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Men Antonio Negri • The Clan • Golf Club Lecco

Motors LECCO

MEN, MOTORS & LIFESTYLE

Special JUST “ F1 - GP di Monza 2016” “EICMA 2016”

Gruppo Bonaldi • Fiat Ritmo Abarth 130 TC Autopremier4 • Autotorino • Iperauto Citroën Iginio Negri • Autovittani Renzo Negri • Nis-Car

Lifestyle Angeli Pavimenti • Red Carpet

Cover Story • Autosim Ratti • Peugeot 3008

Copia omaggio

“Che bella macchina!”

AUTOSIM RATTI

Periodico trimestrale - Anno I - N° 1

www.just-magazine.it






Via Stezzano, 51 Bergamo - Tel. 035 320358 Via Mariano Tentorio, 3 Como - Tel. 031 3390111 info@scuderiablu.it










Editoriale di Giovanni Volpe

“Bella gente”! MEN, MOTORS & LIFESTYLE iù passa il tempo, più mi convinco del fatto che sia uno, su tutti, il premio più importante per chi fa il mio mestiere: l’affetto della gente.

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Parlo dell’affetto spassionato di chi, come Antonio Negri, ha provato gioia nel raccontarmi l’affascinante storia della sua azienda, perché nel farlo, ha potuto ripercorrere oltre sessant’anni della sua vita, della sua famiglia, dei suoi amici… L’affetto di quella marea di appassionati provenienti da ogni angolo del mondo per celebrare, a Mandello del Lario, il 95° anniversario di un mito delle due ruote chiamato Moto Guzzi…

“Antonio e Alberto Negri”

E, ancora, lo straordinario affetto e la grande partecipazione dello staff del Golf Club Lecco e di tanti suoi iscritti che, non solo ci hanno spalancato le porte di quello che è poi diventato il palcoscenico ideale della nostra Cover Story, ma hanno anche voluto toccare con mano e sapere tutto della nuova Peugeot 3008, dopo che per almeno due ore l’avevano vista sfrecciare tra un green e l’altro… Che dire poi dell’affetto della famiglia Mangili che ha accolto JUST alla consueta festa di fine anno durante la quale decine e decine di amici e clienti, come di consueto, hanno raggiunto la storica gioielleria nel cuore di Lecco, per un caloroso brindisi… Ma è anche l’affetto di tanti, tantissimi lecchesi dei quali non conosco nemmeno il nome - benzinai, meccanici, baristi, addetti alle cave e persino agenti della Polizia Locale di Lecco, Bellagio e Bosisio Parini – che ci ha colpito…

“The Clan”

• COVER STORY “Autosim Ratti”

Perfetti sconosciuti che, con un sorriso e senza la minima esitazione, si sono fatti in quattro rendendo il nostro lavoro e JUST, ancora più belli! GRAZIE di cuore e buone feste…”bella gente”! JUST torna la prossima primavera!

“Mangili”

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Editoriale


Men Special JUST “F1 - GP di Monza 2016”

Sommario

48 | Antonio Negri

“JUST... in pole!”

“JUST all’E.I.C.M.A. 2016” “Bentornato Caballero!” “La forza dei ricordi e della passione...”

COVER STORY Autosim Ratti

60 | Golf Club Lecco “Un brindisi per salutare

“Che bella macchina!”

un grande 2016”

52 | The Clan “JUST al 95° di Moto Guzzi!”

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Sommario


104 | What’s new? Nuova Citroën C3 Citroën Iginio Negri

Motors 68 | Supercar - Audi A5 Coupé 2.0 TDI Sport S-Tronic Gruppo Bonaldi “Una Coupé che mette tutti d’accordo”

74 | Brutte & Cattive Fiat Ritmo Abarth 130 TC “L’ultimo morso dello scorpione”

78 | Viste alla Canottieri Volvo V90 D5 AVD Inscription Autopremier4

84 | Provate dal direttore Jeep Renegade Autotorino “Inconfondibilmente... Jeep!”

90 | What’s new? - Audi Q2 Gruppo Bonaldi “Osservata speciale!”

96 | Provate dal direttore Ford Edge - Iperauto “Tu vuo’ fa’ l’americana!”

“Una francesina molto ambiziosa”

110 | What’s new? Renault SCENIC Autovittani “Buona la quarta!”

116 | Suzuki Ignis Renzo Negri “Ultra... in tutto!”

122 | Nuova Nissan Micra Nis-Car “Rivoluzionaria... 25 anni dopo!”

“La station... secondo Volvo”

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Sommario


Lifestyle 136 | JUST RED CARPET Open Bonaldi “Il primo Open Bonaldi conquista la terra rossa della Canottieri Lecco”

130 | Angeli Pavimenti “Da generazioni...

140 | JUST RED CARPET Iperauto

148 | JUST RED CARPET Mangili

‘Angeli della qualità’”

“Uno scintillante terzo anniversario” “Iperauto e Ford... filosofia vincente”

144 | JUST RED CARPET Autopremier4 “La regina svedese”

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Sommario



Special JUST “F1 - GP di Monza 2016” “JUST... in pole!” di Giovanni Volpe • ph Davide Crescenzi per Photo Rigato

MEN, MOTORS & LIFESTYLE

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F1 - GP di Monza 2016


rotagonista di questo “Special JUST” di fine anno è il Gran Premio di F1 di Monza che riviviamo attraverso gli splendidi scatti del nostro Davide Crescenzi. Ok, la Ferrari non è riuscita a interrompere lo strapotere Mercedes nemmeno in questa tappa casalinga del Mondiale

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ma, vista la stagione non esattamente brillante – per non dire del tutto deludente – del Cavallino, diciamo che un terzo posto a Monza, può essere interpretato come un piccolo successo, coronato poi dal meraviglioso bagno di folla di fine gran premio… Classifica finale: JUST in pole position,

Rosberg primo, Hamilton secondo, Vettel terzo, Raikkonen a ruota… Ma ci rivedremo il prossimo anno!

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La Ferrari non è riuscita a interrompere lo strapotere Mercedes nemmeno in questa tappa casalinga del Mondiale ma...

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F1 - GP di Monza 2016



Special JUST “JUST all’E.I.C.M.A. 2016” “Bentornato Caballero!” di Giovanni Volpe • ph Giandomenico Papello - Emanuele Clivati - Luca Tocchio

nche quest’anno JUST non ha potuto mancare all’appuntamento con la fiera dedicata alle due ruote più importante del mondo, l’E.I.C.M.A. Per questo 2016 la nostra è stata una spedizione praticamente al completo durante la quale i nostri valenti fotografi, Emanuele Clivati, Giody Papello e Luca Tocchio, non si sono fatti certo pregare nell’andare a caccia della moto e della hostess più bella… Lasciando a voi l’imbarazzo della scelta nel decretare la hostess delle hostess di quest’anno, non possiamo che tributare gli onori del caso alla regine dell’E.I.C.M.A. 2016, la splendida Ducati Supersport, che porta di fatto a ben otto su dodici edizioni, i premi vinti dal costruttore italiano. Esistesse anche un “Premio JUST”, però, non avrei esitazioni: secondo me lo meriterebbe appieno il nuovo Fantic Motor Caballero, moto bellissima e con quel pizzico di magia che, solo pochi oggetti della nostra giovinezza, sanno regalare!

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Cover Story - Autosim Ratti “Che bella macchina!” di Giovanni Volpe • ph Emanuele Clivati

a Cover Story numero uno dell’edizione lecchese di JUST segna l’inizio della collaborazione fra la nostra testata e la concessionaria Peugeot Autosim Ratti. Autosim Ratti nacque negli anni ‘60 in un paese di provincia dalla passione per i motori del suo fondatore, Valerio Ratti; una passione che, nell’ormai lontano 1974, si sposò idealmente con il brand Peugeot, e che oggi ritroviamo intatta in Claudia Ratti e Domenico Di Matteo che, con il loro staff, gestiscono la sede lecchese di Autosim Ratti nata nel 1995, e operano nella provincia di Sondrio dal 2014. La prima prova su strada di JUST in collaborazione con la sede lecchese di Autosim Ratti, ha per protagonista una Peugeot molto ambiziosa e attesa, la nuova 3008. Basta ammirare per pochi istanti il frontale e un po’ tutto il design esterno della nuova Peugeot 3008 per prendere coscienza di quanto i designer del costruttore francese abbiano lavorato per realizzare una vettura innanzitutto

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bella. Non c’è che dire, questa 3008 è davvero una vettura stilisticamente ben riuscita, ricca di dettagli e soluzioni che le aprono a pieno diritto le porte di quella nicchia premium all’interno della quale da sempre spadroneggiano i SUV tedeschi. La profonda rivoluzione che ha portato alla nascita della 3008 parte innanzitutto dalla chiara intenzione di passare da una crossover a un moderno SUV; la linea è funzionale a questa mutazione genetica che ha nel frontale e nel posteriore le due porzioni senza dubbio più originale e caratterizzanti, mentre nella vista laterale questa nuova Peugeot sfoggia tratti che la fanno apparire davvero ben piantata a terra. Led, cromature, giochi di luce e spigoli alternati a tratti più morbidi: il design esterno – e, come vedremo, anche quello interno – appaga molto anche l’occhio più esigente e racconta una vettura affascinate che, a tratti, somiglia più a una concept che a un modello di grande serie. Anche l’abitacolo è un tripudio di originalità, hi-tech e qualità globale di alto livello; con questa realizzazione Peugeot ostenta, come forse non aveva mai fatto prima, la propria capacità di realizzare vetture qualitativamente di vertice, ma anche davvero appaganti a livello sensoriale; ecco perché non credo sia un caso che, per quanto abbia cercato attentamente, non mi sia stato possibile individuare difetti di sorta, e abbia semmai scoperto una cura del dettaglio, ovunque quasi maniacale.

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Cover Story


La nuova 3008 offre prestazioni di alto livello e si pone al vertice della categoria anche in fatto di piacere di guida.

