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la piazza di padova sett2020

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Salute

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SETTEMBRE 2020

Periodico d’informazione locale - Anno XXVII n.150

Regione

Turismo

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di Padova

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ROSARIO RIZZUTO

Il Rettore: “Ad ottobre torniamo ad essere Università” GIOVANI PADOVANI

on-line: Sicurezza in ospedale quei troppi “perché” Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

Tutto è partito, raccontano le cronache, dalla tenacia con cui la madre di uno dei bimbi deceduti ha chiesto che fosse fatta chiarezza su una storia ancora dai contorni pochi chiari. Mentre imperversava la pandemia da Covid i vertici sanitari scaligeri e veneti si interrogavano sull’origine di questo killer silenzioso e invisibile che dall’inverno scorso aveva colpito proprio i bambini, proprio nel reparto in cui i neonati dovrebbero essere più al sicuro, perché bisognosi di cure, perché più esposti di altri. Eppure, nonostante i protocolli, le linee guida, le precauzioni, le raccomandazioni, il batterio si è annidato in un rubinetto, la cui acqua veniva regolarmente usata. Queste almeno le prime conclusioni a cui sono giunte le indagini, ma la strada per fare piena luce sul caso è ancora lunga. Così, come i temporali di fine estate che proprio a Verona hanno portato estesi danni, sulla sanità locale si addensano nere e dense nubi, minacciose e cariche di pesanti interrogaServizi da pag. 5 tivi, di tanti perché in attesa di una risposta. Perché il reparto non è stato chiuso prima? Perché l’intera vicenda è emersa nella sua gravità solo dopo la denuncia di una madre che ha visto morire il proprio bambino? Perché potrebbe essere stato un tragico errore ricorrere all’acqua del rubinetto? Qual è il confine, poi, tra la tragica fatalità e la colpevole imperizia? Ma poi, di chi è la colpa? Questa vicenda continuerà a lasciare una lunga scia di dolore a lungo, fra i parenti dei bambini ma anche fra chi in quel reparto ci lavora tutti i giorni e cerca di fare il possibile per assicurare ai neonati le cure migliori. Eppure qualcosa di grave è successo, qualcosa è sfuggito, proprio nel nostro Veneto che da sempre si distingue per la qualità dei suoi servizi sanitari. Ma anche dietro alle eccellenze si possono celare delle ombre, da spazzare via al più presto, cercando di dare delle risposte a quei troppi perché e fare un passo avanti sul fronte della sicurezza nei nostri ospedali, purtroppo ancora preda delle infezioni.

PADOVA CROCEVIA DELLA REGIONE CHE VERRÀ La città è al centro di una sfida elettorale destinata a cambiare il futuro politico e amministrativo

Oggi sono il 27% in meno rispetto al 1999 ELEZIONI

Ecco dove sono i seggi in città del 20 e 21 settembre TRASPORTI

Tram, nuova stagione tra cantieri e ricorsi GUIZZA

Un intero quartiere al lavoro per il Parco dei Salici

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Sicurezza in ospedale quei troppi “perché” Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

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n batterio microscopico ma letale ha provocato la morte di quattro neonati e ne ha lasciati altri nove in condizioni disperate. Pare fosse annidato nei tubi dei rubinetti del reparto di terapia intensiva neonatale dell’Ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trento a Verona. Sulla vicenda stanno lavorando due commissioni nominate dalla Regione oltre alla magistratura. Spetterà a loro trovare delle risposte e indicare le eventuali responsabilità, raccogliendo tutti gli elementi utili. segue a pag 5

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La notizia del mese

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Sicurezza in ospedale quei troppi “perché” Nicola Stievano >direttore@givemotions.it<

Padova, centro della sfida elettorale L

Tutto è partito, raccontano le cronache, dalla tenacia con cui la madre di uno dei bimbi deceduti ha chiesto che fosse fatta chiarezza su una storia ancora dai contorni pochi chiari. Mentre imperversava la pandemia da Covid i vertici sanitari scaligeri e veneti si interrogavano sull’origine di questo killer silenzioso e invisibile che dall’inverno scorso aveva colpito proprio i bambini, proprio nel reparto in cui i neonati dovrebbero essere più al sicuro, perché bisognosi di cure, perché più esposti di altri. Eppure, nonostante i protocolli, le linee guida, le precauzioni, le raccomandazioni, il batterio si è annidato in un rubinetto, la cui acqua veniva regolarmente usata. Queste almeno le prime conclusioni a cui sono giunte le indagini, ma la strada per fare piena luce sul caso è ancora lunga. Così, come i temporali di fine estate che proprio a Verona hanno portato estesi danni, sulla sanità locale si addensano nere e dense nubi, minacciose e cariche di pesanti interrogativi, di tanti perché in attesa di una risposta. Perché il reparto non è stato chiuso prima? Perché l’intera vicenda è emersa nella sua gravità solo dopo la denuncia di una madre che ha visto morire il proprio bambino? Perché potrebbe essere stato un tragico errore ricorrere all’acqua del rubinetto? Qual è il confine, poi, tra la tragica fatalità e la colpevole imperizia? Ma poi, di chi è la colpa? Questa vicenda continuerà a lasciare una lunga scia di dolore a lungo, fra i parenti dei bambini ma anche fra chi in quel reparto ci lavora tutti i giorni e cerca di fare il possibile per assicurare ai neonati le cure migliori. Eppure qualcosa di grave è successo, qualcosa è sfuggito, proprio nel nostro Veneto che da sempre si distingue per la qualità dei suoi servizi sanitari. Ma anche dietro alle eccellenze si possono celare delle ombre, da spazzare via al più presto, cercando di dare delle risposte a quei troppi perché e fare un passo avanti sul fronte della sicurezza nei nostri ospedali, purtroppo ancora preda delle infezioni.

e elezioni regionali sono alle porte e Padova si trova essere al centro di questa sfida per tantissimi motivi. Se da una parte alla scelta del prossimo sindaco mancano ancora due anni, non si può dire che la Città del Santo sia così distante da questa contesa elettorale. Arturo Lorenzoni, candidato Presidente per il centrosinistra, è stato scelto, infatti, proprio per mutuare, a livello regionale, l’esperienza padovana. Le sue dimissioni da Palazzo Moroni, poi, hanno prodotto un nuovo assetto della giunta retta dal sindaco Giordani con la nomina di Andrea Micalizzi (altro possibile candidato alle regionali, poi non sceso in pista) a vicesindaco e il “sorpasso”, in termini di influenza politica, di Coalizione Civica rispetto alla lista che portava il nome di Lorenzoni. Rimanendo in casa centrosinistra da segnalare la corsa per un seggio in regione di Alessandro Bisato, sindaco di Noventa Padovana e segretario regionale del PD: anche in questo caso, ci saranno dei cambiamenti in casa Dem. Se Bisato sarà eletto, infatti, il prossimo segretario regionale, con ogni probabilità, non potrà più essere padovano per una logica di rotazione tra le province venete. Al fianco di Bisato corrono Vanessa Camani, già deputata nella scorsa legislatura, e l’outsider Pietro Bean, giovanissimo esponente del movimento delle “sardine”. Particolarmente interessante anche la corsa di Fratelli d’Italia che corre per diventare il secondo partito del Veneto, dopo la lista Zaia, e per superare la Lega. Anche qui volti noti della politica padovana. Tra gli altri Elisabetta Gardini, Enoch Soranzo già presidente della provincia e Matteo Cavatton, entrato lo scorso inverno nel Partito di Giorgia Meloni, in cerca di una rivincita dopo le comunali perse in prima linea al fianco di Massimo Bitonci. La palma dei manifesti più impattanti, non ce ne vorranno gli altri candidati, va, senza indugi, all’assessore uscente Roberto Marcato che sta dando vita ad una campagna, sotto le insegne della Lega, di grandissima forza visiva. Anche Forza Italia si presenta ai nastri di partenza con molte speranze, forte di una squadra di candidati particolarmente radicata sul territorio: Mirko Patron, sindaco uscente di Campodarsego, Chiara Matteazzi già presidente del Parco Colli Euganei, Carlo Guglielmo figura storica dell’amministrazione di Albignasego, il sindaco di Mon-Nicola Stievano >direttore@givemotions.it< tagnana, Loredana Borghesan, il consigliere regionale Maurizio Conn batterio microscopico ma letalePadova ha provocato la - Rubano · Tel. 049 650 te, la vicepresidente di Anci Veneto, Elisa Venturini, Mario Fabbris, morte di quattro neonati e ne ha lasciati altri nove info@iofartigiana.it già assessore a Cittadella e Vincenzo Gottardo Vicepresidente indella condizioni disperate. Pare fosse annidato nei tubi Provincia. Insomma, per Padova e il suo territorio, queste elezioni redei rubinetti del reparto di terapia intensiva neonatale gionali produrranno, e in parte hanno già prodotto, un effetto domino dell’Ospedale della Donna e del Bambino di Borgo Trenestremamente significativo che ne condizionerà, certamente, ilto futuro a Verona. Sulla vicenda stanno lavorando due compolitico e amministrativo. missioni nominate dalla Regione oltre alla magistratura.

La città si conferma osservatorio privilegiato della competizione regionale e non solo

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Sicurezza in ospedale quei troppi “perché” Servizi Funebri · Trasporti Nazionali/Internazionali · Opere Cimiteriali 005

Il rispetto, il decoro e l’assistenza sono un vostro diritto. Offrirveli è un nostro dovere.

di Padova

Spetterà a loro trovare delle risposte e indicare le eventuali responsabilità, raccogliendo tutti gli elementi utili. segue a pag 5 Questa edizione raggiunge i quartieri di Padova per un numero complessivo di 98.000 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 32199

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Chiuso in redazione il 3 settembre 2020


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In primo piano

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Rosario Rizzuto L’intervento del Rettore

“Da ottobre torniamo ad essere Università” Per sostenere la ripartenza l’ateneo patavino ha messo in campo un intervento straordinario di 15 milioni di euro erogati direttamente a studenti e studentesse

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sciamo dall’emergenza COVID-19 con una consapevolezza chiara: per le nostre società ricerca scientifica ed alta formazione sono investimenti strategici, irrinunciabili. La scienza è la base solida su cui costruire la tutela della salute di cittadini e cittadine e la crescita economica e culturale della nostra società. E l’alta formazione dei nostri giovani, l’acquisizione di competenze forti e sempre più integrate in un sapere multidisciplinare, non solo garantisce loro una vita professionale di successo, ma mette a disposizione del nostro Paese il capitale umano capace di costruire ed innovare, il vero patrimonio comune che permette di affrontare e vincere sfide economiche e sociali sempre più complesse. Ora più che mai, è necessario che tutte le istituzioni condividano questa determinazione e prendano decisioni coraggiose. Le università, come l’intero paese, sono state all’improvviso colpite da una emergenza sanitaria e poi sociale senza precedenti, ma non ne sono state travolte, rispondendo anzi con rapidità ed efficienza e trasferendo sulle piattaforme telematiche lezioni, esami, lauree e servizi agli studenti. Dai primi di marzo la nostra università ha erogato ogni giorno più di 150.000 lezioni e nella sessione estiva si sono tenuti più 100.000 esami di profitto e 2.000 lauree. Ma è ora di guardare al prossimo anno accademico e operare quelle scelte che permettano già da ottobre di tornare ad essere Università, luogo di scienza e di apprendimento ma anche comunità di persone, di rapporti umani e di inserimento nel contesto territo-

riale. Vogliamo quindi che gli studenti tornino a vivere gli spazi universitari e la città, in quel percorso di crescita e stimolo reciproco che è l’essenza del periodo universitario. È questa la nostra storia ed identità da otto secoli. Padova e il suo ateneo sono un binomio indissolubile. La vivacità degli studenti, il loro vivere a pieno il luogo in cui studiano, è parte del Dna patavino, una cifra riconosciuta unanimemente alla città che, allo stesso tempo, viene apprezzata – e in molti casi piacevolmente scoperta – dagli studenti che la scelgono per un periodo cruciale, e indimenticabile, della loro vita, quello degli studi universitari. E quindi, per sostenere la ripartenza della vita universitaria, per stimolare l’iscrizione e la frequenza in presenza di studenti e studentesse, abbiamo messo in campo uno sforzo straordinario, finanziato direttamente sul nostro bilancio. Abbiamo affiancato al piano governativo di riduzione della tassazione universitaria un intervento di 15 milioni di euro erogati direttamente a studenti e studentesse: connettività gratis per tutti gli iscritti, per i redditi fino a 50.000 euro un contributo di 500 euro per l’affitto o di 350 euro per l’abbonamento ai mezzi di trasporto, e la copertura fino all’80% del costo di un personal computer per le matricole. A questo si sommano 7.700 borse di studio ed il completamento di un investimento di oltre 7 milioni di euro per l’ammodernamento tecnologico di tutte le aule (progetto «Aule Smart»), per consentire a chi non potrà frequentare di persona di seguire comunque le lezioni dei nostri 188 corsi da casa. Questo impegno, frutto della passio-

Rosario Rizzuto

ne e della determinazione dell’università, sarà pienamente efficace se sarà condiviso e sostenuto delle istituzioni pubbliche e private. Non lasciamoci sfuggire questa occasione per riallineare le nostre politiche di finanziamento alla ricerca e all’alta formazione a quelle dei Paesi più avanzati, dopo un lungo periodo di divergenza. La necessità urgente e drammatica di comprendere una grave pandemia causata da un virus finora sconosciuto e di attuare strategie efficaci di prevenzione e cura ha dimostrato, se mai ce ne fosse stato

bisogno, il valore essenziale della conoscenza e della competenza. È quindi il momento di ribadire che un Paese costruisce un futuro sereno e sicuro se finanzia scienza ed alta formazione sempre e con ampiezza di risorse, anticipando e non rincorrendo le sfide che siamo chiamati ad affrontare. Non è un lusso, è un investimento previdente di una società saggia. Rosario Rizzuto Rettore dell’Università degli Studi di Padova

• Chi è Rosario Rizzuto

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osario Rizzuto è Rettore dell’Università di Padova dal 2015. È membro della Giunta e delegato Ricerca e Trasferimento Tecnologico della CRUI (Conferenza dei Rettori delle Università Italiane). Ha pubblicato circa 300 articoli su riviste internazionali censite da Pubmed (più di 45000 citazioni, h-index 108, da Google Scholar) tra cui Science, Nature e Cell. È membro dell’Academia Europaea e della European Molecular Biology Organization (EMBO). La sua attività di ricerca è finanziata dalla UE (progetto ERC Ideas Advanced “Mitocalcium”), da AIRC, Telethon, dalle fondazioni Cariparo e Cariplo e dai ministeri dell’Istruzione e della Salute. Ha ricevuto il premio Chiara D’Onofrio, il Biotec Award, la Theodor Bucher medal e nel 2014 il premio Antonio Feltrinelli dell’Accademia dei Lincei.


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InVita primo in città piano

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L’anno accademico Sono già 23mila le richieste di iscrizione pervenute

Le preimmatricolazioni sconfiggono la paura L

’attrattività dell’Università di Padova rimane più forte del Covid. Nonostante l’emergenza, nonostante la paura, le preimmatricolazioni per il nuovo anno accademico non calano. Tutt’altro. Ai primi di settembre le richieste di iscrizioni erano già ai livelli di quelle dello scorso anno: 23 mila. Un numero parziale, che consente di ipotizzare che salirà ancora, spazzando via le voci che si sarebbe profilato un autunno in perdita. La grandezza, il prestigio e gli 800 anni di storia dell’ateneo patavino hanno un peso. Anche in tempo di pandemia. Trentadue dipartimenti, 82 corsi di laurea triennale, 81 di laurea magistrale, 8 corsi di laurea a ciclo unico, 65 master, 65 scuole di specializzazione, 37 corsi di perfezionamento, 4 di alta formazione, 35 scuole di dottorato, due di dottorato internazionale. Senza dimenticare la Scuola Galileiana, eccellenza alla quale arrivano solo i migliori. Basterebbero i numeri a spiegare le dimensioni e l’importanza dell’Università di Padova. Che all’attualità può unisce un passato fatto di grandezza,

iniziato nel 1222 e da quel momento in continua ascesa nei campi della ricerca, della sperimentazione e del progresso. Lì dove furono docenti Galilei, Falloppio, Vesalio e Morgagni oggi salgono in cattedra in 2.200 per insegnare a 64 mila studenti. Dodicimila laureati l’anno, oltre cinquemila borse di studio. E quasi 2.300 tecnici amministrativi per questa che, sempre guardando ai numeri, è un’impresa che dà e crea lavoro: quello di oggi e, sulla carta, quello di domani. Attrattività e vocazione internazionale sono gli ingredienti principali di un successo tanto longevo e inattaccabile. Un successo fatto di primati – il primo Orto botanico universitario del mondo, la prima donna laureata al mondo (Elena Lucrezia Cornaro) – e di illustri protagonisti (da Bernardi, l’ingegnere del primo motore a scoppio a benzina, al filosofo Bobbio, al poeta Valeri, al matematico Civita il cui lavoro fu alla base della teoria della relatività generale di Einstein, fino a Gallucci, autore del primo trapianto di cuore in Italia). E la storia continua.

