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GENNAIO

ATTUALITÀ | POLITICA | CULTURA | SPORT | SPETTACOLO | Gennaio VIAGGI | BENESSERE | E TANTO -ALTRO 2014 - JustRoma 1

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N.5

.com il freepress di roma e dintorni


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GENNAIO

Gennaio 2014 - JustRoma - 5

ATTUALITÀ | POLITICA | CULTURA | SPORT | SPETTACOLO | VIAGGI | BENESSERE | E TANTO ALTRO

2014

N.5

.com il freepress di roma e dintorni

In copertina Elena Ossola foto Davide Ronconi

l’editoriale del direttore

Fondato da Gianluca Contessa

Direttore

Alfonso Spezzano

Redattori

Debora Bettega Barbara Braghin Roberto Dionisi redazione.justroma@gmail.com

Grafica e impaginazione Francesco Farina

Hanno collaborato

Domenico Andreozzi, Ariel, Cecilia A., Andrea Camera, Sabina Cuccaro, Tommaso Gandino, Sonia, Andrea Ungarelli

Resp. relazioni esterne Valentina Sacconi ufficiostampa.justroma@gmail.com

Edizioni 4Ptarget S.a.s. Sede legale Via Catilina, 01 00040 - Pomezia (Roma)

Stampa

Effetto Sinergia S.a.s. Via C.A. Jemolo, 315 00156 - Roma

Ufficio marketing e pubblicita’

4PTarget S.a.s. Resp. Gianluca Contessa Sede legale Via Catilina, 01 00040 - Pomezia (Roma) commerciale.justroma@gmail.com Seguici anche su: http://justroma.com/ Aut. trib. in attesa di registrazione tutte le aziende sono presenti a scopo dimostrativo e a titolo gratuito

E

sordisco subito con un caloroso saluto a tutti gli amici di just roma... augurando un felicissimo inizio d’ anno. Tantissime saranno le novità in questo numero e nei prossimi numeri, con nuove collaborazioni con personaggi del mondo del cinema e dell’ arte che arricchiranno sempre di più i contenuti sul nostro giornale. Dal prossimo mese daremo spazio ad nuova nuove rubrica curata da Lino Sorrentino il parrucchiere dei Vip..che solleciterà l’interesse dei nostri lettori... e già in questo mensile avrete l’oppurtinità di conoscerlo leggendo la sua intervista. Si ringraziano come sempre i nostri fantastici collaboratori che non fanno mai mancare il loro contributo e la loro professionalità consentendo al nostro giornale di fare uscire mensilmente, gli eventi più esclusivi della capitale. Felice anno di cuore a tutti voi lettori e arrivederci al prosimo numero.


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Sommario

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18 ELENA OSSOLA Una vita ricca di stimoli, che non inizia e non finisce solo

10 Sapore di te. L’ultimo film dei fratelli Vanzina

72 Claudia Conte e i suoi versi d’attrice

davanti alla televisione

28

“Il pilota di arafat”

46

Cèzanne e gli artisti italiani del ‘900

50

il calendario di Elena ossola per il 2014

54

dinner galà per “la tua migliore offerta”

Presentato il secondo libro della giornalista Lucilla Quaglia

Iniziativa benefica a favore del CIAI Onlus

84 premio margutta “La via delle Arti” 105 tacchi misti

Terzo appuntamento della rassegna LES FEMMES D’OR

34 a tu per tu con angela todaro

90 Lino Sorrentino Vip Hair Stylist delle Star

Psicologa, psicoterapeuta, counselor professionista, analista transazionale certificata, socia Siat, EATA ed Irpir dei processi intrapsichici e relazionali

40 digital divide

opportunità di sviluppo di un’economia digitale aperta a tutti

60 miss italia giulia arena in visita ai bambini del s.andrea di roma

110 Paul Newman fascino, talento e gli occhi più blu del cinema

66 “In Simbiosi”

Una mostra che pone l’unione di due culture, di due modi di pensare differenti

78 bio-age superfood 95 gli slogan dei vip 98 premio donna

eccellente 2013

116 paul newman

Fascino, talento e i più intensi occhi blu della storia del cinema

120 marco tamburro My Way

126 alberto passi

riconfermato presidente dell’ associazione Ville Venete


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Sapore di te il nuovo film dei fratelli vanzina di Barbara Braghin

è

uscito Sapore di Te, il nuovo film dei Enrico e Carlo Vanzina, ambientato nei meravigliosi anni ottanti. Ed è bellissimo. A distanza di 30 anni dall’uscita di Sapore di mare, ambientato negli anni sessanta, i fratelli Vanzina sono ritornati a Forte dei Marmi per raccontare le estati della prima metà degli anni ottanta dove si intrecciano le vicende di vari protagonisti che rispecchiano la società di quegli anni. Ci sono la famiglia Proietti di Roma, formata dal commerciante e tifoso romani-

sta Alberto, sua moglie Elena e la loro figlia Rossella, diciassettenne che fa innamorare Luca e Chicco, due compagni universitari. Il simpatico ministro socialista De Marco, napoletano in vacanza con la moglie, che perde la testa per Susy, salernitana in cerca di celebrità senza particolare talento ma che grazie al suo potere politico diventerà soubrette di Drive In. Anna, laureanda di Firenze, che si innamora di Armando, un ragazzo di provincia. Renato, il bagnino che fa innamorare le ragazze straniere.


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I genitori di Luca, appartenenti alla borghesia milanese, che ricordano con malinconia gli anni sessanta. Il 10 febbraio del 1983 Enrico e Carlo Vanzina firmavano Sapore di mare, una commedia sentimentale su un gruppo di amici in vacanza a Forte dei Marmi negli anni Sessanta. Avevano scelto quel titolo perché i diritti per Sapore di sale erano già stati acquistati da Neri Parenti e il titolo portò loro fortuna, il film incassò dieci miliardi di lire. Trent’anni dopo, il 9 gennaio in 400 copie, è uscito Sapore di te, ambientato all’inizio degli

anni Ottanta, che riparte proprio da dove ci eravamo lasciati con il film precedente. Gli attori, tutti bravissimi sono: Serena Autieri, Nancy Brilli, Eugenio Franceschini, Matteo Leoni, Virginie Marsan, Maurizio Mattioli, Giorgio Pasotti, Katy Saunders, Martina Stella e Vincenzo Salemme. Complimenti a tutti, un cast strepitoso, come si sono riconfermati tra i numeri uno del cinema italiano e internazionale i fratelli Carlo e Enrico Vanzina. Fantastici! Invito tutti ad andare a vedere questo splendido film.


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Elena Ossola


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l 2014 per lei sarà ricco di impegni: la vedremo, oltre che nelle pagine di un calendario che mese per mese ce la mostrerà in tutta la sua bellezza anche in tv, con il suo programma Goal di notte in cui parla di calcio, in onda fino a maggio, in un film di cui non si lascia sfuggire il minimo indizio per scaramanzia d’artista e sul web, dove sta per lanciare un nuovo progetto che la vedrà nei panni di una blogger su più punti di interesse: fashion, sport, fitness, bellezza, animali e anche bambini. Tante passioni in un solo blog per la ex professoressa de “L’Eredità” di Carlo Conti che, da vulcano di idee quale è, riesce a far combaciare tutti i suoi interessi e tradurli, oltre che in una sola vita, in un solo linguaggio che è quello del web. E nel frattempo porta a segno anche un altro traguardo: a breve si laureerà in Moda e Costume alla Sapienza. Una vita ricca di stimoli, che non inizia e non finisce solo davanti alla telecamera, sebbene il curriculum sia già ricco di voci importanti: dalla fiction come Don Matteo, Ho sposato uno sbirro, Distretto di Polizia, Provaci ancora prof; dal prime time di Rai uno, alla pubblicità, Elena Ossola ha dalla sua una grande energia e la curiosità che la porta a trasformare in progetti di successo tutto ciò che cattura la sua attenzione. Elena, il 2014 è appena iniziato ma sembra già che la tua agenda non abbia un solo giorno libero. Non ti mette ansia tutto questo? Al contrario, mi stimola a fare ancora di più. Sono da sempre una persona iperattiva, mi piace fare più cose contemporaneamente. Lo vedo


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come una forma di libertà: se butti tutto in un progetto soltanto, rischi di estranearti da tutto il resto. Per mia natura , devo avere sempre giornate strapiene,non riesco a star ferma,devo avere mille cose da fare ed ampliare sempre le mie conoscenze ed i miei interessi Dall’altra parte, però, c’è il rischio prezzemolino, l’etichetta di tuttologo...come ti difendi? Non ho mai avuto accuse di questo tipo. Ma mi sono anche guardata bene dal correre rischi di questo genere e la risposta sta in una parola sola, anzi due: selezione e qualità. Ne aggiungo una terza: impegno. Mi spiego: pur avendo molti interessi, comunque non mi butto su tutto ciò che capita. Sono sempre e solo io a scegliere, facendomi guidare dal mio istinto e assicurandomi della serietà di ogni progetto. Scelgo sempre in base alla qualità dell’esperienza, non necessariamente, come a volte si è tentati a fare, facendomi sedurre dal prestigio del contenitore: in buona sostanza, se un progetto mi stimola ma non è la prima rete o se un regista con il quale devo lavorare ha gli argomenti giusti ma non è la griffe di grido, sono io che investo le mie energie e la mia esperienza in loro con entusiasmo, senza curarmi se il pubblico sarà di migliaia o di milioni di persone. Questo mi porta ad impegnarmi con serietà su qualsiasi progetto. Con il blog diventi editore di te stessa. E anche qui viene da chiedere, un’altra blogger? La rete è bella perché libera, come la


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tv. I padroni del telecomando siamo noi. So di avere un seguito appassionato e fedele. Mi arrivano mail ogni giorno, ho deciso di ispirarmi proprio da quello che mi chiede la gente e dare delle risposte con il mio punto di vista. La moda, in primis, che comunque tratto da professionista. Prima di mettermi a scriverne ho fatto i miei studi, non mi limito certo a spiegare che si può essere chic con un paio di jeans tagliati bene se si scelgono gli accessori giusti: anche lì voglio fare qualcosa in più, dare un senso a ciò che tutti trattano da frivolo e superficiale, spiegando che invece nel divertirsi con ciò che si indossa si dà una marcia in più alla vita stessa. La moda la tratto da professionista perché la sto studiando all’università mi documento ed approfondisco il mio sapere anche dal punto di vista tecnico. Parlerò anche di sport, che pratico da sempre e che tratto anche in tv, e di bambini e animali, altra mia passione. Cicogna in arrivo? Amo i bambini,ho due nipotini meravigliosi che sono la mia vita (Beatrice ed Emanuele)...e presto desidero diventare mamma....chissà, il 2014 sta portando diverse cicogne....


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Al Circolo Antico Tiro a Volo grande successo per la presentazione de “Il Pilota di Arafat”, secondo libro della giornalista Lucilla Quaglia di Lucilla Quaglia

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elle ore in cui le analisi sul corpo di Yasser Arafat, riesumato un anno fa a Ramallah, hanno determinato l’avvelenamento del leader palestinese con il polonio – 18 volte superiore al livello normale - è ancora più di attalità un titolo che descrive un insolito leader palestinese. Nella cornice del Circolo Antico Tiro a Volo, è stato presentato il secondo libro della giornalista Lucilla Quaglia, “Il Pilota di Arafat”, Edizioni Pagine, alla presenza della giornalista del Tg1

Manuela Lucchini, che ha moderato l’incontro, del comandante Marcello Quaglia, protagonista del libro, dell’autrice e dell’editore di Pagine Luciano Lucarini. Intense e magiche letture a cura dell’attore Vincenzo Bocciarelli. Applausi per l’autrice che in questo libro ricostruisce l’esperienza del padre, il comandante Marcello Quaglia, pilota di Yasser Arafat per segretissimi cinque anni (1988-1993), attraverso i suoi appunti e i racconti di quei giorni


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avventurosi e ricchi di incontri eccellenti. Dai voli per raccogliere il sostegno dell’Europa al Nobel per la pace da assegnare al leader palestinese ai colloqui con la moglie Suha. Un ritratto di Arafat inedito attraverso le sensazioni e le emozioni di quello che è stato il suo pilota personale, spesso in condizioni di estremo pericolo come l’attentato all’aereo su cui avrebbe dovuto viaggiare il leader palestinese, portato miracolosamente in salvo dal suo pilota, il mancato rapimento nello Yemen del comandante e il suo secondo e il decollo in Giordania a tiro di missile. Applausi dell’ex presidente dell’Agcom Corrado Calabrò, di Guglielmo Giovanelli Marconi con la sua Vittoria, del presidente di Vitattiva Alfonso Rossi, di Gianni Ietto con la moglie Maria Romana, di Adriana Russo, della manager Paola Pisani, del professor Franco Ceriati e ancora scambio di saluti tra Jacopo Sipari di Pescasseroli, il chirurgo plastico Gianluca Marino Cosentino, le pierre Silvana Augero e Bianca Maria Caringi Lucibelli, la cantante jazz Fabrizia Ferrara e il parrucchiere delle dive Michele Spanò. Cocktail a seguire.


