ScriverEsistere Magazine n8-2022

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Agosto 2022 ANNO 3 - N° 8

Scriveresitere mensile di informazione www.scriveresistere.it

Editore: La Meridiana SCS P.IVA 02322460961 Viale Cesare Battisti 86 20900, Monza (MB)

"il magazine di chi scrive con gli occhi"

TUTTI IN CAMPAGNA!

C

Reg. Trib. Monza nu. 24/2021 Dir. Editoriale: Roberto Mauri Dir. Resp.: Fabrizio Annaro Coord. Edit.: Luisa Sorrentino Redaz.: L. Picheca, P. Musso, Cl. Messa, L. Tangorra Prog. Grafico: C. Balestrini

(ELETTORALE)

AGOSTO, VACANZA MIA, NON TI CONOSCO

aldo sì, caldo no, piaccia o non piaccia, questa volta ci tocca andare tutti in campagna! C’è mai stata una campagna elettorale consumata in un paio di mesi nel periodo più distratto e impegnativo dell’anno, agosto? Forse no… Il nostro Paese sembra un pullman pieno di gente e senza guidatore su una strada tutta curve, salite e discese… Dove andremo a sbattere? Le notizie hanno il sapore di un grande frullato di orrori, di parole sovrapposte, di segnali contraddittori e ogni momento sembra esaltante perché c’è una notizia più tremenda della precedente. Che bello! Come si può decidere in questa confusione? Di chi ci si può fidare? Intanto, le guerre vanno avanti spietate, i ghiacciai continuano a sciogliersi, gli incendi non smettono di bruciare migliaia di ettari, i politici a “discutere”. Non è che la situazione rischia di sfuggire di mano? Sembra davvero tutto surreale e fuori luogo. Non si può chiedere attenzione a chi l’attenzione ce l’ha da un’altra parte: chiederemmo a un acrobata impegnato a camminare sul filo che unisce due vette “Scusa, per favore, mi puoi portare la borsa?”. La metafora funziona per tutti, perché tutti oggi siamo come acrobati che devono stare attenti a dove mettere i piedi e a tenere l’equilibrio: è un attimo precipitare nel burrone dell’incertezza totale, della povertà, della confusione sociale, dell’esclusione, del conflitto e così via… La vita non si può teorizzare perché le famose super citate bollette si devono pagare per

forza, perché le banche non si impietosiscono mai, perché la macchina non si muove senza carburante, perché la violenza sta diventando una bella notizia da prima pagina, modello da imitare, e così via… Allora, perfetto: mentre facciamo un bel tuffo in mare, balliamo in discoteca con gli amici, mangiamo una fantastica pizza, siamo in una coda di venti chilometri in autostrada, o mentre aspettiamo treni o aerei con qualche ora di ritardo, già che ci siamo possiamo pur pensare bene a chi votare, giusto? Perciò, “problema risolto”: si va tutti in campagna! Scusate l’ironia, ma noi pensiamo che la classe politica abbia davvero una grandissima responsabilità e debba proteggere prima di tutto le “vittime designate” destinate a pagare il prezzo più alto, i più deboli e fragili; e non solo i disabili e i poveri ma anche i bambini e i giovani futuri uomini che non stanno capendo più cosa conta, che vengono nutriti di illusioni e violenza, bombardati da cattivi esempi, quotidianamente lasciati soli di fronte ad una realtà inguardabile che, invece, andrebbe filtrata e “premasticata” per essere restituita “digeribile” e soprattutto trasformata in opportunità formativa. Non è facile, certo, ma è molto urgente occuparsene, trovare la strada della prevenzione. Un’idea potrebbe essere, per esempio, quella di un “Telegiornale formativo”, una sorta di TGG (TG Giovani) in cui si interpretano le notizie nude e crude e si ripensano per farle diventare occasioni di riflessione?

A cura della Redazione

FORSE LA VITA FA PIU’ PAURA DELLA MORTE… Vanno raccontate le storie drammatiche e coinvolgenti di chi chiede di morire, ma anche quelle di chi chiede di vivere e sceglie la VITA seppure ASSISTITA. Per poter prendere posizione e decidere, la gente deve conoscere le tante realtà esistenti.