• La curiosità Ecco cosa studiano i padovani: sul podio Scienze umane e Ingegneria

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l 21 per cento dei padovani iscritti all’Università studia Scienze umane, sociali e del patrimonio culturale. Sul podio, con punto percentuale in meno (20%), c’è Ingegneria, che distanzia Medicina e Chirurgia posizionata al 16 per cento. Via via tutte le altre: Economia e Scienze Politiche al 13 per cento, Scienze al 12 per cento, infine Giurisprudenza, Psicologia e Agraria e Medicina veterinaria rispettivamente all’8 per cento, 5 per cento e 4 per cento. I dati – tratti dallo studio statistico sui giovani padovani tra i 20 e i 39 anni residenti in città, aggiornato al 31 dicembre scorso e condotto dal settore Programmazione Controllo e Statistica del Comune – ci dicono, relativamente all’istruzione, che gli studenti padovani rappresentano l’8 per cento della popolazione universitaria: il totale degli iscritti allo scorso anno accademico era 58.625, 4.770 gli iscritti autoctoni, dei quali una piccola percentuale (4%) è ancora iscritta a lauree del vecchio ordinamento. (s.s.)

Sara Salin

Committente Responsabile: Sonia Dittadi

MESSAGGIO ELETTORALE

Regionali Veneto 20 e 21 Settembre 2020 Dopo 5 anni da Assessore allo Sviluppo Economico l’impegno continua. Per imprese, artigianato e commercio. Per il nostro territorio. Per l’autonomia.


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La città che cambia

La ricerca fotografa la fascia di età dai 20 ai 39 anni

Chi sono i giovani adulti?

Sono oltre 45mila e il 33% è di origine straniera. Dal 1999 Padova ha perso per strada il 27% della popolazione giovane. Uno su quattro degli emigrati all’estero si è stabilito nel Regno Unito

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i chiamano giovani adulti. Hanno fra i venti e i trentanove anni. Una fascia di età ampia e sempre più sotto i riflettori, tanto che il Comune di Padova ha scelto di dedicarle una ricerca statistica ad hoc. Un’analisi ad ampio raggio, con riferimento al 31 dicembre scorso, che va a fotografare i principali aspetti riguardanti la vita di 45.428 padovani. Chi sono, da dove arrivano, che struttura per età hanno, qual è il loro stato civile, sono sposati, hanno figli, una famiglia, che lavoro fanno, studiano? Dal punto di vista demografico la prima cosa che salta all’occhio – al di là del fatto che la popolazione maschile supera, sebbene di poco, quella femminile (23.305 contro 22.123) – è che in vent’anni (dal 1999 a oggi) la popolazione dei giovani adulti ha perso una grossa fetta per strada: ben il 27%, portando questa fascia di età dal costituire un terzo della popolazione padovana del 1999 ad appena un quinto di quella odierna. E questo nonostante non siano mancati i “rinforzi” arrivati con l’immigrazione, tanto che la percentuale dei giovani padovani con cittadinanza straniera è del 28,9%, molto più alta di quella complessiva su tutti i residenti, che si attesta al 16,78%. Nella fascia di età compresa fra 30 e 39 anni gli stranieri superano addirittura il 33%: quasi la metà ha la cittadinanza europea, il 28% asiatica, il 21% africana e il 3% proviene dalle Americhe e dall’Oceania. Una percentuale che esclude le decine di migliaia di studenti universitari non padovani. Se sette giovani padovani su dieci sono italiani, un quarto dei coetanei residenti è rumeno. Un trend in discesa, quello dell’impoverimento della popolazione giovane, che fortunatamente negli ultimi due anni è rallentato ma che ha comunque riflessi importanti sulla programmazione delle politiche cittadine. Interessante è anche scoprire dove i giovani adulti risiedono. La maggiore incidenza rispetto alla popolazione complessiva si registra nel quartiere nord, con il 24%, quella minore invece, con il 20%, nel quartiere sud-ovest, mentre quasi il 22% abita a sud-est e solo il 13% in centro. In ventidue sono senza fissa dimora. Il bilancio demografico mostra come nel 2019 i giovani residenti a Padova siano in aumento: un più 494 che deriva esclusivamente dal movimento migratorio e che compensa ampiamente il saldo negativo di chi se ne va. Uno su quattro

(161) di coloro che sono migrati all’estero ha stabilito la propria residenza nel Regno Unito, in 56 si sono trasferiti in Francia, in 44 in Germania. In tutto sono stati 522 i giovani che lo scorso anno hanno scelto di lasciare Padova per trasferirsi all’estero, anche se lo studio non prende in considerazione chi si sposta all’estero per studiare o per lavorare e che all’inizio continuano a mantenere la residenza in città. Per quanto riguarda invece le migrazioni interne, la maggior parte dei flussi è diretta nell’hinterland. Il capitolo lavoro regala qualche sorpresa. Secondo i dati forniti dall’Istat in provincia di Padova il 41,8% dei giovani dai 15 ai 29 anni è occupato per la grande maggioranza nei servizi (la media del Veneto è del 42,2%, quella nazionale del 31,8%), mentre il 12,5% è disoccupato, contro il 12,4% del Veneto e il 22,4% italiano. Il matrimonio non sembra essere una priorità. Il 67% e il 62% dei giovani e delle giovani Solo il 13% sono rispettivamente celibi e nubili. Il 16% abita in centro della popolazione maLa maggioranza vive schile e il 25% di quella nel quartiere nord femminile è convolata a nozze. Nei 473 matriPiù di della metà moni celebrati nel 2019, di chi ha un nucleo in 324 casi (il 68%) almeno uno degli sposi familiare vive solo aveva un’età compresa tra i 20 e i 39 anni e in 251 casi (il 53%) lo erano entrambi. Nessuno invece si è sposato prima di avere compiuto vent’anni. Nel corso del 2019 i giovani che hanno avuto figli sono stati 1.642, 745 dei quali sono diventati genitori per la prima volta. Infine, l’analisi ha messo in evidenza la tipologia di famiglia a cui questi giovani appartengono. Il risultato è che la metà dei giovani adulti ha costituito una propria famiglia riconosciuta civilmente o di fatto. Il 38% vive con i parenti, che possono essere genitori, nonni o affini. Il 10%, corrispondente a 4.324 giovani, convive in famiglie nelle quali non sono presenti legami affettivi di coppia, mentre il restante 2% si trova nelle caserme, nelle strutture di accoglienza o nei conventi. Ma oltre la metà (il 51%) di chi ha costituito un proprio nucleo familiare vive da solo.

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Obiettivo. quartieri

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Elezioni 20-21 settembre Dove votare a Padova

Tutti i seggi in città per le regionali e il referendum Sezioni 1, 2, 3, 4: scuola elementare Reggia Carrarese, Corte Arco Valaresso 7. Sezioni 5, 6, 7, 8: scuola media Petrarca, via Concariola 9. Sezioni 9, 10, 11, 12, 13, 14: liceo scientifico Enrico Fermi, via Configliachi 1. Sezioni 15, 16, 17, 18, 19: scuola media Giovanni Pascoli, via Galileo Galilei 36. Sezioni 20, 21, 22: scuola elementare Luzzato Dina, via Gradenigo 1. Sezioni 23, 24, 25, 26: scuola elementare Santa Rita, via Marchesini 4. Sezioni 27, 28, 29, 30, 31, 32: scuola elementare Alessandro Volta, via Sant’Osvaldo 1. Sezioni 33, 34, 35, 36, 37, 38: istituto Valle, viale Cavallotti 25. Sezioni 39, 40: liceo Marchesi succursale, via Bronzetti 31. Sezioni 41, 42, 43, 44, 45: scuola elementare Randi, via Piave 23. Sezione 46: scuola media Antonio Vivaldi succursale, via Moro 6. Sezione 47: scuola media Antonio Vivaldi, via Chieti 3. Sezioni 48, 49: scuola media Antonio Vivaldi succursale, via Moro 6. Sezioni 50, 51, 52: scuola media Antonio Vivaldi, via Chieti 3. Sezioni 53, 54: scuola elementare Zanibon, via Siracusa 12. Sezioni 55, 56: scuola media Antonio Vivaldi, via Chieti 3. Sezioni 57, 58, 58 S, 59: istituto commerciale Leonardo Da Vinci succursale, via Wiel 19. Sezione 60: istituto Marchesi succursale, via Bronzetti 31. Sezione 61: istituto commerciale Leonardo Da Vinci succursale, via Wiel 19. Sezioni 62, 63, 64: scuola media Giotto, via del Carmine 1. Sezioni 65, 66: scuola elementare Giovanni XXIII, via Carli 1. Sezioni 67, 68, 69, 70, 71, 72: scuola elementare Muratori, via Dignano 2. Sezioni 73, 74, 75: scuola media Briosco, via Lippi 11. Sezioni 76, 77: scuola elementare Rosmini, via da Montagnana 91. Sezioni 79, 79, 80: scuola media Zanella, viale dell’Arcella 21. Sezioni 81, 82: scuola elementare Salvo D’Acquisto, via Bach 3. Sezioni 83, 84, 85, 86: scuola media Briosco succursale, via Pierobon 19/B. Sezioni 87, 88, 89, 90: scuola elementare Mantegna edificio nuovo. Sezioni 91, 92, 93, 94, 95: scuola Donatello succursale (ex Copernico), via Cortivo 25. Sezioni 96, 97, 98, 99: scuola elementare Giovanni XXIII, via Carli 1. Sezione 100: scuola elementare Rodari, via Mortise 123. Sezioni 101, 101 S, 102, 103, 104: scuola elementare Nicolò Tommaseo, via Fioraz-

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zo 1. Sezioni 105, 106, 107: scuola elementare Rodai Maroncelli, via Mortise 123. Sezioni 108, 109, 110, 111: scuola elementare Elsa Morante, via Bonetto 1. Sezioni 112, 113, 114, 115: scuola elementare Davila, via Calabresi 5. Sezioni 116, 117, 118, 119, 120, 120 S, 121, 122: scuola media Falconetto, via Dorighello 16. Sezioni 123, 124, 125, 126: scuola elementare Forcellini, via Filiasi 3. Sezioni 127, 128: Quartiere 3 Est, via Boccaccio 80. Sezioni 129, 130, 131, 132: scuola elementare Ferrari, via delle Granze 17. Sezione 133: Consiglio di Quartiere, via Beffagna 13. Sezioni 134, 135, 136, 137, 138: scuola elementare Ippolito Nievo, via Vecchia 1/B. Sezioni 139, 140, 141: scuola elementare Quattro Martiri, via del Commissario 30. Sezioni 142, 143: scuola elementare Luzzatti, via Salboro 2. Sezioni 144, 145, 146, 147, 148: scuola media Marsilio Padova, via dell’Orna 21. Sezioni 149, 150, 151, 152: scuola elementare Ricci Curbastro, via Tassoni 17. Sezioni 153, 154, 155: scuola elementare Ricci Curbastro succursale, via Rolli 6. Sezioni 156, 157, 158: scuola elementare San Giovanni Bosco, via Bressanone 23. Sezioni 159, 160, 161, 162, 162 S: scuola elementare Martiri della Vittoria, via Armistizio 298. Sezioni 163, 164: scuola elementare Prati, via Decorati Valor Civile 154. Sezioni 165, 166, 167: Casa Leonardo, via dei Colli 108. Sezioni 168, 169, 170, 171: scuola elementare Radice, via Ciamician 49. Sezioni 172, 173, 174, 175, 176, 176 S: scuola elementare Gozzi, via Montanari 55. Sezioni 177, 178, 179: scuola elementare Fogazzaro, via Chiesanuova 136. Sezioni 180, 181, 182: scuola elementare Lambruschini, via Montà 59. Sezioni 183, 184, 184, 186, 186 S: scuola elementare Montegrappa, via Montà 186. Sezioni 187, 188, 189, 190: scuola elementare Petrarca, via Sacro Cuore 40. Sezioni 191, 192, 193, 194: scuola elementare Mazzini, via Leogra 6. Sezioni 195, 196, 197, 198, 199, 200, 201: scuola elementare Leopardi, via Crivelli 4. Sezioni 202, 202 S, 203, 203 S: monoblocco ospedale Giustinianeo, via Ospedale Civile 28. Sezioni 204, 204 S, 205, 205 S: clinica neurologica, via Giustiniani 2. Sezioni 206, 206 S: Ospedale Sant’Antonio, via Facciolati 71.


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Trasporti Voltabarozzo, la linea Sir3 fa ancora discutere

Tram, nuova stagione fra cantieri e ricorsi Benefici, disagi e colpi di scena di un un grande progetto sul quale si gioca il futuro di Padova e di chi la governa

I

l tram riparte dai lavori in via Tommaseo e …dalla Procura. Nei giorni scorsi è stato riaperto il cantiere per la realizzazione di una serie di opere propedeutiche riguardanti lo spostamento delle condotte idriche così da non trovarsi a farlo poi, a posa dei binari già avvenuta. Ma sul Sir3, la nuova linea su rotaia che collegherà la Stazione a Voltabarozzo, è già arrivata una prima brutta tegola. Il Comitato No Rotaie Voltabarozzo ha presentato in Procura una serie di esposti, alcuni sono stati depositati proprio in questi giorni. Tra i dubbi e le perplessità su cui si vuole far luce la mancata illustrazione al pubblico della V.I.A., la Valutazione di Impatto Ambientale del Sir a cui fa seguito la presentazione delle osservazioni. Addirittura sul sito della Provincia, scrive il Comitato nell’esposto, la data entro la quale inviare questi pareri non è stata nemmeno indicata. Una vicenda spinosa su cui ha preso posizione anche la Soprintendenza col suo direttore Fabrio Magani chiedendo di ben valutare i “potenziali impatti che la realizzazione delle opere infrastrutturali connesse alla tramvia possono ingenerare nel quanto mai sensibile contesto di riferimento”. Attenzione, dunque, al verde, al “delicatissimo” effetto sulle mura e all’attraversamento del canale Scaricatore con il nuovo ponte. “Il punto cruciale è capire per-

Provincia: “Valutazione di impatto ambientale entro novembre, ma sul tram noi non c’entriamo”

S

gombra subito il campo da sti si verifichino effettivamente. ogni equivoco il presidente Noi contiamo di emanarla entro della Provincia, Fabio Bui. “Prifine ottobre, di sicuro entro noma di qualsiasi discorso è bene vembre”. precisare che con il tram la ProDell’argomento, aggiunge Bui vincia non c’entra nulla, se non “si è comunque ampiamente parper quanto riguarda la Valutalato, pure confondendo le compezione di Impatto Ambientale, che tenze della Provincia su un proha una sua procedura tecnica ben getto che noi abbiamo pubblicato definita per garantire la partedal 6 luglio. C’era tempo fino al Fabio Bui cipazione nella fase del procedi20 agosto per le osservazioni, ma mento”. non ne sono arrivate. Se nel frattempo verranno Presidente, quali saranno i tempi? “La procedura presentate ne terremo conto. Sia io che i tecnici non è semplice di suo. Lo scopo è quello di indivi- siamo sempre disponibili a fornire eventuali chiaduare, descrivere e valutare, in via preventiva alla rimenti. Da parte nostra mai nulla è stato negato realizzazione delle opere, gli effetti sull’ambien- o nascosto. Io non sono mai stato interpellato, né te, sulla salute e benessere umano di determinati personalmente né tramite gli uffici provinciali che progetti pubblici o privati, quindi identificare le stanno seguendo l’iter amministrativo su un pamisure per prevenire, eliminare o rendere minimi rere che, ripeto, ha un suo percorso definito dalla gli impatti negativi sull’ambiente, prima che que- legge”. (n.m.)

chè non sia stata fatta la dovuta pubblicità, peraltro prevista dalla legge, informando per tempo la gente in modo che potesse esprimere le proprie osservazioni – spiega Liliana Gori, portavoce del Comitato –. Di vitale importanza, poi, la questione sicurezza lungo tutto il percorso nel nostro quartiere, ma anche lungo la ciclabile del Parco Iris. Su questa abbiamo già presentato un esposto in Procura. Ricordiamoci che abbiamo a che fare con un progetto definitivo redatto su planimetrie vecchie di 10 anni, un periodo non certo breve durante il quale il contesto è cambiato. A ciò si aggiunge la colata di cemento con cui dovremmo fare i conti. Solo per il parcheggio scambiatore al capolinea sono destinati a scomparire circa 15 mila metri quadrati, attualmente a destinazione agricola. Aggiunti a quelli che verranno cancellati lungo tutta la tratta, saranno ben 27.400 metri i quadrati di verde che non vedremo più, di fatto un’area pari a 6 campi da calcio”. Sul piede di guerra anche i cittadini del Comitato SalviAmo la ciclopedonale Sografi-Voltabarozzo: “Vien da chiedersi, a questo punto – concludono – come mai certe scadenze, apprese solo dopo e mai prima, vengano sempre fissate in periodi, come quelli delle vacanze, in cui eventuali uffici tecnici a cui un cittadino può rivolgersi sono ovviamente chiusi.”. Nicoletta Masetto

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Scuola Aule e locali a nuovo all’istituto di via Durer

I carcerati di Padova ritinteggiano il Curiel E

Estate all’insegna di lavori di tinteggiatura anche al liceo Curiel. Tra bidoni di pittura, rulli e pennelli il “cantiere” ha interessato uffici, vicepresidenza, sala insegnanti con i bagni dei docenti, bagni vicino alla bretella dell’Aula Magna ei bagni della palestra. Ad eseguirli sono stati alcuni detenuti del carcere di Padova. A questi lavori si sono aggiunti la ristrutturazione dei laboratori linguistico e di Informatica in sede centrale. L’intervento di tinteggiatura realizzato dai detenuti era stato o programmato grazie al protocollo d’intesa firmato dalla Provincia di Padova, la Casa di Reclusione e l’associazione onlus “Gruppo operatori carcerari volontari” (Ocv di Padova) per consentire ai detenuti di fare lavori di tinteggiatura e piccola manutenzione

negli edifici scolastici di competenza provinciale. Si tratta di un’iniziativa che viene rinnovata per la terza volta dopo le aule ridipinte dai carcerati al Belzoni nel 2018 e al Fermi nel 2019. Il progetto rientra infatti tra gli obiettivi pedagogici che la Casa di Reclusione porta avanti per offrire, mediante il lavoro all’esterno, opportunità di formazione professionale e di esperienze utili al reinserimento sociale. “Il lavoro – spiega la Provincia a cui compete l’edilizia scolastica degli istituti superiori di città e provincia – è stato svolto con grande professionalità, dedizione e impegno. È un progetto che ci ha dato grande soddisfazione anche negli anni scorsi per il messaggio positivo e di rigenerazione verso chi sta scontando una pena in carcere e verso gli studenti che

poi utilizzano le classi ridipinte. Ma è anche un’iniziativa che oggi assume ancora più valore visto che gli edifici scolastici hanno bisogno di interventi e migliorie continue per dare ai ragazzi ambienti salubri e curati. L’emergenza sanitaria ha fatto capire a tutti che bisogna avere a cuore la propria comunità e fare ognuno la propria parte per tenere in piedi i servizi e i luoghi pubblici. Ci siamo improvvisamente accorti di quanto importante sia avere una scuola moderna e rinnovata, oltre ad ospedali, strade, mezzi e tecnologie. Grazie al direttore del carcere e ai volontari carcerari perché credono nel recupero delle persone e nell’importanza di dare una chance anche a chi sbaglia inserendoli in progetti di valenza locale volentieri promuoviamo”.

