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di Cavarzere

APRILE 2018

Periodico d’informazione locale - Anno XXV n. 56

Eventi p.17

IL PERSONAGGIO

Pizza, Mirko Boniolo campione mondiale ROTTANOVA TESTIMONIANZE

Gli anziani hanno paura e chiedono più controlli

on-line:  Caobianco “L’Italia ripudia Andrea la guerra” Via Salvadega, 220

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Sicurezza, l’intera comunità sconvolta per i fatti di Rottanova Il racconto di Mario Moschini, figlio dell’anziana aggredita e derubata in casa. Il sindaco: “Non c’è nessun allarme: la nostra è una zona tranquilla”

SICUREZZA

La Lega propone il Controllo di Vicinato EMERGENZA ABITATIVA

Ater, il sindaco respinge le accuse SPORT E GIOVANI

Silvia Zennaro alla scuola Giovanni XXIII SAN PIETRO

Cimitero, i residenti chiedono l’ampliamento PROTAGONISTI

Il maestro Banzato fa scuola a Cambridge POLITICA

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ll mondo è in guerra. Possiamo far finta di nulla, eppure è così. E anche se il conflitto apparentemente non ci tocca, soprattutto ci interessa poco, l’instabilità geopolitica è capace di creare pesanti danni alla bilancia economica di un paese come il nostro, che è fragile sotto tanti punti di vista.

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Facciamo. il punto

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“L’Italia ripudia la guerra” Germana Urbani >direttore@givemotions.it<

La pizza più buona del mondo si mangia a... Cavarzere L

Dopo il titolo europeo Mirko Boniolo vince anche quello mondiale

a pizza più buona del mondo è di... Cavarzere! A sostenerlo sono i giudici della 27esima edizione del Campionato Mondiale organizzato da Pizza New Spa in collaborazione con la rivista “Pizza e Pasta Italiana”, che lo scorso 11 aprile hanno incoronato il giovane Mirko Boniolo campione mondiale di pizza in teglia. Una grande soddisfazione per il pizzaiolo cavarzerano che alla manifestazione, svoltasi a Parma, si è misurato con 773 avversari provenienti da ben 44 Paesi, in una tre giorni di oltre mille gare. Gusto, aspetto, creatività sono le caratteristiche che i giudici hanno valutato con particolare attenzione ai concorrenti in gara e Mirko, nella sua categoria, ha convinto con la sua pizza. Mirko, giovane titolare di Punto Pizza a Cavarzere, del resto non è nuovo ad imprese di questo tipo, considerato che aveva portato la sua pizza già agli onori della cronaca due anni fa, quando vinse un altro prestigioso titolo al campionato europeo, Cambio sempre per la specialità in teglia. di Stagione Germana Urbani >direttore@givemotions.it< Gioisce Cavarzere ma anche tutto il Veneto che, LAVA e IGIENIZZA oltre al giovane Mirko, ha ottenuto un altro primaSI NGOL ARMEN TE ll mondo è in guerra. Possiamo far finta codi n nulla, to nel campo della pizza con il veronese di Cerea so lo € 6 ,0 eppure è così. 0 il tu o Stefano Miozzo, premiato per la specialità classica. UMONE E anche se il conflittoPI apparentemente non ci tocUn risultato di grande prestigio che ha voluto MATRIMONIALE geoposottolineare con orgoglio anche l’assessore regio- ca, soprattutto ci interessa poco, l’instabilità litica è capace di creare pesanti danni alla bilancia nale all’Agricoltura, Giuseppe Pan. economica di un paese come il nostro, che è fragile sotto tanti punti di vista.

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È un periodico formato da 15 edizioni locali mensilmente recapitato a oltre 250.000 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Cavarzere e Cona per un numero complessivo di 7.330 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120

Direzione, Amministrazione e a pag 3 Redazione: segue Concessionaria di Pubblicità Locale: Direttore responsabile (ad interim) via Lisbona, 10 · 35127 Padova Germana Urbani tel. 049 8704884 · fax 049 6988054 >direttore@givemotions.it< >redazione@givemotions.it< Ornella Jovane >www.lapiazzaweb.it< >o.jovane@lapiazzaweb.it<

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Periodico fondato nel 1994 da Giuseppe Bergantin Centro Stampa: Rotopress International via Breccia · Loreto (An) Questo periodico è associato alla Unione Stampa Periodica Italiana

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Chiuso in redazione il 13 aprile 2018


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Rottanova La testimonianza di Mario Moschini

Entrano in casa di una anziana e rubano 3mila euro L’intera comunità è sconvolta dai fatti accaduti. Il figlio, che abita nella casa accanto alla madre racconta la violenza dei due ladri

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na vicenda che fa fatica a trovare spiegazioni e che ha sconvolto l’intera comunità di Rottanova, ossia il furto avvenuto in via Giare Inferiori 38 nella notte tra martedì 20 e mercoledì 21 marzo ai danni di Mario Moschini, residente da anni con la mamma di 95 anni, che nonostante l’età ha ancora le forze di occuparsi della propria abitazione. La casa è divisa in due parti, ma è comunicante al suo interno tramite una porta che dalla camera da letto arriva al salotto dell’altra residenza. in questo caso è la stessa vittima che racconta la vicenda fin dall’inizio ricostruendo per filo e per segno i giorni di paura. Ero appena tornato da Cavarzere alle 18.30 e mi sono sbrigato ad essere a casa

per la cena che mia mamma aveva preparato con premura”. “Finita la cena siamo andati a letto e alle due e mezza della notte mia madre mi chiama perché ha sentito degli strani rumori, ma ovviamente penso che siano le fantasie di una donna che purtroppo ha appena perso la figlia quindici giorni fa”. Chiaramente lo stupore più grande arriva il mattino successivo: “lei mi chiama – racconta il signor Mario - per farmi vedere i vetri rotti di una delle finestre della stanza che una volta era usata da mio fratello e che ora è usata come disbrigo, oltre a notare una traccia di sangue sulla tenda, segno che qualcuno ha provato ma non è riuscito ad aprire”. “Non volevo fare denuncia, ma

L’intera comunità di Rottanova è sconvolta

alcuni miei amici hanno insistito perché lo facessi, così il giorno successivo mi sono recato presso la caserma dei carabinieri e ho messo agli atti l’accaduto”. Tre giorni dopo accade l’imprevisto: “Anche quella sera avevo portato a casa la ragazza che viene a fare le pulizie in casa mia e poco dopo cena, verso le nove e mezza vado a letto, stanco per la giornata impegnativa”. Specificando che: “Mia mamma rimane sempre alzata fino a tardi a guardarsi la televisione, in quanto non le piace tanto dormire ed ama passare le serate sulla sua poltrona; ma a mezzanotte

e mezza ho sentito come un terremoto, seguito subito dopo dalle urla strazianti di mia mamma, che chiedeva aiuto”. “Mi alzo ancora intontito, in pigiama ed apro la porta che collega la mia camera al suo salotto, e mi ritrovo un uomo incappucciato che mi punta una pistola addosso dicendomi ‘non ti faremo nulla se ci dai i soldi’”. “Al che io rispondo che non ho soldi, ma lui insiste e mi fa capire che sa bene che mia mamma aveva i soldi e che li vuole a tutti i costi”. Stefano Spano

“Sarei morto pur di ammazzarli entrambi” mario: “la più grande preoccupazione era mia madre che in quel momento si trovava in pericolo”

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ario spiega in lacrime e particolarmente provato da questa vicenda: “Lui ha provato a sparare un colpo per farmi paura, ma ho capito che era a “salve”, così ho preso coraggio e sono scappato in giardino per chiedere aiuto urlando ai vicini, ma dall’entrata di mia mamma è uscito un altro uomo che di forza mi ha scaraventato in casa e mi ha dato una botta con il calcio della pistola per farmi perdere conoscenza, per fortuna non sono svenuto ed ho avuto la forza di alzarmi ancora”. “A questo punto mia madre gli aveva ormai dato i 3.000 euro che aveva messi da parte ed alla fine sono riuscito a scappare dalle loro grinfie per chiamare aiuto”. Concludendo: “Loro sono scappati e si sono viste le luci della retromarcia e nulla di più”. “Sinceramente non avevo paura, perché sarei morto pur di ammazzarli entrambi, ma è chiaro che la mia più grande preoccupazione era mia madre, che in quel momento si trovava in pericolo e nonostante tutto ha pensato a me, in quanto piuttosto che i ladri continuassero a picchiarmi ha consegnato i soldi e così è finito tutto”. “Ho qualche sospetto, ma non ne sono sicuro e ci devo riflettere attentamente”. Ste.Spa.


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Sicurezza Le dichiarazioni dei residenti: Arpicelli e Garbin si fanno portavoce

Rottanova: forte la preoccupazione, paura per gli anziani U

n clima di preoccupazione è quello che si respira a Rottanova dopo la recente rapina a mano armata che ha gettato nel panico la popolazione. Ora la situazione sta tornando pian piano alla normalità, ma la paura resta. L’incontro con il sindaco, promesso e poi rinviato a data da destinarsi, era stato richiesto a nome della popolazione da Giuseppe Arpicelli, residente nella frazione. “Dopo gli eventi che ci sono stati, la situazione è molto delicata - afferma -. La popolazione è in allerta perché potrebbe succedere in altre famiglie: qui ci sono tanti anziani e i malviventi, si sa, approfittano della loro debolezza”. Arpicelli, che si fa portavoce delle ansie della frazione, rinnova l’invito a un incontro con il primo cittadino Tommasi, anche per chiedergli la disponibilità di posizionare qualche telecamera di sorveglianza all’altezza dei punti più strategici. A fargli eco è Graziano Garbin, presidente del comitato cittadino di Rottanova: “Pian piano tutto sta tornando alla normalità perché uno poi se ne fa una ragione - riferisce -: si sa che sono cose che capitano, ma stanno capitando un po’ troppo spesso. La famiglia rapinata aveva già subito altri due furti in precedenza”. “abbiamo chiesto un Garbin ricorda come, in confronto con il passato, le cose fossero molto diverse: “Anni fa eravamo susindaco. chiediamo per tranquilli, era tutta un’alqualche telecamera tra cosa. Adesso si ha questo pensiero, questo senso di indi sicurezza e più sicurezza”. controlli. in paese si E le riunioni, negli anni, si sono moltiplicate, così come percepisce un senso le proposte. C’è stato chi ha di insicurezza” lanciato l’idea delle ronde, che Garbin non condivide: “Io non sono d’accordo. E poi se trovi i malviventi per strada, cosa fai? Niente”. Si pensò anche di affidarsi alla vigilanza privata: “Dopo qualche incontro non è andata in porto, perché non c’erano abbastanza adesioni per abbattere i costi del servizio. E poi i passaggi della vigilanza sono a orari prestabiliti, non mi sembra un deterrente poi così efficace”. Oltre alle telecamere, Garbin chiede soluzioni che però travalicano la realtà locale: “Per me servono leggi più severe, la certezza della pena. È l’unico deterrente possibile”. E intanto, nel territorio, la presenza maggiore delle forze dell’ordine: “Ho chiesto anche a carabinieri e polizia locale di essere più presenti, fare qualche giro anche di sera… una presenza maggiore credo sia la cosa più fattibile ed efficace”. E poi il controllo del vicinato, attraverso la chat in cui i vicini si segnalano cosa succede nel circondario: “Questo è l’aiuto migliore che ci possiamo dare”. Giorgia Gay

Il sindaco: “Non c’è alcun allarme sicurezza, nè a Rottanova nè in città”

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isognerà chiarire bene i due fatti di criminalità registrati a Rottanova a fine marzo, le indagini faranno luce su tutto. Ma non c’è nessun allarme sicurezza nella frazione né in città”. Così il sindaco Henri Tommasi rassicura la cittadinanza a seguito delle due rapine che hanno scosso la collettività. “Faccia attenzione chi, come la Lega, fomenta la paura: non bisogna strumentalizzare ciò che è successo – attacca il sindaco -. Andare a dire che il nostro territorio ha un problema di sicurezza allarmante è falso. Parlano i dati: siamo uno dei comuni con minor grado di pericolosità di tutta la provincia. Tanto per essere chiari: gli eventi più “gravi”, esclusi questi fatti di Rottanova, sono stati qualche furto di bicicletta, tanto per capire la dimensione”. Le accuse di allarmismo infondato sono rimandate al mittente da parte della Lega, per bocca di Marco Grandi, segretario della sezione cavarzerana: “Da parte nostra solo proposte serie e concrete che possano aiutare le forze dell’ordine”. La Lega, quindi, torna a insistere per un sistema efficace di

videosorveglianza: “È sempre stata una delle nostre principali proposte, alla quale l’amministrazione ha preferito un artigianale sistema di sorveglianza delle aree ecologiche che, a giudicare dalla situazione indecente di alcuni punti di raccolta, ha prodotto risultati decisamente scadenti”. Scintille in consiglio comunale anche con il capogruppo leghista Pier Francesco Munari, che ha presentato una mozione, non inserita nell’ordine del giorno dell’ultimo consiglio comunale, per introdurre in città il “Controllo del Vicinato”. “Si è già identificato un quartiere che ha ricevuto tutte le informazioni a proposito e si renderebbe disponibile a fare da gruppo pilota” fa sapere Munari, che esprime il proprio rammarico: “Mi è stato detto che la questione era interessante e richiedeva approfondimenti – fa sapere Munari – ma io ho sottoposto la cosa al Prefetto, perché non possono non inserire in discussione un testo presentato nei tempi giusti con questa motivazione in barba al regolamento”. G.G.

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Sicurezza, la Lega chiede il Controllo di vicinato

Serata di beneficenza per aiutare Luca

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Pierfrancesco Munari presenta una mozione nella quale si chiede al sindaco l’impegno per attivare questa forma di prevenzione

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ella mattinata di martedì 27 marzo, il capogruppo di Lega Nord – Liga Veneta Pierfrancesco Munari e il consigliere comunale Roberta Fava, hanno presentato in Comune una mozione con oggetto “il Controllo del Vicinato” nel comune di Cavarzere. Tale domanda evidenzia il fatto che ci sono stati episodi criminosi sempre più frequenti, che hanno messo a rischio la cittadinanza locale e che potrebbero peggiorare se non venissero presi provvedimenti; che le forze pubbliche del Comune non sorvegliano il territorio nelle ore diurne e che la poca disponibilità di uomini e mezzi da parte dei carabinieri limita la possibilità di un intervento tempestivo. Inoltre, a detta della minoran-

za, l’amministrazione minimizza il problema, in quanto vi sono persone armate e senza scrupoli che girano per il territorio. Per tutti questi motivi la stessa hanno preso contatti con l’associazione “il Controllo del vicinato”, associazione che si propone di formare i cittadini ad un certo tipo di prevenzione, oltre alla giusta collaborazione con le forze dell’ordine all’interno del territorio, in maniera tale da salvaguardare se stessi e anche i propri vicini. In conclusione attraverso tale mozione: “si impegna il sindaco e l’amministrazione comunale a prendere contatti con l’associazione “Controllo del vicinato” ed aderire ad uno specifico programma, di voler sottoscrivere con la competente Prefettura di

munari e fava sostengono che i recenti episodi criminosi riportano alla necessità di un controllo più serrato del territorio

Venezia un protocollo d’intesa per il controllo del vicinato, di voler adottare tutte le misure necessarie affinchè venga reso pubblico il programma pubblicizzando l’iniziativa con ogni mezzo al fine di far aderire più cittadini, di voler sostenere il progetto, fornendo quando sarà il momento, tutto il supporto logistico ed economico per l’installazione della cartellonistica verticale”. Stefano Spano

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erata di beneficenza e solidarietà per aiutare Luca, un 49enne di Polesella, costretto da alcuni anni sulla sedia a rotelle dopo un ictus. Ad organizzare il tutto, il cantante di Cavarzere Samuele Begheldo che, per il festeggiamento del suo compleanno al Bar Venezia, ha messo in piedi, con i commercianti locali, una lotteria per raccogliere fondi a favore di Luca. Samuele aveva conosciuto Luca in ospedale a Rovigo, in occasione di un ricovero a seguito di un intervento di ernia discale. Nei giorni trascorsi in ospedale è venuto a conoscenza della difficile storia di Luca che non può tornare a casa sua perché non attrezzata ad accoglierlo. L’alternativa sarebbe un ricovero presso una struttura. La sorella Gabriella si sta dando da fare per evitare che ciò accada e vuole a tutti i costi portare a casa Luca ma da sola non riesce. Allora Samuele ha deciso di fare qualcosa, subito attraverso la raccolta di fondi, ma anche sensibilizzando l’opinione pubblica, attraverso i social e la stampa .