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Agosto 2022

SCRIVERE... per ripensare e riflettere sulle esperienze di Luigi Picheca

LA GRANDINE COME PROIETTILI Anche il cielo dichiara guerra

Era un giorno di luglio di tanti anni fa e mi trovavo verso la bergamasca sul mio furgone per le riparazioni dei muletti. Faceva talmente caldo che mi si incollavano le suole delle scarpe al catrame del piazzale della ditta in cui mi trovavo. Ero a torso nudo e grondavo sudore da tutte le parti. Finito il lavoro là, mi sono messo sulla strada per il ritorno. A un certo punto ricevo una telefonata da un altro cliente di Bresso e mi dice che è fermo col muletto. Dico che posso essere lì tra mezz'ora. Vedo il cielo verso Bresso tutto nero e mi dico: "finalmente un po' di fresco da quelle parti" e vado felice verso il temporale. Arrivato sulla strada del campovolo di Bresso, il temporale aumenta di intensità e vedo dei lampi argentei, e poi giù grandine a pallettoni. Per la miseria, che casino. C'è un distributore di carburante sulla sinistra e mi ci fiondo a cercare riparo. Tutti sono già sotto la pensilina. Mi guardo intorno e vado verso il tunnel del lavaggio auto. È già pieno. La grandine è grossa e mi fermo lì. Ormai non c'è scampo per il mio povero furgone! La grandine colpisce il parabrezza e la carrozzeria facendo un

Ladri di pannocchie, io e… Putin

fracasso insopportabile, la gente esce dalle auto con i vetri rotti e scappa. "ma dove vanno?", mi chiedo. E mi viene la tentazione di scappare anch'io. Mi trattengo a malapena perché il rumore è assordante e il parabrezza si rompe davanti ai miei occhi. Una crepa, due, tre, e va in malora anche la grandine. Ho paura che il tettuccio trasparente ceda sotto quelle mazzate e prendo un bel cartone robusto che avevo dietro al sedile e lo metto sul tettuccio per ripararlo. "Che stupido", penso, "se un pezzo di grandine mi colpisce sono guai!". Erano palle da tennis, il cielo le mandava giù come coriandoli. Pochi secondi e crolla il tunnel dell'autolavaggio con tutte le macchine sotto. "Che culo", mi dico. Nello spazio di pochi minuti è successo tutto 'sto casino. Oggi penso a chi si trova veramente sotto i bombardamenti, cosa provano loro con i colpi e le granate e i missili che terrorizzano tutti? Se la gente si spaventa per la grandine, figuriamoci in guerra. La guerra è proprio una maledizione, e chi la scatena deve essere condannato.

Avevo 8 o 9 anni quando mio fratello mi portava in bicicletta al canale, vicino a Calderara, per fare il bagno. In agosto l'afa su Milano era pesante e quella evasione, lontano da casa, era irresistibile. Il canale era un punto di riferimento per molti, c'era chi andava per lavare la macchina e quelli come noi che ci facevano le vacanze, quando i soldi per andare in ferie non c'erano. A Monza e a Sesto il canale non c'era più e ci toccava andare fino a Calderara, sulla strada per Nova, per nuotare e rinfrescarsi come si deve. Lì era bello perché c'era anche una bella cascata e a me piaceva andarci dietro per vedere il colore dell'acqua e fare il Tarzan della situazione. Mio fratello mi teneva d'occhio e io avevo fiducia in lui. A lato del canale si estendeva una immensa campagna, per lo più coltivata a granturco. A volte andavo con mio fratello a rubare qualche pannocchia bella grossa da abbrustolire e fare merenda. Ma occhio al contadino, saltava sempre fuori nel momento della ritirata e ci toccava scappare con la bicicletta, sennò legnate. Le nostre avventure finivano quasi sempre così. Ma i trofei, le tre o quattro pannocchie, restavano come bottino di guerra. Non la guerra dei russi, la loro guerra è spaventosa. Hanno devastato e rubato di tutto, anche la vita a tanta povera gente che viveva tranquilla in territori da contendere. Però oltre a seminare la morte Putin ha ridotto le forniture di gas e petrolio e ha rubato le scorte di grano ucraino. Una mossa velenosa che ha ridotto le riserve di questo genere alimentare essenziale per molti Paesi. Putin ha rubato troppe pannocchie, io solo tre o quattro. Ma siamo stati ladri tutti e due.

di Luigi Picheca

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ESPRIMERE... e proprie opinioni

NEL CHIOSCO DEI COCOMERI di Julius Neumann Se

qualcuno di voi è cresciuto negli anni 60/70, si ricorderà bene dei chioschi delle angurie che spuntavano come funghi nei mesi estivi. I chioschi si potevano trovare soprattutto nelle periferie, ai lati delle strade, magari in qualche scampolo di prato non ancora coltivato. Spesso erano in vicinanza, ma non troppo, alle lucciole della notte con i loro copertoni infiammati che buttavano un fumo nerissimo e tossico. I chioschi e le lucciole si facevano una pubblicità reciproca e simbiotica. I cocomerai costruivano i loro punti vendita con materiali di scarto, pannelli di legno usati e gettati dove si leggeva spesso pubblicità antica, del tipo "Il Circo Americano! Venite a vedere elefanti, leoni, giocoglieri e nani deformi!". Le angurie venivano tenute al fresco in una vasca da bagno usata con acqua e ghiaccio. I cocomerai più facoltosi o fortunati, costruivano un pergolato con tavoli e sedie illuminato da una stringa di lampadine colorate a mano per dare un tocco di 'ambiance' nelle calde serate estive.