Arcella Bella fino al 4 ottobre

A

rcella Bella non ha paura. Agli atti vandalici, messi a segno a più riprese, lo staff ha risposto prorogando l’apertura fino al 1 ottobre. «Abbiamo deciso di prorogare l’apertura, certi di fare un gesto di valore per la cittadinanza e di dare un segnale forte. Il percorso di rigenerazione urbana al Parco Milcovich è fatto di cultura e socialità, aspetti per i quali lavoriamo ogni giorno in quartiere. Così vogliamo che rimanga in attesa di novità per la stagione invernale. Sono cultura e socialità gli strumenti più potenti per combattere la criminalità dei nonluoghi, per questo continueremo ad applicarli senza esitazione. Quello che è successo non ci abbatte, è il segnale che stiamo facendo la cosa giusta, nel modo giusto”. (n.m.)

Nicoletta Masetto

MESSAGGIO ELETTORALE

salute lavoro territorio

Committente responsabile Rossella Cecchini

ELEZIONI REGIONALI 20-21 SETTEMBRE 2020


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Piazzale Boschetti e l’incubo amianto

Ex stazione delle corriere, rinviata l’area verde nella zona Boschetti L

’ area della ferrovia, con il maxiprogetto per l’alta velocità, e la zona dell’ex stazione delle corriere, in piazzale Boschetti, sono al centro di alcuni dei più importanti investimenti della grande Padova. Peccato che, per quest’ultimo intervento sia arrivato un altro stop. Si tratta dell’ennesima interruzione del cantiere del futuro Parco Tito Livio dopo che, nel sottosuolo, è stato rinvenuto amianto. Perché non effettuare prelievi, carotaggi prima e non dopo o solo quando da più parti si è chiesto di eseguire le opportune verifiche su quel terreno prima di andarci a costruire sopra? Purtroppo è stato ritrovato materiale contaminato proprio nel fondo stradale dell’ex via Vecchio Gasometro dove una volta passava la pista ciclabile. Già a febbraio erano stati rinvenute e smaltite oltre 400 tonnellate di materiale tato dall’amministrazione Bitonci e financontaminato a causa di lastre di eternit se- ziato grazie ai fondi del Bando Periferie. Il polte sotto l’argine. progetto prevede la realizzazione di un’a“Anni fa, per realizzare i fondi stradali, rea verde, con panchine e illuminazione, veniva impiegato il materiale di scarto del- ma senza alberi, siamo nell’area dell’ex le costruzioni – spiega l’assessore ai Lavori gasometro e il sottosuolo è inquinato. In pubblici, Andrea Micalizzi – . Ad accorgersi cantiere anche la nuovissima passerella per primi sono stati gli ciclo-pedonale, lunga 44 Nuovo stop operai: mentre scavametri, che collegherà il vano sotto alla vecchia piazzale ai Giardini dell’Aal cantiere strada hanno rinvenuto rena. L’ultima tranche dei dopo la scoperta fibre di amianto e si sono lavori vedrà la realizzaziosubiti fermati”. ne delle “vele” in vetro e di materiale Sono stati, quindi, suacciaio, elemento di racda bonificare. Slitta cordo con il recupero e la bito disposti nuovi rilievi per conoscere con esatriqualificazione delle pal’inaugurazione tezza il tipo di materiale lazzine liberty, destinate a e la quantità presente. “I lavori partiranno diventare residenze di lusso. I lavori sono quanto prima – prosegue Micalizzi –, ma si iniziati nell’ottobre 2019, il parcheggio di è resa necessaria una nuova bonifica e, so- piazzale Boschetti è, però, rimasto aperprattutto, bisogna tenere monitorata l’in- to fino a gennaio 2020. L’inaugurazione tera area”. La prima operazione di smalti- almeno dell’area verde, prevista all’inizio mento, partita a febbraio, era costata ben per ottobre 2020, è evidentemente desti100 mila euro. nata a slittare. Nicoletta Masetto Il nuovo parco Tito Livio è stato proget-

A sinistra, la passerella di collegamento tra il Parco Tito Livio e i Giardini dell’Arena

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Lonardi: “La bonifica torni in Commissione”

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uesto secondo stop al cantiere conferma la veridicità delle contestazioni sollevate in questi mesi da molti consiglieri dell’opposizione e dalla consigliera di maggioranza Ruffini”. Non ha dubbi sulla questione Boschetti il vice presidente del Consiglio comunale, Ubaldo Lonardi. “Da più parti è stata fatta prese la superficialità sia delle indagini sulla presente di amianto ed di altre sostanze tossiche-cancerogene nel terreno del piazzale che sulla modalità, evidentemente inadeguata e insufficiente, di bonifica “superficiale”. Con tutta una grave serie

di effetti, come il declassamento di quello che doveva essere un “parco” a semplice “prato”. Si tratta di un argomento troppo grave per risolverlo con il solo stop del cantiere: trattandosi di amianto, se usassimo i “democratici metodi politici” adottati da sostenitori “dem”, scatterebbe l’esposto in Procura con probabile sigillatura del cantiere. Non è questo il nostro modo di operare, anche perché l’indagine dovrebbe essere partita d’ufficio. A noi interessa risolvere il problema perché il Parco Tito Livio”, progetto ideato dall’ex sindaco Bitonci, venga presto realizzato”. (n.m.)

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Alla Guizza un grande “salotto vegetale”

Parco dei Salici: niente appalti, il “rammendo” è firmato dai cittadini P

rima le sedie e poi gli alberi. A realizzare le prime, e a piantumare i secondi, non ditte esterne e nemmeno tecnici specializzati, bensì i cittadini del quartiere. Guizza, Parco dei Salici. Custodi della propria città, a partire dal quartiere in cui vivono, sono i cittadini di quest’area a sud della città i veri protagonisti del grande esperimento a cielo aperto di “rammendo” delle periferie. Il progetto è il G124 dell’architetto Renzo Piano. Destinatari giovani studenti e professionisti a cui devolve il suo stipendio di senatore a vita affinché individuino, negli spazi urbani soprattutto periferici, luoghi abbandonati o in stato di degrado che meritano una “seconda vita”. Insieme a Modena, Bolo-

“Una grande scommessa per la città”, parla Edoardo Narne, docente universitario e coordinatore nazionale del progetto G124 dell’architetto Renzo Piano gna e Palermo, Padova è una delle quattro città del progetto 2020 di cui è cooordinatore nazionale Edoardo Narne, architetto e professore dell’ateneo patavino. “Il progetto è attivo nelle periferie e per la città che sarà e “che lasceremo ai nostri figli” - spiega Narne -. A Padova si svolge in collaborazione con Università, Comune, Consulta di quartiere e con il sostegno della Fondazione Cariparo. Dopo l’intervento realizzato all’Arcella nel 2019, nella parrocchia di San Carlo, il team G124 si è spostato a sud, seguendo idealmente la linea del tram. Qui, nelle scorse settimane, i cittadini sono “scesi in campo” realizzando con le proprie mani 167 sedute Vihza (una è stata recapitata direttamente all’architetto Piano) durante quattro giornate di autocostruzione partecipata tra volontari e studenti di Ingegneria e Architettura. A ognuno è stato fornito un kit di 16 pezzi già tagliati e predisposti al montaggio, unitamente a un manuale simil-Ikea per l’assemblaggio. Le sedie, in legno e dal design innovativo, si trovano in un magazzino”.

Renzo Piano sulla sedia Vihza; sotto Edoardo Narne

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O

1985 : 2020

DAL 1985

PiccoloBruno I N F I S S I

T E N D E

Perché Vihza? Guizza deriva dal termine longobardo “Vìzha” che significa bosco. “L’intenzione – prosegue Narne – è proprio quella di riportare l’area al suo antico stato boschivo. Il progetto prevede la piantumazione, il prossimo ottobre, di 167 nuovi alberi così da creare un nuovo polmone verde per il quartiere. 167 nuovi alberi che hanno comportato necessariamente questi 167 tutori: strutture fondamentali per la crescita dell’albero e qui ripensate per fungere anche da dispositivi di arredo urbano. Sono sedute che, all’ombra delle nuove piante, definiscono dei “salotti vegetali” dove incontrarsi, chiacchierare in compagnia, leggere immersi nella natura. Un luogo dove sentirsi finalmente a casa nella propria città, abitandola e respirandola nella sua bellezza che inizia anche dal prendersene cura”. Nicoletta Masetto

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rofessore associato (ICAR 14) dell’Università di Padova, è stato visiting professor in Progettazione architettonica all’Università Alfonso X (Madrid), allo IUAV (Venezia) e al Goa College of Architecture (India) nella cattedra internazionale Charles Correa. Dal 2017 è direttore del Master degli atenei di Padova e Catania Forme dell’abitare contemporaneo e membro del collegio docenti del dottorato di ricerca Scienze dell’Ingegneria Civile, Ambientale e dell’Architettura a Padova. Ha scritto circa 70 pubblicazioni tra cui le monografie Abitare intorno a un vuoto, L’abitare condiviso e Il vuoto condiviso, ed. Marsilio, analizzando i temi dell’abitare a scala urbana con attenzione a tipologia e morfologia edilizie e a sperimentazioni di social housing e cohousing.


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Economia

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Dal campo alla vendita la sfida della filiera agroalimentare

Aspiag Service del gruppo Despar punta sul “Made in Veneto” I

l marchio promozionale del Veneto “Land of Venice” entra nei supermercati e negli ipermercati a contrassegnare i prodotti di qualità del Made in Veneto grazie al progetto di filiera avviato tra Regione e Aspiag Service, concessionaria Fra le regioni del marchio Despar per il Nordest. italiane è “Abbiamo passato anni a dire che la grande distribuzione è il nemico del mondo agricolo: quel il Veneto nemico che ci sfruttava, che abbassava i prezzi ad avere il dei prodotti invece oggi c’è una controtendenza in questo senso. Il grande gruppo di distriprimato con ben buzione Despar si è messo in gioco e ha voluto 91 certificazioni, fare questo accordo con il mondo agricolo per tra DOP, promuovere dei prodotti del territorio veneto e metterli in risalto nei propri punti vendita – ha IGP e STG dichiarato l’assessore regionale all’Agricoltura Giuseppe Pan nel corso della presentazione del Made in Veneto: i prodotti a marchio Dop, Igp e Stg per essere conosciuti, diffusi e promossi. Aspiag progetto -. E’ cambiata la mentalità dei consu- , le produzioni venete Bio, i prodotti di montagna Service ha una profonda cultura radicata nel termatori che vogliono sempre più prodotti sani e e quelli certificati con il disciplinare QV (qualità ritorio e da anni investe nella promozione delle eccellenze locali di ogni area in cui opera: questo vicini. Questa idea nasce proprio per coniuga- verificata). “Aspiag Service – ha dichiarato Harald Antley, si inserisce nella cultura dell’intero Gruppo Spar a re la grande distribuzione con i produttori che hanno la possibilità di fare contratti economici Amministratore Delegato – ha aderito al Protocollo livello internazionale: è parte del nostro DNA”. I primi prodotti individuati dal marchio promoimportanti e duraturi e quindi hanno una visione di filiera con grande entusiasmo, ed è fiera di essere strategica di investimento anche nel lungo perio- il primo partner della grande distribuzione a inse- zionale del Veneto saranno i radicchi ad indicazione geografica protetta - Verona, Chioggia, Cado. Il mercato e la grande distribuzione vogliono rirsi nel progetto, perché capace di garantire una sostenere i nostri imprenditori agricoli. In tutto distribuzione ampia e capillare a prodotti di nic- stelfranco, Treviso tardivo e precoce - e i prodotti questo, la Regione Veneto mette il proprio mar- chia che sono il grande orgoglio della terra veneta lattiero caseari a denominazione di origine. Gaia Ferrarese e hanno bisogno di una efficace cassa di risonanza chio e certifica questo contratto”. “I nostri produttori sono bravissimi a produrre, ma spesso scontano la volatilità dei prezzi del mercato e faticano a ricevere la giusta remunerazione – aggiunge l’assessore –. Questo accordo di filiera con un gigante della ostenere la promozione e la vendita dei pro- borazione, e siamo pronti a lavorare perché il patto di grande distribuzione come Importante dotti tipici e di qualità del Made in Veneto è filiera si allarghi e coinvolga altri gruppi della grande Aspiag, che conta già una foruna battaglia strategica che riguarda tutta la filiera, distribuzione, a beneficio della ripartenza dei produtte quota di aziende venete tra collaborazione dai produttori agricoli e caseari alla trasformazione tori agricoli e caseari del nostro territorio, della tenuta i propri fornitori, rappresenta tra Aspiag Service industriale e distribuzione commerciale ai consu- dell’occupazione, delle imprese di trasformazione e una modalità innovativa per e Regione del Veneto matori delle eccellenze del Veneto” sono queste le distribuzione commerciale, della tutela della qualità, valorizzare un indiscusso paparole di Giovanni Taliana, presidente del Gruppo quindi dei consumatori delle eccellenze del Made in trimonio di qualità e di eccel- per la valorizzazione Alimentare di Assindustria Venetocentro sull’adesio- Veneto. Promuovere i patti di filiera tra aziende agrilenze agroalimentari”. dei prodotti ne di Aspiag Service al protocollo di filiera realizzato cole, della trasformazione e della grande distribuzione Il logo “Land of Venice” dalla Regione Veneto per valorizzare i prodotti tipici è lungimirante e va nella direzione giusta, anche per comparirà nei cartelli promo- “Made in Veneto” regionali del settore agricolo e caseario. compensare la pesante caduta dell’Horeca (hotel, ristozionali, sugli scaffali, nei vo“Come Assindustria Venetocentro - continua Taliana ranti, bar) dovuta al lockdown, che ha fatto venir meno lantini cartacei, nel web e nei cartelli pubblicitari - esprimiamo grande apprezzamento per questa colla- un canale fondamentale di vendita”. dei 590 punti vendita della catena Aspiag. Andrà a contrassegnare e valorizzare le eccellenze del

Assindustria Veneto: “battaglia strategica”

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Solidarietà

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Dal 21 al 27 settembre la terza edizione di Solidaria

“Apertamente”, arte e cultura in dialogo Per una settimana il mondo della solidarietà e del volontariato si confrontano e ripartono da ambiente e paesaggio

Stefano Mancuso e Serena Dandini

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apita a Padova grazie a Solidaria, promossa dal Centro Servizio Volontariato e dal Comune di Padova. “Siamo convinti – spiegano Emanuele Alecci, presidente Csv e Sergio Giordani, sindaco di Padova – che l’interazione tra saperi diversi, tra professionalità altre, tra chi da sempre svolge un’azione di volontariato e chi magari non ci ha mai pensato, possa essere un punto di partenza importante per immaginare una città sempre più in grado di guardare al futuro con fiducia ed ottimismo” “Apertamente”, tema della terza edizione, vuole sottolineare la necessità di riprendere il contatto con l’ambiente e il paesaggio che ci circondano, ma anche di cercare di avere un approccio mentale aperto, necessario per costruire comunità accoglienti ed inclusive. La Convenzione europea del paesaggio - che compie vent’anni - ne è l’ossatura proprio perché paesaggio è innanzitutto relazione. Un luogo diviene paesaggio nel momento in cui c’è un c’è una relazione tra uomo e ambiente: un paesaggio diviene oggetto di tutela nel momento in cui una comunità di uomini stabilisce quali sono i valori e le regole che ritiene fondamentale salvaguardare. Così il dialogo tra lo scienziato Stefano Mancuso e Serena Dandini sul volume “La nazione delle piante” sarà un appuntamento da non perdere, come quello dedicato al racconto di alcune buone prassi

italiane sulla cura del paesaggio, dal giardino della Kolymbethra di Agrigento alla scuola di Paesaggio molisana. Sempre sul tema del paesaggio ci sarà un appuntamento dedicato ai cinque anni dalla “Laudato si”, l’enciclica di Papa Francesco sul nostro rapporto con la natura mentre un altro incontro sarà dedicato al rapporto tra paesaggio e architettura con Alessandro Melis, il curatore del Padiglione Italia alla 17^ biennale di architettura di Venezia. Il tema dell’”apertura” troverà sviluppo con uno sguardo all’Europa e al mondo. Marina Sereni, Vice Ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale interverrà all’appuntamento “Insieme per l’Onu. Si parlerà di diritti umani con l’Annuario italiano 2020, appuntamento con la partecipazione di Giuseppe Giulietti, presidente della Fnsi, per il quale “chi non ha voce non esiste ed è costretto a trovare in tutte le forme l’urlo o il gesto estremo per potersi affermare”. Volontariato e impegno civile al centro, poi, di un incontro che unirà l’Italia, da Sud a Nord, per un confronto su identità, autonomia e responsabilità del volontariato oggi, anche dopo l’esperienza Covid-19, protagoniste alcune delle principali realtà nazionali: ANPAS, Mo.V.I., Progetto Sud, Fondazione Zancan, Associazione Luciano Tavazza.