Su strada la nuova Peugeot 3008 mette subito a proprio agio; la posizione di guida ideale l’ho trovata rapidamente grazie alle millimetriche regolazioni elettriche presenti sull’esemplare messomi a disposizione dalla concessionaria di Lecco Autosim. Comodissimi e ben profilati i sedili mentre plancia e quadro strumenti, dopo qualche istante speso ad ammirare funzionalità e design del cockpit virtuale Peugeot, sono perfettamente visibili e facili da consultare e azionare, grazie anche a un display centrale touch che funziona come un moderno tablet. In marcia il piccolo volante della 3008 contribuisce concretamente al piacere di guida offerto da questo esemplare mosso da un moderno due litri turbodiesel da ben 180cv. La vettura, estremamente confortevole e maneggevole, vanta un comportamento dinamico di alto livello, sconosciuto a molte delle sue più temibili concorrenti; pur essendo votata al comfort, la nuova 3008 offre prestazioni di alto livello e si pone al vertice della categoria anche in fatto di piacere di guida. Il cambio – automatico a sei rapporti – si aziona attraverso una cloche che rappresenta anche

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un esercizio stilistico decisamente ben riuscito, oltre che utilizzando comodi paddle al volante. La 3008 mi ha trasmesso sensazioni davvero positive sotto ogni aspetto e ha dimostrato di piacere non poco anche a quanti hanno avuto modo di ammirarla per la prima volta; è il caso di un gruppo di membri del Golf Club Lecco di Annone all’interno del quale abbiamo avuto il privilegio di ambientare questa Cover Story di JUST. È stato un vero piacere poter mostrare loro questa nuova Peugeot, soddisfare ogni curiosità su meccanica, abitacolo e quant’altro, fare accomodare alla guida i più curiosi e sentirli pochi istanti dopo esclamare la più vecchia ed efficace delle frasi:”che bella macchina!”.

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AUTOSIM RATTI www.concessionario.peugeot.it 44

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Men Antonio Negri

The Clan

Golf Club Lecco

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Antonio Negri

“La forza dei ricordi e della passione...” di Giovanni Volpe • ph Federica Abbondanza

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no degli aspetti che maggiormente nobilita la professione giornalistica è la possibilità di raccontare storie di un’Italia e di italiani che, mai come di questi tempi, paiono lontani anni luce. Un’Italia nella quale si lavorava, eccome, ma tutto era in qualche modo più romantico e a misura d’uomo. Ecco perché sono a dir poco felice di avere l’opportunità raccontarvi la storia di un uomo, Antonio Negri, che da 65 anni vive e respira motori, e che, con la sua famiglia, rappresenta un pezzo di storia della migliore Lecco, quella laboriosa, coerente, capace di soffrire e di andare sempre e comunque avanti, e perché no, amante dei motori, in ogni loro forma. Antonio, ci racconti le origini di Renzo Negri, la sua concessionaria… L’azienda Renzo Negri è nata ufficialmente il primo agosto del 1933 e tuttora la sua sede legale è quella di sempre: Via Ettore Monti numero 61, a Galbiate. Fu mio padre a fondarla, quattro anni prima che nascessi; a dir la verità non era una concessionaria, a quei tempi non esistevano concessionarie! E che cos’era? Era un’officina dove si effettuavano riparazioni meccaniche, un’autoscuola, una sorta di servizio taxi, e un noleggio d’autovetture a rimessa… Autovetture a rimessa? Esattamente; deve sapere che a quei tempi circolavano davvero pochissime auto; ancora nel 1952, anno in cui io, quindicenne, iniziai a lavorare con mio padre, per le strade si vedevano principalmente furgoncini e vetture Fiat, Lancia e Alfa, ed erano davvero pochissimi coloro che si potevano permettere di acquistare una macchina. Ecco perché mio padre aveva iniziato da subito a noleggiare vetture con tanto di conducente che potevano servire ad accompagnare o recuperare persone, oppure per matrimoni e cerimonie di ogni genere. Nella su carriera, è stato anche autista? Certamente! Io stesso, oltre a fare il meccanico, poco più che ventenne lavorai come autista ai matrimoni; era un lavoro di un certo prestigio anche solo per il fatto di poter guidare una macchina, merce davvero rara a quell’epoca, per giunta di un certo livello… Ero il più giovane autista in circolazione, guidavo auto sempre nuove e rigorosamente di colore nero; ricordo come fosse ieri una Lancia Aurelia e anche una Fiat Millequattro… Quando è nata la concessionaria Renzo Negri? Nacque nel 1955… e fu la prima concessionaria di un marchio straniero di vetture di Lecco e di tutto il suo territorio, il marchio era Simca. Nel corso degli anni passammo ad altri marchi, peraltro non per nostra esplicita volontà, ma perché negli anni successivi a quelli della nostra acquisizione, furono i marchi stessi a cambiare; diventammo così concessionari Sunbeam, poi Chrysler, Talbot, dunque nel 1980 Peugeot. Come e quando siete diventati concessionari Suzuki? Il passaggio a Suzuki avvenne nel 1995 perché lo storico importatore italiano di questo marchio giapponese, Artioli di Trento, ci propose di diventare concessionari Suzuki proprio in concomitanza della nascita di Suzuki Italia. Accettammo! Come si chiamavano le Suzuki in quegli anni? Erano gli anni d’oro della prima generazione della Vitara, andava ancora forte la mitica e intramontabile Santana, e fece per la prima volta la comparsa sul nostro mercato una vettura più convenzionale ma già ricca di contenuti, la Baleno, disponibile a tre e cinque porte oltre che station. Fu un anno importante, di svolta per certi versi… Lo fu senza dubbio anche perché, sempre nel 1995, diventammo concessionari del colosso indiano Tata del quale vendemmo tantissimi pick-up, mezzi da lavoro semplici ma affidabili, e dai costi davvero contenuti. Renzo Negri è anche nautica… Sì, per via di una grande passione di mio padre Renzo; io non amavo l’acqua, il nuoto… Per questo, nella speranza di avvicinarmi a quel misterioso elemento, mio padre mi portò con sé a Montisola dove acquistò una barchetta a remi di legno da Archetti, l’unico che ne producesse in zona a quei tempi… Nei primi anni ’70 iniziammo a commercializzare anche motori fuoribordo; il primo marchio su cui puntammo fu Chrysler, nome sconosciuto all’epoca, che non ebbe molto successo di vendite. Ecco perché nel 1974 passammo agli Evinrude e Johnson che, già allora leader del settore. Dal 2011, invece, vendiamo imbarcazioni e gommoni Yamaha. Lasciamo un istante da parte il suo lavoro e la storia della sua azienda… Che ricordi ha della guerra? A quel periodo, più precisamente alla fine della Seconda Guerra Mondiale, anno 1945, lego uno dei ricordi più belli della mia vita, che sono certo le darà anche la misura di come, a quei tempi, bastasse davvero poco per essere felici, spassionatamente felici… I soldati americani che erano arrivati a salvarci, fecero una sosta da noi e ci chiesero semplicemente di poter scaldare loro dell’acqua perché potessero bere un buon the caldo; mia madre non esitò un istante, portò loro almeno un chilo ti the in modo che ne avessero una scorta anche per i giorni a venire, e gliene preparò uno… Loro, per sdebitarsi e in segno di riconoscenza, ci regalarono alcune scatolette di carne in scatola… Non avevo mai visto nulla di simile, una scatoletta di latta fatta a cono, piena di carne… Non mi crederà… ma io, a distanza di oltre settant’anni, ricordo esattamente quella scatoletta, ricordo la mia sorpresa nell’aprirla… e la straordinaria bontà di quella carne… Ogni volta che ci penso, sento quel sapore, ricordo quel momento a suo modo magico, ricordo mia madre, ricordo da dove vengo…

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www.concessionariarenzonegri.it

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Il passaggio a Suzuki avvenne nel 1995 in concomitanza della nascita di Suzuki Italia. Poco fa mi ha detto di essere vicino al traguardo degli 80 anni… Cosa porta con sé di quel giovane Antonio Negri di cui mi ha parlato… e cosa vede nel suo futuro? Ricorderò sempre con un affettuoso sorriso la spensieratezza dei mie vent’anni, seduto alla guida di un’auto, per le stradine di Bellagio, con al mio fianco Giulietto, “l’amico d’attacco”, quello cioè al quale toccava l’ingrato compito di tentare di abbordare, spesso senza successo, qualche bella ragazza del luogo… Certo, rifletto anche sui momenti difficili, dolorosi, che ho vissuto, due su tutti: la morte di mio padre Renzo, avvenuta nel 1974, e la prematura scomparsa di mio fratello Ermanno, padre di Alberto e Michele, che da anni affiancano in azienda me, e mia sorella Maria Adele… Una cosa, durante tutti questi anni, mi ha però dato la forza di riprendermi dopo momenti difficili, ed è stato anche l’elemento fondamentale alla base di ciò che di buono credo di aver costruito in tanti anni, in quasi 65 anni di lavoro, sempre seguendo le orme di mio padre: la passione! Ecco, la passione… Io, a quasi ottant’anni, continuo a mettere il massimo della passione in tutto ciò che faccio… Finché starò bene continuerò a farlo, continuerò a lavorare, a fare del mio meglio affinché chi ci sarà dopo di me, faccia lo stesso…

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The Clan

“JUST al 95° di Moto Guzzi!” di Giovanni Volpe • ph Davide Crescenzi

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UST, insieme ad altri 25mila appassionati, ha partecipato a Mandello del Lario ai festeggiamenti per i 95 anni di Moto Guzzi, casa motociclistica che sta vivendo una nuova e scintillante giovinezza. La nuova Moto Guzzi MGX-21 è stata la regina della tre giorni di festa cha ha avuto luogo tra il 9 e l’11 settembre scorsi. Ricchissimo il programma di quest’anno: test ride, shopping, visite alla fabbrica e al museo, street food, musica dal vivo e dj set hanno animato il movimentato e affollatissimo weekend di Mandello del Lario.