Non importa le modifiche, i chioschi erano fatiscenti. ESATTAMENTE COME IL MONDO DI OGGI Pensiero 1: la crisi di governo. L'Italia si dimostra, per l'ennesima volta, paese provinciale nell'Europa che conta. Avevamo il Primo Ministro forse più influente e preparato degli ultimi decenni e l'abbiamo bruciato. Chi non pensa che serva una persona di alto profilo Europeo per negoziare in Europa deve cambiarsi il cervello. Non si poteva aspettare la fine della legislatura fra 8 - 10 mesi e poi andare a votare?

Pensiero 2:

assuefazione e indifferenza. Noto con orrore una spiccata assuefazione alla guerra in Ucraina senza pensare alle conseguenze catastrofiche che potrà avere sulle nostre democrazie deboli ed oramai minoritarie. Indifferenza alla morte, che dire delle persone che filmavano l'assassino del Nigeriano a Civitanova Marche? Disgustoso al pari della violenza brutale usata contro il povero uomo. Ma voi pensate veramente che

PAUSA DI RIFLESSIONE

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"Essere felici è smettere di sentirsi una vittima e diventare autore del proprio destino. È attraversare i deserti, ma essere in grado di trovare un'oasi nel profondo dell'anima. È ringraziare Dio ogni mattina per il miracolo della vita. È baciare i tuoi figli, coccolare i tuoi genitori, vivere momenti poetici con gli amici, anche quando ci feriscono. "Usa i tuoi errori con la serenità dello scultore. Usa il dolore per intonare il piacere. Usa gli ostacoli per aprire le finestre dell'intelligenza. Non mollare mai ... Soprattutto non mollare mai le persone che ti amano. Non rinunciare mai alla felicità, perché la vita è uno spettacolo incredibile." Parole di PAPA FRANCESCO

volevano usare i video per denunciare l'aggressione? Palle! volevano metterlo sui social per avere più visualizzazioni e like. Siamo diventati una razza di esibizionisti a scapito degli altri.

Pensiero 3:

suicidio assistito. Premetto che ognuno può fare della sua vita quel c.... che gli pare, fino a quando l'uso o l'abuso della sua libertà individuale non invade il perimetro di vita degli altri. Quello che mi fa imbestialire è il trattamento di questo soggetto spinoso da parte dei media. I media si sono impadroniti con morbosità di questo argomento, entrando con dovizia di particolari nel processo che porta alla morte dell'individuo. Alla fine di questo lavaggio del cervello, il malato che decide di morire è un eroe. Si è vero, la scelta di morire è difficile. Io conosco tanti malati di SLA che come me, si aggrappano alla vita con le unghie e i denti, cercando di dare significato ad un'esistenza difficilissima. Non sarebbe bello se ogni tanto i media dessero risalto a queste storie di malati resilienti che amano la vita? Si potrebbe influenzare in positivo molte persone che soffrono di depressione e che pensano al suicidio. Ma sappiamo bene, la morte fa più share della vita.

Una bella sorpresa di Gianni Modesto Il mio amico Stefano mi ha regalato una bella sorpresa! È andato in Puglia e si è recato nel mio paese natio e mi ha fatto una videochiamata, rincorrendo tutti i posti della mia infanzia. Vi lascio immaginare l’emozione che mi procurato, io d’altronde non potrò più recarmi al mio paese per via di questa LADRA (malattia) che è la SLA, nonostante abbia un fratello maggiore che abita a pochi chilometri da TRANI. A Stefano, mio amico, sarò sempre grato per questa bellissima sorpresa, e io non posso che ringraziare lui e la sua famiglia con grande affetto e con grande.