È ARRIVATO IL MOMENTO DI RISTRUTTURARE IL TUO BAGNO? Hai un vecchio bagno che non ti piace più e vuoi rifarlo ma non sai da dove cominciare? Gli interventi di ristrutturazione a volte possono diventare dei veri e propri problemi … soprattutto se non ci si affida a dei seri professionisti … La soluzione migliore per ristrutturare il tuo bagno è quella di affidarsi a un unico referente che sappia in primis ascoltarti e capire le tue esigenze e poi coordinare il lavoro dall’inizio alla fine.

Nicoletta Masetto

PAVIMENTI RIVESTIMENTI ARREDO BAGNO

Da Brunello e Pennacchi fra teatro, musica e impegno

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ome da tradizione a Solidaria non mancheranno musica e arte. L’appuntamento principale con la musica sarà affidato a Mario Brunello il 23 settembre al Teatro Verdi. Alla musica di Tartini in versione moderna sarà dedicato il concerto del violinista Tommaso Luison e Francesco Ganassin al clarinetto (giovedì 24, Sala dei Giganti, ore 21.15) mentre un flash mob lirico invaderà le piazze nella mattinata di sabato 26. Teatro affidato ad Andrea Pennacchi, che accompagna Solidaria fin dalla prima edizione, con lo spettacolo “Storie Holtre la Barriera” nato nell’ambito di Padova capitale europea del volontariato sul tema della disabilità (sabato 26, Auditorium San Gaetano, ore 20.45). Più di 20 gli eventi aperti lunedì 21 dalla presentazione del francobollo celebrativo di Padova Capitale Europea del volontariato e dalla medaglia commemorativa promossa dal Circolo Numismatico Patavino. Dislocati in vari spazi cittadini, anche all’aperto (sempre a numero ridotto per garantire la sicurezza), saranno tutti trasmessi in diretta streaming: pagina FB Solidaria e canale Youtube del CSV Padova. (n.m.)

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La grande mostra

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In viaggio con Vincent Van Gogh Una grande scommessa sulla cultura Il 10 ottobre al Centro San Gaetano si alza il sipario sull’esposizione ideata e curata da Marco Goldin Cinque sezioni, quasi cento opere che presentano l’artista olandese entro confini non abituali

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anca davvero poco all’apertura di uno degli eventi culturali più attesi dell’anno. Il 10 ottobre al Centro San Gaetano si alzerà il sipario su “Van Gogh. I colori della vita”. Sarà la grande mostra nell’anno del Covid. Sarà l’esposizione che celebra i venticinque anni di “Linea d’ombra”, la società organizzatrice fondata da Marco Goldin nel 1996 e che da allora ha contato undici milioni di visitatori e relazioni con oltre mille musei prestatori in tutti i cinque continenti. Sarà l’inizio di un rapporto di collaborazione fra il curatore e il Comune di Padova, perché la sinergia non si fermerà l’11 aprile 2021 con la chiusura della mostra, ma proseguirà nel 2022. Van Gogh a Padova, una città nella quale il curatore non aveva mai collaborato prima, ma un grande artista sul quale Goldin ha lavorato e scritto a lungo, dedicandogli il suo primo romanzo e che ora ha scelto come protagonista di una biografia in uscita proprio in ottobre. Un’esposizione che – come nelle corde del suo ideatore – non si fermerà ad una visione esclusivamente monografica, ma “ha l’ambizione di inserire Van Gogh nel flusso del suo tempo, nella precisa relazione con altri artisti che per lui hanno contato”. La spiega così la sua mostra, Marco Goldin. Quasi centro opere, vari musei prestatori e ovviamente al primo posto il KröllerMüller Museum di Otterlo e il Van Gogh Museum di Amsterdam. Un evento che “presenta l’opera del grande artista olandese con tanti approfondimenti non così usuali da vedersi, e in questo modo colloca quell’opera meravigliosa entro non abituali confini”. Dai due anni nelle miniere del Borinage in Belgio, al tempo del Brabante olandese, fino agli anni francesi che al Centro San Gaetano verranno indagati in modo approfondito. “Padova sta scommettendo sulla ripresa con coraggio e determinazione. Dopo i mesi drammatici del Covid confermare una grande mostra internazionale ha un elevato valore simbolico, oltre che culturale”, sostiene il sindaco Sergio Giordani, secondo il quale “c’è bisogno anche di ottimismo, arte e bellezza per rinascere più forti

di prima, per un autunno di livello nazionale e internazionale per ricollocare Padova come grande città di arte e turismo”. Ai visitatori saranno proposte cinque sezioni. Un viaggio con Van Gogh che comincia da un’opera visibile perché non più visibile: un piccolo quadro realizzato nell’estate del 1888 in un formato quadrato. Una tela, intitolata “Il pittore sulla strada di Tarascona” e conservata nel Kaiser Friedrich Museum, distrutta durante un bombardamento alleato su Magdeburgo sul finire della Seconda guerra mondiale. Era la rappresentazione di un viandante in perenne cammino: un eroe moderno che Francis Bacon dipinse meravigliosamente, guardando proprio a quel che restava di quell’immagine in seguito alla distruzione. La mostra parte eccezionalmente da qui, da tre dei quadri che Bacon ha dedicato a Vincent Van Gogh, pittore che annuncia il futuro pur nell’apparente fallimento, caricandosi il mondo sulle spalle. Un viaggio che prosegue fino a quando il sogno di Van Gogh di un’arte essenziale, totalmente rinnovata nella forza e nella pregnanza del colore, non si spezza e il peso diventa insopportabile. Sara Salin

• Tutte le informazioni

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a mostra resterà aperta dal 10 ottobre all’11 aprile 2021. Prenotazioni e prevendite per i singoli visitatori e i gruppi sono aperte dal primo settembre attraverso il call center 0422.429999 o sul sito www. lineadombra.it. Ci si potrà rivolgere direttamente alla biglietteria della mostra, ma è assolutamente consigliabile prenotare giorno e fascia oraria per una migliore gestione delle fasi di accoglienza nel rispetto delle normative nazionali e regionali sul distanziamento per il contenimento dell’epidemia da Covid-19.


matteo bertin + luisa tosetto

Info e iscrizioni: www.solidaria.eu solidaria è organizzata da:

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Cultura

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Nuova avventura per La Banda dei Tre: intervista a Carlo Callegari “Vacanze a Cortina” segna in ritorno in libreria per l’irresistibile banda creata dall’autore padovano. Aspettando di vedere la banda anche al cinema.

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opo “La banda dei tre” (2013) e “Il ritorno dei tre” (2014), pubblicati sempre da Fanucci, Carlo Callegari è tornato in libreria a fine luglio con un nuovo romanzo della banda più improbabile del noir italiano. Carlo Bambola, ex agente della narcotici, Tony Piccolo, nano dal cuore buono ma dalla pistola facile, e Silvano Magagnin, ex topo d’appartamento convertitosi dopo una crisi mistica, tornano in azione per un’avventura che non deluderà il lettore. Si ride tanto leggendo il romanzo di Callegari, che mette la sua creatività irriverente e straripante al servizio della storia. Una storia in cui si sprecano le situazioni comiche e che dimostra come Callegari sia riuscito a rielaborare la tradizione della commedia all’italiana di stampo cinematografico, contaminandola con la lezione dei maestri del Pulp d’oltreoceano (in primis Joe Lansdale).

L’intervista Ciao Carlo, la terza avventura della banda dei tre arriva a 6 anni di distanza dalla prima. Come mai hai scelto proprio Cortina per questo ritorno? “Sentivo l’esigenza di tornare in libreria visto che il secondo romanzo della “banda” era uscito nel 2014. Diciamo che la banda si era presa un po’ di “vacanza”, ma ormai era arrivato il momento di tornare. Ho scelto Cortina come location privilegiata del romanzo perché i miei personaggi hanno un background che affonda negli anni ’80, come me del resto. La mia generazione è cresciuta col mito di “Vacanze di Natale”, con questo romanzo ho voluto omaggiare non solo quell’epoca, ma anche un territorio unico”. Cosa si deve aspettare un tuo lettore da questo romanzo? “Come nei romanzi precedenti spero di riuscire a divertire i miei lettori. Questa volta poi la banda è allargata visto che i personaggi femminili hanno un ruolo decisamente più importante. Dopo i primi due romanzi ho sentito l’esigenza di aumentare il peso specifico di Patrizia e delle gemelle biologiche, Iolanda e Miranda, tre personaggi su cui ho lavorato molto in fase di scrittura. Ci sono

poi delle new entry come Ida, giornalista che ho creato prendendo spunto dalle tante professioniste delle comunicazione che ho conosciuto in questi anni, e Iris, la figlia di Silvano, che i lettori già conoscono ma che ora è un’adolescente”. Nel romanzo però oltre alle risate ci sono anche dei temi importanti, vuoi parlarcene? “Molto volentieri. Credo che l’ironia ci permetta di affrontare anche tematiche serie e attuali, l’importante è far nascere nel lettore uno spunto di partenza su cui riflettere. Per questo ho parlato anche della crisi economica e dell’infiltrazione della malavita organizzata in alcuni settori della vita economica del nostro territorio. C’è anche un altro tema forte ma non lo posso anticipare altrimenti rischio di “spoilerare” troppo. Ho cercato di affrontare questi temi comunque senza mai forzare la storia, credo sia importante per un autore mettere al primo posto sempre lo storytelling”. “La Banda dei Tre”, il tuo primo romanzo, è diventato anche un film. Diretto da Francesco Maria Dominedò ha un cast di livello: Marco Bocci, Francesco Pannofino, Carlo Buccirosso, Francesca Della Ragione, Ivan Franek, Mirko Frezza, Roberta Mattei, Matteo Branciamore… “La banda dei tre” era in cartellone al Catania Film Fest e sarebbe dovuto uscire nei cinema il 23 aprile. Purtroppo l’emergenza Covid-19 ha incasinato tutto. Ora stiamo aspettando di capire quando uscirà il film. Inutile dire che non vedo l’ora di vederlo (anche se ho fatto qualche piccola incur-

A fianco Carlo Callegari

PIZZERIA sione nel set durante le riprese). Il cinema per me è sempre stato una fonte di ispirazione enorme. Vedere un mio romanzo sul grande schermo significa vedere un sogno che si avvera”. So che a fine settembre uscirai con un nuovo romanzo, ce ne puoi parlare? “Sì, pubblicherò “La Ling Gao Gang” con Linea Edizioni. Si tratta sempre di una delle mie storie crime surreali. Questa volta ho provato la disabilità in maniera diversa rispetto ai cliché e il mondo del digitale, un mondo in cui ormai tutti siamo immersi. Presenteremo il romanzo in anteprima al Festival Treviso Giallo (24-27 settembre). Sono molto orgoglioso di questo nuovo romanzo perché si inserisce in un progetto più ampio. Sarà il primo volume della collana “Digital Investigation” curata da Sugarpulp e Site By Site. un progetto editoriale innovativo e ambizioso che darà voce a storie coraggiose”.

#EStateConLeo Niente fila NO ASSEMBRAMENTI Chiamaci allo 041 554 0550 (dalle 16.00)

Giacomo Brunoro

Dal 1ª Giugno tutti i giorni apertura: Lun-Ven ore 17.00 Sab-Dom ore 11.00 con orario continuato

• Chi è Giacomo Brunoro

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ato e cresciuto a Padova, dopo la laurea si trasferisce a Milano. Lavora a Radio Deejay, Radio Italia Network, Radio Kiss Kiss, Sky TG24, collaborando con Andrea & Michele, Alex Cattelan, Camila Raznovich, Ivan Zazzaroni, Marco Montemagno, Gene Gnocchi e tanti altri. Torna in Veneto nel 2009 e dal 2010 è Editor in Chief di LA CASE Books, casa editrice digitale californiana. È presidente di Sugarpulp con cui organizza festival ed eventi culturali. Da gennaio 2019 è uno dei consiglieri della Veneto Film Commission. Up the irons!

Usa guanti e mascherina rispettando la distanza di sicurezza

GRAZIE

per averci scelto e per continuare a sceglierci


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Sport

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Laura De Marco, il talento delle siepi La promessa padovana di Assindustria è stata scelta dal team Adidas come volto dell’atletica tricolore giovanile. Intanto, dopo un anno tra stop e infortuni, si prepara ai prossimi appuntamenti indoor

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entidue anni il 20 settembre, Laura De Marco è una delle giovani promesse dell’atletica nazionale. Come per molti, gli esordi avvengono nel cross, poi arrivano 800, 1500 e 3000 siepi. Alta 1,77, 58 kg di peso, Laura è una ragazza dolce, tranquilla e determinata. “Ho iniziato in ambito scolastico, alle medie, complice l’invito di un’amica, prima avevo praticato danza. I primi risultati mi hanno spinto a provare anche su pista. È stata una sorta di costruzione, gara dopo gara, lunghezza dopo lunghezza. Del resto è nella mia natura, ancor più nello sport, sognare ma mai troppo in grande, alzare l’asticella, ma mai senza aver calibrato i miei limiti e le mie forze”. Adidas l’ha scelta nel suo team come volto dell’atletica giovane anche per campagne ambientali. “È un grande onore, cercherò di essere sempre all’altezza”. La specialità dell’atleta di Assindustria sono i 3000 siepi, una delle discipline olimpiche più antiche e tra le più dure. “La fatica? Non mi ha mai spaventato, anzi mi spinge ad andare più forte. Purtroppo non è stato un anno facile. Lo scorso novembre scorso ho avuto una microfrattura al piede sinistro: ora sto recuperando, ma non devo avere fretta. Il mio obiettivo? Per ora i Campionati

italiani indoor. Europei? Mondiali? Troppo presto per dire, e poi sono scaramantica. Le mie caratteristiche? In genere parto in sordina, per non dire quasi “imbambolata; poi, però, recupero alla grande nello sprint finale. Credo dipenda dal fatto che sono tranquilla e non mi perdo mai d’animo”. Laura ha una sorella gemella, Lisa, e una più grande Sofia che vive a Londra. “Lo scorso anno mi sono trasferita a Varese – racconta

– dove mi sono iscritta a Economia all’Università dell’Insubria, ateneo nel quale noi atleti selezionati per il College del mezzofondo abbiamo la possibilità di portare avanti l’attività sportiva senza abbandonare il percorso di studi. Con il lockdown, però, sono rientrata a Padova. Dopo un anno vissuto fuori casa, è stato bello tornare in famiglia. Com’è andata? Ho comprato un tapis roulant e …ho cucinato tantissimo. La sfida ai fornelli? Con papà Cristiano, dav-

vero un numero 1. Io, però, sono imbattibile nelle torte al cioccolato e nella parmigiana. Le ricette? Top secret”. Qualche hobby? “Mi piace stare con le amiche, per lo più atlete come me. Amo guardare lo sport in tv, ovviamente atletica e nuoto, e leggere, in questo periodo libri di psicologia”. Difetti? “Il disordine…dicono”. Mamma Rita ci guarda e sorride “Confermo! Al 100 per 1000”.

Due immagini di Laura De Marco

Nicoletta Masetto

Unione Basket Padova esordio in serie B L

’ Unione Basket Padova, la società nata nel 2015 dall’unione tra Petrarca, Propace e Pallacanestro Femminile Padova, è pronta ad iniziare un nuovo capitolo della sua giovane storia. Dopo la sospensione della scorsa stagione e il primo posto in C Gold a pari merito con Oderzo, infatti, il club patavino ha visto accolta la domanda per salire di categoria e poter disputare la serie B. Già definito il girone: l’Unione Basket Padova è stata inserita nel gruppo C assieme alle venete Virtus Padova, Mestre, San Vendemiano, Vicenza, le friulane Monfalcone e Cividale, le marchigiane Ancona, Civitanova Marche, Fabriano, Montegranaro, Senigallia e Jesi, le abruzzesi Giulianova, Roseto e Teramo. Tra tutte le sfide in programma, avrà sicuramente un sapore speciale la stracittadina con la Virtus, un derby che che farà rivivere alla pallacanestro padovana le stori-

che rivalità degli anni ’80-’90. “Siamo carichi per iniziare questa nuova sfida - afferma con entusiasmo Antonio Vendraminelli, Presidente del club Siamo davvero soddisfatti per l’ammissione in Serie B abbiamo lavorato con il DS Ferdinando Mozzo per farci trovare pronti all’appuntamento”. Il campionato prenderà il via a metà novembre, ma il primo appuntamento della stagione sarà la Supercoppa della Lega Nazionale Pallacanestro in programma il prossimo 11 ottobre. In panchina siederà ancora coach Giuliano Calgaro, confermato dalla società dopo l’ottima stagione passata. “La Serie B presenta diverse incognite, mi aspetto che alcuni giocatori che già conoscono la categoria possano darci una mano con la loro esperienza - afferma Calgaro - Vogliamo ricominciare con la stessa fame dell’anno scorso: i ragazzi dovranno essere sempre pronti a lottare”. (e.b.)


