre per colpa nostra e non di altri.” Se dovessi dare un nome, chi sarebbe la persona che maggiormente vi ha sostenuto quando ancora non eravate così noti? “Sai, una delle cose più belle per uno che fa questo “mestiere”, è conoscere un sacco di belle persone che viaggiano con te per un po’ poi le perdi e ne trovi delle altre. Ma è l’ordine naturale delle cose, ci sono situazioni che ti appassionano e le vivi finché non si consuma qualcosa. Poi ci sono quelli che non demordono, che stringono con te una sincera amicizia e vengono a vederti. Potrei fare più di un nome a partire dai miei

Nicola Zampieri genitori e da chi ha sempre messo il cuore per noi ossia Enrico Zatta più volte ospite sul palco nelle vesti di “Mario” il barista”. Che ne pensi dei reality musicali? Hai mai pensato di partecipare? “Semplicemente le cose cambiano e si evolvono. Ero un po’ scettico sui programmi tv che ti fanno diventare famoso prima di dimostrare cosa sai fare. Da sempre sono fan di chi bussa alle porte con i demo in mano ma purtroppo quei tempi sono passati. Pazienza....ci si adatterà!”.


22 Cultura provinciale

Cultura provinciale 17 18

LO S PORT in PR I grandi della scultura a Padova L’esposizione Dal primo giugno al 20 agosto la città ospita le opere di due grandi artisti contemporanei

appuntamenti

volleY Colloquio inedito tra le opere di Novello Finotti, veronese, e’ matematico, e quellela Serie d È una realtÀ per l’aSd arre del coreano Kim Yuong-Won

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eventi e moStre

che pesano oltre una tonnellata, mentre alcune sono alte oltre i due metri. Non sarà perciò difficile trovarsi faccia a faccia con l’arte di Finotti e Kim Young- Won, che con la sua imponente eleganza abbraccia Padova nei siti di maggior interesse culturale. Il punto di partenza del percorso artistico sarà in via VIII Febbraio, davanti al Municipio, dove si potranno ammirare le prime sculture. Poi si proseguirà con una camminata di una decina di minuti per arrivare all’altro snodo della mostra: i musei civici di piazza Eremitani e gli spazi circostanti vicini alla Cappella affrescata da Giotto. Le sculture saranno collocate nei giardini e nel chiostro del museo, oltre che all’interno del vicino Palazzo Zuckermann. Una sezione della mostra troverà collocazione nella Galleria d’arte La Teca, all’interno della quale verranno esposte circa venti opere - marmi e bronzi - di piccola dimensione. Filo rosso di questo percorso saranno i temi della vita e del movimento, declinati da Finotti e Kim Young -Won, attraverso i loro personali linguaggi, che guideranno il visitatore attraverso una a cura di Laura Organte

GRANDE MUSICA IN MACELLO Dura fino al 13 giugno al seconda edizione del Macello Festival. Il festival sarà animato anche quest’anno da performance musicali di grande livello nazionale e internazionale che non mancheranno di realizzare il tutto esaurito. Tra i nomi di maggior spicco l’islandese Ólafur Arnalds, i Diaframma, con i Litfiba una delle band più note della new wave italiana e il duo statunitense A Hawk and a Hacksaw. La manifestazione è organizzata da La mela di Newton in collaborazione con Pulse e Movement, e realizzata con il contributo e l’attiva partecipazione dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova.

CHIARA GALIAZZO A PIAZZOLA Sarà a Piazzola sul Brenta la prima vera esibizione live di Chiara Galiazzo, che sarà sul prestigioso palco dell’Hydrogen Festival sabato 29 giugno. L’artista padovana si è imposta, dopo X-Factor, non solo per la sua voce straordinaria, che le è valsa la benedizione di Mina e di Ornella Vanoni, ma anche per una personalità semplice e spontanea, che l’ha resa sin dall’inizio un personaggio amato dal pubblico. Chiara farà pochi concerti in Italia, forse solo 5, come una grande star. Non poteva ovviamente mancare Padova, sua città natale, dove la Galiazzo terrà un concerto speciale.

CANTIERE D’ARTE AMBIENTALE Torna anche quest’anno, dal 26 maggio 23 giugno all’Ex Macello di via Cornaro, l’appuntamento con la manifestazione eco-sostenibile “Riciclarti cantiere d’arte ambientale”, un contenitore artistico e culturale che promuove un dialogo fra l’uomo e l’ambiente attraverso l’arte contemporanea e il design. Per l’edizione del 2013 l’evento diventa Biennale Internazionale affermando sempre di più la sua importanza a livello sociale e culturale.

Le “Lu

Palazzo Zuckermann

di laura Organte ’arte come linguaggio universale, che consente l’incontro e il dialogo tra culture e sensibilità diverse. A partire dal 1 giugno e fino al 20 agosto, Padova sarà teatro del colloquio inedito tra due maestri della scultura contemporanea, che animerà diversi spazi cittadini: le opere di Novello Finotti, artista italiano, originario di Verona, costituiranno assieme a quelle di Kim Young Won, scultore coreano, il materiale espositivo che darà vita alla mostra “Scultori a confronto nella città di Padova”, organizzata dall’assessorato alla Cultura del Comune di Padova - Musei Civici, con il patrocinio dell’Ambasciata della Repubblica di Corea e della Regione del Veneto. Una mostra diffusa, che si articolerà lungo un percorso all’aperto tra le bellezze cittadine, generando una sorta di scambio e fusione tra l’opera e il luogo che la ospita. Le sculture esposte saranno quaranta in totale, tra quelle di grandi dimensioni collocate soprattutto all’esterno e altre più piccole che troveranno collocazione negli spazi per esposizioni temporanee di Palazzo Zuckermann. Ci sono opere

Pallacanestro femmin

di Nicola Cesaro

Allo Zuckermann incontro arte-cultura e Lupe nella storia. Il Fila San

L

di Lupari è la prima squadra l giovedì il rito padovano a partecipare si trasferiscealla serie A/1, il a Palazzo Zuckermann, campionato dove incontra della pallacanestro fem attendo con un perentorio 3-0 la Casual volley, dentro alla magica atmosfera l’arte del e lapacultura. Quattro squadra percorsi allenata da coach Larry A lazzetto dello sport di Bagnoli, assiepato in ogni ordine di posto, lAsdtematici Volley Arre guidati ha consentiranno ha guadagnato alla la massima serie conquistato matematicamente la promozione in serie “D”. “Siamo felici cittadinanza e orgogliosi di scoprirela altrettante sfida playoff sezioni di A/2 contro il S – ha detto il presidente Matteo D’Anna – coroniamo un sogno e ora possiamo delle raccolte dire cheartistichelano. e numismatiche La storica promozione è arriv grazie al volley abbiamo fatto sognare tante persone che con la loro presenza conservate ci hanno in questa sede un campionato dei Musei trionfale, che ha vist regalato una cornice da grandi palcoscenici”. La neopromossa società nasce Civici.nel Al 2008termine dellechiudere visite verrà la stagione offerto regolare al sec 2009 da una collaborazione tra il volley Arre del presidente D’Anna e Asd Giovani un aperitivo. 2000 Ildiprimo appuntamento sto (dietro la corazzata è dell’Uma Bagnoli presieduto da Luisa Bozza. Il sodalizio è cresciuto con il contributo digiovedì Renato23Zanin, maggio: Elisabetta Venezia, Gastaldi l’altra promossa del gi titolare della ZR impianti e grazie alla forte volontà, di dare voce a questa guiderà società, i visitatori da attraverso eliminarel’evoluzione poi ai playoff l’Interclub parte degli assessorati allo sport di Arre e Bagnoli. Una sinergia vincente del chemobilio ha formato dal Medioevo il Delser all’Ottocento. Udine. L’epilogo finale con un gruppo eccezionale, spinto dalla grande competenza e professionalità Giovedì del tecnico 30Luca maggio sarà ghine la volta si è concluso delle con la doppia v Traversi che ha scritto una pagina indelebile nella storia del volley della bassa operePadovana. di Pietro Magni Fila, nella70-62 collezione in casa (dopo due tem Presidente Matteo D’Anna; presidente Giovani 2000 Luisa Bozza; vice presidente del Museo Roberto Bottacin, illustrate mentari)dae 56-62 Valeriaal PalaGiordani d Banzato; segretario Elia Ruzzarin; consiglieri: Gloria Barbato, Anna Barbierato, Vettorato. Eleonora Gli ultimi due Come appuntamenti, già ribadito, è la prima volta Le opere di Finotti e di Young Won nella Bianzale, Monia Sguotti, Davidelocandina Gomiero. Glidella atleti: mostra Luca Vegro, Stefano giovedì Sattin,7 Paolo e 14 giugno,padovana sarannomette dedicati il piede in serie A/ riscoperta della città comeRoncon, luogo dell’interiorità. “Shadow e shadow” e “Gravity Nongravity Costa, Riccardo Gregolin, Nicola Siviero, Mattia Voltan, Massimiliano rispettivamente Alessandro ai gioielli nei fasti delledella collezioni palla a spicchi rosa pa Non a caso saranno Vino, esposte sculture che ”diNicola Kim Brunoro, Young- Won “Compenetrazioni” Paolo Marcheluzzo, DiegoalleGallocchio, Simone Berto, Trieste Mauro eManfrin, Sartori Piovene Thermal e al ritratto Abano nelle di Giorgio Leone e raccontano l’uomo e l’equilibrio tra esistenza “Anatomico cheBottaro. cammina” di Finotti, allenato Roberto Bosello si Davide Caldon, Francescoe Scalfari, Davide Allenatore Lucaper Traversi.monete rinascimentali’81 italiane. Un da pezzo Walter e aldilà: dalle varie sfaccettature del tema citarne alcune. accontentare della seconda serie n di storia Lotto che si racconta. L.O.

