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Monte Cerignone - Tel. 0541.978524 Fax 0541.978698

ANNO 16 N.8 Euro 1,50

Mensile di politica, economia, cultura, sport e costume della provincia di Rimini

REDAZIONE: VIA GARIBALDI, 30 - 47843 MISANO ADRIATICO (Rimini) - Tel. 0541.611070 E-mail: lapiazzarimini@libero.it

Grabo, coi palloncini si conquista il mondo IL PUNTO DI VISTA

Le difficoltà del Pd e la crisi d'identità dei berlusconiani di Alessandro Roveri* - In vista delle prossime elezioni politiche del 2013, o del novembre 2012, il Pd incontra alcune difficoltà interne, ma i berlusconiani stanno vivendo una vera crisi di identità. Circa le prime, si offre a Bersani una bella via maestra: l’ascolto delle convincenti ragioni del suo senatore Marino, illustre clinico cattolico. Sottolineo l’aggettivo cattolico, perché, come si vedrà, la cosa ha la sua importanza. Dice Marino che sua figlia ha avuto a Philadelphia dei compagni di classe viventi in famiglie omosessuali e felici come gli altri loro compagni. E aggiunge, Marino, che il Pd deve ammettere l’adozione da parte degli omosessuali; deve ammettere (sull’esempio tedesco dell’eingetragene Lebenspartnerschaft) i matrimoni gay e l’utilizzo delle cellule staminali prelevabili dagli embrioni, destinati a morire nel freddo perché abbandonati nelle cliniche dell’ infertilità; deve prevedere la libertà di rifiutare alimentazione e idratazione artificiali; deve pretendere la riscrittura della legge sulla fecondazione assistita. Tutto Segue a pagina 10-11

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AGOSTO 2012

Tariffa Roc: “Poste Italiane Spa - Sped. abb. post. D. L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.° 46) art. 1 com. 1 - DCB Rimini”

“No aerei, niente vacanze a Rimini”

Cattolica, una città generosa

RIMINI - 8-9

RIMINI - 4

Monte Cerignone - Tel. 0541.978524 Fax 0541.978698

Prima e seconda casa, Imu quasi al massimo MORCIANO - 53

CATTOLICA - 35

Economia, quale vento a settembre? Paura negli imprenditori, anche in coloro che se la stanno cavando. Ci vorrebbe una mossa corale. Se ognuno facesse il proprio dovere, il carretto sarebbe leggero da tirare

EVENTI

MADE IN ITALY

Da Saludecio, Gemmano, Misano, Montescudo, a Mondaino

Agosto: mese di sagre e rievocazioni

Al sarìa come l'arvéna ma j'arvinéd... Silvio vuol ritornare al governo

di Matteo Marini Francesco Toti - Soltanto un mese di commesse per oltre 100 dipendenti per uno dei gioielli imprenditoriali della provincia di Rimini: macchine a controllo numerico in produzione e titolare fermo e generoso. Settore metalmeccanica, è forse il più importante terzista d'Italia; lavora per cinque multinazionali. Quattro quelle tricolori. Negli anni anticedenti al settembre del 2008

Pagine 2-3

Breve massima di saggezza Panchine nei parchi e giustizia sociale per costruire un nuovo Rinascimento

Richard Rogers (architetto)

Mondaino, Palio del Daino Cecco - Renoir - 2012

ECONOMIA

VALCONCA

Manaresi provoca

San Clemente D'Andrea: “I partiti servono” Via Parma: the best San Giovanni Bacchini, vignaioli dal 1200 Coriano Pd, le ragioni della sconfitta Montefiore Notte san Lorenzo vs Notte rosa Mondaino Chiaretti, turismo colto Saludecio Parroco-Saludecio, mediazione?

‘Andare a Lugano’ Pagina 5

MISANO

QualePsc? Giannini: “Nessuno lavora nelle stanze segrete”

Pagine interne

CONDOMINI - PARERE DELL'ESPERTO


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INCHIESTA

Agosto 2012

2

Disoccupazione al 12 per cento (4% gli scoraggiati). L'edilizia a picco. Lo sfruttamento nella crisi

Economia, quale vento a settembre? L'INCHIESTA

segue dalla prima pagina (anche se le avvisaglie della crisi si avvertono già nella primavera dello stesso anno) gli ordinativi richiedevano orizzonti di due anni di lavoro. Se questa è la faccia della medaglia triste e che deve far riflettere il potere dei poteri, la politica, la faccia della medaglia assolata è rappresentata da una delle maggiori aziende italiane nella commercializzazione dei bulloni. Vende dal Brennero alla Sicilia. Ha una quarantina di dipendenti e se la sta cavando anche piuttosto bene. Negli anni addietro fece ricorso alla cassa integrazione. Per restare nel solco del positivo. La Dts di San Clemente, circa cento dipendenti, luci e lampade per locali e palchi per spettacoli, non fa che due settimane di ferie in agosto; lo scorso anno le settimane furono tre. Torniamo al negativo. Invece, ad un'altra terzista azienda di valore, la multinazionale che opera ai quattro punti cardinali della terra ha comunicato che l'anno prossimo gli ordinativi, rispetto a quest'anno, saranno tagliati del 40 per cento. Solo che nel 2012 c'era già stato un taglio del 35 per cento. La multinazionale che un tempo valeva circa il 25 per cento dei ricavi, si è ridotta a poca cosa. A frenare l'economia reale ci si mette anche la paura; l'umano e

Giornale d'informazione fondato nel 1997 Direttore responsabile Giovanni Cioria Edizioni la Piazza Via Garibaldi 30 - 47843 Misano Adriatico Redazione Via Garibaldi 30 - 47843 Misano Adriatico tel. 0541.611070 Abbonamenti e pubblicità - 0541.611070 Stampa La Pieve Poligrafica Editore srl Verucchio (Rimini) Pubblicità inferiore 45% Registrazione presso il Tribunale di Rimini N.° 13/'97 del 21 - 8 - 1997 Numero Roc: 10.364

Giornale in stampa il 2 agosto

NUMERI

giusto timore del domani. Ogni famiglia, temendo vacche magre, non spende. Non fa girare l'economia. C'è il single che lavora in banca a Milano, con un contratto blindato, che non se la sente di investire. Il racconto è di un cugino. Fa l'edicolante in una cittadina della costa. Quest'anno, fino a giugno, ha visto scendere le vendite dei quotidiani (un polso dell'andamento turistico) dell'11 per cento. Cassa integrazione Ma la crisi si può leggere, oltre che dalle comessse, dai numeri dell'Inps. Della cassa integrazione. Il dato è preoccupante per tutta una serie di motivi. Innanzitutto in termini assoluti. Secondo i dati Inps raccolti elaborati dall’ufficio Studi e ricerche della Cgil, nel primo semestre 2012 la cassa integrazione in provincia di Rimini ha raggiunto e superato i tre milioni di ore (3.193.740 per la precisione) un ammontare senza precedenti negli ultimi sette anni e soprattutto da quando è cominciata la crisi. Con un incremento dell’11,24 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, in controtendenza con il dato regionale, che invece scende del 7,3 per cento e con una media molto superiore a quella nazionale, il cui incremento si arresta a un 2,47 per cento. La Cassa integrazione straordinaria, quella che viene erogata quando un’azienda è in fase di ristrutturazione, crisi grave di settore o addirittura fallimento a Rimini cresce del 34,75 per cento mentre in tutto il resto della regione cala fatta eccezione per Reggio Emilia in cui rimane sostanzialmente invariata (+0,41 per cento). La Cassa integrazione ordinaria, la Cigo, aumenta in provincia del 56,41 per cento. Fanno peggio solo Ferrara e Forlì-Cesena (rispettivamente con un +50% e +158%). Diminuisce solamente il dato della Cassa integrazione in deroga, secondo la Cgil “è in parte giustificata dalla tipologia economico produttiva del nostro territorio, nel quale il 25% delle aziende è di medie grandi dimensioni, mentre il 75% è composto da imprese piccolissime (sotto i 5 dipendenti) o addirittura da attività individuali, ed in parte dal fatto che la durata della crisi ha selezionato le imprese che la utilizzano (alcune hanno chiuso mentre altre hanno esaurito il periodo)”. Da tenere ben presente an-

Cassa integrazione da record - Nel primo semestre 2012 la cassa integrazione in provincia di Rimini ha raggiunto e superato i tre milioni di ore (3.193.740 per la precisione) un ammontare senza precedenti negli ultimi sette anni e soprattutto da quando è cominciata la crisi. Con un incremento dell’11,24 per cento rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, in controtendenza con il dato regionale, che invece scende del 7,3 per cento.

che il dato sulla disoccupazione che tocca l’8 per cento ma, sommato ai cosiddetti “scoraggiati” cioè chi il lavoro non ce l’ha e non lo cerca, la percentuale sale al 12 per cento. Il quadro è preoccupante perché forse questo significa che da noi l’onda grossa arriva ora: “Il nostro è un territorio che per sua caratteristica la crisi la sente un po’ dopo – è l’opinione di Graziano Urbinati, segretario generale della Cgil di Rimini – e faccio l’esempio del turismo che, negli anni scorsi in qualche modo ha tenuto mentre gli ultimi dati danno un forte calo”. Edilizia C’è poco da stare allegri quindi. Il comparto che sembra soffrire di più è quello edilizio, nel quale si sono persi 1500 posti di lavoro. Nell’industria tutta le più grosse difficoltà sono in particolare nel settore meccanico (in linea con le tendenze nazionali) e la lavorazione dei minerali: “I 1500 posti persi nell’edilizia sono il risultato della fine della bolla immobiliare e da noi il dato è stato un po’ ammorbidito dai cantieri della terza corsia dell’autostrada. A questi vanno probabilmente sommati quelli dell’artigianato: i 5-600 accordi di sospensione vogliono dire più o meno altri 1200-1.500 posti di lavoro.

Nell’industria i primi a risentirne sono stati i committenti delle grandi aziende. E poi c’è la moda e la cantieristica navale. I casi più eclatanti sono la chiusura di Gir+A&F (il marchio Girbaud ndr) e Ferretti, che è stato costretto a far entrare gli stranieri che si son presi l’azienda. E a questo punto mi viene da dire: per fortuna. Così almeno si sono conservati i posti di lavoro e il know-how è rimasto qui in Italia”. Almeno per ora, verrebbe da dire. Crepe profonde Il tessuto del nostro territorio, particolare per la presenza di un comparto turistico enorme, mostra quindi le sue crepe, profonde. Con la riforma Fornero, infatti, un altro elemento balza all’attenzione di un’analisi più attenta: quello della disoccupazione che sarà sostituita dall’Aspi e dalla MiniAspi. È l’assegno che percepisce per esempio chi ha fatto la stagione, e i cui requisiti si fanno più stringenti per l’accesso: “La riforma riduce importo e contributi mentre aumenta il numero di settimane lavorate necessarie, che sono 13”. Questo potrebbe essere un incentivo alla regolarizzazione? “Non è detto perché invece la reazione potrebbe essere invece quella di dire ‘visto che non raggiungo le ore sufficienti

– riflette Urbinati - dato che lavoro meno di 13 settimane, preferisco prendere di più ma in nero’”. Sicurezza edifici Le criticità del territorio sono un ulteriore freno alla ripresa che ancora tarda a palesarsi all’orizzonte. Serve un volano e, come nelle arti marziali, sfruttare le debolezze per trasformarle in nuove possibilità. Che è quello che la crisi può insegnare: “Dopo il terremoto in Emilia – continua il segretario della Cgil – è emerso il tema della sicurezza degli edifici che interessa sia le strutture turistiche come gli hotel, sia gli stabilimenti produttivi che le abitazioni private. È un modo per ripartire riqualificando il territorio, mettendo tutti quanti in regola dal punto di vista della sicurezza invece di andare avanti a forza di deroghe ma anche impostare un diverso modello di sviluppo, basato sulla green economy e sulle risorse energetiche pulite. Il tutto dando lavoro alle aziende del nostro territorio e creando un’attrattiva per gli investimenti da fuori grazie alla maggiore competitività”. Gli interventi di ristrutturazione degli hotel, le fogne a Rimini, nuove infrastrutture: tutte necessità di cui la provincia di Rimini ha sicuramente bisogno. Ma la domanda sorge spontanea: i soldi chi li mette? “Innanzi tutto gli impren-

ditori, che devono tornare a investire nell’economia reale. E poi il territorio tutto deve fare massa critica per chiedere a gran voce credito di imposta e agevolazioni fiscali. In questo modo si può puntare alla qualità e non ai prezzi stracciati come, purtroppo, accade sempre più di frequente”. Crisi e nero In tempo di crisi si acuisce anche il nero, il grigio, l’irregolare. I dati che provengono dalle ispezioni Inps e del Dipartimento provinciale del lavoro suggeriscono come questo fenomeno, invece di calare, si alimenti durante i periodi di difficoltà. Di recente il comune ha affrontato la questione con un consiglio comunale a tema ma ancora le soluzioni sono di là da venire: “Se mi è concesso esprimere la mia opinione, secondo me è stato affrontato in maniera obsoleta. Lo scenario si sta evolvendo ma tutti gli attori devono guardarsi attorno e parlarsi. Noi, come Cgil, assieme alla prefettura, alle associazioni di categoria come Confindustria, Provincia, Inps e Dpl stiamo mettendo a punto un protocollo per l’edilizia. In modo tale da regolamentare gli appalti e i lavori con requisiti che siano la sicurezza sul lavoro, la trasparenza e regole precise sui controlli contro le infiltrazioni della criminalità organizzata”.


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Agosto 2012

INCHIESTA

Nel primo semestre sono state iscritte 1.879 aziende e cancellate 1.685. In caduta anche il commercio al dettaglio e all'ingrosso

Morciano - Via Ca' Fabbro 130 Tel. 0541.851411 Fax 0541.987453

Camere di commercio - Imprese iscritte-cessate primo semestre 2012 capitale

persone

individuali

totale

iscritte

cessate

iscritte

cessate

iscritte

cessate

iscritte

agricoltura

1

0 15

50 66

105 90

11

78

118

energia

6 0

6 13

56

manifatturiero

4 5

1

0

0

1

0

1

1

costruzioni

17

11

14

22

251

267

251

267

commercio

19

36

26

51

296

341

286

308

trasporto

1

5

0

7

21

29

22

44

ristorazione

15

21 7

107 37

162 18

243

3 1

59 2

165

informazione

42 4

44

28

3

1

3

23

20

25

26

immobiliari

3

34

8

15

12

25

23

74

professionali

9

16

4

13

51

40

68

81

noleggio - viaggi

2

9

2

3

41

29

48

44

istruzione

0

2

1 6

3 11

0 16

5

1 1

0 2

4

12

20

35

2

9

12

48

43

58

58

no classificate

195

35

185

21

236

20

637

79

Totale

274

209

306

234

1.255

1.206

1.879

1.685

finanziarie/ass.

intrattenimento servizi

Fonte: Infocamere Stockview

cessate

Morciano - Via Ca' Fabbro 130 Tel. 0541.851411 Fax 0541.987453

Più le iscritte delle cessate Soffre il manifatturiero Crollo delle costruzioni - Il saldo delle aziende iscritte alla Camera di commercio nel primo semestre del 2012 è ancora positivo rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Hanno chiuso 1.685 attività; quasi duecento in più coloro che hanno aperto i battenti, pari a 1.876. Sono di segno negativo tutti i settori storici ed importanti dell'economia della provincia. Si sa che da anni l'agricoltura è marginale. Dunque, nessuna sorpresa se sono più le partite Iva chiuse (111) rispetto alle aperte (56). Nel settore dei settori, il manifatturiero, le indicazioni non sono affatto piacevoli. Nei primi sei mesi di quest'anno hanno alzato bandiera bianca in 118; invece, hanno issato quella della sorte in 78. Il differenziale negativo è di 40 unità.

Manlio Maggioli, presidente Camera di Commercio

Cala il manifatturiero e stessa china anche il settore costruzioni. E forse qui i numeri dicono e non dicono rispetto alla realtà. Il mercato è fermo e non si vende neppure nei posti di pregio, come sul lungomare. C'è un bell'edificio, vista mare, che ha piazzato solo la metà degli appartamenti. I fornitori, naturalmente, soffrono. Purtroppo. Gli orizzonti sono bassi e bui. Negli ultimi 20 anni, si sono tirati su edifici con un solo futuro: essere

delle macerie. Le cosiddette cattedrali nel deserto. Peccato, sono state sciupate risorse e gettato al vento intelligenze ed investimenti in settori forse più difficili ma con la prospettiva di creare valore e ricchezza per chicchesia. Come dicevano gli antichi, per affrontare il nemico, bisogna conoscerlo. Ora, si spera, la tristezza del mattone, il nemico. lo abbiamo conosciuto. L'altro settore forte che ha sempre assorbito manodopera è il commercio. Hanno cessato ben 429 imprese; le nuove iscritte invece sono state 341. Quasi 90 di meno. Hanno sofferto tutte le tipologie societarie: da quelle di capitale fino alle ditte individuali. E non si scorgono orizzonti chiari.


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ECONOMIA

Agosto 2012

4

Coriano. L'export vale l'80 per cento; 40 le nazioni. Il 40% negli Usa (detiene il 6-7% del mercato)

Grabo, la multinazionale dei palloncini PENSIERO E AZIONE

- “La rivoluzione è buona, utile, ineluttabile e necessaria!!!”. La scritta è in rosso. Sulla grande lavagna nella luminosa sala riunioni della Grabo di Coriano, tra i leader mondiali nella produzione di palloncini, seguono più in basso, in blu, questi sostantivi: fiducia e innovazione, qualità e risorse umane. Fondata da Giorgio Grassi nell'82, commenta i suoi principi: “Se non hai fiducia è inutile parlare di innovazione, qualità e uomini”. Settacinque dipendenti (negli ultimi tre anni ne sono stati assunti una quindicina), bandiere in 40 nazioni, con l'export che vale circa l'80 per cento del fatturato, la Grabo è fuori dai canoni classici. Ma fa utili che vengono reinvestiti non solo in progetti di crescita ma anche per il benessere del personale. Potrebbe essere considerata l'Olivetti in salsa riminese. Palestra (attrezzatura Technogym e biciclette da spinning). Solarium. Sauna. Ampio spazio per i bambini ben arredato (compleanni e feste). Cucina super attrezzata per farsi lo spaghetto (il venerdì pomeriggio ci si delizia con la pizza). Sala per

Grabo, il parco giochi attrezzato inaugurato lo scorso giugno

La proprietà risponde al telefono; una visione personale di fare impresa. Una cultura olivettiana. Al suo interno l'“Isola che non c'è”: sala feste per bambini, sala biliardo, palestra, cucina, solarium, cromoterapia, sauna cromoterapia (con angolo tisane). Sala biliardo e biliardino. Fuori, in un ampio giardino con gazebo e giochi per bambini, altre strutture per il tempo libero: campo da pallavolo, calciotto... L'area di cui sopra è denominata “Isola che non c'è”; tutti questo ben di dio è a disposizione dei dipendenti (il nucleo originario è composto da una decina di persone e risale a 25 anni fa). Il corianese Grassi ha un'idea molto personale di fare impresa, dove viene prima la relazione umana, nella reciprocità e poi il rapporto professionale. E pur di dare una mano al Belpase sareb-

be disposto anche ad accettare la patrimoniale. Ma quei danari dovrebbero essere impiegati per innovazione e ricerca. “Le rivoluzioni vere passano dalle piccole cose. Il primo passo è ricominciare a collaborare col pubblico. Siamo nella stessa barca, invece c'è un crescendo di astiosità tra le parti. E' così che si vuole salvare il Paese? Le relazioni industriali vanno modificate se si vuole avere la chance del futuro”. Sposato, due figli (22 e 16), per loro è diventato il presidente della Tre V (Tre Villaggi di Ric-

cione), società di calcio che cura il settore giovanile. In questo momento il dollaro rafforzato del 10 per cento sull'euro lo sta aiutando. Gli Stati Uniti valgono il 50 per cento del fatturato (controlla il 6-7 per cento del mercato), ma nonostante tutto è preoccupato: “Come imprenditore, come italiano, guardo il mondo, osservo la nostra situazione e sono in apprensione. Mi rendo conto che non possiamo continuare a gestire l'Italia come è avvenuto negli ultimi 20 anni”.

La Grabo è uno dei gioielli imprenditoriali e umani della provincia di Rimini. Una miscela di organizzazione, tecnologia (anche se il prodotto fa volare la fantasia e si pensa a torto che non richieda tecnologia altissima) e relazioni interpersonali. Ha articoli propri e tanti personaggi dei cartoni animati e fumetti: Puffi, Barbapapà, Fantagenitori. Largamente leader in Europa, l'azienda si sviluppa in due stabilimenti e su una superficie di 6.000 metri quadrati coperti. Le macchine di produzione sono all'avanguardia

e italiane. Venne fondata nell'82. Grassi: “Siamo sempre cresciuti, anche negli ultimi tre anni. Al momento siamo vicino alla doppia cifra, tuttavia c'è la paura di arretrare da qui a fine anno”. “Come tutte le aziende nuove continua Grassi - i primi mesi furono impervi. Ho anche rischiato il fallimento. Gli imprenditori sono dei Cristoforo Colombo che pensano di portare a casa un progetto invece alla fine diventa altro. Tutti gli spazi e i servizi per i dipendenti sono il frutto delle riflessioni in corso d'opera: un'idea tira l'altra” Grassi appartiene a quella categoria di imprenditori che risponde al telefono direttamente. Sul futuro dell'Italia non è affatto ottimista (come dargli torto, anche se la sua impresa racconta l'esatto contrario). Dice: “Prima di affermarci sul mercato americano ci sono stati 5 anni di tentativi, con grossi rischi. Siamo entrati nel '94; la luce l'abbiamo vista soltanto nel '99”. Negli anni del boom, il portafoglio ordini era di un mese; oggi è di una settimana. Grabo se la cava grazie all'estero; l'Italia è in forte contrazione.


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5 Via Montalbano, 1173 S. GIOVANNI IN MARIGNANO TEL. 0541 - 955505 FAX 955444

Agosto 2012

ECONOMIA

Provocatorio Piero Maranesi, esperto di bilanci. Per il tribunale di Parma ha ricostruito il labirinto Parmalat

Via Montalbano, 1173 S. GIOVANNI IN MARIGNANO TEL. 0541 - 955505 FAX 955444

“Troppo povero altrimenti andrei a Lugano” Perito del tribunale di Palermo, ha svelato i castelli societari della Mafia. Studia, poi acquista e vende aziende. Gli unici ad avere i baiocchi per farlo sono i fondi. Con Monti abbiamo mandato a casa nani e ballerine. Ci vorrebbe una patrimoniale. Dovremmo essere il polo turistico mondiale

Piero Manaresi, ricccionese, esperto di bilanci aziendali, vende e acquista imprese

L'INTERVISTA

- Dacci una speranza? “Il punto dell'Italia si può tirare attraverso l'Ilva di Taranto. Non siamo più un Paese per produrre; stiamo andando verso la de-industrializzazione. Che Geronzi insieme a Mucchetti scrivano un libro sulla finanza italiana degli ultimi 20 anni, che dire? E' un altro segno. Fortissimo. E se uno esce in barca, può incontrare Carabinieri, Guardia di finanza, Polizia, Guardia costiera e forse anche la motovedetta di qualche comune. E di sicuro l'elicottero della Forestale. Non è troppo? Non è uno spreco di risorse? La stessa cosa vale anche per chi fa impresa; una mattina una delle tante istituzioni si alza e ti chiede qualcosa. Questo potrà mai essere un sistema Paese? Ho amici impren-

ditori di Rimini che sono andati a vivere e a fare impresa a Lugano. Senza contare quanti lombardi stanno oltrepassando le Alpi. Là trovano costi del lavoro più alti ma equilibrio, certezze, serietà. Una sistemazione lineare che ti sorregge. Io non sono abbastanza ricco per trasferirmi. Che paese è dove fanno sciopero bagnini e farmacisti? Non saranno mica imprenditori”. Piero Manaresi è un primo della classe, sempre provocatorio. Sempre divertente. Col gusto raffinato per le metafore. Riccionese, è un esperto di bilanci e meandri societari. Riesce a trovarti un pallino in mezzo a milioni, seppur è dello stesso colore. E' stato perito della procura di Parma sulla Parmalat. E' stato il ric-

cionese a ricostruire il dedalo delle società di Tanzi. Grazie al suo lavoro, il tribunale di Palermo confiscò beni alla mafia per 800 milioni di euro. Profondo conoscitore delle sistema imprenditoriale italiano, per mestiere analizza i bilanci e poi propone acquisti ai fondi, o di vendere agli imprenditori. Alla fine di luglio, ha venduto ad un private equality un'azienda vicentina che produce sacchetti biodegradabili. E la speranza?

“La forza per ripartire ci sarebbe. Abbiamo belle aziende e imprenditori pieni di idee. Solo che siamo nel sistema delle lobby, dove ognuno pensa al proprio orto. Dove è prassi privatizzare gli utili e socializzare le perdite. Se avessimo la forza di abbattere il muro delle lobby il Pil schizzerebbe. Però se teniamo la macchina ferma, non sapremo mai di quanto questa benedetta ricchezza possa crescere. Oggi, siamo un Paese che brucia ricchezza accumulata

ai danni dello Stato; cioè siamo in un luogo dove lo Stato è povero e le famiglie sono ricche. Nella sola Svizzera sono depositati risparmi italiani per 100 miliardi di euro. E così non va. Rimini sembra una provincia basata sull'agricoltura sulle segnalazioni anti-riciclaggio, Una volta sono stato avvicinato da un signore che voleva investire 3 milioni. Gli chiedo da dove arrivano i soldi; mi risponde dall'Irlanda. Gli dico che va bene, ma che ci vuole la dichiarazione di una banca. Non si è più presentato”. Il lavoro di Monti? “Se uno va da un igienista dentale dopo che per 6 anni non si è mai lavato i denti, deve stare sotto una marea di tempo, con il sangue che sgorga all'infinito. Non puoi mettere mano ad un sistema in 8 mesi quando ha alle spalle 50 anni di sciocchezze”. Da dove iniziare? “Vanno fatte una serie di cose, un po' come guidare un'automobile. Partirei da una patrimoniale del 10 per cento. Tutti coloro i quali hanno patrimoni sopra i 10 milioni sarebbero ben felici di

pagare. Se il Paese dovesse affondare, sarebbe finita per loro. Una piccola patrimoniale è già stata applicata, come Imu e bolli sui depositi dei titoli. Poi ci dovremmo concentrare sul turismo. Potremmo essere il polo attrattivo mondiale. Solo che sprechiamo intere regioni. Sicilia, Campania, Calabria. Se invece di avere in Emilia Romagna 4 aeroporti ce ne fosse solo uno e ben collegato... Ed è così in tutt'Italia; più fette ci sono e più briciole il clientelismo raccoglie. Poi c'è tutta la partita dei prodotti di nicchia di qualità, ma ad alta vocazione all'export sui quali concentrarsi. Per farcela, va varcata la soglia del 60 per cento. Se lo Stato continua così, ci trascina in una lenta agonia. Il sistema lo abbiamo rotto, quando una massa enorme è stata assunta dallo Stato. Il loro posto nel privato è stato preso dagli extra-comunitari. Ora che cosa fare con quel sovrappiù nella macchina pubblica?”. Insomma, lei è sempre negativo? “No. Col governo Monti abbiamo messo il guinzaglio a nani e ballerine. Insomma, eppur qualcosa si muove. Io purtroppo parto dai numeri e dai fatti. Idea semplice semplice: tagliare i costi e buttare danaro per la ripresa economica”.

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Agosto 2012

RIMINI

Quatto medaglie d'oro. Romeo Neri guida con tre trionfi a Los Angeles 1932. La quarta è di Maurizio Stecca, Los Angeles, 1984

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Riminesi alle Olimpiadi Roberto Manzi

LO SPORT

- La prima volta di un'Olimpiade per un riminese fu nel 1928 ad Amsterdam. Vi presero parte Romeo Neri (ginnastica artistica) e Eugenio Pagnini (pentathlon moderno). Neri conquista un argento. Quattro anni dopo, a Los Angeles, Neri mette nella sua speciale cascina tre trionfi. Per un altro oro bisogna aspettare la seconda volta di Los Angeles, 1984. A salire sul gradino più prestigioso, il pugile Maurizio Stecca. A Los Angeles '84, anche un bronzo. Lo vince lo schermitore Roberto Manzi nella gara a squadra. Gli ultimi due sono riccionesi, Nicola Ciotti e Marco Giungi. Andiamo a vedere tutte le partecipazioni olimpiche dei ragazzi della provincia.

1928 Amsterdam Romeo Neri (ginnastica artistica) 1 medaglia d’argento Eugenio Pagnini (pentathlon moderno)

- È partito anche quest’anno il piano locale, coordinato dell’Azienda Usl in stretto raccordo con i Distretti di Rimini e Riccione e con la Provincia di Rimini, mirato a sostenere le persone in particolari condizioni di fragilità per affrontare la stagione estiva ed eventuali ondate di calore. Come gli anni scorsi il piano contempla una stretta collaborazione tra l’Azienda stessa, i Comuni, la Protezione Civile, le associazioni di Volontariato e il Terzo Settore. Per sviluppare concretamente le azioni del piano, previsto dalle linee guida emanate dalla Regione Emilia Romagna, è infatti attivo dal 2009 un gruppo operativo (Nucleo Anziani Fragili) che agisce in stretta collaborazione con i presidi ospedalieri, i medici di Medicina Generale e la rete dei Servizi sociali attivando interventi di natura socio-sanitaria, mirati soprattutto alla

1968 Città del Messico Sergio Lucorii (ginnastica artistica) 1972 Monaco Patrizia Neri (ginnastica artistica) Gabriella Marchi (ginnastica artistica)

1932 Los Angeles Romeo Neri (ginnastica artistica) 3 medaglie d’oro Eugenio Pagnini (pentathlon moderno) Edelweiss Rodriguez (pugilato) Walter Boninsegni (tiro con la pistola) 1936 Berlino Romeo Neri (ginnastica artistica) Walter Boninsegni (tiro con la pistola) 1952 Helsinki Romano Neri (ginnastica artistica)

1976 Montreal Pierangelo Pira (pugilato) Luciano Vendemmi (pallacanestro)

Marco Giungi, Atene 2004

Romeo Neri, tre ori

1984 Los Angeles Maurizio Stecca (pugilato) 1 medaglia d’oro Roberto Manzi (scherma) 1 medaglia di bronzo (a squadre) Marco Bucci (atletica leggera) 1988 Seul Patrizia Luconi (ginnastica artistica) 2004 Atene Marco Giungi (marcia) Nicola Ciotti (salto in alto)

Nicola Ciotti, Atene 2004

Maurzio Stecca, oro a Los Angeles 1982

Tutto contro “Caronte” Partito piano Ausl in collaborazione con le associazioni di volontariato individuazione e alla prevenzione di situazioni a rischio. Tale gruppo operativo, oltre che nelle scorse estati, si è attivato anche pochi mesi fa, in occasione dell’emergenza neve, prestando sostegno a tanti anziani in condizioni difficili. Il “Nucleo Anziani Fragili” (operativo tutto l’anno) sta già attuando il piano specifico relativo alle ondate di caldo in stretta collaborazione con l’attività del telesoccorso e della teleassistenza, per tutta l’estate 2012 fino al 15 settembre. Il nucleo è composto da operatori di provata esperienza nel set-

tore sociale e sociosanitario e da volontari appositamente formati. I componenti del nucleo provvedono a contattare al telefono le persone che rientrano nella mappa della popolazione a rischio, per verificarne lo stato di benessere e gli eventuali bisogni. L’intervista telefonica è strutturata in modo tale da controllare il livello di autonomia dell’utente nell’organizzarsi contro il caldo, il suo eventuale stato di disagio

psicofisico, la sua tendenza a bere a sufficienza, la disponibilità della sua rete famigliare o sociale di supporto, o l’eventuale presenza di reti di vicinato. Il Nucleo, inoltre, effettuerà il monitoraggio in tempo reale della situazione climatica e dei suoi effetti in stretto contatto con il dipartimento di Igiene Pubblica dell’Ausl e in collaborazione con l’Arpa. Nel 2011, per quanto ri-

guarda l’emergenza caldo, il “Nucleo Anziani Fragili” ha monitorato, attraverso le telefonate strutturate, circa tremila persone e ha attivato un centinaio di progetti individualizzati. Sono state invece circa 600 le telefonate “in entrata” per fornire informazioni utili. Anche quest’anno è attiva una linea telefonica dedicata che unitamente ad un indirizzo di posta elettronica (emergenzacaldo@auslrn.net) servirà a fornire informazioni utili e per ricevere eventuali richieste d’aiuto. Il numero, già operante, è lo 0541 707305.

volontarimini@volontarimini.it

Mondaino, il 21 luglio, dalle 19, festa della solidarietà in piazza

Cuore e fantasia - Cuore e fantasia per il volontariato. Questo lo slogan della festa che ormai da diversi anni anima le strade di Mondaino in estate. L’appuntamento è sabato 21 luglio in piazza Maggiore con musica, giochi, spettacoli e testimonianze. Si tratta di un messaggio, soprattutto per i giovani, di impegno nelle attività e valori del volontariato. Promotore dell’iniziativa è l’associazione Gli Amici di Mondaino, legata alla Caritas interparrocchiale di Mondaino, Saludecio e Montegridolfo, in collaborazione con il comune e la Pro Loco di Mondaino, le contrade e la parrocchia mondainesi.


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RIMINI Morciano - Via Ca' Fabbro 130 Tel. 0541.851411 Fax 0541.987453

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Per il low cost la comunità investe tra i 3-4milioni di euro l'anno

NUMERI

Aeroporto, ricaduta di 900 milioni di euro Jumbo russo a Rimini

“No aerei, niente vacanze a Rimini” IL FATTO

- L'aeroporto di Rimini non gode di buona fama nella pubblica opinione del Riminese. Anzi. La struttura cala sul territorio una ricchezza quantificabile in 900 milioni di euro; quasi il 10 per cento del Pil (Prodotto interno della provincia di Rimini). La spesa turistica è pari a 335 milioni di euro. Gli acquisti dei turisti russi è valutabile attorno ai 35 milioni. Invece, i commercianti russi fanno transitare su Rimini circa 600 milioni di euro (100 su cargo e 500 su gomma). Dunque, se tutti gli anni perde alcuni milioni di euro, è un investimento che la comunità ha il dovere di accollarsi senza troppi se e senza troppi ma. I passeggeri di quest'anno dovrebbero essere circa un milione; l'80 per cento provenienti dall'estero. Nei primi sei mesi di quest'anno i passeggeri sono aumentati del 14,8 per cento, pari a 49.178 unità. I totali: 384.593. La parte del leone la fa la Russia con 179.300 unità nel primo semestre, più 16,6%, pari a 25.600 passeggeri. Crollati i tedeschi nonostante gli investimenti. Nel primo semestre i passeggeri si sono assottigliati di quasi un terzo: da 19.636 a 13.711.

- La signora Haller abita a Salisburgo; gestisce un ristorante. Da decenni è fedelissima della riviera. Anche quest'anno. Il marito in auto l'accompagna all'aeroporto di Monaco di Baviera. Sale su un volo per Roma, Da qui, dopo 4 ore di attesa, si imbarca per Rimini. Dalla Baviera e dall'Austria non ci sono voli diretti per Rimini. Quelle terre, almeno potenzialmente, dovrebbero essere un serbatoio per le nostre spiagge. La risposta è semplice. Si dovrebbe cercare di collegarle all'aeroporto di Rimini, prima, Poi, per riempire gli aerei, andrebbe fatto un lavoro di comunicazione e marketing. Perché, come dicono in Microsoft, c'è il saper fare e il far sapere. Quanto sopra potrebbe essere anche il particolare buono per raccontare questo scapestrato momento economico dell'Italia: una nave senza nocchiero e bordello, per citare Dante.

Gli albergatori lamentano i pochi di voli diretti dalla Germania e a basso costo. E dall'assenza di collegamenti su Rimini dal Belgio, dalla Svizzera e dall'Austria. Per Massimo Masini, presidente di Aeradria, la società che gestisce l'aeroporto, i voli sono gli stessi dello scorso anno, ma con dei problemi dalla Germania. E problemi anche sui costi, perché con questi venti economici di crisi la parte pubblica quest'anno ha contribuito con meno risorse a tenere basso il costo del biglietto; cosa che ha reso meno concorrenziale Rimini. Dalle tre tratte gestite da Air Berlin, Karlsruhe/Baden Baden, Norimberga e Stoccarda, non è stata siglata la convenzione tra la compagnia e Rimini con il risultato che il volo non è affatto a buon mercato. Si parla di circa 250 euro. Va sottolineato con forza che

Aeradria non ha più un becco di un quattrino, come pure i soci pubblici (il Comune di Rimini e la Provincia detengono il 54 delle azioni). Insomma, la fotografia è piuttosto complessa per non dire ingarbugliata. Dove tutti hanno ragione, ma bisogna fare i conti con i baiocchi. Come dicevano i contadini: senza soldi, non si dice neppure messa. Figurarsi fare investimenti. Dice un albergatore: “Oggi, fanno faticano a raggiungerci i nostri vecchi clienti tedeschi. Credo che siano pochi i nuovi a calare dalla Germania“. L'albergatore di cui sopra ha quattro clienti dalla Germania: coniugi, figlia e fidanzato. Pensavano di venire in vacanza in aeroplano, Karlsruhe/Baden Baden lo scalo, ma dato il livello dei costi, hanno optato per l'auto. Dividere per quattro, si spende meno. In luglio. Sono sette familiari della Lorena (Francia). Da

anni scendono in vacanza nel Riminese. Lo scorso anno presero il volo low cost; andata e ritorno, più taxi, a solo 150 euro. Quest'anno non hanno trovato voli comodi e a buon mercato. Il migliore li faceva partire dal Lussemburgo, ma ci volevano 500 euro. Hanno telefonato all'albergo e disdetto la vacanza. In agosto. Cinque clienti dovevano arrivare da Norimberga e restare dal 25 agosto all'8 settembre. La difficoltà a trovare un aeroporto con


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RIMINI

Sette persone dalla Lorena (Francia). Altri due da Karlsruhe (Germania) GLI UOMINI

Guida Masini Masini Massimo (presidente), Mario Formica e Massimo Vannucci (vice), Sabrina Zanetti, Elisabetta Lazzari, Andrea Magnani, Enzo Fabbri, Giovanni Conti, Roberta Merlini (consiglieri). Gli emolumenti Presidente 52.912,49; Vicepresidente: 40mila e 33mila; per gli altri un gettone di 227 euroa seduta

Massimo Masini (presidente) con Massimo Vannucci (vice)

volo diretto a costi ragionevoli, ha fatto depennare la prenotazione. Settembre. Due affezionati clienti della riviera, zona di Karlsruhe hanno detto no per il costo del volo elevato. Che fare? Un albergatore che vuole mantenere l'anonimato, con struttura di proprietà accogliente e passione per il lavoro (un intreccio di sorrisi e cucina di qualità), afferma: “Credo che dobbiamo voltare pagina. Tutti. Cioè i soldi vanno spesi dove servono. E che dobbiamo asso-

lutamente tornare a discutere di cose serie. Sempre che si voglia puntare sul turismo”. Giriamo il quaderno con il lamento a Massimo Masini, già sindaco di Riccione, presidente di Aeradria: “I voli dalla Germania sono rimasti gli stessi dello scorso anno. I voli diretti sono da Colonia, Francoforte Hann, Karlsruhe/Baden Baden, Norimberga e Stoccarda. Naturalmente sui voli low cost valgono i principi generali; mano mano che ti avvicini al giorno prefissato, se l'aeroplano

si riempie, aumentano. Fino a costare come un volo di linea. Detto questo, il collegamento c'è”. “Però - continua il presidente Masini - i problemi con la Germania ci sono. Lo scorso anno il Colonia, compagnia Wind-Jet, aveva un vettore tra i 154 ed i 180 posti. Quest'anno la tratta la fa la compagnia Danube con un aereo da 72 posti. Inol-

sotto la casa del cliente. Nella magra di oggi, non puoi chiedere al pubblico un milione di euro su ogni rotta per tenere basso il biglietto. Quest'anno ci sono meno voli. Abbiamo tagliato quelli con meno redditività. E rispetto allo scorso anno, la collettività si è fatta carico di meno biglietti. Questo significa che il prezzo politico non c'è più. Anche se 170 euro non mi sembra

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Investiti 20 milioni Debiti per 12 milioni COMPAGINE

I soci

Un albergatore: “Vogliomo puntare sul turismo in modo serio”. Masini, presdiente di Aeradria: “I voli dalla Germania non sono diminuiti”.Andrea Magnani, vice-presidente degli albergatori di Rimini e componente del consiglio di amministrazione di Aeradria: “Effettivamente ci sono meno voli. La questione è complessa” tre, nell'incertezza iniziale, quando è stato messo in programma eravamo già in là col tempo. Il ritardo ridurrà le presenze”. “L'altro elemento di sofferenza - sottolinea Masini - è con Berlino. Dal 19 luglio fino alla fine della stagione i voli sono annullati. La compagnia WindJet che è in transito in Alitalia, ha due aerei in manutenzione”. Tradotto, la compagnia è quasi fallita, senza il probabile salvataggio dell'Alitalia. Andrea Magnani, è il vicepresidente degli albergatori di Rimini e componente del consiglio di amministrazione di Aeradria. Dal suo doppio ruolo: “E' chiaro che ogni albergatore vorrebbe che l'aereo passasse

una cifra altissima”. “Noi - continua Magnani dobbiamo tenere duro sui voli dalla Germania per entrare in un meccanismo virtuoso, affinché ogni cosa possa funzionare meglio. E' tutto complesso, in tre anni Rimini è passato da 250mila passeggeri a quasi un milione; sono fallite tre compagnie che volavano su di noi. E ogni volta va ritessuta la tela con un'altra compagnia”. Per tenere basso il costo del biglietto la comunità investe ogni anno 3-4 milioni di euro. La partita aeroporto scotta. Troppi debiti, poca capacità oggi del pubblico di farvi fronte, ma anche troppo importante per il turismo. Che fare?