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#Regione

Dopo il voto Tre temi banco di prova del nuovo governo regionale

Sanità, lavoro, autonomia le sfide dei primi 100 giorni S

anità, autonomia e lavoro: una volta archiviate le elezioni regionali e insediato il nuovo governo del Veneto, saranno questi i tre grandi temi sui quali giunta e consiglio regionale dovranno mettersi subito al lavoro. Tre sfide a dir poco impegnative, che abbracciano e coinvolgono la quasi totalità delle competenze della Regione e che richiedono uno sforzo, in termini di risorse ma sopratutto di programmazione e lungimiranza, tutt’altro che indifferente. Sarà questo, soprattutto, il banco di prova per i primi cento giorni dopo le elezioni. Nell’anno del Coronavirus è scontato che la sanità continui a focalizzare buona parte del lavoro della Regione nelle sue diverse articolazioni, dalla gestione dell’emergenza alla programmazione delle attività negli ospedali e agli investimenti per nuove strutture, aumento del personale e delle dotazioni. Il tutto con l’incognita dell’andamento della pandemia, con l’arrivo dell’autunno e con la tanto attesa e temuta ripresa dell’attività scolastica. Finora la Regione è stata chiamata a gestire e coordinare la fase di emergenza, adesso ci aspetta, salvo sorprese che nessuno si augura, un più lungo periodo di assestamento e di “convivenza” con il Covid e le sue diverse implicazioni, dallo screening alle attività ospedaliere, dall’isolamento dei focolai alla sorveglianza nelle scuole e nelle altre occasioni di aggregazione. Un fronte complesso e variegato, che richiede uomini, mez-

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zi, risorse, strutture adeguate. La sanità veneta ha retto l’onda d’urto iniziale e ha reagito con decisione in questi mesi, ora la Regione sarà chiamata ad assumere i provvedimenti sia a breve che a lungo termine ma sopratutto a programmare gli interventi e reperire le risorse necessarie. E’ anche un banco di prova per l’autonomia in una delle principali materie di competenza regionale come la sanità. A proposito di autonomia, qui entra in gioco un aspetto squisitamente politico che tiene banco dai giorni del referendum e che è ancora in attesa di una definizione, in particolare da parte del Governo. Pure con diverse sfumature e prese di posizione, l’autonomia è stato anche uno dei denominatori comuni di questa campagna elettorale in versione estiva, perché è una necessità e ormai un’urgenza ar-

rivare a definire una questione che ha impegnato intere legislature regionali e attende ancora degli atti definitivi. Sicuramente su questo i nuovi amministratori regionali saranno chiamati a rendere conto da subito agli elettori veneti, che si aspettano una svolta concreta. Il lavoro, non da ultimo, è l’altra grande sfida che attende il Veneto. I dati che arrivano dopo i primi sei mesi nel segno del Covid, l’andamento della produzione e quello dei consumi, vanno letti con attenzione perché dalle difficoltà di questo periodo si possa costruire la strada della ripresa. Dei segnali già ci sono, il sistema veneto ha retto nel periodo più duro del lockdown e ha affrontato di slancio la “fase 2”, sapendo cogliere le opportunità e i primi interventi straordinari sia nazionali che locali. Intanto arriva una buona notizia, dai primi di settembre la Regione ha dato il via libero al fondo di rotazione “Anticrisi attività produttive”. Si tratta di un dotazione da 60 milioni di euro per garantire la concessione di finanziamenti agevolati alle imprese colpite dalla crisi economica. L’importo potrà anche essere rivisto sulla base delle risorse che si renderanno disponibili. Ovviamente è previsto il cofinanziamento da parte del mondo bancario per un uguale importo, con interventi a medio termine e a tasso agevolato a favore delle piccole e medie imprese venete. Il tutto, auspicano gli imprenditori, senza il freno della burocrazia.

Giovani apprendisti per l’artigianato che non si arrende

Roberto Boschetto

C’

è un artigianato che non si arrende e investe sui giovani. Ne è convinto Roberto Boschetto, vice presidente di Confartigianato Imprese Veneto, nel commentare i dati sulle assunzioni degli apprendisti nel periodo del lockdown e nella “fase 2”, da marzo a giugno scorso. In tutto 1.279 giovani assunti in quattro settori (quali la metà nel metalmeccanico, seguito da edilizia, alimentaristi e acconciatori) su un titolate di 1.555 e avviati al lavoro con il contratto collettivo dell’artigianato. Questi quattro settori rappresentano oltre 115mila dipendenti, il 76% della forza lavoro dell’artigianato veneto. Le nuove attivazioni si concentrano soprattutto nell’ultimo bimestre (maggio e giugno), periodo in cui si sono allentate le restrizioni derivanti e in cui, ricorda Boschetto, “sono state anticipate misure economiche di sostegno al mercato (super bonus 110%), che hanno certamente influenzato positivamente la dinamicità di alcuni settori (meccanica – al cui interno sono collocati gli impiantisti – ed edilizia). Quasi il 44% delle nuove assunzioni in apprendistato riguardano il comparto della meccanica, vengono subito dopo l’edilizia (14%) l’alimentare (13%) e il benessere (12%). E per rafforzare questa tendenza e allargare se possibile a tutti gli altri settori l’investimento sui giovani -prosegue il vice presidente - dobbiamo affiancare le nostre imprese sostenendole nella domanda per utilizzare gli incentivi regionali, 10 milioni di euro in tutto, per l’occupazione dei giovani e la stabilizzazione dei dipendenti delle imprese venete colpite dalla pandemia”.

Trasporto pubblico e pendolari Le linee guida per i bus e i treni LAVAGGIO AD ACQUA Occupati fino all’80 per cento dei posti, servono altri mezzi LAVAGGIO A SECCO CENTROLAVASECCO STIRATURA T VENDITA PRODOTTI IGIENIZZANTI rasporto pubblico, in bus e in treno potranno essere occupati fino all’80 per cento dei posti, con alcune eccezioni. Le linee guida del Ministero dei Trasporti hanno condizionaLAVAGGIO ABITI DA SPOSA to sopratutto l’inizio dell’anno scolastico, già alle prese con le incertezze del rientro in classe, LAVAGGIO TAPPETI e impegnato le aziende e le istituzioni a correre CONSEGNA A DOMICILIO ai ripari, quanto prima, con corse sostitutive e VENDITA DETERGENTI valide alternative per non lasciare studenti e lavoratori a piedi. Un’impresa, considerate le MAGLIAIA • SARTORIA attuali disponibilità di mezzi e le risorse a disposizione, ma una necessità per evitare il più

possibile la diffusione del virus. Le linee guida no gli esperti - è consentito anche in relazioministeriali prevedono che a bordo dei mezzi ne al ricambio dell’aria interna dei veicoli di di Nembi Ida pubblici del trasporto locale, dei mezzi del tra- superficie e dei treni metropolitani. Infatti la sporto ferroviario regionale e degli scuolabus maggior parte Via Gramsci, 122degli bis impianti di climatizzadel trasporto scolastico dedicato è consentito,Cadoneghe zione consente una (Pd) percentuale di aria prele“in considerazione delle evidenze scientifiche vata dall’esterno e un ricambio ad ogni aperTel. 049 702173 sull’assunto dei tempi di permanenza medi tura delle porte in fermata. Inoltre per i tram dei passeggeri indicati dai dati disponibili, di vecchia generazione è possibile l’apertura w w w.centrolavasecco1989.it un coefficiente di riempimento non superiore permanente dei finestrini”. Devono poi essere all’80%, prevedendo una maggiore riduzio- Quotidiana installati i dispenser con con gli igenizzanti Sanificazione Ozono per le ne dei posti in piedi rispetto a quelli seduti”. mani e sono allo studio anche dei pannelli per “Questo coefficiente di riempimento - spiega- separare le sedute l’una dall’altra.


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Regione

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Referendum, le ragioni del Sì e del No I

l 20 e 2 1 settembre si vota anche per il referendum costituzionale. Si tratta di approvare o meno, con un sì o un no, la modifica della legge costituzionale approvata dal Parlamento l’autunno scorso per la riduzione del numero dei parlamentari. Votando sì, si approva la legge e si andranno, quindi, a tagliare i parlamentari di 345 unità, portandoli ad un totale di 600 fra Camera e Senato. Votando no, invece, si lascerà tutto come è adesso e si continueranno ad avere 945 parlamentari. Non è richiesto il quorum per la validità del voto.

PERCHE’ SI’ Raphael Raduzzi (M5S)

PERCHE’ NO Roberto Caon (Forza Italia)

“Parlamento più snello “E’ un semplice taglio, e anche più efficiente” farà solamente danni” Onorevole Raduzzi, ci può indicare tre motivi per votare Sì? “Un motivo è legato all’efficienza del Parlamento, nella mia esperienza di questi due anni e mezzo, mi sono accorto che abbiamo commissioni ingolfate da 8-9 mila decreti ridondanti, serve una maggiore efficienza, anche nell’organizzazione interna dei partiti. In secondo luogo vogliamo dare maggiore visibilità e riconoscibilità ai parlamenti, se saranno di meno. Ora la maggioranza degli elettori riconosce solo quei pochi che vanno in tv, mentre hanno un rapporto meno diretto con gli altri loro rappresentanti. Terzo, questa riforma ci riporta ai livelli europei”. Non viene meno una adeguata rappresentanza dei cittadini? “Secondo la Costituzione noi rappresentiamo la nazione, il parlamentare deve avere una visione più ampia, capire cosa è utile al Paese. Come espressione del territorio abbiamo anche quasi mille consiglieri regionali. Inoltre lo sviluppo tecnologico, rispetto a 50-60 anni fa, l’impiego dei social e di altri mezzi avvicina il parlamentare ai cittadini. Il tema vero è avere dei politici “bravi”, che sappiano far funzionare il Parlamento”. Vale la pena tagliare per risparmiare circa 60 milioni di euro l’anno? “Non è questo il vero problema, qui non si tratta di risparmiare sul costo della democrazia. Il tema è invece quello dell’efficienza di un parlamento più snello, nel rispetto della Costituzione, che può essere rimodernata”.

E’ un voto contro la “casta”? “Le caste che siamo arrivati a scalfire in questi anni sono ben altre. Ricorso che il Parlamento ha già votato quattro volte a favore di questa riforma, i rappresentanti di tutti gli schieramenti hanno approvato a larga maggioranza. Semmai adesso c’è la volontà di qualcuno di indicarlo come un test per il governo”. Se vincerà il Sì sarà una vittoria del Movimento 5 Stelle? “Al di là del comprensibile orgoglio per il risultato, il referendum non va personalizzato, è sbagliato in linea di principio dare un imprinting ad una riforma costituzionale, le regole del gioco vanno decise a maggioranza”. Cosa farete invece in caso di vittoria del No? “Se dovesse vincere il no dovremo prendere atto, vuol dire che abbiamo sbagliato ad interpretare il sentimento popolare, anche se ritengo che per il governo non cambierebbe molto. Poi, ovviamente, può succedere di tutto, ma la mia sensazione è che il Sì possa prevalere” Non c’è il quorum, perché è importante andare alle urne? “Perché i cittadini devono partecipare attivamente alle scelte democratiche del Paese, come abbiamo sempre sostenuto. E’ importante far sentire la propria voce. Il fatto che non ci sia il quorum può essere un incentivo per le persone. Dobbiamo infatti riuscire a far sentire i cittadini più partecipi delle decisioni, affinché possano decidere dove va la rappresentanza”. Nicola Stievano

“I

l taglio dei parlamentari tout court come previsto dal referendum? E’ nient’altro che un salto nel buio voluto dal Movimento 5 Stelle che ormai ha argomenti che convincono sempre meno i cittadini italiani e continua a portare avanti un populismo che ormai ha fatto il suo tempo“. A dirlo è Roberto Caon deputato di Forza Italia padovano che voterà convintamente no al referendum costituzionale. Caon, di professione imprenditore ha 57 anni ed è originario di Vigonza. Fa parte in Parlamento della XIII commissione, che si occupa di agricoltura e agroalimentare. “Le forze che puntano a far passare il sì e cioè di fatto sempre di più solo il Movimento 5 Stelle - dice Caon – propongono una soluzione che non prevede le conseguenze. Non si tratta infatti solo di fare un taglio di deputati, ma di capire cosa questo comporterà nel funzionamento del Parlamento stesso. Ad esempio come funzioneranno le commissioni? Non si sa. Insomma chi punta a far vincere il sì sulla scia dell’antipolitica rischia di provocare più danni di quelli che si possono immaginare al funzionamento delle istituzioni”. Per Caon il no sta prendendo sempre più piede all’interno dei partito e anche fra i cittadini “Molti partiti come la Lega – aggiunge Caon – sono letteralmente spaccati. Il sì non fa breccia oltre che nella Lega nemmeno nel Pd e non in Italia dei Valori, intenzionata a votare no. I grillini portano avanti un populismo senza

capo né coda. Il sì al referendum è diventata per loro l’ultima spiaggia dopo che si son dovuti rimangiare tutti i loro cavalli di battaglia; come il no ai due mandati e le alleanze con i partiti che ora d’incanto son diventate possibili. Dicono no al Mes, ma forse sì, non si sa . Per cercare di riprendersi rilanciano vecchie parole d’ordine”. Per il deputato padovano al posto di rappresentare e difendere i territori e i cittadini una simile riforma darà voce e forza sempre più alle segreterie dei partiti che sceglieranno più di ora chi potrà aspirare ad entrare in Parlamento. “La velocità nell’approvazione delle leggi – afferma Caon- non è sinonimo di efficienza. Una legge fatta in fretta e fatta male rischia di creare tantisssimi danni al paese”. Caon spiega poi che non è contrario per partito preso alla riduzione dei parlamentari. “Ad esempio, anche se di uno schieramento diverso dal mio, avevo appoggiato la riforma costituzionale di Renzi. Si tratta di una riforma studiata, con pesi e contrappesi. Dava centralità al potere legislativo”. Con questa riforma invece per Roberto Caon non c’è chiarezza. “Non si sono calcolate minimamente le conseguenze del taglio dei parlamentari - conclude il parlamentare - con questa consultazione facciamo un salto nel buio, ma i cittadini si stanno si fanno incantare sempre meno dalle sirene del populismo e il fronte del No sta crescendo di giorno in giorno”. Alessandro Abbadir

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Le istruzioni Le domande possono essere presentate on line, sul sito Busitalia Veneto, fino al 31 ottobre

Bus: prolungamento o voucher, al via il rimborso C

hi ha tenuto nel cassetto l’abbonamento 2020 del trasporto pubblico di Busitalia Veneto potrà ora chiedere il rimborso della somma non usata attraverso il prolungamento della validità dell’abbonamento oppure il rilascio di voucher da usare entro 12 mesi. Tutte le istruzioni sono state pubblicate sul sito Fs Busitalia Veneto (www. fsbusitaliaveneto.it) e c’è tempo fino alla fine di ottobre per ottener il rimborso. Attenzione però: vanno seguite le istruzioni per la compitazione e rispettati i tempi, altrimenti si perde il diritto al rimborso. Busitalia Veneto ha definito infatti le iniziative di “tutela” per i pendolari del trasporto pubblico locale, in caso di mancato utilizzo del servizio durante il periodo del lockdown. L’azienda, nel rispetto delle linee guida emanate dalla Regione Veneto, ha previsto il “prolungamento della durata dell’abbonamento per un periodo corrispondente a quello durante il quale non ne è stato possibile l’utilizzo”. Vediamo alcuni dettagli Chi ha diritto al rimborso Tutti gli abbonati pendolari (studenti e lavoratori) in possesso di un abbonamento valido emesso da Busitalia Veneto, acquistato prima del decreto del lockdown, del 9 marzo 2020, e che non hanno potuto utilizzarlo a causa delle misure di contenimento. I periodi massimi considerati ai fini del calcolo del mancato utilizzo dell’abbonamento sono, per gli studenti, dal 27 febbraio 2020 al 6 giugno, pari al massimo a 101 giorni, per i lavoratori, dall’8 marzo 2020 al 17 maggio 2020, pari al massimo a 71 giorni. Mediante autocertificazione gli abbonati pendolari dovranno dichiarare la causa ed i giorni di mancato utilizzo all’interno dei periodi sopra indicati. Come fare richiesta La richiesta di rimborso va presentata esclusivamente on line sul sito www.fsbusitaliaveneto. it fino al 31 ottobre 2020. Nel caso di richieste incomplete o con numerazioni di tessera e/o abbonamento errate la richiesta potrebbe non andare a buon fine, pertanto è opportuno leggere attentamente le istruzioni. Le richieste di rimborso con la scelta alternativa di voucher vanno

Buistalia Veneto rimborsa gli abbonamenti non usati durante il lockdown

presentate dopo il 20 settembre e fino al 31 ottobre. A coloro che sono già in possesso di un abbonamento valido per i mesi di settembre e ottobre si chiede di presentare la richiesta dopo il 20 settembre. Prolungamento dell’abbonamento Dopo verifica della richiesta e comunque entro 30 giorni dalla compilazione on line, il richiedente riceverà una mail che confermerà il riconoscimento del prolungamento della durata dell’abbonamento e le modalità per riscattare un abbonamento della stessa tipologia di quello per cui si è chiesto il rimborso e valido per un periodo pari a quello di mancato utilizzo, a partire dalla prima data utile e comunque entro 12 mesi. Poiché a seguito delle normative vigenti in materia di prevenzione dell’emergenza Covid, Busitalia Veneto è tenuta a privilegiare forme di bigliettazione digitale, limitando l’accesso del pubblico alle biglietterie, l’abbonamento sarà caricato su smartphone tramite l’app Busitalia Veneto. Solo in caso di impossibilità di utilizzare lo strumento dell’app sarà possibile rivolgersi presso una delle biglietterie indicate nel sito. Voucher Per gli studenti che hanno concluso a giugno 2020 il ciclo scolastico o in caso di ritiro, studenti che abbiano cambiato residenza o istituto scolastico, lavoratori che abbiano cambiato o cessato attività e/o residenza, Busitalia Veneto ha previsto l’erogazione di un voucher sotto forma di credito da utilizzare sull’app Busitalia Veneto per l’acquisto di una diversa tipologia di abbonamento oppure di biglietti singoli.