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A Padova fino al 30 giugno Quattro sezioni espositive in altrettante sedi

Quel filo rosso che unisce la città all’antico Egitto U

na mostra svela il nastro che unisce Padova e Rovigo all’antico Egitto: un nastro d’acqua che lega le terre venete al Nilo, un filo azzurro che apre le porte alla scoperta. A cura di Paola Zanovello ed Emanuele M. Ciampini, l’evento espositivo sarà visitabile fino al 30 giugno, e si articola in quattro sezioni per altrettante sedi: all’Orto Botanico sarà ospitata la sezione “Esplorando l’Egitto: viaggio nella cultura egizia”, mentre ai Musei Civici agli Eremitani si potrà visitare quella dedicata a “ Il Veneto e l’Egitto nell’antichità: relazione e scambi” e, al Pedrocchi, “L’Egittomania a Padova”. Al Museo dei Grandi Fiumi di Rovigo fino al 16 giugno sarà inoltre in esposizione la sezione “L’Egitto all’Accademia dei Concordi di Rovigo”. Con l’occasione verrà poi riallestita e sarà visitabile la sezione egizia del Museo di Scienze Archeologiche e d’Arte in palazzo Liviano , cui si aggiungerà una sezione dedicata a “Lo scavo e la ricerca archeologica patavina in Egitto”. La mostra rappresenta un’occasione unica per conoscere le tappe. Le modalità e i risultati di un’indagine scientifica sulle orme di uno studio realmente seguito da un’équipe di studiosi delle Università di Padova e Venezia nei diversi musei del nostro territorio, affiancati dal personale e dalle strutture della

Il frammento di un rilievo raffigurante un volto maschile Regione del Veneto. Nata dai primi interessi del padovano Belzoni, del rodigino Valsé Pantellini e dalle indagini condotte, all’inizio del Novecento, dal professor Carlo Anti dell’ateneo patavino, la ricerca continua oggi nell’ambito del progetto EgittoVeneto, coordinato dall’Università degli Studi di Padova (prof.ssa Paola Zanovello, Archeologia delle Province Romane) e dall’Università Ca’ Foscari di Venezia (prof. Emanuele Ciampini, Egittologia), che ha come fine la conoscenza e la progres-

siva valorizzazione dell’ingente patrimonio egittologico ed egittizzante conservato in Veneto. Egitto Veneto è sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo che lo ha selezionato fra i vincitori del “Bando Progetti di Eccellenza”. L’emozione della scoperta, l’attenzione verso il passato e la ricostruzione di un mondo perduto permetteranno quindi di far riaffiorare gli straordinari reperti dell’antica civiltà egiziana dall’ombra dei depositi ad una nuova luce. L.O.


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LO S PORT in PRIMO PIANO RIMO PIANO

nile Fila San Martino di Lupari prima padovana ad arrivarci volleY BASKET e’ PETRARCA matematico, VIGODARZERE la Serie d U 13

Pallacanestro femminile Fila San Martino di Lupari prima padovana ad arrivarci

upe” volano in A/1 Le “Lupe” volano in A/1

n Martino padovana massimo mminile. La Abignente vincendo Sanga Mivata dopo to le Lupe condo poana Reyer irone) ed Muggia e n le menevittoria del mpi suppledi Milano. a che una /1. Anche atavina, il il Padova dovettero nazionale.

È CAMPIONE una realtÀ PROVINCIALE per l’aSd arre

di Nicola Cesaro

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BL

a attendo squadracon under un perentorio 13 Petrarca 3-0Castagnara la Casual volley, Basketdentro ha conquistato alla magicailatmosfera titolo di campiodel panelazzetto provinciale dello 2013. sport diQuesto, Bagnoli,infatti, assiepato è stato in ogni lo starordinario ordine di posto, responso lAsd Volley delleArre “Final ha Four” conquistato che si sono matematicamente disputate il mese la promozione scorso al palazzetto in serie “D”.dello “Siamo Sportfelici dell’Arcella. e orgogliosi – haDopo dettouna il presidente meritata vittoria Matteonella D’Anna gara–dicoroniamo semifinaleundisputata sogno econtro ora possiamo l’under 13 direVigoche grazie darzere,al lavolley squadra abbiamo del Petrarca fatto sognare Castagnara, tante persone allenata che dal coach con la Marco, loro presenza è approdata ci hanno alla regalato finale contro una US cornice OrfeodaBasket. grandi Anche palcoscenici”. in quest’ultima La neopromossa occasionesocietà i ragazzi nasce di Cadoneghe nel 20082009 hanno da espresso una collaborazione una grande tra capacità il volley di Arre giocodelcollettivo presidente e un’invidiabile D’Anna e Asdprecisione Giovani 2000 nei tiri di PerBagnoli la società luparense del presidentissimo Valentina Erika Aleotti, Martina Sandalla lunetta. presieduto Il risultato da Luisa finale Bozza. di 49Il sodalizio a 42 ha èpremiato cresciutoilStoppa, con lavoro il contributo del collettivo, di Renato ma sopratZanin, dri,anno Lea diJagodic, Beatrice Mognon, Marianna Francesco Cordiano èscuola il coronamento un titolare tutto il progetto della ZR diimpianti ebasket grazieche alladi daforte qualche volontà, hadare spinto voce il Castagnara a questa società, Basket, da in Morao, Fassina, progetto che assessorati ha visto, traallo le altre cose, parte collaborazione degli con Petrarca sport Basket, di Arre alariportare evit-Bagnoli. qualche UnaGiulia trofeo sinergia invincente casa,Veronica ossia che alhaCarlan, Palasport formatoMaria Luisa eSbrissa, Gloria Artuso. Allenatore: toria dello scudetto Underspinto 17 e l’inserimento un Olofgruppo Palme eccezionale, di Cadoneghe. dalla grande competenza professionalità del tecnico Luca Gianluca Abignente. Vice: Francesco Nasato. nella prima cheuna oggi si è guadagnaTraversi chesquadra, Ora ha scritto i ragazzi dell’Under pagina indelebile 13 sononella attesi storia a prove del volley ancora della piùbassa importanti Padovana. con Presidente: Francesco Il basket rosa taPresidente la serie A,Matteo di numerose atlete cresciuteGiovani nelli attende rappresentative regionali. D’Anna; Ma, presidente soprattutto, 2000 Luisa un campionato Bozza; viceCordiano. élite presidente 2013-14 Roberto in cui padovano, inoltre, festeggia altro traguarvivaio. Su tutte capitana Valentina Stoppa, Banzato; transiteranno segretario ala Cadoneghe Elia Ruzzarin; squadreconsiglieri: blasonate Gloria e molto Barbato, seguite. Anna Segno Barbierato, che un la società Eleonora sta laèPallacanestro ha infatti staccache ha seguito il FilaSguotti, dalla serie alla A, e diIl progetto Bianzale, curando il settore Monia mini-basket Davide eCgiovanile. Gomiero. Glido: atleti: quello Luca Vegro, di dareCadelfa Stefano un seguito Sattin, anchePaolo alle to ilVoltan, pass le finali nazionali inAlessandro programma Alessia Cattapan. Roncon, squadre cadetti Riccardoe Gregolin, in prospettiva Nicolaa Siviero, squadreMattia juniores. Un per plauso Massimiliano meritato Costa, ai bravi ragazzi 10 alche 16Simone maggioBerto, a Mosciano Sant’Angelo Questo roster delle neopromosse: So-Diego Vino, under Paolo 13 eilun Marcheluzzo, apprezzamento Nicolaalla Brunoro, società e ai dal genitori Gallocchio, sostengono questo Mauro importante Manfrin, La importanti. squadra patavina è allenata da phia Costacurta, Sara Scappin, Maria Davide progetto Caldon, sportivoFrancesco ed educativo Scalfari, che Davide va Giulia ben Bottaro. oltre(Teramo). i risultati Allenatore pur Luca Traversi. Masetto Lotto Pegoraro, Marta Granzotto, Alessia Cattapan, Alberto Antonello eNicoletta MarcoWalter Volpato.

e Lupe nella storia. Il Fila San Martino di Lupari è la prima squadra padovana a partecipare alla serie A/1, il massimo campionato della pallacanestro femminile. La squadra allenata da coach Larry Abignente ha guadagnato la massima serie vincendo la sfida playoff di A/2 contro il Sanga Milano. La storica promozione è arrivata dopo un campionato trionfale, che ha visto le Lupe chiudere la stagione regolare al secondo posto (dietro la corazzata dell’Umana Reyer Venezia, l’altra promossa del girone) ed eliminare poi ai playoff l’Interclub Muggia e il Delser Udine. L’epilogo finale con le meneghine si è concluso con la doppia vittoria del Fila, 70-62 in casa (dopo due tempi supplementari) e 56-62 al PalaGiordani di Milano. Come già ribadito, è la prima volta che una padovana mette il piede in serie A/1. Anche nei fasti della palla a spicchi rosa patavina, il Thermal Abano di Giorgio Leone e il Padova ’81 allenato da Roberto Bosello si dovettero accontentare della seconda serie nazionale.

TENNIS TAvOlO. Duro allenamento per l’atleta diversamente abile

Valentina Stoppa, Erika Aleotti, Martina Sandri, Lea Jagodic, Beatrice Mognon, Marianna Morao, Giulia Fassina, Veronica Carlan, Maria Luisa Sbrissa, Gloria Artuso. Allenatore: Gianluca Abignente. Vice: Francesco Nasato. Presidente: Francesco Cordiano. Il basket rosa padovano, inoltre, festeggia un altro traguardo: la Pallacanestro Cadelfa ha infatti staccato il pass per le finali nazionali in programma dal 10 al 16 maggio a Mosciano Sant’Angelo (Teramo). La squadra patavina è allenata da Alberto Antonello e Marco Volpato.