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Psicologa, psicoterapeuta, counselor professionista, analista transazionale certificata, socia Siat, EATA ed Irpir dei processi intrapsichici e relazionali

A tu per tu con Angela Todaro di Roberto Dionisi

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uongiorno alla Dottoressa Angela Todaro. Nel suo lavoro di psicoterapeuta, a partire da che cosa basa il suo intervento? Intervengo a partire dall’osservazione e dall’ascolto empatico e non giudicante della persona che ho di fronte in terapia, per poter così entrarci in relazione, comprendere la sua condizione specifica e rispondervi in modo appropriato. Quello che faccio è sintonizzarmi con l’altro favorendo la sua individuazione e partendo dal “qui ed ora”. Inoltre mi baso su una concezione dell’uomo che vede ogni individuo OK, capace di pensare, di decidere il proprio destino e di cambiare

nel tempo le decisioni prese. Infatti utilizzo l’Analisi Transazionale che come filosofia di base concepisce la persona in grado di riappropriarsi da protagonista della propria vita e di conquistare quella libertà apparentemente persa. È responsabilità di ognuno di noi decidere cosa vogliamo dalla vita: questo non sempre i pazienti ce l’hanno chiaro ed è importante aiutarli a vederlo.


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Come mai, in una società in evidente crisi e dove sarebbe fondamentale un aiuto sul piano psicologico, ancora molti ne fanno a meno piuttosto che rivolgersi ad uno specialista della salute mentale? Per rivolgersi ad un professionista della salute mentale bisogna innanzitutto poter riconoscere le proprie difficoltà: non di rado c’è riluttanza ad ammettere le proprie debolezze, limiti e difficoltà quando si parla di psiche. Non

dimentichiamo che esiste ancora uno stigma quando si parla di disturbi mentali. Si tende a contare su di sé ricercando opzioni che si credono più socialmente accettabili (o probabilmente meno costose) all’insegna del “non sono matto”, come il buttarsi sul lavoro per non pensare, il pregare, il fare affidamento sulla forza di volontà ed altri metodi fai da te, pur di non aprirsi davanti ad uno “sconosciuto”. Tra l’altro la psicoterapia è un processo volto ad aiutare le persone a raggiungere un cambiamento personale e non occorre essere malati per stare meglio. Se ciò si comprende, si può scegliere la psicoterapia come un’opportunità per ottenere quello che si desidera per se stessi nella propria vita, mobilitando e sviluppando le proprie risorse e potenzialità: questo è un ottimo antidoto alla crisi attuale. In breve in cosa lo psicoterapeuta può aiutare una persona? Lo psicoterapeuta può aiutare il paziente a essere se stesso, a capire da dove viene, dove vuole andare e come conta di farlo. Può aiutarlo a utilizzare in modo attivo e responsabile le sue risorse per poter realizzare scelte adatte al presente, con la consapevolezza dei propri desideri e in autonomia; può quindi accompagnare la persona nella scoperta di nuovi significati da attribuire alle proprie esperienze di vita. Sulla base dei nuovi significati, l’individuo potrà programmare il proprio futuro in maniera creativa. In psicoterapia è previsto l’utilizzo dell’umorismo? Sì certamente, tenendo conto che, per avere effetti positivi e promuovere benessere, l’umorismo deve essere usato con uno scopo clinico. L’umorismo in terapia va saputo utilizzare con criterio a seconda di chi si ha davanti, stando attenti a non incorrere nel rischio che la perso-


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na non si senta presa sul serio o che sia indotta a pensare che certi temi non debbano essere affrontati seriamente. Deve essere autentico e genuino, non ricercato a tutti i costi. Può aiutare a rompere il ghiaccio in seduta, in modo tale che il paziente può sentirsi maggiormente a proprio agio. Può aiutare nella regolazione delle emozioni negative traducendole in positive e può favorire nel paziente letture alternative, rendendo più “digeribile” una prospettiva che non si era presa precedentemente in esame. I disturbi alimentari oggi costituiscono un’emergenza sanitaria in crescita. Che cosa c’è alla base di questi disturbi? I disturbi del comportamento alimentare rappresentano un tentativo di regolare stati emotivi negativi insoddisfacenti. Il corpo viene usato come unica possibilità di esprimere e comunicare in qualche modo i propri vissuti interiori. Si ha l’illusione di poter controllare le proprie emozioni tramite il controllo del corpo, del peso, del cibo. Quindi alla base c’è un disturbo della regolazione delle emozioni. Per questo è importante che figure professionali come il medico di base, il dietologo, indirizzino ed incoraggino il paziente ad iniziare un trattamento psicoterapeutico, in quanto il problema non sorge semplicemente da un regime alimentare sbagliato, ma sottende un disturbo di carattere psicologico. Oggi sempre più persone ricorrono ad interventi di medicina e chirurgia estetica. Come può essere utile lo psicoterapeuta in questo campo? Lo psicoterapeuta può essere molto utile nel lavoro di valutazione delle motivazioni e delle aspettative all’origine della richiesta di intervento estetico, a cui segue l’esplorazione del vissuto emotivo rispetto all’intervento: la persona affronta il vissuto ansioso lavorando sulle paure che riguardano i cambiamenti della nuova immagine corporea, per poterla accettare in

modo più funzionale al proprio benessere ed esaminare la propria autopercezione. Lo psicoterapeuta può riconoscere preventivamente i casi di dimorfismo corporeo, per i quali sarebbe nocivo un intervento di chirurgia plastica. Ci si può prendere cura dei propri vissuti non solo nella fase pre-operatoria ma anche in quella post-operatoria: può servire tempo per abituarsi al nuovo aspetto fisico e occorre un nuovo adattamento e rielaborazione personale. Con la psicoterapia il paziente è favorito nel prendere nuova consapevolezza di sé e della sua immagine. Angela Todaro: psicologa, psicoterapeuta, analista transazionale @psicoterapia_1


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Banda Larga e Digital Divide opportunità di sviluppo di un’economia digitale aperta a tutti di Alessandra Basili

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he cos’è la banda larga Nelle telecomunicazioni Il termine “banda” è utilizzato per indicare l’intervallo di frequenze disponibili per la trasmissione di un segnale su un mezzo trasmissivo. La larghezza di banda, misurata in Hz (Hertz), è direttamente collegata alla quantità di informazione che può essere inviata tramite il segnale che trasporta l’informazione nell’unità di tempo, ovvero alla quantità di bit trasmessi per secondo (bps), pertanto questo termine viene utilizzato come sinonimo di capacità trasmissiva di una rete o di un canale, ovvero della velocità alla quale è possibile trasferire le informazioni. Maggiore è il numero di bit trasmessi al secondo, maggiore è la banda e quindi maggiore è la velocità di navigazione internet. Secondo l’ITU (International Telecommunication Union -, la soglia minima a partire dalla quale si può definire una banda “ banda larga” (broadband) è di almeno 2

Mbps (Mega bit per secondo). In Italia, la Commissione Interministeriale di Studio (istituita dal Ministero delle Comunicazioni e dal Ministero per l’Innovazione e Tecnologie) ha definito banda larga “l’ambiente tecnologico che consente l’utilizzo delle tecnologie digitali ai massimi livelli di interattività”. Quindi possiamo utilizzare il termine “banda larga” in senso ampio per indicare l’insieme di tecnologie, servizi e contenuti, che possono essere fruiti grazie alle nuove tecnologie. Da questa definizione consegue in maniera complementare la definizione di digital divide ovvero divario digitale (di tipo infrastrutturale) che corrisponde alla “mancanza delle infrastrutture necessarie per la fruizione dei servizi a banda larga”. A cosa serve la banda larga nella comunicazione La banda larga serve in quanto ci permette di


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utilizzare in maniera rapida (senza lunghi tempi di attesa) le applicazioni multimediali come ad esempio Skype, i social network o semplicemente scaricare un file (ad esempio il download di un film in HD - di alcuni gigabyte- tramite una normale ADSL potrebbe richiedere qualche ora!!) Inoltre numerosi studi hanno dimostrato che la banda larga ha un impatto economico positivo sulla produttività di un Paese, in quanto rende possibile la realizzazione di servizi e applicazioni innovative utili al cittadino, alle pubbliche amministrazioni e in misura ancora più significativa alle imprese dandogli la possibilità di allargare il proprio mercato potenziale. Ma la larga banda è importante anche per consentire la creazione di una spirale “virtuosa” di crescita della domanda e dell’offerta di servizi. Infatti più l’offerta di servizi in rete diviene ricca ed articolata, più cresce l’esigenza di essere sempre connessi e di interagire e comunicare in tempo reale con altri soggetti, di lavorare in rete, di cercare informazioni. L’elemento cruciale della banda larga, al di là della tecnologia impiegata, è il vantaggio legato ai servizi e alle applicazioni che ne sfruttano le potenzialità. La conversione dei vari settori al digitale è correlata alla convergenza dei segnali verso un’unica piattaforma trasmissiva, nello specifico internet. Attraverso la Rete si erogano attualmente una molteplicità di servizi, sia direttamente dagli operatori tradizionali dei diversi settori, sia da nuovi operatori, che agiscono “appoggiandosi” alla piattaforma comune (Over-The-Top): nel traffico che oggi circola sulle reti mondiali troviamo sia texting che messaging, IPTV e web-tv, nonché circuiti voce e pacchetti VoIP.

Diverse aziende che producono apparati hardware per la gestione del traffico in internet (router, server, ecc.) hanno provato a quantificare i flussi di dati che circolano sulla Rete. Secondo Cisco, nel 2012 sono transitati oltre 40 miliardi di miliardi di bit, ossia circa 500 exabyte. Tra questi, i contenuti video rappresentano la parte maggioritaria (54%), seguiti dal file sharing (25%) e dai servizi web e mail (18%). La diffusione della banda larga sul territorio italiano e il problema del digital divide Se da un lato la banda larga rappresenta un’occasione per lo sviluppo di nuovi servizi ed applicazioni, dall’altro va sottolineato che la realizzazione dell’infrastruttura di base dipende dalle logiche di mercato, pertanto è inevitabile, che si creino disparità tra zone che già dispongono della banda larga, zone che disporranno della banda larga nel prossimo futuro, e realtà territoriali (in zone montane, al Sud e sulle Isole), i cosiddetti comuni in fallimento di mercato, che vedono negata questa opportunità in quanto nessun operatore delle telecomunicazioni è interessato ad investire (l’accesso alla Rete è poco richiesto). Il digital divide è il divario esistente tra chi ha accesso effettivo alle tecnologie dell’informazione e della comunicazione e chi ne è escluso, in modo parziale o totale. I motivi di esclusione comprendono diverse variabili: condizioni economiche, livello d’istruzione, qualità delle infrastrutture, differenze di età o di sesso, appartenenza a diversi gruppi etnici, provenienza geografica. Il termine “digital divide” apparve per la prima volta all’inizio degli anni novanta negli Stati Uniti in alcuni studi che indicavano come il possesso di personal computer aumentasse solo per alcuni


gruppi etnici. Il concetto di “divario digitale” entrò poi nell’uso comune nel 1996 in seguito ad un discorso tenuto a dal presidente americano Bill Clinton, in cui veniva sottolineata la disparità di accesso ai servizi telematici tra la popolazione del Paese. Nonostante all’origine tale terminologia fu coniata in relazione all’accesso ai computer, e la problematica sia stata presentata come interna al contesto americano, oggi si definisce il digital divide in una prospettiva globale per indicare la preoccupante crescente disparità in termini di accesso alle tecnologie dell’informazione tra paesi ricchi e paesi in via di sviluppo. Oltre a indicare il divario nell’accesso reale alle tecnologie, in particolare personal computer e internet, la definizione include anche la disparità nell’acquisizione di risorse o capacità necessarie a partecipare alla società dell’informazione. I dati sul digital divide, forniti dal Ministero dello Sviluppo economico a fine 2013 indicano che circa l’8,8% degli italiani non dispone di banda larga (il 3,8% per mancanza di Adsl, il 3,2% che ha un accesso inferiore ai 2 Mbps e il 2% collegato ‘nominalmente’ ma impossibilitato a raggiungere la velocità minima): questa quota scende al

