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JUST MEN, MOTORS & LIFESTYLE • COVER STORY • GRUPPO BONALDI “GRUPPO BONALDI E LECCO: L’INIZIO DI UNA STORIA”

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Special JUST “ Salone dell’Auto Torino 2016” Cover Story • Gruppo Bonaldi • Audi A4 allroad quattro

“Gruppo Bonaldi e Lecco: l’inizio di una storia” Men Marco Cariboni • Giuseppe Galli Giacomo Agostini • Chicco Reggiani

Motors Toso Moto • Gruppo Bonaldi Opel Omega Lotus • Sala Luciano Citroën Iginio Negri Iperauto • Nis-Car Renzo Negri

Periodico trimestrale - Anno I - N° 0

Lifestyle Angeli Pavimenti Toso Moto

Periodico trimestrale - Anno I - N° 0

Copia omaggio

www.just-magazine.it




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Via Stezzano, 51 Bergamo - Tel. 035 320358 Via Mariano Tentorio, 3 Como - Tel. 031 3390111


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Editoriale di Giovanni Volpe

Magia d’altri tempi...

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ono trascorsi circa undici anni dal numero zero della mia prima rivista… Ricordo perfettamente quella straordinaria emozione… Un’emozione fatta di mille sfumature, di entusiasmo, di voglia di fare e di farcela, di soddisfazione spassionata per l’aver visto concretizzarsi mille sforzi profusi per realizzare un sogno prima ancora che per raggiungere un traguardo in campo professionale.

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In tutti questi anni, scanditi da grandi traguardi e qualche inevitabile dispiacere, non ho mai perso l’entusiasmo di quel dicembre 2005 e, soprattutto, non ho mai rinunciato a credere, oltre che in me stesso, anche nella straordinaria magia che si sprigiona rapportandosi più positivamente possibile col prossimo. Ecco perché questa “puntata pilota” lecchese di JUST mi inorgoglisce tanto e mi conferma che persone, luoghi e cose che non si conoscono ancora, vanno innanzitutto vissuti come una risorsa, come un’opportunità di crescita generale.

“Marco Cariboni e Carla Silva”

La “gestazione” di questa prima edizione lecchese di JUST è stata davvero complessa oltre che faticosa; sapevo sarebbe stato così sin dai primi giorni del mese di ottobre dello scorso anno, periodo nel quale per la prima volta raggiunsi Lecco con l’intima convinzione di volervi creare, da zero e senza “santi in paradiso”, una rivista patinata di motori e lifestyle ma, ancor prima, fatta di persone. In molti mi avevano persino fortemente sconsigliato di provarci perché, cito testualmente, “i lecchesi hanno il Resegone che incombe sulle loro teste e un clima strano che li rende diffidenti e di certo poco aperti alle novità”… Sarà…

• COVER STORY “Gruppo Bonaldi”

Io, invece, in questi circa nove mesi di spola tra Bergamo e Lecco, ho incontrato persone gentilissime, disponibili, estremamente educate e collaborative, veramente desiderose di partecipare a qualcosa di nuovo e, sono contento di poterlo scrivere in questo mio primo Edit lacustre, felici di darmi una mano, di credere e investire su di me e su JUST. Mi sono prefissato e vi ho promesso che, per questo 2016, su Lecco realizzerò due edizioni di JUST; uno sforzo non indifferente per una piccola società in startup come la mia e il suo staff ma, allo stesso tempo, una “sfida” davvero stimolante che, oggi, anche grazie a tutti voi, ci ha portati a questo “numero zero”. Ora che il sogno è realtà, non mi rimane che augurarvi una buona lettura e di trascorrere un’estate magica… proprio come la mia! JUST tornerà il prossimo autunno!

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Editoriale

• Special JUST “Salone dell’Auto Torino 2016”


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Men Special JUST “Salone dell’Auto Torino 2016”

Sommario

34 | Marco Cariboni

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“Un luogo magico... e il suo presidente”

“Da Lecco al Salone dell’Auto di Torino 2016 con iTocks”

COVER STORY Gruppo Bonaldi “Gruppo Bonaldi e Lecco:

38 | Giuseppe Galli

48 | Chicco Reggiani

“Una moto pensata tanti...

“Due amici, una Porsche

tanti anni fa!”

e una nuova sfida”

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l’inizio di una storia”

44 | Giacomo Agostini “La parola agli esperti...”

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Motors 54 | Toso Moto “Il Toso e il suo sogno”

70 | What’s new? Sala Luciano “È lei la regina del 2016!”

60 | Supercar Gruppo Bonaldi

“Opel Omega Lotus C’è cura... e cura!”

“Emozioni d’altri tempi!”

90 | Provate dal direttore Nis-Car

“Ovunque... con eleganza”

66 | Brutte & Cattive

82 | Provate dal direttore Iperauto

“Pronta a tutto!”

76 | Provate dal direttore Citroën Iginio Negri

96 | What’s new? Renzo Negri

“Citroën Iginio Negri e JUST:

“Provala... ti conquisterà

partiti!”

in un Baleno!”

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Lifestyle 104 | Angeli Pavimenti “Da generazioni... ‘Angeli della qualità’”

110 | JUST RED CARPET Toso Moto “La stagione delle due ruote si colora di Ducati e Toso Moto”

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Special JUST “Salone dell’Auto Torino 2016” “Da Lecco al Salone dell’Auto di Torino 2016 con iTocks” di Giovanni Volpe e Luca Tocchio • ph iTocks - Agenzia Fotografica Virtuale

o davvero un bel ricordo dell’ultimo Salone di Torino che visitai circa vent’anni fa al Lingotto di Torino; fu una giornata splendida in compagnia di amici che coincise con uno dei miei primi articoli… Quanto tempo… Forse anche per questa ragione, dopo aver conosciuto Luca Tocchio, valente fotografo amatoriale lecchese, ho deciso che, dopo un’istituzione come Marco Cariboni, sarebbe anche stato bello allargare i confini della città e dei suoi tanti appassionati di motori doc, rivolgendo lo sguardo un

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po’ più a occidente, per l’esattezza all’edizione 2016 del salone dell’auto di Torino, svoltasi dall’8 al 12 giugno scorso nell’incantevole cornice del centralissimo Parco del Valentino. Visto che, in occasioni come queste, le migliori parole sono quelle “pronunciate” dalle immagini, vi lascio agli scatti a cura di un nuovo collaboratore e amico dell’edizione lecchese di JUST, Luca Tocchio, ideatore e promotore di “iTocks”, la sua agenzia fotografica virtuale che potrete anche seguire nell’omonima pagina di Facebook. Buon tour a tutti!

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Gruppo Bonaldi “Gruppo Bonaldi e Lecco: l’inizio di una storia” di Giovanni Volpe • ph Emanuele Clivati

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irca un anno fa, per l’esattezza il primo giugno del 2015, iniziava ufficialmente l’avventura lecchese del Gruppo Bonaldi con l’acquisizione della concessionaria Audi di Garlate. Una tappa molto importante all’interno di un Gruppo che rappresenta una delle più importanti realtà nel settore automobilistico a livello nazionale ed europeo e che, proprio con questa ulteriore espansione in terra lecchese, mira a consolidare una leadership chiaramente raccontata dai numeri. Basti pensare agli oltre 200 milioni di euro di fatturato annuo consolidato e alle oltre 220.000 vetture che il Gruppo Bonaldi ha venduto durante i suoi oltre cinquant’anni di attività. Quella lecchese è, per il Gruppo Bonaldi, una sfida che ha per teatro una zona geograficamente vicina e, soprattutto, che sulla carta offre possibilità di sviluppo concrete e molto interessanti. Anche qui, infatti, il prodotto Audi è ben recepito in tutte le sue caratteristiche raffinatamente hi-tech; gli automobilisti lecchesi hanno da subito dimostrato di apprezzare particolarmente le novità del marchio premium tedesco, su tutte la Nuova Audi A4 della quale,

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nella sezione Motors, troverete la nostra prova su strada dedicata alla recentissima Allroad. L’acquisizione da parte del Gruppo Bonaldi della filiale Audi di Lecco, ha fatto registrare un contestuale incremento dello staff dedicato al Service; era, infatti, di prioritaria importanza che anche questa nuova sede raggiungesse gli elevati standard qualitativi post-vendita e di soddisfazione della clientela che, da sempre, rappresentano uno dei punti di forza dell’azienda bergamasca. L’esordio lecchese del Gruppo Bonaldi è inoltre stato scandito da una serie di iniziative che vanno ben oltre le pur importanti ragioni imprenditoriali e

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che testimoniano il desiderio da parte dell’azienda bergamasca, di partecipare in maniera concreta e propositiva alla vita sociale della città. Recentemente, per esempio, il Gruppo Bonaldi si è fatto carico del restyling di uno dei monumenti simbolo più amati di Lecco, la statua dedicata al lecchese d’adozione e autore dei Promessi Sposi, Alessandro Manzoni che fa bella mostra di sé nell’omonima e centralissima piazza della città. Un intervento che, non solo è stato ben accolto dalle istituzioni lecchesi, ma che ha generato un vero e proprio moto di riconoscenza da parte della cittadinanza, manifestatosi attraverso numerosi messaggi inviati ai vertici del Gruppo bergamasco.

