Sport p.23
FEBBRAIO 2018
Periodico d’informazione locale - Anno XXIV n. 29
Cultura p.22
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Salute p.29
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del Camposampierese Est
BORGORICCO
Il Museo della centuriazione, un gioiello locale CAMPOSAMPIERO
“Candidata? No, resto nel territorio”
on-line: Combattere lo spopolamento con sinergie Alberto Beggiolini >albertobeggiolini@gmail.com< Camposampiero (Pd) · Tel. 049 9301139 · www.casafunebre.it ·
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Sulla demografia, però, si può star sicuri: è una Previdenza Funeraria offre la possibilità di stipulare un scienza esatta. E alloraLavediamo cosa dicono i nucontratto che permette a qualsiasi utente di predeterminare il meri, prendendo in esame servizioalcuni funebre,centri per sé o dell’area per un proprio caro, con la propria di fiducia, definendone caratteristiche e prezzo definitivo. “coperta” da questa Impresa edizione. Cominciamo da Chiedici come funziona! Camposampiero. Oggi (al 30 aprile 2017) viene catastata con 12.076 abitanti. Nel 2011 erano 12.019 e dieci anni prima, nel 2001, appena 10.680. Andiamo a Trebaseleghe: oggi 12.840 anime (Istat, 31 dicembre 2015); 12.579 nel 2011 e 10.998 nel 2001. Piombino: oggi 9.534 (Istat, 31 dicembre 2015); 9.276 nel 2011 e 8.604 nel 2001. Santa Giustina in Colle: 7.211 anime al 30 novembre 2016; 7.131 nel 2011 e 6.397 nel 2001. Massanzago: 6.045 (Istat, 31 dicembre 2015), 5.872 nel 2011 e 4.703 nel 2001. Campodarsego: 14.623 anime al 30 aprile 2017; 14.169 nel 2011 e 11.474 nel 2011. Ultimo esempio Villanova di Camposampiero: 6.139 (Istat, 2015), 5.929 nel 2011 e 4.849 nel 2001. Ora, un dato sembra evidente: la spinta, se spinta c’è stata, s’è smorzata. Quell’incremento demografico registrato nel decennio tra il 2001 e il 2011 è un ricordo, e tra il 2011 e oggi il trend ha subìto una robuservizio a pag 7 sta frenata, più eclatante a Camposampiero, ma palese ovunque. Va ricordato che il decennio 2011-2021 non è ancora concluso, ma statisticamente la parabola non potrà che confermarsi, a meno di avvenimenti oggi inimmaginabili che possano far ribaltare la tendenza. Un calo preoccupante, visto che una maggiore popolazione implica più attività, più insediamenti, più Pil generato. È anche vero, per altro, che la densità porta un maggior sfruttamento del territorio e delle risorse, e in questi nostri tempi di consapevolezza ambientale, competitività e collegamenti, infatti, il decentramento dovrebbe essere fenomeno usuale nella direzione da città grandi a città più piccole, e non viceversa. Sennonchè qualsiasi decentramento non può esimersi dal considerare le utility che ogni possibile territorio alternativo alle metropoli offre, sicurezza, servizi, infrastrutture, snellimento burocratico, facilità di connessione, da quella viaria a quella in fibra. Dalla somma del diffuso deficit di natalità (i nati in Italia nel 2017 sono stati il 2% in meno rispetto all’anno precedente, un record storico) con un’apparente scarsa disponibilità dei suddetti requisiti, risultano chiari i fattori principali del poco augurante trend anagrafico registrato. Una rotta che sta segnando non solo questa zona, ma intere aree ben più vaste e ben più preoccupanti, arroccate in crisi di identità che gli esperti dicono superabili solo con sinergie e strategie urbanistiche e sociali. Giusto quelle che brillano per la loro assenza.
“La città muore. I cittadini spariscono e i negozi chiudono” Duro attacco del consigliere Zanon. Ma il sindaco di Camposampiero replica: “Noi abbiamo fatto investimenti. Fatti e numeri, non chiacchiere da bar!”
LOREGGIA
Premiati gli studenti meritevoli MASSANZAGO
Fondi per i luoghi dimenticati PIOMBINO DESE
Sile, un patto di ferro per il turismo TREBASELEGHE
Sacchetti del pane contro la violenza ECONOMIA
L’Alta padovana traina la provincia POLITICA
L’appuntamento con le urne del 4 marzo
Combattere lo spopolamento con sinergie Alberto Beggiolini >albertobeggiolini@gmail.com<
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’ curioso registrare, ciclicamente, la recrudescenza del dibattito su desertificazione o vivibilità dei nostri territori, discussioni animate non sempre da dati oggettivi, ma spesso da faziosi intendimenti polemici. La matematica, ovviamente, è un’opinione, almeno nelle interpretazioni soggettive o politiche dei dati statistici (basti ascoltare, post voto, i commenti dei vari segretari di partito: hanno vinto tutti, non ha perso nessuno). segue a pag 3
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Olivato nel mirino Anac: “Incompatibile la doppia carica” “S
Dovrà scegliere tra Camposampiero e Castelfranco
Sulla demografia, però, si può star sicuri: è una scienza esatta. E allora vediamo cosa dicono i numeri, prendendo in esame alcuni centri dell’area “coperta” da questa edizione. Cominciamo da Camposampiero. Oggi (al 30 aprile 2017) viene catastata con 12.076 abitanti. Nel 2011 erano 12.019 e dieci anni prima, nel 2001, appena 10.680. Andiamo a Trebaseleghe: oggi 12.840 anime (Istat, 31 dicembre 2015); 12.579 nel 2011 e 10.998 nel 2001. Piombino: oggi 9.534 (Istat, 31 dicembre 2015); 9.276 nel 2011 e 8.604 nel 2001. Santa Giustina in Colle: 7.211 anime al 30 novembre 2016; 7.131 nel 2011 e 6.397 nel 2001. Massanzago: 6.045 (Istat, 31 dicembre 2015), 5.872 nel 2011 e 4.703 nel 2001. Campodarsego: 14.623 anime al 30 aprile 2017; 14.169 nel 2011 e 11.474 nel 2011. Ultimo esempio Villanova di Camposampiero: 6.139 (Istat, 2015), 5.929 nel 2011 e 4.849 nel 2001. Ora, un dato sembra evidente: la spinta, se spinta c’è stata, s’è smorzata. Quell’incremento demografico registrato nel decennio tra il 2001 e il 2011 è un ricordo, e tra il 2011 e oggi il trend ha subìto una robusta frenata, più eclatante a Camposampiero, ma palese ovunque. Va ricordato che il decennio 2011-2021 non è ancora concluso, ma statisticamente la parabola non potrà che confermarsi, a meno di avvenimenti oggi inimmaginabili che possano far ribaltare la tendenza. Un calo preoccupante, visto che una maggiore popolazione implica più attività, più insediamenti, più Pil generato. È anche vero, per altro, che la densità porta un maggior sfruttamento del territorio e delle risorse, e in questi nostri tempi di consapevolezza ambientale, competitività e collegamenti, infatti, il decentramento dovrebbe essere fenomeno usuale nella direzione da città grandi a città più piccole, e non viceversa. Sennonchè qualsiasi decentramento non può esimersi dal considerare le utility che ogni possibile territorio alternativo alle metropoli offre, sicurezza, servizi, infrastrutture, snellimento burocratico, facilità di connessione, da quella viaria a quella in fibra. Dalla somma del diffuso deficit di natalità (i nati in Italia nel 2017 sono stati il 2% in meno rispetto all’anno precedente, un record storico) con un’apparente scarsa disponibilità dei suddetti requisiti, risultano chiari i fattori principali del poco augurante trend anagrafico registrato. Una rotta che sta segnando non solo questa zona, ma intere aree ben più vaste e ben più preoccupanti, arroccate in crisi di identità che gli esperti dicono superabili solo con sinergie e strategie urbanistiche e sociali. Giusto quelle che brillano per la loro assenza.
egue l’urbanistica in due Comuni e, dunque, è incompatibile”. Nel mirino dell’Anac, Autorità nazionale anticorruzione è finita Petronilla Olivato, architetto, dirigente all’Urbanistica del Comune di Camposampiero e, dallo scorso anno, assessore sempre all’Urbanistica nel Comune di Castelfranco Veneto (Tv). Una professionista di comprovata esperienza, conosciuta per la sua intransigenza e preparazione tecnica. A sollevare la questione era stato il consigliere di opposizione Domenico Zanon, prima con un’interrogazione e, poi, con una nota all’Anac. In questi giorni, a pronunciarsi sulla presunta incompatibilità della dirigente, è stato niente meno che il presidente Raffaele Cantone. La sua delibera, adottata il 24 gennaio scorso e depositata il 31, è stata notificata ai sindaci dei due Comuni e alla stessa Olivato. A Camposampiero la dirigente comunale è responsabile dei settori urbanistica, edilizia privata, ambiente e patrimonio. A Castelfranco l’incarico è politico, ma sempre nello stesso ambito. È di questi giorni l’aut-aut di Cantone. “L’architetto Olivato – afferma - non può essere nello stesso tempo responsabile di area a Camposampiero e assessore a Castelfranco Veneto”. Nella dichiarazione si è deliberato, poi, che il responsabile comunale della prevenzione della corruzione vale a dire il segre-Alberto Beggiolini >albertobeggiolini@gmail.com< tario comunale “diffidi senza indugio l’interessata a optare tra i due incarichi incompatibili entro 15 giorni”. Il sindaco Mac- ’ curioso registrare, ciclicamente, la recrudescencarone aveva provveduto a farla rimanere ma senza posizione za del dibattito su desertificazione o vivibilità dei territori, discussioni animate non sempre da organizzativa affiancandole una figura esterna per alcune nostri ore dati oggettivi, ma spesso da faziosi intendimenti posettimanali senza costi aggiuntivi. Basterà? lemici. La matematica, ovviamente, è un’opinione, Nicoletta Masetto almeno nelle interpretazioni soggettive o politiche dei dati statistici (basti ascoltare, post voto, i commenti dei vari segretari di partito: hanno vinto tutti, È un periodico formato da 14 edizioni locali non mensilmente recapitato a Direzione, Amministrazione e a pag 3Redazione: ha perso nessuno). segue
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oltre 250.000 famiglie del Veneto. Questa edizione raggiunge le zone di Borgoricco, Camposampiero, Loreggia, Massanzago, Piombino Dese e Trebaseleghe per un numero complessivo di 16.500 copie. Iscrizione testata al Tribunale di Venezia n. 1142 del 12.04.1994; numero iscrizione ROC 22120
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Chiuso in redazione il 16 febbraio 2018
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Borgoricco .
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L’intervista Assessore Boesso
“Il mio obiettivo sono le persone” “S
ono stata eletta nel 2014. Nonostante in passato mi fosse stato chiesto di candidarmi, non mi sono mai iscritta ad alcuna lista. Per mia scelta mi sono sempre dedicata alla mia famiglia e ai miei figli. La comunità è però sempre stata importante per me e fin da giovane mi sono impegnata in parrocchia e nel mondo del volontariato”. Così si presenta Gabriella Boesso, Assessore alle Politiche Sociali e Giovanili del Comune di Borgoricco, alla sua prima esperienza amministrativa. È per questo che ha scelto l’assessorato alle Politiche sociali e Giovanili? “Il sociale è un settore che sento mio. Vivo la comunità come una grande famiglia e fin dall’i-
nizio ho cercato di rendere l’istituzione comunale un po’ più umana e veramente al servizio di ogni cittadino. Il mio obiettivo sono sempre le persone, o meglio, il valore che ogni persona ha in quanto tale. Così, quando devo elaborare un progetto vedo i ragazzi come i miei figli, gli anziani come i miei genitori, le famiglie che faticano a conciliare i mille impegni come la mia famiglia. Chi bussa alla mia porta trova una persona disponibile all’ascolto, sia che si tratti di domande, lamentele o richieste di aiuto”. Voci di corridoio dicono che lei ha rivoluzionato molti progetti: è davvero un ciclone di idee? “Non sono una rivoluziona-
L’assessore Gabriella Boesso
“Vivo la comunità come una grande famiglia e ho cercato di rendere l’istituzione comunale un po’ più umana e veramente al servizio di ogni cittadino”
ria per mia natura ma mi piace andare a fondo e impegnarmi al massimo in ogni cosa che faccio. Ho investito molto, ad esempio, nei progetti di inserimento lavorativo. Non mi piace l’idea di parcheggiare dei cittadini in lavori socialmente utili per qualche mese. Ho preferito investire di più e rendere le cooperative e le aziende dei partner affidabili che danno la possibilità di lavorare a persone che cercano un’occupazione, e se ci sono i meriti di essere poi assunti. In questo settore dedico molta attenzione anche all’inserimento o al rein-
serimento lavorativo delle donne che spesso, per i mille impegni familiari, partono svantaggiate nel mercato del lavoro”. E per i giovani quali progetti ci sono in cantiere? “Di anno in anno potenziamo, in collaborazione con l’associazione Il Barco, il percorso per i diciottenni. Le serate informative sulla Costituzione e sui diritti si stanno trasformando in un vero e proprio percorso che li porta a fare un’esperienza di ampia portata su tematiche di loro interesse, come l’uso dei social network, ma anche su settori, come il volontariato, che magari non hanno mai avuto modo di conoscere da vicino e che scoprono invece essere una bella esperienza di vita. Sto inoltre lavorando, in sinergia con gli altri Comuni partner, al potenziamento della piattaforma multimediale Hazart per la valorizzazione dei giovani talenti”. Monia Pasqualetto
Don Baldo ha lasciato il posto a Don Bortignon
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opo dieci anni di servizio Don Giovanni Baldo lascia la guida della parrocchia di San Leonardo. Il sacerdote, destinato dal Vescovo Claudio Cipolla al Duomo di Thiene, è stato salutato dai suoi parrocchiani domenica 4 febbraio, al termine della Santa Messa. A nome dell’intera comunità, l’amministrazione gli ha fatto dono di una piccola chiave d’argento, riproduzione di un’antica chiave ritrovata nel territorio comunale e ora conservata al Museo della Centuriazione romana. A reggere la parrocchia del Capoluogo sarà ora Don Giovanni Bortignon, già parroco nella frazione di Sant’Eufemia da poco più di un anno e mezzo. Nato a Bassano del Grappa, Don Giovanni ha 48 anni e una formazione a stretto contatto con il mondo giovanile. Dopo aver prestato servizio come cappellano nella parrocchia di Camponogara, nel 2000 ha fatto ritorno al Seminario minore come assistente dei ragazzi delle Medie. Cinque anni dopo è stato nominato parroco nell’unità pastorale di Arsiè, in provincia di Belluno, dove è rimasto fino al 2012, anno in cui è stato nominato Rettore del Seminario minore. Nel giugno del 2016, dopo aver conseguito tra l’altro una laurea in Scienze dell’Educazione, è stato scelto dal Vescovo come parroco della Chiesa arcipretale di Sant’Eufemia. Ora, con la nomina a parroco di Borgoricco Don Giovanni sarà chiamato a dividersi tra le due comunità che non diventeranno un’unica unità pastorale ma rimarranno distinte, come parrocchie, sotto il profilo sia pastorale sia amministrativo. (mo.pa.)
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Patrimonio Fiore all’occhiello
Il Museo della centuriazione Romana, un gioiello locale S
ituato al primo piano del Centro civico, opera dell’illustre architetto Aldo Rossi, il Museo della Centuriazione romana rappresenta il fiore all’occhiello del panorama culturale locale. Uno spazio ampio e luminoso, articolato in varie sale che accoglie migliaia di visitatori ogni anno e oltre un migliaio di reperti archeologici, provenienti dal territorio della centuriazione a nord-est di Padova. Nata quasi per caso alla fine degli anni ‘70, da una piccola raccolta di reperti archeologici rinvenuti dagli agricoltori e dagli appassionati locali, la collezione è stata riconosciuta come Museo dalla Regione Veneto nel 1996 e nel corso degli anni ha conosciuto un vero e proprio percorso di crescita qualitativa. Il punto di svolta nel 2009, con la nomina di un direttore scientifico, la dottoressa Silvia Cipriano, che ha portato l’intero complesso ad affermarsi sulla scena nazionale come uno dei più accreditati Musei sulla storia dell’antica Roma. “I reperti che abbiamo in esposizione risalgono prevalentemente all’età romana ma custodiamo anche reperti più antichi - afferma Cipriano -. L’esposizione si articola infatti in quattro sale e due vetrine nel foyer al primo piano che propongono un percorso scientifico, Un vero cronologico e tematico che inizia dalla preistoria e continua analize proprio zando diversi ambiti della vita in viaggio età romana e si conclude con delle testimonianze di insediamento in nella storia epoca medievale e rinascimentale”. comprensibile Un vero e proprio viaggio nella storia strutturato non solo per gli a tutti i addetti ai lavori, ma per essere favisitatori cilmente comprensibile a tutti i visitatori. “La presentazione dei reperti – continua la direttrice - è corredata di pannelli colorati e arricchita da alcune ricostruzioni, come il telaio per la filatura, che rendono i diversi temi affrontati comprensibili a tutti, in particolare ai bambini e ai ragazzi”. In quest’ottica, tutto l’allestimento è stato pensato in prospettiva didattica e un’intera sala è dedicata proprio alle attività e ai laboratori che si rivolgono sia ai visitatori adulti che ai più piccoli, con percorsi specifici per le scuole di ogni ordine e grado. Tutte le proposte sono modulate in base all’età dei partecipanti, con laboratori a carattere prevalentemente ludico per i più piccini fino ad arrivare a laboratori di storia, epigrafia e topografia per gli studenti delle Scuole secondarie di II grado. Per coloro che frequentano l’ultimo triennio delle superiori sono previsti anche progetti di Alternanza Scuola Lavoro. Visite guidate, laboratori ed altre attività vengono inoltre promossi periodicamente nel corso dell’anno per tutti e sono prenotabili anche da gruppi non scolastici.
