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Uncommon Journeys, Memorable Encounters

Originale, unico: Luce racconta i suoi primi vent’anni. Original, Unique. A story of Luce’s first twenty years.

Luce magazine N. 0


Editorial

Vent’anni segnano un tempo importante per chiunque, sono un periodo in cui molto può cambiare: i progetti maturano, crescono e si trasformano in una storia, animata dall’energia e dalla passione di chi, in quel progetto, ci ha creduto fin dal primo momento. La Ventesima Vendemmia di Luce segna la fine del primo capitolo della nostra storia e l’inizio del successivo. A restare immutata è l’eccellenza alla quale Luce mira da sempre, attraverso la cura della terra in cui nasce e il lavoro di cantina in cui cresce. Il suo carattere inconfondibile, perfetto blend di tradizione e creatività, è ancora quello che ci porterà a celebrare altre venti riuscite vendemmie, e molte altre ancora. Questa Ventesima Vendemmia è stata celebrata lungo tutto un anno in 18 città, nel Vecchio e nel Nuovo continente, vicini e lontani migliaia di chilometri da Montalcino. Le pagine di questo “magazine” raccontano gli attimi di un anno memorabile, unico e speciale. L’abbiamo chiamato Outsider, omaggio alla personalità di un vino che non ama né confondersi né allinearsi. Arrivederci al prossimo capitolo di Luce.

Twenty years represent an important timespan for anyone, a timespan that can bring about much change. During this time, a project may mature, grow, and transform into a story fuelled by the energies and passion of those that believed in it from its very inception. Luce’s Twentieth Vintage marks the end of the first chapter of its story, and the beginning of the next. One thing that has not changed is Luce’s drive towards excellence, which has distinguished it since the very beginning and is the result of the respect towards the lands where it is born and the work in the winery where it grows. Luce’s unmistakable character, a perfect blend of tradition and innovation, will be the very one that will lead us to celebrate another 20 vintages, and more besides. Luce’s Twentieth Vintage has been celebrated in 18 cities across the world, in both the old and new continents, in places both near and thousands of kilometres away from Montalcino. The pages of the magazine you are holding tells a unique year-long story made of special, memorable moments. We’ve decided to name this journal Outsider, a tribute to the personality of a wine that does not lose itself in the crowd nor align itself to the status quo. We hope you enjoy this journey, and we’ll see you for the next chapter of Luce’s story.

outsider / 1


florence 01/19

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milan 03/19

outsider / 3


verona 03/22

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Hamburg 04/21

outsider / 5


Rotterdam 04/24

/6


tokyo 04/24

outsider / 7


Siem Reap 04/26-28

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new york 05/05 - 06/18

outsider / 9


montreal 05/06

/ 10


nantucket 05/14-17

outsider / 11


lucerne 05/20 / 12


bordeaux 06/14

outsider / 13


LONDON 06/25

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tirana 06/26

outsider / 15


Seoul 07/01

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taipei 08/07

outsider / 17


Hanoi 08/18 / 18


moscow 10/08

outsider / 19


22 / PEOPLE

62 / TOKYO

24 / web

68 / SIEM Reap

28 / cover - mILAN

74 / New York

Le origini Origins

Lentamente il vino Wine, slowly A San Carpoforo Luce fu Let there be light. Luce in San Carpoforo church

38 / movie

Benvenuti a casa! Welcome Home! Luce, Ottava Meraviglia Luce, the Eight Wonder Luce e le arti dello spettacolo Luce and the Arts

80 / design

An Outsider in Montalcino

È oro tutto quel che luccica All that glitters is gold indeed

42 / FLORENCE

82 / MONTREAL

48 / VERONA

88 / NANTUCKET

Luce, si va in scena! Luce, Camera, Action! Il Vinitaly di Luce Luce at Vinitaly

54 / Hamburg

Nella St. Johanniskirche risuonano le note di Luce Luce’s notes resound through St. Johanniskirche

60 / Rotterdam Allure di Luce Allure of Luce

Come un Risveglio Awakenings

Luce, mare, Nantucket Luce, ocean, Nantucket

92 / LUCERNe

98 / London

W1, Montalcino

102 / TIRANA

Luce in Ambasciata Luce at the Embassy

104 / SEOUL

Luce brilla sopra Seoul Luce shines over Seoul

108 / TAIPEI

Taipei a tutto Jazz All that Jazz in Taipei

114 / HANOI

Riflessi di Luce sull’acqua del West Lake Flashes of Luce on West Lake waters

118 / wine

La Ventesima Vendemmia The Twentieth Vintage

E che divertimento sia! Let’s have some fun!

122 / MOSCow

94 / BORDEAUX

126 / TRAVEL

Luce in Terra di Bordeaux Luce in Bordeaux

Luce Magnum

Montalcino, la nostra casa Montalcino, our home

132 / wine Luce 2013

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/People

Le origini Un vino nuovo capace di interpretare in modo originale un territorio unico al mondo. Un vino che nasce dall’intuizione di due uomini, dall’incontro di due culture, da un’unica passione.

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All’inizio degli anni Novanta, Vittorio Frescobaldi e Robert Gerald Mondavi rappresentano due grandi famiglie del vino, in Italia e negli Stati Uniti: due mondi, due culture, la stessa passione. Il loro incontro, nel 1993, segnerà la storia del territorio di Montalcino e del panorama enologico tutto: grazie a una grande intuizione realizzano un vino che non c’era. Mai, prima d’allora, in terra ilcinese s’era vista l’unione di Merlot e Sangiovese; mai la rotondità e la morbidezza del primo erano state associate alla struttura e all’eleganza del secondo. Dall’individuazione dei terreni migliori alla conduzione del vigneto, fino alle pratiche di cantina, in quei primi anni Vittorio e Robert condividono a quattro mani ogni momento

del progetto. Luce, infatti, non voleva essere il risultato di un pensiero solitario, ma la sintesi tra le due esperienze: per trasformare in un grande rosso quella loro, lungimirante visione. Un vino nuovo, ma altresì capace di esprimere la cultura di un’arte millenaria e di un territorio unico al mondo. Nel 2005 è Lamberto, figlio di Vittorio, a raccoglierne il testimone: da allora sono sue le scelte agronomiche ed enologiche, dalla vigna alla creazione dei blend di ogni vendemmia. Alla sua passione e al suo talento di winemaker l’ambizioso compito di accompagnare nel futuro il lungimirante progetto del padre. Oggi Luce è alla sua Ventesima Annata: un buon auspicio per una vita ancora più lunga. Lunghissima.


A wine that is an utterly distinctive portrait of a growing area unique to the world. A wine whose origin lies in the dream of two men, the encounter of two cultures, a joint passion.

Sotto: Vittorio Frescobaldi e Robert Gerald Mondavi. Nella foto grande: Lamberto Frescobaldi. Below: Vittorio Frescobaldi and Robert Gerald Mondavi. In the larger picture: Lamberto Frescobaldi.

ORIGINS In the early 1990s, Vittorio Frescobaldi and Robert Gerald Mondavi are the leading figures of two great wine families, one in Italy and one in the United States. They are men from two worlds, two cultures, but share one identical passion that unites them: wine. Their meeting, in 1993, represented a milestone in the history of the Montalcino region and its wine production, in-as-much as their great dream brought into the world a wine without precedent. Never had there been in the Montalcino area a marriage of Merlot and

Sangiovese; never had the roundedness and smoothness classic of the former been partnered with the structure and elegance of the latter. From the selection of the most suitable soils and vineyard management practices, to the winemaking procedures, Vittorio and Robert collaborated directly on every step of the project. Luce, in fact, was not intended to be the fruit of a single idea, but rather a synthesis of two long-time wine careers, the transformation of their joint, far-seeing vision into a superlative red wine. A new wine, yes, but one capable at

the same time of expressing the culture of a millennia-long art and the character of a wine growing area without equal. In 2005, Lamberto took the helm from his father, Vittorio, taking personal responsibility for the viticultural and winemaking decisions from the work in the vineyards to the final steps in the blending of each vintage. The ambitious goal of stewarding his father’s far-sighted vision is now under Lamberto’s passion and winemaking expertise. Today, Luce has reached its Twentieth Vintage, a sign that bodes well for a long life with many years ahead.

Isidoro Trovato, Corriere Economia, 23/03/2015 “Due grandi marchi in un solo prodotto. Un mix che di rado funziona nel mondo industriale. E invece nel complesso e delicato business del vino due aziende festeggiano un sodalizio lungo 20 anni. Si tratta di Frescobaldi e Mondavi, due famiglie che hanno fatto la storia del vino rispettivamente in Italia e negli Stati Uniti.”

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/WEB

la ventesima annata di Luce si celebra anche sul web: un racconto in rete lungo 3 anni, dalla vendemmia alla sua entrata in scena.

Luce’s twentieth vintage has been celebrated online through a 3 year-long story, from its harvest to its entrance on the scene.

Lentamente il vino

C’è un inizio per tutto, e ogni inizio comincia all’alba di un nuovo giorno. Quello di una vendemmia lo vedi nella prima mano che stacca il primo di tanti, tantissimi grappoli. There is a beginning for everything, and each beginning is defined by a new day’s sunrise. The beginning of a harvest is determined by the gathering of the first of many hand picked bunches of grapes.

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Wine, Slowly A unique wine is born from time that flows slowly. Day after day, night after night, the ticking of time marks this ancient oenological ritual. To tell the story of this passing time is to underline the precious quality of a wine made without rushing. In fact, the waiting and the anticipation are its key ingredients. This is the premise of LuceWineTimeline.com, a website developed to tell the story of Luce’s Twentieth Vintage. The story follows a timeline that begins in 2012, a few days before the harvest of Merlot and Sangiovese grapes and ends on December 31, 2014 when the grapes – now transformed into wine – are about to leave the winery for the world outside, becoming the Twentieth Vintage of a unique wine, Luce 2012. Between these two dates we find three years of waiting and listening “to the music of its patient waxing” as described by the inaugural post for the project. In the meantime, in the world of man, that same timespan has a different rhythm: faster and more frantic. LuceWineTimeline is the story of time flowing on two different speeds: slowly in the winery to grow a unique wine, quickly outside to describe the world.

2012

È il trascorrere lento del tempo a dar vita a un vino unico. Il tempo che giorno dopo giorno, notte dopo notte, scandisce l’antico rituale enologico. Raccontare quel tempo sottolinea la preziosità di un vino fatto senza fretta. Al contrario, per il quale l’attesa è un ingrediente fondamentale. Questa la premessa di LuceWineTimeline.com, il sito pensato per raccontare l’attesa della Ventesima Vendemmia di Luce. La narrazione segue una linea del tempo che nasce nell’estate 2012, qualche giorno prima che iniziassero le vendemmie di Merlot e Sangiovese. E che si chiude il 31 dicembre 2014, quando quell’uva – diventata ormai vino – sta per uscire dalla cantina per entrare nel mondo, trasformatasi nella Ventesima Annata di un vino unico: Luce 2012. Tra queste due date, tre anni d’attesa ad ascoltare “la musica del suo paziente divenire”. Intanto, nel mondo degli uomini, quello stesso tempo ha un altro ritmo: più veloce e frenetico, consuma fatti e ricorrenze. LuceWineTimeline è il racconto di questo doppio tempo: lento in cantina a creare un vino unico, rapido fuori a narrare il mondo.

24/8/2012

18/9/2012

La Vendemmia del merlot È tutto pronto: i nostri uomini domani vendemmieranno i primi grappoli di Merlot. Il cielo è previsto sereno, la temperatura sarà quella giusta, il terreno asciutto per consentire una Vendemmia perfetta.

La Vendemmia del sangiovese Figlio del galestro di Montalcino, il “Sangue di Giove” scalda i suoi preziosi frutti al sole dell’ultima estate, pronto per rinnovare un’altra volta ancora il miracolo annuale che la terra e l’uomo compiono. È tempo di Vendemmia.

Merlot’s harvest Everything is ready: our men tomorrow will harvest the first grapes of Merlot. We expect clear skies, the temperature will be just right, the soil dry for a perfect Harvest.

Sangiovese’s harvest Son of Moltancino’s galestro, “Sangue di Giove” warms its precious fruits in the last of summer’s sun, ready once again for the annual miracle that earth and man create. It is time to Harvest.

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/WEB

7/9/2012

14/10/2012

30/12/2012

Due ori per Zanardi Second Gold for Zanardi

Uomo in caduta libera oltre la barriera del suono A man free falls pass the sound barrier

Muore Rita Levi Montalcini Rita Levi Montalcini has died

17/9/2012 Primo anniversario di “Occupy Wall Street” “Occupy Wall Street” First Anniversary Celebration

1/11/2012 Muore Gae Aulenti Gae Aulenti passes away

20/1/2013 Obama presidente per la seconda volta Obama President for a second term

11/2/2013 21/9/2012

Papa Benedetto XVI si dimette The Pope announces his resignation

2013

L’ultimo volo dello Shuttle Space Shuttle’s last flight

20/1/2013 Luce in barrique Il futuro Luce 2012 da oggi è in barrique. Maturerà senza fretta per 24 lunghi mesi. Luce in barrique The future Luce 2012 rests today in its barriques. It will ripen with no rush for 24 long months.

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13/3/2013

2/3/2014

4/10/2014

Bergoglio è il nuovo Papa, Francesco I Elected the new Pope, Francis I

Sorrentino vince l’Oscar con “La Grande Bellezza” Sorrentino wins the Oscar with “The Great Beauty”

27/4/2014

50 anni fa nasceva l’Autostrada del Sole The Highway of the Sun (the first italian highway to be built) was born 50 years ago: connects Milan and Naples

Giovanni Paolo II diventa Santo Giovanni Paolo II is canonised

9/11/2014

24/7/2013 Nasce il Royal Baby The Royal Baby is born

5/12/2013

25 anni fa crollava il Muro di Berlino 25 years ago the Berlin Wall collapsed

12/6/2014

Muore Mandela Mandela passes away

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2015

2014

Al via in Brasile il Mondiale di calcio Brazil 2014: let’s go!

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16/11/2014

31/12/2014

Il tempo s’è compiuto La lunga attesa, fatta di cura e pazienza, s’avvicina al termine. Il nostro prezioso nettare, ormai vino, è davvero quasi pronto.

Il tempo, prezioso alleato Giorno dopo giorno, settimana dopo settimana abbiamo seguito la genesi di una Grande Annata, la Ventesima di Luce. Fuori tutto scorreva veloce.

The time has come The long wait, filled with care and patience, is getting to an end. Our precious nectar, now wine, is really almost ready.

Time, precious alley Day by day, week after week we followed the genesis of a Great Year, the Twentieth of Luce. Outside everything was rushing.

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/COVER ~ MILAN

Nel cuore del quartiere di Brera, Milano celebra Luce: in programma una Verticale per degustarne tutte e 20 le annate, una cena di gala firmata Davide Oldani, l’anteprima di An Outsider in Montalcino.

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A San Carpoforo Luce fu

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/COVER ~ MILAN

Alessandro Torcoli, Civiltà del bere, maggio/giugno 2015 “Il ventesimo anniversario di Luce è stato l’evento più affascinante cui abbiamo assistito quest’anno, sinora.”

Milano, 19 marzo: la ex chiesa di San Carpoforo è vestita a festa. Qui, oggi, si celebra una grande occasione: l’esclusiva Degustazione verticale di tutte le 20 annate di Luce riservata a un gruppo selezionato di attori del vino italiani e stranieri. A seguire, la proiezione di An Outsider in Montalcino, cortometraggio prodotto in occasione della Ventesima Annata di Luce. E per chiudere, cena placée a cura dello chef stellato Davide Oldani. La serata è bellissima: le giornate si stanno allungando, la temperatura è mite, nell’aria un fermento di primavera annunciata da qualche rondine. Gli ospiti invitati alla Degustazione arrivano nel tardo pomeriggio, incuriositi già sul sagrato da un grande tappeto col sole di Luce della Vite: sono giornalisti specializzati italiani e stranieri, blogger del vino, sommelier dei migliori ristoranti, amici ed estimatori. L’allestimento è d’effetto: il racconto delle 20 annate si sviluppa sulle pareti della chiesa ma anche dall’alto, su dischi sospesi che

ne riassumono caratteristiche climatiche, profumo, sapore, colore, una stagione dopo l’altra. Proiettato sul sipario che chiude l’abside, il sole di Luce della Vite segue le morbide pieghe del velluto. A fare gli onori di casa, Lamberto Frescobaldi. Attorno al tavolo sul quale sono disposte in cerchio 20 bottiglie, tutto è pronto per la portentosa Verticale: dal 1993 al 2012, ormai Luce può esprimersi in 20 edizioni. Alle 8 di sera inizia la seconda parte della serata. Special Guest – direttamente dagli Stati Uniti – Michael Mondavi. Assieme a Lamberto, sul palco, raccontano la storia di Luce della Vite, l’intuizione dei loro padri, la collaborazione di due grandi famiglie del vino, l’incontro tra culture al di qua e al di là dell’Oceano (vedi p. 20). Condividono con la platea il perché della scelta di San Carpoforo: è sede distaccata dell’Accademia di Brera, con la quale Luce ha avviato una collaborazione. La sala ora è gremita. Dietro il sipario è già pronto lo schermo per An Outsider in Montalcino, il cortometraggio realizzato per raccontare e celebrare vent’anni di Luce, proiettato per la prima volta al pubblico (vedi p. 36). Insomma, è una serata davvero speciale. A sottolineare la portata dell’evento, una cena placée firmata Davide Oldani e innaffiata dai vini di Casa, ça va sans dire: Luce 2000, Cicinis 2012 e, naturalmente, il protagonista di oggi, Luce 2012. E, tra una portata e l’altra, un’ulteriore chicca. È il concerto di Gianfranco Grisi – musicista eclettico celebre per l’uso di strumenti inconsueti: in questo caso, il suo cristallarmonio accompagnato dalla chitarra di Elvio Salvetti. Le dita sfiorano il bordo di 42 calici eseguendo sorprendenti accordi che diffondono in sala un suono stupefacente. In repertorio l’esecuzione di grande classica e di colonne sonore tra le più celebri. I bicchieri sono pieni, naturalmente.

A sinistra: la facciata spoglia di San Carpoforo domina la piazzetta antistante. A destra: Michael Mondavi scorre i pannelli lungo le pareti dedicati alle 20 annate di Luce.

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Left: the bare facade of San Carpoforo church dominates the small piazza. Right: Michael Mondavi browses the panels dedicated to Luce’s twenty vintages.


The Encounter / Cosa è successo

The Encounter / What happened

• Degustazione verticale di 20 annate di Luce. • Proiezione del corto An Outsider in Montalcino. • Cena stellata firmata Davide Oldani. • Concerto di cristallarmonio e chitarra a cura. di Gianfranco Grisi ed Elvio Salvetti.