4% grazie alla copertura wireless da rete mobile, che soprattutto nelle zone rurali consente l’accesso alla banda larga. Le regioni con il minore digital divide sono Campania, Sardegna, Sicilia, Lazio, Puglia e Lombardia. Per comprendere l’impatto della banda larga e l’entità del problema del digital divide è opportuno dare uno sguardo all’ Architettura generale di una rete di telecomunicazioni. Architettura generale di una rete di telecomunicazioni L’architettura di una rete di telecomunicazioni, come mostrato nella figura sottostante è basata su un modello a tre livelli: la rete principale (Core Network), la rete di distribuzione (Distribution Network) e la rete di accesso (Access Network). La rete principale, detta “dorsale” (backbone),consiste in un certo numero di nodi (C) interconnessi direttamente con ridondanze per non compromettere la funzionalità della rete in caso di guasto di un nodo. La rete di distribuzione ( raccolta e giunzione) detta anche “rete di backhaul” o “Middle Mile”, è costituita dai nodi di distribuzione (x), ciascuno dei quali è interconnesso ad almeno due nodi del-


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la rete principale per prevenire eventuali fuori servizio della rete in caso di guasti. La rete di accesso, detta anche “Last Mile”, consiste nei nodi di accesso (a), a ciascuno dei quali è connesso un certo numero di edifici. La rete di accesso è caratterizzata da un’elevata capillarità in quanto raggiunge direttamente ciascun utente. Come si vede in figura, la rete di accesso viene spesso distinta in due ulteriori sezioni: la rete di accesso primaria (che individua la porzione di rete che connette il nodo di accesso all’armadio stradale, collocato in prossimità degli edifici) e la rete di accesso secondaria (che realizza la parte terminale vera e propria del collegamento, dall’armadio stradale all’edificio in cui è situata la borchia utente). Mentre nella rete principale e di distribuzione, sono impiegati, in modo pressoché esclusivo, cavi in fibra ottica, nella rete di accesso, esiste una larga varietà di soluzioni alternative per collegare l’utente al corrispondente nodo di accesso. Il problema del digital divide riguarda proprio quest’ultima porzione di rete, l’Access Network. Quali azioni sono necessarie per la diffusione della banda larga e per risolvere il problema del digital divide in Italia? Considerando che le tecnologie trasmissive che permettono una connessione a banda larga si suddividono in: • Wired, connessioni via cavo in grado

di fornire, nel caso del rame, una connettività di tipo xDSL (fino a un massimo di 20 Mbps) o in fibra ottica (oltre 100 Mbps); • Wireless, connessioni senza fili che sfruttano le tecnologie di modulazione di portanti radio. Tra queste abbiamo l’Hiperlan, il WiMax e la tecnologia satellitare, a cui si aggiungono le tecnologie di rete mobile quali l’HSDPA e l’LTE; per per risolvere il problema del digital divide in Italia ( garantire la copertura di una banda minima di 2 Mbps a chi ne è attualmente sprovvisto ) è necessario un adeguamento nella rete di accesso degli apparati trasmissivi, collegando in fibra ottica le centrali telefoniche o, in alternativa, ricorrendo ad una soluzione di tipo wireless. Per conseguire questo obiettivo sono indispensabili forti investimenti, che in prospettiva, oltre a ridurre il digital divide, che penalizza fortemente il nostro Paese rispetto ai principali Paesi europei, potrebbero contribuire anche ad attuare, in tempi brevi, tutte quelle misure di semplificazione amministrativa contemplate nell’Agenda Digitale Europea. Tuttavia non va trascurato che in Italia, parallelamente al problema del digital divide di tipo infrastrutturale, esiste il digital divide culturale, legato alle scarse conoscenze informatiche di gran parte della popolazione. Pertanto si evidenzia la necessità di impostare anche un adeguato piano di alfabetizzazione informatica per rimuovere gli ostacoli che si frappongono all’utilizzo dei servizi a banda larga! Solo con questi presupposti si potrà eliminare il digital divide e la banda larga e ultralarga diventeranno una vera opportunità di sviluppo per il nostro Paese.


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Cèzanne e gli artisti italiani del 900 di Piera Scognamiglio

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a solidità costruttiva della forma è il filo che lega l’esperienza artistica dei pittori italiani del ’900, in mostra presso il Complesso del Vittoriano, a Cézanne, termine di confronto per quanti, fra gli artisti, a partire dai primi anni del XX secolo, vollero indagare le istanze più innovative della cultura europea. Cento dipinti per ripercorrere alcune fasi salienti che segnano l’evoluzione pittorica di Morandi, Carrà, Capogrossi, per riscoprire nell’impeto futurista di Boccioni quella ricerca di eternità cézanniana o nella leggerezza tutta orientale delle nature morte di De Pisis, un’attenzione descrittiva che sfugge all’impermanenza delle cose. Ma, tra le illustri firme che subirono il fascino francese dell’impressionismo, va innanzitutto

ricordata quella di Ardengo Soffici, il quale, reduce da un illuminante soggiorno parigino, si diede come missione quella di svecchiare il gusto italiano con un’analisi lucida delle tendenze d’oltralpe, avvalendosi della sua abile penna di critico tra le pagine de “La Voce”, la rivista politico/culturale fondata insieme a Papini e Prezzolini. «La pittura di Cézanne è lo sbocciare di un’anima contemporanea ardente di poesia e di panteismo orgiastico simile a un ardente fior d’anarchia.. », scriveva così, già nel 1904, ben prima della sua adesione alla corrente ideologica del fascismo, mentre la Ville Lumière conquistava la sua anima estasiata. Soffici, che rivedeva in Cézanne la virilità incomparabile di Giotto, Masaccio,


Michelangelo, riuscì a dedicargli la “Prima mostra di Impressionismo francese” a Firenze, nel 1910, di cui il percorso espositivo del Vittoriano recupera la testimonianza. La risonanza che ebbe Soffici con la sua opera divulgativa è palpabile scorrendo tra le sale della mostra romana, cosicché è possibile vedere come la lezione del maestro parigino viene sapientemente inglobata nella forza rigeneratrice del gesto di Boccioni, quando, conclusa l’esperienza da leader futurista, dipinge il Maestro Ferruccio Busoni, restituendoci la pensosa interiorità del compositore, o quando nella “Sintesi plastica di figura seduta (Silvia)”, rievoca “Madame Cézanne con il ventaglio”, bloccata in una solida monumentalità dal consorte. Una vicinanza tra l’Italia e la Francia che riaffiora anche dall’idealismo di Mario Sironi, con le sue larghe masse di colore che strutturano volumi e spazi nella ricerca di una forma pura. Una ricerca che accomuna gli italiani eredi dell’esperienza razionalistico/idealisti-

ca del grande Rinascimento fiorentino e che in maniera ancora più assoluta di Giorgio Morandi e Sironi, cogliamo nelle “Bagnanti” dipinte da Felice Casorati, dove, per l’assenza di variazioni atmosferiche, tutto diventa sospeso e immobile, ovvero metafisico. La lezione eterna da non dimenticare è che il momento irripetibile della pittura può dare ancora a ciascuno delle emozioni, con la convinzione che l’uomo resta il centro di tutte le cose e che può capire il mondo solo commisurandolo a se stesso. La sintesi di Paul Cézanne, la sua capacità di ridurre la forma all’essenziale, pur senza dimenticare l’esperienza impressionista che gli ha consentito di scoprire la luminosità del colore, influenzerà anche gli artisti italiani del secondo dopoguerra, in quanto opererà come una sorta di faro capace di illuminare in epoche di disorientamento, rispondendo ad un’ esigenza di recupero dei valori attraverso un’interpretazione moraleggiante del suo fare artistico (l’attenzione alla quotidianità nella scelta dei


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care l’idea di una bellezza convenzionale e consolatoria ad una verità drammatica, come quella reale e concreta del dopoguerra.

soggetti, l’affezione verso tematiche ricorrenti, lo spirito innovativo non disgiunto dalla lezione del passato). E’ il caso di Fausto Pirandello, figlio del celebre drammaturgo, il quale, come altri esponenti della “Scuola romana”, da Francesco Trombadori ad Antonio Donghi, trattenne l’energia plastica di Cézanne, sebbene Pirandello, maturando le sue esperienze più significative tra les Italiens de Paris, si immerse nella pittura di stampo cézanniano tra nature morte e scene di bagnanti, con accenti più aspri, disposto com’era a sacrifi-

Impressionista “ma non troppo”, Cézanne è stato, dunque, capace di innescare un meccanismo rivoluzionario che, se da una parte lo consacra come il vero padre del Cubismo, dall’altra ci fa cogliere quel classicismo di fondo, che agisce come un richiamo nell’esperienza artistica di ciascun pittore; la mostra si pone, così, come un’occasione per verificare con i nostri occhi quel che Matisse e Picasso dissero di lui: “Cézanne è il padre di noi tutti”. Info mostra: DATE: 5 Ott 2013 - 2 Feb 2014 ORARIO: lun–giov 9.30–19.30 ven–sab 9.30–23.30 LUOGO: Vittoriano INDIRIZZO: Via San Pietro in Carcere 00187 Roma


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presenta

Il Calendario di

Elena Ossola


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un capolavoro artistico ed è stato prodotto da un’equipe di Professionisti; a partire dalla Modella, la bellissima Elena Ossola che è riuscita nell’intento di “interpretare” i vari ruoli che le varie location e gli abiti che indossava gli suggerivano. L’interpretazione, come in un gioco di continuo feedback con il Fotografo Pino Polesi, l’hanno spinta a realizzare dei veri e propri quadri ed infatti l’impaginazione del Calendario è stata

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così voluta proprio per dare il massimo del risalto alla foto e farla andare oltre il tempo. Il Calendario risulta, quindi, essere un perfetto connubio tra Arte, Artigianato, Make-Up e Fotografia, i vestiti sono stati scelti tra un ventaglio di proposte dove spiccano per la Copertina, Aprile, Giugno, Dicembre, la stilista Danila Dubuà; Novembre e Gennaio la stilista Morgana; mentre i mesi di Settembre ed Ottobre sono stati affidati all’ACCADEMIA


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MARIA MAIANI che hanno collaborato con le stiliste Alunne Federica Coppola e Marta Montaina Trucco e Parrucco sono stati affidati allo stilista Giulio Coltrinari che ha contribuito ad associare il gusto e lo stile alla perfetta armonia di Elena che è stata davvero superba nel saper entrare e uscire da ugni mese con la sicurezza, la grazia, la semplicità e l’eleganza che la contraddistinguono. Justroma è stato orgoglioso di produrre una pagina di Eleganza ed Arte e di offrire a tutti la possibilità di avere uno strumento

“segnatempo” fatto con lo scopo di andare “oltre il tempo” e di possedere un oggetto già diventato un “Cult” ed un oggetto da collezione. Potete ottenere la vostra copia direttamente dal sito www.justroma.com o cliccando sul QRCode del giornale.


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Dinner Galà per “La migliore offerta” di Licia Gargiulo

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oma. Non era mai accaduto che il piacevole viaggio nella storia del celebre film “La migliore offerta”, diretto dal premio Oscar Giuseppe Tornatore, potesse diventare in seguito un evento benefico dal titolo “La tua migliore offerta”. Un’iniziativa a favore del CIAI Onlus (Centro Italiano Aiuti all’ Infanzia) voluta dall’Associazione Mediafriends Onlus e dalla Fondazione Cinema per Roma con il contributo di Paco Cinematografica, per raccogliere fondi per il progetto “Allian-

ce” che garantisce i diritti fondamentali dei bambini di India, Afghanistan, Bangladesch, Nepal e Sri Lanka. Esposti sulla terrazza dell’Hotel Exedra, durante la serata organizzata da EGE Produzioni con a capo Gianluca Baldini e con la collaborazione della Tiziana Rocca Comunicazione i bellissimi quadri del film, già protagonisti della Mostra, ideata da Giorgio Restelli nel foyer Santa Cecilia dell’Auditorium Parco Della Musica. Ma se nel film, l’abile battitore d’asta era il premio Oscar Geoffrey


Rush, nei panni di Virgil Oldman, un uomo che negli anni aveva raccolto centinaia di ritratti femminili custoditi in un’enorme stanza segreta della sua casa, l’appuntamento capitolino non è stato meno interessante, con l’arrivo del giovane antiquario Fabrizio Moretti insieme al geniale Gerry Scotti, protagonisti di una divertentissima asta a cui hanno partecipato personaggi del mondo delle istituzioni, dello spettacolo e del cinema e che ha visto un susseguirsi di madrine/padrini che hanno aiutato Moretti e Scotti allo svolgimento dell’asta. Durante la cena di gala, sono state ricreate le stesse atmosfere del film, mentre venivano battute all’asta le riproduzioni dei capolavori d’arte utilizzati per la scenografia del famoso caveau di Oldman, i pregiati

guanti che ha indossato, confezionati da Merola Gloves e la sceneggiatura originale firmata da Tornatore. Un successo annunciato. Magica atmosfera anche sui tavoli, ricoperti da tovaglie nere di raso, centrotavola specchiati, candele fuxia e rose dello stesso colore. Impegnati ad accaparrarsi l’ultimo quadro, molti degli invitati che hanno presenziato alla serata. Una festa di stelle che ha visto l’arrivo di Valeria Marini, Rita Dalla Chiesa, Massimo Boldi, Blas Roca


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Rey, Bernardo Corradi senza la bella Elena Santarelli, Barbara Tabita, Eliana Miglio, Roberto Farnesi, Remo Girone con la moglie Victoria Zinny, Giulio Berruti, Massimiliano Rosolino, Naike Rivelli, Yvonne Sciò, Anna Safroncik e il fidanzato Paolo Barletta, Federico

Costantini, Annalisa De Simone, Alexandra Dinu, Valentina Corti e Gloria Guida, l’Amministratore Delegato Mediaset, Giuliano Adreani, il Segretario Generale di Media Friends Onlus, Massimo Ciampa, il Presidente della Fondazione Cinema per Roma, Paolo Ferrari.