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E poi c’è la coloratissima Audi A1 con la quale JUST ha raggiunto gli angoli più belli e simbolici della città; una vettura molto speciale, realizzata ed esposta in occasione dell’edizione 2016 di Giocolandia, la fiera interamente dedicata ai più piccoli tenutasi a Osnago gli scorsi 28 e 29 maggio; opportunamente ricoperta da una pellicola, la A1 si è trasformata in una sorta di grande foglio bianco sul quale i più piccoli hanno potuto dare sfogo a tutta la loro fantasiosa vena artistica, riempiendola di colore.

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Nel concludere questo primo viaggio di JUST alla scoperta del nuovo mondo Audi lecchese, in collaborazione col Gruppo Bonaldi, non possiamo non dedicare un cenno finale alle due vetture che saranno le protagoniste indiscusse di questa estate 2016, e dell’autunno che verrà. Stiamo parlando della nuova A3, best-seller del costruttore tedesco, che proprio in queste ore è giunta in salone nella sua versione ristilizzata; esteticamente la vettura è stata resa un po’ più muscolosa e dinamica, mentre l’abitacolo offre dotazioni di serie di infotainment più ricche e aggiornate, oltre alla possibilità di optare per lo scenografico e coinvolgente Virtual Cockpit in luogo della già completa strumentazione analogica tradizionale.

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Opportunamente ricoperta da una pellicola, la A1 si è trasformata in una sorta di grande foglio bianco sul quale i più piccoli hanno potuto dare sfogo a tutta la loro fantasiosa vena artistica, riempiendola di colore.

Attesissima, infine, l’Audi Q2, moderna e del tutto inedita crossover di taglia medio-piccola: recentemente svelata, nonostante il suo arrivo in concessionaria sia previsto a cavallo tra la fine di ottobre e l’inizio di novembre di quest’anno, a breve saranno disponibili i listini ufficiali e la vettura sarà, dunque, già ordinabile.

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Nuova Audi A3 Sportback

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Nuova Audi Q2

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Men Marco Cariboni

Giacomo Agostini

Giuseppe Galli

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Marco Cariboni

“Un luogo magico... e il suo presidente” di Giovanni Volpe • ph Federica Abbondanza

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i sono luoghi in grado di incantare e di trasmettere emozioni e magia di tempi lontani anche semplicemente attraverso una foto in bianco e nero appesa a una parete, attraverso uno stemma gloriosamente consumato o, meglio ancora, scoprendo aneddoti ricchi di sfumature e dettagli unici raccontati da chi, di quegli stessi luoghi, è da sempre l’anima. È ciò che è capitato a me dopo aver varcato la soglia di un luogo simbolo della Lecco un po’ elitaria e, senza dubbio, laboriosa e sportiva degli ultimi cento anni, la Canottieri Lecco. Un luogo carico di storia e di storie umane da raccontare ai nipoti e poi, ancora, ai nipoti dei nipoti, anche solo per tramandare ciò che di grande seppe fare un piccolo gruppo di facoltosi imprenditori lecchesi. Il mio interlocutore è Marco Cariboni, settantenne presidente oggi, e per diversi lustri anche in precedenza, di questo prestigioso angolo di lago all’interno del quale, nemmeno ventenne, iniziò a formarsi come uomo oltre che come brillante atleta in diverse discipline. Cariboni mi ha raccontato, con l’inimitabile dovizia di particolari di chi, come lui, è parte integrante di questa storia senza tempo, le origini dei Canottieri Lecco, le tappe principali della sua storia e il presente, del quale lui è ancora l’indiscusso punto di riferimento. Mi ha raccontato la straordinaria storia, vera, dei cinque facoltosi imprenditori lecchesi che, realizzando un’opera ingegneristica incredibile per la fine dell’Ottocento, costruirono e regalarono alla cittadina di Lecco questa grande opera, nata dal cantiere più grande che si fosse mai visto fino ad allora; un risultato straordinario dal punto di vista imprenditoriale e costruttivo – la struttura di fatto è sospesa sul lago e posa su pali alti decine di metri – ma anche unico dal punto di vista umano se si considera che quei cinque lungimiranti imprenditori sposarono cinque altrettanto facoltose sorelle che contribuirono al buon risultato finale. Parlando di motori, poi, Cariboni mi ha raccontato la Canottieri Lecco di cinquant’anni fa, un luogo d’elite all’interno del quale, i soci dei tempi, accedevano parcheggiando le vetture da sogno dell’epoca; erano gli stessi imprenditori e professionisti lecchesi che tenevano ormeggiati velocissimi motoscafi da competizione alla guida dei quali, alcuni di loro, portarono la divisione motonautica dei Canottieri sul tetto del mondo… Erano i mitici anni ’60! Ma si sa, il mondo è in continua evoluzione e, in questo vortice di cambiamenti, rimase coinvolta anche la Canottieri Lecco; da un lato vi fu un aumento non indifferente dei soci del circolo; dall’altro quella generazione di giovani e rampanti amanti dei motori, erano anche cresciuti come canoisti e nuotatori, il che rese loro decisamente meno traumatica la chiusura delle attività motonautiche, compreso lo sci nautico. Da sempre la Canottieri Lecco, storica polisportiva, è una fucina di grandi talenti nelle più disparate discipline; qui sono nati e cresciuti campioni del calibro del canoista campione olimpico Antonio Rossi, il nuotatore Andrea Oriana oltre ad alcuni velisti che partecipano regolarmente alla Coppa America.

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Il successo della Canottieri Lecco, sottolinea però Cariboni, è principalmente di tipo umano e culturale in quanto all’interno di questo magico luogo, al di là di campioni assoluti, sono state formate, abituate alla disciplina e preparate alla vita di tutti i giorni, intere generazioni di giovani lecchesi che, da parte loro, non hanno mai abbandonato questo angolo di vita e sport. Oggi la Canottieri Lecco, conclude Cariboni, è un’importante realtà polisportiva con ben 1400 soci dei quali circa 270 agonisti e almeno altri 300 impegnati durante tutto l’anno in corsi di canoa e vela; il tutto senza, ovviamente, dimenticare anche i corsi di nuoto, canottaggio e tennis tavolo. Lo scorso anno, inoltre, il circolo – che nel corso dei decenni aveva già ricevuto i più prestigiosi riconoscimenti – è stato insignito del Gran Collare d’Oro, direttamente consegnato dal Presidente del Consiglio. Ho appena salutato Marco Cariboni, persona davvero straordinaria oltre che memoria storica degli ultimi cinquant’anni di Canottieri Lecco; prima di andarmene, però, mi sono fermato sul piccolo molo e, dopo aver rivolto lo sguardo a scorci inaspettatamente belli di Lecco che solo da qui si possono godere, ho chiuso gli occhi e mi sono concentrato sul rumore delle onde di un lago, oggi un po’ increspato… Mi sono immaginato le fuoriserie parcheggiate lì a pochi metri da me e ho ascoltato la musica di quei motoscafi da record… Io non c’ero a quei tempi, ma è come se ci fossi stato perché questo è un luogo magico…

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Da sempre la Canottieri Lecco, storica polisportiva, è una fucina di grandi talenti nelle piÚ disparate discipline...

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Giuseppe Galli

“Una moto pensata tanti... tanti anni fa!” di Giuseppe Galli • ph Marco Pesenti - Atomika Production

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i solito ai bambini si raccontano storie di mostri, cavalieri e castelli… Con me funzionava quasi allo stesso modo solo che, nonno Iginio, quando mi metteva a letto mi raccontava storie di motori e carburatori. Ecco perché col tempo le due ruote sono diventate la mia passione; una passione che è poi cresciuta quando a mia sorella Patrizia hanno regalato un motorino che, da buon fratello, puntualmente rubavo e modificavo. Dal motorino alla moto il passo è stato breve. Più sfogliavo riviste e giravo per negozi specializzati, più cresceva dentro di me la voglia di una moto tutta mia, la mia moto! È nata così questa mia special che sono felicissimo di potervi raccontare all’interno del numero zero di JUST, una rivista dedicata agli appassionati come me! Colore, particolari e accessori sono stati creati per diventare parte di una moto ben precisa che avevo in mente. Una volta trovata la moto smontata, era “solo” questione di metterla, pian piano, insieme.