• Vertical Tasting of 20 Luce vintages. • Screening of the short An Outsider in Montalcino. • Dinner prepared by Michelin-starred chef Davide Oldani. • Glass harmonica and guitar concert, played by Gianfranco Grisi and Elvio Salvetti.

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/COVER ~ MILAN

Il menu / I vini

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Uovo affogato, mela arrostita, asparagi e caviale arancione / Profumo di anice, pasta di salame, pera e fregola / Manzo all’olio e riduzione di Luce / Erborinato al cucchiaio, miele e sfoglia di semi tostati / Cicinis 2012 / Luce 2000 - Mathusalem / Luce 2012


menu / wines

Poached egg, roast apple, asparagus and orange caviar / Smell of anise, salami pasta, pear and fregola / Beef in oil and reduction of Luce / Creamy blue cheese, honey and puff pastry of toasted seeds / Cicinis 2012 / Luce 2000 - Mathusalem / Luce 2012

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/COVER ~ MILAN

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A sinistra: la ex Chiesa di San Carpoforo è oggi sede distaccata dell’Accademia di Belle Arti di Brera (in alto).

Left: the former church of San Carpoforo is now the home of the Accademia di Belle Arti di Brera (Brera Academy of Fine Arts, pictured top).

Masterpiece / San Carpoforo Nel cuore di Brera, l’antica chiesa sconsacrata oggi proprietà dell’Accademia di Belle Arti è uno dei classici esempi milanesi di edifici sacri interamente ricostruiti tra Seicento e Ottocento: sembra autentica, ma non lo è! A una sola navata, dà sulla piccola piazza antistante con un’alta facciata in muratura grezza e mattoni, senza alcun’altra decorazione. Fu la sorella di Sant’ Ambrogio, Marcellina, a voler consacrare l’edificio a San Carpoforo su un antico luogo di culto pagano, dov’erano ancora visibili le rovine di un tempio dedicato a Vesta. Ma la prima testimonianza dell’esistenza della chiesa è successiva di cinque secoli: risale all’813. Oggi, se ci passate al mattino, potreste imbattervi negli studenti dell’Accademia seduti a lezione...

Masterpiece / San Carpoforo Church Located at the heart of Brera district, this ancient deconsecrated church now belongs to the Academy of Fine Arts of Brera. It’s one of the many sacred buildings in Milan that where fully rebuilt between the XVII and XIX centuries: it looks authentic, but it’s not! This single-nave church raises its tall stonework facade above a small square, with no further decoration. It was Sant’Ambrogio’s sister, Marcellina, who decided to dedicate this building to San Carpoforo. It had previously been a pagan place of worship, where the ruins of a temple dedicated to Vesta were still visible. But the first evidence of the existence of this church comes from 5 centuries after, dating back to 813. If you happen to go there in the morning, you might end up in class with Brera Academy’s art students.

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/COVER ~ MILAN

The city of Milan celebrates Luce 2012 in the heart of Brera district. A Vertical tasting of all of Luce’s 20 vintages will be followed by a dinner party prepared by Davide Oldani, and a preview screening of An Outsider in Montalcino.

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A sinistra: un momento del concerto di cristallarmonio di Gianfranco Grisi. Sopra, in senso orario: Davide Oldani durante la cena; Lamberto Frescobaldi e Michael Mondavi; un momento della Degustazione. Left: a moment from the glass harmonica concert by Gianfranco Grisi. Above, clockwise: chef Davide Oldani during a dinner; Lamberto Mondavi and Michael Mondavi; a moment from the Tasting.

LET THERE BE LIGHT. LUCE IN SAN CARPOFORO CHURCH Milan, March 19th. The former church of San Carpoforo will be set to host a special event: an exclusive Vertical Tasting of all of Luce’s 20 vintages, reserved for the best Italian and international wine specialists. The screening of An Outsider in Montalcino will follow, a short movie produced to celebrate Luce’s Twentieth Vintage. And then, finally, a sit-down dinner prepared by Michelin-starred chef Davide Oldani. Evening comes, beautifully: days are getting longer and warmer as a couple of swallows announce the coming of Spring. Guests – italian and international journalists, wine bloggers, sommeliers from the best restaurants, friends, and passionate customers – arrive at the wine tasting event in the late afternoon, welcomed by a large carpet placed on the church parvis, portraing the sun of Luce della Vite. There’s a powerful set up on the inside, as the story of Luce’s 20 vintages is told by a number of round-shaped panels that summarize their characteristics: their smell, taste and color, and the climate in which they were grown, year after year. The projected image of Luce della Vite’s sun follows the soft curves of the velvet curtain that covers the church’s apse. Lamberto Frescobaldi does the honours. 20 bottles are arranged in a circle on the table, and everything is set to begin this extraordinary Vertical Wine Tasting: starting from 1993, up until 2012, Luce can now manifest itself in 20 versions.

The second event set for the evening starts at 8 pm. Michael Mondavi, from the United States, is the Special Guest. He joins Lamberto on stage, recounting the story of Luce della Vite and the collaboration of two great wine families, born after their father’s intuition, blending different wine from cultures across the ocean (see page 21). They explain why they chose to set this event in San Carpoforo church: it’s a branch of the Brera Academy, with which Luce has started a collaboration. The room is now full. There’s a screen behind the curtain, ready for the first public projection of An Outsider in Montalcino, a short movie that was made to celebrate the 20th anniversary of Luce (see page 39). In other words, it’s a really special night. To confirm that, the time has come for a sit-down dinner, prepared by chef Davide Oldani, combined with Luce wines: Luce 2000, Cicinis 2012, and of course the night’s protagonist, Luce 2012. In between dinner courses there’s another surprise: a concert by Gianfranco Grisi, an eclectic musician, famous for playing unusual instruments; in this case, his famous glass harmonica, accompained by Elvio Salvetti’s guitar. Gianfranco Grisi’s fingers touch lightly the edge of 42 glasses, as he performs amazing chords, and a wonderful sound propagates in the room. Grisi’s repertoire includes the greatest classical pieces, and some of the most famous movie sound tracks. Glasses are full, of course.

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/MOVIE

An Outsider in Montalcino Un cortometraggio per raccontare la storia di un vino diverso in modo diverso.

A short film tells the story of a different wine in a different way.

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Estate 2014: un giovane uomo dall’aria un po’ spaesata si aggira per Montalcino. Si guarda intorno con molta attenzione, tocca antiche mura, esamina la terra dei vigneti, come se tutto ciò con cui entra in contatto fosse in grado di trasmettergli immediatamente dati e informazioni. È alla ricerca di una storia, e sembra attirato da ogni indizio che possa raccontarla. Non è l’inizio di un film giallo o di fantascienza, ma quello del cortometraggio con cui Luce ha voluto raccontarsi al pubblico di tutto il mondo in occasione della sua Ventesima Vendemmia. Un vino particolare come Luce non poteva certamente affidare la sua storia a un racconto di tipo convenzionale, così è nato An Outsider in Montalcino, idea davvero originale per raccontarne


Luca Gardini, Sport Week, 7/11/2015 “Quando si dice ‘avere un avvenire luminoso.”

Gli autori Mario Canci Dalle prime regie televisive negli anni ‘80 (“Nonsolomoda”), il percorso di Mario Canci come regista e filmmaker è sempre stato all’insegna dell’ecletticità, sia per quanto riguarda l’aspetto tecnico della professione (dalla 16 mm. alla molla, all’HDTV) che per la varietà dei progetti realizzati (televisione, pubblicità, documentari, videoclip, eventi...). Roberto Chevalier Attore sin da bambino (memorabile la sua interpretazione da protagonista nello sceneggiato Rai “David Copperfield”), si è affermato negli anni come uno dei più valenti doppiatori cinematografici, prestando la voce a star del calibro di Tom Cruise, Andy Garcia, Tom Hanks, Dennis Quaid, John Travolta e altri ancora. un’altra altrettanto originale. Così, sul soggetto ideato da Itaca Comunicazione, il regista Mario Canci ha sviluppato e realizzato (con il patrocinio del Comune di Montalcino) un corto che si discosta completamente dal taglio documentaristico con cui, tradizionalmente, i produttori di vino raccontano i loro prodotti, e che, pur non tralasciando alcun aspetto informativo sul pregiato blend, segue una sua precisa trama e, perché no, offre allo spettatore anche un finale a sorpresa. Il risultato è indubbiamente affascinante, anche grazie all’apporto delle musiche originali di Gianfranco Gagliardi e alla suadente, inconfondibile voce narrante di Roberto Chevalier. Un tributo filmico a Luce all’altezza del protagonista.

Gianfranco “Pepè” Gagliardi Musicista e compositore attivo dai primi anni ‘80, ha realizzato numerose musiche per spettacoli teatrali (tra cui “Hellzapoppin” per la regia di Gabriele Salvatores), spot pubblicitari, video e documentari.

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/MOVIE the authors Mario Canci Mario Canci begins his career in the 80s (TV show “Nonsolomoda”), setting the tone for a filmmaking career noted for its eclecticism both for the wide range of projects (television, advertising, documentary, music videos, events, etc.) and the technical choices made (from 16mm to HDTV). Roberto Chevalier Roberto Chevalier began his career as a child actor with the memorable interpretation of the leading role in RAI’s “David Copperfield”. Throughout his career he has distinguished himself as a voice actor, dubbing international stars such as Tom Cruise, Andy Garcia, Tom Hanks, Dennis Quaid, John Travolta and many more.

Diversi momenti delle riprese, tra i vigneti e la Cantina storica.

Gianfranco “Pepè” Gagliardi Gianfranco “Pepè” Gagliardi is a musician and composer that began his career in the early 1980s. Over 30 years he has composed pieces for theatre productions, including Gabriele Salvatores’ “Hellzapoppin”, advertisements, videos, and documentaries.

Different snapshots from the shooting of the vineyards and the historic winery.

“Santo Spirito, Firenze. Dicono che tutto sia cominciato qui. O che qui tutto abbia trovato la sua icona...” “Santo Spirito, Florence. They say it all started here, or at least that here is where everything found its form...”

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“Così questa è Montalcino, fatta di luce, aria e pietra...” “So this is Montalcino, made of light, air and stone...”

“Per questo sono venuto a cercare la tua ventesima vita...” “For this reason have I come to seek you in your twentieth year...”


AN OUTSIDER IN MONTALCINO Summer 2014: a young man with a slightly bewildered demeanour walks through Montalcino. He looks around with careful attention, touching ancient walls and examining the soil of the vineyards. It’s almost as if anything he touches allows him to immediately absorb data and information. The man is searching for a story, and is seemingly attracted to anything that might tell him one. This is not the beginning of a mystery or science fiction tale, but rather the opening of the short film with which Luce decided to tell its own story to the whole world in celebration of its twentieth anniversary. A unique wine like Luce certainly couldn’t choose a traditional storytelling approach, and so An Outsider in Montalcino was born, an original tale for an original story. Written by Itaca Comunicazione, directed by Mario Canci and with the patronage of the City of Montalcino, the short film An Outsider in Montalcino parts ways with the documentary-style films with which wine producers have traditionally promoted their products. Although the short film leaves out no details of the fine blend, it does so following a plot and regaling the viewer with a final surprise. The end result is surely fascinating and further enhanced by the original soundtrack by Gianfranco Gagliardi and Roberto Chevalier’s silky, unmistakable voice. An Outsider in Montalcino is a film tribute to Luce that lives up to this unique wine’s personality.

Ancora immagini dal set: il corto è stato girato tra giugno e luglio 2014. Other set photographs from the short that was shot between June and July 2014.

“Due terre per due uve, due madri per crescerti...”

“Qui dove il tempo sembra fermarsi, il tempo ti cambia...”

“Dovevo scoprirti, dovevo trovarti… dovevo portare con me un po’ della tua ventesima vita…”

“Two lands for two grapes, two mothers to nutrure you...”

“Here, where time seems to stand still, it is the time that changes you...”

“I had to bring a little piece of your twentieth year with me...”

outsider / 41


/FLORENCE

Luce,

si va in scena!

A Firenze Luce 20 non solo è protagonista della serata, ma della scena: al Teatro Goldoni sale sul palcoscenico.

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«Parlare di Luce è come parlare di un abbraccio […], è l’abbraccio delle radici alla terra e dei rami al cielo. L’abbraccio del nuovo mondo al vecchio mondo.»

«Luce è la storia, la cultura, l’arte, la nobiltà che da secoli rappresenta la Toscana nel mondo», recita il monologo dedicato a Luce in apertura di serata. Siamo a Firenze, è il 19 gennaio. È nel capoluogo toscano – patria del bello e culla dell’arte – che va in scena il primo evento dedicato alla Ventesima Vendemmia di Luce: una cena placée per lo staff italiano allestita sul palco del Goldoni, nel quartiere di Santo Spirito in Oltrarno. Non siamo troppo lontani dalla Chiesa di Santo Spirito il cui altare ha ispirato il sole del simbolo di Luce. E che venne edificata su un terreno donato dalla Famiglia Frescobaldi. I discendenti di quella stessa Famiglia stasera sono tutti qui: Lamberto, dal palco, ringrazia Vittorio, suo padre, che di Luce fu il primo, lungimirante artefice (vedi p. 20). Quel sogno iniziato nel ’93, oggi solida realtà, è anche soggetto del corto An Outsider in

Montalcino, stasera proiettato in anteprima assoluta (vedi p. 36). I titoli di coda scorrono, lo schermo si spegne, il sipario si apre svelando il palcoscenico: cristalli e porcellane, tovaglie candide e sedie dorate, candelabri illuminati a festa. È tutto pronto per lasciare la scena ai veri protagonisti di oggi: i commensali – tutto lo staff italiano, la Famiglia, gli amici – e lei, Luce 2012. I sommelier sono pronti per stappare i 18 litri della Melchior numero Zero (delle 21 realizzate) da far decantare con calma: la si berrà a metà cena, quando dal palchetto reale Gianfranco Grisi, accompagnato dalla chitarra di Elvio Salvetti, inizierà il concerto con il suo cristallarmonio di brani classici (vedi p. 28). La magia di stucchi e velluti, affreschi e musica stasera pervade l’atmosfera schiudendosi nel racconto di un vino unico, giunto a un traguardo importante.

outsider / 43


/FLORENCE Nelle pagine precedenti: la cena, allestita sul palcoscenico. Qui a destra e pagina a fianco: il Teatro Goldoni e la platea che si va riempiendo. Nelle pagine seguenti: alcuni momenti della serata. In the previous pages: the dinner on the stage. To the right and on the next page: the Goldoni Theatre fills up. In the following pages: the evening progresses.

Masterpiece / Teatro Goldoni Voluto all’inizio dell’Ottocento dall’impresario Gargani come centro nevralgico di un nuovo polo culturale, viene inaugurato il 7 aprile 1817 con la commedia Il burbero benefico di Carlo Goldoni (chi altri?!). Grazie alla vicinanza con Palazzo Pitti diventerà presto teatro di corte e sede dell’Accademia dei Ravvivati: le tre fiaccole metalliche, simbolo della società, sono ancora visibili sulla facciata. Il progetto del fiorentino Giuseppe del Rosso prevede una sala ovoidale con 80 palchi distribuiti su quattro ordini, e una volta decorata dai ritratti di uomini illustri del teatro tra festoni e puttini. È in questo Teatro che, nel 1825, si esibisce per la prima volta la Società Filarmonica Fiorentina, antesignana dell’odierna Orchestra del Maggio Musicale. Risale invece a metà Ottocento il sipario: raffigura celebri coppie di amanti in corteo – Dante e Beatrice, Paolo e Francesca, Raffaello e la Fornarina...

Masterpiece / Teatro Goldoni Strongly desired by Gargani, a 19th century impresario, who imagined it as a new cultural center for the city, Teatro Goldoni was inaugurated on April 7, 1817 with Carlo Goldoni’s Benevolent Curmudgeon. With Palazzo Pitti nearby, Teatro Goldoni quickly becomes the court’s theatre and the headquarters for the Accademia dei Ravvivati whose three metal torches symbol is still visible on building’s facade. The project designed by florentine architect Giuseppe del Rosso is centred around an egg-shaped hall with 80 balconies disposed on four rings and features a vault decorated with festoons, angels, and the portraits of illustrious men from the theatre’s history. It is in this theatre in 1825 that the Florentine Philharmonic Society (Società Filarmonica Fiorentina) known today as the Orchestra del Maggio Musicale, plays for the first time. While the curtain depicting famous lovers – Dante and Beatrice, Paolo and Francesca, Raffaello and the Fornarina – dates back to the mid 1800s.

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Masterpiece / Oltrarno • • • • • • • • • •

Cappella Brancacci. Cenacolo di Santo Spirito. Chiesa di San Miniato al Monte. Chiesa di Santa Maria del Carmine. Chiesa di Santo Spirito. Corridoio Vasariano. Forte di Belvedere. Galleria d’Arte Moderna. Galleria Palatina e Appartamenti Reali. Palazzo Pitti.

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/FLORENCE

The Encounter / Cosa è successo

The Encounter / Cosa è successo

• Anteprima del corto An Outsider in Montalcino. • Cena placée sul palcoscenico del Teatro Goldoni. • Concerto di cristallarmonio e chitarra a cura di Gianfranco Grisi ed Elvio Salvetti.

• Premier of An Outsider in Montalcino. • Sit-down dinner on the stage of the Teatro Goldoni. • Glass harmonica and guitar concert, played by Gianfranco Grisi and Elvio Salvetti.

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In Florence, Luce 2012 is both the star of the evening and the stage of Teatro Goldoni.

Luce, Camera, Action! «Luce is the history, culture, art and nobility that Tuscany has been known for in the world for centuries», opens the monologue dedicated to Luce in Florence on January 19, 2015. It is here in the region of Tuscany’s capital, birthplace of beauty and cradle of the arts, that the first event dedicated to Luce’s Twentieth Vintage takes place: a sit-down dinner for the Italian team set on the stage of the Goldoni, in the Santo Spirito in Oltrarno neighbourhood. We’re not too far from the Chiesa di Santo Spirito where the altar that inspired Luce’s sun symbol is found. The church was built on lands donated by the Frescobaldi family and the family’s descendants are all present at the dinner: Lamberto on the stage thanks Vittorio, his father, who was the bright mind behind Luce’s creation (see page 21). Just a dream in 1993, today Luce is a solid reality that has also starred in its own short film, An Outsider in Montalcino, which will premier before the dinner (see page 39). The film credits roll, the screen dims, and the curtain lifts, unveiling the stage set with crystals and porcelains, white tablecloths and golden chairs, and brightly burning candelabra. Everything is ready for today’s true stars: the guests comprised of Luce’s Italian team, the Frescobaldi family and their friends, and Luce 2012. The sommeliers are ready to open the 18 litre Melchior numbered 0 (of the 21 made), which will decant before being served half-way through dinner accompanied by Gianfranco Grisi’s cristallarmonio (a crystal singing performance) and Elvio Salvetti’s guitar performance of classic music from the royal balcony (see page 35). There is magic in the air, a spell cast by the plasterwork and velvets, the frescos and the music tells the story of a unique wine that has crossed an important milestone.