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Case Ater, il sindaco respinge le accuse: “Abbiamo le mani legate” Per il primo cittadino spetta all’ente proprietario la gestione degli alloggi. Ma Parisotto non è di questo avviso: “Finché il Comune non dà l’incarico, l’Ater non si muove”

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orna al centro del dibattito politico la gestione degli alloggi Ater e di proprietà comunale. Le cattive condizioni in cui versano gli immobili, denunciate nelle scorse settimane anche dalla stampa locale, tornano a far discutere. A rispondere è, ancora una volta, il primo cittadino Henri Tommasi, che ricorda come il Comune abbia le mani legate. “Per il 90% si tratta di alloggi di proprietà dell’Ater e il Comune non può intervenire in alcun modo. Ogni volta che esplodono problemi di straordinaria e ordinaria manutenzione noi inoltriamo solleciti, ma non possiamo fare di più”. Tommasi evidenzia anche che molti residenti vanno in Comune a chiedere disponibilità degli alloggi sfitti, “ma noi non possiamo darli in gestione. Non abbiamo neppure le chiavi. Chi viene da noi sbaglia mittente”. Il primo cittadino annuncia, invece, che “le poche abitazioni che sono di proprietà del Comune sono soggette a un intervento straordinario per circa 600mila euro in tre anni. Lavori verranno eseguiti anche nelle case sfitte, in modo da poterle dare in gestione”. Un annuncio, quello di Tommasi, che fa venire un sussulto di rabbia a Pierluigi Parisotto, consigliere di minoranza: “È dal 2011 che hanno un milione in cassa e non lo spendono! E siamo arrivati così al 2018. Ora nel bilancio previsione 2018 il sindaco ha scritto che questi 600mila euro saranno destinati alla manutenzione, ma sono già tre anni che lo scrive: speriamo sia la volta buona! Anche se Tommasi si dimentica che il gestore è sempre l’Ater e finché il Comune non progetta le ristrutturazioni o non dà l’incarico all’Ater di farlo non si può andare avanti. E intanto quei soldi restano lì in cassa e non fruttano neanche interessi al Comune. Nel frattempo in città ci sono un centinaio di famiglie che aspettano in graduatoria, tre quarti delle quali composte da cavarzerani”.

Parisotto rivendica infine il lavoro fatto negli anni da sindaco: “Questa amministrazione nel mandato 2011-2016 ha vissuto di rendita per il lavoro fatto dal sottoscritto - chiarisce - : abbiamo portato 36 case costruite ex

novo dall’Ater a Busonera e 22 nel centro storico. Nel giro di un mandato la prima amministrazione Tommasi si è trovata con la graduatoria degli aventi diritto azzerata per tre quarti. Abbiamo venduto, tra il 2010 e il 2011 una sessantina di alloggi di proprietà comunale che hanno fruttato circa un milione di euro. Un tesoretto che, negli anni, è rimasto lì, vincolato e inutilizzato”. Giorgia Gay

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Buche nelle strade, anche per Cavarzere è un problema “Il problema delle buche in città purtroppo non è una novità. Che le nostre strade necessitino di manutenzione è ovvio ma si tratta, come vediamo anche nei tg nazionali, di una questione che riguarda non solo Cavarzere ma tutte le città italiane”. Detto questo, il sindaco Henri Tommasi annuncia nuovi lavori per fronteggiare il problema del dissesto stradale, più volte segnalato dai cittadini, che comporta rischi per automobilisti, ciclisti e anche pedoni. “Ovvio che nel periodo invernale la situazione si accentua perché con le piogge, le nevicate e il passaggio delle macchine spargisale il manto stradale si rovina inevitabilmente – continua Tommasi -. E come ogni anno in questo periodo abbiamo iniziato un percorso di normalizzazione, con interventi che però sono necessariamente palliativi. L’unica soluzione, infatti, sarebbe rifare le strade ma non è possibile”. Ora che è arrivato il bel tempo il Comune ha dato intanto il via a lavori nell’area di via Galvani, via Gramsci e strade limitrofe che gravitano nell’area del supermercato Eurospin di recente apertura. “Lì sono stati fatti tutti i sottoservizi e aspettavamo la primavera per rifare il manto - sottolinea infatti il primo cittadino -. Cercheremo anche nei prossimi anni di intervenire in altre zone, ma non si riuscirà a fare tutto il territorio”. Tommasi sta lavorando anche perché ci sia un’assunzione di responsabilità da parte di chi, per garantire i servizi, rovina le strade: “Stiamo facendo dei passaggi con Acque venete – avvisa – perché spesso le buche dipendono dai tagli alla strada fatti da chi gestisce il servizio idrico. Ci stiamo confrontando per capire come risolvere la siG. G. tuazione”.


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L’atleta olimpionica Silvia Zennaro alla scuola Giovanni XXIII In occasione della Settimana dello Sport la scuola primaria ha invitato la campionessa di Chioggia per parlare dell’importanza dell’attività fisica

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ulla scia della Settimana dello Sport, iniziativa ministeriale per sensibilizzare bimbi e ragazzi sull’importanza del movimento fin da piccoli, la Scuola primaria Giovanni XXIII di Cavarzere ha invitato presso la propria sede Silvia Zennaro, una giovane atleta olimpionica di vela proveniente dalla vicina Sottomarina. La prima regata col padre a 6 anni a Venezia, il titolo italiano arrivato in breve tempo, le sfide con le atlete più forti a livello internazionale: la velista è partita raccontando della sua vita sportiva, ma nell’arco della chiacchierata coi bambini è passata in modo naturale a parlare di sacrificio, regole, tenacia. “Dietro ad ogni campionessa

e ad ogni campione -ha detto davanti ad una platea di piccoli spettatori molto attenti- sappiate che non ci sono solo il divertimento delle trasferte, la gioia delle vittorie, le risate coi compagni, ma ci sono anche la fatica delle 6 ore al giorno di allenamento, la tristezza delle sconfitte, lo sforzo per non arrendersi anche quando tutto va male. Non mollare mai è il motto che mi guida e che spero mi porti sul podio alle Olimpiadi di Tokyo 2020”. Oltre ad essersi impegnata nella vela ai massimi livelli, portando a casa più di 180 coppe e rappresentando l’Italia anche alle passate Olimpiadi di Rio 2016, Zennaro in questi anni è riuscita anche a laurearsi in Farmacia,

In mostra i resti dell’aereo per le celebrazioni del 25 aprile

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e celebrazioni per il 25 aprile si svolgeranno come da tradizione a Cavarzere, ma quest’anno il Comune proporrà anche una novità, come riferisce l’assessore alla Cultura Paolo Fontolan (in foto). “Il programma prevede al mattino, alle ore 9, l’omaggio al dottor Busonera presso Villaggio Paolo Fontolan Busonera e poi ai caduti di El Alamein nell’omonimo piazzale, due luoghi che ricordano i fatti della seconda guerra mondiale. E poi la tradizionale sfilata con il raduno che quest’anno sarà in piazza del Donatore, quindi corteo per le vie del centro. Seguirà la deposizione della corona d’alloro alla lapide che ricorda i caduti, la commemorazione e si concluderà con la messa di suffragio dei caduti tutte le vittime civili e militari della guerra”. E qui la novità: “Dopo la messa nel foyer di Palazzo Danielato avrà luogo l’inaugurazione della mostra “Frammenti di storia”, allestita da Aurora Mattiazzi e da suo padre Alessio Mattiazzi, con la collaborazione di Romagna Air Finders – annuncia Fontolan -. In questa sede esporremo alcuni pezzi dell’aereo che è stato recuperato lo scorso autunno, un reperto molto interessante perché ben conservato. L’esposizione proporrà anche una sezione con alcuni documenti e altri reperti sempre sul tema della guerra”. La mostra resterà aperta fino al 6 maggio. Quanto agli eventi per il 1 maggio, Fontolan conferma la tradizionale Festa dell’aquilone sull’argine dell’Adige organizzata dalla Pro Loco: “Un momento per le famiglie e per stare in compaG.G. gnia” commenta.

Giuseppina compie 108 anni

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Silvia Zennaro in classe per una speciale lezione agli alunni della scuola di Cavarzere

“dietro ogni campione sappiamo che ci sono sacrifici e tanta fatica e lo sforzo di non arrendersi anche quando va tutto male”

ad imparare inglese e spagnolo, a coltivare amicizie in tutto il mondo. Un esempio straordinario per i piccoli della Giovanni XXIII, che in lei hanno potuto ammirare in concreto quanto in alto possano portare quell’impegno e quella costanza su cui tanto insistono i loro insegnanti ogni giorno.

Pasquali e Tommasi sull’ex macello Non piace a Emanuele Pasquali, consigliere comunale di opposizione, l’idea della Giunta Tommasi di utilizzare l’ex macello come sede delle start up del territorio. Meglio, dice, farlo diventare un punto di ritrovo per la terza età. “Abbiamo estremo bisogno di realizzare spazi per il passatempo dei nostri anziani. Siamo uno dei Comuni della Provincia di Venezia con il più alto tasso di presenza di anziani in rapporto alla popolazione. Cavarzere non manca certo di associazioni di volontariato che potrebbero occuparsi e far funzionare questo progetto sociale”. Per le start up – dice Pasqua-

Emanuele Pasquali suggerisce di utilizzare l’ex macello come sede per gli anziani

li – si può trovare una sede più consona, affiancando “questa iniziativa alla Confartigianato di Cavarzere che si trova nella zona artigianale e che occupa la palazzina adiacente alla strada principale. Creiamo sinergia con gli operatori che lavorano nel territorio, altro che affidare la gestione di un nuovo progetto a un soggetto che nemmeno conosce il tessuto produttivo”. Pasquali ricorda la condizione di abbandono in cui versa l’area e invita il sindaco a “intavolare con il Tribunale e con i curatori fallimentari della Zona Artigianale un dialogo affinché almeno la metà dei capannoni ritornino sotto il controllo pubblico attra-

mportante traguardo per Giuseppina Bisco, che lo scorso 2 aprile ha spento, insieme ai suoi cari, amici e parenti, ben 108 candeline. Giuseppina, nativa di Adria, si è trasferita a Cavarzere nel ’75 dove ha vissuto con la figlia, che è mancata lo scorso anno, e la badante che si è presa cura di lei. Giuseppina non ha avuto una vita facile. E’ diventata ben presto madre e ha dovuto provvedere da sola alla figlia. La sua è sempre stata una vita di duro lavoro, da bracciante agricola, per assicurare un futuro alla figlia che, grazie ai sacrifici di Giuseppina, è riuscita a diventare sarta. Ha sempre amato il bel canto e il ballo, passione che le ha permesso di vincere anche dei concorsi in paese, e che oggi, insieme agli altri, fanno parte del suo prezioso bagaglio di ricordi. verso convenzioni particolari e riportare quel minimo di decenza che i cittadini residenti reclamano”. “Ritengo sia primario – conclude -, prima di impegnare risorse economiche sull’iniziativa start up, di impegnare i fondi per riparare le strade comunali e dare risposte ai cittadini che pensano di trasferire la residenza al di fuori di Cavarzere”. Pronta la replica del primo cittadino: “Siamo alla frutta, ogni soluzione che proponiamo non va bene: vuol dire che c’è un’opposizione aprioristica. Per l’ex macello abbiamo ottenuto un finanziamento di quasi un milione di euro, abbiamo chiuso il progetto preliminare e ora abbiamo approvato l’esecutivo”. “Il nostro obiettivo – continua - è di sviluppare attività produttive nell’immobile, ma non solo. Infatti lo abbiamo considerato come un immobile strategico (e proprio per questo abbiamo perso più tempo in fase di progettazione esecutiva): ciò significa che diventerà un bene da poter usare come luogo di primo soccorso in caso di un’emergenza come, ad esempio, un terremoto. Diventa, in sostanza, un rifugio in caso di calamità e questa mi sembra una cosa molto importante”. Giorgia Gay


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Cimitero di San Pietro, i residenti chiedono un ampliamento I consiglieri d’opposizione Pasquali, Munari e Fava denunciano: “Le frazioni sono sempre penalizzate”

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on c’è più posto, da anni, al cimitero di San Pietro e non si vede una soluzione all’orizzonte. “I residenti sono costretti, dall’estate 2016, a dover tumulare i propri cari in altri cimiteri a Cavarzere o a Boscochiaro e in alcuni casi in altri comuni vicini”. La situazione, dovuta alla saturazione del camposanto della frazione, è denunciata dai consiglieri comunali di opposizione Emanuele Pasquali, Pierfrancesco Munari e Roberta Fava, che recentemente hanno anche presentato un’interrogazione al sindaco. I tre consiglieri di opposizione ricordano che già un anno fa, nel mese di febbraio 2017, la frazione aveva raccolto oltre 500 firme in pochi giorni per denunciare la situazione di saturazione del cimitero. Ma niente, ad oggi, è cambiato. E il mancato inserimento della questione all’interno del piano opere pubbliche collegato al Bilancio 2018 ha fatto scattare i tre consiglieri. “Le frazioni sono anche questa volta le più penalizzate – attaccano -. Non prevedere alcun intervento per il cimitero di San Pietro vuol dire costringere le persone a spostarsi per dare un saluto ai propri cari, vuol dire costringere i cittadini a percorrere decine di chilometri, vuol dire dare un buon motivo per abbandonare i nostri paesi di campagna. Non riusciamo a capire perché tali interventi non abbiano la precedenza visto che l’opera di ampliamento sarebbe a costo zero per il Comune, dato che i loculi e le tombe sarebbero acquistate dalle famiglie, considerate le nuove opportunità finanziarie che si potrebbero attivare”. Sempre sul fronte dei cimiteri, Pasquali, Munari e Fava denunciano anche “la pietosa vicenda del Cimitero di Rottanova: sono ormai anni che si promettono interventi. Ogni anno vengono programmati i lavori di ristrutturazione… alla fine sono solo promesse che servono sol ad illudere i cittadini”. Da qui la richiesta di “rivedere le opere e gli stanziamenti”. Giorgia Gay

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Tommasi: “Stiamo cercando nuovi spazi”

A rispondere alle richieste di maggiori spazi nei cimiteri è il primo cittadino Henri Tommasi: “Il problema dei cimiteri non riguarda solamente San Pietro, ma tutti i campisanti del territorio - spiega -. Non dimentichiamo che il comune di Cavarzere dispone del cimitero centrale e di tre cimiteri esterni, a San Pietro, Rottanova e Boscochiaro. Per quanto riguarda la manutenzione ordinaria stiamo facendo tutta una serie di esumazioni di salme, per ottenere nuovi spazi. E questo vale per tutti i cimiteri. Poi a Cavarzere, come fatto già due anni fa, stiamo lavorando per ottenere un nuovo blocco di loculi, dato che le richieste sono molte. Una cosa simile però difficilmente potrà accadere anche per San Pietro, perchè bisogna considerare diversi fattori, tra cui il numero di decessi, dal momento che un cimitero si autofinanzia”. Ma i cittadini della frazione, afferma il sindaco, non dovranno preoccuparsi: “Siamo sempre riusciti a trovare degli spazi in qualche modo e puntiamo sulle esumazioni, come detto”. Quanto alla situazione del cimitero di Rottanova, Tommasi fa sapere di avere in progetto “di sistemare le parti che vanno sistemate, grazie a dei fondi regionali e a risorse interne entro il prossimo anno”. G. G.


