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>>> Lo speciale inserto che ti guida a conoscere il mondo della casa

specialmente casa 2013 > 1


2 > specialmente casa 2013


> > > SpEcIAlMENTE cASA pRESENTAZIONE / INdIcE [ecco a voi il]

nuovo nato 04 > conto energia

di Alessandro Scarrone

06 > pannelli radianti a secco di Enrico Settin

10 > sistemi radianti a pavimento di Ing. Michele Veggian

12 > fotovoltaico

di Francesco Bresolin

16 > fibra di carbonio di Mirko Tonello

22 > caldaie a condensazione di Paolo Pesavento

24 > geotermia 26 > tipi di legna

28 > costruzione a secco

di Arch. Roberto Lanaro

32 > manutenzione dei serramenti di Nicola Olivo

34 > spazzacamino di Barbozza Davide

36 > depurazione dell’acqua di Enrico Settin

42 > domotica di Vimar SpA

46 > inquinamento luminoso di Dott. Adamo Bellini

50 > artigianato

di Andrea Pegorin

52 > feng shui

di Arch. Silvia Farronato e Arch. Michele Forner

54 > home teather

di Geom. Flavio Chiminazzo e Geom. Davide D. Paccagnella

64 > atti notarili

di Consiglio Notarile dei Distretti Riuniti di Vicenza e Bassano del Grappa

56 > cucina

68 > ecofoglia

58 > bagno

72 > mercato immobiliare

di Moretto Massimiliano e Alessandro Trento di Vittorio Ceccato

60 > giardino 1

di Luigi Alberton

di Gianfranco Stocco

di Geom. Andrea Viero

62 > giardino 2 di Zanetti Nadia

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Grazie, grazie, grazie! Non possiamo non cominciare a scrivere questa introduzione senza dire GRAZIE a chi ci ha aiutato. Uno speciale sul mondo della casa non è facile da fare: troppi gli argomenti da trattare, vaste le pagine da esplorare. Eppure sul nostro cammino mano a mano che, con tempi sempre troppo ristretti procedevamo spiegando, esponendo, ci siamo trovati “all’opposto”, anche di più di quanto preventivato. Potevamo non pubblicare tutte set notizie interessanti e importanti? E allora giù, abbiamo dato spazio, tanto quanto questo “Specialmente Casa” ne abbisognava. La disponibilità di quanti abbiamo interpellato ci ha meravigliati. Architetti, geometri, notai, immobiliaristi, imprenditori esperti del settore, hanno accolto con entusiasmo l’idea e ci hanno letteralmente “sommersi” di pezzi su questo e quell’altro. Supportati nell’impresa dai nostri clienti, vecchi e nuovi, per l’occasione “abbiamo costruito” un piccolo (75 pagine!) ABC del mondo della casa. Eccoci quindi, nostro grande e amato pubblico di lettori de La Piazza, 75 pagine di informazioni utili ed interessanti. ...e già stiamo lavorando a quello del prossimo anno! Grazie, LaPiazza Team


> > > incentivi statali collettori solari termici

l’esperto:

Alessandro Scarrone Responsabile Marketing Pleion

T 0442 320295 @ info@pleion.it w www.pleion.it

conto energia E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n°1 del 2 gennaio 2013 il tanto atteso “Conto Energia Termico” che incentiva la produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Tra gli interventi che possono godere dell’incentivo rientra l’installazione di collettori solari termici per la produzione di acqua calda ed integrazione al riscaldamento, anche abbinati a sistemi di solar cooling per il raffrescamento estivo. Il contributo è rivolto a tutti i soggetti privati e alle Amministrazioni Pubbliche, è elargito dal GSE in rate annuali uguali per 2 o 5 anni e dipende dal tipo di intervento oggetto dell’incentivazione. Per il solare termico, l’incentivo è proporzionale alla superficie lorda dei pannelli solari dell’impianto ed equivale mediamente a circa il 40% delle spese sostenute. Il decreto mette a disposizione un impegno di spesa annuo complessivo pari a 900 milioni di euro. Chi desidera sfruttare questa opportunità deve presentare la domanda al GSE, il cui schema tipo è disponibile sul portale www.gse.it, entro 60 giorni dalla data di effettuazione dell’intervento o di ultimazione dei lavori. Per maggiori informazioni visita il sito www.pleion.it

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> > > riscaldamento pannelli radianti a secco

“Gli impianti a secco offrono, in un minimo spessore, massimo comfort e risparmio energetico”

comfort risparmio e

Gli impianti di riscaldamento a pannelli radianti già conosciuti ed utilizzati in molti paesi del Nord Europa (in particolare Germania e Svizzera) hanno conquistato una posizione dominante anche in Italia nell’ultimo decennio. Ciò è avvenuto per una serie di motivazioni che rendono un impianto a pannelli radianti un sistema assolutamente all’avanguardia rispetto a quelli tradizionali a radiatori. 1- Il riscaldamento a pavimento offre la miglior distribuzione della temperatura ambiente, vantaggio che viene amplificato nei locali di elevata altezza. La temperatura dell’aria, infatti, pur decrescendo con l’aumentare dell’altezza, si mantiene costante fino a circa 3 metri garantendo una sensazione di comfort ottimale. 2- I sistemi di riscaldamento a pannelli radianti sfruttano energia termica a bassissima temperatura per cui è possibile alimentare un impianto con una temperatura media di 30-35°C contro i 60-70°C necessari al funzionamento di impianti tradizionali a radiatori. Il vantaggio evidente che ne deriva è il risparmio energetico. E’ calcolato che un impianto a pannelli radianti produce un risparmio di energia del 25% in locali di altezza normale. Risparmio che aumenta in misura direttamente proporzionale all’altezza dei locali riscaldati.

l’esperto:

3Lo strato isolante posato sulla soletta fredda, riduce al minimo le dispersioni di calore verso il terreno contribuendo a mantenere una temperatura ottimale. 4- La totale assenza di corpi scaldanti a vista consente la massima libertà nella disposizione degli arredi. 5- Non ci sono vincoli nella scelta della pavimentazione: qualsiasi tipologia di rivestimento può essere posata sopra ad un impianto radiante.

Enrico Settin Agente di zona Floortech

T 339 894 8076

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Gli impianti a pannelli radianti sono ideali sia in riscaldamento che in raffrescamento. Infatti abbinati a un sistema di deumidificazione, garantiscono elevato comfort anche nella stagione estiva. Tutti questi vantaggi sono ancora più evidenti in un particolare tipo di impianti a pannelli radianti: i sistemi a secco. I sistemi radianti a secco non prevedono l’utilizzo di un massetto cementizio da posare sopra l’impianto e utilizzano materiali prefabbricati che rendono più semplice e veloce la gestione del cantiere. Sono costituiti da lastre in fibra di legno oppure in polistirene espanso accoppiate a lamelle in alluminio sagomate per l’alloggiamento del tubo scambiatore di calore. Grazie alla massa ridotta dei sistemi a secco, i tempi di inerzia di un impianto a secco a pannelli radianti possono essere inferiori a quelli di un tradizionale impianto a radiatori. Questo li rende particolarmente indicati anche in ambienti dove si riscalda in modo discontinuo (chiese, palestre, camere d’albergo, seconde case, ecc). continua >>>

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>>>segue

Un’altra peculiarità dei sistemi radianti a secco è il basso spessore necessario che rende questi impianti particolarmenti indicati in caso di ristrutturazione; inoltre il principio costruttivo a secco consente una riduzione dei tempi di intervento di almeno 1 mese.

I punti di forza dei sistemi radianti a secco sono i seguenti: - Possibilità di posare il sistema direttamente sopra una pavimentazione esistente - Abbattimento dei costi di demolizione - Riduzione e certezza dei tempi di costruzione - Velocità di esecuzione: la pavimentazione può essere posata già il giorno successivo alla posa dell‘impianto, riducendo notevolmente i tempi di ristrutturazione. - Peso ridotto e quindi possibilità di posa anche su soppalchi in legno - Massima libertà di progettazione architettonica - Riduzione degli ingombri - Minimo spessore: sono sufficienti 45 mm di spessore incluso il rivestimento per posare un impianto con rivestimento in legno o in laminato a posa flottante - Isolamento termico e acustico - Inerzia termica ridottissima I sistemi radianti a secco sono quindi la soluzione migliore e più all’avanguardia per la realizzazione di un impianto di riscaldamento/climatizzazione in qualsiasi contesto costruttivo.

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“Impianto radiante + moderni sistemi di termoregolazione = clima ideale anche durante l’estate”

> > > riscaldamento sistemi radianti a pavimento

Non solo

[riscaldamento a pavimento]

vivere in un clima ideale

non solo pavimento radiante

Una consolidata esperienza diffusa ci indica che i sistemi radianti a pavimento sono considerati altamente confortevoli sia in riscaldamento per l’Inverno che in raffrescamento d’Estate. Con un unico sistema, invisibile e a basso consumo, è possibile climatizzare gli ambienti in tutte le stagioni. In questo modo si possono realizzare ambienti particolarmente confortevoli, spaziosi, silenziosi e infine anche privi di correnti, tipiche dei sistemi di climatizzazione ad aria.

Per gli edifici antichi, in cui non sia possibile caricare peso e con poco spessore, esistono i sistemi radianti a secco. Sono lamine di alluminio posate sul polistirolo portante presagomato, con attivazione termica fatta mediante tubi d’acqua. Leggerissimi e sottili, consentono la realizzazione di impianti anche nei restauri.

la salute I vantaggi che alcuni di questi

impianti possono dare alla qualità della vita di chi soffre di allergie è legata alla quasi assenza di moti convettivi all’interno degli ambienti, quindi alla diminuzione dei movimenti di polvere e della proliferazione di acari e muffe su pareti e tendaggi, cause principali dei più comuni fenomeni allergici. Un buon impianto radiante consente di vivere in locali più puliti e quindi più salutari.

… e l’asma Molte persone hanno migliorato

l’esperto:

la loro salute lavorando o vivendo in ambienti con l’impianto a pavimento. Ma bisogna fare attenzione ai componenti degli impianti radianti in quanto l’aumento e la diminuzione di temperatura dell’impianto lo fa “respirare”, fenomeno che avviene attraverso i bordi perimetrali dei locali, quindi consentendo la diffusione di eventuali gas rilasciati dai componenti del pannello nell’ambiente. Ecco quindi che si tratta sì della soluzione ideale per il benessere di tutta la famiglia, ma solo dopo un’accurata selezione di materiali ipoallergenici, per garantire la massima efficienza e affidabilità nel tempo.

l’armonia e l’energia

Ing. Michele Veggian Titolare Evotek

T 0444 355 087 W www. evotek.it

Il corretto funzionamento di un impianto radiante tradizionale avviene attraverso il circolo di acqua in una rete di tubi annegati nella soletta del pavimento. Il calore viene diffuso nell’ambiente prevalentemente per irraggiamento, consentendo di ottenere una ripartizione armonica delle temperature. Questa particolare caratteristica, oltre a garantire una sensazione di benessere fisico, permette di mantenere l’impianto ad una temperatura di gestione molto bassa, riducendo sensibilmente i consumi rispetto agli impianti tradizionali. 10 > specialmente casa 2013

Per i grandi uffici, in cui sia necessario sollevare il piano di calpestio per passare liberamente i cavi si realizzano i pavimenti flottanti, con piastre sospese su supporti regolabili. Questi sistemi flottanti modulari lasciano estrema libertà nella suddivisione e ricomposizione degli ambienti.

il senso della terra Non a tutti può

piacere l’impianto radiante a pavimento; e c’è anche chi vuol sentirsi legato alla terra e al suo magnetismo: allora si può scegliere di farsi scaldare da impianti radianti a parete, che lavorano su tutto il profilo della persona. E anche chi li vuole entrambi: il benessere di un bagno con impianto a pavimento e a parete è ritenuto da alcuni ineguagliabile…

tecnica – ma anche no Abbinando

l’impianto radiante a moderni sistemi di termoregolazione è possibile vivere in un clima ideale anche durante l’Estate. Il principio alla base del raffrescamento radiante consiste nel portare la temperatura delle superfici al di sotto di quella della pelle: in questo modo si crea una cessione del calore fisiologico in eccesso in maniera naturale e salutare. Raffreddando le superfici e deumidificando l’aria si mantengono gli ambienti ad alti livelli di comfort, con minimo impiego di energia, rumori e fastidiosi flussi d’aria fredda, svantaggi principali dei tradizionali climatizzatori. La termoregolazione è gestita da sistemi “intelligenti” che regolano direttamente l’impianto radiante sia per il riscaldamento invernale che per il raffrescamento estivo. L’evoluzione dell’impianto non riguarda solo la struttura del pavimento: rendendo attive sia le pareti che il soffitto è possibile mantenere omogenea la temperatura all’interno di un edificio. una seconda pelle che protegge gli ambienti e le persone all’interno di essi.


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> > > Fonti rinnovabili il Fotovoltaico

l’esperto:

declino o rinascita

Francesco Bresolin

Negli ultimi 5 anni l’argomento fotovoltaico in Italia è stato fra i più parlati, quasi ai livelli della politica. Questo perché una nuova tecnologia è entrata nelle case degli italiani che si sono scoperti affascinati da questa realtà che solo fino a poco prima sembrava riservata allo spazio e che invece improvvisamente era alla portata delle famiglie, grazie all’intervento dello stato che la rendeva anche un affare economico. L’iniziale diffidenza è stata velocemente sostituita da un approccio molto favorevole che ha prodotto l’installazione di 8,9 GW nel solo anno 2011. L’alternanza tra un conto energia e un altro e le continue modifiche degli assetti normativi hanno seriamente messo a dura prova il settore del fotovoltaico italiano, provocando instabilità e incertezze, ma esso è riuscito a raggiungere lo stesso un importante obbiettivo: l’abbattimento dei costi. In una spirale positiva i costi molto più accessibili, che una famiglia incontra per realizzare il proprio impianto fotovoltaico, ha favorito il propagarsi delle installazioni, invitando inoltre a percorrere la strada dell’autonomia energetica con fonti rinnovabili. Ora l’avvicinarsi della fine del V conto energia e degli incentivi non spaventa perché il fotovoltaico si dimostra un investimento ancora valido, inoltre si rivela una scelta etica e ambientalista, che ci aiuta a rispettare il pianeta e a non spremerlo oltre quello che non può più dare. La corsa del fotovoltaico italiano ha infatti sensibilizzato l’opinione pubblica nei confronti di ciò che si riesce a fare per inquinare meno (e vivere meglio) e, dato il via a nuove realtà tecnologiche, rendendo familiari e appetibili riscaldamenti in pompa di calore, solare termico e altre. Non si deve quindi parlare di declino del fotovoltaico ma di una naturale evoluzione che ci porterà verso un nuovo modo di vivere la casa, integrando le varie tecnologie tra loro, e ad essere più consapevoli del contributo che possiamo dare all’ambiente.

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Acqua calda dall’aria? P O M P E

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Acqua calda dall’aria?

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> > > riscaldamento Fibra di carbonio

“...è direttamente collegato al quadro elettrico e funziona quindi senza caldaia...”

prezioso carbonio

Foto esplicativa dell’applicazione della rete scaldante in Fibra d Carbonio

Il riscaldamento elettrico a pavimento in Fibra di Carbonio è un sistema brevettato, dallo spessore di soli 4 mm che può essere prodotto a moduli standard o su misura sia per potenza che per forma geometrica di superficie massima in un unico pezzo di 25m2.