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Moto Guzzi ha organizzato anche quest’anno l’Open House, il tradizionale appuntamento di metà settembre...

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A 95 anni da quando Carlo Guzzi e Giorgio Parodi fondarono il marchio dell’aquila, per celebrare questo importante anniversario, Moto Guzzi ha organizzato anche quest’anno l’Open House, il tradizionale appuntamento di metà settembre, al quale hanno partecipato oltre 25mila appassionati provenienti da tutto il mondo. Migliaia di motociclisti in sella alla propria Guzzi hanno raggiunto lo stabilimento di Mandello da ogni latitudine, non solo dall’Europa - anche da Polonia, Ungheria, Gran Bretagna - ma perfino dall’Australia, dalla Cina, dal Giappone e dagli Stati Uniti.

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Star dell’evento è stata la favolosa MGX-21 la moto più spettacolare mai prodotta a Mandello, protagonista all’inizio di agosto al 76° Sturgis Motorcycle Rally, il più importante raduno motociclistico mondiale svoltosi nel South Dakota. L’arrivo di MGX-21, definita dal pubblico americano come “the fastest bagger ever”, segna, anche da un punto di vista del prodotto, l’avvio del quinquennio che condurrà al centenario del 2021. Un record di presenze a dimostrazione della rinnovata giovinezza che il marchio Moto Guzzi sta vivendo grazie al successo delle politiche messe in atto dal Gruppo Piaggio a livello di nuovi prodotti - sia moto che accessori e life-style - e delle attività svolte per rafforzare la community di appassionati The Clan, che in questi tre giorni ha registrato centinaia di nuovi iscritti.

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Golf Club Lecco

“Un brindisi per salutare un grande 2016” di Giovanni Volpe • ph Giandomenico Papello

ella serata di giovedì 15 dicembre, presso il Ristorante “Il Griso” di Malgrate, si è tenuta la consueta Cena degli Auguri Natalizi riservata alla compagine sociale del Golf Club Lecco, sito in Annone Brianza; cena ulteriormente impreziosita dalle proposte di un ricercato menù, e allietata da un elegante sottofondo musicale eseguito dal vivo. Alla presenza di più di 150 persone, il presidente Walter Fontana e il direttore del Club, Alessandro Aina, hanno provveduto alla premiazione dei campioni sociali della stagione agonistica appena conclusasi; stagione che ha visto annoverare tra gli sponsor organizzatori degli eventi sportivi, prestigiosi marchi dell’imprenditoria nazionale ed europea, oltre che del territorio. Tributando i dovuti ringraziamenti a tutti coloro i quali hanno consentito al Club di vivere una splendida annata all’insegna del divertimento, grazie anche alle molte migliorie apportate - strutturali e qualitative in termini di servizi - l’augurio e l’auspicio è quello di vivere un 2017 ancora più ricco e soddisfacente. Per quanti, giovani e adulti, ancora non conoscessero il fascino del gioco del golf e la realtà del Club Lecco, inserito in un contesto naturale e scenografico senza eguali, l’invito è aperto: amicizia e informalità vi accoglieranno a braccia aperte.

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What’s new? Citroën C3 Citroën Iginio Negri

Supercar - Audi A5 Coupé 2.0 TDI Sport S-Tronic Gruppo Bonaldi

Provate dal direttore Jeep Renegade Autotorino

What’s new? Renault SCENIC Autovittani

Brutte & Cattive Fiat Ritmo Abarth 130 TC

What’s new? Audi Q2 Gruppo Bonaldi

Suzuki Ignis Renzo Negri

Viste alla Canottieri Volvo V90 D5 AWD Inscription Autopremier4

Provate dal direttore Ford Edge - Iperauto

Nuova Nissan Micra Nis-Car

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Supercar Audi A5 Coupé 2.0 TDI Sport S-Tronic “Una Coupé che mette tutti d’accordo” di Giovanni Volpe • ph Giandomenico Papello

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a “Supercar” protagonista di questa edizione di fine anno di JUST è la nuova Audi A5 Coupé, vettura tutta nuova con la quale il marchio tedesco intende tornare protagonista in una nicchia di mercato all’interno della quale l’aspetto emozionale è tenuto in particolare considerazione. E di emozioni, la nuova Audi A5 ne trasmette già al primo sguardo; il design che rappresenta un’evoluzione in chiave attuale è ancor più dinamico di quello della prima generazione di cui mantiene intatta la teutonica eleganza. La vettura è caratterizzata da sbalzi minori con un frontale dominato da proiettori a LED Audi Matrix più sottili e una griglia anteriore più importante. Nella vista di trequarti la nuova A5 Coupé mostra i muscoli e lo fa anche alla tridimensionalità del tratto che corre dal lungo cofano anteriore fino quasi a toccare i fari posteriori.

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L’abitacolo della A5 ricalca quello della nuova Audi A4 dalla quale eredita la plancia minimalista ma decisamente chic, oltre al sapiente connubio tra elevata qualità dei materiali e finiture pressoché perfette. Tutto è stato studiato per offrire il massimo comfort, senza però trascurare la sportività che questo genere di vettura deve saper esprimere; in particolare, l’esemplare messomi a disposizione dalla concessionaria Bonaldi Motori Lecco – dotato di pacchetto S-Line interno ed esterno – non nasconde la propria duplice anima. Su strada si tocca subito con mano la validità del telaio della A5 e l’ideale abbinamento tra il generoso due litri turbodiesel da 190cv e la trasmissione S-Tronic a sette rapporti; durante il test ho apprezzato in particolar modo la grande progressività del propulsore che ha coppia da vendere – ben 400 Nm a 1750 giri – e riprende con vigore da qualsiasi velocità. Sempre neutro l’assetto che è davvero quasi impossibile mandare in crisi

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La vettura è caratterizzata da sbalzi minori con un frontale dominato da proiettori a LED Audi Matrix piÚ sottili e una griglia anteriore piÚ importante.

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visto che, anche nello stretto, la nuova A5 Coupé non mostra mai alcun impaccio e, soprattutto in uscita di curva, sfrutta la non comune motricità della sua trazione anteriore. La nuova A5 Coupé è, inoltre, una vettura estremamente sicura; è infatti, dotata di una lunga lista di sistemi che vigilano costantemente sul livello di attenzione del guidatore, che impediscono di invadere involontariamente la carreggiata opposta e che arrivano praticamente ad azzerare le probabilità di tamponare il veicolo che precede, o di investire un pedone. Dopo quasi una giornata intera alla guida di questa bella e appagante coupé Audi sono davvero soddisfatto per aver scoperto una vera supercar che, con i suoi “soli” 190 cavalli e consumi sempre davvero irrisori, mi ha fatto divertire un sacco!

GRUPPO BONALDI Tel. 0341 680248 - www.bonaldi.it 72

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Brutte & Cattive “L’ultimo morso dello scorpione” di Giovanni Volpe

Fiat Ritmo 130 TC Abarth

0/100 all’ora da fermo in 8 secondi netti, una ripresa in quinta da 70 a 120 km/h in soli 11.7 secondi e ben 196 km/h di velocità.

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nutile negarlo… Messa a fianco della bella per antonomasia di quegli anni, la Golf GTI, la seconda protagonista del nostro viaggio a ritroso alla riscoperta delle vetture di ieri brutte… ma cattive, la Fiat Ritmo Abarth 130 TC, usciva davvero malconcia… Pensando al grande Karl Abarth e alle gloriose Fiat/Abarth della vecchia generazione, tanti sessantenni e oltre di oggi, ricorderanno le sue creazioni, a partire dai suoi mitici scarichi racing, capaci di dare voce anche alla più afona e fiacca delle utilitarie dei tempi… Quanto era brutta però la Ritmo 130 TC Abarth; ma quanto era

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cattiva quella targhetta identificativa che con quel “130” tanto ostentato, richiamava – così come tutte le Fiat di quegli anni – i cavalli di potenza dei quali era capace… Ma come? Una Ritmo con 130 cavalli? E come lo si poteva capire… targhette a parte? Beh, erano bastati pochi ma “sapienti” tocchi estetici a rendere inconfondibilmente… brutta questa super Ritmo… brutta ma originale, unica: tre porte, griglia anteriore maggiorata e con fendinebbia integrati, dominata dallo scorpione, bandelle sottoporta solcate da un doppio filo rosso che sfociava in cerchi specifici realizzati ad hoc dalla Pirelli; cerchi che, pur non spiccando per il loro look, avevano il non comune pregio di evitare, in caso di foratura, lo stallonamento della gomma; e che dire poi del tocco da maestro che identificava solo ed esclusivamente questa “130”: lo spoiler posteriore che, realizzato in una gommaccia espansa di colore nero opaco, e incollato alla meno peggio, seguiva fedelmente la parte inferiore del lunotto posteriore…

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E, ancora, quegli inguardabili deflettori in plastica trasparente; da soli contribuivano a dare alla già poco sinuosa linea della 130 TC il colpo di grazia in fatto di pesantezza… Tutto meravigliosamente brutto! Gli interni, per contro, erano invece piuttosto sobri; la plancia sfoggiava un bel volante in pelle e metallo massiccio, a tre razze sdoppiate – purtroppo sempre troppo inclinato in fuori – con il clacson celato sotto uno scorpioncino rosso fuoco; la plancia poteva vantare una strumentazione Veglia Borletti davvero completa e di chiara consultazione – non ne fanno più così – e sedili abbastanza profilati ma dalla triste fantasia bicolore con tanto di finiture in una appiccicosissima specie di gomma nera… Su strada però la Ritmo 130 TC Abarth era davvero cattiva, una delle più cattive dei tempi; era, di fatto, una compatta all’interno del cui cofano era però

stato inserito un quattro cilindri duemila di cilindrata… La sua voce roca era meravigliosa, inconfondibile, minacciosa, e la cosa bella è che il principale merito non era tanto dello scarico sportivo, ma dei suoi due anacronistici ed enormi carburatori doppio corpo firmati Webber; dentro e fuori dall’abitacolo, proprio in un periodo in cui andavano affermandosi i primi “sedici valvole”, efficienti ma un po’ senz’anima, il rombo della Ritmo Abarth rappresentava una vera e propria sinfonia per appassionati doc! A questo portento di vecchio motore era abbinata una trasmissione ZF a cinque rapporti, raffinata, costosa, ma tremendamente difficile da utilizzare… anche perché la frizione pesava quanto un fritto misto a colazione! Risultato?