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Servizi La “sentenza” lo scorso 8 aprile

Giudice di pace, chiusura sempre più vicina Il presidente del Tribunale di Venezia comunica l’impossibilità di funzionare regolarmente. Il rammarico del sindaco Ferro

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l Presidente del Tribunale di Venezia Manuela Farini con una nota inviata lo scorso 8 aprile oltre che al Comune ed all’Ufficio del Giudice di Chioggia, anche al Ministero della Giustizia, al Consiglio Superiore della Magistratura VIII Commissione ed alla Camera degli Avvocati sempre di Chioggia ha segnalato l’impossibilità di funzionamento del Giudice di Pace di Chioggia, in base all’art. 3 comma 5 del D.Lgs. 7.09.2002 n. 156, non essendo stato in grado l’Ufficio del Giu-

dice di Pace di funzionare regolarmente. La disfunzione dovuta al trasferimento di due dipendenti, oltre che all’assenza del cancelliere e del facente funzioni, non è stata superata nemmeno con l’arrivo di un’altra dipendete di categoria “C”. La prolungata assenza per malattia del cancelliere non ha reso possibile la formazione della nuova dipendente, necessaria a termini di legge e i tre avvisi di mobilità sono andati deserti da parte del personale del Comune.

Va precisato però che la struttura era fin dall’inizio costituita su presupposti precari, dato che il governo centrale dell’epoca aveva deciso di risparmiare costi a carico del Ministero facendoli in realtà gravare sulle spalle degli enti locali che, seppur volenterosi e disponibili, hanno ben più gravi limitazioni nelle risorse finanziarie e di personale. Non sono infatti previsti finanzia-

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menti statali per i comuni che hanno mantenuto aperti i giudici di pace, oltre alla impossibilità di collocare personale interno in tale ufficio senza il consenso del dipendente. Quella che, infatti, è stata una soluzione brillante ed efficace per la contabilità ministeriale si è rivelata un problema pressochè insuperabile per moltissimi dei comuni che si sono assunti in carico la gestione di un

Il sindaco Tommasi: solidarietà al collega di Chioggia “era stata trovata una dipendente che si era resa disponibile. Quindi sembrava che ci fosse una soluzione”

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ufficio giudiziario. “Prendo atto della comunicazione del presidente” spiega il sindaco Ferro “la non facile situazione della gestione e del mantenimento dell’Ufficio del Giudice di Pace non è di certo un mistero per nessuno, come Amministrazione ed anche in prima persona abbiamo provato a trovare tutte le soluzioni possibili per il mantenimento del servizio, non da ultimo l’arrivo di una dipendente in comando. Abbiamo cercato anche di arrivare ad una accordo con il comune di Cavarzere per la ripartizione delle spese di funzionamento, accordo non ancora raggiunto, non certo per volontà di questo Comune. L’amministrazione non vuole chiudere il servizio e auspico che si possano trovare altre soluzioni per non perdere questo servizio”. Naturalmente l’ufficio non è ancora chiuso. Adesso la palla passa al Ministero che dovrà decidere se e con quali modalità e tempistiche chiudere il servizio e trasferire tutte le incombenze a Venezia.

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ispiace apprendere la notizia della chiusura dell’ufficio del Giudice di pace, anche perché io ufficialmente non ho avuto nessuna comunicazione, nessun tipo di avvertimento che facesse pensare che si stava andando verso questa direzione. L’ho saputo dai giornali, tutto qua”. Così il sindaco di Cavarzere Henri Tommasi prende atto della fine di una questione che ha tenuto sulla graticola per mesi il suo Comune e quello di Chioggia. “Dal punto di vista pratico, spero si possa ancora fare qualcosa e, sono sincero, non riesco neanche a dare colpe al sindaco di Chioggia per questo finale – ammette Tommasi -. A parte la diatriba che è sorta tra di noi, era stata trovata una dipendente che si era resa disponibile a garantire il servizio e quindi la cosa sembrava andare verso una soluzione. Adesso, da quel che ho capito, a far traballare tutto sarebbe un problema legato alla formazione della dipendente: io ritengo che sia una cosa di cui non si debba però far carico il Comune di Chioggia. Insomma, deve esserci un po’ di collaborazione e flessibilità anche da parte del ministero! Se il personale c’è, se la volontà c’è si riesce sempre Giorgia Gay a trovare la soluzione”.


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Il caso Il consigliere Bottin denuncia il disagio dei residenti

Medico di base, i pazienti si rivolgono a Cavarzere U

na vera e propria migrazione di pazienti del medico di base è in corso da Cona a Cavarzere. “Con l’avvio della nuova gestione dell’ambulatorio medico a Pegolotte – spiega il capogruppo di Intesa per Cona Antonio Bottin – i nostri cittadini evidenziano alcune problematiche. E non trovando un adeguato soddisfacimento ai propri bisogni, si vedono costretti sempre più ad indirizzarsi verso i medici di Medicina Generale di Cavar-

tuno dare spazi comunali, come quelli del Centro polifunzionale, in comodato d’uso anche agli altri medici che attualmente hanno in cura gli altri pazienti di Cona”. L’azione, dice Bottin, deve essere coordinata: “Serve ripartire insieme per ricostruire qualcosa che stiamo perdendo – l’invito del consigliere di Intesa per Cona –. E serve farlo insieme: la maggioranza, la minoranza, i medici di Medicina Generale di Cavar-

zere, il sindaco”. “Di fatto – ribadisce il Primo cittadino Alberto Panfilio – i medici hanno deciso di non venire qui e non ne hanno mai fatto un problema economico, visti i massimali che permettono loro di avere una rendita, del tutto legittima, molto elevata. Dovrebbe essere la generosità dei medici – conclude – ad indurli a spostarsi laddove si trovano i loro pazienti”. Margherita Bertolo

tra i rischi: la commissione regionale potrebbe ritenere l’area di cona non più zona carente e non procedere ad un incarico definitivo. il sindaco: i medici hanno deciso di non venire a cona zere, con gravi disagi soprattutto per le persone anziane e per i pazienti che necessitano di visite domiciliari”. Due le possibili conseguenze a lungo termine del fenomeno, messe in luce attraverso un’interrogazione da Intesa per Cona. Innanzitutto, il posto di medico su Cona, non essendo più massimalista, potrebbe non risultare più appetibile per i medici che intendono partecipare alla gara per l’assegnazione definitiva dell’incarico il prossimo dicembre (al momento l’incarico è, infatti, temporaneo a seguito del pensionamento del medico storico, ndr). I noltre, la competente commissione regionale potrebbe ritenere l’area di Cona non più “zona carente” e per questo non procedere ad un incarico definitivo per un medico di famiglia a Pegolotte. Per scongiurare questo scenario, Bottin rilancia una sua proposta, anche se in passato già bocciata dal sindaco Alberto Panfilio: “Riteniamo sia oppor-

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Una pista ciclabile con il bonus migranti

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giunta a Cona nel mese di marzo la terza tranche di risorse del bonus migranti: ai 302 mila euro ricevuti all’inizio del 2017 e agli altri 107 mila per i quali il Comune è in attesa dell’erogazione, si aggiungono altri 640 mila euro ricevuti a fine marzo. Sulle possibili scelte di destinazione di tale importo, l’amministrazione comunale ha discusso insieme alla cittadinanza mercoledì 4 aprile presso la sede Pro Loco di Cona e Conetta. Due le opzioni sul tavolo: da un lato la possibilità di realizzare una pista ciclabile tra Cona e Conetta, dall’altro l’idea di contribuire allo smaltimento delle acque bianche per collaudare la zona artigianale a Cantarana, rendendola appetibile per le imprese. I cittadini hanno scelto la ciclabile, la cui progettazione era stata pagata con una parte della prima tranche di finanziamenti, quei 302 mila euro ricevuti all’inizio del 2017. Somma servita anche all’avvio di un’opera di manutenzione delle scuole cittadine. Quanto ai 170 mila euro, il Governo in carica dovrebbe ripristi-

nare l’importo nel capitolo della Prefettura, indicando come destinazione la manutenzione del manto stradale in via Coronelle e la riqualificazione dell’impianto di illuminazione di Conetta. I lavori inizieranno in ogni caso a giugno: “Ad oggi – spiega il sindaco di Cona Alberto Panfilio – non abbiamo certezza dell’accredito dei 170 mila euro, perciò, se non arriveranno in tempo, utilizzeremo i 640 mila”. “Siamo soddisfatti in parte – commenta Mauro Polo, esponente del comitato spontaneo “Basta profughi a Cona” –: anche se Conetta non avesse accettato quei soldi, non ci avrebbero portato via i profughi. Intanto è bene avere le risorse per realizzare ciò che serve nella nostra comunità. Poi, se è possibile chiudere Conetta, M.B. chiudiamo Conetta”.


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Protagonisti .

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Il maestro Banzato fa scuola a Cambrige L’Opera “Va’! Scolpisci”, composta dal maestro cavarzerano sarà presentata a fine aprile nella prestigiosa univesità inglese. La composizione racconta la storia dello scultore Domenico Paneghetti

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’opera “Va’! Scolpisci!”, com- accademico: nel 2013 le è stata posta dal M° Renzo Banza- infatti dedicata una tesi di Laurea to, varca i confini nazionali per Magistrale in Filologia Moderna approdare in Inghilterra, dove presso l’Università degli Studi di sarà presentata dall’autore stesso Padova e nello stesso anno è staa fine aprile. L’imponente comta presentata al Conservatorio di posizione per soli, doppio coro e Trento, nell’ambito dei seminari orchestra sinfonica, con la quale di analisi e composizione. il M° Banzato ha voluto far riviDella prima esecuzione dell’overe, attraverso l’arte musicale pera è stata inoltre realizzata la e a distanza di pubblicazione quasi due se- l’evento si terrà presso del Dvd e la ricoli, la meravipresa televisila facoltà di musica gliosa storia di va, seguita da dell’Università di Domenico Pauna vasta planeghetti e della tea di telespetcambrige, che è il sua devozione centro universitario più tatori. verso il CrociL’evento, fisso custodito antico del Regno Unito realizzato in nel Santuario collaborazione di S. Domenico a Chioggia, sarà con i Cambridge Fairhaven Sinpresentata presso l’Università di gers (uno dei più rinomati cori Cambridge. inglesi), si terrà presso la FacolL’opera, pubblicata da Edi- tà di Musica dell’Università di zioni Musicali Carrara di Berga- Cambridge che, insieme a quella mo (con ottime recensioni sulla di Oxford, è il centro universitastampa nazionale), ha già incon- rio più antico del Regno Unito e trato l’attenzione del mondo fra i migliori a livello mondiale.

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Si tratta di una significativa affermazione per il M° Banzato, rilevante punto di riferimento musicale grazie a un prestigioso curriculum. Già insegnante nei Conservatori di Trento e Riva del Garda, attualmente è docente al Conservatorio di Adria; è fondatore e direttore dell’Orchestra Sinfonica e Coro T. Serafin e della Serafin Youth Symphony Orchestra; ha conseguito quattro lauree, rispettivamente in Composizione, Direzione d’orchestra, Pianoforte, Musica Corale e Direzione di Coro e ha studiato Organo; è autore di oltre 40 composizioni e ha tenuto più di mille concerti in Italia e all’estero; apprezzato trascrittore e arrangiatore, ha realizzato 14 incisioni e ha più volte collaborato con il Teatro La Fenice; fa parte di commissioni giudicatrici in concorsi musicali internazionali e ha all’attivo numerose pubblicazioni con i principali editori musicali.

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Andrea Franzoso “Il Disobbediente”

Pasqua in allegria al Famila

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abato 31 Marzo dalle ore 16.00 alle 18.30 presso la galleria Famila di Cavarzere   si è svolta una bellissima festa in compagnia con animazione realizzata dall’associazione cavarzerana QUEI E QUEE DEL CARO, che insieme ai tanti presenti e allo staff del supermercato Famila hanno intrattenuto i bimbi e le loro famiglie lasciando gadget, offrendo un piccolo rinfresco e nel gran finale del pomeriggio c’è stata la rottura di un uovo gigante!

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unedì 26 marzo, presso la Sala Convegni di Palazzo Danielato, Andrea Franzoso ha presentato il suo nuovo libro, “Il Disobbediente”. Nel 2015 Andrea Franzoso è un funzionario delle Ferrovie Nord Milano, ma scopre che il suo presidente addebita all’azienda spese personali: materiale pornografico, viaggi, vestiti e oltre 180 mila euro di multe. Inizia a chiedere internamente, ma gli dicono di lasciar perdere. Cosa fare? Andrea si rivolge ai carabinieri e parte un’inchiesta per peculato e truffa che porta alle dimissioni del presidente. Andrea però perde il suo lavoro. Da questa vicenda nasce “Il Disobbediente”, un libro che risponde a una domanda precisa: vale la pena essere onesti? C’è un prezzo da pagare se non si vuole avere un prezzo.

Carri a Cavarzere Una grande festa!

Vino più sempre più degustazioni

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ltra serata all’insegna del gusto per l’enoteca Vino più di Cavarzere che Sabato 7 Aprile ha aperto le porte ai clienti ed appassionati per una degustazione del Kurtatsch Cortaccia di Kellerei cantina produttori del Sud Tirol, una delle migliori cantine dell’Alto Adige. In degustazione: *Goldmuskateller - Moscato secco *Gewurztraminer *Muller Thurgau

*Blauburgunder - Pinot Nero *Lagrein

di Tosin Arianna ABBIGLIAMENTO 0-18 ANNI

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abato 25 Marzo, dopo una settimana del previsto, a causa del maltempo, si è svolta la sfilata dei carri allegorici. Tantissimi i carri da tutta la regione e le famiglie presenti ad assistere alla manifestazione ! Complimenti alla Pro loco e a tutti i commercianti e artigiani che hanno contribuito alla riuscita dell’evento! Al prossimo anno!

Festa dei fiori 2018

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a Pro loco vi da l’appuntamento con la tradizionale Festa dei Fiori a Cavarzere, giunta alla sua 25ma edizione. Il 29 aprile le piazze di Cavarzere si trasformeranno come ogni anno in un grande giardino, merito della mostra mercato, realizzata grazie alla disponibilità dei molti floricoltori che ritornano in piazza a Cavarzere con le novità dell’anno e i pezzi forti della loro produzione.  La tradizionale Festa dei fiori rappresenta una occasione unica per quanti hanno il pollice verde ed è l’occasione adatta per fare shopping di rose, petunie, gerbere, gerani, alberi da frutto con cui decorare i propri terrazzi e giardini. Un evento molto atteso a Cavarzere, per dare il benvenuto alla primavera che quest’anno tarda a farsi sentire. In concomitanza con la Festa dei Fiori saranno presenti bancarelle del mercatino artigianale, curiosità, attrezzature e altro ancora.

corso italia, 12/bis · 30014 Cavarzere (Ve) tel. 0426 51334 · cell. 349 3697289


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Cultura .

