


Imprimatur
✠ Giovanni Mosciatti


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✠ Giovanni Mosciatti








arissim , quella che sto per raccontarti è una storia ac
caduta al tempo dell’imperatore Augusto, poco più di duemila anni fa. Essa ha portato una tale novità nella vita degli uomini e della società da dividere la storia in due: prima di Cristo (a.C.) e dopo Cristo (d.C.).
Quando Gesù nacque, gran parte del mondo allora conosciuto era sotto il dominio di Roma.
Finalmente dopo tanti sconvolgimenti, distruzioni, lutti a causa di guerre, e perfino di guerre civili, l’Impero romano stava vivendo un periodo di pace sotto il governo di Augusto.
Era una pace tanto attesa.
Guerre e violenze di ogni genere, infatti, avevano destato un diffuso e profondo desiderio di un nuovo inizio cui aveva dato voce il poeta Virgilio.



In una sua opera, composta circa quarant’anni prima della nascita di Gesù, egli aveva annun
ciato «la nascita dal cielo di una nuova stirpe». Con quel bambino che stava per nascere sarebbe finita l’età del ferro, cioè delle guerre e della violenza, e sarebbe iniziata l’età dell’oro, della tanto desiderata pace. Quella nuova stirpe poteva venire solo dall’alto del cielo.
Ben prima di Virgilio il profeta Isaia aveva in
vocato il Signore perché venisse a rinnovare la terra: «Se tu squarciassi i cieli e scendessi!».
Il cielo si aprì e Dio venne ad abitare in mezzo a noi
Gesù nacque in una regione periferica dell’Impero romano; nessuno se ne accorse, eppure proprio lì, in una povera stalla, con quel bambino nato da Maria iniziava una nuova creazione che, come la prima, era opera di Dio.
All’inizio del mondo Egli aveva creato Adamo, ma ora mandava nel mondo il suo stesso Figlio





per fare conoscere agli uomini il Suo amore di Padre.
Quando a trent’anni Gesù iniziò la sua missione, scelse alcuni uomini perché stessero con lui come amici.
Leggendo questa storia, immagina di essere tu uno di quegli amici che, attratti da Gesù, avevano lasciato tutto per seguirlo. Spesso non capivano le sue parole, eppure era bello stare con lui, ascoltarlo, guardare stupiti i suoi gesti, le sue azioni, il suo modo di vivere.
Sapevano che era il figlio di Giuseppe e di Maria, ma non era come gli altri uomini: c’era qualcosa in lui di insolito, di eccezionale, di sorprendente, di singolare.
Quante volte con gli occhi sgranati si erano chiesti: «Ma chi è costui? Da dove viene? Come fa ad essere così?».
Anche alcune donne furono attratte da quell’uomo così diverso dagli altri.
A quel tempo le donne godevano di ben scar



sa considerazione e spesso erano trattate e usate come cose e poi disprezzate. Da Gesù, invece, si sentivano guardate con un rispetto, una tenerezza e un amore mai conosciuti, guarite dalle loro infermità fisiche e dell’anima. Da lui si sentivano accolte e comprese, perché sapeva leggere, nella profondità del loro cuore, la loro fame e sete di vita. Così scoprivano che loro erano preziose, uniche ai suoi occhi.
Quei primi discepoli, uomini e donne, non solo lo seguirono per tre anni, ma lo videro dopo la sua risurrezione dai morti. Fu una donna –pensa: allora le donne non potevano testimoniare ai processi – ad essere la prima testimone della risurrezione, a sentire per prima la voce di Gesù che la chiamava per nome.
Proprio da questo fatto, il più grande e incredibile che sia mai accaduto, inizia il racconto di questa affascinante storia. Una storia veramente dell’altro mondo, accaduta in questo mondo, viva ancora oggi.