- Investimenti per 20,2 milioni di euro. Debiti per 12 milioni di euro. Ricavi per 9,6 nel 2010. Erano 6,8 nel 2009. Questa in sintesi la situazione economica di Aeradria, la società pubblica che gestisce l'aeroporto di Rimini. Gli indicatori racchiudono l'arco temporale 2006-2011. La società ha bisogno di almeno altri 12 milioni di euro per avere una situazione finanziaria equilibrata. I soci, nell'assemblea straordinaria dello scorso 7 giugno hanno deliberato un aumento di capitale di 7 milioni di euro. Da parte sua, Aeradria ha chiesto un mutuo di 16,5

Provincia di Rimini (36,12%), Rimini holding (16,8), Camera di Commercio di Rimini (7,99), Regione Emilia Romagna (7,49), Rimini Fiera (7,41), Comune di Riccione (6,48), Palazzo dei congressi (4,2), Confindustria (2,97), Camera di Commercio di San Marino (2,97) e altri ma marginali

milioni di euro a Banca Intesa (aspetta da un anno la risposta). Dato che l'erogazione tarda, ai 7 milioni si dovrebbe aggiungere un prestito, sempre dai soci. L'equilibrio di bilancio dovrebbe arrivare nel 2013. Dei 20,2 milioni di investimenti complessivi, 8,8 sono serviti per ammodernare l'aerostazione, 1,3 per il lato che si affaccia sulla Nazionale. L'area di volo e le infrastrutture tecniche hanno richiesto investimenti per 7,5 milioni.


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Agosto 2012

RIMINI

Da quanto risulta, alcune cose sono già state fatte. A che cosa serve ancora?

Carim, quando finisce il commissariamento? - Lo scorso mese abbiamo ricevuto la lettera di una gentile lettrice, azionista e anche amica di Banca Carim, visto che ha anche sottoscritto l’aumento di capitale. Ci sembra che la lettrice ponga delle domande molto pertinenti e attuali; una soprattutto, che è quella fondamentale: quando finisce il commissariamento? Quando la banca tornerà ai suoi legittimi proprietari? Che sono la Fondazione e i suoi circa ottomila piccoli soci privati? Noi aggiungiamo la nostra firma alle suddette domande e facciamo anche alcune ulteriori riflessioni. A che cosa serve un commissariamento così lungo? Noi non ne vediamo il motivo. Da quanto ci risulta, alcune cose sono già state fatte (non faccia-

LA RIFLESSIONE

mo commenti se fatte bene o male, non è nostro compito). Che cosa serve ancora? Si parla di un prestito subordinato, sembra sia già stato deliberato per i grandi investitori (obbligazioni di taglio superiore ai 100.000 euro) poi forse se ne sta studiando un altro. Ammesso e non concesso che queste cose servano, non possono essere fatte da un normale Consiglio di Amministra-

zione eletto dall'Assemblea dei soci come prevede il Codice civile? Sono quasi due anni, dicono alcuni clienti anche importanti, che la banca è ingessata, lenta e farraginosa nei comportamenti. Un esempio per tutti. Cambiare velocemente un assegno circolare è un’impresa sovrumana, il titolare della filiale deve fare una domanda di fido per evitare di aspettare i 3 - 4 giorni previsti

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PERSONE

Giovani, società a fini benefici per la “disponibilità”. Naturalmente la domanda di fido richiede perdita di tempo per la banca e per il cliente che si trova impossibilitato ad utilizzare il “suo” denaro. Sottolineiamo “suo” perché l’assegno circolare è “contante” in quanto, se non hai prima versato l’equivalente l’assegno non viene emesso. Non ne parliamo se si tratta di un assegno di c/c, il tempo si moltiplica. Ci auguriamo che la Fondazione della Cassa di Risparmio di Rimini, stia utilizzando il molto tempo che ha avuto per predisporre una adeguata “governance” per la banca, possibilmente in accordo e collaborazione con i rappresentanti dei piccoli azionisti e che chieda con energia alla Banca d’Italia di porre fine a questo “vassallaggio”, come lo ha simpaticamente definito la nostra lettrice, oggi assolutamente incomprensibile. E le azioni quando potranno essere contrattate? E a che prezzo? Ci piacerebbe che qualcuno cominciasse a pensarci. Gli azionisti aspettano.

di Vernonica Lisotti - Calcio e beneficenza con lo Steward Team. E´ nata lo scorso 4 luglio ad opera di Benedetta Bargellini (presidente), Sara Brunozzi (vice presidente) e Annalisa Bargellini ( segretaria). Dopo tanti anni l´idea innovativa si è concretizzata e l´impronta è stata firmata. Un impegno a 360 gradi, quello delle volontarie, che a fini benefici, organizzeranno eventi in giro per la Romagna e non solo. Ad agosto si parte con il Torneo ufficiale targato Stewart team: due giornate L’11 ed il 12 all'insegna del divertimento e della condivisione, il tutto per raccogliere fondi in favore degli animali in difficoltà. Per l´occasione si organizza un torneo di calcio a 5 femminile, a cui prende parte la squadra del team Stewart. Chiunque può partecipare, presentando la propria squadra, ma anche singolarmente: “Vogliamo dare il nostro contributo, vivi se hai il coraggio, questo è il nostro motto. La vita è ciò che

ne fai di essa, la sera quando mi guardo allo specchio voglio essere sicura di aver fatto tutto ciò che potevo per aiutare il prossimo. Lo faccio perché mi fa sentire meglio, se ognuno di noi dedicasse almeno cinque minuti della propria giornata alla beneficenza, aiutando chi ne ha bisogno, soccorrendo gli animali, insomma essendo solidale, certamente si sentirebbe una persona migliore.” Diversi saranno gli eventi che presenterà il team, uno fra questi, intorno al periodo natalizio, vedrà la creazione di un torneo di calcio a 5 femminile della durata di una settimana a favore di nuove realtà che sul territorio hanno bisogno di aiuto. “Siete tutti invitati- continua Bargellini - con il torneo estivo uniamo vacanza e sport, a favore di una buona causa”. Tutte le info su torneo e organizzazioni: sito internet www.stewartweb.it, Facebook Stewart Web


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RIMINI

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Dal caos della riviera al cielo stellato dalla pace di San Lorenzo

Notte di mezz'estate dopo la notte rosa MONTEFIORE - MAGGIE - IL RACCONTO di Maggie van der Toorn Faina - Dopo la notte rosa e la notte bianca, sta arrivando un’altra notte... quella di San Lorenzo. Tra tutte le notti dell’anno, insieme al Natale e al Capodanno, è forse la notte più speciale, quella dove si lascia libera la fantasia. Per chi abita in campagna come me, lontano dalle luci della città, ha qualcosa di magico. In quell’occasione si organizza la cena con gli amici che sono disposti a fare un po’ di chilometri spinti dalla voglia di una serata diversa. Condita, oltre che dalle salse, anche dalla speranza di vedere le stelle cadenti, magari più degli altri. Si possono esprimere più desideri, oltre a fare una buona cena. Si spengono le luci e si mette qualche candela per creare l’atmosfera giusta. Il buio che ne scaturisce genere situazioni comiche, si deve andare avanti

con cautela per non inciampare... Ci si urta per trovare il proprio posto di osservazione, il posto al sole… pardon, al buio direi… Il pericolo è soprattutto per le mie amiche abituate a girare con tacco 12 e che non possono rinunciare alle loro scarpe preferite neanche per venire in campagna a rischio di qualche distorsione dolorosa. Si monta una tenda per i bambini, antizanzare. Non vogliamo che per ammirare lo spettacolo, possano diventare vittime dell’assalto in massa di queste creature fastidiose. Forse sono loro che si divertono di più, e con “loro” non so neanche’io se mi riferisco ai bambini o alle zanzare. L’impressione è che quest’atmosfera di attesa, di intimità, di gioia e di presenza di adulti e bambini possa fare la differen-

za, per noi che siamo abituati alle solite cose… Dopo la cena si tira fuori il cocomero siringato di wodka… ma sì, un po’ di alcol per noi adulti ci vuole no? Sazi e allegri ci mettiamo sdraiati sull’erba, chi con un telo, chi con il sacco a pelo perché nonostante il caldo del giorno c’è chi

sente freddo di notte. Inizia la caccia alle stelle cadenti. L’attesa e l’acol giocano brutti scherzi. C’è chi vede le astronavi, chi dicendo di meditare si appisola e chi pensa di approfittare del buio e del partner vicino. I miei amici abituati a sentire il rumore delle auto-

mobili mi chiedono se ci siano gli indiani sentendo il richiamo della civetta, o se il mio vicino abbia un orologio a cucù... La città crea i suoi limiti… e ammazza la fantasia e la magia… Le stelle continuano a cadere, numerose. Qualcuno dice di

averle viste, qualcuno ha la vista appannata dalle lacrime delle risate e non vede altro che il proprio naso... Poi quando dalla tenda non proviene più nessun rumore a causa del sonno profondo dei nostri cuccioli finalmente arriva quella striscia di luce immensa dal cielo che quasi illumina tutto. Alle esclamazioni dei miei amici mi giro, ma è troppo tardi, non l’ho vista. Quello che ho visto però sono le persone che mi fanno stare bene, che mi fanno compagnia, tutti con gli occhi verso il cielo, e vedendo questa immagine sono contenta, ed è quest’immagine che mi porterò quando andrò a dormire. Non mi importa che non abbia visto neanche una stella cadente… Aspetterò la notte di San Lorenzo dell’anno prossimo per vederle. Per il momento gioisco della magia di stare tutti insieme, adulti, bambini e stelle, in questa notte di mezz’estate...


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Agosto 2012

RIMINI

Il presidente Vitali sull'ente “ucciso” dalla sua inutilità prima ancora che dalla crisi economica

Riminese, c'era una volta la Provincia Gentile Direttore, trovo utile - a cinque giorni dalla seduta del Consiglio dei Ministri durante la quale è scaturita un’indicazione chiara sul destino delle Province italiane - avanzare qualche riflessione più pacata, via via depositatasi la schiuma iniziale di un dibattito per ora eminentemente politico e dunque di sicuro legittimo ma magari un po’ viziato da qualche interesse partitico o perfino sincero idealismo. Sulle Province, al di là del movimentismo locale, il coltello dalla parte del manico ce lo ha il Governo Italiano. Tocca dunque ad esso diradare le nebbie e la confusione del primo generico impatto. In questo senso è già chiarificatrice l’intervista rilasciata dal Ministro Filippo Patroni Griffi e apparsa quest’oggi su un autorevole quotidiano nazionale. Alla domanda se all’abolizione delle Province seguirà la cancellazione delle Prefetture, il titolare della Funzione pubblica risponde così: “La cosa va quasi in automatico. Non solo le Prefetture, ma tutti gli uffici periferici dello Stato, quelli

“Al di là del movimentismo locale, il coltello dalla parte del manico ce lo ha il Governo Italiano. Tocca dunque ad esso diradare le nebbie e la confusione del primo generico impatto” L'INTERVENTO di Stefano Vitali* scolastici, dei beni culturali verranno riorganizzati su base tendenzialmente provinciale. In alcuni territori ci saranno però dei presidi di sicurezza e di ordine pubblico su base infraprovinciale”. Non ci sono interpretazioni: in uno scenario anche di una ipotetica provincia Romagna, Rimini potrebbe al massimo aspirare a

sostituire la sua Prefettura con un ‘presidio di sicurezza’, magari in cogestione con Pesaro-Urbino e Ferrara. Non mi pare un grande guadagno per un territorio come il nostro che già soffre nei mesi estivi (e non solo) per la divaricazione nel rapporto che esiste tra area ad altissimo flusso turistico, confinante con un altro Stato, e dotazione degli organici delle forze di Polizia. Ancora una volta la nostra specificità non verrebbe riconosciuta ma anzi si trasformerebbe in una sorta di ‘colpa’ su base statistica da far espiare alla comunità. Mi permetto di dire questo per mettere in luce come ancora non siano palesi gli effetti reali sui territori della proposta di riordino istituzionale e di spending review, così come viene dal Governo. Non si tratta di portare avanti battaglie di retroguardia. Anzi, a questo proposito sono rimasto molto perplesso, ascoltando l’allarme lanciato ieri dal Presidente dell’Unione Province Italiane circa il rischio riapertura per le scuole a

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Stefano Vitali, presidente della provincia di Rimini

seguito dei recentissimi tagli agli Enti locali. La situazione è davvero pesante (per la sola Provincia di Rimini il taglio ulteriore a bilancio in fase avanzatissima è di 2,2 milioni di euro che salgono a 6 milioni di euro se si comincia da inizio 2012), le difficoltà amministrative si moltiplicano (si pensi solo cosa potrebbe comportare in termini di responsabilità amministrativa per dirigenti, funzionari e dipendenti pubblici un malaugurato incidente dovuto, ad esempio, alla riduzione delle manutenzioni stradali, obbligata dall’ultima sforbiciata senza preavviso dell’Esecutivo centrale), ma il giusto porre l’accento sui problemi non può avere il retrogusto dell’avvertimento interessato. Credo che per le Province, così come per i Comuni, l’unica

strada percorribile sia quella dell’ostinata, testarda determinazione nel riportare Governo, politica, partiti a discutere seriamente del riordino istituzionale, concentrandosi scientificamente su opportunità e effetti concreti, piuttosto che su slogan e scardinamenti territoriali ‘a priori’, peraltro entusiasticamente branditi da chi fino a ieri era altrettanto entusiasticamente fautore dell’esatto contrario. Il tema della razionalizzazione delle Province va dunque riportato a cosa dovranno fare, quali funzioni avranno, quale ruolo assumeranno, quali deleghe seguiranno le nuove amministrazioni provinciali, peraltro incerte anche sull’identità dei genitori (elettive? di secondo grado?). Ora come ora, le ‘nuove’ Province non sono altro che scatole vuote, probabili titolari di un paio di deleghe (ambiente, manutenzione della rete stradale di competenza) per la cui gestione sarebbero più che sufficienti uffici decentrati. Per questo il vero lavoro da fare di concerto con la Regione è prima di tutto quello delle funzioni e di cosa si vuole siano e facciano le Province. In questo momento cominciare la discussione dalla fusione a 3 o a 2 o a 4 è cosa politicamente affascinante ma ha più o meno la

stessa valenza del cominciare a costruire una casa a partire dal tetto. Personalmente sono aperto a ogni ipotesi riorganizzativa riguardante le Province che, tutelando le specificità, le eccellenze e quanto conquistato dal nostro territorio, garantisca servizi e opportunità più favorevoli e puntuali per le comunità di riferimento. E questo significa potere contare su funzioni che vadano oltre quelle abbozzate dal Governo. Come ho più volte detto in queste settimane, una provincia Romagna insieme a Ravenna e Forlì Cesena è per me ipotesi concreta nel momento in cui essa possieda senso, forza, reale autonomia sulla base di deleghe piene e magari un mandato diretto degli elettori. Ma prioritariamente si definiscano ruolo e funzioni, altrimenti daremmo come politica tutta ancora una volta l’impressione di preferire discutere (con chi? dove? quando?) di scatole vuote per essere maldestramente ‘più realisti del re’ piuttosto che di quello che sta dentro. E non mi pare, alla luce di tale pericolosa assenza di informazioni e di certezze, sia da ascrivere a chissà quale merito o coerenza rispetto ai motivi per cui 20 anni fa era nata la Provincia di Rimini tra il consenso unanime il fatto che, secondo il Ministro Patroni Griffi, il territorio tra Rimini, Cesena, Forlì e Ravenna oggi è in buona sostanza l’unico in Italia a “volere proprio fare” la fusione. Siamo bravi e moderni noi, è conservatore, retrogrado, irresponsabile, ottuso il resto del mondo… *Presidente della Provincia di Rimini


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Agosto 2012

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Il Pd deve essere o no un partito laico?

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IL PUNTO DI VISTA

Inizia in prima pagina

questo può creare difficoltà all’alleanza con Casini? Pazienza: anche i laici, come i vescovi e il papa, sono portatori di valori non negoziabili! E il Pd deve essere o no un partito laico? Dalle difficoltà del Pd alla crisi di identità dei berlusconiani il passo è assai lungo. I lettori della Piazza sanno che il sottoscritto non ha mai creduto alla “pagliacciata Alfano”. Quell’uomo è andato in giro per l’Italia promettendo le elezioni primarie per la scelta del candidato premier del Pdl. Poi, improvvisamente, il suo padrone Berlusconi scende in campo, ed ecco Alfano dichiarare che di primarie Pdl non c’è più bisogno! Ma non basta: una volta sceso in campo, Berlusconi non può portarsi dietro l’immagine del bunga bunga, ossia la consigliera regionale lombarda Minetti, l’organizzatrice delle feste di Arcore

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Le difficoltà del Pd e la crisi d'identità dei berlusconiani (rinviata a giudizio per questo), e colei che è andata a prendere Ruby alla Questura di Milano per consegnarla nelle mani di una prostituta. E il maggiordomo Alfano

turpitudini? Nel momento in cui scrivo, non si sa ancora se la Minetti ubbidirà. Vuole qualcosa in cambio, perché è in grado di far sentire la voce all’ex presidente del Consi-

Una volta sceso in campo, Berlusconi non può portarsi dietro l’immagine del bunga bunga, ossia la consigliera regionale lombarda Minetti, l’organizzatrice delle feste di Arcore (rinviata a giudizio per questo), e colei che è andata a prendere Ruby alla Questura di Milano per consegnarla nelle mani di una prostituta. E il maggiordomo Alfano cosa fa? cosa fa? Su ordine del suo padrone, che aveva imposto a Formigoni l’inclusione della riminese Minetti nel suo listino, Alfano intima alla suddetta di dimettersi. Fino a quando noi italiani dovremo assistere a simili

glio Berlusconi. Quest’ultimo ha governato l’Italia per oltre tre anni, dal 2008 al 2011, ed aveva tutto il tempo di proporre l’elezione popolare del capo dello Stato. Non l’ ha fatto, e lo sta facendo oggi, quando

non c’è più il tempo, allo scopo di mandare a monte altre serie riforme della Costituzione. Ma dovrà guardarsi da ben altri pericoli: la ragione dei 40 milioni di euro da lui donati al senatore Dell’Utri. Palermo I pubblici ministeri di Palermo hanno chiesto il rinvio a giudizio di dodici persone accusate di avere turbato «la regolare attività dei corpi politici dello Stato italiano e in particolare del governo della Repubblica». Si tratta delle trattative tra lo Stato e la mafia iniziate dall’ex sindaco di Palermo Vito Ciancimino e intese a far cessare le stragi, cominciate ai primi del 1992 con l’ assassinio di Salvo Lima, continuate nel 1992 con l’ uccisione di Falcone e Borsellino, proseguite nel 1993 (con le bombe di Roma, Firenze e Milano),

e concluse ai primi del 1994 con la misteriosa rinuncia della mafia all’uccisione di 100 carabinieri presso lo stadio olimpico di Roma. Tra quelle dodici persone (ex ministri, alti ufficiali dei carabinieri e i ben noti Riina, Provenzano, Bagarella, Giovanni Brusca e Cinà) figura anche il senatore Dell’Utri. I magistrati palermitani sospettano che, dopo l’arresto di Vito Ciancimino (dicembre 1992), Dell’ Utri ne abbia preso il posto. Hanno scritto: «I capimafia Leoluca Bagarella e Giovanni Brusca prospettarono al capo del governo in carica Berlusconi, per il tramite di Vittorio Mangano e di Marcello Dell’Utri, una serie di richieste finalizzate ad ottenere benefici di varia natura per gli aderenti all’associazione Cosa Nostra (tra l’ altro concernenti la legislazione penale e processuale in materia

di contrasto alla criminalità organizzata). Ponendo detti benefici come condizione ineludibile per porre fine alla strategia di violento attacco frontale alle istituzioni». Milano A completare il marasma in casa berslusconiana è infine arrivato l’avviso di garanzia indirizzato a Formigoni dalla Procura di Milano. L’ accusa è di avere favorito la Fondazione Maugeri e di avere ricevuto da Pierangelo Daccò, anche lui esponente di Comunione e Liberazione, oltre 8 milioni di euro sotto forma di vacanze da vip, yacht e villa scontata. Formigoni dice che vincerà lui 12 a zero. Ma chissà se avrà il coraggio di presentarsi in agosto al meeting di Rimini di Comunione e Liberazione. *Libero docente all'Università di Roma


Ristrutturare - Costruire - Idee Gli artigiani della casa L'uomo di Neandethal e ascensore

La Città ideale (particolare) attribuita al Laurana. Si trova ad Urbino, Palazzo Ducale

Le scoperte che hanno fatto crescere l'uomo 1857 - L'uomo di Neanderthal In un incontro della società medica e di storia naturale a Bonn viene annunciato il ritrovamento del primo fossile umano, poi chiamato «uomo di Neanderthal». La scoperta è stata compiuta alcuni mesi prima da un gruppo di operai che lavora in un cava in Germania, lungo il fiume Diissel nella valle di Neander. L’uomo di Neanderthal è in questo momento il più antico antenato dell’uomo di cui siano state scoperte le tracce. Nella lunga cronistoria dell’evoluzione dell’uomo, quello di Neanderthal occupa un posto abbastanza vicino a noi: è comparso in Europa tra i 100 e i 35 mila anni fa ed è classificato come Homo sapiens cioè in grado di eseguire compiti come lavorare le pelli, cacciare con lance e giavellotti e utilizzare il fuoco, ma non ha ancora la coscienza di sé che caratterizza l’anello successivo dell’evoluzione, quello dell’Homo sapiens sapiens. Alto circa un metro e 60 e pe-sante un’ottantina di chili, l’uomo di Neanderthal aveva un aspetto tozzo e robusto, con gambe e avambracci corti e una testa larga e piatta dotata della famosa «visiera», vale a dire una pronunciata arcata ossea sopracciliare, grande naso piatto, zigomi inesisten-

ti, mento sfuggente. Le ossa dell’uomo fossile vengono prima scambiate per quelle di «un soldato cosacco rachitico» e soltanto l’anatomista americano George Busk (1807-1886) nel 1861 e poi Huxley nel 1864 le attribuiranno a un essere umano arcaico. La scoperta dell’uomo di

Neanderthal avviene in coincidenza con la pubblicazione dell’ Origine delle specie di Darwin, il libro che segna la nascita dell’evoluzionismo, offrendo così un impulso fondamentale alla ricerca paleoantropologica. 1857 - Primo ascensore

«Non c’è pericolo, signori, non c’è pericolo!»: con queste parole l’inventore americano Elisha Graves Otis (1811-1861) presenta al pubblico dei grandi magazzini Haughwout & Co. di New York il primo ascensore. Per dimostrarne la sicurezza si è fatto innalzare a parecchi metri dal suolo e ha ordinato al suo assistente di tagliare le funi, facendo entrare in funzione il sistema automatico di frenatura di emergenza da lui inventato. Gon Otis l’ascensore diventa un apparecchio sicuro e commercialmente valido, che in pochi anni sarà ostentato dai principali edifìci americani. Azionato inizialmente da un motore a vapore, l’ascensore sarà sviluppato dal lato propulsivo da Siemens, che nell’esposizione industriale di Mannheim del 1880 ne presenta il primo tipo con motore elettrico. La diffusione dell’ascensore è fra l’altro la soluzione che permetterà negli Stati Uniti lo sviluppo dei grattacieli.


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RICCIONE

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90 anni Comune di Riccione

Una serie di iniziative per aumentare il numero degli apparecchi. Formazione per usarli

ALLEGRO MA NON TROPPO

Spigolature

degli Scrondi

Spacciatori - Leggiamo: “Disoccupati si mantenevano spacciando cocaina e marijuana”. Il bisogno aguzza l’ingegno, ma spacciare droga mai! Si fa del danno agli altri e a sé stessi e s’ingrassano le associazioni criminali mafiose...

Investitore - Leggiamo: “Investe carabiniere e fugge. Un 24enne arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale”. Il colmo è che magari voleva avere anche ragione...

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“Più defibrillatori a Riccione” La Protezione civile organizza un corso formando 15 volontari. In programma altri due corsi entro settembre

Tra il rosa e il marrone - Leggiamo: “Notte rosa: spiagge latrine, i bagni pubblici erano chiusi”. A spiaggia la notte era poco rosa e molto marrone. E pure puzzolente...

Notizie già lette - Leggiamo: “Rumori notturni dai locali del Marano. Il Comune dice basta”. La notizia si ripete puntualmente ogni estate...

Notte rosa - Leggiamo: “Sondaggio. Il Consorzio Ceccarini dice no alla Notte rosa: ‘contrari 40, favorevoli 4’”. Quando si dice: guardare l’albero e non vedere la foresta...

L’antiturismo - Leggiamo: “Polemiche Notte rosa. Pironi alle categorie economiche: ‘Non alimentate l’antiturismo’”. Che fantasia! Noi eravamo rimasti ancora all’antipolitica...

Mattoni abusivi - Leggiamo: “Controlli: centro velico completamente abusivo”. Mattoni abusivi a vele spiegate...

Dimissioni - Leggiamo: “La riccionese Sabrina Vescovi lascia il Consiglio provinciale. ‘Ho poco tempo da dedicare alla politica’”. E poi la Provincia di Rimini avrà vita breve...

Ampliamento - Leggiamo: “Savioli-Comune, scontro sull’ampliamento. L’amministrazione punta ad un aumento di 5mila metri quadri, l’hotel rilancia con 8.500". Non male, quasi il doppio...

Vecchie colonie - Leggiamo: “Vecchie colonie al setaccio. Controlli dei carabinieri all’alba: identificati 8 senza tetto”. Credevano forse di trovare qualche vip?...

Rimini contro Riccione - Leggiamo: “Violazioni paesaggistiche. Abusi e sanatorie in spiaggia, Rimini spara su Riccione ‘Piano comunale non basta’”. Come dire: nessuno faccia il furbo, le leggi sono uguali per tutti...

SANITA'

- Riccione, territorio sempre più cardioprotetto. Giovedì 28 giugno, presso il municipio, è stato presentato il progetto “Più defibrillatori a Riccione”, che consiste in una serie di iniziative per aumentare il numero di apparecchi defibrillatori disponibili in sedi aperte al pubblico della città e istruire sempre più persone che sappiano servirsene in caso di emergenza (persone colpite da arresto cardiaco). Sono intervenuti: il sindaco Massimo Pironi, il dottor Antonio Destro responsabile del progetto Riminicuore D, nell’ambito del dipartimento di “Malattie Cardiovascolari” dell’Ausl di Rimini, guidato dal dottor Giancarlo Piovaccari, il dottor Marco Marconi, direttore dell’Unità Operativa di Cardiologia dell’Ospedale di Riccione e vicepresidente dell’Associazione “Amici del Cuore Riccione”, il responsabile del Servizio comunale di Protezione civile Riziero Santi. “Sono orgoglioso di un entusiamo e di un´adesione che ci hanno stupito, - ha detto il dottor Destro - la sicurezza va costruita giorno dopo giorno con la collaborazione di tutti, allar-

La presentazione del progetto. Al centro il sindaco Massimo Pironi

gando sempre più la rete e la diffusione dei defibrillatori e delle persone in grado di usarlo in caso di necessità. Faremo corsi anche nelle scuole superiori, per ragazzi di quarta e quinta”. “Gli apparecchi hanno un

costo di circa duemila euro - ha detto Santi - e dobbiamo agire per sensibilizzare sempre più soggetti ad acquistarlo. C´è molto interesse anche da parte di aziende private. Il primo corso che abbiamo organizzato

IL FATTO

“Stazione abbandonata” - “La zona della stazione ferroviaria in stato di degrado presenta pareti esterne da ripulire, la necessità di un risanamento e restauro dei bagni e una manutenzione generale con una tempistica adeguata. Per questo si è nuovamente inviato un invito formale ai referenti di FSI per un sopraluogo congiunto, che sappia far emergere le problematiche e le soluzioni, che risiedono sì in un territorio delle Ferrovie dello Stato, ma che comporta una nota negativa per l’intera città”. E' il lamento del sindaco Pironi. E se fosse, la stazione di Riccione, la metafora dell'Italia?

come protezione civile in collaborazione con l´Associazione Rimini Cuore ha consentito di formare i primi 15 volontari. Abbiamo appena concluso il secondo, a cui hanno partecipato 9 dipendenti comunali e 2 esterni. Ne stiamo programmando altri due, a luglio e a settembre, ciascuno per 15 partecipanti. Il corso ha una durata di cinque ore e costa 50 euro.” “Ogni anno muoiono in Italia 57mila persone di morte improvvisa - ha ricordato il dottor Marconi - e di queste morti circa l´80 per cento sono dovute ad aritmia cardiaca. L´uso tempestivo del defibrillatore consentirebbe di salvare molte di queste vite. Ed è un apparecchio molto semplice da usare, in grado di guidare essa stessa il soccorritore suggerendogli a passo a passo le manovre da compiere”.


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Agosto 2012

90 anni Comune di Riccione

RICCIONE

Masssimo Pironi lo ha nominato nuovo assessore alla Sanità del Comune di Riccione

Meringolo, bravo medico prestato alla politica

Renato Meringolo

PERSONE

di Pio Biagini - Quando Massimo Pironi, sindaco di Riccione, ha annunciato di aver nominato il dottor Renato Meringolo assessore con delega alla Sanità, nella mente delle persone che conoscono il Meringolo, si sono fatti strada due pensieri: uno positivissimo, e cioè che la giunta di Riccione si arricchiva di una persona seria e preparata specie nella materia che il sindaco aveva a lui delegato e per di più dotata di una profonda conoscenza del territorio riccionese; un altro non altrettanto positivo legato al fatto che la medicina ed in particolare i malati perdevano una parte del tempo

che Meringolo dedicava a loro. E così molti sperano che il dottor Meringolo rappresenti un prestito temporaneo alla politica, prestito dal quale la politica ci ha guadagnato tanto. Renato Meringolo è arrivato a Riccione più di 25 anni fa entrando a far parte del Reparto Ortopedia dell’Ospedale “Ceccarini”: alto, distinto, elegante, atletico e raffinato nel parlare. Insomma, una gran bella persona che subito si conquistò la simpatia di tutti i riccionesi; proveniva dalla prestigiosa Università di Bologna ed immediatamente dimostrò le sue grandi capacità di medico ortopedico.

Il lavoro di un medico del settore ortopedico è molto particolare rispetto al lavoro dei medici degli altri settori: se si sbaglia l’errore balza evidente ed il paziente lo fa notare. Ebbene per esperienza diretta e per aver contattato tantissimi pazienti da lui curati, la statistica è decisamente ed ampiamente favorevole al dottor Meringolo; tutte le persone contattate hanno avuto parole di soddisfazione e di elogio verso

il medico. Il suo carattere lo porta ad essere sempre gentile e sorridente verso gli altri, mai serio e scontroso come invece lo sono tanti medici ai suoi livelli e nel suo ambiente: ma il perché della sua tranquillità e del suo buon umore sta nel fatto che Meringolo conosce alla perfezione il suo lavoro ed è sempre sicuro delle sue scelte operative. Questa sua completa dispo-

nibilità e continua positività uniti alla grande esperienza e profonda conoscenza del suo lavoro non gli sono bastati però qualche anno fa, per essere nominato primario del reparto in cui opera; Renato aveva, ampiamente, tutti i requisiti necessari ed in più era conosciuto e stimato in zona ma qualcuno… lo ha sorpassato. Dai Renato, non te la prendere! Acqua passata; le persone che sono state da te curate e quelle che ti conoscono bene sanno che tu meritavi in pieno quel posto. Renato Meringolo ha però anche un’altra dote che in pochi conoscono perché lui vuole che non si sappia in giro; oggi però disattendo il suo volere: Meringolo oltre che tanta assistenza gratuita, in collaborazione con la moglie, anche lei medico, trova il tempo per fare anche tanta beneficenza con atti

e fatti concreti, specie verso i bambini e sicuramente il tempo per continuare a fare questa attività lo troverà, anche avendo l’incarico di assessore. Insomma Renato, noi e tutti quelli che tu hai curato, assieme agli amici, ti auguriamo buon lavoro come assessore nella certezza che per te sarà una bella esperienza, positiva ed esaltante e magari anche un trampolino verso... cariche più elevate. Nel contempo, però, ti chiediamo di restare sempre... un medico perché le tue capacità ed il tuo lavoro di medico sono necessari e sono richiesti da tante persone. Buon lavoro assessore Meringolo. Auguri, auguri, per questa tua nuova attività, ma auguri anche per il tuo lavoro di medico ortopedico; auguri per una positiva carriera in politica. Ma noi vorremmo comunque ancora la tua presenza e sentire il tuo vocione nei corridoi degli ospedali di Riccione e Cattolica. Là dove quando tu arrivi, tante delle persone in attesa si alzano e vanno verso di te per chiederti tante cose e tu ad ognuno rispondi in modo tranquillo e sorridente. Atteggiamento oggi più unico che raro in tanti medici, ma che invece appartiene al tuo bellissimo carattere.


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Malpassi Maurizio Impermeabilizzazioni

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90 anni Comune di Riccione

Scantinati - Seminterrati - Cisterne Piscine - Giunti elastici - Umidità murali CATTOLICA (RN) Via Mozart 13 Tel. 0541 - 833295 - cell.. 333.4814188

- Cento anni se li porta così così, in attesa di qualche lifting e con il fiato un po’ corto, viale Ceccarini. Le celebrazioni sono in parte già iniziate il 20 luglio il primo evento, una serata concerto con il violinista Alberto De Meis, ma la vera festa sarà a ottobre, l’11 il salotto di Riccione spegnerà 100 candeline. Era l’11 ottobre 1912 quando il comune di Rimini (Riccione era ancora una frazione, ne compirà quest’anno 90 di autonomia) deliberò di intitolare la strada che porta dal cancello dell’ospedale fino alla spiaggia a Maria

Agosto 2012

RICCIONE

Malpassi Maurizio Impermeabilizzazioni

Giorgio Mignani: “Una volta qui c'era il meglio a livello mondiale. Non è più così”

va slancio, visibilità, e acquista, se non prestigio almeno una bel palcoscenico per sfondare. È successo dagli anni ’60 in poi. Viale Ceccarini però sente gli acciacchi. “Negli anni ’60 c’era la selezione giusta – racconta Giorgio Mignani, presidente del Consorzio d’area, che raccoglie un centinaio degli esercenti della via e alcune strade adiacenti – e c’era tutto il meglio a livello mondiale”. Non è più così? “Solo in parte, molto è cambiato anche perché è cambiato il modo di vivere, vestirsi mangiare. È

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“Gli affitti sono alle stelle ma non scenderanno, non fino a che non ci sarà un pericolo vero di lasciare sfitti dei locali” sarà un altro, non importa. Adesso in molti negozi c’è un commesso che parla russo”. Una boccata d’ossigeno dall’Est Europa però non può bastare. Bisogna innanzitutto avere idee vincenti dal punto di vista turistico. E la Notte rosa secondo Mignani non risolve le cose: “Gli altri comuni non vi-

Idee per viale Ceccarini e dintorni

TURISMO

l’estetica. I pini, molti piantati negli anni ’20, non hanno pietà della pavimentazione cedevole e i lampioni son quelli lì. È così da 20 anni e servirebbe freschezza: “Il nostro consorzio è a stretto contatto con l’Amministrazione comunale e sappiamo benissimo che ora non c’è nelle casse una somma da investire per riqualificare il viale. Però l’arredo urbano andrebbe sicuramente rifatto, soprattutto l’illuminazione, la pavimentazione e le panchine. Ma stiamo parlando di circa 10 milioni di euro. Sono troppi”. Anche qui serve un’idea nuova, oppure rispolverarne una accantonata in passato: “Potrebbe essere una

Viale Ceccarini, cent'anni portati così così Ceccarini, moglie di Giovanni, nata Boorman Wheeler, in America, poi trasferitasi con il marito a Riccione e divenutane negli anni, grazie alle sue opere meritorie, la benefattrice. Il simbolo di Riccione, salotto, Montenapoleone della Riviera, via Veneto dell’Adriatico, è stato chiamato in molti modi, quando la Dolce vita migrava dalle strade metropolitane e si riversava sulla costa romagnola. Gli “elegantiarum magistri” si sono succeduti nei decenni e in tanti hanno portato qui le loro botteghe per il prestigio e la pubblicità. È ancora uno dei posti in cui un’etichetta, tro-

Sabato 27 luglio il taekwondo Olimpic Cattolica e il Taekwondo Riccione grazie all’ invito del circolo tennis Cerri di Cattolica si sono esibiti con i loro giovani atleti alla mezza notte bianca dei bambini . Tutti gli atleti si sono esibiti in tecniche di calci e pugni spettacolari al colpitore ; dimostrazione di combattimento olimpico fra i due campioni interregionali Alesandro e Alex ; forme eseguite dalle cinture nere, rotture di tavolette di legno e lastre di cemento, e per finire la difesa personale. Hanno partecipato diretti dal maestro Berti Davide : Tamagnini Silvia , De La Rua Alessandro, Semprini Alex e Martina, Scarano Ales-

cambiato anche il mondo attorno. Ricordo che venivano qui attori e cantanti famosi a livello mondiale, Totò, Mastroianni, Mina. Anche i Beatles!”. E ora questa eccellenza si è appannata un po’. A cominciare dalle griffe: “Sì ci sono meno marche di lusso e i costi di gestione sono saliti parecchio. Per fortuna con il monomarca siamo riusciti ad evitare che molti negozi rimanessero chiusi. Alcune grandi aziende hanno portato qui i loro negozi riuscendo ad affrontare anche delle perdite perché hanno una rete più ampia capace di sopportarlo. Di serrande chiuse ce ne sono invece parecchie a

monte della ferrovia, non qui. Gli affitti sono alle stelle ma non scenderanno, non fino a che non ci sarà un pericolo vero di lasciare sfitti dei locali”. Uno degli esempi può essere Zara o, in ordine di tempo, Geox, che ha rilevato il Papete, storico e molto compianto l’anno scorso, negozio della signora Anna. “Manteniamo comunque griffe di prestigio e altissimo livello come Armani, Iceberg, Max Mara”. Quindi è una questione di marketing, soprattutto. In fondo tutto quello che ruota attorno a questa passerella lo è sempre stato. E quando la crisi aggredisce l’economia in generale è

sempre più difficile mantenersi in carreggiata, bisogna inseguire: “I russi”. Parola magica, sono loro che soprattutto tengono in vita il viale: “In inverno sì, ne sono sicuro. Dal 70 all’80 per cento del fatturato invernale viene da loro. È fondamentale”. Secondo un progresso che Mignani ricostruisce in due parole: “Prima venivano solo a comprare per rivendere. Ora vengono per sé”. Nuovi ricchi che salvano anche l’aeroporto Federico Fellini, se è per questo. “Bisogna sapersi orientare verso i mercati che vanno in questo momento. Probabilmente in futuro non sarà più quello russo e

vono come Riccione la Notte Rosa. Il sabato in particolare è da paura. Una marea umana come da nessun altra parte, a Riccione non siamo preparati per una manifestazione del genere. È una questione anche di ordine pubblico, con tutta quella gente come fai a mantenerslo”. Insomma il butta su proprio non va. C’è anche una reputazione da mantenere. In attesa di veder apparire anche qualche scritta in cirillico (un’idea da non buttare via, dopo “RicC1one”. A proposito Riccione si scrive “???????” e viale Ceccarini diventa “?????????”) bisognerebbe rivedere un po’

COMITATO PROVINCIALE FEDERAZIONE ITALIANA TAEKWONDO sandro, Bernardi Nicolo e Michelle, Berti Angelica, LukasCleris, Semprucci Lorenzo, Arduini Samuele , Pastor Raul e Giannone Alessio. Gruppo Davide Berti: Alessandro De La Rua, Ginevra Graf e il maestro Yoon direttore tecnico nazionale italiana. Con Carlo Molfetta, l’azzurro qualificato per Londra 2012.