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LEGGERE... tra le righe della vita

LA LUCE DENTRO

I

di Laura Tangorra

mmagina una casa. Una piccola baita solitaria nel cuore di una radura. Una baita di legno antico, con il tetto spiovente e piccole finestre. Cascate di petali piovono dai davanzali macchiando di rosa il verde tutt’intorno. Sembra sgusciata dal terreno scosceso come un fungo uscito solo per metà, e rivolge al solo il suo lato rugoso, come una vecchia tartaruga nascosta nell’erba che lo ringrazia per la calda compagnia. Ma quando la notte la sfiora, la accarezza con le sue dita buie, il suo colore si spegne, si cancellano le forme, allora di lei non resta che una traccia. È una finestra illuminata. La vedi? Ecco, quel piccolo quadrato di luce appeso al niente in quel buio assoluto è un segno della sua presenza, qualcosa che ti dice: qui c’è una casa. È la sua essenza. È così che ho conosciuto la mia anima. L’ho incontrata quando è calato il buio, quando di quello che ero non è rimasto niente. Niente più mani che gesticolano, che accarezzano, disegnano. Niente più gambe lunghe che corrono per casa, niente

più voce che chiacchiera, insegna, canta. Ma allora, chi è la persona che sento ancora di conoscere, quella che mi dice: “Sono sempre io, non me ne sono andata”, che ha i miei stessi pensieri, che ama quello che amavo io? Ora, lo so, si è fatta riconoscere. È la mia essenza. È la mia stessa anima. Mi piace perché non ha bisogno di mostrarsi, resta nascosta come un umile regista. Dietro le quinte del teatro muove i fili della storia, ma nessuno vede al di là dell’attore. E se la messa in scena sarà un successo o un fiasco clamoroso, chi dei due sarà stato artefice? Cercare il limite fra l’essenza di un uomo e il suo corpo è un po’ come correre verso l’orizzonte per scoprire il punto in cui finisce. Perché in effetti il corpo custodisce, nutre l’anima come fosse il suo nido. È essenziale, perché solo così lei potrà, alla fine, spiccare il volo fiera come un’aquila, con le sue grandi ali che tagliano l’azzurro. Forse l’ho conosciuta solo adesso perché il mio corpo si è fermato e ha smesso di distrarmi. Ho come la sensazione di riuscire solo ora a capire quale parte di me resterà per sempre a vegliare nell’azzurro tra le aquile. Sarà l’amore che provo, saranno i miei pensieri. Testo tratto da “Il mio divano blu” di Laura Tangorra - Edizioni Messaggero Padova, 2016

Ciao, vi voglio raccontare un po’ la storia della mia vita amo Ci vedni t’anni tra ce

Mizzica! Veru iè! Poi iniziava il telegiornale e la mia curiosità si soffermava sul giornalista mentre leggeva le notizie: lo guardavo come un intruso in casa mia e mi chiedevo dove fosse l’altra parte del corpo che gli mancava. Poi col tempo ho capito come andavano le cose, questa era solo la curiosità di un bambino di sei anni. Poi man mano che il tempo è passato la gente fuori dalla porta diminuiva perché, a loro volta, forse per non essere da meno, usso Pippo M compravano il televisore. Un bel giorno vedo una macchina arrivare e fermarsi davanti a casa mia: era un taxi venuto per portarci alla stazione per andare a Milano. Era stata accettata la domanda di trasferimento presentata da mio padre tempo prima. Così partimmo per un interminabile viaggio! Parlo degli anni sessanta, quando la gente saliva ancora dai finestrini portandosi dietro una grande scorta di valigie di cartone chiuse con la corda. Comunque è stata una nuova esperienza, soprattutto quando il treno si smistava dentro le gallerie: mi sembrava un traghetto affondare dal peso. Finalmente arrivammo a Milano dove il taxi ci portò in via Laurana, una traversa del viale Zara: case d’epoca molto massicce dove anche se gridavi a squarciagola nessuno sentiva niente. Avevamo due belle camere con servizi. Una bella casa, grazie a Dio. Qui comincia la mia storia con gli Angeli. po quando nge il tem atore da , rag giu o, lavor nno felice te e gioios glioso, no uomo for cui dre orgo USSO, n pa M co e, O ltà gli A. PIPP sua mo la di SL no l’umi rato di lo salva si amma li. inna mo più, ma nsione e gli Ange della pe n la vuole e rapporto con sognato olta e no ial a è strav suo spec a quando La sua vit intorno a sé e il olt av str ello are la vita ero è qu sa guard po e avere per vivere davv felicità. arsi Pip e sta la o modo ò chiam ntro ch di noi pu ogni ca so, l’unic nto lì de no lta nu so è Og in , perché spetta: ha l’a si se e ch meno vita dentro la di vivere