TENNIS TAvOlO. Duro allenamento per l’atleta diversamente abile

andrea borgato di trionfo in trionfo Si prepara alla Sfida degli europei

andrea borgato di trionfo in trionfo Si prepara alla Sfida degli europei

E’

un’ascesa senza fine. Andrea Borgato, 40 anni, residente a Solesino, ha fatto l’abitudine al primo gradino del podio e anche nei campionati italiani assoluti di tennis tavolo per diversamente abili ha portato a casa una medaglia d’oro. Andrea, campione nazionale, porta il vessillo della bassa padovana. Primo in Italia, quarto in Europa e ottavo nel mondo. Uno di quelli che il ping pong ce l’ha nel sangue. Un gladiatore che affronta ogni sfida deciso a combattere fino all’ultimo istante. Negli ultimi campionati italiani, che si sono tenuti a Lignano Sabbiadoro in aprile, Andrea ha stravinto mettendo in mostra il meglio della sua forma, anche grazie ad una nuova tecnica di allenamento. Il campione, che normalmente si allena nella palestra dell’associazione H81 di Vicenza, ha aggiunto una giornata in più di allenamento in una palestra atestina per garantirsi una forma fisica migliore a vantaggio della lucidità durante le sfide ufficiali. Una strategia che ha già dato i suoi frutti vista la medaglia d’oro. “Ormai è da novembre che mi alleno 3 volte a settimana con regolarità e costanza – ha spiegato Andrea – A marzo avevo preso un bronzo in team con l’amico Marco Pizzurro e sapevo che avrei potuto fare bene a Lignano. E’ stata una sfida difficile, ma è servita anche a capire il mio attuale livello di preparazione”. Andrea ha disputato le olimpiadi portando il vessillo azzurro per il tennis tavolo, dove ha mancato per poco

Per la società luparense del presidentissimo Francesco Cordiano è il coronamento di un progetto che ha visto, tra le altre cose, la vittoria dello scudetto Under 17 e l’inserimento nella prima squadra, che oggi si è guadagnata la serie A, di numerose atlete cresciute nel vivaio. Su tutte la capitana Valentina Stoppa, che ha seguito il Fila dalla serie C alla A, e di Alessia Cattapan. Questo il roster delle neopromosse: Sophia Costacurta, Sara Scappin, Maria Giulia Pegoraro, Marta Granzotto, Alessia Cattapan,

E’

una medaglia. Ma ora la concentrazione è tutta puntata sugli europei. “A maggio ci sono i campionati open in Slovenia e Slovacchia propedeutici per la qualificazione ai mondiali 2014 di Pechino – ha continuato – Mentre a settembre ci saranno gli europei. Attualmente sono molto contento e sento di avere buonissime possibilità di farcela a piazzarmi bene”. Andrea è più che mai deciso ad ottenere risultati d’eccellenza. Un obiettivo possibile anche grazie a sessioni di allenamento molto dure: riscaldamento con qualche scambio e poi schemi di partita. Acasa continua con un po’ di lavoro ai pesi elastici, bastoni di legno e attrezzi vari. Ovviamente ha pure un tavolo da ping-pong per provare servizi per un’oretta o due. E per i mondiali?”Sarà dura, ma certo non demordo. I primi 4-5 atleti nella classifica mondiale sono ancora un gradino più avanti di me, ma in passato sono riuscito a battere il campione olimpico quindi niente è scritto. Di certo continuerò ad allenarmi duramente. Davanti a me ho ancora tante gare”. Emanuele Masiero

un’ascesa senza fine. Andrea Borgato, 40 anni, residente a Solesino, ha fatto l’abitudine al primo gradino del podio e anche nei campionati italiani assoluti di tennis tavolo per diversamente abili ha portato a casa una medaglia d’oro. Andrea, campione nazionale, porta il vessillo della bassa padovana. Primo in Italia, quarto in Europa e ottavo nel mondo. Uno di quelli che il ping pong ce l’ha una medaglia. Ma ora la concentrazione è nel sangue. Un gladiatore che affronta ogni tutta puntata sugli europei. “A maggio ci sfida deciso a combattere fino all’ultimo sono i campionati open in Slovenia e Sloistante. Negli ultimi campionati italiani, che vacchia propedeutici per la qualificazione ai si sono tenuti a Lignano Sabbiadoro in apri- mondiali 2014 di Pechino – ha continuato le, Andrea ha stravinto mettendo in mostra – Mentre a settembre ci saranno gli euroil meglio della sua forma, anche grazie ad pei. Attualmente sono molto contento e senuna nuova tecnica di allenamento. Il cam- to di avere buonissime possibilità di farcela pione, che normalmente allena pa- S a & piazzarmi I T S O Lsi U T Inella ON W Ebene”. B DAndrea E SèI più G che N mai lestra dell’associazione H81 di Vicenza, ha deciso ad ottenere risultati d’eccellenza. Un aggiunto una giornata in più di allenamento obiettivo possibile anche grazie a sessioni in una palestra atestina per garantirsi una di allenamento molto dure: riscaldamento internet, & Web forma fisica Siti migliore a vantaggioE-commerce della luci- con qualche scambioApplication e poi schemi di parSviluppo softtita. ware, Mobile dità durante le sfide ufficiali. Una strategia Acasa continua consoft un po’ware di lavoro ai che ha già dato i suoi frutti vista la medaglia pesi elastici, bastoni di legno e attrezzi Consulenza e Assistenza informatica vari. d’oro. “Ormai è da novembre che mi alleno Ovviamente ha pure un tavolo da ping-pong Progettazione retiperaziendali 3 volte a settimana con regolarità e costanper provare servizi un’oretta o due. E Pianificazione grafica aziendale za – ha spiegato Andrea – A marzo avevo per i mondiali?”Sarà dura, ma certo non preso un bronzo in team con l’amico Mar- demordo. I primi 4-5 atleti nella classifica co Pizzurro e sapevo che avrei potuto fare mondiale sono ancora un gradino più avanti bene a Lignano. E’ stata una sfida difficile, di me, ma in passato sono riuscito a battere ma è servita anche a capire il mio attuale li- il campione olimpico quindi niente è scritto. di preparazione”. ha disputato -DiCell. certo continuerò ad allenarmi duramente. Cavarzerevello (VE) - Tel. (+39)Andrea 0426.310.691 (+39) 320.68.21.774 le olimpiadi portando il vessillo azzurro per Davanti a me ho ancora tante gare”. www.electricsheeps.com Emanuele Masiero il tennis tavolo, dove ha mancato per poco - info@electricsheeps.com

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IL VENETO

in PRIMO PIANO

Sfide al colosso liberal-produttivista

Decrescita per virtù e per necessità

Stop al cemento, avanti la riconversione con la tutela del verde e delle campagne. A parlare non è Legambiente ma la Regione Veneto di germana Urbani

E

’ possibile in un momento storico in cui Già lo scorso anno, infatti, Confcomin Italia non si fa che invocare la cresci- mercio, Confartigianato, Confindustria e ta perchè l’economia possa riprendere, Confcooperative Veneto hanno lanciato una il Pil a salire e i disoccupati trovare lavoro campagna il cui slogan è “basta sprecare considerare seriamente l’utilità delle teorie territorio!”. L’obiettivo era proprio impee pratiche della Decrescita felice? gnare la Regione ad affermare un modello Soprattutto in un territorio come il Ve- di sviluppo basato non più sul consumo di neto che, solo pochi anni fa, ha realizzato suolo, ma sulla valorizzazione e rivitalizzala propria fortuna con una rete di piccole zione delle città e dei territori. e medie imprese famigliari, la questione “Come denunciato da Cia-Confederazioè ancora più difficile. Sull’altare del pro- ne italiana agricoltori – spiega la senatrice gresso, della produzione e della ricchezza del Pd Laura Puppato – nel nostro Paese i veneti, laboriosi e creativi, hanno sacrifi- il settore primario ha dovuto rinunciare solo cato tutto: dal territorio all’agricoltura. Poi, negli ultimi dieci anni a quasi 2 milioni di in pochissimo tempo, hanno visto franare ettari, una superficie pari all’intera regione il miracolo economico che avevano costru- del Veneto. Terra che assorbiva acqua piovaito: la famosa locomotiva del Nord-Est si è na che oggi scivola invece veloce su km di bloccata sul binario e asfalto e cemento, per non riparte nonostante Negli ultimi poi fermarsi da qualtutto. Difficile accetta- 10 anni che parte con un urto re che probabilmente cementati tremendo e produce non ripartirà mai più, tanti ettari quanto disastri. In Veneto, poi, almeno così come l’a- l’intero Veneto si è costruito ovunque vevano conosciuta. e oggi il vero obiettivo In molti stanno ragionando su quale po- è, prima di tutto fermare lo scempio e poi trà essere il modello di sviluppo del futuro e riconvertendo ciò che c’è. Se si continua a in questo modello sono tante le parole in cui costruire ai ritmi odierni tra vent’anni farela Decrescita può essere intesa e coniugata. mo i conti con un consumo di suolo superioPer esempio la tutela del territorio è re ai 70 ettari al giorno, mettendo a rischio una di queste e addirittura le associazioni di un patrimonio paesaggistico di inestimabile categoria la invocano, proprio loro che solo valore e rischiando la non autosufficienza pochi anni fa chiedevano più terra per i loro alimentare”. capannoni. E’ talmente grave la situazione che

esattamente un anno fa li Parlamento Europeo ha approvato la relazione “Stop Cemento 2050”, con cui ha previsto di azzerare la cementificazione dei terreni agricoli entro il 2050. In linea con quanto detto, la giunta regionale ha adottato un Piano del Territorio denso di vincoli che prevede che in campagna venga dato il via libera solo a ristrutturazioni mentre la città avrà la possibilità di svilupparsi in altezza. Un piano all’insegna della decrescita tanto che Marino Zorzato, assessore regionale all’Urbanistica riconosce che se avesse “presentato un piano di sviluppo come questo prima della crisi economica mi venivano a prendere a casa”! Il nuovo piano di sviluppo guarda in prospettiva tenendo condo della futura e sperata ripresa economica. “Allora – assicura Zorzato - sarà molto più semplice riutilizzare le vecchie strutture industriali dismesse e più difficile consumare nuovo territorio”. Il Movimento per la Decrescita Felice del Veneto ha accolto con favore le iniziative delle associazioni di categoria che hanno spinto per questo risultato. “La interpretiamo come un segno dei tempi – hanno spiegato in una nota - La Campagna lanciata dalle associazioni degli industriali, commercianti, artigiani e cooperative del Veneto, regione disseminata di capannoni industriali e in cui molte zone sono state rovinate e stravolte dalla speculazione edilizia, è il

Da sinistra: Laura Pieppato e Marino Zorzato segno che una nuova consapevolezza sta maturando e forse siamo di fronte a quel cambio di paradigma culturale cui come MDF stiamo lavorando da anni”. Il movimento per la decrescita pensa anche al lavoro e propone al mondo imprenditoriale e politico di spostare la priorità della crescita del Pil alla crescita di occupazione in lavori utili. “E’ una proposta concreta – dicono dal MDF - Bisogna solo cambiare le priorità partendo dalla consapevolezza che è convenienza di tutti investire subito le poche risorse disponibili in molte migliaia

di piccoli e micro cantieri e solo successivamente, eventualmente, in grandi opere infrastrutturali. I micro cantieri dovrebbero riguardare in primo luogo l’efficientamento energetico degli edifici pubblici e privati, le bonifiche ambientali e la messa in sicurezza del territorio rispetto agli eventi catastrofici. In progetti come questi potrebbero venire impiegati migliaia di lavoratori che aumenterebbero il loro reddito. Con una grande opera, invece, magari finanziata con il debito, guadagnerebbero molto le solite grandi imprese di costruzione”.