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Eventi Fenice Metropolitana

Eventi Fenice Metropolitana

La musica della Fenice per il territorio

La musica della Fenice per il territorio

Più di tre mesi di eventi e proposte fino a fine giugno, il Teatro veneziano si “trasferisce” nell’entroterra

Più di tre mesi di eventi e proposte fino a fine giugno, il Teatro veneziano si “trasferisce” nell’entroterra

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sportare l’eccellenza rappresentata dalla Fenice con l’obiettivo di raggiungere nella terraferma nuovi pubblici e appassionare spettatori nuovi. E’ con questa intenzione che nasce il progetto Fenice metropolitana della Fondazione Teatro La Fenice. Si tratta di un contenitore di eventi e proposte di musica per il territorio. Così da Chioggia a Portogruaro, da San Donà a Mirano, senza tralasciare i comuni più piccoli, nell’arco di più di tre mesi, fino a fine giugno, si dislocano ventiquattro appuntamenti con la

grande musica, che prevedono ascolti guidati e proiezioni video di alcun delle produzioni operistiche che hanno segnato la storia del Teatro di Venezia - come “Norma” di Vincenzo Bellini, “La traviata di Giuseppe Verdi e il Barbiere di Siviglia” di Gioacchino Rossini- e conferenze “sonore” intorno a miti intramontabili come Gustav Mahier e Maria Callas. E, inoltre, i momenti concertistici, affidati agli Artisti del Coro e ai Solisti della Fenice, come il violoncellista Luga Magariello, e ai pianisti vincitori del prestigioso Premio Venezia.

sportare l’eccellenza rappresentata dalla Fenice con l’obiettivo di raggiungere nella terraferma nuovi pubblici e apUn progetto dunque di diffupassionare nuovi. E’ sione della spettatori cultura musicale e con questa intenzione che nasce concertistica del territorio che il progetto Fenice si rivolge alle areemetropolitana di Cavarzedella Fondazione Teatrodi LaPiave, Fenire, Chioggia, San Donà ce. Si tratta di un contenitore di Meolo, Ceggia, Noventa di Piave, eventi e proposte di musica per San Stino di Livenza, Portogruail territorio. ro, Maerne e Noale, grazie anche Così da Chioggia a Portogruaalla collaborazione delle ammiro, da San Donà a Mirano, nistrazioni comunali e dellesenza nutralasciare i comuni piùoperano piccoli, merose istituzioni che nell’arco di più di tre mesi, fino attivamente nei territori interesa fine si dislocano vensati dalgiugno, progetto. tiquattro appuntamenti la Fra gli appuntamenti dacon ricor-

grande musica, che prevedono ascolti guidati e proiezioni video di alcun delle produzioni operistiche che hanno la stodare il prossimo 24segnato aprile alle ore riaadel Teatro di Sala Venezia - come 16 Noale, nella san Giorgio “Norma” di Vincenzo “La sarà proposta l’opera Bellini, -video “La traviata didiGiuseppe e il rondine” GiacomoVerdi Puccini; di Siviglia” GioacchiilBarbiere 12 maggio invece di a Chioggia, no Rossinie conferenze “sonopresso l’Auditorium San Nicolò, intorno pianoforte a miti intramontabili ilre” concerto di Nicola come Gustav Mahier25 e Maria CalPantani. Il prossimo maggio a las. E, inoltre, i momenti concerNoale, Sala San Giorgio, Nicolas tistici, affidati agli Artisti del Coro Giacomelli, concerto al pianofore ai Solisti della Fenice, come il te. violoncellista Magariello, Info presso iLuga Comuni organiz-e ai pianisti vincitori del prestigiozatori dei singoli eventi, oppure so Premio Venezia. www.teatrolafenice.it

Il Festival della lettura

Il Festival della lettura

Ha preso il via ad aprile e andrà avanti fino al prossimo 13 maggio la dodicesima edizione del Festival della Lettura, organizzato dalla Biblioteca Ragazzi di BarchettaBlu, di Dorsoduro. Il tema di quest’anno è “Legami: attraverso le parole, le immagini, le relazioni” e si prefigge il compito di diffondere la lettura, soprattutto tra i giovani.

Ha preso il via ad aprile e andrà avanti fino al prossimo 13 maggio la dodicesima edizione del Festival della Lettura, organizzato dalla Biblioteca Ragazzi di BarchettaBlu, di Dorsoduro. Il tema di quest’anno è “Legami: attraverso le parole, le immagini, le relazioni” e si prefigge il compito di diffondere la lettura, soprattutto tra i giovani.

“La presentazione di Gesù al tempio”, Mantegna e Bellini a confronto

“La presentazione di Gesù al tempio”, Mantegna e Bellini a confronto

Esposizione aperta fino al prossimo 1° luglio alla Fondazione Querini Stampalia a Venezia, in una mostra che mette a confronto i due grandi artisti del Rinascimento sullo stesso soggetto la “Presentazione di Gesù al tempio”. Nella mostra, allestita da Mario Botta, sono esposte insieme le versioni di Andrea Mantegna e Giovanni Bellini. Nel suggestivo raffronto si scoprono le differenze dei due capolavori, in una mostra che è nata dalla collaborazione della Fondazione con la National Gallery di Londra e la Gemaldegalerie di Berlino.

Esposizione aperta fino al prossimo 1° luglio alla Fondazione Querini Stampalia a Venezia, in una mostra che mette a confronto i due grandi artisti del Rinascimento sullo stesso soggetto la “Presentazione di Gesù al tempio”. Nella mostra, allestita da Mario Botta, sono esposte insieme le versioni di Andrea Mantegna e Giovanni Bellini. Nel suggestivo raffronto si scoprono le differenze dei due capolavori, in una mostra che è nata dalla collaborazione della Fondazione con la National Gallery di Londra e la Gemaldegalerie di Berlino.

NUOVO IMPASTO BIGA La mostra di inediti di Music’ CON 36 ORE DI LIEVITAZIONE Inaugurata a fine marzo, rimarrà aperta al pubblico fino al prossimo 23 luglio a Palazzo Fortuny a Venezia, la mostra La stanza di Zurigo, a cura di Daniela Ferretti, di opere di Zoran Music’ in Svizzera. Si tratta di lavori inediti, opere realizzate nel 1949 e mai viste prime. Visioni di Venezia, suggestioni lagunari, immagini di famiglia e anche un autoritratto sono i temi delle immagini raffigurate.

8 via chiara rovelli 11/ boscochiaro (ve)

La mostra di inediti di Music’ Inaugurata a fine marzo, rimarrà aperta al pubblico fino al prossimo 23 luglio a Palazzo Fortuny a Venezia, la mostra La stanza di Zurigo, a cura di Daniela Ferretti, di opere di Zoran Music’ in Svizzera. Si tratta di lavori inediti, opere realizzate nel 1949 e mai viste prime. Visioni di Venezia, suggestioni lagunari, immagini di famiglia e anche un autoritratto sono i temi delle immagini raffigurate.


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Sport

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Maratonina dei Dogi, vince il gambiano Ousman Jaiteh Jaiteh ha una storia particolare: è arrivato in Italia da profugo all’inizio del 2016, facendo la traversata dalla Libia a Lampedusa in barcone. In Italia ha scoperto la corsa e continua a migliorarsi

I

l gambiano Ousman Jaiteh e l’etiope Gedamnesh Yayeh (per le donne) hanno vinto la 21 esima “Dogi’s Half Marathon” che si è svolta in aprile con partenza e arrivo a Stra. Ousman Jaiteh, 27 anni, residente a Borgo Valsugana e tesserato per il Trentino Running Team, ha condotto la gara in solitaria dal primo all’ultimo metro. Jaiteh ha una storia particolare: è arrivato in Italia da profugo all’inizio del 2016, facendo la traversata dalla Libia a Lampedusa in barcone. In Italia ha scoperto la corsa e continua a migliorarsi. Al secondo posto è giunto il vicentino Simone Cortiana (Vicenza Marathon) mentre terzo lo svizzero Roman Kessler. Nella gara femminile trionfo di Gedamnesh Yayeh, etiope dell’Atletica

Brugnera, che ha preceduto Izabela Leonida Romanas (Team Km Sport) e Anna Busetto (Due Torri Sporting Noale). Vicenza Marathon ha vinto il Trofeo Team Elite, classifica a squadre, davanti ai veronesi del Team Km Sport e all’Atletica Riviera del Brenta. “Un’altra edizione della Dogi’s Half Marathon da ricordare - commenta Michele Stellon, presidente dell’Atletica Riviera del Brenta - circa 1800 atleti hanno corso, in assoluta sicurezza, su un percorso chiuso al traffico, in una giornata in cui tutto è andato a meraviglia. Dietro le quinte della Dogi’s Half Marathon c’è un gruppo di amici che lavora un anno intero per realizzare una manifestazione di questo livello”. L’appuntamento è al prossimo anno quando

la Dogi’s Half Marathon partirà e arriverà a Mira. Classifica uomini: 1) Ousman Jaiteh (Trentino Running Team) 1h05’47”, 2) Simone Cortiana (Vicenza Marathon) 1h13’27”, 3. Roman Kessler (Svi) 1h13’43”, 4) Claudio Brandalise (Emme Running Team) 1h13’57”, 5) Lorenzo Masi (Jalmicco) 1h13’59”, 6) Matteo Penazzato (Atl. Riviera del Brenta) 1h14’19”, 7) Davide Fontana (Vicenza Marathon)

1h15’06”. Donne: 1) Gedamnesh Yayeh (Atl. Brugndera) 1h19’58”, 2) Izabela Leonida Romanas (Team Km Sport) 1h23’22”, 3) Anna Busetto (Due Torri Sporting Noale) 1h24’29”, 4) Federica Verdoya (Atl. Riviera del Brenta) 1h27’17”, 5) Manuela D’Andrea (Podisti Cordenons) 1h27’50”, 6) Rossella Guariniello (Team Km Sport) 1h28’40”, 7) Elena Camali (Venicemarathon) 1h29’08” Giacomo Piran

Ciclismo, ecco il campionato giovanissimi

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resentato il “Campionato Provinciale per Società Giovanissimi 2018” manifestazione ciclistica organizzata dal Comitato provinciale della Federazione Ciclistica Italiana presieduto da Gianpietro Bonato. I corridori, delle categorie giovanissimi maschili e femminili, parteciperanno a corse su strada, fuoristrada, gimkana, pista e primi sprint. Il regolamento prevede di premiare i primi cinque atleti della provincia di Venezia giunti al traguardo di ciascuna categoria. La manifestazione prevede le seguenti tappe: 25 aprile “Sportivi di Pramaggiore” promosso dalla Sorgente Pradipozzo, 1 maggio “4’ Trofeo Città di Caorle Mtb” organizzato dall’Olimpicaorle. 6 maggio “6’ Memorial Zatti Eugenio” a Marcon a cura del Gc Marcon, 29 giugno “17’ Gp Pista Comune di Martellago – Trofeo C.S.” promosso dall’Uc Martellago mentre 3 luglio “2 giorni di Portogruaro” organizzato dall’Asd Velodromo Mecchia. (g.p.)

Kickboxing, i campioni LOrenzo crepalDI a Palazzo Ferro Fini

45019 Taglio di Po (Ro) · via Kennedy, 60 na delegazione di atleti, telefono 0426 U 325437 seguici su dirigenti e tecnici,·a mar-

www.lodiarredamento.com dal Presidente del Consiglio zo sono stati accolti in Regione

regionale Roberto Ciambetti. A dare il benvenuto agli atleAdesso con ancora ti della Fikbms (Federazione PIÙ SPAZIO Italiana Kickboxing, Muay ESPOSITIVO Thai, Savate, Boxe, Sambo) l’assessore regionale perShoot divani, letti anche imbottiti, Cristiano Corazzari e l’assessore Elena Donazzan. Grande emopoltrone relax e zione ed orgoglio anche per i dirigenti, molti della Riviera del fornito centro del materasso. Brenta e del veneziano, che hanno accompagnato gli azzurri veneti, tra di loro Nicola Traina e Raffaele di Paolo, i direttori Ora puoiMichele trovare anche tecnici della nazionale Surian e Manuel Nordio e l’ari prodotti di Stilema, bitro internazionale Oriano De Bei. L’incontro fortemente voluto dal consigliere regionale Franco rivierasco, ha dato l’antiquariato diFerrari domani, risalto ad una disciplina considerata erroneamente “minore”e con la promo 100% legno ha concesso ai responsabili regionali e nazionali di questa discieccezionalmente no plina sportiva di sottolineare il valorefieducativo che va al di là del gesto sportivo e della credenza popolare che vuole gli sport al 30 Aprile. da combattimento paragonati ad attività violente. Ciambetti via J. F.consegnando Kennedy, 60 ha premiato i presenti una pergamena dedicata alla giornata. Premiati per i risultati ai mondiali di Kick Boxing Taglio di Po (Ro) Wako disputati a Budapest in Ungheria: Carlotta Pra ed Enrico ACTUAL-OUTLET Coccato entrambi veneziani vincitori nelle rispettive categorie INGRESSO RISERVATO del titolo con mondiale nel pointfighting master. Luca Padoan e Mendy Luna medaglie d’argento Giulia Compagno medaglia e FALEGNAMERIA d’argento nel Kick Light e medaglia di bronzo nel Light Contact con sede staccata Roberta Cargno medaglie di bronzone Light Contact . Assieme a loro gli altri azzurri veneti Paolo Niceforo, Francesca Barison, Marco Caviderucci, Michele Cerrato.


de laPiazza

Tutti gli Appuntamenti per il Tempo Libero a Cavarzere e dintorni SABATO 21 APRILE

Aperishow

dalle ore 17.00 - Piazzola sul Brenta (Pd) MARTEDÌ 24 APRILE Viaggio di gruppo

Vivi New York

Ag. Viaggi Soffio di Mare Cavarzere (Ve) MARTEDÌ 24 APRILE

Tiki Tiki Festival

dalle ore 17.30 - Lido di Spina (Fe) SABATO 28 APRILE Spettacolo Musicale

La ricerca della Felicità Teatro comunale dalle ore 21.00 - Adria (Ro) DOMENICA 29 APRILE

Cavarzere in Fiore

(dalla mattina) Piazza Vittorio Emanuele II - Cavarzere (Ve) SABATO 5 MAGGIO

Pedalata ecologica

Partenza Bar Venezia Piazza della Repubblica - Cavarzere (Ve) SABATO 5 MAGGIO

Foscolo Reloaded

IIS Colombo ore 9.40-10.40 - Via San Francesco, 3 - Adria (Ro) SABATO 5 MAGGIO

L’Arcano Viaggio

Laboratorio con i Tarocchi di Marsiglia ore 14.30-18.30 - Adria (Ro)


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#Politica

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Casellati, prima donna al Senato

Padovana, deputata di lungo corso di Forza Italia, ricopre la più alta carica mai raggiunta da un veneto. “E’ un onore da condividere con tutte le donne”. “Orgogliosa della mia terra, ora l’autonomia sia una priorità”

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uaLo ha detto già poche ore dopo la sua elezione a presidente del Senato, seconda carica della Repubblica, la più alta mai raggiunta da un veneto, “porto la mia terra nel cuore”, lo ha ribadito a Venezia durante la visita ufficiale nella sede della Giunta Regionale, “quando si parla di Veneto il mio cuore batte più forte”. Maria Elisabetta Alberti Casellati, padovana con natali rodigni, nelle prime settimane sta tenendo fede al suo impegno e si fa vedere spesso tra la sua gente. E’ stata accolta a Palazzo Balbi in Regione con tutti gli onori, ha inaugurato il Vinitaly a Verona, ha tagliato il nastro a “Sapori di Primavera” nella sua Padova. Insomma, appena i numerosi impegni istituzionali glielo consentono non manca di tornare “a casa”. Una scelta del cuore, senz’altro, ma anche un atto politico ben preciso, ribadito con orgoglio proprio durante la sua visita a Venezia. “L’autonomia sia una priorità nell’agenda politica del nuovo governo, perché il Veneto deve rivestire un ruolo primario. - ha dichiarato di fronte al go-

vernatore Zaia - Ci sono questioni importanti che investono questa regione: Venezia, la sua tradizione culturale che non può essere ignorata ed è da sempre punto di riferimento nel mondo. Mi auguro che il nuovo governo metta in agenda l’autonomia come priorità perché c’è la reale necessità di un completamento di questo riassetto. Io sarò sempre presente, sempre con voi, con il presidente Zaia ci sarà una collaborazione istituzionale efficace. Essere qui è un orgoglio e una responsabilità perché il Veneto deve rivestire un ruolo primario in virtù anche del formidabile sviluppo economico e sociale degli ultimi decenni”. Parlamentare di lungo corso, berlusconiana della prima ora, avvocato matrimonialista, fino a qualche mese fa componente del Consiglio Superiore della Magistratura, Casellati corona la sua carriera politica sedendo sullo scranno più alto del Senato, grazie all’accordo fra centrodestra e Movimento 5 Stelle. Non sono

mancati i distinguo e anche alcune prese di posizione polemiche sulla sua attività politica e la sua fedeltà a Berlusconi ma ora l’intenzione della stessa Casellati è quella di svolgere fino in fondo il ruolo istituzionale che ricopre. Lo ha ribadito anzitutto nel discorso di insediamento in Senato. “Le forze politiche, pur nella dialettica dei ruoli diversi che si andranno a definire nelle prossime fasi del quadro istituzionale, esprimono tutte l’intera collettività: la consapevolezza condivisa della comune legittimazione è una condizione essenziale per un buon governo. Servono unità di intenti, pur nella diversità di opinioni e indirizzi. Questa elezione rappresenta per me una responsabilità e un onore che sento doveroso condividere proprio con tutte quelle donne che con

le loro storie, azioni, esempio, impegno e coraggio, hanno costruito l’Italia di oggi. Il tema delle riforme sarà centrale, vedrà le forze politiche chiamate a dare segnali precisi, investendo il tema dell’assetto delle istituzioni, a tutti i livelli. Così come non potrà essere ignorato il completamento del riassetto delle autonomie locali. L’epoca della globalizzazione offre opportunità e conoscenza, portando con sé, allo stesso tempo, il rischio di nuove marginalizzazioni, un rischio che non può essere ignorato né sottovalutato. A partire dall’economia reale. A partire dal lavoro”. Intanto la strada è tutta in salita proprio per la formazione del nuovo governo e non è escluso che la stessa Casellati possa giocare un ruolo significativo per cercare una mediazione fra le forze politiche.