«Hanno portato via il
Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l’hanno posto».
Maria di Màgdala entrò di corsa nella stanza dove si trovavano Pietro e Giovanni.
Con il cuore in subbuglio raccontò che alle prime luci dell’alba si era recata al sepolcro e aveva trovato la pietra ribaltata.
Senza indugiare un attimo, Pietro e Giovanni si alzarono e corsero insieme verso il sepolcro. Giovanni, che era più giovane, corse più veloce e giunse per primo, ma non entrò e attese il suo arrivo.
Pietro arrivò poco dopo, entrò e Giovanni dietro di lui. Nella caverna scavata nella roccia non c’era nessuno; per terra giacevano le bende in cui

era stato avvolto il corpo di Gesù e, in un angolo, piegato, il sudario che gli era stato posto sul volto, ma lui non c’era.
Ripresero la strada verso casa. Ciò che aveva detto Maria era vero, ma che fine aveva fatto il corpo di Gesù? Quanti pensieri si affollavano nella loro mente!
Maria, invece, che nel frattempo era tornata al sepolcro, era rimasta lì e piangeva sconsolata. Era molto affezionata a Gesù e lo seguiva ovunque da quando l’aveva liberata da sette demoni che la facevano soffrire senza sosta. Aveva in cuore la gratitudine e la gioia di chi sa di essere stato salvato: da allora si era messa al servizio di Gesù e dei suoi discepoli.
Con gli occhi offuscati dalle lacrime guardò ancora una volta dentro il sepolcro, quasi volesse accertarsi che fosse veramente vuoto.
Vide due angeli che le chiesero: «Donna, perché piangi?».
Era talmente sconvolta che quella apparizione
non la distolse dall’unico pensiero che dominava la sua mente: dov’era il suo amato?
«Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno posto».
Detto questo si voltò e vide davanti a lei un uomo che a sua volta le chiese:
«Donna perché piangi? Chi cerchi?».
Maria pensò fosse il custode del giardino: forse era stato proprio lui a rotolare la pietra posta davanti al sepolcro e a portare via il corpo di Gesù.
Con voce supplichevole gli rispose:
«Signore, se l’hai portato via tu, dimmi dove lo hai portato e io andrò a prenderlo».


«Maria!».
Solo quando si sentì chiamare per nome, Maria riconobbe Gesù.
Sentì il cuore battere forte e scoppiare di gioia:
Gesù era lì, davanti a lei, vivo. Lo abbracciò; avrebbe voluto stare a lungo con lui, ma Gesù le disse: «Non trattenermi perché non sono ancora salito al Padre; ma va’ dai miei fratelli e di’ loro: “Salgo al Padre mio e Padre vostro, Dio mio e Dio vostro”».
Chiamò proprio così i suoi amici: «i miei fratel
li», figli dello stesso Padre, «Dio mio e Dio vostro».
Sulle ali di una incontenibile gioia Maria corse

verso la casa dove stavano i discepoli.
Quando entrò, dal suo volto e dai suoi occhi che brillavano capirono che portava una lieta e incredibile
notizia: «Ho visto il Signore».
















Anziani: gli anziani godevano di una autorità incontestata nel mondo ebraico e i più venerabili, saggi e potenti formavano il consiglio degli anziani.
G erusalemme: era il centro religioso degli Ebrei.
Qui aveva sede il tempio, luogo di culto per eccellenza, di cui erano incaricati i sacerdoti a capo dei quali vi era il sommo sacerdote.
Nel tempio erano custodite le Tavole della legge, con i dieci comandamenti dati da Dio a Mosè sul monte Sinai.
Durante l’anno, il sabato gli abitanti di una città o di un villaggio si recavano nella sinagoga, luogo di incontro, di spiegazione della parola di Dio e di preghiera.


Giudei: letteralmente il termine indica gli abitanti della Giudea. Nei Vangeli il termine Giudei definisce talora gli Ebrei più attaccati alla lettera della legge di Mosè. Per questo erano ostinatamente ostili a Gesù e increduli sui segni che compiva. Altri invece, colpiti dalle parole di Gesù, gli credettero.
M essia: il termine Messia significa “unto” e corrisponde al greco “Cristós”. Nell’Antico Testamento l'unzione veniva conferita a persone che dovevano rivestire ruoli particolari come il re, il profeta o il sacerdote. Nel tempo, il termine Messia fu riferito a colui che il Signore avrebbe inviato per liberare il suo popolo.
Quando Gesù nacque, il popolo di Israele soffriva l’occupazione del Paese da parte dell’Impero romano e per questo era grande l’attesa del Messia che avrebbe instaurato nuovamente il regno di Israele. Diranno i due discepoli di Gesù diretti a Emmaus: «Noi speravamo che fosse lui a liberare Israele»; gli apostoli dopo la risurrezione chie