Per info sui corsi www.tkdteam.com Davide Berti 5° dan maestro federale e presidente comitato Emilia Romagna federazione italiana taekwondo cell. 329/2286086 istruttore federale e delegato provinciale al Coni; Luigi Livi 4° dan cell 328/ 9540393 e Luciano Martelli all. fed. 3° dan federale cell. 3282848825; Mauro Merli all. fed. 2° dan 3358088916; Charles Cromwell 2° dan all. fed. e nazionale ghanese; Michele Bertuccioli all. fed. Graf Ginevra campionessa italiana e bronzo agli europei con la nazionale italiana.

buona soluzione quella che un privato si accolli i costi di restyling del viale in cambio della gestione degli spazi pubblicitari per un certo periodo di tempo”. Ancora la pubblicità, il valore aggiunto vero della passeggiata. “Una ventina di anni fa lo propose la Swatch ma i soldi all’epoca non mancavano e il sindaco Mancini rifiutò. Sarebbe una soluzione da prendere in considerazione anche perché ultimamente gli appalti per i lavori hanno visto sempre come contropartita delle soluzioni edilizie. I parcheggi per il lungomare, nuovi lotti per la piscina e per il Palasport”.

SEDI CATTOLICA. Segreteria sabato dalle 14:30 alle 18, via Del Porto 17 (zona Comune), adulti lun mer h 20, bambini mar gio dalle h 16:15 alle 17:05 e dalle h 17 alle 18 sab dalle15 alle 18; Cattolica 2 via Comandini (scuola Repubblica) mer ven dalle 17:15 alle 18:15 e dalle 18:15 alle 19:30. RICCIONE - Nuova sede sopra palestra Beverly Hills, via Cella Raibano, 43, zona industriale, mart giov e sabato corsi per: bambini/e dai 4 anni, adulti, amatori, ragazzi/e, taekwondo music con Elisabetta (intensa attività aerobica a tempo di musica con tecniche di taekwondo) dalle 13,15 alle 14. Inoltre, lezioni individuali, circuito funzionale di preparazione fisica. RIMINI - Via Oberdan (zona stazione) mar ven h 17. PRESENTANDOTI CON UNA COPIA AVRAI DIRITTO AD UNO SCONTO DEL 20% SUL CORSO DI TAEKWONDO MUSIC.


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Agosto 2012

Giuseppe Lo Magro La copertina del libro

Vita, morte e miracoli di: Carlo Tonini, Giacinto Martinelli e Giuseppe Angelini Rimini. Nel 1848 (l'anno delle rivoluzioni in tutt'Europa) c'è il ritorno, fino alla morte. Oltre a curare le anime, cerca di migliorare le condizioni economiche dei parrocchiani. Martinelli (10.10.1841 2.4.1923). E' l'uomo della lottizzazione (tra viale Ceccarini e viale Battisti) su 9 ettari. Grazie a l'aver molto viaggiato in Europa, aveva l'ambizione di fare di Riccione una città-giardino. E' l'artefice dell'ospizio “AmatiMartinelli” per accogliere bambini scrofolosi. Il suo villino, tetti spioventi (perché?) si trovava dove c'è ora il Grand Hotel. Angelini (7.12.1865 1.4.1928). Detto “Finèin dla Pulonia”, ebbe 11 figli. Del primo sviluppo dei villini al mare fu custode e giardiniere. Ne curava 25; a quest'attività aggiunse quella del bagnino e la vendita dell'olio sfuso. Le vite dei tre pionieri, con accortezza, sono intrecciate ad altri uomini ed avvenimenti del loro periodo; l'intento è alzare gli orizzonti e far specchiare i riccionesi d'oggi nel loro passato. La pubblicazione è stata possibile grazie alla sensibilità di Marcar, Spagnoli Ascensori, Ediltutto, Rossi Oledinamica e Assiamica Riccione.

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90 anni Comune di Riccione

Ordinanza di abbattere i 60 metri quadrati del Centro velico Città di Riccione. E' un piccolo labirinto kafkiano

LA CULTURA

- Carlo Tonini è il don. Il conte è Giacinto Martinelli. Giuseppe Angelini, più semplicemente, è il giardiniere. Un mito di giardiniere e bagnino. A modo loro, sono stati i pionieri del turismo riccionese. Quella raffinata penna di Giuseppe Lo Magro, insegnante troppo presto a riposo (per quello che trasmetteva agli allievi) e presidente di Famija Arciunesa, ha raccontato le tre esistenze in un libro dal titolo accattivante: “Il don, il conte e il giardiniere” (edizione Famija Arciunesa, 128 pagine). Ad impreziosire il volume di grande formato almeno mezzo migliaio di fotografie e tantissime illustrazioni di “Izzul” (Luciano Luzzi). Forse sui tre personaggi è stato scritto tutto, ma Lo Magro (discendente femminile del Giardiniere, ne porta anche il nome) ha avuto l'abilità di raccogliere le informazioni in un solo testo. Insomma, con lui si può ben dire che un libro racconta di altri libri. Nel suo caso anche nuovi documenti, data la vicinanza e la passione per la storia di Riccione. Tonini (12.8.1805 29.3.1878). Orfano dei genitori a 9 anni, secondogenito di quattro figli, a soli 27 anni è parroco di San Martino a Riccione. Vi resta 5 anni; nel 1837 viene spedito a

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Fondato nel 2000 ha circa 100 soci (non ne può accogliere altri pe r ragioni di spazio) per una cinquantina di barche a vela (tra i 4 ed i 6 metri)

Il capanno-abuso

molire il casotto entro il 15 settembre, a fine estate. Noi, assistiti dall'avvocato Luigi Biagini, abbiamo impugnato l'ordinanza. Non chiediamo di poter continuare l'attività. Attività che si può svolgere solo lì, a Riccione. Siamo un'associazione sportiva senza fini di lucro. Importante per Riccione e il turismo. Ogni anno facciamo corsi di vela per 50 ragazzini sotto i 16 anni, abbiamo circa 50 barche a vela tra i 4 ed i 6 metri. I nostri soci al 50 per cento è formato da

“Come noi tutti i bagnini di Riccione Stiamo aspettando il Piano spiaggia” - “Ste' da santì, ma che cavolo di abuso avete combinato sulla spiaggia?”. “Onestamente nessun abuso, diciamo che da un punto di vista formale qualcosina non è in regola, come quasi tutti i bagni di Riccione, come altre associazioni simili alla nostra”. Alfredo Bernabé, imprenditore settore calzaturiero con 14 dipendenti e l'estero che vale il 40 per cento, cerca di giustificarsi con l'amico di quartiere, dopo che lo scandalo casotto del “suo” Centro velico di Riccione è arrivato sui giornali con l'impeto di un torrente ingrossato da giorni di piogge scroscianti. Andiamo con ordine. Il Centro velico di Riccione fu fondato una quindicina di anni fa da un gruppo di amici con la passione della vela; si trova all'altezza della zona 24. Nel 2000 invece nasce l'associazione. Chiedono al Comune l'autorizzazione di

Ogni anno corso di vela per 50 ragazzi sotto i 16 anni. Senza scopo di lucro è un patrimonio sportivo, culturale e turistico di Riccione

IL FATTO

impiantare un casotto come ricovero e sede. Gli viene concessa un'autorizzazione temporanea nei pressi della spiaggia libera: il manufatto si può tirare su, ma deve anche essere smantellato alla fine dell'estate, come i capanni al mare. Solo che è passata la consuetudine di lasciare in piedi ogni cosa sulla spiaggia. Diciamo che è un andare fuori dalle regole legittimato da consuetudine del così fan tutti. Attorno al casotto c'è anche un gazebo di 25 metri quadrati. I 100 soci hanno investito circa 30mila euro. Nel 2002, il Centro velico

non fa nessuna richiesta d'autorizzazione al Comune; come negli anni successivi fino ad oggi. Racconta il vice-presidente Bernabé: “Da un punto di vista formale non c'è dubbio siamo in difetto. Prima il sindaco Daniele Imola e poi il successore Massimo Pironi ci hanno sempre assicurato che la nostra posizione sarebbe stata inserita dentro il nuovo piano spiaggia e sistemata. Ad oggi, la nostra regolarizzazione non è mai avvenuta”. “Il Comune - continua Bernabé - ci ha ordinato di de-

turisti. Insomma, per noi la vela è pura passione ed il piacere di stare insieme”. L'ordinanza di smantellamento della struttura ha un suo iter. Sembra che all'inizio dell'anno qualcuno abbia fatto un esposto alla Procura sul casotto senza autorizzazione. A maggio, c'è stato la verifica fatta dai carabinieri. A giugno è arrivata l'ordinanza del Comune. Bernabé: “La denuncia ha scoperchiato il problema latente. A Riccione ci sono altre realtà nella nostra stessa situazione, ma soltanto noi abbiamo ricevuto l'ordinanza di demolizione. Presuppongo che tutto questo sia anche legato al fatto che quell'area appartenga a Ceschina. E che da parte della proprietà c'è la volontà di vendere. Si parla di due milioni di euro. La nostra è un frammento di 300 metri quadrati e siamo anche disposti ad acquistare”.


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Agosto 2012

RICCIONE

Oggetto progettato da giovani architetti riccionesi. Si può ammirare alla Conad Misano

“Move it”, dondolarsi a tavola

IL FATO

DESIGN

- Si chiama “Move it”, ovvero dondolarsi a tavola. E’ tutto made in Riccione il “Progetto move it”. Nasce presso un locale di Riccione, con l’incontro tra un gruppo di giovani progettisti. Per caso. Perché non movimentare quel tavolo, quelle bevande e i discorsi che stavano intrattenendo… e allora “Move it!” Dalle idee si passa subito al tavolo da progetto, presso lo Studio di Architettura Officina Archetipo di Riccione. Gli architetti Luca Dionigi, Davide Lucrezio e Marco Miscia, con la partecipazione dei geometri Vito De Paola e Valentina Bianchi, tracciano le linee di quello che sarà il design della pancadondolo. Particolari estetici e minuziosi dettagli meccanici, sviluppati con la collaborazione

Due avvisi sui servizi della stazione

Stazione, bel degrado I giovani progettisti

della Carpenteria Uemme di Miramare di Rimini sono il frutto della ricerca svolta in questi mesi per arrivare alla definizione del primo prototipo di sedute e tavolo scorrevoli. Dallo studio di progettazione all’officina, fino agli uffici

burocratici dove è stato avviato il protocollo per la pratica di brevetto del prodotto come invenzione industriale; punto di partenza per creare una rete commerciale in grado di proporlo ai numerosi locali della riviera, ma anche di esportarlo al di fuori

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del nostro territorio, per arredare i locali, i parchi e le ville di tutto il Bel Paese e non solo. Luglio 2012, “Move it” è realtà. Inizia il suo tour di esposizione, prima tappa Agina Cafè, presso il Conad Rio Agina di Misano Adriatico.

- “L'inizio dell'abbandono risale a circa due anni fa. Quando viene chiusa la Polfer, la polizia ferroviaria. Da allora, quello che dovrebbe essere il biglietto da visita di una città ospitale, pulita e ordinata, si è tramutato nell'incuria. I bagni, e non solo, sistematicamente vengono vandalizzati dalle torme che ogni fine settimana giungono nella nostra stazione ferroviaria”. A parlare così è Lele Montanari, consigliere comunale di minoranza. “La mancanza di pulizia, i servizi igienici rotti - continua Montanari - sono il leit motiv. Con molta onestà non se ne capiscono neppure le ragioni. Devastati la scorsa primavera, i bagni sono stati rifatti; solo che a distanza di pochi mesi sono stati oggetti delle stesse civiltà. Ma costoro non hanno di meglio da fare? E' vero che il pubblico che dovrebbe sovrintendere ha forse a qualche colpa, ma i cittadini che sporcano e rompono dove li mettiamo?”.


aziende informano

Messo a dimora un labirinto vegetale al Parco della Resistenza. Progetto nato dalla collaborazione dello studio Kepos di Imola con Geat spa in occasione di Giardini d’Autore

“UN LABIRINTO D’AUTORE PER RICCIONE” - Da diversi anni Giardini d’Autore, mostra mercato di giardinaggio con i migliori vivaisti italiani che si svolge a Villa Lodi Fè a Riccione, collabora con Geat spa per lasciare la propria impronta verde nella città che lo ospita. Dai primi di luglio, al Parco della Resistenza, è stato messo a dimora un Labirinto per il Benessere. A realizzarlo gratuitamente Kepos srl, studio di progettazione di Imola, in collaborazione con Geat spa (che ha messo a dimora le piante), Comune di Riccione e Giardini d’Autore. Il labirinto Il labirinto è un antico schema geometrico basato su spirali e cerchi presenti in natura utilizzato da sempre in moltissime culture in tutto il mondo, dall’Europa all’Asia, dall’America all’Africa. Disegni di labirinti sono stati ritrovati su ceramiche e vasi datati oltre 5000 anni, su antiche monete greche e scolpiti su rocce e all’interno di caverne. Fin dall’antichità dunque l’essere umano ha utilizzato il simbolo del labirinto e l’ha usato come percorso e pratica per ritornare al centro di se stesso, stabilire una connessione spirituale, guarire, meditare e ritrovare pace e serenità. È importante sottolineare che questo strumento può essere usato tanto per scopi religiosi quanto per fini terreni. I benefici del labirinto sulla psiche umana sono stati riscoperti da diversi studi clinici e dal 1980, solo negli Stati Uniti, sono stati costruiti migliaia di labirinti non solo in chiese e cattedrali, ma anche negli ospedali, nelle comunità, nei parchi, nei centri oncologici, nelle stazioni termali, nelle scuole, nelle case di riposo, nelle prigioni e in tanti giardini privati e aziendali. Quello messo a dimora da Geat si trova sulla collinetta a

Insegna la mente a calmarsi. Percorso, per ritrovare il proprio spirito

dalla ghiaia alle pavimentazioni più articolate.

fianco dello spazio giochi per bambini. E saranno soprattutto i più piccoli a godere di questa novità che loro percepiranno sicuramente come un vero e proprio “gioco in più” a loro disposizione. E’ realizzato con piante di salice (emblema di vitalità e rinascita in Oriente), che non saranno mai lasciate crescere più di tanto sia perché un labirinto non deve mai creare senso di disorientamento, sia perché i genitori potranno così facilmente controllare i movimenti dei bambini all’interno delle spirali del percorso. Come funziona? In un‘epoca in cui la capaci-

tà di mantenere l’attenzione cala sempre di più, uno dei grandi vantaggi di questa pratica è che insegna alla mente a calmarsi. Camminare il labirinto richiede un continuo riorientamento del corpo. E mentre il corpo è occupato in questo movimento, la mente, solitamente agitata, può finalmente quietarsi. Allo stesso modo, mentre l’emisfero sinistro del cervello è occupato a seguire la progressione logica e ripetitiva del sentiero del labirinto, l’emisfero destro è libero di pensare in maniera creativa. Quando le persone camminano il labirinto, innalzano la loro consapevolezza dal pensiero lineare a quello non lineare. Così

emergono le loro capacità intuitive più profonde”. A cosa serve? Camminare nel labirinto porta ad integrare il corpo con la mente e la mente con lo spirito. Nella quiete del labirinto si impara a ritrovare equilibrio e benessere, a ridurre lo stress, a lasciare andare il dolore emotivo, a riconnettersi con la propria saggezza interiore e con il proprio intuito, a scorgere nuove consapevolezze e a dare un senso più profondo alla propria esi-

stenza. Come si fa? I labirinti possono essere realizzati in molti modi e in molte dimensioni per questo si adattano a tutte le situazioni e a tutti gli spazi, ma nel giardino trovano sicuramente la collocazione più efficace perché unisce i benefici della pratica con l’immersione nella natura, che è un altro potente “strumento” per la nostra salute psico-fisica. Anche i materiali possono variare molto: dal semplice prato agli arbusti,

Tre stadi Da oggi dunque tutti potranno provare ad entrare nel labirinto ed immergersi completamente nella natura. Ecco alcune istruzioni per l’uso: Non c’è una maniera giusta o sbagliata per camminare il labirinto: è un’esperienza personale. Prima di entrare fate un respiro profondo, calmare la mente e lasciare che sia il corpo (non la vostra mente!) a decidere la velocità del passo. Tradizionalmente ci sono tre stadi nella camminata del labirinto. Mentre si va verso il centro è la fase del RILASCIO. La domanda da farsi qui è: cosa ho bisogno di lasciare andare? Quando si è al centro è la fase del RICEVERE: nuove intuizioni e modi di vedere la vita. Quando dal centro ci si avvia verso l’uscita è la fase del RITORNO. Dove integrare nella propria vita questa esperienza. Una buona domanda da farsi qui è: come portare questa esperienza nella mia vita? cosa fare di diverso da domani? “Se continueremo a mettere un piede davanti all’altro, daremo pace alla mente e troveremo il nostro centro” (Lauren Artress - Veriditas)


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23

Agosto 2012

Misano Monte

Il 23, 24 e 25 agosto. Un ritorno alle origini quella dell'ultima domenica. Alla 134^ edizione

Centenaria Festa del Crocifisso Il Crocifisso ligneo custodito nella chiesa di Misano Monte (particolare)

Palio del Capitano di Castello Le frazioni Brasile, Belvedere, la Cella,

Misano Monte, Misano Mare, Santamonica, Scacciano e Villaggio Argetina si sfidano per conquistare il Palio opera dell'artista Tiziana Costa

I ragazzi di Misano Monte, come si conviene, con polemiche, vincitori della prima edizione del Paliod el Capitano


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Agosto 2012

Giornale di Misano

24

A tale anno risale il primo documento che racconta dell'edificio religioso IL PROGRAMMA

Quattro giorni di eventi

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Chiesa, il 997 la prima volta

20.30 - Orchestra “D'Angiò e Luisella”

GIOVEDÌ 23 Ore 21 - Concerto rock giovani gruppi locali VENERDÌ 24 20.30 - S. Messa 21 - Processione con il S.Crocifisso per le vie del paese illuminato SABATO 25 17 - S. Messa 18-20 - Palio del Capitano di Castello (gara in costume d’epoca fra le frazioni di Misano) con partenza da Piazza Castello

DOMENICA 26 11 e 16.30 - Ss Messe 12.30 - Ricco pranzo comunitario con menù tradizionale (euro 18) aperto a tutti. Per prenotazioni: tei. 0541 690561 ore pasti - 690793 17 - Grande festa con l’Orchestra Spettacolo “FABIO E I MONELLI” 20 - Esibizione di danze orientali delle “Danzatrici di Amina” 23 - Spettacolo pirotecnico Sia sabato che domenica durante la festa: Mostra fotografica “Come eravamo”, Mercatino del Libro e dell’Usato. Pesca di beneficenza, stand gastronomici, pizza nell’antico forno del chiostro (un monumento col bellissimo selciato), giochi per bambini.

- Il primo documento che parla della chiesa di Misano Monte risale al 997 e ci si rivolge al vescovo di Ravenna. Bisogna aspettare al XII secolo per avere molti pezze scritte che testimoniano dell’esistenza di un edificio religioso. Scrive Egidio Brigliadori, un attento storico di cose religiose nel libro “Religiosità in Valconca”, edito dalla Banca popolare Valconca: “...risulta evidente che già prima del Mille il territorio plebale di Sant’Erasmo (la chiesa un tempo era intitolata a San Biagio e Sant’Erasmo) si estendeva fino a Sant’Andrea in Casale e oltre a Morciano al fondo di Casarola. Ma quali altre chiese appartenevano al territorio e alla giurisdizione ecclesiastica di Misano? Dovremo tenere conto in primo luogo che il territorio e la sua giurisdizione ha subito diverse variazioni lungo i secoli... Purtroppo il documento più importante e più antico che ci permette questa ricostruzione, la bolla di papa Lucio II del 1144, risulta solamente la chiesa di

La facciata della chiesa con l'elegante pronao in una cartolica di alcuni decenni fa

sant’Andrea in Casale dipendente da Sant’Erasmo. Alla fine del 1200, dipendono da Misano monte le chiese di Sant’Andrea in Casale, San Clemente, Cevolabate, Scacciano. Nel 1577, si ha che la chiesa di sant’Erasmo e detta anche di san Biagio. L’attuale chiesa venne co-

struita a metà ‘800 su quelle vecchie fondamenta. Un prete, Mauro Amati, scrive nel 1863 della nuova costruzione ricordando la vecchia: “...vi ha differenza solo in questo, che la sua facciata di prospetto era volta all’oriente, a ponente il presbiterio, al lato destro gli ingressi. Inoltre la sua struttura alla ma-

niera delle chiese primitive mancava di ogni architettura. Vi scorgevi quattro mura, le quali formavano un vasto ambiente a cavalcatura e così basso, che in estate per il soffoco era insalubre”. Queste antiche mura sono quelle della nuova cappellina ricavata da un vano della vecchia cantina.

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Agosto 2012

Giornale di Misano

Il 25 agosto 18-20. Seconda edizione, gare in costume fra le frazioni. Lo scorso anno vinse Misano Monte

1899: la fira dli spose Me mi non il ciameva Mangom perché us ciameva Domenico. La mi nona l’as ciameva Maria, i la ciameva Marijna, ma sol da e mi non las laseva ciamé Piromna perché l’era la fiola ad Pirom. Elta, snela, bienda si oc celest, breva dona, breva moi e breva ma, la ha trat so set fiul, la eva una giosta personalità. Me a sera un burdel, un de ai dmand me mi non “An do tla i incontra la prima volta la nona?” Lò un rispend: “A la ho incontra ma la fira dli spose”. Me che a n’eva capì bein ai ardmand: “Cus c’lè, a n’ho capì”. Lò un rispend: “Me a steva ma Curien, a sera un ragaz dicis di spusem, sicom che a Misen (Misano Monte), tla piaza davanti ma la cisa, la dmenga de crucfes (L’utma dmenga d’aghest) a la mateina, fra una mesa e cleta i fa sempre la fira dli spose, chel de am so priparè per andei se mi ba. I lè u iera tent ragaze e ragaz sai su genitur. Dep ch’avem fat un girtein, ai deg me mi ba: ‘Quela l'am pis, videma s’las pò cunbinè. E mi ba us presenta a me su, i zcher per un bel pez, l’artorna e um dis: ‘La sta a Misen, tli Selve ad Fagnen. La è ad salute bona, unesta e ubidienta, bona per la famija e a lavurè, un po’ ad temp per cnesla mei e po’ tla pò spusè. La ia sol un fradel piò znein, t’duvres incaset sa lor che la chesa la è de su ba, i se t’po fè ad mench da da paghe e noi, per e rest, us fa cum ch’lè a gl’usenze (sia per al spese de matrimogne che per quel ch’e vin dep). Lia la ha det da es cuntenta e cuntent lia, cuntent tot. Cumbined l'afari, tot tl’usteria atorna m’un fiasch ad vein bon.” Quand ch’lè suces quest? Un si sa pricis, ma sicom che e prim fiul (Rafael) l’è ned de 1899, fe vuielt un pressapoc i cunt. Og sa machine, internet, divorzie e tot e rest, cus ca pansè s'artunas a Misen la fira dli spose? (Franco Bugli)

Palio del Capitano di Castello Arcobaleno su Misano Monte

Ideato da Cesare Bagli. Le 7 sfide: tiro alla fune, ratto della sposa, seggiolino del papa, corsa coi trampoli, corsa nei sacchi, taglio del tronco, lancio degli anelli.

- Sembra che il primo documento che racconti l'autonomia amministrativa di Misano risalga a 501 anni fa. Forse non è proprio così, ma è stata messa in piedi dall'amministrazione comunale, lo scorso anno, una bella operazione di marketing. Per riempirla

di contenuti, è stato istituito il Palio del Capitano all'interno della Festa del Crocifisso, uno degli eventi più vecchi della comunità. Il Palio lo ha inventato Cesare Bagli, che ha tirato fuori dal suo speciale cilindro giochi e regole. Il Palio, invece, lo ha creato

Tiziana Costa, raffinata, colta, non meno che riservata artista. L'appuntamento è per sabato 25 agosto, dalle 18 alle 20. In costume, le sette frazioni con tanto di stendardi sfilano in abiti d'epoca contraddistinti dai colori: Misano Monte (giallo), Scacciano (rosso),

Villa Argentina (arancione), Misano Mare (azzurro), Belvedere (verde), Misano Cella (bianco), Santamonica (lilla). Ogni squadra è composta da 8 elementi, 2 le donne, e si sfideranno nei giochi (un mix di forza e abilità). Alla fine, dopo le 20, tutti a tavola

La sfilata Il Palio è dell'artista Tiziana Costa, colta e riservata


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MISANO

Agosto 2012

26

Invitato lo scorso luglio. In piazza almeno 150 persone

Morosini, il giudice anti-mafia a Misano Monte: Parole da e ‘Fnil’ silenzio come tensione civica ALLEGRO MA NON TROPPO

(Il vecchio nome di Misano Mare)

...Bottiglie tristi - Padre, perdona loro perché non sanno quello che fanno. Furono le ultime parole di Cristo sulla Croce. A Misano c'è un'attività estiva che smercia bottiglie di vino che recano come etichetta la diabolica facciona di Hitler. Uno dei grandi carnefici della storia, tra il 1933 ed il 1945 fece oltre 70 milioni di morti e con la “sua” Seconda guerra mondiale devastò il mondo. Speriamo che sia solo ignoranza. Che fa brutti scherzi.

...Pietraie - L'ampia rotonda sulla Nazionale che porta all'autodromo forse un giorno sarà arredata magari con delle piante. Così come quella che porta a Belvedere su via del Carro. Oggi, sono due pietraie (come la sorella di Cattolica che porta alla zona industriale). E' vero che le pietre sono costose per il selciato ma la terra è ancora più preziosa; sa far crescere gli ortaggi, fiori e non solo. Che cosa attecchisce nella pietraia? Il bellissimo rododendro, ma oltre i 1.500 metri di altezza. Suolo buono anche per l'origano. Fantastica la rotonda al sentore di origano. Tornando alle pietre: un privato si farebbe portare nel giardino di casa più pietre che terra? No. Perché il pubblico sì?

...Palas, gli aumenti - Il palazzetto dello sport di Misano ha una nuova gestione. La vecchia polisportiva ha partecipato al bando ma non ha messo una lira sul piatto. Uno dei primi atti dei nuovi inquilini: aumentare bibite e acqua della macchinetta. L'acqua è salita del 40 per cento; da 50 a70 centesimi. Mentre le bibite sono incrementate solo del 20 per cento: da un euro a 1,20. ...Erosione - La mareggiata dello scorso 22 luglio ha mangiato metri di sabbia. Addio ombrelloni. Ogni metro lineare di solo bagnino di salvataggio costa 170 euro. I palliativi dei camion di sabbia sono foglie di fico. Ci vorrebbe Faina, il geologo che conosce mare e correnti. A Savignano e Viserba, dove è intervenuto, ha mantenuto. La sabbia. E gli ombrelloni.

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- Silenzio con la tensione della condivisione e della riflessione nei passaggi più importanti e duri, durissimi, del giudice anti-mafia cattolichino Piergiorgio Morosini. Nella provincia di Rimini, la criminalità organizzata c'è e fa affari con gli indigeni; cioè coi riminesi. C'è il nonno ottantenne di Riccione che compra tre alberghi... e ricicla il danaro frutto dell'estorsione. Ad amplificare il silenzio della coscienza creato dalle storie e fatti di Morosini le linee di Piazza Castello, Misano Monte. Un silenzio interroto dai non meno coinvolgenti vagiti di un neonato cullato e portato a “zonzo”, a turno, dalle protettive braccia dei genitori. Sul palco insieme al coraggio del giudice Morosini, il sindaco di Misano, Stefano Giannini, il segretario del Pd, Emanuele Barogi, il consigliere comunale del Pd, Fabio D'Achille. Ad ascoltare nello squarciante silenzio dell'indignazione circa 150 persone. Organizzato dal Pd di Misano, l'incontro “Infiltrazioni mafiose in Romagna” si è tenuto il 27 luglio. Piergiorgio Morosini, cattolichino, giudice anti-mafia a Palermo (Foto Roberto Bronzetti)

Cella: cena, dialetto, misanesità Grazie di fine anno dei ragazzi del biliardo - Com'era una volta lo spirito delle persone di Misano Cella? Quello di prima degli anni Settanta, quando si parlava quasi solo il dialetto. Per certi versi è quello che segue. Lo specchio del tempo passato è stata la cena di fine anno dei “ragazzi” del biliardo del Bar Cella. Si è tenuta lo scorso 13 luglio, con l'apprezzata presenza del sindaco Stefano Giannini. In tanti si sono impegnati nel preparare la cena a base di pesce: sapori e colori da mille stelle. Le pietanze: cozze (luglio è la stagione migliore), risotto alla marinara dalla bontà irracontabile (preparato da Gigi, al secolo Nanni, babbo di un grande cuoco), grigliata di seppiolini (al fuocone Graziano Dadi che ha rilevato il testimone da Dolfo Fabbri). Infine, il gelato offerto da Luciano, l'appassionato gestore del Bar Cella. Sempre il Bar ha regalato agli sponsor una bottiglia di grappa di pregio. Ai tavoli un'allegria dialettale (poco, o punto usato l'italiano), con battute pepate e fulminanti. Senza sconti. Insomma, semplicemente ore all'insegna della genuinità e il piacere dello stare insieme senza farsi troppi problemi. Con le boccette si riprende in ottobre. Per altre cene.


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Agosto 2012

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MISANO

Il sindaco Giannini interviene sul Piano urbanistico che segnerà la vita dei misanesi dei prossimi 20 anni

“Psc, nessuno lavora nelle segrete stanze” IL PUNTO

“La pianificazione urbanistica e la tutela del territorio è uno dei punti di forza del programma di legislatura del mio mandato. Il Prg del '99 non è la causa di tutti i mali”. Negli ultimi tre anni lo sviluppo edilizio è diminuito è stato 1/4 del triennio precedente

Stefano Giannini, sindaco di Misano

L'INTERVENTO

di Stefano Giannini* - Da un paio d’anni le pagine di Misano hanno come tema principale e ricorrente, con paginate intere, in ogni numero, la pianificazione urbanistica e la tutela del territorio dal supposto eccessivo sviluppo edilizio nel nostro Comune. Dico che il tema in sé è encomiabile e condivisibile, anzi è uno dei punti di forza del programma di legislatura del mio mandato; dico pure che ovviamente sono legittimi i rilievi critici svolti: alcuni, seppure a mio parere discutibili, riconosco che sono puntuali (in particolare l’accusato principale è il PRG del 1999, che viene considerato causa di tutti i mali e dell’asserita cementificazione del territorio che inoltre non consentirebbe ai povericristi neppure di aprire una finestra), altri li definirei esoterici (“i soliti noti” che nel segreto tutto possono; il nuovo Piano Strutturale, che si assume approntato fra le segrete mure, “sulla pelle dei cittadini”). Dal complesso di questa interessante ma monumentale e mono tematica produzione giornalistica si ricava la sensazione che a Misano sia in atto da qualche tempo ed in particolare negli ultimi anni due tre anni una sorta di “mani sulla città”, per citare Dino Risi; passando dalle sensazioni ai fatti, al di là della bontà dei singoli contributi raccolti, è mio personale parere che vi sia carenza di supporto, mediante dati concreti ed oggettivi, ai rilievi critici svolti non-

ché di confronto e contestualizzazione con quello che succede intorno a questa nostra cittadina. - Misano è uno dei Comuni che ha avuto la crescita edilizia e demografica più ordinata dal dopoguerra ad oggi, con una crescita della popolazione che complessivamente in ogni decennio è stata mediamente sotto al 20% (punte del 23% nei decenni 60' e 70', frenata nel decennio dal 1981 al 1990, ove è stata del 13%, negli ultimi due decenni sempre sotto il 20%). Ovviamente errori di pianificazione ci sono stati anche nel nostro Comune, ma non mi pare che ci siano casi eclatanti nelle misure, meno certo che altrove, in giro, un po’ dappertutto, anche per la Valconca. Sviluppo edilizio, peraltro, frutto della “bolla edilizia” dello scorso decennio che ha fatto si che la maggior parte di quanto fosse previsto nei Piani regolatori “partisse” tutto in una volta. - A Misano negli ultimi tre anni, quelli di cui ho la responsabilità, lo sviluppo edilizio è stato

¼ (dicasi un quarto) della media del triennio precedente (basta vedere a bilancio il crollo delle entrate per oneri di urbanizzazione). Veniamo ora al principale imputato: il Prg 1999 Va premesso che la crescita edilizia che si è verificata nello scorso decennio deriva solo in parte dal PRG 1999; Lo sviluppo di Belvedere, Santamonica, Casette, Area Terminal con attigua zona scuole e nuovo Conad, ed infine buona parte della Cella sono frutto di strumenti urbanistici precedenti al 1999. Il PRG vigente ha invece inciso molto sulle aree Ceschina. Vediamo come: - La spiaggia, cioè la maggior parte dell’arenile, è passata dai Ceschina al Comune quasi gratis; oggi è patrimonio indisponibile del Comune ed i bagnini in cuor loro ringraziano, viste le preoccupazioni dei loro colleghi negli al-

Sviluppo edilizio, peraltro, frutto della “bolla edilizia” dello scorso decennio che ha fatto si che la maggior parte di quanto fosse previsto nei Piani regolatori “partisse” tutto in una volta.

tri Comuni d’Italia per la scadenza al 2015 delle concessioni sul demanio marittimo statale. Si tratta a ben vedere di un enorme parco pubblico comunale, sfruttato imprenditorialmente per il benessere e lo sviluppo turistico di Misano dai bagni nei mesi estivi. - Le aree del Camping Misano e circostanti sono rimaste private ma vincolate dal punto di vista edilizio; - Il resto, a parte alcuni lotti marginali, è ricompreso, sostanzialmente, in 5 nuovi comparti edificatori per i quali è previsto che l’attuatore ceda circa il 75% (ripeto 75%!) del suo terreno gratuitamente al Comune (in tutto, alla fine, quasi 30 ettari di aree pregiate a mare della ferrovia diverranno del Comune, un’enormità!) e costruisca sul restante 25% complessivamente circa 40.000 mq di edifici in parte anche ad uso alberghiero e commerciale (che a

Psc, il Comune sta giocando con i nostri prossini 30 anni - Il Comune sta giocando con i prossimi trent'anni della vita dei misanesi. Sta “riflettendo” sul Psc (Piano strutturale comunale), quello che un tempo era il Prg (Piano regolatore comunale). La prossima legge urbanistica inciderà sull'esistenza vera delle famiglie e degli imprenditori. Insomma, non è il lampione. C'è chi diventerà ricchissimo (“i soliti noti”, slogan coniato da Adriano Torsani) e chi non potrà aprire neppure una finestra. Gli amministratori hanno denominato il futuro: “Misano Adriatico, una città accogliente”. La voce del popolo (che è poi quella di Dio?) dice che sul nuovo Psc ci sono 30mila metri quadrati di ulteriori abitazioni. ben vedere è quantitativamente meno del solo cosiddetto “Compartone” di S. Giovanni. Parte di queste aree, grazie a quella pianificazione urbanistica, sono state già anticipatamente cedute in disponibilità al Comune di Misano Adriatico che ha potuto così realizzare la strada di collegamento con Portoverde, il lungomare nell’attuale modalità, il parcheggio del “sole” a Brasile, buona parte dei parcheggi per gli albergatori e per la spiaggia. In giro, quando si vuol fare un