Il riscaldamento ad irraggiamento

L’irraggiamento è un sistema di scambio di calore che usa le onde infrarosse come vettore di trasferimento. Infatti due corpi o due oggetti aventi temperature diverse irraggiano naturalmente, l’una verso l’altra ed il flusso di calore va dall’elemento più caldo verso quello più freddo. L’irraggiamento emesso nell’ambiente dal riscaldamento a pavimento si trasforma in calore al contatto di un oggetto, di una parete o di una persona. Le onde infrarosse quindi non vengono assorbite dall’aria ma dai corpi solidi che le trasformano in energia termica. Tale energia viene trasmessa nell’ambiente, creando in tal modo le condizioni ottimali di comfort degli occupanti.

I vantaggi per la salute

l’esperto:

Mirko Tonello

per Thermal Technology

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Il riscaldamento a pavimento è sano, infatti, non crea spostamenti d’aria, con conseguente movimento di polveri ed elimina le differenze di temperatura tra le varie zone dell’ambiente. Questo sistema di riscaldamento garantisce il massimo comfort rispettando le Norme che limitano a 28°C la temperatura superficiale massima del pavimento. Il sistema di riscaldamento in Fibra di Carbonio, come descritto dalle Prove e Relazione della Università IUAV di Venezia evidenzia che: “La temperatura media radiante intorno ai 21°C permette di mantenere la temperatura dell’aria più bassa degli standard 20°C tipici dei sistemi di riscaldamento tradizionali. Questo consente di limitare la differenza di temperatura interno-esterno e quindi di limitare le dispersioni di energia. Il sistema di riscaldamento radiante analizzato garantisce inoltre una differenza di temperatura dell’aria tra pavimento e soffitto di circa 1,5°C, estremamente basso e interessante per evitare il possibile dis-comfort localizzato per valori eccessivi del gradiente di temperatura tra la testa e le caviglie degli occupanti”. continua >>> 16 > specialmente casa 2013


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>>>segue

“...evitando così la circolazione di polveri ed acari...”

> Applicazioni

Il sistema di riscaldamento in Fibra di Carbonio è ideale per qualsiasi tipo di edificio, case singole, condomini, scuole, ospedali, locali commerciali, che questi siano di nuova costruzione o di ristrutturazione. Le soluzioni del sistema a bassa temperatura soddisfano tutte le esigenze. I pannelli riscaldanti vengono incorporati nel pavimento e liberano le pareti dagli ingombranti radiatori, recuperando spazio e lasciando ampia libertà nel posizionamento degli arredi.

> Confortevole

Il calore si propaga uniformemente dal pavimento al soffitto, con temperatura omogenea e costante su tutte le zone dei diversi locali, infatti la temperatura è facilmente regolabile stanza per stanza.

> Flessibile

Ogni stanza può essere facilmente dotata di un termostato indipendente, al fine di adeguare le temperature in base al tempo che si trascorre in ciascun locale ed eliminando in questo modo tubi, pompe e valvole. > Silenzioso

> Salutare

Grazie al principio stesso dell’irraggiamento, non vengono movimentate le masse d’aria ma vengono riscaldati direttamente i corpi, evitando così la circolazione di polveri ed acari. Il sistema di riscaldamento radiante garantisce una differenza di temperatura dell’aria tra pavimento e soffitto di circa 1,5°C, questo valore è molto interessante per ottenere un ottimo comfort.

Il sistema di riscaldamento è direttamente collegato al quadro elettrico e funziona quindi senza caldaia o altro elemento meccanico che potrebbe disturbare la quiete dell’ambiente.

> Sicuro

Essendo un sistema integrato al pavimento, non c’è possibilità di contatto diretto con gli elementi sotto tensione. I riscaldatori sono realizzati con materiali ignifughi. La Fibra di Carbonio non produce emissioni elettromagnetiche (circa 47 volte inferiori ai limiti di legge).

> Economico

Il sistema di riscaldamento a pavimento in Fibra di Carbonio permette, grazie all’ottima ripartizione del calore, di abbassare di 1-2°C la temperatura dell’ambiente rispetto agli altri sistemi di riscaldamento. 1°C in meno corrisponde alla riduzione dei consumi del 7%.

> Nessuna manutenzione

Il sistema non necessita di alcuna manutenzione. Sono escluse sostituzioni di parti dello stesso. continua >>>

ambientazione di un raditore in Fibra di Carbonio

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“...grazie all’ottima ripartizione del calore, permette di ridurre i consumi del 7%”

> Garanzia

A riprova delle elevate caratteristiche tecnico-meccaniche della Fibra di Carbonio il produttore offre una garanzia di 10 anni dalla data di acquisto. IL SISTEmA DI RISCALDAmENTO IN FIbRA DI CARbONIO è INOLTRE:

Il calore è il vero plus ottenuto dall’alta conducibilità della Fibra di Carbonio come elemento riscaldante. La tecnologia applicata consiste infatti nell’utilizzo della Fibra di Carbonio per la creazione di reti, serpentine, materassini, coperte riscaldanti. L’irraggiamento ottenuto con questa tecnologia riscalda per scambio termico gli oggetti, le pareti e le persone dell’ambiente dando loro una piacevole sensazione di tepore.

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> > > riscaldamento caldaie a condensazione

“Coniugare comfort e risparmio energetico nel pieno rispetto dell’ambiente seguendo scelte eco-compatibili”

Scelte intelligenti [per un mondo efficiente]

Ogni anno il consumo di energia per il riscaldamento e l’acqua calda sanitaria rappresenta la spesa più significativa per soddisfare i fabbisogni della nostra casa. Come per l’automobile, essa infatti ha bisogno di una quantità di energia da spendere per il proprio funzionamento, che in questo caso è utilizzato per assicurare il nostro comfort quotidiano. Tuttavia, una quota parte dell’energia elettrica e termica nelle abitazioni viene dispersa a causa dell’utilizzo di tecnologie non efficienti o di pratiche di consumo poco economiche.

Nuova caldaia

Per questo motivo è necessario sostenere gli interventi che più efficiente hanno come obiettivo un uso più razionale dell’energia: =risparmio l’energia risparmiata rappresenta infatti la prima fonte di =minor energia pulita, la cosiddetta “energia bianca”. Grazie all’utilizzo inquinamento di nuove tecnologie di riscaldamento con caldaie a più alta efficienza, è possibile accrescere questa fonte di energia bianca riducendo notevolmente i costi in bolletta ogni anno. Infatti un più alto livello di efficienza corrisponde ad un più alto risparmio di energia e un minor impatto ambientale. I nuovi generatori di calore. Oggi il massimo livello di efficienza è offerto dalla caldaia a condensazione. Le caldaie tradizionali utilizzano solo una parte dell’energia del combustibile, il cosiddetto potere calorifico inferiore; il resto viene disperso dal camino sotto forma di vapore acqueo. La tecnologia a condensazione, al contrario, restituisce l’energia inutilizzata: raffredda il vapore acqueo trasformandolo in acqua e, nel corso di questo processo denominato “condensazione”, recupera calore: il calore di condensazione. Rispetto alle caldaie tradizionali, le caldaie a condensazione utilizzano una percentuale maggiore dell’energia fornita dal combustibile, il potere calorifico superiore. Per confrontare il rendimento degli impianti a condensazione con quelli tradizionali si calcola l’energia contenuta nel combustibile con il potere calorifero inferiore.

l’esperto:

Un altro vantaggio consiste nella riduzione delle emissioni inquinanti resa possibile grazie alla premiscelazione aria/gas e allo speciale bruciatore, che rende queste caldaie altamente rispettose dell’ambiente. Minori emissioni inquinanti e sicurezza domestica sono punti di forza dei generatori a condensazione. Infatti, con la recente approvazione della legge 221 del Dicembre 2012, con l’installazione di questa tipologia di caldaie è permesso scaricare a parete i fumi della combustione. La norma è volta a rendere ancor più sicuro l’impianto con l’eliminazione dei combusti a parete anziché a tetto laddove la canna fumaria esistente risulti inefficiente e pericolosa e la sua sostituzione troppo onerosa.

Dr. Paolo Pesavento

Direttore Marketing BAXI spa

W www. baxi.it

Altro elemento garantito dalle caldaie a condensazione è il comfort efficiente. Questi generatori funzionano adeguando la temperatura dell’acqua dei radiatori alla temperatura esterna (più freddo fuori = più caldi i radiatori): si ha così il grado di comfort desiderato in modo efficiente e secondo le reali necessità, senza sprechi. Una nuova caldaia più efficiente non solo risparmia ma inquina molto di meno soprattutto se è una caldaia a condensazione.Emerge, quindi, la necessità di scegliere accuratamente il generatore di calore più appropriato per aumentare la qualità energetica della propria casa e ottenere il comfort ottimale e il maggior risparmio. 22 > specialmente casa 2013


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Normativa di riferimento L’art. 31, comma 3, del Piano di Tutela delle Acque della Regione del Veneto, prevede che i sistemi di scambio termico con il sottosuolo che non prevedano movimentazione di acqua di falda siano soggetti ad autorizzazione della Provincia, “ai fini della protezione delle acque sotterrane”. Il Consiglio Provinciale, nella seduta del 31 maggio 2011, ha approvato il Regolamento provinciale sulle sonde geotermiche, in vigore dal 6 luglio 2011. Il provvedimento disciplina la possibilità di produrre energia termica, con opportuni impianti, a costi contenuti rispetto ai combustibili fossili, sfruttando il calore del terreno. Il Regolamento disciplina le procedure per ottenere, da parte della Provincia di Vicenza, l’autorizzazione alla realizzazione dei sistemi di scambio geotermico a circuito chiuso. Gli aspetti oggetto di regolamentazione, comprendono: a. la localizzazione dell’impianto; b. le condizioni per l’autorizzazione; c. le modalità di realizzazione e di gestione. Al regolamento provinciale è allegata la zonizzazione del territorio provinciale che definisce gli ambiti della provincia dove è possibile realizzare i suddetti impianti e dove invece non è consentito. Per un migliore approfondimento in materia rimandiamo il lettore alla sezione dedicata della Provincia di Vicenza: http://tinyurl.com/bsx7knt

E in futuro? Dal 31 maggio 2012 al 31 dicembre 2013 entrano in vigore nuovi obblighi per i nuovi edifici o gli edifici sottoposti a ristrutturazioni rilevanti come da allegato 3 del D.L. 3 marzo 2011, n. 28 - Attuazione della direttiva 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili, ossia, gli impianti di produzione di energia termica devono essere progettati e realizzati in modo da garantire il contemporaneo rispetto della copertura, tramite il ricorso ad energia prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili, del 50% dei consumi previsti per l’acqua calda sanitaria e del 20% della somma dei consumi previsti per l’acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento.

Ora, se 1+1 fa ancora 2 è facile intuire che in futuro gli impianti funzionanti con pompe di calore, coadiuvate da impianti fotovoltaici, saranno molto più diffusi rispetto ai nostri giorni. In questo ambito gli impianti geotermici giocheranno un ruolo molto importante.

> > > Fonti rinnovabili la geotermia

calore dalla terra [energia rinnovabile e gratuita]

L’energia geotermica, rispetto ad altre energie, ha il vantaggio di non dipendere dalle condizioni atmosferiche (ad es. dal sole, vento o maree); è quindi un tipo di energia stabile e affidabile. L’energia geotermica è classificabile in base alle temperature di possibile uso; per le civili abitazioni si utilizza la geotermia a bassa entalpia (temperatura molto bassa) che sfrutta la temperatura costante del terreno (in Italia compresa tra i 12° e i 17°C) captandone il calore a partire dagli strati più superficiali fino ad una profondità di 100-120 metri circa. In questo caso, l’energia termica è estratta dal terreno con appositi scambiatori di calore e poi ceduta a macchine (Pompe di Calore) in grado di utilizzare la differenza di temperatura rispetto a quella stagionale esterna, per riscaldare gli edifici e produrre Acqua Calda Sanitaria oppure, invertendo il ciclo della macchina, per raffrescarli. Il sottosuolo a differenza dell’aria esterna ha una temperatura costante che si aggira, come già scritto, intorno ai 12°/17°C. Utilizzando degli scambiatori termici, ossia dei tubi dove viene fatto scorrere un liquido (glicole: acqua+antigelo) si estrae dal terreno una temperatura costante, indipendente dalla stagione, che serve a far funzionare con un buon rendimento le pompe di calore, che sono delle macchine simili concettualmente ai comuni climatizzatori. Le pompe di calore funzionano bene ossia hanno una buona resa quando la temperatura di esercizio è costante, cioè quando nella macchina entra un liquido (glicole) con una temperatura che non varia a seconda delle stagioni. In questo modo in qualsiasi giorno dell’anno la pompa di calore ha un COP* costante (da 4 a 6). ma oltre al buon rendimento costante quali altri vantaggi si hanno? Rispetto ad altri tipi di impianti, il geotermico risulta vantaggioso a livello di installazione

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perchè con un’unica macchina, silenziosa e dalle dimensioni contenute è possibile sia riscaldare che raffrescare, non necessita di canne fumarie e soprattutto se abbinato ad un impianto fotovoltaico è ad impatto zero, ossia non produce anidride carbonica, in quanto non si fa uso di idrocarburi di origine fossile. Non emettendo fumi di scarico non alimenta inoltre il fenomeno delle isole di calore tipico delle aree urbanizzate eccessivamente cementificate. Le prime sonde geotermiche in polietilene ad alta densità sono state installate in Germania 50 anni fa. E’ presumibile quindi ipotizzare che le sonde installate oggi durino almeno 50 anni. La vita media delle migliori pompe di calore geotermiche, ammonta a circa 40.000 ore di funzionamento. Considerato che una pompa di calore lavora dalle 2.000 alle 2.500 ore/anno, la durata di un macchinario di questo tipo è pari a circa 20 anni. Dal punto di vista architettonico l’integrità di ogni stile può essere completamente mantenuta a causa della totale assenza di dispositivi visibili esterni, vantaggio particolarmente evidente in ristrutturazioni di pregio di edifici storici sottoposti a vincoli urbanistici. Se non è così diffuso sicuramente ci saranno degli svantaggi… Certo che sì, ogni impianto ha vantaggi e svantaggi. Nel caso del geotermico il primo svantaggio è dato dai limiti normativi (vedi colonna a sinistra) imposti dalla provincia per tutelare (giustamente) le nostre falde acquifere. Il secondo motivo della poca diffusione degli impianti geotermici è da ricercare nel più alto costo di impianto iniziale che viene poi assorbito dai minori (spesso nulli) costi di gestione dell’impianto. Il geotermico richiede infine spazi scoperti di pertinenza dell’edificio dove poter installare gli scambiatori termici. *Il COP è un coefficiente di prestazione che misura la resa di una pompa di calore ed è dato dal rapporto tra energia emessa ed energia consumata (di solito elettrica). Un valore COP pari, ad esempio, a 5 indica che per ogni kWh d’energia elettrica consumata, la pompa di calore renderà 5 kWh di calore.... 1 a 5: ecco dove sta la convenienza nel scegliere di installare un impianto con pompa di calore geotermica che funziona a bassa temperatura: nel rendimento.