Musso

alattia. -mia-m he-della e, -anc iic -d el io -f pr ro sono da,-sì-p eanchehé-ma-di-mer -n o-il-perc -malattia omi-in-pace iei-sogni,i-non-s questa nd …Ogg -m battere- ita-non-lascia -privacy-dei -soprassalto,om -c di a-nella onitaersegu lzare-di Felicehe-mi-p o-di-prepotenz ndomi-sobba so-si-è-impadr -c da er ne m ce acendo -permes ,-entrand io-sonno,- fa a-il-mio uoi-piaceri,-f di-notte m nz ilse oei-s nd ch disturba rutta-stronza- olo-schiavo-de -b questa orpo,-rendend -c del-mio ù-le-pare. zino, pi era ragaz ciò-che-

HI LI O C C CO N G ta re la vi R IT TO R O SC spegne B r LI pe N A U sta la SL Non ba

Pippo

ono nato a Palermo città dei profumi, dei gelsomini, dei mandorli in fiore, del buon sapore del pane e delle panelle, delle arancine belle ripiene e saporite di tutto e di più. Ma soprattutto della bella gente sempre allegra e generosa che tutto ti dà e niente vuole in cambio. Questa è Palermo. Non fa niente se ti suonano al semaforo, se ti fermi col rosso o se te li vedi arrivare da un senso unico contrario... siamo fatti così! Sono nato da una famiglia povera, ma ricca di amore per tutti gli otto figli. Il più piccolo dormiva nel lettone con i miei genitori, tutti gli altri con le coperte per terra. Avevamo solo una camera, con un piccolo separé che divideva la stanza dal bagno e dal cucinino. Per mangiare a tavola, visto che le sedie non bastavano, avevamo le assi di legno messe tra una sedia e l’altra, così ci stavamo tutti. A tavola avevamo poco, ma eravamo felici. Mio padre lavorava in posta, faceva il portalettere, e portava sempre qualcosa che gli regalava la gente. Mia madre ci teneva in ordine facendoci vestitini con le lenzuola o con qualche ritaglio di stoffa trovato qua e là. Mi ricordo che la mattina presto passava il contadino con le mucche e mia madre, con un tegamino da un paio di litri di latte, ci preparava la colazione col pane avanzato il giorno prima. Eravamo felici. Mio padre nel frattempo aveva acquistato un televisore, non so se nuovo o di seconda mano ma sicuramente a rate, e così la sera erano tutti invitati a vedere il telegiornale. Parenti e amici erano tutti invitati, ognuno si portava la propria sedia e si accomodava fuori dalla porta, per strada, come si usa nei paesi, con la porta spalancata. Non vi dico: neanche per lo sbarco sulla luna c’erano tutti questi curiosi! Così iniziavano i programmi: ta tà tatatà ta tàtata ta tata tatatà tatà e subito iniziavano i commenti delle persone. Chi diceva bella musica! e chi bella torre! intendendo l’antenna RAI paragonata alla torre Eiffel!

ni cent’an mo tra Ci vedia

S

di Pippo Musso

o

Sorrentin di Luisa a cura

Testo tratto da “Ci vediamo tra cent’anni” di Pippo Musso - Edizioni Casa dello Spirito e delle Arti, 2019


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ASSISTERE... con passione VI PORTO AL CINEMA!

Questo mese vi racconto perché vedere AMBULANCE (2022), regia di Michael Bay, ecco la trama!