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28 Voci da palazzo

Voci da palazzo 15

Politica Ha fatto molto discutere il recente incontro del neo ministro con il governatore

Zaia e Zanonato vedono lo sviluppo nella centrale Tre le priorità concordate, la riconversione a carbone dell’impianto di Polesine Camerini, l’ospedale di Padova e la defiscalizzazione delle opere pubbliche immediatamente “cantierabili” di Mauro gambin

I

l nuovo governo Letta parte dal veneto per il rilancio dello nomi spiccano quello dell’amministratore delegato, Fulvio Conti e sviluppo economico. Un’origine inevitabile visto che il ministro quelli degli ex Franco Tato’ e Paolo Scaroni assieme ad altre sette competente è Flavio Zanonato. Appena ottenuto l’incarico, persone tra funzionari Enel ed ex direttori della centrale polesana. infatti, l’ex sindaco di Padova, esponente del Partito Democrati- Insomma la centrale negli anni ha fatto parecchio discutere nel co, ha deciso di cominciare proprio dalla sua regione per prendere Polesine che tra le altre ambizioni coltiva anche quella turistica, i primi appunti e segnarsi le priorità da inserire nell’agenda per i visto che qui lo sbocco a mare dei due più grandi fiumi italiani ha prossimi mesi. “Il veneto – ha spiegato il neo ministro – è anco- creato un paesaggio da fotografare e un Ente Parco che finalmenra la locomotiva d’Italia e se continuerà a trainare, sicuramente te sembrerebbe in animo di farsi tutore del territorio. A proposito: contribuirà a portare fuori dalla crisi il Paese. Quindi, fare gli inte- è ancora sotto giudizio l’approvazione del Piano ambientale, ressi dei veneti non significa fare gli interessi di una parte degli arrivata dopo 15 anni dall’istituzione del Parco. Il tempo, del italiani, è invece un modo per prendere in mano il destino dell’I- resto, in spazi così aperti come quelli del Delta sembra scorrere talia”. Dal canto suo il presidente Luca Zaia durante l’incontro più lentamente ma tutto questo tempo il neo ministro non ce ci ha messo un attimo a tradurre in veneto ciò che significa fare l’ha, il governo Letta è appeso ad un filo e molti di coloro che ne gli interessi dei veneti, ossia tornare a produrre. “La locomotiva fanno parte non hanno fatto mistero di essere disposti ad usare d’Italia – ha spiegato – deve avere il carburante per funzionare. le forbici con disinvoltura. L’esecutivo in carica non è stato fatto Chiamatelo gas, chiamatelo carbone ma per durare e il navigato Zanonato sa serve energia alle aziende”. Energia che Greenpeace: che in questi casi è opportuno centrare secondo il governatore potrebbe arriva- “Investendo 2,5 obbiettivi significativi per rendere visire direttamente da Porto Tolle e da qui miliardi sulle rinnovabili bile il proprio operato. L’ex sindaco di l’appello rivolto al neoministro, affinché l’occupazione Padova, dunque, non ha battuto ciglio interceda presso l’Enel per sbloccare la sarebbe tripla” all’invito di Zaia di adoperarsi per la situazione. Che avrebbero fatto desistere riconversione a carbone e si è detto Enel dall’investire in Polesine. In proposito, infatti, va ricordato ben disponibile ad intercedere presso l’Enel. Tra le altre priorità che per l’impianto polesano esiste da qualche anno un progetto concordate con Zaia c’è anche l’ospedale di Padova e la defiscadi riconversione a carbone, un investimento di circa 2,5 miliardi lizzazione delle opere pubbliche immediatamente “cantierabili”, che secondo i vertici del colosso dell’energia creerebbe diverse tuttavia è sulla centrale che sono arrivate le maggiori critiche ai migliaia di posti di lavoro, almeno per tre anni. La specificazione due politici veneti, soprattutto, era facile prevederlo, dagli amtemporale è riferita al fatto che nel novero dei lavori da svolgere bientalisti. c’è anche lo smantellamento dell’attuale impianto a oli vegetali Secondo Greenpeace, infatti, la volontà di rilanciare il progete la costruzione del nuovo, con il funzionamento a regime inve- to della conversione a carbone della centrale Enel di Porto Tolle ce, per il quale in via ipotetica sono previsti tre anni, i posti di ‘’e’ sbagliata e regressiva e dimostrerebbe la perfetta continuità, lavoro scenderanno. Il progetto tuttavia ha incontrato non poche in materia d’energia, dell’attuale governo con gli esecutivi Berdifficoltà, soprattutto lungaggini legate alle autorizzazioni che lusconi e Monti. E’ la spia - spiega l’associazione - di una strainevitabilmente sono legate all’impatto ambientale. Certo è che tegia industriale vecchia, che non modernizzerà il Paese e che, alla causa non ha sicuramente giovato il rinvio a giudizio dal Gup semmai, ne consoliderà la dipendenza energetica. Una centrale di Rovigo, Manuela Fasolato, di alcuni esponenti di primo piano a carbone a Porto Tolle vorrebbe solo dire un ulteriore peggioradi Enel per “omissione dolosa di cautele contro disastri e infortuni mento della qualità dell’aria nella Pianura Padana, già oggi l’area sul lavoro, in concorso”. Il rinvio a giudizio ha investito in pieno più insalubre in Europa, con gravi costi sanitari, enormi emissioni i vertici della centrale in servizio tra il 1998 ed il 2009. Tra i di gas serra e, non ultimo, benefici occupazionali largamente

Nella foto il presidente della Regione Luca Zaia e il neo ministro Flavio Zanonato inferiori a quelli che si otterrebbero con uguali investimenti in energie pulite’’. Greenpeace stima che investendo i 2,5 miliardi di euro previsti da Enel per il carbone a Porto Tolle su un mix di fotovoltaico ed eolico si avrebbero ricadute occupazionali almeno 3 volte superiori. Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace ha ricordato che il progetto di riconversione è stato già bocciato dal Consiglio di Stato. “Se ancora se ne parla – ha precisato – è perché è stato recuperato grazie a ben due leggi ad “aziendam”, una di Berlusconi e una di Zaia, frutto delle opache attività di lobby dell’Enel’’. Greenpeace ha affermato di essere pronta a dimostrare, ‘’dati dell’Universita’ di Stoccarda alla mano, come quel progetto causerebbe, su base annua, danni economici fino a 240 milioni di euro e una mortalità prematura stimata in 85 casi’’. Come sempre più spesso accade, se su uno dei due piatti della bilancia c’è la salute, oppure l’ambiente sull’altro c’è il lavoro. ‘’Siamo 220 lavoratori e almeno 2.000 famiglie che aspettano il progetto Enel a carbone: queste sarebbero senza la riconversione le reali ‘morti premature’, non l’algoritmo di Greenpeace che non ha nessuna prova sanitaria’’. E’ stato il commento provenuto dal comitato dei lavoratori. ‘’Greenpeace dimostra di non sapere niente sulla formazione del prezzo dell’energia elettrica e sulla necessita’ per l’Italia di ridurre i prezzi per imprese e famiglie, che sono superiori rispetto a quelli degli altri Paesi europei che usano quote di carbone doppie rispetto all’Italia e che in più hanno anche il nucleare’’. Quale futuro, dunque, per la centrale? Finora sono state prese decisioni come si prendono gli schiaffi.

Cristiano Corazzari, lega Nord

Pietrangelo Pettenò, Partito della Rifondazione Comunista

“L

“N

“ottima convergenza zaia-zanonato”

a convergenza tra Zaia e Zanonato riguardo Porto Tolle è la miglior notizia per il Polesine e il Veneto, dando ragione a chi fin dall’inizio si è speso per l’attivazione di questa centrale pur con tutte le tutele del caso per il nostro fragile ambiente deltizio”. In questa partita la gente polesana ancora una volta Cristiano dimostra grande senso di responsabilità, accollandosi Corazzari il peso di un impianto impattante in un’area delicata quale il Delta del Po. Ci tengo a sottolineare in modo particolare che l’accordo di intenti tra Zaia e Zanonato zittisce chi per anni ha attaccato il governatore, che da parte sua ha operato in ogni sede per ottenere un risultato fondamentale per l’intero territorio regionale, anche modificando la legge istitutiva del Parco del Delta per superare tutti gli ostacoli di ordine legale e giuridico alla realizzazione dell’impianto. Che oggi anche il ministro, rappresentante autorevole del Pd veneto, definisca il progetto di Porto Tolle ‘un traguardo interessante ed affascinante che vogliamo centrare”.

“za&za, moderne befane che vogliono regalarci carbone”

egli anni si sono aggirate leggi, cambiate normative nazionali e regionali e sempre e tutto a favore dell’Enel, che tutto ha dimostrato fuorché di essere un’azienda che ha a cuore occupazione e salute. L’approvazione in Consiglio regionale della modifica dell’art. 30 della legge regionale n. 36 del 1997, che istituiva il Parco del Delta del Po e che sembrava essere la causa del blocco dell’avvio della Pietrangelo centrale a carbone, risale al luglio del 2011, ma finora non c’è stato nulla Pettenò di nuovo, anzi, a due anni di distanza permane la bocciatura del progetto da parte del Consiglio di Stato e pare che Enel, nel frattempo, abbia abbandonato definitivamente il progetto. Ora si riparla del rilancio della “locomotiva nord est” ma, se questa dovrà essere alimentata a carbone, come succedeva un secolo fa, nutriamo seri dubbi che possa assicurare sviluppo sostenibile e duraturo alla nostra Regione. Forse - conclude Pettenò - il ministro Zanonato e il presidente Zaia sembrano più dei “moderni befani” ansiosi di regalarci tanto carbone più che degli innovatori in campo produttivo economico in grado di rilanciare economia, lavoro e occupazione in sintonia con la tutela dell’ambiente e la salute. È passato il tempo in cui credevamo alla befana e soprattutto non vogliamo più regali di questo genere”.