Torna il 9 marzo l’appuntamento con la tradizionale Mostra del libro
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l via da venerdì 9 marzo la tradizionale Mostra del Libro, giunta quest’anno alla 31° edizione. Organizzata dall’amministrazione e dalla biblioteca comunale, la Mostra sarà allestita nella palestra dell’Istituto comprensivo “G. Ungaretti” e rimarrà aperta al pubblico fino a domenica 18 marzo. L’evento, che registra ogni anno migliaia di visitatori provenienti anche dalle province limitrofe, propone un vasto assortimento di libri, con particolare attenzione alle novità editoriali, a prezzi scontati rispetto al costo di copertina. Per tutta la durata della Mostra, sarà inoltre organizzata una serie di eventi collaterali come labora-
tori creativi per bambini, un’apertura straordinaria del Museo della Centuriazione romana e i tradizionali incontri con gli autori. Tra gli altri, parteciperanno, giovedì 15 marzo alle 17, Gianluigi Nuzzi autore del libro “Peccato originale” e, domenica 11 marzo alle 17.30, Luca Bianchini, autore di “Nessuno come noi”. La Mostra sarà aperta al pubblico tutti i giorni sia in orario mattutino sia pomeridiano. Visto il successo delle scorse edizioni, per favorire una più ampia partecipazione sarà riproposto l’orario continuato nelle giornate domenicali e fino alle 22 il venerdì e il sabato. (mo.pa.)
Monia Pasqualetto
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“La città muore. I cittadini spariscono e i negozi chiudono” Duro attacco del consigliere Zanon. Ma il sindaco replica: “Noi abbiamo fatto investimenti. Fatti e numeri, non chiacchiere da bar!”
“L
a città che muore!”. Con queste dure parole l’ex sindaco, e ora consigliere comunale di minoranza, Domenico Zanon “denuncia” il pericolo dello spopolamento di Camposampiero dove i residenti diminuiscono e i negozi chiudono. “Due notizie che fanno riflettere – dice Zanon -. Il decremento demografico, che è iniziato nel 2014, e la continua chiusura delle attività commerciali sono due dati preoccupanti che sottolineano quanto la nostra città non attragga più e non venga nemmeno scelta per essere abitata. Dispiace constatare che nel centro storico continui la morìa di alcune importanti botteghe, dal fruttivendolo al negozio di vestiti da sposa alla pizzeria, e che un paio di bar siano in vendita, mentre prolifera l’apertura di nuovi centri commerciali alle porte della città”. Il consigliere chiede che fine abbia fatto il progetto-guida di riqualificazione e pedonalizzazione del centro storico che
l’amministrazione comunale aveva promesso. “E’ doveroso far presente che, ad oggi, non risulta realizzato nulla, benché la rivitalizzazione del centro storico fosse stata definita la prima tra le priorità del programma dell’amministrazione in carica – prosegue -. Non possiamo, pertanto, non chiederci cosa sia stato fatto per valorizzare il centro e le piazze come luogo attrattivo e di incontro per promuovere e far conoscere Camposampiero ‘luogo antoniano’. E che dire della fallimentare organizzazione e collocazione del mercatino del venerdì, dell’imposizione della tassa di soggiorno, del mancato decollo dell’auditorium Ferrari, della mancata valorizzazione dei Santuari Antoniani? Altro che “Città che vive”, questa è una Città che muore!”. Alle dure critiche del consigliere Zanon, il primo cittadino replica che al tempo della sua amministrazione, “l’allora sindaco Zanon non ha speso un euro in ope-
re riguardanti il centro storico: nessun investimento, nessun intervento, nulla di nulla – dice Katia Maccarrone –! Noi abbiamo speso già notevoli risorse: ben 700.000 euro (di cui 500.000 di contributi) sono stati investiti su via Cordenons e via Sant’Antonio, vie che erano al buio e prive di sicurezza per i pedoni e che ora sono uno splendido percorso che collega i Santuari con le ville e il cammino di S. Antonio sul Muson dei sassi. Siamo intervenuti con 20.000 euro per sistemare i sampietri-
ni dei marciapiedi che abbiamo ereditato sconnessi e pericolosi, come segnalato da cittadini e commercianti. In questi giorni abbiamo sostituito le lampade del centro con i led (28.000 euro) e ora il centro è più illuminato. Abbiamo già impegnato 46.000 euro per la messa a norma del pian terreno della Torre dell’Orologio e farne un punto turistico informativo. Erano anni che non si facevano interventi del genere. Fatti e numeri, non chiacchiere da bar!”.
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Gloria, le telefonate con i genitori “indispensabili” per l’inchiesta I genitori della giovane morta nel rogo di Londra saranno nuovamente nella City a marzo. La notizia è arrivata in questi giorni. Sono stati chiamati per “cristallizzare”, ossia per fissare punto per punto la sequenza di orari e dettagli di quelle telefonate
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on utili, ma “indispensabili”.I giudici che si stanno occupando del rogo alla Grenfell Tower (grattacielo di 24 piani nel quartiere North Kensington a Londra interamente distrutto dalle fiamme il 14 giugno dello scorso anno) in cui persero la vita Gloria Trevisan e Marco Gottardi, non hanno avuto alcun dubbio. Le conversazioni tra Gloria e i suoi famigliari vengono definite con un unico aggettivo: “indispensabili”, appunto. In altri termini, determinanti per la ricostruzione non solo delle ultime ore di vita dei due giovani, ma anche per stabilire eventuali e precise responsabilità, inadempienze e mancanze proprio in quei momenti cruciali in cui, forse, qualcosa di più doveva e si poteva fare. I genitori di Gloria saranno nuovamente a Londra a marzo. La notizia è arrivata in questi giorni. Sono stati chiamati per “cristallizzare”, ossia per fissare punto per punto la sequenza di orari e dettagli di quelle telefonate, fornita in prima battuta nel corso della deposizione davanti ai giudici londinesi lo scorso dicembre. Con loro ci sarà l’instancabile legale dei Trevisan, l’avvocato Maria Cristina Sandrin, padovana di origine veronese di adozione, la prima a essere accorsa a Londra, subito dopo
il rogo, inviata proprio dai famigliari. Proprio lei ha cercato di proteggere, in quei momenti, la famiglia facendo da intermediaria e portavoce con le richieste legittime di notizie da parte di stampa e tv. Una vicenda professionale, ma anche umana quella dell’avvocato Sandrin impegnata, in questa vicenda, su più azioni legali. “Le conversazioni tra Gloria e la famiglia durano, in verità, circa quattro ore. Non sono continue, ma intermittenti – spiega l’avvocato Sandrin -. Quelle però utilizzabili, e dunque ammesse al processo attualmente in corso, sono solamente quelle registrate, complessivamente hanno una durata di mezz’ora. I giudici le ritengono indispensabili, come ci hanno detto. A marzo torneremo a Londra con i famigliari. Ci vorrà almeno un intero giorno per ‘cristallizzare’, vale a dire analizzare e approvare passaggio dopo passaggio, la sequenza che queste registrazioni evidenziano: per esempio, il tempo trascorso tra un primo allarme e le istruzioni per un’eventuale evacuazione mai arrivate. E, in mezzo, emergono, dalle voci e non solo, le condizioni dei ragazzi che via via peggiorano. Riascoltarle è, ogni volta, un dolore immenso. Ma lo si fa perché vogliamo, e non solo noi, arriva-
Gloria Trevisan e Marco Gottardi
re alla verità”. Su qualcosa, comunque, c’è già chiarezza: i pannelli esterni usati per il rivestimento dell’edificio andati a fuoco in una manciata di minuti.”Si tratta di materiali che in Italia usavamo addirittura più di trent’anni fa, pericolosi, inadeguati e fuorilegge” afferma Sandrin che della materia se ne intende visto che, come professionista, collabora da tempo con l’Ance, l’associazione nazionale dei costruttori edili. “A breve come ufficio legale promuoverò una richiesta di risarcimento danni nei confronti della ditta americana produttrice di quei pannelli evidentemente non in regola con le norme previste in materia di sicurezza nelle costruzioni”. Nicoletta Masetto
Teatro e social network a scuola
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opo il successo delle prime due edizioni, riparte“Selfie Teatro e social network”. Il laboratorio teatrale è rivolto a studenti delle scuole di Padova e Rovigo e vuole stimolare nei ragazzi una riflessione sull’uso delle nuove tecnologie e sulla dipendenza che talvolta ne può derivare. Il progetto è curato dagli attori Gianni Bozza e Loris Contarini della compagnia TOP - Teatri Off Padova e vincitore di “Attivamente 2017-2018”(promossa e sostenuta dalla Fondazione Cariparo). Per l’anno scolastico in corso, la nuova avventura vedrà i due attori e formatori incontrare altre 40 classi, 22 scuole, e un complessivo di 900 ragazzi. Il progetto farà tappa, oltre che ad Adria, anche a Padova, Rovigo, Piove di Sacco, Camposampiero, Montagnana, Badia Polesine, Castelmassa, Sant’Apollinare. Durante gli incontri, due per ciascuna scuola, con l’aiuto di alcune tecniche ed esercizi teatrali, i ragazzi sono sollecitati a raccontare di sé ai coetanei e poi ad analizzare insieme il modo e le parole da loro scelti per farlo, nonché i messaggi arrivati agli altri partecipanti. Ma cosa succede quando però la piazza, anziché essere quella reale,
Infrastrutture Servizi
Pedalando sulla bici in sicurezza I
n sicurezza la mobilità debole a Campo- sistema importante di piste infrastrutturali sampiero. Firmato il decreto dalla Prodi collegamento. Questo progetto conferma vincia di Padova per la realizzazione di una che quando tra le istituzioni c’è la volontà passerella ciclo-pedonale sulla canaletta Ba- di fare qualcosa di importante per il territolestra. rio si riesce a collaborare in modo positivo, A Camposampiero sono in corso i lavori di a vantaggio di tutta la comunità. Questa, in completamento della pista ciclabile dei “San- particolare, è una delle aree economicamente tuari Antoniani” che collega via Fermi con più dinamiche della provincia e richiede un via Ponzian, lungo un percorsupporto adeguato di serviso parallelo al corso d’acqua zi e infrastrutture. È un’area l’opera, una denominato “Canaletta Baleche racchiude ancora enorvolta ultimata, stra”. L’opera, una volta ultimi potenzialità e sulla quale mata, consentirà di creare un l’amministrazione provinconsentirà di percorso pedonale sicuro e punta per uno sviluppo creare un percorso ciale protetto tra il parcheggio deldel settore turistico, in partipedonale sicuro colare per quanto riguarda il la Rfi e l’ospedale. In questo modo sarà decongestionato il turismo ambientale e religioe protetto tra il posteggio esistente di fronte so. Il Camposampierese è caparcheggio della ratterizzato da una profonda all’ospedale lungo via Cosma, e allo stesso tempo verranno tradizione religiosa fondata Rfi e l’ospedale facilitati gli accessi all’area dei sulla figura di Sant’Antonio. Poliambulatori. E, come Padova, vanta un’ec“Il tema delle piste ciclabili e della mobilità cellenza nel campo dell’assistenza medica, debole - ha detto il presidente della Nuova grazie all’importante struttura sanitaria che Provincia di Padova, Enoch Soranzo - mi sta sarà valorizzata da quest’opera”. molto a cuore. Negli ultimi dieci anni abbiaIl Comune di Camposampiero ha già otmo realizzato e messo in rete sul territorio un tenuto il parere favorevole sulla fattibilità
Il presidente della Nuova Provincia di Padova Enoch Soranzo
dell’opera da parte della Regione Veneto, proprietaria dell’area interessata, e dal Consorzio Acque Risorgive, gestore del corso d’acqua. Il costo complessivo previsto è di 115mila euro, cui la Provincia di Padova parteciperà con un cofinanziamento di 25mila euro, il Comune di Camposampiero con 50mila euro e l’Ulss 6 con 40mila euro. Lorena Levorato
della propria classe o del gruppo di amici, diventa quella virtuale? È intorno a questo interrogativo che si articolano le due giornate di confronto e laboratorio con l’obiettivo di sviluppare nei ragazzi il senso dell’“identità”, una riflessione sul valore della propria dimensione personale e privata come parte preziosa di sé -e dunque sulla necessità di proteggerla. Al termine del laboratorio, ai ragazzi è chiesto sempre di scrivere in forma anonima cosa portino con sé dell’esperienza vissuta e di cosa, invece, si vogliano liberare rispetto al loro rapporto con i social, le nuove tecnologie, gli altri.
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Camposampiero .
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“Candidata? No, resto nel territorio” Il sindaco Maccarone ha declinato l’invito a candidarsi alle elezioni del 4 marzo. “Ringrazio per la fiducia e la stima. Ho ritenuto che il mio impegno vada dedicato al ruolo che ricopro”
“R
ingrazio tutti coloro che mi avevano chiesto la disponibilità a candidarmi nel nostro colle¬gio dell’Alta padovana, per la fiducia e la stima che mi hanno dimostrato”. Così il sindaco di Camposampiero Katia Maccarrone spiega le ragioni che l’hanno spinta a rifiutare la proposta di candidarsi in vista delle elezioni. Per il primo cittadino il impegno principale resta quello di occuparsi del proprio Comune. “In questo momento ho ritenuto che il mio impegno vada dedicato al ruolo che ricopro, quello di sindaco del quale sono sta¬ta investita dai miei concittadini. Mi auguro che ci sia partecipazione al voto, perché scegliere è un nostro diritto e dovere”. E gli impegni in scadenza per la giunta Maccarrone quest’anno sono già molti. “Il 2018 darà il via ad opere importanti, attese da tempo: il parcheggio di Rustega è in procinto di partire; l’incrocio di Ca Boldù avrà la sua rotato-
ria grazie alla collaborazione con Pro¬vincia e Regione, si sta provvedendo alla messa in sicurezza per pedoni e ciclisti, soprattutto ra¬gazzi, all’altezza dell’immissione di Via Straelle su Via Bonora attraverso il ponte sul Muson dei Sassi. E poi due buone notizie sono arrivate grazie a finanziamenti statali. Con grande soddisfazio¬ne abbiamo avuto conferma di essere inseriti per l’ex-liceo nella graduatoria statale “Scuole sicure”: colgo l’occasione per ringraziare quan¬ti operano nelle nostre scuole di ogni ordine e grado. A fine anno è anche giunta, dal governo centrale, l’assegnazione di un contributo per il restauro della Torre dell’Orologio, grazie al ban¬do “Bellezza”. Un buon passo avanti per il nostro centro storico”. Per quanto riguarda il Comune, prosegue un’at¬tività intensa, volta a dare risposte alle tante necessità del territorio. “Il 2017 ha visto l’avvio dei lavori della tanto
Il municipio di Camposampiero e il sindaco Katia Maccarone
attesa pista ciclabile di via Corso, il rifacimento del tetto della palestra Don Bosco con eliminazione dell’a¬mianto, la sistemazione della mensa scolastica per i nostri ragazzi, il completa¬mento dei lavori di Via Cordenons, la messa in sicurezza idraulica del sottopasso di Centoni e della zona di Casere”. Ma c’è un’ombra che aleggia anche sul Comune di Campo-
sampiero e riguarda i costi dei servizi sociali delegati all’Ulss. “Il superamento delle vecchie Ulss ha messo in crisi il nostro sistema sociosanitario che, come ex-Ulss 15, si basava fin dagli anni Settanta su una forte interazione tra sanitario e sociale. Oggi ci viene chiesto di separare i due aspetti e di aumentare la quota per abitante di 15 euro, una cifra inaspettata e insostenibile per i no-
Cercasi sponsor per l’area giochi inclusiva
A
aa cercasi partner per realizzare il parco inclusivo per bambini a Camposampiero. L’amministrazione comunale ha infatti pubblicato un bando per selezionare un partner pubblico o privato che voglia realizzare a propria cura e spese i lavori per il completamento del parco nell’area di 12mila metri quadrati dell’ex Ecocentro di via Albarella, e adatto per far giocare anche i bambini con ridotta capacità motoria. Si tratta di trovare un soggetto che si prenda l’incarico di posizionare delle giostrine e tutti gli arredi adatti anche per i bambini disabili, oltre a realizzare un’adeguata pavimentazione sicura e antitrauma. Per completare un’altra parte del parco è anche stato chiesto un finanziamento alla Cariparo per la fornitura di altre quattro giostrine. L’idea di avere a Camposampiero un’area di giochi cosiddetta inclusiva, ovvero utilizzabile anche dai bambini con ridotta capacità motoria, è di una coppia di genitori, Silvia Salvalaggio e Giuseppe Zella, mamma e papà della piccola Sofia, volata in cielo ad aprile del 2015 a soli 3 anni a causa di una malattia neurodegenerativa incurabile. Silvia e Giuseppe, anche in ricordo della loro piccola, hanno deciso di impegnarsi per poter avere nella loro città un parco senza limiti e ostacoli che possano impedire ai bambini di giocare in autonomia, eliminando ogni possibile discriminazione, e cercando di alleviare, seppur in minima parte, il dolore della malattia o della disabilità. La coppia ha così fondato l’associazione Onlus “Giochiamo con Sofia” che partecipa a molti eventi di beneficienza e solidarietà per raccogliere fondi al fine di realizzare questo straordinario obiettivo. (lo.le.)