Zaia ai neo parlamentari veneti: “Facciamo squadra per l’autonomia” Sono 77 i parlamentari veneti eletti alla Camera o al Senato alle ultime politiche. Una cinquantina ha risposto all’invito di Zaia che li ha voluti incontrare a Venezia per invitarli a trovare piena convergenza sull’obiettivo dell’autonomia regionale. “Questa partita alla fine si deciderà in Parlamento, perché è lì che si concluderà questo importante percorso istituzionale, sino a ora unico nella storia italiana, innovativo e di grande impatto, da noi avviato nel giugno del 2014: voi avete un ruolo fondamentale e i veneti si aspettano dai loro parlamentari che facciano squadra, superando le appartenenze di partito, nell’esclusivo interesse di quei

quasi 2,5 milioni di nostri corregionali che nell’ottobre scorso si sono recati alle urne per chiedere quasi unisono una sola cosa: l’autonomia”. Ai nuovi onorevoli e senatori è stata presentata la delegazione trattante nel negoziato con lo Stato, ed è stato loro consegnato un ampio ed esaustivo dossier, contenente tutti i documenti e gli atti ufficiali che hanno scandito le varie tappe del cammino fin qui compiuto. “La Regione mette al primo posto del suo programma e delle sue aspettative la conquista dell’autonomia – ha sottolineato Zaia –, un’autonomia a geometria variabile, realizzata come un abito

sartoriale secondo le esigenze e le peculiarità dei territori. Abbiamo aperto una strada, infatti, che altre Regioni, se lo vorranno potranno seguire: già lo hanno fatto Lombardia ed Emilia Romagna, insieme alle quali abbiamo avviato nei mesi scorsi il negoziato che ha portato alla firma dell’accordo preliminare del 28 febbraio scorso, e sembrano siano pronte a seguire la strada tracciata Piemonte, Puglia, Campania e Toscana”. “A darci forza nella trattativa con il Governo – ha precisato il governatore – è stato quel 58% circa di elettori che si è recato alle urne a quel referendum avvallato dalla Corte Costituzionale, superando abbondantemente il quorum e

dimostrando democraticamente, con i numeri, che l’autonomia è una questione trasversale ai partiti, che riguarda tutti”. Zaia ha poi precisato che il Veneto continuerà a chiedere la competenza diretta su 23 materie, come previsto nei 66 articoli della legge statale, approvata dal Consiglio regionale del Veneto lo scorso novembre. “Nell’accordo preliminare le competenze di cui si prevede l’attribuzione alla Regione sono quelle relative alle politiche

del lavoro, all’istruzione, alla tutela della salute e alla salvaguardia dell’ambiente e dell’ecosistema – ha rilevato il presidente veneto –. Ma sia chiaro che si tratta solo di un primo assaggio: noi le vogliamo tutte e 23”. “Al di là delle appartenenze e delle diverse sensibilità politiche – ha concluso Zaia – vi chiedo di lavorare insieme per il raggiungimento di questa meta storica, facendo sentire la voce del nostro territorio alla Camera e al Senato”.


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Politica

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Addio metropolitana di superficie. Quasi trent’anni buttati al vento D

opo tante inaugurazioni con caschetti gialli e slogan, viste soprattutto in tempi in cui era Governatore Galan e assessore ai Trasporti Chisso, con un miliardo di euro speso per dare risposte parziali e strutture a volte sottoutilizzate, ora siamo a un punto morto. E’ stata l’Assessore regionale ai lavori pubblici, infrastrutture e trasporti Elisa De Berti a dichiarare chiuso per sempre il cantiere del SFMR (Sistema Ferroviario Metropolitano Regionale). Tra i principali motivi addotti i costi non più sostenibili. Quasi sei miliardi di investimento previsti e suddivisi per varie fasi sono diventati troppi. In trent’anni, però, diverse cose sono state fatte: pochine a dire il vero! L’Assessore ha evidenziato gli interventi realizzati sulla rete rispetto a quelli inizialmente previsti: 9 nuove stazioni sulle 37 previste, 24 nuovi treni acquistati su 120, 22 adeguamenti di fermate esistenti su 162, 66 passaggi a livello eliminati su 407. Niente metropolitana veneta, dunque, ma, assicura l’assessore, saranno sistemate alcune urgenze. Tra gli interventi che saranno attivati, assicura l’assessore De Berti, c’è l’adeguamento a doppio binario dell’attraversamento del fiume Brenta sulla linea PadovaCastelfranco, il raddoppio per 25 km della tratta Maerne-Castelfranco, l’eliminazione

di 24 passaggi a livello su varie linee, nonché i 18 km di raddoppio ferroviario sulla Castelfranco-Bassano con l’eliminazione di 16 passaggi a livello e l’adeguamento di 5 stazioni ferroviarie. Particolare attenzione è stata dedicata alle criticità relative alle linee Rovigo-Verona, Rovigo-Chioggia e MestreAdria. “La cosa più grave emersa dalla discussione in commissione trasporti – affermano i Consiglieri di opposizione Stefano Fracasso, Bruno Pigozzo, Orietta Salemi e Claudio Sinigaglia – è la mancanza di un piano regionale della logistica, che coinvolga infrastrutture autostradali, ferroviarie e nodi portuali e aeroportuali. L’assessore nell’affrontare la discussione e rispondendo alle nostre domande sulle prospettive future, parla di ‘politica del buon senso’. Le fa onore, ma non si può governare solo con quello, ci vuole programmazione. La revisione del vecchio Piano regionale trasporti datato 2005 deve essere una priorità urgente da affrontare e portare a termine entro questa legislatura - dicono ancora i Consiglieri del PD - Anche perché nel territorio c’è una situazione troppo disomogenea: nelle aree dove il servizio è stato ammodernato, si vedono i primi risultati in termini di regolarità e di gradimento, ma in altre tratte come la Rovigo-Verona o la Rovigo-Chioggia, la criticità è invece endemica”.

Animali domestici sepolti in giardino Proprio per la redazione del nuovo Piano Regionale dei Trasporti, la Giunta Regionale ha adottato un disegno di legge con il quale si stanziano 300.000 euro (150.000 nel 2018 e 150.000 nel 2019). “Il Piano è uno strumento fondamentale – ha detto il presidente della Regione, Luca Zaia – per il futuro sviluppo della mobilità sostenibile nel Veneto, che disegnerà il sistema dei trasporti e della logistica per i prossimi 10/15 anni. Un Piano che deve mettere insieme, coordinare e valorizzare le numerose innovazioni che abbiamo introdotto in questi ultimi anni, dal cadenzamento dell’orario dei treni ai notevoli passi avanti nell’intermodalità, dal potenziamento del nostro sistema regionale ‘su ferro’ derivante dalla stipula del contratto di servizio con Trenitalia per il periodo 2018-2032 e dall’accordo quadro con Rete Ferroviaria Italiana per potenziare le infrastrutture ferroviarie all’Accordo Programmatico tra Regione e Anas per la riqualificazione e l’ammodernamento della rete stradale veneta”. Germana Urbani

Da cementifici ad inceneritori: no, grazie! Il Consiglio regionale vota compatto per impedire l’uso dei cementifici in inceneritori di rifiuti speciali Il Css combustibile è in origine un rifiuto speciale che, a determinate condizioni previste dalla normativa, può essere utilizzato ai fini della produzione di energia da parte di centrali termoelettriche e cementifici. “Sul tema dell’impiego del Css Combustibile e più in generale sulla possibilità, ammessa dall’ordinamento, da parte di impianti costruiti e pensati per determinati cicli di produzione, in questo caso i cementifici, di trasformarsi nei fatti in impianti di riciclaggio di rifiuti sono state sollevate da più parti critiche e perplessità” ha spiegato Piero Ruzzante (Liberi e Uguali)

presentatore della mozione illustrata in aula notando come i dubbi riguardano sia le questioni ambientali e di tutela degli ecosistemi ancor più “sui danni alla salute pubblica”. L’esponente di Liberi Uguali ha poi sottolineato come dei 69 centri di produzione un terzo sono concentrati in Pianura Padana e di questi 6 in Veneto al centro di denunce da parte di comitati di cittadini tra i quali “Lasciateci respirare” di Monselice, “che hanno evidenziato i riscontri di seri inquinamenti prodotti nelle aree circostanti”. La mozione approvata dal Consiglio “impegna la giunta regionale a farsi

parte attiva presso il governo affinché proceda senza indugio ad adottare tutte le iniziative necessarie, anche integrative o, se necessario, di modifica del decreto ministeriale 14 febbraio 2013 n.22 e della afferente normativa successiva, insistendo affinché sia valutata la revoca, in virtù del principio di precauzione, di ogni atto funzionale a consentire la riconversione dei cementifici in inceneritori”

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n Veneto è ora possibile seppellire il proprio cane o gatto nel giardino di casa o in aree attrezzate allo scopo, definite “cimiteri per animali”. La decisione è stata presa in conformità ad uno specifico Regolamento Comunitario, con la specificazione che il sotterramento deve avvenire in modo che gli animali carnivori o onnivori non possano accedervi. “Siamo di fronte a un atto solo apparentemente banale, ma che in realtà è un grande atto di amore verso i nostri animali domestici – fa notare il Presidente della Regione Luca Zaia – Riconosciamo infatti quello che sta diventando sempre di più un fenomeno sociale: il possesso da parte di persone e famiglie di un animale domestico e il rapporto affettivo che ne consegue. Per farsene un’idea basta navigare qualche minuto sui social per trovare storie, allegre, tenere, o tristi, legate al rapporto tra un essere umano e il suo, o i suoi, animali da compagnia”. Per questi motivi è sembrato un segnale di attenzione dare la possibilità di seppellire l’animale morto in terreni privati o in aree dedicate visto che per tanta gente, l’animale da compagnia ha un significato che va oltre le parole, perché determinato dal cuore, e poter tenere vicino a sé l’amico di tanti anni che se n’è andato non è un desiderio da banalizzare.

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Politica .

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Lo zucchero di casa mia

L’Assessore all’agricoltura del Veneto Giuseppe Pan

Subito un patto europeo ed etichette tricolori per tutelare eccellenze produttive come lo zuccherificio di Pontelongo

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n ‘patto’ in difesa dello zucchero italiano, messo sotto scacco dalla liberalizzazione del mercato e dall’ormai prossima conclusione del ciclo dei finanziamenti comunitari: è quanto chiedono le organizzazioni dei produttori, in prima fila la Coprob, la cooperativa dei produttori bieticoli che detiene il marchio “Italia Zuccheri” e che gestisce i due stabilimenti leader del settore: lo zuccherificio di Pontelongo (Padova) e quello di Minerbio (Bologna). “Non basta fare ‘catenaccio’ tra Regioni e associazioni dei produttori – ha rilanciato l’assessore all’agricoltura del Veneto Giuseppe Pan, incontrando oggi a Padova il presidente di Coprob, Claudio Gallerani, e i rappresentanti del settore bieticolo - Di

fronte alla forte concorrenza dei produttori francesi, tedeschi e olandesi, e alla prossima scadenza del 2020, quando finiranno anche i sussidi europei per le barbabietole e l’industria saccarifera, le istituzioni italiane devono fare squadra. Il nuovo Parlamento, il futuro governo e i nostri rappresentanti in Europa hanno il compito di difendere una delle ultime filiere ‘made in Italy’ rimasta ancora interamente nazionale, e i relativi posti di lavoro. In attesa che si costituisca il governo, e di poter avere quindi un interlocutore per le politiche agricole nazionali, nei prossimi giorni, in accordo con la collega dell’Emilia-Romagna Simona Caselli – ha promesso Pan - coinvolgerò il vicepresidente della commissione Agricoltura dell’europarlamento,

l’onorevole Paolo de Castro, e gli europarlamentari del Nordest, perché Bruxelles affronti gli squilibri creati dalla liberalizzazione del mercato e provveda a valorizzare la qualità e la competitività di filiera agroindustriali ‘sane’, che rappresentano un valore aggiunto non solo per il primario e la sicurezza alimentare, ma anche per l’ambiente. Lo zucchero italiano, che solo in Veneto ha un valore di produzione pari a 32 milioni di euro, è presidio indispensabile della qualità alimentare del ‘made in Italy’, a cui non intendiamo rinunciare”.

Dal canto suo, la Regione Veneto – ha ricordato l’assessore – ha già impegnato parte dei fondi del proprio Programma di sviluppo rurale 2014-2020 per sostenere la bieticoltura: da quest’anno, infatti è attivo un bando che finanzia sino a 200 euro a ettaro le superfici coltivate a barbabietola da zucchero. “E’ una misura a duplice valenza – sottolinea Pan – perché promuove una coltura indispensabile per la filiera saccarifera e, al tempo stesso, aiuta a mantenere la produttività dei suoli e a prevenire l’insorgere di problematiche fitosanitarie”.

“Si tratta di un preciso segnale che la Regione ha inteso dare ai produttori agricoli per promuovere l’antica e radicata tradizione nella coltivazione della barbabietola da zucchero, che purtroppo nell’ultimo decennio ha perso quasi il 70 per cento della superficie dedicata, e sostenere così il bacino bieticolo che afferisce a Pontelongo aiutando la filiera ‘corta’, con benefiche ricadute per la sostenibilità ambientale e la redditività del settore”. “La produzione bieticola è un primato del Veneto – ha ribadito l’assessore – che la Regione intende salvaguardare e promuovere, anche favorendo accordi con la grande distribuzione, in modo di aiutare i consumatori a fare la spesa in modo consapevole e informato. Lo zuccherificio di Pontelongo è una delle prime industrie agroalimentari del Veneto e una risorsa nazionale. L’amara vicenda del latte italiano fa scuola: non permetteremo che la storia si ripeta e che lo zucchero veneto ed emiliano sia vittima delle distorsioni create dalle speculazioni dei mercati internazionali”.


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editoriale Memoriale di Giovanni Federspil, medico, scienziato, epistemologo, umanista e filosofo

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Medico e paziente: rispetto dei valori reciproci Trapianti record: in Veneto più donazioni che altrove a pag 29

Più giovani e più belli con la medicina estetica a pag 30

na tavola rotonda inserita in un importante convegno organizzato nella Sala degli Arazzi della prestigiosa Accademia dei Concordi a Rovigo, di cui era socio, è stata dedicata esclusivamente al ricordo della figura di Giovanni Federspil, docente universitario di Clinica Medica presso l’Università degli studi di Padova, scienziato, umanista e filosofo, nato a Rovigo nel 1938 e deceduto a Padova nel 2010. Di fronte a un parterre molto attento e qualificato si sono succeduti, dopo la presentazione del Presidente dell’Accademia G. Boniolo e con la regia di F. Scaranello, illustri oratori quali B. Fantini (Univ. Di Ginevra), A. Pagnini (Univ. Di Firenze), P. Giaretta, C. Scandellari e R. Vettor (Univ. Di Padova), M.P. Garavaglia (direttore “L’ arco di Giano” e già Ministro della Sanità), con ricordi oltre che di natura professionale anche di frequentazione personale. Una particolare e commossa accoglienza è stata dedicata alla vedova del prof. Federspil presente alla manifestazione. La famiglia di Giovanni Federspil, di notevole prestigio, giunse in Italia, a Rovigo, dove si stabilì agli inizi del secolo scorso dalle terre austro-ungariche e dove nacque appunto Giovanni nel 1938. Federspil non mi è stato maestro durante il corso dei miei studi di Medicina e Chirurgia, in quanto allora i Direttori di Clinica Medica e di Patologia Speciale Medica erano Patrassi e Fiaschi; le nostre frequentazioni, oltre che in convegni scientifici, avvenivano per lo più in un piccolo bar del centro storico di Rovigo, “Al Cogheto” di proprietà della famiglia Federspil dagli inizi. Un locale cui era molto legato e in cui tornava spesso e lì, seduti ad un tavolino con davanti una tazza di caffè fumante, specialità del locale, ho avuto modo di apprenderne e apprezzarne le molteplici conoscenze e virtù che lo hanno reso un medico, uno scienziato, un umanista e un filosofo di incredibile spessore. Il grande contributo che ha portato alla Medicina si rileva dalle sue riflessioni sul ragionamento, sulla metodologia clinica e sperimentale, sconfinando nell’epistemologia, nella psicologia e nella filosofia.