Guida al Superbonus

ECCO COSA SERVE SAPERE CHE COS’E’? Il Superbonus è un’agevolazione prevista dal Decreto Rilancio che eleva al 110% l’aliquota di detrazione delle spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021, per specifici interventi in ambito di efficienza energetica, di interventi antisismici, di installazione di impianti fotovoltaici o delle infrastrutture per la ricarica di veicoli elettrici negli edifici. Le nuove misure si aggiungono alle detrazioni previste per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio, compresi quelli per la riduzione del rischio sismico (c.d. Sismabonus) e di riqualificazione energetica degli edifici (cd. Ecobonus). Tra le novità introdotte, è prevista la possibilità, al posto della fruizione diretta della detrazione, di optare per un contributo anticipato sotto forma di sconto dai fornitori dei beni o servizi o, in alternativa, per la cessione del credito corrispondente alla detrazione spettante. In questo caso si dovrà inviare dal 15 ottobre 2020 una comunicazione per esercitare l’opzione. Il modello da compilare e inviare online è quello approvato con il provvedimento dell’8 agosto 2020.

A CHI

CASE POPOLARI (IACP) o altri istituti che rispondono ai requisiti della legislazione europea in materia di “in house providing”

SI RIVOLGE

COOPERATIVE Il Superbonus si applica agli interventi effettuati da:

cooperative di abitazione a proprietà indivisa VOLONTARIATO

TO VOLONTARIA

ONLUS

VOLONTAR

IATO

e associazioni di volontariato

SOCIETÀ SPORTIVE

CONDOMÌNI

associazioni e società sportive dilettantistiche, limitatamente ai lavori destinati ai soli immobili o parti di immobili adibiti a spogliatoi.

PERSONE FISICHE al di fuori dell’esercizio di attività di impresa, arti e professioni, che possiedono o detengono l’immobile oggetto dell’intervento

I soggetti Ires rientrano tra i beneficiari nella sola ipotesi di partecipazione alle spese per interventi trainanti effettuati sulle parti comuni in edifici condominiali. “Fonte: Agenzia delle Entrate”

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Guida al Superbonus

SUPERBONUS 110%: AGENZIA DELLE ENTRATE NE CHIARISCE L’APPLICAZIONE Con la Circolare n. 24/E dell’8 agosto 2020, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito molti aspetti applicativi del cosiddetto Superbonus 110%, definendo anche gli ambiti specifici in cui può essere applicata la detrazione e le soglie di spesa massime. Sotto il profilo oggettivo, il Superbonus spetta a fronte del sostenimento delle spese relative a taluni specifici interventi finalizzati alla riqualificazione energetica e alla adozione di misure antisismiche degli edifici (cd. Interventi “trainanti”) nonché ad ulteriori interventi, realizzati congiuntamente ai primi (cd. interventi “trainati”).

Capire

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In entrambi i casi, gli interventi devono essere realizzati: su parti comuni di edifici residenziali in “condominio” (sia trainanti, sia trainati); su edifici residenziali unifamiliari e relative pertinenze (sia trainanti, sia trainati); su unità immobiliari residenziali funzionalmente indipendenti e con uno o più accessi autonomi dall’esterno site all’interno di edifici plurifamiliari e relative pertinenze (sia trainanti, sia trainati); su singole unità immobiliari residenziali e relative pertinenze all’interno di edifici in condominio (solo trainati).

Sono escluse le unità immobiliari appartenenti alle categorie catastali A1 14, A8 e A9. Nel caso in cui siano effettuati interventi su edifici che rientrano in una delle categorie catastali sopra indicate, il contribuente potrà, comunque, beneficiare delle altre detrazioni spettanti per tali interventi, in presenza dei requisiti e degli adempimenti necessari a tal fine.

“Fonte: Agenzia delle Entrate”

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Guida al Superbonus

GLI INTERVENTI AGEVOLABILI e cessione del credito

INTERVENTI PRINCIPALI O TRAINANTI Il Superbonus spetta in caso di: interventi di isolamento termico sugli •involucri sostituzione degli impianti di climatizza•zione invernale sulle parti comuni sostituzione di impianti di climatizzazione •invernale sugli edifici unifamiliari o sulle unità immobiliari di edifici plurifamiliari funzionalmente indipendenti interventi antisismici: la detrazione già prevista dal Sismabonus è elevata al 110% per le spese sostenute dal 1° luglio 2020 al 31 dicembre 2021.

•

INTERVENTI AGGIUNTIVI Oltre agli interventi trainanti sopra elencati, rientrano nel Superbonus anche le spese per

INTERVENTI ESEGUITI INSIEME AD ALMENO UNO DEGLI INTERVENTI PRINCIPALI di isolamento termico, di sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale o di riduzione del rischio sismico. Si tratta di di efficientamento energetico • interventi installazione di impianti solari •fotovoltaici infrastrutture per la ricarica di veicoli •elettrici

VANTAGGI La detrazione è riconosciuta nella misura del 110%, da ripartire tra gli aventi diritto in 5 quote annuali di pari importo, entro i limiti di capienza dell’imposta annua derivante dalla dichiarazione dei redditi. In alternativa alla fruizione diretta della detrazione, è possibile optare per un contributo anticipato sotto forma di sconto dai fornitori dei beni o servizi (sconto in fattura) o per la CESSIONE DEL CREDITO corrispondente alla detrazione spettante. La cessione può essere disposta in favore:

AC I E CHIAM FRUIR U S U PE R I TAG G N A V I S DE BON U O C E ’ D E LL 110%

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dei fornitori dei beni e dei servizi necessari alla realizzazione degli interventi di altri soggetti (persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti) di istituti di credito e intermediari finanziari.

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I soggetti che ricevono il credito hanno, a loro volta, la facoltà di cessione. Per esercitare l’opzione, oltre agli adempimenti ordinariamente previsti per ottenere le detrazioni, il contribuente deve acquisire anche:

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il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione, rilasciato dagli intermediari abilitati alla trasmissione telematica delle dichiarazioni (dottori commercialisti, ragionieri, periti commerciali e consulenti del lavoro) e dai CAF l’asseverazione tecnica relativa agli interventi di efficienza energetica e di riduzione del rischio sismico, che certifichi il rispetto dei requisiti tecnici necessari ai fini delle agevolazioni fiscali e la congruità delle spese sostenute in relazione agli interventi agevolati.

•

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LE SOGLIE DI SPESA PER LA DETRAZIONE DEL 110% Sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale sulle parti comuni degli edifici in condominio. Sostituzione di impianti di climatizzazione invernale sugli «edifici unifamiliari» o sulle unità immobiliari di edifici plurifamiliari La detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore a 30.000 € per singola unità immobiliare. Nel predetto limite, la detrazione spetta anche per le spese relative allo smaltimento e alla bonifica dell’impianto sostituito. A tale limite di spesa si aggiunge quello previsto nel caso di eventuale installazione di impianti fotovoltaici e relativi sistemi di accumulo (fino a 48.000€).

Interventi di isolamento termico sugli involucri

La detrazione è calcolata su un ammontare complessivo delle spese non superiore ai seguenti importi: 20.000 € moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti fino a otto unità immobiliari; 15.000 € moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio per gli edifici composti da più di otto unità immobiliari. Ad esempio, se l’edificio è composto da 15 unità immobiliari, il limite di spesa ammissibile alla detrazione è pari a 265.000 €, calcolato moltiplicando 20.000 € per 8 (160.000 €) e 15.000 € per 7 (105.000 €).

• •

Per tali interventi il Superbonus è calcolato su un ammontare complessivo delle spese pari a: 50.000 € per gli edifici unifamiliari o per le unità immobiliari funzionalmente indipendenti site all’interno di edifici plurifamiliari; 40.000 €, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che compongono l’edificio, se lo stesso è composto da due a otto unità immobiliari; 30.000 €, moltiplicato per il numero delle unità immobiliari che 18 compongono l’edificio, se lo stesso è composto da più di otto unità. Ad esempio, se l’edificio è composto da 15 unità immobiliari, il limite di spesa ammissibile alla detrazione è pari a 530.000 €, calcolato moltiplicando 40.000 € per 8 (320.000€) e 30.000 € per 7 (210.000 €).

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Rientro a scuola, come gestire casi o focolai di Covid-19 Informazione a pagamento a cura degli esperti del settore

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Si riparte

Le indicazioni operative e le azioni da intraprendere nel documento dell’Istituto Superiore di Sanità e dei Ministeri della Salute e dell’Istruzione

Scuola, le linee guida per contrastare i rischi legati all’emergenza Covid-19

I

l documento “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SarsCoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia” messo a punto da ISS, Ministero della Salute, Ministero dell’Istruzione, Inail, Fondazione Bruno Kessler, Regione Veneto e Regione Emilia-Romagna fornisce agli istituti le indicazioni per la gestione di casi e focolai di Covid-19. Si tratta di indicazioni di taglio operativo, descrive le azioni da intraprendere nel caso un alunno o un operatore scolastico abbia dei sintomi compatibili con il Covid-19, sia a scuola che a casa. Ad essere attivati saranno il referente scolastico, i genitori, il pediatra di libera scelta o il medico di medicina generale e il dipartimento di Prevenzione. Se ad esempio un alunno manifesta la sintomatologia a scuola, le raccomandazioni prevedono che questo vada isolato in un’area apposita assistito da un adulto che indossi una mascherina chirurgica e che i genitori vengano immediatamente allertati ed attivati. Una volta riportato a casa, i genitori devono contattare il pediatra di libera scelta o medico di Medicina Generale

S

che, dopo avere valutato la situazione, deciderà se è necessario contattare il Dipartimento di Prevenzione (DdP) per l’esecuzione del tampone. Se il test è positivo il DdP competente condurrà le consuete indagini sull’identificazione dei contatti e valuterà le misure più appropriate da adottare tra le quali, quando necessario, l’implementazione della quarantena per i compagni di classe, gli insegnanti e gli altri soggetti che

rientrano nella definizione di contatto stretto. La scuola in ogni caso deve effettuare una sanificazione straordinaria. Fra i compiti degli istituti il documento prevede anche il monitoraggio delle assenze, per individuare ad esempio casi di classi con molti alunni mancanti che potrebbero essere indice di una diffusione del virus e che potrebbero necessitare di una indagine mirata da parte del DdP.

cuola, si parte: non sarà un anno scolastico come tutti gli altri e, oltre all’aspetto formativo ed educativo, questa volta si aggiunge prioritario il tema della sicurezza per contrastare i rischi legati all’emergenza causata dal Covid19. La tabella riassuntiva contenuta nel documento “Indicazioni operative per la gestione Quest’anno, più che mai, di casi e focolai di Sars-Cov-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia” tutti gli attori che ruotano – direttamente o indirettamente - attorno al mondo della scuola sono chiamati, a maggior ragione, a fare la propria parte ATA Personale Amministrativo Tecnico e Ausiliario scolasticoPersonale scoe a collaborare. CTS Comitato Tecnico Scientifico lastico, medico, genitori, stuDDI Didattica Digitale Integrata denti: tutti sono protagonisti e DdP Dipartimento di Prevenzione DPI Dispositivi di Protezione Individualehanno un ruolo attivo per far sì che tutto proceda nel migliore MMG Medico di Medicina Generale dei modi. PLS Pediatra di Libera Scelta Come? L’informazione, la collaborazione, i controlli costanti, la partecipazione, il senso di responsabilità sono fondamentali per iniziare e procedere nel percorso scolastico. Sono queste le indicazioni che emergono dalle linee guida diffuse dal Ministero della Pubblica Istruzione e dall’Istituto Superiore di Sanità.

• Glossario

Personale scolastico, genitori e studenti, tutti devono fare la propria parte Le indicazioni degli istituto del Veneto alle famiglie a pag 44

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Rientro a scuola, come gestire casi o focolai di Covid-19 a pag 45

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Diabete mellito e le forme gravi di Covid-19 a pag 46

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Scuola, le linee guida per contrastare i rischi legati all’emergenza Covid-19

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Le indicazioni alle famiglie degli istituti del Veneto • Controlla Controllatuotuo figlio mattina per evidenziare segni di figlio ogniogni mattina per evidenziare segni di malessere. malessere. Se ha una temperatura superiore 37,5 gradi non Se ha una temperatura superiore a 37,5 gradi non puòa andare a scuola. può andare ache scuola. • Assicurati non abbia mal di gola o altri segni di malattia, come • Assicurati non abbia di gola o altriSe segni tosse, diarrea, malche di testa, vomitomal o dolori muscolari. non èdiinmalatbuona tia, come tosse, diarrea, mal di testa, vomito o dolori muscolasalute non può andare a scuola. ri. •SeSenon è in buona andare scuola. ha avuto contattosalute con unnon casopuò Covid-19, nonapuò andare a scuoSe ha contatto con un Covid-19, non può anla. • Segui conavuto scrupolo le indicazioni sullacaso quarantena. dare scuola. coninforma scrupolo le indicazioni sullacontattare quaran• Sea non lo haiSegui già fatto, la scuola su quali persone tena. in caso tuo figlio non si senta bene a scuola. • ASecasa nonpraticate lo hai già fatto, informa la lavaggio scuola su quali persone le corrette tecniche di delle mani, sopratcontattare caso tuomangiato, figlio non si sentatossito, bene prima a scuola. tutto prima eindopo aver starnutito, di applicare • A casa epraticate corrette di lavaggio la mascherina spiega a tuolefiglio perchétecniche è importante. Se si trattadelle di un mani, soprattutto prima e dopo aver mangiato, starnutito, bambino, rendilo divertente. tossito, di applicare la lamascherina tuo fi• Salvoprima che la scuola non adotti distribuzione edi spiega acqua in abottiglietglioprocura perché è importante. Se si tratta di un bambino,con rendilo te, a tuo figlio una bottiglietta di acqua identificabile nome edivertente. cognome. Anche se preleva la bottiglietta d’acqua dal distributore a • Salvo che la scuola non adotti distribuzione acqua scuola deve provvedere a scrivervi il propriolanome e cognomedi(con penin bottigliette, procuraapponendo a tuo figlio unapreparate bottiglietta di acqua narello indelebile oppure etichette a casa). identificabile nome e cognome. preleva la bot• Sviluppa lecon routine quotidiane prima eAnche dopo lasescuola, ad esempio tiglietta d’acqua dal distributore a scuola provvedere stabilendo con esattezza le cose da mettere nello deve zaino per la scuola ala scrivervi(come il proprio nome epersonale cognome pennarello indelebile mattino disinfettante per(con le mani e una mascherina in oppure etichette preparate casa).le mani immediapiù) e le apponendo cose da fare quando si torna a casa a(lavarsi • Sviluppa le routine quotidiane prima e dopo la scuola, tamente…) ad•esempio conprecauzioni esattezzada le prendere cose da amettere nello Parla constabilendo tuo figlio delle scuola: lavare per lalescuola al spesso, mattino (come disinfettante ezaino disinfettare mani più mantenere la distanza fisicapersonale dagli altri per le mani e unalamascherina in più)diecondividere le cose daoggetti fare quando studenti, indossare mascherina, evitare con altri si torna tra a casa (lavarsid’acqua, le manidispositivi, immediatamente…) studenti, cui bottiglie strumenti di scrittura, libri. • Informati Parla con dellecomunicherà precauzioni prendere a scuosutuo comefiglio la scuola alledafamiglie un eventuale la: lavare e disinfettare più spesso, mantenere la dicaso di contagio da Covid-19leemani sulle regole che in questi casi verranno stanza fisica dagli altri studenti, indossare la mascherina, eviseguite. tare di condividere oggetti con altri cui scuola: bottiglie • Pianifica e organizza il trasporto di tuostudenti, figlio per tra e dalla se d’acqua, dispositivi, strumenti libri. preparalo ad tuo figlio utilizza un mezzo pubblicodio scrittura, trasporto scolastico • Informati la scuola famiglie un indossare sempresula come mascherina e a noncomunicherà toccarsi il visoalle con le mani senza eventuale contagioSedaè piccolo, Covid-19 e sulle che in prima averle caso prima di disinfettate. accertati cheregole abbia comprequesti casi verranno seguite. so l’importanza di rispettare le regole da seguire a bordo (posti a sedere, • Pianifica e organizza … il trasporto di tuo figlio per comunie dalla posti in piedi, distanziamenti, Queste regole devono essere scuola: se organizza tuo figlioilutilizza mezzo pubblico o trasporto scocate da chi trasportounpubblico). Se va in auto con altri comlasticoaccompagnato preparalo addal indossare la mascherina e a deve non pagni, genitori disempre uno di questi, spiegagli che toccarsiseguire il visolecon le mascherina, mani senzadistanziamento, prima averle pulizia primadelle disinfetsempre regole: mani. tate. Se è piccolo, accertati che abbia compreso • Rafforza il concetto di distanziamento fisico, di pulizial’importanza e di uso della di rispettaredando le regole dail seguire a bordo (posti a sedere, posti mascherina, sempre buon esempio. in •piedi, distanziamenti, … Queste regole essere co-e Informati sulle regole adottate dalla scuola perdevono l’educazione fisica municate da chi organizza il trasporto pubblico). Se va in modo auto le attività libere (come la ricreazione) e sulle regole della mensa,