Un momento della sfilata
Successo per il Carnevale Pubblico festoso e numeroso in occasione della festa in piazza a Camposampiero. Le piazze e vie del centro storico domenica 28 gennaio sono state invase da cittadini e spettatori che hanno atteso il passaggio dei
carri allegorici al primo evento di Carnevale che di fatto ha dato il via alle sfilate allegoriche dell’Alta Padovana. “La manifestazione, organizzata dalla Pro Loco, in collaborazione con l’amministrazione comunale e il gruppo dei volontari delle associazioni cittadine - ha spiegato l’assessore alle Associazioni e manifestazioni Carlo Gonzo - ha visto il passaggio di 14 carri mascherati di eleva-
stri bilanci (per Camposampiero sarebbero 180.000 euro). Come sindaci di tutta l’Alta padovana, ci siamo rivolti alla Regione Veneto per¬ché intervenga a sostegno del nostro sistema, unico in tutta la regione, che da sempre garantisce risposte per disabilità, minori e assistenza in modo eccellente. Siamo in attesa di risposte concrete”. Lorena Levorato
ta qualità e ricercata lavorazione della carta pesta, inoltre dotati di un’ottima movimentazione meccanica che animavano le grandi figure dei personaggi che componevano il tema del carro. Tra i carri allegorici presenti alla sfilata, 2 erano in rappresentanza della città di Camposampiero. Il comitato Centoni ha presentato “In sella al serpente” con tema l’India e in suoi incantatori di serpenti e dopo molti anni d’assenza il ritorno al mondo del carnevale del comitato Casere con il carro dedicato al cartone animato Cars”. Impeccabile la macchina organizzativa che quest’anno che visto le nuove normative sulla sicurezza. I volontari della Pro loco molto ben coordinati tra loro, a tutela della sicurezza dei partecipanti hanno provveduto a chiudere le strade utilizzando tombotti di cemento armato e con mezzi meccanici posizionati tutti i varchi del percorso della colorata carovana festante. “Ringrazio il comando dei carabinieri e polizia locale per il supporto nella viabilità e sicurezza – ha aggiunto l’assessore Gonzo – e la Protezione civile per il servizio di emergenza sanitaria e tutti i volontari che hanno fatto da servizio al transito dei carri. L’appuntamento è per l’anno prossimo”. Lorena Levorato
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Loreggia .
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Premiati gli studenti meritevoli. Bui: “Cercate il meglio per voi e gli altri” Festa della scuola 2018: premi a 50 studenti per i risultati scolastici. “Impegnarsi nella palestra più bella della vita che è la scuola”
F
esta della Scuola 2018: premiati 50 giovani studenti di Loreggia per i risultati scolastici. “Un momento semplice ma dal significato intenso - ha detto il sindaco Fabio Bui - ai nostri studenti abbiamo voluto dare un chiaro messaggio: non accettare o abituarsi al “già fatto”, ma essere sempre alla continua ricerca del meglio per sè e per gli altri. E il meglio lo si raggiunge impegnandosi nella più bella palestra di vita che è la scuola”. In una società sempre più globalizzata è fondamentale che gli alunni trovino un adeguato supporto e incoraggiamento nel perseguire i propri sogni e coltivare i propri talenti. Scuola, famiglia e territorio, insieme, hanno un ruolo centrale nell’educare i giovani a imparare ad aprirsi al mondo e agli altri, accogliendo in modo consapevole culture diverse. Nell’Istituto Comprensivo di Loreggia-Villa del Conte, gli alunni imparano a leggere il loro territorio attraverso le discipline scolastiche e facendo esperienze di cittadinanza attiva, che li aiutano a diventare sempre più autonomi e responsabili. “L’offerta formativa delle nostre scuole spazia dalla storia, all’arte, alla musica, all’ambiente, alle lingue straniere, allo sport, sviluppano nei bambini e nei ragazzi una crescita completa della loro personalità - ha aggiunto il primo cittadino -. In particolare la scuola secondaria di primo grado “A. Canova” ha attivato percorsi interdisciplinari, educativi e didattici come “Coltivare bellezza”, un progetto che avvicina i giovani alla conoscenza della profondità storica, artistica, ambientale, culturale e geografica di Loreggia; “Tzunami” un progetto che prevede un ciclo di incontri dedicati a vedere insieme di sera, adulti e ragazzi, film sulla preadolescenza, a commentarli a scuola, e poi a portare a casa dubbi e domande con cui rendere animate di problematiche profonde le discussioni in famiglia, nei gruppi amicali, nelle varie formazioni sociali; percorso potenziato di inglese, che consente approfondimenti linguistici, recupero, preparazione alla certificazione Trinity. Il nostro Istituto ascolta
attentamente i giovani ed è sempre pronto, in collaborazione con tutte le agenzie del Territorio, ad organizzare incontri con esperti di alto profilo, per rispondere ai loro bisogni e per aiutarli in modo inclusivo a coltivare bellezza e armonia dentro e fuori dalla scuola”.
Un momento della premiazione
Arrivati i migranti
Lorena Levorato
Sono arrivati i migranti nella parrocchia di Loreggia. In collaborazione con la Caritas diocesana di Treviso, che comprende anche la chiesa di Loreggia, attualmente sono ospitati due senegalesi e sono stati presentati alla comunità in occasione della “Giornata mondiale del migrante e del rifugiato”. “Il “Gruppo di accoglienza parrocchiale” – ha spiegato don Leone Cecchetto nel bollettino parrocchiale - li accompagna nel cammino di inserimento e bisogna riconoscere che finora l’esperienza procede positivamente: i due ragazzi stanno migliorando l’apprendimento dell’italiano e si stanno muovendo per cercare lavoro. Si sono resi disponibili anche a qualche lavoretto di volontariato qui in parrocchia e nel territorio. Confidiamo che l’impegno di tutti possa portare buoni frutti. Senza pretendere di risolvere tutti i problemi dei profughi di oggi, anche noi vogliamo dare un contributo alle iniziative di accoglienza perché, come cristiani, non vogliamo essere sordi e ciechi di fronte alle tragedie del mondo di oggi. Vogliamo porre un segno, anche se modesto, per dire che l’accoglienza, fatta in un certo modo, rende possibile una convivenza nella pace”. (lo.le.)
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Loreggia .
Inaugurazioni Lascito della contessa Gina Anna
La biblioteca fa rivivere Villa de Portis R
ivive Villa De Portis. Dall’1 febbraio è operativa la nuova restaurata Villa dove è stata allestita la nuova sede della biblioteca comunale. I libri sono stati sistemati nei locali al piano terra e nell’intera area della barchessa, mentre il primo piano e il sottotetto ospitano degli spazi espositivi degli oltre 100 quadri della collezione d’arte appartenuta a Narciso Ganzina, benefattore di Loreggia e fondatore della banda Aurelia. 14 anni fa, all’età di 80 anni, è
il primo piano e il sottotetto ospitano degli spazi espositivi degli oltre 100 quadri della collezione d’arte di Narciso ganzina, benefattore di loreggia e fondatore della banda aurelia mancata la contessa Gina Anna De Portis che ha donato al Comune di Loreggia Villa De Portis, la casa dove la nobildonna aveva vissuto. La famiglia De Portis, originaria di Cividale del Friuli,si trasferì a Loreggia quando Carlo De Portis, nonno della contessa Anna, assunse l’incarico di medico condotto del paese. Nel 1883 De Portis collaborò con Leone Wollemborg, di cui era amico, alla fondazione della prima Cassa rurale italiana con l’incarico di sindaco-capo. La nipote Anna ereditò dal nonno il titolo nobiliare e visse a Loreggia una vita riservata. Un anno prima della sua tragica morte sulla strada a pochi passi da casa, aveva deciso di donare al Comune di Loreggia le sue proprietà, il palazzo, la barchessa e i terreni adiacenti. Con precise indicazioni sulla loro destinazione. Il restauro conservativo ha riguardato la messa in sicurezza dell’intero edificio e la sistemazione della barchessa. Le opere di restauro sono state interamente finanziate con fondi del Comune e con i contributi del Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale e della Fondazione Cassa di risparmio. Lorena Levorato
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Assegno per il lavoro: corsi all’Enaip
A
nche Enaip Veneto rientra tra i soggetti accreditati per la sperimentazione dell’Assegno per il Lavoro per la ricollocazione di lavoratori disoccupati, finanziato dalla Regione Veneto con 15 milioni di euro. Questo provvedimento promuove un intervento innovativo, denominato Assegno per il Lavoro (AxL), per realizzare servizi personalizzati, tempestivi ed efficaci a sostegno dell’occupazione. Nel concreto, si tratta di azioni di politica attiva volte ad incrementare l’occupazione di lavoratori attualmente disoccupati. L’assegno per il lavoro è un titolo di spesa che dà al cittadino disoccupato il diritto di ricevere determinati servizi di assistenza alla collocazione/ricollocazione al lavoro. Il titolo viene rilasciato, previa richiesta dell’interessato, dal Centro per l’Impiego del paese dove il lavoratore ha comunicato il proprio domicilio. Attraverso le sedi e i collaboratori di Enaip Veneto le persone possono essere accompagnate a trovare una nuova opportunità di lavoro, grazie ai diversi tipi di
formazione che vengono proposti: amministrazione, finanza e controllo; corsi di lingua, ristorazione, marketing, sicurezza, tecnologie industriali, saldatura e restauro. Per informazioni e contatti: Provincia di Padova, Cittadella: Arianna Francato (arianna.francato@enaip. veneto.it), Conselve e Piove di Sacco:Francesco Lazzarin (francesco.lazzarin@enaip.veneto. it), Padova e Piazzola sul Brenta: Nicola Bettin (nicola.bettin@ enaip.veneto.it).
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Massanzago .
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Fondi per i luoghi dimenticati A Massanzago è stato individuato nell’ambito dell’iniziativa Bellezza@ l’oratorio della Madonna del Carmine, per il quale è stato annunciato un finanziamento di quasi 200mila euro
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’è anche Massanzago tra gli otto finanziamenti destinati da Roma per il recupero di luoghi dal forte valore culturale della provincia di Padova. I fondi fanno parte dell’iniziativa “Bellezza@ – Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati” lanciata un anno e mezzo fa dall’allora premier Matteo Renzi. Con questo progetto, il Governo Gentiloni ha messo a disposizione un fondo di 150 milioni di euro per finanziare interventi di recupero o restauro di luoghi culturali oppure per realizzare progetti culturali particolari. Sono stati 8 mila i luoghi e i progetti segnalati in tutta Italia. Nei giorni scorsi è stata pubblicata la graduatoria finale che vede impegnati tutti i 150 milioni di euro su un totale di 273 progetti in tutta Italia. A Massanzago è stato individuato l’oratorio della Madonna del Carmine, che si trova nella frazione di Zeminiana all’incrocio tra via Stradona e via Zemi-
L’oratorio della Madonna del Carmine (foto del Comune di Massanzago)
Soddisfatto il sindaco Scattolin, “ma aspettiamo il decreto per l’assegnazione vera e propria e il timbro ministeriale”
Un territorio disseminato di oratori votivi
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ono numerosi oratori votivi e sacelli disseminati in tutto il territorio. Tra questi, all’estremità orientale di Villa Baglioni, sede municipale, c’è quello dedicato alla Beata Maria Vergine del Rosario. Sarebbe datato 1634. Sotto la proprietà dei conti Baglioni, la cappella gentilizia si abbellì del trittico marmoreo sopra l’altare maggiore (forse attribuibile alla scuola del Bonazza e che raffigura la Vergine col Bambino, la Fede e la Prudenza) e della lavorazione a stucchi (che chiude la volta a crociera del soffitto, opera di Antonio Zucchi). Il Comune ha voluto dedicarlo anche agli eroi dei conflitti mondiali: ogni 4 novembre vi si svolge la commemorazione dei caduti per la Patria. Ma il più antico tra gli oratori è quello che apparteneva alla nobile famiglia Zorzi, nominato fin dal 1330 e dedicato a S. Maria Assunta (forse già esistente nell’anno Mille come originario battistero della pieve di Rustega), ora inglobato nelle sue forme ottocentesche nell’estesa proprietà di Villa Savardo-Vittadello. Altro oratorio quello dedicato alla Madonna Addolorata, già alla Madonna della Neve, posto quasi sull’argine nord del fiume Muson Vecchio, ultimo resto dell’antica Villa Moro-Fabbro-Mamprin. L’oratorio di Villa Facoli-Rinaldi, eretto nel 1731 da due sacerdoti, è dedicato alla Madonna Immacolata. Ereditato nel XIX secolo dall’arciprete di Rustega, passò poi alla benefattrice Teresa Marzin che lo donò alla parrocchia di Massanzago. A Sandono vi è l’Oratorio Picchini(dedicato all’Annunciazione della Beata Vergine Maria, che è stato restaurato nel 1986 dalla comunità) e a Zeminiana la cappella gentilizia di Villa Zorzi-Silvestri-Malvestio. (ni.ma.)
nianella, per il quale è stato annunciato un finanziamento di quasi 200mila euro (per l’esattezza 196.700 euro). Soddisfatto il sindaco Stefano Scattolin che, comunque, si dimostra cauto: “Per ora si è trattato di un annuncio, vale a dire la commissione ha stilato un elenco con gli inter-
venti selezionati a fronte di tante richieste – spiega il primo cittadino –. Ma a questa individuazione deve seguire un’assegnazione vera e propria che, a sua volta, per essere effettiva e ufficiale necessita di un apposito decreto ministeriale. Al momento questo decreto non c’è ancora, lo stiamo
aspettando”. In Veneto sono stati in totale 28 i progetti finanziati: uno a Rovigo, uno a Venezia, tre a Vicenza, quattro a Treviso e a Belluno, sette a Verona, otto a Padova. Nella zona del Camposampierese, oltre all’oratorio della Madonna del Carmine è stato finanziata con 310 mila euro la Torre dell’Orologio a Camposampiero. Le candidature erano state avanzate sia dagli enti locali, quindi in molti casi dai Comuni, ma anche da movimenti di cittadini, dunque con una forte mobilitazione da parte delle realtà locale in difesa, appunto, di bellezze spesso nascoste alle quali si legano storia, identità e patrimonio artistico di un territorio. Nicoletta Masetto
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IL DIRITTO DI CAMBIARE
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Massanzago
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Sicurezza Videosorveglianza
Telecamere pronte a riaccendersi R
imettere in funzione l’intero impianto di videosorveglianza del Camposampierese. Vale a dire 43 postazioni fisse e 11 mobili che avrebbero dovuto monitorare il territorio. Il condizionale è d’obbligo visto che, sino a oggi, la videosorveglianza è stata, un flop. Ben diversa la traduzione pratica rispetto agli intenti originari. Non essendo stata eseguita, negli anni, la dovuta manutenzione gli impianti hanno finito per non funzionare. Due di queste telecamere si trovano anche a Massanzago. “La prima in zona centrale nell’area del municipio – spiega il sindaco Stefano Scattolin –, la seconda, in via Cavinazzo nella zona degli impianti sportivi. Le telecamere erano
state installate circa una decina d’anni fa e, all’epoca, erano funzionanti. Poi, però, non essendo stati eseguiti manutenzione e necessari adeguamenti, non sono più state operative. All’epoca, ad esempio, per trasmettere i dati si utilizzavano ponte radio; oggi, ovviamente, quel sistema sarebbe obsoleto, il problema è che non è mai stato sostituito o aggiornato. Ora come Federazione abbiamo deciso di procedere con celerità. La questione manutentiva, del resto, si riproporrà identica, poi, dopo l’implementazione: per questo dovrà essere un imperativo”. I tecnici di Asi dovranno eseguire adeguamento, manutenzione e implementazione dell’impianto esistente
Un impianto di videosorveglianza
installate una decina d’anni fa, all’epoca erano funzionanti. Poi, però, senza manutenzione e adeguamenti, non sono più state operative
così da rimettere in funzione sia le postazioni fisse sia quelle mobili: entrambe dovrebbero, finalmente, funzionare 24 ore su 24. Un intervento in cui i sindaci dei vari comuni che compongono la Federazione del Camposampierese credono molto, tanto da aver investito i 180mila euro di avanzo di amministrazione derivati dal bilancio 2016. Questa la suddivisione territoriale delle altre
postazioni: due a Trebaseleghe e due a Piombino Dese; 8 a Camposampiero, 7 a Loreggia, 6 a Borgoricco, 4 ciascuna a San Giorgio, Santa Giustina, Villa del Conte, Villanova e Campodarsego. All’interno dello stesso progetto sono stati individuati i luoghi sensibili nei quali potenziare il “grande occhio” capace di monitorare quanto avviene sul territorio. Nicoletta Masetto
La casetta dell’acqua chiude i rubinetti installata nel 2016, chiude dopo 2 anni perchè non c’è
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emmeno due anni di vita per la “casetta dell’acqua”. Arrivata a marzo 2016, la ditta lombarda che ne aveva effettuato l’installazione e curava la gestione, nei giorni scorsi ha deciso di recedere dalla convenzione e togliere così la casetta. Il motivo, già fatto presente lo scorso anno, sarebbe l’insussistenza delle condizioni economiche minime di redditività. La casetta consentiva di rifornirsi di acqua da bere a 5 centesimi al litro (naturale o gasata). Ubicata in via Roma, era stata data in comodato d’uso dal Comune alla ditta di Lecco che ha aveva ottenuto il permesso di posizionarla, accollandosi gli oneri di allacciamento. Costo zero per il Comune e un’opportunità di risparmio per i cittadini, oltre alla sicurezza di bere acqua microfiltrata e sterilizzata. Per approvvigionarsi, serviva una scheda acquistabile nelle rivendite segnalate sulla casetta. La ditta, che pagava un importo annuo di oltre 1.100 euro come contributo oltre alla tassa di occupazione del suolo pubblico, alla fine ha deciso di recedere proprio perché non redditizia a causa dello scarso utilizzo. (ni.ma.)
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Promozione del territorio Nasce un marchio ad hoc
Sile, un patto di ferro per rilanciare il turismo I
l fiume che unisce. È il Sile, il corso d’acqua di risorgiva più lungo del mondo. Proprio attorno al questo fiume, ricco di acqua, ma anche di natura, storia ed eccellenze enogastronomiche, è stato stretto un patto di ferro per il rilancio dell’area. A stringersi insieme ben cinque Comuni che, grazie al Sile, son più vicini di quanto sembri: il padovano Piombino Dese e i trevigiani Vedelago, Piombino Dese, Morgano, Quinto di Treviso e Istrana.