I vini / wines • Cicinis 2013 • Luce 2000 – Mathusalem • Luce 2012 – Melchior n. 0

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/VERONA

Il Vinitaly di Luce

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Dopo Firenze, culla dei Frescobaldi, e dopo Milano, la città più internazionale d’Italia, il viaggio italiano di Luce 2012 arriva a Verona.

È il 22 marzo, primo giorno della 49a edizione del Salone internazionale del vino: per questa tre-giorni, in città si prevedono 150mila visitatori e oltre 2600 giornalisti da 46 Paesi. È un parterre d’eccezione quello invitato alla presentazione veronese di Luce 2012: un selezionatissimo gruppo di giornalisti vino, importatori nazionali e internazionali, migliori clienti e grandi amici di Luce. Anche per questo terzo appuntamento del tour italiano, Luce sceglie un luogo fuori dagli schemi, qui in maniera particolare: la serata è organizzata fuori dai padiglioni fieristici, in centro città. Siamo al Teatro Nuovo, “il” teatro di Verona, chicca ottocentesca (vedi p. 48) stasera vestito a festa in onore di Luce. Lungo il foyer, da subito gremito, si sviluppa il racconto di tutte le annate di Luce attraverso le sue 20 bottiglie; un grappolo di dischi sospesi abbraccia la Melchior di Luce 2007, che tra poco sarà servita. Intanto, gli ospiti prendono posto in sala per assistere alla proiezione di An Outsider in Montalcino (vedi p. 36). Ad accompagnarli, Lamberto Frescobaldi e Michael Mondavi che raccontano la loro amicizia attorno a Luce. Per la cena ci si sposta nel delizioso Piccolo Teatro di Giulietta: come un secondo foyer del Nuovo, si apre sul celebre, omonimo cortile, forse il luogo più famoso di tutta la città.

A destra: la platea del Teatro Nuovo con gli ospiti della serata. In alto: il Piccolo Teatro di Giulietta. Right: the Teatro Nuovo stalls and the evening’s guests. Top: the Piccolo Teatro di Giulietta (Juliet’s Small Theatre).

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/VERONA Enzo Vizzari, l’Espresso, 16/04/2015 “Luce è un vino grande e unico, incontro esemplare tra il sangiovese e il merlot di un terroir eletto. Un vino che bisogna saper aspettare: il 2012 ha il diritto di riposare in cantina; al 2010, splendido ma non ancora da bere, val la pena dar la caccia in enoteca; pronto, e perfetto, il 2004. Fortunato chi incontra una bottiglia del grandioso 1999.”

Sopra: il Palazzo Scaligero di piazza dei Signori, dalla caratteristica merlatura ghibellina. Al centro: la facciata neoclassica del Nuovo. Pagina a fianco: a destra, il celebre Balcone di Giulietta; a sinistra, la targa con un passo shakespeariano.

Top: Palazzo Scaligero in piazza dei Signori showing off its iconic Ghibelline crenelation. Center: Teatro Nuovo ’s Neo-Classic facade. Next page: (right) Giulietta’s world-famous balcony; (left) a plaque with shakespearean verse.

Masterpiece / Il Teatro Nuovo Sono passati esattamente 170 anni da quel 22 marzo 1845, quando la neocostituita Società del Nuovo Teatro acquista dal Municipio di Verona il terreno destinato all’omonimo teatro: costruito in appena un anno, verrà inaugurato il 12 settembre 1846. Ma dal ’46 al ’48 il Nuovo non è teatro d’intrattenimento ma sede di episodi irredentistici che ne causeranno la chiusura fino alla fine del ’49. L’edificio verrà poi ampliato e rimaneggiato in diversi momenti: nel 1860-61, nel 1909-14, nel 1931 con l’annessione di via Cappello e la costruzione di ridotto e bar. Tra il 1946 e il ’49, dopo le devastazioni della Guerra, sarà definitivamente risistemato, assumendo l’aspetto attuale. Oggi è “il” teatro dei Veronesi, sede del Teatro Stabile.

Masterpiece / Teatro Nuovo 170 years gave passed since March 22, 1845, when the newly founded Società del Nuovo Teatro purchased the lands destined to become the namesake theatre of the City of Verona. Built in just one year, the Theatre was inaugurated on September 12, 1846. Between 1846 and 1848, however, the theatre is not used as an entertainment house but is instead the site of numerous irridentist incidents that force its closure until 1849. Teatro Nuovo has been expanded a number of times over its 170 years seeing structural work done between 1860-61, 1909-14, and in 1931 when via Cappello annex was added alongside the cafe and foyer. Between 1946 and 1949, following the devastation caused by the war, the theatre was restructured in its entirety to its contemporary appearance. Today, Teatro Grande is Verona’s theatre and home of the city’s Teatro Stabile.

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Masterpiece / La Casa di Giulietta Lungo via Cappello – l’antico cardo d’età romana – si trova una casa-torre trecentesca con annesso cortile, sulla destra del quale fa bella mostra di sé un balcone: siamo nel luogo più celebre di tutta la città. Per la tradizione si tratta della famosa “Casa di Giulietta” e dell’ancora più famoso poggiolo: tra queste mura abitava la protagonista della tragedia shakespeariana, Giulietta Capuleti; da questo balconcino si affacciava per parlare con l’amatissimo Romeo Montecchi. Che si tratti di leggenda o meno, che i due sfortunati amanti siano esistiti o no (sembra che Shakespeare, a Verona, non abbia mai messo piede), la Casa è oggi un museo, con una verosimile ricostruzione delle tipiche dimore signorili venete del Trecento: affreschi, cassapanche intarsiate, camini in mattoni, scale lignee con balaustre e camminatoi…

Masterpiece / Giulietta’s House On via Cappello – an ancient Roman road – rises a 14th century tower with its own courtyard above which, on the right side, a balcony is proudly displayed. This is Verona’s most famous site. This is – at least according to tradition – the house where shakespearian tragic hero Giulietta Capuleti used to live, and the balcony the very one she used to lean out of to talk to her beloved Romeo Montecchi. Legend or not – it seems that Shakespeare never even set foot in Verona – Giulietta’s house is today a museum, a likely reconstruction of a typical well-to-do Venetian home of the 14th century featuring frescos, brick fireplaces, and wooden staircases with balustrades and walkways.

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/VERONA

I vini / WINES • Cicinis 2013 • Luce 2007 - Melchior • Luce 2012

Sopra e a destra: alcuni momenti della serata veronese: gli ospiti, i pannelli con la storia di tutte e 20 le annate, il prezioso buffet per la cena. Top and right: moments from the evening in Verona: the guests, the panels with the vintages’ stories, the dinner buffet.

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Andrea Grignaffini Gazzetta di Parma, 17/09/2015 “Festeggiamo il compleanno di un vino che ha fatto e continua a fare la storia, un vino unico e irripetibile che attraverso un ventennio di annate straordinarie continua a festeggiare un mito che esprime al meglio la sua terra.”


After stopping in Florence, cradle of the Frescobaldi Family, and Milano, Italy’s most international city, Luce 2012’s Italian journey continues on to Verona.

Luce at Vinitaly It’s March 22nd, opening day of the 49th edition of the Salone Internazionale del Vino, Italy’s largest and best known wine fair. Over the next three days, Verona will welcome 150 thousand visitors and over 2600 journalists from across the globe. For Luce 2012’s presentation, a select group of journalists, national and international importers, top clients and friends have been invited to an event that breaks away with Vinitaly tradition and is held not on the fairgrounds but in Verona city center proper. The guests are invited to Teatro Nuovo, Verona’s iconic 19th century theatre (see page 48) that has been dressed up in honour of Luce della Vite.

The Encounter / Cosa è successo

ENG The Encounter / what happened

• Proiezione del corto An Outsider in Montalcino. • Cena a buffet con Luce 2012 e Luce 2007 Melchior. • Concerto di cristallarmonio e chitarra a cura di Gianfranco Grisi ed Elvio Salvetti.

• An Outsider in Montalcino viewing. • Stand up dinner with Luce 2012 and Luce 2007 Melchior. • Glass harmonica and guitar concert, played by Gianfranco Grisi and Elvio Salvetti.

The theatre’s foyer features the story of Luce’s first 20 years through the bottles of its 20 vintages, and a cluster of disks hangs in midair, embracing a Melchior of Luce 2007 that will soon be served. The guests take their seats for a private viewing of An Outsider in Montalcino (see page 39), and Lamberto Frescobaldi and Michael Mondavi tell the story of their friendship and relationship with Luce. After the viewing, guests are invited to dine at the Piccolo Teatro di Giulietta, a charming theatre that opens unto the Teatro Nuovo’s courtyard, which is probably one of the most renown sites in Verona.

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/HAMBURG

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Nella St. Johanniskirche risuonano le note di Luce Una degustazione di Luce d’impagabile atmosfera nella magnifica chiesa neogotica nel cuore di Amburgo.

Amburgo, 21 aprile. Se la presentazione delle prime 20 annate di Luce ha già in sé il sapore di una vera e propria celebrazione, quando il luogo deputato a farle da scenario è la chiesa di San Giovanni l’evento assume addirittura un’aura di sacralità. Sotto le volte di questo magnifico edificio, diventato ormai un punto di riferimento per le attività culturali della città, un pubblico selezionato di giornalisti è stato invitato a partecipare a un qualcosa che non accade tutti i giorni: una Degustazione verticale di 10 annate di Luce. Guidati in questo percorso dei sensi da Lamberto Frescobaldi, gli ospiti hanno potuto ascoltare ogni nota espressa da Luce come se fosse uscita dalle canne dell’organo sovrastante. Più tardi, il privilegio di incontrare per la prima volta le bottiglie della Ventesima Vendemmia di Luce è toccato a un gruppo di affezionati clienti del logo con il sole, nel corso di una cena a buffet, a conclusione di una serata unica come il suo protagonista.

outsider / 55


/HAMBURG

Masterpiece / Il Municipio Ricostruito nel 1842, dopo che un incendio distrusse completamente il precedente edificio del 1500, il Municipio (Rathaus) di Amburgo, mix architettonico di gotico, barocco e neorinascimentale, è un imponente simbolo della città e della sua ricchezza. La facciata principale è larga 111 metri, al centro della quale svetta la torre alta 112, che domina la Rathausmarkt, l’immensa piazza in mattoni rossi interamente pedonalizzata.

Masterpiece / Town Hall Rebuilt in 1842 after a fire destroyed the original 16th century building, the Rathaus in Hamburg is an imposing architectural mix of gothic, baroque and Neo-Renaissance styles which stands as a symbol of the city and its cultural wealth. The building’s facade is 111 meters wide and a 112 meter tall tower rises in its middle, dominating the Rathausmarkt, the enormous red brick square where the town hall is found.

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Nelle pagine precedenti: l’immensità della ex Chiesa neogotica tutta per Luce. Sopra e a destra: vista di Amburgo tra bacini fluviali e porto (uno dei più grandi d’Europa). In the previous pages: the vastness of the former Neo-Gothic church is entirely dedicated to Luce. Top and right: a view of Hamburg’s waterways and port – one of the largest in the world.

Masterpiece / Il porto e dintorni Con i suoi 800 anni di vita, il porto di Amburgo è ancora oggi il più importante dell’Europa settentrionale. Tutta la zona portuale offre al visitatore numerose attrazioni: dai St. Pauli-Landunsbrücken, grandi pontili galleggianti, allo Speicherstadt, l’antico quartiere dei magazzini commerciali, dalle nuove costruzioni del progetto Hafencity al Fischmarkt, il mercato del pesce, con i suoi famosi “gridatori”.

Masterpiece / the port Proudly counting over 800 years since its opening, Hamburg’s port remains the most important in northern Europe to this day. The entire port side offers visitors numerous attractions including the floating piers at St. Pauli Landunsbrücken, the Speicherstadt, an ancient merchants quarter, and the new construction found at the Hafencity al Fischmark, a fishmarket famous for its hawkers.


Masterpiece / La Cattedrale di San Michaelis C’è un solo monumento a cui gli amburghesi sono legati più ancora che al Municipio: la Cattedrale protestante di San Michele. Si tratta di una delle chiese barocche più belle della Germania e il suo campanile alto 132 metri è da sempre un punto di riferimento per gli abitanti di Amburgo.

Masterpiece / St. Michaelis Cathedral There is only one monument that the people of Hamburg hold even closer to their hearts than Town Hall, the protestant cathedral of St. Michaelis. Considered one of Germany’s most beautiful baroque churches, the cathedral’s 132 meter belltower has been a city landmark since its construction.

Jens Priewe, Weinkenner.de, 27/05/2015 “Großer, majestätischer Rotwein.”

outsider / 57


/HAMBURG in degustazione / Tasting

Die Welt, 23 /04/2015 “Luce war der erste Wein aus Montalcino, Toskana, der die Rebsorten Sangiovese und Merlot kombinierte. �

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1996 1998 2000 2001 2003 2004 2006 2008 2010 2012


A sinistra: il caratteristico edificio in mattoni della St. Johanniskirche. In alto: l’interno della Chiesa “vestito” di Luce. Left: the characteristic brick building of St. JohannisKirche. Above: inside the “Luce-dressed” church.

A Luce tasting within the breathtaking setting of the Neo-Gothic church located in Hamburg’s city heart.

Luce’s Notes Resound through St. Johanniskirche Hamburg, April 21st. If a Tasting of Luce’s first twenty vintages is surely a celebration in its own right, it becomes an almost sacral occurrence when the setting for the event is St. Johanniskirche church. Beneath the vaults of this beautiful building, which has become a reference point for the city’s cultural activities, a selected group of journalists was invited for an exclusive Vertical Tasting of 10 Luce vintages. Lamberto Frescobaldi led the sensorial journey, guiding guests through Luce’s individual notes as if they were being played by the pipe organ in the background. Later in the day, a group of top clients were invited to a buffet dinner where they had the exclusive privilege of tasting Luce 2012, the Twentieth Vintage, for the very first time.

Masterpiece / St. Johanniskirche Magistrale esempio di architettura neogotica in mattoni, venne edificata nel 1873 nel distretto di Altona, il più occidentale della città, diventandone subito un centro di aggregazione spirituale e sociale. Gravemente danneggiata da un incendio nell’estate del 1994, è stata completamente restaurata negli anni seguenti.

Masterpiece / St. Johanniskirche A stunning example of Neo-Gothic brick architecture, St. Johanniskirche was built in 1873 in the city’s western-most district, Altona, and soon became the neighborhood’s spiritual and social center. Badly damaged by a fire in 1994, the church has subsequently been restored to its former glory.

outsider / 59


/ROTTERDAM

I vini / WINES • • • • • •

Frescobaldi Brut Cicinis 2012 Lucente 2012 Luce 2009 Luce 2010 Luce Brunello 2007

Allure di / 60


Nella città portuale per eccellenza, crocevia di storia e culture, Luce parla la lingua dell’eccellenza italiana.

Rotterdam is the ultimate port city, a historical melting pot of cultures, where Luce has brought Italian excellence.

Luce

Allure OF Luce

24 aprile, Rotterdam: è Allure il ristorante scelto per presentare Luce 20 in Olanda. Un edificio basso, circolare, moderno, che dà sul fiume Nieuwe Maas e regala una vista spettacolare sull’intera marina. È il posto migliore per la première olandese: qui Luce è conosciuto da tempo, rinnovato in Carta stagione dopo stagione. Ad assaggiare in anteprima la Ventesima Vendemmia, stasera un gruppo di selezionati giornalisti, cui è riservata anche una Verticale delle migliori annate. In chiusura, una cena di gala accompagnata dai protagonisti della serata: Lucente, Luce, Luce Brunello e da un ospite speciale, Cicinis, il Cru della Tenuta Attems.

April 24th, Rotterdam: Allure restaurant is the chosen location for the presentation of Luce 20 in Holland. It’s a modern, low-rise building with a circular ground plan that faces right out onto the river Nieuwe Maas, offering a spectacular view of the whole river bank. The Dutch premiere couldn’t take place in a better setting. Luce is not new to this restaurant, as it has been reconfirmed in the wine list year after year. A number of selected journalists will be the first to taste the Twentieth Vintage, and they will take part in an exclusive Vertical Tasting of Luce’s best vintages. Finally, the night’s stars, Lucente, Luce and Luce Brunello, will be served during the dinner party alongside one additional special guest: Cicinis, Tenuta Attems Cru.

traveling / Rotterdam • • • • • • • • •

Porto storico di Oudehaven. Quartiere di Delfshaven. Nave-museo di Welvaren. Case cubiche. Chiesa di Pilgrimvaderskerk. Ponte di Erasmo. Centro storico. Museo Boijmans Van Beuningen. Centro d’Arte contemporanea Witte de With. • Museo Marittimo.

traveling / Rotterdam • • • • • • • • •

Old Harbour Oudehaven. Delfshaven District. Museum Ship of Welvaren. Cubic Houses. Pilgrimvaderskerk church. Erasmus Bridge. Old Town Center. Museum Boijmans Van Beuningen. Witte de With Center for Contemporary Art. • Maritime Museum Rotterdam.

outsider / 61


/TOKYO

Wands 2015年4月 「モンタルチーノで地と異なるワインを 造りたかったのです。 ルーチェはある意 味モンタルチーノのアウトサイダーです」 とランベルト。

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Per una sera, la casa di Luce si sposta a Tokyo e si veste di raffinatezza. Con vista mozzafiato sulla città.

Benvenuti a Casa! Metti un giorno a Tokyo. Metti una suite in uno degli hotel più lussuosi della città, con panorama indimenticabile sullo skyline. Metti che venga allestita come un vero salotto, con tutto il meglio che il gusto nipponico può offrire all’interior decoration: al centro, due perfette ikebana parlano la raffinata lingua dei fiori con composizioni alte quasi fino al soffitto. È questa l’atmosfera della serata organizzata il 24 aprile per Luce 20: la Presidential Suite dello Shangri-La Hotel diventa l’esclusiva dépendance giapponese di Luce; padrone di casa, Lamberto Frescobaldi. Il programma prevede due momenti distinti: una Degustazione di 8 annate di Luce alla presenza di 10 giornalisti wine; cena fusion italo-giapponese per un selezionato gruppo di ospiti di un mercato, quello giapponese, sempre attento all’eccellenza del Made in Italy.

L’atmosfera è intima e rilassata, complice il sottofondo musicale – brani di classica italiana suonati da un’arpista giapponese. Qui, stasera, Oriente e Occidente si fondono in un melting pot che trova nell’eccellenza il punto d’incontro, da qualsiasi parte del mondo provenga. Come gli shodo alle pareti: ideogrammi artistici firmati da una maestra calligrafa con aggettivi ispirati a Luce. Per quest’arte, fondamentale è la padronanza del tratto, l’immediatezza del gesto, la continuità del ritmo e il controllo della forza impressa sul pennello, senza ritocchi o correzioni. Come per il nostro vino: frutto della grande tradizione del saper fare, del rispetto per la natura a cominciare da quello per la pianta, della fine conoscenza di quei delicati equilibri in grado di creare un vino unico, vendemmia dopo vendemmia.

outsider / 63


/TOKYO

stories / Attenzione all’ikebana!

stories / Beware the language of the Ikebana!