specialmente casa 2013 > 25


La legna è una risorsa quasi sempre disponibile a livello locale, però non sempre si ha la possibilità di avere a disposizione molti tipi di legna. Il legno si divide in due categorie: legno duro che è quello delle latifoglie tipo il faggio, il noce o il rovere, e legno dolce è quello delle conifere come l’abete il larice o il pino. Dal punto di vista della resa calorifica i tipi di legno sono equivalenti a parità di peso. Si distinguono da questo punto di vista, quelli di conifera in quanto hanno resina che produce molto calore. Invece se si valuta la resa calorifica a parità di volume, ci possono essere forti differenze dovute alla differente densità tra una specie e l’altra. In base alla densità e alla pezzatura varia anche la velocità di combustione. A seguito dell’uso che facciamo con la cucina a legna potremmo avere bisogno di una combustione veloce, ad esempio per portare velocemente a ebollizione una pentola d’acqua. Oppure potremmo avere bisogno di una combustione lenta e duratura nel tempo ad esempio per tenere in caldo i cibi o riscaldare l’ambiente. La legna a fibra lunga e liscia è più facile da spaccare rispetto a quella con fibra corta e contorta. La presenza di nodi e di giunture incide molto sulla facilità di lavorazione. La legna conifera richiede maggiore attenzione alla pulizia e alla manutenzione della canna fumaria perchè produce maggiore quantità di fumo. Invece altri tipi di legno contengono sacche di umidità che provocano scoppietti durante la combustione. Bisogna evitare di bruciare legno verniciato trattato chimicamente o derivante da lavorazioni industriali perchè questo legname è nocivo per la salute e per l’ambiente. la combustione Il legno è un magazzino di energia solare, le foglie degli alberi sono come pannelli solari che assorbono l’energia irradiata dal sole utilizzandola dopo per convertirla in acqua, anidride carbonica, e minerali. L’ossigeno e l’alta temperatura sono necessari perchè il legno bruci efficacemente. Quando il legno brucia, passa attraverso tre fasi di combUstione: 1. l’umidità evapora dal legno per azione del fuoco circostante, quando il legno raggiunge la temperatura di 100° la prima fase è completata. 2, aumentando la temperatura, la legna entra nella fase di pirosoli in cui avviene l’evaporazione delle componenti più volatili della legna sotto forma di gas combustibile. Il buon isolamento della camera di combustione e l’apporto di aria secondaria permette una combustione ideale. 3, nell’ultima fase rimane la porta solida e carboniosa della legna, questa brucia quasi senza fiamma e costituisce il letto di braci finale. La combustione avviene lentamente ma ad alta temperatura in quest’ultima fase è importante l’apporto di aria primaria.

> > > materie prime legna come combustibile

quale legna? [sembrano

tutte uguali, invece...]

betulla: della famiglia delle Betullacee, ha corteccia biancastra o rossastra, cre-

sce facilmente in tutti i terreni.Il suo legno è morbido, non molto adatto a mantenere la fiamma nel focolare, ma più adatto durante la fase di accensione perchè brucia molto in fretta. castagno: si tratta di una pianta molto diffusa appartenente alla famiglia delle Fagacee. La legna di castagno è discreto combustibile ma per essere utilizzata in modo proficuo richiede un trattamento particolare. Dopo il taglio il castagno deve essere lasciato nel bosco per almeno una stagione, esposto ad agenti atmosferici in modo da eliminare la maggior parte dei tannini contenuti. Faggio: appartiene alla famiglia delle Fagacee è abbastanza diffuso in Europa, ha chioma ampia, ovale e folta. Il suo legno è pesante e compatto, per questo è adatto come combustibile con un buon potere calorifico a bruciatura lenta e va bene per ogni tipo di cottura. larice: dalla famiglia delle Pinacee,è un albero di alto fusto presente sulla fascia alpina, ha corteccia grigiastra, spessa e profondamente solcata. Il suo legno è duro ed è un discreto combustibile, inoltre essendo un legno resinoso tende a fare fumo e a sporcare la canna fumaria. noce: appartiene alla famiglia delle Jugliandacee, molto longevo e cresce in molte zone. Il tronco e la chioma possono raggiungere i 30 metri in altezza. La corteccia è di color grigio ed è liscia. Il suo legno , molto pregiato, è un ottimo combustibile. olivo: famiglia delle Olacee, arriva a 15 metri di altezza. Ha corteccia di colore chiara che si scurisce con l’età.Il tronco è sinuoso e nodoso, crescendo si divide fino a diventare cavo. E’ un ottimo legno da combustibile ma puo essere difficile da lavorare. olmo: famiglia delle Olmacee, è un albero di prima grandezza che raggiunge i 35 metri di altezza, la corteccia e di colore bruno con fenditure verticali. Il suo legno essendo duro, brucia molto lentamente con un ottimo potere calorifico e per questo è un ottimo combustibile. pino: al genere delle Pinacee fanno parte molte specie diverse tra loro, tutte appartenenti alla classe delle conifere. In generale il legno di pino è un combustibile appena discreto, caratterizzato dalla produzione di molto fumo e cenere. L’utilizzo di legna di pino richiede un’attenzione particolare alla pulizia dell’apparecchio e alla manutenzione della canna fumaria. abete: gli alberi del genere degli abeti appartengono alla classe delle conifere, sono alberi di alto fusto. Le specie più diffuse sono l’abete rosso e l’abete bianco che si distinguono per il colore della corteccia. La legna di abete è caratterizzata da alto potere calorifico, ma bassa densità. In generale è un buon combustibile adatto per la combustione veloce quinidi per cuocere velocemente i cibi e per portare rapidamente in temperatura il forno. pioppo: appartiene alla famiglia delle Silacee. Ne esistono di due tipi, il pioppo bianco e il pioppo nero per la caratteristica della loro corteccia. Non è molto adatto come combustibile, essendo un legno particolare elastico e leggero e lo si usa prevalentemente durante le fasi di accensione per la sua caratteristica di bruciare in fretta quando è bello secco. quercia: appartiene alla famiglia delle Fagacee, ne esistono di vari tipi le più comuni sono il rovere, il cerro, il leccio, la farnia. Il suo legno è molto pregiato ed è un ottimo combustibile apprezzato perchè essendo compatto brucia molto lentamente, mantenendo la fiamma nel focolare. alberi da Frutto: sono legni duri che hanno la caratteristica di bruciare lentamente, dì fare poco fumo e di rilasciare sostanze aromatiche. 26 > specialmente casa 2013


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> > > edilizia la costruzione a secco

“Costruire escludendo le malte o, comunque, limitandone moltissimo l’uso...”

senza malte [si può]

Da qualche tempo, in edilizia, si fa sempre più presente e vantaggiosa una nuova modalità di produzione: la costruzione a secco. Parente e affine per molti versi della costruzione prefabbricata, la costruzione a secco ne utilizza alcune modalità e tecniche, per realizzare, come la prima, involucri edilizi che possono avere l’aspetto esteriore della costruzione tradizionale, a cui siamo da sempre abituati. I principi fondamentali di questa non nuova tecnica si potrebbero enunciare in poche parole: costruire escludendo le malte o, comunque, limitandone moltissimo l’uso. Questo vuol dire utilizzare altri tipi di materiali base rispetto ai tradizionali mattoni e calcestruzzo, come principalmente legno e acciaio. I materiali base, forniti in cantiere sotto forma di pannelli e profili, già nelle forme e misure che sono necessarie, vengono giuntati con fissaggi che quasi sempre sono meccanici come viti, bulloni, incastri e profili, molto raramente colle, per realizzare case che presentano una notevole dose di vantaggi rispetto alle case in mattoni: velocità di realizzazione, costi più facilmente prevedibili, maggiore predisposizione alla coibentazione, maggiore resistenza ai terremoti.

l’esperto:

Fino a qualche anno fa non eravamo abituati all’offerta in rete di case, se non agli annunci immobiliari di edifici già costruiti. Ora, una nutrita schiera di produttori, diffusi in tutto il territorio, propongono la casa, come e dove la si vuole, realizzata in pochi mesi, al posto di uno o due anni, con prestazioni irraggiungibili solo quattro o cinque anni fa. Analizziamo con un po’ d’ordine.

> origine

Le costruzioni a secco sono di origine antica e si sono mantenute e sviluppate laddove la disponibilità di materie prime come legno, e poi recentemente l’acciaio, erano più diffuse.

> oltre

Arch. Roberto Lanaro @ info@robertolanaro.it W www.robertolanaro.it T 0424 504 106 T 348 592 59 21

oceano

Nelle Americhe, a parte una ridotta quantità di edifici aulici o commemorativi, tutto il resto della produzione edilizia si basa sull’interazione di questi due principali risorse. Nelle città maggiori, lo studio ulteriore della costruzione a secco ha consentito lo straordinario sviluppo dei grattacieli. Per dare la cifra delle possibilità di controllo sui tempi, e quindi sull’economia del lavoro, basti pensare che il famoso Empire State Building, dove King Kong ha inaugurato l’era della Lap Dance, è stato costruito in tredici mesi; in Italia, la costruzione media di una villetta dura dai 15 ai 24 mesi! In Canada, dove notoriamente il legno non manca, sono molti i manuali che riportano le regole per la costruzione “wood-frame”, tutti basati su un vero e proprio Codice Nazionale che descrive tutte le procedure, i termini, i materiali. Fra questi trovo assolutamente continua >>> 28 > specialmente casa 2013


specialmente casa 2013 > 29


>>>segue

straordinario il manuale “Canada Mortgage and Housing Corporation”: un progettista che lo avesse fra le mani non può che gustare le splendide illustrazioni, semplici ma esaustive, su qualsiasi nodo della casa, dalle fondazioni alle finestre, fino ai particolari delle connessioni e dei bagni.

> dall’altra

parte del mondo

Altra cultura affascinante è quella giapponese: qui le pagode e i templi si innalzavano fino a 5/6 piani, sfruttando la leggerezza del legno e della paglia, compressi poi da un tetto usualmente pesante, che conferiva stabilità alla costruzione. I capomastri gareggiavano per l’eleganza degli incastri che tanto più valevano quanto più erano invisibili. molti di essi sono resistiti più di 1000 anni, abbarbicati a rocce scoscese, scossi da centinaia di terremoti.

> vicino

2. “Thirteen months to go - The creation of the Empire State Building”, GeraldineB. Wagner, Terrel Creative, Kansas City, 2003

a noi

Fra le realtà più vicine, quelle che classicamente hanno mantenuto viva la tradizione della costruzione a secco sono quelle montane, avvantaggiate e “guidate” dall’abbondanza di legno. I masi altoatesini, su una base in muratura che spesso ospita la stalla, sono coronati da una grande struttura in legno di conifera, spesso realizzata senza uso di chiodi o viti, ma solo con sapienti incastri e cavicchi, sempre in legno.

> perchè

3, “Canadian woodframe house construction”, Canada Mortgage and Housing Corporation (CMHC), Canada 2005

ora di nuovo a secco

Dalle poche righe che precedono, il lettore può prefigurarsi alcune questioni che riportano in auge la costruzione a secco. Esse ne suggeriscono la valutazione anche in un territorio come il nostro, in cui il mattone e la malta sono stati da sempre i padroni. Immaginate una casa più leggera, posata a terra su pochi plinti, costruibile in pochi mesi con materiali rinnovabili, dai costi programmabili al centesimo, assolutamente resistente ai terremoti, termicamente ottima, facilmente rimovibile senza inquinare alla fine della sua vita, una vita anche molto lunga.

> compatibilità

4.”Bauernhöfe in Südtirol, Bestandsaufnahmen 1940-1943, Band 3 - Tshögglberg”, Verlagsanstalt Athesia, Bolzano 1999

ambientale

Nell’interessante convegno organizzato da Lignius, pochi giorni fa a Bolzano, Norbert Lantschner, ideatore di CasaClima, forniva previsioni assolutamente inquietanti sul futuro di un mondo basato ancora sulle vecchie forme di energia: la catastrofe. Degli accordi di Kioto per la riduzione dell’inquinamento del pianeta non siamo riusciti che a farci grancassa, evitando gli impegni seri. Ma in Europa qualcosa sta cambiando e molti consumatori richiedono di inquinare meno e risparmiare risorse esauribili, oltre ai propri denari. La richiesta di case che riducano l’uso del cemento, nel quale capita di trovare di tutto, perfino materiali radioattivi, e che consumino meno, ha incentivato la risposta di tutta una serie di produttori che propongono alternative basate sulla costruzione a secco. Contemporaneamente la normativa tecnica, fino a pochi mesi fa molto restrittiva, sta adeguandosi, permettendo costruzioni multipiano in legno costruite interamente a secco e rifinite con rasatura esterna, dall’aspetto assolutamente tradizionale.

> last

but not least

E i costi? Eterno cruccio di tutti noi, non possono essere considerati alla stessa stregua di quelli delle costruzioni tradizionali: i vantaggi già elencati danno una prima risposta e i primi devono essere valutati considerando il godimento perpetuo e sostanziale dei secondi. Comunque c’è chi ha pensato di proporre sul mercato case ad acquisto agevolato realizzate a secco, con prestazioni assolutamente straordinarie, estetica piacevole e naturalmente prezzi adeguati. Interessante l’esperienza di un intervento recente di social housing milanese: 8 piani in prefabbricato di legno. Se conviene all’investitore, direi che possono essere spazzati via i dubbi anche per chi deve costruire per sé. 5. “Architettura rurale nelle dolomiti venete”, Edoardo Gellner, Edizioni Dolomiti - Cortina, 1988

30 > specialmente casa 2013


specialmente casa 2013 > 31


l’esperto:

> > > MANUTENZIONE I SERRAMENTI [trattamento]

anti-aging Nicola Olivo

Titolare di O.N. Manutenzioni

T 333 209 65 38

O.N. MANUTENZIONI

Tutti i manufatti in legno posti all’esterno devono essere protetti con cura: pioggia,luce, gelo ed inquinamento, sono una minaccia quotidiana della bellezza e della funzionalità di finestre, scuri e serramenti in genere. i nemici degli infissi? I fattori principali responsabili del deperimento degli infissi posti all’esterno, sono le radiazioni solari e la pioggia. Le radiazioni solari modificano il colore del serramento, che quindi sbiadisce oppure assume tonalità grigiastre. La pioggia facilita invece il dilavamento del film della vernice, accelerando il processo di degradamento. Consigli Un consiglio molto importante è quello di pulire i serramenti semplicemente passandoli con un panno, con acqua e detergente neutro

32 > specialmente casa 2013

(no cere, olii ecc...) in modo da togliere smog e polvere che si depositano quotidianamente, e ne danneggiano lo stato di vernice. La riverniciatura Con il passare del tempo, l’incuria e gli agenti atmosferici, causano danni radicali che implicano una operazione di riverniciatura. Questa operazione deve essere affidata a persone specializzate e competenti che utilizzino attrezzature e vernici professionali per garantire un risultato durato. La lavorazione prevede: > La completa asportazione degli strati di vernice > L’applicazione di impregnante di colore di più simile a quello originale > L’applicazione a spruzzo del fondo trasparente o colorato ( tinte RAL) > Cartegggiatura del fondo stesso > L’applicazione a spruzzo della finitura trasparente o colorata (tinte RAL)


specialmente casa 2013 > 33


> > > MANUTENZIONE lO SpAZZAcAMINO

“Solo il certificato di collaudo dello spazzacamino autorizza la ditta installatrice a consegnare l’impianto al proprio cliente...”

camino pulito La figura dello spazzacamino, con gli anni si è evoluta fino a diventare una figura professionale, la quale deve essere in possesso di determinati requisiti come previsto dalla normativa 10683. Ma spieghiamo cosa si intende per requisiti: i requisiti si acquisiscono per titolo di studio, in questo caso termotecnico o laureato, o per aver svolto attività lavorativa all’ interno di una azienda abilitata come tecnico specializzato, poi la commissione provinciale per l’artigianato valuterà di abilitare l’impresa allo svolgere di questa attività. Nel 2008 e entrato in vigore il DM 37/08 che specificava che tutte Lo spazzacamino effettua il controllo le progettazioni, installazioni e e le manutenzioni di questi impianti messe in servizio di impianti mantenedone integra la funzionalità, termici (stufe, camini, canne riducendo i consumi di combustibile fumarie ecc) doveva essere e diminuendo la fuoriuscita di polveri fatto solo da personale sottili nell’aria, riducendo a zero i qualificato in possesso della rischi di incendi in canna fumaria o corrispettiva lettera (C). peggio fuoriuscite di monossido, un gas altamente letale per gli esseri viventi . Finalmente dopo innumerevoli battaglie, 11 ottobre 2012 questa legge e stata ampliata , specificando che non solo le installazioni devono essere fatte da personale qualificato ma anche le manutenzioni e i controlli.