“Noi puntiamo, in particolare, a un progetto immediato: la riapertura di un’antica carrareccia che porta dalla vecchia tratta ferroviaria ostiglia a levada e proprio alle sorgenti del Sile” Hanno deciso di mettersi insieme con un unico obiettivo: rilanciare il turismo locale all’insegna della gastronomia e dei siti artistici d’interesse. Lo faranno attraverso un logo ben riconoscibile: il marchio “Alto Sile”. Piombino Dese è direttamente chiamato in causa visto la sua posizione baricentrica: le risorgive si trovano proprio tra Casacorba (Treviso) e Torreselle, frazione di Piombino Dese. Tra le eccellenze indicate da subito, nell’accordo siglato qualche giorno fa all’ex oratorio di Badoere, la villa palladiana Cornaro e villa Ca’ Marcello a Levada. A sottoscrivere il patto c’era il sindaco di Piombino Dese, Cesare Mason. “Siamo davvero orgogliosi di aver aderito al marchio “Alto Sile” perché la nostra posizione di confine ci avvicina molto alla provincia di Treviso – spiega il primo cittadino –. Noi puntiamo, in particolare, a un progetto immediato: la riapertura di un’antica carrareccia che porta dalla vecchia tratta ferroviaria Ostiglia a Levada e, quindi, proprio alle sorgenti del Sile. Esse rappresentano un patrimonio straordinario proprio come
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Piombino . Dese
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le ville venete, la ciclovia TrevisoOstiglia, il radicchio, l’asparago igp. Tutte eccellenze presenti nel nostro territorio che sono motivo di grande attrattiva turistica”. Grande soddisfazione anche per l’assessore a Promozione Turistica, Coretta Bergamin. Per entrambi non sussiste alcun conflitto con il marchio di rilancio “Valle Agredo” voluto dalla Federazione dei Comuni del Camposampierese. Nicoletta Masetto
Sostenibilità e valorizzazione delle eccellenze
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urismo sostenibile e promozione delle eccellenze rurali e gastronomiche: queste le parole d’ordine del nuovo marchio d’area “Alto Sile”. La sigla: a fine gennaio. I protagonisti: a firmare l’accordo i sindaci di Piombino, Istrana, Badoere, gli assessori al turismo e all’ambiente di tutti e cinque i Comuni, l’assessore regionale Nazzareno Gerolimetto e Roberto Fava, consigliere con delega alla Cultura e al turismo per la Provincia di Treviso. Il luogo: l’antico oratorio di S.Antonio a Badoere. L’obiettivo: il marchio vedrà lavorare insieme cinque realtà, unite nella promozione integrata del territorio rurale, paesaggistico e culturale della zona. Qualche dato? La provincia di Treviso avrebbe accolto, nel 2017, oltre 2,2 milioni di turisti. A fronte delle statistiche, e non solo, appare chiara la necessità, come hanno sottolineato i firmatari, di offrire pacchetti turistici che attraggano i visitatori convincendoli a rimanere nel territorio esplorando, ad esempio, alcune zone molto
suggestive dal punto di vista naturalistico o, ancora, percorsi ciclo-pedonabili insoliti come quello lungo la Treviso-Ostiglia (il più lungoin Europa sul tracciato di una ex ferrovia), magari assaggiando cammin facendo prodotti locali di riconosciuta eccellenza come il radicchio di Treviso o l’asparago di Badoere. Tra le altre eccellenze: Villa Emo di Vedelago, le sorgenti del Sile di Casacorba, le ville venete di Piombino Dese, Villa Lattes di Istrana, la Rotonda di Badoere, le bellezze di Quinto di Treviso. Un mix pazzesco, tra bellezze artistiche ed enogastronomiche, che in tanti vorrebbero avere a casa propria. (ni.ma.)
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Piombino . Dese
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Disabilità Esposizione itinerante
Una mostra sulle tecnologie compensative per i ciechi Una macchina di lettura realizzata a Boston per l’artista Stevie Wonder, i primi videoingranditori californiani, e la produzione di un computer braille realizzato agli inizi degli anni ’80 dai ricercatori dell’Olivetti. Questi alcuni degli strumenti in esposizione all’interno del Museo delle Tecnologie Compensative per la vita indipendente dei ciechi e degli ipovedenti. Una prima mostra, che diventerà itinerante, è stata aperta al pubblico in Villa Fantin (sede della
raccolta degli strumenti che hanno segnato l’evoluzione tecnologica dell’ultimo secolo –spiega lo stesso Cervellin che è anche presidente della Fondazione Lucia Guderzo onlus, in ricordo della moglie, che ha realizzato il mu-
seo -. Tra le tecnologie esposte, le prime macchine da scrivere (dattilobraille), l’Optacon, uno strumento che permette di riprodurre tattilmente la scrittura, una macchina di lettura realizzata a Boston per l’artista Stevie Won-
der, i primi videoingranditori californiani, e la produzione di un computer braille realizzato agli inizi degli anni ’80 dai ricercatori dell’Olivetti. Un totem con filmati d’epoca illustra il funzionamento degli strument9. (ni.ma)
Oltre trecento 300 i ragazzi con i loro insegnanti hanno visitato il museo e che, su quanto visto e sulle tematiche della disabilità, hanno partecipato anche ad alcuni laboratori. Il 21 febbraio alle 18 nella la sala Aldo Moro a Piombino Dese ci sarà la premiazione del concorso istituito dalla Fondazione Lucia Guderzo Onlus in occasione della giornata internazionale del Braille. Nove classi del comprensorio di Piombino stanno svolgendo lavori molto interessanti sul tema della multisensorialità. Hanno approfondito, con visite al museo delle tecnologie per i ciechi e gli
È on-line il nuovo lapiazzaweb.it Il nuovo portale di informazione locale, con oltre 15.000 notizie del tuo territorio, sempre aggiornate! Seguici su www.lapiazzaweb.it La Piazza Web e su
La presentazione della collezione
Biblioteca comunale) a Piombino Dese con il patrocinio del Comune. A inaugurarla il sindaco Cesare Mason insime con Davide Cervellin, imprenditore alla guida di Tiflosystem, azienda leader nelle soluzioni per la vita indipendente delle persone cieche, ipovedenti, con disabilità motorie e della comunicazione, egli stesso non vedente. “Il Museo delle Tecnologie Compensative per la vita indipendente dei ciechi e degli ipovedenti è una
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oltre 300 ragazzi in visita, per riflettere sulla disabilità
ipovedenti, come si può avere vita autonoma senza un senso primario come la vista. Il 15 gennaio le cinque classi della locale prima media hanno potuto fare l’esperienza della merenda completamente al buio in “Dark on The Road”. Un momento che ha particolarmente colpito i ragazzi che hanno voluto preparare un contributo video presentato in occasione della serata del 21 febbraio. (ni.ma.)
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Trebaseleghe XXXXX .
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Disagi finiti, sottopasso riaperto Nel mese di febbraio è stato riaperto, pensando soprattutto alle esigenze dei camionisti diretti in zona industriale e dei residenti dell’area che hanno visto aumentare il traffico pesante
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a riaperto i battenti, dallo scorso primo febbraio, il sottopasso di via Manetti. Una notizia attesa da più parti. La chiusura del sottopasso ha, di fatto, paralizzato la viabilità di accesso a Trebaseleghe dall’intera zona est del territorio comunale, ma anche dal Camposampierese. Il sottopasso era stato chiuso quasi due mesi fa, il 5 dicembre, per gli annosi problemi di infiltrazioni purtroppo più gravi rispetto all’anno precedente. Durante la chiusura si era registrata la protesta non solo dei camionisti diretti in zona industriale, ma anche dei residenti in particolare delle strade contigue al sottopasso vale a dire le vie Fossati, San Dono, Bordugo, Cariotti, Caboto e Magellano - invase dai mezzi pesanti che hanno creato molti problemi di pericolosità rovinando altresì il fondo stradale. La decisione sulla riapertura è stata presa il 31 gennaio. In mattinata si è svolta un a riunione in
municipio a Trebaseleghe. Attorno allo stesso tavolo c’erano i rappresentanti di Comune, Provincia e Regione per affrontare e decidere proprio in merito alla questione del sottopasso. “È stato un incontro positivo – ha detto il sindaco, Lorenzo Zanon –. C’è stato un confronto tra le parti e tutti insieme abbiamo deciso di riaprire il sottopasso. Il confronto ha riguardato, in particolare, la mediazione tra le esigenze in materia di sicurezza e quelle della viabilità. In sintesi, visto l’andamento atmosferico favorevole e considerato il disagio che la chiusura del sottopasso ha creato a livello di viabilità, si è deciso di potenziare notevolmente la segnaletica in ingresso al sottopasso stesso e aprirlo così al traffico normale. Ovviamente i problemi non sono ancora risolti, ma siamo certi che la Regione Veneto manterrà il proprio impegno alla stesura del progetto e all’avvio conseguente dei lavori necessari.
Il sottopasso riaperto e il sindaco Zanon
Dal canto suo la Provincia di Padova, oltre a supportare il Comune per quanto riguarda i piani di viabilità, prenderà in carico a lavori ultimati e collaudati, l’intero manufatto. Naturalmente la stagione è ancora in una fase che potrebbe riservare dal punto di vista meteorologico delle sorprese, per
cui siamo pronti eventualmente ad attivare il personale comunale, provinciale e della Protezione Civile, per intervenire in caso di necessità. Alla base di tutto però ci deve essere la prudenza di chi transita e il rispetto dei limiti di velocità e delle norme stradali”.
Zoggia e Franceschi, nei panifici del territorio comunale saranno distribuiti sacchetti del pane con la scritta contro la violenza sulle donne “La violenza è il pane quotidiano di molte donne” accompagnata dal numero del centro antiviolenza. Questo progetto, patrocinato dal Comune, ha vinto un bando indetto dall’azienda dei supermercati Emisfero che ha assegnato un contributo all’iniziativa risultata vincitrice di un sondaggio svolto
tra i clienti. “Sacchetti del pane” è risultato quello più votato in una rosa di altre iniziative per il sociale. Il 18 maggio Natascia sarà ricordata con una serata speciale “… per Natascia” durante la quale sarà piantato un albero “a significare la speranza – conclude Zoggia -, al di là della tragedia, il ricordo positivo che in tanti, a cominciare dai bambiuni, in tanti hanno di lei, donna gentile e sorridente”.
Nicoletta Masetto
Trebaseleghe .
Femminicidi In ricordo di Natascia
Sacchetti del pane contro la violenza L
e donne denunciano, ma una denuncia su 4 viene archiviata. Non va, invece, in archivio l’impegno assunto dall’amministrazione all’indomani del femminicidio compiuto, il 18 maggio 2017, nel piazzale dietro il municipio. La vittima Natascia Bettiolo, 46enne cuoca di Massanzago, uccisa dal pizzaiolo campano Luigi Sibilio. Era cuoca all’asilo di Trebaseleghe. A volere fortemente il progetto “Numero Verde 1522” (il titolo dal numero del Centro antiviolenza), intenso percorso di iniziative e attività di sensibilizzazione e prevenzione, da qui fino al prossimo 18 maggio, primo anniversario della morte di Natascia, due donne: Antonella Zoggia, assessore alla Cultura e Cristina Franceschi, con delega alle Politiche della famiglia.
“Il progetto è realizzato in collaborazione con varie associazioni – spiega Zoggia –. Tra le varie iniziative, convegni e corsi rivolti a tutti gli stakeholders (dai parroci agli allenatori, dagli insegnanti agli animatori parrocchiali fino ai volontari di associazioni) che potrebbero venire a contatto con donne che in difficoltà (il corso, iniziato a febbraio, è tenuto dal Centro Veneto Progetti Donna); in programma anche corsi sul benessere, sulla salute e sul lavoro al femminile a tutte le età, dall’adolescenza alla terza età (a cura dell’associazione Mater Femina) e, infine, con la Croce Rossa che si occuperà del progetto senz’altro più originale all’interno di “Numero Verde 1522”: “Sacchetti del pane”». Nei prossimi mesi, spiegano
intenso percorso di iniziative e attività di sensibilizzazione e prevenzione, da qui fino al prossimo 18 maggio, primo anniversario della morte di Natascia
Nicoletta Masetto
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Economia XXXXX .
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Dati sulle imprese Dinamica positiva
L’Alta, motore che traina la provincia I
mprese ancora in calo. Al 31 dicembre scorso (dati Registro Imprese Infocamere) erano 119.372 (tra sedi legali e unità locali, cioè sedi secondarie, stabilimenti, filiali), in leggera flessione rispetto agli anni precedenti (-0,1%, per un calo di 93 unità), con una flessione delle sedi di impresa registrate (-0,4%) a fronte invece della conferma dell’aumento delle unità locali (+1,6%). Nonostante tutto, le imprese padovane sono ancora in numero sufficiente a mantenere la nostra provincia al primo posto nel Veneto (20,3% del totale su 434.373) e al nono in Italia (1,7% su un totale nazionale di 5,1 milioni di unità). Trend positivo per le attività di servizio, specie servizi destinati alle persone (+2,5%
il risultato migliore dal 2012), ma anche alle imprese (+0,9% tuttavia in parziale rallentamento rispetto ai risultati del triennio precedente). A livello settoriale prosegue la contrazione della base produttiva in agricoltura (-1,3%), per l’industria (-0,8% con una maggiore accentuazione nelle costruzioni, -1,3%, rispetto al manifatturiero, -0,4%), e in parte per il commercio-turismo (-0,2%), variazione dovuta però quasi interamente al calo del commercio al dettaglio, data la crescita delle imprese nei settori dell’alloggio e ristorazione (pur se inferiore al 2016). Per quanto riguarda le forme giuridiche, si registra la crescita delle società di capitale (+3,6%), la maggiore dal 2008, un aumen-
Nonostante tutto, le imprese padovane sono ancora in numero sufficiente a mantenere la nostra provincia al primo posto nel Veneto e al nono in italia
to che colloca la provincia al di sopra dell’aumento pure registrato nel Veneto (+3,4%), con una variazione poco al di sotto del dato nazionale (+4%). La dinamica rimane positiva: il saldo iscrizioni-cessazioni è infatti di +578 unità, effetto di 5.313 iscrizioni contro 4.735 cessazioni, anche se lo stesso saldo risulta il più contenuto dal 2009 (se si eccettua il valore negativo del 2013, quando influì un forte aumento delle cessazioni di imprese agricole) e di fatto si dimezza rispetto ai dati dell’ultimo triennio. Nel panorama complessivo, in ogni caso, emerge chiaramente il
traino del quadrante-alta (comprensori produttivi di Cittadella e Camposampiero), che viene indicato dalle categorie economiche (Confindustria in testa) quale vero motore dell’intera provincia. L’Alta padovana conta 76 mila addetti, per 23.600 insediamenti produttivi, con 5,8 milioni di reddito prodotto e 27mila euro di reddito procapite. Sono numeri importanti, che rendono la misura di un quadrante che spesso non beneficia delle attenzioni che invece meriterebbe. Alberto Beggiolini
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Cultura XXXXX
Lo sguardo dell’a
Libri Testimonianze
La voce degli italiani invisibili “S
oldati del lavoro” li chiamavano i politici del tempo; “maccaroni”, “musi neri”, “sporchi fascisti” “fannulloni”, “ladri”, “traditori”, invece, i minatori belgi, tanto che in taluni casi nei locali in zona Charleroi i titolari attaccavano i cartelli “Vietato l’ingresso ai cani e agli italiani”. I “musi neri” erano i nostri minatori (a centinaia da tutte le regioni) che andarono in Belgio per lavorare in miniera. Molti morirono nella tragedia di Marcinelle, ma ben di più furono quanti persero la vita proprio in seguito quell’esodo. A raccontare le loro storie Walter Basso in “Carne da miniera. Storie e stragi degli “italiani invisibili nelle miniere del Belgio dal 1946 al 1973”, edizioni Scanta-
bauchi. Un libro che vedrà impegnato l’autore in numerose presentazioni, in zona ma anche in Belgio, nei prossimi mesi. In queste pagine Basso, più conosciuto come umorista, conoscitore del dialetto veneto e “spalla” dell’inviato di Striscia la notizia Moreno Morello, cerca di dar voce a quanti non l’hanno mai avuta. Sono quegli italiani “invisibili” di cui nessuno fa memoria anche perché non se n’è mai parlato. Una battaglia anche personale quella condotta da Basso: “Sono figlio di uno dei circa 70mila disgraziati che ha servito la Patria con ben undici anni di guerra, dieci nelle miniere del Belgio (con me e mia madre), due in Svizzera per poi finire a portare sacchi a Porto Marghera e, infi-
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ne, morire di silicosi – afferma l’autore che su questa pagina di storia ha scritto anche una lettera al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella –. Sono poi nipote di un giovane, morto a 33 anni sepolto vivo a 1.035 metri in una miniera a Fontaine l’Eveque di e di godimento il 1divertimento febbraio del 1957, mentre la estetico ed infine di sperimenvedova attendeva il loro primo tazione figlio. attraverso laboratori ed esperienze gruppo. le atIn questodilibro, ho Tante ricostruito tività per la progettate prima voltaappositamente in Italia nomi per le scuole, per le famiglie, per e cognomi, provenienza ed espeirienza gruppididi610 giovani e di adulti. italiani, di cui Un 76 centinaio gli illustratori invitatiin e veneti, morti nelle miniere selezionati racconteranno la Belgio. Oggiche si parla solo dei 136 loro visione corpo, mortipersonale di Marcinelle madel sono ben tra questi Martin Jarrie (Francia), di più i nostri connazionali vittiGabriel Pacheco (Messico), me di questa tragedia, attiratiJain vier Zabala (Spagna) edel gli “maniitaliani Belgio con l’inganno Anna Castagnoli, Giovanni Manfesto rosa”, trattati come bestie, na, Simonenelle Rea.baracche dei laalloggiati In umiliati occasione della fino mostra Toger, e morti, al 1973 pipittori nella di collana “Pippo” ed anche dopo silicosi”. (Piccola pinacoteca portatile), di Non tutti i belgi erano razzisti, recente del Premio Anprecisa insignita Basso. “C’erano molti dersen 2017 per il miglior progetche, anzi, aiutavano quando poto di divulgazione, pubblicato tevano. Le nostre ha madri talvol“Essere Umani. Il corpo nell’arte, ta venivano ricercate per i lavori dalla Preistoria oggi” album domestici perchéad pulite e ordinaillustrato da Sylvie Bello te. Ma purtroppo, come da con sem-i testi di una Andrea Nante: un libro pre, era guerra tra poveri coprezioso che vuole stretti a sbranarsi traavvicinare loro per uni più giovani ai grandi protagonipezzo di pane”. Nicoletta Masetto sti dell’arte, coinvolgendoli nel
La rassegna internazionale “I Colori del Sacro” la nona edizione attraverso opere di illustrator
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La copertina e l’autore
orna al Museo Diocesano “I Colori del Sacro”, rassegna internazionale di illustrazione che ogni due anni esplora un tema scelto per la sua importanza universale attraverso le opere di illustratori provenienti da tutto il mondo. Protagonista della nona edizione della rassegna, in esposizione fino al 24 giugno 2018) è il corpo, inteso nei suoi aspetti fisici, nel rapporto con ciò che lo circonda, con l’ambiente, con le persone ed anche con il Sacro; nel rapporto e nel confronto con la e la disabilità. a diversità centinaia i nostri Delle oltre 200 tavole pervenute minatori da tutte alla selezione, che, 75 sono le illustrazioni selezionate dalla commisle regioni, andarono sione per l’esposizione, firmate da artisti provenienti da tutto in44 Belgio per lavorare il mondo. Sono state inoltre comin miniera. missionate a dieciaillustratori 11 tavole che raccontano un brano raccontare le loro biblico legato al tema del corpo. La visita alla mostra è concestorie Walter Basso in pita e organizzata come un mo“Carne da miniera” mento formativo e di crescita,
A marzo “Romeo e Giulietta” Raggiungi i tuoi potenziali clienti con noi. Carta, Web, Mobile. Dentro il territorio nel cuore della gente!