di Claudio A.F. Messa

Il decorato veterano di guerra Will Sharp è alla disperata ricerca di soldi perché la moglie è malata di cancro e ha bisogno di un urgente intervento chirurgico sperimentale che costa più di 230.000 dollari. Chiede aiuto a Danny, il fratello adottivo, il quale, per aiutarlo, gli propone una rapina in banca da 32 milioni di dollari, la più grande nella storia di Los Angeles. Quando però la loro fuga va clamorosamente storta, i fratelli disperati prendono un'ambulanza con a bordo, in ostaggio, un poliziotto ferito che lotta tra la vita e la morte e l'esperta paramedico Cam Thompson. QUATTRO MOTIVI PER GUARDARE QUESTO FILM: 1. I panorami dall’alto che fanno vedere la “città degli angeli” 2. Il rapporto che si crea fra il paramedico Cam e il veterano Will. Un rapporto che fa riflettere sulle scelte: cosa saresti disposto a fare per qualcuno che ami? Rapporto ben riassunto nella scena in cui Cam chiede a Will: “tua moglie sa che rapini banche?” 3. Il cancro, tematica che emerge grazie alla malattia di un personaggio secondario ma fondamentale alla trama. Da questo tema deriva anche una riflessione sulla sanità, su quanto sia fondamentale garantire le cure a tutti i malati. Il diritto alla salute non può basarsi sul portafoglio. 4. Il rapporto fra Will e il fratello Danny. È emozionante vedere come si relazionano fra loro, come dallo stesso passato hanno tratto lezioni diverse, ma con una caratteristica comune: fidarsi della propria famiglia e fare di tutto per lei. DUE MOTIVI PER NON GUARDARE QUESTO FILM: 1. il Paramedico, alla fine del film, per errore spara a Will nonostante lui gli abbia salvato la vita 2. Il far operare personale non formato a 100 km allora, senza attrezzatura ed in collegamento con chirurghi veri è impossibile e assurdo. Questo rende sicuramente alcune scene adrenaliniche ma fa perdere di veridicità al film. Permettetemi di tornare un momento al punto 3, punto che mi sta particolarmente a cuore. Mi colpisce come in America la salute sia ancora condizionata all’ampiezza del portafoglio o alle donazioni. In Italia invece è gratis, uno come me negli USA sarebbe probabilmente già morto, li se non hai i soldi non ti puoi curare. Ci lamentiamo tanto della condizione dei nostri ospedali dimenticandoci che il nostro pronto soccorso è gratuito. È vero molte cose funzionano poco o male ma ci viene garantito il diritto alla cura, alla possibilità di stare bene.

7 settembre

Il c'è un altro spettacolo da vedere: la partita del cuore su RAI2 alle 21,15! Tutte le informazioni le trovate nelle pagine più avanti! Un numero però ve lo anticipiamo subito così non ve lo dimenticate, è il numero dell'SMS solidale con cui chiediamo al mondo di sostenere la nostra cooperativa, La Meridiana.

Chiama il 45527 e dai forza alla fragilità


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Agosto 2022

CONVIENE FIDARSI SEMPRE DEL CIELO

P

di Pippo Musso

ippo, sai che ieri sono andata al battesimo della figlia della mia amica? Ah, sì? e allora? E allora dopo averla battezzata, l’ho presa in braccio per fare un paio di fotografie con lei... E allora?? Aspetta! Non ho ancora finito di parlare! Allora l’ho presa in braccio ed era così leggera... E allora??? Ma Pippo, sei peggio di mio marito che non mi lascia mai finire di parlare! Hai ragione, Teresa, ma io non vedo l'ora di sapere come va a finire, per questo sono così ansioso! Allora, se mi fai finire, bene, se no non ti dico più niente e la piantiamo qui! No, no, Teresa, ti prego vai avanti prometto che non ti interrompo più. Dunque, ti stavo dicendo che ho preso in braccio quella bellissima bambina, che si chiama Fatima, un bellissimo nome come la Madonna di Fatima, ed era talmente bella che quasi quasi non gliela volevo più restituire a sua madre... Non so cosa mi aveva preso in quel momento, ma fatto sta che nel mio inconscio non gliela volevo più dare indietro... Ma cosa stai dicendo Teresa? Vuoi farti arrestare? Scusa tanto se te lo dico, ma se ti piacciono così tanto i bambini perché non ne fai uno anche tu, visto che sei giovane e bella? Eh, magari, amico mio, certo che lo farei ma il problema è che non arrivano…sono anni che lo desidero ma non posso avere figli... Accidenti! Com’è amaro e bastardo tante volte il destino... Pensa che vedo tante mie amiche, che fanno di tutto per non averne e poi miracolosamente restano incinta e io che sono anni che ci provo… Dai, Teresa, adesso ci penso io e i miei Angeli... Cosa? Caro mio, magari fosse così facile che con una preghiera rimani incinta! Magari… Scusa Teresa, ma tu sei Cristiana? Certo che lo sono… Allora credi in Dio, negli Angeli, nei Santi... Certo che ci credo, e allora? E allora abbi fede e prega, prega e vedrai che Dio ti aiuterà E già, mio caro Pippo, fai presto a dire di pregare e che il Signore ti aiuterà... Per carità, io credo in lui e nella Santa Chiesa cattolica ma, visto che è una vita che prego ora sono delusa, c’è qualcosa che non va... o le mie preghiere non arrivano al Signore o Lui ha troppo da fare per pensare a me... Ma no, Teresa, che stai dicendo? Figurati se il Signore non ti ascolta! Sei tu che devi essere forte, non cedere ma continua, continua a pregare e intanto anch’io imploro i miei Angeli e qualcosa succederà! Pippo, non ti scomodare perché tanto io di figli non ne posso avere e poi sai quante grazie ho chiesto finora per avere un figlio... ormai sono demoralizzata, a terra e non ci spero più, quindi, scusa Pippo se te lo dico, per me ormai è tutto inutile sembra che chiedo la carità... non ti stanno neanche ad ascoltare, è tutto tempo sprecato... Eh, no, Teresa cara, per te sarà tempo sprecato, non per Pippo! Ma dai, Pippo, finiscila di prendermi in giro! Pensi veramente che con le tue preghiere ti stiano ad ascoltare? Teresa, ti dico solo questo: lasciamo tempo al tempo... se sono rose fioriranno... Da quel momento sono passati cinque anni, pregando e ripregando, i miei Angeli hanno voluto fare questa tanto attesa grazia a Teresa, che con le lacrime agli occhi mi ha riempito di grazie grazie grazie per aver ricevuto il dono di una bellissima bambina di nome Martina. Finisce così questo emozionante racconto che ci fa riflettere sul fatto che le vie del Signore non sono finite, ma infinite.