L’opinione Stella Bianchi, responsabile ambiente del Pd

“le centrali non aumentano l’occupazione”

“A

uspico che il ministro comprenda appieno come, per ogni potenziale posto Stella Bianchi di lavoro in una centrale così inquinante, se ne perdano decine di altri in settori altrettanto importanti per l’economia. Certamente ci vuole uno sviluppo forte per dare maggiore autonomia energetica, ma la strada da prendere è quella dell’efficienza energetica e delle rinnovabili, che proprio nella Regione Veneto avevano e mantengono una consistente base produttiva. Non si comprende neppure bene – ha aggiunto - l’utilità di una centrale di quelle dimensioni quando la potenza gia’ installata nel nostro paese è pari al doppio della domanda registrata nel momento di picco massimo. L’Italia ha bisogno di politiche industriali, ma queste devono essere orientate alla sostenibilità, alla tutela dell’ambiente, alla valorizzazione del nostro maggiore patrimonio’’.

Antonio Pipitone, Italia dei valori

“la centrale non È una prioritÀ per veneto”

“N

on è

un’emergenza per il Veneto. Non è questo di cui hanno bisogno Antonio Pipitone le nostre aziende e il nostro terziario. Ha fatto bene Zanonato a dire che vuole esaminare la questione e parlarne con i vertici dell’Enel. L’azienda che, lo ricordiamo, forse anche per il surplus energetico attuale (l’Italia dispone di energia in eccesso, vista la crisi economica, ed aumenta le sue riserve) ha congelato gli investimenti per Porto Tolle: non c’è una domanda di energia tale da giustificare l’urgenza dell’operazione. Noi siamo per lo sviluppo e per l’innovazione, dobbiamo guardare al futuro, sostenibile e responsabile. Chiediamo al ministro Zanonato di dare immediate risposte alle emergenze di adesso, non certo di perseguire un progetto trito e ritrito, che darà qualche limitato e temporaneo frutto, fra anni. Sulla questione - conclude Pipitone - abbiamo sempre ritenuto che la riconversione a carbone della centrale fosse una scelta sbagliata, che darà un colpo mortale al territorio. Sarà inutile per rilanciare l’economia veneta e tantomeno quella del basso Polesine, che avrebbe invece bisogno di investire su pesca, turismo, agricoltura tipica. Quelle sì scelte giuste per creare sviluppo duraturo e nuovi posti di lavoro, non quelli effimeri per i cantieri del carbone”.


16 Cultura veneta 30 Grandi mostre A Palazzo Ducale fino al 18 agosto

Manet e il richiamo artistico rinascimentale italiano Nel suo soggiorno a Firenze, l’artista francese vide e effettuò una copia dell’opera di Tiziano, da quella copia derivò l’Olimpia

Nelle due foto l’Olimpia di Manet a confronto con “Venere di Urbino” che Tiziano dipinse trecento anni prima. A destra il Palazzo Ducale

di Alain Chivilò

I

l percorso espositivo di “Manet. Ritorno a Venezia”, allestito a Palazzo Ducale fino al 18 agosto, ha lo scopo di proporre attraverso riscontri diretti l’importanza dell’influsso dell’arte italica nel pittore francese, svincolandolo dall’influenza spagnola alla quale è stato maggiormente accreditato. Un’anima italiana che si evince dal confronto e dall’accostamento a opere di artisti rinascimentali, dalle quali si presume in modo più o meno certo un dialogo. Una mostra che partendo dai tre viaggi, divisi tra Venezia, Firenze e Roma del 1853, 1857 e 1874 traccia, tra le varie sale, un iter di ricerca nell’arte di Manet allontanandosi dai canonici cliché, che stanno vedendo in questi anni rassegne di quadri impressionisti, o percorsi curatoriali che uniscono diversi secoli di storia dell’arte. Di conseguenza, il ritmo espositivo cresce nel corso della visita perché è inframmezzato, vive e fa riflettere il raffronto con l’arte italiana, a dimostrazione che spunti importanti dell’una hanno trovato interpretazione nella maturazione pittorica di Manet. Già

dalla III sezione, il visitatore è coinvolto nell’e- di Olympia. Una donna fredda, imperscrutabile e vento principe che mette a fianco gli oli su tela priva di sensualità dove il bianco tende a racchiudella “Venere di Urbino” di Tiziano eseguita nel dere il rosa pallido del carnato della modella e il 1538 con “Olympia” del 1863. Quest’ultima, vestito della donna di colore, ambedue in primo per la prima volta in esposizione fuori dal terri- piano rispetto allo sfondo scuro. Elementi distintivi sono: un viso comune torio francese, permette ritratto in modo reale un dialogo che mette Velázquez, Goya con la mano che blocca insieme la visione inter- ed El Greco con decisione la visione pretativa di Manet che, tra i riferimenti del pube, la presenza di a tre secoli di distanza, del padre inserisce una figura fem- degli impressinisti gioielli con pantofole e minile contemporanea a un gatto nero di rimanlui in un contesto di cambiamento di costumi. do per il nascente Chat noir di Montmartre a Nel suo soggiorno a Firenze, l’artista francese Parigi. Invece, Tiziano nel Rinascimento riesce a vede e effettua una copia dell’opera di Tiziano trasmettere nella Venere di Urbino una sorta di che a distanza di sei anni permette l’ideazione eroticità dallo sguardo languido, con una mano

delicatamente posta sull’intimo, la luce calda e un cagnolino simbolo di fedeltà per la donna ritratta, che l’artista cadorino dipinge come quadro nuziale. Continuando nell’esposizione, la sezione V indaga l’influenza di Velázquez, Goya e El Greco con un ispanismo espresso per esempio nel ritratto “Lola Melea” (di Valenza) restaurato per l’occasione e “Le fifre”. La sala successiva si sofferma nella tematica tra musica e teatro, vertendo sull’ipotesi di un’influenza in Manet, determinata dalla visione dell’opera di Vittore Carpaccio “Due dame veneziane” del 1495 circa, per la realizzazione dell’opera “Le balcon” tra il 1868/69. Uno spaccato di vita borghese in cui i tre soggetti in primo piano sono ritratti in piani dimensionali a se stanti senza

dialogare. Una situazione sospesa che i curatori hanno avvertito nelle dame veneziane assorte nei loro pensieri. Un accostamento discutibile che però deve essere apprezzato, per la presunzione didattica e culturale appurata e proposta lungo questa mostra. Le ultime sale, passando per un azzeccato accostamento tra il “Ritratto di giovane gentiluomo nello studio” di Lorenzo Lotto con il “Ritratto di Émile Zola”, individuano come Manet dipinga la società con opere quali “Sur la plage” e “Berthe Morisot à l’eventail”. Un percorso espositivo che, grazie alla sinergia del Musée d’Orsay, permette al visitatore di capire come il Rinascimento italiano in primis e l’arte spagnola poi siano fondamenti nel cammino per l’impressionismo di Édouard Manet.

Palazzo Grassi

Querini Stampalia di venezia

l’ARZANÀ DEllA SERENISSIMA

Rudolf Stingel: il sottile filo tra figurativo e informale

E

L

a Fondazione Querini Stampalia di Venezia dedica la sala museale, sopra la storica biblioteca, alle celebrazioni del cinquantenario di vita del Centro Internazionale della Grafica, sito nella città lagunare, attraverso una mostra che prende spunto dal volume, redatto da Guglielmo Zanelli, “Navi, squeri, traghetti da Jacopo dé Barbari” che per l’occasione diventa anche il titolo della stessa esposizione. Un libro, tipicamente artigianale nell’impaginazione, che evidenzia i particolari della celebre pianta prospettica di Venezia che Jacopo dé Barbari ideò nel Cinquecento, della quale due esemplari sono custoditi rispettivamente nel Museo Navale e nella Querini stessa. La mappa della Fondazione diventa così il fulcro del percorso che il visitatore si trova di fronte. Dal punto di vista tecnico, si tratta di una straordinaria xilografia, composta di 6 tavole, che complessivamente raggiunge i 3 metri di lunghezza creando una delle più efficaci, minuziose e verosimili rappresentazioni di una cinquecentesca Venezia. E’ possibile scorgere nei dettagli le genti, gli orti, il campanile di San Marco privo di cuspide con un tavolato

che chiude la cella campanaria, le barche nel Canal Grande, i mercantili nei pressi della Dogana e l’Arsenale. Proprio in quest’ultimo, che i veneziani chiamavano Arzanà, si scorgono le mura perimetrali, i velieri, i bacini, le tese e le torri. Una veduta a volo d’uccello che il visitatore può godere in diretta trovando il personale particolare d’effetto. Alla mappa, nella stessa e unica sala si sviluppano, tra libri e stampe, la sezione dedicata all’Arsenale e al rapporto della famiglia Querini con il mare. Si inizia con una delle prime raffigurazioni di una buzonavis di forma circolare dal Capitulare Nauticum del XIV secolo e con il canto XXI dell’Inferno di Dante Alighieri che cita proprio l’Arzanà. Proseguendo immagini di navigli, un settecentesco rilievo a colori dell’Arsenale di Filippo Rossi con tutti i settori di attività del cantiere, fino alla documentazione cartacea del rapporto tra i Querini e la marineria. Al.Ch.