Unione di “ikeru” (vivere o far vivere) e di “hana”/“bana” (fiore), l’ikebana è l’arte di far rivivere i fiori, di regalargli una seconda vita. Al di là dell’aspetto artistico, filosofico ed estetico di quest’arte, è interessante sapere che alle diverse tipologie di fiore (preferibilmente spontanee e di stagione) sono associati messaggi diversi. Narcisi, orchidee e peonie possono augurare a due giovani sposi allegria, prosperità e longevità. Ninfee, gardenie, ortensie e camelie, invece, non sono particolarmente beneauguranti: le corolle di queste ultime, per esempio, staccandosi facilmente dagli steli quando fresche, alludono alla precarietà della vita, anche in giovane età! Niente a che fare con noi occidentali, che più semplicemente ci fermiamo al binomio coloremessaggio: bianco come purezza, giallo come gelosia, rosso come passione...

The word Ikebana is a union of “ikeru” (live or revive) and “hana”/“bana” (flower), so it is, quite literally, the art of reviving flowers, of giving them a second life. Besides the purely artistic, philosophical and æsthetic aspects of this art, it is interesting to note that different flowers (preferably wild and in season) have different meanings associated to them. Narcissi, orchids and peonies are used to wish happiness, prosperity and longevity to a couple just wed. However, water lilies, gardenias, hydrangeas and camellias are not as wellwishing. The latter, for example, whose corollas easily separate themselves from the stem when fresh, can signify life’s uncertainty and fragility even to those still in their early years! The language of flowers in Ikebana is surely more complex to that found in most western traditions where it is often limited to assigning meaning to colour: white for purity, yellow for jealousy, red for passion, and so on.

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The Wine Kingdom n. 86 ルーチェはイタリア語で 「光」 を意味する。 。太陽の光はワイン造りに欠かせない。 同 時に、 トスカーナの金字塔となったワインの 「光」 は、 フレスコバルディ家の将来も照ら している。


traveling / Cosa vedere e perché

traveling / 10 Tips for Visiting Tokyo

• Il Mercato del pesce, il più grande del mondo. Sempre che siate mattinieri: bisogna presentarsi prima dell’alba! • Il Palazzo Imperiale e il Giardino Orientale: meraviglioso in primavera per ammirare l’hanami, la celebre fioritura dei ciliegi. • Il Santuario Meiji e il parco nel quale è inserito: con circa 400 tipi di alberi diversi, è un paradiso di pace e silenzio. • Il centro commerciale Shibuya 109, nell’omonimo quartiere: vetrina delle nuove tendenze e, anche, del trash. • Il Tempio Senso-ji e la celebre pagoda a 5 piani. • Il quartiere di Asakusa, dove respirare l’atmosfera della Tokyo inizio ’900. • Il Museo Nazionale per la più ricca collezione di arte giapponese del mondo. • Ginza, il quartiere dello shopping di lusso. • L’isola artificiale di Odaiba, specialmente al tramonto. • Shinjuku, il quartiere più famoso e con la maggiore concentrazione di grattacieli.

• The Fish Market is the largest in the world is a sight to see, but only if you’re an early morning person as you’ll have to be there before dawn. • The Imperial Palace and the Eastern Gardens are the perfect place in the spring to admire the hanami, the blossoming of the cherry trees. • The Meiji Sancturary, and the park where it resides is a peaceful, silent haven with over 400 different types of trees. • The Shibuya 109 shopping center in the namesake neighbourhood is a window on the latest trends, and the latest trash fads. • The Senso-ji temple and the iconic five-floor pagoda. • The Asakusa district is the place to relive Tokyo in the early 1900s. • The National Museum holds the world’s richest collection of Japanese Art. • Ginza, the luxury shopping district. • The artificial island of Odaiba is a must-see at sunset. • Shinjuku, Tokyo’s most famous district renown for its high concentration of skyscrapers.

Sopra: vista sullo skyline con la celebre Tokyo Tower. Pagina a fianco, in senso orario: vista sul Monte Fuji; l’incrocio di Shibuya, uno dei più trafficati al mondo; l’ingresso del Santuario Meiji; il Palazzo Imperiale. Above: view of the city skyline with the Tokyo Tower. Next page, clockwise: view on Mount Fuji; the Shibuya intersection, one of the world’s busiest; the entrance to the Meiji Sanctuary; the Imperial Palace.

outsider / 65


/TOKYO

stories / l’amico migliore Nel quartiere di Shibuya, davanti alla stazione, c’è la statua in bronzo di un cane: è Hachiko, simbolo per eccellenza di devozione e fedeltà. Hachiko, per due anni, accompagnò in stazione il suo padrone – il professor Ueno prendeva il treno per andare a lavorare – aspettandone pazientemente il ritorno. Un giorno, il professore fu stroncato in aula da un ictus. Quella sera Hachiko lo aspettò invano, e così nei mesi a venire: tornò in stazione ogni giorno alla stessa ora, quella del treno del suo padrone. Per 11 anni. Quando morì, l’8 marzo del 1935, in Giappone venne indetto un giorno di lutto nazionale.

For a single evening, Luce’s home moves to Tokyo and dresses up in elegant refinement to look upon the city’s breathtaking view.

stories / the best of friends

Welcome Home!

In the Shibuya neighbourhood, in front of the station, you’ll find a bronze statue of a dog. This is Hachiko, a symbol of absolute devotion and loyalty. For two years Hachiko accompanied his master, Professor Ueno, to the station where the man caught the train for work, and then waited patiently for his return. One day, however, the professor was taken by a stroke. That evening, Hachiko waited for his master in vain. For the following eleven years the dog returned to the station to wait for his master’s train. When Hachiko passed away on March 8, 1935, Japan held a national day of mourning.

A day in Tokyo, a suite in one of the city’s most luxurious hotels, and an unforgettable view set the stage for the elegant living room that was decorated using the most subtle and tasteful touches of Japanese interior design. The installation’s setpiece is composed of two perfect twin Ikebana whose floral compositions reach for the suite’s ceiling. This is the welcoming atmosphere for the event organised on April 24, 2015, for Luce 20 at the Presidential Suite of the Shangri-La Hotel, transformed for one evening into Luce’s exclusive Japanese residence. Lamberto Frescobaldi, the evening’s host, has planned for two distinct moments during the evening. One, a Tasting flight of eight Luce vintages for ten journalists, and the other, an Italian-Japanese fusion dinner for selected

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Alcuni momenti della serata nella Presidential Suite dello Shangri-La Hotel. Moments from the evening at the presidential suite of the Shangri-La Hotel.

guests known for their love of Made in Italy excellence. The ambience is intimate tonight; a Japanese harpist plays a relaxing medley of Italian classics in the background, while the East and the West blend into each other in appreciation of excellence wherever it hails from. Upon the suite’s walls, a master calligraphist has painted a sequence of artistic Shodo ideograms inspired by Luce. Calligraphy is an art that shares mastery and passion with winemaking: it requires a steady but nimble hand, a continuity of rhythm, knowledge of the tool used, and it cannot be corrected or touchedup once the mark is on the material. Just like Luce comes from a great tradition of expertise, of respect for the vine and nature, of fine knowledge of the delicate balances required to produce a unique wine vintage after vintage.


生活奥斯卡-美酒天与地灵气的融合造就了LUCE, 它就像暴 雨后的一米阳光冲破 了天空。

Qui sotto: i 3 shodo calligrafici creati appositamente per Luce.

Below: the 3 calligraphic shodo created for Luce.

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/SIEM REAP

La Cambogia celebra Luce per tre giorni, concludendo i festeggiamenti nel luogo pi첫 famoso del Paese: il sito di Angkor.

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Il sito archeologico di Angkor, e in particolare il tempio di Angkor Wat, ha ospitato i festeggiamenti del 27 aprile. Sotto: il tempio di Ta Prohm, sempre all’interno del sito di Angkor. The Angkor archeological site, particularly the temple of Angkor Wat, which hosted the April 27th celebrations. Below: the temple of Ta Prohm within the Angkor site.

luce

Ottava Meraviglia

Non solo un evento, non solo una location: la tappa cambogiana di Luce 20 si è protratta per tre giorni, con un ricco carnet di attività. Dal 26 al 28 aprile, alla presenza di Lamberto Frescobaldi, a Siem Reap i principali importatori asiatici e alcuni importanti giornalisti hanno vissuto all’insegna dell’incontro e dello scambio tra culture: un corso di cucina khmer – con tanto di toque da cuoco in testa – con realizzazione di piatti e valutazione della chef cambogiana; una caccia al tesoro; un progetto dedicato ai giovani per l’inserimento nel mondo della cucina e dell’hôtellerie; una Degustazione di tutte le 20 annate di Luce; una cena con specialità khmer attorno alla piscina dell’hotel Le Meridien Angkor con spettacolo di lottatori Bok Cham Bad – che incredibilmente sembrano più danzare che farsi

la guerra… E, per concludere in bellezza, la sera del 27, cena indimenticabile all’interno del luogo più celebre di tutta la Cambogia: il sito archeologico di Angkor. Che spettacolo ammirare il tempio di Angkor Wat illuminato da mille candele, che emozione osservare la maestosa semplicità dell’edificio turrito, un privilegio assistere a magia, misticismo, pace in un luogo sacro per eccellenza, per una sera interamente dedicato a Luce della Vite. Le danzatrici khmer ammaliano per gli abiti di seta, i copricapo d’oro in equilibrio sulle teste che roteano con eleganza e maestria. Un movimento che ci piace accostare al vino che rotea nel calice: la ballerina danza, il vino respira, lei svela la sua maestria, lui i profumi del suo bouquet.

traveling / La Cambogia in 5 step • I templi di Angkor Wat, Ottava Meraviglia del mondo. • La cittadina di Battambang, in stile coloniale francese. • Il panorama dal monte Phnom Sampeau. • Passeggiare a Phnom Penh lungo il Mekong. • Gustare la cucina cambogiana in stile street food.

traveling / Cambogia in 5 steps • Admire the Angkor Wat temples, Eight Wonder of the world. • Visit Battambang, a french colonial town. • Take in the view from mount Phnom Sampeau. • Walk down the Mekong river at Phnom Penh. • Taste Cambodia’s street food cuisine.

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/SIEM REAP A destra: sopra, la caratteristica luce del tramonto sul vicino lago Tonle Sap; sotto, atmosfera magica alla cena placée al tempio di Angkor Wat. Qui sotto: il Palazzo reale a Phnom Penh. Pagina a fianco: danzatrici khmer alla serata del 27. Right: (above) the iconic sunset on the Tonle Sap river; (below) the magical atmosphere of the sit-down dinner at the Angkor Wat temple. Below: the Royal Palace at Phnom Penh. Next page: khmer dancers during the evening of April 27.

When / Le stagioni sì, le stagioni no • Dry season (asciutta): da novembre a maggio. • Wet season (delle piogge): da giugno a settembre-ottobre. • Il momento migliore: tra novembre e febbraio, quando le temperature sono più miti. • Il periodo più caldo: tra aprile e maggio, quando si raggiungono anche i 40°, e il tasso d’umidità è altissimo.

When / Yes seasons and No seasons • Dry season: November through May. • Wet Season: June through September/October. • The best time to visit: between November and February when temperatures are milder. • The hottest months: between April and May temperatures can easily reach 40°C (104°F) with very high humidity.

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traveling / La Golden Hour

traveling / The Golden Hour

È quella del tramonto, quando i templi del sito di Angkor si tingono di luce dorata: spettacolare! A seconda del periodo dell’anno, il sole tramonta tra le 17.45 e le 18.30: il momento migliore della giornata per scattare foto incredibili, senza filtri o trucchi in Photoshop. Il biglietto giornaliero per visitare il sito consente l’ingresso anche per ammirare il tramonto: basta presentarsi all’ora giusta, ma il giorno prima della visita!

The Golden hour is the awe-inspiring moment of the day when the sun sets and Angkor’s temples take on a golden hue, making it the best time of the day for incredible photographs that need neither filters no photoshop. Depending on the time of year, the sun sets between 17:45 and 18:30. The daily admission ticket to visit the site is also valid to enjoy the Golden Hour, just show up at sunset the day before the visit.


Thomas Hauer, Prestige, giugno-agosto 2015 “In diesen beiden Dekaden ist der Luce della Vite vom kaum beachteten Kellerkind und Aussenseiter zum weltweit geschätzten Kultwein avanciert.”

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/SIEM REAP

The encounter / Cosa è successo • Corso di cucina cambogiana. • Caccia al tesoro. • Degustazione di tutte le 20 annate di Luce. • Cena cambogiana in piscina con spettacolo di lotta Bok Cham Bad. • Cena di gala al tempio di Angkor Wat e spettacolo di danze khmer.

The encounter / what happened • • • •

Cambodian Cooking Course. Treasure Hunt. 20 Vintage Luce Tasting. Cambodian al-fresco dinner with Bok Cham Bad fighting show. • Angkor Wat gala dinner and khmer dancer performance.

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Alcuni momenti della tre-giorni cambogiana. In questa pagina: la serata al tempio di Angkor Wat. Pagina a fianco, dall’alto: la Degustazione Verticale di Luce; il corso di cucina cambogiana; lo spettacolo di lotta Bok Cham Bad. A number of moments from the three-day festivities in Cambodia. On this page: the evening at the Angkor Wat temple. Next page from the top: Luce Vertical Tasting; the Cambodian cooking course; the Bok Cham Bad wrestling show.

Cambodia celebrates luce for three days before ending the festivities in the world-famous Angkor site.

Luce, the eight wonder Not simply an event, not just one location, the Cambodian stop of Luce 20’s celebrations lasted for three days of events and happenings. From April 26th to April 28th, Lamberto Frescobaldi did the honors in Siem Reap for a select group of journalists and the most importants asian importers that were invited to participate in an exchange of cultures. Wearing chefs’ toques, the guests participated in a khmer cuisine cooking course before jumping into a treasure hunt and a project dedicated to placing young men and women in restoration and hospitality professions. At the end of the day, a 20 Vintage Tasting of Luce was followed by a khmer specialty dinner at the Angkor Le Meridien’s swimming pool while a show of Bok Cham Bad wrestlers played out, looking rather more like a dance than a battle. On the evening of the 27th, Luce hosted a dinner in Cambodia’s most unforgettable location: the Angkor archeological site. Admiring the temple of Angkor Wat’s simple majesty when lit by a thousand candles is a magical, emotional moment that is both peaceful and sacred. For this special evening dedicated to Luce della Vite, the khmer dancers wrapped in silk dresses and golden headdresses regaled the guests with masterful steps. We like to think of their elegantly rotating movements in terms of a wine being swirled in a glass: the wine breathes as each step is taken, and the dancer reveals her mastery as the wine does its bouquet.

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/NEW YORK

Luce e le arti dello spettacolo / 74


New York Observer, 04/05/2015 “After dancing Cinco de Mayo away you’ll want to watch other people dance. Gather at the Baryshnikov Arts Center, where Luce della Vite will be celebrating its 20th anniversary with a performance of Merce Cunningham’s RainForest piece by Stephen Petronio Company. Following the dance, Luce della Vite will be unveiling its Twentieth Vintage.”

A New York Luce della Vite festeggia insieme al Baryshnikov Arts Center (BAC) e Christie’s.

New York, 5 maggio, 18 giugno. Per celebrare il ventennale della sua prima Vendemmia, Luce della Vite ha scelto il Baryshnikov Arts Center di New York che nel 2015 festeggia 10 anni di innovazione nelle arti dello spettacolo. Un centro unico nato dalla volontà di Mikhail Baryshnikov di creare uno spazio nella sua città adottiva che fosse luogo d’incontro per artisti provenienti da tutto il mondo impegnati nelle più disparate discipline. Presso il BAC, i più grandi nomi della danza contemporanea lavorano accanto agli studenti liceali che partecipano ai molti programmi curati dal Centro. È un luogo diverso, raro, il cui lavoro è frutto dell’incontro tra grande tradizione e geniale innovazione. Qui si esplora il domani assaporando il passato senza nostalgia; qui ci si dedica alla purezza della tecnica e al piacere dell’arte. Il 5 maggio, gli ospiti di Luce, del BAC e della SPFoundation sono stati invitati a una proiezione di An Outsider in Montalcino, film che racconta la nascita di Luce, incontro tra Sangiovese del vecchio mondo e Merlot del nuovo (vedi pag. 36). A seguire si è assistito a RainForest di Merce Cunningham – un pezzo di danza del 1968 ispirato dall’installazione “Silver Clouds” di Andy Warhol – e portato in scena qui dalla compagnia di Stephen Petronio. Un pezzo che nasce dalla contaminazione di idee, dall’esplorazione di altri mondi e che rappresenta visivamente la fluidità e la ricerca che accomunano la danza e il vino. Le celebrazioni del ventennale di Luce sono continuate il 18 giugno presso la prestigiosa casa d’aste Christie’s, nella propria sede del Rockefeller Center. A seguito di una Degustazione di Luce sono state battute 20 bottiglie uniche – una per rappresentare simbolicamente ciascuna annata – per un valore complessivo di 57,100 dollari, una somma che conferma gli importanti obiettivi raggiunti da Luce e dal vino italiano nel mondo e che è stata interamente devoluta al BAC e alla Merce Cunningham Trust.

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/NEW YORK

Wine Spectator, 02/07/2015 “Unfiltered loves it when the wine industry can pitch in to support the arts...The toasting to the arts continued on the East Coast as the wine and arts love-fest moved to New York. Last week, Luce della Vite, the winemaking collaboration born of Italy’s Vittorio Frescobaldi and California’s Robert Mondavi, auctioned off 20 lots of their wines at Christie’s to raise money for the Baryshnikov Arts Center (BAC), an institute dedicated to artistic exploration.”

Sopra, dall’alto: Lamberto Frescobaldi e Michael Mondavi all’Asta di Christie’s, il 18 giugno; Stephen Petronio; passi dello spettacolo RainForest di Merce Cunningham.