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Miss Italia Giulia Arena visita il Reparto Pediatrico del S. Andrea di Roma. Per i bambini è stato un giorno di festa e di gioia di Barbara Braghin - foto di Luigi Saggese

«è

stato un vero e proprio regalo di Natale: l’ho ricevuto incontrando i bambini in ospedale»: è la prima impressione di Miss Italia Giulia Arena all’uscita del Reparto Pediatrico

del “S.Andrea” di Roma. Accompagnata da Patrizia Mirigliani, accolta dal primario dott.ssa Maria Pia Villa, Giulia, con il suo sacco rosso pieno di piccoli doni e tantissimi palloncini colorati, ha indossato la coro-


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na di miss, apparsa ai piccoli ricoverati come quella di una fata. Così, per un’ora, il sorriso della ragazza siciliana ha portato gli auguri al reparto e un momento di stupore e di felicità ai bambini. E tutti si sono fatti fotografare con lei, mentre mamme e papà osservavano emozionati la scena. «Non è beneficenza, non è pubblicità: il sorriso di un bambino ricoverato dà senso al ruolo di Miss Italia a tutto tondo, senza lustrini, sen-

za riprese. Scoprire, immergersi in una realtà così varia e dinamica come questa, costellata di piccoli pazienti con le loro famiglie, medici, specializzandi e studenti non poteva che dar vita ad un incontro toccante», ha detto la ragazza. «E’ una gioia aver visto i piccoli bimbi ricoverati sgattaiolare soddisfatti con il loro dono di Natale. E sono anch’io felice di aver trascorso con loro un po’ di tempo».


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“In Simbiosi” Nelle sale dell’Accademia di Romania di Roma una mostra che pone l’unione di due culture, di due modi di pensare differenti di Andrea Carteny

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elle sale della prestigiosa Accademia di Romania in Roma, l’esposizione “In Simbiosi” si propone di presentare, in una cornice comune, autori occidentali e dell’Est, tra cui emergono giovani talenti romeni residenti a Roma. In una serata meteorologicamente infelice - segnata da una pioggia continua, a cui si associa come sempre l’enorme traffico romano - la notevole affluenza di pubblico ha reso il giusto omaggio a un esperimento meritevole di attenzione. La cura-

trice Manuela Van, infatti, propone qui con successo la ricerca della sintesi di diversi linguaggi, dalla sensibilità di colori e immagini a foto e suoni che si esprimono con la gestualità del corpo umano. Tra ardite performances ed esibizioni musicali (come il cantato di Francesco Impellizzeri), il vernissage - realizzato con il Patrocinio del Comune di Roma e in collaborazione con Electronic Art Cafè e la 3B Gallery - ha evidenziato come il panorama internazionale e italiano si presenti fervido e vivace: affermati autori e giovani talenti


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sono ancora capaci di esprimere una visione artistica e poetica dell’Uomo, della Storia, dell’esistenza e dell’Amore. Incontriamo la curatrice della mostra Manuela Van e l’artista Piera Scognamiglio. D: Manuela Van, da curatrice della mostra sarai soddisfatta del successo di pubblico e di critica: ci sono aspetti che vorresti migliorare in una prossima iniziativa espositiva di artisti internazionali? R: Sono molto soddisfatta del risultato e gli artisti hanno lavorato molto bene. Ho concepito questa mostra avendo il fine ultimo di uno scambio culturale ed è per questo che ho scelto una sede isituzionale quale l’Accademia di Romania. “In SIMBIOSI” rappresenta proprio questo: l’unione di due culture, di due modi di pensare e vivere differenti, come quelli che si sono storicamente realizzati in occidente e nell’Est del socialismo reale, in particolar modo in Romania, che ha vissuto un duro regime autoritario e dittatoriale, prima della transizione alla democrazia e all’ingresso in Europa. Questa possibilità di confronto e contaminazione mi è sembrata particolarmente interessante sia a livello culturale che di vero e proprio scambio umano e di sensibilità differenti. Con queste prospettive gli artisti hanno esposto

dei lavori inediti o appositamente realizzati per l›occasione, in onore della cultura romena. Nella prossima edizione, che si terrà nel 2014 sempre in un›altra sede istituzionale, mi auguro di poter coinvolgere ancor di più artisti stranieri, anche e soprattutto non residenti a Roma, centrando l›obbiettivo-mostra, che mira appunto ad una «simbiosi» di culture e di arte. D: In che senso l’arte può aiutare alla comprensione reciproca tra gli uomini? R: La cultura e l’arte sono un importantissimo veicolo di comunicazione: solo con questo presupposto gli uomini posso tentare di trovare una reciproca comprensione tra di loro. A tale proposito è importante ricordare che proprio tramite l’espressione concettuale più alta del significato di estetica ed etica artistica che si esplica il significato comunicativo di ogni opera d’arte. D: Piera Scognamiglio, come concili le tecniche tradizionali con la proiezione sulla tela di temi moderni?  R: In quest’occasione ho presentato un olio su tela combinata con un supporto di plexiglass, un materiale di cui mi servo spesso per sovrapporre le immagini su piani differenti e giocare con il


ritmo delle linee concepite mentalmente. In “Post baroque still life” ho reinterpretato una vanitas barocca: l’ammonimento all’effimera condizione dell’esistenza, che è stato strettamente correlato al senso di precarietà del Seicento, viene riproposto in un’epoca di “crisi” e ad un occhio “digitalizzato”.. Qui, attraverso un movimento fluido di fiori e sembianze umane, prende corpo una sintesi simbolica dell›esistere insieme con il sentimento primordiale che emerge da figure femminili che ricordano la biunivocità dell›eros, eterno fattore di sublimazione del ciclo della vita/morte. D: Che ruolo può avere l’arte per l’engagement sociale, per sensibilizzare i cittadini, per parlare di temi drammaticamente sconosciuti? R: Credo che nel percorso artistico di ognuno di noi debba necessariamente realizzarsi un momento in cui ci si mette in gioco uscendo dal proprio narcisismo per avvicinarsi ad una dimensione che si usa definire “impegnata”. Mi piace l’idea che visitare una mostra d’arte possa significare qualcosa in più di un semplice svago! In questo senso i miei lavori parlano ancora molto di me e dei miei studi “umanistici”, ma sono in una fase in cui comincio ad avere l›esigenza di rappresentare anche tematiche più “sociali”, soprattutto legate alle mie esperienze in ambito giornalistico e documentario. La denuncia che va al di là della provocazione fine a se stessa e l’attenzione verso tematiche “difficili” sono elementi che, per quanto

mi riguarda, danno un importante valore aggiunto ad un’opera d’arte. D: Quindi l’arte, oggi, che ruolo può ancora svolgere? Più in particolare, l’artista oggigiorno si sente all’interno nel ruolo intellettuale tradizionalmente ricoperto, oppure rimane solo un ingranaggio nella produzione del pout pourri dell’informazione globale da era internet? R: Penso che il ruolo dell’artista non sia facilmente definibile oggi, per quanto la Storia gli abbia attribuito una posizione molto chiara nel corso dei secoli. Nel senso che lo spirito di un vero artista, da sempre, segue un’inquietudine che lo porta a ricercare nella vita tutto e il contrario di tutto, ma che nonostante ciò determina con il suo fare dei cambiamenti che possono risultare incisivi per la società in cui vive. Questa difficoltà di incasellamento è sicuramente incrementata dal fatto che in passato il Potere costituito dava all’arte una funzione e un senso differente da quello che oggi viene vissuto, e che la produzione seriale e mass mediatica di immagini sembrerebbe aver indebolito il primato dell’artista. Tuttavia l’arte continua anche oggi la sua sfida, servendosi di quegli stessi mezzi che l’hanno “svilita” o, al contrario, negandoli. Credo che l’arte non possa fare a meno delle sfide.. semplicemente oggi gli antagonisti dell’arte sono cambiati ed ognuno che intenda fare arte dovrebbe avere l’esatta percezione di questo.


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Claudia Conte una giovanissima e brillante attrice, ma anche una raffinata scrittrice ed una fantasiosa giornalista di spettacolo di Roberto Dionisi - foto Ronconi

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a bambina dicevi: da grande farò...? Per quel che riguarda sogni ed aspirazioni ero abbastanza “tremenda”: per la mia forte e sempre più crescente sete di conoscenza, cambiavo idea molto spesso riguardo il mio futuro. Sognavo di fare mille cose da grande e diventare mille persone diverse… un po’ come cerco di fare oggi e un po’ come del resto fa l’attore, che deve sapersi trasformare in dieci, cento, mille persone diverse indossando continuamente maschere e vivendo “esistenze parallele” che probabilmente nella vita reale non vivrebbe mai, o non vorrebbe mai vivere. Questo lo trovo sorprendente, unico, a

volte incredibile! I tuoi genitori hanno appoggiato la tua passione per l’arte o avrebbero voluto per te una carriera diversa? Nella mia famiglia non ci sono artisti, quindi potrai immaginare la sorpresa dei miei di fronte a quelle che da sempre definisco le mie “vocazioni”! Senza dubbio avrebbero preferito e tutt’oggi preferirebbero che mi dedicassi ad altro ma… non si può rinnegare se stessi, soprattutto se si ha un carattere forte e determinato come il mio! Proprio per questo per me è una immensa soddisfazione scorgere mia madre a sfogliare un mio libro o mio padre in prima


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fila concentrato a vedermi all’opera! “Le ali dell’angelo” al Festival del Cinema di Roma 2013. Raccontaci di questa esperienza. Lo scorso Natale è uscito il Film Spot LE ALI DELL’ANGELO della Mainboard Production. Lo scorso novembre è stato presentato al Festival del Cinema di Roma e apprezzato per la tematica solidale trattata. È stata una fantastica notizia che ha riempito tutti noi interpreti di gioia e soddisfazione. Le Ali dell’angelo verte la storia di un imprenditore (Mirko Alivernini) sempre dedito al lavoro che trascura la famiglia per il business, ma quando sta per perdere la figlia, ha una crisi di coscienza e riscopre i veri valori della vita. Interpreto il ruolo dell’angelo. Cosa rappresenta la scrittura per te? Scrivere è un bisogno, una esigenza del cuore e della mente. La poesia è dappertutto e comunicarla è la missione di chi, come me, nei momenti di solitudine viene assalito da forze ignote che gli  impediscono di dormire finché non da sfogo alla propria emotività. Per me la poesia è emozione tradotta in pensiero e pensiero trascritto in parole. Dopo la mia prima pubblicazione, l’esigenza di liberare le mani “pesanti” è diventata sempre più prepotente, così, tra ciak e prove teatrali, ho iniziato a raccontare una storia. Una storia che ha assunto le sembianze di un romanzo…per ora inedito, intitolato Lettere e Sogni. Se ti dico maggio 2013 “Frammenti rubati al destino”, tu mi rispondi? Il Destino di ciascuno di noi sembra essere già essere stato scritto, ma noi possiamo rubare attimi e renderli eterni, degni di essere ricordati e vissuti… La mia prima raccolta di poesie “Frammenti rubati al destino” rappresenta il percorso interiore della mia personalità “outside the lines”. Un percorso fatto di