ntrando in Palazzo Grassi la prima situazione che colpisce, già dall’ingresso, è la presenza di un tappeto contemporaneo che dai disegni antichi avvolge il visitatore. Un’installazione che, dall’inizio alla fine della mostra, accompagna le opere dell’artista altoatesino Rudolf Stingel (Merano 1956) poste in un continuum lungo i due piani espositivi, prima volta nella gestione François Pinault. Lavori provenienti non solo dalla collezione del magnate francese, ma anche da collezioni private e dall’artista stesso. Un allestimento sitespecific di 7500 metri quadri che si dipana in un tappeto che sembra non avere fine. Una ricerca dell’artista, utilizzata in altre mostre, che fonda il suo fulcro nella percezione attraverso una vera e propria sensazione tattile data dal calpestio e dal tocco sulla superficie stessa, unita a un costante dialogo con l’architettura ospitante, che si arricchisce di colore, accoglienza e umanità. Il richiamo all’antico e quindi a un vissuto, che segna l’incedere e lo scorrere del tempo, traccia da un lato il legame tra la storia di Venezia e la cultura orientale, dall’altro l’ambiente unico dello studio viennese di Sigmund Freud in cui i tappeti erano predominanti. Un viaggio introspettivo, al quale ogni visitatore è invitato ricercando una personale riflessione e dimensione spazio temporale, convalidato dalle ultime sale del primo piano che portano al successivo senza la presenza di opere dell’artista, attraverso la sola presenza della moquette. Un equilibrio espositivo che rimane in bilico tra informale e figurazione, dove i due

piani della mostra dialogano e si rimandano vicendevolmente. Interessante notare che nella seconda mostra personale in un museo italiano, dopo quella del 2001 al Mart di Rovereto, Stingel pone il suo ritratto nell’ingresso, in posizione semi-nascosta dalle colonne poggiando sul muro che delimita il negozio interno, per dare spazio nella sala centrale del primo piano al ritratto dedicato all’amico scomparso Franz West. Questa è l’unica opera figurativa di questa sezione in cui regna l’informale. Le opere presenti, create tra Merano e New York, sono dipinte attraverso la stesura di un colore alluminio, argenteo che irregolarmente ricopre il medium con lampi di luce di colore bianca in un sottile gioco d’irraggiamento naturale e artificiale. L’astrazione non è presente perché siamo nell’area della non forma. Salendo al

piano successivo la visione diventa intima con la presenza di opere figurative dal piccolo formato. I dipinti rappresentano sculture lignee dal chiaro riferimento alla tradizione scultorea del Trentino Alto Adige, caratterizzate da fotografie e illustrazioni in bianco e nero personalizzate ed elaborate su tela con colori ad olio da Stingel. Ritratti di sculture che, uscendo dalla parete, vogliono parlare all’osservatore. Una personale che permette al pubblico italiano e internazionale di approfondire l’arte di un’artista nazionale conosciuto anche come mercato maggiormente all’estero. Un percorso visitabile fino al 31 dicembre che, eccetto qualche eccezione, contiene una sola opera per sala, arrivando a quell’optimum curatoriale che spesso è inseguito ma non così facilmente Al.Ch. raggiunto.


18 Cultura veneta

Cultura veneta 31

Spazi dell’area Scarpa della Fondazione Querini Stampalia Dal 28 maggio

Indagine sulla persistenza genetica dei Matta

Roberto Sebastian e i suoi figli Gordon Clark e Pablo Echaurren. Tre nomi, tre storie, e un unico comun denominatore: l’arte

U

n’indagine sulla persistenza genetica, potrebbe essere definita così la mostra che dal 28 maggio verrà allestita negli spazi dell’area Scarpa della Fondazione Querini Stampalia, di Venezia. In concomitanza con la 55. Biennale di Venezia, la Galleria d’Arte Maggiore – G.A.M. di Bologna, propone un’indagine tra le idee e i pensieri che si sono tramandati – attraverso le generazioni, il tempo e la geografia – da Roberto Sebastian Matta ai suoi figli Gordon Matta-Clark e Pablo Echaurren Matta. Tre nomi, tre storie, e un unico comun denominatore: l’arte. La mostra, curata da Danilo Eccher, prende origine dall’opera di Roberto Sebastian Matta ed attraverso le opere dei suoi protagonisti percorre mezzo secolo di storia dell’arte, vissuta in tre paesi

Il filo conduttore della loro opera sarà svelato solo pochi giorni prima dell’apertura differenti: la Francia, gli Stati Uniti e l’Italia. Lo spaccato che ne deriva non è delimitato dalla loro storia familiare, per quanto eccezionale, ma amplia i propri confini all’ambiente culturale e politico in cui questi artisti sono stati profondamente coinvolti. Figli dello stesso padre, ma di madri differenti, sia Gordon che Pablo hanno avuto un rapporto conflittuale con la figura paterna ed attraverso l’arte entrambi hanno cercato un dialogo concettuale - impossibile nella vita privata - con Matta attraverso le loro opere pur maturando entrambi, ed ognuno a suo modo, linguaggi singolari e differenti. Se l’affinità con Matta-Clark è riconducibile a un livello formale, estetico-architettonico, in Echaurren l’affinitudine è da ricercarsi nel carattere più propriamente concettuale. Il filo conduttore della loro opera a livello critico sarà svelato da Danilo Eccher solo pochi giorni prima dell’apertura al pubblico, ma ad una prima lettura emerge già come la socialità, la continua ricerca di un rapporto non solo di partecipazione del fruitore, ma di un suo coinvolgimento diretto o indiretto, fisico o mentale, culturale o sociale, interno o esterno all’opera sia presente nell’opera dei tre. Non è un caso infatti se alcuni definiscono le figure antropomorfe di Matta sia in pittura, sia in scultura, come “morfologie sociali”, come una trasfromazione di passaggio tra

Sia Gordon che Pablo hanno avuto un rapporto conflittuale con la figura paterna i paesaggi interiori e il mondo esterno. Per Gordon la socialità è un fattore ancora più evidente, essendo la sua effimera arte basata sulla performance, sui “building cuts”, gli edifici tagliati, trasformazioni sculturali di architetture preesistenti dove lo spettatore è invitato ad entrare per muoversi fisicamente ed emozionalmente in quegli spazi. Nella sua opera Matta-Clark crea un rapporto diretto con il fruitore, spesso basato sulla fiducia che costui deve devolvere all’operato dell’artista che come in Matta ha fondamenti architettonici. Mentre per quanto riguarda Pablo tutta la sua vita artistica è immersa nella socialità, nella sua esistenza quotidiana. E se è vero che le sue tele riportano al mondo dei fumetti, della musica, della street art, alla cultura di massa, è attraversando la sua iconografia Pop fatta di contiminazioni di generi che dialogano ora con il Dadaismo, ora con lo stesso Surrealismo, che l’artista propone con ironia attraverso l’apparizione di una natura familiare ed allo stesso tempo inquietante una critica diretta alla società dei consumi. Proprio come sembrano suggerire le figure antropomorfe e primitive presenti nei dipinti del padre. Non a caso l’opera di Matta mira anche a una riflessione sull’impatto che la tecnologia ha sull’esistenza umana.


32 Concerti e non solo 26

mille e ancora mille...

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pagina a cura di graziano edi corazza

in veneto Dopo il sold out a Milano, i Dead Can Dance tornano in Italia a giugno per 3 concerti: a PADOvA il 6 giugno

dead can dance “anaStaSiS World tour” gran teatro geox - padova

I Dead Can Dance confermano il ritorno dal vivo in Italia, per 3 nuovi appuntamenti: il 2 Giugno 2013 a Firenze, il 5 a Roma e il 6 a Padova, al Gran Teatro Geox. I Dead Can Dance, ovvero Lisa Gerrard e Brendan Perry, hanno dominato la scena musicale degli anni ‘80 e ‘90 ed a quanto pare continuano a farlo anche nel nuovo millennio. Il loro ultimo album di inediti, “Anastasis”, uscito nell’agosto scorso, ha addirittura sorpreso pubblico e critica per quanto è intenso, ispirato e capace di restituire all’ascolto il suono originario ed allo stesso tempo attuale della band. La dimensione live non ha fatto che confermare le impressioni derivate dall’ascolto dell’album, Brendan Perry conserva intatto un carisma musicale e vocale che lo contraddistingue fin dagli esordi mentre Lisa Gerrard domina la scena come un’algida creatura capace di “dare vita a mondi impossibili con quella sua voce ultraterrena che apre le porte del Paradiso”, come ha commentato la Stampa. Il tour mondiale, partito nell’autunno 2012 e, a grande richiesta, arricchito di nuovi appuntamenti a seguito dei “tutto esaurito” registrati praticamente ovunque, ha segnato il ritorno dal vivo per i Dead Can Dance dopo 7 anni di assenza, mentre l’album “Anastasis” è il primo dopo “Spritchaser” del 1996. “Ho pensato che ‘Anastasis’ fosse un buon titolo per la nostra reunion”, spiega Brendan Perry “La parola vuol dire anche ‘fra due periodi’ e la rigenerazione avviene con la stagione a venire.”

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eventi

A Padova il 22 giugno. gran Teatro gEOX - Padova

evento 2013: i toto celebrano i 35 anni di carriera con un tour Straordinario Il gruppo musicale statunitense, membro della Hall of Fame del Rock, celebrera’ i 35 anni di carriera con un tour mondiale memorabile ed arrivera’ in Europa nell’estate del 2013. In Italia tre imperdibili appuntamenti: Milano, Roma e il Gran Teatro Geox di Padova, che ospiterà il sound eclettico dei Toto sabato 22 giugno. La loro leggendaria carriera e’ iniziata a Los Angeles nel 1977, include 17 albums e vendite per un totale di oltre 35milioni di copie vendute in tutto il mondo. Hanno pubblicato numerosi singoli di successo raggiungendo i primi posti delle classifiche tra cui: “Africa”, “Hold The Line”, “Rosanna”, “I Won’t Hold You Back”, “I’ll Be Over You”, ecc. Il loro album “Toto IV” li ha fatti entrare nella storia rendendoli i primi artisti a vincere 6 Grammy Awards per un singolo album. Steve Lukather (chitarre e voce), David Paich (tastiere e voce),

Sguardo a nordeSt 26 luglio 2013 Padova Stadio Euganeo – ore 21.15 UN EvENTO UNICO E gRANDIOSO

roger WaterS fa il Suo trionfale ritorno in europa nel 2013 con il Suo Straordinario capolavoro Sonoro e viSivo: the Wall

Per i grandi stadi Roger Waters ha ridisegnato ed ingigantito la produzione di The Wall. Waters ha aggiornato il look e il feeling dello show per assicurarsi che si abbinasse al sensazionale sfarzo teatrale per cui l’incarnazione live di The Wall è divenuta leggendaria, permettendo ad un’altra generazione di essere ispirata dalla magnificenza dello spettacolo sonoro e dei visual mozzafiato. La produzione originale del 1980 di The Wall è stata messa in scena nella sua interezza solo 29 volte ed una volta a Berlino in occasione delle celebrazioni per la caduta del muro di Berlino. “Il migliore show di sempre. Punto.” - New York Post “The Wall Live è perfetto. Tutti dovrebbero vederlo almeno una volta prima di morire” - Philadelphia Inquirer Steve Porcaro (tastiere), Simon Philips (batteria), Jospeh Williams (voce), Nathan East (basso): ripercorreranno, durante il concerto, la loro leggendaria carriera attraverso tutti i loro successi.