34 > specialmente casa 2013


Ecco chE la figura dEllo spazzacamino in quEsTo conTEsTo divEnTa imporTanTE pErchè non solo collabora con i fumisTi pEr la proggETTazionE di impianTi , ma nE conTrolla il lavoro nEl TEmpo.

l’esperto:

L’installatore di impianti termosanitari e/o fumista (autorizzati secondo quanto previsto dal DM 37/08 ) sono responsabili della installazione a regola d’arte dell’intero impianto, incluso il camino, e non sono ammesse le installazioni con uscita fumi a parete. Dopo l’installazione devono essere rilasciati i seguenti documenti allo spazzacamino : -dichiarazione di conformità -certificato dei materiali utilizzati -scheda tecnica dell’apparecchio installato -prova tenuta scarico fumi -scheda di controllo finale dell’ installatore di impianti termosanitari o del fumista Ogni camino deve essere collaudato dallo spazzacamino prima della messa in servizio dell’apparecchio, secondo il D.P.P.13/11/2006 n°62, ART 7 solo il certificato di collaudo dello spazzacamino di competenza autorizza la ditta installatrice a consegnare l’impianto al proprio cliente e di metterlo in funzione definitivamente. Lo spazzacamino esegue i seguenti controlli: > tutta la documentazione da presentare per il collaudo dell’impianto > prova di tenuta del tubo interno del camino > videoispezione di tutto il percorso del camino > altezze e distanze minime del comignolo > posizioni , documenti e montaggio degli accessori obbligatori e utili > controllo di sicurezza di tutto l’impianto fumario Inoltre sono state imposte delle cadenze regolari per quello che riguarda le manutenzioni e controlli, 2 anni per le stufe a legna e pellets, 1 anno tutti i termoprodotti, 4 anni camini aperti, al termine di queste manutenzioni deve essere rilasciato il rapportino dell’intervento svolto con i dati della ditta che l’ha eseguito.

specialmente casa 2013 > 35

Barbozza Davide

Titolare di D.b. Spazzacamino

T 380 710 2644

@ davidespazzacamino @libero.it


> > > vivere meglio depurazione dell’acqua

“L’acqua senza calcare migliora la vita. Come? Con addolcitori per uso domestico senza alimentazione elettrica”

acqua azzurra

[acqua chiara]

Su 100 litri di acqua usata nelle abitazioni, 99 servono per scopi diversi dall’uso potabile: per l’impianto termico (caldaia, boiler,…), lavatrice, lavastoviglie, igiene personale, pulizie della casa, e quasi sempre sono 99 litri di acqua calcarea. Questa è causa di notevoli problemi: tubazioni, caldaie, boilers, elettrodomestici, incrostati o addirittura ostruiti, bollette di gas, luce e acqua ingiustificatamente aumentate.

spessore

mm 0,4

0,8

aumento dei consumi

% 4%

7% 10% 18% 27% 50% 75% 90%

1,5

3

5

10

16

19,9

(Qui sopra la tabella indica ad esempio l’aumento di consumo di una resistenza di una lavatrice in relazione allo spessore del deposito calcareo e la stessa cosa vale per le tubazioni dove scorre l’acqua calda e per lo scambiatore della caldaia).

Con l’acqua dura anche pelle e capelli si seccano, la biancheria si infeltrisce e si usura, e si spreca FINO AL DOPPIO del detersivo effettivamente necessario. Le pulizie del bagno e della cucina portano via più tempo e…che fatica ! DETERSIVO CONCENTRATO IN POLVERE* LIVELLODISPORCO DUREZZA DELL’ACQUA

l’esperto:

Dolce Media Dura

66 ml 88 ml 110 ml

110 ml 66 ml 88 ml 132 ml 110 ml 154 ml Lavaggio a mano:10 litri d’acqua = 22 ml

154 ml 176 ml 198 ml

*= fonte sito web ufficiale Dash (marchio registrato).

Come si vede dalla tabella sopra presa dal sito web ufficiale Dash (marchio registrato), con acqua addolcita è possibile ridurre anche di metà la quantità di detersivi e detergenti necessaria per le varie operazioni di lavaggio (bucato, igiene personale, pulizie di casa, etc.) diminuendo così anche l’inquinamento ambientale.

Enrico Settin

Agente di zona per Manta Ecologica srl

T 339 894 8076 @ enrico@settin.it

w www.mantaecologica.eu

Facciamo un esempio con una durezza dell’acqua modesta, molto al di sotto della media italiana. 20 gradi francesi di durezza corrispondono ad un contenuto di 200 gr di carbonato di calcio (calcare) ogni 1000 litri di acqua consumata (che è il consumo medio giornaliero di una famiglia di 4 persone). In un mese sono 6 Kg di calcare che entrano nell’impianto. > LA BOLLETTA DEL GAS ED ELETTRICITA’ E’ SEMPRE PIU’ SALATA? > MACCHIE DI CALCARE OVUNQUE? > GLI ELETTRODOMESTICI SPESSO SI GUASTANO? > PULIZIE DI BAGNO E CUCINA FATICOSE? > PELLE E CAPELLI SECCHI DOPO LA DOCCIA? LA CALDAIA SI INTASA?

continua >>> 36 > specialmente casa 2013


complementi d’arredo arredi classici e contemporanei

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specialmente casa 2013 > 37

www.maisonbaron.it

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“Eliminando il calcare si riduce il consumo energetico mediamente del 20%...”

>>>segue

Eliminando il calcare, responsabile di tutti i problemi di intasamento e incrostazioni della caldaia, boiler, lavatrice, lavastoviglie, box doccia, sanitari, rubinetterie, tubazioni, si riduce il consumo energetico mediamente del 20% e i costi di manutenzione.

risparmio annuale

Calcolo del possibile per una famiglia di 4 persone, con consumi medi: > Riduzione detersivi 50% > Detergenti, brillantanti, anticalcare… > Interventi caldaia, elettrodomestici > Risparmio gas ed elettricità > Il piacere dell’acqua addolcita? Totale risparmio medio annuo

> € 200,00 > € 70,00 > € 150,00 > € 200,00 > Non ha prezzo! > € 620,00

…e non solo... La formazione di depositi di calcare provoca notevoli inconvenienti non soltanto in casa, ma anche nei locali commerciali che usano acqua come: alberghi, ristoranti, bar, parrucchieri, continua >>>

38 > specialmente casa 2013


specialmente casa 2013 > 39


“Avrete la pelle del viso e di tutto il corpo morbida come non mai...”

>>>segue

lavanderie, industrie… Tutte queste attività possono trarre enormi benefici dall’uso di un addolcitore. Riassunto vantaggi degli addolcitori per uso domestico: 1_ Non vedrete più le antiestetiche macchie e striature in bagno, nella doccia, sui sanitari, sui pavimenti e sui rivestimenti, perché l’acqua addolcita non lascia depositi e aloni. Le pulizie di casa risulteranno più facili ed economiche. Si ridurranno i consumi dei detersivi, indumenti e biancheria saranno più morbidi e più puliti, i colori rimarranno vivi e i tessuti dureranno di più. 2_ Posate, piatti e bicchieri non usciranno dalla lavastoviglie, segnati o macchiati. 3_ Avrete la pelle del viso e di tutto il corpo morbida come non mai. Infatti l’acqua addolcita accarezza dolcemente senza irritare. Anche i vostri capelli risulteranno più splendenti e docili al pettine perché non saranno più secchi a causa del calcare. 4_ Caldaia, scaldabagno, elettrodomestici, ferro da stiro, tubazioni, rubinetti non avranno più incrostazioni e depositi di calcare, dureranno di più, la portata dell’acqua non diminuirà, il consumo di energia sarà ridotto. E per finire ricordatevi che con l’entrata in vigore del Decreto Sviluppo 83 del 22 giugno 2012 per le opere per il conseguimento di risparmi energetici c’è la possibilità di detrarre il 50% della spesa per l’acquisto di un addolcitore. Quindi possibilità di detrazione + risparmio annuale = l’addolcitore non è una spesa… anzi è una vera e propria fonte di guadagno.

40 > specialmente casa 2013


specialmente casa 2013 > 41


> > > tecnologia domotica

“Grazie alla domotica la casa parla con te anche a distanza”

domotica

[la tecnologia che cambia la casa]

Negli ultimi anni il modo di interpretare la casa è cambiato radicalmente. Oggi le ultime tendenze dell’abitare privilegiano infatti la funzionalità degli spazi associata alla ricerca estetica e al basso impatto ambientale. Indagini recenti dimostrano come per un numero rilevante di persone l’ideale di benessere all’interno dell’abitazione corrisponda al fatto di avere una casa facile da vivere e bella da vedere. E questo significa non solo avere degli spazi adeguati alle proprie esigenze ma anche che questi siano dotati di una serie di accorgimenti pensati per rendere piacevole il tempo che vi si trascorre all’interno. Di fondamentale importanza, affinché un ambiente sia accogliente, si dimostrano alcuni fattori, quali: l’illuminazione, il riscaldamento, il risparmio energetico e il comfort. Aspetti che stanno assumendo sempre maggior rilievo e che, grazie alla tecnologia, riescono a convivere assieme e interagire tra loro. Come? La risposta si chiama domotica. Una tecnologia tanto innovativa quanto utile i cui vantaggi la stanno rendendo sempre più richiesta sia dai costruttori che dagli acquirenti finali degli immobili. Per quanto riguarda il controllo degli spazi, grazie alla domotica ogni stanza della casa si adatta ai desideri di chi la abita: in qualsiasi momento, per qualunque occasione o necessità. Basta un tocco sul display di uno dei vari touch screen che si possono installare e in pochi istanti è possibile sia richiamare, per ogni zona dell’abitazione, una delle diverse combinazioni di temperatura, illuminazione e comfort configurate in base alle esigenze quotidiane che supervisionare e gestire in modo immediato ed intuitivo tutte le funzioni installate nell’abitazione: antintrusione, scenari, clima, automazioni, consumi elettrici. una centralizzazione di tutte le applicazioni che semplifica notevolmente la gestione domestica e consente di ottimizzare tempi e risorse.

a cura di

Vimar SpA

W www.vimar.com

Anche il comfort è totale: ogni ambiente è un’oasi di benessere in cui è possibile ritrovare le condizioni ambientali preferite. È infatti possibile richiamare la temperatura scelta per ogni singola zona e per ogni preciso momento della giornata, dosare l’illuminazione per creare accoglienti zone di relax, gestire la diffusione sonora, movimentare tende o tapparelle per offrire la giusta luce per le varie attività quotidiane. Tutto ciò anche realizzando degli scenari preimpostati in funzione delle proprie esigenze quali, ad esempio, l’accensione di gruppi di lampade e la contemporanea regolazione del clima in determinate condizioni o per particolari occasioni piuttosto che lo spegnimento di tutte le luci all’uscita dall’abitazione. E basta un semplice gesto per modificare i vari parametri sulla base di sopravvenute esigenze. Un sistema di allarme, grazie alla totale integrazione di tutti i suoi componenti con il sistema domotico, vigila silenziosamente sui beni e sull’incolumità delle persone incrementando la sicurezza dell’abitazione. Rivelatori di gas e perdite d’acqua inviano, quando riscontrano continua >>> 42 > specialmente casa 2013


specialmente casa 2013 > 43


>>>segue

l’anomalia, l’allarme via sms e attivano i vari dispositivi per mettere in sicurezza la casa; rivelatori di presenza segnalano indebite intrusioni lanciando un allarme acustico e via sms; telecamere da interno, dotate di microfono incorporato, consentono di realizzare un impianto di videocontrollo per osservare e ascoltare cosa succede nelle varie stanze. E dal tastierino digitale o tramite una chiave a trasponder è possibile inserire e disattivare l’intero impianto. Il risparmio energetico è costante, la distribuzione dei consumi intelligente e la casa migliora la sua classe energetica. Il prelievo di potenza elettrico è costantemente controllato e gestito – anche in funzione delle fasce tariffarie - in modo da evitare sprechi energetici. Nel caso in cui il prelievo superi i valori contrattuali, apposite prese supervisionate staccano i carichi identificati come non prioritari evitando così il fastidioso blackout da sovraccarico. E’ possibile ottenere informazioni precise sul consumo istantaneo o relativo ad una determinata fascia temporale per una maggior consapevolezza energetica. Inoltre l’integrazione, all’interno del sistema domotico, dei vari impianti termoidraulici dell’edificio, ottimizza ulteriormente i consumi ottenendo un significativo risparmio e migliorando la classe energetica dell’immobile. grazie alla domotica, infine, la casa parla con te anche a distanza: un dialogo bidirezionale semplice ed immediato. Il sistema domotico può essere supervisionato da rete LAN e Wi-fi, quando si è a casa, e da rete Internet quando si è lontani. Tramite pc, cellulare, smartphone e tablet di ultima generazione - come iPad e iPhone – si possono quindi gestire tutte le funzioni come, ad esempio, attivare e disattivare l’antintrusione, ricevere segnalazioni di effrazione, regolare il clima e comandare i vari scenari di comfort e illuminazione. Inoltre è possibile ricevere allarmi tecnici di vario genere quali, ad esempio, fuga di gas, perdita d’acqua e blackout elettrico. Le targhe videocitofoniche consentono di comunicare con l’esterno dell’abitazione e l’interfono permette di dialogare con le varie stanza della casa. Non occorre quindi aspettare il futuro per avere case intelligenti, dotate di una tecnologia che ci aiuta a vivere meglio. Questa è già disponibile per rendere le nostre abitazioni degli spazi dove tutto è plasmabile a seconda dei nostri desideri.

44 > specialmente casa 2013


ITALIAN STYLE La cucina è per Noi italiani il cuore delle nostre case, simbolo di una nazione che ha alle radici l’amore per la famiglia e una grande storia culinaria che ci caratterizza nel mondo. Il progetto cucina nasce proprio da questa passione e viene elaborato assieme al cliente per rendere l’ambiente unico con materiali ad alto livello qualitativo e tecniche costruttive innovative.

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> > > ambiente inquinamento luminoso

troppa luce

[Vediamoci chiaro, risparmiando]

“...buio e luce sono beni comuni da salvaguardare, così come il cielo stellato è un patrimonio culturale da tutelare”

Oggi siamo abituati a vederci chiaro su tutto o quanto meno ci proviamo. Bene, insieme, cercheremo di vedere come l’inquinamento luminoso in ambiente esterno oltre che ad un palese spreco di energia elettrica con conseguente sperpero di denaro, può influire sulla vita quotidiana di ognuno di noi.