Lo sviluppo di Belvedere, Santamonica, Casette, Area Terminal con attigua zona scuole e nuovo Conad, ed infine buona parte della Cella sono frutto di strumenti urbanistici precedenti al 1999

esempio su come si dovrebbe pianificare urbanisticamente il territorio per coniugare sviluppo, interesse pubblico e tutela delle aree pregiate, si fa appunto l’esempio del PRG 99 di Misano, piaccia o non piaccia. Quanto all’apertura delle finestre ed alla cameretta per il figlio, che tanto stanno a cuore, posso assicurare che, se le leggi dello Stato lo consentono, chiunque, a norma di PRG, può aprire finestre e chiunque abbia un’unità edilizia autonoma può arrivare, sempre salve leggi superiori, a 200 mq di superficie. C’è stato poi anche il “Piano casa” di Berlusconi, che non aveva neppure tale limite di 200 mq di superficie, ma ne ha potuto beneficiare soprattutto chi già aveva la casa con molto terreno attorno, per cui credo che sia più equo il PRG che pone invece un limite. Punti di vista. Quanto al nuovo Piano Strutturale ovviamente nessuno lavora nelle segrete stanze “sulla pelle dei cittadini”, se non i tecnici incaricati. Per onor del vero, ma questo è noto anche se si fa finta di non saperlo, due anni fa, quando l’Ufficio di Piano congiunto fra Misano e San Clemente ha iniziato a lavorare, ha effettuato incontri prima con la maggioranza, poi con la minoranza, quindi con tecnici e infine con categorie economiche, per cogliere gli indirizzi in base ai quali preparare una bozza di lavoro, la più condivisibile possibile, da proporre a tutti i cittadini. La bozza è stata preparata in tutta autonomia dall’ufficio di Piano qualche mese fa; si tratta praticamente di una proposta a crescita zero (o quasi) rispetto alle attuali previsioni che proprio per questo credo che, al di là delle belle parole, non piacerà a tutti. La bozza è stata vista dalla maggioranza, ora sarà vista assieme alla minoranza, poi con i tecnici e con le impazienti categorie economiche e sarà postata on line per favorire la più ampia partecipazione dei cittadini: è così che si fa; punto. *Sindaco di Misano

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L'hotel da un trentennio gestito dai Gamboni. La cucina romagnola la forza

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Vienna: ‘Li prendiamo per la gola’ Ai fornelli due signore, Clementina (la cuoca) e Luciana, coordinate da Silvana Gamboni. Verdure del proprio orto quasi al cento per cento. Tutto viene fatto in casa: pasta, lasagne, pizza, piadina. Sei lussemburghesi arrivati in bici per il secondo anno

Gianni con i due amici

PERSONE - “Li prendiamo per la gola i nostri clienti, che prima ancora sono amici. La nostra, tutti i giorni, è la cucina tipica della Romagna”. A parlare così con un naturale sorriso è Michela Gambuti, la figlia di Gianni e Silvana Muccini. Insieme al fratello Roberto (c'è anche Paolo, ma fa altro) sono i proprietari dell'hotel Vienna. Originaria di Torconca (San Giovanni in Marignano), la famiglia lo acquista una trentina di anni fa. A chi gli chiede le ragioni del nome (il vecchio era “san Giorgio”, risponde Gianni, il patriarca: “Perché è bello, internazionale e facile da ricordare. C'era a Riccione e a Cattolica. A Misano mancava”. Familiare, la gestione. Sono in cinque a lavorare (si aggiunge anche Luca, il marito di Michela) e 14 della famiglia a gironzolare per casa. Si diceva che la forza sono le tipicità eno-gastronomiche. Parten-

do dalla materia prima. I Gamboni si coltivano nel proprio orto, alla Santamonica, quasi il cento per cento delle verdure: insalata, zucchine, cetrioli, melanzane, pomodori... Da anni, ai fornelli c'è come cuoca la signora Clementina, di San Giovanni in Marignano. A darle una mano robusta un'altra signora, la misanese Luciana. Coordina lo staff, di cucina e non solo, Silvana, la mamma di Michela, Roberto e Paolo. Tutto viene fatto rigorosamente in casa: dalla pasta (tagliatelle, strozzapreti, lasagne), alla pizza, passando per piadina e dolci. Michela: “Per noi tutto deve essere di prima scelta. Solo così si riesce a lavorare nel tempo. A fidelizzare la clientela. Abbiamo un bel passa parola che ci gratifica anno dopo anno. E' il nostro unico mezzo di comunicazione”. La genuinità, la passione per il

La famiglia Gamboni con gli amici lussemburghesi lavoro, ma anche la struttura. Il Vienna è tirato a lucido: bello e confortevole. I lussemburghesi Quella dei Gamboni con una famiglia di italo-lussemburghesi è una storia che potrebbe essere la sceneggiatura di un film, che aiuta a riflettere anche sull'Italia rispetto alle relazioni socio-economiche dell'Europa centrale. Da anni, i lussemburghesi, sono loro clienti. Il fatto curioso è che da due anni, i maschi giungono dal granducato di cultura franco-tedesco (e italiana;

vi vivono circa 90mila connazionali su 500mila) in bicicletta. Quest'anno erano in sei: Claudio, i quattro figli (Luca, Fabio, Alessandro e Marco) e il cognato Emanuele. Cinque biciclette della Bianchi e una Scott (quella di Emanuele). Scortati da un pulmino guidato dal babbo di Emanuele, sono partiti l'8 e arrivati il 14 luglio alle 17,45, dopo sette tappe. In ordine: Strasburgo (227 km), Sciaffusa (200), Bad Ragaz (114), Chiavenna (151), Caravaggio (120, è la città d'origine del nonno di Claudio),

Bologna (203) e Misano Hotel Vienna (151). I ciclisti hanno fatto il tragitto con una maglietta che recava “Hotel Viena - Misano Adriatico - più il nome di battesimo e l'anno. Per le tappe di Caravaggio (città natale del nonno di Claudio) e l'arrivo a Misano hanno indossato una divisa ufficiale bianca con le stesse scritte. Il nonno di Claudio arrivò in Lussemburgo nel 1899. Nonostante il secolo, i legami affettivi e culturali con Caravaggio e l'Italia

sono ancora fortissimi. Claudio: “Tifiamo Italia, anche quando non vince. I miei primi cinque figli parlano l'italiano e lo impareranno anche gli altri sei. In Lussemburgo è bellissimo vivere. C'è lavoro. C'è organizzazione. C'è tranquillità. Insomma, si sta bene”. E sugli 11 figli, da 25 a 2 anni? “Io e mia moglie ne volevamo quattro, due femmine e due maschi. Solo che i primi cinque erano quattro maschi ed una femmina. Abbiamo cercato la sorellina e siamo arrivati ad 11. C'è più differenza tra uno e due, che tra uno e undici. I nomi sono tutti in italiano; li ha scelti mia moglie ma che suonassero con le vocali”. Alla terza generazione in Lussemburgo, il cognato Emanuele (ne ha sposato la sorella) porta nel sangue le due comunità italiane più numerose lassù: l'umbra e la veneta. Gli italo-lussemburghesi erano in 18 e sono rimasti in riviera due settimane. Il Comune di Misano e il “Vienna” hanno premiato i sei testimonial di Misano, con due targhe.

La Piazzetta, profumo di mare - In una giornata rovente d’agosto, il piacere comincia lì dove la linea d’ombra segna il confine tra le sagome fuse di una pellicola troppo esposta e la brezza che rinfresca di fronte a un calice di prosecco ghiacciato e il profumo di un primo di mare. In mezzo tra la spiaggia e la terraferma il ristorante La Piazzetta è quel confine. Ci si arriva dal mare o dalla strada con uguale entusiasmo. Per i sentori golosi, la cucina, l’aspettativa avida del palato e la compagnia. E lo spettacolo. Anche una pizza, ottima, piuttosto che una grigliata mista, di fronte allo sciabordare pigro delle onde in un sole di ferragosto o in una sera sgranata di luci è un momento da godere. La Piazzetta è un luogo, un ristorante, un bar e un team. Una squadra ben assortita che lavora in sintonia e gliela vedi scritta in faccia la soddisfazione, che è lo specchio del sorriso beato e della pancia piena dei loro clienti. Soprattutto quelli in costume. Tonino Ballabene e la moglie Rosa sono arrivati a Misano quasi 30 anni fa. Erano gli ’80 frenetici e da Genova cercavano soprattutto un luogo più tranquillo, sereno, dove crescere i propri figli, che

Buona cucina. Il ristorante-pizzeria ha fatto la storia della Misano turistica. I Ballabene arrivarono a Misano 30 anni fa PERSONE ancora erano piccoli. Tonino ora ha 60 anni ed è nato a Pian di Meleto. Ancora piccolo si trasferì assieme alla sua famiglia a Genova, dove il padre lavorava come operaio in raffineria. Ed è a Genova che conobbe Rosa, originaria di Benevento. Non lo diresti mai dall’accento di entrambi, dove il colore delle terre d’origine s’è confuso col tempo. Il sapore, nuovo e antico, è invece quello delle nostre zone. Cucina tipica: una passione. Da oltre 30 anni nel settore alimentare (a Genova con macelleria, polleria e rosticceria) Rosa e Tonino hanno ritrovato a Misano l’ambiente ideale e la qualità di vita che cercavano, per i figli e per il loro lavoro. La prima esperienza come ristoratori è stata quella del

ristorante Ok, poco distante da dove sono ora. Tenuto per 16 anni. Dopo una “gavetta” esplorativa. “I primi anni facevamo la stagione – raccontano – non ci siamo azzardati subito a trasferire tutta la famiglia qui”. Tonino lavorava in un bar in viale Ceccarini, a Riccione. Rosa in hotel, poi al ristorante La Frasca. Poi la necessità di un

posto più arioso e una posizione più felice. La Piazzetta, affacciata sul mare era quello che cercavano. Col tempo e con l’esperienza la loro cucina s’è fatta strada grazie al passaparola, nel cuore e nel desiderio dei misanesi e dei turisti, che si sentono indicare La Piazzetta come ottimo posto dove andare a gustare un primo di pesce,

(pescato a Cattolica, fresco ogni giorno), pasta rigorosamente fatta in casa così come i dolci, un secondo come un fritto misto e un semifreddo ai pinoli. Oramai è un nome, da oltre 20 anni a Misano un punto di riferimento per la qualità che esprime il buon cibo: “Tanti nostri ospiti sono clienti degli hotel o degli stabilimenti balneari

– racconta Rosa – segno che il passaparola funziona e se lavori bene la gente arriva”. E così è. Dalla colazione al mattino fino a sera inoltrata. La cucina è aperta da mezzogiorno fino alle 23: “Da noi si mangia a tutte le ore del giorno – dice ancora Tonino – perché facciamo non-stop. Spessso durante le gare vengono qui i team delle moto da Santamonica. Pranzano anche a metà pomeriggio”. Assieme a Rosa e Antonio lavora anche la figlia Monia ai tavoli. Li aiuta da quando aveva 14 anni e ora ne ha 36. Ma naturalmente non ci sono solamente loro tre. Tanti collaboratori e una “spina dorsale” affiatata. In particolare Antonietta e Raffaele, con loro da una vita: “Senza questa squadra non riusciremmo a ottenere così tanto – continua Rosa – perché con 270 coperti c’è veramente tanto da fare e solo se c’è un’intesa perfetta ci riesci. Antonietta sta con me in cucina da 14 anni, insieme lavoriamo che è una meraviglia”. Da poco la squadra si è allargata: a fianco della famiglia Ballabene si sono aggiunti nuovi soci collaboratori, Mirko e Michela.


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MISANO

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Le dieci attività hanno raccolto le firme. Ricevute dagli amministratori il 12 luglio

“Villaggio, la nuova strada penalizza il commercio” - La nuova circonvallazione che taglia fuori il traffico dal Villaggio Argentina sta penalizzando i commercianti. Dieci in tutto: Farmacia Misano, Macelleria Giorgio e Mirella, Parrucchiera Vanity Hair, Gastronomia Serenella, Banca Malatestiana, Bar Mucha Calma, Tabaccheria Edicola Vanzini Leo, Alimentari Conad City da Tolmino, Officina Punto Auto, parrucchiera Hair & Style. Hanno raccolto le firme e presentato al sindaco Stefano Giannini la loro proposta lo scorso 28 giugno: ripristinare sulla Riccione-Tavoleto il traffico leggero, lasciando sulla nuova arteria il solo traffico pesante.

IL FATTO

Una delegazione dei commercianti lo 12 scorso luglio ha incontrato il sindaco Stefano Giannini e l'assessore Luigi Guagneli. Leonardo Deluca è il farmacista del Villaggio. Ha rilevato l'attività dal 1996. Argomenta: “Se la situazione resta questa dal prossimo settembre sarò costretto a licenziare uno dei miei collaboratori. La nuova strada ci sta tagliando. La scorsa domenica [il 15 luglio, ndr], c'è stato un calo non indifferente negli incassi”. “Personalmente - continua Deluca - non ho una base tecni-

LO SPORT L'asse viario-commerciale del Villaggio Argentina

ca. Sto raccogliendo informazioni. Il sindaco dice che da un punto di vista legale non è possibile muoversi. Personalmente ho raccolto altre informazioni. Sembra che l'ente di competenza, il Comune o la Provincia, possano agire”. “Gli amministratori - rimarca Deluca - ci hanno detto che il Comune ha approvato un piano urbanistico che prevende la costruzione di un piccolo centro commerciale nei pressi della rotonda, lato Fontanelle, in grado di accogliere tutte le attività che avessero intenzione di trasferirsi. Ci ha assicurato che tutto dovrebbe essere risolto entro un anno. Personalmente, non credo in tempi così brevi”.

Cesaroni, due medaglie agli italiani

Simone Cesaroni

- Bronzo e oro per Simone Cesaroni nei campionati italiani che si sono svolti a Roma in luglio. Terza piazza nei 50 sl con il record personale di 30"08. Poi con i compagni dell’Aniene (nuova squadra da quest’anno) ha conquistato un prestigioso oro nella 4x100 sl (107"58 la sua frazione) Una grande soddisfazione per il misanese che si è allenato tutto l’inverno sotto la sapiente guida di Alessandro Fuzzi che segue la squadra Master di Cattolica.

Galleria Vittoria: “In...canto”

La pianista Manila Santini e la cantante Lucilla Bigi

“In...canto”, ovvero la pianista Manila Santini e la cantante Lucilla Bigi in concerto. Otto serate tra luglio ed agosto, con inizio alle 21,15, nella galleria Vittoria di via Repubblica. I 4 appuntamenti di agosto. Il 7: ”Sogno”; il 14: “La sciantosa”; il 24: “La sposa lasciata”. Il sipario si chiude il 28 agosto con “L'addio!”. I quadri musicali con ambientazione scenica sono idea di Lucilla Bigi. Organizza il Comune di Misano Adriatico, insieme al teatro Ronci di Morciano Il Setticlavio Passepartout Teatro. I costumi sono di Beppe Palella.

PERSONE

Colletta palese - Ecco, il salario da voi defraudato al lavoratori che hanno mietuto le vostre terre, grida; e le proteste dei mietitori sono giunte agli orecchi del Signore degli eserciti. (Gc 5,4)


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PORTOVERDE

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Sono gli eventi più importanti di agosto-settembre di Portoverde

Madonna del Mare e Dedikato

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ALLEGRO MA NON TROPPO

La Madonna del Mare Momento di Dedikato

CURIOSITA' - Processione della Madonna del Mare. E Dedikato con i campioni del motomondiale. Soni i due momenti di agosto e settembre in cartellone nel porticciolo organizzati dagli Amici di Portoverde. 4/5 Agosto Dog party Due giornate dedicate agli animali domestici con quattro zampe; nel programma è previsto la dimostrazione della scuola cinofila

- Il rstorante “Camelot” ha ricevuto il certificato di eccellenza Tripadvisor 2012. A indicarlo le recensioni dei viaggiatori sul sito di viaggi più grande e temuto del mondo. Ci sono anche operatori che lo avversano; perché le critiche di chi è stato turlupinato sono feroci. L’encomio viene dato solo alle strutture che con costanza ricevono recensioni eccellenti. Circa il 10 percento delle strutture ricettive presenti su TripAdvisor ha l’onore di questo prestigioso premio. Per ricevere un Certificato di Eccellenza le strutture sono tenute a mantenere un punteggio complessivo pari o superiore a 4 su 5. Un ulteriore criterio di valutazione è la quantità di recensioni ricevute negli ultimi 12 mesi. “Il ristorante Camelot gustoepalato - racconta lo chfe-propriertario Michele Dellai - è onorato di ricevere

fra natura e solidarietà”. di Coriano, della protezione civile di Rimini. Si insegna ai bambini qual è il giusto approccio col cane. E ancora: salvataggio in mare, sfilata di moda canina, esposizione con premi finali per cani più belli delle varie categorie. 9 Agosto Si chiama “tramonti di vino”. Organizza la Regione Emilia Romagna e l'associazione italiana

un Certificato simile. Il nostro obiettivo è quello di offrire ai clienti un’esperienza indimenticabile e questo riconoscimento prova che il nostro impegno costante”. “TripAdvisor è lieta di premiare l’eccellenza di strutture particolarmente lodevoli secondo le recensioni dei viaggiatori che compongono la nostra community”, sostiene Christine Petersen, presidente di TripAdvisor for Business. “Il Certificato di Eccellenza premia le strutture più apprezzate nel mondo con il riconoscimento che meritano. Dai favolosi alberghi di Pechino fino ai ristoranti più affascinanti di Boston, desideriamo encomiare queste strutture per aver offerto ai viaggiatori di TripAdvisor una straordinaria esperienza”. Camelot gustoepalato. Cucina di pesce e di carne. Pizza con lievito madre e forno a legna.

sommellier. Si assaggiano i vini regionali, Parmigiano Reggiano, aceto balsamico, prosciutto di Parma e Modena, pesche nettarine, mortadella di Bologna, salumi piacentini, piadina. 11 Agosto Premiazione del concorso fotografico “Il mare sopra e sotto. Proiezione fotografica con istantanee di Daniele Gusella “Africa

17/18 agosto Dalle 18 in poi, Portoverde si trasforma in un villaggio western. Due giorni di allegria all'insegna del Country Americano. Il 17, piazzale Colombo, musica dal vivo con Wanted Country Band; sulla passeggiata Valerio Spazzoli esegue i grandi brani di Elvis Presley. Il 18, la musica dal vivo dei Sunburst e i Paura e Delirio. Nel prato, varie discipline equestri con campioni. Con un toro meccanico si simula il rodeo. Della partita anche moto e auto americane e stand a tema. Festa del Mare 22 agosto. Inizio ore 17. La Festa del Mare, la suggestiva processione notturna in mare con la partecipazione di numerose imbarcazioni che sfilano di fronte alla darsena misanese seguendo l’ammiraglia che trasporta a bordo la statua della Madonna col bambino custodita nell'elegante chiesetta di Portoverde. In piazzale Colombo momento eno-gastronomico romagnolo. 1 settembre Cena sociale Settembre. In coincidenza con il MotoGp si terrà il Dedikato: il talk show in memoria del pilota giapponese Daijiro Kato, che si realizza in collaborazione tra Comune di Misano, Misano Eventi e Amici di Portoverde. Partecipano tutti i ‘big’ del motomondiale, oltre a ricordare il pilota nipponico che scelse Porto verde come località in cui vivere, durante gli allenamenti sul circuito misanese; nel nome di Katoh, si raccolgono fondi da devolvere in beneficenza. Atteso anche Valentino Rossi.

- Portoverde è il paradiso dei surfisti della provincia di Rimini. Sarà per il canale d'ingresso del porticciolo, per il promontorio di Gabicce Monte, per il porto di Cattolica, per le scogliere di Misano, ma qui si formano delle onde che permettono agli appassionati di cimentarsi con le creste. E' forse l'unico fronte di mare del Riminese che dà l'adrenalina agli amanti della natura. “Perché non lo sapevate?”, fa sapere uno degli assidui frequentatori.

Strada Portoverde-Misano, che brutta cartolina - Altro che figura facciamo coi turisti, la figuraccia vera la si fa con noi stessi. Per gli errori compiuti, prima e dopo per l'incuria. L'impianto di irrigazione è strappato, rotto, squarciato, ma ancora adagiato sulle due file di piante e a cerchio attorno alle stesse. Oramai sono più le pianticelle mancanti che quelle sopravvissute alla forza delle intemperie. Quelle che sono riuscite a contrastare vento e pioggia sono piegate verso monte. Questa è la fotografia dei 700 metri di strada parallela alla ferrovia che collega Portoverde a Misano Adriatico. Molto probabilmente le piante, tigli e prunus, non sono adatta a reggere la forza del vento, che in quel tratto è libero e diretto. Sarebbe stato meglio mettere a dimora arbusti tipo oleandri o tamerici; oppure fusti come pioppi e salici di mare. Agli errori, la pigrizia di lasciare in abbandono.


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CATTOLICA

Succede che al ritorno i genitori si ritrovano un altro: niente ciuccio, pannolino per dormire, biberon. Ci si lava e ci si veste da soli...

Campeggio, si diventa autonomi Nel ricordo di Emanuele PERSONE

SCUOLA

- Il soggiorno montano a Cà di Gianni (Bagno di Romagna) quest’anno, ha coinvolto i bambini di cinque anni frequentanti le scuole dell’infanzia comunali “Torconca” e “Ventena” di Cattolica il 13, 14 e 15 giugno. Gli obiettivi di quest'esperienza rimandano alla sfera sociale (poter partecipare a un’esperienza di vita comunitaria che possa sostenere l’autonomia del bambino, condividere momenti intimi della propria quotidianità), al fare da solo, al senso della sicurezza personale, al rispetto delle regole del vivere insieme in un contesto lontano e diverso da quello familiare. Lo spirito d’avventura e il ruolo attivo dei bambini in un ambiente naturale fanno di quest’esperienza una occasione unica ed irrepetibile di ricerca, scoperta e di apprendimento. Per i bambini è come diventare grandi all’improvviso perché lasciano i propri genitori e per tre giorni condividono tutto, proprio tutto, con i loro “amici” e le loro insegnanti. Succede che il bambino torni dal soggiorno montano e non voglia

Foto di gruppo con campeggio

più il ciuccio, il pannolino per dormire, il biberon, si lavi e si vesta da solo…una sorta di scuola per crescere! Nel dibattito pedagogico odierno spesso si discute circa l’equilibrio tra sicurezza e rischio, con la tendenza a pensare a servizi sicuri rispondendo certamente alle normative vigenti e accogliendo le ansie e le preoccupazioni delle famiglie, ma generando spazi talvolta poco stimolanti – perché eccessivamente protetti – e nei quali al bambino viene richiesto di stare dentro a confini precisi anche per quanto riguarda l’esplorazione percettiva e sensoriale.

Anni fa, poteva essere del tutto normale che i bambini giocassero per molte ore nei cortili, nelle strade, nei campi, con una varietà ampia di rischi e ipotetici pericoli all’orizzonte, senza che questo potesse rappresentare un freno all’esperienza di crescita che ciascuno di loro stava compiendo. Al contrario, molto spesso gli accadimenti e gli incidenti che recavano inevitabilmente lievi sofferenze e dolori, come sbucciarsi un ginocchio, il tagliarsi e altro ancora, rappresentavano importanti occasioni di crescita, in quanto potevano aiutare i più piccoli a fare i conti con le dimensioni del limite,

della sconfitta, dell’errore che devono poter essere riconosciute e sperimentate per acquisire un senso e un significato. I bambini sono sicuramente in grado di stimare molto bene il pericolo e forse noi adulti dovremmo pensare ad un’educazione intesa come la capacità dei bambini a sapersi muovere in mezzo ai rischi. Un ringraziamento speciale a coloro che hanno reso possibile questa ricca e meravigliosa esperienza: Barbara Bernardini, Angela Ferrini, Roberta Fronzoni, Tullia Ercoles, Carla Fraternali, Adriana Macaluso, Elena Rosati, Cristina Savini; i genitori e i bambini.

- Un gruppo di amici sempre più numeroso. Per il secondo anno si sono sfidati al kartodromo di Cattolica sulle pit-bike. Quasi tutti già smaliziati di competizioni; provengono dalla velocità vera e propria su pista, altri dal motocross, altri ancora dalle minimoto e pit-bike. Idea dei fratelli Leardini, nel giugno del 2011 hanno organizzato la prima prova del trofeo “PrimidegliUltimi”, con un regolamento tutto particolare composto da prove cronometrate, prima manche e seconda manche, a griglie e motorini invertiti. Per rendere avvincente e imprevedibile ogni batteria; il punteggio è quello della superbike. Sempre per gioco si è richie-

sto l’intervento di uno speaker per commentare le gare all'appassionato pubblico, di realizzare pettorine personalizzate con tanto di numero portafortuna, nome e cognome e sponsor, che non sarebbero altro che le aziende dei centauri stessi. Nell'ultima gara si è ricordato Emanuele Leardini, cugino degli organizzatori, in occasione del decimo anno dalla prematura scomparsa. La cronaca. Il primo posto è andato allo specialista delle minimoto Davide Casadei; alla piazza d’onore Luca Leardini; terzo Andrea Leardini. Ai piedi del podio: Filippo Ciaroni e Maurizio Gennari. Prossima tappa, ma con data da decidere, entro la fine d’agosto.


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CATTOLICA

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Il libro dello storico cattolichino Roveri racconta la coraggiosa nobile ferrarese

Renata di Francia, la duchessa calvinista - Alessandro Roveri è tra i massimi storici italiani. Madre cattolichina, babbo ferrarese, da anni non viene più a Cattolica, dove aveva casa a pochi passi da piazza Primo Maggio. Insieme all'amico Raimondo Folonari (il signore dei vini) ha fatto una toccata e fuga per deporre un fiore sulle tombe dei propri cari lo scorso 3 luglio. Dopo aver insegnato per anni Storia contemporanea all'Università di Ferrara, da tempo vive a Roma, dove è libero docente. Oltre a collaborare col nostro giornale dalla fondazione, Roveri scrive per “Europa” e “il Ponte”, la nobile testata fiorentina fondata dal grande giurista Piero Calamandrei nel dopoguerra. Ha, Roveri, una serie di corrispondenze con storici più giovani, come il talentato Emilio Gentile. Da giovane, Roveri ebbe un ampio carteggio con

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LA CULTURA l'illustre studioso Gaetano Salvemini. La storia si ripete. “Renata di Francia” (edizione Claudiana, 190 pagine, 15 euro) è il suo ultimo libro. Nel personaggio Roveri si trova a proprio agio per almeno due buone ragioni. La prima, la du-

chessa sposò Ercole II d'Este, signore di Ferrara, insieme a Cattolica le sue città affettive. La seconda, è più culturale. Roveri affronta i turbolenti decenni di metà Cinquecento con lo spirito dell'uomo illuminato: la libertà di coscienza contrapposta ad ogni ortodossia e violenza. Il tema caro al Concilio Vaticano II degli anni Sessanta. Le pagine racchiudono una caterva di informazioni e scritte in modo piacevole: da rapsodo raffinato. Insomma, un libro che si legge col brio di un romanzo di qualità. Figlia del re di Francia Luigi XII e di Anna di Bretagna, Renata (1510 - 1575) sposa nel 1528, a 18 anni, Ercole d'Este, figlio del duca Alfonso e futuro signore di Ferrara dal 1534 al 1559. Nozze sontuose, Renata si porta con sé a Ferrara 126 corti-

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La copertina del libro Alessandro Roveri

giani: un medico, un farmacista, un calzolaio, un pasticciere, dame, damigelle, cavalieri, segretari, elemosinieri, valletti, paggi, tappezzieri, cuochi, scudieri, palafrenieri, panettieri, addetti ai banchetti e comuni servi. Il duca Alfonso l'accoglie con 24 carri di letti, tappezzerie, settantotto casse di arazzi, tappeti, coltrine, spalliere e bancali. Fu un matrimonio di interesse sia per i francesi, sia per gli

estensi. “Renata era pedina importante in Italia”. Se la Francia era una superpotenza politica ed economica, Ferrara godeva di un largo prestigio culturale in tutt'Europa. Nella città brulicavano alcune delle menti più menti del tempo. Era aperta e cosmopolita; gli estensi avevano accolto gli ebrei cacciati da Spagna e Portogallo. Il periodo di Renata di Francia è dominata da lotte politiche, culturali, teologiche. La miccia l'accende Martin Luturo. Il frate agostiniano scende a Roma e trova un bordello e cielo aperto. Torna in Germania e appende le sue famose tavole sul portone della chiesa a Wittenberg. Nasce la riforma. Oltre ad essere idee, è lacrime e sangue. In nome di Dio, che è amore, si spacca il capello in otto. Ci si divide su tutto. Sembrano anni bui ma si mettono le basi dell'Illuminismo. Renata di Francia fa della città estense il centro di un fitto snodo di uomini che abbracciano la riforma. Scrive Roveri: “...trovarono l'unico porto nel quale sottrarsi alle procelle dell'intolleranza. Fu soprattutto per

Ferrara che allora quella lunga strada passò”. La duchessa di Ferrara non venne salvata dai sospetti dell'inquisizione romana. A Paolo III (un Francese) arrivavano informazioni sempre più compromettenti. Il papa, nel 1543, scrive al duca e gli chiede che liberasse la corte di Renata da ogni sospetto di eresia”. Dopo la morte del marito, Ercole II, Renata ritorna in Francia, nel castello di Montargis. E assiste al lunghissimo conflitto religioso tra le forze cattoliche e quelle calviniste. Visse talmente a lungo, da assistere alla strage di San Bartolomeo (24 agosto 1572): 30mila morti. Per chissà quali ragioni, nessun figlio di Renata abbracciò la sua visione di religione. Di vita. Il figlio Alfonso, duca, fu più intollerante del padre; un altro figlio fu nominato cardinale; una figlia sposò Giacomo di Savoia, uno dei capi del partito cattolico; un'altra figlia andò in nozze a Francesco Maria della Rovere, signore di Urbino. Roveri si è divertito a raccontare la vita di una donna che restò fedele alle proprie idee aperte e giovanili, piuttosto che dedicarsi alla comodità, ai tornei, alle feste, alle musiche, ai balli, alle conversazioni colte e raffinate della corte. Una donna di coraggio.


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Cartolibreria Binda

CATTOLICA

Cattolica

Numerose iniziative a favore delle popolazioni terremotate. I Comitati di quartiere in prima fila per costruire una comunità migliore

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Cattolica, una città solidale Palazzate

di Cecco

Il tunnel - Leggiamo: “Per rilanciare le attività turistiche: ‘Una galleria scavata sotto il lungomare. Lunga 800 metri con parcheggi’”. I turésta i vén pal sol e nun ai butén t'un tunnel sota tèra. A sin intunèd...

COMUNITA'

di Alessandro Fiocca - E’ d’uso affiancare al nome di una città un aggettivo che in qualche modo la qualifichi o la caratterizzi. “Bologna la dotta”, ad esempio. O per restare più vicino a noi “Riccione, la perla dell’Adriatico” o, visto che qui non siamo da meno, “Cattolica, la Regina dell’Adriatico”. Nelle ultime settimane però, considerando le innumerevoli iniziative, si potrebbe rinunciare per un momento ai riferimenti blasonati e andare un po’ più sul concreto, rinunciare alla tiara per una dose di altruismo. Ed allora eccoci a “Cattolica la solidale”, che negli ultimi mesi ha visto svolgersi una quantità di cene, progetti, attività, tutte rivolte a raccogliere fondi per chi sta peggio. Basti pensare al fine settimana del 28/29 luglio scorso. Sabato 28 il Comitato Ventena ha organizzato una bella serata al Parco della Pace, ricca di buon cibo, simpatia e musica. Un buon modo per ritrovarsi e socializzare, e per dare un po’ di vita al parco cittadino, patrimonio, questo sì, della Regina e di tutti i suoi sudditi. Scopo non secondario della serata, raccogliere fondi da destinare ai terremotati dell’Emilia. Domenica 29 invece, si è avuto la chiusura dell’iniziativa “Tennis Cerri for Children”, giunta alla sua 3° edizione, ed organizzata dallo storico Circolo tennis di Cattolica. Una cena rustica che, insieme alla vendita dei biglietti della lotteria, ai proventi della cena di apertura e alla vendita delle magliette, ha contribuito a raccogliere fondi che serviranno per affrontare delle situazioni di disagio dell’infanzia individuate con l’aiu-

S. Giovanni M.

Ventena, Comitato in solidarietà

Lo spettacolo di Raffaele Bersani

to dell’amministrazione comunale di Cattolica. I comitati cittadini, che si stanno rivelando una risorsa importante sotto molteplici aspetti, hanno fatto molto per la solidarietà, con una particolare attenzione ai terremotati dell’Emilia. Ha iniziato il Comitato Torconca, lo scorso 16 giugno, che ha organizzato una grande cena a base di pesce, in piazza Po, nel cuore del quartiere, molto partecipata. Poi è stata la volta del Comitato Violina, in piazza De Curtis, mentre il 14 luglio è stato il Comitato Macanno, che ha realizzato nella via che da il nome al quartiere, una cena a tema: “Macanno Romantico”, anch’essa molto partecipata. I proventi delle diverse cene, così

come l’ultima in ordine di tempo, organizzata dal Comitato Ventena, andranno in favore delle popolazioni colpite dal terremoto, ai quali è destinata anche la raccolta di giocattoli, che ha avuto una risposta sorprendente, tanto da lasciare stupiti gli stessi promotori: Comitato Torconca e Centro per le Famiglie distrettuali, che aspettano solo di arrivare alla loro destinazione. Alle zone terremotate dell’Emilia sono andati anche i proventi di un’iniziativa organizzata in occasione della Notte Rosa, dai comitati Dante e Curiel in collaborazione con l’AVIS di Cattolica. Una mobilitazione ampia, che ha coinvolto, in differenti iniziative, anche la coo-

perativa Coomarpesca che gestisce il ristorante Pesce Azzurro di Cattolica, alcuni albergatori della Regina ed altri ancora. Il Parco della Pace è stato protagonista di un’altra riuscita iniziativa, organizzata dal Comitato Macanno, in favore dell’A.G.E.O.P.. La “Merenda sull’erba”, organizzata nel giugno scorso, alla fine dell’anno scolastico, ha coinvolto bambini, genitori e cittadini con laboratori, musica e spettacolo. Diverse sono state le iniziative in favore di A.G.E.O.P. e del progetto “Missione Sabuko – Tanzania”, ma anche di associazioni meno “presenti” sul territorio cittadino. Il Beach Tennis di Cattolica si è fatto promotore, il 15 luglio scorso di un torneo di beneficienza in favore dell’associazione “Un Vero Sorriso Onlus” che raccoglie fondi per la ricerca sull’Atassia Telangectasia, malattia rarissima che colpisce i bambini nella prima infanzia. Un’ondata di altruismo sembra quindi aver invaso la Regina, un segnale di forte sensibilità verso chi è più sfortunato. Il tempo dimostrerà se si tratta di un moto perpetuo o piuttosto di un’onda anomala.

Spiaggia libera - Leggiamo: “Per i servizi e la pulizia sulla spiaggia libera ‘chiedete ai bagnini’. Dli volt però j'è un po' sord da cl'urècia... Giochi in spiaggia - Leggiamo: “Troppe aree di gioco sulla spiaggia: partono i controlli della Capitaneria”. J'ha dét: l'è mèi che andèna drimarena a dè un'ucièda ma chi burdlac... Evasione - Leggiamo: “Evasione, la figuraccia degli albergatori. Non in regola l'81% degli hotel visitati dalla finanza. Il blitz ha riscontrato che il 62% degli esercenti di varie attività è irregolare”. Scontrini? Ricevute? Fatture? Cus cl'è roba da magnè? Dambat!... 4000 anni fa - Leggiamo: “Dai reperti in catalogazione al Museo, i primi abitanti di Cattolica già 4mila anni fa”. Avìn 'na storia longa. Ogg a sarìn più o mènch pataca che ne lor?... Schizofrenie estive - Leggiamo: “Nel centro della Regina si fa buio sempre più spesso con i lampioni abat-jour. I negozianti chiedono anche il ritorno della giostrina in piazza Nettuno”. Mitìv d'acord! Chi lampiun l'è 'na vosta idea e per la giustréna a vi fat da mat per spustèla. Os-cia!... Ponte mobile - Leggiamo: “Troppi guasti al ponte mobile Cattolica-Gabicce”. I dis cal patés al chèld. Toca fèi gl'impach sl'acqua frèda. A sin a post... Lezione lombarda - Leggiamo: “La denuncia di una turista lombarda: ‘Solo due scontrini fiscali su diciannove acquisti’. Ha presentato due esposti alla Finanza per segnalare i casi”. Ciò, sta lumbarda la ci'ha dè 'na bèla lezion... Cattolica peccaminosa - Leggiamo dal Corriere della Sera: “Scappatella a Cattolica. Secondo un sondaggio è la meta più ‘hot’ e peccaminosa dell'estate”. A védle li pèr tut santificéte, ma sota sota... Va pu là!... Elogi - Leggiamo: “Gli elogi a Cattolica su Focus Germania, la prestigiosa rivista dedica un ampio servizio a spiaggia e servizi: ‘E' tra le dieci località più belle d'Italia’”. Us véd che li robie li vén aprezèdie più dai furis-cér che dai catulghin... Bilancio - Leggiamo: “Dal bilancio di previsione a quello di cassa. Il Comune spenderà i soldi che ha realmente in cassa”. L'è 'na rivoluzion! Prima i spindìva anche i sold chi n'avéva. Caz!... Bus terminal - Leggiamo: “Visita guidata al Bus terminal con assessori, consiglieri e tecnici per verificare la situazione”. L'è stè 'na vésita mal santuario dla Madona di spréch...

Notte rosa, c'è anche ‘the dark side’ TURISMO - Il titolo della Notte rosa di quest'anno era in inglese: The pink side of the moon (il lato rosa della luna - che fa il verso al famoso brano dei Pink Floyd, The dark side of the moon, cioè: il lato oscuro-nero della luna). Si parte dal 6 luglio al giorno nove. Già, si parla di notte rosa ma in sostanza le iniziative si sono prolungate e le notti magiche sono diventate ben tre!