Le immagini che illustrano questa Storia di Gesù sono tratte da codici miniati, libri scritti e decorati a mano. Essi erano prevalentemente destinati alle celebrazioni liturgiche, al canto dei monaci, e perciò dovevano essere riflesso dello splendore e della bellezza di Dio per disporre il cuore e la mente all'amore per Gesù.
I fatti della sua vita erano raffigurati negli incipit figurati (la lettera con cui inizia una frase) o in grandi tavole.
Ecco alcuni esempi di incipit figurati, tratti dai codici miniati conservati nel Museo Diocesano di Imola. Nella lettera iniziale (incipit) è contenuta una scena, legata al tempo liturgico, suggerita dall’antifona o da un versetto della Bibbia.




















gli odissei sono libri attenti alla leggibilità, dedicati a tutti i lettori, perché siamo tutti compagni di Ulisse!
Abbiamo curato ogni dettaglio (scelta della carta, impaginazione, interlinea, font, spaziature, allineamenti, colori e lunghezza delle righe) perché la lettura possa essere gustata al meglio. Scopri di più su www.itacaedizioni.it/gli-odissei

Eugenio Dal Pane

Storia di Gesù. Un dono disceso dal cielo www.itacaedizioni.it/storia-di-gesu
Prima edizione: agosto 2025
© 2025 Itaca srl, Castel Bolognese Tutti i diritti riservati
ISBN 978-88-526-0807-0
Progettazione grafica e impaginazione:
Daniela Dal Pane, Isabel Tozzi
Referenze fotografiche:
E l’avventura non finisce qui!
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Troverai attività, approfondimenti, proposte per ragazzi, catechisti, genitori ed educatori!
Si ringraziano per la gentile concessione di immagini e fotografie: Museo e Pinacoteca Diocesani di Imola, foto S. Orselli;
Custodia Terrae Sanctae
Altre referenze fotografiche:
Getty’s Collection · Shutterstock.com · Archivio Itaca
Stampato in Italia da D’Auria Printing, S. Egidio alla Vibrata (TE)

Col nostro lavoro cerchiamo di rispettare l’ambiente in tutte le fasi di realizzazione, dalla produzione alla distribuzione. Questo prodotto è composto da materiale che proviene da foreste ben gestite certificate FSC‰, da materiali riciclati e da altre fonti controllate. Utilizziamo materiale plastic free, inchiostri vegetali senza componenti derivati dal petrolio e stampiamo esclusivamente in Italia con fornitori di fiducia, riducendo così le distanze di trasporto.



COLLANA
GLI ODISSEI
Viaggi in compagnia di persone e storie alla scoperta di sé e del mondo.
Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza.
Dante

¤ 18,00
I due discepoli si dissero l’un l’altro:
“Non ci ardeva forse il cuore nel petto mentre egli conversava con noi?”
Lc 24,32
Nella storia è accaduto un fatto unico: la risurrezione di Gesù. Questa buona notizia è stata diffusa da coloro che ne erano stati testimoni oculari. Tutta la loro vita sarebbe stata spesa per portare ovunque e a tutti, con la forza e la grazia data loro dallo Spirito Santo, questo annuncio: Cristo ha vinto il male e la morte.
Di qui, dalla risurrezione inizia questa Storia di Gesù che ne ripercorre l’infanzia, gli incontri, le parole, i fatti, che si fissarono nella memoria di quei primi amici che li trasmisero perché ogni uomo potesse accoglierlo come il grande amico della propria vita.

Questa storia è custodita nei Vangeli e nei luoghi della Terra Santa dove Gesù ha vissuto la sua vita terrena.
Ad essi è dedicata l’appendice: Sulle orme di Gesù.
Le storie deLLa BiBBia

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