Ma... procediamo con ordine. Nei primi corsi a cui partecipai mi venne più volte proposto un concetto che allora mi appariva strano e che in seguito, addentrandomi nello studio delle problematiche connesse all’inquinamento luminoso, mi risultò sempre più famigliare e chiaro: “il cielo buio è l’unica finestra che abbiamo sull’universo”. Ecco che il buio come la luce sono beni comuni da salvaguardare, così come il cielo stellato è un patrimonio culturale da tutelare. Prima di proseguire però e d’obbligo chiarire due concetti base e dare alcuni dati: 1_ Inquinamento luminoso. Ogni forma di irradiazione di luce artificiale che si disperde al di fuori delle aree cui essa è funzionalmente dedicata e, in particolare oltre il piano dell’orizzonte; 2_ Inquinamento ottico o luce intrusiva: ogni forma di irradiazione artificiale diretta su superfici o cose a cui non è funzionalmente dedicata o per le quali non è richiesta alcuna illuminazione.; 3_ Dati Energetici: > Negli ultimi 15 anni il flusso totale di luce dell’illuminazione pubblica è raddoppiata;

l’esperto:

> Da uno studio dell’ENEA in Italia il consumo medio pro capite per l’illuminazione pubblica si attesta a 105 KWh per abitante, più del doppio di quello di Germania, Gran Bretagna e Olanda con un consumo medio pro capite che varia da 40 a 50 KWh per abitante. > Secondo la FIRE (Federazione Italiana per l’uso razionale dell’energia) il costo dell’illuminazione pubblica si aggira fra il 15 e il 25% del totale delle spese energetiche di un Ente Locale e può raggiungere il 50% di quelle elettriche. > La spesa per l’illuminazione è rappresentata per il 90% da quella per i lampioni e per il 10% dai semafori. > I costi energetici superano il miliardo di euro con continui aumenti del costo dell’energia elettrica per i Comuni (+140% negli ultimi 7 anni). 4_ Effetti dell’Inquinamento luminoso: > Il cielo presenta il 10% in più della luminosità naturale; > Alterazione dell’ecosistema: disturbi a flora e fauna;

Dott.Adamo Bellini @ adamobellini.lux@gmail.com Sitografia: www.cielobuio.org www.venetostellato.it www.arpaveneto.it

> Sull’uomo: modifica del ciclo circadiano, alterazione dei livelli di melatonina con conseguenti disturbi del sonno e sospetta correlazione tra luce artificiale e l’insorgenza di alcuni tumori;

1 La Legge Regionale 7 agosto 2009 n. 17 “Nuove norme per il contenimento dell’inquinamento luminoso, il risparmio energetico nell’illuminazione per esterni e per la tutela dell’ambiente e dell’attività svolta dagli osservatori astronomici”, pubblicata sul B.U.R. n. 65/2009, abroga la precedente Legge Regionale 27 giugno 1997 n. 22.

continua >>> 46 > specialmente casa 2013


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specialmente casa 2013 > 47


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La Regione Veneto ha fatto fronte a questa emergenza dotandosi di una Legge la n. 17 del 2009 , che ha come principali finalità quelle di prevenire l’inquinamento luminoso, ridurre il consumo di energia elettrica oltre che a preservare il cielo notturno, anche a fini scientifici, dall’irrazionale impiego di luce artificiale. 1

“...ne deriva una percezione diversa che gli esseri umani, e gli animali, hanno della notte e un miglioramento per tutti anche in termini di salute”

Sulla base della legge regionale e in ottica di sostenibilità e eco-compatibilità è quindi doveroso operare rispettando almeno i seguenti cinque criteri tecnici fondamentali: 1_ COmE ILLumINARE - Controllo del flusso luminoso diretto: cioè emissione di luce oltre l’orizzonte nulla;

Gli impianti per non emettere luce al di sopra dell’orizzonte devono avere le seguenti caratteristiche, riassunte anche nell’immagine a lato: la lampada deve essere completamente all’interno dell’armatura; il vetro non deve essere sporgente o bombato in quanto vetri sporgenti provocano emissioni di luce oltre la linea dell’orizzonte; il vetro deve essere perfettamente parallelo al terreno perché una minima inclinazione dell’apparecchio o del suo braccio porta all’emissione del fascio di luce oltre l’orizzonte.

2_ QuANTO ILLumINARE - Controllo del flusso luminoso indiretto: la luminanza media mantenuta delle superfici da illuminare e gli illuminamenti non devono superare i livelli minimi previsti dalle norme tecniche2, vale a dire illuminare quanto serve e non di più. 3_ COSA uTILIzzARE: Lampade ad avanzata tecnologia e alta efficienza luminosa come ad esempio le lampade al sodio ad alta pressione; 4_ OTTImIzzAzIONE DEgLI ImPIANTI D’ILLumINAzIONE: Corretta e sensata classificazione sulla base delle norme tecniche di zone industriali e artigianali, centri commerciali, ferrovie, impianti sportivi, monumenti, strade, residenze; redazione progetto illuminotecnico ove necessario. 5_ gESTIONE DELLA LuCE: installare apparecchiature per ridurre almeno del 30% il flusso luminoso entro le ore 24, riduzione potenza impianti sovradimensionati, illuminazione on demand; i Comuni si devono dotare del PICIL - Piano dell’illuminazione per il contenimento dell’inquinamento luminoso - che è l’atto di programmazione per la realizzazione dei nuovi impianti di illuminazione.

Concludendo allora possiamo dire che attraverso una generale

revisione delle modalità di gestione degli impianti è possibile arrivare oltre che a importanti risparmi energetici ed economici, anche a grossi vantaggi sul piano dell’inquinamento luminoso, non solo quello astronomico che pur è culturalmente importante, ma l’inquinamento luminoso ambientale. Da questo ne deriva una percezione diversa che gli esseri umani, e gli animali, hanno della notte e un miglioramento per tutti anche in termini di salute.

2 Norme UNI:13201-2:2004, 11248:2007, 12464-2:2008.

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> > > arredamento il valore aggiunto dell’artigianato

“...e come l’abbondanza dell’estate lascia il posto all’austerità dell’inverno, poco alla volta si fa avanti una nuova fiorente stagione di consapevolezza”

sai dove compri [sai cosa compri]

Siamo uomini o consumatori? In una società costruita sul consumo, la risposta è ovvia... ed oggi stiamo vivendo una stagione di forte recessione dei consumi, punto di saturazione di un sistema economico e sociale inadeguato. Ma le stagioni si alternano e come l’abbondanza dell’estate lascia il posto all’austerità dell’inverno, poco alla volta si fa avanti una nuova fiorente stagione di consapevolezza, dove le persone più attente riacquistano la consapevolezza del valore e la necessità di un mercato più sostenibile. Esiste un mercato che si apre anche ai rapporti, alla fiducia, ai contatti che si costruiscono attorno ad un legame diretto, immediato. Un mercato fatto di relazioni umane nelle quali l’uomo è centro di attenzioni. Uno sviluppo sostenibile, finalizzato alla tutela e valorizzazione delle maestranze, del rapporto tra risorse naturali e dimensione economica e sociale. Questa dimensione si chiama artigianato, un modus operandi che crea un rapporto di fiducia e vende una qualità sostenibile, nel rispetto assoluto dell’individuo e dell’eccellenza del proprio territorio. Nella fattispecie, si parla di arredamento, di divani e salotti, ovvero di beni di indubbia personalità, utilità e longevità, che dunque richiedono una accurata selezione. Partendo da queste premesse, mettiamo in fila, uno dopo l’altro, i valori caratteristici dell’azienda artigiana: uomo, ambiente, trasparenza, qualità.

> Uomo inteso come terminale del concetto “prodotti a misura d’uomo”, e cliente inteso come uomo, non come consumatore compulsivo, divoratore di prodotti di scarsa qualità se non addirittura inutili.

> Ambiente è Made in Italy, è produrre in armonia con il territorio, garanzia

e sicurezza sulla provenienza dei materiali e sui metodi di lavorazione. La filiera corta garantisce la rintracciabilità alla fonte, costi inferiori e soprattutto crea lavoro locale.

l’esperto:

> Trasparenza significa raccontare fino in fondo la qualità dei prodotti; significa rendere evidente il lavoro e le competenze che ci stanno dietro. La trasparenza è la condizione per creare fiducia. > Qualità è pensiero, passione, lavoro: elementi che definiscono il piacere per le cose belle, concrete e durevoli. La qualità ha un prezzo, su questo non ci sono dubbi, ma, a parità di costo, un conto è un prezzo fondato su un maquillage facilmente smascherabile, un altro conto è un prezzo fondato sulla trasparenza. La somma di tutti questi valori si traduce nella “qualità sostenibile”. La qualità sostenibile è una scelta che supera il prezzo, è una scelta di buon senso, che, sul medio–lungo periodo consente di risparmiare. Molto semplicemente: preferisco consumare in maniera sfrenata prodotti usa e getta? Continuo a spendere male, lobotomizzato da pubblicità sempre più sofisticate e ingannevoli?

Andrea Pegorin

per Rosin Salotti

T 0424 85150 @ info@rosinsalotti.it w www.rosinsalotti.it

Continuo a produrre rifiuti? Oppure preferisco conoscere, scegliere, spendere ed utilizzare in modo intelligente e lungimirante oggi, garantendomi un prodotto unico, confortevole e indistruttibile per il domani? Se di investimento si tratta allora la scelta è quasi obbligata. Per chiudere il cerchio da dove abbiamo iniziato, proviamo a rispondere alla domanda: siamo uomini o consumatori? E di riflesso sorge un’altra domanda. Assodati i mutamenti economico-sociali in corso, quale sarà l’evoluzione dell’artigianato? 50 > specialmente casa 2013


specialmente casa 2013 > 51


> > > arredamento la disciplina del Feng shui

“Il Feng Shui ci insegna a mantenere il corretto rapporto con l’energia della natura...”

gli esperti:

arch. Silvia

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l’armonia

[di casa mia]

Arredare una casa può rivelarsi un’esperienza coinvolgente e totalizzante, soprattutto se si riesce a maturare una chiara consapevolezza delle proprie esigenze e in generale di sé stessi. Così attrezzati sarà sicuramente più facile ottenere un ambiente piacevole , armonioso e funzionale che sia lo specchio della nostra personalità, e che ci consenta di trascorrere ore piacevoli in casa, beneficiando del piacere di vivere in ambienti in armonia con le nostre emozioni. Nella disposizione degli arredi, nella scelta di materiali e colori, possiamo anche ricorrere ai suggerimenti di una disciplina millenaria come quella del Feng Shui, che ci insegna a mantenere il corretto rapporto con l’energia della natura, armonizzando l’ambiente in cui viviamo con il nostro campo vitale e migliorando la qualità della vita. Per iniziare possiamo concentrarci sulla stanza da letto, dove trascorriamo almeno un terzo della nostra esistenza. Secondo i principi del Feng Shui fondamentale è la collocazione del letto rispetto all’ingresso della stanza. E’ bene non posizionare il letto sulla stessa parete della porta, ma preferibilmente sulla parete di fronte all’ingresso. E’ sconsigliabile anche la collocazione al di sotto di una finestra, per evitare i raggi solari diretti. Per lo stesso motivo sono da evitare l’illuminazione artificiale diretta e gli specchi in camera da letto, che riflettono luce e quindi energia. Eventualmente possono essere previsti all’interno dell’anta dell’armadio. La testata del letto dovrebbe essere idealmente addossata al muro e orientata ad est. Per quanto riguarda i materiali sono da preferire quelli naturali e che trasmettano calore al tatto, come il legno. Se vogliamo dipingere le pareti è preferibile utilizzare le cromie fredde: il verde è il colore ideale della camera, perché infonde calma e rilassatezza. Spostiamoci adesso nel fulcro della casa, il soggiorno, luogo deputato alla condivisione delle intimità familiari in cui ci si può rilassare dopo ore di lavoro e di impegno. Per garantire maggiore privacy evitando flussi di energia troppo forti, il divano dovrebbe essere collocato sulla parete opposta a quella delle aperture, in modo che chi lo occupa abbia le spalle coperte e possa controllare l’ingresso. Il colore ideale del soggiorno è il lilla, che conferisce all’ambiente il giusto clima per conversare amabilmente con amici e familiari. Sono da evitare invece i colori freddi, che inducono all’introspezione ma non favoriscono la socialità. Ed eccoci finalmente in cucina, luogo fondamentale dell’abitazione in quanto al suo interno si svolgono le operazioni di preparazione dei cibi, fonte dell’energia vitale. La disposizione ideale degli arredi secondo il Feng Shui risulta essere quella ad elle, avendo cura che chi cucina non dia le spalle alla porta di ingresso. Precise indicazioni vengono fornite anche per l’organizzazione delle attrezzature, al fine di rispettare l’equilibrio tra gli elementi, tenendo separati quelli opposti. Il piano di cottura ed il forno non vanno collocati direttamente sotto la finestra e devono essere tenuti distanti dal lavello, così come dal frigorifero. Il colore ideale in cucina è il giallo , tinta calda e rappresentativa dell’energia. 52 > specialmente casa 2013


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> > > tecnologia home theater

“L’ideale sarebbe posizionare le poltrone in modo che gli occhi dello spettatore si trovino ad un’altezza leggermente superiore a quella dello schermo”

gli esperti:

come al cinema Il cinema in casa è sogno che può diventare realtà, grazie alle moderne tecnologie ad altissime prestazioni dei nuovissimi sistemi home theater. Per attrezzare una stanza dedicata occorre seguire alcuni passi. Innanzitutto va individuato il locale, preferibilmente al piano interrato, lontano da forti fonti luminose naturali e rumori. L’illuminazione anche artificiale non dovrà essere diretta per evitare fenomeni di abbagliamento dello schermo. Definita la posizione dell’ambiente l’attenzione è ora rivolta all’acustica. Fondamentale è correggere l’effetto di eco multipla dato dalle pareti parallele che creano problemi nella ricezione del suono. In commercio esistono pannelli fonoassorbenti di varia tipologia e colore da posizionare a parete ed eventualmente anche a soffitto, che possono costituire anche un’ottima opportunità decorativa. Ci si può sbizzarrire nella scelta di materiali, forme e variazioni cromatiche per personalizzare e dare carattere all’ambiente. Toni e colori vanno definiti ovviamente in accordo con l’arredo. Innanzitutto prevediamo un mobile per l’appoggio dell’attrezzatura composta dallo schermo e dai diffusori principali. gli altoparlanti surround vanno installati invece a parte su supporti. Il mobile va pensato anche per nascondere e contenere i fili di collegamento, che altrimenti conferiscono un senso di disordine alla stanza. A questo punto possiamo occuparci della scelta e del posizionamento dei posti a sedere. Sono senz’altro da preferire poltrone a schienale alto ed avvolgenti, per offrire maggiore sostegno e comfort durante la visione. Importante è poi che la collocazione rispetti la distanza di sicurezza dallo schermo e che le sedute siano disposte in modo sfalsato così da facilitare la visione. L’ideale sarebbe posizionare le poltrone in modo che gli occhi dello spettatore si trovino ad un’altezza leggermente superiore a quella dello schermo. Chi si fosse trovato ad Amsterdam, dal 29 al 31 gennaio 2013, e avesse avuto modo di visitare l’Integrated System Europe 2013, avrebbe potuto provare l’ultimo prodotto di Adeo Group in tema di home theater. Nell’ambiente appositamente studiato dal gruppo nei minimi dettagli anche in relazione all’acustica, in collaborazione con altri grandi marchi di riferimento nel settore dell’Home Entertainment, le componenti risultano completamente integrate e nascoste nell’arredo della stanza, proponendo un’immagine pulita e rilassante.