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Colore, particolari e accessori sono stati creati per diventare parte di una moto ben precisa che avevo in mente.

La BMW K 1100 RS era stata una mia moto negli anni ’90, una moto che si presta a essere trasformata; la ricerca di un esemplare in ordine è stata lunga e non facile ma sono riuscito a ritrovarne una come dico io! Ogni suo più piccolo componente è stato pensato, disegnato, misurato e infine creato dalle mani di artigiani non necessariamente esperti in fatto di moto! Alcuni lavoravano il ferro, altri la plastica, altri ancora la pelle. Loro, uno alla volta, mi hanno aiutato a creare la mia BMW. Il primo passo è stato “metterla a nudo”. Tolta la carena ho potuto iniziare; prima i pneumatici che, adesso, sono tassellati, da enduro. Poi il serbatoio, verniciato e spazzolato, è stato trattato per rimanere effetto alluminio. Il manubrio è stato sostituito con uno più alto, applicando gli specchietti all’estremità - dopo l’ovvia scelta del colore! - È stata poi la volta della sella, riformata e imbottita, poi ricoperta e personalizzata esattamente come la desideravo io, da un

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abile artigiano che ha realizzato tutto direttamente nel mio box! Le frecce a led, infine, regalano un tocco di modernità a una special dallo stile volutamente retrò. Il silenziatore della marmitta è stato costruito appositamente per questa BMW. Il faro anteriore e quello posteriore sono stati recuperati da un catalogo americano, giusto per non farci mancare nulla! Meccanicamente è tutta originale e mantiene tra l’altro gli stessi cavi elettrici e impianto frenante di serie. A essere cambiata e tanto in questa BMW K 1100 RS, è senza dubbio il modo di guidarla; nulla è più come in origine, visto che ora ha un comportamento che somiglia di più a un mix tra una enduro e una supermotard. Mantiene però, sempre, una potenza e un’elasticità del motore da moto da strada purosangue. La mia BMW, per la verità non è ancora finita; presto saranno infatti applicati manometri di livello del carburante e temperatura dell’acqua, penso lungo il serbatoio laterale. Poi sarà la volta di un nuovo contachilometri di dimensioni notevolmente ridotte rispetto a quello originale e, infine, saranno sostituite le pedivelle per renderle più omogeneo il design della moto. Sono un appassionato senza freni comunque: non ho ancora del tutto ultimato la mia special BMW e già sto pensando a un vecchio motorino, un Ciao, magari un Si! Per farci cosa? Trasformarlo in un piccolo ma inarrestabile fuoristrada!

La BMW K 1100 RS era stata una mia moto negli anni ’90, una moto che si presta a essere trasformata; la ricerca di un esemplare in ordine è stata lunga e non facile ma sono riuscito a ritrovarne una come dico io!

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“La parola agli esperti…” di Giovanni Volpe • ph Federica Abbondanza

nche l’edizione lecchese di JUST potrà fregiarsi dell’amichevole e prestigiosa collaborazione di Giacomo Agostini, il più grande campione delle due di sempre. In questo numero zero di JUST Lecco, che coincide con la piena stagione della MotoGp, abbiamo chiesto ad Ago pareri e pronostici su questa incerta e davvero entusiasmante annata. Ecco cosa ci ha detto… . Chi vince quest’anno il Mondiale di Moto Gp? Ago La vittoria finale sarà fino all’ultimo una sfida a tre, tre talenti molto diversi tra loro ma ugualmente agguerriti e motivati; Vale, Lorenzo e Marquez che reputo potrà essere della partita fino all’ultimo giro del Mondiale, soprattutto se i tecnici sapranno colmare il lieve gap tecnico che, oggettivamente, quest’anno mi pare che Honda paghi a Yamaha. Bruno Io più che pensarlo, mi auguro che possa vincere Rossi, che sappia trasformare in risultati, punti e vittorie la rabbia cumulata durante la stagione 2015; sarebbe il massimo! Ha fatto bene Lorenzo a firmare con la Ducati a partire dalla prossima stagione? Ago Nel tentare di decifrare questa scelta da parte di Lorenzo, vanno a mio parere considerati fattori di diversa natura la cui concomitanza penso abbia spinto a questa decisione il campione

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spagnolo. Senza dubbio la più banale e facile da individuare è di natura economica alla luce dell’offerta stratosferica di Ducati; certe scelte però non si fanno solo per soldi… Credo, infatti, che un altro fattore non trascurabile sia da individuare nel fatto che, probabilmente, Lorenzo non si trovi più del tutto a proprio agio all’interno del box Yamaha; senza entrare nel merito, credo non sia difficile capire quanto possa essere complesso avere per “vicino di casa” un campione del calibro di Valentino Rossi. Infine, c’è la sfida, l’eterna sfida con se stessi e chi ci circonda, il desiderio di nuovi stimoli, di vincere altrove… Certo, personalmente non so se avrei lasciato una moto e una squadra campione come la Yamaha! Bruno Secondo me Lorenzo ha fatto bene a passare in Ducati; Rossi è Rossi, lo sappiamo noi e lo sa di certo Lorenzo ancor più di noi ma, proprio per questo, se mai Lorenzo dovesse riuscire a vincere in sella a una Ducati, riuscirebbe di fatto a fare qualcosa che nemmeno al grande Valentino riuscì di fare a suo tempo. Vincere questa sfida potrebbe significare per Lorenzo entrare in qualche modo nella storia e, forse, un poco di più anche nel cuore degli italiani che, sappiamo bene, batte da anni per l’inarrivabile “n. 46”.

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Giacomo Agostini ospitato da Bruno Gotti all’interno della nuova maxi sede di Bruno Moto, ad Almè.

Parlando di Ducati, come vedete la sfida interna Dovzioso-Iannone? Ago Dovizioso è un pilota più regolare ed esperto, oltre che un ottimo sviluppatore della moto… Iannone è giovane e agguerrito, col tempo sono certo potrà andare molto più forte di quanto sappia fare oggi. Bruno Dovizioso, spesso perseguitato dalla sfortuna, rimane un ottimo pilota, affidabile ormai molto esperto. In Iannone, invece, ritrovo qualcosa dell’indimenticato Sic, non tanto nella guida forse, ma nell’approccio alla guida, al circus; è un personaggio che, negli anni, potrebbe un giorno prendere un piccolo spazio nei cuori dei tifosi italiani quando Rossi – spero più tardi possibile – deciderà di appendere il casco al chiodo…

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Chicco Reggiani

“Due amici, una Porsche e una nuova sfida” di Eros Salvi • ph Photohouse

mo i motori in ogni loro forma, sono una mia grande passione oltre che il mio lavoro… Ecco perché mi fa davvero molto piacere raccontare ai lettori di JUST un pomeriggio al Cremona Circuit in compagnia di un caro amico e gentleman driver, Chicco Reggiani, che per la seconda volta è sceso in pista alla guida della sua nuova Porsche 997 3.8 GT3 Cup. Dopo aver accettato con entusiasmo l’invito del Centro Porsche Bergamo e aver testato in pista la nuova 991 Carrera S, Chicco si è messo al volante della sua nuova e cattivissima Porsche da pista, un bolide aspirato da ben 450cv, nemmeno 1250kg di peso un fulmineo cambio a sei rapporti con innesti frontali. Conosco di vista Chicco Reggiani da sempre ma, dal 2008 e ancor più negli ultimi tre anni, anche per via della sua sconfinata passione per le quattro ruote, soprattutto se Porsche, abbiamo legato particolarmente.

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Dietro all’imprenditore di successo, sempre in giro per il mondo e con uno straordinario fiuto per i business più innovativi, grazie anche al suo approccio alla guida in pista, ho scoperto una persona estremamente genuina e sempre pronta a confrontarsi con se stesso e con ogni nuova sfida. E proprio come un’affascinante e non facile sfida, Chicco Reggiani ha affrontato anche questa sessione in pista al volante di una Porsche davvero veloce e che, di fatto, ancora non conosceva quasi per nulla. Ecco che, ancora una volta, è venuto fuori il perfezionista, un uomo umile ma allo stesso tempo estremamente convinto dei propri mezzi e del fatto di poter migliorare, di diventare sempre più veloce. Come? Studiando, preparandosi sempre meglio a livello fisico e, ovviamente, non lasciando nulla al caso.