Da Cattolica a Comacchio è un gran festeggiare fra drappi e palloncini rosa... Che dire dei vari artisti che hanno creato divertimento e curiosità per turisti e residenti. Pensate un po', una dozzina di località turistiche della riviera romagnola più che mai unite dal desiderio di festeggiare insieme. A Cattolica si è esibito Samuele Bersani; Bersani è cattolichino! A Bellaria tutti ad ascoltare Francesco Renga e anche Morgan. Una Riccione allietata dal-

l'esilarante Paolo Cevoli e dalle "lunatiche" con Nina Zilli, Noemi, la Pina. Rimini con Fabrizio Gifuni, Sonia Bergamasco. Così tanto per citare alcuni dei tanti avvenimenti che hanno dato impulso all'immagine turistica della già attraente riviera. Allora bene, tutti felici e contenti? Per quel che riguarda vacanzieri e indigeni una goduria. Invece per le forze dell'ordine c'è stato un faticoso lavoro. In diverse cittadine si sono registrati atti di teppismo

e violenza. Insomma questo aspetto increscioso ha subito sollevato una riflessione che sta coinvolgendo operatori turistici e amministratori. Qualcuno ha messo in discussine la continuità della manifestazione. Si rischia che per colpa di pochi teppisti la Notte rosa potrebbe finire miseramente. Le menti più riflessive suggeriscono pazienza e fiducia. Però, se continua così, ho qualche dubbio che fra qualche anno il bicchiere sarà mezzo vuoto. (Rambo)

Cattolica - Via Risorgimento 17 - Tel. 0541 - 833253


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CATTOLICA

“Tennis Cerri for children” alla sesta edizione. Coinvolti 5 comuni Via Verdi 22 - Tel. 0541.960772 Via Dante 79 - Tel. 0541.968163 Via Cabral 24/A - Tel. 0541.968017

Sport, solidarietà, comunità

Via Verdi 22 - Tel. 0541.960772 Via Dante 79 - Tel. 0541.968163 Via Cabral 24/A - Tel. 0541.968017

COMUNITA'

La partenza della gara di Handbike (foto Rosario Todaro)

Il 23 novembre al Teatro della Regina la premiazione del concorso “Liberi di sognare - Giornata della diversabilità”. Al mattino gli studenti incontrano i campioni dello sport paraolimpico - “Tennis Cerri for children” siamo alla sesta edizione e comprende: torneo open di tennis, gran galà di Handbike, la (mezza) notte bianca dei bambini, due cene e altri momenti di socialità. Anche quest'anno il Circolo Tennis Cerri ha fatto centro: è riuscito a coniugare divertimento e sport con la solidarietà, contribuendo al rinsaldando di quei preziosi legami che fanno ricca una comunità. Infatti tutti i fondi raccolti sono devoluti a sostegno di situazioni di particolare disagio dell'infanzia, individuate in accordo con l'am-

ministrazione comunale di Cattolica. In questi anni sono stati raccolti circa 10mila euro. Meme Pagnini ha dato il suo contributo organizzativo per la gara di Handbike con la sua associazione Puravida. Ragazzi che dopo un incidente si sono ritrovati menomati negli arti inferiori, ma che hanno

saputo reagire sfidando anche l'impresa sportiva. Gareggiano con speciali biciclette azionate con le mani. Sono dei campioni, alcuni, come Meme, partecipano con successo alle Paralimpiadi. Il Circolo Tennis Cerri ha circa 150 soci e ha allestito questa complessa iniziativa

Nuoto, la stagione dei successi. Medaglie e piazzamenti ai regionali

grazie a contributi volontari e fondi raccolti da sponsor privati, cene, magliette e lotteria. L'anno scorso l'iniziativa si concluse il 18 novembre con la presenza di don Ciotti, una serata memorabile allo Snaporaz in un confronto di alta tensione morale col magistrato Piergiorgio Morosini e

il vicesindaco Alessandro Bondi. Quest'anno la conclusione sarà al Teatro della Regina il 23 novembre (ore 21) dove saranno premiati i vincitori del concorso multidisciplinare “Liberi di sognare - giornata della Diversabilità” (sponsor principale la BCC di Gradara). Il

concorso è riservato alle classi 4^ e 5^ delle scuole primarie dei comuni di Cattolica, Gabicce Mare, Gradara, Misano Adriatico e San Giovanni in Marignano. La serata comprende lo spettacolo di danza dell'artista Simona Atzori. Sempre al teatro della Regina il 23 novembre alle 10 del mattino gli studenti incontreranno i campioni dello sport paralimpico. Quest'anno “Tennis Cerri for children” si è estesa, ha coinvolto tutti i comuni limitrofi perché la solidarietà non ha campanili. Il messaggio per questo periodo di crisi è chiaro: i problemi non si possono più risolvere da soli, bisogna affrontarli insieme. Per questo nella conferenza stampa di presentazione del programma erano presenti (contenti e convinti), i sindaci di Cattolica, Gabicce Mare, Gradara, Misano Adriatico e San Giovanni in Marignano.

COMUNITA'

Il cuore della Ventena per le popolazioni terremotate

SPORT

- Un finale di stagione in crescendo per i giovani atleti dell’Aldebaran Cattolica Nuoto allenati da Andrea Bartolini. Nella vasca olimpionica Gambi di Ravenna dove nella scorsa settimana si sono svolte le Finali Regionali delel categorie esordienti “B” ed “A” ( loro ce l’hanno la vasca olimpionica..mica come a Rimini) l’ondina Valentina Carlini si è laureata Campionessa Regionale es. B sulla distanza dei 100 dorso con il tempo di 1’23'’17 e 2° nei 200 dorso in 2’59'’93. Due crono eccezionali per la cattolichina che chiude con il botto una stagione da incorniciare con l’alloro più prestigioso; il tito-

lo Regionale di Federazione. Complimenti anche a Nicolò Saltarelli; terzo nei 200 stile libero con il tempo di 2’32’12 e secondo posto nei 400 stile libero in 5’21'’20 migliorandosi in modo incredibile in entrambe le distanze. Ha siglato i nuovi record sociali. Da sottolineare anche l’eccellente quinto posto di Asia Bertozzi nei temuti 100 delfi-

no in vasca lunga; una squalifica l’ha tolta dai “suoi” 50 delfino… Peccato. Un elogio particolare al tecnico Andrea Bartolini che sta facendo un incredibile lavoro; il cambio di mentalità sta gradualmente dando i primi segni. Vincere un titolo regionale Fin è segno di una rinascita che si spera continui, dando ancora tante soddisfazioni ai supporter della squadra di nuoto.

- “Se il dolore degli altri non ti affligge, non meriti di essere chiamato uomo”. E' dello scrittore iraniano Shiraz (1184 - 1290). Il Comitato cittadino della Ventena presieduto da Gastone Prioli ha organizzato la serata del 27 luglio a favore delle popolazioni emiliane colpite dal terremoto la scorsa primavera. Al Parco della Pace hanno preso parte alla cena di beneficenza circa 270 persone; tantissimi i bambini. A cucinare l'asado, pollo alla diavola e salsicce, gli argentini Nazzareno e Celestino. A creare l'atmosfera: le canzoni di Tania Cervelleiri (terza a Castrocaro), il teatro di quel genio di Raffaele Bersani, il Doctor B Social Club, i balli di gruppo e il liscio di Loris e Cinzia. Gli organizzatori ringraziono coloro i quali sono intervenuti, chi ha lavorato e gli sponsor. Il Comitato della Ventena è molto attivo; ha quattro gruppi di lavoro: sociale, cura del parco, rapporti col Comune e spettacoli. Ci saranno altri incontri simili.


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“Sbranando Dio” è il suo ultimo libro. Uno sguardo che lascia poca speranza

Tra trash e sociologia di Enzo Cecchini

- Un romanzo trash con pretese sociologiche. Parliamo dell'ultimo lavoro letterario di Giuseppe Ricci che porta un titolo molto provocatorio: “Sbranando Dio”. Un racconto in stile trash, oppure pulp? Se volete addirittura splatter che potrebbe inquadrare Ricci tra gli autori definiti “cannibali” che fecero scalpore negli anni '90. Lo ha pubblicato “BSides”, un magazine on line che nel sottotitolo recita “Uno sguardo sull'altro lato delle cose”, chiarisce subito che, tra l'altro, non disdegna gli aspetti anche più suggestivi e provocatori delle notizie e del linguaggio. Giuseppe Ricci, 39 anni, cattolichino, ha nel suo curriculum la pubblicazione di altri tre libri: “La teledittatura” (2003), dove descrive il berlusconismo come neo-civilizzazione sociale e consenso politico; “Amarkord - Un'estate all'inferno” (2005), dove il protagonista diventa il coacervo di modelli comportamentali proposti dalla televisione: iper-edonismo, sballo, ecc. tutti mezzi usati dal sistema per il controllo so-

Giuseppe Ricci ha scritto un romanzo duro e violento. Linguaggio crudo e volgare. Un'orgia perversa dove alcol, droga e sesso la fanno da padroni. Vittima una ragazzina sedicenne drogata, abusata e seviziata. Ma Ricci è anche sociologo e alla fine con cinque pagine di intervista parla del racconto come metafora della decadenza dei valori innescata dalla mostruosità della modernità

La copertina del libro

IL LIBRO

ciale; “Caos amore caos” (2007), dove il protagonista somma le difficoltà e disagi di una generazione cresciuta con valori e ideali ormai inappagati perché estinti. “Sbranando Dio” è un romanzo duro, violento, che non lascia spazi confortanti. Il linguaggio è crudo e volgare. Alcuni giovani sono immersi in un'orgia videoripresa (cinicamente da vendere) dove alcol, droga e un sesso “disperato e

nevrotico” la fanno da padroni. Vittima una ragazzina sedicenne drogata, abusata e seviziata fino alle estreme conseguenze. Il linguaggio del romanzo è povero, ripetitivo e violento. L'autore sostiene che è una scelta voluta per evidenziare quello squallore e oscenità che straripa dalla società e che molto

spesso in tanti si finge di non vedere. Ricci si “giustifica” dicendo che quella ragazzina sedicenne è la metafora dell'Italia di oggi. Insomma, siamo tutti noi. Resta il fatto che diverse pagine suscitano un immediato disgusto per una sorta di compiacimento descrittivo delle scene e nell'esibizionismo del linguaggio. Non c'è

niente di erotico, ma solo perversione allo stato puro. Una colonna sonora di sottofondo raccontata da titoli, cantanti e brani, non attenua minimamente lo squallore, anzi, lo rende ancora più esasperante. Ricci è un osservatore attento della galassia giovanile (frequenta locali, uno lo gestisce direttamente, ha fatto il dj), ma ha avuto il bisogno intellettuale di spiegare quel romanzo così crudo. Infatti il volume si divide in due parti, la prima è quella del racconto, la seconda vede ben cinque pagine di intervista. E' qui che il Ricci sociologo tenta di raccontarsi e spiegare l'oscenità delle pagine precedenti. Ecco alcuni stralci del Ricci-pensiero. Romagna. “La Romagna (luogo dove si svolgono i suoi romanzi) vive una realtà in continuo divenire, è un luogo d'avanguardia dell'evoluzione culturale e sottoculturale”. Potere e realtà. “Nel mio romanzo non c'è redenzione o punizione perché non ci sono nella nostra realtà. Il Potere non paga mai né i suoi errori né la sua crudeltà”.

Decadenza dei valori. “Descrivo personaggi vuoti e ossessionati dall'apparenza, dai soldi facili e dallo sballo, perché sono un coacervo di tutte le forme di devianza o disagio. Il fenomeno esiste da tempo e la collettività se ne accorge solo quando determinati fatti arrivano all'attenzione pubblica. Una decadenza dei valori innescata dalla mostruosità della modernità”. Droghe. “L'uso delle droghe e altre forme di autodistruzione possono essere una sorta di ultimo estremo grido e richiesta di aiuto. C'è una doppia volontà, quella di chiedere aiuto per essere salvati e quella di vendicarsi nei confronti di chi non ci salva, una schizofrenia dovuta alla disperazione che domina il presente”. Tv commerciale. “Il dramma delle tv commerciali, nate con quelle berlusconiane, perché hanno sdoganato modelli comportamentali e culturali finti. Gli effetti collaterali sono stati devastanti: disagi esistenziali e frustrazione”. Alienazione. “Siamo in una società che nemmeno più promette benessere, se non attraverso il consumo. Ogni surrogato di emozione può essere comprato. Una situazione alienante”.


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Cattolica piazza 1° Maggio, 1957. I giovani gestori dei locali di Cattolica. Da sinistra: Franco Gennari “Remolino”, Guglielmo Prioli “Bogule”, Monti, Franco Gabellini (L’uomo dei Tre Denari), Costanzo Frontini “Peledo” junior). (Archivio fotografico Centro Culturale Polivalente di Cattolica)


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CARTOLERIA EDICOLA

Carla e Franca ARTICOLI DA REGALO Cattolica - Piazza Mercato 11 Tel. 0541 - 967792 - Son passato in quei paraggi una mattina e ho notato che per risparmiare invece dei mattoni costruivano dei blocchi di cemento e lavoravano Oreste (Risten), la Sara e la Palmina; anni dopo aprì il bar Messico e su questa strada quella licenza fu la prima. Fu festa per la gente del Ventena e dietro il banco una Piccioni, ragazza giovane e bella che portava il nome di sua nonna Filumena. Ci tengo a raccontarvi questa cosa perché le Donati erano tre sorelle e una era sposata con Alessandro Galli (Pacialot). Era mia nonna Rosa, mentre l’altra non sposata Giovanna era stata un personaggio del Ventena da tutti conosciuta e chiamata la Gvanena. Sono passati tanti anni ma io la ricordo come fosse ieri, teneva attaccato a casa galline, conigli e falciava tanta erba per fare quel mucchio di fieno venduto ai carrettieri. Ormai non si tratta di anni ma di pochi mesi, che la nostra Italia sarà invasa dai cinesi, ho il piacere di farvelo sapere, uno di loro si è installato al bar Messico, là dove un tempo c’era il mio podere, su quei campi coltivati dai miei antenati; Delio dice ogni tanto quando ha visite: “Siamo stati fortunati! Perché fra tutti quelli a noi è capitato uno dei più belli”. Dietro il banco, oggi, la sorridente moglie di Cin Cin (Dalfong), parla sempre ad alta voce, io che a volte sto leggendo lì vicino mi sento sulla croce. Allora mi allontano nell’altra stanza e vado via, se dicessi che in quel bar si sta male direi una bugia, che poi è anche comodo

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L'allegra compagnia del bar Messico gestito dai cinesi

Il ‘lomagnolo’ venuto dalla Cina

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Savio Bianchini racconta un episodio dedicato ad un esempio di integrazione e accoglienza

A sinistra Savio Bianchini con i gestori del bar Messico: la famiglia di Cin Cin Dalfong

COMUNITA'

di Savio Bianchini

perché è a due passi da casa mia. Tra noi tanti siamo della terza età, e di tanto in tanto abbiamo una visita da un uomo per bene che ha avuto la disgrazia ma anche la fortuna di essere il custode del Camposanto; ed è ovvio che qualcuno si lamenta: sul giornale stava scritto che anche quest’anno ne son morti centotrenta, è così che il pensiero vola subito al nostro cimitero. Poi mi ricordo il giorno che quel tizio l’ho incontrato da Celli, al forno, che in mezzo a tante donne mi fece capire che alla mia età era ora di partire! Ma io gli risposi scherzosamente in mezzo a quella gente: “Ci sono tante persone a Cattolica che capiscon poco, e hanno fatto venire te da Riccione che non capisci niente” Con noi c’è anche l’amico Serafino che insieme a lui ha tanti amici a bere vino, molti non s’accontentano dell’ultimo ritrovato: berlo bianco, frizzante e ag-

giungendo l’Aperol (ombrato). Però sul tardi, quando li vedo uscire dalla porta, c’è chi canta, chi barcolla, chi inciampa e anche quello che ho richiamato più di una volta, lo noto quando ha bevuto perché ha la testa storta. Ma quello che più mi ha colpito è stato il racconto di quei due ragazzi ormai trentenni, non avrei mai immaginato che accadesse sotto questo cielo, mi han raccontato che son più di sei anni che stanno cercando la lepre, ma non han visto neanche un pelo. Tra noi ci sono anche Bicio Casadei e Paolo Ciaroni, diversi nel loro comportamento ma cresciuti insieme per tutta la vita, quando uno non c’è l’altro lo cerca e gli telefona, ed io li invidio

per quell’ottima unione; il primo (Bicio) ha la sua casa abbinata ai genitori, la moglie, la figlia, il nipote, nel suo lavoro si trova a suo agio, mentre Paolo ha cambiato troppe donne, coi miei occhi lo vedo avventuriero, un simpatico randagio. Gli è sempre piaciuto quell’amore fatto in fretta, come i rasoi da barba usa e getta. Una sera con me si è arrabbiato, poi ha capito, insieme abbiam saltato il fosso, perché avevo detto che vicino ai sessant’anni a un uomo gli viene a mancare quello grosso. La strada è in salita e quando si trova la rotonda diventa un problema, non entra la seconda. Tutti insieme in quel bar fac-

ciamo tanto rumore, siamo di più nazioni, anche gente di colore, ma la confusione nasce dopo la partita del pallone, in quella partita che sembrava fatta, che poi l’arbitro prese quella svista, era dentro e l’ha giudicato fuori: qualcuno ha detto: “Quello è comunista!”. Un mio amico arrabbiato aveva la faccia come una triglia, nonostante tutto è ancora viva, chiassosa, siamo legati insieme come una famiglia. A volte dico a Cin Cin: “Con tutti noi, con questa marmaglia, se ci porti in Cina costruiamo una seconda muraglia!”. Oggi è partita la moglie Dalfong, starà per quattro mesi in Cina, e così Julia, la sedicenne figlia, farà da supporto alla fami-

glia. Il tempo passa, anche l’acqua nel Ventena, ed il vino che bevevamo tanto al bar Grottino, anche al bar Messico dove c’era Filumena. Oggi c’è una ragazza con gli occhi a mandorla dietro al banco di Cin Cin, Valentina, anche lei è venuta dalla Cina. Dopo settant’anni questa frazione è rimasta come prima, allegra, unita, rumorosa ma soprattutto molto beverina. Penso che indagando fra noi, tra bracconieri, cacciatori, bevitori e tant’altri folli, ci sia modo di trovare anche i ladri dei miei polli. Cin Cin è divertente quando gioca a carte, tanti lo guardano e nessuno si annoia, quando perde si divertono a sentir dire “polca tloia”. Nel 1955 andavo nelle Marche, a Gabicce Mare, che poi pensando ai proverbi d’una volta, dalla donna che ho sposato, ero il romagnolo che bussava a quella porta. A Cattolica di cinesi ce ne son pochi, ma se andate a Rimini Centro o a Borgo Marina ne vedrete tanti, là ormai sono di ruolo, anche Cin Cin prima di approdare a Cattolica è stato a San Mauro Pascoli e io lo chiamo sempre il “mio nuovo amico romagnolo”. Lui mi ricambia ma la sua lingua ancor non è di ruolo, così mi chiama il “lomagnolo”.


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Per il più vecchio albergo di Cattolica, una miscela di tradzione e tecnologia. I Calbi

Alda e Amelia, alle radici dell'ospitalità - Sono 35. Trentacinque passeggini tutti in fila uno accanto all’altro come su una griglia di partenza di fronte all’entrata. Questo è un po’ il paddock dell’albergo Alda e Amelia, in via Brescia, un segno dei tempi pure e del turismo che cambia. L’Alda e Amelia è probabilmente il più vecchio hotel di Cattolica. Un nome sfoglia pagine di calendario fino a un’altra epoca. Si ritorna indietro di più di 90 anni. Era il 1921, ricordi di un turismo in bianco e nero, toni di grigio seppiati. Le due costruzioni erano appartamenti affacciati sulla via Carducci, che ancora guardavano il mare. All’inizio affittati alle famiglie di turisti che venivano da ogni parte d’Italia ma anche dall’estero. Cattolica e il turismo balneare in Romagna doveva ancora esplodere. Però era già meta, con la costruzione di colonie, delle vacanze terapeutiche per curare la scrofolosi dei bambini e poi, durante il periodo fascista, dell’Opera nazionale balilla. La pensione Alda e la pensione Amelia prima erano due quindi, delle affittacamere. Ma arrivò presto, come è ovvio, la richiesta di poter anche mangiare. E viste le indubbie qualità delle cuoche il successo fu scontato. Erano Francesca Meneghetti e Amelia Melli, in seguito bisnonne della famiglia Calbi, che diedero origine a una “dinastia” di albergatori. Una targa all’entrata, accanto alla reception dell’hotel e alle loro foto, ricorda quel momento. È il riconoscimento che ha tributato l’Associazione albergatori a queste due donne, delle pioniere dell’ospitalità cattolichina. È cambiato tutto qui dentro, come è cambiato il mondo di fuori, naturalmente. Negli anni ’60 le due costruzioni divennero un unico palazzo e le due pensioni si fusero per diventare l’hotel Alda & Amelia. La gestione è passata di mano in mano ai membri della famiglia Calbi senza cambiare mai proprietario. Il nonno era invece Giorgio, al quale è intitolato lo stadio di Cattolica “Fu lui a portare i colori della società da Roma – spiega Mauro, il nipote– che infatti sono il giallo e il rosso”. Un bel pezzo della storia di Cattolica è passata di qui dunque. L’aspetto della struttura ora ha di nuovo. In tutto. Perché l’investimento (fatto in tempi di crisi, vale sempre la pena ricordarlo) è stato importante: “Siamo attorno al milione e mezzo di euro” calcola Mauro Calbi, 43 anni, che assieme al fratello Claudio (42) e alla moglie di lui, Simona, si occupa dell’hotel, dopo la morte dei genitori che erano albergatori come lo sono loro ora. Mauro si definisce responsabile del marketing (il suo settore è quello telematico, internet e il web) animatore e “di tutto un po’”. “Abbiamo appena finito di montare uno dei nuovi giochi, quello dell’accoglienza dei bambini è un aspetto fondamentale, infatti come beta tester abbiamo Alessandro mio nipote – racconta sorri-

All'origine due pensioni. Francesca Meneghetti e Amelia Melli, le bisnonne di Claudio e Mauro. Lo stadio Giorgio Calbi

Alda

TURISMO di Matteo Marini dendo mentre mostra le nuove sale, una dedicata proprio ai più piccoli con i giochi e le consolle, per quando fuori piove e al mare non si può andare. E quella da pranzo col buffet ricco, piena di gente – ma soprattutto mi occupo di webmarketing, sono il responsabile del sito internet”, che cura fin dal 1999, anche questo un piccolo record. Mauro Calbi è del consiglio di amministrazione di Promo Cattolica, la società di promozione del Comune. Un progetto rimasto un po’ al palo in cui lui però ancora crede. Intanto cura l’Alda e Amelia perché è il gioiello di famiglia: 48 camere appena ristrutturate con tv led e wifi gratuito, un aspetto fresco e moderno, minimale, anche nella sala da pranzo, con legno e pietra a vista. E poi le piscine, coperte e scoperte, riscaldate e con

I Calbi, famiglia allargata assieme a due delle famiglie più "fedeli". Da sinistra i signori Caltagirone Walter e Sandra, la direttrice dell'albergo Waltraud Wieser (Wally), la zia Anna Calbi, Simonetta Massa e il piccolo Alessandro, Claudio e Mauro Calbi e i signori Zanellato, Anselmo e Ada. idromassaggio: una bella visuale attraverso la parete a vetri. La tradizione vive in un album di ricordi attaccata alle pareti, le foto dei primi anni del ‘900 delle bisnonne, gli abiti lunghi, candidi, il cappello con larghe falde. E poi sta nella palpabile passione per l’ospitalità, che si è fusa con la necessità di innovarsi. Nessuna rivoluzione, solamente stare al passo con i tempi, e i turisti, che cambiano. Dopo il boom giovanile che ha caratterizzato i decenni dal dopoguerra in poi, il calo e un riposizionamento, soprattutto in chiave famigliare. Il numero di passeggini schierati lo dimostra e la bacheca del sito, questa volta un album virtuale, con i clienti fedelissimi premiati per la preferenza, ne è un segno.

“L’idea era venuta per primo a mio padre – racconta ancora Mauro – era quella di una tessera fedeltà che dava diritto a degli sconti anno dopo anno. Però alla lunga era difficile tenere aggiornati tutti i dati. Adesso ci stiamo ripensando perché ora attraverso un database è tutto molto più semplice”. Marianne Benedict sarà la prossima, forse la più fedele tra tutti i clienti: “Viene dalla Francia qui ogni anno da 49 anni. Volevamo darle un riconoscimento questa estate ma ha detto che preferisce aspettare la prossima, che fanno 50”. Assieme a lei ci sono le famiglie Caltagirone, Sanguigni e la signora Floriana, che da 35 anni vengono qui; i Dreye, dalla Francia, da oltre 30 anni e poi i Callari da Milano da 20. Tutti premiati l’anno scorso nella sala della Giunta del Comune di Cattolica dall’assessore Anna Sanchi. La fedeltà a un luogo di vacanza è quel sano attaccamento che permette a una struttura di non abbassarsi, come ora fanno in molti, a tagliare smodatamente i prezzi. La crisi si fa sentire, anche qui, ma la clientela affezionata continua a tornare e molti altri ne arrivano, anche in virtù dei servizi offerti: “Noi non abbiamo mai proposto cifre stracciate, nemmeno per i gruppi – conclude Mauro – perché un tre stelle che offre i nostri servizi, con gli investimenti che abbiamo fatto, è giusto che sia valorizzato”. Spesso infatti al crollo dei prezzi corrisponde una qualità scadente, del cibo oltre che del personale. I due giovani chef, Vito da Potenza e Alessandro da Rimini, invece preparano ogni pasto con fantasia. E poi c’è Wally, che è la padrona di casa. Viene da Bolzano ma non è una cliente affezionatissima. È qui da 38 anni perché cominciò a lavorare come cameriera all’Alda & Amelia e ora è la direttrice. Una famiglia che si è “allargata” e un cerchio che, invece di chiudersi, continua a girare.

RILASCIO BOLLINO BLU - PLAKETTE PER LA GERMANIA


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CATTOLICA

Rudimentale strumento di navigazione per misurare la profondità dell'acqua

La vela e lo scandaglio MARINERIA Scandaglio manuale costruito in piombo, arcano strumento di navigazione usato per misurare la profondità dell’acqua. La rete detta “cuffia” raccoglieva sabbia o fango, che veniva “assaggiata” dai pescatori per individuare il tipo di fondale e stabilire la localizzazione della barca rispetto alla costa. (Scandaglio in miniatura costruito da Enzo Gaudenzi)

di Sebastiano Mascilongo

- Strumentazione Nautica delle Barche a Vela. Principalmente a bordo delle barche da pesca a vela gli strumenti di navigazione erano molto semplici e ridotti, l’unico ausilio più importante era la bussola, e lo scandaglio era una semplice sagola legata alla estremità di una palla di piombo ricoperta da una rete che veniva calata in mare verticalmente per misurare la sua profondità. Il punto nave veniva calcolato in base alla natura del fango, che tirando lo scandaglio a bordo rimaneva attaccato alla sfera di piombo e dal colore e molto spesso anche mettendolo lievemente sulla lingua riuscivano a determinare il punto esatto in cui la barca si trovava. Le barche da trasporto che dovevano affrontare viaggi più lunghi e traversate. La bussola era molto più importante, benché venisse usata empiricamente e superficialmente con poca o nessuna at-

tenzione per la deviazione magnetica. Talora vi era addirittura una forma di diffidenza verso questo strumento anche perché veniva usato dai paròn con poca convinzione. Il sistema di funzionamento per molti di questi capitani era poco chiaro se non addirittura misterioso. Le carte nautiche quando erano presenti a bordo venivano utilizzate molto di rado, l’orientamento veniva effettuato sostanzialmente di giorno sulla base di punti o riferimenti

a terra chiamati punti cospicui, come la forma di un monte, un campanile, una torre, o la ciminiera di una fabbrica, e di notte osservando le stelle o le caratteristiche dei segnalamenti marittimi. Tutto era basato sull’esperienza consolidata e sul senso pratico e che veniva tramandato da padre in figlio per generazioni e generazioni quale prezioso patrimonio professionale e culturale. Un elemento essenziale era l’evolversi del tempo atmosferico che per questi uomini privi

di una qualsiasi base teorica vedevano e sentivano con una precisione sorprendente. Durante la notte se il cielo era sgombero di nuvole, i marinai si orientavano principalmente con la stella polare e con lo stellone di tramontana. Riuscivano con la loro grande pratica a stabilire teoricamente anche la rosa dei venti dando dei nomi particolari dialettali propri del gergo marinaro, come tramontana al posto del Nord, del Greco al posto del Nord-Est.

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Il programma di agosto - Sabato 4 ore 20,30: ballo con la musica del gruppo “I mei che ne gnint”. Contributo 7 euro. - Sabato 11 ore 20,00: cena con ballo con la musica del gruppo “I ragazzi di Romagna”. Contributo 16 euro. - Sabato 25 ore 20,30: ballo col pianista, cantante e animatore “Paolo Lanci”. Piccolo rinfresco per tutti. Contributo 7 euro. Informazioni e prenotazioni: 347-9752583 339-4995417

Nelle farmacie comunali. Iniziativa di valore sociale

Prodotti infanzia meno 30% - Nelle farmacie comunali di Cattolica (via del Prete e via Cabral) si possono acquistare i prodotti per la prima infanzia con una riduzione dei prezzi del 30%. L'iniziativa nasce dal protocollo d'intesa siglato tra il Ministero per la Cooperazione internazionale e l'integrazione, Federsanità e, soprattutto, Anci (associazione nazionale comuni italiani) e Assofarm-Farmacie comunali. Vuole essere un contributo alla risposta da dare alla crisi economica che sta condizionando pesantemente tante famiglie. L'iniziativa di grande valore sociale, propone un riallineamento dei prezzi ai livelli europei sui prodotti destinati all'infanzia. Queste iniziative rafforzano una delle finalità delle farmacie pubbliche: quello della calmierazione dei prezzi. Un'altro obiettivo lo si vede quando

Il logo dell'iniziativa

le farmacie private sono in sciopero; l'ultimo esempio il 26 luglio scorso dove le farmacie comunali sono rimaste aperte garantendo un servizio essenziale ai cittadini. Nel 2008 le farmacie comunali furono oggetto di un referendum cittadino per evitarne la vendita. Il referendum non raggiunse il quorum ma il 93% si pronunciò contro la vendita e privatizzazione.


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Agosto 2012

Aziende informano

Il primo semestre si chiude con indicatori positivi nonostante il periodo di crisi

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BCC Gradara, un'attenzione particolare al territorio Impieghi a 502 milioni. Raccolta a 722 milioni. Il montante è aumentato del 2%

BCCG - BILANCIO

- Dati ampiamente positivi per la Banca di Credito Cooperativo di Gradara, nonostante il periodo di crisi generale prolungata. Traducendo in cifre possiamo affermare che nei primi sei mesi del 2012 gli impieghi hanno raggiunto i 502 milioni di euro, la raccolta complessiva si attesta sui 722 milioni di euro, per un montante di oltre 1 miliardo e 200 mila euro (più 2%). La compagine sociale è in costante crescita ed ha raggiunto i 2.516 soci.

La direzione generale della BCC di Gradara Fausto Caldari, il presidente “Continuiamo ad erogare credito – afferma il Presidente Fausto Caldari - mantenendo costante la presenza sul territorio, con iniziative a favore di famiglie ed imprese. Promuoviamo interventi importanti a favore dell’economia locale in questi momenti di particolare recessione”. La BCC di Gradara, anche

nel 2012, ha previsto investimenti rilevanti a vantaggio dei soci per la prevenzione e cura della salute, per iniziative culturali e sociali, per la promozione del territorio, per la valorizzazione dei giovani. Salute Nel campo della salute, per l’anno in corso, è stato finanziato l’acquisto di una apparec-

BCCG - CULTURA Da sinistra: Fausto Caldari (presidente della Bcc di Gradara), Vincenzo Cecchini (pittore) e Anna Sanchi (assessore alla Cultura)

“Non è una mostra di pittura, ma una visione di città balneare” - A Cattolica la notte non era solo rosa, ma colorata dai colori forti e vivi dell’artista cattolichino Vincenzo Cecchini. In questo modo è parsa agli intervenuti la mostra “Una città balneare”, presso la Galleria Santa Croce; iniziativa promossa dal Comune di Cattolica, grazie al sostegno della Banca di Credito Cooperativo di Gradara. La serata culturale si è aperta in modo davvero originale: lo swing di The Madrigal Jazz band che ha sedotto i passanti di via Pascoli e li ha attirati verso l'esposizione, un

buffet con cocktail e frutta fresca ed un pubblico appassionato, quello da grande appuntamento culturale da non perdere. Dopo il saluto dell’assessore alla Cultura Anna Maria Sanchi e del presidente della BCC di Gradara Fausto Caldari, Vincenzo Cecchini ha ripercorso la tappe fondamentali della sua carriera artistica e ha ringraziato chi ha reso possibile l’evento. “La Banca di Credito Cooperativo di Gradara - afferma soddisfatto il presidente della Banca Fausto Caldari - è una banca locale che, accanto all’attività caratteristica di

intermediazione economicofinanziaria, svolge un’attività sociale e culturale a vantaggio della comunità e cerca di promuovere le espressioni del territorio. ‘Una città balneare’, non è soltanto una mostra di pittura, ma è una interpretazione nuova della città di Cattolica e del suo turismo, attraverso gli occhi di Vincenzo Cecchini. Con questa iniziativa, crediamo di aver contribuito a rendere un servizio alla collettività e ai tanti turisti che, nel periodo estivo frequentano la nostra città balneare”.

chiatura Ecocardiografo da destinare all’Ospedale “Infermi” di Rimini, una Colonna Videoendoscopica, da destinare all’Ospedale “Cervesi” di Cattolica, un Videolaringoscopio per intubazioni difficili, da destinare all’Ospedale “Ceccarini” di Riccione. Cultura In campo culturale assume particolare rilievo la sponsorizzazione della mostra “Memoria della Marineria. Cattolica 19001950”: immagini legate al mondo della marineria e alle numerose famiglie cattolichine coinvolte in questa realtà. Altro evento culturale, in

programma per il prossimo novembre è la Borsa di studio “Guido Paolucci, riservata ai migliori studenti delle scuole medie inferiori e superiori ed il Premio “Giovani Talenti”, riservato ai giovani laureati che si sono particolarmente distinti. Un appuntamento, giunto alla 7^ edizione, rivolto ai ragazzi per trasmettere valori e strumenti, necessari, per affrontare al meglio il loro futuro. Diversabilità Di grande rilievo, infine, sono “la Giornata della Diversabilità”, un concorso multidisciplinare sul tema della disabilità in collaborazione con le scuole di Cattolica, Gradara,

Gabicce Mare, San Giovanni in Marignano e Misano, esempio di collaborazione tra comuni limitrofi e la strenna natalizia 2012, a cura di Lucia De Nicolò. Quest’ultimo sarà il primo volume della collana “Storia per luoghi”, dedicato a Cattolica; si tratta di una inedita proposizione della storia del sito in cui vengono spiegati i caratteri originali dell’insediamento e la sua evoluzione dall’antichità al Novecento. Attraverso questi interventi ed altre iniziative, anche di carattere extra-bancario, la BCC di Gradara intende confermare il suo ruolo di “banca del territorio”.

BCC solidale con le popolazioni terremotate Mirabello

- La Banca di Credito Cooperativo di Gradara non poteva rimanere indifferente di fronte ai disagi provati dalle popolazioni emiliane colpite dal terremoto. Sempre fedele ai principi di mutualità, sussidiarietà e beneficienza, i cardini della sua fondazione avvenuta più di un secolo fa, per un aiuto concreto il Consiglio di Amministrazione della BCC di Gradara ha deciso di acquistare 200 kg di Parmigiano Reggiano, direttamente dal Consorzio, consapevole che, una parte del ricavato andrà direttamente alle comunità colpite dal sisma. “Una goccia in un mare – afferma il presidente Caldari – ma utile se fatto da tanti soggetti; è un modo per sostenere le aziende colpite e per far girare l’economia”.


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Riflessioni bibliche “Non possiamo non definirci cristiani”, Benedetto Croce

LA RIFLESSIONE

di Enrico Peyretti* - Gli anniversari rotondi, come i 50 anni del Concilio, incuriosiscono, forse perché sembrano dare una misura, come i nostri compleanni, ad un tempo che scorre senza una chiara direzione di fondo: è forse accaduto qualcosa, sui tempi lunghi, che rivela un ritmo sensato nelle cose? La gestione più facile di questi momenti è fare una bella mostra, andare a visitarla, qualche cerimonia e un servizio in tv, tra un campionato e l’altro, tra un disastro e l’altro. Non voglio fare della cattiva ironia. Ora ci saranno anche momenti di riflessione critica e seria su ciò che davvero avvenne nel Concilio, sulla sua maggiore o minore applicazione, sulla cura o l’abbandono dello spirito – possiamo dire Spirito – che allora percorse la Chiesa, e che certo non è morto. In questo

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IMPEGNO CIVILE

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Il Concilio Vaticano II fa 50 anni. La messa si fa in italiano

Riflessioni bibliche “Il cristianesimo ha tradito Gesù?”, Giorgio Jossa

L'eredità di Costantino e il sogno del Vangelo Giovanni XXIII, il papa del Concilio

gica. Per esempio, a me e ai miei fratelli, da bambini, nostra mamma fornì un messalino con la traduzione italiana di tutti i testi latini della messa. Il più grande, che sapeva leggere, li leggeva nell’orecchio al più piccolo, in traduzione simultanea. Ma, per chi era meno formato nella fede, la messa era un atto di presenza socialmente dovuto: “Prender messa”. La nuova liturgia poteva essere una rivoluzione – poi interrotta – nella forma della Chiesa, la quale consiste nell’eucaristia vissuta. La partecipazione attiva del popolo cristiano trasformava la Chiesa, da piramidale papo-

centrica e clero-centrica, a popolare, comunitaria, sinodale. Sinodo vuol dire “camminare insieme”. Così Michele Pellegrino, vescovo a Torino, intitolò la sua lettera pastorale del 1971, raccogliendo il frutto di una larga partecipazione ecclesiale e proponendo: povertà, libertà, fraternità. Il Concilio riscoprì la realtà evangelica del sacerdozio comune, pur con l’utilità di ministeri specifici, la centralità del “popo-

LA TEOLOGIA DEL RAGIONIERE

Ora ci saranno anche momenti di riflessione critica e seria su ciò che davvero avvenne nel Concilio, sulla sua maggiore o minore applicazione, sulla cura o l’abbandono dello spirito – possiamo dire Spirito – che allora percorse la Chiesa, e che certo non è morto anniversario si esprimerà quel disagio che da tempo fermenta nella Chiesa con franchezza e serietà riguardo alla resistenza opposta dalla struttura allo Spirito. Ma la coscienza di tutti è interpellata. L’effetto più visibile del Concilio, vissuto da tutti, fu la “messa in italiano”. Bisognerebbe oggi ricostruire (ce lo mostrano i lefevriani?) che cosa era la messa, prima. I vecchi come me possono raccontare quanto era noiosa, obbligatoria, a sacra distanza dal popolo spettatore, separato dalla balaustra (le donne potevano oltrepassarla solo per pulire il pavimento), nel silenzio rotto solo dalla voce del prete, protagonista solitario. Vigeva, per lo più, la separazione, anche spaziale, tra donne pie e uomini muti. In una famiglia cattolica come la mia, sentii dire da bambino: «Il prete dice messa in latino per ingannare il popolo cretino». Ciò non toglie che si pregasse davvero, interiormente. La rivoluzione del Concilio non nacque dal nulla, ma da filoni vivi, sia a livello popolare che nella ricerca teolo-

Professione padre e madre, esempio e coerenza Raffaello. La Sacra Famiglia

di Gianfranco Vanzini - Benedetto XVI non perde occasione per ricordare che: “Sin da piccoli, i bambini hanno bisogno di Dio e hanno la capacità di percepirne la grandezza. Sanno apprezzare il valore della preghiera e dei riti, così come sanno intuire la differenza tra il bene e il male. E’ necessario pertanto accompagnarli nella fede sin dalla più tenera età”. Si tratta di trasmettere e fare loro comprendere che la fede porta con sé un messaggio di salvezza e di gioia, un messaggio che riguarda tutta la persona e tutta la vita, che deve mettere radici profonde nella testa e nel cuore di ciascuno, in modo particolare in coloro che amiamo di più. Per ottenere che i figli interiorizzino la fede e la considerino una valida guida per la loro vita, occorre utilizzare le singole occasioni e situazioni per fare sì che colgano e si rendano coscienti e consapevoli della profonda armonia esistente tra le ragioni soprannaturali e quelle umane (Fides et Ratio - Fede e Ragione - ). Fare capire ai figli l’ unità e la contiguità che esiste tra ciò che si crede e ciò che si vive è una sfida da affrontare con entusiasmo, con una mentalità e una preparazione professionale, evitando improvvisazioni pericolose.