Dopo il successo della prima edizione, dal settembre 2013 al febbraio 2016, torna nel 2018 sui palcoscenici italiani “Romeo e Giulietta Ama e cambia il mondo”, opera moderna scritta da Gerard Presgurvic e arrivata in Italia grazie a David Zard, già produttore di Notre Dame de Paris. La tappa padovana dello spettacolo sarà il 23, 24 e 25 marzo al Gran Teatro Geox.
L’Orto Botanico ospita le opere di Olimpia Bassi In mostra all’Orto botanico fino al 1 maggio la natura vibrante e vitale dei più recenti lavori di Olimpia Biasi. Viriditas è il titolo scelto dall’artista per raccontare la sua ultima fase creativa, quell’universo in cui oggi confluiscono visioni cosmiche, linfa e umori di sapore medievale e le nuove frontiere del sapere naturalistico. Curata da Virginia Baradel, la mostra si pone in dialogo con il luogo sia attraverso le opere collocate negli spazi espositivi interni sia con tre mirabili installazioni inserite all’aperto, tra gli alberi, le piante e l’acqua..
“Enricomincio da me” al Geox www.lapiazzaweb.it
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Enrico Brignano torna a teatro con “Enricomincio da me unplugged”, in scena al Gran teatro Geox il 14 aprile. Fuoriclasse del teatro italiano, Brignano compie 30 anni di carriera e 50 di vita, un doppio anniversario che pone le basi per la genesi di questo nuovo allestimento. Tra i suoi pezzi forti e nuove situazioni comiche, è coadiuvato da strani personaggi dai mille volti e musiche accattivanti e originali scritte da Andrea Perrozzi e Federico Capranica. (l.o.)
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Sport .
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Pattinaggio artistico Rolls Stars di Loreggia
Oro per il quartetto Endiadi Sul gradino più alto del podio Virginia Casellato, Angelica Lamon, Alice Nogarolle e Nicol Scattolin
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edaglia d’oro per il quartetto Endiadi della Rolls Stars di Loreggia. Dopo tre campionati europei nella categoria Jeunesse, il quartetto Endiadi, della società di pattinaggio artistico A.S.D. Roll Stars Loreggia, sale sul gradino più alto del podio nella nuova categoria “Quartetti Divisione Nazionale” al Campionato Regionale Gruppi Show & Precision tenutesi a Bassano del Grappa, venerdì 2 febbraio.“Dopo averci regalato anni di emozioni e balletti dal forte impatto emotivo, con podi e soddisfazioni in Italia ed Europa - ha commentato il sindaco -, ad aprile dello scorso anno avevano deciso di appendere i pattini al chiodo, ma la passione per questo sport e il forte legame
che da sempre le unisce le hanno portate a ritrovarsi per esprimere tutto il loro talento in pista”. La atlete Virginia Casellato, Angelica Lamon, Alice Nogarolle e Nicol Scattolin guidate dall’allenatrice Chiara Brinchilin, hanno saputo interpretare una difficile coreografia con lo stile e l’e-
leganza che da sempre le contraddistingue, regalandoci una meravigliosa vittoria inaspettata che le porterà ad affrontare una nuova sfida gareggiando ai prossimi Campionati Italiani che si terranno dal 15 al 18 Marzo a Conegliano. Lorena Levorato
Buon compleanno Sanp... e sono 35!
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a questa piccola grande società hanno mosso i primi passi atleti che hanno raggiunto successi nazionali e internazionali. A cominciare da due donne, entrambe di Borgoricco: la pesista Chiara Rosa e la mezzofondista Nadia Dandolo. Entrambe erano presenti alla grande festa in occasione dei trentacinque anni di attività della Sanp, Società di atletica del Camposampierese. “Un movimento sportivo fondato sui valori più sani dello sport e dell’atletica in particolare – ha detto il presidente Ivo Zecchin – che ci guidano da sempre nel costruire il percorso di crescita dei nostri ragazzi”. Oltre a Zecchin erano presente l’intero direttivo con il presidente onorario Lionello Genesin, il vice Adriano Saccon, il segretario Luciano Vittadello, il tecnico e consigliere Enzo Agostini e tanti altri collaboratori che non fanno mai mancare il loro prezioso supporto alla società. Dal 1982 a oggi sono stati oltre 16.500 gli atleti o i corsisti che hanno frequentato la Sanp. Nel 2017 gli iscritti erano 341 provenienti da Borgoricco, Campodarsego, Camposampiero e Loreggia. (ni.ma.)
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#Politica
Il 4 marzo le urne per il nuovo Governo: tutto ancora da giocare
uperano i quattro milioni i veneti che coalizione o un Governo di unità nazioil 4 marzo prossimo si recheranno alle nale. urne per scegliere a quale coalizione affiCerto i sondaggi, come ci hanno insedarsi per il futuro governo del Paese. gnato le passate tornate elettorali, non Complessivamente, i cittadini italiani vanno presi per oro colato, hanno maraventi diritto al voto sono 51,2 milioni di gini più o meno larghi di errore anche cui circa 24,8 milioni maschi e 26,4 milio- se restano un buon modo per tastare il ni femmine. Sul totale degli aventi diritto polso alla Nazione. al voto, gli elettori residenti all’estero si I cittadini però, oltre ad essere stanaggirano intorno ai 4,2 milioni. 500mila chi, sono confusi. Le promesse elettorali sono, invece, i giovani che parteciperan- sono tante e varie, ma non va dimenticano al voto per la prima to che ognuna porta con volta. se’ dei costi importanti Un elettore su tre A queste persone si per l’intero Paese. E il Parivolgono di giorno in ese siamo noi cittadini che non ha deciso giorno i leader politici in dovremo pagare le tasse per chi votare. campo, che rimbalzano per sostenere le scelte di di ora in ora da un canale chi andremo ad eleggere, ma potrebbero all’altro della tv lanciando esattamente come stiamo essere proprio proposte sempre nuove e pagando oggi le pensioni appetitose ad un pubblico dei beby-pensionati degli gli indecisi che, dicono i sondaggi di anni ’70. a decidere chi metà febbraio, è sempre E restando in tema posci governerà più indeciso sul da farsi. siamo tranquillamente Un elettore su tre, a 15 dire che tutti vorremmo giorni dal voto, non sa anl’abolizione della riforma cora cosa votare. pensionistica Monti-Fornero, ma se queL’atro dato certo che emerge dagli ul- sto si traducesse, come dicono le stime, timi sondaggi pubblicati è che nessuno in un ammanco sui conti pubblici a regidegli schieramenti in campo, se le cose me (nel 2025) di circa 80 miliardi, è facile non cambiano, potrà formare un gover- immaginare che tutti quei soldi mancanti no da solo. si tradurrebbero in nuove tasse per tutti. Se questo fosse davvero l’esito delle Tenunto conto però che il 22,6% delurne vedremmo un Parlamento bloccato la popolazione ha un’età superiore ai e poche possibilità di costruire un’ampia 65 anni, viene facile pensare che tutte
Come si vota e si sostiene la propria idea politica?
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Spazi elettorali quasi vuoti ovunque
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le proposte che riguardano l’argomento pensione siano appetibili di per sé e che a questa fascia di elettori poco importi come il loro benessere immediato inciderà sui bilanci futuri della Nazione. Potrebbe ragionarci sopra, però, tutto il resto degli aventi diritto al voto oggi e nel prossimo futuro, cioè il 64% della popolazione compresa tra i 15 e i 64 anni. Valutare costi e benefici di una scelta politica o di un’altra non è facile. Non si tratta solo di tagliare le tasse e di causare così eventuali ammanchi di bilancio grandi o piccoli. Si tratta anche di verificare chi beneficerebbe di quelle scelte: tutti o solo pochi? Chi ne ha davvero bisogno o i soliti privilegiati? Quale proposta convincerà, ad esempio, i quasi cinque milioni di italiani che vivono sotto la soglia di povertà? Un numero di persone che è raddoppiato negli ultimi dieci anni invece di assottigliarsi e che non accenna a diminuire. Gli piacerà di più l’idea di non pagare più il canone rai? Quella di non pagare più le tasse universitarie o quella di non versare più il bollo della prima auto? Ma questi poverissimi italiani ce l’avranno un’auto o un figlio che vuole andare all’università? Ce l’hanno una casa con una tv? Non è facile scegliere chi votare, è bene documentarsi al meglio, consapevoli che in politica si deve essere saggi e scegliere per il bene comune possibile. Germana Urbani
e ci tenete a dare sostegno ad un partito in particolare fate solo la croce sul simbolo di quel partito. Questo è il modo più semplice per votare senza sbagliare. Lo stanno dicendo più o meno tutti i leader politici in campo. Questo perché la nuova legge elettorale è davvero complicata dal punto di vista della redistribuzione del voto. Si tratta di un sistema di voto misto che prevede un 36 per cento di collegi uninominali e per il resto collegi plurinominali. Non ci sarà un premio di maggioranza ma ci sarà una soglia di sbarramento del 3 per cento sotto la quale una lista – apparentata o non - non ha diritto di accesso in Parlamento. Chi sarà eletto alla Camera dei deputati? I collegi uninominali per la Camera sono 232. Per questi posti coalizioni e partiti propongono un solo nome. Sarà eletto chi prenderà più voti. Gli altri 386 seggi verranno assegnati secondo il metodo proporzionale in base ai voti raccolti dalle singole liste nei collegi plurinominali. Per la ripartizione, conterà la percentuale presa dalla lista su scala nazionale. Gli Italiani all’estero potranno eleggere 12 deputati. Chi sarà eletto al Senato? Il metodo è più o meno lo stesso della Camera, cambia solamente la ripartizione dei 193 seggi assegnati con metodo proporzionale, che per il Senato, sarà su base regionale. I collegi uninominali saranno 116 per il Senato: un solo candidato per le coalizioni o i partiti che corrono da soli. Il vincitore sarà eletto. Solo 6 i senatori eletti all’Estero. Come si vota? Invalidato il voto disgiunto Come sempre verranno consegnate al cittadino elettore due schede, una per la Camera e una per il Senato. Sulla scheda ci saranno solo i candidati al proprio collegio uninominale e i partiti che lo sostengono. Per i collegi plurinominali, invece, Ci sarà il simbolo del partito e un listino di pochi nomi dei candidati di quel collegio. La cosa più semplice è quella di barrare solo il simbolo del partito scelto, sostenendo così sia il candidato uninominale sia il partito nella parte proporzionale. Se si barra il nome del candidato uninominale, il voto è valido ma per il proporzionale è assegnato in quota parte alle liste che compongono la coalizione a sostegno del candidato uninominale. Si può anche apporre una doppia X sul nome del candidato uninominale e su uno dei partiti che lo sostiene. Viene invalidato, invece, il voto disgiunto: non si può cioè votare un candidato uninominale e un partito non collegato a quel nome.
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Politica
Quattro i collegi veneziani dove i candidati sono per la maggior parte big della vita politica non solo provinciale Difficile fare previsioni, i collegi veneziani inglobano anche altre province. Peccato, però, che nella formazione di alcune liste, la politica nazionale abbia deciso al posto del territorio
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nomi illustri, le sfide più interessanti, gli eccellenti esclusi, gli uscenti e i candidati locali. Il quadro ormai è chiaro e definitivo per questa nuova corsa elettorale verso il rinnovo della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica. L’appuntamento col voto si avvicina, il 4 marzo è prossimo, e sempre più incalzante è il ritmo dei candidati che, dalle piazze ai social, rinnovano le loro promesse elettorali. Tasse, lavoro, scuola sono le voci dominanti dei programmi elettorali nazionali ma c’è anche molto territorio, infrastrutture, viabilità e sicurezza, sviluppo del turismo e dell’economia locale e gestione dell’emergenza immigrati fra i temi più dibattuti dai candidati veneti e veneziani, nello specifico. Quest’anno si sperimenta la nuova legge elettorale, il Rosatellum, un sistema misto, in parte proporzionale e in parte maggioritario, articolato, che propone, fra le altre cose, una nuova “geografia” dei collegi, uninominali e plurinominali, anche in Veneto e nel Veneziano. Un sistema che porterà alla Camera 50 deputati e 24 senatori veneti. Di questi, 28 saranno eletti col maggioritario e 46 col proporzionale, nei collegi plurinominali. Gli accorpamenti interprovinciali collocano i collegi veneziani all’interno della Circoscrizione Veneto 1, insieme a Treviso e Belluno, per l’Uninominale e nel seggio 1 per il plurinominale (con Castelfranco) alla Camera; al Senato invece Venezia è accorpata a Belluno, Treviso e Rovigo nel plurinominale. Centrodestra contro centrosinistra, con un occhio attento alla performance del Movimento 5 stelle e curiosità per le nuove formazioni, questa la chiave di lettura delle elezioni anche nel Veneziano dove le sfide sono lanciate. Nei 4 collegi uninominali veneziani per la Camera il centrodestra si affida all’ex assessore provinciale - e già consigliera comunale a Noventa di Piave - Giorgia Andreuzza (a Venezia), al capogruppo uscente di Forza Italia Renato Brunetta (a San Donà), alla leghista
Ketty Fogliani (a Chioggia), al segretario della Lega trevigiana Dimitri Coin (a Castelfranco, il collegio che comprende anche Noale Martellago e Scorzè); il centrosinistra risponde con il giornalista, già consigliere comunale a Venezia, Nicola Pellicani (a Venezia), la deputata uscente del Pd Sara Moretto (a San Donà), Mario dalla Tor (a Chioggia) e Matteo Favero a Castelfranco. Il Movimento 5 Stelle candida un magistrato in pensione Enrico Schenato a Venezia, l’ex giudice di Corte d’Appello Antonino Abrami a San Donà, Marco Dall’Acqua a Chioggia e Eva Liberalato a Castelfranco. Per quanto riguarda le altre liste, nel Veneziano, fra i big della politica locale interessanti saranno le prove dell’ex vicesindaco di Venezia Michele Mognato (nel seggio Venezia 1) e dell’ex sindaco di Chioggia Fortunato Guarnieri (a Chioggia), candidati di Liberi e Uguali di Pietro Grasso. Le altre liste in corsa sono Casa Pound, il Popolo della Famiglia di Mario Adinolfi, Potere al Popolo, Grande Nord, Pri-Ala, L’Italia agli italiani-Forza Nuova MsFiamma Tricolore. Spicca in questo contesto dei collegi uninominali il “sacrificio” di Lucio Tiozzo, vicesegretario del Pd Veneto, che, prima chiamato a candidarsi nella “sua” Chioggia viene invitato poi a fare un passo indietro per questioni di equilibrio e a cedere la candidatura al centrista Mario Dalla Tor (approdato alla Civica Popolare Lorenzin), ma anche, sempre nel Pd, ha fatto rumore l’uscita di scena del deputato uscente Andrea Martella; suscita qualche domanda nel centrodestra la candidatura del vicesindaco di Portogruaro Ketty Fogliani nel collegio di Chioggia. Plurinominale. Il Pd sceglie un big nazionale, il ministro degli interni uscente Marco Minniti come capolista alla Camera per il collegio Veneto 1 cui fa parte Venezia, nella stessa lista si presenta anche Barbara Penzo, ex candidata sindaco a Chioggia; analoga scelta per il centrodestra che candida come capolista Renato Brunetta, nella stessa lista An-
tonella Trevisan, candidata di Brugnaro alle ultime elezioni comunali di Mira. Capolista della Lega Giorgia Andreazza, nella lista anche il segretario provinciale veneziano Sergio Vallotto. Il Movimento 5 stelle punta per il capolista su un nome locale, quello dell’ex sindaco di Mira, Alvise Maniero. E’ in lista con Grande Nord Lucio Gianni, ex vicesindaco di Chioggia e già assessore provinciale di Venezia. Al Senato nel collegio Veneto 1, di Venezia, un altro big della politica nazionale, la storica di Forza Italia Maria Elisabetta Alberti Casellati se la dovrà vedere con Andrea Ferrazzi, per il centrosinistra, e Marco Nardin, del Movimento 5 stelle. Nel collegio uninominale di Rovigo-Chioggia il centrosinistra candida il sottosegretario Pier Paolo Baretta contro Roberta Toffanin, per il centrodestra. In questo collegio corre anche il chioggiotto Massimiliano Malaspina, tra i fondatori di Grande Nord. Plurinominale. Nella lista di Forza Italia al collegio plurinominale il deputato di Martellago Andrea Causin, l’ex assessore alla Cultura del Comune di Mira Orietta Vanin invece è capolista del Movimento 5 stelle, il chioggiotto Sandro Marangon corre per la lista Noi per l’Italia, e il medico Massimo Mancini, ex candidato sindaco a Chioggia, è capolista della Civica Popolare Lorenzin.