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con altri compagni, accompagnato dal genitori di uno di questi, spiegagli che deve sempre seguire le regole: mascherina, distanziamento, pulizia delle mani. • Rafforza il concetto di distanziamento fisico, di pulizia e di uso della mascherina, dando sempre il buon esempio. • Informati sulle regole adottate dalla scuola per l’educazione fisica e le attività libere (come la ricreazione) e sulle regole della mensa, in modo da presentarle a tuo figlio e sostenerle. • Chiedi le modalità con cui la tua scuola intende accompagnare gli studenti, affinché seguano le pratiche per ridurre la da presentarle a tuo figlio e sostenerle. diffusione Covid-19. • Chiedi ledimodalità con cui la tua scuola intende accompagnare gli • Tieniaffinché a casaseguano una scorta di mascherine perdiffusione poterle dicamstudenti, le pratiche per ridurre la Cobiare ogni volta che sia necessario. Fornisci a tuo figlio una vid-19. mascherina di ricambio zaino, chiusa in un contenitore. • Tieni a casa una scortanello di mascherine per poterle cambiare ogni • che Allena tuo figlio Fornisci a togliere mettere la mascherina tocvolta sia necessario. a tuoefiglio una mascherina di ricambio cando soltanto nello zaino, chiusai inlacci. un contenitore. Spiegatuoa figlio tuo figlio che eamettere scuola lapotrebbe incontrare dei • Allena a togliere mascherina toccando solcompagni tanto i lacci. che non possono mettere la mascherina. Di conseguenza deve distanza di sicurezza, deve • Spiega lui a tuo figliomantenere che a scuolalapotrebbe incontrare dei compagni tenere mascherina le indicazioni deglilui insegnanti. che non lapossono mettereelaseguire mascherina. Di conseguenza deve man• Prendi In considerazione a tuoe seguire figlio un tenere la distanza di sicurezza, devel’idea teneredilafornire mascherina le contenitore portare a scuola per riporre la mascherina indicazioni deglidainsegnanti. quando mangia; assicuratil’idea chedisappia appog• Prendi In considerazione fornire ache tuo non figlio deve un contenitore giare la mascherina su qualsiasi superficie, némangia; sporcarla. da portare a scuola per riporre la mascherina quando assicurati che sappia che non deve appoggiare la mascherina su qualsiasi super• Se hai un bambino piccolo, preparalo al fatto che la scuoficie, né sporcarla. la avrà un aspetto diverso. Dopo il rientro scuolapreparalo informatial su cose • Se hai un bambinoapiccolo, fattocome che lavanno scuolaleavrà un e sulle diverso. interazioni con compagni di classe e insegnanti. Scopri aspetto come si sente tuo afiglio si sente “spiazzato” • Dopo il rientro scuolae se informati su come vanno ledalle cosenovità. e sulle Aiutalo adcon elaborare se ti segnala interazioni compagnieventuali di classe e disagi; insegnanti. Scopri comecomportasi sente tuo mentie se non adeguati da parte altri allievi, parlane subito con figlio si sente “spiazzato” dalledlnovità. Aiutalo ad elaborare eventuali gli insegnanti e con il Dirigentenon Scolastico. disagi; se ti segnala comportamenti adeguati da parte dl altri allievi, • Faisubito attenzione a cambiamenti nel comportamento parlane con gli insegnanti e con il Dirigente Scolastico. come eccessivo pianto ao cambiamenti irritazione, eccessiva preoccupazione o tri• Fai attenzione nel comportamento come eccessivo stezza,o cattive abitudini o delo tristezza, sonno, difficoltà di pianto irritazione, eccessivaalimentari preoccupazione cattive abituconcentrazione, chesonno, possono essere segni di stressche e ansia. dini alimentari o del difficoltà di concentrazione, possono Peròsegni attenzione essere di stress ae non ansia.essere tu a trasmettere stress e ansia o preoccupazioni misura. Però attenzione a oltre non essere tu a trasmettere stress e ansia o preoc• Partecipa alle riunioni scolastiche, anche se a distanza; cupazioni oltre misura. essere Informato e connesso puòanche ridurre tuoi sentimenti dl • Partecipa alle riunioni scolastiche, se aidistanza; essere Inforansiae econnesso offrirti può un modo razionalizzare mato ridurre per i tuoiesprimere sentimenti dle ansia e offrirti unevenmodo tualiesprimere tue preoccupazioni. per e razionalizzare eventuali tue preoccupazioni.

l rapporto “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia” messo a punto da Istituto Superiore di sanità, Ministero della Salute, Ministero dell’Istruzione, Inail, Fondazione Bruno Kessler, Regione Veneto e Regione Emilia-Romagna, fornisce dettagliate indicazioni relativamente alle modalità e ai comportamenti da seguire e le precauzioni da adottare. Nelle scuole sarà presente un referente scolastico per il Covid-19 adeguatamente formato, si terrà un registro degli eventuali contatti tra alunni e/o personale di classi diverse. Sarà richiesta la collaborazione dei genitori per misurare ogni giorno la temperatura del figlio che va a scuola e segnalare eventuali assenze per motivi di salute riconducibili al Covid-19. Sono inoltre presi in considerazione i casi in cui un alunno o un operatore risultino casi sospetti o positivi al Covid-19. “Questo documento è il frutto di un impegno condiviso tra molte istituzioni nazionali e Regioni e Province Autonome. La necessità di riprendere le attività scolastiche è indicata da tutte le agenzie internazionali, tra le quali l’Oms, come una priorità ed è tale anche per il nostro Paese – ha commentato il presidente dell’Iss Silvio Brusaferro –. Pertanto, in una prospettiva di possibile circolazione del virus a settembre e nei prossimi mesi, è stato necessario sviluppare una strategia nazionale di risposta a eventuali casi sospetti e confermati in ambito scolastico o che abbiano ripercussioni su di esso, per affrontare le riaperture con la massima sicurezza possibile e con piani definiti per garantire la continuità”. Il documento sottolinea inoltre che è difficile stimare al momento quanto la riapertura delle scuole possa incidere su una ripresa della circolazione del virus in Italia. “In primo luogo – scrivono gli esperti –, non è nota la trasmissibilità di Sars-Cov-2 nelle scuole. Più in generale, non è noto quanto i bambini, prevalentemente asintomatici, trasmettano Sars-Cov-2 rispetto agli adulti, anche se la carica virale di sintomatici e asintomatici, e quindi il potenziale di trasmissione, non è statisticamente differente. Questo non permette una realistica valutazione della trasmissione di Sars-Cov-2 all’interno delle scuole nel contesto italiano. Non è inoltre predicibile il livello di trasmissione (Rt) al momento della riapertura delle scuole a settembre”. È previsto che il documento venga aggiornato per rispondere alle esigenze della situazione e alle conoscenze scientifiche man mano acquisite. A fine agosto gli istituti scolastici veneti hanno diffuso una circolare per il rientro a scuola: suggerimenti e spiegazioni semplici e chiare per aiutare i genitori a districarsi in questa situazione delicata con l’obiettivo di sensibilizzare le famiglie per preparare al meglio gli studenti, renderli consapevoli e stimolarli a familiarizzare con comportamenti adeguati. Durante l’estate si è parlato molto delle modalità di rientro all’avvio della scuola, ora si passa ai fatti. Tutti sono chiamati a fare la propria parte.

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Rientro a scuola, come gestire casi o focolai di Covid-19 Le indicazioni operative e le azioni da intraprendere nel documento dell’Istituto Superiore di Sanità e dei Ministeri della Salute e dell’Istruzione

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l documento “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di Sars-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia” messo a punto da ISS, Ministero della Salute, Ministero dell’Istruzione, Inail, Fondazione Bruno Kessler, Regione Veneto e Regione Emilia-Romagna fornisce agli istituti le indicazioni per la gestione di casi e focolai di Covid-19. Si tratta di indicazioni di taglio operativo, descrive le azioni da intraprendere nel caso un alunno o un operatore scolastico abbia dei sintomi compatibili con il Covid-19, sia a scuola che a casa. Ad essere attivati saranno il referente scolastico, i genitori, il pediatra di libera scelta o il medico di medicina generale e il dipartimento di Prevenzione. Se ad esempio un alunno manifesta la sintomatologia a scuola, le raccomandazioni prevedono che questo vada isolato in un’area apposita assistito da un adulto che indossi una mascherina chirurgica e che i genitori vengano immediatamente allertati ed attivati. Una volta riportato a casa, i genitori devono contattare il pediatra di libera scelta o medico di Medicina Generale che, dopo avere valutato la situazione, deciderà se è necessario contattare il Dipartimento di Prevenzione (DdP) per l’esecu-

zione del tampone. Se il test è positivo il DdP competente condurrà le consuete indagini sull’identificazione dei contatti e valuterà le misure più appropriate da adottare tra le quali, quando necessario, l’implementazione della quarantena per i compagni di classe, gli insegnanti e gli altri soggetti che rientrano nella definizione di contatto stretto. La scuola in ogni caso deve effettuare una sanificazione straordinaria. Fra i compiti degli istituti il documento prevede anche il monitoraggio delle assenze, per individuare ad esempio casi di classi con molti alunni mancanti che potrebbero essere indice di una diffusione del virus e che potrebbero necessitare di una indagine mirata da parte del DdP.

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Le assenze in classe, i casi positivi, i contatti stretti, la quarantena: come comportarsi a scuola e a casa Nel caso di un numero elevato di assenze in una classe. Il referente scolastico per il Covid-19 deve comunicare al Dipartimento di Prevenzione se si verifica un numero elevato di assenze improvvise di studenti in una classe (es. 40%; il valore deve tenere conto anche della situazione delle altre classi) o di insegnanti. Il DdP effettuerà un’indagine epidemiologica per valutare le azioni di sanità pubblica da intraprendere, tenendo conto della presenza di casi confermati nella scuola o di focolai di Covid-19 nella comunità. Se la catena di trasmissione non è nota. Qualora un alunno risultasse contatto stretto asintomatico di un caso di cui non è nota la catena di trasmissione, il Dipartimento di Prevenzione valuterà l’opportunità di effettuare un tampone contestualmente alla prescrizione della quarantena. Il tampone avrà lo scopo di verificare il ruolo dei minori asintomatici nella trasmissione del virus nella comunità. Se l’Alunno o l’operatore scolastico è convivente di un caso. Qualora un alunno o un operatore scolastico fosse convivente di un caso, esso, su valutazione del Dipartimento di Prevenzione sarà considerato contatto stretto e posto in quarantena. Eventuali suoi contatti stretti (esempio compagni di classe dell’alunno in quarantena), non necessitano di quarantena, a meno di successive valutazioni del DdP in seguito a positività di eventuali test diagnostici sul contatto stretto convivente di un caso. Un alunno o un operatore scolastico risultano Sars-CoV-2 positivi. Si Effettua una sanificazione straordinaria della scuola. La sanificazione va effettuata se sono trascorsi 7 giorni o meno da quando la persona positiva ha visitato o utilizzato la struttura. Vanno chiuse le aree utilizzate dalla persona positiva

I risultati di una recente ricerca

Le proprietà terapeutiche del fango termale euganeo

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• Glossario ATA CTS DDI DdP DPI MMG PLS

La tabella riassuntiva contenuta nel documento “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di Sars-Cov-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia”

fino al completamento della sanificazione. Mentre devono essere aperte porte e finestre per favorire la circolazione dell’aria nell’ambiente. Vanno sanificate (pulite e disinfettate) tutte le aree utilizzate dalla persona positiva, come uffici, aule, mense, bagni e aree comuni. E si continua con la pulizia e la disinfezione ordinaria. La valutazione della quarantena dei contatti stretti e della chiusura di una parte o dell’intera scuola. E’ di competenza del Dipartimento di Prevenzione e le azioni sono intraprese dopo una valutazione della eventuale esposizione. Se un alunno/operatore scolastico risulta Covid-19 positivo, il DdP valuterà di prescrivere la quarantena a tutti gli studenti della stessa classe e agli eventuali operatori scolastici esposti che si configurino come contatti stretti. La chiusura di una scuola o parte della stessa dovrà essere valutata dal DdP in base al numero di casi confermati e di eventuali cluster e del livello di circolazione del virus all’interno della comunità. Un singolo caso confermato in una scuola non dovrebbe determinarne la chiusura soprattutto se la trasmissione nella comunità non è elevata. Inoltre, il DdP potrà prevedere l’invio di unità mobili per l’esecuzione di test diagnostici presso la struttura scolastica in base alla necessità di definire eventuale circolazione del virus. Se l’alunno o l’operatore scolastico sono un contatto stretto di un contatto stretto di un caso. Qualora un alunno o un operatore scolastico risultasse contatto stretto di un contatto stretto (ovvero nessun contatto diretto con il caso), non vi è alcuna precauzione da prendere a meno che il contatto stretto del caso non risulti successivamente positivo ad eventuali test diagnostici disposti dal Dipartimento di prevenzione e che quest’ultimo abbia accertato una possibile esposizione.

a composizione del fango termale Euganeo dal punto di vista fisico si esprime in due componenti fondamentali: l’argilla azzurra naturale, che ne costituisce la fase solida, e l’acqua ipertermale salsobromoiodica. La Regione Veneto consente il prelievo dal lago termale Della Costa, nel comune di Arquà Petrarca, di una quantità limitata di argilla, ovvero quella necessaria a garantire i trattamenti terapeutici. Nelle vasche predisposte dagli stabilimenti termali, dove avviene il processo di maturazione controllata, il fango acquista nei mesi le sue apprezzate proprietà curative. Grazie al prolungato contatto con l’acqua termale si viene a creare un ambiente fisico ideale per lo sviluppo di microrganismi unici nel loro genere, in grado di produrre naturalmente principi attivi con un’importante capacità antinfiammatoria. Il flusso continuo del mezzo liquido sul fango, tenuto ad una temperatura che si aggira sui 40/45 °C, favorisce la crescita delle bioglee, feltri superficiali di origine biologica e colorazione azzurro-verde costituiti da numerose specie di diatomee e cianobatteri termofili, in parte identificati per la prima volta proprio nel territorio euganeo, come il Cyanobacterium aponinum. Grazie a sempre nuove e interessanti scoperte, la ricerca del Centro Studi Termali Pietro d’Abano frutto di una collaborazione ormai trentennale con l’Università di Padova ha permesso di qualificare e far conoscere al meglio il “prodotto” di eccellenza del territorio Euganeo, tutelato oggi nelle sue proprietà terapeutiche da due brevetti di efficacia e nella sua tradizione da un marchio della Regione Veneto denominato Fango DOC (Denominazione di Origine Collettiva). Attività e azioni coordinate stanno aiutando le terapie termali a superare il seppur utile messaggio tradizionale basato su esperienza e passaparola. Il linguaggio impiegato è sempre adeguato alle evidenze scientifiche, pur non trascurando mai di ricordare che la natura curativa del mezzo termale è nota alle popolazioni locali fin dall’epoca pre-romana. La potente azione anti-infiammatoria dei fanghi maturi destinata al trattamento dei disturbi

osteoarticolari cronici, si manifesta dopo un ciclo di cure che normalmente prevede 12 applicazioni. Gli effetti evidenti sono una riduzione della sintomatologia dolorosa che accompagna queste patologie e della rigidità articolare, altro sintomo molto comune, in un quadro di miglioramento sensibile della qualità della vita. Diversamente da un qualsiasi prodotto farmaceutico della cui efficacia si usufruisce spesso istantaneamente, seppur solo per alcune ore dall’assunzione, con la fangobalneoterapia è richiesta un’applicazione prolungata ma i benefici poi durano per parecchi mesi. L’Organizzazione Mondiale della Sanità nel 2014 ha inserito le terapie termali nell’ambito della Medicina Tradizionale, riconoscendone le ragioni scientifiche e l’utilità nel restituire alle persone la salute, termine quest’ultimo da utilizzare nella sua accezione più moderna. Da molti anni la terapeuticità è riconosciuta anche dal nostro Servizio Sanitario Nazionale, tanto da includere queste cure nei cosiddetti LEA, i Livelli Essenziali di Assistenza, ovvero quei trattamenti medici o prestazioni o servizi, che vanno obbligatoriamente garantiti a tutti i cittadini dallo Stato italiano. I trattamenti termali sono assicurati a chiunque ne abbia la necessità, gratuitamente o dietro pagamento di una quota di partecipazione (ticket). Per accedervi è sufficiente recarsi dal proprio medico di famiglia che valuterà lo stato di salute, farà una diagnosi, e in base all’esito potrà prescrivere il ciclo di cura più indicato. Non ci sono limiti di età per fruire della fangobalneoterapia in convenzione con il SSN e si potrà scegliere liberamente lo stabilimento termale euganeo più gradito. Fabrizio Caldara - direttore scientifico del Centro Studi Termali Pietro D’Abano


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Lo studio effettuato dal Dipartimento di medicina dell’Università di Padova

Diabete mellito e le forme gravi di Covid-19 Pubblicato su “Diabetes Research and Clinical Practice” lo studio coordinato dal professor Gian Paolo Fadini che descrive l’impatto negativo esercitato dal diabete sulla gravità della malattia da nuovo coronavirus. Non solo il diabete pre-esistente, ma anche il diabete misconosciuto aumentano la probabilità di aggravamento respiratorio durante Covid-19

I

pazienti affetti da diabete mellito presentano una probabilità quasi doppia di sviluppare forme gravi di Covid-19, tali da richiedere il trasferimento in terapia intensiva, o forme fatali. Tuttavia, tra i pazienti identificati come diabetici durante il ricovero ospedaliero, uno su cinque non è a conoscenza di essere affetto da diabete. E’ il risultato dello studio dei ricercatori dell’Università di Padova, da poche settimane pubblicato sulla rivista “Diabetes Research and Clinical Practice” dal titolo “Newly-diagnosed diabetes and admission hyperglycemia predict Covid-19 severity by aggravating respiratory deterioration” e coordinato dal professor Gian Paolo Fadini del Dipartimento di Medicina che ha approfondito in dettaglio l’impatto del diabete sull’andamento della malattia da coronavirus nei pazienti ricoverati presso l’Azienda Ospedale-Università di Padova. Lo studio nasce dallo sforzo coordinato di docenti, dottorandi, e specializzandi del Dipartimento di Medicina coinvolti nella ricerca Covid-19 e nell’assistenza ai malati di Covid-19. Grazie alla collaborazione con le Unità di Malattie Infettive (dottoressa Anna Maria Cattelan) e di Fisiopatologia Respiratoria (professor Andrea