I genitori e gli educatori devono essere attenti e proporre mete, illustrando la bellezza ( e la convenienza - direbbe il nostro ragioniere -) delle virtù e di una vita profondamente cristiana. E’ necessario perciò aprire

Nella famiglia si trasmette la bellezza della vita, della fede e dell'amore orizzonti ampi e nobili, proporre obiettivi alti e impegnativi, senza limitarsi a indicare solo ciò che è proibito e ciò che è obbligatorio. Nell’educare deve essere molto chiaro che i Comandamenti del Signore rinforzano e rinvigoriscono la persona e la spingono verso il suo pieno sviluppo. Non si tratta di dure negazioni, ma di proposte e di indicazioni utili a proteggere e a stimolare la vita, la fiducia, la pace nelle relazioni familiari e sociali. Nella famiglia cristiana si trasmette la bellezza della vita, della fede e dell’amore di Cristo, quando si vive in una armonia familiare permeata di carità. Dove carità significa: amore all’opera, amore che si materializza in servizio gli uni per gli altri. Dove si sorride, e si superano le proprie preoccupazioni per prendersi cura degli altri; dove si smussano i piccoli attriti.

che l’egoismo e l’orgoglio tendono ad ingigantire, svolgendo con amore sempre nuovo i piccoli o grandi servizi di cui è intessuta la convivenza quotidiana. Nella famiglia i bambini vedono e imparano l’operare completamente gratuito svolto non solo per dovere, ma per amore verso i propri cari. Due elementi insostituibili dell’educazione sono l’esempio concreto (testimonianza) e la coerenza. La testimonianza viva dei genitori si può sintetizzare in: “quello in cui credo lo dico e quello che dico lo faccio. Non mi limito a pontificare, ma vivo concretamente quello in cui credo”. Pregare con i figli (al mattino, alla sera...) dare la giusta importanza al ruolo della fede nella vita quotidiana, partecipare alla S. Messa domenicale (anche durante le vacanze), insegnare in modo naturale ad approfondire la fede, a difenderla e a trasmetterla, sono passaggi attraverso i quali i genitori lasciano “tracce” nel cuore e nella mente dei loro figli. Tracce impor-

tanti che difficilmente i successivi eventi della vita riusciranno a cancellare. Per fare questo occorre dedicare tempo ai figli. Il tempo è vita ed è quanto di meglio si possa dare loro. Sempre a proposito di tempo, è bene che un buon genitore ne trovi un po’ anche da dedicare alla sua formazione e preparazione per migliorarsi e migliorare la propria capacità educativa. Per un padre e una madre questo può non essere facile, ma nessuno si può nascondere e auto ingannare con la scusa delle tante cose da fare. Occorre avere una chiara gerarchia di priorità delle cose da fare e l’educazione dei propri figli è certamente in cima a tutte. Da ultimo ricordiamo che nella vita familiare sapere è importante, sapere fare è indispensabile, ma volere fare è determinante e decisivo. La sfida è seria, l’impegno forte, ma i risultati compensano abbondantemente la fatica e le difficoltà da superare.

lo di Dio”, la storicità della testimonianza e della formulazione del messaggio evangelico, il rispetto e il dialogo con le altre religioni, la libertà religiosa e il primato della coscienza, il servizio cristiano al cammino dell’umanità, l’impegno per la giustizia e la pace. Il Concilio prese coscienza, non senza contrasti, che la Chiesa deve essere povera coi poveri, per essere evangelica: povera soprattutto di potere, ricca solo della forza mite del Vangelo, vissuto e annunciato con umili mezzi. Così libera, la Chiesa può riconoscere le vittime di tante violenze, e spendersi per la giustizia e la pace, segni messianici. Oggi potrebbe indicare la più grave questione morale nelle sistematiche offese del dominio economico e culturale, nelle guerre strumentali, nell’economia dell’ingiustizia, della fame e della rapina, nella tirannia senza volto del denaro che nutre se stesso e non la vita. La Chiesa si impegna, a vari livelli, per correggere il costume banalizzante, nichilista, che corrode la solidarietà umana, ma può farlo credibilmente solo se si svincola realmente e spiritualmente dall’abbraccio interessato dei potenti. Nel prossimo anno si aggiun-

In una famiglia cattolica come la mia, sentii dire da bambino: «Il prete dice messa in latino per ingannare il popolo cretino». Ciò non toglie che si pregasse davvero, interiormente

ge un’altra ricorrenza secolare: l’editto di Costantino del 313, l’inizio di quella “era costantiniana”, di cui nel Concilio si avvertì e si volle la fine, che in realtà è un lungo fenomeno tuttora incompiuto (vedi lo studio di Gianmaria Zamagni pubblicato dal Mulino, Fine dell’era costantiniana). Sarà un motivo di riflessione importante e di conversione comunitaria. Forse il seme evangelico, mai morto, rinnoverà la vita quotidiana delle persone, delle piccole Chiese fraterne senza potere sociale, a lungo oscurate dall’apparato centrale, che spesso appare uno dei poteri del mondo più che servizio di comunione. Ora, ogni realtà di Chiesa prenda la parola, si metta “in stato di concilio” sulle questioni più serie, col «pregare e operare per la giustizia», e allora la Chiesa tenderà di nuovo alla forma evangelica. *Fondatore e redattore del “foglio”, mensile di cristiani torinesi Fonte Adista n.29/ 2012


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GABICCE MARE

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Appuntamento il 30 agosto. Organizza il Comitato Vallugola terra Nostra

Amarcord Gabicce di Dorigo Vanzolini

Via Montalbano, 1173 S. GIOVANNI IN MARIGNANO TEL. 0541 - 955505 FAX 955444 NUMERI

Paesaggio e passeggiata letteraria

Il collezionista di cartoline Tullio Montanari, con generosità unica, ha concesso all'Archivio fotografico del Centro culturale polivalente di Cattolica, la terza riproduzione dei suoi album di cartoline. Suo desiderio era quello di realizzare un dvd che contenesse l'intera raccolta di cartoline di Gabicce Mare. La vendita dei dischetti dvd verrà seguita dall'A.G.E.O.P di Cattolica, il cui ricavato sarà devoluto all'associazione stessa.

- E tutto vidi nella creazione di Dio. Forse è il passaggio purissimo del brano biblico “Qohelet” (l'Ecclesiaste). I gabiccesi che danno testa e gambe a “Vallugola Terra Nostra” hanno organizzato una serata imperdibile il 30 agosto. Titolo: “Passeggiata letteraria”. La sera, punto di ritrovo da piazza Matteotti. Si prosegue per alcuni punti più toccanti e belli della città. Ci si ferma e si riflette con la poesia e la prosa che narrano di paesaggio e di natura. Relatrice: Simonetta Bastianelli; poetesse: Laura Corraducci, Franca Mancinelli, Lella De Marci. Una tappa viene fatta anche al bagno 18, dove il bagnino Enzo Gaudenzi su di un monitor fa scorrere vecchie cartoline di Gabicce. Quella del Comitato è solo l'ultima di tante iniziative che proseguiranno.

“la salute e il bellessere della persona sempre al primo posto”!


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GABICCE MARE - GRADARA -TAVULLIA

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Tintori, 90 anni di farmacia Cinzia Budassi, nipote di Carlo Tintori, il fondatore

GABICCE MARE

- Nel 2013 la Farmacia Tintori compirà 90 anni. E’ dal 1923 che la famiglia Tintori (il fondatore Carlo, poi la figlia Clara, ora la nipote Cinzia Budassi) cura la salute dei gabiccesi e non solo studiando ed aggiornandosi costantemente sulla farmacologia per un servizio di livello sempre più alto e oggi. Nell’era del mercato, un se rvizio etico. La “mission” attuale della farmacia è volta a rinnovare il servizio per meglio offrire, alla clientela, le conoscenze ed il rispetto maturati in un quasi secolo di attività. Dopo aver riportato, negli anni ’80, all’interno della farmacia l’erboristeria ed aver introdotto l’omeopatia con la fitoterapia e sviluppato la cosmesi per la bellezza ed il benessere del corpo, ora propone il servizio “low cost”, con garanzia della qualità, che si inserisce nella struttura della moderna “farmacia dei servizi”. Il servizio “low cost”, offerto prevalentemente sul

Fondata nel 1923 da Carlo. Poi il testimone passò alla figlia Clara. Oggi, dietro il banco c'è la nipote Cinzia. Poi toccherà alla pro-nipote Martina... w e b (www.farmaciatintori.com), esclude rigorosamente il farmaco che è dispensato solo direttamente al banco della farmacia e comprende prodotti innovativi ed offerte promozionali che tagliano il prezzo in maniera rilevante. Per rispondere alle esigenze di una clientela, sempre più impegnata nel mondo del lavoro, la farmacia ha scelto un orario continuato, dalle 9 del mattino alle 22,30. Oltre al servizio gratuito a

domicilio. La farmacia Tintori, convenzionata con le Università di Bologna ed Urbino, per lo svolgimento del tirocinio dei laureandi e laureati, mette a disposizione uno staff di professionisti preparato e competente, cordiale e riservato, propenso all’ascolto e rassicurante: per informarli e ben consigliarli. In questo quadro, ritenendo che il cittadino, il paziente, debba trovare posto prima di ogni altra cosa, la dot-

toressa Cinzia Budassi ha fatto sua e propone la “Carta del farmacista”. Prevede tre aree di intervento. La prima, è sui “Diritti del paziente nel rapporto con il farmacista”. Vuole dare un servizio farmaceutico di qualità, sia sui prodotti che sui servizi nel rispetto della persona. La seconda, riguarda “I principi etici del farmacista”. Garantisce una formazione scientifica costantemente aggiornata, in grado di offrire cure appropriate ed un uso sicuro del farmaco. La terza, “Le responsabilità nel rapporto col paziente”. C'è l’ascolto e l’impegno del farmacista a prendersi cura di chi sta male anche sotto l’aspetto del sociale e del lavoro, così da poter sorvegliare il percorso terapeutico nel complesso della cura. In buona sostanza i tempi cambiano, la società si evolve, ma la missione della farmacia Tintori è sempre la stessa: “la salute e il bellessere del proprio cliente sempre al centro”.

PERSONE

La bellezza delle piccole cose

- L'assessorato allo Sport del Comune di Gabicce Mare retto da Vittorio Annibalini e Angelo Cucchiarini hanno regato due mute di maglie da calcio, palloni, berettini alla missione retta da Luisa Rotari in Costa d'Avorio (Africa). Hanno ricevuto questa lettera da Gianfranco Benvenuti: “A nome di tutti i responsabili del gruppo missionario che opera in Costa D’Avorio con la missionaria laica volontaria di Corinaldo Maria Luisa Rotatori, ringraziamo di cuore l’assessore allo sport del comune di Gabicce Mare, Vittorio Annibalini e al cavaliere Angelo Cucchiarini, per la merce pervenutaci attraverso il signor Calisti Giampiero, anche lui membro del gruppo, con il quale in agosto sarò in viaggio in terra di missione. Sicuramente sul posto faremo delle foto con la consegna del vostro materiale che vi faremo pervenire al ritorno. Sperando in altre occasioni di collaborazione, e in un eventuale incontro con Maria Luisa Rotatori al suo rientro di novembre, vi ringraziamo di nuovo con tutto il cuore”.


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GABICCE MARE - GRADARA -TAVULLIA

Terremoto, Gradara a Finale Emilia LO SPORT

Elio Clementi Il manifesto dell'evento

Volate, il vento delle emozioni - Emozioni pure le volate dei ragazzi lanciati ai sessanta all'ora: su pochi centimetri di caucciù e su un mezzo che è una meraviglia di fuscello. Tutto questo, e molto di più, è il 10° Gran Premio Città di Gabicce Mare Memorial Elio Clementi “Ciclismo sotto le Stelle”, l'8 agosto, dalle 16 fino a sera. La tradizionale gara Tipo Pista si fa a Case Badioli, su di un circuito di mille metri. Organizza l’ASD Nuovo Gruppo Ciclistico Gabicce, che ha il propulsore nel presidente Carlo Messersì. Al suo fianco, tutti i tesserati della società gabiccese, mentre la parte tecnica è curata da Ivan Cecchini e dagli amici del Velo Club Cattolica. Lo scorso anno furono dieci le regioni italiane rappresentate con 500 iscritti (dagli 11 anni in su), 14 le gare disputate in rapida successione. Ciclismo, ma anche intrattenimento. Gratuitamente, per

gli appassionati: un buffet di dolci, bevande e frutta e pesche nettarine di Romagna. Per rendere ancor più scintillante la serata: quintali di cozze cucinate nella mega pentola dei primati della ditta Sea e distribuite a tutti gli sportivi presenti. Il presidente Carlo Messersì: “Stiamo lavorando bene e tutto procede nel migliore dei modi. La particolarità della corsa tipo pista è che la velocità e gli sprint intermedi creano da soli un grande spettacolo. Noi abbiamo la fortuna di avere tantissimi spettatori; il calore degli sportivi rappresenta insieme all'ospitalità quell’ingrediente in più tutto gabiccese. Un grazie, a nome dello staff , va all’amministrazione comunale di Gabicce Mare”. Nella gara si ricorda anche Elio Clementi: un gentiluomo appassionato di ciclismo. Fu anche sobrio amministratore. Fu lui a portare il Giro a Gabicce.

Il gruppo marchigiano della Protezione civile

GRADARA

- La protezione civile di Gradara in aiuto ai terremotati di Finale Emilia, al Campo 5. Due volontari, Nazzareno Balducci e Luca Tamburini, hanno partecipato alla missione della Protezione Civile Regionale nel turno di 4 giorni (dal 6 al 9 giugno). Assieme ad una trentina di volontari delle Marche, hanno contribuito alla realizzazione, frazione di Massa Finalese, in un campo sportivo, di una tendopoli completa di servizi, sala operativa, segreteria, due cucine e un infermeria curata dalla Croce rossa italiana. Importante anche l’apporto dei carabinieri volontari che hanno garantito un servizio d’ordine , viste le differenze tra i vari gruppi etnici. Sono stati anche distribuiti gli aiuti alimentari generosamente donati dai gradaresi. Dicono i due volontari: “Siamo tornati sabato 9 giugno con un’esperienza davvero bella ed emozionante (anche se dura, per

le difficili condizioni di vita che tutti noi, assieme ai terremotati, abbiamo condiviso) con l’auspicio che molti cittadini si uniscano a noi per portare avanti questa importante opera di solidarieta”. La Protezione Civile di Gradara oltre alle missioni “operative” in aiuto alle popolazioni di zone colpite da disastri, ha anche come obbiettivo la formazione di una “coscienza all´auto protezione dei cittadini”. In quest’ottica e´stata rea-

lizzata nel corso dell’anno una informativa pensata per dare ai bambini frequentanti la 4^ e 5^ elementare e la 3^ media, un insegnamento ad essere “il primo soccorritore di se stesso” ed a contribuire alla loro crescita culturale come futuri cittadini, cioè essere in grado di aiutare se stessi e i compagni avendo un giusto comportamento nei difficili momenti in cui si verificano eventi disastrosi come i terremoti, le inondazioni, gli incendi o le frane. Il progetto,

denominato “cittadino primo soccorritore di se stesso”. Al fine di indurre nei giovani cittadini sin dall’età scolare la cultura dell’autoprotezione, sono stati distribuiti gratuitamente (grazie al gentile contributo della B.C.C. di Gradara) ai ragazzi delle 5^ elementari e 3^ medie, degli zainetti “Safety bag”, con un kit essenziale da utilizzarsi in caso di emergenza, compendente una torcia a led denza batterie, un fischietto, una cerata.

Gentile Foronchi, perché dispiaciuta? - “Gradara informa” è un giornalino che viene distribuito ai gradaresi due volte all’anno (problemi economici) e cerca di ragguagliare i cittadini sul lavoro svolto dall’amministrazione comunale. Nell’editoriale del sindaco Franca Foronchi e non del direttore responsabile Loretta Signorotti, si glorifica il lavoro dell’amministrazione inventando formule che coprono i sempre presenti balzelli politici. Nello scorrere la presentazione di quanto fatto, nel periodo trascorso tra una edizione e l’altra, si legge che il sindaco è molto dispiaciuto per aver imposto la nuova tassa Imu ma, suo malgrado, è stato costretto dopo aver fatto delle riflessioni sulla situazione del bilancio comunale (trovata lessicale o difesa corporativa?).

GRADARA - LA LETTERA

“Le riflessioni sono state sbagliate, dice la minoranza, perché, nonostante l’incertezza dovuta al gettito effettivo dell’Imu, lo Stato ha comunicato al comune che in entrata, tolto quanto di spettanza allo Stato stesso, ci saranno 450.000 euro considerando anche le compartecipazioni all’Iva ed al fondo sperimentale di equilibrio. Soldi che sono assegnati per legge in attuazione al Federalismo Municipale. Quindi, nella peggiore delle ipotesi, tralasciando le lacrime del sindaco, nelle casse comunali entrerà addirittura il 100% del gettito e non il 60% (scusate se è poco) anche perché l’entrata sarà comprensiva del 50% del gettito sulle abitazioni principali e sugli

immobili strumentali agricoli più il 50% del gettito sulle abitazioni secondarie che sono state aumentate di due punti imposti dalla maggioranza.” L’aumento però, si legge nell’editoriale del sindaco, si giustifica perché “i comuni hanno già dato un forte apporto al contenimento del debito pubblico e rischiano con queste misure di entrare in grande difficoltà”. Ma quale sarebbe il forte apporto, chiede la minoranza. In un articolo intitolato “sBilancio di fine anno”, sempre della minoranza, si evidenzia che sarebbe stato meglio aspettare pochi mesi (settembre) per constatare se l’introito sarebbe stato sufficiente a pareggiare il

bilancio senza stangare subito i cittadini elettori. Il disavanzo pronosticato nel bilancio è di 100.000 euro e poteva essere appianato, secondo la minoranza, con qualche ritocco come è consuetudine fare da molti comuni o meglio sarebbe stato fare dei tagli profondi su alcuni sprechi (vedi Gradara innova”). Si legge anche che i comuni limitrofi a Gradara, come ad esempio Cattolica, sia pur nella necessità dovuta ad un discreto indebitamento, hanno preferito soprassedere al fallicidio della super tassa.” Il comune di Gradara no! Ma ai cittadini gradaresi, goduriosi, sopraffatti dalle tasse governative vanno bene anche quelle comunali? Se è così allora “tutto va bene madama la marchesa!” Il Futuro per Gradara


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SAN GIOVANNI

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Sono le ipotesi del professor Francesco Raimondi. Arrivano a San Clemente nel 1383

Bacchini, vignaioli dal Medio Evo? - Hanno avuto un vescovo in famiglia, ma i vignaioli Bacchini (Tenuta del Monsignore) erano fieri ghibellini, cioè parteggiavano per l'imperatore in contrapposizione ai guelfi che guerreggiavano in nome del papa. A loro volta i guelfi erano divisi al loro interno tra bianchi e neri; e su quest'altro fronte ne sa qualcosa Dante (ghibellino che si camuffava guelfo), condannato a morte, fu costretto a lasciare Firenze. Anche una famiglia Bacchini fu costretta a lasciare Firenze nel 1383. Trovano accoglienza a San Clemente. Prima di quella data a San Clemente non è presente nessun cognome Bacchini. In corrispondenza di quell'anno, dopo la cacciata, eccoli. Questa è l'associazione storica, avvalorata anche dal fatto che la Romagna è da sempre terra che accoglie a braccia larghe i fiorentini (non è un caso che Dante giunga a Ravenna). A Firenze i Bacchini facevano gli osti, i beccai e i setaioli. Era una famiglia potente ed in vista. E come tale era sempre in mezzo ai giochi, agli intrighi

A San Giovanni nel 1600. A Santa Maria in Pietrafitta nel 1800. I vigneti della Tenuta del Monsignore sono un balcone sul mare

I vigneti

CIVILTA'

della politica; che non è poi che il magno snodo del potere. Insomma, come oggi. Nei documenti che attestano le famiglie che governarono Firenze nel 1200, tra le tante, c'è anche quella dei Bacchini. Anche nei secoli successivi si trovano Bacchini priori. I Bacchini a San Clemente fanno gli agricoltori e naturalmente hanno i vigneti e producono vino. E' documentato che nel 1600 lasciano San Clemente per San

Sandro Bacchini La casa padronale

Giovanni in Marignano. Si stabiliscono lungo il Conca. Nella metà dell'800 salgono a Santa Maria in Pietrafitta. Qui ancora oggi hanno vigneti, cantina, casa padronale con tanto di cappella consacrata. La tenuta si chiama del Monsignore in onore di Francesco, vescovo di Terni/Nerni, nonché arcivescovo di Tripoli. Nonostante la storia con loro, la tanta terra (oltre cento ettari), un agio che ti dovrebbe demotivare, nell'ultimo mezzo secolo hanno sempre apportato

innovazione. Furono tra i primi della provincia ad imbottigliare ed etichettare. L'accelerazione è avvenuta un decennio fa. Avvolta da un parco di più di tre ettari, la casa padronale è stata ampliata con un salone da cerimonie ingentilito da un porticato. All'orizzonte, il mare che nelle giornate terse è molto di più di una striscia lunga e blu. E' un bacile nel quale rinfrescarti le mani e giocarci come sanno fare solo i bambini. E fare i vignaioli, per i fratelli Bacchini, Sandro e Leo, e Francesca (la figlia di Sandro) è un giocare con il rigore della natura e la fantasia della mente. Non è un caso che ad ogni ad ogni loro vino viene associato un sentimento. Un'ombra lunga sulla casa non li ha frenati. Nel 2010 è giunto Nicolò, l'ultimo rampollo. Gli hanno dedicato un vino, come da tradizione, si legge sulla sua bottiglia: “Il passato si materializza nel ricordo, le aspettative del futuro nei sogni che con una tenace forza di volontà possono diventare realtà”.


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Agosto 2012

SAN GIOVANNI

A Pianventena, un gruppo di amici. Luisa Turci la portavoce. Grazie crisi

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Scambiarsi vestiti e giocattoli

Streghe in corso

E' una scelta di vita. Si impara a non sprecare e si risparmia. Modello per i figli SOBRIETA'

di Daniela Ruggeri

- Reinventarsi, dare uno schiaffo al consumismo e alla crisi in atto, è cio' in cui credono alcune famiglie, che anche in mezzo a difficoltà quotidiane, hanno fatto del riciclo il loro stile di vita. Dai vestiti ai giochi, il ricilaggio diventa desiderabile se è in equilibrio con la modernità e Luisa Turci, portavoce del gruppo, spiega come il riciclo sia ormai necessario e come coinvolga diverse dimensioni della vita di ognuno. “Noi usiamo oggetti, recuperiamo vestiti o altro di cui altri si vogliono disfare. Commenta la Turci -. La catena di distribuzione ci chiede di essere consumatori e ci dà anche l'onere di come smaltire poi i prodotti, per cui facendo

COMUNITA'

questa scelta di vita, impariamo a non sprecare e naturalmente risparmiamo. Ciò che ci manca, è il bene di lusso, ma pur arrivando a malapena a fine mese, il bene principale quale la casa o altre necessità primarie, non ci manca”. In cosa, diciamo così, vi sacrificate? “In realtà non credo sia un sacrificio, anzi è un insegnamento per i nostri figli che non sono dipendenti dalle mode. La persona acquista più valore in quanto più vicino a se stesso, vivendo in armonia con ciò che siamo e che vogliamo vera-

mente. La fretta, la dimensione del tempo è fondamentale, bisogna capire che non è il tempo che deve giudare noi, ma il contrario.'' Secondo lei questo tipo di riuso dei prodotti può fare uscire dalla crisi? '“Io penso che i giovani continua Luisa Turci - pensano di essere '‘poveri'’ perché non riescono a mantenere un alto stile di vita. In realtà occorre pensare a questo difficile periodo storico, come ad un'occasione per creare relazioni con altre persone. Se mettessimo insieme tanti beni,

ridistribuendoli, accontenteremmo un gran numero di famiglie. La crisi rompe un equilibrio che ci è apparso andare bene, ma dov'è la vera sicurezza?, nel conto in banca o nel modo di vivere come si vuole?. Le imposizioni della società consumistica intristiscono perché non si può essere sempre eleganti, sempre prestanti... eterni. Il riuso agisce su diverse dimensioni: rappresenta un'alternativa all'educazione impartita dai media, i bambini devono capire che la felicità non è rappresentata dai beni materiali; si è più consapevoli di ciò che si sta consumando, buona abitudine sarebbe andare a fare spesa con il classico '‘bigliettino’; inoltre, vi è una continuità di rapporti di relazioni fra colui che smette un bene e colui che lo usa”.' Tale processo di recupero di materiali, tale baratto che ci fa pensare al passato, è in uso anche a Montefiore ove alcune famiglie, così come succede a Pianventena, cercano di fare passare questo messaggio che in definitiva vuole una società più felice ed armoniosa.

Autonova, auto per la protezione civile di Gradara in missione in Emilia. Al prezzo di costo - Una Panda 4X4 bianca per la protezione civile di Gradara in aiuto ai terremotati dell'Emilia targata Autonova, il salone multimarche di San Giovanni in Marignano. Che poi vorrebbe dire Massimo Turchi e Novello Cesarini. Turchi è un marignanese giunto per sposalizio in Romagna alcuni decenni fa. Mentre Cesarini è un cattolichino doc. L'automezzo è stato fornito all'istituzione gradarese al prezzo di costo. Dicono i due soci: “Per noi è motivo di orgoglio aver partecipato con un piccolo aiuto a quanto fatto dai volontari della Protezione civile di Gradara. Loro sì che vanno ammirati. Crediamo che ogni impresa ha degli obblighi verso la comunità in cui vive ed opera. Ed è giusto ricambiare”. Autonova nel 2012 festeggia i 20 anni.

LA MUSICA

Festival sotto le stelle, causa pioggia finale in agosto - La pioggia fa slittare la finale del Festiva Sotto le Stelle in agosto. Nelle prime due serate, il 19 e 20 luglio Piazza Silvagni era gremita come la curva di uno stadio anni '70 per una partita di cartello. Il 21, la pioggia. Dopo la turbolenta presidenza di Katia Ricciarelli dello scorso anno, per la serata finale di quest'anno a presiedere la giuria c'è un totem della musica italiana, Mogol (al secolo Giulio Rapetti). Altri grandi nomi al suo fianco a decidere: Vince Tempera, Marco Rinalduzzi, Antonio Corona. Alla quinta edizione, Festival Sotto le Stelle è un'idea di Paolo Marchini, concretizzata anche grazie al supporto della Pro Loco presieduta da Mimmo Landi e dall'amministrazione comunale. Già componente della band i Better Sound, Marchini è il titolare della Fonolux, azienda marignanese che si occupa di palchi e tutto quel che concerne concerti e spettacoli. Per passione ed attaccamento ha voluto fare un regalo

Piazza Silvagni col palco

alla sua città. E, grazie alle relazioni, grazie alla sua struttura, grazie al suo sorrisone che cattura simpatia immediata, ha concretizzato una bella idea. Il Festival ha due sezioni: brani editi e inediti. Nella prima i ragazzi in gara sono 12; nella seconda 8. I giovani giungono da tutt'Italia. Per la serata finale, piazza Silvagni, ore 21 (data ancora da indicare), Mogol ha dato la proprio disponibilità. Sul palco 20 voci da

ammirare. Editi: Denis Celli (Riccione), Sonia Ruggero (Morciano), Giorgia Riparini, Alessia Giunti, Beatrice Tinti, Gianluca Berti, Annalisa Cangini, Alessia Profeti, Trivilino-Valentini, Valeria De Loria, Sarah Raggini. Inediti: Marco Trivilino, Oscar Terenzi, Valeria De Loria, Gianluca Valentini, Michela Prioli, Elisa Babini, Aura Zanghellini, Chaiara Iovine.


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L'evento che diventa fattore educativo di un periodo tormentato come i primi decenni del '900

ALLEGRO MA NON TROPPO

Foro Boario Sparita la “piazza...” - Sparito il cartello che recava piazza Angelo e Emilio Ghigi, in onore del massimo splendore del pastificio che a cavallo degli anni '50-'60 aveva la squadra di ciclisti professioniti e andava su Carosello con lo slogan: “Da Gigi un consiglio nostrano, pasta Ghigi Morciano”. Costruita, la piazza, davanti al pastificio, venne inaugurata in pompa magna dall'amministrazione Ciotti con la cantante Rita Pavone. La piazza è un contenitore di errori: le vasche, le sedute (e non le comode panchine con lo schienale), la pavimentazione che con la pioggia diventa una lastra scivolosa come una pista di pattinaggio. Non è fortunata Morciano con le piazze. Negli ultimi anni solo errori: è uno “slargo” incompiuto piazza Boccioni (così definita da Arnaldo Pomodoro), è un deserto piazza del Popolo. Bisognerebbe mettere mano a piazza Risorgimento... e alle altre tre.

Davanti lo stabilimento c'era (c'è?) piazza Angelo e Emilio Ghigi, i fratelli dello splendore

PRECISAZIONE

Errata corrige - Gentile lettori, a proposito del mio articolo del giugno scorso voglio portare delle precisazioni. In seguito agli impegni presi dall’amministrazione guidata dal sindaco Giorgio Ciotti con il costruttore della nuova caserma dei Carabinieri di Morciano, sono stati pagati i cannoni d’affitto annuale (120.000 euro) degli anni 2009 e 2010 dall’attuale amministrazione di Claudio Battazza. Dall’inizio del 2011 questo onere, viene sostenuto dal ministero degli Interni. Il Consiglio comunale del 31 maggio 2012, indistintamente, per tutti i cittadini, ricchi e poveri, lavoratori e disoccupati, giovani e disabili anziani, ha raddoppiato l’addizionale Irpef e ha aumentato del 1,5 per mille l’Imu della prima casa portandolo a 5,5 per mille e del 2,4 per mille l’Imu della seconda casa portandolo a 10 per mille, senza alcuna considerazione per le seconde case date in comodato d’uso ai figli o genitori. Hossein Fayaz

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“Il Futurismo sui banchi di scuola” L'INTERVISTA

Filippo Ghigi in “abiti” futuristi

- Far lavorare i ragazzi delle scuole sul periodo del Futurismo è forse la cosa più bella avvenuta a Morciano. Prima ancora dell'evento festaiolo e spettacolare. La terza edizione di FU.MO - “Futurismo Morcianese”, la manifestazione nel nome di Umberto Boccioni, organizzata dall’amministrazione comunale di Morciano, direzione artistica di Sonia Vico, quest'anno è stata dedicata alla Cinematografia. Dal 27 al 29 luglio un ‘look’ futurista per le vie e le piazze, con spettacoli, esposizioni e salottini vari. Ecco FuMo nella riflessione dell'assessore Filippo Ghigi. Il Comune di Morciano, nonostante il momento difficile, non ha rinunciato ad organizzare l’evento futurista. Anzi, il programma è sembrato ancora più corposo e impegnativo. Perché? “FuMo è nato per durare nel

PRECISAZIONE

Errata corrige - Cari lettori, caro Giancarlo, scusate. Sull'ultimo numero del nostro giornale, quello di luglio, nell'articolo dal titolo “Avanzolini nonno” ci sono piccole sbavature. La nipotina di Giancarlo Avanzolini non si chiama Silvia, ma Lisa Renzi (Silvia è la zia). E la tipografia non è Gasperi, ma Gaspari (questa vocali benedette). I colleghi lo hanno ripreso così: “Come, te e la tu moi avì lavurè 35 an e ta nu sé che us dis Gaspari”. Scusate di cuore, caro Giancarlo, cari lettori. g. c.

tempo. Ogni anno c’è la volontà di migliorarlo, ampliando l’offerta sia degli spettacoli che della parte culturale. Chi è venuto a Morciano ha assistito a tantissimi esibizioni per le vie del centro e ad uno spettacolo di punta, diretto dall’affermato artista morcianese Fabio Masini, che per qualità, legami con il Futurismo, effetto scenico, numero di musicisti, artisti e cantanti coinvolti, rappresenta di certo un ulteriore passo in avanti nella ricerca della qualità. FU.MO. è un omaggio a quello che consideriamo un no-

stro concittadino illustre, Umberto Boccioni, uno dei padri del movimento; nel cartellone vogliamo riprendere alcuni temi cari al movimento e portare a Morciano un’ondata di cultura che raggiunga la più ampia platea possibile”. La manifestazione è stata anche uno stimolo per gli studenti. In che modo sono stati coinvolti i ragazzi e i professori? “Il coinvolgimento passa anche delle scuole. Le nostre medie si sono impegnate in prima linea attraverso lo studio del

movimento artistico, ma soprattutto con la realizzazione di numerose opere quali disegni, quadri, abiti, mobili, suppellettili. Queste opere hanno fatto da cornice al salotto culturale ed esposte negli spazi della biblioteca comunale; inoltre, gli studenti hanno partecipato alla sfilata inaugurale con gli abiti colorati e innovativi realizzati da loro. Il livello qualitativo raggiunto è diretta espressione dell’impegno dei ragazzi e dei professori hanno profuso. Se vogliamo che a Morciano cresca l’interesse verso il movimento futurista è necessario passare attraverso i giovani. Sono certo che i ragazzi, con lo studio e l’approfondimento, saranno certamente un valido aiuto per rendere ogni anno più invitante il nostro evento estivo”.


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53 Via Pascoli, 48 - 47833 Morciano (RN) Tel. e Fax 0541.857836

- L’articolo 53 della Costituzione stabilisce: “Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva. Il sistema tributario è informato a criteri di progressività.”. Questo articolo afferma il dovere di pagare i tributi in base alla propria capacità contributiva (ricchezza, reddito effettivo). Questo riferimento costituisce un vincolo per il legislatore ed una tutela per il cittadino. Mario Monti ha ereditato dal governo Berlusconi una situazione finanziaria disastrata ed è impegnato a tagliare le spese, ma non si toccano i lauti stipendi dei parlamentari, dei manager, dei dirigenti e degli amministratori delle società pubbliche e/o assimilate e le pensioni di 100/500.000 euro l’anno. Al contrario dello spirito dell’articolo 53 della costituzione, il governo Monti impone la tassa sulla casa (Imu) ai cittadini abbienti e a quelli con limitate disponibilità in egual modo. L’Imu non è un’imposta sul reddito, ma è una tassa sulla persona e sulla sua famiglia. La prima abitazione è una necessità primaria come l’aria, l’acqua e il pane. Il suo possesso è indispensabile per sopravvivere, non è una ricchezza da

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MORCIANO

5,5 e 10 per mille. Addizionale Irpef raddoppiata, dallo 0,3 allo 0,6. Aumentata la tassa sui rifiuti

Via Pascoli, 48 - 47833 Morciano (RN) Tel. e Fax 0541.857836

Imu, quasi al massimo prima e seconda casa Le imposte statali e le tasse comunali sono arrivate ad un livello insopportabile per la maggioranza dei cittadini

Il mercurio quando c'era la fontana (Foto Polverelli)

IL PUNTO

di Hossein Fayaz tassare, molto spesso il suo mantenimento è un enorme costo. E i Comuni approfittano di questa legge ingiusta per aggravare maggiormente i loro residenti. Come a Roma, anche a Morciano di Romagna, San Clemente, San Giovanni, Coriano, Bellaria e Rimini sono aumentate a dismisura le tasse sulla prima casa e l’addizionale Irpef. Imu, quasi al massimo A Morciano l’Imu della prima casa è stata aumentata (consiglio comunale del 31 maggio 2012) dal 4 per mille previste

dalla legge a 5,5 per mille. All’Imu delle seconde abitazioni sono state applicate le percentuali massime, 10 per mille, addirittura anche a quelle cedute ai figli e ai genitori in comodato d’uso gratuito, è applicato quest’aliquota. Ingiusta. Quest’ultima decisione è l’indice dell’insensibilità delle amministrazioni comunali, oltre a quella centrale dello Stato, alle questioni che riguardano la giustizia sociale e la fami-

glia. A San Clemente l’Imu della prima casa è stata aumentata a 5,5 per mille e quella delle seconde abitazioni a 7,6 e 10, 06 per mille. L’addizionale Irpef (raddoppiata a Morciano dallo 0,3% allo 0,6% e quasi triplicata rispetto allo scorso anno a San Clemente). Comprendiamo che è difficile chiedere agli amministratori in carica di diminuire i loro stipendi o di ridurre il loro numero, però si può chiedergli di riesaminare il bilancio comunale. Ci sono molte voci della spesa pubblica comunale, che possono essere tagliati o fatti con un notevole risparmio di spesa, per avere un peso minore sui cittadini a reddito fisso, che formano la stragrande maggioranza della popolazione e che oramai sono sempre di più, spinti verso le condizioni di assoluta povertà. Per esempio a Morciano, le spese redazionali dei circa 4 numeri annuali del giornalino informativo e propagandistico della giunta comunale “Mor-

ciano Forum”, dai 5.000 euro del 2.008, sono più che triplicate. Nel 2011 sono state deliberate a favore di alcuni dirigenti comunali, dei premi ed altro non indispensabili. Sono state erogate dei contributi e finanziamenti alle associazioni varie, senza alcun controllo effettivo sui loro bilanci. Sono state fatte le spese eccessive per l’organizzazione degli eventi. Sono stati affidati degli incarichi ai collaboratori esterni, per i compiti che il personale del Comune avrebbe potuto svolgerli da soli. Alessandro Bondi l’assessore al bilancio e Piero Cecchini il sindaco di Cattolica, delle spese di questo genere ne ha individuato e risparmiate più di 700.000 euro nella previsione del bilancio 2012 del loro Comune, senza per altro di ridurre i servizi essenziali alla cittadinanza. Rifiuti ed acqua La tassa dei Rifiuti a Morciano rispetto al 2009 è aumentata del 4,85%, e a San Clemente è ancora di più. Fortuna che l’amministrazione Battazza promise che con la raccolta differenziata l’avrebbe diminuita. I cittadini di Morciano, anziché in tre anni, come era previsto, in soli tre mesi raggiunsero la quota obbiettiva del 70% della raccolta differenziata all’inizio del 2010 e in quell’anno, anziché avere qualche beneficio, dovettero pagare una bolletta più pesante del quasi 5%. Nel 2009, l’anno dell’insediamento dell’amministrazio-

ne di Claudio Battazza, la raccolta dei rifiuti, costava più di un milione di euro al Comune, il 20% del bilancio, ed era non differenziata. Le imposte statali e le tasse comunali sono arrivate ad un livello insopportabile per la maggioranza dei cittadini. Come scriveva il consigliere comunale di Morciano Giuseppe Lopalco sul numero di luglio 2012 de La Piazza di Rimini (a pagina 67): “Se gli uomini, da noi votati, alla Camera e al Senato (aggiungiamo negli enti locali) specialmente quelli a cui noi abbiamo dato fiducia, non cambiano la legge (di Imu), noi cerchiamo di cambiare gli uomini.” Aggiungiamo magari ricorrendo al metodo democratico delle vere e proprie primarie, sia per le elezioni comunali, sia per le elezioni dei parlamentari. Rifiuti e inquinamento Giovedì sera, 12 luglio 2012, nella Sala Lavatoio di Morciano, c’è stata un’interessante conferenza suoi rifiuti e l’inquinamento, l’atmosferico, l’organizzata dall’amministrazione comunale e moderata e relazionata per le polveri sottili, sapientemente, dal medico morcianese Geo Agostini. Per la questione della gestione dei rifiuti urbani, ha spiegato egregiamente l’ambientalista riccionese Margherita Bologna, da anni impegnata contro l’insediamento dell’inceneritore di Coriano. A questo proposito, rivolgiamo tre domande essenziali alle Amministrazioni Comunali della Provincia e soprattutto ai dirigenti della Società Hera, il gestore della raccolta dei rifiuti ed erogazione dell’acqua: 1 – La raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani in molti Paesi europei e Comuni virtuosi italiani è divenuta una fonte di ricchezza, perché da noi è un costo in continuo aggravio per i cittadini? 2 – Grazie alle nuove tecnologie già prodotte anche in Italia, per la suddivisione meccanica di quel 30% dei rifiuti che rimangono indifferenziati, si può arrivare all’ottanta per cento del loro recupero e riciclo, perché in Provincia di Rimini, invece si punta sull’inceneritore di Coriano che è uno dei principali fonti della produzione delle polveri sottili e conseguenti problemi di salute per i cittadini? 3 – Il Referendum dell’11 e 12 giugno 2011 sull’acqua pubblica, ha abrogato le norme che permettevano ai gestori, di lucrare sul consumo dell’acqua potabile, perché il gestore Hera non diminuisce la bolletta dell’acqua?