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Il curioso caso dei collegi polesani
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ualcuno potrebbe chiedersi cosa c’entra Rovigo con Chioggia, la Riviera del Brenta e il Miranene. A parte il fatto di essere attraversati dalla Romea, questi territori molto diversi tra di loro sono legati dal fatto di appartenere ad un unico collegio senatoriale, quello di Rovigo. Che non a caso è stato ribattezzato da qualcuno il “collegio della Romea”. Singolare il caso di Rovigo anche nella ripartizione dei collegi plurinominali, dove il capoluogo del Polesine viene associato a Verona, San Bonifacio, Legnago e Villafranca di Verona alla Camera e a Belluno, Treviso e Venezia al Senato. A contendersi il seggio del collegio uninominale alla Camera, Diego Crivellari del Pd per il centrosinistra, Antonietta Giacometti della Lega Nord per il centrodestra, Emanuele Cozzolino del M5S, che al momento in cui andiamo in stampa ha sospeso la campagna elettorale fino alla decisione dei probiviri per il caso rimborsopoli, Sara Quaglia di Leu, Vincenzo Pellegrino di Potere al Popolo, Marco Venuto di Casapound, Michele Ferraboli di Grande Nord, Davide Tarozzi del Popolo della famiglia, Roberto d’Archi di Dieci Volte Meglio. Al Senato, si presentano invece Roberta Toffanin di Fi per il centrodestra, Micaela D’Aquino del M5S, Tania Azzalin di Leu, Maria Teresa Bovolenta di Potere al popolo, Carla Rossi di Casapound, Massimiliano Malaspina di Grande Nord, Ettore Cassetta del Popolo della famiglia, Cesarina De Min di Sinistra e Rivoluzione, Pier Paolo Baretta del Pd per il centrosinistra. Una candidatura inaspettata in questo territorio per il quale è sfumata l’ipotesi di una candidatura veneziana. Candidato al Senato come capolista al plurinominale è invece un altro big polesano che corrè per Fratelli D’Italia: Bartolomeo Amidei.
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Politica
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I candidati padovani tra vecchie conoscenze e volti noti I partiti rischiano poco e schierano ai primi posti delle liste volti e nomi storici del panorama politico. Sfide poco avvincenti anche nei collegi
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na sfida diretta nei collegi uninominali per il seggio alla Camera o al Senato, il classico rapporto di forza dove “chi prima arriva meglio alloggia” nelle liste plurinominali compilate dai partiti. Sono le due facce della competizione elettorale che vedono come protagonisti fra i padovani parlamenti uscenti e volti nuovi, giovani e meno giovani. Vediamo chi sono i principali sfidanti prendendo in considerazione i quattro schieramenti che dovrebbero imporsi nel confronto diretto, Centrodestra (Lega Forza Italia, Fratelli d’Italia, Noi con l’Italia), Centrosinistra (Partito Democratico, + Europa, Civica Popolare, Insieme) Movimento 5 Stelle e Liberi e Uguali fermo restando il fatto che negli
uninominali compaiono anche altre formazioni di vari orientamenti politici. Per il seggio al Senato assegnato nel collegio “Padova e Bassa” la sfida sarà fra Antonio De Poli, 57 anni, leader dell’Udc candidato con “Noi per l’Italia” per il centrodestra. Il centrosinistra schiera Alessandro Bisato, 46 anni, segretario regionale del Pd nonché sindaco di Noventa Padovana mentre il Movimento 5 Stelle ci prova con Leopoldo Armellini, 57 anni, direttore del Conservatorio Pollini di Padova, e Liberi e Uguali candida Flavio Zanonato, ex sindaco di Padova ed eurodeputato. Al collegio che copre l’Alta Padovana si fronteggiano l’avvocato Nicolò Ghedini, braccio destro di Berlusconi e parlamentare
di lungo corso con Forza Italia, Giorgio Santini sindacalista e senatore uscente con il Pd, Barbara Guidolin del M5S nel vicentino e Guido Marcon per Liberi e Uguali. Per la Camera a Padova e cintura corrono Arianna Lazzarini, leghista e sindaco di Pozzonovo, Fabio Verlato del Pd, dirigente dell’Uls 6, Maurizio Motta al debutto con il M5S e per Liberi e Uguali la candidatura di Annalisa di Maso. Al collegio Vigonza e Alta troviamo per il centrodestra un altro leghista, il giovane Alberto Stefani, consigliere comunale a Borgoricco, Anna Maria Zanetti per il centrosinistra con + Europa, l’ingegner Alberto Artoni, fondatore del gruppo truffati dalle banche, con il M5S e Sandra Mondini con Liberi e Uguali.
Nel collegio Abano e Bassa si fronteggiano tre donne e un uomo: Lorena Milanato (Forza Italia) parlamentare di lungo corso, Giulia Narduolo del Pd entrata alla Camera 5 anni fa e l’avvocato Francesca Betto del M5S, già consigliere comunale a Padova dal 2014 al 2016, Francesco Miazzi, leader dei movimenti ambientalisti della Bassa Padovana, con Liberi e Uguali.
Nei collegi plurinominali non c’è sfida diretta fra candidati e l’elettore esprime il voto per il partito, passano i candidati delle liste che ricevono più voti, in base all’ordine di iscrizione. Quindi chi è ai primi posti dei partiti più votati ha sicuramente maggiori chance di essere eletto. Troviamo molti volti noti della politica padovana in tutti i principali partiti. Nicola Stievano
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Editoriale
La Sanità dimenticata
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e è vero che la salute non è tutto, è altrettanto vero che senza la salute tutto il resto è niente. Il tema della sanità risulta completamente assente nel dibattito politico fra i candidati dei vari partiti e movimenti che si apprestano a chiedere voti ai cittadini per il governo del nostro paese. Se non per sporadici interventi su temi che farebbero invece bene ad evitare, non avendone le competenze, come ad esempio sui vaccini. A questo proposito esemplare è stata la risposta data dal prof. Burioni, scienziato di fama internazionale, professore universitario e responsabile di un laboratorio di ricerca immunologica, ad un candidato alle prossime elezioni politiche che richiedeva un confronto sul tema: “Se parliamo di vaccini ci sono due possibilità, o lei si prende una laurea, specializzazione e dottorato e ci confrontiamo, oppure - più comodo per lei - io spiego, lei ascolta e alla fine mi ringrazia perché le ho insegnato qualcosa. Uno non vale uno.” Eppure la salute è un bene primario, tutelato dalla Costituzione, e risulta, come è ovvio, fra i temi più sentiti dagli Italiani. E’ noto che il finanziamento dello Stato per il nostro sistema sanitario è fra i più bassi dei paesi europei, mentre incide pesantemente sui bilanci delle Regioni che destinano fra il 70 e l’ 80% dei loro bilanci a favore della spesa sanitaria, cercando così di dare risposte, che non risultano sempre adeguate, ai bisogni di salute dei cittadini.
“Si è tagliato il possibile, ora è tempo di investire in sanità” Parkinson: la macchina che elimina i tremori
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Formazione per soccorrere le vittime di violenza a pag 32
Lenti Fachiche per Miopie, Ipermetropie, Astigmatismi a pag 32
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A breve non avremo più medici 4
5.000 medici in 5 anni andranno in pensione e, in minima parte saranno sostituito stando ai numeri di nuove leve che vengono avanti oggi. Si tratta sia di medici di famiglia sia di medici del Servizio sanitario nazionale. Solo i pensionamenti dei medici di famiglia “nei prossimi cinque-otto anni priveranno 14 milioni di cittadini di questa figura professionale”, afferma il segretario nazionale della Federazione italiana dei medici di medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti. “Appare quasi ridicolo - sottolinea - assistere al fatto che nessuna forza politica che aspira a governare il Paese proponga e si impegni sul tema dell’assistenza territoriale”. La carenza di medici specialisti “interessa tutte le Regioni, con l’evidente paradosso per cui se, e quando, riapriranno i concorsi, mancheranno i medici da assumere”, aggiunge il segretario del sindacato dei medici dirigenti Anaao-Assomed, Costantino Troise, commentando i dati sulla carenza di medici in Italia nell’arco dei prossimi 5-10 anni. I medici da assumere “mancheranno - afferma - perché saranno scappati all’estero, mentre per l’Italia si spalancheranno le porte del discount a cielo aperto che è nei Paesi dei Balcani, dove i medici locali aspettano con ansia di trasferirsi in cerca di redditi maggiori”. Un Paese “senza medici - conclude Troise - è un Paese senza sanità e sarà la possibilità di spesa a governare la scarsità dell’offerta professionale”. L’allarme si fa ancora maggiore a 10 anni: al 2028, infatti, saranno andati in pensione 33.392 medici di base e 47.284 medici ospedalieri, per un totale di 80.676.
Il dato grave, rilevano le organizzazioni sindacali, è anche un altro: le uscite stimate per effetto dei pensionamenti non saranno comunque bilanciate dalle presumibili nuove assunzioni. Per i medici di base, infatti, le borse per il corso di formazione in medicina generale messe a disposizione sono oggi
Tra 5 anni 14 milioni di italiani potrebbero rimanere senza il dottore di famiglia circa 1.100 l’anno e se il numero rimarrà costante, afferma la Fimmg, ad essere ‘rimpiazzati’, al 2028, saranno non più di 11mila medici, mantenendo un saldo in negativo a quella data di oltre 22mila unità.
Per i medici del Ssn invece, rileva l’Anaao, fare un calcolo di quanti potranno essere i nuovi medici assunti a fronte delle uscite per pensionamento è molto difficile: da un lato infatti, spiega il vice segretario nazionale Anaao Carlo Palermo, “non sappiamo quando saranno banditi i concorsi da parte delle regioni e per quali numeri, e dall’altro va ricordato che in varie regioni è ancora in atto il blocco del turn-over parziale o totale”. Quanto ai medici del Ssn la situazione non si prospetta migliore: “l’attuale sistema delle scuole di specializzazione in medicina -evidenzia Palermo - non garantirà un numero sufficiente di specialisti per il prossimo futuro: oggi, infatti, i posti resi disponibili sono circa 6.500 l’anno, ma secondo le nostre stime ne servirebbero almeno 8.500. A mancare nelle corsie - conclude - saranno a breve soprattutto pediatri, chirurghi, ginecologi e cardiologi”.
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l’editoriale
la Sanità dimenticata I continui tagli imposti dallo Stato alla sanità, le continue manovre di contenimento dei costi della finanza pubblica, senza una adeguata programmazione ed una visione prospettica delle finalità possono aggravare una situazione giunta ai limiti di una crisi che rischia di compromettere in modo irreversibile l’intero sistema. Sono sotto gli occhi di tutti le difficoltà registrate con l’introduzione di ticket e superticket, l’eliminazione e le difficoltà di accesso a molte prestazioni, la burocrazia inutile ed asfissiante che distoglie tempo dalle cure, l’obsolescenza di molte attrezzature, il degrado di molti ospedali, l’ intollerabile differenza di accesso alle cure nelle diverse zone del nostro paese. Se aggiungiamo il blocco del turnover del personale medico e sanitario e il fatto che a causa di una programmazione disastrosa 14 milioni di italiani rimarranno nei prossimi 5 anni senza medico di famiglia e il fatto che che molti concorsi ospedalieri vanno deserti per mancanza di specialisti, con una emorragia stimata in una carenza di 45.000 medici e circa 80.000 nella previsione a 10 anni fra medici ospedalieri e medici di famiglia, l’emergenza rischia di trasformarsi in una catastrofe se non vengono adottate immediate risoluzioni. Lo stesso Tonino Aceti, coordinatore di Cittadinanza Attiva è intervenuto sollecitando a chiudere la stagione depressiva delle politiche del personale sanitario mettendo sul piatto risorse economiche reali per un vero rilancio, ponendo fine al blocco del turnover, nonchè rinnovando le convenzioni con i medici di famiglia e pediatri di libera scelta: “ Sul personale del SSN bisogna avviare subito una stagione di investimenti e valorizzazione. Basta con i tempari che stanno trasformando il SSN in una catena di montaggio, il paziente in un bullone e il medico in mero esecutore operativo di indicazioni provenienti dagli apparati che standardizzato l’assistenza senza personalizzare gli interventi. Alla razionalizzazione della rete ospedaliera è seguito anche il razionamento di medici e infermieri, e questo in alcune realtà ha persino comportato la difficoltà di assicurare il normale svolgimento di servizi sanitari e la necessità di garantirlo con l’ affidamento esterno di servizi.” Le violenze, non solo verbali, che siamo stati costretti a registrare sempre più frequentemente nei confronti del personale sanitario, spesso costretto a sopperire a deficit delle strutture e a deficit organizzativi, sono emblematiche delle difficoltà e delle tensioni esistenti. In modo particolare nelle Regioni in piano di rientro e nelle aree interne del nostro paese che ancora oggi si confrontano con gravi difficoltà di accesso ai servizi sanitari. Non si può disconoscere tuttavia che la sanità italiana, grazie alla competenza e professionalità esistenti unite all’abnegazione e al sacrificio del personale sanitario, presenta livelli di eccellenza indiscussi, anche se a macchia di leopardo e con un marcato dislivello fra le aree geografiche del nostro paese, ed è di riferimento per molti paese esteri. Le sfide sono numerose e questo silenzio ci preoccupa. Speriamo sia il silenzio dei saggi!
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A Verona la macchina che può eliminare i tremori del Parkinson Numerosi i benefici per i malati: procedure non invasive, terapie eseguite senza ospedalizzazione e anestesia, rapido ricovero
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ino a poco tempo fa, un macchinario sanitario che fosse in grado di eliminare in tutto o in parte, nell’80% dei pazienti trattati, i gravi tremori provocati dal morbo di Parkinson lavorando senza nessuna invasività, senza chirurgia, senza dolore, senza effetti collaterali, sarebbe stata fantascienza. Ora è realtà. Una realtà entrata in funzione per la prima volta in Italia all’Ospedale Borgo Trento dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Integrata di Verona . La macchina si chiama “MRgFUS Magnetic Resonance guided Focused Ultrasound”, è prodotta in Israele, ed è costata 7 milioni e 087 mila euro, dei quali 1 milione 360 mila come contributo della Fondazione Cariverona e il rimanente investito dall’Aoui veronese utilizzando, come ha tenuto a sottolineare il Direttore Generale, gli utili ottenuti nel corso della gestione. “Nella sanità moderna, quella del presente e del futuro nella quale il Veneto è, e sarà, protagonista – ha detto il Presidente
della Regione ringraziando Fondazione Cariverona per il contributo e tutti i sanitari che operano nella struttura scaligera – non contano tanto i numeri dei posti letto, sui quali oramai si fanno battaglie di retroguardia, quanto innovazioni come questa: macchine straordinarie, che curano meglio il malato, ottengono risultati sempre più incisivi, provocano sempre meno dolore o nessun dolore come in questo caso, evitano alle persone lunghi e sgraditi ricoveri. Per questi obiettivi – ha aggiunto – investiamo ogni anno 70 milioni di euro, grazie ai quali siamo l’unica Regione d’Italia ad avere la chirurgia robotica, grazie alla presenza del robot Da Vinci, in tutti gli ospedali ‘hub’”. “MRgFUS” è la prima in Italia, ma anche la prima installata in Europa a piattaforma multipla per trattamenti termo ablativi “neuro” e “body” con guida Risonanza Magnetica ad alto campo 3 Tesla, che consente trattamenti terapeutici non invasivi per mezzo di due tecnologie integrate: Ultrasuoni Focalizzati ad alta intensi-
Vaccini, coperture in crescita
tà che producono termo ablazione nel punto focale del tessuto da curare e Risonanza Magnetica 3 Tesla che abilita l’operatore a localizzare, centrare e monitorare la parte anatomica da curare. Le applicazioni possibili sono multidisciplinari: in neurochirurgia per il tremore
essenziale, il tremore dominante da Parkinson, il dolore neuropatico; in oncologia per la denervazione ossea dei tumori benigni e per l’osteoma osteoide; nel campo della salute della donna per attaccare i fibromi uterini e l’adenomiosi, la forma dell’endometriosi che infiltra la parete muscolare
dell’utero. Nel futuro, si conta di poter utilizzare “MRgFUS” anche per il rilascio di farmaci nel cervello attraverso la barriera ematoencefalica e per combattere il tumore alla prostata e le metastasi ossee.
Allattamento al seno e farmaci: la guida del ministero L
N
el 2017 l’adesione ai vaccini in Veneto nella fascia d’età tra 2 e 16 anni è continuata a crescere, sia prima che dopo l’obbligo disposto dalla legge 119/2017. Questo è quanto emerge da alcune delle principali indicazioni della nota tecnica di sintesi del Report sull’Attività Vaccinale 2017, redatto dalla Direzione Regionale Prevenzione del Veneto, che verrà diffuso alle Ullss a brevissimo. Le coperture raggiunte garantiscono una soglia di sicurezza rispetto alla possibile insorgenza di focolai epidemici. Ad oggi si stima che 21.000 giovanissimi tra 1 e 16 anni non abbiano ancora iniziato il percorso vaccinale previsto dall’obbligo, dei quali 8.500 hanno tra 1 e 6 anni e sarebbero quindi oggi a rischio di esclusione dalla scuola, mentre per tutti gli altri la prospettiva sarebbe la sola sanzione pecuniaria. 29.000 sono i ragazzi fino a 16 anni che risultano inadempienti per la mancanza di una o più dosi del percorso vaccinale completo. Tutti sono stati contattati,
e richiamati in caso di mancata risposta, dal sistema sanitario territoriale regionale. In generale, a prescindere dall’entrata in vigore dell’obbligo circa a metà anno, i bambini e ragazzi tra 2 e 16 anni (circa 680.000 soggetti) hanno raggiunto il 95,5% di copertura per 3 dosi di poliomielite (rappresentativi anche per i vaccini per polio, difterite, tetano, pertosse, epatite B, emofilo) e il 94,7% di copertura per una dose di morbillo (rappresentativa anche per la parotite e la rosolia). Complessivamente, in Veneto, per la prima dose di morbillo, e per i ragazzi tra 3 e 16 anni, sono stati recuperati 27.370 soggetti nel periodo precedente all’obbligo e altri 6.291 dall’entrata in vigore della legge 119 in avanti. I tecnici regionali hanno perciò valutato che l’”effetto obbligo” può essere tradotto come un recupero di una piccola fetta di popolazione per le coorti più vecchie (i ragazzi più grandi) e con un’accelerata decisionale per il gruppo di ritardatari o dubbiosi delle coorti più giovani.