Il cielo è pieno di segni, ma bisogna alzare lo sguardo….

Guardo le paure ad una ad una Eleganza allo stato puro Irrequiete, grigie si attorcigliano al petto sorridono, velano, sbattono le proprie ansie nel mio più profondo inconscio In cerchio sussurrano gioie e dolori Ritrovandomi sospeso tra mille pensieri rimango immobile, sento i battiti gridare sotto pelle negli occhi una luce nel cuore la fede Condivido un segno di gioia tra le rughe La speranza illumina l’orrore Riprendo il cammino, questa volta non sono solo sono armato di sogni da condividere con chi nell’abisso ha trovato la forza, il coraggio, la voglia di rialzarsi Sono pronto, abbraccio la luce e grido alla vita. Claudio Lamponi agosto 2022


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PER VINCERE CI VUOLE UN

GRANDE CUORE

Tutti allo stadio di Monza per sostenere le persone con Alzheimer del Paese Ritrovato e i bambini del Comitato Maria Letizia Verga Quando vedi un campo da calcio con il suo vellutato tappeto erboso, le linee bianche argentate che risaltano sul verde, le reti, dolcemente smosse da una leggera brezza, i giocatori scendere in campo con le loro divise colorate … L’arbitro fischia e i giocatori schierati a metà campo salutano il pubblico. Una liturgia che affascina grandi e piccini, amanti del pallone. Un amore che ha sedotto anche cantanti e protagonisti della musica e dello spettacolo. Tanto è vero che, oltre a offrirsi per concerti e spettacoli di beneficienza, i VIP del palcoscenico hanno pensato di dar vita ad una nazionale di calcio: quella dei cantanti. Saranno loro a sfidare il Charity Team 45527. A cercare di fare goal ci saranno Gianni Morandi, Francesco Totti, Enrico Ruggeri, Rkomi, Alessandro Cattelan, che scenderanno in campo insieme a Bugo, Leonardo, Bob Sinclar, Fabio Aru, Marco Melandri, Moreno, Marco Simone e Dj Ringo. Insomma “giocatori di peso” che si divertiranno e che divertiranno gli appassionati del soccer. Attenzione però: non è solo un incontro di football fra personaggi famosi. Si tratta di aderire ad una causa che interessa due fasi della vita: l’alba e il tramonto. Bambini e persone anziane saranno i veri protagonisti di questo match. Anche loro saranno in campo e “giocheranno” con la loro invisibile presenza per vincere una sfida, quella di poter garantire la cura e l’assistenza a persone con Alzheimer e a bambini colpiti dalla terribile leucemia. L’incasso, infatti, andrà a sostegno del Paese Ritrovato, il primo villaggio in Italia che ospita persone con Alzheimer, e al Comitato Maria Letizia Verga , l’Associazione che si occupa della cura di bambini malati di leucemia. Nella pagina seguente trovate i modi per procurarsi il biglietto e sostenere le due Istituzioni attraverso l’sms solidale. Roberto Mauri, Presidente de La Meridiana: diamo un aiuto all’Alzheimer "Nel 2018 abbiamo inaugurato Il Paese Ritrovato, il villaggio Alzheimer che ha dato sollievo a tante persone con demenza e alle loro famiglie. Siamo grati a Rai e RAI Sport che, con la 31° Partita del Cuore hanno scelto di sostenere il nostro progetto. La sfida della partita del cuore significa per noi dare una forte spinta all’Alzheimer. Per farlo dobbiamo sostenere il Paese Ritrovato.” Giovanni Verga Presidente del Comitato Maria Letizia Verga: “La Nostra Associazione rappresenta l’alleanza terapeutica tra medici, famiglie, operatori sanitari impegnati da più di 40 anni nella lotta delle leucemie ed emopatie dei bambini e ragazzi in cura a Monza. Questa alleanza, spiega ci ha portato a guarire insieme oltre 2200 bambini e ragazzi. Siamo grati alla Nazionale Cantanti, alla Rai: con l’iniziativa della Partita del Cuore si sostiene uno dei più importanti progetti di ricerca clinica in aiuto ai bambini italiani.” Il Paese Ritrovato, un luogo nato per fare la differenza Un piccolo borgo nel quale le persone, in tutta sicurezza, vivono in appartamenti protetti ma possono muoversi in modo autonomo nella piazza, al caffè, nei negozi ed al cinema, così da condurre una vita normale, compatibilmente con la malattia, sentirsi a casa e ricevere nello stesso tempo le necessarie attenzioni. Un luogo dove le persone con demenza sono libere di scegliere cosa fare del proprio tempo e ritrovano una dimensione di socialità che restituisce valore alla loro vita. Comitato Maria Letizia Verga Un'indistruttibile alleanza basata sul crederci insieme: genitori, medici, operatori sanitari, ricercatori, volontari, amici sostenitori, associazioni, istituzioni e aziende. L’associazione “Comitato Maria Letizia Verga” ODV, fondata nel 1979, riunisce genitori, volontari, amici sostenitori, ricercatori, medici e operatori sanitari in un’alleanza che ha per obiettivo il miglioramento della qualità complessiva della vita del bambino e ragazzo affetto da malattie ematoncologiche e malattie ad alta complessità terapeutica metaboliche e genetiche.