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Basso, non ha che 33 anni ed ha già cantato nei maggiori teatri d'opera del mondo, Scala compresa

Palazzi, morcianese al Rossini Opera Festival - Mirco Palazzi è tra i maggiori bassi del mondo. Inaugura la stagione 2012 del Rossini Opera Festival (familiarmente Rof). L'appuntamento è il 10 agosto, ore 20, teatro Rossini, con “Ciro in Babilonia” di Gioacchino Rossini. Sarà sempre il giovane morcianese a chiudere la rassegna il 23 agosto, sempre al Teatro Rossini, inizio alle 20, con “Tancredi”, sempre di quella mente geniale di Rossini. Palazzi non ha che 33 anni. Ha già pestato le sacre tavole dei maggiori teatri del mondo: Scala di Milano, Liceu di Barcellona, San Carlo di Napoli, l'Arena di Verona. Quest'anno, a ritroso, giugno/luglio, ha già cantato a San Gallo (Svizzera) “Damnation de Faust” di Berlioz. Per lui parole favorevoli dalla critica. In aprile, a Verona, in teatro, si è cimentato con “La Gazza ladra” di Rossini”. Sempre quest'anno, a Firenze ha interpretato “Il viaggio a Reims” di Rossini. Mentre

BELCANTO

a Parigi, Festival di Saint Denis, diretto dal coreano Myung Wung Chung, ha cantato “Stabat mater” di Rossini. Il tempio mondiale della lirica è la Scala di Milano. Il morcianese ci ha cantato due volte. Nel 2010, diretto da Louis Langrée, si è cimentato col “Don Giovanni”. La sua prima volta nel tempio fu nel 2008. Interpreta lo Stabat Mater di Rossini sotto la direzione di Riccardo Chailly. Ma prima di giungere alla Scala, il talentato morcianese, aveva già pestato il palco del San Carlo di Napoli, forse il più bel teatro del mondo e il Liseu di Barcellona, un teatro forse meno bello del napoletano ma di certo non meno blasonato.

Passione per la fotografia (si porta l'apparecchio sempre con sé), sposato con un soprano, una figlia, la carriera di Palazzi è stata folgorante: un crescendo rossiniano, tanto per abusare di un'immagine inflazionata e abusata ma che dà il senso del suo lavoro. Undici anni fa, a 22 anni, partecipa a tre concorsi internazionali. Li mette tutti nella sua speciale cascina della vittoria. E parte la carriera. Da allora, gli si sono spalancate tutte le porte teatrali del mondo. Tre gli autori che la sua voce abbraccia con disinvoltura: Rossini (amatissimo), Mozart e Donizetti. Mirco Palazzi inizia a studiare musica giovanissimo. A 7 anni è allievo di solfeggio e pianoforte di un gigante della cultura musicale della provincia di Rimini e non solo. Si tratta di don Dino Gabellini, il parroco di Montegridolfo originario di San Giovanni in Marignano. Dalla sua passione sono nati grandi musicisti, grandi appassionati. Tra i professionisti un

Inizia a 7 anni col pianoforte. Maestro quel grande scopritore di talenti di don Dino Gabellini. Poi, a Misano, è allievo di Simonetta Pesaresi. Scopre il canto. A 22 anni vince tre concorsi internazionali. Inizia la magnifica avventura Mirco Palazzi

nome su tutti: Maria Parazzini, soprano di livello mondiale. Il piccolo Palazzi resta a studiare con don Dino tre anni. Poi va a Misano a continuare il pianoforte sotto la guida di Simonetta Pesaresi. A Misano, nel coro, scopre il canto. E' il suo destino. Successivamente si iscrive al conservatorio di Pesaro. E' allievo del riminese-napoletano

Robleto Merolla, uno tra i massimi tenori del secolo scorso. Merolla a circa 40 anni, per ragioni di qualità della vita, si ritira dalle scene. Passa da quindici milioni a sera di cachet a un milione e mezzo al mese come insegnante di conservatorio. Ma era un uomo soddisfatto e felice. Ancora studente, 11 anni fa, Palazzi vince il 2° premio al

Concorso Ferruccio Tagliavini, il 1° premio del “Teatro dell’Opera di Roma” e “Orchestra Sinfonica della Karinzia” allo Zandonai, nonché il 1° premio del “Circolo Lirico G. Verdi” al Gianfranco Masini di Reggio Emilia. Debutta col Don Giovanni di Mozart, in forma di concerto al Musica Riva Festival di Riva del Garda (diretto da Isaac Karabtchevsky) e, ad ottobre 2001 al Festival di Wexford, in Jakobin di Dvor'ak.


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MORCIANO

Il viaggio premio a Liverpool raccontato dal prof. Borse di studio Montanari-Angelini - Nel Polo Scolastico GobettiDe Gasperi di Morciano da ben tre anni a questa a parte ogni anno vengono premiati gli studenti più bravi del 4° anno sulla base dei voti riportati a fine anno scolastico in ciascuno dei tre anni precedenti e in quelli riportati alla fine del 1° quadrimestre del 4° anno. Questi studenti vengono premiati attraverso una borsa di studio titolata “Dott. Giuseppe Montanari e Cav. Oreste Angelini”, due figure di grande valore e stima. Ed è grazie al dott. Ezio Angelini che sono state istituite le Borse di studio prima ricordate. In questi 3 anni la modalità di assegnazione è cambiata, migliorando di volta in volta. Dalla consegna degli assegni agli studenti, grazie ad un’idea, molto azzeccata devo ammettere, dell’allora Dirigente Scolastico prof. Franco Raschi, si è passati, quest’anno, alla possibilità di poter regalare ai vincitori un viaggio studio per approfondire la conoscenza della lingua inglese. Ed è stato così che lo scorso 26 maggio sono stati proclamati i vincitori delle ultime Borse di Studio i seguenti studenti che io molto simpaticamente ho denominato “I Fantastici 4”: 1) Erika Santochirico della 4^A – I.T.C.; 2) Emiliano Biondi della 4^J – I.T.I.; 3) Alessio Ugolini della 4^H – I.P.I.A.; 4) Caterina Pintus della 4^A - I.T.C.

Alunno insieme ai miei alunni Per i quattro studenti due settimane indimenticabili non solo per il full immersion d'inglese

LA SCUOLA Da sinistra: l’assessore alla Pubblica istruzione Filippo Ghigi, Giancarlo Masia (Lions Club di Morciano), i vincitori della borsa, Caterina Pintus, Erika Santochirico, Emiliano Biondi, Alessio Ugolini, Ezio Angelini (ADA onlus), il preside Franco Raschi, Giuseppe Cirrincione e l’assessore provinciale alla Pubblica istruzione Meris Soldati

di Giuseppe Cirrincione* Con questi 4 ragazzi ho condiviso la straordinaria esperienza di esser stati a Liverpool presso la “International School of English” dal 16 giugno fino al 30 giugno di quest’anno. Non solo, ma grazie all’agenzia Newbeetle Viaggi Studio che a circa 2 settimane dalla partenza è riuscita a trovare un ac-

I ragazzi a Liverpool

cordo con una responsabile della Scuola di Liverpool anche io ho potuto frequentare lo stesso corso di lingua inglese alle stesse condizioni degli studenti: insomma quasi come se anche io avessi vinto la borsa di studio. E’ doveroso da parte mia ringraziare infine anche l’Amministrazione Comunale di Morciano che ha sostenuto le spese per il viaggio di andata e ritorno e in modo particolare l’assessore alla pubblica istruzione, dott. Filippo Ghigi che ci ha fatto gradita compagnia per il viaggio di andata e per 3 giorni a seguire. Ecco la nostra la tipica giornata. La mattina ci si svegliava presto, personalmente alle 7 in punto. Dopo avere fatto la colazione, ci si dirigeva per mezzo del bus o del treno

verso la stazione centrale “Lime Street Station”, eletta come punto di riferimento per qualsiasi appuntamento. Una volta arrivati in stazione, la mattina verso le 8.30 – 8.45, ci si dirigeva a scuola a piedi anche in 10 minuti. Giunti, ci si salutava, a volte ci si presentava con le nuove conoscenze e poi dritti in aula per la lezione che puntualmente iniziava alle ore 9. La lezione durava 3 ore, ogni giorno eccetto il sabato, più 2 rientri pomeridiani, dalle 13 alle 16 per un totale complessivo di 21 ore a settimana. Dopo la prima ora e mezza si era soliti fare una pausa variabile tra i 15 e i 20 minuti durante i quali ci si sparpagliava per tutti i locali della Scuola, tra PC, corridori, stanze comuni e atrio. Terminata la lezione a mezzogior-

no, se si doveva rientrare dopo 1 ora c’era appena il tempo di un pasto veloce nel primo posto a portata di mano vicino la Scuola. Altre volte, quando non c’era il rientro alle 13, ci si poteva permettere un pranzetto più comodo presso qualche ristorantino o bar, sempre nelle vicinanze anche se tutto era facilmente raggiungibile a piedi. Dopo c’era tempo di dedicarsi alle visite dei vari musei o di fare shopping o semplicemente di andare in giro per il centro fino alle 17 – 17.30 ora in cui, naturalmente stanchi – almeno il sottoscritto – si faceva ritorno a casa per la meritata e attesa cena che puntualmente nella mia host family alle 18 veniva servita. So che su questo aspetto Emiliano, Alessio, Caterina e Erika avrebbero da raccontare ciascuno le proprie impressioni e dare i propri giudizi a volte positivi e a volte negativi ma la mia host family è stata a dir poco eccezionale: lei una bella signora, brava in cucina, premurosa, lui ottimo conversatore, come lei, simpatico e di compagnia. Dopo cena si era soliti concludere la giornata ritrovandosi ancora una volta in centro o direttamente in un locale. Un pub che è stato preso di mira da un po’ tutti noi e che è diventato luogo di riferimento serale e di appuntamento è stato lo Scream Pub. Due parole non posso non dirle “come insegnante” sulla caratteristica della Scuola e sulla valenza delle lezioni. Il mio giudizio è positivo. Non tanto sulle attrezzature che invero sono state a dir poco essenziali se non scarne quanto sulla metodologia tutta incentrata sulla socializzazione e sul lavoro ora di coppia, ora di gruppo stimolando per forza di cosa la conoscenza di un altro studente o studentessa di diversa nazionalità. Anche di Liverpool città ci resteranno tanti bei ricordi, compreso il clima davvero mite se confrontato con le temperature a cui siamo abituati in Italia nel mese di giugno, non si è mai andato oltre i 22°C, ha piovuto spesso all’improvviso e la sera la temperatura scendeva sempre tra i 10° e 15° tant’è che si dormiva col piumone.

Spero che un bilancio così positivo e una così magnifica esperienza faccia decidere ad Ezio, l’ADA onlus e l’amministrazione comunale di Morciano di volere continuare su questa strada con altre Borse di Studio per i nostri studenti più bravi anche perché abbiamo constatato essere prassi comune di altre scuole italiane ed estere e di tanti giovani (ma anche di meno giovani) che decidono di restare per un periodo (a volte anche mesi e mesi) all’estero per studiare ed approfondire questa straordinaria lingua, parlata a livello planetario, che è l’inglese. Grazie di cuore a tutti. Ad Emiliano, Alessio, Erika e Caterina con tanto affetto. *Prof dell'Isiss Morciano


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Saludecio Via Dei Poggi 2064 Tel. 0541 - 857190 955195

Saludecio Vini

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San Giovanni

San Giovanni

Via Pianventena 681

Via Pianventena 681

Gemmano

Vini

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San Giovanni Via Pianventena 681

Sagra della Pappardella al cinghiale Dal 12 al 15 agosto. E' alla XIX edizione IL PROGRAMMA

Quattro giorni 12 agosto

- La Pro Loco di Gem-

mano in collaborazione col Comune organizza la tradizionale Sagra della Pappardella al Cinghiale. Si possono degustare molte specialità romagnole, dalla piadina ai fagioli con le cotiche, assaggi di pecorini e formaggi locali, e naturalmente ampi spazi per le pappardelle al cinghiale, fatte rigorosamente a mano.

L'ingresso è gratuito. Ad allietare le serate, gruppi musicali folkloristici e tantissime bancarelle dove sbizzarrirsi nello shopping. Cinque le serate per le quali salire fino alla sentinella della Valconca: dal 12 al 15 agosto. La natura Il più grande patrimonio del Comune di Gem-

mano è senza dubbio costituito dalla bellezza e dalla varietà del suo paesaggio naturale: il suo territorio è forse il più integro e il più interessante di tutto il riminese. Gli elementi che lo caratterizzano sono per molti aspetti straordinari sia dal punto di vista scientifico che turistico. Le grotte di Onferno, la valle del Ven-

tena, i calanchi, i sentieri che toccano i borghi rurali, i panorami ne fanno una meta obbligata per chi vuol conoscere una parte di colline isolata e rimasta ferma nel tempo. La storia Il nome del paese sembra essere legato al suo singolare stemma rappresentante una mano che solleva al cielo un anello con

un'enorme gemma. La tradizione afferma infatti che il toponimo è da mettere in connessione con un bellissimo gioiello regalato ad una sposa dei Malatesta signori del castello durante il XIV o XV secolo. Diversa è l' opinione degli esperti che fanno invece riferimento all'antico fundus Geminianus, un terreno appartenuto alla famiglia Geminiana citata in due iscrizioni romane rinvenute a Montefiore Conca. L'abitato odierno risale, nella sua posizione attuale, al Medioevo, periodo di sviluppo dei luoghi fortificati sui colli. Gemmano fu castello conteso ed importante ma del suo passato è rimasto ben poco se non qualche rudere (come ad esempio le antiche mura restaurate). Il centro è andato com-

(stand gastronomici dalle 12) - Sandro Giacobbe - Orchestra Freddy e i Diamanti”

13 agosto (stand gastronomici dalle 18) Orchestra Bandiera Gialla

14 agosto (stand gastronomici dalle 18) - Orchestra Chicco Fabbri

15 agosto (stand gastronomici dalle 12) - Genio e i Pierrot's

pletamente distrutto sotto i bombardamenti del settembre 1944 nella Seconda guerra mondiale, quando gli alleati sfondarono la Linea gotica, il fronte difensivo dei tedeschi che aveva il compito di fermare, o almeno rallentare l'avanzata delle truppe alleate verso il nord. La distruzione non ha tuttavia intaccato il patrimonio naturale.


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SAN CLEMENTE

Decoratore e scenografo. I suoi set come spazi per gli spot per pubblicitari. Lo studio di Mentana

Aguzzoni, l'artista della porta accanto Non si ferma e sta collaborando ad un importante progetto per un portale dedicato all’arte con Mauro Pasini, Cichet, altro importante personaggio creativo di questo paese

IL PERSONAGGIO - SAN CLEMENTE

Stefano Aguzzoni Le sue scenografie per la Wind

di Claudio Casadei - Stefano Aguzzoni è sanclementese ormai da tempo anche se, come spesso accade, lo conoscono in pochi. Nato a Casena nel 1954 ha vissuto nella generazione dei sognatori, ha imparato ad amare l’arte e la musica, ha vissuto e viva da artista vero rifiutando compromessi. Artista precoce fin dalla sua adolescenza si dedica alla realizzazione grafiche di vetrine “soprattutto delle parrucchiere” dice, ma per la legge del contrappasso oggi gode di una sana calvizie. Dal 1970 al 1982 diventa DJ in realtà in quel tempo importanti: varie radio libere fra cui spiccano le fiorentine CONTRORADIO, RADIO LUSSEMBURGO e discoteche come la Quinta dimensione. Nel frattempo studia: prima il liceo artistico, poi l’accademia delle belle arti una percorso studente-

sco che si snoda tra Firenze, Ravenna e Bologna dove consegue il diploma. La sua laurea è in scultura con specializzazione in decorazioni e scenografie. Polistirolo, stoffe, fantasia e improbabili accessori sono la materia prima di cui si avvale per rendere fruibili a tutti i suoi pensieri e le sue idee. Le sue realizzazioni più importanti nella nostra zono si ammiravano al Cocoricò, all’Altro Mondo Studios, al Cellophane e al Paradiso tra le discoteche. Poi Pub e Disco Pub Come il Barcellona. Numerosi spot che abbiamo visto sono stati ambientati nelle sue scenografie e trasmessi sulle reti nazionali della Rai e Fininvest. Parte dello studio del Tg5 di Mentana è una sua realizzazione, molte delle feste di paese che abbiamo fre-

quentato erano e sono caratterizzate dalla sua regia e dalle sue creazioni. Tra queste da ricordare La Festa delle Streghe di San Giovanni in Marignano. Artista a tutto tondo fu tra i fondatori della compagnia teatrale Fratelli di Taglia, da cui usci dopo

qualche tempo e membro della Compagnia dei teatranti di Reggio Emilia. Dal 1992 al 2000, la Festa del Miele a Montebello e la Festa d’i Malardot a Torriana. Stefano, aiutato dal fanciullino che ha dentro e che la vera fonte delle sue ispirazio-

ni, ama il contatto con i bambini con loro, chiamato dalle scuole e dalle amministrazioni, tiene corsi di illustrazione e fumetto. Nel suo curricolo di fumettista: il “Corso di zio Fenninger”, uno della rivista il Male, e poi la fanzine di fumetti Mandingo. “Amo il mio lavoro e mi aiuta il

bambino che è in me. I bambini infatti sono forse i destinatari che amo di più. La loro freschezza, la loro spontaneità e la loro voglia di imparare mi fanno sentire vivo!”. A San Clemente Stefano Aguzzoni ha realizzato solo una decorazione per la Mec3 e, anche se “nemo propheta in patria” non dispera di potere lasciare un segno della sua presenza. Come tutti i settori in cui la gente lavora e produce cose concrete anche il suo sta vivendo una forte crisi. Ma il vulcano Aguzzoni non si ferma e sta collaborando ad un importante progetto per un portale dedicato all’arte con Mauro Pasini, Cichet, altro importante personaggio creativo di questo paese.

Via Parma the best! Accampamento preistorico

- In un paese immobile in cui ognuno si fa le proprie cose e si è diffusa la malattia tutta cittadina di non conoscere o salutare il proprio vicino di casa, quelli di via Parma, con la scusa dei bambini hanno organizzato un “festone” mica male. Autofinanziandosi (e questo era il terzo anno) con l’aiuto di tavoli e sedie messe a disposizione dal Comune, sabato 14 luglio, hanno organizzato una festa a tema per i più piccoli. Con il lavoro e le idee di Giuseppe, Fabio e Michele hanno realizzato un vero accampamento preistorico e per tutta la serata circa 200 persone e almeno una cinquantina di bambini si sono divertiti giocando , mangiando e immedesimandosi nei ruoli come testimoniano le foto di Antonino Marino sagace fotografo della zona. Sinceri complimenti a tutti gli organizzatori, ai grafici, ai costumisti e a coloro che, con questo caldo, hanno in silenzio sopportato il fastidio di certe improbabili parrucche! Claudio Casadei

Momenti della serata


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S. CLEMENTE - GEMMANO - MONTEFIORE

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Il sindaco di Gemmano motiva le sue dimissioni. Non aveva più la maggioranza in Consiglio comunale . E' la nipote del Duce

Edda Negri: “Lontana dai favoritismi” Edda Negri, sindaco di Gemmano

vocato un consiglio comunale urgente, tenutosi il 25 luglio. Il commiato/motivazioni è durato 10 minuti. Nella dichiarazione ha affermato: “In questi tre anni di mandato ho perseguito una politica diversa da quella portata avanti negli anni passati, una politica di buon senso cercando di salvaguardare e di anteporre l’in-

teresse collettivo a quello del singolo”. Rivolgendosi ai dissidenti ha precisato che la Giunta ha operato con onestà e trasparenza, senza favoritismi, senza avere “comandato” ma correttamente “amministrato” con una oculata gestione dei conti. Senza esporre il Comune ad indebitamenti che avrebbero portato ad una limitazione dei servizi ai cittadini. Ha sottolineato che con la politica dei piccoli passi sono state riaperte le Grotte di Onferno, rea-

Lorenzo Bianchi

Luciano Colombari

sventando il commissariamento del Comune, come noi fossimo maggioranza di governo. Il senso di responsabilità al sindaco noi consiglieri di minoranza, lo abbiamo sempre dimostrato, fin dalle prime difficoltà che l’amministrazione Negri ha iniziato ad avere. Nel febbraio 2012 infatti abbiamo chiesto di incontrare il sindaco Edda Negri, nella sede della Provincia per una consultazione politico-amministrativa, non di certo per chiedere qualche assessorato, ma per capire responsabilmente, se ci fossero ancora le condizioni per questa amministrazio-

ne di andare avanti nel proprio mandato. A tale proposito, abbiamo incontrato anche i consiglieri del PDL usciti dalla maggioranza, tra cui Lorenzo Bianchi. Nella seduta del Consiglio Comunale del 03 Maggio 2012, infine abbiamo cercato di trovare un compromesso con i “dissidenti della maggioranza” per vedere di giungere a fine mandato, ma il sindaco ha posto il veto sul nome di Lorenzo Bianchi, aprendo di fatto, non avendo una maggioranza, le porte al commissariamento del nostro comune”. Pierfrancesco Gasperi

IL FATTO

di Pierfrancesco Gasperi

- C'è qualcosa di fatidico nel suo 25 luglio. Nel 1943, Benito Mussolini venne sfiduciato dal Gran consiglio del fascismo. La nipote Edda Negri, sindaco di Gemmano, lo scorso 25 luglio, si è presentata in consiglio comunale con le dimissioni in mano ed ha salutato e ringraziato quasi tutti coloro l'hanno accompagnata in questi tre anni. Il caso, o voluto, il 25 luglio della signora Negri? Guidava una lista civica composta dal centrodestra e transfughi del centro sinistra capitanati da Cesare Ferri, sindaco di sinistra dal '90 al 2004. Ha perso la fiducia sia degli uni, sia degli altri. Un’elezione, quella della Negri nel 2009, vinta sul filo del rasoio con 412 voti contro i 368 del candidato di centrosinistra Luciano Colombari. Poi tre anni di travagliata amministrazione con dimissioni a raffica in giunta e tra i consiglieri di maggioranza. Qualcuno non ha gradito le sue simpatie finiane, lei che al Fli si considera comunque vicina e nel dicembre 2011 ha partecipato al convegno romano di Destra Civis, movimento che sostiene il presidente della Camera, Gianfranco Fini. E proprio una gestione considerata troppo personale e il mancato rispetto del programma elettorale hanno determinato nel tempo una situazione insostenibile nel proseguire la legislatura. Queste le principali contestazioni fatte ad Edda Negri, contenute nella mozione di sfiducia depositata da tre consiglieri di minoranza e tre ex suoi sostenitori. Persa la maggioranza, ha preferito rassegnare le dimissioni protocollate il 20 luglio scorso e con-

“Per mesi sbruffona” - Sull’opposta sponda , primo fra tutti l’ex consigliere di maggioranza,il dissidente, Lorenzo Bianchi. Dal blog il “Grillo di Gemmano”, fa sapere: “Non sono affatto sorpreso delle dimissioni del sindaco, anzi ho vinto una scommessa con dei conoscenti grazie alla quale mi farò una bella cena di pesce. Dopo aver fatto la sbruffona per mesi sfidando i consiglieri a mandarla a casa con un voto palese in consiglio comunale all’atto pratico se n’è scappata con la coda tra le gambe non consentendoci di fare ciò che ci aveva richiesto. Poi giustifica il tutto con motivazioni di etica politica e bene comune del paese quando invece la realtà è ben altra. Quanto al clima di odio, beh, non mi pare che la stessa abbia manifestato solidarietà nei confronti delle persone, guarda caso tutti suoi oppositori, pesantemente insultati da lettere anonime e vigliacche girate negli ultimi mesi. Gemmano esce di-

sastrata da questa situazione, bisognerà avere il coraggio di fare scelte importanti e con le giuste persone facendo tutti tesoro degli errori commessi in occasione dell’ultima tornata elettorale.” Il capogruppo dell’opposizione, Luciano Colombari, ex sindaco di centro sinistra, sempre dal blog il “Grillo di Gemmano”: “Le dimissioni, giungono a porre fine alla lunga telenovela iniziata dopo un lungo periodo di immobilismo amministrativo, polemiche, scontri e stallo politico-amministrativo di un’amministrazione da mesi senza più una maggioranza, che nulla ha portato di concreto alla comunità gemmanese, alzando “quegli antichi steccati” che il sindaco aveva promesso di abbattere in campagna elettorale, arrivando al punto di meravigliarsi del clima che si è venuto a creare. Quello che mi lascia stupito è che il sindaco, ha accusato il centro sinistra, della mancata volontà di risanare la situazione politica,

lizzato il progetto Gemmano e Sapori, volano per fare conoscere il paese e le sue peculiarità enogastronomiche, i suoi agricoltori e l’intero territorio. E’ stata salvata la scuola, è stato fortemente voluto il “centro giovani” creando uno spazio gestito che sarà luogo d’incontro che a Gemmano non c’è mai stato. Naturalmente ha elencato anche altre iniziative e sottolineato che fino ad oggi sono stati garantiti tutti servizi ai cittadini nonostante la crisi che negli ultimi anni e tutt'ora imperversa nel paese. Poi il dovuto sfogo ricordando di essere stata oggetto di attacchi infamanti, violenti, offensivi atti a screditare sia la propria persona, il suo essere donna, la dignità e la moralità. Attacchi ricevuti anche con lettere minatorie. Insomma, un clima che ha portato il paese ad un conflitto che non si era mai visto prima d’ora e che Gemmano non meritava. Ha precisato: “Le mie dimissioni non sono state prese a cuor leggero, ma è il frutto di una ponderata riflessione, ed assunta in totale serenità e consapevolezza di avere operato con scelte positive di cambiamento per il nostro territorio” Agli oppositori ha detto che si sono sempre sottratti ad un serio confronto politico e che da loro in questi anni non è mai arrivata una proposta, un progetto per fare crescere il comune. Solo critiche, spesso feroci e maleducate. Ha concluso ricordando di essere particolarmente legata a Gemmano e che con il gruppo di cittadini che l’ha sostenuta, per il futuro, intende portare avanti altre battaglie oneste. Entro la prima metà di agosto il prefetto di Rimini, per legge, dovrà provvedere alla nomina del Commissario e le prossime elezioni amministrative si terranno presumibilmente nella primavera prossima in concomitanza con quelle politiche per il rinnovo del parlamento nazionale


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S. CLEMENTE - GEMMANO - MONTEFIORE

Il sindaco di San Clemente D'Andrea puntualizza il rapporto con le minoranze, il ponte sul Conca, il successo della casina dell'acqua

“I partiti contano davvero poco, però...” - Dietro la sua scrivania, il sindaco Christian D’Andrea ha la tranquillità e la faccia di chi ha fatto e crede di fare la cosa giusta. La politica sanclementese sta vivendo un periodo i cui momenti pubblici sono improntati ad uno scontro latente e mai deflagrato completamente. Una tensione palpabile non solo sulla stampa locale, evidente nelle sistematiche assenze della minoranza alle celebrazioni ed alle inaugurazioni, spietata negli attacchi ai presunti anelli deboli dell’amministrazione. D’Andrea, ormai politico navigato, non dà segni di cedimenti e col suo sorriso istituzionale giustifica tutto: “Anche la politica locale risente risente del clima del paese.Da tempo viviamo un quadro politico confuso destinato a restare tale fino alle prossime elezioni. Di fatto lo politica sta vivendo un momento di crisi profonda ed in queste condizioni gli enti locali devono rimanere vigili e attenti a seguire i propri programmi cercando di partecipare attivamente alla crisi sociale del paese. In questo quadro generale possia-

“Forse si può fare meglio, ma gli attecchi continui non sono certo un aiuto”

Christian D'Andrea

SAN CLEMENTE

di Claudio Casadei mo dire che San Clemente è una realtà molto attiva che vive una situazione politica fuori dagli schemi tradizionali”. D’Andrea è espressione del Pd, un partito che da qualche tempo non gode più di una salute di ferro. Affetto, perlomeno pubblicamente, da una assenza cronica evidente. D’Andrea, sollecitato sulla questione, afferma: “I partiti attualmente contano davvero poco, in quanto la legge mette nelle mani delle amministrazioni un potere pressoché totale. Ma dei partiti bisogna avere l’assoluto rispetto perché sono associazioni di cittadini che impegnano le proprie energie e il proprio tempo per le

proprie idee e per la politica. E questi sono momenti in cui c’è davvero bisogno di molta più politica e partecipazione. C’è bisogno che i cittadini tornino a occuparsi della politica e che ne siano protagonisti soprattutto in vista della prossima riorganizzazione del Enti Locali”. Ecco, si avvicina il periodo elettorale e i cittadini (elettori) tornano di moda. Ma quali sono gli obbiettivi pratici raggiunti che rendono orgoglioso il sindaco del suo mandato? “La casa

dell’acqua credo sia una cosa di utilità pratica che abbiamo messo a disposizione della gente. Il successo che sta ottenendo ne è la dimostrazione. Un bilancio sano, ben equilibrato che consentirà anche in futuro di lavorare serenamente, il mantenimento dei servizi senza gravare troppo sulle tasche della gente, ottenuto con la semplice riorganizzazione sono risultati importanti”. Ma allora perché si sentono lamentele sul funzionamento degli uffici, perché la gente e la minoranza in particolare tende a non partecipare alla vita politica del paese? V e d r e m o razionalizzazioni degli uffici ed interventi su quelli che la

gente percepisce come sprechi? Secondo lei la pianta organica del personale è adeguata? “Il lamento è un esercizio facile ed è innegabile che il comune di San Clemente abbia un organico sottodimensionato con il quale abbiamo comunque cercato di dare buoni servizi. Non bisogna dimenticare che anche qui abbiamo dovuto combattere con continui tagli del governo centrale e con una crisi pesantissima che ci aggradisce da troppo tempo. Forse si può fare meglio, ma gli attacchi continui non sono certo un aiuto”. Quali saranno le prossime realizzazioni? “Ci sono molti progetti in avanzata fase che dovranno necessariamente partire fra poco. Penso alla messa in sicurezza della via Provinciale Conca –

via Trado, rendere transitabile la banchina in prossimità della Villa del Centro del Bianco, il completamento del recupero del centro storico e poi il Ponte sul Conca e la messa in cantiere della nuova scuola media”. Cosa si aspetta dalle minoranze consiliari? “Fanno il loro lavoro; abbiamo discussioni civili che rientrano nella norma ma ognuno in consiglio comunale ha un ruolo ben definito. Inoltre, ci avviciniamo alle elezioni e si ha bisogno di visibilità!”. Per il futuro? “Lasceremo diversi progetti e siamo tranquilli perché la parte politica di cui sono espressione ha potenzialità per avere ottimi amministratori. Speriamo che in futuro la cittadinanza possa spendersi maggiormente nella vita politica”. Il sindaco è tranquillo, San clemente pure?

SAN CLEMENTE - LA LETTERA

Castelleale, strade piene di buche - Mi chiamo Simonetta Mazzucato, abito a San Clemente, frazione Castelleale, via Saline 17. Quattro anni fa la mia mamma, donna energica, solare ed estroversa, ha avuto un “maledetto ictus” che l'ha ridotta afasica, ma capiva tutto, su una sedia a rotelle!! Ho trasferito i miei genitori da Padova, dove vivevano tortalmente autonomi, a casa mia in via Saline 17! Due volte la settimana la mia mamma andava in un centro diurno a Cattolica, mediante un'auto che portava altre persone nella

sua stessa situazione dei vari paesi qui intorno; per lei stare con le altre persone era importante. Un anno fa gli autisti non se la sono più sentita di venire a prendere la mia mamma causa i solchi profondi lungo la strada (via Saline, Castelleale), che non era stata più asfaltata e aveva buche e solchi longitudinali profondi lungo il tragitto della strada!! Ho informato il Sindaco, l'assessore competenet e l'addetto in Comune... niente!! Ci è stato detto di fare passare gli autisti lungo la via Saline che sbuca verso Coriano,

non sapendo che un pezzo di quella strada d'inverno è fango totale! A Natale 2011 ho mandato e-mail al Sindaco e per la prima volta all'opposizione!!!! Ero esasperata!!! Solo dopo che ho informato l'opposizione hanno portato ghiaia e tappato i lunghissimi solchi!! Purtroppo la mia mamma, Tiso Bertilla, via Salice 17, è morta il 2 marzo 2012 e l'ultimo anno le è mancato stare con gli altri al centro diurno di Cattolica due giorni (il martedì e il venerdì9 la settimana!!! Simonetta Mazzuccato


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Saludecio

Il borgo come magico palcoscenico di spettacoli di strada. Rappresentazioni teatrali. Mercatino. Attrazioni. Musica. Esposizioni. Mostre (15 giubbe garibaldine). Curiosità. Organizza il Comune di Saludecio

Vini

Via Dei Poggi 2064 Tel. 0541 - 857190 955195

San Giovanni Via Pianventena 681

Guido Cagnacci è tra i massimi pittori dells storia. Due capolavori giovanili a Saludecio

Saludecio racchiude raffinati capolavori (tra cui due dipinti del Cagnacci)

- Il santarcangioese Guido Cagnacci è considerato uno tra i maggiori pittori del '600. Il dipinto più importante della Kunsthistorische di Vienna è suo. Saludecio, chiesa di San Biagio, conserva ben due di-

Arte, i gioielli da visitare pinti giovanili. Uno reca “San Sisto” e si trova sull'altar maggiore. L'altro è la “Processione del santissimo Sacramento” e si trova nella stessa chiesa. Ma Saludecio è molto altro ancora, come racconta la bellezza del borgo e il Museo di Saludecio e del Beato Amato. A forma di fuso sul crinale della collina, racchiuso tra due porte-torri, Marina e Montanara, l’impianto urbanistico del borgo si sviluppa attorno alla centrale via Roma. E' rinascimentale con vive tracce medievali. Da via Roma partono una serie di vicoli e stradine

che arrivano fino alla cinta muraria. Dal mare verso monte, su via Roma, si trovano i gioielli d’arte della cittadina. Oltre Porta Marina, la chiesa di San Biagio (santuario del Beato Amato Ronconi). L’interno, stuccato da Antonio Trentanove, conserva dipinti di valore assoluto, oltre i due Cagnacci: “Madonna della Misericordia”, “Martirio di San Giovanni Battista” di Claudio Ridolfi, “Il martirio di San Biagio” di Atanasio Favini, “I Santi Antonio abati e Antonio da Padova in adorazione del Bambino Gesù” del Centino.

Proseguendo per via Roma: si incontrano una dozzina di palazzi nobiliari. Al numero civico 41, Palazzo Albini con un raffinato cortile interno. Davanti la Torre Comunale. Poco oltre la chiesa di San Girolamo del 1600. Appena prima, sulla sinistra, il bellissimo Palazzo Magi, appena restaurato dalla nuova proprietà”.

A Saludecio si trova l'azienda agricola Zavoli che porta avanti un lavoro fatto di valori e tradizioni antiche, che richiedono passione e dedizione. La famiglia Zavoli da più di cinquant’anni alleva bovini e suini, per produrre carni fresche e stagionate vendute direttamente. Inoltre, produce olio extravergine di oliva Dop Colline di Romagna con spremitura a freddo e farina di grano tenero macinato a pietra con un molino ad acqua (anche farina con il grano antico “Gentil Rosso”). I prodotti sono venduti nella macelleria di famiglia o in azienda, dove è possibile vedere tutto il percorso produttivo che bisogna seguire per arrivare ad una produzione di nicchia. del presidio della mora romagnola.