’assunzione di medicinali da parte della donna che allatta solleva la problematica della sicurezza per il lattante, per i possibili effetti conseguenti al passaggio del farmaco nel latte materno”. Questa la tesi da cui partono i tecnici del Ministero per affrontare un argomento davvero importante. Il documento spiega che si stima che tra il 65% e il 95% delle donne in allattamento assume farmaci, il cui uso solleva il problema sicurezza in corso di allattamento. Per quanto riguarda la situazione italiana, nel 2016, il Servizio di Informazione sui Farmaci in Gravidanza e Allattamento del Centro Antiveleni di Bergamo ha ricevuto 28.922 richieste di consulenza sull’uso dei farmaci in allattamento, per un totale di 41.903 farmaci. Tra i farmaci, al primo posto sono gli con l’allattamento nel 91% dei casi. antinfiammatori non steroidei (22%), sePer questo il documento del ministero guiti da antibiotici (14%), gastrointestinali fa da guida per la gestione corretta delle (14%), ormonali (5%), genitourinari (4%), informazioni di sicucardiovascolari (3%) rezza dei farmaci in ecc. I farmaci attivi allattamento, sulla sul sistema nervoso Serve sempre base di evidenze centrale (SNC) couna scelta scientifiche, consistituivano l’8% del informata e derando che nella totale delle richieste pratica clinica la e riguardavano in consapevole scelta terapeutica particolare ansiolitici spetta al medico, (49%), antidepressivi dopo valutazione clinica del singolo caso. (29%), antiepilettici (12%) e antipsicotici Il documento raccoglie, per alcuni principi (10%). Sulla base dei dati di letteratura diattivi di “collaudata esperienza clinica”, i sponibili, i farmaci sono risultati compatibili
dati più recenti di letteratura sulla quantità escreta nel latte e sugli eventi avversi nei neonati allattati al seno. Ma, sottolinea il ministero, è determinante la figura dell’operatore sanitario nel garantire alla donna che allatta gli strumenti appropriati per facilitare una scelta informata e consapevole. Anche perché, spiega il documento, il consiglio sull’uso di un farmaco in corso di allattamento al seno deve tenere conto che l’eventuale controindicazione ad allattare implica la perdita di alcuni benefici sia per la mamma, sia per il suo bambino.
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Prevenzione delle malattie rare, l’azienda ospedaliera di Padova a fianco dei bambini appena nati A
segnare un punto importante a supè stato appurato che alcune di queste porto dell’applicazione dei protocolli di malattie lisosomiali hanno, per incidenza screening alle malattie da accumulo lisosoo per possibilità terapeutiche, un impatto miale in epoca neonatale, sono i risultati di pari a quello di altre malattie presenti nel un recente lavoro pubblicato dalla rivista concetto di screening neonatale”. Journal of Inherited Metabolic Diseases, Questa esperienza, la prima in Europa per la più importante rivista internazionale nel numerosità del campione, è stata condotta campo delle malattie metaboliche eredidall’equipe padovana che ha sottoposto tarie, da un gruppo di lavoro padovano a screening 44.411 neonati tra il 2015 e coordinato dal Profesil 2017 nel Nord-Est sor Alberto Burlina, Italia, utilizzando Direttore dell’U.O.C. una piattaforma I nuovi Malattie Metaboliche d’analisi già attiva nel biomamarkers Ereditarie dell’Azienda laboratorio per oltre Ospedaliera e respon- individuan malattia 40 malattie ereditarie. sabile del programma Lo studio si è basato di Pompe, Fabry e Screening Neonatale sulla ricerca, in una allargato per le Malatgoccia di sangue della Gaucher tie Metaboliche Eregrandezza di mezzo ditarie della Regione centimetro, di quattro Veneto. enzimi che provocano “L’idea di allargare il concetto di la malattia di Fabry, quella di Gaucher, screening neonatale anche ad altre quella di Pompe e la Mucopolisaccaridosi malattie che non fossero solo quelle del di tipo 1. pannello previsto dalla legge italiana Novità assoluta è stata di aggiungere nasce dalla precedente esperienza fatta alla ricerca dei quattro enzimi principali negli Stati Uniti – spiega Burlina – dove per le quattro malattie altri biomarkers cioè
indicatori specifici di malattia presenti nel sangue che sono stati sviluppati nel nostro laboratorio e in grado di valutare la gravità della malattia. I risultati del lavoro parlano chiaro: per 40 neonati risultati positivi allo screening, è stato eseguito un test di conferma, da cui è emersa la diagnosi di malattia lisosomiale per 10 di loro: 2 sono risultati affetti da malattia di Pompe, 2 da malattia di Gaucher, 5 da malattia di Fabry e 1 da mucopolisaccaridosi. In tutto questo non si può trascurare l’evidente vantaggio nel rapporto costo-beneficio. “Per tutte le malattie lisosomiali comprese in questo pannello aggiuntivo c’è una terapia, afferma il Prof. A. Burlina, e l’efficacia della terapia è riconosciuta come maggiore se la diagnosi è precoce. Ad esempio, lo screening include una grave malattia del cuore nota come malattia di Pompe che comporta la morte nei primi mesi di vita e la cui efficacia terapeutica è indubbiamente più alta se la diagnosi viene posta nei primi 15 giorni di vita mentre si riduce notevolmente se solo la malattia viene riscontrata successivamente. Ad
oggi due di questi piccoli pazienti sono stati diagnosticati nella prima settimana di vita e certamente questo screening si è dimostrato fondamentale per la loro vita”. Lo screening neonatale per la prevenzione e cura delle malattie ereditarie è legge dal 2016. Una legge innovativa che indica che per tutti i neonati, in tutti i centri di nascita (pubblici, privati o a domicilio) indipendentemente dalla nazionalità, ci siano degli accertamenti diagnostici per 40 malattie metaboliche ereditarie per le quali una terapia potrebbe rivelarsi
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fondamentale. La Regione del Veneto ha attivato questo programma di screening già dal gennaio 2014 ed ha inoltre proposto oltre alle malattie che oggi sono contenute nella legge, un gruppo di patologie chiamate malattie lisosomiali. Queste malattie sono dovute a deficit di enzimi specifici che comportano gravi danni ad organi vitali quali cervello, cuore, fegato. Per alcune di queste malattie le manifestazioni cliniche sono presenti già nei primi giorni di vita e l’inizio della terapia si dimostra salvavita per questi pazienti.
DietaFachiche sì ma con formaggio Insieme per Lenti per Miopie, Insieme persoccorrere soccorrere Dieta sì ma con formaggio Ipermetropie, Astigmatismi e contrastarela la violenza e contrastare violenza O
rmai è un dato assodato: il formaggio, nellavisivi maggioranza dei leggeri (entro 3 diottrie), manifestarsi per esempio una cataratta o qualunque difetti possono essere olo la competenza e la proolo laottica competenza e lafessionalità professio- dell’operatore del casi,(da non unedalimento medi 3 aè 8) elevati (oltre le 8 diottrie). Per un altra malattia, è possibile rimuovere la protesi nalità dell’operatore del 118 o del Soccorso – spiega magro,dama ne-vista funzionale, anche un in quanto questa con comporta alcuna aderenza con paziente, un non puntoè di 118 o del Pronto Pronto Soccorso – spiega Gianna Vettore, anche da eliminare delmiopia di sole 3 diottrie, è i tessuti oculari. L’intervento si esegue in anestesia difetto leggero quale una Gianna Vettore, responsabile del coresponsabile del coordinamento regionale tutto. Nelle diete, anche sotto alla fortemente invalidante. La distanza di messa a fuoco locale (una piccola infiltrazione di anestetico ordinamento regionale dei servizi per dei servizi per l’emergenza e l’urgenza in quelle ipocaloriche, è infatti in questo caso limitata a circa 33 cm. In palpebra addormenta l’occhio) od in anestesia topica l’emergenza e l’urgenza - possono possono cogliere il ‘non detto’ di una donna infatti, è previsto. Va (gocce di anestetico che addormentano la superficie). relazione all’entità del difetto, possono essere utilizzate cogliere il ‘non detto’ di una donna in situazione di emergenza,inche ha pauradidiemergenza, che ha assunto, però, in quancollaborazione tecniche chirurgiche differenti ed in particolare per La scelta dell’anestesia è legata alla situazione quanto sta vivendo. titàleggeri-medi, limitate. Contiene anche all’ultimo difetti si può usare un trattamento laser, del paziente e può essere decisa riconoscere paura La di violenza riconoscere quanto sta vinon è solo fisica, è anche psicologica ed non è solo fisica, buone proteine, mentre questo non ècalcio indicato se il difetto è elevato momento. vendo. La violenza economica. e grassi, che consentoSi effettua un piccolissimo taglio di 3mm Non alla è facile èsaperla in quanto il tessuto da asportare con il laser sarebbe anche decodifipsicologica ed economica. care e accogliere aiuto che no di abbassare l’indice questo la domanda eccessivo ed il processo di guarigione potenzialmente periferia superiore della cornea ed attraverso Non di è facile saperla decodificare e arriva in situazione di emergenza. più glicemico turbolento. complessivo Per eliminare quindi una miopia, per taglio la lente viene iniettata arrotolata su se stessa. accoglierePerlaquedomanda di aiuto che sto servono operatori competenti, della dieta. si svolge e esempio, di 15 diottrie, non potendo effettuare un Una volta all’interno dell’occhio questa arriva inpreparasituazione di emergenza. ti, con una particolare sensibilità, capaci di operatori compeChi non segue una viene posizionata al di sotto dell’iride. L’intervento trattamento laser, possiamo agire inserendo una lente Per questo servono con la rete deitenti, servizi, delle for-con una particolare dieta dovrà ricordare, paziente rimane all’interno dell’occhio. Queste lenti sono state utilizzate dura mediamente cinque minuti ed ilconnettersi preparati, delle di connettersi con però,rmai di l’udue giorni. Il recupero visivozeè dell’ordine, veloce giàdei in centri antiviolenza in diverse foggie materiali, ma ililmigliore ed ormai sensibilità, ecapaci èlimitarne unedato assodato: formaggio, nella bendato settimana di 50 grammi per gli stagionati e circae un case protette”. so: ilmaggioranza consiglio è di è ottima. Abbiamo collaudato è un collamero una ditta la rete dei servizi, delle forze dell’ordeinon casi,brevettato non è un da alimento ma- seconda etto per giornata i freschi, lae visione invece ne consumiamo unparlato po’ Parte la formazione, dunque, con centri tremilaantiviolenza e delle indifetti questo modo mangiarne i giorni e soprattutto madoppio. esisteGli anche l’astigmatismo e americana. La tutti mia esperienza personale con giornaliere, questi dine, dei gro, ma non è neanche da eliminare del tutto. Nelle di meno di 6.miopici Quasi ilguadagneesperti consigliano Un percorso di formazione operatori coinvolti, 110 corsi 47 pronti risparmiando sale, ma (legato non a20fine pasto o usarlo l’ipermetropia. L’astigmatismo alla non sfericità impianti data da in oltre anni e le migliorie introdotte casenei protette”. Piano straordinario contro la violenza sulle donne, è ardiete,aggiungerlo anche quelle ipocaloriche, infatti, èremmo previ- calcio, di sostituire porzioni settimanali di formaggio con per almeno due operatori per ognuno delrugby Veneto con l’obiettivo prepotremmo contenere grassi e calorie, nell’aperitivo. superficie corneale, simile ad unsoccorso pallone da in questo lungo periodo visto modificare la della Parte la diformazione, dunque, con tremila operatori ticolato in due fasi: la prima fase è dedicata alla formasto. Va assunto, però, inhanno quantità limitate. Contiene porzioni di latte giornaliere, in questo modo guadavenire e contrastare la violenza le nei 47 pronti soccorso perché latteinvece e yogurt possono sceglieSecondo le piccole linee guida della chesicalcio, sferica) può essere sale, associato alla miopia forma di queste lenti che,Società essendo inserite coinvolti,contro 110 corsi del Veneto zioneSoccorso dei formatori, almeno 2 operatori, medici e inferbuone proteine, calcio e grassi, che consentono gneremmo risparmiando ma potremmo dei 47 Pronto del Veneto donne. Un fenomeno che in Veneto ha visto re magri. E i formaggi no. italiana di scienza dell’alimentazione o all’ipermetropia. L’ipermetropia è il contrario della dietro all’iride, sono posizionate davanti al cristallino con l’obiettivo di prevenire e contrastare la violenza mieri, per ognuno dei 47 Pronto Soccorso del Veneto. di abbassare l’indice glicemico complessivo della contenere grassi e calorie, perché latte e yogurt si 2016 oltre 5300 donnecontro rivolgersi ad unUn fenomeno Nelle diete il formaggio è magri. poco dovremmo mangiare tre porzioni giorna- di forma miopia e qui l’occhio è piùpreUnanel preoccupazione to con 946che milaineuro trasferiti nel 2017Ildalsanità di pubblica con il–coordinamento (piccola la pupilla). Le migliorie le donne. Veneto ha visto Programma formazione curato, per laammiparte dieta.lente dietro possono scegliere Ecorto. i formaggi no. centro di ascoltoèantiviolenza che registra sente 40 grammi pasto, di dose liere dinon lattesegue e al yogurt 125dovrà grammi, ma però, deiNelle pazienti è la durata queste Il materiale la Statorivolgersi nel quadro delcentro Piano di straordinario dell’Unità organizzativa Cooperahanno permesso giorno d’oggi di correggere anche nel e2016 oltre 5300 donne ad un scientifica, nistrativo dal Coordinamento regionale Emergenza Chi unada dieta ricordare, diperché diete ilaformaggio è poco lenti. presente perché massima saziano – in eterna! medianon – circa due accessi giorno ai econtro ci fermiamo una. Mentreè di esageriamo perfettamente biocompatibile e la durata la violenza – punta a realizzare una ipermetropie eda astigmatismi grado elevato con consentita, ascoltoal antiviolenza che registra – in sulle mediadonne, – circaè articolato e Urgenza zione e, perinternazionale la parte organizzativa, dalla Fondalimitarne l’uso: il consiglio di non mangiarne tutti 40 grammi anon pasto, dose per massima consentita, niente. servizi di Pronto Soccorso. la punta il formaggio: dovremmo mangiarne due fasi: la prima fase è dedicata for-Scuola retedioperativa multidisciplinare, uniforme in unacon difficilmente raggiungibile altreo saziano per niente. dueSolo accessi al giorno aiinservizi di Pronto Soccorso. Solo alla zione sanità pubblica con il coordinamento i qualità giorni eottica soprattutto non aggiungerlo a finecon pasto Cinquanta grammi di mozzarella sono tre porzioni a settimana 50 grammi che, come dell’iceberg di un fenomeno ancora tropmazione dei formatori, tutta dell’Unità la regione, organizzativa affinché gli Cooperazione operatori sachirurgie. In sintesi, possiamodiimmaginare la punta dell’iceberg di un fenomeno ancoraalmeno troppo2 operatori, amministrativo usarlo nell’aperitivo. Cinquanta grammi di mozzarella sono due cilieDott. Massimo Camellin duesulla ciliegine, non paragonabili a legumi gli astagionati e guida circa rimane un etto per i italiana po sommerso. Una telefonata al 118 o un medici e infermieri, per ognuno dei 47 Pronnitari possano dapprima prendersi cura del unaper lente contatto esterna appoggiata sommerso. Una telefonata al 118 o un accesso al proninternazionale – punta a realizzare una rete operativa Secondo le linee della Società di gine, non paragonabili a legumi o verdure quanto a Oftalmologo o verdure sazietà. Però, freschi, invece consumiamo unche po’ accesso pronto soccorsotopossono to Soccorso del Veneto. rischio uniforme delle vittime di laviolenza quindi, cornea, cosìedell’alimentazione una lentenefachica (significa è presente soccorsoessere possono essere un indizio per far emergere multidisciplinare, in tutta regione, e,affinché scienza dovremmo mangiare tre quanto sazietà. Però, insieme un frutto o al pane, al il forVia aDunant, 10 -ainsieRovigo a un frutto alaiuta pane, il formaggio meno di giornaliere 6. Quasi il didoppio. esperti un indizio perè far emergere domande ine- di aiuto, Il Programma – curato, per attivare efficace rispostaprendersi operativacura ed assieme al cristallino naturale) viene domande inespresse da partedidiformazione donne o migli operatori sanitariuna possano dapprima porzioni latte e Gli yogurt daappoggiata, 125me grammaggio a411357 ridurre l’indice glicemico, perché tel.o 0425 aiutacon a ridurre l’indice glicemico, perché consigliano di sostituire porzioni settispresse di aiuto, da parte di donne o minori re- esercitare un’azione di prevenzione delle all’interno sul cristallino. dei pregi di nori vittime di violenza.la parte scientifica, dal Coordinamento del rischio delle vittime di violenza e, quindi, attivare mi, ma dell’occhio, ci fermiamo a una. MentreUno esageriamo ricco in grassi. mail: segreteria@sekal.it è riccoain grassi. manali di formaggio con porzioni di latte vittime di violenza. Emergenza e Urgenza e, per la parte possibilità recidiva.ed esercitare un’azione questa chirurgia è la reversibilità ossia la possibilità Il piano regionale digionale formazione, finanziato con 946 una efficace risposta di operativa il formaggio: dovremmo mangiarne tre porzioni web: www.lasek.it Il piano regionale di formazione, dalla di di rimuovere la lente. Se nel corso della vita dovesse mila eurofinanziatrasferiti nelorganizzativa, 2017 dalla Stato nelFondazione quadro del Scuola di prevenzione delle possibilità di recidiva.