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Chicco Reggiani al Cremona Circuit alla guida della sua nuova Porsche 997 3.8 GT3 Cup.

Il risultato, lungo rettilinei e curve del Cremona Circuit, sono state ben due ore ďŹ late di giri durante i quali ha rapidamente raggiunto i suoi limiti per poi, cosa davvero non da tutti, mantenerli con un’impressionante costanza, come evidenziato dai suoi tempi sul giro. Sono molto felice di aver potuto scrivere il mio primo articolo per JUST parlando di una persona che, pur tra mille impegni di lavoro, trova sempre modo e tempo di tenere in grande considerazione gli amici, magari anche solo attraverso un’estemporanea telefonata di pochi

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istanti, tra uno scalo aereo e l’altro, dall’altra parte del mondo. Un frase su tutte dimostra in maniera inequivocabile la passione per le auto, la velocità e le sfide di Chicco Reggiani; due istanti dopo essere sceso dalla sua GT3 Cup, al termine di ben due ore di pista non stop e senza nemmeno togliersi il casco, la prima cosa che mi ha detto è stata questa: ”L’anno prossimo facciamo il campionato!” Se non è passione questa!

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Motors Toso Moto

What’s new? Sala Luciano

Supercar Gruppo Bonaldi

Brutte & Cattive

Provate dal direttore Iperauto

Provate dal direttore Nis-Car

Provate dal direttore Citroën Iginio Negri

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What’s new? Renzo Negri


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Toso Moto “Il Toso e il suo sogno” di Giovanni Volpe • ph Federica Abbondanza • modella per un giorno Yanina Carotta

Novità 2016 della gamma scrambler, la “piccola” 400 Sixty2, si propone come moto ideale e polivalente per quanti non vogliano rinunciare al fascino e al piacere di guida che solo una Ducati sa offrire.

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urante l’evento Ducati organizzato dalla concessionaria Toso Moto e del quale trovate un reportage completo nella sezione Lifestyle, sono rimasto davvero colpito dalla genuinità e dall’entusiasmo del titolare della nuova “casa” lecchese delle moto native di Borgo Panigale, Ivano Toso.

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Ecco perché abbiamo deciso di incontrarlo e di presentarlo a chi ancora non lo conoscesse; per l’occasione abbiamo inoltre deciso di accompagnare questa intervista con le immagini di una ducatista DOC e nuova amica di JUST, Yanina Carotta - che ha guidato per noi una scintillante Scrambler messaci a disposizione da Toso Moto. Come è nato in te il desiderio, poi divenuto realtà, di rilevare questa concessionaria? L’elemento scatenante è stato senza dubbio la mia infinita passione per le moto; una passione nata in me quando ero ancora molto piccolo e che, negli anni, non ha mai smesso di crescere. Non è stata per la verità una passione fine a se stessa visto che ho anche intrapreso l’attività agonistica tra il 2002 e il 2007, peraltro vincendo due campionati STK 1000 nelle stagioni 2005 e 2007. Agonismo a parte, opero e lavoro nel settore già dal 1997 e nel novembre 2014, sfidando tutte le insidie della crisi di questo periodo, ho rilevato la concessionaria.

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Per la nostra prima prova su strada in compagnia di Toso Moto, hai deciso di metterci a disposizione una Scrambler; la moto giusta per l’estate? Beh, senza dubbio la Scrambler è una moto davvero azzeccata per questa stagione; non è molto impegnativa sotto il punto di vista prestazionale e del comportamento su strada, ma racchiude in sé il DNA delle Ducati migliori con il non trascurabile vantaggio di essere anche decisamente adatta al pubblico femminile. In particolare novità 2016 della gamma scrambler, la “piccola” 400 Sixty2, si propone come moto ideale e polivalente per quanti – neofiti e donne per esempio - non vogliano rinunciare al fascino e al piacere di guida che solo una Ducati sa offrire. Cosa c’è nel futuro prossimo di Toso Moto? Il mio obiettivo principale per questo 2016 è innanzitutto quello di consolidare il marchio Toso Moto in assoluto e come nuovo punto di riferimento per i marchi Ducati e Suzuki, nel lecchese. Sto inoltre studiando un’innovativa formula di noleggio attraverso

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Il mio obiettivo principale per questo 2016 è innanzitutto quello di consolidare il marchio Toso Moto in assoluto e come nuovo punto di riferimento per i marchi Ducati e Suzuki, nel lecchese.

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la quale miro a dare la possibilitĂ a un sempre maggiore numero di centauri, di percorrere, dunque scoprire e apprezzare le bellezze del nostro lago e delle nostre montagne. E il marchio Suzuki? Parleremo presto anche del mondo Suzuki di Toso Moto, la mia seconda passione, perchĂŠ le moto sono tutte belle!

TOSO MOTO Tel. 0341 287835 - www.tosomoto.it 58

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Supercar

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Gruppo Bonaldi

“Ovunque... con eleganza” di Giovanni Volpe • ph Emanuele Clivati

ecco, inutile negarlo, fa rima con lago… Un lago e una Lecco che, come avrete avuto modo di notare qualche pagina più indietro, sfogliando la nostra prima Cover Story lacustre, hanno accolto al meglio il Gruppo Bonaldi, qui rappresentato dal marchio Audi. Ecco perché, dopo aver percorso ogni angolo della città alla guida di un’orginalissima A1, ho scelto percorsi e paesaggi diversi, ma altrettanto affascinanti, per testare su strada l’ultima novità di casa Audi, la nuova A4 Allroad. Questa versione pronta a tutto della Audi A4 risulta immediatamente riconoscibile per via di una serie di peculiarità, strutturali oltre che stilistiche, che le donano tra l’altro una personalità ancor maggiore rispetto al modello dal quale deriva. Infatti, oltre al frontale caratterizzato da un’inedita mascherina percorsa da listelli verticali e dotata di prese d’aria specifiche, e a una serie di finiture in plastica scura alternata a cromature che percorrono l’intero perimetro della vettura, la A4 Allroad è facilmente individuabile per via di un’altezza da terra aumentata di 3,4 cm; un incremento dovuto per circa 2

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La A4 Allroad è facilmente individuabile per via di un’altezza da terra aumentata di 3,4 cm; un incremento dovuto per circa 2 cm all’assetto specifico leggermente rialzato...

cm all’assetto specifico leggermente rialzato, e per il restante centimetro circa, all’adozione di pneumatici dalla spalla più alta, dunque più adatta a una guida in off-road leggero. L’abitacolo della nuova Allroad ripropone design minimalista ma d’avanguardia e finiture di elevatissimo livello della nuova generazione della A4; spettacolari, in particolare, il Virtual Cockpit – ovvero la scenografica strumentazione virtuale dotata di diversi layout e di un’infinità di informazioni riguardanti la vettura – e il grande sistema di navigazione e infotainment – da ben 12.3” – posizionato nella parte superiore della moderna plancia. Davvero ottimo quanto a ergonomia, comodità e possibilità di regolazione, il posto di guida dal quale si domina la strada; contribuisce in maniera decisiva al feeling con la vettura, una volta alla guida. L’esemplare della mia prova è mosso da un tremila turbodiesel da 218cv abbinato alla nota trasmissione Quattro e a un cambio doppia frizione S-tronic a sette rapporti. I dati ufficiali parlano di una coppia di ben 400Nm a soli 1250 giri e, a giudicare da come questa A4 risponde lungo le impervie salite che conducono all’incantevole eremo di san Michele, sopra Galbiate, direi che i “new-

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tonmetri” promessi ci sono tutti. A impressionare è la fluidità assoluta con la quale si muove, in ogni condizione, questa Allroad che sfoggia un ideale equilibrio tra assetto e trazione Quattro e, soprattutto, tra propulsore e cambio: impossibile sbagliare marcia o trovarsi a corto di coppia e spunto non appena si preme sul gas. Devo dire che anche l’assetto un poco più alto e soprattutto leggermente più cedevole, rappresenta un giusto compromesso per questa vettura che, per quanto rimanga sempre e comunque incollata a terra anche nei curvoni veloci in appoggio, comunica sempre a dovere a chi guida, dove si trovino esattamente le ruote anteriori. Due considerazioni, infine, riguardo questa sorprendente A4 tuttofare. La prima riguarda la sicurezza dinamica davvero eccezionale per via di una serie di dispositivi che, anche immaginando condizioni meteo estreme, fanno in modo che la probabilità di sbagliare sia veramente minima. E poi, vista la prestanza del propulsore e le prestazioni pure delle quali è capace questo tremila da quasi 220cv, non scendere praticamente mai sotto i 15, 16Km/l è stato davvero sorprendente!