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Con questa Ritmo si poteva tranquillamente partire in terza marcia e ritrovarsi, pochi secondi dopo, a velocità ancora oggi invidiabili; Quattroruote, bibbia dei tempi, recitava chiaramente uno 0/100 all’ora da fermo in 8 secondi netti, una ripresa in quinta da 70 a 120 km/h in soli 11.7 secondi – era più rapida di una Delta Integrale! – e ben 196 km/h di velocità massima che, per una scatola spigolosa con le ruote, era un dato di tutto rispetto. Sono particolarmente legato a questa vettura alla quale lego molti, moltissimi ricordi della mia età della spensieratezza; la Ritmo più cattiva di sempre, oltre a incarnare al meglio il concetto di “brutta e cattiva”, è stata un oggetto da veri intenditori; una signora scorbutica ma affascinate e, soprattutto l’ultima a potersi fregiare di una targhetta rossa e blu al posteriore, con scritto “Fiat/Abarth”; l’ultimo… velenosissimo morso dello “scorpione”!


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Viste alla Canottieri Volvo V90 D5 AWD Inscription “La station… secondo Volvo” di Giovanni Volpe • ph Federica Abbondanza

’è un sottile filo rosso che unisce l’affascinante V90 alle sue antenate, vetture di successo come la gloriosa 240, la 850 e la più recente V70, attraverso le quali Volvo ha saputo accrescere e consolidare la propria immagine in fatto di solidità, sicurezza e lusso alla scandinava. La V90 che vi presento in queste pagine, nasce in un periodo nel quale sono più che mai SUV e crossover a farla da padroni; ma la nuova wagon svedese è anche senza dubbio un’auto stilisticamente di rottura, che concentra nel suo originale e innovativo corso stilistico - in parte ereditato dalla recente XC90 - molte delle sue chance di successo. Il frontale, dominato da una griglia del radiatore molto ampia a listelli verticali cromati, presenta proiettori a Led molto caratterizzanti per via dello stile che richiama il martello del Dio Thor. Nella vista laterale la nuova V90 sfoggia un design che coniuga al meglio l’idea di solidità e compattezza che una Volvo deve saper ispirare al primo sguardo, e il rinnovato concetto di dinamismo su cui puntano le più recenti realizzazioni del marchio svedese. Un dinamismo al quale contribuiscono non poco anche gli spettacolari cerchi da 20” Diamond Cut, e che si concretizza in quella sorta di “boomerang” disegnato dalla terza luce laterale e dagli ampi fari posteriori a Led. Infine un cenno al posteriore della V90, anch’esso molto originale e ricercato; merito di fari sempre a Led dall’andatura vagamente a “elle”, e di due ampi terminali cromati di forma trapezoidale che, tra l’altro, donano all’insieme un pizzico di sportività. L’abitacolo rappresenta, a mio parere, lo stato dell’arte in fatto di design, ergonomia e comfort; si tratta di una realizzazione davvero di altissimo livello oltre che un segnale forte da parte di Volvo che sa di avere realmente tutte le carte in regola per primeggiare in una nicchia di mercato solitamente dominata dalle tedesche. L’impatto scenico della plancia – dotata di quadro strumenti TFT da ben 12,3” a colori ampiamente settabile e ricca di un’infinità di informazioni immediatamente e perfettamente

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Il frontale, dominato da una griglia del radiatore molto ampia a listelli verticali cromati, presenta proiettori a Led molto caratterizzanti per via dello stile che richiama il martello del Dio Thor.

leggibili – è davvero importante; d’effetto anche la console centrale all’interno della quale fa bella mostra di sé un vero e proprio tablet dotato di un sistema operativo sviluppato da Volvo, attraverso il quale si accede al raffinatissimo sistema di navigazione, al prestigioso impianto audio firmato Bowers&Wilkins, e a una lunga serie di altri dispositivi. Uno di questi mi ha particolarmente colpito quando, appena avviato il motore ruotando su “start” il pomello cromato posizionato sul tunnel, ho come di consueto cercato la posizione di guida ideale; ebbene, con pochi “touch” direttamente sullo schermo centrale, ho potuto regolare millimetricamente il mio sedile, persino gonfiandone e stringendone elettricamente ogni singolo cuscino nei fianchetti oltre che nella seduta e nella zona lombare. Su strada, lungo le spesso tortuose strade lacustri del lecchese, ho immediatamente potuto toccare con mano i nuovi standard dinamici e di sicurezza attiva presenti in questa nuova V90, che ho provato nella variante D5 AWD Geartronic, in allestimento Inscription, il top di gamma. Il propulsore a quattro cilindri due litri da 235cv, ha dimostrato di non avere davvero nulla da invidiare a unità di maggiore cubatura e potenza; la gestione elettronica ottimale, la buona sincronia tra un propulsore moderno e potente, e una trasmissione sempre all’altezza sia nella guida rilassata che in quella un poco più spinta, mi hanno regalato un’esperienza di guida davvero appagante. In marcia, anche lungo tratti piuttosto tortuosi, bastano davvero

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pochi chilometri per dimenticarsi di essere comunque alla guida di una vettura che pesa quasi 1900 Kg e che misura la bellezza di quasi cinque metri di lunghezza per circa uno e novanta di larghezza. Chilometro dopo chilometro, mi sono sentito sempre più in sintonia con questa V90 che ha ripagato la mia fiducia nelle sue doti di grande stradista, regalandomi sprazzi di vero piacere di guida, anche grazie al suo inesauribile quattro cilindri, a sospensioni e sterzo a punto, e a un impianto frenante sempre molto solido. Ormai giunto al termine del mio test effettuato in collaborazione con la concessionaria Volvo Autopremier4 di Valmadrera, sono due gli elementi che voglio citare, avendo reso se possibile ancor più gratificante, questo mio tour al volante della nuova station svedese: lo spettacolare tetto apribile in cristallo – che, anche aperto e a velocità sostenute, non genera mai fastidiosi vortici – e l’atmosfera davvero ovattata che si percepisce a qualsiasi andatura, semplicemente alzando tutti i finestrini e godendosi il meraviglioso impianto B&W presente in questo allestimento Inscription.

AUTOPREMIER4 Tel. 0341 201857 - www.autopremier4.it 82

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Provate dal direttore “Inconfondibilmente… Jeep!” di Giovanni Volpe • ph Federica Abbondanza

al 1941 Jeep produce vetture che, nel corso dei decenni, sono diventate, anche nel linguaggio corrente, sinonimo di avventura e, più in generale, di off-road. La vettura che vi presento in queste pagine, la Renegade, è uno dei best-seller del marchio americano; un’auto che, a dispetto di un’mmagine inconfondibilmente Jeep, soprattutto nel frontale e nella porzione posteriore, nasconde molti elementi ereditati da FCA, il gruppo italiano col quale continua la joint venture di successo. L’arancione dell’esemplare messomi a disposizione dalla sede Autotorino di Valmadrera, mette se possibile ancor più in evidenza l’originalità del design della Renegade che ha nella mascherina anteriore e nei proiettori – anche quelli posteriori – gli elementi più caratterizzanti. Anche l’abitacolo, luminoso e molto spazioso, presenta alcune “citazioni” alle antenate della Renegade che vengono tra l’altro espressamente richiamate da quel “since 1941” orgogliosamente inciso al moderno e funzionale sistema di infotainment della vettura.

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Le finiture, pur senza mai sfociare nel lusso, sono robuste e gradevoli anche per via dell’impiego di plastiche morbide al tatto sulla plancia e sui pannelli delle portiere; completa anche la strumentazione che mixa tradizionali elementi circolari e display a colori pieni zeppi di informazioni dedicate ai più disparati settaggi della vettura. Per capire come vada effettivamente su strada la Renegade, ho scelto un tracciato misto caratterizzato da un tratto di strade extraurbane ideale per misurare il confort, e un tratto decisamente più tortuoso, quello che sale verso la “città fantasma” di Consonno. I 120cv espressi dal propulsore a gasolio Multijet e il cambio manuale a sei rapporti – peraltro ben spaziati – regalano alla Renegade un brio inaspettato nelle partenze da fermo e, nonostante si tratti di un millesei, riprese vigorose anche dalle marce più basse. Lo sterzo – dotato di servoassistenza elettrica – si dimostra un buon compromesso anche se dà il meglio di sé a velocità medio-basse e in città, dove permette manovre agevoli e con il minimo sforzo. Potente e ben modulabile la frenata, anche durante i numerosi su e giù lungo le stradine dissestate nei paraggi di Consonno, che va a completare un quadro prestazionale che fa di questa Jeep una vettura trasversale ben riuscita.

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Potente e ben modulabile la frenata, anche durante i numerosi su e giĂš lungo le stradine dissestate nei paraggi di Consonno...

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Pur senza quattro ruote motrici – l’esemplare della mia prova è infatti una 4x2 a trazione anteriore – la Renegade, anche grazie ai diversi sistemi elettronici dei quali dispone, si è disimpegnata bene anche nel fuoristrada leggero dove avrebbe potuto fare ancor meglio se equipaggiata con coperture più estreme. In chiusura voglio dedicare un cenno al comfort della Renegade, a mio parere di livello superiore a quello di molte delle sue concorrenti; il propulsore risulta sempre acusticamente poco invadente e le sospensioni alte non tolgono nulla al piacere di guida di questa Jeep del terzo millennio.