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> > > arredamento come caratterizzare l’ambiente cucina

“...dovranno essere gli impianti ad essere posizionati in base al disegno della cucina e non viceversa”

arredare casa [facile a dirsi]

Innanzitutto è doveroso determinare quale stile ci piacerebbe per l’ambiente dove vivremo: moderno, high-tech, tradizionale, etnico, ecc. Queste considerazioni ci aiuteranno a determinare particolari situazioni che caratterizzeranno gli ambienti. E’ importante aver ben chiaro quali siano le nostre necessità in termini di spazio, dando priorità agli ambienti in cui vivremo maggiormente. La maggior parte di noi considera la cucina il luogo d’incontro per eccellenza della famiglia. Li ci raccontiamo le nostre esperienze, ridiamo e scherziamo, impariamo a cucinare e condividiamo oltre ai piatti anche le nostre difficoltà quotidiane. La cucina sarà più bella se sarà pratica e pertanto è importante progettarla bene per facilitare e rendere piacevole anche la routine di un lavoro richiesto quotidianamente. Non si dovrebbero perdere di vista le principali funzioni dei vari elementi ovvero conservazione, preparazione, lavaggio e cottura dei cibi.

gli esperti:

La distribuzione dei vari elementi dovrà essere tale da farci fare movimenti più naturali e brevi possibile. Per esempio se il frigorifero verrà posto troppo distante dal piano di preparazione saremo costretti a fare un sacco di strada per recuperare i vari prodotti.

Spesso per errore si immagina la cucina in funzione degli impianti idraulici ed elettrici esistenti, ma questo è un modo scorretto per sviluppare il progetto, dovranno essere gli impianti ad essere posizionati in base al disegno della cucina e non viceversa. In alcuni casi sarà utile prendere in considerazione anche piccoli interventi di muratura.

I materiali. La scelta dei materiali sarà fondamentale per una resa estetica e per una

buona resa funzionale. Innanzitutto è bene distinguere il materiale dei frontali dal materiale dei piani di lavoro. Per quanto riguarda i frontali non necessariamente un materiale più costoso vi risolverà i problemi di pulizia o di mantenimento. Un frontale in laminato si preserverà maggiormente nel tempo rispetto a uno più costoso in legno.

Diverso discorso per il piano di lavoro in quanto a differenza dei frontali questa sarà la superfice più maltrattata e sfruttata dalla cucina. Uno dei migliori materiali è il quarzo tecnico. Si tratta di un composto disponibile in molteplici finiture che offre un ottima resistenza meccanica e una eccellente qualità igienica.

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Altro punto fondamentale sono gli elettrodomestici. Questi sono un investimento sostanzioso per la vostra economia familiare e per il vostro tempo. La migliore scelta solitamente è quella di elettrodomestici a basso consumo energetico, non troppo sofisticati, magari di buon design. La scelta più difficile, quella che vi farà maggiormente litigare con il vostro partner, sarà quella dell’abbinamento dei colori. Una cucina realizzata con colori forti risulterà più scenografica di una con colori più pacati, tuttavia potrà stancarvi e in definitiva non piacervi più, in tempi molto più rapidi. La tendenza in questo periodo è quella di usare in prevalenza il bianco e colori neutri che richiamano alla terra in abbinamento con piccoli elementi magari di colore intenso. 56 > specialmente casa 2013


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> > > arredamento il bagno l’esperto:

luogo di relax Le nuove tendenze dell’arredo bagno portano con sé stili e linee minimal, per le quali la parola d’ordine risulta essere la sobrietà. Prevalgono quindi gli stili moderni caratterizzati da una semplicità di base che evita le esasperazioni ed esalta i materiali e la luminosità degli ambienti. I materiali utilizzati sono principalmente l’acciaio unito a piastrelle di colori neutri, beige e moka. Banditi i colori accesi e brillanti, e soprattutto finiture eccessivamente lucide e laccate.

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Via libera invece a cristalli e giochi di luce con specchi rigorosamente dalle forme e dai contorni lineari. Per quanto riguarda le piastrelle e le pavimentazioni, le tendenze prevedono finiture opache e di un’unica tonalità di colore; sono oramai passati di moda quei bagni dove le piastrelle erano multicolor separati da una matita o da una greca. Spazio all’opaco anche nei sanitari. La rubinetteria segue la stessa tendenza minimalista sia in termini di design che di finiture: linee moderne, acciaio inox spazzolato. La tecnologia fa il suo ingresso anche nel dosaggio dell’acqua con nuove soluzioni eco-risparmio. La stanza da bagno è cambiata: molti oggi inseriscono all’interno anche complementi d’arredo quali poltrone e lampade da terra, l’ambiente cosi diventa piu accogliente. Il bagno oggi considerato come un luogo di relax adatto alla cura del corpo e della persona, e per questo dotato di accessori che rendono completa l’esperienza di benessere.

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> > > esterni spazi verdi

“Se vuoi essere felice qualche ora bevi vino, se vuoi essere felice qualche anno prendi moglie o marito, se vuoi essere felice per tutta la vita coltiva un giardino”

gli esperti:

il giardino

[come abitare]

Una massima giapponese recita: “Se vuoi essere felice qualche ora bevi vino, se vuoi essere felice qualche anno prendi moglie o marito, se vuoi essere felice per tutta la vita coltiva un giardino”. Prendersi cura di un giardino significa riappropriarsi dei ritmi della natura, percepire il mutare del tempo e l’avvicendarsi delle stagioni grazie ai colori sempre mutevoli della vegetazione. Ma come ottenere uno spazio verde che sappia trasmettere una sensazione di armonia e si configuri allo stesso tempo come uno spazio funzionale e rispondente alle nostre esigenze? Occorre tenere senz’altro presente alcuni concetti fondamentali: semplicità che si manifesta nella chiarezza compositiva e nella scelta di un campionario non troppo vario di essenze; facilità di manutenzione individuando specie che non necessitino di troppe cure e che siano compatibili con le condizioni climatiche ed il tipo di terreno. Se concepiamo il giardino come un prolungamento dello spazio abitativo, l’organizzazione degli spazi esterni sarà suggerita dalla disposizione degli ambienti interni. Ad esempio in prossimità della cucina potremmo avere l’orto oppure l’area dedicata alle piante aromatiche. In questo caso si otterrà un angolo oltre che funzionale anche di sicuro effetto decorativo. Queste essenze, sicuramente di facile manutenzione, hanno anche il pregio di coinvolgere oltre al senso della vista anche quello dell’olfatto e del tatto, basti pensare, ad esempio, alle foglie pelose e ruvide della lavanda. Ecco che l’angolo delle piante aromatiche riveste ancora una nuova funzione, divenendo opportunità di apprendimento per i bimbi. Ad essi potrebbe essere dedicata una zona specifica del giardino, facilmente controllabile dall’interno ma lontana dalla zona riposo per non disturbare eventuali pennichelle pomeridiane. Eventuali differenze di quote del terreno potranno essere sfruttate per lo scivolo o per realizzare dossi, vasche d’acqua e di sabbia. Anche la pavimentazione potrà essere utilizzata per riprodurre gli antichi giochi di strada come i quattro cantoni o “il campanon”. Le siepi e i cespugli diventeranno labirinti o consentiranno di riprodurre forme geometriche particolari, tali da stimolare la creatività dei bimbi. Si potrà infine ricavare nell’ambito di uno spazio verde un vero e proprio soggiorno all’aperto, possibilmente come estensione della zona giorno dell’abitazione. Saranno necessari alcuni accorgimenti per consentire l’usufruibilità di questo luogo nelle varie stagioni, ricorrendo a schermi frangivento e pergole a protezione dei raggi solari e di eventuali sguardi indiscreti. Le siepi potranno definire visivamente e fisicamente lo spazio dedicato.

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“Vivere in contatto con l’ambiente esterno, con il sole, l’aria, la natura, può diventare una sana abitudine per stare meglio con noi stessi”

> > > esterni arredare il giardino

vivere un giardino [arredare per]

La bella stagione è alle porte! Giorno dopo giorno la natura si risveglia e con lei anche la voglia di rilassarsi all’aria aperta e vivere gli ambienti esterni della nostra casa. Mille sono le soluzioni che propone il mercato per la realizzazione di strutture come pergolati o gazebo ma essendo un prodotto che rimane sempre esposto alle intemperie bisogna essere accorti nella scelta dei materiali, preferendo requisiti come la resistenza propria dei materiali, i dovuti trattamenti e i sistemi costruttivi adeguati. I legni per la costruzione di pergolati o gazebo che hanno un buon rapporto qualità prezzo sono: il legno di abete rosso lamellare e il pino di Svezia trattato in autoclave. Il primo da preferire quando la struttura viene coperta il secondo quando la struttura rimane direttamente esposta alle intemperie. Detto questo la manutenzione del legno è ridotta e l’estetica rimane bella nel tempo. È fondamentale per la lunga durata del legno apporre la manutenzione con prodotti di qualità che apportino una velatura traspirante ma protettiva. Anche il prodotto in ferro per chi non vuole eseguire alcuna manutenzione deve essere trattato in modo da contrastare la formazione della ruggine.

Ora chiudete gli occhi per un attimo e immaginate di rilassarvi su comode poltrone o sedervi in allegre tavolate con amici! Curare il proprio giardino o terrazzo e creare un ambiente a nostro gusto e misura in cui liberarsi per un attimo dei tanti pensieri quotidiani è una scelta che appaga nel tempo.

Le coperture possono essere mobili o fisse e devono sopportare ogni evento atmosferico a rischio altrimenti della rottura. Da preferire quindi i teli in PVC 680 gr/mq piuttosto che i cotoni spalmati che, anche se apparentemente simili, sono qualitativamente differenti dato che il primo risponde a requisiti di resistenza alla grandine, al sole, al gelo mentre il secondo no. Vivere in contatto con l’ambiente esterno, con il sole, l’aria, la natura, può diventare una sana abitudine per stare meglio con noi stessi.

l’esperta:

Adibire una zona a pranzo relax, costituisce un naturale ampliamento della casa. Le soluzioni sono numerose e in grado di soddisfare le più personali esigenze. I mobili da esterno sono ora proposti in fibre sintetiche di vari colori o di legno nelle linee tradizionali o di design.

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> > > SERvIZI Il NOTAIO

acquisto “sicuro”

l’intervento del notaio nella contrattazione immobiliare Quando si acquista un immobile, occorre rendere il proprio acquisto “sicuro”, inserendo lo stesso nei Registri Immobiliari, che sono dei Registri Pubblici consultabili da chiunque, e sui quali chi li consulta può fare affidamento. proprio perché i registri immobiliari hanno un impatto fondamentale non solo sui soggetti coinvolti in un determinato atto, ma anche sui terzi e sull’intera collettività (per es. banche, creditori, etc.), l’ordinamento prevede che gli atti immobiliari, per poter essere inseriti nei Registri immobiliari, attraverso la trascrizione, siano stipulati con l’intervento del notaio. Il notaio è un pubblico ufficiale, istituito dallo Stato per ricevere gli atti tra vivi e di ultima volontà e, previo controllo di legalità, attribuirvi pubblica fede. Pur svolgendo la sua funzione in regime di

libera professione, il notaio resta principalmente un pubblico ufficiale, e quindi elemento essenziale del suo ruolo è costituito dalla sua imparzialità e “terzietà” nei confronti delle parti, che vengono quindi tutelate in egual misura. per legge il notaio non può fare l’interesse di una delle parti contraenti a danno delle altre. L’intervento del notaio è previsto per legge per assicurare che i contratti immobiliari che le parti concludono non diano luogo ad incertezze e per impedire che l’autonomia privata superi i limiti di legalità previsti dalle norme. I controlli effettuati dal notaio consentono in Italia di avere un livello di contenzioso bassissimo nell’ambito delle transazioni immobiliari nelle quali interviene il notaio, pari allo 0,003% delle transazioni stesse. Negli USA – dove il notaio non svolge la funzione del notaio italiano, limitandosi a certificare che un documento è stato firmato alla sua presenza, senza entrare nel merito – i costi del contenzioso sono tra i più alti al mondo. In ogni caso tutti i notai italiani sono assicurati con una polizza stipulata dal Consiglio Nazionale del Notariato, polizza che copre tutti gli iscritti all’Ordine per responsabilità civile in caso di errore. i notai, inoltre, riscuotono per conto dello stato le imposte relative a tutti gli atti che ricevono (imposte di registro, ipotecarie, catastali, di bollo, etc.), e che devono essere pagate dal Notaio, quale responsabile di imposta, anche se il cliente non gliele ha versate. Proprio per questo motivo è previsto che il notaio possa rifiutarsi di ricevere l’atto se il cliente non gli versa quanto dovuto.