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Ponteziate le “Palestre della salute”, utili a chi ha patologie croniche

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a regione ha definito e potenziato in questi giorni il sistema delle 14 “Palestre della Salute”, che si trovano nelle Ulss venete. Nascono nel 2015 per offrire ai portatori di patologie croniche non trasmissibili (come malattie cardiovascolari, diabete, obesità, osteoporosi e alcune patologie tumorali, segnatamente colon e mammella) la possibilità di effettuare l’utilissima pratica sportiva in palestre altamente specializzate dove operano spiccate professionalità specifiche. Oggi è previsto il coinvolgimento di personale medico adeguatamente formato, e che l’esercizio fisico si svolga sotto il controllo di una laureato magistrale in scienze motorie con indirizzo in attività motoria preventiva e adattata, in strutture idonee riconosciute dalla Regione e chiamate, appunto, “Palestre della Salute”.

“L’attività fisica con valenza terapeutica – fa notare Coletto – è prevista nel Piano Regionale di Prevenzione 2014-2018 e, con l’ultima modifica decisa a livello nazionale, è stata anche inserita nei Livelli Essenziali di Assistenza – LEA, che prevedono la promozione di Programmi strutturati di esercizio fisico per soggetti a rischio. Anche in questo caso la sanità veneta ha anticipato fin dal 2015 un’offerta di salute diventata obbligo due anni dopo”. “Che lo sport sia anche sinonimo di salute e di prevenzione – aggiunge l’Assessore Corazzari – è convinzione universale e scientificamente supportata. Tutti d’accordo, ma poi bisogna tradurre le parole in azioni, e in questo le Palestre della Salute sono la dimostrazione che la Regione Veneto, ovunque possibile, sa tradurre la teoria in pratica. Si tratta di un percorso nel quale si fondono

importanti professionalità specifiche e la qualità strutturale di molte palestre pubbliche e private del Veneto”. La delibera appena approvata definisce requisiti e procedimento per la certificazione di “Palestra della Salute” e fornisce gli indirizzi per la prescrizione e somministrazione dell’esercizio fisico e indica le figure professionali, specialisti, medici di medicina generale, pediatri di libera scelta e medici dello sport titolate alla prescrizione. L’esercizio fisico, una volta prescritto sulla base della situazione e della patologie di ogni singola persona, viene erogato da un laureto in Scienze e Tecniche dell’Attività Motoria Preventiva e Adattata, che abbia seguito e completata un percorso formativo di 120 ore in strutture sanitarie specificamente identificate.

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l’editoriale

Memoriale di Giovanni Federspil, medico, scienziato, epistemologo, umanista e filosofo Il suo pensiero, riprendendo le radici ippocratiche per cui le malattie non sono altro che il prodotto di fenomeni naturali, lo portava a sostenere che il medico è e deve essere naturalista, o, in termini più moderni uno scienziato. “Questa è la tesi fondamentale sulla quale si basa ancora oggi tutto il nostro sapere medico: - dall’osservazione della morfologia cellulare e dall’analisi dei meccanismi biochimici cellulari fino ai trapianti, alle applicazioni di radioisotopi, alla risonanza magnetica e alle più innovative terapie attuali - è una scienza della natura che fa corpo con tutte le altre scienze empiriche: la fisica, la chimica, la biologia, l’etologia etc”. Ne deriva che la preparazione del Medico e la sua continua formazione siano rivolte all’assimilazione e all’integrazione di concetti acquisiti e ripensati, alla riflessione metodologica, alla cultura biologica. Federspil è stato un oppositore del progressivo insinuarsi nell’educazione e nella professione medica di una mentalità riduzionistica, non certo per negare l’importanza delle ricerche molecolari, ma per contrastare l’inadeguatezza di una medicina che pone la conoscenza dei meccanismi molecolari come la forma fondamentale di un sapere medico che ritiene di spiegare fenomeni di una certa complessità strutturale organica con i fenomeni degli elementi più semplici che costituiscono i fenomeni più complessi. Gli studi di fisiopatologia lo hanno portato a sostenere con Azzone (Patologo Clinico) che “malattia e patologico sono termini che che si riferiscono a processi che riguardano la vita e non il comportamento delle molecole. Entrambi implicano un pericolo per la sopravvivenza dell’organismo, pertanto il termine malattia può essere applicato a quei processi che, pur avendo un’origine molecolare e cellulare,coinvolgono un’alterazione del sistema”. Qui viene fuori Federspil filosofo con i suoi ragionamenti sulla natura dell’uomo e sulla concezione di persona umana, che è sostanzialmente diversa dalla sua caratterizzazione come organismo o individuo e che deve essere alla base dell’attività del medico. Il Medico diagnostica una malattia ma le cure sono verso la persona, termine attorno cui ruota il massimo problema della medicina moderna, attratta da un tecnicismo esasperato e rivoluzionata da progressi scientifici che hanno posto evidenti problematiche di ordine bioetico, dal problema dell’embrione e dell’aborto all’utero in affitto e alle cellule staminali, dall’accanimento terapeutico, al testamento biologico e all’eutanasia. “Il Medico ha certamente a che fare con un corpo e questo corpo costituisce un “oggetto” conoscibile con gli strumenti razionali e con le tecniche empiriche che sono proprie della scienza. Tuttavia la Medicina non si ferma a questo, come ha ricordato K. Jaspers: l’agire del medico poggia su due pilastri: da un lato la conoscenza scientifica e l’abilità tecnica, dall’altro l’ethos umanitario”. Il Medico ha a che fare con un suo simile, con una persona che vive, spera, ama, odia, progetta, esattamente come lui, per cui non tutto ciò con cui il medico entra in contatto è trasferibile in un processo oggettivo della scienza naturale; la malattia per il malato non è un evento naturale fra tanti, ma ha un significato per quella persona ed è fondamentale per colui che la vive, in quel momento, in quell’ambiente, in determinate condizioni psicologiche e sociali. “Un Medico che voglia essere medico di una persona e non soltanto di un organismo, non può non essere consapevole del fatto che la malattia può essere conosciuta, cioè descritta e spiegata secondo i canoni del sapere naturalistico, ma viene anche vissuta, come la vive chi ne è affetto”. Ricordavo che Giovanni Federspil non mi è stato maestro durante gli studi universitari, non mi è stato maestro nel saper fare il medico, ma mi è stato grande maestro, con le sue opere e nei nostri incontri in quel piccolo locale rodigino, con la sua scienza metodologica, umanistica e filosofica nel saper essere medico, in una professione in cui sono coniugate e inscindibili una preparazione scientifica e tecnologica unite ad un’etica e una deontologia che hanno come oggetto del proprio interesse una persona, con tutto il suo vissuto, le sue esperienze, le sue abitudini, in un rapporto che si instaura fra due esistenze nel reciproco rispetto dei valori di ciascuno.

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Trapianti record: in Veneto più donazioni che altrove Merito anche di quanti collaborano alla raccolta delle dichiarazioni ddi volontà

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er la donazione e il trapianto di organi e tessuti, il 2017 è stato un anno record, con indicatori in aumento in tutta Italia rispetto al 2016 ma, in questo quadro, il record dei record è del Veneto, le cui percentuali di crescita sono ben superiori a quelle nazionali, pur positive. Merito di un’organizzazione sanitaria di qualità, di un Centro Regionale Trapianti efficiente, di una stretta collaborazione tra il sistema istituzionale, in particolare Regione e Comuni, e le organizzazioni del volontariato, con l’Associazione Italiana Donatori Organi (Aido) a fare la parte del leone. E’ questo il quadro presentato a Palazzo Balbi dall’Assessore alla Sanità Luca Coletto, dalla Presidente nazionale Flavia Petrin e da quella regionale Bertilla Troietto. Dai dati presentati emergono tre record nazionali per il Veneto. Il primo è stato quello delle donazioni, passate, dal 2016 al 2017, da 146 a 196, con un aumento del 34,2%, a fronte

di una crescita nazionale del 15,8%. Il secondo riguarda I trapianti effettuati, passati da 590 nel 2016 a 646 nel 2017 (più 9,5% rispetto al più 6,8% nazionale). Terzo record veneto, particolarmente significativo, è quello dei dinieghi alla donazione, che in Italia sono calati dal 32,8% del 2016 al 28,5% del 2017, ma in Veneto hanno fatto registrare la percentuale di “no” più bassa in assoluto: il 15,6% nel 2017, contro il 27,3% dell’anno precedente. Con l’aumento delle donazioni e dei trapianti e la diminuzione dei dinieghi, il Veneto è riuscito anche nell’impresa di abbassare le liste d’attesa, scese da 1353 pazienti nel 2016 a 1296 nel 2017, con una diminuzione del 4,3%. “Il Veneto deve essere orgoglioso dei dati raggiunti – ha detto la Presidente Nazionale di Aido Petrin – anche perché in questa Regione la collaborazione istituzionale ha raggiunto livelli eccellenti: Regione e Comuni interagiscono quotidianamente con noi e

Un premio alla miglior ricerca clinica dell’anno  

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l dottor Camillo Aliberti direttore dell’Unità Operativa Complessa di Radiologia dell’Azienda Ospedaliera di Padova, nel corso di una cerimonia tenutasi a LOS Angeles nell’ambito del Congresso annuale della Society of Interventional Radiology (SIR), è stato insignito del premio quale migliore ricerca clinica dell’anno. Tale prestigioso ed ambito riconoscimento, da tempo non attribuito ad un gruppo di lavoro italiano, arriva a coronare un impegno durato 4 anni che Dr. Camillo Aliberti Direttore Radiologia Azienda è stato condotto, oltre che Ospedaliera Padova dal Dr. Camillo Aliberti e dal Dr. Riccardo Carandina, Radiologo tro, ha dimostrato come l’approccio Interventista dello IOV, dal Prof. Umber- vincente per il trattamento di questa to Cillo - coautore - direttore dell’UOC tipologia sia quello integrato sinergico Chirurgia Epatobiliare A.O. Padova, e combinato tra Chirurgo Epato Biliare nonchè dalla sua equipe. e Radiologo con il coinvolgimento ed il Ha riguardato 421 pazienti affetti supporto clinico (epatologo-oncologo). da epato carcinoma trattati con teraI risultati sono stati pubblicati sulla pie locoregionali intrarteriose epatiche rivista JVIR - Journal of Vascular and ablazioni e resezioni parte dei quali tra- Interventional Radiology che ha avuto piantati. un elevatissimo numero di link e citazioIl lavoro che vanta la casistica più ni da cui l’attribuzione del prestigioso ampia al mondo per un singolo cen- riconoscimento consegnato a Padova.

hanno fatto sì che Aido sia divenuto parte integrante e ufficiale della filiera. I risultati numerici e percentuali sono eloquenti, e sono determinati proprio dal lavoro di squadra, che parte da molta informazione, passa per la generosità della gente e arriva in un sistema sanitario ben organizzato. Siamo tutti operativi h24 per 365 giorni all’anno”. “Sono orgoglioso di queste due donne – ha esordito Coletto riferendosi alla Petrin e alla Troietto: sono due venete, e comandano sia

a livello nazionale che regionale quella che definirei una corazzata dell’altruismo e del volontariato. Le Istituzioni fanno bene la loro parte. Come Regione mettiamo in campo un’organizzazione capillare e ai massimi livelli scientifici e tecnologici, l’efficienza dei Centri Trapianti di Padova, Verona, Treviso e Vicenza, investimenti continui in tecnologie e professionalità. I Comuni e le Ullss stanno collaborando con sempre maggiore impegno alla raccolta delle dichiarazioni di

volontà. Ma tutto questo non servirebbe a nulla senza il grande cuore dei veneti che, anno dopo anno, aggiornano i loro record di generosità. Quindi, prima di tutto, grazie a tutti i cittadini del Veneto”. Coletto, Petrin e Troietto hanno unanimemente posto l’accento sulla possibilità di fare ancora meglio, lavorando sulla diffusione di conoscenza e cultura della donazione e del trapianto e rafforzando i sistema di raccolta delle volontà. L’adesione alla donazione può essere espressa da anni rivolgendosi all’Aido (anche per via informatica) e alle Ullss, ma sta avendo successo anche il recente Progetto “Una Scelta in Comune”, che Aido ha lanciato in collaborazione con i Comuni per rendere possibile alla gente l’espressione di volontà a donare nel momento del rinnovo della carta d’identità. In Veneto vi hanno già aderito 202 Comuni, che hanno già registrato 83.415 dichiarazioni, delle quali 69.301 favorevoli alla donazione. I Comuni che hanno aderito sono 50 in provincia di Vicenza, 36 a Treviso, 30 a Venezia, 26 a Padova, 24 a Verona, 21 a Belluno e 15 a Rovigo. Proprio in questi giorni, il totale delle dichiarazioni complessivamente raccolte in Veneto ha superato quota 300 mila, arrivando a 300.062.

Centro di specializzazione regionale per lo studio e la cura • allergie e intolleranze alimentari C

he succede? Se lo stanno chiedendo in molti e la denuncia di qualche cosa che non va arriva proprio dal basso. A coglierla il Consiglio regionale del Veneto che ha votato all’unanimità una mozione perché la “Giunta regionale si attivi per non depotenziare il centro di specializzazione regionale per lo studio e la cura delle allergie e delle intolleranze alimentari costituito presso l’azienda ospedaliera di Padova, una delle eccellenze della sanità veneta’. In particolare, la L.R. n. 26 del 26 novembre 2004 ha istituito, presso l’Azienda Ospedaliera di Padova, il ‘Centro di Specializzazione Regionale per lo Studio e la Cura delle Allergie e delle Intolleranze Alimentari’, che in questi anni si è affermato come polo d’eccellenza della sanità veneta e italiana. L’Azienda Ospedaliera, tuttavia, sta inspiegabilmente depotenziando il Centro, procurando un grave danno sia al reparto sia alle migliaia di pazienti che confluiscono da tutte le Regioni. La mancanza, infatti, di risorse economiche, di spazi adeguati e personale dedicato non permetterà di mantenere il livello d’eccellenza del Centro, nuocendo anche all’immagine stessa della Regione Veneto. La Mozione, quindi, impegna il

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Presidente Zaia e la Giunta regionale ad attuare tutti i provvedimenti necessari affinché l’Azienda Ospedaliera di Padova fornisca al Centro Regionale per lo Studio e la Cura delle Allergie e delle Intolleranze Alimentari fondi, spazi, personale e spazi

di operatività adeguati per consentire il proseguimento dell’attività, mantenendo il livello di eccellenza, nonché a estendere la cura e il trattamento delle allergie e delle intolleranze alimentari anche ai pazienti adulti.


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Più giovani e più belli con la medicina estetica Agire sulla propria immagine per migliorare il benessere psicofisico

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oniugare bellezza e benessere psicofisico: questo è lo scopo della Medicina Estetica, branca della medicina alla quale un numero sempre maggiore di uomini e donne si rivolgono ogni anno, conducendo l’Italia tra i primi dieci Paesi al mondo per numero di trattamenti medico-estetici richiesti. Centro Medico– Bianalisi Veneto può fornire una soluzione ai problemi di salute che abbiano una rilevanza estetica. La Medicina Estetica è infatti una delle specialità erogate dalla struttura, recentemente entrata a far parte del Gruppo Bianalisi, realtà leader a livello nazionale nell’esecuzione di analisi di laboratorio e indagini diagnostiche alla persona. Allo scopo di conoscere più approfonditamente l’argomento, abbiamo intervistato la dottoressa Laura Mazzotta, Specialista in Igiene e Medicina Preventiva con specifica

formazione in Medicina e Chirurgia Estetica ed in Nutrizione Clinica, socia SIME (Società Italiana Medicina Estetica) e figura di riferimento di Centro Medico- Bianalisi Veneto nello specifico ambito diagnostico.