GRUPPO AUTOTORINO Tel. 0341 213511 - www.valmadrera.autotorino.it 88

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What’s new?

Audi Q2

“Osservata speciale!” di Giovanni Volpe • ph Federica Abbondanza

a nuova Audi Q2 è stata senza dubbio una delle novità più attese del 2016 oltre che una vettura dall’importanza strategica in quanto si inserisce in un segmento di mercato fino ad oggi dominato da vetture come la Mini Countryman e la Fiat 500x. Il debutto del piccolo SUV Audi è stato preceduto da un’efficacissima campagna pubblicitaria attraverso la quale Audi ha sapientemente giocato sull’impossibilità di “rinchiudere” la Q2 all’interno di una categoria precisa. Questo suo essere “untaggable” ha incuriosito molto anche me, tanto che, prima di mettermi al volante di questa 1.6 turbodiesel da 116cv, non ho potuto fare a meno di osservarla attentamente in ogni suo dettaglio. Il design della nuova Q2, inconfondibilmente Audi, presenta però una serie di peculiarità che la rendono, in effetti, molto originale e che aprono in qualche modo un nuovo corso stilistico per il costruttore tedesco. Il frontale è, insieme al posteriore, la porzione più marcatamente Audi; a dominarlo, oltre alla moderna calandra, sono le ampie prese d’aria poste alle estremità e i bellissimi proiettori Full Led disponibili scegliendo il pacchetto “Evolution”. Al posteriore spicca il tetto spiovente che va ad appoggiarsi su un piccolo lunotto, donando alla Q2 slancio e una certa sportività. Ma è a mio parere nella vista laterale che la nuova Q2 offre il meglio di sé; la fiancata propone, infatti un bel connubio di linee tese e spigoli vivi che le donano una sorta di tridimensionalità, davvero molto caratterizzante. I designer hanno inoltre raccordato idealmente i piccoli finestrini e gli altrettanto ricercati blade, altra novità stilistica di questa Audi. È, infatti, possibile sceglierli in diverse tinte a contrasto col colore della vettura, il che, unitamente ai differenti pacchetti estetici disponibili, rende la nuova Q2 l’Audi più personalizzabile di sempre.

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Prima di partire ho osservato con attenzione anche l’abitacolo della Q2, piacevolmente minimalista e hi-tech, e dominato da una plancia davvero ben realizzata e dal design spigoloso che ricorda, se pur in misura ridotta, quello della nuova Audi A4. La Q2 in prova era peraltro dotata di due sistemi in grado di nobilitarla ulteriormente; il Sistema di navigazione Plus con MMI Touch da ben 8.3”, e lo spettacolare Audi Virtual Cockpit che, sostituendo del tutto la strumentazione analogica, permette di visualizzare, anche in maniera combinata, un’infinità di informazioni. In marcia la nuova Q2 mette subito in mostra alcune sue specifiche qualità. Il comfort acustico è di alto livello, anche guidando a singhiozzo nel traffico, tanto che è difficile percepire che la vettura in prova sia mossa da un propulsore a gasolio; ottimo il cambio manuale a sei rapporti che garantisce innesti rapidi e molto precisi, e non fa

Al posteriore spicca il tetto spiovente che va ad appoggiarsi su un piccolo lunotto, donando alla Q2 slancio e una certa sportività.

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dunque rimpiangere il pur efficiente S-Tronic ottenibile a richiesta. Questa trasmissione si sposa peraltro perfettamente con i 116cv espressi dal millesei a gasolio turbocompresso che, soprattutto in ripresa, sembrano di più. Ottimo l’assetto che garantisce una tenuta laterale sempre molto elevata e una sensazione di dominio della strada che, nonostante i 15 cm di altezza da terra della Q2, è decisamente più da compatta che da SUV. Potente e ben modulabile la frenata, e consumi di gasolio davvero irrisori, con un computer di bordo che non ha mai indicato meno di 18 Km/l. Durante tutta questa prova di JUST la Q2 è stata una vera e propria osservata speciale catturando sguardi e consensi un po’ ovunque; durante lo shooting siamo infatti stati avvicinati da molti curiosi che si sono accomodati a bordo e hanno voluto sapere davvero tutto di questa nuova untaggable Audi!

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GRUPPO BONALDI Tel. 0341 680248 - www.bonaldi.it

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Provate dal direttore “Tu vuo’ fa’ l’americana!” di Giovanni Volpe • ph Federica Abbondanza

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una vera e propria world car la nuova Ford Edge che ho provato per voi in questa edizione di fine anno di JUST Lecco. Una vettura dal DNA a stelle e strisce ma che, per l’esordio nel super competitivo mercato europeo, è stata appositamente riprogettata e messa a punto. Il risultato è un SUV prestante, comodissimo, e dal comfort tipicamente all’americana, dunque di alto livello. Le dimensioni della vettura sono generose ma non eccessive e comunque funzionali all’abitabilità interna, davvero notevole. I 481 cm di lunghezza per i ben 193 di larghezza e i 169 di altezza sono ben dissipati a livello di design dalla pressoché totale assenza di spigoli, da un parabrezza anteriore estremamente inclinato e da un sapiente gioco tra parti verniciate e cromate. Il frontale, tipicamente Ford, dà immediatamente l’idea di una vettura robusta e hi-tech, mentre fiancata e posteriore sfoggiano un bell’intreccio tra linee morbide e altre piuttosto tese, che conferisce un’aria sportiveggiante, carica di dinamismo. L’abitacolo è luminoso e molto ampio; soprattutto i posti anteriori riprendono in qualche modo

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l’impostazione tipica delle vetture americane; quindi grande spazio a disposizione, grande comfort offerto dagli ampi sedili, e un numero non indifferente di vani portaoggetti peraltro ottimamente rifiniti. La plancia, che sfoggia un design più elegante e “minimalista” di quello di alcune sorelle nate nel Vecchio Continente, è realizzata con materiali plastici di qualità e gradevoli al tatto, e tutti i comandi si trovano in posizione ergonomicamente corretta. A dominarla è il moderno display del sistema di infotainment Sync2 appositamente messo a punto da Sony che, dopo un rapido “apprendistato”, permette di gestire comodamente e in tutta sicurezza un’infinità di parametri della vettura. L’esemplare della mia prova è una Edge 2.0 TDCI mossa da un potente due litri biturbo a gasolio da ben 210cv al quale è stata abbinata una trasmissione doppia frizione a sei rapporti Powershift. Questa motorizzazione enfatizza al meglio le doti stradali di questa grossa Ford che, a dispetto della mole - 1874 Kg dichiarati - e degli ingombri esterni, si può guidare in punta di dita e con estrema efficacia lungo ogni genere di tracciato.

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I 481 cm di lunghezza per i ben 193 di larghezza e i 169 di altezza sono ben dissipati a livello di design dalla pressochĂŠ totale assenza di spigoli, da un parabrezza anteriore estremamente inclinato e da un sapiente gioco tra parti verniciate e cromate.

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Merito di un propulsore davvero generoso che, per quanto eroghi i suoi 210cv di potenza sempre con grande morbidezza, all’occorrenza sa trasformarsi rendendo piacevolmente avvertibili i ben 450 Nm di coppia disponibili senza sostanziali ritardi di risposta già a 2000 giri/min. Ho volutamente provato a mettere un po’ sotto torchio la Ford Edge alla quale, su e giù da pendenze superiori al 19%, ho imposto frenate prolungate e riprese da kick-down. L’ho fatto per scoprire se questa Ford venuta da lontano fosse effettivamente stata adeguata alle meno riposanti e pianeggianti strade europee Ebbene, la Edge ha superato a pieni voti questo mio faticoso test durante il quale l’impianto frenante si è dimostrato sempre all’altezza della situazione – senza allungamenti significativi della corsa del pedale o fenomeni di fading – e il due litri biturbo diesel un vero “mulo” capace di portare la vettura davvero ovunque senza il benché minimo sforzo. Al termine del test, azionando l’apposito comando elettrico, ho voluto infine dare uno sguardo al bagagliaio della Edge: enorme già con la vettura in configurazione standard cinque posti – 602 litri – diventa sconfinato abbattendo il grande divano posteriore. Si tratta di una qualità certo non trascurabile e che concorrerà a rendere se possibile ancor più appetibile questa Ford ricca di contenuti e dall’immagine ora all’altezza delle migliori della classe.

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IPERAUTO Tel. 0341 680054 - www.iperauto.it 102

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SocietĂ Canottieri Lecco Via Nullo, 2 - 23900 Lecco Tel. 0341 36.42.73 - Fax 0341 35.53.88 canottierilecco@canottieri.lc.it - www.canottieri.lc.it


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Nuova Citroën C3

“Una francesina molto ambiziosa” di Giovanni Volpe • ph Emanuele Clivati

a nuova Citroën C3 è un’auto di importanza strategica per il marchio francese che, sin dalla sua presentazione, non ha nascosto l’ambizioso obiettivo di conquistare, già a partire dal 2017, il gradino più alto del podio delle vendite di utilitarie nel nostro Paese. La prima considerazione che ho potuto fare osservando la nuova C3 nello show-room della concessionaria Iginio Negri di Pescate, è stata quella di avere di fronte una vettura inconfondibilmente Citroën, dotata cioè dei più recenti stilemi e della forte personalità che caratterizzano i più recenti modelli del costruttore francese. I richiami all’originalissima C4 Cactus sono molti, anche se nella C3 tutto, design compreso, è votato a una maggiore praticità, esprime un’originalità in grado di piacere e soddisfare tutti. Il frontale, con i fari su livelli separati, e la fiancata, con Air-Bump di dimensioni più contenute, sono inconfondibilemte Citroën; al posteriore, invece, troviamo gruppi ottici e forme più convenzionali ma comunque capaci di esprimere simpatia.

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La possibilità di scegliere tra una miriade di abbinamenti cromatici e allestimenti, permetterà anche ai piÚ esigenti, di cucirsi addosso la C3 desiderata, vettura che , anche nell’abitacolo, offre soluzioni originali e di sicuro impatto.