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64 > specialmente casa 2013


LA TASSAZIONE DELLE COMPRAVENDITE DI ABITAZIONI Come si è detto, il notaio, al momento del ricevimento dell’atto, deve riscuotere per conto dello Stato le imposte cui sono soggetti gli atti che riceve. Con riguardo agli atti immobiliari, la maggior parte di quello che il cittadino versa al notaio è in genere costituito proprio dalle imposte, che il notaio riceve e “gira”, senza alcun aggio, allo stato. Così, per l’acquisto di una casa del valore di circa 150.000/200.000 euro, pur non essendoci attualmente una tariffa fissa, si può indicare il compenso del notaio in una cifra corrispondente a circa l’1% del valore dell’immobile (percentuale che naturalmente aumenta se il valore diminuisce, e diminuisce se il valore aumenta), percentuale di molto inferiore a quella delle imposte che si versano allo Stato. Venendo a trattare della tassazione cui sono soggetti gli atti di acquisto di immobili abitativi, occorre innanzitutto individuare le caratteristiche soggettive del venditore. Se si tratta di un soggetto che interviene nell’atto nella veste di imprenditore (individuale o collettivo) o di esercente arti o professioni, il trasferimento immobiliare rientra nel campo applicativo dell’IVA (Imposta sul Valore Aggiunto). Con riguardo alle cessioni di fabbricati abitativi, la disciplina IVA è contenuta all’art. 10, n. 8-bis) del D.P.R. 26 ottobre 1972, il quale prevede che di regola l’atto è esente dall’IVA, ad eccezione delle ipotesi ivi espressamente contemplate, nelle quali invece si applica l’IVA. Detta norma prevede che siano soggette ad IVA: a) le cessioni poste in essere dalle imprese costruttrici o che hanno eseguito sugli immobili gli interventi di cui all’art. 3, comma 1, lettere c), d) ed f) del DPR 380/2001 (in pratica si tratta di interventi di recupero), cessioni che sono obbligatoriamente sempre assoggettate ad IVA se poste in essere entro cinque anni dalla ultimazione dei lavori, e solo se la parte venditrice opta espressamente per l’applicazione dell’IVA se poste in essere dopo cinque anni dalla ultimazione dei lavori; b) le cessioni di fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali, come definiti dal decreto del Ministro delle Infrastrutture del 22 aprile 2008, per le quali nel relativo atto la parte cedente abbia espressamente optato per l’applicazione dell’IVA. Quindi sono esenti IVA: a) le cessioni di fabbricati di civile abitazione destinati ad alloggi sociali, come definiti dal decreto del

Ministro delle Infrastrutture del 22 aprile 2008, per le quali nel relativo atto la parte cedente NON abbia espressamente optato per l’applicazione dell’IVA; b) tutte le cessioni di immobili abitativi diversi da quelli previsti alla precedente lettera a), posti in essere: - dalle imprese non costruttrici o che non hanno eseguito sugli immobili stessi gli interventi di recupero di cui sopra; - dalle imprese costruttrici o che hanno eseguito sugli immobili i suddetti interventi di recupero, oltre cinque anni dalla data di ultimazione dei lavori, nel caso in cui nel relativo atto la parte cedente NON abbia espressamente optato per l’applicazione dell’IVA. in caso di applicazione dell’iva, l’acquirente dovrà versare detta imposta direttamente all’impresa venditrice. Le aliquote IVA previste per la cessione di fabbricati abitativi e relative pertinenze in linea di massima sono le seguenti: > se si tratta di abitazioni non di lusso: 10% se effettuate a favore di soggetti che non richiedono le cd. agevolazioni prima casa; 4% se effettuate a favore di soggetti che richiedono le cd. agevolazioni prima casa; > se si tratta di abitazioni di lusso: 21%. continua >>>

specialmente casa 2013 > 65


>>>segue

La base imponibile su cui si applica l’IVA, nelle misure sopra indicate, è data dal prezzo di vendita. Quando l’atto è soggetto ad IVA, esso sconta imposte fisse di registro (euro 168), ipotecaria (euro 168) e catastale (euro 168). Invece, in tutti i casi in cui la cessione non rientri nell’ambito applicativo dell’IVA, perché posta in essere da un soggetto che non interviene in veste di imprenditore o di esercente arti o professioni, ed in tutti i casi suddetti di esenzione dall’IVA, la cessione di immobili abitativi e relative pertinenze è soggetta ad imposta proporzionale di registro (art. 40 DPR 131/1986 T.U. concernente l’imposta di registro). In tali casi la cessione di immobili abitativi e relative pertinenze è soggetta di regola: - ad imposta di registro nella misura del 7%; - ad imposta ipotecaria nella misura del 2%; - ad imposta catastale nella misura dell’1%. Nel caso in cui la cessione abbia ad oggetto abitazioni non di lusso, effettuate a favore di soggetti che richiedono le cd. agevolazioni prima casa, dette imposte sono applicate nella seguente misura: - imposta di registro 3%; - imposta ipotecaria: fissa (euro 168); - imposta catastale: fissa (euro 168). Come sopra evidenziato, dette imposte devono essere versate al notaio che riceve l’atto, il quale poi le “gira”, senza alcun aggio, allo Stato. Con riguardo alla base imponibile su cui applicare le suddette imposte di registro, ipotecaria e catastale, in linea di principio la normativa in materia prevede che detta base imponibile sia costituita dal prezzo dichiarato, ovvero, se maggiore, dal valore dei beni. Tuttavia, con riguardo alle cessioni aventi ad oggetto immobili abitativi e relative pertinenze poste in essere nei confronti di persone fisiche che non agiscono nell’esercizio di attività commerciali, artistiche o professionali, è prevista la possibilità per l’acquirente di chiedere al notaio che le imposte di registro, ipotecaria e catastale siano applicate sul “valore catastale” degli immobili, indipendentemente dal corrispettivo pattuito ed indicato in atto. QueSTo meccanISmo, deTTo “prezzo-vaLore”, permeTTe un noTevoLe rISparmIo, In QuanTo IL cd. vaLore caTaSTaLe è normaLmenTe moLTo pIù baSSo deL vaLore reaLe e QuIndI deL prezzo paTTuITo. Si tratta di un meccanismo proposto e fortemente voluto dal Notariato, meccanismo che tende ad evitare che negli atti di compravendita immobiliare venga dichiarato un prezzo più basso di quello reale. Poiché le imposte si pagano sul valore catastale, e non sul prezzo, viene meno ogni convenienza fiscale a dichiarare un prezzo inferiore a quello reale. Anzi, poiché la finalità della normativa è proprio quella di evitare “simulazioni

di prezzo”, è previsto espressamente che il meccanismo del prezzo-valore si applica a condizione che nell’atto sia indicato l’intero prezzo pattuito. E’ infatti previsto che “se viene occultato, anche in parte, il corrispettivo pattuito, le imposte sono dovute sull’intero importo di quest’ultimo” e che si applichi inoltre una pesante sanzione amministrativa. Naturalmente si deve trattare di immobili che rientrino nelle categorie catastali degli immobili a destinazione abitativa e pertinenziali degli stessi. Per quanto riguarda il calcolo del cd. “valore catastale” degli immobili abitativi e relative pertinenze, esso si effettua moltiplicando la rendita catastale per il coefficiente di 115,5, per gli immobili per i quali si richiedono le cd. agevolazioni prima casa, e per il coefficiente di 126 negli altri casi. Con riguardo al meccanismo del prezzo-valore, si rimanda, per maggiori approfondimenti, alla pubblicazione “Prezzo-Valore”, facente parte della collana “Le Guide del cittadino”, nata dalla collaborazione fra il Consiglio Nazionale del Notariato e numerose associazioni dei consumatori, e scaricabile gratuitamente, come tutte le “Guide”, dal sito web del Consiglio Nazionale del Notariato (www.notariato.it) e delle suddette Associazioni dei Consumatori.

Le cd. agevolazioni prima casa Le agevolazioni cd. “prima casa” per i trasferimenti a titolo oneroso sono state introdotte nel nostro ordinamento per la prima volta con la legge 168 del 22 aprile 1982 e, dopo numerosi interventi modificativi, sono attualmente disciplinate dalla Nota II) bis all’art. 1 della Tariffa parte prima allegata al T.U. concernente l’imposta di registro (DPR 131/1986). Detta norma prevede: “II-bis) 1. Ai fini dell’applicazione dell’aliquota del 3% gli atti traslativi a titolo oneroso della proprietà di case di abitazione non di lusso e agli atti traslativi o costitutivi della nuda proprietà, dell’usufrutto, dell’uso e dell’abitazione relativi alle stesse, devono ricorrere le seguenti condizioni: a) che l’immobile sia ubicato nel territorio del comune in cui l’acquirente ha o stabilisca entro diciotto mesi dall’acquisto la propria residenza o, se diverso, in quello in cui l’acquirente svolge la propria attività ovvero, se trasferito all’estero per ragioni di lavoro, in quello in cui ha sede o esercita l’attività il soggetto da cui dipende ovvero, nel caso in cui l’acquirente sia cittadino italiano emigrato all’estero, che l’immobile sia acquistato come prima casa sul territorio italiano. La dichiarazione di voler stabilire la residenza nel comune ove è ubicato l’immobile acquistato deve essere resa, a pena di decadenza, dall’acquirente nell’atto di acquisto; b) che nell’atto di acquisto l’acquirente dichiari di non essere titolare esclusivo o in comunione con il coniuge dei diritti di proprietà, usufrutto, uso e abitazione di altra casa di abitazione nel territorio del comune in cui è situato l’immobile da acquistare; c) che nell’atto di acquisto l’acquirente dichiari di non essere titolare, neppure per quote, anche in regime di comunione legale su tutto il territorio nazionale dei diritti di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e nuda proprietà su altra casa di abitazione acquistata dallo stesso soggetto o dal coniuge con le agevolazioni di cui al presente articolo ovvero di cui all’articolo 1 della legge 22 aprile 1982, n. 168, all’articolo 2 del decreto-legge 7 febbraio 1985, n. 12, convertito, con modificazioni, dalla legge 5 aprile 1985, n. 118, all’articolo 3, comma 2, della legge 31 dicembre 1991, n. 415, all’articolo 5, commi 2 e 3, dei decreti-legge 21 gennaio 1992, n. 14, 20 marzo 1992, n. 237, e 20 maggio 1992, n. 293, all’articolo 2, commi 2 e 3, del decreto-legge 24 luglio 1992, n. 348, all’articolo 1, commi 2 e 3, del decreto-legge 24 settembre 1992, n. 388, all’articolo 1, commi 2 e 3, del decreto-legge 24 novembre 1992, n. 455, all’articolo 1, comma 2, del decreto-legge 23 gennaio 1993, n. 16, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 marzo 1993, n. 75, e all’articolo 16 del decreto-legge 22 maggio 1993, n. 155, convertito, con modificazioni, dalla legge 19 luglio 1993, n. 243. (si tratta di tutte le varie norme agevolative succedutesi nel tempo, ndr). 2. In caso di cessioni soggette ad imposta sul valore aggiunto le dichiarazioni di cui alle lettere a), b) e c) del comma 1, comunque riferite al momento in cui si realizza l’effetto traslativo, possono essere effettuate, oltre che nell’atto di acquisto, anche in sede di contratto preliminare. 3. Le agevolazioni di cui al comma 1, sussistendo le condizioni di cui alle lettere a), b) e c) del medesimo comma 1, spettano per l’acquisto, anche se con atto separato, delle pertinenze dell’immobile di cui alla lettera a). Sono ricomprese tra le pertinenze, limitatamente ad una per ciascuna categoria, le unità immobiliari classificate o classificabili nelle categorie catastali C/2, C/6 e C/7, che siano destinate a servizio della casa di abitazione oggetto dell’acquisto agevolato. 4. In caso di dichiarazione mendace o di trasferimento per atto a titolo oneroso o gratuito degli immobili acquistati con i benefici di cui al presente articolo prima del decorso del termine di cinque 66 > specialmente casa 2013


anni dalla data del loro acquisto, sono dovute le imposte di registro, ipotecaria e catastale nella misura ordinaria, nonché una soprattassa pari al 30 per cento delle stesse imposte. Se si tratta di cessioni soggette all’imposta sul valore aggiunto, l’ufficio dell’Agenzia delle entrate presso cui sono stati registrati i relativi atti deve recuperare nei confronti degli acquirenti la differenza fra l’imposta calcolata in base all’aliquota applicabile in assenza di agevolazioni e quella risultante dall’applicazione dell’aliquota agevolata, nonché irrogare la sanzione amministrativa, pari al 30 per cento della differenza medesima. Sono dovuti gli interessi di mora di cui al comma 4 dell’articolo 55 del presente testo unico. Le predette disposizioni non si applicano nel caso in cui il contribuente, entro un anno dall’alienazione dell’immobile acquistato con i benefici di cui al presente articolo, proceda all’acquisto di altro immobile da adibire a propria abitazione principale”. Oltre alle norme di legge, occorre tenere in considerazione anche l’evoluzione della prassi nel corso del tempo. Così l’agenzia delle entrate, stimolata anche dalla giurisprudenza, ha ritenuto di estendere i benefici “prima casa” anche ad ipotesi non contemplate espressamente, come ad esempio all’acquisto di un fabbricato in corso di costruzione, oppure all’acquisto di un fabbricato abitativo da accorpare ad una abitazione già posseduta, oppure all’acquisto di due porzioni abitative da accorpare. In tutti questi casi, peraltro, l’Agenzia ritiene che occorre che si possa verificare la sussistenza dei requisiti previsti dalla legge entro il termine di decadenza dell’ufficio dalla potestà di accertamento, vale a dire tre anni dalla registrazione dell’atto. Così, per poter mantenere le agevolazioni “prima casa”: nel caso di acquisto di un fabbricato in corso di costruzione, occorre che entro detto termine di tre anni il soggetto abbia completato l’immobile abitativo, e che detto immobile non presenti le caratteristiche di lusso; nel caso di acquisto di un immobile abitativo da accorpare ad un altro, o di acquisto di due unità abitative da accorpare, occorre che entro detto termine di tre anni il soggetto abbia completato i lavori di costruzione o di accorpamento, e che l’immobile abitativo realizzato non presenti le caratteristiche delle abitazioni di lusso. come detto più volte, infatti, per poter fruire della cd. “agevolazioni prima casa”, occorre che l’acquisto abbia ad oggetto una “casa di abitazione non di lusso”. Affinchè una casa di abitazione possa essere considerata “non di lusso”, e quindi essere ammessa a fruire delle agevolazioni, occorre che NON possieda le caratteristiche previste dal Decreto del Ministero dei Lavori Pubblici 2 agosto 1969, n. 1072, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 218 del 27 agosto 1969, il quale prevede quanto segue: (Caratteristiche delle abitazioni di lusso) “Ai sensi e per gli effetti della legge 2 luglio 1949, n. 408, e successive modificazioni ed integrazioni, della legge 2 febbraio 1960, n. 35, e successive modificazioni ed integrazioni, del decreto-legge 11 dicembre 1967, n. 1150, convertito nella legge 7 febbraio 1968, n. 26 sono considerate abitazioni di lusso. Le abitazioni realizzate su aree destinate dagli strumenti urbanistici, adottati od approvati, a “ville”, “parco privato” ovvero a costruzioni qualificate dai predetti strumenti come “di lusso”. Le abitazioni realizzate su aree per le quali gli strumenti urbanistici, adottati od approvati, prevedono una destinazione con tipologia edilizia di case unifamiliari e con la specifica prescrizione di lotti non inferiori Caratteristiche

Specificazione delle caratteristiche

Superficie dell’appartamento

Superficie utile complessiva superiore a mq 160, esclusi dal computo terrazze e balconi, cantine, soffitte, scale e posto macchine.

Terrazze a livello coperte e scoperte e balconi

Quando la loro superficie utile complessiva supera mq 65 a servizio di una singola unità immobiliare urbana

Ascensori

Quando vi sia più di un ascensore per ogni scala, ogni ascensore in più conta per una caratteristica se la scala serve meno di 7 piani sopraelevati.

Scala di servizio

Quando non sia prescritta da leggi, regolamenti o imposta da necessità di prevenzione di infortuni od incendi

Montacarichi o ascensore di servizio

Quando sono a servizio di meno di 4 piani.

Scala principale

con pareti rivestite di materiali pregiati per un’altezza superiore a cm 170 di media; con pareti rivestite di materiali lavorati in modo pregiato.

Altezza libera netta del piano

Superiore a m 3,30 salvo che regolamenti edilizi prevedano altezze minime superiori.

Porte di ingresso agli appartamenti da scala interna

in legno pregiato o massello e lastronato; di legno intagliato, scolpito o intarsiato; con decorazioni pregiate sovrapposte od imprese.

a 3000 mq., escluse le zone agricole, anche se in esse siano consentite costruzioni residenziali. Le abitazioni facenti parte di fabbricati che abbiano cubatura superiore a 2000 mc. e siano realizzati su lotti nei quali la cubatura edificata risulti inferiore a 25 mc. v.p.p. per ogni 100 mq. di superficie asservita ai fabbricati. Le abitazioni unifamiliari dotate di piscina di almeno 80 mq. di superficie o campi da tennis con sottofondo drenato di superficie non inferiore a 650 mq. Le case composte di uno o più vani costituenti unico alloggio padronale avente superficie utile complessiva superiore a mq. 200 (esclusi i balconi, le terrazze, le cantine, le soffitte, le scale e posto macchine) ed aventi come pertinenza un’area scoperta della superficie di oltre sei volte l’area coperta. Le singole unità immobiliari aventi superficie utile complessiva superiore a mq. 240 (esclusi i balconi, le terrazze, le cantine, le soffitte, le scale e posto macchine). Le abitazioni facenti parte di fabbricati o costituenti fabbricati insistenti su aree comunque destinate all’edilizia residenziale, quando il costo del terreno coperto e di pertinenza supera di una volta e mezzo il costo della sola costruzione. Le case e le singole unità immobiliari che abbiano oltre 4 caratteristiche tra quelle della tabella allegata al presente decreto. Le norme di cui al presente decreto entrano in vigore il primo giorno del mese successivo a quello della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale. Alle abitazioni costruite in base a licenza di costruzione rilasciata in data anteriore a quella della entrata in vigore del presente decreto si applicano le disposizioni di cui al decreto ministeriale 4 dicembre 1961. I comuni debbono precisare nella licenza di costruzione e sugli elaborati di progetto la destinazione urbanistica della zona dove sorgono le abitazioni oggetto della licenza stessa e la relativa normativa edilizia, nonché i principali dati inerenti al progetto approvato.