emozioni sempre forti e spesso turbolente, ma necessarie perché mi hanno permesso di riconoscere “il grande amore” ora che è finalmente arrivato e godermi il tanto agognato equilibrio tra serenità ed emozioni che è poi secondo me il vero significato della felicità. Un libro, il mio, fatto di parole ed immagini, una sorta di autobiografia romanzata che potete trovate negli scaffali della Feltrinelli e della Mondadori. Ma Claudia è anche teatro che scorre nelle vene, come ti sei avvicinata a questo mondo e quali sono i tuoi attuali progetti teatrali? Mi sono avvicinata al teatro studiando e poi collaborando presso Il Teatro dell’Appeso, compagnia teatrale che, diretta e fondata dal mio Maestro Amedeo Di Sora, dal 1980 svolge una costante attività nel settore della pedagogia, della ricerca e della sperimentazione teatrale, all’insegna di una concezione poetica ed artistica del teatro. Abbiamo portato in scena molteplici spettacoli tra cui ricordo con particolare gioia e soddisfazione “Una notte…Il teatro”, pièce impegnativa ma altamente intensa tratta da “Il canto del cigno” di Anton Cechov. Riguardo il mio futuro nel teatro posso dire che per il 2014 sarò in scena con due spettacoli teatrali che, spero ancora per poco, sono top secret! Tutt’altra cosa è la cinepresa. Hai da poco finito di girare il film ‘Un’Estate da Leoni’ nel quale interpreti il ruolo della protagonista! “Un’Estate da Leoni”, è la nuova commedia prodotta dalla Mainboard Production, che vuole rievocare i fasti del cinema brillante italiano degli ultimi vent’anni. Film per il cinema scritto ed interpretato da Mirko Alivernini. Nel cast, oltre a me, Emanuele Ajello, Enio Drovandi, Floriana Secondi, Luciana Frazzetto, Max Gorga, Domenico Astone, Federica Quaglieri, Antonella Salvucci, Simone Coccia e tanti altri personaggi di cui per ora non posso dir nulla! Che personaggio interpreti in questa brillante commedia che uscirà nelle sale cinematografiche il prossimo anno? Interpreto il ruolo di Eva Martucci, una famosa diva del cinema che andrà a stravolgere le sorti


di un viaggio tra amici iniziato non propriamente bene! Come tutte le grandi star, Eva è una donna che apparentemente possiede tutto ciò che dalla vita si possa desiderare… E’ bella, ricca, famosa e amata da tutti! Ho detto apparentemente, perché in realtà si tratta di un personaggio dalla personalità molto complessa… ha tutto, ma non ciò che conta davvero… almeno all’inizio del film! Attualmente stai girando “Conviventi in affitto”… Di cosa si tratta? “Conviventi in affitto” è il titolo della nuova divertentissima serie tv della Mainboard Production che mi vede protagonista accanto a Mirko Alivernini, Emanuele Ajello, Francesca Colombo, Luciana Frazzetto e altri attori dell’attuale patrimonio artistico italiano. Si tratta di una comicità semplice, genuina messa in scena con entusiasmo ed energia da artisti giovani e brillanti. Che attrice sei? Qual è il genere che ti ispira di più?

Sono un’attrice emozionale e versatile! Vivo nei personaggi che interpreto e amo in particolare quelli più distanti dalla mia realtà. Proprio quelli, infatti, mi permettono di mettermi alla prova e scoprire me stessa, i lati del mio essere che credevo inesistenti solo perché ancora inesplorati! Secondo Claudia chi è stata l’attrice che ha lasciato un segno nella cinematografia internazionale? Per essere fedele alla mia Italia, voto Sophia Loren, icona di stile e sensualità. Donna che, dai vicoli di Napoli, si è ritrovata a calpestare i tappeti rossi di livello internazionale! è più gratificante calpestare le tavole del palcoscenico o essere protagonista davanti alla cinepresa? Sono emozioni diverse! Il teatro è un concentrato di emozioni: l’eccitazione, la voglia matta di salire sul palco, l’angoscia di non piacere e di sbagliare qualcosa, ma anche e soprattutto la gioia e la soddisfazione che ti travolgono alla fine, dopo gli applausi del pubblico. Il cinema è naturalezza ed estrema verità, vive di sguardi e di perfezione… è vita vissuta e regalata ad un pubblico più vasto ed indefinito. In questo momento sei innamorata? Si, ormai da otto mesi sono felice! E il responsabile è lui, Emanuele Ajello! Rispondo in questo modo, perché secondo me la vera felicità la si prova solo se si ama e si dona un po’ di se stessi all’altro, condividendo la vita nel bene e nel male! Con il tuo compagno Emanuele Ajello hai realizzato diversi progetti… siete conosciuti come “I molto speciali”. Attualmente di cosa vi state occupado? Io e il signor Ajello siamo una coppia affiatata nella vita e questa nostra complicità si manifesta anche nel lavoro! Siamo gli “ inviati molto speciali” e realizziamo su commissione video umoristici (comprensivi di intervista, immagini, ideazione testi, riprese, musica, montaggio) per immortalare, a sorpresa del festeggiato, occasioni speciali: matrimoni, addii al celibato/nubilato, ritiro dall’attività lavorativa, anniversari, ricorrenze; come “ corrispondenti molto speciali” realizziamo interviste umoristiche a sfondo sociale sui temi del lavoro, società, cultura per associazioni,


partiti politici, enti. (Es. spot congresso e sciopero bancari Fiba Cisl); Presentiamo anche notiziari umoristici per commentare i fatti di attualità in veste di “conduttori molto speciali” Sei una donna molto bella e sensuale, ti spaventa invecchiare? Sono un’amante dell’estetismo, movimento artistico considerato il culto della bellezza e dell’eterna giovinezza; condivido la massima per cui la vita stessa debba essere vissuta come un’opera d’arte; e temo lo scorrere del tempo, le prime rughe e i cambiamenti del mio corpo. Ne sa qualcosa il mio fidanzato che mi vede quotidianamente alle prese con creme e cosmetici! Tre cose a cui non rinunceresti mai? L’arte, l’amore, la famiglia In amore non si deve dire mai? Essere egoisti e privare l’altro della propria libertà. Amare è libertà di vivere insieme donando un po’ di sé e prendendo un po’ dell’Altro! Ti piacerebbe diventare mamma? Ho 21 anni e tanti progetti ancora da realizzare! Ma sicuramente si, spero di averne! Immagino già l’estrema gioia che proverò nel fare la prima ecografia accompagnata dal mio amato marito! Il tuo piatto preferito? Crudità di mare accompagnate da un buon vino bianco! Il tuo segno zodiacale? Pesci Sei a teatro e ti capita di dimenticare una scena, che fai? Vado avanti sempre e comunque! “The Show Must Go On”!!! Il tuo pregio più grande? Credo che il mio maggior pregio sia il coraggio. Il coraggio e l’audacia nel portare avanti le mie idee, o magari dovrei dire le mie “visioni”, trasformandole in azioni e non lasciandole relegate al solo concetto di idee. Il tuo peggior difetto? Il mio peggior difetto è l’esasperazione del pregio. A volte, me ne rendo conto, porto avanti le mie idee non tenendo in considerazione le conseguenze che ne derivano, specie per gli altri. Forse sono un po’ egocentrica, ecco. Mi elenchi un po’ di qualità in negativo e positivo

su di te? Ho tanta curiosità e fantasia, sono in continua caccia di emozioni. La vita è un dono e voglio viverla intensamente. Sono eccentrica ed egocentrica, forse per questo curo molto il mio aspetto esteriore. Ho la forte esigenza di comunicare e condividere la mia interiorità con il prossimo, sperando di accarezzare dolcemente i pensieri suscitando riflessioni ed emozioni; a volte lasciando scioccati, col fine di provocare reazioni, risvegliare intelletti e spiriti spesso intorpiditi dalla banalità e dall’ipocrisia del vivere quotidiano. Ho frequenti sbalzi d’umore, vivo nell’alternanza dei cosiddetti “up and down”. Tutto ciò non mi crea problemi, perché rientra nel mio colorato equilibrio interiore. Amo l’arte in tutte le sue forme. Amo il mare e la natura. Amo il dialogo e il confronto costruttivo. Sono schietta e diretta anche a costo di risultare insolente, nonostante il mio innato rispetto per le diversità. Non mi adiro mai ma sono abbastanza incline a sfoghi emotivi come il pianto. Cerco costantemente approvazione, ma non rinnego mai me stessa e non mi sforzo per apparire diversa da ciò che sono. La tua migliore amica dice di te? Che sono un vulcano in continua eruzione! Imprevedibile, scoppiettante, dinamica e passionale! Rinunceresti all’amore per la carriera? Spero che non mi accada mai di dover scegliere. Amo il mio lavoro e amo il mio fidanzato. Manda un saluto ai nostri lettori. Cari lettori, spero che il viaggio nel mio mondo sia stato piacevole per voi quanto per me che vi ho dolcemente accompagnato! vi mando un abbraccio caloroso e… per ora è tutto!


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Bio-Age superfood di Debora Bettega

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n valido aiuto per mantenersi giovani nell’aspetto e nel vigore, utile tanto per le donne quanto per gli uomini a qualunque età: BIOAGE Superfood. E’ questo il prodotto innovativo nel panorama dell’antiaging realizzato in quattro formulazioni: uomo e donna sia under che over 45 anni presentato recentemente a Roma nell’elegante Palazzo Ferrajoli. Un ricco parterre di ospiti, esponenti del mondo della medicina, professionisti e volti noti dello spettacolo, della cultura e della nobiltà romana, intervenuti grazie all’organizzazione di Sara Iannone, hanno assistito attivamente alla presentazione del prodotto creando dibattito e curiosità molto

interessanti. Brevettato e lanciato sul mercato da Named Spa, su licenza di un’azienda inglese, BIO-AGE Superfood è l’antiaging in snack; si tratta di una barretta golosa, al gusto di gianduia, che mangiata quotidianamente offre un aiuto determinante grazie all’azione di fitoestratti che hanno proprietà antiossidanti, contribuiscono all’equilibrio degli ormoni, responsabili delle diverse fasi della nostra vita biologica e aiutano il buon funzionamento del metabolismo nella trasformazione degli zuccheri e dei grassi in energia, fondamentale per non favorire diabete e obesità. Sono queste, infatti, le tre importantissime leve che influiscono sulla capacità


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ni, Elena Presti, il presidente dell’ Aerec Ernesto Carpintieri, la duchessa Silvana Augero, Deborah Bettega, Jacopo Sipari da Pescasseroli, Rosanna Vaudetti, Marina Occhiena, la marchesa Dani Del Secco D’Aragona, il conte Eugenio Picedi Benettini, il prefetto Gianni Ietto, Orietta e Luigi Boncompagni, Ugo Mainolfi, Adolfo Panfili, Georgia Viero, Vincenzo Bocciarelli…

del nostro organismo di mantenersi giovane - già a partire dai 30 anni! – come ha spiegato Giorgio Crucitti, esperto di medicina antiaging, insieme con gli altri relatori: Melania Rizzoli, medico chirurgo, Margherita Enrico, giornalista e scrittrice, autrice del libro “La scienza della giovinezza”, Fabio Canova, amministratore delegato della Named Spa. Per questo green carpet d’eccezione, Sara Iannone ha invitato: Adriana Russo, Maria Monsè, Antonella Salvucci, Alessandra Barzaghi, il principe Guglielmo Giovanelli, Janet De Nardis, la principessa Daniela Pacelli, il giudice Antonio Marini, il principe Carlo Giovanelli, Luca Filippo-

Madrina d’eccezione per questo evento è stata Maria Giovanna Elmi, icona di vitalità, dinamicità e di bellezza a qualsiasi età: inappuntabile come sempre, per questa l’occasione ha indossato uno splendido abito di Luigi Bruno. Al termine della presentazione, nei magnifici saloni di Palazzo Ferrajoli, rallegrati con eleganti decorazioni natalizie, gli ospiti sono stati deliziati con un raffinato e salubre buffet a base di cuscus vegetale, di crudités, di risotti alle verdure croccanti, di rotolini di zucchine con mousse di tonno, di spiedini di frutta... il tutto accompagnato da ricche centrifughe e succhi di frutta. Per i più trasgressivi, non sono mancate dolcezze e bollicine! La serata si è conclusa in allegria, con musiche e balli grazie a Sandro Tommasi. Tutti gli ospiti hanno avuto il privilegio di ricevere in dono le barrette BIO-AGE Superfood, che in anteprima si possono acquistare nelle migliori farmacie.