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La possibilità di scegliere tra una miriade di abbinamenti cromatici e allestimenti, permetterà anche ai più esigenti, di cucirsi addosso la C3 desiderata, vettura che , anche nell’abitacolo, offre soluzioni originali e di sicuro impatto. La plancia, realizzata con materiali plastici gradevoli al tatto e dallo stile decisamente accattivante, rappresenta un giusto mix tra design e funzionalità; un po’ ovunque si trovano infatti porta oggetti e tutto è sempre a portata di mano. Anche la plancia della nuova C3 è dominata dal tablet attraverso il quale si regolano la climatizzazione e un moderno sistema di infotainment che comunica efficacemente con tutti i moderni smartphone. Comodissimi e molto accoglienti, infine, i sedili che, come nella migliore tradizione Citroën, contribuiscono a rendere la C3 una vettura dal comfort di livello superiore. Per questa edizione di JUST ho provato una C3 Blue HDi 100 S&S Shine, di fatto il top di gamma delle versioni a gasolio mossa da un millesei turbodiesel abbinato a un cambio manuale a cinque rapporti. Per capire come vada la nuova Citroën abbiamo deciso di recarci a Bellagio, percorrendo la vecchia strada che da Malgrate, corre lungo il lago in un susseguirsi di curve, saliscendi e qualche rettilineo. Mi ha subito colpito la prontezza del propulsore che pare davvero disporre di più dei 100cv dichiarati; la C3 risponde con estrema prontezza e, soprattutto in ripresa, dimostra di trovarsi a proprio agio alle più disparate andature. Il cambio manuale, volutamente non destinato a una guida sportiva, risulta preciso e non disdegna di essere “maltrattato” se si decide di correre un po’.

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Due caratteristiche dinamiche fanno della nuova C3 una vera prima della classe: la frenata, molto potente e ben modulabile, e lo sterzo, che si è dimostrato solido in velocità ma davvero comodo in manovra. Riuscirà questa ambiziosa francesina a raggiungere gli obiettivi per i quali è stata creata? Al momento non possiamo saperlo ma di certo ha tutte le carte in regola per giocarsela!

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Renault SCENIC

“Buona la quarta!” di Giovanni Volpe • ph Giandomenico Papello

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inea slanciata, design sportiveggiante, cerchi in lega da 20” standard su tutte le versioni e tecnologia di altissimo livello. È con questo biglietto da visita che si presenta la quarta e nuova generazione della SCENIC, monovolume compatta di Renault che, negli anni Novanta, diede vita a un nuovo segmento di mercato, oggi più che mai competitivo. La nuova SCENIC sfoggia un design molto moderno che definirei “dinamicamente chic”; volumi, luci e stilemi di questa monovolume francese sono, infatti, inequivocabilmente stati studiati per trasmettere un concetto di dinamismo sostanzialmente sconosciuto a tutte le sue concorrenti e, comunque, difficilmente riscontrabile in questa tipologia di auto.

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A confermarlo troviamo un frontale molto caratterizzante grazie ai bei fari Full LED PURE VISION e a un tetto fisso in cristallo dalla forma particolarmente spiovente; i cerchi diamantati da ben 20” e l’originale verniciatura bi-colore, completano al meglio un insieme al contempo chic o, come recita l’efficace marketing Reanult, sensuale. L’abitacolo della versione Bose che vi presento in queste pagine offre, se possibile ancor di più, la chiara percezione dell’enorme balzo in avanti che Renault ha compiuto in fatto di design, tecnologia, materiali e finiture. La plancia è molto senografica ma, al contempo, ergonomicamente ben studiata oltre che

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realizzata con materiali plastici pregevoli e ben assemblati; a dominarla troviamo il grande tablet con touchscreen R-Link 2. Si tratta di un sistema multimediale integrato molto intuitivo e connesso che consente di gestire in punta di dita tutte le tecnologie della nuova SCENIC: regolazioni Multi-Sense, app, telefonia e navigazione TomTom; il tutto potendo contare su un display da ben 8,7”. Altro valore aggiunto dell’esemplare che ho provato per JUST è senza dubbio l’impianto audio Bose Sound System che, forte di ben undici altoparlanti e di un subwoofer, regala agli occupanti un’esperienza d’ascolto davvero di alto livello. Abbondante lo spazio per i cinque passeggeri che possono contare su altrettante poltrone singole di ottima fattura, comode e ben sostenute, ideali, cioè, anche per lunghi viaggi; una chicca, infine, il tunnel centrale che scorre dalla base della plancia fino ai posti posteriori, rendendo se possibile ancor più elevato il livello di modularità della nuova Scenic. La vettura messami a disposizione dalla concessionaria Renault Autovittani di Pescate, è una 1.5 dci Energy Bose EDC; in questa variante il valido propulsore turbodiesel esprime una potenza di 110cv ed è abbinato a un cambio doppia frizione a sette rapporti che privilegia il comfort di marcia e si rivela comunque all’altezza della situazione anche quando si ha necessità di muoversi con maggiore rapidità. Alla guida, la posizione sopraelevata ma non troppo, le millimetriche regolazioni elettriche e la validità del sedile, concorrono a rendere davvero piacevole andare a spasso con la nuova SCENIC. Grazie al Multi-Sense è possibile scegliere tra diverse tipologie di guida, che vanno dalla più ecologica e risparmiosa, a quella un po’ più sportiva; io ho preferito guidare la SCENIC in “Comfort” perché in questa modalità sia il propulsore che la trasmissione EDC, si adattano al meglio a ogni percorso, dimostrandosi molto efficaci anche nel traffico. Prima di salutarvi voglio cercare di trasmettervi una

Grazie al Multi-Sense è possibile scegliere tra diverse tipologie di guida, che vanno dalla più ecologica e risparmiosa, a quella un po’ più sportiva...

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sensazione su tutte, che reputo più che mai importante, a maggior ragione parlando di una vettura come la nuova SCENIC, che verrà scelta soprattutto da chi viaggia molto per lavoro e per quanti cerchino una moderna vettura da famiglia. È la straordinaria sensazione di sicurezza che la SCENIC ti trasmette in ogni condizione, a farne, a mio parere, una vettura davvero riuscita; guidare una vettura moderna e ricca di sistemi di sicurezza come la frenata d'emergenza attiva con rilevamento dei pedoni o il sistema di assistenza al mantenimento di corsia con rilevatore di stanchezza, significa affrontare ogni tragitto e percorrenza con la massima serenità, sempre.

AUTOVITTANI Tel. 0341 1885001 - www.autovittani.it 114

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Suzuki Ignis “Ultra... in tutto!” di Giovanni Volpe • ph Federica Abbondanza

l giorno della prova su strada di una piccola molto attesa, la nuova Suzuki Ignis, Lecco mi accoglie con un sole stupendo e paesaggi davvero incantevoli. Atmosfera ideale per toccare con mano un prodotto, Ignis, sul quale Suzuki punta molto per via degli importanti contenuti tecnici che presenta e, nondimeno, per la spiccata simpatia che questa giapponesina ispira sin dal primo sguardo. A Pescate, in concessionaria, ho trovato ad accogliermi i titolari Antonio e Alberto Negri, e Giovanni Raccagni di Suzuki Italia; insieme, mi hanno svelato ogni segreto della nuova Ignis. Inutile negarlo, il nuovo SUV ultracompatto di Suzuki ha un frontale davvero originale e simpatico soprattutto per merito del gioco di luci creato dai led all’interno dei proiettori. Il design della Ignis rappresenta un mix ben riuscito tra innovazione e tradizione come emerge, per esempio, dalla vista laterale della vettura; a partire dal taglio netto della portiera posteriore, proseguendo con l’ampio montante, sono infatti evidenti alcuni tratti tipici di alcune Suzuki di ieri, uno su tutti i tre “graffi paralleli” appena sopra lo sportello carburante. Da qualsiasi punto di vista la si osservi, la nuova Ignis ostenta la sua natura di SUV ultracompatto – l’altezza di 180 mm da terra ne è l’ulteriore conferma – e mette anche in mostra l’estrema modernità del progetto da cui deriva; nonostante i soli 3,70 m di lunghezza per 1,66 m di larghezza, grazie anche al posizionamento delle ruote alle estremità della vettura, questa suzukina mostra i muscoli e trasmette grande dinamismo. Modernità del progetto che si riflette se possibile ancor di più all’interno dell’abitacolo che offre un’abilità da record e, soprattutto per i passeggeri posteriori, una libertà di movimento davvero da record. La plancia, realizzata con materiali semplici ma solidi e ben assemblati, è molto originale e ha nei comandi della climatizzazione automatica e nel sistema touch di navigazione e infotainment, i suoi elementi distintivi. Giunto il momento di testare le qualità dinamiche della nuova Ignis, visto lo splendido sole, ho deciso di percorrere alcune stradine tortuose in salita, habitat naturale di ogni SUV che si rispetti. I “numeri” per far bene questa Ignis li ha tutti: su tutti il propulsore 1,2 l sedici valvole ibrido – dotato del moderno sistema

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Il nuovo SUV ultracompatto di Suzuki ha un frontale davvero originale e simpatico soprattutto per merito del gioco di luci creato dai led all’interno dei proiettori.