Infissi interni

Come alle lettere a), b), c) della caratteristica h) anche se tamburati qualora la loro superficie complessiva superi il 50% (cinquanta per cento) della superficie totale.

Pavimenti

Eseguiti per una superficie complessiva superiore al 50% (cinquanta per cento) della superficie utile totale dell’appartamento: in materiale pregiato; con materiali lavorati in modo pregiato.

Pareti

Quando per oltre il 30% (trenta per cento) della loro superficie complessiva siano: eseguite con materiali e lavori pregiati; rivestite di stoffe od altri materiali pregiati.

Soffitti

Se a cassettoni decorati oppure decorati con stucchi tirati sul posto o dipinti a mano, escluse le piccole sagome di distacco fra pareti e soffitti.

Piscina

Coperta o scoperta, in muratura, quando sia a servizio di un edificio o di un complesso di edifici comprendenti meno di 15 unità immobiliari.

Campo da tennis

Quando sia a servizio di un edificio o di un complesso di edifici comprendenti meno di 15 unità immobiliari.

N.B. - Il computo delle caratteristiche agli effetti delle agevolazioni fiscali va riferito ad ogni singola unità immobiliare (appartamento).

specialmente casa 2013 > 67


> > > ARTE CASA, VITA, SOGNO

“L’arte è un modo di vivere, di pensare e di agire. È un bisogno primario, come l’acqua, come l’aria. Non si può vivere senza arte: si sopravvive.”

ecofoglia “Voglio vivere in un un’opera d’arte”. È con queste parole che Luigi Alberton – filosofo, musicista, regista, pensatore, fondatore del Centro di Ricerca Artistica Immaginario Sonoro (www.immaginariosonoro.org) – ha dato inizio al progetto di Ecofoglia. Un luogo del cuore e dell’anima dove poter abitare, ma anche approfondire e sviluppare l’esistenza e le forme dell’Arte. Una casa, l’ultima, non per lui, ma anche per lui. Ecofoglia è il sogno di un luogo d’incontro dove poter sviluppare ognuno i propri talenti, idee e progetti, incontrarsi e condividere percorsi, soggiornare raccontando il proprio bagaglio di esperienze, rapportarle con il presente, nel sogno del futuro. Un habitat che, a partire dal progetto architettonico di Amedeo Sinico, mette in stretta e necessaria relazione le tre dimensioni temporali: passato, presente e futuro vengono abilmente sintetizzati in un’unica forma, una linea sinuosa che correla passaggi, eventi, proiezioni.

l’esperto: Il passato vuole essere un “filtro delle memorie”, è ciò che della propria vita di uomo si filtra, si seleziona. Il presente – contenitore cilindrico posto al centro della struttura – è il posto dove “convergono tutti i saperi”. Ogni forma di sapere genera un’atmosfera diversa, senz’altro promotrice a sua volta di progettualità, sapere, sperimentazione, incontro. Infine il futuro, rappresentato da un elemento architettonico che esce dal corpo centrale, per proiettarsi nel domani, verso il divenire.

Luigi Alberton

compositore e musicista; autore, regista, produttore; editore; fondatore di Immaginario Sonoro

Questo “pezzo” promuove il dinamismo, come un movimento evolutivo (hegeliano) che sembra prendere spunto dalla legge di “azione-reazione” di Archimede: a seguito di una spinta (attraverso il passato), il presente si lancia e, per reazione uguale e contraria, si proietta nel futuro. Ma partiamo dal nome: “Eco-foglia”. Dall’ascolto della natura, dallo sguardo attento ai suoi dettagli e al suo esemplare equilibrio stabile e armonico, come la foglia mette in relazione la terra con il cielo, facendosi tramite di contatti e doni, così Ecofoglia vuole essere il luogo che accoglie la luce e la trasforma in linfa vitale – meraviglia nella varietà delle sue forme. Ed è proprio la forma stessa di Ecofoglia a suggerirci maggiori dettagli sul pensiero del suo ideatore, Luigi Alberton. Sempre grazie ad Amedeo Sinico, che ha intrecciato le idee con lui, il

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continua >>> 68 > specialmente casa 2013


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progetto ha preso vita da alcuni dipinti e bozzetti, nella ricerca dettagliata di un contesto abitativo dotato di una precisa “atmosfera”. Ogni luogo della casa deve avere un suo “clima” in grado di favorire azioni e stati d’animo. Ecco allora che Ecofoglia si distingue come contesto dotato di vita propria, un suo personale soffio vitale che accende l’animo di chi la abita, trasformando – da dentro (a partire dall’interiorità) – i suoi abitanti. Ecofoglia, perciò, prende forma a partire dai concetti di chi la vive dal di dentro, come se fossero le medesime persone a crearla, ciascuno con le proprie esperienze e competenze, qualità e talenti. “È un approccio artistico e filosofico dell’architettura, pensiero tradotto in forma” – sottolinea Sinico – luogo che si fa portatore di valori e assume una funzione educativa”. Dentro Ecofoglia, tutte le attività saranno vissute per essere in equilibrio e creare nuovi equilibri, ovvero degli ecosistemi. “Non è un caso” – ribadisce Luigi Alberton – “che il progetto, ad uno sguardo orientato dall’alto, richiami la forma dell’ago di una bussola”. Le premesse si realizzano poi nell’esecuzione, perché effettivamente Ecofoglia è proprio “sistema di orientamento del proprio agire”. L’arte, dopotutto, non è oggi soprattutto orientamento dell’agire umano, momento di crescita interiore e spirituale, di ricerca del Sé e del proprio essere e stare nel mondo? Ma allora perché l’Arte deve andare per forza d’accordo con il concetto di Casa e di Vita? Perché Luigi Alberton ha bisogno dell’Arte per stare bene, per questo motivo egli è infatti “ricercatore di Bellezza”. Tematiche fondanti il vivere che sono state influenzate dall’architetto e pensatore austriaco Hundertwasser, ispirazione notevole se si pensa alle opere realizzate, una su tutte il complesso “Kindergarten Heddernheim”, asilo tuttora esistente e frequentato dai bambini, pensato e realizzato per loro. Da questo sguardo straordinario, nel senso più vero del termine, cioè di “fuori dal comune sentire”, Hundertwasser è l’artista che più ha colpito la sensibilità di Alberton, tanto da fargli aspirare l’esistenza di una realtà abitativa che non sia solo utopia, ma “u-topos” (dal greco), ossia “un buon luogo” reale e autentico, per riscoprirsi e ritrovarsi. Questo è Ecofoglia. Loris Rampazzo

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“Nei momenti di profondo cambiamento, come questo, l’offerta si adegua e, a differenza di qualche tempo fa, molto più in fretta.” in molti, come spesso accade, si chiedono dove ci porterà, in termini generali la situazione attuale del mercato. Altrettanti se non di più, vorrebbero avere più indicazioni su come muoversi, dove intervenire, cosa fare per migliorare o, almeno, mantenere le posizioni raggiunte.

> > > EcONOMIA Il MERcATO dEl MATTONE

il mercato

[immobiliare, e non solo]

molti fattori che nei tempi trascorsi, non avevano alcun effetto sui mercati in genere, nei giorni nostri e, in moltissimi casi, ne determinano le sorti, condizionando in modo sensibile l’emotività delle persone e, fra queste, guarda caso vi sono anche gli “operatori del settore”…Non solo del settore immobiliare naturalmente! Molti si lamentano, altri sopportano passivamente, alcuni invece, studiano, colgono e intravedono nuove opportunità, dalla situazione che cambia. Mi tornano alla mente le parole di un amico che affermava in modo quasi ovvio ma originale: “Se la benzina non fosse arrivata a costare così tanto, l’industria non avrebbe spinto la ricerca per costruire veicoli che percorrano molti più chilometri con un litro di carburante.” La stessa cosa, in modo similare, sta

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accadendo con le abitazioni. Case energeticamente più efficienti con cappotti di rivestimento in materiali naturali, che agevolano in un comfort maggiore, un notevole risparmio di gas, impianti domotici che ottimizzano i consumi e fanno risparmiare elettricità, pannelli solari e fotovoltaici, la geotermia, serramenti che uniscono la bellezza estetica alla sicurezza e all’isolamento, caldaie ad alta efficienza e così via… Insomma, stiamo assistendo ad un profondo e, soprattutto rapidissimo cambiamento del prodotto e del mercato immobiliare. Le abitazioni costruite negli anni ’70 che fino a qualche tempo fa avevano un mercato piuttosto florido, oggi trovano moltissime difficoltà di collocamento se non a prezzi molto vantaggiosi. Ovviamente le ristrutturazioni sono in pratica d’obbligo e, in questi casi, le nuove tecnologie


stanno facendo un gran bel lavoro. Volendo, senza interventi eccessivamente invasivi e costosi, si possono trasformare le abitazioni in modo rapido ed efficiente. Per esempio, il riscaldamento a pavimento elettrico alimentato dall’impianto fotovoltaico, che negli ultimi tempi ha raggiunto costi più che abbordabili e prestazioni fino a poco fa, inimmaginabili. Non è da dimenticare che, grazie anche agli incentivi statali per il recupero degli edifici ed il risparmio energetico, molte aziende ed artigiani, trovano il modo di superare momenti non facili dal punto di vista lavorativo. Non dilungandomi in argomenti che la maggior parte di noi conosce, la domanda che assilla la maggior parte delle persone è: “Che succederà in futuro?” Il pensiero non si ferma mai… E’ insito nella nostra natura ricercare e pensare a nuove soluzioni, risolvere problemi ma, soprattutto, cercando di ispirarsi e rispettare in modo sempre più preponderante una nuova via, che si esprime in una sola parola: “La sostenibilità!” Nel mercato del “nuovo” molti costruttori edili stanno dando il meglio di sé, realizzando abitazioni di grande pregio, sia nell’aspetto architettonico

sia della qualità dei materiali utilizzati. Costruzioni realizzate con modalità eco-sostenibile che non tralasciano nessun particolare, soprattutto nei confronti dell’ambiente. Materiali recuperati, legni certificati, riciclabilità, ergonomia. Queste sono le priorità che caratterizzano queste nuove abitazioni.

l’esperto:

Alloggi di medie dimensioni (80-100 MQ) che si possono riscaldare e raffrescare con una spesa annuale di poco superiore ai 500 euro, con prezzi di vendita di tutto rispetto in proporzione a quello che accadeva sino a poco tempo fa. In prevalenza, sono le persone più giovani e con discrete possibilità economiche, che approcciano maggiormente a questo modello di pensiero ma, anche coloro che ancorché non più giovanissimi, coltivano una sorta di vocazione verso una concezione più equilibrata del vivere in armonia.

Gianfranco Stocco Presidente Provinciale Fiaip Vicenza

@ segreteria@veneto.fiaip.it

Da qui, la bioedilizia in modo prevalente, sta entrando sempre più nelle preferenze di chi desidera acquistare casa. Originariamente indirizzata dalle scelte di ordine mondiale, per esempio, il famoso “protocollo di Kioto”, l’industria si è trovata a dover progressivamente cambiare le proprie produzioni, per adeguarsi repentinamente, a ciò che il mercato, richiede. continua >>>

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>>>segue

Molte aziende del settore edile, si sono già adeguate e si stanno strutturando, per poter rispondere in modo appropriato alle nuove richieste del mercato. Si organizzano corsi, convegni, fiere specializzate, dove diffondere e acculturare sempre di più in tal senso. Una delle manifestazioni più importanti si è tenuta nel mese di gennaio in Trentino Alto Adige, terra che da moltissimo tempo, precede in modo propositivo e serio, il percorso che ispira nella maggior parte dei casi, il nuovo decorso del mercato in quest’ambito. Voltando pagina, rimanendo tuttavia nell’ambito delle abitazioni, c’è da dire che, anche il mercato delle locazioni nei momenti di tendenziale rallentamento delle vendite, determina un’importante valvola di sfogo. La mancanza di liquidità che si è venuta a creare e la difficoltà di accesso al credito, più accentuata, prelude inesorabilmente ad un sensibile ritorno alla scelta locativa. Nei momenti di profondo cambiamento, come questo, l’offerta si adegua e, a differenza di qualche tempo fa, molto più in fretta. Abitualmente in trascorsi anche recenti, si assisteva con una certa frequenza ad una certa

“resistenza” nella trattabilità dei prezzi di vendita e di locazione. Ora, chi vuole vendere o affittare, in molti casi, non guarda molto per il sottile. Sa bene che, perdere un’opportunità di questi tempi, non è garanzia di trovare un altro acquirente, soprattutto in tempi brevi, che acquisterà o prenderà in locazione la sua casa. È doveroso precisare, che quest’ultima considerazione è frutto di stima, in termini statistici, per le tipologie abitative maggiormente presenti sul mercato. Le eccezioni, per fortuna, non mancano! gli immobili costruiti con materiali di qualità e, in zone particolarmente ricercate, non “soffrono” in modo particolare dal punto di vista economico. Questa situazione generale, chiama anche noi, quali operatori del settore, ad una sempre crescente attenzione e professionalità. L’agente immobiliare, dovrebbe anch’egli seguire la via della “sostenibilità” nel proprio lavoro. Nel caso specifico, affrontando con nuovo entusiasmo e propositività i momenti non facili, che il momento impone. Per riuscire a fare ciò, ci sono molti modi ma, quello più efficace è associarsi e fare squadra. Far parte attivamente di un’associazione per

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esempio, può essere una buona via. Si hanno molte opportunità di incontrare nuovi colleghi e, in questo modo, aumentare sensibilmente l’opportunità di collaborazione per fare nuovo business. Coltivare e migliorare le relazioni, non può che aiutare a non sentirsi soli nei momenti difficili che talvolta si presentano. Per rimanere nell’ambito lavorativo e sociale, la politica, le associazioni di categoria, le persone che ricoprono posizioni importanti nelle aziende e nella vita civile in genere, hanno l’obbligo morale di adoperarsi, per favorire l’incontro, lo scambio di esperienze e di culture, nell’ottica di un’armonizzazione della convivenza umana. Solo con la nostra presenza nella maggior parte della vita sociale, possiamo direttamente e indirettamente, influire in modo sensibile, nella determinazione degli eventi che caratterizzeranno il nostro futuro e quello delle generazioni a venire. Dobbiamo avere più coraggio, più generosità, più disponibilità verso gli altri, intesi come società nella quale viviamo. Continuare a pensare alzando le spalle che, tanto non cambierà nulla, determinerà solo una cosa: “che, in un modo o nell’altro, sicuramente avremo ragione!”


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