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Premio

“la

Margutta

via delle arti”

di Barbara Braghin

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l trionfo delle “Arti” con i protagonisti del mondo della cultura, dell’informazione e dello spettacolo all’ottava edizione del “Premio Margutta - La Via delle Arti”, svoltosi nella prestigiosa Sala Verdi del Museo Centrale del Risorgimento di Roma. Di assoluta eccellenza il parterre delle personalità premiate all’Edizione 2013, invitati dalla Together Eventi Comunicazione, per il conferimento della ormai ambitissima scultura-premio, raffigurante i Mascheroni della Fontana degli Artisti di Via Margutta, realizzata quest’anno dalla la scultrice e design Patrizia Corvaglia. Per la “Sezione Arte” il Prof. Romano Ugolini - Presidente Museo del Risorgimento; per la ”Sezione Giornalismo” il Dir. del TG1 Mario Orfeo; per la “Sezione Cinema” la regista Cinzia TH Torrini; per la “Sezione Teatro” la Sig. ra Fioretta Mari; per la “Sezione Eventi Nazionali Patrizia Mirigliani Patron del

concorso Miss Italia; per la “Sezione TV” la conduttrice Eleonora Daniele; per la “Sezione Moda” lo stilista della Maison Gattinoni Guillermo Mariotto; per la “Sezione Spettacolo” l’attrice Isabelle Adriani; per la “Sezione Arte, Natura e Territorio” Donatella Bianchi, giornalista e conduttrice del Programma TV “Linea Blu; per la “Sezione Fiction” l’attore Ludovico Fremont; per la “Sezione Editoria” il Direttore del Mensile “È Donna” Sergio Raffo e, infine, per la “Sezione Premio alla Carriera” la Sig.ra Gloria Guida. La manifestazione, che si è avvalsa degli autorevoli Patrocini del Museo Centrale del Risorgimento di Roma Capitale Assessorato Roma Produttiva, della Regione Lazio Assessorato alle Attività Produttive e allo Sviluppo Economico e di AltaRoma, ha messo in evidenza la potenziale rilevanza della mitica “Via Margutta” dichiarata patrimonio dell’umanità dall’UNESCO e


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risaltato gli intenti istitutivi di Antonio Falanga, Art Director e ideatore dell’evento, che mirano a sviluppare la sua dimensione di potenziale simbolo universale delle arti. Ulteriore motivo di prestigio per l’Edizione 2013 del “Premio Margutta - La Via delle Arti”, il suo inserimento nel programma del progetto “Anno Marguttiano” ideato da Sabina Caligiani e Cristina Mandosi e promosso dalla Associazione Internazionale Diletta Vittoria e dalla P&G Events. Al fine di promuovere tali finalità il comitato promotore ha voluto individuare tre donne e conferire ad esse il prestigioso riconoscimento “Donna dell’Anno Marguttiano”. Le tre professioniste della cultura e dello spettacolo sono: la scrittrice Maria Lucetta Russotto, l’attrice Nathalie Rapti Gomez e la conduttrice Alessandra Barzaghi. A promuovere il binomio “Moda e Arte” una suggestiva installazione, organizzata nel foyer della Sala Verdi, nella quale la stampa e gli ospiti intervenuti hanno potuto ammirare i gioielli di Patrizia Corvaglia, fra i quali il

bracciale in cera persa, fusa in argento 925, nel quale è incisa, la celebre aria “VA PENSIERO” del Nabucco,  dedicato al 200º Anniversario della nascita di Giuseppe Verdi e le “Borse” di Marina Santaniello che in funzione della sua passione per le avanguardie artistiche del ‘900 e per gli oggetti vintage l’ha portata a personalizzare e a valorizzare uno degli “oggetti” più amati dalle donne. Colori, figure, prendono forma sul fronte e sul retro, all’interno e all’esterno, con fodere e tessuti stravaganti, sempre rigorosamente vintage. La Together Eventi Comunicazione intende ringraziare i Partner le varie professionalità che hanno collaborato e reso possibile programmare l’ottava Edizione del “Premio Margutta – La Via delle Arti”: a Cooperativa Radiotaxi 3570, la Società P&G Events, Eventi x srl, il periodico E’ Donna diretto da Sergio Raffo,HTO.tv, web tv in HD per le riprese video, la giornalista Michela Cossidente e Giacomo Prestigiacomo photographer per le  immagini della serata.


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Vip Hair Stylist

che cura il look delle

star

Lino

Sorrentino di Debora Bettega

C

hi è Lino Sorrentino Lino Sorrentino, nato ad Amsterdam ma di origini campane, vive e lavora a Roma dove gestisce la realtà Artemis, un salone di bellezza insieme ad un outlet del lusso nel settore arredamento e complementi di design. Vip Hair Stylist per l’azienda Matrix, Lino è un artista del capello che cura il look delle più belle Star del mondo dello spettacolo, con un cur-

riculum professionale d’eccellenza, che lo ha visto recentemente impegnato dalle passerelle di Alta Moda Roma al Pink carpet del Roma Fiction Fest fino alla Biennale Internazionale d’Arte Contemporanea di Firenze 2013, tra i pochi eventi internazionali strutturati come una piattaforma indipendente e autofinanziata per l’arte contemporanea, che lo ha visto vincitore assoluto nella sezione taglio.


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Le Star parlano di lui... Nato per vivere sotto i riflettori e con un dono artistico che non ha eguali, alcuni dei Vip che frequentano abitualmente Artemis il suo spazio a Colleverde hanno voluto spendere parole di stima per Lino, come l’intrigante Demetra Hampton, attrice e modella statunitense: “Lino è un amico. Gli affido il mio look da tanti anni, capisce subito ciò che voglio e mi sento davvero coccolata. Apprezzo il suo essere presente nella moda, anzi è come se stesse sempre avanti. È una persona splendida e di cuore, è sempre disponibile e questo è un lato molto importante”. O la bellissima Clizia Incorvaia, showgirl italiana che ha esordito nel programma Chiambretti Night come la Principessa racconta fiabe ed è appena apparsa sul grande schermo nel film di Checco Zalone: “Io e Lino abbiamo una forte affinità elettiva, grazie a lui la mia immagine ha guadagnato moltissimo. E’ un uomo schietto e sincero, un professionista che lavora con grande passione, e questo fa la differenza. Soprattutto è sempre disponibile. Il nostro è un rapporto fantastico!” Ma anche gli uomini si affidano all’estro creativo di Lino, come il giovane attore Vincenzo Bocciarelli: “Lino è un regista del capello, che dipinge e crea con sensibilità l’anima del soggetto. Tra noi si è creato un rapporto di complicità e fiducia e ogni volta che esco dal suo salone di bellezza mi sento positivo e allegro. Percepisce la parte più nascosta delle persone e la esalta in modo sempre originale e mai eccessivo”.

Lino Sorrentino, Vip Hair Stylist delle Celebrità Fin da giovanissimo ha dimostrato una forte ambizione, ispirandosi ai maestri dell’acconciatura come Aldo Coppola, Vidal Sasson, Alexander Paris e seguendo i corsi di Toni&Guy Mascolo nella loro Accademia di Praiano (Salerno). A 19 anni ha cominciato a gestire il negozio dei genitori e a quarant’anni si è trasferito a Roma con la famiglia e ha ricominciato la sua vita, inserendosi nei circuiti televisivi più famosi fino a diventare Vip Hair Stylist per la nota azienda Matrix. Oggi, reduce dal traguardo della Florence Biennale 2013, ci concede un’intervista per raccontare alcuni dei suoi successi. Eletto vincitore assoluto nella sezione taglio della Florence Biennale 2013. Ce ne vuoi parlare? è stata un’esperienza entusiasmante, ho realizzato un’opera con un maestro della fotografia italiana, Bruno Oliviero, e l’attrice nonché amica Clizia Incorvaia: uno scatto artistico che vuole designare il rapporto tra la donna e il suo hair stylist tramite il filtro dello specchio, che restituisce alla donna stessa la sua nuova immagine. Uno dei miei lavori migliori! Da Raffaella Fico a Nadia Bengala, da Demetra Hampton a Edy Ganem della fortunata serie televisiva Devious maids, e chi più ne ha più ne metta! Com’è lavorare con le star? Le donne dello spettacolo sono tutte molto esigenti perché la bellezza è il loro biglietto da visita. Ci sono alcune che sanno esattamente cosa vogliono e allora sei più che altro un esecutore, altre si affidano alla tua arte e ti lasciano creare. Al fianco da anni di meravigliose donne dello spettacolo, come la Marchesa D’Aragona,


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“vincitrice morale” del reality Pechino Express andato in onda su Rai2. Mi occupo del look della Marchesa ormai da anni e la considero una grande donna che ha saputo mettersi in gioco, rilanciando la sua immagine con talento e classe. La reputo una persona molto umile e nobile d’animo e nutro per lei una sincera stima, la definisco con affetto la “Marchesa del Popolo” e ho avuto il piacere di partecipare allo splendido compleanno della Marchesa che si è tenuto nella splendida cornice del palazzetto Hassler. è passato molto tempo, ma ricordi la tua prima esperienza nel mondo dello spettacolo? Come dimenticarla, “La pupa e il secchione. Il ritorno” nel 2010. Impegnativo per il numero di “Pupe” da curare ad ogni registrazione ma il il ritrovarmi tra mille luci, autori, il bravissimo conduttore Enrico Papi e bellissime ragazze che impazzivano al momento di entrare in studio, è stata una esperienza entusiasmante e molto adrenalinica. Grande professionalità abbinata soprattutto alla scelta di prodotti sempre naturali. Assolutamente sì, è sempre stato il mio CREDO ed i recenti scandali sull’importazione di shampoo ad alto contenuto cancerogeno e tossico, mi hanno dato ragione. “ Tanto spen-

di tanto appendi” Nel mio salone di bellezza ci sono prodotti che dallo shampoo al colore fino alle creme, sono privi di solfati, nikel e ammoniaca. Quali sono i tuoi consigli per il look d’inverno? Tinte molto vivaci, biondi brillanti e tutte le tonalità del rosso. Mi raccomando gli accessori scintillanti tra i capelli, per impreziosire anche l’acconciatura più “semplice”. è assolutamente da provare il Maquillage, soprattutto per le più giovani che non vogliono essere schiave del colore: una tintura con gradazioni differenti alle punte dalle nuance dal prugna e violetto al rame o rosso, fino alle tinte mandarino. Qualche anticipazione sui tuoi progetti futuri? Sono un attento osservatore di quello che accade nel mondo della moda e dell’arte Internazionale! Sono appena tornato da un viaggio di lavoro a Miami, dove ho avuto anche l’occasione di partecipare alla fantastica Art exibition Miami Basel. La conoscenza e la cultura sono cibo per la mente ed io mi nutro delle novita che vedo in giro per portarle poi nel mio lavoro che amo e al quale dedico ogni mia energia. Progetti futuri? Aspettiamo alcune nuove proposte televisive e poi vi diremo.


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Gli slogan dei VIP Ritornano gli Slogan dei Vip per augurarci un anno strepitoso! ENRICO VANZINA - Produttore Cinematografico, Sceneggiatore, Giornalista e Scrittore “Che sia un Natale normale, con un albero, qualche regalo, dei bambini, un panettone, musiche tradizionali, un pò di parenti felici e soprattutto un pò di speranza autentica per il 2014” GUILLERMO MARIOTTO - Stilista 10 per chi a Natale si ricorda di Gesù Bambino, 0 per chi no ENZO MICCIO - Wedding Planner Il fascino avvolgente di una notte da sogno: è questa la magia del Natale! Brillate di luce propria ed illuminate chi vi sta intorno. Auguri e che lo stile sia con voi! ANTONELLA ELIA - Attrice e Show Girl Per il 2014 ? che dire... impegnamoci ad evitare pensieri e considerazioni negative sulla vita, sugli altri e su se stessi. ENRICO MUTTI - Attore “I politici sono come i pannolini. Andrebbero cambiati più spesso”. Speriamo in un bellissimo Natale e in un felice anno nuovo.. pieno di pannolini! BARBARA BRAGHIN - Blogger, Cabarettista e Scrittrice Un Natale con mille coccole in famiglia, e un 2014 con mille sogni realizzati e tanto amore. CRISTIANO DRAGHI - Direttore del Quotidiano La Voce di Rovigo

di Barbara Braghin

Consiglio ai giovani giornalisti per il 2014. Scrivi la verità, ma conserva la tua umanità. ERIKA GOTTARDI - Direttore del Magazine Woman & Bride Il mio augurio per un Santo Natale è nella speranza che si possa vivere nell’Amore di Dio e che non si perda mai l’occasione per seminare Amore. Dove c’è Amore c’è Dio, dove c’è Dio c’è Pace. Buon Natale a tutti. EMILIO STURLA FURNO’ - Press Office & P.R. “CHI TAGLIA I RAMI SECCHI, SCOPRE I GERMOGLI DELL’ALBERO”. AUGURI! GUGLIELMO GIOVANNELLI MARCONI - Principe Un ritorno alla tradizione delle cose belle e semplici. Questo è l’augurio di vera ricchezza. MARCHESA D’ARAGONA - Marchesa Adorati lasciate da parte gelosie e rancori.. Amiamoci l’un l’altro! ..È questo il segreto della Felicità. .E Sorridete SEMPRE! RAFFAELE SQUILLACE - Fashion Design Beauty Il mio slogan ,la bellezza non basta ,la chiave del successo e saperla comunicare facendola diventare arma di seduzione e intelletto . Buon natale e felice anno nuovo. E tanti tanti altri che potete trovare ai seguenti link: http://glislogandeivip.blogspot.it/ http://www.barbarabraghin.com/buon-natale-ebuon-2014.html