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GRUPPO BONALDI Tel. 0341 680248 - www.bonaldi.it 64

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SocietĂ Canottieri Lecco Via Nullo, 2 - 23900 Lecco Tel. 0341 36.42.73 - Fax 0341 35.53.88 canottierilecco@canottieri.lc.it - www.canottieri.lc.it


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Brutte & Cattive “Opel Omega Lotus - C’è cura… e cura!” di Giovanni Volpe

i sa, per tenere a bada il vostro colesterolo il massimo continua a essere assumere Omega 3… Ma circa vent’anni fa c’era un altro “omega” col quale sfidare, su strada, le leggi della fisica e curare il morboso desiderio di andar forte… Come? Assumendo tutti d’un fiato i trecentosettantasette cavalli di potenza che galoppavano sotto il cofano di una delle più brutali, emozionanti, inutili e non esattamente belle berline di tutti i tempi, la Opel Omega Lotus. Il costruttore anglo-tedesco, infatti, stanco del dominio incontrastato delle connazionali ipervitaminizzate Mercedes AMG e BMW “M”, si rivolse a un marchio specializzato in fatto di prestazioni, competizioni ed emozione, Lotus appunto. La gestazione di quella che per anni e anni fu la berlina più veloce, oltre che ovviamente meno aggraziata, del mondo, non fu affatto semplice; questo perché i tecnici Opel, inizialmente, si erano messi in testa di trapiantare nel cofano dell’anonima ma molto aerodinamica berlinona tedesca, niente meno che il V8 a stelle e strisce della Corvette ZR1 dei tempi.

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Cattiva di razza: 5.1 secondi netti nello 0/100 e un crescendo mozzafiato sui 400 m e sul chilometro. VelocitĂ massima effettiva: 283 Km/h.

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Fallita l’operazione - con i designer tutti intenti a rendere pressoché inguardabile la linea di una vettura ancora tutta da fare - i tecnici Lotus decisero di dopare pesantemente il 3mila a sei cilindri che già equipaggiava la Omega; risultato: due turbo Garret T25, enormi intercooler per non bruciare tutto, e la bellezza di 377cv imbizzarriti. Una volta definiti gli ultimi dettagli meccanici – come i freni tutti enormi e autoventilanti e il cambio a sei marce della “Vette” – era il momento di scegliere il design definitivo della vettura; ed ecco che ebbe inizio il festival dell’horror di casa Opel. Paraurti anteriore enorme e pieno zeppo di prese d’aria – utili ma davvero eccessive – bombature anteriori e posteriori sostanzialmente ottenute incollando passaruota a go go; “minigonne” degne della più volgare delle conigliette, e cerchi in lega belli ma piuttosto piccoli, soprattutto davanti, a fatica in grado di riempire tali curve da tuning selvaggio. Ma ora eccoci giunti all’apoteosi dell’azzardo estetico: l’alettone posteriore, il mostruoso e sovrabbondante alettone posteriore; pareva un prototipo di ponte sullo Stretto con l’aggravante, però, di essere reale. E gli interni? Una tristezza senza precedenti, fatta di sediloni sportivi rivestiti di pelle trapuntata del divano della nonna, un volantone Opel con la targhetta Lotus al centro, e nemmeno l’ombra di strumenti supplementari, manco uno straccio di manometro del turbo! Ma ora è tempo di essere meno superficiali e di concentrarsi su ciò che rendeva a suo modo meravigliosa la Omega Lotus, la sostanza, la cattiveria; e in questo, credetemi, la Omega Lotus, non aveva rivali: trazione posteriore senza alcun sedativo elettronico, sei cilindri, due turbo e la bellezza di 377 cavalli! Una vettura da sogno, castiga Ferrari e Porsche… sul dritto… che, anche grazie all’impronta a terra dei suoi pneumatici – quelli dietro erano più larghi – riusciva a prodursi in accelerazioni brutali, da cattiva di razza: 5.1 secondi netti nello 0/100 e un crescendo mozzafiato sui 400 m e sul chilometro. Dimenticavo la velocità massima effettiva: 283 Km/h; gli unici che all’inizio degli anni ’90 furono in grado di essere più rapidi di lei? Beh, i danarosi appassionati che non esitarono ad assicurarsi uno dei soli 1100 bruttissimi ma cattivissimi esemplari prodotti.

Modello

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Prezzo

Opel Omega Lotus periodo di vendita 1990-1994 73.170 €

Dimensioni Dimensioni Passo Carreggiata Peso

4768x1812x1435 mm 2730 mm - Carreggiata Ant. 1488 mm / Post. 1533 mm 1690 kg

Motore Motore Cilindrata Alimentazione Potenza max/regime Coppia max Trazione Cambio Marce

6 cilindri in linea 3615 Benzina 277kW (377 CV) a 5500 giri/min 569 Nm Posteriore Manuale 6

Pneumatici e Freni Pneumatici anteriori Pneumatici posteriori Freni anteriori Freni posteriori

235/45/17 265/40/17 Dischi ventilati (330 mm) 4 pist. pinze Dischi ventilati (330 mm) 2 pist. pinze

Prestazioni Velocità max Accelerazione 0-100km/h Omologazione antinquin. Emissioni CO2 (g/km)

283 km/h 5.1 secondi 0 Emissioni 0

Consumi (litri/100 km) Urbano

11.5

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Sala Luciano

“È lei la regina del 2016!” di Giovanni Volpe • ph Emanuele Clivati

’inizio della collaborazione tra la storica concessionaria Opel Sala Luciano di Merate e JUST ha per protagonista una vettura molto importante e attesa, la Astra Sports Tourer. Si tratta, di fatto, del modello station wagon della recente Astra, un’auto di successo che, mai come in questa sua recente edizione, è cresciuta e migliorata sotto ogni aspetto, mostrando di avere davvero le carte in regola per rivestire un ruolo di leader anche in termini di immagine. La nuova Astra Sports Tourer è semplicemente più bella, più smart, più sicura, più efficace e più accattivante di prima. E che la nuova Opel Astra sia un prodotto di qualità assoluta lo testimonia anche il prestigioso premio di Auto dell’anno 2016 del quale è stata insignita. I circa 30 cm in più di lunghezza rispetto alla cinque porte, sono efficacemente dissipati

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da un design moderno e filante nel quale la porzione laterale e quella posteriore si armonizzano donando anche un tocco di originalià. Personalità tutta nuova che ritrovo anche nell’inedito abitacolo dell’Astra Sports Tourer; la plancia ha un aspetto che fonde al meglio elementi tipicamente Opel a un sapore tipicamente hi-tech. Il tutto potendo contare su plastiche e tessuti di qualità che, oltre a essere ben assemblati, regalano un’immediata ed elevata sensazione di qualità percepita. La plancia della Astra che ho provato in occasione del numero zero di JUST sfoggia sistemi quali l’On Star per l’assistenza alla guida e l’IntelliLink per connettività e infotainment, ora egualmente in grado di supportare al meglio sia terminali Apple che Android. Ma veniamo alle qualità dinamiche di questa nuova Opel; l’esemplare della mia prova è subito andato ben oltre le mie più rosee aspettative; si tratta di un moderno propulsore 1,6litri turbodiesel da 136cv che, complice anche una massa della vettura particolarmente contenuta – restiamo al di sotto dei 1400 Kg – si è dimostrato un validissimo alleato per una guida brillante, a tratti sportiveggiante, ma sempre molto fluida. Merito anche della trasmissione affidata a un sei marce manuale dagli innesti rapidi e precisi e con una corsa della leva relativamente breve che invoglia in qualche modo a spingere.

La nuova Astra Sports Tourer è semplicemente più bella, più smart, più sicura, più efficace e più accattivante di prima.

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Lungo le tortuose ma spettacolari stradine e lungo le colline sopra Lecco, questa nuova Astra Sports Tourer si è sempre lasciata guidare in punta di dita e nei numerosi saliscendi affrontati ha messo in luce una frenata sempre potente e ben modulabile. Davvero una buona vettura la nuova Astra Sports Tourer, station compatta ricca di qualità e che si propone come ideale auto da famiglia nonché come fedele compagna di lavoro per chi abbia bisogno di caricare parecchio – il baule è enorme con i suoi 540/1630 litri – e di macinare chilometri su chilometri.