SALUDECIO - Via Pulzona 3818 - Tel. 0541-858041


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'800 Saludecio Festival

Vini

Saludecio Via Dei Poggi 2064 Tel. 0541 - 857190 955195

San Giovanni Via Pianventena 681

dal 3 al 7 agosto

Il borgo di Saludecio

Saludecio Città dei murales, uno dei circa cinquanta che si ispirano all'800

- Cinque notti per sognare e un tuffo nel passato. Dal 3 al 7 agosto si torna di nuovo indietro nel tempo. Come sempre il Festival trasformerà il borgo di Saludecio in un grande e unico palcoscenico sotto il cielo di mezz'estate in cui andrà in scena il XIX secolo. “Ottocento Festival sarà un evento colto da una parte e popolare dall'altra. Vogliamo un intreccio di intelligenza e tradzione. E' da mesi che l'assessorato e l'ufficio alla cultura stanno lavorando senza sosta”. A parlare con questa appassionata tensione dell'edizione XXX è Gigliola Fronzoni, l'assessore alla Cultura e al Turismo. '800 Festival non poteva che guardare a quel secolo. Che è anche il secolo d'oro di Saludecio, testimoniato dalla bellezza del borgo, con la sua cattedrale, San Biagio ed

i suoi palazzi nobiliari. Questo “viaggio emozionale che dagli occhi, alla mente arriverà fino al cuore”, ha due momenti. Il primo è breve e storico. Il secondo, invece, popolare, ma non per questo meno importante. Anzi. Popolare La parte popolare è un

intreccio di atmosfere, spettacoli, rievocazioni. Il “Cartellone 800” offre anche musica, prosa, danza, teatro di figura e artisti di strada. Saranno allestite mostre ed esposizioni. Ma non finisce qui. Saludecio propone ai suoi visitatori anche momenti espositivi “permanenti”, sempre legati

all’800. Da una parte infatti si potrà visitare la mostra “Garibaldi, un mito da riscoprire – La collezione Ottaviani”. Tra le maggiori esposizione iconografica e documentaria italiana che raccoglie cimeli originali di ogni genere legati all’Eroe dei due mondi. Dall’altra si potranno ammirare i Murales del borgo, le invenzioni dell’800, una cinquantina di opere dipinte sui muri del paese: un policromo e particolare percorso artistico en plain air fra vicoli e piazzette alla scoperta delle invenzioni del XIX secolo. Osterie Il viaggio nella storia dell'Ottocento, si completa con le osterie che i saludecesi sanno proporre agli appassionati che arrivano. Menù ben fatti e al giusto prezzo '800 Festival è organizzato dal Comune di Saludecio con il patrocinio e il contributo della Provincia di Rimini. Per informazioni: Tel. 0541/869731 Fax. 0541/869732


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SALUDECIO - MONDAINO - MONTEGRIDOLFO

Agosto 2012

62 F.LLI DEL MAGNO

La madre si prende cura della figlia dodicenne ammalata di una rara malattia

MORCIANO - Piazza Boccioni - Tel. 0541.988104 Orario continuato tutti i giorni dalle 7.30 alle 19.30 Aperto la domenica dalle 8.30 alle 12.30

Adriana-Isabella: “Aiutateci con la casa a piano terra” Una storia difficile e odiosa. Senza auto, chiedono la sistemazione in un centro dove è possibile trovare i servizi a piedi

Adriana Aragno

SOLIDARIETA' di Matteo Marini

- È una storia difficile, a tratti odiosa. Quella di Isabella, 12 anni, costretta su una sedia a rotelle, costretta a non capire e costretta a non avere quello di cui avrebbe diritto. È la storia anche di Adriana Aragno, la madre, che non riesce a dare quello che una madre sogna per la sua bambina. Anche se sa che, tra due giorni o quindici anni, la sua Isabella una vita normale non ce l’avrà. Vuole lottare per darle un po’ di dignità in più. Niente lusso, solo quella che merita: una casa confortevole e una vita meno complicata. Adriana non lavora perché si occupa tutto il tempo della sua piccola e questo rende tutto più difficile perché gli assegni sociali non bastano per affittare una casa che sia degna di questo nome. Oppure, anche quando si

trova, racconta quello che non vorresti mai sentire: “Non ce l’affittano perché mia figlia è disabile e io non ho un lavoro”. Così accade che questa battaglia vada avanti da tempo ormai. Un anno è passato da quando Adriana e Isabella si fermarono all’ombra del Comune di Rimini per chiedere un aiuto. Non elemosina, una mano per trovare una posto da affittare che faccia al caso loro. Vivono da cinque anni a Mondaino, nel centro storico. Un’abitazione che, per tutta una serie di motivi, non può andare. A cominciare dagli infissi, vecchi, che lasciano passare lame di gelo d’inverno. L’ultima stagione, con tutti quei metri di neve, l’hanno passata lì. E non è stato facile. È vecchia, umida, che sa di muffa. E poi ci sono i gradini,

che sono pochi ma comunque troppi, una salita che sfianca e il peso, dolce ma vero, di tua figlia che ormai spezza la schiena. Adriana ha 45 anni “comincio a risentirne racconta – quando devo prendere in braccio Isabella per portarla in casa, spostarla. È difficile e sto cominciando ad avere seri problemi fisici”. Dopo tanti mesi, la denuncia sui quotidiani locali e una apparizione, fuggevole quanto inutile alla trasmissione del Tg5 “L’Indignato speciale”,

nulla è cambiato: “Siamo ancora qui – racconta Adriana – in questi 30 metri quadri. Il sindaco di Mondaino e l’Acer ci hanno trovato un altro posto, al piano terra senza scalini, migliore, dove andare a stare”. Ma questo non risolve i problemi di Adriana e Isabella. “Sto cercando di andare via da Mondaino perché qui siamo isolate. Io non ho l’automobile, non me la potrei nemmeno permettere. Gli specialisti per le visite sono tutti a Rimini, i trasporti li hanno ta-

MONDAINO

gliati e qui d’inverno c’è neve e senza doppi vetri...”. Adriana è nata in Colombia dove ha studiato lingua e civiltà italiane ed è arrivata nel nostro paese con una borsa di studio. Poi “il destino” come ama chiamarlo, l’ha fermata qui. Si è sposata ed è nata Isabella. Solo dopo sono cominciate le difficoltà. La disabilità della figlia e la separazione dal marito. Il problema principale, naturalmente, è economico. Adriana percepisce due assegni mensili per il mantenimento e l’accompagno. Così riesce a far fronte alle spese: “Siamo seguiti dall’assistente sociale, il Comune ci dà una mano, sono tutti molto disponibili. Anche dell’assistenza statale non posso certo lamentarmi”. Del loro caso si era interessato anche il Comune di Rimini che però può fare poco non essendo, Adriana e Isabella, residenti. E così anche gli altri. L’unica alternativa è dunque fare da sé e trovare una casa che costi poco, che sia in pianura e vicina a un centro della provincia, con i servizi a portata di mano. Non sarebbe un’im-

presa impossibile, se non ci fosse la diffidenza di mettersi in casa una donna con la figlia disabile: “Io purtroppo non posso lavorare, devo occuparmi tutto il giorno di mia figlia. Non voglio metterla in un centro, ha solamente il mio affetto, non sarebbe giusto”. Isabella non riesce nemmeno a frequentare regolarmente la scuola. La sua sindrome non ha un nome. È affetta da ipoplasia del corpo calloso, non si può muovere, non riesce a parlare e comunicare. “E’ come se avesse un cortocircuito in testa” spiega la madre e questo le impedisce ritmi sonno-veglia regolari. E così anche per Adriana non è possibile trovare un lavoro con degli orari precisi. Il caso di Isabella è seguito anche dalla Ausl. Ma nemmeno loro possono fare nulla per aiutarla a trovare una sistemazione migliore, solo seguirla dal punto di vista neuropsichiatrico. L’unica alternativa è far passare il messaggio e sperare che qualcuno lo colga, uscendo da quel gioco al massacro che è il massimo profitto a tutti i costi. E allontanando finalmente quel sospetto odioso della discriminazione.

SALUDECIO

Don Mauro-Saludecio, come finirà? Il campanile ospita il Museo del Beato Amato e di Saludecio, il cambio delle chiavi ha alterato uno dei vecchi equilibri

Turisti e cassonetti ricolmi - Sotto le mura di Mondaino, lato sud, c'è una piazzola con i cassonetti dell'immondizia. Sempre pieni, i cittadini sono costretti a depositare il rifiuto attorno ai contenitori. E' anche zona di passaggio dei turisti che fanno il giro del paese. Basterebbe poco.

TREBBIO DI MONTEGRIDOLFO - Via Botteghino 61 - Tel. e Fax 0541/855134

- Come finirà tra il nuovo parroco di Saludecio, don Mauro e i suoi parrocchiani? “Io credo che ci sarà un chiarimento tra le parti; altrimenti la curia riminese sarà costretta a nominare un nuovo religioso”. Chi lo afferma è persona informata sui fatti. E' defilato rispetto alla parrocchia ma gli piace osservare. Col suo arrivo, il don originario di Mondaino ha modificato le vecchie relazioni tra la sua chiesa ed i saludecesi. Ha portato cambiamenti non graditi. Si cerca un diplomatico.


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SALUDECIO - MONDAINO - MONTEGRIDOLFO

Agosto 2012

63 F.LLI DEL MAGNO

Accoglie migliaia di turisti stranieri durante tutta l'estate (soprattutto russi). E' un affabulatore piacevole ed elegante

FRATTE - Piazza Garibaldi - Tel. 0541.974135 Apertura 7.30-13 15.30-19.30 Giovedì pomeriggio aperto - Aperto la domenica dalle 8,30 alle 12,30

Angelo Chiaretti con la fanciulla russa

La comitiva di russi mentre colloquia con la Lina

Chiaretti, con la cultura fare turismo è piacere vero - Con la cultura vera e dissimulata dalla leggerezza della passione si fa un turismo raffinato. Emozionante. Il professor Angelo Chiaretti, danni studioso del Sommo, si veste da Dante. Un rosso fiammeggiante che cattura. Sceglie la fanciulla più carina della comitiva e l'abbiglia come Beatrice. Quella dello scorso 12 luglio possedeva rotondità statuarie, degne di una scultura greca. E la fantasia va. Viaggia. Cattura. E' l'inizio dello speciale tour di Chiaretti: due ore per gli angoli più belli di Mondaino, che poi vorrebbe dire uno dei più borghi più attraenti d'Italia. Il gruppo si ritrova in piazza Maggiore e scende verso la chiesa di san Michele e il famoso mulino col formaggio di fossa. Lungo la strada, Chiaretti si ferma e racconta il blasone dei palazzi signorili che vi si affacciano. E che gli svedesi hanno acquistato abitazioni a Mondaino e dintorni. Tappa successiva la chiesa di san Michele. Con poche, ardite e perfette pennellate il presidente del Centro dantesco di San Gregorio in Conca comunica il mondo. Informa, dà notizie, fa domande. Tutti ascoltano sono in silenzio. E partecipano. Chi risponde con esattezza riceverà un premio

Due ore di emozioni. La corsa per l'acquisto delle eccellenze gastronomiche TURISMO

(un telo che reca l'Italia, un libro, una bottiglia di vino), che sarà ancora più gradito qualche minuto dopo, forse perché inatteso. Sono l'inatteso e la bellezza dei saperi che emozionano, forse. Interno ad una navata, tetto a botte, lesene in stile corinzio, Chiaretti si ferma sulla cappella del Santissimo Crocifisso (già tempio della dea Diana) e sul dipinto del Pomarancio. La sua pietà, prima cappella a destra non appena entri, si rifà alla scultura di Michelangelo. Ed è qui che giunge la domanda: “Da chi si è ispirato il Pomarancio, il pittore che non sapeva né leggere, né scrivere e che firmava con un'arancia?”. Sull'uscita, Chiaretti fa notare il Cristo in Croce di bronzo benedicente: la mano destra con tre dita aperte. Si esce dalla chiesa, pochi passi e ci si ferma davanti ad

La bellezza del mulino. Qui ci sono due fosse per i formaggi

una finestra con gli scuri chiusi. A voce alta: “Lina... Lina... Lina...”. I battenti si aprono, si affaccia l'anziana donna dalla bella voce, che chiede: “Amici o nemici?”. “Amici”, gridano divertit i russi. “Andate!”. Si può scendere a Mondaino di Sotto: le case di due piani e con le chiavi nelle toppe e le porte socchiuse. Breve tragitto fino al mulino dalle volte di mattoni antichi ed il pavimento di pietre non meno antiche. Chiaretti verga informazioni di storia, intreccio di banchieri e fantasticherie dal rigore geometrico. I russi sono deliziati. Si guardano. Sorridono. Sono

Tour di due ore per Mondaino ed il suo mulino. Lui da novello Dante veste da Beatrice la fanciulla più carina del gruppo felici. L'ultima tappa è il mulino del formaggio di fossa: un balcone sul Rio Salso e le colline che sono quinte naturali, ampie e larghe, come la musica di Spontini. Il mulino dove Chiaretti tiene la sua speciale e veloce lezione sul formaggio di pecora, che infossa per il Palio del Daino e sfossa in novembre, risale al 1500. Pareti di mattoni, due volte a dividere gli ambienti. Nella prima sala, due fosse ricamate dalla trama

del cotto. Le tavole sono imbandite con gli assaggi. Cinque formaggi, partendo da mezzogiorno per finire al centro delle lancette anche con due tocchi di salumi. L'ambiente è arredato con una serie di oggetti antichi ben collocati. Quattro giovani indossano costumi d'epoca e servono gli avventori. Alla fine della degustazione, chi vuole può acquistare formaggi, miele, pasta, olio, aceto, stampa ruggine. Insom-

ma, una lunga serie di prodotti eno-gastronomici ed artigianali di prim'ordine. I russi si alzano, osservano, acquistano con bello spirito. Mentre c'è il viavai verso i prodotti, Chiaretti chiude il magico pomeriggio col gioco della zara: quello praticato da Dante per vivere. Altro che la poesia! Chiunque può tirare tre dadi e scegliersi il numero: da 3 a 18. Se esce la combinazione, riceve un presente semplice non meno che ammiccante: una biografia di Dante, una bottiglia di vino, il telo che reca l'Italia. Tutte le signore, meglio tutte le donne, a turno, fanno la fila per indossare il costume di Beatrice per l'istantanea. Si fanno fotografare con Chiaretti. Quante emozioni grazie alla cultura, grazie all'accoglienza. C'è il professore dell'Accademia di Mosca che ragala libri a Chiaretti. Si esce e non si vorrebbe andar via. Anche se aspetta la tappa Gradara. Gli ospiti si fanno fotografare davanti alle mura di Mondaino come se stessero davanti alla Gioconda. Il 12 agosto, sono saliti alcune centinaia di turisti. Al mattino, una delegazione di tour operator inglesi (per allacciare i rapporti); il pomeriggio alle 17, i russi. Alla sera altri due pullman di stranieri. Lo scorso anno, alla rappresentazione di Angelo Chiaretti assistettero circa 10mila turisti. Quest'anno si conta di fare meglio. Sarebbe un tour interessante ed emozionante non solo per i turisti. E da esportare nella provincia di Rimini.


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Gli itinerari della buona tavola

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San Giovanni Via Pianventena 681

Il bellissimo fiore del cardo

I fiori della sabbia e delle dune

Silene colorata Cakile marittima


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Mondaino Via Montalbano, 1173 S. GIOVANNI IN MARIGNANO TEL. 0541 - 955505 FAX 955444

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Atmosfere rinascimentali Palio del Daino dal 16 al 19 agosto rievocazione storica di raffinato rigore filologico

Piazza Maggiore durante il Palio


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Mondaino MORCIANO Piazza Boccioni - Tel. 0541 - 988279

Mondaino, caro alla dea Diana

- La leggenda vuole che Mondaino sia legato a Diana, dea della caccia, della luce lunare e della castità, che sembra fosse qui venerata. Della presenza di un tempio pagano se ne parla già nel Settecento, sulle basi di un antico manoscritto pertinente al ritrovamento di una lapide nella vecchia chiesa parrocchiale. Non ci sono prove materiali dell’effettiva presenza di un’area sacra, ma la figura di Diana ritorna spesso nelle vicende storiche di Mondaino. Ad esempio nell’etimologia del nome del paese, che nasce dal daino, animale sacro alla Dea, o nelle antiche notizie che

parlano della presenza di sontuosi bagni, simbologia fortemente legata all’iconografia con cui spesso la divinità viene rappresentata. Attorno al 1330 viene costruita la rocca, il castello passa in mano a Ferrantino, che lo tiene fino al 1348. E in questi anni che iniziano le guerre e gli assedi al castello. Mondaino ne subirà ben sette, dal 1331 al 1517, da parte della Chiesa, dei Malatesta stessi e delle truppe feltresche, riuscendo quasi sempre a resistere e a respingere gli assalitori. Con la signoria di Sigismondo

Pandolfo il castello venne ingrandito e fortificato tramite la costruzione di torrioni poligonali, per contrastare il “nemico” Federico da Montefeltro. Ma anche questo non bastò a salvare il lungo dominio malatestiano che di lì a poco sarebbe terminato con la dura sconfitta patita da Sigismondo nel 1462, contro l’esercito pontificio e feltresco. Da quel momento Mondaino passa sotto l’autorità ecclesiastica, che durerà per diversi secoli, interrotta solo per brevi periodi da quella di Cesare Borgia, del principe di Macedonia e dei Medici di Firenze.

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Il borgo in un'illustrazione

- “Dal 1514 al 1516 è capitano del castello il giovane poeta mantovano Giovanni Muzzarelli, amico dell’Ariosto e del Bembo, che chiede ed ottiene da papa Leone X il governo del castello. Tra le sue opere principali si ricordano le Rime e l’Amorosa Opra, dedicata ad Elisabetta Gonzaga duchessa d’Urbino. Durò poco il suo governo, poiché vittima di un misterioso assassinio, durante un agguato, e poi buttato in un fosso insieme con la musa e il garzone. Il Palio Trovato il contesto e inventata una contesa tra quattro contrade (Borgo, Contado, Montebello e Castello) la Festa esplode realmente negli anni ‘90 grazie ad una serie di fattori concomitanti che è difficile valutare: dall’entusiasmo della gente del posto che ha visto progressivamente riconosciuti i propri sforzi, fino alla qualità di un mercato e di un’animazione che hanno

Muzzarelli, ucciso da una congiura contribuito a creare un’atmosfera unica che coinvolge il pubblico e suscita emozioni difficilmente dimenticabili; per terminare con la serie di punti di ristoro dove sorprendentemente si mangia davvero a livello alto. Ma anche parlare di mercato e di animazione è poco meno che eufemistico: stiamo parlando della raccolta dei più importanti gruppi di rievocazione, di antichi mestieri e di artigiani che incantano con lavorazioni eseguite in loco di vetro, pergamene miniate, corde, ferro battuto, formaggi, cuoio, tela, lana, monete, fusioni in peltro, sculture in legno e pietra, carta, affreschi e dipinti su tela e legno; e ancora il lupanare, il lebbrosario, la

taverna ambulante, gli alchimisti, i giullari, il fachiro, i saltimbanchi, l’incantatore di animali, l’imbonitore, i gruppi di musica itinerante con liuti, ghironde, cornamuse, flauti; gli accampamenti militari, gli armigeri e le loro dame, il corteo storico; e ancora gli spettacoli in piazza con trampolieri, fuochi artificiali, nani, ballerine; e ancora, dopo quattro giorni di festa, il fuoco alla rocca in memoria dei sette assedi subiti dalla Rocca che fanno da contorno alle grida del contradaioli che stringono il Palio tra le mani e alle risate del pubblico memore della Corsa delle Oche. Poi, come tutto ciò riesca ad essere coerente senza cadere nel kitsch è un miracolo che si perpetua grazie a chi il progetto lo concepisce, lo sviluppa e lo mette in opera da anni”. (Testo tratto dal libro “Il Palio del Daino e gli antichi mestieri”)


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Mondaino

L’ALBO D’ORO

Montebello, re del Palio

1988 - Montebello 1989 - Borgo 1990 - Castello 1991 - Montebello 1992 - Borgo 1993 - Contado 1994 - Borgo 1995 - Montebello 1996 - Contado 1997 - Castello 1998 - Castello 1999 - Castello

2000 - Castello 2001 - Montebello 2002 - Castello 2003 - Castello 2004 - Castello 2005 - Castello 2006 - Borgo 2007 - Castello 2008 - Montebello 2009 - Montebello 2010 - Montebello 2011 - Montebello

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Sfida tra quattro contrade Dal 16 al 19 agosto. Rivivono un centinaio di arti e mestieri. Spettacoli, musica rappresentazioni, artisti di strada, giocoleria, sfilate in costumi d’epoca. Nelle osterie delle 4 contrade buona cucina con giusto rapporto qualità prezzo. E la possibilità di ammirare giardini (convento di clausura e Palazzo Forlani) chiusi nel resto dell'anno

- Il Palio de lo Daino rappresenta un momento di festa nel quale le contrade di Mondaino – Borgo, Castello, Contado e Montebello – si sfidano nel gioco del palio per aggiudicarsi l’ambito titolo. Il gioco, in programma nella giornata di domenica, è diviso in due parti. La prima è la “corsa delle oche” a cui segue il torneo vero e proprio: una sorta di “quattro cantoni” in cui ogni volta viene escluso un giocatore. La notevole accuratezza filologica e la cura di ogni particolare, hanno reso il Palio de lo Daino tra le più affermate manifestazioni a livello nazionale, riconosciuta dal Consorzio Europeo Rievocazioni Storiche. Gruppi di ricostruzione storica, antichi mestieri, artigiani,

Per le vie del paese si troveranno più di 100 selezionati artigiani. Gruppi di ricostruzione storica, antichi mestieri, artigiani, arti, botteghe, musici, cantori e giocolieri, spettacoli, oltre che le emozionanti sfide delle contrade, sono i protagonisti delle quattro serate mondainesi. Ritorno dei falconieri e mangiafuoco

arti, botteghe, musici, cantori e giocolieri, spettacoli, oltre che le emozionanti sfide delle contrade, saranno dunque i protagonisti delle quattro serate mondainesi. Per le vie del paese si troveranno più di 100 selezionati artigiani, che daranno dimostrazione della lavorazione dei metalli, dei tessuti, del vetro,

della carta e delle pelli per riscoprire manualità ormai divenute rare o perdute: all’interno delle botteghe e lungo le vie del borgo si potranno ammirare all’opera maiolicari, pittori, armaioli, liutai, amanuensi, miniatori e intarsiatori, mentre le melodie rinascimentali verranno riproposte per le strade e le piazze.

Falchi e mangiafuoco La piazza mondainese vedrà il ritorno di esibizioni molto apprezzate dal pubblico, come il volo dei falchi a cura dei Falconieri del re, ma anche le rime pungenti del Giullar Cortese, sbandieratori, danze medioevali, balestrieri, e... nello spettacolo serale arriverà un imponente drago sputafuoco...


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CORIANO - MONTE COLOMBO - MONTESCUDO CORIANO

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Intervento dell'ex sindaco Tordi. Non c'è rigore nella spesa

“Tributi e rette comunali: più 30 per cento”

Agosto, un mese di eventi - Ricco il calendario di agosto corianese. Sabato 4, con una serata all’insegna della danza e del varietà con la Scuola di Casadei Danze Rimini Giovedì 9, è il turno de La Festa T’la Burgheda nella frazione di Ospedaletto, dove gli ospiti sono accolti con varie degustazioni ed ottima musica romagnola. Si continua l'11. E' il turno della sagra: Liscio, Spaghetti e Sangiovese, pazza serata di ferragosto con l’offerta di vino e megaspaghettata per tutti. Si prosegue il 12 agosto con la Festa d’la Ligaza che vuole rivivere antichi riti campagnoli, con mostra di trattori d’epoca e

vari spettacoli. Domenica 26 agosto, Festa del Vino presso la cantina di Pian della Pieve e la tradizionale Fiera del Sangiovese che si svolgerà domenica 16 settembre con la partecipazione della nota orchestra romagnola Roberta Cappelletti. Coriano Estate vuole essere lo spunto per visitare la cittadina con i suoi resti malatestiani, i suoi ristoranti, i suoi Bed & Breakfast ed i suoi rinomati vini. Informazioni ulteriori e materiale promozionale, si potranno ottenere presso l’ufficio I.A.T. della Pro Loco: Tel/Fax 0541/656255 sito-web:

- A poco più di un anno dall’insediamento nuova amministrazione comunale, devo con rammarico registrare la fine della politica di rigorosa gestione della spesa pubblica. Nel decennio 2001-2011, il bilancio del Comune è stato strutturalmente caratterizzato da una ridotta spesa corrente, e avanzi di amministrazione cospicui, costantemente vicini ai 100 mila euro. Il lavoro svolto per giungere a tale situazione era stato pensato nella prospettiva di una riduzione del gettito da oneri di urbanizzazione. L’avanzo avrebbe parzialmente sopperito tale riduzione, e consentito di sostenere le spese per investimenti. Di fronte alla crisi finanziaria dello Stato, ed alla possibile riduzione dei trasferimenti, l’avanzo poteva inoltre essere destinato, a partire dal 2012, a integrare le entrate correnti, senza dover ricorrere ad incrementi dei tributi locali. La Giunta Fiorini ha vanificato la capacità del bilancio di produrre avanzi di gestione, incrementando, spesso in maniera discutibile, numerose spese correnti. L’elenco sarebbe lungo, ma i casi eclatanti sono: accesso al nido;

Simone Tordi

zione dell’avanzo di amministrazione del 2010 alla spesa corrente, anziché a quella per investimenti, e del dimezzamento dell’avanzo del 2011 rispetto al 2010. Il deterioramento della situazione finanziaria è stato notevole e sorprendentemente rapido, e lo si può comprendere da una sintetica analisi dei numeri di bilancio. Nel 2010, ultimo anno intero da me gestito, la spesa corrente complessiva fu di • 1.409.329,06, in linea con il livello del decennio precedente.

MONTECOLOMBO - LA LETTERA sostegno all’handicap; personale volontario Auser o di altra tipologia, moltiplicatosi anche laddove palesemente inutile; iniziative ludico-enogastronomiche, spesso effimere, dalla scarsa valenza turistica, costose; gestione disorganizzata e tardiva dell’emergenza neve; un generale lassismo nella gestione della spesa ordinaria Con il risultato, da un lato, dell’incremento, nel 2012, di tutti i tributi e rette di circa il 30%. Dall’altro, dell’intera applica-

Nel bilancio di previsione per il 2012, approvato a fine giugno, detta spesa è di • 1.531.136,42, nonostante la riduzione di organico della polizia municipale, passata dai 2 agenti in servizio sino al 2010, all’unico attualmente in organico. Con due agenti in servizio, la spesa corrente del 2012 sarebbe arrivata a circa • 1.580.000,00. L’incremento della spesa corrente rispetto al 2010 è pertanto di • 170.000,00, pari al 12% in un anno.

Se non si fosse partiti da una situazione ottimale, un tale aumento avrebbe portato il Comune vicino ad una crisi finanziaria. Il giudizio sull’operato dell’amministrazione nella gestione del bilancio deve pertanto essere severo. E’ ora necessario bloccare il trend di incremento della spesa. In caso contrario, prevedo l’insorgere di serie problematiche negli esercizi futuri, con ulteriori, pesanti incrementi della tassazione a carico dei cittadini. Il Comune ha deliberato il recesso unilaterale dall’Unione della Valconca. Una decisione comprensibile, dato lo stato catatonico in cui versa da anni l’Ente sovracomunale. La scelta è stata impegnativa, ma una volta presa, rappresenta solo l’inizio di un oneroso lavoro da svolgere. Occorre infatti provvedere alla efficace e razionale gestione dei servizi reintegrati. Gestire la spettanza della quota parte di alcune entrate, come l’affitto della R.S.A., così come verificare l’accollo della quota parte di mutui accesi dall’Ente sovracomunale.

Simone Tordi, ex sindaco di Monte Colombo

MONTESCUDO

Valliano, Festa del Santuario La chiesa di Valliano. La canonica ospita il Museo sulla civiltà contadina

- A Valliano da non perdere assolutamente è la Festa della Madonna che si tiene il 14 e 15 agosto. Il 14, per trascorrere una serata tra amici e per fare quattro chiacchiere, si potrebbe visitare la chiesa ed il museo con calma; con gli organizzatori vi faranno degustare delle ottime pizze, cotte al momento in tre forni. Il 15, al mattino, il programma è prettamente religioso con varie celebrazioni nella chiesa. Nel pomeriggio, alle 15, una tradizionale e storica processione per le strade del paese alla quale vale la pena parteciparvi. Poi, inizia la festa, o sagra campagnola, con la grande orchestra romagnola “La Storia di Romagna”; propone in modo originale tutti i successi del

Il 15 agosto. Una vallata incontaminata tra Coriano e Montescudo, assolutamente da scoprire di Pierfrancesco Gasperi grande maestro Secondo Casadei. Alle 23, spettacolo pirotecnico. In concomitanza, una ricca pesca di beneficenza e soprattutto stand gastronomici con i piatti della migliore tradizione e cucina di Valliano; dalle tagliatelle, agli strozzapreti, carne alla brace, ottimi prosciutti e salami, pomodori e melanzane e peperoni gratinati. E ancora: porchetta ed alte leccornie, sempre rigorosamente con la piadina preparata e cotta sotto gli

occhi, con i migliori Sangiovese e Trebbiano ed un olio al top. Valliano è un bellissimo luogo dove si respira ancora l’aria e si vive nell’atmosfera di oltre 50 anni fa. Tutto è ancora quasi incotaminato. Tutto è rimasto intatto, le coltivazioni, che sembrano giardini, sono un susseguirsi di oliveti e vigneti rigogliosi, circondati da enormi querce, olmi, abeti, pioppi, olmi, piante da frutto autoctone, quali il sorbo, nespolo, giuggiolo, lazzeruolo, mele maggiore, mori, melograni e molte altre varietà. Il paese giace in una stretta vallata attorniata da tre grandi fossati o rii, qui nasce infatti il Rio Melo che sfocia a Riccione. Tutta la zona è ricca di una fitta vegetazione, flora e fauna.


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Agosto 2012

CORIANO - MONTE COLOMBO - MONTESCUDO

Pd, le ragioni di una sconfitta. Intervista a Luigi Vallorani, ex assessore all'Urbanistica della sinistra

“Poca trasparenza, poca progettualità e troppo interessi” - Da diversi anni ormai, Luigi Vallorani non ha più in tasca la tessera del Pd. Dopo una lunga militanza nel Pci prima a Montescudo, come segretario e capogruppo di minoranza, e poi a Coriano fino alla svolta veltroniana con la nascita del Pd e all’allontanamento, volontario ma sofferto, dall’attività politica. Dopo essere stato assessore all’Urbanistica proprio di Coriano (una delega, come ci dirà, non casuale), con la giunta Crescentini. La sua riflessione sulla politica locale è amara: poca trasparenza, poca progettualità, poca capacità di rinnovarsi e, soprattutto, troppi interessi. Coriano è un esempio in questo che parla per molte altre realtà. Secondo Vallorani, appassionato di Facebook come mezzo per creare reti e trovare nuovi “cervelli”, con due speranze: per il centrosinistra di cambiare e rinnovarsi e per l’attuale amministrazione guidata dal neosindaco Mimma Spinelli (area più centrodestra) di fare bene. Perché nell’alternanza sta la libertà della democrazia. Cominciamo da una fine. Vallorani, lei non ha più la tessera del partito? “No, mi ero iscritto quando Veltroni ha creato il Pd, ma sono rimasto deluso e l’ho buttata dopo meno di un anno. Io vengo da Montescudo, ero stato segretario

Luigi Vallorani

CORIANO

di Matteo Marini del Pci nel mio paese e capogruppo di minoranza in Consiglio comunale. Poi quando mi sono trasferito a Coriano ho proseguito con Pds e Ds. Mi sono candidato alle amministrative del '99 e sono stato assessore con la giunta Crescentini, poi mi hanno tolto la delega per contrasti interni e io mi sono dimesso dal partito”. Delusione? “In 60 anni di governo di sinistra prima e di Centrosinistra poi non è mai cambiato niente”. Ed è questa la causa del fallimento dell’amministrazione Matricardi? “A Coriano sono 50 anni che non si progetta niente, oltre all’ordinaria amministrazione. Non ci sono idee portanti, progetti a lunga scadenza. E a questo punto mi chiedo, chi può trainare un progetto del genere? I partiti non esistono più”. E infatti ha vinto un sindaco senza partiti, almeno è così che si definiscono. Come si stanno comportando secondo lei? “Innanzi tutto il fatto che ci sia stata un’alternanza è un bene, an-

che se è presto per cominciare a fare bilanci naturalmente. Posso dire quello che spero. Spero che facciano bene. Se non vincono questa sfida significherebbe che è un fallimento, non solo loro, ma di tutta Coriano. Questa svolta è un beneficio e nulla sarà più come prima perché ora chi sbaglia sa che va a casa. E questo vale per tutti. Se lo sentissero certi “compagni” questo discorso...” Che penserebbero? “Per 60 anni chi aveva il potere qui l’ha usato per mantenerlo. Questa non è democrazia. La democrazia è alternanza e saper cambiare. Quando lo dissi ai compagni del Pci e del Pds sembrava

volessero linciarmi. Questa deve essere l’occasione per il Pd di rinnovarsi”. Spieghiamo meglio, cosa non funzionava con le vecchie amministrazioni di centrosinistra? “Io sono stato eletto nel 1999 e sono diventato assessore. Vista la mia esperienza come funzionario della Confesercenti pensavo mi affidassero la delega alle attività economiche e produttive, visto che venivo da quel settore. Invece mi fecero assessore all’Urbanistica, Personale e Servizi sociali. Io di Urbanistica non capivo un tubo, quindi a decidere per me era qualcun altro. Un metodo subdolo per mantenere il potere. Quando ho cominciato a capirci qualcosa e ho provato a prendere delle decisioni sono cominciati i litigi che hanno portato all’estromissione dalla Giunta”. E l’ex sindaco Matricardi? “Era assessore al Bilancio quando ero in Giunta. Poi eletta sindaco tenne per sé la delega. Quando chiesi di sapere quali fossero le sofferenze di bilancio mi sbattette davanti i due volumi e mi

disse: ‘toh leggitelo’. Indubbiamente sono mali che vengono da lontano, ma da quando è diventata sindaco la situazione è solo peggiorata. E le conseguenze le abbiamo viste. La cosa peggiore è che questo sistema di cose era appoggiato dagli altri partiti della coalizione, nessuno ha mai detto niente.” Quattro milioni di euro di debito fuori bilancio, rischio default e commissariamento. Com’è possibile arrivare a un disastro di questa portata? “Debito camuffato. Spostare sempre più i pagamenti che si accumulano. E poi poca trasparenza, poca correttezza. Io stesso che stavo in Giunta non ero al corrente di quello che stavano facendo. Ma evidentemente era una situazione che a qualcuno andava bene. Nella politica locale, dove più dove meno, ogni partito di maggioranza è contaminato dagli affaristi. A Coriano gli interessi sono per il 90 per cento concentrati sull’edilizia. Ho detto tutto e mi fermo qui”. E ora che il fallimento è totale e dopo 60 anni c’è un governo non di sinistra, il Pd a Coriano come lo vede? “Non lo vedo, non si vede più nessuno, non c’è anima viva. Dal ’99 quando vincemmo con il 77 per cento dei voti. A queste ultime Righetti ha preso il 29. Un silen-

zio assordante, una marcia indietro che speriamo voglia dire rinnovamento. Tre o quattro famiglie si dovrebbero fare da parte, innanzi tutto, e iniziare un progetto nuovo con i giovani, democraticamente. La vecchia gentaglia se ne deve andare, invece continua a lavorare nell’ombra. Deve essere un rinnovamento vero, che potrebbe anche riaccendere una passione. Piacerebbe anche a me, a 71 anni, lavorare con i giovani, come esterno, sia chiaro. Lo spazio deve essere per loro”. Proposte? “L’eccellenza. Coriano deve puntare sulla sua tradizione agricola come i prodotti della terra, l’artigianato e valorizzare il nostro castello per esempio. Ma anche qui coinvolgere le nuove generazioni è fondamentale. Però ci vuole un progetto da portare avanti, uno studio. Servono cervelli per nuove idee. Ho lanciato anche una proposta su Facebook, sul gruppo “Corianesi” e qualche giovane ha risposto. Ora serve confrontarsi per cominciare a lavorare, presentandoci alla nuova amministrazione comunale. In passato si è speso tanto per il teatro, milioni di euro per avere una rassegna dialettale e qualche concertino. Si era arrivati all’inaugurazione e ci si è chiesti: ‘E ora cosa ci facciamo?’. Lo ripeto, non c’era progettualità”.


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Montescudo Patata, da fiore ornamentale a cibo Montescudo, la Torre Civica

patata approda come pianta decorativa, i suoi fiori gentili finiscono nella parrucca di Maria Antonietta.

- “Grande figura di studioso studioso il francese Antoine Parmentier. La patata, coltivata dagli Incas sulle Ande, arriva in Europa nel 1570 e non se la fila quasi nessuno. Ci vorranno più di due secoli perché i francesi, così fieri oggi delle loro pommes frites, sì decidano a mangiarle. Parmentier le aveva mangiate quando era prigioniero dei prussiani, nel corso della guerra dei sette anni (già, c’è stata pure questa) e, come molti francesi, era sopravvissuto decentemente. Nel 1771 propone per la prima volta la patata al posto del grano per un pane alternativo, ma ci vorrà ancora tempo. La prima coltivazione, autorizzata da Luigi XVI incontra l’ostilità delle monache confinanti, che ottengono dal re l’interruzione della coltivazione sperimentale. Va ricordato che allo-ra tutto quello che cresceva sottoterra era considerato imparentato col diavolo. Nella corte di Versailles la

Nel frattempo, il povero Parmentier continua a organizzare cene a base di patate, invano. Finché (se non è vero è ben trovato) riesce a vincere la diffidenza popolare con uno stratagemma. Di giorno chiede ai soldati di pattugliare il perimetro di coltivazione, e la gente si chiede cosa ci sarà mai di così prezioso in quel campo. Quando, appena fa buio, le guardie se ne vanno, il popolo decide che vale la pena di rubare quelle strane cose, di bollirle e di mangiarle. E così comincia l’irresistibile ascesa delle patate.

Via Montalbano, 1173 S. GIOVANNI IN MARIGNANO TEL. 0541 - 955505 FAX 955444

Borgo malatestiano con panorama sontuoso Montescudo e territorio è uno degli angoli del rimninese assolutamente da scoprire. Fuori dal giro turistico ma di bel valore, sia storicoartistico, sia ambientale. Ecco cosa non perdersi. MONTESCUDO TORRE CIVICA Risale al XIII secolo; seppur rivisitata ha mantenuto la struttura medievale GHIACCIAIA Di epoca malatestiana, si trova sul lato mare della piazza sulla quale si affaccia il palazzo comunale. Di pregio la sua tecnica costruttiva

Filippo Brunelleschi. Caratteristiche: alte ed inclinate CHIESA TRARIVI Un’antica pieve. Distrutta dalla ferocia della Seconda guerra mondiale. A suo modo è stata recuperata ed è stata denominata la Chiesa della Pace. A ricordo del passaggio del fronte, è stato creato il Museo della Linea Gotica Orientale; raccoglie reperti e materiale delle battaglie avvenute nella zona

CUNICOLI SOTTERRANEI Congiungevano la rocca con la torre di avvistamento

VALLIANO SANTUARIO Appena restaurato, il pezzo notevole sono gli affreschi del Quattrocento della scuola del Ghirlandaio. Bella la posizione, bello l’edificio. Nella canonica alloggia il Museo della Civiltà contadina

MURA Sono i resti delle fortificazioni malatestiane, erette sotto il governo di Sigismondo, che ebbe come consigliere anche

CASTELLO DI ALBERETO Bel borgo fortificato di epoca medievale. Vista sontuosa sull’Adriatico e sull’Appennino

“Azdore” mentre preparano gli gnocchi (Forto Polverelli, Morciano)

Il tubero montescudese ha proprietà e bontà assolute. Il delizioso cibo protagonista genuino e fantastico: gnocchi, patate fritte, gelato alla patata. Organizzata dalla Pro Loco, dal Comune e dalla Coldiretti, è la Sagra più importante della provincia di Rimini. Montescudo conserva un borgo dal fascino certo, con un panorama capolavoro. Parcheggio e servizio navetta gratuito


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Montescudo Appuntamento l'11 e 12 agosto. Ingresso libero; 40^ edizione

Sagra della Patata e Festa degli Gnocchi - Un meraviglioso angolo di storia, arte, natura a pochi passi dal mare. Montescudo è famoso anche per le sue patate che, per la particolare natura dei terreni, hanno acquisito caratteristiche del tutto speciali. Sono infatti più consistenti

e saporite e si prestano magnificamente per la preparazione degli gnocchi, tanto che questo prodotto locale è ritenuto uno dei migliori di tutta l’Emilia Romagna. Gli stand culinari presenteranno specialità quali gnocchi di pata-

te nostrane rigorosamente fatti a mano al momento dalle donne montescudesi e serviti in due varianti (al ragù), baccalà con patate, patatine fritte, dolci di patate e gelato di patate. Nonché la piadina a più varianti.


Agosto 2012 - La Piazza delle province di Rimini e Pesaro  

Mensile di cultura, informazione, politica

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