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Premio Donna Eccellente 2013 Il Sindaco di Porto Viro Giuseppe Geremia Gennari ha scelto Barbara Braghin come Donna Eccellente 2013 per il Galà della Donna di Porto Viro di Roberto Dionisi

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enerdi 20 dicembre, nella 15° edizione del Galà della Donna di Porto Viro, sono state premiate ventinove donne eccellenti di tutta la provincia di Rovigo. In una splendida serata di gala, all’interno della Sala Eracle di Porto Viro, molti sindaci e varie autorità comunali hanno premiato le loro donne eccellenti, a livello imprenditoriali, umano, artistico e per illustri motivi. Nello sfondo di tavoli bianchi decorati a festa, candelabri d’argento e camerieri in crestina, l’assessore alle pari opportunità, Rosita Perazzolo, ha presentato la serata invitando sul palco, sindaci, premiate e autorità regionali. Un connubio tra eccellenze, musica e cucina, del progetto Pesca Amica, ideato dell’Ente Parco del Delta, in collaborazione con Coldiretti Impresa Pesca ed il finanziamento del


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Fondo Europeo per la Pesca. Sul palco sono salite le personalità femminili che si sono particolarmente contraddistinte. A ricevere il prestigioso riconoscimento, come Donna Eccellente 2013, la blogger e cabarettista Barbara Braghin, premiata dal Sindaco Giuseppe Geremia Gennari. A leggerne le motivazioni è stata Rosalba Capato, delle Pari opportunità del Comune di Porto Viro e rappresentante della Fidapa di Porto Viro. Il Sindaco, ha fatto un breve ma intenso discorso dicendo che l’ha premiata perché ha ammirato il coraggio e la lunga permanenza in giro per il mondo, nonché la fantasia e l’intraprendenza

artistica facendo anche un accenno al suo libro “I primi 99 modi in cui sono stata corteggiata”. La Braghin, ha ringraziato tutti, dicendo che, nonostante sia salita sul palco tantissime volte, quello più difficile da affrontare è proprio quello della sua città, perché giocare in casa è sempre difficile. In sala l’assessore regionale Isi Coppola, la presidente della provincia Tiziana Virgili, Maria Grazia Avezzù presidente della commissione pari opportunità della provincia. L’atmosfera della serata è stata deliziata dalla splendida voce del basso Riccardo Zannellato accompagnato dal maestro Silvano Zabeo.


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Tacchi Misti di Barbara Braghin

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l via il terzo appuntamento della rassegna LES FEMMES D’OR, ideata da Isabel Russinova e prodotta da Giacomo Carlucci, in collaborazione con ARSMILLENNIA PRODUCTION, ASSOCIAZIONE CULTURALE BRAVO’, Associazione Cavalieri di S. Silvestro. A salire sul palco del Piccolo Eliseo Patroni Griffi, saranno quattro protagoniste di una divertente commedia: “Tacchi Misti”. Carla Ferraro, Corinna Lo Castro, Valentina Martino Ghiglia e Silvia Siravo si alterneranno nell’interpretazione di ritratti di donne contemporanee, ricreando un prisma colorato, ironico e sorprendente, per cercare di svelare l’indefinibile molteplicità del mondo femminile. Lo spettacolo è tratto dal libro “Accessories” della scrittrice americana Gloria Calderòn Kellett, autrice della famosa sitcom “How I met your mother”, e la regia è affidata a Ferdinando Ceriani. Sedici paia di scarpe, sedici personaggi femminili, quattro attrici. Sono questi i numeri dello spettacolo Tacchi misti. Tacchi misti, dal ritmo coinvolgente e serrato, con-

serva alcune sfumature in lingua originale ed evoca, a tratti, il musical. Le quattro interpreti raccontano, ballano e cantano per dipingere una spassosa sequenza di ritratti femminili. Sul palco sfila, una dopo l’altra, una variegata e irriverente galleria di donne, ognuna con la propria storia: dalla vigilessa alla donna incinta, dalla suora alla venditrice di olio di serpente, dalla ragazza emo alla donna manager (solo per citarne alcune). Le esperienze che narrano e condividono con il pubblico sono ironiche, graffianti e audaci, in una parola: divertentissime. NOTE DI REGIA “Lo spettacolo è una sorta di roulette russa dove a ogni numero corrispondono un paio di scarpe e un personaggio (la fidanzata, la casalinga, la cinica, la dea, la ladra, la prima donna, ecc…). Ognuna di queste figure femminili investirà il pubblico con la sua storia. Ed è proprio il caso di dire investirà perché queste donne non si limitano a raccontare di sé ma cercano incessantemente nel pubblico una spalla, un complice o un antagonista. Tacchi misti è la celebrazione della donna moderna finalmente libera dalla fobia della padella antiaderente”. Ferdinando Ceriani “Trovare un uomo che vale è impresa difficile. Trovare un buon monologo, ancora di più. Specialmente se sei una ragazza. Così ho deciso di mettermi a scrivere monologhi per donne… ed è così che sono nati i miei spettacoli teatrali. Ho avuto la fortuna, nella mia vita, di incontrare molte donne interessanti e questi monologhi sono una dichiarazione d’amore verso di loro” Gloria Calderòn Kellett


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Magica notte degli di Debora Bettega

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Scorpioni al

“Gilda”

a Notte degli Scorpioni si fa in tre con Lino Patruno, Angelo Ciccio Nizzo e Marcia Sedoc: un grande musicista di fama mondiale, il filosofo della notte e noto pr del “Gilda” e una soubrette, ora presidente di una famosa associazione culturale internazionale. Sicuramente tre scorpioni che amano la musica, il ballo e le cose belle della vita. Un arrivo spensierato ripercorrendo le meravigliose strade di Roma a bordo di un’ ape tipo Capri della Bici & Baci, gentilmente concessa dal direttore del museo della Vespa, poi Michele Piacentini (Les Artistes) scortato da 8 vespe cavalcate da modelli e modelle delle Filippine che hanno meravigliato i nume-

rosissimi ospiti della serata con una sfilata. Giunto anche l’Ambasciatore delle Filippine S.E. Virgilio Reyes e Sig.ra Maria Luarca. Gli ospiti sono stati accolti con un originale aperitivo, il “Melodrink”, ossia una spremuta di melograno, usato fin dall’antichità come frutto simbolo di fertilità e abbondanza grazie alla ricchezza delle sue sostanze benefiche confermate da recenti studi e ora considerato un toccasana per la cura e la prevenzione di diverse patologie. Un particolare buffet con un menu tipico umbro, offerto ai festeggiati dall’azienda agrituristica biologica “I Rossi” di Carlo Rossi, con prodotti tipici provenienti da Todi, città d’origine di Nizzo e molto attenta alla qualità delle


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cose semplici come il minestrone di ceci con le castagne, i fagioli con le cotiche, l’ insalata di farro, le bruschette con olio extravergine d›oliva di produzione propria, il maialino al forno con patate e la torta al testo con salcicce e verdure... Per finire una torta speciale dedicata al segno dello scorpione prodotta dai famosi pasticceri Motta con “Il Siciliano” Gli oltre 250 ospiti della serata sono stati intrattenuti dalla musica selezionata dal grande Lino Patruno. Ospite il dj Nick, Nicola Peloso, disco d›oro 2013 con il cd di Carolina Marquez presentato ad inizio serata. Poi un esibizione live dei gemelli Minetti, Alessandro e Rosario, che con una chitarra a quattro mani hanno fatto applaudire tutti. Alla serata ospiti eccellenti, tra cui i principi Carlo Massimo, Carlo Giovannelli, Olivier Doria Pignatelli d’Aragona, Guglielmo Giovannelli Marconi, Fulvio Rocco de Marinis, Abdallah Idrissi Azzouzi e la principessa Irma Capece Minutolo, Giucas Casella, Mario Zamma, Leopoldo Mastelloni accompagnato da Daniela d’Urso (sorella di Barbara), gli attori Michele D’Anca e Pietro delle Piane. Ed ancora il produttore cinematografico Claudio Bucci, reduce dall’applaudito film “Mr. America”, Walter Scognamiglio, Giovanni Scialpi, l›avvocato Leopoldo Lombardi, Tony Malco, Enio Dovrandi, Irene Bozzi, il DJ Claudio Casalini, Patrizia Nizzo, poetessa, scrittrice e cugina di Angelo Nizzo, gli artisti

Elvino Echeoni, Nino La Barbera, le pittrici Anna Maria Ballarati e RiLa. Presente anche la presidente del Centro Cultura Sport Arte Italia-Cina, Zhong Ning, il pittore e giornalista Aldo Manganaro, Benito Corradini, Bruno Chirizzi, Pina Di Tano, lo scrittore criminologo Ruben De Luca, figlio di Omar Scharif in compagnia della scrittrice Alisa Mari, il musicista Gerardo di Lella, Adriana Russo, Claudia Cavalcanti, Virginia Barrett, Gabriella Di Luzio, Deborah Bettega, Antonello De Pierro di Italy Media, Sonia Sebastianelli, Francesco Pellovini della Green Stage di Foligno, Cecilia Gayle, Bruno Oliviero, Carlo Micolano, l’editore Gio di Giorgio di Inciucio, Conny Caracciolo, Loredana Nappi, Marco Nardo, Anna Rita Del Piano, gli avvocati Lello & Fabrizio Gallo, Maria Elena Fabi, l›attore Gianni Franco, i musicisti della Jazz Band Hot Stompers, l’attrice Margie Newton, il Prof. Guido Laudani, il musicista Sebastiano Forti, il Produttore Pierfrancesco Ajello e molti altri amici tra cui la signora Lucia Bornigia e il figlio Gabriele Bornigia. A fine serata, alcuni amici vip sono stati omaggiati da un originale Colosseo ideato e brevettato dall’artigiano Daniele Pellicone: un coprivaso con una lampada a LED che si illumina, in questo caso usato come centrotavola.                                                     La serata nella mitica discoteca “Gilda” è infine proseguita fino a tardi con la musica di Valter Paoli.


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Paul Newman fascino, talento e gli occhi blu più intensi della storia del cinema di Barbara Braghin

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l 26 Settembre 2008, il mondo perdeva uno degli attori più amati di sempre: Paul Newman. Attore, regista e produttore cinematografico, Paul Newman nella sua lunga carriera ha vinto due Oscar®, sei Golden Globes e un Emmy Award, oltre a ricevere una stella sull’Hollywood Walk of Fame ed altri riconoscimenti. Fascino, talento e i più intensi occhi blu della storia del cinema. Paul Newman Nato il 26 Gennaio 1925 a Shaker Height in Ohio, dopo la scuola si arruolò nell’aviazione della marina, sperando di diventare pilota ma il daltonismo glielo impedì. Partecipò alla

Seconda Guerra Mondiale come marconista e mitragliere nei bombardieri Avanger, e in volo ad alta quota vide il bagliore del fungo atomico, il 6 Agosto 1945. Nel dopoguerra si occupò del negozio di articoli sportivi del padre. Nel 1949 sposò Jackie Witte da cui ebbe tre figli. Si iscrisse all’Actor Studio di New York e debuttò in teatro nel 1953 con Picnic. Esordisce nel cinema nel 1954 con Il calice d’argento, ma è con Lassù qualcuno mi ama che si impone alla critica e al pubblico. Nel 1958 si sposò con Joanne Woodward con la quale rimase fino alla morte, ed ebbe altri tre figli. La Woodward recitò insieme al marito in diversi film (Missili in giardino, La lun-


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ga estate calda, Dalla terrazza, Paris Blues, Il mio amore con Samatha ecc.) e fu diretta anche da lui (La prima volta di Jennifer, Harry & Son ecc.). Tra la fine degli anni Cinquanta e la metà degli anni Settanta, recitò in alcuni tra i più famosi film della storia di Hollywood, diventando una star leggendaria: La gatta sul tetto che scotta, Exodus, Lo spaccone, Hud il selvaggio, Intrigo a Stoccolma, Il sipario strappato, Nick mano fredda, Butch Cassidy, La stangata, L’inferno di cristallo. Nel 1986 vince l’Oscar® alla carriera e nel 1987 quello di miglior attore protagonista per Il colore dei soldi, non ritirò però personalmente il premio. Nel 1994 ricevette il premio umanitario Jean Hersholt, un Oscar® particolare per contributi umanitari. Una grande passione è stata quella delle corse. Esordisce come pilota nel 1972 nelle gare della SCCA (Sport Car Club of America) dove correrà per 36 anni, partecipa anche a campionati professionisti come la IMSA (International Motor Sports Associa-

tion) e la Trans-Am e alla 24 ore di Daytona, arrivando anche secondo alla 24 ore di Lemans, nel 1979. Fonda la scuderia Newman/ Haas/Lanigan. Nel 1995 vinse la 24 Ore di Daytona per la classe GT1. Molto attivo nella beneficenza, con la Newman’s Own, un’azienda di produzioni biologiche i cui ricavati vengono devoluti in beneficenza. Nel 1994 è tornato sulle scene con Mister Hula Hoop dei fratelli Coen. Nel 1995 è stato premiato al Festival di Berlino con l’Orso d’argento per La vita a modo mio di Robert Benton. Nel 1999 è stato fra gli interpreti di Le parole che non ti ho detto di Luis Mandoki, e nel 2000 diretto da Marek Kanievska in Per amore dei soldi, nel 2002 ha interpretato Era mio padre, di Sam Mendes. Nel 2007 ha dichiarato di considerarsi troppo vecchio per continuare a recitare. Nel luglio 2008 gli è stata data ufficialmente notizia di una diagnosi di cancro ai polmoni. Dopo aver scelto di smettere le cure, e il ritiro a vita privata, il 26 settembre 2008 muore nella sua casa di Westport, a 83 anni.