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Provate dal direttore “Citroën Iginio Negri e JUST: partiti!” di Giovanni Volpe • ph Emanuele Clivati

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on ho scordato quella mattina di novembre dello scorso anno… Mi ero messo in testa di dar vita a un’edizione lecchese di JUST e dovevo necessariamente capire quale sarebbe potuta essere la risposta di una città alla quale sono da sempre molto affezionato ma della quale non conoscevo appieno le dinamiche e il mercato. Ecco perché sono, se possibile, ancor più emozionato e felice di scrivere questo pezzo per la storica concessionaria Citroën Iginio Negri di Pescate e, soprattutto, di aver incontrato sul mio cammino la signora Patrizia Galli, nipote del fondatore e oggi, col fratello Giuseppe, alla guida di questa importante realtà. Quella mattina di novembre mi accolse con un prudente sorriso e, nonostante non avessi alcun appuntamento, di lì a breve volle sapere tutto del mio progetto editoriale, fu la prima ad appoggiarlo, a raccontarmi la sua Lecco e a consigliarmi.

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Va detto che, varcare la soglia di Iginio Negri, significa per certi versi anche entrare nella storia di Citroën; una storia iniziata esattamente il 5 giugno del 1960, data nella quale la famiglia Negri acquisì il marchio ufficiale francese diventandone concessionaria. In un mercato in grande espansione come quello dei tempi, l’azienda di famiglia iniziò a collaborare anche con il genero Luigi Galli e nel 1976 fu inaugurata l’attuale sede di Pescate dalla quale è partita la prima prova su strada di questo numero d’esordio lecchese di JUST; protagonista la Citroen C4 Cactus. L’esemplare che mi è stato messo a disposizione per la prova su strada è una Shine 1,6l Blue HDi da 100cv abbinato a una trasmissione manuale a cinque rapporti. La Cactus è la classica vettura che divide: entusiasma al primo sguardo oppure lascia per certi versi sconcertati quanti siano legati a canoni stilistici più tradizionali. A mio parere è proprio questo il primo grande pregio della Cactus, l’elemento che ne fa a priori una vera Citroën: l’originalità. E non è cosa da poco in un mondo nel quale in ogni settore – e i motori ovviamente non fanno difetto – la corsa alle vendite si è trasformata spesso in una rincorsa all’omologazione, al somigliarsi un po’ tutti… per piacere un po’ a tutti. Ebbene, la C4 Cactus è più distante possibile da questa discutibile “filosofia”. Lo si capisce subito anche solo osservando - e, sulle prime, tentando di capire - i rivestimenti esterni in plastica - qui in colore scuro a contrasto - che rivestono le fiancate della vettura; sono gli Air Bump, veri e propri mini-airbag che, oltre a donare grande originalità, hanno la specifica e non banale

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I rivestimenti esterni in plastica - qui in colore scuro a contrasto - che rivestono le ďŹ ancate della vettura, sono gli Air Bump, veri e propri mini-airbag...

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funzione di rendere sostanzialmente innocui i piccoli urti laterali che si verificano per esempio nel traffico e quando si parcheggia. Anche il frontale della Cactus, dominato da una fascia superiore di proiettori a Led e da fari tradizionali incassati poco più in basso, non difetta in fatto di originalità, e sfoggia con orgoglio il Double Chevron. Il posteriore, più convenzionale, ospita un portellone di grandi dimensioni che dà accesso a un baule con volumetrie da record per la categoria oltre che delimitato da un inedito e quanto mai indispensabile divanetto posteriore frazionato. Un grande tributo alla tradizione Citroën, fatta d’innovazione e design, viene anche dall’abitacolo della C4 Cactus all’interno della quale troviamo un sapiente mix tra originalità e funzionalità a tutta prova. Significativo, in tal senso, è il “tablet” posizionato al centro della plancia: racchiude una moltitudine di comandi che vanno dalla climatizzazione alla navigazione, passando per radio e tanto altro ancora; l’interfaccia, davvero intuitiva, permette di intervenire in punta di dita e con estrema rapidità sui più disparati parametri della Cactus. Nel suo non essere volutamente lussuosa, la Cactus ripropone in chiave moderna un altro must delle Citroën più gloriose e amate, l’estrema comodità dei sedili, vere e proprie poltrone dalle quali è un piacere farsi cullare quasi ci si trovasse sul più comodo e stiloso dei divani. Pare una vettura “scarna” questa Citroën e invece ha davvero tutto, anche su strada, dove ripropone, ovviamente in versione rivista e aggiornata, il più genuino e apprezzabile “comfort alla francese”, grazie a sospensioni morbide ma che, anche aumentando l’andatura, “non mollano mai”. Ottimo il propulsore a gasolio Euro6 da 100cv; ha un’erogazione dolce, progressiva ma non priva di brio tanto che, anche per merito della massa dichiarata di soli 1145 Kg, la C4 Cactus si dimostra reattiva, scattante, con un tempo sullo 0/100 di soli 10.7 secondi. Valido lo sterzo, potente la frenata e sempre veramente bassi i consumi che, anche spingendo un po’ più del lecito, rimangono su valori prossimi ai 18, 19 Km/l. La C4 Cactus è una vettura che incarna al meglio l’anima delle Citroën di ieri, vetture romantiche, sempre pronte all’avventura, capaci di stupire, vetture libere per persone libere e sempre proiettate nel futuro… proprio come JUST!

IGINIO NEGRI SRL

IGINIO NEGRI Tel. 0341 282889 - www.iginionegri.it 80

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Provate dal direttore “Emozioni d’altri tempi!” di Giovanni Volpe • ph Emanuele Clivati

Il design esterno segna un netto e voluto punto di rottura col passato risultando semmai proiettato in un presente nel quale Mazda non smette di sfornare vetture tecnologicamente all’avanguardia e dal design appagante.

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a giornata sul lago è splendida e, fra pochi minuti, raggiungerò la concessionaria Iperauto di Garlate, dove ad attendermi troverò una fiammante Mazda MX-5, direi l’auto ideale per godersi il panorama e qualche curva in direzione Bellagio… Eccola! Si tratta di una 1.5L Skyactiv-G nella livrea premium Soul Red mossa da un 4 cilindri trasversale da ben 131cv. Amo la Mazda MX-5 tanto che custodisco ancora gelosamente la mia MK-1 del 1991 Mariner Blue e non ho mai smesso di seguire da vicino l’evoluzione della vettura che, oltre 25 anni fa, rivitalizzò la nicchia delle spider due posti secchi puntando su una vettura leggera e senza fronzoli ma raffinatissima dal punto di vista tecnico e dalla guida coinvolgente. Ecco perché, prima di partire per la prova di JUST, ho abbassato la capote – operazione che si effettua manualmente in pochi istanti e senza alcuno sforzo – ho acceso il motore e ho chiuso gli occhi; volevo capire se questa quarta edizione, proprio motorizzata con questo piccolo ma potente propulsore, avesse ritrovato innanzitutto il sound della prima gloriosa serie che, a suo tempo, aveva meritato uno studio ad hoc. La risposta è sì!