Vianello) è stato possibile raccogliere i dati di oltre 400 pazienti ricoverati per Covid-19 e seguirne il destino durante la fase acuta della malattia. La ricerca ha portato alla luce nuovi dati su quali possano essere i motivi che rendono i pazienti con diabete così suscettibili allo sviluppo di forme gravi di Covid-19. “Abbiamo notato che i pazienti diabetici, durante il ricovero ospedaliero per Covid -19, presentavano - sottolinea il dottor Mario Luca Morieri, co-autore dello studio ed esperto di analisi dati - livelli peggiori della maggior parte degli esami di laboratorio, ma l’elemento chiave è sicuramente l’aggravamento rapido della funzione respiratoria”. “Questo dato è spiegabile – aggiunge Gian Paolo Fadini – perché sappiamo che l’iperglicemia nel diabete provoca danni praticamente in tutti gli organi e tessuti”. E’ emerso tuttavia il dato preoccupante secondo cui il rischio di progressione del Covid-19 verso forme gravi è più elevato nei pazienti in cui il diabete era misconosciuto rispetto a coloro in cui il diabete era noto e trattato. “Stimiamo che in Veneto ci siano oltre cinquantamila persone che sono affette da diabe-

Gian Paolo Fadini

te senza saperlo – spiega il professor Angelo Avogaro, coautore dello studio e Direttore della Diabetologia dell’Azienda OspedaleUniversità di Padova – perché il diabete può rimanere a lungo asintomatico”. “È anche possibile che la potentissima infiammazione – aggiunge Gian Paolo Fadini, autore principale della ricerca - che si sviluppa in corso di Covid -19 abbia scatenato la comparsa del diabete in un certo numero di pazienti”. “Da tempo sappiamo che è necessario far emergere il cosiddetto “diabete sommerso” – prosegue il professor Avogaro – ed ora abbiamo un motivo in più per farlo, per poter curare più adeguatamente il diabete ed il Covid-19”. Ampliando la conoscenza del ruolo del diabete nel determinare la prognosi della malattia da nuovo coronavirus, questo studio aiuta a identificare i pazienti che necessitano maggiore attenzione ed un approccio terapeutico più aggressivo. Inoltre, ribadisce la necessità dell’identificazione precoce dei casi di diabete misconosciuto che può evitare anche la progressione verso le forme più gravi di Covid-19.

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ELEZIONI REGIONALI 20 - 21 SETTEMBRE 2020

PARTITO DEMOCRATICO PER IL VENETO E PER I VENETI


MESSAGGIO ELETTORALE

LUIGI BISATO

detto ALESSANDRO 49 anni, sposato con due figli, lavoro

presso un’associazione di categoria del mondo agricolo.Sono segretario regionale del PD Veneto. Da 9 anni Sindaco del comune di Noventa Padovana, consigliere provinciale delegato all’edilizia scolastica e presidente del comitato Ulss.

STEFANO ARTUSO

LUISA GIULIARI

CECILIA ALFIER

GIULIO CAMPAGNARO

PIETRO BEAN

PIERANGELA VESENTINI

VANESSA CAMANI

SALIM EL MAOUED

Sono nata nel 1993. Ho studiato lettere e poi Scienze Storiche all’Università di Padova. In seguito ho conseguito il diploma alla scuola Holden di Torino. Sono Consigliere Comunale di Albignasego dal 2016.

28 anni, praticante avvocato. Rappresentante degli studenti al Liceo Cornaro e poi nel CDA dell’Università di Padova. Ho partecipato alle maggiori mobilitazioni giovanili negli ultimi anni, dalle rivendicazioni studentesche e ambientaliste alle piazze delle Sardine.

43 anni, sposata con Marco, mamma di Anna e Pietro. Appassionata da sempre di politica, sono stata consigliere comunale ad Abano e deputata del PD. Insieme a Nicola Zingaretti nella Segreteria nazionale, lavoro per costruire un partito inclusivo al servizio delle comunità.

65 anni, sposata, 4 figli, insegnante di scuola primaria statale, ora direttrice in una scuola paritaria. Consigliere Comunale a San Pietro in Gu (2014 – 2019). Impegnata da sempre nell’Associazionismo Cattolico.

Vivo a Cittadella. Sono un perito agrotecnico. Consigliere comunale dall’1985 al 1993 e consigliere del Consorzio di bonifica fino al 2019. Ho aderito subito all’Ulivo. Ecologista, europeista e da sempre impegnato nel sociale.

Ho 56 anni, lavoro nella scuola pubblica da 37 anni. A diciannove anni superavo un pubblico concorso. Sono attiva in più associazioni culturali e di impegno civico. Mi impegno da sempre per la tutela della Casa Comune.

detto SALIM 58 anni, tre figlie, sono medico di base

a Padova. Svolgo la mia attività anche nelle strutture per anziani e conosco bene questa realtà. Sono impegnato per l’integrazione degli stranieri e collaboro con le Comunità straniere. committente responsabile Giuseppe Paviola

33 anni, avvocato, membro della direzione provinciale del Partito Democratico e segretario del circolo di Rubano. Mi occupo di lavoro, impresa, economia e formazione giovanile e coltivo una visione europeista e progressista per il Veneto.


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Y-40® THE DEEP JOY: PREPARARSI ALLE VACANZE DIVENTANDO SUBACQUEI! VISITA GRATUITA ALLA PISCINA PIÙ PROFONDA DEL MONDO Y-40® è aperta al pubblico e visitabile tutto l’anno dal martedì al venerdì dalle 10 alle 22, il sabato e la domenica dalle 09 alle 18. La caffetteria e cocktail bar alla profondità di -5 metri consentono di assistere alle immersioni di subacquei ed apneisti dalle grandi finestre e dal tunnel trasparente che attraversa la struttura, come in un grande acquario umano accessibile a tutti. IMMERSIONI IN APNEA E SUBACQUEA Dal battesimo dell’acqua, ovvero la prima esperienza in immersione con bombole o senza, in apnea, accompagnati fino ad un massimo di -12 metri da un istruttore, ai corsi per ottenere i brevetti di apnea e subacquea ricreativa riconosciuti in tutto il mondo, Y-40® è diventata la scuola di riferimento per chi voglia imparare ad immergersi nel relax dell’acqua termale a 32°/34°C. Per tutti coloro che già avessero il brevetto, invece, il divertimento è solo all’inizio!

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a 6 anni è il diving center più frequentato in Europa, eppure non è al mare, ma ai piedi dei Colli Euganei! È Y-40® The Deep Joy, la piscina più profonda del mondo, uno spazio sommerso riempito da 4.300.000 litri d’acqua termale, che scende fino alla profondità di 42 metri, a Montegrotto Terme (PD). Il luogo ideale per effettuare immersioni in apnea o con le bombole in ogni stagione, grazie alla temperatura dell’acqua salsobromoiodica tra i 32° e 34°C, che consente di immergersi senza muta. “Si tratta di uno spazio con le caratteristiche adatte alla didattica, una vera e propria scuola di subacquea ed apnea – spiega l’architetto Emanuele Boaretto, ideatore e progettista di Y-40. - Un sogno di gioventù che è da subito entrato nel Guinness dei Record per profondità, conquistando presto anche il primato di ingressi e brevetti emessi!”. La piscina, infatti, ha: - 8 piattaforme a diverse profondità (-1.3, -5, -6, -8, -10, -12, -15,


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Montepulciano, Nobile nel calice e nell’anima La cittadina toscana si specchia nel suo celebre vino rosso, vanto delle otto contrade e straordinario veicolo di marketing turistico

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’è Montepulciano e Montepulciano… Ora che nell’etichetta del Vino Nobile di Montepulciano potrà finalmente essere inserito anche il riferimento geografico ‘Toscana’, non ci sarà più il rischio di fare confusione. Con buona pace dei colleghi vignaioli del Montepulciano d’Abruzzo, che è un ottimo prodotto ma è un’altra cosa. In pochi altri territori italiani l’identità di un vino coincide con quella di un territorio. A Montepulciano il Nobile è una sorta di religione, come testimoniano i mercati internazionali che da anni lo hanno elevato a grande toscano accanto al Brunello di Montalcino e al Chianti. C’è un evento a Montepulciano che da 18 anni ha contribuito a rafforzare il legame fra il territorio e i suoi prodotti, nonché fungere da veicolo di promozione turistica. Si chiama ‘A Tavola con il Nobile’ e ogni anno (salvo questo, in cui per le note restrizioni causate dal Covid il Consorzio di tutela si è limitato a un amarcord dedicato alle edizioni precedenti) coinvolge le otto contrade della città cara a Poliziano in un concorso volto alla riscoperta dei piatti tipici del territorio, compresi quelli più desueti. Le cuoche e i cuochi delle pittoresche contrade recuperano questi autentici giacimenti gastronomici, ne attualizzano le ricette e poi abbinano i piatti al Vino Nobile. Un’operazione culturale di recupero della tradizione, proposta in chiave enogastronomica, che ha pochi altri esempi in Italia. Il concorso, ideato nel 2003 dal giornalista televisivo Bruno Gambacorta, curatore della nota rubrica Tg2 Eat Parade della Rai, si è rivelato uno straordinario momento per fare del marketing turistico in modo originale e soprattutto con un profilo culturale alto. Le contrade ci mettono l’anima nel frugare nella propria memoria collettiva e ogni anno portano a galla ricette povere. Ricette che negli anni in cui anche Montepulciano viveva grazie a un’economia contadina hanno avuto la loro importanza. Questi piatti, autentici frammenti di storia, per una settimana poi vengono proposti nei ristoranti all’aperto allestiti nelle sedi di contrada, tutte ricavate in suggestivi angoli della città: da Cagnano a Col-

NELLA FOTO GRANDE: CALICI DI NOBILE DI MONTEPULCIANO SUL CELEBRE POZZO DI PIAZZA GRANDE. SOTTO, DA SINISTRA: UNA PANORAMICA DELLA PIAZZA, IL TEATRO POLIZIANO, IL PIATTO DI TRIPPA CON CUI LA CONTRADA DI SAN DONATO HA VINTO L’ULTIMA EDIZIONE DI ‘A TAVOLA COL NOBILE’, LA CHIESA DI SAN BIAGIO, LA TORRE DEL PULCINELLA E L’AVVINCENTE BRAVÌO DELLE BOTTI

lazzi, dalle Coste a Gracciano, da Poggiolo a San Donato, da Talosa a Voltaia. Succede alla fine di agosto, alla vigilia di un altro momento forte per la comunità poliziana: il Bravìo delle Botti, una gara unica al mondo: due concorrenti per contrada spingono a ritmi forsen-

nati le botti lungo le anguste e ripide vie di Montepulciano, fino a raggiungere stremati Piazza Grande. L’evento assegna ogni anno l’ambito Pallium, drappo firmato da affermati artisti e poi gelosamente conservato dalle contrade vincitrici. Quello di quest’anno,

non assegnato, resterà in municipio, patrimonio di tutti. Ecco, Montepulciano va raccontata partendo da questi eventi che richiamano riti e memorie ancestrali. Perché la città è un concentrato di storia unico, nobile anche nelle sue architet-

di Renato Malaman

ture, così ispirate a quelle fiorentine. Il Palazzo del Governo che domina la piazza, rivaleggiando con il grande duomo dalla facciata incompiuta e con i palazzi de’ Nobili Tarugi e Contucci, sembra la riproposizione del Palazzo della Signoria di Firenze. Le vie della città, incastonata sulla cresta di un’altura, si inerpicano fra archi e volte, per aprirsi poi al paesaggio sublime delle crete senesi attraverso storiche porte. Un curioso Pulcinella batte le ore dalla sua torre, mentre la grande cultura echeggia dai palchetti del prezioso Teatro Poliziano. Più giù rapisce lo sguardo la maestosa chiesa di San Biagio, armoniosa costruzione in travertino, pianta a croce greca, un capolavoro artistico firmato da Antonio da San Gallo il Vecchio. Montepulciano gronda d’arte in ogni dove e nel Museo Civico, dove brilla anche un dossale d’altare di Della Robbia, se ne coglie il perché. Palazzo Avignonesi, Loggia del Grano, Porta al Prato, il pozzo de’ Grifi e de’ Leoni… e all’ingresso principale della città la Fortezza Medicea, ora sede del Consorzio di tutela del Vino Nobile e di una suggestiva enoliteca, sotto il cui pavimento di vetro si possono ammirare degli stupefacenti resti archeologici. La terrazza della fortezza è il luogo ideale dove indugiare in attesa del tramonto, oltre l’orizzonte della Val d’Orcia. Magari con un bel calice di Vino Nobile di Montepulciano in mano… E’ come aggiungere piacere al piacere.

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A tavola

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Farro alla zucca Ingredienti: 200 g di farro - 1 cipolla - 1 spicchio d’aglio - 1 manciata di prezzemolo - 200 g di zucca - 2 C d’olio - 2 foglie di alloro - un pizzico di curry e un pizzico di peperoncino - sale q. b.

Tempura mista Ingredienti: 1 melanzana - 2 carote - 2 zucchine piccole - 1 mela verde - 50 g di farina tipo 0 - 50 g di farina di mais - 1 C di zucchero a velo - acqua fredda - olio di semi per friggere - sale q. b.

Zuccotto Ingredienti: 3 flacconcini di panna - 4 uova - 4 C di zucchero - 50 g di cioccolato fondente - 10 amaretti - 14 savoiardi - 1 bicchierino di marsala - qualche amaretto per guarnire.

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura.

Preparazione: mettere a cuocere il farro come da ricetta base. Intanto tritare la cipolla e l’aglio, sbucciare e tagliare la zucca a dadini, saltare il tutto (la zucca deve diventare cremosa). Quando il farro è cotto, lasciare assorbire l’acqua, unire quindi la zucca, un filo d’olio, il prezzemolo tritato e le spezie. Amalgamare bene e servire.

Preparazione: lavare le verdure, tagliare le zucchine e le carote a julienne, tagliare la melanzana in quattro parti, togliere la parte centrale con i semi lasciando mezzo cm. di polpa dalla buccia e tagliare ancora a striscioline sottili. Tagliare la mela, privarla del torsolo e tagliarla a fettine. Versare sulle due farine lo zucchero a velo e l’acqua fredda, amalgamare con una frusta fino ad ottenere una pastella omogenea. Scaldare l’olio, passare le verdure nella pastella e tuffarle nell’olio facendo in modo che non attacchino l’una all’altra. Scolare su carta assorbente, salare e servire subito.

Preparazione: in una terrina mettere i 4 tuorli, unire la panna ben montata (tenerne da parte circa mezza confezione per la guarnizione), gli amaretti sbriciolati, il cioccolato tritato grossolanamente e lo zucchero. Montare gli albumi a neve ben ferma e amalgamarli delicatamente al composto. Bagnare i savoiardi nel marsala e rivestire uno stampo abbastanza alto. Riempire quindi con il composto e mettere in freezer per almeno 2 ore. Rovesciarlo sul piatto di portata, decorare con la restante panna montata e qualche amaretto.

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Note La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.

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Oroscopo

Ariete Inizia un periodo molto proficuo. Siete carichi di energia e di voglia di fare. Si riparte di slancio e con grande entusiasmo

Toro Avete ancora un po’ di tempo per dedicarvi a sistemare le cose lasciate in sospeso con la persona amata prima di tuffarvi nella routine quotidiana e i tanti impegni

Settembre Settembre è un mese di rodaggio. Si parte gradualmente verso un autunno ancora tutto da capire. Tanti buoni propositi e un po’ di ottimismo

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Bilancia Ricomincerete lentamente, a volte con fatica, ma vi metterete ben presto in carreggiata. Novità nel lavoro e nelle amicizie renderanno questo periodo ancora più stimolante

Scorpione Avete tanti buoni propositi ma quando si tratta di metterli in atto vi sentite confusi. Fate un po’ di ordine e decidete quali sono i progetti che volete effettivamente realizzare

P A D O V A Gemelli

Sagittario

Sarà un mese ricco di sorprese e sarete in grado di esprimere il meglio di voi. Vi sentirete in gran forma e molto creativi. Le persone che vi stanno vicino apprezzeranno

Da settembre si prospettano un periodo positivo, non solo nel lavoro, ma anche negli affetti e con la persona amata. Apprezzerete la buona compagnia

Cancro

Capricorno

Meglio aprire una fase di riflessione per risolvere inquietudini e dubbi. Sarà utile a ricominciare con slancio e convinzione, dopo la pausa estiva

Continuate a vivere una situazione di tensione, nonostante la rigenerante pausa estiva. Volete avere tutto sotto controllo e questo non sempre è possibile

Leone Non saranno gli imprevisti a fermarvi e a farvi rinunciare ai vostri progetti. Siete talmente determinati che nessuno può cambiare i vostri disegni

Vergine L’autunno inizia con tante idee e voglia di fare. Siete talmente presi dai vostri progetti che potreste dimenticarvi di tutto il resto. Concedetevi qualche momento di relax ogni tanto

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Acquario Avete voglia di stare con la gente, di frequentare gli amici e creare nuovi legami. Una condizione che si riflette positivamente anche in ambito lavorativo

Pesci Potrebbe sembrarvi un periodo senza le grandi novità che vi aspettate da tempo. Si tratta solo di una fase di passaggio. Non sprecate questo tempo.


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