Dottoressa Mazzotta, in quale modo la Medicina Estetica consente di piacersi maggiormente? “La Medicina Estetica si occupa di migliorare gli inestetismi e di prevenire l’invecchiamento cutaneo del volto e del corpo. Il ricorso ai trattamenti medico estetici consente di trattare problematiche quali ad esempio cellulite, cicatrici, rughe e macchie cutanee, caduta dei capelli ed eccesso di peli”.

sentono l’eliminazione degli inestetismi, permettendo all’individuo di avvicinarsi all’immagine di sé che più preferisce. Si tratta quindi di una medicina non soltanto curativa ma orientata ad assicurare anche il benessere individuale in tutta la sua complessità”.

Qual è il grado di invasività dei trattamenti medico-estetici?

labbra, correggendone eventuali asimmetrie, ed inoltre rimodellare il profilo dell’arcata sopraciliare, degli zigomi e del mento. Esistono diversi prodotti farmaceutici che si possono utilizzare in maniera totalmente sicura, che differiscono per densità, durata, capacità volumizzante e capacità idratante. Uno dei più utilizzati è l’acido ialuronico, una sostanza normalmente presente nella nostra pelle e nel tessuto connettivo”.

Quale accorgimento è utile seguire nel caso in cui si sia intenzionati a sottoporsi a trattamenti medico-estetici? “E’ fondamentale affidarsi a laureati in medicina e chirurgia che abbiano acquisito una preparazione specifica in questo campo. E’ quindi assolutamente indispensabile verificare che il professionista sia iscritto a società scientifiche, aggiornato e competente”.

uscito a febbraio 2018 Come influisce sul benessere psicofisico il miglioramento della propria immagine? “I trattamenti medico-estetici con-

“In Medicina Estetica la soluzione delle varie problematiche è affrontata con metodiche non invasive che, rispetto alla Chirurgia estetica, consentono di agire riducendo complessità, rischi, sofferenze e costi”.

Quali sono i trattamenti maggiormente richiesti?

“I trattamenti più richiesti sono i filler, utilizzati principalmente per la correzione degli inestetismi rappresentati da rughe e cicatrici, per aumentare la dimensione delle

Dott.ssa Laura Mazzotta Specialista in Igiene e Medicina Preventiva con specifica formazione in Medicina e Chirurgia Estetica e Nutrizione Clinica Riceve presso Centro Medico-Bianalisi Veneto ROVIGO - Tel. 0425 31681 www.centromedicorovigo.it

Lenti Fachiche per Miopie, Ipermetropie, Astigmatismi I

difetti visivi possono essere leggeri (entro 3 diottrie), medi (da 3 a 8) ed elevati (oltre le 8 diottrie). Per un paziente, da un punto di vista funzionale, anche un difetto leggero quale una miopia di sole 3 diottrie, è fortemente invalidante. La distanza di messa a fuoco è infatti in questo caso limitata a circa 33 cm. In relazione all’entità del difetto, possono essere utilizzate tecniche chirurgiche differenti ed in particolare per difetti leggeri-medi, si può usare un trattamento laser, mentre questo non è indicato se il difetto è elevato in quanto il tessuto da asportare con il laser sarebbe eccessivo ed il processo di guarigione potenzialmente più turbolento. Per eliminare quindi una miopia, per esempio, di 15 diottrie, non potendo effettuare un trattamento laser, possiamo agire inserendo una lente all’interno dell’occhio. Queste lenti sono state utilizzate in diverse foggie e materiali, ma il migliore ed ormai collaudato è un collamero brevettato da una ditta americana. La mia esperienza personale con questi impianti data da oltre 20 anni e le migliorie introdotte in questo lungo periodo hanno visto modificare la forma di queste piccole lenti che, essendo inserite dietro all’iride, sono posizionate davanti al cristallino

(piccola lente dietro la pupilla). Le migliorie di forma hanno permesso al giorno d’oggi di correggere anche ipermetropie ed astigmatismi di grado elevato con una

qualità ottica difficilmente raggiungibile con altre chirurgie. In sintesi, possiamo immaginare che, come una lente a contatto esterna rimane appoggiata sulla

Le migliorie di forma hanno permesso al giorno d’oggi di correggere anche ipermetropie ed astigmatismi di grado elevato con una qualità ottica difficilmente raggiungibile con altre chirurgie

cornea, così una lente fachica (significa che è presente assieme al cristallino naturale) viene appoggiata, all’interno dell’occhio, sul cristallino. Uno dei pregi di questa chirurgia è la reversibilità ossia la possibilità di rimuovere la lente. Se nel corso della vita dovesse manifestarsi per esempio una cataratta o qualunque altra malattia, è possibile rimuovere la protesi ottica in quanto questa con comporta alcuna aderenza con i tessuti oculari. L’intervento si esegue in anestesia locale (una piccola infiltrazione di anestetico sotto alla palpebra addormenta l’occhio) od in anestesia topica (gocce di anestetico che addormentano la superficie). La scelta dell’anestesia è legata alla collaborazione del paziente e può essere decisa anche all’ultimo momento. Si effettua un piccolissimo taglio di 3mm alla periferia

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superiore della cornea ed attraverso questo taglio la lente viene iniettata arrotolata su se stessa. Una volta all’interno dell’occhio questa si svolge e viene posizionata al di sotto dell’iride. L’intervento dura mediamente cinque minuti ed il paziente rimane bendato due giorni. Il recupero visivo è veloce e già in seconda giornata la visione è ottima. Abbiamo parlato di difetti miopici ma esiste anche l’astigmatismo e l’ipermetropia. L’astigmatismo (legato alla non sfericità della superficie corneale, simile ad un pallone da rugby invece che sferica) può essere associato alla miopia o all’ipermetropia. L’ipermetropia è il contrario della miopia e qui l’occhio è più corto. Una preoccupazione dei pazienti è la durata di queste lenti. Il materiale è perfettamente biocompatibile e la durata eterna!


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Algeria da mille e una notte di Renato Malaman

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’Algeria oggi è un buco nero nella mappa del Mediterraneo. Un luogo “non luogo”, che respinge e allo stesso tempo attira. Che mette paura per le evidenti ripercussioni psicologiche causate da recenti fatti di cronaca (sequestri, uccisione di ostaggi) ma che al contempo genera curiosità per effetto della storia straordinaria che ha alle spalle e delle bellezze assolute che può offrire agli occhi dei suoi visitatori. L’Algeria, paese più grande dell’Africa, è oggi tanti paesi in uno, dove viaggiare è indubbiamente complicato (i gruppi sono costantemente scortati – seppur in modo

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discreto - da un’unità della Polizia, che fa staffetta a ogni confine di provincia) ma dove si possono trovare così tanti spunti di interesse che della “blindatura” ci si dimentica presto. Anche perché i poliziotti al seguito sanno come rendersi gradevoli e rivelarsi alla lunga maestri di ospitalità. Di una cosa ci si accorge subito sbarcando ad Algeri dopo un’ora e mezza di volo da Roma: che la presenza coloniale della Francia, durata ben 132 anni – dal 1830 al 1962 – ha lasciato segni permanenti nell’architettura urbana, nelle abitudini, nella vulgata e in un certo senso anche nei modi di vivere. continua alla pag. seguente


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Algeria da mille e una notte

Il più grande paese dell’Africa oggi è visitabile sotto scorta, ma in cambio offre bellezze uniche: città romane perfettamente conservate, oasi con milioni di palme e i villaggi millenari della Pentapoli che ispirarono l’architetto Le Corbuisier di Renato Malaman s e g u e dal l a pag. pr ec ed ente

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Nella foto di copertina il maestoso arco a tre fornici di Timgad. In questa pagina dall’alto: una veduta della baia di Algeri; la grande moschea e il monumento ai martiri della Resistenza sempre nella capitale; uno scorcio di Costantina; donna Mozabita a El Atteuf, datteri della varietà Deglet Nour; una veduta di Ghardaia; panorama sulla città romana di Timgad, l’anfiteatro di Djemila, arco romano a Tiddis; uno dei mosaici di Setif; la moschea di Sidi Brahim a El Atteuf e una spettacolare veduta del villaggio di Ghoufi nel canyon di Abiod

milione di palme. Sempre a Touggourt, nella piazza del mercato c’è un monumento che ricorda la prima traversata transahariana. Quella realizzata nel 1922 da André Citroën con un mezzo a ruote e cingoli progettato per l’impresa. Timbouctu venne raggiunta in due settimane! Nella vicina Tamacine c’è un’originale moschea a giustificare la sosta. Meta agognata di questo itinerario verso il centro dell’Algeria è Ghandaia, la biancoceleste capitale della Pentapoli del M’zab, Patrimonio dell’Umanità Unesco la cui oasi sopravvive grazie a un ingegnoso sistema di distribuzione dell’acqua con 270.000 pozzi profondi 60 metri dai quali viene sollevata acqua 24 ore al giorno con l’opera di muli, asini e cammelli. La Pentapoli, abitata da fiere popolazioni berbere sottoposte a un pressante processo di arabizzazione (ecco il motivo di tante tensioni in quest’area), è un piccolo mondo di tradizioni antiche, dove le donne sono avvolte da un telo bianco che lascia scoperto solo un occhio. La visita di Melika, Beni Isguem, Bou Noura e El Atteuf (famosa quest’ultima perché il grande architetto Le Corbuisier vi trasse

fonte di ispirazioni per i suoi rivoluzionari principi dell’architettura che rispetta la natura) offrono suggestioni uniche, che da sole valgono il viaggio. Le città della Pentapoli hanno oltre mille anni e furono fondate dagli Ibaditi, un ramo dell’Islam moderato. Infine Algeri, la leggendaria Algeri con la sua baia considerata la più bella del Mediterraneo e la sua misteriosa casbah dove si combattè la

famosa battaglia di Algeri, che porto all’indipendenza del paese e che il regista Gillo Pontecorvo raccontò in un memorabile film del 1966. Algeri che oggi conserva anche parte del suo fascino francese, soprattutto nella parte bassa che si snoda sul lungomare. Il monumento che celebra l’indipendenza ospita un museo che va assolutamente visitato per capire di più della storia recente di questo paese straordinario di 40 mi-

lioni di abitanti ancora in cerca di un suo equilibrio politico. I viaggiatori più arditi, poi, non manchino l’escursione nel profondo sud, ovvero nel deserto dell’Hoggar Tassili che offre i paesaggi più emozionanti del Sahara. L’Algeria, va ribadito, è un paese che non può mancare nel taccuino dei ricordi di ogni viaggiatore avventuroso ed esperto. Troppo importante per capire quel variegato mosaico che è l’Africa mediterranea.

Festa Minimal DJ TIEMME Voice Simone baldo

Mercoledi 25 Aprile ore 18.30

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Via Roma, 4 bis - CAVARZERE (VE)

Grafica by Marco MainArt

artiamo proprio dalla guerra di Indipendenza (1954-62), una ferita aperta e mai rimarginata. Otto anni di sangue che hanno lasciato tracce anche nella coscienza dei francesi per il comportamento poco onorevole tenuto dalle proprie truppe e dai propri governanti nel tentativo, rivelatosi inutile, di reprimere l’anelito di libertà espresso dal popolo algerino. Quegli anni spiegano l’origine di tante tensioni che ancora oggi rendono l’Algeria un paese irrequieto, incerto nel cammino verso una democrazia vera. Diciamo tutto questo in premessa per ribadire però che questo paese è uno dei più belli del Mediterraneo e che comunque merita di essere visitato. Anche chiudendo un occhio sui tanti controlli – per lo più preventivi - a cui si viene sottoposti strada facendo. Tutto sommato utili a garantire la propria sicurezza. L’Algeria era il granaio di Roma. Nell’età imperiale sono sorte città che tuttora lasciano a bocca aperta per la loro bellezza e la ricchezza dei reperti ritrovati. Città di estensioni ragguardevoli con tanto di archi, anfiteatri e terme. L’itinerario classico parte da Costantina, città sorprendente per gli eleganti palazzi e i ponti sospesi su una spettacolare fenditura naturale. L’antipasto di questa romanità solenne d’Algeria lo offre Tiddis sulle pareti di una montagna, dove è riconoscibile persino un bordello dell’epoca. A Setif sono conservati invece alcuni dei mosaici più grandi e più belli mai realizzati nelle regioni dell’Impero, primo fra tutti quello dedicato al Trionfo di Bacco. Nella vicina Djemila, la romana Curculum fondata dall’imperatore Nerva, svettano l’arco di trionfo, l’anfiteatro, le terme e il foro. Ma il sito più clamoroso per fascino e maestosità è Timgad, gioiello archelogico inserito in un contesto naturale di grande bellezza con colline e monti a far da scenario. Una città romana perfettamente conservata con il suo castrum, le mura con le quattro porte, il foro con i templi, le terme, le fontane… Insomma, una piccola Roma in terra africana. Proseguendo verso sud i colpi di scena non mancano. Vedi lo spettacolare canyon dell’Abiod, una gola dove la Resistenza algerina tese molti agguati ai francesi. Il canyon offre la vista del villaggio abbandonato di Ghoufi, le cui abitazioni sono scavate nella roccia. Dopo aver attraversato una zona di biancheggianti saline si raggiunge l’oasi di El Oued, antica capitale del Souf con le sue case bianche e le rose del deserto. Quindi, dopo la grande oasi di Ouargla, Touggourt con le singolari tombe dei re e un’oasi con oltre un


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laPiazza

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Food & Drink L’ASPARAGO DI CIMADOLMO IGP PRESTO PROTAGONISTA ALLA PROVA DEL CUOCO SU RAI 1

“bianco

fresco

Il meteo ha frenato la partenza, ora si attende il bel tempo per rilanciare la stagione 2018 sto prodotto costituisca oggi un importante volano per l’economia del territorio ”. Ed è quello che auspicano i 60 produttori appartenenti alla Denominazione Cimadolmo IGP, che anche quest’anno riforniranno i tanti locali coinvolti nell’imponente rassegna gastronomica dislocati nei 12 Comuni lambiti dal fiume Piave o ad esso molto prossimi: Cimadolmo, Breda di Piave, Fontanelle, Mareno di Piave, Maserada sul Piave, Oderzo, Ormelle, Ponte di Piave, San Polo di Piave, Santa Lucia di Piave, Spresiano, Vazzola.   “Il consumatore pare apprezzare la genuinità

di questo alimento prezioso che a Cimadolmo passa direttamente dal campo alla tavola dei tanti locali che lo servono, sempre fresco di giornata –prosegue Dall’Acqua - Tant’è che lo scorso anno, in questa piccola Denominazione, la rassegna ha potuto contare su 20.000 presenze “a tavola”. A testimoniare il crescente appeal di questa rassegna, segnaliamo l’ingresso di alcuni locali: Ristorante Locanda Dussin (Piavon di Oderzo);   Antico Ristorante 4 Corone – Oderzo; Ristorante Gaia da Camino – Camino di Oderzo;  Steakhouse Al Scarpòn – Spresiano; Osteria Àe Calière – Lovadina di Spresiano.

dolce

asparago” Stagione 2018 - A tavola con l’Asparago bianco di Cimadolmo I.G.P.