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SHVS già apprezzato sulla Baleno – da ben 90cv e un sistema di trazione integrale intelligente, abbinati a un massa complessiva sempre inferiore a una tonnellata. In effetti, pur con quattro adulti a bordo, la Ignis si arrampica ovunque senza la minima esitazione e, anzi, sfoggia una grinta davvero apprezzabile; sterzo e cambio sono a punto, la frenata molto efficace e ben modulabile. Le ruote posizionate alle estremità, regalano poi una tenuta laterale molto valida tanto che, pur non avendo ambizioni sportive, questa piccola Suzuki stimola una guida allegra, se pur sempre in piena sicurezza. E, proprio alla voce sicurezza, la Ignis dimostra di essere se possibile ancor più unica nel suo genere per via di un equipaggiamento da ammiraglia, sconosciuto alla sue principali concorrenti. Mi riferisco a tre sistemi – dal nome inequivocabile – su tutti che vigilano costantemente sul comportamento della vettura e del suo guidatore; il sistema “attentofrena” che, tramite due telecamere che agiscono come occhi umani, rileva i veicoli che precedono, i pedoni e le corsie di marcia, contribuendo così a evitare collisioni e ad attenuare eventuali danni mediante segnalazioni e frenate automatiche. Il sistema “guidadritto” che, in caso di cambio di corsia a velocità superiori ai 60 Km/h e senza l’utilizzo di frecce, riproduce

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una vibrazione sul volante e un segnale luminoso nel quadro strumenti, che richiamano l’attenzione del guidatore. Infine, il sistema “restasveglio” che, confrontando lo stile di guida attuale con quello precedentemente registrato, e registrando comportamenti che suggeriscano sonnolenza o cali di attenzione, emette una segnalazione sonora e una luminosa per far tornare vigile chi sia al volante. Inoltre, come ogni piccola e moderna vettura che si rispetti, anche la Ignis strizza l’occhio a un pubblico giovane attraverso una miriade di possibilità di personalizzarne esterno e abitacolo. Con la nuova Ignis, Suzuki irrompe in un segmento di mercato dominato dall’eterna Fiat Panda e dalle più recenti Volkswagen Up!, Ford Ka, Reanult Twingo e Smart Forfour; lo fa con un prodotto ricco di contenuti e dall’aspetto davvero ammicante… Le concorrenti sono avvisate!

RENZO NEGRI Tel. 0341 362221 - www.concessionariarenzonegri.it 120

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Nuova Nissan Micra “Rivoluzionaria… 25 anni dopo!” di Giovanni Volpe • ph Giandomenico Papello

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icordo ancora la Micra del 1992, un’utilitaria rivoluzionaria e di grande successo con la quale Nissan alzò non poco l’asticella all’interno di un segmento che già ai quei tempi era a dir poco competitivo. Si trattava di uno dei primi modelli che Nissan costruì anche negli stabilimenti europei Sunderland, oltre che di una vettura dall’innovativo design “a tutto tondo” e dalla dotazione tecnica particolarmente ricca e raffinata. Quando la concessionaria Nissan Nis-Car di Olginate mi ha contattato per provare in anteprima un esemplare di pre-serie della Micra, giunta ormai alla sua quinta generazione, non mi aspettavo certo di provare sensazioni simili a quelle di quel lontano ’92. La nuova Micra è davvero una vettura che rompe pressoché totalmente col proprio passato; lo fa in ogni suo aspetto, primo su tutti e più evidente, il suo design. Per quanto possa sembrarvi “folle”, guardando e riguardando questa versione top di gamma nella sua livrea Energy Orange, ritrovo alcuni tratti somatici della GT-R, cattivissima sorella maggiore dalla quale la nuova Micra eredita innanzitutto lo sguardo aggressivo, e poi, un po’ ovunque, un sapiente gioco di spigoli e linee tese, che conferiscono grande atleticità oltre a una piacevole sensazione di solidità. Molto originale e, a mio parere vero elemento distintivo del design della nuova Micra, è la nervatura che, parte dalla calandra e corre poi sinuosamente fino a dar vita agli spigolosi e particolarmente originali fari posteriori; pare una coupé la Micra perché la maniglia delle portiere posteriori è tanto ben nascosta che pare non vi sia. Anche l’abitacolo della nuova Micra rappresenta un vero e proprio balzo in avanti, sia in fatto di materiali e finiture, che alla voce dotazioni e sicurezza. I rivestimenti sono molto curati e si affidano a materiali plastici spesso morbidi e comunque sempre gradevoli al tatto; la plancia ha un design lineare, pulito, un giusto mix tra minimalismo chic e sportività.

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Bello il volante tagliato nella parte inferiore e di ottima qualità l’impianto di infotainment che permette di gestire in maniera rapida e intuitiva le connessioni agli smartphone, musica, navigazione e molto altro ancora. Alla voce sicurezza la nuova Micra esordisce con contenuti da prima della classe; con questa vettura Nissan sviluppa la propria Intelligent Mobility, una tecnologia di prim’ordine creata per regalare un’esperienza di guida sicura oltre che emozionante; sono presenti un sistema di riconoscimento della segnaletica stradale, fari abbaglianti automatici, avviso di angolo cieco e assistenza alla partenza in salita. Inoltre, sempre a livello di sicurezza dinamica, spicca l’Around View Monitor che, avvalendosi di ben quattro telecamere, avverte in caso siano presenti oggetti o pedoni che possano intralciare la manovra di parcheggio.

Molto originale è la nervatura che, parte dalla calandra e corre poi sinuosamente fino a dar vita agli spigolosi e particolarmente originali fari posteriori...

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Non mancano, infine, il dispositivo di frenata di emergenza intelligente e il sistema che avvisa e previene un cambio di corsia involontario. Oltre a questi utilissimi dispositivi, durante la mia prova su strada, ho potuto apprezzare compattezza e maneggevolezza della nuova Micra il cui telaio mi pare pronto ad assecondare potenze volendo molto elevate. L’esemplare che ho provato per JUST montava il collaudato 1,5 DCI turbodiesel da 90cv che, anche grazie al peso non eccessivo della vettura, ha garantito performance e piacere di guida fuori dal comune, e consumi sempre decisamente contenuti, nell’ordine dei 19, 20 Km/l. Davvero pregevole, infine, il cambio manuale la cui leva è stata posizionata in maniera da facilitare passaggi di marcia rapidi e precisi, e che asseconda al meglio il già valido propulsore.

NIS-CAR Tel. 0341 681331 - www.niscar.concessionarienissan.it 126

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Lifestyle JUST Red Carpet Open Bonaldi

Angeli Pavimenti

JUST Red Carpet Iperauto

JUST Red Carpet Autopremier4

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Angeli Pavimenti “Da generazioni…‘Angeli della qualità’” di Giovanni Volpe • ph Federica Abbondanza

roprio sul confine tra Lecco e Bergamo, a Calolzio, si trova un’azienda a conduzione familiare che da generazioni fa del concetto di qualità la propria indiscussa bandiera. Stiamo parlando di Angeli Pavimenti, da tempo concessionaria di parquet dei marchi Itlas e Labor Legno e, nondimeno, specializzata da oltre mezzo secolo nella posa e nella manutenzione di questo prezioso prodotto. A fare gli onori di casa in occasione di questa prima edizione lecchese di JUST è Stefano Angeli

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che, con il fratello Ivan e i cugini Franco e Massimo, continua a svolgere con grande passione e riconosciuta competenza, questa professione a cavallo tra moderna imprenditoria e artigianato tradizionale. Ci racconti un po’ di storia di Angeli Pavimenti… La storia della nostra azienda è, di fatto, la storia della nostra famiglia che, a partire dai primi anni ‘50, per mano di mio nonno e, presto, anche di mio padre Alessandro e mio zio Alfredo, iniziarono a produrre e posare parquet proprio qui, a Calolzio, nostro luogo d’origine. Oggi siete concessionari di un marchio di parquet del calibro di Itlas e siete conosciuti e stimati ben oltre i confini di Lecco per la vostra abilità di posatori… Cosa è cambiato in questi anni? Beh, è innanzitutto il mondo a essere radicalmente cambiato lasciando, soprattutto in ambito produttivo, sempre meno spazio ad aziende a conduzione familiare come la nostra; ecco perché nel corso degli anni abbiamo preferito abbandonare la produzione senza però mai smettere di crescere e, se possibile,

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migliorare nella posa, un’attività che ci tramandiamo davvero da generazioni. In questi primi mesi alla scoperta di Lecco e della sua provincia, in più persone mi hanno detto di conoscervi e di conoscere la vostra passione e la vostra competenza… Immagino sia per voi una soddisfazione non da poco… Lo è, eccome! Significa che tutti gli sforzi profusi per non rinunciare mai alla qualità, indipendentemente dalla portata del cliente che potessimo avere di fronte, ci sono stati riconosciuti e si sono sempre più trasformati in un nostro biglietto da visita. In quali piazze operate maggiormente? Inizialmente la nostra attività, da sempre dedicata a privati e aziende, si è svolta principalmente nelle province di Lecco e Como all’interno delle quali abbiamo spesso realizzato lavori in realtà prestigiose; su tutte, Villa Serbelloni a Bellagio e l’Hotel Belvedere a Bellagio, e l’Hotel Raffaello a Milano. Con gli anni abbiamo iniziato a lavorare molto anche su Milano mentre, più recentemente, sta aumentando la mole di lavoro anche su Bergamo, molto spesso in Città Alta.

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Angeli Pavimenti, da tempo concessionaria di parquet dei marchi Itlas e Labor Legno...

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Angeli Pavimenti commercializza legnai di qualità come Itlas e Labor Legno; qualità che, come detto, continua poi con il vostro intervento di posa… E poi? Beh, per poter effettivamente parlare di “qualità a tutto tondo” non si può dimenticare tutta l’assistenza post-vendita che dobbiamo essere in grado di offrire alla nostra clientela; ecco perché siamo specializzati in manutenzione ordinaria e straordinaria e, in collaborazione con un’azienda leader a livello nazionale come la Chimiver di Pontida, abbiamo realizzato una nostra linea completa di prodotti di qualità marchiati Angeli Pavimenti, dedicati alla pulizia e al mantenimento di ogni genere di parquet. Infine, visto che ogni periodo ha la propria moda e le proprie tendenze, quali sono le finiture più quotate in questo periodo? Partendo dal presupposto che nove volte su dieci il legno di partenza sia rovere, sono diverse le sue “declinazioni” attualmente più richieste; vi sono, innanzitutto, i piallati e vanno molto anche le finiture grige-sbiancate oltre agli intramontabili naturali. Per quanto riguarda Angeli Parquet ci tengo a fare una precisazione non così banale vista l’invasione di prodotti di dubbia provenienza, spesso rivelatisi tossici: i nostri prodotti sono solo ed esclusivamente italiani e tutte le vernici impiegate per realizzare le più disparate finiture, rigorosamente ecologiche. Anche questo, per noi, significa qualità!