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Above, from the top: Lamberto Frescobaldi and Michael Monday at the Christie’s auction on June 18; Stephen Petronio; Merce Cunningham’s RainForest.


who’s who Merce Cunningham (1919-2009) Merce Cunningham è stato uno dei maggiori creatori della Modern Dance americana e ha in qualche modo posto le basi della danza postmoderna. Ha fondato “il movimento nello spazio e nel tempo” e ha proposto un nuovo modo di intendere il rapporto tra la danza, la musica e l’arte figurativa. A partire dal 1986 è stato l’ideatore e lo sperimentatore di Life Forms, primo software di creazione e notazione dei movimenti di danza. Mikhail Baryshnikov Considerato uno dei più grandi ballerini del suo tempo, nasce nel 1948 in Lettonia da genitori russi e viene avviato giovanissimo alla danza classica: a 12 anni entra nell’Accademia di Danza Vaganova, a 18 diventa solista del Kirov Ballet e nel 1974, durante una tournée in Canada con il Bolshoi Ballet, chiede asilo politico a Toronto. Successivamente, da Toronto si trasferisce negli Stati Uniti e diventa cittadino americano nel 1976. Attivissimo in molti progetti, è stato il primo ballerino dell’American Ballet Theatre e il direttore artistico del White Oak Dance Project fino al 2005, quando ha aperto il BAC.

who’s who Merce Cunningham (1919-2009) Merce Cunningham is known as one of the main influencers behind American modern dance and in many ways laid down the basis for post-modern dance. He launched “movement and time and space”, and put forth a new way to understand the relationship between dance, music and visual art. Beginning in 1986, Merce Cunningham experimented with Life Forms, the world’s first software for the creation and planning of dance movements. Mikhail Baryshnikov Universally considered as one of the greatest dancers of his time, Michail Baryshnikov was born in Lithuania in 1948 from russian parents and began training in classical dance at a very early age. He enters the Vaganova Ballet Academy at 12 years old, becomes the lead danceur of the Kirov Ballet at 18 years old. In 1974, and during a Canadian tour with the Bolshoi Ballet he asks and obtains political asylum. He later moves to the United States and becomes an American citizen in 1976. Very active in numerous projects, Mikhail has been the lead dancer of the American Ballet Theatre and the artistic director of the White Oak Dance Project until 2005 when he founded the BAC.

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/NEW YORK In New York Luce celebrates alongside the BarYshnikov Arts Center (BAC) and Christies’.

Paola Perfetti, beSpoke, 03/07/2015 “Action lots included rare bottle collections, Magnums and a Melchior of 2012 Luce, the 20th anniversary vintage, which is already sold out at the estate after a highlyanticipated spring release. The money raised from the auction will directly benefit the Baryshnikov Art Center’s ongoing Cage Cunningham Campaign, which honors visionary choreographer Merce Cunningham and his artistic partner John Cage.”

Qui a destra: gli ospiti alla serata del 5 maggio al BAC. Pagina a fianco: alcuni momenti dell’Asta da Christie’s del 18 giugno. To the right: guests to the May 5th evening at the BAC. Next page: Christie’s auction on June 18th.

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Luce and the Arts New York, May 5th and June 18th. Luce celebrated the 20th anniversary of its first vintage in New York City together with the Baryshnikov Arts Center, which was also commemorating its first 10 years since its opening in 2005. Born of Mikhail Baryshnikov’s desire to create a space in his adoptive city that could be a meeting place for artists from around the world, the center has become a hub for artistic activities of the most disparate disciplines. At the BAC, the most important names in contemporary dance can be found working side-by-side with high school students participating in the center’s many programs. It is a different sort of place, rare and unique, and its work is the product of the mingling of great tradition and innovative genius. The BAC is committed to exploring tomorrow by savoring the past free of nostalgia; here, artists are dedicated to technical purity and art’s pure pleasures. On May 5th, guests invited by Luce, BAC and the SPFoundation were shown a private viewing of An Outsider in Montalcino,

a movie that tells the story of Luce’s birth from Sangiovese grapes of the old world and Merlot of the new (see page 39). Following the screening, guests were treated to Merce Cunningham’s RainForest, a dance piece from 1968 inspired by Andy Warhol’s “Silver Clouds” and performed by Stephen Petronio’s company. RainForest is a dance piece born of the contamination of different ideas and the exploration of other worlds; it is a visual representation of the fluidity and quest for discovery that make the world of dance and that of wine not unlike each other. Luce’s twentieth anniversary celebrations continued on June 18th at Christie’s auction house at Rockefeller Center. Following a Tasting of Luce, 20 unique lots – one to represent each one of Luce’s vintages – were auctioned for $57,100, a value that demonstrates the important results and status reached by both Luce della Vite and Italian wine. The entire sum was donated to the Baryshnikov Arts Center (BAC) and the Merce Cunningham Trust.


the encounter / L’asta da Christie’s Per l’Asta del proprio ventennale da Christie’s, Luce della Vite ha proposto 20 lotti che includevano collezioni di bottiglie di annate rare, alcune Magnum e una Melchior (18 litri) di Luce 2012, a oggi completamente esaurite e prenotate in tutti i 21 esemplari prodotti.

the encounter / auction at Christie’s For its 20th anniversary auction at Christie’s, Luce della Vite offered 20 lots of bottles that included rare and unique bottles including a number of magnums and an 18 liter Melchior of Luce 2012, of which all bottles have already been reserved.

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/DESIGN

È

ORO

TUTTO QUEL CHE LUCCICA

Un’annata speciale merita una bottiglia speciale. E preziosa, come l’oro.

A special vintage deserves a precious bottle, as precious as gold.

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A sottolineare una ricorrenza importante come la Ventesima Annata, anche la bottiglia di Luce si veste a festa: all’interno di un packaging quasi sacrale, la classica bordolese indossa un’etichetta celebrativa in cui l’oro esalta al massimo lo splendore del logo. Il sole di Luce allunga i suoi raggi luminosi sull’intera bottiglia; 20 numeri dorati, da 1993 a 2012, ne avvolgono il corpo, scandendo i primi 20 capitoli della storia di un grande vino. Una bottiglia che, come il suo prezioso contenuto, rappresenta i valori di cui Luce è, da sempre, portavoce: cura dell’artigianalità, ricerca dell’eccellenza e del saper fare, rispetto della tradizione senza timore del nuovo.

FOCUS / Com’è realizzata? A guardarla, ci si domanda: ma è un’etichetta o una stampa? Dipende dal formato. Su 75cl e Magnum, entrambe le cose: il sole di Luce, con la sua caratteristica forma a raggiera, vive su carta come una normale etichetta; lo sviluppo dei raggi a diretto contatto col vetro è realizzato con una stampa serigrafica. Nei grandi formati, invece, la bottiglia è serigrafata nella sua interezza: sia l’etichetta sia l’efficace vestito di raggi sono realizzati con una lavorazione in 4 passaggi che garantisce l’effetto dell’oro direttamente su vetro.

All that glitters is gold indeed To celebrate the important occasion of Luce’s Twentieth Vintage, the wine has dressed up in its finest. Encased in packaging with sacral undertones, the classic Bordeaux bottle wears a celebratory gold label that exalts the sun logo’s splendour. Luce’s sun rays extend to the entire bottle and twenty golden numbers, from 1993 to 2013, wrap around its body, marking the first twenty chapters in the history of a great wine. This is a bottle that, like its precious contents, represents the values that Luce holds dear: attention to details and craftsmanship, a quest for excellence and know-how, and respect for tradition without fear of the new.

FOCUS / How was it made? Qui sopra: la serie completa dei formati di Luce 20. In alto, in senso orario: il cofanetto dedicato alla Ventesima Vendemmia; alcuni momenti della fase di stampa: l’oro è sia opaco che zecchino. Above: the complete series of Luce 20 formats. Above, clockwise: the box dedicated to Luce’s Twentieth Vintage; some printing details: the gold is both opaque and zecchino.

When looking upon the bottle the question comes naturally: is this a label or a print? It depends on the bottle. For 75cl and Magnum bottles, Luce’s sun is printed on a label, but the rays are silk-screen printed upon the glass. While large format bottles are entirely silk-screen printed through a 4-step process that impresses the gold effect directly upon the glass.

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/MONTREAL

C isveglio R omeun

WHEN / le stagioni migliori WHEN / The Best Seasons • • • • • • • • • • • •

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Gennaio / January * Febbraio / February * Marzo / March *** Aprile / April *** Maggio / May ***** Giugno / June ***** Luglio / July **** Agosto / August **** Settembre / September ***** Ottobre / October **** Novembre / November ** Dicembre / December *


Il viaggio di Luce ritrova un altro teatro: siamo in Canada, al National di Montreal, per la nona tappa del nostro viaggio.

Montreal, 6 maggio. Dopo il rigore invernale, a maggio la città sembra come risvegliarsi dal letargo. L’atmosfera si fa frizzante, le temperature più miti scaldano il cuore. È il momento giusto per venire in Canada. È Lamberto Frescobaldi in persona a fare gli onori di casa e accogliere i suoi ospiti al Théatre National, per una giornata di festeggiamenti dedicata a Luce 20. In calendario, due momenti distinti: nel pomeriggio, la Degustazione verticale di tutte le 20 vendemmie di Luce riservata alla stampa; la sera, cena placée per i migliori clienti, accompagnata da una jam session di sax e violoncello. Le note del jazz risuonano insieme al tintinnio dei bicchieri, pronti ad accogliere Luce.

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/MONTREAL

Traveling / da non perdere • Il centro storico tra grattacieli e architettura d’epoca. • Il Vecchio Porto. • La Biosfera. • La maestosità del fiume San Lorenzo. • La Cittadella della Scienza. • Chinatown. • Il Giardino Botanico (2° al mondo per importanza). • Il Belvedere sul Mont Royal.

Traveling / Places not to miss • Old Montreal, with its skyscrapers and historical buildings. • The Old Port of Montreal. • The Biosphere. • Saint Lawrence River. • The Montreal Science Centre. • Chinatown. • Montreal Botanical Garden (2nd most important in the world). • A panoramic view of the city from the top of Mont Royal.

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In alto: lo skyline della città dal punto più panoramico: il Belvedere sul Mont Royal (particolare a sinistra). Qui sopra: caratteristica fontana al Giardino Botanico. Above: the city’s skyline from the best viewpoint: the Belvedere on Mount Royal (detail, left). Above: the fountain at the Botanical Gardens.

masterpiece / La Biosfera

masterpiece / The Biosphere

Sull’isola di Sainte-Hélène, la Biosfera è una cupola geodetica costruita in occasione di Expo 1967: al suo interno, una serie di sale interattive sull’ecosistema dei Grandi Laghi e del fiume San Lorenzo. Da quasi cinquant’anni è uno dei simboli della città.

The Biosphere is located on Saint Helen’s Island. It’s a geodesic dome that was built for the 1967 World Fair, Expo 67. On the inside, there’s a series of interactive rooms showcasing the water ecosystems of the Great Lakes-Saint Lawrence River regions. It has been one of Montreal’s symbols for almost 50 years.

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/MONTREAL

The Encounter / Cosa è successo • Degustazione verticale di 20 annate di Luce. • Cena di gala. • Jam session con sax e violoncello.

The Encounter / What happened • Vertical Tasting of Luce’s 20 Vintages. • Dinner Party. • Sax and Cello Jam Session.

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A destra: Lamberto Frescobaldi, padrone di casa della cena placée con jam session (sopra e pagina a fianco). Pagina a fianco: alcuni momenti della serata e della Degustazione. Right: Lamberto Frescobaldi, host of the sit-down dinner and jam session (above and next page). Next page: moments from the Tasting.


The 9th destination of Luce’s world tour is Le National in Montreal, Canada.

Awakenings Montreal, May 6th. After a harsh winter, the city seems to wake up from hibernation. The crisp air of May, and the lower temperatures it brings, are heartwarming. This is the right time to visit Canada. Lamberto Frescobaldi himself does the honors, as he welcomes his guests at the Théatre National, ready to start the celebrations. Two events are scheduled for tonight: in the afternoon, journalists will take part in an exclusive Vertical Wine Tasting of all of Luce’s 20 Vintages. Later in the evening, our best clients are invited to a sit-down dinner, where they will enjoy a sax and cello jam session. The sound of jazz music mingles with the tinkling of the glasses full of Luce.

Sascha Speicher, Meiningers Sommelier, giugno-agosto 2015 “Einer der besten bisherigen LuceJahrgänge mit viel reifer Frucht, erdig-balsamischer Würze und festem, aber samtigem Tanningerüst. Ein würdiger Jubiläumsjahrgang.”

outsider / 87


/NANTUCKET

Luce, mare, Nantucket / 88


In uno dei luoghi più suggestivi del versante Atlantico degli Stati Uniti, Luce della Vite partecipa alla ventesima edizione del Nantucket Wine Festival.

Nantucket, 14/17 maggio. L’isola di Nantucket è una destinazione ricercata ed esclusiva che attira visitatori in cerca del bello e del buono. Non sorprende quindi che questa piccola isola ospiti un appuntamento del vino conosciuto in tutto il Nord America per la sua esclusività e per i personaggi del panorama enologico e non che vi si recano ogni anno. Giunto alla sua 20a edizione, il Nantucket Wine Festival è una celebrazione enogastronomica di cinque giorni che include simposi, seminari e degustazioni oltre che la rinomata cena di gala e il particolare evento Great Wines in Grand Houses dove ospiti selezionati hanno l’opportunità di provare vini esclusivi all’interno delle più celebri case coloniali dell’Isola.

Nell’ambito del Nantucket Wine Festival, Luce della Vite ha partecipato alle degustazioni, le cene e gli eventi di gala presentando una selezione di annate Luce della Vite e Luce Brunello 2007 al raffinato pubblico. Tra i molti eventi va sicuramente ricordata La Fête, una cena intima e conviviale durante la quale gli ospiti sono invitati a portare una bottiglia pregiata della propria collezione. Lamberto Frescobaldi ha partecipato con Luce 1995, Luce 1997, e 2005 Luce Brunello Magnum raccontando la storia e il retaggio di questo vino che sa sempre distinguersi nel suo ruolo di ambasciatore delle tradizioni italiane nel mondo.

outsider / 89


/NANTUCKET

Masterpiece / l’isola Se le bellezze naturali e l’immensa vastità dell’Atlantico del Nord che circondano l’isola di Nantucket sono rimaste pressoché immutate dai tempi in cui Herman Melville vi fece salpare la baleniera Pequod nel suo iconico Moby Dick, l’autore rimarrebbe però certamente colpito da quanti visitatori nel nostro secolo hanno scelto di seguire la sua esortazione a “prendere mappa in mano e scoprirla”.

Masterpiece / the island The island of Nantucket’s natural beauty and the surrounding Atlantic ocean’s immense vastness have remained untouched since the times Herman Melville set the whaler Pequod on its journey in his iconic Moby Dick. However, the author would surely be quite surprised to discover how many visitors in our century have heeded his advice to “take out your map and look at it!”.

Distese di sabbia, fari solitari, mare burrascoso, viuzze da cartolina, dimore storiche, porti dove cercare riparo e una storia piratesca legata alla caccia delle balene… Pagina a fianco, in alto: la Degustazione verticale di Luce. Sand, solitary lighthouses, stormy seas, postcard-quaint roads, historical houses, ports to seek shelter in, and a story tied to whale hunting. Next page, top: Vertical Luce Tasting.

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stories / Case “Nantucket Style”

stories / Nantucket-style houses

Definire lo stile “Nantucket” delle case dell’isola e delle zone costiere del Massachusetts non è semplice, ma è possibile tracciare alcuni elementi che contraddistinguono questo ricercato stile architettonico. Conosciuto anche come “shingle style” (shingle in inglese significa sia “tegola” che “ciottoli”, intesi come quelli che si trovano in spiaggia) per l’aspetto e la zona geografica dove nasce, le case di Nantucket e Cape Cod si riconoscono per le planimetrie aperte e spaziose, i portici che avvolgono la casa, e le finestre sparse, solo all’apparenza casualmente, per trarre vantaggio dai paesaggi marittimi circostanti. Le case di Nantucket sono le “case al mare” per definizione, ma in America si possono ammirare anche in molti luoghi urbani dove lo stile ben si sposa a quello vittoriano dei sobborghi.

Defining the “Nantucket” style of the island’s houses is not a simple task, but it is possible to outline a number of iconic elements that distinguish this sought-after architectural style. Known also as “shingle style” (both for its use of shingles and because of the maritime associations with seafront rocks) houses in Nantucket and Cape Cod are renown for their open, airy plans, the wide porches that encircle the houses, and the large bay windows seemingly placed at random to gain the most out of the surrounding seascape. Nantucket-style houses are the archetypal “beach house”, but they can be found cities across the United States where the style blends in well with suburban Victorian styles.


Stefania Annese e Leonardo Romanelli, Gambero Rosso – Speciale Wine Travel Food, maggio 2015 “A wine that speaks Tuscan, that tells the story of a territory well-suited to winegrowing, of difficult years and of technical abilities in the wine cellars, is back in the limelight. […] the wine has changed, and for the better.”

In one of America’s eastern seaboard’s most alluring sites, Luce attends the twentieth edition of the Nantucket Wine Festival.

Luce, Ocean, Nantucket Nantucket, 14-17th May, 2015. The island of Nantucket is a precious and refined destination wellloved by visitors that have a passion for the beautiful and good things in life, so it doesn’t come as a surprise that this small island hosts one of the United State’s most cherished and exclusive wine events, which attracts important guests from across the nation. Now in its 20th edition, the Nantucket Wine Festival is a celebration of fine wine and food that included symposiums, seminars and tastings as well as the renown “Great Wines in Grand Houses”, event where selected guests have the opportunity to sample exclusive wines within some of the island’s most prominent colonial houses. Luce della Vite took part in a number of events, tastings and dinners, presenting the refined guests with a selection of Luce della Vite vintages and Luce Brunello 2007. Amongst all the festival’s happenings, one stands to be remembered particularly well: la Fête is an intimate and convivial dinner where guests are invited to bring along a prized bottle from their personal collection. Lamberto Frescobaldi participated with a Luce 1995, a Luce 1997, and a 2005 Luce Brunello 1,5 litre bottle telling the story of the wine’s heritage that has successfully distinguished itself in its role of ambassador to the world of Italy’s traditions.

outsider / 91


/LUCERNE

masterpiece / L’Olivo Un nome dedicato a una pianta mediterranea per eccellenza, che richiama l’impronta principale dello chef Hugues Blanchard, stella Gault Millau: le sue sono creazioni ispirate alla cucina mediterranea che vedono nella scelta di ottimi vini il completamento di un’esperienza a tutto tondo. Naturalmente, Luce ne è uno degli attori.

E che

divertimento

masterpiece / Olivo Restaurant Olivo carries the name of the ultimate mediterranean tree, and its Gault Millau-awarded chef, Hugues Blanchard, creates mediterranean cuisine-inspired dishes, to be combined with excellent wines, in order to savour them fully. Of course, Luce is one of them.

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In alto: la caratteristica facciata della Jesuitenkirche, con doppi campanili e cupole a cipolla, è una delle immagini-simbolo della cittadina lacustre. Top: the iconic Jesuitenkirche facade with double bell towers and onion-shaped domes is one of the symbols of the lake town.

Lucerna, 20 maggio. Siamo al Restaurant Olivo, all’interno del bellissimo Casinò: la vista sul Lago è strepitosa, di quelle che non si dimentica. Un luogo già magico che stasera si veste a festa per un selezionato gruppo di clienti ed estimatori di Luce: è la prestigiosa platea d’intenditori con cui brindare e condividere una storia di passione e di successo.


masterpiece / il Casinò

sia!