Enrico Ruggeri: “giochiamo” per la tutela dei più deboli “In un mondo sempre più fatuo ed egoista, dove il denaro diventa una qualità morale, abbiamo scelto una partnership che ci rende orgogliosi. Ci siamo schierati una volta di più a tutela dei più deboli, al fianco delle persone che hanno pochissime possibilità di far sentire la loro disperazione, la loro solitudine e la loro voce – ha affermato Enrico Ruggeri, Presidente della Nazionale Cantanti - Siamo ancora una volta al servizio di una giusta causa. Ognuno di noi può fare qualcosa per questa Partita del Cuore e quindi per queste finalità. Sono figlio di una monzese ed essere qui mi fa ancora più piacere, sono orgoglioso che la Nic faccia parte di una cordata così nobile”. Titti Quaggia, Vice Presidente della Associazione La Partita del Cuore Umanità senza Confini Onlus (qui durante la conferenza stampa) ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di scendere in campo anche questa volta per aiutare, con grande impegno, il Paese Ritrovato della Cooperativa “La Meridiana” e l’Associazione Comitato Maria Letizia Verga per lo studio e la cura della leucemia del bambino.”

di Fabrizio Annaro


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Agosto 2022

insieme RIEMPIAMO LO STADIO d’amore A cura dell’Ufficio Stampa diretto da Fabrizio Annaro

Dobbiamo fare di tutto per acquistare i 16 mila biglietti messi a disposizione dello stadio Brianteo di Monza (U-Power Stadium) che si potranno comprare dai primi di agosto e sino al 7 settembre sul sito www.vivaticket.com e nei punti vendita Viva ticket di tutta Italia. I biglietti di curva nord e sud al prezzo di 5 Euro, quelli di tribuna est a 10 Euro (non ancora in vendita in attesa delle autorizzazioni dell’ampliamento dello stadio da parte delle autorità competenti) e tribuna ovest a 15 Euro. Per i biglietti venduti in prevendita potrebbe essere aggiunto un costo di transazione e gestione sistema. I biglietti riservati ai diversamente abili e ai loro accompagnatori saranno invece gratuiti: per tutte le informazioni e prenotazioni degli stessi scrivere all’indirizzo e-mail biglietti@cooplameridiana.it oppure prenota con un click: hiips://www.vivaticket.com/it/ticket/partita-del-cuore-naz-italiana-cantanti-charity-team/186941

Non prendete impegni per mercoledì 7 settembre, alle 21:00 c’è la partita del cuore. Ti aspettiamo allo stadio di Monza. Ma se preferisci vederla in TV, RAI 2 la trasmetterà in diretta. Da casa potrai fare un sms al numero 45527 oppure una donazione andando sul sito www.cooplameridiana.it Oppure con bonifico IBAN: IT 87 N 05216 01630 000000003717 Per info: Rita Liprino. Telefono: 346 517 90 93 Indirizzo e-mail: rita.liprino@cooplameridiana.it