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JUST Red carpet “Il primo Open Bonaldi conquista la terra rossa della Canottieri Lecco” di Giovanni Volpe • ph Federica Abbondanza

o scorso settembre è andato in scena il primo Open Bonaldi, prestigioso torneo di tennis organizzato dalla Canottieri Lecco e dall’associazione sportiva dilettantistica Tennis Up. Al primo Open Bonaldi hanno partecipato atleti di livello nazionale che si sono sfidati fino all’ultimo game per conquistare parte del montepremi oltre che per primeggiare sullo storico campo in terra rossa del circolo lecchese, ospiti del presidente Marco Cariboni. Nelle finali si sono affrontati in campo maschile Pontoglio e il bergamasco Scotti; quest’ultimo, pur rispondendo colpo su colpo all’avversario, dando così vita a una finale combattuta oltre che avvincente, non ha potuto nulla perdendo alla fine per 6/3, 6/4. Scontro generazionale invece nella finale femminile; netto il successo di Karin Conti che ha avuto la meglio sulla grintosa ma meno esperta Francesca Covi, con un secco 6/3, 6/0. Entusiasta il direttore del torneo, il maestro Davide Gamba che, oltre a registrare l’esponenziale aumento degli iscritti e il buon afflusso di pubblico, ha sottolineato l’evidente crescita d’immagine del torneo grazie al main sponsor Bonaldi - unica concessionaria Audi sul territorio lecchese che durante il torneo ha esposto le ultime novità della gamma all’interno del prestigioso circolo - e si è detto già proiettato verso l’edizione 2017, che si annuncia ancor più ricca e prestigiosa.

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JUST Red carpet “Iperauto e Ford... filosofia vincente” di Giovanni Volpe • ph Luca Tocchio

rescita d’immagine del marchio Ford e una gamma se possibile ancor più articolata. Sono questi i due punti di partenza espressi da Luca Caracciolo, direttore vendite di Ford Italia che abbiamo incontrato lo scorso ottobre, durante la serata organizzata ad hoc dalla Concessionaria Ford Iperauto. Ospiti del prestigioso ristorante dell’Hotel Griso di Malgrate, abbiamo partecipato alla tavola rotonda organizzata per la stampa dalla famiglia Parolini e da Ford Italia. Obiettivo dell’incontro, oltre all’approfondimento delle caratteristiche salienti delle novità Ford che abbiamo potuto toccare con mano – la nuova KA+, la Edge e l’allestimento ST Line – è stato quello di fare un consuntivo di questo 2016 ormai al termine, rivolgendo contestualmente lo sguardo al futuro prossimo di Ford. Caracciolo, oltre a sottolineare quanto il marchio Ford sia cresciuto in termini di vendite nel 2016 – si parla di un gratificante 18% in luogo del 10% previsito – ha focalizzato l’attenzione su un altro importantissimo genere di crescita. Il 2017 sarà, infatti, un anno di vera e propria svolta per Ford che, come noi di JUST abbiamo già avuto modo di verificare ammirando il design e testando per esempio la nuova

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Edge, sta di fatto investendo in immagine al fine di dotare la propria gamma di due anime distinte, per quanto indiscutibilmente Ford. Accanto a una gamma sempre più articolata – composta cioè da vetture moderne e tecnologicamente all’avanguardia che consolidino la meritata fama di alta qualità proposta a cifre sempre concorrenziali – continuerà a crescere il numero di modelli e allestimenti più ricercati, volutamente di nicchia, attraverso i quali Ford avrà presto tutte le carte in regola per andare a conquistare consensi anche fra quanti l’automobile sia vissuta come uno status, oltre che come semplice mezzo di trasporto. Questo “nuovo corso” di Ford Italia – all’interno di strategie globali ovviamente ancor più ampie – è stato colto con grande soddisfazione dai vertici di Iperauto, una realtà Ford di successo a livello nazionale che, oltre ad aver sempre investito in immagine, rappresenta da sempre un esempio di sinergica e proficua collaborazione con la Casa Madre. E, proprio le vetture ammirate durante la serata, confermano appieno questo nuovo corso di Ford. La nuova KA+, moderna world car di Ford, sposta sensibile verso l’alto il concetto di “entry-level”; lo fa con una vettura dall’immagine

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tutta nuova, per la prima volta cinque porte e grande quasi quanto una Fiesta, estremamente pratica, bene equipaggiata, parca nei consumi e molto sicura. Abbiamo poi visto da vicino Fiesta e Focus nell’inedito e sportiveggiante allestimento ST Line col quale Ford conquisterà senza dubbio consensi fra i più giovani e fra quanti desiderino un tocco di elegante sportività e carattere, ogni giorno. Per quanto riguarda Edge – il SUV di successo concepito per il mercato USA da poco sbarcato anche nel nostro Paese – vi invitiamo a leggere la nostra prova; scoprirete una vettura “premium” sotto ogni punto di vista, e con il tipico fascino delle Ford venute da lontano.



JUST Red carpet “La regina svedese” di Giovanni Volpe • ph Federica Abbondanza

o scorso 13 ottobre la concessionaria Volvo Autopremier4 ha svelato l’ultima nata del marchio svedese, la V90, sorella station wagon della recente S90 che, forte di un design moderno e molto appagante, e di contenuti davvero di altissimo livello, ha tutte le carte in regola per diventare la vettura di riferimento della sua categoria. Palcoscenico di questa importante prima è stato l’incantevole Castello di Casiglio di Erba, situato in posizione strategica tra Como e Valmadrera, due delle zone di competenza di Autopremier4. Alla presenza dello staff delle due sedi Volvo e di numerosi invitati, tra i quali estimatori del marchio Volvo oltre a giocatori e vertici societari del Calcio Como 1907 – società calcistica della quale il marchio svedese è main-sponsor – l’amministratore Guido Rezzonico ha innanzitutto spiegato la filosofia e ne ha quindi raccontato i più innovativi contenuti. Ormai giunto il momento di svelare la V90, l’affascinante station svedese è stata accolta da un fragoroso applauso e tutti i riflettori sono stati puntati su di lei. Una vera e propria “regina del castello” questa V90, vettura ambiziosa e già proiettata nel futuro che, ospiti dell’evento, hanno finalmente potuto vedere da vicino e toccare con mano in attesa delle già richiestissime prove su strada.

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JUST Red carpet “Uno scintillante terzo anniversario” di Giovanni Volpe • ph Federica Abbondanza

o scorso 20 novembre JUST ha partecipato al brindisi che la Gioielleria Mangili ha organizzato per celebrare il terzo anniversario dell’apertura del nuovo negozio di Via Carlo Cattaneo 55, nel cuore di Lecco. Piacevolmente conviviale l’atmosfera della serata alla quale hanno partecipato clienti e amici della famiglia Mangili che, ancora una volta, ha organizzato tutto nei minimi dettagli. Giancarlo, Miriam e Max, squisiti padroni di casa, hanno avuto il loro bel da fare per accogliere gli invitati che hanno risposto numerosi. Durante l’evento, il cui raffinato catering è stato affidato agli specialisti di That’s Good, i partecipanti hanno potuto inoltre ammirare le novità di due prestigiosi marchi proposti dalla Gioielleria Mangili: gli sportivi orologi Oris – distribuiti in esclusiva per Lecco e provincia – e gli splendidi gioielli della nuova collezione firmata Moraglione.

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JUST

Just - Ringraziamenti Chiara Cattaneo • Patrizia Galli • Giovanni Raccagni • Alberto Negri • Moreno Casartelli Giacomo Agostini • Roberto Sestini • Gianemilio Brusa • Michele Brusa • Michela Mantecca Andrea Bassoli • Alberto Pagani • Alessandro Rossini • Alessandra Misdea • Giuseppe Galli Davide Gamba • Marco Cariboni • Carla Silva Carmen Butti • Laura Parolini • Alberto Mainetti Max Mangili • Marina De Rocchi • Chicco Bolis Ivano Toso • Marco Rota • Paolo Albani • Stefano Angeli • Ivan Angeli • Sara Cadel • Marco Secchi Roberta Sala • Fernando Perfetto • Gianluca Papa • Carlo Fognini • Oreste Lanza • Luca Arnoldi Abele Algeri • Cinzia Paleni • Polizia Locale Bosisio Parini • Polizia Locale Bellagio • Claudia Ratti • Angela Landi

Periodico trimestrale - N° 1

Direttore Responsabile Giovanni Volpe direzione.just@gmail.com

Graphic & Art Director Silvia Benaglia redazione.just@gmail.com

Photo Emanuele Clivati • Federica Abbondanza Giandomenico Papello • Luca Tocchio Davide Crescenzi

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Editore Guarda chi guida S.r.l.s. - Bergamo Contributors Giacomo Agostini • Maria Grazia Losa Luigi Clemente • Andrea Rainolter Domenico Di Matteo • Pietro Usuelli Alessandro Aina • Murena • Andrea Mauri Michela Salerno • Lorenzo Regini Daniel Agnelli • Fabrizio Bennati • Elena Beretta Yanina Carotta • Silvia Panzeri Tania Delle Vedove

Stampa CPZ S.p.a. - Costa di Mezzate (Bg) Rilegatore Legatoria Lilli - Albano S. Alessandro (BG) Distribuzione Caielli Gianluigi - Cell. 347 89.32.063 Iscrizione n. 21/14 del 17/11/2014 - Registro Stampa del Tribunale di Bergamo. Testi e materiale fotografico contenuti in questa pubblicazione, sono di proprietà esclusiva di Guarda chi Guida S.r.l.s. È pertanto vietata ogni riproduzione, anche solo parziale, non autorizzata dall’editore.

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