Incastonata tra le Alpi, Lucerna si specchia sul Lago dei Quattro Cantoni: è la magica atmosfera dell’undicesima tappa del nostro viaggio.

Costruito nel 1882, l’attuale Grand Casino Luzern era originariamente un Kursaal – una stazione termale e casa di cura: edificio sontuoso in riva al Lago, è in stile neobarocco, ispirato all’architettura rinascimentale francese. I lavori di restauro ne hanno mantenuto vivo lo sfarzo e la caratteristica eleganza Fin de Siècle.

masterpiece / Lucerne’s Casino Lucerne is nestled among the Alps, and it rises on the benches of Lake Lucerne, offering a picturesque setting for the 11th step in Luce’s world tour.

Let’s have some fun! Lucerne, May 20th. We are at Restaurant Olivo inside the beautiful Grand Casino; here, the view on the lake is fantastic and impossible to forget. Luce’s passionate story of success will be shared tonight with a selected crowd of wine connoisseurs and enthusiastic clients.

Grand Casino Luzern was built in 1882 on the lake bank: it’s a newbaroque building inspired by French Renaissance architecture, that was originally used as a health spa, a so called ‘Kursaal’. Its Fin de Siècle elegance has been kept intact by the way it has been renovated throughout the years.

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/BORDEAUX

Luce in Terra di

Bordeaux

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La dodicesima tappa del tour di Luce 20 passa da Bordeaux, vetrina internazionale di Vinexpo. traveling / 10 cose da fare • Passeggiare sul Pont de Pierre. • Camminare lungo le sponde della Garonna. • Ammirare le vetrate della Cattedrale di Sant’Andrea. • Visitare il Quartiere di Saint Pierre. • Fotografare Place de la Bourse con il tipico specchio d’acqua. • Bighellonare tra i vigneti della Regione. • Aspettare domenica per il Marché des Quais. • Assaggiare i canelés, i tipici dolcetti bordolesi. • Fare shopping in Rue Sainte Catherine. • Scoprire la piazza più grande d’Europa (i 12 ettari di Place des Quinconces).

Bordeaux, città del vino e di Vinexpo, città che Luce 20 ha scelto per la sua prima volta in terra francese. Durante la quermesse, sono attesi professionisti provenienti da 151 Paesi. Una vetrina prestigiosa davanti alla quale, domenica 14 giugno – giorno dell’inaugurazione – Luce è stata protagonista di un esclusivo workshop: la Degustazione verticale delle sue 10 pietre miliari. Un selezionatissimo gruppo di fortunati ospiti internazionali, guidato da Lamberto Frescobaldi e James Suckling, ha potuto apprezzare le annate più pregiate di Luce: una Degustazione ricchissima in 10 tappe, dalla storica prima Vendemmia del 1993, passando per il 1995, 1997, 2000, 2001, 2004, 2006, 2007, 2010. E, naturalmente, concludendosi con la grande festeggiata: la 2012, nel suo anno di debutto. Special guest, Michael Mondavi.

Pagina a fianco: il Pont de Pierre. In alto: Place de la Bourse. La fontana delle Tre Grazie, nel centro della piazza, è stata costruita nel 1869. Next page: Pont de Pierre. Above: Place de la Bourse. The fountain of the Three Graces, at the centre of the square, was built in 1869.

traveling / 10 things to do • Having a walk on Pont de Pierre. • Having a walk along the Garonne River banks. • Admiring the glass windows in the Bordeaux Cathedral (Cathédrale Saint-André). • Visiting Saint Pierre District. • Taking a picture of Place de la Bourse with its peculiar water mirror. • Wandering through the Region’s vineyards. • Waiting for Sundays’ Marché des Quais. • Having a taste of canelés, a typical pastry product from Bordeaux. • Shopping in Rue Sainte Catherine. • Exploring Europe’s largest square, Place des Quinconces (12 hectares, nearly 30 acres).

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/BORDEAUX

Who’s who / James Suckling Americano, classe 1959, è uno dei critici enologici più autorevoli del mondo, indiscusso punto di riferimento per tutti gli amanti del vino e per l’intero settore enologico internazionale. È stato uno dei primi redattori di Wine Spectator. Era il 1981, la testata era appena nata e Suckling si era trasferito a San Diego, con una laurea in tasca: resterà a Wine Spectator per 29 anni, diventandone il corrispondente estero per Italia ed Europa. Oggi è uno dei più acclamati critici internazionali, celebre per i suoi punteggi e per la spiccata conoscenza del panorama vinicolo mondiale.

The 12th step of Luce 20’s tour is Bordeaux, home to Vinexpo, the international wine and spirits exhibition.

Who’s who / James Suckling James Suckling, American, class of 1959, is one of the world’s most authoritative wine critics and a point of reference for wine lovers and the international œnological market. James was one of the very first writers for Wine Spectator. In 1981 the magazine had just launched and he had moved to San Diego as a young laureate. He stayed on with Wine Spectator for 29 years, becoming the magazine’s Italian and European foreign correspondent. Today, James is known for his wine ratings and analysis and his deep knowledge of the global wine market.

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LUCE IN BORDEAUX Cesare Pillon, Gentleman, novembre 2015 “Già quando nacque, vent’anni fa, Luce era un vino fuori dal comune: era l’unico a Montalcino fatto con uve sangiovese fifty-fifty con quelle di merlot ed era l’unico in Italia prodotto da una joint venture per metà italiana e per metà americana. […] Grazie a quell’inossidabile alleanza, Luce ha conquistato un altro primato: metà delle sue bottiglie si vendono negli Stati Uniti.”

Luce 20 has chosen Bordeaux, the city of wine, the city of Vinexpo, for its first trip to France. Professionals from 151 different Countries come here during the wine fair. For Vinexpo’s inauguration on June 14, Luce was the star at exclusive workshop featuring a Vertical selection of ten milestone vintages. An intimate group of international guests led by Lamberto Frescobaldi and James Suckling were taken through a Tasting of Luce beginning from the very first 1993 vintage through 1995, 1997, 2000, 2001, 2004, 2006, 2007 and 2010 before ending with the debutante Luce 2012. Michael Mondavi was the special guest for the evening.


in degustazione / Tasting

/ 1993 1995 1997 2000 2001 2004 2006 2007 2010 2012 outsider / 97


/LONDON

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MASTERPIECE / Hyde Park

È il 25 giugno il giorno dedicato alle celebrazioni londinesi di Luce. Quale miglior luogo del Ristorante Frescobaldi?!

Per celebrare il suo ventesimo anniversario, Luce della Vite ha scelto il Ristorante Frescobaldi situato a Mayfair, il cuore pulsante della cultura londinese sede delle grandi icone della moda, della gastronomia e del lusso. Per una sola serata gli ospiti sono stati trasportati nelle morbide colline e dolci valli della casa di Luce a Montalcino, apparentemente così lontana da questo angolo nascosto del codice postale più prestigioso di Londra. Oltre settanta ospiti si sono riuniti presso il delizioso cortile del Ristorante per godere del tepore della serata estiva con un calice di Leonia Pomino Spumante di Frescobaldi. A seguire l’aperitivo, gli ospiti si sono accomodati per gustare la magnifica cena toscana che lo chef ha preparato, accompagnando le specialità con Luce 2012, l’annata del ventesimo anniversario di Luce, oltre a Lucente 2012 e una rara

Mathusalem di Luce 2000. Diana Frescobaldi ha fatto gli onori di casa, introducendo ai propri ospiti – tra cui gli esperti di vino Stephen Spurrier e Sarah Kemp, e lo scrittore/politico William Cash – le portate e i vini prima di passare la parola al Direttore Vendite di Luce, Peter Ferguson, che ha raccontato storie e aneddoti sulle origini di Luce della Vite. I festeggiamenti sono continuati fino a notte inoltrata e gli ospiti si sono divertiti, passando di tavolo in tavolo, stringendo nuove amicizie e scambiandosi storie e apprezzamenti sui vini e la cena. Luce è un vino che incoraggia il nascere di nuove amicizie e il piacere di stare insieme; le celebrazioni per il suo ventesimo compleanno sono una prova della forte eredità come ambasciatore dello stile di vita italiano e la convivialità che lo contraddistingue.

Hyde Park, dove si trova il famosissimo Speaker’s Corner, è uno dei parchi cittadini più grandi al mondo. Con una copertura di 142 ettari, 4000 alberi, un lago di grandi dimensioni e una vasta distesa di prati, ci sono buone possibilità che un visitatore non si renda conto di trovarsi nel centro di Londra. Hyde Park vanta vari edifici e monumenti affascinanti, tra cui il Serpentine Bridge, la Joy of Life Fountain (fontana della Gioia della Vita) e la famosa statua di Achille.

MASTERPIECE / Hyde Park Home to the world famous Speaker’s Corner, London’s Hyde Park is one of the greatest city parks in the world. Covering 142 hectares (350 acres) and with over 4,000 trees, a large lake, a meadow and ornamental flower gardens, there’s a good chance you’ll forget you are right in the centre of London. A number of fascinating buildings and monuments are found in Hyde Park, including The Serpentine Bridge, the Joy of Life fountain and the famous Achilles statue.

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/LONDON

Masterpiece / W1, Mayfair Alcuni si ricorderanno di Mayfair perché nel gioco da tavolo Monopoli è la proprietà più cara di tutte. Non è un caso, visto che il codice postale più prestigioso di Londra (W1) è tra i luoghi con gli affitti più alti al mondo. Questo quartiere prende il nome dalla omonima May Fair (Fiera di Maggio) che aveva luogo annualmente dove oggi si trova lo Shepherd Market. Tradizionalmente, il quartiere viene delimitato a ovest da Hyde Park, a nord da Oxford Street, da Pall Mall e Green Park a sud, e Regent Street a est. A Mayfair si trovano gli alberghi, i ristoranti, i club privati e le abitazioni più lussuosi di Londra oltre che un numero di siti importanti inclusi la Royal Academy of Arts, il Grosvenor House Hotel, Claridge’s, the Dorchester e l’Ambasciata americana.

Masterpiece / W1, Mayfair You may remember Mayfair as Monopoly’s most expensive property, and, in fact, London’s most prestigious postcode (W1) has some of the world’s most expensive properties. The smart neighbourhood is named after the annual May Fair which used to take place on the site that is Shepherd Market today. Traditionally bordered by Hyde Park to the West, Oxford Street to the North, Pall Mall and Green Park to the South and Regent Street to the East, Mayfair contains some of London’s most exclusive luxury hotels, restaurants, shops, members’ clubs and private residences as well as a number of important buildings, including the Royal Academy of Arts, the Grosvenor House Hotel, Claridge’s, The Dorchester and the US Embassy in Grosvenor Square.

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Sopra e a destra: immagini della serata organizzata al Ristorante Frescobaldi. Top and right: images from the party at Ristorante Frescobaldi.


On June 25th Luce celebrates its anniversary London-style. What better place than Ristorante Frescobaldi?

W1 Montalcino To celebrate its 20th anniversary, Luce della Vite picked Ristorante Frescobaldi in Mayfair, the beating heart of London culture, home to all the greatest style icons of fashion, gastronomy and luxurious living. For one evening, guests were transported to the rounded hills and soft valleys of Luce’s home in Montalcino, seemingly so far away from this secluded corner of London’s most prestigious post code. More than seventy guests assembled in the delightful courtyard outside the Restaurant to enjoy the warm evening sunshine with a glass of the Leonia sparkling wine from the Frescobaldi Pomino Estate. Following the reception, the guests were invited to feast on the Chef’s magnificent five course dinner of premium Tuscan and North Italian delicacies accompanied by the 2012 Luce della Vite anniversary vintage, Lucente 2012, and a rare Luce 2000 Mathusalem. Diana Frescobaldi did the honours on behalf of her family, introducing her guests, which included British wine luminaries Stephen Spurrier and Sarah Kemp and the political writer William Cash, to the food and wines before handing over to Luce’s Global Sales Director, Peter Ferguson, for stories and anecdotes about the origins of the wine. The evening continued late into the night with guests moving around the tables enjoying the company of hitherto strangers, exchanging stories and appreciation of the wines and the food. Luce is a wine which encourages friendship, conversation and delight in the company of others, and the celebrations for its 20th birthday were a testament to Luce della Vite’s heritage as an ambassador for Italian conviviality and lifestyle.

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/TIRANA

Luce in Ambasciata A Tirana, l’Ambasciata d’Italia apre le porte a Luce 2012, ambasciatore dell’eccellenza italiana nel mondo.

26 giugno, Tirana: è tutto pronto per una serata all’insegna del Made in Italy e dell’eccellenza tutta italiana: quale sede migliore della nostra Ambasciata? Davanti all’esclusiva platea, all’ambasciatore italiano e al Premier albanese, Lamberto Frescobaldi parla in prima persona dell’ultima edizione del suo vino, la ventesima: attingendo alla tradizione enologica della propria famiglia (vedi p. 20), allo storico mecenatismo di cui è stata protagonista nei secoli, a un terroir particolarmente vocato (vedi p. 122), oggi Luce prosegue nel solco di questa illuminata tradizione.

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traveling / cosa vedere • • • • •

Piazza e monumento Skanderbeg. Moschea di Et`hem Bey. Museo Nazionale di Storia. Cattedrale ortodossa. Ascoltare jazz nei locali del centro.

traveling / Things Not to Miss The Italian Embassy in Tirana welcomes Luce 2012, the ultimate ambassador of Italian excellence in the world.

• • • • •

Skanderbeg Square and Monument. Et`hem Bey Mosque. The National History Museum. The Orthodox Cathedral. Listening to jazz music in the town center venues.

LUCE AT THE EMBASSY Tirana, June 26th. At the Italian Embassy, everything is ready to begin tonight’s celebrations of one of the best Italian-made products. The choice of the location is perfect indeed. Lamberto Frescobaldi introduces the Twentieth Vintage of Luce to an exclusive audience, led by the Italian ambassador and the Albanian Prime Minister. He tells the story of Luce, its unique terroir (see page 124), and how it continues to build on his family’s knowledgeable wine-making (see page 21) and arts patronage tradition.

In alto: la facciata del Museo Nazionale di Storia dal caratteristico mosaico con la storia dell’Albania. In basso: la sede della nostra Ambasciata. Pagina a fianco: vista della Piazza Skanderbeg con l’omonima statua equestre.

Above: the facade of the National Museum of History features a mosaic detailing Albania’s history. Below: the Italian Embassy. Next page: a view of Skanderbeg square with its namesake equestrian statue.

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/SEOUL

Luce brilla sopra Seoul

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Da Montalcino a Seoul, Luce anima una serata al ritmo della sua personalità.

Till Ehrlich, FINE Das Weinmagazin, settembre-novembre 2015 “Heute ist der Luce einer der großen Weine Italiens, er ist ein smarter Wein mit Tiefgang.”

Seoul, città dai mille contrasti, anche architettonici: come (in alto) la Nam Dae Mun (Grande Porta Meridionale), immersa tra i grattacieli.

È il 1° di luglio, quando Luce dà appuntamento ai suoi importatori coreani nelle sale del Park Hyatt di Seoul. Lo spettacolare panorama sulla capitale che si gode dal ventiquattresimo piano del prestigioso hotel è una perfetta cornice per un incontro tra uno dei più apprezzati testimoni della cultura enologica italiana e i suoi preziosi ambasciatori in Oriente. Dopo la Degustazione verticale delle annate più rappresentative di Luce, la serata è proseguita con una raffinata cena che si è conclusa con una singolare esibizione in tema: una performance musicale dei protagonisti di “Nanta”, uno show di grande successo in cartello da anni nei teatri coreani e non solo, che interpreta in chiave moderna la grande tradizione coreana delle percussioni. Il gruppo di artisti coreani, abbigliati da cuochi, ha infatti dato vita a una trascinante sessione ritmica usando come percussioni i più svariati utensili da cucina, dalle padelle ai taglieri, mischiando tradizione e invenzione, secondo una formula molto cara al carattere di Luce.

Seoul, city of many architectural contrasts: (above) the Nam Dae Mun – Large Southern Gate – among the skyscrapers.

Masterpiece / Seoul Tower Costruita sul monte Namsan, è alta ben 236 metri. Utilizzata come antenna radiotelevisiva, ospita un ristorante con una sorprendente vista sulla città. Si raggiunge con la funivia Namsan, che già durante il tragitto offre uno splendido panorama.

Masterpiece / Seoul Tower Rising 777 feet (236 metres) above Mount Namsan, it serves as an integrated telecom tower for TV and FM radio signals, and it hosts a restaurant with an amazing view on the city. Taking the Namsan Cable car to get there is a fantastic experience itself.

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/SEOUL

Luce has come to Seoul all the way from Montalcino, to entertain us once more with joyful toasts.

LUCE SHINES OVER SEOUL It’s the 1st of July, and Luce’s Korean importers have been invited to the Park Hyatt Seoul. A spectacular view, visible from the 24th floor of this prestigious hotel, offers the perfect background for tonight’s encounter between one of Italy’s leading figures in the culture of wine making, and its precious ambassadors in the East. Following a Vertical Tasting of the most representative vintages of Luce, and

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Masterpiece / Bugaksan È una delle montagne che sovrastano Seoul ed è meta degli amanti del trekking. Offre una vista mozzafiato sulle mura della città percorrendo i sentieri che portano al rifugio, oggi visitabile, dei ribelli degli anni ’60. after an elegant dinner party, the closing event of the night is a special musical performance by the protagonists of “Nanta”, a successful Korean show that has been playing for years, that incorporates traditional Korean percussion music. Dressed like cooks, these Korean artists engage in a fascinating rythmical session involving various kitchen utensils, including pans and breadboards, mixing tradition and innovation, just like Luce does.

Masterpiece / Bugaksan It is one of the mountains that envelop Seoul, and a popular hiking destination. The pathway up the mountain, where rebels took shelter in the 60s, is now open to the public, and it offers a spectacular view, as it runs right next to the ancient city walls.


Masterpiece / Gyeongbokgung

A destra: alcuni momenti dello show Nanta, con gli utensili da cucina al posto delle percussioni.

Right: The Nanta show featuring kitchen utensils instead of percussion instruments.

Questo edificio, il cui nome significa letteralmente “Palazzo della scintillante felicità”, è uno dei simboli di Seoul e uno dei suoi 5 palazzi costruiti dalla dinastia Chosun. Costruito nel 1394, venne quasi totalmente distrutto e bruciato nel 1592 nel corso dell’invasione giapponese, ma nel XIX secolo fu restaurato e ricostruito come un complesso di 330 edifici. Da visitare la Sala imperiale del trono e il padiglione Gyeonghoeru.