“L’opera risuona ancora più forte di prima” - The Independent “The Wall è un trionfo di dimensioni e di ambizione....la vetta più alta mai raggiunta dal rock” - The Times, London

grado festival ospiti d’autore

Dal 29 giugno al 16 luglio saranno quattro gli appuntamenti con la musica più apprezzata, che comporranno la sesta edizione di “Grado Festival Ospiti d’Autore”. A esibirsi nella suggestiva cornice della Diga Nazario Sauro di Grado saranno Mario Biondi, Al Di Meola Quartet, Nicola Conte, Brian May & Kerry Ellis. La scenografica Diga Nazario Sauro farà dunque anche quest’anno da cornice alla rassegna musicale ideata e organizzata da Azalea Promotion e Zenit, in collaborazione con il Comune di Grado, la Regione Friuli Venezia Giulia e l’Agenzia TurismoFVG. Al fine di incentivare la presenza turistica ed elevare ulteriormente il prestigio della rassegna avvicinandola alle più blasonate manifestazioni europee, il Grado Festival conferma anche per la 6° edizione, la “Card d’Autore”, uno speciale abbonamento che al prezzo esclusivo di euro 90,00 consente di assistere a tutti gli appuntamenti.

feStivalS nel veneto

ualche anno fa parlando con Roberto De Luca, patron del Jamnnin’ Festival (per anni ad Imola, poi a Venezia, quindi nel milanese) mi disse che tre erano le citta’ piu’ frequentate per organizzarci degli spettacoli musicali: Roma, Milano, Venezia. Guardando i comunicati stampa che mi arrivano da anni, direi ormai che anche Padova, Verona, Udine, stanno diventando importantissimi happening per i golosi di musica. In effetti, ormai, i grossi nomi internazionali vengono proprio qui a fare date importanti. E tra un po’ vedremo: Springsteen, Waters, Mc Cartney (ex Beatles), C.S.N., Santana, Kiss, Rammstein, Green Day, 30 seconds to Mars, ecc. Grazie ad agenzie di spettacoli che si chiamano Eventi, Zed, Azalea, ecc. ecc. Ma esistono eventi meno “grandi”, ma non meno importanti, che si organizzano da diversi anni. Si tratta dei festivals... I nomi grossi scritti poche righe sopra hanno un costo del biglietto oneroso: si pensi che per vedere sir Paul Mc Cartney ci sono tickets oscillanti da 60 euro a 200 euro per la data di Verona! Nel Veneto si programmano per l’estate diversi festivals musicali. Spessissimo sono gratuiti. Non per tutte le date... I piu’ conosciuti sono, al momento, questi: VOCI PER LA LIBERTA’ - UNA CANZONE PER AMNESTY: si tiene a luglio 2013: 16esima edizione a Rosolina Mare (Ro). GIUGNO 2013: VERONA PROG FEST: ottava edizione del popolare festival

veronese, cinque giorni con nomi internazionali. VENICE MED FEST che si tiene a luglio/agosto 2013: LUGLIO/AGOSTO 2013 quinta edizione; Venezia World Music (EtnoJazz, Teatro Popolare), per i popoli dell’ Europa Mediterranea con 40 spettacoli tra isole e terra ferma. FESTIVAL VENETO: si tiene a fine agosto 2013 la settima edizione. Un festival musicale con artisti che cantano in lingua veneta. Il Festival Veneto si divide in 3 serate. Le prime 2 nei 2 angoli opposti della provincia di Verona: al Castello di Malcesine nella suggestiva cornice della chiesetta di S. Maria dell’Alzana. La serata finale si svolge al Teatro Romano di Verona. DELTABLUES: si tiene da giugno a luglio principalmente nella citta’ di Rovigo. Nomi di successo e non del panorama mondiale ed italiano in una rassegna che nel 2013 e’ alla sua 26esima edizione. SCONCERTANDO il mega - festival polesano dell’estate a Ceregnano, in provincia di Rovigo. 2013: nella prima settimana di agosto: la 24esima edizione. INDIPENDELTA: Musica Indipendente nel Cuore del Delta Polesano a Grimana in un Agriturismo di Loreo. Si tiene principalmente nei primi giorni di settembre 2013: sesta edizione. VENICE MUSIC AWARDS: a Venezia al PalaGalileo, si tiene principalmente alla fine di giugno 2013 : ottava edizione.

VENETO JAZZ: si tiene da giugno ad agosto in cento citta’ venete con oltre cento concerti. Nomi di successo e non del panorama mondiale ed italiano in una rassegna organizzata da Veneto Jazz che nel 2013 e’ alla sua 22esima edizione. Festa della Birra e Musica dal vivo: si tiene a Fontigo Di Sernaglia in provincia di Treviso tra la fine di giugno ed i primi di luglio. 2013: 23esima edizione. MARGHERA ESTATE VILLAGE 2013 - 15esima EDIZIONE x 50 giorni durante giugno/luglio/agosto. MARCON FESTIVAL a fine giugno, nel 2013, alla sua 14esima edizione. Buona Estate e Buona Musica a Tutti!


I nostri esperti 33

60 L’ARCHITETTO

Rubrica a cura di Renzo Carturan, architetto

Gli edifici energeticamente efficienti e la corretta progettazione I costi di realizzazione e di gestione di un edificio a basso consumo energetico sono in diretta relazione con il progetto: un progetto accurato assicura il risparmio di energia ed un ritorno economico. Lo standard costruttivo di edifici a basso consumo energetico non richiede la scelta di predeterminati tipi di costruzione; l’edificio può essere una costruzione massiccia in laterizio o calcestruzzo, oppure una costruzione massiccia in legno oppure una costruzione leggera a telaio. Nella costruzione massiccia in laterizio o calcestruzzo i materiali hanno una massa elevata; sono caratterizzati da una buona capacità di accumulo dell’energia, conferendo alla costruzione un’ottima condizione di confort sia d’inverno, con l’irraggiamento di calore verso gli ambienti interni, sia d’estate quando, con la ventilazione nelle ore più fresche, si “scaricano” dell’energia accumulata durante le ore più calde, contribuendo così ad abbassare la temperatura interna degli ambienti. La costruzione massiccia in legno, costituita da pannelli in tavole incollate, chiodate o impilate per pareti, coperture e solai, si comporta allo stesso modo con effetti un po’ attenuati rispetto la costruzione massiccia in laterizio o calcestruzzo. In entrambi i casi, per raggiungere gli standards di efficienza energetica richiesti, la costruzione viene coibentata con un isolamento termico continuo sul lato esterno degli elementi costruttivi, che può essere realizzato con materiali sintetici o naturali come vedremo prossimamente. La costruzione leggera è caratterizzata dal sistema portante a telaio in legno o acciaio e pannelli di irrigidimento e chiusura sui due lati; in questo caso l’isolante è situato all’interno degli elementi costruttivi. Quasi sempre, ed in particolare se il telaio portante è in legno, si tratta di edifici ad elementi prefabbricati, già completi degli impianti, costruiti in stabilimento su progetto del cliente, che in poco tempo vengono montati in cantiere. Per questi edifici, con poca massa, è necessaria l’installazione di un sistema di riscaldamento che reagisca in poco tempo alle variazioni di temperatura esterna per garantire una temperatura interna costante di confort; per l’estate deve essere progettato con cura il sistema di ombreggiamento e l’edificio va ventilato adeguatamente per evitare il surriscaldamento. Nelle costruzioni leggere a telaio si devono adottare opportuni accorgimenti per evitare la formazione di condensa all’interno degli elementi costruttivi (pareti, solai, tetto) che pregiudicherebbe la durabilità dei materiali. Si può dire che la progettazione accurata di un edificio energeticamente efficiente inizia già dalla scelta dell’area: se possibile, infatti, è opportuno costruire l’edificio in siti adatti per sfruttare al meglio l’energia gratuita offerta dal sole e per ridurre le dispersioni termiche. Una posizione favorevole ottimizza il comportamento energetico dell’edificio col conseguente risparmio di energia, che si traduce in una riduzione delle emissioni nell’ambiente ed in risparmio economico. Gli aspetti che devono essere considerati sono l’orografia del luogo (orientamento, quota e pendenza del terreno nelle zone collinari e montuose) e la presenza di ostacoli (rilievi, edifici, alberature considerando anche le evoluzioni future) che possono limitare l’irraggiamento solare utilizzabile per il riscaldamento dei locali, per la produzione di acqua calda con i pannelli solari e per la produzione di energia elettrica con i pannelli fotovoltaici. Per limitare, quindi, le dispersioni termiche durante l’inverno vanno evitate le posizioni esposte al vento e

quelle dove può accumularsi aria fredda con aumento dell’umidità e formazione di nebbie e foschie che riducono la radiazione solare. L’orientamento dell’edificio è di particolare importanza per determinare la sua efficienza energetica: è ottimale esporre ampie superfici vetrate verso sud per captare l’energia solare. Durante l’inverno l’irraggiamento è contenuto ma la bassa inclinazione sull’orizzonte garantisce comunque un flusso di energia significativo; per contro in l’estate, quando l’irraggiamento solare è intenso, l’inclinazione sull’orizzonte è elevata ed i raggi solari sono quasi radenti alla facciata sud, limitando così gli apporti di calore

all’interno. In ogni caso, per l’estate, devono essere previsti idonei sistemi di schermatura. Nelle aree geografiche con clima temperato la forma migliore degli edifici è quella allungata in direzione est ovest con una variazione di più o meno 20°; ciò consente di disporre i locali principali (soggiorno, pranzo, studio ecc.) verso sud per godere della migliore esposizione al sole, mentre quelli di servizio dovrebbero essere disposti sugli gli altri affacci. A nord l’ampiezza delle finestre dovrà essere la minima necessaria per contenere le dispersioni termiche; ad est ed ovest le superfici finestrate dovranno essere limitate ed opportunamente