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Le sensazioni iniziali, unitamente a un corpo vettura più compatto e a un abitacolo sempre raccolto, richiamano la mamma di tutte le MX-5, un valore aggiunto che negli anni si era un po’ perso. Certo, il design esterno segna un netto e voluto punto di rottura col passato risultando semmai proiettato in un presente nel quale Mazda non smette di sfornare vetture tecnologicamente all’avanguardia e dal design appagante. La nuova MX-5 pare la lama di una katana, con un muso un poco “imbronciato” all’interno del quale dominano proiettori Full Led, oltre a generose prese d’aria. Nella vista di trequarti della piccola spider giapponese fa bella mostra di sé una riuscita alternanza tra linee curve e tratti tesi che enfatizzano ulteriormente il passo accorciato rispetto al modello precedente. Posteriormente domina una grande pulizia delle linee interrotta solo da due feritoie all’interno delle quali sono stati alloggiati

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L’inedito cambio manuale a sei marce sfoggia una leva sempre cortissima e vanta innesti davvero fulminei che, col passare dei chilometri, diventano ancor più precisi…

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retronebbia e luce di retromarcia, e dal doppio terminale gemellato. Una volta in marcia non posso che apprezzare la caratteristica posizione di guida sportiva con sedile basso – ben profilato e arricchito da rivestimento in pelle nera – volante vicino e gambe distese. L’inedito cambio manuale a sei marce sfoggia una leva sempre cortissima e vanta innesti davvero fulminei che, col passare dei chilometri, diventano ancor più precisi… Impossibile sbagliare! È vero, in fondo il motore è “solo” un millecinque e i cavalli 131… Ma provate a strizzarli su una vettura a trazione posteriore, con una geometria delle sospensioni e un cambio da fare invidia a una Porsche e, soprattutto, dal peso ben inferiore alla tonnellata; tutto ciò significa semplicemente divertimento puro che, al volante di questa quarta generazione della MX-5,

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si ottiene in tutta sicurezza grazie all’elettronica – presente ma fortunatamente poco invasiva – e a una frenata ora davvero sempre all’altezza della situazione. Da “mazdista” doc non posso che concludere cercando di raccontarvi il carattere di questa piccola grande sportiva di razza: si tratta di una vettura dal propulsore davvero reattivo e sempre pronto a prendere giri, tanti giri, visto che “la festa” non finisce prima dei 7000giri! Emozioni d’altri tempi!

IPERAUTO Tel. 0341 680054 - www.iperauto.it 88

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Pagina fb: that’s good Telefono: Chicco Bolis 339 53.84.082 www.thatsgood.it info@thatsgood.it


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Provate dal direttore “Pronta a tutto!” di Giovanni Volpe • ph Emanuele Clivati

Le carte in regola questa X-Trail le ha davvero tutte, a partire dal design che raccoglie i più recenti stilemi di Nissan che ha nel frontale la porzione più originale e caratterizzante.

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i sono bastati pochi chilometri alla guida della Nissan X-Trail 4WD Techna messami a disposizione dalla concessionaria Nis-Car di Olginate per sentirmi immediatamente a mio agio. Questo SUV giapponese, dalle dimensioni generose ma non esagerate, rappresenta a mio parere un’ottima soluzione per quanti desiderino una vettura comoda, moderna e sicura, in grado di dare soddisfazioni come affidabile stradista e, nondimeno, come auto da famiglia. Le carte in regola questa X-Trail le ha davvero tutte, a partire dal design che raccoglie i più recenti stilemi di Nissan che ha nel frontale la porzione più originale e caratterizzante.

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Tenuta di strada, stabilità e frenata sono di ottimo livello e anche lo sterzo risulta preciso e ragionevolmente diretto nonostante la vettura non abbia velleità sportive.

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La forma slanciata della fiancata e il posteriore piuttosto raccolto regalano, infine, alla X-Trail un certo dinamismo e fanno passare in secondo piano i suoi 4,64 m di lunghezza. All’interno sono stato accolto da un abitacolo spazioso, luminoso e impreziosito da interni in pelle di ottima fattura; la plancia e un po’ tutto l’ambiente, sono ben rifiniti e si nota il largo impiego di plastiche gradevoli al tatto. La X-Trail della nostra prova è dotata di un pacchetto, il Nissan Connect, che comprende una serie di dispositivi come il navigatore con display da 7”, la radio con DAB e un efficace sistema di telecamere perimetrali molto utile in manovra. La giornata è splendida e invoglia non poco a testare su strada la X-Trail; l’esemplare fornitoci da Nis-Car è dotato di trazione integrale ed è mosso da un propulsore a gasolio di 1,6 litri capace di 130cv di potenza. La guida è morbida, fluida e senza alcuna esitazione nemmeno col climatizzatore automatico in funzione; anche favorita da un peso dichiarato di 1.430 Kg questa Nissan si destreggia senza problemi in ogni situazione con i 130cv che, non solo non sembrano pochi, ma garantiscono valide ripartenze e un’inaspettata brillantezza. Tenuta di strada, stabilità e frenata sono di ottimo livello e anche lo sterzo risulta preciso e ragionevolmente diretto nonostante la vettura non abbia velleità sportive. Al termine della prova di questo ottimo SUV, a


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ulteriore prova dell’impiego trasversale al quale si presta, sono due gli elementi che voglio sottolineare. Innanzitutto la possibilità di dotare la vettura di una terza fila di sedili con la quale trasformarla, di fatto, in una moderna 7 posti da famiglia; e poi una chicca che di certo farà piacere a quanti sceglieranno la X-Trail anche per la sua ottima capacità di carico: il portellone prevede, di serie, l’apertura elettrica.

NIS-CAR Tel. 0341 681331 - www.niscar.concessionarienissan.it

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Pagina fb: Taxi lounge bar & restaurant

Telefono: Chicco 339 53.84.082

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Renzo Negri

“Provala… ti conquisterà in un Baleno!” di Giovanni Volpe • ph Emanuele Clivati

na delle prime concessionarie alle quali ho fatto visita quando è iniziata la nuova avventura lecchese di JUST, è stata la Renzo Negri di Pescate, storico punto di riferimento della provincia per quanto riguarda il marchio Suzuki. L’ottima accoglienza da parte di Renzo e del nipote Alberto, è sfociata nella prova su strada della nuova world-car Suzuki, una vettura compatta ma ricca di importanti qualità con le quali il marchio giapponese cercherà di ottenere consensi in tutto il mondo, la Baleno. E proprio il fatto che si tratti di un modello che dovrà raccogliere consensi in ogni angolo del globo, ha contribuito in maniera decisiva alla definizione del suo design esterno. La Baleno ha un aspetto molto personale, frutto di un intreccio tra linee curve e tese; soprattutto nel frontale sfoggia dettagli con i quali potrà facilmente entrare nelle grazie del pubblico latino che di certo apprezzerà i moderni proiettori a Led, le generose cromature della calandra e le nervature sul cofano.

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La Baleno ha un aspetto molto personale, frutto di un intreccio tra linee curve e tese; soprattutto nel frontale sfoggia dettagli con i quali potrĂ facilmente entrare nelle grazie del pubblico latino...

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Per migliorare i consumi Suzuki ha sviluppato un sistema ibrido chiamato SHVS che assiste il motore utilizzando un alternatore leggero e compatto dotato di una funzione elettrica e di una batteria agli ioni di litio ad elevata capacità.

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Lateralmente la Baleno esprime dinamismo ma anche solidità per via di carreggiate allargate e di un raccordo “muscoloso” col più classicheggiante posteriore. L’abitacolo della Baleno mi ha invece davvero stupito e si capisce immediatamente che questa vettura sia frutto di un progetto estremamente moderno. Lo spazio interno, infatti, è davvero abbondante, in proporzione soprattutto al posteriore e tenendo conto delle dimensioni esterne oggettivamente non esagerate della vettura. A tanti graditi centimetri corrispondono poi finiture all’europea ovvero di qualità oltre che in grado di appagare l’occhio. Un plauso particolare lo merita la plancia; è molto moderna ed è dominata da un ampio display touch screen multimediale da ben 7” attraverso il quale, in maniera molto intuitiva e rapida, si gestiscono car


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audio, telefono viva-voce, sistema di navigazione e smartphone – con funzione di MirrorLink e CarPlay. Davvero interessante, sulla 1.2 SHVS B-Top equipaggiata da un propulsore benzina 1,2l con tecnologia ibrida, è la tecnologia My Drive che fa bella mostra di sé attraverso un display LCD a colori posizionato tra i due strumenti principali; questo sistema permette di tenere sotto controllo in tempo reale tutti i parametri dinamici della vettura comprese chicche come la visualizzazione e il controllo della forza G e, per esempio i dati reali di accelerazione e frenata. Ora è tempo di raccontarvi le mie impressioni di guida al volante di questa innovativa versione dotata di una tecnologia per certi versi rivoluzionaria. Per migliorare i consumi Suzuki ha sviluppato un sistema ibrido chiamato SHVS – Smart Hybrid Vehicle by Suzuki – che assiste il motore utilizzando un alternatore leggero e compatto dotato di una funzione elettrica e di una batteria agli ioni di litio ad elevata capacità. Questo moderno sistema interviene sullo spegnimento automatico del motore e delle componenti elettriche, migliora il riavvio del motore e utilizza l’energia di decelerazione per generare elettricità utile al caricamento delle batterie.