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Stubai, ghiacciaio tutto da sciare E’ il più grande comprensorio dell’Austria, paradiso per gli amanti di tutte le discipline alpine, oggi servito anche da una funivia costata 62 milioni di euro. Quattro le aree sciistiche, con piste anche per gli slittini
di Renato Malaman
E
’ un gigante che mette soggezione, ma poi si scopre che tutto sommato è un “bestione” mansueto. Tanto che non ha mai respinto nessuno, al punto che oggi il ghiacciaio dello Stubai (questo il nome di questo autentico gigante delle Alpi) ospita il più esteso comprensorio sciistico dell’Austria, dove si può sciare ininterrottamente da ottobre a giugno. Gli uomini della valle, gente solerte e intraprendente non v’è dubbio, una volta capito che il “gigante” ha un carattere addomesticabile gli hanno costruito su impianti e piste da sci, rendendolo la destinazione alpina più ambita del Tirolo nell’ambito degli sport invernali. A 45 minuti dal Brennero! Per godere appieno di questo autentico paradiso delle Alpi basta salire sulla piattaforma Top of Tirol (3.210 metri) da cui lo sguardo si posa su tutte le vette circostanti, comprese quella Ötztaler dove è stata rinvenuta intatta la mummia di Ötzi (l’uomo di Similaun) oggi esposta a Bolzano. Ma sono molto pittoreschi anche i paesi della valle: da
Neustift a Telfes, da Mieders a Schönberg, a Fulpmes. Imperdibile l’escursione nella grotta dentro il ghiacciaio. Sullo Subai, ghiacciaio sciabile più grande dell’Austria, grossi investimenti sono stati fatti e si continuano a fare per il futuro dello sci. La recente costruzione della funivia Eisgratbahn (ottobre 2016) costata 62 milioni di euro, ha reso più confortevole e stimolante la traghettata a 2.900 metri di sciatori e turisti nel regno delle nevi eterne. Il ghiacciaio dello Stubai è divertente e stimolante: offre oggi una varietà di 35 piste da sci, 13 tracciati fuori pista segnalati, il Powder Department che offre servizi e formazione adeguata in materia di freeride e scialpinismo, e lo Snowpark Stubai Zoo, uno dei migliori dell’arco alpino. La lungimiranza dei valligiani locali è evidente anche nella gestione della Schlick2000, la seconda area sciistica più grande della valle, e degli altri comprensori più piccoli di Elfer e Serles.
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Stubai, ghiacciaio tutto da sciare
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Ad esempio, nella Schlick2000 di Fulpmes, a partire da questa stagione invernale, ci sono una nuova seggiovia panoramica a quattro posti e due nuove piste: una nera sportiva chiamata “Panoramaschuss”, con vista fantastica sulle cime del Kalkkögel e una piacevole pista rossa, la “Hohes Laub Abfahrt”. Inoltre un ampliamento degli impianti di innevamento offre garanzia di neve su quattro versanti per tutta la stagione. Per chi cerca un’alternativa allo sci: la piccola area sciistica Elfer, collegata a Neustift dall’impianto di risalita Elferbahn, è l’eldorado dello slittino, con tre piste innevate naturalmente, illuminate anche la sera. Mentre il comprensorio di Serles, a cui si accede in cabinovia da Mieders, è apprezzato soprattutto dagli escursionisti grazie alla sua estesa area di tracciati che attraversano un suggestivo NELLA PRIMA PAGINA UNA VEDUTA DELL’INCANTEVOLE “PARADISO” DELLO STUBAI: A DESTRA paesaggio montano (di questi uno conduIL PANORAMA DI VETTE CHE SI GODE DALLE PISTE, VISTA SERALE DI NEUSTIFT, FULPMES ce fino al monastero di Maria Waldrast, CON IL SOLE, IL BELVEDERE DEL TOP OF TIROL E, SOTTO, LA NUOVA AVVENIRISTICA FUNIVIA CHE SALE SUL GHIACCIAIO, UNA DELLE PISTE PIÙ BELLE E LA GROTTA SCAVATA NEL GHIACCIAIO a 1.641 m), dalle famiglie e dagli sciatori principianti per via delle facili piste da sci pio sulla pista Elfer che attraversa la valle turna Milderaun, che prende il nome dalla godere delle offerte di tutti e 4 i comprene l’atmosfera rilassante e gioviale. In tutta la valle si contano più di 40 bai- Pinnistal in un percorso particolarmente MilderaunAlm: questa incantevole baita è sori sciistici della valle: fare carving sulte e ristoranti, tutte confortevoli, dall’ot- romantico illuminato da lampade a olio il raggiungibile a piedi attraverso splendidi le ampie piste del ghiacciaio, affrontare i tima cucina regionale e dall’atmosfera lunedì, il mercoledì e il venerdì dalle 19.30 boschi innevati in circa due ore da Mil- fuori pista sulla neve fresca dello Schlick alle 22:00 tra una slitta- derso Krössbach, ed è il punto di ritrovo 2000, passeggiare lungo i sentieri inverconviviale. Alcune di ta e l’altra ci si ritrova al per gli slittinisti notturni ogni martedì, nali di Serles e lanciarsi con lo slittino dal queste sono facilmenmonte Elfer. Inoltre, nello skipass è incluso te accessibili da turisti In questo nido d’aquila ristorante panoramico venerdì e sabato. La Valle dello Stubai mette in pista cura l’ingresso al centro ricreativo di Neustift e Elfer Agrar, dall’atmosfee sciatori anche di sera del Tirolo, a 45 minuti e prima qualità nei servizi e nelle strutture al centro acquatico benessere StuBay. ra accogliente e il clima con gli impianti oppure, dal Brennero, lo sci è per le famiglie, un ottimo rapporto qualità Le offerte. Skipass gratis sotto i 10 anni. festoso. in maniere più divertenpraticabile da ottobre La corsa notturna in prezzo, skipass gratuiti ai bambini sotto i 7 pernottamenti per due adulti e un bambite e avventurosa, scenslittino è un’esperienza 10 anni, specializzati maestri di sci e tanta no con prima colazione o mezza pensione dendo con lo slittino o a giugno. Lo skipass emozionante da prova- varietà di divertimenti. Sul ghiacciaio e o in un appartamento, lo skipass per sei risalendo il pendio con per i bambini fino re anche nella Schlick nella Schlick 2000 si trovano gli esclusi- giorni per i 2 adulti e gratuito per il bamsci e racchette da neve. 2000, ogni mercoledì vi centri BIG Family Stubai, veri e propri bino sotto i 10 anni, inclusa l’iscrizione La valle dello Stubai a 10 anni è gratuito dalle 19.30 alle 21:00 mini land di divertimenti sulla neve pro- settimanale al BIG Family Stubai, il pranvanta 12 piste da slittino anche qui è impossibi- gettati a misura dei piccoli sciatori e dei zo, le lezioni di sci e l’accudimento, più un per un totale di 43 km e tante opportunità di divertirsi in quota le non trovare una baita lungo il tragitto, loro genitori, che ricercano affidabilità e regalo di benvenuto e lo skibus gratuito, costa a partire da 1.390 euro. Validità fino durante le aperture notturne, combinando dove godere di un’allegra atmosfera alpi- professionalità nei servizi per i loro figli. Con il Super Skipass Stubai è possibile al 5 aprile. una piacevole serata in baita. Ad esem- na. Va citata anche la pista da slittino not-
Food & Drink NOTTURNO AMBASCIATORI DEL TERROIR Una giornata favolosa aspetta, lunedì 26 marzo, chi vorrà partecipare alla quarta edizione di Notturno – Ambasciatori del Terroir. L’evento sarà ospitato a Villa Foscarini Rossi a Stra, nel veneziano dove saranno protagonisti assoluti più di cinquanta produttori provenienti da tutta l’Europa. I vini in degustazione, selezionati da Meteri, si distinguono per il forte legame con il terroir di appartenenza e la coltivazione secondo pratiche biologiche e biodinamiche. Nel banco d’assaggio, inoltre, si potranno gustare alcune specialità gastronomiche della nuova linea SALE, una selezione delle migliori materie prime e di alcune eccellenze alimentari d’Italia. l salone, quest’anno aperto dalle 12.00 alle 22.00, sarà anticipato da un simposio a numero chiuso in programma dalle 10.00 alle 12.00 e dedicato ai vini della Mitteleu-
VINI TRENTINI, DA CONOSCERE E DA AMARE Anche per il 2018 un fitto programma di eventi dedicati ai winelovers per accendere i riflettori sui vini più rappresentativi del Trentino
ropa. Relatore del convegno sarà Niko Dukan, giornalista croato esperto di vini naturali, interverranno inoltre il critico gastronomico Paolo Vizzari, gli Chef Christian e Manuel Costardi e Dario Spezzamonte, gestore dell’osteria “Estro – Vino & Cucina” a Venezia. Al termine del Simposio sarà servito un piatto preparato dagli Chef Costardi.
Nosiola e Vino Santo, Müller Thurgau, Teroldego Rotaliano, Marzemino, Trentodoc, grappa: questi i protagonisti indiscussi degli eventi territoriali dedicati al mondo del vino, in programma lungo tutto l’arco dell’anno, coordinati e promossi dalla Strada del Vino e dei Sapori del Trentino. Il via con DiVinNosiola, quando il vino si fa santo, che dal 25 marzo al 25 aprile prevede diverse iniziative enogastronomiche, culturali e sportive concentrate in particolare nella città di Trento e in Valle dei Laghi, luogo di eccellenza per la produzione di Nosiola, la più antica varietà di uva bianca autoctona che dà vita all’omonimo vino, dall’inconfondibile profumo fruttato e gentile, e al Vino Santo, dolce nettare frutto dell’appassimento dell’uva su graticci chiamati “arèle”, accarezzati dalla brezza dell’Ora del Garda. Tra i momenti più suggestivi in programma, proprio il rito della spremitura delle uve appassite, che daranno vita alle prime gocce del Vino Santo 2018.
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Tavola
Zuppa di cannellini e farro Ingredienti per 2 persone: 300 gr di passato di fagioli cannellini Bio DelSanto 50 gr di salsa di pomodoro DelSanto 1 foglia di salvia 30 gr di cipolla tritata 1 dl olio extra vergine di oliva 100 gr di farro Bio al naturale DelSanto 15 cl di brodo vegetale pepe del macinino pecorino grattugiato
ni, mescolare con un cucchiaio di legno e versare del brodo vegetale fino ad ottenere la densità desiderata. Scolare e aggiungere il farro. Mescolare e scaldare il tutto a fuoco
moderato per circa 5’ Aggiustare di sale se necessario. Servire, con un filo d’olio extra vergine di oliva, pepe del macinino e pecorino a piacere.
Preparazione In una casseruola capiente versare 1 cucchiai d’olio, unire la cipolla tritata, fare rosolare due minuti. Aggiungere la salsa di pomodoro e la salvia. Lasciare insaporire ancora qualche minuto e quindi il passato di cannelli-
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La storia La DelSanto inizia la propria attività nel 1971 a S. Giustina in Colle (a nord della provincia di Padova). E’ una piccola azienda artigiana gestita da Gianni De Cecchi e dal figlio Federico. La qualità e la freschezza degli alimenti hanno poco a che fare con il progresso tecnologico. Ciò che l’innovazione può fare, però è preservare quanto la natura ci dona. È la filosofia con la quale Gianni De Cecchi (nella foto) ha guidato finora la sua DelSanto, specializzata nella lavorazione e conservazione di ortaggi freschi, legumi, frutta e cereali. L’azienda padovana ha fatto della ricerca il vero valore aggiunto della sua produzione, in cui la conservazione gioca un ruolo fondamentale. “Siamo stati i primi a testare una tecnologia adatta a conservare i cibi in modo naturale per molto tempo. La sterilizzazione abbinata alle buste in poliaccoppiato di alluminio permette di conservare a temperatura ambiente alimenti sott’olio o al naturale senza l’uso di conservanti. Il materiale di queste buste migliora notevolmente la qualità e la shelf-life del prodotto, senza l’ausilio di conservanti, amidi, glutammati o additivi chimici. Sono pratiche, flessibili e resistenti agli urti, basti pensare che tutto ciò ha portato la nostra tradizione oltre i confini della terra con la termostabilizzazione dei prodotti per l’astronauta italiana Cristoforetti”.
SENZA CONSERVANTI Perché in DelSanto non usiamo conservanti, coloranti, glutammati, amidi, ecc.? Semplicemente perché non servono. In fatti i prodotti DelSanto vengono sterilizzati o pastorizzati a seconda delle loro caratteristiche, questo significa che se non li inquiniamo in nessuna maniera con agenti chimici e loro si conservano semplicemente così, dopo la pastorizzazione o dopo la sterilizzazione per anni ed anni. Sono vari i motivi che ci hanno portato 40 anni fa a decidere di non utilizzare conservanti, o altri additivi chimici nei nostri prodotti: * Utilizziamo solo materie prime di livello qualitativo alto (non abbiamo quindi la necessità di correggere sapori indesiderati o di fermare eventuali processi di degradazione delle materie prime o cariche batteriche anomale). * Lavoriamo i prodotti che la terra produce quando sono nella loro stagione: lavoriamo infatti dal fresco. Normalmente i conservanti si usano quando si vuole ottenere da una materia prima “vecchia” una qualcosa che assomigli, dopo la lavorazione, ad un prodotto realizzato partendo da materie prime fresche. * In alcuni prodotti a base di funghi usiamo materie prime coltivate e provenienti da fungaie selezionate. In ogni modo, si tratta di funghi che giungono alla DelSanto “dal fresco”. Ai nostri fornitori applichiamo dei protocolli di fornitura molto severi. * Non usiamo COLORANTI perché riteniamo che se da un lato l’occhio vuole la sua parte, il nostro fisico assorbe il contenuto di ciò che mangiamo e pertanto, i coloranti aggiunti nei prodotti non apportano principi nutritivi, ma servono solamente a modificare l’aspetto esteriore e vengono comunque assimilati dal nostro corpo. Il colore nei nostri prodotti c’è, ma è destinato solamente ad abbellire le etichette: se dopo la cottura i funghi diventano un po’ scuri (cosa che accade a tutti noi quando li cuciniamo a casa) noi preferiamo lasciarli così come sono, senza sbiancarli solo per dargli maggiore “appeal”. * Non usiamo il GLUTAMMATO MONOSODICO perché tale prodotto chimico è un esaltatore di sapidità ed in base alla filosofia che seguiamo in DelSanto, preferiamo usare il sale naturale per dare sapidità ai nostri prodotti e non un prodotto chimico che simuli il sapore del sale. In aggiunta a questo, riteniamo d’aver raccolto ormai abbastanza documentazione scientifica a supporto della tesi che i Glutammati siano dannosi per il sistema nervoso umano. Si pone infine una domanda: perché
utilizzare un prodotto di derivazione chimica per dare sapidità ai prodotti, quando in natura esistono prodotti naturali che fanno la stessa funzione del glutammato (cioè allargare le papille della lingua in modo da gustare meglio i prodotti)? Semplice: il glutammato viene utilizzato per correggere il sapore di alcuni prodotti a soli fini di lucro. Il Glutammato Monosodico “imbroglia” le nostre papille gustative, nell’esperienza di tutti, basta un cucchiaio di tale composto chimico (contenuto nel “dado per brodo”) per trasformare dell’acqua in un qualcosa che ricorda il brodo di carne ma non è brodo di carne, anche se il sapore è molto simile! La riconferma che il glutammato non serve a svolgere la funzione del sale è contenuta in questa domanda che va’ posta a chi inserisce il glutammato nei propri prodotti: perché al posto del sale (per esaltare la sapidità) alcuni usano un prodotto chimico (glutammato monosodico) che costa molto di più? * Non usiamo l’AMIDO. Nei prodotti alimentari freschi ed in particolare nei funghi l’unica funzione dell’ingrediente AMIDO è quella di far trattenere al prodotto finito, dopo le fasi di lavorazione, una maggiore quantità di acqua: tutti sappiamo che cucinando un fungo, esso perde molto del proprio contenuto di acqua. Se noi aggiungessimo dell’amido ai nostri prodotti, potremmo avere delle rese anche del 40% in più sui prodotti finiti da noi realizzati. Ciò aumenterebbe la nostra produttività, ma ridurrebbe la quantità di funghi realmente mangiati dai nostri clienti. Infine vi rammentiamo che ciò che viene chiamato “Amido” dovrebbe essere indicato in etichetta come “amido modificato” cioè un prodotto ottenuto mediante trattamenti chimici e fisici che portano l’amido a legare in modo molto efficacemente con l’acqua (generando l’incremento fasullo di peso delle verdure).
Oroscopo
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l’
Ariete Poche le fiammate improvvise che vi contraddistinguono questo mese, sarete più sentimentali e inclini alla dolcezza
Toro In arrivo grandi slanci affettivi ma anche forti passioni e interessi condivisi che rafforzano la coppia
Febbraio Novità in arrivo per quasi tutti i segni, ricordate però che la prudenza non è mai troppa e che le passioni bruciano!
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Bilancia Nuovi incontri per i single. Per tutti gli altri dedizione e impegno ma sempre con un pizzico di egoismo
Scorpione E’ un ottimo periodo: eros e sentimenti viaggiano in parallelo, anche per chi non ha una relazione stabile
Gemelli
Sagittario
Il romanticismo caratterizza tutto il mese anche se l’ironia rimane sempre il vostro punto forte
Il partner non è sulla vostra lunghezza d’onda, e questo vi causerà un transitorio calo di energie e motivazione
Cancro
Capricorno
La fantasia mette ali all’affetto più profondo senza disdegnare il lato erotico, strepitoso. Se potete, viaggiate
Molti gli stimoli che attendono la vostra vita sentimentale e l’erotismo si arricchisce di slanci passionali
Leone
Acquario
Fortuna altalenante, passionali in amore riuscirete sarete delicati e ricettivi verso le esigenze del partner
Mostrate il meglio di voi a chi incrociate sul vostro cammino. Non vi mancano le risorse per brillare
Vergine
Pesci
Sarete spesso in disaccordo con chi vi sta accanto, esaminare ciò che non va è inutile. Ascoltare le ragioni dell’altro
Riuscirete a incontrare una persona che saprà accogliere tutto il vostro romanticismo e la vostra sensualità
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Perché siamo anche a Due Carrare.
C-HR HYBRID RAV4 HYBRID 25,6 km/l Consumo combinato 19,6 km/l
AURIS HYBRID Consumo combinato 25.0 km/ Emissioni CO2 96 g/km
87 g/km
Emissioni CO2
118 g/km
YARIS HYBRID Consumo combinato 27,8 km/l Emissioni CO2 82 g/km
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