Cristo dentro - anteprima

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CRISTO DENTRO Fotografie di Pino Rampolla

A cura di Francesca Sadowski, Pino Rampolla, don Eugenio Nembrini


Ringraziamenti Si ringrazia il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (DAP) e in particolare la dott.ssa Assunta Borzacchiello, direttore dell’Ufficio Stampa e Relazioni Esterne, per la preziosa collaborazione. Si ringraziano inoltre le Direzioni degli Istituti Penitenziari di: Cassino Civitavecchia Nuovo Complesso Civitavecchia Passerini Frosinone Latina Nisida Porto Azzurro

Rebibbia Nuovo Complesso Rebibbia Reclusione Rebibbia Terza Casa Rebibbia Femminile Regina Coeli Rieti Saluzzo Velletri

Questa pubblicazione, finalizzata alla raccolta di fondi per la creazione di borse lavoro destinate ai detenuti e a progetti di reinserimento, è stata realizzata grazie al contributo di

Cristo dentro Fotografie di Pino Rampolla A cura di Francesca Sadowski, Pino Rampolla, don Eugenio Nembrini www.itacaedizioni.it/cristo-dentro Prima edizione: novembre 2016 © 2016 Itaca srl, Castel Bolognese © 2016 Libreria Editrice Vaticana per la lettera di papa Francesco Tutti i diritti riservati ISBN 978-88-526-0510-9 Itaca srl via dell’Industria, 249 48014 Castel Bolognese (RA) - Italy tel. +39 0546 656188 fax +39 0546 652098 e-mail: itaca@itacalibri.it in libreria: www.itacaedizioni.it/librerie on line: www.itacalibri.it Cura editoriale: Cristina Zoli Progetto grafico: Ernesto Marina www.ernestomarina.it Grafica di copertina: Andrea Cimatti Finito di stampare nel mese di novembre 2016 da Ge.graf, Bertinoro (FC)


Cari amici, san Pietro e san Paolo, i fondatori della Chiesa di Roma, della quale sono Vescovo, hanno conosciuto la prigionia. Sono Sono stati carcerati. Ogni volta che varco la porta orta di un carcere, guardando i volti delle persone che incontro, incontro penso sempre: perchĂŠ loro e non io? Siamo tutti peccatori, bisognosi della misericordia di Dio che ci solleva, ci perdona e ci dĂ speranza. Grazie per il dono di questo libro. Vi abbraccio, vi sono vicino, vi porto tutti nel cuore, vi benedico, prego prego per voi e per le vostre famiglie. Chiedo hiedo a voi di pregare per me.

FRANCESCO


«Dio è dentro con loro. Nessuna cella è così isolata da escludere il Signore; il suo amore paterno e materno arriva dappertutto» (Papa Francesco). Come questo sia vero lo abbiamo sperimentato in questi anni, negli incontri con tanti detenuti che, attraverso il linguaggio del corpo e con il racconto, ci hanno detto del loro incontro con Dio. Incontro possibile perché risposta alla domanda del loro cuore. Non c’è risposta e quindi non c’è incontro con Cristo, senza la domanda.

E proprio dalla provocazione del tatuaggio, da queste preghiere, grida, domande, bisogni e infine certezze stampate indelebilmente sulla pelle, spesso con strumenti non adeguati, che hanno suscitato un dialogo, un confronto e in alcuni casi un cammino insieme, è nata l’idea di realizzare un libro che raccogliesse le immagini tatuate e le testimonianze di come Gesù sia presente e incontrabile ovunque e nella vita di ciascun uomo. Anche lì, dove il mondo pensa non esista speranza e non esista un bene. Francesca Sadowski, Pino Rampolla, don Eugenio Nembrini


“Io potrò mai essere felice?” È iniziata da lì la mia avventura nelle carceri, da questa domanda di Riccardo. Cosa rispondere a uno che è in carcere e che ha commesso il male? Il cuore di tutti gli uomini desidera la felicità, ma occorre che questo desiderio non venga soffocato, annientato, tradito. Con Riccardo è iniziata un’amicizia che dura da anni e che si è allargata a tanti. A tutti la sola cosa che mi sono sentita di testimoniare è che quello che avevo incontrato io era la risposta anche per loro. La risposta al desiderio della felicità è Gesù. Gesù che arriva al cuore di ogni uomo qualunque cosa abbia fatto e ovunque si trovi. Ed è questa certezza che consente di mettere in atto anche iniziative concrete come borse lavoro, volontariato, attività per favorire l’educazione al lavoro e il reinserimento con la consapevolezza che è la libertà di ciascuno che si mette in gioco. Questa amicizia grande mi ha fatto seguire alcuni nel loro peregrinare in varie carceri: Marassi, Opera, La Spezia, Padova, Massa, Alessandria, Saluzzo, Porto Azzurro e soprattutto mi ha fatto sperimentare la Misericordia di cui io per prima ho bisogno tutti i giorni per vivere.

Un giorno, dopo aver visto la “correzione” del tatuaggio di Massimiliano e aver letto tante lettere sue e di altri, io e don Eugenio ci siamo resi conto che noi stavamo guardando Dio all’opera e che sarebbe stato bello farlo vedere anche agli amici. E così, una sera a Roma, abbiamo proposto al nostro amico Pino Rampolla di fotografare i tatuaggi a tema religioso e di aiutarci a raccogliere, dove possibile, le testimonianze di chi aveva impresso sulla pelle e nel cuore la domanda di Dio e la sua amicizia. Abbiamo preso spunto da una frase di papa Francesco e, grazie alla collaborazione di direttori, cappellani ed educatori, Pino Rampolla ha iniziato a fotografare i detenuti in varie carceri italiane. Ci siamo resi conto quasi subito che stava accadendo qualcosa di bello, soprattutto per noi, e non abbiamo fatto altro che seguire la realtà che si rendeva evidente davanti a noi. Il libro è venuto di conseguenza, senza nessuna premeditazione. Queste foto sono solo un esempio, sicuramente ci sono tanti detenuti e detenute che potrebbero far parte di questo libro. Mi auguro che tutti, in ogni carcere, sia coloro che scontano la pena, sia coloro che in quel luogo lavorano, possano tenere vivi la domanda e il desiderio con la possibilità di riconoscere Cristo che ogni giorno si propone al cuore. Francesca


Emanuele Sono un cristiano molto devoto, ho voluto tatuare la croce su un teschio, proprio per significare che il Bene sovrasta il male. Sapere che la Croce ha vinto il peccato e il male è una consolazione; per noi che siamo in carcere la Fede è una grande protezione.


Stefano Ho dedicato questo mio tatuaggio del volto di Cristo a un mio fraterno amico morto in un incidente stradale. Era l’unico amico che avevo, dopo che è morto mi è rimasto solo un Amico e me lo sono tatuato sulla schiena.

“L’Amico è come il sole, lo vedi o non lo vedi Lui c’è sempre”. Non occorre fotografarmi il volto, quello che conta di me è sulla mia schiena.


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