Masterpiece / Gyeongbokgung This building, the name of which literally translates to “The Palace of Prospering Virtue”, is one of the symbols of Seoul. It was built in 1394, and is one of the Five Grand Palaces built by the Joseon dynasty. It was almost completely destroyed by a fire during the Japanese invasion, but it was restored in the 19th century with its 330 buildings. The Throne Hall and the Gyeonghoeru Pavilion are not to be missed.

A sinistra: Myeong dong street, centro dello shopping di Seoul. Pagina a fianco: il Song Do, uno dei 20 ponti sul Cheon Gye Cheon, il fiume recuperato nel 2005 (era murato sotto una superstrada) dall’ambizioso progetto di Lee Myung-bak, l’allora sindaco, poi presidente della Corea del Sud. Left: Myeong dong street, Seoul’s shopping centre. Next page: the Song Do, one of 20 bridges on the Cheon Gye Cheon, the river recovered in 2005 – it had been entombed beneath a highway – by Seoul’s then mayor and now president Lee Myung-bak.

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/TAIPEI

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Taipei a tutto

jazz

A Taiwan, Luce veste i panni della New York dei ruggenti anni venti.

Sotto: alcune creazioni del sand artist dedicate a Luce. Pagina a fianco: il Ponte dell’Arcobaleno, suggestivo simbolo di Taipei.

Below: some of the sand artist’s creations dedicated to Luce. Next page: the Rainbow Bridge, a symbol of Taipei.

Entriamo al Brown Sugar di Taipei, ma per un magico momento siamo stupiti e piacevolmente confusi: ci accoglie infatti una Jazz medley di Duke Ellington, Cab Calloway ed Ethel Waters e la hostess che ci da il benvenuto è una flapper girl che indossa una gonna al ginocchio Anni Venti e porta il caschetto sbarazzino e il trucco esagerato di quei ruggenti Anni. Potremmo essere a New York novant’anni fa durante l’epoca d’oro del Jazz, e non è un caso che la serata si chiami “Cotton Club” in ricordo del più famoso e controverso speakeasy di quegli anni. Gli ospiti internazionali di Luce invitati a questo evento si sono ben preparati per la serata, le ragazze in scintillanti vestitini stile Charleston si accompagnano a uomini d’affari che sfoggiano i più diversi cappelli, qui una fedora, lì un berretto e ancora un cappellino di paglia. Non poteva ovviamente mancare anche qualche gangster in abito gessato grigio e bombetta nera! Nel corso della serata il live Jazz si è alternato a interventi sul palco che sono stati artisticamente rappresentati da un sand artist. I racconti di Luce hanno così preso vita diventando piccole opere d’arte proiettate su un megaschermo così che tutti potessero ammirare il lavoro dell’artista della sabbia. Per festeggiare i suoi primi vent’anni, Luce si è vestito dell’eleganza intramontabile degli Anni Venti, ma con una licenza artistica: allo speakeasy di Luce infatti il Proibizionismo non è arrivato e gli ospiti hanno potuto degustare calici di Attems, Lucente e Luce 2012.

outsider / 109


/TAIPEI

Masterpiece / il Cotton Club Il Cotton Club fu un famoso night club di New York che svolse la sua attività durante e dopo l’era del Proibizionismo. Nonostante la sua fama derivasse da artisti jazz afro-americani come Duke Ellington, Cab Calloway ed Ethel Waters che si esibivano regolarmente nel locale, è oggi ricordato purtroppo anche per le sue politiche razziste. Durante il suo apogeo, il Cotton Club svolse il ruolo di punto di ritrovo chic nel cuore di Harlem, organizzando ogni domenica le cosiddette “Celebrity Nights”, alle quali presero parte personaggi come Jimmy Durante e Jimmy Walker

Masterpiece / the Cotton Club The Cotton Club was an infamous New York City nightclub that performed its activities during the prohibitionist era. Although its fame came from the African American Jazz artists that performed there – Duke Ellington, Cab Calloway and Ethel Waters to name a few – it is remembered today partly as a racist establishment. At the height of its popularity, the Cotton Club became a très-chic meeting place in the heart of Harlem and was known for its Sunday Celebrity Nights frequented by the likes of Jimmy Durante and Jimmy Walker.

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Sopra: alcuni momenti della serata al Brown Sugar. A destra, una delle trafficate arterie di Taipei. Above: moment’s from the evening at the Brown Sugar. Right: one of Taipei’s busy roads.


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/TAIPEI

who’s who / Flapper Girls Le Flapper Girls sono le ragazze alla moda degli Anni Venti per definizione. Diventate icone di stile e simboli rivoluzionari per i loro atteggiamenti e filosofia di vita, le flapper girls ascoltavano jazz e ballavano al ritmo del Charleston, fumavano e chiacchieravano amabilmente.

who’s who / Flapper Girls Flapper Girls were the “It Girls” of the 1920s. They became celebrated icons of style and symbols of social revolution for their attitude, beliefs and lifestyles. Flapper Girls listened to Jazz and danced the Charleston, they smoked and chatted merrily and freely.

In queste pagine: immagini della serata in stile Anni Venti dedicata a Luce. In these pages: images from the 1920s’ inspired party dedicated to Luce.

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Quality, giugno-settembre 2015 “Eigentlich erstaunlich, dass eine solche Erfolsgeschichte sich in nur zwanzig Jahren entwickeln kann, […].”

Taiwan dresses up in perfect New York roaring 20s style.

All that Jazz in Taipei We walk into Taipei’s Brown Sugar and for a magical moment we’re surprised and pleasantly confused: we’re welcomed by a Jazz medley of Duke Ellington, Cab Calloway and Ethel Waters and greeted by a smiling flapper girl wearing a knee-length skirt, spunky hairdo and the excessive makeup of the roaring twenties. We could easily be in New York City almost a century ago during the golden age of Jazz, and it is no coincidence that the evening is named after the infamous and controversial speakeasy par excellence, the Cotton Club. Luce’s international guests have come suited and booted for the evening, girls in sparkling Charleston dresses are accompanied by business men wearing different period hats – fedoras, berets, and straw hats all make appearances. And it wouldn’t be a ‘20s inspired party without a few gangsters dotting the evening in grey pinstripes and black bowler hats. During the evening the live Jazz performance is interspersed with speakers’ whose stories are visually represented by a sand artist, becoming little art wonders that are projected and on the maxi screen. To celebrate its first twenty years, Luce dressed up in the glamorous elegance of the 1920s, but we allowed ourselves a small creative license: prohibitionism never happened in Luce’s interpretation of the speakeasy and the guests were able to enjoy chalices of Attems, Lucente and Luce 2012.

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/HANOI

Riflessi di Luce sull’acqua del

West Lake

Masterpiece / i laghi in città Hanoi è una città molto particolare anche per merito dei laghi che punteggiano il suo centro: il più famoso è il Lago Hoan Kiem, dove si trova anche uno dei templi più amati dai turisti, lo Ngoc Son Temple (foto sopra). Ma anche il Lago Ho Tây e il Trúc Bach meritano certamente una visita.

Masterpiece / City Lakes Hanoi is a very peculiar town because of the many lakes scattered throughout its city area. Hoan Kiem Lake is the most famous one, mostly because of the Ngoc Son Temple, a popular tourist destination (top). Also Ho Tây Lake and Trúc Bach Lake are certainly not to be missed.

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A novemila chilometri di distanza dalla sua terra, Luce scalda una serata ad Hanoi.

Non potevano essere che le porte di Don’s ad aprirsi, il 18 di agosto, per dare vita a un memorabile evento firmato Luce in terra vietnamita. Il nome dell’esclusivo ristorante sulle rive del West Lake di Hanoi compare infatti nella lista degli “Ambasciatori di Luce”, selezionati locali di tutto il mondo che hanno il piacere e il privilegio di offrire ai loro ospiti le bottiglie del blend di Montalcino. Ospiti della serata, i migliori e più affezionati clienti, tra i quali alcuni esponenti del governo e il Managing Director di Rolls-Royce Vietnam, che hanno potuto degustare la Ventesima Vendemmia di Luce. Al termine della cena, un altro piacere esclusivo è andato ad aggiungersi ai tanti della speciale serata: arrotolati al momento dalle mani sapienti di un torcedor, sigari cubani pregiati sono stati gustati con voluttà dai fumatori presenti. La perfetta conclusione di un incontro all’insegna della convivialità oltre qualunque frontiera.

Lo skyline di Hanoi e del West Lake all’imbrunire, quando la città inizia a illuminarsi in un suggestivo gioco di riflessi sull’acqua.

Hanoi’s skyline and the West Lake at dusk. The city is bathed in light reflecting off the lake’s surface.

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/HANOI Masterpiece / il Museo etnografico Vietnamita

Masterpiece / Vietnam Museum of ethnology

Molto interessante e molto ben allestito, il museo custodisce, attraverso oggetti, documentazioni e ricostruzioni, la memoria e l’identità delle diverse minoranze tribali presenti in Vietnam. Anche se si trova piuttosto lontano dal centro città, merita assolutamente una visita.

The Vietnam Museum of Ethnology displays a very interesting set up of objects, documents, and reconstructions that treasure the memory and identity of the many ethnic minorities in Vietnam. Even though it is quite far from the city center, it is definitely worth a trip.

Luce brings its warmth all the way to Hanoi, 9,000 kilometers away from its homeland.

FLASHES OF LUCE ON WEST LAKE WATERS Don’s Restaurant, situated on the West Lake banks in Hanoi, is the chosen Vietnamese location for another one of Luce’s memorable events, set for the 18th of August. It’s one of the restaurants that have been selected worldwide to be “The Ambassadors of Luce”, offering the possibility to enjoy this fantastic Montalcino wine blend to their lucky costumers. The Rolls-Royce Vietnam Managing Director and several Vietnamese Government representatives are among the selected crowd of clients who have been invited to taste Luce’s Twentieth Vintage. After dinner, there’s another special surprise: a highly skilled “torcedor” is given at the disposal of the savvy smokers in the room, to roll the finest Cuban cigars, as a perfect conlusion to a jovial night across cultures.

In questa pagina: la giornata al Don’s, conclusasi con sigari rollati al momento. Pagina a fianco, in alto: in pagoda lungo il ruscello Yen, sulla strada da Hanoi a Huong.

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On this page: ending the day at Don’s with hand-rolled cigars. Next page, top: Pagoda along the Yen stream on the road from Hanoi to Huong.


Masterpiece / il Quartiere Vecchio

Masterpiece / The Old Quarter

La parte più vecchia di Hanoi è un labirinto di vie (in tutto 36, ognuna delle quali dedicata a un mestiere o a un’arte) dense di botteghe in cui è piacevole aggirarsi, e anche perdersi, alzando di tanto in tanto lo sguardo per ammirare il fascino decadente dei vecchi edifici.

The most ancient part of Hanoi is a maze of old streets – there’s 36 of them, all of which carry the name of a particular trade or craft- filled with small shops, where it can be fun to get lost, raising your gaze once in a while, to admire the magnificent decadence of the oldest buildings.

Vinum Extra, Toskana, maggio 2015 “Gefällt auch im Jubiläumsjahr mit seiner Eleganz.”

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/WINE

Ventesima Vendemmia

La

NOTE DI DEGUSTAZIONE Colore: rosso rubino scuro. Bouquet: potente, complesso e molto profondo. Note intense di bacche nere, come ribes e mora. In sottofondo, delicati aromi speziati di chiodi di garofano e pepe nero. Complessità arricchita da leggeri sentori di liquirizia e fragranze balsamiche. Bocca: ampio e ben strutturato con tannini maturi che avvolgono il palato in una trama di velluto. Gli aromi si sviluppano lungamente con una nota finale affumicata.

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Vent’anni. Hai nerbo, struttura, corpo. Sei maturo e compiuto. Col tempo hai saputo conquistare esperti di tutto il mondo, diventati tuoi indiscussi estimatori. Assieme condividete gli stessi valori di cui sei, da sempre, testimone; uno tra tutti: vivere il presente con l’aiuto del passato per farne un buon futuro. No, non stiamo pensando a una persona. Stiamo parlando di vino: della Ventesima Annata di Luce, per l’esattezza, che, vendemmiata nel 2012, da quest’anno è in bottiglia (e che bottiglia! vedi p. 78). Una stagione, il 2012, degna di nota.

Giornate asciutte e buona escursione termica hanno caratterizzato un’estate perfetta per lo sviluppo armonioso degli aromi e per la concentrazione delle uve, vendemmiate come sempre in due momenti diversi: il Merlot a fine agosto, il Sangiovese a fine settembre. Dopo 12 giorni di fermentazione, 4 settimane di macerazione sulle bucce, 24 mesi d’affinamento in barrique, a gennaio 2015 Luce è passato in bottiglia: un abito tutto d’oro per sottolineare un traguardo davvero importante. Quello di 20 primavere. Di 20 vendemmie.


Ecco il nostro protagonista salire sul palco e presentarsi al mondo. Signore e Signori: Luce 2012.

Ladies and Gentlemen please welcome Luce 2012 upon the world stage.

The Twentieth Vintage Twenty years old. You have vigour, structure and body. You are mature and accomplished. With time you have seduced experts across the globe, and they have become your faithful admirers with whom you share those very same values that you have always represented: to live the present with the help of the past to create a good future. No, we’re not discussing a person. We’re describing a wine: Luce 2012, the wine’s Twentieth Vintage that has now been bottled (and what a bottle! See page 79).

Tasting Notes 2012 has been a noteworthy season marked by dry days and good temperature ranges that have created a perfect summer for the harmonious development of the grapes’ aroma and concentration. As always, the grape harvest took place in two distinct moments: Merlot at the end of August and Sangiovese at the end of September. After 12 days of fermentation, 4 weeks of maceration on the skins, and 24 months of barrique refinement, Luce was bottled in January 2015 dressed in gold to mark a truly important milestone: 20 springs, 20 vintages.

Color: dark ruby red. Bouquet: powerful, complex and very deep. Intense dark berry notes with marked currants and blackberries. In the background, we find the delicate spiced aroma of cloves and black pepper. The complexity is further enhanced by a light liquorice scent and balsamic notes. Palate: ample and well-structured with mature tannins that wrap the palate in a velvet texture. The aromas are persistent and end with a final smoky note.

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/WINE

I NUMERI • • • • •

12 giorni di fermentazione. 4 settimane di macerazione. 24 mesi di affinamento. 28 hl/ha di resa media. 80mila bottiglie prodotte.

NUMbERs • 12 days of fermentation. • 4 weeks of maceration. • 24 months of refinement in french durmast oak barrels. • average yield per hectare of 28 hl. • 80 thousand bottles produced.

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VALORI DI LUCE

Luce’s Values

• Cercare le eccellenze anche lontano da una tavola, se son frutto del saper fare. • Premiare il buon cibo e il buon vino, ma anche ogni arte che ci renda migliori. • Rispettare la tradizione senza timore del nuovo. • Vedere l’incontro tra idee, mondi e culture come un’occasione unica e preziosa. • Offrire tutto il meglio di te a chi siede alla tua tavola. • Vivere il presente con l’aiuto del passato per farne un buon futuro.

• Find excellence everywhere, even far from the table if they are the product of true know-how. • Celebrate good food and good wine, but also any art that improves us. • Respect traditions without having fear of the new. • Cherish the meeting of different ideas, worlds and cultures as a unique and precious opportunity. • Offer the very best to those that sit at your table. • Live in the present with the aid of the past to work for a good future.

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/MOSCOW

Luce

Magnum

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Stories / Matrioske, pari o dispari?

Luce 2012 arriva a Mosca, ultima tappa del nostro world tour.

Monumenti emblematici della città: in alto, la Cattedrale di San Basilio sulla Piazza Rossa. Pagina a fianco: vista del Cremlino dal ponte sulla Moscova. Iconic city landmarks: above, Saint Basil’s Cathedral on the Red Square. Next page: the Kremlin seen from the bridge on the Moskva.

Dopo l’Italia e la Francia, gli USA e il Canada, il Vietnam, la Corea, dopo aver festeggiato all’ombra delle ikebana giapponesi e dei templi khmer in Cambogia, tra i mille rivoli del Nieuwe Maas a Rotterdam o nell’aura quasi sacrale della St. Johanniskirche di Amburgo, l’8 di ottobre il viaggio di Luce arriva all’ultima tappa: Mosca. Il luogo deputato, il St. Regis Moscow Nikolskaya, offre tutta l’opulenza e il lusso aristocratico – era originariamente la residenza del conte Orlov-Davydov – che la celebrazione di una grande annata si merita. Al cospetto degli invitati – un numero selezionatissimo tra i migliori clienti e giornalisti – 8 annate di Luce esprimono tutta l’unicità di ciascuna Vendemmia durante la Verticale di formati Magnum. Ma il vino, oggi, non è solo nei bicchieri: gli ospiti possono cimentarsi con la pittura e, grazie ad acquarelli a base di vino, rappresentare la propria idea di Luce. Ai primi 3 classificati, una Magnum di Luce 2012 direttamente dalle mani di Lamberto Frescobaldi. Intanto, le immagini di An Outsider in Montalcino (vedi p. 36) raccontano la Ventesima Annata attraverso la storia della Tenuta, di Montalcino, di quel sogno di oltre vent’anni fa (vedi p. 20), oggi trasformato in una delle eccellenze italiane apprezzata all over the world. Arrivederci alla prossima annata!

Il simbolo russo per eccellenza, in realtà, ha una storia abbastanza recente. Legata, come Luce della Vite, alla lungimiranza di un uomo. E alla contaminazione tra culture. A fine Ottocento, fu Savva Ivanovi Mamontov, ricco e illuminato imprenditore, a commissionare la prima bambolina a un artista del legno su ispirazione di un acquisto fatto in Giappone: una statuina di Buddha che, al suo interno, ne conteneva altre quattro più piccole. La prima matrioska venne poi esposta all’Expo di Parigi del 1900, diventando in breve uno dei simboli dell’arte e della tradizione russa. Inizialmente composta da un numero pari di pezzi (solitamente 10), dopo la Rivoluzione bolscevica l’insieme di bamboline divenne dispari. Il motivo? Sconosciuto: forse, semplicemnte per il gusto post rivoluzionario di sovversione delle regole.

Stories / Matryoshka, odd or even numbered? An absolute russian symbol, the Matryoshka is actually relatively recent. Its story is tied to man’s genius and vision, and the crosscontamination of cultures. Just like Luce della Vite. At the end of the 19th century, Savva Ivanovi Mamontov, a wealthy and enlightened entrepreneur, commissioned the first doll from a woodwork artist based on an idea inspired by a purchase he had made in Japan: a statuette of the Buddha that held four smaller ones inside it. The first Matryoshka was exhibited at the Paris Expo of 1900 and quickly became a symbol of Russian art and tradition. Initially composed of an even number of pieces (usually 10) following the Bolshevik revolution, Matryoshka’s became odd numbered. The reason? Unknown. Perhaps it was simply a post-revolutionary whim to do things differently.