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Su strada, aggiungo, il sistema SHVS contribuisce all’ottimale bilanciamento dei pesi e dona alla Baleno un comportamento particolarmente divertente e sicuro; merito anche di un baricentro basso, di un cambio manuale rapido e preciso e di uno sterzo elettrico che comunica a dovere dove si trovino le ruote. Merita, infine, un cenno anche l’elevato livello di sicurezza attiva e passiva della nuova Suzuki Baleno, al quale contribuisce anche il Radar Brake Support, un radar a onde millimetriche che, monitorando costantemente la posizione del veicolo che precede, avvisa del pericolo e arriva a frenare autonomamente per scongiurare l’eventuale impatto.

RENZO NEGRI Tel. 0341 362221 - www.concessionariarenzonegri.it 100

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Angeli Pavimenti “Da generazioni…‘Angeli della qualità’” di Giovanni Volpe • ph Federica Abbondanza

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roprio sul confine tra Lecco e Bergamo, a Calolzio, si trova un’azienda a conduzione familiare che da generazioni fa del concetto di qualità la propria indiscussa bandiera. Stiamo parlando di Angeli Pavimenti, da tempo concessionaria di parquet dei marchi Itlas e Labor Legno e, nondimeno, specializzata da oltre mezzo secolo nella posa e nella manutenzione di questo prezioso prodotto. A fare gli onori di casa in occasione di questa prima edizione lecchese di JUST è Stefano Angeli che, con il fratello Ivan e i cugini Franco e Massimo, continua a svolgere con grande passione e riconosciuta competenza, questa professione a cavallo tra moderna imprenditoria e artigianato tradizionale. Ci racconti un po’ di storia di Angeli Pavimenti… La storia della nostra azienda è, di fatto, la storia della nostra famiglia che, a partire dai primi anni ‘50, per mano di mio nonno e, presto, anche di mio padre Alessandro e mio zio Alfredo, iniziarono a produrre e posare parquet proprio qui, a Calolzio, nostro luogo d’origine. Oggi siete concessionari di un marchio di parquet del calibro di Itlas e siete conosciuti e stimati ben oltre i confini di Lecco per la

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Angeli Pavimenti, da tempo concessionaria di parquet dei marchi Itlas e Labor Legno...

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vostra abilità di posatori… Cosa è cambiato in questi anni? Beh, è innanzitutto il mondo a essere radicalmente cambiato lasciando, soprattutto in ambito produttivo, sempre meno spazio ad aziende a conduzione familiare come la nostra; ecco perché nel corso degli anni abbiamo preferito abbandonare la produzione senza però mai smettere di crescere e, se possibile, migliorare nella posa, un’attività che ci tramandiamo davvero da generazioni. In questi primi mesi alla scoperta di Lecco e della sua provincia, in più persone mi hanno detto di conoscervi e di conoscere la vostra passione e la vostra competenza… Immagino sia per voi una soddisfazione non da poco… Lo è, eccome! Significa che tutti gli sforzi profusi per non rinunciare mai alla qualità, indipendentemente dalla portata del cliente che potessimo avere di fronte, ci sono stati riconosciuti e si sono sempre più trasformati in un nostro biglietto da visita. In quali piazze operate maggiormente? Inizialmente la nostra attività, da sempre dedicata a privati e aziende, si è svolta principalmente nelle province di Lecco e Como all’interno delle quali abbiamo

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spesso realizzato lavori in realtà prestigiose; su tutte, Villa Serbelloni a Bellagio e l’Hotel Belvedere a Bellagio, e l’Hotel Raffaello a Milano. Con gli anni abbiamo iniziato a lavorare molto anche su Milano mentre, più recentemente, sta aumentando la mole di lavoro anche su Bergamo, molto spesso in Città Alta. Angeli Pavimenti commercializza legnai di qualità come Itlas e Labor Legno; qualità che, come detto, continua poi con il vostro intervento di posa… E poi? Beh, per poter effettivamente parlare di “qualità a tutto tondo” non si può dimenticare tutta l’assistenza post-vendita che dobbiamo essere in grado di offrire alla nostra clientela; ecco perché siamo specializzati in manutenzione ordinaria e straordinaria e, in collaborazione con un’azienda leader a livello nazionale come la Chimiver di Pontida, abbiamo realizzato una nostra linea completa di prodotti di qualità marchiati Angeli Pavimenti, dedicati alla pulizia e al mantenimento di ogni genere di parquet. Infine, visto che ogni periodo ha la propria moda e le proprie tendenze, quali sono le finiture più quotate in questo periodo? Partendo dal presupposto che nove volte su dieci il legno di partenza sia rovere, sono diverse le sue “declinazioni” attualmente più richieste; vi sono, innanzitutto, i piallati e vanno molto anche le finiture grige-sbiancate oltre agli intramontabili naturali. Per quanto riguarda Angeli Parquet ci tengo a fare una precisazione non così banale vista l’invasione di prodotti di dubbia provenienza, spesso rivelatisi tossici: i nostri prodotti sono solo ed esclusivamente italiani e tutte le vernici impiegate per realizzare le più disparate finiture, rigorosamente ecologiche. Anche questo, per noi, significa qualità!

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JUST Red carpet “La stagione delle due ruote si colora di Ducati e Toso Moto” di Giovanni Volpe • ph Emanuele Clivati

l primo evento lecchese al quale JUST ha partecipato ha avuto per protagonista la passione per le due ruote e, in particolar modo, quella per le moto di una delle case costruttrici più prestigiose e amate al mondo: Ducati. A organizzarlo, in un noto locale sul lago, è stata la concessionaria Toso Moto con, in testa, il suo titolare Ivano. La serata, che ha celebrato trasversalmente la grande passione tutta lecchese per le due ruote, è stata minuziosamente organizzata e ha previsto varie fasi, tutte ugualmente emozionanti e conviviali, com’è bello e giusto che sia in una festa di centauri. Toso Moto ha portato sotto i riflettori la prestigiosa gamma Ducati al completo; reginette della serata sono state la Scrambler – presenti in diverse personalizzazioni – la Panigale – meravigliosa e

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ipertecnologica sportiva – e una moto molto speciale, una X-Diavel che, proprio durante questa festa Ducati, è stata protagonista di una sorta di evento nell’evento: la sua consegna a un cliente molto speciale di Toso Moto e un festoso brindisi ricordo. Durante l’evento, reso particolarmente vivace anche dagli amici del Ducati Club Lecco, Ivano Toso non ha mancato di raccontare e invitare i presenti ad altre attività organizzate dalla sua concessionaria come, per esempio, giornate in pista con scuola di guida veloce a cura del Toso in persona. JUST non mancherà di raccontarvene presto una!


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® MEN, MOTORS & LIFESTYLE

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Just - Ringraziamenti Chiara Cattaneo • Patrizia Galli • Giovanni Raccagni • Alberto Negri • Moreno Casartelli Giacomo Agostini • Roberto Sestini • Gianemilio Brusa • Michele Brusa • Michela Mantecca Andrea Bassoli • Alberto Pagani • Alessandro Rossini • Alessandra Misdea • Giuseppe Galli Maria Grazia Losa • Marco Cariboni • Carla Silva Carmen Butti • Laura Parolini • Alberto Mainetti Max Mangili • Marina De Rocchi • Chicco Bolis Ivano Toso • Marco Rota • Paolo Albani • Stefano Angeli • Ivan Angeli • Sara Cadel • Marco Secchi Roberta Sala • Raffaella Stucchi • Giacomo Tagliabue • Luca Arnoldi • Abele Algeri • Cinzia Paleni • Angela Landi

Periodico trimestrale - N° 0

Direttore Responsabile Giovanni Volpe direzione.just@gmail.com

Graphic & Art Director Silvia Benaglia redazione.just@gmail.com

Just Web & Social Web Fatto

Photo Emanuele Clivati • Federica Abbondanza Luca Tocchio iTocks • Marco Pesenti - Atomika Production

Amministrazione Studio Landi - Bergamo

Modella per un giorno Yanina Carotta

Editore Guarda chi guida S.r.l.s. - Bergamo Stampa CPZ S.p.a. - Costa di Mezzate (Bg)

Test auto Giovanni Volpe

Rilegatore Legatoria Lilli - Albano S. Alessandro (BG)

Test moto Giuseppe Galli • Yanina Carotta

Distribuzione Caielli Gianluigi - Cell. 347 89.32.063

Contributors Giacomo Agostini

Iscrizione n. 21/14 del 17/11/2014 - Registro Stampa del Tribunale di Bergamo. Testi e materiale fotografico contenuti in questa pubblicazione, sono di proprietà esclusiva di Guarda chi Guida S.r.l.s. È pertanto vietata ogni riproduzione, anche solo parziale, non autorizzata dall’editore.

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