Per quesiti sugli argomenti trattati in questa rubrica il Lettore può inviare una mail a carturenzo@studiocarturan.it

schermate per evitare il surriscaldamento estivo per il fatto che, su questi orientamenti, l’irraggiamento è intenso ed incide sulle superfici vetrate per la bassa inclinazione dei raggi solari rispetto l’orizzonte. Una buona soluzione, da valutare comunque attentamente, è quella di prevedere la piantumazione di essenze a foglia caduca che d’estate consentano un buon ombreggiamento mentre d’inverno, per essere spoglie, assicurano comunque lo sfruttamento dell’irraggiamento solare. Una diversa disposizione dell’edificio rispetto la direttrice est ovest comporta un bilancio energetico sfavorevole poiché aumentano le dispersioni termiche e diminuiscono gli apporti solari gratuiti; in questo caso si dovranno adottare opportuni accorgimenti ad esempio ruotando le superfici vetrate rispetto l’allineamento di facciata con la costruzione di bow-window, usando vetrate più performanti, aumentando lo spessore del materiale isolante del cappotto, usando pannelli isolanti con una minore conducibilità termica ecc. Una condizione importante per la corretta progettazione di un edificio a basso consumo energetico è la previsione di una forma possibilmente compatta per ridurre le superfici disperdenti a parità di volume costruito; la condizione è espressa dal rapporto tra le superfici disperdenti ed il volume: minore è il rapporto più l’edificio è compatto, minori sono le dispersioni termiche e minore sarà il fabbisogno di energia. Un edificio ad un solo piano consumerà di più di un edificio a due piani a parità di volume, così pure unità abitative isolate consumeranno di più di un edificio a schiera o a blocco sempre a parità di volume; un edificio a torre disperde di più di un edificio a schiera, a parità di rapporto tra la superficie disperdente ed il volume, poiché l’edificio a torre ha più superficie disperdente verso l’esterno mentre l’edificio a schiera ne ha di più verso il terreno ove le dispersioni sono minori. Nella progettazione di un edificio energeticamente efficiente si devono considerare altri due criteri importanti: la tenuta all’aria e la ventilazione; nel primo caso vanno presi tutti gli accorgimenti necessari per evitare le infiltrazioni d’aria dall’esterno con l’uso di guarnizioni espandenti negli attacchi delle finestre, con la posa di teli a tenuta all’aria nelle strutture in legno e nei sistemi costruttivi a secco, con l’uso di nastri sigillanti, con la corretta intonacatura degli edifici in laterizio, ecc.; nel secondo caso è opportuno prevedere un sistema di ventilazione meccanica controllata con scambiatore di calore anziché la ventilazione naturale; ciò consente di recuperare l’energia nello scambio termico tra l’aria immessa proveniente dall’esterno e quella espulsa dagli ambienti interni. La ventilazione degli edifici è determinante per l’efficienza energetica; trattandosi di un argomento importante sarà oggetto di una prossima e specifica trattazione.


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Sapete riconoscere questi posti?

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The Weather (il clima) • Un appuntato va da maresciallo con le manette sul capo e dice: “Maresciallo abbiamo appena arrestato la caduta dei capelli!” • Un carabiniere entra in una casa per una perquisizione. “C’è permesso?” E il maresciallo gli risponde: “Stupido! Non vedi che non c’è!?” • Al bar, un carabiniere dice al collega: “Cosa prendi?” E l’altro risponde: “Quello che prendi tu.” “Allora due caffè.” “Ah, due caffè anche per me, grazie!” • Un carabiniere entra in un bar e ordina un caffè veloce. Il barista gli risponde: “E’ già in macchina.” “Ah, allora torno la.” • “Come si fa a far impazzire un carabiniere?” “E’ semplice. Basta dirgli: ma va la, vieni qua!” • Carabinieri: “Perché porti la pistola sulla testa?” “Perché mi

hanno detto che e’ una Beretta.” • Istruttore dei carabinieri rivolgendosi alle reclute: “Su, riproviamo: Io mi lavo, tu ti lavi, egli si lava. Che tempo è?” In coro: “E’ domenica!” • Carabinieri: “Appuntato, accendete la luce!” Tic tac tic tac tic tac. “Ma che cosa sta facendo?” “C’è scritto 220 volt!” • Un uomo nero a cavallo, con la spada e una Z sul mantello nero arriva alla caserma dei carabinieri e consegna un malvivente. E il carabiniere di guardia: “Grazie, Zuperman!” • Un carabiniere: “Mi sono comprato un gommone” “Perché hai tanto da cancellare?” • Carabinieri rischiano di affogare nel lago di Garda: gli si era spento il motoscafo ed erano scesi per spingerlo.

Impariamo l’inglese

AUTUMN (autunno) DARK (scuro) FOG (nebbia) HOURS (ore) HURRICANE (uragano) LIGHT (chiaro) MISTY (nebbioso) MOMENT (momento) PERIOD (periodo) RAIN (pioggia) SNOW (neve) SPACE (spazio) SPRING (primavera) SUN (sole) THUNDERSTORM (temporale) TIME (tempo) TROPICAL (tropicale) WEATHER (clima) WINTER (autunno) CHIAVE (7) - Un evento atmosferico............................................................................. Aforismi divententi

Soluzioni: 1) Teatro della scala; 2) Duomo; 3) galleria; 4) stadio San Siro.

Sui carabinieri

• Non dite mai ad un uomo che è intelligente. Finirebbe col crederci. • Ad una festa ho portato la mia dolce metà: 60 chili di profiteroles.

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21/04 AL 20/05 FASCINO

SE

SIETE SINGLE APPROFITTATE DI QUESTO MOMENTO DI SEDUZIONE E MILLE! PER IL RESTO DOSATE TENEREZZA ED EROS · S ALUTE AVETE UN PIENO DA ENERGIE DA SPENDERE E, PER FAR CONTENTA LA BILANCIA DOVRETE DEDICARVI ALLO SPORT CON CONVINZIONE

GEMELLI DAL 21/05 AL 21/06

FASCINO L’INTESA DI COPPIA POTREBBE SUBIRE DEGLI SCOSSONI...IL LETARGO PRIMAVERILE SI FA SENTIRE UN PO’ TROPPO · S ALUTE RIATTIVATEVI AL PIÙ PRESTO E NON FATEVI VINCERE DALLA STANCHEZZA CHE VI VORREBBE STESI IN POLTRONA. VITAMINE E ARIA APERTA

CANCRO DAL 22/06 AL 22/07

FASCINO LA MAGIA NON MANCA, BUONO IL DIALOGO CON LA PERSONA CHE AMATE E ANCHE IL RESTO. COGLIETE L’ATTIMO · SALUTE L’INSONNIA POTREBBE ROVINARVI MOLTE NOTTI E DI CONSEGUENZA MOLTI GIORNI. FATEVI CONSIGIARE DEI RIMEDI NATURALI

LEONE DAL 23/07 AL 23/08

FASCINO

SENTIMENTI

IN CRISI A CAUSA DI PIANETI MAL ALLINEATI. MISURATE GESTI E PAROLE, SIATE PRUDENTI E PAZIENTI · S ALUTE E’ TEMPO DI RICORRERE A TISANE E MASSAGGI RILASSANTI PERCHÈ RISCHIATE DI AFFOGARE NELLA VOSTRA IDROFOBIA

VERGINE DAL 24/08 AL 22/09

FASCINO LA

BELLA STAGIONE RISVEGLIA FANTASIE SCABROSE DA CONDIVIDERE CON IL PARTNER O CON UNA NUOVA FIAMMA · S ALUTE LA PALESTRA È IL VOSTRO MONDO E LE ENERGIE SONO AL TOP. AGGIUNGETE UNA DIETA EQUILIBRATA E SARETE SUPER

E RIORDINARE I PROPRI MODI EVITANDO L’ARBITRIO

BILANCIA DAL 2 3/09 AL 22/10

FASCINO GLI ORMONI SI RISVEGLIERANNO CON MASSIMA SPINTA MA LA TENEREZZA È LATITANTE. SIATE PIÙ ATTENTI ALL’INSIEME · S ALUTE NELLE VOSTRE GIORNATE NON C’È TRACCIA DI DINAMISMO MENTRE L’APPETITO È ROBUSTO. UN MIX PER NULLA FAVOREVOLE AL PESO!

SCORPIONE DAL 23/10 AL 22/11

FASCINO E’ GIUNTO IL TEMPO PER UN CHIARIMENTO O UNA PAUSA PERCHÈ L’UNIONE TRABALLA E L’INTIMITÀ È ASSENTE, DECIDETEVI · S ALUTE VI ATTENDE UN PERIODO DIFFICILE DI AFFATICAMENTO IN CUI DOLORI MUSCOLARI E INFIAMMAZIONI LA FANNO DA PADRONE

SAGITTARIO DAL 23/11 AL 21/12

LA ROUTINE PESA UN PO’ TROPPO. INOLTRE RICONOSCETE DI ESSERE PASSIONALI COME UNA STATUA. CORRETE AI RIPARI S ALUTE MENO INTERNET E DIVANO E PIÙ MOVIMENTO. CONCORDATE CON GLI AMICI APPUNTAMENTI PER LO SPORT DI GRUPPO FASCINO

CAPRICORNO DAL 22/12 AL 20/01

FASCINO E’ UN PERIODO IN CUI RASENTATE LA PERFEZIONE IN AMORE: SARETE PREMUROSI, PROFONDI CONSIGLIERI E ARDENTI AMANTI · S ALUTE SIETE UNA MERAVIGLIA ANCHE FISICAMENTE, COLMI DI VIGORE E ENERGIA POSITIVA. FATE QUELLO CHE NON AVETE MAI OSATO

ACQUARIO DAL 21/01 AL 19/02

FASCINO FORSE CERCHERETE

ALTROVE UN’OASI DI PACE E PASSIONE VISTO CHE IL VOSTRO RAPPORTO È BURRASCOSO. FATE ATTENZIONE · S ALUTE FOLLA E CONFUSIONE POTREBBERO ESSERE FATALI PER I VOSTRI NERVI GIÀ MOLTO TESI A CAUSA DI UN GROSSO CUMULO DI STRESS

PESCI DAL 20/02 AL 20/03

FASCINO SE SIETE SINGLE PREPARATEVI A MIETERE CUORI GRAZIE A STELLE PARTICOLARMENTE FAVOREVOLI. PER GLI ALTRI FAVILLE · S ALUTE LA VOSTRA IMMAGINE ALLO SPECCHIO MIGLIORA MOLTO GRAZIE ANCHE AL FATTO CHE LO SPORT È TORNATO DI GRAN MODA



La Piazza di Padova nord - 2013apr n55