Dal 6 Aprile al 28 Maggio, Cimadolmo cuore dei festeggiamenti Ristorante Il Carro

Villa Dirce

DUNA VERDE - CAORLE (VE) - Tel. 0421.299478

VAZZOLA (TV) - Tel. 0438.488210

VENERDÌ 6 APRILE 2018

Trattoria Da Metino SABATO 7 APRILE 2018

TEMPIO DI ORMELLE (TV) - Tel. 0422.745193

A pranzo con l’Asparago

Pro Loco Camalò

Agriturismo Antonio Facchin

MARTEDÌ 24 APRILE 2018

AGRIUMBRIA: 50 ANNI DI BELLISSIMI ANIMALI

DOMENICA 6 MAGGIO 2018

SAN POLO DI PIAVE (TV) - Tel. 0422.743550 - 329.0583053

Mozzarella di Bufala e Asparago Bianco di Cimadolmo IGP

Festa del Verdiso a Combai “L’Asparago e il Verdiso” LUNEDÌ 7 MAGGIO 2018

MARTEDÌ 24 APRILE 2018

COMBAI (TV) - Tel. 0438.893385

DOMENICA 8 APRILE 2018

COLLALTO (TV) - Tel. 338.2916580

L’Asparago di Cimadolmo incontra i vini bianchi Piave Doc

Osteria Torre Morosini

Ristorante Antico Podere dei Conti

PONTE DI PIAVE (TV) - Tel. 348.1445969

SANT’ANNA DI SUSEGANA (TV) - Tel. 0438.895380

CAMALÒ DI POVEGLIANO (TV) Tel. 338.7897373 - 335.6931237

Osteria della birra

BREDA DI PIAVE (TV) - Tel. 0422.600153

COMUNE DI CIMADOLMO

Fabrizio Nonis

GIOVEDÌ 12 APRILE 2018

Ristorante Ronco del Gelso VENERDÌ 13 APRILE 2018

RONCADELLE DI ORMELLE (TV) - Tel. 340.1235142

Ristorante Ai Sette Nani

GIOVEDÌ 26 APRILE 2018

MARTEDÌ 8 E MERCOLEDÌ 9 MAGGIO 2018

L’Asparago in oasi GIOVEDÌ 10 MAGGIO 2018

VENERDÌ 27 APRILE 2018

MARENO DI PIAVE (TV) - Tel. 0438.499204 - 346.6156651

Trattoria Al Vecio Morer

Locanda Roma

LEVADA DI PONTE DI PIAVE (TV) - Tel. 0422.202188

VENERDÌ 27 APRILE 2018

VENERDÌ 11 MAGGIO 2018

Ristorante Da Domenico

Ristorante Grave di Papadopoli

PONTE DI PIAVE (TV) - Tel. 0422.858169 - 339.2138636

CIMADOLMO (TV) - Tel. 0422.803425 - 041.5210252

VENERDÌ 13 APRILE 2018

NEGRISIA DI PONTE DI PIAVE (TV) - Tel. 0422.854640

Al Gabbiano

VENERDÌ 27 APRILE 2018

LEVADA DI PONTE DI PIAVE (TV) - Tel. 0422.853725

Cà Lozzio

Birreria Ludwigs Krone Original Kapuziner

PIAVON DI ODERZO (TV) - Tel. 0422.752111

SPRESIANO (TV) - Tel. 0422.880537 - 346.3137584

SABATO 14 APRILE 2018

DOMENICA 15 APRILE 2018

Osteria Da Tizio

VENERDÌ 27 APRILE 2018

Ristorante Cinzano Bar

MERCOLEDÌ 18 APRILE 2018

GIOVEDÌ 3 MAGGIO 2018

Az. Agr. Castaldia

Agriturismo Le Grave

MARENO DI PIAVE (TV) - Tel. 0438.28348

SANTA LUCIA DI PIAVE (TV) - Tel. 0438.27137 - 349.6117406

SUSEGANA (TV) - Tel. 0438.461012 - 339.4445217

GIOVEDÌ 19 APRILE 2018

Ristorante Alla Botte GIOVEDÌ 19 APRILE 2018

CIMADOLMO (TV) - Tel. 0422.743173

Ristorante Casa D’Arsiè VENERDÌ 20 e SABATO 21 APRILE 2018

SABATO 21 APRILE 2018

SANTA LUCIA DI PIAVE (TV) - Tel. 0438.700317

Trattoria La Rosa SABATO 21 APRILE 2018

CIMADOLMO (TV) - Tel. 0422.743004

CIMADOLMO (TV) - Tel. 348.4446595

all’Isetta

Trattoria All’Isetta GIOVEDÌ 17 MAGGIO 2018

CIMADOLMO (TV) - Tel. 0422.748527 - 347.4595527

Locanda Ottoboni VENERDÌ 18 MAGGIO 2018

LEVADA DI PONTE DI PIAVE (TV) - Tel. 0422.853169

TEMPIO DI ORMELLE (TV) - Tel. 0422.745593

GIOVEDÌ 3 MAGGIO 2018

Ristorante-Locanda Dussin VENERDÌ 18 MAGGIO 2018

PIAVON DI ODERZO (TV) - Tel. 0422.752130 - 349.3846040

Asparago e Vino GIOVEDÌ 3 MAGGIO 2018 CANDELÙ (TV)

Antico Ristorante 4 Corone GIOVEDÌ 3 MAGGIO 2018

ODERZO (TV) - Tel. 0422.1788680

ORMELLE (TV) - Tel. 0422.805086

Osteria con cucina Modì

LUNEDÌ 14 MAGGIO 2018

LOVADINA DI SPRESIANO (TV) - Tel. 0422.881261 - 331.9158128

Borgo Ronchetto Relais & Gourmet

SABATO 5 MAGGIO 2018

SALGAREDA (TV) - Tel. 0422.807201

Osteria àe Calière

Ristorante-Pizzeria Gaia Da Camino VENERDÌ 18 MAGGIO 2018

CAMINO DI ODERZO (TV) - Tel. 0422.811028 - 333.7846403

Steakhouse Al Scarpon VENERDÌ 18 MAGGIO 2018

SPRESIANO (TV) - Tel. 0422.887958

SERATA DI CHIUSURA

Stand Pro Loco LUNEDÌ 28 MAGGIO 2018 CIMADOLMO (TV)

SABATO 5 MAGGIO 2018

LOVADINA DI SPRESIANO (TV) Tel. 0422.1484719 - 342.3725138

È GRADITA LA PRENOTAZIONE

Si chiama “C’è”, pesa 1.640 kg ed è il toro di razza CHIANINA più grande grande d’Italia. È allevato a Perugia dall’azienda agricola fratelli Lucchetti - Ad Agriumbria, di scena a Umbriafiere di Bastia Umbra (PG) fino a domenica 8 aprile, sarà premiato l’esemplare di Chianina più grande al mondo. Al centro dell’attenzione la genetica delle razze bovine che in Italia è un fiore all’occhiello. I semi riproduttivi delle razze italiane sono i più richiesti al mondo. La maggior parte degli allevamenti di carne americani (gli Usa sono i più grandi allevatori al mondo) è “firmata” da riproduttori italiani. Ma in fiera grande spazio è dedicato alla Cunicoltura: dalla fata perlata alla pezzata tricolore: in Italia oltre 100 specie diverse di conigli di cui 43 puramente italiane. Oltre 20 specie a rischio di estinzione. Ad Agriumbria la rassegna dei conigli più belli del mondo. Agriumbria è dunque imperdibile: giunta alla cinquantesima edizione, si conferma uno dei saloni più importanti per l’agricoltura italiana, prima in Italia nel settore zootecnico.

P R I M AV E R A / E S TAT E 2 0 1 8

GRAFICHE FG - PONTE DI PIAVE (TV) - 0422.852100

Una rassegna senza precedenti quella che ha per protagonista l’ortaggio Igp più saporito della primavera e che si svolgerà dal 6 aprile al 28 maggio presso i migliori ristoranti dei 12 comuni interessati alla coltivazione. Testimonial della stagione dell’Asparago di Cimadolmo IGP quest’anno sarà un volto amato dagli spettatori del piccolo schermo: Fabrizio Nonis.  Macellaio gourmet meglio noto come ‘el Beker’, nickname veneto riconosciuto in tutta Italia, Nonis è un professionista eclettico apprezzato per le sue spiccate doti di comunicatore, che ha debuttato in tv come collaboratore di Canale 5 nella rubrica TG5 Gusto, per diventare dapprima corrispondente del Gambero Rosso Channel dove ancora collabora alternando il suo ruolo di inviato per Antonella Clerici ne La Prova del Cuoco. E’ stato proprio lui a prendere a battesimo quest’anno la stagione dell’Asparago di Cimadolmo IGP 2018 con l’avvio della grande rassegna gastronomica del Paese alla presenza  anche dei 12 Comuni appartenenti alla denominazione.  “Ringrazio tutti i produttori –  ha affermato l’assessore Giuseppe Pan  -  che con il loro impegno affrontano non poche difficoltà rendendo accessibile questo ortaggio meraviglioso a noi tutti. Il settore ortofrutta da solo vale almeno un miliardo, con il contributo importante dell’asparago veneto che nelle sue tre denominazioni -Bassano, Badoere, Cimadolmo - su un totale di 1500 ettari con una resa pari a 6,6 ton/ha,  garantisce al consumatore 10.000 tonnellate/anno”.   Questo frutto, apprezzatissimo già dagli antichi romani residenti nella zona di Cimadolmo per le sue straordinarie qualità salutistiche oltre che per l’inconfondibile sapore, è diventato simbolo stesso del territorio di produzione nonché cruciale driver per l’economia di quest’area. “Purtroppo quest’anno a causa del maltempo e del freddo che si sono protratti più a lungo rispetto alle medie stagionali, i circa  100 ettari riservati alla coltivazione tutelata non hanno ancora visto la completa maturazione del prezioso turione tanto atteso dal consumatore, afferma il presidente della Strada dell’Asparago di Cimadolmo Igp, Graziano Dall’Acqua,  ma contiamo che nelle prossime settimane, con il tempo che volge al bello e l’arrivo di più miti temperature, la coltivazione arrivi alla produzione ottimale del comparto che, ricordo, lo scorso anno ha potuto superare i 600.000 chilogrammi, per un valore stimato di qualche milione di euro. Un dato che testimonia quanto que-


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Tavola

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Proposte per una cucina biologica, integrale, vegetariana, in sintonia con la natura Farro ai bruscandoli

Spiedini di verdure al curry

Dessert di fragole

Ingredienti: 200 g di farro - acqua - sale - 2 cipolle - 2 foglie di alloro - peperoncino - 300 g di bruscandoli - 2 spicchi d’aglio - 1 pizzico di prezzemolo tritato - olio q. b.

Ingredienti: 2 carote - ½ finocchio - 4 ravanelli - 2 coste di sedano - 10 cm. di radice di daikon o sedano rapa - 4 foglie di lattuga - 1 pizzico di curry - ½ limone - 1 punta di cucchiaino di senape - olio e sale q. b.

Ingredienti: 800 g di fragole - 4 c di jogurt - 1 c di miele - 1 c di vaniglia - 200 g di mandorle tritate - il succo di un limone - 100 g di biscotti sbriciolati - 4 foglie di menta.

Carmen Bellin Educatore Alimentare dell’Associazione Culturale La Biolca di Padova: tiene corsi e conferenze su alimentazione e cucina, collabora al mensile Biolcalenda, ha pubblicato Metti una sera a cena libro di ricette e consigli utili per una cucina in armonia con i ritmi della natura. LA BIOLCA · www.labiolca.it info@labiolca.it · tel. 049 9101155

Note

Preparazione: cuocere il farro (come da ricetta base) con le foglie di alloro e la cipolla tritata. A fine cottura lasciare riposare almeno 10 minuti, condire con i bruscandoli precedentemente passati in padella con l’aglio e la cipolla. Amalgamare bene, unire il prezzemolo tritato e l’olio crudo.

Preparazione: pulire e tagliare a dadini di circa 1 cm. tutte le verdure, avendo cura di condire ogni tipo in una apposita ciotola. Prendere i bastoncini e infilare i vari tipi di verdura alternando i colori. Quindi servirli sulla foglia di lattuga.

Preparazione: passare al frullatore le fragole, il miele, la vaniglia, il succo di limone e le mandorle tritate. Unire alla crema ottenuta lo jogurt, amalgamare dolcemente. Con i biscotti rivestire le coppette passate precedentemente con il miele. Riempire le coppette e decorare con le foglie di menta. Tenere in frigorifero.

Food & Drink

La quantità degli ingredienti si riferisce a un menù tipo per 4 persone. Abbreviazioni usate: C = cucchiaio · c = cucchiaino g = grammo · kg = chilogrammo L = litro · dl = decilitro olio (quando non è specificato altro) = olio extra vergine di oliva q.b. = quanto basta.

FLORICOLTURA

“LAMBRUSCO A PALAZZO” La bellissima Abbazia Polirone di San Benedetto Po, il 21-22 aprile ospiterà la rassegna che celebra ogni anno il re dei rossi frizzanti e i tesori dell’arte mantovana. Saranno 70 aziende produttrici con 200 Lambruschi tra le migliori espressioni del territorio di Mantova, Modena, Parma e Reggio Emilia le protagoniste della Sesta edizione di “Lambrusco a Palazzo”, che prevede quest’anno un ricco programma di iniziative all’interno dell’Abbazia Polirone di San Benedetto Po (MN): seminari, degustazioni e banchi d’assaggio, una verticale e una lectio magistralis per il re dei rossi frizzanti, ma anche un incontro sulla cultura del vino con i ragazzi delle scuole superiori, letture e laboratori creativi didattici per famiglie e bambini, visite guidate tra le bellezze architettoniche locali e le cinquecentesche cantine del monastero. Nel week-end del 21 e 22 aprile 2018 gli antichi Chiostri di San Simeone e dei Secolari ospiteranno l’evento promosso da ONAV di Mantova, Modena, Parma e Reggio Emilia, in collaborazione con la Strada dei Vini e dei Sapori Mantovani e il patrocinio del Comu-

ne di San Benedetto. La rassegna enologica che unisce la cultura del vino ai tesori dell’arte e dell’architettura nella terra mantovana ha riscosso anno dopo anno sempre maggior successo, ospitando un numero crescente di presenze ed etichette di Lambrusco. Oltre ai banchi di assaggio, presso la Sala del Capitolo all’interno del Chiostro di San Simeone, le quattro delegazioni dell’Organizzazione Nazionale Assaggiatori di Vino organizzeranno tre Seminari Enologici sulle varietà del Lambrusco: sabato 21, il programma prevede una degustazione guidata dal titolo “Verticale di Lambrusco…follia o realtà?”, mentre domenica 22, le Assaggiatrici ONAV guideranno la degustazione “Sfumature rosa… il mondo dei lambruschi rosati”; a seguire, la “Master Class sul Lambrusco”. Grandi voci e grandi competenze condurranno il pubblico nella profondità della storia e della ricchezza del territorio. Un vero approfondimento culturale di grande spessore, per esperti e non, che vorranno conoscere le caratteristiche del Vino principe della kermesse in tutta la sua generosità e grandezza.

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Oroscopo

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l’

Aprile

Ariete Se il destino non vi porta quello che sperate, iniziate a pensare di andarvelo a prendere. Coraggio!

Toro Potreste avvertire un sottofondo di tristezza per qualcosa che non va come desideravate. Siate positivi

Bilancia Per voi tanto affetto, ma anche tanti desideri di conquista: alcuni li appagherete; altri li lascerete sfumare

L’energia ritrova la via per cambiare prodigiosamente il corso di molti eventi. La luce rinnoverà corpo e mente

Scorpione Non mancheranno le polemiche e rischierete di essere sin troppo aggressivi. Pensate due volte prima di agire

Gemelli

Sagittario

Avete bisogno di stare in compagnia: conoscere gente, andare in giro, scoprire nuovi posti e nuovi interessi

Concedetevi qualche momento in più di divertimento o di relax. Le preoccupazioni diventeranno meno pressanti

Alimentari

Pane fresco

Colazioni e aperitivi Prodotti tipici italiani e del Sud Tirolo Cancro Il mese favorirà il cuore e i progetti familiari o legati alla sfera sociale che vi stanno più a cuore

Piccola stuzzicheria Vino sfuso in bottiglia

Tante gustose idee regalo

Capricorno E’ in atto un grande cambiamento che vi porterà alti e bassi. Dedicatevi tempo e coccole, un viaggio

Leone

Acquario

Mese difficile per i rapporti personali. Fate attenzione a non offendere nessuno e moderate le esternazioni

Gli affetti dovranno fare i conti con ostacoli e insoddisfazioni. Affrontate quanto vi turba con razionalità

Vergine

Pesci

Periodo ricco di buoni propositi e anche di cambiamenti. Concentratevi e attenti al cuore

dalle 8.00 alle 14.00 e dalle 17,00 alle 22.00 - Sabato e Domenica chiusura alle 23.00

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