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Marco Tamburro di Floriana Tondinelli

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My Way

uanto pensi che Andy Warhol abbia influenzato gli artisti di quel periodo a lui vicini? Andy Warhol è stato un personaggio emblematico e originale di quel periodo storico. Una mente complessa e di conseguenza lo era tutto quello che lo circondava. Gli anni ‘80 in America erano anni forti, anni di evoluzione artistica e sociale, del dopo guerra del Vietnam, lui aveva un ruolo importante anche di rottura rispetto all’arte del passato. La sua personalità contraddittoria, un pò ambigua influenzava a mio avviso tutte le persone che erano vicino a lui, in primis la sua compagna che poi si è suicidata; Basquiat morto giovane in modo violento, si potrebbe pensare ad una sua manipolazione, Basquiat era il suo amante. Poi c’erano le sue frequentazioni con grandi artisti come Mike Jagger; chi viveva Andy Warhol lo somatizzava. Nel film Mr. America l’arte ha influenzato la pellicola o la pellicola la visione dell’arte? Il regista ha scritto il film a prescindere dalle mie

opere perché non esistevano prima, per cui il film è stato una sua idea ed interpretazione, poi io vedendolo ho fatto un’analisi dettagliata, ho cercato di creare delle icone che raccontassero il film e anche ironicamente un po’ il discorso creativo di Andy Warhol, la sua storia con dei simboli, delle ironie. Questo discorso sarà ribaltato in futuro perché il regista del film mi darà un sostegno cinematografico, partendo dalle mie idee su un cortometraggio che faremo insieme che si chiamerà la “white hate” di cui io sono il regista; parlerà di arte, di estro, sarà violento. Secondo te Andy Warhol era davvero Mr. America? Andy Warhol era un bluff più che Mr. America, lui era Mr. American perché osannato, ma era anche abbastanza facile essere celebrati in quel periodo storico, tutto era nuovo, tutto era innovativo, tutto aveva il desiderio dell’America, adesso Andy Warhol non sarebbe stato Mr. America, anzi adesso sarebbe una persona qualunque.


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Cosa pensi dell’arte contemporanea in questo momento storico rispetto all’arte di Andy Warhol ? Credo che innanzitutto l’arte sia un riflesso del momento sociale, storico, politico. Nel corso degli anni è stato fatto molto, quasi tutto nell’arte contemporanea moderna, pensiamo agli artisti che hanno creato movimenti storici importanti con una rottura forte rispetto al passato: Fontana con i “tagli”, Duchamp, Andy Warhol, Picasso. Al giorno d’oggi forse si rischia di cadere nel retorico, c’è un’ossessione nello stravolgere gli schemi dell’arte, secondo me adesso c’è un ritorno alla semplicità o almeno dovrebbe essere così. Marco oggi per te c’è un artista come Andy Warhol? No non c’è, non avrebbe lo spessore e l’immagine forte di Andy Warhol, ma ci sono tanti Andy Warhol che fanno marketing della propria arte, lo fanno a differenza del maestro della pop art con il computer, da manager, sono aziende, sono ragionieri dell’arte. Sono dei novelli Andy Warhol, ma non con i capelli bianchi, gli occhiali e che frequentano Mick Jagger. Come ti sei preparato a questo film, nel senso hai letto qualche libro su Andy Warhol in particolare per realizzare le tue opere? Ho visto il film un paio di volte, in realtà la storia di Andy Warhol la conoscevo, ho visto delle mostre, storia dell’arte l’ho studiata e la insegno a scuola. Ho seguito la mia sensazione, non mi sono fatto condizionare troppo dalla vita reale di Warhol, dalla storia, ma l’ho interpretato con la mia pittura a caratteri e per certi versi pop. Il film è contro Andy Warhol, in realtà io sono quasi a favore di Warhol nelle mie opere, ho raccontato il film, ma ho osannato pittoricamente Andy Warhol. Vorrei scindere tra il mio racconto del film perché ho apprezzato quello che Andy Warhol ha

fatto nel suo percorso. Nei miei quadri mi sono spesso cimentato con l’idea grafica, la fotografia, il collage. Oltre ad aver realizzato le opere sul tema del film stai portando avanti in questo periodo una nuova ricerca pittorica, me ne vuoi parlare? Sono venti anni che lavoro nel settore artistico, sono figlio d’arte, la mia passione per la fotografia iniziale si è sempre un po’ trasportata nella pittura, sia come prospettive, sia come idea, come composizione del quadro e anche spesso con l’intervento fotografico nei miei quadri, ho realizzato diversi progetti importanti: la mostra al Macro, mostre all’estero. Ora ho sentito nonostante portassi in parallelo anche un discorso solo fotografico, che tu hai ha visto, l’esigenza morale di dedicarmi a due realtà quella fotografica e quella pittorica, libera con una pennellata molto fresca, veloce. Le opere in mostra da Rossmut appartengono a questo nuovo ciclo? Sì, questo è l’ultimo ciclo, una produzione milanese, che mi ha dato una nuova energia a livello creativo, una mostra a Roma per ironia della sorte realizzata a Milano, sarà presentato in occasione di una personale alla galleria Rossmut fino al 15 febbraio 2014. Vedendo le tue opere mi colpisce il dinamismo pittorico che è presente nella maggior parte dei tuoi lavori. Quale significato simbolico attribuisci al tema del dinamismo, della velocità in pittura? Il dinamismo nei miei quadri c’è, io lavoro molto sull’idea del movimento, la gestualità, il tema del vento. Cerco di attribuire movimento anche alle cose che potrebbero essere le più stabili del mondo. Scompongo e ricompongo le immagini con il mio movimento, un po’ tra il futurismo e l’astratto, per citare un artista: Vedova; che è un po’ la mia passione. Allora New York, la città contemporanea per eccel-


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lenza ha influenzato il tuo lavoro? Assolutamente sì, mi sono sempre ispirato a questa città che addirittura dipingevo ancor prima di aver visto, infatti quando sono andato a New York sono realmente impazzito, ero come un bambino in un negozio di giocattoli. Sono arrivato all’improvviso, una sera, di notte, presi questo volo e arrivai a New York, mi ricordo ero emozionatissimo e durante la mia permanenza a New York tirai fuori millecinquecento scatti in pellicola; a quei tempi non c’era neanche il digitale e tirai fuori veramente una produzione di quadri notevole. Ad esempio la fotografia quanto incide sulla tua pittura e quanto la pittura influenza il tuo occhio da fotografo? La fotografia è stata fondamentale per i miei quadri, è stata determinante sia come tonalità del bianco e nero, con le inquadrature, come obiettivo zoommato, nei particolari, nelle prospettive poi è stato fondamentale, in realtà non mi sono mai staccato dalla fotografia. Quindi hanno la stessa importanza per te? Sì, talvolta la fotografia emergeva anche di più ero sempre border line, lasciare la pittura o la fotografia, sono due passioni e adesso ho deciso, porto avanti due rapporti molto intensi e non posso fare a meno né di una né dell’altra, sono fidanzato con due realtà. Quali tra i grandi maestri dell’arte è stato per te fonte d’ispirazione? A proposito di questo ti devo dire che non so se per fortuna o meno, purtroppo non ho mai avuto dei riferimenti, essendo forse figlio d’arte di un artista anche molto bravo è stato un po’ un distacco in realtà. Ho vissuto con l’arte, ma ho avuto sempre questo distacco emotivo perché venivo sconsigliato di fare

questo lavoro, avendo un padre che sapeva quanto era difficile, in una realtà anche storica in cui si è fatto da solo, l’arte era complicata, non mi ha favorito. In realtà l’ho vissuta senza maestri, l’ho vissuta molto d’istinto, d’inconscio proprio perché non la volevo fare, volevo fare altro infatti ho iniziato con la fotografia a Milano, facevo l’assistente negli studi fotografici poi di getto è uscita la mia icona che mi ha aiutato e facilitato nel percorso di mercato, ero subito riconoscibile. Ho iniziato con il contenitore della città in bianco e nero, se vedo un quadro di venti anni fa è realmente riconducibile a quello che faccio adesso. Prossimi progetti a cui ti dedicherai mi hai parlato prima del cortometraggio? Sì il cortometraggio che è una cosa che ho scritto da tanto tempo, ho iniziato a fare scultura in bronzo, ho realizzato un prototipo ispirato al mare, sono delle cime delle navi, lo proporrò nei porti turistici pensavo di farli di grandi dimensioni. Poi ho un progetto che si chiama “Arte in mare”, navigare in barca a vela, barca grande 17-18 metri, dipingere le vele e portare dei workshop in mare con degli artisti e con appassionati di mare e coinvolgerli in un discorso artistico con delle tappe nel mediterraneo e con delle mostre. Vuoi coinvolgere altri artisti? Si coinvolgere altri artisti, galleristi, collezionisti, infatti a parte l’intervista te lo faccio sapere, te lo faccio leggere, ho bisogno di collaborazioni perché è impegnativo sia come ricerca sponsor che come realizzazione, anche come idee ci conto. Una mostra itinerante per eccellenza? Sì da Taormina a Montecarlo con cinque tappe nel mediterraneo, vele dipinte chiaramente da me, ho fatto un esperimento su un catamarano devo dire che è venuto molto bene.


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Alberto Passi

riconfermato presidente dell’Associazione Ville Venete “Le Ville Venete si avviano a diventare una delle grandi mete del turismo culturale del nostro Paese” di Barbara Braghin

L’

Associazione Ville Venete (AVV), ente di riferimento dei proprietari delle Ville Venete di Veneto e Friuli Venezia Giulia, nata nel 1978 con lo scopo di tutelarne e valorizzarne il patrimonio, ha eletto il nuovo Consiglio Direttivo nel corso dell’Assemblea svoltasi a Villa Emo a Fanzo-

lo di Vedelago, TV, domenica 24 novembre. In seguito il Consiglio Direttivo ha confermato Alberto Passi, già alla presidenza dell’Associazione nello scorso triennio, Presidente di AVV. Nel nuovo direttivo dell’Associazione Ville Venete sono stati inoltre eletti: Guidalberto di Canossa (vicepresidente), Maria


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Dalla Francesca (tesoriere), Maria Trinidad di Collalto, Orazio Lonigo, Christian Malinverni, Bruno Nichetti, Mirella Della Valle e Sergio Gelmi di Caporiacco , questi ultimi due rappresentanti delle Ville in Friuli. “L’Associazione Ville Venete ha l’onore e l’onere di rappresentare i proprietari delle Ville di Veneto e Friuli Venezia Giulia. L’82% del patrimonio Ville Venete è privato - l’8% pubblico, il 10% della Chiesa - ed è evidente che è soprattutto grazie ai proprietari che aprono le loro Case che è possibile oggi fruire di questo immenso e unico giacimento culturale, artistico e paesaggistico lasciatoci in eredità dalla Repubblica Veneta – ha detto Alberto Passi -. Le Ville Venete sono dunque una risorsa economica importante – e sono un punto di riferimento di economie d’eccellenza e tra loro complementari quali il turismo culturale e il settore agro

alimentare (agricoltura, eno-gastronomia, ristorazione, artigianato), voci che pesano sui PIL regionali e su quello nazionale. Con il brand Ville Venete, il proprio portale turistico www.villevenetetour.it, un fantastico tour operator internazionale che ci affianca, alcuni importanti sponsor e una base volontaristica e professionale allargata e di valore le Ville Venete si apprestano a diventare una delle grandi mete del turismo culturale del nostro Paese”. Alberto Passi de Preposulo, giornalista ed esperto in comunicazione, si è sempre occupato di turismo e marketing territoriale, lavorando per la valorizzazione e la promozione delle bellezze artistiche, paesaggistiche e culturali del Veneto. E’ proprietario, insieme ai fratelli, di Villa Tiepolo Passi a Carbonera (Tv). Dal 2010 è presidente dell’Associazione Ville Venete.


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Justroma 5 2014  

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