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/MOSCOW in degustazione / Tasting

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1996 1999 2000 2004 2006 2008 2010 2012 stories / Parola d’ordine: YANdEX

stories / Password: Yandex

«La terza e più grave piaga, tristemente famosa […], che è colpa dell’uomo e che infamia la Sicilia e in particolare Palermo agli occhi di tutto il mondo… è il… TRAFFICO». Se in Johnny Stecchino di Roberto Benigni la piaga degli ingorghi suonava comica, nel caso di Mosca c’è poco da ridere. Tutti i moscoviti sono condizionati dal traffico: tante le cause dell’inesorabile lentezza sulle strade della città. Intanto, l’affollamento di mezzi – a Mosca vivono più di 12 milioni di persone, oltre 18 nell’area metropolitana; poi, l’alto tasso d’incidenti: le strade sono ghiacciate per parecchi mesi all’anno; infine, le regole della polizia stradale: i mezzi coinvolti in un incidente non possono essere spostati prima dell’arrivo delle forze dell’ordine, con le inevitabili conseguenze sulla circolazione. Gli ingorghi possono assumere dimensioni inimmaginabili, sorta di apocalisse di lamiere di cui ignori la risoluzione. Per capire come butterà la giornata, il moscovita non può fare a meno di Yandex, la app che segnala lo stato del traffico in tutta la rete urbana, stradine amene comprese. In alto, sullo schermo, un semaforo e un punteggio riassumono l’andamento generale: 1, semaforo verde: zero traffico; 8, rosso: rush hour; rosso, 10: meglio restarsene a casa.

«The third and most dangerous plague, which is sadly famous […], man is to blame, and Sicily is disgraced by it, particularly Palermo, in the eyes of the whole world… is TRAFFIC!» If in Roberto Benigni’s Johnny Stecchino traffic jams are almost comical, in Moscow they are far from a laughing matter. The people of Moscow are controlled by traffic, and the causes of the slow-going on city’s roads are many. There are too many cars – 12 million people live in Moscow proper, and 18 in the greater metropolitan area – and too many accidents. The streets are iced for many months out of the year, and cars involved in an accident cannot be moved until the police arrive, which impacts the traffic situation greatly. Traffic jams in Moscow are known to take gargantuan proportions, a sort of steel apocalypse that sees no end in sight. To fully understand what awaits them, Muscovites make use of Yanex, an app which monitors and details the state of traffic throughout the city. At the top of the screen, a traffic light and score assess the situation: 1, green light, no traffic. 8, red light, rush hour. 10, red light, best to just stay at home.

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A destra: sono stati una trentina i partecipanti alla Degustazione delle migliori annate di Luce (a sinistra, il particolare di millesimi e formati). Right: thirty guests participated to the Tasting of Luce’s top vintages (left, format details).

Luce 2012 reaches the final stop in its world tour in Moscow.

Luce magnum On October 8, 2015, after visiting Italy and France, the USA and Canada, Vietnam and Korea, after celebrating in the shadows of Japanese Ikebana and the Khmer temples of Cambodia, in the rivulets of Nieuwe Maas in Rotterdam and under the sacred dome of St. Johanniskirche in Hamburg, Luce lands in Moscow for its final stop. The St. Regis Moscow is selected as the place of honor. It offers all the opulence and noble luxury expected of the former residence of Count Orlov-Davydov and is perfectly suited for the final celebration of this great Vintage. Selected guests including top clients and journalists had the opportunity to participate in a Vertical Tasting of Luce Magnums that expresses the unique character of eight individual vintages. On this special occasion, wine isn’t just found in the glasses, and guests are given the opportunity to paint with wine-based colors and depict their interpretation of Luce. The winner and runnerups received a Luce 2012 Magnum directly from host Lamberto Frescobaldi. During the event, a screening of An Outsider in Montalcino (see page 39) narrates Luce’s Twentieth Vintage through the story of the Montalcino Estate centered on how a dream born twenty years ago (see page 21) has been transformed into an Italian excellency loved throughout the world. Arrivederci! Until the next Vintage.

Der Feinschmecker, ottobre 2015 “Der 2012er trägt ein festliches JubiläumsEtikett mit der “Luce”- Sonne, inspiriert von der Sonnendarstellung am Altar der Florentiner Kirche Santo Spirito. Für ein Genuss-Hochamt!”

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/TRAVEL

stories / A proposito di Montalcino Un nome celebre come quello del nostro territorio non ha ancora una teoria certa sull’origine etimologica. Le due ipotesi più accreditate sono entrambe frutto della contrazione fonetica del nome di un colle: Mons Lucinus, a sua volta ispirato alla dea Lucina o al latino Lucus [bosco sacro]; oppure Mons Ilcinus, dal latino Ilex [leccio], albero molto diffuso da queste parti – compare anche sullo stemma del comune.

stories / About Montalcino Although Montalcino’s name is celebrated and well-known, there is no certain agreement on its origins. Two theories stand amongst the rest and are both derived from the phonetic contraction of nearby Mons Lucinus – inspired itself by the goddess Lucina or the Latin Lucus (sacred woods). Alternatively, Mons Ilcinus, from the latin Ilex for holm oak, a common tree in the area that is also represented on the City’s emblem.

Montalcino

la nostra casa Un luogo magico dove il vino lo si fa da secoli. Luce della Vite non poteva che vivere qui.

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Montalcino

our home

A magic place where wine has been made for centuries. Luce della Vite could call no other place its home.

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/TRAVEL

In alto: il borgo di Montalcino, inerpicato a circa 567 metri slm, conserva ancora tratti di cinta muraria. A destra: un vigneto della Tenuta di Luce della Vite.

Il luogo Su un’incantevole collina a 564 metri sul livello del mare, Montalcino conserva il fascino di antico borgo medievale. Il suo territorio, dal panorama classicamente toscano, fa parte del Parco Artistico Naturale e Culturale della Val d’Orcia. Qui la produzione di vino attinge a una tradizione plurisecolare: già a metà del Cinquecento Leandro Alberti, nella sua Descrittione di tutta Italia, ne parla “per i buoni vini chi vi si cavano da quelli ameni colli”.

Above: the town of Montalcino, 567 above sea level, retains to this day parts of its city walls. Right: a vineyard in the Luce della Vite estate.

La Tenuta A sud-ovest della cittadina medievale, la Tenuta Luce della Vite si estende con 192 ettari di terreno, di cui circa 77 vitati; tra i 350 e i 430

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metri sul livello del mare, è una delle proprietà più elevate di tutto il territorio. Sono proprio i terreni più in alto, ricchi di galestro, ben drenati e poveri di sostanze organiche, ad offrire le condizioni migliori per il Sangiovese; quelli più in basso, ricchi d’argilla, sono invece perfetti per il Merlot. Il clima Sulle nostre colline né nebbie, né gelate, né brinate tardive: il vento mantiene l’aria fresca e pulita; le estati sono lunghe, asciutte e assolate. L’altitudine e l’esposizione a sud dei nostri vigneti consentono una maturazione lenta e completa dei grappoli: ecco perché Luce ha sempre grande concentrazione e vigore.


Bruno Vespa, Panorama, 28/10/2015 “Nel ‘93 nella Tenuta Luce della Vite, nacque Luce, che ha compiuto i vent’anni nel 2012. […] La ventenne è stata presentata in società quest’anno dopo due di maturazione nel legno e il risultato è magnifico. Le anticipazioni del profumo si materializzano in un sapore equilibrato che si prolunga in un retrogusto aristocratico. Ho assaggiato per un confronto anche il 2004 e – nonostante la maggiore anzianità – mi è parso che al profumo sontuoso si contrapponesse un sapore allegro, vivaldiano. Tutto lascia immaginare una giovinezza rigogliosa e una splendida maturità.”

stories / La Marcia dell’Indipendenza

stories / The Independence March

Montalcino fu l’ultimo baluardo della Repubblica Senese caduta nel 1555 sotto le truppe ispano-medicee comandate da Cosimo I de’ Medici, Duca di Firenze. Il 25 aprile di ogni anno, una gara podistica ripercorre lo stesso tragitto dei nobili senesi in fuga verso la fortezza di Montalcino dove riuscirono a mantenere in vita il proprio Stato: la Repubblica di Siena riparata in Montalcino, infatti, durò per altri quattro anni, fino alla morte di Carlo V e la conseguente fine del conflitto franco-spagnolo.

Montalcino was the last bastion of the Republic of Siena that fell in 1555 against the Spanish-Florentine troops commanded by Cosimo I de’Medici, Duke of Florence. Every year on April 25th, a race is held along the same route the nobles from Siena took as they fled to the fortress of Montalcino. Here, the nobles were able to maintain the Republic of Siena alive for another four years until the death of Charles V and the end of the Franco-Spanish war.

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/TRAVEL

MONTALCINO, our home The Place On a delightful hill 564 meters above sea level, Montalcino retains all the charm of an ancient medieval town. Its classically tuscan landscapes are part of the Parco Artistico Naturale e Culturale della Val d’Orcia, a Unesco Cultural Heritage Site. Here, the production of wine is rooted in centuries-long tradition that dates back to the 1500s when Leandro Alberti in his “Description of Italy” writes about the “good wines that are drawn from its pleasant hills”. The Estate South west of the medieval town and situated between 350 and 430 meters above sea level, Luce della Vite’s Estate is amongst the highest altitude properties in the region and extends for 192 hectares (475 acres), of which 77 (190) dedicated to vineyards. The higher elevation and marl-rich, well-drained soils noted for their few organic substances, are particularly suited to Sangiovese grapes. The lower vineyards, rich in clay, are instead perfect for Merlot. The Climate There is no fog, nor freezing nor brine to be found on these hills; the wind keeps the air fresh and clean, and the summers are long, dry and sunny. The altitude and the south-facing vineyards support a slow and complete maturation of the grapes. This is why Luce is such a concentrated and powerful wine.

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stories / Un’efficace sentinella... Il culto di Santa Maria del Soccorso, patrona di Montalcino e festeggiata l’8 di maggio, risale alla metà del Cinquecento, quando apparve sulle mura di Montalcino all’assediante esercito ispano-tedesco comandato da Don Garcia di Toledo: i padri Agostiniani, infatti, ne avevano eretto l’effigie sulla Porta al Corniolo. Un’efficace sentinella, non c’è che dire.

stories / An Efficient Sentinel The worship of Santa Maria del Soccorso, patron saint of Montalcino celebrated yearly on the eight of May, hails back to the mid 1500s when she appeared upon the walls of Montalcino to the German-Spanish army commanded by Don Garcia of Toledo. The Augustinian priests had, in fact, placed her image on the city gates of Porta al Corniolo making for a very efficient sentinel indeed!


A sinistra: l’Abbazia di Sant’Antimo vista dall’abside con campanile a monofore e bifore. Pagina a fianco: un altro vigneto della Tenuta di Luce della Vite. Left: Sant’Antimo Abbey and its iconic bell tower. Next page: another vineyard in the Luce della Vite estate.

masterpiece / Via Francigena Il territorio di Montalcino – in particolare l’Abbazia di Sant’Antimo – rientrano nel tratto senese della Via Francigena: il tracciato – attraverso i valichi alpini della Val di Susa e della Val d’Aosta, alcuni tratti delle vie consolari romane e i successivi raccordi d’età medievale – era la principale direttrice per i pellegrini cristiani in viaggio dai territori d’Oltralpe a Roma. Oggi meta turistica, con un percorso pedonale regolamentato e segnalato, corre dal Gran San Bernardo alla Capitale per 945 chilometri.

masterpiece / Francigena Road The area surrounding Montalcino – particularly around Sant’Antimo’s Abbey – fall within the Siena side of the Via Francigena (Francigena Road). The path, which crosses the Alps in Val di Susa and Val d’Aosta as well as Roman consular roads and later medieval roads, was the main throughway for Pilgrims heading for Rome from beyond the Alps. Today, Via Francigena is a regulated and signposted walkway that runs the 945 km (587 miles) connecting Gran San Bernardo to the italian capital.

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/WINE

Luce 2013 Armonia tra potenza del Merlot e suadenza del Sangiovese. harmony between the power of Merlot and seductive appeal of Sangiovese. L’annata sarà ottima, lo si capisce già prima della raccolta.

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Even before the harvest this promised to be a superb vintage.


Oggi, dopo oltre due anni dalla ventunesima vendemmia, Luce 2013 sta ancora affinando in bottiglia. Dagli ultimi assaggi, gli aromi sono complessi ed intriganti con una bocca concentrata ed elegante: ci sono già tutte le caratteristiche di una grande annata, con una perfetta armonia tra la potenza del Merlot e la suadenza del Sangiovese. Pazienteremo fino a maggio 2016 per avere la conferma nel bicchiere di queste bellissime premesse.

Vendemmia Merlot inizia l’11 settembre Vendemmia Sangiovese termina il 9 ottobre Metodo di raccolta manuale, intra-parcellare Aromi complessi ed intriganti Bocca concentrata ed elegante

La vendemmia Nella Tenuta di Luce la vendemmia è stata condotta parcella per parcella: sono state raccolte esclusivamente le uve al perfetto grado di maturazione, lasciando ai giorni successivi le aree più tardive. Un metodo di raccolta complesso che privilegia l’esatto momento in cui l’uva è davvero pronta per essere vendemmiata.

Luce 2013 Merlot harvest began 11th September Sangiovese harvest concluded 9th October Harvest method by hand, parcel-specific Aromas complex and fascinating Palate concentrated and elegant

Il Merlot È stato il Merlot il varietale più precoce e vendemmiato per primo, nella seconda decade di settembre. Il tempo era leggermente coperto, con temperature diurne tra i 24 e i 25°C; le notturne, tra i 15 e i 16°C. La vendemmia mattutina ha consentito la raccolta dell’uva ancora fresca, garanzia di un maggiore controllo della fermentazione. I grappoli raccolti rigorosamente a mano, dopo un’attenta doppia selezione al tavolo di cernita, hanno iniziato naturalmente la fase di fermentazione. Intanto, gli acini lasciati ancora sulla pianta potevano godere di un clima stabile, che alternava giornate leggermente coperte ad altre più soleggiate. Lo stato sanitario delle uve era perfetto, facendo sì che si sia potuta aspettare con calma la corretta maturità fenolica, con giusto grado zuccherino e buona acidità.

LUCE 2013 Today, more than two years since its 21st harvest, Luce 2013 is still maturing in the bottle. The most recent tastings reveal complex, intriguing aromas and a concentrated, quite elegant body. All the components of a great vintage are in place, and the wine displays a magisterial balance between the power of Merlot and the sensuous appeal of Sangiovese. We shall continue to exercise patience as we wait for May 2016 for an actual “in-the-glass” confirmation of the qualities of this seductive taste preview. Harvest Within Tenuta di Luce, the vineyards were handpicked parcel by parcel, and only perfectly-ripe grapes were chosen, leaving the others to ripen on the vines for a subsequent picking. It is a complex process, but it guarantees the precise moment in which the grape is truly ready to be harvested.

Merlot Merlot, the earliest-ripening grape varietal, is harvested in the middle of September. The weather was slightly cloudy, with temperatures of 24-25°C (75.2-77°F) during the day and 15-16°C (59-60.8°F) at night. Early-morning picking ensured that the grapes were still crisp and fresh, which provides greater control over the fermentation. The clusters were picked and rigorously quality-selected by hand, twice, on sorting tables, and then the pressed juice begins to naturally ferment. In the meantime, the berries left on the vine enjoyed stable weather conditions, with slightly cloudy days alternating with sunny conditions. The berries were sound and healthy, so we could wait for just the right degree of physiological ripeness, with just the right levels of sugar and acidity.

Il Sangiovese La raccolta del Sangiovese è iniziata ai primi d’ottobre; le temperature notturne si erano intanto leggermente abbassate (tra i 10 e i 14°C), l’uva al mattino era particolarmente fresca: l’ideale perché si conservasse intatta fino in cantina, iniziando lentamente a fermentare, preservandone al meglio gli aromi fruttati. La ventunesima vendemmia di Luce si è conclusa il 9 ottobre con la raccolta nelle parcelle più alte della Tenuta: a 430 metri la ventilazione è maggiore, le temperature massime meno elevate, i tempi di raccolta possono spingersi in avanti. Ecco perché abbiamo aspettato fino alla prima decade di ottobre, giornate perfette anche per il calendario biodinamico e momento ideale per le uve più tardive.

Sangiovese The harvesting of Sangiovese began in early October. The nighttime temperatures dropped slightly to 10-14°C (50-57.2°F), and in the morning, the grapes were particularly crisp and fresh, which meant that they maintained their qualities until they arrived in the cellar, where they slowly began their fermentation, preserving the whole panoply of their aromas to the fullest degree. The 21st vintage of Luce ended on the 9th of October in the estate’s highest vineyard parcels; here, at an elevation of 430 meters, where the grapes enjoy the best ventilation and the lowest maximum temperatures, the picking went into “top gear”. This is precisely why we waited until the first third of October for those picture-perfect days, from a biodynamic point of view, the ideal moment for our late-ripening grapes.

In cantina Abbiamo lasciato i lieviti indigeni a fermentare. La raccolta sfalsata delle uve implica uno scarto anche in questa prima fase: mentre il Sangiovese fermentava regolarmente, il primo Merlot, in macerazione, costruiva la propria struttura fenolica. I profumi fruttosi risultavano già potenti, con grande concentrazione e tannini di alta qualità.

Wine-cellar We let the natural ambient yeasts ferment. The differential harvesting influenced this stage too, for while the Sangiovese was fermenting satisfactorily, the previously-picked Merlot was still macerating, gradually building its phenolic structure. The fruit-rich fragrances were overpowering, the body concentrated, the high-quality tannins exerting their influence.

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Uncommon Journeys, Memorable Encounters Luce della vite magazine n. 0 / 2015

Direttore responsabile / Editor in Chief Michele Drusian Concept e Realizzazione editoriale / Concept and Editorial Design Itaca Comunicazione, Milano Coordinamento / Editorial Coordination Ester Bachis Art Direction Luana Gessaghi Testi / Copy Ilaria Russo Daniel De Filippis (New York, Nantucket, London, Taipei) Paolo Pedrazzini (Movie, Hamburg, Seoul, Hanoi) Redazione / Editing Ilaria Russo Traduzione / Translation Daniel De Filippis Francesca Ciammitti fotografie / Photos Archivio Luce della Vite Alessandro Castiglioni Stampa / Printing Grafiche dell’Artiere Via Luciano Romagnoli, 5/2 Bentivoglio (BO)

Finito di stampare 15/1/2016


Luce della vite. La gamma / Luce della vite. the range

Luce della vite

la vite Lucente

Luce Brunello

grappa di luce


A new vintage is on its way Luce 2013

Profile for Itaca Comunicazione

Luce Outsider 2015  

Il magazine di Luce della Vite che racconta la Ventesina Vendemmia di un vino unico.

Luce Outsider 2015  

Il magazine di Luce della Vite che racconta la Ventesina Vendemmia di un vino unico.

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